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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


STOMACO e  Cure naturali
 

Le Malattie dello Stomaco e del duodeno - vedi l'elenco: http://www.bruno groening.org/italiano/heilungen/inx13.htm

Stomaco: Organo dell'apparato digerente, deputato alla digestione degli alimenti. La maggior parte degli animali presenta un solo stomaco, con l'eccezione degli uccelli e dei ruminanti che hanno organi digerenti formati da due o più camere. La superficie esterna dello stomaco è liscia, mentre quella interna è ripiegata in numerose creste che favoriscono la miscelazione del cibo con i succhi gastrici e contribuiscono a convogliare gli alimenti digeriti nell'intestino tenue, dove avviene l'assorbimento della maggior parte delle sostanze nutritive.

Nell'uomo lo stomaco si trova nella parte superiore della cavità addominale, generalmente a sinistra della linea mediana.
La grossa porzione a volta dello stomaco, il fondo, si trova sotto la cupola sinistra del diaframma; l'esofago entra nello stomaco dalla parte superiore, la piccola curva, posta poco sopra il fondo. La regione sotto il fondo viene detta corpo. La parte superiore dello stomaco, chiamata porzione cardiaca, comprende il fondo e il corpo. La porzione inferiore, pilorica, che si curva in basso, in avanti e verso destra comprende l'antro e il canale pilorico. Quest'ultimo continua nel duodeno, la parte superiore dell'intestino tenue.
Quando lo stomaco si ammala compaiono una serie di disturbi: malessere digestivo, digestione difficile, senso di fastidio in epigastrio, bruciori, disturbi legati all'introduzione del cibo che sono poi dominati dal “dolore di Stomaco” con caratteristiche diverse per orario di insorgenza, tipo, durata. Questo insieme di dati può essere espressione di un'ulcera, di un tumore e in quasi la metà dei casi, di una forma funzionale di dispepsia, definita dispepsia non ulcerosa. 
vedi:
Gastrite + Definizione della parola malattia + Come nasce la malattia + Conflitti Spirituali + Stress
vedi anche:
Diagnostica Naturale + Disbiosi + DIGESTIONE + Decalogo della Vita Sana + Cura del Vomito + COPROTERAPIA (assunzione di feci selezionate)  

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Mucosa Gastrica:

Come le pareti del tubo digerente, anche le pareti dello stomaco sono formate da più tuniche sovrapposte. La mucosa gastrica è lo strato più interno dell'organo; come tale, si affaccia direttamente sul lume dello stomaco, a stretto contatto con i prodotti della digestione. Procedendo verso l'esterno, sotto la mucosa, si incontrano le rimanenti tuniche: la sottomucosa, la muscolare e la sierosa (rivestimento sieroso peritoneale).
A livello gastrico, le tuniche più sviluppate sono la muscolare e la mucosa. La prima è formata da tre diversi strati di fibre, di cui le più esterne sono orientate longitudinalmente, le intermedie circolarmente e le più interne in maniera obliqua. La contrazione dei muscoli gastrici è fondamentale per favorire il rimescolamento del bolo e lo svuotamento dello stomaco.
La mucosa gastrica tappezza internamente la cavità dell'organo e a sua volta può essere suddivisa in tre strati: epitelio, lamina propria e muscolaris mucosae. L'epitelio di superficie, cilindrico semplice, è lo stesso in tutta la mucosa dello stomaco ed è costituito da cellule colonnari che secernono muco e bicarbonato, mentre la componente ghiandolare - che affonda le proprie radici nel connettivo della lamina propria - differisce nei vari settori.
 

La secrezione di muco e bicarbonato è essenziale per proteggere la mucosa gastrica dall'insulto dei succhi digestivi acidi secreti dalle proprie ghiandole. Quando questa coltre protettiva viene erosa dall'acido cloridrico, un'area più o meno estesa della tonaca mucosa subisce la digestione del succo gastrico; l'area lesa prende il nome di ulcera gastrica.
Nel vivente, la mucosa gastrica assume sfumature rosate al termine del piloro e rossastre o bruno-rossastre sul resto della superficie; nell'infanzia le tonalità sono più brillanti ed il rossore vascolare più marcato.
Spessa circa un millimetro, di superficie morbida e vellutata, la mucosa gastrica osservata al microscopio appare attraversata da numerosi solchi, che la suddividono in piccole zone di forma poligonale. Nei centri di queste isole, leggermente depressi e chiamati fossette gastriche, sboccano i dotti delle ghiandole situate in profondità.
Le ghiandole gastriche vengono suddivise, per posizione e struttura, in tre diversi tipi:
- ghiandole cardiali (situate nella regione prossimale dello stomaco) 
- ghiandole del fondo e del corpo (le più abbondanti), dette oxintiche o fundiche
- ghiandole piloriche

La regione cardiale presenta le omonime ghiandole cardiali di tipo tubulo-acinoso, a prevalente secrezione mucosa.

La regione del corpo-fondo presenta ghiandole tubulari semplici, dette oxintiche. Questa componente ghiandolare, a cui è affidata la produzione di importanti fattori digestivi, è costituita da diversi tipi di cellule:
- le cellule parietali (che costituiscono la porzione superiore della ghiandola e secernono acido cloridrico e fattore intrinseco)
- le cellule principali o zimogene (localizzate nella porzione inferiore della ghiandola, secernono pepsinogeno, proenzima importante per la digestione delle proteine che si trasforma in pepsina a contatto con l'acido cloridrico)
- le cellule endocrine, che secernono principalmente istamina, serotonina e somatostatina
- le cellule mucosecernenti del colletto (costituiscono i precursori delle cellule della superficie mucosa.

Pepsinogeno, acido cloridrico e muco rappresentano i principali costituenti del succo gastrico.
Nella mucosa gastrica dell'antro e del piloro si riscontrano ghiandole a prevalente secrezione mucosa, dette ghiandole piloriche. La componente ghiandolare di questa regione si suddivide a sua volta in cellule mucosernenti, cellule G secernenti gastrina (ormone sensibile allo stimolo aminoacidico e peptidico, favorisce la sintesi di acido cloridrico), cellule enterocromaffini secernenti serotonina (stimola la contrazione del muscolo liscio) e cellule endocrine di diverso tipo producenti ormoni come somatostatina (cellule D), glucagone (cellule A) ed istamina (un altro stimolante la secrezione gastrica).
Le cellule endocrine, comunque, non sono localizzate esclusivamente nella regione dell'antro e del piloro, ma un po' in tutta la mucosa gastrica.
Tratto da: my-personaltrainer.it

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Gastrite - Cos'è (NdR: questa e' definizione della medicina ufficiale che e' imprecisa ed in alcuni punti falsa: HB)
La gastrite consiste nell'infiammazione della mucosa, che e' il tessuto che riveste internamente dello stomaco.
Questa infiammazione (o flogosi) può essere di entità variabile dal semplice arrossamento (iperemia) a piccole escoriazioni (erosioni). Le cause della gastrite sono alcuni fattori aggressivi sulla mucosa come i farmaci (in particolare gli antinfiammatori) e la contaminazione da Helicobacter Pylori
(NdR: HB - batterio derivante da mutazione batteriche endogene), un batterio che si localizza caratteristicamente nello stomaco, o dallo stress intenso.

La gastrite spesso è asintomatica; quando presenti, i sintomi sono: digestione difficile (dispepsia) con senso di ripienezza post-prandiale, nausea, bruciore e/o dolore alla parte centrale dell'addome, in alto (epigastrio) o al centro (mesogastrio).
Più raramente è presente vomito, spesso alimentare, ma a volte anche a digiuno. A volte il dolore si riduce o scompare dopo mangiato.

Quando sono presenti sintomi suggestivi di gastrite, in soggetti giovani, la prima cosa da fare è la ricerca dell'Helicobacter Pylori che può essere eseguito sulle feci o con il Breath Test (test del respiro), in cui il paziente, dopo avere bevuto una particolare soluzione contenente urea radioattiva, deve semplicemente soffiare in una provetta. L'aria così emessa, verrà poi analizzata per verificare la presenza del microrganismo
Un altro test per la dimostrazione della contaminazione da Helicobacter Pylori, è la ricerca di anticorpi anti-HP che viene eseguita su sangue, ma che può essere effettuata anche sulla saliva o su feci.

Se i sintomi insorgono dopo i 45 anni di età è, invece, opportuno effettuare una esofago-gastro-duodenoscopia o EGDscopia.

Ciò perchè, in tali pazienti, la sintomatologia potrebbe essere espressione di altre e ben più gravi patologie (tumore gastrico). Inoltre con l'endoscopia, effettuando dei prelievi di mucosa gastrica, è possibile dimostrare anche la presenza di Helicobacter Pylori nello stomaco.

La gastrite acuta guarisce alla eliminazione delle cause.
Le forme croniche rimangono, per lo più, stabili negli anni con periodi di riacutizzazione sintomatica e periodi di benessere.
La gastrite può, raramente, complicarsi per comparsa di emorragia che può evidenziarsi con melena o ematemesi o di sviluppo di neoplasie cioè il carcinoma e il linfoma gastrico.
Tratto da: paginemediche.it

Commento NdR: Lo stomaco è facilmente il punto debole di molti di noi ed e' legatissimo ai Conflitti spirituali ed allo stress, oltre che all'alimentazione errata, che altera il pH digestivo, la flora batterica ed il sistema enzimatico dell'apparato gastrointestinale, a farmaci e/o soprattutto Vaccini.
Ma è soprattutto a primavera che ci dà problemi. Arrivano i primi caldi e, puntuali, partono fitte, senso di pesantezza, dolore e facciamo fatica a digerire ? Succede perché le variazioni di clima, alimentazione e stile di vita errati possono condizionano sia il lavoro del fegato, rendendo più laboriose le funzioni digestive, sia il sistema nervoso, a sua volta coinvolto nello scatenare i disturbi caratterizzati dalle componenti psichiche.

Gastrite cronica: sintomi, cause, cura e dieta - 16 Mar. 2011
La gastrite, e' soprattutto fatta di dolori lancinanti in corrispondenza dello stomaco e di bruciori insopportabili, che rischia di compromettere seriamente la qualità di vita di molte persone. Quando il disturbo, da transitorio e sporadico, assume i contorni più preoccupanti e debilitanti del problema cronico, i dolori si fanno meno evidenti, ma i problemi e i disagi aumentano.
La gastrite acuta e cronica:
Si tratta dell’infiammazione della mucosa gastrica, la parete interna dello stomaco, che può essere acuta o cronica.

La forma acuta, solitamente, è un disturbo transitorio, di breve durata, che si risolve senza conseguenze e si manifesta con vomito, nausea, bruciori di stomaco, forti crampi e dolori nella parte alta dell’addome.

A differenza della forma acuta, la gastrite cronica ha un profilo meno definito e una sintomatologia meno riconoscibile. Infatti, il disturbo cronico è particolarmente subdolo: gli unici sintomi riscontrabili sono i disturbi nella digestione.
Possibili cause:
Tutta colpa, molto spesso, di agenti irritanti ed alimenti inadatti, che provocano l’infiammazione della mucosa gastrica, ma non sempre son solamente quelli, quando si tratta di gastrite vi sono molteplici e possibili cofattori scatenanti, come l’alimentazione eccessiva e inadeguata, l’ansia e lo stress, il fumo e l’alcol, le amalgami dentali e certi materiali dentari (prodotti tossico-nocivi) che alterano tutti i processi digestivi e che vanno eliminati al piu' presto e sostituiti con materiali non tossici e/o protesi NON nocive !.!

Indicazioni della Medicina Naturale:
Le cure, soprattutto l’alimentazione adatta.
L’alimentazione svolge un ruolo chiave nella cura della gastrite: l’imperativo è evitare gli eccessi, non saltando nemmeno un pasto, soprattutto la colazione, scegliendo una dieta equilibrata e ricca di crudita', fatta di cibi freschi, mangiando lentamente e con moderazione.
NO  alle abbuffate, ai pasti al volo, latte vaccino (e' tollerato lo Yogurt) e formaggi, meglio il pesce non grasso e non grosso, fritti, salse ipercaloriche, spezie troppo saporite, mangiare con piccole quantità frequenti di cibo, verdura cruda o poco cotta, cereali integrali e ai frutti di stagione da assumere NON dopo il pasto.
Cercare di ripristinare nella norma il pH digestivo che DEVE essere leggermente basico nell'intestino tenue, la flora batterica ed il sistema enzimatico dell'apparato gastrointestinale, con supplementi (capsule di multibatteri) + microdiete + alimentazione adatta.

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Reflusso gastroesofageo -
Cos'è il reflusso gastrico
Il disturbo da reflusso gastrico o gastroesofageo (GERD - MRGE,
vedi: A) è una sindrome causata dalla risalita lungo l'esofago del contenuto gastrico acido, cioè succhi gastrici e bile, nell'esofago in cui normalmente si trova un ambiente con pH piuttosto basico. Se tale risalita è particolarmente intensa e frequente si può parlare a tutti gli effetti di malattia da reflusso gastroesofageo. Ciò è dovuto ad una incontinenza della “valvola” posta a separazione tra esofago e Stomaco, il Cardias.
Questa valvola normalmente impedisce il reflusso dei contenuti gastrici in direzione contraria a quella normale dell'ingestione di cibo, ma se danneggiata viene meno alla sua funzione e può causare il malfunzionamento dell'apparato digerente e disturbi più o meno gravi. È un problema piuttosto frequente in entrambi i sessi e può variare dal semplice fastidio che tutti possono talvolta aver provato dopo un pasto particolarmente abbondante, all'esofagite (cioè all'infiammazione dell'esofago) fino ad arrivare a patologie più serie come la stenosi (restringimento del diametro dell'esofago) e all'esofago di Barrett, in cui alcune parti della mucosa esofagea si trasformano (metaplasia) in mucosa di tipo gastrico.

Sintomi del relflusso
I sintomi principali sono: pirosi retrosternale, cioè bruciore nella parte del torace situata dietro lo sterno, ma anche verso la gola e più in basso verso lo stomaco; rigurgito di succhi o contenuti gastrici; deglutizione difficoltosa e dolorosa; aumento eccessivo di salivazione; abbassamento della voce e raucedine; difficoltà a respirare fino ad arrivare all'asma bronchiale; disturbi dentali ed altri sintomi.
Prima di accertare una sindrome da reflusso gastrico bisogna poter escludere altre patologie che hanno sintomi simili, ad esempio patologie cardiache che provocano dolori intercostale, gastrite ecc.

(A) MRGE - Questo e’ cio’ che in medicina allopatica – ufficiale si dice in sintesi, della MRGE: “il passaggio di una parte del contenuto gastrico in esofago, con conseguente azione irritativa sulla sua mucosa”…ma questa definizione e’ incompleta e di molto !
La Medicina Naturale aggiunge dei particolari NON noti ai medici allopati, che di malattie ne capiscono proprio poco, tant’e’ che non riescono a sanare i loro "pazienti"…i quali senza ormai piu’ “pazienza”…si rivolgono altrove…
L’apparato gastrointestinale e principalmente l’intestino  e’ il laboratorio elettrochimico principe del corpo umano  e da esso si diramano la maggior parte delle sostanze nutrizionali per le
cellule di TUTTI gli organi del corpo.
Quindi quando vi e’ una malfunzione intestinale (dovuta a vari cofattori, e cofattori: Etici, comportamentali errati=stress, alimentari, flora, enzimi, intossicazioni, infiammazioni, ambientali ecc,) tutti gli organi e sistemi ovviamente ne risentono e quindi anche l’apparato gastro intestinale.
Lo stomaco come e’ noto appartiene a quest’apparato-sistema.
Le sostanze tossiche endo prodotte, nei processi di malfunzione gastrointestinale (pH e flora alterati=irritazione della mucosa - alterazione dell’osmoticita’ della parete intestinale =malNutrizione cellulare e corporea ecc.), mettono in stato di stress =intossicazione =infiammazione (cioe’ malfunzione) anche lo stomaco e/o altri organi, a seconda delle predisposizioni personali.
La malfunzione gastrica e’ dovuta a questi fatti e quindi ecco spiegata la correlazione fra intestino e malfunzione stomacale la quale puo’ produrre NON solo MRGE, ma anche altre malattie ulcere comprese, altro che batterio Helicobacter….il quale null’altro e’ che la mutazione di batteri endogeni per alterazione della flora batterica, (conseguenza NON causale) per le mutate condizioni del pH e non solo….
La prova: riordinare le malfunzioni dell’apparato (in causa), guarisce il malato da qualsiasi malattia ad esso legata.
Se volete conoscere “Come nasce la malattia” secondo la Medicina Naturale, potete visionare i particolari ben descritti nel ns Portale  sotto la voce Cure naturali  +  Protocollo della Salute


Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

Chi ne soffre
Il reflusso gastroesofageo si manifesta in persone che hanno familiarità per questo disturbo (il che suggerisce cause genetiche), in donne in stato di gravidanza, soprattutto dopo gravidanze ripetute, in persone obese, in soggetti che presentano altri disturbi dell'apparato digerente, nell'anziano diabetico che ha difficoltà di digestione e motilità delle vie digestive e in individui che presentano un'ernia iatale. Quest'ultima, che consiste nella risalita di una piccola porzione dello stomaco nel torace al di sopra del diaframma, è spesso associata al reflusso, ma non sempre.

I disturbi legati al reflusso gastrico sono una tra le più frequenti affezioni del tratto digerente superiore. Si stima che sia circa il 40% della popolazione occidentale a soffrirne.
Ha una prevalenza del 5-6% della popolazione generale, con picchi nell’anziano, nelle gestanti, dove la pressione esercitata dall’utero gravido facilita la risalita di acido nell’esofago addirittura nel 48-79% di volte al giorno. Può dare complicanze importanti quali l’esofago di Barrett e l’esofagite, soprattutto nel maschio
Molte persone infatti soffrono di reflusso senza saperlo, altre tendono a banalizzare i sintomi, altre ancora decidono di affrontarlo con mezzi propri, modificando lo stile di vita o assumendo farmaci antiacido.
La GERD-MRGE è una malattia benigna ma può essere causa di  disturbi cronici ricorrenti che interferiscono con la normale qualità della vita. Oggi si può parlare di malattia soltanto quando questi sintomi (rigurgito e bruciore retrosternale) compaiono almeno una volta alla settimana.

Quando questa specie di valvola non funziona correttamente il chimo gastrico può risalire verso l'alto irritando l'esofago.

Le possibili cause di reflusso gastroesofageo sono verosimilmente molteplici, spesso, agiscono in sinergismo, dall'ipotono dello sfintere-valvola faringoesofageo (che non è un vero sfintere) all'aumento di pressione nello stomaco, ai disordini della motilità esofagea, alle numerose cause di aumento dell'acidità dei succhi gastrici.
Il reflusso è spesso asintomatico come tale, può verificarsi anche nel sonno, ed essere causa di tosse, raucedine, asma bronchiale e molto frequentemente, stress, aritmie cardiache (queste sono anzi fra i sintomi più frequenti).
Anche la terapia è quasi sempre multidisciplinare: antiacidi tampone, inibitori della secrezione acida, regolatori della motilità intestinale, regole igieniche."

La prima causa:
La variazione di pH gastrico immediatamente dopo i pasti è la causa di un aumento dei fenomeni di reflusso gastroesofageo.
In alcuni pazienti che soffrono di questo disturbo è stata individuata una sacca ricca di succhi gastrici a pH molto acido a ridosso dello sfintere esofageo inferiore. Questa sacca si riempie a circa 15 minuti dalla fine di un pasto e il suo pH si aggira intorno a 1,6 contro i 4,4 delle regioni circostanti, lo ha dimostrato un articolo pubblicato sull'ultimo numero della rivista Gut.
E' stato dimostrato che il reflusso gastroesofageo, le cui cause non sono ancora ben note, in alcuni soggetti è più grave perché legato alla presenza di questa sacca acida. La terapia della malattia da reflusso gastroesofageo si basa sull'impiego di farmaci in grado di bloccare la produzione dell'acido nello stomaco.
È importante, però, anche fare attenzione alla dieta. Sarebbe preferibile fare pasti piccoli e ripetuti nel corso della giornata ed evitare le grandi abbuffate. Chi soffre di reflusso dovrebbe anche evitare caffè, cioccolato, le bevande alcoliche, le bevande gassate, i succhi di agrumi e pomodoro, i pasti eccessivamente grassi.
La seconda causa in ordine di importanza è il rallentato svuotamento gastrico.
Quando mangiamo il cibo triturato e amalgamato con la saliva ..\bioelettrgiunge nello stomaco, dove può rimanere per tempi più o meno lunghi; tanto maggiore è il periodo di permanenza gastrica del cibo e tanto maggiori sono le probabilità che si verifichi un reflusso gastroesofageo.
Questo problema si manifesta solitamente dopo un pasto, soprattutto se abbondante e in particolare dopo l'ingestione di latte o di sostanze acide. Può manifestarsi nelle donne in gravidanza in quanto il feto pesa sullo stomaco e ne impedisce il normale svuotamento, ma anche in seguito ad uno sforzo intenso, all'assunzione della posizione supina o, ad esempio, della tipica posizione assunta per allacciarsi le scarpe.

Diagnosi. Per capire da cosa dipendano i sintomi che lamenta il paziente (Attenzione agli altri sintomi che si manifestano col dolore toracico: cardiopatie ischemiche - sarà indicato l’esame esofagogastroduodenoscopico che consente di operare una classificazione endoscopica dell’esofagite che consegue alla GERD.
Vedi: Fegato + Intestino

Per tutti coloro che decidono  affrontarla con mezzi propri, sia per chi si rivolge ad un medico, la cura del reflusso gastroesofageo non può prescindere dall'adozione di una dieta e di uno stile di vita corretti.
Il ruolo della dieta e dello stile di vita Uno stile alimentare sobrio è importante sia per prevenire, sia per curare la malattia da reflusso gastroesofageo.
Norme dietetiche e comportamentali: sono da evitare formaggi molto grassi e abbondanti, brodo di carne, fritture, insaccati, uova fritte e sode, tè, caffè, liquori, eccetera. Bisogna evitare di coricarsi subito dopo la fine del pasto, ridurre il soprappeso, eccetera. 
Un'altra categoria di sostanze delle quali sarebbe indicato ridurre se non eliminare l'uso, è quella che comprende sostanze che stimolano la secrezione gastrica, ad esempio grassi, caffè, alcol e fumo.
Inoltre bisogna eliminare le sostanze che riducono la pressione della valvola tra esofago e stomaco, e cioè menta e cioccolata. Altri consigli da seguire per alleviare i sintomi da reflusso possono essere: anticipare l'orario della cena rispetto all'orario per coricarsi; usare più cuscini a letto (infatti di notte le deglutizioni che aiutano il giusto flusso dall'esofago allo stomaco diminuiscono fisiologicamente)
La cosa piu’ importante e’ cambiare abitudini alimentari, fare almeno 15 giorni di alimentazione vegetariana cruda, contemporaneamente all’assunzione di Sali basici, e poi riprendere lentamente ad alimentarsi convenientemente


PRIMA REGOLA:  MANGIARE LENTAMENTE
La prima digestione, si sa, avviene in bocca e questo è vero non solo perché la saliva contiene una sostanza chimica con proprietà digestive, ma anche perché la triturazione del cibo durante la masticazione facilità l'attività gastrica. Mangiare un panino frettolosamente ingurgitando interi bocconi favorisce il reflusso in quanto allunga il tempo di permanenza del cibo nello stomaco.
BERE di PIU': la saliva ed i liquidi proteggono le muscose esofagee dai succhi gastrici
- SMETTERE di FUMARE: il fumo favorisce il reflusso, aumenta l'acidità gastrica e rende più suscettibili le pareti dello stomaco agli attacchi dell'acido
- NON USARE  FARMACI: come i FANS (aspirina, ibuprofene, alcuni sedativi e tranquillanti ecc.).
- LATTE ?
Il latte, essendo un cibo alcalino, ha un immediato effetto positivo in quanto la sua basicità va a contrastare (tamponare) l'acidità del reflusso. Il latte, soprattutto quello intero, è però ricco anche di grassi e proteine animali che aumentano l'acidità gastrica e rallentano lo svuotamento dello stomaco.  Il latte ha quindi un effetto benefico nell'immediato ma, soprattutto se si esagera con le quantità, dopo il sollievo iniziale può causare una veloce ricomparsa dei sintomi trasformando il problema in cronico.
- SOVRAPPESO ed Obesita
L'aumento della pressione intraddominale, premendo contro le pareti dello stomaco, favorisce la risalita del contenuto gastrico. Tale pressione può aumentare in situazioni assolutamente fisiologiche come la gravidanza o in caso di obesità e sovrappeso.
- STRESS ?
Specie in questi ultimi anni, un po' come fosse la madre di tutti i mali, quando si parla di malattie dell'apparato digerente lo stress viene sempre chiamato in causa. In presenza di reflusso gastroesofageo tale ipotesi non va esclusa dato che l'ansia e la collera trattenuta possono, per esempio, acuire i sintomi tipici della patologia. E' invece assai poco probabile che lo stress sia la causa diretta della comparsa del reflusso.
- Di NOTTE ?
Il bruciore di stomaco di notte è particolarmente fastidioso dato che tende a durare a lungo. Tale bruciore è spesso causato da una incontinenza della valvola cardiale che favorisce la risalita degli acidi in esofago dove rimangono a lungo irritando le mucose. Oltre alla dieta può essere utile in questi casi posizionare un rialzo sotto il materasso per far sì che la forza di gravità ostacoli la risalita degli acidi.

Oltre al cambio della propria Alimentazione, questi sono alcuni rimedi utili alla cura:
I Rimedi o Prodotti naturali che possono alleviare i sintomi del reflusso gastrico sono tanti, bisogna solo usare l'accorgimento di non utilizzare i preparati idroalcolici o le tinture madri perché, come già accennato, l'alcol interferisce con l'acidità dei succhi gastrici. Sono da preferirsi gli estratti secchi e le capsule.
L' Alginato è sicuramente un ottimo rimedio: si tratta di una sostanza ricavata dalle alghe che impedisce il reflusso per azione meccanica, formando cioè una barriera fisica al rigurgito. Anche il Fucus, essendo un'alga marina, contiene alginati ed ha un'azione di protezione della mucosa dello stomaco e di riduzione della secrezione acida. Bisogna però informarsi sul suo uso se si hanno patologie della tiroide perché contiene iodio. Gli alginati invece non hanno controindicazioni per cui possono essere assunti anche durante la gravidanza e l'allattamento.
Altre piante che in fitoterapia vengono usate per questi disturbo sono: la liquirizia, il mirtillo, l'incenso, la camomilla, la malva, l'altea, la piantaggine, l'aloe, la cannella, la calendula, il fico, l'acero, il carcade' , il lino,  gli acidi grassi essenziali omega 3.
Il tè verde è una pianta anticamente usata dai cinesi come bevanda e come medicinale.  Il tè verde ha, infatti, proprietà antiossidanti, rafforza il sistema immunitario e aiuta a prevenire l'invecchiamento e i disturbi cardiovascolari. È utile anche a chi soffre di iperacidità di stomaco. Aiuta infatti la digestione e allevia i bruciori di stomaco.
La frutta contiene, tra le altre, delle sostanze chiamate acidi organici. Questi conferiscono alla frutta profumo e aroma ma svolgono anche un'azione alcalinizzante. Sono cioè in grado di neutralizzare l'azione acidificante di altri alimenti. In particolare, mele, mirtilli, fichi e banane, riducono l'acidità gastrica e svolgono un'azione gastroprotettiva. Aumentano cioè la secrezione del muco gastrico, lo strato mucoso che serve a proteggere lo stomaco. Anche i cavoli hanno lo stesso effetto.
È bene ricordare, però, che quando si soffre di disturbi gastrointestinali (come il gonfiore di stomaco) bisogna cercare di consumare la frutta lontano dai pasti ed i sali antiacidi, vedi ad esempio e soprattutto il cloruro di magnesio, magnesio, fra i pasti ed il bicarbonato di sodio dopo mangiato.
Anche il digiuno, cosi come l'alimentazione Crudista (frutta e verdure crude)sono MOLTO utili per ottenere una guarigione, cosi come il Vomito volontario, i fermenti lattici, gli enzimi vegetali e le micro diete.

Consigli: buona norma e' l'utilizzo dei Cataplasmi di argilla e/o di cavoli sullo stomaco e sull'intestino, in quanto vi e' una strettissima correlazione fra queste parti dell'apparato digerente (intestino e stomaco)

Un buon rimedio che aiuta nei casi di problemi allo stomaco: reflusso esofageo, ernia iatale, gastrite, ulcera, colite.
Succo mucillagine della "nopales" o pala su cui nasce il fico d’india.
Nei paesi caldi mediterranei e’ stato da SEMPRE UTILIZZATO, nella dose di 30gg, a DIGIUNO, 3 volte al di: mattina, mezzodi, e sera.
Dopo la prima settimana, dieci giorni circa, si notano già i miglioramenti  e dopo 30gg circa, la guarigione, eccetto, ulcera e colite, ove occorrono, in linea di massima, tempi più lunghi, circa 60gg.
Per le prove scientifiche vedi  il libro "CACTUS MEDICINE", Le sorprendenti proprietà curative del ficodindia e di altre cactacee, Ran Knishinsky - edizioni RED.
By Ruggeri

H. pylori: ecco come agisce sulle cellule dello stomaco - 04/08/2010
L’infezione da ceppi CagA-positivi è in grado di inibire l’attività di trascrizione della proteina RUNX3, un importante fattore di soppressione tumorale.
L’Helicobacter pylori è l’unico batterio noto a "causare" un tumore, il carcinoma dello stomaco.
(NdR: Cosi afferma la medicina ufficiale ma non e' cosi' - vedi il commento alla fine dell'articolo)
Infatti: Nel 2005 è stato conferito il premio Nobel per la medicina a due ricercatori australiani
– Barry S. Marshall e J. Robin Warren per aver scoperto che la causa dell’ulcera gastroduodenale sarebbe dovuta al microbo helicobacter pilory.
E’ invece ormai certo che in molti casi si sono riscontrate ulcere in assenza di helicobacter pilory. Un medico, nel corso di un seminario, ha affermato che alcuni suoi colleghi che hanno assunto, a titolo sperimentale, l’helicobacter pilory non hanno sviluppato alcuna ulcera ma solo qualche lieve disturbo intestinale. - vedi: CONFLITTI SPIRITUALI
Scrisse l’antropologo-teosofo Bernardino del Boca:
L’ulcera non deriva da ciò che si mangia ma da ciò che ci mangia, ci rode dentro ... Quando i teosofi, circa 100 anni fa, iniziarono a parlare di disturbi psicosomatici i medici li derisero ...


Definizione del batterio Helicobacter pylori è un batterio gram negativo flagellato acidofilo, il cui habitat ideale è il muco gastrico situato nello stomaco umano.
La particolarità di questo batterio è quella che vive soltanto in ambiente acido protetto da uno strato di muco, per questo motivo si trova soltanto nello stomaco. Produce un enzima chiamato ureasi, che gli permette di neutralizzare l'acidità gastrica e di sopravvivere. Una volta insediato nello stomaco, non fa altro che sottoporre la mucosa ai metaboliti tossici da esso prodotti.
Il batterio può produrre sostanze che causano danni alle
cellule e con il tempo possono sopraggiungere gastrite ed ulcera.
Tale resistenza ad un pH di 1 o 2 gli è conferita dalla produzione dell'enzima ureasi, il quale crea intorno al batterio un microambiente compatibile con la sua esistenza.
La presenza di questo enzima ha reso possibile la messa a punto del test del respiro, o URT, secondo la dizione inglese.
Al paziente viene somministrata urea marcata con l'isotopo 13C. Se è presente il batterio avviene una reazione, catalizzata dall'enzima ureasi, che porta alla scissione dell'urea-13C con la formazione di ammonio e 13CO2, ovvero anidride carbonica formata da ossigeno e l'isotopo 13C del carbonio. Se l'analisi del respiro del paziente rivela la presenza di 13CO2 il test è positivo.
La maggior parte delle persone ne è portatore ma, un buon equilibrio fra potere patogeno del microrganismo e difese immunitarie del soggetto normalmente garantisce un'adeguata protezione, proprio per questo motivo i soggetti con una marcata immunodeficienza sono particolarmente esposti a tale agente.
Tratto da: it.wikipedia.org

Ora una nuova ricerca ha permesso di comprendere il meccanismo biochimico che sta alla base di questa correlazione, che secondo quanto si legge nel resoconto pubblicato sulla rivista Oncogene, è legato alla proteina di virulenza denominata CagA.
Precedenti studi avevano evidenziato come i ceppi di H. pylori che risultano CagA-positivi abbiano una maggiore probabilità di causare l’infiammazione dei tessuti gastrici, ulcere e in alcuni casi anche una proliferazione cellulare abnorme, all’origine delle forme tumorali.
Sebbene infatti il batterio sia presente nello stomaco di circa i due terzi della popolazione mondiale, solo in una piccola percentuale di casi dà origine a manifestazioni patologiche.
In effetti, il batterio, una volta entrato nell’ambiente gastrico, è in grado di infettare le cellule dell’epitelio dello stomaco iniettando al loro interno la CagA, che è in grado di disturbare vari cammini di segnalazione biochimica, interferendo quindi con le funzioni cellulari.
Altri studi hanno invece indicato nella proteina RUNX3 un importante soppressore tumorale: una sua minore espressione è associata all’insorgenza del carcinoma gastrico. Secondo le attuali conoscenze, esso infatti è all’origine della produzione di fattori diretti a colpire le cellule malate, portandole alla morte.
“Sebbene evidenze scientifiche sempre più numerose suggeriscano che RUNX3 sia un soppressore tumorale la cui inattivazione è coinvolta nell’insorgenza e nella progressione del tumore gastrico – ha spiegato Lin-Feng Chen, professore di biochimica dell’Università dell’Illinois e primo autore dello studio – il fattore che innesca l’inattivazione di tale gene all’interno delle cellule gastriche è in gran parte sconosciuto”.
“La proteina RUNX3 è un fattore di trascrizione in grado di inattivare differenti tipi di geni che controllano la crescita e la morte cellulare”, ha concluso Chen. “Secondo i risultati del nostro studio, l’infezione da H. pylori CagA-positivi è in grado di inibire l’attività di trascrizione della RUNX3 e di ridurre i livelli della proteina RUNX3 nelle cellule. Per contro, i ceppi CagA-negativi non hanno influenza sui livelli o sull’attività di RUNX3”. (fc)
Tratto da lescienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: Non e’ vero che a causare l’ulcera gastrica od il tumore allo stomaco, sia lo H.pylori;
Esso e' la conseguenza di determinati problemi, sintomi precedenti = infiammazione della mucosa gastrica, che se ignorati favoriscono la sua diffusione e proliferazione nello stomaco, dato che sopravvive dentro nel muco stomacale; cio' significa che piu' muco vi e', piu' possibilita' di proliferazione esiste per questo batterio.
Questo batterio e’ solo una conseguenza delle alterazioni del pH digestivo e quindi l’alterazione della flora batterica intestinale, in particolar modo di quella esistente nel duodeno, che se alterata nella sua formulazione adatta, da un ambiente a pH otimale ad uno verso l’acido, produce una mutazione batterica in un batterio chiamato H.pylori, che deve cercare una zona piu’ acida per sopravvivere, trovandola solo nel piloro e qui vi si insedia, ma se prolifera in modo abnorme per l’ambiente reso ancor piu’ propizio, esso risale fin nelle pareti dello stomaco ed inizia a produrre sostanze che  inibiscono la proteina RUNX3 alterandone l'attivita’ di trascrizione e quindi di protezione all’esplosione del tumore stomacale, in un Terreno Oncologico, gia’ predeterminabile con appositi Test: esame della Goccia di sangue, per individuare gli eventuali microcristalli e/o l’albero del cancro + Test della Semeiotica biofisica per la determinazione o meno del Rischio congenico oncologico.

Perché la patologia è più diffusa - vedi: Gastrite
H. Pylori difende i bambini dall'asma - La presenza del batterio stimola una più ricca popolazione di cellule T regolatorie e rende il sistema immunitario più "tollerante"

PAROLE CHIAVE: H. pylori  asma
Un malfamato batterio che convive con l'uomo da almeno 50.000 anni, Helicobacter pylori, potrebbe svolgere anche una funzione positiva: secondo uno studio condotto da ricercatori della New York University School of Medicine su oltre 7000 soggetti l'agente patogeno dell'ulcera peptica avrebbe infatti la capacità di proteggere i bambini dallo sviluppare l'asma. "L'assenza di H. pylori potrebbe essere una delle spiegazioni dell'aumento del rischio di asma infantile" afferma Yu Chen, che ha diretto la ricerca e firma un articolo sui risultati sull'ultimo numero del Journal of Infectious Diseases.
Dalle indagini condotte risulta infatti che nel range di età fra i 3 e i 19 anni quanti sono sono portatori di H. pylori hanno una probabilità inferiore del 25 per cento rispetto ai controlli di sviluppare asma, mentre il minore rischio è addirittura del 59 per cento se si considerano i bambini fra i 3 e i 13 anni. Fino ai vent'anni, la positività a H. pylori risulta anche associata a una riduzione del 40 percento di manifestazioni febbrili associate ad allergie e di eczemi o rash cutanei.
H. pylori, una volta pressoché universale fra le persone, nel corso dell'ultimo secolo è andato via via sparendo nei paesi sviluppati a causa dell'uso progressivamente crescente di antibiotici: secondo i dati dello studio "National Health and Nutrition Survey" (NHANES IV) condotto dal 1999 al 2000, negli anni novanta solo il 5,4 per cento dei bambini nati negli anni novanta è positivo al batterio.
"La nostra ipotesi è che se si è portatori di Helicobacter, si dispone di una più ampia popolazione di cellule T regolatorie, che sono responsabili di una più elevata soglia di sensibilizzazione" spiega Blaser. "Per esempio, se un bambino è privo di Helicobacter ed entra in contatto con due o tre scarafaggi, può diventare ipersensibile a essi. Ma se è Helicobacter a dirigere la risposta immunitaria, questo può non accadere perché il suo sistema immunitario è più tollerante."
"C'è una crescente mole di dati che ci dice che l'uso di antibiotici nelle prime fasi della vita aumenta il rischio di asma" ha concluso Blaser.  (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: da questo studio si evince anche tentare di eliminare dall'organismo questo batterio con gli antibiotici, con la scusa ERRATA che sia il responsabile della gastrite e/o dell'ulcera, e' un GRAVE errore !
Queste due malattie dello stomaco dipendono da altre concause = soprattutto dalle infiammazioni della mucosa gastrica, dovute a stress + alimentazione errata  !

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Cure Naturali per lo Stomaco
Innanzitutto occorre ricordare che lo stomaco NON deve essere sovraccaricato di cibo !
Ci si deve sempre alzare da tavola con un poco di appetito. Solo in questo modo esso non soffrira' e diverra' dolorante con il tempo e non si dilatera' e la parte dello stomaco sara' sempre vitale e con buona motilita'; ogni tanto digiunare per qualche giorno, gli fornira' sollievo dalle sue fatiche....
La Tapioca e' un buon alimento per rilassare lo stomaco.
Bere lontano dai pasti qualche bicchiere (2 o 3) di acqua favorira' il deflusso di tutto cio' che alle volte ristagna nello stomaco.
In caso di necessita': utilizzare tutte le erbe amare, liquerizia (legno), quelle rilassanti, ecc.
Ecco una Tisana consigliata per problemi di stomaco (colite, acidità ecc.):
Semi di finocchio, anice stellata, liquirizia (in pari dosi)
Ottima anche per le coliche dei lattanti: la mamma ne deve bere una tazza ogni sera, il lattante ne succhia un po' con la suzione del seno. Questa tisana aiuta anche per le nausee in gravidanza.

Reflusso e Bruciore:
Se frequenti, sono un campanello d’allarme che non va trascurato. Se invece sono episodi sporadici, possono essere d’aiuto sostanze come antiacidi di tipo tampone, antisecretori e procinetici.
Soluzioni più naturali rispetto a quelle dei medicinali, si utilizzera’ magnesio idrossido ed estratti fitoterapici benefici per la digestione come: menta piperita, liquirizia, finocchio, camomilla, mirtillo nero:  queste sono erbe officinali che riequilibrano il pH digestivo ed aiutano lo stomaco a svolgere la sua funzione, alleviando gli effetti di irregolarità alimentari e di stress.


Vedi in Prodotti Naturali - vedi Cumino, per trovare quelle altre che possono essere utili.

Molto utile e' anche l'ARGILLA (fango di terra argillosa) mangiata come un "dolce" ogni giorno od ogni 2 o 3 giorni per un certo periodo che in genere varia da soggetto a soggetto, con un minimo di 15 giorni; alle volte e' necessario assumerla per periodi piu' lunghi.  Fare attenzione che l'argilla puo' portare stitichezza.
L'argilla
con il suo potere mineralizzante, cicatrizzante e chelante, fornisce un ottimo ausilio a tutti coloro che si debbono disintossicare dalle sostanze tossiche, aiutando la disinfiammazione e la disintossicazione dell'apparato digerente ed il corpo intero.
Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo. vedi: Gastrite

Digestione - vedi: Intestino
E' l'impiego più tradizionale del Bicarbonato di sodio. Attenzione però, alla preparazione del rimedio: meglio non scioglierlo nell'acqua, perche'  in questa formulazione, a contatto con l'acido cloridrico presente nello stomaco, sviluppa anidride carbonica, favorendo così aerofagia e gonfiori.
La soluzione consigliata: scioglierlo in una spremuta di arance o limoni, da bere dopo che è scomparsa la schiuma bianca. In questo modo si ottiene il citrato di sodio, buon antiacido, che migliora la digestione senza provocare gonfiori.
Ma la migliore soluzione per non avere problemi digestivi e' alimentarsi con le crudita', di verdure e frutta per un certo periodo.
Per le varie erbe utili anche per lo stomaco - vedi:  Prodotti naturali + Crudismo

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I germogli del Broccolo proteggono lo stomaco
Consumare una porzione al giorno di germogli del broccolo potrebbe aiutare a tenere sotto controllo il batterio H. pylori, "collegato" (NdR: impropriamente)  con l'ulcera o addirittura il cancro allo stomaco, suggerisce una nuova ricerca.
Lo studio, pubblicato da Cancer Prevention Research, è stato condotto su 50 persone in Giappone e ha scoperto che mangiare 2,5 once (circa 70 gr) di germogli di broccolo al giorno per due mesi forniva una certa protezione allo stomaco.
Questo alimento contiene infatti sulforafano, già noto per le proprietà antibiotiche. Il team internazionale che ha condotto lo studio ha dato a metà dei pazienti una porzione giornaliera di germogli di broccolo e al resto dei germogli di alfa alfa, che non contengono sulforafano.
Nei soggetti che hanno mangiato i germogli di broccolo, i livelli di un marker dell'H. pylori nelle feci chiamato HpSA si è ridotto del 40%, mentre lo stesso marker non ha indicato variazioni negli individui che hanno mangiato gli alfa alfa.
Tuttavia, otto settimane dopo aver interrotto l'assunzione di germogli di broccolo, le persone del primo gruppo hanno visto i livelli di HpSA ritornare a quelli che erano prima della cura.
Ciò suggerisce, commentano gli studiosi, che questi germogli possono tenere sotto controllo l'H. pylori, ma non distruggerlo.
Secondo il Dr Jed Fahey, della Johns Hopkins University degli Stati Uniti, che ha diretto lo studio: "Il fatto che i livelli di infezione e infiammazione si sono ridotti suggerisce che le probabilita' di ammalarsi di gastrite e ulcera e persino di cancro sono probabilmente ridotte, se si consumano regolarmente i germogli di broccolo". Il Dr Fahey ha scoperto che i germogli di broccolo contengono sulforafano alcuni anni fa e ha co-fondato una società che produce questo alimento.
Tuttavia, secondo un esperto che non ha partecipato alla ricerca, Nell Barrie della Cancer Research UK, "Questo studio indica che mangiare germogli di broccolo può ridurre i livelli di infezione da H. pylori, che èun importante fattore di rischio del cancro allo stomaco.
Ma solo una persona ogni 100 che ha l'infezione da H. pylori si ammala di cancro, il che vuol dire che ci sono altri fattori in azione. Mangiare germogli di broccolo, dunque, puo' forse aiutare contro gastrite e ulcera, ma non contro il cancro allo stomaco".
Tratto da: news.paginemediche.it

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Una pillola laser per sondare l'esofago – 11 marzo 2013
La pillola endoscopica collegata con una fibra ottica filma immagini tridimensionali della mucosa senza dolore

Una pillola lunga meno di due centimetri e mezzo potrebbe in futuro sostituire l’endoscopio, per chi deve tenere sotto controllo l’esofago di Barrett, un’alterazione delle pareti di quest’organo, determinata da un contatto troppo frequente con i succhi gastrici, che alla lunga può trasformarsi in tumore.
Al paziente basterà ingoiarla con un bicchiere d’acqua; i test già eseguiti mostrano che la capsula raggiunge da sé l’esofago, restando tuttavia fisicamente connessa a un cavo molto sottile, che ne consente poi il recupero una volta che l’esame è concluso. Il dispositivo, descritto sulla rivista Nature Medicine, permette di ottenere immagini tridimensionali della mucosa e anche degli strati immediatamente sottostanti, grazie a un laser a infrarossi collegato all’esterno da una fibra ottica che corre lungo il cavo.

IMMAGINI DETTAGLIATE
All’esame endoscopico, che mostra le pareti dell’esofago analogamente a come fa la tecnica classica, si unisce dunque una sorta di biopsia virtuale, che tuttavia, andrebbe confermata da un prelievo di tessuto da analizzare in laboratorio, qualora le immagini mostrassero qualcosa di anomalo.
Al Wellman Center for Photomedicine del Massachusetts General Hospital di Boston, i suoi inventori hanno sperimentato il prototipo su 13 volontari ottenendo immagini davvero nitide e dettagliate. In nessun caso la procedura ha richiesto anestesia né sedazione, e i pazienti sono rimasti soddisfatti dall’esame, che è più rapido di quello tradizionale e non provoca alcun fastidio.

L'ALTERNATIVA
«Il dispositivo è molto attraente dal punto di vista tecnologico, e potrebbe in effetti costituire un’alternativa all’endoscopia per i pazienti che devono eseguire il test periodicamente, per analizzare le pareti dell’esofago.
Tuttavia, non permette di esaminare lo stomaco, come fa la normale gastroscopia» dice Luca Elli, gastroenterologo del Policlinico di Milano. «Il prototipo, inoltre, andrebbe perfezionato.
In particolare, come ammettono gli stessi inventori, dovrebbe poter essere pilotato dall’esterno, per poter eseguire biopsie di tessuto che oggi, nei casi sospetti, vanno comunque fatte con il metodo classico».

IL RISPARMIO ECONOMICO
Pur senza dare cifre, lo studio sostiene che, dal punto di vista economico, il dispositivo permetterebbe di risparmiare parecchio, perché non è richiesta la presenza di un anestesista e perché, una volta usciti dal centro di analisi, i pazienti possono tornare immediatamente alle loro normali attività.
«Se riferito alla realtà italiana, il risparmio sarebbe però certamente inferiore» osserva Elli; «infatti, le gastroscopie negli Stati Uniti sono fatte sempre in anestesia totale e sono quindi più costose che da noi, dove il paziente è sedato, ma l’anestesia, quando è usata, è comunque molto più leggera.
Un vantaggio economico si può invece avere nella fase post-esame, perché oggi di solito dopo l’endoscopia il paziente sta a riposo per 24 ore, e il giorno di lavoro perso è certamente un costo da considerare».
By Margherita Fronte - Tratto da: corriere.it
 

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