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Storia del
Diabete
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Ragioni per l'epidemia di Diabete +
Programma vitaminico
I
vaccini depauperano
la
flora batterica ed il
sistema enzimatico oltre ad alterare il
pH
digestivo dell'intestino
tenue, e quindi qualsiasi tipo di
malattia puo' essere indotta, anche il
diabete !
Nel 1880 alcuni
scienziati tedeschi si domandarono quale fosse la
funzione del
pancreas in anatomia. Non trovarono niente di
meglio che rimuovere il pancreas a un cane, per poi
osservare cosa sarebbe successo al cane senza il
pancreas.
Notarono che il suo livello di zucchero nel sangue
salì in maniera incontrollabile. Quindi diedero il
nome di
diabete a una condizione in cui si riscontravano
alti livelli di zucchero nel sangue, la cui causa fu
attribuita a un pancreas che non funziona in modo
appropriato. Quando in seguito si scoprì che l'insulina
era l'agente causale nel controllo della glicemia,
fu avviata una ricerca per isolarla e sintetizzarla.
Nel 1922, tre premi Nobel canadesi, Banting, Best e
Macleod, riuscirono a salvare la vita di una ragazza
di quattordici anni che aveva il diabete, mentre era
ricoverata al General Hospital di Toronto,
iniettandole insulina. La
Eli Lilly si accaparrò la licenza per la
produzione di questa nuova medicina miracolosa, e la
comunità medica si crogiolò nella gloria del
miracolo ottenuto.
Per la prima volta il diabete, come malattia, poteva
essere tenuto sotto controllo, seppure non curabile.
A nessuno piacque l'idea che il paziente diabetico
avrebbe dovuto prendere l'insulina ogni santo giorno
della sua vita, ma l'idea divento accettabile come
male minore rispetto a una morte ancor più
prematura.
Tutto “andò bene” fino al 1933 quando emerse una
nuova forma di diabete più
resistente.
Questa informazione apparve in un documento
presentato da Joslyn, Dublin e Marks e pubblicato
nell'American Journal of Medical Sciences. Questo
documento, Studi sul Diabete Mellito, metteva in
guardia sull'emergere di una malattia a carattere
epidemico che assomigliava molto al diabete dei
primi anni '20, solo che non rispondeva al
trattamento con la medicina miracolosa, l'insulina.
Peggio ancora, a volte un trattamento con insulina
uccideva il paziente.
Questa nuova malattia diventò nota come diabete
insulino-resistente perché era caratterizzata da un
elevato il livello di zucchero nel sangue, sintomo
di diabete, ma non rispondeva alla terapia con
insulina.
Il diabete, che a
cavallo del '900 aveva un'incidenza dello 0.0028%
pro-capite, nel 1933 aveva raggiunto l'1% negli
Stati Uniti fino a diventare una malattia sempre più
riscontrata da un maggior numero di medici. Questa
malattia era destinata a minare la salute di più
della metà della popolazione americana e a farne
diventare invalida, in maggior o minor misura,
almeno il 20% entro il 1990.
Solo nel 1950, la comunità scientifica medica fu in
grado di sviluppare metodi per eseguire test sierici
dell'insulina.
A seguito di questi test fu subito chiaro che questa
nuova malattia non era il classico diabete, ma era
caratterizzata da sufficienti, spesso eccessivamente
alti livelli di insulina nel sangue. Il problema era
che l'insulina appariva inefficace. Non riduceva i
livelli di zucchero nel sangue. Ma dal momento che
la malattia era conosciuta come diabete da quasi 20
anni, fu rinominata diabete di Tipo II. Questo per
distinguerlo dal precedente diabete di Tipo I,
causato da insufficiente produzione di insulina dal
pancreas.
Nel 1949 trovandosi a
fronteggiare quella che sembrava essere una grande
epidemia di diabete insulino-resistente, la comunità
medica si riorganizzò dando forma alle specialità
mediche così come le conosciamo oggi. Così comparve
il cardiologo, l'endocrinologo, l'allergologo, lo
specialista in malattie intestinali, l'oncologo e
tutti gli altri. Naturalmente ogni sintomo del
diabete, diventò una singola malattia per suo conto.
L'infarto, per esempio, che in precedenza stato
spesso inteso come un sintomo del diabete, ora era
diventato una malattia non collegata direttamente al
diabete.
Diventò di moda dichiarare che il diabete "aumenta
il rischio di malattie cardiovascolari." Il ruolo di
un sistema fisiologico di controllo dello zucchero
nel sangue inefficiente, come causa di infarto, fu
oscurato.
Con questa nuova base per le diagnosi, ordini
concorrenti di medici specialisti rapidamente
riclassificarono gruppi di sintomi del diabete come
appartenenti alla malattia di loro specifica
competenza e iniziarono a trattare i sintomi che
ritenevano appartenenti al proprio ramo
specialistico. Dato che la causa della malattia è
stata ampiamente ignorata, non si è fatto più alcuno
vero sforzo per curare qualsiasi malattia.
Coerentemente con il nuovo paradigma medico, nessuno
dei trattamenti offerti dal cardiologo, per esempio,
effettivamente cura, è nemmeno s'intende che curi,
la malattia "proprietaria", pertinente a quella
specialità medica. Per esempio, gli anni di
sopravvivenza pronosticati dopo un intervento
chirurgico per un bypass spesso risultano poi essere
effettivamente gli stessi per chi non si è
sottoposto all'intervento. E questa è la linea
seguita per il trattamento, e non per la cura, di
ogni altra patologia.
Un anno più tardi, nel
1950, fu iniziata una ricerca per trovare un'altra
medicina miracolosa per trattare i problemi del
Diabete di tipo II
Questa nuova, ideale,
medicina miracolosa, come l'insulina avrebbe dovuto:
- essere efficace, come l'insulina, nel ridurre
evidenti sintomi dannosi della malattia
- non essere efficace nella cura della patologia di
base.
- essere poi necessario prenderla continuamente per
il resto della vita del paziente.
- essere brevettabile, non essere un rimedio
naturale perché questi non sono brevettabili.
- essere altamente redditizia per chi la fabbricasse
e per la linea di distribuzione.
- essere sottoposta a richieste di approvazioni da
parte dei governi
- essere fornita obbligatoriamente solo dietro
presentazione di ricetta medica per stimolare i
medici a prescriverla.
I test richiesti per
tali autorizzazioni avrebbero dovuto essere
estremamente costosi per impedire ad altri farmaci
non approvati di diventare competitivi.
In presenza di effetti collaterali indesiderabili,
si sarebbe potuto sempre dire che la malattia è
molto peggio degli effetti collaterali.
In caso di morte del paziente, abbiamo fatto del
nostro meglio, ma era una malattia pericolosa.
Questa è l'origine del
classico protocollo medico di "curare i sintomi". In
questo modo, sia la la casa farmaceutica che il
medico possono prosperare nel mondo degli affari, e
il paziente, pur non essendo guarito della sua
malattia, a volte sarebbe temporaneamente sollevato
da alcuni dei suoi sintomi. In aggiunta, farmaci
naturali che effettivamente guarirebbero la malattia
dovrebbero essere soppressi. Più efficaci sono, più
dovrebbero essere soppressi e i loro fautori
incarcerati come ciarlatani.
Dopo tutto, non si può permettere che possano essere
venduti dei rimedi naturali, efficaci nella cura
delle malattie e non costosi, in un mercato di
monopolio ad intensità di capitale specificatamente
progettato per il trattamento di sintomi senza
curare la malattia.
Spesso dei prodotti
naturali hanno veramente curato più di una una
malattia. Per questo motivo il potere delle leggi è
stato e viene utilizzato per rimuovere i rimedi
naturali, spesso superiori, dal mercato dei farmaci,
per rimuovere la parola "cura" dal vocabolario
medico e per logorare completamente il concetto
stesso di libero mercato negli affari in campo
medico.
Questo è il motivo per cui la parola "cura" è così
energicamente soppressa con delle leggi. La
FDA ha una vasta
regolamentazione orwelliana che vieta l'uso della
parola "cura" per descrivere qualsiasi sostanza o
medicina naturale che sia in concorrenza con i
farmaci di sintesi della medicina ortodossa. E'
proprio perché molte sostanze naturali sono
veramente efficaci nel curare e prevenire le
malattie che la parola cura è diventata così
terrificante per la comunità medico-farmaceutica
ortodossa.
Il valore commerciale
dei sintomi
Dopo che la politica di sviluppo dei farmaci fu
ridisegnata per concentrarsi sul trattamento dei
sintomi piuttosto che sulla cura delle malattie, si
è reso necessario reinventare il modo in cui i
farmaci vengono messi in commercio.
Deve essere chiaro che
qualsiasi ente di qualsiasi altro paese occidentale
che si occupa di regolamentare la produzione e
distribuzione dei farmaci, integratori alimentari,
protocolli medici, etichettatura dei prodotti, ecc.
è l'esatta replica della FDA.
Non hanno un pensiero proprio, ma riformano la
regolamentazione, spesso solo la traducono, sul
modello di quella della FDA, che è totalmente
asservita alle case farmaceutiche, se si fa
eccezione per qualche raro funzionario che comunque
dura poco in carica.
Oggi, più della metà
delle persone in America soffre di uno o più sintomi
del diabete. E in Europa, incluso l'Italia, la
percentuale è in aumento anche fra i bambini.
Nei
primi tempi, il diabete diventò ben noto ai medici
come Diabete di tipo II, Diabete insulino-resistente,
Insulino-resistenza, Esordio di diabete negli adulti
o, più raramente, Iperinsulinemia.
Secondo l'American Heart Association, quasi il 50%
degli americani soffre di uno o più sintomi di
questa malattia. Un terzo della popolazione degli
Stati Uniti è patologicamente obesa, mentre la metà
della popolazione è sovrappeso. Il diabete di tipo
II ora sembra di routine nei bambini di sei anni.
Molte malattie degenerative possono essere
riconducibili a un fallimento del sistema endocrino.
Questo era ben noto ai medici del 1930 come diabete
insulino-resistente.
Si sa che il problema che sta alla base è lo
sconvolgimento del sistema fisiologico di controllo
dello zucchero causato da grassi e oli trattati
industrialmente. E questi si trovano in quasi tutti
i prodotti confezionati che trovi al supermercato.
E' esacerbato e complicato dalla sistematica
eliminazione degli enzimi, che farebbero rapidamente
scadere il prodotto, e di altri nutrienti essenziali
che il corpo ha bisogno per far fronte alle
conseguenze metaboliche di questi veleni.
Ci sono enormi
differenze fra un olio e un altro o un grasso e un
altro. Alcuni sono sani e benefici, molti,
comunemente in vendita nei supermercati, sono dei
veleni.
Per stabilire se sono di beneficio per la
salute o meno la distinzione non va fatta fra saturi
e insaturi, come l'industria dei grassi e degli oli
industriali vorrebbe farci credere. Molti oli e
grassi saturi sono estremamente benefici, molti oli
insaturi sono molto velenosi. L'importante
distinzione va fatta tra prodotti naturali e
prodotti lavorati industrialmente.
Esiste molta disonestà
nella pubblicità di grassi e oli industriali.
L'industria alimentare mira a creare un mercato per
gli oli spazzatura a basso costo come ad esempio
olio soia, cotone e canola. Con un pubblico
informato e consapevole, questi oli non avrebbero
alcun mercato e in tutto il mondo ci sarebbe un
numero molto minore, e non immagini quanto molto
minore, di casi di diabete.
Alterazione degli stili
di vita
Già nel 1901 furono fatti i primi tentativi di
produrre generi alimentari con impianti automatici
di produzione e confezionamento immaginando gli
immensi profitti realizzabili. La maggior parte dei
primi tentativi fallirono perché le persone erano
intuitivamente sospettose riguardo a dei cibi che
non fossero freschi come quelli che provenivano
direttamente dalle aziende agricole e perché la
tecnologia per la lavorazione era imperfetta. Con il
progressivo aumento della prosperità economica in
ogni classe sociale questi prodotti alimentari
sospetti fecero dei lievi progressi.
La Procter & Gamble
che produceva e ancora produce Crisco, un grasso
artificiale per fare il pane e prodotti da
pasticceria, distribuì gratuitamente lattine da
mezzo chilo di Crisco in un infruttuoso tentativo di
conquistare la fiducia delle casalinghe americane
affinché poi acquistassero il suo prodotto
preferendolo allo strutto.
Quando la margarina fu
introdotta negli Stati Uniti, gli stati con un
elevato numero di industrie lattiero-casearie fecero
un'accanita opposizione. Con l'avvento della
Depressione del 1930, la margarina, Crisco e una
serie di altri prodotti raffinati iniziarono a
penetrare in maniera significativa nei mercati
alimentari. Il supporto a favore dei prodotti
lattiero-caseari in opposizione alla margarina si
affievolì durante la seconda guerra mondiale, perché
non c'era abbastanza burro per le esigenze sia dei
civili che dei militari. A questo punto, l'industria
lattiero-casearia, avendo perso molto supporto,
semplicemente accettò una quota inferiore di mercato
e si concentrò sulle forniture militari. Gli oli di
semi di lino e di pesce, che erano comuni nei negozi
e considerati beni necessari prima che la
popolazione americana si ammalasse, scomparvero
dagli scaffali.
L'ultimo produttore di olio di semi di lino che
serviva le grandi catene di distribuzione è stato
Archer Daniels Midland, e ne ha interrotto la
produzione e la fornitura nel 1950.
Più di recente, uno dei
più importanti grassi salutari, è stato sottoposto
ad una massiccia campagna di disinformazione dai
media che lo hanno ritratto come un grasso saturo
che provoca insufficienza cardiaca. Come risultato,
è praticamente scomparso dagli scaffali dei
supermercati. Quindi l'olio di cocco è stato rimosso
dalla catena alimentare e sostituito dall'olio di
soia, l'olio di semi di cotone e l'olio di canola.
E' stato poco dopo questo riuscito blitz dei media
che la popolazione degli Stati Uniti perse la
"guerra dei grassi".
Per molti anni, negli Stati Uniti l'olio di cocco è
stato il più efficace agente di controllo dietetico
del peso, al pari dell'olio crudo extra vergine
d'oliva spremuto a freddo nei paesi mediterranei.
La storia dell'ingegneria della trasformazione di
quelli che una volta erano cibi sani corre
esattamente parallela all'aumento dell'epidemia di
diabete e iperinsulinemia che affligge gran parte
del mondo. Un altro passo nella direzione della cura
del diabete e di altre malattie è smettere di
credere che i cibi pubblicizzati dai media siano
sani e nutrienti.
Riferimenti:
1 - Allen FM, M.D."Diabetes Mellitus.", Encyclopedia
Americana, International Edition 1966 Vol 9 54-56
2 - Brown JAC, M.B., B.Chir.,"Pears Medical
Encyclopedia, Illustrated", London, England.,
Rainbird Reference Books Ltd. 1971
3 - Erasmus U, "Fats that heal, Fats that kill.",
Burnaby, BC Canada. Alive Books, 1996
4 - Van Nostrands Scientific Encyclopedia, 8th Ed.
5 - Trager J, "The Food Chronology", Henry Holt &
Company. NY, NY. 1995
Questo è il primo di
circa una ventina di altri articoli su questo
argomento che verranno via via pubblicati e che nel
loro insieme dimostrano che chi ha il diabete di
tipo I o II potrebbe far sì che il suo corpo, e la
sua mente, possano liberarsi di questa malattia.
Ovviamente non aspettarti che il tuo medico sia
d'accordo.
I tempi di pubblicazione dipendono da
quanto tempo potrò dedicare alla traduzione delle
fonti e per creare articoli "purgati" dagli ostici
termini medici per renderli facilmente accessibili a
un pubblico profano. Se potrò attribuirmi un merito,
sarà solo quello di aver reso accessibili queste
informazioni alle persone a cui non fossero ancora
arrivate, il merito del lavoro va a una persona che
ha guarito se stessa dal diabete e ha deciso di
condividere la sua esperienza e conoscenza libera
dagli interessi particolari dell'industria del
diabete. Tutti i dovuti credits verranno pubblicati
alla fine della serie degli articoli.
La cura del diabete
esiste ed è stata brevettata.
Questo particolare brevetto stabilisce:
"La combinazione dei componenti del medicinale
induce una rigenerazione delle cellule del pancreas
che poi inizia a produrre nuovamente l'insulina da
solo. Dato che questa composizione ripristina le
normali funzioni del pancreas, il trattamento può
essere interrotto dopo un periodo di tempo, da un
minimo di quattro mesi a un massimo di dodici ".
Purtroppo, questo
eccellente lavoro non è stato continuato fino ad
arrivare alla produzione di un farmaco disponibile
per la vendita al pubblico. Il sospetto è che il
motivo sia la mancanza di alcun incentivo
finanziario per commercializzare una cura per una
malattia che fornisce un lucroso e sicuro reddito
con il business del suo perenne trattamento. Non è
raro che dei brevetti vengano acquistati perchè
nessuno possa poi realizzarli nella pratica, quando
potrebbero minare interessi economici consolidati.
Come tutte le medicine
che funzionano è un prodotto
erboristico. E guarda
caso, non aggiunge nulla, ma promuove una
disintossicazione specifica
Ogni cura in realtà è
disintossicazione.
Non c'è nulla da curare, solo da disintossicare.
(NdR: Per la
Glicemia alta, tipica dei "diabetici",
sia alimentari, che da farmaci e
vaccini, con
aumento dello
zucchero nel sangue, si consiglia oltre alla
eliminazione dello zucchero, l'assunzione dopo ogni
pasto di una tisana di
Charantia)
Un'ultima anticipazione:
Una proteina comunemente riscontrata nel latte
vaccino, come è risultato da numerosi studi, ha
dimostrato di essere corresponsabile per il diabete
di tipo I.
Più recentemente è stato riscontrato
anche che le
vaccinazioni
infantili sono coinvolte seriamente come agente
responsabile nel diabete di tipo I.
Ovviamente una dieta
sana è il presupposto necessario, se non
obbligatorio per non perpetuare il diabete, e la
dieta ottimale per l'essere umano è quella descritta
nel libro di Arnold Ehret, "Il
Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco".
Deve essere chiaro che nessuna persona che stia
ricevendo trattamenti per il diabete deve pensare
che vi sia un invito a sospenderli, fino a quando il
suo pancreas non sia in grado di produrre insulina
e/o il suo organismo sia in grado di utilizzare il
glucosio e tutto quanto necessario per il corretto
funzionamento delle funzioni degli organi
interessati, comprovato da accurati esami medici
oggettivi.
By
Luciano Gianazza
-
Arnold Ehret Italia
Il
Dott.
Davis afferma che è comprovato il fatto che una
dieta senza grano porta enormi benefici; centinaia
di migliaia di persone perdono
peso (con una dieta senza grano) 30, 80, 150
libbre (1 libbra = 453.5 gr).
I diabetici
cessano di soffrire di diabete, persone affette da
artrite hanno miglioramenti drastici, persone che
perdono gonfiore alle gambe, reflusso acido,
sindrome del colon
irritabile,
depressione e così via !
vedi: Pancreas +
Diabete Mellito tipo 2
+
Diabete
dai vaccini
+
Epidemie di Diabete
+
DIABETE 1
+
Diabete in aumento massivo +
Cura per Diabete
+
Vaccini
sicuri ? NO !
+
L'insulina vi condanna a morte
prematura ? -
Is
Insulin Condemning You to a Premature Death ?
+ Porfiria
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Onesta'
intellettuale giornalistica e malattie del
progresso... il diabete.
Ad esempio nell'articolo sotto, nessuno
riferisce con onesta intellettuale... non e' vero
che per 20 anni v'e' stata una stasi nella
ricerca... il problema e' diverso, non c'erano
malati di diabete...! ( ne era malata una
percentuale insignificante di persone ).
Il diabete e' in vertiginosa crescita,e, nessuno si
preoccupa di invertire la rotta con programmi
mirati: quali?
In USA e, in UK, ci stanno provando da alcuni anni.
Era di un anno fa la notizia che, il partito
conservatore Inglese,voleva inserire una tassa alle
persone oversize,legge bloccata dai laburisti
perche' minava ai principi della carta magna.
Guardiamo ai raggi X l'Italia: attivita' fisica ?
Ho vissuto negli States, ogni 400/500 metri,ci sono
biblioteche,ma anche centri sportivi
gratuiti,gratuiti... puoi correre e fare fitness in
generale, ai a disposizione un istruttore
stipendiato dalle tasse comunali...
In Italia? a parte che bisognerebbe trovare il
tempo, ma quanto costano i centri sportivi, ve ne
sono gratuiti ? fermo restando che e' necessario
incrementare la civilta' sportiva atraverso modelli
culturali che,al momento in Italia sono fossilizzati
al passato remoto.
Nel sud Italia in special modo,come in Italia la
tradizione culinaria mediterranea in qualche maniera
sta tenendo le retini ad uno stravaso Diabetico
importante gia' presente altrove.
Big Pharma vuole creare milioni di milioni di
pazienti senza "legni tra le ruote".
E' la politica,chi dirige attraverso l'autorita'
sanitaria cosa fa ?...fino questo momento nulla o
quasi.
Contro il diabete, cibi sani e freschi, no
fumo, no alcool, e, sopratutto tanta attivita'
fisica, non meno di 1 ora tutti i giorni.
Quello che percepisco e' disagiante quanto
disarmante, non sono tuttavia disilluso: i medici
sono sempre piu' assoggettati, non sanno crearsi uno
"spazio culturale" dove organizzare la loro
capacita' clinica e terapeutica, in definitiva sono
marionette delle strutture sanitarie ad hoc,
organizzano i corsi su come...pescrivere, e, ancora
pescrivere...
Fonte: doctornews
«Dopo una ventina d'anni di stasi sotto il profilo
delle novità farmacologiche, negli ultimi 4-5 anni
si è registrato in diabetologia uno sviluppo davvero
notevole e i primi mesi del 2015 costituiscono il
culmine di questa crescita». Lo afferma Carlo Bruno
Giorda, presidente della Fondazione Amd
(Associazione medici diabetologi). «Grandissime
novità si hanno nel campo delle insuline basali»
esemplifica. «Stiamo iniziando a usare la nuova
insulina degludec che ha il grande vantaggio di
ridurre le variabilità glicemica e gli eventi
ipoglicemici: i dati verificati in campo
sperimentale sono confermati in clinica ogni giorno.
Dati internazionali, tra l'altro, dimostrano come
questa insulina permetta di ridurre la dose
complessiva di unità giornaliere.
È poi imminente l'introduzione di nuove formulazioni
di insulina glargine, con una versione 300 unità che
avrà anch'essa il vantaggio di una minore
variabilità e di un'estensione dell'attività
farmacocinetica. Infine, e questo è un dato che ha
valore soprattutto in termini di sostenibilità, tra
le insuline basali soprattutto per diabete di tipo
2, sarà disponibile anche una versione biosimilare
dell'insulina glargine». Alcuni farmaci innovativi
già disponibili, quali la lixisenatide e la
liraglutide, grazie a una presa d'atto dell'Aifa,
saranno disponibili in associazione all'insulina
basale. «E questo è un vantaggio» sottolinea Giorda
«perché significa ridurre l'acquisizione di peso da
parte del paziente e diminuire le unità di insulina
giornaliera. Per la liraglutide» aggiunge «c'è anche
la novità da 3 mg- registrata per ora solo negli
USA - principalmente per il trattamento
dell'obesità, spesso base patogenetica del diabete
di tipo 2: si tratta quindi di una grande
opportunità». Sempre in questa classe molta attesa
c'è per l'imminente uscita della dulaglutide, un
incretino mimetico che ha il vantaggio di essere
dato una volta alla settimana.
La più grande novità, però, sta nel fatto che è
stata autorizzata dell'Aifa la prescrizione del
dapagliflozin, capostipite di una nuova classe di
farmaci: gli inibitori del co-trasportatore
sodio-glucosio SLGPT2, proteina responsabile
dell'assorbimento del 90% del glucosio da parte dei
reni. «È il primo farmaco antidiabetico che non
utilizza l'insulina come meccanismo d'azione, in
quanto ottiene il controllo glicemico aumentando
l'eliminazione urinaria del glucosio in eccesso. Ciò
è utile soprattutto perché permette al paziente di
perdere peso ma anche perché il farmaco è
associabile all'insulina consentendo di ridurne le
unità giornaliere».
Da sottolineare anche il recente lancio di un Dpp-IV
(alogliptin) in combinazione fissa con pioglitazone
e, nel campo degli ipolipemizzanti, la presentazione
dei dossier registrativi a
Fda ed
Ema degli
inibitori Pcsk9 - anticorpi monoclonali da
somministrare una volta alla settimana in aggiunta a
una terapia con statine - che hanno dato prova di
grande efficacia nella riduzione della
colesterolemia-Ldl, rivelandosi specificamente utili
nei pazienti non in grado di raggiungere un
controllo lipidemico con le sole statine.
«Effettivamente ora il problema per il clinico non
sarà più quello di non avere disponibilità di nuovi
farmaci ma quello di imparare a usarli bene»
commenta Giorda. «Non basta infatti immettere i
farmaci sul mercato: occorre formare i medici a
impiegarli nel migliore dei modi possibili. E questa
attività di formazione è importante che sia
effettuata dalle società scientifiche».
Articolo inviatoci dal dott.
G. Parisi (medico)
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Il LETALE INGANNO del
DIABETE
Questo articolo vi farà arrabbiare, gli inganni non
fanno piacere, soprattutto quando sono preposti a
tenerci ammalati a scopo di lucro, pur essendoci la
cura. In questo articolo informazioni su cosa è il
diffusissimo diabete di tipo 2, quali patologie da
origine, la sua storia nascosta al pubblico e
soprattutto la cura che lo guarisce senza fallo con
il 100% di successi e con la guarigione dalle
patologie indotte da tale malattia. L’articolo è un
po’ lungo, ma vale la pena di leggerlo, dopodiché
diffondete questa conoscenza in quanto utilissima.
Se siete un diabetico il
vostro medico non vi dirà mai che è curabile nella
maggior parte dei casi, se solo nominate la parola
cura probabilmente si irriterà, in quanto la sua
preparazione medica contempla solo la parola
trattamento, per lui la parola cura non esiste. Il
diabete nella sua forma epidemica moderna è curabile
da almeno 40 anni. Nel 2001 negli USA sono morti
934.550 per sintomi fuori controllo di tale
malattia. Il vostro medico inoltre non vi dirà che
un tempo gli infarti, sia ischemici che emorragici,
i colpi apoplettici dovuti a neuropatie, gli eventi
coronarici sia ischemici che emorragici, obesità,
arteriosclerosi, alta pressione, alti livelli di
colesterolo e trigliceridi, impotenza, la
retinopatia, l’insufficienza renale ed epatica, la
sindrome policistica ovarico, alti livelli sanguigni
di zucchero, la candidosi sistemica, un compromesso
metabolismo dei carboidrati e/o dei grassi,
difficoltà di cicatrizzazione, neuropatie
periferiche, nonché altrettanti disordini epidemici
dei giorni nostri, un tempo venivano spesso
considerati niente altro che sintomi del diabete, e
curati curando il diabete di tipo 2. Se vi ammalate
di diabete e vi affidate al trattamento medico
tradizionale prima o poi con il peggioramento della
malattia sperimenterete uno o più dei suoi sintomi.
Attualmente è prassi comune fare riferimento a tali
sintomatologie come fossero affezioni indipendenti e
separabili, a cui corrispondono trattamenti separati
e non collegati tra di loro, somministrati da
specialisti in concorrenza fra di loro.
E’ vero che molti di questi sintomi possono
derivare, come talvolta capita, da altre cause, ad
ogni modo è altrettanto vero che tale aspetto è
stato impiegato per giustificare inefficaci e
costosi trattamenti dei sintomi in questione.
Il diabete di tipo 2 è
curabile, una volta terminato di leggere il presente
articolo ve ne sarete resi conto.
Attualmente l’industria del diabete rappresenta una
cospicua comunità, che nel corso degli anni è
riuscita a mettere a tacere in modo esemplare le
voci contrastanti che cercano di evidenziare la
frode che sta alla base della moderna cura della
malattia che è diventata quasi una religione e che
dipende fortemente dalla fede dei suoi credenti tale
da rendere quasi blasfema la sola ipotesi che
l’affabile medico, nella maggioranza dei casi è solo
un ciarlatano e un truffatore, nella maggior parte
dei casi costui non ha mai curato un solo caso di
diabete in tutta la sua carriera.
L’influenza politica e finanziaria di questa
comunità medica ha sovvertito la realtà delle cose e
domina l’intero settore controllando virtualmente in
tutto e per tutto ogni documento pubblicato
sull’argomento diabete. Se mai le persone verranno a
conoscenza della cura del diabete che esiste da 40
anni, l’intero settore crolla, ma è pura utopia il
pensarlo. Da oltre 40 anni la ricerca medica
dimostra coerentemente e con sempre maggiore
chiarezza che il diabete è una malattia degenerativa
provocata direttamente da forniture alimentari
industriali improntate al profitto piuttosto che
alla salute.
Breve storia del diabete
Nel 1922 i tre premi Nobel canadesi, Banting, Best e
Macleod riuscirono a salvare la vita ad una giovane
con una iniezione di insulina, un nuovo farmaco
prodigio.
Fu solo nel 1933 che in un documento
pubblicato nell’America journal of medical Science,
cominciarono ad emergere notizie relative ad una
nuova forma di diabete che non reagiva al nuovo
farmaco prodigio e ancora peggio a volte la terapia
con insulina causava la morte del paziente. Questa
nuova malattia divenne nota come “diabete resistente
all’insulina” , in quanto presentava l’elevato tasso
di zucchero tipico del diabete, ma reagiva
scarsamente alla terapia insulinica.
Negli USA agli
inizi del 900 aveva un’incidenza pro capite pari
allo 0,0028%, nel 1933 si impenno del 1.000%, sino a
diventare negli anni 90 un’affezione sotto vari
pseudonimi tale da rovinare la salute di oltre la
metà della popolazione statunitense inabilitandone
il 20%. E’ evidente che c’è qualcosa che ha
provocato tale impennata della patologia.
Nel 1950 la comunità medica fu in grado test
sierologici sull’insulina. Tali test rivelarono che
questa nuova malattia non era il classico diabete,
ma era caratterizzata da livelli di insulina
sufficienti, spesso eccessivi, il problema era che
l’insulina non riduceva il tasso di zucchero nel
sangue. Se le intuizioni dietetiche dei precedenti
20 anni e sino agli anni 60 fossero state prese in
considerazione, il diabete sarebbe stato curabile e
non semplicemente controllabile.
Invece nel 1950 è iniziata la ricerca di un altro
farmaco prodigioso. Questo farmaco come tutti i
farmaci doveva essere brevettabile, ovvero non una
medicina naturale, in quanto queste non sono
brevettabili e molto remunerativo.
Sarebbero state necessarie approvazioni obbligatorie
da parte delle autorità sanitarie. I test richiesti
per tali autorizzazioni dovevano essere
straordinariamente costosi per evitare che altri
farmaci non autorizzati (naturali) diventassero
competitivi.
Questa è l’origine del classico protocollo medico
relativo al “trattamento dei sintomi”, nessuno
guarisce, solo liberazione temporanea dei sintomi.
Inoltre i farmaci naturali che effettivamente
curavano il diabete (e altre malattie ndr),
avrebbero dovuto essere tolti dalla circolazione,
incarcerando i loro propugnatori in quanto
ciarlatani. Spesso le sostanze naturali hanno
realmente curato la malattia, e questo è il motivo
per cui si è fatto e si fa tuttora ricorso alla
forza della legge per estromettere dal mercato
farmaci naturali, spesso superiori.
Molte malattie degenerative possono essere
ricondotte ad un consistente collasso del sistema
endocrino, fenomeno ben noto ai medici degli anni 30
come diabete insulino-resistente. Questo
fondamentale disturbo è conosciuto come un disordine
del sistema di controllo dello zucchero sanguigno
determinato da grassi e oli malamente lavorati.
Grassi e oli non sono tutti uguali. Alcuni sono sani
e salutari, molti altri sono dannosi. Sotto il
profilo della salute la distinzione non riguarda
quelli saturi e quelli insaturi, come erroneamente
vuole fare credere l’industria che li produce.
Nell’ambito della salute la distinzione va fatta tra
naturale e manipolato.
La natura della malattia
Il diabete viene tipicamente diagnosticato come
l’incapacità dell’organismo di metabolizzare
adeguatamente i carboidrati, il suo sintomo
distintivo è un elevato livello di glucosio nel
sangue. Il diabete di tipo 1 deriva da
un’insufficiente produzione di insulina da parte del
pancreas, mentre il diabete di tipo 2 da insulina
inefficace.
In entrambi i tipi il livello di
glucosio nel sangue resta elevato. L’insulina
inefficace non differisce da quella efficace, la sua
inefficacia si riferisce all’incapacità della
popolazione cellulare di reagire ad essa.
Oggi data la maggiore conoscenza di questi processi
sembrerebbe più appropriato definire il diabete di
tipo 2 in quanto fondamentale incapacità
dell’organismo di metabolizzare grassi e oli,
incapacità che determina una perdita di efficacia
dell’insulina e il conseguente mancato metabolismo
dei carboidrati. Ogni cellula si trova
nell’incapacità di trasportare il glucosio dal
sangue al proprio interno, il glucosio quindi rimane
nel sangue, oppure si accumula come grasso corporeo
o glicogeno, oppure viene espulso dalle urine.
Sembra che quando l’insulina si lega ad un recettore
della membrana cellulare esso dia inizio ad una
complessa cascata di reazioni biochimiche
all’interno della cellula, ciò fa sì che
trasportatori del glucosio di una certa classe, noti
come molecole GLUT4, abbandonino la propria area di
sosta entro la cellula e si trasferiscono nella
superficie interna della membrana cellulare del
plasmocita. Una volta nella membrana, questi migrano
verso specifiche aree della membrana stessa
denominate domini caveolari dove in virtù di
un’altra serie di reazioni biochimiche, individuano
e agganciano molecole di glucosio, che poi
trasportano all’interno della cellula tramite un
processo chiamato endocitosi.
All’interno della cellula questo glucosio viene quindi consumato dai
mitocondri come carburante per produrre energia
destinata ad alimentare l’attività cellulare, così
questi trasportatori GLUT4 abbassano il glucosio nel
flusso sanguigno trasportandolo all’esterno di
quest’ultimo e dentro tutte le cellule
dell’organismo. Molte molecole implicate in questi
percorsi mediati da glucosio sono lipidi, vale a
dire acidi grassi, in particolare omega 3.
Quando a causa del nostro regime alimentare questi
acidi grassi cis sono costantemente assenti, acidi
trans e acidi grassi saturi a catena media e breve
prendono il loro posto nella membrana cellulare;
tali sostituzioni rendono la membrana più rigida ed
inibiscono il meccanismo di trasporto del glucosio,
e come conseguenza il glucosio nel flusso sanguigno
resta elevato.
In altre parti dell’organismo il pancreas secerne
insulina in eccesso, il fegato produce grassi dallo
zucchero in eccesso, non vi è sufficiente energia
cellulare per l’attività dell’organismo e l’intero
sistema endocrino risulta alterato, infine si
verifica un’insufficienza pancreatica, il peso
corporeo cala molto e la crisi precipita.
Trattamento medico
convenzionale
Il moderno trattamento medico ortodosso prevede la
somministrazione di agenti ipoglicemici orali che
rientrano in 5 classificazioni o insulina.
Biguanidi, inibitori della glucosidase, meglitinidi,
sulfoniluree, tiazolidinetdioni. Alcuni stimolano la
produzione di insulina, ampiamente ignorando il
fatto che un elevato livello di insulina sia dannoso
quasi quanto un elevato livello di glucosio, altri
sono famosi per provocare il cancro al fegato.
Insulina
Oggi si prescrive l’insulina per entrambi i tipi di
diabete tipo 1 e tipo 2. L’insulina sostituisce
quella che l’organismo non produce più. Questo
trattamento per quanto necessario per preservare la
vita ai diabetici di tipo 1 , è tuttavia assai
discutibile quando somministrato ai diabetici di
tipo 2.
E’ importante sottolineare che né l’insulina né
alcuno di questi agenti ipoglicemici orali esercita
alcuna azione terapeutica su qualsivoglia tipo di
diabete. Nessuna di queste strategie è progettata
per normalizzare l’assorbimento cellulare di
glucosio da parte delle cellule che ne abbisognano
per alimentare la propria attività.
La prognosi con questo trattamento ortodosso è
crescente invalidità e morte prematura, determinate
da infarto o insufficienza renale, oppure dal
collasso di qualche altro organo vitale.
Terapie mediche
alternative, diabete di tipo 1.
Per tale patologia è ora disponibile una metodologia
di cura alternativa, elaborata nei moderni ospedali
di Madras in India, già sottoposta a rigorosi studi
a doppio cieco per attestarne l’efficacia, essa
verte sul ripristino della normale funzione delle
cellule beta del pancreas, di modo che tale organo
sia nuovamente in grado di produrre insulina così
come dovrebbe.
Questo approccio si è apparentemente dimostrato
capace di curare il diabete di tipo 1 in oltre il
60% dei soggetti. Per le ragioni economiche
esaminate questa metodologia ha scarse probabilità
di fare la sua compara in occidente, in quanto
curando definitivamente mina i lucrosi affari
dell’industria del diabete.
Terapie mediche
alternative, che funzionano e guariscono, il diabete
di tipo 2.
Lo scopo di qualsiasi efficace programma alternativo
è quello di riparare e ripristinare il meccanismo di
controllo sangue-zucchero proprio dell’organismo, è
il suo funzionamento compromesso che con il tempo
determina direttamente tutti i numerosi sintomi
debilitanti, che rendono il trattamento ortodosso
così economicamente redditizio.
Per quanto riguarda il diabete di tipo 2, le fasi in
programma sono.
1 - Riparare il sistema
di controllo sangue-zucchero compromesso.
Ciò viene realizzato semplicemente sostituendo
grassi ed oli sani, salutari e puri al mix
trans-isomero (olio di semi) dall’aspetto puro ma in
realtà tossico, presente in allettanti contenitori
colorati sugli scaffali dei supermercati.
Consumare solo olio di lino, olio
di pesce ed occasionalmente olio di fegato di
merluzzo, sino a quando lo zucchero sanguigno non
inizia a stabilizzarsi; dopodiché aggiungere oli
sani come: burro, olio di cocco, olio di oliva, e
grassi animali puri.
Leggere le etichette e rifiutarsi di assumere
economici oli di scarsa qualità quando sono presenti
negli alimenti lavorati o nei menù dei ristoranti. I
diabetici presentano una carenza cronica di
minerali, quindi è necessario che aggiungano alla
propria dieta integratori minerali ad ampio
spettro e di buona qualità.
2 -Controllare
manualmente il rapporto sangue-zucchero durante il
ciclo di recupero.
Sotto supervisione medica, interrompere gradualmente
l’assunzione di tutti gli agenti ipoglicemici orali
e di tutti i farmaci supplementari somministrati per
contrastare gli effetti collaterali.
Sviluppare un controllo naturale del sangue-zucchero
tramite l’impiego di comprese glicemiche, il consumo
di pasti leggeri e frequenti (comprendenti alimenti
ricchi di fibre), regolare esercizio fisico dopo i
pasti, la totale astensione da tutti gli zuccheri.
Evitare il consumo di alcol sino a quando lo
zucchero sanguigno non sia rientrato stabilmente nei
parametri normali. Registrare i valori tramite un
misuratore di glucosio ad ago, annotare su un diario
medico tutto quello che si fa.
3 – Ripristinare un
adeguato equilibrio di grassi ed oli salutari
allorquando il meccanismo di controllo
sangue-zucchero funziona nuovamente.
Eliminare in modo permanente dalla dieta tutti i
grassi e oli economici, tossici e di scarsa qualità,
nonché gli alimenti lavorati e i piatti dei
ristoranti che li contengono.
Quando il meccanismo di controllo del sangue-zuccero
riprende a funzionare correttamente, integrare
gradualmente la dieta con ulteriori alimenti sani.
Controllare gli effetti di questi ultimi monitorando
i livelli di zucchero sanguigno con l’apposito
attrezzo ad ago. Ricordarsi di registrare tutto.
4 – Continuare il
programma sino a quando non siano ripristinati anche
i valori normali dell’insulina.
Una volta che i livelli di zucchero saranno
rientrati nella gamma ordinaria, il pancreas
smetterà gradualmente di produrre insulina in
eccesso, Questo processo richiede un periodo un po’
più lungo e lo si può testare facendo inviare dal
vostro medico un campione del vostro sangue ad un
laboratori di analisi per determinare l’insulina nel
siero. Una buona prassi è di attendere un paio di
mesi dopo che il controllo dello zucchero sanguigno
si è ripristinato.
5 – Riparare
separatamente i danni collaterali provocati dalla
malattia.
I problemi vascolari determinati da un elevato
livello cronico di glucosio generalmente si
risolveranno da sé senza sforzo cosciente. Gli
effetti della retinopatia e della neuropatia
periferica, solitamente si riparano da sé, I danni
ai reni di solito non si riparano da sé. I danni
vascolari ed alle arterie determinati da anni di
elevato tasso di zucchero e insulina, regrediranno
lentamente grazie ad una dieta appropriata e sana,
tuttavia ripulire le arterie in questo modo può
richiedere molti anni. Il danno alle arterie può
essere corretto molto più velocemente ricorrendo ad
una terapia di chelazione intravenosa, che nell’80%
dei casi si sistema in sei mesi.
Ovviamente non aspettatevi che il vostro medico per
ovvi motivi la approvi, in particolar modo se è uno
specialista in cardiologia.
6 – Tempi di recupero.
La prognosi solitamente prevede un rapido recupero
dalla malattia ed il ripristino di un normale stato
di salute e di energia nell’arco di alcuni mesi, un
anno o anche più. Il tempo richiesto dipende da
quanto a lungo si è permesso alla malattia di
svilupparsi.
Per chi interviene precocemente i tempi di recupero
sono di alcuni mesi o anche meno. Per coloro che
soffrono della malattia da molti anni, i tempi di
recupero potrebbero estendersi ad un anno o anche
più.
By Magnet - Tratto da: Nexus N. 55 - Per
informazioni supplementari:
www.Healingmatters.com
Tratto da:
http://www.miraclemineral.info/DOC/diabete.html
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La frutta intera
protegge dal
diabete (NdR: e da qualsiasi altra
malattia)
Il legame tra consumo di frutta e rischio di
diabete mellito di tipo 2 (T2DM) è variabile:
chi mangia più frutti interi come mirtilli, uva e
mele ha un rischio minore, mentre un maggior consumo
di succo di frutta aumenta le probabilità di
ammalarsi. Gli interessanti risultati vengono da uno
studio appena apparso sul British medical journal,
coordinato da JoAnn Manson, professore di medicina
alla Harvard school of public health di Boston. «I
frutti sono ricchi di fibre, antiossidanti e
sostanze fitochimiche che possono avere effetti
benefici sulla salute.
Aumentarne il consumo è racco mandato nella
prevenzione primaria di molte malattie croniche,
anche se gli studi epidemiologici hanno prodotto
risultati piuttosto contrastanti per quanto riguarda
il rischio di T2DM» spiega la ricercatrice.
L'incoerenza dei dati può essere spiegata da
differenze nei tipi di frutta consumati nelle
diverse popolazioni studiate, così come da diverse
caratteristiche dei partecipanti, del disegno di
studio e dei metodi di valutazione.
Inoltre, dati recenti attribuiscono alla maggiore
varietà, e non alla quantità, di frutta consumata,
un più basso rischio di T2DM.
«Ciò suggerisce che i singoli frutti potrebbero non
essere ugualmente associati al rischio di T2DM, dato
il loro contenuto altamente variabile di fibre,
antiossidanti, nutrienti e sostanze fitochimiche»
riprende Manson, che assieme ai colleghi ha
esaminato l'associazione tra consumo di frutta
individuale e rischio di T2DM usando i dati di tre
studi prospettici di coorte svolti in adulti
statunitensi.
Morale: i n 3.464.641 anni-persona di follow-up
complessivo, 12.198 partecipanti hanno sviluppato
T2DM, e dopo i necessari aggiustamenti statistici
per stile di vita e fattori dietetici, il rischio di
ammalarsi è risultato inferiore alla media tra chi
consumava in quantità mirtilli, uva, mele, pere e
banane.
Viceversa, le probabilità di ammalarsi aumentavano,
anche se di poco, con un maggiore consumo di succo
di frutta.
Dato interessante, le associazioni con il rischio di
T2DM differivano in modo significativo tra i singoli
frutti. «Nel complesso questi risultati supportano
la raccomandazione di aumentare il consumo di frutti
interi, in particolare mirtilli uva e mele, come
misura per la prevenzione del diabete» conclude
Manson.
BMJ. 2013 Aug 28;347:f5001. doi: 10.1136/bmj.f5001
vedi:
DIABETE
nel CAOS - PREVENZIONE PRIMARIA
SEMEIOTICO-BIOFISICA-QUANTISTICA
Flora
batterica, frontiera terapeutica per diabete 2
«È possibile che in un futuro non lontano sia
possibile curare il diabete di tipo 2 ingerendo
fermenti e probiotici o assumendo
antibiotici che limitino specificamente la
proliferazione di germi diabetogeni o favoriscano lo
sviluppo di una microflora batterica che migliori il
controllo della patologia».
Lo afferma Carlo Bruno Giorda, presidente Fondazione
Amd (Associazione medici diabetologi), commentando
la recente notizia dell'intervento di trapianto di
flora intestinale (tramite endoscopia) effettuato
con successo al Policlinico Gemelli di Roma
dall'èquipe di Antonio Gasbarrini dell'Università
Cattolica del Sacro Cuore. «In realtà il
procedimento è stato effettuato per un'altra
indicazione» precisa Giorda. «Si trattava infatti di
un paziente affetto da un'enterite
molto grave antibioticoresistente sostenuta da
Clostridium difficile». Ma, visto l'esito
curativo della tecnica, Gasbarrini stesso ha
dichiarato di aver «sottomesso al Comitato etico
dell'ateneo il progetto di testare la stessa terapia
contro insulinoresistenza e obesità». «Non è la
prima volta che si prova a trasferire ceppi
batterici da un soggetto sano all'interno
dell'intestino di un paziente» sottolinea ancora
Giorda. «Si è visto, tra l'altro, che modificando la
flora intestinale in alcuni soggetti si riduce molto
il rischio di diabete, insulinoresistenza e di
patologie cardiovascolari. Del resto è ormai
acquisito che la flora intestinale, a lungo
considerata inerte o passiva, ha al contrario un
ruolo molto importante nel metabolismo corporeo, sia
attraverso l'influsso esercitato sulla digestione e
il riassorbimento, sia - presumibilmente - tramite
le sostanze prodotte dagli enterobatteri che
attivano sostanze enteroormonali che influiscono sul
metabolismo e il rilascio di insulina». In
particolare, è stato dimostrato che un diverso
assetto tra ceppi batterici come Firmicutes e
Bacteroidetes è in grado di aumentare il rischio di
diabete, obesità e malattia cardiovascolare. secondo
Giorda, la prospettiva che si apre sta nella
possibilità di curare il diabete modificando la
flora intestinale, possibilmente ricorrendo a
modalità non invasive. - vedi
Feci e fermenti
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DIABETE - 2011
Centosettantamilioni di persone nel mondo devono
misurarsi la
glicemia ogni giorno. Centosettanta milioni di
persona a cui oggi l’Onu ha dedicato al giornata
mondiale del diabete.
Una patologia in crescita. "Vedo sempre più
ragazzi malati di diabete", racconta Gabriele
Riccardi, presidente della società italiana di
diabetologia e docente di endocrinologia e malattie
del metabolismo alla Federico II di Napoli. "L’età
si è abbassata.
Colpa delle
problematiche
intestinali provocate dai
vaccini fin da
neonati-bambinii....che portano, per
l'alterazione della
flora batterica
e del pH
digestivo,
al sovrappeso.
"Il primo organo bersaglio del
diabete è il cuore",
prosegue il professore. "Gravi le ripercussioni
anche sull’apparato riproduttivo". Come allora
combattere il crescere della patologia? "Si deve
lavorare su due fronti: quello alimentare e quello
sportivo", spiega Riccardi. "Non dovrebbero essere
superati i 40 grammi di zucchero al giorno".
Fonte Il Messaggero
Italia: Più di 3.268.000. Sulla scorta dei dati
Istat 2012, analizzati dal Centro studi
dell'Associazione medici diabetologi (Amd), è questo
il numero degli italiani con diabete, una cifra pari
al 5,5% della popolazione nazionale, in crescita
rispetto al 4,9% del 2011 e al 3,4% del 1993 e la
corsa al rialzo continua specie nei
bambini,
ragazzi e
giovani....per i
vaccini che li rovinano
per tutta la Vita e che trasmetteranno le
mutazioni genetiche vaccinali, anche alla loro
prole !
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Diabete e intimità: La Guida alla miglioria della
tua vita amorosa
Il diabete può portare una serie di effetti
collaterali sessuali che minacciano la vita sessuale
delle coppie, e quindi il fondamento della loro
relazione. In questo articolo, imparerete come e
perché il diabete potrebbe influenzare la vostra
vita intima. Potrete anche conoscere le opzioni di
trattamento, alcuni suggerimenti per comunicare con
il vostro partner riguardo a questo argomento, ed
alcune domande chiave che potreste desiderare di
chiedere al vostro medico.
La disfunzione sessuale correlata al diabete
precoce, e probabilmente sarete in grado di evitare
danni a lungo termine e di tornare ad una sana vita
sessuale con il partner.
Che effetti collaterali sessuali puo’ causare il
diabete ?
Il diabete può danneggiare i nervi e vasi sanguigni
in diverse aree del corpo. A loro volta, i danni a
zona vicino ai genitali possono portare alla
compromissione di una normale risposta sessuale. Gli
effetti sono di solito diversi per uomini e donne:
Per gli uomini:
• Per gli uomini, la disfunzione sessuale correlata
al diabete tende ad assumere la forma di impotenza o
di erezioni che sono meno consistenti di quelli di
una volta e non durano più a lungo. Questo è dovuto
alla neuropatia diabetica, o danni ai nervi. A
differenza delle donne, gli uomini con diabete
tendono a mantenere il loro interesse per il sesso e
la loro capacità di raggiungere l'orgasmo.
• entro 10 anni dalla diagnosi del diabete, il 50
per cento degli uomini avrà problemi con disfunzione
erettile, ed è stato dimostrato che gli uomini con
diabete sono tre volte più probabilità di avere ED
rispetto sono quelli senza la malattia.
• In alcuni casi, gli uomini possono avere
difficoltà a eiaculare.
• Alcuni uomini anche esperienza di eiaculazione
retrograda come conseguenza del diabete, il che
significa che alcuni o tutti lo sperma viene
rilasciato nella vescica invece di uscire dal corpo
attraverso l'uretra. Lo sperma si mescola con
l'urina ed esce dal corpo durante la minzione.
Eiaculazione retrograda si verifica quando lo
sfintere della vescica non funziona come dovrebbe.
Questo è il risultato del controllo glicemico
insufficiente e il danno del nervo che ne consegue.
• Come con le donne, problemi psicologici
rappresentano alcuni dei disfunzione sessuale negli
uomini. Gli uomini che sono preoccupati che non
saranno in grado di raggiungere o mantenere
l'erezione possono creare una profezia che si
autoavvera per se stessi. Aumento dello stress o
depressione a causa di diabete possono anche
svolgere un ruolo.
Per le donne:
• Molte donne con diabete soffrono di un basso
desiderio sessuale, difficoltà di diventare o di
rimanere sessualmente eccitate, o l'incapacità di
raggiungere l'orgasmo, probabilmente a causa di
danni al sistema nervoso e / o malattie vascolari.
• Le donne con diabete di tipo 2 hanno maggiori
probabilità di avere disfunzioni sessuali di quelli
con diabete di tipo 1 - probabilmente circa un
quinto a un quarto delle donne con diabete di tipo 1
ha esperienza di disfunzione sessuale, mentre circa
il 42 per cento delle donne con diabete di tipo 2
fanno regolarmente. Circa il 35 per cento delle
donne con diabete, ha rapporti diminuiti od e’ del
tutto assente la risposta sessuale.
• Le donne con diabete sono anche suscettibili di
avere problemi con la lubrificazione e la risposta
sessuale durante l'attività sessuale, probabilmente
a causa della riduzione del flusso di sangue ai
genitali.
• Le donne possono anche sperimentare disagio o
dolore durante i rapporti, a volte a causa di
infezioni vaginali croniche che molte donne con
esperienza di diabete.
• I cambiamenti ormonali possono anche essere un
fattore di riduzione del desiderio sessuale, come
può essere il fatto che il diabete è semplicemente
faticoso.
• Aspetti psicologici entrano in gioco anche, come
molte donne con rapporto di diabete sentirsi meno
attraenti rispetto a quelli senza diabete. Diabete
può anche portare a depressione, ansia e
affaticamento, che libido abbassare ulteriormente.
Per entrambe le donne e gli uomini, disfunzioni
sessuali come conseguenza del diabete non accade
durante la notte.
E' un processo lento e graduale.
Vescica iperattiva e infezioni del tratto urinario
sono comuni anche in entrambi gli uomini e le donne.
Alcuni fattori di rischio rendono la disfunzione
sessuale più probabile. Quelli con scarso controllo
della glicemia e la pressione sanguigna, per
esempio, sono più probabilità di sviluppare
disfunzione sessuale. Altri fattori di rischio
includono alti livelli di colesterolo, il
sovrappeso, il fumo, essendo di età superiore ai 40
e la mancanza di esercizio fisico. Le persone con
diabete possono ridurre il loro rischio di
disfunzione sessuale correggendo quei fattori che
sono controllabili.
Tratto da: accessrx.com/resource-center/diabetes-and-intimacy/
Soluzione:
CAMBIARE alimentazione e divenire
Crudisti ! -
Per la
Glicemia alta, tipica dei "diabetici",
sia alimentari, che da farmaci e
vaccini, con
aumento dello
zucchero nel sangue, si consiglia oltre alla
eliminazione dello zucchero, l'assunzione dopo ogni
pasto di una tisana di
Charantia
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Scoperto il segreto del
diabete nascosto nel
fegato - Feb.
2013
Elevati livelli della proteina Rankl aumentano il
rischio di sviluppare il
diabete II:
fondamentale spegnere l'infiammazione
L’infiammazione del fegato sempre più sembra l’innesco
di altre importanti malattie. Anche degenerative.
Già la si deve “bloccare” per prevenire danni al fegato
stesso, fino al tumore. Ma ora sembra anche causa del
diabete di tipo II.
Una proteina in particolare, e quindi il gene che la
esprime, è nel mirino dei ricercatori. Si chiama Rankl (Rank
ligand).
E’ una citochina (proteine chiave nei
meccanismi infiammatori) appartenente alla stessa
famiglia del Tumor necrosis factor (Tnf).
Funziona legandosi al suo recettore Rank, presente sulla
superfiche delle cellule
del fegato e su quelle beta del pancreas (le produttrici
dell’ormone insulina, il cui squilibrio è causa del
diabete).
La REAZIONE
Rankl è la «chiave» che apre il suo recettore
(serratura) sulla cellula: aprendo la serratura, attiva
un’altra proteina (la Nuclear factor B) interna alla
cellula che a sua volta ordina l’attivazione di geni che
innescano la reazione a catena dell’infiammazione. Ed è
proprio questa reazione a provocare insulino-resistenza
nel fegato e apoptosi (cioè la morte) delle cellule beta
pancreatiche. Ed è questa la scoperta frutto di ricerche
condotte nell’arco di una ventina d’anni da vari gruppi
europei, compresi gli italiani dell’ospedale di Brunico
(Bolzano) e delle università di Verona e Cattolica del
Sacro Cuore (Roma). Lo studio finale è stato pubblicato
on line first sulla rivista Nature Medicine. Finale
perché è arrivato a scoprire il segreto del diabete
nascosto nel fegato, ma soltanto iniziale per quanto
riguarda le ricadute: prevenire, per esempio, il diabete
di tipo II.
L'INFIAMMAZIONE
In sintesi, «spegnere» l’infiammazione delle cellule del
fegato per evitare il diabete. L’osservazione chiave è
stata fatta sulla popolazione di Brunico (Bolzano): ad
elevate concentrazioni nel sangue di Rankl corrispondeva
un’alta possibilità di sviluppare nel tempo diabete di
tipo II.
Un modo per predire la malattia in chi non ne
aveva segnali. «Rankl è una proteina che svolge un ruolo
importante nei processi di infiammazione presenti in
malattie come l'artrite reumatoide e quella psoriasica –
dice Enzo Bonora, università di Verona, presidente
eletto della Società italiana di diabetologia (Sid) –
gli stessi processi di infiammazione sono coinvolti
nello sviluppo del diabete e delle malattie
cardiovascolari».
Il MECCANISMO
Bloccando Rankl nell’organismo e nel fegato in topi da
esperimento diabetici, i ricercatori hanno ottenuto un
miglioramento della sensibilità insulinica a livello del
fegato e dunque un calo della glicemia. Queste
importanti scoperte sono state ottenute grazie a
collaborazioni con ricercatori dell'università di
Innsbruck in Austria, di Cambridge in Inghilterra, e di
Harvard negli Stati Uniti.
La popolazione di Brunico presa in esame fa parte di un
ampio campione studiato, dal 1990, per valutare i
fattori di rischio delle malattie metaboliche e
cardiovascolari.
I medici dell'ospedale di Brunico, in
collaborazione con ricercatori di Innsbruck e di Verona,
hanno scoperto che le persone che hanno una maggiore
quantità di proteina Rankl nel sangue hanno un maggiore
rischio di sviluppare il diabete. Elevate concentrazioni
di Rankl conferiscono un aumento del rischio pari al
300-400% di ammalarsi di diabete. In seguito, Andrea
Giaccari della Cattolica e i suoi ricercatori hanno
dimostrato una correlazione tra elevate concentrazioni
di Rankl e una maggiore insulino-resistenza. «In
condizioni normali – spiega Giaccari – l’insulina serve
a far entrare il glucosio (zucchero) nelle cellule. In
alcune situazioni (obesità, sedentarietà, infiammazione
cronica) le cellule del nostro corpo, in particolare dei
muscoli e del fegato, tendono a rifiutare l’ingresso del
glucosio nella cellula, facendolo restare nel sangue.
Il pancreas, per evitare che salga la glicemia, comincia
a produrre più insulina, spingendo l’eccesso di glucosio
nelle cellule del grasso (adipose). Questa condizione di
glicemia normale ed insulina alta viene definita
insulino-resistenza, in grado di generare ulteriore
infiammazione e, in alcuni casi, diabete».
MALATTIE CARDIOVASCOLARI
Livelli elevati di Rankl si riscontrano anche nelle
malattie cardiovascolari, nelle fratture, nel mieloma
multiplo, nell’artrite reumatoide, nella psoriasi,
nell’osteoporosi e nelle
malattie infiammatorie intestinali.
By Mario Pappagallo – Tratto da: corriere.it
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I
Batteri intestinali firmano il
Diabete
Nei
microbi intestinali ci sono firme genetiche che
forniscono indizi sul rischio di sviluppare
diabete di tipo 2, e tali firme sono
popolazione-specifiche.
Queste le conclusioni di uno
studio pubblicato su Nature e coordinato da Frederik
Bäckhed, professore di microbiologia cellulare e
direttore del Wallenberg Laboratory all’Università
di Göteborg in Svezia. «Questi risultati
contribuiscono a rafforzare l’ipotesi che il diabete
e le alterazioni della flora intestinale siano
legate a doppio filo» spiega il ricercatore, che da
anni studia il ruolo del microbiota intestinale
nelle malattie metaboliche.
Strumenti per predire l'incidenza
«Il
microbiota è un termine che ha ormai rimpiazzato
quello di
microflora, e indica l’ecosistema che ospita
numerose specie di batteri in stretto contatto con
la mucosa intestinale» spiega il microbiologo, che
assieme ai colleghi descrive la caratterizzazione
metagenomica del microbiota intestinale in una
coorte di 145 donne europee settantenni con
glicemia normale, intolleranza glucidica o diabete
conclamato.
«La metagenomica è l’uso della genomica nello studio
di ecosistemi batterici nel loro ambiente naturale,
senza doverli prelevare e coltivare in laboratorio»
dice Bäckhed. E aggiunge: «Confrontando i nostri
risultati con quelli ottenuti da una coorte cinese
di 345 uomini e donne di età miste, si colgono
differenze tra le popolazioni nei marcatori
metagenomici per il diabete di tipo 2».
Questi risultati suggeriscono che gli strumenti per
predire l'incidenza di questo tipo di malattia
metabolica o il rischio di svilupparla con lo studio
del metagenoma devono essere specifici non solo per
età, ma anche per area geografica. «Stabilire e
mantenere interazioni vantaggiose tra microbiota e
ospite sono requisiti fondamentali per la salute di
quest’ultimo» continua Bäckhed, autore, tra l’altro,
di un articolo di revisione pubblicato in febbraio
su Nature Reviews in Microbiology.
Sebbene i batteri intestinali siano stati studiati
nel contesto delle malattie infiammatorie, è ormai
chiaro che questa comunità microbica modula il
sistema immunitario dell'ospite influenzandone
il
metabolismo.
(NdR: cio' significa che se
alteriamo la
flora batterica ed il
sistema enzimatico con droghe, farmaci e
soprattutto
Vaccini, si
puo' essere in balia di qualsiasi malattia e per
tutto il tempo di quell'alterazione microbica)
Sconosciuti i meccanismi molecolari
«I meccanismi molecolari alla base di queste
interazioni restano in gran parte sconosciuti, ma
studi recenti hanno cominciato a individuare le
principali vie di segnalazione della regolazione
omeostatica tra microbiota e organismo ospite»
sottolinea il microbiologo.
Per esempio, un collegamento tra microbiota
intestinale e metabolismo è stato dimostrato nei
topi germ-free, non colonizzati da batteri. Questi
roditori hanno un’adiposità minore e richiedono un
apporto calorico maggiore per ottenere lo stesso
peso di topi con microbiota. Un’ipotesi è che i
batteri intestinali influenzano l’adiposità e il
metabolismo del glucosio stimolando l'infiammazione
e l’accumulo di macrofagi nel tessuto adiposo.
In particolare, esiste la dimostrazione che i
lipopolisaccaridi provenienti da batteri intestinali
Gram-negativi possono indurre obesità e
insulino-resistenza. «Immensi progressi sono stati
fatti non solo nell’identificazione dei ceppi del
microbiota intestinale, ma anche nello sviluppo di
strumenti genetici, come le metagenomica, capaci di
analizzare l'interazione tra microbioma e malattie
metaboliche. L’uso di questi strumenti permetterà
nei prossimi anni di approfondire la comprensione
dei bersagli molecolari nell'interazione tra
microbiota e ospite, rivelando nuove strategie di
trattamento» conclude Bäckhed.
Fonte:
Nature. Published online 29 May 2013
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Il Diabete che
NESSUNA Autorità vuole raccontare: Epidemia
facilmente dominabile ! - 03/11/2010
- Fonte: fce.it
LINK
Il 14 novembre di ogni anno, è la Giornata Mondiale
del Diabete, per volontà dell'Assemblea delle
Nazioni Unite, secondo l'annuncio del 21 dicembre
2006.
Purtroppo le cosiddette autorità del
WHO conoscono una sola
misura di lotta, costosa ed inutile, come dimostra
il fatto che sono stati previsti per il 2030 ben 366
milioni di diabetici nel mondo per tacere dei
diabetici NON riconosciuti tali, a causa della
ignoranza della
Semeiotica
Biofisica Quantistica.
SCREENING, espressione di una Medicina Medievale,
serva dell'Economia.
Invito i "glicemologi" del mondo, proprio tutti, a
venire a Riva Trigoso (Genova) per partecipare al I°
Convegno Nazionale su Semeiotica Biofisica
Quantistica.
Nuovo Rinascimento della Medicina, in
data 21 e 22 dicembre 2010
Finalmente parleremo del Diabete che nessuna
autorità vuole raccontare, sottolineando che NON
tutti possiamo ammalare di diabete ma soltanto chi è
positivo per la Costituzione diabetica "e"
dislipidemica, con il Reale Rischio Congenito
diabetico.
Illustreremo le prime fasi evolutive della patologia
e diremo come riconoscerle: modificazioni del GAGs
peri-vasali; alterazioni strutturali delle pareti
microvasali cutanee, le prime ad essere colpite;
modificazioni della vasomotility e della vasomotion,
osservate col fonendoscopio, del caratteristico
diagramma dell'Unità Microvascolo-Tessutale del
polpastrello digitale (V. FONTE!).
I Membri della celebre Società Italiana di
Diabetologia sono i benvenuti e liberissimi di dare
vita ad un fruttuoso dibattito con chi scrive.
Ovviamente attese sono le autorità sanitarie
regionali della Liguria e i Membri dell'Ordine dei
Medici di Genova: sono tutti autorizzati ad
intervenire nel dibattito.
Almeno per un giorno, si
renderanno utili all'Umanità sofferente
Particolarmente gradita sarebbe la presenza del
Ministro della Salute, On. Prof. F. Fazio, anche se
- in quanto oncologo - non credo abbia assolutamente
nulla di importante e nuovo da dire intema di
diabetologia clinica.
Solo a titolo personale, sarei ben lieto di dare il
benvenuto al Ministro delle Pari Opportunità, On
Carfagna, sebbene in tema di diabetologia dubito
possa insegnarci qualcosa.
By Sergio
Stagnaro (medico)
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Il
Mediator e'
stato ritirato dal mercato, usato per cura diabete e
obesita' - Fonte: ANSA - Ott. 2010.
PARIGI - E' stato ritirato dal mercato un medicinale
(Mediator) per la cura del diabete, poi esteso ai
pazienti che volevano
perdere peso,
prodotto dai laboratori francesi Servier: sarebbe
infatti responsabile di centinaia di decessi in
Francia, tra i 500 e i 1.000, secondo uno studio del
Servizio sanitario nazionale (Cnam) pubblicato dal
quotidiano le Figaro. In commercio dal 1976 il
Mediator fa parte della famiglia delle"'fenfluramine"
con un effetto ''taglia fame''.
Negli Stati Uniti proprio le fenfluramine erano
ritenute la causa di problemi alle valvole cardiache
e di ipertensione arteriosa polmonare e sono state
definitivamente vietate. Il divieto e' stato esteso
anche in Europa. Ma il Mediator era sfuggito a
questo divieto presentandosi come un 'isomeride'
(una terapia complementare alla dieta nei pazienti
obesi).
Lo studio rivela che su un milione di
diabetici, il
rischio di problemi alle valvole cardiache e'
moltiplicato di circa quattro volte per i pazienti
esposti al Mediator.
Inoltre uno studio
universitario stima tra i 500 e i 1000 il numero di decessi che
hanno una relazione diretta con il Mediator.
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Il libro sul,
Diabete, del dott.
G. Nacci e’ giunto adesso alla sua prima
ristampa; esso si sofferma sul fatto che circa
il 90% di tutti i casi iniziali di Diabete siano
legati all’Obesità,
e che questi casi derivino sostanzialmente
dall’incapacità delle cellule
umane di introdurre al proprio interno il
Glucosio, nonostante siano presenti nel sangue
altissimi livelli d’Insulina,
un ormone prodotto dal Pancreas: l’organo deputato
alla produzione d’Insulina.
Viceversa, solo il 10% di tutti i casi di Diabete
iniziale derivano da un danno specifico al
Pancreas, in genere da
infezione virale o da
sostanze chimico-tossiche,
rendendo in tal modo l’organo incapace di produrre
Insulina e quindi di permettere alle cellule
dell’organismo l’assorbimento del Glucosio
circolante nel sangue. In entrambi i casi viene così
a crearsi un livello incostante, ma comunque
patologico, di Glucosio nel sangue, che può essere
causa di morte improvvisa per Coma iper-glicemico
(alti livelli di Glucosio).
L’utilizzo d’Insulina sintetica, se condotto
in maniera errata, può a sua volta condurre a
rischio di morte per Coma ipo-glicemico (bassi
livelli di Glucosio).
In ogni caso non è mai possibile mantenere un
livello esatto di Glicemia nel sangue, e questo
comporta, nel corso degli anni, un lento ma costante
incremento di danno agli organi e agli apparati di
tutto l’organismo, a causa del Glucosio che si lega
ad enzimi-chiave dei complessi meccanismi biochimici
del paziente: fra tutti gli organi colpiti, i
RENI risultano essere il
punto-chiave di svolta di NON-RITORNO per la
patologia diabetica, poiché il loro danneggiamento,
ad opera del Glucosio, presente per troppi anni a
livelli anomali nei tessuti, comporta l’immissione
in circolo degli UREIDI, sostanze particolarmente
tossiche.
E’ in base a ciò che l’Autore propone, in questo
libro, di considerare accanto ai primi due tipi di
Diabete sopra menzionati (Diabete legato all’Obesità
con Pancreas ancora sano, e Diabete dovuto a danno
pancreatico iniziale), un Terzo Tipo di Diabete,
quello “RENALE”, svincolato dai precedenti due tipi
di Diabete sopra menzionati, a causa delle
particolari difficoltà di cura e di terapia, anche
farmacologiche, che il DANNO RENALE comporta.
Per quanto riguarda la terapia del Diabete, come del
resto riportato nel titolo del libro, l’Autore si
concentra sostanzialmente sul Diabete legato
all’Obesità, essendo quest’ultimo pari al 90% di
tutte le forme iniziali di Diabete.
L’interesse dell’Autore si è perciò focalizzato
sull’osservazione iniziale che nelle casistiche
americane inerenti al numero di pazienti affetti da
questa forma oggi molto comune di Diabete, tale
numero di pazienti risalenti al primo decennio del
XX secolo era estremamente basso.
Tale numero è poi aumentato vertiginosamente dopo
l’introduzione nella catena alimentare americana,
tra le due guerre mondiali, dei grassi idrogenati e,
dopo gli anni Ottanta, degli
OGM
(Organismi Geneticamente Modificati).
Entrambi i fattori agirebbero sulle pareti cellulari
alterando così il complesso meccanismo di
introduzione del Glucosio nelle cellule
dell’organismo.
E’ triste pensare che il 90% dei casi di Diabete
Mellito siano dovuti, solo e soltanto, all’Obesità,
e che almeno il 6% della popolazione italiana si sia
ammalato proprio di questa patologia, con
esorbitanti spese a carico dello Stato italiano,
dell’ordine di diversi miliardi di Euro l’anno,
mentre nulla si fa per togliere dalla catena
alimentare i maggiori responsabili di questa
patologia come i grassi idrogenati (margarine) e
gli OGM che bussano con sempre maggior insistenza ai
nostri confini nazionali...
By dott.
Giuseppe Nacci
Commento NdR: in
questo testo il medico si e' dimenticato di
aggiungere che, nella catena alimentare nel periodo
degli anni 60', sono stati introdotti di
proposito degli zuccheri difficilmente
metabolizzabili quindi facilmente insolubili
in tanti cibi e bevande, rendendo il problema ancora
piu' complesso...!
Lo zucchero se non metabolizzato viene aggredito dai
funghi (candida) per
tentare di eliminarlo o di normalizzarne i rapporti
nell'organismo, ma cosi' si sono favorite le
candidosi....perche' quello zucchero
industriale destabilizza
la flora
intestinale, tendendo ad eliminare gli
antagonisti alla candida....ecco
come e' nata un'altra epidemia silenziosa...!
Inoltre nei
bambini,
vi e' il problema dei
vaccini
che fin da lattanti
alterano la
flora batterica,
specie quella dell'intestino
tenue, ed il sistema
enzimatico ed
intossicano a seconda dei casi,
fegato,
reni,
pancreas,
cervello, ecc., quindi tutto quadra sul fatto
che ormai moltissimi bambini hanno il diabete (e non
solo quello...:) fin da piccoli !
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Il
Magnesio
protegge dal diabete - Ottobre 2010
Una buona dose di magnesio riduce il rischio di
sviluppare diabete. È questo il risultato di una
ricerca statunitense che ha coinvolto 4497 soggetti
sani di età compresa tra 18 e 30 anni, prendendone
in considerazione il consumo giornaliero di alimenti
ricchi di magnesio. Durante i vent'anni di follow
up, 330 di loro si sono ammalati di diabete.
La valutazione dell'introito di magnesio con la
dieta ha permesso di constatare che in chi assumeva
in abbondanza alimenti e integratori ricchi del
minerale il rischio della comparsa della malattia
diminuiva fino al 47 per cento.
La "dose" giusta di magnesio, consigliano gli
esperti, dovrebbe essere di 200 milligrammi ogni
1000 calorie consumate. Ma come si giustifica il
ruolo protettivo del diabete nei confronti della
comparsa del diabete ?
Secondo i ricercatori, il magnesio influenza
l'insorgenza della malattia poiché migliora il
funzionamento di alcuni enzimi che sono
indispensabili per la regolazione del glucosio nel
sangue. «Aumentare il consumo di magnesio sembra
rendere più efficace la sensibilità all'insulina e
di ridurre i processi
infiammatori che contribuiscono alla
comparsa del diabete» conclude Ka He,
dell'università del North Carolina.
Tratto da dica33.it
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Dieta: introdurre le mandorle per prevenire il
diabete - 21 Dicembre 2010.
Una delle novità recenti per quanto riguarda la
prevenzione del diabete, è l’introduzione delle
mandorle nella dieta. Un gruppo di ricercatori dell’Università
di Medicina e Odontoiatria del New Jersey e
della
Loma Linda University’s School of Public Health
ha eseguito uno studio sulle mandorle associato alla
prevenzione del diabete. In particolar modo questo
tipo di alimento sarebbe un aiuto importante per
inibire l’insorgere di alcune malattie
cardiovascolari e il diabete di tipo 2.
Lo studio, è stato eseguito dal team della
dottoressa Michelle Wen, condotto su due gruppi di
persone in condizioni prediabete. Un gruppo, durante
la ricerca aveva assunto sia carboidrati che
mandorle; mentre il secondo gruppo di volontari
aveva assunto solo carboidrati.
Dopo 16 settimane, i risultati ottenuti sono stati
molto interessanti: l’inserimento delle mandorle
nella dieta aveva aumentato la sensibilità
all’insulina e ridotto i livelli di colesterolo
“cattivo” o LDL, riducendo il rischio di malattie
cardiovascolari.
Uno studio, quello eseguito dalla dottoressa
Wen, molto importante per tutte quelle persone con
malattie cardiovascolari e diabete, o a rischio di
contrarre tale patologie. L’importante è prevenire,
e se questo è possibile introducendo alcuni alimenti
nella dieta, ben venga. Inoltre le mandorle oltre ad
avere un azione di prevenzione per queste malattie,
riescono anche a ridurre i livelli di colesterolo,
sostanza i cui alti livelli causano tra le malattie
più diffuse.
By Daniele88 - Tratto da: tantasalute.it
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Un batterio pare sia la causa del diabete
Una ricerca condotta da un gruppo di microbiologi
sardi dell'Università di Sassari individua nel
Mycobacterium avium paratuberculosis (MAP) il
responsabile della gran parte dei casi di diabete-1,
oltre che dei casi di malattia di Crohn e di
sindrome dell'intestino irritabile come è gia
noto….continua in:
http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6402
Qui un full text in inglese:
http://www.pubmedcentral.nih.gov/articlerender.fcgi?tool=pubmed&pubmedid=18077612
Le conclusioni dello studio pero', sono un po' piu'
prudenziali della notizia giornalistica.
Commento NdR: se cio' ce' vero, si dimostra
ancora con piu' evidenza, che le mutazioni
della flora
batterica anche per i
vaccini
inoculati, sono corresponsabili anche del diabete
!
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Raddoppieranno entro il 2020 i piccoli alle prese
con il diabete di tipo 1, quello giovanile
Roma, 28 mag. (Adnkronos Salute) - Se i trend
attuali non subiranno un'inversione di rotta, i
piccoli sotto i cinque anni alle prese con questo
problema passeranno dai 9.955 del 2005 a 20.113
nell'arco di appena 15 anni. Mentre i nuovi casi
registrati tra bimbi e teenager che non hanno ancora
spento le 15 candeline saranno 159.767, con un
incremento del 70% rispetto al 2005, quando i casi
si attestavano a 93.584. I numeri, da brivido,
arrivano da uno studio condotto dai ricercatori
della
Queen's University di Belfast, in tandem con i
colleghi dell'ungherese Pecs University.
La ricerca, che ha guadagnato le pagine della
rivista “Lancet”, basa le sue stime sui numeri di
casi registrati in questi anni in 17 differenti
Paesi del Vecchio Continente.
Così gli studiosi hanno potuto calcolare che in
Europa si ha complessivamente un aumento annuo
dell'incidenza del diabete di tipo 1 del 3,9%. In
particolare, la crescita di casi annui tra gli under
5 è del 5,4%, mentre scende al 4,3% nei bimbi tra i
5 e i 9 anni.
Il rapido e progressivo aumento dei casi, secondo
gli autori dello studio, induce a focalizzare
l'attenzione sui cambiamenti ambientali e negli
stili di vita, soprattutto in Europa dell'Est dove è
in corso una spedita e inarrestabile
'occidentalizzazione'. Il diabete di tipo 1 è una
malattia autoimmune che si manifesta quando il
pancreas non è in grado di produrre insulina. Chi ne
soffre dipende quindi da iniezioni quotidiane di
questo ormone proteico.
Commento NdR: l’unica cosa che “dimenticano”
SEMPRE di segnalare e’ che l’eta’ dei malati
di diabete conferma che sono i
vaccini che
essi subiscono ad ammalarli di diabete !
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Il Diabete si cura con le patate !!!
Decenni di ricerca buttati e miliardi di dollari spesi
inutilmente !
Portate in occidente da Colombo, le patate vennero
inizialmente utilizzate solamente come pianta da giardino. I
francesi, fino al 1780, le esclusero addirittura dalle loro
tavole perché convinti che causassero la lebbra.
Oggi, invece, oltre ai loro molteplici utilizzi
gastronomici, sono impiegate anche in ambito medico: è stato
dimostrato infatti che l'estratto della buccia della patata
Caiapo (originaria del Sud America, ma estensivamente
coltivata in Giappone) ha effetti benefici sul diabete.
"Nei tre anni trascorsi dalla pubblicazione delle evidenze
sperimentali che il Caiapo ha effetti benefici sul
metabolismo del glucosio in diabetici (di tipo 2", spiega
Giovanni Pacini, dell'Istituto di ingegneria biomedica (Isib)
del Consiglio nazionale delle ricerche di Padova, "
abbiamo continuato a investigare i possibili fattori che
caratterizzano l'effetto della patata sui vari meccanismi
fisiologici e in particolare sull'aumento dell'insulino
sensibilità e sulla diminuzione della emoglobina glicata in
soggetti diabetici. La prima rappresenta la capacità
dell'insulina di favorire la scomparsa di glucosio dal
sangue; la seconda, quando diminuisce, dimostra buon
controllo glicemico da parte del diabetico”.
In un ulteriore studio, eseguito in collaborazione con il
professor Bernhard Ludvik dell'Università di Vienna e con il
professor Markolf Hanefeld di Dresda, abbiamo studiato il
possibile legame fra la somministrazione di Caiapo e le
variazioni di alcune sostanze ritenute molto importanti per
lo stato metabolico del diabetico.
In particolare, si sono
valutati: l'adiponectina, il fibrinogeno e la proteina C
reattiva (Crp).
Questo ulteriore studio ha dimostrato che il miglioramento
dello stato metabolico nei diabetici che hanno usato Caiapo
può essere dovuto a un incremento della adiponectina. Questa
proteina (ormone), recentemente scoperta (1995-96), è
secreta dalle cellule adipose e modula la regolazione di
glucosio e dei grassi.
Comunque, anche le osservate
riduzioni di fibrinogeno e di Crp sono molto importanti, in
quanto si tratta di fattori di infiammazione strettamente
legati a eventi cardiaci e quindi, se ulteriormente
approfonditi, questi studi potrebbero evidenziare che il
Caiapo può prevenire le coronaropatie acute".
Queste ricerche condotte dal Cnr e altre in tutto il mondo
lasciano ben sperare se non per una cura, almeno per un
miglioramento della vita dei diabetici di tipo 2 (non-insulino
dipendente), che secondo time dell'Organizzazione mondiale
della sanità raggiungeranno nel mondo, nel 2010 la cifra di
circa 215 milioni con costi sociali elevatissimi.
By Michele La Porta
Fonte: Giovanni Pacini, Istituto di ingegneria biomedica del
Cnr, Padova, e-mail:
Giovanni.Pacini@isib.cnr.it
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Il diabete e' in crescita anche fra i ragazzi, come
mai ? la risposta e' che TUTTI i
Vaccini,
oltre a produrre
immunodepresione e
mutazioni genetiche
occulte e trasmissibili alla prole, destabilizzano
oltre al
sistema immunitario e nervoso, anche il
pH della
digestione + alterazione della
flora batterica
intestinale, con conseguente
infiammazione ed
intossicazione del
fegato, pancreas, reni, determinando come
conseguenza, NON solo per gli stili di vita errati,
il diabete, anche e NON solo, nei ragazzi e nei
giovani.
Ricordiamo
anche che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della
mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto a livello
intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte
dell'organismo.
Molto utile per i diabetici e' l'utilizzo
della Cannella.
Vaccinarsi
con
qualsiasi
vaccino,
è sempre
un
grave rischio !
Il vaccino per l'epatite
B puo' aumentare il rischio di diabete del tipo
1.
Una ricerca italiana, presentata al meeting annuale
dell'American Diabetes Association, ha
dimostrato che esiste una relazione tra il
vaccino e l'insorgenza della
malattia.
Si tratta di uno studio molto ampio, nel quale si
sono presi in considerazione ben 300.000 bambini,
la metà dei quali era stata
vaccinata per
l'epatite B nei primi tre mesi di vita. In media 34
bambini su 100.000 si ammalano di diabete insulino
dipendente; tra i giovani
vaccinati questo numero
sale fino a 46 su 100.000.
Tratto dal: Meeting annuale dell'American Diabetes
Association
vedi:
Diabete Mellito tipo 2
+
Diabete
dai vaccini
+
Epidemie di Diabete
+
DIABETE 1
+
Diabete in aumento massivo
+
Vaccini
sicuri ? NO !
+
L'insulina vi condanna a morte
prematura ?-
Is
Insulin Condemning You to a Premature Death ?
CommentoNdR:
Quello che non si vuole dire e'
che i figli dei
vaccinati sono soggetti
molto a
rischio anche
e non solo, per questa malattia.
Bibliografia:
Polster H, "Diabete insipidus dopo la vaccinazione
per la varicella", Z Aerztl Fortbild (Jena), 1
aprile 1966, 60:429-432
Sinaniotis, "Diabete mellitus a seguito della
vaccinazione antiparotite", Arc Dis Child, 1975,
50:749.66
Patan, "Grave diabete mellitus post-vaccinale", Ter
Arkh, luglio 1968, 40:117-118
Classen JB, "La modalità temporale della
vaccinazione ha un effetto sullo sviluppo del
diabete in roditori", Autoimmunity, 1996, 24:137-145
Classen JB, "Epidemia di diabete e vaccinazioni
anti-epatite B", N Z Med J, 109(1030):366, 27 sett.
1996
Classen JB, "Vaccinazione infantile e diabete
mellitus", N Z Med J, 109(1022):195, 24 maggio 1996
Poutasi K, "Vaccinazioni e diabete", N Z Med J., 26
luglio 1996;109(1026):283
Dokheel TM, "Una epidemia di diabete infantile negli
Stati Uniti? I dati raccolti", Diabetes Care, 1993,
16:1606-1611
Parent ME, "Vaccinazioni con Bacille Calmette-Guerin
ed incidenza di diabete mellitus a Montreal,
Canada", Diabetes Care, maggio 1997; 20(5):767-772
House DV, Winter WE, "Diabete autoimmune. Ruolo dei
markers di auto-antigeni nella predizione e
prevenzione del diabete mellitus," Clin Lab Med,
sett. 1997, 17(3):499-545
Zeigler M, "Auto-anticorpi nel diabete mellitus di
tipo 1", Z Arztl Fortbild (Jena), agosto 1994;
88(7-8):561-5
Anche un immunologo della Classen Immunotherapies di
Baltimora ha pubblicato recentemente una ricerca
sulla prestigiosa rivista BMJ secondo la quale il
diabete infantile insulina dipendente sia
strettamente correlato ad una serie di vaccinazioni,
tra cui quelle per l'epatiteB, meningite, parotite,
rosolia ed altre.
Altri interessanti sviluppi sul sito
http://www.vaccines.net, by Classen Immunotherapies,
Inc. 6517 Montrose Avenue, Baltimore, Maryland 21212
- U.S.A.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Incolpate le ultime
vaccinazioni
dell'aumento di diabete tipo 1 - Diabete
dai vaccini
+
Epidemie di Diabete
L'incidenza del diabete
tipo 1 è cresciuta drammaticamente tra i bambini
americani ed europei. Ci sono molte teorie su quanto
sta succedendo, ma una in particolare sta
riscuotendo un certo interesse da parte dei media,
cioè che l'aumento potrebbe essere collegato con i
tempi di vaccinazione dei bambini. Gli esperti
affermano che i dati non supportano questa teoria,
per quanto su di essa stiano iniziando i primi
studi.
Nella Allegheny County,
Pa., che ha il più vecchio registro del diabete tipo
1 esistente in America, l'incidenza della malattia
era stabile a 12 casi per 100.000 tra la popolazione
di età compresa tra 0 e 19 anni dal 1965 fino a metà
degli anni 80.
Attorno al 1985 il tasso è salito fino al 18-19 per
100.000. Da allora al 1994 risulta essere cresciuta
ancora, secondo Ronald LaPorte, Ph.D., che sorveglia
il registro.
Particolarmente
preoccupante è la crescita “straordinaria” tra la
popolazione afro-americana, che in passato ha avuto
un tasso di crescita del diabete tipo 1 inferiore a
quello dei bianchi. Durante gli anni 70 ed 80, circa
7-8 neri per 100.000 in età compresa tra 0 e 19 anni
sviluppavano diabete tipo 1. A metà degli anni 80,
l'incidenza è salita all'11 per 100.000.
Ora, per la prima volta,
l'incidenza tra gli Afro-Americani, maschi in
particolare, è leggermente più alta che tra i
bianchi.
Ma il diabete tipo 1 è in crescita anche tra i
bianchi, ha riferito al giornale (n.d.r.:Pediatric
News) il dott. LaPorta, professore di epidemiologia
alla University of Pittburg. Altri registri
statunitensi, esistenti solo da 15 anni, sembra che
rispecchino tale andamento anche tra le altre
nazioni.
Dati europei a lungo
termine mostrano lo stesso fenomeno: in Finlandia,
per esempio, che ha il maggior tasso di diabete tipo
1, l'incidenza è cresciuta dal 12 per 100.000
bambini di età compresa tra 0 e 15 anni nel 1953 a
38 nel 1986, e a 45 nel 1996.
In Europa l'incidenza di diabete tipo 1 è aumentata
di circa il 2-3% per anno, mentre negli Stati Uniti
è “probabilmente leggermente più alta”, nota il
prof. LaPorta.
Una teoria “calda” tra i ricercatori per spiegare
l'aumento è che la distruzione autoimmune delle
cellule beta delle isole pancreatiche di Langherans
può essere provocata da un “superantigene”,
probabilmente derivante da un'infezione virale, un
cibo, o una tossina. Alcuni dati supportano un
collegamento tra diabete tipo 1 e latte vaccino.
“Sappiamo esserci alcune cause ambientali”, dice il
dott. LaPorta.
I media, tuttavia, hanno
colto l'importanza della teoria dell'immunologo
J.Barthelow Classen. Egli crede che il programma di
immunizzazione, che inizia le vaccinazioni al
secondo anno di età, aumenta il rischio di diabete
tipo 1 e di altre malattie autoimmuni. Facendo
queste vaccinazioni alla nascita si potrebbe ridurre
il rischio, dice a questo giornale.
Egli è presidente della Classen Immunotherpies Inc.,
una società di Baltimora che sta sviluppando “metodi
di immunizzazione” e “metodi di test dei programmi
di vaccinazione” per minimizzare il rischio di
sviluppare il diabete tipo 1.
Secondo il dott. Classen, i virus della madre
passano al neonato alla nascita entro le prime 6
settimane di vita. Vaccinandosi durante questo
periodo si provocherebbe il rilascio di interferone,
che bloccherebbe le infezioni virali.
Quando i vaccini vengono presi a due mesi di età
essi esacerberebbero l'infiammazione virale indotta
che è già presente nelle cellule pancreatiche.
Questo è particolarmente vero nei vaccini che
contengono componenti come l'Haemophilus influenzae
b (Hib), che attiva i macrofagi.
Nei topi di laboratorio
inclini al diabete tipo 1, il Dr. Classen ha
scoperto che prendendo basse dosi di vaccino umano
alla nascita ha prevenuto lo sviluppo di diabete,
mentre immunizzandoli a 8 settimane o ha aumentato
il rischio o non ha avuto alcuna influenza su di
esso. Ha anche citato dati epidemiologici umani che
supportano la sua teoria: in diverse parti
dell'Europa e degli Stati Uniti, l'istituzione di
nuove vaccinazioni è stata seguita da un aumento
dell'incidenza di diabete tipo 1.
Per esempio, il diabete è aumentato sia a Pittsburg
che in Finlandia dopo l'introduzione del vaccino Hib,
continua il Dr. Classen. (Il vaccino Hib è stato
approvato negli Stati Uniti nel 1987).
L'esperto in
immunizzazione, il Dr. Michael Katz afferma che la
teoria del dr Classen “non è ancora supportata da
dati.
Quello che più mi preoccupa è che si potrebbero
creare inutili paure intorno alle vaccinazioni. A
questo momento non vi sono basi per rivedere i
programmi di vaccinazione”. Il dr Katz presta
servizio presso i comitati per la sicurezza delle
vaccinazioni di due Istituti di Medicina ed è
Professore di Pediatria alla Columbus University di
New York.
Il dr. LaPorta ha ulteriormente aggiunto: “Io penso
che [il Dr Classen] abbia completamente torto”.
L'aumento nelle vaccinazioni nei primi anni 60 non
ha influito sull'incidenza del diabete, e i paesi
con una buona copertura di immunizzazione, come il
Giappone e la Cina, non hanno visto alcun incremento
di diabete.
Tutti, compreso il dr.
Classen, affermano che c'è bisogno di maggiori dati
prima di modificare il programma di immunizzazione.
L'Istituto Nazionale delle Allergie e delle Malattie
Infettive ha iniziato uno studio in collaborazione
con il Ministero della Sanità Inglese per
raccogliere tutti i dati relativi a questo
argomento. Essi promuoveranno un incontro per
discutere le scoperte di quest'ultimo anno.
Sono programmate almeno
altre tre conferenze sulla relazione tra malattie
infettive e autoimmunità. I Centri per il Controllo
e la Prevenzione delle Malattie stanno anche
studiando tali relazioni all'interno di un data-base
già esistente su più di 500.000 bambini
Californiani.
L'agenzia indagherà il tasso di diabete tipo 1 nei
bambini vaccinati contro l'epatite B alla nascita e
quelli che hanno ricevuto la prima dose solo 2 mesi
dalla nascita, ed anche la ricorrenza del diabete
tipo 1 tra i bambini dopo l'inizio dell'utilizzo
della vaccinazione Hib.
By Miriam E. Tucker, senior writer, Pediatric News
Tratto da: Pediatric News 32(4):4, 1998.
International Medical News Group
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Diabete, patologia in crescita -
Nel 2010, i
decessi saranno uno su otto
Secondo uno studio
britannico, la malattia è indirettamente responsabile di una
morte su dieci
E' il diabete una delle
nuove emergenze sanitarie nei Paesi occidentali e
tra i due tipi della patologia (tipo 1 e tipo 2) è
proprio il diabete II, quello non insulino
dipendente e maggiormente correlato
all'alimentazione e allo stile di vita, il
responsabile di tante morti indirette. Gli esperti
inglesi hanno messo in correlazione i dati sulla
mortalità della popolazione e quelli sui malati di
diabete, riscontrando che
una morte ogni dieci è
collegabile proprio alla patologia. La
versione II della malattia, in particolare, riguarda
il 90 per cento di tutti i casi di diabete mellito
ed entrambe le tipologie causano forti complicazioni
all'apparato cardiovascolare e alle funzioni renali
ed elevato rischio di infarto, oltre a possibili
inabilità come la cecità.
PROGRESSI della MEDICINA – E se da un lato la
medicina ha fatto molti passi avanti, attenuando il
pericolo di mortalità indiretta grazie anche a
farmaci rivoluzionari, dall'altro lato la patologia
cresce numericamente nell'occidente opulento,
trovando un alleato pericoloso nell'alimentazione
grassa e sbagliata dei Paesi ricchi.
Gli adulti
diabetici sono due volte più esposti a complicazioni
mortali e, se la tendenza dovesse continuare, entro
il 2010 una morte su otto nel mondo sarà da imputare
proprio a questa patologia.
MORIRE di DIABETE – Di
diabete si può morire insomma e se nell'era
pre-insulinica era necessariamente una condizione
letale, oggi, che ci sarebbero più difese da parte
della scienza, si muore ugualmente, spesso per
scarsa cura o semplicemente perché spesso la
malattia non viene diagnosticata tempestivamente o
ancora perché le cattive abitudini alimentari e di
vita ne aumentano i rischi e le possibilità di
insorgenza. Secondo l'organizzazione britannica
Diabetes UK, il diabete è la causa dell'11,6 per
cento dei decessi tra i 20 e i 79 anni di età in
Inghilterra. Inoltre, come fa notare Douglas
Smallwood, amministratore delegato della Daibetes UK,
si stima che 2,3 milioni di persone in Gran Bretagna
siano malate di diabete e che più di mezzo milione
non lo sappia.
By Emanuela Di Pasqua - 11 agosto 2008 -
Tratto da:
corriere.it
Commento
NdR: ...come sempre, non si parla delle
vaccinazioni....quali
cause del diabete nei giovani,
che e' in continuo aumento spropositato !
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Un
gran numero di
farmaci può ridurre la tolleranza al glucosio,
agendo con molteplici meccanismi: riduzione della
secrezione d'insulina, aumentando la glicogenolisi
epatica, causando resistenza periferica all'azione
dell'insulina. La lista dei farmaci diabetogeni è
lunga e qui ricorderemo soltanto i principali;
glucocorticoidi, contraccettivi orali, inibitori
delle proteasi usati nella terapia dell'infezione da
HIV, gli agonisti del GRH usati nel trattamento del
cancro della prostata, tacrolimus e ciclosporina
(potenti immunosoppressori), alcuni farmaci
antipsicotici.
Precedenti studi hanno dimostrato che i diuretici e
i betabloccanti, i farmaci più frequentemente
utilizzati per il trattamento dell'ipertensione
arteriosa, possono causare anomalie metaboliche che
aumentano il rischio di diabete mellito de novo. Una
metanalisi di recente pubblicazione conferma
l'aumentato rischio connesso con l'uso di
betabloccanti nei soggetti ipertesi. Per maggiori
dettagli :
http://www.antologiamedica.it/diabetologia/diabeta_beta_blocco.htm
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DIABETE, cosi come tutte le altre cosiddette "malattie",
nasce e nascono dai difetti della
microcircolazione
Il problema di
ossigenazione dei tessuti nel diabete mellito.
I.
Il suo rapporto con i primi cambiamenti funzionali
nel microcircolo di soggetti diabetici.
Ditzel J, Standl E.
Abstratto
La causa di fondo è discussa, quella che porta ai
cambiamenti funzionali reversibili del microcircolo
di soggetti diabetici insulino-dipendenti e
precocemente durante la malattia, prima che i
sintomi clinici della retinopatia e nefropatia
(microangiopatia funzionale).
Si suggerisce che la dilatazione microvascolare
iniziale osservata nei diabetici è dovuta ad una
risposta di autoregolazione all'ipossia tissutale
relativa fornire una maggiore perfusione dei tessuti
al fine di migliorare l'erogazione di ossigeno
tissutale.
Prove a sostegno di questa proposta derivano dai
risultati osservati, che i diabetici
contemporaneamente possono mostrare un aumento del
consumo di ossigeno dei tessuti e diminuita capacità
del sangue circolante di rilasciare ossigeno ai
tessuti.
Quest'ultimo difetto è probabile che sia causata da
due fattori correlati:..
1 un aumento della percentuale di emoglobina A1c con
alta affinità ossigeno, e
2 difficoltà di mantenere una concentrazione
sufficientemente elevata di plasma fosfato
inorganico, al fine di fornire una ottimale 2,3 -
difosfoglicerato (2,3-DPG) contenuto negli
eritrociti.
La basale richiesta di ossigeno dei diabetici
potrebbe variare anche nel giro di poche ore che
dipendono dallo stato del controllo metabolico ed è
aumenta nei momenti di scarsa regolamentazione.
Quindi, i diabetici possono soffrire di innumerevoli
lesioni ipossiche cellulari, che durante i primi
anni della malattia sono delle contromisure a
livello del microcircolo da una risposta di
autoregolazione.
Queste reazioni
microvascolari associate ad aumento permeazione del
plasma possono negli anni essere di grande
importanza per lo sviluppo della microangiopatia
degenerativa nel diabete.
Articolo originale:
The problem of tissue oxygenation in diabetes
mellitus. I. Its relation to the early functional
changes in the microcirculation of diabetic subjects.
Abstract
The underlying
cause leading to the reversible functional
changes in the microcirculation of
insulin-dependent diabetic subjects early
during the disease prior to any clinical
signs of retinopathy and nephropathy (functional
microangiopathy) is discussed. It is
suggested that the initial microvascular
dilation observed in diabetics is due to an
autoregulatory response to relative tissue
hypoxia providing an increased tissue
perfusion in order to improve tissue oxygen
delivery. Supporting evidence for this
suggestion is derived from the findings that
diabetics simultaneously may show increased
tissue oxygen consumption and decreased
ability of the circulating blood to release
oxygen to the tissues. The latter defect is
likely to be caused by two interrelated
factors:
1. an increased proportion of haemoglobin
A1c with high oxygen affinity, and
2. difficulties of maintaining a
sufficiently high concentration of plasma
inorganic phosphate in order to provide an
optimal 2,3-diphosphoglycerate (2,3-DPG)
content in the erythrocytes. The basal
oxygen demand of diabetics may fluctuate
even within a few hours dependent upon the
state of metabolic control and is increased
at times of poor regulation. Hence,
diabetics may suffer from innumerable
cellular hypoxic injuries, which during the
first years of the disease are counteracted
in the microcirculation by an autoregulatory
response. These microvascular reactions
associated with increased plasma permeation
may over the years be of major importance
for the development of the degenerative
microangiopathy in diabetes.
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Prevenzione
Primaria del Diabete Mellito con la
Semeiotica
Biofisica Quantistica.
Diabete Mellito oggi:
desolanti misure di lotta !
La migliore delle
terapie è notoriamente la prevenzione primaria, oggi
generalmente confusa con il più diffuso, costoso e
facilmente sponsorizzato screening, che altro non è
che un tentativo inefficace per riconoscere malati
al momento non diagnosticati come tali. Questa
affermazione è valida specialmente per il diabete
mellito (V. nel sito, in Scienza: Semeiotica
Biofisica Quantistica: Medio Evo Glicemologico e
Rinascimento Diabetologico).
Nella rubrica da me
curata nel sito
www.katamed.it, ho riportato una notizia fornita
il 4 aprile 2008 da Adnkronos e da me criticamente
commentata, in cui è perfettamente fotografata la
pericolosità che questa malattia rappresenta per il
prossimo futuro.
Riporto esattamente
parte della notizia: “In Italia nel 1980 era obeso
1 bambino su 10. Oggi, invece, i chili di troppo
riguardano 1 su 4 e in alcune regioni addirittura 1
su 3. Un dato allarmante, dal momento che la maggior
parte di questi piccoli obesi è a rischio diabete.
Soprattutto in presenza di fattori predisponenti
come la familiarità e uno stile di vita scorretto".
A lanciare l'allarme è Riccardo Vigneri, presidente
della Società italiana di diabetologia (Sid),
intervenuto oggi a Roma al "Changing diabetes
barometer forum".
Un evento che ha visto
la partecipazione di politici, Istituzioni, società
scientifiche e associazioni di pazienti, tutti
d'accordo su un punto: "per combattere il diabete
l'arma più efficace è la prevenzione, che deve
riguardare in primo luogo proprio i bimbi".
"Per
contrastare la patologia - spiega Vigneri - non
bastano accorgimenti soltanto medici. Servono pure
quelli, per così dire, sociali. Per esempio -
precisa - sarebbe il caso di dotare le nostre città
di spazi dove poter passeggiare in sicurezza.
L'attività fisica è infatti la miglior medicina per
combattere il sovrappeso e l'obesità, fattori
scatenanti del diabete. Oggi, purtroppo, questi
spazi sono sempre più ridotti e non tutti hanno la
possibilità di iscrivere i propri figli in
palestra”.
La notizia continua
riferendo che il vicepresidente mondiale dell'International
Diabetes Federation, Massimo Massi Benedetti ha
sottolineato l’importanza dell'attenzione a corretti
stili di vita. "Bisogna concentrarsi sui bambini
-
spiega (Massimo Massi Benedetti, NdR) - per far sì
che le nuove generazioni abbiano stili di vita che
in prospettiva evitino lo sviluppo del diabete. Ma
non solo. Sono necessarie politiche globali di
intervento, non solo in campo sanitario, ma anche
nella scuola e nell'urbanistica".
La notizia di Adnkronos
prosegue affermando che “Grande attenzione va
rivolta anche all'alimentazione. "Il primo passo da
fare - spiega Renata Lorini, presidente della
Società italiana di endocrinologia e diabetologia
pediatrica - sarebbe quello di mettere al bando' le
merendine, particolarmente grasse, a vantaggio della
frutta".
Fermiamoci pure a queste
poche affermazioni degli esperti in Diabetologia !
Infatti, sulla base di simili prospettive di lotta
dobbiamo solo attenderci un incremento di diabetici
nel prossimo futuro, come dimostra l’esperienza.
Ecco, pertanto, il mio breve commento messo in rete
dagli Editori di Adnkronos: “Stagnaro ha scritto
(05/04/2008).
La notizia inizia: In
Italia nel 1980 era obeso 1 bambino su 10. Oggi,
invece, i chili di troppo riguardano 1 su 4 e in
alcune regioni addirittura 1 su 3. Un dato
allarmante, dal momento che la maggior parte di
questi piccoli obesi è a rischio diabete.
Io chiedo:
Quanti e chi sono i piccoli a Reale Rischio
Congenito di diabete, Maestri Glicemologi ?
Ma è mai possibile che nel 2008 si continui a tacere
al popolo una realtà accettata da famose
peer-reviews, l’esistenza delle Costituzioni
Diabetica e Dislipidemica, conditio sine qua non del
diabete ?
Stagnaro Sergio. Newborn-pathological Endoarteriolar
Blocking Devices in Diabetic and Dislipidaemic
Constitution and Diabetes Primary Prevention. The
Lancet. March 06 2007.
http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140673607603316/comments?totalcomments=1
;
Stagnaro S., West PJ., Hu FB., Manson JE., Willett
WC. Diet and Risk of Type 2 Diabetes. N Engl J Med.
2002 Jan 24;346(4):297-298. [Medline].
Visto che le
cosiddette Autorità Sanitarie e la Magistratura
tacciono sulla REALE prevenzione primaria su vasta
scala del diabete, enorme business (Chiedere a
Google la mia Lettera Aperta al Ministro della
Salute, Prof G. Sirchia ? o visitare il mio sito),
perché una Istituzione deputata a dare informazioni
punzecchia soltanto !
La migliore terapia, anche del
diabete, è la prevenzione, che oggi finalmente è
possibile, efficace e non costosa”.
In una Lettera Aperta
del 10 novembre 2004, inviata all’allora Ministro
della Salute Prof. G. Sirchia (Chiedere a Google
oppure visitare il sito
www.semeioticabiofisica.it: non è richiesto il
log-in !), ho inutilmente illustrato – in modo
elementare, utilizzando codici facilmente
decodificabili da qualsiasi medico e profano – il
metodo semeiotico-biofisico di lotta al diabete,
rivelatosi efficace nella mia lunga e sicura
esperienza clinica.
Questa originale via di
lotta oggi è arricchita dai altri dati offerti dalla
Semeiotica Biofisica Quantistica, nata a Novembre
2007, grazie alla collaborazione dell’amico prezioso Prof. Paolo Manzelli, Direttore di LRE/EGO-CreaNet,
Università di Firenze, Dipartimento di Chimica
(Stagnaro Sergio e Paolo Manzelli. Limiti della
Medicina Ufficiale. L’Esperimento di Lory. 03
Gennaio 2008,
http://www.ilpungolo.com/leggi-tutto.asp?IDS=13&NWS=NWS5267).
L’originale Prevenzione
Primaria del diabete è fondata innanzitutto sul
riconoscimento, alla nascita, da parte dei Medici di
MG. di tutti gli individui positivi per le
Costituzioni Diabetica “e” Dislipidemica, colpiti
dal Reale Rischio Diabetico Congenito: il tempo
richiesto per questo accertamento è di due minuti
!
(ibidem).
Naturalmente, il metodo permette anche il
monitoraggio terapeutico (dieta etimologicamente
intesa, Cernitene (57. Stagnaro-Neri M., Stagnaro
S., La sindrome percusso-ascoltatoria da carenza di
Carnitina. Clin. Ter. 1994, 145, 135 [Medline]),
Melatonina-Coniugata, Applicazioni personalizzate di
NIR-LED sopra la proiezione cutanea del pancreas
(Stagnaro S., Stagnaro-Neri M., Single Patient Based
Medicine.La Medicina Basata sul Singolo Paziente:
Nuove Indicazioni della Melatonina. Ed.Travel
Factory, Roma, 2005.
http://www.travelfactory.it).
Successivamente,
numerosi sono i metodi da impiegare nel monitoraggio
clinico in relazione alla preparazione del medico:
Valutazione dei PPARs-alfa epatici per il controllo
del metabolismo glico-lipidico; il test della
osteocalcina endogena (172. Stagnaro Sergio.
Bedside Biophysical_Semeiotic Osteocalcin Test in
Diagnosing and Monitoring Diabetes. The Lancet,
January 28, 2008
http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140673608601014/comments?action=view&totalComments=2),
il test della secrezione del picco acuto insulinico,
il test pancreatico da stimolazione di SST-RH, il
riflesso pancreatico-gastrico aspecifico per la
valutazione della funzione delle cellule-beta
insulari;
Il Segno di
Ferrero-Marigo per l’indagine della sensibilità dei
recettori insulinici (V. il mio sito).
Infine, il
medico con sicura esperienza della
Semeiotica
Biofisica Quantistica può utilizzare le raffinate
informazioni offerte dalla Microangiologia Clinica
Diabetica.
By Dott. Sergio
Stagnaro - Fondatore della Semeiotica Biofisica -
dottsergio@semeioticabiofisica.it
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CURE NATURALI per il DIABETE - By dott.
Michele Acanfora, (medico chirurgo):
Nell'iperglicemia il trattamento naturale può spesso
dare risultati straordinariamente interessanti.
Essendo una terapia di "terreno", può rafforzare
l'azione di qualunque terapia in atto, spesso
determinando una riduzione del dosaggio
farmacologico. Può contrastare efficacemente le
negative conseguenze del diabete a livello
sistemico, prevenendo o ritardando il più possibile
le ben temute complicanze.
La
terapia naturale della iperglicemia e del diabete
contempla come prima cosa una serie di interventi
diagnostici preliminari, che possono essere attuati
insieme o singolarmente:
- riconoscimento di una eventuale intolleranza
alimentare (spesso un cibo mal tollerato può
facilmente sbilanciare i meccanismi di compenso
corporei;
- diagnosi e correzione di una eventuale
disbiosi intestinale
(alterazione della
flora batterica saprofitica del tenue);
- individuazione dei fattori scatenanti o aggravanti
la patologia (tossicità chimica e/o farmacologica) -
(NdR: farmaci
e
vaccini) -
dieta incongrua, stile di vita,
conflitti emozionali, ecc.
Sul
fronte terapeutico possiamo avvalerci di molti
approcci, di cui citiamo solo i più importanti:
Omeopatia:
fondamentale per ristabilire il "Terreno",
ottimizzare le capacità di risposta dell'organismo,
e drenare gli organi sovraccaricai dal metabolismo
anomalo.
Oligoelementi: di grande aiuto la serie di
minerali Zinco-Nickel-Cobalto, come pure il Cromo e
il Manganese-Cobalto;
Vitamine: l'azione antiossidante di vitamine
quali la C, la E e la A è indispensabile in ogni
malattia cronica che comporti un eccesso di radicali
liberi, vere molecole killer che distruggono la
funzionalità enzimatica e cellulare.
Fitoterapia:
valida per l'azione di drenaggio emuntoriale, ma
anche per una certa attività specifica sul
metabolismo degli zuccheri e sul sistema
immunitario; ricordiamo gli antocianosidi del
mirtillo, il baccello di fagiolo, l'Uncaria
Tomentosa.
Per la
Glicemia alta, tipica dei "diabetici",
sia alimentari, che da farmaci e
Vaccini, con
aumento dello
zucchero nel sangue, si consiglia oltre alla
eliminazione dello zucchero, l'assunzione dopo ogni
pasto di una tisana di
Charantia
Dopo questo sommario
escursus, aggiungiamo che la terapia va impostata
caso per caso, che non esistono ricette e protocolli
validi per tutti e che anche le metodiche
"naturali" devono sempre essere praticate
preferibilmente da un
medico
competente, raro a trovarsi....(fate attenzione quindi
al fai-da-te, che puo' molto
pericoloso in questo caso).
Nota bene: Uno studio americano che ha coinvolto
numerosi medici e ricercatori, il
Nutritional Prevention of Cancer Trial, aveva lo
scopo di studiare gli effetti del Selenio come
protettore contro il cancro alla pelle; la
conclusione a cui è giunto è stata completamente
inaspettata e riguarda gi effetti collaterali del
Selenio.
I ricercatori hanno selezionato 1202 persone a cui
hanno somministrato, per quasi 8 anni, nella metà
della popolazione Selenio e nell'altra metà
placebo; il risultato,
pubblicato online sulla rivista
Annals of Internal Medicine, è che il Selenio
stimola l'insorgenza di Diabete di tipo II, il
rischio di ammalarsi infatti era dal 50% superiore
rispetto a chi aveva assunto il Placebo ed era
maggiore per coloro che avevano alti livelli di
Selenio nell'organismo prima di iniziare questa
ricerca.
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IMPORTANTE: Leggere il commento che trovate
nella pagina:
Diabete Mellito tipo 2
Consigli alimentari della
Medicina Naturale
per il diabete tipo 2:
Modifica radicale dell'alimentazione - chi non e'
disposto a questa drastica terapia risolutrice, ha
la medicina
allopatica e l'insulina da iniettarsi
giornalmente.
Ma chi vuole guarire:
DEVE
eliminare:
- Carni e derivati
- Latte e latticini
- Uova ed alimenti che ne contengano (dolci, torte,
nutella, cioccolato, ecc.)
- Zucchero e qualsiasi dolcificante.
- Fast food
- Cibi cotti al
micro onde, Cibi pronti, Prodotti "light"
- Salse preconfezionate
- Bibite e cibi industriali ecc.
Cibi consigliati:
-
Frutta e verdura crudi o poco cotte - vedi
Crudismo - Melone
amaro, Fieno greco, chicchi di uvetta nera messi in
ammollo in acqua alla sera e bere SOLO l'acqua
dell'ammollo, al mattino - idem con l'uva spina (emblica
officinalis) , ma aggiungere all'ammollo, al mattino
il succo di un limone. Oppure fare una mescolanza in
ammollo con tutti i frutti indicati.
Altre erbe comuni utili sono: Indian Kino (Pterocarpus
massupium) - Gimnema Sivestre - Mirtillo -
Stevia -
Cannella.
- Riso e pasta senza uova, Cereali
- Patate
- Legumi - Il Bacello di fagiolo è inserito da
moltissimo tempo nella farmacopea tedesca come
diuretico e si è scoperto in seguito che possiede
anche proprietà anti-diabetiche.
- Broccoli (*)
- Funghi
- Noci e
frutta secca
- Burro e panna in piccolissime quantita'
Ricordiamo che e'
importantissimo liberare l'organismo dall'acidosi
generata sopra tutto dalle proteine animali.
Anche le terapie a base di
Ossigeno ed
ozono possono essere
utili.
Per la
Glicemia alta, tipica dei "diabetici",
sia alimentari, che da farmaci e
vaccini, con
aumento dello
zucchero nel sangue, si consiglia oltre alla
eliminazione dello zucchero, l'assunzione dopo ogni
pasto di una tisana di
Charantia
vedi: Protocollo della
Salute
ORTICA (Urtica
dioitica L.) Pianta
Migliore degli spinaci è un ottimo depuratore del sangue, disintossica il fegato,
utile per i diabetici, diuretica favorisce leliminazione degli acidi urici, stimola
la secrezione pancreatica, utile nella gotta, nei reumatismi, artrite e nella renella.
Ortica
reale, Galeopsis Dubia Leers, indicata nella cura dei catarri
bronchiali (25gr. in 1 lt. di acqua, 1-2 tazze al di) decongestiona i
bronchi ed allevia la tosse.
Azione anti anemica lieve ed ipoglicemizzante.
Fortifica la crescita e lorganismo. Tonico nei convalescenti, vecchi e negli
anemici. Utile in tutte le affezioni cutanee.
Molto utile la
Cannella
in polvere o meno, assunta giornalmente, essa e' un
buon
antidiabetico naturale utile anche al
sesso
Fin dall’antichità la cannella era usata per
conservare le carni, gli antichi Egizi la
consideravano addirittura fondamentale nel processo
di imbalsamazione delle salme. Quest’uso è dovuto
soprattutto alle proprietà antibatteriche e
antisettiche di una spezia oggi particolarmente
diffusa nei prodotti dolciari. Una recente ricerca
svedese ne ha illustrato anche i principi
antidiabetici:
3 grammi di cannella al giorno
infatti, sono sufficienti a ridurre la quantità di
zucchero nel sangue, agendo come l’insulina, grazie
alla buona quantità di polifenolo presente nella
spezia. Ma non finisce qui perché c’è chi considera
la cannella anche un potente afrodisiaco che
mescolato ad altri ingredienti naturali come il
rabarbaro, può stimolare la vita sessuale di lui e
di lei.
(*)
Broccoli Reverses Diabetes Damage
Eating broccoli could reverse the damage that
diabetes inflicts on heart blood vessels. The key is
most likely a compound in the vegetable called
sulforaphane.
Sulforaphane encourages production of enzymes that
protect the blood vessels, and reduces the number of
molecules that cause cell damage -- known as
Reactive Oxygen Species (ROS) -- by up to 73 percent.
People with diabetes are up to five times more
likely to develop cardiovascular diseases such as
heart attacks and strokes -- both of which are
linked to damaged blood vessels.
Fonti:
BBC News August 5, 2008 +
Diabetes August 4, 2008
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Come siamo guariti dal diabete
By Marcello Pamio - "Effervescienza" inserto del
mensile "Biolcalenda"
- 15 maggio 2012
Secondo l’Associazione Americana per il Diabete (A.D.A.):
«Il diabete è una malattia cronico degenerativa
incurabile».
Una definizione che non lascia alcun spazio a
eventuali dubbi.
D’altronde è cosa risaputa da qualsiasi medico al
mondo, che il diabete ufficialmente non si può
curare, una volta che si è manifestato, si può
conviverne più o meno bene, ma si è schiavi e
dipendenti dai farmaci per l’intera vita. Ma è
proprio così?
Questo il tema del congresso che ha visto la
partecipazione di circa 500 persone, organizzato
dalle associazioni culturali «Il
Soffio del risveglio» e «Qui
e Ora», tenutosi a fine marzo all’Auditorium
Vivaldi a San Giuseppe di Cassola (VI).
Tra i relatori della serata, oltre a chi scrive, ci
sono stati Gennaro Muscari, medico omeopata docente
alla Scuola di omeopatia di Verona, Giancarlo
Vincenti presidente dell’Associazione «Diabete
insieme» di Portogruaro, e infine – vero motivo
dell’incontro - quattro persone che sono riuscite a
venir fuori dal diabete.
Andiamo per ordine.
Dopo la breve proiezione di spezzoni video presi da
«Un equilibrio delicato», tratto da «The China Study»,
lo studio più completo mai realizzato al mondo
sull’alimentazione; «Crudo & semplice»,
l’esperimento unico nel suo genere dove sei persone
in 30 giorni di
crudismo
smettono di usare l’insulina, e infine il «Metodo
Gerson».
Il mio intervento è stato quello di fornire alcuni
dati e informazioni importanti per comprendere
l’evoluzione storica della malattia.
Se infatti secondo il Bollettino dell’Accademia di
medicina di New York dal 1871 al 1933 «Il tasso di
mortalità del diabete a New York è passato da 2,1
per 100 mila abitanti nel 1866 a 29,2 nel 1932», e
oggi, ogni 10 secondi una persona muore per cause
legate al diabete e due si ammalano, viene da sé che
qualcosa di grave deve essere successo negli ultimi
settant’anni.
Cosa?
Grassi idrogenati.
Nel 1912 vengono commercializzati i cosiddetti
«grassi idrogenati».
Questi grassi creati dall’industria, non esistono in
natura, quindi non vengono riconosciuti
correttamente dall’organismo e creano grossissimi
problemi alla salute, provocando disturbi
cardiocircolatori, obesità, danni alle membrane
cellulari, malattie autoimmuni (diabete);
diminuiscono le HDL e aumentano le LDL; aumentano le
infiammazioni e interferiscono con l’insulina.
I grassi idrogenati si trovano nelle cosiddette
margarine, quindi nella stragrande maggioranza dei
prodotti da forno, gelati, cioccolate, dolci, ecc.
Pure gli oli vegetali, prodotti a caldo e quelli che
vengono fritti, si snaturano completamente
diventando tossici per le cellule e quindi per
l’organismo umano.
Insulino-resistenza.
Le cellule hanno sulla membrana esterna dei
recettori specifici per l’insulina: cioè delle
speciali serrature che si aprono solamente quando
arriva l’insulina, facendo così entrare il glucosio
e togliendolo dalla circolazione sanguigna.
Tutti i grassi saturi di derivazione animale (carne,
uova, pesce, latte e latticini) e tutti i grassi
idrogenati, si depositano nelle membrane esterne
delle cellule, provocano la deformazione dei
recettori.
Risultato: le cellule diventano sorde all’insulina.
Nonostante il pancreas funzioni correttamente e vi
sia insulina in circolazione, le cellule non sono in
grado di usare al meglio l’ormone, e quindi si ha
iperglicemia (diabete).
Acidosi.
Tutte le proteine di origine animali e tutti gli
alimenti raffinati e pastorizzati (cereali, farine,
zuccheri, ecc.), dopo il metabolismo rilasciano
ceneri acide che hanno come risultato far aumentare
l’acidità.
L’acidità, oltre a mettere in allarme l’intero
organismo e far scattare i meccanismi di protezione
(alcalinizzazione degli acidi), induce alti livelli
di cortisolo (l’ormone dello stress) secreto dalle
ghiandole surrenali, con lo scopo di contrastare le
infiammazioni.
L’aumento di cortisolo da una parte fa aumentare la
glicemia, e dall’altro provoca una errata
distribuzione del tessuto adiposo nel corpo,
soprattutto nella pancia che si sa essere un grasso
che partecipa all’insulino-resistenza.
Il cane che si morde la coda !
Caseina.
«La capacità delle proteine del
latte
vaccino di causare l’insorgenza del diabete di
tipo1 è ben documentata»! Questa pesante
affermazione è il risultato dello studio
pluridecennale sull’alimentazione prima citato («The
China Study»).
La spiegazione è abbastanza semplice e logica: se
frammenti proteici di caseina finiscono nel sangue,
il sistema immunitario interviene subito. Infatti
nel «liquido peculiare» - come lo definiva il grande
Goethe – non possono esserci sostanze estranee a
quelle predisposte dalla Natura.
Siccome la proteina del latte (caseina per l’80-85%
circa) è quasi identica alle proteine del pancreas
(cellule Beta), il sistema immunitario, in una
situazione di tossiemia generalizzata, potrebbe
finire per attaccare le cellule del pancreas che
producono insulina.
Risultato: diabete infantile di Tipo-1.
Pensiamo a quanti neonati oggi, su consiglio
pediatrico, vengono svezzati erroneamente con latte
vaccino, fin dai primi giorni e forse capiremo
quanto alto è il rischio che sviluppino seri
problemi di salute, anche perché è bene ricordare
che la mucosa intestinale di un neonato non è ancora
completa e quindi è molto più permeabile di un
adulto.
Molto interessante
l’intervento del dottor Gennaro Muscari.
Il dottor Muscari, che pratica omeopatia da più di
trent’anni e si occupa di alimentazione naturale da
prima ancora della laurea, ha spiegato come nelle
università di medicina si studia prima che il
diabete è una malattia incurabile e poi che
l’insulina presa dal diabetico, dopo un certo
periodo di tempo (da qualche mese a qualche anno al
massimo), il pancreas si ipotrofizza, cioè produce
sempre meno insulina, fino ad arrivare ll’atrofia
completa.
Nel diabete di Tipo-1 questo avviene velocemente.
Non pensava
assolutamente che dopo 12 anni o addirittura 16 anni
di insulina chimica si potesse far tornare a far
produrre insulina dal pancreas in maniera naturale.
Nessun medico lo pensa, eppure come leggerete dopo
dalle testimonianze, ciò è assolutamente possibile.
Il dottor Muscari ha di nuovo ribadito i danni dei
latticini per l’organismo umano e il collegamento,
venuto fuori dagli studi medici, tra diabete di
tipo-1 e la caseina dei latticini. Dati ufficiali
che parlano chiaro: con una alimentazione vegana si
ha il 40% in meno in insulina dopo sole 3 settimane
e il 30% in meno di colesterolo.
Ha concluso il suo intervento rimarcando
sull’importanza in tutti gli ambiti, soprattutto nel
diabete, dell’attività fisica. Cos’è lo zucchero nel
sangue ? É la riserva di energia, è energia pura per
essere usato. Qualsiasi diabetico può fare a meno di
prendere farmaci antidiabetici e anche l’insulina
semplicemente utilizzando lo zucchero in sovrappiù
nel sangue.
Il dottor Giancarlo
Vincenti ha invece raccontato la sua esperienza di
diabetico, risultato da un banale esame di routine.
Non sapeva nulla sul diabete e da quel momento ha
frequentato congressi, riunioni anche
internazionali, e per ultimo fondando l’associazione
di malati a Portogruaro. Ha iniziato a sapere tutto
o quasi, ma sempre basato sulle conoscenze della
medicina ufficiale. C’era qualcosa che mancava
all’appello, qualcosa che non tornava e che non
quadrava.
Di recente approfondendo il discorso sulla
dieta vegetariana e vegana è venuto a conoscenza che
si potevano ottenere dei risultati incredibili, come
per esempio abbandonare l’insulina. Dopo la visione
del documentario «Crudo & Semplice» si sta muovendo
in questo versante.
Non ha ancora buttato via l’insulina, ma ci sta
lavorando, con tutte le difficoltà del caso tenendo
conto delle abitudini e della situazione famigliare.
Adesso veniamo alla parte più importante della
serata.
Le testimonianze:
Ermanno, età 62 anni,
diabetico da 16.
Il primo accenno del diabete è avvenuto nel 1994 con
un infarto. Lo stile di vita era «normale»: poco
tempo per sé stesso e pranzi al ristorante. Ha
subito altri problemi al cuore con tanto di
operazione, che ha causato un altro infarto.
Da qui la presa di coscienza di mollare l’attività e
iniziato a dedicarsi alla propria vita.
Un giorno su Radio Gamma
5 ha sentito della presentazione della serata sul
diabete che ho organizzato circa un anno fa. Era la
prima volta che sentiva che si può guarire il
diabete, nessun dottore gli aveva mai detto una cosa
simile. All’epoca faceva circa 28 unità al giorno di
insulina.
Il giorno dopo la serata e di sua spontanea
iniziativa, ha deciso di dare una taglio drastico
modificando l’alimentazione, eliminando latte, carne
e mangiando solo verdure. Il tutto condito da molte
camminate.
Pian piano e in circa un mese ha eliminato
l’insulina. A marzo la visita al centro diabetico
gli hanno dato perfettamente ragione. Era tutto a
posto
I medici lo hanno guardato un po’ stranamente, ma
con gli esami del sangue perfetti non hanno potuto
dire nulla...
Emanuele, età 34 anni,
diabetico da 9.
La sua storia ha dell’incredibile.
Avendo la fibrosi cistica (mucoviscidosi), il
diabete gli è insorto nel 2003 a seguito della cura
prolungata a base di cortisone.
Ha sempre cercato di tenere basso la glicemia
praticando sport e oggi fa mountain-bike estremo
(circa 60 km al giorno) con tanto di preparatore
atletico.
Emanuele all’epoca usava 50 unità di insulina al
giorno e non poteva più farle nell’addome perché si
era distrutto la pancia a forza di punture.
Un giorno si è imbattuto
nel dvd «Crudo & Semplice», e dopo quattro giorni di
crudismo, ha tolto completamente l’insulina, con
risultati glicemici istantanei. É passato da 50
unità mantenendo la basale per due giorni e poi l’ha
eliminata al terzo giorno.
I parametri glicemici, misurati sei volte al giorno,
prima e dopo i pasti, confermavano il riequilibrio
del pancreas.
Mangiava e la glicemia stava sotto i 140.
Crudismo e cioè verdure di tutti i tipi con semi
vari (sesamo, girasole, lino, ecc.), mandorle, noci,
ecc., centrifugati di frutta e verdura. Fichi e
datteri per avere l’energia sprint per affrontare
gli allenamenti massacranti.
Ha perso circa 7,2 kg di massa muscolare che tuttora
non ha recuperato.
Oggi si sta allenando
con un fisico nuovo totalmente da scoprire: dopo 3
settimane aveva già superato le prestazioni
atletiche che aveva a ottobre con l’alimentazione
normale; non conosce più la stanchezza post
allenamento e soprattutto il fastidio dell’acido
lattico a livello muscolare.
Il suo nuovo stile di vita ha avuto benefici anche
nella fibrosi cistica, problema ufficialmente
incurabile.
Ha sempre avuto le transaminasi del fegato mosse,
ora due valori su tre sono rientrati, arrivando a
dimezzare le medicine. Non usa più gli integratori
ed enzimi.
Il 21 febbraio scorso ha avuto la visita al centro
fibrosi cistica di Verona, e il medico è stato molto
curioso di capire bene il percorso che aveva
intrapreso.
Sono certo, visto l’enorme forza e determinazione di
Emanuele, che a ottobre 2012, cioè al prossimo
congresso internazionale sul diabete, avrà altre
cose importanti da comunicarci nel sua viaggio
intrapreso verso la totale guarigione fisica e
spirituale...
Giorgio 72 anni,
diabetico dal 1984.
Ha scoperto di avere il diabete dopo un banale esame
del sangue. All’epoca pesava 112 kg (oggi 75) e
subito sono iniziate le problematiche legate al
diabete.
I denti hanno iniziato a cadere come
birilli, poi una retinopatia lo ha reso ipovedente,
per non parlare di problemi circolatori alle gambe.
Visto che nessuno gli sapeva spiegare nel dettaglio,
ha iniziato a studiare seriamente il diabete. Pian
piano venne a conoscenza che ci sono cibi glicemici
e cibi meno glicemici, e ha iniziato a stare attento
alle dosi degli alimenti ingeriti.
La sua scoperta è stata quella di mandare via gli
zuccheri che introietta con l’alimentazione
attraverso un movimento corporeo serio. Ha stabilito
che circa 40/50 minuti di camminata a ritmo
sostenuto, gli abbassano 50 punti glicemici. E in
questa maniera ha tolto l’insulina e sta sempre
meglio. Ogni giorno fa 90/100 minuti di cyclette,
delle belle camminate al sole con gli amici e quando
mangia un po’ più del solito aumenta l’attività.
C’è da dire che Giorgio fa un unico pasto al giorno !
Angelo, età 50 anni,
diabetico da 12.
Faceva 80 unità al giorno di insulina, aveva un
diabete di Tipo 2 ma con i sintomi del Tipo 1.
Vegetariano da oltre 27 anni, mangiava però
malissimo: abbondava di formaggi, cereali raffinati
e dolci (errori che molti vegetariani commettono), e
un giorno infatti si è trovato il diabete.
Ha iniziato con il
crudismo (verdure, frutta, noci e semi, avocadi) e
fin dal primo giorno ha dimezzato insulina.
La glicemia soprattutto i primi due giorni si alzava
a 250-300. Al terzo giorno la glicemia si è
abbassata moltissimo arrivando a 60 e per paura di
andare ancor più sotto ha tolto l’insulina
completamente.
La glicemia allora ha iniziato ad alzarsi a 300-350.
Ma lui continuava imperterrito e fiducioso.
Dopo una sola settimana è scesa e si è stabilizzata
sui 120-130, e lì è iniziato il vero miracolo.
Il giorno che senza insulina si è alzato alla
mattina e ha trovato 130 gli è venuto da piangere.
Sono due anni e mezzo
che non usa più insulina e sta benissimo, non si
ammala più, ed è ringiovanito di molti anni. Ha
molta più energia di prima, molta più tranquillità e
concentrazione.
Per tre mesi ha mangiato solo alimenti crudi e poi
ha iniziato lentamente a inserire patate, spinaci e
verdura cotta in generale, fagioli e dopo qualche
mese cereali integrali come il riso.
Oggi si permette anche una pizza e la sua vita è
tornata normalissima.
In conclusione, parlando
della mia regione, il Veneto, un anno fa circa,
conoscevo una sola persona guarita completamente dal
diabete: Angelo.
Oggi sono ben quattro !
Vista l’importanza sociale, visto l’enorme interesse
suscitato e il numero di persone, bambini inclusi,
toccate dal problema, stiamo organizzando per
ottobre 2012 un secondo importante Congresso sul
diabete.
Vi posso assicurare che numerose nuove testimonianze
lasceranno a bocca aperta…
Tratto da: disinformazione.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Illustre Prof.
Vigneri, Presidente della
SID e per conoscenza
ai
Colleghi e amici della Lista, La invito a
leggere quanto scrive
Nature.com,
senza rispondermi ovviamente, com'è sua
abitudine condivisa dai Membri della SID
(Allegato):
Top cited papers
Nature blogs:
http://blogs.nature.com/
+
Diet and Risk of Type 2 Diabetes
NEJM
Paper
Author: Sergio Stagnaro et al. (sono
Professori di Harvard n.d.r. ! In realtà, MEDLINE
è solo il mio scritto: i
collaboratori scrivono soltanto le solite
banalità, da lei conosciute e purtroppo
condivise, la cui conseguenza è l'ATTUALE
epidemia diabetica in continuo aumento, n.d.r!)
Paper Posts:
Linked to by 1 post
Nature blogs
http://blogs.nature.com/posts?paper=669
A tribute to Dr. Sergio Stagnaro, - consider
yourself warned…
Date: 05 Nov 2008
Blog:
The Sciphu Weblog
;
http://sciphu.com/2008/11/meadle-ages-of-todays-medicine.html
(A proposito di
questo mio secondo articolo, ovviamente NON
Medline..., che io ho sottolineato per lei in
grassetto, suggerito da Nature.com,
leggerei volentieri nel blog citato le critiche
firmate Sue e degli altri Membri della
gloriosa SID. Stia pronto poi a leggere le mie
risposte, attraverso il sito che mi è stato
dedicato)
In poche e chiare parole, gli Editori di una
rivista che voi tutti stimate dal punto di vista
scientifico (io, invece, da sempre scrivo che
questi Editori sono lungimiranti, onesti, liberi
e dalla mente aperta come non ne trovo
in Italia, ma la loro visione del mondo
è tradizionale e superata, simile alla vostra facilmente
dimostrabile non aggiornata! La differenza è
che gli Editori di Nature hanno preso
coscienza di tutto questo cambiamento
indispensabile, necessario, per contrastare le
attuali gravi epidemie, cancro, diabete e..: li
ammiro per questo.
Il diabete lo si combatte soprattutto
prevenendolo, da DIABETOLOGI, piuttosto che
curarlo da glicemologi, caro Presidente
della SID!
Purtroppo, tra il VECCHIO e il nuovo, tra
medicina (minuscolo) medioevale, di questa Era
dei Lumi Spenti, e la nuova Medicina fondata
sulla Single Patient Based Medicine (Stagnaro Sergio.
Single Patient Based Medicine: its paramount
role in Future Medicine. Public Library of
Science.
PLOS.
http://medicine.plosjournals.org/perlserv/?request=read-response)finora
non c'è stata possibilità di dialogo (Allegato!),
non certo per colpa di chi scrive.
Continui pure la SID, e i glicemologi
di tutto il mondo, su questa strada di lotta al
diabete mellito, ma senza sperare che l'epidemia
si arresti e diminuisca !
La
logica ha le sue regole ed esigenze, e la
Semeiotica Biofisica Quantistica
è difficile per medici
laboratorio-dipendenti, anche se il
cambiamento è certamente possibile (Stagnaro
Sergio.
Newborn-pathological Endoarteriolar Blocking
Devices in Diabetic and Dislipidaemic
Constitution and Diabetes Primary Prevention.
The
Lancet.
March 06 2007.
http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140673607603316/comments?totalcomments=1;
Stagnaro Sergio.
New bedside way in Reducing mortality in
diabetic men and women. Ann. Int. Med.
http://www.annals.org/cgi/eletters/0000605-200708070-00167v1).
Le
auguro una Buona Domenica
By Sergio
Stagnaro (medico)
P.S.:
.....Prevedo
comunque che il Prof. Presidente della SID
NON solo non conosce i Dispositivi
Endoarteriolari di Blocco, neoformati
tipo I, sottotipo a) aspecifici, ma
certamente non è in grado di
riconoscerli.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Cellule staminali
permettono a diabetici di evitare iniezioni
insulina
Grazie
alla trasfusione di staminali, giovani pazienti
hanno ricominciato a produrre insulina
autonomamente
Un nuovo studio sulle cellule staminali sta
aprendo nuove prospettive anche per il
trattamento del diabete. E' stata messa a punto
ed è già in fase di sperimentazione una terapia
con cellule staminali che ha permesso agli
ammalati di diabete di evitare le quotidiane
iniezioni di insulina. Il loro organismo,
infatti, trattato con le staminali ha di nuovo
imparato, per così dire, a produrre l'ormone in
modo naturale e autonomo.
Per ora lo studio è stato condotto su 15 giovani
pazienti affetti da diabete di tipo 1. A questi,
in primo luogo, sono stati somministrati farmaci
per diminuire le difese immunitarie e in seguito
sono state eseguite trasfusioni di cellule
staminali prelevate dal loro stesso sangue. 13
pazienti su 15 hanno così evitato le iniezioni
di insulina. Questo risultato è di grande
importanza per la lotta ad una malattia così
diffusa come il diabete. Lo studio riguardava
individui affetti da diabete di tipo 1, malattia
che colpisce solo una piccola percentuale di
pazienti e che forse è causata da un virus.
Infatti recentemente una ricerca internazionale
condotta dalle università di Siena e
Pisa e da Novartis Vaccines ha dimostrato
l'incidenza di un virus che attacca il pancreas,
il Coxsackie B4.
Questo nuovo studio è stato pubblicato sul
Journal of the American Medical Association
(JAMA).
Tratto da: MolecularLab.it - 18/04/2007
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il
dott. Keijiro Kuwabara, giapponese, ha trattato
pazienti diabetici utilizzando
acqua alcalina,
ottenendo risultati validi.
Egli testimoniò che dando acqua alcalina ad un
paziente con diabete mellito, il livello dello
zucchero scese da 300 mg/dl a un livello non
classificabile. Il pancreas produce il succo
pancreatico, uno dei fluidi con il ph più
elevato nel corpo, con un valore di 8,8. Una
carenza di ioni di calcio nel corpo è causa di
uno squilibrio nella produzione e nella presenza
di insulina nel sangue.
Ciò porta ad una condizione acida del sangue.
I vasi sanguigni otturati a causa dell’eccesso
di proteine accumulate impediscono a loro volta
di funzionare adeguatamente.
L’acqua alcalina, somministrando calcio in forma
ionizzata ed aiutando ad impedire l’accumulo di
proteine, può essere utile per prevenire e
migliorare il diabete.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Diabetes in greco significa
"sifone"
Il sifone è una conduttura
idraulica a forma di U rovesciata, per spillare
liquido ad esempio da un contenitore tipo
damigiana, e convogliarlo intubato in una
bottiglia posta più in basso, sfruttando i
principi naturali della pressione.
La parola diabete deriva dal greco diabetes, che
significa sifone, presa a sua volta dal tardo
greco diabainein (passare attraverso), con
allusione alla frequente urinazione derivante da
questa malattia.
Diabete mellito, o dolce-miele, o dello zucchero,
a distinzione dal diabete insipido, forma più
rara caratterizzata dall’incapacità del sistema
renale di concentrare le urine.
La medicina parla di diabete mellito come di un
disordine metabolico che coinvolge carboidrati,
grassi e proteine, ovvero la terna dei maggiori
macronutrienti.
Alterazioni del metabolismo glugo-lipo-proteico
Il diabete è pertanto una condizione in cui sono
presenti chiare alterazioni del metabolismo
gluco-lipo-proteico, e si evidenzia con una
accumulazione di zucchero nel sangue e nelle
urine, prodottasi, secondo l’opinione corrente,
per carenza secretiva dell’ormone insulina da
parte del pancreas.
A quel punto, senza adeguata presenza di
insulina, gli zuccheri non vengono demoliti per
rilasciare energia, e si accumulano nel sangue.
Le cellule, private
del loro zucchero, utilizzano i grassi
Nel contempo il sistema cellulare, affamato di
energia, va a utilizzare i grassi come energia
alternativa, e questo porta a un eccessivo
livello di chetoni nei tessuti e nel sangue (chetosi)
e nelle urine (chetonuria).
Prima di un diabete conclamato e clinico,
possiamo avere il diabete chimico (o sub-clinico)
e quello latente, dove affiorano soltanto delle
turbe del metabolismo glucidico.
I sintomi del diabete sono la sete eccessiva, la
perdita di peso, lo zucchero nelle urine.
E’ una condizione che, se trascurata, può
portare a convulsioni, coma e morte, ma anche a
danni renali, a ispessimento arterie, a
disordini circolatori, a cancrena, a glaucoma, a
effetti sulla pelle e sul sistema nervoso.
Diabete 1 (infantile-magro) e diabete 2 (adulto-grasso)
Esistono due versioni differenziate di diabete
mellito.
Il diabete tipo 1, magro, infantile e
insulino-dipendente, dove le Beta-cellule
dell’insula di Langerhans (da cui il termine
insulina), diventano ben presto atrofiche,
generando non solo la necessità di una dieta
particolare, ma anche iniezioni giornaliere di
insulina.
Il diabete tipo 2, grasso e adulto, dove c’è in
generale una ipofunzionalità delle Beta-cellule
ovvero una insufficienza pancreatica, che porta
in genere a terapie basate sulla dieta
particolare e in genere senza ormone insulina,
ma con uso più o meno di farmaci
ipoglicemizzanti.
Glicemia e glicosuria
I valori considerati normali per la glicemia (tasso
di glucosio nel sangue) sono di 100-120 mg di
glucosio per 100 ml di sangue, con metodi
chimici, mentre scendono a 70-100 mg nel metodo
enzimatico, che dosa il glucosio direttamente.
Per la glicosuria (tasso di glucosio nelle
urine), nelle persone sane non esiste presenza
di zucchero nelle urine.
Ma nella maggioranza della gente c’è un 3-4% di
zucchero, e si tratta di una forma leggera di
diabete di tipo renale, che non richiede alcun
trattamento.
Colesterolemia e trigliceridemia
In sede di analisi diagnostiche sul diabete,
vengono spesso effettuati altri accertamenti di
contorno sulla colesterolemia, che deve stare su
180-250 mg per 100 ml di sangue.
Analisi sulla trigliceridemia, ovvero sugli
acidi grassi neutri legati al glicerolo e
presenti nel sangue, dove 150 mg per 100 ml di
sangue è definito trigliceridemia sospetta, e
200 mg per 100 ml, quando l’eccesso di
trigliceridi è invece già di tipo manifesto.
Uricemia e creatinemia
Un mio amico cinese-filippino di Manila, pur
essendo assai magro, ha i trigliceridi a livello
1000, rovinato dalla dieta ricca di pesce e
maiale, per cui rischia grosso in termini di
collasso cardiocircolatorio.
Analisi sull’uricemia, ovvero sul tasso di acido
urico nel sangue, che deve stare sotto i 5 mg
per 100 ml di sangue nell’uomo, e 4 mg per 100
ml di sangue nella donna.
E analisi sulla creatinemia, con 1-2 mg per 100
ml di sangue intero, oppure di 0,7-1,7 mg per
100 ml di siero o plasma, parametro indicante la
normalità delle funzioni renali.
Il diabetico è persona normalissima e
guaribilissima senza alcun farmaco
Noi igienisti diciamo spesso che non esistono
guarigioni ma soltanto autoguarigioni.
E’ anche vero poi che viviamo in un mondo
sbandato quasi irrimediabilmente verso il
dolcificato e verso il grasso, un mondo in cui è
difficile trovare persone dotate di risposta
immunitaria efficiente.
Un mondo dove è raro trovare gente che si ponga
il problema di rispettare il sistema immunitario
ed ormonale, il suo capitale enzimatico, e di
preservarli per le vere emergenze.
Ed è per questo che non si assiste né a
guarigioni né ad autoguarigioni in questo
settore, ma solo e sempre a progressivi
peggioramenti della situazione, con imposizione
di dosi crescenti di insulina, con gente che
vive in modo sempre più precario, e con
scivolamenti pericolosissimi verso la condizione
opposta di ipoglicemia, prima causa di mortalità
in campo diabetico.
Questo fatto già di per sé è scandaloso, essendo
il diabetico una persona normalissima rovinata
dal cibo e non un handicappato, incapace di
guarire.
L’incapacità tipica della medicina di leggere e
capire le cause, e quindi di far guarire le
genti
La medicina ufficiale, quella dello stato e
delle multinazionali, è la prima a pretendere di
guarire, mentre di regola non guarisce proprio
niente.
Come mai ?
Non scordiamo che la medicina ufficiale viene
definita spesso medicina allopatica (basata su
cure opposte al male, differenziandosi dalla
medicina omeopatica, che cura con sostanze
simili) e medicina sintomatica (basata sulla
cura dei sintomi, a differenziazione dalla
medicina causopatica che non esiste nemmeno
nella terminologia medica, ma è invece insita
nel movimento igienista naturale).
Tutte le terapie della medicina vengono pertanto
dirette sui sintomi, mentre le cause dei
disturbi vengono deliberatamente ignorate.
Il fallimento dell’intervenire sui sintomi
Nell’emicrania, il sintomo è ben noto e viene
chiamato anche mal di testa.
Nell’influenza, i sintomi comuni sono la febbre
e il naso bloccato dalla acidificazione e dal
muco.
Nel diabete, il sintomo inequivocabile è
l’aumento di zucchero nel sangue.
E’ ovvio che, se il pancreas è tirchio, esso
produce insulina col bilancino, in modo stentato,
per cui aumenta il materiale zuccherino
circolante nel sangue.
Agendo sui sintomi appena elencati si elimina il
sintomo, si spegne la famosa spia rossa, ma si
lasciano le cause di malattia al loro posto, e
la malattia diventa cronica.
Come mai la medicina non vuole conoscere e far
conoscere le cause di malattia ?
Il problema grosso è che la medicina, per suo
metodo e principio, non va mai a chiedersi il
perché delle cose. Come mai si comporta così ?
Trattasi di una motivata strategia.
Sarebbe infatti pericoloso ed autolesionistico
conoscere e far conoscere le motivazioni delle
malattie. Segnerebbe il suo declino verso la
catastrofe professionale.
Spiegare con cura le cause, porterebbe la gente
a capire i suoi problemi, a trovare delle
contromosse e ad autoguarire senza farmaci.
E questa sarebbe autentica disgrazia per le
capienti tasche di
Big Pharma e del suo piazzista
Ordine Medico
internazionale.
Accontentarsi delle cure mediche e abbasso la
curiosità, questo il motto dell’Ordine
Porsi domande sulle cause di malattia non
conviene affatto.
Porterebbe a un clamoroso divorzio con la
farmacologia, che oggi sguazza felice e
supernutrita, potendo praticare indisturbata e a
pieno ritmo il suo hobby preferito che è il
vampirismo commerciale, ovvero il succhiamento
delle risorse economiche dai mercati.
Porsi domande significherebbe capire che non è
il pancreas a fare le bizze, e a secernere meno
insulina, ma è piuttosto il sangue lento,
viscoso e lipotoxemico, ubriaco di B12 e di
cadaverina, ad impedire con la sua patologica
lentezza che l’insulina arrivi in tempo nei
punti nevralgici.
Chi sgarra finisce male
Porsi domande, significherebbe in altri termini
scivolare nel degrado infernale dell’igienismo,
dove nessuno ti sponsorizza e nessuno ti ricopre
più di banconote e di premi, di diplomi e di
regali, di cattedre e di riconoscimenti, di
viaggi-omaggio in località esotiche.
Significherebbe perdere tutti gli enormi
vantaggi che derivano dalla professione medica e
dall’appartenenza all’Ordine. Se qualche medico
non rispetta le regole, viene prontamente
defenestrato e radiato.
Vuoi diventare forse medico-igienista ? Va pure,
che ci ridiamo anche sopra ! E’l’ammonimento
dell’Ordine medico ai suoi adepti più irrequieti.
Il filone aureo del diabete mondiale - Guai se i
diabetici del pianeta Terra si mettessero in
testa di guarire.
Un miliardo di diabetici e quasi-diabetici
garantiscono un flusso enorme e continuo di
risorse, e costituiscono il piatto forte della
pirateria medico-farmaceutica, secondo forse al
solo filone degli ipertesi dove dominano le
statine e le eparine di maiale.
Sarebbe una catastrofe. Sarebbe la rovina per
cuochi, farmacisti e dietologi, per la
porco-economia e la bovino-economia.
Come può essere che un bambino nato sano si
ritrovi di punto in bianco con le Beta-cellule
distrutte ?
Meno domande si pongono in campo medico e meglio
è. Questa è la paradossale regola del gioco.
La patologia è in aumento verticale in tutto il
pianeta. Come mai il bambino nasce sano e, in
poco tempo, si ritrova con le Beta-cellule del
pancreas atrofizzate ?
Il ruolo rovinoso degli svezzamenti alto-proteici
e delle
vaccinazioni infantili
Non c’entrano forse gli svezzamenti innaturali a
base di proteine animali e di omogeneizzati
?
Non c’entrano forse le
vaccinazioni infantili
?
C’entrano SI.
Ma l’onere della prova sta a carico di chi
accusa. Fin quando non arrivano prove
sicure al 100%, l’assassino e lo stupratore sono
da considerarsi innocenti, e possono continuare
la loro opera di bene.
Le malattie
autoimmuni devastano in esclusiva il genere
umano
Si sa poi che le funzionalità delle
Beta-cellule, che inizialmente si rivela
esistere su livelli minimi, anziché svilupparsi
subisce una apparentemente inesplicabile e
misteriosa distruzione di tipo autoimmune.
Si sa pure che, come tutto ciò non bastasse, al
deficit di secrezione insulinica si associa una
secrezione di glucagone, che è l’ormone
antagonista dell’insulina.
E’ ovvio poi che
quanto detto per il diabete autoimmune giovanile
vale anche per l’enorme grappolo delle malattie
autoimmuni che tormentano e devastano, nota bene
in esclusiva, il solo genere umano.
Come mai non si trovano i mezzi per evidenziare
quello che già tutti sappiamo, e la smettiamo
finalmente di giocare a nascondino con le
terribili verità sulle malattie autoimmuni ?
Con tutti i miliardi gettati al vento per la
ricerca sul cancro, e per la promozione delle
pesti inventate dalla prima all’ultima, non si
trovano i mezzi economici per dimostrare che
tutte le malattie autoimmuni, dal Parkinson
all’Alzheimer, dalla SLA alle fibromalgie, dalle
allergie alle celiachie,
sono tutte
costruite nei primi anni
di vita, quando mediante la pediatria,
cioè il ramo più corrotto e
pericoloso
della medicina, si costringono i bambini umani
alle peggiori sopraffazioni e ai peggiori
avvelenamenti in atto sul pianeta ?
Si può forse pensare che il passaggio dal latte
di mamma (di formula naturale basso-proteico-zuccherina
identica a quella della frutta) allo svezzamento
verso l’omegeneizzato virulento e cadaverinico
sia priva di drammatici effetti scioccanti,
distruttivi, sballanti ed impazzenti per un
sistema immunitario infantile ultrasensibile e
in via di formazione ?
Troppi gli scheletri nell’armadio della
pediatria e della medicina. I grandi medici
Mendelsohn e Sandlers non erano sicuramente dei
pazzi. Siamo seri una buona volta. I soldi per
la salute non si trovano perché non si vogliono
trovare.
Troppi gli scheletri nell’armadio della
pediatria e della
medicina.
Il più grande e autoritario pediatra del mondo,
il dr Robert Mendelsohn, non era certo pazzo
quando invitò le mamme americane e del mondo a
stare molto alla larga dalla pediatria, se ci
tengono davvero a salvare i loro bambini, a
preservarli in salute. Uno dei più grandi e più
dimenticati medici americani, il celebre dr
Sandlers, quello della mia tesina
Il caso Sandlers e i conigli polio-resistenti,
del 30/4/09, non era per niente pazzo quando
dalla radio ammoniva le mamme di stare alla
larga dai latticini, dalle merendine, dai
lecca-lecca, dai gelatini e dalle cole, se
volevano davvero salvare i loro bambini dalla
poliomielite.
Servirebbero molti soldi per sovvenzionare
queste ricerche e capire meglio la situazione.
Perché mai farlo ? E chi ha i mezzi per farlo ?
Non chiedere mai al diavolo la prova della sua
cattiveria
Si può mai chiedere all’oste di sovvenzionare
una ricerca seria che dimostri la pericolosità
del vino, del caffè e della birra ?
Si può mai pretendere dai macellai, dai casari,
dai farmacisti, che vengano a fornirti le prove
dei loro misfatti a base di B12, di ferri-eme,
di Omega-3-ittici, di cadaverine, statine,
insuline ed eparine ?
Si può mai chiedere allo stato di sovvenzionare
una ricerca seria che dimostri la pericolosità
del fumo, quando tra i suoi monopoli ci sono
anche i tabacchi ?
Si può mai chiedere alla
Sanità
Nazionale, che tiene in deposito armamentari
a base di carissimi Tamiflu, di spendere
miliardi per dimostrare che le
vaccinazioni
portano dritte alle mine a scoppio
ritardato, alle malattie autoimmuni, e persino
alla demenza ?
Le confessioni e i silenzi disarmanti della
medicina - I manuali medici dicono e non dicono,
ammettono e non ammettono. Loquaci dove gli
comoda, misteriosi dove c’è dell’imbarazzo. La
loro laconicità è disarmante, sia sul diabete
che sulle malattie autoimmuni. A volte, le
confessioni mediche sono disarmanti, e ricordano
quelle dei serial killer che raccontano sereni e
innocenti al giudice il modo maniacale in cui
sgozzavano le loro vittime dopo averle
violentate.
Tre-quattro iniezioni di insulina al giorno e
tutto è risolto, peccato che quel mona di
Creatore abbia inventato pure l’ipoglicemia
Prendo quanto scrive il Nuovo Roversi (X
edizione, 2006), sponsorizzato dalla
Sanofi Aventis,
e ognuno si faccia poi le sue brave deduzioni.
La carenza di insulinizzazione epatica,
associata alla relativa iperglucagonemia che
l’accompagna, determina un aumento della
produzione endogena (a livello epatico e renale)
di glucosio, che porta iperglicemia.
L’iperglicemia a questo punto diventa cronica e
determina pure l’insorgenza autoimmune di
insulino-resistenza periferica mediante il
fenomeno della glucotossicità, un vero e proprio
circolo vizioso, alla fine del quale c’è lo
sviluppo della chetoacidosi diabetica e di altre
complicazioni del diabete mellito, tipo
retinopatia, nefropatia, neuropatia e
complicanze neurovascolari.
Tutte cose scongiurabili con 3-4 iniezioni di
insulina al giorno.
Peccato che tali miglioramenti del controllo
metabolico, basati su questi tamponi insulinici,
provochino una aumentata frequenza degli episodi
ipoglicemici gravi, limitando la percorribilità
di questa strada. Il fatto sconvolgente è che
questa strada si percorre, eccome si percorre.
Retinopatia e nefropatia arrivano come regali
extra, non di una malattia inventata ed
inesistente come il diabete, ma di una sindrome
grave e vera come il pesce-carnivorismo
diabetizzante
Se pensiamo che non esiste la malattia diabete,
ma solo la malattia diabetizzante di chi ha la
pessima tendenza a mangiar cadaveri di pesci,
granchi, volatili e quadrupedi, c’è di che
mangiarsi le unghie.
Molto ci sarebbe da dire sulle malattie
collaterali.
La retinopatia diabetica deriva da
microangiopatie che colpiscono i piccoli vasi
dell’organo ottico.
Il 15% dei ciechi, prima di perdere la vista,
hanno una storia di appartenenza alla scomoda
categoria dei diabetici, affetti da gravi
retinopatie.
Anche la nefropatia diabetica merita essere
citata, dopo che studiosi seri come Kimmelstiel
e Wilson hanno dimostrato come i noduli renali,
presenti nei glomeruli, non sono altro che spie
di una lesione renale causata dal diabete.
Una malattia davvero devastante, che nessun cibo
al mondo potrebbe mai giustificare
Nel diabetico poi, ogni ferita si trasforma in
ulcera suppurante, perché attraverso queste
ferite il corpo inquinato scarica le sostanze
velenose in più.
Mali di testa, pizzicorii, disturbi visivi e
debolezza generale sussistono nonostante il
grande appetito.
Il diabetico mangia e mangia, mentre l’organismo
suo non può assimilare perchè gli alimenti
introdotti nell’intestino si corrompono a causa
della febbre interna, sempre esistente nei
mangiatori di cibi non della specie.
I casi sono due. O la gente si è messa a
mangiare merda, confondendola con l’oro colato,
oppure le
vaccinazioni,
la pubblicità televisiva, e la maledizione di
Caino, hanno reso del tutto imbecille il
genere umano.
E’ venuto il momento per sgominare tutti i
business che producono il male, causano il male
e portano al male
E’ giusto dunque che la lotta al diabete, o
meglio al diabetismo-carnivoristico, sia
condotta col coltello tra i denti, senza la
minima pietà per chi bluffa e per chi erra, per
chi imbroglia e per chi fa presentemente la
foglia.
Il business dell’insulina va sgominato al più
presto, e con esso il business della carne e del
grasso, del farmaco e dell’eparina, dell’eutirox
e della statina, del vaccino e dei cibi assurdi
per l’infanzia, del caffè e di tutto il resto.
L’insulina causa di ipoglicemia. Tappi una falla
e ne apri un’altra.
La chetoacidosi diabetica è una delle urgenze
più comuni del diabete mellito di tipo 1, ed è
caratterizzata da ipoglicemia associata a
chetonuria, con sintomi tipo polidipsia,
piressia, disidratazione, stato confusionale,
coma.
L’ipoglicemia del diabete tipo 1 è sempre
determinata da una eccessiva somministrazione di
insulina.
Le terapie insuliniche rallentano dunque
l’evoluzione delle citate complicanze
iperglicemiche, ma aumentano nel contempo i
rischi di eventi ipoglicemici, a dimostrazione
che la salute umana non si protegge operando sui
sintomi e sugli sbalzi dei valori, ma sempre e
solo mediante il riequilibrio globale della
situazione, essendo la salute stessa sinonimo di
niente altro se non di equilibrio.
In tutti i tipi di diabete, pancreas e insulina
non c’entrano per niente - Nel diabete tipo 2,
quello degli adulti, la situazione è
praticamente la stessa. Il pancreas e l’insulina
non c’entrano per niente.
Tutti i problemi stanno piuttosto nella scarsa
capacità del fegato umano di metabolizzare i
grassi, per cui chi mangia carne e pesce e
crostacei e formaggi e uova, si ritrova coi vasi
sanguigni e coi capillari ricoperti da una
pellicola impermeabile di grasso.
Questa pellicola rende difficile il passaggio
degli zuccheri dal sangue alle cellule, rese nel
frattempo affamate dalla penuria del loro
carburante zuccherino.
I grassi nel corpo umano ne combinano di cotte
e di crude. Le cellule
umane vengono messe in sofferenza e in fame
dall’imbecillità umana del latte-ovo-pesce,
carnivorismo.
In pratica i grassi entrati abusivamente in un
corpo incapace di assimilarli, si comportano da
lanzichenecchi e modificano la chimica interna
del sangue, costringendo il pancreas a
rallentare intelligentemente la sua secrezione
di insulina.
Il pancreas non è altro che un supercarburatore
dotato di sensori e di collegamenti col
direttore d’orchestra chiamato ipotalamo. Va
dunque a frenare la sua insulina a fin di bene,
in quanto lavora in sinergia con le cellule
affamate.
Il suo tirarsi indietro, o addirittura il suo
secernere glucagone (anti-insulina), rende il
sangue più zuccherino ancora, e quindi più
adatto a trovare un pertugio verso le cellule
messe in sofferenza alimentare dall’imbecillità
umana del latte-ovo-pescecarnivorismo.
Una cosa terribile e mai citata: le terapie
antiglicemiche causano cancro alla vescica. Non
abbiamo poi detto un’altra cosa sconvolgente.
Una cosa che i pediatri di regime e i manuali
medici si guardano bene dal citare.
Tutte le terapie intese ad abbassare il tasso di
zucchero nel sangue con iniezioni di insulina, e
con altre sostanze chimiche antiglicemiche,
provocano cancro alla vescica negli anni
successivi !
Se la gente conoscesse in anticipo i dolori e la
via crucis che un apparato
renale-prostatico-sessuale-vescicale comporta,
starebbe chilometri lontano da queste pratiche e
da questi prodotti.
Dare delle sostanze che abbassano da un lato il
tasso di zucchero nel sangue e nelle urine, e
che poi diventano fatali per milioni di persone,
è dunque una pratica come minimo idiota e
irresponsabile. Ma il cerchio si chiude e trova
una spiegazione logica.
La demenzialità medica di abbassare lo zucchero
nel sangue
Dare delle sostanze che abbassano il tasso di
zucchero è un trattamento assolutamente
demenziale, soprattutto pensando che esistono
ottime alternative semplici, economiche e prive
di effetti collaterali.
Una dieta crudista-vegana-fruttariana, come
quella che vado suggerendo da tempo, dove
abbondi l’olio di oliva extravergine spremuto a
freddo, ma anche gli oli di
girasole-mais-vinacciolo (sempre spremuti a
freddo), dove siano presenti l’avocado, le
mandorle e i pinoli, e dove siano banditi i
grassi animali, il burro, le margarine, la
ricotta, i formaggi, gli alcolici, il caffè, il
the, le cole, le bevande dolcificate, i Redbull,
i prodotti alimentari industriali carichi di
grassi, di zucchero e di sale, di aspartame e di
msg (glutammato monosodico), di vitamine
sintetiche e integratori, di additivi vari, e
qualsiasi diabetico di tipo 2 guarisce nel giro
di pochi mesi, garantito al 100 percento.
I
filoni d’oro del presidio
chirurgico-farmaceutico
I drammi renali, prostatici e vescicali,
rappresentano un altro presidio
chirurgico-farmaceutico, un altro filone d’oro
del potere che prolifera e gioisce sulle spalle
delle disgraziate vittime del pianeta Terra.
Col miliardo di diabetici diffusi in ogni angolo
del globo c’è lavoro assicurato per sempre, e
una colossale rendita garantita a vita.
Somministrare trattamenti farmaceutici che
durano non per una settimana, ma per tutta la
vita, è sempre stato il sogno massimo della
Bayer, della
Sanofi
Aventis, e degli altri
marpioni del
farmaco.
Guai pensare che esista la salute fuori dal
bisturi, fuori dai
farmaci e
dai
vaccini
Guai se i diabetici apprendessero che si può
recuperare la normalità senza insulina, e magari
guarendo.
Guai se gli ipertesi decidessero di rilassarsi
senza le statine.
Guai se i cancerosi scoprissero il modo di
sciogliere i propri tumori coi digiuni e l’acqua
distillata.
Guai se le donne imparassero a liberarsi dalla
schiavitù dell’eutirox.
Guai se gli emoviscosi dal sangue intossicato e
acidificato capissero che si può vivere anche
senza il Coumadin, fluidificando il sangue coi
succhi d’arancia e il centrifugato di carote.
Guai senza goldoni e senza Viagra
Guai se gli amanti tornassero alle buone
abitudini di un tempo, scambiandosi dolcezze e
liquidi senza paura, senza goldoni e senza
Viagra.
Sarebbe la fine di un sogno dorato. Sarebbe la
fine della pacchia. Sarebbe la fine di
Frankenstein !
E il mondo tornerebbe a mangiare patate.
Ma un nuovo tipo di patate. Patate di lusso.
Seminate, coltivate e raccolte in persona da
nuovi contadini, tutti dotati regolarmente di
laurea in medicina.
Nel campo dei pochi ma buoni, dove l’allevamento
e l’industria, la medicina e la farmacologia,
l’economia e la politica, si integrano e si
compenetrano
Siamo nel campo della farmacologia collegata
agli allevamenti di bestiame, stracarichi di
proteine nobili, di B12, di ferro-eme, di
eparine, di insuline, di Viagra, di melammine,
di statine, di steroidi e di eutiroidi. Nel
campo dell’Aids e dell’herpes, della blenorragia
e della sifilide, delle pesti bubboniche,
asiatiche, aviarie, messicane e papillarie.
Siamo nel campo minato del
potere, nel presidio
ristretto di
Rockefeller, Bill Clinton,
Bill
Gates, George Soros, David Rumsfeld, e dei
soliti nomi che già conosciamo, e continuano con
la Pfizer e la Glaxo, la
Monsanto e la
Smithfield, la Robbins e la
Colgate, la
Coca-Cola e la McDonald’s, la Parmalat e la
Cremonini, la Star e la Illy, la Marlboro e la
PhilipMorris, la Kraft e la RedBull, la Danone e
la Nestlé.
La natura non può mai operare a nostro danno, se
la lasciamo lavorare in pace
Tornando al diabete e all’espulsione di zucchero
nel sangue e nelle urine, ci sono altre
considerazioni da fare.
Dato che la natura umana è sorretta da leggi
immutabili che ne governano l’esistenza, essa
non può mai operare a nostro danno.
Se un corpo espelle lo zucchero è perché le sue
strutture, in quel momento e in quelle
circostanze, non sono in grado di utilizzare
tale prodotto, per cui la sua presenza ulteriore
nell’organismo potrebbe fare danni ancora
peggiori.
Accusando un avanzato stato di acidità del
sangue, collegato ai grassi e alle proteine
animali disgraziatamente introdotte che hanno
causato fermentazioni putride nell’intestino,
l’organismo si vede obbligato ad espellere lo
zucchero.
I sintomi sono sempre positivi e hanno sempre
una loro logica consequenziale o difensiva.
La lotta ai sintomi denota invece evidenti
carenze di materia grigia e di scienza.
Quello zucchero, con l’inevitabile febbre
interna-intestinale compagna delle
putro-fermentazioni, verrebbe infatti ad
aumentare ed aggravare il processo di
fermentazione in corso.
Ecco spiegato il motivo per cui l’eliminazione
di zucchero nei diabetici è un fenomeno logico
ed approvabile. Assai meno logica e
comprensibile è invece la soppressione di tale
difesa mediante droghe, farmaci, ormoni estranei
tipo l’insulina sintetica o di maiale.
L’unica azione che si può intraprendere è quella
di normalizzare la causa vera del disordine,
quella che deriva essenzialmente dalla
deficiente e imperfetta digestione delle
porcherie animali introdotte.
A
quel punto è prioritario rinfrescare tutto
l’apparato digerente. Chi sceglie di vivere sano,
o chi ha la fortuna di vivere sano, non viene
sfiorato da questi problemi
Le vittime del diabete si annoverano infatti fra
le persone che abusano a tavola, fra quelle che
privano il loro corpo dell’indispensabile
eservizio fisico, fra quelli che non godono del
beneficio dell’aria pura e del sole, fra coloro
che si vestono troppo e non sudano mai,
dimenticando che la pelle è un organo che deve
traspirare e respirare, prendere aria e
catturare energia elettromagnetica, libero da
vestiti avvolgenti e libero da puttanate varie,
tipo creme, maschere, piercing e tatuaggi.
Fra la gente di campagna e quella di montagna il
diabete è malattia generalmente sconosciuta.
Fra le popolazioni che vivono all’aria pura,
muovendosi intensamente, traspirando di più,
alimentandosi in modo frugale e intelligente, il
diabete non esiste.
L’elefante medicale nella casa degli specchi
Per far sparire lo zucchero dall’urina, la
medicina le combina davvero grosse.
Prima cosa, terrorizza i malati, prospettando
loro scenari spaventosi, secondo i soliti schemi
secondo cui uomo spaventato è uomo medicalizzato.
Seconda cosa, ricorre al tragico rituale
farmacologico, che comporta gravissimi danni
collaterali, dipendenza dal farmaco e
disabilitazione del pancreas a produrre la sua
insulina.
Terza cosa, ed è forse la più grave di tutte,
prescrive un regime di alimentazione
antinaturale, sopprimendo gli alimenti che
possono apportare zucchero, sostituendoli con
carne, pesce, formaggi e con sostanze
concentrate, provocando così una maggiore
intossicazione del povero paziente, e una
trasformazione del medesimo in diabetico cronico.
L’acidificazione diabetica si supera
ristabilendo la normalità digestiva
Ribadiamo ancora di più che un regime alimentare
vegetariano e crudista, con tanta frutta
preferibilmente acquosa e succosa, con insalate
miste di verdura e ortaggi, completate da semi
tipo noci e mandorle, è il mezzo migliore per
debellare questa malattie e sanare del tutto il
malato.
In fin dei conti il diabete è una malattia da
acidificazione, che si supera ristabilendo la
normalità digestiva, e quindi ricreando sangue
puro e non sangue intossicato.
Gli elementi indispensabili per ritrasformare il
diabetico in persona normale, ovvero la Cura
Naturale senza
farmaci !
Gli alimenti più convenienti per il diabetico
sono tutti allo stato crudo e comprendono
l’avocado, le mele, l’ananas, la papaia, il
mango, le fragole, le arance, le nespole, le
ciliegie, le noci, le mandorle, le nocciole, le
olive (non troppo salate), tutti gli ortaggi di
stagione, tipo asparagi, carciofi, funghi,
cavoli, verze, cavolfiori, sedano, lattuga,
spinaci, tarassaco, crescione, valeriana,
fagiolini freschi, piselli, erbette, fave
fresche, patate, cicoria, e così via.
Nella fase iniziale di riappropriazione del
diritto alla frutta, sarà meglio puntare ai
frutti più acidognoli e succosi, lasciando fuori
la frutta dolce nella sola versione secca, tipo
uvetta, prugne, albicocche, fichi, datteri.
Datteri freschi, fichi freschi, susine, e uva
presa dai tralci, vanno invece benissimo.
L’unico cibo approvato senza riserve sia dal
Creatore che dal nostro apparato
gastrointestinale
Un po’ di prudenza e di limiti con le banane e
coi cachi.
La frutta ha la grande qualità di entrare nel
regime dietetico come alimento equilibrato e
completo, portando freschezza e vitamine vere, e
soprattutto il cibo più importante dell’umanità,
che nessun medico, nessun dietologo, nessun
pediatra ha mai citato nella sua bocca stracolma
di puzzolente schifezza B12.
Intendo quel vero e unico carburante approvato
senza riserve dal Dio creatore e dal nostro
organismo, che si chiama acqua biologica
strutturata, ovvero succo zuccherino appena
spremuto.
Molto consigliati sono gli agrumi, i succhi di
arancia e di pompelmo, che alcalinizzano,
vitaminizzano, mineralizzano e regalano effetti
diuretici e rinfrescanti.
Il diabetico normalizzato (Conferenza di Bergamo
del 29 maggio)
Troppi medici e troppi terapeuti giocano a fare
gli Atkins e gli Zonisti, a fare cioè gli
Azzeccagarbugli della situazione
Ma per essere davvero fuori dai problemi, serve
sempre l’OK da parte del proprio sistema
immunitario.
I medici sistematori dei valori sono dei veri
Azzeccagarbugli, abili a sistemare il colpo a
destra e quello a manca, e a dire ce l’ho fatta,
ma non a dare l’equilibrio stabile di lungo
periodo. Quel medico ha giocato a fare un po’
l’Atkins e il Sears della situazione.
Troppo facile mandar fuori acque stanche e adipi
non consolidati
L’unico equilibrio valido e significativo è
quello derivante da un sangue fluido e
scorrevole, alcalino al punto giusto.
L’unico equilibrio valido e significativo è
quello di un corpo privo di grasso e di acque
stanche, ma privo anche di scorie tossiche, di
vitamine sintetiche e minerali inorganici
inutilizzati, di vecchie incrostazioni in zona
colon, di materiale inquinante depositato nei
diverticoli del colon, di vecchie caffeine e
cadaverine racchiuse nelle cellule adipose, di
acidi urici ben nascosti tra gli anfratti
dell’organismo.
Tutte cose che il medico non ha considerato, non
ha previsto, non ha espulso, lasciandogliele
all’interno a corrodere organi e mucose, e a
rallentare la sua circolazione sanguigna e
linfatica.
La sponsorizzazione della Dea Veritas e dei
lettori/lettrici che mi seguono
A questo punto chiedo ai lettori di diffondere
questo documento in tutti i modi possibili. Non
vado in cerca di editori e di riviste, pur
potendo contare su ottimi amici nel settore.
Quando un problema è urgentissimo, non si
possono aspettare gli 8 mesi che servono per
realizzare un nuovo libro.
Preferisco a questo punto farmi sponsorizzare
dalla Dea Veritas e dagli amici che mi seguono.
Un Paradiso pieno di donzelle in vena di farlo
Il mio caro amico generale Pippo Cicirata ha
chiesto al suo pubblico di Bergamo e dintorni,
ma anche a quello d’Italia, di leggere il suo
libro Posso tenderti una mano ? perché, giunto
agli anni 80, vuole fare del bene e andare in
Paradiso.
Io chiedo ai miei lettori di diffondere questa
tesina non per vanità o per altre motivazioni
strane, ma perché anch’io voglio andare in
Paradiso, sperando di trovarci tante belle
donzelle cariche di sano e bucolico erotismo, e
di voglia autentica di farlo, prive cioè di
secondi e terzi e quarti scopi.
Non dobbiamo rimandare necessariamente a domani
Ma, attenzione generale Cicirata, il Paradiso
noi lo meritiamo anche qui in Terra, nella
misura in cui realizziamo qualcosa di utile per
il pubblico.
Saremo anche dei mezzi relitti a livello osseo,
ma la grinta dei 20 anni ce l’abbiamo ancora,
anche se le nostre rispettive compagne si
guardano bene dal leggere una nostra riga o dal
regalarci una soddisfazione di troppo.
Non rimandiamo a domani quello che possiamo
ottenere anche oggi.
By Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e
ABIN-Bergamo
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Questo articolo vi farà
arrabbiare, gli inganni non fanno piacere,
soprattutto quando sono preposti a tenerci
ammalati a scopo di lucro, pur essendoci la cura.
In questo articolo informazioni su cosa è il
diffusissimo diabete di tipo 2, quali patologie
da origine, la sua storia nascosta al pubblico e
soprattutto la cura che lo guarisce senza fallo
con il 100% di successi e con la guarigione
dalle patologie indotte da tale malattia.
Se siete un diabetico il vostro medico non vi
dirà mai che è curabile nella maggior parte dei
casi, se solo nominate la parola cura
probabilmente si irriterà, in quanto la sua
preparazione medica contempla solo la parola
trattamento, per lui la parola cura non esiste.
Il diabete nella sua forma epidemica moderna è
curabile da almeno 40 anni. Nel 2001 negli USA
sono morti 934.550 per sintomi fuori controllo
di tale malattia.
Il vostro medico inoltre non vi dirà che un
tempo gli infarti, sia ischemici che emorragici,
i colpi apoplettici dovuti a neuropatie, gli
eventi coronarici sia ischemici che emorragici,
obesità, arteriosclerosi, alta pressione, alti
livelli di colesterolo e trigliceridi,
impotenza, la retinopatia, l'insufficienza
renale ed epatica, la sindrome policistica
ovarico, alti livelli sanguigni di zucchero, la
candidosi sistemica, un compromesso metabolismo
dei carboidrati e/o dei grassi, difficoltà di
cicatrizzazione, neuropatie periferiche, nonché
altrettanti disordini epidemici dei giorni
nostri, un tempo venivano spesso considerati
niente altro che sintomi del diabete, e curati
curando il diabete di tipo 2.
Se vi ammalate di diabete e vi affidate al
trattamento medico tradizionale prima o poi con
il peggioramento della malattia sperimenterete
uno o più dei suoi sintomi. Attualmente è prassi
comune fare riferimento a tali sintomatologie
come fossero affezioni indipendenti e
separabili, a cui corrispondono trattamenti
separati e non collegati tra di loro,
somministrati da specialisti in concorrenza fra
di loro.
E' vero che molti di questi sintomi possono
derivare, come talvolta capita, da altre cause,
ad ogni modo è altrettanto vero che tale aspetto
è stato impiegato per giustificare inefficaci e
costosi trattamenti dei sintomi in questione.
Il diabete di tipo 2 è curabile, una volta
terminato di leggere il presente articolo ve ne
sarete resi conto.
Attualmente l'industria del diabete rappresenta
una cospicua comunità, che nel corso degli anni
è riuscita a mettere a tacere in modo esemplare
le voci contrastanti che cercano di evidenziare
la frode che sta alla base della moderna cura
della malattia che è diventata quasi una
religione e che dipende fortemente dalla fede
dei suoi credenti tale da rendere quasi blasfema
la sola ipotesi che l'affabile medico, nella
maggioranza dei casi è solo un ciarlatano e un
truffatore, nella maggior parte dei casi costui
non ha mai curato un solo caso di diabete in
tutta la sua carriera.
L'influenza politica e finanziaria di questa
comunità medica ha sovvertito la realtà delle
cose e domina l'intero settore controllando
virtualmente in tutto e per tutto ogni documento
pubblicato sull'argomento diabete. Se mai le
persone verranno a conoscenza della cura del
diabete che esiste da 40 anni, l'intero settore
crolla, ma è pura utopia il pensarlo. Da oltre
40 anni la ricerca medica dimostra coerentemente
e con sempre maggiore chiarezza che il diabete è
una malattia degenerativa provocata direttamente
da forniture alimentari industriali improntate
al profitto piuttosto che alla salute.
Trattamento medico convenzionale
Il moderno trattamento medico ortodosso prevede
la somministrazione di agenti ipoglicemici orali
che rientrano in 5 classificazioni o insulina.
Biguanidi, inibitori della glucosidase,
meglitinidi, sulfoniluree, tiazolidinetdioni.
Alcuni stimolano la produzione di insulina,
ampiamente ignorando il fatto che un elevato
livello di insulina sia dannoso quasi quanto un
elevato livello di glucosio, altri sono famosi
per provocare il cancro al fegato.
Insulina
Oggi si prescrive l'insulina per entrambi i tipi
di diabete tipo 1 e tipo 2, essa diviene con il
tempo come una droga.
L'insulina
sostituisce quella che l'organismo non produce
più.
Questo trattamento per quanto necessario per
preservare la vita ai diabetici di tipo 1, è
tuttavia assai discutibile quando somministrato
ai diabetici di tipo 2.
E' importante
sottolineare che né l'insulina né alcuno di
questi agenti ipoglicemici orali esercita alcuna
azione terapeutica su qualsivoglia tipo di
diabete.
Nessuna di queste strategie è
progettata per normalizzare l'assorbimento
cellulare di glucosio da parte delle cellule che
ne abbisognano per alimentare la propria
attività.
La prognosi con questo trattamento ortodosso è
crescente invalidità e morte prematura,
determinate da infarto o insufficienza renale,
oppure dal collasso di qualche altro organo
vitale.
Terapie mediche alternative, diabete di tipo 1.
Per tale patologia è ora disponibile una
metodologia di cura alternativa, elaborata nei
moderni ospedali di Madras in India, già
sottoposta a rigorosi studi a doppio cieco per
attestarne l'efficacia, essa verte sul
ripristino della normale funzione delle cellule
beta del pancreas, di modo che tale organo sia
nuovamente in grado di produrre insulina così
come dovrebbe. Questo approccio si è
apparentemente dimostrato capace di curare il
diabete di tipo 1 in oltre il 60% dei soggetti.
Per le ragioni economiche esaminate questa
metodologia ha scarse probabilità di fare la sua
compara in occidente, in quanto curando
definitivamente mina i lucrosi affari
dell'industria del diabete.
Terapie mediche alternative, che funzionano e
guariscono, il diabete
di tipo 2.
Lo scopo di qualsiasi efficace programma
alternativo è quello di riparare e ripristinare
il meccanismo di controllo sangue-zucchero
proprio dell'organismo, è il suo funzionamento
compromesso che con il tempo determina
direttamente tutti i numerosi sintomi
debilitanti, che rendono il trattamento
ortodosso così economicamente redditizio. Per
quanto riguarda il diabete di tipo 2, le fasi in
programma sono.
1 - Riparare il sistema di controllo
sangue-zucchero compromesso.
Ciò viene realizzato semplicemente sostituendo
grassi ed oli sani, salutari e puri al mix
trans-isomero (olio di semi) dall'aspetto puro
ma in realtà tossico, presente in allettanti
contenitori colorati sugli scaffali dei
supermercati. Consumare solo olio di lino, olio
di pesce ed occasionalmente olio di fegato di
merluzzo, sino a quando lo zucchero sanguigno
non inizia a stabilizzarsi; dopodiché aggiungere
oli sani come: burro, olio di cocco, olio di
oliva, e grassi animali puri.
Leggere le etichette e rifiutarsi di assumere
economici oli di scarsa qualità quando sono
presenti negli alimenti lavorati o nei menù dei
ristoranti. I diabetici presentano una carenza
cronica di minerali, quindi è necessario che
aggiungano alla propria dieta integratori
minerali ad ampio spettro e di buona qualità.
2 -Controllare manualmente il rapporto
sangue-zucchero durante il ciclo di recupero.
Sotto supervisione medica, interrompere
gradualmente l'assunzione di tutti gli agenti
ipoglicemici orali e di tutti i farmaci
supplementari somministrati per contrastare gli
effetti collaterali. Sviluppare un controllo
naturale del sangue-zucchero tramite l'impiego
di comprese glicemiche, il consumo di pasti
leggeri e frequenti (comprendenti alimenti
ricchi di fibre), regolare esercizio fisico dopo
i pasti, la totale astensione da tutti gli
zuccheri. Evitare il consumo di alcol sino a
quando lo zucchero sanguigno non sia rientrato
stabilmente nei parametri normali. Registrare i
valori tramite un misuratore di glucosio ad ago,
annotare su un diario medico tutto quello che si
fa.
3 - Ripristinare un adeguato equilibrio di
grassi ed oli salutari allorquando il meccanismo
di controllo sangue-zucchero funziona
nuovamente.
Eliminare in modo permanente dalla dieta tutti i
grassi e oli economici, tossici e di scarsa
qualità, nonché gli alimenti lavorati e i piatti
dei ristoranti che li contengono. Quando il
meccanismo di controllo del sangue-zucchero
riprende a funzionare correttamente, integrare
gradualmente la dieta con ulteriori alimenti
sani.
Controllare gli effetti di questi ultimi
monitorando i livelli di zucchero sanguigno con
l'apposito attrezzo ad ago. Ricordarsi di
registrare tutto.
4 - Continuare il programma sino a quando non
siano ripristinati anche i valori normali
dell'insulina.
Una volta che i livelli di zucchero saranno
rientrati nella gamma ordinaria, il pancreas
smetterà gradualmente di produrre insulina in
eccesso, Questo processo richiede un periodo un
po' più lungo e lo si può testare facendo
inviare dal vostro medico un campione del vostro
sangue ad un laboratori di analisi per
determinare l'insulina nel siero. Una buona
prassi è di attendere un paio di mesi dopo che
il controllo dello zucchero sanguigno si è
ripristinato.
5 - Riparare separatamente i danni collaterali
provocati dalla
malattia.
I problemi vascolari determinati da un elevato
livello cronico di glucosio generalmente si
risolveranno da sé senza sforzo cosciente.
Gli effetti della retinopatia e della neuropatia
periferica, solitamente si riparano da sé, I
danni ai reni di solito non si riparano da sé. I
danni vascolari ed alle arterie determinati da
anni di elevato tasso di zucchero e insulina,
regrediranno lentamente grazie ad una dieta
appropriata e sana, tuttavia ripulire le arterie
in questo modo può richiedere molti anni. Il
danno alle arterie può essere corretto molto più
velocemente ricorrendo ad una terapia di
chelazione intravenosa, che nell'80% dei casi si
sistema in sei mesi.
Ovviamente non aspettatevi che il vostro medico
per ovvi motivi la approvi, in particolar modo
se è uno specialista in cardiologia.
6 - Tempi di recupero.
La prognosi solitamente prevede un rapido
recupero dalla malattia ed il ripristino di un
normale stato di salute e di energia nell'arco
di alcuni mesi, un anno o anche più. Il tempo
richiesto dipende da quanto a lungo si è
permesso alla malattia di svilupparsi.
Per chi interviene precocemente i tempi di
recupero sono di alcuni mesi o anche meno. Per
coloro che soffrono della malattia da molti
anni, i tempi di recupero potrebbero estendersi
ad un anno o anche più.
vedi:
Diabete Mellito 2
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