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Il Diabete si cura con le patate !!!
Decenni di ricerca buttati e miliardi di dollari spesi
inutilmente !
Portate in occidente da Colombo, le patate vennero
inizialmente utilizzate solamente come pianta da giardino. I
francesi, fino al 1780, le esclusero addirittura dalle loro
tavole perché convinti che causassero la lebbra.
Oggi, invece, oltre ai loro molteplici utilizzi
gastronomici, sono impiegate anche in ambito medico: è stato
dimostrato infatti che l'estratto della buccia della patata
Caiapo (originaria del Sud America, ma estensivamente
coltivata in Giappone) ha effetti benefici sul diabete.
"Nei tre anni trascorsi dalla pubblicazione delle evidenze
sperimentali che il Caiapo ha effetti benefici sul
metabolismo del glucosio in diabetici (di tipo 2", spiega
Giovanni Pacini, dell'Istituto di ingegneria biomedica (Isib)
del Consiglio nazionale delle ricerche di Padova, "
abbiamo continuato a investigare i possibili fattori che
caratterizzano l'effetto della patata sui vari meccanismi
fisiologici e in particolare sull'aumento dell'insulino
sensibilità e sulla diminuzione della emoglobina glicata in
soggetti diabetici. La prima rappresenta la capacità
dell'insulina di favorire la scomparsa di glucosio dal
sangue; la seconda, quando diminuisce, dimostra buon
controllo glicemico da parte del diabetico”.
In un ulteriore studio, eseguito in collaborazione con il
professor Bernhard Ludvik dell'Università di Vienna e con il
professor Markolf Hanefeld di Dresda, abbiamo studiato il
possibile legame fra la somministrazione di Caiapo e le
variazioni di alcune sostanze ritenute molto importanti per
lo stato metabolico del diabetico. In particolare, si sono
valutati: l'adiponectina, il fibrinogeno e la proteina C
reattiva (Crp).
Questo ulteriore studio ha dimostrato che il miglioramento
dello stato metabolico nei diabetici che hanno usato Caiapo
può essere dovuto a un incremento della adiponectina. Questa
proteina (ormone), recentemente scoperta (1995-96), è
secreta dalle cellule adipose e modula la regolazione di
glucosio e dei grassi. Comunque, anche le osservate
riduzioni di fibrinogeno e di Crp sono molto importanti, in
quanto si tratta di fattori di infiammazione strettamente
legati a eventi cardiaci e quindi, se ulteriormente
approfonditi, questi studi potrebbero evidenziare che il
Caiapo può prevenire le coronaropatie acute".
Queste ricerche condotte dal Cnr e altre in tutto il mondo
lasciano ben sperare se non per una cura, almeno per un
miglioramento della vita dei diabetici di tipo 2 (non-insulino
dipendente), che secondo time dell'Organizzazione mondiale
della sanità raggiungeranno nel mondo, nel 2010 la cifra di
circa 215 milioni con costi sociali elevatissimi.
By Michele La Porta
Fonte: Giovanni Pacini, Istituto di ingegneria biomedica del
Cnr, Padova, e-mail:
Giovanni.Pacini@isib.cnr.it
ORTICA (Urtica
dioitica L.) Pianta
Migliore degli spinaci è un ottimo depuratore del sangue, disintossica il fegato,
utile per i diabetici, diuretica favorisce leliminazione degli acidi urici, stimola
la secrezione pancreatica, utile nella gotta, nei reumatismi, artrite e nella renella.
Ortica
reale, Galeopsis Dubia Leers, indicata nella cura dei catarri
bronchiali (25gr. in 1 lt. di acqua, 1-2 tazze al di) decongestiona i
bronchi ed allevia la tosse.
Azione anti anemica lieve ed ipoglicemizzante.
Fortifica la crescita e lorganismo. Tonico nei convalescenti, vecchi e negli
anemici. Utile in tutte le affezioni cutanee.
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Il diabete e' in crescita anche fra i ragazzi, come
mai ? la risposta e' che TUTTI i
Vaccini,
oltre a produrre
immunodepresione e
mutazioni genetiche
occulte e trasmissibili alla prole, destabilizzano
oltre al
sistema immunitario e nervoso, anche il
pH della
digestione + alterazione della
flora batterica
intestinale, con conseguente
infiammazione ed
intossicazione del
fegato, pancreas, reni, determinando come
conseguenza, NON solo per gli stili di vita errati,
il diabete, anche e NON solo, nei ragazzi e nei
giovani.
Cio' significa che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH
digestivo e e della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto
a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.
Vaccinarsi è sempre un
grave rischio !
Il vaccino per l'epatite
B puo' aumentare il rischio di diabete del tipo
1.
Una ricerca italiana, presentata al meeting annuale
dell'American Diabetes Association, ha
dimostrato che esiste una
relazione tra il vaccino e l'insorgenza della
malattia.
Si tratta di uno studio molto ampio, nel quale si
sono presi in considerazione ben 300.000 bambini,
la metà dei quali era stata vaccinata contro
l'epatite B nei primi tre mesi di vita. In media 34
bambini su 100.000 si ammalano di diabete insulino
dipendente; tra i giovani vaccinati questo numero
sale fino a 46 su 100.000.
Tratto dal: Meeting annuale dell'American Diabetes
Association
CommentoNdR: Quello che non si vuole dire e'
che i figli dei vaccinati sono soggetti molto a
rischio anche per questa malattia
Bibliografia:
Polster H, "Diabete insipidus dopo la vaccinazione
per la varicella", Z Aerztl Fortbild (Jena), 1
aprile 1966, 60:429-432
Sinaniotis, "Diabete mellitus a seguito della
vaccinazione antiparotite", Arc Dis Child, 1975,
50:749.66
Patan, "Grave diabete mellitus post-vaccinale", Ter
Arkh, luglio 1968, 40:117-118
Classen JB, "La modalità temporale della
vaccinazione ha un effetto sullo sviluppo del
diabete in roditori", Autoimmunity, 1996, 24:137-145
Classen JB, "Epidemia di diabete e vaccinazioni
anti-epatite B", N Z Med J, 109(1030):366, 27 sett.
1996
Classen JB, "Vaccinazione infantile e diabete
mellitus", N Z Med J, 109(1022):195, 24 maggio 1996
Poutasi K, "Vaccinazioni e diabete", N Z Med J., 26
luglio 1996;109(1026):283
Dokheel TM, "Una epidemia di diabete infantile negli
Stati Uniti? I dati raccolti", Diabetes Care, 1993,
16:1606-1611
Parent ME, "Vaccinazioni con Bacille Calmette-Guerin
ed incidenza di diabete mellitus a Montreal,
Canada", Diabetes Care, maggio 1997; 20(5):767-772
House DV, Winter WE, "Diabete autoimmune. Ruolo dei
markers di auto-antigeni nella predizione e
prevenzione del diabete mellitus," Clin Lab Med,
sett. 1997, 17(3):499-545
Zeigler M, "Auto-anticorpi nel diabete mellitus di
tipo 1", Z Arztl Fortbild (Jena), agosto 1994;
88(7-8):561-5
Anche un immunologo della Classen Immunotherapies di
Baltimora ha pubblicato recentemente una ricerca
sulla prestigiosa rivista BMJ secondo la quale il
diabete infantile insulina dipendente sia
strettamente correlato ad una serie di vaccinazioni,
tra cui quelle per l'epatiteB, meningite, parotite,
rosolia ed altre.
Altri interessanti sviluppi sul sito
http://www.vaccines.net, by Classen Immunotherapies,
Inc. 6517 Montrose Avenue, Baltimore, Maryland 21212
- U.S.A.
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Incolpate le ultime
vaccinazioni
dell'aumento di diabete tipo 1 - Diabete
dai vaccini
+
Epidemie di Diabete
L'incidenza del diabete
tipo 1 è cresciuta drammaticamente tra i bambini
americani ed europei. Ci sono molte teorie su quanto
sta succedendo, ma una in particolare sta
riscuotendo un certo interesse da parte dei media,
cioè che l'aumento potrebbe essere collegato con i
tempi di vaccinazione dei bambini. Gli esperti
affermano che i dati non supportano questa teoria,
per quanto su di essa stiano iniziando i primi
studi.
Nella Allegheny County,
Pa., che ha il più vecchio registro del diabete tipo
1 esistente in America, l'incidenza della malattia
era stabile a 12 casi per 100.000 tra la popolazione
di età compresa tra 0 e 19 anni dal 1965 fino a metà
degli anni 80.
Attorno al 1985 il tasso è salito fino al 18-19 per
100.000. Da allora al 1994 risulta essere cresciuta
ancora, secondo Ronald LaPorte, Ph.D., che sorveglia
il registro.
Particolarmente
preoccupante è la crescita “straordinaria” tra la
popolazione afro-americana, che in passato ha avuto
un tasso di crescita del diabete tipo 1 inferiore a
quello dei bianchi. Durante gli anni 70 ed 80, circa
7-8 neri per 100.000 in età compresa tra 0 e 19 anni
sviluppavano diabete tipo 1. A metà degli anni 80,
l'incidenza è salita all'11 per 100.000.
Ora, per la prima volta,
l'incidenza tra gli Afro-Americani, maschi in
particolare, è leggermente più alta che tra i
bianchi.
Ma il diabete tipo 1 è in crescita anche tra i
bianchi, ha riferito al giornale (n.d.r.:Pediatric
News) il dott. LaPorta, professore di epidemiologia
alla University of Pittburg. Altri registri
statunitensi, esistenti solo da 15 anni, sembra che
rispecchino tale andamento anche tra le altre
nazioni.
Dati europei a lungo
termine mostrano lo stesso fenomeno: in Finlandia,
per esempio, che ha il maggior tasso di diabete tipo
1, l'incidenza è cresciuta dal 12 per 100.000
bambini di età compresa tra 0 e 15 anni nel 1953 a
38 nel 1986, e a 45 nel 1996.
In Europa l'incidenza di diabete tipo 1 è aumentata
di circa il 2-3% per anno, mentre negli Stati Uniti
è “probabilmente leggermente più alta”, nota il
prof. LaPorta.
Una teoria “calda” tra i ricercatori per spiegare
l'aumento è che la distruzione autoimmune delle
cellule beta delle isole pancreatiche di Langherans
può essere provocata da un “superantigene”,
probabilmente derivante da un'infezione virale, un
cibo, o una tossina. Alcuni dati supportano un
collegamento tra diabete tipo 1 e latte vaccino.
“Sappiamo esserci alcune cause ambientali”, dice il
dott. LaPorta.
I media, tuttavia, hanno
colto l'importanza della teoria dell'immunologo
J.Barthelow Classen. Egli crede che il programma di
immunizzazione, che inizia le vaccinazioni al
secondo anno di età, aumenta il rischio di diabete
tipo 1 e di altre malattie autoimmuni. Facendo
queste vaccinazioni alla nascita si potrebbe ridurre
il rischio, dice a questo giornale.
Egli è presidente della Classen Immunotherpies Inc.,
una società di Baltimora che sta sviluppando “metodi
di immunizzazione” e “metodi di test dei programmi
di vaccinazione” per minimizzare il rischio di
sviluppare il diabete tipo 1.
Secondo il dott. Classen, i virus della madre
passano al neonato alla nascita entro le prime 6
settimane di vita. Vaccinandosi durante questo
periodo si provocherebbe il rilascio di interferone,
che bloccherebbe le infezioni virali.
Quando i vaccini vengono presi a due mesi di età
essi esacerberebbero l'infiammazione virale indotta
che è già presente nelle cellule pancreatiche.
Questo è particolarmente vero nei vaccini che
contengono componenti come l'Haemophilus influenzae
b (Hib), che attiva i macrofagi.
Nei topi di laboratorio
inclini al diabete tipo 1, il Dr. Classen ha
scoperto che prendendo basse dosi di vaccino umano
alla nascita ha prevenuto lo sviluppo di diabete,
mentre immunizzandoli a 8 settimane o ha aumentato
il rischio o non ha avuto alcuna influenza su di
esso. Ha anche citato dati epidemiologici umani che
supportano la sua teoria: in diverse parti
dell'Europa e degli Stati Uniti, l'istituzione di
nuove vaccinazioni è stata seguita da un aumento
dell'incidenza di diabete tipo 1.
Per esempio, il diabete è aumentato sia a Pittsburg
che in Finlandia dopo l'introduzione del vaccino Hib,
continua il Dr. Classen. (Il vaccino Hib è stato
approvato negli Stati Uniti nel 1987).
L'esperto in
immunizzazione, il Dr. Michael Katz afferma che la
teoria del dr Classen “non è ancora supportata da
dati.
Quello che più mi preoccupa è che si potrebbero
creare inutili paure intorno alle vaccinazioni. A
questo momento non vi sono basi per rivedere i
programmi di vaccinazione”. Il dr Katz presta
servizio presso i comitati per la sicurezza delle
vaccinazioni di due Istituti di Medicina ed è
Professore di Pediatria alla Columbus University di
New York.
Il dr. LaPorta ha ulteriormente aggiunto: “Io penso
che [il Dr Classen] abbia completamente torto”.
L'aumento nelle vaccinazioni nei primi anni 60 non
ha influito sull'incidenza del diabete, e i paesi
con una buona copertura di immunizzazione, come il
Giappone e la Cina, non hanno visto alcun incremento
di diabete.
Tutti, compreso il dr.
Classen, affermano che c'è bisogno di maggiori dati
prima di modificare il programma di immunizzazione.
L'Istituto Nazionale delle Allergie e delle Malattie
Infettive ha iniziato uno studio in collaborazione
con il Ministero della Sanità Inglese per
raccogliere tutti i dati relativi a questo
argomento. Essi promuoveranno un incontro per
discutere le scoperte di quest'ultimo anno.
Sono programmate almeno
altre tre conferenze sulla relazione tra malattie
infettive e autoimmunità. I Centri per il Controllo
e la Prevenzione delle Malattie stanno anche
studiando tali relazioni all'interno di un data-base
già esistente su più di 500.000 bambini
Californiani.
L'agenzia indagherà il tasso di diabete tipo 1 nei
bambini vaccinati contro l'epatite B alla nascita e
quelli che hanno ricevuto la prima dose solo 2 mesi
dalla nascita, ed anche la ricorrenza del diabete
tipo 1 tra i bambini dopo l'inizio dell'utilizzo
della vaccinazione Hib.
By Miriam E. Tucker, senior writer, Pediatric News
Tratto da: Pediatric News 32(4):4, 1998.
International Medical News Group
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Diabete, patologia in crescita -
Nel 2010, i
decessi saranno uno su otto
Secondo uno studio
britannico, la malattia è indirettamente responsabile di una
morte su dieci
E' il diabete una delle
nuove emergenze sanitarie nei Paesi occidentali e
tra i due tipi della patologia (tipo 1 e tipo 2) è
proprio il diabete II, quello non insulino
dipendente e maggiormente correlato
all'alimentazione e allo stile di vita, il
responsabile di tante morti indirette. Gli esperti
inglesi hanno messo in correlazione i dati sulla
mortalità della popolazione e quelli sui malati di
diabete, riscontrando che
una morte ogni dieci è
collegabile proprio alla patologia. La
versione II della malattia, in particolare, riguarda
il 90 per cento di tutti i casi di diabete mellito
ed entrambe le tipologie causano forti complicazioni
all'apparato cardiovascolare e alle funzioni renali
ed elevato rischio di infarto, oltre a possibili
inabilità come la cecità.
PROGRESSI DELLA MEDICINA – E se da un lato la
medicina ha fatto molti passi avanti, attenuando il
pericolo di mortalità indiretta grazie anche a
farmaci rivoluzionari, dall'altro lato la patologia
cresce numericamente nell'occidente opulento,
trovando un alleato pericoloso nell'alimentazione
grassa e sbagliata dei Paesi ricchi. Gli adulti
diabetici sono due volte più esposti a complicazioni
mortali e, se la tendenza dovesse continuare, entro
il 2010 una morte su otto nel mondo sarà da imputare
proprio a questa patologia.
MORIRE DI DIABETE – Di
diabete si può morire insomma e se nell'era
pre-insulinica era necessariamente una condizione
letale, oggi, che ci sarebbero più difese da parte
della scienza, si muore ugualmente, spesso per
scarsa cura o semplicemente perché spesso la
malattia non viene diagnosticata tempestivamente o
ancora perché le cattive abitudini alimentari e di
vita ne aumentano i rischi e le possibilità di
insorgenza. Secondo l'organizzazione britannica
Diabetes UK, il diabete è la causa dell'11,6 per
cento dei decessi tra i 20 e i 79 anni di età in
Inghilterra. Inoltre, come fa notare Douglas
Smallwood, amministratore delegato della Daibetes UK,
si stima che 2,3 milioni di persone in Gran Bretagna
siano malate di diabete e che più di mezzo milione
non lo sappia.
By Emanuela Di Pasqua - 11 agosto 2008 -
Tratto da:
corriere.it
Commento
NdR: ...come sempre, non si parla delle
vaccinazioni....quali
cause del diabete nei giovani,
che e' in continuo aumento spropositato !
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Un
gran numero di
farmaci può ridurre la tolleranza al glucosio,
agendo con molteplici meccanismi: riduzione della
secrezione d'insulina, aumentando la glicogenolisi
epatica, causando resistenza periferica all'azione
dell'insulina. La lista dei farmaci diabetogeni è
lunga e qui ricorderemo soltanto i principali;
glucocorticoidi, contraccettivi orali, inibitori
delle proteasi usati nella terapia dell'infezione da
HIV, gli agonisti del GRH usati nel trattamento del
cancro della prostata, tacrolimus e ciclosporina
(potenti immunosoppressori), alcuni farmaci
antipsicotici.
Precedenti studi hanno dimostrato che i diuretici e
i betabloccanti, i farmaci più frequentemente
utilizzati per il trattamento dell'ipertensione
arteriosa, possono causare anomalie metaboliche che
aumentano il rischio di diabete mellito de novo. Una
metanalisi di recente pubblicazione conferma
l'aumentato rischio connesso con l'uso di
betabloccanti nei soggetti ipertesi. Per maggiori
dettagli :
http://www.antologiamedica.it/diabetologia/diabeta_beta_blocco.htm
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Prevenzione
Primaria del Diabete Mellito con la
Semeiotica
Biofisica Quantistica.
Diabete Mellito oggi:
desolanti misure di lotta !
La migliore delle
terapie è notoriamente la prevenzione primaria, oggi
generalmente confusa con il più diffuso, costoso e
facilmente sponsorizzato screening, che altro non è
che un tentativo inefficace per riconoscere malati
al momento non diagnosticati come tali. Questa
affermazione è valida specialmente per il diabete
mellito (V. nel sito, in Scienza: Semeiotica
Biofisica Quantistica: Medio Evo Glicemologico e
Rinascimento Diabetologico).
Nella rubrica da me
curata nel sito
www.katamed.it, ho riportato una notizia fornita
il 4 aprile 2008 da Adnkronos e da me criticamente
commentata, in cui è perfettamente fotografata la
pericolosità che questa malattia rappresenta per il
prossimo futuro.
Riporto esattamente
parte della notizia: “In Italia nel 1980 era obeso
1 bambino su 10. Oggi, invece, i chili di troppo
riguardano 1 su 4 e in alcune regioni addirittura 1
su 3. Un dato allarmante, dal momento che la maggior
parte di questi piccoli obesi è a rischio diabete.
Soprattutto in presenza di fattori predisponenti
come la familiarità e uno stile di vita scorretto".
A lanciare l'allarme è Riccardo Vigneri, presidente
della Società italiana di diabetologia (Sid),
intervenuto oggi a Roma al "Changing diabetes
barometer forum".
Un evento che ha visto
la partecipazione di politici, Istituzioni, società
scientifiche e associazioni di pazienti, tutti
d'accordo su un punto: "per combattere il diabete
l'arma più efficace è la prevenzione, che deve
riguardare in primo luogo proprio i bimbi".
"Per
contrastare la patologia - spiega Vigneri - non
bastano accorgimenti soltanto medici. Servono pure
quelli, per così dire, sociali. Per esempio -
precisa - sarebbe il caso di dotare le nostre città
di spazi dove poter passeggiare in sicurezza.
L'attività fisica è infatti la miglior medicina per
combattere il sovrappeso e l'obesità, fattori
scatenanti del diabete. Oggi, purtroppo, questi
spazi sono sempre più ridotti e non tutti hanno la
possibilità di iscrivere i propri figli in
palestra”.
La notizia continua
riferendo che il vicepresidente mondiale dell'International
Diabetes Federation, Massimo Massi Benedetti ha
sottolineato l’importanza dell'attenzione a corretti
stili di vita. "Bisogna concentrarsi sui bambini
-
spiega (Massimo Massi Benedetti, NdR) - per far sì
che le nuove generazioni abbiano stili di vita che
in prospettiva evitino lo sviluppo del diabete. Ma
non solo. Sono necessarie politiche globali di
intervento, non solo in campo sanitario, ma anche
nella scuola e nell'urbanistica".
La notizia di Adnkronos
prosegue affermando che “Grande attenzione va
rivolta anche all'alimentazione. "Il primo passo da
fare - spiega Renata Lorini, presidente della
Società italiana di endocrinologia e diabetologia
pediatrica - sarebbe quello di mettere al bando' le
merendine, particolarmente grasse, a vantaggio della
frutta".
Fermiamoci pure a queste
poche affermazioni degli esperti in Diabetologia !
Infatti, sulla base di simili prospettive di lotta
dobbiamo solo attenderci un incremento di diabetici
nel prossimo futuro, come dimostra l’esperienza.
Ecco, pertanto, il mio breve commento messo in rete
dagli Editori di Adnkronos: “Stagnaro ha scritto
(05/04/2008).
La notizia inizia: In
Italia nel 1980 era obeso 1 bambino su 10. Oggi,
invece, i chili di troppo riguardano 1 su 4 e in
alcune regioni addirittura 1 su 3. Un dato
allarmante, dal momento che la maggior parte di
questi piccoli obesi è a rischio diabete.
Io chiedo:
Quanti e chi sono i piccoli a Reale Rischio
Congenito di diabete, Maestri Glicemologi ?
Ma è mai possibile che nel 2008 si continui a tacere
al popolo una realtà accettata da famose
peer-reviews, l’esistenza delle Costituzioni
Diabetica e Dislipidemica, conditio sine qua non del
diabete ?
Stagnaro Sergio. Newborn-pathological Endoarteriolar
Blocking Devices in Diabetic and Dislipidaemic
Constitution and Diabetes Primary Prevention. The
Lancet. March 06 2007.
http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140673607603316/comments?totalcomments=1
;
Stagnaro S., West PJ., Hu FB., Manson JE., Willett
WC. Diet and Risk of Type 2 Diabetes. N Engl J Med.
2002 Jan 24;346(4):297-298. [Medline].
Visto che le
cosiddette Autorità Sanitarie e la Magistratura
tacciono sulla REALE prevenzione primaria su vasta
scala del diabete, enorme business (Chiedere a
Google la mia Lettera Aperta al Ministro della
Salute, Prof G. Sirchia ? o visitare il mio sito),
perché una Istituzione deputata a dare informazioni
punzecchia soltanto !
La migliore terapia, anche del
diabete, è la prevenzione, che oggi finalmente è
possibile, efficace e non costosa”.
In una Lettera Aperta
del 10 novembre 2004, inviata all’allora Ministro
della Salute Prof. G. Sirchia (Chiedere a Google
oppure visitare il sito
www.semeioticabiofisica.it: non è richiesto il
log-in !), ho inutilmente illustrato – in modo
elementare, utilizzando codici facilmente
decodificabili da qualsiasi medico e profano – il
metodo semeiotico-biofisico di lotta al diabete,
rivelatosi efficace nella mia lunga e sicura
esperienza clinica.
Questa originale via di
lotta oggi è arricchita dai altri dati offerti dalla
Semeiotica Biofisica Quantistica, nata a Novembre
2007, grazie alla collaborazione dell’amico prezioso Prof. Paolo Manzelli, Direttore di LRE/EGO-CreaNet,
Università di Firenze, Dipartimento di Chimica
(Stagnaro Sergio e Paolo Manzelli. Limiti della
Medicina Ufficiale. L’Esperimento di Lory. 03
Gennaio 2008,
http://www.ilpungolo.com/leggi-tutto.asp?IDS=13&NWS=NWS5267).
L’originale Prevenzione
Primaria del diabete è fondata innanzitutto sul
riconoscimento, alla nascita, da parte dei Medici di
MG. di tutti gli individui positivi per le
Costituzioni Diabetica “e” Dislipidemica, colpiti
dal Reale Rischio Diabetico Congenito: il tempo
richiesto per questo accertamento è di due minuti
!
(ibidem).
Naturalmente, il metodo permette anche il
monitoraggio terapeutico (dieta etimologicamente
intesa, Cernitene (57. Stagnaro-Neri M., Stagnaro
S., La sindrome percusso-ascoltatoria da carenza di
Carnitina. Clin. Ter. 1994, 145, 135 [Medline]),
Melatonina-Coniugata, Applicazioni personalizzate di
NIR-LED sopra la proiezione cutanea del pancreas
(Stagnaro S., Stagnaro-Neri M., Single Patient Based
Medicine.La Medicina Basata sul Singolo Paziente:
Nuove Indicazioni della Melatonina. Ed.Travel
Factory, Roma, 2005.
http://www.travelfactory.it).
Successivamente,
numerosi sono i metodi da impiegare nel monitoraggio
clinico in relazione alla preparazione del medico:
Valutazione dei PPARs-alfa epatici per il controllo
del metabolismo glico-lipidico; il test della
osteocalcina endogena (172. Stagnaro Sergio.
Bedside Biophysical-Semeiotic
Osteocalcin Test in Diagnosing and Monitoring
Diabetes. The Lancet, January 28, 2008.
http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140673608601014/comments?action=view&totalComments=2),
il test della secrezione del picco acuto insulinico,
il test pancreatico da stimolazione di SST-RH, il
riflesso pancreatico-gastrico aspecifico per la
valutazione della funzione delle cellule-beta
insulari;
Il Segno di
Ferrero-Marigo per l’indagine della sensibilità dei
recettori insulinici (V. il mio sito).
Infine, il
medico con sicura esperienza della
Semeiotica
Biofisica Quantistica può utilizzare le raffinate
informazioni offerte dalla Microangiologia Clinica
Diabetica.
By Dott. Sergio
Stagnaro - Fondatore della Semeiotica Biofisica -
dottsergio@semeioticabiofisica.it
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CURE NATURALI per il DIABETE - By dott.
Michele Acanfora, (medico chirurgo):
Nell'iperglicemia il trattamento naturale può spesso
dare risultati straordinariamente interessanti.
Essendo una terapia di "terreno", può rafforzare
l'azione di qualunque terapia in atto, spesso
determinando una riduzione del dosaggio
farmacologico. Può contrastare efficacemente le
negative conseguenze del diabete a livello
sistemico, prevenendo o ritardando il più possibile
le ben temute complicanze.
La
terapia naturale della iperglicemia e del diabete
contempla come prima cosa una serie di interventi
diagnostici preliminari, che possono essere attuati
insieme o singolarmente:
- riconoscimento di una eventuale intolleranza
alimentare (spesso un cibo mal tollerato può
facilmente sbilanciare i meccanismi di compenso
corporei;
- diagnosi e correzione di una eventuale
disbiosi intestinale
(alterazione della
flora batterica saprofitica del tenue);
- individuazione dei fattori scatenanti o aggravanti
la patologia (tossicità chimica e/o farmacologica) -
(NdR: farmaci
e
vaccini) -
dieta incongrua, stile di vita,
conflitti emozionali, ecc.
Sul
fronte terapeutico possiamo avvalerci di molti
approcci, di cui citiamo solo i più importanti:
Omeopatia:
fondamentale per ristabilire il "Terreno",
ottimizzare le capacità di risposta dell'organismo,
e drenare gli organi sovraccaricai dal metabolismo
anomalo.
Oligoelementi: di grande aiuto la serie di
minerali Zinco-Nickel-Cobalto, come pure il Cromo e
il Manganese-Cobalto;
Vitamine: l'azione antiossidante di vitamine
quali la C, la E e la A è indispensabile in ogni
malattia cronica che comporti un eccesso di radicali
liberi, vere molecole killer che distruggono la
funzionalità enzimatica e cellulare.
Fitoterapia:
valida per l'azione di drenaggio emuntoriale, ma
anche per una certa attività specifica sul
metabolismo degli zuccheri e sul sistema
immunitario; ricordiamo gli antocianosidi del
mirtillo, il baccello di fagiolo, l'Uncaria
Tomentosa.
Dopo questo sommario
escursus, aggiungiamo che la terapia va impostata
caso per caso, che non esistono ricette e protocolli
validi per tutti, e che anche le metodiche
"naturali" devono sempre essere praticate da un
medico (evitate quindi il fai-da-te, molto
pericoloso in questo caso).
Nota bene: Uno studio americano che ha coinvolto
numerosi medici e ricercatori, il
Nutritional Prevention of Cancer Trial, aveva lo
scopo di studiare gli effetti del Selenio come
protettore contro il cancro alla pelle; la
conclusione a cui è giunto è stata completamente
inaspettata e riguarda gi effetti collaterali del
Selenio.
I ricercatori hanno selezionato 1202 persone a cui
hanno somministrato, per quasi 8 anni, nella metà
della popolazione Selenio e nell'altra metà
placebo; il risultato,
pubblicato online sulla rivista
Annals of Internal Medicine, è che il Selenio
stimola l'insorgenza di Diabete di tipo II, il
rischio di ammalarsi infatti era dal 50% superiore
rispetto a chi aveva assunto il Placebo ed era
maggiore per coloro che avevano alti livelli di
Selenio nell'organismo prima di iniziare questa
ricerca.
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Consigli alimentari della
Medicina Naturale
per il diabete tipo 2:
Modifica radicale dell'alimentazione - chi non e'
disposto a questa drastica terapia risolutrice, ha
la medicina
allopatica e l'insulina da iniettarsi
giornalmente.
Ma chi vuole guarire:
DEVE
eliminare:
- Carni e derivati
- Latte e latticini
- Uova ed alimenti che ne contengano (dolci, torte,
nutella, cioccolato, ecc.)
- Zucchero e qualsiasi dolcificante.
- Fast food
- Cibi cotti al
micro onde, Cibi pronti, Prodotti "light"
- Salse preconfezionate
- Bibite e cibi industriali ecc.
Cibi consigliati:
-
Frutta e verdura crudi o poco cotte - Melone
amaro, Fieno greco, chicchi di uvetta nera messi in
ammollo in acqua alla sera e bere SOLO l'acqua
dell'ammollo, al mattino - idem con l'uva spina (emblica
officinalis) , ma aggiungere all'ammollo, al mattino
il succo di un limone. Oppure fare una mescolanza in
ammollo con tutti i frutti indicati.
Altre erbe comuni utili sono: Indian Kino (Pterocarpus
massupium) - Gimnema Sivestre - Mirtillo -
Stevia -
Cannella.
- Riso e pasta senza uova, Cereali
- Patate
- Legumi - Il Bacello di fagiolo è inserito da
moltissimo tempo nella farmacopea tedesca come
diuretico e si è scoperto in seguito che possiede
anche proprietà anti-diabetiche.
- Broccoli (*)
- Funghi
- Noci e
frutta secca
- Burro e panna in piccolissime quantita'
Ricordiamo che e'
importantissimo liberare l'organismo dall'acidosi
generata sopra tutto dalle proteine animali.
Anche le terapie a base di
Ossigeno ed
ozono possono essere
utili.
vedi: Protocollo della
Salute
(*)
Broccoli Reverses Diabetes Damage
Eating broccoli could reverse the damage that
diabetes inflicts on heart blood vessels. The key is
most likely a compound in the vegetable called
sulforaphane.
Sulforaphane encourages production of enzymes that
protect the blood vessels, and reduces the number of
molecules that cause cell damage -- known as
Reactive Oxygen Species (ROS) -- by up to 73 percent.
People with diabetes are up to five times more
likely to develop cardiovascular diseases such as
heart attacks and strokes -- both of which are
linked to damaged blood vessels.
Fonti:
BBC News August 5, 2008 +
Diabetes August 4, 2008
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