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Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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TIROIDE
Iperossidatore - Ipossidatore

INTOSSICAZIONE = TOSSIEMIA 
+  Infiammazione
Dottrina termica e Terapia del Freddo
 Acidosi 
+  Infiammazione  +  Malassorbimento  +  ACQUA del CORPO  +  Acidosi=riordino del pH
DISINTOSSICAZIONE NATURALE del CORPO 
+  Legge di Guarigione  +  DIGITOPRESSIONE
Inquinamento Acustico  +  Stress  +  DIGESTIONE   +   Polmoni e vie respiratorie
Consigli per Digiuno  +  Digiuno+  Protocollo della Salute  +  Parassiti e Veleni
 Sindrome dell'Intestino Permeabile (LGS)  +  Acqua e Standard contenuti  +  Cibi OGM
Elemento cardine della disintossicazione è lo Zolfo,
Carbone Vegetale  +  Pompa Sodio-Potassio  + 
Falsità della medicina ufficiale
Stitichezza 
+  Emodieta (dieta del Gruppo sanguigno)  +  Salasso Terapeutico
 Alterazione dei batteri autoctoni  +  Fegato e bile 
Intestino  +  Dottrina termica  +  Somatidi  +  Legge di Guarigione
I batteri patogeni (esterni) non vengono distrutti dai forni a micro onde
Trasmissione malattie  +  Virus e batteri nelle Flugge ? 
Acqua contaminata e colon irritabile  +  Diarrea  +  Stitichezza  +  Mangiare crudo = Crudismo
Fitoterapici nel rapporto fra Alimentazione e Patologie delle vie respiratorie superiori
Riposizionamento dell'asse Cranio-Atlante-Epistrofeo
 Per massaggio Ayurvedico e/o Lavaggio Energetico  -  prenotare Qui

 
Una lesione mitocondriale (malnutrizione della cellula = intossicazione endo cellulare) provoca un deficit energetico, il mitocondrio non emette elettroni come dovrebbe, se si supera un certo limite di stress, lo stato-cellula produce una reazione per affrontarlo; questa reazione e' da noi definita come MALATTIA.

Il principio della legge biologica di Arndt-Schultz dice: dosi piccole sono stimolanti, dosi medie sono indifferenti,
dosi grandi bloccano, paralizzano od uccidono
”.


Per noi e' ormai il tempo di reclamare al nostra salute ed una alimentazione salubre non industrializzata !
Se vogliamo avere sempre una buona salute e vivere bene fino alla tarda eta', dobbiamo alimentarci come si deve, con cibi biodinamici e NON toccati dall'industria alimentare !
 

TIROIDE

Ghiandola del sistema endocrino di grandi dimensioni, situata nella parte anteriore del collo davanti alla trachea (cioè sotto il "pomo di Adamo"), ed è costituita da 2 lobi laterali uniti da un istmo.
La ghiandola assume rapporti laterali col muscolo sternocleidomastoideo e con le carotidi, posteriormente col nervo laringeo-ricorrente, con la trachea e con l’esofago. Il suo rapporto col nervo è importante per le eventuali azioni di compressione che può esercitarvi (disfonia). La tiroide è vascolarizzata da 2 arterie tiroidee superiori, rami della carotide interna.
La tiroide è una ghiandola endocrina: ciò significa che produce degli ormoni, detti ormoni tiroidei, che entrano nel circolo sanguigno e hanno la funzione di regolare il metabolismo, ovvero la modalità con cui l'organismo utilizza e consuma le sostanze nutritive e altre funzioni come ad esempio la regolazione del battito cardiaco e della temperatura corporea.
Essa e’ in grado di sintetizzare e produrre l'ormone tiroideo sotto forma di tiroxina (T4) e triodiotironina (T3); quest'ultima è la forma attiva dell'ormone. Questi ormoni  per il 65% sono costituiti da iodio.
L’assunzione dello iodio giornaliera è fondamentale perciò per la costituzione degli ormoni e varia da 20 a 600-1000 microgrammi/die; nelle zone dove lo iodio è insufficiente avremo pertanto patologie che vanno sotto il nome di “gozzo endemico”, dovute all’ipertrofia della ghiandola per carenza di iodio e per stimolazione da TSH
Le azioni della tiroide sono estremamente ampie e vanno dallo sviluppo del sistema nervoso centrale, all'accrescimento corporeo, al controllo di numerose funzioni metaboliche.
Possiamo dire che la tiroide regola il numero di giri di numerosi motori del nostro organismo.

Le patologie della tiroide sono molte e riconoscono diverse cause.
Per semplicità verranno suddivise a secondo dell’alterazione della quota di ormoni tiroidei circolanti.
Si parlerà perciò di ipotiroidismo e di ipertiroidismo. Si noti che i sintomi saranno di segno opposto, ad esempio nell’ipertiroidismo si ha un aumento dell’eccitabilità, mentre nell’ipotiroidismo si ha un rallentamento psico-motorio.

I disturbi tiroidei frequentemente causano un ingrossamento della ghiandola tiroidea e/o causano  la crescita di uno o più noduli (masse nella tiroide). Quando  l’ingrossamento della tiroide aumenta al punto che si può osservare una massa a livello della  faringe, esso è chiamato gozzo. Qualche volta questo ingrossamento sarebbe dolente e può causare al paziente la percezione di avere qualcosa bloccata nella gola o di avere difficoltà a deglutire.
Il nodulo tiroideo costituisce la più frequente patologia tiroidea e come tutte le malattie della Tiroide incide più frequentemente nella donna rispetto all'uomo colpendo circa il 6,4 % di quelle con età tra i 30 ed i 59 anni. In realtà probabilmente la sua incidenza è ancor più alta (nei riscontri autoptici si arriva quasi al 50% dei casi) ma non diagnosticata per assenza di sintomatologia. La sua prevalenza nella popolazione generale aumenta progressivamente con l'età e talvolta si accompagna ad un ingrandimento della ghiandola (gozzo).

Il gozzo è un'ipertrofia spesso compensatoria della ghiandola tiroidea particolarmente frequente in zone a scarso contenuto iodico nella dieta.
Il tumore della tiroide è provocato dalla crescita anomala di un gruppo di sue cellule, e può essere sia benigno sia maligno (in questo caso si parla più propriamente di cancro).
Il sintomo più comune del tumore della tiroide è un nodulo isolato all'interno della ghiandola, che si sente tra le dita se si tocca il collo in corrispondenza dell'organo. Non tutti i noduli tiroidei nascondono però forme di cancro, anzi: spesso sono il segno della cosiddetta iperplasia tiroidea, ovvero una forma benigna di crescita ghiandolare.
Test per controllare la Tiroide: http://www.testsalute.it/test/tiroidetest.asp

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INDAGINI sulla TIROIDE
Le indagini sono sia laboratoristiche che strumentali ed eventualmente anche citomorfologiche. 

INDAGINI DI LABORATORIO

Valutazione della funzione tiroidea attraverso il dosaggio del TSH (un piccolo ormone ipofisario che controlla la Tiroide) e degli ormoni tiroidei (frazioni libere circolanti) FT3, FT4. Il riscontro di un aumento degli ormoni tiroidei (particolarmente dell'FT3) potrebbe deporre per un nodulo iperfunzionante (adenoma tossico) mentre valori bassi (FT4) con TSH aumentato sono più tipici ad esempio di una tiroidite cronica autoimmune con ipotiroidismo. In gravidanza la stimolazione da parte della gonadotropina corionica (HCG) sulla tiroide nelle prime settimane può determinare un fisiologico leggero abbassamento del TSH (down regulation) da non confondere con situazioni di ipertiroidismo.

Dosaggio della Calcitonina: utile identificare od escludere la presenza di un carcinoma midollare della Tiroide.

Dosaggio degli anticorpi  antitireoglobulina (TgAb) e antitireoperossidasi (TPOAb): la loro identificazione e titolazione aiuta ad identificare  un eventuale processo autoimmune cronico (Tiroidite di Haschimoto).

INDAGINI STRUMENTALI
L'ecografia tiroidea ha un ruolo molto importante. Evidenzia il nodulo tiroideo, le sue dimensioni, la sua struttura e descrive anche il contesto ghiandolare nel quale si trova; può inoltre descrivere la presenza di linfoadenomegalie (ingrandimento dei linfonodi) locoregionali (vicini).

L'eco-colo-doppler da informazioni sulla vascolarizzazione del nodulo: una intensa irrorazione sanguigna potrebbe essere sospetta ma è presente anche negli adenomi iperfunzionanti del tutto benigni.

La TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) e la RMN (Risonanza Magnetica Nucleare) sono utili talvolta nell'analizzare i rapporti della Tiroide con gli organi e le strutture vascolari vicine oltre che nello studio dei gozzi a sviluppo retrosternale. 

La Scintigrafia Tiroidea attraverso lo studio della captazione di un isotopo radioattivo dello iodio aiuta a distinguere i noduli autonomamente funzionanti (noduli caldi, ipercaptanti) da quelli non funzionanti (noduli freddi) o isocaptanti rispetto al resto della ghiandola. Questo esame è assolutamente controindicato in gravidanza.

INDAGINI CITOMORFOLOGICHE

L'agoaspirato costituisce una preziosissima indagine nella diagnosi differenziale tra noduli tiroidei benigni e maligni. Con un ago e sotto controllo ecografico si procede alla aspirazione del nodulo e le cellule così asportate vengono E' importante che il campione (il prelievo) sia adeguato ai fini della diagnosi citologica. Non ha nessuna controindicazione in gravidanza e come regola tutti i noduli palpabili di dimensioni superiori ad 1 cm dovrebbero essere sottoposti a questa procedura.
Tratto da: http://www.salutedonna.it/nodulo_tiroideo.htm

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Il Gozzo colpisce oggi in Italia circa sei milioni di persone, corrispondenti a più del dieci per cento della popolazione: il doppio rispetto a quel 5% sufficiente a definire la condizione endemica. Dati che dovrebbero preoccupare vista, tra l'altro, l'autorevolezza della fonte, Aldo Pinchera, direttore dell'Istituto di endocrinologia dell'Università di Pisa e presidente del Comitato nazionale per la prevenzione del gozzo. Non bastasse il numero elevato delle persone colpite, il rischio esiste per tutta la popolazione e la malattia costa allo stato almeno 300 miliardi di lire all'anno, fra diagnosi e terapia.
Ma il gozzo, manifestazione sia di iper che di ipotiroidismo, non è l'unica patologia che riguarda la tiroide, vanno considerate anche il cancro alla tiroide e la tiroidite di Hashimoto, i cui numeri sono inferiori ma ugualmente significativi.

Iper e ipotiroidismo
L'ipertiroidismo è la patologia endocrina maggiormente frequente dopo il diabete mellito. Come le altre malattie tiroidee, sia nel senso di iper sia di ipofunzione, colpisce in modo prevalente le donne con un rapporto di oltre 15 a 1. Se ne distinguono due forme principali quella di Basedow, che predilige la fascia d'età compresa tra i 20 e i 40 anni e quella da autonomizzazione funzionale, maggiormente frequente in età più avanzata. Per quanto riguarda l'ipotiroidismo si tratta di una patologia non rara, la cui reale incidenza è difficilmente valutabile, variamente influenzata da fattori genetici ed ambientali quali la carenza di iodio. Un neonato su 4000 nasce con questa malattia.
Per questo motivo tutti i neonati in Italia vengono indagati per questa patologia. I dati più recenti sono quelli del Comitato nazionale per la prevenzione del gozzo che ha esaminato 71000 bambini tra i 6 e i 14 anni residenti fuori città, in località collinari e montane di quasi tutte le regioni italiane e 5000 casi di controllo nelle aree urbane. Nella maggior parte della popolazione giovanile, la prevalenza di gozzo si è dimostrata superiore al 20%, e in numerose località distribuite su tutto il territorio nazionale, la malattia è presente in oltre il 50% dei giovani, con punte del 73% in alcuni paesi della Campania.
Gli studi prevedevano la palpazione del collo, la valutazione delle dimensioni della tiroide, la determinazione dell'escrezione urinaria di iodio. Le zone di endemia, secondo questi rilevamenti epidemiologici, riguardano tutte le regioni italiane e il deficit nutrizionale di iodio può essere documentato non solo nelle aree storicamente interessate dalla carenza, ma anche nelle regioni dell'Italia centrale e meridionale. Particolarmente significativo il dato che riguarda la Sardegna dove un bambino su quattro soffre di gozzo, con una percentuale più rilevante tra le femmine (23%) rispetto ai maschi (21%). Un deficit nutrizionale di iodio che è, peraltro, comune alle altre regioni meridionali italiane.

Le "altre" malattie
Ogni anno, in Italia, 9000 persone si ammalano di cancro alla tiroide, che rappresenta l'1% di tutti i tumori e lo 0,5% delle morti per cancro. Il 10-12% della popolazione italiana presenta alterazioni tiroidee, che nel 20% dei casi saranno operate.
Il cancro tiroideo, ma non è una novità, è più diffuso tra le donne rispetto ai maschi, con un rapporto di 3,2:1 e la sua incidenza aumenta con l'età. La prognosi per il cancro tiroideo, che rientra nel gruppo dei tumori differenziati, è eccezionalmente buona, con oltre il 90% di probabilità di guarigione. Il cancro alla tiroide ha avuto, poi, un'incidenza moltiplicata da 10 a 100 volte come conseguenza del disastro nucleare di Chernobyl. Dai dati raccolti presso il registro tumore di Minsk, in Bielorussia, si nota un aumento dei casi a partire dal 1991 nella fascia d'età tra i 15 e i 29 anni: queste persone dunque avevano tra i 10 e i 24 anni al momento dell'incidente.
Per quanto riguarda la tiroidite di Hashimoto e le altre malattie autoimmuni, pochi i dati a disposizione: in base ad analisi autoptiche colpisce da 5% al 15% della popolazione femminile e dall'1 al 5% della popolazione maschile, aumentando di frequenza, in particolare nelle donne, col progredire dell'età. Un'altra forma al femminile è la tiroidite post-partum. Si presenta nel 5-9% delle donne subito dopo aver partorito ed è di solito una condizione transitoria.

Un problema al femminile
Perché sono soprattutto le donne a soffrire di questi disturbi? Una risposta precisa ancora non c'è, sembra però che tutto dipenda dal più complesso equilibrio ormonale della donna rispetto all'uomo. La prova è che le malattie tiroidee spesso compaiono in coincidenza con fasi ormonali particolarmente delicate, come la gravidanza o la menopausa. Si è scoperto, poi, che gli estrogeni aumentano la perdita di iodio attraverso le urine, quindi la tiroide della donna si trova a lavorare con meno "carburante" ed è così più a rischio di malattie.
Un recente studio di Lancet ha svelato, però, che la tiroide di alcune donne può essere un organo chimerico.
Che cosa significa ? Semplice, le cellule che la compongono hanno caratteristiche genetiche sia maschili sia femminili.
Lo studio effettuato dagli statunitensi ha analizzato con sonde molecolari apposite il tessuto tiroideo di una trentina di donne sottoposte a tiroidectomia per gozzi nodulari e tiroiditi croniche. In poco più della metà delle pazienti operate sono state trovate cellule maschili, mentre in nessuna delle tiroidi dei soggetti del gruppo di controllo sono apparsi elementi con il cromosoma Y. Non sembra casuale che oltre la metà delle donne con il chimerismo abbia avuto un figlio maschio e sia risultata affetta dalla tiroidite di Hashimoto. Pur non potendo affermare con certezza che queste cellule siano responsabili delle malattie autoimmuni della tiroide, è evidente un'associazione tra chimerismo, figli maschi e tireopatie.
By Marco Malagutti

Fonti
Microchimerism of presumed fetal origin in thyroid specimens from women: a case-control study", Lancet 2001; 358: 2034-38
"The thyroid immunology of the postpartum period". Thyroid 1999; 7: 675-84
"Evidence of fetal microchimerism in Hashimoto's thyroiditis". J Clin Endocrinol Metab 2001; 86: 2494-98
"Treatment guidelines for patients with hyperthyroidism and hypothyroidism". Standard of Case Committee, American Thyroid Association. JAMA 1995; 273: 808
Dayan CM, Daniels
GH. Chronic autoimmune thyroiditis. N Engl J Med 1996 Jul 11;335(2):99-107
Rapporto 1994 Comitato nazionale per la prevenzione del gozzo, Mediserve-Bracco
Approfondimenti  - Thyroid Foundation of Canada  - Screening delle malattie tiroidee
Tratto da: dica33.it

Commento NdR: cio’ che non viene detto e’ che i problemi alla tiroide specie nei bambini e nei giovani, sono dovuti ai Danni dei Vaccini che essi hanno subito e che hanno rovinato il sistema endocrino e quindi anche la Tiroide.
vedi: DISINTOSSICAZIONE  +  Dottrina termica e Terapia del Freddo  +  Come nasce la Malattia


Ricordiamo che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

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CNR: SCOPERTO GENE CHE REGOLA LA FUNZIONALITA' TIROIDEA ?
Lo studio effettuato su 4.300 volontari dell'Ogliastra, Sardegna

Roma, 30 mag. 2008 (Apcom) - Un gruppo di ricercatori dell'Istituto di Neurogenetica e Neurofarmacologia (INN) del Consiglio nazionale delle ricerche di Cagliari hanno individuato il gene, PDE8B, che regola i livelli dell'ormone TSH (Thyroid stimulating hormone), che stimola la tiroide e la funzionalità tiroidea.
Lo studio, pubblicato sull'American Journal of Human Genetics, è stato fatto su un campione di 4.300 volontari dell'Ogliastra partecipanti al progetto "ProgeNIA".
In particolare i ricercatori italiani avrebbero identificato una forte associazione tra uno specifico polimorfismo (SNP) del gene e i livelli di TSH. Il polimorfismo identificato si trova all'interno del gene PDE8B, che codifica una proteina che degrada l'AMP ciclico (cAMP, Adenosinmonofosfato ciclico) ed è espressa ad alti livelli nella tiroide.
"La presenza dell'allele raro di questo SNP - spiega Silvia Naitza, responsabile della ricerca - è associata ad un aumento dei livelli di TSH nel sangue. Tali livelli sono indicatori sensibili della funzionalità della tiroide, una ghiandola che controlla il metabolismo corporeo e la cui alterazione porta allo sviluppo di alcune comuni malattie endocrine che colpiscono circa il 10% della popolazione mondiale".
Il TSH è, infatti, prodotto dall'ipofisi e controlla la crescita della tiroide e la secrezione da parte di questa ghiandola dell'ormone tiroideo, attraverso il legame con il suo recettore e la conseguente produzione di un secondo messaggero, l'AMP ciclico .

I risultati conseguiti, con la collaborazione di altri gruppi, l'NIA-NIH di Baltimora, l'Università degli studi di Cagliari, l'Università del Michigan, l'Università del Maryland di Baltimora, l'Università di Parma,come spiega Manuela Uda responsabile scientifico del progetto ProgeNIA, sono stati replicati e confermati in due popolazioni geneticamente distanti da quella sarda: la popolazione fondatrice degli Amish della Pensylvania e quella toscana dello studio "InCHIANTI", oltre che in un campione indipendente selezionato tra i volontari "ProgeNIA", per un totale di 4.158 individui. "Dal momento che il polimorfismo identificato nel gene PDE8B spiega solo il 2.3% delle variazioni dei livelli ematici del TSH - sottolinea Serena Sanna, responsabile delle analisi genetiche nel progetto ProgeNIA - si è voluto verificare il ruolo di una serie di geni candidati attraverso un'analisi focalizzata dei dati dello studio di associazione condotto sull'intero genoma".
Questo studio, riferiscono i ricercatori, ha consentito di evidenziare altri geni associati, anche se in maniera meno significativa, con questo tratto, che dovranno però essere confermati utilizzando un numero maggiore di individui. "Sebbene siano necessarie ulteriori indagini - conclude Silvia Naitza - è possibile che questo gene possa costituire un bersaglio per il trattamento di alcune patologie tiroidee".
Tratto da: notizie.alice.it/

Commento NdR: ma “per caso” non e’ che sia il contrario, cioe’ che e’ la malfunzione tiroidea ed ipofisaria, che derivano invece come causa, dalle mutate condizioni del Terreno, che viene ad “imprimere” nel DNA, la “mutazione degli alleli", cioe’ la malattia viene registrata e magari “consegnata” alle future generazioni ?? Sicuramente e’ cosi !
 

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