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La
storia della Medicina è la storia della lotta dell’uomo contro il male,
il malessere, il pregiudizio, l’ignoranza e la superstizione. Questo
tipo di medicina ha le sue radici in India e fin da circa 7.000 anni ha
informato, attraverso i testi Vedici, circa le proprietà salutari di
minerali e vegetali, che assieme alle condizioni di vita, ai comportamenti
Etici, permettono di vivere senza malessere.
Una leggenda indiana
racconta che durante il rimestamento delle acque primordiali che
avevano sommerso la Terra (una similitudine con il Diluvio
Universale). Gli Dei e i Demoni, per l'occasione, unirono le
loro forze nella speranza di estrarre il nettare degli dei, che
avrebbe donato loro l'immortalità.
Utilizzarono il grande serpente del tempo Ananta come fune.
Frullando le acque, videro affiorare via via ogni cosa positiva
e importante per tutta l'umanità. Tra queste, Surya (il Sole),
Lakshmi (Dea della Fortuna), L'Amrita (il nettare degli Dei),
Dhanvantari (Signore della medicina ayurvedica).... E ora, per
fortuna, anche in Occidente si comprende il profondo beneficio
di questa antichissima e utilissima pratica medica.
L’Ayurveda,
cioè la medicina naturale tradizionale indiana, di origine antichissima, era stata
in grado di cogliere le caratteristiche delle malattie, che sono state
studiate dalla scienza medica moderna soltanto in tempi recenti.
Ayurveda
significa “ConoScienza della Vita
o longevità”: è una delle più antiche medicine del mondo, giacché
nacque intorno al 1700 a.C. Questa medicina si basa sulla filosofia Samkhya
(da Sat = verità e khya = conoscenza) sviluppata dagli
antichi luminari indiani, i Rishi.
Per gli indiani dell’Asia non è solo una terapia medica, bensì
una filosofia di vita che punta sulla conoscenza della mente e del corpo
come un’insieme.
Secondo
l’Ayurveda, (scienza della Vita Sana) il traguardo è la salute intesa come stato di giusti
rapporti dell’energia vitale, per raggiungere la realizzazione della
propria evoluzione Spirituale.
L’efficacia concreta delle 2000 erbe e preparati naturali, che i
medici ayurvedici usano come unici medicamenti o rimedi, assieme alle
tecniche di rilassamento e massaggi particolari, è stata di recente
confermata da molti studi clinici anche occidentali.
Vedi anche
DIAGNOSI
AYURVEDICA
Nel
1976 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), inseriva la Medicina
Ayurvedica nel suo programma “Salute per tutti entro il 2000”;
non si trattava di un platonico omaggio a una delle più antiche scuole
mediche dell’umanità, era invece un riconoscimento ufficiale della
validità di una tradizione “curativa” che seppur non ignota in
occidente, non vi ha mai goduto di un’adeguata considerazione.
Essa è una medicina antica e modernissima allo stesso tempo, perché
prende in considerazione anche aspetti che noi scopriamo solo oggi come
per esempio, l’ambiente, l’alimentazione e l’evoluzione dello
Spirito del soggetto.
La medicina Ayurvedica e' nei fatti la
Medicina Naturale
insegnata e praticata, fin da migliaia di anni prima dell'era
volgare, nell'India.
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PRINCIPI
FONDAMENTALI dell'AYURVEDA - ASPETTI FILOSOFICI e COSMOLOGICI
Corpo, mente e anima, questi tre sono come un tripode; il mondo
si regge sul loro insieme; in loro prende dimora ogni cosa.
Questo insieme esiste per il Purusha, l'essere conscio. Questo
è il soggetto dell'Ayurveda, è per questo che gli insegnamenti
dell'Ayurveda sono stati rivelati.
Charaka Samhita, Sutrasthana I.46-47
Per avere una chiara comprensione dei concetti di base dell'Ayurveda,
è necessario vedere quali sono i principi filosofici da cui
essi originano e quale è la visione cosmologica, cioè come si
intende il processo della creazione.
L'impianto filosofico e cosmologico dell'Ayurveda si fonda a
sulla filosofia Samkhya, uno dei sei sistemi della
filosofia Vedica (I sei sistemi della filosofia indiana sono: Nyaya
- Scuola della logica, Vaisheshika - Scuola dell'atomismo,
Samkhya - Scuola dei principi cosmici, Yoga
- Scuola dello Yoga, Karma Mimamsa - Scuola dei
rituali, Vedanta - Scuola teologica o metafisica).
Il Samkhya venne esposto in origine dal saggio Kapila
in un'epoca molto remota e tratta soprattutto dei principi
cosmici, in esso troviamo le intuizioni fondamentali dei Veda e
delle Upanishad.
Sia lo Yoga classico descritto da Patanjali negli Yoga
Sutra, che l'Ayurveda classico di Charaka e Sushruta
si basano sulla scuola di pensiero del Samkhya.
Il
principio base dell'Ayurveda è il Tridosha,
la teoria delle 3 energie vitali che pervadono tutto l’Universo,
umanità compresa.
Si distinguono genericamente così tre categorie di persone caratterizzate
fisicamente e psicologicamente fin dalla nascita, dalle diverse
combinazioni delle tre energie.
Secondo
l’Ayurvedica, la Perfetta Salute (P.S.) è il risultato dell’equilibrio
di queste forze; la malattia è causata da uno squilibrio delle stesse;
queste energie vengono denominate Vata (vento), Pitta (bile), Kapha
(flemma).
L’energia chiamata Vata, ad
esempio rappresenta il flusso, il movimento, ed è alla base di
respirazione, circolazione, attività neuro muscolare.
L’individuo “Vata” (vento), in cui l’energia di questo tipo è
più accentuata ha corporatura esile, la pelle secca e scura, le unghie
fragili; è estroverso, loquace, rapido nelle decisioni, ma anche nervoso
e impaziente; ha sonno leggero e disturbato e scarsa resistenza fisica;
può avere appetito e digestioni irregolari e tende a soffrire di artrite
e problemi intestinali; dolori lombari, artrite, sciatica, paralisi,
nevralgie, dovrebbe far gran uso di frutta per reidratarsi.
In genere le cause dei disturbi del tipo “Vata” (vento) sono: gli
alimenti e le piante medicinali di sapore amaro.
Gli alimenti e le piante di sapore freddo o fresco che introducono l’energia
fredda nel corpo, esempio, l’eucalipto, la pera e l’eccesso di verdure
crude.
L’alcol, caffè, tabacco, droghe, vitamine sintetiche, pasti consumati
ad orari irregolari; l’eccesso di emozioni, la sovra eccitazione
mentale, stare al freddo ed al vento freddo.
L’eccesso di attività sessuale o fisica, le veglie notturne ed infine
le lunghe malattie croniche.
L’energia
chiamata Pitta (bile) invece,
controlla le attività metaboliche, gli scambi energetici e la digestione;
un suo squilibrio può provocare ulcere peptiche, ipertensione, coliti,
malattie della pelle.
In genere le cause dei disturbi del tipo “Pitta” (bile) sono: alimenti
e piante di sapore piccante (peperoni forti, peperoncino, zenzero ecc.);
quelli di energia calda che producono calore interno.
Le sostanze irritanti o caustiche, come il sale; l’esposizione al sole d’estate
od al caldo eccessivo; il contatto umano (dormire assieme) od il calore
animale; il sesamo, l’olio di sesamo, lo yogurt, vino, alcolici, l’aceto.
Il digiuno di 1 o più giorni aumenta questi disturbi, per cui si
raccomanda attenzione se si vuole fare digiuni.
L’individuo “Pitta” ha corporatura media, carnagione rossastra,
capelli fragili e sottili, buona muscolatura e ottimo appetito; è un
carattere forte e deciso, coraggioso ed ha un’intelligenza vivace; ma
anche geloso, pungente nei suoi giudizi e facilmente irritabile; il suo
problema è proprio il calore del sangue: soffre di fegato, colecisti,
iperacidità, ulcera peptica, gastriti ed infiammazioni che si curano con
cibi rinfrescanti, evitando quelli piccanti.
L’energia
chiamata Kapha (flemma),
infine, rappresenta la coesione; il suo squilibrio può provocare malattie
del sistema respiratorio, sinusiti, diabete mellito, obesità.
In genere le cause dei disturbi del tipo “Kafha” (flemma) sono: gli
alimenti e le piante di difficile digestione; gli alimenti che tendono a
far prendere peso, cioè quelli dolci, zucchero, frutta matura, miele,
liquerizia; i grassi, oli, burro; latte, latticini, yogurt, l’eccesso di
bevande; la siesta e l’eccesso di sonno; sopra tutto i farmaci a base di
ormoni; i periodi freddi, nebbiosi, umidi.
L’individuo “Kapha” ha tendenza ad ingrassare, ha la pelle liscia e
morbida, i capelli forti e ondulati; ha un appetito moderato con una
digestione lenta, un sonno lungo e profondo ed è molto sentimentale; è
resistente alla fatica anche se tranquillo nell’attività e
tendenzialmente pigro ed è dotato di buona memoria; generoso, è poco
emotivo e difficilmente si altera; ha spesso raffreddori, bronchiti e
congestioni polmonari ed il sistema linfatico in disordine.
Per
l’Ayurveda la malattia è “ama” ovvero “tossiemia”; quindi la
guarigione è la disintossicazione dell’organismo.
Il legame fra costituzione fisica ed energia, tra corpo e mente, secondo l’Ayurveda
è dunque inscindibile.
Nulla è casuale e nulla è assoluto; le interazioni energetiche, però
sono tantissime e si modificano di continuo, così l’individuo, nel
tempo cambia.
Ma ciò che è importante è che rimanga inalterato il suo equilibrio; il
quale però per l’Ayurveda, deve trovarsi a sua volta in equilibrio per
star bene davvero, con l’ambiente circostante sia umano, sia naturale;
il che fa della Medicina Ayurvedica una scienza anche “ecologica” a
tutti gli effetti.
Come
riuscire a mantenere sempre questo equilibrio ?
Si deve insistere molto sulle pratiche quotidiane che tendono ad eliminare
i e le tossine superflue prodotte da scompensi energetici; queste pratiche
vanno dall’esercizio fisico costante, ai massaggi, alle instillazioni
nasali anche della propria urina,
agli infusi d’erbe; a questo va aggiunto soprattutto, un opportuno
regime dietetico, prescritto in base alla propria costituzione.
Già
nel 1500 a. C. il grande medico indiano Charaka, sottolineava con vigore l’importanza
della corretta dieta alimentare: “Il corpo è il prodotto del cibo” precisava ed aggiungeva:
“Le malattie insorgono allorché l’alimentazione è sbagliata“.
La distinzione tra salute e malattia è la stessa che esiste tra dieta
equilibrata e dieta non equilibrata. Tuttavia il grande medico dell’antichità
indiana assegnava anche allo stato mentale e allo stile di vita ruoli
decisivi nel determinarsi da un lato della patologia e dall’altro del
benessere; non per nulla, quella Ayurvedica è ritenuta la Medicina Psico
Somatica dell’Oriente.
Una
corretta alimentazione può includere, qualora vi fosse una necessità
specifica, integratori alimentari naturali che possono svolgere un’azione
regolatrice e correggere gli squilibri presenti negli elementi del corpo.
La differenza principale tra l’Ayurveda e gli altri sistemi, risiede
proprio nel presupposto che i suoi rimedi vengono formulati tenendo
presente i ritmi crono biologici del corpo umano e si basano sul principio “Nessun principio singolo può sostituirsi all’azione
d’insieme“, ciò perché l’Ayurveda considera l’uomo nel suo
complesso come un tutto superiore alla somma delle sue parti fisiche e
psichiche.
Questo punto di vista globale è noto, si chiama Olistico; così se
generalmente i medicamenti erboristici usano le piante grezze, alle volte
tutte intere, che spesso posseggono azioni molteplici, i rimedi ayurvedici
invece, richiedono intense lavorazioni al fine di far prevalere gli
effetti desiderati, eliminare quelli indesiderati e accrescere la potenza
energetica.
La
conoscenza e la messa a punto di questi procedimenti richiedono anni di
studio, di esperienza e di ricerche.
Essa si è comunque tramandata nei millenni ed è rimasta una scienza viva
che attualmente prepara e consiglia rimedi naturali efficaci tipo:
decozioni, sublimazioni, infusioni, sulfurazioni, calcinazioni,
distillazioni ecc., capaci di esaltare e rinforzare l’energia fisico
spirituale dell’uomo.
Questi integratori (erbe, preparati in pasta ed in polvere) sono innocui,
non hanno effetti collaterali ed in genere se presi occulatamente vanno
verso la radice del malessere.
Questi ottimi preparati ovvero medicinali naturali, vengono formulati
tenendo presente i ritmi crono biologici del corpo umano e si basano sul
principio dell’equilibrio e del contro bilanciamento:
”nessun
principio singolo può sostituirsi all’azione dell’insieme”.
L’esperienza
e la conoscenza hanno permesso nel tempo la messa a punto di particolari
prodotti di sicura efficacia tenendo sempre presente comunque che la loro
forza viene ad essere modificata dai metabolismi di ognuno.
Essa è una Medicina non violenta e dolce, come i ritmi biologici della
Natura, ma richiede comunque una discreta conoscenza dei prodotti e del
loro corretto uso.
vedi Cure Naturali
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Dosa
e Subdosa
Secondo
l’antica medicina indiana, gli “agenti” regolatori della natura e
quindi anche del corpo umano sono i dosa. Anche salute e malattia
conseguono dalla loro condizione e interrelazione.
Vāta è il principio del
movimento, della propulsione e della forza di eliminazione;
Pitta la combustione e la trasformazione;
Kapha il consolidamento, l’assimilazione,
l’inerzia.
Microcosmo e macrocosmo, secondo
un fondamentale principio Vedico, sarebbero in dinamica unitaria
interrelazione, anche per causa di questi tre principi presenti in
entrambi gli aspetti della manifestazione e, per conseguenza, la natura
eserciterebbe una vitale influenza sul complesso psicosomatico umano.
Per questa ragione, l’uomo, ad esempio, non solo sarebbe influenzato
dalle caratteristiche ambientali ma risentirebbe del passaggio da una
stagione all’altra.
Nell’interpretazione Ayurvedica,
il concetto di dosa è dunque un punto focale da cui partire per
effettuare, ad esempio una diagnosi clinica e un trattamento terapeutico
prevede il tentativo di riportare queste tre forze in equilibrio.
Vediamo ora di prenderle in esame un po’ più da vicino sia come
primaria localizzazione dal punto di vista patologico, sia funzionale. Vāta,
normalmente, alla presenza di squilibrio, si va principalmente ad
accumulare nell’intestino colon ma anche in altre zone dell’organismo
come le cosce, le anche, le ossa le orecchie, la trachea, il cervello, la
pelle. I cinque costituenti di vāta o subdosa, infatti, determinano
funzioni che si possono ritenere principali e si dislocano in varie aree
del corpo:
1.
Il prāṇa vāta (prāṇa: aria prima o
principale) alimenta il cervello, i polmoni, il battito cardiaco, i
cinque sensi sopratutto udito e tatto.
2.
L’udāna vāta (aria che va verso l’alto) lo
ritroviamo nella gola, nel torace, nei polmoni, nell’ombelico, nei seni
nasali. Esso alimenta l’espirare, l’esprimersi (anche come parola), la
tosse, l’eruttare.
3.
Il
sāmana vāta (aria che uniforma o equilibra) alimenta la
peristalsi ed è perciò diffuso in tutto l’apparato alimentare,
principalmente nell’intestino tenue. E’ collegato all’assimilazione
ma soprattutto alla digestione.
4.
L’apāna vāta (aria che si muove verso il basso)
è situato nel colon. Governa ogni tipo di espulsione come quella relativa
alle feci, all’orina, al flusso mestruale, al parto o all’eiaculazione.
5.
Il vyāna vāta (aria diffusa o penetrante) risiede
nel cuore, nei vasi sanguigni, nella cute, nelle ossa, nei muscoli e nei
nervi. Alimenta, dunque, principalmente, la circolazione, ma anche i
movimenti del sistema muscolo-scheletrico e l’innervazione degli organi
di senso.
Quando
pitta si squilibra va ad accumularsi specialmente nell’intestino
tenue ma questo dosa si ritrova presente in maniera determinante anche nel
fegato, nella milza, nello stomaco, nella cute, negli occhi, nel cuore e
nel cervello, grazie all’azione funzionale dei suoi subdosa che
sono:
1.
Pācaka pitta (il pitta digestivo) si trova nell’intestino
tenue e nella parte finale dello stomaco, negli acidi dello stomaco
stesso, negli enzimi, nella bile e negli ormoni. Collegato ad agni (il fuoco digestivo)
regola anche la temperatura del corpo.
2.
Il rañjaka pitta (il pitta che dà calore) è
principalmente collocato nel fegato, nella milza, nell’intestino tenue,
nello stomaco, nel sangue, nella bile e nelle feci. Contribuisce, inoltre,
alla produzione di globuli rossi.
3.
Il sādhaka pitta (il pitta del discernimento) lo si
ritrova soprattutto nel cervello e nel cuore. Genera sia la comprensione
attraverso il pensiero logico sia il coraggio. Permette anche la
digestione mentale e psicologica dei fatti dell’esistenza.
4.
L’ālocaka pitta può essere considerato il pitta degli
occhi e permette di comprendere ciò che si vede ma più
propriamente, in senso psicologico, consente di sperimentare una corretta
visione del mondo.
5.
Bhrājaka pitta è il fuoco che determina la luminosità
della pelle e la sua temperatura.
Situato soprattutto nella cute è tuttavia presente anche nel sudore e
nelle secrezioni sebacee.
Il
kapha, il cui letterale significato è acqua rigogliosa, quando si
aggrava va accumulandosi principalmente nell’apparato respiratorio. Tra
i dosa, come ho già affermato in altre occasioni, è il più grossolano
ma di vitale importanza nella costituzione dei fluidi corporei come il
plasma, i muchi, la flemma, il liquido cerebro-spinale e sinoviale.
I
suoi subdosa sono:
1.
Kledaka kapha (la forma dell’acqua che umidifica) che
ritroviamo nello stomaco a proteggere le pareti dall’azione acida di pācaka
pitta e a liquefare il cibo nella prima fase della digestione.
2.
Avalambaka kapha (la forma dell’acqua che sorregge)
localizzato principalmente nel cuore, nella spina dorsale e nella membrana
pelvica. Esso lubrifica il cuore ed i polmoni ed è responsabile dei
sentimenti affettivi e, qualche volta, degli stati depressivi che
conseguono in caso di insoddisfazione.
3.
Il bodhaka kapha (la forma dell’acqua che dà percezione)
sta nella lingua, nella saliva e nella bocca ed è associato al gusto non
solo in senso fisico ma anche psicologico.
4.
Il tarpaka kapha (la forma dell’acqua che da appagamento)
risiede invece nel cervello, nel fluido cerebro-spinale, nei seni nasali e
nel cuore ed è anche associato alla tranquillità emotiva nonché alla
serenità.
5.
Lo śleşaka kapha (il kapha della lubrificazione)
è il fluido sinoviale che si trova nell’interno delle giunture corporee
e delle articolazioni in generale.
Per
concludere, doşa e subdoşa, sono nella medicina ayurvedica, i
fondamentali costituenti del corpo insieme ai dhātu (tessuti),
upadhatu (tessuti secondari), dhārā kalā (membrane
e rivestimenti), srotas (canali circolatori), e mala (secrezioni
ed escrezioni corporee).
By Amadio
Bianchi,
segretario onorario per l'Europa della Federazione Internazionale di Yoga.
vedi www.danielavanoli.com
Ben noto nel mondo e' il
massaggio Ayurvedico,
che utilizzando i punti dell'agopuntura Cinese + i punti ove vi e'
dolore, risolve in molti casi diversi tipi di problemi.
Il
Lavaggio energetico
e' un particolare tipo di massaggio che apre i
chakra del corpo,
eliminando in genere la memoria della sofferenza di vissuti
dolorosi.
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IMPORTANTE: fate
attenzione ai prodotti Ayurvedici provenienti dalll'India
e/o da altre nazioni dell'Estremo Oriente, perche',
ci sono pervenute alcune segnalazioni di persone rese
ammalate per aver assunto quei rimedi i quali, non essendo
controllati da nessuno, contengono facilmente
dosi molto elevate di metalli
pesanti (tossici).
Alcuni hanno fatto arrivare dall’India una ventina di confezioni di
medicine ayurvediche appartenenti a diverse case farmaceutiche
indiane, ed hanno cosi scoperto che tutte le confezioni ricevute
contengono metalli pesanti:
mercurio,
arsenico,
piombo e
alluminio sempre in quantità molto elevate.
La scienza medica Ayurvedica e'
molto importante in
Medicina Naturale ed e' purtroppo un fatto grave
che alcune aziende con i loro prodotti non controllati
facciano si che poi si denigri stupidamente una scienza medica
antichissima ed utilissima che e' basata sugli stessi principi
della Medicina Naturale.
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