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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


TIROIDE
(e malattie della)
Sindrome della permeabilita' intestinale ed autismo
 

TIROIDE - vedi: Iperossidatore - Ipossidatore

Ghiandola del sistema endocrino di grandi dimensioni, situata nella parte anteriore del collo davanti alla trachea (cioè sotto il "pomo di Adamo"), ed è costituita da 2 lobi laterali uniti da un istmo.
La ghiandola assume rapporti laterali col muscolo sternocleidomastoideo e con le carotidi, posteriormente col nervo laringeo-ricorrente, con la trachea e con l’esofago. Il suo rapporto col nervo è importante per le eventuali azioni di compressione che può esercitarvi (disfonia). La tiroide è vascolarizzata da 2 arterie tiroidee superiori, rami della carotide interna.
La tiroide è una ghiandola endocrina: ciò significa che produce degli ormoni, detti ormoni tiroidei, che entrano nel circolo sanguigno e hanno la funzione di regolare il metabolismo, ovvero la modalità con cui l'organismo utilizza e consuma le sostanze nutritive e altre funzioni come ad esempio la regolazione del battito cardiaco e della temperatura corporea.
Essa e’ in grado di sintetizzare e produrre l'ormone tiroideo sotto forma di tiroxina (T4) e triodiotironina (T3); quest'ultima è la forma attiva dell'ormone. Questi ormoni  per il 65% sono costituiti da iodio.
L’assunzione dello iodio giornaliera è fondamentale perciò per la costituzione degli ormoni e varia da 20 a 600-1000 microgrammi/die; nelle zone dove lo iodio è insufficiente avremo pertanto patologie che vanno sotto il nome di “gozzo endemico”, dovute all’ipertrofia della ghiandola per carenza di iodio e per stimolazione da TSH (NdR: il test del TSH non e' preciso ne' indicativo di tutte le malfunzioni tiroidee)
Le azioni della tiroide sono estremamente ampie e vanno dallo sviluppo del sistema nervoso centrale, all'accrescimento corporeo, al controllo di numerose funzioni metaboliche.
Possiamo dire che la tiroide regola il numero di giri di numerosi motori del nostro organismo.

La ghiandola della Tiroide svolge funzioni importanti; essa secerne ormoni vitali per il metabolismo basale, ovvero per quel processo di anabolismo-catabolismo che presiede al mantenimento delle funzioni della vita vegetativa, dell’attività cardiaca e della termoregolazione a riposo. Gli ormoni L-thyroxina T4 e, in minor misura, della L-Tiiodotironina T3, regolano il consumo di ossigeno delle nostre cellule; Queste sostanze sono i principali ormoni prodotti dalla Tiroide.
Più ormoni arrivano ai mitocondri e maggiore e’ l’energia da essi emessa (ne abbiamo da 3000 a 30 mila per ciascuna cellula del corpo); questo ormoni sono utili per il mantenimento dei giusti valori del colesterolo e forse quest’ultimo e’ anche in grado di regolare la funzione tiroidea.
La regolazione degli ormoni tiroidei avviene tramite un altro ormone ancora, rilasciato dalla ghiandola pituitaria. Si tratta del TSH (ormone tireotropo). Per fabbricare gli ormoni della tiroide serve tirosina (aminoacido contenuto nelle proteine vegetali ed animali) e iodina.
Nell’ipotiroideo vi e’ un rallentamento eccessivo di tutti i processi del metabolismo, ed il nostro organismo funziona, con i battiti di cuore che rallentano, col sistema nervoso centrale che tende al vagotonismo e la tensione energetica piuttosto bassa.
Nell’ipertiroideo succede l’opposto e si diventa più “schizzati” ma si consuma più energia, essi si presentano con ipereccitabilità, ipertensione, instabilità emozionale, insonnia e simpaticotonismo.

L’ Ipertiroidismo e’ una caratteristica prevalentemente femminile, esso colpisce 4/5 volte più le donne che gli uomini.
La medicina allopatica, non capendo granché delle varie e complesse irregolarità ghiandolari, non ricerca la o le cause, e cerca di interpretare  solo i sintomi e quindi non e’ in grado di aiutare il malato a guarire dal suo male.
Nel caso di ipertiroidismo essa prescrive farmaci tipo iodina radioattiva o agenti enzima-bloccanti come ad esempio il thiourazil.
Nei casi estremi, ma talvolta anche in quelli non gravi, i medici allopati prescrivono l’atto chirurgico, cioe’ la mutilazione, ovvero la rimozione totale della ghiandola tiroidea.

Chi ha definito per primo le disfunzioni della tiroide e’ stato il medico italiano Giuseppe Flaiani (1741-1808), per cui il Morbo di Basedow dovrebbe essere chiamato Morbo di Flaiani.
Poi anche il medico irlandese Robert James Graves (1797-1853) nel 1835 parlo’ di gozzo esoftalmico (o malattia di Graves), quasi in concomitanza e concorrenza con le ricerche del medico tedesco Karl Van Basedow (1799-1854), associandolo ad eccessiva secrezione tiroidea e ad evidenti sintomi tipo sporgenza degli occhi, tachicardia, eccitabilità neuro-psichica, aumento del metabolismo basale.  

Consigli naturali utili:
- Divenire vegetariani ed abbondare quindi con verdure tipo lattuga e valeriana. Tutta la frutta va bene, ma particolarmente papaia, banana ed ananas per la frutta tropicale, e agrumi, mele, pere, cachi e uva per la frutta di casa nostra.
- Eliminare radicalmente ogni latticino, salumi, dolci, il caffè, il the, la cioccolata. Tenere costantemente in tasca o a portata di mano uvetta secca, fichi secchi e datteri.- vedi: Specie Umana, Progetto 3M - PDF
- Mezz’oretta al giorno da dedicare alla respirazione yoga, e mezz’ora a camminate rilassanti più esercizi a corpo libero.

Le patologie della tiroide sono molte e riconoscono diverse cause.
Per semplicità verranno suddivise a secondo dell’alterazione della quota di ormoni tiroidei circolanti.
Si parlerà perciò di ipotiroidismo e di ipertiroidismo. Si noti che i sintomi saranno di segno opposto, ad esempio nell’ipertiroidismo si ha un aumento dell’eccitabilità, mentre nell’ipotiroidismo si ha un rallentamento psico-motorio.

I disturbi tiroidei frequentemente causano un ingrossamento della ghiandola tiroidea e/o causano  la crescita di uno o più noduli (masse nella tiroide). Quando  l’ingrossamento della tiroide aumenta al punto che si può osservare una massa a livello della  faringe, esso è chiamato gozzo. Qualche volta questo ingrossamento sarebbe dolente e può causare al paziente la percezione di avere qualcosa bloccata nella gola o di avere difficoltà a deglutire.
Il nodulo tiroideo costituisce la più frequente patologia tiroidea e come tutte le malattie della Tiroide incide più frequentemente nella donna rispetto all'uomo colpendo circa il 6,4 % di quelle con età tra i 30 ed i 59 anni. In realtà probabilmente la sua incidenza è ancor più alta (nei riscontri autoptici si arriva quasi al 50% dei casi) ma non diagnosticata per assenza di sintomatologia. La sua prevalenza nella popolazione generale aumenta progressivamente con l'età e talvolta si accompagna ad un ingrandimento della ghiandola (gozzo)

Il gozzo è un'ipertrofia spesso compensatoria della ghiandola tiroidea particolarmente frequente in zone a scarso contenuto iodico nella dieta.
Il tumore della tiroide è provocato dalla crescita anomala di un gruppo di sue cellule, e può essere sia benigno sia maligno (in questo caso si parla più propriamente di cancro).
Il sintomo più comune del tumore della tiroide è un nodulo isolato all'interno della ghiandola, che si sente tra le dita se si tocca il collo in corrispondenza dell'organo. Non tutti i noduli tiroidei nascondono però forme di cancro, anzi: spesso sono il segno della cosiddetta iperplasia tiroidea, ovvero una forma benigna di crescita ghiandolare.
Test per controllare la Tiroide: http://www.testsalute.it/test/tiroidetest.asp

IMPORTANTE NdR:

La malfunzione tiroidea, nasce dalle infiammazioni intestinali che determinano malassorbimento e malnutrizione cellulare e quindi intossicazione, infiammazione e stress ossidativo, in questi casi, alla ghiandola tiroidea, ma potrebbero attivare altre malfunzioni ad altre ghiandole, organi e sistemi.
NON avere infiammazioni intestinali significa stare sempre bene e non  avere problemi di salute.
E le infiammazioni intestinali, si creano specialmente per:
- Alimentazione inadatta
- Stress cronico
- farmaci utilizzati ma e soprattutto con i VACCINI, anche quelli effettuati fin da piccoli che oltre a possibili ischemie, intossicazioni, mutazioni genetiche, producono in TUTTI soggetti vaccinati, chi piu' chi meno, alterazioni del pH digestivo, del sistema degli enzimi e quello della flora batterica...con tutte le conseguenze del caso; queste infiammazioni possono trascinarsi anche per  tutta la vita e sbocciare anche in un cancro, o qualunque altra malattia anche invalidante.
Come mai non se ne parla MAI in medicina allopatica (ufficiale) ???

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INDAGINI sulla TIROIDE
Le indagini sono sia laboratoristiche che strumentali ed eventualmente anche citomorfologiche. 

INDAGINI di LABORATORIO
Valutazione della funzione tiroidea attraverso il dosaggio del TSH (un piccolo ormone ipofisario che controlla la Tiroide) e degli ormoni tiroidei (frazioni libere circolanti) FT3, FT4. Il riscontro di un aumento degli ormoni tiroidei (particolarmente dell'FT3) potrebbe deporre per un nodulo iperfunzionante (adenoma tossico) mentre valori bassi (FT4) con TSH aumentato sono più tipici ad esempio di una tiroidite cronica autoimmune con ipotiroidismo. In gravidanza la stimolazione da parte della gonadotropina corionica (HCG) sulla tiroide nelle prime settimane può determinare un fisiologico leggero abbassamento del TSH (down regulation) da non confondere con situazioni di ipertiroidismo. (NdR: il test del TSH non e' preciso ne' indicativo di tutte le malfunzioni tiroidee)

Dosaggio della Calcitonina: utile identificare od escludere la presenza di un carcinoma midollare della Tiroide.

Dosaggio degli anticorpi  antitireoglobulina (TgAb) e antitireoperossidasi (TPOAb): la loro identificazione e titolazione aiuta ad identificare  un eventuale processo autoimmune cronico (Tiroidite di Haschimoto).

INDAGINI STRUMENTALI
L'ecografia tiroidea ha un ruolo molto importante. Evidenzia il nodulo tiroideo, le sue dimensioni, la sua struttura e descrive anche il contesto ghiandolare nel quale si trova; può inoltre descrivere la presenza di linfoadenomegalie (ingrandimento dei linfonodi) locoregionali (vicini).

L'eco-colo-doppler da informazioni sulla vascolarizzazione del nodulo: una intensa irrorazione sanguigna potrebbe essere sospetta ma è presente anche negli adenomi iperfunzionanti del tutto benigni.

La TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) e la RMN (Risonanza Magnetica Nucleare) sono utili talvolta nell'analizzare i rapporti della Tiroide con gli organi e le strutture vascolari vicine oltre che nello studio dei gozzi a sviluppo retrosternale. 

La Scintigrafia Tiroidea attraverso lo studio della captazione di un isotopo radioattivo dello iodio aiuta a distinguere i noduli autonomamente funzionanti (noduli caldi, ipercaptanti) da quelli non funzionanti (noduli freddi) o isocaptanti rispetto al resto della ghiandola. Questo esame è assolutamente controindicato in gravidanza.

INDAGINI CITOMORFOLOGICHE
L'agoaspirato costituisce una preziosissima indagine nella diagnosi differenziale tra noduli tiroidei benigni e maligni. Con un ago e sotto controllo ecografico si procede alla aspirazione del nodulo e le cellule così asportate vengono E' importante che il campione (il prelievo) sia adeguato ai fini della diagnosi citologica. Non ha nessuna controindicazione in gravidanza e come regola tutti i noduli palpabili di dimensioni superiori ad 1 cm dovrebbero essere sottoposti a questa procedura.
Tratto da: http://www.salutedonna.it/nodulo_tiroideo.htm

Commento NdR: pur essendo d'accordo nella necessita' di controlli nel caso specifico, ricordo che alcune di queste indagini sono INVASIVE ! quindi chiedete al vs medico quali sono i relativo pericoli di ognuna di queste tecniche di indagine; inoltre tutti questi test, non sono sufficientemente precisi per diagnosticare tutti i problemi tiroidei.
La medicina Naturale insegna di utilizzare un semplice ma efficace test di "misurazione delle temperatura basale di Barnes", che segnala qualsiasi malfunzione tiroidea, e che si fa in casa propria al mattino prima di alzarsi; questo test ha una sua storia che inizia nei primi anni del secolo 20esimo, come riferisce  in una sua pubblicazione del 1915 l'endocrinologo belga il dott. Eugene Hertoghe:
"l'ipertermia e' presente pressoche' invariabilmente anche nelle forme piu' lievi di insufficienza tiroidea: Questi pazienti, soprattutto i piu' giovani, si lamentano di freddo alle mani ed ai piedi e non si scaldano mai neppure a letto".
Questo e' cio' che il  medico dott. Raul Vergini dice e ci scrive al riguardo:
Test della temperatura basale di Barnes:
Credo sia utile illustrare qui un test molto semplice ed a costo zero e che meglio di tutti può darci un'idea della reale attività metabolica del paziente e di conseguenza informazioni attendibili per diagnosticare un eventuale ipotiroidismo. Si tratta del cosiddetto Test della Temperatura Basale di Barnes.
Questo test, misurando la temperatura corporea del paziente a riposo, cioè in condizioni “basali”, ci consente di capire se questo si trovi in uno stato ipometabolico, normale o ipermetabolico. Poiché è la ghiandola tiroide che, come il termostato di una caldaia, regola quanto il nostro organismo consumi, cioè bruci calorie, ad una temperatura corporea bassa corrisponderà una ridotta attività metabolica e quindi uno stato di probabile ipotiroidismo.
Questo test fu messo a punto dall'endocrinologo americano Dr. Broda Barnes che dedicò cinquant'anni della sua vita allo studio della tiroide e alla cura dei pazienti ipotiroidei. Egli dopo averlo confrontato con il test del metabolismo basale ed averne riscontrato la validità, lo pubblicò negli anni '40 su due importanti riviste mediche (JAMA e Lancet). Esso si basa sul fatto che una diminuzione della temperatura corporea è un sintomo assai frequente in caso di ipotiroidismo, fatto già rilevato nel primo rapporto sul mixedema del 1888.
Purtroppo il test di Barnes, pur avendo dimostrato la sua superiorità su altri test, non è mai stato accettato dalla medicina convenzionale ed oggi è utilizzato soltanto dai medici che praticano medicina naturale e quella che io chiamo bio-endocrinologia, cioè il riequilibrio ormonale con ormoni naturali bio-identici.
Prima di pubblicarlo Barnes testò la temperatura corporea di oltre 2000 persone, sia orale, che rettale, che ascellare, e concluse che quell'ascellare era la più affidabile per questo scopo in quanto era meno influenzata da eventuali processi infiammatori delle alte vie respiratorie o in caso sinusiti croniche.
Il test dovrebbe essere effettuato dopo una notte di sonno regolare senza cibo, agitazione o esercizio fisico per 12 ore. Inoltre il paziente non deve essere eccessivamente coperto a letto perché il calore delle coperte potrebbe falsare il risultato.
Il termometro da usare, preferibilmente quello classico a mercurio o almeno quello in vetro ad alcol, dovrebbe essere scaricato la sera e appoggiato sul comodino (al mattino non va fatto nessun movimento brusco prima della misurazione, quindi nemmeno scaricare il termometro). I termometri elettronici sono meno indicati per questo tipo di test.
Al risveglio, prima di fare qualsiasi cosa, senza alzarsi o muoversi troppo si prende il termometro dal comodino e lo si posiziona nel cavo ascellare. Dopo almeno cinque minuti si legge la temperatura e la si annota su un foglio. Il test va ripetuto per almeno 3 giorni consecutivi.
Gli uomini, i bambini e le donne in menopausa possono eseguire il test in qualsiasi giorno, mentre le donne in età fertile (poiché la loro temperatura varia durante il ciclo mestruale mensile) dovrebbero eseguire il test il secondo, il terzo e il quarto giorno dopo l'inizio delle mestruazioni.
I valori normali della temperatura così misurata dovrebbero essere fra i 36,5°C e i 36,8°C. Valori inferiori sono suggestivi di un ipotiroidismo, e più questi valori sono bassi più questa possibilità si rafforza.
Non è raro vedere pazienti con temperature basali addirittura di 35,5°C - 35,8°C, cioè ben un grado centigrado in meno del normale.
Naturalmente se un paziente sta perfettamente bene e non presenta sintomi suggestivi di ipotiroidismo pur avendo una temperatura basale bassa, non verrà trattato per aumentargli la temperatura corporea. Questa non è di per sé una patologia ma diventa un indicatore prezioso quando è associata a sintomi che rientrano nel ventaglio di quelli provocati dall'ipotiroidismo, naturalmente anche, e soprattutto, in assenza di una conferma da parte del laboratorio.
Barnes non ha mai ritenuto il suo test infallibile ma per lui era, e per noi è tuttora, uno strumento assai prezioso nelle mani del medico alla ricerca di una corretta diagnosi di questa patologia.
La mia esperienza personale, per quel poco che conta, negli anni me ne ha confermato la validità e l'utilità.

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Il Gozzo colpisce oggi in Italia circa sei milioni di persone, corrispondenti a più del dieci per cento della popolazione: il doppio rispetto a quel 5% sufficiente a definire la condizione endemica. Dati che dovrebbero preoccupare vista, tra l'altro, l'autorevolezza della fonte, Aldo Pinchera, direttore dell'Istituto di endocrinologia dell'Università di Pisa e presidente del Comitato nazionale per la prevenzione del gozzo. Non bastasse il numero elevato delle persone colpite, il rischio esiste per tutta la popolazione e la malattia costa allo stato almeno 300 miliardi di lire all'anno, fra diagnosi e terapia.
Ma il gozzo, manifestazione sia di iper che di ipotiroidismo, non è l'unica patologia che riguarda la tiroide, vanno considerate anche il cancro alla tiroide e la tiroidite di Hashimoto, i cui numeri sono inferiori ma ugualmente significativi.

Iper e ipotiroidismo
L'ipertiroidismo è la patologia endocrina maggiormente frequente dopo il diabete mellito. Come le altre malattie tiroidee, sia nel senso di iper sia di ipofunzione, colpisce in modo prevalente le donne con un rapporto di oltre 15 a 1. Se ne distinguono due forme principali quella di Basedow, che predilige la fascia d'età compresa tra i 20 e i 40 anni e quella da autonomizzazione funzionale, maggiormente frequente in età più avanzata. Per quanto riguarda l'ipotiroidismo si tratta di una patologia non rara, la cui reale incidenza è difficilmente valutabile, variamente influenzata da fattori genetici ed ambientali quali la carenza di iodio. Un neonato su 4000 nasce con questa malattia.
Per questo motivo tutti i neonati in Italia vengono indagati per questa patologia. I dati più recenti sono quelli del Comitato nazionale per la prevenzione del gozzo che ha esaminato 71000 bambini tra i 6 e i 14 anni residenti fuori città, in località collinari e montane di quasi tutte le regioni italiane e 5000 casi di controllo nelle aree urbane. Nella maggior parte della popolazione giovanile, la prevalenza di gozzo si è dimostrata superiore al 20%, e in numerose località distribuite su tutto il territorio nazionale, la malattia è presente in oltre il 50% dei giovani, con punte del 73% in alcuni paesi della Campania.
Gli studi prevedevano la palpazione del collo, la valutazione delle dimensioni della tiroide, la determinazione dell'escrezione urinaria di iodio. Le zone di endemia, secondo questi rilevamenti epidemiologici, riguardano tutte le regioni italiane e il deficit nutrizionale di iodio può essere documentato non solo nelle aree storicamente interessate dalla carenza, ma anche nelle regioni dell'Italia centrale e meridionale. Particolarmente significativo il dato che riguarda la Sardegna dove un bambino su quattro soffre di gozzo, con una percentuale più rilevante tra le femmine (23%) rispetto ai maschi (21%). Un deficit nutrizionale di iodio che è, peraltro, comune alle altre regioni meridionali italiane.

Le "altre" malattie
Ogni anno, in Italia, 9000 persone si ammalano di cancro alla tiroide, che rappresenta l'1% di tutti i tumori e lo 0,5% delle morti per cancro. Il 10-12% della popolazione italiana presenta alterazioni tiroidee, che nel 20% dei casi saranno operate.
Il cancro tiroideo, ma non è una novità, è più diffuso tra le donne rispetto ai maschi, con un rapporto di 3,2:1 e la sua incidenza aumenta con l'età. La prognosi per il cancro tiroideo, che rientra nel gruppo dei tumori differenziati, è eccezionalmente buona, con oltre il 90% di probabilità di guarigione. Il cancro alla tiroide ha avuto, poi, un'incidenza moltiplicata da 10 a 100 volte come conseguenza del disastro nucleare di Chernobyl. Dai dati raccolti presso il registro tumore di Minsk, in Bielorussia, si nota un aumento dei casi a partire dal 1991 nella fascia d'età tra i 15 e i 29 anni: queste persone dunque avevano tra i 10 e i 24 anni al momento dell'incidente.
Per quanto riguarda la tiroidite di Hashimoto e le altre malattie autoimmuni, pochi i dati a disposizione: in base ad analisi autoptiche colpisce da 5% al 15% della popolazione femminile e dall'1 al 5% della popolazione maschile, aumentando di frequenza, in particolare nelle donne, col progredire dell'età. Un'altra forma al femminile è la tiroidite post-partum. Si presenta nel 5-9% delle donne subito dopo aver partorito ed è di solito una condizione transitoria.

Un problema al femminile
Perché sono soprattutto le donne a soffrire di questi disturbi? Una risposta precisa ancora non c'è, sembra però che tutto dipenda dal più complesso equilibrio ormonale della donna rispetto all'uomo. La prova è che le malattie tiroidee spesso compaiono in coincidenza con fasi ormonali particolarmente delicate, come la gravidanza o la menopausa. Si è scoperto, poi, che gli estrogeni aumentano la perdita di iodio attraverso le urine, quindi la tiroide della donna si trova a lavorare con meno "carburante" ed è così più a rischio di malattie.
Un recente studio di Lancet ha svelato, però, che la tiroide di alcune donne può essere un organo chimerico.
Che cosa significa ? Semplice, le cellule che la compongono hanno caratteristiche genetiche sia maschili sia femminili.
Lo studio effettuato dagli statunitensi ha analizzato con sonde molecolari apposite il tessuto tiroideo di una trentina di donne sottoposte a tiroidectomia per gozzi nodulari e tiroiditi croniche. In poco più della metà delle pazienti operate sono state trovate cellule maschili, mentre in nessuna delle tiroidi dei soggetti del gruppo di controllo sono apparsi elementi con il cromosoma Y. Non sembra casuale che oltre la metà delle donne con il chimerismo abbia avuto un figlio maschio e sia risultata affetta dalla tiroidite di Hashimoto. Pur non potendo affermare con certezza che queste cellule siano responsabili delle malattie autoimmuni della tiroide, è evidente un'associazione tra chimerismo, figli maschi e tireopatie.
By Marco Malagutti

Fonti
Microchimerism of presumed fetal origin in thyroid specimens from women: a case-control study", Lancet 2001; 358: 2034-38
"The thyroid immunology of the postpartum period". Thyroid 1999; 7: 675-84
"Evidence of fetal microchimerism in Hashimoto's thyroiditis". J Clin Endocrinol Metab 2001; 86: 2494-98
"Treatment guidelines for patients with hyperthyroidism and hypothyroidism". Standard of Case Committee, American Thyroid Association. JAMA 1995; 273: 808
Dayan CM, Daniels
GH. Chronic autoimmune thyroiditis. N Engl J Med 1996 Jul 11;335(2):99-107
Rapporto 1994 Comitato nazionale per la prevenzione del gozzo, Mediserve-Bracco
Approfondimenti  - Thyroid Foundation of Canada  - Screening delle malattie tiroidee
Tratto da: dica33.it

Commento NdR: cio’ che non viene detto e’ che i problemi alla tiroide specie nei bambini e nei giovani, sono dovuti ai Danni dei Vaccini che essi hanno subito e che hanno rovinato il sistema endocrino e quindi anche la Tiroide.
vedi: DISINTOSSICAZIONE  +  Dottrina termica e Terapia del Freddo  +  Come nasce la Malattia


Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

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CNR: SCOPERTO GENE CHE REGOLA LA FUNZIONALITA' TIROIDEA ?
Lo studio effettuato su 4.300 volontari dell'Ogliastra, Sardegna

Roma, 30 mag. 2008 (Apcom) - Un gruppo di ricercatori dell'Istituto di Neurogenetica e Neurofarmacologia (INN) del Consiglio nazionale delle ricerche di Cagliari hanno individuato il gene, PDE8B, che regola i livelli dell'ormone TSH (Thyroid stimulating hormone), che stimola la tiroide e la funzionalità tiroidea.
Lo studio, pubblicato sull'American Journal of Human Genetics, è stato fatto su un campione di 4.300 volontari dell'Ogliastra partecipanti al progetto "ProgeNIA".
In particolare i ricercatori italiani avrebbero identificato una forte associazione tra uno specifico polimorfismo (SNP) del gene e i livelli di TSH. Il polimorfismo identificato si trova all'interno del gene PDE8B, che codifica una proteina che degrada l'AMP ciclico (cAMP, Adenosinmonofosfato ciclico) ed è espressa ad alti livelli nella tiroide.
"La presenza dell'allele raro di questo SNP - spiega Silvia Naitza, responsabile della ricerca - è associata ad un aumento dei livelli di TSH nel sangue. Tali livelli sono indicatori sensibili della funzionalità della tiroide, una ghiandola che controlla il metabolismo corporeo e la cui alterazione porta allo sviluppo di alcune comuni malattie endocrine che colpiscono circa il 10% della popolazione mondiale".
Il TSH è, infatti, prodotto dall'ipofisi e controlla la crescita della tiroide e la secrezione da parte di questa ghiandola dell'ormone tiroideo, attraverso il legame con il suo recettore e la conseguente produzione di un secondo messaggero, l'AMP ciclico .

I risultati conseguiti, con la collaborazione di altri gruppi, l'NIA-NIH di Baltimora, l'Università degli studi di Cagliari, l'Università del Michigan, l'Università del Maryland di Baltimora, l'Università di Parma,come spiega Manuela Uda responsabile scientifico del progetto ProgeNIA, sono stati replicati e confermati in due popolazioni geneticamente distanti da quella sarda: la popolazione fondatrice degli Amish della Pensylvania e quella toscana dello studio "InCHIANTI", oltre che in un campione indipendente selezionato tra i volontari "ProgeNIA", per un totale di 4.158 individui. "Dal momento che il polimorfismo identificato nel gene PDE8B spiega solo il 2.3% delle variazioni dei livelli ematici del TSH - sottolinea Serena Sanna, responsabile delle analisi genetiche nel progetto ProgeNIA - si è voluto verificare il ruolo di una serie di geni candidati attraverso un'analisi focalizzata dei dati dello studio di associazione condotto sull'intero genoma".
Questo studio, riferiscono i ricercatori, ha consentito di evidenziare altri geni associati, anche se in maniera meno significativa, con questo tratto, che dovranno però essere confermati utilizzando un numero maggiore di individui. "Sebbene siano necessarie ulteriori indagini - conclude Silvia Naitza - è possibile che questo gene possa costituire un bersaglio per il trattamento di alcune patologie tiroidee".
Tratto da: notizie.alice.it/

Commento NdR: ma “per caso” non e’ che sia il contrario, cioe’ che e’ la malfunzione tiroidea ed ipofisaria, che derivano invece come causa, dalle mutate condizioni del Terreno, che viene ad “imprimere” nel DNA, la “mutazione degli alleli", cioe’ la malattia viene registrata e magari “consegnata” alle future generazioni ?? Sicuramente e’ cosi !
Una lesione mitocondriale (malnutrizione della
cellula = intossicazione endo cellulare) provoca un deficit energetico, il mitocondrio non emette elettroni come dovrebbe, se si supera un certo limite di stress, lo stato-cellula produce una reazione per affrontarlo; questa reazione e' da noi definita come MALATTIA.

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La  TIROIDE  e  TUTTO  il  RESTO - I tanti problemini del gentil sesso
Qualche giorno fa mi ha telefonato la Federica da Roma, 46 anni e neofita vegetariana, illuminata ed assistita dalla Roberta.
Mi ha chiamato per elencarmi i suoi diversi problemini, tipici di molte appartenenti al sesso gentile.
Sballati i valori dell’anti-tireoglobulina (anti-TG) e dell’antiperossidasi (anti-TPO), depressione, anemia, sbalzi di umore, insonnia, eczema, herpes labiale, polipo uterale. Emicrania e stati ansiogeni, sono soltanto il corollario di quanto sopra.
Tentativi perditempo con l’omeopatia, e nessuna voglia di finire nelle grinfie della sanità ufficiale. E nessuna voglia di finire nelle grinfie di un certo tipo di medicina interventista.
Intende mollare il formaggio grana ed anche le alghe, i sali dell’Himalaya e l’achillea.
Dopo esperienze negative con le ferro-integrazioni, le supplementazioni, gli Omega-3 e le minidosi dell’omeopatia, vuole una seria soluzione ai suoi problemi, ricorrendo alla soluzione vegana e tendenzialmente crudista.
Il salto dalla padella nella brace

La tiroide gioca sempre un ruolo chiave e i medici, pur sfoggiando sempre una conoscenza impeccabile e dettagliata del sistema ormonale e dei meccanismi delicatissimi e cangianti che lo regolano, continuano a farne di cotte e di crude.
Continuano a proporre le solite  soluzioni farmacologiche, inefficaci, provvisorie e dopanti, tenendo sempre in mente la magica arma di riserva, l’arma decisiva e inappellabile della rimozione drastica della ghiandola mal funzionante, accusata di andare contro il corpo, e di essere la causa di tutti i problemi. E’ ormai uno schema fisso e classico, questo passaggio dal farmaco al bisturi.
Quello che in termini comuni si chiama il salto dalla padella nella brace.

Se esistono le ghiandole esiste un motivo ben preciso. Se il fabbricante ci ha dotati di certe ghiandole, non ce le ha fornite certamente come optional o come accessorio voluttuario, ma perché dotate di funzioni ben precise.
Esse hanno infatti il compito di secernere speciali sostanze chiamate ormoni, che servono a regolare l’armonia, l’equilibrio e l’efficienza dell’intero organismo.
In particolare, le ghiandole servono a distruggere ed eliminare le sostanze estranee, per cui sono parte integrante del sistema immunitario.

Funzioni filtranti, depurative e protettive
Ad esempio il fegato, ghiandola-organo basilare, filtra i prodotti della digestione e ne ritiene le impurità, espellendole con la bile della cistifellea.
La milza filtra il sangue e ne ritiene (fin che può) gli antibiotici e i veleni dei farmaci e dei vaccini (come dimostra la basilare spia dell’iride).
Le tonsille, autentiche sentinelle sanguigne, distruggono pure le sostanze estranee ed anche quelle di provenienza interna.

Un interrelato ed aggrovigliato asse endocrino
La tiroide poi fa parte del magico asse ipotalamo-pineale-ipofisi-tiroide-timo-fegato-pancreas-adrenali-sessuali, con funzioni regolatrici della temperatura corporea, della crescita, del metabolismo, dell’equilibrio acido-alcalino.
Tocchi una cosa, e crei decine di contraccolpi imprevisti nei dintorni.
Le anormalità nei valori e nella funzionalità delle varie ghiandole sono in diretta dipendenza delle funzioni gastrointestinali, delle funzioni respiratorie ed epidermiche (sole e attività aerobica), nonché della congiuntura psicologica, emotiva e spirituale del soggetto in questione.

Quando le ghiandole non c’entrano
Trattasi dunque di squilibri da risolversi all’infuori delle ghiandole, e non agendo localmente sulle medesime.
Classico il caso del diabete imputato a disfunzioni pancreatiche inesistenti, quando invece è la viscosità e la lenta fluidità del sangue a impedire l’arrivo in tempo del tampone insulinico.
Agire a monte significherebbe però andare non più sullo specifico ma sul vago, sul comportamento, sulla dieta, tutte cose che non implicano prescrizioni farmacologiche o interventi, per cui non generano danaro sonante per l’apparato industriale farmacologico-ospedaliero.

La tiroide e lo iodio
La tiroide è formata da follicoli le cui pareti sono costituite da un epitelio cilindrico (cellule follicolari) il cui lume è riempito di materiale colloide, contenente una sostanza proteica chiamata tireoglobulina.
La sintesi degli ormoni tiroidei avviene nelle cellule follicolari e richiede presenza di iodio organicato e di tireoglobulina.
Lo iodio si prende giornalmente col cibo sottoforma di iodina, nella misura di circa 150 microgrammi/giorno. La scarsezza di iodio può portare a gravi forme di insufficienza tiroidea, a carenze di sviluppo e persino al cretinismo vero e proprio. Attenzione però a non esagerare coi cibi carichi di iodio, visto che pure l’eccesso produce gravi danni.

Cibi naturali contenenti iodio organicato ed assimilabile
Foglie di rapa               0,076 mg per 100 grammi di prodotto
Zucca estiva                 0,062
Anguria                        0,040
Cetriolo                        0,037
Spinaci crudi                0,036
Asparagi                       0,030
Rape e bietole               0,025
Mirtilli                          0,020
Arachidi                        0,020
Fragole                          0,019
Peperoni verdi-dolci      0,019
Carciofi                         0,018
Melanzane                     0,017
Pesche                           0,016
Seguono via via cavoli, cipolla, lattuga, banana, carota, patata, patata dolce, sedano, fico, susina, ecc.
Chiaramente le alghe secche sono strapiene esageratamente di iodio, ed è meglio evitarle.

Dalla iodazione alla formazione di molecole ormonali tiroidee
Nelle cellule follicolari lo iodio viene ossidato ed incorporato nei residui tirosinici della tireoglobulina.
Questa iodazione porta alla formazione della monoiodotirosina (MIT) e della diodotirosina (DIT).
Due molecole di DIT accoppiate formano una molecola di T4 (tetraiodotironina), mentre una molecola di DIT accoppiata a una di MIT dà luogo a una molecola di T3 (triiodotironina).

Le interconnessioni ormonali tra ipotalamo, ipofisi e tiroide
La sintesi degli ormoni tiroidei T4 e T3 viene poi controllata dal TSH (thyroid stimulating hormone) emesso dalla ipofisi, che si lega suo specifico recettore TSHr situato sulla superficie delle cellule follicolari.
La secrezione del TSH è a sua volta regolata dal TRH (thyroid releasing hormone) originato dalla tirotropina dell’ipotalamo.
Gli ormoni tiroidei circolanti inibiscono e regolano il flusso di TSH e TRH grazie a un meccanismo di autoregolazione negativa che permette di mantenere adeguati ormoni tiroidei T4 e T3 in circolo, col T3 a rappresentare la forma attiva ed operazionale dell’ormone tiroideo.

Le proteine coinvolte e i valori standard di FT4 e di FT3
Le principali proteine coinvolte nella circolazione degli ormoni tiroidei sono la thyroxine binding globulin (TBG) sintetizzata nel fegato, la transtiretina o thyroxine binding prealbumin (TPBA), e l’albumina.
Solo lo 0,04% della T4 e lo 0,4% della T3 circolano in forma libera, e sono responsabili dell’attività ormonale sottoforma di FT4 (free tetraiodothyronine), con valori normali di 6-16.0 pg/mL (picogrammi per millilitro di sangue), e di FT3 (free triiodothyronine), con valori 2.3-5.8 pg/mL.
Il legame T3r-TREE alla base delle accelerazioni o dei rallentamenti metabolici.
Gli ormoni tiroidei sono trasportati all’interno delle cellule, dove la T4 viene convertita in T3 dall’enzima penta-desiodasi.
Il recettore della T3 (chiamato T3r) ha una porzione che lega sequenze di Dna col TREE (thyroid hormone responsive element).
Ed è proprio il legame T3r-TREE a causare l’aumento o la diminuzione della velocità di trascrizione di geni specifici, l’incremento o il decremento della velocità di movimento, dell’intensità o del rallentamento della vita.

Uno squilibrio chiamato tiroidite
Ed è così che si arriva alle varie tiroiditi congenite, autoimmuni, iatrogene, da radiazioni, da infiammazioni, da lesioni vascolari, da neoplasie, e alle tipologie ipertiroidee di Basedow (o di Graves), o a quelle ipotiroidee di Hashimoto, di Riedel e di De Quervain, dai casi Basedow che si trasformano in casi Hashimoto dopo le cure farmacologiche a base di radio-iodio e di cortisone.

L’azzardo di intervenire su equilibri delicati e complessi
Insomma, quando si comincia a non credere nell’equilibrio, e quando si cominciano a mettere le mani sui valori, sulle secrezioni e sui recettori, sugli ormoni e sui contro-ormoni, si sa qualcosa sul punto di partenza, ma poco o niente su quello di arrivo.
Abbiamo parlato di ormoni tiroidei, e non dobbiamo scordare che ci sono pure gli anti-ormoni.
I principali antigeni tiroidei sono la tireoglobulina (TG), la perossidasi o thyroid per ossidasi (TPO), il recettore TSHr, e gli stessi ormoni tiroidei T3 e T4.

Gli ormoni tiroidei e l’aumento del metabolismo
Gli ormoni tiroidei causano un aumento del metabolismo (aumento produzione calore e aumento consumo di ossigeno) grazie all’incremento di attività della pompa sodio-potassio (ATP dipendente),  all’aumento attività dei recettori beta-andrenergici a livello cardiaco, all’aumento del muscolo scheletrico e del tessuto adiposo (che amplifica l’azione delle catecolamine con meccanismi post-recettoriali), all’aumento della motilità intestinale, all’aumento della gluconeogenesi ossea ed epatica, all’aumentato assorbimento intestinale del glucosio, e all’aumento della lipolisi da parte degli stimolati recettori epatici nei confronti del colesterolo LDL.

La tiroide sballata è un organo da tarare
Ogni donna è ovviamente libera di credere a chi vuole, di fidarsi di chi vuole. Ogni donna è libera di mettersi nelle mani di chi preferisce, e di prendersi tutti gli Eutirox che le vengono prescritti, o di farsi asportare quello che ritiene più opportuno. Non siamo in concorrenza con nessuno. Vogliamo solo informare che esistono alternative validissime e risolventi alla visuale medica.
La tiroide sballata non è un dente da togliere o da otturare, ma uno strumento nobile del corpo da capire, da riequilibrare, da sottoporre ad auto- taratura automatica. Taratura che nessuno al mondo, specialista o Nobel, è in grado di realizzare, se si eccettua il sistema immunitario.

I valori ballerini non sono opera di Belzebù
Le disfunzioni, i sovvertimenti dei valori non sono arrivati a caso, per colpa di Belzebù o di Chernobyl, ma per anni di macroscopici errori di percorso.
Anni di mala-alimentazione iper-proteica ed iper-grassa, iper-cotta ed iper-salata, iper-congelata e iper-zuccherata, iper-vinicizzata e iper-caffeinata.
Anni di attività frenetica, condotta in stato di leucocitosi, di surriscaldamento intestinale e di accelerazione cardiaca, sempre in eclatante carenza di vitamine, minerali, enzimi ed ormoni naturali, con goffi tentativi di correzioni integratrici mineral-vitaminiche-ormonali. Sempre in patologica carenza di succo vitale, di inuline e di insuline verdi, di acqua biologica, di fibre e di fitonutrienti naturali.

Il tempo degli interrogativi
Quando poi i nodi vengono al pettine, allora affiorano gli interrogativi. E se i vegani avessero ragione ?
E se il vero carburante umano stesse proprio nei frutti che pendono dai rami ?
E se il latte rubato alle mucche torturate e condannate alla pena capitale rappresentasse una disgrazia nutritiva e non un capitale costruttivo per il corpo umano ?
E se il sangue versato di miliardi di fratelli e sorelle finiti sul patibolo implicasse una specie di monito e di punizione divina ?

Non si muove foglia
Nessuno vuole ipotizzare un Dio vendicativo che si diverte a infliggere punizioni a destra e a manca.
Ma le trasgressioni alle leggi della natura, le trasgressioni all’etica, alla giustizia, all’armonia con se stessi e col creato, prima o poi si pagano.
L’Inferno e il Paradiso sono costruzioni della mente umana, ma il nostro karma e la nostra fedina penale inter-esistenziale sono un’autentica realtà, in un mondo dove non si muove foglia che Dio non voglia.

Una commissione giudicante mista
Se dobbiamo proprio credere alle religioni che ipotizzano il giudizio di Dio, non facciamo fatica a immaginare che, oltre la porta d’ingresso di San Pietro, ci sia una commissione giudicante formata da tante coppie di persone, due per la razza umana, due per quella bovina, due per la suina, due per ciascuna specie degli esseri piumati e così via, a rappresentanza globale delle persone che abitano il pianeta e che sono state private vigliaccamente del proprio diritto alla libertà, al rispetto e alla vita.
Il mondo è fatto di azioni e reazioni, del dritto e del contrario, del caldo e del freddo, del giorno e della notte, del maschio e della femmina.
Non si è lontani dalla realtà a pensare che esso preveda anche il peccato e la punizione. Con una intelligente dieta vegana i valori torneranno nella norma

Concludo ricordando a Federica che è davvero nelle giuste mani in quel di Roma. Roberta è una magnifica persona.
Occorre certamente qualche sacrificio preparatorio e purificatorio iniziale, e un minimo di pazienza.
Ma, con una dieta vegana, i valori sballati, gli squilibri e gli sbalzi, tenderanno a rientrare nella normalità, mentre le escrescenze, di qualunque tipo, tenderanno a bloccarsi, a regredire e scomparire, nella misura in cui applicheremo a fondo le sole leggi impeccabili, che sono quelle della natura.  
By Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

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