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Messa a punto una nuova tecnologia avanzata, per l’utilizzo degli integratori
insolubili in acqua, per aumentare la biodisponibilità e l’assorbimento
di quegli integratori (nutraceutici lipofili).
L’integratore viene
ridotto in polveri finissime ed uniformi (nebulizzate), aditivato con un
veicolo lipoidale, essiccato e confezionato in capsule a base vegetale.
Studi clinici in doppio
cieco hanno dimostrato che il prodotto trattato con questa tecnica viene
reso biodisponibile ed assimilato immediatamente; il sangue analizzato delle
persone coinvolte, riporta in questi studi, un aumento di dieci volte della
sostanza veicolata.
I
Batteri PROBIOTICI ed
AUTOCTONI se mantenuti nel nostro intestino
impediscono le mutazioni e la
proliferazione batterica patogena.
L’assunzione giornaliera per periodi da 45 giorni a 90 giorni di preparati
multibatterici, una capsula prima dei pasti (3 al dì), favorisce il
riordino della flora autoctona nell’intestino, impedendo la genesi di
moltissime patologie (se non di tutte).
La professoressa Maria Rita Gismondo, direttrice del laboratorio di
microbiologia clinica del Polo universitario Luigi Sacco di Milano, è stata
coordinatrice di una ricerca effettuata qualche anno fa, dimostrando la
capacità di alcuni lactobacilli di ostacolare la crescita e la
proliferazione dell’Helicobacter Pylori (che e' una mutazione di batteri
autoctoni per le condizioni di pH alterato del tratto
pilorico e
dell'intestino tenue).
La ricerca ha indicato anche che l’assunzione di questi probiotici, ha
aiutato l’eliminazione dell’emicrania nei soggetti cronicamente malati
di quella patologia.
Il trattamento preventivo e curativo è estremamente indicato e NON ha
nessun effetto collaterale né possiede controindicazioni di sorta; può
essere protratto anche per lunghi periodi (2 o 3 mesi) e per almeno 2 volte
l’anno. Oltre i 3 mesi si consiglia l’assunzione una volta al giorno,
sempre prima dei pasti.
vedi Protocollo
della Salute
La folle guerra ai microbi instaurata dalla medicina ufficiale
contro i batteri con battaglie attuate per mezzo di:
Vaccinazioni,
antibiotici,
antimicotici, cloro nelle acque e cloro per disinfettare i cibi
hanno scatenato le malattie autoimmuni e non solo quelle !
Recentissime ricerche mediche stanno dimostrando che proprio la
guerra ai microbi con vaccini, antibiotici, prodotti antimicotici e
antibatterici, cloro, igiene assoluta, ecc., rovinano ed inattivano
il ns sistema immunitario che non avendo "cosa fare" si
rivolge contro i batteri autoctoni innescando le malattie autoimmuni !
Cio' significa che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH
digestivo e e della
mucosa
intestinale
influenzano la salute, non soltanto
a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.
vedi anche
FLORA BATTERICA INTESTINALE e FERMENTI LATTICI VIVI
+
I Germi non sono
le cause delle malattie
Per iniziare in modo chiaro a parlare di fermenti lattici
è importante una premessa: il nome.
Vengono chiamati fermenti lattici, perche il prodotto di
degradazione principale è l'acido lattico. Questa sostanza
si ricava dalla fermentazione di zuccheri di varia origine
(anche le fibre e il cotone come il lino sono composti da
zuccheri). Il latte non c'entra nulla !
Il fatto che alcuni batteri vengano usati per trasformare
gli zuccheri del latte in acido lattico producendo quello
che noi chiamiamo yogurt ha creato questo fraintendimento.
PROMEMORIA:
quando le
feci NON galleggiano
nel
W.C.
significa che vi sono oltre al
pH
errato e non adatto nel colon, anche la
mancanza
di
Fermenti
(i vari tipi Bifidus e Ramnosus), quindi
integrare subito con le apposite capsule.
vedi:
Fermenti e batteri autoctoni
L'importanza dei ritmi circadiani della
flora
intestinale - 01/12/2016
Anche la
flora
batterica intestinale segue dei propri
ritmi circadiani
che non solo influenzano quelli dell'ospite, ma anche la
capacità del fegato di metabolizzare i farmaci e
degradare sostanze potenzialmente tossiche. La scoperta
potrebbe aiutare a pianificare meglio la
somministrazione dei farmaci e a contrastare problemi
come l'obesità e la sindrome metabolica, spesso connessi
a un'alterazione dei ritmi sonno-veglia.
L'attività metabolica e i movimenti della flora
batterica intestinale seguono anch'essi dei ritmi
circadiani, che influenzano quelli dell'ospite.
Eventuali anomalie in questi ritmi batterici possono
alterare la capacità metaboliche dell'organismo ospite,
e in particolare quella di metabolizzare i farmaci e di
degradare sostanze potenzialmente tossiche. La scoperta
è di un gruppo di ricercatori del Weizmann Institute of
Science a Rehovot, in Israele, che firmano
un articolo su "Cell".
I ricercatori hanno scoperto che la flora batterica
intestinale, o microbioma, si sposta ritmicamente,
passando dal contatto con la superficie della mucosa
intestinale al centro della cavità dell'intestino o
viceversa, a seconda che sia giorno o notte e della
specie batterica. Di conseguenza, nei diversi momenti
della giornata le cellule della mucosa intestinale sono
esposte a batteri differenti, e ai loro differenti
prodotti metabolici.
Le oscillazioni giornaliere nella localizzazione della
flora batterica e nella produzione di metaboliti
nell'intestino ha un grande impatto sull'espressione dei
geni nei tessuti dell'ospite (Cortesia Thaiss et al/Cell
2016)L'aspetto più rilevante della scoperta però è che
questi cambiamenti del microbioma intestinale, oltre a
influenzare i ritmi circadiani dell'ospite, hanno
effetti profondi sulla sua fisiologia: effetti che non
si limitano all'intestino ma raggiungono anche tessuti
distanti, come quello del fegato, le cui cellule variano
i livelli di espressione dei loro geni in sincronia con
i ritmi della flora intestinale.
"Di conseguenza - dice Eran Elinav, coautore dello
studio - un'alterazione dei ritmi del microbioma può
compromettere funzioni epatiche diurne vitali, come il
metabolismo dei farmaci e la
disintossicazione."
Queste scoperte hanno implicazioni importanti: dato che
i farmaci sono metabolizzati dal fegato, la comprensione
dei ritmi circadiani della nostra microflora (e la loro
eventuale manipolazione) potrebbe permettere di
pianificarne la somministrazione in modo da migliorarne
l'efficacia terapeutica e/o diminuirne gli effetti
tossici.
Inoltre, una migliore comprensione del rapporto fra
flora intestinale e ospite potrebbe aiutare a
intervenire su problemi come l'obesità e la sindrome
metabolica, che sono più comuni nelle persone i cui
ritmi circadiani sono spesso disturbati a causa del
lavoro su turni o del jet lag.
Tratto da: lescienze.it
I nanobatteri: una nuova forma di vita ?
http://www.lescienze.it/news/2004/05/23/news/i_nanobatteri_una_nuova_forma_di_vita_-586531/
Le RICERCHE
MOSTRANO un NESSO fra
MICROBIOMA
Intestinale (intestino)
e
CERVELLO - 09/01/2015
Chiamate collettivamente microbioma, le migliaia
di miliardi di microbi che abitano il corpo
umano vivono principalmente nell’intestino, dove
ci aiutano a digerire il cibo, a sintetizzare le
vitamine e a difenderci dalle infezioni. Ora,
recenti ricerche sul microbioma hanno dimostrato
che la sua influenza si estende ben oltre l’intestino,
fino ad arrivare al cervello. Negli ultimi 10
anni, vari studi hanno collegato il
microbioma intestinale a una serie di
comportamenti complessi, come umori ed emozioni,
appetito e ansia.
Il microbioma intestinale sembra contribuire al
mantenimento della funzionalità cerebrale, ma
non solo: potrebbe anche incidere sul rischio di
disturbi psichiatrici e neurologici, fra cui
ansia,
depressione e
autismo. Una delle modalità più
sorprendenti con cui il microbioma influisce sul
cervello è durante lo sviluppo.
“Esistono delle finestre evolutive critiche in
cui il cervello è più vulnerabile poiché si sta
preparando a rispondere al mondo circostante”,
spiega Tracy Baie, docente di neuroscienze
presso la facoltà di veterinaria dell’Università
della Pennsylvania. “Così, se l’ecosistema
microbico della madre si modifica - per esempio
a causa di infezioni, stress o diete - ciò
cambierà il micro bioma intestinale del neonato,
e gli effetti possono durare tutta la vita.”
Altri ricercatori stanno esplorando la
possibilità che il microbioma abbia un ruolo
nelle malattie neurodegenerative come
l’Alzheimer e il Parkinson.
Fonte: MedicalXpress.com :
http://tinyurl.com/kaa2j36
Commento NdR: ma cio’ puo’ accadere anche
e non solo per i
vaccini che il neonato subisce dai
due, tre mesi in avanti…infatti se una
madre ha delle
amalgami dentali in bocca (contengono
mercurio) il neonato potra’ subire delle
conseguenze anche gravi.
A conferma
ulteriore:
Caro
Massimo Montinari, (medico=curriculum)
i tuoi colleghi polacchi, inglesi e texani hanno
pubblicato un interessante review su Mayo Clin
Proc, 2014: 1699-1709. Marlicz W et al
analizzano i dati in letteratura sui farmaci
antinfiammatori non steroidei (NSAIDs) spesso
associati agli inibitori di pompa protonica (IPPs).
In questo studio considerano una meta analisi
condotta da Trelle S et al nel 2011, pubblicata
su BMJ, 2011; 342:c7086, su oltre 116000
pazienti che riporta un aumento di infarti del
miocardio e decessi cardiovascolari, dato che
piacerà sicuramente al dott. Guido Balestra,
stroke in questi pazienti in terapia NSAID
selettivi e non selettivi.
Continua QUI
Dott.
Luciano Lozio, video su Intestino e salute
Più sani, più giovani: regole per la salute e la
longevità
Tra le maggiori
aspirazioni c'e sicuramente quella di vivere a
lungo in buona salute, Certo sono fondamentali i
geni che ci hanno trasmesso i genitori, ma molto
dipende dalle nostre scelte. Vediamo Come far si
che la nostra età biologica prevalga su quella
anagrafica:
- mangiare poco e negli orari opportuni: mai
dopo le 19/20, la sera il metabolismo rallenta
ed e più facile accumulare grasso, inoltre la
notte con il Corpo a riposo e a digiuno, si
rigenerano le cellule, si ripara il DNA
danneggiato e si eliminano le tossine.
- scegliere alimenti biologici, di stagione e
evitare cibi confezionati, conservati, con
additivi chimici; il buon funzionamento del
corpo dipende dalla qualità di ciò che mangiamo,
le nostre cellule si rigenerano continuamente,
utilizzando i principi contenuti nel cibo.
- preferire cibi di origine vegetale: cereali
integrali, legumi, tofu, tempen...verdure di
stagione e frutta fresca, ricche di vitamine,
minerali e fattori antiossidanti, utili per
ridurre i danni dei radicali liberi, che spesso
si manifestano a livello del DNA; uno stess
ossidativo elevato si evidenzia in malattie come
l'arteriosclerosi, il Parkinson, l'Alzheimer,
l'infarto, la fibromialgia.
- scegliere alimenti a basso indice glicemico (IG):
riso basmati integrale, quinoa, amaranto, pasta
di grano duro o integrale, farro, verdure,
legumi, semi oleosi; diminuiranno sovrappeso,
diabete, malattie cardiovascolari, malattie
degenerative come l'Alzheimer. Sarebbe opportuno
anche praticare una attività fisica costante e
moderata, coricarsi presto la sera e ridurre lo
stress.
vedi:
Crudismo
Saranno utili antiossidanti come acido lipoico,
resveratrolo o picnogenolo, che aiuta i tessuti
a mantenersi idratati ed elastici, curcuma,
cannella, olio di pesce ricco di omega 3, utili
per combattere la sindrome metabolica, ma anche
per la bellezza della pelle, funghi come il
Reishi detto anche fungo de||'immorta|ità o il
Cordyceps ottimo antiossidante e antiaging.
Importante è anche la depurazione con
fitoterapici a base di carciofo, cardo mariano,
solidago….
Regolatori naturopatici: energia per l'organismo
Per restare sani e vitali è importante mantenere
in funzione una scorta di
enzimi.
Infatti secondo gli studi effettuati a livello
mondiale, oltre l’80% della popolazione soffre
per la carenza di sostanze vitali ed
enzimi.
I primi sintomi di questa carenza sono:
stanchezza, difficoltà di concentrazione,
predisposizione alle infezioni, problemi cutanei
e svogliatezza generale. In questo stadio
possono già insorgere danni alle cellule e ai
tessuti, che negli anni possono produrre gravi
malattie fra cui quelle da civilizzazione.
I motivi della mancanza di
enzimi nell’alimentazione
sono numerosi, fra questi i raccolti precoci, i
tempi di conservazione molto lunghi e i
trattamenti a cui vengono sottoposti i generi
alimentari: radiazioni, riscaldamento,
conservazione, causano una perdita di enzimi.
Ad esempio il "fast food" ha un valore
nutritivo che si avvicina allo “zero” e serve
quasi esclusivamente a fare ingrassare e proprio
il sovrappeso, insieme alla mancanza di
movimento e allo stress, sono assoluti
divoratori di enzimi !
Per la salute dell’uomo è necessaria la piena
attività degli
enzimi del suo corpo; questi infatti
regolano funzioni essenziali quali:
- l’eliminazione di tutte le sostanze tossiche
e di tutti i radicali liberi
- l’eliminazione del colesterolo
- la fluidità del sangue
- la guarigione delle lesioni
- l’alleviamento dei dolori
- l’equilibrio acido basico
- il bon funzionamento del sistema ormonale
- il processo di guarigione nelle malattie
infettive.
Esistono dei preparati ottenuti dalla
fermentazione a cascata che vengono chiamati in
sintesi “regolatori”.
La fermentazione a cascata è una scoperta unica
nel suo genere: essa infatti è una fermentazione
dinamizzante che favorisce la formazione di un
concentrato salutare a partire da frutta,
verdura e cereali, che vengono fatti fermentare
grazie a microorganismi e lattobacilli che
producono acido lattico destrogiro, fino ad
ottenere amminoacidi essenziali, peptidi,
flavonoidi, probiotici ed enzimi, che il nostro
organismo è subito in grado di assimilare e
utilizzare in frazione di secondi.
I fermenti lattici: cosa sono e perchè sono
indispensabili
I fermenti lattici sono
batteri che colonizzano gli intestini, e non
solo, di molti esseri viventi e che svolgono un
lavoro di degradazione di sostanze presenti come
substrato. Sono batteri che digeriscono vari
composti.
Limitandoci a quelli umani la loro funzione è
così importante che la vita è impossibile senza
di loro.
Per iniziare in modo chiaro a parlare di
fermenti lattici è importante una premessa: il
nome.
Vengono chiamati fermenti lattici, perche il
prodotto di degradazione principale è l'acido
lattico. Questa sostanza si ricava dalla
fermentazione di zuccheri di varia origine
(anche le fibre e il cotone come il lino sono
composti da zuccheri). Il latte non c'entra
nulla !
Il fatto che alcuni batteri vengano usati per
trasformare gli zuccheri del latte in acido
lattico producendo quello che noi chiamiamo
yogurt ha creato questo fraintendimento.
Il nostro intestino è riccamente colonizzato da
batteri di vari tipi e sono in un numero molto
superiore alla somma di tutte le cellule del
corpo umano. Se l'uomo è composto da circa
10.000 miliardi di cellule la flora batterica
intestinale è pari a 100.000 miliardi di
batteri, 10 volte tanto..... e sono solo quelli
presenti nell'intestino ! Se prendiamo quelli
presenti sulla pelle o sulle alte vie
respiratorie il numero aumenta di molto.
Quello che emerge da questa osservazione è che
i batteri dentro di noi possono condizionare la
nostra vita sia dal punto di vista alimentare
che da quello comportamentale.
Molti batteri, ma anche lieviti come la Candida albicans, producono scarti derivanti dal loro
metabolismo, come l'uomo, rifiuti che devono
essere eliminati. Tutte queste sostanze
raramente sono inerti, per lo più sono irritanti
o tossiche per cui è essenziale che vengano
rimosse dal lume intestinale e/o vengano rese
innocue. Solo la Candida albicans produce ben 80
sostanze tossiche che devono essere eliminate
per non creare infiammazione locale o sistemica,
se assorbite.
Molte malattie hanno alla base proprio un
eccesso di sostanze tossiche prodotte dai
batteri !
Bisogna ricordare che il tubo digerente è
l'organo più antico del corpo umano (500 milioni
d'anni di evoluzione) da cui sono derivati tutti
gli altri organi, cervello compreso. Se il tubo
digerente è l'organo primario, da lì partiranno
le connessioni con tutti gli altri organi e,
come conseguenza, avremo che un intestino ben
funzionante favorirà le funzioni degli organi
sottoposti. Dato che il'intestino stesso non può
funzionare senza flora batterica si può capire
quale è l'importanza di un corretto equilibrio
della stessa (EUBIOSI).
Il microbiota è il termine con cui si
identifica la flora intestinale nel suo
complesso; questa si divide in saprofita (circa
il 70%), parassita (circa il 12%) e probiotica
(circa il 18%). Volendo fare un paragone pratico
la popolazione di una nazione (corpo umano) è
composta da cittadini, alcuni dei quali hanno
deciso di lavorare, invece che per se stessi,
per lo stato. Questi batteri sono la BUROCRAZIA
dello stato, sono l'interfaccia tra le esigenze
dei cittadini e del governo.
Quando arriva il cibo, una parte deve andare ai
batteri e una parte al corpo che, nutrito,
riesce a creare le condizioni ideali per
procacciarsi altro cibo e mantenere la vita.
Nello stato c'è la stessa situazione: i
cittadini, lavorando, creano ricchezza (cibo,
denaro) che viene suddivisa tra cittadini
(batteri) e stato (cellule umane) grazie alla
mediazione della burocrazia (probiotici).
Se questo non avvenisse il corpo perderebbe le
capacità di procurare altro cibo, lo stato di
mantenere le infrastrutture e i servizi e tutti
ne soffrirebbero, corpo e batteri, fino alla
morte di entrambi. La vita dell'uomo e dei
batteri è strettamente collegata, è una SIMBIOSI
VITALE per tutti i soggetti implicati. Uno stato
si regge su un popolo di lavoratori e non di
parassiti o di fannulloni, che, pagando le
tasse, permettono allo stato di creare le
condizioni di vita ottimali per vivere e
produrre senza problemi. Se la burocrazia,
l'interfaccia tra stato e cittadino, non
funziona ecco manifestarsi proteste e
irritazione prima, per sfociare poi in
manifestazioni di piazza sempre più violente
fino ad una ribelione che però non risolve i
problemi. Il tutti contro tutti nuoce a tutti!
La mancanza di uno stato ordinato porta ad uno
situazione di sopravvivenza del cittadino, se va
bene. Un grosso rischio che si corre in queste
situazioni è lo sfociare della ribellione in una
guerra civile in cui i cittadini e lo stato,
quale che sia, si combattono tra di loro invece
che collaborare. Questa situazione estremamente
grave nel corpo può essere paragonata alla
malattia autoimmune in cui cellule immunitarie
dello "stato" aggrediscono e distruggono altre
cellule dello "stato", palazzi, strade, ponti e
così via.
La cura di queste malattie è spesso
peggiore della malattia stessa, perchè si
interviene con forze pacificatrici (cortisone)
che non risolvono il problema, ma mettono una
pezza che dura il tempo che dura. Appena si
rimuove la "forza di pace" la guerra ricomincia.
Purtroppo abbiamo molti esempi di questo modo di
agire Irak, Somalia, Afganistan, Libano...) !
La situazione intestinale è simile, dato che la
mancanza di una burocrazia efficiente o la sua
quasi scomparsa, porta ad una sorta di anarchia
batterica, in cui i più forti, cioè i più
patogeni, possono prevaricare sulla gran massa
di batteri e dettare delle condizioni di vita
non consone all'individuo.
I batteri che formano la burocrazia intestinale
sono i PROBIOTICI. Questi si dividono in due
grandi famiglie:
i Bifidobatteri e i
Lattobacilli.
I Bifidobatteri possono essere paragonati ai
dipendenti pubblici dei vari uffici statali,
mentre i lattobacilli sono le forze di polizia
presenti sul territorio. Numericamente i
Bifidobatteri sono da 8 a 10 volte più numerosi
dei Lattobacilli, sono la quasi totalità dei
probiotici nel lattante, svolgono funzioni
essenziali nello sviluppo del neonato, mentre i
lattobacilli intervengono in un secondo momento.
Napoleone, che se ne intendeva, la prima
funzione che attivava su un territorio appena
conquistato, era una burocrazia snella, ma
efficiente, che si interfacciasse rapidamente
con gli abitanti, in modo da non lasciarsi lo
scontento alle sue spalle, anche se non sempre
ci riusciva, per via dei funzionari di cui si
serviva.
Dopo una guerra con morti e distruzioni va
ricostruito il telaio dello stato che è la
burocrazia. Dopo una assunzione di antibiotici
(guerra), perchè non si dovrebbe ricostruire la
burocrazia intestinale? se così fosse dovremmo
assumere Bifidobatteri mentre, se va bene,
rimpiazziamo i burocrati morti con
un'amministrazione militare (Lattobacilli).
Il tubo digerente è colonizzato da molti ceppi
batterici a partire dalla bocca fino all'ano.
Una curiosità embriologica è che la mucosa della
bocca ha lo stesso foglietto embrionale di
origine di quello del retto; in pratica i due
estremi sono, embriologicamente parlando,
identici. In pratica i batteri presenti nel
retto li ritroviamo in parte anche in bocca. I
ceppi presenti in colonie molto scarse in bocca
sono quelli anaerobici stretti (vivono in
assenza di ossigeno, tra cui i clostridi e
Bifidobatteri).
Molti stati
infiammatori della bocca sono un
segno inequivocabile di una infiammazione
dell'ultimo tratto dell'intestino.
Gengive che
sanguinano, gonfie e/o dolenti retrazioni
gengivali (paradontiti e/o paradontosi) sono
manifestazioni di un disagio microbico sia in
bocca , organo colpito, sia, soprattutto
nell'intestino.
Affrontare il problema solo in
bocca con interventi odontoiatrici o con
colluttori non è sufficiente, dato che la
sorgente del problema è da un'altra parte.
Mantenere una corretta eubiosi intestinale
favorisce il mantenimento di una salute delle
mucose e delle gengive ottimale, ovviamente
associata anche ad una corretta igiene orale; i
residui alimentari non rimossi sono alla base
della moltiplicazione dei batteri dato che il
ristagno negli spazi interdentali favorisce la
proliferazione dei microrganismi presenti;
d'altro canto una stitichezza prolungata
favorisce la proliferazione patogena, per
ristagno dei nutrienti batterici nel colon.
Lo stomaco è l'organo che per secondo lavora il
cibo introdotto, dato che l'esofago ha solo
trasferito il cibo dalla bocca allo stomaco. Al
suo interno l'acidità rende l'ambiente
inospitale per i batteri; il filtro acido
(pH2)uccide i microrganismi che dovessero essere
introdotti con la saliva. Nella zona pilorica,
vicino alla valvola d'uscita, è presente uno
strato mucoso spesso (1 mm) che protegge le
cellule gastriche dai danni dell'acido presente
in quella zona; sotto a questo strato il pH è di
7,2 ed è possibile la sopravvivenza di colonie
batteriche. In effetti sono state trovate
colonie di batteri, anche alcuni non graditi
come l'Helicobacter Pylori o la Sarcinia
Ventriculi, tra cui il più presente è il
Lactobacillus Acidophilus oltre al Lb. fermentum
e altri.
I colonizzatori dello stomaco sono
pochi anche perchè l'ambiente è estremo e lo
spazio colonizzabile è poco. Volendo fare un
paragone è la colonizzazione del deserto del
Sahara, in cui la densità della popolazione non
è certamente elevata.
Passata la valvola pilorica l'ambiente cambia
improvvisamente, da pH2 a pH8-8,5 con presenza
di sali biliari che sono destrutturanti per i
batteri che non sanno resistere a queste
situazioni estreme. L'ambiente duodenale uccide
i batteri che eventualmente sono riusciti a
sopravvivere all'ambiente fortemente acido dello
stomaco. prima di seguire i batteri buoni e
cattivi nel loro percorso intestinale è
importante notare che attualmente si
interferisce molto con farmaci sull'acidità
dello stomaco, modificando l'ecosistema
gastrico, favorendo così il passaggio di batteri
patogeni nel duodeno e da li in altri distretti.
Si è valutato l'impatto delle terapie con
inibitori della secrezione acida dello stomaco
sulle infezioni da Clostridium difficile a
livello del colon e di infezioni polmonari; in
entrambi i casi il numero di malattie
riscontrate era significatamente maggiore nel
gruppo di persone che usavano i farmaci per la
riduzione dell'acidità gastrica.
Sia nello stomaco che nel duodeno i probiotici
presenti sono per la maggio parte appartenenti
alla famiglia dei lactobacilli con l'acidofilo e
il fermentum in prima linea.
Nelle zone di frontiera sono presenti
Carabinieri, Finanzieri e Polizia che presidiano
i varchi esattamente come i vari Lattobacilli
presidiano gli sfinteri pilorico e ileo-cecale.
Scendendo lungo il tubo digerente sono presenti
batteri sia nel tenue prossimale che in quello
distale, ma in colonie poco numerose, più o meno
come nello stomaco, ma cominciano a aumentare
nell'ileo. In questa zona le frazioni proteiche
vengono ridotte ai minimi termini (aminoacido)
per essere poi assorbite attraverso le giunzioni
serrate (sistema a tornelli) poste tra una
cellula e l'altra. Queste sostanze (aminoacidi)
sono il cibo preferenziale dei batteri patogeni
e sono sostanze essenziali per l'uomo dato che
non ne abbiamo scorte.
In questa zona (intestino ileale) i batteri
presenti sono i bifidobatteri che sovraintendono
al metabolismo delle proteine e al loro processo
di assorbimento, senza che i batteri patogeni se
ne possano servire. Questa funzione metabolica
ha una importanza vitale per il benessere della
persona; se dovessero avvenire metabolismi
patogeni con formazione di amoniaca e perdita di
aminoacidi essenziali potremmo compromettere lo
stato di salute in modo serio. Basta pensare che
una semplice decarbossilazione porta la Lisina
(aminoacido essenziale) a Cadaverina e l'Ornitina
a Putrescina e così via.
A livello della valvola ileo-cecale, che si
trova vicino all'appendice, la concentrazione di
batteri si alza fino a raggiungere picchi di
10.000 miliardi nella sola flessura splenica
(curva del colon sotto alla milza). In questa
zona le feci sono concentrate, semi-solide e la
velocità di transito è molto rallentata per cui
si hanno le condizioni migliori per la
proliferazione batterica.
Se non si ponesse in essere un contrasto probiotico efficace, la proliferazione patogena
sarebbe elevata con ovvie ripercussioni sia
sulle mucose del colon (infiammazioni) sia sulla
possibilità di passaggio di colonie dal colon
all'ileo.
Se i batteri si nutrono di sostanze che si
trovano nel colon, vuol dire che sono nutrienti
che noi non abbiamo assorbito, mentre se i
batteri patogeni dovessero risalire il colon
fino alla valvola ileo-cecale e passare
nell'ileo allora si ciberebbero di aminoacidi
che non sono ancora stai assorbiti da noi
sottraendo nutrienti essenziali al nostro
benessere.
Quali mezzi utilizza la flora probiotica per
contrastare la proliferazione patogena ?
I probitici usano "veleni" usati anche dal
sistema immunitario e cioè l'ossido d'azoto (NO)
l'acqua ossigenata (H2O2) perforine proteiche,
acido ipocloroso (HClO), ma il più importante è
l'acido lattico!
I batteri patogeni amano vivere, moltiplicarsi
e lavorare un ambiente molto poco acido (pH6,5)
fino ad uno leggermente basico (pH7,5-7,8) per
cui la produzione di acido lattico crea un
ambiente sfavorevole alle loro attività. Avere
un colon con una acidità intorno a pH4.6-4,8
mantiene le colonie patogene sotto controllo
numerico, impedendone una eccessiva
proliferazione.
Da questa breve nota si può intuire quale è
l'importanza di una corretta "EUBIOSI".
Ma come si fa a sapere di essere in "ordine"
visto che le variabili sono molte come i tipi di
batteri, ciò che si mangia, il clima e lo stile
di vita.
L'osservazione delle feci è essenziale come
anche il controllo della mucosa orale.
Le feci devono AFFIORARE e non galleggiare
(problemi epatici) e avere un colore marrone
testa di moro, quindi non molto scure o nere
(melena) , ma neppure chiare. Feci chiare sono
un indice di candidosi intestinale (deconiugazione
dell'acido glucuronico con chiarificazione),
sempre che non ci si trovi di fronte a problemi
epatici gravi. La consistenza deve essere
semi-solida, non poltacea e non eccessivamente
dura (riassorbimento acquoso eccessivo).
By Dott.
Luciano Lozio
Bibliografia: "Disbiosi e immunità" - Ed.
Tecniche nuove - Iantorno, Lozio, Paganelli -
2005; "Microbiota Intestinale" - Ed.
Tecniche - Lozio Luciano, 2011)
Probiotici e
Prebiotici
(prodotti senza latte e senza lattosio)
sono
indicati anche per:
Disbiosi batteriche e
gonfiore intestinale; Diarrea di varia origine;
Trattamenti con antibiotici e/o steroidi,
vaccini;
Patologie intestinali: morbo di Crohn e colite
ulcerosa; micosi sostenute da
Candida Albicans;
allergie ed intolleranze alimentari; acne,
psoriasi, eczema; artrite reumatoide, ecc., in
realta' non esiste malato che non abbia bisogno
!
Prevenzione
dell’emicrania.
I prodotti multibatterici favoriscono il
mantenimento del fisiologico equilibrio della
flora batterica intestinale, ottimizzano il
funzionamento dell’intestino e favoriscono
l’assimilazione degli alimenti evitando processi
di putrefazione e di fermentazione intestinale.
Sono prodotti simbiotici grazie alla
combinazione di prebiotici e probiotici.
Il
trattamento con i prodotti multibatterici devono essere associati
quando si fa uso di
antibiotici, lassativi, digestivi ed
antidiarroici ed altri farmaci e
vaccini.
Si consiglia l’assunzione preferibilmente
lontano dai pasti: i momenti della giornata
più idonei alla somministrazione sono la
mattina a
digiuno o
la sera prima di coricarsi
per ridurre al minimo l’interferenza con i sali
biliari.
Essi sono prodotti:
- Alta stabilità a temperatura ambiente
- Sicurezza dei ceppi batterici utilizzati
- Stabilità ai succhi gastrici e biliari
- Assenza di latte e lattosio.
Potenzialità dei
prodotti Multibatterici
Infezioni microbiche, virali e fungine
Numerosi studi confermano che l’assunzione di
probiotici in concomitanza ad una terapia
antibiotica è in grado di ridurre l’incidenza di
infezioni opportunistiche e di ripristinare in
tempi più rapidi l’assetto fisiologico della
microflora intestinale. Lactobacillus
acidophilus si è rivelato importante verso la
Candida grazie alla produzione di metabolici
tossici per questo fungo: batteriocine, acido
lattico e perossido d’idrogeno.
La parete idrofobica dei lattobacilli, inoltre, è in grado
di aderire alla mucosa vaginale e di opporsi
all’insediamento di patogeni.
Tale caratteristica induce un’aggregazione nei
confronti di Candida con conseguente inibizione
della virulenza del micete. È stato dimostrato
che il Lactobacillus casei è in grado di
aumentare i livelli circolanti di IgA in bambini
infetti da Rotavirus, attività correlata con la
riduzione della durata della diarrea.
I Bifidobatteri, inoltre, sono utili nella
prevenzione e nel trattamento delle infezioni
gastrointestinali causate da Campylobacter
jejuna.
Immunomodulazione
I probiotici influenzano l’immunità umorale,
cellulo-mediata e non-specifica. Per quanto
riguarda la risposta di tipo umorale, numerosi
studi scientifici evidenziano che un trattamento
con probiotici del tipo casei ed acidophilus
determina un innalzamento della produzione di
IgA. I probiotici stimolano anche la risposta
mediata dai linfociti T attraverso la produzione
di citochine e stimolano l’attività dei
macrofagi.
Patologie
intestinali
La patogenesi di malattie autoimmuni e
cronico-degenerative intestinali (rettocolite
ulcerosa,
morbo di Crohn, ecc.) sembrano essere
associate ad una reattività patologica verso la
propria microflora endogena. L’impiego dei
probiotici può influenzare positivamente il
decorso di queste patologie e di quelle
disfunzioni correlate al malfunzionamento della
barriera intestinale.
Proprietà
detossificanti
L’intestino è un organo centrale nel processo di
detossificazione dell’organismo, che si esplica
attraverso la duplice funzione di barriera, sia
meccanica che immunologia. I probiotici sono
agenti detossificanti che agiscono con la
degradazione di pericolose amine
carcinogenetiche e con la diminuzione
dell’attività degli enzimi carcinogenici, quali
b-glucuronidasi,
azoreduttasi e nitroreduttasi.
Patologie della
pelle
Alcune patologie della pelle rispondono
positivamente all’integrazione alimentare con
probiotici, grazie all’azione detossificante ed
immunocompetente. L’azione immunomodulatoria è
responsabile della diminuzione della
sintomatologia associata alle allergie
alimentari (dermatite atopica) ed alle patologie
di eziologia complessa come la psoriasi. È stato
dimostrato come il Lactobacillus rhamnosus ed il
Bifidobacterium lactis producano nei bambini con
allergie alimentari un significativo
miglioramento dell’eczema atopico, ripristinando
l’equilibrio Th1/Th2.
Miglioramento
dell’intolleranza al lattosio
L’intolleranza al lattosio è determinata dalla
carenza a livello della mucosa intestinale di
b-galattosidasi,
enzima che scinde la molecola di lattosio. I
lattobacilli presentano un’elevata attività
b-galattosidasica
e permettono la conversione di lattosio in
glucosio e galattosio.
Artrite reumatoide
L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune a
carattere infiammatorio che colpisce le
articolazioni ed altri organi interni.
L’eziologia non è ancora stata del tutto
chiarita, ma ci sono studi che la indicano come
conseguenza di infezioni intestinali o
dell’azione di allergeni alimentari. In queste
circostanze la mucosa intestinale risulta
danneggiata e l’aumentata permeabilità permette
il passaggio di anticorpi che aggrediscono le
strutture dell’organismo stesso innescando un
processo infiammatorio. L’integrazione della
dieta con probiotici ha mostrato un
miglioramento del quadro clinico.
Attività
chemopreventiva
I dati scientifici disponibili riguardano la
riduzione del rischio di sviluppo del cancro al
colon. I lattobacilli sequestrano a livello
intestinale composti potenzialmente mutageni,
evitando così che questi vengano assorbiti. È
stato inoltre dimostrato che presentano
un’attività di scavanger verso i radicali
dell’anione superossido, inibiscono la
perossidazione lipidica e chelano il ferro.
PROBIOTICI
- Principi funzionali
La
flora
batterica intestinale sintetizza vitamine
del gruppo B, vitamina K, acidi organici a
catena corta ed altre sostanze utili. Influenza
i processi digestivi, il metabolismo lipidico
del colesterolo e degli acidi biliari e migliora
la resistenza all’invasione di microrganismi
patogeni, implementando l’immunocompetenza della
mucosa intestinale e regolandone la
permeabilità. Per queste ragioni questi batteri
vengono definiti probiotici ovvero “che
favoriscono la vita”. L’equilibrio della flora
intestinale può essere compromesso da fattori
endogeni ed esogeni di varia natura. In
condizioni di stress psico-fisici, alimentari,
ambientali o in seguito all’assunzione di
farmaci, si assiste ad uno sbilanciamento della
microflora, disbiosi, che rende l’organismo
suscettibile all’attacco di organismi patogeni
con manifestazioni indesiderate quali diarrea,
gonfiori addominali o pelle impura. Se tale
situazione permane per un periodo lungo, possono
insorgere anche carenze vitaminiche e si possono
manifestare fenomeni di malassorbimento di
nutrienti. I fermenti lattici, sviluppandosi
nell’intestino, ripristinano l’equilibrio
fisiologico della flora batterica intestinale,
in parte distrutta e perduta con le feci.
La microflora intestinale instaura un meccanismo
competitivo con i patogeni per i nutrienti e le
nicchie ecologiche e produce metabolici tossici
(batteriocine). La flora batterica fermenta i
glucidi non digeribili producendo acidi
organici: lattato ed acidi grassi a catena corta
tra cui acetato, propinato e butirrato che
inibisce la crescita delle cellule tumorali e
stimola l’apoptosi.
Le specie
Lactobacillus bulgaricus e Lactobacillus
acidophilus rientrano nel gruppo dei batteri
lattici omofermentanti obbligati che convertono
gli esosi in acido lattico ma non sono in grado
di fermentare i pentosi; invece Lactobacillus
casei può fermentare anche i pentosi. Il
Lactobacillus acidophilus mantiene il corretto
valore di pH contribuendo al benessere
intestinale ed essendo un
b-galattosidasi
produttore, aumenta la tolleranza al lattosio.
La sua azione metabolica si è dimostrata
efficace nel migliorare forme di alterazione
dell’alvo caratterizzate da meteorismo, dolore,
diarrea e stipsi. Sintetizza batteriocine con
cui contrasta le infezioni batteriche e
micotiche con un’azione competitiva in
particolare verso E. coli, S. aureus, Salmonella
e Shigella. La sua azione immunomodulante si
esplica attraverso un’attivazione delle cellule
immunocompetenti, un aumento della fagocitosi e
della produzione di citochine proinfiammatorie,
in particolare IL-1, Il-6 e TNF-a.
Stimola soprattutto la sintesi di IgM.
I Bifidobatteri sono
anaerobi gram-positivi saccarolitici che
producono acido acetico ed acido lattico, senza
generare CO2, ad eccezione di quando degradano
gluconato. Regolarizzano il transito
intestinale, proteggono dalle infezioni
enteriche, stimolano il sistema immunitario e
riducono il pH dell’intestino. Tra le altre
attività si può ricordare la deconiugazione
degli acidi biliari, l’attività
ipocolesterolemica, la riduzione dell’emissione
di idrogeno, la riduzione della maldigestione
del lattosio, l’inattivazione di composti
tossici.
Lo Streptococcus
thermophilus è un batterio anaerobio facoltativo
gram-positivo che favorisce la produzione di
viamina B6 e B12. Fermenta solitamente pochi
carboidrati, manifestando preferenza marcata per
i disaccaridi lattosio e saccarosio.
PREBIOTICI
I
prebiotici sono fibre idrosolubili non
digeribili la cui proprietà è quella di
stimolare la crescita dei Bifidobatteri
nell’intestino crasso. Tra i prebiotici più
studiati appartengono le fibre solubili note
come fruttoligosaccaridi (FOS), costituiti da
catene di
polisaccaridi.
Struttura dei Fos
La
vitamina B1 (tiamina) esercita effetti
antiossidanti, eritropoietici, di modulazione
dell’umore e dell’attività cognitiva,
antiaterosclerotica e detossificante. Alcuni
studi hanno evidenziato che elevate dosi di
tiamina bloccano alcuni dei sintomi
d’intossicazione orale da piombo.
La vitamina B2 (riboflavina)
possiede una spiccata attività antiossidante
anche come cofattore del glutatione ridotto.
Esplica un’azione contro il cancro esofageo e
può essere efficace nella profilassi
dell’emicrania: è stato rilevato che soggetti
sofferenti di emicrania presentano un ridotto
potenziale di fosforilazione mitocondriale tra
un attacco di emicrania e l’altro. La vitamina
B2 possiede anche attività antiaterosclerotica
ed antimalarica.
La vitamina B6
(piridossina) contribuisce alla formazione di numerosi
coenzimi essenziali per il corretto svolgimento
di reazioni organiche importanti. Ha un’attività antineurotossica e può intervenire in una serie
di errori metabolici congeniti tra cui l’anemia
sideroblastica, l’iperossaluria primaria, l’omocistinuria
e la cistationuria.
Possiede anche attività antiaterogeniche,
immunomodulatorie, anticancerogeniche e di
modulazione dell’umore.
La vitamina
B3 (niacina) è essenziale per la protezione e la
rigenerazione della mucosa dell’apparto
digerente. Possiede anche attività ipolipemizzante ed antiateromatosa.
La vitamina B5 (acido
pantotenico) agisce nella trasformazione dei
grassi, dei carboidrati e delle proteine.
Esercita un’attività antiossidante e
radioprotettiva. Può avere anche effetti
antinfiammatori, antivirali e cicatrizzanti.
La vitamina B9 (acido
Folico) lavora in sinergia con la vitamina
B6 e la vitamina B3 per riequilibrare il
metabolismo dei carboidrati. Diminuisce il
rischio di difetti del tubo neurale e di
malformazioni congenite ed ha anche attività antiaterogena, anticancerogena, neuroprotettiva
ed antidepressiva.
La vitamina B12
(cobalamina) esercita effetti antiaterogenici,
neuroprotettivi, anticancerogenici e
disintossicanti. Possiede anche possibili
effetti antiallergici e modulanti dell’umore.
Bibliografia:
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carcinogenesis”. Am. J. Clin. Nutr. 71(2),
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Cornel M.C. et al. “Folic acid-the
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policy”. Reprod.Toxicol. 20(3):411-5. 2005.
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Int. Jun 17. 2005.
Meier R. et al. “Place of probiotics”.
Curr.Opin.Crit. Care. 11(4):318-25. 2005.
vedi:
I Germi non sono
le cause delle malattie
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
FERMENTI di VITA
- 2014
L’uomo nel suo cammino verso il progresso si è
convinto sempre più della sua superiorità
rispetto a tutto e a tutti, e questo lo ha
fatto allontanare dalla sua dimensione
naturale. Il ritmo di vita, nuovi sistemi di
alimentazione, di preparazione e conservazione
del cibo, l’inquinamento ambientale del suolo
dell’aria ed anche elettromagnetico, hanno
alterato il suo equilibrio biologico e creato
nuove patologie sia fisiche che mentali. L’uomo
moderno, nella sua ricerca di modernità ha
rifiutato i legami col passato, cercando di
liberarsi da credenze e superstizioni. A tale
scopo ha affidato ciecamente il suo destino
nelle mani di medici e scienziati che hanno
promesso di avere risposte a tutto. Purtroppo
non si è tenuto conto che queste categorie sono
sono schiave di interessi economici enormi, e
spesso perdono di vista, o negano le soluzioni
più facili perchè non economicamente
interessanti o sfruttabili. Negli ultimi anni
però si è evidenziata una maggiore sensibilità
verso argomenti naturali; sempre più persone
sentono il bisogno di un cambiamento di
atteggiamento, e la ricerca di sistemi di vita,
di nutrizione e di cura più naturali e
compatibili con la loro natura.
Fermentare o non
fermentare questo è il dilemma….
Quando non esistevano sistemi di conservazione
con il freddo, per poter preservare il cibo
venivano utilizzavati i sistemi più svariati
tra cui la fermentazione. Tutte le culture
fanno più o meno uso di fermentati dal pane, al
vino alla birra… Molti di questi alimenti
fermentati sono riconosciuti per le loro
caratteristiche benefiche come lo Yogurt, Miso,
Kefir, Kombucha etc.
Nella cultura
Tailandese la medicina tradizionale si basa
principalmente sull’uso di particolari
fermentati di frutta e vegetali.
Secondo questa concezione i microorganismi
probiotici che si producono durante la speciale
fermentazione prolungata , racchiudono ed
esasperano caratteristiche curative,
disinfettanti e ricostituenti.
Stefano Abbruzzese un’italiano che vive in
Tailandia è venuto a contatto con questa
realtà, e ne è rimasto completamente affascinato
e coinvolto. Ha cercato così di portare a chi è
rimasto nel bel paese, la sua esperienza e
conoscenza sull’argomento tramite una pagina
Facebook:
https://www.facebook.com/groups/143859002440406/
in cui dispensa informazioni e consigli per
tutti quelli che vogliono sperimentare questa
tecnica.
In Tailandia, Pa
Cheng una Sig.ra Tailandese molto speciale tra
mille difficoltà, processi, ostacoli
governativi, gestisce una piccola TV satellitare
al solo scopo di diffondere e informare su
questi miracoli della natura.
A prezzi bassi, la signora Cheng, vende anche
alcuni prodotti che potrebbero risolvere i
problemi sanitari del mondo intero.
Vende tra l’altro bottigliette di fermentati
(12 anni) per la cura di ogni problema di vista,
e fermentati molto potenti che si sono
dimostrati efficaci nella cura contro il
cancro. Il lavoro della Sig.ra Cheng ha
incuriosito alcuni ricercatori della Chian Mai
University, i quali hanno studiato i fermentati
della Sig.ra Cheng ed hanno pubblicato i
risultati in questo
documento che mostra la straordinaria
presenza di elementi antiossidanti) .
Tra i vari usi dei fermentati ricordiamo anche
gli studi del Prof. Teruo Higa insegnante
presso la Facoltà di Agraria dell’Università
Ryukyu di Okinawa in Giappone.
Il Professor Higa ha scoperto, dopo quasi 20
anni di intense ricerche, un mix di
microrganismi che si è rivelato estremamente
utile ed efficace nelle svariate
applicazioni. Si tratta di una coltura mista di
ceppi selezionati di microbi, p.es. batteri di
acido lattico, lieviti e batteri di fotosintesi.
Questi convivono in una coltura fluida e si
integrano nella loro attività. La maggior parte
di questi microorganismi viene usato
singolarmente da sempre nella produzione
d’alimentazione p.es. pane, crauti, vino, birra.
Alcuni di questi microorganismi, quando sono in
contatto con materiale organico, producono
sostanze bioattive come vitamine, acido
organico, minerali ed antiossidanti. Questo
processo usato in agricoltura aumenta il
contenuto dell’ humus nel terreno che così è in
grado di mantenere sostanzialmente un’ alta
qualità produttiva d’alimentazione naturale.
Ormai la tecnologia EM si è diffusa in più di
150 paesi del mondo, dove viene impiegata con
grande successo nei campi più diversi. Vi sono
dei paesi, in cui l’adozione di EM fa
addirittura parte di programmi governativi.
Come preparare i fermentati di frutta
Ritengo sia importante far conoscere, diffondere
ed aiutare le persone ad autoprodurre i
Microrganismi dai vegetali che la natura ci
dona. I Fermenti di Vita o microrganismi
Primigeni sono quelli che hanno creato la vita.
Cercherò di spiegare sinteticamente come si
preparano i fermentati di PaCheng. Premetto che
si tratta solo di una sintesi, e che la
questione merita un ulteriore approfondimento;
Vediamo quindi come si può facilmente partire
per produrre fermentati che potranno poi essere
usati sia per scopi curativi che in agricoltura
o come coadiuvanti a prodotti di pulizia e
igenizzazione.
Il primo passo è procurarsi un contenitore. In
base alla quantità di fermentati che volete
produrre scegliete la grandezza del contenitore.
La mia proporzione
di partenza è:
-3kg di frutta (o altro materiale organico,
vedremo successivamente),
-5 litri di acqua,
-1kg di zucchero di canna grezzo (o meglio
ancora miele).
Per questo preparato
servirà quindi un contenitore di almeno 10 litri
di capacità. Se avete un contenitore da 20 litri
potete raddoppiare le quantità. Se vorrete
provare da un contenitore piccolo, da un litro
per esempio, metterete 300g di frutta, mezzo
litro d’acqua e un etto di zucchero.
Nel caso si abbia una certa quantità di frutta
basterà mantenere la proporzione 5-3-1 (5 di
acqua + 3 di frutta e 1 di zucchero o miele).
Quindi partendo da un data quantità di frutta è
possibile trovare le proporzioni giuste da
aggiungere di acqua e miele.
Consideriamo F la
quantità di frutta, il calcolo delle
proporzioni è abbastanza semplice:
- l’acqua si trova applicando la formula
5/3*F
- lo zucchero o miele si ricava da F/3 (quindi
è sempre pari a un terzo della frutta)
- e la quantità totale del fermentato sarà paria
3*F (ossia tre volte il peso della frutta)
Mentre nel caso
contrario che conosciamo la capienza di un
contenitore ( V ) e vogliamo trovare quanta
frutta dobbiamo metterci, dobbiamo tenere conto
che va lasciato un pò di spazio per l’aria il
contenitore infatti non va mai riempito
completamente. In questo caso per rendere più
facile il calcolo consideriamo di mantenere le
seguenti proporzioni : 5 parti di acqua, 3 parti
di frutta, 1 parte di miele o zucchero e 1 parte
di aria. Troveremo facilmente le quantità che
ci interessano usando le seguenti proporzioni:
per trovare l’acqua applicheremo la formula
5/10* V
Per trovare la frutta faremo 3/10 * V
il miele sarà pari a 1/10 * V
e …il resto è aria….
Il contenitore deve
essere di plastica o di vetro, tutti gli altri
materiali non permettono la formazione di
microrganismi benefici, inoltre deve avere una
imboccatura larga e non deve essere riempito
fino all’orlo.
Nei primi quattro o
cinque mesi del processo di fermentazione il
contenitore non dovrà essere sigillato, ma
coperto in maniera non forzata. Quindi per
esempio nel caso di tappo a vite, non si dovrà
avvitare fino in fondo, in modo che, nella
prima fase della maturazione, ci sia sempre
contatto con l’aria esterna.
Perchè il processo di maturazione avvenga
velocemente e con successo i prodotti utilizzati
devono essere il più possibile naturali e
puri, l’acqua deve essere distillata o filtrata
per osmosi inversa (in modo tale che sia priva
di metalli e veleni o prodotti disinfettanti),
frutta sana, non troppo matura, possibilmente
biologica e accuratamente lavata con bicarbonato
di sodio, aceto naturale o,meglio ancora con
microrganismi, e zucchero di canna grezzo
biologico o meglio eeancora miele. Anche il
contenitore dovrà essere ben lavato con
detergenti non aggressivi e molto ben
risciacquato.
Ora siete pronti per
la prima fase della preparazione dei fermentati.
Cominciate aggiungete lo zucchero all’acqua
mescolando fino alla perfetta miscela e versate
nel contenitore, aggiungete la frutta e chiudete
senza sigillare.
Più è alta la qualità organolettica della frutta
utilizzata e più i vostri fermentati saranno
adatti all’uso alimentare, terapeutico e
preventivo.
Quindi se vorrete un preparato per la salute
utilizzate frutta o verdura particolarmente
ricca nei valori nutrizionali, come MELE (meglio
quelle rosse), MELAGRANA, FRUTTI DI BOSCO,
LIMONI, ma anche AGLIO, CAVOLFIORI…. Io che vivo
in una zona tropicale ho la fortuna di usare
Mangostano, Noni, Graviola, Amla, Dragon fruit e
altre meraviglie di cui neanche conosco il nome
in italiano, perchè, probabilmente neanche ce
l’hanno un nome in italiano.
Per tutti gli altri
usi, pulizia della casa, giardinaggio, pulizia
personale, utilizzate qualsiasi tipo di frutta,
verdura, scarti di cucina, valve, con lo stesso
procedimento sopra citato.
Se vorrete preparare fermentati destinati a solo
ed esclusivo uso terapeutico, quindi usando una
pianta come l’aloe arborescens per esempio,
terminata la maturazione del liquido (di 4 o 5
mesi), e un’ulteriore fase di maturazione e
purificazione di altri 4 o 5 mesi, sigillate
ermeticamente il tappo e conservate per almeno 5
anni. Passato questo periodo i fermentati
avranno decuplicato la loro potenzialità e
avrete nel vostro contenitore un farmaco
portentoso, molto, ma molto, più potente del
prodotto fresco o dei fermentati giovani, per
cui ne basteranno poche gocce per ottenere
risultati evidenti.
Nelle prime settimane di maturazione è opportuno
aprire il contenitore ogni due o tre giorni e
spingere la frutta verso il basso, con un gesto
semplice e delicato, passato il primo mese è
consigliabile lasciar fermentare senza fare
alcuna azione.
Passati i primi 4-5 mesi è già possibile
cominciare a consumare il liquido ricco di
microrganismi benefici che si è formato, se è un
liquido nobile, fermentazione di frutta
particolarmente nutritiva, per via orale, se
invece proviene dagli scarti della cucina,
almeno per qualche settimana ancora, meglio
indirizzarlo a scopi meno nobili
(apparentemente) come la pulizia del corpo, al
posto di dentifrici, saponi, shampoo, detergente
piatti o lavatrice…. o come antiparassitario per
animali e per piante e, come concime, diluito
con acqua. Per esempio se spruzzate fermentati
nel composter organico e sparirà ogni tipo di
puzza.
Alcuni esempi di
come usare i microrganismi li potete trovare
nella pagina dedicata a superfrutti
ricette e casistica.
Se allevate o
coltivate microrganismi benefici da frutta
nobile è preferibile non mescolarla ad altra
frutta, cosichè la maturazione sia più
armoniosa, omogenea e veloce. Potranno magari
essere mescolati dopo una lunga maturazione,
almeno 5 anni, con fermentati di altra frutta
con caratteristiche simili per scopi comuni.
Se
si preparano fermentati di aloe arborescens,
noni e graviola dopo la lunga maturazione (per
esempio dopo 10 anni), questi possono essere
mescolati, per preparare un farmaco naturale,
superconcentrato, in grado di sconfiggere ogni
tipo di cancro.
Non ho da fornirvi
prove scientifiche, e la medicina ufficiale non
le riconoscerebbe mai, ma l’esperienza
centenaria degli antichi popoli della Thailandia
ne testimoniano l’efficacia. A supportare questa
tesi ci sono anche le sperimentazioni del
ricercatore giapponese Teruo Higa, che
confermano risultati strabilianti, che noi
dovremmo accettare come normali, perchè la
malattia dovrebbe essere una rarità della vita
umana.
Esistono in commercio i prodotti EM@ che sono
certamente di valore, anche se non vengono
prodotti da frutta nobile, ma da parti vegetali
di scarto e di fermentazione breve. Comunque
efficaci per gli usi non terapeutici, suppongo.
MICROORGANISMI da
SCARTI di CUCINA
Merita sicuramente interesse la questione del
fermentato Misto. Questo fermentato viene
spesso, a torto, sottovalutato. Il fermentato
misto pur essendo il più lento, è anche quello
più ricco di sostanze nutrizionali perchè
raggruppa le caratteristiche dei vari componenti
e quindi un fermentato ad ampio spettro.
Questo fermentato matura molto più lentamente,
quindi per un primo periodo, di 5,6,7 mesi, è
meglio non usarlo per assunzione alimentare, ma,
dopo il primo anno di età diventa il fermentato
più completo
Il sistema più comodo è di tenere in zona
cucina un bidoncino riempito in buona parte di
acqua e zucchero di canna nelle giuste
proporzioni. Poi ogni volta che si mangia
frutta o che si cucina verdure si devono mettere
le bucce nel bidoncino, mescolando bene con
movimento verticale. E’ fondamentale che gli
scarti siano puliti e non compromessi. Non vanno
messi nel fermentato pezzi di materiale putrido
o infetto. Vanno bene tutti i pezzi di scarto,
foglie, ossi etcc purchè puliti e sani. Noi li
chiamiamo scarti, ma spesso è il meglio del
frutto! (dal punto di vista nutrizionale
almeno). Si possono aggiungere ogni giorno,
anche a più riprese. Dato che è difficile pulire
gli scarti, è importante che la frutta o la
verdura sia stata preventivamente ben lavata.
Per questa operazione di lavaggio, si possono
usare i fermentati, o aceto naturale (che già
contiene microrganismi) o bicarbonato lasciando
in immersione qualche minuto. Come data di
inizio, per i fermentati misti, si deve
considerare il giorno in cui si è finito di
riempire il bidoncino, nelle giuste
(approssimative) proporzioni. Per le dosi si va
a occhio. (impossibile tenere il conto quando
se ne fanno molti). Per esempio per un
bidoncino di 10 litri si mettono 5 litri di
acqua, un kg di zucchero e si aggiunge materiale
organico fino a raggiungere quasi l’orlo del
contenitore. Comunque non serve una precisione
svizzera
Tenete presente che ci deve sempre essere uno
strato di aria.
Noi usiamo il fermentato misto per tutti gli usi
esterni, come detergente, per pulire e curare la
pelle, per pulire il pavimento, per il
giardinaggio, per gli animali.
Ora però ha quasi
un anno ed è già un potente farmaco.
I fermentati misti vanno preparati anche per
uso esterno ma quando sono fatti maturare per
molti anni possono anche essere ingeriti
METODI DI
PREPARAZIONE SUPER FERMENTATI
Come fare per i fermentati che compiono 6 mesi
in caso si decida per la loro conservazione a
lungo termine. Ci sono due possibilità (che io
sappia, magari anche di più):
- una è chiudere semplicemente il contenitore
ermeticamente per almeno 5 anni senza aprirlo
mai,
- l’altra è aprilo dopo un anno, separare il
fermentato dalla frutta e aggiungerci acqua e
miele nelle medesime quantità in un nuovo
contenitore e poi ripetere le medesima
operazione ogni anno se vuoi quantità oltre che
qualità.
Il primo metodo è
più semplice, si lascia la fermentazione al
suo corso sigillando il coperchio, non si deve
fare aggiunte, non si deve fare nulla. Dopo 5
anni si apre il fermentato, si filtra il
contenuto ed è pronto per essere usato come
meglio ci aggrada
il metodo 2 è più complicato; Dato che il
problema del metodo 2 è l’eccessiva quantità
essendo una progressione aritmetica di anno in
anno , allora possiamo ridurre la quantità di
partenza. In questi casi potrebbe esserci un
problema a trovare un contenitore, perchè alla
fine ne servirebbe uno enorme, allora potremmo
distribuire il contenuto in più contenitori
separati o magari, per alcuni interrompere la
fermentazione dopo 2 o 3 anni, insomma anche
qui, dobbiamo usare un po’ la fantasia
Riepilogando
togliamo il fermentato e togliamo la
gelatina…resta la frutta già indebolita, a
questa aggiungiamo acqua e miele nella quantità
che abbiamo tolto e si potrà richiudere facendo
ripartire per un tempo che decideremo. Inoltre
aggiungendo acqua e miele alla gelatina di 5
anni, che abbiamo prelevato, possiamo far
ripartire la fermentazione, e dopo solo un
mese avremo un fermentato che ha le
caratteristiche di uno di 5 anni ..
Al fermentato di 5
anni da cui è stato tolto il liquido si deve
aggiungere acqua e miele… nella stessa
proporzione, per esempio un litro di fermentato,
un kg di miele, un litro di acqua. Il tempo può
variare ma in meno di un mese il nuovo
fermentato riassume la sua piena e armoniosa
maturità, ovvero i 5 anni di età
Non dobbiamo spaventarci di avere tanti
fermentati, li possiamo usare, vendere,
regalare, diffondere nell’ambiente, è tutta
energia benefica
il miele è sempre meglio, ma Pa cheng usa lo
zucchero anche per i fermentati più importanti
lei però riesce a procurarsi uno zuccero di
canna di ottima qualità
Personalmente i
miei fermentati misti li ho usati molto quindi,
anche se invecchieranno ci vorranno molti anni
perchè diventino superfermentati come quelli di
supercheng. Come dice Mari, alcuni fermentati
sono destinati alla fermentazione lunga, e sono
quelli dei frutti di più largo spettro
terapeutico, come la graviola, il noni, l’aloe
(anche la vera ha moltissime proprietà, non è un
falso aloe come qualcuno asserisce), il
mangostano, il longan, la clitoria ternatea, il
mirabolano, l’uvaspina indiana…… Questi
fermentati saranno poi destinati ad unirsi in
modo che insieme coprano ogni tipo di patologia
come o forse più del nostro fermentato misto.
Insomma, fare fermentati è abbastanza semplice,
anche il loro utilizzo, ma fare superfarmaci
diventa leggermente più complicato,
personalizzato, creativo. Io per esempio non
metterei i 6 frutti di supercheng per il
superfermentato di 7 anni: lei non mette la
curcuma per esempio, mentre io lo ritengo uno
dei fermentati migliori, lei non mette la
graviola, che non è molto conosciuta da queste
parti, e nemmeno l’aloe. Però il noni vale
quanto un fermentato misto copre uno spettro di
101 malattie, calma persino le crisi di
astinenza da tossicodipendanza. Quindi dobbiamo
metterci molto anche di nostro.
FRUTTA e GELATINA da
SUPERFERMENTATI
La frutta che resta,
dopo la fermentazione lunga potrebbe non essere
più in grado di nutrire un nuovo fermentato,
quindi è meglio usarla come starter per far
ripartire la fermentazione, ma deve essere
aggiunta a della frutta fresca per dare vigore
ai micorganismi. Nonostante la frutta fresca si
avrà comunque un fermentato invecchiato! la
frutta dopo lunga fermentazione perde la sua
forza nutritiva, quindi, dopo aver aggiunto
acqua e zucchero per avviare un nuovo
fermentato, e in seguito potrebbe essere
necessario sostituire la frutta.
La frutta dopo 5 anni è ormai scarica e rischia
di rallentare il fermentato quindi si toglie il
liquido, si aggiunge acqua e miele, il miele è
un nutrimento più immediato quindi il fermentato
riprende vigore, e con la gelatina possiamo
avviare un ulteriore fermentato
la gelatina non serve al vecchio fermentato, è
meglio usarla per avviare un nuovo fermentato ex
novo. I microrganismi sono già nel liquido ed
hanno tutte le caratteristiche della frutta da
cui provengono e il nutrimento necessario per
continuare a crescere e a produrre nuova
gelatina
I microorganismi sono anche nella gelatina,
quindi questa può essere addizionata di acqua e
miele e avere altri fermentati di 5 anni
la frutta si può usare anche solo come innesco e
poi può essere sostituita dopo un paio di
mesi, il fermentato che è stato tolto e
arricchito con miele e acqua può essere
sigillato e lasciato a fermentare. Mentre le
gelatine, possono essere messe in un
contenitore nuovo con acqua e miele per avviare
un nuovo fermentato. Poi si decide se si vuole
proseguire con tre fermentati, con uno o con due
ho notato che quando separo il fermentato dalla
frutta questo comincia a crescere velocissimo
come se la frutta lo rallentasse, ma il contatto
con la frutta è assolutamente necessario nel
primo periodo
PREPARAZIONE di
SUPERFERMENTATI di PA CHENG
In sintesi quello che fa Pa Cheng per fare il
suo superfermentato di 6 frutti di 7 anni.
Fa fermentare i 6 frutti separatamente per una
anno sigillando il contenitore dopo 3 o 4 mesi
di fermentazione. Allo scadere del primo anno
toglie il liquido fermentato dei 6 contenitori e
lo mette tutto insieme in un unico contenitore,
poi ci aggiunge la medesima quantità di zucchero
e di acqua. Per esempio se toglie un litro da
ognii contenitore (6 litri in tutto) aggiunge 6
kg di zucchero e 6 litri di acqua. poi sigllla
questo nuovo preparato per un anno, allo scadere
del quale ripete l’operazione, ossia, a questi
presunti 18 litri di fermentato aggiunge 18 kg
di zucchero e 18 litri di acqua, poi sigilla per
un anno alla fine del quale aggiunge ai 54 litri
di fermentato 54kg di zucchero e 54 litri di
acqua e così via per 7 anni. Non tanto semplice
come procedimento, non serve che arriviamo a
tanto, già i tuoi fermentati di 6 mesi possono
curare il cancro, anche se il 7 anni di PaCheng
lo farebbe in maniera più rapida e repentina.
Nel metodo 1 Pa Cheng parlava di
un’eventualità, di una possibilità per il
fermentato di perdere forza stando 5 anni o più
solo con il nutrimento iniziale… però Pa Cheng
fa anche fermentati di 10-12 anni
nei primi 5 anni non succede nulla. Ho però
notato che separando il fermentato dalla frutta,
questo comincia a fermentare più velocemente e a
fare gelatine in quantità, quindi al quinto anno
per fare un esempio, filtrerei e aggiungerei
miele e acqua.
Non prima di 5 anni però perchè prima rischi di
alterare l’equilibrio necessario, Pa Cheng non
parla di questa eventualità.
RIGENERARE I
FERMENTATI
Tra le infinite proprietà dei fermentati c’è
anche quella della rigenerazione.
Se abbiamo la fortuna di ritrovarci con un
fermentato che ha percorso un processo di
maturazione di almeno un anno abbiamo la facoltà
di coltivarlo e di renderlo perenne in modo da
averlo sempre a disposizione aumentandone la
quantità, senza intaccare il suo potenziale.
Innanzitutto dobbiamo estrarre dal fermentato
invecchiato la quantità che vogliamo utilizzare
subito, una quantità sufficiente per un bel po’
di mesi in modo da non dover intaccare il
fermentato nella prima fase della rigenerazione;
si tenga presente che i fermentati invecchiati
si assumono a gocce, per cui pochi cl copriranno
tempi abbastanza lunghi.
Il resto del fermentato da rigenerare va pesato
e sistemato in un contenitore dalla capacità di
almeno il triplo del suo volume, quindi aggiunto
di acqua pari alla quantità di fermentato e
miele del medesimo peso del fermentato iniziale,
mescolando per bene i due nuovi elementi prima
di aggiungerli.
Faccio un esempio,
se rigeneriamo un litro di fermentato (che ha
peso specifico di circa un kg), ci aggiungiamo
un litro d’acqua e un kg di miele.
Dopo aver “triplicato” il fermentato chiudiamo
il contenitore senza sigillare per qualche
giorno (potrebbero esserci delle impurità negli
elementi aggiunti) e in una settimana circa la
nostra famiglia di microrganismi benefici avrà
totalmente colonizzato la nuova miscela
introdotta.
Quindi sigilliamo e non tocchiamo il fermentato
ottenuto fino a quando non sarà necessario. Come
tutti i fermentati va fatto riposare e maturare
con tranquillità, troppe operazioni ne
potrebbero compromettere potenzialità ed
efficacia.
Passato un periodo di almeno 6 mesi è possibile
ripetere l’operazione, salvare una parte del
fermentato per l’utilizzo e triplicare la parte
restante per rimetterla in maturazione, ma il
mio consiglio è di farlo a scadenza annuale
oppure a seconda delle esigenze di ciascuno, ma
comunque sia, ad intervalli non inferiori ai 6
mesi.
Naturalmente il fermentato in questione continua
nel suo percorso di invecchiamento diventando
sempre più potente ed efficace.
Per rigenerare
fermentato possono esserci gelatine oppure no,
le gelatine vanno considerate allo stesso modo
della parte liquida anche se ovviamente non
possono venire assunte a gocce. Non è
consigliabile usare solo gelatine per rigenerare
un fermentato invecchiato, è necessario avere
anche soltanto una piccola parte di fermentato
liquido al quale le gelatine fanno da
acceleratore nella colonizzazione della nuova
miscela zuccherina introdotta.
Spero sia chiaro che
i fermentati a cui mi riferisco hanno avuto il
loro percorso di maturazione stando per un anno
almeno a contatto con la frutta (ma anche di
più, a discrezione) e che la frutta non va più
aggiunta nei processi di rigenerazione;
aggiungere frutta significherebbe depotenziare
tantissimo il fermentato e farlo partire quasi
da capo. Viceversa è molto salutare aggiungere
qualche goccia di fermentato invecchiato come
innesco alle nuove fermentazioni, come garanzia
ulteriore di una fermentazione benefica.
CONTENITORI
Per scegliere i contenitori si possono fare
ordini online ce ne sono di ogni tipo io li ho
presi tutti qui a partire da 25 cc fino a 60 Lt
Tenere presente che i contenitori in plastica
per la conservazione dei cibi in frigorifero con
il coperchio a pressione potrebbe dare problemi,
perchè nel primo periodo hanno bisogno di
traspirare e producono molto gas, però non
devono entrare moscerini, quindi lo sfiato deve
essere microscopico.
By Stefano Abbruzzese - Tratto da:
gradientitemporali.wordpress.com
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