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"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


OBESITA' = grassi, perche' ?
 

Obesità, la nuova Epidemia Mondiale
L’Italia ha un brutto record in Europa, connesso alla cattiva alimentazione: è il Paese con la maggior percentuale di bambini obesi: il 36%.
Il 52% dei bambini tra i 9 e i 10 anni che vivono a Milano e provincia, ha problemi di peso. Il dato emerge da un'indagine del Comitato provinciale di Milano del Coni condotta su circa 20mila bambini e presentata in occasione della 10' edizione della Danone Nations Cup, torneo di calcio riservato ai giovanissimi.
"Il 41% dei bambini della nostra indagine sono risultati sovrappeso, divisi tra 9% obesi e 32% in 'semplice' sovrappeso. Di questi il 57% e' di sesso femminile" spiega Ettore Rizzi, coordinatore della ricerca. Ma c'e' anche chi ha il problema opposto: l'11% del campione, a prevalenza femminile, e' risultato sottopeso.

Il drammatico aumento dell'obesità e delle malattie correlate.
I documentario statunitense “Super Size Me” segue l'esperimento di un giovane, il quale ha inteso scoprire cosa sarebbe accaduto qualora si fosse alimentato per un mese con cibi da fast food;1
Si osserva Morgan Spurlock riprendere la propria esperienza mentre consuma prodotti della catena McDonald's tre volte al giorno per un mese di seguito. Man mano che la vicenda si dipana, conosciamo sempre più il crescente problema dell'obesità negli Stati Uniti.

Al contempo ci viene offerta un'esauriente disamina degli effetti fisici, mentali ed emotivi determinati dal consumo eccessivo di cibo da fast food. Come si poteva facilmente immaginare, Spurlock soffre di vari disturbi e acquista peso molto rapidamente. Quel che desta sorpresa è che Spurlock ingrassa e subisce effetti negativi per la salute in misura maggiore rispetto a quanto previsto dal suo gruppo di medici.
Questo esperimento dietetico suscita un rilevante quesito: è davvero il consumo di cibo da fast food la causa dell'attuale drammatico aumento dell'obesità ?
E cos'è esattamente che rende questo cibo così dannoso per noi ? Vi sono implicali altri fattori ?
Si tratta di quesiti che riguardano tutti, dato che l'obesità non è più un problema limitato agli Stati Uniti; si sta diffondendo in tutto il mondo in misura sempre più consistente. Secondo le stime attuali, sul pianeta vi è oltre un miliardo di adulti sovrappeso, 300 milioni dei quali sono clinicamente obesi.

Nei soli Stati Uniti negli ultimi 20-25 anni il numero di persone obese e raddoppiato. La stima attuale è che il 30% dell'intera popolazione statunitense è clinicamente obe­sa ed il 65% sovrappeso.4
Dato che uno dei principali 'prodotti' esportati dal mondo occidentale e la cultura statunitense, non sorprende che le nostre abitudini - e i nostri problemi di salute - si stiano rapidamente diffondendo in tutto il mondo.
In altri paesi quali Russia, Germania e Repubblica Ceca, i tassi di obesità fra gli adulti oscillano fra il 23% e il 26%. 4a – 4b
In Australia circa il 20% della popolazione adulta è obesa,5 mentre nel Regno Unito e in Canada questo vale per circa il 15% degli adulti.'' Inoltre le cifre continuano ad aumentare, poiché si è verificato un tremendo aumento dei bambini obesi e sovrappeso.
Si stima che nei soli Stati Uniti 22 milioni di bambini di eta’ inferiore ai cinque anni siano clinicamente obesi, una quantità doppia rispetto a quella del 1980. Il tasso nella fascia degli adolescenti è ancor più allarmante, in quanto dal 1980 è triplicato, dal 5% di allora al 16% di oggi.7

L'Organizzazione Mondiale della Sanità è ben consapevole di quella che ora definisce l'epidemia di "globesita’ 8 e ci informa che le numerose malattie croniche associate a tale condizione comportano al mondo miliardi di dollari di costi per assistenza sanitaria ed ore lavorative perse.
Come causa principale di malattie evitabili l'obesità è seconda solo al fumo e rappresenta un importante fattore di rischio per arteriosclerosi, diabete e cancro - le malattie della moderna società industriale.
Negli obesi il rischio di infarto, colpo apoplettico e depressione - per non citare i numerosi disturbi non letali quali degenerazione delle articolazioni e gastriti - è di gran lunga maggiore.

Nel documentario vediamo che Spurlock è decisamente convinto che l'industria del fast-food rappresenta la principale causa del problema; ribadisce l'attuale dogma sull'obesità, ma noi conosciamo già la storia. Innanzitutto, egli afferma che consumiamo troppo cibo, troppe calorie; in secondo luogo, che assumiamo troppi grassi e, infine, che non pratichiamo sufficiente esercizio fisico.
Abbiamo sentito queste spiegazioni innumerevoli volte. Non le afferriamo ? Non ci sforziamo abbastanza ?

Oppure il problema è in qualche modo diverso
?
Ecco un elenco delle convinzioni che nutriamo collettivamente sull'obesità:
1 - L'obesità è il risultato di un'alimentazione eccessiva, del consumo di troppe calorie.
2 - L'obesità è il risultato del consumo dì troppi grassi saturi. I grassi - in particolare quelli di origine animale, ci rendono grassi.
3 - L'obesità è il risultato della mancanza di forza di volontà e di debolezza di carattere.
4 - L'obesità è un tratto genetico, come il colore degli occhi, è non vi è nulla che si possa fare in merito.
5 - L'obesità è determinata da eccessiva condiscendenza, mancanza di prudenza, golosità e mancanza di fibra morale.
6 - L'obesità e determinala unicamente dall'assenza di esercizio fisico.

Tutti noi una volta o l'altra abbiamo avuto il sospetto che fast food e dolciumi non fossero sani.
La percentuale di cittadini statunitensi che frequenta con regolarità le catene fast food probabilmente si aggira intorno al 20%, tuttavia quella dogli individui sovrappeso è prossima al 65%; è evidente che non si può imputare tutto alla connessione con il fast food.

Nutriamo una notevole fiducia nella nostra dieta a "carne e patate", ma abbiamo difficoltà ad ammettere che anche questi alimenti sono diversi da come erano un tempo.
La carne deriva da animali malati ed è piena di ormoni, antibiotici ed altri farmaci. La qualità dei grassi e delle proteine della carne è stata radicalmente alterata a causa dell'aberrante dieta in base alla quale sono stati allevati gli animali.
Le patate sono state geneticamente modificate (OGM) e trattate con forti e resistenti pesticidi, fertilizzanti sintetici ed altri additivi.

Tempo addietro i prodotti alimentari che si acquistavano al supermercato per poi cucinarli a casa erano di qualità di gran lunga superiore rispetto a quelli dei fast food; la situazione non è più la stessa.
Per molti motivi ci conforta addossare tutti i nostri malanni al cibo spazzatura; forse non vogliamo ammettere la reale situazione delle nostre forniture alimentari.

Comunque sia, all'industria agroalimentare fa piacere che puntiamo il dito contro il cibo spazzatura, poiché in tal modo distogliamo l'attenzione pubblica da essa.
La triste realtà è che il cibo che si consuma da McDonald's e quello che si acquista al supermercato non sono così diversi come accadeva in passato.

A qualche livello attualmente percepiamo di avere la situazione sotto controllo. Il governo e le autorità sanitarie hanno condotto i propri studi e rese pubbliche le loro raccomandazioni; per loro le cose vanno come stabilito. Nondimeno la situazione richiede disperatamente maggiore comprensione ed un'analisi più approfondita; per modificarne il corso dobbiamo considerare l'obesità secondo una prospettiva diversa.
Il nostro attuale approccio non risolverà tale situazione. Alle sue radici l'obesità è il sintomo dì un problema più ampio.
L'utilizzo di una prospettiva più olistica. come (quella fornita dai sistemi medici tradizionali), potrebbe consentirci una più approfondita comprensione della difficile situazione.
vedi: L'Acqua scioglie grassi

La teoria del secchio
Una spiegazione popolare dell'obesità si basa sulla "teoria del secchio". Questa ipotesi prevede che l'organismo umano sia come un secchio: il cibo introdotto riempie il secchio, l'esercizio fisico svolto lo svuota; quindi coloro che acquisiscono peso stanno riempiendo eccessivamente e svuotando in modo insufficiente i rispettivi secchi. Il messaggio propinatoci è che mangiamo troppo e facciamo insufficiente esercizio fisico. Tuttavia la questione ha ben altri risvolti !

La teoria del secchio postula che tutte le calorie possano es­sere trattate nello stesso modo ed abbiano il medesimo impatto sulla salute e sulla malattia. Nondimeno tale teoria trascura di tenere nella debita considerazione le differenze tra gli alimenti prodotti in modo sano e quelli che non sono tali, di considerare la diversità fra le specifiche qualità associate a ciascuna categoria di alimenti nonché le effettive necessità dell'organismo umano e, soprattutto, ignora tutti gli altri fattori che complicano le cose e che, al di là del cibo eccessivo e dello scarso esercizio, contribuiscono all'obesità.

La teoria del secchio parie dal presupposto che in un individuo che diventa obeso tutti i normali processi dell'organismo siano intatti e funzionino a dovere; sembra che le cose non stiano in questi termini.
Dobbiamo abbandonare la nozione che l'obesità sia il risultato di normali meccanismi fisiologici.
Per far sì che l'organismo proceda ad accumulare il tipo di malsani materiali associati all'obesità, si deve verificare una modalità operativa diversa da quella ordinaria.
Sembra quasi che l'or­ganismo si trovi in una condizione di sopravvivenza e determini lo stato di obesità come ultimo tentativo per preservare la vita in circostanze insolitamente critiche, tanto esterne quanto interne. Indubbiamente si presentano diversi disturbi funzionali, anomalie metaboliche ed ormonali, e sono implicati influssi patogeni. Ho il sospetto che non sarebbe possibile prendere un individuo sano e trasformarlo in un obeso semplicemente tramite alimentazione eccessiva e scarso esercizio fisico.9

Altri possibili fattori implicati nell'obesità includono carenze multiple di elementi nutritivi, disfunzioni degli apparati, squilibri dell'attività endocrina ed ormonale, dipendenza, depressione, esaurimento e sentimenti di vuoto spirituale e psicologico.11
Limitarsi a dire ad una persona obesa che ha bisogno di mangiare meno e fare più esercizio è un'iniziativa troppo ingenua per concretizzarsi in una strategia efficace a fronte di questa complessa condizione; è necessario eseguire un'esauriente valutatone della situazione e prendere in considerazione tutti gli aspetti implicati; le persone diventano obese per una varietà di ragioni o, piuttosto, come risultato di molteplici fattori.

D'altronde è altrettanto vero che dobbiamo riservare maggiore attenzione a quello che mangiamo: quali alimenti consumiamo in misura maggiore e quali in misura minore.
A renderci grassi è il fatto di consumare grassi ? Gli esseri umani assumono notevoli quantità di grassi da lungo tempo. Alcune culture derivano dai grassi il 70% delle calorie e questo si verifica da migliaia di anni, generazione dopo generazione.10

Per quale motivo dovremmo incontrare tutti questi problemi adesso ?
Assumiamo da sempre grassi nei nostri alimenti - tale aspetto non è cambiato. Quello che è cambiato è il tipo di grassi che assumiamo. Ad esempio, il consumo di grasso del burro è diminuito costantemente nel corso degli anni; analogamente, quello di olio di cocco è calalo bruscamente rispetto a pochi decenni or sono.
Nel frattempo, il consumo di lutti gli oli vegetali è salito vertiginosamente" senza dubbio in virtù del fatto che tutti questi oli (in particolare quelli idrogenati o parzialmente idrogenati) sono il principale ingrediente dei prodotti alimentari preconfezionati che acquistiamo al supermercato.
Un altro sospetto ingrediente spesso presente assieme all'olio vegetale è lo sciroppo di mais ad alto tenore di fruttosio. Attualmente consumiamo questi due ingredienti più di quanto mai avvenuto in precedenza.

Le mie esperienze nella cura delle persone obese con una pratica clinica "alternativa" indicano che la fisionomia dell'obesità è uno scenario di gran lunga più complesso di un'eccessiva assunzione di calorie e scarso esercizio fisico. L'esame di individui in carne ed ossa mi ha dimostrato che sono presenti non solo eccesso di tessuto ma anche forti carenze.
Nel contesto della scienza occidentale equipareremmo tali carenze alla mancanza di vitamine, minerali ed enzimi, nonché all'esaurimento delle ghiandole endocrine. Nella pratica clinica è fin troppo comune vedere pazienti che presentano un eccessivo accumulo di scorie nell'organismo ed una concomitante carenza dei materiali adeguati che implicano un buono stato di salute.
Il proces­so in virtù del quale si verifica tale trasformazione presenta determinate caratteristiche che coincidono con lo stile di vita statunitense e le ideologie occidentali; è inerente alla nostra scelta degli alimenti, a come ci prendiamo cura del nostro corpo, al modo in cui affrontiamo le nostre emozioni, il lavoro, la gravidanza, ecc.
Da molte generazioni non abbiamo più  un approccio alla vita realmente consapevole sotto il profilo della salute.
Il problema non si limita unicamente all'accumulo di grasso.
Dobbiamo tenere in considerazione il fatto che gli alimenti lavorati e preparati che acquistiamo al supermercato non vengono digeriti altrettanto agevolmente dei loro corrispettivi naturali. Di conseguenza, gran parte di quanto assorbito dall'intestino e nel flusso sanguigno non riesce ad essere assorbito attraverso il normale funzionamento dell'organismo. L'obesità è una combinazione dell'accumulo di questi materiali indigesti, accoppiato ad esaurite energie dell'organismo, esaurite riserve endocrine ed esaurita capacità digestiva.
L'esito finale è una perdita della complessita’ nel sistema; l'organismo si trasforma in un sacco della spazzatura pieno di cose di cui non necessita e che non riesce a scomporre o eliminare.
Dall'esterno vediamo che le cose sono chiaramente diverse. Non lo chiamiamo neppure più grasso, dato che sappiamo che si tratta di qualcos'altro: Cellulite, "junk in the trunk" (gioco di parole traducibile come ciarpame nel tronco, ndt), "mud flaps" (intraducibile, analogo alle nostrane "maniglie dell'amore", ndt), "gomma di scorta", "pancia da birra": anche rifacendoci al gergo popolare sappiamo che si tratta di qualcosa di diverso dagli ordinari depositi di grasso, grasso che in una persona obesa di fatto presenta una chimica differente rispetto a quella del grasso di una persona sana.

Ogni cellula dell'organismo di ciascun individuo (obeso o meno) ha del grasso al suo interno. La membrana cellulare che compone la barriera che delimita ciascuna cellula viene definita doppio strato fosfolipidico ed è costituita da grasso, ad esempio, in una tipica cellula del sangue, grosso modo un 50% di grasso saturo ed un 50% di insaturo, il che significa che vi è un involucro di molecole grasse le quali costituiscono la superficie di ciascuna cellula; come un palloncino contiene l'aria, cosi la membrana cellulare racchiude il contenuto di una cellula. Ogni cellula dell'organismo presenta tale conformazione. In corrispondenza della membrana cellulare vi è molta attività. Ormoni ed altre molecole si legano alla membrana e fanno sì che la cellula svolga tutte le funzioni vitali essenziali; tutto quello di cui la cellula necessita per operare e sopravvivere passa attraverso la membrana cellulare, la quale deve svolgere la funzione di "barriera selettiva", ovvero permettere selettivamente a determinate molecole di penetrare impedendo al contempo il transito di materiali indesiderati.
Queste membrane necessitano di un costante rifornimento dì nuove molecole grasse, che vadano a sostituire quelle perse nel corso di vari processi. Onde assicurare il corretto funzionamento di queste intricate strutture deve essere disponibile un'adeguata miscela di grassi saturi ed insaturi di buona qualità; se nel flusso sanguigno non sono presenti adeguate molecole grasse, l'organismo introdurrà qualsiasi molecola grassa disponibile.

Nelle persone obese, le membrane cellulari contengono una misce­la alterata di molecole grasse.12
Un risultato immediato è che le cellule non riescono più a funzionare in modo appropriato, la membrana non è più in grado di operare come barriera selettiva e la cellula lascia entrare qualsiasi cosa presente nel flusso sanguigno. Man mano che le cellule di grasso diventano più grandi, consentono l'accumulo dì sempre più lipidi impropri.
Salutari componenti come l'enzima lipasi, la quale scinde le molecole grasse, sono manifestamente assenti.
Il grasso in sé stesso può essere utilizzato come sito di immagazzinaggio di sostanze liposolubili; molte delle tossine ambientali cui siamo esposti sono liposolubili: sono "oleose", in contrasto con quelle "acquose".
Come risultato, il tessuto grasso accumula questo materiale tossico e lo immagazzina indefinitamente, il grasso e capace di sintetizzare le proprie sostanze potenzialmente tossiche: l'estrogeno, ad esempio, viene prodotto dai tessuti grassi tanto nelle donne quanto negli uomini. Anche se un sano equilibrio di estrogeno è essenziale per un buono stato dì salute, quando nell'organismo ve ne è in eccesso esso può provocare ogni sorta di problemi. L'estrogeno favorisce la crescita e l'accumulo di tessuti, quindi contribuisce a preservare il grasso nell'organismo; è inoltre un potenziale fattore di crescila di tumori.

Degradazione delle derrate alimentari
Non possiamo ascrivere ai fast food tutti i nostri malanni. Nel mercato odierno gli alimenti sono derivati interamente da pre­parati di produzione industriale. Gli ingredienti creati in laboratorio, come oli idrogenati e parzialmente idrogenati, che molti studi hanno collegato ad una varietà di malattie degenerative croniche quali diabeti:, cancro ed obesità, sono presenti in quasi tutti i prodotti alimentari confezionati."
Agli alimenti vengono aggiunti conservanti, ripieni e dolcificanti; in un supermercato è difficile trovare articoli che non contengano zucchero o sciroppo di mais ad alto tenore di fruttosio.
Gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono la norma e si stima che siano contenuti nel 70% di tutti i prodotti lavorati.

Apparentemente l'industria agroalimentare non si fa alcuno scrupolo per le sue infinite manipolazioni dei nostri prodotti alimentari, visto che per il futuro ne sta pianificando in misura sempre maggiore. Fino a quando resteremo ignari e indifferenti rispetto a queste prassi, ci venderanno tutti i generi di prodotti che producono i massimi profitti per l'industria del settore. A quanto pare, al di là delle strategie di mercato che tentano di spacciare questa spazzatura come cibo sano, al benessere dei consumatori viene data scarsa importanza.

Molti individui che acquistano e consumano alimenti prodotti dall'industria agroalimentare sembrano ignari di come tali alimenti vengono di fatto prodotti; non è una coincidenza che queste informazioni vengano in gran parte tenute nascoste al pubblico.

Gli animali “prodotti in massa” dall'industria agroalimentare sono allevati in ambienti crudelmente ristretti.
Per nutrirli li alimentano con le cose più a buon mercato, comprese carcasse animali "riciclate"; inoltre som­ministrano loro farmaci, ormoni ed antibiotici affinché non muoiano prima di diventare abbastanza cresciuti per essere mangiati.
Tutti questi processi e sollecitazioni innaturali modificano la struttura delle carni in molti modi rilevanti; cambiano l'equilibrio dei grassi acidi inducendo una insana sovrabbondanza di omega-6 ed assenza di omega-3; aggiungono molte tossine e fardelli chimici.
Gli animali alimentati con prodotti di scarto, mais e soia non sono sani. Di regola le vacche mangiano erba e fieno; il fatto di alimentarle in base a diete anomale riduce drasticamente la qualità delle carni, in modo tale che il contenuto di grassi e proteine non è più salutare come in passato.

Nel corso degli anni l'interesse verso alimenti prodotti a livello locale nel rispetto del consumatore è cresciuto costantemente, quindi per trovare questi alimenti non dovrebbe essere necessario fare molta strada. Molte città hanno "mercati degli agricoltori" dove i produttori locali vendono i loro prodotti direttamente al pubblico.
Le cooperative alimentari che sostengono la salubrità dell'economia locale stanno nuovamente acquistando popolarità come alternativa rispetto ai principali supermercati. Vi sono inoltre molte aziende agricole biologiche e biodinamiche aperte al pubblico.
Esistono molti siti web che aiutano il pubblico a scovare i produttori locali. Da decenni la Weston A. Price Foundation aiuta la popolazione fornendo informazioni sugli alimenti sani e su dove reperirli (vedere http://www.westonaprice.org   o http://www.realmilk.com .
Un altro interessante sito web che fornisce informazioni su dove trovare fornitori di alimenti sani è http://www.themeatrix.com ; accertatevi di visionare il videoclip.

Un fantastico libro di cucina che contiene eccellenti informazio­ni su dieta e nutrizione è Nourishing Traditions, scritto da Sally Fallon in collaborazione con Mary Enig, PhD.
Questi riferimenti vengono forniti a vantaggio di coloro che intendono avere un più salutare approccio al regime alimentare.

A livello di massa, per curare l'obesità l'attuale tendenza è quella di addossare la responsabilità del problema a coloro che ne sono maggiormente colpiti il che, sotto certi aspetti, e un approccio legittimo. Se la gente smettesse di acquistare i generi di alimenti venduti nei supermercati, l'industria del settore smetterebbe di produrli e i supermercati di venderli.
Il fatto che i produttori di derrate alimentari abbiano o meno una re­sponsabilità nei confronti dei consumatori è una questione che esula dagli scopi del presente articolo, così come la questione se, come suggerito da molti, le campagne pubblicitarie dei media abbiano o meno un certo impatto sulle nostre abitudini di acquirenti e quindi sulla tendenza all'obesità.
Anche se tutti siamo soggetti ai processi di socializzazione che ci portano ad un'esistenza di consumismo di massa, ciascuno di noi ha la prerogativa di cambiare in ogni momento uno qualsiasi di tali comportamenti.
Forse il primo passo sta nei diventare consapevoli di quello che accade.

Aspetti psico-spirituali dell'obesità
Uno dei componenti di massima importanza dell'obesità è la dipendenza. La gente fa uso del cibo per le più disparate ragioni: come passatempo, consolazione, sostituto del sesso, etc. Quando tali comportamenti vengono portati all'estremo, suscitano compiacimento e determinano l'incapacità di assumersi dei rischi e provare qualcosa di diverso.
Associato all'obesità vi è un vuoto spirituale nel cui contesto le persone cercano di appagare sé stesse in modi diversi tramite il cibo. Sembra che ciascuno di noi debba lottare con una varietà di sollecitazioni e conflitti interni che, per essere appianati, richiedono introspezione; ma fino a quando ci auto-cureremo e anestetizzeremo tramite una dieta di scarsa qualità, sarà difficile entrare in contatto con questi pro­blemi riposti a maggiore profondità; la natura della dipendenza è quella di mantenerci in uno stato in cui affrontiamo costantemente il dolore provocato da qualcosa di irrisolto profondamente sepolto in noi stessi.
Sino a quando non riusciremo ad allentare la morsa della dipendenza non riusciremo a scorgere cosa davvero provoca il dolore e il senso di vuoto.

La dipendenza da cibo può quasi diventare secondaria rispetto all'abituale abbandonarsi a sentimenti e pensieri di auto-sconfìtta. Quando colmiamo noi stessi con sentimenti negativi quali scarsa stima di sé, impotenza e disperazione, tali sentimenti non migliorano certo la situazione.
Per alcuni vivere in uno stato di depressione contribuisce all'obesità tramite la dipendenza da cibi che danno consolazione. Questa osservazione si basa sul concetto secondo cui le persone infelici mangiano di più per sentirsi meglio. Un'altra possibilità è che lo stato depressivo in sé stesso contribuisca direttamente all'obesità diminuendo l'efficienza delle funzioni dell'organismo; sguazzare in stati emotivi sgradevoli determina la stagnazione e il blocco dei sistemi dell'organismo, pregiudicandone la funzionalità.

Per superare la dipendenza dobbiamo vivere come persone complete; tutti i vari aspetti della vita devono essere affrontati e vissuti positivamente; dobbiamo essere presenti, almeno in qualche misura, in tutti i nostri processi - fisici, emotivi, mentali e spirituali. Quando trascuriamo una qualsiasi di queste parti di noi stessi, la degenerazione diviene inevitabile. Nella nostra società moderna tendiamo a riconoscere unicamente gli aspetti fisici del nostro corpo; qualsiasi cosa attenga alla mente o alle emozioni viene relegata al cervello ed al sistema nervoso centrale, tuttavia fra questi differenti livelli esiste una connessione con ciascun organo.
Molti sistemi di medicina tradizionale riconoscono l'intelligenza presente nei tessuti di ciascuna parte dell'organismo. All'interno di ciascun organo esistono emozioni e schemi di pensiero; queste energie rappresentano una parte dell'organo inseparabile tanto quanto la sostanza fisica, e le porzioni energetiche possono essere analogamente colpite da malattie e disfunzioni.
La nostra impostazione dietetica ha effetto non solo sui tessuti fisici, ma anche sulla nostra salute mentale ed emotiva. Quando mettiamo in collegamento con l'obesità disordini psico-spirituali come la depressione, talvolta postuliamo che il problema risieda soltanto nei comportamenti alimentari.
Ad ogni modo, la filosofia medica orientale collega le emozioni direttamente all'appropriato funzionamento dei sistemi. Secondo questo schema ili pensiero, l'aumento di peso potrebbe essere di fatto il risultato diretto del sentirsi depressi, indipendentemente da qualsiasi modifica delle abitudini alimentari.
Lo sperimentare abitualmente determinate emozioni e pensieri può sortire l'effetto di diminuire l'efficienza funzionale degli organi interni; non sono solo i sentimenti ad essere depressi, ma anche tutte le diverse parti dell'organismo. La malattia diventa inevitabile quando gli organi non sono più funzionali a causa degli effetti inabilitanti di un regime alimentare improprio combinati con l'effetto attenuante di emozioni depresse.
Quando si presentano traumi emotivi, emozioni represse o eccessi emotivi, tali fenomeni hanno conseguenze negative anche per gli organi interni. I tessuti fisici e le sfere mentali ed emotive della coscienza sono molto più strettamente connesse di quanto immaginato in precedenza.

Si pone grande enfasi sulla necessità di attività fìsica. Anche se è vero che per restare in salute gli esseri umani hanno bisogno di muoversi e fare dell'esercizio fisico, l'attività fisica non basta; serve anche movimento a livello mentale ed emotivo. Per essere entità complete ed integre gli esseri umani hanno bisogno anche di pensare ed avere sentimenti.
I vari stili di vita della nostra società moderna non solo soffocano la nostra capacità di fare esercizio fisico, ma anche le nostre abilità dì pensiero ed emozioni. I nostri pressanti impegni ci lasciano poco spazio per pensare a noi stessi; sembra che invece dì darci lo spazio di cui abbiamo bisogno per percepire ed esternare le nostre emozioni, ci ritroviamo facilmente intrappolati e impantanali in esse con soluzioni mirate a far fronte alla disfunzione piuttosto che a risolverla sul serio.

Sconfiggere l'obesità
Come abbiamo visto, l'obesità è una condizione determinata da molteplici fattori. Abbiamo liatteggiato un quadro che diverge in misura consistente dai miti e dalle concezioni erronee imperanti.
Per riassumere:
1. L'obesità è una condizione che implica errata alimentazione e rilevanti carenze nutritive.
2.  L'obesità deriva da disfunzioni dei normali schemi operativi dell'apparato  digerente,  determinate da un prolungato regime alimentare in appropriato.
3. L'obesità è sorretta da un sistema endocrino squilibrato, che non funziona a causa dell'ingestione di oli vegetali lavorati, zuccheri, ormoni esogeni e tossine ambientali.
4.  L'obesità affonda le sue radici nella dipendenza, depressione e stagnazione della prospettiva mentale ed emotiva di un individuo.
5. L'obesità è associata alla mancata assunzione dì alimenti che sarebbero realmente benefici, quali proteine e grassi animali sani.

La soluzione comunemente prescritta, ovvero quella di "mangiare meno e fare più esercizio fisico", solitamente non ha successo in quanto non affronta alcuno dì questi problemi fondamentali.
Se intendiamo sconfiggere l'obesità come disordine della salute a livello pubblico, ognuno deve riappropriarsi della propria facoltà di scelta e decidere nuovamente in che modo vivere. Abbiamo tutti, molte volte al giorno, l'opportunità di optare per una vita sana o una vita malata.
Assumersi la responsabilità di questa facoltà ed utilizzarla appieno è quello di cui abbiamo disperatamente bisogno. By David Zeoli, ND, LAc © giugno 2006 - Email: dzeoli@yahoo.com
Tratto da: Nexus n° 66

A proposito dell'Autore:
David Zeoli, ND. LAc, è medico naturopata nonché agopuntore abilitalo di Santa Fé, New Mexico, USA.
David ha conseguito il proprio dottorato in Naturopatia e la laurea in Medicina Orientale presso il National College of Naturopathic Medicine di Portland, Oregon. Una volta completati gli esami ministeriali, David ha ottenuto l'abilitazione ed ha esercitato in molti ospedali del paese.
Il suo articolo "Malattie dentali: una piaga moderna" è stato pubblicato su NEXUS nr. 64.
Il Dr. Zeoli può essere contattato via email presso dzeoli@yahoo.com.

Note:
1. Super Size Me (2004], diretto da Morgan Spurlock, distribuito da Showtime Independent Films ed altri.
2.  L'obesità viene definita come l'avere un Indice di Massa Corporea (IMO pari a 30 o più, mentre avere un 1MC pari a 25 o più corrisponde alla rigida definizione di sovrappeso. Per determinare i! vostro IMC misurate il vostro peso in chilogrammi e dividete la cifra risultante per il quadrato della vostra altezza misurata in metri; ovvero, IMC = peso (kg) / altezza (m)J.
3.  WHO, "Global Strategy on Diet, Physical Activìty and Health:   Obesity   and   Overweight",
http://www.who.int/dietphysicalactivity/publications/facts/obesity/en/
4.  CDC/NCHS, "Prevalence of Overweight and Obesity Among Adults: United States", 1999-2002,
http://www.cdc.gov/nchs/products/pubs/pubd/hestats/obese/obse99.htm
4a. Platform on Diet, Physical Activity and Health, International Obesity Task Porce in collaboration with the European Association for the Study of Obesity,
http://ec.europa.eu/health/ph_determinants/life_style/nutrition/documents/iotf_en.pdf
4b. "Obesity Surgery in Russia", Obesity Surgery 9(1):40-3, febbraio 1999.
5. Proietto, J., "Can thè obesity epidemie be stopped?", Asia Paci Clin Nutr 14 Suppl:S32, 2005.
6.  "The Global Challenge of Obesity and thè International Obesity Task Force",
http://www.iuns.org/features/obesity/tabfig.htm * Figure%2 01.
7. CDC/NCHS, "Prevalence of Overweight and Obe­sity Among Children and Adolescente: United States, 1999-2002",  http://www.cdc.gov/nchs/products/pubs/pubd/hestats/overwghl99.htm
8. WHO, "Controlling thè global obesity epidemie", http:// www.who.int/nutrition/topics/obesity/en/
9. A tale proposito bisogna rimarcare due punti. Innanzitutto, lo stesso Morgan Spurlock ha riacquistato un peso corporeo ottimale dopo aver interrotto la dieta di McDonald's.
In secondo luogo, in Africa esiste una tribù le cui tradizioni prevedono una sorta di "gara del grasso", i cui partecipanti devono tentare di acquisire in un breve periodo di tempo un peso corporeo maggiore rispetto agli altri contendenti. Durante la gara ciascun partecipante vive in un piccolo cerchio di circa cinque piedi di raggio, da cui non si sposta sino al termine della contesa. Gli amici gli portano le singole ingenti quantità di latte di cui si rimpinza. Prevedibilmente, il soggetto cresce sino a raggiungere proporzioni massicce. Tuttavia, dopo la gara, tutti ritornano alla loro routine quotidiana e dimagriscono sino a raggiungere la forma ottimale.
10.  Fallon, Sally con Enig, Mary G., Nourishing Traditions, NewTrends Publishing, Inc., Washington, DC, 2001 (2° edizione riveduta), p. 7.
11. Putnam, |udy e Gerrior, Shirley, "Trends in the US Food Supply, 1970-97", USDA/ERS,
http://www.ers.usda.gov/pu-blications/arb750/aib750g.pdf
12. Petrescu, O. et al., "Long-chainfatty acid uptake is upregulated in omental adipocytes from patients undergoing bariatric surgery for obesity", Int I Obes (Lond) 29(2):196-203, febbraio 2005.
13. Ichinose Y. et al., ["Formation of experimenta! obesity by Crisco"], Nìppon Yakurigaku Zasshi 83{4):309-15, aprile 1984.

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La "CICCIA" INQUINA  - Italy, Roma  Apr. 2009
Essere in linea fa benissimo non solo alla nostra ma anche alla salute dell'ambiente: infatti riduce le emissioni di gas serra causate dalla produzione di cibo, una delle principali fonti di emissioni, e dall'uso dell'automobile, che risulta proporzionale ai chili di troppo. Lo rivela uno studio di Phil Edwards e Ian Roberts della London School of Hygiene & Tropical Medicine pubblicato sull'International Journal of Epidemiology.
I ricercatori hanno calcolato che una popolazione di un miliardo di persone magre emetterebbe ogni anno un miliardo di tonnellate di CO2 in meno rispetto allo stesso numero di persone grasse.
L'indice di massa corporea (IMC) del mondo occidentale sta continuando a salire senza freno: tra 1994 e 2004 l'IMC medio in Gran Bretagna è salito per i maschi da 26 a 27,3, per le femmine da 25,8 a 26,9 (circa 3 kg di più). Inoltre gli esperti hanno calcolato che una popolazione magra come quella del Vietnam consuma il 20% in meno di cibo e produce meno gas serra rispetto a una popolazione in cui il 40% degli individui è in sovrappeso, come in America.
Non solo chi mangia di più inquina di più perché la produzione di cibo è la principale fonte di emissioni, ma anche perché di solito chi è obeso o in sovrappeso preferisce andare in macchina, contribuendo a inquinare anche in questo modo.
Tratto da: temporeale.libero.it

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Se il bambino ingrassa potrebbe non essere solo dovuto al cibo spazzatura, al poco movimento o perché mangia troppo. - 15 novembre 2010
Se il bambino ingrassa potrebbe non essere dovuto al cibo spazzatura, al poco movimento o perché mangia troppo. Dietro all'accumulo di grasso, specialmente intorno alla vita, pare infatti ci sia un deficit di vitamina D.
A sostenere la tesi che vi sia un collegamento tra una carenza di questa vitamina e l'accumulo di grasso al girovita sono i ricercatori dell'Università del Michigan (Usa). Gli scienziati ricordano che il grasso accumulato in questa parte del corpo è quello più temibile.
Non si tratta di una mera questione estetica, ma di problemi di salute. Il grasso intorno alla vita è stato accusato di esporre al rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiache e altre patologie più o meno gravi nel corso della vita.
Il dottor Eduardo Villamor e colleghi hanno coinvolto nello studio 479 bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni residenti in Colombia. A partire dal 2006, li hanno seguiti per quasi tre anni.
All'inizio dello studio hanno prelevato dei campioni di sangue per misurare i livelli di vitamina D e, al tempo stesso, hanno preso delle misure per valutare le condizioni fisiologiche rispetto al grasso corporeo.
Gli indicatori comprendevano l'Indice di Massa Corporea (BMI), la circonferenza della vita e il rapporto sottoscapolare pelle/tricipiti.
Dai risultati ottenuti a termine studio, si è scoperto che la carenza di vitamina D era collegata a un drastico aumento della circonferenza del girovita legata a un accumulo di grasso. Oltre a ciò, si è trovato che una deficienza di questa vitamina rallentava la crescita in altezza dei bambini di sesso maschile; le femmine pare non ne risentano in questo senso.
"Abbiamo scoperto che i bambini con i livelli più bassi di vitamina D, all'inizio tendevano ad aumentare di peso più velocemente che non i bambini con livelli più alti", ha scritto Villamor sulle pagine dell'American Journal of Clinical Nutrition su cui ha riportato i risultato del suo studio.
Tratto da: lastampa.it

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Il grasso non è malattia, ma è lavoro intelligente del sistema immunitario - By V. Vaccaro - Igienista
A modo suo quell’acqua persa era stata messa all’interno del corpo con criterio e intelligenza dal sistema immunitario.
E’ il sistema immunitario a distribuire il grasso, l’adipe, il sovrappeso nella gente obesa. E quando si dice sistema immunitario si dice sistema nervoso, sistema neurovegetativo, sistema epiteliale, sistema ghiandolare, sistema sessuale.
Ogni dieta assurda ed innaturale, contraria al disegno originario umano, e contraria alle precise regole della digestione-assimilazione-evacuazione, è una forma di offesa e di ribellione al proprio sistema immunitario.
Un errore che si paga in denaro sonante, perdendo tempo e perdendo salute.
Esiste una enorme differenza tra malattia-causa a monte e malattia-sintomo a valle
L’acqua in più, il grasso in più, il peso in più, per quanto fastidiosi ed anti-estetici, non sono una patologia ma sono il sintomo tastabile e visibile di una patologia che sta a monte, e che è di tipo ideologico e comportamentale.
Noi igienisti naturali conosciamo troppo bene i meccanismi e le differenze enormi tra malattia-causa e malattia-sintomo, e ci guardiamo bene dal toccare i sintomi.
Il grasso e il sovrappeso vanno rispettati, come va rispettato il sistema immunitario.

Non serve assolutamente lottare contro il sintomo, e il grasso è un sintomo. Fatte tali considerazioni, passiamo al tuo problema che si sintetizza nel peso eccessivo, nella glicemia alterata e in quella fame pomeridiana che devi contenere a fatica, per non buttarti sulla preda proibita che per te sono i grissini, per altri la nutella, per altri ancora il formaggio e il salame.
La mia risposta ai tanti che sono più o meno in queste condizioni, dico che non si deve mai lottare contro un sintomo, si chiami esso febbre, male di testa, alta o bassa pressione, ipo o ipertiroidismo, obesità, sovrappeso, e così via.
Questo discorso è di basilare importanza. Non è un trucco mentale o uno stratagemma psicologico.
Occorre lottare duramente contro le malattie a monte, fatte di pensieri sbagliati, di errori ideologici e comportamentali, di scelte assurde e prive di logica.

Ci sono mille motivi per cercare una compensazione nel cibo
- C’è il nervoso che vorrebbe spaccare tutto e non può, e si scatena sul cibo.
- C’è il super-erotico, che vorrebbe accoppiarsi con 100 diverse persone e non può, e si scatena sul cibo.
- C’è l’anonimo che vorrebbe essere famoso e non può, e si scatena sul cibo.
- C’è lo stonato che vorrebbe vincere Sanremo e non può, e si scatena sul cibo.

E l’elenco va avanti col timido, con l’innamorato della persona sbagliata, con lo sportivo, e con tutta la gente che difetta di qualcosa e che trova nell’alimento ogni forma di compensazione.
Si deve lottare per l’autorealizzazione
La grinta umana è un valore importante, da non disperdere e da non contrastare. Bisogna soltanto incanalarla nell’alveo giusto.
Si deve lottare per l’equilibrio fisico-mentale-sessuale-spirituale.
Si deve lottare per la propria auto-realizzazione.
Solo a quel punto non cercheremo compensazioni gastro-intestinali.

Massimizzare l’apporto di succo zuccherino di frutta, prendendo nel contempo insuline e inuline naturali dal topinambur, dallo zenzero e dalle verdure crude in generre
A livello pratico, gustativo, calorico e biochimico, si tratta di massimizzare l’apporto in zucchero-glucosio naturale (cioè in acqua zuccherina dalla frutta) mediante quei 5 pasti sazianti di sola frutta, che vado suggerendo lontano dai pasti di pranzo e cena, in piena coerenza con l’Università di Cambridge e il suo famoso esperimento di 10 anni fa.
Solo così, non sperimenterete altre ricadute nel vortice dell’alimentazione cosiddetta normale.


Restiamo tutti cicciottelli e pesanti ? Nemmeno per sogno. E allora che si fa ?
Il grasso se ne deve andare al più presto. Ma a una sola condizione; ed è quella di  fare una rivoluzione culturale nella propria psiche e nell’impostazione generale della propria vita.
Tecnicamente parlando, non si cala di peso scagliandosi contro il grasso, ma scagliandosi contro i meccanismi che portano al grasso, scagliandosi contro farmaci, vaccini, proteine animali a 360 gradi, carboidrati cotti e lavorati, farine doppio zero, sale e zucchero, caffè e sigarette, the e dolciumi, bevande gassate e alcol, vita sedentaria e demotivata.
Fuori il grasso sì, ma anche fuori i suoi veleni di accompagnamento
Prima cosa occorre perdere il grasso in modo razionale, sulla base del principio fuori il grasso e fuori contemporaneamente i suoi veleni.
Per fare questo con una ragionevole rapidità serve il digiuno drastico, con una damigiana d’acqua leggera a disposizione da bersi a piccoli sorsi, ricorrendo poi a una dieta purificante di frutta, seguita dall’unico sistema alimentare privo di conseguenze e di effetti collaterali, ovvero dal sistema umano, cioè fruttariano-vegano-crudista, che nella nostra società odierna può essere in molti casi tendenzialmente crudista, ovvero ligio e rispettoso il più possibile dei principi di base del veganismo-crudista, con la concessione di piccoli e non gravi compromessi casuali ma non sistematici.
Se pensi che solo la proteina è il tuo cibo, resterai grasso e malaticcio tutta la vita
Se una persona continua a pensare erroneamente che il suo carburante è la proteina, magari nobile, o la sostanza cotta e concentrata, o l’integratore, o il formaggio, o il salume, o la bistecca, o il quadrello di cioccolato, o i panini e le patatine supersalate e superfritte della McDonald’s, non ci sarà nessun santo in cielo o in terra capace di tirargli via il grasso, il diabete, la nefrite, la gastrite, la cistite, l’epatite, il cancro e il sovrappeso.
Se vai a fondo, oltre le apparenze, oltre l’imperante indottrinamento cibo-sanitario, ti puoi salvare
Se invece una persona studia e riflette, prova ed esperimenta, usa il cuore, l’anima e il cervello per capire se stessa, la natura, gli animali, la storia, la società civile o incivile nella quale vive, allora le cose possono cambiare.
Se una persona si analizza a fondo e capisce come funziona il ciclo alimentativo-assimilativo-espulsivo, secondo le regole della scienza, e non quelle suggerite dal perverso schema medico-farmaceutico-pseudoalimentare-macellatorio-statinico-eparinico-vaccinatorio, allora può ancora salvarsi.
E’ basilare capire le caratteristiche del nostro motore fruttariano e del nostro carburante frutta
Se una persona capisce che la frutta matura, quella che pende dai rami, ed anche quella che proviene dalle piante eduli, rappresenta il suo vero e unico carburante elettivo, disegnato cioè per il suo corpo fruttariano a tutti i livelli, indipendentemente dalle porcherie che sta mangiando e che hanno mangiato i suoi genitori, allora siamo maturi per un cambiamento.
Le caratteristiche qualitative del carburante umano chiamato frutta
La frutta al naturale ha la caratterista unica di nutrire in modo perfetto il corpo umano, di dargli calorie, bioacqua, fibrenaturali e micronutrienti senza nessuna carenza e senza nessun effetto collaterale. In più, ha la caratteristica altrettanto importante di ripulire alla perfezione le cellule, il sangue e la linfa.
Non sto qui a parlare delle caratteristiche univocamente basilari della frutta, tipo le sue qualità alcalinizzanti (antiacide), antiossidanti (anti-radicali), antiuriche, antiputrefattive, antifermentanti, antinfluenzali, anticolesterolo, antiomocisteiniche, antitrigliceriche, antidiabetiche, anticancerogene (a condizione di non mescolarsi con le varie porcherie proposte e imposte dal pacchetto dittatoriale sanitario-alimentare mondiale).
Nessun mito e nessuna magia, nessun discorso religioso; Il tutto senza creare dei falsi miti.
Frutta bella, colorata, profumata, naturale, dono-di-Dio, pacifica, non-crudele, non ammalante. Tutte cose giuste e tutte cose vere. Ma non certamente frutta magica o dotata di intelligenza. Quindi non dimagrante e non ingrassante.
Tutto sta nel medico interno chiamato sistema immunitario o equilibratorio
Dimagrimento e ingrassamento, o meglio ancora razionalizzazione e bilanciamento del peso sui livelli che ci competono, sui livelli del peso-forma assegnatoci dalla natura quando siamo in condizioni di perfetta salute, sono tutte questioni di stretta ed esclusiva competenza del sistema immunitario. Non del medico, non del nutrizionista, non dell’igienista, non dell’omeopata, non del dietologo, non della frutta o della bistecca, ma del sistema immunitario.
Personalmente la parola  immunitario non mi piace perché sbagliata, ed è il solito regalo sviante e diseducativo della cultura medica. L’immunità non esiste. Se ti dai una martellata sul dito, col cavolo che sei immune dalle conseguenze. Avrei chiamato più appropriatamente quell’apparato come sistema equilibratorio o auto-guaritivo.
Questa è la sola formula del peso e della salute.
Quando si arriva a queste conclusioni, che sono scientifiche e non frutto di ideologie settarie o fanatiche di gruppi vegani o igienistici o religiosi o filosofici o animalisti, allora siamo pronti per diventare persone corrette dotate del giusto peso e della giusta salute fisica, psicologica, mentale, etica, estetica e spirituale. Tutto il resto sono illusioni e balle, trucchi per fare soldi sulle spalle della gente.
Le donne che pensano di mantenere la linea fumando o bevendo caffè sono delle povere deficienti.
Nessuna me ne voglia per questo linguaggio. Ma è la pura realtà.


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Italiani sempre più grassi e pigri - Tratto da: da scienze.tv di Mer. 27/02/2008
Italy
, Roma - Dall'Università Cattolica di Roma, un rapporto che fotografa gli italiani in sovrappeso seduti in poltrona. Chili di troppo e sedentarietà sono una vera e propria piaga nazionale.
Nonostante l'obesità sia salita dall' 8,5 per cento al 9,9 per cento rispetto al 2005-2006, con punte più elevate al Sud, lo sport rimane un'attività sconosciuta ai più.
La percentuale di chi lo pratica regolarmente è infatti solo del 20,9. In particolare, l'indagine ha riscontrato valori molto alti di obesità in Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, mentre i valori scendono sensibilmente nelle regioni  settentrionali tra
cui Piemonte, Valle d'Aosta e Lombardia.
I problemi aumentano con l'avanzare dell'età, tra i 45 ei 74 anni per gli uomini e i 55 e 74 anni per le donne, soprattutto per i primi (il 43,9 per cento rispetto al 26,2 per cento). L'aumentare di peso è proporzionale al progressivo abbandono dell'attività fisica, tendenza che si riscontra meno nella Provincia Autonoma di Bolzano, in cui il 38,5 per cento degli adulti passeggia per almeno due chilometri, nuota o va in bicicletta.
By Laura - 
http://www.scienze.tv/node/2989


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Sulla rivista “Endocrinology" - Dieta grassa e ritmi circadiani

Una dieta ad alto contenuto di grassi contribuisce non solo all’obesità, ma anche, attraverso i segnali dell’adiponectina, a uno squilibrio del ritmo circadiano vedi: Ritmo circadiano obesità

Una dieta ricca di grassi è dannosa per l’organismo non solo per gli effetti negativi sul soprappeso, sull’obesità e sul rischio di sviluppare patologie cardiovascolari ma anche - come si leggerà su un prossimo numero della rivista “Endocrinology" – per i rischio di squilibrare il ritmo circadiano, l’orologio interno con periodo di 24 ore del nostro organismo.

Il ritmo circadiano, come hanno chiarito numerose ricerche, è coinvolto nella regolazione e nella produzione di enzimi e ormoni, a loro volta cruciali per il metabolismo: un problema in questo delicato centro di comando fisiologico può portare a sua volta a uno squilibrio ormonale, a obesità, a problemi psicologici e disturbi del sonno.

Sebbene la luce sia il fattore che più influenza i ritmi circadiani, Oren Froy e colleghi dell’Istituto di biochimica, scienze dell’alimentazione e nutrizione della Hebrew University di Gerusalemme, hanno dimostrato con i loro esperimenti su topi di laboratorio che esisterebbe un rapporto di causa-effetto tra dieta e squilibrio del ritmo circadiano.
Per verificare le loro ipotesi, gli studiosi hanno analizzato quanto l’orologio biologico controlli i meccanismi di segnalazione dell’adiponectina (che e'
un ormone che controlla il metabolismo energetico di lipidi e carboidrati) nel fegato, e in che modo il digiuno e una dieta ricca di grassi influenzino tale controllo.
L’adiponectina è una sostanza secreta da dagli adipociti - le cellule del tessuto adiposo - coinvolta nel metabolismo del glucosio e dei lipidi. I ricercatori hanno così sottoposto i topi a una dieta a basso o ad alto contenuto di grassi seguita da un giorno di digiuno, misurando in seguito alcune componenti del cammino metabolico dell’adiponectina a vari livelli di attività.
Nei topi che avevano seguito una dieta a basso contenuto di grassi, il ritmo circadiano risultava normale. Per contro, la dieta ad alto contenuto di grassi contribuiva a diminuire i livelli della proteina AMPK, che svolge un ruolo cruciale nel metabolismo degli acidi grassi, il quale può essere danneggiato proprio dai bassi livelli di AMPK.

I ricercatori sono così giunti alla conclusione che una dieta ad alto contenuto di grassi possa contribuire all’obesità non solo per il contenuto calorico, ma anche per il disequilibrio portato nel ritmo circadiano attraverso i segnali dell’adiponectina. (fc)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

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Dimagrire
La Cassia è una pianta spontanea tropicale, non va confusa con la più nota cassia angustifolia, la quale ha proprietà prevalentemente lassative.
La Cassia nomane è ricca di flavonoidi e di altre sostanze che inibiscono l’azione della lipasi, gli enzimi del pancreas deputati alla digestione dei grassi. In questo modo riduce del 30% l’assorbimento dei grassi limitando così l’apporto calorico complessivo e diminuendo il livello di trigliceridi e colesterolo nel sangue.

Commento NdR: quello che non si e’ detto in questi pur pregevoli articoli e’ che TUTTI, ormai da diversi decenni, veniamo vaccinati ed i vaccini e’ noto destabilizzano l’apparato digerente alterando il pH digestivo e la flora batterica autoctona e riducono quindi anche le varie tipologie di enzimi prodotti per la metabolizzazione dei cibi utilizzati.
I vaccini producono purtroppo anche intossicazioni, infiammazioni,
  immunodepressioni e mutazioni genetiche.
La Flora batterica e' una comunita' di migliaia di miliardi di microbi (innocui, autoctoni)  che vivono nel tratto gastro-intestinale e scompongono e trasformano con gli enzimi i nutrienti, regolando la quantita' e la qualita' delle sostanze estratte da inviare alle cellule del corpo.
Quando una parte od alcuni ceppi di questi microbi aumentano o diminuiscono, si parla di alterazione della flora batterica (disbiosi) le sostanze estratte dai cibi possono anche essere diverse e facilmente si accumulano in scorte di adipe (grasso) ed aumentano il grado di intossicazione ed infiammazione oltre ad immunodepressione corporea.

Ricordarsi quindi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

Una delle caratteristiche dell'obesita' e' proprio quella di avere una cronica e forte disbiosi (alterazione dei giusti rapporti fra microbi Bacteriodetes e Firmicutes (i grassi=obesi, hanno molto piu' Bacteriodetes, piuttosto che di Firmicutes e viceversa).
Come ha ben dimostrato il dott. Jeffrey Gordon della Washington University School of Medicine.
Gli obesi infine, una volta entrati nel giro vizioso dell'accumulo di grasso, acquisiscono una superiore la capacita' di digerire carboidrati complessi e quindi, di ricavare piu' sostanze dal cibo.

Quindi ricordiamo che i vaccini oltre ai farmaci sono la base della destabilizzazione della normale funzione dell’apparato digerente e sono la base principale anche dell’obesita’, come di tutte le altre malattie !!

Oltre ad una sana e moderata alimentazione tendenzialmente vegetariana, e' utile utilizzare la fitoterapia perche' e' una carta vincente nella cura dell’obesità, con infusi di erbe che spezzano la fame come la gramigna, tiglio, carcadé, fiori d’arancio, oltre a disintossicare il fegato e disinfiammare tutto l'organismo.

vedi:
Obesita' orgina Diabete e Cancro + Obesita' Bimbi + TOSSIEMIA + Acidosi=riordino del pH + Obesita' adulti +  Grassi pericolo di Cancro  + Obesita' e Cancro + Intestino + Sindrome dell'Intestino Permeabile + DIGESTIONE + Stitichezza + Diarrea + Malassorbimento + DISINTOSSICAZIONE NATURALE del CORPO + Legge di Guarigione + Mangiare crudo = Crudismo + ALIMENTAZIONE NATURALE + Consigli per Digiuno + Digiuno 2 +  Protocollo della Salute + Legge di Guarigione 

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Per dimagrire:
Cura del corpo:
- Sveglia alle 5 o max le 6 del mattino.
- fare le frizioni fredde (vedi frizioni fredde) su tutto il corpo e reazione calda a letto (almeno 6 frizioni fredde), sconsigliate a coloro che soffrono di problemi cardiaci e circolatori anche sulle sole gambe.
- oppure camminare in un torrente od una vasca con acqua fredda a 5 gradi - oppure frizionare le gambe ed i piedi con un asciugamano imbevuto di acqua fredda di frigo oppure bagnato di acqua fredda con dentro qualche cubetto di ghiaccio.
- fare una vaporizzazione con apparecchio di aerosol di acqua fredda
- bere una tisana tonificante esempio: a base di luppolo; anice per sgonfiare la pancia; finocchio per disinfiammare  e pulire l'intestino; equiseto per purificare il sangue e reni. + 1 cucchiaino o cucchiaio di miele.
- fare un enteroclisma a base di camomilla
- fare un buon massaggio corporeo; dopo 30 minuti fare attivta' fisica (almeno da 1 a 3 ore di camminate), alla fine della quale e' utile una buona doccia fredda, meglio Idroterapia su tutto il corpo.
- Utilizzare acqua calda e fredda alternate su varie parti del corpo (metodo Kneip)
Salubri e facili da fare anche in casa, sono le irrigazioni alle gambe ed alla colonna vertebrale con l'acqua fredda.
- Esercizio fisico durante tutto il giorno.
- Assumere piu' volte durante il giorno, ovuletti o capsule o compresse di aglio + biancospino
- Alimentazione:

Colazione solo a base di frutta cruda + qualche noci o semi.

Pranzo: Crudita' miste (insalatone miste con tutti in tipi di verdure e mais, senza formaggi, tollerato il pesce (poco), assolutamente indicati aglio e cipolle crude; tollerato pane di mais; spremute di verdure o frutta ad ogni pasto
Sera: frutta cruda o brodo di verdure cotte e pane di mais (1 cucchiaino di miele ed una camomilla di melissa alla sera)
La terapia naturale va seguita per un minimo di 45 giorni.

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Una delle cose piu' lampanti che si apprendono dal dott. Lemme è che le calorie non contano e tantomeno le quantita'..quindi altro che 1000 calorie giornaliere...la fame non la si patisce mai con il suo metodo.
Abbiamo il sospetto che siano i dietologi che hanno paura di perdere il lavoro che lo denigrano….

Tutte le teorie del Dott. Lemme sono ben spiegate nel suo libro con tanto di formule chimiche. Dunque il dott. Lemme per coadiuvare questo metodo ha anche creato un laboratorio alimentare con vendita al pubblico, dove suoi dipendenti producono alimenti a basso indice glicemico quali cioccolate, panetterie, pasticcerie.
Questo metodo che ha aiutato piu' di 7.000 persone a dimagrire per sempre non viene preso in considerazione dalle istituzioni, ci troviamo di fronte ad un caso di ostruzionismo da parte di chi detiene il potere verso chi ha tutte le carte in regola per levarglielo.
Il prof. Veronesi (Istituto Europeo dei Tumori di Milano) ha inviato diversi pazienti a perdere peso dal Dr.. Lemme.

Dieta tipica secondo il dr. Alberico Lemme:
Tacchino a colazione, piu’ caffe’     
Spuntino con un limone a spicchi, piu’ the.

Filetto a pranzo, piu’ caffe’
Pesce spada a cena, piu’ caffe’

Dopo due giorni si cambia come segue:
Pasta olio-peperoncino a colazione, piu’ caffe’
Spuntino con un limone a spicchi, piu’ the’.

Petto di pollo a pranzo, piu’ caffe’
Sogliola a cena, piu’ caffe’

Dopo altri due giorni si varia ancora:
Carciofi a colazione piu’ caffe’
Spuntino con un limone a spicchi, piu’ the.

Fiorentina a pranzo, piu’ caffe’
Orata a cena, piu’ caffe’    

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Obesità: combatterla con la colazione -  01 Dicembre 2010
L’obesità può essere combattuta con la colazione. A dimostrarlo è una ricerca dell’Università di Parma, che ha messo in luce la correlazione esistente tra mancanza di una colazione adeguata e rischio di incorrere nell’obesità. A sottolineare i vantaggi di una corretta colazione è il professor Maurizio Vanelli, direttore della scuola di specializzazione dell’Università di Parma.
In sostanza guai a non fare la colazione perché si rischia l’obesità. Il problema consiste nel fatto che i bambini che non fanno colazione arrivano all’ora di pranzo con una fame eccessiva che li porta a mangiare troppo, rischiando di giungere al sovrappeso. Non bisogna dimenticare tra l’altro che una buona colazione è essenziale anche per rendere di più sia a scuola che nell’attività sportiva. Una colazione adeguata è insomma il punto di partenza per affrontare la giornata.
Il professor Vanelli chiarisce che i cibi da consumare a colazione sono quelli che fanno parte di una nutriente dieta mediterranea, come yogurt o latte insieme a cereali, biscotti o fette biscottate con la marmellata. Si potrebbe dire che in tema di dieta si dovrebbe fare colazione per dimagrire.
Ma molto interessanti sono anche le informazioni che riguardano le modalità da rispettare nella colazione.
Si dovrebbe evitare di fare colazione in fretta al bar e di lasciare che i bambini facciano colazione da soli davanti alla tv.
Sarebbe meglio andare a dormire più presto, per svegliarsi prima, in modo da avere più tempo da dedicare alla colazione prima di andare a scuola. Regole semplici e facili da mettere in pratica a vantaggio del nostro benessere.
By  Gianluca Rini  - Fonte: tantasalute.it
 

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