Il
muco
Se una sostanza irritante giunge
effettivamente ai polmoni, viene bloccata da
un sottile strato di muco (detto anche
espettorato o flegma) che si trova
all’interno dei dotti respiratori. Vengono
secreti in media circa 85 grammi di muco
ogni giorno all’interno dei canali
respiratori. Questo muco viene “spazzato
via” verso la bocca da filamenti sottili
chiamati cilia che si trovano nei canali
respiratori.
Peli
nella
Gola
Le cilia trasportano il muco dai polmoni
verso la gola e l’epiglottide. L’epiglottide
è una sorta di porta che si apre per
permettere al muco di essere deglutito. Ciò
avviene spontaneamente, senza che ci si
debba pensare. Espellere l’espettorato non è
“normale” e non avviene se un individuo non
soffre di bronchite cronica o non è in atto
un’infezione, come un raffreddore, polmonite
o un’esacerbazione della
broncopneumopatiacronica ostruttiva (BPCO).
La
tosse
Un altro meccanismo di protezione dei
polmoni è rappresentato dalla tosse. La
tosse, sebbene sia un evento comune, non è
una condizione normale ed è il risultato di
un’irritazione ai canali bronchiali. La
tosse permettere di espellere il muco dai
polmoni più rapidamente rispetto alle cilia.
I
broncospasmi (contrazione spastica della
muscolatura liscia dei bronchi, dovuta a
diverse cause, quali
asma,
allergie oppure infiammazioni ecc.). Si
ha sempre nel classico attacco d'asma.
L’ultimo dei mezzi più comuni, usati dai
polmoni per proteggersi, può causare dei
problemi. Le vie aeree nei polmoni sono
circondate da fasci di muscoli. Quando i
polmoni sono irritati, questi fasci di
muscoli possono tendersi, stringendo quindi
il canale respiratorio, mentre i polmoni
cercano di eliminare le sostanze irritanti.
Il rapido tendersi di questi muscoli viene
detto broncospasma. Alcuni polmoni sono
particolarmente sensibili alle sostanze
irritanti. I broncospasmi possono creare
gravi problemi ai soggetti affetti da BPCO e
sono spesso un grosso problema per i
pazienti affetti da asma, perché la
respirazione risulta più difficile
attraverso le vie aeree.
Nella respirazione vengono impiegati diversi
muscoli.
Il
diaframma
Il muscolo più grande ed efficace è il
diaframma. Il diaframma è un grosso muscolo
che si trova sotto ai polmoni e li separa
dagli organi sottostanti, come lo
stomaco,
l’intestino, il
fegato, ecc. Quando il
diaframma si abbassa o si appiattisce, le
costole si allargano verso l’esterno, i
polmoni si espandono e viene inspirata
l’aria.
Questo processo viene definito
inalazione o inspirazione. Quando il
diaframma si rilassa, l’aria esce dai
polmoni e questi tornano nella loro
posizione originaria. Questo processo viene
definito esalazione o espirazione. I
polmoni, come i palloncini, richiedono
energia per gonfiarsi, mentre non ne serve
per fare uscire l’aria.
Gli
altri muscoli
Gli altri muscoli coinvolti nella
respirazione si trovano tra le costole ed
alcuni muscoli che si estendono dal collo
alle costole superiori. Il diaframma, i
muscoli tra le costole e uno dei muscoli nel
collo, chiamato muscolo scaleno, vengono
usati in quasi ogni respiro. Se ci serve un
aiuto in più per espandere i polmoni,
“reclutiamo” altri muscoli del collo e delle
spalle.
Quando
i muscoli non lavorano
In alcune circostanze, ad esempio in caso di
enfisema, il diaframma viene abbassato e
quindi non funziona più correttamente. Ciò
significa che gli altri muscoli sono
chiamati ad uno sforzo maggiore, poiché non
sono efficienti come il diaframma. Quando
questo accade, i pazienti possono provare
una sensazione di affanno o fiato corto.
Come arriva l’aria
nel corpo ?
Per portare ossigeno al corpo, l’aria viene
inalata attraverso il naso, la bocca o
entrambi.
Il naso o la bocca ?
Il naso è la via preferenziale, poiché è un
filtro migliore rispetto alla bocca. Il naso
riduce infatti la quantità di sostanze
irritanti che arrivano ai polmoni e, allo
stesso tempo, riscalda e inumidisce l’aria
che respiriamo. Quando c’è bisogno di grandi
quantità d’aria, il naso non è il canale più
efficace per portare aria ai polmoni e
quindi si può ricorrere alla respirazione
per bocca. La respirazione per bocca è in
effetti quella più comune quando ci si
sottopone ad uno sforzo fisico.
Il viaggio giù per la
trachea
Dopo essere stata inalata dal naso o dalla
bocca, l’aria scende lungo la trachea. La
trachea è il condotto più vicino al collo.
Dietro alla trachea si trova l’esofago.
Quando respiriamo, l’aria scende lungo la
trachea mentre, quando mangiamo, il cibo
scende lungo l’esofago. Il tragitto percorso
da aria e cibo viene controllato
dall’epiglottide, una sorta di sbarramento
che impedisce al cibo di entrare nella
trachea. Talvolta, il cibo o i liquidi
entrano nella trachea, provocando
soffocamento e attacchi di tosse.
Percorso nei polmoni
La trachea si divide in un canale
respiratorio sinistro e uno destro, che
vengono chiamati bronchi. Il bronco sinistro
conduce al polmone sinistro, mentre il
bronco destro conduce al polmone destro.
Questi condotti respiratori si dividono
continuamente in canali più piccoli detti
bronchioli. I bronchioli terminano in
minuscole sacche d’aria dette alveoli.
La fine del viaggio
I bronchioli terminano in minuscole sacche
d’aria dette
alveoli. Gli alveoli, che
significano “grappolo d’uva”, sono in
effetti simili a grappoli d’uva attaccati a
minuscoli canali respiratori. Nei polmoni in
condizioni normali ci sono oltre 300 milioni
di alveoli.
Se gli alveoli venissero aperti
e distesi, coprirebbero una superficie pari
ad un doppio campo da tennis. Non tutti gli
alveoli vengono usati contemporaneamente,
quindi il polmone ha degli alveoli di
riserva in caso di danni provocati da
malattie, infezioni o interventi chirurgici.
Tratto in parte da:
http://www.it.european-lung-foundation.org
vedi:
DISINTOSSICAZIONE
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Dottrina termica e Terapia del Freddo
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Come nasce la
Malattia