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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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STOMACO e duodeno: Cure naturali
 

Le Malattie dello Stomaco e del duodeno - vedi l'elenco: http://www.bruno groening.org/italiano/heilungen/inx13.htm
vedi:
Diagnostica Naturale + Disbiosi  +  DIGESTIONE   Decalogo della Vita Sana  +  Cura del Vomito  

Stomaco: Organo dell'apparato digerente, deputato alla digestione degli alimenti. La maggior parte degli animali presenta un solo stomaco, con l'eccezione degli uccelli e dei ruminanti che hanno organi digerenti formati da due o più camere. La superficie esterna dello stomaco è liscia, mentre quella interna è ripiegata in numerose creste che favoriscono la miscelazione del cibo con i succhi gastrici e contribuiscono a convogliare gli alimenti digeriti nell'intestino tenue, dove avviene l'assorbimento della maggior parte delle sostanze nutritive.

Nell'uomo lo stomaco si trova nella parte superiore della cavità addominale, generalmente a sinistra della linea mediana.
La grossa porzione a volta dello stomaco, il fondo, si trova sotto la cupola sinistra del diaframma; l'esofago entra nello stomaco dalla parte superiore, la piccola curva, posta poco sopra il fondo. La regione sotto il fondo viene detta corpo. La parte superiore dello stomaco, chiamata porzione cardiaca, comprende il fondo e il corpo. La porzione inferiore, pilorica, che si curva in basso, in avanti e verso destra comprende l'antro e il canale pilorico. Quest'ultimo continua nel duodeno, la parte superiore dell'intestino tenue.
Quando lo stomaco si ammala compaiono una serie di disturbi: malessere digestivo, digestione difficile, senso di fastidio in epigastrio, bruciori, disturbi legati all'introduzione del cibo che sono poi dominati dal “dolore di Stomaco” con caratteristiche diverse per orario di insorgenza, tipo, durata. Questo insieme di dati può essere espressione di un'ulcera, di un tumore e in quasi la metà dei casi, di una forma funzionale di dispepsia, definita dispepsia non ulcerosa.  vedi:
Gastrite

Oltre al cambio della propria Alimentazione, queste sono alcune Piante utili alla cura:
ALOE;
ACERO (Acer campestre e Acer saccharinum);
CARCADÈ (Hibiscus sabdariffa);
LINO (Linum usatissimum)

Inoltre buona norma e' l'utilizzo dei Cataplasmi di argilla e/o di cavoli sullo stomaco e sull'intestino, in quanto vi e' una strettissima correlazione fra queste parti dell'apparato digerente (intestino e stomaco)

Gastrite - Cos'è (definizione della medicina ufficiale)
La gastrite consiste nell'infiammazione della mucosa, che e' il tessuto che riveste internamente dello stomaco.
Questa infiammazione (o flogosi) può essere di entità variabile dal semplice arrossamento (iperemia) a piccole escoriazioni (erosioni). Le cause della gastrite sono alcuni fattori aggressivi sulla mucosa come i farmaci (in particolare gli antinfiammatori) e la contaminazione da Helicobacter Pylori, un batterio che si localizza caratteristicamente nello stomaco, o dallo stress intenso.

La gastrite spesso è asintomatica; quando presenti, i sintomi sono: digestione difficile (dispepsia) con senso di ripienezza post-prandiale, nausea, bruciore e/o dolore alla parte centrale dell'addome, in alto (epigastrio) o al centro (mesogastrio).
Più raramente è presente vomito, spesso alimentare, ma a volte anche a digiuno. A volte il dolore si riduce o scompare dopo mangiato.

Quando sono presenti sintomi suggestivi di gastrite, in soggetti giovani, la prima cosa da fare è la ricerca dell'Helicobacter Pylori che può essere eseguito sulle feci o con il Breath Test (test del respiro), in cui il paziente, dopo avere bevuto una particolare soluzione contenente urea radioattiva, deve semplicemente soffiare in una provetta. L'aria così emessa, verrà poi analizzata per verificare la presenza del microrganismo
Un altro test per la dimostrazione della contaminazione da Helicobacter Pylori, è la ricerca di anticorpi anti-HP che viene eseguita su sangue, ma che può essere effettuata anche sulla saliva o su feci.

Se i sintomi insorgono dopo i 45 anni di età è, invece, opportuno effettuare una esofago-gastro-duodenoscopia o EGDscopia.

Ciò perchè, in tali pazienti, la sintomatologia potrebbe essere espressione di altre e ben più gravi patologie (tumore gastrico). Inoltre con l'endoscopia, effettuando dei prelievi di mucosa gastrica, è possibile dimostrare anche la presenza di Helicobacter Pylori nello stomaco.

La gastrite acuta guarisce alla eliminazione delle cause.
Le forme croniche rimangono, per lo più, stabili negli anni con periodi di riacutizzazione sintomatica e periodi di benessere.

La gastrite può, raramente, complicarsi per comparsa di emorragia che può evidenziarsi con melena o ematemesi o di sviluppo di neoplasie cioè il carcinoma e il linfoma gastrico.
Tratto da: paginemediche.it

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Cure Naturali per lo Stomaco
Innanzitutto occorre ricordare che lo stomaco NON deve essere sovraccaricato di cibo !
Ci si deve sempre alzare da tavola con un poco di appetito. Solo in questo modo esso non soffrira' e diverra' dolorante con il tempo e non si dilatera' e la parte dello stomaco sara' sempre vitale e con buona motilita'; ogni tanto digiunare per qualche giorno, gli fornira' sollievo dalle sue fatiche....
La Tapioca e' un buon alimento per rilassare lo stomaco.
Bere lontano dai pasti qualche bicchiere (2 o 3) di acqua favorira' il deflusso di tutto cio' che alle volte ristagna nello stomaco.
In caso di necessita': utilizzare tutte le erbe amare, liquerizia (legno), quelle rilassanti, ecc.
Ecco una Tisana consigliata per problemi di stomaco (colite, acidità ecc.):
Semi di finocchio, anice stellata, liquirizia (in pari dosi)
Ottima anche per le coliche dei lattanti: la mamma ne deve bere una tazza ogni sera, il lattante ne succhia un po' con la suzione del seno. Questa tisana aiuta anche per le nausee in gravidanza.

Reflusso e Bruciore:
Se frequenti, sono un campanello d’allarme che non va trascurato. Se invece sono episodi sporadici, possono essere d’aiuto sostanze come antiacidi di tipo tampone, antisecretori e procinetici.
Soluzioni più naturali rispetto a quelle dei medicinali, si utilizzera’ magnesio idrossido ed estratti fitoterapici benefici per la digestione come: menta piperita, liquirizia, finocchio, camomilla, mirtillo nero:  queste sono erbe officinali che riequilibrano il pH digestivo ed aiutano lo stomaco a svolgere la sua funzione, alleviando gli effetti di irregolarità alimentari e di stress.


Vedi in Prodotti Naturali - vedi Cumino, per trovare quelle altre che possono essere utili.

Molto utile e' anche l'ARGILLA (fango di terra argillosa) mangiata come un "dolce" ogni giorno od ogni 2 o 3 giorni per un certo periodo che in genere varia da soggetto a soggetto, con un minimo di 15 giorni; alle volte e' necessario assumerla per periodi piu' lunghi.  Fare attenzione che l'argilla puo' portare stitichezza.
L'argilla
con il suo potere mineralizzante, cicatrizzante e chelante, fornisce un ottimo ausilio a tutti coloro che si debbono disintossicare dalle sostanze tossiche, aiutando la disinfiammazione e la disintossicazione dell'apparato digerente ed il corpo intero.
Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo. vedi: Gastrite

Digestione
E' l'impiego più tradizionale del Bicarbonato di sodio. Attenzione però, alla preparazione del rimedio: meglio non scioglierlo nell'acqua, perche'  in questa formulazione, a contatto con l'acido cloridrico presente nello stomaco, sviluppa anidride carbonica, favorendo così aerofagia e gonfiori.
La soluzione consigliata: scioglierlo in una spremuta di arance o limoni, da bere dopo che è scomparsa la schiuma bianca. In questo modo si ottiene il citrato di sodio, buon antiacido, che migliora la digestione senza provocare gonfiori.
Per le varie erbe utili anche per lo stomaco - vedi:  Prodotti naturali

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MRGE - Questo e’ cio’ che in medicina allopatica – ufficiale si dice in sintesi, della MRGE: “il passaggio di una parte del contenuto gastrico in esofago, con conseguente azione irritativa sulla sua mucosa”…ma questa definizione e’ incompleta e di molto !

La Medicina Naturale aggiunge dei particolari NON noti ai medici allopati, che di malattie ne capiscono proprio poco, tant’e’ che non riescono a sanare i loro "pazienti"…i quali senza ormai piu’ “pazienza”…si rivolgono altrove…
L’apparato gastrointestinale e principalmente l’intestino  e’ il laboratorio elettrochimico principe del corpo umano  e da esso si diramano la maggior parte delle sostanze nutrizionali per le cellule di TUTTI gli organi del corpo.
Quindi quando vi e’ una malfunzione intestinale (dovuta a vari cofattori, e cofattori: Etici, comportamentali errati=stress, alimentari, flora, enzimi, intossicazioni, infiammazioni, ambientali ecc,) tutti gli organi e sistemi ovviamente ne risentono e quindi anche l’apparato gastro intestinale.
Lo stomaco come e’ noto appartiene a quest’apparato-sistema.
Le sostanze tossiche endo prodotte, nei processi di malfunzione gastrointestinale (pH e flora alterati=irritazione della mucosa - alterazione dell’osmoticita’ della parete intestinale =malNutrizione cellulare e corporea ecc.), mettono in stato di stress =intossicazione =infiammazione (cioe’ malfunzione) anche lo stomaco e/o altri organi, a seconda delle predisposizioni personali.
La malfunzione gastrica e’ dovuta a questi fatti e quindi ecco spiegata la correlazione fra intestino e malfunzione stomacale la quale puo’ produrre NON solo MRGE, ma anche altre malattie ulcere comprese, altro che batterio Helicobacter….il quale null’altro e’ che la mutazione di batteri endogeni per alterazione della flora batterica, (conseguenza NON causale) per le mutate condizioni del pH e non solo….
La prova: riordinare le malfunzioni dell’apparato (in causa), guarisce il malato da qualsiasi malattia ad esso legata.

Se volete conoscere “Come nasce la malattia” secondo la Medicina Naturale, potete visionare i particolari ben descritti nel ns Portale  sotto la voce Cure naturali  +  Protocollo della Salute

Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

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Perché la patologia è più diffusa - vedi: Gastrite
H. Pylori difende i bambini dall'asma - La presenza del batterio stimola una più ricca popolazione di cellule T regolatorie e rende il sistema immunitario più "tollerante"

PAROLE CHIAVE: H. pylori  asma
Un malfamato batterio che convive con l'uomo da almeno 50.000 anni, Helicobacter pylori, potrebbe svolgere anche una funzione positiva: secondo uno studio condotto da ricercatori della New York University School of Medicine su oltre 7000 soggetti l'agente patogeno dell'ulcera peptica avrebbe infatti la capacità di proteggere i bambini dallo sviluppare l'asma. "L'assenza di H. pylori potrebbe essere una delle spiegazioni dell'aumento del rischio di asma infantile" afferma Yu Chen, che ha diretto la ricerca e firma un articolo sui risultati sull'ultimo numero del Journal of Infectious Diseases.

Dalle indagini condotte risulta infatti che nel range di età fra i 3 e i 19 anni quanti sono sono portatori di H. pylori hanno una probabilità inferiore del 25 per cento rispetto ai controlli di sviluppare asma, mentre il minore rischio è addirittura del 59 per cento se si considerano i bambini fra i 3 e i 13 anni.

Fino ai vent'anni, la positività a H. pylori risulta anche associata a una riduzione del 40 percento di manifestazioni febbrili associate ad allergie e di eczemi o rash cutanei.

H. pylori, una volta pressoché universale fra le persone, nel corso dell'ultimo secolo è andato via via sparendo nei paesi sviluppati a causa dell'uso progressivamente crescente di antibiotici: secondo i dati dello studio "National Health and Nutrition Survey" (NHANES IV) condotto dal 1999 al 2000, negli anni novanta solo il 5,4 per cento dei bambini nati negli anni novanta è positivo al batterio.
"La nostra ipotesi è che se si è portatori di Helicobacter, si dispone di una più ampia popolazione di cellule T regolatorie, che sono responsabili di una più elevata soglia di sensibilizzazione" spiega Blaser. "Per esempio, se un bambino è privo di Helicobacter ed entra in contatto con due o tre scarafaggi, può diventare ipersensibile a essi. Ma se è Helicobacter a dirigere la risposta immunitaria, questo può non accadere perché il suo sistema immunitario è più tollerante."
"C'è una crescente mole di dati che ci dice che l'uso di antibiotici nelle prime fasi della vita aumenta il rischio di asma" ha concluso Blaser.  (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: da questo studio si evince anche tentare di eliminare dall'organismo questo batterio con gli antibiotici, con la scusa ERRATA che sia il responsabile della gastrite e/o dell'ulcera, e' un GRAVE errore !
Queste due malattie dello stomaco dipendono da altre cause !

Definizione del batterio Helicobacter pylori è un batterio gram negativo flagellato acidofilo, il cui habitat ideale è il muco gastrico situato nello stomaco umano.
La particolarità di questo batterio è quella che vive soltanto in ambiente acido protetto da uno strato di muco, per questo motivo si trova soltanto nello stomaco. Produce un enzima chiamato ureasi, che gli permette di neutralizzare l'acidità gastrica e di sopravvivere. Una volta insediato nello stomaco, non fa altro che sottoporre la mucosa ai metaboliti tossici da esso prodotti.
Il batterio può produrre sostanze che causano danni alle cellule e con il tempo possono sopraggiungere gastrite ed ulcera.
Tale resistenza ad un pH di 1 o 2 gli è conferita dalla produzione dell'enzima ureasi, il quale crea intorno al batterio un microambiente compatibile con la sua esistenza.
La presenza di questo enzima ha reso possibile la messa a punto del test del respiro, o URT, secondo la dizione inglese.
Al paziente viene somministrata urea marcata con l'isotopo 13C. Se è presente il batterio avviene una reazione, catalizzata dall'enzima ureasi, che porta alla scissione dell'urea-13C con la formazione di ammonio e 13CO2, ovvero anidride carbonica formata da ossigeno e l'isotopo 13C del carbonio.
Se l'analisi del respiro del paziente rivela la presenza di 13CO2 il test è positivo.
La maggior parte delle persone ne è portatore ma, un buon equilibrio fra potere patogeno del microrganismo e difese immunitarie del soggetto normalmente garantisce un'adeguata protezione, proprio per questo motivo i soggetti con una marcata immunodeficienza sono particolarmente esposti a tale agente.
Tratto da: it.wikipedia.org

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I germogli del Broccolo proteggono lo stomaco
Consumare una porzione al giorno di germogli del broccolo potrebbe aiutare a tenere sotto controllo il batterio H. pylori, "collegato" (NdR: impropriamente)  con l'ulcera o addirittura il cancro allo stomaco, suggerisce una nuova ricerca.
Lo studio, pubblicato da Cancer Prevention Research, è stato condotto su 50 persone in Giappone e ha scoperto che mangiare 2,5 once (circa 70 gr) di germogli di broccolo al giorno per due mesi forniva una certa protezione allo stomaco.
Questo alimento contiene infatti sulforafano, già noto per le proprietà antibiotiche. Il team internazionale che ha condotto lo studio ha dato a metà dei pazienti una porzione giornaliera di germogli di broccolo e al resto dei germogli di alfa alfa, che non contengono sulforafano.
Nei soggetti che hanno mangiato i germogli di broccolo, i livelli di un marker dell'H. pylori nelle feci chiamato HpSA si è ridotto del 40%, mentre lo stesso marker non ha indicato variazioni negli individui che hanno mangiato gli alfa alfa.
Tuttavia, otto settimane dopo aver interrotto l'assunzione di germogli di broccolo, le persone del primo gruppo hanno visto i livelli di HpSA ritornare a quelli che erano prima della cura.
Ciò suggerisce, commentano gli studiosi, che questi germogli possono tenere sotto controllo l'H. pylori, ma non distruggerlo.
Secondo il Dr Jed Fahey, della Johns Hopkins University degli Stati Uniti, che ha diretto lo studio: "Il fatto che i livelli di infezione e infiammazione si sono ridotti suggerisce che le probabilita' di ammalarsi di gastrite e ulcera e persino di cancro sono probabilmente ridotte, se si consumano regolarmente i germogli di broccolo". Il Dr Fahey ha scoperto che i germogli di broccolo contengono sulforafano alcuni anni fa e ha co-fondato una società che produce questo alimento.
Tuttavia, secondo un esperto che non ha partecipato alla ricerca, Nell Barrie della Cancer Research UK, "Questo studio indica che mangiare germogli di broccolo può ridurre i livelli di infezione da H. pylori, che èun importante fattore di rischio del cancro allo stomaco.
Ma solo una persona ogni 100 che ha l'infezione da H. pylori si ammala di cancro, il che vuol dire che ci sono altri fattori in azione. Mangiare germogli di broccolo, dunque, puo' forse aiutare contro gastrite e ulcera, ma non contro il cancro allo stomaco".
Tratto da: news.paginemediche.it

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Reflusso gastrico
Disturbi legati al reflusso gastrico sono una tra le più frequenti affezione del tratto digerente superiore.
Si stima che sia circa il 40% della popolazione occidentale a soffrirne.

Cos'è il reflusso gastrico
Il disturbo da reflusso gastrico o gastroesofageo (GERD) è una sindrome causata dalla risalita del contenuto gastrico acido, cioè succhi gastrici e bile, nell'esofago in cui normalmente si trova un ambiente con pH piuttosto basico. Ciò è dovuto ad una incontinenza della valvola posta a separazione tra esofago e stomaco, il Cardias. Questa valvola normalmente impedisce il reflusso dei contenuti gastrici in direzione contraria a quella normale dell'ingestione di cibo, ma se danneggiata viene meno alla sua funzione e può causare il malfunzionamento dell'apparato digerente e disturbi più o meno gravi.
È un problema piuttosto frequente in entrambi i sessi e può variare dal semplice fastidio che tutti possono talvolta aver provato dopo un pasto particolarmente abbondante, all'esofagite (cioè all'infiammazione dell'esofago) fino ad arrivare a patologie più serie come la stenosi (restringimento del diametro dell'esofago) e all'esofago di Barrett, in cui alcune parti della mucosa esofagea si trasformano (metaplasia) in mucosa di tipo gastrico.

Sintomi del relflusso
I sintomi principali sono: pirosi retrosternale, cioè bruciore nella parte del torace situata dietro lo sterno, ma anche verso la gola e più in basso verso lo stomaco; rigurgito di succhi o contenuti gastrici; deglutizione difficoltosa e dolorosa; aumento eccessivo di salivazione; abbassamento della voce e raucedine; difficoltà a respirare fino ad arrivare all'asma bronchiale; disturbi dentali ed altri sintomi.
Prima di accertare una sindrome da reflusso gastrico bisogna poter escludere altre patologie che hanno sintomi simili, ad esempio patologie cardiache che provocano dolori intercostale, gastrite ecc.

Quando avviene
Questo fastidio si manifesta solitamente dopo un pasto, soprattutto se abbondante e in particolare dopo l'ingestione di latte o di sostanze acide. Può manifestarsi nelle donne in gravidanza in quanto il feto pesa sullo stomaco e ne impedisce il normale svuotamento, ma anche in seguito ad uno sforzo intenso, all'assunzione della posizione supina o, ad esempio, della tipica posizione assunta per allacciarsi le scarpe.

Chi ne soffre
Il reflusso gastroesofageo si manifesta in persone che hanno familiarità per questo disturbo (il che suggerisce cause genetiche), in donne in stato di gravidanza, soprattutto dopo gravidanze ripetute, in persone obese, in soggetti che presentano altri disturbi dell'apparato digerente, nell'anziano diabetico che ha difficoltà di digestione e motilità delle vie digestive e in individui che presentano un'ernia iatale. Quest'ultima, che consiste nella risalita di una piccola porzione dello stomaco nel torace al di sopra del diaframma, è spesso associata al reflusso, ma non sempre.

Cosa fare
Per diminuire il reflusso esofageo, soprattutto se non è sintomo di patologie più gravi, ci sono alcune strategie comportamentali da mettere in atto. Innanzitutto bisogna tenere sotto controllo il peso corporeo e diminuire l'apporto quei cibi difficili o lenti da digerire come ad esempio i grassi. In questo caso lo stomaco si svuoterà con minore difficoltà migliorando la sintomatologia da reflusso. Un'altra categoria di sostanze delle quali sarebbe indicato ridurre se non eliminare l'uso, è quella che comprende sostanze che stimolano la secrezione gastrica, ad esempio grassi, caffè, alcol e fumo.
Inoltre bisogna eliminare le sostanze che riducono la pressione della valvola tra esofago e stomaco, e cioè menta e cioccolata. Altri consigli da seguire per alleviare i sintomi da reflusso possono essere: anticipare l'orario della cena rispetto all'orario per coricarsi; usare più cuscini a letto (infatti di notte le deglutizioni che aiutano il giusto flusso dall'esofago allo stomaco diminuiscono fisiologicamente) e diminuire l'uso di farmaci anti-infiammatori (ad esempio aspirina, aulin ecc.), morfina e benzodiazepine.

Rimedi naturali
Dopo aver consultato il medico si può scegliere di ricorrere a diverse terapie, anche in base alla gravità della patologia. I rimedi naturali che possono alleviare i sintomi del reflusso gastrico sono tanti, bisogna solo usare l'accorgimento di non utilizzare i preparati idroalcolici o le tinture madri perché, come già accennato, l'alcol interferisce con l'acidità dei succhi gastrici. Sono da preferirsi gli estratti secchi e le capsule.
L' Alginato è sicuramente un ottimo rimedio: si tratta di una sostanza ricavata dalle alghe che impedisce il reflusso per azione meccanica, formando cioè una barriera fisica al rigurgito.
Anche il Fucus, essendo un'alga marina, contiene alginati ed ha un'azione di protezione della mucosa dello stomaco e di riduzione della secrezione acida. Bisogna però informarsi sul suo uso se si hanno patologie della tiroide perché contiene iodio. Gli alginati invece non hanno controindicazioni per cui possono essere assunti anche durante la gravidanza e l'allattamento.
Altre piante che in fitoterapia vengono usate per questi disturbo sono: la liquirizia, il mirtillo, l'incenso, la camomilla, la malva, l'altea, la piantaggine, l'aloe, la cannella, la calendula, il fico e gli acidi grassi essenziali omega 3.
Tratto da: rodiola.it

Commento NdR: ma la cosa piu’ importante e’ cambiare abitudini alimentari, fare almeno 15 giorni di alimentazione vegetariana cruda, contemporaneamente all’assunzione di Sali basici, e poi riprendere lentamente ad alimentarsi convenientemente.

 

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