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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


PROBIOTICI - FERMENTI LATTICI
 SOME of the MAJOR LACTIC ACID BACTERIA USED 
in FERMENTED MILK PRODUCTS
Aziende Produttrici e/o che commercializzano Fitoterapici

Probiotici e fermenti lattici: basta al gonfiore addominale – Apr. 2011
Per iniziare in modo chiaro a parlare di fermenti lattici è importante una premessa: il nome.  
Vengono chiamati fermenti lattici, perche il prodotto di degradazione principale è l'acido lattico. Questa sostanza si ricava dalla fermentazione di zuccheri di varia origine (anche le fibre e il cotone come il lino sono composti da zuccheri). Il latte non c'entra nulla !
Il fatto che alcuni batteri vengano usati per trasformare gli zuccheri del latte in acido lattico producendo quello che noi chiamiamo yogurt ha creato questo fraintendimento.


I fermenti lattici probiotici sono degli integratori alimentari che portano ad un miglioramento dell’equilibrio della flora intestinale.
Molti studi clinici hanno proposto l’utilizzo di probiotici come coadiuvanti nel trattamento dei disordini intestinali. I fermenti lattici comprendono numerosissimi organismi batterici (Lactobacillus, Bifidobacterium, etc).
Una ricerca pubblicata su Alimentary Pharmacology and Therapeutics dimostra l’utilità del probiotico VSL3, una potente preparazione di fermenti lattici contenente un mix di 8 diversi ceppi batterici, nel ridurre uno dei sintomi caratteristici della sindrome dell’intestino irritabile (IBS).
Lo studio, condotto su pazienti affetti da IBS a diarrea predominante, ha infatti messo in luce come VSL3 abbia significativamente favorito il miglioramento del gonfiore addominale, condizione tipica dei pazienti che soffrono di IBS.
Altri ricercatori hanno dimostrato che quando i pazienti, affetti da sindrome dell’intestino irritabile, assumono i fermenti lattici si ottiene un significativo miglioramento del gonfiore. Nel 44% dei pazienti trattati con i fermenti lattici si è verificata una riduzione del 50% del gonfiore addominale rispetto a solo il 18% dei pazienti del gruppo di controllo.
Sebbene il meccanismo del possibile effetto benefico dei batteri probiotici nel ridurre il gonfiore addominale nell’IBS rimanga da chiarire, diversi autori ipotizzano che si possa attribuire alla capacità di alcuni fermenti lattici di impedire la colonizzazione dell’intestino e la successiva produzione di gas da parte di alcuni batteri, come ad esempio quelli appartenenti al genere Clostridium.
In conclusione si può dire che l’effetto del trattamento probiotico con VSL3 è particolarmente utile come supporto nella cura del gonfiore addominale tipico di individui che soffrono della sindrome dell’intestino irritabile.
Tratto da: fermentolattico.it
Fonti:
- Kim HJ et al. Aliment A Randomized, Controlled Trial of a Probiotic, VSL#3, on Gut Transit and Symptoms in Diarrhea-predominant Irritable Bowel Syndrome. Alim Pharmacol Ther 17:895-904 (2003)


COMMENTO NdR: Diviene quindi INDISPENSABILE (per TUTTE le malattie), la loro assunzione periodica, senza dimenticare le altre tecniche naturali collaterali (alimentazione appropriata ed altri integratori tipo micro diete), riordinare enzimiflora batterica con appositi preparati (capsule) multi batterici a base di ceppi di fermenti vivi, cioe' micro organismi simbiotico residenti (autoctoni) non preparati su basi derivate dal latte:
Per l'elenco dei principali batteri utili per l'intestino, vedi: Batteri autoctoni

L'importanza dei ritmi circadiani della flora intestinale - 01/12/2016
Anche la flora batterica intestinale segue dei propri ritmi circadiani che non solo influenzano quelli dell'ospite, ma anche la capacità del fegato di metabolizzare i farmaci e degradare sostanze potenzialmente tossiche. La scoperta potrebbe aiutare a pianificare meglio la somministrazione dei farmaci e a contrastare problemi come l'obesità e la sindrome metabolica, spesso connessi a un'alterazione dei ritmi sonno-veglia.
L'attività metabolica e i movimenti della flora batterica intestinale seguono anch'essi dei ritmi circadiani, che influenzano quelli dell'ospite. Eventuali anomalie in questi ritmi batterici possono alterare la capacità metaboliche dell'organismo ospite, e in particolare quella di metabolizzare i farmaci e di degradare sostanze potenzialmente tossiche. La scoperta è di un gruppo di ricercatori del Weizmann Institute of Science a Rehovot, in Israele, che firmano
un articolo su "Cell".
I ricercatori hanno scoperto che la flora batterica intestinale, o microbioma, si sposta ritmicamente, passando dal contatto con la superficie della mucosa intestinale al centro della cavità dell'intestino o viceversa, a seconda che sia giorno o notte e della specie batterica. Di conseguenza, nei diversi momenti della giornata le cellule della mucosa intestinale sono esposte a batteri differenti, e ai loro differenti prodotti metabolici.
Le oscillazioni giornaliere nella localizzazione della flora batterica e nella produzione di metaboliti nell'intestino ha un grande impatto sull'espressione dei geni nei tessuti dell'ospite (Cortesia Thaiss et al/Cell 2016)L'aspetto più rilevante della scoperta però è che questi cambiamenti del microbioma intestinale, oltre a influenzare i ritmi circadiani dell'ospite, hanno effetti profondi sulla sua fisiologia: effetti che non si limitano all'intestino ma raggiungono anche tessuti distanti, come quello del fegato, le cui cellule variano i livelli di espressione dei loro geni in sincronia con i ritmi della flora intestinale.
"Di conseguenza - dice Eran Elinav, coautore dello studio - un'alterazione dei ritmi del microbioma può compromettere funzioni epatiche diurne vitali, come il metabolismo dei farmaci e la disintossicazione."

Queste scoperte hanno implicazioni importanti: dato che i farmaci sono metabolizzati dal fegato, la comprensione dei ritmi circadiani della nostra microflora (e la loro eventuale manipolazione) potrebbe permettere di pianificarne la somministrazione in modo da migliorarne l'efficacia terapeutica e/o diminuirne gli effetti tossici.
Inoltre, una migliore comprensione del rapporto fra flora intestinale e ospite potrebbe aiutare a intervenire su problemi come l'obesità e la sindrome metabolica, che sono più comuni nelle persone i cui ritmi circadiani sono spesso disturbati a causa del lavoro su turni o del jet lag.
Tratto da: lescienze.it

I nanobatteri: una nuova forma di vita ?
http://www.lescienze.it/news/2004/05/23/news/i_nanobatteri_una_nuova_forma_di_vita_-586531/

PROMEMORIA:
quando le feci NON galleggiano nel W.C. significa che vi sono oltre al
pH errato e non adatto nel colon, anche la mancanza di Fermenti (i vari tipi Bifidus e Ramnosus), quindi integrare subito con le apposite capsule.
vedi: Fermenti e batteri autoctoni


Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

Dott. Luciano Lozio, video su Intestino e salute

Le RICERCHE MOSTRANO un NESSO fra MICROBIOMA Intestinale (intestino) e CERVELLO - 09/01/2015
Chiamate collettivamente microbioma, le migliaia di miliardi di microbi che abitano il corpo umano vivono principalmente nell’intestino, dove ci aiutano a digerire il cibo, a sintetizzare le vitamine e a difenderci dalle infezioni. Ora, recenti ricerche sul microbioma hanno dimostrato che la sua influenza si estende ben oltre l’intestino, fino ad arrivare al cervello. Negli ultimi 10 anni, vari studi hanno collegato il microbioma intestinale a una serie di comportamenti complessi, come umori ed emozioni, appetito e ansia.
Il microbioma intestinale sembra contribuire al mantenimento della funzionalità cerebrale, ma non solo: potrebbe anche incidere sul rischio di disturbi psichiatrici e neurologici, fra cui ansia, depressione e autismo. Una delle modalità più sorprendenti con cui il microbioma influisce sul cervello è durante lo sviluppo.
“Esistono delle finestre evolutive critiche in cui il cervello è più vulnerabile poiché si sta preparando a rispondere al mondo circostante”, spiega Tracy Baie, docente di neuroscienze presso la facoltà di veterinaria dell’Università della Pennsylvania. “Così, se l’ecosistema microbico della madre si modifica - per esempio a causa di infezioni, stress  o diete - ciò cambierà il micro bioma intestinale del neonato, e gli effetti possono durare tutta la vita.”
Altri ricercatori stanno esplorando la possibilità che il microbioma abbia un ruolo nelle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson.
Fonte: MedicalXpress.com : http://tinyurl.com/kaa2j36

Commento NdR: ma cio’ puo’ accadere anche e non solo per i vaccini che il neonato subisce dai due, tre mesi  in avanti…infatti se una madre ha delle amalgami dentali in bocca (contengono mercurio) il neonato potra’ subire delle conseguenze anche gravi.

A conferma ulteriore:
Caro Massimo Montinari, (medico=curriculum)
i tuoi colleghi polacchi, inglesi e texani hanno pubblicato un interessante review su Mayo Clin Proc, 2014: 1699-1709. Marlicz W et al analizzano i dati in letteratura sui farmaci antinfiammatori non steroidei (NSAIDs) spesso associati agli inibitori di pompa protonica (IPPs).
In questo studio considerano una meta analisi condotta da Trelle S et al nel 2011, pubblicata su BMJ, 2011; 342:c7086, su oltre 116000 pazienti che riporta un aumento di infarti del miocardio e decessi cardiovascolari, dato che piacerà sicuramente al dott. Guido Balestra, stroke in questi pazienti in terapia NSAID selettivi e non selettivi.
Continua QUI
 

BACTERIA PRODUCTS REMARKS
Thermophilic, homofermentative
Lactobacillus
Lb. Delbrueckii ssp. Bulgaricus Yogurt, Swiss and Italian
cheeses, Bulgarian buttermilk,
yogurt drink, koumiss
Produce
Acetaldehyde
Lb. Delbrueckii ssp. Lactis
Lb. Delbrueckii ssp. Delbrueckii
Lb. Acidophilus Acidophilus milk, yogurt drink,
miru-miru, kefir, koumiss
Therapeutic
Lb. Helveticus Kefir, yogurt drink
Lb. Helveticus ssp. Juguri Yogurt
Lb. Fermentum
Mesophilic, heterofermentative
Lactobacillus
Lb. Casei ssp. Casei Yakult, yogurt drink,
miru-miru, kefir
Therapeutic
Lb. Casei ssp. Pseudoplantarum
Lb. Casei ssp. Rhamnosus
Lb. Casei ssp. Tolerans
Lb. Plantarum
Lb. Brevis Kefir
Lb. Kefir Kefir
Mesophilic Streptococcus
(Lactococcus)
Str. Lactis ssp. Lactis Scandinavian fermented milk,
cultured buttermilk, cultured cream, kefir
Produce nisin
Str. Lactis ssp. Lactis Scandianavian fermented milk, cultured buttermilk, cultured cream, kefir Produce diplococcin
Str. Lactis biovar diacetylactis Cultured buttermilk, cultured cream, kefir Produce diacetyl
Termophilic streptococcus
(Lactococcus)
Str. Thermophilus Yogurt
Leuconostoc
Leu. Mesenteroides ssp. Kefir
Mesenteroides
Les. Mesenteroides ssp. Kefir
Dextranicum
Leu. Mesenteroides ssp. Cottage and cream cheeses,
Scandinavian cultured buttermilk
Produce diacetyl
Cremoris
Leu. Citrororum Cultured buttermilk
Bifidobacterium
Bif. Bifidum Fermented milk
Bif. Logum Fermented milk
Bif. Breve Fermented milk, miru-miru
Bif. Infantis Fermented milk

I Probiotici sono batteri che esercitano effetti positivi sulla salute umana
Per l'elenco dei principali batteri utili per l'intestino, vedi: Batteri autoctoni

Nell’intestino quei batteri si nutrono di sostanze denominate prebiotici, che noi introduciamo con gli alimenti e che sono indispensabili per garantire la crescita dei probiotici utili al microbiota intestinale. 
I probiotici, per essere efficaci debbono:
- essere sicuri nell’impiego umano;
- essere resistenti agli acidi gastrici per riuscire ad arrivare indenni fino all’intestino crasso;
- essere attivi e vitali a livello intestinale in quantità tale da giustificare gli eventuali effetti benefici osservati negli studi che ne dimostrino l’efficacia;
- essere in grado di conferire un beneficio fisiologico dimostrato.

 I probiotici contengono gruppi di batteri accuratamente selezionati, tra questi i più studiati sono:
-       i lattobacilli
-       i bifidobatteri
-       gli enterococchi
Le indicazioni per l’uso dei probiotici debbono sempre essere confermate da studi clinici.

I LATTOBACILLI
 Il lactobacillus acidophilus è generalmente considerato un batterio benefico perché produce la vitamina K, produce lattasi e quindi aiuta a ridurre l’intolleranza al lattosio, e produce sostanze anti-microbiche minori. È il più importante simbiotico della prima parte dell’intestino: impedisce ai batteri produttori di gas di risalire dal colon. Diverse prove sul genere umano mettono in evidenza i benefici del l. acidophilus per la vaginosi batterica da Candida albicans[1], nella prevenzione della diarrea da Clostridium[2], nella trasformazione del colesterolo “cattivo”[3].

Studi clinici recenti confermano che il l.acidophilus è utile al sistema immunitario indebolito[4], oppure contro una crescita eccessiva di batteri intestinali. Infatti la scissione degli alimenti da parte di questo batterio porta alla produzione di sostanze che rendono ostile il terreno agli organismi indesiderati.

 Il Lactobacillus bulgaricus non colonizza il tratto intestinale, si sviluppa rapidamente e produce acido lattico. In questo modo però favorisce la crescita di batteri benefici e crea un ambiente equilibrato nel tratto gastrointestinale. Favorisce la digestione, aiuta a tollerare il lattosio, riduce il colesterolo, controlla le infezioni intestinali. Rinforza il Sistema Immunitario negli anziani[5].

 Il Lactobacillus casei è efficace nella cura delle infezioni intestinali, migliora le difese contro i batteri e i virus, mantiene l’equilibrio del tratto intestinale perché migliora la colite, rafforzando la funzione di barriera intestinale e modificando il microambiente intestinale[6]. Migliora l’immunità congenita stimolando i Natural Killer producendo un profilo più alto di citochine anti-infiammatorie negli anziani[7] e quindi facilita le difese dalle allergie. Aumenta il numero di cellule produttrici di IgA.

Il Lactobacillus paracasei è il più studiato come "immunostimolante".Lactobacillus Plantarum (altro stimolante immunitario; è inoltre, assieme al rhamnosus, un elemento fondamentale della flora batterica vaginale);

 Il Lactobacillus Plantarum produce acido lattico, inibisce lo sviluppo dei patogeni nel tratto Gastrointestinale, previene il meteorismo, dimostrato utile nella Sindrome dell’Intestino Irritabile[8]. Aiuta a mantenere gli acidi grassi Omega3[9].

 Il Lactobacillus rhamnosus esalta favorevolmente l’immunità innata e acquisita. Il Lactobacillus rhamnosus è uno dei ceppi probiotici maggiormente studiati. Modula la tolleranza immunitaria e inibisce la produzione di citochine proinfiammatorie. Ha un’eccezionale aderenza al colon inibendo o prevenendo sia le infezioni fungine o anche vaginali batteriche[10]. Evita l’insediamento di patogeni come l’Escherichia coli[11]. Per quanto riguarda questo ceppo sono state confermate alcune delle sue applicazioni.
In primo luogo, nella diarrea infettiva. È stato dimostrato che un probiotico contenente questo ceppo abbrevia la durata della diarrea, in particolare in quella virale (di un giorno o un giorno e mezzo), ma anche nella diarrea conseguente al trattamento con antibiotici.
Gli studi hanno dimostrato che il Lactobacillus rhamnosus riduce il rischio di diarrea da antibiotici fino al 60% - 70%.
Purtroppo, contrariamente a quanto si creda, non tutti i probiotici hanno provata efficacia in questa situazione.

Il Lactobacillus Salivarius inibisce la putrefazione intestinale prevendo così lo sviluppo di batteri indesiderati e il meteorismo.
È un eccellente modulatore dell’infiammazione intestinale, molto utile come probiotico in tutte le malattie gastro-enteriche caratterizzate da una notevole componente infiammatoria. È resistente agli antibiotici e aiuta nella prevenzione della diarrea. È un batterio che può vivere sia in ambiente aerobico (dove sia presente ossigeno) che anaerobico (dove l’ossigeno non c’è). I suoi effetti più importanti si sviluppano in ambiente anaerobico. Il L. S. aiuta a scindere le proteine non digerite e libera le tossine prodotte dalle putrefazioni di tali proteine. Utile anche per combattere l’H. pylori.

 Il Lactobacillus F19 è uno dei lactobacillus acidophilus paracasei, aderisce al colon, clonizza nel Sistema gastrintestinale, ed è tollerato sia dai neonati che dagli adulti come dagli anziani, dopo diverse settimane dal suo consumo aumenta i batteri dell’acido lattico nella flora batterica.

 Il Bacillus subtilis è un batterio molto interessante perché è in grado di secernere moltissimi enzimi extracellulari (a-amilasi, arabinasi, cellulasi, deteatasi, b-glucanacasi, Dnasi). È in grado di colonizzare l’intestino e soprattutto è uno dei meccanismi antidiarrea più efficaci, soprattutto nei casi di diarrea post-antibiotici, come nel Clostridium difficile[12].

I BIFIDOBATTERI
Il Bifidobacterium bifidum ha proprietà antinfiammatorie che proteggono le cellule che rivestono le membrane mucose dalle tossine. Aiuta anche le cellule immunitarie a maturare in modo che possano funzionare correttamente[13].

 Il Bb colonizza l’intestino crasso e il tratto vaginale perché è utile nel controllo delle popolazioni di lieviti. Compete con gli agenti patogeni per le sostanze nutritive e i siti di attacco. Produce acidi acetico e lattico, abbassando il pH del colon e inibisce gli agenti patogeni. La somministrazione orale di Bifidobacterium bifidum G9-1 sopprime la produzione di immunoglobuline E specifiche e l'antigene. Promuove la risposta IgA. È utile per il trattamento profilattico nelle risposte allergiche IgE dipendenti[14].
Ci sono ancora altri bifidobatteri, utili nelle diverse età come Bifidus Brevis, Bifidus Longum, Bifidus Bifidum (caratteristici dell’età adulta e tendono a diminuire nella vecchiaia).

GLI ENTEROCOCCHI
Sono decisamente meno noti ma alcuni possono rivelarsi interessanti in alcuni casi specifici. 
Il Lactococcus Lactis che effettua un'azione probiotica soprattutto in caso di stipsi.
L' Enterococcus Faecium, interessante per il suo utilizzo in corso di terapie antibiotiche, soprattutto in associazione al saccaromyces boulardi.

È molto interessante anche lo streptococcus thermophilus perchè ha proprietà antinfiammatorie, migliora la colite, aiuta a combattere batteri potenzialmente patogeni (Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, streptococco beta-emolitico, e Haemophilus influenzae)[15].

Proporre alle mamme in gravidanza una supplementazione adeguata di alimenti probiotici e prebiotici assicura un futuro meno “allergico” ai bambini[16].

Una somministrazione di un cocktail (Lactobacillus acidophilus, L. casei, L. rhamnosus, L. bulgaricus Bifidobacterium breve, B. longum, Streptococcus thermophilus, e frutto-oligosaccaridi) ai soggetti con diabete di tipo2 ha permesso di rilevare una più bassa glicemia a digiuno e un valore inferiore della proteina infiammatoria[17].

Bibliografia

[1] J Clin Gastroenterol. Oct. 2012; 46 Suppl: S73-80.

[2] Chin Med J (Engl). 2013 Nov;126(21):4154-61.

[3] Zhongguo Dang Dai Er Ke Za Zhi. 2013 Dec;15(12):1123-7.

[4] Crit Rev Food Sci Nutr. 2014;54(4):537-52.

[5] Age (Dordr). 2013 Aug;35(4):1311-26

[6] PLoS One. 2011;6(11):e27961

[7] Eur J Nutr. 2013 Dec;52(8):1853-63.

[8]Curr Treat Options Gastroenterol. 2002 Aug;5(4):267-278.

[9] Nutrition. 1998 Jul-Aug;14(7-8):585-94.

[10] Altern Ther Health Med. 2014 Jan;20 Suppl 1:52-7.

[11] Br J Nutr. 2014 Jan 30:1-11. 

[12] PLoS Genet. 2013;9(8):e1003660.

[13] PLoS One. 2011; 6 (9): e24776. doi: 10.

 [14]Biol Pharm Bull. 2005 Aug;28(8):1462-6.

[15] Am J Clin Nutr. 2003 Feb;77(2):517-20.

[16] BMJ. 2013 Dec 4;347:f6471. doi: 10.1136/bmj.f6471.

[17] Ann Nutr Metab. 2013;63(1-2):1-9. doi: 10.1159/000349922.