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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


SISTEMA IMMUNITARIO - IMMUNITA’ NATURALE  - 1
(Teoria della selezione clonale o Teoria di Burnet)
Sindrome della permeabilita' intestinale ed autismo
Il Thimerosal dei vaccini distrugge e/o altera la flora intestinale essendo una sostanza altamente tossica
 

SISTEMA IMMUNITARIO 

Il sistema immunitario è una delle cose più complesse e ancora sconosciute degli organismi Viventi ed in special modo quello degli esseri umani.
La Teoria della "selezione clonale" o Teoria di Burnet e' una teoria (Nota bene: teoria accettata dalla medicina ufficiale, cosa che avviene purtroppo, come tutte le teorie anche quelle non appieno dimostrate come questa), mai completamente verificata, dimostrata e controllata, dalla comunita' dei medici), quindi ancora imperfetta ed immatura, quindi misconosciuta alla medicina ufficiale, se non addirittura errata in certe sue parti.
Comunque quella teoria spiega solo in parte, attraverso quali meccanismi il sistema immunitario reagisce con linfociti T e B specifici per la distruzione degli antigeni nel corpo.

vedi e Continua su: Immunita' 2 + IMMUNITA' e Vaccini + Sistema Immunitario +  DANNI DEI VACCINI + Effetto Gregge + Immunodepressione da Vaccino + Immunogenetica

I quattro postulati fondamentali alla base della teoria ufficiale sono:
- Ogni linfocita porta un solo tipo di recettore con una specificità unica
- Per attivare la cellula, il ricettore deve essere occupato
- Le cellule derivate da un linfocita attivato avranno ricettori dello stesso tipo della cellula originale
- I linfociti che non riconoscono i "self" vengono eliminati già all’inizio dello sviluppo

Prime ricerche
e' stato Niels Kaj Jerne a formulare la "teoria della selezione degli anticorpi", conosciuta come teoria della selezione clonale, che presuppone ci sia una produzione continua di linfociti, i quali presentano sulla loro superficie molecole di immunoglobuline (anticorpi), che le molecole sulla superficie di una singola cellula B abbiano la stessa specificità e che per ciascun determinante antigenico esista solo una piccola parte dell'insieme delle cellule B in grado di legarsi all'antigene.
Quando un antigene e' in circolazione nell'organismo si lega solo a quelle cellule B che hanno la specificità appropriata e ciò induce la cellula B che ha interagito, a produrre cellule figlie che sintetizzano e secernono questo anticorpo specifico; l'antigene quindi ha selezionato da un gruppo preesistente di cellule, quelle che hanno l'appropriata specificità e queste cellule sono ora dei cloni che derivano dalla cellula originaria.
Nel 1954, l’immunologo Niels Jerne presenta una teoria nella quale afferma che vi e' già una vasta gamma di linfociti nel corpo prima di qualsiasi infezione. L'ingresso di un antigene nel corpo produce la selezione di un solo tipo di linfociti e quindi stimola la produzione di anticorpi per distruggere l'antigene.

Altre ricerche e formulazione della teoria
L’immunologo australiano Frank Macfarlane Burnet  assieme a David W. Talmage lavora su questo modello di teoria ed e' il primo a chiamarla "teoria della selezione clonale". Burnet spiega il funzionamento della memoria immunologica come clonazione di due tipi di linfociti:
- Cellule “B” attive: agiscono immediatamente per combattere le infezioni rilasciando anticorpi che durano solo poche ore o giorni.
- Cellule memoria: non agiscono immediatamente ma si preservano nell’organismo per prevenire eventuali infezioni successive alla prima; queste cellule possono rimanere nell’organismo per periodi di tempo molto lunghi, il che si traduce in immunità a tale antigene.

Nel 1958, Sir Gustav Nossal e Joshua Lederberg hanno dimostrato che una cellula B produce sempre un solo anticorpo. Questa e' stata la prima prova a conferma parziale della teoria.
Bibliografia
- Del Gobbo V., Immunologia per le lauree sanitarie, Piccin-Nuova Libraria, Padova 2007

ANTIGENI ed ANTICORPI
Gli antigeni costituiscono l’insieme delle molecole estranee al corpo che permettono la produzione degli anticorpi. Sotto questo termine generico sono raggruppati elementi organici e chimici diversi per misura e dimensione (batteri, virus, cellule, pollini, proteine varie…).
Fabbricati dai linfociti B, gli anticorpi sono proteine la cui funzione è quella di agganciarsi agli antigeni per marcarli, per permettere così alle cellule del sistema immunitario specializzate nell’eliminazione di questi antigeni di identificarli prima di distruggerli.
“Per ogni anticorpo il suo antigene” era una regola data per certa fino a quando ci si rese conto che gli anticorpi potevano spesso mancare il bersaglio e marcare degli antigeni ai quali non erano destinati.
Lo stesso anticorpo può dunque marcare diversi tipi di antigene, ma lo stesso antigene può a sua volta essere marcato da diverse varietà di anticorpi. Questa viene chiamata “reazione incrociata”.
Tutta l’immunologia si basa su questi concetti di antigene e anticorpo.
Il problema maggiore è che queste due parole hanno delle definizioni reciproche:
- non si può definire un antigene senza parlare di anticorpo e viceversa.
Il problema dell’immunologia è quindi proprio quello di basarsi su due termini che si definiscono reciprocamente e che non sono quasi mai reciprocamente esatti, precisi.

Un esempio importante che dovrebbe far riflettere, soprattutto i medici allopati:
Le PROTEINE VIRALI
Per caratterizzare un virus, i virologi di oggi utilizzano le metodiche di ingegneria genetica e biologia molecolare, inclusi i cosiddetti “markers biochimici”. Il controllo indispensabile e diretto al microscopio elettronico è sempre più trascurato, cosa assai disdicevole.
Questi markers costituiscono, teoricamente, la “carta d’identità” molecolare del virus. Poiché i differenti gruppi di ricerca non sono mai riusciti a trovare le stesse proteine antigeniche nelle loro colture cellulari, ci sono voluti anni affinchè si trovasse uno pseudo-consenso forzato e si decidesse senza alcun evidenza scientifica che circa una decina di proteine fossero tipiche e caratteristiche, un esempio quelle dell’Hiv.
La presenza di tali proteine è stata tra l’altro valutata solo ed esclusiva mente nelle colture cellulari e mai direttamente nel corpo umano.
Che ne è dunque della loro presunta specificità ?
Basandosi sull’evidenza dei fatti, questa specificità semplicemente non esiste. Non essendo mai stato purificato il cosiddetto virus dell’Hiv, la natura virale delle proteine è una semplice utopia. Al contrario, alcune di queste proteine corrispondono a degli elementi che non hanno nulla a che vedere con un virus.
Per esempio, la proteina chiamata p24 corrisponde al peso molecolare della miosina; la p41 a quello dell’actina. Sia l’actina che la miosina sono proteine essenziali delle cellule muscolari che si trovano naturalmente nel corpo.
Nel 1990 venne inoltre pubblicato su Cancer Research uno studio in cui si dimostrava che la metà di 144 cani testati presentavano anticorpi contro uno o più degli antigeni attribuiti all’Hiv. I cani sviluppano per caso l’Aids ?

Commento
NdR: quindi significa che tutta la teoria antigeni-anticorpi e' da rivedere....!


PREMESSA:
Queste teorie non tengono assolutamente in conto che gli esseri viventi sono nei FATTI, anche secondo la teoria di Einstein
, che afferma che l'energia e la materia sono due aspetti di UNA sola cosa, e che essa e' un'insieme di frequenze e queste supportano e/o sono modulate dall'informazione (cio' che si sta formando), e' quindi evidente che l'informazione riguardante il Progetto Vita e quindi il suo programma di sopravvivenza e' inscritto nella base informatizzata anche e non solo del sistema immunitario.
La teoria immunitaria e quella degli antigeni-anticorpi. attualmente accettate, ma non accertate, sono basata esclusivamente su base biochimica; esse non tengono in alcun conto che alla base del livello biochimico vi e' il livello di base, bioelettronico-informazionale.
L'essere vivente, insegna la medicina naturale, e' nei fatti un'ologramma (elettronico) pensante, quindi e' una struttura bioelettronica che contiene l'informazione (la Coscienza formata da Ego/IO e mente), contenenti il Programma Vita e quindi cio' che necessita alla sopravvivenza, cioe' anche il sistema immunitario; quindi questo "programma" immunitario informatico, prima ancora di essere una "struttura informatizzata di livello biochimico" e' una "struttura informatizzata di livello primario bioeletttronico"; essa funzione quasi esclusivamente con tre livelli principali: il primo e' il livello dell'informazione, il secondo e' quello della frequenza elettronica, il terzo e' quello del livello biochimico.
Quando noi introduciamo per varie vie, in questo "ologramma pensante" una frequenza NON riconosciuta dal sistema ologrammatico, come biocompatibile alla Vita sana, il programma di sopravvivenza la riconosce anticipatamente come frequenza tossica, contro vita, spuria, ecc. e quindi innesca tutti i meccanismi d'informazione necessari atti alla difesa ed all'esclusione, eliminazione  dall'organismo di quella frequenza, materia=sostanza.
Per cui prima ancora che si allarmino i sistemi biochimici, e' il sistema bioelettronico di riconoscimento o meno della sostanza=frequenza introdotta, quello che scatta per PRIMO, in difesa della Vita e solo successivamente fa scattare tutti i sistemi di difesa e protezione della vita stessa, anche a livello biochimico.
Il livello del sistema elettronico informatizzato di difesa, e' quello contenuto anche nel DNA, che e' la struttura rivelatrice ricetrasmittente che e' in continuo e costante e prennne relazione di collegamento informazionale con le frequenze (armoniche e non), delle energie dell'UniVerso e della Terra stessa, essendo stato informatizzato dal passato, fin dalle origini dell'essere Vivente nel quale e' inserito, in questo caso dell'Uomo.
Per cui questo programma di sopravvivenza e difesa, avendo imparato nel corso del tempo, cio' che e' compatibile o meno alla sua sopravvivenza, a seconda di cio' che necessita alla specie del Vivente nel quale e' inserito, il DNA e' divenuto la matrice e la guida del sistema immunitario, che si attiva attraverso di esso per far sopravvivere l'organismo nel quale esso vive.
Esso ha inscritto in se stesso quali sono le frequenze biocompatibili, cioe' pro - vita, mentre tutte le altre Frequenze = Energie = MATERIE = SOSTANZE, non essendo biocompatibili con quella specie e/o quel livello, sono ritenute estranee = contro - vita.
Ecco come funziona il sistema immunitario, prima ancora dello scatenamento dei meccanismi biochimici.
Di cio' la medicina ufficiale, NON ne tiene ALCUN conto, proprio per la sua impreparazione; essa e' come se volendo osservare un panorama, essa sia solo salita al primo piano di un edificio alto 5 piani....e pretenda di affermare che cio' che vede e' l'unico ed il piu' completo panorama osservabile...e quindi non puo' pretendere di definire e certificare la sua parziale visione del panorama...
Per riassumere, la medicina naturale insegna che l'informazione, lo spirito, attiva la struttura fisiologica, la malattia parte proprio dall'errata informazione presente (inconscia o conscia e quindi necessaria), in quel tipo di livello=corpo che si e' ammalato.
Ovviamente tutto cio' che introduciamo in un corpo Vivente (aria, acqua, cibi, farmaci, e soprattutto Vaccini, DEBBONO essere BIOCOMPATIBILI con la natura di quel corpo, altrimenti esso si ammala, se non riesce ad eliminare al piu' presto quelle sostanze contro vita, TOSSICHE, NON compatibili con la Vita sana.
Ecco perche' riteniamo che la teoria oggi accettata dalla comunita' medica mondiale, va rivisitata alla luce di queste importanti premesse.

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Negli esseri umani esistono due sistemi che contribuiscono all’immunità (vedi sotto):
il sistema immunitario innato o aspecifico e il sistema adattativo o specifico, suddiviso in umorale e in cellulo-mediato. Entrambi questi sistemi sono essenziali per la sopravvivenza della specie.
Alcuni Virus
vengono replicati non solo dalle cellule, ma anche nei e dai macrofagi primari umani, SENZA stimolare l'immunità innata, nonostante la trascrizione inversa di RNA genomico in DNA a doppio filamento, attività che ci si potrebbe aspettare per attivare i recettori dei “pattern recognition” (immunitari) innati.
Cio’ significa che alcuni virus NON vengono riconosciuti dal sistema immunitario e quindi possono andare ove li porta il flusso di liquidi ove vengono o sono inseriti, ad esempio con i vaccini.


Descrizione de meccanismo di riproduzione-moltiplicazione dei virus da parte della cellula stessa.

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Del neonato e del lattante: influenza dei batteri e quindi di anticorpi di origine materna, regalati on il latte materno
Prima della nascita lo sviluppo del sistema immune e incompleto e spesso non e’ sufficiente per fornire difese efficaci contro le infezioni. Per questa ragione il trasferimento degli anticorpi dalla madre al prodotto del concepimento e al neonato, prima e dopo la nascita (nel latte materno da somministrare fino ai 2 anni) rappresenta un elemento essenziale per la sopravvivenza del feto, del neonato e del lattante.
Delle difese della madre contro le infezioni ci interessano solo gli anticorpi della classe IgG, gli unici che oltrepassano la barriera placentare, per proteggere il prodotto del concepimento, perche le altre classi di anticorpi e le cellule T non possono, proprio per le differenze dell’HLA fra la madre e il feto, essere utili per le sue difese e d’altra parte non dovrebbero superare la barriera placentare. Queste differenze sollevano la possibilita' di un attacco al feto da parte delle cellule T della madre, ma questo pericolo e scongiurato dall’assenza di antigeni HLA nelle aree di contatto placentare; d’altra parte il rischio che linfociti fetali possano attaccare i tessuti della madre e molto ridotto, per l’incompetenza delle cellule T del feto. Pertanto, solo gli anticorpi servono a trasmettere l’esperienza immunologica della madre al feto, al neonato e al lattante, in attesa che egli maturi il proprio sistema immune (Zinkernagel RM, 2003)Infatti, gli anticorpi di origine materna attenuano l’infezione durante i primi mesi di vita, creando le condizioni ottimali per l’immunizzazione naturale del lattante.

Per la poliomielite l’immunita di origine materna e' presente in tutti i neonati. Tutti i lattanti hanno anche in circolo anticorpi neutralizzanti per  il morbillo, e per altre infezioni, specie nei primi mesi a titolo elevato, poi sempre piu basso, ma ancora presente intorno al compimento del primo anno di vita, per cui e' criminale vaccinarli nel primo anno di eta' (3 mesi e 6 mesi), quando il sistema immunitario e' ancora in fase di organizzazione.


Anche se alcuni medici consigliano, prima di effettuare un qualsiasi vaccino, di controllare il tipo di anticorpi per le "malattie" per le quali si vaccina, siccome la teoria degli anticorpi (test sulle immunoglobuline - Tipizzazione linfocitaria) e' ancora una "teoria" e non una certezza, infatti il 30% c.a. dei vaccinati NON presenta anticorpi agli antigeni del vaccino o della malattia per la quale si vuole vaccinare, in quanto quella ideologia e' una teoria superflua, incompleta (errata) e quindi depistante, questo perche' non significa che avendo o non avendo gli anticorpi ad un antigene, sicuramente sarete protetti o vi ammalerete non avendoli, queste sono tutte fandonie e falsita' biologiche che i fatti reali dimostrano essere fasulla:
es.: Nessuno dei milioni di 45enni italiani che NON hanno fatto il vaccino della Polio, ne' hanno gli anticorpi alla polio, in 50 anni di tempo, questi soggetti, NON hanno MAI somatizzato casi di Polio !
Ecco come si raccontano BALLE biologiche per spaventare la gente con frasi di questo tipo: "non ti sei vaccinata/o, non sei protetta/o"....tutto cio' per farli vaccinare per mezzo della paura...!

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Altri ricercatori, hanno trovato che vi sono anche certi globuli bianchi, chiamati neutrofili che lavorano in sintonia con il sistema immunitario:
Un nuovo ruolo dei neutrofili nel sistema immunitario
La presenza nella milza di queste cellule a bassa specializzazione, osservata per la prima volta anche in assenza di un'infezione locale, porta a ipotizzare un loro ruolo nella regolazione del sistema immunitario.
Finora si è ritenuto che i neutrofili avessero solamente il compito di contenere le infezioni e preparare il Terreno ad altre cellule del sistema immunitario in grado di eradicarle in modo permanente. La scoperta potrebbe essere sfruttata in futuro per nuove terapie in grado di stimolare una maggiore produzione di linfociti B (red)
Nella milza sono presenti neutrofili anche in assenza di un'infezione locale: a questo importante risultato, che apre le porte all'ipotesi che queste cellule abbiano un ruolo cruciale e finora misconosciuto nell'immunoregolazione (IR), sono giunti i ricercatori dell'IMIM Institut Municipal d'Investigació Mèdica di Barcellona, in Spagna, coordinati da Andrea Cerutti, in collaborazione con il Mount Sinai di New York.
I neutrofili sono le prime cellule a migrare nel sito d'infezione (NdR: intossicazione) o d'infiammazione per distruggere i patogeni ivi presenti. Finora, la letteratura scientifica li aveva considerato essenzialmente come “fattori a bassa specializzazione” con il semplice compito di limitare l'espansione di un'infezione, in modo da preparare il Terreno ad altre cellule del sistema immunitario in grado di eradicarla in modo permanente.
(IR):
IMMUNOREGOLAZIONE

La regolazione fine ed integrata della risposta immunitaria è di cruciale importanza per il mantenimento dell’omeostasi dell’organismo. Progressi recenti in questo settore hanno chiaramente mostrato l’importanza delle fasi precoci di risposta, quali l’immunità innata (NdR: vedi sopra), nello sviluppo delle risposte acquisite che seguiranno, così come il contributo di alterazioni nella risposta immunitaria, sia innata che acquisita, alla patogenesi di diverse patologie umane.
Obiettivi principali della ricerca, sono la caratterizzazione dei meccanismi molecolari e cellulari che regolano la risposta immunitaria ed il ruolo di loro possibili alterazioni nella patogenesi dei vari e tendenti infiniti sintomi che i medici della medicina ufficiale chiamano impropriamente "malattie", infettive, infiammatorie, neoplastiche, autoimmuni.
Le conoscenze acquisite mediante un approccio di ricerca di base contribuiranno, speriamo, ad una migliore comprensione di tali processi e potranno fornire gli strumenti necessari per lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici.
 

Nelle due immagini, linfociti B (in blu), circondati da neutrofili (verde) e cellule epiteliali (rosso) in una milza umana.
L'immagine a sinistra mostra una milza normale, mentre l'organo a destra appartiene a un malato di neutropenia, dove la presenza di neutrofili è molto più bassa. (Foto: By IMIM, Hospital del Mar Research Institute)
I ricercatori hanno ora dimostrato la presenza di neutrofili nella milza a partire dallo sviluppo fetale, anche in assenza di infezioni, e l'osservazione è stata confermata sia in soggetti umani di differenti età sia in altri mammiferi. In particolare, si è notato che i neutrofili si dispongono intorno ai linfociti B per consentirne l'attivazione e garantire una risposta rapida in presenza di patogeni.
“Grazie a molti diversi approcci sperimentali abbiamo dimostrato che i neutrofili nella milza acquisiscono la capacità d'interagire con i linfociti B, inducendo la produzione di antibiotici, un ruolo che i linfociti che circolano nel flusso sanguigno non sono in grado di svolgere”, ha spiegato Irene Puga, ricercatrice dell'IMIM e cofirmataria dell'articolo apparso su "Nature Immunology".
Il risultato rappresenta un notevole progresso nella comprensione dei meccanismi mediante i quali il nostro sistema immunitario ci protegge dall'infezione. Ciò http://oas.lescienze.it/0/default/empty.gifimplica anche che, nel caso di alcune patologie come la neutropenia, caratterizzata da un deficit di neutrofili, potrebbe essere necessario analizzare in che modo viene influenzata la produzione di anticorpi nell'organismo.
In prospettiva, sottolineano i ricercatori, la scoperta di neutrofili nella milza potrebbe essere sfruttata per nuove terapie in grado di stimolare una maggiore produzione di linfociti B. - Tratto da: lescienze.it

Sieroconversione (questa la teoria della definizione della parola sieroconversione, da parte della medicina ufficiale)
Quando un agente "infettante" penetra nell'organismo, vengono in genere, nel 70% dei soggetti circa, quindi non in tutti, prodotti anticorpi diretti contro di esso.
La sieroconversione è il passaggio dallo stato di sieronegatività (assenza di tali anticorpi nel plasma sanguigno) allo stato di sieropositività (presenza di tali anticorpi nel plasma sanguino).
La sieroconversione, in generale, non avviene subito dopo l'ingresso dell'agente infettante nell'organismo (contagio), ma può avvenire anche a distanza di tempo, per cui i test per la rilevazione di anticorpi nel plasma sanguigno, se non trascorre un tempo sufficientemente lungo successivamente al contagio, possono risultare negativi. Il periodo temporale che intercorre tra il contagio e la sieroconversione prende il nome di periodo finestra e può avere durata diversa a seconda dell'agente infettante e del tipo di test considerato.
La sieroconversione può essere seguita dalla sieroreversione.
Anche se, solitamente, il termine "sieroconversione" è usato nelle tematiche riguardanti il test HIV, si tratta di un termine generale, valido in ogni caso in cui il sistema immunitario produca anticorpi, quindi anche per altre malattie infettive.
Tratto da: it.wikipedia

I macrofagi al lavoro nel sangue

 

Anche prima che il concetto di immunità (da Immūnis'''', parola latina che significa "esenti") fosse sviluppato, numerosi medici precocemente, caratterizzavano ed indicavano solo degli organi che sarebbero poi stati dimostrati facenti parte del sistema immunitario, pur non essendo la chiave primaria di esso.
In seguito la ricerca dimostro’ che la chiave primaria del sistema immunitario e’ principalmente localizzabile in una buona funzionalita’ della cellula che, quando compromessa (es. dai Vaccini), lo scompenso immunitario e’ assicurato, in specie e principalmente dalle cellule del tessuto che compone la mucosa intestinale, oltre a quelli delle ghiandole endocrine (timo, milza, tonsille (adenoidi), linfonodi, pelle, mucose, sangue, ecc.), ed il midollo osseo.
I principali componenti del sistema immunitario sono in realtà le funzioni cellulari e non sono associati ad alcun organo specifico, ma piuttosto sono incorporati o circolano nelle cellule che compongono i vari tessuti situati in tutto il corpo.
Le cellule fanno parte, come e’ noto, dei tessuti di tutti i tipi, i quali a loro volta fanno parte di tutti gli organi e/o ghiandole endocrine.
Per riassumere:
la chiave primaria del sistema immunitario sono le cellule e principalmente quelle della mucosa dell’apparato digerente (intestino) quella secondaria, le cellule dei tessuti del midollo osseo, del timo, ecc.

Molto in sintesi: esistono due tipi di immunità: aspecifica od innata ed acquisita.
L'immunità aspecifica od innata, dipende dalle difese aspecifiche, ossia quelle che agiscono contro l'intruso indipendentemente dalla natura dello stesso, sia parassita, fungo, batterio o scheggia di legno, e comprende alcune cellule come i macrofagi ed anche le barriere come la pelle, come già detto sopra.
L'immunita' aspecifica od innata, comprende anche mediatori chimici (dell’infiammazione) e cellulari responsabili di una prima linea di difesa contro le aggressioni. e' evolutivamente più antica e consente il riconoscimento di un repertorio limitato di antigeni. Riconosce una generica condizione di pericolo e pone il sistema immunitario in una condizione di “allarme”, che favorisce lo sviluppo dell’immunità specifica, anche nel tempo, se non vengono baypassate artificialmente le varie e principali barriere Immunitarie (pelle e mucose) come ad esempio con i Vaccini che vengono direttamente iniettati nei muscoli e quindi nel sangue !.

L'Immunità aspecifica (innata)  e' filogeneticamente più antica, ed e' presente fin dalla nascita, non necessita di un precedente contatto con la sostanza cosiddetta lesiva e non dà luogo a memoria immunitaria.
L'immunità innata comprende le barriere meccaniche principali, come la cute, le mucose (vie respiratorie, lamina basale, propria, del tessuto connettivo, gastrointestinali, urogenitale ecc.), le barriere: cellulari (es. membrana cellulare), ematoencefalica, e quelle chimiche, come il succo acido gastrico.
Esistono due componenti cellulari:
1 - il sistema fagocitario, la cui funzione e' quella di ingerire e digerire i microrganismi e le tossine, che invadono-intossicano l'organismo
2 - le cellule natural killer (NK), la cui funzione e' quella di eliminare alcuni tipi di tumori, di microrganismi e di cellule infettate da virus. Le componenti solubili sono costituite dalle proteine del complemento, dai reattanti di fase  acuta (R) e dalle citochine.
Quindi per riassumere:
Dell’immunità aspecifica fanno parte le cellule fagocite professioniste, come i Macrofagi, i Granulociti, cellule presentanti l’antigene come le Cellule Dendritiche (DC), e infine delle cellule ad attività citotossica come le cellule Cellule Natural Killer (NK).
(R): Si definiscono REATTANTI della FASE ACUTA le proteine che vengono sintetizzate, prevalentemente dalle cellule epatiche, in risposta alla produzione di quelle sostanze che vengono liberate dai tessuti sede di infiammazione o di necrosi (IL°-1, IL-6, IL-8 , TNF-alfa, ...).
Le principali sono:
- PCR (Proteina C reattiva)
- VES (poco specifica)
- Fibrinogeno
- Transferrina
- Aptoglobina
- alfa-1-glicoproteina acida
- Precursore sierico dell'Amiloide A
- Ceruloplasmina
- alfa-1-antitripsina
- C3 e C4 (tra i fattori del Complemento)
- Pro-calcitonina
- IL ° = Interleuchina

I fagociti includono i neutrofili e i monociti (nel sangue) e i macrofagi (nei tessuti).
Ampiamente distribuiti, i macrofagi sono localizzati in maniera strategica nei punti in cui i tessuti sono a contatto con il sangue o con gli spazi cavitari, circondati da strutture fibrose esili; ne sono esempi i macrofagi alveolari (nei polmoni), le cellule di Kupffer (nei sinusoidi epatici), le cellule sinoviali (nelle cavità articolari), le cellule microgliali perivascolari (a protezione del SNC), i fagociti mesangiali (nei reni).
Le citochine sono polipeptidi non immunoglobulinici secreti dai monociti e dai linfociti in risposta alla loro interazione con un antigene (Ag) specifico, con un Ag aspecifico, oppure in risposta a uno stimolo aspecifico solubile (p. es. endotossine, altre citochine).
Le citochine modulano l'ampiezza delle risposte infiammatorie o immunitarie.
Sebbene la loro secrezione possa essere indotta dall'interazione di un linfocita con il suo Ag specifico, le citochine non sono Ag-specifiche; pertanto esse costituiscono un tramite tra l'immunità innata e quella adattativa.
Infine gli enzimi ricoprono importanti funzioni a sostegno del sistema immunitario !
Questo se le funzioni immunitariecellulari ed enzimatiche, non sono state alterate esempio, dai Vccini effettuati da neonati !

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Immunità Innata e il microbioma – Giu. 2012
Da alcuni anni, ci dicono i medici allopati, della medicina ufficiale, che i vari  batteri possono creare infezioni e rendere noi malati, ma alla luce della Medicina Naturale sappiamo che cio’ non corrisponde al vero – vedi: Teoria dei germi e’ falsa.
Recentemente alcuni ricercatori hanno scoperto (giustamente) che nell’ospite (il corpo vivente) e precisamente nell'intestino, le varie specie di microbi (GUT-MICROBIOMA) sono importanti per migliorare funzioni immunitarie innate e hanno un ruolo importante nel modo in cui il nostro sistema immunitario esegue la propria funzione di protezione.
Oltre a cio’, i batteri ospiti nell'intestino, possono sviluppare più attività come la demoleculizzazione dei componenti degli alimenti per renderli digeribili o per la trasformazione delle sostanze nutritive in modo che possiamo migliorare lo stato di salute e quindi quello immunitario, cio' e' possibile solo con il riordino e manutenzione di un sano-microbioma, facilitato con una dieta più personalizzata e piu’ cruda possibile.
L'importanza dell’ospitare i vari gruppi dei microrganismi salubri nell'intestino, può influenzare non solo la digestione, ma anche la composizione e distribuzione della flora intestinale e non, è influenzata anche dalla qualità e da quanto e quale cibo si mangia.

Il GUT-MICROBIOMA e’ nato con noi, perché l'utero è sterile, quindi cominciamo ad acquisire tutte le numerose specie di microbi ospitati, da quando nasciamo.
Il numero di questi microbi sono più numerosi delle cellule del corpo: 10 a 1.
I batteri sono molto più piccoli delle cellule umane, quindi il peso totale della micro-comunità che vive in simbiosi con noi è stimato a circa 2000/2500 grammi.
Non esistono due individui che possono condividere la stessa composizione dei microbi e dei loro geni, persino fra i gemelli identici (monozigoti).

Per maggiori informazioni:
http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=ultimate-social-network-bacteria-protects-health
http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=microbiome-graphic-explore-human-microbiome~~V

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Scoperto un nuovo tipo di globulo bianco che attiva una risposta immunitaria contro invasori esterni. -  USA, Washington, 30 Lug. 2012
La ricerca e' opera di alcuni scienziati della Newcastle University ed e' stata pubblicata su ''Immunity''.  
Gli scienziati hanno scoperto un nuovo tipo di cellule del tessuto dentritico, globuli bianchi che combattono virus e batteri eterologhi=estranei ad esempio quelli dei Vaccini.
Le cellule dentritiche hanno la capacita' di produrre lifonciti T, le cellule killer degli organismi patogeni, in risposta alla presenza esterna di batteri o virus, quindi senza essere infettate direttamente. Muzlifah Haniffa, che ha guidato la ricerca, ha detto "La nostra ricerca offre un sistema semplice di targeting che fa funzionare al meglio le capacita' protettive naturali della cellula".

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Il segno delle epidemie nel sistema immunitario di Europei e Rom - 05/02/2014
Grazie a questi risultati la ricerca fornisce una prospettiva unica sugli effetti dell'evoluzione sul sistema immunitario sotto pressione dalle infezioni.

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Le RISPOSTE IMMUNITARIE  
Esistono tre tipi di risposte' immunitarie:
la risposta dell'immunità umorale, quella dell'immunità cellulare e  quella dell'immunità specifica, quella portata avanti da proteine che hanno funzione di stimolo, chiamate linfochine.
- L'immunità umorale e' costituita da molecole in soluzione, queste sono chiamate immunoglobuline o anticorpi e costituiscono il 20% delle proteine del sangue; fa parte della difesa immunitaria umorale anche il complemento che e' rappresentato da una serie di proteine che aiutano gli anticorpi a uccidere i Batteri e che agisce in maniera non specifica.
- L'immunità cellulare e' rappresentata da quella portata avanti da cellule intere, come i fagociti che sono in grado di ingerire e distruggere materiale estraneo; fanno parte di questa famiglia i neutrofili e i macrofagi. Uno dei ruoli fondamentali degli anticorpi e' quello di aiutare i fagociti a riconoscere sostanze estranee; esiste anche un tipo di cellule che presenta sulla sua superficie delle proteine che hanno le stesse caratteristiche degli anticorpi e, inoltre, un altro tipo di cellule che secernono le linfochine le quali aiutano a guarire dall'infezione. La prima risposta immunitaria dell'organismo e' per un breve periodo non specifica, i fagociti si attivano quando incontrano un batterio e le cellule che vengono infettate da un virus producono molecole che si chiamano interferoni, le quali interagiscono con recettori esposti da altre cellule e le rendono meno vulnerabili all'infezione virale.
- L'immunità specifica invece e' portata avanti dai linfociti, i quali vengono attivati sia dal contatto diretto con la sostanza patogena sia in maniera indiretta da proteine o frammenti di esse che vengono digerite e presentate sulla superficie dai macrofagi.
Questo evento fa riconoscere come estranee queste risposte e il linfocita inizia la produzione di anticorpi.
 L'anticorpo riconosce una parte della struttura estranea chiamata epitopo e ogni proteina ha la potenzialità di avere molti epitopi che possono essere riconosciuti dagli anticorpi. La caratteristica principale di questi ultimi e' costituita dalla loro specificità, infatti il nostro organismo e' in grado di produrre un numero molto elevato di anticorpi diversi in grado di riconoscere altrettante strutture diverse. Ciascuna molecola di anticorpo consiste in due classi di catene proteiche chiamate leggere e pesanti e ogni singolo anticorpo e' costituito da due coppie identiche della catena pesante e di due coppie della catena leggera. In questa struttura a quattro catene, le due estremità uguali, che rappresentano la parte N-terminale della proteina, contengono la specificità per l'antigene e, quindi, ogni anticorpo può legarsi a due molecole di antigene per volta e questo legame e' altamente specifico.
Esistono vari tipi di anticorpi che sono stati classificati come IgM, IgD, IgG, IgE e IgA: la loro differenza risiede nella catena pesante.
Gli anticorpi sono prodotti dai linfociti B, che hanno origine nel midollo osseo; la lettera B rappresenta l'iniziale di un organo chiamato borsa di Fabrizio, che e' il luogo deputato alla produzione di queste cellule negli uccelli dove sono stati studiati per la prima volta.
Il sistema immunitario ha una versatilità straordinaria: infatti, può produrre anticorpi contro quasi ogni sostanza nuova per la cellula; tale caratteristica ha posto degli enormi interrogativi sui limiti e le potenzialità di questo sistema e sui meccanismi di produzione di queste diverse strutture.
Per anni gli immunologi hanno dibattuto sui meccanismi genetici che contribuivano a una così grande diversità, ma la teoria selettiva, che ritiene che gli antigeni stessi selezionino l'anticorpo appropriato da un insieme preesistente di anticorpi, e' probabilmente la più corretta.
Tratto in parte da: sapere.it
Bibliografia:
J. Daguet, Ele'ments d'immunologie me'dicale, Parigi, 1967; M. Landy, W. Braun, Immunological Tolerance, New York, 1969; P. A. Miescher. H. T. Müller-Eberhard, Trattato di immunopatologia, Roma, 1971; B. Amos, Progress in Immunology, New York, 1972; E. Clerici, M. L. Villa, Immunologia generale, Torino, 1973; G. Doria, L. Adorini, Immunologia generale, Milano, 1991.


Commento
NdR:
La stimata rivista medica, Vaccine, afferma chiaramente: "E' noto che, in molti casi, i titoli anticorpali non si correlano con la protezione."
- Del Giudice G, Podda A, Rappuoli R. What are the limits of adjuvanticity ?
Vaccine. 2001 Oct 15;20 Suppl 1:S38-41.
        

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La risposta infiammatoria: principale sistema di difesa innato (aspecifico) – esso produce nell’area danneggiata delle specifiche reazioni, in primis nell’area della microcircolazione dei tessuti interessati, essi diventano gonfi e rossi, per il ristagno di liquidi, linfa e sangue, di conseguenza diviene calda, per aumento termico e richiede nuovi liquidi all’organismo per tentare di raffreddare il tessuti.
Queste le conseguenze:
1 – La microcircolazione in quell’area e’ alterata, intasata e/o ostruita e quindi le cellule sono sottoposte a stress ossidativo per la mancanza di ossigeno, sostanze vitali anche quelle da produrre e specializzare, oltre a rallentare e/o impedire la respirazione cellulare, quindi le principali  funzioni cellulari sono in primis alterate.
2 - Danno al tessuto: liberazione di segnali d’allarme chimici come l’istamina;
3 - Aumento della permeabilità e dilatazione dei vasi sanguigni locali, afflusso di sangue verso la zona danneggiata e fuoriuscita del plasma verso il liquido interstiziale dei tessuti lesionati, attirati i globuli bianchi nella zona danneggiata
4 - I fagociti eliminano i batteri e ciò che rimane delle cellule danneggiate, il tessuto si rimargina.
A volte certi microorganismi come i batteri e i protozoi entrano nel sangue e rilasciano tossine che vengono trasportate in tutto il corpo: il sistema immunitario risponde aumentando i globuli bianchi e facendo salire la temperatura corporea (che stimola la fagocitosi). Talvolta le infezioni batteriche provocano un’eccessiva risposta del sistema immunitario, lo shock settico, che può portare alla morte, altre volte lo shock immunitario pur non portando alla morte crea delle risposte immunitarie intense che vengono chiamate autoimmuni, come quelle create od indotte dai Vaccini (allergie, asma, epilessie, leucemie, distrofie, cancri, autismo, sclerosi, ecc.).
Il sistema linfatico e' molto importante durante l’infezione, poiche' trasporta nel sistema circolatorio il liquido interstiziale e combatte le infezioni, apportando linfa e sangue, attraverso la microcircolazione ai tessuti danneggiati, es. dai vaccini.
Il sistema linfatico e' costituito da una rete di vasi, numerosi linfonodi (che contengono globuli bianchi detti linfociti), tonsille, adenoidi, appendice, milza, timo e midollo osseo (dove si originano i globuli bianchi).
Nel sistema linfatico scorre la linfa, che e' simile al liquido interstiziale ma con meno ossigeno e sostanze nutritive.
La linfa confluisce dai capillari linfatici a due grandi dotti, il dotto linfatico destro e il dotto toracico, che sono provvisti di valvole per impedire il reflusso della linfa nei capillari, e come le vene, lo scorrere della linfa dipende dai muscoli scheletrici. All’interno degli organi linfatici si trovano permanentemente i macrofagi.


La nostra salute quindi dipende dal giusto funzionamento del nostro sistema immunitario, che e' composto da cellule che preparano le sostanze soprattutto proteine, indispensabili all’organismo e molecole con le funzioni più disparate, le quali cooperano per il riconoscimento e la distruzione di quello che non fa parte ed e’ utile dell'organismo, sempre che le cellule siano in grado di funzionare a dovere, evitando così che agenti estranei possano danneggiarlo: esempio, se entra una scheggia sotto la pelle, dopo qualche tempo i globuli bianchi la circonderanno, isolandola dal resto del corpo; la pelle stessa e' la prima barriera contro gli agenti esterni e, superata quella, una serie di poliziotti e armi sono pronti ad intervenire.

Come abbiamo visto possono essere risposte INNATE O NATURALI, aspecifiche, cioe' poco specifiche, che non si modificano in seguito a successive esposizioni agli antigeni.       

Possono essere risposte ACQUISITE, molto specifiche, che migliorano fino alla morte, in seguito a successive esposizioni all’antigene (“memoria” del primo contatto).  

Il RICONOSCIMENTO dell’antigene avviene per mezzo di differenti cellule del sangue e di altri tessuti.  

Gli EFFETTORI principali della risposta a ciascun antigene sono i linfociti.  

I linfociti stimolati dall’antigene si trasformano in PLASMACELLULE, che producono gli ANTICORPI specifici contro quell’antigene, che lo neutralizzano o distruggono.  

 

RISPOSTA IMMUNITARIA CELLULARE (Cellulo-Mediata)  

Viene svolta dai MACROFAGI


I macrofagi (o istiociti) rappresentano, per frequenza numerica, la seconda classe di elementi cellulari nel tessuto connettivo lasso.
Come le altre cellule del tessuto connettivo hanno vita limitata  quindi devono continuamente rinnovarsi; ciò è possibile tramite due meccanismi:
- Attività mitotica dei macrofagi preesistenti.
- Migrazione dal sangue circolante al tessuto connettivo dei loro precursori, i monociti, e trasformazione degli stessi in macrofagi.

I macrofagi svolgono diverse funzioni:
- Hanno un ruolo fondamentale nei processi di difesa tramite la fagocitosi e l’induzione della risposta immunitaria.
- Intervengono nel metabolismo del ferro in quanto i globuli rossi invecchiati sono fagocitati dai macrofagi del sistema reticolo-istiocitario della milza, del fegato e del midollo osseo e il ferro contenuto nell’emoglobina si deposita nel citoplasma per essere riutilizzato dagli eritroblasti per la produzione di nuova emoglobina.
- Intervengono nella guarigione delle ferite e nelle malattie caratterizzate da fibrosi producendo, in risposta a stimoli infiammatori, sostanze di secrezione rappresentate da:
a - Fattori che attivano la proliferazione e la funzione fibrillogenetica dei fibroblasti.
b - Prostaglandine che influenzano la contrattilità muscolare liscia, la permeabilità vascolare, l’attività di alcune ghiandole endocrine, la lipolisi, l’aggregazione delle piastrine.
c - Enzimi idrolitici attivi a pH acido e neutro che intervengono nell’infiammazione cronica degradando i costituenti dei tessuti connettivi ed attivando varie sostanze ad attività infiammatoria. Gli enzimi idrolitici acidi prodotti, di origine lisosomiale, sono: catepsine, glicosidasi, fosfatasi acida, aril-solfatasi, ecc.; gli enzimi idrolitici neutri sono: collage nasi, elastasi, attivatore del plasminogeno, lisozima.
d - Componenti del complemento.
e - Fattori stimolanti l’emopoiesi

da vari LEUCOCITI  (globuli bianchi) e dai LINFOCITI -T (timo-dipendenti), cioe' da linfociti che, originando da precursori presenti nel midollo osseo, si differenziano e maturano nel timo.

LINFOCITI - T4

Nei primi anni di vita maturano nel timo cloni di linfociti-T4, che esprimono alla loro superficie molecole specifiche (recettori) capaci di riconoscere ciascuna un solo tipo di antigene o addirittura un solo antigene.  

Quindi si forma un numero enorme di cloni, capaci di riconoscere tutti i possibili antigeni con cui si può venire in contatto.  

I LINFOCITI - T4 circolano nel sangue, escono nei connettivi e ogni volta che incontrano un antigene si attivano, proliferano e danno luogo alle proprie funzioni difensive.  

Alcuni di essi, attivati, si trasformano in cellule della memoria, che circolando in continuazione, ogni volta che incontrano l’antigene che li ha attivati, mettono in atto una risposta immunitaria rapida ed efficace.  

CELLULE PRESENTANTI l'ANTIGENE

I linfociti -T4 in realtà non sono in grado di riconoscere direttamente l’antigene, ma hanno bisogno dell’aiuto di altre cellule che, dopo aver incontrato l’antigene, ne “scoprano” quella parte di molecola adatta a legarsi ai recettori dei T4.  

Queste cellule capaci di presentare l’antigene ai linfociti-T4 (che possono anche essere macrofagi o monociti, quali le cellule di Langerhans dell’epidermide), catturano l’antigene, lo demoliscono parzialmente e lo ripresentano ai T4, di solito nei linfonodi, dopo aver viaggiato attraverso i vasi linfatici.

Le cellule che presentano l’antigene producono una proteina, l’interleukina-1, capace di stimolare l’attività di linfociti specifici contro l’antigene, che si trovano nei dintorni

LINFOCITI -Th (o T- HELPER)

Sono linfociti-T che, stimolati dall’interleukina-1, producono una seconda proteina, l’interleukina-2, che a sua volta stimola la proliferazione dei linfociti-T e B circostanti che hanno sulla loro superficie i recettori per l’antigene.  

I linfociti-Th producono anche le linfochine, che stimolano l’attività delle cellule immunitarie site nelle immediate vicinanze.

LINFOCITI -Tc (o CITOTOSSICI)

Hanno il compito di distruggere le cellule dell’organismo che siano state infettate da agenti patogeni, soprattutto da virus, limitando così la possibilità di replicazione dei virus stessi.

Producono sostanze citotossiche come le perforine, che letteralmente producono fori sulla membrana cellulare, oppure le endonucleasi, che frammentano il DNA cellulare portando la cellula all’apoptosi.  

LINFOCITI -Ts (o T-SUPPRESSOR)

Intervengono alla fine della risposta immunitaria riducendola e poi annullandola.  

LINFOCITI -NK (o NATURAL KILLER)

Sono linfociti di origine midollare, più grandi degli altri, che rappresentano circa il 10% dell’intera popolazione dei linfociti circolanti, che non esprimono in superficie recettori per gli antigeni, ma sanno riconoscere cellule tumorali o infettate da virus e le uccidono con meccanismi vari. Producono interleukina-1 e interferone, agenti stimolanti le difese immunitarie.  

RISPOSTA IMMUNITARIA UMORALE  

Si basa sull’azione dei linfociti-B, che vengono prodotti dal midollo osseo e ivi  maturano.  

La lettera B che li contraddistingue indica “Borsa dipendente”, e fa riferimento a un organo presente negli uccelli, la Borsa di Fabrizio, nel quale sono stati scoperti e identificati per la prima volta.  

I linfociti-B, venendo a contatto con gli antigeni, esprimono recettori di membrana specifici, per cui si formano cloni di cellule specializzate contro tutti gli antigeni possibili.  

Perche' i linfociti-B possano dare inizio alla loro risposta difensiva, devono essere stimolati dalle linfochine prodotte dai loro fratelli T-helper  

Il linfocito-B stimolato può modificarsi e diventare una plasmacellula, oppure mantenere i caratteri del linfocito conservando anche la capacità di riconoscere in seguito l’antigene (linfocito-B della memoria).  

Se il linfocito-B si trasforma in plasmacellula, questa produce una grande quantità di anticorpi che vengono immessi nell’ambiente extracellulare connettivale e di qui finiscono nei liquidi circolanti, linfa e sangue.

 I linfociti-B stimolati proliferano fintantoche' persiste lo stimolo antigenico, in modo da garantire un efficiente livello di anticorpi.  

Una volta debellato l’attacco, anche se rallentano la produzione, i linfociti-B e le plasmacellule continuano a produrre anticorpi, per cui l’organismo, man mano che viene a contatto con gli antigeni, si “attrezza” con difese che possono anche essere permanenti (immunizzazione).

Se il linfocito-B stimolato non si trasforma in plasmacellula, diventa cellula della memoria, la cui funzione e' di mantenere un cospicuo clone di cellule specifiche contro quel determinato antigene costantemente in circolo e pronte ad intervenire.

ANTICORPI  

Gli anticorpi sono molecole proteiche sintetizzate dalle plasmacellule e immesse dapprima nell’ambiente intercellulare dei connettivi, e quindi nella linfa e nel sangue.  

Hanno la funzione di legarsi alle molecole dell’antigene contro cui sono stati sintetizzati (o a una parte della molecola), in modo da neutralizzarle.  

Appartengono alla famiglia delle gammaglobuline, per cui sono detti gammaimmunoglobuline  o gammaglobuline o g-Ig.

Si conoscono cinque classi di gamma-globuline, denominate IgM, IgG, IgA, IgD, IgE, diverse tra loro per peso molecolare, sequenza aminoacidica, carica elettrica e funzione specifica.  

Una plasmacellula può produrre diversi tipi di gamma-globuline, tutte però specifiche per lo stesso antigene.

Lo schema strutturale fondamentale e' però comune: ogni  molecola di gamma-globulina e' formata da quattro catene polipeptidiche, unite da ponti disolfuro, uguali a due a due.  

Due catene più lunghe vengono dette catene pesanti, mentre le due più corte, circa la metà delle prime, sono dette catene leggere: in una molecola di anticorpo la struttura di base e' rappresentata da due coppie di catene formate ciascuna da una catena pesante unita a una catena leggera.  

Le IgG rappresentano il 70-75% delle immunoglobuline circolanti, sono le principali responsabili delle risposte immunitarie di tipo umorale e sono le uniche capaci di attraversare la barriera placentare.  

Le IgM hanno la molecola formata da cinque unità fondamentali.  Costituiscono il 10% degli anticorpi circolanti, responsabili delle risposte contro antigeni patogeni complessi.  

Le IgA costituiscono il 15-20% degli anticorpi circolanti nel sangue e sono presenti anche nelle sierose, nelle mucose e nei secreti di queste ultime: saliva, muco delle vie respiratorie, colostro, latte, secrezioni uro-genitali.  

Le IgD sono molto scarse tra gli anticorpi circolanti (<1%) ma si trovano sulla superficie dei linfociti-B prima dell’attivazione. Dopo l’attivazione scompaiono.  

Le IgE sono le più scarse di tutti gli anticorpi circolanti.  Possono aderire alla superficie di mastociti e granulociti basofili intervenendo nelle difese da parassiti animali, come gli elminti.  Intervengono anche in reazioni allergiche da ipersensibilità immediata, come l’ asma bronchiale o la dermatite atopica.

L'immunità acquisita (se interviene cosa non facile e non  certa) invece e' altamente specifica, ed e' costituita da una serie di cellule e molecole capaci di riconoscere particolari strutture, e solo quelle, formando un'arma potentissima contro le infezioni, anche se purtroppo relativamente lenta ad avviarsi, soprattutto quando non si e’ in buona salute.

Essa comprende mediatori chimici e cellulari responsabili di una risposta difensiva più potente e mirata (virtualmente in grado di riconoscere qualunque forma di antigene), ma più lenta. e' evolutivamente più recente e poggia sulla risposta aspecifica per numerose funzioni di presentazione e distruzione degli antigeni.
Del sistema immunitario specifico, invece, fanno parte i Linfociti B e i Linfociti T .
I primi sono i responsabili della produzione di Anticorpi. Gli anticorpi sono proteine che generalmente vengono secrete da queste cellule, e sono una delle armi dell’immunità specifica. Gli anticorpi infatti sono antigene-specifici.
I linfociti T si dividono in diverse sottopopolazioni, ma in genere si distingono in Helper e Citotossici. Normalmente vengono chiamati CD4+ i primi e CD8+ i secondi, in base alla presenza della proteina CD4 o CD8 in membrana. I CD4+ sono diciamo i direttori d’orchestra dell’immunità specifica. I linfociti CD8+ sono invece dei Killer cellulari.


L'Immunita' specifica acquisita, si divide a sua volta in:
- immunità specifica umorale (cioe' mediata da anticorpi).
- immunità specifica cellulo-mediata

Quando gli antigeni riescono a superare sia le barriere naturali che le reazioni infiammatorie, entrano in atto ulteriori meccanismi difensivi: in essi consiste l’immunità acquisita o specifica.  

In questo caso cellule del sistema immunitario riconoscono l’antigene come agente estraneo e attivano una serie di reazioni cellulari o umorali specifiche per neutralizzarlo o distruggerlo.  

Alcune cellule immunitarie specializzate (LINFOCITI), dopo il primo contatto con l’antigene, sviluppano un meccanismo di MEMORIA che fa sì che, se tale antigene si ripresenta nell’organismo, la risposta immunitaria e' più rapida ed efficace.  

3 caratteristiche:            
a -  capacità di discriminare gli elementi propri dell’organismo da quelli  estranei e quindi potenzialmente nocivi;

b - capacità di riconoscere gli elementi estranei e organizzare difese specifiche contro di essi;

c - capacità di conservare il ricordo dell’antigene aggressore per rispondere con più rapidità ed efficacia in caso di    

ripresentasse. 

Il sistema immunitario risiede principalmente nell'Intestino, quindi l'Intestino e' la culla della morte o della Vita sana !
 

Ecco un esempio di BALLA BIOLOGICA della medicina ufficiale  = i Vaccini producono anticorpi ?
Anche se alcuni medici consigliano, prima di effettuare un qualsiasi vaccino, di controllare il tipo di anticorpi per le "malattie" per le quali si vaccina, siccome la teoria degli anticorpi (test sulle immunoglobuline - Tipizzazione linfocitaria) e' ancora una "teoria" e non una certezza, infatti il 30% c.a. dei vaccinati NON presenta anticorpi agli antigeni del vaccino o della malattia per la quale si vuole vaccinare, quella ideologia e' quindi una teoria superflua, incompleta e quindi depistante, questo perche' non significa che avendo o non avendo gli anticorpi ad un antigene, sicuramente sarete protetti o vi ammalerete non avendoli, queste sono tutte fandonie e falsita' biologiche che i fatti reali dimostrano essere fasulla:
Nessuno dei milioni di 45enni italiani che NON hanno fatto il vaccino della Polio, ne' hanno gli anticorpi alla polio, in 50 anni di tempo, NON hanno MAI somatizzato casi di Polio !
Ecco come si raccontano BALLE biologiche per spaventare la gente "non ti sei vaccinata, non sei protetta"....per farli vaccinare !


Questa la risposta ad un soggetto pro-Vaccini, che citava il fatto che i vaccini produrrebbero anticorpi specifici:
Lei e' convinto, perche' la letteratura medica parla chiaro al riguardo, che i vaccini immunizzino i nostri figli. E’ per questo, oltre perche' obbligatorio, che Lei ha vaccinato le sue figlie. Ebbene, si tolga lo scrupolo di verificarlo come ho fatto io.
Io ho vaccinato tutti e 3 i miei figli (NdR: con tutte le 4 vaccinazioni obbligatorie) e con tutti i richiami relativi; li ho vaccinati anche al morbillo, parotite e rosolia che non sono obbligatori e l’ho fatto con gioia e serenità.

Ebbene io ho fatto fare i Markers dei vaccini con titolazione ai bambini e sorpresa… NON SI SONO IMMUNIZZATI a TETANO, DIFTERITE, EPATITE B, PAROTITE e MORBILLO…. (se non ci crede sono disponibile ad inviarle la copia delle risposte delle analisi fatte allo Spallanzani di Roma)
, (NdR: cioe' non hanno prodotto anticorpi....)
Allora,  a cosa e' servito vaccinarli ???  E perche' per fare i markers (M) sono dovuta andare a Roma, altrimenti non c’era verso di farli nella mia ASL ???
E perche', visto che i vaccini sono obbligatori, i markers sono a pagamento (€ 125,00 a bambino !) ???
Soprattutto, perche' se i vaccini obbligatori sono solo 4, ai nostri figli nati dal 2000 in poi, ne sono stati somministrati 6 (INFRANIX) ??? Chi li ha chiesti 2 vaccini in più ???
Spero di averle fatto aprire gli occhi su una situazione, a dir poco, poco chiara…
…purtroppo le cose stanno peggio di come sembra…
Mio figlio ...... stava bene, dopo il terzo richiamo dell’esavalente e' comparsa la diarrea che e' durata 4 anni… quando arrivò a 3 anni gli fecero una diagnosi di “disturbo relazionale con ritardo neuro-linguistico”…solo in seguito capimmo che si trattava di Autismo e che la situazione sarebbe solo peggiorata più il bambino diventava grande…
L’anno scorso io e mio marito abbiamo deciso di ragionare con la testa nostra, ed abbiamo portato il bambino dal dott. Montinari.
E’ stato così che abbiamo scoperto la causa che generava la diarrea in nostro figlio… ha gli anticorpi alla Poliomelite alti, molto alti… le neopterine (N) urinarie erano al di sopra dei livelli massimi…
A distanza di 1 anno il bambino dopo la terapia applicata con il protocollo del dott. Montinari, e' rinato… va a scuola (ha 6 anni e fa la prima elementare) e la prima pagella ha voti alti (dal 7 all’8)… mentre l’anno scorso non era considerato nemmeno scolarizzabile (non socializzava neanche con i compagni di scuola).
Pertanto prima di dire che I VACCINI SONO SICURI, faccia fare i markers alle sue figlie… così si renderà conto che ci hanno riempito di menzogne.
Cordiali saluti.

By K. T.
(M) -
Markers. Termine inglese (indicatori, marcatori) -  usato in medicina allopatica, per definire sostanze in grado di svelare la presenza di determinate malattie: in genere si tratta di enzimi, antigeni, anticorpi, la cui produzione aumenta in certe condizioni.


(N) -
Neopterina:
La neopterina e' una sostanza la cui produzione e' strettamente correlata con l'attivazione della risposta immunitaria, vale a dire la reazione opposta dall'organismo alla presenza di agenti estranei. Il suo contenuto nel sangue e' indicativo di un'alterazione del sistema immunitario e, pertanto, e' usato per la diagnosi di gravi malattie.
Esame di laboratorio eseguito sul sangue. Valori normali: < 25 nmol/L.  


Commento NdR: sarebbe interessante fare una campionatura di bambini vaccinati (almeno 100) ai quali controllare tenore ela specifica degli anticorpi che i vaccini avrebbero prodotto...;  si scoprirebbe che e' tutta una Balla biologica, e solo una minoranza debole immunitariamente (c.a. 20-30%), avrebbe gli anticorpi alle malattie per le quali sono stati vaccinati e quindi non solo si dimostrerebbe la Balla della creazione di anticorpi da parte dei Vaccini, ma si scoprirebbe che i vaccini NON immunizzano un bel nulla !

L'immunita' quindi consiste in una serie di "barriere" naturali presenti sin dalla nascita, che mettono in atto meccanismi difensivi che costituiscono le prime azioni di protezione contro agenti estranei=eterologhi (infettivi e non).
vedi piu' sotto l'elenco di tali barriere (B).

Inoltre l'immunita' aspecifica e9 anche derivante dal proprio Genoma e dalla perfetta posizione spazio-temporale dei Geni contenuti nel filamento del DNA/RNA:
La vita intima del Genoma = autoorganizzazione - 24 Mar. 2011
Il funzionamento dei nostri geni in condizioni di salute e/o di malattia è influenzato dalla loro disposizione e dal modo in cui si muovono nello spazio tridimensionale del nucleo cellulare.
I cromosomi non sono sparsi a caso dentro il nucleo della cellula, ciascuno occupa una posizione specifica.
Questa organizzazione nucleare riflette lo stato funzionale di ciascun cromosoma e dei geni che trasporta. L’organizzazione può cambiare quando il comportamento cellulare si modifica e nel corso di una malattia.
Identificare le posizioni che i geni occupano all’interno del nucleo – e capire in che modo queste posizioni cambiano in diverse condizioni – dà importanti indizi sul funzionamento cellulare in condizioni di normalità e in condizioni patologiche che portano ad alcune malattie, fra cui i tumori.
By Tom Misteli - Fonte: Le scienze, Aprile 2011 n.512 - Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

vedi anche: Effetto gregge - Immunita' di Gregge

BARRIERE IMMUNITARIE (B):
Ogni "barriera", quando attivata dal contatto con l'agente tossico od infettivo, INFORMATIZZA, cioe' in-forma, il programma di sopravvivenza, cioe' organizza il Sistema immunitario, che risiede in Primis nella mente dell'essere Ego/IO e che e' parte del programma (P), software, mentale: "vai e sopravvivi con il minor danno", che e' il "sistema operativo" dell'essere vivente.

Tali "barriere" naturali sono rappresentate da:
a - La barriera cutanea (pelle) con il suo film idrolipidico, oltre alle mucose interne in funzione dell'alterazione del processo di osmosi ottimale o meno. Queste sono le primarie, le principali e piu' IMPORTANTI barriere, esistenti negli organismi viventi complessi, che ad esempio nel caso dei Vaccini sono bypassate e quindi il S.I. ne viene danneggiato perche' NON si puo' difendere ed informare come dovrebbe o potrebbe le cellule del corpo.
b - Le sostanze antibatteriche presenti in alcune secrezioni (ad esempio il lisozima della saliva o delle lacrime).
c - Le secrezioni delle vie aeree, che contengono sostanze antimicrobiche che intrappolano i germi e li fanno espellere col muco e il movimento delle ciglia dell’epitelio della mucosa.
d - La secrezione acida del succo  gastrico.
e - La flora batterica intestinale.
f - La secrezione acida del canale vaginale.  
g - Il sistema enzimatico

h - I fagociti, cioe' i macrofagi ed i monociti, ed i linfociti (particolari globuli bianchi), leucociti (globuli bianchi), che circolano nel fluido sanguigno

(P) - Programma: (dal lat. tardo programma -mătis, gr. πρόγραμμα -ματος, der. di προγράω, propr. "scrivere prima") e' la definizione del percorso per raggiungere un determinato obiettivo tenendo conto delle risorse disponibili, delle condizioni al contorno, delle attività da intraprendere e dei tempi necessari per realizzarle. Nel senso più ampio e' la definizione operativa di un piano o di un progetto.
In senso più ristretto e' una lista di cose da fare. Quest'ultimo significato e' quello che più risponde al termine usato in ambito tecnologico (informatica, ma anche meccanica ed altre).

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La teoria degli Anticorpi - anno 2010
La teoria medica ufficiale è che se il bambino è esposto a una versione indebolita della malattia, produrrà anticorpi contro tale malattia e diventera’ "immune", in modo che lui non potrà mai contrarre la malattia.
A prima vista, questo suona come un principio solido e valido, ma si concentra solo su un piccolo aspetto del sistema immunitario, gli anticorpi, e non riesce a guardare (NdR: e prendere in considerazione) tutte le altre funzioni responsabili per la tutela della salute del vostro bambino.
Quindi, come funziona il sistema immunitario ?
Il sistema immunitario è fatta anche della pelle, delle mucose del naso e della gola, orecchie e gli occhi, peli nasali, saliva, milza, intestino, tonsille, il timo e anche il cervello.
Tutte queste parti lavorano insieme in modo olistico per giungere ad una immunità del corpo intero, che è solo in parte ha che fare con gli anticorpi, (NdR: che neppure vengono sempre prodotti dai vaccini, ma solo nel 75-70% dei casi…).
- La pelle agisce come una barriera per impedire che i batteri entrino nel corpo. Si filtrano le tossine anche attraverso la febbre, che è nei fatti lo scopo di uno stato febbrile quando il bambino è malato.
- I peli nasali impediscono particelle estranee di viaggiare su dentro nel naso, e le membrane delle mucose secernono una sostanza che è anti -batterica.
- Le Tonsille aiutano a prevenire le malattie respiratorie e malattie come la poliomielite, e la saliva contiene sostanze che distruggono e neutralizzano i microbi esterni.
- La milza e intestino, tra gli altri organi, grassi di deposito e le vitamine in tutto il corpo e di protezione contro l'invasione virale e batterica estranea.
- La ghiandola del timo produce delle cellule del timo, conosciute come cellule T, che sono anticorpi contro le infezioni.
- Ci sono varie ghiandole (nodi) nel corpo che drenano dalle tossine e materiale inutile. Ad esempio, i nodi cervicali scarico della testa, collo e torace .
- La ghiandola pituitaria nel cervello dirige tutti i sistemi di cui sopra, per cui se il cervello va male, così fa il sistema immunitario.
Si inviano impulsi elettrici a tutte le aree del corpo, stimolando cellule alla rigenerazione e la crescita muscolare. Questi impulsi elettrici stimolano anche la ghiandola del timo - il centro della funzione immunitaria.

Che effetto ha la vaccinazione ha questa funzione immunitaria ?
La vaccinazione - l'atto di acquisire artificialmente una malattia in modo da tentare di diventare immune ad essa - è viziata in vari modi.
In primo luogo, un vaccino contiene molte sostanze chimiche pericolose e non solo i virus per tentare di immunizzare.
Questi hanno ciascuno il proprio effetto tossico sul corpo.
In secondo luogo, la via di ingresso è diverso da una malattia naturale.
La maggior parte delle malattie naturali entrerebbero attraverso la bocca o la cavità nasale, non la pelle.
La vaccinazione rompe la pelle con un ago e inietta sostanze estranee nel sangue.
Ciò ignora il ruolo della pelle in funzione immunitaria, nonché le tonsille, le membrane mucose, e così via.
Normalmente, il corpo produce anticorpi supplementari dopo essere stato innescato, avvisato dalle tonsille che c'è un'infezione imminente. Pertanto, se l'infezione prende piede, ci sarà un esercito di globuli bianchi, pronto a neutralizzare l'infezione.
Nel caso di vaccinazione, questa infezione va dritto al sangue, senza accumulo ed attivazione prima per il corpo, e non ci sono cellule immunitarie supplementari per affrontare la situazione.
Inoltre, con la vaccinazione plurima, vi è più di una malattia presente (ad esempio morbillo, parotite, rosolia tutto in uno), che naturalmente un bambino non avrebbe mai contratto 3 malattie allo stesso tempo. Questo mette sforzo supplementare sul sistema immunitario.
Quali problemi può causare questo ?
L'iniezione di un vaccino per questa via innaturale può utilizzare fino al 70% delle risorse del sistema immunitario, invece dei soliti 3-4 % con una malattia che si verificano in modo selvatico/naturale (secondo Cynthia Cournoyer, What About vaccinazioni ?, Dennis Nelson Publishers, 1991).
Poiché il corpo non ha anticorpi supplementari in attesa di contrastare il vaccino, può andare in overdrive nel tentativo di far fronte alla situazione, prendendo vitamine tanto necessarie, distanti nelle ossa ed altri organi, da utilizzare per la produzione di più anticorpi.
Ciò significa che gli altri sistemi vitali vanno a corto di vitamine, in casi estremi conducono a fratture ossee causate dalle vitamine immunitarie in risposta di lisciviazione per far fronte al vaccino.
Questa mancanza di vitamine può anche causare ecchimosi e sanguinamento ed emorragie anche e non solo della retina, che è il motivo per cui alcuni vaccini hanno danneggiato dei neonati che sono stati falsamente etichettati come casi di "sindrome del bambino scosso”. Questo tipo di lesioni vaccino sono simili a quelli causati da traumi fisici.
L'ondata massiccia di anticorpi creati dal vaccino può anche causare il corpo a diventare ipersensibile e questo è responsabile dell'aumento delle allergie e malattie autoimmuni.
Le allergie sono una eccessiva esposizione agli elementi tossici che l'organismo non è in grado di purificare da se stesso.
Se le ghiandole surrenali, il pancreas, la ghiandola pituitaria e la milza, diventano troppo stimolate, per esempio, mediante una vaccinazione, questo può causare il corpo a diventare tossico e incapace di autoregolarsi.
Questo è stato collegato a malattie cardiache, diabete, asma e bronchite, per citarne solo alcuni. Super stimolare le ghiandole surrenali provoca anche una diminuzione della circolazione del sangue in tutto il corpo, ed atrofia dei vasi vascolari.
E' in questo stato di disfunzione e di sovraccarico di chimica, provocato dai vaccini, l'inquinamento ambientale, il cibo spazzatura, farmaci e così via, che i nostri corpi diventano meno in grado di rimanere in buona salute.
“Quando il corpo è nel suo stato ideale di armonia, non c'è bisogno di creare la cosiddetta "immunità". In un tale stato di armonia ed equilibrio, le funzioni del timo lavorano correttamente come regolatore centrale per la corretta digestione degli elementi e tutto ciò che è assunto in corpo viene digerito ed espulso” - (Stonebridge Associated Colleges, 2005).
Nel tempo immediatamente dopo la vaccinazione, quando le vitamine vengono super utilizzate per combattere il vaccino, puo' effettivamente rendere la persona più suscettibili alla malattia.
Ad esempio, nel vaccino della Merck, Sharp e Dohme LTD, nelle informazioni sui prodotti per il vaccino HIB, si afferma: 
“I casi di malattia da Haemophilus B possono verificarsi nelle settimane dopo la vaccinazione”, ed in Lederle Hibtiter nel foglio informativo, “Casi di malattia Hib, anche se rare, possono verificarsi dopo la vaccinazione”. Questo è noto come ' malattia PROVOCATA ' , ossia malattia causata dal vaccino.
I vaccini hanno più probabilità di trasmettere la malattia al loro destinatario od ai suoi stretti contatti, come i virus sono escreti nelle urine, nelle feci e saliva, fino a 3 settimane dopo ogni vaccino.
Il vaccino antipolio (per la Poliomielite) è stato modificato e sostituito, dal vaccino orale ad un’altro iniettabile, con 5 vaccini  in 1, ecco perché gli unici casi di polio nei paesi occidentali sono stati causati dal vaccino.
Le malattie causate da vaccino sono spesso più gravi rispetto alla malattia naturale.
Ad esempio, il morbillo atipico, ottenuto solo da bambini vaccinati, è molto più grave perché il vaccino sopprime le eruzione sulla pelle del bambino, che è il suo mezzo-modo di espellere le tossine, e questo porta che le tossine vengono spinte più in profondità nel corpo e che vanno ad interessare i principali organi ed a volte il cervello, creando morbillo atipico ed encefaliti.
Virus vaccinali possono, inoltre legarsi alle cellule, organi e tessuti del cervello e causare anche e non solo tumori, disabilità e lesioni cerebrali, come nel caso di un ragazzo che è diventato autistico e aveva un disordine di grippaggio dopo il suo vaccino  MMR a 15 mesi.
All’ Ospedale Grande Ormand dei bambini lo hanno testato a 13 anni di età ed hanno trovato i resti dei virus del vaccino nelle parti lese del suo cervello. (La Domenica Express, 6 ottobre 2002 ) .
Anticorpi anti tessuto cerebrale sono stati trovati anche nei test del sangue di bambini autistici.

Malattia e mutazioni genetiche
Anche con vaccini inattivati
, è possibile che il virus o batteri possa mutare in una forma diversa della malattia. Per esempio, una ragazza di 16 anni canadese morì di meningite B dopo che il suo fidanzato era stato dato il vaccino meningite C.
Le prove di laboratorio hanno confermato che il vaccino possa mutare in forma B e infettare sia il destinatario e dei suoi stretti contatti. ( Pulse , la rivista del medico , 20 novembre 1999) .
Un gran numero di malattie croniche si sono evolute al posto delle malattie infettive, dopo l'introduzione della vaccinazione di massa in Lupus, Sindrome di Guillain-Barre’, Autismo, ecc. (precedentemente conosciuto come sindrome di Kanner, scoperto dal dottor Kanner nel 1940), MS, il virus Ebola, AID , Lichen Planus, Vulvodinia e le altre condizioni di ipersensibilità, per non parlare delle tariffe diffusa e incontrollabili di cancro, malattie cardiache, asma, eczema e altre allergie. Anche la meningite era estremamente rara prima del 20 ° secolo.
Noi stessi stiamo uccidendo, nella nostra ricerca per 'Impedire' le normali malattie infantili, dimostrando come madre natura è più forte dell'uomo, per cui il modo innaturale di interferire con la funzione immunitaria può avere conseguenze disastrose per tutti.


Vaccini Causa di soppressione immunitaria
Immunostimolazione causa di immunosoppressione dopo le vaccinazioni multiple.
La noia di Sviluppo del Vaccino terapeutico
Tre articoli di questo numero del Clinical Cancer Research indicano come vaccinazioni multiple possono causare immunosoppressione. Inoltre, due studi in pazienti mostrano che granulociti e macrofagi sono fattori stimolanti le colonie ( GM- CSF) e come coadiuvante immunostimolante di diversi tipi di vaccini può portare ad esiti avversi in termini di sopravvivenza libera da recidiva e nel suo complesso.
Modulazione dell'attività delle cellule T di regolamentazione può essere richiesto per superare questo risultato e può essere cruciale per il successo dello sviluppo di vaccini terapeutici.
Fonte: (Clin Cancer Res 2009; 15 (22) :6745-7)
I pazienti malati di cancro iniettato con vaccino “contro il cancro” hanno causato i primi “Morti per Melanoma”
97 pazienti con melanoma asportato (stadio II- IV) sono stati arruolati, stratificati per stadio, e randomizzati a ricevere un vaccino contro il melanoma cellulare, con o senza GM- CSF.
L'endpoint primario è stato di ipersensibilità (DTH) di tipo ritardato in risposta a cellule di melanoma . Sono stati esaminati anche risposte anticorpali, la conta dei leucociti periferici, e la sopravvivenza.
Risultati: Il braccio GM- CSF ha mostrato risposte anticorpali rafforzate con un aumento del titolo IgM contro l'antigene TA90 e TA90 aumentate complessi immuni. Questo braccio aveva anche diminuito la cella antimelanoma di tipo ritardato con risposta di ipersensibilità.

Profili periferici dei leucociti del sangue hanno mostrato aumenti degli eosinofili e basofili con un decremento monociti nel braccio di GM- CSF.
Questi cambiamenti immunitari sono stati accompagnati da un aumento delle morti per melanoma precoce ed una tendenza verso una sopravvivenza peggiore con GM -CSF.

Conclusioni:
Questi dati suggeriscono che GM- CSF non è utile come coadiuvante immunitaria in questa dose e lo schema e fa aumentare la preoccupazione che possa essere dannoso.
Sulla base dei risultati discordanti di un endpoint immunitario e risultato clinico, l'uso di tali endpoint surrogati nella scelta di trattamenti per un'ulteriore valutazione deve essere fatto con molta cautela.
Fonte : ( Clin Cancer Res 2009; 15 (22) :7029-35)
Parziale CD4 Depletion riduce le cellule T regolatorie, perche’ indotta da vaccinazioni multiple
Risultati: vaccinazioni multiple, piuttosto che stimolare la risposta immunitaria, hanno ridotto significativamente l'efficacia terapeutica di immunoterapia adottiva e sono stati associati ad un aumento della frequenza e del numero assoluto di CD3 + CD4 + Foxp3 + T regolatorie (Treg celle).
Amministrazione anti - CD4 hanno ridotto il numero assoluto di cellule Treg di 9 volte.
Effettrici delle cellule T, generate da topi anti- CD4, trattati, erano significativamente (P < 0,0001) più terapeutici in studi di  trasferimento adottivo di cellule T da animali vaccinati, si moltiplicano con una serie completa di cellule CD4+.
Conclusioni : Questi risultati suggeriscono che le cellule CD4 + Treg limitano l'efficacia di vaccinazioni multiple e che nel contempo ottengono la parziale deplezione delle cellule T CD4 + il che può ridurre la soppressione e "punta la bilancia" a favore della immunità terapeutica antitumorale.
Il recente fallimento di grandi studi clinici di fase III del vaccino per il cancro, in cui i pazienti hanno ricevuto vaccini multipli, sottolinea la potenziale rilevanza clinica di questi risultati.
Fonte : ( Clin Cancer Res 2009; 15 (22) :6881-90)

1 su 5 americani soffrono di allergie, cioe’ il 20%
Se ci sono brezze primaverili essi si ammalano di raffreddore, se può essere di conforto nel sapere che non siete soli, per ragioni che i ricercatori non capiscono appieno, allergie ai pollini, polvere, peli di animali domestici e prodotti alimentari sono diventati le allergie più diffuse tra gli americani negli ultimi decenni. Oggi, uno su ogni cinque americani soffre di allergie, secondo l' Asthma and Allergy Foundation of America.
"Non sappiamo il motivo per cui l'incidenza delle allergie è in aumento", ha detto Maya Jerath, MD, Ph.D., professore assistente presso l'Università del North Carolina a Chapel Hill School of Medicine e direttore del UNC Allergy and Immunologia Clinica.
Né i ricercatori riescono a capire perché un allergia si sviluppa in primo luogo. "Il che ha sconcertato la gente e continua molto a confondere la gente che lavora in questo campo" ha detto.
L'allergia è una reazione immunitaria ad una sostanza innocua, come un grano di polline o proteine
di arachidi. Invece di ignorare sostanza, il corpo produce anticorpi per scatenare una lotta contro di essa. I sintomi di allergia possono variare dal prurito agli occhi e starnuti ed a reazioni anafilattiche pericolose per la vita.
Le cause delle allergie rimangono elusive in gran parte perché il ruolo del sistema immunitario è complesso, ha detto Jerath.
Il sistema deve difendere il corpo da innumerevoli invasori stranieri negli alimenti, l'acqua e l'aria intorno a voi.
Significativamente per chi soffre di allergie, il sistema immunitario deve anche imparare a distinguere le particelle che sono pericolose da quelli che non lo sono. Per molte persone, questo apprendimento avviene durante la prima infanzia.
"Se non ottiene un'adeguata esposizione a certe cose, quei meccanismi di regolamentazione e di riconoscimento non vengono istituiti", ha detto Jerath.
Per questo motivo, alcuni ricercatori ritengono che la mancanza di esposizione a microrganismi presto nella vita, (da neonati, bambini) può predisporre un soggetto alle allergie.
Questa spiegazione, chiamata "ipotesi dell'igiene", suggerisce che crescere circondato da molti altri bambini, sporcizia o animali aiuta il sistema immunitario a sviluppare una tolleranza alle sostanze irritanti innocui.
Fonte : Physorg.com, da Sara Peach, 24 febbraio 2010.

I BAMBINI MODERNI sono più malati di quanto non fossero nel 1945 e '50

“Nel 1947 ero nel vivaio come studente infermiere ed andavo lavorare in un asilo nido per i piccoli neonati, le cui madri necessarie per lavorare come fossero illegittime e quindi non i padri stavano diventando un salario.
I bambini stavano molto bene ed erano molto dolci. C'erano raffreddori, influenza e scabbia di tanto in tanto .
Non c'era traccia di asma, eczema, epilessia, iperattività, malattie cardiache o morte in culla. Morte in culla (SIDS) è iniziata nel 1957, dopo che la campagna di vaccinazione con il vaccino DPT è stato avviata.
Avete bisogno di rivivere negli anni 45-60, per ricordare com'era allora la vita.
Alcuni bambini morivano di polmonite, perché le case erano fredde, ma non delle malattie terribili che hanno ora".
Dalla sig.ra B. - Nurse, Pensionata che ha lavorato per anni in una Nursery.
Tratto da : http://www.vaccineriskawareness.com/Your-Immune-System-How-It-Works-And-How-Vaccines-Damage-It


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Difese immunitarie influenzate dai ritmi biologici - 19 Febbraio 2012
La scoperta arriva da uno studio statunitense
In alcune ore del giorno, corpo più vulnerabile all'attacco di virus e batteri
Un'influenza al mattino è diversa da un'influenza alla sera. A dirlo sono i ricercatori della Yale University School of Medicine, secondo i quali, in alcuni momenti della giornata, il corpo potrebbe essere più vulnerabile all'attacco di virus e batteri.
Il team di ricerca ha rilevato come l'ora in cui si contrae un'infezione modifichi la sua gravità. Al centro della ricerca ci sono le influenze del ritmo circadiano sulle difese immunitarie. In pratica, il sistema immunitario ha bisogno di rilevare l'infezione, prima di poterla combattere.
I ricercatori, dunque, hanno indagato sulla proteine sentinella Tlr9, la quale può individuare il Dna di batteri e virus invasori.
Tali proteine possono essere localizzate sulla membrana cellulare o all'interno della cellula. I recettori sentinella (TLR) rappresentano le proteine di riconoscimento legate alla membrana cellulare
Dai dati raccolti osservando esperimenti condotti su topi, gli scienziati hanno dimostrato che la quantità di Tlr9 prodotta e il suo modo di funzionare sono controllati dall'orologio biologico, e variano durante il giorno. Quando l'attività della proteina è massima, infatti, gli animali immunizzanti hanno registrato un miglioramento della propria risposta immunitaria.
Non solo.
Noto che le persone con setticemia corrono i maggiori rischi letali tra le 2 e le 6 del mattino, gli scienziati hanno rilevato che la gravità della sepsi dipende dal momento dell'infezione, con variazioni che coincidono con i cambiamenti dell'attività della proteina.
Secondo uno degli autori dell'indagine, esiste “un legame molecolare diretto tra ritmi circadiani e il sistema immunitario”, che potrebbe avere “importanti implicazioni per la prevenzione e il trattamento delle malattie”.
Inoltre, “sembra che le alterazioni del ritmo circadiano influenzino la nostra suscettibilità ai patogeni”.


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Scoperto meccanismo del reclutamento globuli bianchi
- 12 Gen. 2011
Un gruppo di ricercatori italiani, del Dipartimento di Patologia e del Centro di Biomedicina Computazionale dell'Università di Verona, condotto da Carlo Laudanna, ha scoperto un meccanismo molecolare che regola il reclutamento dal sangue e la migrazione nei tessuti dei globuli bianchi, i principali attori del sistema immunitario.
Lo studio è stato condotto nei laboratori del dipartimento di Patologia con l'ausilio di tecnologie di avanguardia fornite dal centro di Biomedicina computazionale (CBMC) dell'Università di Verona, ed è stato finanziato dalla Fondazione Cariverona e dalla Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro
Le implicazioni di questa scoperta, pubblicata ieri su Nature Immunology, sono diverse, ma principalmente quella di una maggiore comprensione del funzionamento del sistema immunitario, che ha la funzione di proteggere il nostro organismo dalle infezioni da microrganismi eterologhi e/o tossine introdotte ad esempio
con i vaccini, nonché dallo sviluppo e diffusione del cancro, per sua natura agisce al "posto giusto e al momento giusto", focalizzando e localizzando la sua azione difensiva "solo" dove è necessario, se non e' stato gia' leso dai vaccini; in questo modo la risposta immune è circoscritta e mirata. Questa proprietà fondamentale dipende dalla precisa regolazione del reclutamento dei globuli bianchi dal sangue nei tessuti, un fenomeno scoperto più di 100 anni fa, ma le cui basi molecolari si sono cominciate a comprendere solo negli ultimi anni.
Ma il problema del buon funzionamento del sistema immunitario e’ SEMPRE legato alla perfetta funzionalita' della micro circolazione che, nei vari tessuti, alimenta anche le cellule che li compongono, che ad esempio con i vaccini viene facilmente compromessa.
Secondo quanto riferiscono i ricercatori nel loro studio, sarebbe stata scoperta la funzione regolatrice fondamentale di cinque molecole che agiscono di concerto per creare un "modulo funzionale" regolatore, senza il quale la funzione dell'immunità' viene meno.
Le cinque molecole appartengono ai "sistemi di trasduzione del segnale", quei processi biochimici di trasferimento e propagazione di un segnale all'interno di una cellula, che avvengono attraverso l'attivazione di specifiche vie di segnalazione che controllano lo stato metabolico la proliferazione ed i differenziamenti cellulari.
"Nello studio - spiegano i ricercatori - dimostriamo per via sperimentale e per la prima volta nel sistema immunitario, un concetto teorico fondamentale detto "modularità", mediante il quale la funzione contemporanea delle cinque molecole definisce un modulo funzionale che regola l'attivazione del reclutamento dei
LINFOCITI (un tipo particolare di globulo bianco) dal torrente sanguigno nei tessuti".
Tratto in parte da: Apcom

Commento NdR: Se i microrganismi eterologhi, estranei (tossici, quelle a es. come quelli contenuti nei vaccini) riescono a passare le barriere immunitarie suddette, entrano in gioco altri meccanismi, mediati dai FAGOCITI (neutrofili, monociti, macrofagi) o da proteine del siero che costituiscono il sistema del COMPLEMENTO, per tentare di eliminare le sostanze tossiche estranee.  
Il sistema del COMPLEMENTO e' un insieme di circa venti proteine del siero, alcune delle quali si attivano spontaneamente a contatto con la superficie di alcuni microrganismi scatenando l’attivazione delle altre e la distruzione dei germi oppure l’attivazione delle cellule immunocompetenti.  
Ad esempio possono attirare fagociti nell’area invasa, perche' distruggano i germi invasori, oppure possono legarsi alla parete dei germi rendendoli riconoscibili da parte dei fagociti (opsonizzazione).  

L’insieme dell’attività dei fagociti e delle proteine del complemento nella zona dove e' avvenuta la penetrazione dei microrganismi, produce una reazione difensiva aspecifica che prende nome di INFIAMMAZIONE e le susseguente fasi di Disintossicazione attravverso gli organi esecretori, emuntori, attivate con febbre, pustole, urine cariche di sostanze, catarro, feci putride.  

Il sistema del complemento induce fori nella membrana cellulare, con conseguente lisi della cellula infettata o dell’agente patogeno eterologo.
Il sistema immunitario quindi garantisce la difesa dell’organismo da agenti provenienti dall’esterno o anche dall’interno, detti antigeni.  Sono antigeni molecole appartenenti a: parassiti, protozoi, batteri, funghi, virus, tossine.  

Le strutture del sistema immunitario riconoscono l’antigene, elaborano una risposta più o meno specifica contro di esso e lo neutralizzano o eliminano.  

Viene definito antigene una sostanza estranea, cioe' che venga introdotta nell’organismo dall’esterno, o anche intrinseca ma riconosciuta come estranea, capace di indurre una risposta immunitaria.  
L’immunità aspecifica od innata costituisce la branca evolutivamente più antica e l’impalcatura fondamentale del sistema immunitario.
L'immunità innata dipende dalle difese aspecifiche, ossia quelle che agiscono contro gli eventuali intrusioni indipendentemente dalla natura dello stesso: parassita, fungo, spore, batterio,
protozoa, virus, sostanze tossiche ecc., e comprende alcune cellule come i macrofagi e, secondo la Medicina Naturale, anche la pelle, polmoni, sistema gastro-intestinale, ecc., ed altri parti dell'organismo.
Il sistema immunitario garantisce la difesa dell’organismo da agenti provenienti dall’esterno o anche dall’interno, detti antigeni.  

Sono antigeni molecole appartenenti a: parassiti, protozoi, batteri, funghi, virus, tossine.  

Le strutture del sistema immunitario riconoscono l’antigene, elaborano una risposta più o meno specifica contro di esso e lo neutralizzano o eliminano.  

Viene definito antigene una sostanza estranea, cioe' che venga introdotta nell’organismo dall’esterno, o anche intrinseca ma riconosciuta come estranea, capace di indurre una risposta immunitaria.  

La risposta immunitaria può essere generica e poco selettiva oppure può portare alla produzione di anticorpi specifici (immunogenicità), i quali reagiscono in modo selettivo con quegli antigeni (antigenicità).  
Il sistema immunitario e' qualcosa di molto complesso e non ancora chiaro alla medicina ufficiale, ci sono soggetti che, pur non producendo anticorpi superano le malattie e non si ammalano; bambini che non avendo fatto vaccino o contratto la malattia, hanno comunque un sistema immunitario, che pur NON producendo anticorpi specifici, per il tetano, polio, morbillo, pertosse, l’epatite B, NON somatizzano quelle malattie perche' perfettamente sani.

Le sostanze antigeniche hanno di solito peso molecolare maggiore di 10.000 D, e una configurazione molecolare che ne permette il legame con gli anticorpi specifici.  

Sono antigeni virtualmente tutte le proteine semplici, molti polisaccaridi (compresi quelli della superficie batterica), le nucleoproteine, le lipoproteine, molti peptidi sintetici, i virus, molti parassiti, cellule eterotipiche e allotipiche.  

Si definiscono anticorpi molecole proteiche (gamma-globuline) prodotte da cellule del sistema immunitario stimolate direttamente o indirettamente dalla presenza di un antigene, e specifiche contro di esso.  

L’anticorpo si combina chimicamente con l’antigene che ne ha indotto la produzione, formando un complesso antigene-anticorpo che neutralizza l’azione patogena dell’antigene.  

Il sistema immunitario e' integrato con il sistema che provvede alla produzione delle cellule del sangue, per cui si parla di sistema emolinfopoietico.  

I principali agenti del sistema immunitario sono i LINFOCITI.  

Gli organi linfoidi primari, in cui si differenziano e maturano i linfociti, sono il midollo osseo e il timo.  

Gli organi linfoidi secondari sono la milza, i linfonodi e le strutture del MALT, dove i linfociti maturi vanno ad alloggiare e da dove partono per produrre le risposte immunitarie.  

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Come i globuli bianchi riconoscono le sostanze tossiche - 30 aprile 2011
Lo studio è giudicato importante perché consente di chiarire ulteriormente il mistero di come l'organismo riesca a costruire una risposta immunitaria per combattere le infezioni Un recettore molecolare sulla superficie dei globuli bianchi è cruciale per il riconoscimento di un fungo che sta cominciando un'infezione: ora un gruppo di ricercatori del Cedars-Sinai Medical Center ha chiarito i dettagli del suo funzionamento.
Il recettore in questione è denominato dectina-1 ed è stato studiato in laboratorio da David Underhill, professore associato dell'Inflammatory Bowel and Immunobiology Research Institute, del Cedars-Sinai, che firma un articolo sulla rivista Nature.
Una consolidata teoria descriva le modalità con cui le cellule del sistema immunitario riconoscono a una certa distanza i frammenti microbici introdotti nell'organismo da un agente patogeno (NdR: o da un vaccino); in questo caso invece lo studio definisce un modello alternativo in cui le cellule immunitarie determinano quando i patogeni (NdR: o le sostanze tossiche alimentari e non, vaccinali che intasano la microcircolazione, farmacologiche) entrano in contatto diretto con la loro superficie ponendo una minaccia immediata e quindi la necessità di una pronta distruzione.
Lo studio è giudicato importante perché consente di chiarire ulteriormente il mistero di come l'organismo riesca a costruire una risposta immunitaria per combattere le infezioni.
“Il nostro laboratorio stava studiando la Dectina-1, che dirige i globuli bianchi a distruggere i funghi che incontra direttamente, ma a ignorare i materiali solubili liberati dalla sua superficie che non pongono una minaccia immediata”, ha spiegato Helen Goodridge, primo autore dello studio e ricercatore del laboratorio diretto da Underhill. “Si tratta di una circostanza importante poiché la fagocitosi e le risposte di difesa antimicrobica sono distruttive e richiedono una notevole quantità di energia”.
Una volta all'interno della cellula, l'agente patogeno viene distrutto (NdR: se il sistema enzimatico funziona normalmente) utilizzando una combinazione di enzimi di degradazione, composti chimici altamente reattivi, e di un ambiente acido.
Quando la dectina-1 rileva la presenza di un fungo, sulla superficie del globulo bianco si forma una struttura che Underhill chiama “sinapsi fagocitica”. A seguito di tale processo, due proteine di inibizione, in grado di inibire la trasmissione di segnali all'interno della cellula vengono inattivate: a questo punto la cellula può essere istruita dalla dectina-1. La sinapsi fagocitica non si forma quando la dectina-1 incontra frammenti fungini solubili, e perciò in tal caso il globulo bianco non risponde. (fc)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

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Piante a animali si difendono nello stesso modo - 22 Nov. 2010
Animali e piante condividono molecole di riconoscimento per batteri e virus e meccanismi di difesa simili. Molto più di quanto finora non si sospettasse. Lo sostengono Pamela Ronald dell'Università della California di Davis e Bruce Beutler dello Scripps Research Institute su Science, in un articolo che passa in rassegna i più recenti studi sul sistema immunitario innato ed aspecifico.
Questi lavorano infatti quasi esattamente nello stesso modo in entrambi i regni, sebbene l’antenato comune dovrebbe risalire a circa un miliardo di anni fa.
Diversamente dalla risposta adattiva (ovvero quella estremamente specifica che l’essere umano e gli altri animali sviluppano a seguito dell’incontro di un patogeno), la risposta innata riconosce specifiche molecole che sono condivise da diversi microbi e sono essenziali per la loro sopravvivenza. Eppure, data l’enorme differenza tra piante a animali, fino a qualche anno fa si era supposto che i meccanismi di difesa fossero completamente diversi. Invece, come sta emergendo da alcuni anni, un’evoluzione convergente ha fatto sì che mondo vegetale e animale rispondessero allo stesso modo di fronte ai segnali lasciati dai batteri.
In particolare - argomentano i ricercatori – ci sono due motivi ricorrenti nei sistemi di difesa: i recettori addetti al riconoscimento e le molecole che trasmettono il segnale di pericolo. Piante, insetti e mammiferi, pur avendo proteine altamente specifiche dedicate ad avvertire la presenza di molecole batteriche, condividono regioni proteiche comuni.
La chiave della somiglianza starebbe nella presenza ripetuta dell’aminoacido leucina, importante nella fase del riconoscimento del nemico. Poi, dopo aver riconosciuto il segnale di pericolo, tutte le cellule, non importa a quale specie appartengano, trasmettono l’allarme usando un altro motivo proteico comune (chimato motivo chinasico non-RD, ovvero privo degli aminoacidi arginina e aspartato).
Come sottolineano gli autori, i vantaggi di questa “immunologia evolutiva”, per quanto ancora agli albori, potrebbero rivelarsi molto importanti, sia per la ricerca applicata sulle piante, sia per nuove terapie per gli esseri umani. “E’ come se, per ora, conoscessimo solo alcune foglie del grande albero della vita”, spiegano i due studiosi. “Quando avremo sequenziato i genomi di quasi tutte le specie di piante e animali, potremo risalire a tutti i meccanismi di difesa ed elaborarne di nuovi a partire da altre specie” - Riferimento: DOI: 10.1126/science.1189468 
By Giulia Belardelli - Tratto da: galileonet.it

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Scoperta nel sistema nervoso periferico una nuova funzione degli anticorpi - 16/0/2010
Per la prima volta alcuni di essi appaiono implicati in un processo di riparazione
Gli anticorpi non servono solo a identificare e distruggere le sostanze e i microrganismi che aggrediscono l'organismo, ma partecipano anche all'opera di "ricostruzione" di tessuti e microcricolazione danneggiati.
Questa funzione del tutto inaspettata e' stata riscontrata da un gruppo di ricercatori della Stanford University School of Medicine che la descrivono in
un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).
La ricerca era partita dall'osservazione che mentre le cellule del sistema nervoso centrale non riescono a rigenerarsi dopo una lesione, quelle del sistema nervoso periferico lo fanno in modo consistente.
Una delle più evidenti differenze fra i due casi e' rappresentato dal fatto che mentre il sistema periferico può essere raggiunto dagli anticorpi presenti nel flusso sanguigno, sia al cervello sia al midollo spinale sono isolati rispettivamente dalla barriera emato-encefalica e dalla barriera emato-liquorale.
Le cellule che trasmettono impulsi su lunghe distanze hanno gli assoni protetti da un sottile strato isolante di una sostanza lipidica, la mielina: "Dopo una lesione a un nervo, la massa di mielina che degenera viene rapidamente ripulita nel sistema periferico, ma non in quello centrale. Di fatto, in un cervello o in un midollo lesionato la mielina degenerata continua a restare in situ per il resto della vita della persona. Dopo una lesione, per esempio, al nervo sciatico, la mielina degenerata viene rimossa in una settimana o anche meno", spiega Mauricio Vargas, primo firmatario dell'articolo sui PNAS.
I ricercatori, dopo aver prodotto un topo mutante che non era in grado di produrre anticorpi, hanno mostrato che in quel topo la riparazione di una lesione al nervo sciatico risultava sostanzialmente bloccata, così come la rimozione della mielina degenere. Se però successivamente venivano iniettati anticorpi ottenuti da topi normali, il processo di rimozione riprendeva e così pure la capacità di auto-rigenerazione del nervo.
"Che gli anticorpi partecipassero alla rimozione dei globuli rossi senescenti era noto, ma questa e' la prima volta che essi appaiono implicati in un processo di riparazione", ha detto Vargas. "Abbiamo in particolare mostrato che gli anticorpi aderiscono alla mielina degenerata e la segnalano ai macrofagi che provvedono a fagocitarla."
Peraltro, i ricercatori hanno osservato che il risultato non dipendeva dal fatto che gli anticorpi provenissero da un topo che aveva in precedenza subito anch'esso una lesione a un nervo o no, suggerendo che si tratti di anticorpi "fuori ordinanza", già presenti nell'organismo e non prodotti solamente in seguito alla lesione.
Un fatto confermato da un ulteriore esperimento in cui si e' mostrato che il processo di ripulitura non viene innescato da qualsiasi tipo di anticorpi, ma da un tipo specifico di essi.
Questi anticorpi non danneggiano la mielina integra, ha spiegato Ben Barres, che ha diretto lo studio, perche' quella danneggiata presenta caratteristiche strutturali superficiali differenti da quella integra.
Anche se lo studio e' stato condotto sul sistema nervoso periferico, i suoi risultati aprono le porte alla possibilità di sondare nuovi approcci terapeutici anche per danni che coinvolgano il cervello o il midollo spinale attraverso infusione diretta di questi anticorpi, in modo che segnalino alla microglia - il corrispondente dei macrofagi nel sistema nervoso centrale - la necessità di eliminare la mielina degenerata. (gg)
Tratto da: scienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: ogni giorno scoprono cose nuove sul sistema immunitario che contraddicono e/o definiscono meglio le varie ed importanti funzioni. Questa e' una scoperta utile, ma quello che non hanno ancora scoperto e' che la teoria degli anticorpi e' da riscrivere tutta quanta.

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IMMUNOSTIMOLANTI NATURALI (Fitoterapia e Prodotti dell'Ape)
Le piante medicinali maggiormente utilizzate come immunostimolanti sono diverse, ma fra queste meritano senz'altro una menzione particolare l'Uncaria, l'Eleuterococco, la Curcuma, l'Astragalo, la Schisandra (la droga è costituita dal frutto di Schizandra chinensis, sinonimi Schizandra japonica e Maximowiczia chinensis (fam. Schisandraceae), pianta originaria della Cina e del Tibet) e infine, ma non ultima per importanza, l'Echinacea, oltre ad altre sostanze naturali quali la Pappa Reale, la Propoli, la Vitamina C e i Lactobacilli o Fermenti Lattici - vedi anche: Prodotti Naturali

 

MIDOLLO OSSEO  

E’ un organo privo di forma propria, ospitato entro le cavità delle ossa, con la funzione di produrre in continuazione le cellule del sangue (funzione emopoietica) sia della serie rossa (eritrociti) che della serie bianca (leucociti) che le piastrine.

 Nel midollo delle ossa lunghe ben presto prevale la componente connettivale adiposa, per cui diventerà midollo osseo giallo, che perde le capacità emopoietiche, anche se non definitivamente.

 Nelle lacune del  tessuto osseo spugnoso si manterrà attivo per tutta la vita sotto forma di midollo osseo rosso.

 E’ costituito da uno stroma connettivale con fibre reticolari, che sostiene masserelle di cellule staminali emopoietiche, cellule da esse derivate in vari stadi di maturazione e megacariociti.  Naturalmente e' ricco di vasi sanguigni che formano una fitta rete capillare.

LINFOCITOPOIESI MIDOLLARE  

Ogni giorno il midollo osseo rosso produce 2,5 miliardi di eritrociti, 2,5 miliardi di piastrine e 1 miliardo di leucociti per kg di peso corporeo.

CIRCOLAZIONE dei LINFOCITI  

TIMO  

MILZA  

LINFONODI  

TESSUTO LINFONODE ASSOCIATO alle MUCOSE (MALT = Mucose-Associated Lymphoid Tissue)

Non e' un solo organo, ma un insieme di cellule linfoidi sparse, noduli linfatici isolati o aggregati o anche organi, sempre però associati alla mucosa di organi cavi.

Fanno parte del MALT:                

+ cellule linfoidi disperse

+ noduli linfatici solitari o aggregati dell’intestino tenue

+ tonsille dell’anello del Waldeyer

+ appendice vermiforme dell’intestino cieco

Le cellule M sono cellule epiteliali che rivestono gli aggregati linfoidi e internalizzano gli antigeni trasportandoli o presentandoli ai linfociti.

Le Tonsille (L’anello linfatico del Waldeyer)

I Noduli Linfatici solitari: l'insieme di noduli linfatici, solitari o a gruppi, che si trovano soprattutto nell'intestino ileo e in prossilità della valvola ileo ciecale - Ileo/cieco = Nell'anatomia dell'apparato digerente l'ileo e' la parte finale dell'intestino tenue, nel quale segue il duodeno ed il digiuno. e' separato dal cieco dalla valvola ileociecale.

Le Placche di Peyer

L’Appendice vermiforme
Tratto in parte da: users.unimi.it


Commento NdR: ci meraviglia che questo testo preparato da una Universita' non accenni alle funzioni del cervello, anzi dei 3 cervelli (quelli nella testa, nel cuore e nell'intestino)quali coordinatori e gestori delle informazioni ottenute dalle cellule e dai vari organi e sistemi, deputati a funzionare con e per il Sistema Immunitario, ne' si parla delle funzioni coordinatrici e generanti della Mente e di questa quale "muscolo" dell'Ego/IO, e quindi dell'Essere stesso !

vedi: Due CERVELLI, anzi 3  SISTEMA NERVOSO
+ STRESS + INTESTINO + Immunita' 2  + Immunita' e Vaccini  + Sistema Immunitario, ecc.

Le più recenti ricerche medico-scientifiche hanno dimostrato in modo inequivocabile che i Cervelli, il sistema nervoso, quello immunitario ed intestino, comunicano e si influenzano a vicenda.
La Psiconeuroimmunologia descrive i termini di questa relazione e ne mostra le conseguenze sulla salute umana.
Lo stato del nostro sistema immunitario dipende quindi anche dallo stato dell'intestino e da quello del nostro sistema nervoso, specie quello enterico, il cervello di sotto nell'intestino, anche perche' il sistema immunitario, pur non essendo un organo, ma un sistema, un'insieme di funzioni, ha la "sede" delle funzioni principali, proprio nell'intestino !
Tutti sanno che quando siamo depressi siamo anche più vulnerabili alle malattie, perche' la depressione nasce proprio da importanti disordini intestinali di alterazione del pH digestivo, del sistema enzimatico e della flora batterica, che generando malassorbimento e quindi malnutrizione - vedi ad esempio: Danni da amalgami dentali + Danni dei Vaccini.
Si sono anche individuate le vie e i modi con cui il sistema nervoso influenza la risposta immunitaria. Così come riusciamo a scorgere i danni prodotti nel cervello da una iperattivazione del sistema immunitario e quindi intestinale (vedi per esempio i Danni da Vaccino = autismo, adhd, epilessia, allergie, asma, ecc.).
D’altra parte, alcune delle malattie del cervello più devastanti e difficili da curare, sembrano essere collegate a un’attivazione perversa del sistema immunitario che fa sentire i suoi effetti dall'intestino fin dentro la testa .
Quindi cervello, sistema nervoso, intestino ed immunità: sono termini della stessa relazione che e' alla base del nostro benessere.

L'immunità acquisita invece e' altamente specifica, ed e' costituita da una serie di
cellule e molecole capaci di riconoscere particolari strutture, e solo quelle, formando un'arma potentissima contro le infezioni, anche se purtroppo relativamente lenta ad avviarsi nei soggetti malati e non sani.
Quindi l'immunità innata naturale
può essere considerata la somma totale delle immunità alle malattie inerenti alle difese immunitarie biologiche non indotte artificialmente e include immunità attiva, quella acquisita attraverso le normali infezioni dei sistemi respiratorio ed intestinale dopo la nascita e l'immunità passiva, che generalmente consiste negli eventuali anticorpi acquisiti dal sangue materno e dal latte materno.
Inoltre essa e' caratterizzata anche e sopra tutto da un buon assetto, nei giusti rapporti, del Terreno (i liquidi del corpo)e quindi della matrice, oltre all'indispensabile buona attività dell’apparato digerente, che deve assolutamente contenere una flora batterica simbiotica ben funzionale e completa in tutta la sua scala gerarchica, con la produzione anche di tutti gli enzimi necessari ed utili all’estrazione delle sostanze vitali per tutto l’organismo.
Cio' significa che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
vedi:Sistema immunitario 

La scienza medica ufficiale afferma, anche se in modo incompleto, che il sistema immunitario umano e' caratterizzato da risposte specifiche, come la produzione da parte dell’organismo di specifici anticorpi per combattere specifiche proteine esterne o antigeni e da risposte non specifiche, che consistono nella generale risposta sistemica a sostanze indesiderate, chiamata immunità aspecifica.
Incluse nel repertorio delle risposte non specifiche sono la pelle, le membrane mucose dei tratti digestivo e respiratorio, azioni riflesse di starnuto o tosse, anticorpi naturali, proteine complemento, interferone, il processo di fagocitosi (cellule divorano altre cellule), l'effetto degli acidi grassi, risposte infiammatorie, l'azione delle cellule reticulo-endoteliali, l'azione di enzimi, la risposta della celia respiratoria e intestinale, l'effetto dell'acidità dello stomaco sui batteri che vi passano, e le secrezioni che contengono esse stesse anticorpi, come l'immunoglobulina secretoria che assiste il processo di fagocitosi - un esempio e' l'azione dei globuli bianchi sugli organismi patogeni.
Quindi il sistema immunitario e' molto piu' complesso e misconosciuto di quanto non sia stato ufficialmente per ora accettato ed insegnato dalla medicina ufficiale e quindi gli immunologhi sono ancora oggi, medici impreparati.
Molti individui pur non avendo o producendo anticorpi specifici, NON contraggono certe malattie, pur essendo venuti in contatto con agenti estranei tossici e/o patogeni, perche ? perche' hanno un Terreno piu' sano (bioelettronicamente e biochimicamente) di coloro che producono gli anticorpi, i quali per produrli, somatizzano una malattie in genere in modo lieve lieve  !
esempio:  quando vi sono i cambi di stagione la malattia chiamata impropriamente influenza (da virus) si manifesta solo nel 10% della popolazione, proprio per il motivo sopra citato.

Il corpo umano mantiene parecchie linee di difesa contro l'invasione di proteine esterne e di tossine prodotte.
La Prima linea di difesa e' la Pelle.
L
a superficie cutanea e' di circa 2 m2 ed e' composta primariamente di materiale proteico chiamato cheratina. La pelle secerne anche vari oli, acidi grassi e acidi lattici che inibiscono la generale crescita dei batteri non simbiotici, anche se quasi tutta la  flora batterica che si trova sulla pelle e all'interno del corpo e' innocua e necessaria, dato che il sistema immunitario quando e' in condizioni normali, molti processi corporei usufruiscono della sua esistenza.
Questi micro organismi che esistono in simbiosi con l'anatomia umana sono molto sensibili agli antibiotici, ai vaccini e alle sostanze sintetiche somministrate dalla pratica medica corrente; disturbare un delicato equilibrio può portare alla proliferazione abnorme di organismi patogeni, sopra tutto funghi.

La Seconda linea e' la superficie polmonare che corrisponde a circa 80 m2

Ma la Terza linea di difesa e' la piu' importante ed e' l'Intestino, con i suoi circa 350 m2 di superficie interna.
Il sistema immunitario gastro intestinale essendo il piu' esteso come superficie ed estremamente sviluppato e specializzato, e' la prima vera barriera che se non perfettamente funzionale, permette il dilagare di: tossine inquinanti eventualmente ingerite con i cibi (solidi, liquidi), micotossine anche autoprodotte, batteri autoctoni mutati e proteine virali endoprodotte,
trasportati per mezzo di linfa e sangue a tutto l'organismo.
I disturbi dell'apparato digerente, sopra tutto se coadiuvati da batteri mutati e/o funghi proliferati a dismisura, influiscono sempre in senso negativo (malfunzione) sui sistemi di difesa immunitaria del corpo, anche perche' essi secernono anche tossine.
La disbiosi gastro intestinale e' quindi una grave forma di alterazione della flora batterica autoctona che conduce piano piano e gradualmente nel tempo alla alterazione dei tessuti della mucosa intestinale e quindi dei
LINFOCITI presenti nei linfonodi mesenterici, nella Placche di Peyer, nella lamina propria ecc. ecc.
Questa disbiosi della flora autoctona determina non solo la alterazione e quindi della funzionalita' del tessuto linfatico presente nella mucosa dell'intestino, ma anche il blocco graduale delle strutture linfo-immunitarie poste a distanza in altre parti del corpo.

(NdR: Il muco per esempio e' un difetto delle difese immunitarie, fra cui il più frequente e' il deficit di IgA, (presenti sopra tutto nell’intestino) cioe' degli anticorpi che fanno da barriera nelle mucose: lacrime, secrezione nasale, saliva, muco bronchiale, muco intestinale; la loro carenza (che colpisce facilmente tutti i  bambini vaccinati) può essere evidenziata mediante un esame del sangue e uno, particolare, della saliva).
La proliferazione della Candida Albicans causata dalla somministrazione di droghe, antibiotici e vaccini e' un esempio, e determinano varie patologie come la diarrea e il sanguinamento, sempre causati dalla distruzione della flora batterica intestinale da parte di quei vaccini tossici, per l'alterazione del pH digestivo che essi inducono, oltre all'alimentazione errata per il soggetto.

Poiche' il mantenimento dei delicati equilibri fra i micro organismi interni (funghi, batteri autoctoni e virus simbiotici) e' una parte essenziale della risposta immunitaria umana, animale, vegetale, la morte o la sola alterazione, mutazione, di questi micro organismi, indebolisce immediatamente le capacità di risposta del sistema immunitario e quindi ammala di conseguenza di qualsiasi tipo di malattia l’essere stesso.
I globuli bianchi nel corpo, i leucociti, sono generalmente divisi in due gruppi, i granulociti, che includono neutrofili, eosinofili e basofili, i LINFOCITI non granulati ed i monociti.
I neutrofili costituiscono il tipo prevalente di granulociti; a causa della natura segmentata del nucleo, i neutrofili sono anche chiamati leucociti polimorfonucleari. Essi hanno un'interessante proprietà e cioe' l'abilità di formare barriere fisiche contro gli organismi patogeni.
Gli eosinofili costituiscono circa il 2% dei leucociti nel sangue e appaiono connessi con le difese contro infezioni parassitarie e risposte allergiche, più che contro microrganismi e tossine.
Anche i basofili hanno un ruolo nelle risposte allergiche e contengono istamina e eparina.
Un’ulteriore forma di leucociti sono i monociti, che hanno la capacità di fagocitare le particelle estranee e i batteri. I monociti appaiono attivi nelle condizioni presentate dalla tubercolosi e le infezioni fungine.

Un'altra linea naturale di difesa e' il Sistema Linfatico.
Il sistema linfatico e' parte essenziale del sistema immunitario di difesa ed e' composto dai Linfonodi (600 circa), dalla rete dei canali linfatici, dalle tonsille, dalla milza, dal timo e dal midollo osseo.

Le cellule più importanti del sistema linfatico sono i LINFOCITI, prodotti nel midollo osseo; essi assicurano le difese con l’immunità, che può essere:
1 - Umorale = Linfotici B = maturano nei linfonodi e producono gli anticorpi.
2 - Cellulare = Linfociti T = maturano nel timo ed evolvono in cellule di difesa.

La maggior parte delle strutture cellulari nel corpo sono immerse nella linfa, un fluido chiaro che agisce come un generale piano di scarico per le sostanze indesiderate, poi filtrate attraverso il fegato e i reni.
La linfa si muove attraverso una serie di dotti e ghiandole grazie ad una serie di contrazioni muscolari specifiche, molte delle quali sono generate durante l'esercizio fisico. e' il sistema linfatico che contiene le sopra menzionate cellule reticulo-endoteliali che intrappolano e ingeriscono svariati organismi.
Queste cellule formano anche il rivestimento di molti organi importanti e sono anche presenti nel fegato e nella milza. Quando una struttura proteica estranea e' localizzata, i tessuti connettivi la intrappolano e i linfociti sono dispersi per inghiottire l'organismo invasore.
Nel sistema circolatorio ci sono i macrofagi, globuli bianchi specializzati che ingeriscono e distruggono organismi trovati nel sangue. Dopo l'azione dei macrofagi, gli antigeni riprodotti appaiono sulla superficie delle membrane dei macrofagi.
Sono questi antigeni riprodotti rimasti dalla distruzione di organismi che sono captati dai linfociti T, pronti a mandare fuori sostanze chiamate linfochine che mettono all'erta i linfociti B per produrre anticorpi in risposta agli antigeni, altrimenti scambiati per proteine estranee.
Ogni linfocito B ha approssimativamente 100.000 immunoglobuline sulla sua superficie.
Gli anticorpi prodotti dalle cellule B sono spesso chiamate immunoglobuline, designate dal simbolo Ig, e sono liberate quando le cellule B sono stimolate dalla presenza di antigeni estranei per trasformare in una cellule di plasma ciò che ha prodotto l'anticorpo specifico per quell'antigene estraneo.

Vi sono generalmente cinque tipi di immunoglobuline, fino ad ora identificate.
Il primo anticorpo, IgM, riprodotto in risposta ad un antigene esterno, e' una grande molecola che si trova nel sangue e che stimola il processo di fagocitosi. Il processo dell'immunità passiva, che si ha con il sangue materno dato al feto, coinvolge l'anticorpo IgG, che e' responsabile dell'attivazione dei macrofagi; può direttamente distruggere molti antigeni con cui viene a contatto ed e' l'immunoglobulina più abbondante nel corpo.
Le membrane nel tratto respiratorio, nel tratto urinario e nell'intestino producono IgA, che sono prodotte direttamente in caso di attacco della membrana da parte di un antigene esterno. Quando un corpo umano sta passando una reazione allergica, sono rilasciate IgE.  L'ultima immunoglobulina identificata, IgD, non e' ancora ben conosciuta e si trova in minima quantità nel sangue e sulla superficie delle membrane dei linfociti B.

Un'altra linea di difesa coinvolge i Complementi, sostanze prodotte nei rivestimenti dell'intestino, del fegato, della milza e dei macrofagi. La sostanza primaria e' conosciuta come properdina e la sua funzione e' quella di neutralizzare i virus e i batteri patogeni.
Le cellule reticulo-endoteliali menzionate prima comprendono un'altra linea di difesa conosciuta come sistema reticulo-endoteliale e producono specifiche sostanze coinvolte nelle difese fisiologiche, soprattutto proteasi, che giocano un ruolo nella detossificazione di sostanze nocive.
In aggiunta al sistema immunitario di difesa prima menzionato, il corpo mantiene un sistema chimico di difesa. Il sangue e' un grande batteriostatico e virucida, ma questo dipende moltissimo da una corretta alimentazione e dall’ottimizzazione del processo nutrizionale che produce ottimi livelli di vitamina C e vitamina B6 (pridoxina), oltre ad altre sostanze; infatti la risposta ottimale del sistema immunitario dipende molto da un adeguato livello di vitamina B6.

NOTA BENE: il Sistema Immunitario, nasce al concepimento e prende forma e si specializza per tutta la vita, quindi non e' MAI statico e/o formato; esso si in-Forma dal concepimento e termina la sua formazione solo alla morte; quindi tutto cio' che altera il suo buon funzionamento, e' da evitare, ad iniziare dai Vaccini per i neonati !

Il potere farmacologico degli alimenti
Quasi sempre viene trascurato il  potere farmacologico degli alimenti quotidiani ed il loro uso terapeutico nelle varie patologie; l’alimentazione risanatrice e’ capace di produrre risultati progressivi e duraturi come giustamente si richiede ad ogni criterio di scientificita’.
Per noi e' ormai il tempo di reclamare al nostra salute ed una alimentazione salubre NON industrializzata !
Se vogliamo avere sempre una buona salute e vivere bene fino alla tarda eta', dobbiamo alimentarci come si deve, con cibi biodinamici e NON toccati dall'industria alimentare !

Una corretta alimentazione produce ottimi livelli di vitamina C e vitamina B6 (piridoxina), oltre ad altre sostanze. Infatti, la risposta ottimale del sistema immunitario dipende molto da un adeguato livello di vitamina B6.
Il fatto che molte vitamine vengano rimosse dai cibi industriali e sostituite da vitamine sintetiche, derivate dal petrolio, sta ad indicare che i cibi industriali hanno un ruolo significativo nella sistematica depressione del sistema immunitario e che questo e' fatto coscientemente da coloro che producono i cibi industrializzati.
Il livello di vitamina C nel sangue può fare una differenza vitale nella risposta umana ai vaccini tossici, specialmente nei bambini, che spesso hanno shock immunologici che durano anche tutta la vita.
L'uso di alcool, tabacco, droghe, oltre alle ovvie conseguenze tossiche, riduce anche il livello di vitamina C nel sangue ed ogni giorno veniamo incoraggiati ad usarne (alcool - tabacco).
La vitamina C nel sangue gioca anche un ruolo nella detossificazione dei metalli pesanti.
Si stima che la media individuale nella società di oggi richieda un supplemento di vitamina C di 400-600 milligrammi ogni giorno.
(la Rosa Canina ne contiene forti quantità).

Durante gli anni 1950 ci fu un'inusuale catena di eventi relativi allo stato di salute degli aborigeni d'Australia.
Un dottore del Nuovo Galles del Sud, Archie Kalokerinos, trascorse 17 anni nell'entroterra e fu sconcertato dalla percentuale di morti tra gli aborigeni causata da ogni tipo di infezione batterica e virale. Analizzando la loro dieta, che consisteva soprattutto di zucchero, pane e salsicce, determinò che avevano deficienza di vitamina C.
Poiche' essi non "mostravano i normali segni della carenza di vitamina C (scorbuto)", altri dottori, dimostrando la loro immensa mancanza di intelligenza, dichiararono che la carenza di vitamina C non era accertata, ignorando completamente la dieta di quelle persone. Kalokerinos concluse che la percentuale di morte tra gli aborigeni avrebbe potuto essere dimezzata dando loro diversi supplementi vitaminici.
Successive analisi del sangue da parte di medici scettici provarono la carenza di vitamina C.

Nel 1970 il governo australiano intensificò il programma di vaccinazioni e i risultati furono disastrosi per i bambini.
La percentuale di morte infantile nei territori del nord raddoppiò in un anno. Dal 1971 la percentuale di morte in alcune aree raggiunse il 50%.
Kalokerinos concluse che anche la malnutrizione dei bambini aveva contribuito ad indebolire il sistema immunitario; quando veniva fatta una vaccinazione, il risultato era fatale.
Uno studio sull'apparente e significativa decimazione degli aborigeni durante questo periodo, che non era altro che una sperimentazione della guerra batteriologica contro uno specifico gruppo di persone, arrivò a scoprire che il programma vaccinale del governo aveva escluso di proposito ogni esame medico prima dell'inoculazione dei vaccini, ogni studio sulla storia degli aborigeni e non aveva esaminato le carenze alimentari.
Le conseguenti morti furono causate da un aggravamento della carenza di vitamina C dovuto alla vaccinazione.
Se alcuni bambini fossero sopravvissuti alla prima vaccinazione, avrebbero dovuto mettersi in fila per un'altra dopo 30 giorni.
Il governo australiano negò ogni correlazione tra le iniezioni e la conseguenti morti di bambini.
A causa di questo incidente, si scoprì che alte dosi di vitamina C annullavano gli effetti tossici e mortali delle iniezioni sperimentali.

Recenti scoperte nel campo dell'immunologia, hanno permesso di comprendere meglio i vari meccanismi anche per malattie dette non infettive, tipo: cancro, infarto e l'alzheimer
 hanno una concausa di tipo immunitario od infiammatorio.

Per riassumere possiamo dire che il Sistema Immunitario e' un software, un programma che acquisendo informazioni da
cellule, organi e sistemi od apparati, impara dal concepimento, cioe' si autoprogramma per acquisire le specifiche qualita', info e funzioni per avere il MINOR danno in ogni situazione anomala e questa autoprogrammazione "nasce e si in-Forma" dal concepimento e finisce SOLO alla morte dell'individuo.
Il sistema immunitario è estremamente complesso in quanto è coordinato dall'azione di numerosi tipi di cellule e da segnali di natura per lo più chimica. I vaccini e l'utilizzo di alcuni farmaci, tra cui gli antibiotici determinano sempre un'abbassamento delle difese immunitarie oppure il contrario = malattie autoimmuni.

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Due enzimi per le "trappole" del sistema immunitario – 25/10/20107
Sono due le sostanze che, utilizzando la cromatina contenuta nel nucleo, costruiscono una rete difensiva contro gli agenti patogeni.
Due enzimi aiutano le cellule del sistema immunitario a predisporre trappole per neutralizzare i patogeni utilizzando la cromatina – il DNA e le sue proteine associate – contenuta nel nucleo, costruendo una rete difensiva: e' questo il risultato di uno studio apparso sulla rivista The Journal of Cell Biology.
I neutrofili, i globuli bianchi del tipo più comune, sono difficili da studiare poiche' vivono solo sei ore: per questo Arturo Zychlinsky e colleghi del Max-Planck-Institut per la biologia delle infezioni a Berlino ha creato in vitro un sistema cellulare semplificato - il cosiddetto sistema cell-free - che include nuclei di neutrofili e frammenti di citoplasma ricavati da cellule.
Si e' così scoperto che due enzimi nascosti nei granuli citoplasmatici entrano nel nucleo per svolgere la cromatina e formare le "trappole" extracellulari di neutrofili (NET), reti utilizzate per catturare e neutralizzare i patogeni.
Il processo viene iniziato dall'elastasi neutrofila (NE), che promuove la decondensazione dei cromosomi mediante la scissione di due proteine istoniche che mantengono la cromatina strettamente impacchettata nel nucleo.
In una fase successiva, il processo coinvolge la mieloperossidasi (MPO,
e' una proteina che si trova su un particolare tipo di globuli bianchi - neutrofili polimorfonucleati -, possiede una significativa azione pro-infiammatoria, che può contribuire direttamente al danneggiamento dei tessuti dell'organismo. Livelli elevati di questa proteina possono fornire un'indicazione diagnostica in caso di sindrome coronarica acuta), anche se il suo ruolo rimane finora oscuro, dal momento che la sua attività catalitica non e' richiesta per decondensare la cromatina.
I ricercatori hanno confermato l'importanza dell'NE per la formazione del NET esponendo alcuni topi di laboratorio a batteri Klebsiella pneumoniae. I neutrofili si trasferiscono nei tessuti polmonari negli animali del gruppo di controllo e in quelli mancanti di NE, ma in quest'ultimo caso non riescono a produrre NET al fine di distruggere gli agenti patogeni.
Una questione importante da dirimere, secondo i ricercatori, e' il modo in cui NE ed MPO entrano nel nucleo. I granuli potrebbero fondersi con la membrana nucleare direttamente oppure produrre gli enzimi nel citoplasma, da dove poi si trasferirebbero verso il nucleo. (fc)
Tratto in parte da: lescienze.espresso.repubblica.it

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Una molecola permetterà di ripristinare il normale funzionamento del sistema immunitario -  05/06/2012
Si tratta di una molecola solubile, in fase di somministrazione a topi con attività immunitaria nulla o eccessiva, individuata dal gruppo di Immunologia dell'Università di Udine con Istituto tumori di Milano, il National Institutes of Health di Bethesda e la Genentech.
Lo studio e' pubblicato sulla rivista "The Journal of Allergy and Clinical Immunology" e rappresenta un passo verso una strategia  immunoterapeutica specialmente nei soggetti, bambini ed adulti, immunodepressi dai vaccini !
Occorrera’ anche controllare in vivo sull’uomo, se questo effetto riscontrato sui ratti, sia efficace anche nell’uomo.

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I Probiotici utili anche per le malattie respiratorie
Lo hanno scoperto alcuni ricercatori del britannico Institute of Food Research di Norwich, guidati da Claudio Nicoletti, che hanno preso in considerazione due gruppi di persone: al primo e' stato somministrato latte fermentato arricchito con probiotici mentre all’altro e' stato somministrato un placebo.
I ricercatori hanno, poi, analizzato la concentrazione di anticorpi IgE nel sangue di tutti i partecipanti e hanno scoperto che nel gruppo che aveva ricevuto i probiotici si registrava un incremento degli anticorpi IgE, che svolgono l’importante funzione di proteggere l’organismo dalle allergie. Invece nel gruppo di controllo non si registrava nessun significativo aumento degli IgE.
Secondo l’immunologo questa ricerca dimostra che assumere probiotici ogni giorno potrebbe stimolare una corretta risposta del sistema immunitario
Lo studio e' stato pubblicato sulla rivista Clinical and Experimental Allergy.
Tratto da: news.paginemediche.it

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Il sistema immunitario può generare patologie psichiatriche
Nesso fra la molecola Mhc1 e lo sviluppo di schizofrenia e autismo - Marzo 2011
Vi sarebbe una correlazione fra l'espressione di una molecola che sottintende ad alcuni processi di difesa dell'organismo e lo sviluppo di malattie mentali. A sostenerlo è una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Neuroscience che dimostra il legame fra il sistema immunitario e patologie quali schizofrenia e autismo.
vedi: Immunodepressione da Vaccino

La chiave sarebbe un meccanismo di difesa noto per il suo ruolo di protezione nei confronti del pericolo di rigetto in caso di trapianto, il complesso maggiore di istocompatibilità (Mhc) di tipo 1.
La molecola è attiva anche nel cervello, regolando le connessioni fra le varie cellule. La schizofrenia o l'autismo sono in effetti associate a una difficoltà di comunicazione fra le cellule nervose, il che ostacola il cervello nella decodifica delle informazioni.

Il gruppo di ricerca dell'Università della California coordinato dalla dott.ssa Kimberly McAllister ha messo in luce il ruolo svolto da Mhc1, una molecola che entra in funzione contro eventuali elementi estranei, ad esempio un organo trapiantato, come detto, ma anche germi in caso di malattia infettiva.
La molecola, presente nel cervello fin dai primi giorni di vita, influisce in maniera determinante sulla plasticità del cervello e sulle capacità di processare le informazioni. Quando Mhc1 è presente in percentuali più alte della media, le sinapsi fra le cellule nervose tendono a diminuire, mentre una sua scarsa presenza produce l'effetto opposto, un aumento delle connessioni. In questo caso, tuttavia, l'organismo è più esposto all'aggressione di agenti esterni infettivi.
Tratto da. italiasalute.it


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P
recisazioni in Medicina Naturale sull'immunita',  sistema immunitario ed anticorpi:
Quando per esempio si vaccina un individuo per tentare, perche cio' avviene solo in un bassa percentuale di casi (circa il 30%), di creare anticorpi, NON significa assolutamente IMMUNITA' per quelle malattie, semplicemente e' solo il fatto che in alcuni soggetti  (non in tutti) le cellule e quindi anche il sistema immunitario (che e' solo un'insieme di funzioni, cioe' un programma informatico che da "ordini" a cellule, organi e sistemi)), reagiscono in modo anomalo, perche' il Terreno (i liquidi del corpo) di base e quindi la matrice oltre all'apparato gastrointestinale (flora batterica e sistema enzimatico) sono alterati (perche' gia' malati), le sostanze (contaminanti e virus entrocontenuti nei Vaccini e non solo) e/o i batteri del vaccino, li riconoscono in modo ERRATO, mentre negli altri soggetti SANI, che NON creano anticorpi, significa che le cellule ed il sistema immunitario NON le hanno accettate come necessarie al processo di Vita sana e quindi le hanno isolate per eliminarle, impedendone il riconoscimento; quando il riconoscimento avviene e' perche' le sostanze introdotte artificialmente (appunto con i vaccini o cibi od acque contaminate) vengono decodificate (dal DNA cellulare) e se la cellula (citoplasma e contenuto) e' in disordine funzionale (cioe' e' gia' malata) essa riconosce erroneamente quelle sostanze, virus,  batteri non autoctoni, come sostanze pro vita e le riproduce e quindi, le ridistribuisce e queste, entrando nel circolo sanguigno, vanno ad infettare anche altre cellule gia' malate - quelle NON sane - e l'infezione si propaga ed a seconda del tipo e delle quantita' di cellule infettate e del tipo e qualit.a' del sistema immunitario, la malattia indotta dal vaccino e/o dai cibi od acque contaminate, e' lieve, media o grave nel soggetto stesso.

Dunque, la semplice equazione "anticorpi = immunità" può essere considerata al massimo una approssimazione, e ciò anche alla luce di un'altra osservazione.
È noto infatti da decenni che bambini il cui organismo non è in grado di produrre per niente anticorpi (patologia denominata "agammaglobulinemia"), dopo aver contratto il morbillo o altre malattie infettive riescono comunque a guarire e ad avere dopo la guarigione una immunità permanente.
Ciò ci consente di affermare che l'efficacia del sistema immunitario non è quantificabile in base agli anticorpi nel sangue.
James [1988] riporta "individui notevolmente resistenti alla malattia con concentrazioni estremamente basse di anticorpi e individui che svilupparono la malattia che avevano un alto livello di anticorpi". Allan [1973] riporta che, nonostante individui vaccinati per la rosolia avevano sviluppato il previsto livello di anticorpi, l'80% di essi contrassero la malattia quando furono successivamente esposti al contagio.
Il prof. W. H. Manwaring [1979] esprime un punto di vista estremo: "Il posto di rilievo che gli anticorpi e la loro produzione riveste nella medicina odierna non è giustificato né dai risultati puntualmente fallimentari nella difesa dalle malattie infettive, né nei miei 20 anni di ricerca quale professore di Batteriologia e patologia della Stanford University".


In parola povere, che si ammalano, sono solo i soggetti in disordine funzionale, con Terreno disordinato non nei giusti rapporti della Perfetta Salute.
Questo per affermare che creare anticorpi in modo anomalo (con i vaccini) non significa assolutamente immunita', ma cio' avviene solo da parte di individui NON sani,  l'eventuale riconoscimento, da parte di cellule e sistema immunitario, delle sostanze inoculate.
Gli anticorpi che dovrebbero essere indotti da un vaccino NON indicano immunità. Ciò che mette molti medici in confusione e' che parte della reazione nei confronti del vaccino porta alla produzione di anticorpi. Ciò e' falsamente considerato immunità.

Inoltre occorre dire che anche il sistema immunitario essendo un programma informatico che coordina un'insieme di funzioni, cellulari, organiche e sistemiche, e' molto ma molto piu' complesso di quanto non hanno ancora scoperto i tecnici-ricercatori della medicina ufficiale e quindi i meccanismi sono ancora in gran parte sconosciuti; qui ne abbiamo chiarito alcuni aspetti che pero' sono in antitesi con cio' che insegna la medicina ufficiale imperante.....che e' legata a doppio filo a Big Pharma + Rapporto Flexner
Importante: vedi anche: Contro Immunizzazioni


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Teoria degli anticorpi
È stato Niels Kaj Jerne a formulare la "teoria della selezione degli anticorpi", conosciuta come "teoria della selezione clonale" (sono tutte teorie mal interpretate dalla realta' dei fatti), che presuppone ci sia una produzione continua di linfociti, i quali presentano sulla loro superficie molecole di immunoglobuline, che le molecole sulla superficie di una singola cellula B abbiano la stessa specificità e che per ciascun determinante antigenico esista solo una piccola parte dell'insieme delle cellule B in grado di legarsi all'antigene. Questa teoria, afferma che quando un antigene è in circolazione nell'organismo si lega solo a quelle cellule B che hanno la specificità appropriata e ciò induce la cellula B che ha interagito, a produrre cellule figlie che sintetizzano e secernono questo anticorpo specifico; l'antigene quindi ha selezionato da un gruppo preesistente di cellule, quelle che hanno l'appropriata specificità e queste cellule sono ora dei cloni che derivano dalla cellula originaria.
La teoria della selezione clonale assomiglia alla teoria della selezione naturale darwiniana in quanto l'antigene seleziona le cellule che si moltiplicheranno da un gruppo di cellule diverse che si sono originate indipendentemente dalla pressione selettiva, un po' come la mutazione casuale provoca la variabilità genetica necessaria all'adattamento.
Nella realta' le cose sono un po' diverse....

Ai medici che leggono questo articolo, vorrei suggerire di studiare meglio cio' che riguarda la "teoria" degli anticorpi, teoria che hanno accettato all'universita', senza discuterla...ovviamente questa teoria l'hanno imparata dai libri contenenti idee (teorie), che gli hanno propinato all'Universita'..., gestita dai baroni al servizio di Big Pharma.
La teoria degli anticorpi e' vera solo in minima parte:
Quando un organismo produce anticorpi NON significa che e' sano, ma significa e' che gia' immunodepresso, perche' quando e' sano le barriere immunitarie che iniziano dalla pelle, mucose, evitano che l'organismo metta in contatto l'ipotetico "aggressore" con le cellule ed il sangue e quindi la produzione di anticorpi non avviene, perche' l'aggressore viene depositato nei grassi oppure eliminato fisicamente dall'habitat ed il tutto senza produrre anticorpi.
La prova ? semplice
E' notorio che nel 25% dei soggetti vaccinati NON si ritrovano anticorpi al vaccino, perche' il vaccino non riesce a stimolare-arrivare alla produzione di anticorpi e si deve rivaccinare una seconda volta per poter costringere a produrli, e poi si dice, falsamente, che il vaccino non ha attecchito....
NULLA di piu' falso: In realta' e' il Sistema Immunitario che, essendo molto efficace e funzionale, impedisce che si arrivi alla produzione di anticorpi, fermando prima l'aggressore isolandolo ed immagazzinandolo nei grassi dei tessuti od eliminandolo dalle vie emuntorie naturali.
Cio' significa quel soggetto ha un cosi forte ed efficace sistema immunitario che questi e' riuscito ad isolare od eliminare (in vari modi) l'invasore...senza arrivare all'ultima barriera, la produzione di anticorpi, ma quando arriva a questo livello ormai e' troppo tardi e si attivano anche altre reazioni, in primis cellulari, scatenando anche malfunzioni della cellula stessa e specialmente nelle sue principali funzioni es. la produzione e specializzazione delle proteine, quindi successivamente iniziano i problemi ai tessuti, organi e sistemi..piu' o meno velocemente a seconda del grado e livello di invasivita' raggiunta dal vaccino.
Il danno dei vaccini e' molto ma molto piu' profondo di cio' che si e' scritto fino ad ora...e quindi esso puo' manifestarsi nel tempo proprio per questi vari livelli interessati, da quello cellulare che e' immediato a quello tissutale, nel quale ci vuole un po' piu' di tempo, fino all'organico, ancora piu' in la nel tempo e quindi sistemico, come sua ultima fase.

Gli anticorpi, lo ripetiamo ancora una volta, che dovrebbero essere indotti da un vaccino NON indicano immunità,
ma indicano semplicemente una reazione allergica del sistema immunitario all'ingresso del contaminante il quale ha bypassato le prime barriere di difesa immunitarie.
Quindi NON si tratta, quando si vedono gli anticorpi prodotti a quella sostanza tossica, di un irrobustimento del sistema immunitario stesso, bensi della prova che vi e' stata una reazione allergica (R.A.) del S. Immunitario alla sostanza tossica (antigene) introdotta nell'organismo, e pensare che tutta la teoria dei vaccini e' basata su questa falsa deduzione e/o interpretazione  !
Ciò che mette molti medici in confusione e' che parte della reazione immunitaria nei confronti del vaccino e delle sostanze in esso contenute, porta alla produzione di anticorpi, proprio per la reazione allergica del Sis. Immunitario stesso e quindi l'anticorpo viene falsamente interpretato come l'irrobustimento del sistema immunitario, mentre nella realta' con i vaccini, avviene proprio il CONTRARIO, lo si indebolisce.
Ciò e'
falsamente considerato immunità
, infatti solo il 75-70 % dei soggetti vaccinati produce anticorpi al primo vaccino, questo perche' il loro sistema immunitario essendo MOLTO sano, non reagisce producendo subito anticorpi, in quanto le sostanze contenute nel vaccino, anche quelli a DNA chiamati vaccini a virus,  vengono immediatamente isolate ed inviate agli organi e sistemi di eliminazione; nei soggetti meno sani o per quelli piu' sani, dopo una successiva vaccinazione, la produzione di anticorpi avviene, indicando in quel modo che il Sistema immunitario e' stato compromesso, per il fatto che il vaccino ha bypassato le normali barriere di "riconoscimento immunitario" creando reazioni anomale.
vedi: Sistema Immunitari e Vaccini.

(R.A.) REAZIONE ALLERGICA

Si verifica quando l’organismo viene a contatto con una specifica sostanza allergizzante e nel giro di pochi minuti si manifestano vari ed i piu' disparati sintomi, con la creazione od il tentativo di creare anticorpi: quella è la reazione allergica.
La reazione allergica è una risposta esagerata del sistema immunitario, causata dal contatto con particolari sostanze, che sono invece innocue nell’80% della popolazione. Una reazione allergica può manifestarsi con tendenti infiniti sintomi, ad es., orticaria, prurito, arrossamento della cute e angioedema (gonfiore della pelle), febbre, eccitazione nervosa, convulsioni, capogiri, mali di testa, di pancia, difficoltà respiratorie, nausea e vomito, abbassamento della pressione del sangue, ecc., ecc..
Quando è di entità grave, come alle volte dopo un vaccino, viene definita anafilassi: coinvolge diversi apparati dell’organismo (cardiovascolare, respiratorio e gastrointestinale) e può culminare nello shock anafilattico, cioè la forma più grave e potente delle reazioni anafilattiche che può portare alla morte.
Una reazione allergica è caratterizzata da specificità. L’organismo reagisce in modo anormale solo esclusivamente quando è sollecitato da quella sostanza specifica allergizzante. Essa puo' anche prodursi lentamente nel tempo e non immediatamente.

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Memoria immunologica - Il talento nascosto dell'immunità innata
Le
cellule Natural Killer non possono specializzarsi nel riconoscimento di un particolare patogeno, ma una volta attivate possono rispondere più facilmente ed efficacemente a una nuova attivazione.

E' ben noto che il sistema immunitario innato e' specializzato nella risposta rapida e molto aggressiva contro qualsiasi antigene che riesca a penetrare nell'organismo. Ora un gruppo di ricercatori della Washington University School of Medicine a St. Louis ha scoperto che una parte di questa prima linea di difesa e' in grado di apprendere dall'esperienza per mobilitarsi più efficacemente nel caso di una seconda aggressione, una capacità che finora si riteneva posseduta unicamente dal sistema immunitario adattativo.

Come e' spiegato in un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), grazie alla presenza fra di loro di particolari "cellule memoria", le cellule immunitarie adattative possono imparare a riconoscere uno specifico antigene e rispondere con elevatissima efficienza a un patogeno che cerchi di aggredire l'organismo una seconda volta.
E' il principio su cui si basano i vaccini, che espongono la persona a bassi livelli di patogeno inattivato in modo da allertare e predisporre all'azione questo sistema - (NdR: generando confusione e DANNI nel sistema immunitario)
vedi
Danni dei Vaccini.
"Abbiamo chiamato questa proprietà memory-like" dicono Wayne M. Yokoyama e Audrey Loew, che hanno partecipato alla ricerca. "Le cellule Natural Killer non possono specializzarsi nel riconoscimento di un particolare patogeno, ma abbiamo scoperto che una volta attivate possono rispondere più facilmente ed efficacemente a una nuova attivazione."

I precedenti tentativi di comprendere che cosa accadesse alle cellule Natural Killer dopo l'attivazione si erano scontrati con il fatto che nelle colture cellulari, una volta che sono state attivate, non tornano in uno stato di riposo, una circostanza che accorcia notevolmente la loro durata di vita, già usualmente breve.
Per superare questo ostacolo, Megan A. Cooper, che ha diretto lo studio, ha marcato con una sostanza fluorescente alcuni Natural Killer attivati in coltura, reiniettandoli poi nei topi da cui erano stati prelevati. I ricercatori hanno così potuto tracciare le
cellule e identificarle quando, dopo una settimana, i topi sono stati sottoposti a un nuovo prelievo. In questo modo hanno scoperto che le cellule erano tornate a uno stato di quiescenza ma che potevano essere riattivate non solo molto più rapidamente, ma anche sviluppando una risposta più intensa.
(
NdR: questo e' proprio quello che succede nelle rivaccinazioni dei bambini o dei militari, si generano le malattie autoimmuni per l'aggressivita' del Sistema Immunitario !)
La maggiore intensità si esplicava anche in un aumento della loro replicazione, e nella produzione di interferone gamma, un composto che ha attività anti-patogena e stimola la produzione di altre
cellule immunitarie.  (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

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FATTORI di STIMOLAZIONE ed INIBIZIONE del SISTEMA IMMUNITARIO
Gli attori della risposta immune innata sono molti e con funzioni molto diverse.
Mastociti, eosinofili, basofili e neutrofili e soprattutto i macrofagi hanno funzioni difensive dirette contro batteri (patogeni eterologhi ed autologhi) virus, virioni, sostanze tossiche, anche quelle di dubbia classificazione, come i prioni e i nanobi.
Due cellule derivanti dal monocita, il macrofago e la cellula dendritica, hanno la funzione di collegamento tra il sistema innato e quello adattivo data la loro capacità di essere cellule A.P.C. (Antigen Present Cells). Questa loro caratteristica le distingue dalle altre cellule e le rendono centrali nella risposta immunitaria sia innata che adattiva. Il sistema immunitario innato svolge quindi tre funzioni fondamentali per il mantenimento della vita.
La prima e' la risposta diretta alle infezioni con eliminazione di tutti gli antigeni che il suo patrimonio genetico e' in grado di riconoscere.
L’espressione di determinanti antigenici sulla superficie della membrana cellulare in abbondanza, soprattutto quelli in grado di riconoscere i lipopolisaccaridi in accoppiamento a recettori Toll-simili, favorisce il riconoscimento rapido di antigeni batterici e virali oltre che alla eliminazione di tossine.
La seconda funzione e' quella fondamentale di stimolazione del sistema adattivo, che viene guidato nella sua differenziazione e modulazione di risposta.
La formazione, partendo da una cellula TCD4Th0, di cellule Th1 oppure Th2 o ancora Th3o Tr1 deriva dalla stimolazione indotta dalla cellula A.P.C. al momento della prima presentazione antigenica accompagnata dalla co-stimolazione di B7-1 o B7-2 con un CD28 linfocitario.
La terza funzione e quella di attivarsi, dopo stimolazione indotta da linfociti T, in modo da eliminare l’infezione e/o l’infiammazione locale. Conoscere il funzionamento del sistema innato significa comprendere il sistema difensivo primario che e' poi quello che svolge il maggior lavoro di pulizia da tutto ciò che potrebbe disturbare il buon funzionamento del nostro corpo, siano antigeni vari o batteri e virus.
La scoperta abbastanza recente delle funzioni delle cellule dendritiche nel regolare finemente le risposte linfocitarie, le hanno poste al primo posto nello studio delle malattie allergiche, sia come attori principali nell’induzione dell’allergia, sia come possibili strumenti per la cura delle stesse.
Il sistema immunitario adattivo e' comparso negli esseri viventi insieme con la presenza della mandibola (la Lampreda non ha sistema adattivo) per permettere la formazione della MEMORIA IMMUNITARIA.
Questo passo gigante dell’evoluzione ha creato un sistema di difesa integrato che ha permesso l’adattamento degli esseri viventi, animali o uomini, in vari ambienti, anche i più ostili. La comprensione causale delle malattie allergiche e autoimmuni non può prescindere dalla conoscenza dei meccanismi regolatori, eccitatori e inibitori che soprassiedono all’attivazione di un linfocita.
L’immunologia e' una scienza molto moderna, rispetto ad altre branche della medicina, in forte evoluzione con ancora molti punti di domanda soprattutto sul lato terapeutico.
Il molto che si e' fatto nel campo dei trapianti lo si deve solo al fatto che oggi possiamo gestire il “rigetto”; questo risultato e' stato possibile quando si sono scoperti i meccanismi che lo guidavano riuscendo a mettere un blocco alla sua attivazione.
La produzione di citochine e leucotrieni nelle malattie allergiche può essere gestita e modulata se si conoscono i meccanismi che ne aumentano l’espressione.
By Dott. Luciano Lozio
Commento NdR: in questo studio ci si "dimentica" di segnalare quali le vere cause delle mancate risposte o delle maggiori risposte del sistema immunitario agli agenti tossici di qualsiasi tipo; queste cause sono principalmente dovute ai vaccini (sostanze tossiche) introdotti fin da piccolini ai soggetti che poi manifestano sempre risposte immunitarie insufficienti od abnormi.


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Globuli bianchi in videoclip - 15 Ottobre 2010
Grazie a proteine fluorescenti e un particolare microscopio, i ricercatori dell’Università di Calgary (Alberta) hanno scoperto come fanno alcuni “potenti” globuli bianchi, chiamati neutrofili, a trovare i tessuti danneggiati da una ferita o da una contusione anche quando non vi e' infezione, e, soprattutto, ad evitare le cellule sane. Science pubblica i videoclip registrati con una telecamera collegata al microscopio, e lo studio rivela che il merito e' di una sequenza di precisi segnali molecolari che indicano la strada.
I neutrofili sono dotati di potenti “armi molecolari” utili per combattere gli agenti patogeni. In situazioni di infiammazione sterile (cioe' senza infezione), questi globuli bianchi vengono comunque reclutati nel sangue; senza corrette indicazioni, però, correrebbero il rischio di danneggiare le cellule sane, proprio a causa del loro armamentario molecolare.
Prendendo come modelli alcuni topi con infiammazione sterile al fegato, i ricercatori hanno marcato i neutrofili con delle proteine fluorescenti, per poi seguirne il percorso tramite un microscopio specializzato nel riprendere tessuti vivi e collegato a una videocamera.
Sono stati così registrati alcuni video che mostrano il percorso delle cellule riparatrici verso il luogo dell'infiammazione. “Ciò che abbiamo visto – spiega Braedon McDonald, autore principale dello studio – e' che i neutrofili reclutati in caso di infiammazione viaggiano rapidamente attraverso canali intravascolari, piuttosto che prendere una strada più diretta passando per i tessuti sani, dove potrebbero rischiare di causare danni”. 
Grazie a questa tecnica, i ricercatori hanno identificato una sequenza precisa di segnali che indirizzano i neutrofili nel punto giusto. Il primo evento e' la necrosi (o morte cellulare) che rilascia delle sostanze che allertano i neutrofili della presenza di un’infiammazione; questi si attivano e aderiscono al tessuto.
Poi, un gradiente di chemochine (molecole specializzate nell'attrarre cellule del sistema immunitario) spinge i neutrofili a superare i tessuti sani e dirigersi alla fonte dell’infiammazione.
Infine, parti di proteine rilasciate dai mitocondri di cellule morte guidano queste cellule nel punto di arrivo finale. Proprio questi ultimi, secondo gli autori, potrebbero essere usati come target per nuovi antinfiammatori.
By Giulia Belardelli - Tratto da galileonet.it


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Psiche e sistema immunitario
Le ricerche piu’ recenti  hanno evidenziato come la psiche e i grandi sistemi biologici (ormonale, nervoso, immunitario), lavorano in sinergia in influenzandosi a vicenda grazie a numerose vie di comunicazione bidirezionali.
Queste vie sono rappresentate sia dai nervi, sia da numerose sostanze prodotte e riconosciute dalle cellule dei diversi sistemi che costituiscono il linguaggio attraverso cui essi comunicano. Si notato  infatti che le cellule del sistema immunitario hanno recettori per le sostanze prodotte dal sistema nervoso che in tal modo regola la funzione immunitaria.
Le cellule immunitarie d’altra parte producono sostanze importanti nei fenomeni infiammatori, le citochine, che una volta raggiunto il cervello, sono in grado di influenzare l’umore, il pensiero, il comportamento. 
Varie molecole agiscono nei vari sistemi. nervoso ormonale e immunitario. venendo spesso solo artificiosamente assegnate all’uno o all’altro. Ad esempio alcune cellule del sistema immunitario non solo sono sensibili, ma anche producono una molecola importante per lo sviluppo e le funzioni del sistema nervoso (il fattore di crescita nervoso NGF) il quale ha importanti effetti anche sull’immunità, sulle infiammazioni e la riparazione dei tessuti.
Tutto ciò spiega i meccanismi che sono alla base di circostanze note da tempo come ad esempio il fatto che eventi stressanti, in particolare di perdita, deprimono la funzione immunitaria o che l’isolamento psicosociale e' predittivo di una maggiore probabilità di contrarre malattie e di mortalità per tumore, malattia cardiovascolare e una moltitudine di altre cause. Di contro relazioni personali di supporto hanno un effetto benefico sull’immunità e la salute.

Solo per rimanere nel campo della biochimica, sappiamo che un linfocita e' di fatto anche una cellula neuroendocrina che emette e soprattutto riceve segnali. E' dotata di recettori per ormoni e neurotrasmettitori di ogni tipo. Ancora non sappiamo in che termini questi segnali neuroendocrini influenzino la risposta immunitaria, ma e' chiaro che le cellule immunitarie non agiscono di loro iniziativa, rispondono a precisi ordini del cervello. E sappiamo che i segnali neuroendocrini del cervello riflettono lo stato emotivo, ergo: le reazioni immunitarie sono il risultato dello stato emotivo.
Sono le nostre emozioni - che a loro volta dipendono dall'atteggiamento che abbiamo nei confronti della vita - a decidere se un antigene e' un amico o un nemico.
Perugini Billi forse direbbe "a decidere se e' self o non-self" e questo mi dà lo spunto per spingermi oltre: e' la nostra capacità di riconoscere noi stessi che determina la nostra risposta immunitaria. Quante più componenti della nostra psiche inglobiamo nella nostra coscienza e tanto meno l'ambiente rappresenta un fattore di disturbo.
Potete osservare questo stesso meccanismo a livello di comportamento nelle relazioni umane. Le persone che si identificano molto con una parte di se' e reprimono le altre, sono più intolleranti nei confronti di quelle persone che evocano le componenti represse della loro personalità. Il sistema immunitario fa la stessa cosa.

Ma ci sono altre considerazioni da fare, che credo siano rilevanti nel caso dell'IBS. Il sistema immunitario non e' solo in relazione con l'esterno, ma anche con se' stesso, così come la psiche e' sempre in relazione anche con se' stessa.
vedi anche: Psiconeuroendocrinoimmunologia

Studiando il cervello di roditori nelle fasi immediatamente successive alla nascita, i ricercatori hanno localizzato delle proteine - chiamate MHC type I - sulla superficie delle cellule nervose. Si tratta di una vecchia conoscenza per i biologi, perché sono le stesse proteine che permettono al sistema immunitario di distinguere le molecole appartenenti all'organismo da quelle "esterne" (eterologhe), alcune volte in modo utile (come nella lotta contro i tumori o le infezioni), altre volte creando problemi (come nei casi di rigetto successivi ai trapianti di organi).
Per scoprire il ruolo di queste molecole nello sviluppo cerebrale, i ricercatori hanno studiato sia il cervello di topi privi di questo tipo di proteine, sia neuroni isolati e con un numero alterato di MHC I. Hanno così scoperto che l’assenza delle proteine portava a un aumento nel numero di sinapsi, i collegamenti che permettono la propagazione dell’impulso nervoso tra i neuroni. 
vedi: Cervello

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RELAZIONE della MENTE-CERVELLO (stress) con il SISTEMA IMMUNITARIO ed i  COMPORTAMENTI, DEPRESSIONE
Sintomi Psichici:
Paura, ansia, apatia, attacchi di panico, depressione, ipocondria, stress, indecisione, insicurezza, irrequietezza, fatica, deconcentrazione e/o fatica a concentrarsi, mania di persecuzione, senso di claustrofobia, senso di inadeguatezza, senso di stanchezza ecc.

Sintomi di Comportamento:
Bulimia, anoressia, difficolta’ a prendere sonno, fame nervosa,, impotenza-frigidita’, inappetenza, insonnia, irritabilita’, lacrime facili, nervosismo, rosicchiare le unghie, tic nervosi, tricofilomania, errori alimentari, uso di vaccini e farmaci, ecc.

Sintomi Fisici:
Acne, asma, amenorrea, coliche, colon irritabile, diarrea, disturbi visivi, emicrania, ipertensione, mal di stomaco, mialgie e dolori muscolari, nausea, caduta di capelli, orticaria, stipsi, sudorazione, svenimenti, tachicardia, vertigini, ecc.

Le code nel traffico, le arrabbiature, i litigi, la paura ecc.: il nostro organismo reagisce a queste situazioni, producendo complesse sostanze biochimiche: biovitali di sostentamento alla situazione + altre tossiche, che se queste ultime non vengono eliminate al piu’ presto procurano disturbi fisici e psichici.

1 - Di fronte a stimoli stressanti ripetuti, l’ipotalamo (nel cervello di sopra) produce l’ormone Crh
2 – Questo a sua volta, induce l’ipofisi a rilasciare un altro ormone l’Acth, che attraverso il sangue arriva alle ghiandole surrenali.
3- Le surrenali, cosi sollecitate, producono sostanze come l’adrenalina e cortisolo: que ormoni che “allertano” l’organismo, facendo accelerare respiro e battito cardiaco.
4 – In condizioni di stress cronico, inoltre, si ha una ridotta produzione di cellule immunitarie nel Timo e nel midollo osseo.
5 – Durante le manifestazioni Psichiche del punto 1, il cervello di sotto od intestino, risente delle stress in atto, e la flora batterica si altera e varia il pH digestivo e quindi iniziano a prodursi anche tossine che se veicolate dal sangue nelle cellule, determinano una loro malfunzione + altre e diverse malfunzioni intestinali che si ripercuotono in primis (e non solo) sul Sistema Endocrino-Immunitario ma ed anche sullo stato Psico-Spirituale del soggetto.

Come aumentare la risposta del Sistema immunitario e quindi le difese, in modo naturale ?

cellule di Langerhans e reazioni immunitarie: attenuano la risposta della pelle all'infiammazione e quindi alle infezioni.

Alcuni ricercatori della Scuola di Medicina dell'Università di Yale hanno scoperto che le cellule di Langerhans nella pelle, che finora si riteneva avvertissero il sistema immunitario della presenza di patogeni, smorzano invece la reazione della pelle alle infezioni e all'infiammazione. La scoperta potrebbe consentire di comprendere meglio i meccanismi alla base di molti disturbi della pelle, come la psoriasi, il lupus e alcuni tipi di tumore.
Lo studio e' stato pubblicato sul numero del 15 dicembre della rivista "Immunity".
Le cellule dendritiche si trovano ovunque nel corpo e sono estremamente efficienti nell'avvisare il sistema immunitario della presenza di patogeni e di altri materiali estranei.
Le cellule di Langerhans sono cellule dendritiche situate nella pelle, ovvero in un'importante barriera per le infezioni, e generalmente si riteneva che servissero soltanto a dare l'allarme al sistema immunitario.
Daniel H. Kaplan, Mark J. Shlomchik e colleghi hanno usato tecniche transgeniche per sviluppare un modello di topo privo di cellule di Langerhans nella pelle.

Stimolando l'epidermide degli animali per creare un'ipersensibilità simile alla reazione all'edera velenosa, i ricercatori si attendevano che i topi privi di cellule di Langerhans presentassero una risposta immunitaria ridotta.
Invece, anziche' un calo della risposta immunitaria, ne hanno osservato un incremento significativo e riproducibile. "Le cellule di Langerhans - conclude Kaplan - non sono necessarie per generare la risposta immunitaria nella pelle, ma la possono regolare e smorzare quando non e' necessaria".
Fonte: lescienze.it (18/12/2005)
Commento NdR: frizionare la pelle per aumentare le difese immunitarie e' una vecchissima tecnica della Medicina Naturale  -
vedi anche Frizioni  +  Massoterapia


Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
vedi: La teoria dei germi di Pasteur e' FALSA 

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Indicazioni per globuli bianchi (Leucociti)

Un'equipe dell'Università di Verona ha identificato cinque proteine che segnalano al sistema immunitario dove e quando entrare in azione.
Cinque molecole sono alla base del corretto funzionamento del nostro sistema immunitario. Perche' dicono ai globuli bianchi quando entrare in azione e dove dirigersi. Il meccanismo e' stato scoperto dai ricercatori dell’Università di Verona, che hanno pubblicato oggi il loro studio su Nature Immunology.

Il reclutamento dei globuli bianchi “al posto giusto e nel momento giusto” (in modo che la risposta immunitaria sia circoscritta e mirata) e' un fenomeno noto da oltre un secolo, ma le sue basi molecolari sono studiate solo da pochi anni.
L'equipe guidata da Carlo Laudanna, docente presso il dipartimento di Patologia dell'
Università di Verona, ha ora scoperto come fanno queste
cellule a sapere dove e quando migrare dal sangue verso tessuti in pericolo: le indicazioni sono fornite da cinque proteine (RhoA, Rac1, Cdc 42, fosfolipasi D1, Pip5kc), che agiscono in modo combinato per trasportare un unico messaggio ai linfociti (un tipo particolare di globuli bianchi).
Senza queste molecole il sistema immunitario non funziona.
“Si tratta  di un sistema di segnali a cascata che regola il passaggio delle informazioni tra le cellule e l'ambiente esterno”, spiega Laudanna a Galileo: “Se una sola di queste cinque molecole e' assente o non funziona correttamente, si verificano errori più o meno gravi nella migrazione dei globuli bianchi, ovvero nel primo step della risposta immunitaria”.
I ricercatori hanno inserito nella cellula le cinque molecole, di volta in volta mutate o inattivate, così da poter verificare il ruolo di ciascuna (l'inserimento e' stato ottenuto con la “tecnologia di peptidi troiani”, sviluppata dallo stesso gruppo di Laudanna negli ultimi quattro anni).
I risultati sono stati poi confermati dal
Centro di Biomedicina computazionale
(Cbmc), che – primo in Europa – ha utilizzato la tecnologia avanzata di Imagestream per contare le proteine all'interno di una cellula: “In questo modo abbiamo avuto la prova che il mal funzionamento del sistema immunitario dipendeva dalla mancanza di una o più delle cinque molecole”, sottolinea Laudanna.
Secondo gli studiosi, la ricerca può avere delle ricadute importanti. In primis, la possibilità di sviluppare farmaci ad azione mirata, per malattie infiammatorie e autoimmuni. (t.m.)

Tratto da: galileonet.it
Come distruggere in maniera scientifica il sistema immunitario, con i Vaccini
IMPORTANTE: questo pdf: http://www.dipmat.unipg.it/~mamone/sci-dem/nuocontri_1/debernardi.pdf
Continua in:  Immunita' e Vaccini  +  DEPRESSIONE vedi: Cosa e' un VACCINO  +  Contenuto dei Vaccini 

Commento NdR: per colpa dei Vaccini, che modificano anche il Terreno di base, queste importanti proteine (per l'alterazione di flora batterica + enzimi + geni) vengono alterate e quindi il sistema immunitario non funziona piu' come prima !

vedi anche: Immunodepressione da Vaccino-1 Immunodepressione da Vaccino-2 + Cosa e' un VACCINO +  + Crimini dell'industria farmaceutica  + 
La teoria dei germi di Pasteur e' FALSA  +  Stress e funzioni vitali   +  Stress Ossidativo - 2 + Trasmissione malattie  +  Parassiti e Veleni + Malattie Immunitarie  +  Disbiosi  +  Flora batterica Autoctona  +  Come Nasce la malattia ?   +  Malassorbimento  +  Legge di Guarigione  +  DIGESTIONE  +  Autoguarigione  +  Falsità della medicina ufficiale 

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Tumori, sistema immunitario e depressione: un rapporto a tre – 21/05/2009 - vedi anche: Conflitti Spirituali
Il silenziamento di un meccanismo di comunicazione fra le cellule del sistema immunitario, e specificamente la via di segnalazione dell'interferone, rappresenta un momento significativo nello sviluppo di un cancro
Due articoli pubblicati sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)
approfondiscono i complessi rapporti che vi sono fra tumori, sistema immunitario e depressione.

E' ben noto che la depressione e' una conseguenza estremamente frequente di una diagnosi di cancro, ma nello studio condotto presso l'Università di Chicago da Leah Pyter e colleghi (Peripheral Tumors Induce Depressive-like Behaviors and Cytokine Production and Alter Hypothalamic-Pituitary-Andrenal Axis Regulation) i ricercatori hanno mostrato che questa condizione mentale non e' solo la conseguenza dello stato di incertezza e timore per la propria vita indotto dalla notizia, e neppure solo un portato della chemioterapia.

Il gruppo di ricerca coordinato da Pyter ha infatti provato che lo sviluppo di un tumore induce cambiamenti nell'espressione genica nell'ippocampo, la principale struttura cerebrale coinvolta nella regolazione delle emozioni. In particolare, i tumori determinano nell'ippocampo un aumento dei livelli di citochine, sostanze prodotte dal sistema immunitario per le quali era già stata osservata una correlazione fra una loro massiccia presenza e la depressione.
"Nello studio abbiamo esaminato le risposte comportamentali in animali non umani, e in particolare nei ratti, anche perche' i ratti non hanno coscienza della malattia e quindi i loro cambiamenti comportamentali erano verosimilmente il risultato di fattori puramente biologici", ha spiegato la Pyter.

La seconda ricerca (Impaired interferon signaling is a common immune defect in human cancer), condotta presso lo Stanford University Medical Center, ha invece messo in evidenza come il silenziamento di un meccanismo di comunicazione fra le cellule del sistema immunitario, e specificamente la via di segnalazione dell'interferone, rappresenti un momento significativo nello sviluppo di un cancro.
"Oltre la metà dei pazienti con il cancro mostra una risposta immunitaria contro il tumore. Ma perche' questa fallisce così spesso? La nostra ricerca indica che il cancro interferisce con una importante via di segnalazione del sistema immunitario.
E' possibile che la correzione di questo difetto divenga un giorno parte delle terapie di molti tipi di neoplasie", ha detto Peter P. Lee, che ha diretto la ricerca.

In precedenti ricerche Lee e colleghi avevano dimostrato che la via di segnalazione dell'interferone era compromessa nei pazienti con melanoma; in questo studio hanno mostrato che lo stesso difetto si presenta anche nei pazienti colpiti da cancro del seno e gastrointestinale; successivamente hanno valutato anche la risposta di linfociti B, linfociti T e cellule NK agli interferoni nei pazienti sani e con tumore.  Questo difetto nelle vie di segnalazione degli interferoni si e' inoltre dimostrato essere della stessa entità sia nei pazienti con cancro allo stadio iniziale sia in quelli con cancro in stadi più avanzati, un dato che indica che il problema deve essere insorto all'inizio del suo sviluppo e che non dipende dalla eventuale chemioterapia.
Oltre ad allargare lo studio ad altri tipi di cancro, i ricercatori intendono ora capire se questo difetto può bloccare l'efficacia delle nuove immunoterapie, sia attive, come i vaccini, sia passive, come le terapie cellulari. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: In medicina Naturale si insegna da sempre il contrario, e cioe', che e' il Conflitto Spirituale (Causa primaria= Errori Etici) che generando depressione ed immunodepressione producono con altre concause fisiche... il cancro o l'aids !
vedi:
La teoria dei germi di Pasteur e' FALSA 

E' noto che, quando si effettua una vaccinazione, NON tutti i soggetti producono dopo il vaccino degli anticorpi, infatti in circa il 25%- 30%  dei soggetti, gli non si ritrovano dopo l'atto vaccinale, e questo perche' ?....perche' quelli sono individui piu' SANI di quelli che li producono - hanno un Sistema Immunitario (S.I.) aspecifico - in essi, appena il vaccino entra nell'organismo, viene subito riconosciuto come sostanza TOSSICA e quindi esso viene isolato e depositato in qualche parte dell'organismo, senza entrare in contatto con le funzioni immunitarie di riconoscimento e decodifica, che vengono sempre attivate dal DNA del soggetto, quando "incontra" un DNA eterologo (estraneo, in genere animale); quando il S.I. decodifica le informazioni totali e non solo periferiche della o delle sostanze inoculate con il vaccino, come nel caso dei soggetti che non creano anticorpi, il vaccino riesce ad obbligare il S.I. a produrre anticorpi, e quindi si scatenano le opportune reazioni piu' o meno intense del S.I. per tentare, senza riuscirvi ad eliminare il vaccino, che rimane, in quei soggetti meno sani, all'interno dell'organismo con tutto il suo carico viral-batteriologico TOSSICO, generando nel tempo, come una bomba a tempo e magari durante o dopo uno stato febbrile, le malattie le piu' disparate !
Cio' significa che il 25 - 30 % dei soggetti e' molto sano e gli altri sono solo piu' deboli...con tutte le conseguenze del caso.

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Virus Weaves  Itself Into The DNA Transferred From Parents To Babies
University of Rochester Medical Center - 2008, September 3
New research from the University of Rochester Medical Center shows that some parents pass on the human herpes virus 6 (HHV-6) to their children because it  is integrated into their chromosomes. This is the first time a virus has been shown to become part of the human DNA and then get passed to subsequent generations. This unique mode of congenital infection may be occurring in as many as 1 of every 116 newborns, and the long-term consequences for a child's development and immune system are unknown.
Tratto da: sciencedaily.com

Sintesi: queste ricerche confermano il passaggio di virus da parte dei genitori nel DNA dei loro figli ! Questo fatto e' ben noto e da sempre affermato da parte della Medicina Naturale, ma cio' vale per qualsiasi malattia...

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Scoperta in Italia la "molecola" che regola il sistema immunitario.
Italy, Roma - Adnkronos/Ign, 18 Giu. 2009  
La molecola regola i ciclo di vita delle cellule dendritiche che a loro volta attivano il sistema immunitario contro le infezioni.
Lo studio e' dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca.
La chiave di volta del sistema immunitario umano sta in un molecola scoperta dal team di ricerca dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca.
CD14 questa sigla convenzionale potrebbe cambiarci la vita perche' e' la denominazione scientifica della molecola che regola la vita delle cellule (leucociti) che vigilano sul funzionamento del corpo umano.
Il nostro organismo infatti si difende dalle infezioni batteriche attraverso le cellule del sistema immunitario. Tutte le risposte contro i patogeni sono indotte e regolate da cellule conosciute col nome di cellule dendritiche. Poiche' questi leucociti controllano tutti i principali processi di attivazione del sistema immunitario, la regolazione del loro ciclo vitale e' di fondamentale importanza.
Una morte precoce delle cellule dendritiche provoca, infatti, risposte insufficienti mentre una loro attivazione troppo prolungata porta a gravi scompensi nell’attività del sistema immunitario stesso. Sinora si ignorava il ruolo che un’importante molecola studiata da oltre vent’anni, la proteina CD14, avesse in questo delicato meccanismo.
Le cellule dendritiche sono cellule dell'immunità innata distribuite negli organi linfoidi e non. In condizioni di omeostasi pattugliano i tessuti e continuano a sondare l'ambiente per captare la presenza di eventuali microrganismi infettivi. In caso di infezione si attivano e regolano tutta la risposta a cascata del sistema immunitario dirigendo sia la risposta immunitaria innata che adattativa.
La molecola CD14, insieme ad altri recettori, contribuisce al riconoscimento dei patogeni da parte delle cellule dendritiche.
Noi abbiamo scoperto che tale molecola regola la sopravvivenza delle cellule dendritiche dopo l'incontro con i patogeni, determinando in questo modo l'efficacia delle risposte immunitarie.
Poiche' le cellule dendritiche attivano e regolano tutta la risposta immunitaria, una morte eccessivamente precoce di queste cellule in seguito all'incontro con agenti patogeni porta a risposte del tutto inefficienti mentre una sopravvivenza eccessivamente prolungata porta a risposte aberranti.
La molecola CD14 ha quindi il delicato compito di regolare la lunghezza di vita delle cellule dendritiche in seguito al riconoscimento dei microrganismi e quindi di determinare l'efficacia delle risposte immunitarie.

Cio' significa che "Il nostro organismo si difende dalle infezioni batteriche attraverso le cellule del sistema immunitario. Tutte le risposte contro i patogeni sono indotte e regolate dalle "cellule dendritiche".
Poiche' questi leucociti (globuli bianchi) controllano i principali processi di attivazione del sistema immunitario la regolazione del loro ciclo vitale e' di fondamentale importanza".

L'alterazione del ciclo vitale di questi leucociti-sentinella, provoca scompensi nel sistema immunitario.
La proteina CD14 viene prodotta spontaneamente dal nostro organismo, e "regolando la sopravvivenza delle cellule dendritiche che attivano la risposta contro le infezioni, determina quanto lunga e quindi quanto efficace sarà la risposta immunitaria naturale dell'organismo"- si apprende dallo studio che sarà pubblicato su Nature.
Dagli sviluppi della ricerca - alla quale hanno partecipato il dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze e il Dipartimento di Fisica dell'Università di Milano-Bicocca, finanziato dalla Comunità Europea con il progetto Encite, da Airc e dallo stesso ateneo con l'acquisto di specifiche attrezzature per l'immagine cellulare - e' previsto lo sviluppo e il perfezionamento di vaccini antitumorali migliori di quelli già prodotti in laboratorio, ma che non soddisfano tutti i casi di applicazione.
Francesca Granucci, docente di patologia generale e coordinatrice della ricerca ha sottolineato che "La nostra ricerca ci ha permesso di comprendere come alcune cellule del nostro organismo, tramite la proteina CD14, rispondano alle infezioni batteriche e diano inizio a tutta la risposta immunitaria. La scoperta della molecola CD14, ha gioco forza nella regolazione del ciclo vitale delle cellule dendritiche che a loro volta regolano la risposta contri i patogeni, e quindi, di riflesso, in futuro, attraverso la proteina CD14 si potranno individuare sostanze capaci di migliorare la regolarità del sistema immunitario.
L'uso dei campi applicativi della molecola sarà possibile anche in materia di sepsi (malattia sistemica del sistema immunitario dovuta alla presenza di batteri) e scompensi cardiaci.
Tratto, in parte, da: Adnkronos.

Commento NdR: ecco spiegato uno dei meccanismi delle alterazioni proteiche, indotte anche dai GRAVI Danni dei Vaccini, la sintesi e la specializzazione delle proteine viene alterata da qualsiasi Vaccino, oltre all'intasamento (intossicazione) ed infiammazione anche dei linfonodi, ove le cellule dendritiche sono anche presenti, ma indica anche il perche' i vaccini destabilizzano queste molecole cosi' importanti.
vedi:
La teoria dei germi di Pasteur e' FALSA 

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Scoperta molecola chiave del sistema immunitario - Dic. 2010
A Genova, ricercatori dell'Ospedale Pediatrico Giannina Gaslini e del Dipartimento di Medicina Sperimentale, coordinati dai professori Lorenzo e Alessandro Moretta, hanno identificato il messaggero più importante che veicola le informazioni tra la prima e la seconda linea di difesa del sistema immunitario, quando esso combatte contro batteri e cellule tumorali.
Lo studio, pubblicato sull’ultimo numero della prestigiosa rivista internazionale Blood, vede come autrice principale una giovane ricercatrice francese, la dott.ssa Sophie Aguagué, che ha scelto il Gaslini per un periodo di ricerca post-dottorato.
La molecola scoperta è “una citochina denominata interleuchina-18 (IL-18)", spiega Lorenzo Moretta, Direttore Scientifico del Gaslini, "prodotta dalle cellule dendritiche e dai macrofagi durante la loro consultazione con le cellule NK (Natural Killer, ndr). L’IL-18 modifica il comportamento delle cellule NK e queste “dimenticano” di essere dei killer, diventano degli istruttori e dirigono i linfociti T e B (grazie ad altre citochine-messaggeri) perché questi funzionino al meglio per combattere microbi o cellule di tumore che tendono a sfuggire al loro controllo”.
Le cellule “Natural Killer” (NK), come dice il nome, sono in grado di uccidere e svolgono un ruolo importante nelle difese contro virus, tumori e leucemie. Ma sono in grado di fare di più. Quando un agente patogeno (ad es. un batterio) invade un tessuto, ad esempio attraverso una ferita, le cellule NK dialogano con altri tipi cellulari (quali le cellule dendritiche, i macrofagi, le mast cellule) e dal risultato di queste consultazioni, si possono avere azioni diverse.
In molti casi le cellule NK (che appartengono all’esercito dell’”immunità innata” e costituiscono la prima linea di difesa) sono in grado di eliminare direttamente l’invasore. In altri casi, istruiscono le seconde linee, altri soldati del nostro organismo più specializzati e con armi più sofisticate vale a dire i linfociti T e i linfociti B (che producono gli anticorpi, proiettili molto precisi) perché affrontino al meglio il nemico.
Questo passaggio di informazioni avviene mediante contatto diretto tra cellule (l’ordine viene “consegnato a mano”) oppure, mediante messaggeri solubili, detti citochine, prodotte dalle cellule dell’immunità innata.
La scoperta del ruolo chiave dell’IL-18 nell’ottimizzare le nostre difese potrà avere importanti riflessi per riuscire a modificare al meglio e a nostro vantaggio le risposte contro agenti patogeni e tumori.
Tratto da: italiasalute.it

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SISTEMA  IMMUNITARIO  e  LIBERTA’ dalla  PAURA  -  28 Ottobre 2009
Ciao Valdo, sono  Jacopo, il ragazzo che ti interpellò sul problema dell’influenza suina.Continuo a leggere le cose interessanti che scrivi e vorrei in proposito porti alcune domande. 
Condivido appieno le argomentazioni delle tue ultime tesine inerenti la salute e la malattia, ma ho qualche perplessità che vorrei chiarire.
Epatite, tifo, malaria, vaiolo, febbre gialla, mica sono uno scherzo. Come mai si prende l’epatite o comunque si ammala il fegato se mangiamo qualcosa di spregevole o beviamo dell’acqua sporca, come può succedere in certi paesi arabi, in giro per il mondo o persino da noi ?  Per non sbagliare, un tipo che conosco e' andato in Indonesia nella giungla e si e' fatto il vaccino per il tifo, l’epatite A e B, e la profilassi per la malaria.
E le varie malattie tipo vaiolo e febbre gialla ? Per quest’ultima  alcuni paesi impongono la vaccinazione, altrimenti non ti fanno manco entrare.
Come si fa a non ammalarsi ? Come si fa a non ammalarsi senza queste profilassi, che oltretutto io non vorrei mai fare, e tengo a precisarlo ? Ce n’e' veramente bisogno ? Ad esempio, come si fa ad essere immuni alla malaria che e' un parassita ?
Viste le tue ottime, per non dire perfette condizioni di salute interna (non ti sto prendendo in giro, e so che quando le citi non lo fai per vantarti ma piuttosto per far comprendere alla gente  i benefici di una dieta virtuosa e di una vita sana), cosa succede se una zanzara portatrice del parassita della malaria ti punge ?
I meccanismi infermizzanti del freddo
Poi, più banalmente, quali sono i meccanismi infermizzanti del freddo, che colpisce preferibilmente l’apparato respiratorio con raffreddori, bronchiti e polmoniti ?
Lo so che non e' il freddo in se' ma piuttosto lo stato di intossicazione interna. Mi chiedo però cosa succede all’interno del corpo.
Le verdure ricche di nitrati sospetti
Alcune verdure che normalmente consumo e che mi piacciono, tipo spinaci, bietoline, erbette e sedano, contengono nitrati i quali, grazie alle vitamine e ad altri componenti bilancianti delle piante stesse, non si trasformano nei micidiali e cancerogeni nitriti, tipici dei salumi.
Ma  nel caso di stoccaggio prolungato ed imperfetto, come può succedere sia dal fruttivendolo che al supermercato, la perversa trasformazione potrebbe pure aver luogo.
Ho letto questo su alcuni siti che consigliano di non abbondare con queste verdure.
A me la cosa non convince troppo. Cosa ne pensi ? In definitiva, che tipo di acqua bevi ? Scrivi molto in merito all’acqua giusta da bere. Ma tu, in definitiva, quando stai in Italia, che tipo di acqua bevi ?
Come si fa a bere l’acqua piovana se e' inquinata ?

I giapponesi, le alghe e il pesce crudo.
Che ne pensi delle alghe come cibo contenente il maggior numero di elementi nutritivi in assoluto ?
Mi riferisco a vitamine, minerali, enzimi, ormoni. Come mai non ne parli ? C’e' mica qualche controindicazione ? Come mai i giapponesi hanno un alto tasso di longevità, mangiando alghe e pesce crudo ?
Il supervitaminico frutto indiano amalaki e il kiwi giallo
Hai mai sentito parlare dell’amla o amalaki, un frutto indiano che da noi non si trova, ma che contiene 445 mg di vitamina C per 100 grammi di prodotto ?
L’hai mai mangiato ? Lo consiglieresti ?
Ho anche una curiosità sul kiwi gold, anch’esso molto ricco di vitamina C.
Ho letto che non e' una pianta spontanea, ma frutto di incroci naturali, ma pur sempre incroci.

Cosa ne pensi ?
Ti ringrazio per l’attenzione e la disponibilità.
Jacopo

Risposta:
La strabiliante importanza di un fegato sano, e l’ovvia paura dell’epatite
Ciao Jacopo, mi stai sottoponendo a un interrogatorio stile Gestapo.
La salute interna dell’uomo, scordando per un attimo il basilare muscolo cardiaco che associato ai polmoni detta il ritmo vitale, sta tutta nell’organo epatico, in quella complessa e superintelligente centrale biochimica chiamata fegato.
Il fegato e' così profondamente interrelato ed interconnesso con tutto il resto che possiamo benissimo dire che uomo uguale fegato, oppure uomo sano uguale fegato sano.
Ti assicuro che un fegato funzionante, e tenuto responsabilmente in buon ordine, non si ammala facilmente, non cade preda di ipertrofie, ingrossamenti, infiammazioni, disfunzioni, o di semplici intasamenti delle proprie
cellule morte suddivise nei diversi virus che portano la medicina monatta a classificare i disturbi in epatite A, B, C, D ed E, spaventando il mondo intero con la solita parola terroristica contagio.

Il cancro non si sviluppa mai se non c’e' stato prima un danneggiamento del fegato e una caduta del sistema immunitario

Il dr Max Gerson, una delle massime autorità mondiali nel recupero dei malati di cancro, incluso a volte quelli terminali, usava dire che per il cancro ci vogliono dei componenti specifici cellulari (eccesso di sodio e carenza di potassio nelle cellule, eccesso di acqua, e tendenza delle cellule stesse a nutrirsi di fermentazione e non di ossidazione), e ci vogliono dei componenti generali corporali.
In questi componenti generali causatori del cancro, citava per l’appunto il deterioramento degli organi essenziali, mettendo il primo luogo il tratto digestivo ed il fegato.

Il cancro, ad esempio, non si sviluppa mai, se prima non c’e' stato prima un danneggiamento del fegato (con cambiamenti funzionali associati ai reni, alla bile e al sistema linfatico) e un fallimento parziale o totale del sistema immunitario, le sue specifiche parole.

La cura migliore per distruggere l’organo epatico. Come si fa ad ammalare il proprio fegato ? E’ molto semplice.
Vuoi la cura migliore per distruggerlo ?
Carne, pesce, latticini, uova, salumi, dolciumi, cioccolatini, caramelle, merendine, integratori sintetici, caffe', the, alcol, zucchero, sale, farmaci e vaccini, e lo stendi al tappeto al pari di un pugile suonato.

Vedrai che a quel punto si intaserà delle sue stesse ceneri virali, boccheggerà e chiederà aiuto non si sa a chi, implorerà la misericordia divina, o la magia del santo protettore dei fegati, o un epatoprotettore non-farmaceutico.
L’unico a poterlo salvare sarà in quel caso un processo di disintossicazione accelerata chiamato digiuno, e l’adozione immediata di una politica nutritiva finalmente virtuosa e rispettosa delle sue caratteristiche di fegato umano-fruttariano, di fegato incapace di demolire sostanze estranee come il colesterolo.

L’essere umano non e' quel verme indifeso e vulnerabile che la medicina pretende
Il fatto e', caro Jacopo, e' che l’essere umano non e' quel verme privo di spina dorsale, succube di ogni malanno e di ognuna delle 40 mila malattie elencate nel carnet medico, che la medicina ama proporre.

E’ verissimo che ci sono in giro molti più malati che sani.
Questo però succede perche' sono tutti in cura, tutti clienti del salumiere, del medico della mutua e del farmacista.
Tutti a mandar giù farmaci e integratori, tutti a drogarsi da mattino a sera, mentre la frutta resta sui rami, o cade a terra abbandonata, o viene trasformata in velenosi vini e sidri

Tutti a mandar giù pasticche e a cercare integratori. Tutti a drogarsi da mattina a sera, mentre fichi e cachi restano sugli alberi a vantaggio degli uccelletti.
Mentre noci e susine restano abbandonate al suolo, preda di lumachoni e di formiche.
Mentre milioni di chilometri di vigne regalano tonnellate di ottimi frutti trasformati indecentemente in imbevibili sostanze alcoliche chiamate vini doc, gustose per il palato ma micidiali per la biochimica corporale ed epatica.
Mentre il 70% delle terre coltivate e' riservata ai disgraziati dei penitenziari agricoli, ai bovini e ai maiali da macello, ed e' preda esclusiva della Monsanto Incorporation, maggiore inquinatore mondiale coi suoi erbicidi, coi suoi fertilizzanti sintetici e coi suoi sinistri OGM, organismi geneticamente modificati.

L’uomo e' un’autentica macchina da guerra
La realtà e' che ognuno di noi, con un minimo di accortezza e di sale in zucca, e' un orologio perfetto, ed anche un’autentica macchina da guerra, dotata di un sistema complesso ed articolato di protezioni e di ponti levatoi, al pari degli antichi castelli medievali.

I medici gli hanno dato un nome e lo definiscono sistema immunitario.
Poi, siccome fa loro concorrenza sleale, essendo lui stesso un medico, ma con l’aggiunta della perfezione e dell’infallibilità, lo mettono in disparte e si sostituiscono ad esso, combinandone regolarmente di cotte e di crude.

La distinzione tra sostanze amiche e sostanze nemiche
Il sistema immunitario ha il compito di distinguere gli amici (sostanze self, sostanze familiari e compatibili), dai nemici (sostanze non-self, o estranee e contrastanti).
Ha il compito di controllare i vettori invadenti esterni (batteri e polvere cellulare altrui) e quelli di provenienza interna (batteri interni e polvere cellulare propria).
Ha il compito di riconoscere ogni sostanza sospetta o dannosa, di marcarla e distruggerla.

La pelle ed il sangue sono le prime due barriere. La prima barriera e' quella della pelle, che per molti aspetti e' impenetrabile.

La seconda e' rappresentata dallo stesso sangue, nel quale viaggiano i globuli bianchi,
cellule allungate che intervengono prontamente nelle ferite e nelle infezioni (il pus nelle ferite e' infatti costituito da milioni di globuli bianchi, ossia di cellule morte o morenti nella battaglia, e di batteri esterni messi fuori combattimento non perche' nemici o cattivi, ma perche' opportunisti ed affamati, e pronti a banchettare sulla nostra ferita esterna).
L’attività difensiva dei globuli bianchi e' potenziata dagli Omega3, acidi grassi polinsaturi di origine vegetale (che non comportano fenomeni immuno-contrastanti e dannosi di leucocitosi ed acidificazione).

La terza protezione e' rappresentata dal sistema linfatico, e dai linfociti che viaggiano nei nodi e nella linfa (quel fluido incolore extracellulare che e' la propaggine-liquida finale del sangue, e che nutre-ripulisce in continuazione le nostre cellule, e che espelle in continuazione i miliardi di virus interni, derivanti dalle cellule che muoiono in continuazione e che vengono disgregate in polvere cellulare o virus dai rispettivi lisozomi o becchini intracellulari).

Interferone, immunoglobuline e prostaglandine come quarta barriera
La quarta fascia protettiva e' quella dell’interferone, delle immunoglobuline e delle prostaglandine.
L’interferone e' una sostanza proteica prodotta dai vari tipi di
cellule per fagocitare, coi suoi fagociti, la polvere cellulare morta o polvere virale principalmente interna (che e' innocente e non contagiosa ma semplicemente intasante).
Il sistema immunitario coinvolge pure anticorpi o immunoglobuline IgA ed IgM (grosse molecole proteiche con 15-20 mila atomi).
Gli anticorpi contro gli hapteni degli antigeni, ad evitare le malattie auto-immuni.
Le prostaglandine come ormoni regolatori della circolazione, del battito e delle risposte immunitarie.
Il nostro corpo fabbrica un milione circa di anticorpi diversi, ognuno di essi capace di riconoscere un particolare tipo di atomi chiamati hapteni, portati dai rispettivi antigeni (senza anticorpi specifici in grado di catturare tali hapteni, si soffre delle cosiddette malattie auto-immuni).
Le prostaglandine (C20-H34-O5) sono piccole molecole lipidiche con ruoli basilari nel funzionamento del corpo.
Agiscono come ormoni regolatori del battito cardiaco, del flusso sanguigno, delle risposte immunitarie, della riparazione e della difesa da droghe-farmaci-vaccini).
By Valdo Vaccaro - Igienista - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista) - Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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L'Immunita'  e' strettamente legata con l'Alimentazione (denutrizione-malnutrizione-malassorbimento) e la conseguente Malnutrizione cellulare:
Denutrizione - Che cos’è
La denutrizione (o iponutrizione) è un termine generico per indicare la condizione patologica causata da una dieta inadeguata protratta nel tempo e – di conseguenza – da un apporto di nutrienti insufficiente al fabbisogno dell’organismo.
La denutrizione può essere primitiva (volontaria o involontaria) o conseguente. Le forme comuni di denutrizione includono la 'protein-energy malnutrition' (PEM) - collegata ad un inadeguato apporto energetico e proteico - e la denutrizione da micronutrienti, dovuta ad un'inadeguata disponibilità di sostanze nutrienti (quali le vitamine o i sali minerali) necessarie in quantità minime ma fondamentali per il sostentamento del nostro organismo.
Cause: La denutrizione può essere causata da un’inadeguata assunzione di nutrienti, volontaria o involontaria (denutrizione primitiva).
In molti casi, però, è dovuta a un malassorbimento dei nutrienti, oppure è conseguente a patologie gastrointestinali, endocrine, infettive o degenerative: alcuni tipi di cancro (ai polmoni, all’apparato gastrointestinale) che necessitano di cure che provocano qualsiasi tipo di problema.
Le situazioni sociali (fame per mancanza di cibo) e personali che aumentano il rischio di denutrizione sono: depressione, demenza, insonnia, esaurimento fisico e nervoso, malattie, problemi di memoria, assunzione elevata di farmaci, sedentarietà, problemi emotivi, scarsa vita sociale.

Come si combatte la malnutrizione infantile
Una strategia efficace contro la malnutrizione infantile deve comprendere diversi elementi. Alcuni di essi si concentrano sugli aspetti propriamente nutrizionali: 
- monitoraggio dell'alimentazione materna, soprattutto durante la gravidanza
- allattamento esclusivo al seno per i primi 12-24 mesi di vita del bambino
- allattamento al seno, integrato con altri alimenti, nei mesi successivi ai 6-12 mesi
- una dieta variata ed adatta  in tutte le fasi di crescita del bambino
- integrazione alimentare con micronutrienti per la mamma e per il bambino
- informazione dei genitori sulle migliori pratiche alimentari
Anche la prevenzione e la cura della malattia rientrano a pieno titolo in una strategia di lotta alla malnutrizione, poiché i due fenomeni sono interrelati in un unico circolo vizioso.
La malnutrizione indebolisce il sistema immunitario del bambino, ma anche degli adulti, rendendolo più vulnerabile ed acuendo la gravità della malattia. A sua volta, un bambino malato e non adeguatamente assistito può rapidamente cadere nel vortice della malnutrizione.

Bibliografia

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19 - Thompson, R.A., ea., Techniques in Clinical Immunology (Blackwell, Oxford, 1977).


Continua su: Immunita' - 2

vedi anche: la Falsita' dell'immunita' di gregge dei vaccini

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