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Medicina Alternativa"  
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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Punto d'incontro fra OMEOPATIA e ALLOPATIA 

(di Alessandro Perra)
Dip. Scientifico Guna
OMEOPATIA 
Diagnostica in Medicina Naturale  +  Legge di Guarigione
Dottrina termica e Terapia del Freddo
Dottrina termica  +  Somatidi  +  ACQUA del CORPO +  DIGESTIONE
Sindrome dell'Intestino Permeabile (LGS) +  Acidosi=riordino del pH
TESTO della LEGGE per prodotti Omeopatici
(dal Codice dei farmaci)
Aziende che producono e/o commercializzano Prodotti Omeopatici
 Alterazione dei batteri autoctoni  +  Fegato e bile  +  Malassorbimento  +  Mangiare crudo = Crudismo
http://www.homeoint.org/books3/kentlect/index.htm
 Studi Scientifici che ne provano l'efficacia:
 
http://www.guna.it/C_Common/Download.asp?file=/doc/pdf/Studi_low.pdf

Riposizionamento dell'asse Cranio-Atlante-Epistrofeo
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DRENAGGIO 
Per drenaggio si intende un  sistema od un apparecchiatura che consenta la fuoruscita dall'organismo di fluidi contenuti all'interno di sue strutture, tessuti e cavità naturali o neoformate, e depositi di tossine.

La tecnica del drenaggio: primo passo per il successo di ogni terapia omeopatica e allopatica.

Drenaggio è un termine che in medicina riveste un significato molto ampio. Comunemente per drenaggio s'intende la pratica chirurgica finalizzata al mantenimento di una "via di uscita" pervia per l'eliminazione verso l'esterno di secrezioni biologiche patologiche. Diverso, e assai più ampio e complesso, è il significato che questo termine assume in medicina biologica. In particolare in omeopatia e omotossicologia, il drenaggio è una vera e propria "filosofia terapeutica". In senso stretto drenaggio significa attivazione di tessuti od organi ad attività emuntoriale per l'escrezione aspecifica di fattori tossici. In quest'ottica, quindi, i farmaci drenanti possono essere considerati come rimedi che, in base alle proprie caratteristiche di composizione e struttura omeofarmacologica, possono svolgere, a seconda dei casi, funzione di stimolazione, modulazione, regolarizzazione dell'attività escretoria di organi emuntori.

Perché il drenaggio

Il mantenimento di un organismo drenato, ossia libero da tossine, è un presupposto imprescindibile sia per la conservazione dello stato di salute che per una maggiore efficacia delle terapie. Il drenaggio trova quindi ragione d'essere sia nella prevenzione che come trattamento d'appoggio per la gestione ottimale delle patologie, acute e croniche. La terapia drenante rappresenta una vera necessità clinica e terapeutica in omeopatia e omotossicologia e dovrebbe rappresentare la "stella polare" di qualunque terapia biologica. Essa, infatti, permette di utilizzare rimedi di forte stimolo detossificante, a impronta immunologica (nosodi, organoterapici), biochimica (catalizzatori intermedi), o "di fondo" (rimedi costituzionali o di biotipo) che, se non trovassero un organismo pronto a sostenere l'azione, rischierebbero di diventare finanche dannosi, o comunque di indurre quel quadro clinico definito "peggioramento omeopatico".
Questo è proprio ciò che si osserva somministrando, per esempio, un rimedio di fondo o un farmaco composto ad azione detossificante a un soggetto di cui si ignori un deficit di funzionalità emuntoriale (per impronta costituzionale o per momentanea insufficienza organica).

Il drenaggio in omotossicologia

La medicina antiomotossica o omotossicologia (etimologicamente: studio dei fattori tossici per l'uomo) identifica nelle "omotossine" la causa cui ricondurre etiologicamente tutte le malattie, e ha come suo rationale terapeutico primario la detossificazione e il drenaggio. Secondo l'ottica omotossicologica, la malattia deve essere interpretata come un fenomeno di accumulo tossinico e rappresenta il meccanismo per mezzo del quale l'organismo opera la propria "depurazione". 
Una corretta terapia biologica deve assecondare questo processo naturale: solidale con la dinamica fisiologica, essa dovrà tenere drenato l'organismo intervenendo affinché siano sempre attivi e in piena efficienza (sostenendoli o stimolandoli) gli emuntori finalizzati all'eliminazione delle sostanze dannose.

Nella tavola delle omotossicosi (quadro sinottico che classifica le diverse patologie, mettendo in relazione il tessuto colpito con la capacità reattiva dell'organismo in quel preciso momento, in altre parole con la sua capacità di detossificazione e drenaggio), Reckeweg rappresenta i vari gradi di reattività attraverso i quali l'organismo cerca di mantenere o ripristinare la propria omeostasi, il proprio equilibrio, il proprio stato di salute.

Le sei fasi della tavola possono essere lette anche come altrettanti, differenti, progressivi stati di intossicazione dell'organismo. Letta secondo quest'ottica, ogni fase progressiva o regressiva della malattia appare come l'espressione del rapporto che si stabilisce tra entità dello stimolo nosologico e grado di integrità ed efficienza del sistema di drenaggio dell'organismo: ovvero, ogni fase della tavola delle omotossicosi rappresenta l'espressione di diverse "capacità drenanti".
La classificazione omotossicologica dei diversi stadi di strutturazione della patologia in fasi umorali e fasi cellulari corrisponde ad altrettante localizzazioni del carico omotossinico. Nel primo caso (fasi umorali) si produce un accumulo tossico a livello extracellulare mesenchimale, nel secondo caso (fasi cellulari), a livello intracellulare.
Secondo l'omotossicologia, per il mantenimento dello stato di salute un ruolo fondamentale è giocato dall'equilibrio tra carico tossico che penetra nell'organismo e capacità di detossificazione, clivaggio delle tossine farmacologiche e ambientali, e drenanggio attraverso i sistemi emuntoriali. Appare quindi chiaro come un ruolo cruciale per il mantenimento o il ripristino dello stato di salute sia giocato da una parte dal grado di detossificazione della sostanza mesenchimale, dall'altra dalla perfetta efficienza degli emuntori. Una corretta terapia biologica non può quindi prescindere dal drenaggio:

  • del connettivo (detossificazione della sostanza fondamentale del connettivo fibrillare lasso pericellulare);

  • emuntoriale (attivazione degli emuntori per l'escrezione aspecifica delle omotossine).

Il drenaggio connettivale: prima terapia di disintossicazione
Di particolare interesse per il farmacista è la terapia di drenaggio connettivale. Si può affermare che un buon grado di disintossicazione mesenchimale è il presupposto per un buono stato di salute. L'omotossicologia considera la matrice extra-cellulare una vera e propria struttura organica e non solo il tessuto di sostegno interposto fra le cellule.
Istologicamente essa si identifica con il connettivo fibrillare lasso pericellulare, mentre, secondo le più moderne acquisizioni in tema di fisiologia umana, la matrice rappresenta il vero "sistema di regolazione di base" (il Grund System degli autori tedeschi): tutte le modificazioni del nostro ambiente esterno e di quello interno influiscono, attraverso la sostanza fondamentale, sui meccanismi cellulari, ed è sempre la sostanza fondamentale il fulcro della funzionalità del sistema difensivo dell'organismo.
È attraverso la sostanza fondamentale che avviene la comunicazione fra le cellule e l'ambiente esterno: è enorme la quantità di informazioni che possono essere immagazzinate nella matrice e trasmesse alle cellule come "istruzioni" per il loro fisiologico funzionamento. È nella matrice che si sfioccano le terminazioni nervose vegetative; è qui che per il tramite di sostanze neurali ed endocrine (neurotrasmettitori, neuropeptidi, ormoni) e citochine, viaggiano le informazioni di natura psiconeuroendocrinoimmunologica; è qui che risiedono le cellule dell'immunità ed è qui che si sviluppa il processo infiammatorio.
Il corretto funzionamento cellulare passa dunque dall'integrità anatomica e funzionale della matrice, dalla sua "pulizia", dalla sua "incontaminazione", dal livello della sua "detossificazione": è facile comprendere come un accumulo tossinico in questa sede rappresenti un potenziale innesco patologico, il presupposto per la cronicizzazione delle patologie.

Il drenaggio connettivale:  terapia d'appoggio in omeopatia  e in allopatia
Il tessuto connettivo è il medium anatomico in cui "viaggiano" le frequenze delle diluizioni omeopatiche; è facilmente intuibile come un connettivo "drenato" faciliti la trasmissione del messaggio del rimedio omeopatico esaltandone, quindi, l'efficacia terapeutica. Di estrema attualità è il ruolo giocato dai farmaci di sintesi sulla funzionalità della sostanza fondamentale.
Cataboliti di farmaci altamente attivi quali antibiotici, FANS, corticosteroidi ecc., precipitando proprio a livello connettivale i loro cataboliti, e ivi allocandoli, "inquinano" il tessuto connettivo, lo ingolfano, soffocando anche la sua funzione di tessuto immunocompetente. Si osserva la cosiddetta "gelificazione connettivale", il viraggio verso una condizione di vagotonia tissutale; si assiste, in ultima analisi, a un lento ma progressivo "assopimento" della reattività endogena.

Una grande arma terapeutica per esaltare da una parte gli effetti dei rimedi omeopatici e per contrastare, dall'altra, gli effetti jatrogeni indotti dall'uso di farmaci di sintesi ci viene offerta dalla Farmacologia omotossicologica con un potente farmaco di drenaggio connettivale a base di Betula alba, Galium aparine, Ononis spinosa, Juniperus communis.
Il preparato esplica un'azione disintossicante per induzione dei sistemi enzimatici endocellulari deputati alla disattivazione, al clivaggio e alla centrifugazione delle tossine.

È possibile identificare un duplice tropismo organico: primariamente il farmaco indirizza la propria azione a livello connettivale, secondariamente a livello renale.

Particolarmente interessante è l'effetto positivo indotto dal medicinale sul ricambio della sostanza fondamentale (azione antisicotizzante): grazie a questa particolare caratteristica, il farmaco è in grado di antagonizzare la gelificazione del connettivo (condizione favorevole l'accumulo tossinico), contrastando in tal modo la spinta degenerativa e la tendenza all'infiammazione cronica ("sintomo patognomico" di deficit reattivo), "rimescolando" la sostanza fondamentale, "snidando" i cataboliti dei farmaci di sintesi, riattivando il suo turn-over, riaccendendo, in ultima analisi, le sue diverse funzioni.
La presenza di diversi rimedi vegetali con spiccata azione diuretica a bassa diluizione fa di questo farmaco un importante rimedio di attivazione renale indicato, in particolare, nei pazienti oligurici.

Tratto da: http://www.utifar.it/nuovocoll/aggiornamento/002/drenaggio.php
vedi anche  Protocollo della Salute


Aziende che producono e/o commercializzano Prodotti Omeopatici
 

   

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