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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


La FEBBRE  
(Per gli stati FEBBRILI in genere)
 

La Febbre corrisponde all'aumento della temperatura corporea oltre i valori normali della temperatura ottimale di 36°,5 (misurata nel retto) se superiore a questo dato essa indica la presenza di uno stato infiammatorio e/o infettivo: in pratica, segnala lo stato di malattia, senza essere "la malattia".
Per questo, occorre innanzitutto ricercare le Cause che l'hanno prodotta.
In particolare, l'aumento della temperatura corporea è soprattutto uno strumento di difesa dell'organismo e corrisponde allo sforzo dell'organismo per espellere le infiammazioni esistenti nell'intestino e/o in altre zone del corpo, oltre agli eventuali agenti patogeni (parassiti, funghi, ecc.), poiché contribuisce ad attivare numerosi meccanismi immunitari di difesa contro la penetrazione e la moltiplicazione dei germi (parassiti, funghi, batteri co-patogeni, ecc.).
Cio' significa che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
Come la febbre viscerale: la febbre e' un'alterazione termica delle viscere e quindi essa deve essere aiutata ad uscire per mezzo della febbre cutanea e del sudore che ne e' la giusta ed auspicabile conseguenza. SOLO il sudare su tutto il corpo od su alcune parti di esso, per le infiammazioni, non viscerali ma in zone interne ma particolari del corpo, permette all'infiammazione di uscire e quindi di eliminare l'infiammazione esistente nell'organismo.
Quindi per fare cio' occorre mettere in condizione l'organismo di effettuare quella speciale reazione salutare, affinche' esso attraverso il sudore elimini l'
infiammazioni.
Buona norma e' iniziare ad effettuare un
clistere di camomilla + rimanere a letto nudi, ben coperti, con una bolla di acqua calda ai piedi e fare le 7 frizioni fredde (o spugnature) su tutto il corpo facendo le reazioni calde a letto e se si vuole, dormire alla notte con un Cataplasma di argilla fredda sul ventre.
vedi:
Dottrina termica e Terapia del Freddo + Legge di Guarigione (Crisi di eliminazione) + INFEZIONE +  Infiammazione + Alimentazione dei Bambini + Febbre, nei bambini vaccinati

RICORDATE:
E’ la febbre a bassa temperatura, oppure quella interna viscerale che non appare facilmente, a dover veramente preoccupare e non quella alta, che indica una vitalita’ organica atta alla eliminazione degli stati infiammatori.
Infatti la febbre alta e’ una caratteristica dei bambini e dei giovani e NON degli anziani, che al contrario non arrivano mai a quelle temperature in quanto essendo il loro corpo intossicato e con di depositi di grassi pieni di tossine, non riescono a raggiungere temperature alte atte alla giusta e doverosa fase di eliminazione delle infiammazioni viscerali profonde.

Esempio: La meningite arriva coi 37,5 ° e non con i 40°, esempio
Genitori, NON abbiate paura se il vostro bambino ha degli stati febbrili con temperature alte, anche se il vs pediatra, incompetente, dice che dovete fargli assumere la tachipirina (A), fate sfogare la febbre ed aiutalela ad uscire con le apposite tecniche naturali, clistere, alimentazione crudista di sola frutta e verdura, e le frizioni fredde + i cataplasmi di argilla fredda sul ventre alla notte.
Vedrete il vostro figlio/a rinascere e stare molto bene dopo un trattamento di quel tipo, infatti con le cure naturali NON esiste “convalescenza” ! la forza e l’energia, arrivano immediatamente dopo qualche ora dallo sfebbramento
.

NON esiste la febbre "virale"; esiste la febbre che non e' mai virale !
La febbre e' una naturale reazione nervosa dei tessuti colpiti da intossicazione (piu' o meno intensa) e quindi da infiammazione che comporta un aumento di temperatura locale o corporea; per poterla eliminare (le infiammazioni) l'organismo scatena delle reazioni per eliminare l'aumento di temperatura dall'organismo e la pelle e' l'organo deputato per eliminarla.
MAI fermarla con farmaci (A), anzi favorirla nel suo processo automatico di guarigione, quindi nessun farmaco, bastano un clistere per pulire l'intestino, ove iniziano le infiammazioni e frizioni fredde alternate da reazioni calde a letto ! (vedi alla voce abluzioni e/o frizioni)
L'eliminazione della febbre e quindi della termica abnorme del corpo o di parte di esso, avviene in genere, entro la 7° frizione nell'anziano, dopo la 5° frizione fredda nell'adulto, nei bambini anche prima.


(A) La TACHIPIRINA e' SICURA ?" NO, non è assolutamente sicura. !!
Ogni bustina contiene:
Principio attivo: Paracetamolo (o acetaminofene), (para-acetamminofenolo)[1] è un farmaco analgesico e antipiretico con scarsa azione, la cui inclusione nella classe degli antinfiammatori non steroidei (FANS) dipende dalla dimostrazione (nel 2005 ancora in corso) della sua azione antiprostaglandinica.
Tossicità epatica: la minima dose singola tossica negli adulti sani è compresa fra 7,5 e 10 grammi ed è pari o maggiore a 150 mg/kg nei bambini. Il paracetamolo può indurre tossicità epatica soprattutto quando somministrato a dosi elevate o quando l’intervallo di tempo fra una dose e la successive è inferiore a quello raccomandato (4-6 ore).
I sintomi di epatotossicità comprendono nausea, vomito, sedazione, sudorazione, dolore addominale, incremento delle transaminasi e della concentrazione sierica di bilirubina, aumento del tempo di protrombinemia a più di 20 secondi. Seguono insufficienza epatica, encefalopatia, coma e morte. L’insufficienza epatica può presentarsi complicata da acidosi, edema cerebrale, ipotensione, emorragia, ipoglicemia, infezione ed insufficienza renale.
Insufficienza epatica il paracetamolo deve essere somministrato con cautela in caso di pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata perché maggiore il rischio di intossicazione epatica indotta dal farmaco. Il rischio di epatopatia può aumentare in pazienti in terapia con farmaci che inducono il metabolismo ossidativo del paracetamolo; in caso di digiuno o di diete a basso contenuto proteico; in caso di carenza di vitamina E, nei primi giorni di sospensione dell’assunzione di alcool negli alcolisti cronici.
Nella Tapichirina il Paracetamolo e' presente nella misura di mg 500 o mg 125, sostanza che puo' danneggiare in modo irreparabile il fegato se assunto in dosi elevate. Ciò accade perché il paracetamolo è ripartito per il corpo in vari metaboliti, di cui uno NAPQI. Ciò è dannoso per il fegato, ma viene normalmente inattivato dal glutatione.
Eccipienti: maltitolo: ha proprietà lassative, come tutti gli alcoli degli zuccheri, per il lento assorbimento.
Il maltitolo ha una cattiva fama per i suoi effetti gastrici, in quanto pur essendo meno dannoso se comparato ad altri polialcoli, è usato in grosse quantità dall'industria del cibo grazie alla sua somiglianza al saccarosio, il che induce a un consumo eccedente le quantità raccomandate.
NON utilizzare MAI la Tachipirina ! e' tossica e non serve soprattutto a guarire, ma a bloccare la febbre risanatrice nell'organismo, la quale rimarra' presente e latente nelle viscere.

TACHIPIRINA  (PARACETAMOLO)
Svelato un altro effetto indesiderato del paracetamolo (principio attivo della famosa Tachipirina o dell'Efferalgan
"Farmaci con paracetamolo: rischio asma ed allergie per i bambini.
La scoperta principale - ha spiegato Julian Crane, lo scienziato che ha coordinato lo studio  - è che i bambini che hanno utilizzato il paracetamolo prima di aver compiuto 15 mesi (il 90 per cento) hanno il triplo di probabilita' in piu' di diventare sensibili agli allergeni e il doppio di probabilita' in piu' di sviluppare i sintomi come l'asma a sei anni rispetto ai bambini che non hanno utilizzato il paracetamolo".

Commento del Dott. Roberto Gava: In realtà, la notizia è tutt’altro che nuova e non solo per il recentissimo studio del The New Zealand Asthma and Allergy Cohort Study Group pubblicato da Wickens e Colleghi lo scorso settembre 2010 nella rivista Clinical & Experimental Allergy e neppure per lo studio del prof. Beasley e Colleghi del Medical Research Institute (Nuova Zelanda) pubblicato nel settembre 2008 dalla rivista The Lancet. Infatti, gli effetti tossici del paracetamolo (che comunque non è un antinfiammatorio, ma solo un antipiretico-analgesico) sono ampiamente noti da decenni.
Infatti, gli effetti tossici del paracetamolo (che comunque non è un antinfiammatorio, ma solo un antipiretico-analgesico) sono ampiamente noti da decenni.


PARACEMATOLO (Tachipirina) - PUO' AUMENTARE il RISCHIO di ASMA
DIFFIDATE dei CONSIGLI del vs. MEDICO...
L'uso del paracetamolo nel primo anno di vita o nella primissima infanzia puo' esser legato a un maggior rischio di asma, rinocongiuntivite ed eczema nei bambini tra i 6 e i 7 anni; per cui si raccomanda prudenza nel suo utilizzo. E' questa la conclusione di un  articolo pubblicato nel numero di questa settimana della rivista 'The  Lancet', dedicato all'asma e che ha analizzato i dati di oltre 200.000  centri sanitari in 31 Paesi.
"Abbiamo trovato un'associazione tra paracetamolo e asma che suscita  preoccupazione", ha detto il professore Richard Beasley, del Medical  Research Institute in Nuova Zelanda. "Il paracetamolo e' il farmaco piu'  usato per alleviare dolenzia e febbre nei bambini, ma dovrebbe essere limitato a piccoli che hanno oltre i 38,5 gradi di temperatura".
I  ricercatori hanno scoperto che l'uso del paracetamolo per curare la febbre  nel primo anno di vita e' associato a un rischio superiore del 46 per cento  di manifestare asma quando il bimbo avra' 6 o 7 anni.
Nel caso che il paracetamolo fosse stato somministrato in dosi medie durante  i dodici mesi precedenti le rilevazioni, il rischio di sintomi di asma erano  maggiori del 61 per cento, mentre per dosi piu' elevate, arrivava a  triplicarsi.
L'uso del paracetamolo nel primo anno di vita viene associato  inoltre a un aumento del rischio di riconogiuntivite del 48 per cento e di  eczema per il 35 per cento. Beasley ha precisato che "non esiste motivo di  allarme", ricordando che lo studio epidemiologico dovra' essere completato  con test clinici.
"Il paracetamolo e' un medicinale i cui benefici in caso di febbre alta sono stati provati, ma non deve somministrarsi come se fosse acqua, bensi' solo quando e' necessario", ha detto il dottor R. Graham Barr  dell'University of Columbia, un altro degli autori dello studio.
Del resto, l'Organizzazione Mondiale della Sanita' raccomanda di non  utilizzare il paracetamolo in modo routinario, ma riservarlo solo alle  febbri superiori ai 38 gradi e mezzo.
E il paracetamolo continua ad essere il farmaco consigliato nella febbre dei bambini, soprattutto quelli asmatici, per i rischi che comporta la somministrazione di aspirina di altri anti-infiammatori.
A  spingere gli studiosi a studiare il possibile ruolo del paracetamolo e' stato il notevole incremento di asma negli ultimi venti anni, in particolare in Paesi come la Nuova Zelanda, dove si consumano grandi  quantita' di questo farmaco.
Un altro studio pubblicato sempre nell'ultimo numero di 'Lancet' sottolinea che la rinite, sia allergica che non, e' un importante rischio di predisposizione dell'asma negli adulti.
AGI/REUTERS/AFP/EFE - Londra, 19 set. 2008

Commento NdR: quello che non viene studiato ne' detto da questi "ricercatori" e' che non solo il farmaco paracematolo, puo' essere corresponsabile dell'aumento dell'asma nei bambini, ma sono soprattutto i Vaccini che subiscono in tenera eta' quali cause primarie, che scatenano questa malattia nei bambini e giovanetti.

COMMENTO del  dott. ROBERTO GAVA:
In un libro di farmacologia ("L'Annuario dei Farmaci") che ho pubblicato quasi 20 anni fa con la Casa Editrice Piccin Nuova Libraria (un libro di più di 2000 pagine che raccoglie gli effetti farmacologici di tutti i principi attivi in commercio nel nostro Paese), scrivevo:
"Alle dosi terapeutiche, i più comuni effetti del paracetamolo sono: alterazioni ematologiche, vertigini, sonnolenza, difficoltà di accomodazione, secchezza orale, nausea, vomito, fenomeni allergici (glossite, orticaria, prurito, arrossamento cutaneo, porpora trombocitopenica, broncospasmo) . Il paracetamolo possiede anche un'elevata tossicità acuta dose-dipendente.
I danni sono principalmente epatici, con ittero ed emorragie, ma si può avere anche la progressione verso l'encefalopatia, il coma e la morte. Ci possono essere pure insufficienza renale con necrosi tubulare acuta, aritmie cardiache, agranulocitosi, anemia emolitica, pancitopenia.
Quello che è più importante, però, è un altro punto. Poco più avanti, in quello stesso libro ho infatti scritto:
"L'effetto epatotossico è esplicato da un metabolita del paracetamolo (l'N-acetil-p-benzochinone) che viene neutralizzato da un sistema epatico glutatione-dipendente. Dopo che le scorte intraepatotocitarie di glutatione si sono esaurite, il metabolita si lega con le proteine del citosol epatocitario (circa 10 ore dopo l'assunzione del farmaco) e svolge la sua azione epatotossica".
La terapia consta della somministrazione (entro le 10 ore) di acetilcisteina endovena, metionina per bocca o, meglio, glutatione per via parenterale (im o ev).

Ebbene, la letteratura che riporta questi dati è addirittura del 1967 (cfr Journal of Pharmacology and Experimental Therapeutics 156: 285; 1967).
Sono passati 43 anni da allora e il paracetamolo continua non solo ad essere sintetizzato e diffuso in quantità inimmaginabili, ma anche ad essere somministrato a qualsiasi età: è consigliato addirittura nei neonati, (NdR; anche prima di vaccinarli....per tentare di evitare le prime conseguenze dei danni dei vaccini, febbre, dolore, ecc.
)

Qual è il problema ?
Il problema è che il paracetamolo è un potente farmaco ossidante e consuma le scorte del nostro più importante antiossidante:
Il GLUTATIONE ! E per di più, quando il glutatione scarseggia, il paracetamolo svolge la sua potente azione epatossica, ma non solo questa.
Ebbene, pensate che:
- Il paracetamolo viene consigliato anche ai bambini piccoli e ai neonati, pur sapendo che i bambini (e i neonati in particolare) sono poveri di sostanze antiossidanti (come il glutatione).
- Sappiamo che la cisteina (aminoacido essenziale per permettere la produzione di glutatione da parte del fegato e del cervello) viene sintetizzata per azione dell'enzima metionina-sintetasi e sappiamo che il mercurio contenuto nei vaccini blocca l'attivazione di questo enzima con la conseguenza che è più facile che si alteri lo sviluppo cerebrale e si incrementi l'incidenza di autismo e del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), due patologie che oggi stanno diventando molto comuni.
- È dimostrato che i bambini autistici hanno il 20% di livelli più bassi di cisteina e il 54% di livelli più bassi di glutatione e questo compromette la loro capacità di detossificarsi e di espellere (NdR: le sostanze tossiche) i metalli come il mercurio (sia alimentare che quello somministrato con i vaccini pediatrici). Questi bambini non dovrebbero mai assumere il paracetamolo, almeno nei primi anni di vita . ma chi sa individuare questi bambini senza eseguire esami adeguati ?
- Sappiamo che il mercurio vaccinale non viene facilmente escreto dai bambini sotto i sei mesi di vita (perché viene escreto per via biliare e il fegato del neonato è ancora immaturo).
- È dimostrato che il mercurio entra molto facilmente (e si accumula) nei tessuti cerebrali del bambino, dato che la barriera ematoencefalica è più recettiva. Inoltre, i composti mercuriali alterano, e a dosi elevate bloccano, la mitosi cellulare (danno molto grave specie per il cervello e in età pediatrica, quando il cervello dovrebbe avere un grande sviluppo).
- Se uno si aggiorna, sa che studi scientifici pubblicati nel 2008 e nel 2009 hanno dimostrato che l'assunzione di paracetamolo aumenta la probabilità dei bambini piccoli di ammalarsi di autismo (NdR: e' un coadiuvante al danno vaccinale cerebrale di base per l'autismo).

Eppure, il paracetamolo viene consigliato tutt'oggi dai Servizi di Igiene Pubblica (ASL-USL) subito dopo ogni vaccinazione dei neonati, addirittura prima che possano sviluppare la febbre o qualche malessere. Forse si vogliono tranquillizzare le madri che così si accorgono meno dei danni da vaccini, perché questo farmaco blocca molte reazioni iniziali ? Ma agendo in questo modo si impoverisce l'organismo di glutatione e si facilitano ancor di più i danni da vaccini nei soggetti che, a nostra insaputa, ne sono particolarmente predisposti !
By dott. Gava (medico)

A riprova di cio':
Febbre: giú le mani dal termometro - 15/10/2010
Acidi acetilsalinici, Ibuprofene, Paracetamolo: da quando si è bambini fino al raggiungimento dell’età adulta, vale sempre la massima propinata dai medici impreparati, per cui gli anti-febbre salvano la vita. Ma propria questa convinzione sarebbe, secondo quanto oggi dicono alcuni medici britannici, errata. E consigliano ai medici la piretoterapia.
Clark Blatteis combatte da oltre 30 anni con la febbre. Tuttavia proprio ciò che il medico, ricercatore alla University of Tennessee Health Science Center in Memphis, postula quale conclusione del suo lavoro, potrebbe, oggi, meravigliare i medici di tutto il mondo.
Uomini e pesci sono simili in un punto, lo credono in molti: entrambe le forme di vita del pianeta terra usano la febbre per difendere l’organismo dagli attacchi esterni e combattere le infezioni.
Certo i pesci, diversamente dall’uomo, non combattono l’innalzamento della temperatura corporea con il paracetamolo, con gli acidi acetilsalinici o con altri anti-febbre, ma sfruttano la forza della macchina della temperatura corporea, un frutto dell’evoluzione. L’entusiasmo di Blatteis riguardo al calore interno della vita non è casuale. Poco a poco, anche se timidamente, si fa strada nella medicina l’opinione che la febbre sia utile e non dannosa all’uomo. È da molto tempo risaputo che alte temperature corporee attivano i linfociti-T.
Una terapia che permetta che la febbre corporea arrivi a 40 gradi celsius, non è tuttavia fino ad ora sembrata essere, soprattutto quando ad essere in pericolo è la vita stessa, un mezzo adeguato.
Esporre i pazienti a febbre alta nella fase iniziale. Ed è proprio questo che oggi dovrebbe cambiare.
Uno studio di Garth Dixon della University College London ha fatto scalpore. Il microbiologo aveva ricercato l’effetto della temperatura corporea sull’agente patogeno della Neisseria meningitidis B, anche se solo in laboratorio. Nelle provette di sangue che erano state conservate alla temperatura di 40 gradi Celsius la concentrazione dei pericolosi bacilli era scesa, rispetto alle provette a temperatura ambiente, del 90%.
I risultati furono così impressionanti che la Peer Reviewed British Medical Journal (BMJ) pubblicò la dichiarazione del microbiologo londinese: i pazienti, come da allora Dixon non si stanca di ripetere, dovrebbero essere esposti, soprattutto nella fase iniziale dell’ infezione, ad un aumento della temperatura corporea al fine di decimare, in modo naturale, la popolazione batterica. Un mese dopo il BMJ riportava uno studio condotto su scala mondiale dal mondo ospedaliero, che affrontava il fenomeno della febbre da un punto di vista terapeutico. Gavin Barlow della Hull and East Yorkshire Hospitals NHS Trust ha esaminato i dati di 400 pazienti, tutti ammalati di pneumonia.
I dati parlano da soli: mentre oltre un terzo dei pazienti, la cui temperatura corporea era stata mantenuta sotto i 36 gradi, decedette nell’arco di 30 giorni dall’inizio della malattia, oltre l’82% dei pazienti, la cui temperatura corporea era aumentata, era sopravvissuto. La cosa impressionante fu che i pazienti, la cui temperatura era salita a 40 gradi, sopravvissero tutti.
Certamente occorre osservare che sono le persone più anziane ad avere una temperatura più bassa e che è possibile che sarebbero decedute anche senza l’infiammazione polmonare, sostiene Barlow, che tuttavia è “impressionato dalla magnitudo dell’effetto”. Studi randomizzati potrebbero togliere ogni dubbio, tuttavia, fino ad ora, c’è n’é stato uno soltanto.
Già nel 2005 i medici della University of Miami volevano scoprire se i pazienti cui vengono somministrati medicinali anti-febbre sono effettivamente terapizzati meglio. A tal fine 82 pazienti in terapia intensiva sono stati divisi in due gruppi, dei quali solo alla metà sono stati somministrati gli antifebbrili. “Nel gruppo terapizzato in modo standard ci sono stati cinque decessi e solo uno in quello in cui la febbre non è stata contrastata”, così Carl Schulman spiega la sospensione del suo studio.

la dottrina della febbre giú
In alcuni Paesi, come la Gran Bretagna, vi è stata una reazione nel trattamento dei bambini e sono stati seguiti, da alcuni anni, i consigli di utilizzare la febbre come strumento terapeutico.
Ma in molti altri Paesi, inclusa l’Italia, vige ancora la “dottrina della febbre giù” e non è raro trovare, espresso a chiare lettere, il consiglio di utilizzare medicinali in caso di febbre alta. Anche in Germania la situazione è simile.
I medici berlinesi del Robert Koch Institut consigliano ai propri colleghi, in caso di morbillo cui sorgano complicazioni, di ricorrere ai medicinali anti-febbre.
Ma ci sono buone speranze, perché per lo meno spunta il riconoscimento che l’abbassamento febbrile non è sempre la soluzione giusta. Si è ancora lontani da ciò che è stato fatto negli USA ed in Inghilterra, ma vi sono dei miglioramenti. In Italia vi sono dei siti internet che spiegano che la febbre non è una malattia, soprattutto nei bambini.
In Germania un recente manualetto della più vecchia Università privata tedesca, quella di Witten/Herdecke, concentra l’attenzione sul punto focale: “Anche se molti adulti hanno fatto buone esperienze con l’impiego di questi medicinali nei loro bambini, non esistono studi che ne dimostrino l’efficacia univocamente e statisticamente”.
By Vlad Georgescu - Tratto da. news.doccheck.com

Commento NdR: ma tutto cio' e' stato da SEMPRE insegnato dalla Medicina Naturale ! La Febbre e' il normale lavoro della Natura per guarire ed eliminare anche le infiammazioni dal corpo, quindi e' BENEFICA, NON deve MAI essere soffocata od inibita, ma aiutata ad uscire dall'organismo, con i metodi naturali = clistere + alimentazione crudista frullata o centrifugata + frizioni fredde !

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Febbre: la naturale difesa del corpo contro le malattie
Tratto da: “Bambini sani senza medicinali” - By Robert S. Mendelsohn

Quando vostro figlio ha la febbre, vi angosciate e correte a telefonare al pediatra ? 
E’ il comportamento di molti genitori, indotti dal personale medico e infermieristico a pensare che tutte le febbri siano pericolose. Un’altra opinione errata, avvalorata dai medici, è che il grado di temperatura corporea di un bimbo sia la spia della gravità della sua malattia. Ecco perché la febbre è il sintomo che procura circa il trenta per cento dei pazienti di un pediatra.

La paura della febbre
Quando telefonate al pediatra per dirgli che vostro figlio è malato, la sua prima domanda inevitabilmente è: “Gli ha provato la febbre ?”
Sia che gli diciate che il bimbo ha 38 °C di febbre, sia che ne abbia 40 °C il suo consiglio sarà probabilmente quello di dargli la tachipirina e portarglielo in studio. E’ un rituale quasi universale per i pediatri; ho il sospetto che per alcuni di essi sia una risposta meccanica, che uscirebbe spontaneamente dalla loro bocca anche se gli diceste che il bambino ha la febbre a 43 °C !
Ciò che maggiormente mi preoccupa è che si tratta della risposta sbagliata alla domanda sbagliata. Il fatto che la febbre sia il primo sintomo di cui si preoccupano, implica che qualcosa di pericoloso sia insito nella febbre stessa.
Quando poi vi prescrivono un febbrifugo vi conducono all’inevitabile conclusione che sia necessario e auspicabile dare farmaci al bambino per abbassargli la febbre.

Questa storia prosegue quando portate il bambino dal medico. Nella maggior parte dei casi, per prima cosa l’infermiera gli prova nuovamente la temperatura e la segna sulla cartella. E in questo non ci sarebbe nulla di male, perché una temperatura elevata offre un indizio diagnostico importante nel contesto di quanto il medico apprende nel corso della visita. Ma alla febbre troppo spesso viene data un’importanza molto maggiore; il medico guarda la cartella clinica, assume un’aria preoccupata e dice con espressione seria:”Hmmm, 39… sarà meglio fare qualcosa !”.
Questa è una sciocchezza, una sciocchezza ingannevole, poiché la presenza di febbre di per sé non significa che ci sia qualcosa da fare. A meno che non siano presenti altri sintomi, come, per esempio, un’estrema svogliatezza, un comportamento anomalo, difficoltà respiratorie o altri segnali che possano far sospettare una malattia grave come la difterite o la meningite, il medico dovrebbe dirvi che non c’è nulla di cui preoccuparsi e rimandarvi a casa insieme con il bambino.
Non sorprende quindi, data questa falsa preoccupazione dei medici nei confronti della febbre, che la stragrande maggioranza dei genitori la temano grandemente e che il loro grado di paura salga a mano a mano che salgono i gradi di temperatura registrati dal termometro. 
Questo timore è solo raramente giustificato.
Vi risparmierete un sacco di angosce ed eviterete molti inutili e potenzialmente pericolose radiografie, esami e cure mediche, se terrete a mente alcune nozioni basilari sulla febbre, che ogni medico dovrebbe sapere, ma che molti sembrano ignorare e che la maggior parte di essi non vi dirà.

Commento NdR: Quello che non si vuole far capire ai medici ed ai pazienti, e' che la febbre e' la naturale difesa dell'organismo per tentare di eliminare le infiammazioni esistenti nelle viscere del corpo:
vedi assolutamente:  Dottrina termica e Terapia del Freddo  +  Legge di Guarigione (Crisi di eliminazione)
Quello che Mendelsohn si dimentica di dire e' che b
asta fare un clistere (per i lattanti e/bambini, perettina di acqua tiepida o di infuso di Camomilla) per eliminare le feci che in caso di febbre ristagnano nell'intestino, disinfiammando e disintossicando il colon e soprattutto la parete intestinale che sempre e' irritata in caso di febbre e..... come per incanto la febbre scompare !
Fare molta attenzione all'alimentazione che deve essere vegetariana e ricca di succhi crudi di frutta e verdura.
E se per caso ritorna, occorre fare le frizioni fredde (o spugnature) come indicato in Cure Naturali, salvo nel caso di problemi di cuore e/o di circolazione.

Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

In caso di stato febbrile occorre assolutamente effettuare:
1 -  FRIZIONI fredde,  ad intervallo di un'ora ciascuna e cio' per 7 volte, come descritto in Tecniche Naturali /frizioni - NON per coloro che soffrono di problemi cardiaci, di cuore e/o di circolazione importanti.
2 -  CLISTERE di acqua tiepida e/ anche con Camomilla e/o Bicarbonato di Sodio e/o caffe' - per i particolari vedi: Idro colon Terapia
Questa tecnica e da NON fare per coloro che soffrono di infiammazioni all'appendice.

3 -  Assumere ogni sera, solo per il periodo della febbre, un bicchiere di latte caldo nel quale sono stati introdotti  e disciolti, 1 cucchiaino di miele + 1 pizzico di zenzero secco + 1 pizzico di curcuma, spezie che sono particolarmente riscaldanti, che favoriscono le sudorazione durante la notte e quindi l’eliminazione delle scorie tossiche e delle infiammazioni.

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Il FONDAMENTO LOGICO della FEBBRE

Nella sua oggi famosa conferenza su "  La Vera Arte  Guaritrice", tenuta allo Smithsonian Institute nel Febbraio 1862, il Dr. Trall dichiarava:
«La febbre non ha una sede; essa è un'azione. Non dimenticate la domanda fondamentale: che cosa è la malattia ?
La febbre è una forma patologica e come tale è un processo di purificazione; pertanto essa sarà uno dei metodi attraverso cui il sistema si libera della materia morbosa». «Per quanto tempo ancora i medici si spremeranno il cervello e consumeranno carta e inchiostro per cercare Una COSA che NON E' AFFATTO TALE, e tentare di trovare una sede per una malattia che non ha nessuna ubicazione ?»

L'idea qui espressa, vale a dire che la febbre non è altro che una parte dei processo generale di ricostruzione e purificazione che è la malattia, e che la febbre è salubre o benefica, è stata sostenuta dagli Ortopatici, dagli Idropatici e dal Naturopatici nonchè dai Fisiomedici sin dalla loro origine.
L'idea venne derisa dalla professione medica "regolare", sebbene, come dimostreremo più tardi, essa, oggi, inizi a farsi strada anche tra loro. Si dice, in realtà, che Ippocrate abbia detto: «Datemi la febbre e curerò qualsiasi malattia», ma Ippocrate certo non può essere classificato come un "regolare". Egli fu una via di mezzo tra un moderno idropatico ed un fisiomedico.

L'idea fisiomedica della febbre è visibile nella seguente citazione tratta da "Fisiomedicin" del Dr. J. S. Thomas:
"Da ora in poi ci batteremo per sostenere quanto abbiamo detto, e cioè che La MALATTIA E' una CONDIZIONE che DIMINUISCE l'ENERGIA di QUELLA FORZA che SOSTIENE e MANTIENE la VITA , e che l'IRRITAZIONE, l'INFIAMMAZIONE e la FEBBRE sono semplici manifestazioni della forza vitale per restaurare la condizione originaria".

Continuando: "Queste azioni vitali (le azioni della malattia) sono tutte benefiche per il paziente, e dovrebbero essere aiutate invece di essere soffocate. La FUNZIONE SOSPESA della SUPERFICIE CUTANEA PRIMA di un ATTACCO di BRIVIDI (SENSAZIONE di FREDDO) NON PUO' ESSERE RIPRESA SENZA la FEBBRE, e nessuna lacerazione della carne può essere risanata senza quel processo fisiologico chiamato infiammazione, che insieme alla febbre, loro (Allopatici ed Omeopatici) trattano come malattia'".
Il dr. Joel Shew nel suo "Il medico di famiglia Idropatico", dichiara:
"Qualsiasi sia la verità a proposito della natura e della tendenza generale della febbre, bisogna però sottolineare il fatto che i pazienti, quando convenientemente curati, e non danneggiati da misure rigide ed arbitrarie, dopo un attacco stanno molto meglio. Ciò si osserva addirittura dopo certe febbri che hanno avuto origine nella malattia".

E' stato detto che "l'infiammazione è una febbre locale e che la febbre è un'infiammazione generale".
Se con questo si vuol dire che entrambe sono parte dello stesso processo di guarigione, non abbiamo nulla da obiettare.
Un'infiammazione generale però per poter esistere ha bisogno di un quantitativo sufficiente di sangue che la produca. La febbre, da parte sua, è piuttosto una reazione generalo dei sistema nel caso in cui irritazione ed infiammazione sono estese e, in una certa misura colpiscono anche organi interni.
Di regola, le febbri sono precedute da una sensazione di freddo.
Questa è dovuta al ritiro del sangue dalla superficie del corpo e causa una sospensione dell'irraggiamento dei calore cutaneo; a tale sospensione segue la febbre. La febbre non solo metto le cellule dell'interno dei corpo in condizioni di accelerare le proprie attività, ma assicura anche il calore della superficie dei corpo che altrimenti rimarrebbe fredda.

Le cellule di tutti i tessuti e liquidi colpiti da febbre ed infiammazione si ingrossano. Ciò è dovuto ad un'accresciuta essudazione di liquidi dal sangue nelle parti colpite, che ha come effetto un maggior nutrimento ed una più rapida crescita.
Questo aumento della temperatura corporea durante le infiammazioni e le febbri è costante, ed è impossibile che queste si sviluppino senza che si abbia un temporaneo aumento della quantità di materia vivente nelle zone interessate. Nelle cellule si osserva sempre un aumento dei processo nutritivo.
Forse per spiegare meglio il fondamento logico della febbre, prendiamo in esame i movimenti di una ameba in diverse condizioni di temperatura. Per autonoma che tale creatura monocellulare possa apparire, essa in realtà è incapace, senza un'influenza esterna, di accelerare le proprie funzioni al di sopra dei proprio standard fisiologico e, parimenti, di rallentarle o bloccarle.
Se la temperatura dell'ambiente in cui si trova viene aumentata di pochi gradi, i suoi movimenti, precedentemente forse lenti e fiacchi, immediatamente si rinvigoriscono: l'attività vitale cellulare aumenta.
Un AUMENTO della TEMPERATURA E' NECESSARIO per AUMENTARE l'ATTIVITA' VITALE.

Una diminuzione della temperatura sortisce l'effetto contrario. Se il liquido in cui si trova l'ameba viene gradualmente raffreddato, la cellula gradualmente cessa i suoi movimenti ed attività e, alla fine, diventa un semplice globulo inerte capace di riprendere le sue attività originarie soltanto una volta che la temperatura sarà stata aumentata.
Una RIDUZIONE della TEMPERATURA RIDUCE l'ATTIVITA' CELLULARE.
Se la temperatura viene aumentata troppo, i movimenti della cellula gradualmente cessano. Ad un certo grado di calore, la cellula diventa rigida e inerte e può riprendere a funzionare soltanto dopo averne fatto scendere la temperatura.
Il CALORE ECCESSIVO BLOCCA l'ATTIVITA' CELLULARE.
Noi possiamo aumentare la temperatura dell'ameba quanto vogliamo in quanto siamo noi stessi che, dall'esterno, forniamo il calore; questo, infatti, non è prodotto della sua attività cellulare. Nel corpo, durante la febbre, le cose vanno diversamente.
Il calore è il risultato della stessa attività corporea, e se esso supera una certo soglia, l'attività cellulare viene automaticamente rallentata e la produzione di calore diminuita.
ESISTE QUINDI un CONTROLLO AUTOMATICO dell'AUMENTO della TEMPERATURA.

Una delle funzioni principali della pelle è quella di regolare la temperatura corporea. Il calore viene diffuso attraverso la pelle, soprattutto attraverso la sudorazione. Il corpo viene raffreddato dall'evaporazione dei sudore; qualsiasi liquido, infatti, evaporando assorbe calore. Il sudore, evaporando, sottrae calore al corpo.
Regolando la quantità di sangue che raggiunge la pelle, viene controllata la fuga di calore dal corpo. Più sangue è nella pelle, più calore verrà emanato dal corpo. Se il corpo viene raffreddato, i vasi sanguigni della pelle si contraggono. Ciò obbliga il sangue a defluire dalla superficie verso l'interno del corpo e a conservare il suo calore. Quando il corpo è caldo, i vasi in superficie si dilatano, permettendo così a quantità maggiori di sangue di raggiungere la pelle e dissipare così parte dei loro calore.
Vi sono due categorie di nervi preposte a regolare la conservazione e l'emanazione dei calore: quelli vasomotori, che controllano la contrazione e la dilatazione dei vasi sanguigni, controllando pertanto il flusso sanguigno, e quelli secretori che stimolano le attività delle cellule ghiandolari. Generalmente ad un aumentato flusso sanguigno si accompagna un'accelerazione dell'attività ghiandolare, sebbene talora capiti - nel caso di soggetti molto nervosi o di shock - che si abbia una profusa traspirazione appiccicaticcia contemporaneamente ad una diminuzione dei flusso sanguigno. La secrezione del sudore è regolata dal sistema nervoso. I centri ad essa preposti, situati nel midollo spinale, vengono attivati dal moto, dalle variazioni della temperatura esterna, da emozioni, da molte sostanze e spesso da un aumento della temperatura dei sangue circolante nello stesso midollo spinale.

Il corpo non solo regola l'emanazione dei calore, ma ne regola pure la produzione e la distribuzione. Capita spesso in soggetti motto deboli o in casi di shock che la capacità dei corpo di produrre o conservare calore sia ridotta, cosicché la sua temperatura scende al di sotto del normale. In molti stadi di una malattia acuta, la temperatura è al di sopra dei normale e si dice che il paziente ha la febbre.

FEBBRE E' un SEMPLICE AUMENTO di QUALCHE GRADO della NORMALE TEMPERATURA CORPOREA.
Durante la febbre, di solito si ha una produzione di calore maggiore rispetto alle condizioni normali, sebbene il calore prodotto non eguagli mai quello provocato da un violento esercizio fisico. Questa differenza di calore prodotto è dovuta al fatto che la febbre non è tanto una maggior produzione di calore, ma piuttosto una diminuzione della sua emanazione. L'emanazione attraverso la pelle viene sospesa e non sempre alla febbre si accompagna un aumento di produzione di calore.

La febbre, invece, si accompagna spesso ad una ridotta capacità respiratoria, come nel caso della polmonite, e all'introduzione nel sangue di un quantitativo di ossigeno ridotto rispetto al normale, con una successiva riduzione nella formazione ed espulsione di acido carbonico.
L'infiammazione e la febbre non dipendono necessariamente da un aumento dei processo di ossidazione. La febbre non è un processo di "combustione", né per quanto concerne il corpo né per quanto concerne le cause della malattia, malgrado sia una parte essenziale di qualsiasi malattia acuta.
Febbri ed infiammazioni leggere non necessariamente provocano dei cambiamenti permanenti nei tessuti. Molte di loro passano senza lasciare la benche' minima traccia; non provocano la degenerazione di alcun tessuto organico, né cambiamenti strutturali. Non rimane, insomma, alcuna traccia della battaglia svoltasi.
Dopo una febbre o un'infiammazione l'organismo può presentarsi esattamente come era prima che iniziasse la battaglia; o, addirittura - in quei casi in cui la febbre non sia stata soffocata, ma lasciata libera di svilupparsi - l'organismo appare rinnovato e purificato.

Laddove, dopo una febbre, il corpo, o una sua parte, risulta danneggiato la causa del danno non va ricercata nella febbre, ma piuttosto nelle misure adottate per sopprimerla; non è la febbre in sé che danneggia il corpo, bensì tutti i metodi usati per sopprimerla. La febbre in sé è una parte essenziale del processo acuto; essa ha un ruolo salutare e costruttivo e non è mai fatale o dannosa. La presenza della febbre è un segno della - salute che ritorna e, allo stesso tempo, una prova che il corpo possiede ancora sufficiente vigore vitale per battersi contro i nemici della vita.
La crisi o svolta di una febbre è solitamente caratterizzata da una ripresa della sudorazione, che precedentemente era stata sospesa, e dal conseguente calo di temperatura corporea. Durante la febbre, la pelle di solito è secca.
Quando vi è un'infezione intestinale, come, ad esempio, nella febbre tifoidea, e vi è la necessità di fare affluire grossi quantitativi di sangue all'intestino, il sangue viene "sottratto" alla superficie corporea ed il risultato è una sensazione di freddo. L'«insorgere» della febbre è preannunciato da un brivido, il quale ha lo scopo specifico di sospendere l'irradiazione superficiale dei calore corporeo. Durante questa sensazione di freddo, la temperatura superficiale dei corpo potrà anche mantenersi normale; in cambio, quella dell'interno aumenterà.

Il "ritiro" del sangue dalla superficie del corpo e la sua concentrazione all'interno squilibra la circolazione e disturba la pressione sanguigna. Automaticamente, ciò aumenta la rapidità dell'attività cardiaca, la quale, a sua volta, accelera la respirazione. In questo modo, come vedremo più avanti, si soddisfano altri due requisiti essenziali ai fini della guarigione.
L'aumento della febbre sarà determinato da:
1) La capacità di reazione del malato, e
2) La virulenza e quantità di tossine contro cui si oppongono le forze della vita. Di questi due fattori, la capacità di reazione del malato è quello che maggiormente contribuisce a far alzare la temperatura.
Individui giovani e vigorosi facilmente sviluppano febbri molto alte in risposta a cause minori, mentre gli anziani o gli individui deboli sono spesso incapaci di sviluppare una febbre difensiva contro le tossine più virulente. Il fatto che la febbre abbia uno scopo specificamente benefico ha cominciato a penetrare nel cervello degli Eteropatici.

Prima di fornire qualsiasi altra testimonianza medica su questo fatto, desidero citare il dr. Shew, "Il medico di famiglia Idropatico": «Il pericolo nelle febbri non è proporzionale all'aumento di temperatura e allo stato di eccitazione che si manifestano, come è opinione di molti, bensì allo stato di debilitazione. Prove di questa sono la gran rapidità e la debolezza dei polso, cosi come la debolezza dei corpo in genere. Se il polso rimane a lungo sul 140/150 non vi possono essere molte possibilità di ripresa; sappiamo di casi di ripresa con il polso a 160, sebbene si debba ammettere che casi del genere tra gli adulti sono piuttosto rari.
Il dr. Heberden conosceva addirittura di un caso di ripresa da febbre dopo che il polso aveva raggiunto i 180. Fatti di questo tipo dovrebbero essere resi noti, sia per l'incoraggiamento dei paziente che per quello dei medico».

Venendo ora alle testimonianze mediche, un'autorità europea, F. A. Riquez dichiara (Patologia Generale): "La febbre è una reazione di difesa organica, e, come tale, andrebbe protetta e non osteggiata. Le infezioni febbrili generalizzate sono più pericolose quando si sviluppano apireticamente (senza febbre), come, ad esempio, la polmonite negli anziani, il colera, la difterite, ecc".
Schiller dichiara: "La febbre che non uccide rinvigorisce".
La Selezione Letteraria del 14 Giugno 1924, cita il dr. Oliver Heath, quando dice sul "Lancet", un'autorevole rivista medica britannica:
"Per anni un aumento di temperatura è stato considerato come un male di per sé terribile - alla stessa stregua in cui oggi siamo soliti considerare un aumento della pressione sanguigna - ed ogni trattamento per la cura di uno stato febbrile ha avuto sempre come obiettivo primo la sua riduzione".
"L'esperienza dei farmaci antipiretici ha sollevato però qualche dubbio sugli effettivi benefici che dovrebbero derivare da unabbassamento della temperatura, mentre alcuni esperimenti hanno dimostrato che in condizioni infettive qualche grado in più risulta benefico: animali con febbre si sono dimostrati capaci di resistere a delle infezioni che, in condizioni normali, sarebbero risultate fatali".

Emerson, che considera la febbre come una misura protettiva. dichiara:
"Si potrebbe dire, in generale, che l'aumento della temperatura non è in realtà indicativo della gravità del caso; le temperature più alte, di solito, si hanno nelle febbri meno gravi, come la malaria o le febbri di ricaduta, mentre nelle forme più gravi, nelle infezioni rapidamente fatali, può non esservi affatto aumento di temperatura. In questo caso, è come se il corpo fosse incapace di usare la febbre come difesa contro l'infezione".

Dal nostro punto di vista, l'aumento della temperatura, il valore che essa raggiunge, è indicativo delle forze di reazione del corpo: un indice delle sue capacità combattive.
Le "infezioni rapidamente fatali" sono tali perchè non vi è alcuna forza combattiva, ed è sempre per questo motivo che le forze Vitali vengono talmente indebolite dall'infezione da non riuscire a sviluppare una febbre, o, al massimo, da svilupparne una molto bassa.

Riassumendo quanto abbiamo detto finora:
La FEBBRE E' un AUMENTO NECESSARIO della TEMPERATURA CORPOREA, VOLTO a METTERE il CORPO, o una SUA PARTE o piu' PARTI, nelle CONDIZIONI di AFFRONTARE in MODO EFFICACE, e di DISTRUGGERE, ALCUNI NEMICI della VITA che MINACCIANO l'ORGANISMO NONCHE' DIRETTO a PORRE RIMEDIO ad ALCUNI DANNI da QUESTO SUBITI.
La febbre è assolutamente essenziale ai fini del processo acuto; essa non supera mai i limiti di sicurezza.
Perchè la febbre si sviluppi, devono essere soddisfatte due condizioni essenziali:
1. Sospensione dell'emanazione di calore attraverso la pelle.
2. Aumento della produzione dei calore prodotto all'intorno dei corpo.
Un aumento della produzione di calore richiede un aumento dell'ossidazione. Perchè questa si verifichi, è necessario un maggior quantitativo di ossigeno, oltre che una circolazione più rapida.
Perchè queste due richieste vengano soddisfatte, nelle malattie acute si osservano una respirazione ed una attività cardiaca accelerate.
Vediamo, quindi, come questi due sintomi di malattia accelerazione dell'attività cardiaca e di quella respiratoria - servano in realtà a degli scopi benefici ben precisi.
La produzione di calore non è, durante la febbre, così pronunciata come nel caso della corsa o di altre attività fisiche impegnative; tuttavia, venendo sospesa l'emanazione attraverso la pelle, esso rimane nel corpo. La respirazione e l'attività cardiaca osservate durante la febbre non sono rapide come quelle osservate durante una corsa. Quando si sta compiendo uno sforzo impegnativo, la sudorazione sottrae calore al corpo e impedisce così alla temperatura di elevarsi.
La sospensione, pertanto, dell'emanazione dei calore attraverso la febbre. è l'elemento più essenziale perchè questa si sviluppi.

A costo di apparire ripetitivo, mi prendo la libertà di citare il seguente passo, scritto dalla penna del dr. William F. Havard, uno dei più illustri Naturopati del mondo: «Vi sono tre manifestazioni o sintomi cardinali che si osservano in tutte le malattie acute:
aumento di temperatura, accelerazione del battito cardiaco o dei polso, e accelerazione dell'attività respiratoria. L'accresciuta attività cellulare indica che c'è un aumento nella richiesta di ossigeno.
Questo viene fornito attraverso una circolazione sanguigna più rapida ed una più rapida attività da parte dei polmoni. Durante i primi stadi di una reazione acuta, vi è una minore attività della pelle a causa della necessità di una compensazione circolatoria. L'eccessiva dilatazione delle arterie interno necessita la costrizione dei vasi sanguigni della pelle. Questa riduce l'emanazione di calore, la quale unita all'accresciuta produzione interna di calore, produce la febbre».
"La febbre svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della reazione acuta. Tutta la materia manifesta una maggiore attività cellulare man mano che la sua temperatura viene elevata. Il protoplasma, la materia vivente di cui le cellule sono composte, non fa eccezione.
La sua attività è normale, nel corpo umano, quando questo si mantiene ad una temperatura di circa 99° Farenheit ( 37 °C ); essa rallenta mano a mano che la temperatura viene abbassata al di sotto di questo valore. Se la temperatura viene portata troppo al di sotto di quella normale, i suoi processi vitali cessano e si ha la morte.
L'attività molecolare dei protoplasma aumenta proporzionatamente all'aumento della sua temperatura, fino a raggiungere un punto di massima attività; se questo punto viene oltrepassato, l'attività diminuisce a causa della troppo rapida disintegrazione dei protoplasma. Nella febbre, laddove l'aumentata temperatura è dovuta alla maggiore combustione che ha luogo nelle cellule, è impossibile che la temperatura venga portata ad un punto in cui risulterebbe fatale ad esse. Una volta raggiunta la massima attività, qualsiasi tendenza a superare questo limite, provoca una diminuzione dell'attività cellulare, ed una conseguente diminuzione della combustione nonchè un immediato abbassamento della temperatura. L'intero processo è automatico e non deve essere regolato da nessuna forza estranea".

"Nessuno è mai morto di febbre. Alcuni studiosi hanno registrato casi di malattie acute laddove la temperatura aveva superato i 108° Farenheit ( 42°C ), e ne hanno documentato la piena ripresa. Maggiore è la capacità reattiva dei corpo, maggiori sono le probabilità che la temperatura si abbassi durante una crisi di questa natura. l bambini, la cui naturale vitalità non è stata ancora corrotta da cattiva abitudini ed abusi, tendono a reagire con febbri più alte che non gli adulti. Ciò rappresenta una prova favorevole dei fatto che la febbre costituisce un indice delle capacità reattive dei corpo".
Tratto da "Scienza & Salute", novembre 1989 - Dr. Herbert Shelton

Commento NdR: la febbre quindi e' un processo assolutamente necessario alla guarigione da uno stato di malattia, per cui essa va favorita ad uscire dall'organismo e no DEVE essere assolutamente bloccata con farmaci !
Promemoria: Per tutti i genitori di bambini NON vaccinati o peggio gia' vaccinati:
NON vaccinate MAI nessun essere vivente uomo od animale, le sostanze tossiche in essi contenute bypassando anche le difese immunitarie, per mezzo dell'iniezione che immette nel sangue tutta la pozione degli stregoni di Big Pharma...destabilizza il sistema biovivente al punto da generargli a seconda dei casi qualsiasi possibile malattia, anche nel tempo.
Quindi, quando un bambino od un adulto ha la febbre e' perche nell'intestino stanno avvenendo varie cose: alterazione del pH digestivo, del sistema enzimatico, della flora batterica (funghi e batteri autoctoni) ed infiammazione della mucosa delle parete dell'intestino, infatti la febbre e' la reazione a quegli stati per eliminare lo stato di infiammazione che DEVE uscire dalle viscere per mezzo della pelle, per cui occorre in PRIMIS fare loro un clisterino od una peretta di camomilla per eliminare le feci che fanno da accumulatori dell'aumentata temperatura, e mangiare cibi rinfrescanti CRUDI frullati (frutta e verdura) oppure digiunare; e' per questo che quando si ha la febbre non si ha fame...perche' il corpo deve eliminare dal tubo digerente il piu' possibile, e se non si scarica l'intestino la cosa si aggrava inutilmente.
MAI BLOCCARE la febbre con farmaci, perche' essa e l’unico metodo che la natura ha inventato per eliminare veramente le infiammazioni, che significa semplicemente: azione della fiamma dentro...nelle viscere.

Per favorire l'uscita febbrile sono indispensabili:
- clisteri per eliminare le feci ed il ristagno di esse nell'intestino, zona nella quale si manifesta in primis l'infiammazione + 7 frizioni corporee di acqua fredda ed ad ogni frizione fare una reazioni calda a letto, ben coperti e con bolla dell'acqua calda ai piedi, in genere questa reazione dura 60 minuti, poi riprendere la successiva frizione fredda.
- digiuno oppure alimentazione crudista frullata, di frutta e verdura.
- riposo a letto per almeno 1 giorno.
vedi anche: Protocollo della Salute


Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
 

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