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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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Per noi e' ormai il tempo di reclamare al nostra salute ed una alimentazione salubre non industrializzata !
Se vogliamo avere sempre una buona salute e vivere bene fino alla tarda eta', dobbiamo alimentarci come si deve, con cibi biodinamici e NON toccati dall'industria alimentare !
 

MUCO INTESTINALE - L'Olmo e' una pianta molto utile per rimuovere il muco dall'organismo

  • uno stato di reazione, irritazione (che determina una infiammazione cronica della mucosa nasale e/o bronchiale, con conseguente facilità alle infezioni); la diagnosi può richiedere sia esami del sangue che prove cutanee.

  • una infezione cronica delle prime vie aeree (sinusite, rinoadenoidite ecc.), che fa da serbatoio perenne alle malattie e può ogni tanto essere complicata da infezioni delle basse vie (la qual cosa si chiama "sindrome sino-bronchiale");
    per valutare adenoidi e sinusite serve una radiografia del cranio, insieme con una visita accurata delle cavità nasali (rinoscopia).

  • un difetto delle difese immunitarie, fra cui il più frequente è il deficit di IgA, (presenti sopra tutto nell’intestino) cioè degli anticorpi che fanno da barriera nelle mucose (lacrime, secrezione nasale, saliva, muco bronchiale, muco intestinale); la loro carenza (che colpisce facilmente tutti i  bambini vaccinati) può essere evidenziata mediante un esame del sangue e uno, particolare, della saliva.

  • una mucoviscidosi (o fibrosi cistica del pancreas), malattia caratterizzata dalla produzione di secrezioni molto dense e vischiose, che si manifesta con problemi respiratori e di assorbimento intestinale; la diagnosi si fa con il test del sudore.
     

Terapia utile nel caso di muco intestinale: ricordarsi che queste patologie nascono nell’Intestino e quindi e’ in quella sede che occorre lavorare per eliminare le Cause.
1 Bicchiere di acqua tiepida al mattino con succo di mezzo limone spremuto, dolcificato con poco zucchero di canna o miele (e’ solo un’aiuto, non risolve la causa intestinale).
 

Tratto da: Mucusless diet healing system, by Prof. Arnold Ehret's.
Benedict Lust Publications, Paperback 1976, ISBN: 0879040041.

Se osserviamo il corpo umano noteremo che ospita un complicatissimo apparato idraulico, con una grande quantità di tubi e tubicini in cui circolano i liquidi del corpo: principalmente sangue e linfa. Vi sono alcuni alimenti che, durante la digestione, diventano una specie di colla, detta muco, capace di attaccarsi alle pareti intestinali ed altre condutture organiche, e ricoprirle con uno strato sempre più spesso.

Questo fenomeno può esistere anche quando si usufruisce di una evacuazione regolare perché dipende dal tipo di cibo ingerito. Alcuni alimenti, infatti, creano molto muco (farinacei, carne, vitello, pollo, molluschi, tuorlo d'uovo, lenticchie, arachidi) ed altri lo sciolgono (agrumi in genere, frutta e verdura fresca, uva passa, cetrioli).

Chi ama fare esperimenti in cucina, può verificare quanto i prodotti con la farina bianca siano "collosi", facendo cuocere per alcuni minuti una pastella di farina bianca stemperata con acqua. Otterrà un'ottima colla tuttora utilizzata per rilegare i libri antichi di un certo valore.

Il fatto che gli agrumi tendono a sciogliere il muco spiega perché alcune persone dopo aver mangiato fragole con limone hanno il visto costellato di brufoletti. Il muco sciolto ha intossicato il sangue, i reni non sono riusciti a purificarlo completamente e l'organismo ha "scaricato" le tossine in eccesso sulla pelle. Ricordiamo che la pelle, insieme ai reni e polmoni, ha anche il compito di eliminare i rifiuti organici.

Il muco intestinale, sostanzialmente, è il risultato di anni ed anni di accumulo di sostante organiche collose sulle pareti dell'intestino. Si pensi che, mediante autopsia, si è riscontrata in certe persone una presenza di muco ammontante fino a 7-8 kg, di cui la parte più vecchia risalente anche a 10 anni prima. Siccome si tratta di sostanza organiche costantemente alla temperatura di 37 gradi, è facile immaginare quanto il muco sia imputridito e come i nutrimenti portati dagli alimenti ne siano avvelenati essendo costretti ad attraversarlo prima di essere distribuiti a tutto l'organismo.

A ciò si devono aggiungere le sostanze tossiche prodotte dalla flora batterica alterata (ammoniaca, cadaverina, putrescina, fenolo, indolo, ecc.) che, avvelenando l'intero organismo ed alterando il pH (livello di acidità) cellulare, creano il terreno adatto per moltissime patologie ed un indebolimento del sistema immunitario.

Il comune raffreddore è un classico esempio di accumulo di muco nelle vie respiratorie in cui i batteri possano vivere e moltiplicarsi. Va sottolineato che ogni specie vivente necessita di un "terreno adatto" per poter vivere, ed il muco è quanto di meglio possiamo offrire per ospitare in noi i microrganismi apportatori di influenze, raffreddori, forme catarrali e similari.

SUGGERIMENTI per eliminare il muco intestinale

Troverete qui di seguito qualche suggerimento che può aiutare i nostri lettori a rimuovere l'eventuale muco accumulato negli anni e ritrovare una salute migliore.

  • Iniziare la giornata con un bicchiere di acqua tiepida a cui sia stato aggiunto il succo di mezzo limone (si può dolcificare con poco fruttosio o zucchero di canna). Questa bevanda, presa il mattino a digiuno, rappresenta un ottimo sistema per liberarsi dal muco intestinale e fare provvista di vitamina C. Sarebbe un'abitudine da conservare per tutta la vita.

  • Evitare i cibi che creano il muco (farina bianca e derivati, riso brillato, uova, formaggi, carne, pesce, salumi e insaccati).

  • Utilizzare cibi che sciolgono il muco: agrumi, fichi freschi o secchi, uva passa, verdura e frutta cruda in genere.

  • Usare frutta e verdura cruda possibilmente di stagione.

  • Due cucchiaini di amaro svedese presi in acqua calda dopo il pranzo, rappresentano una cura assai valida per sciogliere il muco.
     

Attenzione: può accadere che durante la pulizia dell'intestino il muco sciolto intossichi il sangue e causi mal di testa frontale. Se ciò dovesse accadere provvedere con un lavaggio intestinale (enteroclisma) mediante un litro e mezzo di acqua tiepida con sciolto un cucchiaio di sale fine.

Tratto da: http://www.viveremeglio.org/guarire/articoli/mrizzi/disbiosi.htm
vedi: Stitichezza

 

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LA DIETA SENZA MUCO: CATARRO ADDIO ?

Pochi sanno che i cibi fatti con la farina bianca e i latticini in genere creano una specie di colla che, pian piano, aderisce alle pareti intestinali creando uno strato che impedisce ai nutrimenti di essere assorbiti ed avvelena quelli che riescono ad attraversarlo (prof. Arnold Ehret's).
 

stitichezza

Prof. Arnold Ehret

Le nostre considerazioni sulla dieta senza muco
In questo articolo vi presentiamo la teoria del prof. Arnold Ehret's vissuto negli Stati Uniti e morto nel 1923. Considerando le conoscenze scientifiche dell'epoca le sue intuizioni sono state veramente stupefacenti e molti dei principi da lui enunciati si sono dimostrati validi nel tempo. Utilizzando come al solito il buon senso e un pizzico di analisi critica siamo certi che saprete ricavare anche voi delle informazioni interessanti.
Lo scopo non è effettuare del "terrorismo alimentare" ma semplicemente proporre al lettore differenti chiavi di lettura circa le "incrostazioni fecali" che, ricoprendo le pareti dell'intestino, limitano e inquinano l'assorbimento di alcuni importanti nutrienti. Le teorie del Prof. Arnold Ehret's sono state riprese, aggiornate e approfondite in tempi recenti da un importante medico, il Dott. Bernard Jensen, che ha pubblicato i risultati dei suoi studi nel libro "Intestino libero" edito da Macro Edizioni che consigliamo vivamente a chiunque voglia approfondire l'argomento.
 

Il corpo umano secondo il Prof Ehret's
Oggi vengono dati molti nomi alle varie disfunzioni presentate dal corpo umano.
Si pensi che la medicina ufficiale cataloga più di 4000 malattie mentre Ippocrate, il primo medico scientifico, ne catalogò circa trecento.

Secondo la medicina naturistica le malattie possono ricondursi a due grandi categorie:

1 - quelle di origine nervosa (malattie infiammatorie psicosomatiche: oggi la anche la medicina ufficiale ritiene che abbiano un ruolo preponderante),

2 - quelle dovute all'intossicazione dell'organismo.
 

Secondo il prof. Arnold Ehret's, il corpo umano è paragonabile ad un complicatissimo apparato idraulico, con una grande quantità di condutture e di liquidi in circolazione. Il nostro corpo è composto di acqua per il 70-80% e ciò significa che una persona di 60 chilogrammi (in buona salute) ne contiene ben 48 litri che entra nei vari liquidi organici ed entra a far parte della costituzione dei tessuti e delle ossa. Appare evidente che l'ostruzione di una delle condutture creerà degli scompensi a tutta la struttura, così come l'ostruzione di uno dei tanti tubicini nel motore di un'automobile può pregiudicarne il buon funzionamento.

L'infarto, l'embolia, la stitichezza, il raffreddore, l'arteriosclerosi, la gotta, le vene varicose, i foruncoli e la pressione alta o bassa, non sono che alcuni esempi di come una cattiva circolazione dei liquidi possa causare dei gravissimi disturbi. Le cause possono quasi sempre essere imputate all'ostruzione dei condotti, siano essi all'interno od all'esterno dei vari organi.

I calcoli alla cistifellea sono un classico esempio di condotto ostruito, mentre quelli al fegato o reni, dimostrano come i materiali estranei possono accumularsi anche all'interno di un organo specifico. Per comprendere i motivi che possono portare all'ostruzione di qualche tubo o tubicino del nostro organismo bisogna analizzare gli alimenti e come questi vengono digeriti ed assimilati.

Il processo della digestione consiste nel sottoporre il cibo a sostanze in grado di ridurlo in parti piccolissime. Il punto principale di questo processo è lo stomaco dove vengono secreti degli acidi ed in particolare l'acido cloridrico. Lo stomaco serve principalmente per digerire i prodotti animali ed in particolare la carne, il pesce e gli insaccati.

È ovvio che lo stomaco, essendo fatto di carne, deve proteggersi dagli attacchi degli acidi e lo fa coprendosi di una sostanza mucillaginosa (una specie di colla) chiamata "muco", che alla fine della digestione passa nell'intestino con il cibo digerito.

La farina bianca ed i prodotti derivati (pane, pasta, pizza, dolciumi, ecc.), durante la digestione diventano una specie di colla; fino a non molti anni fa si utilizzava una colla fatta di farina bianca cotta in poca acqua e ancora oggi la celebre "Coccoina" è prodotta allo stesso modo. Questa poltiglia collosa creata dalla digestione del frumento ma non solo può essere considerata come una sorgente di muco e costituisce uno dei tanti fattori di inquinamento del nostro organismo.

Nel tempo questo muco diventa capace di attaccarsi alle pareti intestinali ricoprendole con uno strato sempre più spesso.
Il glutine, una sostanza collosa che si trova soprattutto nel grano e perciò nel pane, può anch'esso danneggiare e bloccare i villi intestinali.
 

Il prof. Arnold Ehret's (e noi condividiamo la sua opinione), ritiene che molte delle malattie siano dovute al muco accumulato in qualche organo o in qualche conduttura, in modo da alterarne il naturale funzionamento.

La nostra esperienza ci ha mostrato come il muco intestinale possa molto spesso essere la causa del mal di testa frontale.

Il fatto che una persona abbia lo svuotamento intestinale ogni giorno non significa che sia libera da un accumulo indesiderabile di detriti e prodotti di rifiuto sulle pareti dell'intestino. Questo dipende dal fatto che i villi intestinali sono così fitti e sottili che possono trattenere le sostanze collose (muco) con cui entrano in contatto; sostanze che vi restano letteralmente attaccate.

Risulta evidente che in questo caso le sostanze nutritive, prima di raggiungere il sangue, devono passare attraverso lo strato di rifiuti che agiscono come un "filtro" (purtroppo sporco), che tende a degradare anche un cibo di ottima qualità. Talvolta anche una fame continua, e mai soddisfatta, potrebbe essere ricondotta alla situazione descritta, perchè molti valori nutritivi vengono persi a causa del "filtro" descritto.

Inoltre, le diete che includono cibi lenti da digerire, come la carne e i cibi grassi, possono provocare putrefazione e l'insorgere di batteri nocivi che impediscono l'assorbimento delle sostanze nutritive attraverso la parete intestinale.

Il comune raffreddore è un classico esempio di un accumulo di muco nelle vie respiratorie.
Il muco, infatti, crea il terreno ideale affinché i microbi e parassiti possano trovare l'ambiente per moltiplicarsi.

Ricordiamo che ogni specie vivente necessita di "terreno adatto" ed il muco è quanto di meglio possiamo offrire per ospitare in noi i micro organismi apportatori di influenze, raffreddori, forme catarrali e così via.

Il succo degli agrumi tende a sciogliere il muco. Questa è la ragione per cui alcuni non sopportano le fragole con il limone. I disturbi da essi riscontrati altro non sono che l'effetto risultante dal muco sciolto che viene riassorbito nell'ultimo tratto dell'intestino immettendo nel sangue una notevole quantità di tossine.
 

Di seguito riportiamo una tabella che illustra la capacità di alcuni alimenti di creare oppure sciogliere il muco all'interno dell'organismo.
 

La tabella di Berg
La tabella che segue è stata preparata da un esperto di fisiologia chimica ed indica, con un valore numerico, la capacità di creare o sciogliere il muco. Più il valore nella colonna "creare il muco" è alto e più l'alimento produce muco. Più è alto il valore nella colonna "sciogliere il muco" più l'alimento è in grado di eliminarlo.

 

CAPACITÀ DI CREARE IL MUCO

CARNE

Manzo

38.61

Vitello

22.95

Pollo

24,32

Maiale

12,47

Lingua bovina

10,60

Prosciutto crudo

6.95

Lardo

4,33

PESCE

Molluschi

19,52

Salmone fresco

8.32

Pesce bianco

2,75

UOVA

Tuorlo

51,83

Intero

11.61

Albume

8,27

LATTICINI

Formaggi stagionati

17,49

Margarina

7,31

Burro

4,33

CEREALI

Fiocchi d'avena

20,71

Riso brillato

17,96

Dolciumi

12,31

Avena

11,31

Pane bianco

10,99

Orzo

10,58

Pane integrale

8,54

Pasta

5,11

Riso integrale

3,18

VEGETALI

Lenticchie

17,80

Cavolini di Bruxelles

13,15

Piselli secchi

9,70

Fagioli secchi

3,41

NOCI E SIMILARI

Arachidi

16,39

Castagne

9,62

Noci

9,22

Mandorle

2,19

BEVANDE

Cioccolato

8,10

Birra

0,28

 

 

CAPACITÀ DI SCIOGLIERE IL MUCO

LATTICINI

Latte magro

4,89

Panna

2,66

Latte normale

1,69

VEGETALI

Spinaci crudi

28,01

Fagioli di soia

26.58

Indivia

14,51

Lattuga

14,12

Pomodori crudi

13,67

Cetriolo

13,50

Barbabietole

11,37

Rape bianche

10,80

Patate dolci

10,31

Fagiolini

8,71

Patate

5,95

Piselli freschi

5,15

Carciofi

4,31

Verza

4,02

Cavolfiore

3,04

Verza rossa

2,20

Cicoria

2,33

Funghi

1,81

Cipolla rossa

1,09

Asparagi

1,01

Zucca

0,28

FRUTTA

Fichi

27,81

Uva passa

15,10

Mandaranci e mandarini

11,77

Limoni

9,95

Arance

9,61

Uva

7,15

Mirtilli

7,14

Prugne

5,80

Datteri

5,50

Pesche

5,40

Lamponi

5,19

Albicocche

4,79

Banane

4,38

Amarene

4,33

Melograno

4,15

Ananas

3,59

Pere

3,26

Ciliege

2,57

Anguria

1,83

Fragole

1,76

Mele

1,38

NOCI E SIMILARI

Noce di cocco

4,09

VARIE

Olive

30,56

Zucchero di canna

14,57

BEVANDE

Te

25,49

Radice di cicoria

7,17

Caffè

5,60

Vino bianco

1,21

Vino rosso

0,59

 

Il prof. Arnold Ehret's ritiene che molte malattie dipendano dal muco accumulato in qualche organo o in qualche "conduttura", in quantità tale da alterarne il naturale funzionamento.

Tra di esse:

  • Raffreddore: sforzo per eliminare i prodotti di rifiuto (muco) dalla testa, dalla gola e dai condotti bronchiali.

  • Polmonite: il raffreddore è sceso in profondità. È presente uno sforzo per eliminare il muco dagli organi più spugnosi: i polmoni.

  • Reumatismi e gotta: vi sono acidi urici e muco accumulati, la circolazione dell'energia vitale è pertanto carente.

  • Foruncoli: evidente eliminazione di sostanze indesiderate.

  • Sordità: accumulo di muco nei condotti uditivi.

  • Stitichezza: accumulo dei rifiuti nel tratto intestinale
     

Ognuno di noi, anche se crede di essere in buona salute, ha accumulato fin dalla prima infanzia una certa quantità di materiali di rifiuto in special misura sulle pareti intestinali. Si pensi al proposito che esami di autopsia hanno riscontrato che nel 50/60% dei colon esaminati (ultimo tratto intestinale) erano contenuti fino a 6-7 chilogrammi di rifiuti di cui alcune parti risalenti a diversi anni prima.

Il fatto che una persona abbia lo svuotamento intestinale ogni giorno non significa che sia libera da un accumulo indesiderabile di detriti e prodotti di rifiuto che si aggrappano sulle pareti dell'intestino. Questo dipende dal fatto che i villi intestinali sono così fitti e sottili che possono trattenere le sostanze collose (muco) con cui entrano in contatto; sostanze che vi restano letteralmente attaccate.

Risulta evidente che in questo caso le sostanze nutritive, prima di raggiungere il sangue, devono passare attraverso lo strato di rifiuti che agiscono come un "filtro" (purtroppo sporco), che tende a degradare anche un cibo di ottima qualità. Talvolta anche una fame continua, e mai soddisfatta potrebbe essere ricondotta alla situazione descritta, perche' molti valori nutritivi vengono persi a causa del "filtro" descritto.

Inoltre, la dieta di molti è basata su cibi lenti da digerire, come la carne e i grassi, che possono provocare putrefazione e l'insorgere di batteri nocivi che impediscono l'assorbimento delle sostanze nutritive attraverso la parete intestinale.

Il comune raffreddore è un classico esempio di accumulo di muco nelle vie respiratorie e il muco crea il terreno ideale per la moltiplicazione dei microbi. Ricordiamo che ogni specie vivente necessita di "terreno adatto" ed il muco è quanto di meglio possiamo offrire per ospitare in noi i micro organismi apportatori di influenze, forme catarrali e così via.
 

I nostri suggerimenti per ridurre il muco intestinale

·         Iniziare la giornata con un bicchiere di acqua tiepida a cui sia stato aggiunto il succo di mezzo limone (si può dolcificare con poco fruttosio o zucchero di canna o miele). Questa bevanda, presa il mattino a digiuno, è un ottimo sistema per liberarsi del muco.
Aspettare 5-10 minuti prima di iniziare la colazione.

·         Evitare o ridurre drasticamente i cibi che creano il muco (farina bianca e derivati, riso brillato, uova, formaggi, carne, pesce, salumi e insaccati) - vedi tabella.

·         Utilizzare cibi che sciolgono il muco: agrumi, fichi freschi o secchi, uva passa, verdura e frutta cruda in genere.  vedi tabella.

·         Usare frutta e verdura cruda possibilmente di stagione e assumerla o per colazione o lontana dai pasti.

·         Due cucchiaini di amaro svedese (si trova in farmacia) presi in acqua calda dopo il pranzo, rappresentano una cura assai valida per sciogliere il muco.

La nostra esperienza ci ha mostrato come il muco intestinale (oggi più modernamente definito "incrostazioni fecali") possa molto spesso essere la causa del mal di testa frontale di cui soffrono saltuariamente molte persone.
Può capitare che chi assume il succo degli agrumi o le fragole con il limone verifichi l'insorgenza del malesseri o dolore alla testa: i disturbi riscontrati altro non sono che l'effetto risultante dal muco sciolto che viene riassorbito nell'ultimo tratto dell'intestino immettendo nel sangue una notevole quantità di tossine. Non è una buona ragione per farsi spaventare, anzi è un segnale inequivocabile che bisogna procedere consumando per qualche tempo cibi che sciolgono il muco.

 

Bibliografia

Prof. Arnold Ehret's, Mucusless diet healing system, Benedict Lust Publications Inc. Paperback
http://www.arnoldehret.org
Dott. Bernard Jensen, Intestino libero, Macro Edizioni, (Forlì)

 Tratto da: http://www.enotime.it/zoom/default_body.aspx?ID=1380

 

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Il lavoro di Bernard Gensen

Quanto scoperto dal prof. Ehret, molti anni fa, trova una sostanziale conferma nelle ricerche attuali del Dr. Bernard Jensen che le ha pubblicate nel volume Intestino libero, a cura delle Macro edizioni.
In questo libro egli denuncia la grande pericolosità delle incrostazioni fecali e come, nei paesi civilizzati, esse siano la causa di moltissime disfunzioni e malattie.

 

LA STIPSI O STITICHEZZA

La stipsi o stitichezza è correlata a un rallentato transito intestinale e rappresenta una condizione assai diffusa e in particolare fra le persone che conducono una vita sedentaria. Il rallentato transito è alla base di un incompleto svuotamento del colon.
Questo problema può essere dovuto a svariati fattori e si può suddividere in:

  1. Stitichezza atonica: il colon ha perso in parte la sua elasticità, può essere più o meno dilatato e le feci non vengono efficacemente eliminate. Si può ricondurre ad un'alimentazione priva di fibre, una vita sedentaria e, talvolta, anche al blocco volontario, e ripetuto, dello stimolo ad evacuare dovuto a timore ad usare servizi pubblici o altri motivi sociali o personali.

  2. Stitichezza spastica: talvolta dipende dagli alimenti (per es. latte di mucca) ma può anche avere una base psicosomatica che trova nell'ansia la sua motivazione. Talvolta si associa alla presenza di emorroidi o alla sensazione di avere l'ultimo tratto del retto non completamente svuotato.

 

Si ricorda che, dal punto di vista psicosomatico, la stipsi può essere correlata al trattenere, e può insorgere come rappresentazione simbolica di un moto di difesa contro la perdita di qualcosa (una persona cara, un oggetto, ecc.).
 

Problemi legati alla Stipsi
Quando le feci rimangono nel colon più a lungo del necessario l'assorbimento delle sostanze di rifiuto da parte dei capillari e del sistema linfatico diventa maggiore, questo sovraccarica il fegato e i linfonodi e dà luogo alla cosiddetta "tossiemia intestinale". Le tossine assorbite, nel tempo si propagano nell'organismo creando sintomi diversi, tra cui: alitosi, cefalea, sonnolenza postprandiale, dispepsia, turbe dell'attenzione e depressione.

Talvolta il fegato non riesce a smaltire tutte le sostanze anomale in arrivo, in questo caso esse potrebbero persino fungere da falsi neurotrasmettitori. Nelle stitichezze ostinate questo fenomeno può creare i presupposti per una infezione da Candida intestinale da cui potrebbero anche derivare gravi sindromi depressive erroneamente trattate con psicofarmaci. In queste condizioni, un dosaggio degli aminoacidi plasmatici e urinari (aminoacidogramma), potrebbe rilevare degli aminoacidi solitamente non presenti nei liquidi biologici (per es. anserina).

Altri sintomi legati alla stipsi possono essere: prurito, eruzioni cutanee eczematose, cistiti di origine intestinale (conseguenza della disbiosi), infiammazioni catarrali ricorrenti delle prime vie respiratorie e della sfera ORL (conseguenza dell'impegno del sistema linfatico), talora sindromi allergiche (rinite, asma bronchiale, orticaria), vaginiti, ecc.

Siccome piu' del 50% del sistema immunitario associato alle mucose si trova nell'intestino una irritazione cronica delle sue pareti può provocare una iperstimolazione dei linfociti presenti nell'intestino, che, a causa dell'assorbimento da parte della linfa dopo ore o giorni possono trovarsi in altri organi ed eventualmente creare i presupposti per uno squilibrio del sistema immunitario.

Il rallentato transito può formare sulla superficie della mucosa intestinale uno strato di sostanza mucillaginosa (muco) che può durare per mesi o anni e rappresenta un ottimo terreno di cultura per i microrganismi putrefattivi e i parassiti intestinali. Soprattutto negli anziani, si possono riscontrare anche delle dure masse di escrementi vecchi e disidratati (fecalomi). Tutto ciò danneggia il colon, perché ne aggrava ulteriormente le funzioni e la motilità.

Dalla prevalenza dei batteri della putrefazione può derivare una iperproduzione di alcune sostanze quali la cadaverina, la putrescina, lo scatolo e l'indolo, che aggravano ulteriormente l'intossicazione dell'intestino e, purtroppo, sono difficilmente eliminabili dai reni e dal fegato. Inoltre i batteri della putrefazione possono attivare precursori di sostanze cancerogene come i nitrati contenuti nelle carni.

Il rallentato transito, con lo sviluppo dei batteri della putrefazione e il permanere per lungo tempo di materiale solido di rifiuto (a volte con contenuto cancerogeno), conducono ad una irritazione cronica della mucosa del colon, questo crea la possibilità di esposizione di antigeni self (verso i quali non era stata sviluppata una tolleranza immunitaria) con conseguente formazione di autoanticorpi.
Questo problema è particolarmente sentito dai soggetti predisposti costituzionalmente (quelli, per es. che hanno il complesso maggiore di istocompatibilità HLA B27 in cui è frequente l'associazione colite ulcerosa - spondilite anchilosante).

La situazione anomala descritta può portare anche ad una ulteriore disregolazione del sistema endocrino (i due sistemi sono collegati tra loro da mediatori chimici denominati citochine) creando i presupposti per lo sviluppo di malattie autoimmuni e degenerative (per es. artriti, artrosi, cancro ecc.).

Va precisato che l'irritazione cronica della mucosa del colon, che diventa meno impermeabile favorendo così la perdita di alcuni ioni importanti per l'omeostasi ed il passaggio di sostanze tossiche nel sangue e nella linfa, da cui potranno migrare in tutto l'organismo.

 

Quando il Colon non funziona bene
Quando il colon perde la sua normale funzionalità altri organi sono costretti ad un lavoro supplementare e si troveranno affaticati.

Il fegato si troverà sovraccaricato (piccola insufficienza epatica) con l'eventuale l'insorgenza del seguente quadro sintomatologico: cefalea, dispepsia, sonnolenza postprandiale, depressione e altri quadri distimici (candidosi intestinale, falsi neurotrasmettitori).

Sulla pelle, chiamata in causa per l'insufficiente funzione eliminativa del colon, si potrà instaurare una dermatite.
Se fosse presenta un'intolleranza alimentare potranno apparire eczemi atopici o sindromi orticarioidi.

Nell'apparato respiratorio potrà sopravvenire un maggiore carico catarrale che può evolvere in sinusite o bronchite e, nei soggetti predisposti, sfociare spesso in un'oculorinite allergica o in un'asma bronchiale.

Anche i reni potranno essere sovraccaricati e favorire, in soggetti predisposti, i presupposti per l'insorgere di artropatie degenerative. Questo può accadere perché i reni sovraccarichi tendono ad una maggior ritenzione di urati, e determinare la presenza di autoanticorpi e/oimmunocomplessi.

Appare ovvio che in tale situazione possono instaurarsi nelle vie urinarie delle situazioni patologiche, tra cui: pieliti, pielonefriti, cistiti ricorrenti di origine intestinale, ecc.
 

Bibliografia:
1. Prof. Arnold Ehret's, Mucusless diet healing system.
Benedict Lust Publications Inc. Paperback 1976 - ISBN: 0879040041.

Tratto dal sito: www.dottorviezzoli.com/ict_stipsi.htm
 

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Ecologia intestinale  - By dr. Loredana Balconi - Medico Chirurgo (Reggio Emilia)

 

L'intestino, data la sua notevole estensione di contatto con le sostanze alimentari che vi transitano ( circa 300 metri quadrati di superficie ) è forse il più importante dei quattro organi di eliminazione che il nostro organismo possiede ( gli altri tre sono: pelle, polmoni, reni ).
Nel colon, il segmento dell'intestino compreso tra l'intestino tenue a partire dalla valvola ileocecale e il retto, si accumulano i residui del bolo alimentare e termina la digestione grazie all'intervento della flora batterica che vi si trova normalmente. Qui sono assorbite numerose ed importanti sostanze: l'acqua, i glucidi e molti medicamenti.