A che eta' insorge la
Menopausa ?
La media della menopausa si colloca intorno ai 50 anni
con un intervallo di normalità tra i 45 ed i 53 anni.
Nei casi in cui insorga tra i 40 ed i 45 anni si parla
di menopausa prematura, mentre se insorge prima dei 40
anni si parla di menopausa precoce. L'insorgenza dopo i
53 anni caratterizza invece la cosidetta menopausa
tardiva.
Quando si parla di menopausa
precoce ?
La menopausa precoce è una condizione di esaurimento
dell'attività ovarica che insorge prima dei 40 anni ed
interessa circa l'1% delle donne. In questo caso si ha
un maggior rischio di andare incontro ad alcune delle
complicanze a lungo termine del deficit estrogenico per
cui è consigliabile un precoce intervento in senso
preventivo.
Peraltro spesso la condizione di presunta menopausa
precoce non ha carattere definitivo ma può essere
inquadrata nella cosidetta "sindrome dell'ovaio
resistente" in cui si ha più che altro un blocco
dell'attività ovarica che può talora essere transitorio
con riprese spontanee o parzialmente indotte da un
appropriato trattamento farmacologico. Talvolta in
questi casi il blocco ovarico è dovuto alla presenza di
fattori autoimmunitari (anticorpi anti-ovaio,
anti-gonadotropine, anti-recettori) che talvolta possono
essere individuati. Inoltre sono descritti casi di donne
con sospetta menopausa precoce che hanno avuto
gravidanze.
La vera e propria menopausa precoce è invece una
condizione definitiva e talvolta è dovuta alla presenza
di fattori genetici (anomalie del cromosoma X che
caratterizzano la cosidetta "sindrome dell'X fragile").
Nella maggior parte dei casi comunque tali condizioni si
caratterizzano come idiopatiche, ossia senza cause ben
precisate ed individuabili.
In definitiva possiamo affermare l'importanza, in
presenza di una cessazione prematura delle mestruazioni,
di un'attenta analisi al fine di differenziare per
quanto possibile le forme di "sindrome dell'ovaio
resistente" dalle forme di "menopausa precoce vera
(Premature Ovarian Failure)" ed intraprendere quindi il
più precocemente possibile i trattamenti più adeguati.
Come faccio a sapere se sono in menopausa ?
Normalmente con il termine
Menopausa si intende l'ultima mestruazione fisiologica,
legata all'esaurimento della funzionalità ovarica.
Talvolta essa si verifica bruscamente, cioè
improvvisamente cessano le mestruazioni, ma spesso ciò è
preceduto da una serie di alterazioni della durata del
ciclo che caratterizzano la cosiddetta premenopausa.
In genere si hanno dei salti
nel ciclo per cui le mestruazioni si verificano anche
dopo 2 o più mesi di intervallo.
In questa fase, legata soprattutto alla riduzione della
componente ormonale progestinica, si ha talora una
stimolazione estrogenica persistente che agisce sull'endometrio
(cioè sulla mucosa che riveste internamente l'utero)
determinandone un suo ispessimento non fisiologico, per
cui l'aggiunta di un piccolo aiuto farmacologico può
consentire una regolarizzazione del flusso ed evitare
così potenziali problemi.
Al momento in cui (anche con l'aiuto farmacologico) le
mestruazioni cessano del tutto, è molto probabile che si
tratti di una vera condizione menopausale, e ciò può
essere confermato dall'esecuzione di alcuni esami
ormonali.
Tratto da:
.menopausaonline.it
Prodotto naturale utile alla menopausa, è uno speciale
estratto di foglie di trifoglio rosso che contiene
isoflavoni "particolarmente" utili; risulta essere un
prodotto molto adatto alle donne sopra i 45 anni perchè
permette di garantire loro benessere e vitalità. vedi
anche
Urino terapia.
Ricordarsi che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto
a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.
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L’INTELLIGENZA della NATURA per la
Menopausa
L’85% delle donne in USA, il
70-80 % in Europa, il 25% in Giappone, il 18% in Cina e
il 14% a Singapore. L’incidenza dei sintomi della
menopausa del mondo ha questi numeri. La differenza tra
Oriente e Occidente appare evidente; i dati non sono
casuali, ma riflettono un panorama sociale e culturale
ben definito che dona alle orientali questo vantaggio …
la menopausa quindi non è uguale per tutte le donne.
Una fase naturale della vita
La menopausa è un fenomeno naturale che interessa tutte
le donne tra i 40 ed i 60 anni di età e rappresenta la
fine del periodo fertile, con l’esaurimento della
funzionalità ovarica e la scomparsa del ciclo mestruale.
Soprattutto in Occidente il climaterio (ciclo completo
che prevede un periodo pre-menopausa, un periodo
peri-menopausa ed uno post) è caratterizzato da una
serie di disturbi tipici definiti “sindrome menopausale”
che, causando un sensibile peggioramento della qualità
della vita per circa il 75% delle donne, porta a
considerare negativamente quella che è invece una
normale fase di vita.
La menopausa a volte
“disturba” … E lo fa anche troppo !
I principali disturbi legati alla menopausa posso essere
classificati come segue:
Sintomi
neurovegetativi: Disturbi
neuropsichici:
Vampate di
calore
Depressione
Iperidrosi (incremento di
sudorazione)
Irritabilità
Palpitazioni
Insonnia
Secchezza
vaginale/bruciori/cistiti/incontinenza
Riduzione della libido
Patologie gravi collegate al
calo di ormoni
Osteoporosi
Patologie cardio-vascolari
Convenzionalmente la
sintomatologia legata alla menopausa viene trattata con
la terapia ormonale sostitutiva di sintesi, che va a
rialzare i livelli ormonali grazie alla somministrazione
di estrogeni di origine chimica. Gli effetti collaterali
di questa terapia, però, non sono trascurabili: mal di
testa, ansia, gonfiori, aumento di peso, problemi di
circolazione e incremento del rischio di tumore della
mammella e dell’utero.
Una valida alternativa a questa terapia e ai suoi
effetti collaterali sono i trattamenti bioterapici:
esistono piante medicinali e fito-estratti che hanno
rivelato una significativa efficacia ed un ottimo grado
di tollerabilità nel trattamento dei disturbi della
menopausa.
I trattamenti bioterapici che hanno dimostrato avere
l’efficacia maggiore sono in maniera particolare quelli
ad elevato contenuto di isoflavoni (sostanze vegetali
che simulano l’attività degli estrogeni).
Le donne orientali hanno una marcia in più … e noi ?!
Le donne asiatiche hanno dunque un’incidenza dei sintomi
legati alle menopausa significativamente minore
(rapporto di 1 a 4).
Il dato è presto spiegato: la loro fortuna è l’alimentazione,
in particolare il consumo di
soia tipico della cultura alimentare orientale.
Questo legume infatti ha dimostrato che il suo contenuto
di isoflavoni riduce sensibilmente i sintomi legati alla
menopausa. Cercando di trasferire le caratteristiche
terapeutiche degli isoflavoni in un prodotto
integrativo, si è visto che il Trifoglio pratense è una
fonte di isoflavoni ancor più ricca rispetto alla
soia.
Recenti studi, infatti, hanno dimostrato che la soia
contiene isoflavoni di scarsa qualità e/o bassa
titolazione in fitoestrogeni. Inoltre, la soia è oggi
uno dei vegetali che sempre più figura nell’elenco
degli
OGM, oggetto di manipolazioni genetiche le cui
conseguenze sull’uomo non sono attualmente valutabili.
Vampate di calore, palpitazioni, insonnia, depressione;
a combattere gli effetti collaterali della menopausa ora
c'è un alleato naturale: il trifoglio rosso. I
bioterapici a elevato contenuto di isoflavoni (sostanze
vegetali che simulano l'attività degli estrogeni)
sembrano infatti in grado di far fronte a problemi più
gravi legati alla menopausa - osteoporosi e patologie
cardiovascolari - senza avere effetti collaterali. Tanto
che un nuovo integratore di fitoestrogeni è a base di
estratti di
Trifoglio rosso, oltre che di
Calcio e
Vitamina D3 e uno studio del Dipartimento di
Endocrinologia dell'Ospedale St Leonard's (Australia)
considera l'ipotesi che a livelli precisi di
somministrazione di isoflavoni (57 mg al giorno)
corrisponda nelle donne in menopausa un aumento della
densità minerale ossea. Inoltre gli isoflavoni del
trifoglio rosso modulano l'attività in modo naturale per
ridurre colesterolo cattivo e trigliceridi.
L’estratto di
Trifoglio rosso quindi rappresenta una terapia
naturale e “intelligente”. Quantitativamente e
qualitativamente più ricco di isoflavoni rispetto alla
soia - fino a 45 volte più attivo a parità di peso -,
grazie a particolari modalità di estrazione, risulta
essere la fonte più pregiata di fitoestrogeni.
La maggior disponibilità di isoflavoni è testimoniata
anche dalla posologia: basta assumere 1 sola compressa
al giorno per beneficiare dei vantaggi del trattamento
che può essere assunto senza limiti di tempo a garanzia
della sicurezza e naturalità del prodotto.
Inoltre, gli isoflavoni di Trifoglio rosso reagiscono in
maniera intelligente rispetto ai diversi recettori
presenti nei tessuti, modulando la propria attività in
modo naturale per ottenere i seguenti effetti:
- effetti pro-estrogenici -
protezione specifica sul sistema cardiovascolare e per
l‘apparato osteoarticolare
- effetti anti-estrogenici -
sui recettori (alfa) presenti nella ghiandola mammaria e
nell‘utero (effetti anticarcinogenici).
- effetti antiossidativi -
riduzione dell‘ossidazione del colesterolo LDL
(abbassamento livello dei trigliceridi e delle
lipoproteine e innalzamento del colesterolo “buono”
HDL).
Per maggiori informazioni:
Named srl
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Fitoterapia per la
sindrome menopausale
I fastidiosi effetti
collaterali legati alla menopausa (ansia, insonnia,
vampate, disturbi cardiocircolatori) possono essere
affrontati oltre che dal punto di vista nutrizionale e
dell’attività fisica, anche attraverso l’utilizzo di
rimedi fitoterapici (piante ad azione terapeutica) senza
ricorrere sempre ai
farmaci di sintesi.
Ciò può però non essere sufficiente nelle manifestazioni
di effetti più gravi o più marcati ad esempio per forme
depressive importanti).
Ecco allora alcuni dei
rimedi (elencati con il loro nome comune - vedi
anche
Prodotti Naturali ) reperibili in commercio o
prescrivibili anche dal medico esperto in fitoterapia
che possono essere preparati dal farmacista stesso:
Piante ad azione sedativa
(aiutano a prendere sonno):
Biancospino: Azione sull’ apparato cardiocircolatorio:
abbassa la frequenza cardiaca (numero di battiti al
minuto), inoltre ha azione sedativa.
Rosolaccio: Calmante, induce il riposo.
Escholtzia: Migliora la capacità di concentrazione e la
memoria.
Passiflora : Azione simile alle benzodiazepine: induce
il sonno e riduce l’ansia
Piante ad azione venotonica
(agiscono a livello della circolazione)
Pungitopo: Venotonico e antiinfiammatorio, diminuisce
l’incidenza e la durata delle vampate.
Millefoglio: Azione simile al pungitopo
Vite Rossa: Contiene le sostanze (tannini, ecc.) ad
azione protettiva a livello cardiocircolatorio per le
quali vanta il suo utilizzo il vino rosso, con il
vantaggio però di non introdurre alcool.
Piante Fitoestrogeniche
(contengono estrogeni di origine vegetale)
Eleuterococco: Ottimo per contrastare la stanchezza
fisica e mentale.
Luppolo: Azione sedativa ed estrogenosimile usato per
contrastare la sindrome menopausale .
Salvia: Azione antispasmodica e antisudorifera.
By Dott.ssa Corsi Marina - Farmacista-Nutrizionista
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Disturbi mestruali, ridurli con l'omeopatia
è possibile
Si calcola che almeno il 25% delle donne, soprattutto
giovani, soffrano di disturbi mestruali: scarsità o
eccesso di flusso, irregolarità del ciclo, ma
soprattutto dolori (dismenorrea). In alcuni casi quest'ultimo
disturbo può essere una vera e propria malattia e
risultare invalidante.
Alcuni rimedi omeopatici possono aiutare a ridurre la
sintomatologia nella fase della crisi.
Zincum metallicum è utile quando i dolori si localizzano
soprattutto in sede ovarica e migliorano con l'arrivo
del flusso mestruale.
La stessa indicazione vale per Lachesis, che si usa
anche quando, durante il ciclo, il dolore ricompare non
appena il flusso accenna a diminuire, di solito al 3 o 4
giorno. Possono essere presenti inoltre disturbi a
livello intestinale, come stitichezza e dolori da
emorroidi.
Al contrario Cimicifuga è indicato quando i dolori non
sono presenti nella fase premestruale, ma si manifestano
con la comparsa del flusso e, in particolare, più il
flusso è abbondante, maggiore è il dolore. Quando il
flusso è intermittente, i dolori cessano ad ogni pausa
per manifestarsi alla ripresa del flusso. Il ciclo è
piuttosto irregolare, arriva troppo presto oppure in
ritardo.
Se il ciclo è irregolare e il flusso è piuttosto scarso,
un buon rimedio è Pulsatilla; in questo caso i dolori
non sono molto forti e si presentano con la sensazione
di qualcosa che tira verso il basso; i sintomi
migliorano con il movimento e stando all'aria aperta. Se
il ciclo è scarso e il flusso aumenta, mentre il dolore
diminuisce, con il movimento, allora si può pensare a
Lilium tigrinum.
Un rimedio utile, abitualmente prescritto in varie forme
di vaginite, è Kreosotum, in caso di cicli troppo
frequenti, troppo abbondanti o che durano a lungo. Il
flusso è decisamente scuro, con molti coaguli e fatica a
comparire; per migliorare è necessario che la donna stia
calma e tranquilla, non si agiti, si rilassi il più
possibile.
A volte il dolore si manifesta con violente coliche ed è
localizzato soprattutto a livello dell'ombelico, con
nausea, vomito e bruciori gastrici. Anche Chamomilla è
utile in caso di coliche addominali violente, con dolori
intensi simili a quelli del parto, mestruazioni
abbondanti e diarrea.
By Elio Rossi - Tratto da: la repubblica.it
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MESTRUAZIONI - Ciclo mestruale femminile - La
valenza psicosomatica delle mestruazioni (flusso
mensile)
Tutti i mesi si ripresentano
più o meno puntuali, le nostre compagne di sempre; le
odiate/amate mestruazioni. Nella mia attività
professionale mi capita spessissimo di parlare,
ascoltare, condividere pensieri ed emozioni con
esponenti del panorama femminile, e sono sempre più
stupita di come un fenomeno tanto comune quanto ancora
“simbolicamente sconosciuto” come il ciclo mestruale
finisca per acquisire un ruolo di primo piano nella vita
di molte di noi, ed il motivo è tutt’altro che scontato.
Il ciclo è qualcosa che ci
accompagna per tutta l’età fertile fin dalle origini
dell’uomo su questa terra.
E’ quindi qualcosa che
rappresenta il forte, mistico, affascinante ed immanente
rapporto con la natura, qualcosa che ci ricorda quanto,
nonostante il nostro progressivo allontanamento da una
dimensione “primitiva”, primigenia e naturale, siamo
invece in realtà profondamente ancora sottoposte alle
sue leggi, ai suoi cicli, alle sue fasi, esattamente
come la luna, le stelle, i pianeti, gli animali, le
piante. Il "flusso mensile" è peculiarità profondamente
femminile ed è perciò intuitiva ed immediata la sua
grande valenza simbolica in termini di rapporto
donna-femminilità.
Il tema del sangue richiama
la purificazione, il sacrificio, la catarsi.
Durante i giorni del ciclo
la donna è “obbligata” a toccarsi, ad accudire ed a
prendere confidenza con quanto di più femmineo dispone:
il proprio apparato riproduttivo, che si sviluppa
interamente all'interno ad eccezione della vulva che
proprio come "la punta di un iceberg" è il “punto di
contatto” con l’esterno, la porta di accesso. La donna
“sacrifica” il proprio ovulo non più fertile e grazie
alla fuoriuscita del sangue, si purifica per propiziare
ed accogliere una nuova potenziale vita. La mestruazione
è quindi quel passaggio obbligato che permette ad un
ciclo di concludersi, portando già in seno l’incipit
del successivo.
Ecco che, allora, cominciano
ad avere valenza in chiave psicosomatica i disturbi che
vanno ad incidere, sia in modo diretto che indiretto,
sul naturale ciclo mestruale. Problemi di dismenorrea
(mestruazioni dolorose) , ad esempio, esprimono con
chiarezza un vissuto conflittuale fra la necessità di
esprimere la propria femminilità (o maternità), ed “il
maschio” che molto spesso le donne sono “chiamate” ad
essere. Sempre più di frequente vengono infatti loro
richiesti comportamenti che non gli appartengono
quali sostegno, protezione, fermezza, autorità,
immediatezza decisionale, stabilità ed un ordine ed un
rigore sia in ambito lavorativo che sociale, che per
natura non costituirebbero certo la parte preponderante
del carattere di un essere femminile, cui la medicina
tradizionale cinese associa infatti lo “Ying”,
ovvero la parte oscura, emozionale, ispiratrice
creatrice e creativa per eccellenza.
La donna è un’autentica “incubatrice” di emozioni, di
pensieri complicati e delicati; toglierle la spontaneità
che le è propria, finisce per incidere profondamente sui
suoi ritmi naturali e perciò anche sul ciclo mestruale,
che verrà vissuto a questo punto come un “intralcio”,
come qualcosa che si preferirebbe non avere: esattamente
come gli aspetti più femminili della propria natura,
spesso bollati con termini quali “frivolezze”,
“capricci”, “stupidità”, persino dallo stesso universo
femminile. Da qui il dolore, derivante dall’ “attrito”
tra queste personalità; tra la femmina fragile e
sensibile che si è, ed il "maschiaccio" pratico, deciso,
forte e sicuro che si vorrebbe essere.
Diversi sono invece i
disturbi legati all’amenorrea (assenza di mestruazioni).
La donna non ha più il ciclo
mestruale; qualcosa dentro di lei si blocca. Non è più
in grado di porre in essere quel passaggio catartico
sancito dalla perdita del sangue, né conseguentemente, è
più in grado di “covare dentro di sé il seme della vita”
perdendo la fertilità. La donna “retrocede”
improvvisamente al periodo puerile, antecedente lo
sviluppo, dove lei stessa costituiva il punto focale
dell’attenzione materna, “opponendosi” alla
mestruazione, con la quale si affaccia invece
una possibilità di gravidanza e dunque un fisiologico
spostamento dell’attenzione verso “il futuro”; verso un
nuovo, potenziale essere.
Chi manifesta questa problematica è perciò spesso una
donna che non ha ancora soddisfatto completamente la
propria “fame d’amore”, e che quindi sente di aver
ancora bisogno di ricevere, pregiudicando
inconsapevolmente così la propria capacità di dare
(condizione alla base della maternità). Ed ecco che
allora il corpo, il “palcoscenico dell’inconscio”
concretizza questo passaggio; la donna non si sente in
condizione di generare e si priva perciò fisicamente
della capacità del materno. Questo è il motivo per cui,
in chiave psicosomatica (oltre che biologica) questo è
un disturbo che spesso accompagna altre patologie,
notoriamente caratterizzate da una “fame d’affetto” come
l’anoressia.
Vanno poi considerate tutte
quelle situazioni in cui le mestruazioni non sono
regolari. E’ questo il caso di moltissime donne che
attraversano un periodo travagliato di “ridefinizione”
e rideterminazione del proprio ruolo. Ogni cambiamento
richiede infatti un riassestamento che coinvolge il
corpo e la mente.
Allontanandoci dai ritmi naturali, costringendoci a
“marce” sempre più “forzate”, a sopportare orari e
velocità che nulla più hanno di sano e biologico,
trascurando i segnali di avvertimento e di stress
(inteso nell’accezione più letterale di “sforzo”)
abbiamo perso e represso progressivamente la capacità di
ascoltarci. Inoltre la società in cui viviamo, che
giudica senza conoscere, spesso in base a risultati
meramente quantitativi, fa sì che le persone si
concentrino sul produrre, meglio in silenzio, riducendo
al massimo i propri sfoghi, le manifestazioni di
disagio, spingendole a forzare le fondamentali fasi di
adattamento comportamentale alla nuova situazione.
Tutto deve avvenire velocemente, in modo efficiente ed
efficace. Fenomeni che invece spesso necessiterebbero
lunghi momenti di “transizione” ed adattamento alla
nuova situazione per non procurare danni si trovano a
dover essere affrontati in poco tempo; poco importa se
la persona non si sente ancora preparata. Ed ecco che,
vacillando l’equilibrio con il mondo esterno, lo
squilibrio si riversa sulle dinamiche interne, molto
spesso inconsce, le quali arrancano per trovare un nuovo
tempo ed un nuovo spazio per manifestarsi. Quando queste
problematiche investono la sfera femminile ecco che, di
nuovo, a rivelare il nostro disagio, si accende la
“spia” delle mestruazioni “instabili”, espressione del
nostro conflitto tra desiderio di normalità (che si
riflette sul piano fisico con la regolarità e la
ciclicità propria del flusso) e la necessità di dover
“rompere” il vecchio equilibrio, non più consono alla
nuova situazione.
Per capire l’origine del problema è allora necessario
cominciare a riflettere sul “quando” le mestruazioni
ritardano, o hanno cominciato a tardare e sul “cosa” ha
fatto si che l’equilibrio si incrinasse. Dopo una
“fatica” importante, dopo aver cambiato lavoro,
concluso una relazione, affrontato un trasferimento,
preso parte a contrasti importanti o ad episodi ritenuti
fallimentari, la donna deve necessariamente comprendere
la sua nuova collocazione, riassestare “naturalmente” il
proprio equilibrio, ridefinire il proprio Io con
dolcezza e tolleranza; altrimenti ciò non potrà che
riflettersi sul ciclo, rendendolo “ballerino” ed
“instabile” proprio come la propria posizione.
Emerge a questo punto, con
grande chiarezza, l’inscindibile parallelismo
psiche/soma. Le problematiche legate al ciclo,
fungendo da specchio alla persona, la portano
necessariamente a dover affrontare il problema (se non
sul piano psichico per lo meno sul piano somatico) e
costituiscono irripetibili occasioni di crescita
personale.
By Dr.essa Silvia Caldironi – Consulente Psicomatista
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MESTRUAZIONI -
ALTERAZIONI del
CICLO MESTRUALE
Sintomi e cause
Le irregolarità mestruali rappresentano una percentuale
considerevole dei motivi per cui viene richiesta una
visita ginecologica.
In pratica, quello che deve
importare maggiormente nell'ambito dei disturbi del
ciclo è accertare se l'anomalia mestruale si accompagni
alla presenza o all'assenza di ovulazione. Il ciclo
mestruale non è fatto per essere necessariamente un
orologio, bensì è fatto per produrre un ovulo: è ben
accertato che anche cicli che a una donna sembrano
abbastanza irregolari in realtà riescano ad essere
ovulatori. L'ovulo, e non la cadenza mestruale rigorosa,
è lo scopo biologico e filosofico del ciclo sessuale
femminile.
Ho sperimentato quasi sempre che questo modo di vedere
il ciclo mestruale, che ho appena descritto, è molto
poco conosciuto o tenuto presente da parte delle donne,
eppure è fondamentale.
Non bisogna fossilizzarsi a guardare se le mestruazioni
giungano qualche giorno prima o qualche giorno dopo
rispetto a quanto hanno fatto nei mesi precedenti;
bisogna piuttosto chiedersi se i cicli possano
ragionevolmente essere ovulatori oppure no. E'
ragionevole sospettare che manchino delle ovulazioni
soltanto quando la cadenza mestruale sia molto
irregolare, come spiegherò più avanti.
Anomalie del ritmo:
Oligomenorrea
(poche mestruazioni, "cicli che ritardano")
Polimenorrea
(troppe mestruazioni, "cicli che anticipano")
Amenorrea
(assenza di mestruazioni)
Anomalie di
quantità e durata:
Ipomenorrea
(mestruazioni scarse)
Ipermenorrea
(mestruazioni abbondanti)
Menorragia
(mestruazione troppo lunga)
Dismenorrea
(perdite ematiche consistenti)
Anomalie di
presentazione:
Metrorragia
(perdita anomala inaspettata)
Menometrorragie
(perdite inaspettate intermestruali combinate con
mestruazioni lunghe)
Anomalie del ritmo
La maggior parte delle donne ha una cadenza mestruale
ogni 25-35 giorni, che rappresenta l'intervallo normale
di riferimento, intervallo cioè, ricollegandosi a quanto
detto all'inizio, nell'ambito del quale è molto
probabile che tutti i cicli siano normalmente ovulatori.
Alcune donne pensano di avere qualcosa che non va nel
caso in cui abbiano una mestruazione dopo 28 giorni, poi
un'altra dopo 26 giorni, poi un'altra nuovamente dopo
28, la successiva dopo 30... e così via. Una cadenza
come questa è invece da considerarsi regolare, perché
comunque, malgrado alcuni giorni di differenza tra un
ciclo e l'altro, le mestruazioni compaiono tutti i mesi
e generalmente tutti questi cicli presentano
regolarmente l'ovulazione.
Le mestruazioni sono da considerarsi irregolari nel
ritmo quando non compaiono tutti i mesi oppure quando
compaiono più di una volta al mese, con un intervallo
fra di esse che può essere sintomatico di mancanza di
ovulazione. Facendo riferimento alla cadenza mestruale
media appena descritta, possiamo anche dire che una
donna ha un ritmo mestruale irregolare quando fra i
giorni di inizio di due mestruazioni successive vi sia
un intervallo
superiore ai 35 giorni e dunque le mestruazioni non
vengano tutti i mesi (oligomenorrea)
inferiore ai 25 giorni e dunque le mestruazioni vengano
più di una volta al mese (polimenorrea)
L'assenza di mestruazioni
per almeno tre mesi è detta
amenorrea.
Le cause di oligomenorrea e di polimenorrea sono
generalmente ormonali e legate proprio alla anovulazione
(mancanza dell'ovulazione). Si riscontrano infatti di
frequente in quelle condizioni caratterizzate da
saltuaria o cronica mancanza di ovulazione, come nella
policistosi ovarica e in premenopausa.
Più numerose e di diagnosi più complessa sono le cause
patologiche di amenorrea, al di là della causa più ovvia
e frequente, nonché fisiologica, di amenorrea che è la
gravidanza.
Da una parte non considererò per semplicità il problema
dell'amenorrea primaria (0.1-2.5% delle donne in età
fertile), cioè delle ragazze che stanno giungendo verso
la maggiore età senza aver ancora avuto la prima
mestruazione. In questi casi, oltre alle cause comuni
anche all'amenorrea secondaria, descritte più avanti, ci
si trova spesso di fronte al grosso capitolo delle
pubertà ritardate o delle malformazioni congenite degli
organi genitali.
L'amenorrea secondaria interessa invece un maggior
numero di donne (1-3% della popolazione femminile in età
fertile) e rappresenta l'assenza di mestruazioni che
compaia ad età variabile, ma comunque in donne già in
passato mestruate.
Le principali condizioni che
possono causare amenorrea secondaria sono:
Alterazioni anatomiche cerebrali o ipotalamiche: traumi,
interventi chirurgici, tumori, infezioni (encefaliti),
radioterapia;
Droghe o farmaci che possono alterare i livelli di
prolattina: antipsicotici, antidepressivi triciclici,
oppiacei, antiemetici. Inoltre è molto frequente, in
questo ambito, il caso dell'amenorrea post-pillola, cioè
un'assenza di mestruazioni, anche fino a sei mesi, dopo
aver assunto per un periodo variabile la pillola
contraccettiva. Si tratta di una condizione benigna e
transitoria a risoluzione spontanea.
Stress, esercizio fisico intenso (atlete);
Disturbi del comportamento alimentare
(anoressia-bulimia)
Sindrome dell'ovaio policistico
Menopausa precoce
Alterazioni dell'ipofisi, la ghiandola che produce gli
ormoni che stimolano l'attività delle ovaie: gli adenomi
con iperproduzione di prolattina rappresentano la causa
ipofisaria più frequente di amenorrea.
Più raramente possono essere
causa di amenorrea delle aderenze intrauterine (che
impediscono meccanicamente la mestruazione) che possono
formarsi quali esiti cicatriziali di raschiamenti
uterini o di infezioni dell'endometrio (endometriti).
Anomalie di quantità e durata e di presentazione
Dal punto di vista pratico non c'è generalmente
correlazione tra la scarsità e/o brevità della
mestruazione (ipomenorrea) e
l'adeguatezza del ciclo sessuale dal punto di vista
degli equilibri ormonali che lo regolano. Possiamo dire
con sufficiente sicurezza che la scarsità e/o brevità
della mestruazione non sono indicatori di patologia
quando il ritmo mestruale sia adeguato.
I casi patologici sono pochi e sono rappresentati dalle
stesse aderenze cicatriziali appena viste sopra al punto
8 tra le cause di amenorrea.
Vale la pena di tenere presente inoltre che una
frequente causa "artificiale" di mestruazione scarsa è
l'assunzione della
pillola contraccettiva, che infatti può
rappresentare la cura di alcuni casi funzionali di
mestruazione abbondante.
Rappresentano invece spesso
una patologia le mestruazioni abbondanti (ipermenorrea)
e/o lunghe 7 giorni o più (menorragia),
tranne che in quelle donne che hanno mestruazioni
abbondanti fin dall'adolescenza e che rappresentano casi
"costituzionali" di ipermenorrea/menorragia, di
significato non patologico.
Le metrorragie e le
menometrorragie hanno
sempre significato patologico.
L'ipermenorrea, la menorragia, le metrorragie e le
menometrorragie sono sintomi che grossolanamente
possiamo dire riconoscano gli stessi fattori causali.
L'anovulazione, già citata prima come causa di anomalie
del ritmo mestruale, può presentarsi altre volte sotto
forma di menometrorragie (cosiddette menometrorragie
disfunzionali);
Malattie organiche dell'apparato genitale, più spesso
dell'utero: fibromi, polipi, carcinomi del collo o del
corpo dell'utero.
Corpi estranei ad azione irritativa sulla mucosa uterina
come alcune volte accade nelle portatrici di IUD
(dispositivo contraccettivo intrauterino o spirale);
Malattie sistemiche (cioè che interessano più
globalmente l'individuo, manifestandosi in più organi
corporei): difetti della coagulazione, ipotiroidismo,
iperprolattinemia, obesità;
Farmaci:
antidepressivi, antipsicotici e ormoni sessuali tra cui
anche la pillola contraccettiva. Soprattutto le moderne
pillole a basso dosaggio estrogenico possono essere
responsabili, come effetto collaterale, di sanguinamenti
uterini anomali in alcune utilizzatrici, probabilmente
non adatte costituzionalmente ad accettare un dosaggio
molto basso di estrogeni senza che il loro utero non
interpreti tale basso dosaggio come il momento di
mestruare.
Un capitolo particolare rappresentano invece le
metrorragie della gravidanza. Una perdita di sangue in
gravidanza deve sempre essere considerata patologica
fino a prova contraria: in alcuni casi non evolutivi (e
quindi a prognosi buona) non è possibile in effetti
risalire ad una causa riconoscibile. Le principali cause
di metrorragia in gravidanza sono la minaccia d'aborto,
l'aborto in atto, la placenta previa e il distacco di
placenta, argomenti ai quali, in futuro, dedicherò
pagine specifiche nell'ambito dell'ostetricia.
Tratto da:
http://www.ecogin.it/anomalieciclo.htm
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Menopausa, qualche
rimedio contro le vampate
Con l'arrivo dei primi caldi, i più fastidiosi fra i
disturbi secondari della menopausa, le vampate di
calore, cominciano a farsi sentire. Le medicine
complementari possono essere utili per alleviare questi
sintomi; ciò vale in particolare per la
fitoterapia e l'agopuntura,
ma anche l'omeopatia
può essere di aiuto.
Alumina silicata, ad esempio, è un rimedio tipico delle
vampate che si manifestano in modo fastidioso
soprattutto in estate, e che compaiono al minimo
movimento. Glonoinum è utile quando le vampate
sono associate a forti pulsazioni, una sorta di
martellamento alla testa, soprattutto quando si entra in
ambienti caldi o si rimane sotto il sole più a lungo. Le
pulsazioni sono tali da impedire alla donna di stare
sdraiata. Camphora è un rimedio delle vampate che
si manifestano non appena aumenta la temperatura,
seguite da un'abbondante sudorazione. Il caldo è
soprattutto interno, perciò durante il sonno la donna,
se si scopre, sente le braccia e le gambe fredde, ma
appena le mette sotto la coperta comincia a sudare
fastidiosamente. Le vampate che corrispondono a
Sulphur si manifestano come un flusso bollente che
percorre ogni parte del corpo e termina in sudorazione.
Sono molto calde le piante dei piedi e i palmi delle
mani.
Ammonium muriaticum viene prescritto
quando c'è la sensazione di avere un bollore che corre
lungo il percorso dei vasi sanguigni. Le vampate sono
seguite da sudorazione e peggiorano anche all'aria
aperta. Belladonna, un rimedio tipico della
febbre, è indicato anche in caso di vampate, veramente
brucianti, soprattutto se queste si localizzano a
livello del volto, come nel caso di Ptelia, e
delle parti superiori del corpo.
Alcuni rimedi sono prescritti, in assenza di altri
sintomi più generali, a partire dalla specifica
localizzazione della sensazione di calore. Per esempio
Lycopodium corrisponde alla sensazione di calore
fra le scapole, Theridion a livello lombare e
Picric acidum lungo la colonna vertebrale.
Medorrhinum è indicato quando il bruciore è presente
nelle parti inferiori del corpo, a partire dalla zona
lombo-sacrale fino agli arti inferiori.
By Elio Rossi Tratto
da: la repubblica.it