|
La
Febbre
corrisponde all'aumento della
temperatura corporea oltre i
valori normali della temperatura ottimale di 36°,5 (misurata
nel retto) se superiore a questo dato
essa indica la presenza di uno stato
infiammatorio e/o infettivo: in pratica,
segnala lo stato di malattia, senza essere "la
malattia".
Per questo, occorre innanzitutto ricercare
le Cause che l'hanno prodotta.
In particolare, l'aumento della temperatura corporea è
soprattutto uno strumento di difesa dell'organismo e
corrisponde allo sforzo dell'organismo per espellere le
infiammazioni e le
tossine esistenti nell'intestino e/o in altre zone del
corpo, oltre agli eventuali agenti patogeni (parassiti,
funghi, ecc.), poiché
contribuisce ad attivare numerosi meccanismi
immunitari di
difesa contro la penetrazione e la moltiplicazione dei
germi (parassiti,
funghi, batteri
co-patogeni, ecc.).
Cio' significa che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH
digestivo e e della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto
a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.
Come la febbre viscerale: la febbre e' un'alterazione
termica delle viscere e quindi essa deve essere aiutata ad
uscire per mezzo della febbre cutanea e del sudore che ne e'
la giusta ed auspicabile conseguenza. SOLO il sudare su
tutto il corpo od su alcune parti di esso, per le
infiammazioni, non viscerali ma in zone interne ma
particolari del corpo, permette all'infiammazione di uscire
e quindi di eliminare l'infiammazione esistente
nell'organismo.
Quindi per fare cio' occorre mettere in condizione
l'organismo di effettuare quella speciale reazione salutare,
affinche' esso attraverso il sudore elimini l'infiammazioni.
Buona norma e' iniziare ad effettuare un clistere
di camomilla + rimanere a
letto nudi, ben coperti, con una bolla di acqua calda ai
piedi e fare le 7
frizioni
fredde (o spugnature)
su tutto il corpo facendo le reazioni calde a letto e se si
vuole, dormire alla notte con un Cataplasma di argilla
fredda sul ventre.
Per i piccoli bambini, alle volte e' difficile perche' non
collaborano, fargli fare un clisterino, quindi utilizzate il
vecchio rimedio della nonna: fategli assumere a stomaco
vuoto dell'olio
di ricino (spremuto a freddo) la dose deve variare a
seconda dell'eta', da un 1/4 di cucchiaino ad un cucchiaino.
Per gli adulti almeno 1 cucchiaio.
Ricordatevi anche che
nella pianta chiamata
salice c'è l'acido salicilico, non l'acido
acetilsalicilico che è ottenuto per sintesi chimica mediante
acetilazione, e' quindi bene rammentare che mangiare foglie
di salice o bere l'infuso di corteccia ha effetti simili
all'aspirina, ma senza effetti collaterali, e la febbre
passa.
SALICE PIANGENTE (Salix Alba
L.) Corteccia
Il salice, contiene glucosidi
dell’acido salicilico che è poi il principio attivo dell'
aspirina. Quindi se si è allergici all’aspirina bisogna
assolutamente evitare prodotti a base di salice. E’ anche
sconsigliato a chi soffre di ulcere, gastriti o problemi di
simile natura.
Infine, non bisogna sovra dosare la quantità di salice
nell’acqua ma rispettare fedelmente le dosi.
Ricetta: 1 cucchiaino di corteccia di salice + 100 ml di
acqua - Mettiamo corteccia ed acqua in un pentolino e
facciamo bollire per circa 10 minuti e lo lasciamo riposare
per altri 15 minuti. Filtriamo e beviamo 2 volte al giorno
lontano dai pasti.
Antireumatico, depuratore del sangue, anti febbre, utile nella malaria e negli
stati influenzali, nellinsonnia, nellangoscia e nei dolori pelvici
.Commento
NdR: quello che questi "ricercatori" o
medici non hanno
capito o non vogliono dire, che quei neonati che
presentano le febbri magari con le coliche
(diarree) e' perche' hanno avuto dei
traumi
alimentari (contaminazioni) o da farmaci
(specie le
Vaccinazioni
o sono figli di genitori vaccinati o con
amalgami
dentali in bocca) che hanno alterato: il
pH
digestivo, la
flora e gli enzimi,
per cui la parete della mucosa dell'intestino
(specie quello tenue) viene ad essere irritata,
piu' o meno, e presentano quindi vari sintomi (es,
la dermatite atopica,
allergie
le piu' disparate, al
glutine, a certi cibi, ecc.) fra i quali
anche le coliche.
vedi: Dottrina termica
e Terapia del Freddo +
Legge di Guarigione
(Crisi di eliminazione) +
INFEZIONE
+
Infiammazione
+
Alimentazione dei Bambini
+ Febbre, nei bambini vaccinati
Sindrome
infiammatoria
chiamata "Asia" scatenata dai
vaccini
!
ASIA_Sindrome
infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le
infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo di sintomi,
che i
medici impreparati
allopati chiamano erroneamente "malattie"....
La
febbre,
lo ricordiamo ancora una volta, non è una
reazione che avviene a casaccio, ma è un preciso
segnale che il cervello enterico manda ad alcuni tipi di
cellule del sistema immunitario in modo da
innalzare la temperatura corporea per un preciso e
irrinunciabile scopo terapeutico: eliminare qualcosa che
deve essere assolutamente eliminato e cercare di distruggere
i
parassiti,
virus e batteri, anomali,
questi ultimi (virus e batteri) autoprodotti per mutazioni genetiche
autoindotte o da
vaccini precedentemente fatti, e/o
virus dalle
apoptosi cellulari (morte), per
disgregazione dei
mitocondri o quelli estranei (eterologhi),
introdotti con
alimentazione
inadatta,
cibi adulterati, contaminati dall'industria, ma e
specie quelli
introdotti con i vaccini.
E l'innalzamento della temperatura febbrile,
sarà tanto più elevata, quanto più forti sono l'aggressione
tossica e la robustezza immunitaria di chi la subisce (infatti
negli anziani solitamente hanno stati febbrili
che difficilmente superano i 38 °C).
Quindi tutto è preordinato e processato dal
cervello
e da un sistema
immunitario che vigilano, che prontamente
intervengono
per bloccare qualcosa e per eliminare, se
possibile le
tossine
inoculate con i vaccini od assunte per via
buccale (acque
o
cibi contaminati), come avviene in una
crisi eliminativa
automatica di autoguarigione, altrimenti le tossine, se
non fagocitate e/o eliminate, vengono depositate nei grassi
dei tessuti (qualsiasi) e nel tempo possono riattivarsi,
magari in uno stato febbrile ed ammalare il soggetto di
qualsiasi malattia.
vedi:
Disintossicazione automatica od indotta dal soggetto
consapevolmente
vedi qui:
http://www.medicitalia.it/consulti/archivio/279214-diarrea_dopo_richiamo_vaccino_esavalente.html
http://www.medicitalia.it/consulti/pediatria/221802-vaccinazione-pneumocco-esavalente.html
Tanti
bambini hanno queste reazioni (febbri,
convulsioni od attacchi
epilettici,
diarree, insonnia,
sonno
continuo (tipo
narcolessia) sovra eccitazioni, debolezze
strane, pianti continui, episodi simili ad un collasso,
ecc.), DOPO le
vaccinazioni ed i
medici pediatri
fautori dei
vaccini, raccontano le solite balle ai genitori,
dicendo che "il vaccino non ne e' responsabile", invece e'
proprio il contrario, e'
proprio il vaccino che scatena
delle acidosi intestinali (alterazione del pH digestivo) e
quindi
disbiosi ed eccitazione della mucosa intestinale con
conseguente irritazione del sistema nervoso enterico, ecc.,
ed il corpo deve reagire, attraverso i 3
cervelli (testa,
cuore, intestino) per mezzo del
sistema immunitario, attivando tutte le possibili
azioni immunitarie
di eliminazione (si chiama
autoguarigione = legge di eliminazione) che il
soggetto puo' ancora avere ben funzionanti es., i leucociti
o
globuli bianchi,
macrofagi, anche e non solo il
nervo vago, per cui ecco che compare anche e non solo la
diarrea, tutto cio' per tentare di eliminare le
sostanze tossiche vaccinali
e quindi reagisce come puo', iniziando con le febbri,
diarree e molto altro ancora...magari sintomi che rimangono
occulti e non palesi come le febbri e/o le diarree, ma che
possono manifestarsi dopo qualche giorno, mese od anni.... in qualsiasi "malattia",
tipo
malattie gastrointestinali,
celiachia,
disfunzioni dello sviluppo,
dislessia,
autismo,
allergie,
asma,
poliomielite,
meningite,
distrofia,
sclerosi,
cancri,
leucemie linfomi,
autismo,
SIDS, ecc.,
Purtroppo
NON esiste malattia che non possa essere scatenata dai
vaccini !
-
http://www.post-vaccination-syndrome.com/3926/la-sindrome-post-vaccinica.aspx
-
http://www.tuttosteopatia.it/canali/op/intossicazioni-3/ricerche-scientifiche-condannano-i-vaccini/
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
MITI e FATTI sulla Febbre
Fraintendimenti e false informazioni sui pericoli della
febbre e gli ingiustificati timori circa gli effetti
collaterali nocivi causati dalla febbre con perdita del
sonno e lo stress inutile per molti genitori, sono
all'ordine del giorno.
MITO: tutte le febbri sono un male per i bambini.
FATTO: Le febbri attivano il sistema immunitario del corpo.
La febbre è uno dei meccanismi di protezione del corpo.
La maggior parte delle febbri tra 100° F e 104 ° F (38° C
a 40° C) sono utili anche per i bambini malati, per cercare
di aiutare
l'organismo a combattere le infezioni ed a eliminare le
infiammazioni
viscerali.
L'eccezione è per i bambini meno di 3 mesi di età.
A tutti
quanti alle prime alterazioni febbrili, occorre fare un
clisterino
alla camomilla; per i lattanti basta una piccola peretta di
camomilla, per far abbassare immediatamente la febbre.
MITO: le febbri possono causare danni al
cervello
con febbre oltre 104 °
F (40 ° C) e sono pericolose.
FATTO: febbri con infezioni, non causano danni al
cervello.
La Temperatura corporea solo oltre 108 ° F (42 ° C) può
causare danni al
cervello.
La temperatura corporea si innalza solo con estreme temperature
ambientali (per esempio, se un bambino è chiuso in una
macchina con i finestrini chiusi, nei mesi caldi).
MITO: Chiunque può avere un attacco febbrile, ma non
chiunque puo' avere convulsioni.
FATTO: Solo il 4% dei
bambini
vaccinati, hanno
convulsioni in uno stato febbrile.
MITO: Le convulsioni febbrili sono dannose.
FATTO: Le convulsioni
febbrili possono far paura a vederle, ma di solito si fermano dopo
al massimo 5 minuti. Esse non causano danni permanenti. I
bambini che hanno avuto
questo tipo di convulsioni febbrili non hanno un
rischio maggiore di ritardi nello sviluppo, difficoltà di
apprendimento, o convulsioni senza febbre.
MITO: Tutte le febbri bisogno di essere trattate con
medicine.
FATTO: Le febbri devono essere trattate solo se causano
disagio e solo con metodica naturale (clisteri,
digiuno
e/o crudismo
e con 7 frizioni fredde).
MITO: Senza trattamento, la febbre andrà avanti, aumentando
di intensita'.
FATTO: Sbagliato. Poiché il cervello ha un termostato,
blocca le febbri da infezione di solito con temperature fino
a 103° F a 104° F (39,4° C a 41° C).
MITO: Con il trattamento, la febbre dovrebbe scendere alla
normalità.
FATTO: Con il trattamento naturale (clistere, cibo, digiuno,
frizioni fredde) fatto per alcuni giorni (come indicato qui
sopra, al massimo ed in genere bastano 3 giorni); gia' dal
primo giorno fare le 7 frizioni fredde, con l'ultima alla
sera alla fine del 1° giorno, prima di dormire la notte; la febbre
scompare al mattino, dopo una grande sudata notturna.
MITO: Morire di fame per la febbre.
FATTO: Questo vecchio adagio dovrebbe essere ignorato. Le
Febbri inducono il corpo a perdere i liquidi attraverso la
sudorazione e la respirazione. I bambini e gli adulti con febbre, hanno
bisogno di liquidi supplementari a base di
succhi freschi di
frutta e/o verdura (non industriali). I
bambini con la
febbre possono o non possono avere fame di cibo. Se hanno
fame, dategli il cibo che hanno scelto fra frutti e
vegetali. E' utile farlo.
Sintesi: si ricorda che la febbre sta combattendo
l'infezione e/o l'infiammazione viscerale del bambino o
dell'adulto, per guarirlo, quindi MAI
combatterla con
farmaci
(di sintesi), che la bloccano all’interno
dell’organismo e quindi anche le
infiammazioni rimangono nel corpo.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
RICORDATE:
E’ la febbre a
bassa temperatura, oppure quella interna viscerale che non
appare facilmente, a dover veramente preoccupare e non
quella alta, che indica una vitalita’ organica atta alla
eliminazione degli stati
infiammatori.
Infatti la febbre alta e’ una caratteristica dei bambini e
dei giovani e NON degli anziani, che al contrario non
arrivano mai a quelle temperature in quanto essendo il loro
corpo intossicato e
con di depositi di grassi pieni di
tossine, non riescono a raggiungere temperature
alte atte alla giusta e doverosa fase di eliminazione delle
infiammazioni
viscerali profonde.
Esempio: La meningite arriva coi
37,5 ° e non con i 40°, esempio
Genitori, NON abbiate paura se il vostro bambino ha degli
stati febbrili con temperature alte, anche se il vs
pediatra, incompetente, dice che dovete fargli assumere la
tachipirina (A), fate sfogare la febbre ed aiutalela ad uscire
con le apposite tecniche naturali,
clistere,
alimentazione
crudista di sola
frutta e verdura, e le
frizioni fredde + i
cataplasmi di argilla fredda sul ventre alla notte.
Vedrete
il vostro figlio/a rinascere e stare molto bene dopo un
trattamento di quel tipo, infatti con le cure naturali NON
esiste “convalescenza” ! la forza e l’energia, arrivano
immediatamente dopo qualche ora dallo sfebbramento.
ASPIRINA:
Il buon
medico deve trovare strategie alternative. L'Aspirina
non
e' cosi' innocua........
Finalmente si sono decisi,in ritardo meglio che mai, :
Dopo una decina di anni di attesa, la
Food and Drug
Administration statunitense ha deciso: non è possibile
ampliare le indicazioni dell'aspirina anche alla prevenzione
cardiovascolare primaria. Con questo annuncio gli esperti
d'oltre oceano rispondono alla Bayer che aveva avanzato la
richiesta di ampliare l'indicazione dell'acido
acetilsalicilico estendendola alla prevenzione
cardiovascolare primaria. In effetti sono molti gli studi
che hanno valutato nel corso degli ultimi anni l'impiego del
farmaco anche oltre la prevenzione secondaria nei pazienti
con una storia clinica di infarto o ictus - e anche le linee
guida dell'American heart association si muovono in questa
direzione - ma ciò non è bastato a convincere l'Fda. Prima
di arrivare a negare la nuova indicazione l'Fda ha
riesaminato i dati disponibili ed è giunta alla conclusione
che le dimostrazioni di efficacia non possono giustificare
un uso generalizzato di aspirina per la prevenzione primaria
dell'infarto o dell'ictus nelle persone che non hanno mai
avuto alcun accidente cardiocerebrovascolare ma presentano
un profilo di rischio particolarmente elevato. Come spiegano
gli esperti, una delle ragioni che ha spinto l'Fda a dire no
alla richiesta della casa farmaceutica è senza dubbio la
presenza di gravi rischi associati all'uso di aspirina,
compreso un aumento di rischio di emorragia nello stomaco e
nel cervello. E a quelli che criticano i tempi di attesa
troppo lunghi, la Food and drug administration risponde
parlando della propria volontà di raccogliere il maggior
numero di dati possibile: “Dopo l'incontro del 2003 del
comitato consultivo, la Fda sapeva che erano in corso alcuni
studi per la prevenzione primaria nei pazienti con diabete e
malattia vascolare periferica” affermano i ricercatori
statunitensi che poi spiegano di aver preferito attendere i
risultati di tali studi che, tra l'altro, non hanno
dimostrato un beneficio significativi per la prevenzione
primaria”.
Fda: Use of Aspirin
for Primary Prevention of Heart Attack and Stroke
NON esiste la febbre "virale", esiste la febbre che non
e' mai virale !
La febbre e' una naturale reazione nervosa dei
tessuti colpiti da
intossicazione (piu' o meno intensa) e quindi da
infiammazione che comporta un aumento di
temperatura locale o corporea; per poterla eliminare (le
infiammazioni) l'organismo scatena delle reazioni per
eliminare l'aumento di temperatura dall'organismo e la pelle
e' l'organo deputato per eliminarla.
MAI fermarla con farmaci (A),
anzi favorirla nel suo processo automatico di guarigione,
quindi nessun farmaco, bastano un
clistere per pulire
l'intestino, ove iniziano le
infiammazioni e
frizioni fredde
alternate da reazioni calde a letto ! (vedi alla voce
abluzioni e/o frizioni)
L'eliminazione della febbre e quindi della termica abnorme
del corpo o di parte di esso, avviene in genere, entro la 7°
frizione nell'anziano, dopo la 5° frizione fredda
nell'adulto, nei bambini anche prima.
(A)
La
TACHIPIRINA e' SICURA ?"
NO, NON è assolutamente sicura. !! -
Ogni bustina contiene:
Principio attivo: Paracetamolo (o acetaminofene), (para-acetamminofenolo)[1]
è un farmaco
analgesico e
antipiretico con scarsa azione, la cui inclusione
nella classe degli antinfiammatori non steroidei (FANS)
dipende dalla dimostrazione (nel 2005 ancora in corso) della
sua azione antiprostaglandinica.
Tossicità epatica: la minima dose singola tossica negli
adulti sani è compresa fra 7,5 e 10 grammi ed è pari o
maggiore a 150 mg/kg nei bambini. Il paracetamolo può
indurre tossicità epatica soprattutto quando somministrato a
dosi elevate o quando l’intervallo di tempo fra una dose e
la successive è inferiore a quello raccomandato (4-6 ore).
I sintomi di epatotossicità (intossicazione del
fegato)
comprendono nausea, vomito, sedazione, sudorazione, dolore
addominale, incremento delle
transaminasi e della concentrazione sierica di
bilirubina, aumento del tempo di
protrombinemia a più di 20 secondi. Seguono
insufficienza epatica,
encefalopatia, coma e morte. L’insufficienza
epatica può presentarsi complicata da
acidosi,
edema cerebrale,
ipotensione, emorragia,
ipoglicemia, infezione ed insufficienza renale.
Insufficienza epatica il paracetamolo deve essere
somministrato con cautela in caso di pazienti con
insufficienza epatica lieve o moderata perché maggiore il
rischio di intossicazione epatica indotta dal farmaco. Il
rischio di epatopatia può aumentare in pazienti in terapia
con farmaci che inducono il metabolismo ossidativo del
paracetamolo; in caso di digiuno o di diete a basso
contenuto proteico; in caso di carenza di
vitamina E, nei primi giorni di sospensione
dell’assunzione di alcool negli alcolisti cronici.
Nella Tapichirina il Paracetamolo e' presente nella misura
di mg 500 o mg 125, sostanza che puo' danneggiare in modo
irreparabile il fegato se assunto in dosi elevate. Ciò
accade perché il paracetamolo è ripartito per il corpo in
vari metaboliti, di cui uno NAPQI. Ciò è dannoso per il
fegato, ma viene normalmente inattivato dal
glutatione.
Eccipienti: maltitolo: ha proprietà lassative, come
tutti gli alcoli degli zuccheri, per il lento assorbimento.
Il maltitolo ha una cattiva fama per i suoi effetti
gastrici, in quanto pur essendo meno dannoso se comparato ad
altri polialcoli, è usato in grosse quantità dall'industria
del cibo grazie alla sua somiglianza al saccarosio, il che
induce a un consumo eccedente le quantità raccomandate.
NON utilizzare MAI la Tachipirina ! e' tossica e non
serve soprattutto a guarire, ma a bloccare la febbre
risanatrice nell'organismo, la quale rimarra' presente e
latente nelle viscere.
DANNI del PARACETAMOLO...eccoli: cercate questa
frase su Google qe troverete tutto quanto !
TACHIPIRINA (Danni del
PARACETAMOLO)
Svelato un altro effetto indesiderato del paracetamolo
(principio attivo della famosa Tachipirina o dell'Efferalgan
"Farmaci con paracetamolo:
rischio asma
ed
allergie per i
bambini.
La scoperta principale - ha spiegato Julian Crane, lo
scienziato che ha coordinato lo studio - è che i bambini
che hanno utilizzato il paracetamolo prima di aver compiuto
15 mesi (il 90 per cento) hanno il triplo di probabilita' in
piu' di diventare sensibili agli allergeni e il doppio di
probabilita' in piu' di sviluppare i sintomi come l'asma a
sei anni rispetto ai bambini che non hanno utilizzato il
paracetamolo".
La Tachipirina è un farmaco
spesso assunto con superficialità, soprattutto nei
bambini
(anche neonati, ma sempre
plurivaccinati, quindi
immunodepressi) al primo accenno di febbre. In
realtà è un farmaco che può avere effetti molto dannosi
per l'organismo umano. Il principio attivo della
tachipirina è il paracetamolo.
Gli effetti tossici del
paracetamolo sono ampiamente noti ormai da tempo.
Gli studi più recenti risalgono ad una pubblicazione del
2010 da parte del
New Zeland Ashsma and Allergy color Study Group a
cura del dott. Wickens e Colleghi sulla rivista "Clinical &
Experimental Allergy": si sostiene che il paracetamolo è un
potente farmaco ossidante e proprio per questo consuma le
scorte del nostro più potente antiossidante che è il
glutatione.
Gli antiossidanti ci proteggono dagli effetti dannosi dei
radicali liberi: quest'ultimi sono responsabili di gran
parte delle malattie degenerative, dell'invecchiamento e
probabilmente anche del
cancro.
La Tachipirina viene consigliata, dai medici stessi, anche
per i bambini ma quest'ultimi, specie se molto piccoli, sono
poveri di sostanze antiossidanti e così facendo li rendiamo
ancora più poveri.
Inoltre si è visto che l"assunzione di paracetamolo può
essere associata nei bambini allo sviluppo di asma e
allergie. Questo è quanto emerso da uno studio della Otago
University di Wellington pubblicato sulla rivista Clinical
and Experimental Allergy.
Julian Crane, lo scienziato che ha coordinato lo studio, ha
dichiarato: "La scoperta principale è che i bambini che
hanno utilizzato il paracetamolo prima di aver compiuto 15
mesi (il 90 per cento) hanno il triplo di probabilita' in
piu' di diventare sensibili agli allergeni e il doppio di
probabilita' in piu' di sviluppare i sintomi come l'asma a
sei anni rispetto ai bambini che non hanno utilizzato il
paracetamolo. Tuttavia, allo stato attuale - ha continuato
Crane - non sappiamo il perche' di questo. Abbiamo bisogno
di studi clinici per verificare se queste associazioni siano
causali o meno, e per chiarire l'impiego comune di questo
farmaco". Secondo lo studioso questi dati sono purtroppo
possibili perchè "il paracetamolo e' stato dato molto
liberamente ai bambini piccoli".
Il Dott.Roberto Gava, famoso per l'approccio medico non
convenzionale, ha scritto un articolo denuncia sui danni
della Tachipirina.
http://www.informasalus.it/it/articoli/ridurre-danni-tachipirina.php
Egli conclude il suo articolo con queste parole:
"Se l'Industria
Farmaceutica guadagna sempre di più è
anche a causa della nostra ignoranza. Le conoscenze le
abbiamo, ma non possiamo più attendere che siano lo Stato o
la Medicina Ufficiale a comunicarcele: oggi ognuno deve
darsi da fare e cercare di proteggere la salute propria e
quella dei suoi cari.Spesso, nelle relazioni che tengo a
qualche convegno sono solito proiettare alla fine questa
frase:
"La salute è un prezioso patrimonio, nostro e dei nostri
figli: non possiamo metterla nelle mani dell'Industria
Farmaceutica o degli attuali
Enti Governativi
... molto probabilmente, chi lo farà la perderà !".
Come sanno quasi tutti, il
principio attivo della tachipirina, come di un altro farmaco
similare molto noto, l’efferalgan, è il paracetamolo. Questo
farmaco viene usato, indiscriminatamente sia per gli adulti
che per i bambini anche molto piccoli, come i neonati. Ma
quello che la gente non sa, grazie anche alla mancanza di
informazione da parte del Sistema Sanitario Nazionale, è
che la tachipirina è un farmaco molto tossico e che può
danneggiare in maniera marcata l’organismo e soprattutto il
delicato
sistema immunitario dei bambini. Ma cominciamo con un
certo ordine.
Gli effetti collaterali della tachipirina
Esiste una letteratura medica che riguarda il paracetamolo
che risale già al 1967 ( cfr Journal of Pharmacology and
Experimental Therapeutics 156, 285, 1967), che spiega quali
sono gli effetti collaterali del principio attivo della
tachipirina alle dosi terapeutiche:
vertigini, sonnolenza, alterazioni ematologiche, secchezza
orale, problemi di accomodazione, nausea, vomito, fenomeni
allergici, tipo glossite (lingua gonfia) orticaria, prurito,
arrossamenti cutanei, broncospasmo, porpora
trombo-citopenica.
Questi effetti collaterali della tachipirina sono stati
riportati anche circa vent’anni fa in un libro del
dott.Roberto Gava (l’Annuario dei Farmaci), dove aggiunge
che il paracetamolo possiede anche un’elevata
tossicità acuta dose-dipendente con gravi effetti epatici,
ittero ed emorragie, e la possibilità di avere una
progressione verso l’encefalopatia, il coma e la morte.
Inoltre la tachiprina può causare insufficienza renale con
necrosi tubulare acuta, aritmie cardiache, anemia emolitica,
agranulocitosi, e pancitopenia.
Gli effetti tossici della tachipirina
Gli effetti tossici del paracetamolo sono ampiamente noti da
decenni, e gli ultimi studi risalgono ad una pubblicazione
del 2010 da parte del New Zeland Ashsma and Allergy color
Study Group a cura deldott. Wickens e Colleghi sulla rivista
“Clinical & Experimental Allergy” . Quello che spiegano, in
sintesi, è che il paracetamolo (quindi la tachipirina) è un
potente farmaco ossidante e consuma le scorte del nostro più
potente antiossidante: il GLUTATIONE. E quando questo
scarseggia, il paracetamolo svolge la sua azione
epatotossica.
“L’effetto epatotossico è esplicato da un metabolita del
paracetamolo ( l’N-acetil-p-benzochinone), che viene
neutralizzato da un sistema epatico glutatione-dipendente.
Dopo che le scorte intraepatocitarie di glutatione si sono
esaurite il metabolita si lega con le proteine del citosol
epatocitario ( dopo circa dieci ore dall’assunzione) e
svolge al sua azione epatotossica”.
By L’Annuario dei Farmaci del dott.
Roberto
Gava)
I pericoli di
Vaccini +
Tachipirina
Il dott. Gava aggiunge che il paracetamolo viene
somministrato anche ai neonati, pur sapendo quanto questi
scarseggino di sostanze antiossidanti come il
glutatione.
Tra l’altro sembra che la tachipirina sia somministrata ai
bambini piccoli dopo aver fatto i vaccini di routine, con
conseguenze a dir poco disastrose e vi spiego perché.
Sappiamo che la cisteina ( un aminoacido essenziale che
permette la produzione di glutatione da parte del fegato e
del cervello) viene sintetizzata da un enzima, la metionina
sintetasi, e che il mercurio contenuto nei vaccini blocca
l’attivazione di questo enzima con la conseguenza di una
maggiore probabilità di alterare lo sviluppo cerebrale con
incremento di autismo e del disturbo da iperattività (ADHD),
patologie che sono enormemente aumentate in questi ultimi
anni.
Tra l’altro i bambini autistici hanno il 20% in meno di
cisteina disponibile e il 54% di livelli più bassi di
glutatione e questo comporta una maggiore incapacità del
loro organismo di espellere metalli tossici come il mercurio
(sia alimentare che dei vaccini).
Ne consegue che questi soggetti non dovrebbero mai
assumere tachipirina almeno nei primi anni di vita,
sicuramente non prima di aver superato i due anni. Infatti
sotto i sei mesi, un bimbo non è in grado di espellere il
mercurio vaccinale poiché il fegato è ancora “immaturo”. È
dimostrato, tra l’altro, che il mercurio entra molto
facilmente e si accumula nei tessuti cerebrali dei bambini
(ma non solo, vedere post sui vaccini) dato che la loro
barriera encefalica è più recettiva.
In più, il mercurio, a dosi elevate altera la mitosi
cellulare in un cervello in accrescimento come è quello di
un bambino. Studi scientifici del 2008 e del 2009 hanno
dimostrato che l’assunzione di paracetamolo aumenta la
probabilità dei bambini piccoli di ammalarsi di autismo.
Eppure la tachipirina spesso viene data dopo l’assunzione
dei vaccini per “spegnere” gli effetti visibili e
tranquillizzare quei genitori totalmente ignari di ciò che
potrebbe succedere in quei soggetti più predisposti a
livello immunitario ai danni dei vaccini. Febbre alta?
Tachipirina. Il bambino piange? Tachiprina.
Abitudine che spesso non finisce con l’età, perché molti
adulti assumono tachipirina ai primi sintomi di mal di
testa, mal di schiena o semplicemente per qualche linea di
febbre.
Pochi giorni fa è uscita una notizia su Informasalus, che
riporta uno studio coordinato dal dott. Julian Crane:
“Farmaci con paracetamolo: rischio asma e allergie per i
bambini”.
Il dott. Crane spiega che secondo le sue ricerche, i bambini
che hanno utilizzato il paracetamolo prima di aver compiuto
i 15 mesi di età ( il 90%) hanno il triplo di probabilità in
più di sviluppare una sensibilità agli allergeni e il doppio
di probabilità in più di sviluppare sintomi come l’asma
verso i sei anni rispetto ai bambini che non hanno assunto
tachipirina e simili farmaci con paracetamolo.
Tutte queste notizie dovrebbero farci riflettere, anche
perché si tratta di un farmaco che più che un’azione
antinfiammatoria ha un’azione antipiretica e analgesica.
Quindi attenti agli abusi, poiché è una sostanza che svolge
sempre e comunque un effetto epatotossico.
Il consiglio del dott. Roberto Gava (specializzato in
Cardiologia, Farmacologia Clinica, Tossicologia Medica, si è
perfezionato in Omeopatia Classica, Agopuntura Cinese,
Ipnosi Medica) è quello di non somministrare paracetamolo ai
bimbi piccoli,
CONSIGLIO PER I GENITORI:
approfondite le vostre conoscenze
personali sulle possibilità di cure alternative non
tossiche, per voi e i vostri figli. Molti problemi si
potrebbero risolvere soltanto rivedendo errate convinzioni
ormai radicate nell’ inconscio collettivo dalle case
farmaceutiche e dagli enti governativi, e adottando uno
stile di vita più corretto, evitando l’assunzione continua
di farmaci tossici come la tachipirina (ma non solo). Le
alternative ci sono, ed alla portata di tutti ed in questo
portale, ve ne diamo tantissimi !
Farmaci da banco, Tachipirina si conferma il più venduto
La classifica dei farmaci più venduto.
Articolo del 10/01/2015
Si conferma resta l‘antipiretico-analgesico Tachipirina, il
farmaco senza obbligo di prescrizione più venduto in Italia,
anche nei primi 6 mesi del 2014. Immancabile negli
armadietti degli italiani alle prese con febbre o dolori e
acciacchi ordinari, campione di vendite secondo la ‘top 50′
dei farmaci Otc (da banco) e Sop (senza obbligo di
prescrizione) più venduti alle farmacie e agli esercizi
commerciali previsti dalla legge, stilata dal ministero
della Salute. Un mercato, quello dei ‘senza ricetta’, che
vale oltre 2,4 miliardi di euro, pari al 13,9% della spesa
farmaceutica territoriale.
Sono i numeri che fotografano il giro d’affari per i
medicinali di automedicazione (secondo un’elaborazione
Assosalute su dati Ims Health, sell out, relativi al periodo
dicembre 2013-novembre 2014). I farmaci senza obbligo di
prescrizione rappresentano il 16,4% delle confezioni di
farmaci dispensate in Italia (quasi 304 milioni).
Nella classifica del primo semestre 2014, se la Tachipirina
500 mg in compresse (confezione da 20) svetta con oltre 2,8
milioni di confezioni fornite a farmacie ed esercizi
commerciali, il podio è completato da Rinazina spray nasale
(oltre 1,9 mln di confezioni), seguito dall’Enterogermina,
farmaco per curare e prevenire le alterazioni della flora
batterica intestinale (1,9 mln di confezioni).
Mentre l’Okitask, che al secondo semestre 2013 era al
secondo posto, scende al quarto (con oltre 1,7 mln di
confezioni fornite), seguito da Voltaren Emulgel, farmaco
usato per dolori reumatici e articolari (oltre 1,6 mln di
confezioni), che dal 15esimo posto del 2013 scala la
classifica fino a entrare nella ‘top 5′.
La Tachipirina figura più volte, sempre in posizioni alte
(per esempio sesta e 14esima) nelle sue molteplici versioni,
dallo sciroppo alle compresse con dosaggi o confezioni
diversi, fino alle supposte per bambini (la confezione da
10, 250 mg, è al 17esimo posto con oltre un mln di
confezioni vendute).
Mentre il Maalox, citato con tanto di video a fine maggio
2014 da Beppe Grillo nel suo blog dopo il risultato sotto le
attese ottenuto da M5S alle Europee, è 19esimo (la versione
‘plus compresse masticabili’, confezione da 30), in ripresa
rispetto al secondo semestre 2013 in cui era 26esimo.
Ma se si guarda al ranking dei primi 30 principi attivi nel
campo dell’automedicazione più consumati in Italia
nell’ultimo anno (dati
Aifa
da gennaio a novembre 2014), la situazione cambia. Il
principio attivo a cui si fa più ricorso nel Belpaese è
l’anti-infiammatorio diclofenac, per alleviare dolore e
infiammazione in vari disturbi muscolo-scheletrici, con 98,7
dosi giornaliere per 1.000 abitanti, seguito dal
decongestionante nafazolina, al secondo e terzo posto.
Quarto l’acido ascorbico, la vitamina C, la cui versione
made in Italy (il Cebion) ha compiuto 80 anni dal debutto
proprio nel 2014. Il paracetamolo è ottavo, l’ibuprofene
11esimo.
Tratto da: vacciniinforma.it
Commento del
Dott. Roberto Gava:
In realtà, la notizia è tutt’altro
che nuova e non solo per il recentissimo studio del
The New Zealand Asthma and Allergy Cohort Study Group
pubblicato da Wickens e Colleghi lo scorso settembre 2010
nella rivista
Clinical & Experimental Allergy e neppure per lo
studio del prof. Beasley e Colleghi del
Medical
Research Institute (Nuova Zelanda) pubblicato nel
settembre 2008 dalla rivista
The
Lancet. Infatti, gli effetti tossici del
paracetamolo (che comunque non è un antinfiammatorio, ma
solo un antipiretico-analgesico) sono ampiamente noti da
decenni.
Commento NdR:
Ricordiamo a tutti, anche al dott. Gava che i
bambini
che si
ammalano anche
e non solo
di influenza, e' perche'
sono stati
immunodepressi
dai vaccini che gli hanno propinato fin dai 2-3
mesi....
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Infatti, si ammalano facilmente, e se trattati con
Paracetamolo, ecco alcuni dei risultati degli asmatici:
Effetto di utilizzo paracetamolo sulla modifica dello
sviluppo di asma da specie reattive dell'ossigeno geni.
Astratto
BACKGROUND:
Recenti studi hanno identificato un aumento della prevalenza
dell'asma associato all'uso paracetamolo.
OBIETTIVO:
Per identificare il rapporto tra asma, biomarcatori, geni, e
l'uso di paracetamolo nei bambini in età prescolare.
METODI:
Abbiamo intrapreso un basato sulla popolazione, un'indagine
trasversale di 933 bambini in età prescolare. Stato di asma
è stato classificato in base alla storia clinica e sintomi
asmatici. Storia di utilizzo paracetamolo durante l'infanzia
è stato registrato. Oscillometry Impulse, esami del sangue
per eosinofili e IgE totali, e la genotipizzazione di NAT2,
Nrf2, e GSTP1 polimorfismi di saggio TaqMan sono stati
condotti.
RISULTATO:
Uso paracetamolo nell'infanzia è stato associato ad un
aumentato rischio di trattamento per l'asma da meno di 12
mesi. Uso paracetamolo con una storia familiare di asma
aumentava il rischio di diagnosi di asma mai, asma corrente,
e il trattamento per l'asma da meno di 12 mesi. Polimorfismi
genetici in NAT2 (rs4271002), Nrf2 (rd6726395), e GSTP1
(rd1695) hanno aumentato il rischio di un trattamento per
l'asma negli ultimi 12 mesi. Gli eosinofili sono stati
significativamente elevati nel gruppo con l'uso di
paracetamolo e una storia familiare di asma; Tuttavia, il
livello di IgE totali e IOS non hanno mostrato alcuna
differenza significativa.
CONCLUSIONE:
Uso paracetamolo durante l'infanzia era significativamente
associato ad un aumento del rischio di asma. L'associazione
è più significativo nei bambini geneticamente suscettibili,
in relazione ai geni antiossidanti, e l'effetto può essere
mediato da infiammazione eosinofila.
Tratto e fonte da:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23622008
Ann Allergy Asthma Immunol. 2013
May;110(5):364-369.e1. doi: 10.1016/j.anai.2013.03.008.
Research Su.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
PARACEMATOLO (Tachipirina)
-
PUO' AUMENTARE il RISCHIO di
ASMA
DIFFIDATE dei CONSIGLI del vs.
MEDICO...
L'uso del paracetamolo nel primo anno di vita o nella
primissima infanzia puo' esser legato a un maggior rischio
di asma, rinocongiuntivite ed eczema nei bambini tra i 6 e i
7 anni; per cui si raccomanda prudenza nel suo utilizzo. E'
questa la conclusione di un articolo pubblicato nel
numero di questa settimana della rivista 'The Lancet',
dedicato all'asma e che ha analizzato i dati di oltre
200.000 centri sanitari in 31 Paesi.
"Abbiamo trovato un'associazione tra paracetamolo e asma
che suscita preoccupazione", ha detto il
professore Richard Beasley, del Medical Research
Institute in Nuova Zelanda. "Il paracetamolo e' il
farmaco piu' usato per alleviare dolenzia e febbre nei
bambini, ma dovrebbe essere limitato a piccoli che hanno
oltre i 38,5 gradi di temperatura".
I ricercatori hanno scoperto che l'uso del
paracetamolo per curare la febbre nel primo anno di
vita e' associato a un rischio superiore del 46 per cento
di manifestare asma quando il bimbo avra' 6 o 7 anni.
Nel caso che il paracetamolo fosse stato somministrato in
dosi medie durante i dodici mesi precedenti le
rilevazioni, il rischio di sintomi di asma erano
maggiori del 61 per cento, mentre per dosi piu' elevate,
arrivava a triplicarsi.
L'uso del paracetamolo nel primo anno di vita viene
associato inoltre a un aumento del rischio di
riconogiuntivite del 48 per cento e di eczema per il
35 per cento. Beasley ha precisato che "non esiste motivo di
allarme", ricordando che lo studio epidemiologico dovra'
essere completato con test clinici.
"Il paracetamolo e' un medicinale i cui benefici in caso
di febbre alta sono stati provati, ma non deve
somministrarsi come se fosse acqua, bensi' solo quando e'
necessario", ha detto il dottor R. Graham Barr
dell'University of Columbia, un altro degli autori dello
studio.
Del resto, l'Organizzazione Mondiale della Sanita'
raccomanda di non utilizzare il paracetamolo in modo
routinario, ma riservarlo solo alle febbri superiori
ai 38 gradi e mezzo.
E il paracetamolo continua ad essere il farmaco consigliato
nella febbre dei bambini, soprattutto quelli asmatici, per i
rischi che comporta la somministrazione di aspirina di altri
anti-infiammatori.
A spingere gli studiosi a studiare il possibile ruolo
del paracetamolo e' stato il notevole incremento di asma
negli ultimi venti anni, in particolare in Paesi come la
Nuova Zelanda, dove si consumano grandi quantita' di
questo farmaco.
Un altro studio pubblicato sempre nell'ultimo numero di 'Lancet'
sottolinea che la rinite, sia allergica che non, e' un
importante rischio di predisposizione dell'asma negli
adulti.
AGI/REUTERS/AFP/EFE - Londra, 19 set. 2008
Commento NdR: quello che non viene studiato ne' detto
da questi "ricercatori" e' che non solo il farmaco
paracematolo, puo' essere corresponsabile dell'aumento
dell'asma nei bambini, ma sono soprattutto i
Vaccini che
subiscono in tenera eta' quali cause primarie, che
scatenano questa malattia nei
bambini e giovanetti.
COMMENTO del dott.
ROBERTO GAVA:
In un libro di farmacologia ("L'Annuario dei Farmaci") che
ho pubblicato quasi 20 anni fa con la Casa Editrice Piccin
Nuova Libraria (un libro di più di 2000 pagine che raccoglie
gli effetti farmacologici di tutti i principi attivi in
commercio nel nostro Paese), scrivevo:
"Alle dosi terapeutiche, i più comuni effetti del
paracetamolo sono: alterazioni ematologiche, vertigini,
sonnolenza, difficoltà di accomodazione, secchezza orale,
nausea, vomito, fenomeni allergici (glossite, orticaria,
prurito, arrossamento cutaneo, porpora trombocitopenica,
broncospasmo) . Il paracetamolo possiede anche un'elevata
tossicità acuta dose-dipendente.
I danni sono principalmente
epatici, con ittero ed emorragie, ma si può avere anche la
progressione verso l'encefalopatia, il coma e la morte. Ci
possono essere pure insufficienza renale con necrosi
tubulare acuta, aritmie cardiache, agranulocitosi, anemia
emolitica, pancitopenia.
Quello che è più importante, però, è un altro punto. Poco
più avanti, in quello stesso libro ho infatti scritto:
"L'effetto epatotossico è esplicato da un metabolita del
paracetamolo (l'N-acetil-p-benzochinone) che viene
neutralizzato da un sistema epatico glutatione-dipendente.
Dopo che le scorte intraepatotocitarie di
glutatione si sono
esaurite, il metabolita si lega con le proteine del citosol
epatocitario (circa 10 ore dopo l'assunzione del farmaco) e
svolge la sua azione epatotossica".
La terapia consta della somministrazione (entro le 10 ore)
di acetilcisteina endovena, metionina per bocca o, meglio,
glutatione per via parenterale (im o ev).
Ebbene, la letteratura che riporta questi dati è addirittura
del 1967 (cfr Journal of Pharmacology and Experimental
Therapeutics 156: 285; 1967).
Sono passati 43 anni da allora e il paracetamolo continua
non solo ad essere sintetizzato e diffuso in quantità
inimmaginabili, ma anche ad essere somministrato a qualsiasi
età: è consigliato addirittura nei neonati, (NdR;
anche prima
di vaccinarli....per
tentare di evitare le prime conseguenze dei
danni dei vaccini, febbre, dolore, ecc.)
Qual è il problema ?
Il problema è che il paracetamolo è un potente farmaco
ossidante e consuma le scorte del nostro più importante
antiossidante:
Il GLUTATIONE
! E per di più, quando il glutatione scarseggia, il
paracetamolo svolge la sua potente azione epatossica, ma non
solo questa.
Ebbene, pensate che:
- Il paracetamolo viene consigliato anche ai bambini piccoli
e ai neonati, pur sapendo che i bambini (e i neonati in
particolare) sono poveri di sostanze antiossidanti (come il
glutatione).
- Sappiamo che la cisteina (aminoacido essenziale per
permettere la produzione di glutatione da parte del fegato e
del cervello) viene sintetizzata per azione dell'enzima
metionina-sintetasi e sappiamo che il mercurio contenuto nei
vaccini blocca l'attivazione di questo enzima con la
conseguenza che è più facile che si alteri lo sviluppo
cerebrale e si incrementi l'incidenza di autismo e del
disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), due
patologie che oggi stanno diventando molto comuni.
- È dimostrato che i bambini autistici hanno il 20% di
livelli più bassi di cisteina e il 54% di livelli più bassi
di glutatione e questo compromette la loro capacità di
detossificarsi e di espellere (NdR: le sostanze
tossiche) i metalli come il
mercurio
(sia alimentare che quello somministrato con i
vaccini
pediatrici). Questi bambini non dovrebbero mai assumere il
paracetamolo, almeno nei primi anni di vita . ma chi sa
individuare questi bambini senza eseguire esami adeguati ?
- Sappiamo che il mercurio vaccinale non viene facilmente
escreto dai bambini sotto i sei mesi di vita (perché viene
escreto per via biliare e il
fegato del neonato è ancora
immaturo).
- È dimostrato che il mercurio entra molto facilmente (e si
accumula) nei tessuti cerebrali del bambino, dato che la
barriera ematoencefalica è più recettiva. Inoltre, i
composti mercuriali alterano, e a dosi elevate bloccano, la
mitosi cellulare (danno molto grave specie per il
cervello e
in età pediatrica, quando il
cervello dovrebbe avere un
grande sviluppo).
- Se uno si aggiorna, sa che studi scientifici pubblicati
nel 2008 e nel 2009 hanno dimostrato che l'assunzione di
paracetamolo aumenta la probabilità dei bambini piccoli di
ammalarsi di autismo
(NdR: e' un coadiuvante al
danno
vaccinale cerebrale di base per l'autismo).
Eppure, il paracetamolo viene consigliato tutt'oggi dai
Servizi di Igiene Pubblica (ASL-USL) subito dopo ogni
vaccinazione dei
neonati, addirittura prima che possano sviluppare la febbre
o qualche malessere. Forse si vogliono tranquillizzare le
madri che così si accorgono meno dei
danni da vaccini,
perché questo farmaco blocca molte reazioni iniziali ? Ma
agendo in questo modo si impoverisce l'organismo di glutatione e si facilitano ancor di più i danni da vaccini
nei soggetti che, a nostra insaputa, ne sono particolarmente
predisposti !
By dott. Gava
(medico)
A riprova di cio':
Febbre: giú le mani dal termometro - 15/10/2010
Acidi acetilsalinici, Ibuprofene, Paracetamolo: da quando si
è bambini fino al raggiungimento dell’età adulta, vale
sempre la massima propinata dai
medici
impreparati, per cui gli anti-febbre salvano la vita.
Ma propria questa convinzione sarebbe, secondo quanto oggi
dicono alcuni medici britannici, errata. E consigliano ai
medici la piretoterapia.
Clark Blatteis combatte da oltre 30 anni con la febbre.
Tuttavia proprio ciò che il medico, ricercatore alla
University of Tennessee Health Science Center in Memphis,
postula quale
conclusione del suo lavoro, potrebbe, oggi, meravigliare
i medici di tutto il mondo.
Uomini e pesci sono simili in un punto, lo credono in molti:
entrambe le forme di vita del pianeta terra usano la febbre
per difendere l’organismo dagli attacchi esterni e
combattere le infezioni.
Certo i pesci, diversamente dall’uomo, non combattono
l’innalzamento della temperatura corporea con il
paracetamolo, con gli acidi acetilsalinici o con altri
anti-febbre, ma sfruttano la forza della macchina della
temperatura corporea, un frutto dell’evoluzione.
L’entusiasmo di Blatteis riguardo al calore interno della
vita non è casuale. Poco a poco, anche se timidamente, si fa
strada nella medicina l’opinione che la febbre sia utile e
non dannosa all’uomo. È da molto tempo risaputo che alte
temperature corporee attivano i linfociti-T.
Una terapia che permetta che la febbre corporea arrivi a 40
gradi celsius, non è tuttavia fino ad ora sembrata essere,
soprattutto quando ad essere in pericolo è la vita stessa,
un mezzo adeguato.
Esporre i pazienti a febbre alta nella fase iniziale. Ed è
proprio questo che oggi dovrebbe cambiare.
Uno studio di Garth Dixon della
University College London ha
fatto scalpore. Il microbiologo aveva ricercato l’effetto
della temperatura corporea sull’agente patogeno della Neisseria meningitidis B, anche se solo in laboratorio.
Nelle provette di sangue che erano state conservate alla
temperatura di 40 gradi Celsius la concentrazione dei
pericolosi bacilli era scesa, rispetto alle provette a
temperatura ambiente, del 90%.
I risultati furono così impressionanti che la Peer Reviewed
British Medical Journal (BMJ) pubblicò la dichiarazione del
microbiologo londinese: i pazienti, come da allora Dixon non
si stanca di ripetere, dovrebbero essere esposti,
soprattutto nella fase iniziale dell’ infezione, ad un
aumento della temperatura corporea al fine di
decimare, in modo naturale, la popolazione batterica. Un
mese dopo il BMJ
riportava uno studio condotto su scala mondiale dal
mondo ospedaliero, che affrontava il fenomeno della febbre
da un punto di vista terapeutico. Gavin Barlow della Hull
and East Yorkshire Hospitals NHS Trust ha esaminato
i dati di 400 pazienti, tutti ammalati di pneumonia.
I
dati parlano da soli: mentre oltre un terzo dei pazienti, la
cui temperatura corporea era stata mantenuta sotto i 36
gradi, decedette nell’arco di 30 giorni dall’inizio della
malattia, oltre l’82% dei pazienti, la cui temperatura
corporea era aumentata, era sopravvissuto. La cosa
impressionante fu che i pazienti, la cui temperatura era
salita a 40 gradi, sopravvissero tutti.
Certamente occorre osservare che sono le persone più anziane
ad avere una temperatura più bassa e che è possibile che
sarebbero decedute anche senza l’infiammazione polmonare,
sostiene Barlow, che tuttavia è “impressionato dalla
magnitudo dell’effetto”. Studi randomizzati potrebbero
togliere ogni dubbio, tuttavia, fino ad ora, c’è n’é stato
uno soltanto.
Già nel 2005 i medici della
University of
Miami volevano scoprire se i pazienti cui vengono
somministrati medicinali anti-febbre sono effettivamente terapizzati meglio. A tal fine 82 pazienti in terapia
intensiva sono stati divisi in due gruppi, dei quali solo
alla metà sono stati somministrati gli antifebbrili. “Nel
gruppo terapizzato in modo standard ci sono stati cinque
decessi e solo uno in quello in cui la febbre non è stata
contrastata”, così
Carl Schulman spiega la sospensione del suo studio.
“la dottrina della febbre giú”
In alcuni Paesi, come la Gran Bretagna, vi è stata una
reazione nel trattamento dei bambini e sono stati seguiti,
da alcuni anni,
i consigli di utilizzare la febbre come strumento
terapeutico.
Ma in molti altri Paesi, inclusa l’Italia, vige ancora la
“dottrina della febbre giù” e non è raro trovare, espresso a
chiare lettere, il consiglio di utilizzare medicinali in
caso di febbre alta. Anche in Germania la situazione è
simile.
I medici berlinesi del
Robert Koch Institut consigliano ai propri colleghi, in
caso di morbillo cui sorgano complicazioni, di ricorrere ai
medicinali anti-febbre.
Ma ci sono buone speranze, perché per lo meno spunta il
riconoscimento che l’abbassamento febbrile non è sempre la
soluzione giusta. Si è ancora lontani da ciò che è stato
fatto negli USA ed in Inghilterra, ma vi sono dei
miglioramenti. In Italia vi sono dei siti internet che
spiegano che la febbre non è una malattia, soprattutto nei
bambini.
In Germania un
recente manualetto della più vecchia Università privata
tedesca, quella di Witten/Herdecke, concentra l’attenzione
sul punto focale: “Anche se molti adulti hanno fatto buone
esperienze con l’impiego di questi medicinali nei loro
bambini, non esistono studi che ne dimostrino l’efficacia
univocamente e statisticamente”.
By Vlad Georgescu - Tratto da. news.doccheck.com
Commento NdR: ma tutto cio' e' stato da SEMPRE
insegnato dalla
Medicina Naturale !
La
Febbre e' il normale lavoro della Natura per
guarire
ed eliminare anche le
infiammazioni dal corpo, quindi e'
BENEFICA, NON deve
MAI essere soffocata od inibita, ma
controllata ed aiutata ad uscire
dall'organismo, con i metodi naturali =
clistere +
alimentazione
crudista
frullata o centrifugata +
frizioni fredde !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Febbre:
la naturale difesa del corpo contro le malattie
Tratto
da: “Bambini sani senza medicinali” - By Robert S. Mendelsohn
Quando
vostro figlio ha la febbre, vi angosciate e correte a telefonare al
pediatra ?
E’ il comportamento di molti genitori, indotti dal personale medico e
infermieristico a pensare che tutte le febbri siano pericolose. Un’altra
opinione errata, avvalorata dai medici, è che il grado di temperatura
corporea di un bimbo sia la spia della gravità della sua malattia. Ecco
perché la febbre è il sintomo che procura circa il trenta per cento dei
pazienti di un pediatra.
La
paura della febbre
Quando telefonate al
pediatra per dirgli che vostro figlio è malato, la sua
prima domanda inevitabilmente è: “Gli ha provato la
febbre ?”
Sia che gli diciate che il bimbo ha 38 °C
di febbre, sia che ne abbia 40 °C il suo consiglio sarà
probabilmente quello di dargli la tachipirina e portarglielo
in studio. E’ un rituale quasi universale per i pediatri;
ho il sospetto che per alcuni di essi sia una risposta
meccanica, che uscirebbe spontaneamente dalla loro bocca
anche se gli diceste che il bambino ha la febbre a 43 °C !
Ciò che maggiormente mi preoccupa è che si tratta della
risposta sbagliata alla domanda sbagliata. Il fatto che la
febbre sia il primo sintomo di cui si preoccupano, implica
che qualcosa di pericoloso sia insito nella febbre stessa.
Quando poi vi prescrivono un febbrifugo vi conducono all’inevitabile
conclusione che sia necessario e auspicabile dare
farmaci al
bambino per abbassargli la febbre.
Questa
storia prosegue quando portate il bambino dal medico. Nella
maggior parte dei casi, per prima cosa l’infermiera gli
prova nuovamente la temperatura e la segna sulla cartella. E
in questo non ci sarebbe nulla di male, perché una
temperatura elevata offre un indizio diagnostico importante
nel contesto di quanto il medico apprende nel corso della
visita. Ma alla febbre troppo spesso viene data un’importanza
molto maggiore; il medico guarda la cartella clinica, assume
un’aria preoccupata e dice con espressione seria:”Hmmm,
39… sarà meglio fare qualcosa !”.
Questa è una sciocchezza, una sciocchezza ingannevole,
poiché la presenza di febbre di per sé non significa che
ci sia qualcosa da fare. A meno che non siano presenti altri
sintomi, come, per esempio, un’estrema svogliatezza, un
comportamento anomalo, difficoltà respiratorie o altri
segnali che possano far sospettare una malattia grave come
la difterite o la
meningite, il medico dovrebbe dirvi che
non c’è nulla di cui preoccuparsi e rimandarvi a casa
insieme con il bambino.
Non sorprende quindi, data questa falsa
preoccupazione dei
medici nei confronti della febbre, che la stragrande
maggioranza dei genitori la temano grandemente e che il loro
grado di paura salga a mano a mano che salgono i gradi di
temperatura registrati dal termometro.
Questo timore è solo raramente giustificato.
Vi risparmierete un sacco di angosce ed eviterete molti
inutili e potenzialmente pericolose radiografie, esami e
cure mediche, se terrete a mente alcune nozioni basilari
sulla febbre, che ogni medico dovrebbe sapere, ma che molti
sembrano ignorare e che la maggior parte di essi non vi
dirà.
Commento
NdR: Quello che non si vuole far capire ai medici ed ai
pazienti, e' che la febbre e' la
naturale difesa dell'organismo per tentare di eliminare le
infiammazioni
esistenti nelle viscere del corpo:
vedi
assolutamente:
Dottrina termica
e Terapia del Freddo
+
Legge di Guarigione
(Crisi di eliminazione)
Quello che Mendelsohn si dimentica di dire e' che basta
fare un clistere
(per i lattanti e/bambini, perettina
di acqua tiepida o di infuso di Camomilla) per eliminare le feci che in caso di
febbre ristagnano nell'intestino,
disinfiammando
e disintossicando il colon e soprattutto la parete intestinale
che sempre e' irritata in caso di febbre e..... come per incanto la febbre
scompare !
Fare molta attenzione all'alimentazione
che deve essere vegetariana e ricca di succhi crudi
di
frutta e verdura, magari frullati.
E se per caso ritorna, occorre fare le
frizioni
fredde (o spugnature) come indicato in
Cure
Naturali, salvo nel caso di problemi di cuore
e/o di circolazione.
Ricordarsi
che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e
della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto a livello
intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte
dell'organismo.
In caso di stato febbrile occorre assolutamente
effettuare:
1 -
FRIZIONI fredde,
ad intervallo di un'ora ciascuna e cio' per 7 volte, come descritto in
Tecniche Naturali /frizioni
- NON per coloro che soffrono di problemi
cardiaci, di cuore e/o di circolazione importanti.
2 -
CLISTERE di acqua tiepida e/ anche con
Camomilla
e/o Bicarbonato di Sodio
e/o caffe'
- per i particolari vedi:
Idro colon Terapia
Questa tecnica e
da NON fare per coloro
che soffrono di
infiammazioni all'appendice.
3 -
Assumere
ogni sera, solo per il periodo della febbre, un bicchiere di latte caldo
nel quale sono stati introdotti
e disciolti, 1 cucchiaino di miele + 1 pizzico di zenzero secco + 1
pizzico di curcuma, spezie che sono particolarmente riscaldanti, che favoriscono le
sudorazione durante la notte e quindi l’eliminazione delle scorie
tossiche e delle infiammazioni.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il FONDAMENTO LOGICO della FEBBRE
Nella sua oggi
famosa conferenza su " La Vera Arte Guaritrice", tenuta
allo Smithsonian Institute nel Febbraio 1862, il Dr. Trall
dichiarava:
«La febbre non ha una sede; essa è un'azione. Non
dimenticate la domanda fondamentale: che cosa è la
malattia ?
La febbre è una forma patologica e come tale è un
processo di purificazione;
pertanto essa sarà uno dei metodi attraverso cui il sistema
si libera della materia morbosa». «Per quanto tempo ancora i
medici si spremeranno il cervello e consumeranno carta e
inchiostro per cercare Una COSA che NON E' AFFATTO TALE, e
tentare di trovare una sede per una malattia che non ha
nessuna ubicazione ?»
L'idea qui espressa, vale a dire che la febbre non è altro
che una parte dei processo generale di ricostruzione e
purificazione che è la malattia, e che la febbre è salubre o
benefica, è stata sostenuta dagli Ortopatici, dagli
Idropatici e dal Naturopatici nonchè dai Fisiomedici sin
dalla loro origine.
L'idea venne derisa dalla professione medica "regolare",
sebbene, come dimostreremo più tardi, essa, oggi, inizi a
farsi strada anche tra loro. Si dice, in realtà, che
Ippocrate abbia detto: «Datemi la febbre e curerò qualsiasi
malattia», ma Ippocrate certo non può essere classificato
come un "regolare". Egli fu una via di mezzo tra un moderno idropatico ed un fisiomedico.
L'idea fisiomedica della febbre è visibile nella seguente
citazione tratta da "Fisiomedicin" del Dr. J. S. Thomas:
"Da ora in poi ci batteremo per sostenere quanto abbiamo
detto, e cioè che La
MALATTIA E' una CONDIZIONE che
DIMINUISCE l'ENERGIA di QUELLA FORZA che SOSTIENE e MANTIENE
la VITA , e che l'IRRITAZIONE, l'INFIAMMAZIONE e la FEBBRE
sono semplici manifestazioni della
forza vitale per restaurare la condizione originaria".
Continuando: "Queste azioni vitali (le azioni della
malattia) sono tutte benefiche per il paziente, e dovrebbero
essere aiutate invece di essere soffocate. La FUNZIONE
SOSPESA della SUPERFICIE CUTANEA PRIMA di un ATTACCO di
BRIVIDI (SENSAZIONE di FREDDO) NON PUO' ESSERE RIPRESA SENZA
la FEBBRE, e nessuna lacerazione della carne può essere
risanata senza quel processo fisiologico chiamato
infiammazione, che insieme alla febbre,
loro (Allopatici ed
Omeopatici) trattano come
malattia'".
Il dr. Joel Shew nel suo "Il medico di famiglia Idropatico",
dichiara:
"Qualsiasi sia la verità a proposito della natura e della
tendenza generale della febbre, bisogna però sottolineare il
fatto che i pazienti, quando convenientemente curati, e non
danneggiati da misure rigide ed arbitrarie, dopo un attacco
stanno molto meglio. Ciò si osserva addirittura dopo certe
febbri che hanno avuto origine nella malattia".
E' stato detto che "l'infiammazione è una febbre locale e
che la febbre è un'infiammazione generale".
Se con questo si vuol dire che entrambe sono parte dello
stesso processo di guarigione, non abbiamo nulla da
obiettare.
Un'infiammazione generale però per poter esistere ha bisogno
di un quantitativo sufficiente di sangue che la produca. La
febbre, da parte sua, è piuttosto una reazione generalo dei
sistema nel caso in cui irritazione ed infiammazione sono
estese e, in una certa misura colpiscono anche organi
interni.
Di regola, le febbri sono precedute da una sensazione di
freddo.
Questa è dovuta al ritiro del sangue dalla superficie del
corpo e causa una sospensione dell'irraggiamento dei calore
cutaneo; a tale sospensione segue la febbre. La febbre non
solo metto le cellule dell'interno dei corpo in condizioni
di accelerare le proprie attività, ma assicura anche il
calore della superficie dei corpo che altrimenti rimarrebbe
fredda.
Le cellule di tutti i tessuti e liquidi colpiti da febbre ed
infiammazione si ingrossano. Ciò è dovuto ad un'accresciuta
essudazione di liquidi dal sangue nelle parti colpite, che
ha come effetto un maggior nutrimento ed una più rapida
crescita.
Questo aumento della temperatura corporea durante
le infiammazioni e le febbri è costante, ed è impossibile
che queste si sviluppino senza che si abbia un temporaneo
aumento della quantità di materia vivente nelle zone
interessate. Nelle cellule si osserva sempre un aumento dei
processo nutritivo.
Forse per spiegare meglio il fondamento logico della febbre,
prendiamo in esame i movimenti di una ameba in diverse
condizioni di temperatura. Per autonoma che tale creatura
monocellulare possa apparire, essa in realtà è incapace,
senza un'influenza esterna, di accelerare le proprie
funzioni al di sopra dei proprio standard fisiologico e,
parimenti, di rallentarle o bloccarle.
Se la temperatura dell'ambiente in cui si trova viene
aumentata di pochi gradi, i suoi movimenti, precedentemente
forse lenti e fiacchi, immediatamente si rinvigoriscono:
l'attività vitale cellulare aumenta.
Un AUMENTO della TEMPERATURA E' NECESSARIO per AUMENTARE l'ATTIVITA'
VITALE.
Una diminuzione della temperatura sortisce l'effetto
contrario. Se il liquido in cui si trova l'ameba viene
gradualmente raffreddato, la cellula gradualmente cessa i
suoi movimenti ed attività e, alla fine, diventa un semplice
globulo inerte capace di riprendere le sue attività
originarie soltanto una volta che la temperatura sarà stata
aumentata.
Una RIDUZIONE della TEMPERATURA RIDUCE l'ATTIVITA'
CELLULARE.
Se la temperatura viene aumentata troppo, i movimenti della
cellula gradualmente cessano. Ad un certo grado di calore,
la cellula diventa rigida e inerte e può riprendere a
funzionare soltanto dopo averne fatto scendere la
temperatura.
Il CALORE ECCESSIVO BLOCCA l'ATTIVITA'
CELLULARE.
Noi possiamo aumentare la temperatura dell'ameba quanto
vogliamo in quanto siamo noi stessi che, dall'esterno,
forniamo il calore; questo, infatti, non è prodotto della
sua attività cellulare. Nel corpo, durante la febbre, le
cose vanno diversamente.
Il calore è il risultato della stessa attività corporea, e
se esso supera una certo soglia, l'attività cellulare viene
automaticamente rallentata e la produzione di calore
diminuita.
ESISTE QUINDI un CONTROLLO AUTOMATICO
dell'AUMENTO della TEMPERATURA.
Una delle funzioni principali della pelle è quella di
regolare la temperatura corporea. Il calore viene diffuso
attraverso la pelle, soprattutto attraverso la sudorazione.
Il corpo viene raffreddato dall'evaporazione dei sudore;
qualsiasi liquido, infatti, evaporando assorbe calore. Il
sudore, evaporando, sottrae calore al corpo.
Regolando la quantità di sangue che raggiunge la pelle,
viene controllata la fuga di calore dal corpo. Più sangue è
nella pelle, più calore verrà emanato dal corpo. Se il corpo
viene raffreddato, i vasi sanguigni della pelle si
contraggono. Ciò obbliga il sangue a defluire dalla
superficie verso l'interno del corpo e a conservare il suo
calore. Quando il corpo è caldo, i vasi in superficie si
dilatano, permettendo così a quantità maggiori di sangue di
raggiungere la pelle e dissipare così parte dei loro calore.
Vi sono due categorie di nervi preposte a regolare la
conservazione e l'emanazione dei calore: quelli vasomotori,
che controllano la contrazione e la dilatazione dei vasi
sanguigni, controllando pertanto il flusso sanguigno, e
quelli secretori che stimolano le attività delle cellule
ghiandolari. Generalmente ad un aumentato flusso sanguigno
si accompagna un'accelerazione dell'attività ghiandolare,
sebbene talora capiti - nel caso di soggetti molto nervosi o
di shock - che si abbia una profusa traspirazione
appiccicaticcia contemporaneamente ad una diminuzione dei
flusso sanguigno. La secrezione del sudore è regolata dal
sistema nervoso. I centri ad essa preposti, situati nel
midollo spinale, vengono attivati dal moto, dalle variazioni
della temperatura esterna, da emozioni, da molte sostanze e
spesso da un aumento della temperatura dei sangue circolante
nello stesso midollo spinale.
Il corpo non solo regola l'emanazione dei calore, ma ne
regola pure la produzione e la distribuzione. Capita spesso
in soggetti motto deboli o in casi di shock che la capacità
dei corpo di produrre o conservare calore sia ridotta,
cosicché la sua temperatura scende al di sotto del normale.
In molti stadi di una malattia acuta, la temperatura è al di
sopra dei normale e si dice che il paziente ha la febbre.
FEBBRE E' un SEMPLICE AUMENTO di QUALCHE GRADO della NORMALE
TEMPERATURA CORPOREA.
Durante la febbre, di solito si ha una produzione di calore
maggiore rispetto alle condizioni normali, sebbene il calore
prodotto non eguagli mai quello provocato da un violento
esercizio fisico. Questa differenza di calore prodotto è
dovuta al fatto che la febbre non è tanto una maggior
produzione di calore, ma piuttosto una diminuzione della sua
emanazione. L'emanazione attraverso la pelle viene sospesa e
non sempre alla febbre si accompagna un aumento di
produzione di calore.
La febbre, invece, si accompagna spesso ad una ridotta
capacità respiratoria, come nel caso della polmonite, e
all'introduzione nel sangue di un quantitativo di ossigeno
ridotto rispetto al normale, con una successiva riduzione
nella formazione ed espulsione di acido carbonico.
L'infiammazione e la febbre non dipendono necessariamente da
un aumento dei processo di ossidazione. La febbre non è un
processo di "combustione", né per quanto concerne il corpo
né per quanto concerne le cause della malattia, malgrado sia
una parte essenziale di qualsiasi malattia acuta.
Febbri ed infiammazioni leggere non necessariamente
provocano dei cambiamenti permanenti nei tessuti. Molte di
loro passano senza lasciare la benche' minima traccia; non
provocano la degenerazione di alcun tessuto organico, né
cambiamenti strutturali. Non rimane, insomma, alcuna traccia
della battaglia svoltasi.
Dopo una febbre o un'infiammazione
l'organismo può presentarsi esattamente come era prima che
iniziasse la battaglia; o, addirittura - in quei casi in cui
la febbre non sia stata soffocata, ma lasciata libera di
svilupparsi - l'organismo appare rinnovato e purificato.
Laddove, dopo una febbre, il corpo, o una sua parte, risulta
danneggiato la causa del danno non va ricercata nella
febbre, ma piuttosto nelle misure adottate per sopprimerla;
non è la febbre in sé che danneggia il corpo, bensì tutti i
metodi usati per sopprimerla. La febbre in sé è una parte
essenziale del processo acuto; essa ha un ruolo salutare e
costruttivo e non è mai fatale o dannosa. La presenza della
febbre è un segno della - salute che ritorna e, allo stesso
tempo, una prova che il corpo possiede ancora sufficiente
vigore vitale per battersi contro i nemici della vita.
La crisi o svolta di una febbre è solitamente caratterizzata
da una ripresa della sudorazione, che precedentemente era
stata sospesa, e dal conseguente calo di temperatura
corporea. Durante la febbre, la pelle di solito è secca.
Quando vi è un'infezione intestinale, come, ad esempio,
nella febbre tifoidea, e vi è la necessità di fare affluire
grossi quantitativi di sangue all'intestino, il sangue viene
"sottratto" alla superficie corporea ed il risultato è una
sensazione di freddo. L'«insorgere» della febbre è
preannunciato da un brivido, il quale ha lo scopo specifico
di sospendere l'irradiazione superficiale dei calore
corporeo. Durante questa sensazione di freddo, la
temperatura superficiale dei corpo potrà anche mantenersi
normale; in cambio, quella dell'interno aumenterà.
Il "ritiro" del sangue dalla superficie del corpo e la sua
concentrazione all'interno squilibra la circolazione e
disturba la pressione sanguigna. Automaticamente, ciò
aumenta la rapidità dell'attività cardiaca, la quale, a sua
volta, accelera la respirazione. In questo modo, come
vedremo più avanti, si soddisfano altri due requisiti
essenziali ai fini della guarigione.
L'aumento della febbre sarà determinato da:
1) La capacità di reazione del malato, e
2) La virulenza e quantità di tossine contro cui si
oppongono le forze della vita. Di questi due fattori, la
capacità di reazione del malato è quello che maggiormente
contribuisce a far alzare la temperatura.
Individui giovani e vigorosi facilmente sviluppano febbri
molto alte in risposta a cause minori, mentre gli anziani o
gli individui deboli sono spesso incapaci di sviluppare una
febbre difensiva contro le tossine più virulente. Il fatto
che la febbre abbia uno scopo specificamente benefico ha
cominciato a penetrare nel cervello degli Eteropatici.
Prima di fornire qualsiasi altra testimonianza medica su
questo fatto, desidero citare il dr. Shew, "Il medico di
famiglia Idropatico": «Il pericolo nelle febbri non è
proporzionale all'aumento di temperatura e allo stato di
eccitazione che si manifestano, come è opinione di molti,
bensì allo stato di debilitazione. Prove di questa sono la
gran rapidità e la debolezza dei polso, cosi come la
debolezza dei corpo in genere. Se il polso rimane a lungo
sul 140/150 non vi possono essere molte possibilità di
ripresa; sappiamo di casi di ripresa con il polso a 160,
sebbene si debba ammettere che casi del genere tra gli
adulti sono piuttosto rari.
Il dr. Heberden conosceva
addirittura di un caso di ripresa da febbre dopo che il
polso aveva raggiunto i 180. Fatti di questo tipo dovrebbero
essere resi noti, sia per l'incoraggiamento dei paziente che
per quello dei medico».
Venendo ora alle testimonianze mediche, un'autorità europea,
F. A. Riquez dichiara (Patologia Generale): "La febbre è una
reazione di difesa organica, e, come tale, andrebbe protetta
e non osteggiata. Le infezioni febbrili generalizzate sono
più pericolose quando si sviluppano apireticamente (senza
febbre), come, ad esempio, la polmonite negli anziani, il
colera, la difterite, ecc".
Schiller dichiara: "La febbre che non uccide
rinvigorisce".
La Selezione Letteraria del 14 Giugno 1924, cita il dr.
Oliver Heath, quando dice sul "Lancet", un'autorevole
rivista medica britannica:
"Per anni un aumento di temperatura è stato considerato come
un male di per sé terribile - alla stessa stregua in cui
oggi siamo soliti considerare un aumento della pressione
sanguigna - ed ogni trattamento per la cura di uno stato
febbrile ha avuto sempre come obiettivo primo la sua
riduzione".
"L'esperienza dei farmaci antipiretici ha sollevato però
qualche dubbio sugli effettivi benefici che dovrebbero
derivare da unabbassamento della temperatura, mentre alcuni
esperimenti hanno dimostrato che in condizioni infettive
qualche grado in più risulta benefico: animali con febbre si
sono dimostrati capaci di resistere a delle infezioni che,
in condizioni normali, sarebbero risultate fatali".
Emerson, che considera la febbre come una misura protettiva.
dichiara:
"Si potrebbe dire, in generale, che l'aumento della
temperatura non è in realtà indicativo della gravità del
caso; le temperature più alte, di solito, si hanno nelle
febbri meno gravi, come la malaria o le febbri di ricaduta,
mentre nelle forme più gravi, nelle infezioni rapidamente
fatali, può non esservi affatto aumento di temperatura. In
questo caso, è come se il corpo fosse incapace di usare la
febbre come difesa contro l'infezione".
Dal nostro punto di vista, l'aumento della temperatura, il
valore che essa raggiunge, è indicativo delle forze di
reazione del corpo: un indice delle sue capacità combattive.
Le "infezioni rapidamente fatali" sono tali perchè non vi è
alcuna forza combattiva, ed è sempre per questo motivo che
le forze Vitali vengono talmente indebolite dall'infezione
da non riuscire a sviluppare una febbre, o, al massimo, da
svilupparne una molto bassa.
Riassumendo quanto abbiamo detto finora:
La FEBBRE E' un AUMENTO NECESSARIO della TEMPERATURA
CORPOREA, VOLTO a METTERE il CORPO, o una SUA PARTE o piu'
PARTI, nelle CONDIZIONI di AFFRONTARE in MODO EFFICACE, e di
DISTRUGGERE, ALCUNI NEMICI della VITA che MINACCIANO
l'ORGANISMO NONCHE' DIRETTO a PORRE RIMEDIO ad ALCUNI DANNI
da QUESTO SUBITI.
La febbre è assolutamente essenziale ai fini del processo
acuto; essa non supera mai i limiti di sicurezza.
Perchè la febbre si sviluppi, devono essere soddisfatte due
condizioni essenziali:
1. Sospensione dell'emanazione di calore attraverso la
pelle.
2. Aumento della produzione dei calore prodotto all'intorno
dei corpo.
Un aumento della produzione di calore richiede un aumento
dell'ossidazione. Perchè questa si verifichi, è necessario
un maggior quantitativo di ossigeno, oltre che una
circolazione più rapida.
Perchè queste due richieste vengano soddisfatte, nelle
malattie acute si osservano una respirazione ed una attività
cardiaca accelerate.
Vediamo, quindi, come questi due sintomi di malattia
accelerazione dell'attività cardiaca e di quella
respiratoria - servano in realtà a degli scopi benefici ben
precisi.
La produzione di calore non è, durante la febbre, così
pronunciata come nel caso della corsa o di altre attività
fisiche impegnative; tuttavia, venendo sospesa l'emanazione
attraverso la pelle, esso rimane nel corpo. La respirazione
e l'attività cardiaca osservate durante la febbre non sono
rapide come quelle osservate durante una corsa. Quando si
sta compiendo uno sforzo impegnativo, la sudorazione sottrae
calore al corpo e impedisce così alla temperatura di
elevarsi.
La sospensione, pertanto, dell'emanazione dei calore
attraverso la febbre. è l'elemento più essenziale perchè
questa si sviluppi.
A costo di apparire ripetitivo, mi prendo la libertà di
citare il seguente passo, scritto dalla penna del dr.
William F. Havard, uno dei più illustri Naturopati del
mondo: «Vi sono tre manifestazioni o sintomi cardinali che
si osservano in tutte le malattie acute:
aumento di
temperatura, accelerazione del battito cardiaco o dei polso,
e accelerazione dell'attività respiratoria. L'accresciuta
attività cellulare indica che c'è un aumento nella richiesta
di ossigeno.
Questo viene fornito attraverso una circolazione sanguigna
più rapida ed una più rapida attività da parte dei polmoni.
Durante i primi stadi di una reazione acuta, vi è una minore
attività della pelle a causa della necessità di una
compensazione circolatoria. L'eccessiva dilatazione delle
arterie interno necessita la costrizione dei vasi sanguigni
della pelle. Questa riduce l'emanazione di calore, la quale
unita all'accresciuta produzione interna di calore, produce
la febbre».
"La febbre svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento
della reazione acuta. Tutta la materia manifesta una
maggiore attività cellulare man mano che la sua temperatura
viene elevata. Il protoplasma, la materia vivente di cui le
cellule sono composte, non fa eccezione.
La sua attività è normale, nel corpo umano, quando questo si
mantiene ad una temperatura di circa 99° Farenheit ( 37 °C
); essa rallenta mano a mano che la temperatura viene
abbassata al di sotto di questo valore. Se la temperatura
viene portata troppo al di sotto di quella normale, i suoi
processi vitali cessano e si ha la morte.
L'attività
molecolare dei protoplasma aumenta proporzionatamente
all'aumento della sua temperatura, fino a raggiungere un
punto di massima attività; se questo punto viene
oltrepassato, l'attività diminuisce a causa della troppo
rapida disintegrazione dei protoplasma. Nella febbre,
laddove l'aumentata temperatura è dovuta alla maggiore
combustione che ha luogo nelle cellule, è impossibile che la
temperatura venga portata ad un punto in cui risulterebbe
fatale ad esse. Una volta raggiunta la massima attività,
qualsiasi tendenza a superare questo limite, provoca una
diminuzione dell'attività cellulare, ed una conseguente
diminuzione della combustione nonchè un immediato
abbassamento della temperatura. L'intero processo è
automatico e non deve essere regolato da nessuna forza
estranea".
"Nessuno è mai morto di febbre. Alcuni studiosi hanno
registrato casi di malattie acute laddove la temperatura
aveva superato i 108° Farenheit ( 42°C ), e ne hanno
documentato la piena ripresa. Maggiore è la capacità
reattiva dei corpo, maggiori sono le probabilità che la
temperatura si abbassi durante una crisi di questa natura. l
bambini, la cui naturale vitalità non è stata ancora
corrotta da cattiva abitudini ed abusi, tendono a reagire
con febbri più alte che non gli adulti. Ciò rappresenta una
prova favorevole dei fatto che la febbre costituisce un
indice delle capacità reattive dei corpo".
Tratto da "Scienza & Salute", novembre 1989 - Dr. Herbert
Shelton
Commento
NdR: la febbre quindi e' un processo assolutamente
necessario alla guarigione da uno stato di malattia, per
cui essa va favorita ad uscire dall'organismo e NON DEVE essere
assolutamente bloccata con farmaci !
Promemoria: Per tutti i genitori di bambini NON
vaccinati
o peggio gia'
vaccinati:
NON
vaccinate
MAI nessun essere vivente uomo
od animale, le
sostanze
tossiche in essi contenute bypassando anche le
difese immunitarie, per
mezzo dell'iniezione che immette nel sangue tutta la pozione
degli stregoni di
Big Pharma...destabilizza
il sistema biovivente al punto da generargli a
seconda dei casi qualsiasi possibile malattia, anche nel
tempo.
Quindi, quando un bambino od un adulto ha la febbre e'
perche nell'intestino
stanno avvenendo varie cose:
alterazione del pH
digestivo,
del sistema enzimatico, della
flora batterica
(funghi e batteri autoctoni) ed
infiammazione della
mucosa delle parete dell'intestino, infatti la
febbre e' la reazione a quegli stati per eliminare lo stato
di infiammazione che
DEVE uscire
dalle viscere per mezzo della pelle, per cui
occorre in PRIMIS fare loro un
clisterino od una
peretta di camomilla per eliminare le feci che fanno da
accumulatori dell'aumentata temperatura, e mangiare cibi
rinfrescanti
CRUDI frullati (frutta
e verdura) oppure
digiunare;
e' per questo che quando si ha la febbre non si ha fame...perche'
il corpo deve eliminare dal
tubo digerente il piu' possibile, e se non si
scarica l'intestino la cosa si aggrava inutilmente.
MAI BLOCCARE la febbre con farmaci, perche' essa e
l’unico metodo che la natura ha inventato per eliminare
veramente le infiammazioni, che significa semplicemente:
azione della fiamma dentro...nelle viscere.
Per favorire l'uscita febbrile sono indispensabili:
- clisteri per eliminare le feci ed il ristagno di esse
nell'intestino, zona nella quale si manifesta in primis
l'infiammazione + 7 frizioni corporee di acqua fredda ed ad
ogni frizione fare una reazioni calda a letto, ben coperti e
con bolla dell'acqua calda ai piedi, in genere questa
reazione dura 60 minuti, poi riprendere la successiva
frizione fredda.
- digiuno oppure alimentazione
crudista frullata, di
frutta
e verdura.
- riposo a letto per almeno 1 giorno.
vedi anche: Protocollo della
Salute
Ricordarsi
che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e
della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto a livello
intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte
dell'organismo.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La
febbre può agire su cancro e tumore. Parlano gli esperti
:
Probabilmente non lo ha mai detto nessuno, ma nella cultura
occidentale si "usa" abbassare la febbre. La maggior parte
delle persone infatti utilizza antipiretici - farmaci che
riducono la temperatura corporea - non appena questa supera
i 38° C. Ma è giusto sopprimere quella che è una difesa
naturale dell'organismo contro gli agenti patogeni ?
Secondo uno studio del 2006 pubblicato sulla rivista "Nature
Immunology", la febbre è in grado di raddoppiare il
numero di linfociti T (le cellule che fungono da "scudo"
protettivo contro virus e batteri) presenti nei linfonodi.
Tutte le sostanze di difesa del nostro organismo sembrano
essere in grado di funzionare solo in ambiente caldo.
Addirittura, secondo alcuni studi, mentre il nostro sistema
immunitario ci sta difendendo attraverso l'ausilio della
febbre contro diversi microorganismi, sembra produrre anche
fattori antitumorali.
«Il meccanismo della febbre è una difesa dell'organismo
contro le aggressioni.
Le cellule del
sistema immunitario
vengono stimolate dal calore a produrre citochine, cioè
sostanze che combattono tutto ciò che è alterato rispetto
alla norma (cellule malate, virus, batteri).
Spaventa le persone perché dà malessere. Difatti le sostanze
liberate dal sistema immunitario danno uno stato di
malessere generale accompagnato spesso da inappetenza. La
febbre andrebbe combattuta solo quando, troppo elevata in
tutto l'organismo, può dare problemi» spiega il dr. Carlo
Pastore, specialista in oncologia medica e perfezionato in
Ipertermia Clinica Oncologica.
«Le reazioni infiammatorie e febbrili nei confronti di
agenti intossicanti e infettivi sono da considerarsi
reazioni "biologicamente opportune", cioè salutari e
orientate alla distruzione ed eliminazione dell'agente
aggressore» afferma il dr. Francesco Perugini Billi
«Il processo di calore mette i tessuti e tutto l'organismo
nelle condizioni di reagire nel modo migliore possibile. Gli
enzimi e molte altre sostanze di difesa prodotte dalle
cellule funzionano solo in un ambiente acido e caldo.
Inoltre, mentre il nostro corpo reagisce verso un'infezione,
contemporaneamente produce anche fattori antitumorali.
"Raffreddare" in modo intempestivo l'organismo con farmaci
antipiretici, antinfiammatori e antibiotici potrebbe non
essere sempre una buona idea. Sulle lunghe, questo processo
di calore non adeguatamente espresso potrebbe dar via a
malattie più "fredde", striscianti, poco sintomatiche,
almeno inizialmente, come lo sono le malattie degenerative,
sclerotiche e tumorali», prosegue Perugini Billi.
È evidente, quindi, che non sempre è corretto adoperare
farmaci antipiretici e che questi andrebbero usati solo
quando strettamente indispensabile.
«Alla luce di quanto detto, appare quanto mai sbagliato
tacitare tout court una febbre o un'infiammazione. I farmaci
naturali (omeopatia, fitoterapia ecc.) possono rappresentare
uno straordinario aiuto nella maggioranza di questi
processi. Lasciano che la "reazione biologicamente
opportuna" possa esprimersi in modo adeguato ed efficace,
tenendola sotto controllo, ma senza mai sopprimerla e spesso
evitando le complicazioni. A questi farmaci naturali il
medico può aggiungere, per esempio quando la febbre è troppo
alta o ci sono gravi infezioni, dei farmaci allopatici
(antipiretici, antibiotici ecc.)» continua il dr. Francesco
Perugini Billi.
Sembra vi sia anche una relazione tra febbre, tumore e
malattie degenerative. «Diversi studi hanno indagato la
relazione febbre-tumore. Uno di questi ha preso in
considerazione 603 pazienti affetti da melanoma e li ha
comparati con 627 persone sane.
I ricercatori hanno verificato che esisteva una relazione
inversa tra tumore e febbre. Infatti, il rischio di melanoma
si riduceva del 40% tra coloro che avevano avuto tre o più
infezioni accompagnate da una febbre che superava i 38.5°C
(Melanoma Res. 1999; 9:511-9).
In una meta-analisi si è indagato il rapporto tra infezioni
e morte per tumore in Italia tra il 1890 e il 1960.
E' stato calcolato che una riduzione del 2% delle infezioni
si accompagnava a un incremento del 2% di tumori nella
decade successiva (Eur J Epidemiol 1999; 14:749-54)» spiega
Perugini Billi «La comparsa di febbre è anche alla base dei
casi di spontanea guarigione da tumore. Su questo si è
scritto e discusso fin dal 1700.
Secondo il dr. Rohdenburg, che pubblicò un esauriente studio
nel 1918, la maggioranza delle guarigioni spontanee si
accompagna a episodi acuti con febbre molto alta. Spesso si
trattava di erisipela, un'infezione da streptococco, ma sono
stati osservati anche casi di tubercolosi acuta, varicella,
polmonite e malaria (J Cancer Res, 1918; 3193-225).
Anche il dr. William Coley (1862-1936) fu testimone di una
clamorosa guarigione spontanea in un caso di cancro avanzato
della gola. Il paziente si riprese perfettamente dopo
un'infezione di erisipela. L'interesse per il fenomeno fu
tale che Coley mise a punto la sua famosa "tossina": un
miscuglio di due batteri, Streptococcus pyogenes e Serratia
marcescens, che iniziò ad usare con i suoi pazienti tumorali
fin dal 1893 (Am J Med Sc, 1893;105:487-511).
Negli USA, la "tossina di Coley" fu poi riconosciuta come
farmaco per la ricerca clinica solo nel 1963.
La letteratura riporta altri esempi di guarigione dal cancro
in seguito a febbre e infezione. Per esempio, nelle
remissioni spontanee da leucemia infantile la febbre si è
manifestata nell'80% dei casi (Am J Med 1951; 10: 238-9),
mentre nelle remissioni da melanoma la febbre era presente
nel 31% dei casi (Onkologie, 1998; 21: 14-8). Lasensibilità
delle cellule tumorali nei confronti del calore è cosa nota
da tempo. Per altro, questa sensibilità è decisamente
superiore a quella delle cellule sane.
Quando la temperatura si porta da 37°C a 42°C, inizia una
vera e propria moria di cellule cancerose. Questo effetto è
attualmente sfruttato dalla terapia Ipertemica antitumorale,
che in sostanza si sostituisce alle stesse capacità
dell'organismo di produrre una salutare reazione febbrile.
Inoltre, diversi studi hanno anche dimostrato che cellule
tumorali sottoposte per circa sei ore ad una temperatura di
41°C iniziavano a produrre linfociti T, che sono
fondamentali per le difese immunitarie (Int Immunol,
2003;15:1053-61)» conclude Perugini Billi.
Commento NdR: vedi il commento precedente
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Vi è un'abbondanza di prove
scientifiche a sostenere che la febbre porti benefici nella
lotta contro infiammazioni virali e batteriche e che abbia
un ruolo importante nel processo di guarigione.
La febbre aumenta il tasso di sopravvivenza durante le
malattie infettive.
Questa è un'informazione di base che non ha ancora raggiunto
la maggioranza delle persone. Rimangono disinformate e
fuorviate dalla propaganda farmaceutica e dai medici che
ancora sostengono spudoratamente l'uso di farmaci
antipiretici al primo segno di una febbre. Il mito che le
febbri non curate porteranno a convulsioni e danni al
cervello si protrae fino alla nausea.
La febbre è calunniata, fraintesa e vista come nemico da
temere, piuttosto che un alleato che segnala al sistema
immunitario di prepararsi per l'azione.
L'aspirina una volta era comunemente usata per sopprimere la
febbre, fino a quando non è stata collegata alla sindrome di
Reye quando somministrata ai bambini con infezioni virali
come l'influenza e la varicella.
La sindrome di Reye è una
malattia spesso mortale che colpisce il cervello e il
fegato, un'importante ragione per la quale i medici sono
passati all'acetaminofene (o paracetamolo), che ora sappiamo
essere una delle cause dell'insufficienza epatica.
Insomma, un disastro dopo l'altro !
L'acetaminofene è un ingrediente talmente comune, usato sia
nei farmaci da banco che nei farmaci da prescrizione, che
molte persone possono non essere a conoscenza della sua
presenza. E' contenuto in molti farmaci comuni per la
febbre, dolori, raffreddore e influenza. Health Canada,
l'agenzia per la salute canadese avverte che l'uso eccessivo
di questi farmaci da banco può portare a grave tossicità
epatica e morte.
"I genitori devono essere particolarmente cauti quando
somministrano ai bambini prodotti contenenti acetaminofene.
Ad esempio, il genitore di un bambino con una malattia simil-influenzale può utilizzare un prodotto per curare la
febbre del bambino e un altro per il trattamento del naso
che cola, senza rendersi conto che entrambi i prodotti
contengono gli stessi ingredienti.
Un articolo pubblicato di
recente ha identificato l'overdose di acetaminofene come la
causa numero uno di insufficienza epatica acuta negli Stati
Uniti, e la maggior parte di questi sovradosaggi erano non
intenzionali.
Spesso, diversi preparati della stessa marca
(ad esempio, Tylenol Pain e Tylenol Sinus) o farmaci diversi
per gli stessi sintomi (ad esempio Tylenol Cold, Neo-Citran
e Sinutab) si trovano comunemente in casa e, quando usati
insieme, possono portare ad un overdose". (1)
E' importante capire che la febbre non è una malattia, ma
piuttosto un sintomo di una malattia. Controversie che
circondano la gestione della febbre causano enorme ansia nei
genitori, si traducono spesso in una reazione istintiva,
avendo paura tentano di sconfiggere la febbre con i farmaci.
Finché rimaniamo prigionieri del mito medico che dice che la
natura ha fatto un errore nel causare la febbre, i nostri
figli saranno messi a rischio. Vi è l'urgenza di riesaminare
i principi di base sulla natura della febbre e il suo ruolo
evolutivo nella sopravvivenza della specie umana.
Febbri alte durante alcune malattie come il morbillo e la
rosolia, sono necessarie per espellere il virus. In uno
studio clinico su 56 bambini durante un'epidemia di morbillo
in Ghana, in Africa nel 1967, era una pratica standard
trattare tutti i casi di morbillo con sedativi, antipiretici
come l'aspirina e Tylenol, sedativi della tosse, e se
necessario anche con antibiotici.
Nella prima metà
dell'epidemia, il 35% dei bambini sono morti. Ma i medici
curanti hanno osservato che i bambini che sono sopravvissuti
erano quelli che avevano avuto febbri più elevate e eruzioni
cutanee più gravi di quelli che sono morti. Anche se
all'inizio della malattia quelli che sono morti sembravano
star meno male di quelli sopravvissuti, presero poi la
polmonite e morirono.
In una conferenza sui rischi dei vaccini nel 2000, il dottor
Philip Incao ha citato questo studio come un esempio sul
ruolo vitale della febbre. "I medici cominciarono a pensare
che le febbri elevate e le eruzioni cutanee avevano aiutato
l'organismo ad eliminare il virus del morbillo dal corpo e
quindi maggiore sopravvivenza. E così a metà di questa
epidemia di morbillo, i medici hanno rivisto il loro
trattamento non somministrando sedativi, aspirina o Tylenol,
né soppressori della tosse, ma soltanto antibiotici,
antimalarici e trasfusioni di sangue in caso di necessità.
In questo gruppo, anch'esso di 56 bambini, solo il 7% è
morto, contro il 35% del primo gruppo. Questa è una
dimostrazione drammatica, ma ce ne sono molte altre, che
danno vitale importanza al principio fondamentale che è
pericoloso sopprimere una reazione infiammatoria".
"Ippocrate lo riconobbe più di duemila anni fa. In ogni
malattia infiammatoria infettiva, ciò che viene scaricato
dal corpo può essere spaventoso a vedersi, ma non è quello
che ci uccide. Ciò che può ucciderci proviene dagli effetti
tossici di quello che rimane all'interno del corpo e non
viene espulso".
"Quello che ho letto in questo studio venti anni fa conferma
quello che ho vissuto nella mia pratica, cioè che i bambini
che hanno prodotto febbri più elevate, forti eruzioni
cutanee e abbondanti escrezioni di muco e pus, sono sani e
più robusti e hanno sistemi immunitari più forti rispetto ai
bambini che hanno prodotto questi sintomi con una minore
intensità. Nella mia pratica, questi bambini robusti che
hanno vigorosamente esternato e curato le loro infezioni
spontaneamente, spesso senza antibiotici, nella loro vita
hanno avuto poco o niente a che fare con antibiotici,
antipiretici o vaccinazioni.
Invece gli altri bambini che hanno avuto tutte le
vaccinazioni, un sacco di antipiretici e antibiotici -
quelli che hanno avuto trattamenti medici che sopprimono e
interiorizzano - questi bambini non hanno mai avuto una
febbre alta. E proprio questi bambini sono quelli che hanno
più probabilità di avere allergie e problemi autoimmuni".
(2)
La diffusa convinzione che la febbre sia pericolosa e deve
essere soppressa, non tiene conto delle prove scientifiche
che dimostrano il suo ruolo benefico nelle malattie
infiammatorie. Il sistema immunitario dipende dal ruolo
fondamentale della febbre per svolgere una miriade di
compiti attrezzandosi a combattere le infezioni. Una
ricercatrice neozelandese, Hilary Butler ha messo insieme un
impressionante elenco di citazioni tratte dalla letteratura
medica per dimostrare questo punto. Siamo grati per il suo
lavoro, e includiamo queste citazioni come addendum a questo
articolo.
"I medici fanno un pessimo servizio per voi e il vostro
bambino quando prescrivono farmaci per ridurre la febbre"
dice il Dott. Robert Mendelsohn, pediatra e autore di "Come
crescere un bambino sano, nonostante il medico". "La fobia
della febbre è una malattia dei pediatri, non dei genitori,
e nella misura in cui i genitori sono vittime di essa, i
medici sono in difetto." Ai genitori viene fatto credere che
la temperatura del loro bambino continuerà ad aumentare a
meno che non vengano prese misure per controllarla. "Non vi
dicono che ridurre la sua temperatura non aiuterà il bambino
a guarire, o che il suo corpo ha un meccanismo interno, non
completamente spiegato, che impedisce alla temperatura
indotta dall'infezione di raggiungere i 106° F" (41° C). (3)
Mendelsohn sottolinea che "solo in caso di colpo di calore,
avvelenamento o altre febbri da cause esterne, questo
meccanismo corporeo viene sopraffatto e reso inefficace".
Questo è vero anche nei casi di reazioni ai farmaci e di
overdose.
"Febbre: Difesa del tuo corpo contro le malattie" è il
titolo del capitolo 7 nel libro del Dr. Mendeloshn, che
senza dubbio è una delle migliori linee guida mai scritte
per i genitori alla ricerca di un'equilibrata e precisa
prospettiva del ruolo benefico e protettivo della febbre nei
bambini. Egli condanna la pratica inutile e pericolosa di
soppressione della febbre attraverso i medicinali.
"Se il
tuo bambino contrae un'infezione, la febbre che la
accompagna è una benedizione, non è niente di male. Il
rilascio spontaneo di pirogeni porta la temperatura corporea
a salire, innescando il meccanismo di difesa naturale
necessario per combattere la malattia.
La presenza di febbre
indica che i meccanismi di riparazione del corpo sono
entrati in funzione. E' qualcosa per cui gioire, nulla da
temere". (3)
Mendelsohn controbatte il mito che la febbre alta provochi
convulsioni. "Molti genitori hanno paura della febbre,
perché hanno assistito ad una crisi convulsiva e credono che
se ne potrebbe verificare una nel loro bambino se si
permettesse alla sua temperatura di salire troppo. La febbre
alta non causa convulsioni. Possono raramente verificarsi
quando la temperatura aumenta in modo estremamente rapido.
Si stima che solo il 4 per cento dei bambini con febbre alta
sia soggetto a convulsioni. Per giunta non vi è alcuna prova
che le convulsioni causino postumi gravi". (3)
"Le febbri prodotte da infezioni virali o batteriche non
causano danni al cervello o danni fisici permanenti.
La
febbre è un sintomo comune nei bambini e non è segnale di
malattia grave, a meno che non sia associata a cambiamenti
importanti dell'aspetto, del comportamento o altri sintomi
quali difficoltà respiratorie, estrema stanchezza o perdita
di coscienza.
L'intensità della febbre non è una misura
della gravità di una malattia". (3)
Numerosi studi hanno dimostrato che la febbre aumenta la
risposta immunitaria stimolando la mobilità e l'attività dei
globuli bianchi detti leucociti, che disattivano batteri e
virus e rimuovono le cellule danneggiate. La febbre innesca
una sequenza complessa di attività immunitarie. Le proprietà
antivirali e antibatteriche dell'interferone aumentano in
presenza di febbre. Con l'aumento della temperatura, il
ferro viene rimosso dal sangue e immagazzinato nel fegato,
ostacolando ulteriormente il moltiplicarsi dei batteri.
Studi su febbri indotte artificialmente negli animali da
laboratorio, affetti da malattia, hanno dimostrato che
temperature elevate favoriscono la sopravvivenza, mentre le
temperature abbassate aumentano il tasso di mortalità. (4)
Vi è tuttavia un'eccezione. Quando la febbre si presenta in
un neonato nelle prime settimane di vita, è bene essere
cauti. "I neonati possono soffrire di infezioni correlate
agli interventi ostetrici durante il parto, condizioni
prenatali o ereditarie, polmonite da aspirazione di liquido
amniotico nei polmoni causata dall'eccessiva medicazione
della madre durante il parto... e l'esposizione alla miriade
di germi che abbondano negli ospedali", scrive il dottor
Mendelsohn. Egli consiglia ai genitori di consultare un
medico se il bambino contrae la febbre nei primi due mesi di
vita.
L'allattamento al seno svolge un ruolo fondamentale nella
prevenzione delle infezioni nei neonati. Bambini allattati
al seno sono super protetti da una vasta gamma di agenti
patogeni e hanno un minor rischio di sviluppare febbri nei
primi mesi di vita.
La barriera sanguigna del cervello non è ancora intatta
nelle prime 6 settimane di vita. Perciò la febbre nei
bambini molto piccoli necessita un alto livello di cautela,
vista la facilità con cui gli agenti patogeni, virus o
batteri che siano, possono accedere al cervello e al sistema
nervoso del bambino, creando un più alto rischio di
meningiti. Quando viene consultato il medico per un bambino
febbricitante con meno di 6 settimane di età, questi può
adottare procedure invasive come punture lombari,
antibiotici, steroidi e soppressori della febbre, i quali
non sono privi di rischi. Se un genitore si oppone al metodo
di trattamento, potrebbe incontrare ostilità da parte del
personale medico, come recentemente accaduto a una mamma del
distretto di Boise negli USA, che ha perso la custodia della
sua bambina, quando la portò al pronto soccorso locale per
un check-up.
La bambina era stata intrattabile e febbrile per tutto il
giorno, e la madre volle assicurarsi che tutto fosse a
posto. Ha acconsentito agli esami del sangue, delle urine,
ai raggi X e alle flebo, ma ha rifiutato la puntura lombare,
voleva aspettare i risultati delle analisi.
La madre ha
calcolato che al 95% di probabilità la sua bambina non
avesse la meningite e che potesse soffrire dello stesso
raffreddore che aveva colpito gli altri membri della
famiglia. La sua decisione di rinunciare alla puntura
lombare e alla somministrazione di antibiotici ha indotto
l'ospedale a chiamare i servizi sociali che le tolsero la
bambina. Il medico pensò che la vita della bambina fosse in
pericolo perché la madre rifiutò il "trattamento salvavita",
nonostante il fatto che la bambina fosse notevolmente
migliorata già dopo alcune ore di flebo.
Sembrerebbe prudente durante i primi mesi di vita, vista la
vulnerabilità, proteggere i neonati dall'esposizione a
qualsiasi situazione o procedura che li potrebbe mettere a
rischio di febbre.
Eppure, la maggior parte dei neonati e dei bambini piccoli
vengono vaccinati nelle prime 6-8 settimane di vita. I
medici sanno bene che l'iniezione del cocktail di vaccini
contenenti una miscela di particelle virali/batteriche,
proteine estranee, coadiuvanti e conservanti chimici può
innescare una reazione febbrile in un gran numero di
bambini. Anticipando tutto ciò, spesso consigliano ai
genitori di dare al bambino dosi di "baby Tylenol"
(l'equivalente della Tachipirina) prima di vaccinarlo. In
seguito alla vaccinazione, i genitori preoccupati che
chiamano lo studio medico con un intrattabile e
febbricitante bambino appena vaccinato, vengono rassicurati
che "è perfettamente normale - niente di cui preoccuparsi,
basta dare al bambino un po' di Tylenol".
Nella determinazione ad avviare programmi di vaccinazione il
più presto possibile, vi è una strana e ostinata cecità tra
i medici vaccinatori. Perché non hanno alcuna preoccupazione
per l'impatto delle febbri indotte da vaccino nei bambini
durante questo periodo critico della giovane vita? Per quale
ragione una febbre spontanea che sorge nel neonato è vista
come una potenziale emergenza medica, ma se la febbre è
indotta dal vaccino, la stessa febbre viene considerata
"normale" e si consiglia ai genitori di sopprimerla con
antipiretici?
La mentalità medica che impone programmi di vaccinazione
nella prima infanzia, viola un principio fondamentale di
precauzione nella sua mancanza di rispetto per la fragilità
del bambino e l'immaturità e vulnerabilità del suo cervello,
sistema nervoso e sistema immunitario.
Osservate come si adottano, in queste sostanze, due pesi e
dure misure. Da una parte viene consigliato ai genitori di
richiedere immediatamente assistenza medica se la febbre si
sviluppa nel neonato, ma dall'altra i genitori sono soggetti
a forti pressioni per sottoporre i loro bambini a multipli
vaccini, nonostante il fatto che queste iniezioni siano la
prima causa di febbre nei bambini piccoli.
La febbre viene consapevolmente indotta durante queste prime
settimane di vita attraverso le vaccinazioni, quando il buon
senso e l'istinto dovrebbero prevalere per proteggere il
bambino.
E non sono solo le febbri indotte dalle vaccinazioni che
sollevano dubbi. La febbre è segno della risposta
immunitaria del neonato all'inoculazione artificiale di
virus, batteri e agenti chimici che è costretto ad
affrontare, ma la domanda più importante è – quali saranno i
futuri effetti di queste sostanze tossiche, ora che hanno
accesso al flusso sanguigno, agli organi vitali e
all'immaturo sistema nervoso/cervello? E qual è l'ulteriore
danno che si verifica quando la febbre viene poi trattata
con antipiretici bloccando la normale mobilitazione del
sistema immunitario?
Il Dr. Anthony R. Torres, direttore del laboratorio
biomedico presso la Utah State University sta attualmente
sviluppando una nuova teoria sulle cause dell'autismo. La
sua ipotesi è che la soppressione della febbre possa essere
una delle cause dell'autismo e dei disturbi dello sviluppo
neurologico.
Il Dr. Torres sta vagliando evidenze che suggeriscono che le
cause dell'autismo sono da ricercare nelle infezioni, sia
della madre in stato di gravidanza, che del bambino. "La
maggior parte delle infezioni provocano la febbre, che poi
viene sistematicamente controllata con antipiretici come l'acetaminofene.
Il blocco della febbre inibisce i processi di protezione
contro gli attacchi dei microbi, evolutisi nel corso di
milioni di anni.
Le attività immunologiche nel sistema
nervoso centrale hanno un ruolo in questi processi
protettivi". (4)
"Le infezioni patologiche, incluse quelle da
vaccinazioni,
provocano comunemente la febbre. Ad esempio, il 50-60% dei
bambini sviluppano la febbre dopo aver ricevuto il vaccino MMR" e vengono regolarmente trattati con la Tachipirina.
Molti genitori riferiscono che i loro bambini sono caduti
nell'autismo dopo la somministrazione del
vaccino MMR.
Il
Dottor Torres ha anche rilevato che "il 43% delle madri con
un bambino autistico ha avuto infezioni alle vie
respiratorie superiori, influenza, infezioni delle vie
urinarie o vaginali durante la gravidanza, rispetto a solo
il 26% delle madri nel gruppo di controllo", suggerendo che
in alcuni casi l'autismo può essere collegato a "postumi di
infezioni patogene, soprattutto quelle di origine virale".
(4)
Sopprimere la febbre durante la gravidanza e il travaglio,
può influenzare il feto. La ricerca ha dimostrato che l'acetaminofene
"diminuisce in modo significativo l'IL-6 (interleuchina6)
nel siero materno e fetale".
L'IL-6 è un fattore immunitario che il neonato non è in
grado di produrre alla nascita e che viene trasmesso dalla
madre. Un comunicato dalla British Thoracic Society avverte
che un recente studio collega il paracetamolo, un farmaco
basato sull'acetaminofene simile al Tylenol, all'asma
infantile quando viene utilizzato dalla madre in gravidanza.
(5)
Il sistema nervoso centrale e decine di fattori del sistema
immunitario lavorano in sinergia per portare ad un ottimale
funzione immunitaria. Ciò che colpisce uno colpisce anche
l'altro.
Il Dr. Torres evidenzia il fatto che l'acetaminofene è un
agente immunosoppressivo. Con un linguaggio molto tecnico,
descrive le complesse attività avviate dal sistema
immunitario ed i molti segnali inoltrati ai centri di
controllo nel cervello quando il corpo sta combattendo
organismi patogeni. L'attivazione di pirogeni stimola
l'aumento della febbre e "la produzione di diverse citochine
(cellule immunitarie) da organi nelle viscere (intestino)",
essendo l'intestino l'organo immunitario principale e più
grande del corpo.
Segnali chiave trasmessi lungo il nervo
vago che collega il percorso immunitario intestino/cervello
e che sono normalmente mediati dalle prostaglandine, possono
essere bloccati dagli antipiretici come l'acetaminofene,
facendo così deragliare le complesse sequenze di segnali
immunitari che scorrono tra l'intestino e il cervello. (4)
Il Dr. Torres postula che la soppressione delle febbri con
antipiretici, che siano indotti da infezioni o vaccinazioni,
interferisce con il normale sviluppo immunologico nel
cervello, portando a disturbi dello sviluppo neurologico in
alcuni individui geneticamente e immunologicamente
predisposti. Gli effetti si possono verificare in utero o in
età molto giovane, quando il sistema immunitario è in rapido
sviluppo. (4)
Kathy Blanco, presidente di Childscreen, lei stessa madre di
bambini autistici, prevede che questa ricerca non risulterà
popolare con la medicina tradizionale e che sarà "una
potenziale bomba a tempo per le loro relazioni pubbliche".
Ricercando su internet consigli su febbri e reazioni da
vaccino, Blanco ha rilevato che la maggior parte dei siti
consiglia: "se il vostro bambino ha la febbre durante una
reazione ad un vaccino, dategli l'acetaminofene". Questo
consiglio fin troppo comune potrebbe effettivamente essere
una causa dell'autismo.
Tuttavia, se la rivoluzionaria teoria del Dottor Torres si
dimostrasse vera, potrebbe essere il mezzo per salvare
migliaia di bambini dal diventare autistici."
Attualmente, un'enorme paura viene montata sull'epidemia di
SARS, la sindrome respiratoria acuta grave (nel 2008, ndt)
in questo paese. I funzionari della sanità sono in
subbuglio, ipotizzando che, anche se non è influenza, questa
potrebbe essere "Quella Grande" - la pandemia che hanno
anticipato per anni. Ci sono draconiane misure di quarantena
in corso di attuazione, e alcune fonti ipotizzano si tratti
di un esercizio per testare la volontà della popolazione a
sottoporsi alla quarantena in previsione di un attacco di
guerra biologica.
Ad oggi non c'è stata alcuna identificazione definitiva del
patogeno, nonostante si ipotizzi sia una forma di corona
virus, la famiglia di virus presenti nel raffreddore comune.
Si è pensato potesse essere correlato al virus paramyxo che
è legato al morbillo e al cimurro canino, esiste anche
l'ipotesi che possa essere coinvolta la clamidia.
Il virus del morbillo sta mutando e sue tracce sono state
individuate in alcuni casi di encefalite e brutte infezioni
respiratorie in Asia negli ultimi anni. Sono già in atto
piani per avviare lo sviluppo del vaccino SARS, cosa
sorprendente dal momento che il virus o la combinazione
virale sono ancora da identificare.
I primi rapporti descrivono l'inizio della SARS con una
tosse secca che continua a peggiorare, e che alcune persone
accusano mal di testa, dolori in tutto il corpo, una "febbre
altissima o eruzioni di macchie sul corpo", e per come vanno
le malattie, questo sembra abbastanza serio. Il trattamento?
Le persone vengono curate con "combinazioni di farmaci -
cocktail di antibiotici e farmaci antivirali". (6)
Probabilmente stanno ricevendo forti dosi di soppressori
della febbre e così ... mi chiedo se forse gli antipiretici
hanno diminuito le capacità del sistema immunitario di
coloro che sono morti per la SARS.
Sarà questa una di quelle malattie che hanno bisogno di una
febbre alta per portare il sistema immunitario a un livello
ottimale ?
Non saranno gli aggressivi trattamenti medici che
aumentano il rischio di morte?
I metodi di cura omeopatici e naturopatici si basano su
lunga esperienza e sono affidabili nella prevenzione e nel
trattamento di malattie epidemiche. Uno dei maggiori
antivirali noti è la vitamina C, che è stata utilizzata con
grande successo sia nella prevenzione che nel trattamento
delle malattie infettive.
Protocolli di trattamento altamente efficaci sono stati
sviluppati con la somministrazione di ascorbati di vitamina
C per via endovenosa in situazioni critiche e sono
documentati nella letteratura medica e accessibili
attraverso il sito web del Dr. Robert Cathcart con
collegamenti a Klenner e Linus Pauling. (7)
Sarebbe importante che la vitamina C per via endovenosa
fosse disponibile per ogni paziente che affronta malattie
acute e critiche, ma gli attuali monopoli medici bloccano
l'accesso a questo trattamento semplice e molto efficace.
L'attivista per la salute Croft Woodruff scrive, "nella
primavera del 2000 ho indirizzato una giovane parente, che
soffriva di una forma acuta di mononucleosi, a un medico che
ha somministrato quattro iniezioni endovenose di vitamina C
come ascorbato di sodio in altrettanti giorni. I risultati
sono stati sensazionali. La paziente è completamente
guarita, non senza acquistare una nuova consapevolezza
rispetto alla potenza della vitamina C come sostanza
curativa."
La nostra diffidenza sui processi naturali e la fiducia
nella medicina orientata verso il farmaco, ha oscurato la
nostra comprensione sull'importanza delle malattie infantili
e la necessità della febbre come aspetto vitale della
maturazione del sistema immunitario che contribuisce a
sviluppare una forte e resistente base alla salute.
Quando mettiamo da parte le vecchie paure e solleviamo il
velo di ignoranza, siamo in grado di vedere con la nostra
intelligenza innata, l'immagine reale dispiegarsi davanti a
noi - e riconoscere che la manipolazione artificiale del
sistema immunitario dei bambini, attraverso programmi di
vaccinazione di massa, l'uso indiscriminato di antipiretici
e antibiotici, anziché proteggere, sta minacciando la loro
salute - il loro futuro.
Le parole incoraggianti e sagge del Dr. Incao possono
aiutarci a lasciare le vecchie paure e abbracciare un nuovo
rapporto con la natura - "Ogni infiammazione, ogni
raffreddore, mal di gola, mal d'orecchi, febbre ed eruzione
cutanea fanno parte di eventi di guarigione e di un processo
di purificazione, un forte sforzo da parte dello spirito
umano per rimodellare il corpo, per renderlo una dimora più
adatta. I rimedi antroposofici e omeopatici aiutano e
promuovono questo processo di purificazione, aiutando la
malattia a farsi strada fuori del corpo in modo che la
guarigione possa avvenire." (8)
In un colloquio personale, di recente, il dottor Incao mi ha
ricordato che: "Ci vuole un po' per liberare la nostra mente
dalla prigionia e dal nostro bisogno di reagire in modo
"corretto", per paura di essere giudicati. La malattia è
parte della vita. Non è estranea o anormale e deve essere
accettata come una parte della vita. Ogni dettaglio è
un'opportunità di crescita spirituale. Abbiamo bisogno di
imparare come affrontarla e lavorare attraverso di essa -
questo fa parte del nuovo paradigma".
Tradotto da "La Leva di Archimede"
Fonte originale:
http://vran.org/alternatives/alternatives-general/is-fear-of-fever-hurting-our-children/
Referenze:
- Health Canada Advisory, Feb. 13/2003.
- Philip Incao, M.D. - excerpt from a talk given at NVIC
conference 2000
- Robert Mendelsohn, M.D. How To Raise a Healthy Child in
Spite of Your Doctor.
Anthony R. Torres, M.D. "Is Fever Suppression Involved In
The Etiology Of Autism And Neurodevelopmental Disorders?"
Press Release, British Thoracic Society (BTS), 28/10/2002
T- he Globe & Mail, Mar.17/03 -Cause of Deadly Pneumonia
Still Eludes Scientists
- Dr. Robert Cathcart, MD, Philip Incao, M.D. Chapter on How
To Treat Childhood Illnesses, page. 61; Mothering Magazine,
Issue 95, July/August, 1999.
- Sheri Nakken website - great links to homeopathic sources
of information Alternatives & Antidotes to Infectious
Diseases - Year end VRAN Newsletter, 2001, lists many
alternative healing modalities - available electronically
at:
info@vran.org
Il paracetamolo (o acetaminofene) (N-acetil-para-amminofenolo)
(Fonte Wikipedia)
Il paracetamolo (o acetaminofene) (N-acetil-para-amminofenolo)
è un farmaco ad azione analgesica largamente utilizzato sia
da solo, sia in associazione ad altre sostanze, ad esempio
nei comuni preparati da banco per le forme virali da
raffreddamento, o nei farmaci destinati al trattamento del
dolore acuto e cronico.
A causa della diffusione come farmaco generico, i nomi
"paracetamolo" e "acetaminofene" sono ben conosciuti in
altri paesi, soprattutto di cultura anglosassone. In Italia,
al contrario, il nome della sostanza è poco conosciuto,
mentre sono ben noti i nomi commerciali dei farmaci che lo
contengono (Tachipirina, Efferalgan, ecc.).
|