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EPATITE C -
Peter Duesberg, «Speculazioni e Abusi in campo sanitario»
vedi anche: Epatite
cosa e' ? +
Epatite e vaccini
+ Porfiria
+ I Postulati di Koch
Questi i
punti salienti di cio' che afferma la
medicina allopatica
ufficiale sull'Epatite:
1 - L’epatite B si
provoca proprio dal sangue infetto e dal sesso promiscuo,
come l’Aids
2 - L' Aids e'
quindi una malattia a trasmissione sessuale e sanguigna.
3 - La diffusione dell’agopuntura in Asia, che ne è la
patria, certo non contribuisce a diminuire le infezioni che
ogni anno mietono centinaia di migliaia di vittime”
Vorrei chiedere a questi
medici che affermano questi 3 punti, se hanno
controllato di persona studiando l'argomento in modo
esaustivo, tutte queste affermazioni che nei
FATTI sono FALSE
?
La
Medicina Naturale
obietta con questi punti di Riflessione:
Punto 1: L'epatite B si trasmette con le trasfusioni ed e'
vero, per via del sangue tossico del donatore, ma essendo
una malattia NON infettiva,
derivante da importante ed invasiva intossicazione
del fegato, NON si trasmette
per via sessuale.
I
virus (cosiddetti
dell'epatite)che si trovano nel sangue del malato e NON
del sano, sono la conseguenza dell'intossicazione e
NON sono le cause, di detta
malattia, ma le conseguenze; lo ripetiamo l'Epatite, come
l'aids NON sono "malattie" a
trasmissione sessuale ! infatti tutti i
drogati sono malati di
epatite a vario tipo, perche'
intossicano il loro fegato anche e non solo con
farmaci,
vaccini e
droghe, cosi
come gli alcolisti...!
Chi fa sesso NON deve avere nessuna
paura, salvo quella di prendere dei
parassiti e/o se uno
dei soggetti ha delle micro ferite
sul pene o nella vagina la candida
e/o infiammazioni !
Cosi come
tutti i malati di aids sono passati dall'epatite sempre piu'
intensa fino ad autodistruggere il proprio
Sistema
Immunitario per le colonizzazioni della candida in modo
impressionante.
Domande alla
medicina allopatica:
- dove stanno gli studi clinici (indipendenti) che
dimostrano e certificano che sono i virus che scatenano
l'epatite nel sano e non l'intossicazione del fegato del
malato ?
- dove stanno gli studi clinici (indipendenti) su prostitute
che certificano e dimostrano che esse sono malate di epatite
pur facendo sesso piu' volte al giorno e per tutto l'anno e
per degli anni... !?
Punto 2 -
idem punto 1
Punto 3:
dove stanno gli studi clinici (indipendenti) che dimostrano
e certificano che e' l'agopuntura
che la scatena e non
l'intossicazione del
fegato dovuta ad errori alimentari e/o cibi od acque
malsane, alcool, droghe, farmaci,
vaccini
?
Un medico
serio prima di fare affermazioni
senza senso, dovrebbe
almeno documentarsi e non credere alle favole raccontate
negli “studi scientifici”
dai lacche' di
Big Pharma.....in
conflitto di interesse presso: OMS,
CDC,
FDA,
UNICEF,
EMEA. AIFA, ISS,
Ministero della sanita,
Ordini dei medici,
medici allopati...(la
vera filiera dei venditori e propagandisti dei farmaci e
Vaccini, gestita da
Big Pharma).
vedi anche:
Conflitti di Interesse +
Corruzione
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EPATITE C:
In Italia vi sono nel
2009 oltre 1.700.000 malati di epatite C.
Secondo la teoria ufficiale
l’epatite C è una malattia infettiva che si contrae
contaminandosi con sangue positivo per l’antigene C
attraverso trasfusioni o interventi chirurgici.
Difficilmente per via sessuale.
Peter Duesberg, il grande virologo noto per le sue ricerche
sul cancro e l’AIDS, non la pensa nello stesso modo e lo
spiega nel suo libro: «Aids. Il virus inventato», sentiamo
come:
"Un terzo tipo di
epatite fu scoperta negli anni Settanta e anch’essa
riguardava per lo più drogati, alcolizzati e persone che
hanno ricevuto
trasfusioni di sangue.
La maggior parte degli
scienziati ritennero in un primo tempo che si trattasse di
epatite A o B, finché ripetuti esami di laboratorio non
riuscirono a trovare il virus nel sangue delle vittime.
Circa 35.000 americani muoiono ogni anno per questa
malattia, una parte di questi per «epatite non-A, non-B»,
come la si è definita per anni.
Oggi si chiama epatite C.
Questa forma di epatite non si comporta come una malattia
infettiva, perché colpisce persone che appartengono a gruppi
a rischio ben definiti, invece di diffondersi fra larghi
strati della popolazione o anche fra medici che curano gli epatitici. Tuttavia i virologi hanno continuato a tener
d’occhio la malattia dall’inizio, sperando di trovare un
giorno il virus che la provocherebbe.
Quel giorno arrivò
nel 1987. Scena dell’evento fu il laboratorio di ricerca
della
Chiron Corporation, un’azienda di biotecnologie che si
trova nelle vicinanze di San Francisco. Avendo a
disposizione le tecniche più avanzate, un’équipe di
scienziati iniziò la ricerca nel 1982 iniettando a degli
scimpanzé il sangue prelevato a malati di epatite non-A non-B.
Nessuna delle scimmie si ammalò, anche se comparvero
vaghi sintomi di infezione o arrossamento. Il passo
successivo fu quello di cercare il virus nel tessuto del
fegato. Ricerca vana.
Al limite della disperazione, gli scienziati si misero a
cercare anche tracce piccolissime di virus e alla fine
trovarono, e ingrandirono parecchio, un
microscopico
frammento di informazione genetica, codificato in una
molecola nota come ribonucleic acid (acido ribonucleico) o
RNA, che non sembra appartenere al codice genetico
dell’ospite.
Questo frammento di RNA presumibilmente estraneo,
ragionarono i ricercatori, deve costituire l’informazione
genetica di qualche virus non identificato.
Qualunque cosa
fosse, il tessuto epatico ne contiene quantitativi
rintracciabili a stento. Solo la metà circa di tutti i
malati di epatite C hanno il raro RNA estraneo.
E in quelli
che lo hanno c’è solo una molecola di RNA ogni dieci cellule
epatiche: difficile credere che, in simile quantità, possa
causare la malattia.
I ricercatori
della Chiron si servirono della nuova tecnologia per
ricostruire pezzi del virus misterioso. Ora erano in grado
di controllare se i pazienti avevano nel sangue gli
anticorpi contro questo virus ipotetico e scoprirono presto
che solo una risicata maggioranza di soggetti affetti da
epatite C li aveva.
Il primo postulato di Koch, naturalmente
vuole che un virus davvero pericoloso si trovi in notevoli
quantità in ogni singolo paziente.
Il secondo postulato
richiede che le particelle virali siano isolate e coltivate,
anche se questo ipotetico virus dell’epatite non è mai stato
trovato intatto.
Il terzo postulato, infine, prescrive che
gli animali da laboratorio, come gli scimpanzé, si ammalino
quando viene loro iniettato il virus. Nessuno dei tre
postulati è soddisfatto da questo fantomatico virus, eppure
gli scienziati della Chiron annunciarono nel 1987 di aver
finalmente trovato il virus dell’epatite C.
Oggi l’ipotesi virale si trova a fare i conti con altri
paradossi. Moltissime persone che risultano positive al
virus dell’epatite C non sviluppano mai alcun sintomo della
malattia, anche se il virus non è meno attivo in loro
rispetto ai malati di epatite. E da un recente studio su
larga scala che ha seguito i pazienti per 18 anni risulta
che i sintomatici vivono quanto quelli asintomatici.
Nonostante questi fatti, gli scienziati difendono ancora il
loro virus elusivo attribuendogli un periodo di latenza che
si estende per decenni.
Paradossi del genere non intimidiscono più i virologi. Anzi
qualsiasi nuova ipotesi virale, non importa quanto bizzarra,
di solito riceve una pioggia di riconoscimenti. La Chiron
non ha passato invano i cinque anni occorsi a
creare il suo
virus.
Dopo aver brevettato il test per la ricerca del virus
l’azienda lo ha messo in produzione e ha montato una
campagna pubblicitaria per accaparrarsi potenti alleati.
Il primo passo è stato un articolo pubblicato su "Science" e
curato dalla sezione di biologia molecolare dell’Università
della California a Berkeley, molto vicina alla
multinazionale Chiron…
La grande occasione si presentò alla fine del 1987 sotto
forma di richiesta speciale da parte dei medici curanti
dell’imperatore giapponese Hirohito. Il monarca stava
morendo e aveva bisogno di continue trasfusioni: poteva la
Chiron fornire un test sicuro per accertarsi che il sangue
non contenesse il virus dell’epatite C ?
L’azienda non si lasciò sfuggire l’occasione e si fece un
nome tale in Giappone che il sindaco di Tokyo approvò la
commercializzazione del prodotto nel giro di un anno.
L’imperatore nel frattempo morì, ma l’interesse per il test
aumentò quando le autorità giapponesi misero l’epatite C ai
primi posti delle priorità sanitarie.
Il kit (test) della Chiron rende oggi circa
60 milioni di dollari l’anno…"
Tratto da: Macro edizioni
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Epatite C: gli
italiani la ignorano - Dic. 2010
Sono due milioni gli italiani che
hanno contratto l'epatite C, e 10 mila quelli che
ogni anno muoiono per le conseguenze dell'infezione.
Anche se rimane silente per anni, l'epatite C è, infatti, la
causa principale di mortalità per
cirrosi e
carcinoma epatico e l'indicazione più frequente
al trapianto
di fegato.
Tuttavia, per gli italiani l'infezione è una delle tante
malattie di cui si è sentito parlare senza che però se ne
sappia molto nel dettaglio.
Lo dimostra l'indagine 'Epatite C percezione e conoscenza',
commissionata da Donneinrete Onlus e Women in Hepatology e
condotta da Swg e Health Communication, presentata oggi a
Roma alla Camera dei Deputati.
Solo un italiano su cinque ha percezione della reale
diffusione dell'infezione e molti, tra quanti vivono da
vicino la malattia, non hanno idea di quale sia stata la
fonte del contagio. In assenza di informazioni, poi, si
continuano a temere le
trasfusioni
e i contatti con persone infette.
Nonostante ciò, l'epatite C non è considerata fonte di
preoccupazione dalla popolazione ed è surclassata da
malattie come la demenza senile e più rare come la
Sclerosi Multipla. Donne in Rete e Women in Hepatology
promuoveranno attraverso la stampa, portali web, radio e tv
una campagna sociale dal titolo 'Per salvare il fegato non
ci vuole fegato. Solo un test'.
Alla campagna hanno aderito i parlamentari Fiorenza Bassoli,
Laura Bianconi, Franca Biondelli, Rossana Boldi, Gianni
Mancuso e Ignazio Marino.
"Ci sono tre elementi particolarmente critici che
suggeriscono una attenzione speciale all'universo femminile
- spiega Rosaria Iardino, presidente di Donneinrete - il
primo è la tradizionale minore attenzione delle donne a
prendersi cura della propria salute. Il secondo elemento
riguarda il problema dell'alcolismo.
Un abuso che quando interessa le donne rimane celato tra le
mura domestiche. Il terzo elemento è dato dal fatto che
l'infezione dal (NdR: virus)
Hcv può avere ripercussioni al momento della gravidanza e
del parto, aspetto di cui le donne devono essere
consapevoli".
Ci sono poi le differenze di genere che impongono nuovi
approcci alla malattia. "E' fondamentale definire -
sottolinea Erica Villa, Presidente di Women in Hepatology e
professore ordinario di gastroenterologia all'Università di
Modena e Reggio Emilia - le esigenze della donna in termini
di necessità di cura e di protocolli dedicati. In sostanza è
prioritario arrivare a un riconoscimento della diversità di
genere".
Tratto da news.paginemediche.it
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La
tossicodipendenza, l’utilizzo di
farmaci e
vaccini,
amalgami dentali,
tatuaggi, piercing, manicure e pedicure con prodotti farmacologici,
trattamenti medico-chirurgici (iniezioni antirughe, gastroscopia, ecc.),
alimentazione industrializzata e non biodinamica integrale, sono alla base
di questa recrudescenza dell’intossicazione del fegato nei paesi
occidentali; fra gli addetti ai lavori l’allarme è forte perché di
epatite C si può morire.
L’OMS
indica che il 3% della popolazione ne è malata (circa 200 milioni di
persone).
Siccome
il problema è serio perché ci si intossica molto facilmente seguendo
comportamenti errati e non in Etica, si consiglia di Cambiare
comportamenti eliminando quelli a rischio e disintossicare il fegato
seguendo i metodi della Medicina Naturale indicati nel sito sotto
Cure
Naturali +
Sali di
Epsom
Solo
l’eliminazione delle tossine accumulate vi potrà guarire, e per
ottenere ciò, occorre eliminare quelle presenti nel fegato e NON
intossicarlo più !
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EPATITE
C: La FONDAZIONE
GIMBE
SVELA TUTTI i FALSI MITI del FARMACO "SOFOSBUVIR"
- 25/05/2015
In un momento particolarmente critico per la sostenibilità
della sanità pubblica, la Fondazione GIMBE invita tutti gli
stakeholders (le parti interessate) a valutare con sano
scetticismo e adeguato rigore metodologico tutte le
innovazioni farmacologiche e tecnologiche evitando,
sull’onda di un contagioso entusiasmo, di enfatizzare i
benefici e minimizzare i rischi degli interventi sanitari.
Al fine di informare correttamente politiche sanitarie,
professionisti e pazienti la Fondazione GIMBE ha pubblicato
il Position Statement “Efficacia e costo-efficacia del
Sofosbuvir nel trattamento dell’epatite C” da cui emergono
alcune criticità metodologiche relative alla robustezza
delle prove di efficacia, oltre che all’entità e alla
precisione dei benefici del farmaco.
NON ESISTONO STUDI INDIPENDENTI
Quello che emerge fa riflettere molto su come un prodotto
farmaceutico pubblicizzato miracoloso nasconda in realtà
poca trasparenza sulla sua efficacia. Per questo GIMBE
conferma come tutti gli studi che hanno valutato l’efficacia
del Sofosbuvir sono stati finanziati, progettati e
realizzati dall’azienda produttrice Gilead Science e, al
momento, non esiste alcuno studio indipendente. Non solo ma
dichiarano ci non conoscere il reale valore aggiunto del
farmaco rispetto a un confronto appropriato, sia perché
mancano trial di efficacia comparativa del Sofosbuvir con
altri agenti antivirali ad azione diretta, sia perché tutti
gli studi prevedono l’associazione del Sofosbuvir con
ribavirina ± peginterferon-alfa, mentre alcuni studi
presentano limiti metodologici rilevanti (controlli storici,
assenza di blinding).
FARMACO SOFOSBUVIR: QUELLO CHE NON VIENE DETTO
Ed ecco che la Fondazione GIME elenca i vari punti critici
su questo farmaco diventato miracoloso:
. Tutti gli studi hanno utilizzato come misura di esito un
end-point surrogato, ovvero la risposta virologica sostenuta
al di sotto della soglia minima identificabile a 24 o a 12
settimane dalla sospensione del farmaco.
. La risposta virologica sostenuta non garantisce
l’eradicazione del virus dal sangue (che resta solo al di
sotto della soglia minima identificabile), né permette di
identificare la persistenza del virus nei tessuti.
. Per alcuni sottogruppi di pazienti la stima dell’effetto
del trattamento è incerta a causa della loro limitata
numerosità campionaria.
. Non esistono prove di efficacia dirette su outcome
clinicamente rilevanti: evoluzione dell’epatite in cirrosi,
scompenso della cirrosi, insorgenza di epatocarcinoma,
mortalità.
. Non è nota la probabilità di re-infezione nei pazienti che
hanno ottenuto una risposta virologica sostenuta.
. Non conosciamo gli effetti avversi, oltre che la
compliance, nel mondo reale.
ASSENZA PROVE di EFFICACIA NON GIUSTIFICANO il
TRATTAMENTO di PREVENZIONE
A seguito di queste valutazioni la Fondazione GIMBE conclude
che il Sofosbuvir costituisce una rilevante innovazione
terapeutica, ma le evidenze disponibili documentano solo che
il farmaco è efficace nel determinare una risposta
virologica sostenuta in una percentuale che raggiunge il 90%
in alcuni (ma non in tutti) sottogruppi di pazienti.
La storia naturale dell’epatite C e le prove di efficacia
disponibili non giustificano in nessun contesto sanitario,
indipendentemente dalla disponibilità di risorse, una policy
che preveda il trattamento di tutti i pazienti con epatite C
con l’obiettivo di prevenire l’evoluzione dell’epatite
cronica in cirrosi, lo scompenso della cirrosi, lo sviluppo
dell’epatocarcinoma, i trapianti di fegato e la mortalità.
Ma non solo, Gime sottolinea come in assenza di prove di
efficacia dirette sulla capacità del Sofosbuvir di
rallentare l’evoluzione dell’epatite C verso forme avanzate
di malattia scommettere sui potenziali risparmi per
l’assistenza sanitaria è puramente speculativo e non
supportato da alcun dato scientifico.
SOFUSBIR NON PUO’ ESSERE ETICHETTATO FARMACO
SALVAVITA
“Assimilare la risposta virologica sostenuta nel singolo
paziente alla eradicazione del virus C dalla popolazione è
una suggestiva, spiega GIME -ma inverosimile, strategia di
sanità pubblica. Considerato che la mortalità nei pazienti
con epatite C è molto bassa e che nessuno studio ha
dimostrato che il Sofosbuvir riduce la mortalità , il
termine ‘farmaco salvavita’ è improprio e non dovrebbe più
essere utilizzato”.
Definire le priorità di trattamento in relazione alla
costo-efficacia del Sofosbuvir nei vari sottogruppi di
pazienti rappresenta, - la Fondazione GIME ricorda - oggi
l’unica soluzione accettabile dal punto di vista clinico,
etico ed economico, e i dati relativi a tutti i pazienti
trattati dovrebbero essere raccolti in maniera sistematica
al fine di documentare l’efficacia e la sicurezza del
farmaco nel mondo reale.
By Cinzia Marchegiani - Tratto da:
http://www.osservatoreitalia.it/index.asp?art=4482&red=5&arg=21
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STUDIO INCHIODA
TATUAGGI, TRIPLICANO RISCHI EPATITE C
Boston, 3
nov. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Uno studio statunitense
inchioda i tatuaggi: chi ne ha almeno uno
ha il triplo delle probabilita' di
contrarre l'epatite C.
L'ennesima accusa per gli amanti dei tattoo, stavolta
comprovata da numeri che parlano chiaro, arriva da una
ricerca della scuola di medicina della New York University,
presentata oggi a Boston al Congresso dell'American
Association for the Study of Liver Diseases.
Sal/Col/Adnkronos
Ecco la VERITA' sulle
statistiche comparate:
Molti sono gli studi che
documentano casi di paralisi (polio)
dopo una vaccinazione, es. per
la
Difterite e/o per la
Pertosse.
Le carenze nutrizionali indotte
dai danni dei vaccini -
MalAssorbimento=malNutrizione,
producono un'indebolimento (immunodepressione
del Sistema immunitario) che
ammalano il soggetto di
malattie anche gravi
!
Italia (Italy)
Come potete osservare dalle statistiche comparate (Polio,
Epatite, Difterite, Tetano -
Statistiche Istat), prima dell'introduzione
dei primi esperimenti con il vaccino Salk (anni 1956-57) e dell'obbligo
vaccinale con il vaccino Sabin per la
Polio
(primi esperimenti vaccinali - di prova - nell' anno 1963),
vi erano mediamente al massimo 2.500 casi all'anno.....
DOPO le
campagne vaccinali per la Polio, e' aumentata in modo
notevole l'Epatite;
dalle statistiche si evidenzia che la Polio e' in discesa ma
compare la
Distrofia con una media di
3.500 casi anno - lo sappiamo dalle varie associazioni italiane
per la distrofia, perche' Ministero + ISS + Istat, NON
tengono statistiche per le malattie degenerative..; Anche la
Leucemia e' "comparsa" con una media di circa 1.000 casi
all'anno; la Sclerosi con
una media di 1.000 casi all'anno, il
Cancro nei ragazzi e' aumentato
moltissimo, la Sids (morte bianca nella
culla) oltre 1.000 casi all'anno, l'Autismo
e' aumentato in modo spropositato, anche la
Meningite e l'Adhd,
l'Adem, cosi come le
Allergie,
Asma,
Celiachia, il
Diabete, con decine di
migliaia di casi all'anno ecc., ecc., ed ogni anno
questi dati (giovani malati)
aumentano !
Tutto questo accrescimento avviene ogni generazione
di vaccinati che a loro volta vaccinano i propri
figli !
Man mano che passano le generazioni di vaccinati il loro
sistema immunitario si
indebolisce sempre di piu' ed aumentano anche le
mutazioni genetiche indotte
dai vaccini, i bambini nasceranno anche con malformazioni
(es.
Down) e
sempre con maggiore frequenza ! Gli aborti spontanei
aumenteranno sempre piu' e
nuove
malattie indotte dai vaccini si affacceranno negli umani e
negli animali vaccinati !
In Italia NON si tengono le statistiche sulle malattie
degenerative in modo completo, per evitare di scoprire che i
vaccini hanno indotto e creato
quelle malattie.....
Ecco cosa ci aspetta grazie alle
multinazionali dei vaccini e
farmaci, che perseguono la creazione ed il mantenimento
del mercato dei malati
per il loro business !
Ricordarsi
che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e
della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto a
livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.
Molte volte una terapia effettuata con la
propria urina (non utilizzando nessun farmaco)
ed una alimentazione
Crudista, elimina qualsiasi
intossicazione del
fegato e
qualsiasi epatite dalla A alla Z...alla faccia dei
vaccini per l'epatite che invece
intossicano ed
infiammano
anche e non solo il fegato !
vedi dati Istat
sui Vaccini +
I Postulati di Koch
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