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Medicina Alternativa"  
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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Definizione di Fitoterapia
La parola fitoterapia deriva dal greco phyton (pianta) e therapeia (cura) e rappresenta in assoluto la prima forma di medicina utilizzata dall'uomo.
La Fitoterapia, medicina che utilizza le piante, si ritrova citata in documenti che risalgono a 4.000 anni prima di Cristo riguardanti droghe vegetali come l'oppio, la mandragora, il giusquiamo. La Gemmoterapia costituisce un'espressione particolare all'interno del quadro dei farmaci d'ispirazione hahnemaniana. Agli inizi del XVI secolo, Paracelso voleva estrarre l'anima dei vegetali sotto forma di "quintessenze", prima nozione del principio attivo. Attorno alla fine del XIX secolo ed agli inizi del XX ci si comincia ad orientare verso l'isolamento e all'utilizzo dei principi attivi. Oggigiorno c'è un ritorno alla prescrizione di estratti totali di
piante la cui azione medicinale globale sembra essere preferibile all'effetto dei principi isolati.


Nel corso del tempo comunque, grazie ai suoi riconosciuti poteri curativi, le piante medicinali hanno continuato ad occupare un posto importante nella cura delle malattie in modo naturale.
La fitoterapia è tuttora molto diffusa e tra le 800 specie vegetali esistenti, sono migliaia quelle definite piante officinali, ovvero capaci di aiutare nel curare i malati.

La pianta è un organismo complesso, frutto dell'evoluzione biologica avvenuta in centinaia di milioni di anni.
Ogni modificazione genetica provocata in essa
dall'Uomo, per quanto minima, produrrà comunque un danno, un danno irreparabile che spesso non potrà essere riconosciuto, poiché l'Uomo conosce con sicurezza soltanto poche decine di vitamine e di altre sostanze pro-vitaminiche.
Viceversa, le vitamine e le altre sostanze contenute nelle piante sono decine di migliaia, e sono queste le responsabili del corretto funzionamento della
complessa biochimica umana e del genoma umano (DNA)

La pianta costituisce una SINGOLA unità terapeutica, nella quale i principi attivi formano dei "FITO-COMPLESSI" caratteristici, legandosi o interagendo con altre molecole che vengono eliminate nel corso dei processi di purificazione.

E' il Fito-Complesso, dunque, la "quintessenza" della pianta medicinale, e non il suo "principio attivo" purificato.
Volendo dare una definizione di Fito-Complesso, si può dire che
esso è una Entità Biochimica Complessa che rappresenta l'unità farmacologia integrale delle piante medicinali.


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Per fitoterapia si intende una pratica terapeutica
che si avvale di prodotti medicinali la cui sostanza attiva è costituita esclusivamente da una droga o da una preparazione vegetale.
Le sostanze attive vegetali si distinguono per essere delle miscele complesse di composti chimici (fitocomplessi) e non da singoli composti chimici come avviene nel caso della maggioranza dei farmaci attualmente in uso (farmaci monomolecolari); da ciò deriva che i farmaci vegetali possiedono delle caratteristiche terapeutiche proprie che derivano sia dalla contemporanea presenza di composti con attività biologiche individuali distinte, sia da interazioni che possono avvenire fra questi composti; il risultato è che il fitocomplesso esercita un’azione farmacologica che è diversa da quella di ciascuno dei singoli composti che lo costituiscono.

Le droghe e le preparazioni vegetali hanno preceduto, nella storia della medicina, i farmaci monomolecolari moderni, ma, al pari di questi, agiscono con meccanismi di interferenza nei processi biochimici dell’organismo prevenendo o riparando le anomalie che portano alle malattie. I meccanismi dell’azione farmacologica e la potenza di tale azione vengono studiati e dimostrati nelle sostanze attive vegetali ricorrendo ai metodi sperimentali adottati anche nel caso dei farmaci monomolecolari. Di conseguenza, la fitoterapia è una branca della medicina basata sulla scienza e non una medicina alternativa basata su concetti filosofici estranei alla scienza.
Tratto da: www.sifit.org


Commento NdR: Occorre ricordare che un farmaco, un rimedio, un infuso, un estratto ecc. da soli NON possono guarire dalle malattie, ma possono solo aiutare nella guarigione, in quanto essa, la guarigione, avviene SOLO quando il soggetto malato cambia etica, comportamenti e quindi mette in pratica (consapevolmente od inconsapevolmente, tutte le terapie naturali necessarie per ottenere la guarigione.
vedi Protocollo della Salute  +  Come nasce la malattia

L’estrazione dei principi attivi dalle piante – che vanno raccolte nel periodo conveniente della stagione (tempo balsamico) - richiede diverse fasi di lavorazione. La più semplice di queste è la frantumazione, spesso preceduta o seguita da essiccamento. Tra le procedure di lavorazione occorre menzionare anche la macerazione o la percolazione con una miscela di acqua ed alcool (le soluzioni che si ricavano in questo modo sono conosciute con il nome di tinture madri). La distillazione è un procedimento utilizzati per separare i principi attivi utili dai materiali inutili di una pianta.
Più comunemente, è utilizzata l’estrazione in corrente di vapore, che permette di estrarre i principi attivi della pianta quando questi sono dei composti chimici volatili.
Il prodotto di queste operazioni si chiama droga (dal tedesco trocken, che vuol dire “secco”) e consiste quindi in una pianta o in una determinata parte di una pianta (foglia, fiore, radice, frutto, ecc.) raccolta e sottoposta a determinati processi di lavorazione. Le droghe possono essere usate per preparare delle tisane, somministrate come polveri oppure incluse in compresse e capsule, eventualmente assieme ad adatti eccipienti.

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La Fitomedicina, di cui la fitoterapia è l'applicazione pratica, è la disciplina medica che si serve delle piante e dei loro derivati per scopi medico-terapeutici. Non è considerata una medicina alternativa vera e propria in quanto i principi attivi contenuti nelle piante sono riconosciuti e sfruttati anche dalla medicina scientifica tradizionale.
Non tutta la medicina popolare può essere inclusa nella Fitoterapia perché molte conoscenze tradizionali ed empiriche sono state nel tempo confermate, smentite o modificate dalle verifiche scientifiche (studi farmacologici, trials clinici, fitosorveglianza, farmacovigilanza, etc.)

Le piante sono le principali fornitrici di sostanze medicamentose. Non potendo sfuggire ai loro predatori, per proteggersi esse hanno dovuto sviluppare innumerevoli sostanze repellenti, tossiche, ormonoregolatrici, digestionevarianti ecc.
La medicina popolare si serve di queste sostanze da tempi immemorabili. Ippocrate citava il rimedio come terzo strumento del medico accanto al tocco e alla parola.

Un classico esempio di rimedi fitoterapici è dato dagli olii eterici o essenziali prodotti dalle piante, che servono a loro stesse come fungicidi, battericidi, virostatici, pesticidi e come difese fetenti.

Un'altra classe sono le sostanze che modificano la fisiologia dell'apparato digerente del predatore: lassativi e congestivi; un'altra classe ancora sono sostanze che variano il sistema ormonale o i trasmettitori neuronali di predatori come alcaloidi ecc.

L'arte di preparare fitorimedi, l'antica disciplina dei farmacisti o speziali, si chiama "Galenica" (dal nome del medico dell'antichità Galenus).

Il prezioso aiuto che le piante possono dare alla terapia è fuori discussione e nulla ha a che fare con lo sfruttamento promozionale di piante ed erbe di cui si vantano proprietà terapeutiche non documentate e di cui si ignorano i pericoli da lievi a mortali. La grande carenza di una regolamentazione, frenata da evidenti interessi commerciali, contribuisce alla confusione. E' bene che la gente si renda conto che la equazione "naturale=benefico" è solo un tranello per coinvolgere la gente semplice che ha qualche problema.
Rileva il Direttore del Mario Negri che anche i virus sono naturali. Aggiungiamo che i funghi velenosi, che sono naturali e di buon sapore, possono uccidere.
La fitoterapia richiede competenza e serietà ed esclude l'autoprescrizione se non si vuole incorrere in grossi guai.

Tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Fitoterapia


Aziende Produttrici e/o che commercializzano Prodotti Fitoterapici

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Alcune Bibliografie sui prodotti Fitoterapici -
per gli altri prodotti Fitoterapici vedi: Prodotti naturali

STEVIA -  Br J Clin Pharmacol 2000 Sep;50(3):215-20
A double-blind placebo-controlled study of the effectiveness and tolerability of oral stevioside in human hypertension.
Chan P, Tomlinson B, Chen YJ, Liu JC, Hsieh MH, Cheng JT.
Division of Cardiovascular Medicine, Taipei Medical College and affiliated Taipei Wan Fang Hospital, Taiwan.
AIMS: Stevioside is a natural plant glycoside isolated from the plant Stevia rebaudiana which has been commercialized as a sweetener in Japan for more than 20 years. Previous animal studies have shown that stevioside has an antihypertensive effect. This study was to designed to evaluate the effect of stevioside in human hypertension. METHODS: A multicentre, randomized, double-blind, placebo-controlled study was undertaken. [...]
RESULTS: After 3 months, the systolic and diastolic blood pressure of the stevioside group decreased significantly (systolic: 166.0+/-9.4-152.6+/-6.8 mmHg; diastolic: 104.7 +/- 5.2-90.3+/-3.6 mmHg, P<0.05), and the effect persisted during the whole year. Blood biochemistry parameters including lipid and glucose showed no significant changes. No significant adverse effect was observed and quality of life assessment showed no deterioration. 
CONCLUSIONS: This study shows that oral stevioside is a well tolerated and effective modality that may be considered as an alternative or supplementary therapy for patients with hypertension.
PMID: 10971305

CENTELLA -  J Clin Psychopharmacol 2000 Dec;20(6):680-4
A double-blind, placebo-controlled study on the effects of Gotu Kola  (Centella asiatica) on acoustic startle response in healthy subjects.
Bradwejn J, Zhou Y, Koszycki D, Shlik J.
Royal Ottawa Hospital and the Department of Psychiatry, University of Ottawa, Ontario, Canada.
jbradwej@rohcg.on.ca
Investigations of the pharmacologic profile of medicinal plants have revealed that a number of plants with purported anxiolytic activity bind to cholecystokinin (CCK) receptors. This finding is intriguing in view of the proposed involvement of CCK in the pathophysiology of fear and anxiety.
This double-blind, placebo-controlled study was undertaken to evaluate the anxiolytic activity of Gotu Kola (Centella asiatica) in healthy subjects.
Gotu Kola has been used for centuries in Ayurvedic and traditional Chinese medicine to alleviate symptoms of depression and anxiety. Recent studies in the rat have shown that long-term pretreatment with Gotu Kola decreases locomotor activity, enhances elevated-plus maze performance, and attenuates the acoustic startle response (ASR). In this study, the authors evaluated the effects of Gotu Kola on the ASR in humans. Subjects were randomly assigned to receive either a single 12-g orally administered dose of Gotu Kola (N = 20) or placebo (N = 20). The results revealed that compared with placebo, Gotu Kola significantly attenuated the peak ASR amplitude 30 and 60 minutes after treatment. Gotu Kola had no significant effect on self-rated mood, heart rate, or blood pressure. These preliminary findings suggest that Gotu Kola has anxiolytic activity in humans as revealed by the ASR. It remains to be seen whether this herb has therapeutic efficacy in the treatment of anxiety syndromes.
PMID: 11106141

KAVA  - Cochrane Database Syst Rev 2001;4:CD003383
Kava extract for treating anxiety (Cochrane Review).
Pittler &NA; &, M &NA; &, Edzard &NA; &, E &NA; &.
Department of Complementary Medicine, University of Exeter, 25 Victoria Park Road, Exeter, UK, EX2 4NT.
M.H.Pittler@exeter.ac.uk
BACKGROUND: Synthetic anxiolytic drugs are effective for anxiety, but they are burdened with adverse events. Constraints on resources and time often render treatments such as psychological interventions impracticable.
Thus, an effective and safe oral medication would be of considerable interest and a welcome addition to the therapeutic repertoire. OBJECTIVES:
To systematically review the evidence regarding the efficacy and safety of kava extract for the symptomatic treatment of anxiety. SEARCH STRATEGY:
 Computerized literature searches were performed in the databases Medline, Embase, Biosis, AMED, CISCOM and the Cochrane Library (all from their respective inception to June 1998). The search terms used were kava, kawa, kavain, Piper methysticum and Rauschpfeffer (German common name for Piper methysticum). Manufacturers of kava preparations and experts on the subject were contacted and asked to contribute published and unpublished material.
 In addition, our own files were searched and the bibliographies of all of the studies identified were scanned for further trials. There were no restrictions regarding the language of publication. SELECTION CRITERIA: Randomized, double-blind trials of oral kava extract mono-preparations for the treatment of anxiety were included. Trials comparing kava with placebo were included. Trials assessing kava as one of several active constituents in a combination preparation or as a part of a combination treatment were excluded.
DATA COLLECTION AND ANALYSIS: All publications were blinded prior to assessment by a person not involved in the study. Data on patients, interventions, methods, results and adverse events were extracted systematically. Methodological quality of all trials was evaluated using the scoring system developed by Jadad and colleagues. The screening of studies, selection, data extraction and the assessment of methodological quality were performed independently by the two reviewers. Disagreements in the evaluation of individual trials were resolved through discussion.
MAIN RESULTS: Seven trials met the inclusion criteria. All of the reviewed trials suggest superiority of kava extract over placebo. The meta-analysis of three studies using the Hamilton Anxiety Score as a common outcome measure suggests a significant differential treatment effect in favour of kava extract (weighted mean difference: 9.69, 95% confidence interval: 3.54 - 15.83). Adverse events as reported in the reviewed trials were mild, transient and infrequent.
REVIEWER'S CONCLUSIONS: These data imply that kava extract is superior to placebo and relatively safe as a symptomatic treatment for anxiety. These findings warrant further and more rigorous investigations into the efficacy and safety of kava extract.
PMID: 11687196

IPERICO - Pharmacopsychiatry 2001 May;34(3):96-103
Efficacy and tolerability of hypericum extract WS 5572 versus placebo in mildly to moderately depressed patients. A randomized double-blind multicenter clinical trial.
Kalb R, Trautmann-Sponsel RD, Kieser M.
Psychiatrische Klinik der Universitat Erlangen-Nurnberg, Erlangen, Germany.
We have investigated the antidepressant efficacy and safety of Hypericum perforatum (St. John's wort) extract WS5572 in a double-blind, placebo- controlled multicenter clinical trial. 72 patients (WS 5572: 37, placebo: 35) with a diagnosis of mild to moderate major depressive disorder (according to DSM-IV criteria) were randomized in 42 days of treatment with either 300 mg WS5572 t.i.d. or placebo. [...]
Responder rates were consistently higher in the Hypericum group.
Comparable group differences in favor of WS 5572 were also found for von Zerssen's Depression Scale (D-S; self-rating), Clinical Global Impressions (CGI) and a global patient's self-assessment (GPA).
Tolerability was very good in both groups, with no adverse drug reactions and no clinically relevant changes in safety parameters. The results indicate that Hypericum extract WS 5572 is an effective and well-tolerated drug for the treatment of mild to moderate major depressive disorder.
PMID: 11434406

SALICE - Phytother Res 2001 Jun;15(4):344-50
Efficacy and tolerability of a standardized willow bark extract in patients with osteoarthritis: randomized placebo-controlled, double blind clinical trial.
Schmid B, Ludtke R, Selbmann HK, Kotter I, Tschirdewahn B, Schaffner W, Heide L.
Pharmazeutisches Institut, Universitat Tubingen, Germany.
This study assessed the clinical efficacy of a chemically standardized willow bark extract in the treatment of osteoarthritis. Willow bark extract, in a dose corresponding to 240 mg salicin/day, was compared with placebo in a 2-week, double-blind, randomized controlled trial. [...]
A statistically significant difference between the active treatment and the placebo group was observed in the WOMAC pain dimension [...]
The patient diary VAS confirmed this result, and likewise the final overall assessments showed superiority of the willow bark extract over the placebo [...]
 It is concluded that the willow bark extract showed a moderate analgesic  effect in osteoarthritis and appeared to be well tolerated.
PMID: 11406860 [PubMed - indexed for MEDLINE]
vedere anche in MEDLINE
Fitoterapici nel rapporto fra Alimentazione e Patologie delle vie respiratorie superiori
 

   

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