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MUCO INTESTINALE -
L'Olmo
e' una pianta molto utile per rimuovere il muco
dall'organismo
-
uno stato di reazione, irritazione (che
determina una infiammazione cronica della mucosa
nasale e/o bronchiale, con conseguente facilità
alle infezioni); la diagnosi può richiedere sia
esami del sangue che prove cutanee.
-
una infezione cronica delle prime vie aeree
(sinusite, rinoadenoidite ecc.), che fa da
serbatoio perenne alle malattie e può ogni tanto
essere complicata da infezioni delle basse vie
(la qual cosa si chiama "sindrome
sino-bronchiale");
per valutare adenoidi e
sinusite serve una radiografia del cranio,
insieme con una visita accurata delle cavità
nasali (rinoscopia).
-
un difetto delle difese immunitarie, fra
cui il più frequente è il deficit di
IgA, (presenti sopra tutto nell’intestino)
cioè degli anticorpi che fanno da barriera nelle
mucose (lacrime, secrezione nasale, saliva, muco
bronchiale, muco intestinale); la loro carenza
(che colpisce facilmente tutti i bambini
vaccinati) può essere evidenziata mediante un
esame del sangue e uno, particolare, della
saliva.
-
una mucoviscidosi (o fibrosi cistica del
pancreas), malattia caratterizzata dalla
produzione di secrezioni molto dense e
vischiose, che si manifesta con problemi
respiratori e di assorbimento intestinale; la
diagnosi si fa con il test del sudore.
Terapia utile nel
caso di muco intestinale: ricordarsi che queste
patologie nascono nell’Intestino e quindi e’ in
quella sede che occorre lavorare per eliminare
le Cause.
1 Bicchiere di acqua tiepida al mattino con
succo di mezzo limone spremuto, dolcificato con
poco zucchero di canna o miele (e’ solo un’aiuto,
non risolve la causa intestinale).
Tratto da:
Mucusless diet healing
system,
by Prof. Arnold Ehret's.
Benedict Lust Publications, Paperback 1976,
ISBN: 0879040041.
Se osserviamo il corpo umano noteremo che ospita
un complicatissimo apparato idraulico, con una
grande quantità di tubi e tubicini in cui
circolano i liquidi del corpo: principalmente
sangue e linfa. Vi sono alcuni alimenti che,
durante la digestione, diventano una specie di
colla, detta muco, capace di attaccarsi alle
pareti intestinali ed altre condutture
organiche, e ricoprirle con uno strato sempre
più spesso.
Questo fenomeno può esistere anche quando si
usufruisce di una evacuazione regolare perché
dipende dal tipo di cibo ingerito. Alcuni
alimenti, infatti, creano molto muco (farinacei,
carne, vitello, pollo, molluschi, tuorlo d'uovo,
lenticchie, arachidi) ed altri lo sciolgono
(agrumi in genere, frutta e verdura fresca, uva
passa, cetrioli).
Chi ama fare esperimenti in cucina, può
verificare quanto i prodotti con la farina
bianca siano "collosi", facendo cuocere per
alcuni minuti una pastella di farina bianca
stemperata con acqua. Otterrà un'ottima colla
tuttora utilizzata per rilegare i libri antichi
di un certo valore.
Il fatto che gli agrumi tendono a sciogliere il
muco spiega perché alcune persone dopo aver
mangiato fragole con limone hanno il visto
costellato di brufoletti. Il muco sciolto ha
intossicato il sangue, i reni non sono riusciti
a purificarlo completamente e l'organismo ha
"scaricato" le tossine in eccesso sulla pelle.
Ricordiamo che la pelle, insieme ai reni e
polmoni, ha anche il compito di eliminare i
rifiuti organici.
Il muco intestinale, sostanzialmente, è il
risultato di anni ed anni di accumulo di
sostante organiche collose sulle pareti
dell'intestino. Si pensi che, mediante autopsia,
si è riscontrata in certe persone una presenza
di muco ammontante fino a 7-8 kg, di cui la
parte più vecchia risalente anche a 10 anni
prima. Siccome si tratta di sostanza organiche
costantemente alla temperatura di 37 gradi, è
facile immaginare quanto il muco sia imputridito
e come i nutrimenti portati dagli alimenti ne
siano avvelenati essendo costretti ad
attraversarlo prima di essere distribuiti a
tutto l'organismo.
A ciò si devono aggiungere le sostanze tossiche
prodotte dalla flora batterica alterata
(ammoniaca, cadaverina, putrescina, fenolo,
indolo, ecc.) che, avvelenando l'intero
organismo ed alterando il pH (livello di
acidità) cellulare, creano il terreno adatto per
moltissime patologie ed un indebolimento del
sistema immunitario.
Il comune raffreddore è un classico esempio di
accumulo di muco nelle vie respiratorie in cui i
batteri possano vivere e moltiplicarsi. Va
sottolineato che ogni specie vivente necessita
di un "terreno adatto" per poter vivere, ed il
muco è quanto di meglio possiamo offrire per
ospitare in noi i microrganismi apportatori di
influenze, raffreddori, forme catarrali e
similari.
SUGGERIMENTI per eliminare il muco
intestinale
Troverete qui di seguito qualche suggerimento
che può aiutare i nostri lettori a rimuovere
l'eventuale muco accumulato negli anni e
ritrovare una salute migliore.
-
Iniziare la giornata con un bicchiere di
acqua tiepida a cui sia stato aggiunto il
succo di mezzo limone (si può dolcificare
con poco fruttosio o zucchero di canna).
Questa bevanda, presa il mattino a digiuno,
rappresenta un ottimo sistema per liberarsi
dal muco intestinale e fare provvista di
vitamina C. Sarebbe un'abitudine da
conservare per tutta la vita.
-
Evitare i cibi che creano il muco (farina
bianca e derivati, riso brillato, uova,
formaggi, carne, pesce, salumi e insaccati).
-
Utilizzare cibi che sciolgono il muco:
agrumi, fichi freschi o secchi, uva passa,
verdura e frutta cruda in genere.
-
Usare frutta e verdura cruda possibilmente
di stagione.
-
Due cucchiaini di amaro svedese presi in
acqua calda dopo il pranzo, rappresentano
una cura assai valida per sciogliere il
muco.
Attenzione:
può accadere che durante la pulizia
dell'intestino il muco sciolto intossichi il
sangue e causi mal di testa frontale. Se ciò dovesse accadere provvedere
con un lavaggio intestinale (enteroclisma)
mediante un litro e mezzo di acqua tiepida con
sciolto un cucchiaio di sale fine.
Tratto da:
http://www.viveremeglio.org/guarire/articoli/mrizzi/disbiosi.htm
vedi:
Stitichezza
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
LA DIETA SENZA MUCO: CATARRO ADDIO ?
Pochi sanno che i cibi fatti con la farina
bianca e i latticini in genere creano una specie
di colla che, pian piano, aderisce alle pareti
intestinali creando uno strato che impedisce ai
nutrimenti di essere assorbiti ed avvelena
quelli che riescono ad attraversarlo
(prof. Arnold Ehret's).
|
Prof.
Arnold Ehret
|
Le nostre considerazioni sulla
dieta senza muco
In questo articolo vi presentiamo la teoria del
prof. Arnold Ehret's vissuto negli Stati Uniti e
morto nel 1923. Considerando le conoscenze
scientifiche dell'epoca le sue intuizioni sono
state veramente stupefacenti e molti dei
principi da lui enunciati si sono dimostrati
validi nel tempo. Utilizzando come al solito il
buon senso e un pizzico di analisi critica siamo
certi che saprete ricavare anche voi delle
informazioni interessanti.
Lo scopo non è
effettuare del "terrorismo alimentare" ma
semplicemente proporre al lettore differenti
chiavi di lettura circa le "incrostazioni
fecali" che, ricoprendo le pareti
dell'intestino, limitano e inquinano
l'assorbimento di alcuni importanti nutrienti.
Le teorie del Prof. Arnold Ehret's sono state
riprese, aggiornate e approfondite in tempi
recenti da un importante medico, il Dott.
Bernard Jensen, che ha pubblicato i risultati
dei suoi studi nel libro "Intestino libero"
edito da Macro Edizioni che consigliamo
vivamente a chiunque voglia approfondire
l'argomento.
Il corpo umano secondo il Prof Ehret's
Oggi vengono dati molti nomi alle varie
disfunzioni presentate dal corpo umano.
Si pensi
che la medicina ufficiale cataloga più di 4000
malattie mentre Ippocrate, il primo medico
scientifico, ne catalogò circa trecento.
Secondo la medicina naturistica le malattie
possono ricondursi a due grandi categorie:
1 -
quelle di origine nervosa (malattie
infiammatorie psicosomatiche: oggi la anche la medicina
ufficiale ritiene che abbiano un ruolo
preponderante),
2 -
quelle dovute all'intossicazione
dell'organismo.
Secondo il prof. Arnold Ehret's, il corpo umano
è paragonabile ad un complicatissimo apparato
idraulico, con una grande quantità di condutture
e di liquidi in circolazione. Il nostro corpo è
composto di acqua per il 70-80% e ciò significa che
una persona di 60 chilogrammi (in buona salute) ne contiene ben 48
litri che entra nei vari liquidi organici ed
entra a far parte della costituzione dei tessuti
e delle ossa. Appare evidente che l'ostruzione
di una delle condutture creerà degli scompensi a
tutta la struttura, così come l'ostruzione di
uno dei tanti tubicini nel motore di
un'automobile può pregiudicarne il buon
funzionamento.
L'infarto, l'embolia, la
stitichezza, il
raffreddore, l'arteriosclerosi, la gotta, le
vene varicose, i foruncoli e la
pressione alta o
bassa, non sono che alcuni esempi di come una
cattiva circolazione dei liquidi possa causare
dei gravissimi disturbi. Le cause possono quasi
sempre essere imputate all'ostruzione dei
condotti, siano essi all'interno od all'esterno
dei vari organi.
I calcoli alla cistifellea sono un classico
esempio di condotto ostruito, mentre quelli al
fegato o reni, dimostrano come i materiali
estranei possono accumularsi anche all'interno
di un organo specifico. Per comprendere i motivi
che possono portare all'ostruzione di qualche
tubo o tubicino del nostro organismo bisogna
analizzare gli alimenti e come questi vengono
digeriti ed assimilati.
Il processo della digestione consiste nel
sottoporre il cibo a sostanze in grado di
ridurlo in parti piccolissime. Il punto
principale di questo processo è lo stomaco dove
vengono secreti degli acidi ed in particolare
l'acido cloridrico. Lo stomaco serve
principalmente per digerire i prodotti animali
ed in particolare la carne, il pesce e gli
insaccati.
È ovvio che lo stomaco, essendo fatto di carne,
deve proteggersi dagli attacchi degli acidi e lo
fa coprendosi di una sostanza mucillaginosa (una
specie di colla) chiamata "muco", che alla fine
della digestione passa nell'intestino con il
cibo digerito.
La farina bianca ed i prodotti derivati (pane,
pasta, pizza, dolciumi, ecc.), durante la
digestione diventano una specie di colla; fino a
non molti anni fa si utilizzava una colla fatta
di farina bianca cotta in poca acqua e ancora
oggi la celebre "Coccoina" è prodotta allo
stesso modo. Questa poltiglia collosa creata
dalla digestione del frumento ma non solo può
essere considerata come una sorgente di muco e
costituisce uno dei tanti fattori di
inquinamento del nostro organismo.
Nel tempo questo muco diventa capace di
attaccarsi alle pareti intestinali ricoprendole
con uno strato sempre più spesso.
Il glutine,
una sostanza collosa che si trova soprattutto
nel grano e perciò nel pane, può anch'esso
danneggiare e bloccare i villi intestinali.
Il prof. Arnold Ehret's (e noi condividiamo la
sua opinione), ritiene che molte delle malattie
siano dovute al muco accumulato in qualche
organo o in qualche conduttura, in modo da
alterarne il naturale funzionamento.
La nostra esperienza ci ha
mostrato come il muco intestinale possa molto
spesso essere la causa del mal di testa frontale.
Il fatto che una persona abbia lo svuotamento
intestinale ogni giorno non significa che sia
libera da un accumulo indesiderabile di detriti
e prodotti di rifiuto sulle pareti
dell'intestino. Questo dipende dal fatto che i
villi intestinali sono così fitti e sottili che
possono trattenere le sostanze collose (muco)
con cui entrano in contatto; sostanze che vi
restano letteralmente attaccate.
Risulta evidente che in questo caso le sostanze
nutritive, prima di raggiungere il sangue,
devono passare attraverso lo strato di rifiuti
che agiscono come un "filtro" (purtroppo
sporco), che tende a degradare anche un cibo di
ottima qualità. Talvolta anche una fame
continua, e mai soddisfatta, potrebbe essere
ricondotta alla situazione descritta, perchè
molti valori nutritivi vengono persi a causa del
"filtro" descritto.
Inoltre, le diete che includono cibi lenti da
digerire, come la carne e i cibi grassi, possono
provocare putrefazione e l'insorgere di batteri
nocivi che impediscono l'assorbimento delle
sostanze nutritive attraverso la parete
intestinale.
Il comune raffreddore è un classico esempio di
un accumulo di muco nelle vie respiratorie.
Il
muco, infatti, crea il terreno ideale affinché i
microbi e parassiti possano trovare l'ambiente per
moltiplicarsi.
Ricordiamo che ogni specie vivente necessita di
"terreno adatto" ed il muco è quanto di meglio
possiamo offrire per ospitare in noi i micro
organismi apportatori di
influenze, raffreddori,
forme catarrali e così via.
Il succo degli agrumi tende a sciogliere il
muco. Questa è la ragione per cui alcuni non
sopportano le fragole con il limone. I disturbi
da essi riscontrati altro non sono che l'effetto
risultante dal muco sciolto che viene
riassorbito nell'ultimo tratto dell'intestino
immettendo nel sangue una notevole quantità di
tossine.
Di
seguito riportiamo una tabella che illustra la
capacità di alcuni alimenti di creare oppure
sciogliere il muco all'interno dell'organismo.
La tabella di Berg
La tabella che segue è stata preparata da un
esperto di fisiologia chimica ed indica, con un
valore numerico, la capacità di creare o
sciogliere il muco. Più il valore nella colonna
"creare il muco" è alto e più l'alimento produce
muco. Più è alto il valore nella colonna
"sciogliere il muco" più l'alimento è in grado
di eliminarlo.
|
|
CAPACITÀ DI
CREARE IL MUCO
|
|
CARNE
|
|
Manzo
|
38.61
|
|
Vitello
|
22.95
|
|
Pollo
|
24,32
|
|
Maiale |
12,47
|
|
Lingua bovina
|
10,60
|
|
Prosciutto
crudo |
6.95
|
|
Lardo
|
4,33
|
|
PESCE
|
|
Molluschi
|
19,52
|
|
Salmone
fresco |
8.32
|
|
Pesce bianco
|
2,75
|
|
UOVA
|
|
Tuorlo
|
51,83
|
|
Intero
|
11.61
|
|
Albume
|
8,27
|
|
LATTICINI
|
|
Formaggi
stagionati
|
17,49
|
|
Margarina
|
7,31
|
|
Burro
|
4,33
|
|
CEREALI
|
|
Fiocchi
d'avena |
20,71
|
|
Riso brillato
|
17,96
|
|
Dolciumi
|
12,31
|
|
Avena
|
11,31
|
|
Pane bianco
|
10,99
|
|
Orzo
|
10,58
|
|
Pane
integrale
|
8,54
|
|
Pasta
|
5,11
|
|
Riso
integrale
|
3,18
|
|
VEGETALI
|
|
Lenticchie
|
17,80
|
|
Cavolini di
Bruxelles
|
13,15
|
|
Piselli
secchi |
9,70
|
|
Fagioli
secchi |
3,41
|
|
NOCI E
SIMILARI
|
|
Arachidi |
16,39
|
|
Castagne
|
9,62
|
|
Noci
|
9,22
|
|
Mandorle
|
2,19
|
|
BEVANDE
|
|
Cioccolato
|
8,10
|
|
Birra
|
0,28
|
|
|
CAPACITÀ DI
SCIOGLIERE IL MUCO
|
|
LATTICINI
|
|
Latte magro
|
4,89
|
|
Panna
|
2,66
|
|
Latte normale
|
1,69
|
|
VEGETALI
|
|
Spinaci crudi
|
28,01
|
|
Fagioli di
soia |
26.58
|
|
Indivia
|
14,51
|
|
Lattuga
|
14,12
|
|
Pomodori
crudi |
13,67
|
|
Cetriolo
|
13,50
|
|
Barbabietole
|
11,37
|
|
Rape bianche
|
10,80
|
|
Patate dolci
|
10,31
|
|
Fagiolini
|
8,71
|
|
Patate
|
5,95
|
|
Piselli
freschi |
5,15
|
|
Carciofi
|
4,31
|
|
Verza
|
4,02
|
|
Cavolfiore
|
3,04
|
|
Verza rossa
|
2,20
|
|
Cicoria
|
2,33
|
|
Funghi
|
1,81
|
|
Cipolla rossa
|
1,09
|
|
Asparagi
|
1,01
|
|
Zucca
|
0,28
|
|
FRUTTA
|
|
Fichi
|
27,81
|
|
Uva passa
|
15,10
|
|
Mandaranci e
mandarini |
11,77
|
|
Limoni
|
9,95
|
|
Arance
|
9,61
|
|
Uva
|
7,15
|
|
Mirtilli
|
7,14
|
|
Prugne
|
5,80
|
|
Datteri
|
5,50
|
|
Pesche
|
5,40
|
|
Lamponi
|
5,19
|
|
Albicocche
|
4,79
|
|
Banane
|
4,38
|
|
Amarene
|
4,33
|
|
Melograno
|
4,15
|
|
Ananas
|
3,59
|
|
Pere
|
3,26
|
|
Ciliege
|
2,57
|
|
Anguria
|
1,83
|
|
Fragole
|
1,76
|
|
Mele
|
1,38
|
|
NOCI E
SIMILARI
|
|
Noce di cocco
|
4,09
|
|
VARIE
|
|
Olive
|
30,56
|
|
Zucchero di
canna |
14,57
|
|
BEVANDE
|
|
Te
|
25,49
|
|
Radice di
cicoria |
7,17
|
|
Caffè
|
5,60
|
|
Vino bianco
|
1,21
|
|
Vino rosso
|
0,59
|
|
Il prof. Arnold Ehret's ritiene che molte
malattie dipendano dal muco accumulato in
qualche organo o in qualche "conduttura", in
quantità tale da alterarne il naturale
funzionamento.
Tra di esse:
-
Raffreddore: sforzo per eliminare i prodotti
di rifiuto (muco) dalla testa, dalla gola e
dai condotti bronchiali.
-
Polmonite: il raffreddore è sceso in
profondità. È presente uno sforzo per
eliminare il muco dagli organi più spugnosi:
i polmoni.
-
Reumatismi e gotta: vi sono acidi urici e
muco accumulati, la circolazione
dell'energia vitale è pertanto carente.
-
Foruncoli: evidente eliminazione di sostanze
indesiderate.
-
Sordità: accumulo di muco nei condotti
uditivi.
-
Stitichezza: accumulo dei rifiuti nel tratto
intestinale
Ognuno di noi, anche se crede di essere in buona
salute, ha accumulato fin dalla prima infanzia
una certa quantità di materiali di rifiuto in
special misura sulle
pareti intestinali. Si
pensi al proposito che esami di autopsia hanno
riscontrato che nel 50/60% dei colon esaminati
(ultimo tratto intestinale) erano contenuti fino
a 6-7 chilogrammi di rifiuti di cui alcune parti
risalenti a diversi anni prima.
Il fatto che una persona abbia lo svuotamento
intestinale ogni giorno non significa che sia
libera da un accumulo indesiderabile di detriti
e prodotti di rifiuto che si aggrappano sulle
pareti dell'intestino. Questo dipende dal fatto
che i villi intestinali sono così fitti e
sottili che possono trattenere le sostanze
collose (muco) con cui entrano in contatto;
sostanze che vi restano letteralmente attaccate.
Risulta evidente che in questo caso le sostanze
nutritive, prima di raggiungere il sangue,
devono passare attraverso lo strato di rifiuti
che agiscono come un "filtro" (purtroppo
sporco), che tende a degradare anche un cibo di
ottima qualità. Talvolta anche una fame
continua, e mai soddisfatta potrebbe essere
ricondotta alla situazione descritta, perche'
molti valori nutritivi vengono persi a causa del
"filtro" descritto.
Inoltre, la dieta di molti è basata su cibi
lenti da digerire, come la carne e i grassi, che
possono provocare putrefazione e l'insorgere di
batteri nocivi che impediscono l'assorbimento
delle sostanze nutritive attraverso la parete
intestinale.
Il comune raffreddore è un classico esempio di
accumulo di muco nelle vie respiratorie e il
muco crea il terreno ideale per la
moltiplicazione dei microbi. Ricordiamo che ogni
specie vivente necessita di "terreno adatto" ed
il muco è quanto di meglio possiamo offrire per
ospitare in noi i micro organismi apportatori di
influenze, forme catarrali e così via.
I nostri suggerimenti per ridurre il muco
intestinale
·
Iniziare la giornata con un bicchiere di acqua
tiepida a cui sia stato aggiunto il succo di
mezzo limone (si può dolcificare con poco
fruttosio o zucchero di canna o miele). Questa
bevanda, presa il mattino a digiuno, è un ottimo
sistema per liberarsi del muco.
Aspettare 5-10 minuti prima di iniziare la
colazione.
·
Evitare o ridurre drasticamente i cibi che
creano il muco (farina bianca e derivati, riso
brillato, uova, formaggi, carne, pesce, salumi e
insaccati)
-
vedi tabella.
·
Utilizzare cibi che sciolgono il muco: agrumi,
fichi freschi o secchi, uva passa, verdura e
frutta cruda in genere.
vedi
tabella.
·
Usare frutta e verdura cruda possibilmente di
stagione e assumerla o per colazione o lontana
dai pasti.
·
Due cucchiaini di amaro svedese (si trova in
farmacia) presi in acqua calda dopo il pranzo,
rappresentano una cura assai valida per
sciogliere il muco.
La nostra esperienza ci ha mostrato come il muco
intestinale (oggi più modernamente definito
"incrostazioni fecali") possa molto spesso
essere la causa del mal di testa frontale di cui
soffrono saltuariamente molte persone.
Può capitare che chi assume il succo degli
agrumi o le fragole con il limone verifichi
l'insorgenza del malesseri o dolore alla testa:
i disturbi riscontrati altro non sono che
l'effetto risultante dal muco sciolto che viene
riassorbito nell'ultimo tratto dell'intestino
immettendo nel sangue una notevole quantità di
tossine. Non è una buona ragione per farsi
spaventare, anzi è un segnale inequivocabile che
bisogna procedere consumando per qualche tempo
cibi che sciolgono il muco.
Bibliografia
Prof. Arnold Ehret's, Mucusless
diet healing system, Benedict Lust Publications
Inc.
Paperback
http://www.arnoldehret.org
Dott. Bernard Jensen, Intestino libero, Macro
Edizioni, (Forlì)
Tratto da:
http://www.enotime.it/zoom/default_body.aspx?ID=1380
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il lavoro di Bernard
Gensen
Quanto scoperto dal prof. Ehret, molti anni fa,
trova una sostanziale conferma nelle ricerche
attuali del Dr. Bernard Jensen che le ha
pubblicate nel volume Intestino libero, a
cura delle Macro edizioni.
In questo libro egli
denuncia la grande pericolosità delle
incrostazioni fecali e come, nei paesi
civilizzati, esse siano la causa di moltissime
disfunzioni e malattie.
La stipsi o stitichezza è correlata a un
rallentato transito intestinale e rappresenta
una condizione assai diffusa e in particolare
fra le persone che conducono una vita
sedentaria. Il rallentato transito è alla base
di un incompleto svuotamento del colon.
Questo
problema può essere dovuto a svariati fattori e
si può suddividere in:
-
Stitichezza atonica: il colon ha perso in
parte la sua elasticità, può essere più o
meno dilatato e le feci non vengono
efficacemente eliminate. Si può ricondurre
ad un'alimentazione priva di fibre, una vita
sedentaria e, talvolta, anche al blocco
volontario, e ripetuto, dello stimolo ad
evacuare dovuto a timore ad usare servizi
pubblici o altri motivi sociali o personali.
-
Stitichezza spastica: talvolta dipende dagli
alimenti (per es. latte di mucca) ma può
anche avere una base psicosomatica che trova
nell'ansia la sua motivazione. Talvolta si
associa alla presenza di emorroidi o alla
sensazione di avere l'ultimo tratto del
retto non completamente svuotato.
Si ricorda che, dal punto di vista
psicosomatico, la stipsi può essere correlata al
trattenere, e può insorgere come
rappresentazione simbolica di un moto di difesa
contro la perdita di qualcosa (una persona cara,
un oggetto, ecc.).
Problemi legati alla Stipsi
Quando le feci rimangono nel colon più a lungo
del necessario l'assorbimento delle sostanze di
rifiuto da parte dei capillari e del sistema
linfatico diventa maggiore, questo sovraccarica
il fegato e i linfonodi e dà luogo alla
cosiddetta "tossiemia intestinale". Le tossine
assorbite, nel tempo si propagano nell'organismo
creando sintomi diversi, tra cui: alitosi,
cefalea, sonnolenza postprandiale, dispepsia,
turbe dell'attenzione e depressione.
Talvolta il fegato non riesce a smaltire tutte
le sostanze anomale in arrivo, in questo caso
esse potrebbero persino fungere da falsi
neurotrasmettitori. Nelle stitichezze ostinate
questo fenomeno può creare i presupposti per una
infezione da Candida intestinale da cui
potrebbero anche derivare gravi sindromi
depressive erroneamente trattate con
psicofarmaci. In queste condizioni, un dosaggio
degli aminoacidi plasmatici e urinari (aminoacidogramma),
potrebbe rilevare degli aminoacidi solitamente
non presenti nei liquidi biologici (per es.
anserina).
Altri sintomi legati alla stipsi possono essere:
prurito, eruzioni cutanee eczematose, cistiti di
origine intestinale (conseguenza della disbiosi),
infiammazioni catarrali ricorrenti delle prime
vie respiratorie e della sfera ORL (conseguenza
dell'impegno del sistema linfatico), talora
sindromi allergiche (rinite, asma bronchiale,
orticaria), vaginiti, ecc.
Siccome piu' del 50% del sistema immunitario associato
alle mucose si trova nell'intestino una
irritazione cronica delle sue pareti può
provocare una iperstimolazione dei linfociti
presenti nell'intestino, che, a causa
dell'assorbimento da parte della linfa dopo ore
o giorni possono trovarsi in altri organi ed
eventualmente creare i presupposti per uno
squilibrio del sistema immunitario.
Il rallentato transito può formare sulla
superficie della mucosa intestinale uno strato
di sostanza mucillaginosa (muco) che può durare
per mesi o anni e rappresenta un ottimo terreno
di cultura per i microrganismi putrefattivi e i
parassiti intestinali. Soprattutto negli
anziani, si possono riscontrare anche delle dure
masse di escrementi vecchi e disidratati (fecalomi).
Tutto ciò danneggia il colon, perché ne aggrava
ulteriormente le funzioni e la motilità.
Dalla prevalenza dei batteri della putrefazione
può derivare una iperproduzione di alcune
sostanze quali la cadaverina, la putrescina, lo
scatolo e l'indolo, che aggravano ulteriormente
l'intossicazione dell'intestino e, purtroppo,
sono difficilmente eliminabili dai reni e dal
fegato. Inoltre i batteri della putrefazione
possono attivare precursori di sostanze
cancerogene come i nitrati contenuti nelle
carni.
Il rallentato transito, con lo sviluppo dei
batteri della putrefazione e il permanere per
lungo tempo di materiale solido di rifiuto (a
volte con contenuto cancerogeno), conducono ad
una irritazione cronica della mucosa del colon,
questo crea la possibilità di esposizione di
antigeni self (verso i quali non era stata
sviluppata una tolleranza immunitaria) con
conseguente formazione di autoanticorpi.
Questo
problema è particolarmente sentito dai soggetti
predisposti costituzionalmente (quelli, per es.
che hanno il complesso maggiore di istocompatibilità HLA B27 in cui è frequente
l'associazione colite ulcerosa - spondilite
anchilosante).
La situazione anomala descritta può portare
anche ad una ulteriore disregolazione del
sistema endocrino (i due sistemi sono collegati
tra loro da mediatori chimici denominati
citochine) creando i presupposti per lo sviluppo
di malattie autoimmuni e degenerative (per es.
artriti, artrosi, cancro ecc.).
Va precisato che l'irritazione cronica della
mucosa del colon, che diventa meno impermeabile
favorendo così la perdita di alcuni ioni
importanti per l'omeostasi
ed il passaggio di sostanze tossiche nel sangue
e nella linfa, da cui potranno migrare in tutto
l'organismo.
Quando il Colon
non funziona bene
Quando il colon perde la sua normale
funzionalità altri organi sono costretti ad un
lavoro supplementare e si troveranno affaticati.
Il fegato si troverà sovraccaricato (piccola
insufficienza epatica) con l'eventuale
l'insorgenza del seguente quadro sintomatologico:
cefalea, dispepsia, sonnolenza postprandiale,
depressione e altri quadri distimici (candidosi
intestinale, falsi neurotrasmettitori).
Sulla pelle, chiamata in causa per
l'insufficiente funzione eliminativa del colon,
si potrà instaurare una dermatite.
Se fosse
presenta un'intolleranza alimentare potranno
apparire eczemi atopici o sindromi orticarioidi.
Nell'apparato respiratorio potrà sopravvenire un
maggiore carico catarrale che può evolvere in
sinusite o bronchite e, nei soggetti
predisposti, sfociare spesso in un'oculorinite
allergica o in un'asma bronchiale.
Anche i reni potranno essere sovraccaricati e
favorire, in soggetti predisposti, i presupposti
per l'insorgere di artropatie degenerative.
Questo può accadere perché i reni sovraccarichi
tendono ad una maggior ritenzione di urati, e
determinare la presenza di autoanticorpi e/oimmunocomplessi.
Appare ovvio che in tale situazione possono
instaurarsi nelle vie urinarie delle situazioni
patologiche, tra cui: pieliti, pielonefriti,
cistiti ricorrenti di origine intestinale, ecc.
Bibliografia:
1. Prof. Arnold Ehret's, Mucusless diet
healing system.
Benedict Lust Publications Inc. Paperback 1976 -
ISBN: 0879040041.
Tratto dal sito:
www.dottorviezzoli.com/ict_stipsi.htm
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Ecologia intestinale -
By
dr. Loredana Balconi - Medico Chirurgo (Reggio
Emilia)
L'intestino, data la sua notevole estensione di contatto con le
sostanze alimentari che vi transitano ( circa
300 metri quadrati di superficie ) è forse il
più importante dei quattro organi di
eliminazione che il nostro organismo possiede (
gli altri tre sono: pelle, polmoni, reni ).
Nel
colon, il segmento dell'intestino compreso tra
l'intestino tenue a partire dalla valvola
ileocecale e il retto, si accumulano i residui
del bolo alimentare e termina la digestione
grazie all'intervento della flora batterica che
vi si trova normalmente. Qui sono assorbite
numerose ed importanti sostanze: l'acqua, i
glucidi e molti medicamenti.
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