INTEGRATORI:
E' stata messa a punto una nuova tecnologia avanzata, per l’utilizzo degli
integratori
insolubili in acqua, per aumentare la biodisponibilità e l’assorbimento
di quegli integratori (nutraceutici lipofili).
L’integratore viene ridotto in polveri finissime ed
uniformi (nebulizzate), additivato con un veicolo lipoidale, essiccato e
confezionato in capsule a base vegetale.
Studi clinici in doppio cieco hanno dimostrato che il
prodotto trattato con questa tecnica viene reso biodisponibile ed assimilato
immediatamente; il sangue analizzato delle persone coinvolte, riporta in
questi studi, un aumento di dieci volte della sostanza veicolata.
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Moltissime persone fanno uso quotidiano o saltuario di integratori
alimentari, mentre altrettante persone si chiedono se effettivamente
servono questi supplementi vitaminici in un’era in cui il cibo è in
abbondanza.
Tralasciando gli elementi esterni (come smog, fumo, ecc.) che
contribuiscono a distruggere buona parte delle nostre riserve, vediamo di
analizzare grosso modo l’effettiva qualità/quantità di vitamine,
minerali, enzimi ed aminoacidi che ci vengono forniti attraverso
l’alimentazione.
I campi dove vengono seminate frutta, verdura e cereali, sono sempre più
poveri e depauperati: il vecchio tradizionale sistema in cui si usavano
ruotare i campi in modo che le singole culture prelevassero il nutrimento
diverso di volta in volta, assieme alla sana abitudine di sfruttare il
campo per 4 anni, e di lasciarlo riposare per un anno (magari con
l’impiego di erba medica che contribuiva a riossigenare la terra), hanno
lasciato lo spazio a monoculture intensive che impoveriscono drasticamente
il terreno. Peggio ancora, le rigogliose insalate o il salutare spinacio
viene fatto crescere in una notte con l’ausilio di una potente, quanto
tossica, pasticca di superfertilizzante posto sotto le radici
dell’ortaggio: questo cocktail di acqua, superfertilizzante e ovviamente
di antiparassitari, contiene solo il ricordo di vitamine e minerali che le
insalate di un tempo
disponevano.
Meravigliosi ammassi di alberi da frutto, dove non c’è nemmeno lo
spazio per distendere le radici, dove ogni pianta sfrutta il minimo di
minerali che riesce a “rubare” al resto del gruppo e che usa
principalmente per restare sano e forte, a discapito dei suoi frutti:
l’essenziale è sopravvivere, poi, eventualmente, anche riprodursi.
Questa frutta e verdura, in alcuni casi dopo essere stata irrorata con
antimuffa e prodotti preservanti, staziona e viene trasportata da frigo in
frigo (pregiudicando così ulteriormente la presenza di vitamine e
minerali tramite il processo dell’ossidazione), fino ad arrivare sulle
nostre bancarelle meravigliosamente attraente, ma completamente povera
di elementi nutrizionali, mentre le tossine derivanti da fertilizzanti,
antiparassitari e cere laccanti, non si contano.
Ma anche la preparazione, la lavatura e la cottura ne diminuiscono
drasticamente il valore vitale, in quanto moltissime
vitamine/minerali/enzimi si disperdono nell’acqua essendo idrosolubili,
oppure vengono distrutti dal calore prolungato.
Diviene assurdo a questo punto parlare di “5 porzioni al giorno di
frutta e verdura” per avere un corretto apporto di vitamine e minerali:
se si parla di “questa” frutta e verdura, non ne basterebbero 50, di
porzioni.
Analogo discorso lo si può fare per la
carne: sempre più i mass-media ci
fanno scoprire che manzi, polli, pesce d’allevamento
vengono foraggiati
con farine animali (ricavate da triturazioni di bestie morte in seguito a
malattie) miscelate con olii minerali oppure con
medicinali scaduti.
Se
poi aggiungiamo l’adrenalina che scorre a fiumi nel momento del
trasporto e poco prima della morte (nociva se presente in alte quantità
nel nostro organismo), l’antibiotico per
"preservarli" dalle malattie e
gli ormoni per gonfiarli d’acqua e farli crescere a poco prezzo, ci
possiamo fare un’idea più precisa del perché sempre più
persone scelgono proteine vegetali, o perlomeno prediligono carne
biologica.
Anche le combinazioni alimentari sono importanti: proteine e amidi
digeriti assieme causano fermentazioni e processi putridi che certamente
non giocano a nostro favore per l’assimilazione dei nutrienti.
Ma consideriamo anche un caso limite: ortaggi e frutta biologici, raccolti
e trasportati in brevissimo tempo, preparati con arte e consumati crudi
nel pieno rispetto delle combinazioni alimentari. A questo punto gli
alimenti introdotti devono fare i conti con il nostro sistema digerente:
intolleranze alimentari (che irritano le mucose dell’intestino,
diminuendo notevolmente la capacità di assorbimento delle vitamine),
intestino irritato o con flora batterica decimata (per cause iatrogene,
cioè a seguito di assunzione di medicinali), ed altro ancora.
Alla fine, da un ipotetico valore 100 di partenza come potere nutritivo,
ne resta 15, forse 20 (fermo considerando che nel caso di alimenti
d’origine biologica, il valore è leggermente più alto).
Ed iniziano a presentarsi capelli smorti, pelle rugosa, labbra
tagliuzzate, influenze, bronchiti, depressioni, nevrosi, isteria,
otiti, emorragie, insonnie, congiuntiviti, anemie ed altro ancora.
Per darvi un esempio concreto, buona parte delle bronchiti ricorrenti dei
bambini si potrebbero evitare fornendo loro una sufficiente dose di
betacarotene (precursore della vitamina A ma senza controindicazioni), in
quanto in inverno il loro organismo ne consuma il quadruplo, ed è
essenziale per prevenire infezioni, al pari della vitamina C.
Ed ancora: la depressione e/o stanchezza post-partum non esisterebbero
nemmeno se la neo-mamma avesse l’accortezza di integrare la sua
alimentazione con le vitamine del complesso B assieme alla vitamina B1.
In Germania è prassi comune dare tali integratori alle partorienti
evitando loro momenti veramente difficili, soprattutto per le pluripare.
Ma come capire quali vitamine servono al nostro organismo ?
Uno dei modi più semplice è basarsi sui sintomi della persona (pelle
secca, macchie cutanee, vista doppia, ecc..) per poi, in base ad una
formulazione personale, suggerire il giusto integratore. Un altro metodo
consiste negli esami del sangue che, anche se incompleti (in quanto alcune
vitamine/minerali non si riescono a misurare esattamente, essendo presenti
principalmente in specifici organi) danno un’idea approssimativa della
carenza vitaminica della persona.
Purtroppo hanno una grossa limitazione, in quanto per esempio, una persona
sotto stress abbisogna di una dose di vitamine del complesso B di molte
volte superiore rispetto quella che serve ad una persona che passa un
momento sereno: quindi, mentre gli esami potrebbero dare una presenza
rassicurante di vitamine del complesso B, in realtà l’organismo
potrebbe averne un disperato bisogno.
Un terzo sistema per trovare l’eventuale carenza di vitamine e/o
minerali è certamente l’uso della kinesiologia applicata: tramite un
test muscolare, il vostro omeopata o bioterapeuta è in grado di
verificare se il vostro corpo ha bisogno di una determinata sostanza o
meno; questo vale sia per gli alimenti che per le vitamine ed i minerali
e, molto probabilmente, questo sistema è il più affidabile dei tre
proposti.
Trovate le sostanze di cui siamo carenti, rimane un ultimo compito:
acquistare degli integratori validi che sopperiscano al nostro bisogno.
Il nutrizionista americano Peter Gillham, porta un esempio molto
significativo: prendiamo per esempio una confezione nuova di vitamina C di
500 mg che è stata appena confezionata.
Ciascuna tavoletta contiene 500 mg ed essendo fresca è dotata di un alto
livello di energia vitale. Adesso lasciamola su di
uno scaffale oppure in un magazzino per alcuni anni: dopo 5, dieci anni le
tavolette di vitamina C saranno sempre di 500 mg ma l’energia se ne è
andata, è morta, ha valore zero per il nostro organismo.
Ma il problema non è solo questo. Gillham ribadisce che i moderni metodi
di lavorazione hanno la prerogativa di depauperare il prodotto finale,
fornendo solo il 10-30% della sostanza vitale.
Vi siete mai chiesti perché
una B complex della marca Z funziona mentre quella della marca Y non
funziona ?
Entrambi hanno 50 mg ma Z possiede l’energia per attivarli,
mentre Y non ne possiede. Quindi non serve assumere vitamine per anni, ma
solo per un breve periodo, purché siano piene di energia.
A onor del vero, chi mangerebbe mai una mela avvizzita ?
Meditate gente, meditate.
By Susanna Berginc
vedi:
Consigli Alimentari
+
Micro diete - 1
+ Micro diete - 2 +
MINERALI
+
Vitamine
IMPORTANTE: Diviene
quindi INDISPENSABILE (per TUTTE le
malattie), la loro assunzione periodica, senza
dimenticare le altre tecniche naturali collaterali (alimentazione
appropriata (Crudismo
in particolare) ed altri integratori tipo
micro
diete), riordinare
enzimi e
flora batterica
con appositi preparati (capsule) multi batterici a base
di ceppi di fermenti vivi, cioe' micro organismi
simbiotico residenti (autoctoni) non preparati su
basi derivate dal
latte:
Per l'elenco dei principali batteri utili per l'intestino, vedi:
Batteri autoctoni
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LE GUIDE di DICA33
– L’USO CORRETTO degli INTEGRATORI
Direttore editoriale: Nicola
Miglino
Direttore responsabile: Giorgio Albonetti
Coordinamento editoriale: Ilaria Pedretti
Registrazione del Tribunale di Milano n° 357 del
08/06/2001
Testi a cura di: Fabio Fioravanti
Consulenza scientifica: Giovanni Scapagnini, biochimico
clinico Università del Molise
EDIZIONE OMAGGIO - FUORI
COMMERCIO
2014 EDRA LSWR SpA - Tutti i diritti riservati
I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica,
di riproduzione e adattamento totale o parziale, con
qualsiasi mezzo (compresi i microfilm e le copie
fotostatiche), sono riservati per tutti i Paesi.
Sommario
1. Integratori, un concentrato di sostanze
2. Integrazione alimentare in sicurezza (la normativa
italiana)
3. L’importanza degli acidi grassi
4. Aminoacidi, le molecole della vita
5. Fibre alimentari, un dono vegetale
6. Fitosteroli, la via vegetale contro il colesterolo
alto
7. Sali minerali, azioni a largo raggio
8. Probiotici e prebiotici, un aiuto dai batteri
9. Piante ed estratti, una miniera di principi attivi
10. La carica degli antiossidanti
11. Vitamine, indispensabili fonti di benessere
12. Sollievo per le vie respiratorie
13. Mantenere i capelli in forma
14. Per un sorriso smagliante
15. Salute di ossa e articolazioni
16. Per una pelle sana e splendente
17. Integratori e buon umore
18. Mantenimento della funzione cerebrale
19. Salute delle vie urinarie
1. Integratori, un
concentrato di sostanze
Gli integratori sono alimenti destinati a integrare la
comune dieta e costituiscono una fonte concentrata di
sostanze nutritive (vitamine, minerali) o in grado di
ottenere un effetto fisiologico (come le fibre e gli
estratti di origine vegetale). Reperibili in varie
forme, come ad esempio capsule, bustine, compresse e
flaconcini, contribuiscono al benessere dell’organismo.
Si tratta di prodotti predosati, e possono contenere una
sola sostanza o più sostanze.
Si distinguono dagli alimenti funzionali poiché questi
ultimi sono prodotti alimentari arricchiti con nutrienti
e sostanze che svolgono un ruolo biologico attivo. Non
sono nemmeno fitomedicine, che contengono parti di
piante dichiarate in etichetta, a cui si attribuisce un
effetto terapeutico e in quanto tali sono considerate
farmaci a tutti gli effetti. Nel caso degli integratori
siamo di fronte a prodotti che si assumono in forme che
possono ricordare un farmaco, ma la cui finalità è
quella di fornire nutrienti e altre sostanze con effetto
fisiologico a supporto delle normali funzioni
dell’organismo. In nessun caso, inoltre, devono essere
utilizzati in sostituzione a una dieta bilanciata e
salutare.
Correttamente utilizzati per
modalità e quantità, gli integratori contribuiscono al
mantenimento di un buono stato di salute. In
particolare, nelle situazioni in cui aumenta il
fabbisogno di alcune sostanze (come in gravidanza),
oppure quando ci si trova di fronte a palesi carenze
nutritive (come nella terza età) o ancora per coadiuvare
l’organismo in alcuni momenti – ad esempio un periodo di
intensa esposizione al sole, un’attività fisica o
mentale impegnativa o l’adozione di diete ipocaloriche.
2. Integrazione alimentare
in sicurezza (la normativa italiana)
Ogni integratore deve superare una procedura di notifica
dell’etichetta presso il ministero della Salute, al fine
di garantire la massima sicurezza e una corretta
informazione al consumatore. Se la valutazione è
positiva, l’integratore viene inserito in un apposito
Registro liberamente consultabile online.
La normativa italiana attua le direttive stabilite dagli
enti regolatori europei con il Decreto legislativo 21
maggio 2004, n. 169.
Le regole ministeriali garantiscono una corretta
identificazione delle sostanze e dei preparati vegetali,
la correttezza delle informazioni presentate in
etichetta e l’osservanza di adeguate procedure di
produzione e confezionamento. Inoltre, i livelli ammessi
di vitamine, minerali e altre sostanze sono definiti
nelle linee guida del ministero sugli integratori
alimentari, in progressivo aggiornamento in base ai
riscontri provenienti dalla ricerca.
Ad ulteriore testimonianza degli elevati standard di
sicurezza di questi prodotti, va ricordato che tutte le
sostanze, per poter essere usate in un integratore
alimentare, devono aver fatto registrare in ambito Ue un
pregresso consumo significativo come prova di sicurezza.
In caso contrario la sostanza si configura come un nuovo
ingrediente (“novel food”) o un nuovo prodotto
alimentare: un eventuale impiego come integratore
richiede pertanto una preventiva autorizzazione a
livello comunitario.
3. L’importanza degli acidi
grassi
I grassi presenti nel nostro organismo si suddividono in
saturi e insaturi (distinti in monoinsaturi e
polinsaturi). È ormai stabilito che un eccessivo apporto
di grassi saturi, presenti negli alimenti di derivazione
animale, aumenta il rischio cardiovascolare. Gli
insaturi, invece, si ricavano da fonti vegetali e da
fonti marine (pesce, alghe, krill) e contribuiscono al
controllo dei livelli di colesterolo. In generale, si
consiglia la sostituzione nella dieta dei grassi saturi
con gli insaturi proprio allo scopo di mantenere livelli
normali di colesterolo nel sangue.
Gli essenziali
Ai fini dell’integrazione rivestono particolare
importanza i polinsaturi essenziali, così detti perché
il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli e
devono essere quindi introdotti con la dieta. Si tratta
dell’acido linoleico (precursore degli omega-6) e
alfa-linolenico (precursore degli omega-3): il primo si
ricava dagli oli di arachide, mais, girasole, soia e
noci, mentre il secondo, meno comune, è presente nelle
noci, e negli oli di semi di soia e di lino. Entrambi
contribuiscono a mantenere livelli corretti di
colesterolo nel sangue.
Gli Omega
A partire da questi due acidi grassi essenziali, il
nostro organismo è in grado di produrre altri acidi
grassi insaturi della serie Omega-6 dal linoleico e di
quella Omega-3 dall’alfa-linolenico. A tali acidi grassi
sono state attribuite diverse attività biologiche, in
quanto elementi costitutivi delle membrane cellulari e
dotati di un’azione simil-ormonale che va a regolare:
processi infiammatori, funzioni metaboliche,
cardiovascolari, immunitarie, renali e la coagulazione
del sangue.
L’integrazione nutrizionale guarda da tempo con
interesse agli acidi grassi Omega-3 a catena lunga, e
cioè l’acido eicosapentaenoico (Epa) e l’acido
docosaesaenoico (Dha). In natura si trovano
principalmente nell’olio di pesce azzurro, in pesci come
salmone, merluzzo e tonno, e nelle alghe da cui i pesci
li assumono. I benefici che ne possono derivare
consistono, per il Dha, nel mantenimento di una funzione
cerebrale e di una capacità visiva normali, mentre
l’associazione Dha/Epa contribuisce alla normale
funzione cardiaca. Gli omega 3 a catena lunga sono
inoltre utilizzati per ridurre i livelli ematici di
trigliceridi.
4. Aminoacidi, le molecole
della vita
Gli aminoacidi sono molecole organiche indispensabili
per la vita. Sono i “mattoni” delle proteine le quali, a
loro volta, svolgono diverse funzioni: molte proteine
non sono altro in realtà che gli enzimi necessari per
tutti i processi metabolici. Altre rivestono un ruolo
strutturale (come nel caso della miosina dei muscoli e
il collagene), altre ancora si rivelano indispensabili
per svariate attività biologiche. La principale fonte
alimentare di aminoacidi è costituita dagli alimenti di
derivazione animale (carni, uova, prodotti caseari),
sebbene anche alcuni vegetali non ne siano privi.
Essenziali
Tra i 20 aminoacidi, nove sono definiti essenziali
poiché il nostro organismo non è in grado di
sintetizzarli e devono essere introdotti dall’esterno:
fenilalanina, isoleucina, istidina, leucina, lisina,
metionina, treonina, triptofano e valina. Non solo
partecipano alla costruzione e rinnovamento dei muscoli
ma sono anche una fonte energetica. In particolari
situazioni, come per esempio le carenze nutritive della
terza età, può essere utile l’impiego di integratori
costituiti da miscele di aminoacidi essenziali.
In più, alcuni aminoacidi essenziali funzionano come
precursori di altre molecole insostituibili. Per
esempio, a partire dal triptofano, si ottiene serotonina
e melatonina, rispettivamente importanti per l’umore e
il sonno.
Ramificati
Tra i nove aminoacidi essenziali, tre per la loro
struttura chimica sono chiamati ramificati (leucina,
isoleucina e valina). Si tratta di molecole fondamentali
per il lavoro dei muscoli e la produzione di energia. Ne
deriva che si considerano indicati per l’integrazione
della dieta dello sportivo, o delle persone impegnate in
un’intensa attività fisica, prestando attenzione a non
superare un apporto quotidiano pari a 5 grammi. Si
consiglia, in questi casi, di associare vitamina B1 e
B6.
5. Fibre alimentari, un dono vegetale
In molti vegetali sono presenti fibre che il nostro
corpo non digerisce, ma che si rivelano utilissime sia
per l'intestino, sia per ridurre i livelli di
colesterolo e di zuccheri nel sangue.
Anche per questo motivo, si raccomanda di introdurre
nella dieta un adeguato apporto di frutta e verdura.
Le fibre si distinguono in solubili e insolubili
Le fibre solubili, una volta giunte nell'intestino,
formano una massa gelatinosa che "intrappola" al suo
interno alcuni nutrienti, evitando che vengano assorbiti
ed entrino nel sangue. Per questo motivo, l'integrazione
di fibre solubili è utile in caso di colesterolo alto e
iperglicemia: una maggiore quantità di colesterolo e
zuccheri vengono eliminati con le feci.
Tra queste fibre, spiccano le pectine che, in natura,
troviamo in diversi vegetali reperibili sul banco
dell'ortofrutta, come le mele, le pere, le prugne, le
albicocche, le carote e gli agrumi.
Le fibre insolubili, invece, assorbono acqua e così
facendo aumentano la massa fecale, come nel caso delle
fibre di avena, orzo e frumento. È noto che l'aumento
della massa fecale migliora il transito intestinale
delle feci.
6. Fitosteroli, la via
vegetale contro il colesterolo alto
I fitosteroli sono normali costituenti delle cellule
delle piante, strutturalmente simili al colesterolo
dell’uomo. Normalmente, la dieta occidentale comporta un
apporto di fitosteroli variabile dai 200 ai 400 mg: le
principali fonti sono rappresentate dagli oli di semi
(mais, soia) ma anche germe di grano, arachidi,
pistacchi, mandorle, noci, e altri vegetali.
È ormai stabilito che l’assunzione di fitosteroli riduce
i livelli di colesterolo nel sangue. Ciò avviene perché
nell’intestino i fitosteroli competono con
l’assorbimento del colesterolo, aumentandone
l’eliminazione attraverso le feci.
L’effetto sul colesterolo, e in particolare sul
colesterolo “cattivo” Ldl, si stabilisce usualmente dopo
2-3 settimane di assunzione. L’integrazione gioca in
quest’ambito un ruolo importante, quando garantisce un
apporto quotidiano di 1-2 grammi di fitosteroli. Secondo
le direttive del ministero della Salute è opportuno non
superare i 3 grammi al giorno. È dimostrato che questo
approccio può essere seguito in sicurezza.
Naturalmente, l’integrazione con fitosteroli si
inserisce nel contesto di una strategia che preveda la
correzione degli stili di vita errati. È bene limitare i
grassi e aumentare le fibre contenute nella dieta,
svolgere un’attività fisica regolare, controllare il
peso corporeo e smettere di fumare. L’aggiunta di
fitosteroli massimizza i benefici che si ottengono sui
livelli di colesterolo.
7. Sali minerali, azioni a
largo raggio
Alimentandoci assumiamo anche i sali minerali presenti
nei cibi che svolgono un ruolo importante per il buon
funzionamento dell’organismo. I minerali, infatti, pur
costituendo solo il 5-6 per cento del peso corporeo,
sono essenziali per alcune vie metaboliche oppure, come
nel caso di calcio e fosforo, entrano nella costituzione
di strutture come le ossa e i denti. Uno stato di
carenza può comportare vari tipi di problematiche.
Calcio
Gran parte del calcio è fissato nelle ossa, una minima
quantità si trova libero nel sangue: un apporto
insufficiente di calcio può esporre al rischio di
fragilità ossea, che tende ad aumentare con l’avanzare
dell’età, e dopo la menopausa. Il calcio, inoltre,
regola la coagulazione, e diverse funzioni cellulari,
tra cui la contrazione delle cellule muscolari, la
trasmissione degli impulsi attraverso le vie nervose e
il funzionamento degli enzimi digestivi.
Ferro
Senza il ferro non avremmo l’emoglobina, la molecola dei
globuli rossi capace di legare l’ossigeno e portarlo a
tutti i tessuti del corpo: in assenza di ossigeno le
cellule non sarebbero in grado di produrre l’energia di
cui abbisognano. Classicamente, le anemie dovute a
carenze di ferro comportano pallore e mancanza di
energia nello svolgere le mansioni quotidiane.
Fosforo
Come il calcio è un elemento costitutivo di ossa e
denti. Ma è anche parte in causa nel permettere alle
cellule di svolgere il loro lavoro.
Magnesio
Anche il magnesio è un elemento essenziale per
l’organismo, poiché è coinvolto in molte vie
metaboliche. Il magnesio accelera il transito
intestinale, contribuisce alla normale funzione
muscolare e a mantenere ossa e denti normali. È dotato,
inoltre, di un’importante azione sul sistema nervoso e
persino sulla funzione psicologica. In generale, la
carenza si manifesta inizialmente con affaticamento e
stanchezza, per poi progredire con un ampio ventaglio di
sintomi.
Potassio
Importante per diverse vie metaboliche, il potassio può
andare incontro a carenza in estate per eccessiva
sudorazione e una dieta sbilanciata. In questi casi
l’organismo può risentirne perché il potassio
contribuisce al normale funzionamento del sistema
nervoso e dei muscoli, e regola la pressione sanguigna.
Selenio
Oltre a rendere efficienti le difese antiossidanti, il
selenio contribuisce all’attività della tiroide, del
sistema immunitario e della fertilità maschile. Un
adeguato apporto è utile per avere unghie e capelli
normali.
Rame
Meno note ma altrettanto importanti le funzioni del
rame. È infatti necessario per il sistema immunitario,
il sistema nervoso e la protezione antiossidante.
Zinco
Una sua carenza può causare un indebolimento delle
difese immunitarie. Ma è anche richiesto da ossa,
capelli, unghie, denti, fertilità e funzione visiva.
Tutte le cellule hanno bisogno del loro zinco per
funzionare bene, e anche per proteggersi dai radicali
liberi.
8. Probiotici e prebiotici,
un aiuto dai batteri
All’interno del nostro intestino sono presenti batteri
di fondamentale importanza per la salute. In primo luogo
perché favoriscono l’assorbimento di nutrienti che
assumiamo attraverso il cibo, ma anche perché essi
stessi producono vitamine e altri nutrienti. Inoltre,
costituiscono un’efficace sistema difensivo contro
l’aggressione di batteri nocivi e/o stimoli che mettono
in difficoltà il sistema immunitario. Ci si riferisce a
questi batteri “buoni” come flora batterica intestinale
o microbiota intestinale.
Per ottimizzarne i benefici, i probiotici dovrebbero
essere assunti regolarmente per alcune settimane e a
stomaco vuoto. La loro azione viene ulteriormente
aumentata associando un prebiotico ad hoc: in questo
modo, infatti, il probiotico ha a disposizione i
nutrienti necessari per crescere e stabilirsi
nell’intestino.
Probiotici
I probiotici sono microrganismi vitali presenti in
alimenti come latti fermentati e in appositi
integratori. A tali microrganismi, o fermenti, si
attribuisce la capacità di esercitare funzioni benefiche
per l’organismo. L’azione svolta dai probiotici dipende
dal tipo di microrganismo (la specie e il “ceppo”) e in
alcuni casi si usano miscele dei vari ceppi. Ogni ceppo,
per risultare efficace, deve essere assunto in quantità
adeguate. Il probiotico da un lato interagisce con le
cellule intestinali, tra cui anche quelle adibite alla
regolazione del sistema immunitario. Dall’altro,
favorisce il mantenimento o il ripristino di una flora
batterica intestinale in salute.
Prebiotici
I prebiotici sono invece delle sostanze, non digeribili,
che vengono utilizzate dai batteri benefici
dell’intestino o dagli stessi probiotici per crescere e
svolgere le loro azioni benefiche. Possiamo considerarli
come un alimento necessario ai “batteri buoni”
dell’organismo: l’integrazione di prebiotici, quindi,
riesce a modificare la composizione della flora
batterica intestinale, privilegiando le componenti più
utili alla salute.
9. Piante ed estratti, una
miniera di principi attivi
Le piante producono una serie di sostanze, necessarie
per la loro sopravvivenza: più spesso si tratta di
molecole che proteggono la pianta da insetti, parassiti
e malattie vegetali. Alcune di queste sostanze, però, si
sono rivelate molto utili anche per la salute dell’uomo.
Polifenoli
I polifenoli comprendono un ampio gruppo (diverse
migliaia di composti) di metaboliti secondari delle
piante. Nell’uomo, frutta e verdura rappresentano la
principale fonte alimentare di questi composti. Sebbene
siano dei non nutrienti, cioè non servono a fare energia
o strutture, una volta assimilati con il cibo i
polifenoli sono in grado di interagire con la nostra
biochimica, attivando e regolando numerosi aspetti
funzionali. A livello scientifico, sono note da anni le
proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e metaboliche
di tali composti. Tra questi composti spiccano le
catechine e i tannini del cacao, tè nero e verde, il
resveratrolo di uva e vino rosso (ma spesso derivato da
una pianta, il Polygonum cuspidatum), la quercetina,
presente anche in cipolle rosse, nella buccia della
mela, nel vino e nei capperi.
In questo gruppo sono classificati anche gli
antocianosidi, di cui sono ricchi i frutti del
sottobosco, come mirtilli, ribes e lampone, che oltre ad
una azione antiossidante svolgono un’azione favorevole
nei confronti del sistema vascolare. Un’interessante
miscela di polifenoli si trova nell’olio d’oliva, in
particolare l’idrossitirosolo e l’oleuropeina, a cui è
stata riconosciuta la capacità di ridurre i livelli di
LDL ossidate (il colesterolo cattivo all’origine delle
placche aterosclerotich) nel sangue.
Gli Isoflavoni sono una particolare categoria di
polifenoli che, in quanto dotati di azione
simil-estrogenica, vengono utilizzati per alleviare i
sintomi della menopausa. Si trovano nei semi di soia e
altri legumi e nel trifoglio rosso.
Da sottolineare in tal senso, anche il ruolo dei
lignani, che in natura si reperiscono nei cavoli,
broccoli, carote, nei semi di lino e nei cereali
integrali. La silimarina è invece un complesso di
polifenoli estratto dal carciofo, dotato di proprietà
detossificanti ed epatoprotettive.
Carotenoidi
Caratterizzati da una spiccata attività antiossidante,
comprendono i precursori della vitamina A, come il
beta-carotene, e proteggono la pelle. Si reperiscono
nella frutta e verdura di colore rosso-arancione. Da
evidenziare la luteina, protettiva della vista, e il
licopene, particolarmente presente nei pomodori, dotato
di efficace azione antiossidante.
Composti solforati
Si riconoscono per il caratteristico odore di zolfo, e
includono gli isotiocianati, come il sulforafano. Sono
presenti soprattutto nelle Crucifere, che comprendono
cavoli e broccoli, oppure nell’aglio, nei porri e nella
cipolla. Si studiano per le loro proprietà benefiche sul
sistema cardiovascolare e i processi degenerativi in
genere.
10. La carica degli
antiossidanti
Le cellule del nostro organismo possono essere
danneggiate dalla presenza di un eccesso di sostanze
chimiche caratterizzate da un’elevata reattività: sono i
cosiddetti radicali liberi che si generano normalmente
durante i processi metabolici.
Altri radicali liberi derivano dal cibo che mangiamo,
dall'aria che si respira, dall’azione della luce solare
sulla pelle. I radicali liberi non necessariamente
costituiscono un pericolo per i sistemi biologici, anzi
rappresentano importanti molecole di segnale e armi di
difesa nei confronti di organismi patogeni. Quando però
i livelli di radicali liberi diventano eccessivi, e/o le
difese antiossidanti endogene si riducono, si genera
stress ossidativo potenzialmente molto dannoso per le
cellule (ossidazione di lipidi, proteine e DNA). A lungo
andare, lo stress ossidativo è coinvolto nella genesi
delle malattie degenerative.
Le cellule e i tessuti del nostro organismo sono dotate
di un efficace patrimonio di sostanze antiossidanti
endogene, come ad esempio il glutatione, un piccolo
peptide indispensabile per la difesa cellulare dai danni
dello stress ossidativo.
La nutrizione svolge un ruolo fondamentale nel mantenere
l’efficacia delle difese enzimatiche antiossidanti. Con
il cibo si assumono micronutrienti dotati di azione
antiossidante intrinseca, elementi coinvolti nella
struttura molecolare o nell’attività delle proteine
antiossidanti, molecole in grado di stimolare la sintesi
e la funzione del sistema antiossidante endogeno.
Fermo restando che è sempre opportuno perseguire un
adeguato apporto antiossidante attraverso una dieta
ricca di frutta e verdura, in alcune circostanze può
essere indicato il ricorso a specifici integratori, in
cui tali sostanze si trovano in forma concentrata.
I principali nutrienti
antiossidanti:
Vitamine
Alcune vitamine contribuiscono alla protezione delle
cellule dallo stress ossidativo. Si tratta della
vitamina E, C e B2.
Minerali
Un’analoga attività antiossidante è riconosciuta per lo
zinco, il selenio e il rame.
Polifenoli
Molti polifenoli agiscono in contrasto ai radicali
liberi. In particolare quelli presenti nella frutta e
verdura di colore giallo, rosso, blu, viola, ma anche
nell’olio, nel vino e nel cacao.
Carotenoidi
Presenti nei vegetali di colore giallo-arancio
contribuiscono al potenziamento delle difese
antiossidanti.
11. Vitamine, indispensabili
fonti di benessere
Le vitamine sono sostanze organiche essenziali per il
nostro organismo. A parte la D, che si produce sulla
pelle in seguito all’esposizione solare, le vitamine
devono essere assunte dall’esterno, attraverso alimenti
o integratori. Se ne conoscono 13, distinte in
idrosolubili (C e le otto del complesso B) da assumere
tutti i giorni, e liposolubili (A, D, E, K) che si
accumulano nei depositi grassi del corpo. Passiamole in
rassegna.
Vitamina A
Importante per la pelle, le mucose, la vista e il
sistema immunitario. Essenziale per l’utilizzazione del
ferro.
Vitamina B1 (tiamina)
Concorre a normalizzare il metabolismo energetico, la
funzione cardiaca, nervosa e psicologica.
Vitamina B2 (riboflavina) e
B3 (niacina)
Importanti per la vista, la pelle, il sistema nervoso,
le membrane mucose e il metabolismo energetico. Utili in
caso di stanchezza e affaticamento. La B2 volge anche
un’azione antiossidante e protegge la vista.
Vitamina B5 (acido
pantotenico)
Regola il metabolismo energetico oltre che di ormoni,
vitamina D e neurotrasmettitori. È d’aiuto in caso di
stanchezza, affaticamento e per mantenere prestazioni
mentali nella norma.
Vitamina B6 (piridossina)
Coinvolta in diverse vie metaboliche, è importante
contro gli stati di stanchezza e normalizza la funzione
psicologica. Importante anche per la formazione dei
globuli rossi e per il sistema immunitario.
Vitamina B8 (biotina)
Contribuisce al normale funzionamento del sistema
nervoso e del metabolismo energetico. Molto importante
anche per il benessere psicologico oltre che di capelli,
pelle e mucose.
Vitamina B9 (acido folico)
Contribuisce alla crescita dei tessuti materni in
gravidanza, per cui è indicata la supplementazione. Ma è
anche una vitamina anti-fatica e normalizza la funzione
immunitaria e psicologica.
Vitamina B12
È parte attiva nella formazione dei globuli rossi. I
suoi effetti sono profondi poiché sostiene il sistema
immunitario, nervoso, il metabolismo energetico e la
funzione psicologica.
Vitamina C
Fondamentale per la funzione nervosa, psicologica,
immunitaria, dei vasi sanguigni e delle ossa. Regola
l’attività ormonale e il metabolismo energetico; aumenta
l’assorbimento del ferro. Contrasta la stanchezza e
l’affaticamento. È dotata inoltre di potere
antiossidante.
Vitamina D
Contribuisce al regolare assorbimento e utilizzo del
calcio e del fosforo, ed è quindi implicata nel
conservare ossa e denti normali. Importante anche per la
funzione immunitaria.
Vitamina E
Protegge le cellule dallo stress ossidativo e riduce
stanchezza e affaticamento.
Vitamina K
Contribuisce alla normale coagulazione del sangue e a
mantenere ossa normali.
12. Sollievo per le vie
respiratorie
Nella stagione fredda, è possibile avvalersi dell'azione
dell'Echinacea, pianta in grado di supportare le difese
immunitarie: un impiego "antico" ben documentato nella
medicina tradizionale nord-americana ed europea. L'Echinacea
si assume per 2-3 volte al giorno. Oppure si può pensare
a una strategia basata su periodi di assunzione di un
mese, a cominciare dall'autunno.
Altrettanto interessante nelle prime fasi dei disturbi
respiratori è la Propoli, una sostanza resinosa prodotta
dalle api a partire da materiali prelevati dai fiori.
13. Mantenere i capelli in
forma
Anche i capelli soffrono le carenze nutritive. In alcuni
casi possono avere bisogno di un supporto nutrizionale.
I follicoli piliferi per costruire il capello devono,
infatti, avere a disposizione aminoacidi come lisina e
cistina ma anche la taurina, che agisce a più livelli
sul bulbo pilifero.
Contribuiscono al
mantenimento di capelli normali anche la biotina
(vitamina B8) e il selenio.
La salute dei capelli è dettata da ciò che mangiamo, da
stili di vita errati (fumo, alcol) e da situazioni di
stress, debilitazione fisica, cambi di stagione. È ben
noto che uno stato di sofferenza del capello si può
manifestare in seguito ad eventi psicologicamente
impegnativi, come una malattia, dopo una gravidanza o
problemi di affaticamento psicofisico. In quanto
barometro della situazione generale dell'organismo, il
capello informa sulle condizioni generali e richiede di
essere ben nutrito.
Gli integratori possono risultare d'aiuto anche per
capelli fragili, o per evitarne la caduta. Spesso si
usano come co-adiuvanti della terapia topica. Si
richiede, però, costanza nell'assunzione che deve essere
quotidiana per un periodo di circa 3 mesi.
14. Per un sorriso
smagliante
Evitare il deperimento dei denti significa in primo
luogo procedere alla pulizia quotidiana con spazzolino e
filo interdentale, ridurre il consumo di amidi e
zuccheri ed anche mettere a disposizione i nutrienti
necessari. È inoltre necessario prendersi cura delle
gengive, e di tutti i tessuti che sostengono e nutrono i
denti.
In primo luogo, poiché i denti contengono calcio e altri
minerali (fosforo, fluoro) è opportuno, a partire
dall'infanzia, garantirne un adeguato apporto. Per lo
stesso motivo è necessaria la vitamina D che favorisce
l'assorbimento di calcio e fosforo. Ma c'è di più:
vitamina D e calcio sono fondamentali a tutte le età per
mantenere in salute i tessuti che circondano il dente
(parodonto) e le gengive. Esiste uno stretto rapporto
tra salute dell'osso e dei denti: al punto che i
disturbi del parodonto si ritengono un campanello
d'allarme che rivela un rischio di osteoporosi.
Anche la vitamina C contribuisce al normale assorbimento
e all'utilizzo di calcio e fosforo. E viene quindi
consigliata per il mantenimento di denti normali. La C,
inoltre, è dotata di un effetto antiossidante
contribuendo alla prevenzione delle infiammazioni
gengivali: è lo stesso motivo per cui, in presenza di
gengivite, si consiglia di introdurre nella dieta frutta
e verdura, ricche di sostanze antiossidanti.
15. Salute di ossa e
articolazioni
L’arrivo della brutta stagione può accompagnarsi al
ritorno di vecchi dolori ossei e articolari. Spesso in
questi casi ci troviamo di fronte a un danno locale,
anche di lunga data, a carico di cartilagini e tendini:
ne conseguono limitazioni della funzione degli arti e
della colonna vertebrale, e dolore nel muoversi. Con
l’avanzare degli anni il logoramento delle strutture
necessarie al movimento può arrivare a compromettere la
qualità di vita, riducendo l’autonomia personale.
Una risposta, sostenuta dall’esperienza, viene
dall’integrazione con Artiglio del Diavolo (Harpagophytum
procumbens), pianta originaria del Sud Africa. Si
utilizzano le radici che risultano particolarmente
ricche di sostanze adatte a favorire la funzionalità
articolare.
16. Per una pelle sana e
splendente
La pelle, come tutti i tessuti del corpo, risente di
particolari carenze nutritive. Il problema si
ingigantisce in presenza di stili di vita inadeguati
(fumo, alcol, cattiva alimentazione) o situazioni come
una prolungata esposizione al sole, l’assunzione di
farmaci e presenza di malattie. Lo scotto da pagare è il
decadimento estetico della pelle e l’accelerazione
dell’invecchiamento cutaneo.
Come possiamo allora aiutare la pelle a fare fronte ai
rischi cui è esposta? In primo luogo modificando stili
di vita e alimentazione, ma anche ricorrendo a specifici
integratori.
Acido ialuronico
Idrata la pelle in profondità risultando utile in caso
di scarsa elasticità e perdita di tono della cute.
Acido lipoico
Antiossidante: aiuta vitamine e minerali a contrastare
lo stress ossidativo che danneggia le cellule della
pelle.
Acidi grassi polinsaturi
I grassi omega 3 e 6 fanno parte della membrana
cellulare cui conferiscono fluidità. I polinsaturi
contribuiscono a mantenere la pelle integra e
funzionale.
Aminoacidi
Taurina e L-carnosina (che in realtà è composta da due
aminoacidi) sono adatti per la pelle.
Coenzima Q10
Fondamentale per il funzionamento dei mitocondri, le
centrali di energia delle cellule, il Q10 è anche un
antiossidante. Ancor più efficace in abbinamento
all’acido lipoico.
Vitamine
Le vitamine E, A e C proteggono le cellule dalle stress
ossidativo, prevenendo anche le alterazioni cutanee. La
C, inoltre, contribuisce alla formazione di collagene,
necessario per la normale funzione della pelle: il
collagene la rende più integra ed elastica.
17. Integratori e buon umore
Molti estratti vegetali sono stati associati ad una
azione favorevole per il mantenimento di un buono stato
dell’umore. Tra questi la Griffonia simplicifolia, la
Melissa oficinalis e la Rhodiola rosea e l’Iperico (Hypericum
perforatum). Tutte queste piante agiscono a più livelli
sul sistema nervoso centrale con una particolare
affinità per i neurotrasmettitori che regolano il “tono
dell’umore”.
Tra tutte l’Iperico è sicuramente quella più studiata, e
il suo estratto contiene diverse sostanze in grado di
agire “di concerto” contro l’umore basso: il merito non
spetta a una sola sostanza, ma all’insieme delle
molecole presenti. Sebbene l’iperico sia privo di
tossicità, è raccomandato un dosaggio che non superi i
0,7 mg die di ipericina, uno dei principali composti
attivi in esso contenuti. Si raccomanda, inoltre, di
consultare il medico se contemporaneamente si assumono
farmaci, non solo antidepressivi, poiché l’Iperico
interagisce con il loro funzionamento.
Altrettanto importante è sapere che l’Iperico ha bisogno
di tempo per ottenere il massimo del suo effetto. In
sostanza, sono necessari 15-30 giorni di assunzione
quotidiana per apprezzarne la piena efficacia.
Anche altri integratori risultano potenzialmente
favorevoli per il mantenimento di un buon tono
dell’umore. Tra questi oltre al magnesio, a cui è stata
riconosciuta la capacità di contribuire alla normale
funzione psicologica, vanno ricordati la
S-adenosil-metionina, un coenzima naturalmente presente
nel nostro organismo, e la l-teanina, un aminoacido
estratto dalle radici del tè verde.
18. Mantenimento della
funzione cerebrale
Gli acidi grassi Omega-3 sono importanti elementi
costitutivi delle membrane cellulari del sistema
nervoso. Circa 1/6 del peso del nostro cervello è
costituito da questi acidi grassi. In assenza di un
adeguato apporto attraverso la dieta, proprio per
mancanza di questa “materia prima, si possono
manifestare problemi che si ripercuotono sulle facoltà
cognitive.
L’Omega-3 Dha (docosaesaenoico), soprattutto,
contribuisce al mantenimento di una normale funzione
cerebrale, facoltà che ci permette di interpretare e
gestire al meglio le informazioni che riceviamo
dall’ambiente.
Numerose ricerche suggeriscono, al riguardo, che bassi
livelli di Dha nel tessuto cerebrale favoriscano nei
soggetti anziani un rapido declino delle funzioni
cognitive. Mentre, fin dai primissimi anni di vita o
addirittura durante la gravidanza, gli omega-3 coltivano
il progressivo sviluppo delle facoltà cognitive del
bambino.
Al fine di garantire un adeguato apporto di Omega-3 si
raccomanda il consumo di pesce almeno 2-3 volte alla
settimana. L’integrazione può essere presa in
considerazione sia durante la gravidanza e
l’allattamento che in età adulta.
Molti altri integratori sono proposti per favorire una
fisiologica funzione cognitiva e prevenirne i deficit.
Tra questi vanno citati: la colina, precursore sia dell’aceticolina,
il neurotrasmettitore della memoria, che della
fosfatidilcolina, fondamentale costituente delle
membrane neuronali; l’L-acetil-carnitina, trasportatore
di acidi grassi al mitocondrio, che ha dimostrato una
favorevole attività sulle funzioni cognitive; e l’omotaurina,
un aminoacido derivato dalle alghe marine, dotato di
attività neuroprotettiva.
19. Salute delle vie
urinarie
Si calcola che più della metà delle donne contragga
almeno un’infezione urinaria nel corso della vita. Il
problema si manifesta con dolore nell’atto di urinare,
aumento della frequenza dello stimolo.
Il mondo delle piante viene in soccorso con una piccola
bacca rossa originaria del nord America: il mirtillo
rosso (Vaccinium macrocarpum Aiton), conosciuto anche
come cranberry.
L’integrazione di mirtillo rosso per la funzionalità
delle vie urinarie, richiede costanza nell’assunzione.
Si consiglia di assumere l’integratore per 2 o 3 volte
al giorno, per un periodo di tempo che può protrarsi
anche per alcuni mesi, in sicurezza.
Ricordarsi
che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della
mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto a livello
intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte
dell'organismo.