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SISTEMA IMMUNITARIO
Il
sistema
immunitario è una delle cose più complesse e ancora
sconosciute degli organismi Viventi ed in special modo
quello degli esseri umani.
La
Teoria della "selezione
clonale" o
Teoria di Burnet e' una teoria (Nota bene: teoria accettata
dalla
medicina ufficiale, cosa
che avviene purtroppo, come tutte le teorie anche quelle non
appieno dimostrate come questa), mai
completamente verificata, dimostrata e controllata, dalla
comunita' dei
medici),
quindi ancora imperfetta ed immatura, quindi misconosciuta
alla
medicina ufficiale,
se non addirittura
errata in certe sue parti.
Comunque quella teoria spiega solo in
parte, attraverso quali meccanismi il
sistema immunitario reagisce con linfociti T e B
specifici per la distruzione degli
antigeni nel corpo.
vedi e Continua su:
Immunita' 2
+
IMMUNITA' e Vaccini +
Sistema
Immunitario +
DANNI
DEI VACCINI
+
Effetto Gregge
+
Immunodepressione da Vaccino
+
Immunogenetica
I
quattro postulati fondamentali alla base della
teoria
ufficiale sono:
- Ogni
linfocita porta un solo tipo di recettore con una
specificità unica
- Per attivare la cellula,
il ricettore deve essere occupato
- Le
cellule derivate da un linfocita attivato avranno
ricettori dello stesso tipo della cellula originale
- I linfociti che non riconoscono i "self" vengono eliminati
già all’inizio dello sviluppo
Commento NdR:
in realta' le cose sono molto piu' complesse e non basate
esclusivamente sugli anticorpi e/o sulle cellule o linfociti
!
Prime
ricerche
E' stato
Niels Kaj Jerne a formulare la "teoria della
selezione degli anticorpi", conosciuta come teoria della
selezione clonale, che presuppone ci sia una produzione
continua di linfociti, i quali presentano sulla loro
superficie molecole di
immunoglobuline (anticorpi), che le
molecole sulla superficie di una singola cellula
B abbiano la stessa specificità e che per ciascun
determinante antigenico esista solo una piccola parte
dell'insieme delle cellule B in grado di legarsi all'antigene.
Quando un antigene e' in circolazione nell'organismo si lega
solo a quelle cellule B che hanno la specificità appropriata
e ciò induce la cellula B che ha interagito, a produrre
cellule figlie che sintetizzano e secernono questo anticorpo
specifico; l'antigene quindi ha selezionato da un gruppo
preesistente di cellule, quelle che hanno l'appropriata
specificità e queste cellule sono ora dei cloni che derivano
dalla cellula originaria.
Nel 1954, l’immunologo Niels Jerne presenta una teoria nella
quale afferma che vi e' già una vasta gamma di linfociti nel
corpo prima di qualsiasi infezione. L'ingresso di un
antigene nel corpo produce la selezione di un solo tipo di
linfociti e quindi stimola la produzione di anticorpi per
distruggere l'antigene.
Altre ricerche e formulazione della teoria
L’immunologo australiano
Frank Macfarlane Burnet assieme a
David W. Talmage lavora su questo modello di teoria ed
e'
il primo a chiamarla "teoria della selezione clonale". Burnet spiega il funzionamento della memoria immunologica
come clonazione di due tipi di linfociti:
- Cellule “B” attive: agiscono immediatamente per combattere
le infezioni rilasciando anticorpi che durano solo poche ore
o giorni.
- Cellule memoria: non agiscono immediatamente ma si
preservano nell’organismo per prevenire eventuali infezioni
successive alla prima; queste cellule possono rimanere
nell’organismo per periodi di tempo molto lunghi, il che si
traduce in immunità a tale antigene.
Nel
1958,
Sir Gustav Nossal e
Joshua Lederberg hanno dimostrato che una cellula B
produce sempre un solo anticorpo. Questa e' stata la prima
prova a conferma parziale della teoria.
Bibliografia
-
Del Gobbo V., Immunologia per le lauree sanitarie,
Piccin-Nuova Libraria, Padova 2007
ANTIGENI ed
ANTICORPI
Gli antigeni costituiscono l’insieme delle molecole estranee
al corpo che permettono la produzione degli anticorpi. Sotto
questo termine generico sono raggruppati elementi organici e
chimici diversi per misura e dimensione (batteri,
virus,
cellule, pollini, proteine varie…).
Fabbricati dai
linfociti B, gli anticorpi sono proteine la cui funzione
è quella di agganciarsi agli antigeni per marcarli, per
permettere così alle cellule del sistema immunitario
specializzate nell’eliminazione di questi antigeni di
identificarli prima di distruggerli.
“Per ogni anticorpo il suo antigene” era una regola data per
certa fino a quando ci si rese conto che gli anticorpi
potevano spesso mancare il bersaglio e marcare degli
antigeni ai quali non erano destinati.
Lo stesso anticorpo può dunque marcare diversi tipi di
antigene, ma lo stesso antigene può a sua volta essere
marcato da diverse varietà di anticorpi.
Questa viene
chiamata “reazione incrociata”.
Il problema maggiore è che queste due parole hanno delle
definizioni reciproche:
- non si può definire un antigene senza parlare di anticorpo
e viceversa.
Tutta la teoria dell’immunologia,
nella
medicina ufficiale, si basa su questi concetti di antigene e
anticorpo (NdR: che e' ancora imprecisa ed
indimostrata, oltre che fasulla in tante sue parti, vedi qui
sotto).
Il problema dell’immunologia è quindi proprio quello di
basarsi su due termini che si definiscono reciprocamente e
che non sono quasi mai reciprocamente esatti, precisi, anche
perche' la teoria degli anticorpi e' una semplice teoria
indimostrata con i fatti, infatti ad esempio il 30% dei
vaccinati
non produce anticorpi all'antigene del
vaccino che gli e' stato
propinato,
proprio perche' la teoria della risposta anticorpale
obbligatoria del sistema immunitario e' fasulla.
vedi la prova QUI:
Copia dei titoli anticorpali di un
soggetto plurivaccinato
Un
esempio importante che dovrebbe far riflettere, soprattutto
i
medici allopati:
Le
PROTEINE VIRALI
Per caratterizzare un
virus, i virologi di oggi utilizzano le metodiche di
ingegneria genetica e biologia molecolare, inclusi i
cosiddetti “markers
biochimici”.
Il controllo indispensabile e diretto al
microscopio elettronico è sempre più trascurato, cosa assai
disdicevole.
Questi markers costituiscono, teoricamente, la “carta
d’identità” molecolare del virus. Poiché i differenti gruppi
di ricerca non sono mai riusciti a trovare le stesse
proteine antigeniche nelle loro colture cellulari, ci sono
voluti anni affinchè si trovasse uno pseudo-consenso
forzato e si decidesse senza alcun evidenza
scientifica che circa una decina di proteine fossero
tipiche e caratteristiche, un esempio quelle dell’Hiv.
La presenza di tali proteine è stata tra l’altro valutata
solo ed esclusiva mente nelle colture cellulari e mai
direttamente nel corpo umano.
Che ne è dunque della loro presunta specificità ?
Basandosi sull’evidenza dei fatti, questa specificità
semplicemente non esiste. Non essendo mai stato purificato
il cosiddetto virus dell’Hiv,
la natura virale delle proteine è una semplice utopia. Al
contrario, alcune di queste proteine corrispondono a
degli elementi che non hanno nulla a che vedere con un virus.
Per esempio, la
proteina chiamata p24 corrisponde al peso molecolare
della
miosina; la
p41 a quello dell’actina.
Sia l’actina che la miosina sono proteine essenziali delle
cellule muscolari che si trovano naturalmente nel corpo.
Nel 1990 venne inoltre pubblicato su Cancer Research uno
studio in cui si dimostrava che la metà di 144 cani
testati presentavano anticorpi contro uno o più degli
antigeni attribuiti all’Hiv. I cani sviluppano per caso
l’Aids ?
Commento NdR: quindi significa che tutta la
teoria
antigeni-anticorpi e' da rivedere....!
PREMESSA:
Queste teorie non tengono assolutamente in conto che gli
esseri viventi sono nei FATTI, anche secondo la teoria di
Einstein, che afferma che l'energia
e la materia sono due aspetti di UNA sola cosa, e che essa e' un'insieme di
frequenze e queste supportano e/o sono
modulate dall'informazione
(cio' che si sta formando), e' quindi evidente che
l'informazione riguardante il
Progetto Vita
e quindi il suo programma di sopravvivenza e' inscritto
nella base informatizzata anche e non solo del
sistema immunitario.
La teoria immunitaria e quella degli antigeni-anticorpi. attualmente accettate,
ma non accertate, sono basata
esclusivamente su base biochimica; esse non tengono in alcun
conto che alla base del livello biochimico vi e' il
livello di base,
bioelettronico-informazionale.
L'essere vivente, insegna la
medicina naturale,
e' nei fatti un'ologramma
(elettronico)
pensante,
quindi e' una struttura bioelettronica che contiene
l'informazione (la
Coscienza formata da
Ego/IO e
mente), contenenti il
Programma
Vita e quindi cio' che necessita alla sopravvivenza,
cioe' anche il sistema immunitario; quindi questo
"programma" immunitario informatico, prima ancora di essere
una "struttura informatizzata di livello biochimico" e' una
"struttura informatizzata di livello primario
bioeletttronico"; essa funzione quasi esclusivamente con tre
livelli principali: il primo e' il livello
dell'informazione, il secondo e' quello della frequenza
elettronica, il terzo e' quello del livello biochimico.
Quando noi introduciamo per varie vie, in questo "ologramma
pensante" una frequenza NON riconosciuta dal sistema
ologrammatico, come
biocompatibile alla Vita sana, il programma
di sopravvivenza la riconosce anticipatamente come frequenza
tossica, contro vita, spuria, ecc. e quindi innesca tutti i
meccanismi d'informazione necessari atti alla difesa ed
all'esclusione, eliminazione dall'organismo di quella
frequenza, materia=sostanza.
Per cui prima ancora che si allarmino i sistemi biochimici,
e' il sistema bioelettronico di riconoscimento o meno della
sostanza=frequenza introdotta, quello che scatta per
PRIMO, in difesa della Vita e solo successivamente fa
scattare tutti i sistemi di difesa e protezione della vita
stessa, anche a livello biochimico.
Il livello del sistema elettronico informatizzato di difesa,
e' quello contenuto anche nel DNA,
che e' la struttura rivelatrice
ricetrasmittente che e' in continuo e costante e
prennne relazione di collegamento informazionale con le
frequenze (armoniche e non), delle energie dell'UniVerso
e della Terra stessa, essendo stato informatizzato dal
passato, fin dalle origini dell'essere Vivente nel quale e'
inserito, in questo caso dell'Uomo.
Per cui questo programma di sopravvivenza e difesa, avendo
imparato nel corso del tempo, cio' che e' compatibile o meno
alla sua sopravvivenza, a seconda di cio' che necessita alla
specie del Vivente nel quale e' inserito, il DNA e' divenuto
la matrice e la guida del sistema immunitario, che si attiva
attraverso di esso per far sopravvivere l'organismo nel
quale esso vive.
Esso ha inscritto in se stesso quali sono le frequenze
biocompatibili, cioe' pro - vita, mentre
tutte le altre
Frequenze = Energie = MATERIE =
SOSTANZE, non essendo biocompatibili con quella specie
e/o quel livello, sono ritenute estranee = contro - vita.
Ecco come funziona il sistema immunitario, prima ancora
dello scatenamento dei meccanismi biochimici.
Di cio' la medicina ufficiale, NON ne tiene ALCUN conto,
proprio per la sua
impreparazione; essa e' come se volendo osservare un
panorama, essa sia solo salita al primo piano di un edificio
alto 5 piani....e pretenda di affermare che cio' che vede e'
l'unico ed il piu' completo panorama osservabile...e quindi
non puo' pretendere di definire e certificare la sua
parziale visione del panorama...
Per riassumere, la medicina naturale insegna che
l'informazione, lo spirito, attiva la struttura fisiologica,
la malattia
parte proprio dall'errata informazione presente
(inconscia o conscia e quindi necessaria), in quel tipo di
livello=corpo che si e' ammalato.
Ovviamente tutto cio' che introduciamo in un corpo Vivente (aria,
acqua,
cibi,
farmaci, e
soprattutto
Vaccini, DEBBONO
essere BIOCOMPATIBILI con la natura di quel corpo,
altrimenti esso si ammala, se non riesce ad eliminare al
piu' presto quelle sostanze contro vita, TOSSICHE, NON
compatibili con la Vita sana.
Ecco perche' riteniamo che la teoria oggi accettata dalla
comunita' medica mondiale,
va rivisitata alla luce di queste importanti
premesse.
Sindrome
infiammatoria chiamata "Asia" scatenata dai
vaccini
!
ASIA_Sindrome
infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le
infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo di sintomi,
che i
medici impreparati
allopati chiamano erroneamente "malattie"....
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Negli esseri umani esistono due sistemi che
contribuiscono all’immunità (vedi sotto):
il
sistema immunitario innato o aspecifico e il sistema
adattativo o specifico, suddiviso in umorale e in
cellulo-mediato. Entrambi questi sistemi sono essenziali per
la sopravvivenza della specie.
Alcuni
Virus vengono
replicati non solo dalle
cellule, ma anche nei e dai
macrofagi primari umani, SENZA stimolare l'immunità
innata, nonostante la trascrizione inversa di RNA
genomico in DNA a doppio filamento, attività che ci si
potrebbe aspettare per attivare i recettori dei “pattern
recognition” (immunitari) innati.
Cio’ significa che alcuni virus NON vengono riconosciuti
dal sistema immunitario e quindi possono andare ove li
porta il flusso di liquidi ove vengono o sono inseriti, ad
esempio con i
vaccini esempio nella
micro circolazione producendo
gravi
danni nei tessuti, specie quelli dei
cervelli !
Tutta la teoria dell’immunologia,
nella
medicina ufficiale, si basa su questi concetti di antigene e
anticorpo (NdR: che e' ancora imprecisa ed
indimostrata, oltre che fasulla in tante sue parti, vedi qui
sotto).
Il problema dell’immunologia è quindi proprio quello di
basarsi su due termini che si definiscono reciprocamente e
che non sono quasi mai reciprocamente esatti, precisi, anche
perche' la teoria degli anticorpi e' una semplice teoria
indimostrata con i fatti, infatti ad esempio il 30% dei
vaccinati
non produce anticorpi all'antigene del
vaccino che gli e' stato
propinato,
proprio perche' la teoria della risposta anticorpale
obbligatoria del sistema immunitario e' fasulla.
vedi la prova QUI:
Copia dei titoli anticorpali di un
soggetto plurivaccinato
Il sapore "amaro"
dell'immunità - 2016
Le proteine che percepiscono il gusto amaro si trovano non
solo sulla lingua ma in tutto il corpo, anche in organi che
non entrano in contatto con il cibo. Chiamate recettori
gustativi, queste proteine innescano meccanismi di difesa
molto rapida in grado di uccidere i batteri, secondo nuove
ricerche. La stimolazione di questi recettori con composti
amari potrebbe rinforzare la risposta immunitaria naturale e
ridurre il nostro uso di
antibiotici.
TROVATO l’ANELLO MANCANTE fra
CERVELLO e SISTEMA IMMUNITARIO:
In una rivoluzionaria scoperta che stravolge decenni di
precetti dei manuali di medicina, i ricercatori della School
of Medicine dell’Università della Virginia (UVA) hanno
determinato che il cervello è direttamente collegato al
sistema immunitario per mezzo di vasi linfatici di cui in
precedenza non si contemplava l’esistenza.
E già abbastanza sorprendente che questi vasi fossero
sfuggiti alla meticolosa mappatura del sistema linfatico
dell’intero corpo, ma il vero significato di questa scoperta
sta nell’impatto che potrebbe avere sullo studio e su
trattamento di malattie neurologici che vanno dall’autismo
al morbo di Alzheimer e alla sclerosi multipla. “Il modo di
percepire l’interazione neuro-immunitaria ora è
completamente cambiato”, ha detto il Dott. Ric. Jonathan
Kipnis, docen del Dipartimento di Neuroscienze e Direttore
del Center for Brain Immunology and Glia (BIG) presso la UVA.
L’inattesa presenza dei vasi linfatici solleva un gran
numero di domande che ora esigono risposta sia riguardo al
funzionamento del cervello che riguardo alle malattie che lo
colpiscono.
Per esempio, consideriamo il morbo di Alzheimer:
“Nell’Alzheimer, si vedono accumuli di grosse placche
proteiche nel cervello”, spiega il Prof. Kipnis. “noi
riteniamo che, probabilmente, se si accumulano nel cervello
è perché non c’è stata una rimozione efficace di parte di
questi vasi linfatici.”
Kipnis nota che i vasi assumono un aspetto diverso con
l’età, dunque il ruolo che svolgono con l’invecchiamento è
un’altra strada esplorare. E c’è una lunga serie di malattie
neurologiche, dall’autismo
alla
sclerosi multipla, che andrebbero riconsiderate
alla luce della presenza di qualcosa che la scienza finora
dava per inesistente.
Fonte: ScienceDaily.com, 1 giugno 2015,
http://www.sciencedaily.com/releases/2015/06/150601122445.htm
Commento NdR: La
medicina
naturale ha da sempre parlato che quando il sistema
linfatico non drena le sostanze eccedenti o tossiche
dall’organismo, l’ammalamento
e’ assicurato, specie se cio’ riguarda i tessuti
nervosi, glia e ghiandole cerebrali; finalmente anche la
medicina allopatica, ci e’ arrivata.
Descrizione de meccanismo di
riproduzione-moltiplicazione dei virus da parte della
cellula stessa.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
RICERCA
RIVOLUZIONARIA, occorre rifare e rivedere tutti
i libri di medicina, trattasi di meccanismi
legati anche ai
danni dei vaccini, in particolare per
le cosiddette impropriamente "malattie"
tipo:
Autismo,
Danni neurologici,
Sclerosi, Alzheimer,
ecc...! - Maggio 2015
Uno studio condotto da ricercatori della
University of Virginia School of Medicine,
negli USA, ha determinato, dopo meticolose
ricerche durate anni, che il cervello è
direttamente collegato al sistema immunitario
tramite vasi linfatici che si pensava non
esistessero. Si tratta di una scoperta
sensazionale che ribalta decenni di insegnamenti
e di teorie apprese da ogni libro di medicina.
È sorprendente che
proprio tali vasi linfatici siano sfuggiti ad occhi attenti
e brillanti di migliaia di ricercatori e medici dato che il
sistema linfatico è stato mappato in tutto il corpo in ogni
singolo dettaglio, ma il vero significato della scoperta
risiede negli effetti che questa potrebbe avere sullo studio
e sulle vere cause dell'autismo e/o di tutte le patologie
neurologiche oltre al possibile trattamento di quei
problemi, spaziando dall’autismo al morbo di Alzheimer fino
alla sclerosi multipla.
Una scoperta
sensazionale
Anziché porsi interrogativi quali: ‘Come si studia la
risposta immunitaria del cervello ?
Perché pazienti con sclerosi multipla presentano diversi
attacchi al sistema immunitario ?, ora possiamo avvicinarci
meccanicamente e realmente al problema perché il cervello è,
come ogni altro tessuto, collegato al sistema immunitario
periferico attraverso i vasi linfatici meningei – ha
affermato
Jonathan Kipnis, professore del Dipartimento UVA di
Neuroscienze e direttore presso il
Center for Brain Immunology and Glia (BIG)
dell’Università della Virginia.
Cambia completamente il modo in cui percepiamo l’interazione
neuro-immunitaria. Abbiamo sempre percepito questo
collegamento tra sistema nervoso e sistema immunitario come
qualcosa di esoterico, che non potesse essere studiato. Ma
ora siamo in grado di porre domande più meccanicistiche.
Noi crediamo che questi vasi linfatici possano svolgere un
ruolo importante per ogni malattia neurologica con una
componente immune; sarebbe difficile immaginare che questi
vasi linfatici non abbiano connessioni con malattie
neurologiche di natura immunologica !
Il risultato e le nuove
prospettive ‘molto ben nascoste’
Kevin Lee, presidente del Dipartimento di Neuroscienze
UVA, ha descritto la sua reazione alla scoperta del team di
Kipnis:
"La prima volta che questi ragazzi mi hanno mostrato il
risultato di base, ho subito detto una frase:’ Dovranno
cambiare i libri di testo. Non è mai esistito un sistema
linfatico per il sistema nervoso centrale. È risultato molto
chiaro fin dalla prima particolare osservazione – e a
partire da quella, i ricercatori hanno svolto molti studi
per sostenere i risultati – che cambierà radicalmente il
modo di guardare il rapporto tra sistema nervoso centrale
con il sistema immunitario.
La scoperta è stata resa possibile grazie al lavoro svolto
da
Antoine Louveau, un borsista post-dottorato nel
laboratorio di Kipnis. I vasi linfatici sono stati rilevati
dopo che Louveau ha sviluppato un metodo per ricostruire le
meningi di un topo in un singolo vetrino in modo da poter
essere esaminato globalmente.
E’ stato abbastanza facile, in realtà. C’è un trucco:
abbiamo fissato le meningi nella calotta cranica, in modo
che il tessuto rimanesse nella sua condizione fisiologica, e
quindi abbiamo sezionato l’area che ci interessava.
Se avessimo fatto il contrario, non avrebbe funzionato.
Dopo aver notato che i modelli dei vasi linfatici sul suo
vetrino avevano la stessa distribuzione di cellule come nel
sistema immunitario, li ha confrontati e avvisato Kipnis. L’impossibile
esisteva".
Louveau ricorda il momento dicendo:
Ho chiamato Jony (Kipnis) invitandolo a guardare al
microscopio e ho detto: “Penso che abbiamo qualcosa”
Kipnis ha descritto questi vasi linfatici come “molto ben
nascosti” in quanto sono riusciti a non essere notati per
così tanto tempo. Ha inoltre osservato che questi vasi, dopo
essere stati “fotografati” tramite tecniche di imaging,
seguono un importante vaso sanguigno verso le cavità
sinusali, un’area molto difficile da visualizzare in quanto
si trova nelle ossa del viso ed è connessa con le cavità
nasali.
Quest’area è così vicina ai vasi sanguigni che si perde
facilmente di vista. – ha aggiunto l’esperto – Se non sai
cosa stai cercando, la perdi.
Il lavoro di imaging,
molto importante per l’intero studio, è stato reso possibile
grazie alla collaborazione con
Tajie Harris, ricercatore, assistente del professore di
neuroscienze e membro attivo del centro di BIG. Kipnis ha
anche elogiato le “fenomenali” capacità chirurgiche di Igor
Smirnov, un socio di ricerca nel laboratorio Kipnis il cui
lavoro è stato fondamentale per il successo di imaging dello
studio.
Alzheimer, autismo,
sclerosi multipla e oltre
Ed ora l’ inaspettata identificazione dei vasi linfatici
solleva un enorme numero di domande sia sul funzionamento
del cervello che alle malattie ad esso collegato che lo
affliggono, come ad esempio il morbo di Alzheimer.
Nell’Alzheimer, si
verificano accumuli di grandi blocchi di proteine – ha detto
Kipnis. Riteniamo che tali blocchi si accumulino nel
cervello a causa del fatto che non vengono rimossi in
maniera efficace da questi vasi sanguigni. Egli ha
osservato, inoltre, che questi vasi cambiano aspetto
all’aumentare dell’età dell’individuo, dunque il ruolo che
essi giocano nella fase dell’invecchiamento rappresenta
un’altra strada da esplorare.
Altre malattie verso le quali bisogna rivolgere
l’attenzione, in luce dei risultati ottenuti, sono l’autismo
e la sclerosi multipla. I risultati sono stati pubblicati on
line dalla prestigiosa rivista
Nature e appariranno in una prossima edizione di stampa.
Approfondimenti:
-
University of Virginia, Health System
.- Kipnis J et al.
Structural and functional features of central nervous system
lymphatic vessels, Nature, Published Online June 1 2015.
doi: 10.1038/nature14432
Fonte: neuroscientistnews.com
Tratto da.
http://ingegneriabiomedica.org/news/neuroscience/limpossibile-esiste-scoperto-un-fondamentale-collegamento-tra-cervello-e-sistema-immunitario/
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Scoperto
un fondamentale collegamento tra cervello e sistema
immunitario - 08/06/2015
Uno studio condotto da ricercatori della
University of Virginia School of Medicine, negli USA, ha
determinato, dopo meticolose ricerche durate anni, che il
cervello è direttamente collegato al sistema immunitario
tramite vasi linfatici che si pensava non esistessero. Si
tratta di una scoperta sensazionale che ribalta decenni di
insegnamenti e di teorie apprese da ogni libro di medicina.
È sorprendente che proprio tali vasi linfatici siano
sfuggiti ad occhi attenti e brillanti di migliaia di
ricercatori e medici dato che il sistema linfatico è stato
mappato in tutto il corpo in ogni singolo dettaglio, ma il
vero significato della scoperta risiede negli effetti che
questa potrebbe avere sullo studio e sul trattamento delle
malattie neurologiche, spaziando dall’autismo al morbo di
Alzheimer fino alla sclerosi multipla.
Una scoperta sensazionale
Anziché porsi interrogativi quali: ‘Come si studia la
risposta immunitaria del cervello ?‘, ‘Perché pazienti con
sclerosi multipla presentano diversi attacchi al sistema
immunitario ?‘, ora possiamo avvicinarci meccanicamente e
realmente al problema perché il cervello è, come ogni altro
tessuto, collegato al sistema immunitario periferico
attraverso i vasi linfatici meningei – ha affermato
Jonathan Kipnis, professore del Dipartimento UVA di
Neuroscienze e direttore presso il
Center for Brain Immunology and Glia (BIG)
dell’Università della Virginia.
Cambia completamente il modo in cui percepiamo l’interazione
neuro-immunitaria. Abbiamo sempre percepito questo
collegamento tra sistema nervoso e sistema immunitario come
qualcosa di esoterico, che non potesse essere studiato. Ma
ora siamo in grado di porre domande più meccanicistiche.
Noi crediamo che questi vasi linfatici possano svolgere un
ruolo importante per ogni malattia neurologica con una
componente immune; sarebbe difficile immaginare che questi
vasi linfatici non abbiano connessioni con malattie
neurologiche di natura immunologica!
Il risultato e le nuove
prospettive ‘molto ben nascoste’
Kevin Lee, presidente del Dipartimento di Neuroscienze
UVA, ha descritto la sua reazione alla scoperta del team di
Kipnis:
La prima volta che questi ragazzi mi hanno mostrato il
risultato di base, ho subito detto una frase:’ Dovranno
cambiare i libri di testo. Non è mai esistito un sistema
linfatico per il sistema nervoso centrale. È risultato molto
chiaro fin dalla prima particolare osservazione – e a
partire da quella, i ricercatori hanno svolto molti studi
per sostenere i risultati – che cambierà radicalmente il
modo di guardare il rapporto tra sistema nervoso centrale
con il sistema immunitario.
La scoperta è stata resa
possibile grazie al lavoro svolto da
Antoine Louveau, un borsista post-dottorato nel
laboratorio di Kipnis. I vasi linfatici sono stati rilevati
dopo che Louveau ha sviluppato un metodo per ricostruire le
meningi di un topo in un singolo vetrino in modo da poter
essere esaminato globalmente.
E’ stato abbastanza facile, in realtà. C’è un trucco:
abbiamo fissato le meningi nella calotta cranica, in modo
che il tessuto rimanesse nella sua condizione fisiologica, e
quindi abbiamo sezionato l’area che ci interessava.
Se avessimo fatto il contrario, non avrebbe funzionato.
Dopo aver notato che i modelli dei vasi linfatici sul suo
vetrino avevano la stessa distribuzione di cellule come nel
sistema immunitario, li ha confrontati e avvisato Kipnis. L’impossibile
esisteva. Louveau ricorda il momento dicendo:
Ho chiamato Jony (Kipnis) invitandolo a guardare al
microscopio e ho detto: “Penso che abbiamo qualcosa”
Kipnis ha descritto questi vasi linfatici come “molto ben
nascosti” in quanto sono riusciti a non essere notati per
così tanto tempo. Ha inoltre osservato che questi vasi, dopo
essere stati “fotografati” tramite tecniche di imaging,
seguono un importante vaso sanguigno verso le cavità
sinusali, un’area molto difficile da visualizzare in quanto
si trova nelle ossa del viso ed è connessa con le cavità
nasali.
Quest’area è così vicina ai vasi sanguigni che si perde
facilmente di vista. – ha aggiunto l’esperto – Se non sai
cosa stai cercando, la perdi.
Il lavoro di imaging, molto importante per l’intero studio,
è stato reso possibile grazie alla collaborazione con
Tajie Harris, ricercatore, assistente del professore di
neuroscienze e membro attivo del centro di BIG. Kipnis ha
anche elogiato le “fenomenali” capacità chirurgiche di Igor
Smirnov, un socio di ricerca nel laboratorio Kipnis il cui
lavoro è stato fondamentale per il successo di imaging dello
studio.
Alzheimer, autismo, sclerosi
multipla e oltre
Ed ora l’ inaspettata identificazione dei vasi linfatici
solleva un enorme numero di domande sia sul funzionamento
del cervello che alle malattie ad esso collegato che lo
affliggono, come ad esempio il morbo di Alzheimer.
Nell’Alzheimer, si verificano accumuli di grandi blocchi di
proteine – ha detto Kipnis. Riteniamo che tali blocchi si
accumulino nel cervello a causa del fatto che non vengono
rimossi in maniera efficace da questi vasi sanguigni.
Egli ha osservato, inoltre, che questi vasi cambiano aspetto
all’aumentare dell’età dell’individuo, dunque il ruolo che
essi giocano nella fase dell’invecchiamento rappresenta
un’altra strada da esplorare.
Altre malattie verso le quali bisogna rivolgere
l’attenzione, in luce dei risultati ottenuti, sono l’autismo
e la sclerosi multipla. I risultati sono stati pubblicati on
line dalla prestigiosa rivista
Nature e appariranno in una prossima edizione di stampa.
University of Virginia, Health System
Kipnis J et al.
Structural and functional features of central nervous system
lymphatic vessels. Nature, Published Online June 1
2015. doi: 10.1038/nature14432
Fonte: neuroscientistnews.com
Tratto da:
http://ingegneriabiomedica.org/news/neuroscience/limpossibile-esiste-scoperto-un-fondamentale-collegamento-tra-cervello-e-sistema-immunitario/
Commento:
Questa scoperta
evidenzia che l’ingegneria biomedica ha
trovato la correlazione esistente tra il cervello ed il
sistema immunitario.
Si auspica che si possano comprovare anche le
correlazioni tra psiche-cervello-organi scoperte (NdR:
anche, perche la
medicina naturale lo insegna da migliaia di anni)
dal dr.
R.G. Hamer che chiariscono che questo rapporto
esiste per quasi tutte le cosiddette malattie oncologiche e
oncoequivalenti.
Scrisse Bernardino del Boca: “2
aprile '69 - Uno sciamano italiano, che non
sapeva di esserlo, pubblicava su "Il Tesoro delle Famiglie".
giornale istruttivo pittoresco del giugno 1875, questa
notizia: "Sabuco Donna Olivia di Nantes visse in Alcaras,
città della Spagna, sotto il regno di Filippo II, cioè dopo
la metà del secolo decimosesto. Ella aveva sortito dalla
natura un ingegno superiore al suo sesso, e lo mostrò in
alcune opere da lei pubblicate. Il P. Féijoo parla di lei in
questo modo:
" Ciò che la rese più commendevole fu il suo nuovo sistema filosofico
e medico, in cui stabilisce per principio contro tutti gli
antichi, che non è il sangue che nutre il nostro corpo, ma
il succo nervoso che dal cerebro si comunica a tutti i
nervi; ond'ella attribuisce ai vizi di questo umore vitale
quasi tutte le infermità, L'Inghilterra subito ha
abbracciato con ardore questo sistema, che la Spagna poco
curante ha negligentato; ed ora gli Spagnoli la ricevono
dalle mani degli stranieri. Sembra in tal guisa che questa
dotta femmina abbia preceduto Renato Cartesio nell'opinione
che stabilì nel cerebro l'unica sede dell'animo ragionevole,
quantunque ella la estendesse a tutta la sostanza, e non la
chiude precisamente nella ghiandola pineale. Questa donna si
credeva talmente sicura della verità delle sue osservazioni
che si esibiva a dimostrare in presenza dei fisici e dei
medici più dotti della Spagna, che la fisica e la
medicina che si insegnano nelle scuole erano
assolutamente errate."
Lo sciamano ha intuito una
verità che tuttora è ignorata. L'uomo di oggi, più che mai,
ignora di ignorare. (BdB - Singapore-Milano-Kano - II ed. 94
pag. 30):
“Quando i pionieri dello
spirito
e della verità lasciano la loro impronta nella cultura del
loro tempo, essa non può più essere cancellata ed è essa che
segna il sentiero che diverrà presto la strada maestra per
tutti. Il compito di questi pionieri è soprattutto quello di
rompere le barriere della mente e di far espandere la
coscienza generale per colmare il vuoto che esiste fra uomo
e uomo”.
By
Paola Botta Beltramo
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Per il sistema immunitario
l'ambiente conta più della genetica – 15/01/2015
L'efficienza del sistema immunitario nell'affrontare
infezioni e agenti patogeni è in gran parte determinata dai
fattori ambientali, vale a dire dall'esposizione a virus e
batteri, dalla dieta, dalle vaccinazioni (NdR:
infatti i
vaccini lo destabilizzano) e dall'igiene orale. I
fattori genetici, invece, hanno un ruolo secondario, come
riferisce un nuovo studio basato sull'analisi di più di 200
parametri immunologici ricavati da campioni di sangue di
gemelli omozigoti ed eterozigoti (red)
È l'ambiente più che i
geni a determinare lo stato del nostro sistema
immunitario: lo rivela un nuovo studio pubblicato
sulla rivista “Cell” da Mark Davis e colleghi della
Stanford University, che hanno analizzato centinaia di
parametri immunologici di campioni di sangue di coppie di
gemelli omozigoti ed eterozigoti.
“In alcuni ambienti sembra circolare l'idea che conoscendo
la sequenza del genoma di una persona si può prevedere quali
malattie avrà tra 50 anni”, ha spiegato Davis.
"Il corredo genetico riveste certamente un ruolo cruciale
nella suscettibilità ad alcune malattie, ma il sistema
immunitario deve avere un alto livello di plasticità per
poter affrontare episodi non prevedibili come infezioni,
ferite e formazioni di tumori".
"Quando si esamina il sistema immunitario di soggetti
diversi, si trovano spesso differenze notevoli, e ci si
chiede perciò se riflettano differenze genetiche sottostanti
o qualcos'altro”, ha aggiunto Davis. “Ciò che si trova è che
nella maggior parte dei casi, come nella
reazione al vaccino dell'influenza
o in altri tipi di responsività immunitaria, l'importanza
della genetica è limitata o addirittura nulla: è
probabile che l'ambiente e l'esposizione individuale ai
microbi siano il fattore determinante”.
Per chiarire i rispettivi ruoli di genetica e ambiente,
Davis e colleghi hanno usato un metodo classico delle
ricerche sull'ereditarietà: gli studi sui gemelli.
In essi si confrontano i dati biologici di gemelli
omozigoti, che condividono il 100 per cento dei geni, con
quelli i gemelli eterozigoti, che condividono in media il 50
per cento del patrimonio genetico, come i fratelli. A
differenza dei fratelli, tuttavia, i gemelli eterozigoti
devono le loro differenze al solo patrimonio genetico,
perché si presume che sia le esperienze all'interno
dell'utero materno sia quelle dell'ambiente familiare e
sociale dopo la nascita siano grosso modo le stesse.
Davis e colleghi hanno usato un registro della Stanford
University relativo a circa 2000 soggetti, selezionando 78
coppie di gemelli monozigoti e 27 eterozigoti.
Per ciascuna coppia, sono stati raccolti campioni di sangue
poi analizzati con sofisticate tecniche di laboratorio per
misurare più di 200 distinti parametri immunologici.
Dall'analisi statistica delle differenze rilevate tra coppie
monozigote ed eterozigote, è emerso che nel 75 per cento di
casi le influenze dei fattori non ereditabili, come
l'esposizione ad agenti patogeni o
tossici, (NdR: come) le
vaccinazioni, la dieta o l'igiene dentale
superavano quelli ereditabili. La dominanza dei fattori
ambientali risultava inoltre più spiccata nei gemelli
identici più anziani, cioè oltre i 60 anni di età che in
quelli più giovani, cioè sotto i 20 anni.
Il risultato depone decisamente a favore dell'ipotesi di
una notevole plasticità del sistema immunitario.
“Almeno per i primi 20 anni circa della vita, quando è in fase di
maturazione, il sistema immunitario sembra capace di
adattarsi alle più diverse condizioni ambientali”, ha
concluso Davis. “Un sistema immunitario sano si adatta
continuamente ai suoi incontri con agenti patogeni, microbi
innocui che albergano nell'intestino, componenti introdotti
con la dieta e così via, mettendo in secondo piano le
influenze della maggior parte dei fattori ereditabili”.
Tratto da: lescienze.it
Promemoria:
Finché il nuovo nato bimbo/a non gattona, la mamma (o chi
per lei), lo tiene quasi sempre con sé, lo pulisce e lo
accudisce, poi verso i 6-7 mesi, chi prima chi dopo,
comincia a gattonare; a questo punto inizia la fase che
potremmo chiamare anche di “auto-vaccinazione”, nel senso
che il piccolo mette “di tutto” in bocca senza distinzioni,
e, con un’incredibile faccia tosta e indifferenza verso i
sapori più astrusi, in questa fase il bambino assume
piccolissime quantità di “sporco”, sporcizie (batteri,
funghi, parassiti) e li trasporta nel posto giusto, cioè
nell’intestino,
il quale è dotato di almeno tre quarti delle
immuno-competenze oltre ad implementare e oridonare la sua
flora
batterica
autoctona ancora incompleta, per poter competere con
i batteri presenti nel nuovo ambiente ove vive (la Terra) e
quindi luogo di primissima linea di immuno-training ove
memorizza e migliora sempre piu’ il suo livello di
immunita’ naturale
acquisita alla nascita.
Le immunocompetenze di un bambino di 3 mesi, sono ancora del
tutto immature ed inesperte; proprio per questo motivo, e
perché non ha ancora svolto la sua naturale auto-attivazione
immunitaria attraverso l’intestino,
il bimbo viene naturalmente protetto attraverso il
latte materno, che deve continuare ad essere
allattato, fino a quando ha 2 anni, ovviamente se possibile.
Insomma, è così che a soli 3 mesi di vita inneschiamo un
atto di immuno-stress, super-anticipatorio, che lo
proteggera’ in seguito e per tutta la vita.
Ecco la testimonianza di un medico il dott.
Giuseppe Parisi:
Le prime volte che andavo alla scoperta della Bangkok
(Thailandia) piu' nascosta e, fuori dalle rotte turistiche,
mi stupivo come i bambini delle baraccopoli ai piedi dei
grandi canali, correnti di acqua che portavano di tutto,
potessero non ammalarsi visto che, li dentro facevano il
bagno, ogni giorno.
Meglio non lasciarvi immaginare cosa c'era
dentro quei canali...altro
che vaccini...
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Del
neonato e del
lattante: influenza dei
batteri e quindi
di anticorpi di origine
materna, regalati on il
latte
materno
Prima della nascita lo sviluppo del sistema immune e'
incompleto e spesso non e’ sufficiente per fornire difese
efficaci contro le infezioni. Per questa ragione il
trasferimento degli anticorpi dalla madre
madre (soprattutto quelle NON vaccinate, quindi senza
possibili
mutazioni genetiche mitocondriali e non
immunodepresse da vaccino)
al prodotto del
concepimento e al neonato, prima e dopo la nascita (nel latte
materno da somministrare fino ai 2 anni) rappresenta
un elemento essenziale per la sopravvivenza del feto, del
neonato e del lattante.
Delle difese della madre contro le infezioni ci interessano
solo gli anticorpi della classe
IgG, gli unici che oltrepassano la
barriera placentare, per proteggere il prodotto
del concepimento, perche le altre classi di anticorpi e le
cellule T non possono, proprio per le differenze dell’HLA
fra la madre e il feto, essere utili per le sue difese e
d’altra parte non dovrebbero superare la barriera
placentare. Queste differenze sollevano la possibilita' di
un attacco al feto da parte delle cellule T della madre, ma
questo pericolo e scongiurato dall’assenza di antigeni HLA
nelle aree di contatto placentare; d’altra parte il rischio
che linfociti fetali possano attaccare i tessuti della madre
e molto ridotto, per l’incompetenza delle cellule T del
feto. Pertanto, solo gli anticorpi servono a trasmettere
l’esperienza immunologica della madre al feto, al neonato e
al lattante, in attesa che egli maturi il proprio
sistema immune
(Zinkernagel RM, 2003)Infatti, gli anticorpi di origine
materna attenuano l’infezione durante i primi mesi di vita,
creando le condizioni ottimali per l’immunizzazione
naturale del lattante.
Commento NdR:
in realta' le cose sono molto piu' complesse e non basate
esclusivamente sugli anticorpi e/o sulle cellule o linfociti
!
Comunque, per la poliomielite
l’immunita di origine materna e' presente in tutti i
neonati. Tutti i lattanti hanno anche in circolo anticorpi
neutralizzanti per il
morbillo, e per altre infezioni, specie nei primi
mesi a titolo elevato, poi sempre piu basso, ma ancora
presente intorno al compimento del primo anno di vita,
per cui e' criminale vaccinarli nel primo anno di eta' (3
mesi e 6 mesi), quando il sistema immunitario e'
ancora in fase di organizzazione.
Anche
se alcuni medici consigliano, prima di effettuare un
qualsiasi
vaccino, di
controllare il tipo di anticorpi per le "malattie"
per le quali si vaccina, siccome la
teoria degli
anticorpi (test sulle immunoglobuline -
Tipizzazione linfocitaria) e' ancora una "teoria" e
non una certezza,
infatti il 30% c.a. dei vaccinati NON presenta
anticorpi agli antigeni del vaccino o della
malattia per
la quale si vuole vaccinare, in quanto quella ideologia e' una teoria superflua, incompleta
(errata) e quindi depistante, questo perche' non significa che avendo o non
avendo gli anticorpi ad un antigene, sicuramente sarete
protetti o vi ammalerete non avendoli, queste sono tutte fandonie e
falsita'
biologiche che i fatti reali dimostrano essere fasulla:
es.:
Nessuno dei milioni di 45enni italiani che
NON
hanno fatto il vaccino della
Polio, ne' hanno gli anticorpi alla polio, in
50 anni di tempo, questi soggetti, NON hanno MAI somatizzato casi di
Polio !
Ecco come si raccontano BALLE biologiche per
spaventare la gente con frasi di questo tipo: "non ti sei vaccinata/o, non sei
protetta/o"....tutto cio' per farli
vaccinare per mezzo
della paura...!
Le RICERCHE
MOSTRANO un NESSO fra
MICROBIOMA
Intestinale (intestino)
e
CERVELLO - 09/01/2015
Chiamate collettivamente microbioma, le migliaia di miliardi
di microbi che abitano il corpo umano vivono principalmente
nell’intestino, dove ci aiutano a digerire il cibo, a
sintetizzare le vitamine e a difenderci dalle infezioni.
Ora, recenti ricerche sul microbioma hanno dimostrato che la
sua influenza si estende ben oltre l’intestino,
fino ad arrivare al cervello. Negli ultimi 10 anni, vari
studi hanno collegato il
microbioma intestinale a una serie di comportamenti
complessi, come umori ed emozioni, appetito e ansia.
Il microbioma intestinale sembra contribuire al mantenimento
della funzionalità cerebrale, ma non solo: potrebbe anche
incidere sul rischio di disturbi psichiatrici e neurologici,
fra cui
ansia,
depressione e
autismo.
Una delle modalità più sorprendenti con cui il microbioma
influisce sul cervello è durante lo sviluppo.
“Esistono delle finestre evolutive critiche in cui il
cervello è più vulnerabile poiché si sta preparando a
rispondere al mondo circostante”, spiega Tracy Baie, docente
di neuroscienze presso la facoltà di veterinaria
dell’Università della Pennsylvania. “Così, se l’ecosistema
microbico della madre si modifica - per esempio a causa di
infezioni, stress o diete - ciò cambierà il micro bioma
intestinale del neonato, e gli effetti possono durare tutta
la vita.”
Altri ricercatori stanno esplorando la possibilità che il
microbioma abbia un ruolo nelle malattie neurodegenerative
come l’Alzheimer e il Parkinson.
Fonte: MedicalXpress.com :
http://tinyurl.com/kaa2j36
Commento NdR: ma cio’ puo’ accadere anche e non solo
per i
vaccini che il neonato subisce dai
due, tre mesi in avanti…infatti se una madre ha
delle
amalgami dentali in bocca (contengono
mercurio) il neonato potra’ subire delle conseguenze
anche gravi.
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Altri ricercatori, hanno trovato che vi sono anche certi
globuli bianchi, chiamati
neutrofili che lavorano in sintonia con il
sistema immunitario:
Un nuovo ruolo dei neutrofili nel sistema immunitario
La presenza nella
milza di queste cellule a bassa specializzazione,
osservata per la prima volta anche in assenza di
un'infezione locale, porta a ipotizzare un loro ruolo nella
regolazione del sistema immunitario.
Finora si è ritenuto che i neutrofili avessero solamente il
compito di contenere le infezioni e preparare il
Terreno ad altre
cellule del sistema
immunitario in grado di eradicarle in modo permanente. La
scoperta potrebbe essere sfruttata in futuro per nuove
terapie in grado di stimolare una maggiore produzione di
linfociti B (red)
Nella milza sono presenti neutrofili anche in assenza di
un'infezione locale: a questo importante risultato, che apre
le porte all'ipotesi che queste
cellule abbiano un ruolo cruciale e finora
misconosciuto nell'immunoregolazione
(IR), sono giunti i ricercatori dell'IMIM
Institut
Municipal d'Investigació Mèdica di Barcellona, in
Spagna, coordinati da Andrea Cerutti, in collaborazione con
il
Mount Sinai di New York.
I
neutrofili sono le prime
cellule a migrare nel sito d'infezione (NdR:
intossicazione) o d'infiammazione
per distruggere i patogeni ivi presenti. Finora, la
letteratura scientifica li aveva considerato essenzialmente
come “fattori a bassa specializzazione” con il semplice
compito di limitare l'espansione di un'infezione, in modo da
preparare il Terreno ad
altre cellule del sistema immunitario in grado di eradicarla
in modo permanente.
(IR):IMMUNOREGOLAZIONE
La regolazione fine
ed integrata della risposta immunitaria è di
cruciale importanza per il mantenimento dell’omeostasi
dell’organismo. Progressi recenti in questo
settore hanno chiaramente mostrato l’importanza
delle fasi precoci di risposta, quali l’immunità
innata (NdR: vedi sopra), nello sviluppo
delle risposte acquisite che seguiranno, così
come il contributo di alterazioni nella risposta
immunitaria, sia innata che acquisita, alla
patogenesi di diverse patologie umane.
Obiettivi principali della ricerca, sono la
caratterizzazione dei meccanismi
molecolari e
cellulari che regolano la risposta
immunitaria ed il ruolo di loro possibili
alterazioni nella patogenesi dei vari e tendenti
infiniti
sintomi che i
medici
della
medicina ufficiale chiamano
impropriamente "malattie",
infettive,
infiammatorie,
neoplastiche,
autoimmuni.
Le conoscenze acquisite mediante un approccio di
ricerca di base contribuiranno, speriamo, ad una
migliore comprensione di tali processi e
potranno fornire gli strumenti necessari per lo
sviluppo di nuovi approcci terapeutici.
Nelle due immagini,
linfociti B (in blu), circondati da neutrofili
(verde) e
cellule epiteliali (rosso) in una milza umana.
L'immagine a sinistra mostra una milza normale, mentre
l'organo a destra appartiene a un malato di neutropenia,
dove la presenza di neutrofili è molto più bassa. (Foto: By
IMIM,
Hospital del Mar Research Institute)
I ricercatori hanno ora dimostrato la presenza di neutrofili
nella milza a partire dallo sviluppo fetale, anche in
assenza di infezioni, e l'osservazione è stata confermata
sia in soggetti umani di differenti età sia in altri
mammiferi. In particolare, si è notato che i neutrofili si
dispongono intorno ai linfociti B per consentirne
l'attivazione e garantire una risposta rapida in presenza di
patogeni.
“Grazie a molti diversi approcci sperimentali abbiamo
dimostrato che i neutrofili nella milza acquisiscono la
capacità d'interagire con i linfociti B, inducendo la
produzione di antibiotici, un ruolo che i linfociti che
circolano nel flusso sanguigno non sono in grado di
svolgere”, ha spiegato Irene Puga, ricercatrice dell'IMIM e
cofirmataria dell'articolo
apparso su "Nature Immunology".
Il risultato rappresenta un notevole progresso nella
comprensione dei meccanismi mediante i quali il nostro
sistema immunitario ci protegge dall'infezione. Ciò
implica
anche che, nel caso di alcune patologie come la
neutropenia, caratterizzata da un deficit di
neutrofili, potrebbe essere necessario analizzare in che
modo viene influenzata la produzione di anticorpi
nell'organismo.
In prospettiva, sottolineano i ricercatori, la scoperta di
neutrofili nella milza potrebbe essere sfruttata per nuove
terapie in grado di stimolare una maggiore produzione di
linfociti B. - Tratto da: lescienze.it
Sieroconversione (questa la teoria della definizione
della parola sieroconversione, da parte della
medicina ufficiale)
Quando un agente "infettante" penetra nell'organismo,
vengono in genere, nel 70% dei soggetti circa, quindi non in
tutti, prodotti
anticorpi diretti contro di esso.
La sieroconversione è il passaggio dallo stato di
sieronegatività (assenza di tali anticorpi nel
plasma sanguigno) allo stato di
sieropositività (presenza di tali anticorpi nel plasma
sanguino).
La sieroconversione, in generale, non avviene subito dopo
l'ingresso dell'agente infettante nell'organismo (contagio),
ma può avvenire anche a distanza di tempo, per cui i test
per la rilevazione di anticorpi nel plasma sanguigno, se non
trascorre un tempo sufficientemente lungo successivamente al
contagio, possono risultare negativi. Il periodo temporale
che intercorre tra il contagio e la sieroconversione prende
il nome di periodo finestra e può avere durata
diversa a seconda dell'agente infettante e del tipo di test
considerato.
La sieroconversione può essere seguita dalla sieroreversione.
Anche se, solitamente, il termine "sieroconversione" è usato
nelle tematiche riguardanti il
test HIV, si tratta di un termine generale, valido in
ogni caso in cui il
sistema immunitario produca anticorpi, quindi anche per
altre malattie infettive.
Tratto da: it.wikipedia
I
macrofagi al lavoro nel sangue
Anche prima che il concetto di immunità (da Immūnis'''',
parola latina che significa "esenti") fosse sviluppato,
numerosi medici precocemente, caratterizzavano ed indicavano
solo degli organi che sarebbero poi stati dimostrati facenti
parte del sistema immunitario, pur non essendo la chiave
primaria di esso.
In seguito la ricerca dimostro’ che la chiave primaria del
sistema immunitario e’ principalmente localizzabile in una
buona funzionalita’ della cellula
che, quando compromessa (es. dai
Vaccini), lo
scompenso immunitario e’ assicurato,
in specie e principalmente dalle cellule del
tessuto che compone la
mucosa intestinale, oltre a quelli delle
ghiandole endocrine (timo,
milza,
tonsille (adenoidi),
linfonodi,
pelle,
mucose,
sangue, ecc.), ed il
midollo osseo.
I principali componenti del sistema immunitario sono
in realtà le
funzioni cellulari
e non sono associati ad alcun organo specifico, ma piuttosto
sono incorporati o circolano nelle
cellule che compongono i vari
tessuti situati in tutto il corpo.
Le cellule
fanno parte, come e’ noto, dei tessuti di tutti i tipi, i
quali a loro volta fanno parte di tutti gli organi e/o
ghiandole endocrine.
Per riassumere:
la chiave primaria del sistema immunitario
sono le cellule e principalmente
quelle della
mucosa dell’apparato
digerente (intestino)
quella secondaria, le cellule dei tessuti del
midollo osseo, del timo, ecc.
Molto in sintesi: esistono due tipi di immunità: aspecifica
od innata ed acquisita.
L'immunità aspecifica od innata, dipende dalle difese
aspecifiche, ossia quelle che agiscono contro l'intruso
indipendentemente dalla natura dello stesso, sia parassita,
fungo, batterio o scheggia di legno, e comprende alcune
cellule come i
macrofagi ed anche le barriere come la
pelle,
come già detto sopra.
L'immunita' aspecifica od innata, comprende anche mediatori chimici (dell’infiammazione)
e cellulari
responsabili di una prima linea di difesa
contro le aggressioni. e' evolutivamente più
antica e consente il riconoscimento di un
repertorio limitato di antigeni. Riconosce
una generica condizione di pericolo e pone
il sistema immunitario in una condizione di
“allarme”, che favorisce lo sviluppo
dell’immunità specifica, anche nel tempo, se
non vengono baypassate artificialmente le varie e principali
barriere Immunitarie (pelle e mucose) come ad esempio con i
Vaccini che vengono
direttamente iniettati nei
muscoli e quindi nel
sangue !.
L'Immunità aspecifica (innata)
e' filogeneticamente
più antica, ed e' presente fin dalla nascita, non necessita
di un precedente contatto con la sostanza cosiddetta lesiva e non dà
luogo a memoria immunitaria.
L'immunità innata comprende le
barriere meccaniche principali, come la
cute, le
mucose (vie
respiratorie,
lamina basale,
propria, del
tessuto connettivo,
gastrointestinali,
urogenitale ecc.), le
barriere: cellulari (es.
membrana cellulare),
ematoencefalica, e quelle chimiche, come il
succo acido gastrico.
Esistono
due componenti cellulari:
1 - il sistema
fagocitario, la cui funzione e' quella di ingerire
e digerire i microrganismi e le tossine, che
invadono-intossicano l'organismo
2 - le cellule natural
killer (NK), la cui funzione e' quella di eliminare alcuni
tipi di tumori, di microrganismi e di cellule infettate da
virus. Le
componenti solubili sono costituite dalle
proteine del
complemento, dai reattanti di fase acuta
(R) e dalle
citochine.
Quindi per riassumere:
Dell’immunità aspecifica fanno parte le cellule
fagocite professioniste, come i
Macrofagi, i
Granulociti,
cellule presentanti
l’antigene come le
Cellule Dendritiche (DC), e
infine delle cellule ad attività citotossica
come le cellule
Cellule Natural Killer (NK).
(R): Si
definiscono REATTANTI della FASE ACUTA le
proteine che vengono sintetizzate,
prevalentemente dalle cellule epatiche, in
risposta alla produzione di quelle sostanze
che vengono liberate dai tessuti sede di
infiammazione o di necrosi (IL°-1, IL-6,
IL-8 , TNF-alfa, ...).
Le principali sono:
- PCR (Proteina C reattiva)
- VES (poco specifica)
- Fibrinogeno
- Transferrina
- Aptoglobina
- alfa-1-glicoproteina acida
- Precursore sierico dell'Amiloide A
- Ceruloplasmina
- alfa-1-antitripsina
- C3 e C4 (tra i fattori del Complemento)
- Pro-calcitonina
- IL ° = Interleuchina
I
fagociti includono i
neutrofili e i
monociti (nel sangue) e i
macrofagi (nei
tessuti).
Ampiamente distribuiti, i
macrofagi sono localizzati in
maniera strategica nei punti in cui i
tessuti sono a
contatto con il
sangue o con gli spazi cavitari, circondati
da strutture fibrose esili; ne sono esempi i macrofagi
alveolari (nei polmoni), le
cellule di Kupffer (nei
sinusoidi epatici), le
cellule sinoviali (nelle cavità
articolari), le
cellule microgliali perivascolari (a
protezione del
SNC), i
fagociti
mesangiali (nei
reni).
Le
citochine sono
polipeptidi non immunoglobulinici secreti dai
monociti e dai
linfociti in risposta alla loro interazione con un
antigene (Ag) specifico, con un Ag aspecifico, oppure in
risposta a uno stimolo aspecifico solubile (p. es.
endotossine, altre citochine).
Le citochine modulano
l'ampiezza delle risposte
infiammatorie o
immunitarie.
Sebbene la loro secrezione possa essere indotta
dall'interazione di un linfocita con il suo Ag specifico, le
citochine non sono Ag-specifiche; pertanto esse
costituiscono un tramite tra l'immunità innata e quella
adattativa.
Infine gli enzimi ricoprono
importanti funzioni a sostegno del
sistema immunitario !
Questo se le
funzioni immunitarie,
cellulari ed
enzimatiche,
non sono state alterate
esempio, dai
Vaccini
effettuati
da neonati !
Commento NdR:
in realta' le cose sono molto piu' complesse
e non basate esclusivamente sugli anticorpi
e/o sulle cellule o linfociti !
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Immunità Innata e il microbioma –
Giu. 2012
Da alcuni anni, ci dicono i
medici allopati, della
medicina ufficiale, che i vari batteri
possono creare infezioni e rendere noi
malati, ma alla luce della
Medicina Naturale sappiamo che
cio’ non corrisponde al vero – vedi:
Teoria dei
germi e’ falsa.
Recentemente alcuni ricercatori hanno
scoperto (giustamente) che nell’ospite (il
corpo vivente) e precisamente nell'intestino,
le varie specie di
microbi
(GUT-MICROBIOMA) sono importanti per
migliorare funzioni
immunitarie innate e hanno un
ruolo importante nel modo in cui il nostro
sistema
immunitario esegue la propria
funzione di protezione.
Oltre a cio’, i
batteri ospiti nell'intestino,
possono sviluppare più attività come la
demoleculizzazione dei componenti degli
alimenti per renderli
digeribili o per la
trasformazione delle sostanze nutritive in
modo che possiamo migliorare lo stato di
salute e quindi quello immunitario, cio' e'
possibile solo con il riordino e
manutenzione di un sano-microbioma,
facilitato con una dieta più personalizzata
e piu’
cruda possibile.
L'importanza dell’ospitare i vari gruppi dei
microrganismi salubri nell'intestino, può
influenzare non solo la digestione, ma anche
la
composizione e distribuzione della flora
intestinale e non, è influenzata
anche dalla qualità e da quanto e quale cibo
si mangia.
Il GUT-MICROBIOMA e’ nato con noi, perché
l'utero è sterile, quindi cominciamo ad
acquisire tutte le numerose specie di
microbi ospitati, da quando nasciamo.
Il numero di questi microbi sono più
numerosi delle cellule del corpo: 10 a 1.
I batteri sono molto più piccoli delle
cellule umane, quindi il peso totale della
micro-comunità che vive in simbiosi con noi
è stimato a circa 2000/2500 grammi.
Non esistono due individui che possono
condividere la stessa composizione dei
microbi e dei loro geni, persino fra i
gemelli identici (monozigoti).
Per maggiori informazioni:
http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=ultimate-social-network-bacteria-protects-health
http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=microbiome-graphic-explore-human-microbiome~~V
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Scoperto un nuovo tipo di globulo bianco
che attiva una risposta immunitaria contro
invasori esterni. - USA, Washington, 30
Lug. 2012
La ricerca e' opera di alcuni scienziati
della
Newcastle University ed e' stata
pubblicata su ''Immunity''.
Gli scienziati hanno scoperto un nuovo tipo
di cellule del
tessuto dentritico, globuli
bianchi che combattono
virus e batteri eterologhi=estranei
ad esempio quelli dei
Vaccini.
Le
cellule dentritiche hanno la
capacita' di produrre
lifonciti T, le cellule killer
degli organismi patogeni, in risposta alla
presenza esterna di batteri o virus, quindi
senza essere infettate direttamente.
Muzlifah Haniffa, che ha guidato la ricerca,
ha detto "La nostra ricerca offre un sistema
semplice di targeting che fa funzionare al
meglio le capacita' protettive naturali
della cellula".
Il segno delle "epidemie" in realta'
ammalamenti particolari, nel sistema
immunitario di
Europei e
Rom - 05/02/2014
Grazie a questi risultati la ricerca
fornisce una prospettiva unica sugli effetti
dell'evoluzione sul sistema immunitario
sotto pressione dalle infezioni.
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Le RISPOSTE IMMUNITARIE
Esistono tre tipi di risposte' immunitarie:
la risposta dell'immunità umorale, quella dell'immunità
cellulare e quella dell'immunità specifica, quella
portata avanti da
proteine che hanno funzione di stimolo, chiamate
linfochine.
- L'immunità umorale e' costituita da molecole in soluzione,
queste sono chiamate
immunoglobuline o anticorpi e costituiscono il
20% delle proteine del
sangue; fa parte della difesa immunitaria umorale
anche il complemento che e' rappresentato da una serie di
proteine che aiutano gli anticorpi a uccidere i
Batteri e che agisce in maniera non specifica.
- L'immunità cellulare e' rappresentata da quella portata
avanti da cellule intere, come i
fagociti che sono in grado di ingerire e
distruggere materiale estraneo; fanno parte di questa
famiglia i neutrofili e i macrofagi. Uno dei ruoli
fondamentali degli anticorpi e' quello di aiutare i fagociti
a riconoscere sostanze estranee; esiste anche un tipo di
cellule che presenta sulla sua superficie delle proteine che
hanno le stesse caratteristiche degli anticorpi e, inoltre,
un altro tipo di cellule che secernono le linfochine le
quali aiutano a guarire dall'infezione. La prima risposta
immunitaria dell'organismo e' per un breve periodo non
specifica, i fagociti si attivano quando incontrano un
batterio e le cellule che vengono infettate da un
virus producono molecole che
si chiamano
interferoni, le quali interagiscono con
recettori esposti da altre cellule e le rendono
meno vulnerabili all'infezione virale.
- L'immunità specifica invece e' portata avanti dai
linfociti, i quali vengono attivati sia dal contatto diretto
con la sostanza patogena sia in maniera indiretta da
proteine o frammenti di esse che vengono digerite e
presentate sulla superficie dai macrofagi.
Questo evento fa riconoscere come estranee queste risposte e
il linfocita inizia la produzione di anticorpi.
L'anticorpo riconosce una parte della struttura estranea
chiamata epitopo e ogni proteina ha la potenzialità di avere
molti epitopi che possono essere riconosciuti dagli
anticorpi. La caratteristica principale di questi ultimi e'
costituita dalla loro specificità, infatti il nostro
organismo e' in grado di produrre un numero molto elevato di
anticorpi diversi in grado di riconoscere altrettante
strutture diverse. Ciascuna molecola di anticorpo consiste
in due classi di catene proteiche chiamate leggere e pesanti
e ogni singolo anticorpo e' costituito da due coppie
identiche della catena pesante e di due coppie della catena
leggera. In questa struttura a quattro catene, le due
estremità uguali, che rappresentano la parte N-terminale
della proteina, contengono la specificità per
l'antigene e, quindi, ogni anticorpo può legarsi
a due molecole di antigene per volta e questo legame e'
altamente specifico.
Esistono vari tipi di anticorpi che
sono stati classificati come IgM, IgD, IgG, IgE e IgA: la
loro differenza risiede nella catena pesante.
Gli anticorpi
sono prodotti dai linfociti B, che hanno origine nel midollo
osseo; la lettera B rappresenta l'iniziale di un organo
chiamato
borsa di Fabrizio, che e' il luogo deputato alla
produzione di queste cellule negli uccelli dove sono stati
studiati per la prima volta.
Il sistema immunitario ha una
versatilità straordinaria: infatti, può produrre anticorpi
contro quasi ogni sostanza nuova per la cellula; tale
caratteristica ha posto degli enormi interrogativi sui
limiti e le potenzialità di questo sistema e sui meccanismi
di produzione di queste diverse strutture.
Per anni gli immunologi hanno dibattuto sui meccanismi
genetici che contribuivano a una così grande diversità, ma
la teoria selettiva, che ritiene che gli antigeni stessi
selezionino l'anticorpo appropriato da un insieme
preesistente di anticorpi, e' probabilmente la più corretta.
Tratto in parte da: sapere.it
Bibliografia:
J. Daguet, Ele'ments d'immunologie me'dicale, Parigi, 1967; M.
Landy, W. Braun, Immunological Tolerance, New York, 1969; P.
A. Miescher. H. T. Müller-Eberhard, Trattato di
immunopatologia, Roma, 1971; B. Amos, Progress in Immunology,
New York, 1972; E. Clerici, M. L. Villa, Immunologia
generale, Torino, 1973; G. Doria, L. Adorini, Immunologia
generale, Milano, 1991.
Commento NdR:
La stimata rivista medica,
Vaccine,
afferma chiaramente: "E' noto
che, in molti casi, i titoli anticorpali non si correlano
con la protezione."
- Del Giudice G, Podda A, Rappuoli R. What are the limits of
adjuvanticity ?
Vaccine. 2001 Oct 15;20 Suppl 1:S38-41.
Infatti, in
realta' le cose sono molto piu' complesse e non basate
esclusivamente sugli anticorpi e/o sulle cellule o linfociti
!
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La
risposta
infiammatoria:
principale sistema di difesa
innato (aspecifico) – esso produce nell’area danneggiata
delle specifiche reazioni, in primis nell’area della
microcircolazione
dei
tessuti interessati, essi diventano gonfi e
rossi, per il ristagno di liquidi,
linfa e
sangue, di conseguenza diviene calda, per aumento
termico e richiede nuovi liquidi all’organismo per tentare
di raffreddare il
tessuti.
Queste
le conseguenze:
1 – La
microcircolazione in quell’area e’ alterata,
intasata e/o ostruita e quindi le
cellule sono sottoposte a
stress ossidativo
per la mancanza di
ossigeno, sostanze vitali anche quelle da
produrre e specializzare, oltre a rallentare e/o impedire la
respirazione
cellulare, quindi le principali funzioni
cellulari (metabolismo) sono in primis alterate.
2 - Danno al
tessuto: liberazione di segnali d’allarme chimici
come l’istamina;
3 - Aumento della permeabilità e dilatazione dei vasi
sanguigni locali, afflusso di sangue verso la zona
danneggiata e fuoriuscita del plasma verso il liquido
interstiziale dei tessuti lesionati, attirati i
globuli bianchi nella zona danneggiata
4 - I fagociti eliminano i batteri e ciò che rimane delle
cellule danneggiate, il tessuto si rimargina.
A volte certi microorganismi come i batteri e i protozoi
entrano nel sangue e rilasciano tossine che vengono
trasportate in tutto il corpo: il sistema immunitario
risponde aumentando i globuli bianchi e facendo salire la
temperatura corporea (che stimola la fagocitosi). Talvolta
le proliferazioni batteriche anomale (soprattutto per le
disbiosi in atto) provocano un’eccessiva risposta del
sistema immunitario, lo shock settico, che può portare alla
morte, altre volte lo shock immunitario, pur non portando
alla morte, crea delle risposte immunitarie intense che
vengono chiamate
autoimmuni, come quelle create od indotte dai
Vaccini
(allergie,
asma,
epilessie,
leucemie,
distrofie,
cancri,
autismo,
sclerosi,
ecc.).
Il sistema linfatico
e' molto importante durante l’infezione, poiche' trasporta nel
sistema circolatorio il liquido interstiziale e combatte le
infezioni, apportando linfa e sangue, attraverso la
microcircolazione
ai
tessuti
danneggiati, es. dai vaccini.
Il sistema linfatico e' costituito da una rete di vasi,
numerosi linfonodi (che contengono globuli bianchi detti
linfociti),
tonsille,
adenoidi,
appendice,
milza,
timo e
midollo osseo (dove si originano i globuli
bianchi).
Nel sistema linfatico scorre la linfa, che e' simile al
liquido interstiziale ma con meno ossigeno e sostanze
nutritive.
La linfa confluisce dai capillari linfatici a due grandi
dotti, il dotto linfatico destro e il dotto toracico, che
sono provvisti di valvole per impedire il reflusso della
linfa nei capillari, e come le vene, lo scorrere della linfa
dipende dai muscoli scheletrici. All’interno degli organi
linfatici si trovano permanentemente i macrofagi.
La nostra salute
quindi dipende, non solo dal giusto funzionamento del nostro
sistema immunitario, che
e' composto da
cellule che preparano le sostanze soprattutto
proteine,
indispensabili all’organismo e molecole con le funzioni più
disparate, le quali cooperano per il riconoscimento e la
distruzione di quello che non fa parte ed e’ utile
dell'organismo, sempre che le cellule siano in grado di
funzionare a dovere, evitando così che agenti estranei
possano danneggiarlo: esempio, se entra una scheggia sotto la
pelle,
dopo qualche tempo i globuli bianchi la circonderanno,
isolandola dal resto del corpo; la pelle stessa e' la prima
barriera contro gli agenti esterni e, superata quella, una
serie di poliziotti e armi sono pronti ad intervenire.
Come abbiamo visto possono essere risposte INNATE O
NATURALI, del
Terreno, i
liquidi del corpo e la
matrice nel suo insieme, che sono aspecifiche, cioe' poco specifiche, che non si modificano in seguito
a successive esposizioni agli antigeni.
Possono essere risposte
ACQUISITE, molto specifiche, che migliorano fino alla morte, in seguito a
successive esposizioni all’antigene (“memoria” del primo
contatto).
Il RICONOSCIMENTO dell’antigene
avviene per mezzo di differenti cellule del sangue e di
altri tessuti e si fissa nei geni del DNA cellulare
mitocondriale.
Gli EFFETTORI principali della
risposta a ciascun antigene sono in genere linfociti, ma non
solo questi....
I linfociti stimolati
dall’antigene si trasformano in
PLASMACELLULE, che producono
gli ANTICORPI specifici contro quell’antigene, che lo
neutralizzano o distruggono.
Commento NdR:
in realta' le cose sono molto piu' complesse e non basate
esclusivamente sugli anticorpi e/o sulle cellule o linfociti
!
Disbiosi,
immunita’ e
parto cesareo e/o
naturale
Al parto il
bambino che nasce in modo naturale nel passaggio
dal canale vaginale si nutre ed assimila con la sua bocca e
la sua pelle, i
batteri
vaginali che sua madre gli regala producendogli le
basi
batteriche immunitarie per eccellenza.
I bambini che nascono con parto cesareo NON hanno questa
possibilita’ per cui e’ indispensabile che per essi, gli
assistenti al parto passino una garza sulle pareti
all’interno della vagina sfregandola in modo che si carichi
dei batteri vaginali, questa garza va messa immediatamente
sulla bocca/viso del bambino in modo che egli possa
assimilare i batteri che immediatamente passeranno dalla
garza alla mucosa della bocca e sulla pelle, i quali poi
colonizzeranno da soli l’apparato
digerente e la
pelle del neonato e cosi’ la sua immunita’ sara’
molto ma molto migliore di coloro che nascendo con un
cesareo che non si sara’ nutrito dei batteri della madre !
Pochi sanno che il bambino che nasce dalla vagina, si nutre
facilmente anche dei batteri delle
feci della
madre (coproterapia) arricchendo le sue famiglie
batteriche in modo naturale e quindi l’immunita’ sara’
maggiore.
Ovviamente il
colostro ed il
latte materno rifiniscono il processo naturale
per irrobustire il
sistema immunitario, soprattutto le prime 3
settimane fino ai 6 mesi….
RISPOSTA IMMUNITARIA
CELLULARE (Cellulo-Mediata)
Viene svolta dai
MACROFAGI
I macrofagi (o istiociti) rappresentano, per frequenza
numerica, la seconda classe di elementi cellulari nel
tessuto connettivo lasso.
Come le altre cellule del tessuto connettivo hanno vita
limitata quindi devono continuamente rinnovarsi; ciò è
possibile tramite due meccanismi:
- Attività mitotica dei macrofagi preesistenti.
- Migrazione dal sangue circolante al tessuto connettivo dei
loro precursori, i
monociti, e trasformazione degli stessi in macrofagi.
I macrofagi svolgono diverse
funzioni:
- Hanno un ruolo fondamentale nei processi di difesa tramite
la fagocitosi e l’induzione della risposta immunitaria.
- Intervengono nel metabolismo del ferro in quanto i globuli
rossi invecchiati sono fagocitati dai macrofagi del sistema
reticolo-istiocitario della milza, del fegato e del midollo
osseo e il ferro contenuto nell’emoglobina si deposita nel
citoplasma per essere riutilizzato dagli eritroblasti per la
produzione di nuova emoglobina.
- Intervengono nella guarigione delle ferite e nelle
malattie caratterizzate da fibrosi producendo, in risposta a
stimoli infiammatori, sostanze di secrezione rappresentate
da:
a - Fattori che attivano la proliferazione e la funzione
fibrillogenetica dei fibroblasti.
b - Prostaglandine che influenzano la contrattilità
muscolare liscia, la permeabilità vascolare, l’attività di
alcune ghiandole endocrine, la lipolisi, l’aggregazione
delle piastrine.
c - Enzimi idrolitici attivi a pH acido e neutro che
intervengono nell’infiammazione cronica degradando i
costituenti dei tessuti connettivi ed attivando varie
sostanze ad attività infiammatoria. Gli enzimi idrolitici
acidi prodotti, di origine lisosomiale, sono: catepsine,
glicosidasi, fosfatasi acida, aril-solfatasi, ecc.; gli
enzimi idrolitici neutri sono: collage nasi, elastasi,
attivatore del plasminogeno, lisozima.
d - Componenti del complemento.
e - Fattori stimolanti l’emopoiesi
da
vari
LEUCOCITI (globuli bianchi) e dai
LINFOCITI -T (timo-dipendenti), cioe' da
linfociti che, originando da precursori presenti nel midollo
osseo, si differenziano e maturano nel timo.
LINFOCITI - T4
Nei primi anni di vita maturano
nel timo cloni di linfociti-T4, che esprimono alla loro
superficie molecole specifiche (recettori) capaci di
riconoscere ciascuna un solo tipo di antigene o addirittura
un solo antigene.
Quindi si forma un numero enorme
di cloni, capaci di riconoscere tutti i possibili antigeni
con cui si può venire in contatto.
I
LINFOCITI - T4 circolano nel
sangue, escono nei connettivi e ogni volta che incontrano un
antigene si attivano, proliferano e danno luogo alle proprie
funzioni difensive.
Alcuni di essi, attivati, si
trasformano in cellule
della memoria, che circolando in continuazione, ogni volta
che incontrano l’antigene che li ha attivati, mettono in
atto una risposta immunitaria rapida ed efficace.
CELLULE
PRESENTANTI l'ANTIGENE
I linfociti -T4 in realtà non
sono in grado di riconoscere direttamente l’antigene, ma
hanno bisogno dell’aiuto di altre
cellule che, dopo aver incontrato l’antigene, ne
“scoprano” quella parte di molecola adatta a legarsi ai
recettori dei T4.
Queste
cellule capaci di presentare l’antigene ai
linfociti-T4 (che possono anche essere macrofagi o monociti,
quali le cellule di
Langerhans dell’epidermide), catturano l’antigene, lo
demoliscono parzialmente e lo ripresentano ai T4, di solito
nei linfonodi, dopo aver viaggiato attraverso i vasi
linfatici.
Le
cellule che presentano l’antigene producono una
proteina, l’interleukina-1, capace di stimolare l’attività
di linfociti specifici contro l’antigene, che si trovano nei
dintorni
LINFOCITI -Th (o T- HELPER)
Sono linfociti-T che, stimolati
dall’interleukina-1, producono una seconda proteina,
l’interleukina-2, che a sua volta stimola la proliferazione
dei linfociti-T e B circostanti che hanno sulla loro
superficie i recettori per l’antigene.
I linfociti-Th producono anche
le linfochine, che stimolano l’attività delle
cellule immunitarie site
nelle immediate vicinanze.
LINFOCITI -Tc (o CITOTOSSICI)
Hanno il compito di distruggere
le cellule dell’organismo
che siano state infettate da agenti patogeni, soprattutto da
virus, limitando così la possibilità di replicazione dei
virus stessi.
Producono sostanze citotossiche
come le
perforine, che letteralmente producono fori sulla
membrana cellulare, oppure le endonucleasi, che frammentano
il DNA cellulare portando la cellula all’apoptosi.
LINFOCITI -Ts (o T-SUPPRESSOR)
Intervengono alla fine della
risposta immunitaria riducendola e poi annullandola.
LINFOCITI -NK (o NATURAL KILLER)
Sono linfociti di origine
midollare, più grandi degli altri, che rappresentano circa
il 10% dell’intera popolazione dei linfociti circolanti, che
non esprimono in superficie recettori per gli antigeni, ma
sanno riconoscere cellule
tumorali o infettate da virus e le uccidono con meccanismi
vari. Producono interleukina-1 e interferone, agenti
stimolanti le difese immunitarie.
RISPOSTA IMMUNITARIA UMORALE
Si basa sull’azione dei
linfociti-B, che vengono prodotti dal midollo osseo e ivi
maturano.
La lettera B che li
contraddistingue indica “Borsa dipendente”, e fa riferimento
a un organo presente negli uccelli, la Borsa di Fabrizio,
nel quale sono stati scoperti e identificati per la prima
volta.
I linfociti-B, venendo a
contatto con gli antigeni, esprimono recettori di membrana
specifici, per cui si formano cloni di
cellule specializzate contro tutti gli antigeni
possibili.
Perche' i linfociti-B possano
dare inizio alla loro risposta difensiva, devono essere
stimolati dalle linfochine prodotte dai loro fratelli T-helper
Il linfocito-B stimolato può
modificarsi e diventare una plasmacellula, oppure mantenere
i caratteri del linfocito conservando anche la capacità di
riconoscere in seguito l’antigene (linfocito-B della
memoria).
Se il linfocito-B si trasforma
in plasmacellula, questa produce una grande quantità di
anticorpi che vengono immessi nell’ambiente extracellulare
connettivale e di qui finiscono nei liquidi circolanti,
linfa e sangue.
I linfociti-B stimolati
proliferano fintantoche' persiste lo stimolo antigenico, in
modo da garantire un efficiente livello di anticorpi.
Una volta debellato l’attacco,
anche se rallentano la produzione, i linfociti-B e le
plasmacellule continuano a produrre anticorpi, per cui
l’organismo, man mano che viene a contatto con gli antigeni,
si “attrezza” con difese che possono anche essere permanenti
(immunizzazione).
Se il linfocito-B stimolato non
si trasforma in plasmacellula, diventa cellula della
memoria, la cui funzione e' di mantenere un cospicuo clone di
cellule specifiche contro
quel determinato antigene costantemente in circolo e pronte
ad intervenire.
ANTICORPI
Gli anticorpi sono molecole
proteiche sintetizzate dalle plasmacellule e immesse
dapprima nell’ambiente intercellulare dei connettivi, e
quindi nella linfa e nel sangue.
Hanno la funzione di legarsi
alle molecole dell’antigene contro cui sono stati
sintetizzati (o a una parte della
molecola), in modo da
neutralizzarle.
Appartengono alla famiglia delle
gammaglobuline, per cui sono detti gammaimmunoglobuline o
gammaglobuline o g-Ig.
Si conoscono cinque classi di
gamma-globuline, denominate IgM, IgG, IgA, IgD, IgE, diverse
tra loro per peso molecolare, sequenza
aminoacidica, carica
elettrica e funzione specifica.
Una plasmacellula può produrre
diversi tipi di gamma-globuline, tutte però specifiche per
lo stesso antigene.
Lo schema strutturale
fondamentale e' però comune: ogni molecola di
gamma-globulina e' formata da quattro catene polipeptidiche,
unite da ponti disolfuro, uguali a due a due.
Due catene più lunghe vengono
dette catene pesanti, mentre le due più corte, circa la metà
delle prime, sono dette catene leggere: in una molecola di
anticorpo la struttura di base e' rappresentata da due coppie
di catene formate ciascuna da una catena pesante unita a una
catena leggera.
Le IgG rappresentano il 70-75%
delle immunoglobuline circolanti, sono le principali
responsabili delle risposte immunitarie di tipo umorale e
sono le uniche capaci di attraversare la barriera
placentare.
Le IgM hanno la molecola formata
da cinque unità fondamentali. Costituiscono il 10% degli
anticorpi circolanti, responsabili delle risposte contro
antigeni patogeni complessi.
Le IgA costituiscono il 15-20%
degli anticorpi circolanti nel sangue e sono presenti anche
nelle sierose, nelle mucose e nei secreti di queste ultime:
saliva, muco delle vie respiratorie, colostro, latte,
secrezioni uro-genitali.
Le IgD sono molto scarse tra gli
anticorpi circolanti (<1%) ma si trovano sulla superficie
dei linfociti-B prima dell’attivazione. Dopo l’attivazione
scompaiono.
Le IgE sono le più scarse di
tutti gli anticorpi circolanti. Possono aderire alla
superficie di mastociti e granulociti basofili intervenendo
nelle difese da parassiti animali, come gli elminti.
Intervengono anche in reazioni allergiche da ipersensibilità
immediata, come l’ asma bronchiale o la dermatite atopica.
L'immunità acquisita
(se interviene, cosa non facile e non
certa)
invece e' altamente specifica, ed e' costituita da una
serie di cellule e
molecole capaci di riconoscere particolari
strutture, e solo quelle, formando un'arma potentissima
contro le infezioni, anche se purtroppo relativamente lenta
ad avviarsi, soprattutto
quando non si e’ in buona salute.
Essa comprende
mediatori chimici e
cellulari responsabili di una
risposta difensiva più potente e mirata
(virtualmente in grado di riconoscere
qualunque forma di
antigene), ma più lenta. e'
evolutivamente più recente e poggia sulla
risposta aspecifica per numerose funzioni di
presentazione e distruzione degli antigeni.
Del sistema immunitario specifico, invece,
fanno parte i
Linfociti B e i
Linfociti T .
I primi sono i responsabili della produzione
di Anticorpi. Gli anticorpi sono proteine
che generalmente vengono secrete da queste
cellule, e sono una delle armi dell’immunità
specifica. Gli anticorpi infatti sono
antigene-specifici.
I linfociti T si dividono in diverse
sottopopolazioni, ma in genere si distingono
in Helper e Citotossici. Normalmente vengono
chiamati CD4+ i primi e CD8+ i secondi, in
base alla presenza della proteina
CD4 o
CD8 in membrana. I CD4+ sono
diciamo i direttori d’orchestra
dell’immunità specifica. I linfociti CD8+
sono invece dei Killer cellulari.
L'Immunita' specifica acquisita, si divide a sua volta in:
- immunità specifica umorale (cioe' mediata
da
anticorpi).
- immunità specifica
cellulo-mediata
Quando gli antigeni riescono a
superare sia le barriere naturali che le reazioni
infiammatorie, entrano in atto ulteriori meccanismi
difensivi: in essi consiste l’immunità acquisita o
specifica.
In questo caso cellule del
sistema immunitario riconoscono l’antigene come agente
estraneo e attivano una serie di reazioni cellulari o
umorali specifiche per neutralizzarlo o distruggerlo.
Alcune
cellule immunitarie
specializzate (LINFOCITI), dopo il primo contatto con
l’antigene, sviluppano un meccanismo di MEMORIA che fa sì
che, se tale antigene si ripresenta nell’organismo, la
risposta immunitaria e' più rapida ed efficace.
3 caratteristiche:
a - capacità di discriminare gli elementi propri
dell’organismo da quelli estranei e quindi potenzialmente
nocivi;
b - capacità di riconoscere gli
elementi estranei e organizzare difese specifiche contro di
essi;
c - capacità di conservare il
ricordo dell’antigene aggressore per rispondere con più
rapidità ed efficacia in caso di
ripresentasse.
Il sistema immunitario risiede
principalmente nell'Intestino, quindi l'Intestino
e' la culla della morte o della Vita sana !
Commento NdR:
in realta' le cose sono molto piu' complesse e non basate
esclusivamente sugli anticorpi e/o sulle cellule o linfociti
!
Ecco un esempio di
BALLA BIOLOGICA
della medicina
ufficiale = i
Vaccini producono anticorpi ?
Anche
se alcuni medici consigliano, prima di effettuare un
qualsiasi
vaccino, di
controllare il tipo di anticorpi per le "malattie"
per le quali si vaccina, siccome la
teoria degli
anticorpi (test sulle immunoglobuline -
Tipizzazione linfocitaria) e' ancora una "teoria" e
non una certezza,
infatti il 30% c.a. dei vaccinati
NON presenta
anticorpi agli antigeni del vaccino o della malattia per
la quale si vuole vaccinare, quella ideologia e' quindi
una teoria superflua, incompleta e quindi depistante, questo perche' non significa che avendo o non
avendo gli anticorpi ad un antigene, sicuramente sarete
protetti o vi ammalerete non avendoli, queste sono tutte fandonie e falsita'
biologiche che i fatti reali dimostrano essere fasulla:
Nessuno dei 35 milioni di 45enni italiani che NON
hanno fatto il vaccino della
Polio, ne' hanno gli anticorpi alla polio, in
50 anni di tempo, NON hanno MAI somatizzato casi di
Polio !
Ecco come si raccontano BALLE biologiche per
spaventare la gente "non ti sei vaccinata, non sei
protetta"....per farli vaccinare !
Questa la risposta ad un soggetto pro-Vaccini, che citava il
fatto che i vaccini produrrebbero anticorpi specifici:
Lei e' convinto, perche' la letteratura medica parla chiaro al
riguardo, che i vaccini immunizzino i nostri figli. E’ per
questo, oltre perche' obbligatorio, che Lei ha vaccinato le
sue figlie. Ebbene, si tolga lo scrupolo di verificarlo come
ho fatto io.
Io ho vaccinato tutti e 3 i miei figli (NdR: con
tutte le 4
vaccinazioni obbligatorie) e con tutti i richiami
relativi; li ho vaccinati anche al
morbillo,
parotite
e rosolia
che non sono obbligatori
e l’ho fatto con gioia e serenità.
Ebbene io ho fatto fare i
Markers dei
vaccini con
titolazione ai bambini e sorpresa… NON SI SONO
IMMUNIZZATI a
TETANO,
DIFTERITE,
EPATITE B,
PAROTITE
e MORBILLO….
(se non ci crede sono disponibile ad inviarle la copia delle
risposte delle analisi fatte allo Spallanzani di Roma),
(NdR: cioe' non hanno prodotto anticorpi....)
Allora, a cosa e' servito vaccinarli ??? E perche' per fare
i markers (M) sono dovuta andare a Roma, altrimenti non c’era
verso di farli nella mia ASL ???
E perche', visto che i
vaccini sono obbligatori, i markers sono a pagamento (€
125,00 a bambino !) ???
Soprattutto, perche' se i vaccini obbligatori sono solo 4, ai
nostri figli nati dal 2000 in poi, ne sono stati
somministrati 6 (INFRANIX)
???
Chi li ha chiesti 2 vaccini in
più spacciati per obbligatori....e cosi "pantalone"
paga...Big
Pharma ringrazia...???
Spero di averle fatto aprire gli occhi su una situazione, a
dir poco, poco chiara…
…purtroppo le cose stanno peggio di come sembra…
Mio figlio ...... stava bene, dopo il terzo richiamo
dell’esavalente e' comparsa la
diarrea che e' durata 4 anni…
quando arrivò a 3 anni gli fecero una diagnosi di “disturbo
relazionale con ritardo neuro-linguistico”…solo in seguito
capimmo che si trattava di
Autismo e
che la situazione sarebbe solo peggiorata più il bambino
diventava grande…
L’anno scorso io e mio marito abbiamo deciso di ragionare
con la testa nostra, ed abbiamo portato il bambino dal
dott. Montinari.
E’ stato così che abbiamo scoperto la causa che generava la
diarrea in nostro figlio… ha gli anticorpi alla Poliomelite
alti, molto alti… le neopterine (N)
urinarie erano al di sopra dei livelli massimi…
A distanza di 1 anno il bambino dopo la terapia applicata
con il protocollo del dott. Montinari, e' rinato… va a scuola
(ha 6 anni e fa la prima elementare) e la prima pagella ha
voti alti (dal 7 all’8)… mentre l’anno scorso non era
considerato nemmeno scolarizzabile (non socializzava neanche
con i compagni di scuola).
Pertanto prima di dire che I VACCINI SONO SICURI, faccia
fare i markers alle sue figlie… così si renderà conto che ci
hanno riempito di menzogne.
Cordiali saluti.
By K. T.
(M) -
Markers. Termine inglese
(indicatori, marcatori) - usato in medicina allopatica, per
definire sostanze in grado di svelare la presenza di
determinate malattie: in genere si tratta di
enzimi,
antigeni,
anticorpi, la cui produzione aumenta in certe
condizioni.
(N) -
Neopterina:
La neopterina e' una sostanza la cui produzione e'
strettamente correlata con l'attivazione della risposta
immunitaria, vale a dire la reazione opposta dall'organismo
alla presenza di agenti estranei. Il suo contenuto nel
sangue e' indicativo di un'alterazione del sistema
immunitario e, pertanto, e' usato per la diagnosi di gravi
malattie.
Esame di laboratorio eseguito sul sangue. Valori normali: <
25 nmol/L.
Commento NdR: sarebbe interessante fare una
campionatura di
bambini vaccinati
(almeno 100) ai quali controllare tenore ela specifica degli
anticorpi che i vaccini avrebbero prodotto...; si
scoprirebbe che e' tutta una Balla biologica, e solo una
minoranza debole immunitariamente (c.a. 20-30%), avrebbe gli anticorpi alle malattie per le quali
sono stati vaccinati e quindi non solo si dimostrerebbe la
Balla della creazione di anticorpi da parte dei
Vaccini, ma si
scoprirebbe che i vaccini
NON immunizzano un bel nulla
!
L'immunita' quindi consiste in una serie di
"barriere" naturali presenti sin dalla nascita, che mettono in
atto meccanismi difensivi che costituiscono le prime azioni
di protezione contro agenti estranei=eterologhi (infettivi e
non).
vedi piu' sotto l'elenco di tali barriere
(B).
Inoltre l'immunita' aspecifica e9 anche derivante dal
proprio Genoma e dalla perfetta posizione
spazio-temporale dei Geni contenuti nel filamento del
DNA/RNA:
La vita intima
del
Genoma = autoorganizzazione - 24 Mar. 2011
Il funzionamento dei nostri
geni in condizioni di salute e/o di malattia è
influenzato dalla loro
disposizione e dal modo in cui si
muovono nello spazio
tridimensionale del
nucleo cellulare.
I
cromosomi non sono sparsi a
caso dentro il nucleo della
cellula, ciascuno occupa
una posizione specifica.
Questa organizzazione nucleare riflette lo stato
funzionale di ciascun cromosoma e dei geni che
trasporta.
L’organizzazione può cambiare quando
il comportamento cellulare si
modifica e nel corso di una malattia.
Identificare le posizioni che i geni occupano
all’interno del nucleo – e capire in che modo queste
posizioni cambiano in diverse condizioni – dà
importanti indizi sul funzionamento cellulare in
condizioni di normalità e in condizioni patologiche che
portano ad alcune malattie, fra cui i tumori.
By Tom Misteli - Fonte: Le scienze, Aprile 2011 n.512 -
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
vedi anche:
Effetto gregge - Immunita' di Gregge
BARRIERE IMMUNITARIE (B):
Ogni "barriera", quando attivata dal contatto con l'agente
tossico od infettivo, INFORMATIZZA, cioe' in-forma, il
programma di sopravvivenza, cioe' organizza il Sistema
immunitario, che risiede in Primis nella
mente
dell'essere Ego/IO e
che e' parte del
programma (P),
software,
mentale: "vai
e sopravvivi con il minor danno", che e' il "sistema
operativo" dell'essere
vivente.
Tali "barriere" naturali sono
rappresentate da:
a - La barriera cutanea (pelle) con il
suo film idrolipidico, oltre alle
mucose interne in funzione dell'alterazione del
processo di osmosi
ottimale o meno. Queste sono le primarie, le principali e
piu' IMPORTANTI barriere, esistenti negli organismi viventi
complessi, che ad esempio nel caso dei
Vaccini sono
bypassate e quindi il
S.I.
ne viene danneggiato perche' NON si puo' difendere
ed informare come dovrebbe o potrebbe le
cellule del corpo.
b - Le sostanze antibatteriche
presenti in alcune
secrezioni (ad esempio il lisozima della
saliva o delle lacrime).
c - Le secrezioni delle vie
aeree, che contengono sostanze antimicrobiche che
intrappolano i germi e li fanno espellere col muco e il
movimento delle
ciglia dell’epitelio della mucosa.
d - La secrezione acida del
succo gastrico.
e - La
flora batterica intestinale.
f - La secrezione acida
del
canale vaginale.
g - Il
sistema enzimatico
h - I
fagociti, cioe' i
macrofagi ed i monociti, ed i
linfociti (particolari globuli bianchi),
leucociti (globuli bianchi), che circolano nel fluido
sanguigno.
(P)
- Programma: (dal lat. tardo
programma -mătis, gr. πρόγραμμα -ματος, der. di
προγράω,
propr. "scrivere prima") e' la definizione del percorso per
raggiungere un determinato obiettivo tenendo conto delle
risorse disponibili, delle condizioni al contorno, delle
attività da intraprendere e dei tempi necessari per
realizzarle. Nel senso più ampio e' la definizione operativa
di un piano o di un
progetto.
In senso più ristretto e' una lista di cose da fare.
Quest'ultimo significato e' quello che più risponde al
termine usato in ambito tecnologico (informatica, ma anche
meccanica ed altre).
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La teoria degli Anticorpi -
anno 2010
La teoria medica ufficiale è che se il bambino è esposto a
una versione indebolita della malattia, produrrà anticorpi
contro tale malattia e diventera’ "immune", in modo che lui
non potrà mai contrarre la malattia.
A prima vista, questo suona come un principio solido e
valido, ma si concentra solo su un piccolo aspetto del
sistema immunitario, gli anticorpi, e non riesce a
guardare (NdR: e prendere in considerazione) tutte le
altre funzioni responsabili per la tutela della salute del
vostro bambino.
Quindi, come funziona il sistema immunitario ?
Il sistema immunitario è fatta anche della pelle, delle
mucose del naso e della gola, orecchie e gli occhi, peli
nasali, saliva, milza, intestino, tonsille, il timo e anche
il cervello.
Tutte queste parti lavorano insieme in modo olistico per
giungere ad una immunità del corpo intero, che è solo in
parte ha che fare con gli anticorpi, (NdR: che
neppure vengono sempre prodotti dai vaccini, ma solo nel
75-70% dei casi…).
- La pelle agisce come una barriera per impedire che i
batteri entrino nel corpo. Si filtrano le tossine anche
attraverso la febbre, che è nei fatti lo scopo di uno stato
febbrile quando il bambino è malato.
- I peli nasali impediscono particelle estranee di viaggiare
su dentro nel naso, e le membrane delle mucose secernono una
sostanza che è anti -batterica.
- Le Tonsille aiutano a prevenire le malattie respiratorie e
malattie come la poliomielite, e la saliva contiene sostanze
che distruggono e neutralizzano i microbi esterni.
- La milza e intestino, tra gli altri organi, grassi di
deposito e le vitamine in tutto il corpo e di protezione
contro l'invasione virale e batterica estranea.
- La ghiandola del timo produce delle cellule del timo,
conosciute come cellule T, che sono anticorpi contro le
infezioni.
- Ci sono varie ghiandole (nodi) nel corpo che drenano dalle
tossine e materiale inutile. Ad esempio, i nodi cervicali
scarico della testa, collo e torace .
- La ghiandola pituitaria nel cervello dirige tutti i
sistemi di cui sopra, per cui se il cervello va male, così
fa il sistema immunitario.
Si inviano impulsi elettrici a tutte le aree del corpo,
stimolando cellule alla rigenerazione e la crescita
muscolare. Questi impulsi elettrici stimolano anche la
ghiandola del timo - il centro della funzione immunitaria.
Che effetto ha la vaccinazione ha questa funzione
immunitaria ?
La vaccinazione - l'atto di acquisire artificialmente una
malattia in modo da tentare di diventare immune ad essa - è
viziata in vari modi.
In primo luogo, un vaccino contiene molte
sostanze chimiche pericolose e non solo i
virus per tentare di immunizzare.
Questi hanno ciascuno il proprio effetto tossico sul corpo.
In secondo luogo, la via di ingresso è diverso da una
malattia naturale.
La maggior parte delle malattie naturali entrerebbero
attraverso la bocca o la cavità nasale, non la pelle.
La vaccinazione rompe la pelle con un ago e inietta sostanze
estranee nel sangue.
Ciò ignora il ruolo della pelle in funzione immunitaria,
nonché le tonsille, le membrane mucose, e così via.
Normalmente, il corpo produce anticorpi supplementari dopo
essere stato innescato, avvisato dalle tonsille che c'è
un'infezione imminente. Pertanto, se l'infezione prende
piede, ci sarà un esercito di globuli bianchi, pronto a
neutralizzare l'infezione.
Nel caso di vaccinazione, questa infezione va dritto al
sangue, senza accumulo ed attivazione prima per il corpo, e
non ci sono cellule immunitarie supplementari per affrontare
la situazione.
Inoltre, con la vaccinazione plurima, vi è più di una
malattia presente (ad esempio morbillo, parotite, rosolia
tutto in uno), che naturalmente un bambino non avrebbe mai
contratto 3 malattie allo stesso tempo. Questo mette sforzo
supplementare sul sistema immunitario.
Quali problemi può causare questo ?
L'iniezione di un vaccino per questa via innaturale può
utilizzare fino al 70% delle risorse del sistema
immunitario, invece dei soliti 3-4 % con una malattia che si
verificano in modo selvatico/naturale (secondo Cynthia
Cournoyer, What About vaccinazioni ?, Dennis Nelson
Publishers, 1991).
Poiché il corpo non ha anticorpi supplementari in attesa di
contrastare il vaccino, può andare in overdrive nel
tentativo di far fronte alla situazione, prendendo vitamine
tanto necessarie, distanti nelle ossa ed altri organi, da
utilizzare per la produzione di più anticorpi.
Ciò significa che gli altri sistemi vitali vanno a corto di
vitamine, in casi estremi conducono a fratture ossee causate
dalle vitamine immunitarie in risposta di lisciviazione per
far fronte al vaccino.
Questa mancanza di vitamine può anche causare ecchimosi e
sanguinamento ed emorragie anche e non solo della retina,
che è il motivo per cui alcuni vaccini hanno danneggiato dei
neonati che sono stati falsamente etichettati come casi di
"sindrome del bambino scosso”. Questo tipo di lesioni
vaccino sono simili a quelli causati da traumi fisici.
L'ondata massiccia di anticorpi creati dal vaccino può anche
causare il corpo a diventare ipersensibile e questo è
responsabile dell'aumento delle allergie e malattie
autoimmuni.
Le allergie sono una eccessiva esposizione agli elementi
tossici che l'organismo non è in grado di purificare da se
stesso.
Se le ghiandole surrenali, il pancreas, la ghiandola
pituitaria e la milza, diventano troppo stimolate, per
esempio, mediante una vaccinazione, questo può causare il
corpo a diventare tossico e incapace di autoregolarsi.
Questo è stato collegato a malattie cardiache, diabete, asma
e bronchite, per citarne solo alcuni. Super stimolare le
ghiandole surrenali provoca anche una diminuzione della
circolazione del sangue in tutto il corpo, ed atrofia dei
vasi vascolari.
E' in questo stato di disfunzione e di sovraccarico di
chimica, provocato dai vaccini, l'inquinamento ambientale,
il cibo spazzatura, farmaci e così via, che i nostri corpi
diventano meno in grado di rimanere in buona salute.
“Quando il corpo è nel suo stato ideale di armonia, non c'è
bisogno di creare la cosiddetta "immunità". In un tale stato
di armonia ed equilibrio, le funzioni del timo lavorano
correttamente come regolatore centrale per la corretta
digestione degli elementi e tutto ciò che è assunto in corpo
viene digerito ed espulso” - (Stonebridge Associated
Colleges, 2005).
Nel tempo immediatamente dopo la vaccinazione, quando le
vitamine vengono super utilizzate per combattere il vaccino,
puo' effettivamente rendere la persona più suscettibili alla
malattia.
Ad esempio, nel vaccino della
Merck, Sharp e Dohme LTD, nelle informazioni sui
prodotti per il vaccino HIB, si afferma:
“I casi di malattia da Haemophilus B possono verificarsi
nelle settimane dopo la vaccinazione”, ed in Lederle
Hibtiter nel foglio informativo, “Casi di malattia Hib,
anche se rare, possono verificarsi dopo la vaccinazione”.
Questo è noto come ' malattia PROVOCATA ' , ossia malattia
causata dal vaccino.
I vaccini hanno più probabilità di trasmettere la malattia
al loro destinatario od ai suoi stretti contatti, come i
virus sono escreti nelle urine, nelle feci e saliva, fino a
3 settimane dopo ogni vaccino.
Il vaccino antipolio (per la Poliomielite) è stato
modificato e sostituito, dal vaccino orale ad un’altro
iniettabile, con 5 vaccini in 1, ecco perché gli unici casi
di polio nei paesi occidentali sono stati causati dal
vaccino.
Le malattie causate da vaccino sono spesso più gravi
rispetto alla malattia naturale.
Ad esempio, il morbillo atipico, ottenuto solo da bambini
vaccinati, è molto più grave perché il vaccino sopprime le
eruzione sulla pelle del bambino, che è il suo mezzo-modo di
espellere le tossine, e questo porta che le tossine vengono
spinte più in profondità nel corpo e che vanno ad
interessare i principali organi ed a volte il cervello,
creando morbillo atipico ed encefaliti.
Virus vaccinali possono, inoltre legarsi alle cellule,
organi e tessuti del cervello e causare anche e non solo
tumori, disabilità e lesioni cerebrali, come nel caso di un
ragazzo che è diventato autistico e aveva un disordine di
grippaggio dopo il suo vaccino MMR a 15 mesi.
All’ Ospedale Grande Ormand dei bambini lo hanno testato a
13 anni di età ed hanno trovato i resti dei virus del
vaccino nelle parti lese del suo cervello. (La Domenica
Express, 6 ottobre 2002 ) .
Anticorpi anti tessuto cerebrale sono stati trovati anche
nei test del sangue di bambini autistici.
Malattia e mutazioni genetiche
Anche con vaccini inattivati,
è possibile che il virus o batteri possa
mutare in una forma diversa della malattia. Per esempio, una
ragazza di 16 anni canadese morì di meningite B dopo che il
suo fidanzato era stato dato il vaccino meningite C.
Le prove di laboratorio hanno confermato che il vaccino
possa mutare in forma B e infettare sia il destinatario e
dei suoi stretti contatti. ( Pulse , la rivista del medico ,
20 novembre 1999) .
Un gran numero di malattie croniche si sono evolute al posto
delle malattie infettive, dopo l'introduzione della
vaccinazione di massa in Lupus, Sindrome di Guillain-Barre’,
Autismo, ecc. (precedentemente conosciuto come sindrome
di Kanner, scoperto dal dottor Kanner nel 1940), MS, il
virus Ebola, AID , Lichen Planus, Vulvodinia e le altre
condizioni di ipersensibilità, per non parlare delle tariffe
diffusa e incontrollabili di cancro, malattie cardiache,
asma, eczema e altre allergie. Anche la meningite era
estremamente rara prima del 20 ° secolo.
Noi stessi stiamo uccidendo, nella nostra ricerca per
'Impedire' le normali malattie infantili, dimostrando come
madre natura è più forte dell'uomo, per cui il modo
innaturale di interferire con la funzione immunitaria può
avere conseguenze disastrose per tutti.
Vaccini Causa di soppressione immunitaria
Immunostimolazione causa di immunosoppressione dopo le
vaccinazioni multiple.
La noia di Sviluppo del Vaccino terapeutico
Tre articoli di questo numero del Clinical Cancer Research
indicano come vaccinazioni multiple possono causare
immunosoppressione. Inoltre, due studi in pazienti mostrano
che granulociti e macrofagi sono fattori stimolanti le
colonie ( GM- CSF) e come coadiuvante immunostimolante di
diversi tipi di vaccini può portare ad esiti avversi in
termini di sopravvivenza libera da recidiva e nel suo
complesso.
Modulazione dell'attività delle cellule T di
regolamentazione può essere richiesto per superare questo
risultato e può essere cruciale per il successo dello
sviluppo di vaccini terapeutici.
Fonte: (Clin Cancer Res 2009; 15 (22) :6745-7)
I pazienti malati di cancro iniettato con vaccino “contro il
cancro” hanno causato i primi “Morti per Melanoma”
97 pazienti con melanoma asportato (stadio II- IV) sono
stati arruolati, stratificati per stadio, e randomizzati a
ricevere un vaccino contro il melanoma cellulare, con o
senza GM- CSF.
L'endpoint primario è stato di ipersensibilità (DTH) di tipo
ritardato in risposta a cellule di melanoma . Sono stati
esaminati anche risposte anticorpali, la conta dei leucociti
periferici, e la sopravvivenza.
Risultati: Il braccio GM- CSF ha mostrato risposte
anticorpali rafforzate con un aumento del titolo IgM contro
l'antigene TA90 e TA90 aumentate complessi immuni. Questo
braccio aveva anche diminuito la cella antimelanoma di tipo
ritardato con risposta di ipersensibilità.
Profili periferici dei leucociti
del sangue hanno mostrato aumenti degli eosinofili e
basofili con un decremento monociti nel braccio di GM- CSF.
Questi cambiamenti immunitari sono stati accompagnati da un
aumento delle morti per melanoma precoce ed una tendenza
verso una sopravvivenza peggiore con GM -CSF.
Conclusioni:
Questi dati suggeriscono che GM- CSF non è utile come
coadiuvante immunitaria in questa dose e lo schema e fa
aumentare la preoccupazione che possa essere dannoso.
Sulla base dei risultati discordanti di un endpoint
immunitario e risultato clinico, l'uso di tali endpoint
surrogati nella scelta di trattamenti per un'ulteriore
valutazione deve essere fatto con molta cautela.
Fonte : ( Clin Cancer Res 2009; 15 (22) :7029-35)
Parziale CD4 Depletion riduce le cellule T regolatorie,
perche’ indotta da vaccinazioni multiple
Risultati: vaccinazioni multiple, piuttosto che stimolare la
risposta immunitaria, hanno ridotto significativamente
l'efficacia terapeutica di immunoterapia adottiva e sono
stati associati ad un aumento della frequenza e del numero
assoluto di CD3 + CD4 + Foxp3 + T regolatorie (Treg celle).
Amministrazione anti - CD4 hanno ridotto il numero assoluto
di cellule Treg di 9 volte.
Effettrici delle cellule T, generate da topi anti- CD4,
trattati, erano significativamente (P < 0,0001) più
terapeutici in studi di trasferimento adottivo di cellule T
da animali vaccinati, si moltiplicano con una serie completa
di cellule CD4+.
Conclusioni : Questi risultati suggeriscono che le cellule
CD4 + Treg limitano l'efficacia di vaccinazioni multiple e
che nel contempo ottengono la parziale deplezione delle
cellule T CD4 + il che può ridurre la soppressione e "punta
la bilancia" a favore della immunità terapeutica
antitumorale.
Il recente fallimento di grandi studi clinici di fase III
del vaccino per il cancro, in cui i pazienti hanno ricevuto
vaccini multipli, sottolinea la potenziale rilevanza clinica
di questi risultati.
Fonte : ( Clin Cancer Res 2009; 15 (22) :6881-90)
1 su 5 americani soffrono di allergie, cioe’ il 20%
Se ci sono brezze primaverili essi si ammalano di
raffreddore, se può essere di conforto nel sapere che non
siete soli, per ragioni che i ricercatori non capiscono
appieno, allergie ai pollini, polvere, peli di animali
domestici e prodotti alimentari sono diventati le allergie
più diffuse tra gli americani negli ultimi decenni. Oggi,
uno su ogni cinque americani soffre di allergie, secondo l'
Asthma and Allergy Foundation of America.
"Non sappiamo il motivo per cui l'incidenza delle allergie è
in aumento", ha detto Maya Jerath, MD, Ph.D., professore
assistente presso l'Università del North Carolina a Chapel
Hill School of Medicine e direttore del UNC Allergy and
Immunologia Clinica.
Né i ricercatori riescono a capire perché un allergia si
sviluppa in primo luogo. "Il che ha sconcertato la gente e
continua molto a confondere la gente che lavora in questo
campo" ha detto.
L'allergia è una reazione immunitaria ad una sostanza
innocua, come un grano di polline o proteine
di arachidi. Invece di
ignorare sostanza, il corpo produce anticorpi per scatenare
una lotta contro di essa. I sintomi di allergia possono
variare dal prurito agli occhi e starnuti ed a reazioni
anafilattiche pericolose per la vita.
Le cause delle allergie rimangono elusive in gran parte
perché il ruolo del sistema immunitario è complesso, ha
detto Jerath.
Il sistema deve difendere il corpo da innumerevoli invasori
stranieri negli alimenti, l'acqua e l'aria intorno a voi.
Significativamente per chi soffre di allergie, il sistema
immunitario deve anche imparare a distinguere le particelle
che sono pericolose da quelli che non lo sono. Per molte
persone, questo apprendimento avviene durante la prima
infanzia.
"Se non ottiene un'adeguata esposizione a certe cose, quei
meccanismi di regolamentazione e di riconoscimento non
vengono istituiti", ha detto Jerath.
Per questo motivo, alcuni ricercatori ritengono che la
mancanza di esposizione a microrganismi presto nella vita,
(da neonati, bambini) può predisporre un soggetto alle
allergie.
Questa spiegazione, chiamata "ipotesi dell'igiene",
suggerisce che crescere circondato da molti altri bambini,
sporcizia o animali aiuta il sistema immunitario a
sviluppare una tolleranza alle sostanze irritanti innocui.
Fonte : Physorg.com, da Sara Peach, 24 febbraio 2010.
I BAMBINI MODERNI sono più malati di quanto non fossero nel
1945 e '50
“Nel 1947 ero nel vivaio come studente
infermiere ed andavo lavorare in un asilo nido per i piccoli
neonati, le cui madri necessarie per lavorare come fossero
illegittime e quindi non i padri stavano diventando un
salario.
I bambini stavano molto bene ed erano molto dolci. C'erano
raffreddori, influenza e scabbia di tanto in tanto .
Non c'era traccia di asma, eczema, epilessia, iperattività,
malattie cardiache o morte in culla. Morte in culla (SIDS)
è iniziata nel 1957, dopo che la campagna di vaccinazione
con il vaccino DPT è stato avviata.
Avete bisogno di rivivere negli anni 45-60, per ricordare
com'era allora la vita.
Alcuni bambini morivano di polmonite, perché le case erano
fredde, ma non delle malattie terribili che hanno ora".
Dalla sig.ra B. - Nurse, Pensionata che ha lavorato per anni
in una Nursery.
Tratto da :
http://www.vaccineriskawareness.com/Your-Immune-System-How-It-Works-And-How-Vaccines-Damage-It
Commento NdR:
in realta' le cose sono molto piu' complesse e non basate
esclusivamente sugli anticorpi e/o sulle cellule o linfociti
!
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Difese
immunitarie influenzate dai ritmi
biologici - 19 Febbraio 2012
La scoperta arriva da uno studio statunitense
In alcune ore del giorno, corpo più vulnerabile all'attacco
di virus e batteri
Un'influenza al mattino è diversa da un'influenza alla sera.
A dirlo sono i ricercatori della
Yale University School of Medicine, secondo i
quali, in alcuni momenti della giornata, il corpo potrebbe
essere più vulnerabile all'attacco di virus e batteri.
Il team di ricerca ha rilevato come l'ora in cui si contrae
un'infezione modifichi la sua gravità. Al centro della
ricerca ci sono le influenze del ritmo circadiano sulle
difese immunitarie. In pratica, il sistema immunitario ha
bisogno di rilevare l'infezione, prima di poterla
combattere.
I ricercatori, dunque, hanno indagato sulla proteine
sentinella Tlr9, la quale può individuare il
Dna di batteri e virus
invasori.
Tali
proteine
possono essere localizzate sulla
membrana cellulare o all'interno della
cellula. I recettori
sentinella
(TLR)
rappresentano le
proteine di riconoscimento legate alla membrana
cellulare
Dai dati raccolti osservando esperimenti condotti su topi,
gli scienziati hanno dimostrato che la quantità di Tlr9
prodotta e il suo modo di funzionare sono controllati
dall'orologio biologico, e variano durante il giorno. Quando
l'attività della proteina è massima, infatti, gli animali
immunizzanti hanno registrato un miglioramento della propria
risposta immunitaria.
Non solo.
Noto che le persone con setticemia corrono i maggiori rischi
letali tra le 2 e le 6 del mattino, gli scienziati hanno
rilevato che la gravità della sepsi dipende dal momento
dell'infezione, con variazioni che coincidono con i
cambiamenti dell'attività della proteina.
Secondo uno degli autori dell'indagine, esiste “un legame
molecolare diretto tra ritmi circadiani e il sistema
immunitario”, che potrebbe avere “importanti
implicazioni per la prevenzione e il trattamento delle
malattie”.
Inoltre, “sembra che le alterazioni del ritmo circadiano
influenzino la nostra suscettibilità ai patogeni”.
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Scoperto meccanismo del
reclutamento
globuli bianchi
- 12 Gen. 2011
Un gruppo di ricercatori
italiani, del Dipartimento di Patologia e del Centro di
Biomedicina Computazionale dell'Università di Verona,
condotto da Carlo Laudanna, ha scoperto un meccanismo
molecolare che regola il reclutamento dal sangue e la
migrazione nei tessuti dei globuli bianchi, i principali
attori del sistema immunitario.
Lo studio è stato condotto nei laboratori del dipartimento
di Patologia con l'ausilio di tecnologie di avanguardia
fornite dal centro di Biomedicina computazionale (CBMC)
dell'Università di Verona, ed è stato finanziato dalla
Fondazione Cariverona e dalla Associazione Italiana per la
Ricerca sul Cancro
Le implicazioni di questa scoperta, pubblicata ieri su
Nature Immunology, sono diverse, ma principalmente quella di
una maggiore comprensione del funzionamento del sistema
immunitario, che ha la funzione di proteggere il nostro
organismo dalle infezioni da
microrganismi
eterologhi e/o tossine introdotte ad esempio
con i vaccini,
nonché dallo sviluppo e diffusione del
cancro, per
sua natura agisce al "posto giusto e al momento giusto",
focalizzando e localizzando la sua azione difensiva "solo"
dove è necessario, se non e' stato gia'
leso dai vaccini;
in questo modo la risposta immune è circoscritta e mirata.
Questa proprietà fondamentale dipende dalla precisa
regolazione del reclutamento dei globuli bianchi dal sangue
nei tessuti, un fenomeno scoperto più di 100 anni fa, ma le
cui basi molecolari si sono cominciate a comprendere solo
negli ultimi anni.
Ma il problema del buon funzionamento del sistema
immunitario e’ SEMPRE legato alla perfetta funzionalita'
della micro circolazione che, nei vari tessuti, alimenta
anche le cellule che li
compongono, che ad esempio con i
vaccini viene
facilmente compromessa.
Secondo quanto riferiscono i ricercatori nel loro studio,
sarebbe stata scoperta la funzione regolatrice fondamentale
di cinque molecole che agiscono di concerto per creare un
"modulo funzionale" regolatore, senza il quale la funzione
dell'immunità' viene meno.
Le cinque molecole appartengono ai "sistemi di trasduzione
del segnale", quei processi biochimici di trasferimento e
propagazione di un segnale all'interno di una
cellula, che avvengono
attraverso l'attivazione di specifiche vie di segnalazione
che controllano lo stato
metabolico la proliferazione ed i differenziamenti
cellulari.
"Nello studio - spiegano i ricercatori - dimostriamo per via
sperimentale e per la prima volta nel sistema immunitario,
un concetto teorico fondamentale detto "modularità",
mediante il quale la funzione contemporanea delle cinque
molecole definisce un modulo funzionale che regola
l'attivazione del reclutamento dei
LINFOCITI (un
tipo particolare di globulo bianco) dal torrente sanguigno
nei tessuti".
Tratto in parte da: Apcom
Commento NdR:
Se i microrganismi eterologhi, estranei
(tossici, quelle a es.
come quelli
contenuti
nei
vaccini) riescono a
passare le barriere immunitarie suddette, entrano in gioco altri
meccanismi, mediati dai
FAGOCITI (neutrofili, monociti,
macrofagi) o da proteine del siero che costituiscono il
sistema del COMPLEMENTO, per tentare di eliminare
le sostanze tossiche estranee.
Il sistema del COMPLEMENTO e' un
insieme di circa venti proteine del siero, alcune delle
quali si attivano spontaneamente a contatto con la
superficie di alcuni microrganismi scatenando l’attivazione
delle altre e la distruzione dei germi oppure l’attivazione
delle cellule immunocompetenti.
Ad esempio possono attirare
fagociti nell’area invasa, perche' distruggano i germi
invasori, oppure possono legarsi alla parete dei germi
rendendoli riconoscibili da parte dei fagociti (opsonizzazione).
L’insieme dell’attività dei
fagociti e delle proteine del complemento nella zona dove e'
avvenuta la penetrazione dei microrganismi, produce una
reazione difensiva aspecifica che prende nome di
INFIAMMAZIONE
e le susseguente fasi
di
Disintossicazione
attravverso
gli organi
esecretori,
emuntori,
attivate
con
febbre,
pustole,
urine cariche di
sostanze,
catarro,
feci putride.
Il
sistema del complemento
induce fori nella
membrana cellulare, con conseguente lisi
della cellula infettata o dell’agente patogeno eterologo.
Il
sistema immunitario
quindi garantisce la difesa dell’organismo da agenti provenienti
dall’esterno o anche dall’interno, detti
antigeni. Sono antigeni molecole
appartenenti a: parassiti, protozoi,
batteri, funghi,
virus,
tossine.
Le strutture del sistema
immunitario riconoscono l’antigene, elaborano una risposta
più o meno specifica contro di esso e lo neutralizzano o
eliminano.
Viene definito antigene una
sostanza estranea, cioe' che venga introdotta nell’organismo
dall’esterno, o anche intrinseca ma riconosciuta come
estranea, capace di indurre una risposta immunitaria.
L’immunità
aspecifica od innata costituisce la branca
evolutivamente più antica e l’impalcatura fondamentale
del sistema immunitario.
L'immunità innata dipende dalle difese aspecifiche,
ossia quelle che agiscono contro gli eventuali intrusioni
indipendentemente dalla natura dello stesso:
parassita,
fungo,
spore,
batterio,
protozoa,
virus, sostanze tossiche
ecc., e comprende alcune cellule come i
macrofagi
e, secondo la Medicina
Naturale, anche
la
pelle,
polmoni,
sistema gastro-intestinale, ecc., ed altri parti
dell'organismo.
Il sistema immunitario
garantisce la difesa dell’organismo da agenti provenienti
dall’esterno o anche dall’interno, detti
antigeni.
Sono antigeni molecole
appartenenti a: parassiti, protozoi, batteri, funghi, virus,
tossine.
Le strutture del sistema
immunitario riconoscono l’antigene, elaborano una risposta
più o meno specifica contro di esso e lo neutralizzano o
eliminano.
Viene definito antigene una
sostanza estranea, cioe' che venga introdotta nell’organismo
dall’esterno, o anche intrinseca ma riconosciuta come
estranea, capace di indurre una risposta immunitaria.
La risposta immunitaria può
essere generica e poco selettiva oppure può portare alla
produzione di anticorpi specifici (immunogenicità), i quali
reagiscono in modo selettivo con quegli antigeni (antigenicità).
Il sistema immunitario
e' qualcosa di molto complesso e non ancora chiaro alla
medicina ufficiale,
ci sono soggetti che, pur non producendo anticorpi
superano le malattie e non si ammalano; bambini che non
avendo fatto vaccino o contratto la malattia, hanno
comunque un sistema immunitario, che pur NON producendo
anticorpi specifici, per il tetano, polio, morbillo,
pertosse, l’epatite B, NON somatizzano quelle malattie
perche' perfettamente sani.
Le sostanze antigeniche hanno di
solito peso molecolare maggiore di 10.000 D, e una
configurazione molecolare che ne permette il legame con gli
anticorpi specifici.
Sono antigeni virtualmente tutte
le
proteine semplici, molti
polisaccaridi (compresi quelli
della superficie batterica), le
nucleoproteine, le
lipoproteine, molti
peptidi sintetici, i virus, molti
parassiti,
cellule eterotipiche e
allotipiche.
Si definiscono anticorpi
molecole proteiche (gamma-globuline) prodotte da
cellule del
sistema immunitario stimolate direttamente o indirettamente
dalla presenza di un antigene, e specifiche contro di esso.
L’anticorpo si combina
chimicamente con l’antigene che ne ha indotto la produzione,
formando un complesso antigene-anticorpo che neutralizza
l’azione patogena dell’antigene.
Il sistema immunitario e'
integrato con il sistema che provvede alla produzione delle
cellule del sangue, per cui si parla di sistema emolinfopoietico.
I principali agenti del sistema
immunitario sono i
LINFOCITI.
Gli organi linfoidi primari, in
cui si differenziano e maturano i
linfociti, sono il
midollo
osseo e il
timo.
Gli organi linfoidi secondari
sono la
milza, i
linfonodi e le
strutture del MALT, dove i
linfociti maturi vanno ad alloggiare e da dove partono per
produrre le risposte immunitarie.
Tutta la teoria dell’immunologia, nella
medicina ufficiale, si basa su questi concetti di antigene e
anticorpo (NdR: che e' ancora imprecisa ed
indimostrata, oltre che fasulla in tante sue parti, vedi qui
sotto).
Il problema dell’immunologia è quindi proprio quello di
basarsi su due termini che si definiscono reciprocamente e
che non sono quasi mai reciprocamente esatti, precisi, anche
perche' la teoria degli anticorpi e' una semplice teoria
indimostrata con i fatti, infatti ad esempio il 30% dei
vaccinati
non produce anticorpi all'antigene del
vaccino che gli e' stato
propinato,
proprio perche' la teoria della risposta anticorpale
obbligatoria del sistema immunitario e' fasulla.
vedi la prova QUI:
Copia dei titoli anticorpali di un
soggetto plurivaccinato
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Come
i
globuli bianchi riconoscono le sostanze tossiche
- 30 aprile 2011
Lo studio è giudicato importante perché consente di chiarire
ulteriormente il mistero di come l'organismo riesca a
costruire una risposta immunitaria per combattere le
infezioni Un recettore molecolare sulla superficie dei
globuli bianchi è cruciale per il riconoscimento di un fungo
che sta cominciando un'infezione: ora un gruppo di
ricercatori del Cedars-Sinai Medical Center ha chiarito i
dettagli del suo funzionamento.
Il recettore in questione è denominato dectina-1 ed è stato
studiato in laboratorio da David Underhill, professore
associato dell'Inflammatory
Bowel and Immunobiology Research Institute, del
Cedars-Sinai, che firma un
articolo sulla rivista Nature.
Una consolidata teoria descriva le modalità con cui le
cellule del
sistema
immunitario riconoscono a una certa distanza i
frammenti microbici introdotti nell'organismo da un agente
patogeno (NdR: o da un
vaccino); in questo caso invece lo studio
definisce un modello alternativo in cui le
cellule
immunitarie
determinano quando i patogeni (NdR: o le sostanze
tossiche alimentari e non,
vaccinali
che intasano
la
microcircolazione,
farmacologiche)
entrano in contatto diretto con la loro superficie ponendo
una minaccia immediata e quindi la necessità di una pronta
distruzione.
Lo studio è giudicato importante perché consente di chiarire
ulteriormente il mistero di come l'organismo riesca a
costruire una risposta immunitaria per combattere le
infezioni.
“Il nostro laboratorio stava studiando la
Dectina-1, che dirige i globuli bianchi a
distruggere i funghi che incontra direttamente, ma a
ignorare i materiali solubili liberati dalla sua superficie
che non pongono una minaccia immediata”, ha spiegato Helen
Goodridge, primo autore dello studio e ricercatore del
laboratorio diretto da Underhill. “Si tratta di una
circostanza importante poiché la
fagocitosi e le risposte di difesa antimicrobica
sono distruttive e richiedono una notevole quantità di
energia”.
Una volta all'interno della cellula,
l'agente patogeno viene distrutto (NdR: se il sistema
enzimatico funziona
normalmente) utilizzando una combinazione di
enzimi di degradazione,
composti chimici altamente reattivi, e di un ambiente acido.
Quando la dectina-1 rileva la presenza di un fungo, sulla
superficie del globulo bianco si forma una struttura che
Underhill chiama “sinapsi fagocitica”. A seguito di tale
processo, due proteine di inibizione, in grado di inibire la
trasmissione di segnali all'interno della
cellula vengono inattivate:
a questo punto la cellula può essere istruita dalla
dectina-1. La sinapsi fagocitica non si forma quando la
dectina-1 incontra frammenti fungini solubili, e perciò in
tal caso il globulo bianco non risponde. (fc)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Commento NdR:
in realta' le cose sono molto piu' complesse e non basate
esclusivamente sugli anticorpi e/o sulle cellule o linfociti
!
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Piante a animali si difendono nello stesso modo - 22
Nov. 2010
Animali e piante condividono molecole di riconoscimento per
batteri e virus e meccanismi di difesa simili. Molto più di
quanto finora non si sospettasse. Lo sostengono
Pamela Ronald dell'Università
della California di Davis e Bruce Beutler dello
Scripps Research Institute su
Science, in un articolo che passa in rassegna i più
recenti studi sul sistema immunitario innato ed
aspecifico.
Questi
lavorano infatti quasi esattamente nello stesso modo in
entrambi i regni, sebbene l’antenato comune dovrebbe
risalire a circa un miliardo di anni fa.
Diversamente dalla risposta adattiva (ovvero quella
estremamente specifica che l’essere umano e gli altri
animali sviluppano a seguito dell’incontro di un patogeno),
la risposta innata riconosce specifiche molecole che sono
condivise da diversi microbi e sono essenziali per la loro
sopravvivenza. Eppure, data l’enorme differenza tra piante a
animali, fino a qualche anno fa si era supposto che i
meccanismi di difesa fossero completamente diversi. Invece,
come sta emergendo da alcuni anni, un’evoluzione convergente
ha fatto sì che mondo vegetale e animale rispondessero allo
stesso modo di fronte ai segnali lasciati dai batteri.
In particolare - argomentano i ricercatori – ci sono due
motivi ricorrenti nei sistemi di difesa: i recettori addetti
al riconoscimento e le molecole che trasmettono il segnale
di pericolo. Piante, insetti e mammiferi, pur avendo
proteine altamente specifiche dedicate ad avvertire la
presenza di molecole batteriche, condividono regioni
proteiche comuni.
La chiave della somiglianza starebbe nella
presenza ripetuta dell’aminoacido leucina, importante nella
fase del riconoscimento del nemico. Poi, dopo aver
riconosciuto il segnale di pericolo, tutte le cellule, non
importa a quale specie appartengano, trasmettono l’allarme
usando un altro motivo proteico comune (chimato motivo
chinasico non-RD, ovvero privo degli aminoacidi arginina e
aspartato).
Come sottolineano gli autori, i vantaggi di questa
“immunologia evolutiva”, per quanto ancora agli albori,
potrebbero rivelarsi molto importanti, sia per la ricerca
applicata sulle piante, sia per nuove terapie per gli esseri
umani. “E’ come se, per ora, conoscessimo solo alcune foglie
del grande albero della vita”, spiegano i due studiosi.
“Quando avremo sequenziato i genomi di quasi tutte le specie
di piante e animali, potremo risalire a tutti i meccanismi
di difesa ed elaborarne di nuovi a partire da altre specie”
- Riferimento:
DOI: 10.1126/science.1189468
By Giulia Belardelli - Tratto da: galileonet.it
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Scoperta nel
sistema nervoso periferico una nuova funzione degli
anticorpi - 16/0/2010
Per la prima volta alcuni di essi appaiono implicati in un
processo di riparazione
Gli anticorpi non servono solo a identificare e distruggere
le sostanze e i microrganismi che aggrediscono l'organismo,
ma partecipano anche all'opera di "ricostruzione" di
tessuti
e microcricolazione danneggiati.
Questa funzione del tutto inaspettata e' stata
riscontrata da un gruppo di ricercatori della Stanford
University School of Medicine che la descrivono in
un articolo pubblicato sui Proceedings of the National
Academy of Sciences (PNAS).
La ricerca era partita dall'osservazione che mentre le
cellule del sistema nervoso centrale non riescono a
rigenerarsi dopo una lesione, quelle del sistema nervoso
periferico lo fanno in modo consistente.
Una delle più
evidenti differenze fra i due casi e' rappresentato dal fatto
che mentre il sistema periferico può essere raggiunto dagli
anticorpi presenti nel flusso sanguigno, sia al cervello sia
al midollo spinale sono isolati rispettivamente dalla
barriera emato-encefalica e dalla barriera emato-liquorale.
Le cellule che trasmettono impulsi su lunghe distanze hanno
gli assoni protetti da un sottile strato isolante di una
sostanza lipidica, la mielina: "Dopo una lesione a un nervo,
la massa di mielina che degenera viene rapidamente ripulita
nel sistema periferico, ma non in quello centrale. Di fatto,
in un cervello o in un midollo lesionato la mielina
degenerata continua a restare in situ per il resto della
vita della persona. Dopo una lesione, per esempio, al nervo
sciatico, la mielina degenerata viene rimossa in una
settimana o anche meno", spiega Mauricio Vargas, primo
firmatario dell'articolo sui PNAS.
I ricercatori, dopo aver prodotto un topo mutante che non
era in grado di produrre anticorpi, hanno mostrato che in
quel topo la riparazione di una lesione al nervo sciatico
risultava sostanzialmente bloccata, così come la rimozione
della mielina degenere. Se però successivamente venivano
iniettati anticorpi ottenuti da topi normali, il processo di
rimozione riprendeva e così pure la capacità di
auto-rigenerazione del nervo.
"Che gli anticorpi partecipassero alla rimozione dei globuli
rossi senescenti era noto, ma questa e' la prima volta che
essi appaiono implicati in un processo di riparazione", ha
detto Vargas. "Abbiamo in particolare mostrato che gli
anticorpi aderiscono alla mielina degenerata e la segnalano
ai macrofagi che provvedono a fagocitarla."
Peraltro, i ricercatori hanno osservato che il risultato non
dipendeva dal fatto che gli anticorpi provenissero da un
topo che aveva in precedenza subito anch'esso una lesione a
un nervo o no, suggerendo che si tratti di anticorpi "fuori
ordinanza", già presenti nell'organismo e non prodotti
solamente in seguito alla lesione.
Un fatto confermato da un
ulteriore esperimento in cui si e' mostrato che il processo
di ripulitura non viene innescato da qualsiasi tipo di
anticorpi, ma da un tipo specifico di essi.
Questi anticorpi non danneggiano la mielina integra, ha
spiegato Ben Barres, che ha diretto lo studio, perche' quella
danneggiata presenta caratteristiche strutturali
superficiali differenti da quella integra.
Anche se lo studio e' stato condotto sul sistema nervoso
periferico, i suoi risultati aprono le porte alla
possibilità di sondare nuovi approcci terapeutici anche per
danni che coinvolgano il cervello o il midollo spinale
attraverso infusione diretta di questi anticorpi, in modo
che segnalino alla microglia - il corrispondente dei macrofagi nel sistema nervoso centrale - la necessità di
eliminare la mielina degenerata. (gg)
Tratto da: scienze.espresso.repubblica.it
Commento NdR: ogni giorno scoprono cose nuove sul
sistema immunitario che contraddicono e/o definiscono meglio
le varie ed importanti funzioni. Questa e' una scoperta
utile, ma quello che non hanno ancora scoperto e' che la
teoria degli anticorpi e' da riscrivere tutta quanta,
perche' in realta' le cose sono molto piu' complesse e non
basate esclusivamente sugli anticorpi e/o sulle cellule o
linfociti !
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IMMUNOSTIMOLANTI NATURALI (Fitoterapia
e Prodotti
dell'Ape)
Le
piante medicinali
maggiormente utilizzate come immunostimolanti sono
diverse, ma fra queste meritano senz'altro una menzione
particolare l'Uncaria,
l'Eleuterococco,
la
Curcuma, l'Astragalo,
la Schisandra (la droga è costituita dal frutto di
Schizandra chinensis, sinonimi Schizandra japonica e
Maximowiczia chinensis (fam. Schisandraceae), pianta
originaria della Cina e del Tibet) e infine, ma non ultima
per importanza, l'Echinacea,
oltre ad altre sostanze naturali quali la
Pappa Reale, la
Propoli,
la Vitamina C
e i Lactobacilli
o Fermenti Lattici
- vedi anche:
Prodotti Naturali
MIDOLLO OSSEO
E’ un organo privo di forma
propria, ospitato entro le cavità delle ossa, con la
funzione di produrre in continuazione le
cellule del sangue
(funzione emopoietica) sia della serie rossa (eritrociti)
che della serie bianca (leucociti) che le piastrine.
Nel midollo delle ossa lunghe
ben presto prevale la componente connettivale adiposa, per
cui diventerà midollo osseo giallo, che perde le capacità
emopoietiche, anche se non definitivamente.
Nelle lacune del tessuto osseo
spugnoso si manterrà attivo per tutta la vita sotto forma di
midollo osseo rosso.
E’ costituito da uno stroma
connettivale con fibre reticolari, che sostiene masserelle
di cellule
staminali
emopoietiche, cellule da esse derivate in vari stadi di
maturazione e megacariociti. Naturalmente e' ricco di vasi
sanguigni che formano una fitta rete capillare.
LINFOCITOPOIESI MIDOLLARE
Ogni giorno il midollo osseo
rosso produce 2,5 miliardi di eritrociti, 2,5 miliardi di
piastrine e 1 miliardo di leucociti per kg di peso corporeo.
CIRCOLAZIONE dei
LINFOCITI
TIMO
MILZA
LINFONODI
TESSUTO LINFONODE ASSOCIATO
alle
MUCOSE (MALT = Mucose-Associated Lymphoid Tissue)
Non e' un solo organo, ma un
insieme di cellule linfoidi
sparse, noduli linfatici isolati o aggregati o anche organi,
sempre però associati alla mucosa di organi cavi.
Fanno parte del MALT:
+
cellule linfoidi disperse
+
noduli linfatici solitari o
aggregati dell’intestino tenue
+
tonsille dell’anello del Waldeyer
+
appendice vermiforme
dell’intestino cieco
Le
cellule M sono cellule epiteliali che rivestono gli
aggregati linfoidi e internalizzano gli antigeni
trasportandoli o presentandoli ai linfociti.
Le
Tonsille (L’anello linfatico
del Waldeyer)
I Noduli Linfatici solitari:
l'insieme di
noduli
linfatici,
solitari
o a gruppi, che si trovano soprattutto nell'intestino ileo e
in prossilità della valvola ileo ciecale - Ileo/cieco = Nell'anatomia
dell'apparato
digerente l'ileo e' la parte finale dell'intestino
tenue, nel quale segue il
duodeno ed il
digiuno. e' separato dal
cieco dalla
valvola ileociecale.
Le
Placche di Peyer
L’Appendice
vermiforme
Tratto in parte da: users.unimi.it
Commento NdR: ci meraviglia
che questo testo preparato da una
Universita'
non accenni alle
funzioni del
cervello, anzi dei
3 cervelli (quelli nella
testa, nel cuore e nell'intestino) quali coordinatori e
gestori delle informazioni ottenute dalle cellule e dai
vari organi e
sistemi, deputati a funzionare con e per il Sistema
Immunitario, ne' si parla
delle funzioni coordinatrici e generanti della
Mente e di
questa quale "muscolo" dell'Ego/IO,
e quindi dell'Essere
stesso =
IO SONO !
Quindi
in realta' le cose sono
molto piu' complesse e non basate esclusivamente sugli
anticorpi e/o sulle cellule o linfociti !
vedi:
Due CERVELLI,
anzi 3
SISTEMA NERVOSO
+
STRESS
+
INTESTINO
+
Immunita' 2 + Immunita' e Vaccini
+ Sistema
Immunitario,
ecc.
Le più recenti ricerche medico-scientifiche hanno
dimostrato in modo inequivocabile che
i Cervelli, il
sistema nervoso, quello immunitario ed intestino,
comunicano e si
influenzano
a vicenda.
La Psiconeuroimmunologia descrive i termini di questa
relazione e ne mostra le conseguenze sulla salute umana.
Lo
stato del nostro sistema immunitario dipende quindi anche
dallo stato dell'intestino e da quello del nostro sistema
nervoso, specie quello enterico, il cervello di sotto
nell'intestino, anche perche' il sistema immunitario, pur
non essendo un organo, ma un sistema, un'insieme di
funzioni, ha la "sede" delle funzioni principali, proprio
nell'intestino !
Tutti sanno che quando siamo depressi siamo anche più
vulnerabili alle malattie, perche' la
depressione nasce
proprio da importanti disordini
intestinali di
alterazione del pH
digestivo, del sistema enzimatico
e della flora batterica,
che generando
malassorbimento e
quindi malnutrizione -
vedi ad esempio:
Danni da amalgami
dentali +
Danni dei Vaccini.
Si sono
anche individuate le vie e i modi con cui il sistema nervoso
influenza la risposta immunitaria. Così come riusciamo a
scorgere i danni prodotti nel cervello da una
iperattivazione del
sistema immunitario e quindi intestinale (vedi per
esempio i
Danni da Vaccino =
autismo,
adhd,
epilessia,
allergie,
asma,
ecc.).
D’altra parte, alcune delle malattie del cervello più
devastanti e difficili da curare, sembrano essere collegate
a un’attivazione perversa del sistema immunitario che fa
sentire i suoi effetti dall'intestino fin dentro la testa .
Quindi cervello,
sistema nervoso,
intestino ed
immunità:
sono termini della stessa relazione che e' alla base del
nostro benessere.
L'immunità acquisita invece e' altamente specifica, ed
e' costituita da una serie di
cellule e
molecole capaci di
riconoscere particolari strutture, e solo quelle,
formando un'arma potentissima contro le infezioni, anche se
purtroppo relativamente lenta ad avviarsi nei soggetti
malati e non sani.
Quindi l'immunità innata naturale - può essere
considerata la somma totale delle immunità alle malattie
inerenti alle difese immunitarie biologiche non indotte
artificialmente e include immunità attiva, quella acquisita
attraverso le normali infezioni dei sistemi respiratorio ed
intestinale dopo la nascita e l'immunità passiva, che
generalmente consiste negli eventuali anticorpi acquisiti dal sangue
materno e dal
latte materno. Inoltre essa e'
caratterizzata anche e sopra tutto da un buon assetto, nei
giusti rapporti, del
Terreno (i liquidi del corpo)e quindi della
matrice, oltre
all'indispensabile buona attività
dell’apparato digerente, che deve assolutamente contenere
una flora batterica simbiotica ben funzionale e completa in
tutta la sua scala gerarchica, con la produzione anche di
tutti gli enzimi necessari ed utili all’estrazione delle
sostanze vitali per tutto l’organismo.
Cio' significa che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH
digestivo e e della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto
a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.
vedi:Sistema immunitario
La scienza
medica ufficiale
afferma, anche se in modo incompleto, che il sistema
immunitario umano e' caratterizzato da risposte specifiche,
come la produzione da parte dell’organismo di specifici
anticorpi per combattere specifiche proteine esterne o
antigeni e da risposte non specifiche, che consistono nella
generale risposta sistemica a sostanze indesiderate,
chiamata immunità aspecifica.
Incluse nel repertorio delle risposte non
specifiche sono la pelle, le membrane mucose dei tratti
digestivo e respiratorio, azioni riflesse di starnuto o
tosse, anticorpi naturali, proteine complemento,
interferone, il processo di fagocitosi (cellule divorano
altre cellule), l'effetto degli acidi grassi, risposte
infiammatorie, l'azione delle cellule reticulo-endoteliali,
l'azione di enzimi, la risposta della celia respiratoria e
intestinale, l'effetto dell'acidità dello stomaco sui
batteri che vi passano, e le secrezioni che contengono esse
stesse anticorpi, come l'immunoglobulina secretoria che
assiste il processo di fagocitosi - un esempio e' l'azione
dei globuli bianchi sugli organismi patogeni.
Quindi il sistema immunitario e' molto piu' complesso e
misconosciuto di quanto non sia stato ufficialmente per ora
accettato ed insegnato dalla
medicina ufficiale
e quindi gli immunologhi sono ancora oggi,
medici impreparati.
Molti individui pur non avendo o producendo anticorpi
specifici, NON contraggono certe malattie, pur
essendo venuti in contatto con agenti estranei tossici e/o
patogeni, perche ? perche' hanno un
Terreno
piu' sano (bioelettronicamente
e biochimicamente) di coloro che producono gli anticorpi, i
quali per produrli, somatizzano una malattie in genere in
modo lieve lieve !
esempio: quando vi sono i cambi di stagione la
malattia
chiamata impropriamente influenza
(da virus) si manifesta
solo nel 10% della popolazione, proprio per il motivo
sopra citato.
Il corpo umano mantiene
parecchie linee di difesa contro l'invasione di proteine
esterne e di tossine prodotte.
La Prima linea di
difesa e' la
Pelle.
La superficie cutanea e' di circa 2 m2 ed e' composta primariamente di materiale proteico
chiamato cheratina. La pelle secerne anche vari oli, acidi
grassi e acidi lattici che inibiscono la generale crescita
dei batteri non simbiotici, anche se quasi tutta la
flora batterica che si trova sulla pelle e all'interno del
corpo e' innocua e necessaria, dato che il sistema
immunitario quando e' in condizioni normali, molti processi
corporei usufruiscono della sua esistenza.
Questi micro organismi che esistono in
simbiosi con l'anatomia umana sono molto sensibili agli
antibiotici, ai vaccini e alle sostanze sintetiche
somministrate dalla pratica medica corrente; disturbare un
delicato equilibrio può portare alla proliferazione abnorme
di organismi patogeni, sopra tutto funghi.
La Seconda linea e' la superficie polmonare che
corrisponde a circa 80 m2
Ma la Terza linea di difesa
e' la piu' importante ed e' l'Intestino, con i suoi
circa 350 m2 di superficie interna.
Il sistema immunitario gastro intestinale essendo il piu'
esteso come superficie ed estremamente sviluppato e
specializzato, e' la prima vera barriera che se non perfettamente
funzionale, permette il dilagare di: tossine inquinanti
eventualmente ingerite con i cibi (solidi, liquidi), micotossine
anche autoprodotte, batteri autoctoni mutati e proteine virali
endoprodotte,
trasportati per mezzo di linfa e sangue a tutto
l'organismo.
I disturbi dell'apparato digerente, sopra tutto se
coadiuvati da batteri mutati e/o funghi proliferati a
dismisura, influiscono sempre in senso negativo (malfunzione)
sui sistemi di difesa immunitaria del corpo, anche perche'
essi secernono anche tossine.
La disbiosi gastro intestinale e' quindi una grave forma di
alterazione della flora
batterica autoctona che conduce piano piano e
gradualmente nel tempo alla alterazione dei tessuti della
mucosa intestinale e quindi dei
LINFOCITI presenti nei
linfonodi mesenterici, nella Placche di Peyer, nella lamina
propria ecc. ecc.
Questa disbiosi della flora autoctona determina
non solo la alterazione e quindi della funzionalita' del
tessuto linfatico presente nella mucosa dell'intestino, ma
anche il blocco graduale delle strutture linfo-immunitarie
poste a distanza in altre parti del corpo.
(NdR: Il muco per
esempio e' un difetto delle difese immunitarie, fra
cui il più frequente e' il deficit di
IgA, (presenti sopra tutto nell’intestino)
cioe' degli anticorpi che fanno da barriera nelle
mucose: lacrime, secrezione nasale, saliva, muco
bronchiale, muco intestinale; la loro carenza
(che colpisce facilmente tutti i bambini
vaccinati) può essere evidenziata mediante un
esame del sangue e uno, particolare, della
saliva).
La
proliferazione della
Candida Albicans
causata dalla somministrazione di droghe,
antibiotici e
vaccini e' un esempio, e
determinano varie patologie come la diarrea e il
sanguinamento, sempre causati dalla distruzione della
flora batterica intestinale da parte
di quei
vaccini tossici,
per l'alterazione del
pH digestivo che essi inducono, oltre all'alimentazione
errata per il soggetto.
Poiche' il mantenimento dei
delicati equilibri fra i micro organismi interni (funghi,
batteri autoctoni e virus simbiotici) e' una parte essenziale
della risposta immunitaria umana, animale, vegetale, la
morte o la sola alterazione, mutazione,
di questi micro organismi, indebolisce
immediatamente le capacità di risposta del sistema
immunitario e quindi ammala di conseguenza di
qualsiasi tipo di malattia l’organismo dell'essere stesso.
I globuli bianchi nel corpo, i leucociti, sono generalmente
divisi in due gruppi, i granulociti, che includono
neutrofili, eosinofili e basofili, i
LINFOCITI non granulati
ed i monociti.
I neutrofili costituiscono il tipo prevalente
di granulociti; a causa della natura segmentata del nucleo,
i neutrofili sono anche chiamati leucociti polimorfonucleari.
Essi hanno un'interessante proprietà e cioe'
l'abilità di formare barriere fisiche contro gli organismi
patogeni.
Gli eosinofili costituiscono circa il 2% dei
leucociti nel sangue e appaiono connessi con le difese
contro infezioni parassitarie e risposte allergiche, più che
contro microrganismi e tossine.
Anche i basofili hanno un ruolo nelle
risposte allergiche e contengono istamina e eparina.
Un’ulteriore forma di leucociti sono i
monociti, che hanno la capacità di fagocitare le particelle
estranee e i batteri. I monociti appaiono attivi nelle
condizioni presentate dalla tubercolosi e le infezioni
fungine.
Un'altra linea naturale di
difesa e' il
Sistema Linfatico.
Il sistema linfatico e' parte essenziale del sistema
immunitario di difesa ed e' composto dai Linfonodi (600
circa), dalla rete dei canali linfatici, dalle tonsille,
dalla milza, dal timo e dal midollo osseo.
Le
cellule più importanti del
sistema linfatico sono i
LINFOCITI, prodotti nel midollo
osseo; essi assicurano le difese con l’immunità, che può
essere:
1 - Umorale = Linfotici B = maturano nei linfonodi e
producono gli anticorpi.
2 - Cellulare = Linfociti T = maturano nel timo ed evolvono
in cellule di difesa.
La maggior parte delle
strutture cellulari nel corpo sono immerse nella linfa, un
fluido chiaro che agisce come un generale piano di scarico
per le sostanze indesiderate, poi filtrate attraverso il
fegato e i
reni.
La linfa si muove attraverso una serie di
dotti e ghiandole grazie ad una serie di contrazioni
muscolari specifiche, molte delle quali sono generate
durante l'esercizio fisico. e' il sistema linfatico che
contiene le sopra menzionate cellule reticulo-endoteliali
che intrappolano e ingeriscono svariati organismi.
Queste cellule formano anche il rivestimento
di molti organi importanti e sono anche presenti nel fegato
e nella milza. Quando una struttura proteica estranea e'
localizzata, i tessuti connettivi la intrappolano e i
linfociti sono dispersi per inghiottire l'organismo
invasore.
Nel sistema circolatorio ci sono i macrofagi,
globuli bianchi specializzati che ingeriscono e distruggono
organismi trovati nel sangue. Dopo l'azione dei macrofagi,
gli antigeni riprodotti appaiono sulla superficie delle
membrane dei macrofagi.
Sono questi antigeni riprodotti rimasti dalla
distruzione di organismi che sono captati dai linfociti T,
pronti a mandare fuori sostanze chiamate linfochine che
mettono all'erta i linfociti B per produrre anticorpi in
risposta agli antigeni, altrimenti scambiati per proteine
estranee.
Ogni linfocito B ha approssimativamente
100.000 immunoglobuline sulla sua superficie.
Gli anticorpi prodotti dalle
cellule B sono spesso chiamate
immunoglobuline, designate dal simbolo Ig, e sono liberate
quando le cellule B sono stimolate dalla presenza di
antigeni estranei per trasformare in una
cellule di plasma
ciò che ha prodotto l'anticorpo specifico per quell'antigene
estraneo.
Vi sono generalmente cinque tipi di
immunoglobuline, fino ad ora identificate. Il primo
anticorpo, IgM, riprodotto in risposta ad un antigene
esterno, e' una grande molecola che si trova nel sangue e che
stimola il processo di fagocitosi.
Il processo dell'immunità
passiva, che si ha con il sangue materno dato al feto,
coinvolge l'anticorpo IgG, che e' responsabile
dell'attivazione dei macrofagi; può direttamente distruggere
molti antigeni con cui viene a contatto ed e'
l'immunoglobulina più abbondante nel corpo. Le membrane
nel tratto respiratorio, nel tratto urinario e
nell'intestino producono IgA, che sono prodotte direttamente
in caso di attacco della membrana da parte di un antigene
esterno. Quando un corpo umano sta passando una reazione
allergica, sono rilasciate IgE. L'ultima immunoglobulina identificata, IgD,
non e' ancora ben conosciuta e si trova in minima quantità
nel sangue e sulla superficie delle membrane dei linfociti
B.
Un'altra linea di difesa
coinvolge i Complementi, sostanze prodotte nei rivestimenti
dell'intestino, del
fegato, della
milza e dei
macrofagi. La
sostanza primaria e' conosciuta come
properdina
(il sistema del complemento) e la sua
funzione e' quella di neutralizzare i
virus e i batteri
mutati e/o patogeni. Le cellule reticulo-endoteliali
menzionate prima comprendono un'altra linea di difesa
conosciuta come sistema reticulo-endoteliale e producono
specifiche sostanze coinvolte nelle difese fisiologiche,
soprattutto proteasi, che giocano un ruolo nella
detossificazione di sostanze nocive. In
aggiunta al sistema immunitario di difesa prima menzionato,
il corpo mantiene un sistema chimico di difesa. Il sangue e'
un grande batteriostatico e virucida, ma questo dipende
moltissimo da una corretta alimentazione e
dall’ottimizzazione del processo nutrizionale che produce
ottimi livelli di vitamina C e vitamina B6 (pridoxina),
oltre ad altre sostanze; infatti la risposta ottimale del
sistema immunitario dipende molto da un adeguato livello di
vitamina B6.
NOTA BENE: il Sistema Immunitario, nasce al
concepimento e prende forma e si specializza per tutta la
vita, quindi non e' MAI statico e/o formato; esso si
in-Forma dal concepimento e termina la sua formazione solo
alla morte; quindi tutto cio' che
altera il suo buon funzionamento,
e' da evitare, ad
iniziare dai
Vaccini per i
neonati
!
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Il potere
farmacologico degli
alimenti
Quasi sempre viene trascurato il potere
farmacologico degli alimenti quotidiani ed il
loro uso
terapeutico nelle varie patologie;
l’alimentazione
risanatrice e’ capace di
produrre risultati progressivi e duraturi come
giustamente si richiede ad ogni criterio
di scientificita’.
Per noi e' ormai il tempo di reclamare al nostra
salute ed una
alimentazione salubre
NON
industrializzata !
Se vogliamo avere sempre una buona salute e
vivere bene fino alla tarda eta', dobbiamo
alimentarci come si deve, con cibi
biodinamici e
NON toccati dall'industria alimentare !
Una
corretta
alimentazione produce ottimi livelli di
vitamina C e vitamina B6 (piridoxina),
oltre ad altre sostanze. Infatti, la
risposta ottimale del sistema
immunitario dipende molto da un adeguato
livello di vitamina B6.
Il fatto che molte
vitamine vengano
rimosse dai cibi industriali e
sostituite da vitamine sintetiche,
derivate dal petrolio, sta ad indicare
che i cibi industriali hanno un ruolo
significativo nella sistematica
depressione del sistema immunitario e
che questo e' fatto coscientemente da
coloro che producono i cibi
industrializzati.
Il livello di vitamina C nel sangue può
fare una differenza vitale nella
risposta umana ai
vaccini tossici,
specialmente nei bambini, che spesso
hanno shock immunologici che durano
anche tutta la vita.
L'uso di alcool, tabacco, droghe, oltre
alle ovvie conseguenze tossiche, riduce
anche il livello di vitamina C nel
sangue ed ogni giorno veniamo
incoraggiati ad usarne (alcool -
tabacco).
La vitamina C nel sangue gioca anche un ruolo nella
detossificazione dei
metalli pesanti.
Si stima che la media individuale nella società di oggi
richieda un supplemento di vitamina C di 400-600 milligrammi
ogni giorno. (la Rosa Canina ne contiene forti
quantità).
Durante gli anni 1950 ci fu
un'inusuale catena di eventi relativi allo stato di salute
degli aborigeni d'Australia.
Un dottore del Nuovo Galles del
Sud, Archie Kalokerinos, trascorse 17 anni nell'entroterra e
fu sconcertato dalla percentuale di morti tra gli aborigeni
causata da ogni tipo di infezione batterica e virale. Analizzando la loro dieta, che consisteva
soprattutto di zucchero, pane e salsicce, determinò che
avevano deficienza di
vitamina C.
Poiche' essi non
"mostravano i normali segni della carenza di vitamina C
(scorbuto)", altri dottori, dimostrando la loro immensa
mancanza di intelligenza, dichiararono che la carenza di
vitamina C non era accertata, ignorando completamente la
dieta di quelle persone.
Kalokerinos concluse che la percentuale di morte
tra gli aborigeni avrebbe potuto essere dimezzata dando loro
diversi supplementi vitaminici.
Successive analisi del sangue da parte di
medici scettici provarono la carenza di vitamina C.
Nel 1970 il governo australiano
intensificò il programma di
vaccinazioni
e i risultati furono
disastrosi per i
bambini.
La percentuale di morte
infantile nei territori del nord raddoppiò in un anno. Dal
1971 la percentuale di morte in alcune aree raggiunse il
50%.
Kalokerinos concluse che anche la
malnutrizione dei
bambini aveva contribuito ad
indebolire il
sistema immunitario; quando veniva fatta una
vaccinazione, il
risultato era fatale.
Uno studio sull'apparente e significativa
decimazione degli aborigeni durante questo periodo, che non
era altro che una sperimentazione della guerra
batteriologica contro uno specifico gruppo di persone,
arrivò a scoprire che il programma vaccinale del governo
aveva escluso di proposito ogni esame medico prima
dell'inoculazione dei
vaccini, ogni studio sulla storia
degli aborigeni e non aveva esaminato le carenze alimentari.
Le conseguenti morti furono causate da un aggravamento della
carenza di vitamina C dovuto alla
vaccinazione.
Se alcuni
bambini fossero sopravvissuti alla prima vaccinazione,
avrebbero dovuto mettersi in fila per un'altra dopo 30
giorni.
Il governo australiano negò ogni correlazione tra le
iniezioni e la conseguenti morti di bambini.
A causa di
questo incidente, si scoprì che alte dosi di vitamina C
annullavano gli effetti tossici e mortali delle iniezioni
sperimentali.
Recenti scoperte nel campo dell'immunologia, hanno
permesso di comprendere meglio i vari meccanismi anche per
malattie dette non infettive, tipo:
cancro,
infarto e l'alzheimer
hanno una concausa di tipo
immunitario od
infiammatorio.
Per riassumere possiamo dire che il Sistema
Immunitario e' un
software molto complesso, un programma che acquisendo
informazioni da
cellule,
organi e sistemi od apparati, impara dal
concepimento, cioe' si autoprogramma per acquisire le specifiche qualita', info e
funzioni per avere il MINOR
danno in ogni situazione anomala e questa
autoprogrammazione "nasce e si in-Forma" dal concepimento e finisce
SOLO alla
morte dell'individuo.
Il sistema
immunitario è estremamente complesso in quanto è coordinato
dall'azione di numerosi tipi di
cellule e da segnali di natura per lo più chimica. I
vaccini e
l'utilizzo di alcuni
farmaci, tra cui gli
antibiotici determinano sempre un'abbassamento
delle difese immunitarie oppure il contrario =
malattie autoimmuni.
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Due
enzimi per le "trappole" del
sistema immunitario – 25/10/20107
Sono due le sostanze che, utilizzando la cromatina contenuta
nel nucleo, costruiscono una rete difensiva contro
gli agenti patogeni.
Due enzimi aiutano le cellule del sistema immunitario a
predisporre trappole per neutralizzare i patogeni
utilizzando la cromatina – il DNA
e le sue proteine associate – contenuta nel
nucleo, costruendo una rete difensiva: e' questo
il risultato di
uno studio apparso sulla rivista The Journal of Cell Biology.
I
neutrofili, i globuli bianchi del tipo più
comune, sono difficili da studiare poiche' vivono solo sei
ore: per questo Arturo Zychlinsky e colleghi del
Max-Planck-Institut per la biologia delle
infezioni a Berlino ha creato in vitro un sistema cellulare
semplificato - il cosiddetto sistema cell-free - che include
nuclei di neutrofili e frammenti di citoplasma ricavati da
cellule.
Si e' così scoperto che due enzimi nascosti nei
granuli citoplasmatici entrano nel nucleo per
svolgere la
cromatina e formare le "trappole" extracellulari di
neutrofili (NET), reti utilizzate per catturare e
neutralizzare i patogeni.
Il processo viene iniziato dall'elastasi
neutrofila (NE), che promuove la decondensazione dei
cromosomi mediante la scissione
di due proteine istoniche che mantengono la cromatina
strettamente impacchettata nel nucleo.
In una fase successiva, il processo coinvolge la
mieloperossidasi (MPO,
e' una
proteina che si trova su un particolare tipo di globuli
bianchi - neutrofili polimorfonucleati -, possiede una
significativa azione pro-infiammatoria, che può contribuire
direttamente al danneggiamento dei tessuti dell'organismo.
Livelli elevati di questa proteina possono fornire
un'indicazione diagnostica in caso di sindrome coronarica
acuta), anche se il suo
ruolo rimane finora oscuro, dal momento che la sua attività
catalitica non e' richiesta per decondensare la cromatina.
I ricercatori hanno confermato l'importanza dell'NE per la
formazione del NET esponendo alcuni topi di laboratorio a
batteri
Klebsiella pneumoniae. I neutrofili si
trasferiscono nei tessuti polmonari negli animali del gruppo
di controllo e in quelli mancanti di NE, ma in quest'ultimo
caso non riescono a produrre NET al fine di distruggere gli
agenti patogeni.
Una questione importante da dirimere, secondo i ricercatori,
e' il modo in cui NE ed MPO entrano nel nucleo. I granuli
potrebbero fondersi con la membrana nucleare direttamente
oppure produrre gli enzimi nel citoplasma, da dove poi si
trasferirebbero verso il nucleo. (fc)
Tratto in parte da: lescienze.espresso.repubblica.it
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Una molecola
permetterà di ripristinare il normale funzionamento del
sistema immunitario - 05/06/2012
Si tratta di una molecola solubile, in fase di
somministrazione a topi con attività immunitaria nulla o
eccessiva, individuata dal gruppo di Immunologia dell'Università
di Udine con
Istituto tumori di Milano, il
National Institutes of Health di Bethesda e la
Genentech.
Lo studio e' pubblicato sulla rivista "The
Journal of Allergy and Clinical Immunology" e
rappresenta un passo verso una strategia immunoterapeutica
specialmente nei soggetti, bambini ed adulti,
immunodepressi dai
vaccini !
Occorrera’ anche controllare in vivo sull’uomo, se questo
effetto riscontrato sui ratti, sia efficace anche nell’uomo.
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I
Probiotici utili anche per le malattie respiratorie
Lo hanno scoperto alcuni ricercatori del britannico
Institute
of Food Research di Norwich, guidati da Claudio
Nicoletti, che hanno preso in considerazione due gruppi di
persone: al primo e' stato somministrato latte fermentato
arricchito con
probiotici mentre all’altro e' stato somministrato un
placebo.
I ricercatori hanno, poi,
analizzato la concentrazione di
anticorpi
IgE nel
sangue di tutti i partecipanti e hanno scoperto
che nel gruppo che aveva ricevuto i probiotici si registrava
un incremento degli anticorpi IgE, che svolgono l’importante
funzione di proteggere l’organismo
dalle allergie. Invece nel
gruppo di controllo non si registrava nessun
significativo aumento degli IgE.
Secondo l’immunologo questa ricerca dimostra che assumere
probiotici ogni giorno potrebbe stimolare una corretta
risposta del
sistema immunitario
Lo studio e' stato pubblicato sulla rivista
Clinical and Experimental Allergy.
Tratto da: news.paginemediche.it
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Il sistema immunitario può
generare patologie psichiatriche
Nesso fra la molecola Mhc1 e lo sviluppo di schizofrenia e
autismo - Marzo 2011
Vi sarebbe una correlazione fra l'espressione di una
molecola che sottintende ad alcuni processi di difesa
dell'organismo e lo sviluppo di malattie mentali. A
sostenerlo è una ricerca pubblicata sulla rivista
Nature Neuroscience che
dimostra il legame fra il sistema immunitario e
patologie quali schizofrenia e
autismo.
vedi:
Immunodepressione da Vaccino
La chiave sarebbe un meccanismo di difesa
noto per il suo ruolo di protezione nei confronti del
pericolo di rigetto in caso di trapianto, il complesso
maggiore di istocompatibilità (Mhc) di tipo 1.
La molecola è attiva anche nel
cervello,
regolando le connessioni fra le varie
cellule. La schizofrenia o l'autismo
sono in effetti associate a una difficoltà di comunicazione
fra le cellule nervose, il che ostacola il
cervello nella
decodifica delle informazioni.
Il gruppo di
ricerca dell'Università
della California coordinato dalla dott.ssa Kimberly
McAllister ha messo in luce il ruolo svolto da Mhc1, una
molecola che entra in funzione contro eventuali
elementi estranei,
ad esempio un
organo trapiantato, come detto, ma anche germi in
caso di malattia infettiva.
La molecola, presente nel cervello fin dai primi giorni di
vita, influisce in maniera determinante sulla plasticità del
cervello e sulle capacità di processare le informazioni.
Quando Mhc1 è presente in percentuali più alte della media,
le sinapsi fra le cellule
nervose tendono a
diminuire, mentre una sua scarsa presenza produce l'effetto
opposto, un aumento delle connessioni. In questo caso,
tuttavia, l'organismo è più esposto all'aggressione di
agenti esterni infettivi.
Tratto da. italiasalute.it
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Precisazioni in
Medicina Naturale sull'immunita', sistema immunitario
ed anticorpi:
Quando per esempio si
vaccina un
individuo per tentare,
perche cio' avviene solo in un bassa percentuale di casi
(circa il 30%), di creare
anticorpi, NON significa assolutamente
IMMUNITA' per quelle malattie,
semplicemente e' solo il fatto che in alcuni soggetti
(non in tutti) le
cellule e quindi anche il
sistema immunitario (che e' solo un'insieme di
funzioni, cioe' un programma informatico che da "ordini" a
cellule, organi e sistemi)), reagiscono in modo
anomalo,
perche' il Terreno
(i liquidi del
corpo) di base e quindi la
matrice oltre all'apparato
gastrointestinale (flora
batterica e sistema
enzimatico) sono alterati (perche' gia'
malati), le sostanze (contaminanti
e virus
entrocontenuti
nei
Vaccini
e non solo) e/o i
batteri del vaccino, li
riconoscono in modo
ERRATO, mentre negli altri soggetti SANI,
che NON creano
anticorpi, significa che le cellule
ed il sistema immunitario NON
le hanno accettate come necessarie al
processo di Vita sana e quindi le hanno isolate per
eliminarle, impedendone il riconoscimento;
quando il riconoscimento avviene e' perche' le sostanze
introdotte artificialmente (appunto con i
vaccini o cibi od
acque contaminate) vengono decodificate (dal
DNA cellulare) e se la
cellula (citoplasma e contenuto)
e' in disordine funzionale (cioe' e' gia'
malata) essa riconosce erroneamente quelle sostanze,
virus,
batteri non autoctoni, come sostanze pro vita e le
riproduce e quindi, le ridistribuisce e queste, entrando
nel circolo sanguigno, vanno ad infettare anche altre
cellule gia' malate - quelle NON
sane - e l'infezione
si propaga ed a
seconda del tipo
e delle quantita'
di
cellule
infettate e del
tipo e qualit.a'
del
sistema immunitario, la
malattia
indotta dal
vaccino e/o dai cibi od acque contaminate,
e' lieve, media o grave nel soggetto stesso.
Commento NdR:
in realta' le cose sono molto piu' complesse e non basate
esclusivamente sugli anticorpi e/o sulle cellule o linfociti
!
Dunque, la semplice equazione "anticorpi = immunità" può
essere considerata al massimo una approssimazione, e ciò
anche alla luce di un'altra osservazione.
È noto infatti da decenni che bambini il cui organismo non è
in grado di produrre per niente anticorpi (patologia
denominata "agammaglobulinemia"), dopo aver contratto il
morbillo o altre malattie infettive riescono comunque a
guarire e ad avere dopo la guarigione una immunità
permanente.
Ciò ci consente di affermare che l'efficacia del sistema
immunitario non è quantificabile in base agli anticorpi nel
sangue.
James [1988] riporta "individui notevolmente resistenti alla
malattia con concentrazioni estremamente basse di anticorpi
e individui che svilupparono la malattia che avevano un alto
livello di anticorpi". Allan [1973] riporta che, nonostante
individui vaccinati per la rosolia avevano sviluppato il
previsto livello di anticorpi, l'80% di essi contrassero la
malattia quando furono successivamente esposti al contagio.
Il prof. W. H. Manwaring [1979] esprime un punto di vista
estremo: "Il posto di rilievo che gli anticorpi e la loro
produzione riveste nella medicina odierna non è giustificato
né dai risultati puntualmente fallimentari nella difesa
dalle malattie infettive, né nei miei 20 anni di ricerca
quale professore di Batteriologia e patologia della Stanford
University".
In parola povere, che si ammalano, sono solo i
soggetti in disordine funzionale, con
Terreno
disordinato non nei giusti rapporti della
Perfetta Salute.
Questo per affermare che creare anticorpi in modo anomalo
(con i
vaccini) non significa assolutamente
immunita', ma cio' avviene solo da parte di individui NON sani,
l'eventuale
riconoscimento, da parte di cellule e sistema immunitario,
delle sostanze inoculate.
Gli anticorpi che dovrebbero essere indotti da un
vaccino NON indicano immunità. Ciò che mette
molti medici in confusione e' che parte della
reazione nei confronti del vaccino porta alla
produzione di anticorpi.
Ciò e' falsamente considerato immunità.
Inoltre occorre dire che anche il sistema immunitario
essendo un programma informatico che coordina un'insieme di
funzioni, cellulari, organiche e sistemiche,
e' molto ma molto piu' complesso di
quanto non hanno ancora scoperto i
tecnici-ricercatori della
medicina ufficiale
e quindi i meccanismi sono ancora in gran parte
sconosciuti; qui ne abbiamo chiarito alcuni aspetti che
pero' sono in antitesi con cio' che insegna la
medicina
ufficiale imperante.....che e' legata a doppio filo a
Big Pharma + Rapporto
Flexner
Importante:
vedi anche:
Contro
Immunizzazioni
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Teoria
degli anticorpi
È stato
Niels Kaj Jerne a formulare la "teoria della
selezione degli anticorpi", conosciuta come "teoria della
selezione clonale" (sono tutte teorie mal
interpretate dalla realta' dei fatti), che presuppone ci sia
una produzione continua di
linfociti, i quali presentano sulla loro
superficie
molecole di
immunoglobuline, che le molecole sulla superficie
di una singola cellula B
abbiano la stessa specificità e che per ciascun determinante
antigenico esista solo una piccola parte
dell'insieme delle cellule
B in grado di legarsi all'antigene. Questa teoria, afferma
che quando un antigene è in circolazione nell'organismo si
lega solo a quelle cellule B che hanno la specificità
appropriata e ciò induce la cellula B che ha interagito, a
produrre cellule figlie che sintetizzano e secernono questo
anticorpo specifico; l'antigene quindi ha selezionato da un
gruppo preesistente di cellule, quelle che hanno
l'appropriata specificità e queste cellule sono ora dei
cloni che derivano dalla cellula originaria.
La teoria della selezione clonale assomiglia alla teoria
della selezione naturale
darwiniana in quanto l'antigene seleziona le
cellule che si moltiplicheranno da un gruppo di cellule
diverse che si sono originate indipendentemente dalla
pressione selettiva, un po' come la mutazione casuale
provoca la variabilità genetica necessaria all'adattamento.
Nella realta' le cose sono un po' diverse....
Tutta la teoria dell’immunologia,
nella
medicina ufficiale, si basa su questi concetti di antigene e
anticorpo (NdR: che e' ancora imprecisa ed
indimostrata, oltre che fasulla in tante sue parti, vedi qui
sotto).
Il problema dell’immunologia è quindi proprio quello di
basarsi su due termini che si definiscono reciprocamente e
che non sono quasi mai reciprocamente esatti, precisi, anche
perche' la teoria degli anticorpi e' una semplice teoria
indimostrata con i fatti, infatti ad esempio il 30% dei
vaccinati
non produce anticorpi all'antigene del
vaccino che gli e' stato
propinato,
proprio perche' la teoria della risposta anticorpale
obbligatoria del sistema immunitario e' fasulla.
vedi la prova QUI:
Copia dei titoli anticorpali di un
soggetto plurivaccinato
Ai medici che leggono
questo articolo, vorrei suggerire di studiare meglio cio'
che riguarda la "teoria" degli anticorpi, teoria che hanno
accettato all'universita', senza discuterla...ovviamente questa teoria
l'hanno imparata dai libri contenenti idee (teorie), che gli
hanno propinato all'Universita'...,
gestita dai baroni al servizio di
Big
Pharma.
La teoria degli anticorpi e' vera solo in minima parte:
Quando un organismo produce anticorpi NON significa che e'
sano, ma significa e' che gia' immunodepresso, perche' quando e' sano
le barriere immunitarie che iniziano dalla pelle, mucose,
evitano che l'organismo metta in contatto l'ipotetico
"aggressore" con le cellule ed il sangue e quindi la
produzione di anticorpi non avviene, perche' l'aggressore
viene depositato nei grassi oppure eliminato fisicamente
dall'habitat ed il tutto senza produrre anticorpi.
La prova ? semplice
E' notorio che nel 25% dei soggetti vaccinati NON si
ritrovano anticorpi al vaccino, perche' il vaccino non
riesce a stimolare-arrivare alla produzione di anticorpi e
si deve rivaccinare una seconda volta per poter costringere
a produrli, e poi si dice, falsamente, che il vaccino non ha
attecchito....
NULLA di piu' falso: In realta' e' il Sistema Immunitario
che, essendo molto efficace e funzionale, impedisce che si arrivi alla
produzione di anticorpi, fermando prima l'aggressore
isolandolo ed immagazzinandolo nei grassi dei tessuti od
eliminandolo dalle vie emuntorie naturali.
Cio' significa quel soggetto ha un cosi forte ed efficace
sistema immunitario che questi e' riuscito ad isolare od
eliminare (in vari modi) l'invasore...senza arrivare
all'ultima barriera, la produzione di anticorpi, ma quando
arriva a questo livello ormai e' troppo tardi e si attivano
anche altre reazioni, in primis cellulari, scatenando anche
malfunzioni della cellula stessa e specialmente nelle sue
principali funzioni es. la produzione e specializzazione
delle proteine, quindi successivamente iniziano i problemi
ai tessuti, organi e sistemi..piu' o meno velocemente a
seconda del grado e livello di invasivita' raggiunta dal
vaccino.
Il danno dei vaccini e' molto ma molto piu' profondo di cio'
che si e' scritto fino ad ora...e quindi esso puo'
manifestarsi nel tempo proprio per questi vari livelli
interessati, da quello cellulare che e' immediato a quello
tissutale, nel quale ci vuole un po' piu' di tempo, fino
all'organico, ancora piu' in la nel tempo e quindi
sistemico, come sua ultima fase.
Gli
anticorpi, lo ripetiamo ancora una volta, che dovrebbero essere indotti da un
vaccino NON indicano
immunità,
ma indicano semplicemente una reazione allergica
del sistema immunitario all'ingresso del contaminante
il quale ha bypassato le prime barriere di difesa
immunitarie.
Quindi NON si tratta, quando si vedono gli anticorpi
prodotti a quella sostanza tossica, di un irrobustimento del
sistema immunitario stesso, bensi della prova che vi e'
stata una reazione allergica
(R.A.) del S. Immunitario
alla sostanza tossica (antigene) introdotta nell'organismo,
e pensare che tutta la teoria dei vaccini e' basata su
questa FALSA deduzione e/o
interpretazione !
Ciò che mette molti
medici in confusione
e' che parte della reazione immunitaria nei confronti del
vaccino e delle
sostanze in
esso contenute, porta alla produzione di anticorpi,
proprio per la reazione allergica del Sis. Immunitario
stesso e quindi l'anticorpo viene
falsamente interpretato come
l'irrobustimento del sistema immunitario, mentre nella
realta' con i
vaccini, avviene
proprio il CONTRARIO, lo si
indebolisce.
Ciò e' falsamente considerato
immunità, infatti solo il 75-70 % dei soggetti
vaccinati produce anticorpi al primo vaccino, questo perche'
il loro
sistema immunitario essendo
MOLTO sano, non reagisce producendo subito
anticorpi, in quanto le
sostanze
contenute nel vaccino, anche
quelli a DNA chiamati vaccini a virus, vengono
immediatamente isolate ed inviate agli organi e sistemi di
eliminazione; nei soggetti meno sani o per quelli
piu' sani, dopo una successiva
vaccinazione, la produzione
di anticorpi avviene, indicando in quel modo che il Sistema
immunitario e' stato
compromesso,
per il fatto che il
vaccino
ha bypassato le normali
barriere di "riconoscimento immunitario" creando
reazioni anomale.
vedi:
Sistema Immunitari e
Vaccini.
(R.A.)
REAZIONE ALLERGICA
Si verifica quando l’organismo viene a contatto con una
specifica sostanza allergizzante e nel giro di pochi minuti
si manifestano vari ed i piu' disparati
sintomi, con la creazione od il tentativo di
creare anticorpi: quella è la reazione allergica.
La reazione allergica è una risposta esagerata del
sistema immunitario, causata dal contatto con particolari
sostanze, che sono invece innocue nell’80% della
popolazione. Una reazione allergica può manifestarsi con
tendenti infiniti sintomi, ad es., orticaria, prurito,
arrossamento della cute e angioedema (gonfiore della pelle),
febbre, eccitazione nervosa, convulsioni, capogiri, mali di
testa, di pancia, difficoltà respiratorie, nausea e vomito,
abbassamento della pressione del sangue, ecc., ecc..
Quando è di entità grave, come alle volte dopo un
vaccino, viene
definita anafilassi: coinvolge diversi apparati
dell’organismo (cardiovascolare, respiratorio e
gastrointestinale) e può culminare nello shock anafilattico,
cioè la forma più grave e potente delle reazioni
anafilattiche che può portare alla morte.
Una reazione allergica è caratterizzata da specificità.
L’organismo reagisce in modo anormale solo esclusivamente
quando è sollecitato da quella sostanza specifica
allergizzante. Essa puo' anche prodursi lentamente nel tempo
e non immediatamente.
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"Memoria immunologica" - Il
talento nascosto dell'immunità innata
Le cellule
Natural Killer non possono specializzarsi nel
riconoscimento di un particolare patogeno, ma una volta
attivate possono rispondere più facilmente ed efficacemente
a una nuova attivazione.
E' ben noto che il sistema
immunitario innato e' specializzato nella risposta rapida e
molto aggressiva contro qualsiasi antigene che riesca a
penetrare nell'organismo.
Ora un gruppo di ricercatori della
Washington University School of Medicine a St. Louis ha
scoperto che una parte di questa prima linea di difesa e' in
grado di apprendere dall'esperienza per mobilitarsi più
efficacemente nel caso di una seconda aggressione, una
capacità che finora si riteneva posseduta unicamente dal
sistema immunitario adattativo.
Come e'
spiegato in un articolo pubblicato sui
Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS),
grazie alla presenza fra di loro di particolari "cellule
memoria", le cellule immunitarie adattative possono imparare
a riconoscere uno specifico antigene e rispondere con
elevatissima efficienza a un patogeno che cerchi di
aggredire l'organismo una seconda volta.
E' il principio su cui si basano i vaccini, che espongono la
persona a bassi livelli di patogeno inattivato in modo da
allertare e predisporre all'azione questo sistema - (NdR:
generando
confusione e DANNI nel
sistema immunitario)
vedi
Danni dei Vaccini.
"Abbiamo chiamato questa
proprietà memory-like" dicono Wayne M. Yokoyama e Audrey
Loew, che hanno partecipato alla ricerca. "Le
cellule Natural Killer non possono specializzarsi nel riconoscimento
di un particolare patogeno, ma abbiamo scoperto che una
volta attivate possono rispondere più facilmente ed
efficacemente a una nuova attivazione."
I precedenti tentativi di
comprendere che cosa accadesse alle cellule Natural Killer
dopo l'attivazione si erano scontrati con il fatto che nelle
colture cellulari, una volta che sono state attivate, non
tornano in uno stato di riposo, una circostanza che accorcia
notevolmente la loro durata di vita, già usualmente breve.
Per superare questo ostacolo, Megan A. Cooper, che ha
diretto lo studio, ha marcato con una sostanza fluorescente
alcuni Natural Killer attivati in coltura, reiniettandoli
poi nei topi da cui erano stati prelevati. I ricercatori
hanno così potuto tracciare le
cellule
e identificarle
quando, dopo una settimana, i topi sono stati sottoposti a
un nuovo prelievo. In questo modo hanno scoperto che le
cellule erano tornate a uno stato di quiescenza ma che
potevano essere riattivate non solo molto più rapidamente,
ma anche sviluppando una
risposta più intensa.
(NdR:
questo e' proprio quello che succede nelle
rivaccinazioni
dei
bambini
o dei militari,
si generano le malattie
autoimmuni per l'aggressivita' del
Sistema Immunitario !)
La maggiore intensità si esplicava anche in un aumento della
loro replicazione, e nella produzione di interferone gamma,
un composto che ha attività anti-patogena e stimola la
produzione di altre cellule immunitarie. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Commento NdR:
in realta'
NON si tratta
di una "memoria immunologica", ma di una
memoria genetica del
DNA
cellulare
(specialmente
mitocondriale) la quale
ad ogni
ammalamento, che i
medici della
medicina ufficiale chiamano impropriamente "malattie",
tutto il "percorso" dell'ammalamento fino alla eventuale
guarigione, si crea un imprinting nel
DNA
cellulare, cosi che ad ogni esperienza similare, possano
attivarsi tutti quei meccanismi anche immunitari, ma non
solo, atti ad ripetere le condizioni necessarie a mantenere
e/o ripristinare la salute, se la collaborazione dell'Essere
che "guida" la macchina del corpo (psicoelettronico)
metta in atto le
azioni/tecniche
spirituali/cure
naturali guida, per autoguarire e/o aiutare fin quanto
possibile l'organismo, nel processo del tentativo di
autoguarigione.
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FATTORI di STIMOLAZIONE ed
INIBIZIONE del
SISTEMA IMMUNITARIO
Gli attori della risposta immune innata sono molti e con
funzioni molto diverse.
Mastociti, eosinofili, basofili e neutrofili e soprattutto i
macrofagi hanno funzioni difensive dirette contro batteri
(patogeni eterologhi ed autologhi)
virus, virioni, sostanze tossiche, anche quelle di
dubbia classificazione, come i prioni
e i nanobi.
Due cellule derivanti dal
monocita, il macrofago e la cellula dendritica, hanno la
funzione di collegamento tra il sistema innato e quello
adattivo data la loro capacità di essere cellule A.P.C. (Antigen
Present Cells). Questa loro caratteristica le distingue
dalle altre cellule e le rendono centrali nella risposta
immunitaria sia innata che adattiva. Il sistema immunitario
innato svolge quindi tre funzioni fondamentali per il
mantenimento della vita.
La prima e' la risposta diretta alle infezioni con
eliminazione di tutti gli antigeni che il suo patrimonio
genetico e' in grado di riconoscere.
L’espressione di determinanti antigenici sulla superficie
della membrana cellulare in abbondanza, soprattutto quelli
in grado di riconoscere i
lipopolisaccaridi in accoppiamento a recettori
Toll-simili, favorisce il riconoscimento rapido di antigeni
batterici e virali oltre che alla eliminazione di tossine.
La seconda funzione e' quella fondamentale di stimolazione
del sistema adattivo, che viene guidato nella sua
differenziazione e modulazione di risposta.
La formazione, partendo da una cellula TCD4Th0, di
cellule
Th1 oppure Th2 o ancora Th3o Tr1 deriva dalla stimolazione
indotta dalla cellula A.P.C. al momento della prima
presentazione antigenica accompagnata dalla co-stimolazione
di B7-1 o B7-2 con un CD28 linfocitario.
La terza funzione e quella di attivarsi, dopo stimolazione
indotta da linfociti T, in modo da eliminare l’infezione
e/o l’infiammazione
locale.
Conoscere il funzionamento del sistema innato
significa comprendere il sistema difensivo primario che e'
poi quello che svolge il maggior lavoro di pulizia da tutto
ciò che potrebbe disturbare il buon funzionamento del nostro
corpo, siano antigeni vari o batteri e virus.
La scoperta abbastanza recente delle funzioni delle
cellule dendritiche nel regolare finemente le
risposte linfocitarie, le hanno poste al primo posto nello
studio delle malattie allergiche, sia come attori principali
nell’induzione dell’allergia, sia come possibili strumenti
per la cura delle stesse.
Il sistema immunitario adattivo e' comparso negli esseri
viventi insieme con la presenza della mandibola (la Lampreda
non ha sistema adattivo) per permettere la formazione della
MEMORIA IMMUNITARIA.
Questo passo gigante dell’evoluzione ha creato un sistema di
difesa integrato che ha permesso l’adattamento degli esseri
viventi, animali o uomini, in vari ambienti, anche i più
ostili. La comprensione causale delle malattie allergiche e
autoimmuni non può prescindere dalla conoscenza dei
meccanismi regolatori, eccitatori e inibitori che
soprassiedono all’attivazione di un linfocita.
L’immunologia e' una scienza molto moderna, rispetto ad altre
branche della medicina, in forte evoluzione con ancora molti
punti di domanda soprattutto sul lato terapeutico.
Il molto che si e' fatto nel campo dei trapianti lo si deve
solo al fatto che oggi possiamo gestire il “rigetto”; questo
risultato e' stato possibile quando si sono scoperti i
meccanismi che lo guidavano riuscendo a mettere un blocco
alla sua attivazione.
La produzione di citochine e leucotrieni nelle malattie
allergiche può essere gestita e modulata se si conoscono i
meccanismi che ne aumentano l’espressione.
By Dott. Luciano Lozio
Commento NdR: in questo studio ci si "dimentica" di
segnalare quali le vere cause delle mancate risposte o delle
maggiori risposte del sistema immunitario agli agenti
tossici di qualsiasi tipo; queste cause sono
principalmente dovute ai
vaccini (sostanze
tossiche) introdotti fin da piccolini ai
soggetti che poi manifestano sempre risposte immunitarie
insufficienti od abnormi.
Quindi in realta' le cose sono molto piu' complesse e non
basate esclusivamente sugli anticorpi e/o sulle cellule o
linfociti !
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Globuli bianchi
in videoclip - 15 Ottobre 2010
Grazie a proteine fluorescenti e un particolare microscopio,
i ricercatori dell’Università
di Calgary (Alberta) hanno scoperto come fanno alcuni
“potenti” globuli bianchi, chiamati
neutrofili, a trovare i tessuti danneggiati da
una ferita o da una contusione anche quando non vi e'
infezione, e, soprattutto, ad evitare le
cellule sane.
Science pubblica i videoclip registrati con una
telecamera collegata al microscopio, e lo studio rivela che
il merito e' di una sequenza di precisi segnali molecolari
che indicano la strada.
I neutrofili sono dotati di potenti “armi molecolari” utili
per combattere gli agenti patogeni. In situazioni di
infiammazione sterile (cioe' senza infezione), questi globuli
bianchi vengono comunque reclutati nel sangue; senza
corrette indicazioni, però, correrebbero il rischio di
danneggiare le cellule sane, proprio a causa del loro
armamentario molecolare.
Prendendo come modelli alcuni topi con
infiammazione sterile al fegato, i
ricercatori hanno marcato i neutrofili con delle proteine
fluorescenti, per poi seguirne il percorso tramite un
microscopio specializzato nel riprendere tessuti vivi e
collegato a una videocamera.
Sono stati così registrati alcuni video che mostrano il
percorso delle cellule riparatrici verso il luogo
dell'infiammazione. “Ciò che abbiamo visto – spiega Braedon
McDonald, autore principale dello studio – e' che i
neutrofili reclutati in caso di infiammazione viaggiano
rapidamente attraverso canali intravascolari, piuttosto
che prendere una strada più diretta passando per i tessuti
sani, dove potrebbero rischiare di causare danni”.
Grazie a questa tecnica, i ricercatori hanno identificato
una sequenza precisa di segnali che indirizzano i neutrofili
nel punto giusto. Il primo evento e' la necrosi (o morte
cellulare) che rilascia delle sostanze che allertano i
neutrofili della presenza di un’infiammazione; questi si
attivano e aderiscono al tessuto.
Poi, un gradiente di chemochine (molecole specializzate
nell'attrarre cellule del sistema immunitario) spinge i
neutrofili a superare i tessuti sani e dirigersi alla fonte
dell’infiammazione.
Infine, parti di proteine rilasciate dai mitocondri di
cellule morte guidano queste cellule nel punto di arrivo
finale. Proprio questi ultimi, secondo gli autori,
potrebbero essere usati come target per nuovi
antinfiammatori.
By Giulia Belardelli - Tratto da galileonet.it
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Psiche
e sistema immunitario
Le ricerche piu’ recenti hanno evidenziato come la psiche e
i grandi sistemi biologici (ormonale, nervoso, immunitario),
lavorano in sinergia in influenzandosi a vicenda grazie a
numerose vie di comunicazione bidirezionali.
Queste vie sono rappresentate sia dai nervi, sia da numerose
sostanze prodotte e riconosciute dalle
cellule dei diversi sistemi che costituiscono il
linguaggio attraverso cui essi comunicano. Si notato
infatti che le cellule del sistema immunitario hanno
recettori per le sostanze prodotte dal sistema nervoso che
in tal modo regola la funzione immunitaria.
Le cellule immunitarie d’altra parte producono sostanze
importanti nei fenomeni
infiammatori, le
citochine, che una volta raggiunto il
cervello, sono
in grado di influenzare l’umore, il pensiero, il
comportamento.
Varie molecole agiscono nei vari sistemi. nervoso ormonale e
immunitario. venendo spesso solo artificiosamente assegnate
all’uno o all’altro. Ad esempio alcune cellule del sistema
immunitario non solo sono sensibili, ma anche producono una
molecola importante per lo sviluppo e le funzioni del
sistema nervoso (il fattore di crescita nervoso NGF) il
quale ha importanti effetti anche sull’immunità, sulle
infiammazioni e la riparazione dei
tessuti.
Tutto ciò spiega i meccanismi che sono alla base di
circostanze note da tempo come ad esempio il fatto che
eventi stressanti, in particolare di perdita, deprimono la
funzione immunitaria o che l’isolamento psicosociale e'
predittivo di una maggiore probabilità di contrarre malattie
e di mortalità per tumore, malattia cardiovascolare e una
moltitudine di altre cause. Di contro relazioni personali di
supporto hanno un effetto benefico sull’immunità e la
salute.
Solo per rimanere nel campo
della
biochimica, sappiamo che un
linfocita e' di fatto anche una cellula
neuroendocrina che emette e soprattutto riceve segnali. E'
dotata di recettori per ormoni e neurotrasmettitori di ogni
tipo. Ancora non sappiamo in che termini questi segnali
neuroendocrini influenzino la risposta immunitaria, ma e'
chiaro che le cellule
immunitarie non agiscono di loro iniziativa, rispondono a
precisi ordini del cervello. E sappiamo che i segnali
neuroendocrini del
cervello riflettono lo stato emotivo, ergo: le
reazioni immunitarie sono il risultato dello stato emotivo.
Sono le nostre emozioni - che a loro volta dipendono
dall'atteggiamento che abbiamo nei confronti della vita - a
decidere se un antigene e' un amico o un nemico.
Perugini Billi forse direbbe "a decidere se e' self o
non-self" e questo mi dà lo spunto per spingermi oltre: e'
la nostra capacità di riconoscere noi stessi che determina
la nostra risposta immunitaria. Quante più componenti della
nostra psiche inglobiamo nella nostra coscienza e tanto meno
l'ambiente rappresenta un fattore di disturbo.
Potete osservare questo stesso meccanismo a livello di
comportamento nelle relazioni umane. Le persone che si
identificano molto con una parte di se' e reprimono le
altre, sono più intolleranti nei confronti di quelle persone
che evocano le componenti represse della loro personalità.
Il sistema immunitario fa la stessa cosa.
Ma ci sono altre considerazioni da fare, che credo siano
rilevanti nel caso dell'IBS. Il sistema immunitario non e'
solo in relazione con l'esterno, ma anche con se' stesso,
così come la psiche e' sempre in relazione anche con se'
stessa.
vedi anche:
Psiconeuroendocrinoimmunologia
Studiando il cervello di roditori nelle fasi immediatamente
successive alla nascita, i ricercatori hanno localizzato
delle proteine - chiamate MHC type I - sulla superficie
delle cellule nervose. Si tratta di una vecchia conoscenza
per i biologi, perché sono le stesse proteine che
permettono al sistema immunitario di distinguere le
molecole appartenenti all'organismo da quelle "esterne"
(eterologhe), alcune volte in modo utile (come nella lotta
contro i tumori o le infezioni), altre volte creando
problemi (come nei casi di rigetto successivi ai trapianti
di organi).
Per scoprire il ruolo di queste molecole nello sviluppo
cerebrale, i ricercatori hanno studiato sia il cervello di
topi privi di questo tipo di proteine, sia neuroni isolati e
con un numero alterato di MHC I. Hanno così scoperto che
l’assenza delle proteine portava a un aumento nel numero di
sinapsi, i collegamenti che permettono la propagazione
dell’impulso nervoso tra i neuroni.
vedi: Cervello
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RELAZIONE della
MENTE-CERVELLO
(stress) con
il
SISTEMA IMMUNITARIO ed i
COMPORTAMENTI,
DEPRESSIONE
Sintomi Psichici:
Paura, ansia, apatia, attacchi di panico, depressione,
ipocondria, stress, indecisione, insicurezza, irrequietezza,
fatica, deconcentrazione e/o fatica a concentrarsi, mania di
persecuzione, senso di claustrofobia, senso di
inadeguatezza, senso di stanchezza ecc.
Sintomi di Comportamento:
Bulimia, anoressia, difficolta’ a prendere sonno, fame
nervosa,, impotenza-frigidita’, inappetenza, insonnia,
irritabilita’, lacrime facili, nervosismo, rosicchiare le
unghie, tic nervosi, tricofilomania, errori alimentari, uso
di vaccini e farmaci, ecc.
Sintomi Fisici:
Acne, asma, amenorrea, coliche, colon irritabile, diarrea,
disturbi visivi, emicrania, ipertensione, mal di stomaco,
mialgie e dolori muscolari, nausea, caduta di capelli,
orticaria, stipsi, sudorazione, svenimenti, tachicardia,
vertigini, ecc.
Le code nel traffico, le
arrabbiature, i litigi, la paura ecc.: il nostro organismo
reagisce a queste situazioni, producendo complesse sostanze
biochimiche: biovitali di sostentamento alla situazione +
altre tossiche, che se queste ultime non vengono eliminate
al piu’ presto procurano disturbi fisici e psichici.
1 - Di fronte a stimoli
stressanti ripetuti, l’ipotalamo (nel cervello di sopra)
produce l’ormone Crh
2 – Questo a sua volta, induce l’ipofisi a rilasciare un
altro ormone l’Acth, che attraverso il sangue arriva alle
ghiandole surrenali.
3- Le surrenali, cosi sollecitate, producono sostanze come
l’adrenalina e cortisolo: que ormoni che “allertano”
l’organismo, facendo accelerare respiro e battito cardiaco.
4 – In condizioni di stress cronico, inoltre, si ha una
ridotta produzione di cellule immunitarie nel Timo e nel
midollo osseo.
5 – Durante le manifestazioni Psichiche del punto 1, il
cervello di sotto
od intestino, risente delle stress in atto, e la
flora
batterica si altera e varia il
pH digestivo e quindi
iniziano a prodursi anche tossine che se veicolate dal
sangue nelle cellule, determinano una loro malfunzione +
altre e diverse malfunzioni intestinali che si ripercuotono
in primis (e non solo) sul Sistema Endocrino-Immunitario ma
ed anche sullo stato Psico-Spirituale del soggetto.
Come aumentare la risposta del
Sistema immunitario e quindi le difese, in modo naturale ?
cellule di Langerhans e reazioni
immunitarie:
attenuano la risposta della pelle
all'infiammazione
e quindi alle infezioni.
Alcuni ricercatori della
Scuola di Medicina dell'Università di Yale hanno scoperto
che le cellule di Langerhans nella pelle, che finora si
riteneva avvertissero il sistema
immunitario della presenza di patogeni, smorzano
invece la reazione della pelle alle infezioni e
all'infiammazione. La scoperta potrebbe consentire di
comprendere meglio i meccanismi alla base di molti disturbi
della pelle, come la psoriasi, il lupus e alcuni tipi di
tumore.
Lo studio e' stato pubblicato sul numero del 15 dicembre
della rivista "Immunity".
Le
cellule dendritiche si trovano ovunque nel corpo
e sono estremamente efficienti nell'avvisare il
sistema immunitario della presenza di patogeni e
di altri materiali estranei.
Le cellule di Langerhans sono cellule dendritiche situate
nella pelle, ovvero in un'importante barriera per le
infezioni, e generalmente si riteneva che servissero
soltanto a dare l'allarme al sistema immunitario.
Daniel H. Kaplan, Mark J. Shlomchik e colleghi hanno usato
tecniche transgeniche per sviluppare un modello di topo
privo di cellule di Langerhans nella pelle.
Stimolando l'epidermide
degli animali per creare un'ipersensibilità simile alla
reazione all'edera velenosa, i ricercatori si attendevano
che i topi privi di cellule di Langerhans presentassero una
risposta immunitaria ridotta.
Invece, anziche' un calo della risposta immunitaria, ne hanno osservato un incremento
significativo e riproducibile. "Le cellule di
Langerhans - conclude Kaplan - non sono necessarie per
generare la risposta immunitaria nella pelle, ma la possono
regolare e smorzare quando non e' necessaria".
Ricordarsi
che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH
digestivo e e della mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in
qualsiasi parte dell'organismo.
vedi:
La
teoria dei germi di Pasteur e' FALSA
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Indicazioni per
globuli bianchi (Leucociti)
Un'equipe dell'Università
di Verona ha identificato
cinque proteine
che segnalano al sistema immunitario dove e quando entrare
in azione.
Cinque molecole sono alla base del corretto
funzionamento del nostro sistema immunitario. Perche' dicono
ai globuli bianchi quando entrare in azione e dove
dirigersi. Il meccanismo e' stato scoperto dai ricercatori
dell’Università di Verona, che hanno pubblicato oggi il loro
studio su Nature
Immunology.
Il reclutamento dei globuli bianchi “al posto
giusto e nel momento giusto” (in modo che la risposta
immunitaria sia circoscritta e mirata) e' un fenomeno noto da
oltre un secolo, ma le sue basi molecolari sono studiate
solo da pochi anni.
L'equipe guidata da Carlo Laudanna, docente presso il
dipartimento di Patologia dell'Università
di Verona, ha
ora scoperto come fanno queste
cellule a sapere dove e
quando migrare dal sangue verso tessuti in pericolo: le
indicazioni sono fornite da cinque proteine (RhoA, Rac1, Cdc
42, fosfolipasi D1, Pip5kc), che agiscono in modo combinato
per trasportare un unico messaggio ai linfociti (un tipo
particolare di globuli bianchi).
Senza queste molecole
il sistema immunitario NON funziona.
“Si tratta di un sistema di segnali a cascata che regola il
passaggio delle informazioni tra le cellule e l'ambiente
esterno”, spiega Laudanna a Galileo: “Se una sola di queste
cinque molecole e' assente o non funziona correttamente, si
verificano errori più o meno gravi nella migrazione dei
globuli bianchi, ovvero nel primo step della risposta
immunitaria”.
I ricercatori hanno inserito nella cellula le cinque
molecole, di volta in volta mutate o inattivate, così da
poter verificare il ruolo di ciascuna (l'inserimento e' stato
ottenuto con la “tecnologia di peptidi troiani”, sviluppata
dallo stesso gruppo di Laudanna negli ultimi quattro anni).
I risultati sono stati poi confermati dal
Centro di Biomedicina
computazionale
(Cbmc), che – primo in Europa – ha utilizzato la tecnologia
avanzata di Imagestream per contare le proteine all'interno
di una cellula: “In questo modo abbiamo avuto la prova che
il mal funzionamento del sistema immunitario dipendeva dalla
mancanza di una o più delle cinque molecole”, sottolinea
Laudanna.
Secondo gli studiosi, la ricerca può avere delle ricadute
importanti. In primis, la possibilità di sviluppare farmaci
ad azione mirata, per malattie infiammatorie e autoimmuni.
(t.m.)
Tratto da: galileonet.it
Come distruggere in maniera
scientifica il sistema immunitario, con i Vaccini
IMPORTANTE:
questo
pdf:
http://www.dipmat.unipg.it/~mamone/sci-dem/nuocontri_1/debernardi.pdf
Continua in:
Immunita' e Vaccini +
DEPRESSIONE - vedi:
Cosa e' un VACCINO
+
Contenuto dei Vaccini
Commento
NdR: per colpa dei
Vaccini, che modificano anche il
Terreno di
base,
queste importanti
proteine (per l'alterazione di
flora batterica +
enzimi +
geni) vengono
alterate
e quindi il sistema immunitario
NON funziona
piu'
come prima !
vedi
anche:
Immunodepressione da Vaccino-1
+ Immunodepressione
da Vaccino-2
+
Cosa e' un VACCINO
+
+ Crimini
dell'industria farmaceutica +
La teoria dei germi
di Pasteur e' FALSA
+
Stress e funzioni vitali
+
Stress Ossidativo - 2
+
Trasmissione malattie
+
Parassiti e Veleni
+
Malattie Immunitarie
+
Disbiosi
+
Flora batterica Autoctona
+
Come Nasce la malattia ?
+
Malassorbimento
+
Legge di Guarigione
+
DIGESTIONE
+
Autoguarigione
+
Falsità della
medicina ufficiale
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Tumori,
sistema immunitario e
depressione: un rapporto a tre – 21/05/2009
- vedi anche:
Conflitti Spirituali
Il silenziamento di un meccanismo di comunicazione fra
le
cellule del sistema immunitario, e specificamente la
via di segnalazione dell'interferone, rappresenta un
momento significativo nello sviluppo di un cancro
Due articoli pubblicati sui
Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)
approfondiscono i complessi rapporti che vi sono fra
tumori, sistema immunitario e depressione.
E' ben noto che la depressione e' una conseguenza
estremamente frequente di una diagnosi di cancro, ma
nello studio condotto presso l'Università
di Chicago da Leah Pyter e colleghi (Peripheral
Tumors Induce Depressive-like Behaviors and Cytokine
Production and Alter Hypothalamic-Pituitary-Andrenal
Axis Regulation) i ricercatori hanno mostrato che questa
condizione mentale non e' solo la conseguenza dello stato
di incertezza e timore per la propria vita indotto dalla
notizia, e neppure solo un portato della chemioterapia.
Il gruppo di ricerca coordinato da Pyter ha infatti
provato che lo sviluppo di un tumore induce cambiamenti
nell'espressione genica nell'ippocampo, la principale
struttura cerebrale coinvolta nella regolazione delle
emozioni. In particolare, i tumori determinano
nell'ippocampo un aumento dei livelli di citochine,
sostanze prodotte dal sistema immunitario per le quali
era già stata osservata una correlazione fra una loro
massiccia presenza e la depressione.
"Nello studio abbiamo esaminato le risposte
comportamentali in animali non umani, e in particolare
nei ratti, anche perche' i ratti non hanno coscienza
della malattia e quindi i loro cambiamenti
comportamentali erano verosimilmente il risultato di
fattori puramente biologici", ha spiegato la Pyter.
La seconda ricerca (Impaired interferon signaling is a
common immune defect in human cancer), condotta presso
lo
Stanford University Medical Center, ha invece messo
in evidenza come il silenziamento di un meccanismo di
comunicazione fra le
cellule del sistema immunitario, e
specificamente la via di segnalazione dell'interferone,
rappresenti un momento significativo nello sviluppo di
un cancro.
"Oltre la metà dei pazienti con il cancro mostra una
risposta immunitaria contro il tumore. Ma perche' questa
fallisce così spesso? La nostra ricerca indica che il
cancro interferisce con una importante via di
segnalazione del sistema immunitario.
E' possibile che
la correzione di questo difetto divenga un giorno parte
delle terapie di molti tipi di neoplasie", ha detto
Peter P. Lee, che ha diretto la ricerca.
In precedenti ricerche Lee e colleghi avevano dimostrato
che la via di segnalazione dell'interferone era compromessa
nei pazienti con melanoma; in questo studio hanno mostrato
che lo stesso difetto si presenta anche nei pazienti colpiti
da cancro del seno e gastrointestinale; successivamente
hanno valutato anche la risposta di linfociti B, linfociti T
e
cellule NK
agli interferoni nei pazienti sani e con tumore.
Questo difetto nelle vie di segnalazione degli
interferoni si e' inoltre dimostrato essere della stessa
entità sia nei pazienti con cancro allo stadio iniziale
sia in quelli con cancro in stadi più avanzati, un dato
che indica che il problema deve essere insorto
all'inizio del suo sviluppo e che non dipende dalla
eventuale chemioterapia.
Oltre ad allargare lo studio ad altri tipi di cancro, i
ricercatori intendono ora capire se questo difetto può
bloccare l'efficacia delle nuove immunoterapie, sia
attive, come i
vaccini, sia
passive, come le terapie cellulari. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Commento NdR:
In medicina Naturale si insegna da sempre il contrario,
e cioe', che e' il
Conflitto Spirituale (Causa primaria= Errori
Etici) che
generando depressione
ed immunodepressione
producono con altre concause fisiche... il
cancro o
l'aids !
vedi:
La
teoria dei germi di Pasteur e' FALSA
E' noto che, quando si effettua una vaccinazione, NON
tutti i soggetti producono dopo il vaccino degli
anticorpi, infatti in circa il 25%- 30% dei
soggetti, gli non si ritrovano dopo l'atto
vaccinale, e questo perche' ?....perche' quelli sono
individui piu' SANI di quelli che li producono - hanno
un Sistema Immunitario (S.I.)
aspecifico
-
in essi, appena il vaccino entra nell'organismo, viene
subito riconosciuto come sostanza TOSSICA e
quindi esso viene isolato e depositato in qualche parte
dell'organismo, senza entrare in contatto con le
funzioni immunitarie di riconoscimento e decodifica, che
vengono sempre attivate dal
DNA
del soggetto, quando "incontra" un DNA eterologo
(estraneo, in genere animale); quando il S.I. decodifica
le informazioni totali e non solo periferiche della o
delle sostanze inoculate con il vaccino, come nel caso
dei soggetti che non creano anticorpi, il vaccino riesce
ad obbligare il S.I. a produrre anticorpi, e quindi si
scatenano le opportune reazioni piu' o meno intense del
S.I. per tentare, senza riuscirvi ad eliminare il
vaccino, che rimane, in quei soggetti meno sani,
all'interno dell'organismo con tutto il suo carico
viral-batteriologico TOSSICO,
generando nel tempo, come una bomba a tempo e magari
durante o dopo uno stato febbrile, le malattie le piu'
disparate !
Cio' significa che il 25 - 30 % dei soggetti e' molto
sano e gli altri sono solo piu' deboli...con tutte le
conseguenze del caso.
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Virus Weaves Itself Into The
DNA Transferred
From Parents To Babies
University of Rochester Medical Center - 2008, September 3
New research from the University of Rochester Medical Center
shows that some parents pass on the human herpes virus 6
(HHV-6) to their children because it is integrated into
their chromosomes. This is the first time a virus has been
shown to become part of the human DNA and then get passed to
subsequent generations. This unique mode of congenital
infection may be occurring in as many as 1 of every 116
newborns, and the long-term consequences for a child's
development and immune system are unknown.
Tratto da: sciencedaily.com
Sintesi: queste ricerche confermano il passaggio di
virus (proteine complesse a
DNA, se eterologhe, sono tossiche) da parte dei genitori
nel DNA dei loro figli ! Questo
fatto e' ben noto e da sempre affermato da parte della
Medicina Naturale,
ma cio' vale per qualsiasi
malattia...
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Scoperta in
Italia la "molecola" che regola il sistema immunitario.
Italy, Roma - Adnkronos/Ign, 18 Giu. 2009
La
molecola regola i ciclo di vita delle
cellule
dendritiche che a loro volta attivano il
sistema immunitario
contro le
infezioni.
Lo studio e' dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca.
La chiave di volta del sistema immunitario umano sta in un
molecola scoperta dal team di ricerca dell'Università
degli Studi di Milano-Bicocca.
CD14 questa sigla convenzionale potrebbe cambiarci la
vita perche' e' la denominazione scientifica della molecola
che regola la vita delle cellule
(leucociti)
che vigilano sul funzionamento del corpo umano.
Il nostro organismo infatti si difende dalle infezioni
batteriche attraverso le cellule del sistema immunitario.
Tutte le risposte contro i patogeni sono indotte e regolate
da cellule conosciute col nome di cellule dendritiche.
Poiche' questi leucociti controllano tutti i principali
processi di attivazione del sistema immunitario, la
regolazione del loro ciclo vitale e' di fondamentale
importanza.
Una morte precoce delle cellule dendritiche provoca,
infatti, risposte insufficienti mentre una loro attivazione
troppo prolungata porta a gravi scompensi nell’attività del
sistema immunitario stesso. Sinora si ignorava il ruolo che
un’importante molecola studiata da oltre vent’anni, la
proteina CD14, avesse in questo delicato meccanismo.
Le cellule dendritiche sono cellule dell'immunità innata
distribuite negli organi linfoidi e non. In condizioni di
omeostasi pattugliano i tessuti e continuano a sondare
l'ambiente per captare la presenza di eventuali
microrganismi infettivi. In caso di infezione si attivano e
regolano tutta la risposta a cascata del sistema immunitario
dirigendo sia la risposta immunitaria innata che adattativa.
La molecola CD14, insieme ad
altri recettori, contribuisce al riconoscimento dei patogeni
da parte delle cellule dendritiche.
Noi abbiamo scoperto che
tale molecola regola la sopravvivenza delle cellule
dendritiche dopo l'incontro con i patogeni, determinando in
questo modo l'efficacia delle risposte immunitarie.
Poiche' le cellule dendritiche attivano e regolano tutta la
risposta immunitaria, una morte eccessivamente precoce di
queste cellule in seguito all'incontro con agenti patogeni
porta a risposte del tutto inefficienti mentre una
sopravvivenza eccessivamente prolungata porta a risposte
aberranti.
La molecola CD14 ha quindi il delicato compito di regolare
la lunghezza di vita delle cellule dendritiche in seguito al
riconoscimento dei microrganismi e quindi di determinare
l'efficacia delle risposte immunitarie.
Cio' significa che "Il nostro
organismo si difende dalle infezioni batteriche attraverso
le cellule del sistema immunitario. Tutte le risposte contro
i patogeni sono indotte e regolate dalle "cellule
dendritiche".
Poiche' questi
leucociti (globuli bianchi) controllano i
principali processi di attivazione del sistema immunitario
la regolazione del loro ciclo vitale e' di fondamentale
importanza".
L'alterazione del ciclo vitale
di questi leucociti-sentinella,
provoca scompensi nel sistema immunitario.
La proteina CD14 viene prodotta spontaneamente dal nostro
organismo, e "regolando la sopravvivenza delle cellule
dendritiche che attivano la risposta contro le infezioni,
determina quanto lunga e quindi quanto efficace sarà la
risposta immunitaria naturale dell'organismo"- si apprende
dallo studio che sarà pubblicato su
Nature.
Dagli sviluppi della ricerca - alla quale hanno partecipato
il dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze e il
Dipartimento di Fisica dell'Università di Milano-Bicocca,
finanziato dalla Comunità Europea con il progetto Encite, da
Airc e dallo stesso ateneo con l'acquisto di specifiche
attrezzature per l'immagine cellulare - e' previsto lo
sviluppo e il perfezionamento di vaccini antitumorali
migliori di quelli già prodotti in laboratorio, ma che non
soddisfano tutti i casi di applicazione.
Francesca Granucci, docente di patologia generale e
coordinatrice della ricerca ha sottolineato che "La nostra
ricerca ci ha permesso di comprendere come alcune
cellule
del nostro organismo, tramite la proteina CD14, rispondano
alle infezioni batteriche e diano inizio a tutta la risposta
immunitaria. La scoperta della molecola CD14, ha gioco forza
nella regolazione del ciclo vitale delle cellule dendritiche
che a loro volta regolano la risposta contri i patogeni, e
quindi, di riflesso, in futuro, attraverso la proteina CD14
si potranno individuare sostanze capaci di migliorare la
regolarità del sistema immunitario.
L'uso dei campi applicativi della molecola sarà possibile
anche in materia di sepsi (malattia sistemica del sistema
immunitario dovuta alla presenza di batteri) e scompensi
cardiaci.
Tratto, in parte, da: Adnkronos.
Commento NdR: ecco
spiegato uno dei meccanismi
delle alterazioni proteiche, indotte anche dai
GRAVI Danni dei Vaccini,
la sintesi e la specializzazione delle proteine viene
alterata da qualsiasi
Vaccino,
oltre all'intasamento (intossicazione) ed
infiammazione anche dei
linfonodi,
ove le
cellule dendritiche sono anche presenti, ma
indica anche il perche' i
vaccini
destabilizzano queste molecole cosi' importanti.
vedi:
La
teoria dei germi di Pasteur e' FALSA
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Scoperta molecola chiave del
sistema immunitario - Dic. 2010
A Genova, ricercatori dell'Ospedale
Pediatrico Giannina Gaslini e del
Dipartimento di Medicina Sperimentale, coordinati
dai professori Lorenzo e Alessandro Moretta, hanno
identificato il messaggero più importante che veicola le
informazioni tra la prima e la seconda linea di difesa del
sistema immunitario, quando esso combatte contro batteri e
cellule tumorali.
Lo studio, pubblicato sull’ultimo numero della prestigiosa
rivista internazionale
Blood, vede come autrice principale una giovane
ricercatrice francese, la dott.ssa Sophie Aguagué, che ha
scelto il Gaslini per un periodo di ricerca post-dottorato.
La molecola scoperta è “una
citochina denominata
interleuchina-18 (IL-18)", spiega Lorenzo
Moretta, Direttore Scientifico del Gaslini, "prodotta dalle
cellule dendritiche e dai
macrofagi durante la loro consultazione con le
cellule NK (Natural Killer,
ndr). L’IL-18 modifica il comportamento delle cellule NK e
queste “dimenticano” di essere dei killer, diventano degli
istruttori e dirigono i linfociti T e B (grazie ad altre
citochine-messaggeri) perché questi funzionino al meglio per
combattere microbi o cellule di tumore che tendono a
sfuggire al loro controllo”.
Le cellule “Natural Killer” (NK), come dice il nome, sono in
grado di uccidere e svolgono un ruolo importante nelle
difese contro virus, tumori e leucemie. Ma sono in grado di
fare di più. Quando un agente patogeno (ad es. un batterio)
invade un tessuto, ad esempio attraverso una ferita, le
cellule NK dialogano con
altri tipi cellulari (quali le cellule dendritiche, i
macrofagi, le mast cellule) e dal risultato di queste
consultazioni, si possono avere azioni diverse.
In molti casi le cellule NK (che appartengono all’esercito
dell’”immunità innata” e costituiscono la prima linea di
difesa) sono in grado di eliminare direttamente l’invasore.
In altri casi, istruiscono le seconde linee, altri soldati
del nostro organismo più specializzati e con armi più
sofisticate vale a dire i linfociti T e i linfociti B (che
producono gli anticorpi, proiettili molto precisi) perché
affrontino al meglio il nemico.
Questo passaggio di informazioni avviene mediante contatto
diretto tra cellule
(l’ordine viene “consegnato a mano”) oppure, mediante
messaggeri solubili, detti citochine, prodotte dalle
cellule dell’immunità
innata.
La scoperta del ruolo chiave dell’IL-18 nell’ottimizzare le
nostre difese potrà avere importanti riflessi per riuscire a
modificare al meglio e a nostro vantaggio le risposte contro
agenti patogeni e tumori.
Tratto da: italiasalute.it
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SISTEMA IMMUNITARIO e LIBERTA’
dalla PAURA - 28 Ottobre 2009
Ciao Valdo, sono Jacopo, il ragazzo che ti interpellò sul
problema dell’influenza suina.Continuo a leggere le cose
interessanti che scrivi e vorrei in proposito porti alcune
domande.
Condivido appieno le argomentazioni delle tue ultime tesine
inerenti la salute e la
malattia,
ma ho qualche perplessità che vorrei chiarire.
Epatite,
tifo,
malaria, vaiolo,
febbre gialla,
mica sono uno scherzo. Come mai si prende l’epatite o
comunque si ammala il fegato
se mangiamo qualcosa di spregevole o beviamo dell’acqua
sporca, come può succedere in certi paesi arabi, in giro per
il mondo o persino da noi ? Per non sbagliare, un tipo che
conosco e' andato in Indonesia nella giungla e si e' fatto il
vaccino per il tifo,
l’epatite A e B,
e la profilassi per la
malaria.
E le varie malattie tipo
vaiolo e
febbre gialla ? Per quest’ultima alcuni paesi
impongono la vaccinazione, altrimenti non ti fanno manco
entrare.
Come si fa a non ammalarsi ? Come si fa a non ammalarsi
senza queste profilassi, che oltretutto io non vorrei mai
fare, e tengo a precisarlo ? Ce n’e' veramente bisogno ? Ad
esempio, come si fa ad essere immuni alla
malaria che e' un
parassita ?
Viste le tue ottime, per non dire perfette condizioni di
salute interna (non ti sto prendendo in giro, e so che
quando le citi non lo fai per vantarti ma piuttosto per far
comprendere alla gente i benefici di una
dieta virtuosa
e di una vita sana), cosa succede se una zanzara portatrice
del parassita della malaria ti punge ?
I meccanismi infermizzanti del freddo
Poi, più banalmente, quali sono i meccanismi infermizzanti
del freddo, che colpisce preferibilmente l’apparato
respiratorio con
raffreddori, bronchiti e polmoniti ?
Lo so che non e' il freddo in se' ma piuttosto lo stato di
intossicazione
interna. Mi chiedo però cosa succede all’interno del corpo.
Le verdure
ricche di nitrati sospetti
Alcune verdure che normalmente consumo e che mi piacciono,
tipo spinaci, bietoline, erbette e sedano, contengono
nitrati i quali, grazie alle vitamine e ad altri componenti
bilancianti delle piante stesse, non si trasformano nei
micidiali e cancerogeni nitriti, tipici dei salumi.
Ma nel caso di stoccaggio prolungato ed imperfetto, come
può succedere sia dal fruttivendolo che al supermercato, la
perversa trasformazione potrebbe pure aver luogo.
Ho letto questo su alcuni siti che consigliano di non
abbondare con queste verdure.
A me la cosa non convince troppo. Cosa ne pensi ? In
definitiva, che tipo di acqua bevi ? Scrivi molto in merito
all’acqua giusta da bere. Ma tu, in definitiva, quando stai
in Italia, che tipo di acqua bevi ?
Come si fa a bere l’acqua piovana se e' inquinata ?
I giapponesi,
le alghe e il pesce crudo.
Che ne pensi delle alghe come cibo contenente il maggior
numero di elementi nutritivi in assoluto ?
Mi riferisco a vitamine, minerali, enzimi, ormoni. Come mai
non ne parli ? C’e' mica qualche controindicazione ? Come mai
i giapponesi hanno un alto tasso di longevità, mangiando
alghe e pesce crudo ?
Il supervitaminico frutto indiano amalaki e il kiwi giallo
Hai mai sentito parlare dell’amla o amalaki, un frutto
indiano che da noi non si trova, ma che contiene 445 mg di
vitamina C per 100 grammi di prodotto ?
L’hai mai mangiato ? Lo consiglieresti ?
Ho anche una curiosità sul kiwi gold, anch’esso molto ricco
di vitamina C.
Ho letto che non e' una pianta spontanea, ma frutto di
incroci naturali, ma pur sempre incroci.
Cosa ne pensi
?
Ti ringrazio per l’attenzione e la disponibilità.
Jacopo
Risposta:
La strabiliante importanza di un
fegato sano, e l’ovvia paura dell’epatite
Ciao Jacopo, mi stai sottoponendo a un interrogatorio stile
Gestapo.
La salute interna dell’uomo, scordando per un attimo il
basilare muscolo cardiaco che associato ai polmoni detta il
ritmo vitale, sta tutta nell’organo epatico, in quella
complessa e superintelligente centrale biochimica chiamata
fegato.
Il fegato e' così profondamente interrelato ed interconnesso
con tutto il resto che possiamo benissimo dire che uomo
uguale fegato, oppure uomo sano uguale fegato sano.
Ti assicuro che un fegato funzionante, e tenuto
responsabilmente in buon ordine, non si ammala facilmente,
non cade preda di ipertrofie, ingrossamenti,
infiammazioni,
disfunzioni, o di semplici intasamenti delle proprie
cellule morte suddivise nei diversi virus che portano la medicina
monatta a classificare i disturbi in epatite A, B, C, D ed
E, spaventando il mondo intero con la solita parola
terroristica contagio.
Il
cancro non si
sviluppa mai se non c’e' stato prima un danneggiamento del
fegato e una caduta del
sistema immunitario
Il dr
Max Gerson,
una delle massime autorità mondiali nel recupero dei malati
di cancro, incluso a volte quelli terminali, usava dire che
per il cancro ci vogliono dei componenti specifici cellulari
(eccesso di sodio e carenza di potassio nelle
cellule, eccesso di acqua, e tendenza delle cellule stesse a nutrirsi
di fermentazione e non di ossidazione), e ci vogliono dei
componenti generali corporali.
In questi componenti generali causatori del cancro, citava
per l’appunto il deterioramento degli organi essenziali,
mettendo il primo luogo il tratto digestivo ed il fegato.
Il cancro, ad
esempio, non si sviluppa mai, se prima non c’e' stato prima
un danneggiamento del fegato (con cambiamenti funzionali
associati ai reni, alla bile e al sistema linfatico) e un
fallimento parziale o totale del sistema immunitario, le sue
specifiche parole.
La cura
migliore per distruggere l’organo epatico. Come si fa ad
ammalare il proprio fegato ? E’ molto semplice.
Vuoi la cura migliore per distruggerlo ?
Carne, pesce, latticini, uova, salumi, dolciumi,
cioccolatini, caramelle, merendine, integratori sintetici,
caffe', the, alcol, zucchero, sale, farmaci e vaccini, e lo
stendi al tappeto al pari di un pugile suonato.
Vedrai che a
quel punto si intaserà delle sue stesse ceneri virali,
boccheggerà e chiederà aiuto non si sa a chi, implorerà la
misericordia divina, o la magia del santo protettore dei
fegati, o un epatoprotettore non-farmaceutico.
L’unico a poterlo salvare sarà in quel caso un processo di
disintossicazione
accelerata chiamato
digiuno,
e l’adozione immediata di una politica nutritiva finalmente
virtuosa e rispettosa delle sue caratteristiche di fegato
umano-fruttariano, di fegato incapace di demolire sostanze
estranee come il colesterolo.
L’essere
umano non e' quel verme indifeso e vulnerabile che la
medicina pretende
Il fatto e', caro Jacopo, e' che l’essere umano non e' quel
verme privo di spina dorsale, succube di ogni malanno e di
ognuna delle 40 mila malattie elencate nel carnet medico,
che la medicina ama proporre.
E’ verissimo
che ci sono in giro molti più malati che sani.
Questo però succede perche' sono tutti in cura, tutti clienti
del salumiere, del medico della mutua e del farmacista.
Tutti a mandar giù farmaci e integratori, tutti a drogarsi
da mattino a sera, mentre la frutta resta sui rami, o cade a
terra abbandonata, o viene trasformata in velenosi vini e
sidri
Tutti a
mandar giù pasticche e a cercare integratori. Tutti a
drogarsi da mattina a sera, mentre fichi e cachi restano
sugli alberi a vantaggio degli uccelletti.
Mentre noci e susine restano abbandonate al suolo, preda di
lumachoni e di formiche.
Mentre milioni di chilometri di vigne regalano tonnellate di
ottimi frutti trasformati indecentemente in imbevibili
sostanze alcoliche chiamate vini doc, gustose per il palato
ma micidiali per la biochimica corporale ed epatica.
Mentre il 70% delle terre coltivate e' riservata ai
disgraziati dei penitenziari agricoli, ai bovini e ai maiali
da macello, ed e' preda esclusiva della Monsanto
Incorporation, maggiore inquinatore mondiale coi suoi
erbicidi, coi suoi fertilizzanti sintetici e coi suoi
sinistri OGM, organismi geneticamente modificati.
L’uomo e' un’autentica macchina da guerra
La realtà e' che ognuno di noi, con un minimo di accortezza e
di sale in zucca, e' un orologio perfetto, ed anche
un’autentica macchina da guerra, dotata di un sistema
complesso ed articolato di protezioni e di ponti levatoi, al
pari degli antichi castelli medievali.
I medici gli
hanno dato un nome e lo definiscono sistema immunitario.
Poi, siccome fa loro concorrenza sleale, essendo lui stesso
un medico, ma con l’aggiunta della perfezione e
dell’infallibilità, lo mettono in disparte e si
sostituiscono ad esso, combinandone regolarmente di cotte e
di crude.
La
distinzione tra sostanze amiche e sostanze nemiche
Il sistema immunitario ha il compito di distinguere gli
amici (sostanze self, sostanze familiari e compatibili), dai
nemici (sostanze non-self, o estranee e contrastanti).
Ha il compito di controllare i vettori invadenti esterni (batteri
e polvere cellulare altrui) e quelli di provenienza interna
(batteri interni e polvere cellulare propria).
Ha il compito di riconoscere ogni sostanza sospetta o
dannosa, di marcarla e distruggerla.
La pelle ed
il sangue sono le prime due barriere. La prima barriera e'
quella della pelle, che per molti aspetti e' impenetrabile.
La seconda e' rappresentata dallo stesso sangue, nel quale
viaggiano i globuli bianchi,
cellule allungate che
intervengono prontamente nelle ferite e nelle infezioni (il
pus nelle ferite e' infatti costituito da milioni di globuli
bianchi, ossia di cellule morte o morenti nella battaglia, e
di batteri esterni messi fuori combattimento non perche'
nemici o cattivi, ma perche' opportunisti ed affamati, e
pronti a banchettare sulla nostra ferita esterna).
L’attività difensiva dei globuli bianchi e' potenziata dagli
Omega3, acidi grassi polinsaturi di origine vegetale (che
non comportano fenomeni immuno-contrastanti e dannosi di
leucocitosi ed acidificazione).
La terza
protezione e' rappresentata dal sistema linfatico, e dai
linfociti che viaggiano nei nodi e nella linfa (quel fluido
incolore extracellulare che e' la propaggine-liquida finale
del sangue, e che nutre-ripulisce in continuazione le nostre
cellule, e che espelle in continuazione i miliardi di virus
interni, derivanti dalle
cellule che muoiono in
continuazione e che vengono disgregate in polvere cellulare
o virus dai rispettivi lisozomi o becchini intracellulari).
Interferone,
immunoglobuline e prostaglandine come quarta barriera
La quarta fascia protettiva e' quella dell’interferone, delle
immunoglobuline e delle prostaglandine.
L’interferone e' una sostanza proteica prodotta dai vari tipi
di cellule per fagocitare, coi suoi fagociti, la polvere
cellulare morta o polvere virale principalmente interna (che
e' innocente e non contagiosa ma semplicemente intasante).
Il sistema immunitario coinvolge pure anticorpi o
immunoglobuline IgA ed IgM (grosse molecole proteiche con
15-20 mila atomi).
Gli anticorpi contro gli hapteni degli antigeni, ad evitare
le malattie auto-immuni.
Le prostaglandine come ormoni regolatori della circolazione,
del battito e delle risposte immunitarie.
Il nostro corpo fabbrica un milione circa di anticorpi
diversi, ognuno di essi capace di riconoscere un particolare
tipo di atomi chiamati hapteni, portati dai rispettivi
antigeni (senza anticorpi specifici in grado di catturare
tali hapteni, si soffre delle cosiddette malattie auto-immuni).
Le prostaglandine (C20-H34-O5) sono piccole molecole
lipidiche con ruoli basilari nel funzionamento del corpo.
Agiscono come ormoni regolatori del battito cardiaco, del
flusso sanguigno, delle risposte immunitarie, della
riparazione e della difesa da droghe-farmaci-vaccini).
By Valdo Vaccaro - Igienista
- Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione
Vegetariana Animalista) - Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione
Bergamasca Igiene Naturale)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
L'Immunita' e' strettamente legata con l'Alimentazione
(denutrizione-malnutrizione-malassorbimento)
e la conseguente
Malnutrizione cellulare:
Denutrizione - Che cos’è
La denutrizione (o iponutrizione) è un termine generico per
indicare la condizione patologica causata da una dieta
inadeguata protratta nel tempo e – di conseguenza – da un
apporto di
nutrienti insufficiente al fabbisogno dell’organismo.
La denutrizione può essere primitiva (volontaria o
involontaria) o conseguente. Le forme comuni di denutrizione
includono la 'protein-energy malnutrition' (PEM) - collegata
ad un inadeguato apporto energetico e proteico - e la
denutrizione da micronutrienti, dovuta ad un'inadeguata
disponibilità di sostanze nutrienti (quali le
vitamine o i
sali minerali) necessarie in quantità minime ma
fondamentali per il sostentamento del nostro organismo.
Cause: La denutrizione può essere causata da un’inadeguata
assunzione di nutrienti, volontaria o involontaria
(denutrizione primitiva).
In molti casi, però, è dovuta a un
malassorbimento dei
nutrienti, oppure è conseguente a
patologie gastrointestinali, endocrine, infettive o
degenerative: alcuni tipi di
cancro (ai
polmoni, all’apparato
gastrointestinale) che necessitano di cure che
provocano qualsiasi tipo di
problema.
Le situazioni sociali (fame per mancanza di cibo) e
personali che aumentano il rischio di denutrizione sono:
depressione, demenza,
insonnia, esaurimento fisico e nervoso, malattie, problemi
di memoria, assunzione elevata di farmaci, sedentarietà,
problemi emotivi, scarsa vita sociale.
Come si combatte la malnutrizione infantile
Una strategia efficace contro la malnutrizione infantile
deve comprendere diversi elementi. Alcuni di essi si
concentrano sugli aspetti propriamente nutrizionali:
- monitoraggio dell'alimentazione materna, soprattutto
durante la gravidanza
- allattamento esclusivo al seno per i primi 12-24 mesi di
vita del bambino
- allattamento al seno, integrato con altri alimenti, nei
mesi successivi ai 6-12 mesi
- una dieta variata ed adatta in tutte le fasi di
crescita del bambino
- integrazione alimentare con
micronutrienti
per la mamma e per il bambino
- informazione dei genitori sulle
migliori pratiche
alimentari
Anche la prevenzione e la cura della malattia rientrano a
pieno titolo in una strategia di lotta alla malnutrizione,
poiché i due fenomeni sono interrelati in un unico circolo
vizioso.
La malnutrizione indebolisce
il sistema immunitario del bambino, ma anche degli
adulti, rendendolo più vulnerabile ed acuendo la gravità
della malattia.
A sua volta, un bambino malato e non adeguatamente assistito
può rapidamente cadere nel vortice della
malnutrizione.
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Continua su:
Immunita' - 2
vedi anche:
la Falsita'
dell'immunita' di gregge dei
vaccini
|