|
L'immunità naturale può essere
considerata la somma totale delle immunità alle malattie
inerenti alle difese immunitarie biologiche non indotte
artificialmente e include immunità attiva, quella acquisita
attraverso le normali infezioni dei sistemi respiratorio ed
intestinale dopo la nascita e l'immunità passiva, che
generalmente consiste negli anticorpi acquisiti dal sangue
materno e dal
latte materno. Inoltre essa è
caratterizzata anche e sopra tutto da una buona attività
dell’apparato digerente, che deve assolutamente contenere
una flora batterica simbiotica ben funzionale e completa in
tutta la sua scala gerarchica, con la produzione anche di
tutti gli enzimi necessari ed utili all’estrazione delle
sostanze vitali per tutto l’organismo.
La scienza medica ufficiale
afferma, anche se in modo incompleto, che il sistema
immunitario umano è caratterizzato da risposte specifiche,
come la produzione da parte dell’organismo di specifici
anticorpi per combattere specifiche proteine esterne o
antigeni e da risposte non specifiche, che consistono nella
generale risposta sistemica a sostanze indesiderate,
chiamata immunità aspecifica.
Incluse nel repertorio delle risposte non
specifiche sono la pelle, le membrane mucose dei tratti
digestivo e respiratorio, azioni riflesse di starnuto o
tosse, anticorpi naturali, proteine complemento,
interferone, il processo di fagocitosi (cellule divorano
altre cellule), l'effetto degli acidi grassi, risposte
infiammatorie, l'azione delle cellule reticulo-endoteliali,
l'azione di enzimi, la risposta della celia respiratoria e
intestinale, l'effetto dell'acidità dello stomaco sui
batteri che vi passano, e le secrezioni che contengono esse
stesse anticorpi, come l'immunoglobulina secretoria che
assiste il processo di fagocitosi - un esempio è l'azione
dei globuli bianchi sugli organismi patogeni.
Il corpo umano mantiene
parecchie linee di difesa contro l'invasione di proteine
esterne e di tossine prodotte.
La prima linea di difesa è la
Pelle.
La superficie cutanea e' di circa 2 m2 ed è composta primariamente di materiale proteico
chiamato cheratina. La pelle secerne anche vari oli, acidi
grassi e acidi lattici che inibiscono la generale crescita
dei batteri non simbiotici, anche se quasi tutta la
flora batterica che si trova sulla pelle e all'interno del
corpo è innocua e necessaria, dato che il sistema
immunitario quando è in condizioni normali, molti processi
corporei usufruiscono della sua esistenza.
Questi micro organismi che esistono in
simbiosi con l'anatomia umana sono molto sensibili agli
antibiotici, ai vaccini e alle sostanze sintetiche
somministrate dalla pratica medica corrente; disturbare un
delicato equilibrio può portare alla proliferazione abnorme
di organismi patogeni, sopra tutto funghi.
La seconda linea e la superficie polmonare che
corrisponde a circa 80 m2
Ma la terza linea di difesa
e' la piu' importante ed e' l'Intestino, con i suoi
circa 350 m2 di superficie interna.
Il sistema immunitario gastro intestinale essendo il piu'
esteso come superficie ed estremamente sviluppato e
specializzato, e' la prima vera barriera che se non perfettamente
funzionale, permette il dilagare di: tossine inquinanti
eventualmente ingerite con i cibi (solidi, liquidi), micotossine
anche autoprodotte, batteri autoctoni mutati e proteine virali
endoprodotte,
trasportati per mezzo di linfa e sangue a tutto
l'organismo.
I disturbi dell'apparato digerente, sopra tutto se
coadiuvati da batteri mutati e/o funghi proliferati a
dismisura, influiscono sempre in senso negativo (malfunzione)
sui sistemi di difesa immunitaria del corpo, anche perche'
essi secernono anche tossine.
La disbiosi gastro intestinale e' quindi una grave forma di
alterazione della flora
batterica autoctona che conduce piano piano e
gradualmente nel tempo alla alterazione dei tessuti della
mucosa intestinale e quindi dei linfociti presenti nei
linfonodi mesenterici, nella Placche di Peyer, nella lamina
propria ecc. ecc.
Questa disbiosi della flora autoctona determina
non solo la alterazione e quindi della funzionalita' del
tessuto linfatico presente nella mucosa dell'intestino, ma
anche il blocco graduale delle strutture linfo-immunitarie
poste a distanza in altre parti del corpo.
(NdR: Il muco per
esempio e' un difetto delle difese immunitarie, fra
cui il più frequente è il deficit di
IgA, (presenti sopra tutto nell’intestino)
cioè degli anticorpi che fanno da barriera nelle
mucose: lacrime, secrezione nasale, saliva, muco
bronchiale, muco intestinale; la loro carenza
(che colpisce facilmente tutti i bambini
vaccinati) può essere evidenziata mediante un
esame del sangue e uno, particolare, della
saliva).
La
proliferazione della
Candida Albicans
causata dalla somministrazione di droghe,
antibiotici e
vaccini è un esempio, e
determinano varie patologie come la diarrea e il
sanguinamento, sempre causati dalla distruzione della
flora batterica intestinale da parte
di quei
vaccini tossici,
per l'alterazione del
pH digestivo che essi inducono, oltre all'alimentazione
errata per il soggetto.
Poiché il mantenimento dei
delicati equilibri fra i micro organismi interni (funghi,
batteri autoctoni e virus simbiotici) è una parte essenziale
della risposta immunitaria umana, animale, vegetale, la
morte o la sola alterazione, mutazione,
di questi micro organismi, indebolisce
immediatamente le capacità di risposta del sistema
immunitario e quindi ammala di conseguenza di
qualsiasi tipo di malattia l’essere stesso.
I globuli bianchi nel corpo, i leucociti, sono generalmente
divisi in due gruppi, i granulociti, che includono
neutrofili, eosinofili e basofili, i linfociti non granulati
ed i monociti.
I neutrofili costituiscono il tipo prevalente
di granulociti; a causa della natura segmentata del nucleo,
i neutrofili sono anche chiamati leucociti polimorfonucleari. Essi hanno un'interessante proprietà e cioè
l'abilità di formare barriere fisiche contro gli organismi
patogeni.
Gli eosinofili costituiscono circa il 2% dei
leucociti nel sangue e appaiono connessi con le difese
contro infezioni parassitarie e risposte allergiche, più che
contro microrganismi e tossine.
Anche i basofili hanno un ruolo nelle
risposte allergiche e contengono istamina e eparina.
Un’ulteriore forma di leucociti sono i
monociti, che hanno la capacità di fagocitare le particelle
estranee e i batteri. I monociti appaiono attivi nelle
condizioni presentate dalla tubercolosi e le infezioni
fungine.
Un'altra linea naturale di
difesa è il Sistema Linfatico.
Il sistema linfatico è parte essenziale del sistema
immunitario di difesa ed è composto dai Linfonodi (600
circa), dalla rete dei canali linfatici, dalle tonsille,
dalla milza, dal timo e dal midollo osseo.
Le cellule più importanti del
sistema linfatico sono i Linfociti, prodotti nel midollo
osseo; essi assicurano le difese con l’immunità, che può
essere:
1 - Umorale = Linfotici B = maturano nei linfonodi e
producono gli anticorpi.
2 - Cellulare = Linfociti T = maturano nel timo ed evolvono
in cellule di difesa.
La maggior parte delle
strutture cellulari nel corpo sono immerse nella linfa, un
fluido chiaro che agisce come un generale piano di scarico
per le sostanze indesiderate, poi filtrate attraverso il
fegato e i reni.
La linfa si muove attraverso una serie di
dotti e ghiandole grazie ad una serie di contrazioni
muscolari specifiche, molte delle quali sono generate
durante l'esercizio fisico. È il sistema linfatico che
contiene le sopra menzionate cellule reticulo-endoteliali
che intrappolano e ingeriscono svariati organismi.
Queste cellule formano anche il rivestimento
di molti organi importanti e sono anche presenti nel fegato
e nella milza. Quando una struttura proteica estranea è
localizzata, i tessuti connettivi la intrappolano e i
linfociti sono dispersi per inghiottire l'organismo
invasore.
Nel sistema circolatorio ci sono i macrofagi,
globuli bianchi specializzati che ingeriscono e distruggono
organismi trovati nel sangue. Dopo l'azione dei macrofagi,
gli antigeni riprodotti appaiono sulla superficie delle
membrane dei macrofagi.
Sono questi antigeni riprodotti rimasti dalla
distruzione di organismi che sono captati dai linfociti T,
pronti a mandare fuori sostanze chiamate linfochine che
mettono all'erta i linfociti B per produrre anticorpi in
risposta agli antigeni, altrimenti scambiati per proteine
estranee.
Ogni linfocito B ha approssimativamente
100.000 immunoglobuline sulla sua superficie.
Gli anticorpi prodotti dalle cellule B sono spesso chiamate
immunoglobuline, designate dal simbolo Ig, e sono liberate
quando le cellule B sono stimolate dalla presenza di
antigeni estranei per trasformare in una cellule di plasma
ciò che ha prodotto l'anticorpo specifico per quell'antigene
estraneo.
Vi sono generalmente cinque tipi di
immunoglobuline, fino ad ora identificate. Il primo
anticorpo, IgM, riprodotto in risposta ad un antigene
esterno, è una grande molecola che si trova nel sangue e che
stimola il processo di fagocitosi. Il processo dell'immunità
passiva, che si ha con il sangue materno dato al feto,
coinvolge l'anticorpo IgG, che è responsabile
dell'attivazione dei macrofagi; può direttamente distruggere
molti antigeni con cui viene a contatto ed è
l'immunoglobulina più abbondante nel corpo. Le membrane
nel tratto respiratorio, nel tratto urinario e
nell'intestino producono IgA, che sono prodotte direttamente
in caso di attacco della membrana da parte di un antigene
esterno. Quando un corpo umano sta passando una reazione
allergica, sono rilasciate IgE. L'ultima immunoglobulina identificata, IgD,
non è ancora ben conosciuta e si trova in minima quantità
nel sangue e sulla superficie delle membrane dei linfociti
B.
Un'altra linea di difesa
coinvolge i Complementi, sostanze prodotte nei rivestimenti
dell'intestino, del fegato, della milza e dei macrofagi. La
sostanza primaria è conosciuta come properdina e la sua
funzione è quella di neutralizzare i virus e i batteri
patogeni. Le cellule reticulo-endoteliali
menzionate prima comprendono un'altra linea di difesa
conosciuta come sistema reticulo-endoteliale e producono
specifiche sostanze coinvolte nelle difese fisiologiche,
soprattutto proteasi, che giocano un ruolo nella
detossificazione di sostanze nocive. In
aggiunta al sistema immunitario di difesa prima menzionato,
il corpo mantiene un sistema chimico di difesa. Il sangue è
un grande batteriostatico e virucida, ma questo dipende
moltissimo da una corretta alimentazione e
dall’ottimizzazione del processo nutrizionale che produce
ottimi livelli di vitamina C e vitamina B6 (pridoxina),
oltre ad altre sostanze; infatti la risposta ottimale del
sistema immunitario dipende molto da un adeguato livello di
vitamina B6.
Il potere
farmacologico degli
alimenti
Quasi sempre viene trascurato il potere
farmacologico degli alimenti quotidiani ed il
loro uso
terapeutico nelle varie patologie;
l’alimentazione risanatrice e’ capace di
produrre risultati progressivi e duraturi come
giustamente si richiede ad ogni criterio
di scientificita’.
Per noi e' ormai il tempo di reclamare al nostra
salute ed una alimentazione salubre non
industrializzata !
Se vogliamo avere sempre una buona salute e
vivere bene fino alla tarda eta', dobbiamo
alimentarci come si deve, con cibi biodinamici e
NON toccati dall'industria alimentare ! §
Una
corretta
alimentazione produce ottimi livelli di
vitamina C e vitamina B6 (piridoxina),
oltre ad altre sostanze. Infatti, la
risposta ottimale del sistema
immunitario dipende molto da un adeguato
livello di vitamina B6.
Il fatto che molte
vitamine vengano
rimosse dai cibi industriali e
sostituite da vitamine sintetiche,
derivate dal petrolio, sta ad indicare
che i cibi industriali hanno un ruolo
significativo nella sistematica
depressione del sistema immunitario e
che questo è fatto coscientemente da
coloro che producono i cibi
industrializzati.
Il livello di vitamina C nel sangue può
fare una differenza vitale nella
risposta umana ai
vaccini tossici,
specialmente nei bambini, che spesso
hanno shock immunologici che durano
anche tutta la vita.
L'uso di alcool, tabacco, droghe, oltre
alle ovvie conseguenze tossiche, riduce
anche il livello di vitamina C nel
sangue ed ogni giorno veniamo
incoraggiati ad usarne (alcool -
tabacco).
La vitamina C nel sangue gioca anche un ruolo nella
detossificazione dei metalli pesanti.
Si stima che la media individuale nella società di oggi
richieda un supplemento di vitamina C di 400-600 milligrammi
ogni giorno. (la Rosa Canina ne contiene forti
quantità).
Durante gli anni 1950 ci fu
un'inusuale catena di eventi relativi allo stato di salute
degli aborigeni d'Australia.
Un dottore del Nuovo Galles del
Sud, Archie Kalokerinos, trascorse 17 anni nell'entroterra e
fu sconcertato dalla percentuale di morti tra gli aborigeni
causata da ogni tipo di infezione batterica e virale.
Analizzando la loro dieta, che consisteva
soprattutto di zucchero, pane e salsicce, determinò che
avevano deficienza di
vitamina C.
Poiché essi non
"mostravano i normali segni della carenza di vitamina C
(scorbuto)", altri dottori, dimostrando la loro immensa
mancanza di intelligenza, dichiararono che la carenza di
vitamina C non era accertata, ignorando completamente la
dieta di quelle persone.
Kalokerinos concluse che la percentuale di morte
tra gli aborigeni avrebbe potuto essere dimezzata dando loro
diversi supplementi vitaminici.
Successive analisi del sangue da parte di
medici scettici provarono la carenza di vitamina C.
Nel 1970 il governo australiano
intensificò il programma di
vaccinazioni
e i risultati
furono disastrosi per i bambini.
La percentuale di morte
infantile nei territori del nord raddoppiò in un anno. Dal
1971 la percentuale di morte in alcune aree raggiunse il
50%.
Kalokerinos concluse che la malnutrizione dei
bambini aveva contribuito ad indebolire il sistema
immunitario; quando veniva fatta una vaccinazione, il
risultato era fatale.
Uno studio sull'apparente e significativa
decimazione degli aborigeni durante questo periodo, che non
era altro che una sperimentazione della guerra
batteriologica contro uno specifico gruppo di persone,
arrivò a scoprire che il programma vaccinale del governo
aveva escluso di proposito ogni esame medico prima
dell'inoculazione dei vaccini, ogni studio sulla storia
degli aborigeni e non aveva esaminato le carenze alimentari.
Le conseguenti morti furono causate da un aggravamento della
carenza di vitamina C dovuto alla vaccinazione.
Se alcuni
bambini fossero sopravvissuti alla prima vaccinazione,
avrebbero dovuto mettersi in fila per un'altra dopo 30
giorni. Il governo australiano negò ogni correlazione tra le
iniezioni e la conseguenti morti di bambini.
A causa di
questo incidente, si scoprì che alte dosi di vitamina C
annullavano gli effetti tossici e mortali delle iniezioni
sperimentali.
Continua in:
Immunita' e Vaccini
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
RELAZIONE della
MENTE-CERVELLO
(stress) con
il
SISTEMA IMMUNITARIO ed i
COMPORTAMENTI
Sintomi Psichici:
Paura, ansia, apatia, attacchi di panico, depressione,
ipocondria, stress, indecisione, insicurezza, irrequietezza,
fatica, deconcentrazione e/o fatica a concentrarsi, mania di
persecuzione, senso di claustrofobia, senso di
inadeguatezza, senso di stanchezza ecc.
Sintomi di Comportamento:
Bulimia, anoressia, difficolta’ a prendere sonno, fame
nervosa,, impotenza-frigidita’, inappetenza, insonnia,
irritabilita’, lacrime facili, nervosismo, rosicchiare le
unghie, tic nervosi, tricofilomania, errori alimentari, uso
di vaccini e farmaci, ecc.
Sintomi Fisici:
Acne, asma, amenorrea, coliche, colon irritabile, diarrea,
disturbi visivi, emicrania, ipertensione, mal di stomaco,
mialgie e dolori muscolari, nausea, caduta di capelli,
orticaria, stipsi, sudorazione, svenimenti, tachicardia,
vertigini, ecc.
Le code nel traffico, le
arrabbiature, i litigi, la paura ecc.: il nostro organismo
reagisce a queste situazioni, producendo complesse sostanze
biochimiche: biovitali di sostentamento alla situazione +
altre tossiche, che se queste ultime non vengono eliminate
al piu’ presto procurano disturbi fisici e psichici.
1 - Di fronte a stimoli
stressanti ripetuti, l’ipotalamo (nel cervello di sopra)
produce l’ormone Crh
2 – Questo a sua volta, induce l’ipofisi a rilasciare un
altro ormone l’Acth, che attraverso il sangue arriva alle
ghiandole surrenali.
3- Le surrenali, cosi sollecitate, producono sostanze come
l’adrenalina e cortisolo: que ormoni che “allertano”
l’organismo, facendo accelerare respiro e battito cardiaco.
4 – In condizioni di stress cronico, inoltre, si ha una
ridotta produzione di cellule immunitarie nel Timo e nel
midollo osseo.
5 – Durante le manifestazioni Psichiche del punto 1, il
cervello di sotto
od intestino, risente delle stress in atto, e la
flora
batterica si altera e varia il
pH digestivo e quindi
iniziano a prodursi anche tossine che se veicolate dal
sangue nelle cellule, determinano una loro malfunzione +
altre e diverse malfunzioni intestinali che si ripercuotono
in primis (e non solo) sul Sistema Endocrino-Immunitario ma
ed anche sullo stato Psico-Spirituale del soggetto.
Come aumentare la risposta del
Sistema immunitario e quindi le difese, in modo naturale ?
Cellule di Langerhans e reazioni
immunitarie:
attenuano la risposta della pelle
all'infiammazione
e quindi alle infezioni.
Alcuni ricercatori della
Scuola di Medicina dell'Università di Yale hanno scoperto
che le cellule di Langerhans nella pelle, che finora si
riteneva avvertissero il sistema
immunitario della presenza di patogeni, smorzano
invece la reazione della pelle alle infezioni e
all'infiammazione. La scoperta potrebbe consentire di
comprendere meglio i meccanismi alla base di molti disturbi
della pelle, come la psoriasi, il lupus e alcuni tipi di
tumore.
Lo studio è stato pubblicato sul numero del 15 dicembre
della rivista "Immunity".
Le
cellule dendritiche si trovano ovunque nel corpo
e sono estremamente efficienti nell'avvisare il
sistema immunitario della presenza di patogeni e
di altri materiali estranei.
Le cellule di Langerhans sono cellule dendritiche situate
nella pelle, ovvero in un'importante barriera per le
infezioni, e generalmente si riteneva che servissero
soltanto a dare l'allarme al sistema immunitario.
Daniel H. Kaplan, Mark J. Shlomchik e colleghi hanno usato
tecniche transgeniche per sviluppare un modello di topo
privo di cellule di Langerhans nella pelle.
Stimolando l'epidermide
degli animali per creare un'ipersensibilità simile alla
reazione all'edera velenosa, i ricercatori si attendevano
che i topi privi di cellule di Langerhans presentassero una
risposta immunitaria ridotta.
Invece, anziché un calo della risposta immunitaria,
ne hanno osservato un incremento
significativo e riproducibile. "Le cellule di
Langerhans - conclude Kaplan - non sono necessarie per
generare la risposta immunitaria nella pelle, ma la possono
regolare e smorzare quando non è necessaria".
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
© 2007 The Author(s).
This is an Open Access article distributed under the terms
of the Creative Commons Attribution Non-Commercial License
(http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.0/uk/) which
permits unrestricted non-commercial use, distribution, and
reproduction in any medium, provided the original work is
properly cited.
The Immune System
and Complementary and Alternative Medicine
By Edwin L. Cooper -
Laboratory of Comparative Neuroimmunology, Department of
Neurobiology, David Geffen School of Medicine at UCLA,
University of California, Los Angeles, Los Angeles
California 90095-1763, USA
Keywords: alternative medicine – complementary medicine
– immune system – NK cells
INTRODUCTION
Some may wonder why a comparative
immunologist would knock on the door of the
controversial field of Complementary and Alternative
Medicine (CAM). The field is replete with problems
associated with beliefs, disbeliefs, shaky concepts and
ill-defined experimental approaches at solving
fundamental questions. Yet there is a measure of order
in that miniscule, infinitesimal corner of phenomena
that begs for clarification and solid attempts to create
order from the chaos.
Such was the world of comparative immunology in the
early 60s when the parent field of immunology was
budding into the giant sequoia of a discipline that it
is today.
There was essentially one model the eternal mouse whose
spleen seemed to provide the essence of immunology !
How did it all get started and how did that somewhat
fortuitous birth provide succor for a field that could
approach CAM.
Entering CAM with an evidence-based approach was
therefore as much of a fruitful and fulfilling challenge
as trying to probe convincingly the existence of innate
immunity in earthworms (1,2).
ARE THERE REALLY LINKAGES BETWEEN IMMUNITY AND CAM ?
See Perspectives and Admonitions
Invertebrates possess
elements of both non-specific and specific immune
responses. Although these concepts have been subjected
to intense scrutiny, these
two elements are often controversial. One point of
contention, perhaps the chief, may be traced to the
earliest history of immunology that was rooted first in
the humoral system.
A commonly held belief concerning the immune system is
that its progressive, phylogenetic development
paralleled the appearance of immunoglobulins and T-cell
receptors (TCR) in vertebrates. If this is true, the
entire animal kingdom can be divided according to this
narrow view: (i) invertebrates that produce only
nonspecific reactions by leukocytes and humoral
components; (ii) vertebrates that additionally show
specific responses through T cells and B cells that
destroy cancers and synthesize immunoglobulins.
Because the cell-mediated immune response appears to be
prototypic, it may deserve newer approaches in order to
reveal increasing and progressive levels of
differentiation, especially when invertebrates are
considered. Thus strict demarcations seem blurred.
With respect to immunity,
there has always been the dominant anthropocentric theme
starting most vividly at the end of the 18th century
with Jenner's attempts at vaccination. No one really
investigated the universality of mechanisms or the
possible existence or at least importance of beings
other than humans, not at least with respect to
immunology.
However, the current status of immunity can be described
using two general terms: cellular immunity and humoral
immunity.
These two great camps are in turn subdivided into innate
immunity and adaptive immunity. Innate immunity is
characteristically non-specific, natural
non-anticipatory, non-clonal and germline. On the other
hand, adaptive immunity is specific, induced
anticipatory, clonal and somatic.
Each of these terms defines particular attributes and
when compared represents distinct underlying mechanisms.
Invertebrates are considered to possess cells and
molecules that almost exclusively effect only innate
responses. Vertebrates retained this
innate response but also evolved the adaptive response.
EARLY ROOTS of Immunity: Planting the Seeds for
CAM ?
Metchnikoff's contribution
was also instrumental in forging the discipline of
comparative immunology, a branch of immunology that
investigates the evolution of immune mechanisms by
experimentation using different animal species.
Invertebrate immunology is considered a subdiscipline of
this since it deals with several related features.
First, there is the need to understand the basis of
innate, natural, non-specific, non-anticipatory and
non-clonal responses, which is the only response of
invertebrates according to current evidence. Second, a
thorough understanding of diverse mechanisms is
essential if we are to define the various steps in the
evolutionary development of the invertebrate type of
response and its relationship to that of vertebrates.
In addition to this invertebrate immune system, with
progressive and more complicated evolutionary steps, a
more intricate system appeared in vertebrates: the
highly evolved and presumably more advanced adaptive,
induced, specific, anticipatory and clonal responses.
Third, invertebrate immune systems are of interest as
experimental subjects because, by revealing their immune
response characteristics, we can better comprehend
environmental forces that may have influenced the
evolution of immune systems.
Clearly the most prominent force was probably the
survival of a species by virtue of having evolved an
immune system (2,3).
ARRIVAL at THE DOOR of CAM: Immunology Has The
Key ?
Now from a famous editorial
for the journal, Evidence Based Complementary and
Alternative Medicine (eCAM) we have the musings of what
is appropriate for creating this linkage between the
immune system and CAM. ‘As a developmental
immunobiologist, interested in origins and foundations,
I am of course steeped in the beginnings of modern
immunology.
Let us deal in a bit of musing juxtaposing immunology,
science and CAM. We can ask the question: ‘Can eCAM Be
Scientific ? Lessons from Immunology’. According to
Burnet (See 4):
The first objective in a
serious approach to immunology should be to obtain a
broad understanding, with a minimum of detail, of how
immunology fits into the pattern of biology—of the way
in which the immune system evolved, its function and
coordination with other body systems, and its
development from the embryo onwards. At the same time,
such an outline should provide an adequate background
for easy application of immunological ideas to the
detail of practical immunological work in public health,
clinical, and veterinary practice.
Would it be possible to
paraphrase this statement in the context of eCAM so that
it reads: ‘the first objective in a serious approach to
CAM should be to obtain a broad understanding, with a
minimum of detail, of how CAM fits into the pattern of
biology—of the way in which the neuroendocrineimmune
system evolved, its function and coordination with other
body systems, and its development from the embryo
onwards. At the same time, such an outline should
provide an adequate background for easy application of
CAM ideas to the detail of practical CAM work in public
health, clinical and medical practice, and yet not stray
far away from the very biology that under girds it. CAM
is organismic, inclusive and not exclusive (4).
Now it is appropriate to
turn to the next question. Does any of this fit ?
So how do we define CAM ?
Readers may be wondering just what is complementary
medicine and what is alternative medicine? Several
definitions may be offered based on different points of
view and those in turn influenced by professional
training, practice and, perhaps, the dictates of funding
agencies.
The discipline is a heterogeneous subject, to say the
least, and it is unlikely that all the adherent
disciplines that are sheltered by the umbrella of CAM
will carry equal weight or influence or can be subjected
to the same rigors of scientific inquiry.
Some of these generalizations apply to all disciplines,
including those subdisciplines that fall under the aegis
of the immunology umbrella. However, perhaps CAM is ripe
for an infusion of empiricism. Modern immunology, like
CAM, has its earliest roots in concerns for health and
disease, but immunology never seemed to have been
branded with the aura that often shrouds CAM.
There were always a group of experimentalists and,
perforce, the necessity to use animal models with which
experimentation could be performed to test hypotheses
(5).
Once eCAM was launched there
was a beginning flurry of works devoted to immunity and
CAM. The interesting twist concerned an area that seemed
to have been the bridge between what was truly primitive
of Metchnikoff's heyday and what is truly immune. Enter
therefore and only naturally, the NK cell. According to
Takeda and Okumura (5,6)
it has been well known since ancient times that CAM,
including exercise, provides a lot of benefit to health.
Many CAM modalities are believed to prevent or even cure
diseases, especially morbid ones such as cancer and
aging (7,8,9,10). However, until recently conventional
medicine has largely rejected the use of CAM agents
because little biological evidence has been provided for
the functional mechanisms of many of them. For the past
few decades, many modern scientific researchers have
rediscovered the value of CAM.
Modulation of immune functions by CAM agents is the
mechanism most widely analyzed and has been suggested to
provide some scientific evidence for the biological
effects of various CAM agents. Specifically, evidence
for up-regulation of natural killer (NK) cell numbers
and/or NK cell cytotoxicity by these agents has been
accumulating. NK cells have been well established as
innate cytotoxic effector cells for self-defense in both
vertebrates and invertebrates, in both of which they may
use similar mechanisms in the lysis of target cells.
Takeda and Okumura (1)
further point out that ever since Macfarlane Burnet
proposed the immune surveillance hypothesis against
tumor development, the concept has been a hot focus of
debate for more than 40 years.
The original immune surveillance hypothesis was
challenged because nude mice lacking T cells did not
show a higher incidence of cancer than did syngenic
immunocompetent mice. However, this contradictory
conclusion is now taken as fine evidence that innate
immunity is in the critical arms of immune surveillance
against tumor development. Moreover, in the innate
immune system NK cells, which do not express TCR that
recognize specific peptides presented on the major
histocompatibility complex (MHC), rather than T cells,
seem well suited for this role. NK cells thus mediating
natural cytotoxicity are composed predominantly of large
granular lymphocytes (LGL) and some of small agranular
lymphocytes, both of which express CD16 and CD56, but no
T-cell receptor on the cell surface. NK cells can induce
cytolysis in the absence of MHC class I antigen
expression on their target cells. This phenomenon is
commonly understood according to the ‘missing self’
hypothesis.
Culture of NK cells with some cytokines augments their
cytotoxic activity so that they become able to induce
cytolysis for a wide spectrum of cells, including tumor
cells expressing autologous MHC class I. They are now
called lymphokine-activated killer (LAK) cells, although
LAK cells are also induced by T lymphocytes.
ACTIVATION of NK Cells by
CAM Agents
For the past few decades, scientific investigations on
CAM have remarkably advanced and partly supported their
medical efficacy through preclinical and clinical
experiments. Here is reviewed briefly information from
Takeda and Okumura (5,6).
Such CAM modalities include: Oriental medicine,
especially traditional Chinese medicine (including Kampo
and acupuncture), extract products from natural plants,
animal molecules and live lactic acid bacteria. In
particular, many investigators have suggested that NK
cell activation is one of the critical mechanisms for
the biological effects induced by various CAM agents.
For example, intake of green tea and some kind of live
lactic acid bacteria enhanced NK cell activity.
Administration of extracts from ginseng, aged garlic,
Viscum album (mistletoe), Cichorium intybus, Echinacea
purpurea root, Derris scandens hydroalcholic, some wild
plants, Chinese herbs and some kinds of mushrooms
significantly augmented NK cytotoxicity or restored NK
cell activity in some immune-suppressive conditions.
Some of these agents showed inhibition of experimental
metastasis of cancer.
Oral administration of Phyllanthus emblica, which is
known as an excellent source of vitamin C, enhanced NK
cell activity and antibody-dependent cellular
cytotoxicity (ADCC), thus, supplemental nutriments might
enhance NK cell activity.
Moreover, acupuncture, skin rubdown, relaxation, massage
therapy, music therapy, mirthful laughter and
hypnotherapy enhanced NK cell activity and/or NK cell
numbers. There
are a considerable numbers of studies reporting that
acute and chronic exercise and long-term repeated
exercise (training effects) elevated NK cell activity in
peripheral blood.
PERSPETTIVES and ADMONITIONS
In 1998, the National Center for Complementary and
Alternative Medicine (NCCAM) was established by the US
Congress at the National Institutes of Health (Bethesda,
MD) to investigate CAM modalities rigorously in order to
determine which are beneficial and worthy of further
consideration for mainstream practice. Among the many
CAM approaches that warrant careful investigation are
those that claim to sustain, restore or boost immunity.
In this review, Goldrosen and Strauss covered the
following topics: use of CAM, regulation of CAM, risks
of CAM use, clinical trials of CAM, CAM and immunity,
dietary supplements and mind–body approaches. They cover
some ongoing, large phase III trials of CAM modalities;
some CAM modalities that might mediate their effects
through the immune system and some herbal products that
modulate immune responses. Their Box 1 warns of the
challenges of conducting clinical trials of CAM and
Figure 1 treats CAM domains and some of the most common
examples; a glossary that defines nearly 20 such CAM
practices.
Probably one of the greatest
salutes to immunologists and practitioners of CAM was
the appearance of that paper by Goldrosen and Strauss
(3). A pyramid has recently been published in Nature
Immunology entitled: ‘Complementary and alternative
medicine: assessing the evidence for immunological
benefits’. In this pyramid, there is a hierarchy of
evidence.
Information regarding the efficacy and safety of any
clinical approach, including those of CAM, spans a
continuum that ranges at the base all the way to the
peak or the pyramid's point, from anecdotes and
retrospective studies to small randomized, controlled
trials (phase II clinical trials) and large randomized,
controlled trials (phase III clinical trials). In my
opinion, this paper and its contents, and the pyramid
represent a seminal tribute to the emerging role of the
immune system in CAM. Moreover, it provides the
essential rules necessary for unraveling the tangled
threads of legitimate science as approached by eCAM
considered to be its mission. Links to the origins of
innate immunity that focuses on invertebrates is bridged
by the emergence of bioprospecting (8,9) and evidence
for clinical trials using products of marine animals
(10).
FOOTNOTES
For reprints and all correspondence: Edwin L. Cooper,
Laboratory of Comparative Neuroimmunology, Department of
Neurobiology, David Geffen School of Medicine at UCLA,
University of California, Los Angeles, Los Angeles
California 90095-1763. Tel:
(310) 825-9567; Fax: (310) 825-2224; E-mail:
cooper@mednet.ucla.edu
REFERENCES
Cooper EL, Ru B, Weng N.
Earthworms: sources of antimicrobial and anticancer
molecules. In: Complementary and Alternative Approaches
to Biomedicine —Cooper EL, Yamaguchi N, eds. ( 2004;)
Kluwer Academic/Plenum Publishers. 359–390.
Cooper EL. What happened in
Kanazawa? The birth of eCAM. In: Complementary and
Alternative Approaches to Biomedicine —Cooper EL,
Yamaguchi N, eds. ( 2004;) New York: Kluwer Publishers.
Takeda K, Okumura K. CAM and
NK cells. eCAM ( 2004;) 1:: 17–27.[Medline]
Cooper EL. Complementary and
alternative medicine, when rigorous, can be science.
eCAM ( 2004;) 1:: 1–5.[Medline]
Yamada H. New scientific
approach for natural medicine: examples of Kampo
medicine. In: Complementary and Alternative Approaches
to Biomedicine —Cooper EL, Yamaguchi N, eds. ( 2004;)
Kluwer Academic/Plenum Publishers. 27–34.
Cooper EL. Commentary on CAM
and NK cells by Kazuyoshi Takeda and Ko Okumura. eCAM (
2004;) 1:: 29–34.[Medline]
Goldrosen MH, Strauss SE.
Complementary and alternative medicine: assessing the
evidence for immunological benefits. Nat Rev Immunol (
2004;) 4:: 912–21.[CrossRef][ISI][Medline]
Cooper EL. Bioprospecting: a
CAM frontier. eCAM ( 2005;) 2:: 1–3.[Medline]
Cooper EL. Drug discovery,
CAM and natural products. eCAM ( 2004c;) 1:: 215–7.[Medline]
Wallace RW. Drugs from the
sea: harvesting the results of aeons of chemical
evolution. Mol Med Today ( 1997;) 3:: 291–9.[CrossRef][ISI][Medline]
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della solvibilità
degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata
la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte |
|
|