|
La
Levatrice
(ostetrica)
era, soprattutto nei secoli scorsi nell' antichità, e
tuttora in certi paesi del terzo mondo, la donna che
aiutava le future madri a partorire. Durante
l'Inquisizione, le levatrici furono le prime
donne ad essere
accusate di
stregoneria, perche’ i maschi (religiosi e
cattolici), volevano avere anche il controllo delle
nascite.
Doula
COS'E` una DOULA
La parola viene dal Greco e significa, letteralmente,
"colei che serve la donna". In quasi tutte le culture,
attraverso i secoli, durante il parto le donne sono
state circondate e assistite da altre donne: non solo
ostetriche, ma anche parenti, amiche o persone esperte
di parto, in grado di assicurare conforto emotivo e
sostegno prima, durante il parto e successivamente.
Oggi la presenza di queste figure si è fatta più rara,
ma non è venuta meno la necessità di aiuto, guida e
rassicurazione alla donna che partorisce.
Michel
Odent - ginecologo ostetrico, di fama mondiale - ha
detto che il "Lotus
Birth, ossia la nascita in cui
non si recide il
cordone
ombelicale,
con la
placenta, ma lo si
lascia attaccato fino a che esso abbia
reso al nascituro
il sangue in esso contenuto (circa 100 gr. su 300 gr.
complessivi che il piccolo/a ha nell'intero corpo) in
genere ci vogliono al massimo c.a. 72 ore) è la risposta più
ovvia al
tetano neonatale. Se non c’è ferita,
non c’è
la strada per l’infezione. Tutto questo è uguale
a costo zero".
Dott. M. Pietrangeli -
Leggete il mio libro: MILLE e 1 NO al PARTO
CESAREO - Edizioni TRACCE, Pescara - (Premio
Letterario Internazionale “Cesare Pavese 2007” per la
Letteratura Medica).
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il PARTO - vedi: Nascere
nel modo Naturale +
Metodo ODEN
Il
primo sintomo dell'inizio del travaglio è un aumento dell'intensità
dolorosa delle contrazioni, che si susseguono ad intervalli
regolari di tempo, all'inizio una ogni mezz'ora e poi con una frequenza
sempre più ravvicinata. In questa fase il collo dell'utero inizia ad
accorciarsi, poi si appiana ed infine inizia a dilatarsi. A questo punto
la futura mamma è ancora a casa e ha tutto il tempo per prepararsi e
raggiungere con calma l'ospedale.
È
possibile inoltre che venga espulso il cosiddetto "tappo di
muco" che, fino allora, chiudeva l'imboccatura del collo dell'utero,
isolandolo dall'ambiente esterno. Qualche volta si può invece verificare
la rottura delle acque: in tal caso la fuoriuscita del liquido amniotico,
assolutamente indolore, bagna la futura mamma di un liquido caldo, limpido
e trasparente come acqua, talvolta contenente delle particelle bianche,
simili al latte cagliato, che altro non sono che fiocchi di vernice
caseosa.
Nel caso di rottura delle acque è però opportuno
affrettarsi a raggiungere la sede del parto.
Una
volta ricoverate in ospedale la donna viene visitata dal ginecologo o
dall'ostetrica, che verificano di quanti centimetri si è dilatato il
collo dell'utero. Successivamente si viene condotte in sala travaglio,
dove si effettua il "monitoraggio", cioè la
registrazione della frequenza cardiaca del bambino al fine di controllarne
la regolarità. Nel frattempo il collo dell'utero continua ad allargarsi e
le contrazioni si fanno più intense, lunghe e ravvicinate: possono durare
50-60 secondi o più e susseguirsi a distanza di 2-3 minuti l'una
dall'altra.
Quando
il collo dell'utero è così dilatato da permettere il passaggio della
testa del bambino, inizia la fase di espulsione: la futura mamma
prova un irresistibile bisogno di spingere. Viene allora condotta in sala
parto, fatta sdraiare su un lettino e invitata a contrarre i muscoli
addominali con uno sforzo simile a quello richiesto durante la
defecazione. Ogni singola spinta deve essere protratta il più a lungo
possibile e in modo continuativo, non a scatti. Nel frattempo il piccolo
scende compiendo alcuni movimenti e rotazioni che gli permettono di far
comparire la testa all'imboccatura della vagina. Il ginecologo o
l'ostetrica aiutano le spalle a scivolare fuori e poi, con un movimento a
spirale, fanno uscire il resto del corpo.
Il
cordone ombelicale viene stretto tra due pinze, in modo da arrestare il
passaggio del sangue, e tagliato con una forbice nel punto intermedio.
Dopo circa 5-10 minuti (ma qualche volta anche dopo mezz'ora) l'utero si
contrae nuovamente per espellere la placenta e le membrane che formavano
il sacco amniotico: è il "secondamento", la fase
conclusiva del parto.
La
placenta è l'organo di scambio fra la mamma e il bambino durante
la gravidanza: trasporta al bambino il nutrimento e l'ossigeno, allontana
i suoi prodotti di rifiuto e assicura, a partire dalla 12° settimana di
gestazione, la produzione degli ormoni necessari per il corretto
proseguimento della gravidanza.
Si
posiziona in genere nella parte superiore o centrale dell'utero, nel punto
in cui lo zigote (la cellula che si crea dall'unione dello spermatozoo con
la cellula uovo materna) si annida nella parete. Può anche accadere,
raramente, che la placenta sia bassa (in termini medici di dice
"previa"): ciò può costituire un problema, in quanto una
placenta bassa ostacola il passaggio del bambino attraverso il canale
cervicale (la parte inferiore dell'utero che sbocca poi in vagina),
rendendo praticamente impossibile il parto per via vaginale.
Come
è fatta la placenta ?
La placenta ha una consistenza spugnosa e presenta una forma tondeggiante,
simile a quella di una focaccia: il lato che guarda verso il feto è
levigato, piatto, di colore bianco-bluastro ed ha, innestato nel centro,
il cordone ombelicale, mentre il lato opposto, dall'aspetto di un
irregolare acciottolato rosso scuro, è costituito da una parte della
mucosa (il tessuto di rivestimento interno) dell'utero. Al termine della
gravidanza la placenta può arrivare a pesare 500-600 grammi, ad avere uno
spessore 2-4 centimetri e a raggiungere un diametro di 20 cm o poco più.
Come
funziona ? La placenta
è costituita, al suo interno, da tante ramificazioni, dette "villi
coriali". Questi villi si addentrano e si ramificano nella mucosa
uterina, formando come degli alberelli con una chioma folta, che si
immergono in laghetti sanguigni formati da sangue materno proveniente
dalle arterie uterine. All'interno di ogni villo circola il sangue del
bambino e la parete del villo si comporta come un filtro che consente il
passaggio solo di alcune sostanze: l'ossigeno e l'anidride carbonica, le
sostanze nutritive, alcuni ormoni, le scorie prodotte dal metabolismo del
feto, numerosi farmaci, alcuni batteri e virus (anche potenzialmente
pericolosi per il prodotto del concepimento), anticorpi materni. In questo
processo di scambio, però, il sangue della mamma e quello del bambino non
si mischiano mai.
Ecco spiegato il motivo per cui un bambino con un gruppo
sanguigno diverso da quello materno può crescere nel grembo materno senza
alcun problema.
Dopo
la nascita, in quello stadio del parto che, in termini medici, viene
chiamato "secondamento", la placenta si stacca dalla
parete dell'utero e viene espulsa con una spinta o estratta manualmente
dal ginecologo.
Tratto
da: mammaepapa.it
Ricordarsi
che le alterazioni degli enzimi,
della flora,
del pH
digestivo e della mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in
qualsiasi parte dell'organismo.
vedi anche:
Concepire Naturalmente +
Concepimento
+ Vita
pre-natale + Liquido Amniotico
+ Nascite programmate +
Parto Naturale + Parto + Parto eventi
+ Parti Cesarei +
COLOSTRO
+
Latte
materno
+
Alimentazione del Bambino
+ UNICEF
+
Quello
che le Donne dovrebbero sapere
+
Lettera
di un bambino dall'utero materno
“…Questo istante
della nascita, questo momento di fragilità
estrema, come bisogna rispettarlo !! Il bambino
è tra due mondi. Su una soglia. Esita. Non
fategli fretta. Non spingetelo. Lasciatelo
entrare. Che momento! Che cosa strana! Questo
esserino che non è più un feto e non ancora un
neonato. Non è più dentro la madre, l’ha
lasciata. Eppure lei respira ancora per lui.
E’ l’istante analogo a quello in cui l’uccello
corre con le ali spiegate e poi di colpo,
appoggiato sull’aria, volerà. Quando si è
staccato da terra, quando ha decollato? Non si
sa. Come non si sa dire quando la marea che sale
comincia a ridiscendere.
Un momento ineffabile, impalpabile, il momento
della nascita, quello in cui il bambino lascia
la madre…” By Frédérick Leboyer
Piano del parto
- By Cristina Cattaneo Bianco
Ho scritto questo piano del parto perché
sappiate quali sono le aspettative per quanto
riguarda tutte le fasi della nascita del bambino
(travaglio, espulsione e secondamento).
Considero il parto non una patologia, ma un
processo fisiologico; e, dunque, affinché un
parto risulti facile, veloce e senza
complicazioni, sono convinta che occorre
rispettarne primariamente la fisiologia, creando
le condizioni che permettono ai naturali
processi, necessari al suo espletamento (in
particolare la secrezione ormonale specifica),
di attuarsi correttamente, senza interventi
superflui o potenzialmente pericolosi.
In linea di
principio, in base a quanto stabilito dall’art.
21 della Costituzione Italiana (Libertà di
opinione), dall’art. 2 e 13 della stessa carta
(inviolabilità della propria persona) e dalla
legge regionale Lazio n. 84 del 03-06-1985,
volta a tutelare la dimensione psico - affettiva
del parto, tenendo presente che il potere
decisionale dei genitori rimane insostituibile
ed insormontabile e che nessun atto sanitario
può essere legittimamente imposto; neghiamo,
come genitori, il consenso ad interventi,
terapie e procedure mediche attive sia sulla
madre che sul bambino, e rivendichiamo il
diritto ad essere informati su indicazioni, pro
e contro, nonché possibili alternative a
procedure mediche che lo staff
medico-ostetrico-ospedaliero ritenesse opportuno
proporre in caso di assoluta ed estrema
necessità.
Di conseguenza, se
chi assisterà valutasse di dover prendere
decisioni contrarie a questo progetto, chiediamo
che queste ci vengano preventivamente spiegate
(anche in caso di urgenza) senza allarmismi
esagerati e senza fare terrorismo e che vengano
eseguite solo dopo aver ottenuto il nostro
consenso.
TRAVAGLIO (riguardo
alla madre) – ovviamente se si e’ d’accordo con
questo piano, ma potete omettere alcune delle
varie richieste, qui esposte.
- vorrei avere la possibilità di muovermi
liberamente, camminando a mio piacimento e
assumendo le posizioni in cui sentirmi a mio
agio;
- vorrei poter contare sulla costante e continua
presenza e supporto di mio marito o di altro
accompagnatore da me designato;
- rifiuto di essere sottoposta a monitoraggio
continuo;
- vorrei poter mangiare e bere durante il
travaglio se ne sento il bisogno;
- vorrei poter tenere con me alcuni miei oggetti
personali;
- vorrei poter fare un bagno o, se non è
possibile, una doccia, nel caso ne sentissi il
bisogno;
- non voglio subire clisteri;
- non voglio essere rasata;
-non desidero che le membrane vengano rotte
artificialmente, in nessun caso;
- non voglio che il travaglio venga accelerato
con flebo, gel o altro;
- non voglio somministrazione di anti-dolorifici
o sedativi;
- desidero che venga rispettato il mio diritto
ad un travaglio in ambiente protetto ed intimo,
nel quale io mi possa esprimere liberamente,
senza essere disturbata dal continuo viavai di
medici e personale, per questo vorrei che il
travaglio si svolgesse in una atmosfera adatta
alle sue necessità fisiologiche: dunque in
semioscurità, silenzio, privacy, clima caldo;
- vorrei che le visite interne fossero ridotte
al minimo indispensabile e che prima di
effettuarle mi venga chiesto il permesso;
- desidero sentirmi libera di affrontare il
dolore con vocalizzi, urla o quant’altro.
PARTO CESAREO
- se si arrivasse a valutare l’eventualità di un
cesareo desidero che prima mi siano spiegate nel
dettaglio le motivazioni, solo dopo averle
ottenute concederò l’eventuale consenso;
- anche in caso di cesareo d’urgenza desidero
ricevere un’anestesia non totale che mi permetta
di vedere il neonato appena uscito dalla pancia;
- desidero che vengano abbassate le luci al
momento di estrarre il bambino e che venga
trattato nella maniera più delicata e dolce
possibile, aspettando prima di tagliare il
cordone (se le ns. condizioni di salute lo
permettono);
- vorrei che il bambino, se in condizioni di
salute normali, venga consegnato immediatamente
al padre o alla persona che mi accompagna per
essere poi consegnato a me non appena concluso
l’intervento.
ESPULSIONE
- desidero poter scegliere la posizione che mi
sembrerà più adeguata al momento
dell’espulsione. Non voglio che mi sia imposto
di partorire in posizione litotomica;
- desidero che tra la fine della dilatazione e
l’inizio della fase espulsiva sia rispettata la
fisiologica fase di transizione. Non voglio
essere costretta a spingere a comando senza lo
stimolo essenziale del “riflesso di eiezione del
feto”;
- vorrei che la stanza, al momento del parto,
fosse silenziosa, minimamente illuminata e ben
riscaldata, e che le persone presenti fossero
solo l’ostetrica ed il padre del bambino o altro
accompagnatore da me designato, ginecologo e/o
pediatra potranno essere convocati solo
qualora ritenessi strettamente necessario ed
indispensabile il loro intervento;
- chiedo di rinunciare a qualunque intervento
ostetrico operativo o invasivo (uso di ventosa,
forcipe, manovra di Kristeller, etc:).
EPISIOTOMIA
- non voglio subire l’episiotomia: l’ostetrica
potrà aiutare il mio perineo a dilatarsi
naturalmente, assecondando la mia voglia di
spingere ed eventualmente aiutandomi con olii
e/o pezze calde. Preferisco, ammesso che questo
accada, la lacerazione spontanea e non ne
riterrò l’ospedale responsabile, mentre adirò
alle vie legali nel caso mi venisse praticata
l’episiotomia senza il mio consenso.
SECONDAMENTO ed
APPROCCIO al NEONATO
- voglio che il bambino mi venga consegnato
immediatamente dopo l’espulsione e che ogni
eventuale azione su di me e su di lui, sia
posticipata alla fine del secondamento e/o altro
momento più opportuno;
- voglio che il cordone ombelicale sia lasciato
intatto fino all’espulsione della placenta ed al
suo essiccamento naturale, senza che esso venga
tagliato prematuramente;
- desidero attendere la fine del secondamento
nella posizione che mi è più congeniale;
- desidero che si aspetti senza allarmismi
l’espulsione della placenta secondo i tempi
fisiologici e senza somministrarmi farmaci per
velocizzare l’espulsione;
- desidero che la placenta esca spontaneamente
senza spremiture dell’utero o trazione del
cordone;
- voglio che le sole mani che toccheranno il mio
bambino siano quelle dell’ostetrica che lo ha
aiutato a nascere, è lei la sola autorizzata ad
asciugare il bambino e mi raccomando affinché
tale pratica sia effettuata con sensibilità,
delicatezza ed usando teli morbidi;
- non voglio che al bambino sia praticata
l’aspirazione oro-faringea, se necessario, per
aiutarlo a liberarsi, il bambino potrà essere
posto sul fianco e le secrezioni che egli
espellerà naturalmente con starnuti e colpi di
tosse potranno essere asciugate con un panno;
- non voglio che al bambino siano effettuate:
aspirazione gastrica, controllo della pervietà
delle coane e pervietà rettale;
- non voglio che al bambino venga praticata la
profilassi congiuntivale, se necessario gli
occhi potranno essere rinfrescati con semplice
soluzione fisiologica;
- non voglio che al bambino sia somministrata la
vitamina K, qualora egli andasse incontro a
deformazione della testa, nascita in posizione
posteriore, un travaglio stressante, la
rianimazione, l’applicazione di forcipe o
ventosa etc, e questo giustificasse la terapia
con vitamina K, voglio che prima sia chiesto il
mio consenso;
- non voglio che il cordone ombelicale (nel caso
di una resezione anticipata) sia trattato con
alcuna sostanza chimica (alcool, soluzioni
iodate, argento nitrato, etc), ma pulito ed
asciugato con semplice fisiologica e garze
sterili.
- non voglio che al neonato sia praticato
nessun tipo di
vaccino.
DEGENZA
- a parte la separazione per le misurazioni di
rito, che dovranno comunque essere effettuate
con tutta la calma del caso, rispettando i tempi
miei e del piccolo, quindi dopo che ci saremo
“conosciuti”, voglio che il mio bambino rimanga
sempre con me, a meno che non sia io a chiedere
il sostegno delle puericultrici;
- desidero che il bambino non sia lavato, ma
lasciato con il suo odore e ricoperto della
vernice caseosa, prezioso elemento per la sua
salute, che la sua pelle assorbirà naturalmente;
- nel caso sia io che il bambino fossimo in
buona salute mi riservo di chiedere la
dimissione precoce, nelle ore immediatamente
successive al parto;
- non voglio che vengano eseguiti interventi su
mio figlio a meno che non ne vada della sua vita
(prelievi, terapie, profilassi, iniezioni,
vaccini e quant’altro), in ogni caso, anche di
massima urgenza, ogni procedura dovrà essermi
preventivamente spiegata nei dettagli e ricevere
il mio consenso;
ALLATTAMENTO
- voglio essere libera di
attaccare mio figlio
al seno fin dai suoi primi istanti di vita senza
interferenze inopportune, ma contando sul
massimo supporto, sostentamento ed aiuto del
personale ospedaliero;
- non voglio che a mio figlio vengano
somministrate sostanze quali latte artificiale,
soluzione glucosata o succhiotti.
Vi ringrazio anticipatamente, certa di trovare
la vostra comprensione e collaborazione,
fiduciosa che le mie richieste saranno accolte,
potendo disporre liberamente del mio corpo in
questa esperienza così unica, intima, intensa e
naturale che è il partorire.
.............................................,
li..........................................
(Seguono le firme
di entrambi genitori)
Letto approvato e sottoscritto dai genitori del
nascituro
Tratto in parte da:
http://www.lostetricainforma.it/topics.html
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
TAGLIO per il parto CESAREO (secondo la
medicina
ufficiale)
Troppi tagli cesarei in Italia. Per il parto per
via chirurgica il nostro Paese è primo in
Europa, se pur con evidenti differenze tra nord
e sud e tra strutture pubbliche e private.
A due anni dalla pubblicazione della prima parte
della linea guida sul taglio cesareo, il Sistema
nazionale per le linee guida dell’Istituto
superiore di sanità (SNLG-ISS) ha elaborato un
nuovo documento (anno 2012) sull’appropriatezza
del taglio cesareo programmato e d’urgenza.
Si deve partire dal presupposto per cui "se non
vi sono controindicazioni, il parto naturale è
assolutamente preferibile al cesareo, sia per il
benessere della donna, che del bambino".
Vi sono solo 4 casi in cui bisogna ricorrere al
taglio cesareo:
- quando il feto è in posizione podalica fino
alla fine della gravidanza, nonostante le
manovre esterne eseguite dal medico sotto
controllo ecografico; quando la placenta copre
completamente o parzialmente il passaggio del
feto nel canale del parto;
- quando la madre è diabetica e il peso stimato
del feto supera i quattro chili e mezzo;
- quando sussiste il pericolo di "trasmissione"
materno-fetale di malattie infettive;
- da valutare di volta in volta, secondo il
documento, il caso dei parto gemellare.
Al centro delle nuove Linee guida, vi deve
essere anche il "sostegno emotivo" da fornire
alla madre durante il travaglio.
Il parto cesareo causa infezione
in almeno una donna su dieci.
Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista "International
Journal of Obstetrics and Gynaecology". Tra
le categorie più a rischio, le donne sovrappeso
e quelle sotto i 20 anni. Lo studio ha
monitorato oltre 4.000 donne che sono state
sottoposte a taglio cesareo in 14 ospedali
britannici. Anche in Gran Bretagna il numero di
parti cesarei è in costante aumento.
PARTO CESAREO
indebolisce i neonati – Aprile 2014
Nei bimbi nati con parto cesareo cresce il
rischio di allergie. L’allarme arrova dal 16°
Congresso Nazionale della Società Italiana di
Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP)
svoltosi a Milano.
Il prof. Vito Leonardo Miniello ha infatti preso
in considerazione le evidenze della letteratura
scientifica internazionale relative al rischio
elevato di sviluppare malattie allergiche
riscontrato in bambini nati da parto cesareo.
“A fronte di un recente documento (2012) redatto
dall’Organizzazione
Mondiale della Sanità in cui si stabilisce
che un tasso di incidenza di parto cesareo
superiore al 15% fra tutti i nati potrebbe
risultare dannoso sia alla mamma che al piccolo
– spiega il Professor Miniello – c’è da stare
poco tranquilli, considerando che in ambito
europeo il nostro Paese detiene il primato poco
invidiabile di mamme cesarizzate. A farci salire
sullo scanno più alto del podio è una media
nazionale del 38%, con impennate del 62%
registrate in Campania! Volendo contestualizzare
i dati epidemiologici con le problematiche
pediatriche, sono numerose le ricadute sulla
salute di un bimbo nato da cesareo quali
l’aumentato rischio di sviluppare allergopatie.
Il corpo umano – prosegue Miniello – ospita un
numero enorme di batteri, dieci volte superiore
a quello delle proprie cellule. La maggior parte
di questi germi, essenziale per la nostra
esistenza, è contenuta nell’intestino dove
costituisce il cosiddetto microbiota
intestinale, un vero e proprio organo batterico
con funzioni protettive (difesa nei confronti di
batteri patogeni), metaboliche (produzione di
vitamine e sostanze a valore energetico) e
immunitarie (programming immunitario).
Nei primi giorni di vita si ipoteca il futuro
biologico del soggetto adulto: un microbiota
intestinale ricco e variegato è in grado di
addestrare il sistema immunitario a riconoscere
antigeni utili (alimenti), contrastare quelli
pericolosi (batteri patogeni) e soprattutto a
non essere …irascibile, producendo in modo
inappropriato sostanze (citochine)
pro-infiammatorie, responsabili di innescare
malattie allergiche e autoimmunitarie (diabete
di tipo 1, colite ulcerosa, malattia di Crohn)”.
“Al momento della
nascita – ha precisato l’esperto – la mamma ha
in serbo per il suo cucciolo preziosi regali
quali la vita, il latte materno ed il passaggio
dei suoi batteri (intestinali e vaginali) che
andranno a colonizzare l’intestino sterile del
neonato, permettendogli di costruire un proprio
microbiota intestinale, pur derivando da quello
materno. Infatti viene definita eredità
microbica. La modalità del parto ed il tipo di
latte assunto risultano determinanti per la
colonizzazione batterica post-natale e la
composizione del microbiota intestinale attuale
e futuro.
Solo il
latte materno è in grado di garantire la
prevalenza di batteri intestinali benefici quali
lattobacilli e bifidobatteri, come del resto
solo il parto espletato con modalità previste da
Madre Natura garantisce quella dote di batteri
con preziose prerogative immunomodulanti.
Recenti evidenze scientifiche indicano che
specifici ceppi probiotici (bifidobatteri e
lattobacilli), somministrati al lattante sin dai
primi giorni di vita sono in grado di mutuare in
parte la mancata dote batterica materna e
ridurre i danni biologici riscontrabili… quando
la cicogna arriva col bisturi”.
Commento NdR: pur essendo in accordo con
quanto riportato in questo articolo, dobbiamo
ricordare che la vera
immunodepressione la si attua quando il
bambino viene
Vaccinato a 3
mesi, 6 mesi, ed oltre !, infatti i bambini nati
pur con taglio cesareo, ma NON vaccinati,
NON hanno quel tipo di
disturbo:
allergie...!
...medici
svegliatevi dall'indottrinamento di
Big Pharma....
Disbiosi,
immunita’
e parto
cesareo e/o
naturale
Al parto il
bambino che nasce in modo naturale nel
passaggio dal canale vaginale si nutre ed
assimila con la sua bocca e la sua pelle, i
batteri vaginali che sua madre gli regala
producendogli le
basi batteriche immunitarie per eccellenza.
I bambini che nascono con parto cesareo NON
hanno questa possibilita’ per cui e’
indispensabile che per essi, gli assistenti al
parto passino una garza sulle pareti all’interno
della vagina sfregandola in modo che si carichi
dei batteri vaginali, questa garza va messa
immediatamente sulla bocca/viso del bambino in
modo che egli possa assimilare i batteri che
immediatamente passeranno dalla garza alla
mucosa della bocca e sulla pelle, i quali poi
colonizzeranno da soli l’apparato
digerente e la
pelle
del neonato e cosi’ la sua immunita’ sara’ molto
ma molto migliore di coloro che nascendo con un
cesareo che non si sara’ nutrito dei batteri
della madre !
Pochi sanno che il bambino che nasce dalla
vagina, si nutre facilmente anche dei batteri
delle
feci
della madre (coproterapia) arricchendo le
sue famiglie batteriche in modo naturale e
quindi l’immunita’ sara’ maggiore.
Ovviamente il
colostro
ed il
latte materno rifiniscono il processo
naturale per irrobustire il
sistema
immunitario, soprattutto le prime 3
settimane fino ai 6 mesi….
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
"Bisogna
garantire la libertà di scelta alla donna circa
i luoghi ove partorire e circa le modalità con
cui tale evento debba svolgersi perché la
maternità possa essere vissuta come fatto
naturale”.
Così recita l'articolo 1 della legge regionale
n.16 del 1987 della Lombardia (Italy) che,
all'articolo 5, continua impegnando il consiglio
regionale ad individuare le zone dove
sperimentare il parto a domicilio e in casa
maternità.
Sono trascorsi 26 anni da quando questa legge è
stata emanata, tuttavia ancora
oggi le donne residenti in Lombardia che
desiderano partorire in casa lo possono fare
soltanto nel caso in cui se lo possano
economicamente permettere, a differenza di
altre regioni italiane come Piemonte, Emilia
Romagna, Marche e Lazio e delle provincie di
Trento e Bolzano, dove il parto a domicilio
viene rimborsato.
|