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Obesità, la nuova Epidemia Mondiale
vedi: Obesita'
anche infantile
L’Italia (anno Gen. 2011) ha un brutto
record in Europa, connesso alla cattiva alimentazione: è il
Paese con la maggior percentuale di bambini obesi: il 36%.
Il
52% dei bambini tra i 9 e i 10 anni che vivono a Milano e
provincia, ha problemi di peso. Il dato emerge da
un'indagine del Comitato provinciale di Milano del Coni
condotta su circa 20mila bambini e presentata in occasione
della 10' edizione della Danone Nations Cup, torneo di
calcio riservato ai giovanissimi.
"Il 41% dei bambini della nostra indagine sono risultati
sovrappeso, divisi tra 9% obesi e 32% in 'semplice'
sovrappeso. Di questi il 57% e' di sesso femminile" spiega
Ettore Rizzi, coordinatore della ricerca. Ma c'e' anche chi
ha il problema opposto: l'11% del campione, a prevalenza
femminile, e' risultato sottopeso.
Alimentazione:
in sovrappeso
il 40% dei bambini in Italia (dati al 2011)
E’ in sovrappeso il 40% dei bambini italiani; più le femmine
(42%) dei maschi, 38%. E’ il risultato di uno studio
dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, che ha valutato
le abitudini alimentari di 2238 bambini (48% femmine e 51,7%
maschi) di età compresa fra 6 e 14 anni.
Scopo della ricerca e’ avere un quadro della situazione all’
inizio dell’anno scolastico mentre le famiglie devono
conciliare la necessità di far mangiare correttamente i
bambini con la costante diminuzione del potere d’acquisto
negli ultimi anni.
Il drammatico aumento
dell'obesità e delle malattie correlate.
I documentario statunitense “Super Size Me” segue
l'esperimento di un giovane, il quale ha inteso scoprire
cosa sarebbe accaduto qualora si fosse alimentato per un
mese con cibi da fast food;1
Si osserva Morgan Spurlock riprendere la propria esperienza
mentre consuma prodotti della catena McDonald's tre volte al
giorno per un mese di seguito. Man mano che la vicenda si
dipana, conosciamo sempre più il crescente problema
dell'obesità negli Stati Uniti.
Al contempo ci viene offerta
un'esauriente disamina degli effetti fisici, mentali ed
emotivi determinati dal consumo eccessivo di cibo da fast
food. Come si poteva facilmente immaginare, Spurlock soffre
di vari disturbi e acquista peso molto rapidamente. Quel che
desta sorpresa è che Spurlock ingrassa e subisce effetti
negativi per la salute in misura maggiore rispetto a quanto
previsto dal suo gruppo di medici.
Questo esperimento dietetico suscita un rilevante quesito: è
davvero il consumo di cibo da fast food la causa
dell'attuale drammatico aumento dell'obesità ?
E cos'è esattamente che rende questo cibo così dannoso
per noi ? Vi sono implicali altri fattori ?
Si tratta di quesiti che riguardano tutti, dato che
l'obesità non è più un problema limitato agli Stati Uniti;
si sta diffondendo in tutto il mondo in misura sempre più
consistente. Secondo le stime attuali, sul pianeta vi è
oltre un miliardo di adulti sovrappeso, 300 milioni dei
quali sono clinicamente obesi.
Nei soli Stati Uniti negli
ultimi 20-25 anni il numero di persone obese e raddoppiato.
La stima attuale è che il 30% dell'intera popolazione
statunitense è clinicamente obesa ed il 65% sovrappeso.4
Dato che uno dei principali 'prodotti' esportati dal mondo
occidentale e la cultura statunitense, non sorprende che le
nostre abitudini - e i nostri problemi di salute - si stiano
rapidamente diffondendo in tutto il mondo.
In altri paesi quali Russia, Germania e Repubblica Ceca, i
tassi di obesità fra gli adulti oscillano fra il 23% e il
26%. 4a – 4b
In Australia circa il 20% della popolazione adulta è obesa,5
mentre nel Regno Unito e in Canada questo vale per circa il
15% degli adulti.'' Inoltre le cifre continuano ad
aumentare, poiché si è verificato un tremendo aumento dei
bambini obesi e sovrappeso.
Si stima che nei soli Stati Uniti 22 milioni di bambini di
eta’ inferiore ai cinque anni siano clinicamente obesi, una
quantità doppia rispetto a quella del 1980. Il tasso nella
fascia degli adolescenti è ancor più allarmante, in quanto
dal 1980 è triplicato, dal 5% di allora al 16% di oggi.7
L'Organizzazione Mondiale della
Sanità è ben consapevole di quella che ora definisce
l'epidemia di "globesita’ 8 e ci informa che le numerose
malattie croniche associate a tale condizione comportano al
mondo miliardi di dollari di costi per assistenza sanitaria
ed ore lavorative perse.
Come causa principale di malattie evitabili l'obesità è
seconda solo al fumo e rappresenta un importante fattore di
rischio per arteriosclerosi, diabete e cancro - le malattie
della moderna società industriale.
Negli obesi il rischio di infarto, colpo apoplettico e
depressione - per non citare i numerosi disturbi non letali
quali degenerazione delle articolazioni e gastriti - è di
gran lunga maggiore.
Nel documentario vediamo che
Spurlock è decisamente convinto che l'industria del
fast-food rappresenta la principale causa del problema;
ribadisce l'attuale dogma sull'obesità, ma noi conosciamo
già la storia. Innanzitutto, egli afferma che consumiamo
troppo cibo, troppe calorie; in secondo luogo, che assumiamo
troppi grassi e, infine, che non pratichiamo sufficiente
esercizio fisico.
Abbiamo sentito queste spiegazioni innumerevoli volte. Non
le afferriamo ? Non ci sforziamo abbastanza ?
Oppure il problema è in qualche modo diverso ?
Ecco un elenco delle convinzioni che nutriamo
collettivamente sull'obesità:
1 - L'obesità è il risultato di un'alimentazione eccessiva,
del consumo di troppe calorie.
2 - L'obesità è il risultato del consumo dì troppi grassi
saturi. I grassi - in particolare quelli di origine animale,
ci rendono grassi.
3 - L'obesità è il risultato della mancanza di forza di
volontà e di debolezza di carattere.
4 - L'obesità è un tratto genetico, come il colore degli
occhi, è non vi è nulla che si possa fare in merito.
5 - L'obesità è determinata da eccessiva condiscendenza,
mancanza di prudenza, golosità e mancanza di fibra morale.
6 - L'obesità e determinala unicamente dall'assenza di
esercizio fisico.
Tutti noi una volta o l'altra
abbiamo avuto il sospetto che fast food e dolciumi non
fossero sani.
La percentuale di cittadini statunitensi che frequenta con
regolarità le catene fast food probabilmente si aggira
intorno al 20%, tuttavia quella dogli individui sovrappeso è
prossima al 65%; è evidente che non si può imputare tutto
alla connessione con il
fast food.
Nutriamo una notevole fiducia
nella nostra dieta a "carne e patate", ma abbiamo
difficoltà ad ammettere che anche questi alimenti sono
diversi da come erano un tempo.
La carne deriva da animali malati ed è piena di
ormoni, antibiotici ed altri farmaci. La qualità dei
grassi e delle proteine della carne è stata radicalmente
alterata a causa dell'aberrante dieta in base alla quale
sono stati allevati gli animali.
Le patate sono state
geneticamente modificate (OGM) e trattate con forti e
resistenti pesticidi, fertilizzanti sintetici ed altri
additivi.
Tempo addietro i prodotti
alimentari che si acquistavano al supermercato per poi
cucinarli a casa erano di qualità di gran lunga superiore
rispetto a quelli dei fast food; la situazione non è più la
stessa.
Per molti motivi ci conforta addossare tutti i nostri
malanni al cibo spazzatura; forse non vogliamo ammettere la
reale situazione delle nostre forniture alimentari.
Comunque sia, all'industria
agroalimentare fa piacere che puntiamo il dito contro il
cibo spazzatura, poiché in tal modo distogliamo
l'attenzione pubblica da essa.
La triste realtà è che il cibo che si consuma da McDonald's
e quello che si acquista al supermercato non sono così
diversi come accadeva in passato.
A qualche livello attualmente
percepiamo di avere la situazione sotto controllo. Il
governo e le autorità sanitarie hanno condotto i propri
studi e rese pubbliche le loro raccomandazioni; per loro le
cose vanno come stabilito. Nondimeno la situazione richiede
disperatamente maggiore comprensione ed un'analisi più
approfondita; per modificarne il corso dobbiamo considerare
l'obesità secondo una prospettiva diversa.
Il nostro attuale approccio non risolverà tale situazione.
Alle sue radici l'obesità è il sintomo dì un problema più
ampio.
L'utilizzo di una prospettiva più olistica. come
(quella fornita dai sistemi medici tradizionali), potrebbe
consentirci una più approfondita comprensione della
difficile situazione.
vedi:
L'Acqua scioglie grassi
+
Emodieta
+
Crudismo
Il
Dott. Davis
afferma che è comprovato il fatto che una dieta senza grano
(cerealei) porta enormi benefici; centinaia di migliaia di persone
perdono peso (con
una dieta senza grano) 30, 80, 150 libbre (1 libbra =
453.5 gr).
I diabetici cessano di
soffrire di diabete, persone affette da artrite hanno
miglioramenti drastici, persone che perdono gonfiore alle
gambe, reflusso acido,
sindrome del colon irritabile,
depressione e così via !
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ECCESSO di Proteine, specie animali
e di carboidrati (zuccheri) nella dieta
quotidiana = Disbiosi croniche = Acidificazione dei
liquidi del corpo e dell'Organismo =
Diminuzione del Sodio = Congestione endo cellulare
= stress ossidativo = alterazioni
ormonali =
Immunodeficienza = Malattie,
.....anche quelle cronico Degenerative
come il
cancro ad esempio !
Alimentatevi con il
Crudismo seguendo i dettami
dell'Emodieta
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Business & chili - L'obesità
diventa una malattia - By Roberto Satolli.
L'obesità è diventata una malattia. L'hanno deciso i
rappresentanti dell'American Medical Association, contro il
parere di una commissione di esperti della loro stessa
associazione, che aveva raccomandato di continuare a
considerare l'eccesso di peso come una condizione che
aumenta il rischio di molte malattie, ma che non è
patologica in sé.
C'è da chiedersi se i medici sappiano ancora che cosa siano
le malattie, giacché devono continuamente ridefinirle e
faticano a mettersi d'accordo. In particolare si ostinano a
etichettare come
"malati" eserciti sempre più numerosi di persone in buona
salute, solo per il fatto di avere una qualche misura sopra
una soglia arbitraria, come la pressione, il colesterolo, la
glicemia e ora appunto l'indice di massa corporea (Bmi).
L'obesità, di paradosso in paradosso, potrebbe essere la
prima "malattia" che in realtà allunga la vita, almeno fino
a un certo punto. Proprio all'inizio di quest'anno "Jama"
(rivista della stessa associazione dei medici americani)
aveva pubblicato un'analisi sulla sorte di quasi 3 milioni
di persone da cui risulta che un eccesso fino a 35 di indice
di massa corporea è innocuo, se non protettivo.
D'altra parte dire che i chili di troppo sono un malattia
significa dichiarare che non è qualcosa di cui ci possiamo
occupare noi, cambiando magari qualche abitudine malsana, ma
che tocca ai medici
curarla. Magari con qualcuno dei nuovi farmaci che stanno
per essere lanciati sul mercato o con l'intervento del
bisturi. E allora forse i conti dell'accanimento tornano.
Tratto da: l'espresso online - Numero 30 del 2013.
Sindrome
infiammatoria
chiamata "Asia" scatenata dai
vaccini
!
ASIA_Sindrome
infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le
infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo di sintomi,
che i
medici impreparati
allopati chiamano erroneamente "malattie"....
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Dimagrire con la buccia del Mango, la quale avrebbe
delle notevoli proprietà dimagranti.
Questo e' quanto hanno scoperto i ricercatori della
University of Queensland, che hanno realizzato uno studio
sull’argomento, riferendosi in particolare su due varietà
del frutto: la Irwin e la Nam Doc Mai.
Gli studiosi hanno scoperto che la buccia del mango riesce a
prevenire la formazione di cellule adipose, inibendo l’adipogenesi,
il processo mediante il quale il nostro corpo sviluppa le
cellule adipose.
Greg Monteith, autore principale dello studio, ha spiegato,
a proposito dell’effetto dimagrante della buccia del mango:
“Probabilmente il responsabile delle differenze sta in una
complessa interazione di composti bioattivi unici per ogni
estratto di buccia“. Ciò che è certo è comunque che gli
stessi effetti dimagranti non si hanno con la polpa del
mango.
Per l’81% il mango è composto di acqua, ma contiene in
percentuali differenti anche proteine, carboidrati, fibre
alimentari, minerali e zuccheri. I minerali contenuti nel
mango sono soprattutto: calcio, fosforo, magnesio, potassio,
sodio e zinco. Abbondante anche la presenza di vitamina A.
Le vitamine sono soprattutto: vitamina C, D, E e quelle del
gruppo B. Fra gli aminoacidi invece possiamo ricordare:
arginina, leucina e acido aspartico.
Utile anche per chi ha problemi di stitichezza e di
ritenzione idrica, perche' ha proprietà lassative e
diuretiche.
Può svolgere un’azione efficace anche nella cura di
tosse e raffreddore:
far bollire nell’acqua la buccia di mango e bere il tutto
per tre volte al giorno per una settimana. E' anche un
ottimo ricostituente per i periodi di stress fisico
piuttosto intenso o nei casi in cui si è in convalescenza da
qualche problema di salute.
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Bambini obesi sono tutti
Vaccinati e quindi hanno = carenza di
Vitamina D
I bambini
in sovrappeso o obesi hanno più probabilità di avere bassi
livelli di vitamina D. Lo dimostra un recente studio
pubblicato su
Pediatrics.
Gli autori dello studio hanno analizzato i dati di circa 120
mila fra bambini e ragazzi americani di età compresa fra i 6
e i 18 anni. Ebbene, è stato possibile evidenziare una
carenza di vitamina D nel 21 per cento dei ragazzi
normopeso, nel 29 per cento di quelli in sovrappeso, nel 34
per cento di quelli obesi e nel 49 per cento dei ragazzi
gravemente obesi.
Se i risultati di questo studio verranno confermati, sarà
possibile cercare di correggere l’obesità ottimizzando i
livelli di vitamina D attraverso un’adeguata
esposizione al sole o con l’assunzione di latte di
mandorla e/o di soia, con
parsimonia e NON proveniente da
soia transgenica
(OGM) ed eliminando
completamente il
latte bovino (latte vaccino, anche quello in polvere).
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Obesita', una concausa potrebbe essere un
batterio
intestinale
(I) Roma, 20 Dic. 2012 - L'obesita' potrebbe non
dipendere da quello che mangiamo o dalla poca attivita'
fisica, bensi' da alcuni batteri presenti nell'intestino. La
scoperta e' dei ricercatori dell'Universita'
di Shanghai, in Cina, che hanno pubblicato una ricerca
sulla rivista dell'International
Society of Microbial Ecology.
Per giungere a questa conclusione sono stati esaminati dei
topi allevati per essere resistenti all'obesita' e che non
sono ingrassati fino a quando non sono stati iniettati loro
enterobatteri umani per 10 settimane. L'aumento di peso
successivo alla somministrazione del batterio ha fatto
pensare agli autori della ricerca che dovesse esserci un
collegamento tra i due fenomeni. Una parziale conferma e'
arrivata dall'ingente presenza di enterobatteri riscontrata
nell'intestino di persone sovrappeso.
La soluzione per non ingrassare, spiegano a questo punto i
ricercatori, e' fare una dieta che alteri la presenza di
tali batteri, a base di prebiotici (sostanze che
contribuiscono alla creazione di batteri 'buoni', presenti
in farine di frumento, banane, miele, aglio, cipolla,
fagioli e porri) e melone amaro, un particolare tipo di
melone dal sapore aspro. By ANSA.
Commento NdR: non e' solo la
cattiva
alimentazione che fa mutare il
pH
digestivo, e la
flora batterica
autoctona assieme al
sistema enzimatico, ma gli
stessi nefasti risultati si possono ottenere, con
antibiotici e soprattutto
Vaccini !
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Ricercatori italiani scoprono
come mangiare senza ingrassare - Marzo 2012
Il segreto per dire addio ai chili di troppo risiede nel
nostro cervello.
Non parliamo solo della forza di volontà necessaria per
dimagrire, ma di una vera e propria molecola cerebrale: l’endocannabinoide
2-AG.
I ricercatori dell’Istituto italiano di tecnologia a
Bolzaneto (GE), guidati da Daniele Piomelli, hanno fatto una
curiosa scoperta. Sembra che riducendo la concentrazione di
questo composto nel
cervello, aumenti il
metabolismo dei topi analizzati. Gli animali non
aumentavano di peso, nonostante il cibo abbondante e la
sedentarietà
I ricercatori volevano individuare le funzioni dell’endocannabinoide
2-AG, che si trova normalmente nel nostro cervello. Così
hanno incrementato la concentrazione della proteina
monoacilglicerolo lipasi, responsabile della degradazione
del 2-AG. In seguito alla diminuita quantità dell’endocannabinoide
in questione (circa il 50% in meno), gli studiosi si sono
resi conto che i topi su cui l’esperimento è stato eseguito
avevano un aumentato metabolismo.
Il dr. Piomelli spiega: “È allora che abbiamo scoperto la
loro maggiore capacità di bruciare i grassi. Abbiamo
scoperto che il loro grasso bruno -tessuto adiposo
specializzato nel produrre calore- diviene iperattivo”.
I ricercatori hanno analizzato il metabolismo energetico dei
topi, scoprendo l’importante ruolo svolto dal 2-AG nella
regolazione della termogenesi, quel processo grazie al quale
si produce energia bruciando i grassi.
Tratto da: tuttasalute.net
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IN CHE MANI E' LA NOSTRA SALUTE ? - I PARLAMENTARI
DOVREBBERO IMPEGNARSI a far ADOTTARE una DIETA a
BASE VEGETALE
sulla BASE delle EVIDENZE SCIENTIFICHE - 20 Feb.
2012
Riporta Adnkronos Salute (Roma,
15 feb 2012) che secondo un recente studio condotto dalla
Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, gli adulti italiani
obesi ammontano a poco meno di 5 milioni (il 10% della
popolazione), per un costo sociale annuo pari a 8,3 miliardi
di euro (circa il 6,7% della spesa pubblica). Un costo
destinato a lievitare, perché nel 2025 il tasso di obesità
potrebbe salire addirittura al 43%, che tradotto in "teste"
significa 20 milioni di italiani.
Non solo: in Italia si registra il primato per sovrappeso e
obesità anche nella fascia d'età tra i 6 e i 9 anni, con
tassi di obesità infantile in crescita vertiginosa (+2,5%
ogni 5 anni). Alla faccia della dieta mediterranea del terzo
millennio, tanto propagandata come la "dieta più sana"!
Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana - SSNV,
un'associazione di medici e altri professionisti della
nutrizione, fa notare che invece tale dieta nulla ha da
spartire con l'originaria dieta mediterranea, sana davvero,
ma che era essenzialmente una plant-based diet, cioè una
dieta composta prevalentemente da cibi vegetali
non-trasformati.
Ecco quindi il grido: Salute:
allarme nutrizionisti, 20 milioni gli italiani obesi nel
2025! Sempre più necessaria una "manovra dietetica".
Ma quali sono le iniziative "sul piatto" che i nostri
governanti stanno considerando?
1- La ventilata istituzione di una tassa sul cibo-spazzatura
da parte del ministro della Salute. "Vedremo quali cibi
saranno classificati tra i junk-food, ma dubito che la
proposta, anche se approvata, saprà agire a 360 gradi su
tutti gli alimenti in causa, compresi quelli di origine
animale" afferma la dottoressa Luciana Baroni, presidente e
fondatrice di SSNV.
2- L'iniziativa "La manovra dietetica in Parlamento",
presentata in data 15 febbraio 2012 in Parlamento;
ribattezzata la "dieta dei parlamentari", viene già
propagandata come di sicuro successo nella lotta all'obesità
della popolazione italiana, in grado di ridurre il tasso di
obesità in Italia e i relativi costi per lo Stato.
Peccato che questa proposta
arrivi dal Centro studi Tisanoreica e che, come si legge sul
suo sito istituzionale, questa dieta dimagrante (tisanoreica,
appunto) si basi sul paradosso che per dimagrire bisogna
mangiare in maniera disequilibrata provocando una carenza
mirata, un temporaneo "squilibrio" alimentare per perdere
peso ma non perdere le forme e la tonicità. Mutato nomine,
la solita dieta iperproteica a basso indice glicemico,
basata su prodotti animali, che produce nel breve termine
malnutrizione e dismetabolismi, e in molti casi il veloce
recupero del peso perduto al termine del trattamento: il
tutto, inoltre, sulla base di presupposti scientifici non
condivisi da tutti i nutrizionisti.
La cosa peggiore, tuttavia, è che come tutte le "diete
dimagranti" essa non modifica permanentemente il
comportamento individuale nei confronti delle scelte
alimentari, rendendo di fatto il sovrappeso-obesità una
malattia in rapida espansione e, purtroppo, quasi
incurabile.
Dichiara la dottoressa Baroni: "Un metodo sicuro per la
lotta all'obesità dovrebbe invece essere basato sulle prove
scientifiche, sul beneficio clinico e sull'accettabilità da
parte del paziente nel lungo termine. Perché dunque non
raccogliere i suggerimenti di coloro che seriamente, con
metodi scientifici, hanno dedicato una vita di studio ai
rapporti tra alimentazione e peso corporeo?"
Gli studi che hanno analizzato
il rischio di sovrappeso-obesità in relazione ai tipi di
cibo e alle abitudini alimentari indicano che una dieta a
base vegetale rappresenta un efficace approccio nelle
prevenzione dell'obesità, soprattutto di quella infantile.
Le diete che contengono elevate quantità di cibi vegetali,
come le diete vegetariane, hanno infatti una densità
energetica ridotta (vale a dire più cibo e meno calorie), e
sono ricche di carboidrati complessi, fibre e acqua: queste
caratteristiche sono in grado di aumentare il senso di
sazietà e il dispendio energetico a riposo. Coerentemente,
gli studi scientifici dimostrano come i vegetariani siano
più magri e vengano colpiti meno dalle altre gravi malattie
che spesso si accompagnano alla condizione di
sovrappeso-obesità (diabete, ipertensione, malattie
cardiovascolari, alcuni tipi di cancro).
Pertanto, il pattern alimentare
che dovrebbe essere incoraggiato nella popolazione è solo
uno: quello vegetariano. E non esclusivamente per motivi di
salute, ma anche per la salvaguardia del pianeta. Le
politiche agroalimentari dovrebbero sostenere la diffusione
di queste informazioni e ridurre tutte quelle pressioni
culturali, ma soprattutto legate ad interessi economici, che
al momento attuale ostacolano la possibilità di proporre
come modello alimentare di riferimento quello vegetariano.
Sostiene la dottoressa Luciana
Baroni: "Proporre alla popolazione il modello alimentare a
base vegetale come un modello positivo ideale 'a cui
tendere', non farebbe diventare vegetariani tutti gli
italiani, tuttavia veicolerebbe il messaggio che consumare
molti più cibi vegetali non trasformati e molti meno cibi
animali potrebbe sensibilmente aiutare il singolo a
mantenere il proprio peso corporeo sotto controllo avere una
forma fisica migliore, maggiore energia nelle proprie
attività quotidiane".
Non c'è infatti alcun dato
scientifico che giustifichi preoccupazioni per la salute di
chi addotta un modello alimentare vegetariano, ma semmai è
vero l'esatto contrario. I tentativi di far passare questa
scelta alimentare come "rischiosa per la salute" risultano
ormai facilmente smascherabili (grazie alla semplice
navigazione sul sito
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/ , il più vasto e
aggiornato database bibliografico contenente informazioni
sulla letteratura scientifica biomedica dal 1949 ad oggi) e
semplicemente dequalificano la professionalità di chi
sostiene questa tesi.
La riduzione dei costi sanitari
del singolo e della società, attualmente assorbiti per la
diagnosi e il trattamento delle malattie causate dalla dieta
non sana adottata da gran parte dei cittadini italiani,
permetterebbe di risparmiare risorse economiche da
utilizzare per scopi ben più importanti e nobili, come ad
esempio quelli di sostegno al lavoro, all'età infantile ed
anziana, alla disabilità, all'istruzione. I nostri
parlamentari riflettano sul fatto che potremmo pagarli il
doppio-triplo, se davvero capissero questa semplice
equazione ed agissero di conseguenza ! Mai denaro sarebbe
meglio speso, mai risparmio sarebbe maggiore per la
collettività !
FONTI:
- Barnard ND, Scialli AR, Turner-McGrievy G, Lanou AJ, Glass
J. The effects of a low-fat, plant-based dietary
intervention on body weight, metabolism, and insulin
sensitivity. Am J Med. 2005 Sep;118(9):991-7.
- Berkow SE, Barnard N. Vegetarian diets and weight status.
Nutr Rev. 2006 Apr;64(4):175-88.
http://it.notizie.yahoo.com/salute-allarme-nutrizionisti-20-mln-italiani-obesi-nel-183800074.html
http://www.obesita.it/html/pag/it/appello.asp?fn=1#
- Newby PK, Tucker KL, Wolk A. Risk of overweight and
obesity among semivegetarian, lactovegetarian, and vegan
women. Am J Clin Nutr. 2005 Jun;81(6):1267-74.
- Sabaté J, Wien M. Vegetarian diets and childhood obesity
prevention. Am J Clin Nutr. 2010 May;91(5):1525S-1529S. Epub
2010 Mar 17.
- Thedford K, Raj S. A vegetarian diet for weight
management. J Am Diet Assoc. 2011 Jun;111(6):816-8.
- Tonstad S, Butler T, Yan R, Fraser GE. Type of vegetarian
diet, body weight, and prevalence of type 2 diabetes.
Diabetes Care. 2009 May;32(5):791-6.
- Turner-McGrievy GM, Barnard ND, Scialli AR, Lanou AJ.
Effects of a low-fat vegan diet and a Step II diet on macro-
and micronutrient intakes in overweight postmenopausal
women. Nutrition. 2004 Sep;20(9):738-46.
Comunicazione a cura di Società
Scientifica di Nutrizione
Vegetariana
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La teoria del secchio
Una spiegazione popolare dell'obesità si basa sulla "teoria
del secchio". Questa ipotesi prevede che l'organismo umano
sia come un secchio: il cibo introdotto riempie il secchio,
l'esercizio fisico svolto lo svuota; quindi coloro che
acquisiscono peso stanno riempiendo eccessivamente e
svuotando in modo insufficiente i rispettivi secchi. Il
messaggio propinatoci è che mangiamo troppo e facciamo
insufficiente esercizio fisico.
Tuttavia la questione ha ben altri risvolti !
La teoria del secchio postula
che tutte le calorie possano essere trattate nello stesso
modo ed abbiano il medesimo impatto sulla salute e sulla
malattia. Nondimeno tale teoria trascura di tenere nella
debita considerazione le differenze tra gli alimenti
prodotti in modo sano e quelli che non sono tali, di
considerare la diversità fra le specifiche qualità associate
a ciascuna categoria di alimenti nonché le effettive
necessità dell'organismo umano e, soprattutto, ignora tutti
gli altri fattori che complicano le cose e che, al di là del
cibo eccessivo e dello scarso esercizio, contribuiscono
all'obesità.
La teoria del secchio parie dal
presupposto che in un individuo che diventa obeso tutti i
normali processi dell'organismo siano intatti e funzionino a
dovere; sembra che le cose non stiano in questi termini.
Dobbiamo abbandonare la nozione che l'obesità sia il
risultato di normali meccanismi fisiologici.
Per far sì che l'organismo proceda ad accumulare il tipo di
malsani materiali associati all'obesità, si deve verificare
una modalità operativa diversa da quella ordinaria.
Sembra quasi che l'organismo si trovi in una condizione di
sopravvivenza e determini lo stato di obesità come ultimo
tentativo per preservare la vita in circostanze
insolitamente critiche, tanto esterne quanto interne.
Indubbiamente si presentano diversi disturbi funzionali,
anomalie metaboliche ed ormonali, e sono implicati influssi
patogeni. Ho il sospetto che non sarebbe possibile prendere
un individuo sano e trasformarlo in un obeso semplicemente
tramite alimentazione eccessiva e scarso esercizio fisico.9
Altri possibili fattori
implicati nell'obesità includono carenze multiple di
elementi nutritivi, disfunzioni degli apparati, squilibri
dell'attività endocrina ed ormonale, dipendenza,
depressione, esaurimento e sentimenti di vuoto spirituale e
psicologico.11
Limitarsi a dire ad una persona obesa che ha bisogno di
mangiare meno e fare più esercizio è un'iniziativa troppo
ingenua per concretizzarsi in una strategia efficace a
fronte di questa complessa condizione; è necessario eseguire
un'esauriente valutatone della situazione e prendere in
considerazione tutti gli aspetti implicati; le persone
diventano obese per una varietà di ragioni o, piuttosto,
come risultato di molteplici fattori.
D'altronde è altrettanto vero
che dobbiamo riservare maggiore attenzione a quello che
mangiamo: quali alimenti consumiamo in misura maggiore e
quali in misura minore.
A renderci grassi è il fatto di consumare grassi ? Gli
esseri umani assumono notevoli quantità di grassi da lungo
tempo. Alcune culture derivano dai grassi il 70% delle
calorie e questo si verifica da migliaia di anni,
generazione dopo generazione.10
Per quale motivo dovremmo incontrare tutti questi
problemi adesso ?
Assumiamo da sempre grassi nei nostri alimenti - tale
aspetto non è cambiato. Quello che è cambiato è il tipo di
grassi che assumiamo. Ad esempio, il consumo di grasso del
burro è diminuito costantemente nel corso degli anni;
analogamente, quello di olio di cocco
è calalo bruscamente rispetto a pochi decenni or
sono.
Nel frattempo, il consumo di lutti gli oli vegetali è salito
vertiginosamente" senza dubbio in virtù del fatto che tutti
questi oli (in particolare quelli idrogenati o parzialmente
idrogenati) sono il principale ingrediente dei prodotti
alimentari preconfezionati che acquistiamo al supermercato.
Un altro sospetto ingrediente spesso presente assieme
all'olio vegetale è lo sciroppo di mais ad alto tenore di
fruttosio. Attualmente consumiamo questi due ingredienti più
di quanto mai avvenuto in precedenza.
Le mie esperienze nella cura
delle persone obese con una pratica clinica "alternativa"
indicano che la fisionomia dell'obesità è uno scenario di
gran lunga più complesso di un'eccessiva assunzione di
calorie e scarso esercizio fisico. L'esame di individui
in carne ed ossa mi ha dimostrato che sono presenti non solo
eccesso di tessuto ma anche forti carenze.
Nel contesto della scienza occidentale equipareremmo tali
carenze alla mancanza di vitamine, minerali ed enzimi,
nonché all'esaurimento delle ghiandole endocrine. Nella
pratica clinica è fin troppo comune vedere pazienti che
presentano un eccessivo accumulo di scorie nell'organismo ed
una concomitante carenza dei materiali adeguati che
implicano un buono stato di salute.
Il processo in virtù del quale si verifica tale
trasformazione presenta determinate caratteristiche che
coincidono con lo stile di vita statunitense e le ideologie
occidentali; è inerente alla nostra scelta degli alimenti, a
come ci prendiamo cura del nostro corpo, al modo in cui
affrontiamo le nostre emozioni, il lavoro, la gravidanza,
ecc.
Da molte generazioni non abbiamo più un approccio alla vita
realmente consapevole sotto il profilo della salute.
Il
problema non si limita unicamente all'accumulo di grasso.
Dobbiamo tenere in considerazione il fatto che gli alimenti
lavorati e preparati che acquistiamo al supermercato non
vengono digeriti altrettanto agevolmente dei loro
corrispettivi naturali. Di conseguenza, gran parte di quanto
assorbito dall'intestino e nel flusso sanguigno non riesce
ad essere assorbito attraverso il normale funzionamento
dell'organismo. L'obesità è una combinazione dell'accumulo
di questi materiali indigesti, accoppiato ad esaurite
energie dell'organismo, esaurite riserve endocrine ed
esaurita capacità digestiva.
L'esito finale è una perdita della complessita’ nel sistema;
l'organismo si trasforma in un sacco della spazzatura pieno
di cose di cui non necessita e che non riesce a scomporre o
eliminare.
Dall'esterno vediamo che le cose sono chiaramente diverse.
Non lo chiamiamo neppure più grasso, dato che sappiamo che
si tratta di qualcos'altro: Cellulite, "junk in the trunk"
(gioco di parole traducibile come ciarpame nel tronco, ndt),
"mud flaps" (intraducibile, analogo alle nostrane "maniglie
dell'amore", ndt), "gomma di scorta", "pancia da birra":
anche rifacendoci al gergo popolare sappiamo che si tratta
di qualcosa di diverso dagli ordinari depositi di grasso,
grasso che in una persona obesa di fatto presenta una
chimica differente rispetto a quella del grasso di una
persona sana.
Ogni cellula dell'organismo di
ciascun individuo (obeso o meno) ha del grasso al suo
interno. La membrana cellulare che compone la barriera che
delimita ciascuna cellula viene definita doppio strato
fosfolipidico ed è costituita da grasso, ad esempio, in una
tipica cellula del sangue, grosso modo un 50% di grasso
saturo ed un 50% di insaturo, il che significa che vi è un
involucro di molecole grasse le quali costituiscono la
superficie di ciascuna cellula; come un palloncino contiene
l'aria, cosi la membrana cellulare racchiude il contenuto di
una cellula. Ogni cellula dell'organismo presenta tale
conformazione. In corrispondenza della membrana cellulare vi
è molta attività. Ormoni ed altre molecole si legano alla
membrana e fanno sì che la cellula svolga tutte le funzioni
vitali essenziali; tutto quello di cui la cellula necessita
per operare e sopravvivere passa attraverso la membrana
cellulare, la quale deve svolgere la funzione di "barriera
selettiva", ovvero permettere selettivamente a determinate
molecole di penetrare impedendo al contempo il transito di
materiali indesiderati.
Queste membrane necessitano di un costante rifornimento dì
nuove molecole grasse, che vadano a sostituire quelle perse
nel corso di vari processi. Onde assicurare il corretto
funzionamento di queste intricate strutture deve essere
disponibile un'adeguata miscela di grassi saturi ed insaturi
di buona qualità; se nel flusso sanguigno non sono presenti
adeguate molecole grasse, l'organismo introdurrà qualsiasi
molecola grassa disponibile.
Nelle persone obese, le membrane
cellulari contengono una miscela alterata di molecole
grasse.12
Un risultato immediato è che le cellule non riescono più a
funzionare in modo appropriato, la membrana non è più in
grado di operare come barriera selettiva e la cellula lascia
entrare qualsiasi cosa presente nel flusso sanguigno. Man
mano che le cellule di grasso diventano più grandi,
consentono l'accumulo dì sempre più lipidi impropri.
Salutari componenti come l'enzima lipasi, la quale scinde le
molecole grasse, sono manifestamente assenti.
Il grasso in sé stesso può essere utilizzato come sito di
immagazzinaggio di sostanze liposolubili; molte delle
tossine ambientali cui siamo esposti sono liposolubili: sono
"oleose", in contrasto con quelle "acquose".
Come risultato, il tessuto grasso accumula questo materiale
tossico e lo immagazzina indefinitamente, il grasso e capace
di sintetizzare le proprie sostanze potenzialmente tossiche:
l'estrogeno, ad esempio, viene prodotto dai tessuti grassi
tanto nelle donne quanto negli uomini. Anche se un sano
equilibrio di estrogeno è essenziale per un buono stato dì
salute, quando nell'organismo ve ne è in eccesso esso può
provocare ogni sorta di problemi. L'estrogeno favorisce la
crescita e l'accumulo di tessuti, quindi contribuisce a
preservare il grasso nell'organismo; è inoltre un potenziale
fattore di crescila di tumori.
Degradazione delle derrate alimentari
Non possiamo ascrivere ai fast food tutti i nostri malanni.
Nel mercato odierno gli alimenti sono derivati interamente
da preparati di produzione industriale. Gli ingredienti
creati in laboratorio, come oli idrogenati e parzialmente
idrogenati, che molti studi hanno collegato ad una varietà
di malattie degenerative croniche quali diabeti:, cancro ed
obesità, sono presenti in quasi tutti i prodotti alimentari
confezionati."
Agli alimenti vengono aggiunti
conservanti, ripieni e dolcificanti; in un
supermercato è difficile trovare articoli che non contengano
zucchero o sciroppo di mais ad alto tenore di fruttosio.
Gli organismi geneticamente modificati (OGM)
sono la norma e si stima che siano contenuti nel 70% di
tutti i prodotti lavorati.
Apparentemente l'industria
agroalimentare non si fa alcuno scrupolo per le sue infinite
manipolazioni dei nostri prodotti alimentari, visto che per
il futuro ne sta pianificando in misura sempre maggiore.
Fino a quando resteremo ignari e indifferenti rispetto a
queste prassi, ci venderanno tutti i generi di prodotti che
producono i massimi profitti per l'industria del settore. A
quanto pare, al di là delle strategie di mercato che tentano
di spacciare questa spazzatura come cibo sano, al benessere
dei consumatori viene data scarsa importanza.
Molti individui che acquistano e
consumano alimenti prodotti dall'industria agroalimentare
sembrano ignari di come tali alimenti vengono di fatto
prodotti; non è una coincidenza che queste informazioni vengano in gran parte tenute
NASCOSTE al
pubblico.
Gli animali “prodotti in massa”
dall'industria agroalimentare sono
allevati in ambienti
crudelmente ristretti.
Per nutrirli li alimentano con le cose più a buon mercato,
comprese carcasse animali "riciclate"; inoltre
somministrano loro farmaci, ormoni ed antibiotici affinché
non muoiano prima di diventare abbastanza cresciuti per
essere mangiati.
Tutti questi processi e sollecitazioni innaturali modificano
la struttura delle carni in molti modi rilevanti; cambiano
l'equilibrio dei grassi acidi inducendo una insana
sovrabbondanza di omega-6 ed assenza di omega-3; aggiungono
molte tossine e fardelli chimici.
Gli animali alimentati con prodotti di scarto, mais e soia
non sono sani.
Di regola
le vacche mangiano erba e fieno; il fatto di alimentarle in
base a diete anomale riduce drasticamente la qualità delle
carni, in modo tale che il contenuto di grassi e proteine
non è più salutare come in passato.
Nel corso degli anni l'interesse
verso alimenti prodotti a livello locale nel rispetto del
consumatore è cresciuto costantemente, quindi per trovare
questi alimenti non dovrebbe essere necessario fare molta
strada. Molte città hanno "mercati degli agricoltori" dove i
produttori locali vendono i loro prodotti direttamente al
pubblico.
Le cooperative alimentari che sostengono la salubrità
dell'economia locale stanno nuovamente acquistando
popolarità come alternativa rispetto ai principali
supermercati. Vi sono inoltre molte aziende agricole
biologiche e biodinamiche aperte al pubblico.
Esistono molti siti web che aiutano il pubblico a scovare i
produttori locali.
Da decenni la Weston A. Price Foundation
aiuta la popolazione fornendo informazioni sugli alimenti
sani e su dove reperirli (vedere
http://www.westonaprice.org oppure
http://www.realmilk.com .
Un altro interessante sito web che fornisce informazioni su
dove trovare fornitori di alimenti sani è
http://www.themeatrix.com ; accertatevi di visionare il
videoclip.
Un fantastico libro di cucina
che contiene eccellenti informazioni su dieta e nutrizione
è Nourishing Traditions, scritto da Sally Fallon in
collaborazione con Mary Enig, PhD.
Questi riferimenti vengono forniti a vantaggio di coloro che
intendono avere un più salutare approccio al regime
alimentare.
A livello di massa, per curare
l'obesità l'attuale tendenza è quella di addossare la
responsabilità del problema a coloro che ne sono
maggiormente colpiti il che, sotto certi aspetti, e un
approccio legittimo.
Se la gente
smettesse di acquistare i generi di alimenti venduti nei
supermercati, l'industria del settore smetterebbe di
produrli e i supermercati di venderli.
Il fatto che i produttori di derrate alimentari abbiano o
meno una responsabilità nei confronti dei consumatori è una
questione che esula dagli scopi del presente articolo, così
come la questione se, come suggerito da molti, le campagne
pubblicitarie dei media abbiano o meno un certo impatto
sulle nostre abitudini di acquirenti e quindi sulla tendenza
all'obesità.
Anche se tutti siamo soggetti ai processi di socializzazione
che ci portano ad un'esistenza di consumismo di massa,
ciascuno di noi ha la prerogativa di cambiare in ogni
momento uno qualsiasi di tali comportamenti.
Forse il primo passo sta nei diventare consapevoli di quello
che accade.
Aspetti psico-spirituali dell'obesità
Uno dei componenti di massima
importanza dell'obesità è la dipendenza. La gente fa uso del
cibo per le più disparate ragioni: come passatempo,
consolazione, sostituto del sesso, etc.
Quando tali
comportamenti vengono portati all'estremo, suscitano
compiacimento e determinano l'incapacità di assumersi dei
rischi e provare qualcosa di diverso.
Associato all'obesità vi è un vuoto spirituale nel cui
contesto le persone cercano di appagare sé stesse in modi
diversi tramite il cibo. Sembra che ciascuno di noi debba
lottare con una varietà di sollecitazioni e conflitti
interni che, per essere appianati, richiedono introspezione;
ma fino a quando ci auto-cureremo e anestetizzeremo tramite
una dieta di scarsa qualità, sarà difficile entrare in
contatto con questi problemi riposti a maggiore profondità;
la natura della dipendenza è quella di mantenerci in uno
stato in cui affrontiamo costantemente il dolore provocato
da qualcosa di irrisolto profondamente sepolto in noi
stessi.
Sino a quando non riusciremo ad allentare la morsa della
dipendenza non riusciremo a scorgere cosa davvero provoca il
dolore e il senso di vuoto.
La dipendenza da cibo può quasi
diventare secondaria rispetto all'abituale abbandonarsi a
sentimenti e pensieri di auto-sconfìtta. Quando colmiamo noi
stessi con sentimenti negativi quali scarsa stima di sé,
impotenza e disperazione, tali sentimenti non migliorano
certo la situazione.
Per alcuni vivere in uno stato di depressione contribuisce
all'obesità tramite la dipendenza da cibi che danno
consolazione. Questa osservazione si basa sul concetto
secondo cui le persone infelici mangiano di più per sentirsi
meglio. Un'altra possibilità è che lo stato depressivo in sé
stesso contribuisca direttamente all'obesità diminuendo
l'efficienza delle funzioni dell'organismo; sguazzare in
stati emotivi sgradevoli determina la stagnazione e il
blocco dei sistemi dell'organismo, pregiudicandone la
funzionalità.
Per superare la dipendenza
dobbiamo vivere come persone complete; tutti i vari aspetti
della vita devono essere affrontati e vissuti positivamente;
dobbiamo essere presenti, almeno in qualche misura, in tutti
i nostri processi - fisici, emotivi, mentali e spirituali.
Quando trascuriamo una qualsiasi di queste parti di noi
stessi, la degenerazione diviene inevitabile. Nella nostra
società moderna tendiamo a riconoscere unicamente gli
aspetti fisici del nostro corpo; qualsiasi cosa attenga alla
mente o alle emozioni viene relegata al cervello ed al
sistema nervoso centrale, tuttavia fra questi differenti
livelli esiste una connessione con ciascun organo.
Molti sistemi di medicina tradizionale riconoscono
l'intelligenza presente nei tessuti di ciascuna parte
dell'organismo. All'interno di ciascun organo esistono
emozioni e schemi di pensiero; queste energie rappresentano
una parte dell'organo inseparabile tanto quanto la sostanza
fisica, e le porzioni energetiche possono essere
analogamente colpite da malattie e disfunzioni.
La nostra impostazione dietetica ha effetto non solo sui
tessuti fisici, ma anche sulla nostra salute mentale ed
emotiva. Quando mettiamo in collegamento con l'obesità
disordini psico-spirituali come la depressione, talvolta
postuliamo che il problema risieda soltanto nei
comportamenti alimentari.
Ad ogni modo, la filosofia medica orientale collega le
emozioni direttamente all'appropriato funzionamento dei
sistemi. Secondo questo schema ili pensiero, l'aumento di
peso potrebbe essere di fatto il risultato diretto del
sentirsi depressi, indipendentemente da qualsiasi modifica
delle abitudini alimentari.
Lo sperimentare abitualmente determinate emozioni e pensieri
può sortire l'effetto di diminuire l'efficienza funzionale
degli organi interni; non sono solo i sentimenti ad essere
depressi, ma anche tutte le diverse parti dell'organismo. La
malattia diventa inevitabile quando gli organi non sono più
funzionali a causa degli effetti inabilitanti di un regime
alimentare improprio combinati con l'effetto attenuante di
emozioni depresse.
Quando si presentano traumi emotivi, emozioni represse o
eccessi emotivi, tali fenomeni hanno conseguenze negative
anche per gli organi interni. I tessuti fisici e le sfere
mentali ed emotive della coscienza sono molto più
strettamente connesse di quanto immaginato in precedenza.
Si pone grande enfasi sulla
necessità di attività fìsica. Anche se è vero che per
restare in salute gli esseri umani hanno bisogno di muoversi
e fare dell'esercizio fisico, l'attività fisica non basta;
serve anche movimento a livello mentale ed emotivo. Per
essere entità complete ed integre gli esseri umani hanno
bisogno anche di pensare ed avere sentimenti.
I vari stili di vita della nostra società moderna non solo
soffocano la nostra capacità di fare esercizio fisico, ma
anche le nostre abilità dì pensiero ed emozioni. I nostri
pressanti impegni ci lasciano poco spazio per pensare a noi
stessi; sembra che invece dì darci lo spazio di cui abbiamo
bisogno per percepire ed esternare le nostre emozioni, ci
ritroviamo facilmente intrappolati e impantanali in esse con
soluzioni mirate a far fronte alla disfunzione piuttosto che
a risolverla sul serio.
Sconfiggere l'obesità
Come abbiamo visto, l'obesità è una condizione determinata
da molteplici fattori. Abbiamo liatteggiato un quadro che
diverge in misura consistente dai miti e dalle concezioni
erronee imperanti.
Per riassumere:
1. L'obesità è una condizione che implica errata
alimentazione e rilevanti carenze nutritive.
2. L'obesità deriva da disfunzioni dei normali schemi
operativi dell'apparato digerente, determinate da un
prolungato regime alimentare in appropriato.
3. L'obesità è sorretta da un sistema endocrino squilibrato,
che non funziona a causa dell'ingestione di oli vegetali
lavorati, zuccheri, ormoni esogeni e tossine ambientali.
4. L'obesità affonda le sue radici nella dipendenza,
depressione e stagnazione della prospettiva mentale ed
emotiva di un individuo.
5. L'obesità è associata alla mancata assunzione dì alimenti
che sarebbero realmente benefici, quali proteine e grassi
animali sani.
La soluzione comunemente
prescritta, ovvero quella di "mangiare meno e fare più
esercizio fisico", solitamente non ha successo in quanto non
affronta alcuno dì questi problemi fondamentali.
Se intendiamo sconfiggere l'obesità come disordine della
salute a livello pubblico, ognuno deve riappropriarsi della
propria facoltà di scelta e decidere nuovamente in che modo
vivere. Abbiamo tutti, molte volte al giorno, l'opportunità
di optare per una vita sana o una vita malata.
Assumersi la responsabilità di questa facoltà ed utilizzarla
appieno è quello di cui abbiamo disperatamente bisogno.
By
David Zeoli, ND, LAc © giugno 2006 - Email:
dzeoli@yahoo.com
Tratto da: Nexus n° 66
A proposito
dell'Autore:
David Zeoli, ND. LAc, è medico naturopata nonché agopuntore
abilitalo di Santa Fé, New Mexico, USA.
David ha conseguito il proprio dottorato in Naturopatia e la
laurea in Medicina Orientale presso il National College of
Naturopathic Medicine di Portland, Oregon. Una volta
completati gli esami ministeriali, David ha ottenuto
l'abilitazione ed ha esercitato in molti ospedali del paese.
Il suo articolo "Malattie dentali: una piaga moderna" è
stato pubblicato su NEXUS nr. 64.
Il Dr. Zeoli può essere
contattato via email presso dzeoli@yahoo.com.
Note:
1. Super Size Me (2004], diretto da Morgan Spurlock,
distribuito da Showtime Independent Films ed altri.
2. L'obesità viene definita come l'avere un Indice di Massa
Corporea (IMO pari a 30 o più, mentre avere un 1MC pari a 25
o più corrisponde alla rigida definizione di sovrappeso. Per
determinare i! vostro IMC misurate il vostro peso in
chilogrammi e dividete la cifra risultante per il quadrato
della vostra altezza misurata in metri; ovvero, IMC = peso
(kg) / altezza (m)J.
3. WHO, "Global Strategy on Diet, Physical Activìty and
Health: Obesity and Overweight",
http://www.who.int/dietphysicalactivity/publications/facts/obesity/en/
4. CDC/NCHS, "Prevalence of Overweight and Obesity Among
Adults: United States", 1999-2002,
http://www.cdc.gov/nchs/products/pubs/pubd/hestats/obese/obse99.htm
4a. Platform on Diet, Physical Activity and Health,
International Obesity Task Porce in collaboration with the
European Association for the Study of Obesity,
http://ec.europa.eu/health/ph_determinants/life_style/nutrition/documents/iotf_en.pdf
4b. "Obesity Surgery in Russia", Obesity Surgery 9(1):40-3,
febbraio 1999.
5. Proietto, J., "Can thè obesity epidemie be stopped?",
Asia Paci Clin Nutr 14 Suppl:S32, 2005.
6. "The Global Challenge of Obesity and thè International
Obesity Task Force",
http://www.iuns.org/features/obesity/tabfig.htm *
Figure%2 01.
7. CDC/NCHS, "Prevalence of Overweight and Obesity Among Children and Adolescente: United States,
1999-2002",
http://www.cdc.gov/nchs/products/pubs/pubd/hestats/overwghl99.htm
8. WHO, "Controlling thè global obesity epidemie", http://
www.who.int/nutrition/topics/obesity/en/
9. A tale proposito bisogna rimarcare due punti.
Innanzitutto, lo stesso Morgan Spurlock ha riacquistato un
peso corporeo ottimale dopo aver interrotto la dieta di
McDonald's.
In secondo luogo, in Africa esiste una tribù le cui
tradizioni prevedono una sorta di "gara del grasso", i cui
partecipanti devono tentare di acquisire in un breve periodo
di tempo un peso corporeo maggiore rispetto agli altri
contendenti. Durante la gara ciascun partecipante vive in un
piccolo cerchio di circa cinque piedi di raggio, da cui non
si sposta sino al termine della contesa. Gli amici gli
portano le singole ingenti quantità di latte di cui si
rimpinza. Prevedibilmente, il soggetto cresce sino a
raggiungere proporzioni massicce. Tuttavia, dopo la gara,
tutti ritornano alla loro routine quotidiana e dimagriscono
sino a raggiungere la forma ottimale.
10. Fallon, Sally con Enig, Mary G., Nourishing Traditions,
NewTrends Publishing, Inc., Washington, DC, 2001 (2°
edizione riveduta), p. 7.
11. Putnam, |udy e Gerrior, Shirley, "Trends in the US Food
Supply, 1970-97", USDA/ERS,
http://www.ers.usda.gov/pu-blications/arb750/aib750g.pdf
12. Petrescu, O. et al., "Long-chainfatty acid uptake is
upregulated in omental adipocytes from patients undergoing
bariatric surgery for obesity", Int I Obes (Lond)
29(2):196-203, febbraio 2005.
13. Ichinose Y. et al., ["Formation of experimenta! obesity
by Crisco"], Nìppon Yakurigaku Zasshi 83{4):309-15, aprile
1984.
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La "CICCIA" INQUINA - Italy, Roma
Apr. 2009
Essere in linea fa benissimo non solo alla nostra ma anche
alla salute dell'ambiente: infatti riduce le emissioni di
gas serra causate dalla produzione di cibo, una delle
principali fonti di emissioni, e dall'uso dell'automobile,
che risulta proporzionale ai chili di troppo. Lo rivela uno
studio di Phil Edwards e Ian Roberts della
London School of Hygiene &
Tropical Medicine pubblicato sull'International
Journal of Epidemiology.
I ricercatori hanno calcolato che una popolazione di un
miliardo di persone magre emetterebbe ogni anno un miliardo
di tonnellate di CO2 in meno rispetto allo stesso numero di
persone grasse.
L'indice di massa corporea (IMC) del mondo occidentale sta
continuando a salire senza freno: tra 1994 e 2004 l'IMC
medio in Gran Bretagna è salito per i maschi da 26 a 27,3,
per le femmine da 25,8 a 26,9 (circa 3 kg di più). Inoltre
gli esperti hanno calcolato che una popolazione magra come
quella del Vietnam consuma il 20% in meno di cibo e produce
meno gas serra rispetto a una popolazione in cui il 40%
degli individui è in sovrappeso, come in America.
Non solo chi mangia di più inquina di più perché la
produzione di cibo è la principale fonte di emissioni, ma
anche perché di solito chi è obeso o in sovrappeso
preferisce andare in macchina, contribuendo a inquinare
anche in questo modo.
Tratto da: temporeale.libero.it
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Se il bambino ingrassa potrebbe non essere solo dovuto al
cibo spazzatura, al poco movimento o perché mangia
troppo. - 15 novembre 2010
Se il bambino ingrassa potrebbe non essere dovuto al cibo
spazzatura, al poco movimento o perché mangia troppo. Dietro
all'accumulo di grasso, specialmente intorno alla vita, pare
infatti ci sia un deficit di vitamina D.
A sostenere la tesi che vi sia un collegamento tra una
carenza di questa vitamina e l'accumulo di grasso al
girovita sono i ricercatori dell'Università del Michigan
(Usa). Gli scienziati ricordano che il grasso accumulato in
questa parte del corpo è quello più temibile.
Non si tratta di una mera questione estetica, ma di problemi
di salute. Il grasso intorno alla vita è stato accusato di
esporre al rischio di
diabete di tipo 2, malattie
cardiache e altre patologie più o meno gravi nel corso
della vita.
Il dottor Eduardo Villamor e colleghi hanno coinvolto nello
studio 479 bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni
residenti in Colombia. A partire dal 2006, li hanno seguiti
per quasi tre anni.
All'inizio dello studio hanno prelevato dei campioni di
sangue per misurare i livelli di vitamina D e, al tempo
stesso, hanno preso delle misure per valutare le condizioni
fisiologiche rispetto al grasso corporeo.
Gli indicatori comprendevano l'Indice di Massa Corporea (BMI),
la circonferenza della vita e il rapporto sottoscapolare
pelle/tricipiti.
Dai risultati ottenuti a termine studio, si è scoperto che
la carenza di vitamina D era collegata a un drastico aumento
della circonferenza del girovita legata a un accumulo di
grasso. Oltre a ciò, si è trovato che una deficienza di
questa vitamina rallentava la crescita in altezza dei
bambini di sesso maschile; le femmine pare non ne risentano
in questo senso.
"Abbiamo scoperto che i bambini con i livelli più bassi di
vitamina D, all'inizio tendevano ad aumentare di peso più
velocemente che non i bambini con livelli più alti", ha
scritto Villamor sulle pagine dell'American
Journal of Clinical Nutrition su cui ha riportato i
risultato del suo studio.
Tratto da: lastampa.it
Commento NdR: si sono "dimenticati" dei
danni
gastrointestinali dei
Vaccini....
vedi anche
per fluidificare il sangue e pulire le arterie:
Cura dell'Aglio
+
Vegetarianesimo +
Crudismo
+
Emodieta
+
Ipertiroideo-ipotiroideo
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Il grasso non
è malattia, ma è lavoro intelligente del
sistema immunitario
A modo suo quell’acqua persa era stata messa all’interno del
corpo con criterio e intelligenza dal
sistema immunitario.
E’ il sistema immunitario a distribuire il grasso, l’adipe,
il sovrappeso nella gente obesa. E quando si dice
sistema
immunitario si dice sistema nervoso, sistema neurovegetativo,
sistema epiteliale, sistema ghiandolare, sistema sessuale.
Ogni dieta assurda ed innaturale, contraria al disegno
originario umano, e contraria alle precise regole della
digestione-assimilazione-evacuazione, è una forma di offesa
e di ribellione al proprio sistema immunitario.
Un errore che si paga in denaro sonante, perdendo tempo e
perdendo salute.
Esiste una enorme differenza tra malattia-causa a monte e
malattia-sintomo a valle
L’acqua in più, il grasso in più, il peso in più, per quanto
fastidiosi ed anti-estetici, non sono una patologia ma sono
il sintomo tastabile e visibile di una patologia che sta a
monte, e che è di tipo ideologico e comportamentale.
Noi igienisti naturali conosciamo troppo bene i meccanismi e
le differenze enormi tra malattia-causa e malattia-sintomo,
e ci guardiamo bene dal toccare i sintomi.
Il grasso e il sovrappeso vanno rispettati, come va
rispettato il sistema immunitario.
Non
serve assolutamente lottare contro il sintomo, e il grasso è
un sintomo. Fatte tali considerazioni, passiamo al tuo
problema che si sintetizza nel peso eccessivo, nella
glicemia alterata e in quella fame pomeridiana che devi
contenere a fatica, per non buttarti sulla preda proibita
che per te sono i grissini, per altri la nutella, per altri
ancora il formaggio e il salame.
La mia risposta ai tanti che sono più o meno in queste
condizioni, dico che non si deve mai lottare contro un
sintomo, si chiami esso febbre, male di testa, alta o bassa
pressione, ipo o ipertiroidismo, obesità, sovrappeso, e così
via.
Questo discorso è di basilare importanza. Non è un trucco
mentale o uno stratagemma psicologico.
Occorre lottare duramente contro le malattie a monte, fatte
di pensieri sbagliati, di errori ideologici e
comportamentali, di scelte assurde e prive di logica.
Ci sono mille motivi per cercare una compensazione nel cibo
- C’è il nervoso che vorrebbe spaccare tutto e non può, e si
scatena sul cibo.
- C’è il super-erotico, che vorrebbe accoppiarsi con 100
diverse persone e non può, e si scatena sul cibo.
- C’è l’anonimo che vorrebbe essere famoso e non può, e si
scatena sul cibo.
- C’è lo stonato che vorrebbe vincere Sanremo e non può, e
si scatena sul cibo.
E l’elenco va avanti col timido,
con l’innamorato della persona sbagliata, con lo sportivo, e
con tutta la gente che difetta di qualcosa e che trova
nell’alimento ogni forma di compensazione.
Si deve lottare per l’autorealizzazione
La grinta umana è un valore importante, da non disperdere e
da non contrastare. Bisogna soltanto incanalarla nell’alveo
giusto.
Si deve lottare per l’equilibrio fisico-mentale-sessuale-spirituale.
Si deve lottare per la propria auto-realizzazione.
Solo a quel punto non cercheremo compensazioni gastro-intestinali.
Massimizzare l’apporto di succo
zuccherino di frutta, prendendo nel contempo insuline e
inuline naturali dal topinambur, dallo zenzero e dalle
verdure crude in generre
A livello pratico, gustativo, calorico e biochimico, si
tratta di massimizzare l’apporto in zucchero-glucosio
naturale (cioè in acqua zuccherina dalla frutta) mediante
quei 5 pasti sazianti di sola frutta, che vado suggerendo
lontano dai pasti di pranzo e cena, in piena coerenza con
l’Università di Cambridge e il suo famoso esperimento di 10
anni fa.
Solo così, non sperimenterete altre ricadute nel vortice
dell’alimentazione cosiddetta normale.
Restiamo tutti cicciottelli e pesanti ? Nemmeno per sogno. E
allora che si fa ?
Il grasso se ne deve andare al più presto. Ma a una sola
condizione; ed è quella di fare una rivoluzione culturale
nella propria psiche e nell’impostazione generale della
propria vita.
Tecnicamente parlando, non si cala di peso scagliandosi
contro il grasso, ma scagliandosi contro i meccanismi che
portano al grasso, scagliandosi contro
farmaci,
vaccini, proteine animali a 360 gradi,
carboidrati cotti e lavorati, farine doppio zero, sale e
zucchero, caffè e sigarette, the e dolciumi, bevande gassate
e alcol, vita sedentaria e demotivata.
Fuori il grasso sì, ma anche fuori i
suoi veleni di accompagnamento
Prima cosa occorre perdere il grasso in modo razionale,
sulla base del principio fuori il grasso e fuori
contemporaneamente i suoi veleni.
Per fare questo con una ragionevole rapidità serve il
digiuno drastico, con una damigiana d’acqua leggera a
disposizione da bersi a piccoli sorsi, ricorrendo poi a una
dieta purificante di frutta, seguita dall’unico sistema
alimentare privo di conseguenze e di effetti collaterali,
ovvero dal sistema umano, cioè fruttariano-vegano-crudista,
che nella nostra società odierna può essere in molti casi
tendenzialmente crudista, ovvero ligio e rispettoso il più
possibile dei principi di base del veganismo-crudista,
con la concessione di piccoli e non gravi compromessi
casuali ma non sistematici.
Se pensi che solo la proteina è il tuo cibo, resterai grasso
e malaticcio tutta la vita
Se una persona continua a pensare erroneamente che il suo
carburante è la proteina, magari nobile, o la sostanza cotta
e concentrata, o l’integratore, o il formaggio, o il salume,
o la bistecca, o il quadrello di cioccolato, o i panini e le
patatine supersalate e superfritte della McDonald’s, non ci
sarà nessun santo in cielo o in terra capace di tirargli via
il grasso, il diabete, la nefrite, la gastrite, la cistite,
l’epatite, il cancro e il sovrappeso.
Se vai a fondo, oltre le apparenze, oltre l’imperante
indottrinamento cibo-sanitario, ti puoi salvare
Se invece una persona studia e riflette, prova ed
esperimenta, usa il cuore, l’anima e il cervello per capire
se stessa, la natura, gli animali, la storia, la società
civile o incivile nella quale vive, allora le cose possono
cambiare.
Se una persona si analizza a fondo e capisce come funziona
il ciclo alimentativo-assimilativo-espulsivo, secondo le
regole della scienza, e non quelle suggerite dal perverso
schema medico-farmaceutico-pseudoalimentare-macellatorio-statinico-eparinico-vaccinatorio,
allora può ancora salvarsi.
E’ basilare capire le caratteristiche del nostro motore
fruttariano e del nostro carburante frutta
Se una persona capisce che la frutta matura, quella che
pende dai rami, ed anche quella che proviene dalle piante
eduli, rappresenta il suo vero e unico carburante elettivo,
disegnato cioè per il suo corpo fruttariano a tutti i
livelli, indipendentemente dalle porcherie che sta mangiando
e che hanno mangiato i suoi genitori, allora siamo maturi
per un cambiamento.
Le caratteristiche qualitative del carburante umano chiamato
frutta
La frutta al naturale ha la caratterista unica di nutrire in
modo perfetto il corpo umano, di dargli calorie, bioacqua,
fibrenaturali e micronutrienti senza nessuna carenza e senza
nessun effetto collaterale. In più, ha la caratteristica
altrettanto importante di ripulire alla perfezione le
cellule, il sangue e la linfa.
Non sto qui a parlare delle caratteristiche univocamente
basilari della frutta, tipo le sue qualità alcalinizzanti (antiacide),
antiossidanti (anti-radicali), antiuriche, antiputrefattive,
antifermentanti, antinfluenzali, anticolesterolo,
antiomocisteiniche, antitrigliceriche, antidiabetiche,
anticancerogene (a condizione di non mescolarsi con le varie
porcherie proposte e imposte dal pacchetto dittatoriale
sanitario-alimentare mondiale).
Nessun mito e nessuna magia, nessun discorso religioso; Il
tutto senza creare dei falsi miti.
Frutta bella, colorata, profumata, naturale, dono-di-Dio,
pacifica, non-crudele, non ammalante. Tutte cose giuste e
tutte cose vere.
Ma non certamente frutta magica o dotata di
intelligenza. Quindi non dimagrante e non ingrassante.
Tutto sta nel medico interno chiamato sistema immunitario o
equilibratorio
Dimagrimento e ingrassamento, o meglio ancora
razionalizzazione e bilanciamento del peso sui livelli che
ci competono, sui livelli del peso-forma assegnatoci dalla
natura quando siamo in condizioni di perfetta salute, sono
tutte questioni di stretta ed esclusiva competenza del
sistema immunitario. Non del medico, non del nutrizionista,
non dell’igienista, non dell’omeopata, non del dietologo,
non della frutta o della bistecca, ma del sistema
immunitario.
Personalmente la parola immunitario non mi piace perché
sbagliata, ed è il solito regalo sviante e diseducativo
della cultura medica. L’immunità non esiste. Se ti dai una
martellata sul dito, col cavolo che sei immune dalle
conseguenze. Avrei chiamato più appropriatamente
quell’apparato come sistema equilibratorio o auto-guaritivo.
Questa è la sola formula del peso e della salute.
Quando si arriva a queste conclusioni, che sono scientifiche
e non frutto di ideologie settarie o fanatiche di gruppi
vegani o igienistici o religiosi o filosofici o animalisti,
allora siamo pronti per diventare persone corrette dotate
del giusto peso e della giusta salute fisica, psicologica,
mentale, etica, estetica e spirituale. Tutto il resto sono
illusioni e balle, trucchi per fare soldi sulle spalle della
gente.
Le donne che pensano di mantenere la linea fumando o bevendo
caffè sono delle povere deficienti.
Nessuna me ne voglia per questo linguaggio. Ma è la pura
realtà.
By V. Vaccaro - Igienista
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Italiani
sempre più grassi e pigri - Tratto da: da scienze.tv di
Mer. 27/02/2008
Italy,
Roma - Dall'Università Cattolica di Roma, un rapporto che
fotografa gli italiani in sovrappeso seduti in poltrona.
Chili di troppo e sedentarietà sono una vera e propria piaga
nazionale.
Nonostante l'obesità sia salita dall' 8,5 per cento al 9,9
per cento rispetto al 2005-2006, con punte più elevate al
Sud, lo sport rimane un'attività sconosciuta ai più.
La percentuale di chi lo pratica regolarmente è infatti solo
del 20,9. In particolare, l'indagine ha riscontrato valori
molto alti di obesità in Campania, Puglia, Basilicata e
Calabria, mentre i valori scendono sensibilmente nelle
regioni settentrionali tra
cui Piemonte, Valle d'Aosta e Lombardia.
I problemi aumentano con l'avanzare dell'età, tra i 45 ei 74
anni per gli uomini e i 55 e 74 anni per le donne,
soprattutto per i primi (il 43,9 per cento rispetto al 26,2
per cento). L'aumentare di peso è proporzionale al
progressivo abbandono dell'attività fisica, tendenza che si
riscontra meno nella Provincia Autonoma di Bolzano, in cui
il 38,5 per cento degli adulti passeggia per almeno due
chilometri, nuota o va in bicicletta.
By Laura -
http://www.scienze.tv/node/2989
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Sulla
rivista “Endocrinology"
- Dieta grassa e ritmi circadiani
Una dieta ad alto contenuto di grassi contribuisce non
solo all’obesità, ma anche, attraverso i segnali dell’adiponectina,
a uno squilibrio del ritmo circadiano vedi:
Ritmo circadiano
obesità
Una dieta ricca di grassi è dannosa per
l’organismo non solo per gli effetti negativi sul
soprappeso, sull’obesità e sul rischio di sviluppare
patologie cardiovascolari ma anche - come si leggerà su un
prossimo numero della rivista “Endocrinology" – per i
rischio di squilibrare il ritmo circadiano, l’orologio
interno con periodo di 24 ore del nostro organismo.
Il ritmo circadiano, come hanno chiarito numerose ricerche,
è coinvolto nella regolazione e nella produzione di enzimi e
ormoni, a loro volta cruciali per il metabolismo: un
problema in questo delicato centro di comando fisiologico
può portare a sua volta a uno squilibrio ormonale, a
obesità, a problemi psicologici e disturbi del sonno.
Sebbene la luce sia il fattore che più
influenza i ritmi circadiani, Oren Froy e colleghi
dell’Istituto di biochimica, scienze dell’alimentazione
e nutrizione
della
Hebrew University di Gerusalemme, hanno dimostrato con i
loro esperimenti su topi di laboratorio che esisterebbe un
rapporto di causa-effetto tra dieta e squilibrio del ritmo
circadiano.
Per verificare le loro ipotesi, gli studiosi hanno
analizzato quanto l’orologio biologico
controlli i meccanismi di segnalazione dell’adiponectina
(che e' un ormone che controlla
il metabolismo energetico di lipidi e carboidrati)
nel fegato, e in che modo il digiuno e una dieta ricca di
grassi influenzino tale controllo.
L’adiponectina è una sostanza secreta da dagli adipociti -
le cellule del tessuto adiposo - coinvolta nel metabolismo
del glucosio e dei lipidi. I ricercatori hanno così
sottoposto i topi a una dieta a basso o ad alto contenuto di
grassi seguita da un giorno di digiuno, misurando in seguito
alcune componenti del cammino metabolico dell’adiponectina a
vari livelli di attività.
Nei topi che avevano seguito una dieta a basso contenuto di
grassi, il ritmo circadiano risultava normale. Per contro,
la dieta ad alto contenuto di grassi contribuiva a diminuire
i livelli della proteina AMPK, che svolge un ruolo cruciale
nel metabolismo degli acidi grassi, il quale può essere
danneggiato proprio dai bassi livelli di AMPK.
I ricercatori sono così giunti alla
conclusione che una dieta ad alto contenuto di grassi possa
contribuire all’obesità non solo per il contenuto calorico,
ma anche per il disequilibrio portato nel ritmo circadiano
attraverso i segnali dell’adiponectina. (fc)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
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Dimagrire
La Cassia è una
pianta spontanea tropicale, non va confusa con la più nota
cassia angustifolia, la quale ha proprietà prevalentemente
lassative.
La Cassia nomane è ricca di flavonoidi e di altre
sostanze che inibiscono l’azione della lipasi, gli enzimi
del pancreas deputati alla digestione dei grassi. In questo
modo riduce del 30% l’assorbimento dei grassi limitando così
l’apporto calorico complessivo e diminuendo il livello di
trigliceridi e colesterolo nel sangue.
Commento NdR:
quello che non si e’ detto in questi pur pregevoli articoli
e’ che TUTTI, ormai da diversi decenni, veniamo
vaccinati ed i
vaccini
e’
noto destabilizzano l’apparato digerente alterando il
pH digestivo e la
flora batterica autoctona
e riducono quindi anche le varie tipologie di
enzimi prodotti per la
metabolizzazione dei cibi utilizzati.
I vaccini producono
purtroppo anche intossicazioni,
infiammazioni,
immunodepressioni
e mutazioni
genetiche.
La
Flora batterica e' una comunita' di migliaia di miliardi di microbi
(innocui, autoctoni) che vivono nel tratto
gastro-intestinale e scompongono e trasformano con gli
enzimi i nutrienti,
regolando la quantita' e la qualita' delle sostanze estratte
da inviare alle cellule del corpo.
Quando una parte od alcuni ceppi di questi microbi aumentano
o diminuiscono, si parla di
alterazione della flora
batterica (disbiosi) le sostanze
estratte dai cibi possono anche essere diverse e facilmente
si accumulano in scorte di adipe (grasso) ed aumentano il
grado di intossicazione ed
infiammazione
oltre ad
immunodepressione corporea.
Ricordarsi quindi che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto
a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.
Una delle caratteristiche dell'obesita' e' proprio quella di
avere una cronica e forte disbiosi (alterazione dei giusti
rapporti fra microbi Bacteriodetes e Firmicutes (i grassi=obesi,
hanno molto piu' Bacteriodetes, piuttosto che di Firmicutes
e viceversa).
Come ha ben dimostrato il dott. Jeffrey Gordon della
Washington University School of Medicine.
Gli obesi infine, una volta entrati nel giro vizioso
dell'accumulo di grasso, acquisiscono una superiore la capacita' di digerire carboidrati complessi e quindi, di
ricavare piu' sostanze dal cibo.
FRUTTA SECCA
Dose consigliata di
frutta fresca, per l'implementazione di
minerai e grassi "buoni", specie
noci,
mandorle dolci,
nocciole, (meglio evitare le
arachidi, che sono un
legume ed anche perche' sono molto inquinate
dai
prodotti chimici utilizzati in
agricoltura),
utilizzate al massimo 60 gr al giorno ripartito nella
giornata; molto utili nel
dimagrimento e per tutte le eta', per la
circolazione
sanguigna e per il cuore;
per il
colesterolo e' d'obbligo l'utilizzo di 2
noci brasiliane al giorno.
Quindi ricordiamo che i
vaccini
oltre ai farmaci sono la base della
destabilizzazione della
normale funzione dell’apparato digerente e sono la
base principale anche dell’obesita’, come di tutte le altre
malattie !!
Oltre ad una sana e moderata
alimentazione tendenzialmente
vegetariana, e' utile utilizzare la
fitoterapia perche' e' una
carta vincente nella cura dell’obesità, con infusi di erbe
che spezzano la fame come la gramigna, tiglio, carcadé,
fiori d’arancio, oltre a
disintossicare il fegato e
disinfiammare tutto l'organismo.
Un amico Pediatra, combatteva la tendenza dell'obesita'
dei suoi figli, con l'eliminazione
totale dei caloriferi, erano molto magri rispetto ai
coetanei....e quindi anche piu’ sani…
Trends in Endocrinology and Metabolism Available online 22
January 2014
Stare al freddo, anche se moderato. Ecco un modo sano per
perdere peso, secondo uno studio olandese pubblicato su Tem,
la rivista Trends in Endocrinology and Metabolism.
“L'obesità è la conseguenza di un saldo energetico positivo,
che può essere compensato da un minore apporto calorico, da
un aumento dell'attività fisica, o con terapie
farmacologiche” spiega Wouter van Marken Lichtenbelt,
ricercatore al
Department of Human Biology, School for Nutrition,
Toxicology and Metabolism (Nutrim) dell'Università
olandese di Maastricht. Tuttavia, mantenere il peso perso è
difficile, e l'uso a lungo termine di farmaci è poco
efficace e fonte di potenziali effetti avversi anche gravi.
“Queste limitazioni indicano che, date le nostre attuali
conoscenze, servono nuove idee per combattere i chili di
troppo” riprende il ricercatore. E dato che la maggior parte
delle persone vive gran parte del tempo in ambienti a
temperatura controllata, vale la pena esplorare gli aspetti
sanitari della temperatura.
Detto fatto, i ricercatori nordeuropei hanno verificato se
l'esposizione regolare al freddo moderato può essere una
strategia sana e sostenibile per aumentare il dispendio
energetico.
Marken Lichtenbelt e colleghi studiano gli effetti delle
temperature moderatamente basse da circa 10 anni, un campo
praticamente inesplorato. “E i primi dati hanno portato i
ricercatori a una prima importante scoperta: una breve ma
ripetuta esposizione al freddo moderato brucia calorie,
anche se gli effetti a lungo termine restano da stabilire”
riprende il ricercatore.
Un esempio ? La riduzione del grasso corporeo osservata in
un gruppo di soggetti che ha passato due ore al giorno a 17
gradi Celsius per sei settimane.
“E dopo sei ore al giorno al freddo per 10 giorni aumenta la
quota di grasso bruno e si rabbrividisce meno stando a 15
gradi. Non solo, ma aumenta anche la produzione di calore
interna, che può arrivare fino al 30 per cento del bilancio
energetico globale”, osserva Marken Lichtenbelt.
Per mantenere un buon
metabolismo ed i giusti rapporti di
ossido/riduzione
e quindi ormonali, e' bene seguire un'alimentazione
quanto piu'
vegetariana possibile, con legumi, verdure crude e poca
frutta ma e separata dal resto del cibo, con pochissimi
formaggi, o pesce e/o carni bianche (se siete ammalati sono
da escludere anche carni, salumi e formaggi)
Ma comunque tutto cio' che e' qui indicato, deve essere
sottoposto a verifica, per ognuno, a seconda del gruppo
sanguigno di appartenenza.
vedi anche
per fluidificare il sangue e pulire le arterie:
Cura dell'Aglio
+
Vegetarianesimo +
Crudismo
+
Emodieta
+
Ipertiroideo-ipotiroideo
vedi:
Obesita' orgina
Diabete e Cancro + Obesita' Bimbi
+ TOSSIEMIA + Acidosi=riordino del pH
+
Obesita'
adulti
+
Grassi pericolo di Cancro
+ Obesita' e Cancro +
Intestino + Sindrome dell'Intestino Permeabile + DIGESTIONE
+
Stitichezza
+ Diarrea +
Malassorbimento +
DISINTOSSICAZIONE NATURALE del CORPO
+
Legge di Guarigione
+ Mangiare crudo = Crudismo
+
ALIMENTAZIONE
NATURALE
+
Consigli
per Digiuno
+
Digiuno
2 +
Protocollo della
Salute
+ Legge di
Guarigione
+
Specie Umana,
Progetto 3M - PDF
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Per dimagrire:
Cura del corpo:
- Sveglia alle 5 o max le 6 del mattino.
- fare le frizioni fredde (vedi
frizioni fredde) su tutto
il corpo e reazione calda a letto (almeno 6 frizioni
fredde), sconsigliate a
coloro che soffrono di problemi cardiaci e circolatori anche
sulle sole gambe.
- oppure camminare in un torrente od una vasca con acqua
fredda a 5 gradi - oppure frizionare le gambe ed i piedi con
un asciugamano imbevuto di acqua fredda di frigo oppure
bagnato di acqua fredda con dentro qualche cubetto di
ghiaccio.
- fare una vaporizzazione con apparecchio di aerosol di
acqua fredda
- bere una tisana tonificante esempio: a base di luppolo;
anice per sgonfiare la pancia; finocchio per disinfiammare
e pulire l'intestino; equiseto per purificare il sangue e
reni. + 1 cucchiaino o cucchiaio di miele.
- fare un enteroclisma a base di camomilla
- fare un buon massaggio corporeo; dopo 30 minuti fare
attivta' fisica (almeno da 1 a 3 ore di camminate), alla
fine della quale e' utile una buona doccia fredda, meglio
Idroterapia su tutto il corpo.
- Utilizzare acqua calda e fredda alternate su varie parti
del corpo (metodo Kneip)
Salubri e facili da fare anche in casa, sono le irrigazioni
alle gambe ed alla colonna vertebrale con l'acqua fredda.
- Esercizio fisico durante tutto il giorno.
- Assumere piu' volte durante il giorno, ovuletti o capsule
o compresse di aglio + biancospino
- Alimentazione:
Colazione solo a base di
frutta cruda + qualche noci o semi.
Pranzo: Crudita' miste (insalatone miste con tutti in tipi di
verdure e mais, senza formaggi, tollerato il pesce (poco),
assolutamente indicati aglio e cipolle crude; tollerato pane
di mais; spremute di verdure o frutta ad ogni pasto
Sera: frutta
cruda o brodo di verdure cotte e pane di mais (1 cucchiaino
di miele ed una camomilla di melissa alla sera)
OGNI GIORNO assumere 2 noci brasiliane, ben masticate.
La terapia naturale va seguita per un minimo di 45 giorni.
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Obesità:
combatterla con la colazione - 01 Dicembre
2010
L’obesità può essere combattuta con la
colazione. A dimostrarlo è una ricerca dell’Università
di Parma, che ha messo in luce la
correlazione esistente tra mancanza di una
colazione adeguata e rischio di incorrere
nell’obesità. A sottolineare i vantaggi di una
corretta colazione è il professor Maurizio
Vanelli, direttore della scuola di
specializzazione dell’Università di Parma.
In sostanza guai a non fare la colazione perché
si rischia l’obesità. Il problema consiste nel
fatto che i bambini che non fanno colazione
arrivano all’ora di pranzo con una fame
eccessiva che li porta a mangiare troppo,
rischiando di giungere al sovrappeso. Non
bisogna dimenticare tra l’altro che una buona
colazione è essenziale anche per rendere di più
sia a scuola che nell’attività sportiva. Una
colazione adeguata è insomma il punto di
partenza per affrontare la giornata.
Il professor Vanelli chiarisce che i cibi da
consumare a colazione sono quelli che fanno
parte di una nutriente dieta mediterranea, come
yogurt o latte insieme a cereali, biscotti o
fette biscottate con la marmellata. Si potrebbe
dire che in tema di dieta si dovrebbe fare
colazione per dimagrire.
Ma molto interessanti sono anche le informazioni
che riguardano le modalità da rispettare nella
colazione.
Si dovrebbe evitare di fare colazione in fretta
al bar e di lasciare che i bambini facciano
colazione da soli davanti alla tv.
Sarebbe meglio andare a dormire più presto, per
svegliarsi prima, in modo da avere più tempo da
dedicare alla colazione prima di andare a
scuola. Regole semplici e facili da mettere in
pratica a vantaggio del nostro benessere.
By
Gianluca Rini - Fonte: tantasalute.it
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Obesità pericolosa già a 20 anni
Studio apparso su:Obesity (Silver Spring).
02/05/2013
Secondo lo studio diretto da Robert Michaelson
della
Northwest weight loss surgery di Everett,
stato di Washington, sulla rivista Obesity, il
bendaggio gastrico regolabile è sicuro ed
efficace non solo negli obesi patologici, ma
anche nei soggetti con indice di massa corporea
(Bmi) compreso fra 30 e 40. Il chirurgo ha
testato in particolare un sistema chiamato
Lap-band, un bendaggio gastrico regolabile che
consiste in una fascia gonfiabile di silicone,
collocata per via laparoscopica attorno alla
porzione superiore dello stomaco, così da
formare una piccola sacca che riduce la capacità
gastrica, permettendo di raggiungere la sazietà
con una dieta moderata. Ciò porta a perdere
peso. A differenza del by-pass gastrico,
l’intervento è reversibile e regolabile: la
fascia si può stringere o allentare,
personalizzando l’alimentazione sul singolo
paziente.
«Nel 2001 la
Food and drug administration (Fda) ha
approvato questo sistema per i pazienti con Bmi
oltre 40 e per quelli con Bmi pari almeno a 35 e
con comorbidità quali diabete o ipertensione»
afferma Michaelson, spiegando che l’attuale
studio è stato disegnato per valutare sicurezza
ed efficacia in soggetti con Bmi fra 35 e 40 in
assenza di comorbidità, oppure in individui con
Bmi fra 30 e 35 e almeno una comorbidità.
«L’obiettivo è di ampliare le indicazioni della
Fda» sottolinea il ricercatore, autore
dell’articolo assieme a tre funzionari di
Allergan, l’azienda californiana produttrice del
dispositivo.
Michaelson e colleghi hanno selezionato 149
soggetti obesi da almeno 17 anni che, stanchi
dei fallimenti di altri metodi dimagranti,
avevano optato per la chirurgia. Un anno dopo il
posizionamento del bendaggio gastrico, quattro
quinti dei pazienti registravano una perdita di
peso superiore al 65%, e due terzi di essi non
era più obeso. Visibilmente migliorate anche
qualità della vita e comorbidità.
Gli effetti indesiderati, quasi sempre vomito,
reflusso e disfagia, erano lievi e si
risolvevano entro un mese. «I risultati
dimostrano che l’intervento precoce è la
strategia giusta contro l’obesità e le sue
comorbidità» conclude il chirurgo.
Ma in un editoriale di commento Melinda Maggard,
dell’università della California a Los Angeles,
getta acqua sul fuoco: «Benefici e rischi a
lungo termine del bendaggio gastrico regolabile
negli obesi lievi e moderati vanno ancora
chiariti. Fino a quando questi dati non saranno
disponibili, l’uso di Lap-band nei pazienti con
Bmi tra 30 e 35 andrebbe riservato alla ricerca
clinica».
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