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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


POLMONI e Vie RESPIRATORIE
 

POLMONI ed Apparato RESPIRATORIO (sistema respiratorio)

Polmone: Organo pari dell’apparato respiratorio, localizzato nel torace. A livello del polmone si svolgono i processi della respirazione. Nel torace sono presenti due polmoni, uno sul lato destro e uno su quello sinistro.Ciascun polmone è formato da sezioni, chiamate lobi. I polmoni hanno una consistenza molle e sono protetti dalla cassa toracica. La funzione dei polmoni è quella di trasportare l’ossigeno (abbreviato O2) all’interno del corpo e di eliminare l’anidride carbonica (abbreviato CO2).
L’ossigeno è un gas che ci fornisce energia, mentre l’anidride carbonica è un rifiuto tossico, un prodotto “di scarto” dell’organismo.
I polmoni hanno quindi la funzione di trasportare ossigeno attraverso il corpo e di eliminare il diossido di carbonio. L’ossigeno è un gas che fornisce energia al corpo umano, mentre il diossido di carbonio è un prodotto di scarto, ossia uno “scarico” dell’organismo.

L'apparato respiratorio e' insieme di organi che permettono gli scambi gassosi tra l’ambiente esterno e il sangue: l’assunzione, dall’ambiente esterno, dell’ossigeno necessario ai processi di combustione che avvengono nell’organismo, fondamentali per assicurare il fabbisogno energetico delle cellule; l’eliminazione all’esterno dei prodotti gassosi (soprattutto anidride carbonica) che si formano nei suddetti processi. L’apparato respiratorio è composto dalle vie respiratorie superiori (naso, bocca, faringe), dalle vie respiratorie inferiori (laringe, trachea, bronchi) e dai polmoni.

Le vie respiratorie o aeree comprendono il naso, la faringe, la laringe, la trachea, i bronchi fino ai Polmoni.
Sono organi cavi percorsi dall’aria in inspirazione e in espirazione. Sono vie respiratorie superiori le cavità nasali e paranasali, la faringe; le vie respiratorie inferiori comprendono invece la laringe, la trachea e i bronchi (vedi: apparato respiratorio).

Il Naso è la porta di ingresso delle vie respiratorie che portano l'aria anche ai Polmoni. Le narici, che consentono all’aria di entrare e uscire, sono provviste di peli che servono per trattenere i corpi estranei di una certa dimensione presenti nell'aria; il naso quindi opera come filtro al momento dell’inspirazione, impedendo alla particelle più grandi di agenti inquinanti di raggiungere i polmoni.

Le pareti interne del naso sono umide, ricche di vasi sanguigni e rivestite da cellule che producono muco e cellule provviste di ciglia vibratili. Il naso è una parte del corpo molto vascolarizzata, cioè particolarmente ricca di vasi sanguigni: il calore irradiato dai vasi presenti nelle pareti del naso consente all'aria di raggiungere rapidamente la temperatura del corpo.
L'aria inspirata attraverso il naso viene perciò filtrata, riscaldata e umidificata. Può così raggiungere, una volta purificata, i polmoni.

vedi: Pulizia del Naso +  Urino terapia (qualche goccia della vs urina nelle narici - 2-3 volte al di' - pulisce bene il setto nasale e relative mucose e le disinfiamma, anche per: CATARRO, TOSSE (anche Pertosse), OTITI, RAFFREDDORE + MAL di GOLA Colpi di calore, Sinusiti  + 
Polmonite Intossicazioni  +  Disintossicazione  +  Intestino motore del corpo  +  Idro Colon Terapia  +  Smettere di Fumare

Infiammazioni alle vie respiratorie dopo vaccinazione


Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

Il muco
Se una sostanza irritante giunge effettivamente ai polmoni, viene bloccata da un sottile strato di muco (detto anche espettorato o flegma) che si trova all’interno dei dotti respiratori. Vengono secreti in media circa 85 grammi di muco ogni giorno all’interno dei canali respiratori. Questo muco viene “spazzato via” verso la bocca da filamenti sottili chiamati cilia che si trovano nei canali respiratori.

Peli nella Gola
Le cilia trasportano il muco dai polmoni verso la gola e l’epiglottide. L’epiglottide è una sorta di porta che si apre per permettere al muco di essere deglutito. Ciò avviene spontaneamente, senza che ci si debba pensare. Espellere l’espettorato non è “normale” e non avviene se un individuo non soffre di bronchite cronica o non è in atto un’infezione, come un raffreddore, polmonite o un’esacerbazione della broncopneumopatiacronica ostruttiva (BPCO).

La tosse
Un altro meccanismo di protezione dei polmoni è rappresentato dalla tosse. La tosse, sebbene sia un evento comune, non è una condizione normale ed è il risultato di un’irritazione ai canali bronchiali. La tosse permettere di espellere il muco dai polmoni più rapidamente rispetto alle cilia.

I broncospasmi (contrazione spastica della muscolatura liscia dei bronchi, dovuta a diverse cause, quali asma, allergie oppure infiammazioni ecc.). Si ha sempre nel classico attacco d'asma.
L’ultimo dei mezzi più comuni, usati dai polmoni per proteggersi, può causare dei problemi. Le vie aeree nei polmoni sono circondate da fasci di muscoli. Quando i polmoni sono irritati, questi fasci di muscoli possono tendersi, stringendo quindi il canale respiratorio, mentre i polmoni cercano di eliminare le sostanze irritanti. Il rapido tendersi di questi muscoli viene detto broncospasma. Alcuni polmoni sono particolarmente sensibili alle sostanze irritanti. I broncospasmi possono creare gravi problemi ai soggetti affetti da BPCO e sono spesso un grosso problema per i pazienti affetti da asma, perché la respirazione risulta più difficile attraverso le vie aeree.

Nella respirazione vengono impiegati diversi muscoli
Il diaframma
Il muscolo più grande ed efficace è il diaframma. Il diaframma è un grosso muscolo che si trova sotto ai polmoni e li separa dagli organi sottostanti, come lo stomaco, l’intestino, il fegato, ecc. Quando il diaframma si abbassa o si appiattisce, le costole si allargano verso l’esterno, i polmoni si espandono e viene inspirata l’aria.
Questo processo viene definito inalazione o inspirazione. Quando il diaframma si rilassa, l’aria esce dai polmoni e questi tornano nella loro posizione originaria. Questo processo viene definito esalazione o espirazione. I polmoni, come i palloncini, richiedono energia per gonfiarsi, mentre non ne serve per fare uscire l’aria.

Gli altri muscoli
Gli altri muscoli coinvolti nella respirazione si trovano tra le costole ed alcuni muscoli che si estendono dal collo alle costole superiori. Il diaframma, i muscoli tra le costole e uno dei muscoli nel collo, chiamato muscolo scaleno, vengono usati in quasi ogni respiro. Se ci serve un aiuto in più per espandere i polmoni, “reclutiamo” altri muscoli del collo e delle spalle.

Quando i muscoli non lavorano
In alcune circostanze, ad esempio in caso di enfisema, il diaframma viene abbassato e quindi non funziona più correttamente.
Ciò significa che gli altri muscoli sono chiamati ad uno sforzo maggiore, poiché non sono efficienti come il diaframma.
Quando questo accade, i pazienti possono provare una sensazione di affanno o fiato corto.

Come arriva l’aria nel corpo ?
Per portare ossigeno al corpo, l’aria viene inalata attraverso il naso, la bocca o entrambi. 

Il naso o la bocca ?
Il naso è la via preferenziale, poiché è un filtro migliore rispetto alla bocca. Il naso riduce infatti la quantità di sostanze irritanti che arrivano ai polmoni e, allo stesso tempo, riscalda e inumidisce l’aria che respiriamo. Quando c’è bisogno di grandi quantità d’aria, il naso non è il canale più efficace per portare aria ai polmoni e quindi si può ricorrere alla respirazione per bocca. La respirazione per bocca è in effetti quella più comune quando ci si sottopone ad uno sforzo fisico.

Il viaggio giù per la trachea
Dopo essere stata inalata dal naso o dalla bocca, l’aria scende lungo la trachea. La trachea è il condotto più vicino al collo.
Dietro alla trachea si trova l’esofago. Quando respiriamo, l’aria scende lungo la trachea mentre, quando mangiamo, il cibo scende lungo l’esofago. Il tragitto percorso da aria e cibo viene controllato dall’epiglottide, una sorta di sbarramento che impedisce al cibo di entrare nella trachea. Talvolta, il cibo o i liquidi entrano nella trachea, provocando soffocamento e attacchi di tosse.

Percorso nei polmoni
La trachea si divide in un canale respiratorio sinistro e uno destro, che vengono chiamati bronchi. Il bronco sinistro conduce al polmone sinistro, mentre il bronco destro conduce al polmone destro. Questi condotti respiratori si dividono continuamente in canali più piccoli detti bronchioli. I bronchioli terminano in minuscole sacche d’aria dette alveoli.

La fine del viaggio
I bronchioli terminano in minuscole sacche d’aria dette alveoli. Gli alveoli, che significano “grappolo d’uva”, sono in effetti simili a grappoli d’uva attaccati a minuscoli canali respiratori. Nei polmoni in condizioni normali ci sono oltre 300 milioni di alveoli.
Se gli alveoli venissero aperti e distesi, coprirebbero una superficie pari ad un doppio campo da tennis. Non tutti gli alveoli vengono usati contemporaneamente, quindi il polmone ha degli alveoli di riserva in caso di danni provocati da malattie, infezioni o interventi chirurgici.
Tratto in parte da: http://www.it.european-lung-foundation.org

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Ecco l’adrenalina del sistema immunitario - 07/09/2017
Un team di ricercatori portoghesi ha scoperto come i neuroni delle mucose possano stimolare specifiche cellule immunitarie, rendendo così la risposta immunitaria molto veloce e potente. Lo studio su Nature
Il nostro sistema immunitario è sempre (o quasi) pronto a difenderci. Ma quanto rapidamente ?
A svelarlo sulle pagine di Nature è stato il team di ricercatori portoghesi del Champalimaud Center for the Unknown and the Instituto de Medicina Molecular di Lisbona, che ha appena osservato come i neuroni situati nei tessuti delle mucose (come intestino e vie respiratorie) possono immediatamente individuare un’infezione nell’organismo, producendo una sostanza che funziona come adrenalina per le cellule immunitarie. Sotto l’effetto di questo segnale, le cellule immunitarie diventano in brevissimo tempo capaci di combattere l’infezione e di riparare i danni causati ai tessuti circostanti.
Lo scorso anno lo stesso team di ricercatori, guidati da Henrique Veiga-Fernandes, aveva pubblicato sempre su Nature un dimostrazione del fatto che le cellule nervose dell’intestino potessero stimolare un tipo di cellule immunitarie chiamate Ilc3, ovvero una delle diverse popolazioni di cellule linfoidi innate (Ilc), cellule davvero molto speciali: non si trovano nel sangue, ma sono presenti solo alcune zone dell’organismo, come appunto le mucose.
In questo nuovo studio i ricercatori portoghesi si sono concentrati su un altro tipo di cellule linfoidi innate: le Ilc2. “Queste cellule sono normalmente abbondanti nei siti di barriera, come l’intestino, i polmoni e la pelle, fungendo come vere e proprie fortezze fisiche”, precisa Veiga-Fernandes. E ora, il team è riuscito a dimostrare che queste cellule immunitarie non sarebbero in grado di proteggerci dalle infezioni senza stabilire un dialogo con i neuroni residenti nelle mucose dell’organismo.
Questo tandem neuro-immunitario è stato scoperto osservando delle microfotografie ad alta risoluzione dei polmoni e del ventre di alcuni topi: le Ilc2 erano posizionate lungo gli assoni di neuroni situati in queste mucose. “A questo punto ci siamo chiesti se questi due distinti tessuti avrebbero potuto comunicare reciprocamente”, continua Veiga-Fernandes. Per capirlo, i ricercatori hanno analizzato l’intero genoma di una serie di cellule immunitarie (Ilc1, Ilc2, Ilc3, cellule T) cercando i geni che codificassero per le molecole che agiscono come ricevitori di segnali neuronali. Dalle analisi è emerso che solo le Ilc2 possedevano i ricevitori (come un’antenna) per questi segnali nervosi. Più precisamente, le Ilc2 hanno recettori per un messaggero neuronale chiamato neuromedina U (Nmu). E poiché i neuroni sono le uniche cellule che producono livelli abbondanti di Nmu, è stato evidente che solo i neuroni avrebbero potuto inviare questo segnale alle Ilc2.

Come precisano i ricercatori, i risultati dello studio forniscono due grandi novità. “La prima è che i neuroni definiscono la funzione delle cellule immunitarie”, precisa l’autore. “Nessuno avrebbe potuto immaginare che il sistema nervoso coordini, comandi e controlli la risposta immunitaria in tutto l’organismo”. La seconda novità, invece, è che “questa è una delle reazioni immunitarie più veloci e più potenti che abbiamo mai visto”. Basti pensare, infatti, che lo stimolo neuronale appena scoperto induce una risposta immunitaria in pochi minuti, mentre le vaccinazioni richiedono in genere diverse settimane (NdR: e sono dannose al sistema immunitario)
Dopo aver condotto alcuni esperimenti su un gruppo di topi, servendosi del parassita Nippostrongylus brasiliensis, il passo successivo sarà quello di osservarlo anche sugli esseri umani. “Forse, anche negli esseri umani le Ilc2 hanno i recettori Nmu”, conclude Veiga-Fernandes. “Ma siamo ancora molto lontani dal capire come potremmo usare in tutta sicurezza questa bomba neuro-immunologica. C0’è quindi da fare ancora molta strada”.
By Marta Musso - Tratto da: wired.it

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Nuova funzione polmonare inaspettata scoperta: fare il sangue - 27/03/2017
I nostri corpi continuano a detenere un sacco di segreti, e gli scienziati hanno appena scoperto una cosa ancora più bizzarra:
i polmoni hanno un ruolo chiave nella produzione di sangue. 
Fino ad ora, questo compito è stato attribuito esclusivamente al midollo osseo, ma gli studi sui topi presso l'Università della California di San Francisco (UCSF) hanno scoperto che, sorprendentemente, la maggior parte delle piastrine del corpo sono prodotte nei polmoni, come un serbatoio di backup di cellule staminali del sangue che può intervenire quando quelle del midollo osseo funzionamento a secco.
La scienza ha creduto a lungo che la maggior parte delle cellule che compongono il sangue risiedono nel midollo osseo, in cui un processo chiamato ematopoiesi ci dà le cellule ossigeno-portando rossi del sangue, i globuli bianchi che combattono le infezioni, e componenti come le piastrine, il cui ruolo è per formare coaguli per arrestare il sanguinamento. 
I megacariociti - le cellule che producono le piastrine - sono stati avvistati nel tessuto polmonare prima, ma erano generalmente pensato per vivere e lavorare soprattutto nel midollo osseo.
Lo studio UCSF ha scoperto la nuova funzione, mentre l'imaging nei polmoni dei "topi" che vivono per studiare come le piastrine circolanti attraverso i polmoni sono stati interagendo con il sistema immunitario. I "topi" in questione erano stati ingegnerizzati in modo che le loro piastrine brillavano verde, che ha evidenziato un numero inaspettatamente elevato di megacariociti negli organi.
"Quando abbiamo scoperto questa massiccia popolazione di megacariociti che sembravano vivere nel polmone, ci siamo resi conto che dovevamo seguire questa", dice Emma Lefrançais, co-primo autore dello studio.
A ben vedere, il team ha scoperto che i megacariociti nei polmoni stavano creando più di 10 milioni di piastrine all'ora, che costituiscono più della metà della quantità totale in un topo. Che la popolazione sembra essere alimentato da un gruppo di cellule progenitrici megacariociti e cellule staminali del sangue che vivono appena fuori dal sistema vascolare polmonare principale. 
Il team individuò queste cellule - numerazione a circa un milione al polmone -  "Questa scoperta suggerisce sicuramente una visione più sofisticata dei polmoni - che non sono solo per la respirazione, ma anche un partner chiave nella formazione di aspetti cruciali del sangue", afferma Mark R. Looney, MD, autore senior dello studio . "Quello che abbiamo osservato qui nei topi suggerisce fortemente il polmone può giocare un ruolo chiave nella formazione del sangue come pure negli esseri umani".
Mentre i polmoni possono apparire di fare gran parte del lavoro, del midollo osseo è la cava. In realtà, i due sembrano lavorare insieme per rendere il sangue. 
Per studiare come le cellule staminali del sangue possono muoversi avanti e indietro tra i polmoni e midollo osseo, i polmoni squadra UCSF trapiantati da topi normali in animali ingegnerizzati con megacariociti fluorescenti, e non passò molto tempo prima che le cellule incandescente cominciarono ad apparire nel sistema vascolare del polmone "normale". 
Questo indica che, sebbene i megacariociti possono apparire in numero maggiore nel polmone, stanno ancora nati all'interno delle ossa, prima di migrare.
"E 'affascinante che megacariociti viaggiare tutta la strada dal midollo osseo per i polmoni per la produzione di piastrine", spiega Guadalupe Ortiz-Muñoz, co-primo autore dello studio. "E 'possibile che il polmone sia un bioreattore ideale per la produzione di piastrine a causa della forza meccanica del sangue, o forse a causa di qualche segnalazione molecolare che ancora non conosciamo."
Nella direzione opposta, i polmoni di topi con le cellule progenitrici dei megacariociti fluorescenti sono state trapiantate in topi con bassa conta piastrinica. Il team ha notato che delle piastrine dell'animale conteggi rapidamente tornato a livelli sani dopo la produzione di un grande scoppio di piastrine incandescente, il che suggerisce che il basso numero aveva spinto le cellule megacariociti impiantati per compensare.

Nel terzo ed ultimo studio di trapianto, il team ha voluto indagare come i megacariociti nei polmoni potrebbero gestire il carico quando quelle del midollo osseo non stavano tirando il loro peso. 
A tal fine, i ricercatori hanno impiantato polmoni che avevano cellule taggati con fluorescenza in topi ingegnerizzati in modo che il loro midollo osseo non contiene cellule staminali del sangue. Glowing cellule dai polmoni trapiantati presto si presentò nel midollo osseo, dove hanno contribuito a produrre non solo le piastrine, ma anche altre cellule del sangue chiave come i neutrofili, cellule B e le cellule T.
"A nostra conoscenza questa è la prima descrizione dei progenitori del sangue residenti nel polmone, e solleva un sacco di domande con rilevanza clinica per i milioni di persone che soffrono di trombocitopenia", dice Looney. "Stiamo vedendo sempre più che le cellule staminali che producono il sangue non solo vivono in un luogo ma viaggiano intorno attraverso il flusso sanguigno. Forse 'studiare all'estero' in diversi organi è una parte normale della formazione di cellule staminali."
I risultati dovrebbero contribuire ad informare i nuovi studi in trattamenti per le malattie che colpiscono la produzione di piastrine, e fornisce una migliore comprensione del ruolo attivo cellule staminali svolgono nel corpo. La ricerca futura potrebbe applicarsi la scoperta per il corpo umano, e esaminare come i polmoni e il lavoro del midollo osseo insieme per produrre sangue.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature, e la produzione di piastrine può essere visto nel video qui sotto.
Fonte: University of California di San Francisco

PRONTO SOCCORSO
Soffocamento da corpo estraneo: formazione per genitori ed Operatori Scolastici per la refezione scolastica

Ogni anno in Italia sono quasi 300 i casi di soffocamento all'anno, da corpo estraneo, negli under 14, e circa 50 le vittime (tra 0 e 4 anni è la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali): caramelle, pezzetti di carne, uva, noci e monetine gli oggetti più pericolosi, secondo la "classifica" diffusa dagli esperti della Fimp (Federazione italiana medici pediatri) riuniti a Montecarlo per la "Scuola di disostruzione del corpo estraneo e manovre di rianimazione cardiopolmonare pediatrica di base".
Ma pochi genitori sanno come ci si deve comportare in situazioni di emergenza. Difatti per l'occasione sara' presentata la Rete formativa nazionale per le manovre salvavita' costituita da 100 istruttori sanitari e laici attraverso la quale tutti coloro che quotidianamente in tutta Italia si occupano di bambini piccoli (genitori, nonni, babysitter, insegnanti d'asilo e scuola elementare, operatori Scolastici per la Refezione a scuola, assistenti sociali, bagnini e così via) impareranno come gestire l'emergenza-soffocamento, attraverso corsi di un'ora tenuti in scuole, asili nido, sedi comunali.
Tali corsi, pur in un tempo contenuto, saranno sufficienti ai docenti per far conoscere il "decalogo per prevenire e gestire l'inalazione di un corpo estraneo" messo a punto dai pediatri della Fimp e far apprendere pochi e semplici gesti che possono salvare la vita di un bambino in un grande numero di situazioni. "Per creare la Rete, Fimp sta collaborando con la Società italiana di medicina emergenza e urgenza pediatrica (Simeup), che ha predisposto le linee guida e che, assieme a Fimp, ha redatto un percorso di accreditamento per i formatori, con affiancamenti e supervisioni", sottolinea Giuseppe Mele, presidente Fimp.
"Vogliamo arrivare davvero a tutta la popolazione, per esempio rivolgendoci a genitori non vedenti e non udenti o di bambini con disabilità, ma anche a genitori extracomunitari".
In caso d'incidenti di questo tipo, la prontezza d'intervento può essere vitale.
L'utilizzo delle tecniche che di seguito descriviamo, hanno salvato numerose vite a bambini ed adulti; quindi anche se consideriamo la prevenzione molto importante, lo é anche la reazione.
La prima cosa è di cercare di mantenere la calma ed evitare il panico, intervenendo tempestivamente, se siete in compagnia, chiedete l'altra persona di chiamare il pronto intervento al numero 118.
APPLICATE QUESTE MANOVRE SOLO SE il BAMBINO NON FOSSE in GRADO di TOSSIRE, RESPIRARE o EMETTERE SUONI, ALTRIMENTI ATTENDERE CHE PROVINO da SOLI a LIBERARE L'OSTRUZIONE ESISTENTE.

Le modalità d'intervento sono diverse a seconda dell'età del bambino che si trova in pericolo.

video sul Soffocamento da corpo estraneo:

video per Manovra per il bambino fino ad 1 anno di Vita:


Nei bambini più grandi
: il soccorritore si metterà a sedere e porrà il bambino a cavalcioni delle proprie gambe a pancia in giù e con la testa e le braccia penzoloni. Con la mano darà dei colpi tra le scapole nella parte alta delle spalle.

Per gli Adulti occorre effettuare la: Manovra di Heimlich
video che la illustra:
 

vedi anche: DISINTOSSICAZIONE  +  Dottrina termica e Terapia del Freddo  +  Come nasce la Malattia

IMPORT
ANTE per Disinfiammare: Utilizzare menta piperita (pianta) concentrata, tipo gli sciroppi di menta; essa e' indispensabile per disinfiammare TUTTE le vie respiratorie e non solo - posologia: un fondo di bicchiere d'acqua di sciroppo, aggiungere acqua, quello che si vuole e bere 3 volte al di lontano dai pasti e/o nelle crisi.


Danni dei Vaccini ai Polmoni
Bibliografia
-
Chudwin DS, "Coinvolgimento dei polmoni in vaccinia progressiva", West J Med, maggio 1981, 134(5):446-448
vedi: Bibliografia Danni dei vaccini  +  Bibliografia danni 2  +  1.000 studi sui Danni dei Vaccini

Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

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PILLOLA TELECAMERA nell'ESOFAGO per DIAGNOSI SOFT ai POLMONI - Milano, 07 Gen. 2009
 - Gli pneumologi hanno una nuova arma per indagare lo stato di salute dei polmoni. E' la pillola telecamera, vecchia conoscenza dei gastroenterologi, che attraverso l'esofago permette anche ai camici banchi di esplorare il mediastino (lo spazio della cavita' toracica fra i due polmoni). Pionieri di una tecnica ancora inedita in Italia sono i medici dell'Unita' operativa di Pneumologia interventistica di Forli'. Il centro di riferimento per le malattie polmonari diretto da Venerino Poletti ha aggiunto al suo patrimonio tecnologico, che gia' annovera un ecografo endobronchiale lineare donato dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forli', un endoscopio hi-tech che permette di effettuare diagnosi 'soft' risparmiando al paziente interventi chirurgici a scopo diagnostico come la mediastinoscopia.

Tratto da: Adnkronos/Adnkronos Salute

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Nuovo test rivela tumore ai polmoni – AGI salute - Ottobre 2010
Il tumore ai polmoni può essere individuato precocemente con un test fatto con un prelievo del tessuto della guancia.
Lo affermano i ricercatori della Northwestern University, che hanno ideato un metodo che sfrutta la diversa reazione delle cellule alla luce.
Lo studio, pubblicato dalla rivista Cancer Research, ha dimostrato che chi soffre della patologia ha una irregolare distribuzione della cromatina, una sostanza che serve alla fabbricazione dei cromosomi, nelle cellule interne delle guance, che può essere rivelata osservando come un raggio di luce viene riflesso dal campione.
Lo stesso metodo può essere usato su campioni di pancreas o di colon per rivelare la presenza di tumori.
"Questa scoperta è importante - hanno spiegato gli autori - perchè prova che è possibile realizzare un test capace di rivelare il tumore precocemente e che può essere utilizzato per gli screening".

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Tumori al polmone, prima conferma del legame diretto con l'inquinamento -  15/07/2013
Su Lancet l'esito della maxiricerca condotta su 300mila persone di 9 paesi europei, seguite per tredici anni di fila: la presenza delle polveri sottili tossiche nell'aria delle città fa aumentare drammaticamente il rischio di cancro polmonare, soprattutto per quanto riguarda l'adenocarcinoma. Per l'Italia sono stati monitorati cittadini di Torino, Varese e Roma e la situazione è risultata tra le peggiori d'Europa. - vedi: Intossicazione
Roma (I) - Arriva la prima conferma della stretta relazione fra inquinamento atmosferico e tumori del polmone.
Il risultato si deve a una ricerca europea pubblicata sulla rivista Lancet Oncology alla quale partecipa anche l'Italia con un gruppo di ricerca dell'Istituto nazionale dei tumori di Milano, guidato da Vittorio Krogh.
Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte nei Paesi industrializzati. Solo in Italia nel 2010 si sono registrati 31.051 nuovi casi. La ricerca mostra che più alta è la concentrazione di inquinanti nell'aria maggiore è il rischio di sviluppare un tumore al polmone. Inoltre dalla misurazione delle polveri sottili, l'Italia è risultata essere tra i paesi europei più inquinati.

Svolto su oltre 300.000 persone residenti in 9 paesi europei, lo studio è il primo lavoro sulla relazione tra inquinamento atmosferico e tumori al polmone che interessa un numero così elevato di persone, sottolinea l'Istituto nazionale dei tumori, con un'area geografica di tale estensione e un rigoroso metodo per la misurazione dell'inquinamento. E' stato misurato in particolare l'inquinamento dovuto alle polveri sottili tossiche presenti nell'aria (particolato Pm 10 e Pm 2,5) dovute in gran parte alle emissioni di motori a scoppio, impianti di riscaldamento, attività industriali.
Lo studio ha permesso di concludere che, per ogni incremento di 10 microgrammi di Pm 10 per metro cubo presenti nell'aria, il rischio di tumore al polmone aumenta di circa il 22%. Tale percentuale sale al 51% per una particolare tipologia di tumore, l'adenocarcinoma, l'unico tumore che si sviluppa in un significativo numero di non fumatori. Inoltre si è visto che se nell'arco del periodo di osservazione un individuo non si è mai spostato dal luogo di residenza iniziale, dove si è registrato l'elevato tasso di inquinamento, il rischio di tumore al polmone raddoppia e triplica quello di adenocarcinoma.

Le attuali normative della Comunità europea in vigore dal 2010 stabiliscono che il particolato presente nell'aria deve mantenersi al di sotto dei 40 microgrammi per metro cubo per i Pm 10 e al di sotto dei 20 microgrammi per i Pm 2,5.
Questo studio, tuttavia, sottolinea l'Istituto nazionale dei tumori, dimostra che anche rimanendo al di sotto di questi limiti, non si esclude del tutto il rischio di tumore al polmone, essendo l'effetto presente anche al di sotto di tali valori.
Il lavoro ha riguardato persone di età compresa tra i 43 e i 73 anni, uomini e donne provenienti da: Svezia, Norvegia, Danimarca, Olanda, Regno Unito, Austria, Spagna, Grecia e Italia. In Italia le città interessate dal monitoraggio sono state Torino, Roma, Varese. Le persone sono state reclutate negli anni Novanta e sono state osservate per un periodo di circa 13 anni successivi al reclutamento, registrando per ciascuno gli spostamenti dal luogo di residenza iniziale. Del campione monitorato hanno sviluppato un cancro al polmone 2.095 individui. (Ansa)

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Una nuova tecnica mininvasiva, per operare i tumori del polmone
Con la VATS o Chirurgia Toracica Video-Assistita ci sono meno complicazioni, specie nei pazienti più anziani. Esperti riuniti a convegno all’Humanitas di Milano – Apr. 2012.

Riduzione del trauma, del sanguinamento, del dolore, tempi di ospedalizzazione più rapidi, così come quelli di recupero per il paziente. Sono questi, in estrema sintesi, i principali vantaggi della chirurgia mininvasiva che da diversi anni sta ormai sempre più sostituendo quella tradizionale, "a cielo aperto", in moltissime operazioni. Se questi vantaggi sono però universalmente riconosciuti nella chirurgia addominale, ginecologica, cardiochirurgica, otorinolaringoiatrica, per esempio, non sono altrettanto noti per quella toracica polmonare, nonostante diversi studi riportati dalla letteratura internazionale evidenzino chiari benefici, soprattutto per alcune categorie di pazienti come gli anziani, con funzionalità respiratoria compromessa.
La VATS, ovvero la Chirurgia Toracica Video-Assistita, per il trattamento del carcinoma polmonare (malattia per la quale in Italia muoiono oltre 27mila persone ogni anno), per esempio, viene praticata in Italia in un numero molto limitato di Centri, gli unici ad avere chirurghi specificatamente formati.

I VANTAGGI della VATS  
La lobectomia per il trattamento del carcinoma polmonare con tecnica VATS, rispetto alla toracotomia tradizionale, prevede l’utilizzo di strumenti toracoscopici dedicati, inseriti attraverso 2-4 incisioni di accesso di piccole dimensioni. «I principali vantaggi della chirurgia toracica video-assistita per le patologie oncologiche polmonari rispetto alla tecnica tradizionale evidenziati dalla letteratura scientifica riguardano principalmente, grazie al minore trauma, un minore tasso di complicazioni, soprattutto nei pazienti anziani con significative comorbidità (ovvero altre patologie che ne complicano la situazione di salute generale, ndr) e un miglioramento della sopravvivenza a cinque anni, che è del 79 per cento nel gruppo trattato con VATS rispetto al 75 per cento di quello operato con toracotomia» spiega Marco Alloisio, esperto della metodica e responsabile della Chirurgia toracica al Cancer Center dell’Istituto Humanitas di Milano, dove nei giorni scorsi si sono riuniti a congresso i maggiori esperti di questa metodica.
Un altro fronte di ricerca riguarda poi la possibilità, già suggerita dal trial, che i pazienti sottoposti a una lobectomia in VATS, possano avere una migliore tolleranza verso la chemioterapia dopo l’intervento chirurgico. "Fino a questo momento – continua Alloisio – le indicazioni per la VATS sono limitate ai primi stadi della malattia oncologica polmonare, anche se riteniamo che in un prossimo futuro possano essere estese. Per questo motivo, ancora una volta, assume una notevole importanza la diagnosi precoce per poter intervenire sul tumore quando è ancora di piccole dimensioni".
By Vera Martinella - (Fondazione Veronesi) - Tratto da: corriere.it

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Scoperti recettori per l'amaro nei polmoni
La scoperta apre le porte a nuovi possibili trattamenti per l'asma, l'enfisema e le bronchiti croniche
L'amaro? A quanto pare è il gusto prediletto dai polmoni. Un gruppo di ricercatori della University of Maryland School of Medicine a Baltimora ha infatti scoperto che anche i polmoni sono dotati di recettori per l'amaro, la cui stimolazione determina il rilassamento della muscolatura delle vie aeree.
L'inaspettata scoperta è illustrata in un articolo pubblicato on line su Nature Medicine.
I recettori del gusto presenti nei polmoni sono gli stessi di quelli della lingua, dove però sono disposti in gruppi e mandano segnali al cervello. Quelli dei polmoni non sono invece raggruppati e non inviano segnali al cervello, pur reagendo alle sostanze amare.
La maggior parte delle sostanze tossiche di origine vegetale è amara, sicché il primo pensiero dei ricercatori è stato che i recettori potessero svolgere una funzione del tutto simile a quella dei recettori della lingua, ossia di allarme per la presenza di un potenziale veleno. "Inizialmente pensavo che i recettori polmonari per l'amaro determinassero una risposta 'combatti o fuggi' agli inalanti amari, provocando broncocostrizione e tosse in modo da stimolare l'abbandono di un ambiente tossico, ma abbiamo scoperto che le cose non stanno così", ha spiegato Stephen B. Liggett, che ha diretto lo studio.
"E' anzi risultato che i composti amari operano in modo opposto a quanto pensato. Tutti aprono le vie aeree più profondamente di qualsiasi altro farmaco per il trattamento dell'asma o della broncopneumopatia cronica ostruttiva."
La scoperta, osserva Liggett, apre le porte a nuovi possibili trattamenti per l'asma, l'enfisema e le bronchiti croniche, ma avverte che alimentarsi con cibi o sostanze amare non sarebbe di alcuna utilità, dato che l'effetto dei composti amari si esplica solo attraverso l'inalazione.
Un altro aspetto paradossale scoperto è l'inaspettato ruolo del calcio quando vengono attivati i recettori polmonari per l'amaro.
Si è sempre presunto, osservano i ricercatori, che l'aumento del calcio nella muscolatura liscia ne provochi la contrazione, ma abbiamo scoperto che i composti amari aumentano il calcio ma provocano il rilassamento della muscolatura delle vie aeree, in un modo unico. A quanto pare questi recettori per l'amaro sono collegati a un particolare gruppo di canali del calcio che agisce in senso opposto.
Ora i ricercatori sono curiosi di scoprire perché siano presenti questi recettori nei polmoni. (gg)
Tratto da. lescienze.espresso.repubblica.it

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Enfisema: diagnosticarlo in anticipo grazie ad un marcatore - 15 Mar. 2011
Grazie ad un recente studio, l’enfisema polmonare potrà essere diagnosticato grazie ad un marcatore. Infatti, la presenza di un gruppo di microparticelle endoteliali nel sangue sarebbe sufficiente per poter diagnosticare in tempo questa patologia così grave.
La presenza nella circolazione sanguigna di queste cellule è un segnale molto importante che hanno scoperto degli studiosi statunitensi. Lo studio è stato eseguito, appunto, dagli studiosi del Weill Cornell Medical College di New York, e pubblicato sulla rivista specializzata American Journal of Respiratory and Critical Care.
I ricercatori hanno condotto lo studio basandosi, innanzitutto, su test clinici per valutare la capacità respiratoria.
Gli esami eseguiti sono stati la spirometria e la DLCO (ossia la capacità della membrana alveolo-capillare di diffondere il monossido di carbonio). 
Dallo studio, condotto su fumatori e non, gli studiosi hanno visto come i livelli delle microparticelle endoteliali siano collegati alla DLCO. Infatti nei casi di enfisema polmonare sono presenti bassi livelli di quest’ultimo e alte quantità di cellule endoteliali.
Questi parametri sono stati riscontrati, in particolar modo, nei fumatori, con o senza esami clinici positivi (cioè con spirometria e DLCO normali). Questi parametri sono stati confrontati con quelli dei non fumatori.

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