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La
Febbre
corrisponde all'aumento della
temperatura corporea oltre i
valori normali della temperatura ottimale di 36°,5 (misurata
nel retto) se superiore a questo dato
essa indica la presenza di uno stato
infiammatorio e/o infettivo: in pratica,
segnala lo stato di malattia, senza essere "la
malattia".
Per questo, occorre innanzitutto ricercare
le Cause che l'hanno prodotta.
In particolare, l'aumento della temperatura corporea è
soprattutto uno strumento di difesa dell'organismo e
corrisponde allo sforzo dell'organismo per espellere le
infiammazioni esistenti nell'intestino e/o in altre zone del
corpo, oltre agli eventuali agenti patogeni (parassiti,
funghi, ecc.), poiché
contribuisce ad attivare numerosi meccanismi
immunitari di
difesa contro la penetrazione e la moltiplicazione dei
germi (parassiti,
funghi, batteri
co-patogeni, ecc.).
Cio' significa che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH
digestivo e e della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto
a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.
Come la febbre viscerale: la febbre e' un'alterazione
termica delle viscere e quindi essa deve essere aiutata ad
uscire per mezzo della febbre cutanea e del sudore che ne e'
la giusta ed auspicabile conseguenza. SOLO il sudare su
tutto il corpo od su alcune parti di esso, per le
infiammazioni, non viscerali ma in zone interne ma
particolari del corpo, permette all'infiammazione di uscire
e quindi di eliminare l'infiammazione esistente
nell'organismo.
Quindi per fare cio' occorre mettere in condizione
l'organismo di effettuare quella speciale reazione salutare,
affinche' esso attraverso il sudore elimini l'infiammazioni.
Buona norma e' iniziare ad effettuare un clistere
di camomilla + rimanere a
letto nudi, ben coperti, con una bolla di acqua calda ai
piedi e fare le 7
frizioni
fredde (o spugnature)
su tutto il corpo facendo le reazioni calde a letto e se si
vuole, dormire alla notte con un Cataplasma di argilla
fredda sul ventre.
vedi: Dottrina termica
e Terapia del Freddo +
Legge di Guarigione
(Crisi di eliminazione) +
INFEZIONE
+
Infiammazione
+
Alimentazione dei Bambini
+ Febbre, nei bambini vaccinati
RICORDATE:
E’ la febbre a
bassa temperatura, oppure quella interna viscerale che non
appare facilmente, a dover veramente preoccupare e non
quella alta, che indica una vitalita’ organica atta alla
eliminazione degli stati
infiammatori.
Infatti la febbre alta e’ una caratteristica dei bambini e
dei giovani e NON degli anziani, che al contrario non
arrivano mai a quelle temperature in quanto essendo il loro
corpo intossicato e
con di depositi di grassi pieni di
tossine, non riescono a raggiungere temperature
alte atte alla giusta e doverosa fase di eliminazione delle
infiammazioni
viscerali profonde.
Esempio: La meningite arriva coi
37,5 ° e non con i 40°, esempio
Genitori, NON abbiate paura se il vostro bambino ha degli
stati febbrili con temperature alte, anche se il vs
pediatra, incompetente, dice che dovete fargli assumere la
tachipirina (A), fate sfogare la febbre ed aiutalela ad uscire
con le apposite tecniche naturali,
clistere,
alimentazione
crudista di sola
frutta e verdura, e le
frizioni fredde + i
cataplasmi di argilla fredda sul ventre alla notte.
Vedrete
il vostro figlio/a rinascere e stare molto bene dopo un
trattamento di quel tipo, infatti con le cure naturali NON
esiste “convalescenza” ! la forza e l’energia, arrivano
immediatamente dopo qualche ora dallo sfebbramento.
NON esiste la febbre "virale"; esiste la febbre che non
e' mai virale !
La febbre e' una naturale reazione nervosa dei
tessuti colpiti da
intossicazione (piu' o meno intensa) e quindi da
infiammazione che comporta un aumento di
temperatura locale o corporea; per poterla eliminare (le
infiammazioni) l'organismo scatena delle reazioni per
eliminare l'aumento di temperatura dall'organismo e la pelle
e' l'organo deputato per eliminarla.
MAI fermarla con farmaci (A),
anzi favorirla nel suo processo automatico di guarigione,
quindi nessun farmaco, bastano un
clistere per pulire
l'intestino, ove iniziano le
infiammazioni e
frizioni fredde
alternate da reazioni calde a letto ! (vedi alla voce
abluzioni e/o frizioni)
L'eliminazione della febbre e quindi della termica abnorme
del corpo o di parte di esso, avviene in genere, entro la 7°
frizione nell'anziano, dopo la 5° frizione fredda
nell'adulto, nei bambini anche prima.
(A) La
TACHIPIRINA e' SICURA ?"
NO, non è assolutamente
sicura. !!
Ogni bustina contiene:
Principio attivo: Paracetamolo (o acetaminofene), (para-acetamminofenolo)[1]
è un farmaco
analgesico e
antipiretico con scarsa azione, la cui inclusione
nella classe degli antinfiammatori non steroidei (FANS)
dipende dalla dimostrazione (nel 2005 ancora in corso) della
sua azione antiprostaglandinica.
Tossicità epatica: la minima dose singola tossica negli
adulti sani è compresa fra 7,5 e 10 grammi ed è pari o
maggiore a 150 mg/kg nei bambini. Il paracetamolo può
indurre tossicità epatica soprattutto quando somministrato a
dosi elevate o quando l’intervallo di tempo fra una dose e
la successive è inferiore a quello raccomandato (4-6 ore).
I sintomi di epatotossicità
comprendono nausea, vomito, sedazione, sudorazione, dolore
addominale, incremento delle
transaminasi e della concentrazione sierica di
bilirubina, aumento del tempo di
protrombinemia a più di 20 secondi. Seguono
insufficienza epatica,
encefalopatia, coma e morte. L’insufficienza
epatica può presentarsi complicata da
acidosi,
edema cerebrale,
ipotensione, emorragia,
ipoglicemia, infezione ed insufficienza renale.
Insufficienza epatica il paracetamolo deve essere
somministrato con cautela in caso di pazienti con
insufficienza epatica lieve o moderata perché maggiore il
rischio di intossicazione epatica indotta dal farmaco. Il
rischio di epatopatia può aumentare in pazienti in terapia
con farmaci che inducono il metabolismo ossidativo del
paracetamolo; in caso di digiuno o di diete a basso
contenuto proteico; in caso di carenza di
vitamina E, nei primi giorni di sospensione
dell’assunzione di alcool negli alcolisti cronici.
Nella Tapichirina il Paracetamolo e' presente nella misura
di mg 500 o mg 125, sostanza che puo' danneggiare in modo
irreparabile il fegato se assunto in dosi elevate. Ciò
accade perché il paracetamolo è ripartito per il corpo in
vari metaboliti, di cui uno NAPQI. Ciò è dannoso per il
fegato, ma viene normalmente inattivato dal
glutatione.
Eccipienti: maltitolo: ha proprietà lassative, come
tutti gli alcoli degli zuccheri, per il lento assorbimento.
Il maltitolo ha una cattiva fama per i suoi effetti
gastrici, in quanto pur essendo meno dannoso se comparato ad
altri polialcoli, è usato in grosse quantità dall'industria
del cibo grazie alla sua somiglianza al saccarosio, il che
induce a un consumo eccedente le quantità raccomandate.
NON utilizzare MAI la Tachipirina ! e' tossica e non
serve soprattutto a guarire, ma a bloccare la febbre
risanatrice nell'organismo, la quale rimarra' presente e
latente nelle viscere.
TACHIPIRINA (PARACETAMOLO)
Svelato un altro effetto indesiderato del paracetamolo
(principio attivo della famosa Tachipirina o dell'Efferalgan
"Farmaci con paracetamolo:
rischio asma
ed
allergie per i
bambini.
La scoperta principale - ha spiegato Julian Crane, lo
scienziato che ha coordinato lo studio - è che i bambini
che hanno utilizzato il paracetamolo prima di aver compiuto
15 mesi (il 90 per cento) hanno il triplo di probabilita' in
piu' di diventare sensibili agli allergeni e il doppio di
probabilita' in piu' di sviluppare i sintomi come l'asma a
sei anni rispetto ai bambini che non hanno utilizzato il
paracetamolo".
Commento del
Dott. Roberto Gava: In realtà, la notizia è tutt’altro
che nuova e non solo per il recentissimo studio del
The New Zealand Asthma and Allergy Cohort Study Group
pubblicato da Wickens e Colleghi lo scorso settembre 2010
nella rivista
Clinical & Experimental Allergy e neppure per lo
studio del prof. Beasley e Colleghi del
Medical
Research Institute (Nuova Zelanda) pubblicato nel
settembre 2008 dalla rivista
The
Lancet. Infatti, gli effetti tossici del
paracetamolo (che comunque non è un antinfiammatorio, ma
solo un antipiretico-analgesico) sono ampiamente noti da
decenni.
Infatti, gli effetti tossici del paracetamolo (che comunque
non è un antinfiammatorio, ma solo un
antipiretico-analgesico) sono ampiamente noti da decenni.
PARACEMATOLO (Tachipirina)
-
PUO' AUMENTARE il RISCHIO di
ASMA
DIFFIDATE dei CONSIGLI del vs.
MEDICO...
L'uso del paracetamolo nel primo anno di vita o nella
primissima infanzia puo' esser legato a un maggior rischio
di asma, rinocongiuntivite ed eczema nei bambini tra i 6 e i
7 anni; per cui si raccomanda prudenza nel suo utilizzo. E'
questa la conclusione di un articolo pubblicato nel
numero di questa settimana della rivista 'The Lancet',
dedicato all'asma e che ha analizzato i dati di oltre
200.000 centri sanitari in 31 Paesi.
"Abbiamo trovato un'associazione tra paracetamolo e asma
che suscita preoccupazione", ha detto il
professore Richard Beasley, del Medical Research
Institute in Nuova Zelanda. "Il paracetamolo e' il
farmaco piu' usato per alleviare dolenzia e febbre nei
bambini, ma dovrebbe essere limitato a piccoli che hanno
oltre i 38,5 gradi di temperatura".
I ricercatori hanno scoperto che l'uso del
paracetamolo per curare la febbre nel primo anno di
vita e' associato a un rischio superiore del 46 per cento
di manifestare asma quando il bimbo avra' 6 o 7 anni.
Nel caso che il paracetamolo fosse stato somministrato in
dosi medie durante i dodici mesi precedenti le
rilevazioni, il rischio di sintomi di asma erano
maggiori del 61 per cento, mentre per dosi piu' elevate,
arrivava a triplicarsi.
L'uso del paracetamolo nel primo anno di vita viene
associato inoltre a un aumento del rischio di
riconogiuntivite del 48 per cento e di eczema per il
35 per cento. Beasley ha precisato che "non esiste motivo di
allarme", ricordando che lo studio epidemiologico dovra'
essere completato con test clinici.
"Il paracetamolo e' un medicinale i cui benefici in caso
di febbre alta sono stati provati, ma non deve
somministrarsi come se fosse acqua, bensi' solo quando e'
necessario", ha detto il dottor R. Graham Barr
dell'University of Columbia, un altro degli autori dello
studio.
Del resto, l'Organizzazione Mondiale della Sanita'
raccomanda di non utilizzare il paracetamolo in modo
routinario, ma riservarlo solo alle febbri superiori
ai 38 gradi e mezzo.
E il paracetamolo continua ad essere il farmaco consigliato
nella febbre dei bambini, soprattutto quelli asmatici, per i
rischi che comporta la somministrazione di aspirina di altri
anti-infiammatori.
A spingere gli studiosi a studiare il possibile ruolo
del paracetamolo e' stato il notevole incremento di asma
negli ultimi venti anni, in particolare in Paesi come la
Nuova Zelanda, dove si consumano grandi quantita' di
questo farmaco.
Un altro studio pubblicato sempre nell'ultimo numero di 'Lancet'
sottolinea che la rinite, sia allergica che non, e' un
importante rischio di predisposizione dell'asma negli
adulti.
AGI/REUTERS/AFP/EFE - Londra, 19 set. 2008
Commento NdR: quello che non viene studiato ne' detto
da questi "ricercatori" e' che non solo il farmaco
paracematolo, puo' essere corresponsabile dell'aumento
dell'asma nei bambini, ma sono soprattutto i
Vaccini che
subiscono in tenera eta' quali cause primarie, che
scatenano questa malattia nei
bambini e giovanetti.
COMMENTO del dott.
ROBERTO GAVA:
In un libro di farmacologia ("L'Annuario dei Farmaci") che
ho pubblicato quasi 20 anni fa con la Casa Editrice Piccin
Nuova Libraria (un libro di più di 2000 pagine che raccoglie
gli effetti farmacologici di tutti i principi attivi in
commercio nel nostro Paese), scrivevo:
"Alle dosi terapeutiche, i più comuni effetti del
paracetamolo sono: alterazioni ematologiche, vertigini,
sonnolenza, difficoltà di accomodazione, secchezza orale,
nausea, vomito, fenomeni allergici (glossite, orticaria,
prurito, arrossamento cutaneo, porpora trombocitopenica,
broncospasmo) . Il paracetamolo possiede anche un'elevata
tossicità acuta dose-dipendente.
I danni sono principalmente
epatici, con ittero ed emorragie, ma si può avere anche la
progressione verso l'encefalopatia, il coma e la morte. Ci
possono essere pure insufficienza renale con necrosi
tubulare acuta, aritmie cardiache, agranulocitosi, anemia
emolitica, pancitopenia.
Quello che è più importante, però, è un altro punto. Poco
più avanti, in quello stesso libro ho infatti scritto:
"L'effetto epatotossico è esplicato da un metabolita del
paracetamolo (l'N-acetil-p-benzochinone) che viene
neutralizzato da un sistema epatico glutatione-dipendente.
Dopo che le scorte intraepatotocitarie di
glutatione si sono
esaurite, il metabolita si lega con le proteine del citosol
epatocitario (circa 10 ore dopo l'assunzione del farmaco) e
svolge la sua azione epatotossica".
La terapia consta della somministrazione (entro le 10 ore)
di acetilcisteina endovena, metionina per bocca o, meglio,
glutatione per via parenterale (im o ev).
Ebbene, la letteratura che riporta questi dati è addirittura
del 1967 (cfr Journal of Pharmacology and Experimental
Therapeutics 156: 285; 1967).
Sono passati 43 anni da allora e il paracetamolo continua
non solo ad essere sintetizzato e diffuso in quantità
inimmaginabili, ma anche ad essere somministrato a qualsiasi
età: è consigliato addirittura nei neonati, (NdR;
anche prima
di vaccinarli....per
tentare di evitare le prime conseguenze dei
danni dei vaccini, febbre, dolore, ecc.)
Qual è il problema ?
Il problema è che il paracetamolo è un potente farmaco
ossidante e consuma le scorte del nostro più importante
antiossidante:
Il GLUTATIONE
! E per di più, quando il glutatione scarseggia, il
paracetamolo svolge la sua potente azione epatossica, ma non
solo questa.
Ebbene, pensate che:
- Il paracetamolo viene consigliato anche ai bambini piccoli
e ai neonati, pur sapendo che i bambini (e i neonati in
particolare) sono poveri di sostanze antiossidanti (come il
glutatione).
- Sappiamo che la cisteina (aminoacido essenziale per
permettere la produzione di glutatione da parte del fegato e
del cervello) viene sintetizzata per azione dell'enzima
metionina-sintetasi e sappiamo che il mercurio contenuto nei
vaccini blocca l'attivazione di questo enzima con la
conseguenza che è più facile che si alteri lo sviluppo
cerebrale e si incrementi l'incidenza di autismo e del
disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), due
patologie che oggi stanno diventando molto comuni.
- È dimostrato che i bambini autistici hanno il 20% di
livelli più bassi di cisteina e il 54% di livelli più bassi
di glutatione e questo compromette la loro capacità di
detossificarsi e di espellere (NdR: le sostanze
tossiche) i metalli come il
mercurio
(sia alimentare che quello somministrato con i
vaccini
pediatrici). Questi bambini non dovrebbero mai assumere il
paracetamolo, almeno nei primi anni di vita . ma chi sa
individuare questi bambini senza eseguire esami adeguati ?
- Sappiamo che il mercurio vaccinale non viene facilmente
escreto dai bambini sotto i sei mesi di vita (perché viene
escreto per via biliare e il
fegato del neonato è ancora
immaturo).
- È dimostrato che il mercurio entra molto facilmente (e si
accumula) nei tessuti cerebrali del bambino, dato che la
barriera ematoencefalica è più recettiva. Inoltre, i
composti mercuriali alterano, e a dosi elevate bloccano, la
mitosi cellulare (danno molto grave specie per il
cervello e
in età pediatrica, quando il
cervello dovrebbe avere un
grande sviluppo).
- Se uno si aggiorna, sa che studi scientifici pubblicati
nel 2008 e nel 2009 hanno dimostrato che l'assunzione di
paracetamolo aumenta la probabilità dei bambini piccoli di
ammalarsi di autismo
(NdR: e' un coadiuvante al
danno
vaccinale cerebrale di base per l'autismo).
Eppure, il paracetamolo viene consigliato tutt'oggi dai
Servizi di Igiene Pubblica (ASL-USL) subito dopo ogni
vaccinazione dei
neonati, addirittura prima che possano sviluppare la febbre
o qualche malessere. Forse si vogliono tranquillizzare le
madri che così si accorgono meno dei
danni da vaccini,
perché questo farmaco blocca molte reazioni iniziali ? Ma
agendo in questo modo si impoverisce l'organismo di glutatione e si facilitano ancor di più i danni da vaccini
nei soggetti che, a nostra insaputa, ne sono particolarmente
predisposti !
By dott. Gava
(medico)
A riprova di cio':
Febbre: giú le mani dal termometro - 15/10/2010
Acidi acetilsalinici, Ibuprofene, Paracetamolo: da quando si
è bambini fino al raggiungimento dell’età adulta, vale
sempre la massima propinata dai
medici
impreparati, per cui gli anti-febbre salvano la vita.
Ma propria questa convinzione sarebbe, secondo quanto oggi
dicono alcuni medici britannici, errata. E consigliano ai
medici la piretoterapia.
Clark Blatteis combatte da oltre 30 anni con la febbre.
Tuttavia proprio ciò che il medico, ricercatore alla
University of Tennessee Health Science Center in Memphis,
postula quale
conclusione del suo lavoro, potrebbe, oggi, meravigliare
i medici di tutto il mondo.
Uomini e pesci sono simili in un punto, lo credono in molti:
entrambe le forme di vita del pianeta terra usano la febbre
per difendere l’organismo dagli attacchi esterni e
combattere le infezioni.
Certo i pesci, diversamente dall’uomo, non combattono
l’innalzamento della temperatura corporea con il
paracetamolo, con gli acidi acetilsalinici o con altri
anti-febbre, ma sfruttano la forza della macchina della
temperatura corporea, un frutto dell’evoluzione.
L’entusiasmo di Blatteis riguardo al calore interno della
vita non è casuale. Poco a poco, anche se timidamente, si fa
strada nella medicina l’opinione che la febbre sia utile e
non dannosa all’uomo. È da molto tempo risaputo che alte
temperature corporee attivano i linfociti-T.
Una terapia che permetta che la febbre corporea arrivi a 40
gradi celsius, non è tuttavia fino ad ora sembrata essere,
soprattutto quando ad essere in pericolo è la vita stessa,
un mezzo adeguato.
Esporre i pazienti a febbre alta nella fase iniziale. Ed è
proprio questo che oggi dovrebbe cambiare.
Uno studio di Garth Dixon della
University College London ha
fatto scalpore. Il microbiologo aveva ricercato l’effetto
della temperatura corporea sull’agente patogeno della Neisseria meningitidis B, anche se solo in laboratorio.
Nelle provette di sangue che erano state conservate alla
temperatura di 40 gradi Celsius la concentrazione dei
pericolosi bacilli era scesa, rispetto alle provette a
temperatura ambiente, del 90%.
I risultati furono così impressionanti che la Peer Reviewed
British Medical Journal (BMJ) pubblicò la dichiarazione del
microbiologo londinese: i pazienti, come da allora Dixon non
si stanca di ripetere, dovrebbero essere esposti,
soprattutto nella fase iniziale dell’ infezione, ad un
aumento della temperatura corporea al fine di
decimare, in modo naturale, la popolazione batterica. Un
mese dopo il BMJ
riportava uno studio condotto su scala mondiale dal
mondo ospedaliero, che affrontava il fenomeno della febbre
da un punto di vista terapeutico. Gavin Barlow della Hull
and East Yorkshire Hospitals NHS Trust ha esaminato
i dati di 400 pazienti, tutti ammalati di pneumonia.
I
dati parlano da soli: mentre oltre un terzo dei pazienti, la
cui temperatura corporea era stata mantenuta sotto i 36
gradi, decedette nell’arco di 30 giorni dall’inizio della
malattia, oltre l’82% dei pazienti, la cui temperatura
corporea era aumentata, era sopravvissuto. La cosa
impressionante fu che i pazienti, la cui temperatura era
salita a 40 gradi, sopravvissero tutti.
Certamente occorre osservare che sono le persone più anziane
ad avere una temperatura più bassa e che è possibile che
sarebbero decedute anche senza l’infiammazione polmonare,
sostiene Barlow, che tuttavia è “impressionato dalla
magnitudo dell’effetto”. Studi randomizzati potrebbero
togliere ogni dubbio, tuttavia, fino ad ora, c’è n’é stato
uno soltanto.
Già nel 2005 i medici della
University of
Miami volevano scoprire se i pazienti cui vengono
somministrati medicinali anti-febbre sono effettivamente terapizzati meglio. A tal fine 82 pazienti in terapia
intensiva sono stati divisi in due gruppi, dei quali solo
alla metà sono stati somministrati gli antifebbrili. “Nel
gruppo terapizzato in modo standard ci sono stati cinque
decessi e solo uno in quello in cui la febbre non è stata
contrastata”, così
Carl Schulman spiega la sospensione del suo studio.
“la dottrina della febbre giú”
In alcuni Paesi, come la Gran Bretagna, vi è stata una
reazione nel trattamento dei bambini e sono stati seguiti,
da alcuni anni,
i consigli di utilizzare la febbre come strumento
terapeutico.
Ma in molti altri Paesi, inclusa l’Italia, vige ancora la
“dottrina della febbre giù” e non è raro trovare, espresso a
chiare lettere, il consiglio di utilizzare medicinali in
caso di febbre alta. Anche in Germania la situazione è
simile.
I medici berlinesi del
Robert Koch Institut consigliano ai propri colleghi, in
caso di morbillo cui sorgano complicazioni, di ricorrere ai
medicinali anti-febbre.
Ma ci sono buone speranze, perché per lo meno spunta il
riconoscimento che l’abbassamento febbrile non è sempre la
soluzione giusta. Si è ancora lontani da ciò che è stato
fatto negli USA ed in Inghilterra, ma vi sono dei
miglioramenti. In Italia vi sono dei siti internet che
spiegano che la febbre non è una malattia, soprattutto nei
bambini.
In Germania un
recente manualetto della più vecchia Università privata
tedesca, quella di Witten/Herdecke, concentra l’attenzione
sul punto focale: “Anche se molti adulti hanno fatto buone
esperienze con l’impiego di questi medicinali nei loro
bambini, non esistono studi che ne dimostrino l’efficacia
univocamente e statisticamente”.
By Vlad Georgescu - Tratto da. news.doccheck.com
Commento NdR: ma tutto cio' e' stato da SEMPRE
insegnato dalla
Medicina Naturale ! La
Febbre e' il normale lavoro della Natura per
guarire
ed eliminare anche le
infiammazioni dal corpo, quindi e'
BENEFICA, NON deve
MAI essere soffocata od inibita, ma aiutata ad uscire
dall'organismo, con i metodi naturali =
clistere +
alimentazione
crudista
frullata o centrifugata +
frizioni fredde !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Febbre:
la naturale difesa del corpo contro le malattie
Tratto
da: “Bambini sani senza medicinali” - By Robert S. Mendelsohn
Quando
vostro figlio ha la febbre, vi angosciate e correte a telefonare al
pediatra ?
E’ il comportamento di molti genitori, indotti dal personale medico e
infermieristico a pensare che tutte le febbri siano pericolose. Un’altra
opinione errata, avvalorata dai medici, è che il grado di temperatura
corporea di un bimbo sia la spia della gravità della sua malattia. Ecco
perché la febbre è il sintomo che procura circa il trenta per cento dei
pazienti di un pediatra.
La
paura della febbre
Quando telefonate al
pediatra per dirgli che vostro figlio è malato, la sua
prima domanda inevitabilmente è: “Gli ha provato la
febbre ?”
Sia che gli diciate che il bimbo ha 38 °C
di febbre, sia che ne abbia 40 °C il suo consiglio sarà
probabilmente quello di dargli la tachipirina e portarglielo
in studio. E’ un rituale quasi universale per i pediatri;
ho il sospetto che per alcuni di essi sia una risposta
meccanica, che uscirebbe spontaneamente dalla loro bocca
anche se gli diceste che il bambino ha la febbre a 43 °C !
Ciò che maggiormente mi preoccupa è che si tratta della
risposta sbagliata alla domanda sbagliata. Il fatto che la
febbre sia il primo sintomo di cui si preoccupano, implica
che qualcosa di pericoloso sia insito nella febbre stessa.
Quando poi vi prescrivono un febbrifugo vi conducono all’inevitabile
conclusione che sia necessario e auspicabile dare
farmaci al
bambino per abbassargli la febbre.
Questa
storia prosegue quando portate il bambino dal medico. Nella
maggior parte dei casi, per prima cosa l’infermiera gli
prova nuovamente la temperatura e la segna sulla cartella. E
in questo non ci sarebbe nulla di male, perché una
temperatura elevata offre un indizio diagnostico importante
nel contesto di quanto il medico apprende nel corso della
visita. Ma alla febbre troppo spesso viene data un’importanza
molto maggiore; il medico guarda la cartella clinica, assume
un’aria preoccupata e dice con espressione seria:”Hmmm,
39… sarà meglio fare qualcosa !”.
Questa è una sciocchezza, una sciocchezza ingannevole,
poiché la presenza di febbre di per sé non significa che
ci sia qualcosa da fare. A meno che non siano presenti altri
sintomi, come, per esempio, un’estrema svogliatezza, un
comportamento anomalo, difficoltà respiratorie o altri
segnali che possano far sospettare una malattia grave come
la difterite o la
meningite, il medico dovrebbe dirvi che
non c’è nulla di cui preoccuparsi e rimandarvi a casa
insieme con il bambino.
Non sorprende quindi, data questa falsa
preoccupazione dei
medici nei confronti della febbre, che la stragrande
maggioranza dei genitori la temano grandemente e che il loro
grado di paura salga a mano a mano che salgono i gradi di
temperatura registrati dal termometro.
Questo timore è solo raramente giustificato.
Vi risparmierete un sacco di angosce ed eviterete molti
inutili e potenzialmente pericolose radiografie, esami e
cure mediche, se terrete a mente alcune nozioni basilari
sulla febbre, che ogni medico dovrebbe sapere, ma che molti
sembrano ignorare e che la maggior parte di essi non vi
dirà.
Commento
NdR: Quello che non si vuole far capire ai medici ed ai
pazienti, e' che la febbre e' la
naturale difesa dell'organismo per tentare di eliminare le
infiammazioni esistenti nelle viscere del corpo:
vedi
assolutamente:
Dottrina termica
e Terapia del Freddo
+
Legge di Guarigione
(Crisi di eliminazione)
Quello che Mendelsohn si dimentica di dire e' che basta
fare un clistere
(per i lattanti e/bambini, perettina
di acqua tiepida o di infuso di Camomilla) per eliminare le feci che in caso di
febbre ristagnano nell'intestino,
disinfiammando
e disintossicando il colon e soprattutto la parete intestinale
che sempre e' irritata in caso di febbre e..... come per incanto la febbre
scompare !
Fare molta attenzione all'alimentazione
che deve essere vegetariana e ricca di succhi crudi
di
frutta e verdura.
E se per caso ritorna, occorre fare le
frizioni
fredde (o spugnature) come indicato in
Cure
Naturali, salvo nel caso di problemi di cuore
e/o di circolazione.
Ricordarsi
che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e
della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto a livello
intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte
dell'organismo.
In caso di stato febbrile occorre assolutamente
effettuare:
1 -
FRIZIONI fredde,
ad intervallo di un'ora ciascuna e cio' per 7 volte, come descritto in
Tecniche Naturali /frizioni
- NON per coloro che soffrono di problemi
cardiaci, di cuore e/o di circolazione importanti.
2 -
CLISTERE di acqua tiepida e/ anche con
Camomilla
e/o Bicarbonato di Sodio
e/o caffe' - per i particolari vedi:
Idro colon Terapia
Questa tecnica e
da NON fare per coloro
che soffrono di
infiammazioni all'appendice.
3 -
Assumere
ogni sera, solo per il periodo della febbre, un bicchiere di latte caldo
nel quale sono stati introdotti
e disciolti, 1 cucchiaino di miele + 1 pizzico di zenzero secco + 1
pizzico di curcuma, spezie che sono particolarmente riscaldanti, che favoriscono le
sudorazione durante la notte e quindi l’eliminazione delle scorie
tossiche e delle infiammazioni.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il FONDAMENTO LOGICO della FEBBRE
Nella sua oggi
famosa conferenza su " La Vera Arte Guaritrice", tenuta
allo Smithsonian Institute nel Febbraio 1862, il Dr. Trall
dichiarava:
«La febbre non ha una sede; essa è un'azione. Non
dimenticate la domanda fondamentale: che cosa è la
malattia ?
La febbre è una forma patologica e come tale è un
processo di purificazione;
pertanto essa sarà uno dei metodi attraverso cui il sistema
si libera della materia morbosa». «Per quanto tempo ancora i
medici si spremeranno il cervello e consumeranno carta e
inchiostro per cercare Una COSA che NON E' AFFATTO TALE, e
tentare di trovare una sede per una malattia che non ha
nessuna ubicazione ?»
L'idea qui espressa, vale a dire che la febbre non è altro
che una parte dei processo generale di ricostruzione e
purificazione che è la malattia, e che la febbre è salubre o
benefica, è stata sostenuta dagli Ortopatici, dagli
Idropatici e dal Naturopatici nonchè dai Fisiomedici sin
dalla loro origine.
L'idea venne derisa dalla professione medica "regolare",
sebbene, come dimostreremo più tardi, essa, oggi, inizi a
farsi strada anche tra loro. Si dice, in realtà, che
Ippocrate abbia detto: «Datemi la febbre e curerò qualsiasi
malattia», ma Ippocrate certo non può essere classificato
come un "regolare". Egli fu una via di mezzo tra un moderno idropatico ed un fisiomedico.
L'idea fisiomedica della febbre è visibile nella seguente
citazione tratta da "Fisiomedicin" del Dr. J. S. Thomas:
"Da ora in poi ci batteremo per sostenere quanto abbiamo
detto, e cioè che La
MALATTIA E' una CONDIZIONE che
DIMINUISCE l'ENERGIA di QUELLA FORZA che SOSTIENE e MANTIENE
la VITA , e che l'IRRITAZIONE, l'INFIAMMAZIONE e la FEBBRE
sono semplici manifestazioni della
forza vitale per restaurare la condizione originaria".
Continuando: "Queste azioni vitali (le azioni della
malattia) sono tutte benefiche per il paziente, e dovrebbero
essere aiutate invece di essere soffocate. La FUNZIONE
SOSPESA della SUPERFICIE CUTANEA PRIMA di un ATTACCO di
BRIVIDI (SENSAZIONE di FREDDO) NON PUO' ESSERE RIPRESA SENZA
la FEBBRE, e nessuna lacerazione della carne può essere
risanata senza quel processo fisiologico chiamato
infiammazione, che insieme alla febbre,
loro (Allopatici ed
Omeopatici) trattano come
malattia'".
Il dr. Joel Shew nel suo "Il medico di famiglia Idropatico",
dichiara:
"Qualsiasi sia la verità a proposito della natura e della
tendenza generale della febbre, bisogna però sottolineare il
fatto che i pazienti, quando convenientemente curati, e non
danneggiati da misure rigide ed arbitrarie, dopo un attacco
stanno molto meglio. Ciò si osserva addirittura dopo certe
febbri che hanno avuto origine nella malattia".
E' stato detto che "l'infiammazione è una febbre locale e
che la febbre è un'infiammazione generale".
Se con questo si vuol dire che entrambe sono parte dello
stesso processo di guarigione, non abbiamo nulla da
obiettare.
Un'infiammazione generale però per poter esistere ha bisogno
di un quantitativo sufficiente di sangue che la produca. La
febbre, da parte sua, è piuttosto una reazione generalo dei
sistema nel caso in cui irritazione ed infiammazione sono
estese e, in una certa misura colpiscono anche organi
interni.
Di regola, le febbri sono precedute da una sensazione di
freddo.
Questa è dovuta al ritiro del sangue dalla superficie del
corpo e causa una sospensione dell'irraggiamento dei calore
cutaneo; a tale sospensione segue la febbre. La febbre non
solo metto le cellule dell'interno dei corpo in condizioni
di accelerare le proprie attività, ma assicura anche il
calore della superficie dei corpo che altrimenti rimarrebbe
fredda.
Le cellule di tutti i tessuti e liquidi colpiti da febbre ed
infiammazione si ingrossano. Ciò è dovuto ad un'accresciuta
essudazione di liquidi dal sangue nelle parti colpite, che
ha come effetto un maggior nutrimento ed una più rapida
crescita.
Questo aumento della temperatura corporea durante
le infiammazioni e le febbri è costante, ed è impossibile
che queste si sviluppino senza che si abbia un temporaneo
aumento della quantità di materia vivente nelle zone
interessate. Nelle cellule si osserva sempre un aumento dei
processo nutritivo.
Forse per spiegare meglio il fondamento logico della febbre,
prendiamo in esame i movimenti di una ameba in diverse
condizioni di temperatura. Per autonoma che tale creatura
monocellulare possa apparire, essa in realtà è incapace,
senza un'influenza esterna, di accelerare le proprie
funzioni al di sopra dei proprio standard fisiologico e,
parimenti, di rallentarle o bloccarle.
Se la temperatura dell'ambiente in cui si trova viene
aumentata di pochi gradi, i suoi movimenti, precedentemente
forse lenti e fiacchi, immediatamente si rinvigoriscono:
l'attività vitale cellulare aumenta.
Un AUMENTO della TEMPERATURA E' NECESSARIO per AUMENTARE l'ATTIVITA'
VITALE.
Una diminuzione della temperatura sortisce l'effetto
contrario. Se il liquido in cui si trova l'ameba viene
gradualmente raffreddato, la cellula gradualmente cessa i
suoi movimenti ed attività e, alla fine, diventa un semplice
globulo inerte capace di riprendere le sue attività
originarie soltanto una volta che la temperatura sarà stata
aumentata.
Una RIDUZIONE della TEMPERATURA RIDUCE l'ATTIVITA'
CELLULARE.
Se la temperatura viene aumentata troppo, i movimenti della
cellula gradualmente cessano. Ad un certo grado di calore,
la cellula diventa rigida e inerte e può riprendere a
funzionare soltanto dopo averne fatto scendere la
temperatura.
Il CALORE ECCESSIVO BLOCCA l'ATTIVITA'
CELLULARE.
Noi possiamo aumentare la temperatura dell'ameba quanto
vogliamo in quanto siamo noi stessi che, dall'esterno,
forniamo il calore; questo, infatti, non è prodotto della
sua attività cellulare. Nel corpo, durante la febbre, le
cose vanno diversamente.
Il calore è il risultato della stessa attività corporea, e
se esso supera una certo soglia, l'attività cellulare viene
automaticamente rallentata e la produzione di calore
diminuita.
ESISTE QUINDI un CONTROLLO AUTOMATICO
dell'AUMENTO della TEMPERATURA.
Una delle funzioni principali della pelle è quella di
regolare la temperatura corporea. Il calore viene diffuso
attraverso la pelle, soprattutto attraverso la sudorazione.
Il corpo viene raffreddato dall'evaporazione dei sudore;
qualsiasi liquido, infatti, evaporando assorbe calore. Il
sudore, evaporando, sottrae calore al corpo.
Regolando la quantità di sangue che raggiunge la pelle,
viene controllata la fuga di calore dal corpo. Più sangue è
nella pelle, più calore verrà emanato dal corpo. Se il corpo
viene raffreddato, i vasi sanguigni della pelle si
contraggono. Ciò obbliga il sangue a defluire dalla
superficie verso l'interno del corpo e a conservare il suo
calore. Quando il corpo è caldo, i vasi in superficie si
dilatano, permettendo così a quantità maggiori di sangue di
raggiungere la pelle e dissipare così parte dei loro calore.
Vi sono due categorie di nervi preposte a regolare la
conservazione e l'emanazione dei calore: quelli vasomotori,
che controllano la contrazione e la dilatazione dei vasi
sanguigni, controllando pertanto il flusso sanguigno, e
quelli secretori che stimolano le attività delle cellule
ghiandolari. Generalmente ad un aumentato flusso sanguigno
si accompagna un'accelerazione dell'attività ghiandolare,
sebbene talora capiti - nel caso di soggetti molto nervosi o
di shock - che si abbia una profusa traspirazione
appiccicaticcia contemporaneamente ad una diminuzione dei
flusso sanguigno. La secrezione del sudore è regolata dal
sistema nervoso. I centri ad essa preposti, situati nel
midollo spinale, vengono attivati dal moto, dalle variazioni
della temperatura esterna, da emozioni, da molte sostanze e
spesso da un aumento della temperatura dei sangue circolante
nello stesso midollo spinale.
Il corpo non solo regola l'emanazione dei calore, ma ne
regola pure la produzione e la distribuzione. Capita spesso
in soggetti motto deboli o in casi di shock che la capacità
dei corpo di produrre o conservare calore sia ridotta,
cosicché la sua temperatura scende al di sotto del normale.
In molti stadi di una malattia acuta, la temperatura è al di
sopra dei normale e si dice che il paziente ha la febbre.
FEBBRE E' un SEMPLICE AUMENTO di QUALCHE GRADO della NORMALE
TEMPERATURA CORPOREA.
Durante la febbre, di solito si ha una produzione di calore
maggiore rispetto alle condizioni normali, sebbene il calore
prodotto non eguagli mai quello provocato da un violento
esercizio fisico. Questa differenza di calore prodotto è
dovuta al fatto che la febbre non è tanto una maggior
produzione di calore, ma piuttosto una diminuzione della sua
emanazione. L'emanazione attraverso la pelle viene sospesa e
non sempre alla febbre si accompagna un aumento di
produzione di calore.
La febbre, invece, si accompagna spesso ad una ridotta
capacità respiratoria, come nel caso della polmonite, e
all'introduzione nel sangue di un quantitativo di ossigeno
ridotto rispetto al normale, con una successiva riduzione
nella formazione ed espulsione di acido carbonico.
L'infiammazione e la febbre non dipendono necessariamente da
un aumento dei processo di ossidazione. La febbre non è un
processo di "combustione", né per quanto concerne il corpo
né per quanto concerne le cause della malattia, malgrado sia
una parte essenziale di qualsiasi malattia acuta.
Febbri ed infiammazioni leggere non necessariamente
provocano dei cambiamenti permanenti nei tessuti. Molte di
loro passano senza lasciare la benche' minima traccia; non
provocano la degenerazione di alcun tessuto organico, né
cambiamenti strutturali. Non rimane, insomma, alcuna traccia
della battaglia svoltasi.
Dopo una febbre o un'infiammazione
l'organismo può presentarsi esattamente come era prima che
iniziasse la battaglia; o, addirittura - in quei casi in cui
la febbre non sia stata soffocata, ma lasciata libera di
svilupparsi - l'organismo appare rinnovato e purificato.
Laddove, dopo una febbre, il corpo, o una sua parte, risulta
danneggiato la causa del danno non va ricercata nella
febbre, ma piuttosto nelle misure adottate per sopprimerla;
non è la febbre in sé che danneggia il corpo, bensì tutti i
metodi usati per sopprimerla. La febbre in sé è una parte
essenziale del processo acuto; essa ha un ruolo salutare e
costruttivo e non è mai fatale o dannosa. La presenza della
febbre è un segno della - salute che ritorna e, allo stesso
tempo, una prova che il corpo possiede ancora sufficiente
vigore vitale per battersi contro i nemici della vita.
La crisi o svolta di una febbre è solitamente caratterizzata
da una ripresa della sudorazione, che precedentemente era
stata sospesa, e dal conseguente calo di temperatura
corporea. Durante la febbre, la pelle di solito è secca.
Quando vi è un'infezione intestinale, come, ad esempio,
nella febbre tifoidea, e vi è la necessità di fare affluire
grossi quantitativi di sangue all'intestino, il sangue viene
"sottratto" alla superficie corporea ed il risultato è una
sensazione di freddo. L'«insorgere» della febbre è
preannunciato da un brivido, il quale ha lo scopo specifico
di sospendere l'irradiazione superficiale dei calore
corporeo. Durante questa sensazione di freddo, la
temperatura superficiale dei corpo potrà anche mantenersi
normale; in cambio, quella dell'interno aumenterà.
Il "ritiro" del sangue dalla superficie del corpo e la sua
concentrazione all'interno squilibra la circolazione e
disturba la pressione sanguigna. Automaticamente, ciò
aumenta la rapidità dell'attività cardiaca, la quale, a sua
volta, accelera la respirazione. In questo modo, come
vedremo più avanti, si soddisfano altri due requisiti
essenziali ai fini della guarigione.
L'aumento della febbre sarà determinato da:
1) La capacità di reazione del malato, e
2) La virulenza e quantità di tossine contro cui si
oppongono le forze della vita. Di questi due fattori, la
capacità di reazione del malato è quello che maggiormente
contribuisce a far alzare la temperatura.
Individui giovani e vigorosi facilmente sviluppano febbri
molto alte in risposta a cause minori, mentre gli anziani o
gli individui deboli sono spesso incapaci di sviluppare una
febbre difensiva contro le tossine più virulente. Il fatto
che la febbre abbia uno scopo specificamente benefico ha
cominciato a penetrare nel cervello degli Eteropatici.
Prima di fornire qualsiasi altra testimonianza medica su
questo fatto, desidero citare il dr. Shew, "Il medico di
famiglia Idropatico": «Il pericolo nelle febbri non è
proporzionale all'aumento di temperatura e allo stato di
eccitazione che si manifestano, come è opinione di molti,
bensì allo stato di debilitazione. Prove di questa sono la
gran rapidità e la debolezza dei polso, cosi come la
debolezza dei corpo in genere. Se il polso rimane a lungo
sul 140/150 non vi possono essere molte possibilità di
ripresa; sappiamo di casi di ripresa con il polso a 160,
sebbene si debba ammettere che casi del genere tra gli
adulti sono piuttosto rari.
Il dr. Heberden conosceva
addirittura di un caso di ripresa da febbre dopo che il
polso aveva raggiunto i 180. Fatti di questo tipo dovrebbero
essere resi noti, sia per l'incoraggiamento dei paziente che
per quello dei medico».
Venendo ora alle testimonianze mediche, un'autorità europea,
F. A. Riquez dichiara (Patologia Generale): "La febbre è una
reazione di difesa organica, e, come tale, andrebbe protetta
e non osteggiata. Le infezioni febbrili generalizzate sono
più pericolose quando si sviluppano apireticamente (senza
febbre), come, ad esempio, la polmonite negli anziani, il
colera, la difterite, ecc".
Schiller dichiara: "La febbre che non uccide
rinvigorisce".
La Selezione Letteraria del 14 Giugno 1924, cita il dr.
Oliver Heath, quando dice sul "Lancet", un'autorevole
rivista medica britannica:
"Per anni un aumento di temperatura è stato considerato come
un male di per sé terribile - alla stessa stregua in cui
oggi siamo soliti considerare un aumento della pressione
sanguigna - ed ogni trattamento per la cura di uno stato
febbrile ha avuto sempre come obiettivo primo la sua
riduzione".
"L'esperienza dei farmaci antipiretici ha sollevato però
qualche dubbio sugli effettivi benefici che dovrebbero
derivare da unabbassamento della temperatura, mentre alcuni
esperimenti hanno dimostrato che in condizioni infettive
qualche grado in più risulta benefico: animali con febbre si
sono dimostrati capaci di resistere a delle infezioni che,
in condizioni normali, sarebbero risultate fatali".
Emerson, che considera la febbre come una misura protettiva.
dichiara:
"Si potrebbe dire, in generale, che l'aumento della
temperatura non è in realtà indicativo della gravità del
caso; le temperature più alte, di solito, si hanno nelle
febbri meno gravi, come la malaria o le febbri di ricaduta,
mentre nelle forme più gravi, nelle infezioni rapidamente
fatali, può non esservi affatto aumento di temperatura. In
questo caso, è come se il corpo fosse incapace di usare la
febbre come difesa contro l'infezione".
Dal nostro punto di vista, l'aumento della temperatura, il
valore che essa raggiunge, è indicativo delle forze di
reazione del corpo: un indice delle sue capacità combattive.
Le "infezioni rapidamente fatali" sono tali perchè non vi è
alcuna forza combattiva, ed è sempre per questo motivo che
le forze Vitali vengono talmente indebolite dall'infezione
da non riuscire a sviluppare una febbre, o, al massimo, da
svilupparne una molto bassa.
Riassumendo quanto abbiamo detto finora:
La FEBBRE E' un AUMENTO NECESSARIO della TEMPERATURA
CORPOREA, VOLTO a METTERE il CORPO, o una SUA PARTE o piu'
PARTI, nelle CONDIZIONI di AFFRONTARE in MODO EFFICACE, e di
DISTRUGGERE, ALCUNI NEMICI della VITA che MINACCIANO
l'ORGANISMO NONCHE' DIRETTO a PORRE RIMEDIO ad ALCUNI DANNI
da QUESTO SUBITI.
La febbre è assolutamente essenziale ai fini del processo
acuto; essa non supera mai i limiti di sicurezza.
Perchè la febbre si sviluppi, devono essere soddisfatte due
condizioni essenziali:
1. Sospensione dell'emanazione di calore attraverso la
pelle.
2. Aumento della produzione dei calore prodotto all'intorno
dei corpo.
Un aumento della produzione di calore richiede un aumento
dell'ossidazione. Perchè questa si verifichi, è necessario
un maggior quantitativo di ossigeno, oltre che una
circolazione più rapida.
Perchè queste due richieste vengano soddisfatte, nelle
malattie acute si osservano una respirazione ed una attività
cardiaca accelerate.
Vediamo, quindi, come questi due sintomi di malattia
accelerazione dell'attività cardiaca e di quella
respiratoria - servano in realtà a degli scopi benefici ben
precisi.
La produzione di calore non è, durante la febbre, così
pronunciata come nel caso della corsa o di altre attività
fisiche impegnative; tuttavia, venendo sospesa l'emanazione
attraverso la pelle, esso rimane nel corpo. La respirazione
e l'attività cardiaca osservate durante la febbre non sono
rapide come quelle osservate durante una corsa. Quando si
sta compiendo uno sforzo impegnativo, la sudorazione sottrae
calore al corpo e impedisce così alla temperatura di
elevarsi.
La sospensione, pertanto, dell'emanazione dei calore
attraverso la febbre. è l'elemento più essenziale perchè
questa si sviluppi.
A costo di apparire ripetitivo, mi prendo la libertà di
citare il seguente passo, scritto dalla penna del dr.
William F. Havard, uno dei più illustri Naturopati del
mondo: «Vi sono tre manifestazioni o sintomi cardinali che
si osservano in tutte le malattie acute:
aumento di
temperatura, accelerazione del battito cardiaco o dei polso,
e accelerazione dell'attività respiratoria. L'accresciuta
attività cellulare indica che c'è un aumento nella richiesta
di ossigeno.
Questo viene fornito attraverso una circolazione sanguigna
più rapida ed una più rapida attività da parte dei polmoni.
Durante i primi stadi di una reazione acuta, vi è una minore
attività della pelle a causa della necessità di una
compensazione circolatoria. L'eccessiva dilatazione delle
arterie interno necessita la costrizione dei vasi sanguigni
della pelle. Questa riduce l'emanazione di calore, la quale
unita all'accresciuta produzione interna di calore, produce
la febbre».
"La febbre svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento
della reazione acuta. Tutta la materia manifesta una
maggiore attività cellulare man mano che la sua temperatura
viene elevata. Il protoplasma, la materia vivente di cui le
cellule sono composte, non fa eccezione.
La sua attività è normale, nel corpo umano, quando questo si
mantiene ad una temperatura di circa 99° Farenheit ( 37 °C
); essa rallenta mano a mano che la temperatura viene
abbassata al di sotto di questo valore. Se la temperatura
viene portata troppo al di sotto di quella normale, i suoi
processi vitali cessano e si ha la morte.
L'attività
molecolare dei protoplasma aumenta proporzionatamente
all'aumento della sua temperatura, fino a raggiungere un
punto di massima attività; se questo punto viene
oltrepassato, l'attività diminuisce a causa della troppo
rapida disintegrazione dei protoplasma. Nella febbre,
laddove l'aumentata temperatura è dovuta alla maggiore
combustione che ha luogo nelle cellule, è impossibile che la
temperatura venga portata ad un punto in cui risulterebbe
fatale ad esse. Una volta raggiunta la massima attività,
qualsiasi tendenza a superare questo limite, provoca una
diminuzione dell'attività cellulare, ed una conseguente
diminuzione della combustione nonchè un immediato
abbassamento della temperatura. L'intero processo è
automatico e non deve essere regolato da nessuna forza
estranea".
"Nessuno è mai morto di febbre. Alcuni studiosi hanno
registrato casi di malattie acute laddove la temperatura
aveva superato i 108° Farenheit ( 42°C ), e ne hanno
documentato la piena ripresa. Maggiore è la capacità
reattiva dei corpo, maggiori sono le probabilità che la
temperatura si abbassi durante una crisi di questa natura. l
bambini, la cui naturale vitalità non è stata ancora
corrotta da cattiva abitudini ed abusi, tendono a reagire
con febbri più alte che non gli adulti. Ciò rappresenta una
prova favorevole dei fatto che la febbre costituisce un
indice delle capacità reattive dei corpo".
Tratto da "Scienza & Salute", novembre 1989 - Dr. Herbert
Shelton
Commento
NdR: la febbre quindi e' un processo assolutamente
necessario alla guarigione da uno stato di malattia, per cui
essa va favorita ad uscire dall'organismo e no DEVE essere
assolutamente bloccata con farmaci !
Promemoria: Per tutti i genitori di bambini NON
vaccinati
o peggio gia'
vaccinati:
NON
vaccinate
MAI nessun essere vivente uomo
od animale, le
sostanze
tossiche in essi contenute bypassando anche le
difese immunitarie, per
mezzo dell'iniezione che immette nel sangue tutta la pozione
degli stregoni di
Big Pharma...destabilizza
il sistema biovivente al punto da generargli a
seconda dei casi qualsiasi possibile malattia, anche nel
tempo.
Quindi, quando un bambino od un adulto ha la febbre e'
perche nell'intestino
stanno avvenendo varie cose:
alterazione del pH
digestivo,
del sistema enzimatico, della
flora batterica
(funghi e batteri autoctoni) ed
infiammazione della
mucosa delle parete dell'intestino, infatti la
febbre e' la reazione a quegli stati per eliminare lo stato
di infiammazione che DEVE uscire
dalle viscere per mezzo della pelle, per cui
occorre in PRIMIS fare loro un clisterino od una
peretta di camomilla per eliminare le feci che fanno da
accumulatori dell'aumentata temperatura, e mangiare cibi
rinfrescanti
CRUDI frullati (frutta
e verdura) oppure
digiunare;
e' per questo che quando si ha la febbre non si ha fame...perche'
il corpo deve eliminare dal
tubo digerente il piu' possibile, e se non si
scarica l'intestino la cosa si aggrava inutilmente.
MAI BLOCCARE la febbre con farmaci, perche' essa e
l’unico metodo che la natura ha inventato per eliminare
veramente le infiammazioni, che significa semplicemente:
azione della fiamma dentro...nelle viscere.
Per favorire l'uscita febbrile sono indispensabili:
- clisteri per eliminare le feci ed il ristagno di esse
nell'intestino, zona nella quale si manifesta in primis
l'infiammazione + 7 frizioni corporee di acqua fredda ed ad
ogni frizione fare una reazioni calda a letto, ben coperti e
con bolla dell'acqua calda ai piedi, in genere questa
reazione dura 60 minuti, poi riprendere la successiva
frizione fredda.
- digiuno oppure alimentazione crudista frullata, di frutta
e verdura.
- riposo a letto per almeno 1 giorno.
vedi anche: Protocollo della
Salute
Ricordarsi
che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e
della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto a livello
intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte
dell'organismo.
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