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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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OMEOPATIA, Studi di LANCET: solo acqua fresca...  STUDI sull'ACQUA
Omeopatia: Rif. Bibliografici
Omeopatia 1 
Omeopatia ed Universtita'  +  ACQUA del CORPO
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TESTO della LEGGE per prodotti Omeopatici (dal Codice dei farmaci)
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Come nasce la malattia   +  Decalogo della Vita Sana  +  Stitichezza  +  Malassorbimento
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Studio sull'Omeopatia  +  Bibliografia  +  Dottrina termica e Terapia del Freddo

Testo di Legge (IT) per il commercio di prodotti Omeopatici
 Alterazione dei batteri autoctoni  +  Fegato e bile  +  Sapevate che  i farmaci..
MODALITA' di PREPARAZIONE dei Prodotti FITOTERAPICI
vedi anche:  http://servizi.usl11.tos.it/f_fito1.html
Protocollo della Salute   Cure Naturali 
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Indicazioni di Omopeopatia e Fitoterapia per vari disturbi
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TESTO della LEGGE per prodotti Omeopatici
(dal Codice dei farmaci)
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Calendario per la Raccolta delle Erbe officinali

Il principio della legge biologica di Arndt-Schultz dice: dosi piccole sono stimolanti, dosi medie sono indifferenti,
dosi grandi bloccano, paralizzano od uccidono
”.

http://www.homeoint.org/books3/kentlect/index.htm
Studi Scientifici che ne provano l'efficacia:
http://www.guna.it/C_Common/Download.asp?file=/doc/pdf/Studi_low.pdf

http://nationalcenterforhomeopathy.org/articles/medscimonit.pdf
 

L'omeopatia ? Solo un placebo

Ricerca svizzera pubblicata su Lancet, scontro sulla medicina alternativa

L'editoriale di "Lancet", una delle più autorevoli riviste mediche al mondo, ha un titolo che sembra definitivo: "La fine dell'omeopatia". Il principe Carlo farà un salto sulla sedia, visto che ha appena commissionato uno studio per convincere il governo a investire di più nella medicina alternativa. E con lui decine di milioni fra medici e pazienti filo-omeopatici nel mondo avranno una brutta sorpresa.
Lancet pubblica una ricerca dell'università di Berna, secondo la quale una sperimentazione incrociata dimostra che i farmaci omeopatici hanno un'efficacia solo illusoria, pari a quella del placebo, e cioè dell'acqua fresca. Difficile immaginare che i seguaci della medicina fondata alla fine del '700 dal dottor Samuel Hahnemann, a questo punto, facciano ammenda e buttino nella spazzatura tinture e preparati ultra-diluiti. Ma certo quello inferto dal dottor Matthias Egger e dai suoi colleghi è un duro colpo.
I ricercatori svizzeri hanno comparato i risultati di 110 trattamenti omeopatici con altrettante somministrazioni di farmaci convenzionali, in un ampio spettro di situazioni, dalle affezioni respiratorie alla chirurgia. Hanno scoperto che l'omeopatia non ha effetti più rilevanti del placebo. 
Più in dettaglio, a Berna dicono che, mentre nella sperimentazione su bassa scala (e quindi qualitativamente inferiore) s'è accertata una certa prevalenza degli effetti dell'omeopatia sul placebo, su una scala più ampia c'è stato il pareggio. Nessuna differenza fra prodotti omeopatici e acqua fresca. I farmaci convenzionali, invece, hanno vinto entrambe le partite.
Insomma, secondo Egger e colleghi l'omeopatia funziona solo se ci credi. L'editoriale di "Lancet", che si apriva con quel titolo sulla morte dell'omeopatia, conclude in maniera più salomonica: "Bisogna che i dottori siano chiari e onesti con i loro pazienti sull'assenza di benefici dell'omeopatia, e con se stessi sulla debolezza della medicina moderna nel prendere atto del bisogno di attenzione personalizzata da parte di loro pazienti". Un giudizio che coglie le debolezze scientifiche dell'omeopatia, ma anche la ragione del suo successo.
In Gran Bretagna, per esempio, ci sono più di 47 mila praticanti dell'omeopatia, più dei medici generici. Il 42 per cento dei medici generici indirizza pazienti alle cure di un omeopata. In Scozia l'86 per cento è in favore dell'omeopatia. Tutto il settore della medicina alternativa è in grande espansione: i britannici spendono attualmente 130 milioni di sterline all'anno per queste cure (dall'agopuntura, alle erbe, alla riflessologia), ma si stima che questa spesa salirà fino a 200 milioni nei prossimi quattro anni. 
Lo studio commissionato dal principe Carlo, che gli ha attirato critiche violentissime dagli ambienti scientifici, mira a dimostrare che la medicina alternativa potrebbe far risparmiare 3,5 miliardi di sterline al servizio sanitario pubblico.
La ricerca pubblicata da "Lancet", verosimilmente, non chiuderà affatto l'eterna discussione sui benefici dell'omeopatia. Va avanti da circa 200 anni, da quando il tedesco dottor Hahnemann cominciò a sperimentare il principio "similia similibus curantur", e cioè la cura delle malattie utilizzando in altissima diluzione le sostanze che ne erano all'origine. Erano, bisogna ammettere, gli anni dei salassi, delle purghe e delle sanguisughe. 
Anche le sostanze che Hahnemann provò a diluire erano a volte particolari: c'erano estratti di "mustela phoetida" (ghiandola anale di puzzola), "periplaneta americana" (scarafaggio), e "pediculus capitis" (pidocchio).
La diluizione elevatissima dei preparati omeopatici fa sì che, spesso, non resti nel preparato nemmeno una molecola del principio originario. Ma gli omeopati credono che esista una "memoria dell'acqua", in grado di trattenere la capacità di produrre benefici. E sono decenni che intorno all'omeopatia si accendono dispute scientifiche. E, per stare all'Italia, si ricorda il processo intentato contro Piero Angela da due associazioni di omeopati, per una puntata di Superquark. Angela ebbe la solidarietà di scienziati come Dulbecco, Levi Montalcini, Sirchia. I giudici lo assolsero.
Fonte: La Repubblica (28/08/2005)

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Idee in movimento su omeopatia e nuovo fondamentalismo

Il motto dell'Abazia di Montecassino "Succisa virescit", stroncata torna a fiorire, è un pensiero che metteremmo volentieri in apertura dell'articolo di Lionel Milgrom, sulle critiche che vengono rivolte all'omeopatia, comparso sull'ultimo numero di JACM.

Milgrom parte dalla considerazione che l'omeopatia, con una storia di più di 200 anni e, oggi, con un seguito nel mondo di milioni di pazienti, è continuamente attaccata come metodo "non scientifico". Di più: molti zelanti interpreti dei principi EBM promuovono attivamente pressioni politiche affinché la pratica dell'omeopatia venga interdetta.

Questa posizione non è prospettata soltanto da autorevoli fonti scientifiche. Sfortunatamente, anche la letteratura più ordinariamente quotidiana (recentemente Nick Cohen sul The Observer) non esita a definire la pratica dell'omeopatia come un esercizio medico potenzialmente letale. Nel fare questo passo audace, i critici devono tuttavia sorvolare sulle conclusioni della Commissione Parlamentare Britannica che ha accertato che nel 2006 almeno 2 milioni e 680.000 persone sono state danneggiate dai trattamenti medici convenzionali. Evidentemente l'omeopatia è non solo deliberatamente mal interpretata, ma viene associata al creazionismo e ad una visione religiosa del mondo.
Milgrom definisce nuovi fondamentalisti i maggiori avversari dell'omeopatia in Inghilterra (Ernst, Colquhoun, Baum, Tallis). Essi, sottolinea Milgrom, tendono a descriversi come gli ultimi bastioni della ragione contro l'abisso del pensiero irrazionale: la loro rocciosa convinzione li porta a ignorare oppure a condannare tutto ciò che contraddice il loro convincimento.
La loro "raison d'etre" è di assicurare la totale esclusione dal NHS di quella che considerano una ciarlataneria: dietro di essi, come una eminenza grigia, sembra scorgersi la potente e globalizzata industria farmaceutica. A noi pare che la facile china dello sberleffo, l'assunzione fondamentalistica di qualche aspetto problematico al fine di far esplodere uno sghignazzo o una accusa di cretineria non sia nuova nella storia della scienza. La differenza rispetto al passato sta nel diffuso accesso alla comunicazione di massa, che amplifica le opinioni e le fa esplodere, generando una foresta digitale di mediocrità.
Milgrom mette in luce un altro fattore decisivo per la campagna anti-omeopatia dei fondamentalisti della scienza, che si affianca all'ignoranza sistematica e alla non comprensione delle ultime ricerche scientifiche: l'insinuazione. Ernst - ad esempio - ha riportato recentemente che trial sull'omeopatia effettuati da scienziati nazisti erano devastatamente negativi. Sono critiche - notiamo - che danno un po' le vertigini: si vede bene come la rinuncia all'impalcatura teorica seria produce, in questi detrattori a senso unico, soltanto futili e non etiche considerazioni critiche.
Il dilemma di come combattere il nuovo fondamentalismo parte - secondo Milgrom - non solo dalla ricerca di modelli esplicativi per il metodo omeopatico. Ancora più importante è, secondo l'autore, il raggiungimento di una unità dei medici che si occupano di omeopatia. A Milgrom il superamento delle divisioni tra le varie pratiche nelle quali l'omeopatia si è strutturata appare decisiva.
La disunione è un potente messaggio di non professionalità che rende i nuovi fondamentalisti più potenti. In chiusura l'articolo elenca i quattro punti che sembrano decisivi per l'integrazione dell'omeopatia nel programma primario di cure sanitarie:
a) evidenza di un rapporto favorevole costi-effectiveness;
b) produzione di un maggior numero di esempi di terapia omeopatica attiva in "real-life".
c) definita regolazione giuridica ed istituzionale.
d) una buona capacità di governo clinico. Insomma: "Succisa virescit".
By Massimo Saruggia
Tratto da: JCAM, 2008, 14, (5), 589 - Per leggere l'abstract: cliccare qui


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Dati su terapia omeopatica di asma ed eczema - L'omeopatia cura il 70% dei malati cronici di asma ed eczema.
Un nuovo studio, condotto dall'ospedale pubblico di Bristol, UK (Bristol  Homeopatic Hospital) ha rivelato che l'Omeopatia ha aiutato il 70% di pazienti afflitti da malattie croniche quali asma ed eczema.
Lo studio, durato 6 anni, è stato condotto su 6.500 pazienti. Nello studio, l'89% di pazienti al di sotto dei 16 anni affetti da asma ha riscontrato un netto miglioramento dovuto alle cure omeopatiche, mentre nella stessa età di riferimento il 68% di pazienti con eczema ha trovato giovamento dai trattamenti omeopatici.
Solo alcuni mesi fa un altro studio, condotto da ricercatori svizzeri, aveva invece concluso che i trattamenti omeopatici non erano risultati migliori di un trattamento placebo.
Fonte: News Todav Bristol / 23 novembre 2005
 

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Il Direttore del Lancet attacca il Presidente dell'Ordine dei Medici inglese perchè sostiene le medicine complementari - (23/11/2005)

 

Il 6 di ottobre viene pubblicato il rapporto commissionato dal Principe Carlo sul ruolo delle medicine complementari ed alternative nel sistema sanitario inglese. Come già riportato dal British Medical Journal, il rapporto sostiene che le medicine complementari, e fra queste l'omeopatia, possono determinare un significativo risparmio per il sistema sanitario nazionale inglese (NHS). Il rapporto rappresenta lo studio più completo, organico ed autorevole fin qui eseguito per studiare l'impatto delle medicine complementari sulla sanità pubblica.

Il rapporto riceve immediatamente una valutazione positiva da parte di esperti ed autorità istituzionali tra i quali spicca il giudizio di Sir Graeme Catto, presidente del General Medical Council (l'equivalente dell'Ordine dei Medici inglese) e vice-direttore del prestigioso King's College della London University. Questa la sua dichiarazione:

"Sono favorevole a questo Rapporto. Indica una via concreta per affrontare il problema (delle medicine complementari, ndt) e merita di essere attentamente considerato come parte integrante in un dibattito importante ed in divenire. Ciò che più è interessante, i trattamenti complementari vengono offerti insieme con i trattamenti convenzionali nella pratica medcina generale, nella medicina palliativa ed in altre condizioni..."

Il giorno dopo la pubblicazione della news sul BMJ, il direttore di Lancet, Richard Horton, sferra nella sezione Rapid Response del BMJ un violentissimo attacco personale al Principe Carlo ed a Sir Graeme, (Presidente di TUTTI i medici inglesi!!) intitolando la sua mail di risposta alla news "Pandering to the Prince". Cosa significa questo titolo? Dal vocabolario Zanichelli, to pander: assecondare (debolezze e vizi altrui).

In altre parole, per Horton sostenere i concetti del rapporto è come assecondare una debolezza, un vizio (sic!). Mentre il rapporto sostiene una integrazione fra medicina complementare e convenzionale in modo bilanciato (come è facilmente verificabile leggendo la sintesi del rapporto stesso), Horton sostiene che il rapporto stesso vuole sostituire la medicina convenzionale e che il rapporto stesso è "potenzialmente pericoloso per la vita" ("the prince's report is itself potentially life-threatening").

Come si vede, alla fine di agosto 2005 Lancet ha attaccato violentemente l'omeopatia amplificando i dati di uno studio senza nessuna validità scientifica (lo studio di Egger et al.). Gli otto studi su cui è basato il giudizio finale di tutto il lavoro sono a tutt'oggi non noti (lo studio riporta solo la bibliografia generale, ma NON indica quali sono gli studi sui cui è stata fatta l'analisi finale).

Lancet ha decretato la fine dell'omeopatia (che è una branca medica), come se fosse Lancet ad avere creato la medicina; nello stesso numero ha attaccato in modo ancora più violento la principale organizzazione mondiale della salute,l'OMS, che sta preparando un rapporto con un giudizio positivo sull'omeopatia. Com'era ovvio, l'omeopatia va avanti, ed il BMJ pubblica una importante news sul rapporto commissionato dal principe Carlo; immediatamente l'editore di Lancet, Horton, utilizza gli spazi offerti da una rivista che vuole la discussione, come il BMJ. E lo fa con una lettera denigratoria ed allarmistica che ancora una volta attacca i medici clinici e le loro rappresentanze istituzionali.

Quali conclusioni trarre? Una conclusione emerge: gli attacchi all'arma bianca contro l'omeopatia sono ormai senza nessuna accettabile argomentazione. Per trovare argomentazioni, si deve a questo punto attaccare tutta la medicina ed i pazienti. Questo è logico, in quanto l'omeopatia ha sempre fatto parte della medicina vera, quella che cura (e cura secondo principi sperimentali e ripetibili).
I medici inglesi ormai l'hanno capito. Anche i pazienti. E Lancet ? Esemplare è la conclusione nel dibattito aperto sul BMJ dalla fondatrice di un gruppo di giornali medici, Jay Ilangaratne:

"It is unfortunate that Horton has used a BMJ-facility to outpour his emotions against two individuals. Argubaly, being associated with a medical journal which is owned by group with close links to the arms industry, is a greater evil than promoting homeopathy"

Traduzione: "E' increscioso il fatto che Horton abbia usato una opportunità offerta dal BMJ per sfogare le sue emozioni contro due singole persone (Sir Graeme ed il Principe Carlo, ndt). Evidentemente, il fatto di essere associato ad una rivista medica proprietà di un gruppo con stretti legami con l'industria delle armi, è una influenza nefasta molto maggiore del fatto di sostenere l'omeopatia".

http://www.fiamo.it/rassegna/51128.htm  -  vedi anche: http://www.numedionline.it/apps/essay.php?id=3122


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Omeopatia: studi scientifici che ne provano l'efficacia.

Lo International Advisory Committee, coordinato dal Prof. L. Milani, ha selezionato 163 studi clinici controllati sull'uomo che forniscono valide ed inequivocabili prove sulla validazione dell'effetto terapeutico dei farmaci omeopatici (verum omeopatico) oltre a 102 pubblicazioni sulla ricerca di base (in vitro, in vivo, intravitam).

Dei 163 studi clinici sull'uomo, 120 (73%) sono stati effettuati vs placebo e 43 (26,4%) vs il farmaco allopatico corrispondente di riferimento. Dei 120 lavori vs placebo, 91 (75,8%) hanno dimostrato superiorità del medicinale omeopatico; dei 43 lavori vs allopatico di riferimento, il 100% ha dimostrato non inferiorità terapeutica (uguaglianza o superiorità) del medicinale omeopatico.

Di questi ultimi 43 studi, ben 34 (79%) sono stati pubblicati dal 2000 al 2005. L'International Advisory Committee ha svolto un accurate e selettivo lavoro di analisi sulla vasta bibliografia esistente (più di 800 pubblicazioni) anche su prestigiose riviste internazionali come Cancer, British Medical Journal, Rheumatology, Thorax, British Journal of Clinical Pharmacology, Annals of Internal Medicine, etc., individuando ed includendo nella pubblicazione solo lavori di qualità condotti con criteri metodologici ed impianti sperimentali sec. le Linee Guida attualmente suggerite e accettate.

Vengono presentati 10 studi clinici, facilmente consultabili, in cui sono indicati: metodologia sperimentale, nazione, numero di pazienti inclusi, criteri di inclusione e di esclusione, patologia considerata, terapia, posologia, durata dello studio, criteri di valutazione (outcome), efficacia terapeutica, effetti collaterali, tollerabilità, conclusioni degli Autori e risultato finale. Illustrano i 10 studi, tabelle e grafici come apparsi nelle pubblicazioni originali.

Potete visionare la ricerca: http://tinyurl.com/y8nts7

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Ottobre 2005 

I veterinari che adoperano l’omeopatia sugli animali, mettono in serio dubbio lo studio di Lancet, per il quale queste particolari cure altro non sono che “effetto placebo”.
L’omeopatia viene utilizzata negli allevamenti biologici perché “il rimedio nella sua diluizione non resta nella carne, così come nelle uova e nel latte, evitando che i cibi che poi arrivano sui mercati vengano contaminati da farmaci”, ci dice un medico veterinario, dr Paolo Mizzoli, che da anni la utilizza in quegli allevamenti (non intensivi).
Lo scopo dei veterinari che applicano i rimedi omeopatici è quello di vedere riconoscere in Italia questa particolare cura.

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CLINICAL CASE HISTORIES  -  Homeopathy and respiratory allergies: a series of 147 case

By P Colin
Allergies, especially respiratory allergies, are one of the indications for which homeopathic treatment is most frequently sought. The progress of 147 cases of respiratory allergy since in private homeopathic practice is reported here. Only two cases of ear, nose and throat (ENT) allergies out of a total of 105 showed no improvement, no patients deteriorated. Two cases with worsening and three without improvement were noted out of 42 cases of pulmonary allergies. The constitutional homeopathic remedies varied, Lycopodium, Pulsatilla and Sulphur were most frequently prescribed for ENT allergies, there was no predominantly prescribed remedy in the pulmonary allergy group. Thirty one cases of respiratory allergies consulted only once. The reasons for such a state have been reviewed. If all these cases were therapeutic failures, the success rate of the homeopathic treatment is 87.6%.

An exploratory retrospective study of people suffering from hypersensitivity illnesses who attend medical or classical homeopathic treatment 

By L Launsø, CK Kimby, I Henningsen and V Fønnebø
The objective of this study is to describe patients who had treatment for hypersensitivity illnesses by general practitioners (GPs) or classical homeopaths (CHs) and the patients' self-reported effectiveness of the treatment received. The data stems from an exploratory retrospective study amongst 88 Danish patients (response rate 58%) suffering from hypersensitivity illnesses, who chose treatment from one of six GPs or one of 10 CHs who participated in the project. The patients themselves selected their treatment. The GPs or the CHs considered that the patient's treatment was complete or that the patient was in a situation of current 'maintenance treatment'. The patients' primary reason for consulting the GP or the CH was that they were suffering from hypersensitivity illnesses. No significant difference was found between the two groups of patients in relation to age, education and duration of hypersensitivity symptoms. The CH patients were more likely to be employed in teaching, research, health care or the social sector compared to GP patients. The two groups of patients were similar in respect of their health at the start of the treatment, 57% of the patients who consulted a CH experienced an improvement of their state of health compared to 24% of the GP patients. Both groups of patients experienced an improvement of their psychological health after treatment. Logistic regression analysis showed that the GP or CH was the only significant effect variable. The results are based on the patients' retrospective, self-reported effectiveness of the treatments.

Opinions and self-reported health status of Italians seeking homeopathic treatment

By R Pomposelli, C Andreoni, G Costini, B Dedor, I Mariani, M Castellini, GM Tomaioli and E Tonini
The use of homeopathy is increasing worldwide. This multi-centre cross-sectional study aims to describe the opinions and self-reported health status of a sample of Italian people seeking homeopathic care. A self-administered questionnaire including socio-demographic characteristics, knowledge and opinions about homeopathy, personal experience with homeopathy, and, self-reported health status (SF-12), was administered to a sample of people who had sought homeopathy. Of a possible 1229 individuals invited to participate, 1223 did so. The majority of the participants were female, young (mean age 42 years), well educated (mean 13 years of education). The reason for seeking care was for either physical or emotional conditions. Most participants had fair to good knowledge of homeopathy, and the self-experienced effect (subjective judgment on efficacy) was good regardless of the type of health condition reported. The Physical Component Summary (PCS-12) scores were similar to the general Italian population, but the Mental Component Summary (MCS-12) scores were lower in all relevant strata examined. This study provides information on the characteristics of people seeking homeopathic care, in particular the results of the SF-12 self-reported health status evaluation.

A Bayesian perspective on the reliability of homeopathic repertories

By ALB Rutten, CF Stolper, RFG Lugten and RWJM Barthels
An interim assessment of likelihood ratio of homeopathic symptoms shows that there are serious flaws in Kent's repertory. The system of expressing relationship between symptoms and expected results from medicines by typeface is unclear and unreliable. Bayesian methods can improve this and expand the possibilities of the repertory including the possibility of interpreting the absence of expected symptoms.

Evaluation of isopathic treatment of Salmonella enteritidis in poultry

By A Berchieri, Jr., WCP Turco, JB Paiva, GH Oliveira and EV Sterzo
Background - Salmonellosis is a common problem worldwide in commercially reared poultry. It is associated with human Salmonellosis. No fully satisfactory method of control is available. Method - Nosodes to an antibiotic-resistant strain of Salmonella enterica serovar Enteritidis in D30 (30X) potency were prepared. One day old chicks (N=180) were divided into four groups: two control and two different preparations of the nosode. Treatments were administered in drinking water for 10 days. The birds were challenged by a broth culture of the same Salmonella, by mouth, on day 17. Cloacal swabs were taken twice weekly for Salmonella enterica serovar Enteritidis. Results - Birds receiving active treatment were less likely to grow the strain of Salmonella from cloacal swabs compared to control. Conclusion - Isopathy is low cost and non-toxic. It may have a role to play in the widespread problem of Salmonella in poultry. Further research should be conducted.

Effects of Cina on root-knot disease of mulberry

By SC Datta
Root-knot disease of mulberry is caused by the nematode Meloidogyne incognita. It has important economic implications for sericulture. The homeopathic medicines, Cina mother tincture (MT) and potentised Cina 200C, prepared from the flowering meristems of Artemisia nilagirica (Clarke) Pamp, were applied by foliar spray on mulberry (Morus alba L.) infected with M. incognita juveniles(J2). Pretreatment (ending 6 days before inoculation) and post-treatment (starting 6 days after inoculation) schedules were tested. The two uninoculated control batches were treated with the same procedure with Cina MT and Cina 200C. Both pre- and post-treatment significantly reduced nematode infection in terms of root gall number and nematode population in root. All the treated plants showed improved growth in terms of fresh biomass of shoot and root, length of shoot and root, number of leaves, leaf surface area, root and leaf-protein content. Cina 200C is more effective than Cina MT in all respects of nematode control as well as growth of the test plants. Pretreatments show slightly better effects than the post-treatments. It is interesting that inoculated and treated plants not only are less affected by nematodes but also have a better growth than uninoculated untreated control.

Reiter's disease treated with Nux vomica

By R Gupta and RK Manchanda
We report the case of a 35 year-old man suffering from Reiter's disease. He did not respond to Lycopodium or Nux vomica in medium dilutions, but did respond to Nux vomica in very high potency.

 

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