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NASCERE in modo NATURALE
- Vedi anche Parto
FALSITA' della
medicina ufficiale anche sul
Concepimento: NON e' una lotta fra spermatozoi, ma una
collaborazione e partecipazione, per aiutare colui che
deve amare l'ovulo, penetrandolo, che lo "chiama".....fin
da quando avviene l'ovulazione, lo chiama fino a quando
arriva e penetra l'ovulo...
!
Video:
Gravidanza: il feto trasmette cellule alla madre -
Giugno 2012
Il feto trasmette proprie cellule alla madre che poi
restano nell'organismo materno per molto tempo dopo la
nascita.
L'affascinante scoperta relativa ad uno scambio
cellulare inatteso è frutto di uno studio dei
ricercatori statunitensi del Tufts Medical Center
pubblicato su "Biology
of Reproduction's Papers-in-Press".
Gli esperti hanno infatti rilevato nel flusso sanguigno
di un gruppo di topi femmina incinta alcune cellule del
feto. Si tratta di cellule fetali, individuate nella
tarda gravidanza, che però restano negli organi interni
della madre a lungo dopo il parto.
"Abbiamo utilizzato dei database pubblici per estrarre
delle informazioni genetiche importanti da queste
cellule fetali, in modo da capirne il funzionamento –
spiega Diana Bianchi, principale autrice dello studio –
Riteniamo che il passaggio di figlio in madre sia un
modo per rendere il sistema immunitario materno
tollerante al feto. Inoltre, abbiamo rilevato la
presenza di queste cellule fetali in zone tumorali dei
polmoni delle madri, anche se non è chiaro se queste
cellule aiutino a distruggere il tumore o contribuiscano
alla loro crescita".
Comunicato
Andromeda sul
Parto fatto in casa
Il
vissuto della gestazione dell’evento della nascita è memorizzato nei
geni dei genitori e dei figli stessi. Meglio si prepara la nascita e più
si aiuta le personalità che compongono la famiglia ad evolvere nella
nuova esperienza.
Quando il maschio e la femmina si riconoscono amandosi
l’uno nell’altra, generano una procreazione cosciente dell’amore e
del rispetto reciproco, l’evoluzione nella conoscenza è profonda per la
coppia che in genere tende a costituire una famiglia.
Questa pratica
genera il desiderio di dare la vita ad un altro essere; il frutto
dell'amore è il dono di Sé nella nuova creatura che a sua volta percepirà
questo desiderio di Amore.
La
“trama” che si tesse ad ogni esperienza si impregna di ogni sensazione
che vi si imprime; la nascita come la
morte, a maggior ragione essendo una
importante tappa della vita in senso completo, è cosi forte e stretta da
modulare per sempre ogni individuo.
Il
padre consapevole dei suoi doveri amorosi nei confronti del nascituro, si
“inizierà”, si informerà, alle consapevolezze della conoscenza sul
come far crescere il proprio figlio, come alimentarsi bene ed in modo
biologico naturale, per ottenere dalla madre un’alimentazione il più
possibile vicine ai fabbisogni del nascituro.
La
madre a sua volta si preparerà i suoi pasti tenendo conto che ogni cosa
ingerita sarà il nutrimento del piccolo nel suo grembo, facendo sì che
il futuro uomo cresca con tutte le qualità fisico/spirituali adatte alla
sua migliore sopravvivenza nel mondo esterno al grembo della madre.
Il
bambino, riconosciuto nell’amore e dall’amore della coppia e della
famiglia, crescendo potrà far sbocciare in pieno tutta la sua personalità,
maschile o femminile.
Il
piccolo uomo una volta generato al concepimento dai suoi genitori
naturali, non potrà essere soggetto sociale fin tanto che non sarà
uscito dal grembo di sua madre; fino al quel momento egli può essere
tutelato, protetto e gestito solo dalla madre in primis e dal padre, lo
Stato NON può e NON DEVE interferire.
visiona questo bel VIDEO:
Michel
Odent - ginecologo ostetrico, di fama mondiale - ha
detto che il "Lotus
Birth, ossia la nascita in cui
non si recide il
cordone
ombelicale,
con la
placenta, ma lo si
lascia attaccato fino a che esso abbia
reso al nascituro
il sangue in esso contenuto (circa 100 gr. su 300 gr.
complessivi che il piccolo/a ha nell'intero corpo) in
genere ci vogliono al massimo c.a. 72 ore) è la risposta più
ovvia al
tetano neonatale. Se non c’è ferita,
non c’è
la strada per l’infezione. Tutto questo è uguale
a costo zero".
Ricordiamo anche che il "travaglio",
cioe' le doglie (dolori del parto consistenti in forti
contrazioni dell'utero e degli altri muscoli coinvolti
finalizzati all'espulsione del nascituro. Il periodo
precedente il parto viene detto travaglio), della
nascita non svolgono solo il compito di
fornire le spinte necessarie al parto, ma
esso attiva
sul sui vari sistemi nervoso, endocrino-ormonale,
attraverso il dolore, le funzioni preparatorie per
secernere il colostro ed il
latte materno, sostanze
indispensabili al nascituro.
In certi casi puo' essere necessario ricorrere, nel
momento del travaglio, quando esso si arresta per vari
motivi, ad una infusione di "ossitocina" (in
vena) per riattivare
ed amplificare le contrazioni uterine; teniamo presente
che si tratta comunque di
tossine introdotte nell'organismo della madre
che in parte passeranno anche al piccolo sia attraverso
il sangue sia attraverso il
colostro che succhiera' appena nato dalle
mammelle della mamma.
Dott. M. Pietrangeli -
Leggete il mio libro: MILLE e 1 NO al PARTO
CESAREO - Edizioni TRACCE, Pescara - (Premio
Letterario Internazionale “Cesare Pavese 2007” per la
Letteratura Medica).
Domanda:...di chi e' la
proprieta' del
cordone
ombelicale e/o della
placenta ? ...ma
della madre
che l'ha formata nel suo corpo, e siccome essa puo'
essere utilizzata per trarne delle
cellule staminali
che potranno in un futuro
servire alla
proprietaria (la madre), essa, la placenta NON puo'
essere considerato un "rifiuto
da gettare e/o bruciare, o vendere....", come purtroppo per ignoranza,
lo si considera oggi da parte del "medici
allopati" detti ufficiali, ma come un
bene prezioso da
tenere per se stesse per il futuro !
In certe parte del mondo la placenta viene fatta
essicare e successivamente ingerita da parte della
madre.
NATO CON LA CAMICIA
Chi sono i "nati con la
camicia" ? Di solito le persone alle quali tutto va
sempre bene, per il verso giusto, i baciati dalla buona
sorte che suscitano, perciò, una certa dose di invidia;
questo e' cio' che la tradizione popolare dice, ma e'
proprio cosi' ??
Si e' proprio cosi', ma la fortuna e' che colui che
"nasce con la camicia" ha una migliore salute, e' piu'
intelligente, perche' e' piu' felice, in quanto la
camicia e cioe' la
placenta, viene lasciata accanto al nuovo
nato finche' essa si secca.
Quindi il vecchio detto "Nato con la camicia" indica
proprio l'antica pratica di lasciare la placenta accanto
al nuovo nato fino a quando essa si secca, per poi
ridarla alla Terra magari sotto un'albero....
L'altra idea della recente tradizione cosi' afferma:
Quando un bambino
nasce con le membrane amniotiche attorno al corpo.... a'
una "vernice caseosa", ossia quello strato biancastro
che alla nascita ricopre l'epidermide dei neonati, e che
appare un po' più abbondante nel caso di parti
prematuri. Il suo scopo è la protezione del feto dal
liquido amniotico, che potrebbe macerarne la
cute.
E' un caso molto raro, ecco perche' nel linguaggio
quotidiano questa espressione viene usata per indicare
una persona fortunata.
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Liquido amniotico cura i
prematuri - Dic. 2012
Il liquido amniotico si potrebbe rivelare una valida
cura nel trattare una malattia comune tra i neonati
prematuri. Lo indica uno studio pubblicato in versione
integrale sulla rivista "Gut" che vede tra gli autori
l'italiano Paolo De Coppi.
L'enterocolite necrotizzante è una patologia che
colpisce i prematuri e che può esser così pericolosa da
risultare fatale poiché danneggia gravemente le pareti
del tubo digerente.
Gli esperti hanno usato le cellule staminali
del liquido amniotico per riparare l'apparato digerente
colpito dalla malattia che "affligge il 10-15% dei
prematuri sotto i 1500 grammi: il 40% di questi muore" -
spiega De Coppi.
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Utero seleziona gli
embrioni sani e scarta gli altri - 10 febbraio 2014
L’utero sa selezionare gli
embrioni, scegliendo quelli sani e scartando invece
quelli con gravi anomalie.
L’embrione deve superare una
sorta di test per potersi impiantare correttamente in
utero e dare avvio alla gravidanza, perche' l’utero
"seleziona" gli embrioni migliori, attraverso la
presenza di una molecola la
tripsina, che embrioni gravemente anormali non
rilasciano nelle dosi giuste e che quindi vengono
scartati.
La scoperta arriva da uno
studio della
Warwick Medical School and University Hospitals
Coventry e
Warwickshire NHS Trust.
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Ma le cellule staminali le vogliono prendere dal
cordone
ombelicale ad ogni nascita...
Ma e' poi vero che si debba "tagliare" il cordone
ombelicale subito dopo la nascita ?
Assolutamente NO !
quella tecnica INNATURALE, genera il trauma della
nascita che rimane registrato nell'inconscio di
TUTTI.
Molto meglio lasciare il cordone
ombelicale e la placenta attaccate al nascituro
almeno fino a quando esso cessa di pulsare e tutto
il sangue e' ridefluito nel corpo dal bambino.
Ma questa tecnica va contro gli
interessi di coloro che
vogliono estrarre, dal sangue presente nel cordone
ombelicale, le
cellule staminali.
Vedi: Gravidanza
consapevole:
http://www.gravidanzaconsapevole.org/home.html
Informazioni sul Parto:
http://www.marsupioscuola.it/ostetrica_informa/index.php
http://en.wikipedia.org/wiki/Michel_Odent +
http://it.youtube.com/watch?v=zBjZ5rMoHkU
http://it.youtube.com/results?search_query=michel+odent&search_type=&aq=f
Blog nel quale si parla del "Nati con la Camicia"
Lotus Birth - nati con la placenta
Sito ufficiale italiano della nascita Lotus Birth, dove
le informazioni che trovate riassumono il pensiero di
Shivam Rachana.
Lotus Birth: nati con la placenta
Un’interessante e molto dolce evoluzione in senso
pacifista del percorso nascita , in sintonia con il
desiderio di riavvicinarsi all’armonia naturale della
nascita.
Lotus Birth, la nascita integrale, perché ?
La nascita Lotus Birth non separa il bambino dal proprio
organo-placenta, evitando così di creare il trauma che
avviene attraverso il taglio del cordone. ...
Naturalmentemamma.it Gravidanza, parto, allattamento e
primi mesi
Il lotus birth è un modo per cambiare prospettiva, per
imparare la "pazienza".
Lotus Birth, un modo diverso di concepire il dopo parto
Questo approccio consiglia di aspettare il distaccamento
spontaneo del cordone ombelicale. Il taglio prematuro
costituisce un trauma per il nascituro.
Lotus birth- la nascita
Il
parto come oggi viene effettuato, è purtroppo una delle massime
aberrazioni create dai “luminari” della medicina universitaria; poche
cose sono così in completa antitesi alla Natura come i parti che si
effettuano oggi nelle cliniche private o negli ospedali.
Vediamo
di considerare innanzitutto come le nostre ave, le nostre nonne
figliavano.
1)
Esse partorivano in casa aiutate nell’evento che era chiamato
“lieto”, da tutta la famiglia ed in primo luogo dal consorte in quanto
padre del nascituro e dalle loro madri che fungevano da levatrici.
Il
rimanere in casa propria e con i propri cari era di aiuto e conforto
spirituale alla puerpera e sopra tutto di utilità pratica per la presenza
dei propri amati che aiutavano il lieto evento.
Questa
presenza era un fatto molto importante anche per il maschio, in quanto
egli si rendeva veramente conto cosa volesse dire mettere al mondo un
figlio: le attese, le sofferenze, la nascita, erano estremamente utili
perché lo arricchivano di informazioni sulla realtà della Vita e sulle
forti relazioni emotive che il parto produce fra madre/padre e nascituro.
Il
maschio assisteva partecipando alle sofferenze ed alle felicità della
nascita; l’aver estraniato il maschio da questa partecipazione è averlo
castrato nelle proprie possibilità di apprendimento sulla vita; la Vita
nasce con il “dolore”, ma il maschio di oggi non lo vive più e di
conseguenza non comprende facilmente la vita e la sofferenza; lo mantenuto
bambino, egli è grande fisicamente, ma spiritualmente non è adulto;
questo grazie anche ai “luminari” della scienza medica.
2)
La figura del medico era presente per i nostri avi, solamente nel caso di
gravi difficoltà; se poi andiamo ancora a ritroso nel tempo, vedremo che
la nascita era nei popoli antichi, un atto “sacro”, con la
partecipazione della famiglia patriarcale, sopra tutto la madre della
puerpera e le altre madri del villaggio che la aiutavano; la figura
dell’ostetrica
(a sua volta e' una donna che ha partorito) è nata da questa antica abitudine sociale.
Era
l’esperienza della Vita, l’aver fatto un figlio che dava la vera
Conoscenza a queste madri ed esse giustamente potevano trasmetterla alle
loro figlie quali nuove madri.
Non
abbiamo ancora visto un dottore maschio partorire, quale esperienza
pratica diretta può avere ?
Più
che l’esperienza sulla propria pelle non esiste nulla, nessuna università,
nessun diploma, nessuna laurea, può fornire ciò che dà l’esperienza
diretta.
Queste
madri che aiutavano le proprie figlie o quelle altrui, erano le vere
sacerdotesse del parto !
Al contrario cosa possono dire per esperienza i
medici maschi ?? Proprio
NULLA !
Oggi
grazie a questi luminari, abbiamo perduto questa cultura veramente
scientifica, quella basata sulla continua ripetizione di generazione in
generazione nel laboratorio della Vita, del “momento del parto
naturale”, in armonia con le Leggi della Manifestazione.
Inoltre
sappiamo che all’interno degli ospedali “moderni” essendovi
patologie di ogni tipo trattate sopra tutto con
antibiotici, gli stessi
medici dicono che gli “agenti patogeni” sono molto più virulenti in
quanto essendosi questi abituati agli antibiotici si sono rinforzati
diventando molto più pericolosi e così le puerpere che non sono malate
ma comunque non in perfetta salute dato il loro stato, possono più
facilmente ammalarsi; ciò avviene anche per il fatto che in quelle sedi
si forniscono alle puerpere al pasto quotidiano degli alimenti NON idonei
a chi ha partorito, quindi esse sono facilmente deboli nel loro sistema
immunitario.
Con
questa deduzione, negli Stati Uniti si sta provvedendo ad aprire delle
case di parto al di fuori delle strutture ospedaliere, proprio per la
pericolosità riscontrata nelle cliniche, per le partorienti.
Noi
invece pensiamo che ciò sia dovuto più alle condizioni di stress nelle
quali quelle puerpere si trovano; queste si ammalano facilmente perché
sono sicuramente già predisposte per le loro personali alterazioni
termico/nutrizionali (intossicazioni) per la cattiva alimentazione in casa
loro; esse sono anche sottratte al momento del parto alla famiglia ed agli
affetti dei cari, ma e sopra tutto sono nutrite nel luogo ove sono
ricoverate per il parto, con un'alimentazione che è molto carente dal
punto di vista Nutrizionale e vitale.
Il
parto Naturale prevede invece una totale e differente tecnica di parto per
la donna da non effettuarsi in clinica; questo luogo deve essere
l’ultima spiaggia alla quale solo
in caso di complicazioni reali al parto.
Vi
descriviamo come dovrebbe essere praticato il parto secondo natura; vi
sono 2 scuole, che insegnano due tecniche, che potremo chiamare così: La
scuola umida e quella secca.
Tutte
due le tecniche sono antiche ed hanno queste caratteristiche:
La
prima si avvale dell’acqua a temperatura ambientale; si tratta di far
partorire la puerpera ed il nascituro in una vasca, un lago, fiume o nel
mare.
Questo
modo di partorire riNasce da un movimento “alternativo” che si è
creato in Russia attorno agli anni 1960 quando Igor TCHARKOVSKI
(ricercatore dell’Istituto di Bio Meccanica dell’Accademia degli
Sport) ha avuto l’idea di aiutare il bambino a nascere in un modo meno
traumatico e difficile quale è il parto asciutto, facendolo uscire dalla
vagina della madre immerso in acqua a temperatura ambiente, nel mare,
nelle stagioni non fredde.
Disbiosi,
immunita’ e
parto cesareo e/o
naturale
Al parto il
bambino che nasce in modo naturale nel passaggio dal
canale vaginale si nutre ed assimila con la sua bocca e
la sua pelle, i
batteri
vaginali che sua madre gli regala producendogli le
basi
batteriche immunitarie per eccellenza.
I bambini che nascono con parto cesareo NON hanno questa
possibilita’ per cui e’ indispensabile che per essi, gli
assistenti al parto passino una garza sulle pareti
all’interno della vagina sfregandola in modo che si
carichi dei batteri vaginali, questa garza va messa
immediatamente sulla bocca/viso del bambino in modo che
egli possa assimilare i batteri che immediatamente
passeranno dalla garza alla mucosa della bocca e sulla
pelle, i quali poi colonizzeranno da soli l’apparato
digerente e la
pelle del neonato e cosi’ la sua immunita’ sara’
molto ma molto migliore di coloro che nascendo con un
cesareo che non si sara’ nutrito dei batteri della madre
!
Pochi sanno che il bambino che nasce dalla vagina, si
nutre facilmente anche dei batteri delle
feci della
madre (coproterapia) arricchendo le sue famiglie
batteriche in modo naturale e quindi l’immunita’ sara’
maggiore.
Ovviamente il
colostro ed il
latte materno rifiniscono il processo naturale per
irrobustire il
sistema immunitario, soprattutto le prime 3
settimane fino ai 6 mesi….
vedi:
COLOSTRO
+
Latte
materno
+
UNICEF
+
Alimentazione del Bambino
+
Concepire Naturalmente
+ Parto eventi
+
Parto + Parti Cesarei +
Nascite programmate + Vita
pre-natale +
Concepimento
+ Liquido Amniotico
+
Quello
che le Donne dovrebbero sapere
+
Lettera
di un bambino dall'utero materno
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Il parto in casa è sicuro come quello in ospedale
Partorire in casa non comporterebbe maggiori rischi
di un parto in ospedale. È questo il risultato del più
ampio studio mai realizzato sul parto in casa e condotto
dai ricercatori olandesi del TNO Institute (i Paesi
Bassi vantano il più alto numero di nascite a casa).
I risultati dell’indagine, condotta su 530.000 nascite,
sono stati pubblicati sulla rivista scientifica BJOG e
non hanno evidenziato alcuna differenza nel tasso di
mortalità di mamma e bambino tra i due tipi di parti. La
ricerca era partita dopo che nei Paesi Bassi si era
registrato uno dei più alti tassi di mortalità neonatale
di tutta l’Europa e gli studiosi avevano ipotizzato che
la causa di questo dato fosse da ricercarsi proprio
nella frequenza con la quale si partorisce in casa.
Proprio per incoraggiare le donne a partorire in
ospedale - perché considerato più sicuro - erano partite
campagne di informazione e una donna su tre aveva
cambiato idea e scelto di far nascere il bambino in
ospedale.
La ricerca condotta dal gruppo di Simone Buitendijk ha,
invece, preso in esame decine di migliaia di nascite e
ha concluso che non si registra alcuna differenza nel
rischio di decesso per mamma o figlio tra i due tipi di
parti.
“Abbiamo concluso che il rischio di complicanze è
praticamente lo stesso per una donna che inizia il
travaglio in casa col supporto di un’ostetrica e per
una che lo fa in ospedale sempre con un’ostetrica”, ha
spiegato lo studioso olandese. I ricercatori hanno
osservato che un terzo delle donne esaminate e che
avevano iniziato il travaglio a casa avevano poi
partorito in ospedale a causa di alcune complicanze come
un anomalo battito cardiaco fetale o l’esigenza di
un’epidurale per lenire il
dolore, ma gli studiosi hanno concluso che si
trattava di complicazioni che si sarebbero verificate
ugualmente anche se il travaglio fosse avvenuto in
ospedale.
In Italia scelgono di partorire in casa circa 1500
donne. Uno dei motivi per i quali il numero è così
esiguo è anche legato al costo di questa operazione: dai
due ai tremila euro.
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Consigli della Medicina Naturale post
Parto:
La madre DEVE
assumere latte di avena, enzimi, fermenti lattici,
cereali, ed alimentarsi convenientemente tenendo
presente che tutto cio' che ingerisce, passa nel latte
materno e viene assorbito dal lattante.
Bere molto, succhi di frutta centrifugati e di verdure;
nei casi di anemia bere
il succo crudo di barbabietola.
La madre NON deve assumere
latte
vaccino (al massimo latte di capra, ma con
parsimonia) - meglio evitare i latticini, solo il grana
e' consentito, ma sempre con notevole parsimonia.
Pochissima carne e pesce. Molto riso semi-integrale e
pochi legumi.
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PARTO in ACQUA - Finalmente oggi in qualche
ospedale anche italiano lo si pratica !
Tutto
ciò ha una sua stretta logica, in quanto il feto immerso nel liquido
amniotico nel ventre della madre è sottoposto ad una minima forza di
gravità, come ognuno di noi, quando siamo immersi in una piscina di acqua
di mare (leggermente salata) o di acqua dolce, galleggiamo facilmente; il
bambino passa così dolcemente e gradualmente da un liquido ad un altro
senza subire il trauma immediato del passaggio dal liquido all’aria
asciutta; questo tipo di parto anche per la puerpera è meno doloroso,
perché tutti i muscoli del ventre sono immersi nell’acqua e si
rilassano bene come il resto del corpo, in modo da facilitare al massimo
la nascita del piccolo.
Con
questo sistema sono nati ormai migliaia di bambini e con questi numeri si
è potuto constatare che tutte le “paure dei medici” riguardo ai
bambini od alle puerpere che potrebbero ammalarsi se non venissero
utilizzati attrezzi sterilizzati in ambiente asettico ecc., sono
infondate, in quanto questa scuola opera e lavora in un campeggio senza
attrezzature mediche né medici, ma si partorisce in un piccolo bacino
immerso nel lago, nel fiume, nel mare e la temperatura dell’acqua ove si
pratica questa tecnica è quella dell’ambiente.
Questo
ricercatore ha indicato 3 punti fondamentali per questo tipo di parto:
1)
La donna incinta deve essere attorniata da immagini, bellezza, musica,
profumi, gusti e pensieri belli.
2)
La puerpera deve imparare una specie di Yoga elementare e meditando deve
imparare a conoscere dal di dentro il suo bambino.
3)
La donna deve meditare immersa nell’acqua a temperatura ambiente, perché
l’acqua è un buon conduttore, meglio dell’aria, dei flussi bio
energetici e deve prendere confidenza con l’acqua stessa che se fredda
è un tonico molto importante per la partoriente e per il bambino.
Oggigiorno
qualche clinica estera ed italiana ha ripreso questa pratica, facendo
partorire in una vasca con acqua a temperatura ambiente o tiepida
riscaldata a 37 gradi (non hanno ancora capito che la Natura abbisogna per
modificarsi delle differenze termiche); infatti la “dottrina termica”,
né l’Idroterapia, delle quali abbiamo già parlato, nel volume
precedente, non sono conosciute dai
ginecologi allopati.
Da
statistiche recenti (il ricercatore Russo ha fatto partorire più di 1000
bambini con quel metodo avendo solo 1 caso di parto anomalo con il quale
si è dovuto ricorrere al taglio cesareo) effettuate da quel ricercatore
russo, si vedono le grandi differenze fra un bimbo nato con il metodo del
parto orizzontale nel letto della clinica, dove nemmeno la forza di gravità
può aiutare la puerpera ed il bambino a nascere e quello nato con questo
antico sistema nell’acqua; questi ultimi bambini sono felici di nascere
e presentano nel tempo un più alto grado di intelligenza, di serenità ed
il loro sistema immunitario è più preparato ad affrontare la vita, essi
sono più sani; per loro la nascita non è più così traumatica e
dolorosa come per gli altri nati con il sistema “medico clinico
scientifico”.
L’altro
metodo quello “secco” è quello tradizionale già in uso nel mondo,
fin dagli albori della civiltà; la puerpera NON partorisce nel letto,
sdraiata, ma in PIEDI come se dovesse fare “pipì” o “defecare”;
il peso stesso del feto è in genere sufficiente a fare dilatare il collo
dell’utero per far uscire il bambino.
Lo
80% delle partorienti olandesi, ma anche quelle dei paesi scandinavi,
partoriscono sedute su uno sgabello che si chiama "sedia
olandese", cercando di sfruttare la posizione più naturale.
Pare
che il voler partorire nella posizione orizzontale nel letto di casa, sia
solo una moda delle classi ricche del tardo medioevo, che non vollero più
partorire come la plebe che partoriva in piedi; questa moda proviene per
tradizione da un parto orizzontale in un letto effettuato alla presenza
dei medici e dei nobili di
corte, da parte della regina di un re di Francia; fu questo fatto poi
scimmiottato a determinare in seguito la prassi ospedaliera di oggi, cioè
di mettere nella posizione orizzontale la puerpera. Come potete vedere si
è effettuata una “attenta indagine scientifica” per determinare
quella scelta !
Nel
parto, se le dilatazioni non avvengono naturalmente, esse possono venire
favorite con delle fumigazioni calde locali sulla vagina ed il basso
ventre, in modo da rilassare i muscoli il più possibile; la puerpera si
abbassa piano piano ad ogni contrazione sempre di più; per aiutare le
spinte essa usa una tecnica di respirazione addominale in modo da muovere
verso il basso il diaframma, questo a sua volta spingerà verso il basso
il nascituro; ad ogni contrazione essa si abbasserà come se stesse
defecando ed aiuterà la nascita del piccolo; appena la testa sarà uscita
dalla vagina, la madre lo aiuterà con le proprie mani a farlo scivolare
fuori; appena partorito essa metterà il bambino sul proprio seno per
farlo succhiare a contatto con la pelle ed aspetterà che il cordone
ombelicale cessi di pulsare; poi reciderà l’ombelico, oppure meglio ancora
lo leghera' e lo lasciera' seccare; le nostre ave per
tagliarlo, usavano i denti.
In
seguito si aiuterà, sempre con movimenti e respirazioni sopra descritti,
l’uscita della placenta che le nostre antiche madri ridonavano alla
terra, dopo averla usata per lavare il bambino; il bimbo appena nato
cercherà il capezzolo della madre che essa gli porgerà in modo che egli
possa essere stimolato immediatamente nella comunicazione con la propria
madre, in questo modo l’amore materno e filiale, scaturirà dal profondo
dei due esseri; inoltre la mammella della madre secernerà ciò che in
quel momento è utile al lattante, per garantirgli una adeguata protezione
immunitaria al nuovo ambiente nel quale si trova a vivere.
Ecco
come si dovrebbe nascere per non essere psico dipendenti dai “medici”
e dalle cliniche.
Occorre che la donna riprenda questo diritto/dovere che ha delegato a dei maschi
con così poca dignità e serietà, credendo di favorire Sé stessa ed il
proprio figlio, non rendendosi conto che anch’essa è nata nell’era
“moderna” con un trauma derivante dall’entrare in questa dimensione
trasgredendo le Leggi della Manifestazione, di conseguenza essa paga e fa
pagare al proprio figlio, un prezzo altissimo ed inutile di violenza e di
sofferenza, che potrebbe essere evitato se si ritornasse alla nascita con
il parto Naturale.
Video sulla nascita in acqua
Epidurale:
Anestesia in zona peridurale (reazioni
indesiderate).
L’analgesia
locoregionale (peridurale e spino- peridurale) è
considerata la tecnica di scelta per il controllo
del dolore da parto e viene effettuata in circa il 40%
dei parti vaginali.
La peridurale eseguita da personale esperto e
qualificato è una tecnica abitualmente priva di
complicanze. Gli effetti collaterali immediati e
transitori sono rappresentati da sensazione di calore e
formicolio agli arti inferiori, lieve calo della
pressione arteriosa, che regredisce con l’infusione
endovenosa di liquidi, e prurito, conseguente alla
somministrazione di oppiacei.
La cefalea post-puntura durale, si manifesta nello
0.2/3% dei casi ed ha caratteristiche del tutto
peculiari: a partenza dalla regione occipitale e
cervicale alta, tipicamente scompare con la posizione
supina, si controlla con comuni analgesici ed assunzione
abbondante di liquidi.
Una lombalgia di intensità variabile, si può manifestare
dopo il parto ed è in genere imputabile alla complessa
dinamica del parto, più che alla manovra di
posizionamento del catetere peridurale. Le sequele
neurologiche gravi e sicuramente attribuibili alla
tecnica sono rare. Esse sono conseguenza di ematomi
epidurali, lesioni delle radici nevose, infezioni
meningee e aracnoiditi.
Inoltre occorre considerare che la tossicita'
dell'anestesia puo' anche dare fastidio al nascituro,
oltre ad impedire alla madre di generare quegli
ormoni
necessari a stimolare il sentimento di madre e quelli per l'allattamento.
La
chirurgia (taglio cesareo) per il parto è “l’ultima spiaggia” alla
quale si deve approdare solo dopo aver operato in sintonia con la Natura e
non aver potuto ottenere il risultato desiderato, la nascita. Solo in quel
caso potremo utilizzare le tecniche chirurgiche utili alla madre ed al
nascituro, che a quel punto saranno l’unica soluzione.
Agli
Uomini che controllano o consigliano altri uomini ricordiamo, che bisogna
farlo con AMOR, che significa dare e ricevere l’informazione Vera e
Giusta per il bene comune.
Per
sapere il sesso del nascituro analizza l’Urina
!
Un'industria
Californiana (USA) ha messo a punto un test che permetterebbe di scoprire
il sesso del nascituro analizzando direttamente le urine della mamma.
Infatti, si è scoperto che alcune parti del Dna delle cellule del feto
passano nelle urine. In particolare la possibilità di stabilire il sesso
del bambino è legata alla capacità di questo test di scoprire la
presenza nelle urine del cromosoma Y (caratterizzante i maschietti).
Un’altra
delle grandi possibilità dell’urina, essere una sostanza informata
contenente tutte le caratteristiche del corpo dalla quale proviene !
La nascita infine è il riconoscimento della coppia nei confronti del
figlio/a, dandogli il nome, inconsciamente, che ritengono opportuno.
IMPORTANTE NdR: E’
noto che gli zingari (bambini ed adulti) sono molto piu’
sani dei cosiddetti “cittadini”, questo perche’ vivendo
in condizioni igieniche meno aggressive,
permettono all’organismo di
adeguarsi ed imparare a difendersi dalle varie malattie,
cioe’ si irrobustiscono
di piu’ e meglio.
Cio’ significa
che la troppa “igiene” indebolisce il
sistema immunitario e
l’organismo intero, permettendo l’aggressione delle
varie malattie, specie sui
vaccinati
che per via dei
vaccini
sono
immunodepressi !
Tutti i
bambini nati sani sono naturalmente dotati di meccanismi
di difesa immunitaria e di anticorpi per adattarsi
rapidamente all’ambiente esterno e per raggiungere così
un alto grado di immunita’ alle malattie specie se
allattati al seno materno e
nati
con la "camicia"
(Lotus
Birth)
+
Tecnica
respiratoria per il Parto
Considerazione finale: sul
parto: E' per lo meno "strano" che a far partorire le
femmine, siano in genere dei maschi, cio' e' innaturale,
cosi come i ginecologi dovrebbero essere solo femmine,
per non generare nella femmina, alla visita
ginecologica, una repulsione all'atto della penetrazione
delle dita od attrezzi necessari alla visita. Occorre
che tutto finalmente, anche quindi nella sanita'
mondiale, rientri nella naturalita', cosi' vi saranno
meno problemi e vessazioni negli umani.
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BIBLIOGRAFIA
SCIENTIFICA:
Am J Obstet Gynecol 1991 Mar;164(3):883-7
Published
erratum appears in Am J Obstet Gynecol 1991 Jul;165(1):241
“Position
change and central hemodynamic profile during normal third-trimester
pregnancy and post partum”.
Clark
SL, Cotton DB, Pivarnik JM, Lee W, Hankins GD, Benedetti TJ, Phelan JP;
Intermountain Health Care Perinatal Centers, LDS Hospital, Salt Lake City,
UT 84143.
Central
hemodynamic response to position change was assessed in 10 normotensive
primiparous patients between 36 and 38 weeks' gestation. Studies were
repeated between 11 and 13 weeks post partum. Compared with the left
lateral position, we observed a mean 9% fall in cardiac output in the
supine position and an 18% fall when patients were standing. When
standing, these patients had a 30% increase in pulse and a 21% fall in
left ventricular stroke work index. The orthostatic response after
pregnancy was much more labile than that during the third trimester. These
findings have important descriptive implications for the understanding of
the human response to orthostasis during pregnancy, as well as clinical
implications for patients at risk of uteroplacental insufficiency and for
working women during pregnancy.
PMID: 2003555, UI: 91165910
Sintesi:
L’articolo
studia tre tipi di posizione: verticale, orizzontale supina, orizzontale
laterale e lo sforzo della madre a livello cardiaco. Rispetto allo
standard utilizzato delle cliniche ed ospedali di tutto il mondo
(orizzontale supino) la posizione in piedi richiede alla madre un
affaticamento cardiaco superiore del 30% mentre quella orizzontale
laterale è più “riposante” del 21%.
Come
tutti gli articoli scientifici si occupa di un aspetto molto particolare e
non di tutti, e la posizione verticale non manca comunque di avere
notevoli vantaggi rispetto alle altre posizioni.
Lancet
1989 Jul 8;2(8654):74-7
“Randomised,
controlled trial of squatting in the second stage of labour”. Gardosi
J, Hutson N, B-Lynch C.
Department
of Obstetrics and Gynaecology, Milton Keynes General Hospital,
Buckinghamshire.
A
new obstetric aid, the “Birth Cushion” allows the parturient to sink
into a supported squatting posture for the second stage of labour and
delivery; it fits into conventional delivery beds. A prospective,
controlled trial of 427 primiparae compared the outcome of labour in women
randomly allocated to squatting (218) or conventional semirecumbent (209)
management. The squatting group had significantly fewer forceps deliveries
(9% vs 16%) and significantly shorter second stages (median length of
pushing 31 vs 45 min) than the semirecumbent group.
There
were fewer perineal tears, but more labial tears, in the squatting group.
Apgar scores, blood loss, and post-partum
vulvar oedema were similar in both groups. 82% of the women in the
squatting group maintained upright positions for most of the second stage, and reported
great satisfaction with the supported squatting position. The traditional
birth posture of squatting can be easily adapted for modern labour
management and has advantages for women in their first labour.
Traduzione
in sintesi:
Nella
posizione verticale il tempo medio del parto diminuisce infatti del 27%
circa (passa da 45 min. a circa 30), si riduce l'uso del forcipe e tutte
le partorienti mostrano di gradire la posizione.
L'
82% di esse mantiene la posizione per buona parte della fase 2 del parto e
si mette in posizione semiseduta classica verso la fine perché più
riposante (vedi articolo precedente).
L'
indice di Apgar (è un valore molto grossolano ma utile per dire “quanto
sta bene” il neonato), l'emorragia e l'edema vulvare sono simili nei due
gruppi.
By Andromeda
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MANGIA TANTO e
SARA’MASCHIO, STUDIO COLLEGA DIETA-SESSO BEBE’
(AGI/REUTERS) - Londra, 23 apr. 2008
Le donne che seguono diete ipocaloriche e che
saltano la colazione hanno maggiori possibilita’
di dare alla luce una bimba: al contrario, una
dieta con molte calorie predispone al
concepimento di un maschio Uno studio condotto
da ricercatori delle Universita’ di Exeter e
Oxford ha mostrato per la prima volta che il
sesso di un figlio e’ collegato
all’alimentazione della madre. “Questa
ricerca potrebbe aiutare a spiegare perche’ nei
Paesi sviluppati, dove molte donne seguono diete
a basso apporto calorico, l’incidenza
proporzionale dei maschi sia in calo”, ha
detto Fiona Mathews dell’Universita’ di Exeter.
Negli ultimi quarant’anni
c’e’ stato un piccolo ma consistente declino, pari a
circa uno per 1000 nascite all’anno, nella proporzione
dei maschietti nati nei Paesi industrializzati.
Negli esseri umani, non fare colazione puo’ essere
interpretato dal corpo come un segnale di scarsa
disponibilita’ di cibo, il che abbassa i livelli di
zucchero nel sangue. Sebbene il sesso sia geneticamente
determinato dai padri, e’ noto (anche se non chiaramente
comprensibile) che gli alti livelli di glucosio
incoraggiano la crescita e lo sviluppo degli embrioni
maschi mentre inibiscono quelli femminile.
Mathews e i suoi colleghi hanno studiato 740 donne
britanniche, rimaste incinte per la prima volta e che
non conoscevano il sesso del bebe’; hanno registrato le
loro abitudini alimentari prima e nelle fasi iniziali
della gestazione e poi hanno diviso le donne in tre
gruppi a seconda dell’apporto calorico della loro dieta.
I ricercatori hanno scoperto che il 56 per cento di
quelle nel gruppo con il piu’ alto livello di calorie al
momento del concepimento davano alla luce maschi,
rispetto al 45 per cento di quelle nel gruppo con minori
calorie.
La correlazione puo’ avere un senso anche in termini
evoluzionistici: “Se una madre ha molte risorse, puo’
avere un senso che investa nel mettere al mondo un
maschio, perche’ e’ probabile che gli dia piu’ nipoti
che una femmina. Invece in tempi di magra, una femmina
e’ una scommessa piu’ sicura”.
Finora gli studi hanno sempre collegato la diminuzione
di maschi ai cambiamenti ormonali causati da agenti
inquinanti e alle sostanze chimiche che si trovano, per
esempio, in alcuni pesticidi.(AGI)
By Bia
Tratto da:
alimentazione-oggi.it
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Acido folico come prevenzione delle nascite premature
La supplementazione è associata una diminuzione del
70 per cento delle nascite premature spontanee tra 20 e
28 settimane e a una riduzione del 50 per cento di
quelle tra 28 e 32 settimane.
L'assunzione di acido folico per almeno un anno prima
del concepimento è associata a una riduzione del rischio
di nascita prematura, secondo uno studio riportato sulla
rivista PLoS Medicine.
Sebbene la maggior parte delle gravidanze duri 40
settimane, nei paesi occidentali circa il 12 per cento
delle nascite si conclude prima di 37 settimane. I
bambini nati pretermine hanno minori probabilità di
sopravvivenza rispetto a quelli nati a termine e possono
più frequentemente andare incontro a difficoltà di
apprendimento o ritardi nello sviluppo. Attualmente non
si conoscono metodi di prevenzione della nascita
prematura, ma già alcuni studi in passato avevano
evidenziato come l'assunzione di minori quantità di
acido folico fosse correlata a una minore durata della
gravidanza.
In quest'ultimo studio, Radek Bukowski e colleghi della
University of Texas Medical Branch a Galveston hanno
verificato questa ipotesi analizzando i dati raccolti su
una coorte di circa 35.000 donne in gravidanza.
I risultati hanno mostrato che la supplementazione con
acido folico a partire almeno da un anno prima del
concepimento era associata una diminuzione del 70 per
cento delle nascite premature spontanee tra 20 e 28
settimane (con riduzione della prevalenza dallo 0,27 per
cento allo 0,04 per cento) e a una riduzione del 50 per
cento di quelle tra 28 e 32 settimane (dallo 0,38 per
cento allo 0,18 per cento).
L'indicazione emersa dalle ricerca dovrebbe comunque
essere confermata da un trial randomizzato e
controllato, tenuto conto che si è trattato di una
analisi secondaria effettuata su uno screening per la
sindrome di Down, e che mancano dati precisi sulla
compliance delle partecipanti. (fc)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
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Per tutto il
periodo della sua vita fetale, fino al momento della
nascita, il
cervello sviluppa con l'organismo a cui
appartiene, una relazione fisiologicamente armonica che
si instaura attraverso un network di comunicazioni
rappresentate dai
neurotrasmettitori e
neuropeptidi.
Questi messaggeri neurochimici, prodotti dalle cellule
del
sistema nervoso centrale e del
sistema immunitario,
influenzano la crescita delle fibre nervose, la
plasticità delle sinapsi, il ciclo vitale dei
neuroni con la loro morte programmata,
determinando l'assetto definitivo del sistema nervoso
centrale e
periferico.
Al momento della
nascita l'impatto con i fattori ambientali e
le esperienze individuali condizionano l'assetto
definitivo del cervello e l'espressione dei
geni la cui premessa è quella di raccogliere
i suggerimenti dell'ambiente. Successivamente lo
stress a cui
tutti siamo sottoposti, determina una
alterazione dell'asse endocrino con una conseguente
scorretta produzione dei neurotrasmettitori e lo
sviluppo di malattie psico-somatiche.
Alla luce di questa nuova scienza nota come PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia),
il prof. Enzo Soresi, interpreta una serie di casi
clinici "singolari" dandone l'interpretazione
scientifica ed invita a sviluppare un modello di
vita volto a ridurre al minimo il disagio psichico con
conseguente prevenzione del danno biologico.
By Prof.
Enzo Soresi,
Primario
emerito
di Pneumologia,specialista
in anatomia patologica, malattie dell'apparato
respiratorio ed oncologia clinica.
Commento NdR: pur condividendo in toto
quanto questo professore afferma, ci permettiamo di
segnalare che il MAGGIOR
Danno
Biologico al bambino appena nato, sono i
DANNI
che egli subisce con le
vaccinazioni
che gli inoculano fin da piccolino, ma questo professore
NON ne parla, come mai ?
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Neonati: il peso predice
lo sviluppo del cervello – Nov. 2012
I neonati che pesano tra i 2 e i 4 chili e mezzo
sapranno risolvere meglio e prima i conflitti e le
situazioni difficili.
Ebbene, il peso di un bebé predice in modo significativo
come si svilupperà il cervello: in particolare, i
neonati più pesanti hanno un maggiore sviluppo di alcune
aree del cervello addette alla risoluzione dei conflitti
cognitivi, rispetto ai bambini che pesano meno.
Lo sostengono i ricercatori del dipartimento di
psicologia dell'Università
di Oslo che, con i neurologi della
California University di San Diego, grazie ad
uno studio pubblicato su "Proceedings
of the National Academy of Sciences".
I neonati ricordano subito le parole ascoltate
I neonati ricordano e riconoscono le parole già a pochi
giorni di vita. L'affascinante scoperta è merito di uno
studio in gran parte italiano, coordinato da Jacques
Mehler Scuola Internazionale di Studi Avanzati (Sissa) e
pubblicato sulla rivista dell'Accademia di Scienze degli
Stati Uniti.
Lo studio, condotto all'ospedale Santa Maria della
Misericordia di Udine su 44 neonati, mostra per la prima
volta che la regione frontale destra del cervello, già a
pochi giorni dalla nascita, potrebbe supportare il
riconoscimento vocale in vista delle primissime fasi di
acquisizione del linguaggio.
"Abbiamo detto ai bambini delle paroline semplici e dopo
due minuti le abbiamo ripetute, i test prevedevano o di
ripetere le stesse parole, oppure di cambiare le vocali
e lasciare le stesse consonanti oppure viceversa,
cambiare le consonanti e lasciare le stesse vocali" ha
spiega al'ANSA Silvia Benavides-Varela che quando ha
condotto la ricerca. Ebbene, è stato dimostrato che già
a pochissimi giorni dalla nascita i neonati sono in
grado di riconoscere e ricordare determinate parole.
Recisione del Cordone ombelicale ?
Il cordone ombelicale e la
placenta, i protagonisti del lotus birth
Il bambino, all’interno della pancia
della mamma, comunica con il corpo della mamma
(prendendone nutrimento, ossigeno, scambiando ormoni e
sostanze di ogni genere) attraverso un organo
importantissimo: la placenta. Potremmo dire che la
placenta è l’avvocato del bambino, cioè è l’organo che
si assicura che il bambino tragga il meglio dal corpo
della mamma, anche a spese della mamma, se necessario.
La placenta, per questa sua
fondamentale funzione, in alcune tradizioni orientali è
lo spirito guida del bambino durante i 9 mesi in cui si
prepara alla nuova dimensione terrena. Dunque in queste
culture, alla nascita, la placenta viene onorata e
celebrata con riti e cerimonie.
Il cordone ombelicale (o funicolo
ombelicale) è un funicolo in cui passano 3 vene. Esso ad
un’estremità (l'ombelico) è collegato al bambino,
all’altra estremità è attaccato alla placenta. La
placenta, a sua volta, è attaccata all’utero della
mamma.
Dunque, quando il bambino nasce è
ancora collegato alla mamma attraverso il cordone
ombelicale, che fuoriesce dalla vagina della mamma e
rimane attaccato alla placenta. Solo dopo che il bambino
è nato, e quindi può respirare attraverso i suoi polmoni
(non più attraverso l’ossigeno che arriva dal funicolo),
la placenta si stacca dall’utero materno e fuoriesce
anch’essa dalla vagina.
Quindi il parto
prevede due fasi: la nascita del bambino (espulsione) e
la nascita della placenta (secondamento).
Ecco
alcune autorevoli citazioni sulla
recisione del cordone:
" Per il bambino una cosa molto dannosa è quella di
clampare e tagliare il cordone ombelicale troppo presto.
Dovrebbe essere lasciato, non solo fino a che il neonato
abbia ripetutamente respirato, ma fino a quando siano
completamente cessate le pulsazioni. Altrimenti il
bambino rimane molto più debole perché gli viene a
mancare una parte di sangue che gli appartiene e che
invece resta nella placenta".
By
Erasmus
Darwin - Zoonomia, 1801
" Di norma, il sangue placentare
appartiene al bambino. La sua privazione equivale a
sottoporre il neonato, ad una severa emorragia"- "La
privazione del sangue placentare comporta che il bambino
abbia una sostanziale perdita di ferro". "Il sangue
della placenta agisce come fonte di nutrimento per
proteggere il neonato contro la perdita organica di
proteine".
By De Marsh - The effect of depriving the infant of its
placental blood, 1941
"Le ricerche hanno dimostrato che
il clampaggio immediato prolunga la durata media del
secondamento e aumenta fortemente la perdita ematica
materna."
By Walsh, S. Zoe - Maternal effects of early and late
clamping of the umbilical cord, 1968
" Il momento in cui viene clampato
il cordone può avere un legame con la patogenesi di
sindrome da stress respiratorio idiopatico (relativo ad
una malattia di causa ignota). Prima avviene il
clampaggio, più facilmente avviene lo stress."
By Saigat, Saroj - Placental transfusion and
Hyperbilirubinemia in the premature, 1972
" Nel parto cesareo, il neonato
viene sollevato rispetto all'utero; ciò comporta che il
sangue rifluisca nella placenta causando una forte
perdita ematica. Perdite ematiche significative causano
un aumento di difficoltà respiratorie. Gli studi
dimostrano che ciò è comune ai bambini nati con cesareo,
ma può essere evitato se si permette una trasfusione
placentare completa."
By Peltonen, 1981 - 1997
" Si stima che il clampaggio
immediato privi il neonato della metà circa del volume
di sangue. Clampare il cordone, prima che il bambino
abbia fatto il suo primo respiro, comporta che il sangue
venga sacrificato dagli altri organi, per stabilire una
perfusione polmonare (la respirazione polmonare)".
By M. George Morley, 1997 - 1997
" Il clampaggio prematuro del
cordone priva il bambino dell'apporto di ferro, ed è
causa di anemia infantile".
By Grajeda, 1997 - Michaelson, 1995
" Tagliare il cordone appena il
neonato è uscito dal ventre materno è un atto di grande
crudeltà i cui effetti sul bambino sono
incommensurabili."
By Leboyer - Per una nascita senza violenza, 1975
" Mi sembra più che possibile che
molti di noi subiscano conseguenze durevoli in seguito
al fatto che il nostro cordone ombelicale sia reciso
troppo presto. Occorre proprio reciderlo? Se si aspetta
avvizzisce per conto suo. Che danno c'è ad attendere?
Poiché il distacco avviene in modo naturale, perché
interferire con il corso naturale degli eventi?".
By
Ronald
Laing 6 - (psichiatra e ricercatore)- I fatti della
vita, 1976
" La American Accademy of
Pediatrics, di recente, ha espresso la sua
preoccupazione per i rischi neonatali connessi al taglio
prematuro del cordone che comporta la mancanza di una
trasfusione placentare completa e aumenta il rischio di
anemia nei primi anni di vita, affermando che questa
prassi non è etica e deve venir scoraggiata. "
" I medici francesi Leboyer e Odent, così come
l'italiano Braibanti definiscono il taglio immediato
un"violento abbagliamento sensoriale"che produce uno
shock energetico importante. "
“ Il taglio del cordone tardivo o
nessun taglio sono la procedura fisiologica. Il taglio
immediato è una procedura invasiva che deve essere
giustificata. Nel parto fisiologico non è giustificata.”
By
OMS
Organizzazione Mondiale della Sanità
“ Il taglio ritardato del cordone
ombelicale fa bene. Con esso non si ha mai ipossia al
cervello fetale, né ipoglicemia e il pH del sangue
neonatale è perfettamente corretto da quel mirabile
calcolatore ‘elettronico’ che è la placenta, della quale
è ingiusto privare troppo presto il bambino”
By Lorenzo Braibanti, Parto e nascita senza violenza -
2002
“ Penso che le attuali procedure
ostetriche di clampare e tagliare immediatamente il
cordone siano incaute e siano causa di danno per la
madre e per il neonato. Penso che debbano essere
bloccate come procedure di routine e usate solo quando i
benefici superano i rischi e, comunque, con il consenso
informato dei genitori.”
By
Sarah
J. Buckley - Gentle Birth Gentle Mothering - Australia
2005
“ Se il cordone viene clampato subito, il neonato è
sottoposto ad uno shock respiratorio e circolatorio
perché avviene un reflusso da parte del sangue che
avrebbe dovuto tornare alla madre. Ciò affatica il cuore
del bambino, privandolo di ossigeno e globuli rossi.”
By
Elizabeth
Noble - Primal Connection
“ Il medico recide precipitosamente il cordone prima che
abbia smesso di pulsare, così il sangue del neonato
torna indietro alla madre. E’ questa mescolanza che
produce l’eritroblastosi (disfunzione Rh) in un
successivo bambino."
By
Robert
S. Mendelsohn - Male Practice
“ Il vantaggio di clampare e
tagliare tardivamente è quello di permettere che il
sangue, dalla placenta, fluisca attraverso il cordone.
Così facendo, il volume della placenta si riduce e, di
conseguenza, si stacca più facilmente dalle pareti
dell’utero. Se è rigonfia di sangue ha maggiori
probabilità di restare attaccata e l’utero deve fare un
grosso lavoro per poterla espellere.”
By Sheila Kitzinger -
Rediscovering Birth
“ Clampare il cordone
immediatamente è come sottoporre il neonato ad una forte
emorragia, perchè, alla nascita, quasi un quarto del
sangue fetale è nel circuito placentare. “Privare il
neonato di una tale quantità di sangue può essere un
fattore di aggravamento in un’incipiente ipossiemia
(diminuzione di ossigeno nel sangue) e, di conseguenza,
contribuire al rischio di danno cerebrale da asfissia.”
By William F. Windle - Unassisted Childbirth, 31- Windle,
William F., Scientific American, 1969
“ Nella maggioranza delle società
tribali, il cordone ombelicale non veniva tagliato fino
a dopo l’espulsione della placenta.”
By
Judith
Goldsmith - Childbirth Wisdom from the World's Oldest
Societies
Tratto da: lotusbirth.it
Cosa succede quando non si
taglia il cordone
Nel lotus birth, si decide di non
tagliare affatto il cordone, ma di aspettare che questo
si stacchi da solo dall'ombelico, proprio come fa il
moncone, cioè quando si è seccato, dopo alcuni giorni.
Dunque una volta nata la placenta, il bambino sarà
collegato ad essa dal funicolo per alcuni giorni.
La gestione non è
complicata: il bebè può essere tranquillamente vestito;
meglio (ma non indispensabile) se con tutine spezzate.
Il funicolo uscirà dal pannolino e dal vestito,
affianco al bimbo ci sarà la
placenta, che va portata ingiro insieme a lui.
In casa basta tenerla in un
contenitore con dei panni che ne assorbano i liquidi e
le consentano di asciugarsi; se si deve uscire o
riceviamo una visita, possiamo infilarla in un sacchetto
come quelli di stoffa dell'asilo, avvolta da un
asciugamano.
Durante i pisolini del bambino, potete
adagiare il contenitore della placenta al suo fianco, i
neonati non si girano né si spostano.
Se tenete il bebè in braccio, terrete il contenitore in
mano o affianco a voi.
Quando si stacca da solo il cordone ?
Il cordone si stacca da solo dopo un
tempo del tutto variabile da bambino a bambino (come nel
caso del moncone del cordone). Diciamo che in genere
questo accade in media da 3 giorni a 6 giorni, ma ci
sono casi in cui il funicolo ci ha messo 10 giorni a
cadere da solo, come casi in cui cade nel giro di 2
giorni.
La decisione di fare un lotus birth
non è irreversibile, in qualsiasi momento si può
decidere di tagliare il cordone prima che cada
spontaneamente.
Come mantenere cordone e placenta
mentre si attende che il cordone cada
• il cordone
ombelicale si secca diventando un budellino semirigido
(come la parte finale dei salami, per intenderci),
sembra quasi uno spago, ma la consistenza è più dura.
• La placenta, è un organo di forma
rotonda e alta qualche cm, il suo colore è simile a
quello del fegato, ma la consistenza è più carnosa, non
gelatinosa. Dopo la nascita, va asciugata bene dal
sangue (è un organo molto irrorato), magari con della
carta da cucina. Il primo giorno può essere lasciata
all'aria in un contenitore arieggiato (un cestino di
vimini, un colino etc.), magari adagiata su dei panni,
perché continua a rilasciare liquidi e sporca di sangue.
Dal secondo giorno è opportuno usare
qualche sostanza per trattarla. Idealmente il sale, che
consente alla placenta di perdere più in fretta i suoi
liquidi e disidratarsi, evita il formarsi di odori e che
sulla placenta proliferino microorganismi.
Con il passare dei giorni la placenta
assumerà la consistenza di un salume, tipo una bresaola,
e diventerà più piccola. Spesso avrà un odore gradevole,
in rari casi può succedere che l'odore della placenta
sia fastidioso.
ADVERTISEMENT
•Una
volta che il cordone si sarà staccato, vi rimarrà dunque
la placenta con un lungo "spago" attaccato, potete fare
ciò che volete di questo binomio. In genere la placenta
viene sepolta in giardino o in un terreno. Noi ne
abbiamo fatto una piccola cerimonia, i bambini hanno
fatto dei disegni e sopra alla placenta abbiamo piantato
una bella pianta di rose. Attenzione se avete usato il
sale, pulitela bene, perché il sale non è salubre per la
pianta.
Alcuni ricavano, dalla placenta
essiccata, dei rimedi, riducendola in polvere o
mettendola in soluzione alcolica (ve ne parleremo
pèresto in un altro articolo).
Il lotus birth in ospedale
Il lotus birth è piuttosto semplice da
ottenere nel parto in casa (o in casa maternità),
tuttavia quando si decide di partorire in ospedale è
opportuno inoltrare prima una richiesta e parlarne ad
ostetriche e medici, in modo da sciogliere eventuali
resistenze.
Esistono ospedali che hanno già sperimentato la nascita
lotus, altri che l'hanno addirittura inserita nei
protocolli, altri dove è sconosciuta e osteggiata.
Considerate che la placenta è un
organo del bambino e il taglio del cordone è un atto
medico, quindi la placenta non appartiene all'ospedale e
il taglio, se si nega esplicitamente (e per iscritto) il
consenso, non può essere arbitrariamente fatto.
Prabhat, un papà che ha voluto ed
ottenuto la nascita lotus in un grande ospedale
torinese, mette a disposizione del materiale con
indicazioni legali che mettono i genitori nella
posizione di veder accolta la propria richiesta di lotus
birth in ospedale (un ebook scricabile gratuitamente:
Una nascita armoniosa), in questo video racconta la sua
esperienza e fornisce qualche consiglio per chi desidera
fare un lotus birth in ospedale.
Video:
Riflessione:
....ma siamo sicuri che all'atto della nascita di un
neonato si attenda che il funicolo ombelicale smetta di
pulsare? cosa comporta l'asportazione dello stesso
prematuramente ?
- le genitrici sono informate o viene omessa
l'informazione ?
- chi tutela questa procedura ?
- tutti pensano al diritto alla genitorialità ... ma a
quella del neonato ?
- chi, come e perchè si conserva il cordone ombelicale ?
- esiste una banca dati su questo argomento ?
- esiste una legge per questo ?
- esiste il consenso alla conservazione del funicolo
ombelicale ?
- non sarebbe il caso di monitorare con supporto video,
per legge, tutte le fasi di nascita ?
- le cellule staminali possono servire sia per ricerca
di patologie e/o sia per clonazione ?
Vedi:
-
https://it.wikipedia.org/wiki/Funicolo_ombelicale
-
http://www.iss.it/binary/publ/cont/Dispensa_11_1_web.pdf
-
http://www.genitorichannel.it/gravidanza-parto/taglio-ritardato-cordone-evidenze-scientifiche-oms.html
-
http://www.lotusbirth.it/citazioni.html
-
http://www.eurostemcell.org/it/faq/si-possono-clonare-essere-umani
Ricordarsi
che le alterazioni degli enzimi,
della flora,
del pH
digestivo e della mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in
qualsiasi parte dell'organismo.
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