SINTOMI di una MICOSI ORO-GASTRO-INTESTINALE
vedi:
Micoplasma e Micobatteri
+
Micotossine
+
Trasmissione malattie
+
Virus e batteri nelle Flugge ? + Parassiti
e Veleni
+
Micosi,
Candida +
Fermenti e Feci
+
Decalogo della Vita Sana
+ Falsità
della medicina ufficiale
+
COPROTERAPIA
(assunzione di feci selezionate)
Sindrome
infiammatoria chiamata "Asia" scatenata dai
vaccini !
ASIA_Sindrome
infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le
infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo di
sintomi, che i
medici impreparati
allopati chiamano erroneamente "malattie"....
Le infezioni del tratto digerente da
Candida che sempre sono all'origine della
proliferazione fungina nell'organismo possono provocare
sintomi diversi. Alcuni di questi sintomi sono così
tipici che dovrebbero dar luogo ad una diagnosi di
esclusione.
Ciò vale per il singolo sintomo, quando non si trova
alcuna spiegazione e anche per la combinazione di due o
più sintomi.
Ci auguriamo che il sospetto di una
infezione fungina del tratto digerente venga integrato
nella diagnostica medica di routine:
le analisi sono
semplici e non invasive, la percentuale di successo è
elevata e per la terapia vi sono a disposizione dei
prodotti sicuri ed efficaci sempre che la terapia segua
il
Protocollo della Salute
Ricordarsi
che le alterazioni degli enzimi,
della flora,
del pH
digestivo e della mucosa
intestinale influenzano la salute,
non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza
in qualsiasi parte dell'organismo.
Le RICERCHE
MOSTRANO un NESSO fra
MICROBIOMA
Intestinale (intestino)
e
CERVELLO - 09/01/2015
Chiamate collettivamente microbioma, le migliaia di
miliardi di microbi che abitano il corpo umano vivono
principalmente nell’intestino, dove ci aiutano a
digerire il cibo, a sintetizzare le vitamine e a
difenderci dalle infezioni. Ora, recenti ricerche sul
microbioma hanno dimostrato che la sua influenza si
estende ben oltre l’intestino,
fino ad arrivare al cervello. Negli ultimi 10 anni, vari
studi hanno collegato il
microbioma intestinale a una serie di comportamenti
complessi, come umori ed emozioni, appetito e ansia.
Il microbioma intestinale sembra contribuire al
mantenimento della funzionalità cerebrale, ma non solo:
potrebbe anche incidere sul rischio di disturbi
psichiatrici e neurologici, fra cui
ansia,
depressione e
autismo.
Una delle modalità più sorprendenti con cui il
microbioma influisce sul cervello è durante lo sviluppo.
“Esistono delle finestre evolutive critiche in cui il
cervello è più vulnerabile poiché si sta preparando a
rispondere al mondo circostante”, spiega Tracy Baie,
docente di neuroscienze presso la facoltà di veterinaria
dell’Università della Pennsylvania. “Così, se
l’ecosistema microbico della madre si modifica - per
esempio a causa di infezioni, stress o diete - ciò
cambierà il micro bioma intestinale del neonato, e gli
effetti possono durare tutta la vita.”
Altri ricercatori stanno esplorando la possibilità che
il microbioma abbia un ruolo nelle malattie
neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson.
Fonte: MedicalXpress.com :
http://tinyurl.com/kaa2j36
Commento NdR: ma cio’ puo’ accadere anche e non
solo per i
vaccini che il neonato subisce dai
due, tre mesi in avanti…infatti se una madre ha
delle
amalgami dentali in bocca (contengono
mercurio) il neonato potra’ subire delle conseguenze
anche gravi.
Sintomi tipici
Il
sintomo principale è l’alterata qualità delle feci.
Spesso i pazienti descrivono delle feci molli,
appiccicose, sformate e puzzolenti.
Vengono
però segnalate anche diarrea e costipazione. Ai sintomi
tipici appartiene anche la Sindrome di Roemheld.
L’iperflatulenza
del tratto gastrointestinale dovuta ai lieviti che
producono gas spinge il diaframma nel torace. Questo
provoca il respiro corto e disturbi cardiaci,
extrasistole e perfino attacchi di angina-pectoris.
Si pensa troppo raramente alla
possibilità di una infezione da fungo come
causa di questo ed altri disturbi.
Anche un
notevole prurito perianale che si rafforza con il calore
può accompagnare un’infezione da Candida del tratto
digerente.
Una
macerazione perianale ben delimitata caratterizza questo
quadro clinico. Si deve osservare l’eventuale presenza
di ragadi e di squame in quanto il processo può
propagarsi ai glutei. I dolori anali possono essere
predisponenti e portare all’eczematizzazione.
Troppo
spesso viene esclusa un’infezione da Candida e troppo
spesso vengono somministrati corticoidi che favoriscono
ulteriormente l’infezione anzichè eliminarla.
L'uso di
antibiotici
aggrava i vari sintomi in quanto i funghi si "nutrono" con gli antibiotici.
(NdR: L'utilizzo degli antimicotici non risolve il
problema in quanto appena i prodotti raggiungono il
tessuto colonizzato, i funghi che sono sempre sulle
superfici si ritraggono all'interno dei tessuti ed
attendono che termini l'INQUINAMENTO del tessuto con
l'antimicotico, per riapparire di nuovo e con maggior
forza, sia in loco sia lungo altri canali di
colonizzazione).
Una serie di pazienti si lamenta di esagerati attacchi
di fame, soprattutto per quanto riguarda zuccheri e
carboidrati. In questi pazienti si rilevano spesso delle
condizioni ipoglicemiche non spiegabili clinicamente. A
volte tali soggetti hanno già effettuato uno o più esami
per escludere il diabete, prima che un campione di feci
positivo indichi la giusta direzione.
Gli
attacchi di fame scompaiono già nei primi giorni di
terapia, mentre il meccanismo patogenetico non viene
ancora spiegato.
Vi sono
delle speculazioni circa il fatto che i tipi di funghi,
in particolare nella fase di micelio, possono
intervenire direttamente nel metabolismo dei
carboidrati.
Anche
l’intolleranza all’alcool può essere un sintomo.
I pazienti reagiscono al consumo di alcool con disturbi
non specifici, a volte persino con neuropatie
periferiche.
Le specie di Candida possono far fermentare i
carboidrati in alcool nell’intestino e produrre così
alcool fuselolo dannoso.
Oltre all’alcool etilico si forma anche alcool metilico
e fuseloli come alcool amilico e isoamilico.
Queste
fermentazioni sono note come: “fermentazioni sporche”.
Transaminasi alte e fegato grasso possono essere il
risultato di una fermentazione patologica con micosi
intestinale. Spesso tali pazienti sono stati
classificati come “alcolisti”, anche se essi in realtà
non assumevano alcool.
Un’importante indicazione di infestazione fungina nel
tratto digerente viene dato anche dalle micosi recidive
dei genitali, la micosi vaginale con la Balanitis
Candidosa. In questo caso è necessario includere anche
il partner nell’anamnesi in quanto vi può essere un
effetto “ping-pong” per cui l’infezione viene
costantemente scambiata per contatto sessuale.
Altre
importanti indicazioni di una micosi del tratto
digerente possono essere date da una permanente carenza
di flora batterica (disbiosi) e di ferro o zinco.
Nei
neonati e nei bambini le
coliche addominali e le dermatiti da pannolino sono i
sintomi principali. La citazione che “ogni bambino ha il
diritto ad una nascita senza funghi” non ha perso niente
della sua attualità bensì la sua conseguente
trasformazione tramite un trattamento antimicotico
adatto pre-parto potrebbe facilitare la venuta al mondo
per alcuni bambini.
I neonati con infezioni fungine vengono infettati a
livello peripartale nel canale del parto. Nelle prime
settimane di vita le specie di Candida nei neonati o nei
prematuri sono da considerarsi come germi patogeni a
causa dell’immunità cellulare non ancora sviluppata
completamente. La molteplicità dei sintomi pone
naturalmente il ricercatore di fronte a un dilemma
diagnostico.
Innanzitutto bisogna stabilire che non ogni sindrome non
chiara è automaticamente una micosi. Ma se subentrano
contemporaneamente due o più dei sintomi citati, il
medico dovrebbe essere tenuto ad escludere la
possibilità di un’infezione fungina dell’intestino.
Quanti
più sintomi si manifestano allo stesso momento, maggiore
sarà la probabilità di un’infezione da Candida del
tratto digerente.
Si
possono osservare altri sintomi meno specifici ma che
devono dar luogo ad una diagnosi corrispondente se si
manifestano in combinazione con altri criteri principali
o collaterali. A questi appartengono diverse
efflorescenze cutanee che possono accompagnare
un’infezione fungina.
Si possono riassumere nel concetto generale di Candide.
Le candidi si manifestano come efflorescenze
vescicolari, papulo-squamose o simili a eritema-nodoso,
da considerarsi come reazione cutanea
allergica-iperergica ad un’infestazione fungina. Si
possono anche manifestare come sottili squame lungo le
sopracciglia.
Ma anche
una pseudoacne o manifestazioni psoriasiformi possono
accompagnare un’infezione fungina.
Alcuni
pazienti si lamentano di stanchezza cronica, che in caso
di reperto positivo e successiva terapia scompare già
dopo pochi giorni.
Il
sovrappeso può essere una conseguenza dei costanti
attacchi di fame. Sia la diarrea che la stitichezza
cronica possono accompagnare una infezione da fungo.
Le artriti e le mialgie possono essere ricondotte ad una
micosi del tratto digerente. Queste rappresentano una
reazione agli immunocomplessi. Un’artrite può anche
essere, la conseguenza diretta di una sepsi fungina.
Anche le
infiammazioni croniche delle vie urinarie in cui la
prova batterica è sempre negativa dovrebbero far pensare
al fungo come causa.
Le specie
di Candida possono insediarsi sia nelle vie urinarie,
sia tramite diffusione ematogena di un focolaio
nell’intestino o arrivare agli organi interni e quindi
scatenare infezioni che naturalmente non scompaiono con
il trattamento antibatterico. Le intolleranze alimentari
sono maggiori nei pazienti con micosi del tratto
digerente.
Un’elevata permeabilità della parete intestinale con
entrata di componenti alimentari che agiscono come
antigeni è spesso sospettata, ma non dimostrata.
FATTORI DI RISCHIO PER UN’INFEZIONE
Terapia antibiotica antibatterica
Gli
antibiotici che
agiscono a livello
antibatterico danneggiano
la
flora eubiotica
del tratto digerente.
Questo facilita l’insediamento delle specie di Candida. Le
analisi sperimentali portano alla conclusione che vi sia
un “fenomeno di balia” tra i lieviti e i ceppi patogeni
di E.Coli che non sono fisiologicamente presenti
nell’intestino crasso.
Da
questo ne deriva l’esigenza di considerare la flora
intestinale dopo terapia antibatterica e di
ripristinarla con una corrispondente
introduzione di lattobacilli appropriati ed
in grado di riprodursi.
IMPORTANTE: Diviene
quindi INDISPENSABILE (per TUTTE le
malattie),
la loro assunzione periodica, senza dimenticare le altre
tecniche naturali collaterali (alimentazione
appropriata ed altri integratori tipo
micro
diete), riordinare
enzimi e
flora batterica
con appositi preparati (capsule) multi batterici a base
di ceppi di fermenti vivi, cioe' micro organismi
simbiotico residenti (autoctoni) non preparati su
basi derivate dal
latte:
Per l'elenco dei principali batteri utili per
l'intestino, vedi:
Batteri autoctoni
Ricordarsi
che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e
della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto a
livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.
Trattamento immunosoppressivo
Il
trattamento con corticosteroidi facilita l’insorgenza di
un’infezione fungina tramite la diminuzione della
risposta immunitaria.
La
Candidosi orale negli asmatici è un esempio tipico
dell’elevata incidenza di infezioni fungine nella
terapia a base di corticoidi.
I
pazienti soggetti a lunghi trattamenti sono da
considerare come pazienti a rischio di infezioni
fungine.
Dato che
queste rappresentano un ulteriore carico per i pazienti,
è necessario inserire nei controlli di routine anche la
regolare esclusione di eventuali micosi. Lo stesso vale
per ogni altra terapia immunosoppressiva.
Anche nei
pazienti con difetti delle cellule T vi sono sempre
infezioni fungine (aids)
Alimentazione ricca di zuccheri e povera di fibre.
Un’alimentazione ricca di zuccheri e povera di fibre
favorisce direttamente e notevolmente le micosi del
tratto digerente in quanto rappresenta l’ideale
rifornimento di energia per i funghi.
Farmaci che bloccano l’ovulazione
Probabilmente è l’aumentata offerta di glicogeni durante
la gravidanza che facilita il progredire di infezioni
fungine.
Un simile
effetto viene prodotto dai farmaci che bloccano
l’ovulazione ma e soprattutto lo ricordiamo dagli
antibiotici.
Un terzo
di tutte le donne manifesta prima del parto
un’infestazione da lieviti dei genitali che non in tutti
i casi si esprime con dei sintomi.
Il
68% delle donne infette trasmettono i germi al
neonato
Malattie
con elevato rischio di infezioni fungine
Alcune
malattie croniche comportano un elevato rischio di
infezioni fungine. A queste appartengono soprattutto il
Diabete mellito.
Favoriscono le infezioni fungine i deficit di cellule T,
leucemie e altre gravi malattie con ridotte difese
immunitarie.
Altri
rapporti tra malattie croniche e infezioni fungine sono
indicati qui di seguito.
Altri fattori di rischio e fonti di infezione
Gli
animali domestici (ad es. gatti, cani, uccellini) sono
spesso fonte di infezioni fungine. Il comportamento
scorretto nei confronti degli animali favorisce il
passaggio dell’agente patogeno dall’animale all’uomo.
Mentre il cane e il gatto trasmettono solitamente funghi,
gli uccelli sono una riserva per le specie di
aspergillus e cryptococchi.
Le
infezioni derivanti dal partner sono fonte di infezione
e soprattutto una possibile causa di recidive
particolarmente resistenti. Il partner infetto può
essere completamente privo di sintomi.
Per la
trasmissione è sufficiente anche un bicchiere usato e
non solo il contatto intimo. Una riserva di funghi può
essere anche la prostata.
Il
mangiarsi le unghie può favorire le infezioni da Candida
Parapsilosis. Questo fungo si trova solitamente nelle
micosi della pelle e delle unghie. Anche se si trova più
raramente nelle micosi delle membrane, si trova al
secondo posto degli agenti patogeni di setticemie da
funghi.
Lavaggi
intimi, protesi dentali e altri materiali artificiali
nella cavità orale, come pure spazzolini da denti che
vengono cambiati poco, possono essere potenziali fonti
di infezione, come anche le colture autoprodotte ad es.
di Candida/Kefir.
Non raramente queste sono
parassitate da germi che proliferano a dismisura come
Candida Albicans.
Fattori di rischio e persone ad elevato rischio di
malattia
MALATTIE CON RISCHIO ELEVATO:
- malattie infettive batteriche
- diabete mellito
- malattie ormonali
- malattie ematiche
- deficit immunitari
- tumori
CURE CON:
- antibiotici
- immunosoppressori
- corticosteroidi
- citostatici
GRUPPI DI PERSONE:
- donne gravide
- prematuri e neonati
- anziani
- soggetti che dedicano scarsa attenzione all’igiene del
corpo (alcolisti o altri soggetti dipendenti)
Lavaggio e Idro-colon-terapia
-
All’inizio di una terapia antimicotica può essere utile
un lavaggio come quelli effettuati prima di interventi
endoscopici od operatori con appositi basicizzanti da
introdurre nell'acqua utilizzando il lavaggio
intestinale (clistere.
Il lavaggio intestinale porta ad un completo svuotamento
dell’intestino e può migliorare la motilità. In questo
modo viene facilitata la ricostruzione della flora
intestinale fisiologica che deve essere reintegrata per
mezzo dell'assunzione di preparati
multibatterici più
microdiete.
Inoltre, in condizioni favorevoli, il lavaggio può
ridurre il numero dei funghi che vivono nell’intestino e
quindi ottimizzare le condizioni per la successiva
terapia. Un’altra interessante possibilità viene offerta
dall’idro-colon-terapia.
Meccanismi di difesa del corpo contro le infezioni
fungine
- Un
ruolo molto importante nella difesa contro le infezioni
fungine viene svolto dai leucociti e dai macrofagi.
Nel tratto respiratorio ad esempio la fagocitosi delle
cellule fungine viene effettuata dai leucociti
neutrofili e dai macrofagi alveolari. I disturbi di
questi meccanismi, dovuti a farmaci o difetti
immunitari, possono avere come conseguenza delle
infezioni cronico-recidivanti.
Anche i funghi stessi possono danneggiare attivamente la
fagocitosi.
Tramite
alcuni esperimenti condotti su animali si è osservato
che la C. albicans può disturbare la fagocitosi
attraverso i macrofagi peritoneali.
I
fagociti fagocitano le singole cellule dei funghi sia in
organismi già sensibilizzati che non sensibilizzati.
In
questi ultimi le pseudoife possono crescere rapidamente
e distruggere i fagociti.
I
soggetti con una elevata tendenza alle infezioni
fungine, hanno dei leucociti neutrofili a cui manca un
enzima speciale e quindi non possono distruggere la
cellula del fungo fagocitata.
Un altro ruolo importante viene svolto dal sistema delle
cellule T, in particolare dalle Placche di Peyer nel
tratto intestinale.
I
pazienti con dei difetti genetici o ereditari della
cellula T si ammalano più frequentemente di gravi
candidosi.
Non è ancora stato dimostrato se la canditossina
interviene in questo caso.
Un’infezione fungina porta di solito alla formazione di
anticorpi IgM e IgG, tuttavia questo non avviene sempre.
Le
infezioni da C. Krusei o C. Pseudotropicalis non
provocano alcun marcato aumento del titolo.
Condizioni per la formazione di un
infezione
- La
gravità di una micosi da Candida può andare
dall’infestazione cutanea o della mucosa, fino ad un
insediamento nell’organo e la generalizzazione
sistemica. Il presupposto é costituito però da fattori
predisponenti. In un tessuto sano con microecologia
intatta e buona situazione immunitaria dell’organismo, i
funghi non riescono a penetrare. Sono necessari altri
fattori di disturbo affinché la micosi possa attaccare
il tratto digerente. Queste micosi sono delle infezioni
endogene che si sviluppano su un precedente danno.
Oltre alle immunopatie deficitarie, affinché l’infezione
fungina possa insediarsi, contribuiscono in particolare
i seguenti fattori:
- Terapia antibiotica con lesione della mucosa e/o danno
della flora intestinale (anche molto tempo prima)
- Terapia immunosoppressiva, anche con corticoidi
- Alimentazione errata con un eccessivo consumo di
zucchero; alimentazione povera di oligoelementi e di
fattori vitali
Le tetracicline possono ad esempio danneggiare
direttamente a livello tossico l’epitelio della mucosa
intestinale.
Da questo gli antibiotici ostacolano non solo la sintesi
degli anticorpi ma anche le caratteristiche fagocitarie
dei leucociti.
Anche i prodotti di decomposizione dei batteri uccisi
dall’antibiotico
possono danneggiare l’epitelio.
Un
trattamento antibiotico può portare alla formazione di
una piccola colonia di funghi che solo più tardi provoca
dei sintomi.
Importanza della flora
intestinale fisiologica
Gli antibiotici danneggiano soprattutto il delicato
equilibrio tra batteri intestinali aerobi ed anaerobi.
I
batteri intestinali ricoprono in modo fisiologico la
superficie intestinale come un tappeto vivente. Un
trattamento con antibiotici ad ampio spettro danneggia
questo equilibrio e diminuisce la capacità della flora
intestinale di contrapporsi alla colonizzazione dei
funghi. L’antagonismo batterico che sussiste normalmente
contro l’infestazione fungina viene così ridotto.
Sulla base di queste osservazioni bisogna considerare
se, almeno nei pazienti a rischio, non sia il caso di
combattere queste complicazioni micotiche indesiderate
dopo una terapia antibiotica attraverso una sostituzione
probiotica di lattobacilli. In ogni caso si deve
trattare una micosi secondaria già formata.
Se
non riconosciuta, questa si può cronicizzare e diventare
rilevante clinicamente anche dopo alcuni anni, senza che
il terapeuta possa far riferimento alla terapia
antibiotica effettuata molto tempo prima.
Corticosterodi/Immunosoppressori
I
corticosteroidi svolgono un ruolo importante nella
formazione delle micosi. La terapia steroidea impedisce
la reazione infiammatoria e reprime la reazione di
difesa vascolare, proliferativa ed essudativa. Inoltre
questi farmaci ostacolano la proliferazione del tessuto
connettivo e abbassano il numero di linfociti e
leucociti.
- Questo
effetto è naturalmente voluto e necessario. Bisogna però
rilevare che i pazienti sotto terapia a base di
cortisone sono particolarmente minacciati da una
complicazione micotica e perciò devono essere
controllati regolarmente in questo senso.
Altre sostanze
immunosoppressive facilitano l’attacco da parte di
un’infezione fungina agendo sul sistema immunitario
cellulare.
Nei pazienti che seguono tale terapia le
infezioni fungine possono procedere e svilupparsi in
modo estremamente rapido.
Alimentazione
errata
La cattiva alimentazione è infine un altro fattore per la
formazione di una micosi del tratto digerente.
Nel 1992 il tedesco medio consumava 27 chili di zucchero.
Questa forma di alimentazione favorisce molto i funghi,
in particolare quando mancano fibre ed oligoelementi.
Una eccessiva offerta di zucchero può danneggiare
l’equilibrio batterico nell’intestino e ridurre
l’antagonismo batterico.
Se è presente un sufficiente substrato nutritivo i batteri e
i funghi si moltiplicano gli uni accanto agli altri.
Da ciò risulta anche
l’estrema importanza di una conseguente dieta anti-fungo
nella terapia delle micosi del tratto digerente.
vedi anche
Consigli alimentari
TUTTI i parassiti, funghi,
batteri, virus, sostanze, si possono detettare -
sequenziare con la:
Spettrofotometria
Molto
utile in certi casi, e' anche l'ARGILLA
(fango di terra argillosa)
mangiata come
un "dolce" ogni giorno
od ogni 2 o 3 giorni
per un certo periodo che in genere varia
da soggetto
a soggetto, con
un minimo
di 15 giorni; alle volte e' necessario
assumerla
per periodi
piu' lunghi. Fare
attenzione che
l'argilla
puo' portare
stitichezza.
L'argilla con
il suo potere mineralizzante, cicatrizzante e
chelante, fornisce un ottimo ausilio a
tutti coloro che si debbono
disintossicare dalle sostanze
tossiche, aiutando la
disinfiammazione
e la
disintossicazione
dell'apparato
digerente ed il corpo intero.
Continua
in:
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