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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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CHELATION TERAPY 3  -  Chelation 1

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CHELATION  THERAPY
Basi scientifiche e meccanismo d’azione deI chelante EDTA nelle complicazioni ischemiche della malattia arteriosclerotica
MEDIcomp srl - Centro Servizi per il benessere Fisico  +   A.I.M.O. srl Ass. Internaz. di Medicina Ortomolecolare

ATTI DEL II° CONGRESSO INTERNAZIONALE DI MEDICINA ORTOMOLECOLARE - "A TRIBUTE TO LINUS PAULING"
Relazione per il II° Congresso Internazionale di Medicina Ortomolecolare
Milano Italia - 21 / 22 Novembre 1992 - Prof. Giuseppe Frau

La storia della chelazione inizia nel 1893, quando Alfred Werner, premio Nobel per la chimica, ipotizzò che particolari strutture chimiche eterocicliche potrebbero legarsi saldamente con ioni metallici modificandone radicalmente le proprietà biologiche e le caratteristiche di tossicità.

Morgan-Drew (1920) la confermarono sperimentalmente e proposero di chiamare” chelanti” (dal greco: chele) i composti dotati di questa proprietà. Nel 1930, fu ottenuto sinteticamente l’acido etilenediaminotetracetico (EDTA) ed utilizzato nell’industria (coloranti, tessuti, saponi, detersivi, per addolcire le acque, ecc. ), ed in laboratorio come anticoaugulante (Rubin, 1947).

Dopo averne confermata la non tossicità in casi terminali di iùpetcalcetnia secondaria alla dissoluzione di tumore delle ossa, venne itnpiegato nei L’i percaìcemi a da iperparatiroidismo, nell’intestificazione acuta e cronica da piombo e nelle aritmie ipercinetiche da intossicazione digitalica con risultati tanto favorevoli da essere ancora usato come terapia di elezione in queste emergenze. Meno decisivi, invece, sono risultati i tentativi di legare metalli endogeni in eccesso in talune tesaurismost

L’idea di utilizzare VEDTA nell’angina e nella claudicazione intermittente, fu segnalata dagli stessi ex intossicati da piombo che riferirono di sentirsi chiaramente migliorati anche da questi disturbi.

I casi di arteropatie arteriosclerotiche curati con EDTA, secondo il protocollo reso noto nel 1976 dalla Arnerican College Advancement Medicine (ACAM) ed accettato nel. 1987 dalla Foods and Drugs Administration (FDA) per una ricerca in doppio cieco (tuttora in corso) sono circa 100.000.

L’EDTA viene utilizzato come sale disodicomagnesiaco (MgNa2 EDTA) somministrabile soltanto in perfusione venosa lenta.

Il processo di chelazione dei vari cationi presenti nel plasma è subordinato alla rispettiva affinità e tasso ematico, nonchè al pH e temperatura del mezzo, dando luogo a “chelati” (EDTA + Catione) più o meno stabili.

Al pH di 7.35 del sangue, la chelazione del Mg2+ e del Ca2+ è preferenziale.
Il catione reso solubile e non tossico, viene eliminato per il 95% -98% attraverso il rene.

L’azione favorevole dell’EDTA nelle arteriopatie ostruttive è stata attribuita originariamente (Clarke, 1955) alla ricanalizzazione dell’arteria occlusa per chelazione del calcio dalla placca ateromatosa. I dati sperimentali (in vitto e in vivo) e cimici hanno dimostrato che gli effetti della chelazione sono pi’h complessi ed articolati:

1)       Miglioramento della funzione cellulare per arricchimento in Mg2+ e KI+ ed estrusione del Ca2+ in eccesso a causa della sofferenza ischemica. 

2 )      Aumento della perfusione da dilatazione arteriosa, soprattutto della microcircolazione, conseguente all’effetto
          miorilassante dovuto alla chelazione del Ca2+ plasmatico e metastatico distribuito, quest’ultimo, sugli strati superficiali dell’ endotelio.

3)       Azione antiossidante da chelazione del Cu2+ e del Fe2+ indispensabili per la formazione dei radicali liberi (perossidi) in eccesso e considerati responsabili dell’origine e della progressione dell’arteriosclerosi, per attivazione dell’ LDL.

4)       Azione antitossica da chelazione dei metalli tossici (piombo, cromo, arsenico, manganese, alluminio, mercurio,
          molibdeno, ecc.).

Non è ancora chiarito l’effetto della chelazione sui c.d. “metalli traccia”, cioè sui micrometaboliti (zinco, alluminio, cromo, ecc.) che entrano in fasi del ricambio cellulare come parte integrante di vari sistemi enzirnatici e catalitici.

5)       Azione antiaggregante piastrinica da blocco della sintesi sia del tromboxano contratturante della parete arteriosa
          proaggregante piastrinico sia dei radicali liberi, con conseguente incremento della liberazione di Prostaciclina, che è vasodilatante ed antiaggregante. 

L ‘EDTA, dunque, riassume le proprietà dei farmaci consigliati per correggere ciascuna delle situazioni patologiche (cellulari, vascolari, ossidative, tossiche, emocoaugulative) dimostrabili sempre nell’arteriosclerosi.

Ma se ne differenzia perché:

 A)      L’EDTA è l’unico farmaco che agisce, con azione prolungata e quantizzabile nel corso della tempia, sui radicali liberi, ai quali viene attribuita responsabilità diretta sull’attivazione dell’ LDL-colesterolo, causa dell’origine dell’aterorna.
 B)      Il miglioramento del quadro clinico, per meccanismi non noti, contrariamente a quanto avviene abitualmente in terapia, tende a perfezionarsi nel tempo, per cui è opportuno che il giudizio circa l’esito della chelazione venga formulato non prima di 3-6 mesi dalla fine della terapia.
By dr. Giuseppe Frau

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