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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


SISTEMA IMMUNITARIO -
 IMMUNITA’ e VACCINI 
Il Thimerosal dei vaccini distrugge e/o altera la flora intestinale essendo una sostanza altamente tossica
 

La ricerca in campo immunologico è stata attraversata negli ultimi dieci anni da una rivoluzione silenziosa.
 Si tratta di un processo avvenuto all'interno della medicina ufficiale, spiega il dottor Kremer. Nonostante ciò i risultati e le conseguenze di queste ricerche si sono trasformati solo in minima parte in prassi quotidiana a livello medico scientifico.
 "Per quella che è la mia esperienza posso dire, abbastanza tranquillamente, che la maggior parte dei medici non conoscono le acquisizioni più recenti a livello di ricerca in campo immunologico». Con queste parole il dottor Kremer solleva una questione di importanza fondamentale, perchè i risultati di queste ricerche hanno un effetto determinante su quella che dovrebbe essere ad esempio la prassi nel campo delle vaccinazioni, e gli effetti negativi di essa sono, sia di tipo diretto che indiretto, sia a breve o lontano nel tempo.
 
L'IMMUNITA' NATURALE può essere considerata la somma totale delle immunità
alla malattia inerenti alle difese immunitarie biologiche non indotte artificialmente e include immunità attiva, quella acquisita attraverso le normali infezioni dei sistemi respiratorio ed intestinale dopo la nascita e l'immunità passiva, che generalmente consiste, secondo la teoria della medicina ufficiale, negli anticorpi acquisiti dal sangue materno e dal latte materno, mentre in realta' il sistema immunitario consiste nella perfetta funzionalita' cellulare, e quindi nel suo metabolismo, e nella funzionalita' tissutale, organica e sistemica.
 Inoltre essa è caratterizzata anche e sopra tutto da una buona attività dell’apparato digerente, che deve assolutamente contenere una flora batterica simbiotica ed un sistema enzimatico ben funzionale e completa in tutta la sua scala gerarchica, con la produzione anche di tutti gli enzimi necessari ed utili all’estrazione delle sostanze vitali per tutto l’organismo.
Cio' significa che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
 
 vedi e continua anche in:
Sistema immunitario - 1 + Immunita' 2 +  Sistema Immunitario + Effetto gregge - herd Immunity
 
Immunita'-1  + Immunodepressione da Vaccino + Immunogenetica +  DANNI DEI VACCINI
 

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Il CONCETTO di IMMUNITA’ ARTIFICIALE
Vaccino: “una preparazione contenente antigeni proteici cioe' tossine, comunemente batteri, virus (proteine lipidiche tossiche) e sostanze chimiche anche cancerogene, usata con l'intento di indurre immunità artificiale contro una specifica malattia, mimando con mezzi artificiali il processo naturale di infezione (NdR, ma bypassando le normali difese naturali per mezzo di iniezione del Vaccino), inducendo l'infezione e se possibile (quindi non sempre) la produzione di anticorpi, comunemente con effetti collaterali fisiologici, con lo scopo di "prevenire" una malattia clinica nella sua pienezza che si potrebbe teoricamente contrarre senza l'inoculazione del Vaccino, sempre che falliscano metodi preventivi come la qualità della vita, l'igiene, l'immunità acquisita, le cure materne e l'immunità naturale”.
 Questa definizione non si può trovare sui testi medici, ma risulta da un'analisi funzionale del paradigma concettuale di vaccinazione.
 Il dizionario medico Websters definisce il vaccino semplicemente come: "una sostanza o una preparazione contenente il virus del vaiolo in una forma usata per la vaccinazione, od una preparazione di microrganismi, vivi od attenuati, od organismi vivi pienamente virulenti (NdR: nel caso di vaccini a batteri) che viene somministrata per produrre o aumentare artificialmente l'immunità a una particolare malattia".
 La vaccinazione in se stessa, secondo Websters, è definita come: "l'introduzione in un uomo o in un animale domestico di virus o microrganismi, batteri attivi o latenti, che sono stati preventivamente trattati per renderli innocui allo scopo di indurre lo sviluppo dell'immunità per una particolare malattia".
 
 Secondo il paradigma vaccinale, l'immunità attiva è raggiunta con la reazione fisiologica ad antigeni esterni presenti nel vaccino, e l'immunità passiva è raggiunta con l'iniezione di siero immunizzante contenente anticorpi umani o animali.
 L'uso dei vaccini tossici inoculati oltrepassa il sistema di difese naturali del corpo ed espone l'individuo a maggiori rischi rispetto ai benefici.
 Se si domanda a qualunque dottore se l'immunità da vaccino è la stessa cosa dell'immunità da malattia, essi risponderanno "certamente"; ma i fatti indicano il contrario.
 Un altro modo di porre la domanda è "l'immunità avuta con l'iniezione è la stessa cosa rispetto all'immunità normale o patotrofica ?".
 La procedura vaccinale è basata su diverse "supposizioni" mediche, ognuna di queste costituisce una forma-mentis e un "credo" che non solo si dimostra sbagliato rispetto alle informazioni mediche disponibili, ma forma anche le basi, a livelli più alti, per sopprimere deliberatamente quelle informazioni e mantenere un'ortodossia medica che assicura la propria continuazione grazie all'incentivazione delle malattie nelle comunità umane.
 Queste supposizioni mediche sono: la convinzione che gli agenti patogeni siano le sole e primarie cause di certe condizioni, la convinzione che il corpo può costruire un meccanismo di difesa contro certi agenti e prevenire malattie cliniche senza conseguenze negative e la convinzione che questo può essere arbitrariamente raggiunto con la somministrazione di una certa forma di agenti patogeni.
 
 
Gli anticorpi che dovrebbero essere indotti da un vaccino NON indicano immunità. Ciò che mette molti medici in confusione è che parte della reazione immunitaria nei confronti del vaccino e delle sostanze in esso contenute, porta alla produzione di anticorpi.
Ciò è
falsamente considerato immunità
, infatti solo il 75-70 % dei soggetti vaccinati produce anticorpi al primo vaccino, questo perche' il loro sistema immunitario essendo MOLTO sano, non reagisce producendo subito anticorpi, in quanto le sostanze contenute nel vaccino, anche quelli a DNA chiamati vaccini a virus,  vengono immediatamente isolate ed inviate agli organi e sistemi di eliminazione; nei soggetti meno sani o per quelli piu' sani, dopo una successiva vaccinazione, la produzione di anticorpi avviene, indicando in quel modo che il Sistema immunitario e' stato compromesso, per il fatto che il vaccino ha bypassato le normali barriere di "riconoscimento immunitario" creando reazioni anomale.

A dimostrazione, più della metà degli adulti negli Stati Uniti non ha livelli ritenuti protettivi di anticorpi contro la difterite, ad esempio. In Spagna solo il 51% dei soggetti fra i 5 ed i 12 anni, ed appena il 14% di quelli di età tra i 30 ed i 39 anni presi in considerazione dallo studio potevano essere considerati protetti. A Berlino lo era circa il 60% dei volontari esaminati.
In Italia si è registrato che all'età di 18-19 anni, l'11,4% dei ragazzi vaccinati tre volte nella prima infanzia, non aveva anticorpi ritenuti sufficienti ad evitare la malattia. Ogni anno successivo gli anticorpi diminuiscono e dopo 25-30 anni già il 22% dei soggetti non ha più protezione anticorpale a livello ematico.
Uno studio effettuato su un campione di giovani reclute dell'esercito ha dimostrato che il 22,9% non era più immunizzato.
Un'altra ricerca ha evidenziato che, su un campione di soggetti dai 4 ai 70 anni, il 27,8% in media non aveva più copertura, con punte del 53,8% nella fascia di età dai 31 ai 40 anni. Un'ultima indagine eseguita su 3111 campioni di sangue di soggetti da 0 a 84 anni ha rivelato che era protetto appena il 59,9%.
La teoria degli anticorpi e' un'altra teoria fasulla !

Chi ha responsabilità sulla salute pubblica deve cercare e fornire prove e documentazioni che i vaccini non hanno responsabilità nell’indurre patologie anche e soprattutto nei bambini, nei giovani, nei militari.
Non è sufficiente affidarsi alle rassicurazioni ed ai documenti presentat dall’industria farmaceutica, che afferma che non esistono prove che le patologie allergiche e autoimmuni sono causate dalle vaccinazioni.
Il principio di precauzione è opposto: finché non avremo le evidenze che i vaccini non possono causare queste patologie, occorre NON vaccinare NESSUNO fino all'accertamento sicuro della loro innocuita' !.

vedi:  DANNI DEI VACCINI + Immunodepressione da Vaccino + Immunogenetica

Commento NdR a questo paragrafo "Promemoria da parte di medici", nella pagina "Lettera alla ASL":
anche se alcuni medici consigliano, prima di effettuare un qualsiasi vaccino, di controllare il tipo di anticorpi per le "malattie" per le quali si vaccina, siccome la teoria degli anticorpi (test sulle immunoglobuline - Tipizzazione linfocitaria) e' ancora una "teoria" e non una certezza, infatti il 30% c.a. dei vaccinati NON presenta anticorpi agli antigeni del vaccino o della malattia per la quale si vuole vaccinare, quella ideologia e' quindi una teoria superflua, incompleta e quindi depistante, questo perche' non significa che avendo o non avendo gli anticorpi ad un antigene, sicuramente sarete protetti o vi ammalerete non avendoli, queste sono tutte fandonie e falsita' biologiche che i fatti reali dimostrano essere fasulla:
Nessuno dei milioni di 45enni italiani che NON hanno fatto il vaccino della Polio, ne' hanno gli anticorpi alla polio, in 50 anni di tempo, NON hanno MAI somatizzato casi di Polio !
Ecco come si raccontano BALLE biologiche per spaventare la gente "non ti sei vaccinata, non sei protetta"....per farli vaccinare !

Tutta la teoria dell’immunologia, nella medicina ufficiale, si basa su questi concetti di antigene e anticorpo (NdR: che e' ancora imprecisa ed indimostrata, oltre che fasulla in tante sue parti, vedi qui sotto).
Il problema dell’immunologia è quindi proprio quello di basarsi su due termini che si definiscono reciprocamente e che non sono quasi mai reciprocamente esatti, precisi, anche perche' la teoria degli anticorpi e' una semplice teoria indimostrata con i fatti, infatti ad esempio il 30% dei vaccinati
non produce anticorpi all'antigene del vaccino che gli e' stato propinato, proprio perche' la teoria della risposta anticorpale obbligatoria del sistema immunitario e' fasulla.
vedi la prova QUI:
Copia dei titoli anticorpali di un soggetto plurivaccinato

 
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Il sistema immunitario umano è un contenitore biologico incredibile, complesso ed intricato di strutture e processi, squisitamente pensato per proteggere il corpo da un'ampia gamma di agenti patogeni.
E' composto da innumerevoli meccanismi cellulari e subcellulari che gli conferiscono intelligenza e flessibilità a dir poco miracolose. Cellule B, cellule T, cellule killer naturali ed immunoglobuline, sono tutte coordinate e sincronizzate e incredibilmente efficaci; nella maggioranza dei casi il sistema immunitario è tutto ciò che c'è tra noi e il potenziale disastro causato da invasioni batteriche, virali (NdR: anche e soprattutto vaccinali) ed ambientali. Senza un sistema immunitario si morirebbe in poche ore.
Ecco perchè, nel mondo delle medicine farmaceutiche tossiche, tra le peggiori ci sono i farmaci che sopprimono il sistema immunitario.
La comunità medica ama queste medicine poiché molti dei problemi di salute che i pazienti di oggi  devono affrontare, hanno a che fare con una eccessiva attività immunitaria, deviata azione immunitaria  o infiammazione che può essere considerata come ovvia manifestazione del sistema immunitario.
Il Prednisone e suoi derivati, da tempo sono classici di trattamento per le condizioni in malattie basate sul sistema immunitario. Molte medicine per l'asma e l'artrite reumatoide sono molto probabilmente immuno soppressori.
E proprio settimana scorsa è apparso uno studio sulla rivista Annals of the Rheumatic Diseases che suggerisce che il farmaco Gleevec (imatinib della Novartis), farmaco anticancro immunosoppressore, ha mostrato di essere promettente nel trattamento della malattia autoimmune relativa al tessuto connettivo: lo scleroderma.

Per  favore cercate di capire: la soppressione del sistema immunitario è faccenda molto seria !
E come giocare con del fuoco biochimico. Il sistema immunitario è la via naturale per proteggere il corpo dall'assalto e dalla distruzione in nome della buona salute ed è stanco morto della cattiva medicina.
La risposta appropriata ad un sistema immunitario iperattivo NON è di sopprimerlo !
La risposta corretta è cercare di capire perché è iperattivo. Se vostro figlio sta piangendo e gli mettete del nastro adesivo sulla bocca, potrete non sentirlo più piangere, ma non vi state prendendo gran che cura di lui.
Allo stesso modo, un sistema immunitario iperattivo che mostri uno scleroderma o lupus o artrite reumatoide, può essere soppresso, ma in questo non state facendo un gran favore al vostro corpo (o bimbo)
 La tipica via di entrata per invasori patologici è il tratto digestivo e quindi logicamente ne consegue che una iperimmunità è collegata alla digestione (NdR: ed alla buona funzionalita’ dell’apparato digerente).
Mettere fuori uso il sistema immunitario per un sollievo sintomatico deve essere una misura temporanea e non l'ultima spiaggia. D'altro canto, come diceva il greco Ippocrate 24 secoli fa:se potessimo dare ad ogni individuo il giusto apporto di nutrimento & potremmo aver trovato il modo più sicuro per stare in salute.
In altre parole una buona nutrizione è una buona medicina.
By Ben Fuchs
Fonte: http://www.infowars.com/our-immune-system-natures-perfect-machine


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Come i linfociti T distinguono i patogeni dalle cellule del corpo – 21/01/2011-
Si tratta di un processo molto più complesso di quanto finora supposto.
Quando i recettori delle cellule T (linfociti) si legano a un antigene di un potenziale agente patogeno, innescano un complesso legame di segnalazioni intracellulari che porta un co-recettore presente sulla sua superficie, il CD8, a legarsi anch'esso alla molecola che presenta l'antigene, amplificando in tal modo l'effetto del legame.
I recettori delle cellule T sono molecole cruciali per il sistema immunitario dato che hanno la funzione di riconoscere gli antigeni dei potenziali bersagli, distinguendoli dalle strutture molecolari che caratterizzano le cellule del proprio organismo, così da evitare una risposta immunitaria inappropriata.
Finora si presumeva che il legame con l'antigene del recettore della cellula T e di CD8 avvenissero pressoché contemporaneamente, rinforzandosi a vicenda e rendendo la connessione intermolecolare sufficientemente forte da innescare la risposta immunitaria.
Che le cose non stiano così lo ha dimostrato una ricerca condotta presso il Georgia Tech e la Emory University e pubblicata sulla versione on line della rivista Immunity.
"Mostriamo per la prima volta l'importanza del ruolo del co-recettore nel contribuire al processo di discriminazione che ha luogo nelle cellule T. Si tratta di un processo di legame cooperativo fra il recettore e il co-recettore che ha un effetto sinergico che ne amplifica l'azione", ha detto Cheng Zhu, che ha diretto la ricerca. "La cosa più sorprendente è che le due interazioni non avvenivano simultaneamente. C'era un ritardo di circa un secondo, che attribuiamo alle interazioni intracellulari che hanno luogo all'interno della cellula T prima che sia ingaggiato il CD8", ha osservato Zhu, sottolineando come un secondo rappresenti, sulla scala dei tempi a cui avvengono le reazioni biomolecolari, un lasso di tempo notevole.
La ricerca ha anche confermato che la risposta delle cellule T con i ligandi con cui ha meno affinità sono maggiorente dipendenti dal legame del co-recettore CD8, "ma abbiamo dimostrato che la principale funzione di CD8 è quella di amplificare il riconoscimento degli antigeni ad alta affinità, nel senso che l'ampiezza e la cinetica del contributo di CD8 favorisce la risposta a bassi livelli di una antigene forte", ha continuato Zhu.
"Questo studio aumenta significativamente le nostre conoscenze sul modo in cui i recettori delle cellule T e le molecole a essi associate riescono a differenziare gli antigeni del corpo da quelli di un invasore. E' possibile che questo co-recettore abbia un ruolo anche nel distinguere i virus mutati e che non hanno più una corrispondenza diretta con ciò che la cellula T sta cercando. Questa è un'ipotesi che ora cercheremo di testare", ha concluso Zhu. (gg) 
Tratto da. lescienze.espresso.repubblica.it

Osservato in vivo il funzionamento di recettori di membrana – Feb. 2011
Per la prima volta, un gruppo di ricerca è riuscito a catturare immagini "in diretta" della membrana di una cellula in vivo chiarendo alcuni meccanismi molecolari per il funzionamento dei recettori.
Il lavoro, frutto della collaborazione tra l'università di Kyoto e quella del New Mexico, viene illustrato sulla rivista Journal of Cell Biology e potrebbe aprire la strada allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per svariate malattie.
Oggetto dell'analisi sono stati i recettori accoppiati alla proteina G (GPCR), una classe di molecole presenti nelle membrane cellulari che costituisce una delle maggiori "superfamiglie" molecolari della biochimica umana.
Nonostante questi siano tra i bersagli di molte terapie farmacologiche attuali per il loro ruolo nei processi di segnalazione cellulare trans-membrana, finora sfuggivano molti particolari della cascata di reazioni che ne sono alla base.
Negli ultimi 15 anni, il dibattito è stato essenzialmente focalizzato sul dilemma se tali molecole funzionassero singolarmente – come monomeri – o accoppiate come dimeri. Utilizzando come modello di GPCR i recettori per il formil-peptide (FPR), il gruppo di ricerca ha trovato che entrambe le ipotesi sono parzialmente corrette.
“Grazie allo sviluppo di un metodo di imaging a singola molecola a super quantitazione in cui le molecole sono visualizzate una a una nelle membrane cellulari in vivo, siamo ora in grado di seguire 'in diretta' le molecole di FPR che si muovono lungo la membrana cellulare, trasformandosi incessantemente da monomeri a dimeri e viceversa con differenti partner, completando ciascun ciclo in un quarto di secondo”, ha spiegato Akihiro Kusumi, coautore dello studio. “Abbiamo così ottenuto un parametro, denominato costante di dissociazione, che permette di prevedere il numero di monomeri e dimeri una volta noto il numero GPCR in una cellula.”
“La possibilità di ottenere questi parametri chiave – ha concluso il ricercatore – sarà essenziale per comprendere la segnalazione GPCR e con ciò i difetti che possono portare all'insorgenza di patologie che colpiscono i neuroni o le cellule immunitarie: le implicazioni per la progettazione di farmaci in grado id interferire con la conversione monomeri-dimeri potrebbero essere enormi”. (fc)
Tratto da lescienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: i co-recettori sono particolari proteine, che nel caso di soggetti vaccinati, sono facilmente modificate, perche' le funzioni cellulari sono alterate oppure addirittura impedite dai vaccini, e quindi la funzione cellulare della sintesi e/o specializzazione delle proteine ne viene ad essere investita in modo invasivo e cio' destabilizza le proprieta' (costante di dissociazione) dei co-reccettori in modo grave.


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CLASSIFICAZIONI dei VACCINI
I vaccini sono generalmente divisi in due grandi gruppi: quelli prodotti da batteri e quelli prodotti da virus.
Inoltre i vaccini contengono batteri o virus pericolosi. Secondo il paradigma vaccinale, quei vaccini che contengono quei batteri o virus pericolosi devono essere attenuati, “in modo da cercare di non causare immediatamente la malattia nel contenitore, cioe' nel corpo”.
Ci sono molti modi per attenuare virus o batteri in modo che siano commerciabili. La procedura più frequente è il metodo dei numerosi passaggi, cioè passare i virus o batteri attraverso colture di cellule animali un certo numero di volte. 
I vaccini che contengono virus possono essere passati attraverso cellule animali centinaia di volte prima di essere definiti attenuati.
Il tipo di cellule animali attraverso cui viene passato il virus dipende dal tipo di virus.
Il virus per il morbillo, per esempio, è passato in gruppi successivi di embrioni di pollo, il virus della polio attraverso cellule renali di scimmia, quello della rosolia in cellule di anatra o coniglio, quello della febbre gialla in cellule di roditori o embrioni di pollo.
I vaccini sono riprodotti nell’ospite umano dalle sue cellule.
L’impatto dell’inoculazione di complessi di proteine animali, per mezzo dei vaccini, negli uomini ed animali è enorme.
I vaccini definiti “vaccini uccisi” sono quelli che contengono virus o batteri che sono “inattivati” grazie all’uso di radiazioni, per calore o chimiche, dando luogo ad un complesso di cellule o virus alterati, cellule o virus spaccati o frammentati, tutti estratti chimicamente, strutture molecolari sintetiche o ciò che è conosciuto come tossoide. 
La risposta fisiologica a un vaccino inattivato è cercare di ottenere la produzione di anticorpi che continueranno a circolare nel corpo.
Un grande numero di situazioni accadute hanno portato a dimostrare che nei vaccini inattivati sono componenti patogeni.
Ciò accadde nel 1955 con la somministrazione del vaccino Salk per la polio che produsse un gran numero di casi di polio paralitica
La preparazione conteneva e contiene ancora oggi, formalina, un germicida cancerogeno che si pensava avesse inattivato il virus. Ovviamente, non funzionò. Non dimentichiamo mai che i vaccini sono sempre sperimentali, cioe' si esperimenta sul vaccinato i loro effetti !

VACCINI VIRALI
I virus contenuti nei vaccini, di per se stessi, sono un pezzo non vivente di acido nucleico circondato da un rivestimento di proteine di grassi (lipidi). Quando un virus (pezzetto di DNA)  entra in una cellula, lo fa per mezzo di un enzima cellulare e viene successivamente duplicato-replicato dalla cellula stessa.
Essi possono essere attivi o indurre una condizione infettiva latente e passiva in una cellula, aspettando le giuste condizioni per attivarsi. I virus possono rimanere non identificati e latenti per anni nel corpo, per manifestarsi poi in modo esplosivo improvvisamente, magari dopo uno stato febbrile. 
I virus possono (NdR: solo nel caso di un Terreno corporeo alterato, cioe' non sano) far ammalare piante e animali, così come i batteri.
La duplicazione dei virus in una struttura cellulare spesso porta alla morte della cellule ospite (per la grave intossicazione indotta) e le particole virali sono rilasciate attraverso le membrane rotte della cellula e vanno ad infettare altre cellule. I virus hanno anche la capacità di combinarsi con materiale genetico nei cromosomi della cellula ospite senza uccidere la cellula ospite.
Gli acidi nucleici RNA e DNA sono catene proteiche a forma di spirale che esprimono codici ereditari trasferiti geneticamente e dirigono la formazione di diverse sostanze proteiche. Gli acidi nucleici contengono pacchetti individuali di informazioni che sono specifiche della specie.
La "D" in DNA e la "R" in RNA dipendono da un tipo di molecola zuccherina associata ad essi. Il DNA è prevalentemente nei nuclei, ma è anche presente nel citoplasma e nel mitocondrio. Quando RNA o DNA virali si combinano con il materiale genetico della cellula stessa, il materiale genetico virale, inserito con il vaccino, può diventare parte del codice genetico della cellula ospite, alterando la struttura genetica della cellula.
(NdR: Ecco come avvengono le Mutazioni genetiche indotte dai Vaccini )
Quando la cellula alterata si duplica, il materiale genetico virale non codificato può infettare i processi cellulari in modo da produrre cellule abnormi, che certe volte divengono maligne o cancerogene.
Un'altra definizione attinente ai virus, è quella dei virus lenti, caratterizzati da un periodo estremamente lungo di latenza e molto spesso fatali. Il morbo di Creutzfeld-Jacob, caratterizzato dalla demenza e disordini motori convulsivi, è un esempio di un virus lento ben conosciuto, che è il Kuru, un virus che affliggeva le tribù cannibali della Nuova Guinea.
Poiché le particole virali si mescolano facilmente con il materiale genetico cellulare, è molto probabile che le generazioni vaccinate presentino un fattore che contribuisce al generale declino del sistema immunitario nella popolazione.
Interessante notare che l'Organizzazione per la salute nel mondo di Ginevra, ha un programma chiamato "salute per tutti nell'anno 2000" che "richiede un significativo aumento nella produzione di vaccini virali e altre sostanze biologicamente attive senza una riduzione della potenza".
Inoltre hanno deciso di sviluppare banche del seme cellulare per usare nei vaccini per bambini cellule renali di criceto e cellule renali di scimmia verde africana che, si sa bene, contengono lo SV40 virus della scimmia verde africana.

I PROCESSI VIRALI NATURALI ed ARTIFICIALI
Normalmente la naturale porta d'entrata di un virus nel corpo pare essere il rivestimento della membrana mucosa, che pure possiede certi tipi di meccanismi di difesa.
L'immunità portata da queste membrane è dovuta alla produzione locale e al rilascio di IgA, che è un anticorpo ghiandolare o della membrana ed è più abbondante in quei tessuti anziché nel sangue. L'azione apparente è che la IgA riveste o avvolge un virus neutralizzandolo.
Il processo di inoculazione, d'altra parte, favorisce un ingresso del virus attraverso una via differente da quella naturale, diminuendo la risposta anticorpale appropriata (leggasi immunodepressione) e oltrepassando le prime linea di difesa del corpo.
Ciò è risaputo e rende l'uso dell'inoculazione o l'intento di usare la vaccinazione un approccio molto discutibile; essa può sfociare in null'altro che nell'aumento generale di malattie nella popolazione, che certamente garantisce una fonte di profitto per molto tempo per le case farmaceutiche, poiché si è esposti agli effetti a lungo termine.

NORMALI PROCESSI di PENETRAZIONE VIRALE
I virus respiratori entrano attraverso la superficie cellulare del tratto respiratorio. Se l’individuo non ha una forte immunità patotrofica (della membrana di superficie), l’invasione ci sarà. Maggiori protezioni interne ci possono essere se c’è un’alta quantità di IgG in circolo nel sangue.
Ancora, il virus può entrare attraverso le ghiandole linfatiche nel tratto digestivo. Le tonsille sono il miglior guardiano in questa zona. Presumibilmente questa è la ragione per cui il dogma medico ha richiesto per tanti anni la loro rimozione, definendole “un organo senza apparente funzione”.
Nel caso del vaccino del vaiolo, c’è la trasmissione da cellula a cellula delle particole proteico virali (DNA) – questo causa la morte progressiva del tessuti coinvolti (necrosi) che non è influenzata dalla presenza di anticorpi ma apparentemente arrestata dai linfociti sensibilizzati. 
Presumibilmente ciò è dovuto ad una reazione di tipo-innesto delle cellule infettate per mezzo della quale la sintesi del virus è interrotta e i virus già formati sono neutralizzati dagli anticorpi.
L’altra penetrazione nelle membrane mucose avviene attraverso microlesioni create durante rapporti anali, inoculazione nell’utero da rapporti durante il ciclo mestruale, inoculazione diretta nel sangue, attraverso microlesioni dei tessuti gommosi nella bocca causati dall’uso di spazzolino e filo interdentale, e l’ingestione di frammenti (ossa, ecc,) col cibo che feriscono il rivestimento intestinale.

PENETRAZIONE ABNORME VIRALE CON I VACCINI
I virus direttamente iniettati nel sangue sotto la pelle evitano le specifiche immunoglobuline e il manto d'acido oleico naturale e sono neutralizzati o bloccati dagli anticorpi circolanti.
Noi stiamo parlando di virus che non sono il risultato di ingegneria genetica. Il corpo produce solo un tipo, le IgA, come prima linea di difesa ed è contro i virus portati da artropodi o insetti che entrano attraverso l'azione del succhiare o attraverso punture che li iniettano direttamente nel sangue o nella linfa. In altre parole, la natura fornisce protezione adeguata contro i virus predatori se essi attaccano attraverso vie naturali. Il problema compare se virus che normalmente avrebbero questo cammino sono invece iniettati, come quando le immunizzazioni in commercio sono somministrate per via intramuscolare o sottocutanea.

VACCINI BATTERICI
Uno dei più noti vaccini ottenuti da batteri è quello della difterite.
Ai cavalli viene iniettato il batterio difterico e gli viene prelevato del sangue, producendo un antisiero. Un'altra preparazione con il batterio difterico è chiamata mistura tossina-antitossina, combinando i componenti tossici e l'antidoto in una preparazione e una serie di gravi reazioni inducono lo sviluppo del vaccino difterico preparato da tossoidi, che sono tossine rese teoricamente non tossiche combinandole con agenti chimici.
I tossoidi difterici vennero scoperti negli anni '20, usando formaldeide cancerogena (usata per imbalsamare i corpi) come agente chimico nel vaccino.
Il vaccino DPT (difterite, pertosse e tetano) combina i tossoidi difterici e del tetano con le cellule integre del batterio pertossico per formare un singolo vaccino che si è dimostrato piuttosto letale per l'uomo, specialmente nei bambini con un sistema immunitario immaturo producendo varie e possibili malattie, nervi demielinizzati, ed ha procurato morte, encefalite paralitica, danni cerebrali, meningiti ecc..
Il vaccino DPT è prodotto prendendo il cosiddetto batterio del tetano e mettendolo in un brodo di destrosio, infusione di cuore di manzo, sale e caseina. Anche il batterio difterico viene messo in una sostanza simile.
Dopo che sono state prodotte le tossine "velenose" in ognuno dei recipienti, il brodo è filtrato ed è aggiunta formalina cancerogena in un futile tentativo di attenuare i tossoidi.
Quindi viene aggiunto alcool metanolo tossico per precipitare il tossoide, che viene ridotto in polvere e mischiato a glicerina. Il batterio pertossico è chimicamente ucciso aggiungendo un composto derivato chimico del mercurio molto tossico chiamato thimerosal, oltre a idrossido di alluminio e solfato di potassio.
Il risultato (in questo esempio) è chiamato vaccino DPT, che è inoculato nei bambini dopo essere stato testato su topi per determinarne la forza.
I disordini neurologici prodotti da tutto ciò rientrano nelle spiegazioni dell'aumento dei comportamenti criminali nella società di oggi.
Malgrado si sapesse già nel 1926 che i vaccini producono danni al cervello e che alcuni producono comportamenti aberranti, questi fatti sono stati volutamente ignorati.
(NdR: leggasi dalle Istituzioni sanitarie a livello mondiale).
Tratto liberamente da "Displelling Sides Myths" di Allan Philips

Produrre aberrazioni fisiche e sociali significa avere il controllo della società.
vedi anche DANNI dei VACCINI  +  Cosa e' un VACCINO  +  Contenuto dei Vaccini  +
 La teoria dei germi di Pasteur e' FALSA 
Recenti scoperte nel campo dell'immunologia, hanno permesso di comprendere meglio i vari meccanismi anche per malattie dette non infettive, tipo: infarto e l'alzheimer  hanno una concausa di tipo immunitario od infiammatorio.

Commento NdR:
Quello che non viene mai detto da parte dei medici e' che piu' il sistema immunitario e' sano....MENO anticorpi si producono, questo perche' le barriere che stanno a monte funzionando bene evitano il contatto con i linfociti i principali responsabili della produzione di anticorpi.

Quindi quando si parla di produzione di anticorpi significa che quel sistema immunitario e' gia' leso !

Tutta la teoria immunitaria e' da rivedersi, proprio in funzione di questi FATTI.

La prova, sta nel fatto che in alcuni soggetti (25% dei vaccinati) quando vaccinati da qualsiasi vaccino, non producono anticorpi, per cui i medici vaccinatori.....non trovano altro che rivaccinare il soggetto, dicendo che il vaccino non ha attecchito...che fesserie, biologicamente pericolose !

In realta' quel soggetto e' immunitariamente, molto funzionale, tant'e' che ha bloccato il vaccino e le sue sostanze pericolose PRIMA che esso entri in contatto con i linfociti !

Infatti solo dopo una rivaccinazione, essendo ormai immunocompromesso dal primo vaccino, gli anticorpi si presentano, ma ormai e' troppo tardi, l'immunodepressione e' arrivata pesantemente con la rivaccinazione..

l'altro 75% dei soggetti e' gia' di per se immunocompromesso dai vaccini che i suoi genitori hanno ricevuto e le mutazioni mitocondriali sono state regalate al figlio/a...per cui se rivaccinato quel povero bambino/a sara' in balia delle malattie piu' o meno gravi a seconda dei casi !

Queste sono le conclusioni a cui siamo arrivati dopo anni di studi e ricerche (medici, biologi, ricercatori) e che vi comunichiamo affinche' siano divulgate ai cittadini:  I VACCINI producono Gravi DANNI (piu' o meno occulti) ai VACCINATI

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Il sistema immunitario influisce sulla regolazione del metabolismo dei lipidi
Le cellule T producono due proteine capaci di influenzare i livelli di colesterolo e di trigliceridi nel sangue di topo.
Da uno studio di James C. Lo e colleghi dell'Università di Chicago, è emerso che le cellule T del sistema immunitario producono due proteine che sembrano incidere sulla regolazione di enzimi chiave nel metabolismo dei lipidi. Le due proteine prodotte sono la linfotossina e la LIGHT e sono capaci di innalzare i livelli di colesterolo e di trigliceridi nel sangue di topo.
(NdR: Cellule T - 
Linfociti che fungono da attivatori nel sistema immunitario. Stimolano il proliferare di cellule T Killer e di cellule B che intervengono durante la risposta immunitaria, sia cellulo-mediata sia anticorpale.)

Il colesterolo e i trigliceridi sono molecole lipidiche che, se presenti in quantità eccessive, possono favorire lo sviluppo dell'aterosclerosi, quel processo che causa un indurimento progressivo delle pareti delle arterie accompagnate dall’accumulo di placche.
Durante lo studio, sono stati creati dei topi ingegnerizzati che esprimevano la proteina LIGHT sulle cellule T.
I ricercatori hanno osservato che questi topi mostravano alti livelli si colesterolo anche con una dieta normale e livelli ancora più alti in caso di dieta ad elevato contenuto di colesterolo o di trigliceridi.
Anche trasferendo queste cellule in topi normali, si osserva un subitaneo aumento del colesterolo.  Questi dati suggeriscono che le cellule T possano influenzare gli epatociti, quelle cellule del fegato che regolano il metabolismo dei lipidi.
Gli studiosi hanno poi fermato l'azione della LIGHT utilizzando una proteina ingegnerizzata, LTÿR-Ig, che sequestra la proteina prodotta della cellule T prima che svolga la sua funzione nelle cellule epatiche: in questo caso i livelli si colesterolo si abbassano.
Il sistema immunitario sembra quindi avere un ruolo nello sviluppo delle malattie cardiovascolari.
Lo studio è apparso sulla rivista "Science".
Fonte: MolecularLab.it (10/05/2007)

Sistema immunitario e metabolismo dei lipidi:
Questo e' esattamente cio' che noi che insegniamo nella Medicina Naturale e lo affermiamo da decenni !
I vaccini ne sono la prova - Tutti i vaccini generano intossicazioni + infiammazioni, e modificano il sistema immunitario (malfunzione), alterando anche la flora batterica ed il pH intestinale,  quindi anche l'assorbimento o meno delle sostanze derivante dai cibi ingeriti !
Ecco perche' vi e' da qualche decennio anche nei bambini e giovani, un aumento spropositato di "grassi" e/o di magri....
Grazie ai Vaccini !
vedi:
La teoria dei germi di Pasteur e' FALSA 

Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

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Il sistema immunitario innato, può distruggere i microorganismi invasori e innescare il processo infiammatorio per bloccarli; nelle retrovie, vi è l’ immunità acquisita, con i linfociti T e B che producono gli anticorpi e le cellule killer che distruggono quelle infettate http://daily.wired.it/news/scienza/2011/10/03/nobel-medicina-scoperte-immunitario-14743.html
Le implicazioni delle loro ricerche sono molteplici e importantissime: riguardano il potenziamento dei vaccini, la comprensione e i trattamenti delle malattie autoimmuni e di quelle infiammatorie. Sulla base delle loro scoperte, inoltre, si sta ora cercando un modo per stimolare il sistema immunitario contro i tumori.

“Viviamo in un mondo pericoloso”, si legge nel comunicato ufficiale sul sito della Fondazione Nobel.
Tra virus, batteri, protozoi vari e funghi, siamo continuamente aggrediti. Ma abbiamo delle linee di difesa: la prima, il sistema immunitario innato, può distruggere i microorganismi invasori e innescare il processo infiammatorio per bloccarli; nelle retrovie, vi è l’immunità acquisita, con i linfociti T e B che producono gli anticorpi e le cellule killer che distruggono quelle infettate.

Questo il contesto (molto generale) in cui inquadrare le scoperte premiate oggi.
Cominciamo dalla prima. A Jules Hoffmann va il merito di aver compreso, nel 1996, come i moscerini della frutta rispondano alle infezioni. Hoffmann e il suo team identificarono le numerose mutazioni di un gene – Toll – da cui dipende l’esito del contrattacco.
In uno dei suoi studi, Hoffmann infettò dei moscerini con batteri e funghi, scoprendo che gli insetti con le mutazioni nel gene in questione morivano. Lo scienziato concluse che Toll era coinvolto nel riconoscimento dei microorganismi patogeni e che la sua attivazione era indispensabile per innescare la risposta immunitaria.
Le ricerche di Bruce Beutler hanno seguito quelle di Hoffmann. Beutler era in cerca di un recettore delle cellule immunitarie che legasse una parte della parete di alcuni batteri (i Gram negativi) chiamata lipopolisaccaride (Lps), in grado di causare shock tossico setticemico. Nel 1998, la sua équipe identificò, in alcuni topi resistenti alla Lps (che non andavano in shock setticemico), una mutazione di un gene molto simile al Toll dei moscerini della frutta. La scoperta indicava che mammiferi e moscerini usano molecole simili per attivare il sistema immunitario quando hanno a che fare con dei patogeni.

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Il sistema immunitario si eredita, in buona parte - (I), Roma, 26 Set. 2013 (Adnkronos Salute)
Lo svelano i geni studiati nella popolazione sarda, considerata ideale per gli studi di genetica, generalizzabili per tutto il resto dell'umanita'.
La ricerca, coordinata dall'Istituto di ricerca genetica e biomedica del CNR, ha coinvolto 30 scienziati, italiani e stranieri, che hanno anche identificato con precisione ben 23 varianti genetiche legate a patologie autoimmuni. Lo studio, che apre strada a interessanti prospettive di cura, e' pubblicato sulla rivista Cell.
"Dal nostro studio - spiega all'Adnkronos Salute Francesco Cucca, direttore dell'Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Irgb-Cnr) e professore di Genetica medica presso l'Universita' di Sassari - emergono tre evidenze scientifiche importanti.
La prima e' che la conta delle cellule del sistema immunitario e' influenzata non solo dalle infezioni e dall'ambiente, ma anche dai geni. In pratica ha una forte base ereditaria.
Abbiamo poi stabilito - aggiunge il ricercatore - per ciascuno degli oltre cento tipi cellulari l'esatto contributo di geni e ambiente e fornito indicazioni molto precise - nomi, cognomi e indirizzi - dei geni principalmente responsabili per questi effetti sulla conta delle cellule del sistema immune".
Infine, continua l'esperto, "abbiamo scoperto che gli stessi geni, agli stessi indirizzi, non solo influenzano la conta delle cellule, ma hanno un peso anche sul rischio di specifiche malattie autoimmuni, come il diabete di tipo 1, la sclerosi multipla, l'artrite reumatoide".

Il team di ricercatori ha analizzato il ruolo dei geni nella regolazione dei livelli di circa 100 differenti tipi cellulari attraverso uno studio di associazione condotto in un totale di 2.870 individui provenienti da quattro paesi della Sardegna e appartenenti al progetto ProgeNIA/SardiNIA, che studia le basi genetiche di oltre 800 parametri di rilevanza biomedica.
In questo studio inoltre il profilo genetico individuale è stato esaminato a un livello di risoluzione senza precedenti, grazie al sequenziamento dell'intero genoma di molti individui inclusi nello studio. "La ricerca coniuga per la prima volta due aree di indagine separate: l'analisi cito-fluorimetrica per l'esame dettagliato dei livelli delle cellule del sistema immune e il profilo genetico degli individui esaminati, chiarendo così importanti aspetti della regolazione genetica dei livelli delle cellule del sistema immunitario", spiega Valeria Orrù, ricercatrice dell'Irgb-Cnr.
"Sono state identificate 23 varianti genetiche indipendenti associate a particolari cellule immunitarie, in maggior parte nuove, sebbene alcune fossero già state proposte in altri studi ma senza una solida significatività statistica", aggiunge Maristella Steri, statistico presso l'Irgb-Cnr.
I ricercatori hanno poi confrontato i risultati ottenuti con i dati presenti in database pubblici scoprendo che in alcuni casi questi geni erano già associati a celiachia e malattie autoimmuni come colite ulcerosa, diabete di tipo I, sclerosi multipla, artrite reumatoide. "Individuare i geni che influenzano le cellule del sistema immunitario e il rischio di insorgenza di patologie autoimmuni è il primo passo per intraprendere studi funzionali mirati alla caratterizzazione dei complessi meccanismi che regolano il sistema", sottolinea Edoardo Fiorillo, ricercatore dell'Irgb-Cnr.
Studi precedenti dello stesso Istituto, nell'ambito del progetto ProgeNIA/SardiNIA, hanno identificato geni associati ad altezza, glicemia, colesterolo, lipidi ematici e parametri ematologici come l'emoglobina fetale. "Uno dei punti di forza della nostra ricerca è la popolazione oggetto dello studio", conclude Francesco Cucca. "I sardi rappresentano una popolazione ideale per gli studi di genetica, con risultati che spesso hanno una valenza più generale per il resto dell'umanità: in questo caso, capire come la genetica regoli il sistema immunitario e l'autoimmunità ci avvicina allo sviluppo di terapie nuove e più efficaci per il trattamento di patologie autoimmuni". (PO / red)

Commento NdR: questi studi confermano anche che i genitori e/o gli avi,  che hanno somatizzato una certa malattia, hanno inserito nei loro geni delle mutazioni che hanno trasmesso alla propria prole, geni modificati dalla malattia stessa e quindi hanno nei fatti regalato una predisposizione a certe malattie a tutta la loro  discendenza.
Se questa discendenza sara’ per esempio vaccinata, il vaccino con la sua intrinseca tossicita’ fara' si che la prole immediatamente successiva o dopo due / tre generazioni, il piccolo/a, somatizzi (slatentizzi) facilmente, anche in tenera eta’, la malattia, per la predisposizione genetica ereditata dagli avi che avevano mutato i loro geni nel corso della loro malattia.

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