Complimenti.....Sei entrato nel piu' completo Portale sulle Medicine Alternative, Biologico  Naturali e Spirituali - la Guida alla Salute Naturale - Leggi, Studia, Pratica e starai in Perfetta  Salute, senza Farmaci ne' Vaccini


GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


OBESITA' = grassi, perche' ?
Sindrome della permeabilita' intestinale ed autismo
 

Obesità, la nuova Epidemia Mondiale
vedi: Obesita' anche infantile

L’Italia (anno Gen. 2011) ha un brutto record in Europa, connesso alla cattiva alimentazione: è il Paese con la maggior percentuale di bambini obesi: il 36%.
Il 52% dei bambini tra i 9 e i 10 anni che vivono a Milano e provincia, ha problemi di peso. Il dato emerge da un'indagine del Comitato provinciale di Milano del Coni condotta su circa 20mila bambini e presentata in occasione della 10' edizione della Danone Nations Cup, torneo di calcio riservato ai giovanissimi.
"Il 41% dei bambini della nostra indagine sono risultati sovrappeso, divisi tra 9% obesi e 32% in 'semplice' sovrappeso. Di questi il 57% e' di sesso femminile" spiega Ettore Rizzi, coordinatore della ricerca. Ma c'e' anche chi ha il problema opposto: l'11% del campione, a prevalenza femminile, e' risultato sottopeso.

Alimentazione: in sovrappeso il 40% dei bambini in Italia (dati al 2011)
E’ in sovrappeso il 40% dei bambini italiani; più le femmine (42%) dei maschi, 38%. E’ il risultato di uno studio dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, che ha valutato le abitudini alimentari di 2238 bambini (48% femmine e 51,7% maschi) di età compresa fra 6 e 14 anni.
Scopo della ricerca e’ avere un quadro della situazione all’ inizio dell’anno scolastico mentre le famiglie devono conciliare la necessità di far mangiare correttamente i bambini con la costante diminuzione del potere d’acquisto negli ultimi anni.


Il drammatico aumento dell'obesità e delle malattie correlate.
I documentario statunitense “Super Size Me” segue l'esperimento di un giovane, il quale ha inteso scoprire cosa sarebbe accaduto qualora si fosse alimentato per un mese con cibi da fast food;1
Si osserva Morgan Spurlock riprendere la propria esperienza mentre consuma prodotti della catena McDonald's tre volte al giorno per un mese di seguito. Man mano che la vicenda si dipana, conosciamo sempre più il crescente problema dell'obesità negli Stati Uniti.

Al contempo ci viene offerta un'esauriente disamina degli effetti fisici, mentali ed emotivi determinati dal consumo eccessivo di cibo da fast food. Come si poteva facilmente immaginare, Spurlock soffre di vari disturbi e acquista peso molto rapidamente. Quel che desta sorpresa è che Spurlock ingrassa e subisce effetti negativi per la salute in misura maggiore rispetto a quanto previsto dal suo gruppo di medici.
Questo esperimento dietetico suscita un rilevante quesito: è davvero il consumo di cibo da fast food la causa dell'attuale drammatico aumento dell'obesità ?
E cos'è esattamente che rende questo cibo così dannoso per noi ? Vi sono implicali altri fattori ?
Si tratta di quesiti che riguardano tutti, dato che l'obesità non è più un problema limitato agli Stati Uniti; si sta diffondendo in tutto il mondo in misura sempre più consistente. Secondo le stime attuali, sul pianeta vi è oltre un miliardo di adulti sovrappeso, 300 milioni dei quali sono clinicamente obesi.

Nei soli Stati Uniti negli ultimi 20-25 anni il numero di persone obese e raddoppiato. La stima attuale è che il 30% dell'intera popolazione statunitense è clinicamente obe­sa ed il 65% sovrappeso.4
Dato che uno dei principali 'prodotti' esportati dal mondo occidentale e la cultura statunitense, non sorprende che le nostre abitudini - e i nostri problemi di salute - si stiano rapidamente diffondendo in tutto il mondo.
In altri paesi quali Russia, Germania e Repubblica Ceca, i tassi di obesità fra gli adulti oscillano fra il 23% e il 26%. 4a – 4b
In Australia circa il 20% della popolazione adulta è obesa,5 mentre nel Regno Unito e in Canada questo vale per circa il 15% degli adulti.'' Inoltre le cifre continuano ad aumentare, poiché si è verificato un tremendo aumento dei bambini obesi e sovrappeso.
Si stima che nei soli Stati Uniti 22 milioni di bambini di eta’ inferiore ai cinque anni siano clinicamente obesi, una quantità doppia rispetto a quella del 1980. Il tasso nella fascia degli adolescenti è ancor più allarmante, in quanto dal 1980 è triplicato, dal 5% di allora al 16% di oggi.7

L'Organizzazione Mondiale della Sanità è ben consapevole di quella che ora definisce l'epidemia di "globesita’ 8 e ci informa che le numerose malattie croniche associate a tale condizione comportano al mondo miliardi di dollari di costi per assistenza sanitaria ed ore lavorative perse.
Come causa principale di malattie evitabili l'obesità è seconda solo al fumo e rappresenta un importante fattore di rischio per arteriosclerosi, diabete e cancro - le malattie della moderna società industriale.
Negli obesi il rischio di infarto, colpo apoplettico e depressione - per non citare i numerosi disturbi non letali quali degenerazione delle articolazioni e gastriti - è di gran lunga maggiore.

Nel documentario vediamo che Spurlock è decisamente convinto che l'industria del fast-food rappresenta la principale causa del problema; ribadisce l'attuale dogma sull'obesità, ma noi conosciamo già la storia. Innanzitutto, egli afferma che consumiamo troppo cibo, troppe calorie; in secondo luogo, che assumiamo troppi grassi e, infine, che non pratichiamo sufficiente esercizio fisico.
Abbiamo sentito queste spiegazioni innumerevoli volte. Non le afferriamo ? Non ci sforziamo abbastanza ?

Oppure il problema è in qualche modo diverso
?
Ecco un elenco delle convinzioni che nutriamo collettivamente sull'obesità:
1 - L'obesità è il risultato di un'alimentazione eccessiva, del consumo di troppe calorie.
2 - L'obesità è il risultato del consumo dì troppi grassi saturi. I grassi - in particolare quelli di origine animale, ci rendono grassi.
3 - L'obesità è il risultato della mancanza di forza di volontà e di debolezza di carattere.
4 - L'obesità è un tratto genetico, come il colore degli occhi, è non vi è nulla che si possa fare in merito.
5 - L'obesità è determinata da eccessiva condiscendenza, mancanza di prudenza, golosità e mancanza di fibra morale.
6 - L'obesità e determinala unicamente dall'assenza di esercizio fisico.

Tutti noi una volta o l'altra abbiamo avuto il sospetto che fast food e dolciumi non fossero sani.
La percentuale di cittadini statunitensi che frequenta con regolarità le catene fast food probabilmente si aggira intorno al 20%, tuttavia quella dogli individui sovrappeso è prossima al 65%; è evidente che non si può imputare tutto alla connessione con il fast food.

Nutriamo una notevole fiducia nella nostra dieta a "carne e patate", ma abbiamo difficoltà ad ammettere che anche questi alimenti sono diversi da come erano un tempo.
La carne deriva da animali malati ed è piena di ormoni, antibiotici ed altri farmaci. La qualità dei grassi e delle proteine della carne è stata radicalmente alterata a causa dell'aberrante dieta in base alla quale sono stati allevati gli animali.
Le patate sono state geneticamente modificate (OGM) e trattate con forti e resistenti pesticidi, fertilizzanti sintetici ed altri additivi.

Tempo addietro i prodotti alimentari che si acquistavano al supermercato per poi cucinarli a casa erano di qualità di gran lunga superiore rispetto a quelli dei fast food; la situazione non è più la stessa.
Per molti motivi ci conforta addossare tutti i nostri malanni al cibo spazzatura; forse non vogliamo ammettere la reale situazione delle nostre forniture alimentari.
Comunque sia, all'industria agroalimentare fa piacere che puntiamo il dito contro il cibo spazzatura, poiché in tal modo distogliamo l'attenzione pubblica da essa.
La triste realtà è che il cibo che si consuma da McDonald's e quello che si acquista al supermercato non sono così diversi come accadeva in passato.
A qualche livello attualmente percepiamo di avere la situazione sotto controllo. Il governo e le autorità sanitarie hanno condotto i propri studi e rese pubbliche le loro raccomandazioni; per loro le cose vanno come stabilito. Nondimeno la situazione richiede disperatamente maggiore comprensione ed un'analisi più approfondita; per modificarne il corso dobbiamo considerare l'obesità secondo una prospettiva diversa.
Il nostro attuale approccio non risolverà tale situazione. Alle sue radici l'obesità è il sintomo dì un problema più ampio.
L'utilizzo di una prospettiva più olistica. come (quella fornita dai sistemi medici tradizionali), potrebbe consentirci una più approfondita comprensione della difficile situazione.
vedi: L'Acqua scioglie grassi + Emodieta + Crudismo

Il Dott. Davis afferma che è comprovato il fatto che  una dieta senza grano (cereali) porta enormi benefici;  centinaia di migliaia di persone perdono peso (con una dieta senza grano) 30, 80, 150 libbre  (1 libbra = 453.5 gr).
I  diabetici cessano di soffrire di diabete, persone affette da artrite hanno miglioramenti drastici, persone che perdono gonfiore alle gambe, reflusso acido, sindrome del colon irritabiledepressione e così via !


ECCESSO di Proteine, specie animali e di carboidrati (zuccheri)  nella dieta quotidiana = Disbiosi croniche = Acidificazione dei liquidi del corpo e dell'Organismo = Diminuzione del Sodio = Congestione endo cellulare = stress ossidativo = alterazioni ormonali =  Immunodeficienza = Malattie,
.....anche quelle cronico Degenerative come il cancro ad esempio !
Alimentatevi con il Crudismo seguendo i dettami dell'Emodieta

Contro l'Obesita'
:
la vitamina B9 sta promettendo risultati importanti 
il succo di pomodori
la melatonina coniugata

Obesita': NO antibiotici specie ai bambini
- Bailey L, Forrest CB, Zhang P, Richards TM, Livshits A, DeRusso PA. Association of Antibiotics in Infancy With Early Childhood Obesity. JAMA Pediatr. 2014;168(11):1063-1069.
 

Business & chili - L'obesità diventa una malattia - By Roberto Satolli.
L'obesità è diventata una malattia. L'hanno deciso i rappresentanti dell'American Medical Association, contro il parere di una commissione di esperti della loro stessa associazione, che aveva raccomandato di continuare a considerare l'eccesso di peso come una condizione che aumenta il rischio di molte malattie, ma che non è patologica in sé.
C'è da chiedersi se i medici sappiano ancora che cosa siano le malattie, giacché devono continuamente ridefinirle e faticano a mettersi d'accordo. In particolare si ostinano a etichettare come
"malati" eserciti sempre più numerosi di persone in buona salute, solo per il fatto di avere una qualche misura sopra una soglia arbitraria, come la pressione, il colesterolo, la glicemia e ora appunto l'indice di massa corporea (Bmi).
L'obesità, di paradosso in paradosso, potrebbe essere la prima "malattia" che in realtà allunga la vita, almeno fino a un certo punto. Proprio all'inizio di quest'anno "Jama" (rivista della stessa associazione dei medici americani) aveva pubblicato un'analisi sulla sorte di quasi 3 milioni di persone da cui risulta che un eccesso fino a 35 di indice di massa corporea è innocuo, se non protettivo.
D'altra parte dire che i chili di troppo sono un malattia significa dichiarare che non è qualcosa di cui ci possiamo occupare noi, cambiando magari qualche abitudine malsana, ma che tocca ai medici curarla. Magari con qualcuno dei nuovi farmaci che stanno per essere lanciati sul mercato o con l'intervento del bisturi. E allora forse i conti dell'accanimento tornano.
Tratto da: l'espresso online - Numero 30 del 2013.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

La proteina che media tra microbioma e grasso corporeo - 04/09/2017
Individuato in uno studio sui topi un meccanismo metabolico cruciale per l'accumulo di tessuto adiposo. E' legato a una proteina, chiamata NFIL3, che controlla il programma circadiano del metabolismo dei lipidi e la cui azione è influenzata dal microbioma, l'insieme dei microrganismi presenti nell'intestino(red)
In tutto il mondo si contano circa 2,1 miliardi di persone obese o sovrappeso, e ogni anno si verificano 3,4 milioni di decessi per malattie correlate all'obesità. Per affrontare questa emergenza globale, è necessario identificare i fattori individuali e ambientali che regolano il metabolismo umano e l'immagazzinamento delle riserve energetiche nell'organismo.
Uno studio pubblicato su “Science” da Yuhao Wang, dell'Università del Texas a Dallas e colleghi va in questa direzione. Gli autori hanno individuato un meccanismo metabolico cruciale per l'accumulo di tessuto adiposo che fa capo a una proteina, chiamata NFIL3.

Negli ultimi anni, la ricerca biomedica ha dimostrato che tra i fattori ambientali collegati all'obesità c'è il microbioma intestinale, l’insieme dei microrganismi, per la maggior parte batteri e in misura inferiore lieviti, che danno un contributo fondamentale alla digestione degli alimenti e quindi influenzano la composizione dei tessuti nell’organismo.
Alcuni studi hanno già evidenziato per esempio che topi di laboratorio in cui il microbioma intestinale è stato eliminato artificialmente hanno meno grasso corporeo rispetto alla norma. Questo perché il microbioma intestinale determina sia un incremento dell’introito calorico sia l’immagazzinamento dell’energia nel tessuto adiposo.
Inoltre, come per molti altri cammini metabolici e processi cellulari, l'azione del microbioma sembra sincronizzata con i ritmi circadiani, cioè con l’alternanza delle ore di luce e di buio durante il giorno, anche se i dettagli di questa azione sono rimasti un mistero.
Wang e colleghi, grazie a uno studio sui topi, hanno scoperto che la proteina NFIL3 media questa sincronizzazione.
Si tratta di un fattore di trascrizione, cioè di una molecola che regola l’espressione di specifici geni. Nelle cellule epiteliali dell’intestino, che hanno la funzione di assorbire le sostanze nutritive assimilate con i processi digestivi, NFIL3 controlla il programma circadiano del metabolismo dei lipidi e il loro assorbimento. E sempre nelle cellule epiteliali intestinali, l’espressione del gene che codifica per NFIL3 è influenzato proprio dal microbioma intestinale.
Secondo gli autori, il risultato è di estrema importanza soprattutto perché contribuisce a spiegare il motivo per cui negli esseri umani l’alterazione dei ritmi circadiani, evidente per esempio in chi lavora su turni o cambia spesso fuso orario per viaggi frequenti, ha un maggior rischio d’insorgenza di malattie infiammatorie, metaboliche, obesità, diabete e malattie cardiovascolari.

Sindrome infiammatoria chiamata "Asia" scatenata dai vaccini !
ASIA_Sindrome infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da:  http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo di sintomi, che i medici impreparati allopati chiamano erroneamente "malattie"....

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Glicemia
La glicemia (dal greco γλυκύς, glukùs, "dolce" e αἷμα, àima, "sangue") è il valore della concentrazione di glucosio nel sangue
La scelta migliore quindi, è optare sempre per prodotti integrali evitando le farine raffinate. In questo modo è possibile evitare i picchi glicemici che agiscono sul pancreas, rallentano il metabolismo e provocano sovrappeso.
Gli alimenti possono provocare un aumento graduale della glicemia o possono fare salire il livello degli zuccheri nel sangue troppo velocemente. L'aumento della glicemia dipenderà dagli alimenti che consumi - i cibi integrali determineranno probabilmente un aumento graduale, mentre i carboidrati raffinati e lo zucchero provocheranno un aumento veloce della glicemia.

DATO INGANNEVOLE. 
L’indice glicemico varia molto in funzione di vari fattori come la consistenza dell’alimento, il tipo di cottura, i trattamenti subiti in precedenza, il grado di maturazione, l’associazione con altri cibi. Per questo, il solo controllo di questo valore non permette di capire in quali quantità un certo alimento può essere consumato per evitare l’iperglicemia.
Esistono degli alimenti da considerare ottimi alleati per controllare i livelli di glucosio: le verdure povere di amido (spinaci, broccoli, fagiolini), pesce e carni magre (salmone, petto di pollo), fragole, farina di avena. Tra gli elementi da evitare o da consumare in quantità limitate, troviamo tutti i cibi ricchi di grassi saturi (latte e derivati, carne grassa, salumi e affettati) e di sodio che, come abbiamo visto, a causa di un consumo eccessivo possono incrementare i livelli di glucosio nel sangue.
- Ginseng: la principale proprietà delle varietà asiatica e americana, è quella di rallentare l’assorbimento dei carboidrati da parte dell’intestino, consentendo all’organismo di bilanciare la produzione di insulina (la cui produzione viene stimolata proprio dal ginseng) rispetto alle quantità di zuccheri ingeriti.
- Aglio e cipolla: grazie alla presenza di composti solforici, queste due piante sono in grado di ottimizzare i livelli di glucosio e lipidi nel sangue. L’allicina, in particolare, ha la proprietà di prevenire la scomposizione dell’insulina da parte degli enzimi epatici, aiutando il sangue a purificarsi dal glucosio in eccesso e impedendo al grasso di depositarsi nel fegato.
- Cannella: alcuni studi hanno mostrato come questa spezia sia in grado di attenuare i picchi glicemici dopo i pasti

Parallelamente ad una sana dieta alimentare e all’aiuto di alcune erbe e piante officinali, è dunque importante curare anche con particolare attenzione l’attività fisica.
E’ sufficiente una camminata veloce od in generale, esercizio fisico di intensità moderata svolti per circa 30 minuti al giorno (per almeno 5 giorni a settimana), per garantire ottime probabilità di mantenere il nostro organismo in salute.

Alimenti ad alto Indice Glicemico sono ad esempio: 
- pane bianco, pasta bianca, cornflakes, miele, patate al forno e fritte, cracker, riso arborio, zucchero saccarosio.

Alimenti a basso Indice Glicemico sono ad esempio: 
- pere, yogurt, latte magro, latte di soia, fagioli bolliti, mele, lenticchie, fruttosio, cereali integrali (con parsimonia).

Ecco poi degli alimenti che non devono mancare mai e che controllano l’Indice Glicemico:
- Acido acetico e propionico che arrivano al fegato, dove regolano la produzione di glucosio e colesterolo;
- Cannella, che aiuta a prevenire il diabete di tipo 2 e rende l’insulina più efficiente;
- Carni bianche come tacchino, pollo, coniglio, faraona, perché apportano proteine che contribuiscono a controllare i livelli di glicemia e sono povere di grassi;
- Fermenti lattici tipici dello yogurt, i quali producono acido acetico e propionico che regolano la produzione di glucosio e colesterolo al livello del fegato;
- Legumi che contrastano i picchi glicemici, la fame nervosa, i trigliceridi e il colesterolo;
- Olio d’oliva ricco di composti fenolici, potenti anti infiammatori, che agiscono a livello dei geni coinvolti nello sviluppo del diabete mellito di tipo 2 e di diverse patologie cardiovascolari o metaboliche;
- Pesce azzurro, salmone, alici, sgombro, tonno, ricchi in omega 3 che contrastano problemi cardiocircolatori e prevengono il diabete;
- Té verde, nero, bianco, che riduce i livelli di zucchero, colesterolo e trigliceridi nel sangue;
- Zucca, dove alcuni studi hanno dimostrato che è in grado di riparare le cellule del pancreas danneggiate dal diabete.

In generale, gli alimenti a basso indice glicemico sono caratterizzati da: presenza di fibre viscose in dosi sostenute, alti quantitativi d'acqua, carboidrati di tipo complesso o monosaccaridi che necessitano la trasformazione epatica in glucosio (fruttosio e galattosio), presenza di lipidi, presenza di proteine poco denaturate e cottura insufficiente o cottura eccessiva; tutti questi fattori contribuiscono a ridurre l'indice glicemico di un alimento e del pasto completo.
Questi piccoli accorgimenti possono aiutarci a controllare l’indice glicemico, contrastando i chili di troppo, in tempo per la prova costume.

 Tabelle di composizione degli alimenti
L'indice glicemico è la velocità con la quale i carboidrati e le proteine di un alimento vengono digeriti, assorbiti, eventualmente trasformati dal fegato, e riversati nuovamente nel sangue sotto forma di glucosio; in parole povere, all'indice glicemico corrisponde la velocità con la quale si alza la glicemia dopo un pasto (lasciamo altre definizioni più accurate alla letteratura scientifica).
Questa caratteristica dei cibi varia in base ad alcuni fattori: composizione chimica in macronutrienti (glucidi, proteine e lipidi), relativa digeribilità, struttura molecolare dei carboidrati (semplici o complessi, glucosio, fruttosio o galattosio), quantità di FIBRE VISCOSE, presenza di amminoacidi liberi e prevalenza di alcuni amminoacidi rispetto ad altri, ecc.

Scopri l’indice glicemico di ciascun alimento, in modo da poter tenere sotto controllo la glicemia.
http://nut.entecra.it/646/tabelle_di_composizione_degli_alimenti.html?alimento&nutriente=tutti&categoria=tutte&quant=100&submitted1=TRUE&sendbutton=Cerca 

Mini Bibliografia:
 -. WHO/FAO (1998) Carbohydrates in Human Nutrition. Food and nutrition paper no.66 Rome Italy
2 - Opperman AM, Venter CS, Oosthuizen W et al (2004) Meta-analysis of the health effects of using the glycaemic index in meal planning. British Journal of Nutrition - 92:367-381
3 - Brand-Miller J, Foster Powell K & McMillan P (2005) The Low GI Diet revolution ISBN 1-56924-413-8 New York
4 - Flint A, Moller BK, Raben A, et al (2004) The use of glycaemic index tables to predict the glycaemic index of composite breakfast meals. British Journal of Nutrition 2004 91:979-89


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>


Dimagrire con la buccia del Mango,
la quale avrebbe delle notevoli proprietà dimagranti.
Questo e' quanto hanno scoperto i ricercatori della University of Queensland, che hanno realizzato uno studio sull’argomento, riferendosi in particolare su due varietà del frutto: la Irwin e la Nam Doc Mai.
Gli studiosi hanno scoperto che la buccia del mango riesce a prevenire la formazione di cellule adipose, inibendo l’adipogenesi, il processo mediante il quale il nostro corpo sviluppa le cellule adipose.
Greg Monteith, autore principale dello studio, ha spiegato, a proposito dell’effetto dimagrante della buccia del mango: “Probabilmente il responsabile delle differenze sta in una complessa interazione di composti bioattivi unici per ogni estratto di buccia“. Ciò che è certo è comunque che gli stessi effetti dimagranti non si hanno con la polpa del mango.
Per l’81% il mango è composto di acqua, ma contiene in percentuali differenti anche proteine, carboidrati, fibre alimentari, minerali e zuccheri. I  minerali contenuti nel mango sono soprattutto: calcio, fosforo, magnesio, potassio, sodio e zinco. Abbondante anche la presenza di vitamina A.
Le vitamine sono soprattutto: vitamina C, D, E e quelle del gruppo B. Fra gli aminoacidi invece possiamo ricordare: arginina, leucina e acido aspartico.
Utile anche per chi ha problemi di stitichezza e di ritenzione idrica, perche' ha proprietà lassative e diuretiche. 
Può svolgere un’azione efficace anche nella cura di tosse e raffreddore:  far bollire nell’acqua la buccia di mango e bere il tutto per tre volte al giorno per una settimana. E' anche un ottimo ricostituente per i periodi di stress fisico piuttosto intenso o nei casi in cui si è in convalescenza da qualche problema di salute.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Bambini obesi sono tutti Vaccinati e quindi hanno = carenza di Vitamina D
I bambini in sovrappeso o obesi hanno più probabilità di avere bassi livelli di vitamina D. Lo dimostra un recente studio pubblicato su Pediatrics.
Gli autori dello studio hanno analizzato i dati di circa 120 mila fra bambini e ragazzi americani di età compresa fra i 6 e i 18 anni. Ebbene, è stato possibile evidenziare una carenza di vitamina D nel 21 per cento dei ragazzi normopeso, nel 29 per cento di quelli in sovrappeso, nel 34 per cento di quelli obesi e nel 49 per cento dei ragazzi gravemente obesi.
Se i risultati di questo studio verranno confermati, sarà possibile cercare di correggere l’obesità ottimizzando i livelli di vitamina D attraverso un’adeguata esposizione al sole o con l’assunzione di latte di mandorla e/o di soia, con parsimonia e NON proveniente da soia transgenica (OGM) ed eliminando completamente il latte bovino (latte vaccino, anche quello in polvere).


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Obesita', una concausa potrebbe essere un batterio intestinale
(I) Roma, 20 Dic. 2012  - L'obesita' potrebbe non dipendere da quello che mangiamo o dalla poca attivita' fisica, bensi' da alcuni batteri presenti nell'intestino. La scoperta e' dei ricercatori dell'Universita' di Shanghai, in Cina, che hanno pubblicato una ricerca sulla rivista dell'International Society of Microbial Ecology.
Per giungere a questa conclusione sono stati esaminati dei topi allevati per essere resistenti all'obesita' e che non sono ingrassati fino a quando non sono stati iniettati loro enterobatteri umani per 10 settimane. L'aumento di peso successivo alla somministrazione del batterio ha fatto pensare agli autori della ricerca che dovesse esserci un collegamento tra i due fenomeni. Una parziale conferma e' arrivata dall'ingente presenza di enterobatteri riscontrata nell'intestino di persone sovrappeso.
La soluzione per non ingrassare, spiegano a questo punto i ricercatori, e' fare una dieta che alteri la presenza di tali batteri, a base di prebiotici (sostanze che contribuiscono alla creazione di batteri 'buoni', presenti in farine di frumento, banane, miele, aglio, cipolla, fagioli e porri) e melone amaro, un particolare tipo di melone dal sapore aspro. By ANSA.

Commento NdR: non e' solo la cattiva alimentazione che fa mutare il pH digestivo, e la flora batterica autoctona assieme al sistema enzimatico, ma gli stessi nefasti risultati si possono ottenere, con antibiotici e soprattutto Vaccini !

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Ricercatori italiani scoprono come mangiare senza ingrassare - Marzo 2012
Il segreto per dire addio ai chili di troppo risiede nel nostro cervello. Non parliamo solo della forza di volontà necessaria per dimagrire, ma di una vera e propria molecola cerebrale: l’endocannabinoide 2-AG.
I ricercatori dell’Istituto italiano di tecnologia a Bolzaneto (GE), guidati da Daniele Piomelli, hanno fatto una curiosa scoperta. Sembra che riducendo la concentrazione di questo composto nel cervello, aumenti il metabolismo dei topi analizzati. Gli animali non aumentavano di peso, nonostante il cibo abbondante e la sedentarietà
I ricercatori volevano individuare le funzioni dell’endocannabinoide 2-AG, che si trova normalmente nel nostro cervello. Così hanno incrementato la concentrazione della proteina monoacilglicerolo lipasi, responsabile della degradazione del 2-AG. In seguito alla diminuita quantità dell’endocannabinoide in questione (circa il 50% in meno), gli studiosi si sono resi conto che i topi su cui l’esperimento è stato eseguito avevano un aumentato metabolismo.
Il dr. Piomelli spiega: “È allora che abbiamo scoperto la loro maggiore capacità di bruciare i grassi. Abbiamo scoperto che il loro grasso bruno  -tessuto adiposo specializzato nel produrre calore- diviene iperattivo”.
I ricercatori hanno analizzato il metabolismo energetico dei topi, scoprendo l’importante ruolo svolto dal 2-AG nella regolazione della termogenesi, quel processo grazie al quale si produce energia bruciando i grassi.
Tratto da: tuttasalute.net

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

IN CHE MANI E' LA NOSTRA SALUTE ?  - I PARLAMENTARI DOVREBBERO IMPEGNARSI a  far ADOTTARE una DIETA a BASE VEGETALE sulla BASE delle EVIDENZE SCIENTIFICHE - 20 Feb. 2012

Riporta Adnkronos Salute (Roma, 15 feb 2012) che secondo un recente studio condotto dalla Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, gli adulti italiani obesi ammontano a poco meno di 5 milioni (il 10% della popolazione), per un costo sociale annuo pari a 8,3 miliardi di euro (circa il 6,7% della spesa pubblica). Un costo destinato a lievitare, perché nel 2025 il tasso di obesità potrebbe salire addirittura al 43%, che tradotto in "teste" significa 20 milioni di italiani.
Non solo: in Italia si registra il primato per sovrappeso e obesità anche nella fascia d'età tra i 6 e i 9 anni, con tassi di obesità infantile in crescita vertiginosa (+2,5% ogni 5 anni). Alla faccia della dieta mediterranea del terzo millennio, tanto propagandata come la "dieta più sana"! Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana - SSNV, un'associazione di medici e altri professionisti della nutrizione, fa notare che invece tale dieta nulla ha da spartire con l'originaria dieta mediterranea, sana davvero, ma che era essenzialmente una plant-based diet, cioè una dieta composta prevalentemente da cibi vegetali non-trasformati.

Ecco quindi il grido: Salute: allarme nutrizionisti, 20 milioni gli italiani obesi nel 2025! Sempre più necessaria una "manovra dietetica".
Ma quali sono le iniziative "sul piatto" che i nostri governanti stanno considerando?
1- La ventilata istituzione di una tassa sul cibo-spazzatura da parte del ministro della Salute. "Vedremo quali cibi saranno classificati tra i junk-food, ma dubito che la proposta, anche se approvata, saprà agire a 360 gradi su tutti gli alimenti in causa, compresi quelli di origine animale" afferma la dottoressa Luciana Baroni, presidente e fondatrice di SSNV.
2- L'iniziativa "La manovra dietetica in Parlamento", presentata in data 15 febbraio 2012 in Parlamento; ribattezzata la "dieta dei parlamentari", viene già propagandata come di sicuro successo nella lotta all'obesità della popolazione italiana, in grado di ridurre il tasso di obesità in Italia e i relativi costi per lo Stato.

Peccato che questa proposta arrivi dal Centro studi Tisanoreica e che, come si legge sul suo sito istituzionale, questa dieta dimagrante (tisanoreica, appunto) si basi sul paradosso che per dimagrire bisogna mangiare in maniera disequilibrata provocando una carenza mirata, un temporaneo "squilibrio" alimentare per perdere peso ma non perdere le forme e la tonicità. Mutato nomine, la solita dieta iperproteica a basso indice glicemico, basata su prodotti animali, che produce nel breve termine malnutrizione e dismetabolismi, e in molti casi il veloce recupero del peso perduto al termine del trattamento: il tutto, inoltre, sulla base di presupposti scientifici non condivisi da tutti i nutrizionisti.
La cosa peggiore, tuttavia, è che come tutte le "diete dimagranti" essa non modifica permanentemente il comportamento individuale nei confronti delle scelte alimentari, rendendo di fatto il sovrappeso-obesità una malattia in rapida espansione e, purtroppo, quasi incurabile.
Dichiara la dottoressa Baroni: "Un metodo sicuro per la lotta all'obesità dovrebbe invece essere basato sulle prove scientifiche, sul beneficio clinico e sull'accettabilità da parte del paziente nel lungo termine. Perché dunque non raccogliere i suggerimenti di coloro che seriamente, con metodi scientifici, hanno dedicato una vita di studio ai rapporti tra alimentazione e peso corporeo?"

Gli studi che hanno analizzato il rischio di sovrappeso-obesità in relazione ai tipi di cibo e alle abitudini alimentari indicano che una dieta a base vegetale rappresenta un efficace approccio nelle prevenzione dell'obesità, soprattutto di quella infantile. Le diete che contengono elevate quantità di cibi vegetali, come le diete vegetariane, hanno infatti una densità energetica ridotta (vale a dire più cibo e meno calorie), e sono ricche di carboidrati complessi, fibre e acqua: queste caratteristiche sono in grado di aumentare il senso di sazietà e il dispendio energetico a riposo. Coerentemente, gli studi scientifici dimostrano come i vegetariani siano più magri e vengano colpiti meno dalle altre gravi malattie che spesso si accompagnano alla condizione di sovrappeso-obesità (diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, alcuni tipi di cancro).

Pertanto, il pattern alimentare che dovrebbe essere incoraggiato nella popolazione è solo uno: quello vegetariano. E non esclusivamente per motivi di salute, ma anche per la salvaguardia del pianeta. Le politiche agroalimentari dovrebbero sostenere la diffusione di queste informazioni e ridurre tutte quelle pressioni culturali, ma soprattutto legate ad interessi economici, che al momento attuale ostacolano la possibilità di proporre come modello alimentare di riferimento quello vegetariano.

Sostiene la dottoressa Luciana Baroni: "Proporre alla popolazione il modello alimentare a base vegetale come un modello positivo ideale 'a cui tendere', non farebbe diventare vegetariani tutti gli italiani, tuttavia veicolerebbe il messaggio che consumare molti più cibi vegetali non trasformati e molti meno cibi animali potrebbe sensibilmente aiutare il singolo a mantenere il proprio peso corporeo sotto controllo avere una forma fisica migliore, maggiore energia nelle proprie attività quotidiane".

Non c'è infatti alcun dato scientifico che giustifichi preoccupazioni per la salute di chi addotta un modello alimentare vegetariano, ma semmai è vero l'esatto contrario. I tentativi di far passare questa scelta alimentare come "rischiosa per la salute" risultano ormai facilmente smascherabili (grazie alla semplice navigazione sul sito http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/ , il più vasto e aggiornato database bibliografico contenente informazioni sulla letteratura scientifica biomedica dal 1949 ad oggi) e semplicemente dequalificano la professionalità di chi sostiene questa tesi.

La riduzione dei costi sanitari del singolo e della società, attualmente assorbiti per la diagnosi e il trattamento delle malattie causate dalla dieta non sana adottata da gran parte dei cittadini italiani, permetterebbe di risparmiare risorse economiche da utilizzare per scopi ben più importanti e nobili, come ad esempio quelli di sostegno al lavoro, all'età infantile ed anziana, alla disabilità, all'istruzione. I nostri parlamentari riflettano sul fatto che potremmo pagarli il doppio-triplo, se davvero capissero questa semplice equazione ed agissero di conseguenza ! Mai denaro sarebbe meglio speso, mai risparmio sarebbe maggiore per la collettività !

FONTI:
- Barnard ND, Scialli AR, Turner-McGrievy G, Lanou AJ, Glass J. The effects of a low-fat, plant-based dietary intervention on body weight, metabolism, and insulin sensitivity. Am J Med. 2005 Sep;118(9):991-7.
- Berkow SE, Barnard N. Vegetarian diets and weight status. Nutr Rev. 2006 Apr;64(4):175-88.
http://it.notizie.yahoo.com/salute-allarme-nutrizionisti-20-mln-italiani-obesi-nel-183800074.html 
http://www.obesita.it/html/pag/it/appello.asp?fn=1# 
- Newby PK, Tucker KL, Wolk A. Risk of overweight and obesity among semivegetarian, lactovegetarian, and vegan women. Am J Clin Nutr. 2005 Jun;81(6):1267-74.
- Sabaté J, Wien M. Vegetarian diets and childhood obesity prevention. Am J Clin Nutr. 2010 May;91(5):1525S-1529S. Epub 2010 Mar 17.
- Thedford K, Raj S. A vegetarian diet for weight management. J Am Diet Assoc. 2011 Jun;111(6):816-8.
- Tonstad S, Butler T, Yan R, Fraser GE. Type of vegetarian diet, body weight, and prevalence of type 2 diabetes. Diabetes Care. 2009 May;32(5):791-6.
- Turner-McGrievy GM, Barnard ND, Scialli AR, Lanou AJ. Effects of a low-fat vegan diet and a Step II diet on macro- and micronutrient intakes in overweight postmenopausal women. Nutr
ition. 2004 Sep;20(9):738-46.

Comunicazione a cura di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

La teoria del secchio
Una spiegazione popolare dell'obesità si basa sulla "teoria del secchio". Questa ipotesi prevede che l'organismo umano sia come un secchio: il cibo introdotto riempie il secchio, l'esercizio fisico svolto lo svuota; quindi coloro che acquisiscono peso stanno riempiendo eccessivamente e svuotando in modo insufficiente i rispettivi secchi. Il messaggio propinatoci è che mangiamo troppo e facciamo insufficiente esercizio fisico. Tuttavia la questione ha ben altri risvolti !

La teoria del secchio postula che tutte le calorie possano essere trattate nello stesso modo ed abbiano il medesimo impatto sulla salute e sulla malattia. Nondimeno tale teoria trascura di tenere nella debita considerazione le differenze tra gli alimenti prodotti in modo sano e quelli che non sono tali, di considerare la diversità fra le specifiche qualità associate a ciascuna categoria di alimenti nonché le effettive necessità dell'organismo umano e, soprattutto, ignora tutti gli altri fattori che complicano le cose e che, al di là del cibo eccessivo e dello scarso esercizio, contribuiscono all'obesità.

La teoria del secchio parie dal presupposto che in un individuo che diventa obeso tutti i normali processi dell'organismo siano intatti e funzionino a dovere; sembra che le cose non stiano in questi termini.
Dobbiamo abbandonare la nozione che l'obesità sia il risultato di normali meccanismi fisiologici.
Per far sì che l'organismo proceda ad accumulare il tipo di malsani materiali associati all'obesità, si deve verificare una modalità operativa diversa da quella ordinaria.
Sembra quasi che l'or­ganismo si trovi in una condizione di sopravvivenza e determini lo stato di obesità come ultimo tentativo per preservare la vita in circostanze insolitamente critiche, tanto esterne quanto interne. Indubbiamente si presentano diversi disturbi funzionali, anomalie metaboliche ed ormonali, e sono implicati influssi patogeni. Ho il sospetto che non sarebbe possibile prendere un individuo sano e trasformarlo in un obeso semplicemente tramite alimentazione eccessiva e scarso esercizio fisico.9

Altri possibili fattori implicati nell'obesità includono carenze multiple di elementi nutritivi, disfunzioni degli apparati, squilibri dell'attività endocrina ed ormonale, dipendenza, depressione, esaurimento e sentimenti di vuoto spirituale e psicologico.11
Limitarsi a dire ad una persona obesa che ha bisogno di mangiare meno e fare più esercizio è un'iniziativa troppo ingenua per concretizzarsi in una strategia efficace a fronte di questa complessa condizione; è necessario eseguire un'esauriente valutatone della situazione e prendere in considerazione tutti gli aspetti implicati; le persone diventano obese per una varietà di ragioni o, piuttosto, come risultato di molteplici fattori.

D'altronde è altrettanto vero che dobbiamo riservare maggiore attenzione a quello che mangiamo: quali alimenti consumiamo in misura maggiore e quali in misura minore.
A renderci grassi è il fatto di consumare grassi ? Gli esseri umani assumono notevoli quantità di grassi da lungo tempo. Alcune culture derivano dai grassi il 70% delle calorie e questo si verifica da migliaia di anni, generazione dopo generazione.10

Per quale motivo dovremmo incontrare tutti questi problemi adesso ?
Assumiamo da sempre grassi nei nostri alimenti - tale aspetto non è cambiato. Quello che è cambiato è il tipo di grassi che assumiamo. Ad esempio, il consumo di grasso del burro è diminuito costantemente nel corso degli anni; analogamente, quello di olio di cocco è calalo bruscamente rispetto a pochi decenni or sono.
Nel frattempo, il consumo di lutti gli oli vegetali è salito vertiginosamente" senza dubbio in virtù del fatto che tutti questi oli (in particolare quelli idrogenati o parzialmente idrogenati) sono il principale ingrediente dei prodotti alimentari preconfezionati che acquistiamo al supermercato.
Un altro sospetto ingrediente spesso presente assieme all'olio vegetale è lo sciroppo di mais ad alto tenore di fruttosio. Attualmente consumiamo questi due ingredienti più di quanto mai avvenuto in precedenza.

Le mie esperienze nella cura delle persone obese con una pratica clinica "alternativa" indicano che la fisionomia dell'obesità è uno scenario di gran lunga più complesso di un'eccessiva assunzione di calorie e scarso esercizio fisico. L'esame di individui in carne ed ossa mi ha dimostrato che sono presenti non solo eccesso di tessuto ma anche forti carenze.
Nel contesto della scienza occidentale equipareremmo tali carenze alla mancanza di vitamine, minerali ed enzimi, nonché all'esaurimento delle ghiandole endocrine. Nella pratica clinica è fin troppo comune vedere pazienti che presentano un eccessivo accumulo di scorie nell'organismo ed una concomitante carenza dei materiali adeguati che implicano un buono stato di salute.
Il proces­so in virtù del quale si verifica tale trasformazione presenta determinate caratteristiche che coincidono con lo stile di vita statunitense e le ideologie occidentali; è inerente alla nostra scelta degli alimenti, a come ci prendiamo cura del nostro corpo, al modo in cui affrontiamo le nostre emozioni, il lavoro, la gravidanza, ecc.
Da molte generazioni non abbiamo più  un approccio alla vita realmente consapevole sotto il profilo della salute.
Il problema non si limita unicamente all'accumulo di grasso.
Dobbiamo tenere in considerazione il fatto che gli alimenti lavorati e preparati che acquistiamo al supermercato non vengono digeriti altrettanto agevolmente dei loro corrispettivi naturali. Di conseguenza, gran parte di quanto assorbito dall'intestino e nel flusso sanguigno non riesce ad essere assorbito attraverso il normale funzionamento dell'organismo. L'obesità è una combinazione dell'accumulo di questi materiali indigesti, accoppiato ad esaurite energie dell'organismo, esaurite riserve endocrine ed esaurita capacità digestiva.
L'esito finale è una perdita della complessita’ nel sistema; l'organismo si trasforma in un sacco della spazzatura pieno di cose di cui non necessita e che non riesce a scomporre o eliminare.
Dall'esterno vediamo che le cose sono chiaramente diverse. Non lo chiamiamo neppure più grasso, dato che sappiamo che si tratta di qualcos'altro: Cellulite, "junk in the trunk" (gioco di parole traducibile come ciarpame nel tronco, ndt), "mud flaps" (intraducibile, analogo alle nostrane "maniglie dell'amore", ndt), "gomma di scorta", "pancia da birra": anche rifacendoci al gergo popolare sappiamo che si tratta di qualcosa di diverso dagli ordinari depositi di grasso, grasso che in una persona obesa di fatto presenta una chimica differente rispetto a quella del grasso di una persona sana.

Ogni cellula dell'organismo di ciascun individuo (obeso o meno) ha del grasso al suo interno. La membrana cellulare che compone la barriera che delimita ciascuna cellula viene definita doppio strato fosfolipidico ed è costituita da grasso, ad esempio, in una tipica cellula del sangue, grosso modo un 50% di grasso saturo ed un 50% di insaturo, il che significa che vi è un involucro di molecole grasse le quali costituiscono la superficie di ciascuna cellula; come un palloncino contiene l'aria, cosi la membrana cellulare racchiude il contenuto di una cellula. Ogni cellula dell'organismo presenta tale conformazione. In corrispondenza della membrana cellulare vi è molta attività. Ormoni ed altre molecole si legano alla membrana e fanno sì che la cellula svolga tutte le funzioni vitali essenziali; tutto quello di cui la cellula necessita per operare e sopravvivere passa attraverso la membrana cellulare, la quale deve svolgere la funzione di "barriera selettiva", ovvero permettere selettivamente a determinate molecole di penetrare impedendo al contempo il transito di materiali indesiderati.
Queste membrane necessitano di un costante rifornimento dì nuove molecole grasse, che vadano a sostituire quelle perse nel corso di vari processi. Onde assicurare il corretto funzionamento di queste intricate strutture deve essere disponibile un'adeguata miscela di grassi saturi ed insaturi di buona qualità; se nel flusso sanguigno non sono presenti adeguate molecole grasse, l'organismo introdurrà qualsiasi molecola grassa disponibile.

Nelle persone obese, le membrane cellulari contengono una misce­la alterata di molecole grasse.12
Un risultato immediato è che le cellule non riescono più a funzionare in modo appropriato, la membrana non è più in grado di operare come barriera selettiva e la cellula lascia entrare qualsiasi cosa presente nel flusso sanguigno. Man mano che le cellule di grasso diventano più grandi, consentono l'accumulo dì sempre più lipidi impropri.
Salutari componenti come l'enzima lipasi, la quale scinde le molecole grasse, sono manifestamente assenti.
Il grasso in sé stesso può essere utilizzato come sito di immagazzinaggio di sostanze liposolubili; molte delle tossine ambientali cui siamo esposti sono liposolubili: sono "oleose", in contrasto con quelle "acquose".
Come risultato, il tessuto grasso accumula questo materiale tossico e lo immagazzina indefinitamente, il grasso e capace di sintetizzare le proprie sostanze potenzialmente tossiche: l'estrogeno, ad esempio, viene prodotto dai tessuti grassi tanto nelle donne quanto negli uomini. Anche se un sano equilibrio di estrogeno è essenziale per un buono stato dì salute, quando nell'organismo ve ne è in eccesso esso può provocare ogni sorta di problemi. L'estrogeno favorisce la crescita e l'accumulo di tessuti, quindi contribuisce a preservare il grasso nell'organismo; è inoltre un potenziale fattore di crescila di tumori.

Degradazione delle derrate alimentari
Non possiamo ascrivere ai fast food tutti i nostri malanni. Nel mercato odierno gli alimenti sono derivati interamente da pre­parati di produzione industriale. Gli ingredienti creati in laboratorio, come oli idrogenati e parzialmente idrogenati, che molti studi hanno collegato ad una varietà di malattie degenerative croniche quali diabeti:, cancro ed obesità, sono presenti in quasi tutti i prodotti alimentari confezionati."
Agli alimenti vengono aggiunti conservanti, ripieni e dolcificanti; in un supermercato è difficile trovare articoli che non contengano zucchero o sciroppo di mais ad alto tenore di fruttosio.
Gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono la norma e si stima che siano contenuti nel 70% di tutti i prodotti lavorati.

Apparentemente l'industria agroalimentare non si fa alcuno scrupolo per le sue infinite manipolazioni dei nostri prodotti alimentari, visto che per il futuro ne sta pianificando in misura sempre maggiore. Fino a quando resteremo ignari e indifferenti rispetto a queste prassi, ci venderanno tutti i generi di prodotti che producono i massimi profitti per l'industria del settore. A quanto pare, al di là delle strategie di mercato che tentano di spacciare questa spazzatura come cibo sano, al benessere dei consumatori viene data scarsa importanza.

Molti individui che acquistano e consumano alimenti prodotti dall'industria agroalimentare sembrano ignari di come tali alimenti vengono di fatto prodotti; non è una coincidenza che queste informazioni vengano in gran parte tenute NASCOSTE al pubblico.

Gli animali “prodotti in massa” dall'industria agroalimentare sono allevati in ambienti crudelmente ristretti.
Per nutrirli li alimentano con le cose più a buon mercato, comprese carcasse animali "riciclate"; inoltre som­ministrano loro farmaci, ormoni ed antibiotici affinché non muoiano prima di diventare abbastanza cresciuti per essere mangiati.
Tutti questi processi e sollecitazioni innaturali modificano la struttura delle carni in molti modi rilevanti; cambiano l'equilibrio dei grassi acidi inducendo una insana sovrabbondanza di omega-6 ed assenza di omega-3; aggiungono molte tossine e fardelli chimici.
Gli animali alimentati con prodotti di scarto, mais e soia non sono sani.
Di regola le vacche mangiano erba e fieno; il fatto di alimentarle in base a diete anomale riduce drasticamente la qualità delle carni, in modo tale che il contenuto di grassi e proteine non è più salutare come in passato.

Nel corso degli anni l'interesse verso alimenti prodotti a livello locale nel rispetto del consumatore è cresciuto costantemente, quindi per trovare questi alimenti non dovrebbe essere necessario fare molta strada. Molte città hanno "mercati degli agricoltori" dove i produttori locali vendono i loro prodotti direttamente al pubblico.
Le cooperative alimentari che sostengono la salubrità dell'economia locale stanno nuovamente acquistando popolarità come alternativa rispetto ai principali supermercati. Vi sono inoltre molte aziende agricole biologiche e biodinamiche aperte al pubblico.
Esistono molti siti web che aiutano il pubblico a scovare i produttori locali.
Da decenni la Weston A. Price Foundation aiuta la popolazione fornendo informazioni sugli alimenti sani e su dove reperirli (vedere http://www.westonaprice.org   oppure  http://www.realmilk.com .
Un altro interessante sito web che fornisce informazioni su dove trovare fornitori di alimenti sani è http://www.themeatrix.com ; accertatevi di visionare il videoclip.

Un fantastico libro di cucina che contiene eccellenti informazioni su dieta e nutrizione è Nourishing Traditions, scritto da Sally Fallon in collaborazione con Mary Enig, PhD.
Questi riferimenti vengono forniti a vantaggio di coloro che intendono avere un più salutare approccio al regime alimentare.

A livello di massa, per curare l'obesità l'attuale tendenza è quella di addossare la responsabilità del problema a coloro che ne sono maggiormente colpiti il che, sotto certi aspetti, e un approccio legittimo.
Se la gente smettesse di acquistare i generi di alimenti venduti nei supermercati, l'industria del settore smetterebbe di produrli e i supermercati di venderli
.
Il fatto che i produttori di derrate alimentari abbiano o meno una re­sponsabilità nei confronti dei consumatori è una questione che esula dagli scopi del presente articolo, così come la questione se, come suggerito da molti, le campagne pubblicitarie dei media abbiano o meno un certo impatto sulle nostre abitudini di acquirenti e quindi sulla tendenza all'obesità.
Anche se tutti siamo soggetti ai processi di socializzazione che ci portano ad un'esistenza di consumismo di massa, ciascuno di noi ha la prerogativa di cambiare in ogni momento uno qualsiasi di tali comportamenti.
Forse il primo passo sta nei diventare consapevoli di quello che accade.

Aspetti psico-spirituali dell'obesità
Uno dei componenti di massima importanza dell'obesità è la dipendenza. La gente fa uso del cibo per le più disparate ragioni: come passatempo, consolazione, sostituto del sesso, etc.
Quando tali comportamenti vengono portati all'estremo, suscitano compiacimento e determinano l'incapacità di assumersi dei rischi e provare qualcosa di diverso.
Associato all'obesità vi è un vuoto spirituale nel cui contesto le persone cercano di appagare sé stesse in modi diversi tramite il cibo. Sembra che ciascuno di noi debba lottare con una varietà di sollecitazioni e conflitti interni che, per essere appianati, richiedono introspezione; ma fino a quando ci auto-cureremo e anestetizzeremo tramite una dieta di scarsa qualità, sarà difficile entrare in contatto con questi pro­blemi riposti a maggiore profondità; la natura della dipendenza è quella di mantenerci in uno stato in cui affrontiamo costantemente il dolore provocato da qualcosa di irrisolto profondamente sepolto in noi stessi.
Sino a quando non riusciremo ad allentare la morsa della dipendenza non riusciremo a scorgere cosa davvero provoca il dolore e il senso di vuoto.

La dipendenza da cibo può quasi diventare secondaria rispetto all'abituale abbandonarsi a sentimenti e pensieri di auto-sconfìtta. Quando colmiamo noi stessi con sentimenti negativi quali scarsa stima di sé, impotenza e disperazione, tali sentimenti non migliorano certo la situazione.
Per alcuni vivere in uno stato di depressione contribuisce all'obesità tramite la dipendenza da cibi che danno consolazione. Questa osservazione si basa sul concetto secondo cui le persone infelici mangiano di più per sentirsi meglio. Un'altra possibilità è che lo stato depressivo in sé stesso contribuisca direttamente all'obesità diminuendo l'efficienza delle funzioni dell'organismo; sguazzare in stati emotivi sgradevoli determina la stagnazione e il blocco dei sistemi dell'organismo, pregiudicandone la funzionalità.

Per superare la dipendenza dobbiamo vivere come persone complete; tutti i vari aspetti della vita devono essere affrontati e vissuti positivamente; dobbiamo essere presenti, almeno in qualche misura, in tutti i nostri processi - fisici, emotivi, mentali e spirituali. Quando trascuriamo una qualsiasi di queste parti di noi stessi, la degenerazione diviene inevitabile. Nella nostra società moderna tendiamo a riconoscere unicamente gli aspetti fisici del nostro corpo; qualsiasi cosa attenga alla mente o alle emozioni viene relegata al cervello ed al sistema nervoso centrale, tuttavia fra questi differenti livelli esiste una connessione con ciascun organo.
Molti sistemi di medicina tradizionale riconoscono l'intelligenza presente nei tessuti di ciascuna parte dell'organismo. All'interno di ciascun organo esistono emozioni e schemi di pensiero; queste energie rappresentano una parte dell'organo inseparabile tanto quanto la sostanza fisica, e le porzioni energetiche possono essere analogamente colpite da malattie e disfunzioni.
La nostra impostazione dietetica ha effetto non solo sui tessuti fisici, ma anche sulla nostra salute mentale ed emotiva. Quando mettiamo in collegamento con l'obesità disordini psico-spirituali come la depressione, talvolta postuliamo che il problema risieda soltanto nei comportamenti alimentari.
Ad ogni modo, la filosofia medica orientale collega le emozioni direttamente all'appropriato funzionamento dei sistemi. Secondo questo schema ili pensiero, l'aumento di peso potrebbe essere di fatto il risultato diretto del sentirsi depressi, indipendentemente da qualsiasi modifica delle abitudini alimentari.
Lo sperimentare abitualmente determinate emozioni e pensieri può sortire l'effetto di diminuire l'efficienza funzionale degli organi interni; non sono solo i sentimenti ad essere depressi, ma anche tutte le diverse parti dell'organismo. La malattia diventa inevitabile quando gli organi non sono più funzionali a causa degli effetti inabilitanti di un regime alimentare improprio combinati con l'effetto attenuante di emozioni depresse.
Quando si presentano traumi emotivi, emozioni represse o eccessi emotivi, tali fenomeni hanno conseguenze negative anche per gli organi interni. I tessuti fisici e le sfere mentali ed emotive della coscienza sono molto più strettamente connesse di quanto immaginato in precedenza.

Si pone grande enfasi sulla necessità di attività fìsica. Anche se è vero che per restare in salute gli esseri umani hanno bisogno di muoversi e fare dell'esercizio fisico, l'attività fisica non basta; serve anche movimento a livello mentale ed emotivo. Per essere entità complete ed integre gli esseri umani hanno bisogno anche di pensare ed avere sentimenti.
I vari stili di vita della nostra società moderna non solo soffocano la nostra capacità di fare esercizio fisico, ma anche le nostre abilità dì pensiero ed emozioni. I nostri pressanti impegni ci lasciano poco spazio per pensare a noi stessi; sembra che invece dì darci lo spazio di cui abbiamo bisogno per percepire ed esternare le nostre emozioni, ci ritroviamo facilmente intrappolati e impantanali in esse con soluzioni mirate a far fronte alla disfunzione piuttosto che a risolverla sul serio.

Sconfiggere l'obesità
Come abbiamo visto, l'obesità è una condizione determinata da molteplici fattori. Abbiamo liatteggiato un quadro che diverge in misura consistente dai miti e dalle concezioni erronee imperanti.
Per riassumere:
1. L'obesità è una condizione che implica errata alimentazione e rilevanti carenze nutritive.
2.  L'obesità deriva da disfunzioni dei normali schemi operativi dell'apparato  digerente,  determinate da un prolungato regime alimentare in appropriato.
3. L'obesità è sorretta da un sistema endocrino squilibrato, che non funziona a causa dell'ingestione di oli vegetali lavorati, zuccheri, ormoni esogeni e tossine ambientali.
4.  L'obesità affonda le sue radici nella dipendenza, depressione e stagnazione della prospettiva mentale ed emotiva di un individuo.
5. L'obesità è associata alla mancata assunzione dì alimenti che sarebbero realmente benefici, quali proteine e grassi animali sani.

La soluzione comunemente prescritta, ovvero quella di "mangiare meno e fare più esercizio fisico", solitamente non ha successo in quanto non affronta alcuno dì questi problemi fondamentali.
Se intendiamo sconfiggere l'obesità come disordine della salute a livello pubblico, ognuno deve riappropriarsi della propria facoltà di scelta e decidere nuovamente in che modo vivere. Abbiamo tutti, molte volte al giorno, l'opportunità di optare per una vita sana o una vita malata.
Assumersi la responsabilità di questa facoltà ed utilizzarla appieno è quello di cui abbiamo disperatamente bisogno.
By David Zeoli, ND, LAc © giugno 2006 - Email: dzeoli@yahoo.com
Tratto da: Nexus n° 66

A proposito dell'Autore:
David Zeoli, ND. LAc, è medico naturopata nonché agopuntore abilitalo di Santa Fé, New Mexico, USA.
David ha conseguito il proprio dottorato in Naturopatia e la laurea in Medicina Orientale presso il National College of Naturopathic Medicine di Portland, Oregon. Una volta completati gli esami ministeriali, David ha ottenuto l'abilitazione ed ha esercitato in molti ospedali del paese.
Il suo articolo "Malattie dentali: una piaga moderna" è stato pubblicato su NEXUS nr. 64.
Il Dr. Zeoli può essere contattato via email presso dzeoli@yahoo.com.

Note:
1. Super Size Me (2004], diretto da Morgan Spurlock, distribuito da Showtime Independent Films ed altri.
2.  L'obesità viene definita come l'avere un Indice di Massa Corporea (IMO pari a 30 o più, mentre avere un 1MC pari a 25 o più corrisponde alla rigida definizione di sovrappeso. Per determinare i! vostro IMC misurate il vostro peso in chilogrammi e dividete la cifra risultante per il quadrato della vostra altezza misurata in metri; ovvero, IMC = peso (kg) / altezza (m)J.
3.  WHO, "Global Strategy on Diet, Physical Activìty and Health:   Obesity   and   Overweight",
http://www.who.int/dietphysicalactivity/publications/facts/obesity/en/
4.  CDC/NCHS, "Prevalence of Overweight and Obesity Among Adults: United States", 1999-2002,
http://www.cdc.gov/nchs/products/pubs/pubd/hestats/obese/obse99.htm
4a. Platform on Diet, Physical Activity and Health, International Obesity Task Porce in collaboration with the European Association for the Study of Obesity,
http://ec.europa.eu/health/ph_determinants/life_style/nutrition/documents/iotf_en.pdf
4b. "Obesity Surgery in Russia", Obesity Surgery 9(1):40-3, febbraio 1999.
5. Proietto, J., "Can thè obesity epidemie be stopped?", Asia Paci Clin Nutr 14 Suppl:S32, 2005.
6.  "The Global Challenge of Obesity and thè International Obesity Task Force",
http://www.iuns.org/features/obesity/tabfig.htm * Figure%2 01.
7. CDC/NCHS, "Prevalence of Overweight and Obe­sity Among Children and Adolescente: United States, 1999-2002", 
http://www.cdc.gov/nchs/products/pubs/pubd/hestats/overwghl99.htm
8. WHO, "Controlling thè global obesity epidemie", http:// www.who.int/nutrition/topics/obesity/en/
9. A tale proposito bisogna rimarcare due punti. Innanzitutto, lo stesso Morgan Spurlock ha riacquistato un peso corporeo ottimale dopo aver interrotto la dieta di McDonald's.
In secondo luogo, in Africa esiste una tribù le cui tradizioni prevedono una sorta di "gara del grasso", i cui partecipanti devono tentare di acquisire in un breve periodo di tempo un peso corporeo maggiore rispetto agli altri contendenti. Durante la gara ciascun partecipante vive in un piccolo cerchio di circa cinque piedi di raggio, da cui non si sposta sino al termine della contesa. Gli amici gli portano le singole ingenti quantità di latte di cui si rimpinza. Prevedibilmente, il soggetto cresce sino a raggiungere proporzioni massicce. Tuttavia, dopo la gara, tutti ritornano alla loro routine quotidiana e dimagriscono sino a raggiungere la forma ottimale.
10.  Fallon, Sally con Enig, Mary G., Nourishing Traditions, NewTrends Publishing, Inc., Washington, DC, 2001 (2° edizione riveduta), p. 7.
11. Putnam, |udy e Gerrior, Shirley, "Trends in the US Food Supply, 1970-97", USDA/ERS,
http://www.ers.usda.gov/pu-blications/arb750/aib750g.pdf
12. Petrescu, O. et al., "Long-chainfatty acid uptake is upregulated in omental adipocytes from patients undergoing bariatric surgery for obesity", Int I Obes (Lond) 29(2):196-203, febbraio 2005.
13. Ichinose Y. et al., ["Formation of experimenta! obesity by Crisco"], Nìppon Yakurigaku Zasshi 83{4):309-15, aprile 1984.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

La "CICCIA" INQUINA  - Italy, Roma  Apr. 2009
Essere in linea fa benissimo non solo alla nostra ma anche alla salute dell'ambiente: infatti riduce le emissioni di gas serra causate dalla produzione di cibo, una delle principali fonti di emissioni, e dall'uso dell'automobile, che risulta proporzionale ai chili di troppo. Lo rivela uno studio di Phil Edwards e Ian Roberts della London School of Hygiene & Tropical Medicine pubblicato sull'International Journal of Epidemiology.
I ricercatori hanno calcolato che una popolazione di un miliardo di persone magre emetterebbe ogni anno un miliardo di tonnellate di CO2 in meno rispetto allo stesso numero di persone grasse.
L'indice di massa corporea (IMC) del mondo occidentale sta continuando a salire senza freno: tra 1994 e 2004 l'IMC medio in Gran Bretagna è salito per i maschi da 26 a 27,3, per le femmine da 25,8 a 26,9 (circa 3 kg di più). Inoltre gli esperti hanno calcolato che una popolazione magra come quella del Vietnam consuma il 20% in meno di cibo e produce meno gas serra rispetto a una popolazione in cui il 40% degli individui è in sovrappeso, come in America.
Non solo chi mangia di più inquina di più perché la produzione di cibo è la principale fonte di emissioni, ma anche perché di solito chi è obeso o in sovrappeso preferisce andare in macchina, contribuendo a inquinare anche in questo modo.
Tratto da: temporeale.libero.it

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Se il bambino ingrassa potrebbe non essere solo dovuto al cibo spazzatura, al poco movimento o perché mangia troppo. - 15 novembre 2010
Se il bambino ingrassa potrebbe non essere dovuto al cibo spazzatura, al poco movimento o perché mangia troppo. Dietro all'accumulo di grasso, specialmente intorno alla vita, pare infatti ci sia un deficit di vitamina D.
A sostenere la tesi che vi sia un collegamento tra una carenza di questa vitamina e l'accumulo di grasso al girovita sono i ricercatori dell'Università del Michigan (Usa). Gli scienziati ricordano che il grasso accumulato in questa parte del corpo è quello più temibile.
Non si tratta di una mera questione estetica, ma di problemi di salute. Il grasso intorno alla vita è stato accusato di esporre al rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiache e altre patologie più o meno gravi nel corso della vita.
Il dottor Eduardo Villamor e colleghi hanno coinvolto nello studio 479 bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni residenti in Colombia. A partire dal 2006, li hanno seguiti per quasi tre anni.
All'inizio dello studio hanno prelevato dei campioni di sangue per misurare i livelli di vitamina D e, al tempo stesso, hanno preso delle misure per valutare le condizioni fisiologiche rispetto al grasso corporeo.
Gli indicatori comprendevano l'Indice di Massa Corporea (BMI), la circonferenza della vita e il rapporto sottoscapolare pelle/tricipiti.
Dai risultati ottenuti a termine studio, si è scoperto che la carenza di vitamina D era collegata a un drastico aumento della circonferenza del girovita legata a un accumulo di grasso. Oltre a ciò, si è trovato che una deficienza di questa vitamina rallentava la crescita in altezza dei bambini di sesso maschile; le femmine pare non ne risentano in questo senso.
"Abbiamo scoperto che i bambini con i livelli più bassi di vitamina D, all'inizio tendevano ad aumentare di peso più velocemente che non i bambini con livelli più alti", ha scritto Villamor sulle pagine dell'American Journal of Clinical Nutrition su cui ha riportato i risultato del suo studio.
Tratto da: lastampa.it

Commento NdR: si sono "dimenticati" dei danni gastrointestinali dei Vaccini....

vedi anche per fluidificare il sangue e pulire le arterie:
Cura dell'Aglio 
+  Vegetarianesimo + Crudismo
+ Emodieta + Ipertiroideo-ipotiroideo

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Il grasso non è malattia, ma è lavoro intelligente del sistema immunitario
A modo suo quell’acqua persa era stata messa all’interno del corpo con criterio e intelligenza dal sistema immunitario.
E’ il sistema immunitario a distribuire il grasso, l’adipe, il sovrappeso nella gente obesa. E quando si dice sistema immunitario si dice sistema nervoso, sistema neurovegetativo, sistema epiteliale, sistema ghiandolare, sistema sessuale.
Ogni dieta assurda ed innaturale, contraria al disegno originario umano, e contraria alle precise regole della digestione-assimilazione-evacuazione, è una forma di offesa e di ribellione al proprio sistema immunitario.
Un errore che si paga in denaro sonante, perdendo tempo e perdendo salute.
Esiste una enorme differenza tra malattia-causa a monte e malattia-sintomo a valle
L’acqua in più, il grasso in più, il peso in più, per quanto fastidiosi ed anti-estetici, non sono una patologia ma sono il sintomo tastabile e visibile di una patologia che sta a monte, e che è di tipo ideologico e comportamentale.
Noi igienisti naturali conosciamo troppo bene i meccanismi e le differenze enormi tra malattia-causa e malattia-sintomo, e ci guardiamo bene dal toccare i sintomi.
Il grasso e il sovrappeso vanno rispettati, come va rispettato il sistema immunitario.

Non serve assolutamente lottare contro il sintomo, e il grasso è un sintomo. Fatte tali considerazioni, passiamo al tuo problema che si sintetizza nel peso eccessivo, nella glicemia alterata e in quella fame pomeridiana che devi contenere a fatica, per non buttarti sulla preda proibita che per te sono i grissini, per altri la nutella, per altri ancora il formaggio e il salame.
La mia risposta ai tanti che sono più o meno in queste condizioni, dico che non si deve mai lottare contro un sintomo, si chiami esso febbre, male di testa, alta o bassa pressione, ipo o ipertiroidismo, obesità, sovrappeso, e così via.
Questo discorso è di basilare importanza. Non è un trucco mentale o uno stratagemma psicologico.
Occorre lottare duramente contro le malattie a monte, fatte di pensieri sbagliati, di errori ideologici e comportamentali, di scelte assurde e prive di logica.

Ci sono mille motivi per cercare una compensazione nel cibo
- C’è il nervoso che vorrebbe spaccare tutto e non può, e si scatena sul cibo.
- C’è il super-erotico, che vorrebbe accoppiarsi con 100 diverse persone e non può, e si scatena sul cibo.
- C’è l’anonimo che vorrebbe essere famoso e non può, e si scatena sul cibo.
- C’è lo stonato che vorrebbe vincere Sanremo e non può, e si scatena sul cibo.

E l’elenco va avanti col timido, con l’innamorato della persona sbagliata, con lo sportivo, e con tutta la gente che difetta di qualcosa e che trova nell’alimento ogni forma di compensazione.
Si deve lottare per l’autorealizzazione
La grinta umana è un valore importante, da non disperdere e da non contrastare. Bisogna soltanto incanalarla nell’alveo giusto.
Si deve lottare per l’equilibrio fisico-mentale-sessuale-spirituale.
Si deve lottare per la propria auto-realizzazione.
Solo a quel punto non cercheremo compensazioni gastro-intestinali.

Massimizzare l’apporto di succo zuccherino di frutta, prendendo nel contempo insuline e inuline naturali dal topinambur, dallo zenzero e dalle verdure crude in generre
A livello pratico, gustativo, calorico e biochimico, si tratta di massimizzare l’apporto in zucchero-glucosio naturale (cioè in acqua zuccherina dalla frutta) mediante quei 5 pasti sazianti di sola frutta, che vado suggerendo lontano dai pasti di pranzo e cena, in piena coerenza con l’Università di Cambridge e il suo famoso esperimento di 10 anni fa.
Solo così, non sperimenterete altre ricadute nel vortice dell’alimentazione cosiddetta normale.


Restiamo tutti cicciottelli e pesanti ? Nemmeno per sogno. E allora che si fa ?
Il grasso se ne deve andare al più presto. Ma a una sola condizione; ed è quella di  fare una rivoluzione culturale nella propria psiche e nell’impostazione generale della propria vita.
Tecnicamente parlando, non si cala di peso scagliandosi contro il grasso, ma scagliandosi contro i meccanismi che portano al grasso, scagliandosi contro farmaci, vaccini, proteine animali a 360 gradi, carboidrati cotti e lavorati, farine doppio zero, sale e zucchero, caffè e sigarette, the e dolciumi, bevande gassate e alcol, vita sedentaria e demotivata.
Fuori il grasso sì, ma anche fuori i suoi veleni di accompagnamento
Prima cosa occorre perdere il grasso in modo razionale, sulla base del principio fuori il grasso e fuori contemporaneamente i suoi veleni.
Per fare questo con una ragionevole rapidità serve il digiuno drastico, con una damigiana d’acqua leggera a disposizione da bersi a piccoli sorsi, ricorrendo poi a una dieta purificante di frutta, seguita dall’unico sistema alimentare privo di conseguenze e di effetti collaterali, ovvero dal sistema umano, cioè fruttariano-vegano-crudista, che nella nostra società odierna può essere in molti casi tendenzialmente crudista, ovvero ligio e rispettoso il più possibile dei principi di base del veganismo-crudista, con la concessione di piccoli e non gravi compromessi casuali ma non sistematici.
Se pensi che solo la proteina è il tuo cibo, resterai grasso e malaticcio tutta la vita
Se una persona continua a pensare erroneamente che il suo carburante è la proteina, magari nobile, o la sostanza cotta e concentrata, o l’integratore, o il formaggio, o il salume, o la bistecca, o il quadrello di cioccolato, o i panini e le patatine supersalate e superfritte della McDonald’s, non ci sarà nessun santo in cielo o in terra capace di tirargli via il grasso, il diabete, la nefrite, la gastrite, la cistite, l’epatite, il cancro e il sovrappeso.
Se vai a fondo, oltre le apparenze, oltre l’imperante indottrinamento cibo-sanitario, ti puoi salvare
Se invece una persona studia e riflette, prova ed esperimenta, usa il cuore, l’anima e il cervello per capire se stessa, la natura, gli animali, la storia, la società civile o incivile nella quale vive, allora le cose possono cambiare.
Se una persona si analizza a fondo e capisce come funziona il ciclo alimentativo-assimilativo-espulsivo, secondo le regole della scienza, e non quelle suggerite dal perverso schema medico-farmaceutico-pseudoalimentare-macellatorio-statinico-eparinico-vaccinatorio, allora può ancora salvarsi.
E’ basilare capire le caratteristiche del nostro motore fruttariano e del nostro carburante frutta
Se una persona capisce che la frutta matura, quella che pende dai rami, ed anche quella che proviene dalle piante eduli, rappresenta il suo vero e unico carburante elettivo, disegnato cioè per il suo corpo fruttariano a tutti i livelli, indipendentemente dalle porcherie che sta mangiando e che hanno mangiato i suoi genitori, allora siamo maturi per un cambiamento.
Le caratteristiche qualitative del carburante umano chiamato frutta
La frutta al naturale ha la caratterista unica di nutrire in modo perfetto il corpo umano, di dargli calorie, bioacqua, fibrenaturali e micronutrienti senza nessuna carenza e senza nessun effetto collaterale. In più, ha la caratteristica altrettanto importante di ripulire alla perfezione le cellule, il sangue e la linfa.
Non sto qui a parlare delle caratteristiche univocamente basilari della frutta, tipo le sue qualità alcalinizzanti (antiacide), antiossidanti (anti-radicali), antiuriche, antiputrefattive, antifermentanti, antinfluenzali, anticolesterolo, antiomocisteiniche, antitrigliceriche, antidiabetiche, anticancerogene (a condizione di non mescolarsi con le varie porcherie proposte e imposte dal pacchetto dittatoriale sanitario-alimentare mondiale).
Nessun mito e nessuna magia, nessun discorso religioso; Il tutto senza creare dei falsi miti.
Frutta bella, colorata, profumata, naturale, dono-di-Dio, pacifica, non-crudele, non ammalante. Tutte cose giuste e tutte cose vere.
Ma non certamente frutta magica o dotata di intelligenza. Quindi non dimagrante e non ingrassante.
Tutto sta nel medico interno chiamato sistema immunitario o equilibratorio
Dimagrimento e ingrassamento, o meglio ancora razionalizzazione e bilanciamento del peso sui livelli che ci competono, sui livelli del peso-forma assegnatoci dalla natura quando siamo in condizioni di perfetta salute, sono tutte questioni di stretta ed esclusiva competenza del sistema immunitario. Non del medico, non del nutrizionista, non dell’igienista, non dell’omeopata, non del dietologo, non della frutta o della bistecca, ma del sistema immunitario.
Personalmente la parola  immunitario non mi piace perché sbagliata, ed è il solito regalo sviante e diseducativo della cultura medica. L’immunità non esiste. Se ti dai una martellata sul dito, col cavolo che sei immune dalle conseguenze. Avrei chiamato più appropriatamente quell’apparato come sistema equilibratorio o auto-guaritivo.
Questa è la sola formula del peso e della salute.
Quando si arriva a queste conclusioni, che sono scientifiche e non frutto di ideologie settarie o fanatiche di gruppi vegani o igienistici o religiosi o filosofici o animalisti, allora siamo pronti per diventare persone corrette dotate del giusto peso e della giusta salute fisica, psicologica, mentale, etica, estetica e spirituale. Tutto il resto sono illusioni e balle, trucchi per fare soldi sulle spalle della gente.
Le donne che pensano di mantenere la linea fumando o bevendo caffè sono delle povere deficienti.
Nessuna me ne voglia per questo linguaggio. Ma è la pura realtà.

By V. Vaccaro - Igienista

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Italiani sempre più grassi e pigri - Tratto da: da scienze.tv di Mer. 27/02/2008
Italy
, Roma - Dall'Università Cattolica di Roma, un rapporto che fotografa gli italiani in sovrappeso seduti in poltrona. Chili di troppo e sedentarietà sono una vera e propria piaga nazionale.
Nonostante l'obesità sia salita dall' 8,5 per cento al 9,9 per cento rispetto al 2005-2006, con punte più elevate al Sud, lo sport rimane un'attività sconosciuta ai più.
La percentuale di chi lo pratica regolarmente è infatti solo del 20,9. In particolare, l'indagine ha riscontrato valori molto alti di obesità in Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, mentre i valori scendono sensibilmente nelle regioni  settentrionali tra
cui Piemonte, Valle d'Aosta e Lombardia.
I problemi aumentano con l'avanzare dell'età, tra i 45 ei 74 anni per gli uomini e i 55 e 74 anni per le donne, soprattutto per i primi (il 43,9 per cento rispetto al 26,2 per cento). L'aumentare di peso è proporzionale al progressivo abbandono dell'attività fisica, tendenza che si riscontra meno nella Provincia Autonoma di Bolzano, in cui il 38,5 per cento degli adulti passeggia per almeno due chilometri, nuota o va in bicicletta.
By Laura - 
http://www.scienze.tv/node/2989


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Sulla rivista “Endocrinology" - Dieta grassa e ritmi circadiani

Una dieta ad alto contenuto di grassi contribuisce non solo all’obesità, ma anche, attraverso i segnali dell’adiponectina, a uno squilibrio del ritmo circadiano vedi: Ritmo circadiano obesità

Una dieta ricca di grassi è dannosa per l’organismo non solo per gli effetti negativi sul soprappeso, sull’obesità e sul rischio di sviluppare patologie cardiovascolari ma anche - come si leggerà su un prossimo numero della rivista “Endocrinology" – per i rischio di squilibrare il ritmo circadiano, l’orologio interno con periodo di 24 ore del nostro organismo.

Il ritmo circadiano, come hanno chiarito numerose ricerche, è coinvolto nella regolazione e nella produzione di enzimi e ormoni, a loro volta cruciali per il metabolismo: un problema in questo delicato centro di comando fisiologico può portare a sua volta a uno squilibrio ormonale, a obesità, a problemi psicologici e disturbi del sonno.

Sebbene la luce sia il fattore che più influenza i ritmi circadiani, Oren Froy e colleghi dell’Istituto di biochimica, scienze dell’alimentazione e nutrizione della Hebrew University di Gerusalemme, hanno dimostrato con i loro esperimenti su topi di laboratorio che esisterebbe un rapporto di causa-effetto tra dieta e squilibrio del ritmo circadiano.
Per verificare le loro ipotesi, gli studiosi hanno analizzato quanto l’
orologio biologico controlli i meccanismi di segnalazione dell’adiponectina (che e' un ormone che controlla il metabolismo energetico di lipidi e carboidrati
) nel fegato, e in che modo il digiuno e una dieta ricca di grassi influenzino tale controllo.
L’adiponectina è una sostanza secreta da dagli adipociti - le cellule del tessuto adiposo - coinvolta nel metabolismo del glucosio e dei lipidi. I ricercatori hanno così sottoposto i topi a una dieta a basso o ad alto contenuto di grassi seguita da un giorno di digiuno, misurando in seguito alcune componenti del cammino metabolico dell’adiponectina a vari livelli di attività.
Nei topi che avevano seguito una dieta a basso contenuto di grassi, il ritmo circadiano risultava normale. Per contro, la dieta ad alto contenuto di grassi contribuiva a diminuire i livelli della proteina AMPK, che svolge un ruolo cruciale nel metabolismo degli acidi grassi, il quale può essere danneggiato proprio dai bassi livelli di AMPK.

I ricercatori sono così giunti alla conclusione che una dieta ad alto contenuto di grassi possa contribuire all’obesità non solo per il contenuto calorico, ma anche per il disequilibrio portato nel ritmo circadiano attraverso i segnali dell’adiponectina. (fc)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Dimagrire
La Cassia è una pianta spontanea tropicale, non va confusa con la più nota cassia angustifolia, la quale ha proprietà prevalentemente lassative.
La Cassia nomane è ricca di flavonoidi e di altre sostanze che inibiscono l’azione della lipasi, gli enzimi del pancreas deputati alla digestione dei grassi. In questo modo riduce del 30% l’assorbimento dei grassi limitando così l’apporto calorico complessivo e diminuendo il livello di trigliceridi e colesterolo nel sangue.

Commento NdR: quello che non si e’ detto in questi pur pregevoli articoli e’ che TUTTI, ormai da diversi decenni, veniamo vaccinati ed i vaccini e’ noto destabilizzano l’apparato digerente alterando il pH digestivo e la flora batterica autoctona e riducono quindi anche le varie tipologie di enzimi prodotti per la metabolizzazione dei cibi utilizzati.
I vaccini producono purtroppo anche intossicazioni, infiammazioni,
  immunodepressioni e mutazioni genetiche.
La Flora batterica e' una comunita' di migliaia di miliardi di microbi (innocui, autoctoni)  che vivono nel tratto gastro-intestinale e scompongono e trasformano con gli enzimi i nutrienti, regolando la quantita' e la qualita' delle sostanze estratte da inviare alle cellule del corpo.
Quando una parte od alcuni ceppi di questi microbi aumentano o diminuiscono, si parla di alterazione della flora batterica (disbiosi) le sostanze estratte dai cibi possono anche essere diverse e facilmente si accumulano in scorte di adipe (grasso) ed aumentano il grado di intossicazione ed infiammazione oltre ad immunodepressione corporea.

Ricordarsi quindi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

Una delle caratteristiche dell'obesita' e' proprio quella di avere una cronica e forte disbiosi (alterazione dei giusti rapporti fra microbi Bacteriodetes e Firmicutes (i grassi=obesi, hanno molto piu' Bacteriodetes, piuttosto che di Firmicutes e viceversa).
Come ha ben dimostrato il dott. Jeffrey Gordon della Washington University School of Medicine.
Gli obesi infine, una volta entrati nel giro vizioso dell'accumulo di grasso, acquisiscono una superiore la capacita' di digerire carboidrati complessi e quindi, di ricavare piu' sostanze dal cibo.

FRUTTA SECCA
Dose consigliata di frutta  fresca, per l'implementazione di minerai e grassi "buoni", specie noci, mandorle dolci, nocciole, (meglio evitare le arachidi, che sono un legume ed anche perche' sono molto inquinate dai prodotti chimici utilizzati in agricoltura), utilizzate al massimo 60 gr al giorno ripartito nella giornata; molto utili nel dimagrimento e per tutte le eta', per la circolazione sanguigna e per il cuore; per il colesterolo e' d'obbligo l'utilizzo di 2 noci brasiliane al giorno.


Quindi ricordiamo che i vaccini oltre ai farmaci sono la base della destabilizzazione della normale funzione dell’apparato digerente e sono la base principale anche dell’obesita’, come di tutte le altre malattie !!

Oltre ad una sana e moderata alimentazione tendenzialmente vegetariana, e' utile utilizzare la fitoterapia perche' e' una carta vincente nella cura dell’obesità, con infusi di erbe che spezzano la fame come la gramigna, tiglio, carcadé, fiori d’arancio, oltre a disintossicare il fegato e disinfiammare tutto l'organismo.

Un amico Pediatra, combatteva la tendenza dell'obesita' dei suoi figli, con l'eliminazione totale dei caloriferi, erano molto magri rispetto ai coetanei....e quindi anche piu’ sani
Trends in Endocrinology and Metabolism Available online 22 January 2014

Stare al freddo, anche se moderato. Ecco un modo sano per perdere peso, secondo uno studio olandese pubblicato su Tem, la rivista Trends in Endocrinology and Metabolism.
“L'obesità è la conseguenza di un saldo energetico positivo, che può essere compensato da un minore apporto calorico, da un aumento dell'attività fisica, o con terapie farmacologiche” spiega Wouter van Marken Lichtenbelt, ricercatore al Department of Human Biology, School for Nutrition, Toxicology and Metabolism (Nutrim) dell'Università olandese di Maastricht. Tuttavia, mantenere il peso perso è difficile, e l'uso a lungo termine di farmaci è poco efficace e fonte di potenziali effetti avversi anche gravi.
“Queste limitazioni indicano che, date le nostre attuali conoscenze, servono nuove idee per combattere i chili di troppo” riprende il ricercatore. E dato che la maggior parte delle persone vive gran parte del tempo in ambienti a temperatura controllata, vale la pena esplorare gli aspetti sanitari della temperatura.
Detto fatto, i ricercatori nordeuropei hanno verificato se l'esposizione regolare al freddo moderato può essere una strategia sana e sostenibile per aumentare il dispendio energetico.
Marken Lichtenbelt e colleghi studiano gli effetti delle temperature moderatamente basse da circa 10 anni, un campo praticamente inesplorato. “E i primi dati hanno portato i ricercatori a una prima importante scoperta: una breve ma ripetuta esposizione al freddo moderato brucia calorie, anche se gli effetti a lungo termine restano da stabilire” riprende il ricercatore.
Un esempio ? La riduzione del grasso corporeo osservata in un gruppo di soggetti che ha passato due ore al giorno a 17 gradi Celsius per sei settimane.
“E dopo sei ore al giorno al freddo per 10 giorni aumenta la quota di grasso bruno e si rabbrividisce meno stando a 15 gradi. Non solo, ma aumenta anche la produzione di calore interna, che può arrivare fino al 30 per cento del bilancio energetico globale”, osserva Marken Lichtenbelt.

Per mantenere un buon metabolismo ed i giusti rapporti di ossido/riduzione e quindi ormonali, e' bene seguire un'alimentazione  quanto piu' vegetariana possibile, con legumi, verdure crude e poca frutta ma e separata dal resto del cibo, con pochissimi formaggi, o pesce e/o carni bianche (se siete ammalati sono da escludere anche carni, salumi e formaggi)
Ma comunque tutto cio' che e' qui indicato, deve essere sottoposto a verifica, per ognuno, a seconda del gruppo sanguigno di appartenenza.
vedi anche per fluidificare il sangue e pulire le arterie:
Cura dell'Aglio 
+  Vegetarianesimo + Crudismo
+ Emodieta + Ipertiroideo-ipotiroideo

vedi:
Obesita' orgina Diabete e Cancro + Obesita' Bimbi + TOSSIEMIA + Acidosi=riordino del pH + Obesita' adulti +  Grassi pericolo di Cancro  + Obesita' e Cancro + Intestino + Sindrome dell'Intestino Permeabile + DIGESTIONE + Stitichezza + Diarrea + Malassorbimento + DISINTOSSICAZIONE NATURALE del CORPO + Legge di Guarigione + Mangiare crudo = Crudismo + ALIMENTAZIONE NATURALE + Consigli per Digiuno + Digiuno 2 +  Protocollo della Salute + Legge di Guarigione

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Per dimagrire:
Cura del corpo:
- Sveglia alle 5 o max le 6 del mattino.
- fare le frizioni fredde (vedi frizioni fredde) su tutto il corpo e reazione calda a letto (almeno 6 frizioni fredde), sconsigliate a coloro che soffrono di problemi cardiaci e circolatori anche sulle sole gambe.
- oppure camminare in un torrente od una vasca con acqua fredda a 5 gradi - oppure frizionare le gambe ed i piedi con un asciugamano imbevuto di acqua fredda di frigo oppure bagnato di acqua fredda con dentro qualche cubetto di ghiaccio.
- fare una vaporizzazione con apparecchio di aerosol di acqua fredda
- bere una tisana tonificante esempio: a base di luppolo; anice per sgonfiare la pancia; finocchio per disinfiammare  e pulire l'intestino; equiseto per purificare il sangue e reni. + 1 cucchiaino o cucchiaio di miele.
- fare un enteroclisma a base di camomilla
- fare un buon massaggio corporeo; dopo 30 minuti fare attivta' fisica (almeno da 1 a 3 ore di camminate), alla fine della quale e' utile una buona doccia fredda, meglio Idroterapia su tutto il corpo.
- Utilizzare acqua calda e fredda alternate su varie parti del corpo (metodo Kneip)
Salubri e facili da fare anche in casa, sono le irrigazioni alle gambe ed alla colonna vertebrale con l'acqua fredda.
- Esercizio fisico durante tutto il giorno.
- Assumere piu' volte durante il giorno, ovuletti o capsule o compresse di aglio + biancospino
- Alimentazione:

Colazione solo a base di frutta cruda + qualche noci o semi.

Pranzo: Crudita' miste (insalatone miste con tutti in tipi di verdure e mais, senza formaggi, tollerato il pesce (poco), assolutamente indicati aglio e cipolle crude; tollerato pane di mais; spremute di verdure o frutta ad ogni pasto
Sera: frutta cruda o brodo di verdure cotte e pane di mais (1 cucchiaino di miele ed una camomilla di melissa alla sera)
OGNI GIORNO assumere 2 noci brasiliane, ben masticate.
La terapia naturale va seguita per un minimo di 45 giorni.


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Obesità: combatterla con la colazione -  01 Dicembre 2010
L’obesità può essere combattuta con la colazione. A dimostrarlo è una ricerca dell’Università di Parma, che ha messo in luce la correlazione esistente tra mancanza di una colazione adeguata e rischio di incorrere nell’obesità. A sottolineare i vantaggi di una corretta colazione è il professor Maurizio Vanelli, direttore della scuola di specializzazione dell’Università di Parma.
In sostanza guai a non fare la colazione perché si rischia l’obesità. Il problema consiste nel fatto che i bambini che non fanno colazione arrivano all’ora di pranzo con una fame eccessiva che li porta a mangiare troppo, rischiando di giungere al sovrappeso. Non bisogna dimenticare tra l’altro che una buona colazione è essenziale anche per rendere di più sia a scuola che nell’attività sportiva. Una colazione adeguata è insomma il punto di partenza per affrontare la giornata.
Il professor Vanelli chiarisce che i cibi da consumare a colazione sono quelli che fanno parte di una nutriente dieta mediterranea, come yogurt o latte insieme a cereali, biscotti o fette biscottate con la marmellata. Si potrebbe dire che in tema di dieta si dovrebbe fare colazione per dimagrire.
Ma molto interessanti sono anche le informazioni che riguardano le modalità da rispettare nella colazione.
Si dovrebbe evitare di fare colazione in fretta al bar e di lasciare che i bambini facciano colazione da soli davanti alla tv.
Sarebbe meglio andare a dormire più presto, per svegliarsi prima, in modo da avere più tempo da dedicare alla colazione prima di andare a scuola. Regole semplici e facili da mettere in pratica a vantaggio del nostro benessere.
By  Gianluca Rini  - Fonte: tantasalute.it
 

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Obesità pericolosa già a 20 anni
Studio apparso su:Obesity (Silver Spring). 02/05/2013
Secondo lo studio diretto da Robert Michaelson della Northwest weight loss surgery di Everett, stato di Washington, sulla rivista Obesity, il bendaggio gastrico regolabile è sicuro ed efficace non solo negli obesi patologici, ma anche nei soggetti con indice di massa corporea (Bmi) compreso fra 30 e 40. Il chirurgo ha testato in particolare un sistema chiamato Lap-band, un bendaggio gastrico regolabile che consiste in una fascia gonfiabile di silicone, collocata per via laparoscopica attorno alla porzione superiore dello stomaco, così da formare una piccola sacca che riduce la capacità gastrica, permettendo di raggiungere la sazietà con una dieta moderata. Ciò porta a perdere peso. A differenza del by-pass gastrico, l’intervento è reversibile e regolabile: la fascia si può stringere o allentare, personalizzando l’alimentazione sul singolo paziente.
«Nel 2001 la Food and drug administration (Fda) ha approvato questo sistema per i pazienti con Bmi oltre 40 e per quelli con Bmi pari almeno a 35 e con comorbidità quali diabete o ipertensione» afferma Michaelson, spiegando che l’attuale studio è stato disegnato per valutare sicurezza ed efficacia in soggetti con Bmi fra 35 e 40 in assenza di comorbidità, oppure in individui con Bmi fra 30 e 35 e almeno una comorbidità. «L’obiettivo è di ampliare le indicazioni della Fda» sottolinea il ricercatore, autore dell’articolo assieme a tre funzionari di Allergan, l’azienda californiana produttrice del dispositivo.
Michaelson e colleghi hanno selezionato 149 soggetti obesi da almeno 17 anni che, stanchi dei fallimenti di altri metodi dimagranti, avevano optato per la chirurgia. Un anno dopo il posizionamento del bendaggio gastrico, quattro quinti dei pazienti registravano una perdita di peso superiore al 65%, e due terzi di essi non era più obeso. Visibilmente migliorate anche qualità della vita e comorbidità.
Gli effetti indesiderati, quasi sempre vomito, reflusso e disfagia, erano lievi e si risolvevano entro un mese. «I risultati dimostrano che l’intervento precoce è la strategia giusta contro l’obesità e le sue comorbidità» conclude il chirurgo.
Ma in un editoriale di commento Melinda Maggard, dell’università della California a Los Angeles, getta acqua sul fuoco: «Benefici e rischi a lungo termine del bendaggio gastrico regolabile negli obesi lievi e moderati vanno ancora chiariti. Fino a quando questi dati non saranno disponibili, l’uso di Lap-band nei pazienti con Bmi tra 30 e 35 andrebbe riservato alla ricerca clinica».

Se vuoi conoscere il tuo stato di Benessere e migliorarlo con queste speciali apparecchiature modernissime,  che neppure gli ospedali hanno, prenota via mail la consulenza QUI. Esso permette anche di analizzare qualsiasi prodotto esistente e la sua compatibilita' o meno, con il soggetto analizzato.
 vedi anche: Medicina Quantistica
 Quindi se volete fare un Test di Bioelettronica (test di controllo del livello di Salute_benessere)
....
 -
scrivete QUI: info@mednat.org

Ecco un  metodo utile per mantenere e/o recuperare la Salute
Metodo MC
in sintesi si basa su tre fattori primari per ottenere risultati di eccellenza. Serve per disintossicare, deparassitare ed aiutare il ripristino della flora batterica autoctona, alterata per vari fattori: Vitamina K1, Vaccini, Farmaci, acque inquinate, cibi industriali intossicati da agricoltura chimica, ecc.
- Primo tra tutti la selezione e la qualità dei prodotti
- Secondo la compatibilità e il valore sinergico dei prodotti con il soggetto che li deve utilizzare
- Terzo il monitoraggio dei prodotti con test di contrazione muscolare (mediante un controllo Kinesiologico personalizzato), per valutare l'utilizzo ideale delle sostanze all'interno di protocolli certificati.
- Vanta risultati che sfiorano il 100%.
Tutto questo può sembrare una banalità ma nasconde una selezione ed uno studio di anni con l'ausilio di Professionisti di altissimo livello.
Poi un altro contributo essenziale lo hanno portato la Passione per la materia, l'Amore per il Prossimo, il desiderio di raggiungere l'Eccellenza.

Metodo MC continua a selezionare prodotti, tecniche e Professionisti per continuare a migliorarsi ed essere sempre piu' di supporto per tutti i bisognosi.
Per visionare il tutto imparare ad utilizzarlo ed accedere all'acquisto del Metodo MC: clicca subito QUI:
MetodoMC da utilizzare ogni giorno per il periodo indicato:
https://www.metodomc.it/vanolijeanpaul.html
- Link per acquistare i loro prodotti: www.prodottidellavittoria.com/p0047.html

RICERCA Parole nel SITO
HOME

BACK