Micoplasma
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in:
Micoplasma 2
Nome
comune con cui si definiscono gli organismi appartenenti al
genere
Mycoplasma, compreso nel regno dei
procarioti (o monere)
I micoplasmi sono organismi
unicellulari di dimensioni inferiori a un micron; sono privi
di una parete esterna (caratteristica che li distingue dai
batteri).
Possono avere forma molto variabile, tondeggiante (forma a
cocco), ad anello, a spirale oppure filamentosa. Si
riproducono soprattutto per gemmazione, ossia attraverso un
tipo di
riproduzione asessuata in cui si formano per mitosi
nuove piccole cellule, che successivamente si accrescono
fino a raggiungere le dimensioni delle cellule mature.
Ipotesi sulla filogenesi dei
micoplasmi e di microrganismi affini
Le opinioni sull’origine dei
micoplasmi sono molto discordi (Lovisolo, 1973). In generale
molti microbiologi considerano i micoplasmi originati da
batteri attraverso una lunga strada evolutiva che ha incluso
sia il passaggio a forme L’ che il parassitismo
intracellulare (Lovisolo, 1973). Questa ipotesi ha molti
aspetti convincenti, sebbene non sia stata confermata dalle
più recenti conoscenze genetiche (Lovisolo, 1973). Le
differenze a livello di sequenza delle basi nucleotidiche
nei DNA delle forme L’ e dei micoplasmi sono tali che in
prove di ibridazione fra DNA di micoplasmi e DNA di ´forme
L’ non è mai stato dimostrato alcun caso di omologia
sequenziale significativa, il che indica scarsa similarità
genetica.
- Breed et al. (1957), Hayflick
(1969) affermarono che la maggior parte degli studiosi
considera i micoplasmi diversi dai batteri classificandoli
nel Phylum Protophyta, nella classe Mollicutes con il solo
ordine delle Mycoplasmatales.
Nella pubblicazione di Edward et
al. (1972) si riportano i requisiti standard minimi fissati
dal Sottocomitato sulla Tassonomia delle Mycoplasmatales per
distinguere i batteri dai micoplasmi. Per la descrizione di
nuove specie di micoplasmi il Sottocomitato sulla Tassonomia
delle Mycoplasmatales richiede si individui:
- a mancanza di parete cellulare;
- il tipico aspetto delle colonie;
- la filtrabilità attraverso
membrane filtranti di 450 nm;
- l’assenza di reversione a
batteri.
Davis e Whitcomb (1971) Lovisolo
(1973) indicano altre differenze tra batteri e micoplasmi:
minore contenuto di citosina e
guanina nei micoplasmi (circa il 24% anche se alcune specie
ne possono contenere fino al 40%) rispetto ai batteri;
più alto contenuto in lipidi nei
micoplasmi (fino al 40% del peso secco) rispetto ai batteri;
assenza di acido murammico;
resistenza alle penicilline.
Belli (1970) sostiene che i
micoplasmi sono da considerare per vari aspetti forme
intermedie fra virus e batteri.
Alcuni autori ritengono che i
micoplasmi siano le prime forme di vita comparse sulla
terra, poiché essi sono i più piccoli microrganismi oggi
conosciuti capaci di crescita e riproduzione autonome
(Belli, 1970). Le loro dimensioni possono variare da 50 fino
a 1000 millimicron; tuttavia le forme più frequenti sono
comprese fra 150 e 500 millimicron (Belli, 1970). Matthews
(1970) considera i micoplasmi come i microrganismi dai quali
avrebbero potuto avere origine i virus attraverso una serie
di ipotetici stadi evolutivi includenti il parassitismo
obbligato, la perdita di ribosomi e della membrana cellulare
(10).
|
(10) Per quanto concerne la
filogenesi dei micoplasmi abbiamo riscontrato una
serie di ipotesi in netto contrasto tra loro, ma
tutte molto affascinanti. |
3) Cenni sulla morfologia,
struttura e caratteristiche dei micoplasmi e microrganismi
affini
Visti al microscopio elettronico
i micoplasmi appaiono come corpi tondi, oppure ovoidali o
allungati, a volte provvisti di protuberanze più o meno
accentuate fino a divenire veri e propri filamenti (Belli,
1970) la cui crescita riflette la natura dei substrati di
coltivazione che contengono sostanze nutritive in qualche
misura correlate alla composizione chimica della membrana
citoplasmatica (McElhaney e Tourtellotte, 1969). Il corpo
dei micoplasmi è costituito da un’unica cellula, nella quale
si possono distinguere numerosi ribosomi disposti
prevalentemente nella zona periferica del citoplasma (Belli,
1970).
Essi sono pure molto numerosi nelle forme giovanili
denominate corpi elementari (Belli et al., 1973). I ribosomi
dei micoplasmi sono simili a quelli dei batteri (14 nm di
diametro) e differenti da quelli degli eucarioti. Nel
citoplasma sono presenti occasionalmente vacuoli circondati
da una membrana di tipo citoplasmatico e corpi scuri del
diametro di 20 – 60 nm (3 – 5 per cellula) che si pensa
siano associati alla presenza di lipidi.
La cellula è delimita soltanto
da una tenue unità di membrana tristratificata, elastica,
deformabile, di natura lipoproteica, spessa 7 – 8 nm. In
alcune specie la superficie esterna della membrana è liscia,
mentre in altre è provvista di piccole protuberanze regolari
che ricordano quelle dei mixovirus. Saglio et al. (1971) in
piante affette da "Citrus Greening" hanno descritto
micoplasmi con una membrana spessa circa il doppio (20 nm),
rispetto ai valori normalmente rilevati. Ciò farebbe
supporre, osservano gli autori citati, che l’agente del "Citrus
Greening" appartenga ad una nuova classe di patogeni simili,
ma differenti dai micoplasmi. L’assenza di parete cellulare
rigida spiega lo spiccato pleomorfismo, il quale risulta
influenzato dalle condizioni nutrizionali e dal tipo di
substrato (Belli, 1970; Davis e Whitcomb, 1971; Lovisolo,
1973). Le forme pleomorfiche dei micoplasmi sono state
confuse con artefatti prodotti nel corso delle preparazioni
per la microscopia elettronica ed hanno indotto i
ricercatori a giungere a conclusioni spesso discordanti tra
loro (11).
|
(11) Le difficoltà di
interpretazione possono essere correlate alle
metodologie di laboratorio adottate per la
preparazione dei campioni. Proprio nello studio dei
micoplasmi emergono i limiti delle tecniche, in
quanto frammenti di micoplasmi vengono scambiati per
forme micoplasmiche. Inoltre, occorre ricordare, il
difficile studio delle modalità di riproduzione dei
micoplasmi, con le diverse forme presenti. |
Lovisolo (1973) afferma che la
maggior parte degli autori è tuttavia concorde nel
riconoscere tre principali tipi di strutture:
- piccoli corpi sferoidali del diametro di circa 75 – 150 nm
(corpi elementari);
- forme intermedie, pleomorfiche, con ribosomi uniformemente
distribuiti;
- cellule mature sempre pleomorfiche e grandi fino a circa
600 nm di diametro.
I micoplasmi sono pure
sprovvisti di un vero e proprio nucleo; le funzioni nucleari
risultano svolte dalla zona centrale del citoplasma, che è
detta appunto "Zona nucleare" (Belli, 1970; Belli et al.,
1973). Contengono sia acido ribonucleico (RNA) che
desossiribonucleico (DNA); quest’ultimo di tipo fibrillare
del diametro di circa 3 nm, a disposizione circolare (Lovisolo,
1973).
Il contenuto di RNA (ribosomiale e transfer) può
variare complessivamente fra il 3 e il 10% del peso secco;
quello in DNA fra l’1,5 e il 4% (Belli, 1970). Il contenuto
complessivo in acidi nucleici può raggiungere secondo
Lovisolo (1973) valori più elevati fino al 20% circa del
peso secco.
Nella specie M. gallisepticum
Lovisolo (1973) descrive la presenza di un umbone (bleb)
dove è localizzata l’attività fosfatasica che si pensa abbia
una qualche funzione legata alla divisione cellulare.
L’umbone afferma Lovisolo (1973) è una caratteristica del
solo M. gallisepticum che d’altra parte ha una membrana più
rigida di quella delle altre specie; da ciò verosimilmente,
la forma delle sue cellule abbastanza caratteristica, simile
a quella di una bottiglia di coca–cola con l’umbone come
bocca.
Tratto da:
minerva.unito.it
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Il dottor Donald Scott ritiene che la fibromialgia,
l’alzheimer, la sclerosi multipla, l’encefalomielite
mialgica (o sindrome da affaticamento cronico), insieme
con altre affezioni neurosistemiche, siano la conseguenza
dell’aggressione del micoplasma, un batterio che è stato
geneticamente modificato in vari laboratori canadesi e
statunitensi e quindi sperimentato sulle popolazioni
inconsapevoli.
I micoplasmi sono stati e
vengono sparsi
- ricorda Scott -
soprattutto con gli aerei. Lo studioso Tom Montalk ha
individuato nelle
chemtrails vari batteri: lo
Pseudomonas eruginosa,
Enterobatteri e la
Serratia marcescens.
Lo Pseudomonas eruginosa è un batterio che è stato
modificato geneticamente da aziende come la
Pathogenesis (Chiron).
Se inalato, può provocare immunodepressione e danni alle
cellule in cui si insedia come ospite.
Commento NdR: questi
medici, pur riconsiderando le
fasulle ideologie della
medicina ufficiale
in materia di cause delle "malattie",
si dimenticano che i
germi NON sono le cause
dei vari
sintomi, che i
medici della
medicina
ufficiale chiamano impropriamente "malattie",
bensi essi sono il risultato del
terreno
alterato che presenta quei vari
sintomi, questo perche' il
terreno
fisiologico e quindi il sistema
immunitario di quei soggetti ammalati, e'
immunodepresso da qualche causa ad es. i
Vaccini e quindi avendo un
terreno immunitario e fisiologico
alterato da quelle vere cause, i germi eterologhi =
estranei introdotti in vari modo, divengono concausa
dell'aggravamento dei sintomi gia' preesistenti, perche'
essi in genere (non tutti i tipi), producono sostanze tossiche all'interno dell'organismo
es.
micotossine.
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Bacilli T, e’ un nome generico, molto
probabilmente i
microrganismi
(autoctoni
mutati e/o eterologhi) coinvolti
(come concause), appartengono anche a
più specie.
Essi non sono "nuovi germi",
sicuramente la ricerca
oncologica li ha più volte notati
senza comprendere la loro funzione biologica per noi più
importante: stimolare la reazione vescicolare delle
cellule
sane.
Hanno una grandezza di 0.2–0.3 micron,
sono Gram negativi e in coltura colpiscono l’olfatto con un
odore che ricorda un corpo in putrefazione.
In campo scuro appaiono come
puntini luminosi e quando sono vivi ed attivi si muovono
vivacemente a zig-zag.
Circolano liberamente con il flusso
sanguigno ed in tal modo sono capaci di “colpire” qualsiasi
cellula in qualsiasi parte del corpo.
Riepilogo delle fasi del processo canceroso
La prima fase é caratterizzata dalla:
1 - Reazione vescicolare delle cellule
sane, prodotta e stimolata dalla presenza dei bacilli T.
2 - Aggregazione vescicolare,
formazione e maturazione delle cellule cancerose.
3 - Formazione della massa tumorale.
La seconda fase è invece caratterizzata
dalla:
4 - Morte e decomposizione putrida
delle cellule cancerose che compongono la massa tumorale.
5 - Massiccia, progressiva ed
accelerata intossicazione del sangue da parte dei “detriti”,
dei batteri della putrefazione e bacilli T.
6 - Cachessia, putrefazione
generalizzata di tutto l’organismo e conseguente morte.
In un organismo sano, le cellule
muoiono ugualmente ma a differenza di un organismo
bioenergeticamente debole, esse sono “riassorbite”
dall’organismo proprio come in un’economia sana e florida il
personale licenziato da una azienda viene riassorbito e
assunto in un’altra.
Diagnosi precoce del cancro
vedi anche:
http://www.cellulacancerosa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=21&Itemid=23&lang=it
Tratto da: cellulacancerosa.it
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Tra i Micoplasmi, interessano
la patologia umana solo i microrganismi
appartenenti al genere Micoplasma ed Ureaplasma,
definendo di classica derivazione genitale M. hominis,
U. urealyticum, e M. genitalium. (5-6).
Si tratta di parassiti cellulari
di superficie: non penetrano all'interno delle cellule ne'
diffondono verso i tessuti profondi ma aderiscono alla
membrana plasmatica degli epiteli urogenitali determinando
danno cellulare proprio a seguito di questo intimo contatto.
Tuttavia spesso questi microrganismi coesistono con il loro
ospite in un equilibrio che può rompersi, esitando in
malattia conclamata con tendenza alla cronicizzazione.
M.hominis e soprattutto U.urealyticum sono chiamati in causa
in un ampio range di patologie del tratto urogenitale.
Nella femmina sono responsabili di vaginiti, uretriti e
aborto precoce.
Nel maschio possono determinare uretriti non gonococciche,
prostatiti e prostato-vescicoliti subacute (25-50% dei
casi) spesso accompagnate da emospermia
Sono stati anche descritti casi di epididimiti e balaniti :
frequenti sono le forme asintomatiche o subacute.
Per quanto concerne le specie di
maggiore interesse, M.hominis e soprattutto
U.urealyticum, queste sono state messe in relazione
con disordini della riproduzione.
Facendo riferimento all'infertilità maschile, U.urealyticum
è stato spesso isolato dallo sperma e dal contenuto delle
vescicole seminali di soggetti infertili. In questi pazienti
il liquido seminale presenta caratteri che lo
differenziano da quello normale per volume dell'eiaculato
che risulta superiore alla norma , per numero degli
spermatozoi che appare diminuito, per una loro minore
motilità e per un aumento di forme immature. Si è anche
notato un aumento del pH del liquido seminale da far
risalire all'attività metabolica del microrganismo
E’ ormai accertato come i
micoplasmi, e in modo particolare gli ureaplasmi, siano
responsabili di una diminuzione della mobilità degli
spermatozoi con ripercussioni sulla loro attività per
effetti diretti dovuti ad alterazioni morfologiche come
anche per effetti indiretti dovuti ad
alterazioni funzionali. Il momento iniziale del fenomeno è
certamente connesso con l’espressione della caratteristica
adesività di questi microrganismi che mostrano uno spiccato
tropismo per la zona del colletto.
Alla fase di adesione seguirebbe
una fase per così dire di natura biochimica: un enzima
prodotto dai micoplasmi, la neuraminidasi, modificando
l’acido sialico concentrato nell’acrosoma, verrebbe a
compromettere l’attività motoria dello spermatozoo per
connessa alterazione delle cariche elettriche superficiali.
Alle alterazioni funzionali concorrerebbero inoltre la
produzione di sostanze spermiotossi che e anticorpi
specifici, presenti nelle secrezioni e soprattutto nel
liquido seminale, i quali legandosi ai microrganismi adesi
determinerebbero una spermioagglutinazione.
Di recente, soprattutto in casi
di infezioni a decorso cronico, è stata focalizzata
l'attenzione su un'altra specie, M. genitalium, la cui
azione patogena è legata non solo alla capacità adesiva ma
alla capacità di penetrare nelle cellule della mucosa
genito-urinaria.
Per la difficoltà di coltivazione per più di un decennio
poco si è conosciuto di questo microrganismo ma con
l’avvento di tecniche diagnostiche di biologia molecolare si
è potuto dimostrare come esso sia responsabile fino al 30%
dei casi di uretrite non gonococcica (NGU).
Inoltre è stato evidenziato come questo microrganismo, in
quanto intracellulare e quindi capace di eludere il sistema
immunitario, sia in grado di instaurare infezioni latenti
potenzialmente riattivabili per un effetto sinergico legato
a microrganismi superinfettanti.
Tratto da: clicmedicina.it
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Come agisce il
micoplasma
Il micoplasma agisce penetrando nelle singole cellule
dell'organismo, secondo la predisposizione genetica di
ciascuno. Se l'agente patogeno distrugge determinate cellule
del cervello, si possono contrarre malattie neurologiche,
mentre se aggredisce le cellule dell'intestino inferiore, si
può contrarre la colite di Crohn.
Il micoplasma, una volta penetrato nella cellula, a volte vi
può restare latente per dieci, venti o trent'anni;
può tuttavia essere innescato nel caso si verifichi un
trauma, esempio una
vaccinazione che non
determina una reazione immunitaria.
La creazione del micoplasma
Molti medici non sono a conoscenza di questo micoplasma,
poiché esso fu sviluppato dai settori
militari statunitensi
nell'ambito della sperimentazione relativa alla guerra
biologica. L'agente in questione fu brevettato dall'esercito
degli Stati Uniti e dal Dottor Shyh Ching Lo. Nel 1942 i
governi di Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna stipularono
un accordo segreto allo scopo di creare due armi biologiche
(una che rendesse inabili ed una che uccidesse) da usare
contro la Germania ed il Giappone, paesi che stavano
anch'essi elaborando armi batteriologiche.
I governi di cui sopra si concentrarono principalmente sul
batterio Brucella e cominciarono a trasformarlo in un'arma.
Anche il Servizio "sanitario" pubblico negli U.S.A. seguì da
vicino il programma, mentre i Centri di "controllo" delle
malattie lavoravano a fianco dei militari per trasformare
patogeni esistenti da tempo immemorabile in modo che
diventassero più contagiosi ed efficaci. Lo
Special virus cancer program, ideato dalla
C.I.A., creò un agente patogeno contro il quale
l'umanità non disponesse di immunità naturale (furono i
prodromi della sindrome che, in seguito fu denominata
A.I.D.S.): questo
programma fu camuffato da piano per la lotta contro
il cancro.
Brucella cristallina
Un documento di uno studio del Senato declassificato il 24
febbraio 1977, dimostra che George Merck, della ditta
farmaceutica Merck Sharp & Dohme
(che ora produce farmaci per curare malattie che un tempo
essa stessa creò), nel 1946 riferì al Ministro della guerra
che i suoi ricercatori erano riusciti, per la prima volta,
ad isolare l'agente patogeno in forma cristallina: avevano
prodotto una tossina batterica estratta dal batterio
Brucella. Tale tossina poteva essere trasmessa da
vettori come gli insetti, l'irrorazione aerea o la catena
alimentare. La Brucella è un agente che non uccide, ma rende
inabili le vittime.
Tuttavia, secondo il dottor Donald Mac Arthur del Pentagono,
presentatosi nel 1969 innanzi ad una commissione
congressuale, gli scienziati avevano scoperto che,
disponendo di micoplasma di notevole virulenza, (10 alla
decima potenza) esso si sarebbe sviluppato in
A.I.D.S. ed il paziente
sarebbe deceduto, dato che l'agente era in grado di eludere
le naturali difese umane.
Nel caso di una virulenza di 10 all'ottava, la persona
avrebbe manifestato la sindrome da affaticamento cronico o
la fibromialgia; con virulenza di 10 alla settima, la
vittima avrebbe subito un deperimento.
Giacché l'agente patogeno cristallino si discioglie nel
sangue, le comuni analisi del sangue e dei tessuti non ne
rilevano la presenza. Il micoplasma cristallizza solo a 8.1
pH ed il sangue ha un pH di 7.4, il medico quindi
penserà che i disturbi accusati sono frutto della vostra
immaginazione.
Tratto da: nexusitalia.com
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Influenza Aviaria o
Micoplasma Pandemico ?
Se la popolazione mondiale verra’ colpita da una malattia pandemica, con sintomi di
tipo “influenzale” la causa potrebbe essere una specie di
microrganismo noto come Mycoplasma (Micoplasma)
e NON un
"virus" modificato dell’influenza aviaria.
By Donald W. Scott,
MA, MSc e William L.C. Scoti ©2006 - The Common Cause
Medical Research Foundation - PO Box 133, Stn 'B' Sudbury,
ON P3E 4N5, Canada
Programma di lotta contro il cancro di
origine virale
Quando iniziammo a raccogliere
quanti dati cruciali possibili sull'influenza, francamente
non avevamo idea del ginepraio in cui la cosa ci avrebbe
condotto. La nostra prospettiva era che l'influenza fosse
una malattia che ricorreva frequentemente nell'uomo, negli
uccelli e nei gruppi animali... specie quando risultavano
ammassati (NdR: e mal-alimentati) a stretto contatto più di
quanto non accade ordinariamente (NdR: quando sono allevati
nei campi).
Sapevamo inoltre che determinate organizzazioni
come l'Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS),
gli Istituti Nazionali di Sanità (NIH) e i Centri per il
Controllo delle Malattie ICDC) degli Stati Uniti, più certi
gruppi editoriali come il New York Times, stavano portando
avanti un vero e proprio martellamento (NdR:
Terrorismo
Psicologico), nonché la cantilena "L'influenza sta
arrivando, l'Influenza sia arrivando".
Una volta riordinati i fatti, arrivammo a
capire che non avevamo a che fare con una normale e
possibile pandemia di influenza.
Il
quadro che emergeva sconcertava persino noi.
La citazione che segue è tratta da un documento del
governo statunitense, pagato dai
contribuenti statunitensi, intitolato 'The Virus Cancer
Program" (Programma di lotta
contro il cancro di
origine virale, ndt); sulla copertina compaiono la data
(giugno 1978) e le note relative all'editore: "Division
of Cancer Cause and Prevention; US Department
of Health.
Education, and Welfare; Public Health Service;
National Institutes of
Health".
A pagina 19 si può leggere quanto segue:"...diversi
vaccini vivi attenuati contenenti
adenovirus
sono stati
somministrati a popolazioni
umane selezionate come misura di lotta contro debilitanti
infezioni delle vie
respiratorie.
Le cose si
sono ulteriormente complicale allorquando si è scoperto che
il papova virus oncogeno [cioè in grado di provocare carcinoma]
SV40,
prelevato da cellule di scimmie usale per propagare
gli adenovirus, era presente come principale
agente contaminante
nei
preparati di questi vaccini.
Dato che da colture miste di adenovIrus-SV40
sono stati isolali virus ibridi dotati di uno spettro di
funzioni biologiche,
questi vaccini
con adenovirus
contenevano senza alcun dubbio
tali virus ricombinanti.
Così in oltre un
milione di persone sono stali inoculati
elementi rappresentativi di due
gruppi di virus a DNA con
note proprietà oncogene"
[il corsivo è degli autori].
In altri
termini, il governo
degli Stati Uniti ha iniettato a un milione di cittadini
statunitensi un
virus cancerogeno delle scimmie (NdR:
per
mezzo dei
vaccini).
Una malattia
"simile all'influenza" prodotta
con metodi di ingegneria genetica.
Negli anni '60 milioni di abitanti del Terzo
Mondo vennero radunati dai militari stranieri
che occupavano i loro paesi e furono vaccinati gratuitamente
contro il vaiolo.
Le truppe occupanti erano principalmente
francesi, inglesi, belghe e portoghesi, mentre il
donatore del vaccino gratuito contro il
vaiolo era nominalmente l'OMS - tuttavia in
realtà era prevalentemente il governo
statunitense che aveva mandato 17 gruppi di elementi del CDC
di Atlanta a vaccinare milioni di persone.
I destinatari di questa generosità
statunitense furono informati che il vaccino li avrebbe
aiutati ad evitare il rischio
del vaiolo. Comunque ora risulta che essi hanno ricevuto qualcosa di
nuovo in cambio:
il virus dell'immunodeficienza umana (HIV),
il retrovirus presunta causa della sindrome da
immunodeficienza acquisita (AIDS).
(NdR questi autori postulano che sia
possibile che il virus HIV sia responsabile dell’Aids,
mentre sono le tossine vaccinali nel loro complesso che
rendono i soggetti
immunodepressi e quindi in grado di somatizzare l’AIDS).
Se si dispone di tempo è possibile reperire
prove incontrovertibili del fatto che l'AIDS,
che attualmente colpisce e uccide circa 8.000 persone al
giorno, era essenzialmente un "prodotto
made in the USA".
Abbiamo
presentato alcune prove sulla rivista The Journal of Degenerative
Diseases
(vol. 5, nr. 3, autunno 2004) e nel nostro
ultimo libro Life: From Piante lo Anìmals io Us,
quindi non le
riproporremo in questa sede.
Quello che temiamo è un'altra possibilità,
data all'umanità, di scambiare un'antica malattia (influenza
virale) con qualcosa di
nuovo: una "malattia simile all'influenza" causata da una
specie
di Micoplasma.
In realtà se i nostri peggiori timori si sono
concretizzati, larga parte dell'umanità è già stata
contaminata da
questo nuovo agente patogeno letale, che è stato elaborato
in base al suo antecedente naturale dagli enti del governo
statunitense
preposti a ricerca, sviluppo, collaudo e
spiegamento delle armi per la
guerra
biologica,
coadiuvati dai relativi partner universitari e commerciali.
Sembra che fra breve ai cittadini
statunitensi e britannici verrà
richiesto di accettare una vaccinazione per "proteggersi"
dall' "influenza".
Non si sa esattamente da quale ceppo di influenza
essi debbano "proteggersi", ma la specie chiamata "influenza
aviaria", altrimenti nota come H5NI, viene propagandata dai
mezzi di comunicazione di massa come il possibile candidato.
Gli altri ingenui alleati della
"Coalizione", quali Polonia,
Ucraina, Italia, Spagna e Australia,
probabilmente seguiranno l'esempio
dei loro "Grandi Fratelli" anglostatunitensi ed
accetteranno il “regalo della vaccinazione” per proteggersi
dall'influenza.
Altri paesi come Canada,
Francia, Germania e Giappone
subiranno la pressione di media selezionati
che, nell'interesse dei loro
"stimati lettori", inviteranno a fare
altrettanto.
A questo proposito va sottolineato
che nel settembre 2005 il presidente
USA George Bush ha dichiarato che:
"potrebbe
trovarsi costretto a ricorrere ai militari per somministrare
il
vaccino
e confinare i
dissenzienti
in campi di concentramento
sino
a quando anch'essi non
accetteranno il vaccino proposto".
Tenete presente che il Portogallo
e il Belgio ricorsero ai militari per garantire che i
cittadini delle colonie occupate in India (Goa) e in Africa
accettassero i
vaccini "gratuiti" contro il vaiolo che vennero loro imposti
a metà
degli anni '60-inizio anni '70.
Il vecchio trucco del "Ecco
un vaccino gratuito"
ha funzionato
con i paesi del Terzo Mondo che hanno inavvertitamente scambiato
il vaiolo con l'AIDS.
Vi è motivo di credere che la cosa funzionerà
di nuovo - solo
che questa volta, per il resto di noi, ciò accadrà nei
prossimi cinque
anni o anche prima, quando questa nuova malattia mortale
avrà fatto la sua comparsa.
Inoltre, come abbiamo scoperto, essa
probabilmente è già in marcia.
Sembrerà influenza,
ucciderà
come l'influenza, e si avrà anche la sequenza batterica.
Ma non
sarà
influenza
!
Oggi questo scenario apocalittico è difficile
da immaginare, ma
nel 1950 chi avrebbe pensato che appena cinquant’anni più
lardi
l'epidemia di AIDS avrebbe ucciso 8.000
persone al giorno ?
Al
fine di aiutarvi ad accettare la possibilità
di questo nuovo scenario, citiamo un passo del libro
"Decith in the Air
"(Morte nell'aria), pubblicato ne! 2001 dal ricercatore
Leonard Horowitz:
"...nel 1970, subito dopo che l'allora
Consigliere per la Sicurezza
Nazionale Henry Kissinger auspicò una drastica riduzione
della popolazione del Terzo Mondo, che determinò
stanziamenti segreti del Congresso a favore di una nuova
generazione di armi biologiche elaborate dalla Litton
Bionetics, fu stipulato un contratto per il collaudo di
particolari ceppi di virus di "influenza" e
"parainfiuenza".
Come riferito dal Dr. Horowitz in Emerging
Virtises:
AIDS & Ebota
- Nature, Accident or Intentional ?, questi
virus dell'influenza furono ricombinati con virus della
leucemia
per il loro unico utilizzo razionale: la riduzione della
popolazione. Assai similmente al virus dell'AIDS, questi
nuovi ceppi
potrebbero essere diffusi più rapidamente per provocare un
lento
e non ascrivibile genocidio." (p. 171)
Inoltre, un molti dei protagonisti che
compaiono in questo studio
sull'influenza sono gli stessi che abbiamo già incontrato
nel
nostro studio sulle origini dell'AIDS - quando abbiamo appurato
che si trattava di un'arma strategica per il controllo della
popolazione.
Ad ogni modo questa storia va ben oltre la
semplice possibilità
di avere qualche nuovo agente patogeno mortale nascosto
nel promesso "vaccino contro l'influenza". Abbiamo scoperto
una nuova dimensione della storia: un programma destinato ad
affievolire
le difese dell'umanità
piuttosto
che ad aumentare la virulenza
del virus dell'influenza aviaria H5N1.
Non fidatevi delle "autorità" (NdR: esse sono colluse con
Big Pharma")
Sappiamo che fu solo nel 1961, quando
Eisenhower fece il discorso
d'addio alla nazione del presidente,
che il termine "complesso militare-industriale" entrò nel
linguaggio
corrente.
Ad ogni modo il gruppo a
cui Eisenhower faceva riferimento
vide la luce molti anni prima, quando
i Rockefeller, i Morgan ed altri
nouveau riche
statunitensi cominciarono a manifestare la loro
intenzione di dominare l'umanità in vari modi, fra cui
l'assunzione del controllo dell'assistenza sanitaria e del
settore farmacologico
e, di conseguenza, il controllo delle esistenze delle
masse, tutelando al contempo l'opulenza dei ricchi e
distruggendo
le vite dei più poveri.
Sotto la parvenza del " Vi aiuteremo a
restare in salute", questo
gruppo ha assunto metodicamente un ruolo di grande rilievo
in tutti gli aspetti dell'assistenza sanitaria, compresi la
ricerca universitaria, il controllo dell'esercizio della
medicina ad opera
delle industrie farmaceutiche, la copertura mediatica delle
tematiche
sanitarie e il controllo degli enti governativi preposti
alla salute pubblica.
Qui entra in scena la Johns Hopkins
University; tale università
e le sue varie facoltà sono dentro fino al collo nella
corruzione
degli studi sull'assistenza sanitaria.
Se avete a cuore la vostra
salute e quella dei vostri familiari, non potete dar
credilo a qualsiasi
cosa tale istituto ha da dire sull 'influenza.
Date un'occhiata al libro Johns Hopkins
Family Health Han-dbook
("il più autorevole manuale medico degli Stati Uniti")
e guardate sotto la voce "Mycoplasmà",
Non troverete nulla
!
Adesso cercate la stessa voce nel glossario dello stesso
gigantesco
libro di 1658 pagine.
Non troverete nulla
!
Andate all'indice alla lettera B e cercate qualche
riferimento alla "brucellosi".
Non è elencata.
Per quale motivo ?
In realtà anche quel termine ha cominciato a
cadere in disuso presso persone e istituzioni che ci si
aspetterebbe lo conoscano e lo utilizzino qualche tempo dopo
che il governo statunitense iniziò ad utilizzare la
brucellosi nelle armi biologiche, come quelle che ha
impiegato contro la Cina e la Corea del Nord durante la
guerra di Corea.
(Tra i resoconti più onesti e meglio
documentati sull'impiego delle armi biologiche nella guerra
di Corea citiamo il libro
The United States andBio-logical Warfare di Stephen
Endicott e Edward Hagerman, pubblicato dalla Indiana
University Press, 1998). Dopo la guerra di Corea la ricerca
è continuata, peraltro focalizzata su un derivato della
particella dell'acido nucleico della Brucella abortus,
ora nota come una delle diverse specie di
Micoplasma.
Il
Mycoplasma, oggi protetto da un brevetto detenuto dal
governo statunitense, è riconosciuto essere un fattore in
"...AIDS o ARC (complesso di sintomi correlati all'AIDS),
sindrome da affaticamento cronico, granulomatosi di Wegener,
sarcoidosi, sindrome da di stress respiratorio, malattia di
Kibuchi, malattie autoimmuni come la collagenosi con
manifestazioni vascolari e il lupus, e inoltre malattie
debilitanti croniche come il morbo di Alzheimer"
Questa impressionante lista di malattie
legate al Micoplasma
è tratta dal brevetto statunitense nr. 5.242.820 del 1991,
il cui "inventore" Shyh-Ching Lo, ha ceduto i diritti
brevettuali all'American Registry of Pathology, Washington,
DC.
In altri termini, il governo statunitense
detiene il brevetto di un'arma di distruzione di massa
patogena e mortale sotto forma di brevetto sul "Micoplasma
Patogeno"; questo
Mycoplasma provoca una "malattia simile all'influenza"
che può risultare fatale.
Il gruppo della Johns Hopkins non è che una delle molte
istituzioni
complici
del
gigantesco
crimine contro
l'umanità,
quindi non sorprende che quelli che sono edotti in materia
vogliano
sopprimere i termini
"Micoplasma" e "brucellosi" dal "più autorevole manuale
medico degli Stati Uniti".
Quello che ha funzionato nel caso
dell'elaborazione di armi biologiche statunitensi derivanti
dalla brucellosi e da varie malattie da micoplasma è ora in
cammino verso l'obiettivo del controllo della popolazione
sotto la guisa di una fatale pandemia, che assomiglierà
all'influenza e verrà (falsamente) attribuita al virus
aviario "mutato": l'H5Nl.
La "N" della sigla sta per neuraminidasi,
che consiste in una catena di aminoacidi presenti sulla
superficie del virus dell'influenza che gli permettono
l'accesso a determinate cellule umane. Se la sequenza degli
aminoacidi è alterata, si presenta come una nuova variante
dell'antigene del virus: è importante sapere che il
micoplasma può modificare determinati aminoacidi in situ
e quindi alterare il codice della neuraminidasi e così
l'abilità del virus dell'influenza di accedere alle cellule.
Questa è una forma di mutazione virale di cui avete già
letto in abbondanza.
Ma non fatevi impressionare dal linguaggio
truccato che propinano "autorità" e media. Il virus
dell'influenza responsabile della pandemia del 1918 -19,
un'immensa tragedia che ha causato 50 milioni di morti,
potrebbe benissimo essere stato propagato nel mondo come
un'arma per la guerra biologica (NdR: per mezzo delle
vaccinazioni per il vaiolo effettuate decenni prima) ed
il suo successore elaborato potrebbe fare un numero ancora
più elevato di vittime.
Il principio della concentrazione
La nostra ricerca ci ha dimostrato che quando
gli uomini o altre specie animali (compresi gli uccelli)
sono concentrati in spazi relativamente angusti (NdR sono
allevati in batteria), vi è un maggiore rischio di
insorgenza di malattie di origine respiratoria.
Considerate i seguenti esempi: Nella Prima
Guerra Mondiale migliaia di uomini furono concentrati in
enormi baraccamenti, sovente mal areati (Ndr:...e con norme
igieniche inesistenti).
Le reclute militari erano ammassate a contatto ancor più
stretto durante il trasporto truppe e si trovavano obbligate
a respirare la medesima aria per ore di fila. E se
quell'aria (NdR: e quella sporcizia), fosse stata
contaminata da qualche agente patogeno ? Bene, in tal caso,
tale agente patogeno avrebbe avuto una maggiore possibilità
di concentrarsi nell'apparato respiratorio e nei polmoni
delle vittime. (NdR e o nelle viscere dell'apparato
gastrointestinale per via della mancanza di igiene)
Questo è particolarmente vero per l'agente
patogeno Micoplasma,
sul quale avrebbero in seguito lavorato il Dr. Couch e
il Dr. Chanock e su cui il Dr. Robert Huebner aveva lavorato
per la Marina Militare statunitense una volta scoperto che
il Micoplasma poteva determinare la "degenerazione
spontanea" di certi tessuti umani e abbassare l'immunità
dell'organismo !
Nelle aziende avicole su scala industriale
milioni di polli ed altri volatili sono generalmente posti
in gabbie di rete metallica poco dopo la nascita. Le gabbie
sono impilate le une sulle altre per diversi piedi di
altezza e le feci degli animali cadono attraversando le reti
sino al suolo, ove vengono recuperate e trasformate in
additivo alimentare proteico per altri animali da
allevamento. Quindi vi è una concentrazione non solo di
qualsiasi agente patogeno veicolato dall'aria, ma
analogamente di qualsiasi agente patogeno veicolato dalle
feci.
In una certa misura la stessa concentrazione si raggiunge
anche nelle piccole aziende avicole artigianali nelle aree
rurali dell'Asia dove uomini, altri animali di allevamento
(specie suini) e diverse categorie di volatili condividono
spazi limitati per la maggior parte della loro vita
quotidiana.
Il principio è, ancora una volta, la
concentrazione,
elemento che si rileverà estremamente cruciale più avanti
nel corso dell'analisi del
Micoplasma.
Salute e
malattia: la
cellula come fattore base
II corpo umano in media è composto da circa
cinquantamila miliardi di cellule. All'inizio esse si
presentano tutte sotto forma di cellula singola: l'ovulo,
fornito dalla madre e fecondato dallo sperma paterno. Poi,
immediatamente dopo la fecondazione, l'ovulo comincia il
processo di divisione e differenziazione, al fine di creare
tutta una gamma di cellule che si uniscono, secondo un
impulso ereditato, per costituire tutte le parti necessarie
dell'organismo in formazione.
In tale contesto le persone nel loro
complesso considerano erroneamente l'argomento salute e
malattia, compresa l'influenza: partono dall'organismo nel
suo insieme e parlano di una sola malattia alla volta, ad
esempio "ho l'influenza", oppure "il mio corpo è distrutto
dal cancro".
La questione fondamentale è partire da cellule singole che
vengono attaccate da singoli agenti patogeni.
Ora, a proposito di quella che viene chiamala
influenza pandemica è
importante sapere questo: sotto la voce "influenza" vi è
tutta una varietà di agenti patogeni che da soli, in
combinazione oppure gli uni dopo gli altri, alterano il buon
funzionamento delle cellule singole in punti differenti
dell'intero organismo. Fra gli agenti patogeni pericolosi vi
sono diverse specie batteriche, virali e mycoplasmi che
agiscono nelle cellule dei diversi sistemi dell'organismo.
Non è corretto dire che l'influenza "uccide"
una persona. Occorre pensare in termini di agenti patogeni
specifici che danneggiano o distruggono cellule specifiche
in sistemi specifici dell'organismo, talvolta al punto che
l'intero organismo cessa di funzionare. Quindi iniziate a
pensare all'unità fondamentale della cellula e proseguite da
lì.
Ora, l'entità patologica comunemente definita
come "influenza" attacca soprattutto il sistema respiratorio
(NdR: ed il sistema gastrointestinale) e l'agente patogeno
responsabile è un virus (NdR cosi' si dice per spaventare la
popolazioen).
Tuttavia nel corso degli anni il termine "influenza " è
stato usalo per comprendere alcune delle numerose malattie
febbrili che oltrepassano il sistema respiratorio sino a
colpire probabilmente tutti gli altri sistemi
dell'organismo. Attualmente esiste una malattia '"di
tipo influenzale" provocala dal Mycoplasmafermentans,
sulla quale torneremo più avanti.
L'agente patogeno virale su cui ci si
concentra primariamente è solo
uno dei tre agenti patogeni che spesso entrano in
gioco negli attacchi che noi definiamo in senso lato
"l'influenza". Quello che solitamente viene ignorato,
trascuralo o minimizzato, è il ruolo di determinati altri
agenti patogeni come i Datteri e i micoplasmi: questi
ultimi, in particolare, non figurano quasi mai nei
riferimenti che trovale nella letteratura destinata al
cittadino medio.
Tutto il martellamento dei
media ruota attorno al "virus
dell'influenza aviaria H5N1", che si traiti di una manovra
volutamene fuorviante per eludere la necessità di andare
alla ricerca del vero pericolo ?
Noi la pensiamo in questi termini.
Siamo convinti che l'atto di ignorare,
trascurare e minimizzare il ruolo del micoplasma
nell'influenza sia intenzionale e criminale.
L'influenza è un'entità patologica specifica,
tuttavia nel linguaggio corrente è giunta a comprendere
diverse entità patologiche come la polmonite, l'encefalite,
le disfunzioni endocrine ed altre ancora: e malgrado la
varietà degli agenti patogeni e la serie di sistemi
dell'organismo che ne rimane colpita, in ciascun caso il
punto di partenza della malattia resta la cellula singola.
I tre agenti patogeni che giocano un
ruolo nell'influenza"
A questo punto intendiamo prendere in esame i
tre agenti patogeni che (ci dicono, ma non e' cosi')
contribuiscono all'insorgenza dei sintomi che
collettivamente vengono etichettati come "influenza".
Iniziamo con il
batterio, che è essenzialmente un organismo
unicellulare. Tecnicamente questo patogeno è definito come
"un membro dei microrganismi unicellulari procarioti di
forma sferica, elicoidale o a bastoncello, riuniti in
colonie o mobili per mezzo di flagelli, che vivono in suolo,
acqua e materia organica o all'interno dì piante e animali,
e che sono autotrofi, saprofìti o parassiti sul piano
nutritivo e giocano un ruolo importante in ragione dei loro
effetti biochimici e della loro patogenicità".
(Webster's New Explorer Medicai Dlctionary, 1999,
p.60)
Come organismo il batterio ha la capacità di
ingerire elementi nutritivi e trasformarli per generare
l'energia necessaria
se vuole adempiere alle sue funzioni. Comunque è
anche capace di riprodursi e possiede quindi al suo interno
il necessario codice genetico degli acidi nucleici (DNA).
 |
A questo punto fate riferimento alla figura 1 dove abbiamo
grossolanamente disegnato un batterio a bastoncello e un
virus dell'influenza. Notate che abbiamo rappresentato il
batterio e il virus di dimensioni quasi identiche, il che
non corrisponde alla realtà; le dimensioni dei batteri
variano da alcuni millesimi ad alcuni centesimi di pollici
di lunghezza, mentre un virus di media grandezza
è da 10 a 100 volte più
piccolo.
Sebbene vi siano eccezioni, il batterio è
generalmente circondato da una parete cellulare non vivente
che funge da protezione e contiene il fluido interno
denominato citoplasma.
In sospensione nel citoplasma vi è il mal
definito programma riproduttivo, denominato DNA. e in
ogni parte del citoplasma ci sono le particelle ribosomiali
che sono il
programma esecutivo, noto come RNA, preposto alla
fabbricazione e all'assemblaggio delle proteine essenziali e
degli enzimi.
Sebbene la maggior parte dei batteri sia
innocua o persimi utile nei processi metabolici della vita,
determinati batteri contengono tossine che danneggiano in
maniera grave le cellule viventi di altri organismi,
compreso l'uomo.
Per aiutarvi a valutare il danno delle
tossine batteriche, ecco un paragrafo (ratto da un libro
straordinariamente chiaro,
Olir Molecular Nature di David S. Godsel! (Copemicus,
New York, 1996):
"Una sola molecola della tossina prodotta dal
batterio della difterite può uccidere un'intera cellula. Le
tossine del botulino e del tetano sono milioni di volte più
tossiche di veleni chimici come il cianuro. Queste tossine
batteriche sono programmate per uccidere, sono le sostanze
più tossiche conosciute a tutt'oggi. Esse combinano uno
specifico meccanismo di individuazione, che consente alle
tossine di cercare e rinvenire le cellule sensibili con una
tossicità che solo un enzima può avere. Una volta penetrata
nella cellula sfortunata, la tossina passa di molecola in
molecola, distruggendole una dopo l'altra fino ad uccidere
la cellula." (pp. 113-14)
Anche se in questa sede non ci occupiamo
della difterite, a questo punto dobbiamo sapere che
l'infezione batterica implica sovente una polmonite
batterica e che, piuttosto che il virus dell'influenza,
è generalmente quest'ultima, seguita da altre complicazioni
dei sistemi sanguigno e nervoso, ad uccidere il paziente
influenzato.
Prima di chiudere l'argomento batterio vi è
un fattore supplementare da menzionare e sottolineare in
modo particolare.
Tornando al 1946, il Dr. George Merck, mentre era ancora
direttore delle attività di ricerca e sviluppo sulle armi
per la guerra biologica degli Stati Uniti, confidò al
Segretario alla Difesa che i ricercatori statunitensi
avevano imparato come isolare le tossine batteriche in forma
cristallina.
Ciò significava che per infettare un "nemico" non
sarebbe più stato necessario trasportare fino ad esso dei
batteri vivi, portatori della tossina; era sufficiente
prendere la tossina patogena in forma cristallina e
convogliarla sull'obiettivo utilizzando come vettore
insetti, aerosol o la catena alimentare.
Cosi si poteva diffondere una malattia batterica senza
lasciare la minima traccia del batterio !
A questo punto entrano in scena il governo
canadese, i militari canadesi e la Queen's University.
Quando gli Stati Uniti impararono ad isolare la tossina
batterica in una forma cristallina che potesse essere
veicolata tramite zanzare, essi chiesero assistenza al
governo canadese, il quale a sua volta accettò ed iniziò ad
allevare
100 milioni di
zanzare al mese presso il Dominion Parasite Laboratory di
Belleville, nell'Ontario.
Figura 2: Microfotografia di una cellula di
Mycoplasma arthriditis ad un ingrandimento di
circa 120.000 volle (per gentile concessione del Dr. Harokl
Clark, Presidente Emerito Common Cause Medicai Research
Foundation)
In seguito, spedirono al Dr. Reid del
Dipartimento di Biologia della Queen's University a
Kingston, nell'Ontario, dove lo stesso Dr. Reid contaminò le
zanzare con diverse tossine patogene e le riconsegnò ai
militari canadesi affinché, assieme ai militari
statunitensi, le testassero su centinaia di migliaia di
ignari cittadini dei due paesi.
II terzo agente patogeno, il
più importante e al contempo
il più trascurato dei tre, è il
Micoplasma.
II danno da micoplasma è
altrettanto importante, se non
addirittura più importante,
del danno da batteri e virus
arrecato ad un paziente
influenzato.
II virus
Possiamo ora considerare brevemente il
microrganismo intorno al quale l'OMS
e un certo numero di altre istituzioni governative e private
stanno facendo tanto clamore: il virus... con particolare
riguardo alla specie aviaria etichettata come H5N1.
Come prima cosa, una definizione: "virus
s. in. inv. 1: agente che provoca una malattia
infettiva; 2: qualsiasi componente di un vasto gruppo di
agenti infettivi submicroscopici considerati come
microrganismi estremamente semplici o come molecole assai
complesse, che possiedono tipicamente un capside che
circonda un nucleo di RNA o DNA di materiale genetico senza
una
membrana
semipermeabile, le quali sono capaci di svilupparsi e
moltiplicarsi solo nelle cellule viventi e che provocano
diverse malattie gravi".
{Webster 's New Exploivr Medicai Dictionaiy, pag. 747)
Cosa significa tutto questo ?
Guardiamo nuovamente il disegno del batterio (figura1).
Notate la linea sinuosa che rappresenta il programma
riproduttivo denominato acido desossiribonucleico, ovvero
DNA. Per la sopravvivenza di questa particolare specie di
batterio, questo rappresenta una sequenza di
acidi nucleici
assolutamente cruciale se la specie intende perpetuare la
propria esistenza.
Ora, supponete che qualcosa uccida il
batterio, per esempio una variante di penicillina che
provoca una rottura nella parete cellulare. L'esaurimento
del citoplasma ucciderà questa forma vivente, ma nelle parti
di DNA e RNA persiste la volontà di sopravvivere. Di
conseguenza queste particelle di DNA e RNA si raggruppano e
assemblano velocemente un capside protettivo. Ecco il virus
essenziale: una particella di informazioni genetiche
circondata da un involucro proteico.
Date un'ulteriore occhiata al batterio e
notate i tre punti caratteristici chiamati ribosomi; in
questi organelli - anche se il nostro disegno ne raffigura
solo tre, il citoplasma ne è pieno; gli acidi nucleici
denominati acidi ribonucleici (RNA) sono assemblati
allorquando è necessario che il batterio produca proteine ed
enzimi per funzionare.
Come con le particelle del DNA, determinati RNA batterici
hanno la prerogativa di cercare di sopravvivere quando la
loro forma di vita originale è minacciata, raggruppandosi e
formando un involucro proteico protettivo.
In un modo o nell'altro, la forza vitale che
motiva il batterio ha un senso innato per le particelle
nucleiche
di cui necessita
per salvarsi quando la forma di vita originale è minacciata.
Quindi le diverse specie di virus sono particelle
selezionate di codice genetico che si sono protette con un
capside proteico fino a quando riescono ad accedere ad
un'altra cellula vivente e a proseguire l'attività vitale.
Sfortunatamente, cercando di salvare le loro
particelle vitali, i virus spesso devono distruggere altre
forme di vita come le cellule umane; quando questo accade,
le cellule distrutte appaiono come resti di forme di vita
anteriore devastate dalla malattia.
A questo punto desideriamo sottolineare che
il virus implicato nel complesso di malattie denominalo
influenza ha alcuni stretti parenti che vale la pena
nominare.
Facciamo riferimento alla spiegazione di
Lodish et a!.:
"Alcuni virus animali, tra cui il virus dell'influenza, il
virus della rabbia e il virus dell'immunodeficienza
acquisita (H1V), posseggono una membrana fosfo-lipidica
esterna a doppio strato, o un involucro, che circonda il
nucleo della particella del virus, composta di proteine
virali e materiale genetico."
{Molecular Celi Biology,
W.H. Freeman, New York, 2000, 4° ed., pag.
713)
Dunque, l'influenza e l'HIV sono legati in
qualche maniera misteriosa ?
Stiamo avvicinandoci alle connessioni fra il Dr. Couch,
specialista dell'influenza, e il Dr. Chanock, specialista
dell'Ai DS7 Dopotutto essi hanno lavorato insieme nel
lontano 1964, quando il Mycoplasma pneumoniae
era al centro dei loro interessi.
La specie
Micoplasma
Proseguiamo la nostra ricerca della verità
sull'influenza. Il terzo agente patogeno, il più importante
e al contempo il più trascurato dei tre, è il Mìcoplasma
(vedere figura 2).
Anche se l'OMS
e gli altri enti "sanitari" vogliono far credere che il
virus dell'influenza aviaria, la specie PH5N1, andrebbe
temuto, è il micoplasma che l'umanità deve temere.
Vi ricordiamo che il mondo della medicina
ufficiale evidentemente non desidera che il cittadino medio
sappia dell'esistenza di tale organismo
Permettete che vi mostriamo un'immagine del
micoplasma. Iniziamo con il dare un'occhiata al batterio.
Notate che esso dispone di ribosomi che, come abbiamo visto,
contribuiscono alla produzione dell'RNA. Notate inoltre che
a volte particelle di quell'RNA si distaccano a causa della
morte del batterio e si preservano riassemblandosi in gruppi
di otto frammenti di RNA, che in seguito vengono racchiusi
in una matrice protettiva e una membrana cellulare, e
voilà: ecco il virus dell'influenza !
Ora esaminiamo nuovamente il batterio e
prendiamo in considerazione la sequenza del DNA. Se il
batterio viene ucciso, non solo vi è il tentativo dell'RNA
di salvare la vita sotto forma di virus, ma le particelle di
DNA cercano anch'esse di continuare come organismo vivente,
creando esse stesse una membrana e avviando nel loro
ambiente la ricerca di una cellula ospite che le lasci
entrare e fornisca loro rifugio.
Ancora una volta, voilà: questa particella di DNA,
priva di parete cellulare, diventa una forma di vita
autoreplicante ma in qualche modo incompleta, nota come una
specie di Micoplasma !
Cosi, come lo descrive il microbiologo Dr.
Shmuel Razin, il tema che sta alla base del corrente schema
evolutivo dei micoplasmi è quello di una evoluzione
degenerativa da batteri provvisti di parete.
{Mycoplasmas: Molecular Biology and Pathogenesìs,
a cura di Jack Maniloff et al,
American Society for Mìcrobiology, Washington, DC, 1992, p.
4)
Così, si parte con una specie di "batteri
provvisti di parete", quindi tutto si disintegra {evoluzione
degenerativa) per una delle tante possibili ragioni, come
l'azione della penicillina; poi particelle selezionale di
DNA batterico si mettono rapidamente alla ricerca di
un'altra cellula ove poter alloggiare.
Si tratta quasi di un virus, privo del rivestimento
proteico protettivo di cui abbiamo parlalo in precedenza.
Poiché è
quasi un virus, nel 1976 ricercatori come Carleton
Gajdusek gli hanno conferito la definizione di "virus non
convenzionale" senza rendersi conto che si trattava dello
stesso microrganismo scoperto nel 1898 da Nocard e Roux
dell'Istituto Pasteur e battezzato
Micoplasma.
Nel 1944, il microbiologo
statunitense Monroe Davis Eaton si imbatté in questo
organismo e lo chiamò con il suo nome: l' "agente Eaton".
Quando il ricercatore studioso di AIDS Dr.
Robert Huebner stava indagando sulla fonte patogena della
polmonite atipica diffusa tra le reclute della Marina
Militare statunitense nella mela degli anni '40, definì
questo microrganismo un "organismo della polmonite
pleurica". Nel 1946, quando scoprì il medesimo agente
patogeno nelle adenoidi in fase di degenerazione di alcune
reclute, lo chiamò "organismo simile alla polmonite
pleurica" (PPLO).
Infine, dato che i sintomi iniziali della
malattia sembravano assai lenti a manifestarsi, parecchi
ricercatori, tra cui Gajdusek, hanno denominato questo
agente patogeno "virus lenlo" o "lentivirus", termine
coniato nel 1947 dal Dr. Bjórn Sigurdsson.
Così oggi ci troviamo di fronte al
microrganismo originario di Nocard e Roux, il Micoplasma,
che compare nella letteratura come "agente Eaton",
"organismo simile alla polmonite pleurica", "virus non
convenzionale", "lentivirus", in seguito "amiloide" e infine
"prione".
A nostro avviso parte di
questa confusa molteplicità di appellativi è
intenzionale.
Quando il
micoplasma trova una cellula che gli permette di
attraversare la membrana cellulare generalmente rimane
tranquillo, senza arrecare danno al nuovo ospite finché
questo non subisce qualche trauma. L'organismo di cui la
cellula fa parte può restare vittima di un tamponamento
automobilistico, oppure essere traumatizzato da una caduta
sul ghiaccio. li semplice fatto di
apprendere la notizia del decesso di un caro e stimato
amico può provocare un trauma sufficiente a risvegliare il
micoplasma dormiente.
vedi
Conflitti Spirituali +
Stress
Quando vengono nuovamente riattivate in tal
modo, determinate specie di particelle micoplasmiche di DNA
cominciano ad assorbire steroli preformati dal loro nuovo
ospite, finendo per ucciderlo. L'intero processo può essere
definito "infezione da micoplasma" e presentarsi, ad
esempio, sotto forma di polmonite, nella quale le cellule
dei polmoni cominciano a degenerare e a liberare del liquido
che inonda gli alveoli, ovvero le cellule dei polmoni
contenenti aria.
Il danno da micoplasma è altrettanto importante,
se non
addirittura più importante,
del danno da batteri e virus arrecato ad un paziente
influenzato.
Pandemia influenzale: non siate ingenui
Coloro che credono all'attuale martellamento
su una mutazione del virus dell'"influenza aviaria" che
sarebbe in procinto di provocare una pandemia mondiale e
ritengono che i nobili e coraggiosi esponenti dell'OMS e i
loro agenti pubblicitari presso il New York Times
facciano tutto il possibile per salvare l'umanità, vanno
messi sullo stesso piano di coloro che ancora credono che
Lee Harvey Oswald abbia agito da solo nell'assassinio del
presidente Kennedy.
Badate, una pandemia mondiale sarebbe del
tutto possibile e potrebbe uccidere migliaia di persone al
giorno per un certo lasso di tempo, ma le possibilità che
sia dovuta ad un'unica specie mutante del virus
dell'influenza aviaria H5N1 sono minime o del tutto
improbabili, mentre vi è una possibilità molto elevata che
si tratti di una infezione da micoplasma.
Nel caso si verifichi una pandemia di questo
genere, le cause saranno ben più profonde di una semplice
mutazione del virus dell'influenza aviaria e risiederanno
più probabilmente nei misteri del Mycoplasma, nelle
sue caratteristiche e nella sua crescente diffusione.
Riteniamo che una tale pandemia, se si manifesterà, non sarà
frutto del caso, come hanno voluto farci credere riguardo
alla pandemia dell'AIDS e della sindrome da affaticamento
cronico (CFS).
Una pandemia influenzale sarà un evento altrettanto
programmato dello sguinzagliamento dell'AIDS e della CFS nel
mondo: farà parte
di un programma completo, ad ampio raggio d'azione,
finalizzato a ridurre la
popolazione mondiale.
Precauzioni da prendere
Tra le cose importanti da sapere
sull'influenza vi sono quelle a cui abbiamo già accennato:
a) le tre ramificazioni degli antenati patogeni (batteri,
virus e micoplasmi);
b) la tendenza di questi agenti patogeni a concentrarsi e
quindi divenire più pericolosi quando le potenziali vittime,
persone o animali che siano, sono ammassate insieme per
lunghi periodi di tempo;
e) la distinzione tra i danni provocati dall'influenza in sé
stessa (in realtà spesso inoffensiva) e quelli indotti da
altri agenti patogeni su un ampio ventaglio di sistemi e
apparati dell'organismo umano come il sistema nervoso,
l'apparato digerente e il sistema muscolo-scheletrico.
Ecco altre informazioni da prendere in
considerazione.
Lo schema dell'incidenza delle malattie in una società ha
grosso modo la forma di una "W" allungata.
In primo luogo gli infanti e i bambini più piccoli sono
statisticamente più vulnerabili di quelli più cresciuti; poi
le statistiche sembrano stabilizzarsi con una più bassa
incidenza fino all'età di 20 anni, momento in cui il tasso
di influenza secondo l'età aumenta verso i 30 anni, per poi
diminuire fino ai 40 anni.
Le statistiche si stabilizzano nuovamente fino ai 50 anni
inoltrati per poi aumentare nell'età avanzata.
Di conseguenza gli infanti il cui
sistema immunitario non è sufficientemente sviluppato
sono delle vittime potenziali. Se siete consapevoli di ciò,
prenderete delle misure supplementari per proteggere i
bambini di età inferiore ai 10 anni; ad esempio, non mettete
il vostro bimbo in un asilo nido o scuola materna o altri
gruppi sino a quando si presenterà il rischio di prendere
l'influenza.
Tenete il bambino a casa, in un ambiente caldo e ben
ventilato.
Non somministrate aspirina per alleviare i sintomi a bambini
al di sotto dei 15 anni, e men che meno a quelli di età
inferiore ai 10 anni.
L'aspirina si è rivelata
un fattore scatenante nella sindrome di Reye,
un'encefalite caratterizzata da febbre elevata e nausea, che
interessa il fegato, i reni e il cervello.
Non lasciate che un membro della famiglia o
altri al ritorno da scuola o dal lavoro prendano il bambino
in braccio o giochino con lui prima di essersi lavati le
mani e il volto; tale precauzione è particolarmente
importante qualora vi siano casi di influenza a scuola o sul
posto di lavoro.
Se avete i sintomi del raffreddore o
dell'influenza non prendete mai un bambino in braccio per
coccolarlo; se dovete assolutamente farlo, indossate una
mascherina chirurgica.
Quanto al picco di frequenza statistico, se
siete di età compresa fra i 20 e i 40 anni, nel caso vi
siano casi di influenza sul posto di lavoro rimanete a casa.
Se dovete tassativamente recarvi al lavoro, portatevi un
fazzoletto di tessuto o dei fazzoletti di carta e copritevi
la bocca e il naso se tossite o starnutite.
Se vi capita di toccare pomelli di porte e
altre superfici di uso comune che qualcuno con l'influenza o
un'infezione da micoplasma potrebbe aver toccato, tenete
lontano le mani dal volto e lavatele il più sovente
possibile.
Nei periodi particolarmente a rischio,
cercate di evitare lunghi viaggi in aereo, treno o autobus.
Se siete una persona anziana che vive nella propria casa,
non andate in mezzo alla folla se non in caso di assoluto
bisogno e seguite il più possibile i consigli dati in
precedenza.
Se vi trovate in ospedale o in casa di cura
osservate rigide norme di igiene personale, evitate i luoghi
di grande assembramento come gli auditorium e cercate di
evitare gli ambienti con sistemi di condizionamento
dell'aria.
L'aria riciclata è pericolosa; solitamente l'apertura della
finestra offre una migliore ventilazione ed aria più
salubre.
Cercate inoltre di evitare qualsiasi
vaccinazione.
Le prove indicano che i vaccini arrecano sovente altri
problemi di salute, altrettanto gravi, se non peggiori,
dell'influenza. Uno degli studi ha dimostrato che gli
anziani che si sono vaccinati contro l'influenza
per quattro o cinque anni hanno manifestato probabilità
significativamente maggiori di sviluppare l'Alzheimer.
Infine, consumate alimenti e integratori in
modo assennato. Le prove aneddotiche in nostro possesso
indicano che l'assunzione di 2-3 grammi di vitamina C ad
ogni pasto sembra rafforzare la resistenza del corpo a
qualsiasi agente infettivo trasmesso per aerosol. Vi
raccomandiamo di mangiare uova solo occasionalmente, vale a
dire 1 o 2 volte alla settimana, in quanto il virus
dell'influenza prospera nelle uova del pollame.
Riassunto
Quando abbiamo iniziato a passare in rassegna
la documentazione disponibile sull'influenza e a preparare
un numero speciale del Journal of Degenerative Diseases
pensavamo - come la maggioranza degli abitanti del pianeta,
che vi fosse un'altra antica malattia umana che compare in
forma pandemica più o meno ogni 11 anni.
In parole povere, siamo giunti a comprendere che si ordisce
qualcosa su scala planetaria e che la copertura
dell'influenza aviaria H5N1 contribuisce non solo a far
avanzare il complotto ma, dopo l'evento, permetterà anche
agli imbonitori di dire, "Be',
almeno abbiamo cercato di
avvisarvi".
Abbiamo ripreso in mano il programma di corso
sul micoplasma tenuto dal Dr. Shyh-Ching Lo, presso la
Uniformed Services University of the Health
Sciences e lo abbiamo riletto per la decima
volta ... e abbiamo improvvisamente compreso il vero senso
di un
paragrafo. Ecco il paragrafo in questione:
"La manifestazione più grave dell'infezione da
Mycoplasma fermentans e quella di una
malattia sistemica fulminante che inizia come un'influenza.
I pazienti vedono i! loro stato di salute deteriorarsi
rapidamente, sviluppano gravi complicazioni tra cui sindrome
da di stress respiratorio dell'adulto,
coagulazione intravascolare disseminata e/o
insufficienza multiorganica." {The Journal
of Degenerative Diseases, voi. 5, nr. 2, p. 28)
Ora, notate bene: non si tratta di influenza
ma di una "malattia
simile all'influenza", che lutto il
mondo potrebbe in buona fede confondere con l'influenza - ma
non è influenza e non è provocata dal ceppo
H5NI del virus dell'influenza aviaria;
è causata da un agente patogeno brevettato
dal governo statunitense !
Così se si verificherà una
pandemia di "influenza" ed alcuni medici cercheranno
di curare con la penicillina quella che sembra essere una
polmonite batterica,
la
penicillina non farà che aggravare l'influenza da micoplasma
!
Riteniamo che una buona parte dell'umanità sia già stata
contagiata da un agente infettivo, ovvero il
micoplasma
somministrato nella miriade di vaccini che ci sono stati
imposti nel corso degli anni;
vi è inoltre la possibilità che altri vaccini possano essere
contaminati nello stesso modo.
Voi e il vostro medico penserete di avere
contratto l'influenza aviaria, quando in realtà si tratta
della malattia da
Micoplasma simile all'influenza ... e che, se
non riconosciuta, ucciderà migliaia di persone.
A proposito degli Autori:
Donale! W. Scoti, MA, MSc (nato nel 1924), è
l'ex presidente della Common Cause Medicai Research
Foundation. Ha conseguito una laurea in Lettere presso la
Laurentian University di Sudbury, Canada, e una
laurea in Scienze presso la Guelph University, Canada; Ha
inoltre rivestito gli incarichi di commissario dell'Ontario
Teachers' Pension Pian, amministratore della Ontario
Teachers Federation ed è veterano della Reale Marina
Canadese (dal 1941 al 1949).
Il suo articolo "Mycoplasma: The Linking
Pathogen in Neurosystemic Diseases" (Micoplasma, l'agente
patogeno di collegamento nelle affezioni
neurosistemiche) è stato pubblicato su NEXUS nr. 37.
Egli può essere contattato telefonicamente al tel.: +1 1705)
670 0180
William L.C. Scott (nato nel 1955) è
l'attuale presidente della Common Cause Medicai Research
Foundation, nonché redattore capo della rivista The
Joumal of Degenerative Diseases.
Titolare di laurea in Lettere conseguita con lode presso la
Laurentian University, è stato presidente della Laurentian
University Students' Association.
Attualmente
è presidente ed amministratore delegalo della
Executive Services Limited e sta completando
gli studi di consulente in naturopatia. Può essere
contattato telefonicamente al tel.: +1 (705) 673 0726.
Donald Scoti' e William Scoti, sono gli
autori del libro
Life: From Plants to Animals to Us (Chelmsford
Publishers, Sudbury, Ontario, 2005, ISBN O-%')222-6-4).
Il loro articolo "Influenza: Give Up Something Old for
Something New" è stato originariamente pubblicato su
TheJlournalofi Degenerative Diseases, vol. 6, numeri 3 &
4, 2006, ed è stato riveduto per la presente pubblicazione,
Donald e William possono essere contattati presso Common
Cause Medicai Research Foundation, PO Box 133, Sin '15',
Sudbury ON PÌE 4N5, Canada.
Tratto da Nexus n° 64
Commento
NdR: Questo studio ci vede allineati
sui princìpi di massima sul fatto che:
I
Vaccini
che
ci hanno
propinato,
propagano
malattia nella popolazione mondiale,
e su concause di malattie dovute a mycoplasma.
Questo studio pero’ non tiene in nessuna
considerazione che e’ il
Terreno (i liquidi del corpo
intra ed extra cellulari) che permette o meno la formazione
e/o l’insediamento di batteri patogeni e che e’ quindi il
Terreno da riordinare e velocemente in caso di malattia,
disintossicandolo ecc. - vedi
Protocollo della Salute !
Ricordarsi anche che le
alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e
della mucosa intestinale influenzano la salute,
non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in
qualsiasi parte dell'organismo.
Molto
utile e' anche l'ARGILLA
(fango di terra argillosa)
mangiata come
un "dolce" ogni giorno
od ogni 2 o 3 giorni
per un certo periodo che in genere varia
da soggetto
a soggetto, con
un minimo
di 15 giorni; alle volte e' necessario
assumerla
per periodi
piu' lunghi. Fare
attenzione che
l'argilla
puo' portare stitichezza.
L'argilla con il suo potere mineralizzante, cicatrizzante e
chelante, fornisce un ottimo ausilio a
tutti coloro che si debbono
disintossicare dalle sostanze
tossiche, aiutando la
disinfiammazione
e la
disintossicazione
dell'apparato
digerente ed il corpo intero.
MICOBATTERI
Micobatteri Genere (Mycobacterium)
di Batteri Actinomiceti aerobi, immobili, di forma
bastoncellare, generalmente lunghi da 2 a 4 μm; alcune
specie producono forme filamentose lunghe fino a 10-15 μm.
Presentano tutti all’esterno della membrana cellulare uno
strato di peptidoglicano ricoperto da una complessa
struttura, ricca di carboidrati e di lipidi; tale struttura
è formata da arabinogalattani che legano al peptidoglicano
gli acidi micolici, ai quali è ulteriormente legata una
serie di glicolipidi fenolici (cere). Tutta la struttura è
attraversata da altre molecole glicolipidiche ancorate alla
membrana cellulare.
Queste peculiari caratteristiche rendono la cellula
impermeabile ai nutrienti e ai coloranti e sono responsabili
del lento ritmo di crescita, dell’estrema idrofobia e della
resistenza all’azione di enzimi proteolitici.
I
Micobatteri crescono su numerosi terreni di coltura,
tranne Mycobacterium leprae che non è coltivabile in vitro.
I sistemi classici di identificazione comprendono prove
colturali, test biochimici e test di inibizione selettiva.
Riguardo alla pigmentazione, i M. si distinguono in
scotocromogeni, se il pigmento si produce anche in assenza
di luce, fotocromogeni, se si produce solo dopo esposizione
a una sorgente luminosa, e non cromogeni, quando il pigmento
è assente.
Diverse specie di M. sono innocue, vivono negli strati
superficiali del suolo o come commensali nell’organismo
umano, tuttavia, numerose sono le specie patogene.
Mycobacterium leprae causa la lebbra.
Mycobacterium tuberculosis è agente causale della
tubercolosi, più noto (per il tipo umano) come bacillo di
Koch. Mycobacterium tuberculosis, Mycobacterium africanum e
Mycobacterium bovis, agente eziologico della tubercolosi
bovina, trasmissibile all’uomo per via alimentare, sono
riuniti nel Mycobacterium tuberculosis complex.
I M. definiti non tubercolari (MOTT, Mycobacteria other than
tuberculosis), o atipici, sono abitualmente saprofiti e in
determinate condizioni possono divenire patogeni per l’uomo
provocando quadri clinici noti come micobatteriosi.
L’incidenza delle micobatteriosi è favorita dalle condizioni
di immunodepressione (AIDS, tossicodipendenza, diabete
ecc.), denutrizione o preesistente malattia polmonare.
Clinicamente, rispetto alla tubercolosi, nelle
micobatteriosi prevalgono forme a sintomatologia più
attenuata; non mancano le localizzazioni extrapolmonari
(milza, linfonodi ecc.).
Contrariamente a quanto si verifica per Mycobacterium
tuberculosis, inoltre, nel caso dei M. non tubercolari non
si ha un contagio interumano. La virulenza di Mycobacterium
avium è dovuta ai glicolipidi della parete coinvolti nella
produzione di citochine: i monociti dell’uomo infettati
producono un fattore detto granulocyte-macrophage colony.
Mycobacterium kansasii e Mycobacterium marinum sono i
principali M. fotocromogeni di importanza clinica. Le
infezioni da Mycobacterium kansasii provocano lesioni ai
polmoni. Mycobacterium marinum provoca lesioni cutanee
comuni tra i possessori di acquari domestici.
Mycobacterium scrofulaceum, Mycobacterium xenopi e
Mycobacterium gordonae sono i M. cromogeni più
frequentemente isolati; il primo colpisce preferenzialmente
le linfoghiandole, i polmoni e la cute, il secondo è
l’agente eziologico di infezioni polmonari nei soggetti
immunocompetenti ed è stato isolato in individui affetti da
AIDS, dializzati o trapiantati. Mycobacterium gordonae,
diffuso nell’ambiente aereo e nell’acqua, può contaminare
accidentalmente soluzioni e reagenti impiegati in
laboratorio ed è patogeno solo nei pazienti affetti da AIDS.
I M. a crescita rapida (Mycobacterium chelonae,
Mycobacterium fortuitum), isolati nei paesi del
Mediterraneo, provocano infezioni localizzate alla cute e al
tessuto sottocutaneo, dovute a immissione di sostanze
estranee, quali il silicone, o alla presenza di cateteri,
protesi o lenti a contatto. I M. emergenti comprendono
numerosi nuovi ceppi (Mycobacterium malmoense, haemophilum,
shimoidei, genavense, interjectum, celatum), identificati
tramite tecniche di biologia molecolare che permettono
l’analisi di sequenze genetiche e sono coinvolti
sporadicamente in infezioni umane.
In tutti i M. sono presenti acidi micolici, ossiacidi di
formula generale R′CH(OH)CHR″COOH, dove R′ è una struttura
di 30-60 atomi di carbonio che può contenere doppi legami,
anelli ciclopropenici, sostituenti metilici e ossigenati e
R″ un radicale alchilico saturo.
Con acido micolico si intende in particolare quello in cui
R′=C60H120 e R″=C24H49, presente in Mycobacterium
tuberculosis.
Tratto da: treccani.it
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L'ACIDO
ACETICO elimina i micobatteri - 26/02/2014
Il dott. Howard Takiff, e' l'autore
senior dello studio e responsabile del Laboratorio di
Genetica Molecolare presso l’Istituto Venezuelano di
Investigazione Scientifica (IVIC) a Caracas.
"Quando si contaminano i siti di intervento chirurgico o
quelli in cui vengono eseguite procedure cosmetiche, questi
causano gravi infezioni. Sono intrinsecamente resistenti
alla maggior parte degli antibiotici, richiedono mesi di
terapia e possono lasciare cicatrici deformanti".
"Molte procedure cosmetiche vengono eseguite al di fuori di
ambienti ospedalieri nei Paesi in via di sviluppo, dove
disinfettanti efficaci non sono disponibili. Questi batteri
sono patogeni emergenti. Come si fa a sbarazzarsi di loro?",
aggiunge Takiff.
Fortunatamente, mentre il ricercatore stava cercando una
possibile risposta, una sua borsista post dottorato, Claudia
Cortesia, durante alcune sue ricerche aveva notato la
capacità dell’aceto di resistere ai micobatteri. Stava
testando un farmaco che doveva essere prima sciolto in acido
acetico, quando si è accorta che otteneva lo stesso identico
risultato senza usare il farmaco. L’acido acetico, infatti,
aveva ucciso da solo i micobatteri.
"Dopo la prima osservazione di Claudia, abbiamo testato le
concentrazioni minime e tempi di esposizione che possono
uccidere i diversi micobatteri", ha spiegato Takiff.
Siccome il laboratorio Venezuelano non è attivo anche come
clinica TBC, alcuni collaboratori come Catherine Vilchèze e
William Jacobs dell’Albert Einstein College of Medicine di
New York, hanno testato ceppi di TBC e hanno scoperto che
l’esposizione a una soluzione al 6% di acido acetico per 30
minuti uccide efficacemente il batterio della tubercolosi.
Compresi i ceppi resistenti a quasi tutti gli antibiotici
conosciuti.
Per comprendere meglio, basti sapere che la presenza di
acido acetico al 6% è leggermente superiore a quella
dell’aceto da supermercato che, di norma, è al 4-5%. La
riduzione a dosaggi relativamente bassi ha portato, in soli
30 minuti, a ridurre il numero di micobatteri della
tubercolosi da 100 milioni a livelli non rilevabili.
Takiff ha eseguito test per un anno nel laboratorio di
Laurent Kremer presso l’Università di Montpellier in
Francia. Durante le sue ricerche ha esaminato anche il
temuto M. abscessus, presente soprattutto nell’acqua e in
grado di causare malattie croniche polmonari, infezioni
post-traumatiche e malattie cutanee, nei pazienti più
deboli.
Si tratta, al giorno d’oggi, uno dei micobatteri più
difficili da debellare. Takiff ha scoperto che in questo
caso la soluzione deve essere aumentata fino al 10% di acido
acetico, per trenta minuti di tempo. Il ricercatore ha anche
voluto testare la sua efficacia in caso di condizioni
biologiche meno igieniche, che si verificano in reali
condizioni cliniche. Per far questo ha aggiunto globuli
rossi e albumina. L’acido acetico, anche in questo caso, è
riuscito a superare benissimo il test.
"C’è un reale bisogno di disinfettanti meno tossici e meno
costosi che possano eliminare la tubercolosi e micobatteri
non TB, specialmente nei Paesi poveri di risorse", dichiara
Takiff.
Secondo i suoi studi, dosi più elevate (al 25% per esempio)
divengono solo irritanti, per cui non sono necessarie.
Inoltre, sono sufficienti solo 100 dollari per acquistare
una quantità tale di acido acetico utile a disinfettare 20
litri di culture di TB o campioni clinici.
"Per ora questa è semplicemente un’osservazione
interessante. L’aceto è stato utilizzato per migliaia di
anni come disinfettante comune e ci limitiamo ad aver esteso
studi del XX secolo sull’acido acetico. Se potrebbe essere
utile in clinica o nei laboratori di micobatteriologia per
sterilizzare attrezzature mediche o per la disinfezione di
culture o campioni clinici, resta da stabilire".
La ricerca è stata pubblicato su mBio, un giornale online ad
accesso gratuito pubblicato dall’American Society for
Microbiology.
Per maggiori info:
http://mbio.asm.org.
Tratto da: lastampa.it
Ricordarsi
che le alterazioni degli
enzimi,
della
flora, del
pH digestivo e della
mucosa intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in
qualsiasi parte dell'organismo.
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