Definizione di
Fitoterapia
La
parola "fitoterapia" deriva dal greco
phyton (pianta) e therapeia
(cura) e rappresenta in assoluto la prima
forma di
medicina utilizzata dall'uomo.
vedi anche:
Floriterapia +
Aromaterapia +
Fiori di BACH
+
Micro diete - 1 +
Micro diete - 2 +
Alimentazione +
Crudismo +
Prodotti
Erboristeria
o Terapia attraverso le Piante, la Fitoterapia, medicina che utilizza le
piante, si ritrova citata in documenti che
risalgono a 4.000 anni prima di Cristo
riguardanti droghe vegetali come l'oppio, la
mandragora, il giusquiamo.
La Gemmoterapia
costituisce un'espressione particolare
all'interno del quadro dei farmaci
d'ispirazione hahnemaniana.
Essa è la più antica terapia
utilizzata dall’uomo e dagli animali, questi ultimi la conoscono e la
praticano ancora oggi purché siano allo stato brado e non
“umanizzati”.
Un
documento
Egizio,
elenca 700 ricette a base di vegetali.
Questa tecnica alcune volte è
strettamente legata ad una conoscenza esoterica, occulta, iniziatica che
in tutte le parti del mondo si è chiamata in
modo diverso: medicina Egizia, Medicina etnica,
Amerindia, Essenismo,
la legge del Tao, ecc. essa è sempre stata patrimonio di chi voleva
conoscere i significati e come si mantiene la Vita e la Salute.
Nell’antichità i veri conoscitori di questa tecnica erano sopra tutto
i sacerdoti. Da
Ippocrate in poi gli erboristi sono stati sempre più
numerosi.
Agli inizi del XVI secolo
Paracelso
per esempio
che era anche filosofo, era un vero terapeuta olistico e
sosteneva la necessità di sperimentazioni su basi logiche; tenne molte
lezioni pubbliche e ciò gli procurò l’antipatia dei suoi colleghi
che volevano mantenere un’aura di misticismo attorno alla categoria ed
all’arte medica; sembra che ciò si ripeta anche nel nostro secolo.
Paracelso voleva estrarre l'anima
dei vegetali sotto forma di "quintessenze",
prima nozione del principio attivo. Attorno
alla fine del XIX secolo ed agli inizi del
XX ci si comincia ad orientare verso
l'isolamento e all'utilizzo dei principi
attivi.
Oggigiorno c'è un ritorno alla
prescrizione di estratti totali di piante la
cui azione medicinale globale sembra essere
preferibile all'effetto dei principi
isolati.
Nella
provincia di Pesaro ed
Urbino (Italy) è stato
trovato un Manoscritto di autore anonimo datato ai primi anni del secolo XVI, che contiene 35 immagini che raffigurano 62 piante medicamentose.
Questa raccolta contiene e descrive le virtù curative delle piante che
gli abitanti della zona di Urbino,
utilizzavano nei secoli passati; queste ricette
si mescolano anche a tradizioni popolari e superstizioni
dell'epoca. Attualmente
il codice è conservato presso la Biblioteca
Apostolica Vaticana.
Per fitoterapia si intende una pratica
terapeutica che si avvale di prodotti
medicinali la cui sostanza attiva è
costituita esclusivamente da una droga o da
una preparazione vegetale.
Le sostanze attive vegetali si distinguono
per essere delle miscele complesse di
composti chimici (fitocomplessi) e non da
singoli composti chimici come avviene nel
caso della maggioranza dei farmaci
attualmente in uso (farmaci monomolecolari);
da ciò deriva che i farmaci vegetali
possiedono delle caratteristiche
terapeutiche proprie che derivano sia dalla
contemporanea presenza di composti con
attività biologiche individuali distinte,
sia da interazioni che possono avvenire fra
questi composti; il risultato è che il
fitocomplesso esercita un’azione
farmacologica che è diversa da quella di
ciascuno dei singoli composti che lo
costituiscono.
Le droghe e le preparazioni
vegetali hanno preceduto, nella storia della
medicina, i farmaci monomolecolari moderni,
ma, al pari di questi, agiscono con
meccanismi di interferenza nei processi
biochimici dell’organismo prevenendo o
riparando le anomalie che portano alle
malattie. I meccanismi dell’azione
farmacologica e la potenza di tale azione
vengono studiati e dimostrati nelle sostanze
attive vegetali ricorrendo ai metodi
sperimentali adottati anche nel caso dei
farmaci monomolecolari.
Di conseguenza, la
fitoterapia è una branca della medicina
basata sulla scienza e non una medicina
alternativa basata su concetti filosofici
estranei alla scienza.
Tratto da:
sifit.org
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Torah e medicina: il melograno e il
capodanno ebraico Roshha Shanah
In Giobbe è scritto: "... tu mi hai vestito
di pelle e di carne e mi hai intessuto di
ossa e nervi ...". (Esodo 30:32).
Da queste semplici parole si può dedurre
come l'uomo debba essere considerato un
"prodotto" di Dio, il quale è l'unico in
grado, così come l'ha creato, anche di
guarirlo. La guarigione è dono di "Dio",
ma anche opera dell'uomo (il medico), al
quale "Dio"
dona la sua arte. Questa opera di mediazione
è compiuta in Siracide.
Le "opere" sono le opere di "Dio",
che continua a dare agli uomini e alle cose
una partecipazione alla sua potenza
guaritrice, diffondendo così il bene sulla
terra. Il benessere dipende da "Dio"
e dal buon uso dei medicamenti che egli ha
diffuso sulla terra e che il saggio sa
scoprire. «Onora il medico come si deve
secondo il bisogno, anch'egli è stato creato
da "Dio".
Dall'Altissimo
viene la guarigione, anche dal re egli
riceve doni. Da Dio il medico diviene saggio
dal re riceve doni. La scienza del medico lo
fa procedere a testa alta, egli è ammirato
anche tra i grandi. Il Signore ha creato
medicamenti dalla terra, l'uomo assennato
non li disprezza. Dio ha dato agli uomini la
scienza perché potessero gloriarsi delle sue
meraviglie Con essi il medico cura ed
elimina il dolore e il farmacista prepara le
miscele. Non verranno meno le sue opere! Da
lui proviene il benessere sulla terra». (Siracide
38,1-7) Secondo la legge ebraica la
protezione della vita (propria e altrui) e
la tutela della salute sono obbligatorie.
Quest'obbligo, qualora sia in pericolo la
vita dell'uomo, è preminente su tutte le
regole della Torah (Di Segni, 1976).
Ancora oggi la tradizione siciliana dà una
giusta importanza alle figura degli ultimi
"valori" rimasti. Sono loro che custodiscono
gelosamente la conoscenza delle piante
bibliche, ma non solo.
Alla fine del 1800 Pitrè descriveva questi
mediconi che, sapienti nell'utilizzo delle
piante medicinali, affiancavano il lavoro
del medico e del farmacista nella cura delle
patologie e nella preparazione di estratti
eccellenti. Oggi alcuni medici, con grande
fatica per la difficoltà di reperire le
fonti, stanno cercando di utilizzare la
sapienza antica per offrire all'uomo cure
più coerenti con il sistema naturale.
Il
melograno (rimòn) viene da molti
considerato l'albero dell'intelligenza,
della sapienza.
Per usi medici era raccomandato già nel
Papiro di Ebers, circa 1500 anni a. C. Uno
studio recente sul succo ha evidenziato la
capacità di preservare l'ossidazione dei
lipidi e quindi sarebbe in grado di
manifestare notevoli proprietà antiossidanti
e addirittura antidepressive. Nel testo
sacro, con i frutti del melograno si ornava
l'orlo delle vesti del sacerdote Aron:"All'orlo
inferiore del manto, tutt'all'intorno, farai
delle melagrane di color violaceo, porporino
e scarlatto; e in mezzo ad esse,
d'ogn'intorno, porrai de' sonagli d'oro; un
sonaglio d'oro e una melagrana, un sonaglio
d'oro e una melagrana, sull'orlatura del
manto, tutt'all'intorno."(Esodo 28, 33-34).
Anche i capitelli che sormontavano le
colonne del Tempio di Salomone "... fece due
ordini di melagrane attorno all'uno di quei
graticolati, per coprire il capitello ch'era
in cima all'una delle colonne; e lo stesso
fece per l'altro capitello"(1Re 7, 18). "I
capitelli posti sulle due colonne erano
circondati da duecento melagrane, in alto,
vicino alla convessità ch'era al di là del
graticolato; c'erano duecento melagrane
disposte attorno al primo, e duecento
intorno al secondo Capitello ..."(1Re 7,
20). Il melograno biblico, simbolo di
fertilità e bellezza e raffigura la Sposa
del Cantico dei Cantici, ovvero il popolo
ebreo che, già disperso in esilio, si
appresta a ricongiungersi con lo Sposo, ciò
a rinnovare l'alleanza con "Dio".
"Come sei bella amata mia ... Le tue gote,
dietro il tuo velo, come un pezzo di
melagrana"
(Cantico 1,4); "i tuoi germogli sono un
giardino di melograni"
(Cantico 4,13). Nella descrizione della
fertilità della terra promessa da Dio al suo
popolo, i melograni compaiono accanto agli
altri alberi, come metafora di una terra
fertile: "Ora il Signore, tuo "Dio",
ti porta in una buona terra ... una terra di
grano, di orzo, di fichi, di melograni, una
terra di olivi da olio e di miele"
(Deuteronomio 8, 7-8). Rosh ha Shana celebra
il capodanno ebraico.
La ricorrenza non legata ad alcun fatto
storico relativo al popolo di Israele ma
vuol ricordare la nascita della Creazione,
in alte parole il giorno del compleanno
della Terra. E proprio in questo giorno si
comincia a fare un esame di coscienza per
giudicare se stessi in rapporto al
comportamento avuto durante l'anno
trascorso, gli errori commessi, le
tentazioni alle quali non si è resistito.
L'uomo con limitata sapienza e con speranza
si affida alla sicurezza che "Dio"
è pronto a dare anche nel giorno in cui
giudica il comportamento di ogni uomo per
decidere il destino nell'anno a venire. La
sera di Rosh ha Shana la tavola ha un
aspetto particolarmente festoso e colorato e
dopo la consacrazione del Qiddush si prepara
una fruttiera piena di melograni e mele. I
melograni vengono divisi tra i commensali i
quali si augurano che durante l'anno le
buone azioni si moltiplichino come i semi di
un melograno.
By Tania Re, Psicologa, Antropologa
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La MEDICINA di
PARACELSO e' una medicina a MISURA d'UOMO
"le malattie che la medicina attuale non sa
curare - cancro compreso - vengono... da un
turbamento dell'Id (cioè dell'anima
vegetativa, Nefesh ebraico, forma corporis
tomasiana, aura di Kirljan, orgone di Reich,
prahna) da non confondersi con l'anima
sopravvivente, cioè il Ruak-sheol ebraico,
la "substantia spiritualis" di San Tommaso,
oggetto delle speculazioni metafisiche e
teologiche".
(By Luigi Oreste Speciani, medico)
Nell'individuo l'unità
Spirito/mente-corpo è inscindibile.
I
medici allopati della
medicina ufficiale, medicina
sintomatica, si affannano inutilmente a
curare l'organo perdendo di vista l'insieme,
la totalità dell'individuo, sintesi di
anima
e corpo, che è la comprensione di tutto.
Oreste Speciani questo lo aveva ben compreso
e affermava che: "La chiave del mistero è la
natura psicosomatica dell'uomo" e che
"l'uomo è l'unica medicina di se stesso, e
che nessuno dei nostri superbi interventi è
capace di guarire, ma solo di aiutare l'uomo
a farlo".
Cinque secoli addietro
Theophrastus Paracelsus (1493-1541)
insegnava i principi di una
medicina
naturale a misura d’uomo. Egli, nel
corso della sua vita travagliata, si occupò
anche di psicologia e di malattie mentali.
Trattò e spiegò gli stati di mania, il ballo
di San Vito, l’epilessia e le nevrosi nel De
Morbis e nei Libri Philosophiae (I, De
Lunaticis).
Si occupò delle ossessioni e dei sogni nei
Fragmenta Librorum Philosophiae (II, De
Daemoniacis et Obsessis; III, De Somniis et
Euntibus in somno; VI, De Virtute
Imaginationis), dell’isteria e di
psicoterapia nel De Caduco matricis. Egli fu
medico dell’anima e del corpo.
Insegnò ai suoi studenti che "...è la virtù
che dovrà sostenere il medico fino alla
morte" e cioé l’assenza di venalità e di
presunzione.
Non seguì affatto l’esempio dei suoi
colleghi, sempre pronti ad inginocchiarsi
davanti ai potenti dell’epoca, per
supplicare qualche favore. Egli non si
sottomise ad alcuno, coerente al suo motto:
"Non sia di altri chi può esser di se
stesso". Ignoranti e invidiosi dei suoi
successi in medicina gli resero, veramente,
la vita impossibile; lo attaccarono senza
ritegno accusandolo di essere solo un
fanatico millantatore.
Paracelso, esasperato, aggredì la classe medica del suo tempo con estrema
durezza:
"La vostra arte non consiste nel curare il
malato, ma nel carpire il favore dei ricchi,
nell’imbrogliare il povero... Voi
appartenete alla stirpe dei serpenti, e io
non aspetto da voi altro che veleno. Voi non
risparmiate il malato: come potrei
aspettarmi che vogliate rispettare me, che
sto intaccando le vostre entrate mettendo in
pubblico le vostre pretese e la vostra
ignoranza?".
Fu accusato di tutto e perseguitato. Si
disse che era un mago, uno stregone, lontano
da Dio, che apparteneva alla chiesa
riformata e quasi tutti i suoi biografi
questo scrissero di lui; ma non è vero.
Scrive Antonio Miotto che "negli ultimi anni
della sua vita errabonda Paracelso si sia
accostato alla chiesa di Roma. ...Paracelso
volle essere sepolto nella chiesa di San
Sebastiano e sappiamo che il suo desiderio
fu esaudito. ...
Sappiamo, inoltre, che fu proprio il Vescovo
di Colonia che incaricò Giovanni Huser a
curare la prima edizione delle opere di
Paracelso.
In un'altro documento, a proposito della
fede religiosa di Paracelso - Miotto cita il
Labirinto dei Medici erranti del 1538 e
spiega - nel libro nono leggiamo
testualmente: <<Perché, in verità, chi non
conosce Dio, non lo ama e non ne sa nulla;
chi non sa nulla della Trinità, non vi crede
e perciò non l’ama; chi non conosce Maria,
non l’ama; chi non conosce i santi, non li
ama>>" (A. Miotto, Paracelso il medico
stregone, Fratelli Melita Editori, Genova
1988). Questo fu il vero Paracelso.
Egli affermò che siamo "Angeli che dormono
ancora il greve sonno della carne. Se
continueremo a dormire, rimarremo sordi
all’appello del Signore. L’uomo deve
destarsi, aprire gli occhi alla verità se
non vuole correre il rischio di attraversare
la vita come un bruto incosciente. E - dice
Antonio Miotto - questa era la missione di
Paracelso negli anni del vagabondaggio nelle
zone montane, quando egli affrontò la
miseria e la fame" (Ibid.).
Di seguito riportiamo alcuni
aforismi medici,
tratti dagli scritti di Paracelso (F.
Hartmann, Il mondo magico di Paracelso,
Mediterranee, Roma 1982):
"L'ambiente fisico del paziente può avere
una grande influenza sul corso della sua
malattia. Se è assistito da persone che sono
in simpatia con lui, sarà per lui tanto
meglio che se sua moglie o chi gli è intorno
desiderano la sua morte".
"Io apprezzo i medici
spagirici (la medicina spagirica è
stata la medicina praticata da Paracelso e
spagirici i suoi seguaci), perché non vanno
in giro oziosamente e dandosi delle arie...
ma sono pazientemente occupati giorno e
notte nel loro lavoro... Non fanno
chiacchiere né lodano le loro medicine...".
"La natura causa e cura le malattie, ed è
quindi necessario che il medico conosca i
processi della Natura, l'uomo invisibile al
pari dell'uomo visibile".
"Vi è nell'uomo un duplice potere attivo:
l'uno che agisce invisibilmente, o potere
vitale, e l'altro che agisce visibilmente o
forza meccanica. Il corpo visibile ha le sue
forze naturali, e il corpo invisibile ha le
sue forze naturali egualmente; i rimedi di
tutte le malattie o lesioni che possono
colpire la forma visibile sono contenuti nel
corpo invisibile...".
"L'Anatomia del Microcosmo è duplice:
1) l'anatomia locale, che insegna la
costituzione del corpo fisico, le ossa, i
muscoli, i veicoli del sangue ecc.;
2) la più importante anatomia materiale,
ossia l'anatomia dell'uomo interiore
vivente. Quest'ultima è il più importante
genere di anatomia che il medico deve
conoscere.
Se conosciamo l'anatomia dell'uomo
interiore, conosciamo la prima materia, e
possiamo vedere la natura delle sue malattie
al pari dei rimedi. Ciò che vediamo con gli
occhi esterni è l'ultima materia. Dividendo
e sezionando il corpo esterno, non possiamo
imparare nulla sull'uomo interno e
distruggiamo semplicemente l'unità del
tutto".
"Il ciarlatano studia le malattie negli
organi colpiti, dove non trova altro che
effetti già avvenuti, e non arriverà mai a
una fine; perché anche se uccidesse mille
persone per studiare questi effetti,
rimarrebbe sempre un ignorante per quello
che riguarda le cause. Il vero medico studia
le cause delle malattie studiando l'uomo
universale".
"Coloro che si limitano a studiare e a
trattare gli effetti della malattia sono
come persone che si immaginano di poter
mandar via l'inverno spazzando la neve sulla
soglia della loro porta. Non è la neve che
causa l'inverno, ma l'inverno che causa la
neve".
"L'origine delle malattie è nell'uomo e non
fuori di esso; ma le influenze esterne
agiscono sull'intimo e fanno sviluppare le
malattie. Un medico, dovrebbe conoscere
l'uomo nella sua interezza e non solo nella
sua forma esterna".
"Un uomo adirato non è adirato solo nella
sua testa o nei suoi pugni, ma dappertutto;
una persona che ama non ama solo con
l'occhio, ma con tutto il suo essere; in
breve, tutti gli organi del corpo, e il
corpo stesso, sono solo forme-manifestazioni
di stati mentali...".
"La vita che è attiva negli organi è l'anima
vegetativa (l'anima animale). E' un fuoco
invisibile (zolfo), che può facilmente
divampare in fiamma per il potere
dell'immaginazione.
"L'immaginazione può creare la fame e la
sete, produrre secrezioni anormali e causare
malattie...".
"...conoscono solo il cadavere dell'uomo, ma
non la sua immagine viva quale è presentata
dalla natura; sono divenuti falsi e
innaturali, e quindi la loro arte è fondata
sulle loro fantasie e sulle loro
speculazioni che essi credono scienza".
"Chi vuole conoscere l'uomo deve guardarlo
nel suo complesso e non come una struttura
messa su alla meglio. Se trova malata una
parte del corpo, deve cercare le cause che
producono tale malattia e non limitarsi a
trattare gli effetti esterni".
"Un medico che, sul suo paziente, non sa
altro che quanto questi gli dice, conosce in
realtà molto poco. Egli deve saper giudicare
dalle sue apparenze esterne le sue
condizioni interne. Deve saper vedere
l'intimo dell'uomo esterno...".
"...hanno fatto il loro ingresso in medicina
tutti quei corrotti e scellerati buffoni che
vendono i loro rimedi sia che funzionino
oppure no. Basta che uno sia capace di
riempire di soldi la sua borsa per
acquistare la fama di essere un buon medico.
(...). Così si sono procurati catene e
anelli d’oro, girano in vesti di seta ed
esibiscono apertamente di fronte al mondo la
loro vergogna, quasi fosse un onore e si
addicesse perfettamente a un medico. (...).
Sono ladri e assassini... Tutta la loro arte
è solo un chiacchierare e borbottare".
"...il falso medico così viene dicendo a se
stesso: se la cosa dovesse mettersi male -
ciò che appunto accadrà - tu puoi sempre
trovare una scusa, addossando su Dio o sul
malato la colpa della tua cialtroneria.
Intanto ti si deve pagare, vada come vada.
La medicina è un’arte che va esercitata con
grande coscienza e grande esperienza, nonché
con grande timor di Dio; infatti chi non
teme Dio uccide e ruba a più non posso; chi
non ha coscienza non può neppure vergognarsi
di se stesso".
"...bisogna fare una distinzione tra i
medici che procedono secondo la legge di Dio
e quelli che procedono secondo la legge
degli uomini; gli uni sono al servizio della
carità, gli altri dell’utile privato".
Raccolta di aforismi, fatta da: Giuseppe
Cosco
Nel corso del tempo comunque, grazie ai
suoi riconosciuti poteri curativi, le
piante medicinali hanno continuato ad
occupare un posto importante nella cura
delle malattie in modo naturale.
Al
giorno d’oggi la Fitoterapia è comunemente chiamata: “Terapia con
le erbe”.
Curarsi
con la Medicina Naturale e quindi
anche con le Erbe e le Piante è un dovere per non cadere facilmente
ammalati di gravi malattie incurabili ed il DOVERE del terapeuta e del
medico è:
“primum non nocere”
La pianta costituisce una
SINGOLA unità terapeutica, nella quale i
principi attivi formano dei “FITO-COMPLESSI”
caratteristici, legandosi o interagendo con
altre molecole che vengono eliminate nel
corso dei processi di purificazione.
E’ il FITO-COMPLESSO, dunque, la
“quintessenza” della pianta medicinale, e
non il suo “principio attivo” purificato.
Volendo dare una definizione di
FITO-COMPLESSO, si può dire che esso è una
Entità Biochimica Complessa che rappresenta
l’unità farmacologia integrale delle piante
medicinali.
Ogni pianta medicinale quindi ha una
sua specifica composizione chimica che
comprende un numero più o meno grande di
sostanze (la maggior parte delle quali
dotate di una loro propria attività
medicamentosa) che formano quello che si
definisce fitocomplesso: esso è il
responsabile delle proprietà salutari di una
pianta medicinale, che possono essere
diverse da quelle di uno o più dei suoi
componenti presi isolatamente. Questo spiega
perché ogni pianta possieda un’azione
medicamentosa considerata predominante e
altre azioni dette secondarie.
Questo concetto è assai diverso da quello
che regola il settore dei farmaci di
sintesi: infatti il farmaco deve in genere
la sua azione ad un solo principio attivo e
cio' invalida la sua azione che diviene
tossica.
Al contrario, ogni volta che viene
utilizzato un fitocomplesso si realizza
anche una azione antiossidante attiva sui
vari sintomi in atto e comunque sempre
preventiva per l’invecchiamento
dell’organismo.
Per conoscere
con sicurezza la quantità di un principio o
dei principi attivi contenuti in un
fitocomplesso si ricorre alla titolazione,
cioè alla definizione, tramite procedimenti
altamente tecnologici, della concentrazione
della droga, che non deve essere inferiore
ai livelli minimi stabiliti dalla
letteratura internazionale e dalle
Farmacopee, cioè i testi ufficiali redatti
dalle Istituzioni dei singoli Paesi, nei
quali sono dettagliatamente indicati tutti i
farmaci e le sostanze medicinali dei quali
sono autorizzati l'uso e la vendita sul
territorio nazionale.
La titolazione consente la standardizzazione
della
fitomedicina che assicura la presenza
costante della stessa quantità dei principi
attivi in ogni lotto di produzione; così
viene garantita l’assunzione della dose
adeguata per tutta la durata del
trattamento.
Migliaia di
vitamine, contenute in piante
fresche, sono in grado di indurre fenomeni
di attivazione delle difese
immunitarie
per germi, virus
o cellule
tumorali, o addirittura di provocare
fenomeni di apoptosi (suicidio cellulare o
morte programmata) nelle stesse cellule
tumorali.
vedi:
PRODOTTI naturali con indicazioni UTILI per
i principali MALANNI +
Fitoterapia
per il Cancro
+
Fitoterapia della Medicina CINESE
+
Fitoterapia in Italia (ISS)
IMPORTANTE:
Occorre ricordare che un farmaco, un
rimedio, un infuso, un estratto ecc. da soli
NON possono guarire dalla
malattia, ma
possono solo aiutare nella
autoguarigione, in
quanto essa, la guarigione, avviene SOLO
quando il soggetto malato cambia
etica,
comportamenti e quindi mette in pratica
(consapevolmente od inconsapevolmente,) tutte
le terapie naturali necessarie per ottenere
la guarigione.
vedi:
FITOTERAPIA 2
+
MODALITA'
di PREPARAZIONE dei Prodotti FITOTERAPICI
+
Il canto degli Stregoni
+ Sciamani
+
Protocollo della Salute +
Come nasce la malattia
+
Cure
naturali +
Tecniche di
Medicina Naturale +
Tecniche e
Terapie naturali +
Crudismo
Qualche testo - Bibliografia:
- P.M. DEWICK,
Chimica, Biosintesi e Bioattività delle
Sostanze Naturali, Piccin ed. Padova, 2001.
- M. PEDRETTI, Chimica e Farmacologia delle
Piante Medicinali, Studio ed. Milano.
- G.SAMUELSSON, Drugs of Natural Origins - A
textbook in Pharmacognosy, 5th edition,
2004, Apotekarsocieteten.
- OMS: monografie di piante medicinali,
Volume I, Società Italiana di Fitoterapia,
Siena, 2002.
Video: Piante che curano - Piante
proibite
Medicinali Vegetali
L'utilizzo degli integratori a base
vegetale (Pfs-plant food Supplements –
ovvero medicinali vegetali) è in
costante crescita: la valutazione del
consumo è uno degli obiettivi di
PlantLIBRA, progetto finanziato
dalla Comunità Europea e iniziato nel
2010 per diffondere metodologie per la
valutazione dei rischi e dei benefici
dei Pfs.
Ora sono appena stati divulgati su
Plos One i risultati della prima
indagine europea sul consumo dei Pfs
condotta da sei centri europei
partecipanti al progetto: Finlandia,
Germania, Italia, Regno Unito, Romania e
Spagna, che fra Maggio 2011 e Agosto
2012 hanno condotto la ricerca sul
campo.
Sono stati contattati 2359 consumatori
di Pfs in 24 città che hanno risposto,
nel corso di interviste personali, ad un
questionario molto dettagliato sui
prodotti usati: piante e nomi
commerciali, forme utilizzate, dosaggi,
frequenza, motivazione dell'utilizzo,
effetti collaterali e fonti di
informazione.
I dati globali ottenuti dall'indagine
multinazionale dimostrano che i dieci
prodotti usati con maggiore frequenza
sono nell'ordine:
- Gingko biloba per migliorare la
memoria,
- Oenotera biennis come fonte di acidi
grassi insaturi (usata soprattutto in UK),
- Cynara scolimus, carciofo per aiutare
le funzioni digestive (usata soprattutto
in Germania e Spagna),
- Panax Ginseg, tonico per migliorare in
generale la risposta agli stress,
- Aloe vera per il tono generale della
salute,
- Foeniculun vulgare, semi di finocchio
selvatico per la digestione,
- Valeriana officinalis, per il sonno,
- Glycine max, soia per i disturbi della
menopausa,
- Melissa officinalis, rilassante e per
il sonno,
- Echinacea purpurea per rafforzare le
difese immunitarie.
I ricercatori, Flavia Bruno e Franco
Maggi, che hanno condotto la ricerca per
l'Italia segnalano i prodotti più usati
da noi:
- Aloe vera, Foeniculun vulgare,
Valeriana officinalis, Panax ginseng,
Vaccinium myrtillus (per migliorare la
circolazione), Passiflora incarnata (per
il sonno), Melissa officinalis,
Paullinia cupana guaranà, tonico per
migliorare la performance fisica e
mentale, Taraxacum officinale diuretico,
Cynara scolimus”. Pillole e capsule sono
le forme più usate.
Inoltre i dati sociodemografici raccolti
hanno permesso di creare un identikit
del consumatore tipo: una persona
istruita, non giovanissima, non fumatore
che si ritiene in un buono stato di
salute, ma considera importante
integrare il proprio regime alimentare
spesso inadeguato per i ritmi quotidiani
della vita moderna o in caso di
situazioni particolari: menopausa,
gravidanza, ripresa dopo una malattia,
attività sportiva amatoriale e
professionale.
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La
Fitomedicina, di cui la
fitoterapia è l'applicazione
pratica, è la disciplina
medica che si serve delle
piante e dei loro derivati per scopi
medico-terapeutici. Non è considerata una
medicina alternativa vera e propria
in quanto i
principi attivi contenuti nelle
piante sono riconosciuti e sfruttati anche
dalla medicina scientifica tradizionale.
Non tutta la
medicina popolare può essere
inclusa nella Fitoterapia perché molte
conoscenze tradizionali ed empiriche sono
state nel tempo confermate, smentite o
modificate dalle verifiche scientifiche
(studi farmacologici, trials clinici,
fitosorveglianza, farmacovigilanza, etc.)
Le piante sono
le principali fornitrici di sostanze
medicamentose. Non potendo sfuggire ai loro
predatori, per proteggersi esse
hanno dovuto sviluppare innumerevoli
sostanze repellenti,
tossiche, ormonoregolatrici,
digestionevarianti ecc.
La
medicina popolare si serve di
queste sostanze da tempi immemorabili.
Ippocrate citava il rimedio
come terzo strumento del
medico accanto al tocco e alla
parola.
Un classico esempio di rimedi fitoterapici è dato dagli olii eterici o essenziali prodotti dalle piante, che servono a loro stesse come fungicidi, battericidi, virostatici, pesticidi e come difese fetenti.
Un'altra classe sono le sostanze che modificano la fisiologia dell'apparato digerente del predatore: lassativi e congestivi; un'altra classe ancora sono sostanze che variano il sistema ormonale o i trasmettitori neuronali di predatori come alcaloidi ecc.
L'arte di preparare fitorimedi, l'antica disciplina dei farmacisti o speziali, si chiama "Galenica" (dal nome del medico dell'antichità Galenus).
Il prezioso
aiuto che le piante possono dare alla
terapia è fuori discussione e nulla ha a che
fare con lo sfruttamento promozionale di
piante ed erbe di cui si vantano proprietà
terapeutiche non documentate e di cui si
ignorano i pericoli da lievi a mortali.
La
grande carenza di una regolamentazione,
frenata da evidenti interessi commerciali,
contribuisce alla confusione. E' bene che la
gente si renda conto che la equazione
"naturale=benefico" è solo un tranello per
coinvolgere la gente semplice che ha qualche
problema.
Rileva il Direttore del Mario Negri che
anche i virus sono naturali. Aggiungiamo che
i funghi velenosi, che sono naturali e di
buon sapore, possono uccidere.
La fitoterapia richiede competenza e serietà
ed esclude l'autoprescrizione se non si
vuole incorrere in grossi guai.
Tratto da: it.wikipedia.org
Aziende
Produttrici e/o che commercializzano Prodotti
Fitoterapici
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Un'erba killer, se assunta regolarmente
per certi periodi, pare provochi il cancro
al rene - 18/04/2012
Dall'aristolochia
un pericolo per la funzionalità renale
A volte l’assunzione di certe erbe possono
provocare grossi danni. È il caso dell'Aristolochia,
una pianta utilizzata da secoli nell'ambito
della
medicina tradizionale cinese,
soprattutto per le sue proprietà
antidolorifiche e dimagranti.
Tuttavia, sembra che una sua componente
costituisca un serio pericolo per i reni. Si
tratta dell'acido
aristolochico, un agente
probabilmente cancerogeno associato a
insufficienza renale e carcinoma uroteliale
del tratto urinario superiore.
Uno studio di ricercatori dell'Università
di Taiwan ha evidenziato l'azione
tossica del composto che, attraverso
un'interazione negativa con il
Dna umano, dà
origine ad alterazioni del gene oncosoppressore TP53. Gli studiosi hanno
analizzato 151 pazienti affetti da cancro
del tratto urinario superiore, scoprendo che
l'83 per cento di essi mostrava
un'alterazione a carico del gene TP53.
Non sembra un caso, dunque, che nei paesi
nei paesi asiatici e in particolare in
Thailandia, dove l'uso della pianta è assai
diffuso, vi siano percentuali di
cancro ai reni e carcinomi del
tratto urinario superiore quattro volte
superiori alla media mondiale.
Un altro studio, pubblicato su Lancet da un
gruppo di ricercatori degli Hammersmith
Hospitals di Londra guidati dal dott. Graham
M. Lord, evidenzia almeno tre casi specifici
in cui i pazienti, dopo l'utilizzo
dell'Aristolochia, hanno sviluppato
insufficienza renale e in seguito un
cancro, dovuto proprio
all'assunzione, attraverso la pianta,
dell'acido aristolochico.
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Diminuiscono le erbe spontanee curative
... tutta colpa delle coltivazioni intensive
Erbe spontanee curative in estinzione–
Scrive Ecoresistenza: “Buone e belle, ma
sempre più rare. La maggior parte delle
piante officinali utilizzate in prodotti
farmaceutici e para-farmaceutici per le loro
proprietà benefiche, scarseggiano sempre più
in natura.
A lanciare l’allarme è il Botanic Gardens
Conservation International che parla di
15-50 mila specie di piante officinali in
via di estinzione. Secondo gli esperti,
infatti, alcune preziosissime erbe
starebbero letteralmente scomparendo
mettendo a serio rischio la ricerca e la
cura di malattie gravi come il cancro e
l’HIV.
Qualche esempio ?
- Il Tasso, la cui corteccia è ricca di
paclitaxel (principio attivo antitumorale);
- l’Hoodia, nota per la capacità di bloccare
l’appetito che la rendono l’ingrediente
fondamentale di tantissimi prodotti
dimagranti;
- la Magnolia, il cui principio attivo,
- l’Honokiolo, è efficace nella cura del
cancro, di alcune malattie cardiache e della
demenza senile.
Tra le varietà a rischio, anche il ciliegio
africano (Prunus africana) dal quale si
estrae una molecola per curare malattie
della prostata.
I responsabili di tutto questo sono, manco a
dirlo, le coltivazioni intensive e
l’inquinamento che inevitabilmente
comportano la distruzione degli habitat
naturali e la prolificazione di specie
invasive ‘competitive’.
Oltre al largo impiego di queste estratti vegetali in medicina e cosmesi,
il fattore principale alla base della loro
sparizione è l’alto tasso di deforestazione
che interessa l’intero Pianeta. E vista
l’incidenza negativa che questo fenomeno
potrebbe comportare sulla ricerca e sul
destino della sanità mondiale, l’allarmismo
degli scienziati sembra essere più che
fondato.
Una minaccia per la ricerca, per l’umanità,
per la biodiversità e soprattutto per la
salute di milioni di persone che, nel solco
di una tradizione (ormai millenaria)
divenuta scienza, ripongono le loro speranze
nella medicina tradizionale la cui linfa
vitale è rappresentata proprio da queste
preziose piante.
Fonte: tuttogreen.it
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Il potere
delle
Big Pharma
in EU: dal 1 aprile 2011 diventeranno
illegali in EU
le erbe per la
salute
By
Andrea Ruwett - 02 Ottobre 2010 -
Visualizza il blog di Andrea Ruwett
Nella sintesi e traduzione che seguono, si
evidenzia la gravissima decisione europea
contro la
libertà di cura e le medicine
erboristiche tradizionali.
vedi:
Lista incompleta
delle Piante che saranno proibite
La stretta
dell'Europa sulle erbe officinali -
Le tisane e
gli infusi come i farmaci.:
http://www.corriere.it/salute/10_ottobre_08/erbe-infusi-farmaci-stretta-ue_d394afba-d292-11df-8b7c-00144f02aabc.shtml
La direttiva europea sulle erbe medicinali
messa in discussione da un'azione legale (in
inglese):
http://www.euractiv.com/en/health/eu-herbal-medicines-law-set-legal-challenge-news-503563
L'UE vieta i rimedi naturali per favorire i
farmaci (in inglese):
http://www.allvoices.com/contributed-news/8826364-european-union-directive-to-ban-natural-remedies-in-favor-of-pharmaceuticals
Le ditte di medicina trazionale cinese
potrebbero essere fatte fuori dal mercato
europeo (in inglese):
http://english.peopledaily.com.cn/90001/90776/90883/7343301.html
L'azione repressiva dell'UE contro i rimedi
naturali (in inglese):
http://www.independent.ie/national-news/eu-crackdown-on-herbal-remedies-2628345.html
UN PESSIMO
PESCE D'APRILE 2011:
1° di aprile 2011 tutte le erbe medicinali
praticamente diventeranno illegali
nell’Unione Europea.
L’industria
farmaceutica e quella
agroalimentare hanno quasi
completato il loro assalto su tutti gli
aspetti della salute: dai cibi che mangiamo
al modo col quale decidiamo di “curarci”
quando stiamo male.
Nessun dubbio: questo loro arraffare ci
deruberà di quel poco di salute che ci era
rimasto.
La European Directive on Traditional Herbal
Medicinal Products (THMPD) è stata emanata
il 31 marzo 2004 ed ha reso operative delle
regole per l’uso dei prodotti erboristici
che erano precedentemente commercializzati
sul libero mercato.
Tale direttiva richiede che per tutte le
preparazioni di erbe si debba passare
attraverso le stesse procedure dei farmaci.
Non importa se un’erba è stata liberamente
utilizzata per millenni. I costi di queste -
nuove - procedure sono ampiamente superiori
a quelli affrontabili dalla maggior parte
dei produttori - esclusa ovviamente le
grandi industrie farmaceutica ed
agroalimentare. Per avere un’idea, si parla
di costi oscillanti fra i 100.000 ed i
150.000 € per erba; se poi si tratta di un
composto, ogni erba deve essere trattata
separatamente.
Non avrà importanza se un’erba è stata usata
con sicurezza ed efficacia per migliaia di
anni: dovrà essere trattata come fosse un
nuovo farmaco di laboratorio. Ovviamente, le
erbe NON sono farmaci di laboratorio, ma
preparati ottenuti da fonti biologiche che
non sono necessariamente purificate - perché
la cosa potrebbe modificarne natura ed
efficacia - così come avviene per gli
alimenti.
Trattarle come prodotti di sintesi è
distorcere la loro natura e la natura delle
erbe medicinali. Ma questo ovviamente non fa
alcuna differenza dentro le mura dell’Unione
Europea controllata da BigPharma (la grande
industria farmaceutica) un’Unione che ha
inglobato il corporativismo nella sua
costituzione.
Il dottor Robert Verkerk della
Alliance for Natural Health International
(ANH), così descrive la questione relativa
alla richiesta di procedure di tipo
farmacologico per preparazioni di erbe:
"Ottenere una medicina erboristica classica
da una cultura medica tradizionale che non
sia europea, attraverso uno schema di
registrazione EU, è come chiedere di mettere
un cubo in un buco tondo. Il regime che
regola la questione ignora le tradizioni
specifiche e non vi è stato adattato. Un
tale adattamento però viene richiesto con
urgenza se la direttiva non deve
discriminare culture non europee e
conseguentemente violare così i diritti
umani".Per capire meglio quel che potrebbe
succedere, è opportuno evidenziare che il
sistema delle leggi sugli scambi commerciali
è stato al centro di manovre, per consentire
il controllo di BigPharma e dell’industria
agroalimentare su tutti gli aspetti relativi
ad alimenti e medicinali.
Se avete seguito
quanto sta accadendo negli Stati Uniti in
merito al latte fresco e alle affermazioni
della FDA
(Food and Drug Administration), per la quale
degli alimenti diventano magicamente delle
medicine nel momento in cui ne vengono
semplicemente citati effetti sulla salute,
avrete notato che nella questione è stata
coinvolta la Federal Trade Commission (FTC =
Commissione Federale sugli Scambi
Commerciali).
Piuttosto che trattare il cibo e le medicine
tradizionali come questioni di diritti
umani, sono stati gestiti come questioni di
commercio. Così, al centro della
legislazione sugli alimenti e le erbe,
anziché i bisogni e i desideri dei popoli,
sono finite le ambizioni e avidità della
grande industria.
Lo scopo di tutto questo è di rendere il
mondo ben sicuro per i liberi commerci delle
mega industrie. I bisogni e la salute della
gente non sono assolutamente un fattore del
quale tener conto.
Fonte: ecplanet.com
Nuove normative EU per i prodotti
Fitoterapici:
Fonti:
Gaia Health
http://www.gaia-health.com/articles301/000301-big-pharma-scores-big-win-medicinal-herbs-disappear-eu.shtml#here
Laboratorio Antispecista:
http://www.laboratorioantispecista.org/il-potere-delle-big-pharma-in-eu-dal-1-aprile-2011-diventeranno-illegali-in-eu-le-erbe-per-la-salute
Fonti UFFICIALI:
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2004:136:0085:0090:en:PDF
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2010:222:0014:0018:IT:PDF
http://www.anh-europe.org/news/anh-press-release-anh-set-to-challenge-eu-herb-law
DIRETTIVA UE - 30 Apr. 2004
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Le ERBE MEDICINALI
ILLEGALI
in EUROPA dal 1° APRILE 2011 !
Tale direttiva richiede che per tutte le
preparazioni di erbe si debba passare
attraverso le stesse procedure dei farmaci. Non
importa se un’erba è stata liberamente
utilizzata per millenni....e
avviene cio' grazie a
Big Pharma....che
vuole non solo controllare, ma rendere
MENO efficaci, obbligando a
manipolare industrialmente, le erbe medicinali....
LEGGERE il COMUNICATO STAMPA della
FEDERAZIONE degli ERBORISTI,
che fornisce precisazioni sulla
Direttiva EU
La fitoterapia è tuttora molto diffusa e tra
le 800 specie vegetali esistenti, sono
migliaia quelle definite piante officinali,
ovvero capaci di aiutare nel curare i
malati.
La pianta è un organismo
complesso, frutto
dell'evoluzione biologica
avvenuta in centinaia di milioni
di anni.
Ogni modificazione genetica provocata in
essa
dall'Uomo, per quanto minima,
produrrà comunque un
danno, un danno irreparabile
che spesso non potrà essere
riconosciuto, poiché l'Uomo
conosce con sicurezza
soltanto poche decine di
vitamine e di altre sostanze pro-vitaminiche.
Viceversa, le vitamine e le altre sostanze
contenute nelle piante sono decine di
migliaia, e sono queste le responsabili del
corretto funzionamento della
complessa biochimica umana e
del genoma umano
(DNA)
La pianta costituisce una
SINGOLA unità terapeutica, nella quale i
principi attivi formano dei "FITO-COMPLESSI"
caratteristici,
legandosi o interagendo con
altre molecole che vengono eliminate nel
corso dei processi di purificazione.
Il fito complesso
é l'insieme dei
principi attivi della droga "in toto"
(*),
essendo la pianta una "unitá terapeutica"
nella quale i principi attivi formano dei
fito-complessi caratteristici.
Esso e'
dunque, la "quintessenza" della pianta
medicinale, e non il suo "principio attivo"
purificato.
Volendo dare una definizione di
Fito-Complesso, si può dire che
esso è una Entità Biochimica Complessa che
rappresenta l'unità farmacologia integrale
delle piante medicinali.
(*) Principio attivo:
si
intende con questo termine l'insieme di
quelle sostanze del metabolismo cellulare
delle piante che, introdotte nell'organismo
umano hanno la capacitá di interferire sul
suo metabolismo, producendo una determinata
azione farmacologica.
L’estrazione dei principi attivi
dalle piante – che vanno raccolte nel
periodo conveniente della stagione (tempo
balsamico) - richiede diverse fasi di
lavorazione. La più semplice di queste è la
frantumazione,
spesso preceduta o seguita da
essiccamento.
Tra le procedure di lavorazione occorre
menzionare anche la
macerazione o la
percolazione
con una miscela di acqua ed alcool (le
soluzioni che si ricavano in questo modo
sono conosciute con il nome di tinture
madri).
La
distillazione è un procedimento
utilizzati per separare i principi attivi
utili dai materiali inutili di una pianta.
Più comunemente, è utilizzata l’estrazione
in corrente di vapore, che permette di
estrarre i principi attivi della pianta
quando questi sono dei composti chimici
volatili.
Il prodotto di queste operazioni si chiama
droga (dal tedesco trocken, che vuol dire
“secco”) e consiste quindi in una pianta o
in una determinata parte di una pianta
(foglia, fiore, radice, frutto, ecc.)
raccolta e sottoposta a determinati processi
di lavorazione. Le droghe possono essere
usate per preparare delle tisane,
somministrate come polveri oppure incluse in
compresse e capsule, eventualmente assieme
ad adatti eccipienti.
Ricordarsi
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FITOTERAPIA –
Restrizioni da
parte delle
case farmaceutiche,
che vogliono il monopolio anche sulle
erbe..
Il primo utilizzo medico delle piante e
delle erbe risale a 10.000 anni fa, in
India, mentre i più antichi documenti in cui
è testimoniato l’uso e sono riconosciute le
proprietà dei medicamenti e dei veleni
appartengono alla civiltà cinese, tra tutti
emerge l'Erbario di Shên Nung (2700 a.C.).
vedi:
Lista incompleta
delle Piante che saranno proibite
Importanti sono anche i papiri egiziani che
documentano la conoscenza di tale popolo di
700 forme diverse di medicamenti, di natura
vegetale e animale. Testi indiani tra il
1000-800 a.C. elencano oltre 800 droghe
medicinali; alcune tavolette appartenenti
alla civiltà assiro-babilonese, menzionano
le piante ed i loro Stando a certe leggende
indiane, la tribù dei Chippewa, che viveva
nel Michigan, imparava i rimedi migliori per
guarire da come alcuni animali cercavano le
radici, le ghiande, le bacche, le erbe...da
mangiare e/o strofinarsi vicino per curare
le ferite,.
Gli indiani del Nordamerica conoscevano
circa trecento piante diverse per curare il
raffreddore, la febbre e le ferite e altre
duecento con effetti lassativi, sedativi e
stomachici.
Nel Medioevo, queste conoscenze furono
conservate per opera dei monaci, inoltre la
Scuola Salernitana diede un notevole
contributo con l´opera Flos medicinae (Fiore
della medicina) scritta in latino.
Nel rinascimento grazie anche agli scambi
con l´Oriente e all´importazione di nuove
varietà, fino allora sconosciute in Europa,
vi fu in notevole interesse per il settore
erboristico, con particolare attenzione
anche per le spezie e gli aromi da usare per
la cura del corpo.
Prima che in
Europa si depositasse il marchio
dell'Aspirina (esattamente il 1° febbraio
1899 a Berlino), moltissime tribù primitive
(e Ippocrate, che è vissuto quattro secoli
prima di Cristo, l'aveva detto a tutti i
medici) usavano la corteccia di salice per
curare i reumatismi: pianta che contiene la
salicina, sostanza antidolorifica simile
all'aspirina.
La realtà è che se, ancora oggi, certe tribù
africane, gli indigeni dell'Amazzonia o
quelli dell'Australia, nell'uso quasi
esclusivo delle piante per curare le
malattie, hanno degli stregoni che
conservano gelosamente i segreti delle loro
erbe, lo fanno più che altro per tutelarsi
dalle
compagnie FARMACEUTICHE
occidentali che vorrebbero acquisirne
il BREVETTO.
Dal settecento
in poi, la sintesi di farmaci chimici portò
gradualmente fino ai giorni nostri ad un
minore interesse verso le erbe anche perché
i costi per l’estrazione dei principi attivi
hanno un costo maggiore di quelli di
sintesi. Soltanto negli ultimi decenni, vi è
stata una riscoperta della fitoterapia, sia
per la cura che per la prevenzione di
numerose malattie.
Il mondo vegetale è un laboratorio chimico
unico. Partendo da sostanze semplici
sintetizza innumerevoli e complesse sostanze
chimiche, ma non per questo la fitoterapia è
una panacea né esclude la medicina
allopatica.
Per comprendere la situazione attuale della Directive 2001/83/EC del 1° aprile 2011 vi consiglio vivamente di studiare la medicina del Dott. Nock successore del dottor Parpalaid , e di come trasformare il benessere del paziente ( teoria del Dott. parpalaid) in un business economico , quindi possiamo dire con certezza che il Dott. Nock e il padre delle malattie .
Le piante e le
erbe officinali sono conosciute da secoli,
Non è possibile
BREVETTARE ciò che è noto alla
società civile, le regolamentazioni sui
brevetti devono essere segreti fin quando
riconosciuti dopo il loro corso di
riconoscimento dalla commissione di esame.
Tutto questo ha a che fare con un accordo
internazionale detto patto di Parigi, di cui
molti paesi non sono d’accordo e non ne
fanno parte.
BREVETTARE UNA
COSA del GENERE E’
UNA TRUFFA VERA E PROPRIA
Siccome le legislazioni internazionali sono
accordi che le pianti e le erbe officinali
sono libere da qualsiasi divieto d'uso
perchè considerate e consumate anche
nell'arte culinaria, le si possono coltivare
anche nel proprio orticello, nessuno oramai
può vietare l'uso o brevettarne a proprio
interesse.
Allora cosa facciamo, brevettiamo anche i
funghi ?
Agli animali che istintivamente ne fanno uso
cosa gli diciamo ?
Quindi ora
veniamo additati come terroristi mediatici,
che sfornano informazioni errate su vari
network, gente pericolosa per la salute
della collettività. Sono anni che mi sento
accusare in questa maniera, eravamo
terroristi medianici quando si avvisava la
collettività di rischio di
TURBECOLOSI da
latte infetto, un latte manco di
nostra produzione, il nostro latte, quello
che beviamo tutti i giorni altro non è che
latte all’85% estero, eravamo terroristi
medianici quando dichiaravamo che la nuova
lega metallica zirconio/a era tossica per il
nostro organismo, che le
amalgami
dentarie (piombature al mercurio
grigie) erano tossiche, eravamo
terroristi mediatici quando dichiaravamo
che i nitriti, nitrati, conservanti additivi
presenti nella maggior parte degli alimenti
sono cancerogeni e tossici ?
Se cercare il benessere di se stessi e dei
nostri figli ALLORA SI SONO un TERRORISTA. L
a storia stessa insegna “terrorista per lo
Stato rivoluzionario per il Popolo”
Riassumendo
- vogliono "REGOLAMENTARE" le erbe mediche
TOGLIENDOLE alle "ERBORISTERIE" e
distribuendole nelle "FARMACIE"
"BREVETTANDOLE" in quanto adesso sono
"PERICOLOSE" ed è a "RISCHIO" La "SICUREZZA"
del "CONSUMATORE"(come mai prima non lo
erano?) e per FARLO "RISPARMIARE" (anche
nello stesso servizio si pone un forte
dubbio).
(Dichiarazione di un rappresentante della
BIG PHARMA)
Siccome parecchi farmaci (QUALI ???) sono
fatti con erbe mediche NASCE la NECESSITA' (di
BIG
PHARMA) di OTTENERE il
MONOPOLIO ANCHE sulla NATURA !
NESSUNO HA IL DIRITTO DI
BREVETTARE LA NATURA
!
Leggendo la Direttiva 2004/24/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 31
marzo 2004 che modifica, per quanto riguarda
tradizionali medicinali a base di erbe, la
direttiva 2001/83/CE recante un codice
comunitario relativo ai medicinali per uso
umano
Il PARLAMENTO
EUROPEO e del CONSIGLIO dell'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità
europea, in particolare l'articolo 95, vista
la proposta della Commissione (1), visto il
parere del Comitato economico e sociale
europeo (2), deliberando secondo la
procedura di cui all'articolo 251 del
trattato (3), considerando quanto segue: (1)
Direttiva 2001/83/CE (4) stabilisce che le
domande di autorizzazione per un medicinale
sul mercato devono essere accompagnati da un
fascicolo contenente informazioni e
documenti relativi in particolare ai
risultati delle prove fisico-chimiche,
biologiche o microbiologiche, nonché le
prove farmacologiche, tossicologiche e
cliniche effettuate sul prodotto e
comprovanti la sua qualità, sicurezza ed
efficacia.
Questi sono punti della direttiva più interessanti ma anche falsi, lo si può dimostrare andando a leggere un qualsiasi bugiardino (foglietto illustrativo allegato ai medicinali contenente posologia) di un qualsiasi farmaco anche da banco(senza prescrizione medica)
punto (6) La maggioranza vasta di prodotti medicinali con una tradizione sufficientemente lunga e coerente è basata sulle sostanze a base di erbe. Sembra quindi appropriato per limitare lo scopo dell'iscrizione semplificata in un primo passo ai prodotti tradizionali, a base di erbe medicinali. (FALSO)
8) Con
l'obbiettivo di facilitando oltre
l'iscrizione di certi prodotti tradizionali,
a base di erbe medicinali e di migliorando
oltre l'armonizzazione, ci dovrebbe essere
la possibilità di stabilire un elenco di
Comunità di sostanze a base di erbe che
soddisfano certi criteri, come essendo stato
nell'uso medicinale per un tempo
sufficientemente lungo, e sono considerati
quindi per non essere dannoso sotto le
condizioni normali di uso.
IN CASO di TOSSICITA’
ci SAREBBERO STATI PIU’ DECESSI
di QUELLI che CREA la FARMACOPEA)
(9) Avendo la considerazione alle particolarità di prodotti a base di erbe medicinali, un Comitato per i Prodotti a base di erbe Medicinali dovrebbe essere stabilito dentro l'Agenzia Europea per la Valutazione di Prodotti Medicinali (il d'ora in poi "l'Agenzia") ha preparato da Regolamento di Consiglio (la CEE) Nessun 2309/93(5). Il Comitato dovrebbe eseguire degli incarichi riguardo all'iscrizione semplificata e l'autorizzazione di prodotti medicinali poiché ha provveduto a in questa Direttiva. I suoi incarichi dovrebbero raccontare nel particolare a stabilire di Comunità monografie a base di erbe pertinenti per l'iscrizione come pure l'autorizzazione di prodotti a base di erbe medicinali. Dovrebbe essere composto di esperti nel campo di prodotti a base di erbe medicinali. ( AUTORIZZAZIONE SIGNIFICA CONTROLLO DELLA LOBBTY MEDICA)
(12) Questa
Direttiva consente dei prodotti non curativi
a base di erbe, soddisfacendo i criteri di
legislazione di cibo, essere regolato sotto
la legislazione di cibo nella Comunità.
LA MAGGIOR PARTE DELLE SPEZIE E “DROGHE”
UTILIZZATE PER L’EQUILIBRIO DELL’ORGANISMO
VENGONO ANCHE UTILIZZATE NELL’AMBITO
CULINARIO, ALCUNE DI QUESTE SONO: SALVIA,
ROSMARINO,CORIANDOLO,MENTA, TIMO, AGLIO,
PREZZEMOLO, PORRO, OLIVA, LIEVITO DI BIRRA,
CIPOLLA, CANNELLA, ORIGANO, E TANTE ALTRE.
“Pertanto deduco che per cucinare avrei
bisogno del consenso medico ?”
"IL CAPITOLO 2° della direttiva 2004/24/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del
31 marzo 2004, dice chiaramente che devono
ottenere il controllo totale, e di
conseguenza il brevetto (alquanto ILLEGALE)
Il giro di parole di questa direttiva e
abbastanza chiara per chi è nel settore
della M.N.C. (medicina non convenzionale) le
erbe, tecnicamente chiamate anche droghe,
deve essere un’esclusiva prettamente medica,
per cui un maggiore controllo della lobby
medica e delle case farmaceutiche che ne
riterrebbero il controllo, con un aumento
di guadagni per la
BIG PHARMA e di una
aggiunta di spese all’utente finale
Inventori di malattie.
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2d46eae7-7cab-4a04-a354-be9b1e43ef3f.html
By Ventura Renato - Bioterapeuta
vedi:
Lista incompleta
delle Piante che saranno proibite
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Piante e
tumori: dalla Ricerca Nutraceutica,
nuove prospettive per il futuro
- vedi:
Nutriterapia per il cancro e non solo
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un
crescente interesse nella prevenzione del
cancro attraverso piante, estratti vegetali
e componenti chimici naturali e naturalmente
presenti in taluni alimenti.
La Ricerca Scientifica ha focalizzato i
propri sforzi sull’identificazione chimica
dei fitocomplessi dotati di attività
chemiopreventiva e sulla comprensione dei
meccanismi d’azione.
Varie piante utilizzate anche in ambito
culinario, diversi estratti vegetali
chimicamente caratterizzati agiscono su
molteplici signaling pathways , incluse
quelle che regolano i processi infiammatori
e apoptotici. che potrebbero costituire dei
target per le terapie antitumorali. - vedi:
Cura dell'Aglio +
Enzimi
In questo approfondimento focalizzeremo la
nostra attenzione su diversi phytochemicals
come il resveratrolo, presente
abbondantemente nelle bucce degli acini
della Vitis vinifera L. (la comune uva),
nelle radici del Polygonum cuspidatumSieb.
et Zucc., della allicina, presente nell’
Alliumsativum L. (il comune aglio), del
licopene, particolarmente presente nel
Solanum lycopersicumL. (il comune pomodoro),
dell’indol-3-carbinolo, presente nei
vegetali appartenenti alla famiglia delle
crucifere, della vitamina C, presente nei
frutti appartenenti al genere Citrus, come
il limone, l’arancio, il pompelmo, nella
Fragariavesca L. (fragola di bosco), del [6]-gingerolo,
presente nel rizomadi Zingiber
officinaleRoscoe, dell’emodina, presente
nelle foglie di Aloe barbadensis Miller,
della miscela antiossidante naturale
ricavata dalle foglie di Spinacia oleracea L.
(il comune spinacio), dei beta-carotenoidi
presenti nel Daucus carota L. (la comune
carota), il sulforafano, presente in diversi
vegetali appartenenti al genere Brassica,
come la senape, dell’acido ellagico,
presentein varie parti del Punica granatum
L. (il comune melograno), della miricetina,
presente nel Vaccinium macrocarponAiton (il
comune cranberry), del carnosolo, presente
nel Rosmarinus officinalisL. (il comune
rosmarino), della vanillina, presente nella
Vanilla planifoliaJacks.
ex Andrews (la comune vaniglia) e
dell’eugenolo presente nei fiori di
Syzygiumaromaticum (L.) Merr. &L.M.Perry (i
comuni chiodi di garofano. Questi principi
attivi agiscono attraverso differenti vie di
segnalazione cellulare, come il fattore
nucleare kB (Nf-kB), le ciclossigenasi 2
(Cox-2), la proteina STAT 3 (SignalTransducer
and Activator of Transcription 3), la
proteina Akt, la via MAPK/ERK (Mitogen-activated
protein kinases/Extracellular regulated
kinase), la proteina Bcl-2, la poli (ADP)-ribosio-polimerasi,
le metalloproteasi della matrice 2/9, e la
ciclina D1.
La conoscenza di
questi composti e dei loro meccanismi
d’azione potrebbe essere utile per la
formulazione di nutraceutici da impiegarsi
come coadiuvanti nelle terapie antitumorali.
Il termine fitochimici (Phytochemicals) sta
ad indicare componenti non-nutritivi,
presenti nelle piante, dotati di attività
biologica.
Per lungo tempo, si sono utilizzate le
piante nella cura di molte malattie incluso
il cancro. Del resto, oltre il 60% dei
farmaci antitumorali è di derivazione
vegetale. [1]
I principi attivi più comunemente
riconosciuti come aventi proprietà
protettive verso il cancro sono la curcumina
(Curcuma longa L.), la genisteina (Glycine
max (L.) Merr.), il resveratrolo (Vitis
vinifera L.), l’allicina (Allium sativum
L.), il licopene (Solanum lycopersicumL.),
il [6]-gingerolo e il [6]-shogaolo (Zingiber
officinale Roscoe), l’acido ellagico (Punica
granatum L.), la miricetina (Vaccinium
macrocarponAiton), l’eugenolo (Syzygium
aromaticum (L.) Merr. &L.M.Perry), l’anetolo
(Cinnamomum camphora (L.) J. Presl.).
Anche i flavonoidi e gli ellagitannini
presenti in tutte le piante hanno numerose
proprietà antitumorali e chemiopreventive
che affronteremo in un altro articolo a
parte.[2,3]
I principi attivi che ho menzionato
sopprimono i processi infiammatori che
conducono a fenomeni di trasformazione,
iperproliferazione, ed iniziazione della
carcinogenesi.[4]
La ricerca ha investito notevoli sforzi per
la comprensione delle basi molecolari della
prevenzione delle malattie croniche e della
promozione della salute ad opera dei
nutraceutici.
Le principali signallingpathawys che vengono
disregolate nel cancro e che costituiscono
target per la prevenzione del cancro,
possono essere modulate da diversi
fitocomplessi e da molteplici principi
attivi e classi di principi attivi
chimicamente caratterizzati. Questi processi
includono la riparazione del
DNA,
la proliferazione
cellulare, l’apoptosi, l’infiammazione,
l’immunomodulazione, la differenziazione e
l’angiogenesi. [5,6]
Poiché molteplici pathways vengono
influenzate simultaneamente, risulta
difficile individuare la via più importante
nella determinazione del rischio di cancro o
del comportamento del tumore. - vedi:
Cancro
Dati in vitro e in vivo dimostrano che gli
agenti chemiopreventivi aumentano
l’efficacia della chemioterapia e della
radioterapia, in diversi tipi di cancro,
mediante la regolazione del sistema PI3/Akt,
del fattore nucleare kB (NF-kB), delle
COX-2, dei processi apoptotici, del ciclo
cellularee di altri meccanismi, ad indicare
una nuova strategia terapeutica multitarget.[7]
La tumorigenesi è un processo multistep che
può essere attivato da agenti ambientali
(fumo di sigaretta, emissioni industriali),
agenti infiammatori (citochine infiammatorie
e le ROS), e promotori tumorali come gli
esteri del forbolo e l’acido okadaico.[8]
Le sostanze carcinogeniche modulano i
fattori di trascrizione, come l’Nf-kB, la
AP-1, la STAT3, le proteine antiapoptotiche
come la Akt, la Bcl-2, la Bcl-XL, le
proteine proapoptotiche come le caspasi e le
PARP, le protein-chinasi, le proteine di
regolazione del ciclo cellulare, le molecole
di adesione cellulare, i fattori di
crescita.[8]
NF-kB
Le cellule infiammatorie (neutrofili,
macrofagi, eosinofili) sono risorse endogene
di specie reattive dell’ossigeno (ROS), la
cui stimolazione da parte di promotori
tumorali o da agenti microbiologici rilascia
le ROS. [9]
L’NF-kB è un fattore di trascrizione che si
lega al DNA e attiva la trascrizione genica.
[10]
Nelle cellule normali, l’NF-kB è legato ad
una proteina di inibizione chiamata IkB che
si trova nel citoplasma.
Stimoli infiammatori come le radiazioni UV,
le ROS, le citochineproinfiammatorie come il
TNF-α e l’IL-1 attivano l’NF-kB attraverso
la fosforilazione e la degradazione di IkB.
L’NF-kB, una volta rilasciato, migra nel
nucleo dove si lega al DNA e attiva la
trascrizione di oltre 200 geni che
sopprimono l’apoptosi, e inducono la
trasformazione cellulare, la proliferazione,
l’invasione, le metastasi, la
chemioresistenza, la radioresistenza e
l’infiammazione. Questi includono le
citochine proinfiammatorie TNF-α , IL-1,
molecole di adesione, il fosfolipide A2, la
lipossigenasi, la COX-2, la
nitrossido-sintasi inducibile (iNOS), la
mieloperossidasi.[11]
L’emodina, il gingerolo, il resveratrolo, il
licopene, l’indol-3-carbinolo, la vitamina
c, il sulforafano e l’acido ellagico sono
potenti inibitori di NF-kB.
Il resveratrolo inibisce l’attivazione di
NF-kB ed esercita un’attività
antiossidante[12,13] tuttavia i suoi effetti
in vivo sono limitati da una bassa
biodisponibilità.[14]
Horton e colleghi hanno dimostrato che la
vitamina C inibisce la traslocazione di
NF-kBdal citoplasma al nucleo.[15]Inoltre,
la vitamina C inibisce l’attivazione di
NF-kB indotta da TNF-α mediante
l’attivazione della p38/MAPK.[16]
L’applicazione topica di licopene ha inibito
l’edema di orecchio murino indotto da TPA e
la promozione tumorale , oltre ad aver
inibito l’adesione di cellule endoteliali
aortiche stimolate con IL-1β alle cellule
U937.[17]Il [6]-gingerolo estratto dallo
zenzero è in grado di inibire il sistema
NF-kN. [18]
La miscela antiossidante naturale di
spinacio produce effetti analoghi. [19]
Il ruolo delle
COX-2
Le ciclossigenasi (COX)svolgono un ruolo
primario nella biosintesi dei prostanoidi.
La COX-2, che è l’isoforma inducibile, è
responsabile dell’elevata produzione di
prostaglandine in risposta a vari stimoli
infiammatori, ormonali e a fattori di
crescita.
L’espressione delle COX-2 è associata alla
regolazione della crescita cellulare, al
remodelling tissutale, alla carcinogenesi.
La COX-2 è altamente espressa in una larga
serie di tumori endometriali primari e la
sua espressione è strettamente associata ai
parametri di aggressività tumorale. Inoltre,
l’overespressione della COX-2 avviene nel
90% dei carcinomi del colon-retto e nel 40%
degli adenomi. [20,21]
L’NF-kB è strettamente connesso a molti
aspetti dell’oncogenesi, incluso il
controllo dell’apoptosi, il ciclo cellulare,
la differenziazione e la migrazione
cellulare. [22] La proteina Akt regola
l’espressione della COX-2 in cellule di
cancro endometriale che esprimono la
fosfo-Akt.
Studi sperimentali hanno dimostrato che la
curcumina downregola l’espressione delle
COX-2 senza modificare l’espressione della
COX-1 in cellule di cancro prostatico e al
colon-retto.[23]
La miscela antiossidante naturale presente
nello spinacio esercita effetti
antiproliferativi attraverso la
downregulation dell’espressione delle
COX-2.[24]
L’acido ellagico, presente nel melograno,
inibisce l’NF-kB in cellule di tumore
pancreatico.[25]
Inoltre, la miricetina svolge attività
antiossidanti ed effetti antitumorali.[26]
Il [6]-gingerolo inibisce l’espressione
delle COX-2 mediante l’inbizione della
p38MAP Kinase e l’inibizione di NF-kB.[27]
Tutti questi studi dimostrano che i composti
attivi estratti dalle piante qui considerati
svolgono un ruolo centrale nell’inibizione
dell’espressione delle COX -2.
Altri fattori come il TNF-α,l’IL-6 svolgono
un ruolo importante nel legame tra
l’infiammazione e il cancro.[28]
Il TNF fa parte di una famiglia di citochine
principalmente secrete dai macrofagi ed è
responsabile della regolazione
immunitaria.Tuttavia una sua iperproduzione
contribuisce all’insorgenza di patologie
croniche incluso il cancro, essendo
responsabile dell’attivazione di NF-kB.[29]
Vi sono molte interleuchine coinvolte nella
regolazione dell’ immunità, incluse l’IL-1β
el’IL-6, che regola la crescita di varie
cellule ematopoietiche.[30]
Il TNFα innesca il processo infiammatorio .
Diversi nutraceutici modulano i livelli di
IL-6 e di IL-8.
L’allicina, presente nell’aglio, inibisce la
secrezione di IL-1β e di IL-8 indotta da
INFα in cellule epiteliali intestinali in
vitro, oltre a sopprimere i livelli di mRNA
di IL-1β e IL-8 e la degradazione di IkBα.[31]
Dati sperimentali suggeriscono che il
6-gingerolo estratto dallo zenzero regola
l’espressione del TNFα e della iNOS.[32]
Diversi studi hanno dimostrato che l’acido
ellagico inibisce l’espressione di IL-1e
upregola l’espressine di IL10, esercitano
effetti antiinfiammatori.[33]
Il resveratrolo riduce significativamente
la produzione e i livelli sierici di IL-1,
Il-8 e IL-6 in topi affetti da melanoma.[34]
Sopravvivenza
cellulare
Gli enzimi IP3Ks sono coinvolti nella
fosforilazione degli inositolo-fosfolipidi
di membrana, che mediano la trasduzione del
segnale cellulare.[35]
L’attivazione di IP3K genera il secondo
messaggero fostatidilinositoltrifosfato
(PIP3) dal fosfatidil inositolo 4,5 –
bifosfato.[36]
Questo recluta lechinasi Akt/PKB
determinando la loro fosforillazione.[37] L’
Akt attivata trasloca nel citoplasma e nel
nucleo e attiva targets coinvolti nella
sopravivveza, proliferazione, progressione,
crescita, migrazione cellulare e nell’
angiogenesi.[38]
L’ Akt media la fosforilazione e
l’attivazione di mTOR che svolge un ruolo
chiave nella regolazione della sintesi
proteica, dell’ angiogenesi e della
progressione del ciclo cellulare.[39]
Diversi fitocomplessi svolgono i loro
effetti biologici attraverso la modulazione
di varie vie di segnalazione cellulare come
la PI3/Akt o la p38/MAPK.[40,41]
Una pletora di evidenze in vitro dimostra
che numerosi polifenoli sono in grado di
influenzare le vie di segnalazione MAPK
ePI3K e Akt.[42-44]
Il 6 gingerolo, per l’appunto, inibisce la
crescita cellulare, attiva la caspasi3 ed
aumenta i livelli di MAPK e l’attività Akt
in
cellulle tumorali.[45]
Il sulforafano inibisce ls pathways PI3/Akt
pathway e MAPK/ERK determinando l’arresto
del ciclo cellulare e l’apoptosi.[46]
Analogamente, l’allicina inibisce fortemente
la crescita di cellule cancerogene mediante
l’inibizione della segnalazone p38/MAPK.[47,48]
L’emodina estratta dall’aloe e la miricetina
dal mirtillo rosso americano influenzano la
signalling pathway PI3/Akt.[49]
Anche numerosi polifenoli appartenenti alla
classe dei flavonoidi interferiscono con
questa via.[50]
Angiogenesi
L’angiogenesi è un normale processo
fisiologico in cui si formano nuovi vasi. Un
incremento di questo fenomeno promuove la
crescita tumorale aumentando il trasporto di
nutrienti e di ossigeno.
L’alterazione dei meccanismi che regolano
l’angiogenesi determina l’aumento delle
molecole proangiogeniche.
Le cellule endoteliali vengono stimolate e
attratte dal sito di neoformazione dei vasi,
per via della presenza di fattori
chemiotattici incluso l fattore di crescita
vasculo-endoteliale VEGF, il fattore di
crescita IGF-1, e di molecole infiammatorie
come l’IL-8, la COX-2 e l’iNOS. [51]
La migrazione chemiotattica è potenziata
dalla degradazione di componenti della
matrice extracellulare prodotta dalle
metalloproteasi della matrice (MMPs). [52]
Le MMPs includono le collagenasi (MMP-1,
MMP-8 etc..), le gelatinasi (MMP-2 ed
MMP-9), le stromeline (MMP-3, MMP-10,
MMP-7), e le elastasi (MMP-12). Le MMPs sono
coinvolte in molti processi fisiologici
coinvolti nel rimodellamento della matrice,
e sembta che svolgano un ruolo centrale
nell’angiogenesi, nell’invasione delle
cellule tumorali, nelle metastasi.[52]
Diversi componenti nutraceutici, come il
resveratrolo, la curcumina, l’allicina, l’emodina,
il licopene, il gingerolo e altri sembra
riducano l’angiogenesi indotta
dall’infiammazione e potrebbero ridurre i
livelli di espressione di fattori di
crescita come il VEGF.[53]
Il resveratrolo inibisce i livelli di
espressione di HIF-1α, e del VEGF,
attraverso la downregulation delle vie Akt e
MAPK in cellule di cancro ovarico umano
OVCAR-3.[54]
Effetti simili sono stati osservati con l’emodina
in linee cellulari umane di tumore
pancreatico.[55]
Il pretrattamento con indol-3-carbinolo
inibisce l’attivazione di Akt indotta da
VEGF.[56]
Dati sperimentali dimostrano che il
sulforafano e la miricetina inibiscono
l’espressione di MMP-9 e di MMP-2 in linee
cellulari di carcinoma mammario. Il
carnosolo inibisce l’espressione di MMP-9
attraverso l’inibizione di NF-kB in cellule
di melanoma murino B16/F10.[57]
L’acido ellagico inibisce l’espressione del
fattore di crescita derivato dalle piastrine
e del VEGF.[58]
Sono necessari, tuttavia, ulteriori studi,
per meglio comprendere la potenziale utilità
dell’inibizione dell’angiogenesi in questo
contesto.
Ciclo cellulare
- vedi:
Nutrizione cellulare
In cellule normali, la proliferazione
cellulare è finemente regolata
dall’equilibrio tra segnali di crescita e
segnali di inibizione della crescita. Le
cellule tumorali possono divenire
insensibili ai segnali di inibizione della
crescita. [59]
Diverse proteine regolano il timing degli
eventi del ciclo cellulare.
Le principali molecole responsabili della
regolazione del ciclo cellulare sono le
cicline e le chinasi-ciclina-dipendenti. La
ciclina più comunemente influenzata è la
ciclina D1, un fattore limitante nella
progressione delle cellule attraverso la
fase G1 del ciclo cellulare.[60]
Nelle cellule tumorali, l’overespressione
della ciclina D1 è correlata allo sviluppo e
alla progressione della patologia. La
disregolazione della degradazione della
ciclina D1 sembra essere responsabile
dell’aumento dei livelli di ciclina D1 in
molte forme di tumore.[61]
La disregolazione del ciclo cellulare è in
parte dovuta all’overespressione di fattori
di crescita, come la ciclina D1, eleCdks
sono associate alla tumorigenesi.
La c-Myc è un’oncoproteina che regola il
Cdk-G1 specifico ed in particolare i
complessi ciclina E/Cdk2, necessari per il
transito dalla fase G1 alla fase S.[61]
La c-Myc previene l’arresto del ciclo
cellulare in risposta a vari segnali.[62]
La proliferazione incontrollata può anche
essere attribuita alla downregulation o
all’inattivazione dell’oncosoppressore
p53.[63]
Diversi componenti nutraceutici come il
resveratrolo[64] e il beta-carotene[65]
inibiscono il ciclo cellulare disregolato
nel cancro.
La ciclina D1 è
overespressa in molti tipi di cancro.
Il beta-carotene, presente nelle carote,
induce l’arresto del ciclo cellulare nelle
cellule tumorali attraverso la
downregulation della ciclina A.[65]
Il carnosolo
arresta il ciclo celluare in fase G2/M.[66]
Il resveratrolo sembra inibire la
progressione del ciclo cellulare attraverso
la downregulation dell’espressione della
ciclina D1 e della ciclina E. [67]
L’espressione della ciclina D, della Cdc 25,
e della Cdk 1è downregolata
dall’indol-3-carbinolo, presente nelle
crucifere.[68]
La vanillin inibisce la progressione del
ciclo cellulare in fase G2/M in cellule
HT-29.[69]
È stato dimostrato che l’emodina, presente
nell’aloe, inibisce l’espressione della
ciclina D1 a livello trascrizionale. [70]
L’emodina, inoltre, induce l’apoptosi
attraverso l’attivazione della p53, della
caspasi-9, e l’inibizione dell’espressione
della ciclina D1 e ella Cdc2, in cellule di
carcinoma vescicale T24. [71]
L’acido ellagico determina l’arresto della
fase G1 einibisce l’espressione della
ciclina D1 e di Cdk2 in cellule di carcinoma
vescicale T24.[72]
Analogamente, il sulforafano arresta la
progressione del ciclo cellulare in cellule
di carcinoma pancreatico e di leucemia
linfoblastica. [73,74]
Apoptosi
L’apoptosi è un processo di morte cellulare
programmata e costituisce una delle
principali difese contro il cancro.
I fattori che innescano l’apoptosi includono
il danno al DNA, la distruzione del ciclo
cellulare, l’ipossia, il distacco delle
cellule dai tessuti.[75]
L’apoptosi è caratterizzata da vari aspetti
quali la condensazione di cromatina, la
frammentazione delle cellule in strutture di
membrana , chiamati corpo apoptotici, che
sono inglobate nei macrofagi e rimossi dal
tessuto in modo controllato.[76]
Queste variazioni morfologiche sono il
risultato di caratteristiche molecolari e di
eventi biochimici che si verificano nella
cellula, in particolare l’attivazione di
enzimi proteolitici.[77]
Il cleavage proteolitico delle procaspasi è
uno step importante che determina
l’attivazione delle caspasi.
Vi sono due vie per l’apoptosi: la via
estrinseca e la via intrinseca (via
mitocondriale) che viene attivata dalle
caspasi 8 e 9.
Un elemento comune ad entrambe le vie è
rappresentato dalla caspasi-3 che determina
l’inattivazione di proteine chiave inclusa
la proteina di riparazione del DNA PARP.[78]
Notevoli evidenze dimostrano che diversi
estratti vegetali e alcuni composti naturali
innescano l’apoptosi mediante numerosi
target molecolari intracellulari in entrambe
le vie apoptotiche in vitro.[79]
Il [6]-gingerolo induce l’espressione della
caspasi 3e. del suo target Bax in cellule
di carcinoma della cervice, oltre a
stimolare l’autofagia.[80]
Inoltre, questo componente nutraceutico
induce apoptosi attraverso la modulazione
della proteina p53 ed il coinvolgimento di
signalling pathways mitocondriali.[81]
Analogamente, il resveratrolo induce
apoptosi unicamente in cellule che esprimono
la p53, ma non in cellule che non la
esprimono.[82]
Inoltre, l’aumento dell’apoptosi si verifica
anche attraverso la soppressione di IGF-1R/Wnte
l’attivazione della p53.[83]
Il sulforafano ha mostrato marcati effetti
apoptotici in cellule di carcinoma
mammario.[84]
La miricetina e l’allicina svolgono effetti
apoptotici attraverso le caspasi 3, 8, 9 e
l’upregulation della PARP in diversi tipi di
cellule tumorali. [85,86]
Inoltre, l’indol-3-carbinolo induce apoptosi
in cellule di carcinoma della cervice e di
carcinoma mammario.[87,88] Questo componente
nutraceutico upregola l’espressione della
p53 e della caspasi-8.[89]
L’acido ellagico induce apoptosi in cellule
di carcinoma prostatico,[90] oltre a
determinare la fosforilazione di Akt e a
stimolare l’autofagia in cellule di
carcinoma del colon-retto. [91]
Il licopene esercita effetti proapoptotici
marcati in diverse linee cellulari
tumorali.[92]
Il carnosolo induce apoptosi e
downregolation dell’espressione della
Bcl-2.[93]
L’eugenolo induce apoptosi in cellule di
carcinoma del colon umano attraverso l’upregulation
della p53, della caspasi-3, della PARP, ed
il rilascio di citocromo c nel citosol.[94]La
miscela antiossidante dello spinacio mostra
effetti antiproliferativi in topi Tramp e
nel carcinoma prostatico.[95]
L’approccio chimico-farmaceutico allo studio
della Nutraceutica ha mostrato di produrre
risultati scientifici interessanti, ponendo
le basi per lo sviluppo di nuovi
nutraceutici.
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By Dr.
Matteo Micucci - Dottore di Ricerca
Europeo in Scienze Farmaceutiche Dip.
Farmacia e Biotecnologie Alma Mater
Studiorum Università di Bologna. - Tratto
da:
nutraceuticacesena.altervista.org
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