|
Articolo di Ottaviano Serlupi; pag. 10 di ‘Repubblica Salute’ n. 222
di Giovedi 6 Aprile/2000
“Una ricerca inglese conferma che l’abuso (gli studi non parlano di
abuso, ma di uso) di antibiotici da piccoli predispone alla malattia.
Asmatici, rischio crisi da virus. Le infezioni comuni peggiorano i
sintomi”.
vedi anche:
Danni dei Vaccini
Gli attacchi asmatici vengono spesso innescati da infezioni virali delle
vie respiratorie. Anche il comune raffreddore (esso stesso una infezione) causa sintomi simili a quelli della febbre da fieno e dell’asma.
Questi nessi tra infezioni e malattie di tipo allergico sono stati
ampiamente accertati. Tuttavia alcuni dati discussi ad un recente convegno
congiunto della Società Britannica di Immunologia e della Società
Britannica di Allergia ed Immunologia Clinica sembrano aggiungere nuovi
elementi a tali nessi, come tra l’altro emerge dal commento che appare
sul numero di marzo di lmmunology Today, una tra le più importanti
riviste internazionali di immunologia.
Nel convegno, i dati presentati da Johnston mostrano che negli individui
asmatici, in seguito a certe infezioni virali, è carente un particolare
tipo di difesa immunitaria, la risposta dei linfociti I helper di tipo i
(Thl).
I linfociti Thl combattono le infezioni prodotte da quei microrganismi
(tra cui i virus) che, penetrando nelle cellule, si sottraggono
all’attacco degli anticorpi circolanti nel sangue. L’altro tipo di
difesa immunitaria, la risposta Th2, che porta alla produzione di
anticorpi e combatte prevalentemente quei microrganismi che si insediano
nel nostro organismo ma fuori dalle cellule, viene invece fortemente
attivata negli individui asmatici. Nella patologia asmatica risulta quindi
un quadro di squilibrio tra risposte immunitarie
Thl e Th2 a favore di
quest’ultima, con un possibile indebolimento della capacità di difesa
contro le infezioni.
Altri interessanti risultati sono stati presentati da Hopkin,
dell’Ospedale Churchill di Oxford.
In uno studio su circa 2.000 bambini inglesi, basato sui registri dei
medici di famiglia, è stato visto che quei bambini che avevano ricevuto
terapia antibiotica sotto l’età di due anni avevano una maggiore
probabilità di sviluppare in seguito malattie di tipo allergico come
l’asma, la febbre cia
fieno o l’eczema.
Questa maggiore
probabilità si osservava con antibiotici somministrati per qualsiasi
patologia, e non appariva quindi legata al tipo di infezione, mentre
invece appariva legata ad alcune classi di antibiotici (cefalosporine e
macrolidi), ma meno ad altre, come la penicillina.
Una cosa sorprendente
è che risultati simili erano stati ottenuti in precedenza anche in un
altro studio svolto in Nuova Zelanda, certamente molto distante dalla Gran
Bretagna.
Questi dati quindi sembrano indicare un nesso tra uso di
antibiotici nella prima infanzia e malattie di tipo allergico.
Tra le interpretazioni possibili di questi dati, Hopkin e colleghi
ritengono più verosimile la seguente.
Oltre ai microrganismi patogeni, gli antibiotici normalmente distruggono
anche la flora intestinale non patogena. Nei primi anni di vita la flora
intestinale (cioè i microrganismi non patogeni che normalmente risiedono
nel nostro intestino) sembra svolgere un ruolo importante nella
maturazione dei linfociti I, e la sua assenza potrebbe spingere il sistema
immunitario verso risposte di tipo Th2.
E’
noto poi che una eccessiva attivazione della risposta Th2
può
sensibilizzare verso le reazioni allergiche e l’asma. Insomma, una
eccessiva “pulizia” dalle infezioni nella prima infanzia potrebbe
favorire in seguito l’insorgere di patologie di tipo allergico.
Se questo nesso causale tra uso degli antibiotici nella prima infanzia ed
asma esiste davvero, concludono gli autori, si aprono importanti
possibilità di intervento, ad esempio per valutare opportune
modificazioni alle linee-guida per il trattamento di queste patologie,
oppure per identificare i microrganismi non patogeni nella
flora
intestinale che risultino importanti nel programmare lo sviluppo
immunitario nei primi anni di vita.
Referenze da Medline:
(1) lmmunol Today 1999
Jul;20(7):31 7-22 — “Atopic disorders: a default pathway in the
absence of infection ?” -
Erb KJ - Zentrum fur lnfektionsforschung,
Universitat Wurzburg, Rontgenring 11, 97070 Wurzburg, Germany.
klaus.erb@mai.l.uniwuerzburg.de
Commento NdR: quello che NON si dice e' che
TUTTE
le vie respiratorie sono strettamente collegate all'apparato
digerente, quindi ogni patologia intestinale si
ripercuote sulle vie respiratorie - vedi:
Catarro, Tosse, raffreddore
Occorre ricordare che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto
a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della solvibilità
degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata
la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte |
|
|