Le patologie della tiroide sono molte e riconoscono
diverse cause.
Per semplicità verranno suddivise a secondo dell’alterazione
della quota di ormoni tiroidei circolanti.
Si parlerà perciò di ipotiroidismo e di ipertiroidismo. Si
noti che i sintomi saranno di segno opposto, ad esempio
nell’ipertiroidismo si ha un aumento dell’eccitabilità,
mentre nell’ipotiroidismo si ha un rallentamento
psico-motorio.
I disturbi tiroidei frequentemente causano un
ingrossamento della ghiandola tiroidea e/o causano la
crescita di uno o più noduli (masse nella tiroide). Quando
l’ingrossamento della tiroide aumenta al punto che si può
osservare una massa a livello della faringe, esso è
chiamato gozzo. Qualche volta questo ingrossamento sarebbe
dolente e può causare al paziente la percezione di avere
qualcosa bloccata nella gola o di avere difficoltà a
deglutire.
Il nodulo tiroideo costituisce la più frequente
patologia tiroidea e come tutte le malattie della Tiroide
incide più frequentemente nella donna rispetto all'uomo
colpendo circa il 6,4 % di quelle con età tra i 30 ed i 59
anni. In realtà probabilmente la sua incidenza è ancor più
alta (nei riscontri autoptici si arriva quasi al 50% dei
casi) ma non diagnosticata per assenza di sintomatologia. La
sua prevalenza nella popolazione generale aumenta
progressivamente con l'età e talvolta si accompagna ad un
ingrandimento della ghiandola (gozzo)
Il gozzo è un'ipertrofia
spesso compensatoria della ghiandola tiroidea
particolarmente frequente in zone a scarso contenuto iodico
nella dieta.
Il tumore
della tiroide è provocato dalla crescita anomala di un
gruppo di sue cellule, e può essere sia benigno sia maligno
(in questo caso si parla più propriamente di cancro).
Il sintomo più comune del tumore
della tiroide è un nodulo isolato all'interno della
ghiandola, che si sente tra le dita se si tocca il collo in
corrispondenza dell'organo. Non tutti i noduli tiroidei
nascondono però forme di
cancro, anzi: spesso sono il segno
della cosiddetta iperplasia tiroidea, ovvero una forma
benigna di crescita ghiandolare.
Test per controllare la Tiroide:
http://www.testsalute.it/test/tiroidetest.asp
Sindrome
infiammatoria chiamata "Asia" scatenata dai
vaccini
!
ASIA_Sindrome
infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le
infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo di sintomi,
che i
medici impreparati
allopati chiamano erroneamente "malattie"....
IMPORTANTE NdR:
La malfunzione tiroidea, nasce dalle
infiammazioni
intestinali che determinano
malassorbimento e
malnutrizione
cellulare e quindi
intossicazione,
infiammazione e
stress ossidativo, in questi casi, alla ghiandola
tiroidea, ma potrebbero attivare altre malfunzioni ad altre
ghiandole, organi e sistemi.
NON avere infiammazioni intestinali significa stare sempre
bene e non avere problemi di salute.
E le infiammazioni intestinali, si creano specialmente per:
-
Alimentazione inadatta
-
Stress cronico
- farmaci utilizzati
ma e soprattutto con i
VACCINI, anche
quelli effettuati fin da piccoli che oltre a possibili
ischemie, intossicazioni,
mutazioni
genetiche, producono in TUTTI soggetti
vaccinati, chi piu' chi meno, alterazioni del
pH digestivo, del
sistema degli enzimi e quello della
flora batterica...con
tutte le conseguenze del caso; queste infiammazioni possono
trascinarsi anche per tutta la vita e sbocciare anche in un
cancro, o qualunque
altra malattia anche invalidante.
Come mai non se ne parla MAI in
medicina allopatica
(ufficiale) ???
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TIROIDE: IPO od IPER tiroidismo ?
I vostri
capelli sono asciutti
come un pagliaio
? Quando vi guardate
allo specchio, le
estremità delle vostre sopracciglia
stanno
scomparendo ? Avete
guadagnato peso
senza cambiare la vostra dieta
? Avete problemi
ad alzarvi dal letto
al mattino ?
Siete fisicamente
inattivi ? Avete
i piedi e le mani fredde ?
Siete
demoralizzati o depressi ?
Nessuna voglia di
lavorare o di pensare ?
Avete la pelle
secca, gli occhi gonfi,
stitichezza,
colesterolo alto ?
Se così e’, questi
potrebbero i sintomi di uno dei milioni
di pazienti
europei
inconsapevolmente malati alla
tiroide.
Il rischio è
ancora maggiore se si è
una donna di
tipo europeo, con
più di 60 anni, con
i membri della famiglia
che hanno od avuto
problemi alla tiroide,
o se si mangia
troppo pesce piccolo.
La malattia e’
mal diagnosticata e mal
curata
Le malattie della
tiroide sono mal diagnosticate
e trattati ancora
peggio dal sistema
medico ufficiale.
In effetti, il nostro sistema
medicale è organizzato
per il trattamento
di massa:
un sintomo della
malattia =
= un medicamento-farmaco
I Problemi alla tiroide
sono complessi.
Non vanno mai messi, con
misure standard,
trattamenti di massa, adatti a tutti, come la
vitamina D e gli
omega-3.
Non vi è
forse nessun altro
settore della medicina
in cui possiamo dire
con molta
certezza che ogni paziente
è unico.
Una diagnosi
assurda
Se si va sul
grande enciclopedia medica
pubblica "Medicina",
e si digita il record
"tiroide" si può
leggere che i
"normali" valori
del TSH (l'ormone che
stimola la
tiroide)
"Sono tra circa
0,15 e 5
mIU / L
[1] "
Se fate i conti,
ciò corrisponde a
un multiplo di
1-33 tra il
valore basso "normale"
e il
"normale" alto
valore TSH
!
Questo è ridicolo.
Immaginate di essere
uno dei due a
parlare di cuocere una
torta e sulla
ricetta, è scritto:
"La buona
temperatura del forno deve essere
compresa tra circa 30
° e 1000
° C.
"Tu dedurrai che
quel libro è
stato scritto da un pazzo,
o che ci sia
un errore di battitura.
Ma è assurdo come
indicazioni sulle quali
si basano molti
medici per curare i loro
pazienti o meno
della tiroide ...
siano cosi errate….
Ecco una storia vera:
Due pazienti si recano
a prendere i
risultati dei test in laboratorio,
perché si lamentano
di affaticamento
e altri sintomi di
ipotiroidismo.
Uno ha letto
sulla sua scheda ce i valori sono di
0.15 HRT,
l’altro ha un valore a 5.
Il buon medico
non si pone
questione e legge i
risultati, ed
entrambi tornano a casa
dicendo credendo che
i loro valori sono "normali"
... Mentre uno è
33 volte
inferiore rispetto agli altri
TSH ...
E purtroppo,
questa non è una "bufala".
Ecco come
funziona il sistema medicale oggi
nel 2014 !
In altre parole,
se si pensa di avere
problemi alla tiroide,
a meno che non si
dispone di un ottimo medico
che ha fatto lo
sforzo di pensare e
guardare il vostro
sfondo e le cause,
non vi sono altre
scelte, ma per cercare di capire
che cosa fare.
L'ABC della
tiroide
La tiroide è una
piccola ghiandola che pesa
circa 30 grammi
negli adulti. Esso
ha la forma di
una farfalla ed è situato
alla base del
collo. Il suo ruolo
è quello di rendere
gli ormoni che
regolano il metabolismo
tutto, vale a
dire, la vostra produzione
di energia.
I principali
ormoni prodotti dagli ormoni
tiroidei sono
T4 e T3,
che è facile da
ricordare.
Nel linguaggio
medico, essi sono chiamati
triiodothyroïne (T3)
e tiroxina (T4).
Le cellule di
quegli ormoni, sono in grado di
produrre l'energia per far
circolare il sangue,
i muscoli si
contraggono, per trasformare il
vostro cervello.
Questo è il
motivo per cui le persone
che non hanno
l'ormone tiroideo con tocco
morbido.
Si dice che
soffrano di ipotiroidismo.
Parliamo solo di questo ultimo
sintomo, perché è
molto più comune (4 su
5 casi) il
problema inverso, ipertiroidismo,
che dà i sintomi
opposti (nervosismo,
perdita di peso,
aumento della frequenza cardiaca).
La tiroide produce
T3 e
T4, ma non è
lei che decide di
avviare o
interrompere la produzione. Si
tratta di una ghiandola
nel cervello, e
più precisamente nella
ghiandola pituitaria,
che controlla la
tiroide per avviarla od arrestarla.
A tale scopo,
essa stessa produce una sostanza
che invia nel sangue
e che fa
innescare l’avvio
della tiroide.
Questa sostanza si chiama,
stimolante ormone
tiroideo, quasi
sempre denominato
con l'acronimo
TSH (come si dice in
inglese "ormone
stimolante la tiroide").
Una volta che il
tasso di T4 e
T3 nel sangue
aumenta, si inibisce la
ghiandola pituitaria,
che cessa di
produrre TSH.
Quando i tassi
scendono, la ghiandola
pituitaria inizia
a produrre TSH,
che aumenta
(se tutto va bene)
la produzione di
T3 e T4. E
'quindi un ciclo
"feedback negativo".
Quando il TSH
nel sangue e
vediamo che il tasso
è eccessivamente alto,
si presume che si
avrà probabilmente l’azione di
perdere gli ormoni tiroidei T3 e
T4, ed
è per questo che
la vostra ghiandola pituitaria
s 'è imballata.
Ho detto "scontato"
che "probabilmente
manca" T3
e T4, perché il
solo TSH
non può assolutamente essere
sufficiente per confermare la
diagnosi.
Le cose sono
molto complicate, perché, come ho
spiegato nell'introduzione,
ognuno di noi ha
i suoi "normali"
livelli di TSH.
Inoltre, è anche difficile
determinare quale sia
il livello "giusto"
di T3 e T4
nel sangue. Una
porzione della proteina
secreta dagli
ormoni si lega e
non può essere identificata
direttamente,
un'altra parte rimane
"libera" nel
sangue; T4
ha bisogno di essere convertito in
T3 per il suo
ruolo nel metabolismo,
ma che viene solo
in parte raggiunto e,
per coronare il tutto,
T3 e
T4 hanno
una emivita molto
differente, cio’ vuol
dire che quando
agiscono essi non
scompaiono con la
stessa velocità.
A seconda di quando
si effettua il
mix, in modo da poter
ottenere tutte le
possibili configurazioni, e quindi
l'interpretazione dei risultati
è molto complicata
per non dire altro
...
Abbiamo sempre bisogno di un
buon medico, che li sappia interpretare.
È per questo che
l'unico modo per diagnosticare
l'ipotiroidismo è
veramente una
osservazione accurata e
attenta del
paziente che unisce
auscultazione,
interrogatorio, e
quindi solo
l'analisi dei
risultati del sangue
in consultazione
successiva da un
medico serio e capace.
Chiunque vi offre
un metodo semplice
e unico per
determinare se si dispone di
problemi alla tiroide
è un ciarlatano,
che porta il
titolo ufficiale del
medico,
naturopata, omeopata
o altro, sia esso
un sito web, un
blog, un articolo
di giornale o
un annuncio.
Naturalmente, le ultime
ricerche indicano
che il valore medio di
TSH nelle persone
sane è compreso tra
0,5 e 2,5
nel 90% dei casi,
il che significa
che tutto quello che viene fuori
di questo intervallo
è sospetto.
Ma anche se è
raro, alcune persone si sentono
come a posto con
un TSH 6.
Gli altri si sentono
come una lumaca
in quanto superano
2.
Si tratta di un'area
da affrontare
senza pregiudizi. Tuttavia,
se avete chiaramente
sintomi di ipotiroidismo,
predisposizione familiare,
l'auscultazione
che la tua tiroide
dice che ha preso
il volume e il
tuo TSH è
alto (oltre
3), in
questo caso
ovviamente, occorre riordinare il
tutto.
Tratto da:
sante-nature-innovation.fr
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INDAGINI sulla TIROIDE
Le indagini sono sia laboratoristiche che strumentali ed
eventualmente anche citomorfologiche.
INDAGINI di LABORATORIO
Valutazione della funzione
tiroidea attraverso il dosaggio del TSH (un piccolo ormone
ipofisario che controlla la Tiroide) e degli ormoni tiroidei
(frazioni libere circolanti) FT3, FT4. Il riscontro di un
aumento degli ormoni tiroidei (particolarmente dell'FT3)
potrebbe deporre per un nodulo iperfunzionante (adenoma
tossico) mentre valori bassi (FT4) con TSH aumentato sono
più tipici ad esempio di una tiroidite cronica autoimmune
con ipotiroidismo. In gravidanza la stimolazione da parte
della gonadotropina corionica (HCG) sulla tiroide nelle
prime settimane può determinare un fisiologico leggero
abbassamento del TSH (down regulation) da non confondere con
situazioni di ipertiroidismo. (NdR: il test del TSH
non e' preciso ne' indicativo di tutte le malfunzioni
tiroidee)
Dosaggio della Calcitonina:
utile identificare od escludere la presenza di un carcinoma
midollare della Tiroide.
Dosaggio degli anticorpi
antitireoglobulina (TgAb) e antitireoperossidasi (TPOAb): la
loro identificazione e titolazione aiuta ad identificare un
eventuale processo autoimmune cronico (Tiroidite di
Haschimoto).
INDAGINI STRUMENTALI
L'ecografia tiroidea ha un ruolo
molto importante. Evidenzia il nodulo tiroideo, le sue
dimensioni, la sua struttura e descrive anche il contesto
ghiandolare nel quale si trova; può inoltre descrivere la
presenza di linfoadenomegalie (ingrandimento dei linfonodi)
locoregionali (vicini).
L'eco-colo-doppler da
informazioni sulla vascolarizzazione del nodulo: una intensa
irrorazione sanguigna potrebbe essere sospetta ma è presente
anche negli adenomi iperfunzionanti del tutto benigni.
La TAC (Tomografia Assiale
Computerizzata) e la RMN (Risonanza Magnetica Nucleare) sono
utili talvolta nell'analizzare i rapporti della Tiroide con
gli organi e le strutture vascolari vicine oltre che nello
studio dei gozzi a sviluppo retrosternale.
La Scintigrafia Tiroidea
attraverso lo studio della captazione di un isotopo
radioattivo dello iodio aiuta a distinguere i noduli
autonomamente funzionanti (noduli caldi, ipercaptanti) da
quelli non funzionanti (noduli freddi) o isocaptanti
rispetto al resto della ghiandola. Questo esame è
assolutamente controindicato in gravidanza.
INDAGINI CITOMORFOLOGICHE
L'agoaspirato costituisce una
preziosissima indagine nella diagnosi differenziale tra
noduli tiroidei benigni e maligni. Con un ago e sotto
controllo ecografico si procede alla aspirazione del nodulo
e le cellule così asportate vengono E' importante che il
campione (il prelievo) sia adeguato ai fini della diagnosi
citologica. Non ha nessuna controindicazione in gravidanza e
come regola tutti i noduli palpabili di dimensioni superiori
ad 1 cm dovrebbero essere sottoposti a questa procedura.
Tratto da:
http://www.salutedonna.it/nodulo_tiroideo.htm
Commento NdR: pur essendo d'accordo nella necessita'
di controlli nel caso specifico, ricordo che alcune di
queste indagini sono INVASIVE
! quindi chiedete al vs medico quali sono i relativo
pericoli di ognuna di queste tecniche di indagine; inoltre
tutti questi test, non sono sufficientemente precisi per
diagnosticare tutti i problemi tiroidei.
La medicina Naturale
insegna di utilizzare un semplice ma efficace test di
"misurazione delle temperatura basale di Barnes", che
segnala qualsiasi malfunzione tiroidea, e che si fa in casa
propria al mattino prima di alzarsi; questo test ha una sua
storia che inizia nei primi anni del secolo 20esimo, come
riferisce in una sua pubblicazione del 1915
l'endocrinologo belga il dott. Eugene Hertoghe:
"l'ipertermia e' presente pressoche' invariabilmente anche
nelle forme piu' lievi di insufficienza tiroidea: Questi
pazienti, soprattutto i piu' giovani, si lamentano di freddo
alle mani ed ai piedi e non si scaldano mai neppure a
letto".
Questo e' cio' che il medico dott.
Raul Vergini dice e
ci scrive al riguardo:
Test della temperatura basale di Barnes:
Credo sia utile illustrare qui un test molto semplice ed a
costo zero e che meglio di tutti può darci un'idea della
reale attività metabolica del paziente e di conseguenza
informazioni attendibili per diagnosticare un eventuale
ipotiroidismo. Si tratta del cosiddetto Test della
Temperatura Basale di Barnes.
Questo test, misurando la temperatura corporea del paziente
a riposo, cioè in condizioni “basali”, ci consente di capire
se questo si trovi in uno stato ipometabolico, normale o
ipermetabolico. Poiché è la ghiandola tiroide che, come il
termostato di una caldaia, regola quanto il nostro organismo
consumi, cioè bruci calorie, ad una temperatura corporea
bassa corrisponderà una ridotta attività metabolica e quindi
uno stato di probabile ipotiroidismo.
Questo test fu messo a punto dall'endocrinologo americano
Dr. Broda Barnes che dedicò cinquant'anni della sua vita
allo studio della tiroide e alla cura dei pazienti
ipotiroidei. Egli dopo averlo confrontato con il test del
metabolismo basale ed averne riscontrato la validità, lo
pubblicò negli anni '40 su due importanti riviste mediche (JAMA
e Lancet). Esso si basa sul fatto che una diminuzione della
temperatura corporea è un sintomo assai frequente in caso di
ipotiroidismo, fatto già rilevato nel primo rapporto sul
mixedema del 1888.
Purtroppo il test di Barnes, pur avendo dimostrato la sua
superiorità su altri test, non è mai stato accettato dalla
medicina convenzionale ed oggi è utilizzato soltanto dai
medici che praticano
medicina naturale e quella che io chiamo
bio-endocrinologia, cioè il riequilibrio ormonale con ormoni
naturali bio-identici.
Prima di pubblicarlo Barnes testò la temperatura corporea di
oltre 2000 persone, sia orale, che rettale, che ascellare, e
concluse che quell'ascellare era la più affidabile per
questo scopo in quanto era meno influenzata da eventuali
processi infiammatori delle alte vie respiratorie o in caso
sinusiti croniche.
Il test dovrebbe essere effettuato dopo una notte di sonno
regolare senza cibo, agitazione o esercizio fisico per 12
ore. Inoltre il paziente non deve essere eccessivamente
coperto a letto perché il calore delle coperte potrebbe
falsare il risultato.
Il termometro da usare, preferibilmente quello classico a
mercurio o almeno quello in vetro ad alcol, dovrebbe essere
scaricato la sera e appoggiato sul comodino (al mattino non
va fatto nessun movimento brusco prima della misurazione,
quindi nemmeno scaricare il termometro). I termometri
elettronici sono meno indicati per questo tipo di test.
Al risveglio, prima di fare qualsiasi cosa, senza alzarsi o
muoversi troppo si prende il termometro dal comodino e lo si
posiziona nel cavo ascellare. Dopo almeno cinque minuti si
legge la temperatura e la si annota su un foglio. Il test va
ripetuto per almeno 3 giorni consecutivi.
Gli uomini, i bambini e le donne in menopausa possono
eseguire il test in qualsiasi giorno, mentre le donne in età
fertile (poiché la loro temperatura varia durante il ciclo
mestruale mensile) dovrebbero eseguire il test il secondo,
il terzo e il quarto giorno dopo l'inizio delle
mestruazioni.
I valori normali della temperatura così misurata dovrebbero
essere fra i 36,5°C e i 36,8°C. Valori inferiori sono
suggestivi di un ipotiroidismo, e più questi valori sono
bassi più questa possibilità si rafforza.
Non è raro vedere pazienti con temperature basali
addirittura di 35,5°C - 35,8°C, cioè ben un grado centigrado
in meno del normale.
Naturalmente se un paziente sta perfettamente bene e non
presenta sintomi suggestivi di ipotiroidismo pur avendo una
temperatura basale bassa, non verrà trattato per aumentargli
la temperatura corporea. Questa non è di per sé una
patologia ma diventa un indicatore prezioso quando è
associata a sintomi che rientrano nel ventaglio di quelli
provocati dall'ipotiroidismo, naturalmente anche, e
soprattutto, in assenza di una conferma da parte del
laboratorio.
Barnes non ha mai ritenuto il suo test infallibile ma per
lui era, e per noi è tuttora, uno strumento assai prezioso
nelle mani del medico alla ricerca di una corretta diagnosi
di questa patologia.
La mia esperienza personale, per quel poco che conta, negli
anni me ne ha confermato la validità e l'utilità.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il
Gozzo colpisce oggi in Italia circa sei milioni di
persone, corrispondenti a più del dieci per cento della
popolazione: il doppio rispetto a quel 5% sufficiente a
definire la condizione endemica. Dati che dovrebbero
preoccupare vista, tra l'altro, l'autorevolezza della fonte,
Aldo Pinchera, direttore dell'Istituto di endocrinologia
dell'Università di Pisa e presidente del Comitato nazionale
per la prevenzione del gozzo. Non bastasse il numero elevato
delle persone colpite, il rischio esiste per tutta la
popolazione e la malattia costa allo stato almeno 300
miliardi di lire all'anno, fra diagnosi e terapia.
Ma il gozzo, manifestazione sia di iper che di
ipotiroidismo, non è l'unica patologia che riguarda la
tiroide, vanno considerate anche il cancro alla tiroide e la
tiroidite di Hashimoto, i cui numeri sono inferiori ma
ugualmente significativi.
Iper e ipotiroidismo
L'ipertiroidismo è la patologia endocrina maggiormente
frequente dopo il diabete mellito. Come le altre malattie
tiroidee, sia nel senso di iper sia di ipofunzione, colpisce
in modo prevalente le donne con un rapporto di oltre 15 a 1.
Se ne distinguono due forme principali quella di Basedow,
che predilige la fascia d'età compresa tra i 20 e i 40 anni
e quella da autonomizzazione funzionale, maggiormente
frequente in età più avanzata. Per quanto riguarda
l'ipotiroidismo si tratta di una patologia non rara, la cui
reale incidenza è difficilmente valutabile, variamente
influenzata da fattori genetici ed ambientali quali la
carenza di iodio. Un neonato su 4000 nasce con questa
malattia.
Per questo motivo tutti i neonati in Italia vengono indagati
per questa patologia. I dati più recenti sono quelli del
Comitato nazionale per la prevenzione del gozzo che ha
esaminato 71000 bambini tra i 6 e i 14 anni residenti fuori
città, in località collinari e montane di quasi tutte le
regioni italiane e 5000 casi di controllo nelle aree urbane.
Nella maggior parte della popolazione giovanile, la
prevalenza di gozzo si è dimostrata superiore al 20%, e in
numerose località distribuite su tutto il territorio
nazionale, la malattia è presente in oltre il 50% dei
giovani, con punte del 73% in alcuni paesi della Campania.
Gli studi prevedevano la palpazione del collo, la
valutazione delle dimensioni della tiroide, la
determinazione dell'escrezione urinaria di iodio. Le zone di
endemia, secondo questi rilevamenti epidemiologici,
riguardano tutte le regioni italiane e il deficit
nutrizionale di iodio può essere documentato non solo nelle
aree storicamente interessate dalla carenza, ma anche nelle
regioni dell'Italia centrale e meridionale. Particolarmente
significativo il dato che riguarda la Sardegna dove un
bambino su quattro soffre di gozzo, con una percentuale più
rilevante tra le femmine (23%) rispetto ai maschi (21%). Un
deficit nutrizionale di iodio che è, peraltro, comune alle
altre regioni meridionali italiane.
Le "altre" malattie
Ogni anno, in Italia, 9000 persone si ammalano di
cancro alla tiroide,
che rappresenta l'1% di tutti i tumori e lo 0,5% delle morti
per cancro. Il
10-12% della popolazione italiana presenta alterazioni
tiroidee, che nel 20% dei casi saranno operate.
Il cancro tiroideo, ma non è una novità, è più diffuso tra
le donne rispetto ai maschi, con un rapporto di 3,2:1 e la
sua incidenza aumenta con l'età. La prognosi per il cancro
tiroideo, che rientra nel gruppo dei tumori differenziati, è
eccezionalmente buona, con oltre il 90% di probabilità di
guarigione. Il cancro alla tiroide ha avuto, poi,
un'incidenza moltiplicata da 10 a 100 volte come conseguenza
del disastro nucleare di Chernobyl. Dai dati raccolti presso
il registro tumore di Minsk, in Bielorussia, si nota un
aumento dei casi a partire dal 1991 nella fascia d'età tra i
15 e i 29 anni: queste persone dunque avevano tra i 10 e i
24 anni al momento dell'incidente.
Per quanto riguarda la tiroidite di Hashimoto e le altre
malattie autoimmuni, pochi i dati a disposizione: in base ad
analisi autoptiche colpisce da 5% al 15% della popolazione
femminile e dall'1 al 5% della popolazione maschile,
aumentando di frequenza, in particolare nelle donne, col
progredire dell'età. Un'altra forma al femminile è la
tiroidite post-partum. Si presenta nel 5-9% delle donne
subito dopo aver partorito ed è di solito una condizione
transitoria.
Un problema al femminile
Perché sono soprattutto le donne a soffrire di questi
disturbi? Una risposta precisa ancora non c'è, sembra però
che tutto dipenda dal più complesso equilibrio ormonale
della donna rispetto all'uomo. La prova è che le malattie
tiroidee spesso compaiono in coincidenza con fasi ormonali
particolarmente delicate, come la gravidanza o la menopausa.
Si è scoperto, poi, che gli estrogeni aumentano la perdita
di iodio attraverso le urine, quindi la tiroide della donna
si trova a lavorare con meno "carburante" ed è così più a
rischio di malattie.
Un recente studio di Lancet ha svelato, però, che la tiroide
di alcune donne può essere un organo chimerico.
Che cosa significa ? Semplice, le cellule che la compongono
hanno caratteristiche genetiche sia maschili sia femminili.
Lo studio effettuato dagli statunitensi ha analizzato con
sonde molecolari apposite il tessuto tiroideo di una
trentina di donne sottoposte a tiroidectomia per gozzi
nodulari e tiroiditi croniche. In poco più della metà delle
pazienti operate sono state trovate cellule maschili, mentre
in nessuna delle tiroidi dei soggetti del gruppo di
controllo sono apparsi elementi con il cromosoma Y. Non
sembra casuale che oltre la metà delle donne con il
chimerismo abbia avuto un figlio maschio e sia risultata
affetta dalla tiroidite di Hashimoto. Pur non potendo
affermare con certezza che queste cellule siano responsabili
delle malattie autoimmuni della tiroide, è evidente
un'associazione tra chimerismo, figli maschi e tireopatie.
By Marco Malagutti
Fonti
Microchimerism of presumed fetal origin in thyroid specimens
from women: a case-control study", Lancet 2001; 358: 2034-38
"The thyroid immunology of the postpartum period". Thyroid
1999; 7: 675-84
"Evidence of fetal microchimerism in Hashimoto's thyroiditis".
J Clin Endocrinol Metab 2001; 86: 2494-98
"Treatment guidelines for patients with hyperthyroidism and
hypothyroidism". Standard of Case Committee, American
Thyroid Association. JAMA 1995; 273: 808
Dayan CM, Daniels GH. Chronic autoimmune thyroiditis.
N Engl J Med 1996 Jul 11;335(2):99-107
Rapporto 1994 Comitato nazionale per la prevenzione del
gozzo, Mediserve-Bracco
Approfondimenti -
Thyroid Foundation of Canada -
Screening delle malattie tiroidee
Tratto da: dica33.it
Commento NdR: cio’ che
non viene detto e’ che i problemi alla tiroide specie nei
bambini e nei giovani, sono dovuti ai
Danni dei Vaccini che
essi hanno subito e che hanno rovinato il sistema endocrino
e quindi anche la Tiroide.
vedi:
DISINTOSSICAZIONE
+
Dottrina termica e Terapia del Freddo
+
Come nasce la Malattia
Ricordarsi
che le alterazioni degli enzimi,
della flora,
del pH
digestivo e della mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in
qualsiasi parte dell'organismo.
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CNR: SCOPERTO GENE CHE REGOLA LA FUNZIONALITA' TIROIDEA ?
Lo studio effettuato su 4.300 volontari dell'Ogliastra,
Sardegna
Roma, 30 mag. 2008 (Apcom) -
Un gruppo di ricercatori dell'Istituto di Neurogenetica
e Neurofarmacologia (INN) del Consiglio nazionale delle
ricerche di Cagliari hanno individuato il gene, PDE8B,
che regola i livelli dell'ormone TSH (Thyroid
stimulating hormone), che stimola la tiroide e la
funzionalità tiroidea.
Lo studio, pubblicato sull'American Journal of Human
Genetics, è stato fatto su un campione di 4.300
volontari dell'Ogliastra partecipanti al progetto "ProgeNIA".
In particolare i ricercatori italiani avrebbero
identificato una forte associazione tra uno specifico
polimorfismo (SNP) del gene e i livelli di TSH. Il
polimorfismo identificato si trova all'interno del gene
PDE8B, che codifica una proteina che degrada l'AMP
ciclico (cAMP, Adenosinmonofosfato ciclico) ed è
espressa ad alti livelli nella tiroide.
"La presenza dell'allele raro di questo SNP - spiega
Silvia Naitza, responsabile della ricerca - è associata
ad un aumento dei livelli di TSH nel sangue. Tali
livelli sono indicatori sensibili della funzionalità
della tiroide, una ghiandola che controlla il
metabolismo corporeo e la cui alterazione porta allo
sviluppo di alcune comuni malattie endocrine che
colpiscono circa il 10% della popolazione mondiale".
Il TSH è, infatti, prodotto dall'ipofisi e controlla la
crescita della tiroide e la secrezione da parte di
questa ghiandola dell'ormone tiroideo, attraverso il
legame con il suo recettore e la conseguente produzione
di un secondo messaggero, l'AMP ciclico .
I risultati conseguiti, con
la collaborazione di altri gruppi, l'NIA-NIH di
Baltimora, l'Università degli studi di Cagliari,
l'Università del Michigan, l'Università del Maryland di
Baltimora, l'Università di Parma,come spiega Manuela Uda
responsabile scientifico del progetto ProgeNIA, sono
stati replicati e confermati in due popolazioni
geneticamente distanti da quella sarda: la popolazione
fondatrice degli Amish della Pensylvania e quella
toscana dello studio "InCHIANTI", oltre che in un
campione indipendente selezionato tra i volontari "ProgeNIA",
per un totale di 4.158 individui. "Dal momento che il
polimorfismo identificato nel gene PDE8B spiega solo il
2.3% delle variazioni dei livelli ematici del TSH -
sottolinea Serena Sanna, responsabile delle analisi
genetiche nel progetto ProgeNIA - si è voluto verificare
il ruolo di una serie di geni candidati attraverso
un'analisi focalizzata dei dati dello studio di
associazione condotto sull'intero genoma".
Questo studio, riferiscono i ricercatori, ha consentito
di evidenziare altri geni associati, anche se in maniera
meno significativa, con questo tratto, che dovranno però
essere confermati utilizzando un numero maggiore di
individui. "Sebbene siano necessarie ulteriori indagini
- conclude Silvia Naitza - è possibile che questo gene
possa costituire un bersaglio per il trattamento di
alcune patologie tiroidee".
Tratto da: notizie.alice.it/
Commento NdR: ma “per
caso” non e’ che sia il contrario, cioe’ che e’ la
malfunzione tiroidea ed ipofisaria, che derivano
invece come causa, dalle mutate condizioni del
Terreno, che viene
ad “imprimere” nel DNA, la
“mutazione degli alleli", cioe’ la malattia viene
registrata e magari “consegnata” alle future generazioni
?? Sicuramente e’ cosi !
Una lesione
mitocondriale (malnutrizione
della
cellula
= intossicazione endo cellulare) provoca un deficit energetico, il
mitocondrio non emette elettroni come dovrebbe, se si supera
un certo limite di stress, lo stato-cellula produce una
reazione per affrontarlo; questa reazione e' da noi definita
come MALATTIA.
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La TIROIDE e TUTTO il
RESTO - I tanti problemini del gentil sesso
Qualche giorno fa mi ha telefonato la Federica da Roma,
46 anni e neofita vegetariana, illuminata ed assistita
dalla Roberta.
Mi ha chiamato per elencarmi i suoi diversi problemini,
tipici di molte appartenenti al sesso gentile.
Sballati i valori dell’anti-tireoglobulina (anti-TG) e
dell’antiperossidasi (anti-TPO), depressione, anemia,
sbalzi di umore, insonnia, eczema, herpes labiale,
polipo uterale. Emicrania e stati ansiogeni, sono
soltanto il corollario di quanto sopra.
Tentativi perditempo con l’omeopatia,
e nessuna voglia di finire nelle grinfie della
sanità ufficiale.
E nessuna voglia di finire nelle grinfie di un certo
tipo di medicina interventista.
Intende mollare il formaggio grana ed anche le alghe, i
sali dell’Himalaya e l’achillea.
Dopo esperienze negative con le ferro-integrazioni, le
supplementazioni, gli Omega-3 e le minidosi
dell’omeopatia, vuole una seria soluzione ai suoi
problemi, ricorrendo alla soluzione vegana e
tendenzialmente crudista.
Il salto dalla padella nella brace
La tiroide gioca sempre un
ruolo chiave e i
medici, pur sfoggiando sempre una conoscenza
impeccabile e dettagliata del sistema ormonale e dei
meccanismi delicatissimi e cangianti che lo regolano,
continuano a farne di cotte e di crude.
Continuano a proporre le solite
soluzioni
farmacologiche, inefficaci,
provvisorie e dopanti,
tenendo sempre in mente la magica arma di riserva,
l’arma decisiva e inappellabile della rimozione drastica
della ghiandola mal funzionante, accusata di andare
contro il corpo, e di essere la causa di tutti i
problemi. E’ ormai uno schema fisso e classico, questo
passaggio dal farmaco al bisturi.
Quello che in termini comuni si chiama il salto dalla
padella nella brace.
Se esistono le ghiandole
esiste un motivo ben preciso. Se il fabbricante ci ha
dotati di certe ghiandole, non ce le ha fornite
certamente come optional o come accessorio voluttuario,
ma perché dotate di funzioni ben precise.
Esse hanno infatti il compito di secernere speciali
sostanze chiamate ormoni, che servono a regolare
l’armonia, l’equilibrio e l’efficienza dell’intero
organismo.
In particolare, le ghiandole servono a distruggere ed
eliminare le sostanze estranee, per cui sono parte
integrante del sistema immunitario.
Funzioni filtranti,
depurative e protettive
Ad esempio il fegato, ghiandola-organo basilare, filtra
i prodotti della digestione e ne ritiene le impurità,
espellendole con la bile della cistifellea.
La milza filtra il sangue e ne ritiene (fin che può) gli
antibiotici e i veleni dei farmaci e dei vaccini (come
dimostra la basilare spia dell’iride).
Le tonsille, autentiche sentinelle sanguigne,
distruggono pure le sostanze estranee ed anche quelle di
provenienza interna.
Un interrelato ed
aggrovigliato asse endocrino
La tiroide poi fa parte del magico asse
ipotalamo-pineale-ipofisi-tiroide-timo-fegato-pancreas-adrenali-sessuali,
con funzioni regolatrici della temperatura corporea,
della crescita, del metabolismo, dell’equilibrio
acido-alcalino.
Tocchi una cosa, e crei decine di contraccolpi
imprevisti nei dintorni.
Le anormalità nei valori e nella funzionalità delle
varie ghiandole sono in diretta dipendenza delle
funzioni gastrointestinali, delle funzioni
respiratorie ed epidermiche (sole e attività
aerobica), nonché della congiuntura
psicologica, emotiva
e spirituale del
soggetto in questione.
Quando le ghiandole non
c’entrano
Trattasi dunque di squilibri da risolversi all’infuori
delle ghiandole, e non agendo localmente sulle medesime.
Classico il caso del diabete imputato a disfunzioni
pancreatiche inesistenti, quando invece è la viscosità e
la lenta fluidità del sangue a impedire l’arrivo in
tempo del tampone insulinico.
Agire a monte significherebbe però andare non più sullo
specifico ma sul vago, sul comportamento, sulla dieta,
tutte cose che non implicano prescrizioni farmacologiche
o interventi, per cui non generano danaro sonante per
l’apparato industriale farmacologico-ospedaliero.
La tiroide e lo iodio
La tiroide è formata da follicoli le cui pareti sono
costituite da un epitelio cilindrico (cellule
follicolari) il cui lume è riempito di materiale
colloide, contenente una sostanza proteica chiamata
tireoglobulina.
La sintesi degli ormoni tiroidei avviene nelle cellule
follicolari e richiede presenza di iodio organicato e di
tireoglobulina.
Lo iodio si prende giornalmente col cibo sottoforma di
iodina, nella misura di circa 150 microgrammi/giorno. La
scarsezza di iodio può portare a gravi forme di
insufficienza tiroidea, a carenze di sviluppo e persino
al cretinismo vero e proprio. Attenzione però a non
esagerare coi cibi carichi di iodio, visto che pure
l’eccesso produce gravi danni.
Cibi naturali contenenti
iodio organicato ed assimilabile
Foglie di rapa 0,076 mg per 100 grammi di
prodotto
Zucca estiva 0,062
Anguria 0,040
Cetriolo 0,037
Spinaci crudi 0,036
Asparagi 0,030
Rape e bietole 0,025
Mirtilli 0,020
Arachidi 0,020
Fragole 0,019
Peperoni verdi-dolci 0,019
Carciofi 0,018
Melanzane 0,017
Pesche 0,016
Seguono via via cavoli, cipolla, lattuga, banana, carota,
patata, patata dolce, sedano, fico, susina, ecc.
Chiaramente le alghe secche sono strapiene
esageratamente di iodio, ed è meglio evitarle.
Dalla iodazione alla
formazione di molecole ormonali tiroidee
Nelle cellule follicolari lo iodio viene ossidato ed
incorporato nei residui tirosinici della tireoglobulina.
Questa iodazione porta alla formazione della
monoiodotirosina (MIT) e della diodotirosina (DIT).
Due molecole di DIT accoppiate formano una molecola di
T4 (tetraiodotironina), mentre una molecola di DIT
accoppiata a una di MIT dà luogo a una molecola di T3 (triiodotironina).
Le interconnessioni ormonali
tra ipotalamo, ipofisi e tiroide
La sintesi degli ormoni tiroidei T4 e T3 viene poi
controllata dal TSH (thyroid stimulating hormone) emesso
dalla ipofisi, che si lega suo specifico recettore TSHr
situato sulla superficie delle cellule follicolari.
La secrezione del TSH è a sua volta regolata dal TRH
(thyroid releasing hormone) originato dalla tirotropina
dell’ipotalamo.
Gli ormoni tiroidei circolanti inibiscono e regolano il
flusso di TSH e TRH grazie a un meccanismo di
autoregolazione negativa che permette di mantenere
adeguati ormoni tiroidei T4 e T3 in circolo, col T3 a
rappresentare la forma attiva ed operazionale
dell’ormone tiroideo.
Le proteine coinvolte e i
valori standard di FT4 e di FT3
Le principali proteine coinvolte nella circolazione
degli ormoni tiroidei sono la thyroxine binding globulin
(TBG) sintetizzata nel fegato, la transtiretina o
thyroxine binding prealbumin (TPBA), e l’albumina.
Solo lo 0,04% della T4 e lo 0,4% della T3 circolano in
forma libera, e sono responsabili dell’attività ormonale
sottoforma di FT4 (free tetraiodothyronine), con valori
normali di 6-16.0 pg/mL (picogrammi per millilitro di
sangue), e di FT3 (free triiodothyronine), con valori
2.3-5.8 pg/mL.
Il legame T3r-TREE alla base delle accelerazioni o dei
rallentamenti metabolici.
Gli ormoni tiroidei sono trasportati all’interno delle
cellule, dove la T4 viene
convertita in T3 dall’enzima penta-desiodasi.
Il recettore della T3 (chiamato T3r) ha una porzione che
lega sequenze di Dna col TREE (thyroid hormone
responsive element).
Ed è proprio il legame T3r-TREE a causare l’aumento o la
diminuzione della velocità di trascrizione di geni
specifici, l’incremento o il decremento della velocità
di movimento, dell’intensità o del rallentamento della
vita.
Uno squilibrio chiamato
tiroidite
Ed è così che si arriva alle varie tiroiditi congenite,
autoimmuni, iatrogene, da radiazioni, da infiammazioni,
da lesioni vascolari, da neoplasie, e alle tipologie
ipertiroidee di Basedow (o di Graves), o a quelle
ipotiroidee di Hashimoto, di Riedel e di De Quervain,
dai casi Basedow che si trasformano in casi Hashimoto
dopo le cure farmacologiche a base di radio-iodio e di
cortisone.
L’azzardo di intervenire su
equilibri delicati e complessi
Insomma, quando si comincia a non credere
nell’equilibrio, e quando si cominciano a mettere le
mani sui valori, sulle secrezioni e sui recettori, sugli
ormoni e sui contro-ormoni, si sa qualcosa sul punto di
partenza, ma poco o niente su quello di arrivo.
Abbiamo parlato di ormoni tiroidei, e non dobbiamo
scordare che ci sono pure gli anti-ormoni.
I principali antigeni tiroidei sono la tireoglobulina
(TG), la perossidasi o thyroid per ossidasi (TPO), il
recettore TSHr, e gli stessi ormoni tiroidei T3 e T4.
Gli ormoni tiroidei e
l’aumento del metabolismo
Gli ormoni tiroidei causano un aumento del metabolismo (aumento
produzione calore e aumento consumo di ossigeno) grazie
all’incremento di attività della pompa sodio-potassio
(ATP dipendente), all’aumento attività dei recettori
beta-andrenergici a livello cardiaco, all’aumento del
muscolo scheletrico e del tessuto adiposo (che amplifica
l’azione delle catecolamine con meccanismi post-recettoriali),
all’aumento della motilità intestinale, all’aumento
della gluconeogenesi ossea ed epatica, all’aumentato
assorbimento intestinale del glucosio, e all’aumento
della lipolisi da parte degli stimolati recettori
epatici nei confronti del colesterolo LDL.
La tiroide sballata è un
organo da tarare
Ogni donna è ovviamente libera di credere a chi vuole,
di fidarsi di chi vuole. Ogni donna è libera di mettersi
nelle mani di chi preferisce, e di prendersi tutti gli
Eutirox che le vengono prescritti, o di farsi asportare
quello che ritiene più opportuno. Non siamo in
concorrenza con nessuno. Vogliamo solo informare che
esistono alternative validissime e risolventi
alla visuale medica.
La tiroide sballata non è un dente da togliere o da
otturare, ma uno strumento nobile del corpo da capire,
da riequilibrare, da sottoporre ad auto- taratura
automatica. Taratura che nessuno al mondo, specialista o
Nobel, è in grado di realizzare, se si eccettua il
sistema immunitario.
I valori ballerini non sono
opera di Belzebù
Le disfunzioni, i sovvertimenti dei valori non sono
arrivati a caso, per colpa di Belzebù o di Chernobyl, ma
per anni di macroscopici errori di percorso.
Anni di mala-alimentazione iper-proteica ed iper-grassa,
iper-cotta ed iper-salata, iper-congelata e
iper-zuccherata, iper-vinicizzata e iper-caffeinata.
Anni di attività frenetica, condotta in stato di
leucocitosi, di surriscaldamento intestinale e di
accelerazione cardiaca, sempre in eclatante carenza di
vitamine, minerali, enzimi ed ormoni naturali, con goffi
tentativi di correzioni integratrici mineral-vitaminiche-ormonali.
Sempre in patologica carenza di succo vitale, di inuline
e di insuline verdi, di acqua biologica, di fibre e di
fitonutrienti naturali.
Il tempo degli interrogativi
Quando poi i nodi vengono al pettine, allora affiorano
gli interrogativi. E se i vegani
avessero ragione ?
E se il vero carburante umano stesse proprio nei frutti
che pendono dai rami ?
E se il
latte rubato alle mucche torturate e condannate alla
pena capitale rappresentasse una disgrazia nutritiva e
non un capitale costruttivo per il corpo umano ?
E se il sangue versato di miliardi di fratelli e sorelle
finiti sul patibolo implicasse una specie di monito e di
punizione divina ?
Non si muove foglia
Nessuno vuole ipotizzare un
Dio vendicativo che
si diverte a infliggere punizioni a destra e a manca.
Ma le trasgressioni alle leggi della natura, le
trasgressioni all’etica,
alla giustizia, all’armonia con se stessi e col creato,
prima o poi si pagano.
L’Inferno e il Paradiso sono costruzioni della mente
umana, ma il nostro karma e la nostra fedina penale
inter-esistenziale sono un’autentica realtà, in un mondo
dove non si muove foglia che Dio non voglia.
Una commissione giudicante
mista
Se dobbiamo proprio credere alle religioni che
ipotizzano il giudizio di Dio, non facciamo fatica a
immaginare che, oltre la porta d’ingresso di San Pietro,
ci sia una commissione giudicante formata da tante
coppie di persone, due per la razza umana, due per
quella bovina, due per la suina, due per ciascuna specie
degli esseri piumati e così via, a rappresentanza
globale delle persone che abitano il pianeta e che sono
state private vigliaccamente del proprio diritto alla
libertà, al rispetto e alla vita.
Il mondo è
fatto di azioni e reazioni, del dritto e del contrario,
del caldo e del freddo, del giorno e della notte, del
maschio e della femmina.
Non si è lontani dalla realtà a pensare che esso preveda
anche il peccato e la punizione. Con una intelligente
dieta vegana i valori torneranno nella norma
Concludo ricordando a
Federica che è davvero nelle giuste mani in quel di
Roma. Roberta è una magnifica persona.
Occorre certamente
qualche sacrificio preparatorio e purificatorio iniziale,
e un minimo di pazienza.
Ma, con una dieta vegana, i valori sballati, gli
squilibri e gli sbalzi, tenderanno a rientrare nella
normalità, mentre le escrescenze, di qualunque tipo,
tenderanno a bloccarsi, a regredire e scomparire, nella
misura in cui applicheremo a fondo le sole leggi
impeccabili, che sono quelle della natura.
By Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma e
ABIN-Bergamo