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Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
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Alternative Medicine"
  for the BODY  and for the  SPIRIT



GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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MENOPAUSA  -  Ciclo MESTRUALE
(fine del ciclo mestruale nella femmina)
ORMONI STOP  +  Terapia Ormonale  +  ACQUA del CORPO  +  Acidosi=riordino del pH
Protocollo della Salute  +  Urino terapia  +  Malassorbimento
Dottrina termica e Terapia del Freddo  +  Somatidi  +  Legge di Guarigione
Sindrome dell'Intestino Permeabile (LGS)  +  DIGESTIONE
Omeo Fitoterapia (Menopausa)
Medicina Cellulare  +  ACQUA del CORPO  +  Acidosi=riordino del pH
Scienza della Nutrizione 
+  Nutrizione Cellulare  +  Alimentazione Naturale  +  Alimentaz. Istintuale 
PROTOCOLLO della SALUTE  +  Falsità della medicina ufficiale  +  Malassorbimento
Dottrina termica e Terapia del Freddo  +  Somatidi  +  Legge di Guarigione  +  DIGESTIONE
Sindrome dell'Intestino Permeabile (LGS)  Polmoni e vie respiratorie
Settimo Senso 
+  Campo Psico Energetico - effetto Kirlian
Acqua contaminata e colon irritabile  +  Diarrea  +  Stitichezza  +
  Mangiare crudo = Crudismo
 Per massaggio Ayurvedico e/o Lavaggio Energetico +  Lussazione dell'Atlante -  prenotare Qui
 

A che eta' insorge la Menopausa ?
La media della menopausa si colloca intorno ai 50 anni con un intervallo di normalità tra i 45 ed i 53 anni. Nei casi in cui insorga tra i 40 ed i 45 anni si parla di menopausa prematura, mentre se insorge prima dei 40 anni si parla di menopausa precoce. L'insorgenza dopo i 53 anni caratterizza invece la cosidetta menopausa tardiva.
 

Quando si parla di menopausa precoce ?
La menopausa precoce è una condizione di esaurimento dell'attività ovarica che insorge prima dei 40 anni ed interessa circa l'1% delle donne. In questo caso si ha un maggior rischio di andare incontro ad alcune delle complicanze a lungo termine del deficit estrogenico per cui è consigliabile un precoce intervento in senso preventivo.
Peraltro spesso la condizione di presunta menopausa precoce non ha carattere definitivo ma può essere inquadrata nella cosidetta "sindrome dell'ovaio resistente" in cui si ha più che altro un blocco dell'attività ovarica che può talora essere transitorio con riprese spontanee o parzialmente indotte da un appropriato trattamento farmacologico. Talvolta in questi casi il blocco ovarico è dovuto alla presenza di fattori autoimmunitari (anticorpi anti-ovaio, anti-gonadotropine, anti-recettori) che talvolta possono essere individuati. Inoltre sono descritti casi di donne con sospetta menopausa precoce che hanno avuto gravidanze.
La vera e propria menopausa precoce è invece una condizione definitiva e talvolta è dovuta alla presenza di fattori genetici (anomalie del cromosoma X che caratterizzano la cosidetta "sindrome dell'X fragile").
Nella maggior parte dei casi comunque tali condizioni si caratterizzano come idiopatiche, ossia senza cause ben precisate ed individuabili.
In definitiva possiamo affermare l'importanza, in presenza di una cessazione prematura delle mestruazioni, di un'attenta analisi al fine di differenziare per quanto possibile le forme di "sindrome dell'ovaio resistente" dalle forme di "menopausa precoce vera (Premature Ovarian Failure)" ed intraprendere quindi il più precocemente possibile i trattamenti più adeguati.

Come faccio a sapere se sono in menopausa ?

Normalmente con il termine Menopausa si intende l'ultima mestruazione fisiologica, legata all'esaurimento della funzionalità ovarica. Talvolta essa si verifica bruscamente, cioè improvvisamente cessano le mestruazioni, ma spesso ciò è preceduto da una serie di alterazioni della durata del ciclo che caratterizzano la cosiddetta premenopausa.

In genere si hanno dei salti nel ciclo per cui le mestruazioni si verificano anche dopo 2 o più mesi di intervallo.
In questa fase, legata soprattutto alla riduzione della componente ormonale progestinica, si ha talora una stimolazione estrogenica persistente che agisce sull'endometrio (cioè sulla mucosa che riveste internamente l'utero) determinandone un suo ispessimento non fisiologico, per cui l'aggiunta di un piccolo aiuto farmacologico può consentire una regolarizzazione del flusso ed evitare così potenziali problemi.
Al momento in cui (anche con l'aiuto farmacologico) le mestruazioni cessano del tutto, è molto probabile che si tratti di una vera condizione menopausale, e ciò può essere confermato dall'esecuzione di alcuni esami ormonali.
Tratto da: .menopausaonline.it

Prodotto naturale utile alla menopausa, è uno speciale estratto di foglie di trifoglio rosso che contiene isoflavoni "particolarmente" utili; risulta essere un prodotto molto adatto alle donne sopra i 45 anni perchè permette di garantire loro benessere e vitalità. vedi anche Urino terapia
.
Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.


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L’INTELLIGENZA della NATURA per la
Menopausa

L’85% delle donne in USA, il 70-80 % in Europa, il 25% in Giappone, il 18% in Cina e il 14% a Singapore. L’incidenza dei sintomi della menopausa del mondo ha questi numeri. La differenza tra Oriente e Occidente appare evidente; i dati non sono casuali, ma riflettono un panorama sociale e culturale ben definito che dona alle orientali questo vantaggio … la menopausa quindi non è uguale per tutte le donne.

Una fase naturale della vita
La menopausa è un fenomeno naturale che interessa tutte le donne tra i 40 ed i 60 anni di età e rappresenta la fine del periodo fertile, con l’esaurimento della funzionalità ovarica e la scomparsa del ciclo mestruale.
Soprattutto in Occidente il climaterio (ciclo completo che prevede un periodo pre-menopausa, un periodo peri-menopausa ed uno post) è caratterizzato da una serie di disturbi tipici definiti “sindrome menopausale” che, causando un sensibile peggioramento della qualità della vita per circa il 75% delle donne, porta a considerare negativamente quella che è invece una normale fase di vita.

La menopausa a volte “disturba” … E lo fa anche troppo !
I principali disturbi legati alla menopausa posso essere classificati come segue:

Sintomi neurovegetativi:                                                                      Disturbi neuropsichici:

Vampate di calore                                                                              Depressione

Iperidrosi (incremento di sudorazione)                                                  Irritabilità

Palpitazioni                                                                                       Insonnia

Secchezza vaginale/bruciori/cistiti/incontinenza                                    Riduzione della libido

Patologie gravi collegate al calo di ormoni

Osteoporosi

Patologie cardio-vascolari

Convenzionalmente la sintomatologia legata alla menopausa viene trattata con la terapia ormonale sostitutiva di sintesi, che va a rialzare i livelli ormonali grazie alla somministrazione di estrogeni di origine chimica. Gli effetti collaterali di questa terapia, però, non sono trascurabili: mal di testa, ansia, gonfiori, aumento di peso, problemi di circolazione e incremento del rischio di tumore della mammella e dell’utero.  
Una valida alternativa a questa terapia e ai suoi effetti collaterali sono i trattamenti bioterapici: esistono piante medicinali e fito-estratti che hanno rivelato una significativa efficacia ed un ottimo grado di tollerabilità nel trattamento dei disturbi della menopausa.
I trattamenti bioterapici che hanno dimostrato avere l’efficacia maggiore sono in maniera particolare quelli ad elevato contenuto di isoflavoni (sostanze vegetali che simulano l’attività degli estrogeni).

Le donne orientali hanno una marcia in più … e noi ?!
Le donne asiatiche hanno dunque un’incidenza dei sintomi legati alle menopausa significativamente minore (rapporto di 1 a 4).
Il dato è presto spiegato: la loro fortuna è l’alimentazione, in particolare il consumo di soia tipico della cultura alimentare orientale.
Questo legume infatti ha dimostrato che il suo contenuto di isoflavoni riduce sensibilmente i sintomi legati alla menopausa. Cercando di trasferire le caratteristiche terapeutiche degli isoflavoni in un prodotto integrativo, si è visto che il Trifoglio pratense è una fonte di isoflavoni ancor più ricca rispetto alla soia.
Recenti studi, infatti, hanno dimostrato che la soia contiene isoflavoni di scarsa qualità e/o bassa titolazione in fitoestrogeni. Inoltre, la soia è oggi uno dei vegetali che sempre più figura nell’elenco degli  OGM, oggetto di manipolazioni genetiche le cui conseguenze sull’uomo non sono attualmente valutabili.  

Vampate di calore, palpitazioni, insonnia, depressione; a combattere gli effetti collaterali della menopausa ora c'è un alleato naturale: il trifoglio rosso. I bioterapici a elevato contenuto di isoflavoni (sostanze vegetali che simulano l'attività degli estrogeni) sembrano infatti in grado di far fronte a problemi più gravi legati alla menopausa - osteoporosi e patologie cardiovascolari - senza avere effetti collaterali. Tanto che un nuovo integratore di fitoestrogeni è a base di estratti di Trifoglio rosso, oltre che di Calcio e Vitamina D3 e uno studio del Dipartimento di Endocrinologia dell'Ospedale St Leonard's (Australia) considera l'ipotesi che a livelli precisi di somministrazione di isoflavoni (57 mg al giorno) corrisponda nelle donne in menopausa un aumento della densità minerale ossea. Inoltre gli isoflavoni del trifoglio rosso modulano l'attività in modo naturale per ridurre colesterolo cattivo e trigliceridi.

L’estratto di Trifoglio rosso quindi rappresenta una terapia naturale e “intelligente”. Quantitativamente e qualitativamente  più ricco di isoflavoni rispetto alla soia - fino a 45 volte più attivo a parità di peso -, grazie a particolari modalità di estrazione, risulta essere la fonte più pregiata di fitoestrogeni.
La maggior disponibilità di isoflavoni è testimoniata anche dalla posologia: basta assumere 1 sola compressa al giorno per beneficiare dei vantaggi del trattamento che può essere assunto senza limiti di tempo a garanzia della sicurezza e naturalità del prodotto.
Inoltre, gli isoflavoni di Trifoglio rosso reagiscono in maniera intelligente rispetto ai diversi recettori presenti nei tessuti, modulando la propria attività in modo naturale per ottenere i seguenti effetti:

- effetti pro-estrogenici - protezione specifica sul sistema cardiovascolare e per l‘apparato osteoarticolare

- effetti anti-estrogenici - sui recettori (alfa) presenti nella ghiandola mammaria e nell‘utero (effetti anticarcinogenici).

- effetti antiossidativi - riduzione dell‘ossidazione del colesterolo LDL (abbassamento livello dei trigliceridi e delle lipoproteine e innalzamento del colesterolo “buono” HDL).
Per maggiori informazioni: Named srl

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Fitoterapia per la sindrome menopausale 

I fastidiosi effetti collaterali legati alla menopausa (ansia, insonnia, vampate, disturbi cardiocircolatori) possono essere affrontati oltre che dal punto di vista nutrizionale e dell’attività fisica, anche attraverso l’utilizzo di rimedi fitoterapici (piante ad azione terapeutica) senza ricorrere sempre ai farmaci di sintesi.
Ciò può però non essere sufficiente nelle manifestazioni di effetti più gravi o più marcati ad esempio per forme depressive importanti).

Ecco allora alcuni dei rimedi (elencati con il loro nome comune - vedi anche Prodotti Naturali ) reperibili in commercio o prescrivibili anche dal medico esperto in fitoterapia che possono essere preparati dal farmacista stesso:  

Piante ad azione sedativa (aiutano a prendere sonno):
Biancospino: Azione sull’ apparato cardiocircolatorio: abbassa la frequenza cardiaca (numero di battiti al minuto), inoltre ha azione sedativa.
Rosolaccio: Calmante, induce il riposo.
Escholtzia: Migliora la capacità di concentrazione e la memoria.
Passiflora : Azione simile alle benzodiazepine: induce il sonno e riduce l’ansia 

Piante ad azione venotonica (agiscono a livello della circolazione)
Pungitopo: Venotonico e antiinfiammatorio, diminuisce l’incidenza e la durata delle vampate.
Millefoglio: Azione simile al pungitopo
Vite Rossa: Contiene le sostanze (tannini, ecc.) ad azione protettiva a livello cardiocircolatorio per le quali vanta il suo utilizzo il vino rosso, con il vantaggio però di non introdurre alcool.  

Piante Fitoestrogeniche (contengono estrogeni di origine vegetale)
Eleuterococco: Ottimo per contrastare la stanchezza fisica e mentale.
Luppolo: Azione sedativa ed estrogenosimile usato per contrastare la sindrome menopausale .
Salvia: Azione antispasmodica e antisudorifera. 
By Dott.ssa Corsi Marina - Farmacista-Nutrizionista

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Disturbi mestruali, ridurli con l'omeopatia è possibile

Si calcola che almeno il 25% delle donne, soprattutto giovani, soffrano di disturbi mestruali: scarsità o eccesso di flusso, irregolarità del ciclo, ma soprattutto dolori (dismenorrea). In alcuni casi quest'ultimo disturbo può essere una vera e propria malattia e risultare invalidante.
Alcuni rimedi omeopatici possono aiutare a ridurre la sintomatologia nella fase della crisi.
Zincum metallicum è utile quando i dolori si localizzano soprattutto in sede ovarica e migliorano con l'arrivo del flusso mestruale.
La stessa indicazione vale per Lachesis, che si usa anche quando, durante il ciclo, il dolore ricompare non appena il flusso accenna a diminuire, di solito al 3 o 4 giorno. Possono essere presenti inoltre disturbi a livello intestinale, come stitichezza e dolori da emorroidi.
Al contrario Cimicifuga è indicato quando i dolori non sono presenti nella fase premestruale, ma si manifestano con la comparsa del flusso e, in particolare, più il flusso è abbondante, maggiore è il dolore. Quando il flusso è intermittente, i dolori cessano ad ogni pausa per manifestarsi alla ripresa del flusso. Il ciclo è piuttosto irregolare, arriva troppo presto oppure in ritardo.
Se il ciclo è irregolare e il flusso è piuttosto scarso, un buon rimedio è Pulsatilla; in questo caso i dolori non sono molto forti e si presentano con la sensazione di qualcosa che tira verso il basso; i sintomi migliorano con il movimento e stando all'aria aperta. Se il ciclo è scarso e il flusso aumenta, mentre il dolore diminuisce, con il movimento, allora si può pensare a Lilium tigrinum.
Un rimedio utile, abitualmente prescritto in varie forme di vaginite, è Kreosotum, in caso di cicli troppo frequenti, troppo abbondanti o che durano a lungo. Il flusso è decisamente scuro, con molti coaguli e fatica a comparire; per migliorare è necessario che la donna stia calma e tranquilla, non si agiti, si rilassi il più possibile.
A volte il dolore si manifesta con violente coliche ed è localizzato soprattutto a livello dell'ombelico, con nausea, vomito e bruciori gastrici. Anche Chamomilla è utile in caso di coliche addominali violente, con dolori intensi simili a quelli del parto, mestruazioni abbondanti e diarrea.
By Elio Rossi - Tratto da: la repubblica.it
 
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MESTRUAZIONI - Ciclo mestruale femminile - La valenza psicosomatica delle mestruazioni (flusso mensile)

Tutti i mesi si ripresentano più o meno puntuali, le nostre compagne di sempre; le odiate/amate mestruazioni. Nella mia attività professionale mi capita spessissimo di parlare, ascoltare, condividere pensieri ed emozioni con esponenti del panorama femminile, e sono sempre più stupita di come un fenomeno tanto comune quanto ancora “simbolicamente sconosciuto” come il ciclo mestruale finisca per acquisire un ruolo di primo piano nella vita di molte di noi, ed il motivo è tutt’altro che scontato.

Il ciclo è qualcosa che ci accompagna per tutta l’età fertile fin dalle origini dell’uomo su questa terra.

E’ quindi qualcosa che rappresenta il forte, mistico, affascinante ed immanente rapporto con la natura, qualcosa che ci ricorda quanto, nonostante il nostro progressivo allontanamento da una dimensione “primitiva”, primigenia e naturale, siamo invece in realtà profondamente ancora sottoposte alle sue leggi, ai suoi cicli, alle sue fasi, esattamente come la luna, le stelle, i pianeti, gli animali, le piante. Il "flusso mensile" è peculiarità profondamente femminile ed è perciò intuitiva ed immediata la sua grande valenza simbolica in termini di rapporto donna-femminilità.

Il tema del sangue richiama la purificazione, il sacrificio, la catarsi.

Durante i giorni del ciclo la donna è “obbligata” a toccarsi, ad accudire ed a prendere confidenza con quanto di più femmineo dispone: il proprio apparato riproduttivo, che si sviluppa interamente all'interno ad eccezione della vulva che proprio come "la punta di un iceberg"  è il “punto di contatto” con l’esterno, la porta di accesso. La donna “sacrifica” il proprio ovulo non più fertile e grazie alla fuoriuscita del sangue, si purifica per propiziare ed accogliere una nuova potenziale vita. La mestruazione è quindi quel passaggio obbligato che permette ad un ciclo di concludersi, portando già in seno  l’incipit del successivo.

Ecco che, allora, cominciano ad avere valenza in chiave psicosomatica i disturbi che vanno ad incidere, sia in modo diretto che indiretto, sul naturale ciclo mestruale. Problemi di dismenorrea (mestruazioni dolorose) , ad esempio, esprimono con chiarezza un vissuto conflittuale fra la necessità di esprimere la propria femminilità (o maternità), ed “il maschio” che molto spesso le donne sono “chiamate” ad essere. Sempre più di frequente vengono infatti loro richiesti comportamenti che non gli appartengono quali sostegno, protezione, fermezza, autorità, immediatezza decisionale, stabilità ed un ordine ed un rigore sia in ambito lavorativo che sociale, che per natura non costituirebbero certo la parte preponderante del carattere di un essere femminile, cui la medicina tradizionale cinese associa infatti lo “Ying”, ovvero la parte oscura, emozionale, ispiratrice creatrice e creativa per eccellenza.
La donna è un’autentica “incubatrice” di emozioni, di pensieri complicati e delicati; toglierle la spontaneità che le è propria, finisce per incidere profondamente sui suoi ritmi naturali e perciò anche sul ciclo mestruale, che verrà vissuto a questo punto come un “intralcio”, come qualcosa che si preferirebbe non avere: esattamente come gli aspetti più femminili della propria natura, spesso bollati con termini quali “frivolezze”, “capricci”, “stupidità”, persino dallo stesso universo femminile. Da qui il dolore, derivante dall’ “attrito” tra queste personalità; tra la femmina fragile e sensibile che si è, ed il "maschiaccio" pratico, deciso, forte e sicuro che si vorrebbe essere.

Diversi sono invece i disturbi legati all’amenorrea (assenza di mestruazioni).

La donna non ha più il ciclo mestruale; qualcosa dentro di lei si blocca. Non è più in grado di porre in essere quel passaggio catartico sancito dalla perdita del sangue, né conseguentemente, è più in grado di “covare dentro di sé il seme della vita” perdendo la fertilità. La donna “retrocede” improvvisamente al periodo puerile, antecedente lo sviluppo, dove lei stessa costituiva il punto focale dell’attenzione materna, “opponendosi” alla mestruazione, con la quale si affaccia invece una possibilità di gravidanza e dunque un fisiologico spostamento dell’attenzione verso “il futuro”; verso un nuovo, potenziale essere.
Chi manifesta questa problematica è perciò spesso una donna che non ha ancora soddisfatto completamente la propria “fame d’amore”, e che quindi sente di aver ancora bisogno di ricevere, pregiudicando inconsapevolmente così la propria capacità di dare (condizione alla base della maternità). Ed ecco che allora il corpo, il “palcoscenico dell’inconscio” concretizza questo passaggio; la donna non si sente in condizione di generare e si priva perciò fisicamente della capacità del materno. Questo è il motivo per cui, in chiave psicosomatica (oltre che biologica) questo è un disturbo che spesso accompagna altre patologie, notoriamente caratterizzate da una “fame d’affetto” come l’anoressia.

Vanno poi considerate tutte quelle situazioni in cui le mestruazioni non sono regolari. E’ questo il caso di moltissime donne che attraversano un periodo travagliato di  “ridefinizione”  e rideterminazione del proprio ruolo. Ogni cambiamento richiede infatti un riassestamento che coinvolge il corpo e la mente.
Allontanandoci dai ritmi naturali, costringendoci a “marce” sempre più “forzate”, a sopportare orari e velocità che nulla più hanno di sano e biologico, trascurando i segnali di avvertimento e di stress (inteso nell’accezione più letterale di “sforzo”) abbiamo perso e represso progressivamente la capacità di ascoltarci. Inoltre la società in cui viviamo, che giudica senza conoscere, spesso in base a risultati meramente quantitativi, fa sì che le persone si concentrino sul produrre, meglio in silenzio, riducendo al massimo i propri sfoghi, le manifestazioni di disagio, spingendole a forzare le fondamentali fasi di adattamento comportamentale alla nuova situazione.
Tutto deve avvenire velocemente, in modo efficiente ed efficace. Fenomeni che invece spesso necessiterebbero lunghi momenti di “transizione” ed adattamento alla nuova situazione per non procurare danni si trovano a dover essere affrontati in poco tempo; poco importa se la persona non si sente ancora preparata. Ed ecco che, vacillando l’equilibrio con il mondo esterno, lo squilibrio si riversa sulle dinamiche interne, molto spesso inconsce, le quali arrancano per trovare un nuovo tempo ed un nuovo spazio per manifestarsi. Quando queste problematiche investono la sfera femminile ecco che, di nuovo, a rivelare il nostro disagio, si accende la “spia” delle mestruazioni “instabili”, espressione del nostro conflitto tra desiderio di normalità (che si riflette sul piano fisico con la regolarità e la ciclicità propria del flusso) e la necessità di dover “rompere” il vecchio equilibrio, non più consono alla nuova situazione. 
Per capire l’origine del problema è allora necessario cominciare a riflettere sul “quando” le mestruazioni ritardano, o hanno cominciato a tardare e sul “cosa” ha fatto si che l’equilibrio si incrinasse. Dopo una “fatica” importante, dopo aver  cambiato lavoro, concluso una relazione, affrontato un trasferimento, preso parte a contrasti importanti o ad episodi ritenuti fallimentari,  la donna deve necessariamente comprendere la sua nuova collocazione, riassestare “naturalmente” il proprio equilibrio, ridefinire il proprio Io con dolcezza e tolleranza; altrimenti ciò non potrà che riflettersi sul ciclo, rendendolo “ballerino” ed “instabile” proprio come la propria posizione.

Emerge a questo punto, con grande chiarezza, l’inscindibile parallelismo psiche/soma. Le problematiche legate al ciclo, fungendo da specchio alla persona, la portano necessariamente a dover affrontare il problema (se non sul piano psichico per lo meno sul piano somatico) e costituiscono irripetibili occasioni di crescita personale.
By Dr.essa Silvia Caldironi – Consulente Psicomatista

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MESTRUAZIONI - ALTERAZIONI del CICLO MESTRUALE

Sintomi e cause
Le irregolarità mestruali rappresentano una percentuale considerevole dei motivi per cui viene richiesta una visita ginecologica.

In pratica, quello che deve importare maggiormente nell'ambito dei disturbi del ciclo è accertare se l'anomalia mestruale si accompagni alla presenza o all'assenza di ovulazione. Il ciclo mestruale non è fatto per essere necessariamente un orologio, bensì è fatto per produrre un ovulo: è ben accertato che anche cicli che a una donna sembrano abbastanza irregolari in realtà riescano ad essere ovulatori. L'ovulo, e non la cadenza mestruale rigorosa, è lo scopo biologico e filosofico del ciclo sessuale femminile.
Ho sperimentato quasi sempre che questo modo di vedere il ciclo mestruale, che ho appena descritto, è molto poco conosciuto o tenuto presente da parte delle donne, eppure è fondamentale.
Non bisogna fossilizzarsi a guardare se le mestruazioni giungano qualche giorno prima o qualche giorno dopo rispetto a quanto hanno fatto nei mesi precedenti; bisogna piuttosto chiedersi se i cicli possano ragionevolmente essere ovulatori oppure no. E' ragionevole sospettare che manchino delle ovulazioni soltanto quando la cadenza mestruale sia molto irregolare, come spiegherò più avanti.
 

Anomalie del ritmo:
Oligomenorrea (poche mestruazioni, "cicli che ritardano")
Polimenorrea (troppe mestruazioni, "cicli che anticipano")
Amenorrea (assenza di mestruazioni)
 
Anomalie di quantità e durata:
Ipomenorrea (mestruazioni scarse)
Ipermenorrea (mestruazioni abbondanti)
Menorragia (mestruazione troppo lunga)
Dismenorrea (perdite ematiche consistenti)
 
Anomalie di presentazione:
Metrorragia (perdita anomala inaspettata)
Menometrorragie (perdite inaspettate intermestruali combinate con mestruazioni lunghe)

Anomalie del ritmo
La maggior parte delle donne ha una cadenza mestruale ogni 25-35 giorni, che rappresenta l'intervallo normale di riferimento, intervallo cioè, ricollegandosi a quanto detto all'inizio, nell'ambito del quale è molto probabile che tutti i cicli siano normalmente ovulatori.
Alcune donne pensano di avere qualcosa che non va nel caso in cui abbiano una mestruazione dopo 28 giorni, poi un'altra dopo 26 giorni, poi un'altra nuovamente dopo 28, la successiva dopo 30... e così via. Una cadenza come questa è invece da considerarsi regolare, perché comunque, malgrado alcuni giorni di differenza tra un ciclo e l'altro, le mestruazioni compaiono tutti i mesi e generalmente tutti questi cicli presentano regolarmente l'ovulazione.
Le mestruazioni sono da considerarsi irregolari nel ritmo quando non compaiono tutti i mesi oppure quando compaiono più di una volta al mese, con un intervallo fra di esse che può essere sintomatico di mancanza di ovulazione. Facendo riferimento alla cadenza mestruale media appena descritta, possiamo anche dire che una donna ha un ritmo mestruale irregolare quando fra i giorni di inizio di due mestruazioni successive vi sia un intervallo
superiore ai 35 giorni e dunque le mestruazioni non vengano tutti i mesi (oligomenorrea)
inferiore ai 25 giorni e dunque le mestruazioni vengano più di una volta al mese (polimenorrea)

L'assenza di mestruazioni per almeno tre mesi è detta amenorrea.
Le cause di oligomenorrea e di polimenorrea sono generalmente ormonali e legate proprio alla anovulazione (mancanza dell'ovulazione). Si riscontrano infatti di frequente in quelle condizioni caratterizzate da saltuaria o cronica mancanza di ovulazione, come nella policistosi ovarica e in premenopausa.
Più numerose e di diagnosi più complessa sono le cause patologiche di amenorrea, al di là della causa più ovvia e frequente, nonché fisiologica, di amenorrea che è la gravidanza.
Da una parte non considererò per semplicità il problema dell'amenorrea primaria (0.1-2.5% delle donne in età fertile), cioè delle ragazze che stanno giungendo verso la maggiore età senza aver ancora avuto la prima mestruazione. In questi casi, oltre alle cause comuni anche all'amenorrea secondaria, descritte più avanti, ci si trova spesso di fronte al grosso capitolo delle pubertà ritardate o delle malformazioni congenite degli organi genitali.
L'amenorrea secondaria interessa invece un maggior numero di donne (1-3% della popolazione femminile in età fertile) e rappresenta l'assenza di mestruazioni che compaia ad età variabile, ma comunque in donne già in passato mestruate.

Le principali condizioni che possono causare amenorrea secondaria sono:
Alterazioni anatomiche cerebrali o ipotalamiche: traumi, interventi chirurgici, tumori, infezioni (encefaliti), radioterapia;
Droghe o farmaci che possono alterare i livelli di prolattina: antipsicotici, antidepressivi triciclici, oppiacei, antiemetici. Inoltre è molto frequente, in questo ambito, il caso dell'amenorrea post-pillola, cioè un'assenza di mestruazioni, anche fino a sei mesi, dopo aver assunto per un periodo variabile la pillola contraccettiva. Si tratta di una condizione benigna e transitoria a risoluzione spontanea.
Stress, esercizio fisico intenso (atlete);
Disturbi del comportamento alimentare (anoressia-bulimia)
Sindrome dell'ovaio policistico
Menopausa precoce
Alterazioni dell'ipofisi, la ghiandola che produce gli ormoni che stimolano l'attività delle ovaie: gli adenomi con iperproduzione di prolattina rappresentano la causa ipofisaria più frequente di amenorrea.

Più raramente possono essere causa di amenorrea delle aderenze intrauterine (che impediscono meccanicamente la mestruazione) che possono formarsi quali esiti cicatriziali di raschiamenti uterini o di infezioni dell'endometrio (endometriti).


Anomalie di quantità e durata e di presentazione
Dal punto di vista pratico non c'è generalmente correlazione tra la scarsità e/o brevità della mestruazione (ipomenorrea) e l'adeguatezza del ciclo sessuale dal punto di vista degli equilibri ormonali che lo regolano. Possiamo dire con sufficiente sicurezza che la scarsità e/o brevità della mestruazione non sono indicatori di patologia quando il ritmo mestruale sia adeguato.
I casi patologici sono pochi e sono rappresentati dalle stesse aderenze cicatriziali appena viste sopra al punto 8 tra le cause di amenorrea.
Vale la pena di tenere presente inoltre che una frequente causa "artificiale" di mestruazione scarsa è l'assunzione della pillola contraccettiva, che infatti può rappresentare la cura di alcuni casi funzionali di mestruazione abbondante.

Rappresentano invece spesso una patologia le mestruazioni abbondanti (ipermenorrea) e/o lunghe 7 giorni o più (menorragia), tranne che in quelle donne che hanno mestruazioni abbondanti fin dall'adolescenza e che rappresentano casi "costituzionali" di ipermenorrea/menorragia, di significato non patologico.
Le metrorragie e le menometrorragie hanno sempre significato patologico.
L'ipermenorrea, la menorragia, le metrorragie e le menometrorragie sono sintomi che grossolanamente possiamo dire riconoscano gli stessi fattori causali.
L'anovulazione, già citata prima come causa di anomalie del ritmo mestruale, può presentarsi altre volte sotto forma di menometrorragie (cosiddette menometrorragie disfunzionali);
Malattie organiche dell'apparato genitale, più spesso dell'utero: fibromi, polipi, carcinomi del collo o del corpo dell'utero.
Corpi estranei ad azione irritativa sulla mucosa uterina come alcune volte accade nelle portatrici di IUD (dispositivo contraccettivo intrauterino o spirale);
Malattie sistemiche (cioè che interessano più globalmente l'individuo, manifestandosi in più organi corporei): difetti della coagulazione, ipotiroidismo, iperprolattinemia, obesità;
Farmaci: antidepressivi, antipsicotici e ormoni sessuali tra cui anche la pillola contraccettiva. Soprattutto le moderne pillole a basso dosaggio estrogenico possono essere responsabili, come effetto collaterale, di sanguinamenti uterini anomali in alcune utilizzatrici, probabilmente non adatte costituzionalmente ad accettare un dosaggio molto basso di estrogeni senza che il loro utero non interpreti tale basso dosaggio come il momento di mestruare.
Un capitolo particolare rappresentano invece le metrorragie della gravidanza. Una perdita di sangue in gravidanza deve sempre essere considerata patologica fino a prova contraria: in alcuni casi non evolutivi (e quindi a prognosi buona) non è possibile in effetti risalire ad una causa riconoscibile. Le principali cause di metrorragia in gravidanza sono la minaccia d'aborto, l'aborto in atto, la placenta previa e il distacco di placenta, argomenti ai quali, in futuro, dedicherò pagine specifiche nell'ambito dell'ostetricia.
Tratto da: http://www.ecogin.it/anomalieciclo.htm

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Menopausa, qualche rimedio contro le vampate

Con l'arrivo dei primi caldi, i più fastidiosi fra i disturbi secondari della menopausa, le vampate di calore, cominciano a farsi sentire. Le medicine complementari possono essere utili per alleviare questi sintomi; ciò vale in particolare per la fitoterapia e l'agopuntura, ma anche l'omeopatia può essere di aiuto.
Alumina silicata, ad esempio, è un rimedio tipico delle vampate che si manifestano in modo fastidioso soprattutto in estate, e che compaiono al minimo movimento. Glonoinum è utile quando le vampate sono associate a forti pulsazioni, una sorta di martellamento alla testa, soprattutto quando si entra in ambienti caldi o si rimane sotto il sole più a lungo. Le pulsazioni sono tali da impedire alla donna di stare sdraiata. Camphora è un rimedio delle vampate che si manifestano non appena aumenta la temperatura, seguite da un'abbondante sudorazione. Il caldo è soprattutto interno, perciò durante il sonno la donna, se si scopre, sente le braccia e le gambe fredde, ma appena le mette sotto la coperta comincia a sudare fastidiosamente. Le vampate che corrispondono a Sulphur si manifestano come un flusso bollente che percorre ogni parte del corpo e termina in sudorazione. Sono molto calde le piante dei piedi e i palmi delle mani.
Ammonium muriaticum viene prescritto quando c'è la sensazione di avere un bollore che corre lungo il percorso dei vasi sanguigni. Le vampate sono seguite da sudorazione e peggiorano anche all'aria aperta. Belladonna, un rimedio tipico della febbre, è indicato anche in caso di vampate, veramente brucianti, soprattutto se queste si localizzano a livello del volto, come nel caso di Ptelia, e delle parti superiori del corpo.
Alcuni rimedi sono prescritti, in assenza di altri sintomi più generali, a partire dalla specifica localizzazione della sensazione di calore. Per esempio Lycopodium corrisponde alla sensazione di calore fra le scapole, Theridion a livello lombare e Picric acidum lungo la colonna vertebrale. Medorrhinum è indicato quando il bruciore è presente nelle parti inferiori del corpo, a partire dalla zona lombo-sacrale fino agli arti inferiori.
By Elio Rossi Tratto da: la repubblica.it

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