|
Ricordiamo anche che
ogni
protesi introdotta in bocca
e/o nel corpo che
contenga
leghe metalliche basate su legami
ossigeno, sono pericolose in quanto
l'ossigeno (potente ossidante) permette ai
metalli della lega il rilascio di
ioni che
sicuramente
interferiscono con le reazioni
biochimiche dell'organismo !
- vedi:
Protesi 1
Effetti a distanza
del rilascio di ioni metallo in usura della testa protesica:
Presentazione di un caso
Sistemic
effects of ionic release in wear of prosthetic head: a case report
-
G.I.O.T. 2001;27:173-5
173
SOMMARIO
Background. Gli effetti
locali e sistemici correlati al rilascio ionico in caso di scollamento
protesico o di usura protesica sono un evento raro.
Caso clinico. Gli Autori
presentano un caso di usura della testa metallica di una protesi non
cementata d’anca associato a possibili complicanze sistemiche da
rilascio ionico.
Discussione. Scopo degli
Autori è focalizzare l’attenzione su possibili complicanze
a distanza non citate
in letteratura.
Parole chiave:
Scollamento asettico, Protesi totale d’anca, Tireopatia, Rilascio
ionico, Leghe
cromo-cobalto
SUMMARY
Background. The local and sistemic effects of ionic
release in prosthetic aseptic loosenig or prothesis wearing are rare.
Case
report. The Authors describe a case of prosthetic
head wearing with distal effects depending on ionic release.
Discussion. Purpose of the Authors is underlining some
possible sistemic effects of ionic release not considered in litterature.
Key
words: aseptic loosening, total hip prosthesis, thyropathy, ionic release,
chromium-cobalt alloy
INTRODUZIONE
La presenza di
tessuto di interfaccia contente ioni metallo è il reperto
anatomo-patologico intra-operatorio praticamente costante in caso di
scollamento asettico di protesi totale d’anca non cementata o di rottura
di una delle componenti protesiche. Il tipo di ioni presenti in tale
tessuto dipende ovviamente dalla lega che costituisce il materiale
protesico impiantato: leghe di acciaio inossidabile, leghe di titanio e
leghe a base di cobalto (“stelliti”) con cromo, molibdeno, nichel e
ferro.
Da una revisione
della letteratura, oltre a possibili reazioni allergiche, è emerso il
problema della tossicità locale e sistemica in presenza di detriti
metallici liberati dai materiali protesici.
II Divisione di
Ortopedia e Traumatologia, C.T.O. Torino
Indirizzo per la
corrispondenza:
Dr. S. Megaterio -
E-mail: matalesil@yahoo.it
Ringraziamenti: si
ringrazia il Dr. Massimo Borla per il materiale fornito.
Ricevuto il 21
febbraio 2001
S. Megaterio
-
F. Galetto
-
E. Alossa
- S. Capretto
Effetti a distanza del rilascio di ioni metallo in usura della testa
protesica: presentazione di un caso
174
Ben documentate in
letteratura sono le dermatosi su base allergica dopo impianto di materiali
metallici: orticarie ed
eczemi
sistemici o locali 1.
Gli
ioni metallo vengono rimossi dal sistema linfatico e possono depositarsi
nei linfonodi 2-5 oppure
possono essere
immessi nel torrente
ematico come dimostrano gli alti livelli sierici riscontrati in pazienti
protesizzati ed il conseguente loro accumulo in organi quali fegato, milza
e cuore.
Si sono osservate neuropatie legate ad elevati livelli
sierici di alcuni metalli, in particolare
dell’alluminio 6.
Parrebbe esservi la
possibilità di comparsa di neoplasie locali, ad esempio sarcomi, e
sistemiche, linfomi e leucemie
7-9.
Nello specifico,
riguardo al caso esaminato, gli ioni Cr e Co sono in grado di indurre
fenomeni di immunizzazione.
Il Cr con il Ni pare
avere un’azione citotossica nei confronti di fibroblasti e linfociti.
Per quanto concerne il Cr è nota la sua azione nefrotossica,
cardiotossica del Co.
PRESENTAZIONE DEL
CASO
B.M., paziente di
sesso maschile di 47 anni, nel 1990 venne sottoposto ad impianto di
protesi totale d’anca a
destra per coxartrosi
primaria. L’impianto utilizzato era in lega di titanio (Ti6Al4V), con
inserto di polietilene
(UHMWPE) e testa in
ceramica.
Nel Agosto 1995,
l’esame radiografico, eseguito per improvviso dolore inguinale, evidenziò
una lussazione
cervico-cefalica con
rottura della testa in ceramica. Si procedette a reimpianto con stelo e
testa metallica in lega
Cr-Co-Mo.
Nel Maggio 1996
comparsa di tireopatia immunogenica (diagnosi di tiroidite autoimmune con
ipofunzioine pur in
assenza di anticorpi
antitiroidei specifici) e di polineuropatia di n.d.d. (diagnosi istologica
dopo biopsia del nervo
surale).
Nel Settembre 1997 in
seguito ad osservazione di usura della testa metallica il paziente venne
ricoverato e prima
di procedere a
rimozione e reimpianto protesico, in ragione della patologia autoimmune
tiroidea e della neuropatia,
venne sottoposto ad
accertamenti volti a valutare possibili lesioni locali o sistemiche da
“wear debris” metallico.
Il dosaggio
quotidiano dei metalli presenti nelle leghe protesiche evidenziò un
significativo aumento dei valori
ematici ed urinari
del Cr e del Co. Test cutanei per una serie estesa di metalli risultarono
negativi e pertanto gli
ioni metallo non
sembrano aver dato luogo a sensibilizzazioni allergiche. L’immunologo
non rilevò dati sufficienti
a porre diagnosi di
POEMS e di malattia autoimmune sistemica. In relazione alla nefrotossicità
del Cr ed
alla cardiotossicità
del Co il paziente venne sottoposto a studio nefrologico e cardiologico.
Quest’ultimo evidenziò
un versamento
pericardico asintomatico con possibile presenza di metallo nel liquido
pericardico rilevato
mediante RMN.
L’endocrinologo, non essendo emersi dalla ricerca bibliografica a
tutt’oggi nessi tra ipotiroidismo
e metallosi
cromo-cobalto, confermò la diagnosi di tireopatia immunogenica aspecifica.
La funzionalità tiroidea,
con terapia
sostitutiva, si è normalizzata. Il neurologo confermò la diagnosi di
polineuropatia sensitivo motoria
di n.d.d.
Attualmente i valori
sierici ed urinari del cromo e del cobalto, seppur in discesa, appaiono
ancora essere al di
sopra della norma e
pertanto non si è provveduto a reimpianto protesico.
DISCUSSIONE e CONCLUSIONE
Pur essendo
documentati in letteratura fenomeni allergici e patologie sistemiche e
locali da debris metallico in caso
di impianti protesici
d’anca, tali complicanze sono comunque rare. Il caso riportato è a
nostro giudizio di per
sé già
significativo in quanto il rilascio di ioni metallo, soprattutto Cr e Co,
è responsabile di una delle possibili
complicanze citate
nella bibliografia: la cardiopatia da cobalto.
Riteniamo però che aspetto peculiare sia la presenza di possibili altri
interessamenti d’organo, quali la tireopatia immunogenica e la
polineuropatia sensitivo motoria da Cr-Co, di cui in letteratura,
attualmente, non si è trovata alcuna riprova.
Pensiamo sia
doveroso, al di là della problematica terapeutica (reimpianto si o no?,
quando? che tipo di lega?),
evidenziare queste
possibili complicanze; allo stato attuale non vi sono prove di una
correlazione tra Cr e Co e l’interessamento di tali organi. Gli Autori
suggeriscono pertanto, in caso di scollamento “asettico” di protesi
totale
d’anca, di
procedere al dosaggio ematico ed urinario dei metalli presenti nella lega
protesica e, se aumentato, di considerare anche la possibile presenza di
alterazioni a carico della tiroide e del sistema nervoso periferico.
BIBLIOGRAFIA
1
Rostoker G, Robin J,
Binet O, Blamoutier J, Paupe J, Lessana-Leibowitch M, et al.
Dermatitis due to orthopaedic implants. JBJS 1987;69A:1408-11.
2 Bobyn JD, Jacobs JJ, Tanzer M, Urban RM,
Aribindi R, Sumer DR, et al. The susceptibility of smooth implant
surfaces to periimplant fibrosis and migration of poliethilene wear debris.
Clin Orthop 1995;311:21-39.
3 Betts F, Wright T, Salvati EA, Boskey A,
Bansal M. Cobaltalloy metal debris in periarticular tissues from total
hip prevision arthroplasty. Clin Orthop 1992;276:74-82.
4 R. Michel R, Nolte N, Reich M, Loer F. Sistemic
effects of implanted prostheses made of cobal-chromium alloys. Arch
Orthop Surg 1991;110:61-74.
5
Pazzaglia U, Minoia C,
Galtieri G, Gaultieri I, Riccardi C, Ceciliani L. Metal ions in body
fluids after arthroplasty. Acta
Orthop Scand
1986;57:415-8.
6
Langkamer VG, Case CP, Heap P, Taylor A,
Collins C, Pearse
M, et al.
Sistemic distribution of wear debris
after hip
replacement. JBJS
1992;74B:831-9.
7
Gillespie WJ, Frampton
CMA, Henderson RJ, Ryan PM.
The
incidence of cancer
following total hip replacement. JBJS
1988;70B:539-542.
8 Goodfellow J. Malignancy and joint
replacement. JBJS
1992;74B:645-6.
9
Sunderman FW. Carcinogenicity of metal
alloys in orthopedic
prosteses: clinical
and experimental studies. Fundamental
and Applied
Toxicology 1989;113:205-16.
S. Megaterio et al.
175
http://www.giot.it/articoli/2001/vol5-01/indice5_01.html
Ricordarsi
che le alterazioni degli enzimi,
della flora,
del pH
digestivo e della mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in
qualsiasi parte dell'organismo.
|