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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


INTESTINO  = la FORZA del e nell’Intestino
(malattie dell'Intestino, Appendicite, Emorroidi, Ragadi, Brufoli - MegaColon)

Aziende Produttrici e/o che commercializzano prodotti anche per l'Intestino
Intestino sede dell'Inconscio
COPROTERAPIA (assunzione di feci selezionate)  
Sindrome della permeabilita' intestinale ed autismo
Il Thimerosal dei vaccini distrugge e/o altera la flora intestinale essendo una sostanza altamente tossica
Elenco dei batteri nell'Intestino
 

Nell'apparato digerente normalmente i cibi assunti vengono trasformati in sostanze nutritive per l’organismo e ciò avviene a livello molecolare.

Una volta demolecolizzati da batteri, funghi ed enzimi, queste sostanze si dividono fra quelle che devono essere veicolate nel sangue attraverso la
mucosa (*) interna della parete dell’intestino tenue per nutrire le cellule del corpo e quelle che debbono essere espulse con le feci.
Una
mucosa sana impedisce a microrganismi, proteine non digerite e sostanze tossiche endo prodotte, di passare nel sangue, inviandoli al contrario nel colon per essere eliminate con le feci.
Quando le tossine esogene (esterne) e/o endogene (che si autoproducono per mezzo dei funghi, micotossine), entrano e/o sono presenti  nell'intestino, creano danni nella microcircolazione (micro ischemie) che alimenta le cellule e queste iniziano a malfunzionare, rovinando anche il tessuto della mucosa intestinale, irritandola, ove essere risiedono, creando quindi all'interno della mucosa stessa delle microlesioni, restringimenti ed allargamenti, per cui da questi anomali passaggi passano le macromolecole che  vanno in circolo nel sangue, portando ammalamento di cellule e tessuti, ovunque ove esse arrivano.
Ovviamente anche altre sostanze ambientali sono corresponsabili di questi danni.
L’irritazione della
mucosa interna del tubo digerente (Apparato gastrointestinale), indebolisce i desmosomi che di solito sono i responsabili assieme alla vitamina E, del mantenimento della compattezza delle cellule del tessuto epiteliale dell’intestino e dei villi stessi.
Cibi inadatti che generano digestione a pH alterato = Infiammazioni + acidosi che si creano anche e non solo per i Vaccini, = infezioni e malattie, antibiotici ed in genere tutti i farmaci (di sintesi, ma specialmente tutti i VACCINI), alcol, danneggiano, irritando il rivestimento interno, la mucosa epiteliale, specie quella dell’intestino tenue, rendendola infiammata e sovra eccitata,(stressata) quindi essa diviene permeabile aprendo piccole brecce nelle pareti che consentono il passaggio di batteri, funghi e sostanze tossiche (macro molecole) nel sangue, che riconosciute dall’organismo provocano reazioni abnormi del sistema immunitario ed intossicano l’organismo, generando i piu' disparati sintomi di malessere, che impropriamente vengono chiamate "malattie", a seconda di dove essi si depositeranno  e delle reazioni dell'organismo.
Infatti quando queste condizioni esistono, le citochine vengono preparate dalle cellule e propagate dal sangue in tutto l'organismo per informare e inviare i segnali della intossicazione che diviene infiammazione che da locale diviene corporea, generando variazioni alle funzioni cellulari, stress ossidativo e/o morte cellulare e quindi malfunzione tissutale, organica e/o sistemica..

Il sistema gastrointestinale è fatto per essere protetto e rilassato durante il suo importante ciclo di assimilazione che va dalle 20 alle 4 del mattino, tempo nel quale più si dorme e meglio è.
Il tubo dell'intestino è fatto per essere svuotato completamente durante il suo ciclo evacuativo che va dalle 4 del mattino a mezzogiorno.
In questa fase di pulizia è meglio coadiuvare il corpo mediante cibi ripulenti (crudi) e non intasanti, questo per far aumentare il processo di purificazione, le evacuazioni, e vitando le
intossicazioni e le infiammazioni, che si presentano sempre quando l'alimentazione non e' adatta.
Ecco quindi che sono giustificate le 3 colazioni di sola frutta delle 7, delle 9 e delle 11, che sommate alle 2 merende pomeridiane, che completano il programma di frutta giornaliero del five-per-day.


vedi:
Malattie Gastrointestinali + Colon Irritabile +  Putrefazione intestinale + Mega Colon + Clistere casalingo a base di caffe' +  Batteri Autoctoni + Intestino Motore del Corpo + Intestino, la forza del e nell'Intestino + DIGESTIONE + Feci e Fermenti + Diagnostica Naturale + Intestino permeabile + Malassorbimento e malnutrizione  + Alterazione dei batteri autoctoni + Micotossine + Dottrina termica e Terapia del Freddo + Cervello di sotto (Sistema Nervoso enterico) + Idro Colon terapia 2 + la Vita Sana inizia nel Tubo Digerente + Stitichezza +  Malassorbimento + Sindrome dell'Intestino Permeabile (LGS) + Acqua contaminata e colon irritabile  +  Diarrea +  Stitichezza + Mangiare crudo = Crudismo + Fitoterapici nel rapporto fra Alimentazione e Patologie delle vie respiratorie superiori + STRESS, FUNZIONI VITALI e SISTEMA IMMUNITARIO + Stress Ossidativo - 2 + Legge di Guarigione + Porfiria + Vita sana nell'Intestino + Dove localizzare la mente ? - Stati d'ansia ed Intestino + Specie Umana, Progetto 3M - PDF

Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
Molto utile in certi casi, e' anche l'ARGILLA (fango di terra argillosa) mangiata come un "dolce" ogni giorno od ogni 2 o 3 giorni per un certo periodo che in genere varia da soggetto a soggetto, con un minimo di 15 giorni; alle volte e' necessario assumerla per periodi piu' lunghi.  Fare attenzione che l'argilla puo' portare stitichezza.
L'argilla
con il suo potere mineralizzante, cicatrizzante e chelante, fornisce un ottimo ausilio a tutti coloro che si debbono disintossicare dalle sostanze tossiche, aiutando la disinfiammazione e la disintossicazione dell'apparato digerente ed il corpo intero.
vedi:
COPROTERAPIA (assunzione di feci selezionate)  

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CNR: L'intestino, campione dell'evoluzione – 29/04/2014
Comunicato stampa - Il microbiota intestinale degli Hadza della Tanzania, gli ultimi cacciatori-raccoglitori, confrontato con quello degli italiani, ne conferma l'adattamento all'ambiente. La nostra flora batterica è più 'poverà e ci espone alle malattie tipiche delle nazioni industrializzate: i nostri antenati paleolitici erano più 'sani' ?
Alla ricerca internazionale, pubblicata su Nature  Communications, ha partecipato l'Itb-Cnr - Roma, (I).
Le comunità microbiche intestinali hanno un ruolo essenziale nella nostra fisiologia, essendo un fattore chiave per la nutrizione, il funzionamento del sistema immunitario e la protezione da microorganismi patogeni. E studi recenti hanno dimostrato come il microbiota intestinale agisca in maniera adattativa, ottimizzando le performance metaboliche e immunologiche in risposta ai diversi alimenti. (NdR: sempre se essa non e' invalidata, distrutta, alterata, esempio dai Vaccini, farmaci ed alimentazione contaminata ed inadatte..)
Al fine di comprendere meglio questo aspetto evolutivo, un team internazionale di ricercatori, del quale fa parte Clarissa Consolandi dell'Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Itb-Cnr) di Segrate (Mi), ha sequenziato per la prima volta il microbiota intestinale degli Hadza della Tanzania, una delle ultime popolazioni di cacciatori-raccoglitori, confrontandolo con quello degli italiani, quali rappresentanti di uno stile di vita occidentale.
I risultati, recentemente pubblicati sulla rivista Nature Communications, hanno evidenziato nel tratto gastrointestinale degli Hadza un profilo microbico mai osservato in nessun'altra popolazione umana, a conferma del ruolo essenziale nell'adattamento dei batteri simbionti dell'intestino.
"Gli Hadza, una tribù di circa 200-300 individui, rappresentano una testimonianza unica dello stile di vita dei nostri predecessori paleolitici, che ha caratterizzato il 95% della storia dell'evoluzione umana", spiega Consolandi. "I risultati dimostrano come l'assetto funzionale della loro comunità microbica intestinale sia altrettanto unico. È perfettamente adattato a metabolizzare e a ricavare energia dagli alimenti fibrosi che essi abitualmente consumano, grazie alla particolare produzione del propionato, un acido grasso, rispetto al butirrato più abbondante negli italiani. Inoltre, il microbiota di uomini e donne di questa tribù differisce in maniera sorprendente, mai vista in altra popolazione umana, e riflette le divisioni del lavoro nella comunità, con implicazioni per la fertilità femminile".
Gli Hadza possiedono insomma un ecosistema microbico intestinale estremamente diverso e più variegato rispetto a noi occidentali. "Quest'elevata diversità potrebbe corrispondere alla maggiore complessità funzionale di estrema rilevanza nell'ambito della salute", prosegue la ricercatrice Itb-Cnr, "mentre il suo successivo impoverimento si lega a fattori quali igienizzazione e alto contenuto di zuccheri e grassi nella dieta, ma anche a malattie croniche emergenti delle nazioni industrializzate, quali sindrome del colon irritabile, cancro al colon-retto, obesità, diabete di tipo II, morbo di Crohn". 
Il microbiota degli Hadza è arricchito di microrganismi che noi consideriamo batteri patogeni come il Treponema, mentre è povero di gruppi considerati benefici quali i probiotici bifidobatteri.
"Il fatto che però gli Hadza non siano soggetti a malattie infiammatorie croniche frutto di disbiosi microbiche porta a ridefinire i concetti di 'sano e 'malato del microbiota intestinale, in funzione del contesto", conclude Consolandi. "Lo studio dimostra dunque come i microrganismi residenti nell'intestino siano partner essenziali per adattarsi a stili di vita e ambienti diversi, di cui dobbiamo preservare la diversità funzionale".
La ricerca, che ha inoltre valutato l'attività metabolica dei microrganismi intestinali misurando la produzione di acidi grassi a corta catena, è stato condotto da un team internazionale di ricercatori provenienti anche da Max Planck Institute, Università di Bologna, Università di Dar es Salaam (Tanzania), di Cambridge (Uk) e Nevada (Usa).
Tratto da: lescienze.it


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Di che intestino sei ? - La flora batterica intestinale puo' esse catalogata in 3 gruppi diversi - Giu. 2011
Il nostro intestino e' pieno di batteri e sappiamo che sono
alleati preziosi e permettono la digestione dei cibi, perche' demoliscono le tossine introdotte, scindendo i cibi, producono amminoacidi essenziali e vitamine, sostanze indispensabili per l'organismo, ma quello che pochissimi sapevano era che la combinazione dei diversi microbi non risponde ad una causalita', ma segue e corrisponde a delle precise regole per 3 differenti ecosistemi, cioe' per 3 comunita' diverse di batteri.
Questo fatto e' stato confermato dagli autori di questa scoperta capitanati dal dr. Peer Bork dell' European Molecular Biology Laboratory di Heidelberg (D); lo studio e' stato pubblicato su Nature e mostra che vi sono marcatori microbici genetici collegati a tratti specifici come eta' ed indice di massa corporea dell'ospitante.
I ricercatori hanno analizzato i batteri intestinali contenuti nelle feci di 39 soggetti di 3 continenti diversi (EU, Asia, America) estendendo lo studio anche ad altri 85 volontari danesi e 154 americani.
Hanno quindi scoperto che potevano essere classificati in 3 gruppi diversi a seconda di quale tipo di batterio fosse piu' frequente nell'organismo.
Hanno anche compreso che gli anziani rispetto ai giovani, hanno una maggioranza dei batteri
che degradano i carboidrati; altri dati che sono emersi dall'indagine, sono quelli riguardanti che certi batteri sono associati all'invecchiamento od al peso corporeo.

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Quando l'umore viene dall'intestino - Mag. 2011
Per la prima volta è stata dimostrata l'esistenza di un'influenza diretta della flora batterica intestinale sul chimismo cerebrale e sul comportamento -
vedi anche: 2 cervelli + 2 cervelli anzi 3
- IMPORTANTE da ricordare e' che: l'Intestino e' la sede dell'Inconscio

L'esistenza di un'influenza della flora batterica intestinale sul chimismo cerebrale e sul comportamento è stata per la prima volta dimostrata da una ricerca condotta presso la McMaster University, i cui risultati sono pubblicati sulla rivista Gastroenterology.
E' noto che diverse malattie intestinali, e in particolare la sindrome del colon irritabile, sono spesso associate a disturbi d'ansia e depressione.
"Questo eccitante risultato fornisce lo stimolo a un ulteriore studio della componente microbica nella genesi dei disturbi comportamentali", ha detto Stephen Collins, che ha diretto lo studio.
Nell'intestino di ogni persona vivono molte migliaia di miliardi di batteri che concorrono a svolgere diverse disparate funzioni essenziali per il mantenimento di uno stato di buona salute.
Nella nuova ricerca, condotta su topi adulti, i ricercatori hanno mostrato che l'alterazione del normale contenuto batterico dell'intestino attraverso antibiotici determina cambiamenti comportamentali: i topi diventano meno cauti o ansiosi.
Il cambiamento era accompagnato anche da un aumento a livello cerebrale del fattore neurotrofico derivato (BDNF), che è stato messo in relazione a fenomeni depressivi e ansiosi.
La sospensione della somministrazione di antibiotici la flora batterica intestinale si normalizzava e così pure il chimismo cerebrale, osservano i ricercatori.
Per confermare l'influenza dei batteri sul comportamento, i ricercatori hanno successivamente provveduto a colonizzare l'intestino di topi dall'intestino sterile con batteri provenienti da topi con diversi schemi comportamentali. Hanno così riscontrato che quando un topo "sterile" con un patrimonio genetico associato a un comportamento passivo era colonizzato da batteri provenienti da topi con un comportamento altamente esplorativo, essi diventavano più attivi e audaci. Analogamente, topi normalmente attivi diventavano più passivi dopo aver ricevuto batteri da topi il cui retroterra genetico era associato a un comportamento passivo.
Collins osserva che quest'ultima ricerca indica che per quanto siano molti i fattori che determinano il comportamento, anche la natura e la stabilità dei batteri intestinali influiscono su di esso e che qualsiasi alterazione - dovuta a infezioni o antibiotici - può indurre cambiamenti comportamentali.
Collins ha osservato che questi risultati pongono le basi per studiare il potenziale terapeutico dei probiotici nei disturbi del comportamento, in particolare a quelli associati alla sindrome del colon irritabile. (gg)


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Reflusso gastroesofageo
Sintomi
I sintomi variano spesso da persona a persona, a seconda dell'entità del reflusso, di fattori mucosali individuali (poco noti perché difficili da studiare) ed altri parametri ancora sconosciuti.
Tra questi abbiamo:  Ipersecrezione catarrale (aumentata produzione di muco, ben visibile sul piano glottico), tosse stizzosa o cronica, asma o difficoltà respiratoria, sensazione di nodo in gola (bolo ipofaringeo), Emoftoe (sputare sangue tipico di stati tubercolari), raucedine, disfonia, dolore retrosternale irradiato al mento, alla mandibola, alle braccia e tra scapole, apnee notturne, faringite (con o senza mal di gola), laringite posteriore (edema e rossore), granulomi sulle corde vocali, prollasso dei tessuti molli (velopendulo), patina bianca sulla tonsilla linguare, alitosi e raclage (sensazione di dover raschiare continuamente la gola per un forte presenza di muco che in realtà si rivela essere scarso e di difficile estrazione), vellicchio faringeo, disfagia orofaringea ed odinofagia.
Alcuni di questi sintomi sono comuni anche ad infezione da tubercolosi intestinale, e spesso vengono fraintesi ed associati erroneamente al reflusso.

Decorso della malattia
L'acido cloridrico e la bile che vengono a contatto in questo modo con la mucosa dell'esofago ne provocano l'infiammazione con la conseguente insorgenza di dolori cronici. Anche se occasionali piccoli reflussi sono considerati fisiologici, in alcuni casi la frequenza e l'intensità dei reflussi può assumere valenza patologica. Col tempo l'infiammazione può evolvere in danni al tessuto dell'esofago, sotto forma di erosioni e piccole ulcere, e si parla quindi di esofagite.
E' importante discernere il tipo di reflusso (gassoso solido o liquido) ed il tempo con il quale si distanzia dai pasti. Tenendo presente che il tempo massimo di svuotamento gastrico (T1/2) attualmente considerato come soglia per la definizione di gastroparesi e' di 120 minuti se il reflusso si manifesta oltre questo tempo e' dovuto, probabilmente, ad una problematica intestinale (dopo 120 min., anche in caso di gastroparesi, il bolo alimentare e' passato, anche solo per la forza di gravità, dallo stomaco nell'intestino)
Qualora la manifestazione si ha entro i 120 minuti la causa del reflusso potrebbe essere dovuto alla proliferazione animala dell' helicobacter pylori o ad una diminuzione del tono del cardias (lo sfintere esofageo inferiore - SEI/LES), cioè la specie di valvola che separa l'esofago dallo stomaco, in seguito all'assunzione di sostanze diverse, come cibi grassi, nicotina, caffeina, agrumi, alcolici ed anche alcuni tipi di farmaci; in casi più rari è dovuta al prolungato ristagno del bolo nello stomaco (si puo ipotizzare una stenosi o preudo-occlusione ileare o del tenue), per via di discinesie (disturbi motori) che rallentano il normale svuotamento dello stesso; altre volte la causa è da ricercare nell'assunzione di pasti troppo abbondanti; infine sono predisponenti tutte quelle condizioni che determinano un aumento della pressione gastrica, come l'obesità e la gravidanza.

Esami
- E' utile inizialmente valutare la presenza dell'Helicobacter Pylori che spesso e' concausa secondaria, del problema.
- La diagnosi di reflusso gastroesofageo patologico si effettua con la pH-metria esofagea 24 ore che consente di differenziare i reflussi fisiologici da quelli patologici. In alcuni casi, anche reflussi "fisiologici" possono provocare sintomi ("esofago irritabile o ipersensibile").
- Per una diagnosi più coerente e certificabile soprattutto in casi di reflusso atipico, alcuni centri mettono a disposizione la pH-metria con impedenziometria multicanale intraluminale, che permette di valutare se il refluito giunge fino in gola, in che entità ed in quale forma (liquido, gassoso o biliare).
- Nel caso in cui si rilevano solo reflussi gastro-esofagei (solitamente avviene entro i 120 minuti dal pasto) la manometria gastro esofagea puo definire la tonia del cardias.
- Nel caso in cui la ph-metria rilevi reflussi duodeno-gastrici, può essere studiato il transito, la morfologia e la funzionalità intestinale con RX digerente completo ed RX clisma opaco. Questi possono, oltre alla valutazione dei tempi di transito, evidenziare stenosi o pseudocclusioni e nel caso in cui da questi emerga una morfologia colica particolare (ascendente dilatato dolico-colon, trasverso dilatato in ptosi, discendente filiforme e/o sigma disteso) la manometria colica delle 24 ore valuta la motilità del tratto ipertrofico.
- Nel caso in cui dalla manometria si rilevasse una atonia del tratto che precede quello dilatato, nel quale si rileva una elevata pressione basale (solitamente discendente o sigma), (a conferma del sospetto megacolon) e necessario valute le seguenti ipotesi;
- megacolon (vedi piu' sotto al descrizione)
- Nel caso in cui si sospetta un problema micobatterico è possibile una prima valutazione con un prelievo di sangue (Quantiferon-TB) da abbinarsi sempre con il test cutaneo Mantoux (da ripetersi dopo una settimana/un anno in caso di negatività per l'Effetto booster e con l'analisi delle feci.
- Inoltre la gastroscopia e' utile per valutare visivamente e per mezzo di piccoli prelievi bioptici la integrità del tratto esofago-stomaco-duodeno e la colonscopia per quello colico.
Tratto da: gastroenterologia.net, con alcune modifiche del NdR.

Terapie Naturali – vedi Crudismo
Le salutari conoscenze popolari di medicina naturale perdute dalla medicina ufficiale farmacologica
Sin dall'antichità il problema del reflusso gastro-esofageo e' sempre stato visto come un sintomo dell'organismo che esprime una problematica gastro-intestinale. Solo di recente la medicina allopatica ha definito falsamente questo problema, una vera e propria malattia (MRGE o, in inglese, GERD, Gastro-Esophageal Reflux Disease o GORD, Gastro-Oesophageal Reflux Disease)
L'ascorbato o "canarino"
Un tempo, la conoscenza di medicina naturale popolare (una delle tante pratiche ormai perdute qui da noi in Italia, ma tutt'ora vive in molti altri paesi e presso altri popoli) usava, per i problemi di digestione, il cosiddetto: canarino; ossia buccia di limone fatta bollire con acqua e bevuto caldo e/o Bicarbonato di Sodio.
Vedi la voce: Ascorbato di Potassio) per approfondire.

Bollitura del Latte
L'altra pratica salutare dei  vegetariani  perduta è:ì quella di far bollire il latte.
La sola Pastorizzazione, a differenza di quanto erroneamente divulgato, non è efficace nei confronti di parecchi altri agenti patogeni: come i micobatteri, per esempio.
Lo dimostrò il premio Nobel Robert Koch, lo affermava lo scienziato Norman Walker ed è stato ampiamente dimostrato anche da recenti studi, degli Istituti Zootecnici, relativi al Mycobacterium Avium Subsp. Paratuberculosis (MAP).
Vedi la voce: Alimentazione infetta per approfondire.

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L’INTESTINO e' la culla della SALUTE -18/10/2010
Perché la buona salute dell'intestino determina la buona salute globale dell'individuo: le relazioni tra intestino e sistema immunitario...

In realtà la frase di Paracelso dice: "Nell'intestino si trova la culla della morte", ma noi preferiamo concentrare l'attenzione sulla salute, poiché anch'essa ha la sua sede principale nell'intestino.
Nell'ambito delle cure intestinali e dell'alimentazione, le offerte sono innumerevoli e a mio parere regna una gran confusione. Partiamo per esempio con l'alimentazione. Se ascoltiamo un sostenitore del consumo esclusivo di cibi cotti, questi ci spiega in modo logico e convincente come mai gli alimenti cotti sono più facilmente digeribili e assimilabili. Noi lo stiamo a sentire con rispetto e ci lasciamo convincere immediatamente.
Poi magari il giorno dopo incontriamo un seguace del crudismo, che a sua volta ci illustra in maniera altrettanto convincente e inconfutabile il motivo per cui quello crudo è l'unico cibo che può essere correttamente assimilato e facilmente digerito dal nostro organismo. Dopo averlo ascoltato sono convinta ed entusiasta, ma comincio a chiedermi com'è possibile che entrambe le tesi sembrino così logiche.

Un altro consulente alimentare mi tiene una conferenza sul perché l'uomo ha bisogno del latte per l'apporto di calcio, mentre la concorrenza giura che consumando latte si perde complessivamente del calcio e che dopo i tre anni di vita non si è comunque più in grado di digerire bene questo alimento. L'unica cosa che ci si procura bevendo latte è un'eccessiva presenza di muco.
Poi ci sono quelli che si esprimono a favore della farina integrale e quelli che dimostrano che i prodotti integrali contengono una maggior quantità di muffe e per questo andrebbero assolutamente evitati.
E via di questo passo, potremmo prolungare all'infinito la catena con questi esempi contraddittori.
Poi ci sono altri titoli di libri interessanti, come An vollen Töpfen verhungern [Morire di fame nonostante le pentole piene N.D.R.] che si riferisce alla diminuzione costante del valore nutritivo dei nostri alimenti (anche in quelli provenienti da colture biologiche, seppure con una percentuale nettamente inferiore) o come Essen Sie gern Tapetenkleister? [Vi piace mangiare la colla da tappezziere? N.D.R.], grazie al quale veniamo a sapere come mai, in base ai test di alcuni medici, già l'80 per cento degli esseri umani è allergico al frumento.
Uno dei responsabili è l'alta concentrazione di glutine, una proteina collosa che - oltre a rendere colloso il pane bianco – viene utilizzata come collante base nelle colle da tappezziere e lascia anche nel nostro destino dei residui appiccicosi.

Altri "specialisti" ancora ci rivelano che possiamo mangiare quel che vogliamo, finché lo facciamo volentieri, dato che gustarsi il cibo più sano con il pensiero recondito che potrebbe non essere sano abbastanza equivale ad avvelenarlo.
Secondo questa teoria, una persona che si mangia gioiosamente tutti i giorni la sua tortina dovrebbe essere più sana di una che resta attaccata, soffrendo, alla pentola delle verdure. Di sicuro c'è qualcosa di vero, ma è ancora da dimostrare se può bastare come unico criterio. Chi non ha paura di sottoporsi a esami può farsi fare una radiografia all'intestino crasso per vedere se c'è una presenza di deformazioni patologiche.
Ad ogni modo c'è una cosa che possiamo accettare come dato di fatto: nella nostra società moderna abbiamo la netta tendenza a non prendere in considerazione l'intestino come possibile causa delle nostre malattie. Continuare ad applicare unguenti sul viso contro gli eczemi cronici senza curarne minimamente la causa - un intestino intossicato - è un atteggiamento che ha un po' dell'assurdo. È anche impensabile guarire dai reumatismi senza risanare nel contempo l'intestino, eppure quasi nessuno se ne preoccupa. È un po' come se avessimo un tubo intasato in bagno, per cui dallo scarico provengono dei cattivi odori, e invece di pulire il tubo ci limitassimo a profumare l'ambiente.
Ed è proprio quello che facciamo di solito: escogitiamo dei trucchi per combattere i sintomi (la puzza), ma non vogliamo eliminare la causa (il tubo intasato o l'intestino).
Pare che occuparsi del proprio intestino sia proprio "fuori moda". Sono solo quegli svitati degli alternativi a pulire a fondo il tubo quando basta andare in farmacia per trovare delle essenze odorose raffinate.

Intestino e sistema immunitario
L’intestino non è preposto solo alla digestione, ma è anche sede del sistema immunitario, ragion per cui è estremamente soggetto ai nostri stati d’animo. Ci sono studi che dimostrano come la semplice visione di film che suscitano emozioni positive provochi una reazione nel nostro sistema immunitario. È addirittura possibile misurare un aumento immediato di anticorpi protettivi. Mentre i film mediocri non hanno nessun effetto, possiamo facilmente immaginarci che cosa succede quando si guarda una pellicola horror dopo l’altra.
Chi l’avrebbe mai detto ? Anche l’intestino viene al cinema con noi !
Per capire pienamente l’intestino, bisognerebbe anche sapere che il tipo di cellule, le sostanze attive e i recettori delle cellule nervose che lo circondano sono esattamente identici alle nostre cellule cerebrali. La serotonina, una sostanza messaggera nervosa che influenza il nostro umore, viene prodotta fino al 95 per cento nell’intestino.
Le emozioni nascono prevalentemente nell’intestino e non nella testa, e lo si nota non appena lo si rimette in sesto, dato che ci si sente di colpo in uno stato d’animo più gioioso e piacevole. Viceversa, un intestino intossicato da scorie intensifica le depressioni, gravando sul nostro stato d’animo.
Oggigiorno gli scienziati presumono anche che nell’intestino ci sia la sede dell’intuizione, proprio per il fatto che lì si trovano circa dieci milioni di “cellule cerebrali” (o meglio cellule identiche a quelle cerebrali).
Inoltre il 90 per cento dello scambio di informazioni fra intestino e testa procede dall’intestino alla testa, e solo il 10 per cento segue la direzione opposta. L’intestino ha quindi un sacco di cose da raccontare alla nostra testa; quando è costipato e intossicato dalle scorie anche la nostra intuizione è rallentata e bloccata e le emozioni vengono alterate, dato che la produzione di serotonina e indirettamente il nostro stato d’animo vengono influenzati da quello che mangiamo.
L’intestino quindi è estremamente importante:
- Reagisce ai nostri stati d’animo e contribuisce notevolmente alla loro creazione.
- È la sede del sistema immunitario, che a sua volta dipende dal nostro umore e dal nostro sentirci bene nella vita.
- Nel frattempo si suppone che sia anche la sede principale della nostra intuizione (prendere decisioni in maniera viscerale). Se l’intestino è malandato, il suo stato si riflette necessariamente anche sulla nostra intuizione.
- Se l’intestino è intossicato da scorie, l’organismo non solo non viene adeguatamente rifornito di sostanze nutritive, ma viene avvelenato. Il sistema immunitario si indebolisce e tendiamo ad ammalarci sempre più nel corso degli anni.
Io stessa per anni ho sperato di non dover avere niente a che fare con l’intestino e il suo risanamento, e ho l’impressione di non essere l’unica. Ad ogni modo ci sono milioni di casi di persone che sono guarite da qualche malattia senza occuparsi dell’intestino, eppure ci sono molti elementi che fanno pensare che Paracelso avesse ragione quando diceva che nell’intestino si trova la culla della morte. Chi infatti desidera restare a lungo sano e vitale e non è interessato a liberarsi provvisoriamente neanche di un singolo sintomo, non può evitare di affrontare il tema intestino e alimentazione.
Tratto da: scienzaeconoscenza.it

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Il SISTEMA DIGERENTE ha un'istologia generale uniforme e può essere diviso in quattro tonache concentriche: mucosa, sottomucosa, muscolare, e sierosa. Le differenze sono dovute a specializzazioni nella funzione dei singoli tratti.
La mucosa è la tonaca più interna, quella cioè che si trova a diretto contatto con il cibo. Svolge le funzioni di assorbimento, secrezione ed importanti processi della digestione. È formata da:
- Epitelio
- Lamina propria
- Muscularis mucosae
La tonaca mucosa cambia in base alle funzioni di ciascun organo del tubo digerente. Deve resistere al pH acido dello stomaco, assorbire una moltitudine di diversi nutrienti nell'intestino tenue e regolare l'assunzione di acqua nel crasso. La struttura quindi riflette le esigenze di questi organi conformandosi in tante pieghe per aumentare la superficie di assorbimento (villi intestinali, e pliche circolari) o formando invaginazioni per le ghiandole secernenti come nel caso delle fossette gastriche dello stomaco.
Sottomucosa
È formata da tessuto connettivo che ospita vasi sanguigni, linfatici e nervature.


MUCOSA INTESTINALE

La mucosa intestinale è lo strato più interno dell'organo. Come tale, si affaccia direttamente sul lume dell'intestino, a stretto contatto con i prodotti della digestione.

Al di sotto della mucosa, procedendo verso l'esterno, si incontrano le rimanenti tuniche: la sottomucosa, la muscolare e la sierosa.

La mucosa intestinale è a sua volta costituita da tre distinte porzioni: un singolo strato di cellule epiteliali, un tessuto connettivo che mantiene in sede l'epitelio (la lamina propria) ed un esiguo strato di muscolo liscio, chiamato muscularis mucosae, che la separa dalla tunica sottostante.

Nel tenue, la mucosa intestinale presenta un aspetto vellutato, conferitole dalla diffusa presenza di piccoli rilievi digitiformi chiamati villi intestinali.

Così come le piante assorbono i nutrienti nel terreno tramite le radici, i villi intestinali assorbono le sostanze indispensabili alla crescita e alla sopravvivenza delle cellule.

I villi intestinali (vedi figure) hanno lo scopo di aumentare la superficie assorbente, ulteriormente estesa dal sollevamento della mucosa in pieghe macroscopiche e dall'infossamento dello strato epitelialie:
i numerosi ripiegamenti della mucosa intestinale del duodeno e del digiuno vengono detti pliche, pieghe semilunari o valvole conniventi, mentre le invaginazioni tubulari dell'epitelio, che si portano in profondità nel tessuto connettivo di sostegno, sono dette cripte.

Si calcola che la mucosa intestinale sia ricoperta da circa 40 milioni di villi, più o meno 18-40 per millimetro quadrato.
Ogni villo è costituito da un asse connettivale tappezzato da un singolo strato di cellule assorbenti, la cui membrana - rivolta verso il lume - presenta delle sottili estroflessioni citoplasmatiche a dito di guanto. Questi minuscoli rilievi, visibili soltanto al microscopio elettronico, sono chiamati microvilli e nel loro insieme costituiscono l'orletto a spazzola.

La particolare conformazione delle cellule assorbenti, note anche come enterociti (NdR: L’epitelio dell’intestino medio è costituito da cellule specializzate nel trasporto dei nutrienti, gli ENTEROCITI, che presentano lunghe e sottili estroflessioni della membrana apicale rivolta verso il lume intestinale, i MICROVILLI ( MV), ha lo scopo di aumentare al massimo le capacità digestive e di assorbimento dell'organismo.

Tra i numericamente più numerosi enterociti campeggiano alcune cellule caliciformi che secernono muco nel lume intestinale. Questa sostanza vischiosa e lubrificante è deputata alla protezione della mucosa intestinale dagli insulti degli acidi e dei prodotti della digestione, nonché dagli enzimi digestivi che potrebbero aggredirla.

Nei solchi disposti tra i villi ritroviamo un'ulteriore componente, rappresentata dalle ghiandole di Galeazzi o cripte di Lieberkuhn, diffuse in tutto l'intestino tenue e presenti anche nel crasso. Le cripte sono costituite da cellule che matureranno in enterociti (cellule assorbenti), da altre che elaborano muco, da cellule sierose che sintetizzano proteine enzimatiche, dalle cellule del Paneth che producono lisozima ed altri enzimi antimicrobici, e dalle cellule argentaffini del sistema endocrino gastro-intestinale, che producono ormoni endocrini e paracrini per facilitare la digestione e l'assorbimento.
Tratto da: my-personaltrainer.it

(*) La mucosa intestinale (qui osservata al microscopio ottico e ingrandita di 50 volte), rappresenta un tipico esempio della struttura delle membrane mucose, ovvero delle superfici che rivestono le cavità degli organi interni.
Lo strato più esterno di una mucosa è formato da tessuto epiteliale (lamina epiteliale); al di sotto, vi è tessuto connettivo (tonaca o lamina propria della mucosa) che poggia su un sottile strato di muscolatura liscia (muscularis mucosae).
Quest'ultimo è visibile nella parte sinistra della foto, come una lamina di colore roseo. Al di sotto della mucosa, vi è la sottomucosa, formata da tessuto connettivo e visibile nella porzione sinistra dell'immagine come uno strato di colore biancastro.


L'infiammazione della mucosa intestinale procura in TUTTI i soggetti l'ispessimento della stessa, per il richiamo di liquidi per "spegnere" il fuoco intestinale, provocando piano piano l'ingrossamento e successivamente l'abbassamento (prolasso) dell'intestino verso il basso e produrre malattie agli organi dietro e sottostanti, vescica, ovaie, ano prostata; tutto cio' puo' provocare in certi soggetti anche il megacolon.
 

Quando il cibo, ormai divenuto bolo intestinale dopo essere stato masticato e digerito dallo stomaco, passa nella parte del tubo digerente a contatto con la mucosa dell'intestino Tenue, i neuroni situati nella sede interessata al passaggio del bolo, si stirano e stimolano di conseguenza delle cellule (enterocromaffini) a liberare la serotonina che a sua volta agisce su altri neuroni che sono situati sotto la mucosa stessa, che comandano a loro volta le cellule muscolari, all'interno dell'epitelio della mucosa del tubo digerente, di dilatarsi e/o di contrarsi creando un flusso di "contrazione" a monte e "dilatazione" a valle (come i movimenti di un bruco) per far avanzare in una unica direzione (verso l'ano) il chimo - cosi' e' chiamato il cibo ingerito dalla bocca e predigerito dallo stomaco, quando transita nella parte all'uscita dello stomaco verso e nel duodeno, poi esso e' chiamato chilo - dal duodeno, digiuno e nell'ileo, zone nelle quali convive la nostra flora autoctona biovitale - batteri, funghi, enzimi  - flora deputata  a demolecolizzare (ridurre in molecole), il chilo (che e' il prodotto del chimo - cibo - pronto ad essere assorbito, in sostanze vitali e/o non, (a seconda del tipo di digestione - flora batterica - pH - temperatura – stress o meno stimoli di peristalsi, di intensita' piu' o meno adatte, che si producono nella parete del tubo digerente) e che, una volta assorbite dalla mucosa intestinale per mezzo dei villi,  vengono in seguito trasportate dal sangue alle cellule per il loro nutrimento e per la loro "specializzazione" per altre cellule del corpo ed infine questi residui del cibo/sostanze, ormai per noi "devitalizzate" trasportate nel colon (ascendente, traverso, discendente, sigmoideo, pelvico), dove vengono ivi disidratate e trasformate in scorie, chiamate ormai feci, che una volta raggiunta l'ampolla rettale, debbono essere eliminate dall'ano.
Se per caso la serotonina viene ad essere troppa, lo stato di eccitazione prevale e si producono scariche di feci acquose (diarrea , perché la peristalsi troppo veloce impedisce la disidratazione delle feci.
Al contrario, se vi e' per  caso una scarsa produzione di serotonina, la stitichezza compare, le feci divengono dure perché stazionano troppo nell'intestino crasso (colon) e si disidratano per l'assorbimento dei liquidi entro contenuti.
Nei due casi vi è un meccanismo di regolazione automatica, quando l'organismo è in salute e/o in stato emotivo normalmente accettabile; quando questi due casi sono alterati (salute e/o emozioni forti), immediatamente variano, di poco o molto, le fasi del controllo e regolazione della serotonina e quindi si apre una o l'altra direzione di funzioni di "trattenimento" o di "eliminazione" cogestite dai due cervelli (centrale ed intestinale; alle volte le due fasi compaiono alternativamente per certi periodi di tempo che possono durare anche anni.

Intestino normale, sano e quello permeabile
Quando il sistema e l'apparato digerente funzionano bene solo alcuni componenti (sostanze), accuratamente selezionati, possono attraversare la mucosa dell’intestino ed entrare nel flusso sanguigno. Questo sistema è possibile grazie alla virtuale impermeabilità dell’intestino dovuto alla sinergia tra flora microbica residente, IgA secretorie e tight junction.
Fermenti lattici ed IgA formano una pellicola a protezione dell’epitelio mentre le tight junction sono collegamenti stretti tra le cellule del tessuto della mucosa che le rendono impermeabili al passaggio di qualunque cosa, per cui gli alimenti digeriti sono “costretti” a transitare attraverso vie fisiologiche (Cellule,
membrana plasmatica dell’orletto a spazzola e cellule M).
La “leaky gut syndrome” (NdR: e' una teoria insoddisfacente per l'autismo)  è un disordine in cui la lesione organica di base risiede nella mucosa intestinale che è più porosa nel normale.
Gli spazi tra le cellule sono diventati talmente ampi da permettere l’entrata di materiale inadeguato nella circolazione sanguigna.
(NdR: particolarmente ma non solo, i vaccini alterando pH digestivo e flora batterica autoctona, e sistema enzimatico, sono fattori importanti per l'alterazione della mucosa intestinale)
In questa condizione anomala, la membrana intestinale ha perso la sua impermeabilità e permette al grasso ed ai materiali di rifiuto, che non dovrebbero essere assorbiti (batteri, funghi, parassiti, con le loro tossine, proteine non digerite), di entrare comunque nella circolazione sanguigna. Ciò può accadere in quanto l’intestino è danneggiato, permeabile, poroso, ed incapace di trattenere i prodotti di scarto metabolico che, letteralmente “sgocciolano fuori” ed entrano nel sangue, (NdR: intasando ed intossicando, la microcircolazione, le cellule e quindi i tessuti).
Quanto detto può essere verificato in laboratorio dove, mediante uno speciale test, si può controllare la condizione di impermeabilità intestinale.
L’alterazione della permeabilità intestinale è fortemente sospettata di essere all’origine di varie patologie quali: celiachia, infezione da Candida, morbo di Chron, infestazione da Giardia, eczema atopico, problemi digestivi, fatica cronica, asma, emicrania, artrite e in generale tutte le malattie autoimmuni.
La presenza prevalente nell’alimentazione moderna di cibi poveri di nutrienti essenziali (vitamine, minerali, acidi grassi) che sono importanti fattori protettivi della mucosa intestinale, unita allo squilibrio della flora batterica e alla forte carenza di enzimi sia negli alimenti che nel nostro apparato digerente, è tra le cause principali del deterioramento della membrana intestinale.
Per aiutare a mantenere la corretta permeabilità intestinale è necessario prendersi cura del benessere del proprio intestino (valutando possibili stati disbiotici e le cosiddette“intolleranze alimentari”), limitare i cibi eccessivamente raffinati (snack, merendine, brioches, …), lo zucchero, gli alcolici e introdurre più frutta e verdura di stagione. - vedi: Crudismo
By Dott.ssa Katie Alessia Guarato - Biologa Nutrizionista - Tratto da:
katieguarato.it


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APPENDICE Che cos'è, ed Appendicite 

Scienziati del Duke University Medical Centre nel North Carolina affermano di avere scoperto la reale funzione dell'appendice. Essa fungerebbe da riparo per i batteri benefici, che possono essere utilizzati in maniera efficace per ripristinare la flora microbica intestinale .
La medicina ufficiale (fatta eccezione per la medicina olistica detta Naturale) ha per lungo tempo considerato l'appendice come una inutile protrusione e a molte persone è stata chirurgicamente rimossa, specialmente 30/40 anni fa quando la rimozione di tonsille ed appendice veniva eseguita di routine al minimo segno di infezione/infiammazione dei due organi.
Secondo la medicina olistica anche l'appendice fa parte del
sistema immunitario, e la sua rimozione e/o quella delle tonsille sovraccarica il sistema immunitario causando infiammazione all'appendice.
Ma il professor Bill Parker afferma che questo non vuol dire che dobbiamo tenerci stretta le nostra appendice ad ogni costo.
Nicholas Vardaxis, professore associato del Dipartimento di Scienze Mediche dell'Università RMIT afferma che la teoria degli scienziati della Duke University è sensata e precisa che secondo lui gli esseri più evoluti nel regno animale sono onnivori, e che questa dieta porta ad una minore necessità dell'appendice, che invece è ipersviluppata in un animale erbivoro.

Tratto da: www.abc.net.au/news/2007-10-10/scientists-discover-true-function-of-appendix-organ/693946
 

L'appendicite è un'infiammazione dell'appendice, un sottile tubulo che parte dall'intestino cieco ed è posizionato nel quadrante inferiore destro dell'addome.

L'appendice è parte del sistema immunitario, svolgendo un'importante funzione protettiva durante il primo anno di vita, per poi diventare però un organo bersaglio di infezioni.

L'appendicite può presentarsi in forma acuta o cronica.

L'appendicite acuta si manifesta principalmente tra i 6 e i 20 anni, mentre risulta meno comune nei bambini e negli adulti.
Si manifesta quando l'appendice viene riempita da un corpo estraneo che ne causa il rigonfiamento (come ad esempio muco, feci o parassiti) e provoca la moltiplicazione virulenta e la mutazione della flora batterica intestinale.

L'appendicite cronica è invece un'infiammazione cronica della appendice che si presenta il più delle volte come conseguenza di un'appendicite acuta non diagnosticata o non sottoposta ad intervento chirurgico.
Si manifesta con dolore, inappetenza, nausea e nelle donne - a causa degli estesi collegamenti linfatici tra organi genitali interni ed appendice - è associata spesso a problemi ginecologici.

 

Cause

All'interno dell'appendice si trova la flora batterica intestinale: i batteri Escherichia Coli, Streptococchi e Stafilococchi normalmente sono innocui ma - in particolari condizioni - possono moltiplicarsi in modo anomalo e causarne l'infiammazione.
La condizione scatenante solitamente è un'occlusione del lume dell'appendice che causa il ristagno dei batteri e provoca l'infezione
.

L'occlusione può avere varie cause: muco raggrumato, noccioli, parassiti, una posizione anomala dell'appendice causata dalla sua eccessiva lunghezza. Altre condizioni scatenati sono l'ingestione di cibi molto grassi o ricchi di coloranti e, in particolar modo, il fumo di tabacco (NdR: oltre a questi altri IMPORTANTI fattori: farmaci e soprattutto Vaccini !

 

Sintomi e diagnosi

L'appendicite si manifesta con un forte ed improvviso dolore addominale, accompagnato da fitte.L'area dolorante varia, estendendosi a tutto l'addome o dall'ombelico in giù; in casi più rari può interessare la coscia. Il dolore peggiora con il movimento, i respiri profondi, la palpazione, la tosse o lo starnutire.

Altri sintomi sono nausea, vomito, febbre (anche molto alta), stipsi o diarrea.

La diagnosi di appendicite viene fatta principalmente sulla base dell'esame clinico, ma possono essere utili alcuni esami del sangue (valore dei globuli bianchi, della velocità di sedimentazione, della proteina C reattiva) e una ecografia.

IMPORTANTE:
COME diagnosticare con CERTEZZA, in 1 minuto, una eventuale infiammazione dell'appendice

vedi questo PDF: della Semeiotica Biofisica Quantistica del dott. S. Stagnaro

 

Complicazioni

L'appendice infiammata può rompersi o perforarsi, causando la contaminazione della cavità addominale da parte di materiale infetto e la conseguente produzione di pus: si parla in questi casi di peritonite.

 

Terapia

La terapia dell'appendicite consiste nell'asportazione chirurgica dell'appendice (appendicectomia).

Il solo trattamento medico (“raffreddare” l’appendicite con antibiotici e borsa di ghiaccio (NdR: ed una alimentazione frullata ed adatta) espone al rischio di ricadute, in forma spesso anche più virulenta, e cronicizzazione.

Se l'appendice si è perforata, causando una peritonite, occorre sottoporre il paziente a una terapia antibiotica e praticare un drenaggio, inserendo un tubicino nella cavità addominale per consentire al pus di essere eliminato all'esterno; il tubo drenante viene rimosso dopo pochi giorni, quando non c'è più pericolo di un'infezione addominale.

Tratto da: medicinaeprevenzione.paginemediche.it

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Appendicite, l'omeopatia può dare una mano
L'appendice è il proseguimento vermiforme dell'intestino cieco, collocato appena sotto la valvola ileociecale.
La sua infiammazione, appendicite, può insorgere a causa di coproliti, cioè di materiale fecale misto a sali inorganici, che si accumulano all'interno del lume appendicolare.
L'appendicite acuta si manifesta soprattutto in individui giovani; la terapia normalmente è chirurgica e consiste nell'asportazione dell'appendice. In qualche caso l'infiammazione diventa cronica, per esempio, dopo alcuni episodi acuti regrediti con terapia medica.
In questo caso i sintomi gastrointestinali sono molto più sfumati di quelli tipici e si possono anche affrontare con rimedi adeguati.
Il rimedio che viene principalmente utilizzato è Bryonia alba: i sintomi sono prevalentemente dolori addominali pungenti e brucianti, che peggiorano con il minimo movimento e migliorano sdraiandosi sul fianco dolente e con la pressione.
Anche Iris tenax può essere utile se il dolore è forte e l'addome palpabile, con un fastidio localizzato alla bocca dello stomaco.
Le indicazioni di Belladonna sono simili alle precedenti, ma in questo caso il dolore è aggravato dalla pressione e accompagnato da nausea e vomito.
Se il dolore è lieve ma costante, bisogna invece pensare a Dioscorea: la sintomatologia dolorosa migliora piegandosi all'indietro ed è accompagnata da un forte meteorismo intestinale e da grande dilatazione addominale.
Infine Plumbum metallicum è indicato quando il problema si manifesta con la stipsi, con grande gonfiore addominale.
La parte è sensibile al contatto e al movimento, mentre il dolore migliora piegandosi in due e con una pressione abbastanza energica.
By Elio Rossi  - Tratto da: larepubblica.it


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Il pH intestinale:
Esso influenza la composizione dell’ecosistema batterico sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.
Il grado di acidità del tratto gastrointestinale contribuisce infatti alla colonizzazione batterica di alcune specie e aiuta alla distribuzione di altre. A sua volta, la composizione della microflora batterica regola il pH intestinale: Bifidobatteri e Lattobacilli acidificano l’ambiente intestinale con la produzione di acidi lattico, acetico e acidi grassi a catena corta, mentre i batteri putrefattivi determinano un’alcalizzazione dell’ambiente intestinale.
I fattori che posso influire sul pH sono sia di natura esogena (alimentazione, residui digestivi, trattamenti  farmacologici, vaccinazioni) che endogena ovvero lo stress, specie se cronico.

Peristalsi intestinale:

Insieme di contrazioni dello stomaco e movimenti intestinali dovuti al fatto che la muscolatura delle pareti intestinali si contrae alternativamente, trasportando così il contenuto dell’intestino verso l’ano.  
questi movimenti sono destinati a favorire il rimescolamento dei cibi nella digestione; le contrazioni delle anse intestinali utili servono a far progredire il materiale elaborato, verso l'ano per espellerlo dopo che sono state assorbite tutte le sostanze utili all’organismo

Soprattutto nei paesi occidentali la dieta tende ad essere ricca di cibi ad alto contenuto calorico, ricchi di proteine e carenti di fibre alimentari e di acqua, per l'assunzione di poche verdure e frutta.
Le fibre stimolano naturalmente la peristalsi intestinale e quindi favoriscono il corretto funzionamento dell’intestino.
La carenza cronica di fibre nell’alimentazione determina quindi scompensi nell’apparato intestinale.
Un’altra cattiva abitudine è quella di bere poco.

A causa di questi motivi i movimenti dell'intestino (peristalsi) e del colon in particolare, sono alquanto rallentati. Questo fenomeno causa un accumulo di scorie nelle "tasche", anse, del colon ed in genere ed in particolare nella sua zona definita "sigmoideo".
Nel tempo si accumulano anche delle incrostazioni sulle sue pareti che, a loro volta, rendono ancor più difficile il suo naturale movimento ritmico e ondulatorio che dovrebbe promuovere il transito dei prodotti fecali diretti verso l'esterno.
Va sottolineato che anche quando si evacua ogni giorno, l'intestino non si libera mai completamente, vi sono comunque degli escrementi che ristagnano diverse ore o giorni provocando l'ulteriore degrado della mucosa intestinale e l'aggravamento dell'alterazione della flora batterica e quindi del pH digestivo, fenomeno conosciuti con il nome di disbiosi intestinale, che possono anche alterare la permemabilita' della mucosa, generando anche e non solo malassorbimento, ma molto altro..


Vi sono anche vari problemi legato alla peristalsi
:

1. mancata produzione di sufficiente serotonina per attivare la peristalsi.

2. troppo stress al quale e' sotto posto l'individuo, che investe i due cervelli (superiore e quello intestinale), cioe' tensione fisica che impedisce il rilassamento della parete del tubo digerente.

3. elevata temperatura nel tubo digerente, sopra tutto dal duodeno alla valvola ileo ciecale - (ileo/cieco) zona ove si trova l'appendice, per fermentazioni e/o putrefazioni esagerate del chimo/chilo,  che richiedono liquidi in loco (sangue e linfa) per tentare di spegnere il "fuoco intestinale" che si produce, liquidi che vengono sottratte alle altre parti/organi e sistemi, ma e sopra tutto dalla periferia del corpo, la pelle; con il tempo le parti del tubo digerente interessate dal cronico aumento di temperatura oltre i 36,5 gradi, si ingrandiscono / ingrossano e il tutto poi, essendo appesantito, prolassa facilmente (scende per gravità), andando a schiacciare le parti basse del ventre, sopra tutto vescica e prostata, sull'ampolla anale (dove stazionano le feci non ancora evacuate dall'ano e che in genere e' quasi sempre infiammato specie nei maschi) parti che al loro volta infiammandosi ed aumentando la loro normale e funzionale temperatura (36,5 gradi)  formano altre patologie tipo: prostatiti + infiammazioni alla vescica, richiamando in un giro vizioso parassiti, funghi, ecc. - il "fuoco intestinale" si spegne solo seguendo le indicazioni del nostro Protocollo della salute 

Occorre anche considerare con attenzione che le infiammazioni della  mucosa intestinale investono anche i Villi (vedi immagine)
 


4.
infiammazione della mucosa del tubo digerente che impedisce, per troppo afflusso di sangue nelle zone interessate dai muscoli deputati alla contrazione a monte e dilatazione a valle della parete del tubo stesso per far scendere il tutto verso l'ano.

5. alle volte avviene per l'insieme di questi ultimi 3 punti, l'inversione della peristalsi intestinale, chiamata anti peristalsi, che invece di tendere a stimolare nella giusta direzione le due fasi: contrazione a monte, dilatazione a valle, in modo da indurre e provocare lo spostamento del chimo/chilo verso il colon-ano, tende invertendone la fase, a far risalire lungo il tubo digerente il tutto (chimo/chilo) provocando non pochi guai; alle volte il fenomeno si presenta solo per piccoli periodi di tempo, ma comunque il fenomeno e' molto dannoso perche' indice ancor piu' la produzione di tossine che vengono riassorbite e riveicolate dal sangue intossicando sempre di piu' il soggetto.

6. mancanza di movimento fisico, immobilita' del soggetto (stare troppo a letto, seduti, e/o inattivi).

Per molto tempo si è pensato che il cervello di sopra (nella testa) avesse la predominanza e/o superiorità in tutte le funzioni vitali, ma da quando sono state fatte le scoperte che tutta la parete, la mucosa intestinale è cosparsa di neuroni legati alle funzioni vitali dell'apparato stesso, si è compreso che vi è una totale integrazione dei due cervelli, distanti e separati, ma operanti in sintonia ed integrazione per le funzioni vitali dell'essere stesso.
La sensazione che ha allo stomaco, quando si è sotto stress intellettivo,  si spiega con la produzione di determinati ormoni che vanno a stimolare i centri nervosi della mucosa stomacale.
Quando siamo sotto posti ad una forte emozione (paura) corriamo subito al gabinetto per eliminare le feci o l'urina, perché i sensori nervosi intestinali e quelli attorno alla vescica sono investiti di determinati stimoli di eliminazione.

Altro fatto utile alla comprensione di questi meccanismi è che per esempio durante il sonno, quando non vi sono stimoli esterni per i due cervelli, molto spesso chi ha problemi digestivi soffre di insonnia e/o ha incubi notturni. 

Digestione
E' l'impiego più tradizionale del Bicarbonato di sodio. Attenzione però, alla preparazione del rimedio: meglio non scioglierlo nell'acqua, perche'  in questa formulazione, a contatto con l'acido cloridrico presente nello stomaco, sviluppa anidride carbonica, favorendo così aerofagia e gonfiori.
La soluzione consigliata: scioglierlo in una spremuta di arance o limoni, da bere dopo che è scomparsa la schiuma bianca. In questo modo si ottiene il citrato di sodio, buon antiacido, che migliora la digestione senza provocare gonfiori.
Comunque e' consigliabile non abusare
del Bicarbonato, meglio prodotti digestivi a base di erbe e mangiare poco e bene: facendo attenzione all'abbinamento dei cibi nell'ambito dello stesso pasto !

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vedi anche: Crampi addominali  - Crampi addominali dolorosi - Intestino irritabile

EMORROIDI: pH digestivo alterato, intossicazioni ed infiammazioni, per cibi inadatti, mancanza di enzimi e fermenti lattici autoctoni, fibre e movimento.
Per curarle bisogna evitare cibi raffinati e sedentarietà, ma e soprattutto cibarsi con la dieta Crudista !.

Non è certo un argomento facile da affrontare, ma le emorroidi nei paesi industrializzati sono purtroppo una patologia sempre più diffusa. A soffrirne è un terzo della popolazione e circa il 50% degli ultra cinquantenni.
Tecnicamente sono causate dalla dilatazione delle vene del plesso emorroidario e in base alla localizzazione e alla gravità, si possono classificare in esterne (localizzate sotto la cute, sotto la linea ano-rettale, il punto in cui la mucosa diventa cute), interne (si sviluppano al di sopra della linea ano-rettale, sotto la mucosa; talvolta questo tipo di emorroidi s'ingrandisce e prolassa fuori dello sfintere anale) e interne-esterne (combinazione di entrambe).
Le cause di questo particolare disturbo sono le stesse delle vene varicose: debolezza venosa di origine genetica e fattori che aumentano la pressione intraddominale (gravidanza, tosse, sollevamento di grossi pesi, lunghi periodi di permanenza in piedi, defecazione difficoltosa, ipertensione portale da cirrosi epatica).
L'aumento della pressione intraddominale provoca congestione venosa perianale e quindi dilatazione e gonfiore dei plessi emorroidari.
Attenzione alla stitichezza 
+  Putrefazione intestinale
Un sanguinamento rettale rosso vivo, non misto alle feci, solitamente rappresenta il sintomo iniziale delle emorroidi. Il prolasso si verifica dapprima solamente con la defecazione e si riduce poi spontaneamente. Un persistente prurito anale non è sintomo di emorroidi. Il dolore si verifica solamente quando si ha un attacco acuto di un prolasso con infiammazione e edema, o quando è presente una concomitante lesione dolorosa, come una ragade. Le emorroidi prolassate possono trombizzarsi con rottura spontanea della vena e fuoriuscita del trombo, in questo caso il dolore è intenso e la perdita di sangue più abbondante.
I sintomi possono essere calmati con un semicupio tiepido (bagno di sedere) che in genere determina una risoluzione spontanea del disturbo.
Numerose osservazioni testimoniano il legame diretto tra dieta ed emorroidi. Raramente, infatti, questa patologia si riscontra in paesi in cui la dieta è ricca di fibre e povera di alimenti raffinati. Una componente importante delle emorroidi è la stitichezza, a causa del maggior sforzo richiesto dalla defecazione che aumenta la pressione intraddominale e ostacola il ritorno venoso. Inoltre, la maggiore pressione aumentando la congestione pelvica può indebolire la parete venosa, facilitando la formazione di emorroidi.
Meglio le fibre
In definitiva, un'alimentazione ricca di fibre è il modo più efficace per prevenire le emorroidi. Cereali integrali, verdura, legumi e frutta promuovono la peristalsi intestinale, molti componenti delle fibre richiamano acqua e le feci diventano soffici e corpose, facili al passaggio. Inoltre verdura e frutta contengono molti nutrienti che aumentano l'integrità della parete venosa, in particolare sono importanti i bioflavonoidi, le vitamine A, C, E, il complesso B e lo Zinco.
Mirtilli, ciliegie e more sono particolarmente ricchi di bioflavonoidi; albicocche, meloni, zucche, carote e di nuovo mirtilli contengono vitamina A; agrumi, fragole, ribes, broccoli, cavolini di Bruxelles, cime di rapa, prezzemolo, crescione e spinaci contengono vitamina C; cereali integrali e il lievito di birra in scaglie le vitamine del complesso B; mentre lo Zinco è presente in semi oleosi, avena, grano, grano saraceno, mandorle, nocciole, piselli, rape, prezzemolo, aglio, carote.
In caso di emorroidi, oltre all'intestino occorre riequilibrare sempre anche fegato e milza, due organi che contribuiscono alla salute delle vene e quindi anche dei plessi emorroidari. Se l'energia della milza è debole, essa non riesce a nutrire sufficientemente il tessuto connettivo e di conseguenza, le pareti dei vasi si sfiancano più facilmente.
Pertanto è importante evitare, oltre ai cibi raffinati (la milza soffre per l'eccesso di zucchero, mentre è nutrita e riequilibrata dal consumo di cereali) gli alimenti grassi e quelli che scaldano eccessivamente, come latte, formaggi, insaccati, carni rosse, cioccolato e caffe'. E' bene ridurre il consumo di carne, eventualmente sostituendo le rosse con le carni bianche o meglio ancora dando la preferenza a pesce e legumi come fonte proteica. Sempre per evitare di appesantire il fegato è bene preferire le verdure verdi e ridurre il consumo di solanacee, in particolare pomodori, peperoni e melanzane.
Miso, alghe e mochi
Alcuni alimenti, proposti dalla macrobiotica, possono svolgere un ruolo molto efficace nella cura e prevenzione delle emorroidi. In particolare, un cibo particolarmente curativo per le vene è il miso, ottenuto dalla fermentazione di soia e orzo, riso o grano. Il miso, dal sapore molto salato, è utilizzato come condimento soprattutto per le zuppe. Oltre a depurare il fegato e migliorare la circolazione venosa, ristabilisce la flora batterica intestinale, ed è indicato per stitichezze e flatulenze. Grazie alle proprietà di alimento alcalinizzante, è indicato nelle patologie da accumulo di acidi, tra cui le artriti; infine tonifica l'energia renale e quindi migliora il tono generale.
Anche le alghe sono un ottimo alimento nella cura delle emorroidi. Aggiunte all'acqua di cottura di legumi e cereali, eliminano il calore interno che peggiora le emorroidi e migliorano la peristalsi intestinale, grazie alle mucillagini che richiamano acqua e accarezzano la mucosa intestinale. In particolare l'alga kombu è ottima per l'intestino; mentre la wakame è più indicata per il fegato. La prima si aggiunge alla cottura dei legumi, la seconda nelle minestre.
Un altro alimento molto adatto per fortifica la milza (e oltrettutto buon ricostituente) è il mochi. Si tratta di piccoli panetti di riso dolce che si possono scaldare a fiamma bassa. Si gonfiano e possono essere consumati come un dolcetto se si spalmano di miele, marmellata o crema di nocciole.
Impacchi di ricotta e bagni freddi
Altri rimedi efficaci contro le emorroidi sono gli impacchi locali di ricotta e i semicupi freddi; in caso di prolasso delle emorroidi è meglio utilizzare prima acqua tiepida per ammorbidirle e poterle riposizionare all'interno del retto con una leggera pressione, infine acqua fredda per tonificare, disinfiammare e provocare vasocostrizione.
In ogni caso è bene evitare la vita sedentaria e lo stare in piedi fermi troppo a lungo. E' invece utilissimo camminare, fare delle belle passeggiate e respirare profondamente, poiché il movimento del diaframma facilita la risalita del sangue venoso.
Come sempre uno stile di vita sano è la migliore prevenzione ed il massimo complemento di ogni cura.
Articolo pubblicato sulla rivista AAMTerranuova

Rimedi naturali per le emorroidi
Le emorroidi sono un disturbo estremamente diffuso, si stima, infatti, che circa il 50% degli italiani ne soffra in forma leggera, media, o grave.
La causa, è spesso da ricercare nella cattiva alimentazione, nell'assunzione di cibi piccanti, nel fumo, nei fattori ereditari, nella stitichezza, ma anche lo stress può giocare un ruolo determinante.
Ricordiamo che l’alimentazione Crudista puo’ eliminare sia le emorroidi sia in problemi intestinali che ne sono all’origine !
Tuttavia, nei casi meno gravi, i rimedi naturali per agevolare la risoluzione del problema e nello stesso tempo alleviarne i sintomi sono dei validi alleati: I rimedi fitoterapici sono sicuramente utili nelle forme lievi. Si deve intervenire sia dall'interno, che dall'esterno.
- Assumere molti liquidi, ed evitare gli eccessi alimentari.
- Tisana di nocciolo, amamelide e ribes nero: si prepara con 40 g di foglie di nocciolo, 40 g di foglie di amamelide, e 20 g di foglie di ribes nero. Si fa bollire il tutto per 7 minuti e si bevono 3-4 tazze al giorno.
- Decotto di ippocastano: si lascia bollire una presa di corteccia di ippocastano in circa mezzo litro d'acqua per un quarto d'ora. Si bevono 2-3 tazze al giorno.
- Decotto di orzo mondo: l'orzo mondo è l'orzo ripulito dalle glumelle esterne ed è ricco di proprietà vitali, conserva i fattori bio-nutrizionali contenuti nel germe e nei vari strati del chicco (proteine, grassi, sali minerali e vitamine). Il decotto si prepara facendo bollire 50 g di orzo mondo per 30 minuti in 1 litro e mezzo di acqua. Si lascia raffreddare e si bevono 3-4 tazze durante la giornata.
- Pomata all'amamelide e alla calendula: sono ottime per lenire il fastidio e agevolare la guarigione. Si trovano facilmente in erboristeria.


Miele, olio d'oliva e cera d'api contro emorroidi e ragadi:
Mistura 1:1:1 in volume di miele, olio d'oliva e cera d'api applicata localmente ogni 12 ore al giorno per 4 settimane puo’ attenuare la sintomatologia emorroidaria.
Bibliografia: ScientificWorldJournal. 2006 Feb 26 - The safety and efficacy of a mixture of honey, olive oil, and beeswaxfor the management of hemorrhoids and anal fissure: a pilot study. Al-Waili NS, Saloom KS, Al-Waili TN, Al-Waili AN.
Al-Waili's Foundation for Science and Trading, New York, USA.

We have found that a mixture of honey, olive oil, and beeswax was effective for treatment of diaper dermatitis, psoriasis, eczema, and skin fungal infection. The mixture has antibacterial properties.
A  prospective pilot study was conducted to evaluate the therapeutic effect of topical application of the mixture on patients with anal fissure or hemorrhoids. Fifteen consecutive patients, 13 males and 2 females, median age 45 years (range: 28-70), who presented with anal fissure (5 patients) or first- to third-degree hemorrhoids (4 with first degree, 4 with second degree, and 2 with third degree), were treated with a 12-h application of a natural mixture containing honey, olive oil, and beeswax in ratio of 1:1:1(v/v/v).
Bleeding, itching, edema, and erythema were measured using a scoring method: 0 = none, 1 =mild, 2 = moderate, 3 = severe, and 4 = very severe. The pain score was checked using a visual analog scale (minimum = 0, maximum = 10).
Efficacy of treatment was assessed by comparing the symptoms' score before and after treatment; at weekly intervals for a maximum of 4 weeks. The patients were observed for evidence of any adverse effect such as appearance of new signs and symptoms, or worsening of the existing symptoms.
The honey mixture significantly reduced bleeding and relieved itching in patients with hemorrhoids.
Patients with anal fissure showed significant reduction in pain, bleeding, and itching after the treatment.
No side effect was reported with use of the mixture.
We conclude that a mixture of honey, olive oil, and beeswax is safe and clinically effective in the treatment of hemorrhoids and anal fissure, which paves the way for further randomized double blind studies.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17369999

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EMORROIDI
Metà della popolazione ne e’ colpita
Circa la metà della popolazione soffre di emorroidi in un momento o un altro nella sua vita, di solito tra i 20 ei 50 anni. Questo non è necessariamente solo un problema di stitichezza nelle persone anziane, può succedere a tutti, comprese le persone “sane”, ma occorre stare un sacco di tempo seduti in gabinetto.
Le Emorroidi, sia interne che esterne, sono causate dalla dilatazione e infiammazione delle vene del retto e dell'ano.
La differenza principale è il dolore: emorroidi interne non danneggiano perché le vene gonfie si trovano nella parte superiore del retto, che non è innervato.
Può anche esistere senza nessun sintomo. Ma spesso vi accorgerete che avete un po' di rosso sangue nelle feci. Le strisce compaiono sulla carta igienica o sul water.
Il fatto che il sangue rosso sono le prove che il sanguinamento si verifica nella parte inferiore ed interna della parete gastrointestinale. Se avviene prima nello stomaco o nell'intestino, si ha il tempo di coagulare per la digestione ed ha un colore nero.
Un altro segno di emorroidi interne è la presenza di feci liquide, e l'impressione di non avere "finito".
Emorroidi esterne, possono essere terribilmente dolorose. Alcune persone non possono camminare. Non trattate in modo opportuno, possono degenerare in trombosi, vale a dire, diventano blu violaceo e sanguinano .
E’ un problema di Stile di vita
L'incidenza di emorroidi nei paesi industrializzati non è una sorpresa, data la dieta e lo stile di vita sedentario della maggioranza della popolazione. Essi sono molto più rari in altri Paesi.
L'origine di emorroidi è causata per la troppa pressione nelle vene indebolite. Questa pressione è causata da problemi digestivi ( alterazioni della flora intestinale) causati dalla cattiva alimentazione e/o poca fibra alimentare, uno stile di vita sedentario (soprattutto la vita in ufficio), l'obesità. E ' comune anche nelle donne in gravidanza, ma le emorroidi scompaiono dopo il parto.
Le abitudini igieniche errate possono peggiorare la situazione, causando maggior irritazione, sanguinamento e prurito:
E ' importante non " spingere " quando defecate nella toilette. Il Movimento intestinale naturale dovrebbe provocare l'espulsione delle feci, senza sforzo, nel tempo, ma si può applicare una leggera pressione, non più di quindici secondi, con gli addominali;
Per questo motivo, è importante non aspettare quando si sente il bisogno di andare in bagno.
Rispettare il ritmo naturale della digestione e della evacuazione delle feci;
Non sedersi più di cinque minuti dritto alla toilette, sul water (cio’ non succede se utilizzate la turca). Questa posizione aumenta la pressione sul retto, che non è esattamente l'obiettivo giusto,  se si dispone di vene che essendo gonfie facilmente scoppiano.
Se necessario, alzarsi e andare a fare un giro fino al ritorno della urgenza della defecazione.

Non strofinare troppo con la carta igienica (meglio lavarsi senza carta), ma la massima pulizia è obbligatorio per prevenire l'infiammazione e infezione. L' uso di un rubinetto per il lavaggio, come si riscontra nei paesi arabi, spiega la prevalenza inferiore di emorroidi in quei paesi. L'altezza del water non favorisce l'espulsione come la posizione accovacciata della turca, ed è per questo la necessità di "spingere " può essere ancora più forte.
Uno studio pubblicato negli anni '80 ha mostrato che in 18 delle 20 persone, l'atto di andare in bagno in una posizione accovacciata (turca) le emorroidi scompaiono.
Non sto dicendo che è necessario sostituire il vostro bagno con un semplice foro nel terreno, ma è ancora più importante avere un sistema digerente sano che la posizione in cui siamo soliti nel gabinetto non è esattamente quello per cui siamo stati progettati dalla Natura.
Guardare l’emorragia
Se avete sanguinamento associato a emorroidi fate molta attenzione, soprattutto se questa è la prima volta che questo accade.
In effetti, il sanguinamento può avere altre cause più gravi, compreso il cancro colonrettale, che è una forma comune di cancro.

Si noti che la vitamina D è uno dei modi migliori per ridurre il rischio di cancro al colon. Assicurarsi di prendere la propria dose di sole e mangiare in certi casi pesce, invece che la carne.
Come Prevenire emorroidi
Le emorroidi sono spesso causati da costipazione dovuta alla cattiva alimentazione:
La Stipsi, è generalmente causata da una cattiva alimentazione, mancanza di esercizio fisico, stress e disidratazione .
Può anche essere causato da abuso di lassativi, sindrome del colon irritabile, e ipotiroidismo.

Per prevenire la stipsi :

Mangiare un alimento ricco di fibre e cibi vegetali CRUDI.
Attenzione che la fibra alimentare non hanno nulla a che vedere con quelle che vengono chiamate "fibre " nel linguaggio corrente. Questo è perché e’ un alimento è morbido, facile da deglutire, liquido, ma non contiene fibre.
Ad esempio, il succo di pera è eccezionalmente ricco di fibre. I semi di lino, è necessario schiacciarli con un macinino da caffè prima di mangiarli, altrimenti andranno tutti interi nel vostro sistema digestivo e sono anche una buona fonte di fibre.
Infine, ci sono i semi, originari dell'India , che sono un naturale lassativo per eccellenza, lo psyllium. Sono stati già utilizzati 10 secoli prima dell'era volgare, da parte dei medici dell'Alto Egitto e sono efficaci ancora oggi. Siate sicuri di scegliere psyllium organico e biologico. Andateci piano all’inizio, se non siete abituati a mangiare tanta fibra.
Per tonificare le vene, mangiare flavonoidi. Si tratta di sostanze naturali che colorano la frutta. Potete trovarne in grandi quantità nelle arance fresche ... ma anche nel vino rosso . Infatti, il vino è alcol, più flavonoidi in grandi quantità. Sembra inoltre che le popolazioni che consumano la metà del grasso sotto forma di olio vergine, hanno vene migliori e raramente le emorroidi.
Bere acqua minerale ricca: il colore della vostra urina vi guiderà se siete ben idratati. Deve essere di colore giallo chiaro. Se si assume un multivitaminico, non stupitevi di avere urine giallo brillante, cio’ e’ il risultato della vitamina B2.
Mangiare probiotici di alta qualità. Una buona flora intestinale permette non solo una corretta digestione, che è essenziale per la salute ottimale.
Infine, assicurarsi di mantenere il vostro livello di stress sotto controllo. Smaltite nella vostra esistenza inutili fonti di ansia, se potete. Una vita più rilassata, le emozioni sotto controllo sono il migliore modo di contribuire, forse decisivo per eliminare i problemi gastrointestinali, e di conseguenza anche le emorroidi.
Rimedi naturali contro le emorroidi
Il primo prodotto da utilizzare è senza dubbio l'amamelide. I Nativi americani la usavano prima di Colombo (1492).
La Commissione EU in Germania (sulle piante medicinali ) ESCOP e l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riconoscono tutte l'uso dell’amamelide per curare le vene varicose e le emorroidi.
Le foglie e la corteccia di Hamamelis contengono dall'8 % al 12 % dei tannini che sono assegnati gli effetti astringenti anti- infiammatori ed emostatici della pianta. "Astringente" significa che i pori siano serrate sotto il suo effetto. La pelle diventa più soda.

Per rafforzare le vene, e’ utile l’agrifoglio ginestra (Ruscus aculeatus). Soprannominato la pianta delle  "gambe leggere", contiene un glucoside steroideo, il ruscogenin utilizzato in unguenti per le emorroidi o per le borse sotto gli occhi. Infatti, la radice, o più esattamente il suo rizoma, ha proprietà diuretiche e vasocostrittrici, il che significa che restringe le vene.
Si noti che Il Ruscos è spesso usato in combinazione con quercetina. Questo è un flavonoide con effetti anti- infiammatori che sono spesso associati con la vitamina C, ed è a lei che il Ginkgo e l’Iperico devono le loro virtù medicinali.
Ippocastano (Aesculus hippocastanum) contiene anche i tannini, catechina, flavonoidi, derivati ​​purinici e saponine triterpeniche. Queste sono laescine, note per le proprietà anti - emorroidali. E' utilizzato in omeopatia.

Emergenza
Se non avete a portata di mano la fitoterapia, dovete accontentarvi del ghiaccio. Questo è ovviamente efficace solo per le emorroidi esterne, e si prenderà cura di non applicare direttamente il ghiaccio, ma avvolto in un panno per evitare di bruciare la pelle dal freddo.
(NdR: Ma se si vuole ottenere effetti migliori, dormire per 45 notti con un cataplasma di argilla/fango freddo sul ventre...)
Se si dispone di una crema di aloe vera, è possibile utilizzarla per applicare sulla zona dolorosa.
Il trattamento chirurgico deve essere riservato ai casi gravissimi e come ultima istanza-
By Jean- Marc Dupuis
Tratto da: Nature Salute Innovation - santenutrition@sante-nature-innovation.fr


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La fistola perianale rappresenta l’evoluzione di un ascesso.
L’ascesso anale rappresenta la fase acuta di una infiammazione che puo' degenerare in una infezione, che e' originata dalle infiammazioni intestinali e quindi anali e che successivamente interessano, in questo caso, le ghiandole secernenti muco presenti nel canale anale. Le fistole anali rappresentano la fase cronica di tale infezione. Ascesso e fistola devono essere quindi considerati due stadi di una stessa malattia.
L’infezione originariamente localizzata nella ghiandola anale, progressivamente si diffonde ai tessuti circostanti formando un canale che mette in comunicazione la ghiandola anale (dalla quale l'ascesso origina) con la cute della regione perianale. Questa condizione è caratterizzata dalle continue, maleodoranti, secrezioni siero-purulente che fuoriusciranno dal foro cutaneo e che imbrattano continuamente gli indumenti intimi.
Sono da tenere in seria considerazione in quanto l'infiammazione cronica presente nei tessuti per molto tempo può infatti predisporre alla degenerazione neoplastica (tumore).
E' l'infiammazione corporea, ma soprattutto intestinale che deve essere eliminata, altrimenti il tessuto non guarisce, la migliore cura per disinfiammare i tessuti e' l'alimentazione crudista frullata x 45 giorni almeno, ed il raffreddamento delle parti  dei tessuti interessati, e se del caso, in questo caso specifico, con relative fistole, ascessi, l'atto chiurgico per aprire dei canali di spurgo al tessuto infiammato.
Ovviamente un ascesso più grande e più profondo nei piani richiederà il ricovero immediato ospedaliero e un intervento con una anestesia maggiore. Il ricovero ospedaliero si impone inoltre per i pazienti diabetici o con difese immunitarie ridotte.
La terapia antibiotica non rappresenta l'alternativa all'intervento chirurgico, in quanto i farmaci risultano inefficaci nei confronti dell'ascesso. Il trattamento della fistola residua è nei fatti solo chirurgico, se il raffreddamento della parte od il relativo riscaldamento (utile in certi casi) non aprono le vie naturali di eliminazione dell'infezione.
L’intervento, in genere in anestesia loco-regionale o generale, può essere condotto in uno o più tempi in base al coinvolgimento dei muscoli anali nel processo fistoloso. Per tali motivi la maggioranza dei pazienti operati per fistola mantiene una perfetta continenza e solo nell’8-11% dei pazienti che presentano fistole complesse, l’intervento chirurgico comporta un’incontinenza fecale più o meno grave.
La chirurgia delle fistole anali è complessa anche in mani esperte e prevede l’applicazione di molte tecniche. In tutti i casi il dolore postoperatorio è di grado lieve o moderato viene controllato con i normali antidolorifici. I tempi di degenza minimi (24 -48 ore). E’ opportuna una convalescenza a casa per seguire alcune norme igienico-dietetiche.

vedi: Crudismo

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Suggerimenti e consigli:
In molti casi i sintomi infiammatori a carico del colon si manifestano dopo i pasti o quando si è molto nervosi, sotto stress ed i rimedi migliori, in questi casi, sono quelli naturali (alimentazione crudista + fitoterapia + rilassamento + deionizzazione).
Porre maggiore attenzione alla comparsa di alcuni sintomi quali crampi addominali, emicrania, digestione difficile e flatulenza. Iniziare con l’applicazione di una boule di acqua calda per far cessare il doloroso attacco.
Anche gli oli per via orale saranno utili: quello di basilico, da assumere quando il dolore è dovuto al troppo lavoro e allo stress, da 2 a 4 gocce due o tre volte al dì, diluite in acqua. La camomilla, indicata nei casi accompagnati da diarree, 2-4 gocce tre volte al giorno. La melissa e’ ideale per gli spasmi di origine digestiva: 2 gocce, 2 volte al giorno.
Ma sicuramente oltre a cambiare l'alimentazione, occorre fare il riordino della flora batterica e quella del sistema enzimatico, + idro colonterapia + soprattutto Alimentazione Crudista ed alle volte anche Cloruro di magnesio.
vedi: COPROTERAPIA (assunzione di feci selezionate)  

Per fare una buon e completa pulizia dell'intestino puo' anche essere utile
in certi casi (al posto o contemporaneamente  all'idrocolon terapia) utilizzare delle pastiglie e/o capsule di una mistura di erbe (prodotti fitoterapici) liofilizzati e/o micronizzati, assunti giornalmente (alle volte plurigiornalmente) per almeno 3 mesi, fino all'eliminazione di tutti i "depositi" incollati sulle pareti intestinali (vedi sotto alcune foto), tipo:
Ispagula (Psillio)  - Semi di Lino - Semi di Finocchio  - Semi di Liquerizia  - Aloe Vera - Pectine di Pompelmo - Papaia – Corteccia interna di Olmo - Altea  - Radice di Rabarbaro - Alfalfa  - Guar Gomma - Foglie di Menta - Foglie di Uva ursina.
Contemporaneamente utilizzare capsule di prodotto antiparassitario, multi erbe tipo, quello qui indicato.

Anche con queste terapie a base di multi erbe, oltre che con l'idro colon terapia, eliminerete anche questo tipo di incrostazioni e materiali fecali:
 

Tisana - infuso rinfrescante e disinfiammante dell’intestino:
1 pugno per ogni erba in circa 1 lt. di acqua * : Menta selvatica, Rosmarino, Aneto o Finocchio selvatico, Erba Medica (o  Alfa-Alfa), + 10 foglie di NOCE grandezza media + 5 Noci Verdi tagliate a spicchi sottili, con frutto interno schiacciato, altrimenti, 30/40 g di mallo secco di noci.
Far BOLLIRE per mezz'ora circa, con coperchio sul recipiente, in 1 lt, circa, di acqua  (sorgiva ottima) od oligominerale o filtrata con argilla, per eliminare cloro ed altre sostanze chimiche, con acqua di rubinetto, e la stessa, dopo averla rimescolata più volte, fatta decantare per un minimo di 12 ore !, prima dell’utilizzo per preparazione tisana).
Ad ogni tazza aggiungere, un cucchiaio di PICCOLO AMARO SVEDESE a base di acqua vite, aloe vera, mirra. zafferano, foglie di cassia, rabarbaro radice, curcuma radice, manna, triaca veneziana, carlina radice, angelica radice.
Bere a temperatura corporea 3 o 4  tazze al giorno con 1 o 2 cucchiai di miele Millefiori Integrale, cioè, miele ricavato senza trattamenti vari, es. riscaldato per renderlo liquido, e/o con sostanze per conservarlo tale, ecc. ..
Risultato: Le feci diventano compatte senza odore, quindi significa che la parete del tubo digerente si disinfiamma e migliora la FLORA INTESTINALE.

La macerazione avviene, utilizzando lo stesso preparato nelle diverse ore della giornata,o al massimo il giorno successivo.
Per evitare la perdita di aromi e olii essenziali, usare sempre un coperchio e tegame in terracotta, senza smalto !  
* L’acqua sorgiva si può conservare solo in recipienti di terracotta, perché, a contatto con argilla, non perde le sue proprietà  di magnetizzazione, cioè , rimane  quasi come quando è prelevata da sorgente.
*E’ BUONA e curativa, anche l’acqua piovana, sempre se conservata in recipienti di terracotta (argilla), a Matera detto  “u’ chichm”, perché non viene meno la dinamizzazione. 
By: ruggierifp@inwind.it


Ecco il Colon-Retto

 

MEGACOLON
Per megacolon in campo medico, si intende una malformazione del colon causata da anomalie congenite, da fattori batterici e da intossicazione da farmaci.

Fig. 1: Radiografia Clisma Opaco Doppio Contrasto
Fig. 2 a dx: Depositi di scorie nel colon

Definizione
Viene causato da una atonia e restringimento di un tratto colico ipertrofico e privo di peristalsi. Ne consegue la dilatazione del tratto colico precedente. In caso di malattia congenita il tratto ipertrofico è solitamente il retto-sigma, mente negli altri casi è massivamente il tratto discendente ed il sigma.
Questo avviene in quanto l'ultimo tratto intestinale è quello nel quale avviene l'assorbimento dei liquidi ed in caso di tossine o batteri questi riescono a precipitare all'interno e danneggiare i gangli. I micobatteri creano una infiltrazione della sottomucosa e lamina propria di macrofagi infarciti dello stesso patogeno. Talune volte il quadro clinico è simile al morbo di Whipple.
Questo causa un allungamento del sigma o del tratto discendente con dilatazione del tratto ascendente di oltre 8 cm negli adulti e 6,5 cm nei bambini per il tratto traverso di 6/7 cm per gli adulti e quello discendente 5 cm [1] [2].
Laddove la larghezza massima del tratto colico raggiunga o superi i 10 cm è opportuna una urgente valutazione clinica per escludere il rischio della rottura diastatica del colon[3].
Gli esami radiologici del clisma opaco mettono in evidenza la morfologia, la manometria la funzionalità. Insieme definiscono la condizione morfologico-funzionale del megacolon.

Tipologia
- Colon Tubercolare spacciato per Colon dei giorni d'oggi!!! Leggete il percorso del file!!!
http://media.photobucket.com/image/tubercolosi colon/animavivente/Disintossicazione colon/Colondeteriorato.jpg

Oltre alla tipologia particolare chiamata megacolon tossico, (che deriva solitamente dalla rettocolite ulcerosa), lo stato morboso si divide in congenito e acquisito.

- Megacolon genetico o Morbo di Hirschsprung
Si riscontra alla nascita per ritardo nella emissione del meconio. La causa è la mancanza dei gangli del retto o del retto sigma.
Dai referti del clisma opaco (colonscopia) solitamente il colon discendente appare dilatato. La manometria anorettale rileva l'assenza del riflesso inibitore. Porta sovente la morte del nascituro entro i primi mesi di vita.

- Megacolon tossico
La medicina lo associa alla rettocolite ulcerosa (la cui eziopatogenesi è ancora in dubbio) ed alla assunzione prolungata di farmaci antibiotici.

- Megacolon virale/batterico
Oltre alla tubercolosi intestinale (che può provocare una stenosi a "manicotto" del discendente e sigma) anche Salmonella, Shigella, Campylobacter, Yersinia, Clostridium (Clostridium difficile) [4], Entamoeba e Cytomegalovirus possono portare megacolon.

Vedi Alimentazione infetta.

Sintomi
Fra i sintomi che essa manifesta vi sono malassorbimento, diarrea o anche stipsi, debolezza, addome pieno di liquidi e aria, meteorismo, eruttazione, tachicardia, difficoltà ad inspirare (per il fatto che l'addome è occupato dal colon), dolori addominali, reflusso esofageo o vomito, extrasistole venticolari, crisi allergiche, debolezza, ed altri con intensità proporzionale alla carica batterica ingerita ed alla corrispondente alterazione della flora autoctona.

Esami
- Megacolon-Manometria Colica delle 24 ore. Pressione intraluminal.
- Megacolon-Manometria Colica delle 24 ore. Pressione segmentale.

Il referto è radiologico e può avvenire con RX digerente completo, che mostra l'intestino con riempimento basale (Il mezzo di contrasto viene ingerito) evidenziandone la morfologia cosi come avviene con l'alimentazione, oppure con RX clisma Opaco doppio contrasto che mostra in disegno colico espanso (si effettua insuflazione il mezzo di contrasto dal retto).
Fra le due la prima è meno definita ma mostra l'effettiva morfologia basale colica, mentre la seconda definisce meglio il colon e ne fornsice un'immagine dilatata. Se sussistono i requisiti (dilatazione ed allungamento colico) la manometria colica delle 24 ore è utile a definire il megacolon (virale o tossico). In tal caso si rileva un tratto atonico che spesso è il sigma o il discendente ed il tratto precedente ha elevata pressione basale.
In caso di sospetto megacolon agangliare (Megacolon genetico o morbo di Hirschsprung) si referta con la manometria ano-rettale che evidenzia la mancanza del riflesso inibitore.

 

Terapia
A seconda della causa che ha indotto il megacolon, genetica-tossica o batterico/virale. Nel caso di Megacolon Tossico/batterico la funzionalità colica (Peristalsi) del tratto con stenosi può essere sovente ripristinata del tutto riparando il terreno Biologico. Parecchie terapie Naturali possono essere utili quali la terapia di Max Gerson, l'ascorbato di Potassio di Gianfrancesco Valsé Pantellini, il cloruro di magnesio e l'argento colloidale ionico a bassa concentrazione o gli enteroclismi al Bicarbonato di sodio.
In alcuni soggetti con megacolon congenito il trattamento è di tipo chirurgico, si necessita di colostomia con successiva resezione della parte malata.

Bibliografia
- Manuale di Chirurgia Generale (2 voll.) - Pagina 2228 Fegiz/marrano/ruberti [5] Fegiz/marrano/ruberti
- Segen Joseph C. Concise Dictionary of Modern Medicine McGraw-Hill New York 2006 ISBN 978-88-386-3917-3
- M. Anderson Douglas A. Elliot Michelle - Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione - Piccin - New York 2004 ISBN 88-299-1716-8
- Koeberle F: Enteromegaly and cardiomegaly in Chagas disease - Gut - volume 4, issue=pagine=399–405, anno=1963, pmid=14084752, pmc=1413478, doi= 10.1136/gut.4.4.399, url=[6]
- Porter NH Megacolon: a physiological study - editore=Proc. R. Soc. Med., volume=54, issue=pagine=1043–7, anno=1961, pmid=14488085, doi= |url=
- Stabile G, Kamm MA, Hawley PR, Lennard-Jones JE: Colectomy for idiopathic megarectum and megacolon, editore=Gut, volume=32, issue=12, pages=1538–40, anno=1991, pmid=1773963, pmc=1379258, doi= 10.1136/gut.32.12.1538, url=[7]

Collegamenti video esterni:
Toxic Colon - will your colon kill you - part 1
Toxic Colon - will your colon kill you - part 2

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Perché il trattamento con l'Idro terapia del Colon è di importanza basilare nel ripristino e nella prevenzione della salute ?
L'intestino è il fulcro e il simbolo del benessere.
Molti studi epidemiologici hanno dimostrato che la salute, la malattia e l'invecchiamento sono in stretta relazione con il suo stato.
L'intestino attraverso i villi ha il compito di assorbire numerose e importanti sostanze, trasferirle nel sangue per nutrire l'organismo ed eliminare il materiale indesiderabile, metà del quale è composto da batteri morti.
L'intestino inoltre ospita esseri attivi più numerosi delle cellule del corpo umano (la flora batterica) tra i quali risiedono 500 specie potenzialmente letali ma utili se tutto è in equilibrio. Altro aspetto cardine è che qui si trova ben il 70% del sistema immunitario, che ci difende da miliardi di agenti patogeni intrusi.
Da queste informazioni flash si può comunque intuire quali vaste e impensabili conseguenze possano verificarsi sull'individuo le alterazioni e il mal funzionamento di quest'organo, che possono andare dal malassorbimento di elementi essenziali e loro carenza organica, al riassorbimento riciclato di sostanze tossiche dovuto al ristagno dei rifiuti alimentari con lento avvelenamento, dallo sviluppo di una flora batterica aggressiva e di parassiti, il cui metabolismo produce la base alimentare per le cellule neoplastiche, all'indebolimento progressivo del sistema del sistema immunitario che sfibrato crolla sui fronti di lotta.
Anche se il cattivo stato del Colon non è sempre la causa prima di una malattia costituisce in diversi casi il suo prolungarsi o peggioramento. Ciò da realisticamente luogo a una varietà impressionante di disturbi e patologie di fatto riconducibili al mal funzionamento del Colon.
Ma c'è dell'altro particolarmente importante da sapere e che si cela dietro lo stato perturbato del Colon: l'aspetto psico-enterico.
Anche la psicologia dì questi ultimi decenni ha indagato molto sui rapporti tra stress, emozioni e malattia e sono state identificati i profili di personalità in relazione alle malattie del Colon. Lo stress causa variazioni neuro-ormonali-vegetative le quali col tempo vanno a creare delle alterazioni nel colon in quelli che, non a-caso, sono i punti riflessi degli organi di tutto l'organismo.
E' stato così possibile ideare una mappa del Colon e delle tasche intestinali ed individuare la relazione esistente tra le varie porzioni del Colon ed il resto del corpo umano; attraverso questa mappa possiamo comprendere quali parti fisiche dell'organismo corrispondono ad un determinato blocco o nodo del Colon.
 

   
 

(Questa mappa verra' aggiornata quanto prima, in quanto non sufficientemente completa)
 


Perché è possibile questo stretto rapporto ?
Basta pensare che durante la formazione dell'embrione, una parte di cellule nervose viene inglobata nella testa, un'altra va nell'addome: i collegamenti fra i due sono tenuti dal midollo spinale e dal nervo vago. Da ciò provengono le reazioni viscerali emozionali in risposta ai processi mentali facendo sì che l'apparato digestivo sia la sede delle emozioni.
Le scienze che ne studiano l'evolversi sono la neurogastroenterologia da una parte e la psicologia enterica dall'altra.
Parte delle emozioni si scaricano di notte mentre i ricordi traumatici vengono fissati nel Colon cosi che esso può ammalarsi di stress e sviluppare nevrosi che fissa in memoria attraverso nodi psicologici o strozzature.
A seguito di ciò l'apparato digestivo produce sostanze psicoattive le cui informazioni influenzano a loro volta gli stati d'animo, come la serotonina, la dopamina, ma anche oppiacei antidolorifici e persino benzodiazepine in quanto viaggiano lungo il nervo vago fino al cervello.
Nel trattamento delle malattie dell'intestino, attenuare o far scomparire i disagi soggettivi che sono fonte di sofferenza e angoscia per il soggetto può rivelarsi molto utile, spesso al di là di ogni previsione. In ogni caso per interrompere un circuito perverso o doloroso, e avere un effetto positivo sui circuiti mentali. Inoltre come già spiegato lo stress e l'emotività possono causare contrazioni a livello intestinale e del Colon. Questo non fa altro che causare nel tempo la famosa "colite spastica nervosa" con conseguenti nodi nel tratto del Colon.
Questi nodi daranno nel tempo, se non equilibrati, a un fertile terreno e all'insorgere di patologie sempre più gravi, in quanto in alcune parti d'esse verrà a mancare l'apporto di ossigeno e degli enzimi controllori. Sciolti i nodi, ripulito dalle incrostazioni e risanato, il Colon tornerà a compiere il proprio ruolo con benefici per l'intero organismo.

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BRUFOLI
Intestino e pelle sono intimamente legati
: se il primo non è nella condizione di lavorare al meglio (tra le sue funzioni c’è quella di assorbire i nutrienti, impedire la colonizzazione di batteri patogeni e smaltire le tossine che accumuliamo nella vita di tutti i giorni), le alterazioni si riflettono subito sulla superficie cutanea.
Le tossine immagazzinate non riescono ad essere smaltite, e la pelle può reagire sviluppando infiammazioni, infezioni, acne e psoriasi. Ecco perche' molti di coloro (sono soprattutto donne) che lamentano problemi intestinali, come ad esempio la sindrome del colon irritabile, vedono un netto peggioramento della pelle del viso ed altro.
Correggere la stitichezza, soprattutto con una buona alimentazione, può essere d’aiuto +
Idro terapia del Colon

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FORFORA: dipende anche dall'intestino -  Rimedi naturali per contrastarla - 22 Marzo 2011

Commento NdR: occorre ricordare che i problemi alimentari, digestivi e quindi anche quelli del metabolismo influiscono in modo importante sulla formazione della forfora - vedi: Crudismo

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Contro la colite, prendi un verme - 02 Dicembre 2010
Mangiare un verme parassita per lenire i dolori della colite ulcerosa.  
Ci ha provato un paziente colpito da questa patologia e che ha assunto le uova di Trichuris trichiura. A seguire l'evolversi della malattia e monitorare l'andamento dell'infiammazione durante la terapia, è stato un gruppo di ricercatori guidati da P'ng Loke dello
New York University's Langone Medical Center. I risultati sono stati pubblicati su Science Translational Medicine.
La colite ulcerosa è una malattia infiammatoria che colpisce l'intestino, causando lesioni (ulcere) nel colon.
Le cause sono sconosciute (NdR: alla medicina allopatica), ma si suppone siano legate a disfunzioni del sistema immunitario, spesso trattate con farmaci immunosoppressori.
La malattia è molto più diffusa nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo, dove la popolazione convive con infezioni endemiche di vermi che sembrano avere una funzione protettiva sull'intestino.
Partendo da queste osservazioni, i ricercatori hanno pensato di studiare se l'ingestione di uova di un verme potesse avere qualche beneficio.
Il potenziale terapeutico dei vermi – la cosiddetta "terapia elmintica" - è già stato utilizzato in alcune patologie a carattere immunitario, come il morbo di Crohn, l'asma e le allergie.
Il principio è che il verme, per poter sopravvivere nell'intestino umano, controlla la risposta immunitaria e contribuisce a modulare l'infiammazione dell'ospite.
Per valutare l'effetto della terapia, gli scienziati hanno prelevato campioni di sangue e di tessuto intestinale, prima e dopo che il paziente aveva ingerito uova di Trichuris trichiura. Si è così scoperto che il verme contribuisce alla regressione della colite e questo effetto positivo è accompagnato da cambiamenti nel profilo immunitario e nello stato d'infiammazione del paziente.
Nello specifico, i ricercatori hanno osservato un aumento della produzione di muco nell'intestino, che potrebbe svolgere un ruolo lenitivo sulle ulcere.
By Anna Lisa Bonfranceschi - Fonte Galileonet.it
Riferimenti:
Science Translational Medicine DOI: 10.1126/scitranslmed.3001500
vedi: COPROTERAPIA (assunzione di feci selezionate)  

Commento NdR: i medici allopati ufficiali, evidentemente impreparati, fanno delle considerazioni "strane" per non dire altro...
Perche' introdurre un parassita, in un terreno intestinale, gia' compromesso, che successivamente deve essere eliminato perche' foriero di altri problemi), solo per lenire (non eliminare) le cause che essi NON conoscono, come da ammissione nell'articolo, mentre queste sono ben note alla medicina naturale: pH, flora, sistema enzimatico alterati, irritazione della mucosa, specie quella dell'intestino tenue, di conseguenza ogni tipo di malattia puo' essere somatizzata a seconda delle predisposizioni e/o a seconda dei vaccini che ha purtroppo ricevuto !
 

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