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Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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Per massaggio Ayurvedico e/o Lavaggio Energetico +  Lussazione dell'Atlante -  prenotare Qui

Il principio della legge biologica di Arndt-Schultz dice: dosi piccole sono stimolanti, dosi medie sono indifferenti,
dosi grandi bloccano, paralizzano od uccidono
”.


Per noi e' ormai il tempo di reclamare al nostra salute ed una alimentazione salubre non industrializzata !
Se vogliamo avere sempre una buona salute e vivere bene fino alla tarda eta', dobbiamo alimentarci come si deve, con cibi biodinamici e NON toccati dall'industria alimentare !

 

Obesità, la nuova Epidemia Mondiale
L’Italia ha un brutto record in Europa, connesso alla cattiva alimentazione: è il Paese con la maggior percentuale di bambini obesi: il 36%.

Il drammatico aumento dell'obesità e delle malattie correlate
I documentario statunitense “Super Size Me” segue l'esperimento di un giovane, il quale ha inteso scoprire cosa sarebbe accaduto qualora si fosse alimentato per un mese con cibi da fast food;1
Si osserva Morgan Spurlock riprendere la propria esperienza mentre consuma prodotti della catena McDonald's tre volte al giorno per un mese di seguito. Man mano che la vicenda si dipana, conosciamo sempre più il crescente problema dell'obesità negli Stati Uniti.

Al contempo ci viene offerta un'esauriente disamina degli effetti fisici, mentali ed emotivi determinati dal consumo eccessivo di cibo da fast food. Come si poteva facilmente immaginare, Spurlock soffre di vari disturbi e acquista peso molto rapidamente. Quel che desta sorpresa è che Spurlock ingrassa e subisce effetti negativi per la salute in misura maggiore rispetto a quanto previsto dal suo gruppo di medici.
Questo esperimento dietetico suscita un rilevante quesito: è davvero il consumo di cibo da fast food la causa dell'attuale drammatico aumento dell'obesità ?
E cos'è esattamente che rende questo cibo così dannoso per noi ? Vi sono implicali altri fattori ?
Si tratta di quesiti che riguardano tutti, dato che l'obesità non è più un problema limitato agli Stati Uniti; si sta diffondendo in tutto il mondo in misura sempre più consistente. Secondo le stime attuali, sul pianeta vi è oltre un miliardo di adulti sovrappeso, 300 milioni dei quali sono clinicamente obesi.

Nei soli Stati Uniti negli ultimi 20-25 anni il numero di persone obese e raddoppiato. La stima attuale è che il 30% dell'intera popolazione statunitense è clinicamente obe­sa ed il 65% sovrappeso.4
Dato che uno dei principali 'prodotti' esportati dal mondo occidentale e la cultura statunitense, non sorprende che le nostre abitudini - e i nostri problemi di salute - si stiano rapidamente diffondendo in tutto il mondo.
In altri paesi quali Russia, Germania e Repubblica Ceca, i tassi di obesità fra gli adulti oscillano fra il 23% e il 26%. 4a – 4b
In Australia circa il 20% della popolazione adulta è obesa,5 mentre nel Regno Unito e in Canada questo vale per circa il 15% degli adulti.'' Inoltre le cifre continuano ad aumentare, poiché si è verificato un tremendo aumento dei bambini obesi e sovrappeso.
Si stima che nei soli Stati Uniti 22 milioni di bambini di eta’ inferiore ai cinque anni siano clinicamente obesi, una quantità doppia rispetto a quella del 1980. Il tasso nella fascia degli adolescenti è ancor più allarmante, in quanto dal 1980 è triplicato, dal 5% di allora al 16% di oggi.7

L'Organizzazione Mondiale della Sanità è ben consapevole di quella che ora definisce l'epidemia di "globesita’ 8 e ci informa che le numerose malattie croniche associate a tale condizione comportano al mondo miliardi di dollari di costi per assistenza sanitaria ed ore lavorative perse.
Come causa principale di malattie evitabili l'obesità è seconda solo al fumo e rappresenta un importante fattore di rischio per arteriosclerosi, diabete e cancro - le malattie della moderna società industriale.
Negli obesi il rischio di infarto, colpo apoplettico e depressione - per non citare i numerosi disturbi non letali quali degenerazione delle articolazioni e gastriti - è di gran lunga maggiore.

Nel documentario vediamo che Spurlock è decisamente convinto che l'industria del fast-food rappresenta la principale causa del problema; ribadisce l'attuale dogma sull'obesità, ma noi conosciamo già la storia. Innanzitutto, egli afferma che consumiamo troppo cibo, troppe calorie; in secondo luogo, che assumiamo troppi grassi e, infine, che non pratichiamo sufficiente esercizio fisico.
Abbiamo sentito queste spiegazioni innumerevoli volte. Non le afferriamo ? Non ci sforziamo abbastanza ?

Oppure il problema è in qualche modo diverso
?
Ecco un elenco delle convinzioni che nutriamo collettivamente sull'obesità:
1. L'obesità è il risultato di un'alimentazione eccessiva, del consumo di troppe calorie.
2. L'obesità è il risultato del consumo dì troppi grassi saturi. I grassi - in particolare quelli di origine animale, ci rendono grassi.
3. L'obesità è il risultato della mancanza di forza di volontà e di debolezza di carattere.
4.  L'obesità è un tratto genetico, come il colore degli occhi, è non vi è nulla che si possa fare in merito.
5.  L'obesità è determinata da eccessiva condiscendenza, mancanza di prudenza, golosità e mancanza di fibra morale.
6. L'obesità e determinala unicamente dall'assenza di esercizio fisico.

Tutti noi una volta o l'altra abbiamo avuto il sospetto che fast food e dolciumi non fossero sani.
La percentuale di cittadini statunitensi che frequenta con regolarità le catene fast food probabilmente si aggira intorno al 20%, tuttavia quella dogli individui sovrappeso è prossima al 65%; è evidente che non si può imputare tutto alla connessione con il fast food.

Nutriamo una notevole fiducia nella nostra dieta a "carne e patate", ma abbiamo difficoltà ad ammettere che anche questi alimenti sono diversi da come erano un tempo.
La carne deriva da animali malati ed è piena di ormoni, antibiotici ed altri farmaci. La qualità dei grassi e delle proteine della carne è stata radicalmente alterata a causa dell'aberrante dieta in base alla quale sono stati allevati gli animali.
Le patate sono state geneticamente modificate (OGM) e trattate con forti e resistenti pesticidi, fertilizzanti sintetici ed altri additivi.

Tempo addietro i prodotti alimentari che si acquistavano al supermercato per poi cucinarli a casa erano di qualità di gran lunga superiore rispetto a quelli dei fast food; la situazione non è più la stessa.
Per molti motivi ci conforta addossare tutti i nostri malanni al cibo spazzatura; forse non vogliamo ammettere la reale situazione delle nostre forniture alimentari.

Comunque sia, all'industria agroalimentare fa piacere che puntiamo il dito contro il cibo spazzatura, poiché in tal modo distogliamo l'attenzione pubblica da essa.
La triste realtà è che il cibo che si consuma da McDonald's e quello che si acquista al supermercato non sono così diversi come accadeva in passato.

A qualche livello attualmente percepiamo di avere la situazione sotto controllo. Il governo e le autorità sanitarie hanno condotto i propri studi e rese pubbliche le loro raccomandazioni; per loro le cose vanno come stabilito. Nondimeno la situazione richiede disperatamente maggiore comprensione ed un'analisi più approfondita; per modificarne il corso dobbiamo considerare l'obesità secondo una prospettiva diversa.
Il nostro attuale approccio non risolverà tale situazione. Alle sue radici l'obesità è il sintomo dì un problema più ampio.
L'utilizzo di una prospettiva più olistica. come (quella fornita dai sistemi medici tradizionali), potrebbe consentirci una più approfondita comprensione della difficile situazione.

La teoria del secchio
Una spiegazione popolare dell'obesità si basa sulla "teoria del secchio". Questa ipotesi prevede che l'organismo umano sia come un secchio: il cibo introdotto riempie il secchio, l'esercizio fisico svolto lo svuota; quindi coloro che acquisiscono peso stanno riempiendo eccessivamente e svuotando in modo insufficiente i rispettivi secchi. Il messaggio propinatoci è che mangiamo troppo e facciamo insufficiente esercizio fisico. Tuttavia la questione ha ben altri risvolti !

La teoria del secchio postula che tutte le calorie possano es­sere trattate nello stesso modo ed abbiano il medesimo impatto sulla salute e sulla malattia. Nondimeno tale teoria trascura di tenere nella debita considerazione le differenze tra gli alimenti prodotti in modo sano e quelli che non sono tali, di considerare la diversità fra le specifiche qualità associate a ciascuna categoria di alimenti nonché le effettive necessità dell'organismo umano e, soprattutto, ignora tutti gli altri fattori che complicano le cose e che, al di là del cibo eccessivo e dello scarso esercizio, contribuiscono all'obesità.

La teoria del secchio parie dal presupposto che in un individuo che diventa obeso tutti i normali processi dell'organismo siano intatti e funzionino a dovere; sembra che le cose non stiano in questi termini.
Dobbiamo abbandonare la nozione che l'obesità sia il risultato di normali meccanismi fisiologici.
Per far sì che l'organismo proceda ad accumulare il tipo di malsani materiali associati all'obesità, si deve verificare una modalità operativa diversa da quella ordinaria.
Sembra quasi che l'or­ganismo si trovi in una condizione di sopravvivenza e determini lo stato di obesità come ultimo tentativo per preservare la vita in circostanze insolitamente critiche, tanto esterne quanto interne. Indubbiamente si presentano diversi disturbi funzionali, anomalie metaboliche ed ormonali, e sono implicati influssi patogeni. Ho il sospetto che non sarebbe possibile prendere un individuo sano e trasformarlo in un obeso semplicemente tramite alimentazione eccessiva e scarso esercizio fisico.9

Altri possibili fattori implicati nell'obesità includono carenze multiple di elementi nutritivi, disfunzioni degli apparati, squilibri dell'attività endocrina ed ormonale, dipendenza, depressione, esaurimento e sentimenti di vuoto spirituale e psicologico.11
Limitarsi a dire ad una persona obesa che ha bisogno di mangiare meno e fare più esercizio è un'iniziativa troppo ingenua per concretizzarsi in una strategia efficace a fronte di questa complessa condizione; è necessario eseguire un'esauriente valutatone della situazione e prendere in considerazione tutti gli aspetti implicati; le persone diventano obese per una varietà di ragioni o, piuttosto, come risultato di molteplici fattori.

D'altronde è altrettanto vero che dobbiamo riservare maggiore attenzione a quello che mangiamo: quali alimenti consumiamo in misura maggiore e quali in misura minore.
A renderci grassi è il fatto di consumare grassi ? Gli esseri umani assumono notevoli quantità di grassi da lungo tempo. Alcune culture derivano dai grassi il 70% delle calorie e questo si verifica da migliaia di anni, generazione dopo generazione.10

Per quale motivo dovremmo incontrare tutti questi problemi adesso ?
Assumiamo da sempre grassi nei nostri alimenti - tale aspetto non è cambiato. Quello che è cambiato è il tipo di grassi che assumiamo. Ad esempio, il consumo di grasso del burro è diminuito costantemente nel corso degli anni; analogamente, quello di olio di cocco è calalo bruscamente rispetto a pochi decenni or sono.
Nel frattempo, il consumo di lutti gli oli vegetali è salito vertiginosamente" senza dubbio in virtù del fatto che tutti questi oli (in particolare quelli idrogenati o parzialmente idrogenati) sono il principale ingrediente dei prodotti alimentari preconfezionati che acquistiamo al supermercato.
Un altro sospetto ingrediente spesso presente assieme all'olio vegetale è lo sciroppo di mais ad alto tenore di fruttosio. Attualmente consumiamo questi due ingredienti più di quanto mai avvenuto in precedenza.

Le mie esperienze nella cura delle persone obese con una pratica clinica "alternativa" indicano che la fisionomia dell'obesità è uno scenario di gran lunga più complesso di un'eccessiva assunzione di calorie e scarso esercizio fisico. L'esame di individui in carne ed ossa mi ha dimostrato che sono presenti non solo eccesso di tessuto ma anche forti carenze.
Nel contesto della scienza occidentale equipareremmo tali carenze alla mancanza di vitamine, minerali ed enzimi, nonché all'esaurimento delle ghiandole endocrine. Nella pratica clinica è fin troppo comune vedere pazienti che presentano un eccessivo accumulo di scorie nell'organismo ed una concomitante carenza dei materiali adeguati che implicano un buono stato di salute.
Il proces­so in virtù del quale si verifica tale trasformazione presenta determinate caratteristiche che coincidono con lo stile di vita statunitense e le ideologie occidentali; è inerente alla nostra scelta degli alimenti, a come ci prendiamo cura del nostro corpo, al modo in cui affrontiamo le nostre emozioni, il lavoro, la gravidanza, ecc.
Da molte generazioni non abbiamo più  un approccio alla vita realmente consapevole sotto il profilo della salute.
Il problema non si limita unicamente all'accumulo di grasso.
Dobbiamo tenere in considerazione il fatto che gli alimenti lavorati e preparati che acquistiamo al supermercato non vengono digeriti altrettanto agevolmente dei loro corrispettivi naturali. Di conseguenza, gran parte di quanto assorbito dall'intestino e nel flusso sanguigno non riesce ad essere assorbito attraverso il normale funzionamento dell'organismo. L'obesità è una combinazione dell'accumulo di questi materiali indigesti, accoppiato ad esaurite energie dell'organismo, esaurite riserve endocrine ed esaurita capacità digestiva.
L'esito finale è una perdita della complessita’ nel sistema; l'organismo si trasforma in un sacco della spazzatura pieno di cose di cui non necessita e che non riesce a scomporre o eliminare.
Dall'esterno vediamo che le cose sono chiaramente diverse. Non lo chiamiamo neppure più grasso, dato che sappiamo che si tratta di qualcos'altro: Cellulite, "junk in the trunk" (gioco di parole traducibile come ciarpame nel tronco, ndt), "mud flaps" (intraducibile, analogo alle nostrane "maniglie dell'amore", ndt), "gomma di scorta", "pancia da birra": anche rifacendoci al gergo popolare sappiamo che si tratta di qualcosa di diverso dagli ordinari depositi di grasso, grasso che in una persona obesa di fatto presenta una chimica differente rispetto a quella del grasso di una persona sana.

Ogni cellula dell'organismo di ciascun individuo (obeso o meno) ha del grasso al suo interno. La membrana cellulare che compone la barriera che delimita ciascuna cellula viene definita doppio strato fosfolipidico ed è costituita da grasso, ad esempio, in una tipica cellula del sangue, grosso modo un 50% di grasso saturo ed un 50% di insaturo, il che significa che vi è un involucro di molecole grasse le quali costituiscono la superficie di ciascuna cellula; come un palloncino contiene l'aria, cosi la membrana cellulare racchiude il contenuto di una cellula. Ogni cellula dell'organismo presenta tale conformazione. In corrispondenza della membrana cellulare vi è molta attività. Ormoni ed altre molecole si legano alla membrana e fanno sì che la cellula svolga tutte le funzioni vitali essenziali; tutto quello di cui la cellula necessita per operare e sopravvivere passa attraverso la membrana cellulare, la quale deve svolgere la funzione di "barriera selettiva", ovvero permettere selettivamente a determinate molecole di penetrare impedendo al contempo il transito di materiali indesiderati.
Queste membrane necessitano di un costante rifornimento dì nuove molecole grasse, che vadano a sostituire quelle perse nel corso di vari processi. Onde assicurare il corretto funzionamento di queste intricate strutture deve essere disponibile un'adeguata miscela di grassi saturi ed insaturi di buona qualità; se nel flusso sanguigno non sono presenti adeguate molecole grasse, l'organismo introdurrà qualsiasi molecola grassa disponibile.

Nelle persone obese, le membrane cellulari contengono una misce­la alterata di molecole grasse.12
Un risultato immediato è che le cellule non riescono più a funzionare in modo appropriato, la membrana non è più in grado di operare come barriera selettiva e la cellula lascia entrare qualsiasi cosa presente nel flusso sanguigno. Man mano che le cellule di grasso diventano più grandi, consentono l'accumulo dì sempre più lipidi impropri.
Salutari componenti come l'enzima lipasi, la quale scinde le molecole grasse, sono manifestamente assenti.
Il grasso in sé stesso può essere utilizzato come sito di immagazzinaggio di sostanze liposolubili; molte delle tossine ambientali cui siamo esposti sono liposolubili: sono "oleose", in contrasto con quelle "acquose".
Come risultato, il tessuto grasso accumula questo materiale tossico e lo immagazzina indefinitamente, il grasso e capace di sintetizzare le proprie sostanze potenzialmente tossiche: l'estrogeno, ad esempio, viene prodotto dai tessuti grassi tanto nelle donne quanto negli uomini. Anche se un sano equilibrio di estrogeno è essenziale per un buono stato dì salute, quando nell'organismo ve ne è in eccesso esso può provocare ogni sorta di problemi. L'estrogeno favorisce la crescita e l'accumulo di tessuti, quindi contribuisce a preservare il grasso nell'organismo; è inoltre un potenziale fattore di crescila di tumori.

Degradazione delle derrate alimentari
Non possiamo ascrivere ai fast food tutti i nostri malanni. Nel mercato odierno gli alimenti sono derivati interamente da pre­parati di produzione industriale. Gli ingredienti creati in laboratorio, come oli idrogenati e parzialmente idrogenati, che molti studi hanno collegato ad una varietà di malattie degenerative croniche quali diabeti:, cancro ed obesità, sono presenti in quasi tutti i prodotti alimentari confezionati."
Agli alimenti vengono aggiunti conservanti, ripieni e dolcificanti; in un supermercato è difficile trovare articoli che non contengano zucchero o sciroppo di mais ad alto tenore di fruttosio.
Gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono la norma e si stima che siano contenuti nel 70% di tutti i prodotti lavorati.

Apparentemente l'industria agroalimentare non si fa alcuno scrupolo per le sue infinite manipolazioni dei nostri prodotti alimentari, visto che per il futuro ne sta pianificando in misura sempre maggiore. Fino a quando resteremo ignari e indifferenti rispetto a queste prassi, ci venderanno tutti i generi di prodotti che producono i massimi profitti per l'industria del settore. A quanto pare, al di là delle strategie di mercato che tentano di spacciare questa spazzatura come cibo sano, al benessere dei consumatori viene data scarsa importanza.

Molti individui che acquistano e consumano alimenti prodotti dall'industria agroalimentare sembrano ignari di come tali alimenti vengono di fatto prodotti; non è una coincidenza che queste informazioni vengano in gran parte tenute nascoste al pubblico.

Gli animali “prodotti in massa” dall'industria agroalimentare sono allevati in ambienti crudelmente ristretti.
Per nutrirli li alimentano con le cose più a buon mercato, comprese carcasse animali "riciclate"; inoltre som­ministrano loro farmaci, ormoni ed antibiotici affinché non muoiano prima di diventare abbastanza cresciuti per essere mangiati.
Tutti questi processi e sollecitazioni innaturali modificano la struttura delle carni in molti modi rilevanti; cambiano l'equilibrio dei grassi acidi inducendo una insana sovrabbondanza di omega-6 ed assenza di omega-3; aggiungono molte tossine e fardelli chimici.
Gli animali alimentati con prodotti di scarto, mais e soia non sono sani. Di regola le vacche mangiano erba e fieno; il fatto di alimentarle in base a diete anomale riduce drasticamente la qualità delle carni, in modo tale che il contenuto di grassi e proteine non è più salutare come in passato.

Nel corso degli anni l'interesse verso alimenti prodotti a livello locale nel rispetto del consumatore è cresciuto costantemente, quindi per trovare questi alimenti non dovrebbe essere necessario fare molta strada. Molte città hanno "mercati degli agricoltori" dove i produttori locali vendono i loro prodotti direttamente al pubblico.
Le cooperative alimentari che sostengono la salubrità dell'economia locale stanno nuovamente acquistando popolarità come alternativa rispetto ai principali supermercati. Vi sono inoltre molte aziende agricole biologiche e biodinamiche aperte al pubblico.
Esistono molti siti web che aiutano il pubblico a scovare i produttori locali. Da decenni la Weston A. Price Foundation aiuta la popolazione fornendo informazioni sugli alimenti sani e su dove reperirli (vedere http://www.westonaprice.org   o http://www.realmilk.com .
Un altro interessante sito web che fornisce informazioni su dove trovare fornitori di alimenti sani è http://www.themeatrix.com ; accertatevi di visionare il videoclip.

Un fantastico libro di cucina che contiene eccellenti informazio­ni su dieta e nutrizione è Nourishing Traditions, scritto da Sally Fallon in collaborazione con Mary Enig, PhD.
Questi riferimenti vengono forniti a vantaggio di coloro che intendono avere un più salutare approccio al regime alimentare.

A livello di massa, per curare l'obesità l'attuale tendenza è quella di addossare la responsabilità del problema a coloro che ne sono maggiormente colpiti il che, sotto certi aspetti, e un approccio legittimo. Se la gente smettesse di acquistare i generi di alimenti venduti nei supermercati, l'industria del settore smetterebbe di produrli e i supermercati di venderli.
Il fatto che i produttori di derrate alimentari abbiano o meno una re­sponsabilità nei confronti dei consumatori è una questione che esula dagli scopi del presente articolo, così come la questione se, come suggerito da molti, le campagne pubblicitarie dei media abbiano o meno un certo impatto sulle nostre abitudini di acquirenti e quindi sulla tendenza all'obesità.
Anche se tutti siamo soggetti ai processi di socializzazione che ci portano ad un'esistenza di consumismo di massa, ciascuno di noi ha la prerogativa di cambiare in ogni momento uno qualsiasi di tali comportamenti.
Forse il primo passo sta nei diventare consapevoli di quello che accade.

Aspetti psico-spirituali dell'obesità
Uno dei componenti di massima importanza dell'obesità è la dipendenza. La gente fa uso del cibo per le più disparate ragioni: come passatempo, consolazione, sostituto del sesso, etc. Quando tali comportamenti vengono portati all'estremo, suscitano compiacimento e determinano l'incapacità di assumersi dei rischi e provare qualcosa di diverso.
Associato all'obesità vi è un vuoto spirituale nel cui contesto le persone cercano di appagare sé stesse in modi diversi tramite il cibo. Sembra che ciascuno di noi debba lottare con una varietà di sollecitazioni e conflitti interni che, per essere appianati, richiedono introspezione; ma fino a quando ci auto-cureremo e anestetizzeremo tramite una dieta di scarsa qualità, sarà difficile entrare in contatto con questi pro­blemi riposti a maggiore profondità; la natura della dipendenza è quella di mantenerci in uno stato in cui affrontiamo costantemente il dolore provocato da qualcosa di irrisolto profondamente sepolto in noi stessi.
Sino a quando non riusciremo ad allentare la morsa della dipendenza non riusciremo a scorgere cosa davvero provoca il dolore e il senso di vuoto.

La dipendenza da cibo può quasi diventare secondaria rispetto all'abituale abbandonarsi a sentimenti e pensieri di auto-sconfìtta. Quando colmiamo noi stessi con sentimenti negativi quali scarsa stima di sé, impotenza e disperazione, tali sentimenti non migliorano certo la situazione.
Per alcuni vivere in uno stato di depressione contribuisce all'obesità tramite la dipendenza da cibi che danno consolazione. Questa osservazione si basa sul concetto secondo cui le persone infelici mangiano di più per sentirsi meglio. Un'altra possibilità è che lo stato depressivo in sé stesso contribuisca direttamente all'obesità diminuendo l'efficienza delle funzioni dell'organismo; sguazzare in stati emotivi sgradevoli determina la stagnazione e il blocco dei sistemi dell'organismo, pregiudicandone la funzionalità.

Per superare la dipendenza dobbiamo vivere come persone complete; tutti i vari aspetti della vita devono essere affrontati e vissuti positivamente; dobbiamo essere presenti, almeno in qualche misura, in tutti i nostri processi - fisici, emotivi, mentali e spirituali. Quando trascuriamo una qualsiasi di queste parti di noi stessi, la degenerazione diviene inevitabile. Nella nostra società moderna tendiamo a riconoscere unicamente gli aspetti fisici del nostro corpo; qualsiasi cosa attenga alla mente o alle emozioni viene relegata al cervello ed al sistema nervoso centrale, tuttavia fra questi differenti livelli esiste una connessione con ciascun organo.
Molti sistemi di medicina tradizionale riconoscono l'intelligenza presente nei tessuti di ciascuna parte dell'organismo. All'interno di ciascun organo esistono emozioni e schemi di pensiero; queste energie rappresentano una parte dell'organo inseparabile tanto quanto la sostanza fisica, e le porzioni energetiche possono essere analogamente colpite da malattie e disfunzioni.
La nostra impostazione dietetica ha effetto non solo sui tessuti fisici, ma anche sulla nostra salute mentale ed emotiva. Quando mettiamo in collegamento con l'obesità disordini psico-spirituali come la depressione, talvolta postuliamo che il problema risieda soltanto nei comportamenti alimentari.
Ad ogni modo, la filosofia medica orientale collega le emozioni direttamente all'appropriato funzionamento dei sistemi. Secondo questo schema ili pensiero, l'aumento di peso potrebbe essere di fatto il risultato diretto del sentirsi depressi, indipendentemente da qualsiasi modifica delle abitudini alimentari.
Lo sperimentare abitualmente determinate emozioni e pensieri può sortire l'effetto di diminuire l'efficienza funzionale degli organi interni; non sono solo i sentimenti ad essere depressi, ma anche tutte le diverse parti dell'organismo. La malattia diventa inevitabile quando gli organi non sono più funzionali a causa degli effetti inabilitanti di un regime alimentare improprio combinati con l'effetto attenuante di emozioni depresse.
Quando si presentano traumi emotivi, emozioni represse o eccessi emotivi, tali fenomeni hanno conseguenze negative anche per gli organi interni. I tessuti fisici e le sfere mentali ed emotive della coscienza sono molto più strettamente connesse di quanto immaginato in precedenza.

Si pone grande enfasi sulla necessità di attività fìsica. Anche se è vero che per restare in salute gli esseri umani hanno bisogno di muoversi e fare dell'esercizio fisico, l'attività fisica non basta; serve anche movimento a livello mentale ed emotivo. Per essere entità complete ed integre gli esseri umani hanno bisogno anche di pensare ed avere sentimenti.
I vari stili di vita della nostra società moderna non solo soffocano la nostra capacità di fare esercizio fisico, ma anche le nostre abilità dì pensiero ed emozioni. I nostri pressanti impegni ci lasciano poco spazio per pensare a noi stessi; sembra che invece dì darci lo spazio di cui abbiamo bisogno per percepire ed esternare le nostre emozioni, ci ritroviamo facilmente intrappolati e impantanali in esse con soluzioni mirate a far fronte alla disfunzione piuttosto che a risolverla sul serio.

Sconfiggere l'obesità
Come abbiamo visto, l'obesità è una condizione determinata da molteplici fattori. Abbiamo liatteggiato un quadro che diverge in misura consistente dai miti e dalle concezioni erronee imperanti.
Per riassumere:
1. L'obesità è una condizione che implica errata alimentazione e rilevanti carenze nutritive.
2.  L'obesità deriva da disfunzioni dei normali schemi operativi dell'apparato  digerente,  determinate da un prolungato regime alimentare in appropriato.
3. L'obesità è sorretta da un sistema endocrino squilibrato, che non funziona a causa dell'ingestione di oli vegetali lavorati, zuccheri, ormoni esogeni e tossine ambientali.
4.  L'obesità affonda le sue radici nella dipendenza, depressione e stagnazione della prospettiva mentale ed emotiva di un individuo.
5. L'obesità è associata alla mancata assunzione dì alimenti che sarebbero realmente benefici, quali proteine e grassi animali sani.

La soluzione comunemente prescritta, ovvero quella di "mangiare meno e fare più esercizio fisico", solitamente non ha successo in quanto non affronta alcuno dì questi problemi fondamentali.
Se intendiamo sconfiggere l'obesità come disordine della salute a livello pubblico, ognuno deve riappropriarsi della propria facoltà di scelta e decidere nuovamente in che modo vivere. Abbiamo tutti, molte volte al giorno, l'opportunità di optare per una vita sana o una vita malata.
Assumersi la responsabilità di questa facoltà ed utilizzarla appieno è quello di cui abbiamo disperatamente bisogno. By David Zeoli, ND, LAc © giugno 2006 - Email: dzeoli@yahoo.com
Tratto da: Nexus n° 66

A proposito dell'Autore:
David Zeoli, ND. LAc, è medico naturopata nonché agopuntore abilitalo di Santa Fé, New Mexico, USA.
David ha conseguito il proprio dottorato in Naturopatia e la laurea in Medicina Orientale presso il National College of Naturopathic Medicine di Portland, Oregon. Una volta completati gli esami ministeriali, David ha ottenuto l'abilitazione ed ha esercitato in molti ospedali del paese.
Il suo articolo "Malattie dentali: una piaga moderna" è stato pubblicato su NEXUS nr. 64.
Il Dr. Zeoli può essere contattato via email presso dzeoli@yahoo.com.

Note:
1. Super Size Me (2004], diretto da Morgan Spurlock, distribuito da Showtime Independent Films ed altri.
2.  L'obesità viene definita come l'avere un Indice di Massa Corporea (IMO pari a 30 o più, mentre avere un 1MC pari a 25 o più corrisponde alla rigida definizione di sovrappeso. Per determinare i! vostro IMC misurate il vostro peso in chilogrammi e dividete la cifra risultante per il quadrato della vostra altezza misurata in metri; ovvero, IMC = peso (kg) / altezza (m)J.
3.  WHO, "Global Strategy on Diet, Physical Activìty and Health:   Obesity   and   Overweight",
http://www.who.int/dietphysicalactivity/publications/facts/obesity/en/
4.  CDC/NCHS, "Prevalence of Overweight and Obesity Among Adults: United States", 1999-2002,
http://www.cdc.gov/nchs/products/pubs/pubd/hestats/obese/obse99.htm
4a. Platform on Diet, Physical Activity and Health, International Obesity Task Porce in collaboration with the European Association for the Study of Obesity,
http://ec.europa.eu/health/ph_determinants/life_style/nutrition/documents/iotf_en.pdf
4b. "Obesity Surgery in Russia", Obesity Surgery 9(1):40-3, febbraio 1999.
5. Proietto, J., "Can thè obesity epidemie be stopped?", Asia Paci Clin Nutr 14 Suppl:S32, 2005.
6.  "The Global Challenge of Obesity and thè International Obesity Task Force",
http://www.iuns.org/features/obesity/tabfig.htm * Figure%2 01.
7. CDC/NCHS, "Prevalence of Overweight and Obe­sity Among Children and Adolescente: United States, 1999-2002",  http://www.cdc.gov/nchs/products/pubs/pubd/hestats/overwghl99.htm
8. WHO, "Controlling thè global obesity epidemie", http:// www.who.int/nutrition/topics/obesity/en/
9. A tale proposito bisogna rimarcare due punti. Innanzitutto, lo stesso Morgan Spurlock ha riacquistato un peso corporeo ottimale dopo aver interrotto la dieta di McDonald's.
In secondo luogo, in Africa esiste una tribù le cui tradizioni prevedono una sorta di "gara del grasso", i cui partecipanti devono tentare di acquisire in un breve periodo di tempo un peso corporeo maggiore rispetto agli altri contendenti. Durante la gara ciascun partecipante vive in un piccolo cerchio di circa cinque piedi di raggio, da cui non si sposta sino al termine della contesa. Gli amici gli portano le singole ingenti quantità di latte di cui si rimpinza. Prevedibilmente, il soggetto cresce sino a raggiungere proporzioni massicce. Tuttavia, dopo la gara, tutti ritornano alla loro routine quotidiana e dimagriscono sino a raggiungere la forma ottimale.
10.  Fallon, Sally con Enig, Mary G., Nourishing Traditions, NewTrends Publishing, Inc., Washington, DC, 2001 (2° edizione riveduta), p. 7.
11. Putnam, |udy e Gerrior, Shirley, "Trends in the US Food Supply, 1970-97", USDA/ERS,
http://www.ers.usda.gov/pu-blications/arb750/aib750g.pdf
12. Petrescu, O. et al., "Long-chainfatty acid uptake is upregulated in omental adipocytes from patients undergoing bariatric surgery for obesity", Int I Obes (Lond) 29(2):196-203, febbraio 2005.
13. Ichinose Y. et al., ["Formation of experimenta! obesity by Crisco"], Nìppon Yakurigaku Zasshi 83{4):309-15, aprile 1984.

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Italy -
Italiani sempre più grassi e pigri - Tratto da: da scienze.tv di Mer. 27/02/2008

ROMA - Dall'Università Cattolica di Roma, un rapporto che fotografa gli italiani in sovrappeso seduti in poltrona. Chili di troppo e sedentarietà sono una vera e propria piaga nazionale.
Nonostante l'obesità sia salita dall' 8,5 per cento al 9,9 per cento rispetto al 2005-2006, con punte più elevate al Sud, lo sport rimane un'attività sconosciuta ai più.

La percentuale di chi lo pratica regolarmente è infatti solo del 20,9. In particolare, l'indagine ha riscontrato valori molto alti di obesità in Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, mentre i valori scendono sensibilmente nelle regioni  settentrionali tra
cui Piemonte, Valle d'Aosta e Lombardia.

I problemi aumentano con l'avanzare dell'età, tra i 45 ei 74 anni per gli uomini e i 55 e 74 anni per le donne, soprattutto per i primi (il 43,9 per cento rispetto al 26,2 per cento). L'aumentare di peso è proporzionale al progressivo abbandono dell'attività fisica, tendenza che si riscontra meno nella Provincia Autonoma di Bolzano, in cui il 38,5 per cento degli adulti passeggia per almeno due chilometri, nuota o va in bicicletta.
By Laura - 
http://www.scienze.tv/node/2989


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Commento NdR: quello che non si e’ detto in questo pur pregevole articolo e’ che TUTTI, ormai da decenni, veniamo vaccinati ed i vaccini e’ noto destabilizzano l’apparato digerente alterando il pH digestivo e la flora batterica autoctona e riducono quindi anche le varie tipologie di enzimi prodotti per la metabolizzazione dei cibi utilizzati. Il vaccino produce purtroppo anche immunodepressione.
La Flora batterica e' una comunita' di migliaia di miliardi di microbi (innocui, autoctoni)  che vivono nel tratto gastro-intestinale e scompongono e trasformano con gli enzimi i nutrienti, regolando la quantita' e la qualita' delle sostanze estratte da inviare alle cellule del corpo.
Quando una parte od alcuni ceppi di questi microbi aumentano o diminuiscono, si parla di alterazione della flora batterica (disbiosi) le sostanze estratte dai cibi possono anche essere diverse e facilmente si accumulano in scorte di adipe (grasso) ed aumentano il grado di intossicazione ed infiammazione oltre ad immunodepressione corporea.
Ricordarsi quindi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

Una delle caratteristiche dell'obesita' e' proprio quella di avere una cronica e forte disbiosi (alterazione dei giusti rapporti fra microbi Bacteriodetes e Firmicutes (i grassi=obesi, hanno molto piu' Bacteriodetes, piuttosto che di Firmicutes e viceversa).
Come ha ben dimostrato il dott. Jeffrey Gordon della Washington University School of Medicine.
Gli obesi infine, una volta entrati nel giro vizioso dell'accumulo di grasso, acquisiscono una superiore la capacita' di digerire carboidrati complessi e quindi, di ricavare piu' sostanze dal cibo.

Quindi ricordiamo che i vaccini oltre ai farmaci sono la base della destabilizzazione della normale funzione dell’apparato digerente e sono la base principale anche dell’obesita’, come di tutte le altre malattie !!

Oltre ad una sana e moderata alimentazione e' utile utilizzare la fitoterapia perche' e' una carta vincente nella cura dell’obesità, con infusi di erbe che spezzano la fame come la gramigna, tiglio, carcadé, fiori d’arancio, oltre a disintossicare il fegato e disinfiammare tutto l'organismo.

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