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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


CHELAZIONE - 2
(EDTA: Terapia Chelante a base di un cocktail di farmaci)
CHELATION THERAPY 
 
 

CHELATION  THERAPY = EDTA
vedi: Chelation 1 + Chelation 3 + Stress ossidativo

L’EDTA NELLE VASCULOPATIE ATEROTROMBOTICHE. BASI SCIENTIFICHE
MINERVA ANGIOLOGICA - Vol 19 - Suppl. 1 - Marzo '94  -

G.  FRAU*, M. BALLO**. *    Spedali Civili di Brescia. (Primario Emerito: Prof. G. Frau). **   Università degli Studi di Palermo. Cattedra di Angiologia (Titolare: Prof. M. Ballo).

In vitro e in vivo, per effetto dell’acido Etilendiaminotetracetico (?EDTA) sono state dimostrate le seguenti risposte:

1.   Azione stabilizzatrice della membrana cellulare conseguente all’estrusione dagli organi di deposito (mitocondri,
      reticolo endoteliale) del Ca2+  in eccesso
2.   Vasodilatazione, evidente soprattutto, a livello del microcircolo.
3.   Azione antiossidante
dovuta alla chelazione del Fe2+ e del Cu2+  indispensabili per la formazione dei sistemi
      perossidativi dell’O2 (radicali liberi), e per l’attivazione deII' LDL-colesterolo.
4. 
Azione antitossica per chelazione dei metalli tossici (Pb, Cr, As, Mn, Al, Hg, Mb, ecc...) nel caso di accumulo nell’organismo.

5.    Azione emoreologica (antiaggregante piastrinica, aumento della deformabilità eritrocitaria, riduzione della viscosità ematica), per effetto, in vittro, della chelazione del Ca2+ distribuito sulla superficie dei globuli rossi e dei trombociti, ed, in vivo, del blocco del Tromboxano da parte del chelante e relativa liberazione della Prostaciclina A1

Nell’aterosclerosi sperimentale, per effetto dell’EDTA, la formazione delle “placche ateromatose” e la deposizione del calcio nel contesto della parete aortica risultano ridotte significativamente, confermando che la chelazione del Ca2+ da parte dell’EDTA avviene per la mobilizzazione dello ione dai tessuti molli: fenomeno, questo, che non è dimostrabile, per quanto risulta, con altri farmaci, compresi i calcio-antagonisti di impiego corrente.

LEDTA, dunque, riassume gli effetti che i farmaci attualmente in uso esplicano per correggere settorialmente ciascuna delle componenti patologiche (cellulare, vascolare, ossidativa, tossica, emocoagulativa) che sono sempre dimostrabili nelle varie fasi dell’evoluzione della malattia aterosclerotica.
Queste premesse, fornite dalla ricerca di base, giustificano l’impiego dell’EDTA nel trattamento delle complicazioni vascolari dell'aterosclerosi, e ne avvalorano i risultati.

TRATTAMENTO CON MgNa2 EDTA DEGLI ARTERIOPATICI AL III - IV STADIO 

G.  G. FRAU*, M. BALLO**, M. MARCHETTI*** 

*   *     Spedali Civili di Brescia;
      
(Primario Ernerito: Prof. G. Frau).
**     Università degli Studi di Palermo. Cattedra di Angiologia
       (Titolare: Prof. M. Ballo).
***    Fondazione Internazionale di Angiologia (]FA). Roma.

L’acido Etilendiaminotetracetjco (EDTA) viene correntemente utilizzato: in laboratorio come anticoagulante ed andaggregante
piastrinico; per accelerare l’allontanamento dall’organismo di metalli tossici (Piombo) e radioelementi (Plutonio, Ittrio) e nell’ipercalcemia. Viceversa, ne è ancora controverso l’impiego nelle vasculopatie sclerostruttive e nella tromboangioite di Burger.

Nel presente studio, vengono presi in esame soltanto gli arteriopatici al III e IV stadio di Fontame trattati con EDTA, perchè il risultato è valutabile anche con elementi semeiologici diretti (dolore a riposo, ischemia critica, ulcerazioni). IL trattamento è stato condotto secondo il protocollo dell’ACAM (Arnerican College for Advancement in Medicine) ed accettato dall’ FDA in uno studio controllato ancora in corso. E’ stato utilizzato il sale MgNa2EDTA diluito in 500 ml di acqua distillata alla dose Mx di 50 mg/Kg ed iniettato in perfusione venosa lenta (3-3,15 h) 1-3 volte la settimana in rapporto alla funzionalità renale.

Sono stati trattati 119
pazienti (
110 uomini, 9 donne) in età media di 67 a  (+ 13/- 24) di cui 108 fumatori (media di 30 sigarette al di), 40 diabetici, 52 iperdislipidemici, 38 ipertesi. Prima del trattamento con EDTA erano stati eseguiti, oltre alle abituali terapie mediche:
simpaticectornia (18 casi), trombectomia (8 casi), by-pass aorto-mono/bifemorale (19 casi), malarioterapia (4 casi), stimolazione epidurale permanente (1 caso), amputazione (8 casi).

Negli 81 pazienti al III stadio sono stati ottenuti:

—              normalizzazione (3 +) del quadro clinico in 58 (7 1%),
—              miglioramento (2 ±) in 14 (17%),
—              nessun risultato in 9 (11%).

Nei 38 pazienti al lV stadio sono stati ottenuti:

—              riparazione delle ulcerazioni in 20 (52%),
—              miglioramento dei fenomeni ischemici perinecrotici in 5 (13%),
—              quadro clinico stazionario in 13 (34%).

Tali nostri risultati coincidono con quelli riportati in letteratura.

Il  risultato a medio e lungo termine (follow-up 2-8 anni) è subordinato all’abolizione dei fattori di rischio.
I dati strumentali incruenti (pletismografia, velocimetria Doppler, indice di Winsor, capillaroscopia), soprattutto nei pazienti al III stadio, confermano, anche se non obbligatoriamente e correlativarnente, l’avvenuto miglioramento clinico.
La tollerabilità del trattamento con EDTA è stata nel complesso normale e non sono stati documentati effetti collaterali degni di menzione.
Tratto da:  Edizioni Minerva Medica


Continua in: Chelation 1Pag. 3 + Disintossicazione
vedi: Ayurvedica + Lavaggio Energetico + Coppettazione
+ Riposizionamento asse Cranio-Atlante-Epistrofeo
Ben noto nel mondo e' il massaggio Ayurvedico, che utilizzando i punti dell'agopuntura Cinese + i punti ove vi e' dolore, risolve in molti casi diversi tipi di problemi.
Il  Lavaggio energetico e' un particolare tipo di massaggio che  apre i chakra  del corpo, eliminando in genere la memoria della sofferenza di vissuti dolorosi.

 

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