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Il
Cuore umano (ed animale) facente parte dell'apparato
cardiovascolare, genera il piu’ ampio
Campo ElettroMagnetico "toroidale" del corpo che fa
parte dell’AuRa ed ha un proprio
cervello separato
dagli altri !
Fonte: Applications of Bioelectromagnetic Medicine
(Applicazioni cliniche di Medicina
Elettromagnetica), PJ.
Rosch e M.S. Markov, New York 200-t - Istitute of
HeartMath® -
www.heartmath.org
CERVELLO del Cuore
Il Cuore
possiede un piccolo cervello intrinseco e quindi
indipendente che "colloquia" con gli altri cervelli
degli altri organi, esempio il
cervello enterico
(intestinale) e quelli/o nel
cranio. Questo
cervello del cuore e' formato da circa 40.000 cellule
nervose.
Esso emette anche un Campo Magnetico
bipolare toroidale
concentrico molto ampio, il quale
interferisce e comunica inconsciamente con gli altri
campi di tutti i soggetti viventi.
Le informazioni vengono elaborate dal cervello limbico,
(tradizionalmente si intende come sistema limbico un
gruppo di strutture neurologiche situate tra il tronco
encefalico e la corteccia cerebrale),
ed infine dal cervello del cuore, recente scoperta della
neurocardiologia: un vero e proprio cervello che ha sede
nell'organo cardiaco, dotato di circa 40.000 neuroni e
di uno straordinario campo magnetico.
Tre "cervelli"
e tre circuiti che rappresentano globalmente tre stadi
evolutivi della coscienza umana.
La
scienza dimostra: la mente del Cuore è il vero
coordinatore del sistema Vivente
Per secoli, tante culture hanno considerato il cuore
come la fonte delle emozioni migliori, come l’amore, il
coraggio, la generosità. Presso l’Istituto di HeartMath
(IHM), sono stati esplorati scientificamente i
meccanismi fisiologici con cui il cuore comunica con il
cervello, come influenza l’elaborazione delle
informazioni, delle percezioni, delle emozioni.
L’osservazione scientifica ha dimostrato che il cuore è
molto di più di quello che crediamo e che non è affatto
una pompa, come siamo abituati a considerarlo.
Il muscolo cardiaco è, in sostanza, un centro complesso,
auto-organizzato, di elaborazione dati, con una propria
mente, che comunica costantemente con il cervello, con
il sistema nervoso e con tutta la nostra fisiologia,
influenzando profondamente ogni organo, in un complesso
intreccio di messaggi e feedback.
Giovanni e Beatrice Lacey, negli anni tra il 1960 e gli
anni ’70, hanno scoperto che il cuore comunica con il
cervello in modo tale da influenzare significativamente
il modo in cui percepiamo e reagiamo al mondo.
I coniugi Lacey andarono ben oltre: realizzarono che
questo motore della circolazione sanguigna sembrava
avere una sua logica, una sua mente, che spesso
divergeva da quella del sistema nervoso autonomo;
soprattutto capirono che è l’organo predominante.
Infatti il cuore inviava messaggi significativi al
cervello, dei veri e propri comandi, che influenzavano
tutto il comportamento di una persona.
Mentre i Laceys stavano compiendo le loro ricerche in
psicofisiologia, un piccolo gruppo di ricercatori nel
campo cardiovascolare si unirono ad alcuni
neurofisiologi, dando il via ad una nuova disciplina
detta Neurocardiologia, che da allora ha fornito
indicazioni estremamente importanti sul sistema nervoso
del cuore e su come il cervello e il cuore comunicano
attraverso il sistema nervoso.
Dopo approfondite ricerche, uno dei primi pionieri della
neurocardiologia, il Dott. J. Andrew Armour, nel 1991
introdusse il concetto di ”cervello del cuore”.
Il suo lavoro dimostrò che il cuore ha un complesso
sistema nervoso intrinseco molto sofisticato, un
“piccolo cervello” appunto, una rete intricata di
diversi tipi di neuroni, neurotrasmettitori, proteine e
cellule, molto simili a quelli trovati nel cervello.
Nel libro “Neurocardiology”, il Dott. Armour e il Dott.
Jeffrey Ardell, forniscono una panoramica completa della
funzione del sistema nervoso intrinseco del cuore: il
quale contiene circa 40.000 neuroni, detti neuriti
sensori; essi rilevano gli ormoni circolanti, la chimica
corporea, la frequenza cardiaca e la pressione.
Tutto si traduce in impulsi neurologici che dal sistema
nervoso del cuore viaggiano fino al cervello, attraverso
diverse vie; per gli stessi canali passano anche i
segnali del dolore e le sensazioni. E queste
infermazioni entrano nel cervello attraverso una porta
d’ingresso che si trova nel tronco cerebrale.
Il sistema nervoso cardiaco è costituito da gangli
complessi: si tratta di neuriti multifunzionali,
distribuiti in tutto il cuore, sensibili a molti tipi di
input sensoriali provenienti dall’interno del cuore
stesso e dal resto dell’organismo.
Una volta che le informazioni sono trattate dai neuroni
del cuore, i segnali appropriati sono inviati ai nodi
senoatriale e atrioventricolare. Così, in normali
condizioni fisiologiche, il sistema nervoso intrinseco
del cuore gioca un ruolo importante in gran parte del
controllo di routine della funzionalità cardiaca,
indipendentemente dal sistema nervoso centrale.
Il Dott. Armour ei suoi colleghi hanno dimostrato che il
sistema nervoso intrinseco del cuore è vitale per il
mantenimento della stabilità cardiovascolare e che senza
di esso, il cuore stesso non può funzionare
correttamente.
"Il sistema nervoso cardiaco, o
cervello
del
cuore,
è fatto di gangli complessi, contenenti un circuito
locale ricevente (interneuroni) e trasmittente (neuroni
simpatici e parasimpatici). I neuriti sensori
multifunzionali, distribuiti nel
cuore,
sono sensibili a molti tipi di segnali originati dallo
stesso
cuore.
I gangli cardiaci integrano messaggi dal
cervello
e da altri centri di processazione presenti nel corpo,
con l' informazione ricevuta dai neuriti cardiaci.
Quando l' informazione è stata processata dai neuroni
del
cuore,
i segnali appropriati vengono mandati ai nodi
senoatriali e atrioventricolari come ai muscoli
del
cuore.
Sotto normali condizioni psicologiche, il sistema
nervoso
del
cuore
gioca un ruolo importante per gran parte della routine
di controllo della funzione cardiaca, indipendentemente
dal sistema nervoso centrale.
Il Dott. Armour e i suoi colleghi hanno mostrato che il
sistema nervoso
del
cuore
è vitale per il mantenimento della stabilità
cardiovascolare e per la sua efficienza, senza di esso,
il
cuore
non puo' operare correttamente.
Il
Cervello del Cuore
I percorsi di comunicazione neurale tra il
cuore
e il
cervello.
Il sistema nervoso
del
cuore
consiste in gangli, che contengono il circuito locale di
neuroni di diverso tipo, e i neuriti sensori,
distribuiti nel
cuore.
I gangli processano e integrano l' informazione entrante
dal sistema nervoso esterno e dai neuriti nel
cuore.
I gangli cardiaci esterni, localizzati nella cavità
toracica, hanno connessioni dirette agli organi come i
polmoni e l' esofago e sono anche connessi
indirettamente tramite il midollo spinale a molti altri
organi, inclusa pelle e arterie.
L'informazione parasimpatica che arriva al
cervello
viaggia dal
cuore
ad esso attraverso il nervo vago e verso la medulla.
I nervi simpatici afferenti si connettono ai gangli
cardiaci esterni (centro di processazione), quindi al
ganglio dorsale principale e quindi al midollo spinale.
Quando i segnali afferenti raggiungono la medulla,
viaggiano alle aree subcorticali ( talamo, amigdala,
ecc..) e quindi alle aree corticali.
Un altro componente
del
sistema di comunicazione
del
cervello
cardiaco è stato rivelato dai ricercatori che hanno
studiato il sistema ormonale. Il
cuore
è stato riclassificato come ghiandola endocrina e
ormonale, quando nel 1983 è stato isolato un ormone
prodotto e rilasciato dal
cuore,
il fattore natriuretico atriale (ANF).
Questo ormone esercita ampiamente i suoi effetti: sui
vasi sanguigni, sulle ghiandole surrenali, sui reni e su
diverse regioni regolatorie nel
cervello.
Il Dott. Armour e i suoi studenti hanno scoperto che il
cuore
contiene un tipo di cellule
dette cellule "cardiache
adrenergiche intrinseche" (ICA).
Queste cellule sono classificate come "adrenergiche"
perchè sintetizzano e rilasciano catecolamine
(norepinefrina e dopamina), neurotrasmettitori che si
pensava fossero prodotti solo dai neuroni
del
cervello
e dai gangli fuori dal
cuore.
Piu' recentemente, è stato scoperto che il
cuore
secerne anche oxitocina, conosciuta come l' ormone
"dell' amore". Oltre alle sue funzioni conosciute nei
parti e nella lattazione, recenti evidenze indicano che
questo ormone è coinvolto anche nella cognizione,
tolleranza, adattamento, in comportamenti sessuali e
materni complessi, come anche a livello sociale e nei
legami di coppia.
Da notare che le concentrazioni di
oxitocina nel
cuore
sono allo stesso livello di quelle nel
cervello.
La complessità
del
sistema nervoso cardiaco e l' estesa influenza della sua
secrezione ormonale sono state largamente comprese dalla
comunità scientifica mentre i Lacey effettuavano la loro
ricerca e le loro teorie dovevano essere accettate molto
prima, comunque, le loro sperimentazioni e hanno giocato
un ruolo importante per chiarire i processi fisiologici
e psicologici di base che connettono mente e corpo. Nel
1977, il Dott. Francis Waldropin, Direttore dell'
Istituto Nazionale di Salute Mentale, ha affermato in un
articolo sul lavoro dei Lacey che:
"Le loro procedure attente e intricate, combinate alle
loro audaci teorie, hanno prodotto un lavoro controverso
e promettente.
Nella lunga corsa, la loro ricerca ci puo' dire molto su cosa ci rende delle persone e puo'
suggerire tecniche che possono rigenerare persone
sofferenti in persone sane."
In effetti, questa predizione fa parte
del
passato. Doc Childre e l' Istituto di HeartMath sono
nati sul lavoro di altri come i Lacey e il Dott. Armour
per sviluppare pratici interventi che incorporano la
comprensione che il
cuore
influenza profondamente la percezione, la consapevolezza
e l' intelligenza. Questa tecnologia ha aiutato ora
migliaia di persone a divenire piu' produttive, sane e
piene di vitalità, imparando a vivere sincronizzando
mente e
cuore,
operando in costruttiva sinergia tra l' intelligenza
mentale e quella
del
cuore.
Fonte: heartmath.org
“La novità più importante quindi deriva
dalle neuroscienze: oggi finalmente siamo in grado di
riconoscere una base neurologica del pensiero del cuore.
è il cuore l’organo di comando e non il cervello, come
siamo abituati a pensare.
Il cuore è il nostro più potente generatore di
frequenze, quelle che appunto informano il cervello e
tutte le cellule del nostro corpo. L’Istituto HeartMath svolge
ricerche da venti anni sulle emozioni e
sull’intelligenza del cuore, nonché sulla resilienza e
sulla coerenza energetica.
Quando il cervello del cuore può svolgere il suo ruolo
direttivo, il corpo fisico funziona in maniera ottimale:
la salute è eccellente e il livello di energia è
elevato. Sappiamo che l'omeostasi, l'equilibrio perfetto
del corpo, si fonda sul bilanciamento fra il sistema
simpatico e quello parasimpatico: quando a dirigere è il
cervello del cuore, il parasimpatico ritrova la sua
piena capacità ed è in grado di equilibrare l'azione del
sistema simpatico. Non appena tenta di instaurarsi lo
squilibrio, il cuore produce l'ormone antistress ANF che
attenua e rimette al giusto posto i vecchi meccanismi di
difesa o di attacco, di paura e di separazione che si
apprestano ad entrare in gioco. Lo stress scompare, e le
ripercussioni sulla salute sono immediate, con, fra
l'altro:
- scomparsa o forte riduzione delle malattie, perché il
sistema immunitario funziona in maniera ottimale
- sonno ristoratore
- pressione arteriosa normale
- vitalità accresciuta perché tutti gli organi
funzionano al meglio secondo il principio di risonanza.
Coerenza energetica ?
E’ uno stato ottimale in cui il cuore, la mente e le
emozioni operano in sincronia ed armonia. Alcune persone
provano questo allineamento tra mente, emozione e
fisiologia in particolari stati: ad esempio può accadere
ad un individuo in profondo rilassamento, o ad un
monaco in meditazione, o ad un atleta durante un
allenamento intenso.
La ricerca mostra chiaramente che un maggior livello di
coerenza corrisponde a uno stato più efficiente e
armonico, dal punto di vista cardiovascolare, nervoso,
ormonale e immunitario. Ma Heartmath si è spinto oltre.
Il Campo
Magnetico Toroidale del cuore umano può diventare
molto incoerente o al contrario molto armonioso, a
seconda del tipo di emozioni provate. Inoltre, tale
campo è più potente di quello di tutti gli altri organi
e supera largamente i confini del corpo fisico,
potendosi estendere fino a diversi metri di distanza, il
che significa che i nostri campi energetici non si
limitano a sfiorarsi, ma addirittura si compenetrano.
Siamo quindi tutti immersi nei campi energetici del
cuore di coloro che ci circondano.
Ricordiamoci anche che l'oscillatore più potente tende a
trascinare gli oscillatori meno forti. Così, che lo
vogliamo o no, siamo in una condizione di continua
influenza reciproca. Se nutriamo forti emozioni
negative, separative, il caotico campo energetico del
nostro cuore tenderà a trascinare quelli delle persone
che ci circondano (se da questo punto di vista sono meno
forti di noi...).
Esse tenderanno ad entrare in risonanza vibratoria e
verranno attivate in loro le emozioni inferiori
corrispondenti. Se invece nutriamo forti emozioni
positive, unificanti e benevole, il fenomeno della
risonanza tenderà ad attivare negli altri lo stesso tipo
di emozioni. Mettendo in azione la potenza magnetica del
nostro cuore, possiamo indurre gli altri "cuori" attorno
a noi ad oscillare anch'essi nello stato di coerenza...
Tratto in parte da:Velediluce.com e da
mauroscardovelli.com
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>I
Il Cuore non è una pompa, il Sangue non circola !
Leggendo la lezione V del Sistema di Guarigione della
Dieta Senza Muco, a un certo punto ci si trova di fronte
a una affermazione dell’autore, Arnold Ehret, che la
maggior parte dei lettori non accetta immediatamente,
mentre altri persino la rifiutano categoricamente: IL
CUORE NON E’ UNA POMPA.Non è facile accettare tale
asserzione per il semplice fatto che da sempre viene
insegnato già da bambini che il cuore è una pompa, che
spinge il sangue nelle arterie, fino ai più piccoli
capillari poi passa nel sistema venoso e così via e
tutto riprende da capo.
E’ una credenza così consolidata nella nostra cultura e
istruzione da essere diventata una certezza, e prima di
leggere i libri di Ehret non avevo mai nemmeno pensato,
né nessuno mai mi aveva detto il contrario, e se
qualcuno me lo avesse detto con convinzione lo avrei
considerato un tipo un po’ bizzarro.
Ehret lo dichiarava apertamente nelle sue conferenze a
partire dal 1915 a Los Angeles e diversi suoi colleghi
naturopati presero le distanze da lui, senza nemmeno
tentare di valutare se le affermazioni di Ehret
potessero essere vere. Alcuni scrissero anche dei libri
includendo la maggior parte dei principi insegnati da
Ehret ma si guardarono bene dal menzionarlo.
Negli anni ’20 Rudolf Steiner sosteneva la stessa cosa
durante le sue conferenze, e negli anni ’30 vennero
fatti degli studi per dimostrare che il cuore non è una
pompa. Non ebbero seguito perché all’establishment
medico ortodosso conveniva, e tuttora conviene, che si
continuasse a considerare il cuore una pompa.
Per chi fosse interessato ho tradotto l’articolo
seguente.
Le figure indicate in più punti non ci sono perché non
ho la pubblicazione cartacea e nel documento che ho
tradotto sono state omesse. Dovessi un giorno trovarle
verranno aggiunte.
Se incontrassi dei termini medici che non comprendi,
cerca le definizioni in un dizionario o internet, ti
eviterai irritabilità e nervosismo, o di abbandonare la
lettura, come ho fatto io diverse volte prima di
completare la traduzione e solo dopo aver compreso cosa
stavo traducendo. D’altra parte i termini medici sono
intenzionalmente ostici, per far credere che la materia
sia difficile e che solo gli addetti ai lavori debbano
occuparsene. E’ una specie di linguaggio come quello
egizio riservato solo alla casta sacerdotale che il
popolo non conosceva. Eventuali errori o granchi che
possa aver preso sarebbe gradito che mi venissero
segnalati.
(Il seguente articolo è stato pubblicato sul numero 1,
Autunno-Inverno 1995 [Volume 5, # 1] di “Frontier
Perspectives“, la rivista del Centro per le Scienze di
Frontiera presso la Temple University di Philadelphia,
Pa.) - Traduzione di Luciano Gianazza.
Il cuore non e’ una pompa:
Una confutazione della presupposizione della funzione
cardiaca di propulsione per pressione
Ralph Marinelli (1) ; Branko Fuerst (2) Hoyte van der
Zee (3) ; Andrew McGinn (4) ; William Marinelli (5)
(1) Rudolf Steiner Research Center, Royal Oak, MI
(2) Dept. of Anesthesiology, Albany Medical College,
Albany, NY
(3) Dept. of Anesthesiology and Physiology, Albany
Medical College, NY
(4) Cardiovascular Consultants Ltd., Minneapolis, MN.
Department of Medicine, University of Minnesota, MN
(5) Hennipen County Medical Center and Dept. of
Medicine, University of Minnesota, MN
Sinossi
Nel 1932, Bremer di Harvard filmò nei primi stadi di un
embrione il sangue che circolava per autopropulsione in
flussi a spirale, prima che il cuore iniziasse a
funzionare. Sorprendentemente, fu così impressionato
dalla caratteristica a spirale del modello del flusso
del sangue che non si rese conto che il fenomeno davanti
ai suoi occhi aveva demolito il principio della
propulsione per pressione.
In precedenza, nel 1920, Steiner, del Goetheanum in
Svizzera, aveva fatto notare in conferenze rivolgendosi
a dei medici, che il cuore non è una pompa che costringe
del sangue inerte a muoversi con la pressione, ma che il
sangue ha una sua propria dinamica biologica, come si
può vedere nell’embrione, e si dà un’ulteriore spinta
con le forze “indotte” dal cuore. Inoltre affermava che
la pressione non provoca la circolazione del sangue, ma
è causata interrompendo la circolazione. La conferma
sperimentale dei concetti di Steiner inerenti
all’embrione e agli adulti viene presentata qui di
seguito.
Introduzione
Il fatto che il cuore di per sé non è in grado di
sostenere la circolazione del sangue era noto ai medici
dell’antichità. Ricercarono possibili forze ausiliarie
della circolazione del sangue nei vari tipi di
“eterizzazione” e “pneumatizzazione” o “ensoulement” del
sangue durante il suo passaggio attraverso il cuore ed i
polmoni. Agli albori della scienza moderna e nel corso
degli ultimi trecento anni, tali concetti divennero
insostenibili. Il concetto meccanicistico del cuore come
pompa idraulica prevalse e si stabilì saldamente intorno
alla metà del XIX secolo.
Il cuore, un organo del peso di circa trecento grammi,
si suppone che “pompi” circa otto mila litri di sangue
al giorno a riposo e molto di più durante l’attività,
senza fatica. In termini di lavoro meccanico, questo
rappresenta il sollevamento di circa 45 chilogrammi
all’altezza di un chilometro e mezzo! In termini di
flusso capillare, il cuore eseguirebbe il compito ancora
più prodigioso di “spingere” il sangue con una viscosità
cinque volte superiore a quella dell’acqua in milioni di
capillari con diametro spesso inferiore a quello dei
globuli rossi stessi! Chiaramente, tali pretese vanno
oltre la ragione e l’immaginazione. A causa della
complessità delle variabili in gioco, non è stato
possibile calcolare la vera resistenza periferica,
neanche di un singolo organo, per non parlare di tutta
la circolazione periferica. Inoltre, il concetto di una
fonte centralizzata di pressione (il cuore) che genera
alla sua sorgente una pressione al di là dei normali
limiti, in modo tale che sufficiente pressione rimanga
nei capillari più remoti, non è dei migliori.
La nostra comprensione e la terapia delle aree chiave di
fisiopatologia cardiovascolare, come lo shock settico,
l’ipertensione e l’ischemia miocardica sono ben lungi
dall’essere complete. L’impatto della spesa di miliardi
di dollari per la ricerca cardiovascolare utilizzando un
presupposto erroneo è enorme. Riguardo a questo, gli
sforzi per costruire un cuore artificiale soddisfacente
non hanno ancora portato i loro frutti. Entro i confini
del pensiero della biologia e della medicina
contemporanee, la forza propulsiva del sangue rimane un
mistero. Se il cuore in realtà non fornisce al sangue
tutta la forza motrice necessaria, dove è la fonte della
forza ausiliaria e qual è la sua natura? La risposta a
questa domanda apporterà un nuovo livello di
comprensione dei fenomeni della vita nelle scienze
biologiche e fornirà ai medici la capacità di riscoprire
l’essere umano che, troppo spesso, molti sentono di aver
perso.
Panoramica
Impliciti nel concetto di propulsione per pressione nel
sistema cardiovascolare sono i seguenti quattro concetti
principali:
Il sangue è naturalmente inerte e deve quindi essere
spinto per circolare.
C’è una combinazione casuale delle particelle composte
nel sangue.
I globuli rossi sono sotto pressione in ogni momento.
Il sangue è amorfo e viene costretto a riempire i suoi
vasi e quindi ne assume la forma.
Tuttavia, ci sono osservazioni che sfidano queste
nozioni. Si è visto che il sangue ha una sua propria
forma, il vortice, che determina la forma piuttosto che
adattarla alla sezione vascolare e circola nell’embrione
con la sua intrinseca dinamica biologica prima che il
cuore cominci a funzionare. Proprio come in natura un
vortice inerte pulsa in senso radiale e longitudinale,
timidamente assumiamo che il sangue è anche libero di
pulsare e non è soggetto alla pressione che limita il
suo pulsare implicita nel concetto di propulsione della
pressione. Il sangue non è azionato da una pressione, ma
da un proprio moto biologico rafforzato dal cuore.
Quando il cuore comincia a funzionare, rafforza il moto
del sangue con impulsi a spirale. Le arterie hanno una
funzione sussidiaria che mimica quella del cuore
fornendo ulteriori impulsi a spirale al sangue
circolante. In tal modo le arterie si dilatano nel
ricevere il sangue in entrata e si contraggono per
fornire un impulso per aumentare la quantità di moto del
sangue.
Storia
La storia della presupposizione della propulsione per
pressione risale a Galileo e a Leonardo da Vinci. Il
concetto del cuore che funziona come una pompa di
pressione che pompa il sangue, ritenuto essere amorfo e
inanimato, nei suoi vasi sanguigni e che ne assume la
forma fu suggerito da Borelli (1), uno studente e amico
di Galileo, che osservando il cuore a spirale paragonò
la sua funzione al fuoriuscire dell’acqua strizzando un
panno umido. Borelli non ha confermato la sua congettura
con esperimenti, ma è stata sostenuta da disegni
ingannevoli del ventricolo sinistro trovati in seguito
in un’opera di Leonardo. Nei quaderni di Leonardo la
parete del ventricolo sinistro viene mostrata di
spessore uniforme come uno si aspetta di trovare in una
camera di pressione.
Tuttavia, al contrario, lo spessore della parete del
ventricolo sinistro varia del 1.800% circa, come abbiamo
visto in dissezioni di cuori bovini. Lo spessore va da
0,23 centimetri all’apice a 4,3 centimetri nella zona
equatoriale. La parete all’apice è così morbida e debole
che può essere trafitta con il dito indice. La peculiare
variabilità dello spessore della parete ventricolare non
è in linea con l’idea del cuore come generatore di
pressione. Tuttavia, si potrebbe concepire che una
simile conformazione della parete ventricolare
massimizzi l’inerzia del moto senza alcuna pressione
statica all’apice del ventricolo. L’apice sottile,
flessibile, a forma di cono e la sospensione dall’aorta
suggeriscono la presenza di una funzione di torsione in
particolare se si tiene conto dell’orientamento a
spirale degli strati del muscolo miocardico.
Il movimento rotatorio del cuore, delle arterie, e del
sangue è stato misurato o rilevato da vari ricercatori
(2), (18), (19).
Con lievi variazioni, il disegno erroneo nei Quaderni di
Leonardo è stato utilizzato nella maggior parte dei
testi di biologia, fisiologia e medicina nel corso delle
ultime poche centinaia di anni, così come nella maggior
parte dei testi di anatomia moderna negli ultimi
decenni. Così, schizzi falsi sono serviti a testimoniare
falsi presupposti.
William Harvey (1578-1657) frequentò l’Università di
Padova, mentre Galileo era nella Facoltà della stessa.
Sembra che stesse per decidere in favore del moto
propulsivo secondo i suoi stessi esperimenti incentrati
sul flusso del sangue e la propulsione per pressione,
probabilmente sotto l’influenza di Borelli, che era
focalizzato sul movimento del cuore. A quel tempo
suggeriva un concetto del moto propulsivo: “L’atrio del
cuore spinge il sangue nel ventricolo” e “il ventricolo
proietta il sangue in movimento nell’aorta. ”
“Il sangue viene proiettato da ogni pulsazione del
cuore.” Altre volte ha usato espressioni che implicano
un concetto di propulsione per pressione. “Il cuore
spreme fuori il sangue.” “Il sangue viene spinto
nell’aorta per contrazione del ventricolo.” In alcuni
casi parla della pressione del sangue. Tuttavia, di
volta in volta ha anche usato termini neutri, “il sangue
viene trasferito, trasfuso, trasmesso e inviato”
Successivamente dei ricercatori che hanno contribuito a
stabilire con fermezza il concetto di propulsione per
pressione sono i seguenti: Stephen Hales (1677-1761) che
inserì un tubo di vetro nell’arteria di un cavallo e
assunse che la colonna di sangue è stata bilanciata da
pressione statica. Jean-Léonard-Marie Poiseuille
(1799-1869) scoprì che la dilatazione delle arterie era
in fase con l’espulsione effettuata dal ventricolo
sinistro. Pertanto ipotizzò che la dilatazione fosse la
risposta passiva alla pressione del sangue. Tra le altre
cose sostituì un manometro a mercurio al manometro a
sangue di Hales. Carl Ludwig (1816-1895) ha inventato il
manometro grafico aggiungendo un galleggiante con penna
e carta mobile al manometro al mercurio di Poiseuille, e
inaugurò l’era della registrazione continua della
pressione. Infine, Scipione Riva-Rocci (1896-1903) ha
perfezionato lo sfigmomanometro nel 1903 e ha portato
l’esame della pressione arteriosa nella pratica clinica.
Il problema e la proposta per la sua soluzione
La situazione problematica nella fisiologia
cardiovascolare è stata espressa da Berne e Levy (3) che
ha scritto: “Il problema di esporre il flusso pulsante
attraverso il sistema cardiovascolare in precisi termini
matematici è praticamente insuperabile.”
Un aspetto fondamentale di questo problema riguarda il
fatto che la maggior parte della nostra conoscenza della
dinamica cardiaca è stata dedotta da dati sulla
pressione. Infatti la nostra conoscenza del sistema ha
due fonti indipendenti: fatti determinati
sperimentalmente e concetti logicamente dedotti dalla
presunta propulsione per pressione. La situazione è
talmente confusa che alcuni scienziati della vita
prendono in considerazione la teoria del caos e la
matematica per cercare di trovare coerenza nel sistema.
Sarà mostrato che il caos deriva da un mix di fatti e
congetture, e non dalla natura del fenomeno stesso.
Il nostro scopo è di dimostrare che la congettura di
Borelli è errata e di proporre il concetto che il sangue
viene spinto da una forma unica di moto. In primo luogo,
l’arco dell’aorta non risponderebbe come previsto, se il
sangue in esso fosse sotto pressione.
L’aorta è un tubo ricurvo e tale è la forma di base
dell’elemento sensibile alla pressione del manometro di
Bourdon (*), ampiamente utilizzato. Quando il tubo
ricurvo del manometro di Bourdon è soggetto a pressione
positiva, è costretto a raddrizzarsi, come si può vedere
con una canna dell’acqua da giardino. Quando è invece
soggetto a una pressione negativa, la curvatura del tubo
aumenta. Durante l’eiezione sistolica (periodo in cui il
sangue viene espulso dal ventricolo), la curvatura
dell’aorta si vede che aumenta, significando che l’aorta
non è sottoposta a una pressione positiva, ma a una
pressione negativa (4). Abbiamo dimostrato che questa
pressione negativa è quella associata con il centro
vuoto del movimento dei vortici di sangue. Quindi il
movimento della aorta, se considerato come sensore di
una pressione della stessa natura, contraddice l’assunto
della propulsione per pressione. Naturalmente, le
correnti a spirale del vortice hanno una pressione
potenziale, così qualsiasi tentativo di misurare la
pressione si tradurrà in una lettura positiva della
pressione a causa del moto proprio interrotto.
Il movimento senza pressione applicata è movimento di
moto proprio, come si osserva in modo così drammatico
nei lunghi salti dei gatti che corrono. Questo moto
proprio si manifesta anche in natura nel fluire
dell’acqua nei fiumi, nell’avanzare dei tornado, e nei
jet stream che sono in realtà spirali orizzontali di
aria e di umidità che possono essere lunghe migliaia di
miglia di lunghezza che si muovono come fiumi vorticanti
nell’alta atmosfera. Una palla lanciata nella sua
traiettoria, anch’essa si muove senza pressione.
E la pressione sanguigna che viene misurata? Il concetto
in esame è qui il ben noto il rapporto forza/area:
pressione = forza/area (forza per unità di superficie)
La pressione è un rapporto aritmetico derivato dalla
forza media del sangue in movimento, e, come tale,
indica il fenomeno del sangue che si muove in modo
indiretto. In un sistema di moto proprio la pressione è
potenziale mentre l’oggetto è in movimento e si
manifesta quando la velocità è ostacolata:
moto (massa x velocità) = impulso (forza x tempo)
Il sangue si muove con velocità diverse nei suoi flussi
vorticosi. Al momento dell’impatto di un oggetto che si
muove di moto proprio, la velocità diminuisce mentre
appare la pressione di una certa grandezza.
Rudolf Steiner, scienziato e filosofo, ha sottolineato
in diverse occasioni che il sangue si muove
autonomamente (5), e che la pressione non è la causa del
flusso di sangue, ma il risultato di esso (6). I medici
del passato usavano metodi elaborati per descrivere la
natura del polso arterioso e del battito del cuore o del
battito dell’apice, che è l’impulso del cuore contro la
parete toracica.
Molti termini descrittivi, come fibrillazione da shock
ipovolemico, collasso o polso a martello d’acqua per
insufficienza aortica e “ansante” impulso apicale di
ipertrofia ventricolare sinistra, trasmettono la
comprensione intuitiva del vero e proprio meccanismo di
azione del cuore.
Un tentativo di caratterizzare la funzione ventricolare
sinistra mediante gli indici, come la velocità massima
di contrazione (V max) e la variazione massima di
pressione ventricolare sinistra nel tempo (dP/dt max)
lascia intendere la sentita inadeguatezza del semplice
concetto di propulsione per pressione.
Flusso e Pressione
Considerazioni
Quando una massa fluida è soggetta a una forza sotto
forma di pressione, dapprima resisterà al movimento a
causa della sua inerzia e viscosità. In un sistema
azionato dalla pressione, la pressione si alza più
velocemente di quanto il fluido si muova; la pressione
raggiungerà il picco prima che la velocità del fluido
raggiunga il suo picco. Tuttavia, quando si misurano
contemporaneamente la pressione e il flusso nell’aorta,
il picco del flusso precede nettamente il picco della
pressione. Questo fenomeno è stato osservato già nel
1860 da Chauveau e Lortet e, come riportato da McDonald
(7), in contraddizione con la legge dell’inerzia nel
concetto di propulsione per pressione. Mentre questo
rapporto di fase in realtà conferma il principio di
propulsione di moto proprio, tuttavia esso rimase una
fonte di congetture per un considerevole periodo di
tempo negli anni ’50 fino a quando non è stato “salvato”
con l’aiuto di elaborati modelli matematici per i flussi
oscillanti.
Un’osservazione in favore del concetto del sangue con il
suo proprio moto è stato riferito da Noble (8) nel 1968.
Con misurazioni della pressione simultanea nel
ventricolo sinistro e nella radice dell’aorta di un
cane, ha dimostrato che la pressione nel ventricolo
sinistro supera la pressione aortica solo durante la
prima metà della sistole e che la pressione aortica è in
realtà più elevata durante la seconda metà. Trovò
paradossale che il sangue espulso dal ventricolo
continui nell’aorta, nonostante l’aumento della
pressione positiva. L’erroneo concetto di pressione
ventricolare sinistra che superi la pressione aortica
durante tutta la sistole proposto da Wiggers nel 1928
ancora è presente in molti testi moderni di fisiologia.
Noble ha proposto che questo tipo di modello di
pressione potrebbe essere il risultato del flusso di
moto proprio, ma questa idea è stata adombrata dal
carrozzone della propulsione per pressione.
Il concetto di propulsione per pressione ha arruolato
fisiologi e scienziati provenienti da diversi campi in
una crociata che ha portato a numerose ipotesi e teorie
sulla meccanica del sistema cardiovascolare. Il detto
che “I Dinamisti del fluido nel XIX secolo erano
suddivisi in ingegneri idraulici che osservavano cose
che non potevano essere spiegate e matematici che
spiegavano cose che non potevano essere osservate” è
ancora valido al giorno d’oggi..
Osservazioni Embriologiche
Steiner (6) mostrò che l’embriologia fornisce gli indizi
per risolvere il problema della circolazione. In
relazione a questo, Bremer (9) effettuò una notevole
serie di osservazioni sulla circolazione del sangue in
un embrione di pulcino nei primissimi stadi di sviluppo
prima della formazione delle valvole cardiache.
Descrisse i due flussi di sangue con movimento in avanti
a spirale di diversa velocità nello stadio in cui il
cuore è un singolo condotto. Tuttavia, si è notato che
il sangue ha una precisa direzione di flusso all’interno
del condotto e si muove apparentemente senza un
meccanismo di propulsione. Questi flussi si muovono a
spirale lungo il proprio asse longitudinale e uno
intorno all’altro. I flussi sembrano essere a
considerevole distanza, non riempono i loro vasi
sanguigni, e sembrano essere in segmenti discontinui.
In un film fatto da Bremer sul battito del cuore
embrionale, si osserva che il sangue a spirale è
ulteriormente rafforzato dal cuore pulsante senza creare
turbolenza nel sangue. Questo suggerisce che il
trasferimento di moto che si verifica tra il cuore e il
sangue riguarda una fase, il sincronismo, il cuore deve
in qualche modo sentire il movimento del sangue e
rispondere ad esso, a sua volta con impulsi a spirale
alla stessa velocità del sangue, sincronizzando il moto
del sangue e il moto del cuore.
Si presume che gli strati del muscolo cardiaco abbiano
lo stesso modello di distribuzione di velocità, come i
flussi concentrici di un vortice libero per consentire
al cuore e al movimento del sangue di accordarsi a
differenti velocità. È significativo osservare che il
movimento del cuore avviene con il minimo movimento
interno della parete cardiaca. Che il fluire del sangue
può essere osservato prima che il cuore entri in
funzione è supportato da osservazioni sul fatto che la
circolazione in un precoce embrione di pulcino si è
mantenuta fino a circa 10 minuti dopo che il cuore era
stato asportato (10) . Inoltre, la mobilità intrinseca
del sangue è stata evidenziata da Pomerance e Davies
(11) , che trovarono un embrione che visse a lungo senza
cuore, ma nacque morto e gravemente sfigurato. Così la
visione composita del sistema cardiovascolare embrionale
ci dice che il sangue non viene spinto dalla pressione,
ma si muove con una sua propria dinamica biologica e con
il suo intrinseco modello di flusso.
Alternanze di Vortici di Liquidi e di Gas nel Sangue
L’esistenza di spazio apparentemente vuoto tra e
all’interno del flusso a spirale di un liquido può
essere spiegata come spazio riempito di gas o vapore.
Tuttavia, questa ipotesi appare assurda se si considera
che anche piccole bolle nella circolazione arteriosa
possono provocare una embolia significativa. Ogni
segmento di 100 cm di sangue arterioso contiene 0,3 ml
di ossigeno libero fisicamente disciolto, 2,6 ml di
anidride carbonica e 1 ml di azoto.
L’importanza della piccola quantità di ossigeno
disciolto è riconosciuta solo in casi estremi di anemia
quando diventa una notevole fonte alternativa di
ossigenazione dei tessuti. Quando viene visto nei
termini di una distribuzione altamente differenziata di
componenti solidi, liquidi e vaporosi e/o gassosi del
vortice composito, questa quantità di gas libero assume
fondamentale importanza.
Il fatto che il gas sia elusivo nello sfuggente sangue
liquido è molto allineato con la constatazione che il
sangue, come vortici caratteristici di liquidi e gas, si
muove di moto proprio senza alcuna pressione. Il vortice
nei tornado è una configurazione molto stabile e coesa,
con un centro vuoto, fortemente tenuta insieme da un
sistema di forze centripete. Non ha le proprietà fisiche
del gas amorfo sotto pressione che tende ad espandersi.
Per chiarire ulteriormente le nostre osservazioni,
abbiamo escogitato un modello di ventricolo con un
contenitore sigillato, a forma di cono rovesciato, un
fiasco di vetro trasparente da mezzo litro pieno
d’acqua.
L’attrezzaggio consistette nell’installare due tubi
all’interno del fiasco collegati a dei trasduttori per
registrare il vuoto al centro del vortice e l’impulso di
potenziale pressione nel moto dell’acqua vorticosa. Il
segnale di pressione in funzione del tempo fu
visualizzato sullo schermo dell’oscilloscopio e anche
memorizzato sul computer per ulteriori analisi. Il
“ventricolo” fu messo in funzione tenendolo in mano e
dandogli un movimento oscillatorio e contemporaneamente
circolare per creare un vortice. Per aumentare la
visibilità, abbiamo riempito il contenitore con acqua
colorata di blu di metilene.
Anche operazioni delle più energiche risultarono in
quasi nessun movimento dell’acqua. Con alcuni
esperimenti abbiamo determinato che, a meno che nel
modello di ventricolo non ci fosse circa 1/3 del suo
volume di aria, non era possibile formare un vortice.
Questo ci ha portato alla conclusione che il gas
altamente organizzato e a bassa densità nel plasma è una
componente necessaria del vortice del sangue. Questo fa
sorgere anche la questione di come elementi gassosi e
fluidi possano rivelare le proprietà di locomozione
della vita.
L’idea del vortice composito di globuli rossi-plasma-gas
è in accordo con i “gap” nel flusso dei vasi embrionali.
Per valutare quanto fosse valido il nostro modello di
ventricolo, abbiamo misurato la pressione del suo
impulso potenziale (pressione arteriosa come viene in
genere misurata) nell’acqua vorticosa e nel vuoto al suo
centro e rilevammo che erano rispettivamente +130 e -180
mm Hg.
Inoltre, abbiamo costruito un “ventricolo” di vetro con
attaccata una “aorta” e dimostrammo che fino al 50% del
volume del liquido potrebbe essere espulso
sottoponendolo a un impulso oscillante e rotatorio,
senza il movimento verso l’interno della parete
“ventricolare”.
Una Funzione Ben Nota del Vortice
E ‘noto che il modello del flusso sanguigno attraverso
il cuore contribuisce in modo significativo alla
dinamica delle valvole cardiache, come è stato
dimostrato da numerosi studi che utilizzano
cineradiografia di contrasto e, più recentemente,
l’ecografia Doppler a colori. Taylor e Wade (12) hanno
confermato modelli di flussi di stabili vortici dietro
le cuspidi delle valvole, mitrale e tricuspide,
visualizzando il minutamente preciso contrasto del
flusso immesso. Inoltre, la formazione di vortici nel
seno aortico non solo è stata dimostrata nel modello del
cuore, ma anche visualizzata con la mappatura della
velocità per mezzo della risonanza tridirezionale. (13)
Senza la formazione di un vortice nel seno aortico,
possiamo concepire che, con il sangue che spinge con
impeto dal tratto di efflusso del ventricolo sinistro
alla velocità da uno a due metri al secondo, le arterie
coronarie sarebbero malamente irrorate, come avviene nei
casi di grave stenosi aortica (restringimento), dove il
flusso di sangue ad alta velocità non consente la
formazione dei vortici normali sovravalvolari.
Evidenze di Moto Proprio nell’Adulto
Non solo il flusso di sangue è ben mantenuto
nell’embrione prima della formazione delle valvole, non
ci sono segnalazioni di adulti in cui entrambe le
valvole tricuspide e polmonare infette siano state
rimosse chirurgicamente e non sostituite da protesi
valvolari, senza problemi significativi (14). Werner
(15) tramite due ecocardiografie bidimensionali ha
osservato che le valvole mitrale e aortica erano aperte
durante la compressione toracica esterna e che le cavità
cardiache erano passive e non cambiavano di dimensione.
Il Vortice Perpetuo nel Ventricolo
La tecnica ampiamente utilizzata della misurazione della
gittata cardiaca con il metodo della termodiluizione è
piena di deviazioni significative delle singole
misurazioni. Questa tecnica si basa sul principio del
sangue caldo che viene miscelato con il bolo di
soluzione salina fredda nel ventricolo e individuando
l’aumento della temperatura della miscela nell’arteria
polmonare. Il valore finale viene ottenuto facendo la
media dei risultati delle diverse misurazioni.
Misurando la conducibilità elettrica in varie località
del ventricolo sinistro di un cane, Irisawa16 non fu in
grado di mostrare una miscelazione uniforme della
soluzione salina. Le rilevazioni sulla conducibilità
hanno mostrato i flussi vorticosi di sangue di diverse
concentrazioni saline dentro i ventricoli durante la
sistole e la diastole (la fase di dilatazione o di
espansione del muscolo cardiaco, che permette alle
cavità del cuore di riempirsi di sangue), confermando
ulteriormente il concetto dei modelli vorticosi
altamente organizzati all’interno delle camere del
cuore.
Brecher (17) ha condotto un esperimento su un cane che
ha evidenziato una regione della continua pressione
negativa nel ventricolo osservando il flusso continuo di
soluzione di Ringer da un vaso al di fuori del cuore
attraverso una cannula posizionata nel ventricolo
sinistro attraverso l’atrio del cuore. Questo conferma
ulteriormente il nostro concetto della persistenza del
vortice nel ventricolo con il suo centro di pressione
negativa e il potenziale dell’impulso positivo di
pressione nella sua vorticosa periferia per tutto il
ciclo cardiaco. Così il cuore come organo minimo
funzionale consiste non solo del suo tessuto, ma anche
del vortice continuo di sangue, che provvede al vuoto
perpetuo nel suo centro che probabilmente aiuta a
richiamare indietro nel cuore il sangue dai capillari e
dalle vene. La persistenza del vortice spiega agli
ingegneri l’anomalia di una presunta pompa che conserva
il 40% della sua carica ad ogni espulsione; una pompa
dovrebbe espellere quasi il 100% del suo carico. Il
concetto di pompa è assurdo, ciò che è presentato qui è
geniale. Pettigrew (2) ha trovato tre colonne di spirale
di sangue nel ventricolo sinistro.
Corpuscoli del Sangue Orbitanti
In contrasto con il profilo della velocità parabolica
assunta da sospensioni di particelle di piccole
dimensioni sotto pressione in tubi rigidi di piccolo
diametro, in un modello di flusso in vivo gli elementi
cellulari del sangue si dispongono in modo tale che i
più pesanti globuli rossi orbitano più vicini al centro
con le più leggere piastrine in orbite più distanti
circondate da un rivestimento di plasma alle pareti dei
vasi sanguigni. Tale disposizione ordinata di
configurazione di particelle del sangue vista in una
sezione delle arterie nega un meccanismo di propulsione
omnidirezionale per pressione e conferma la premessa
vortice/moto.
Si può dimostrare questo fenomeno di differenziazione in
termini di massa nel vortice facendo girare liberamente
in acqua delle sfere scelte per comodità di stesse
dimensioni (3 mm di diametro) e di colore diverso per
peso diverso. Si vedrà che le sfere più pesanti
orbiteranno più vicino al centro di rotazione. La
velocità orbitale del vortice aumenta nella misura in
cui le orbite si avvicinano al centro di rotazione. Al
contrario, durante il tempo che una coppia di forza
viene applicata per ruotare nel recipiente, creando un
vortice forzato, tutte le sfere sono costrette a
dirigersi verso la periferia, dove le velocità sono più
elevate, come in una centrifuga.
Ad ulteriore conferma dell’esistenza in vivo del modello
di velocità di un vortice indipendente, abbiamo sondato
il flusso di sangue nella carotide posizionandovi un
trasduttore Doppler a 900 Hz per rivelare il movimento
vorticoso del sangue e elaborato gli echi Doppler
attraverso un filtro passa banda variabile cercando
modelli di frequenza (velocità) di distribuzione.
Abbiamo rilevato echi da raggruppamenti di particelle a
frequenze trasdotte da 400 a 650 Hz, da 650 a 900 Hz e
inferiori a 200 Hz. Questi tre gruppi indicano tre
diverse velocità e regioni orbitali. Osservazioni
preliminari indicano una distribuzione altamente
ordinata di componenti cellulari e di plasma del sangue.
Inoltre, quando si muovono attraverso le arterie più
grandi, i globuli rossi sono in forma toroidale, con la
loro massa alla periferia per massimizzare il momento di
inerzia, e si presume che ruotino attorno al proprio
asse individuale a causa del fenomeno del vorticismo (la
creazione di micro-vortici tra gli strati vorticosi nel
vortice principale che si muovono a velocità
differenti). Così ci si può aspettare di scoprire che i
miliardi di globuli rossi in realtà viaggiano nel
proprio spazio unico come una prova ulteriore
dell’ordine estremo del movimento del sangue.
Il tema ricorrente della Spirale
Il tema della spirale è evidente anche nella forma e
nella funzione del cuore e dei vasi sanguigni. La
muscolatura del cuore e delle arterie giù fino ai
capillari è orientata a spirale, e sia il cuore che le
arterie hanno movimento a spirale per aumentare la
quantità di moto del sangue (2), (18), (19). La
letteratura su considerazioni anatomiche e fisiologiche
del moto a torsione del cuore e dei vasi è completa ed è
stata recentemente rivista (2). Il fatto che
l’orientamento delle cellule endoteliali arteriose segue
da vicino i modelli di flusso del sangue è ben
consolidata (18), (19).
In un gruppo di pazienti sottoposti a chirurgia
ricostruttiva vascolare delle estremità inferiori,
Stonebridge e Brophy hanno osservato, con un esame
angioscopico diretto, che la superficie interna delle
arterie era organizzata in una serie di pieghe a
spirale.
Hanno osservato che le pieghe si verificano a causa del
flusso sanguigno a spirale, che può essere più
efficiente, richiedendo meno energia per guidare il
sangue attraverso l’affusolato e ramificato sistema
arterioso (19). Hanno inoltre osservato il sangue
vorticante con le fibre ottiche nella regione delle
pieghe endoluminali. Riguardo a questo, gli appassionati
sanno che le canne di fucile rigate, costringendo la
pallottola a ruotare, rendono più stabile la sua
traiettoria, e quindi più precisa nel raggiungere il suo
bersaglio.
Nei vasi il sangue “riga” i suoi condotti proprio allo
scopo di rafforzare il suo impulso di torsione.
Tuttavia, queste pieghe a spirale non si trovano nelle
arterie asportate, sono dinamiche del tessuto vivente.
Conclusioni Fisiologiche
Il movimento autonomo a vortice discusso nel presente
documento è inerente al movimento del sangue. Non è un
disturbo accidentale locale spesso spiegato come
turbolenza o correnti parassite, né un fenomeno
localizzato, con un unico scopo funzionale come nella
dinamica delle valvole cardiache. Da una visione più
ampia si può prevedere che il sangue dovrebbe muoversi
così, considerando che i fluidi in natura tendono a
muoversi in modo curvilineo, che è il loro percorso con
il minimo impiego di energia. L’espressione estrema di
questa tendenza nella natura, in termini di ordine,
stabilità e minor consumo di energia sono i tornado e le
scie dei “jet”.
Potenziali Conseguenze Cliniche
Queste considerazioni dovrebbero favorire una
comprensione più rapida del sistema cardiovascolare
attraverso un riesame della grande quantità di preziosi
dati sperimentali raccolti in tutto il mondo. Dal
momento che abbiamo osservato che il sangue ha una forma
altamente dinamica e ordinata, e un moto e un
orientamento ordinato dei corpuscoli del sangue,
dovremmo essere in grado di sviluppare dispositivi e
tecniche per rilevare piccole deviazioni da norme di
gruppo e singole, e quindi costituire una base per una
diagnosi molto precoce delle malattie cardiovascolari,
che resta la prima causa di morte negli Stati Uniti.
Nuove e più efficaci terapie per le malattie
cardiovascolari, si spera, potrebbero anche evolvere da
questa nuova prospettiva sulla fisiologia
cardiovascolare.
Nota finale
*Il manometro a tubo di Bourdon prende il nome dal suo
inventore, Bourdon. Il suo elemento sensibile alla
pressione è costituito da un tubo piegato circolarmente
che è appiattito per aumentare la sua sensibilità alla
pressione. Quando il tubo è sottoposto ad una pressione
interna positiva tende a raddrizzarsi; quando è
sottoposto ad una pressione interna negativa la
curvatura aumenta.
La deformazione del tubo è proporzionale alla pressione
e viene trasmessa tramite collegamenti e ingranaggi a
meccanismi che dirigono una lancetta su una scala
graduata per indicare la pressione.
Ringraziamenti
Ringraziamo Larry W. Stephenson, MD, Chief of
Cardiothoracic Surgery, Wayne State University School of
Medicine e Beverly Rubik, Ph.D., per i loro commenti su
questo lavoro.
Riferimenti
(1) Borelli, De Motu Animalium. Rome, 1681.
(2) Marinelli, R., Penney, D.G., et al. 1991.
Rotary motion in the heart and blood
vessels: a review. Journal of Applied Cardiology 6:
421-431.
(3) Berne, R., Levy, M., 1986. Cardiovascular
Physiology.
St. Louis, MO: C.V.
Mossy Co., p. 105.
(4) Rushmer, R.F., D.K. Crystal. 1951. Changes in
configuration of the ventricular chambers during cardiac
cycle. Circulation 4: 211-218.
(5) Steiner, R., 1990. Psychoanalysis and Spiritual
Psychology. Hudson, NY: Anthroposophic Press, p. 126.
(6) Steiner, R., 1920. Spiritual Science and Medicine.
London, England: Rudolf Steiner Press, 24-25.
(7) McDonald, D.,1952. The velocity of blood flow in
the rabbit aorta studied with high speed cinematography.
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(8) Noble, M.I., 1968. The contribution of blood
momentum to left ventricular ejection in dog.
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(9) Bremer, J. 1932. Presence and influence of spiral
streams in the heart of the chick embryo. American
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(10) Manteuffel-Szoege, L., 1969. Remarks on blood
flow. J. of Cardiovasc. Surg. 10: 22-30.
(11) Pomerance, A., Davies, M. 1975. Pathology of the
Heart London, England: Blackwell Scientific Publications,
pp. 538-39.
(12) Taylor, D.E.M., J.D. Wade. 1973. Pattern of blood
flow in the heart. Cardiovascular Research 7:14-21.
(13) Kilner P.J., Z. Y. Guang, et al. 1993. Helical and
retrograde secondary flow patterns in the aortic arch
studied by three-directional magnetic velocity mapping.
Circulation 88: 2235-2247.
(14) Arbulu, A., I. Asfaw. 1981. Tricuspid valvulectomy
without prosthetic replacement. J. Thorac Cardiovasc
Surg 82: 684-691.
(15) Werner, J.A., H.L. Greene, et al. 1981.
Visualization of cardiac valve motion in man during
external chest compression using two dimensional
echocardiography. Circulation 63: 1417-1421.
(16) Irisawa, H., M. F., Wilson, R.F. Rushmer. 1960.
Left ventricle as mixing chamber. Circulation Research
8:183-87.
(17) Brecher,G.A. 1956. Experimental evidence of
ventricular diastolic suction. Circulation Research
4:513-18.
(18) Lowell, L.B., L.S. Adamson. 1980. Relationship
between blood flow direction and endothelial cell
orientation at arterial branch sites in rabbits and mice.
Circ. Res. 48: 481-488.
(19) Stonebridge, P.A., C. M. Brophy. 1991. Spiral flow
in arteries? The Lancet 338:1360-61.
Tratto dal sito Arnold Ehret Italia Link: arnoldehret.it/il-cuore-non-e-una-pompa
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La
relazione fra cuore e
cervello
Alcune ricerche interdisciplinari emergenti -
inizialmente avviate da ricercatori “popolari” più che
da scienziati istituzionali - indicano che il cuore non
è una semplice pompa muscolare, ma una parte del
cervello con stesso numero di neuroni sensoriali
posseduto da certe regioni subcorticali del cervello.
Continua QUI
Per altri particolari su questo "tema",
vedi anche:
Cervello-Cuore e CEM + Campo
energetico del Corpo
+
Diagnosi sul cuore
in un secondo
+
Cuore che batte
+
Circolazione
sanguigna
+
Infarto
+
Problemi di cuore ed
infezioni
vedi anche,
HRV non è altro
che una espressione della
risonanza stocastica (By Franco Missoli):
Risonanza
stocastica 1
+
Risonanza stocastica 2
+
Risonanza stocastica 3
In questo "campo
magnetico toroidale"
vengono registrati anche tutti pensieri e le
azioni dell'essere vivente:
INFORMAZIONE, CAMPO
UNIVERSALE e SOSTANZA - Campi MORFOGENETICI
+
Campi Toroidali-1
+
Campi Toroidali-2
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Il segreto della salute del cuore si nasconde nel
palmo della mano - 15/05/2015
NEW YORK (WSI) - Risultati clamorosi di una nuova
ricerca: possibilità di morte prematura e rischi infarto
si possono prevedere guardando la forza della presa. Lo
stato di salute di ciascuno di noi può essere nascosto
nel palmo della mano.
Secondo una ricerca condotto su un campione di quasi
140.000 persone di 14 paesi paesi, la forza di presa
della mano è in grado di anticipare in maniera
addirittura più precisa della pressione sanguigna il
rischio di avere un attacco di cuore o un ictus. Lo si
legge nella rivista scientifica Lancet.
Secondo il team di ricerca internazionale che condotto
lo studio, questo tipo di controllo è "semplice oltre
che poco costoso" per i medici. Secondo lo studio, la
presa diminuisce nel corso degli anni. Ma coloro la cui
forza declina in maniera repentina è esposto a maggiori
rischi di salute.
Un esempio:
Una donna intorno ai 20 anni ha una forza di presa della
mano fino 34kg, che scende a 24 kg quando raggiunge i 70
anni.
Le cifre corrispondenti per gli uomini sono 54kg in
flessione a 38 kg. Lo studio ha dimostrato che a ogni
riduzione della forza di 5kg, le probabilità di una
morte prematura aumentano del 16%. (mt)
I tre Test
per capire la vera situazione
cardiovascolare
Quali sono allora i veri
indicatori dei problemi cardiovascolari, se mettiamo in
disparle il colesterolo ?
Le ultimissime posizioni parlano di tre test specifici che
sono:
1 - Test sull’omocisteina
nel sangue, che deve stare ai
minimi livelli possibili (valori medi 5-15
micromol/L (ma già a livello 12 c’è di che preoccuparsi).
2 - Test sul grado di calcificazione presente nelle
coronarie (valutazione della placca arteriosa).
3 - Test della PCR, ovvero la proteina C reattiva (che sta
ad indicare il grado di
ossidazione
dell’organismo, e che non dovrebbe superare i 10 mg/L (test
correlato con la VES (test sulla velocità di
eritro-sedimentazione).
vedi sull'Omocisteina questi importanti dati:
http://www.ipnosiregressiva.it/blog/587/non-devi-sapere-che-esite-lomocisteina-perche-un-amminoacido-che-smaschera-il-business.html
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Le
malattie cardiovascolari sono la causa più
importante di mortalità, morbosità e invalidità nella
popolazione italiana.
vedi:
Perche’ gli animali non sono soggetti ad attacchi
cardiaci +
Rischio cardiaco - Tratti dal libro del dott.
Rath
In caso di Forte dolore al
petto e ti trovi da solo, non farti prendere
dal panico, tossici FORTE e
respira profondamente, aiuterai il cuore a
non cessare di battere e potrai avere il tempo di
chiamare i soccorsi,
vedi questo documento
Bastano due esami,
la
misurazione della
Creatina nel
sangue ed il controllo delle
urine (*), per conoscere se i
reni funzionano bene o meno.
Test che
costano poco piu' di 3 euri, ma che possono indicare e
segnalare qualcosa che non va.
Successivamente una volta che i test indicano che
qualcosa non va, e' opportuno fare anche una ecografia.
(*)
Analisi
delle urine: Le urine sono un importante test
per una diagnosi non solo a carico della funzionalità
renale ma anche per vari disordini del
cuore, del
fegato o del
metabolismo.
Le
analisi delle urine
sono di due ordini:
esame macroscopico o di routine
+
caratteri generali +
componenti patologici
+
esame microscopico del sedimento e urinocultura
Dopo un'infarto
il fumo passivo UCCIDE !
- Il fumo passivo è noto per aumentare il rischio di
infarto. + Malattia
coronarica e Depressione
Vedi questo video:
http://www.youtube.com/watch?v=DdM3JTrtB1k&feature=player_embedded
Video della SISBQ -
Report di casi clinici in cardiologia
- dott. M. Siniscalchi - diapositive in PDF.
Il dottor Mario Siniscalchi, dirigente medico di
Cardiologia presso l'UOC di Cardiologia con UTIC ed
Emodinamica dell'Azienda Ospedaliera di Rilievo
Nazionale "A. Cardarelli" di Napoli, Vicepresidente
della SISBQ, applica da diversi anni la Semeiotica
Biofisica Quantistica. Egli ha posto in evidenza,
durante il III convegno di Porretta Terme, alcuni casi
clinici significativi correlati o risolti con il
prezioso ausilio informativo di questa originale
diagnostica.
Per visualizzare il video dell’intervento del dott.
Siniscalchi clicca qui sotto:
VIDEO DELLA RELAZIONE
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Un cardiochirurgo di fama
mondiale ci illumina su ciò che provoca realmente le
malattie cardiache – 01/03/2012
Noi medici con tutta la nostra formazione, la conoscenza
e l'autorità spesso acquisiamo un ego piuttosto grande
che tende a rendere difficile ammettere che abbiamo
torto. Così, eccomi qui. Ammetto di aver sbagliato.
Da cardiochirurgo con 25 anni di esperienza, dopo aver
effettuato oltre 5.000 interventi chirurgici a cuore
aperto, oggi è il mio giorno per riparare al torto fatto
come medico e scienziato.
Ho studiato per molti anni
con altri medici importanti etichettati come "opinion
makers" (autorità del settore).
Bombardati continuamente dalla letteratura scientifica,
frequentando seminari di formazione, noi professionisti,
abbiamo insistito che le malattie cardiache sono
semplicemente il risultato della presenza di colesterolo
nel sangue.
L’unica terapia accettata era prescrivere farmaci per
abbassare il colesterolo e una dieta che limita
fortemente l'assunzione di grassi. La limitazione di
quest'ultimo, naturalmente, abbiamo creduto potesse far
abbassare il colesterolo e quindi le malattie cardiache.
Deviazioni da queste raccomandazioni sono sempre state
considerate eresia e potrebbero apparire come negligenza
medica.
Non funziona !
Queste raccomandazioni non sono più scientificamente e
moralmente difendibili. La scoperta pochi anni fa che
l'infiammazione della parete arteriosa è la vera causa
delle malattie cardiache, sta lentamente portando ad un
cambiamento di paradigma nel modo in cui le malattie
cardiache e altre malattie croniche saranno curate.
Le raccomandazioni dietetiche, a lungo termine, hanno
creato epidemie di obesità e diabete, le cui conseguenze
fanno impallidire qualsiasi piaga storica in termini di
mortalità, sofferenza umana e disastrose conseguenze
economiche.
Nonostante il fatto che il 25% della popolazione prende
costosi farmaci che contengono statine e nonostante il
fatto che abbiamo ridotto il contenuto di grassi della
nostra dieta, più americani moriranno quest'anno di
malattie cardiache rispetto al passato.
Le statistiche dell'American Heart Association mostrano
che 75 milioni di americani soffre di malattie
cardiache, 20 milioni hanno il diabete e 57 milioni
hanno pre-diabete. Questi disturbi colpiscono le persone
sempre più giovani in numero maggiore ogni anno.
In poche parole, senza un’infiammazione
presente nel corpo, non c'è modo che il colesterolo si
accumuli sulla parete del vaso sanguigno causando così
malattie cardiache e ictus. Senza l'infiammazione, il
colesterolo è libero di muoversi in tutto il corpo come
natura vuole. E' l'infiammazione che causa l’accumulo di
colesterolo.
L'infiammazione non è una
cosa complicata - è semplicemente una difesa naturale
del corpo ad un invasore estraneo, come
tossine,
batteri o
virus. Il processo di infiammazione è perfetto nel
modo in cui protegge il corpo da questi invasori
batterici e virali.
Tuttavia, se esponiamo frequentemente il corpo ai danni
da tossine o alimenti che il corpo umano non è stato
progettato per elaborare, si verifica una condizione
chiamata infiammazione cronica. L'infiammazione cronica
è nociva tanto quanto l'infiammazione acuta è benefica.
Quale persona ragionevole vorrebbe intenzionalmente
esporsi ripetutamente ad alimenti o altre sostanze che
sono note per causare lesioni al corpo ? Beh, forse i
fumatori, ma almeno hanno fatto questa scelta
volontariamente.
Il resto di noi ha semplicemente seguito i
consigli della dieta tradizionale a basso contenuto
di grassi e ad alto contenuto di grassi polinsaturi e
carboidrati, non sapendo che stavamo causando lesioni
ripetute ai nostri vasi sanguigni. Queste lesioni creano
un’infiammazione cronica che porta a malattie cardiache,
ictus, diabete e obesità.
Lasciatemelo ripetere:
le lesioni e l'infiammazione dei nostri vasi sanguigni
sono causate dalla dieta a basso contenuto di grassi
raccomandata per anni dalla
medicina ufficiale.
Quali sono i maggiori colpevoli dell’infiammazione
cronica ?
Molto semplicemente, sono il sovraccarico di
carboidrati semplici e altamente trasformati
(zucchero, farina e tutti i prodotti derivati) e
l'eccessivo consumo di omega-6, oli vegetali come soia,
mais e girasole, che si trovano in molti alimenti
trasformati.
Provate a pensare di strofinare ripetutamente con una
spazzola rigida la nostra pelle morbida finché non
diventa tutta rossa e quasi sanguinante. Pensate di fare
questo più volte al giorno, tutti i giorni per cinque
anni. Se si potesse sopportare questa dolorosa
spazzolatura, si arriverebbe ad avere un’area gonfia,
sanguinante e infetta che si aggrava dopo ogni ripetuto
attacco.
Questo è un buon modo per visualizzare il processo
infiammatorio che potrebbe essere in corso nel vostro
corpo in questo momento.
Il processo infiammatorio è lo stesso, indipendentemente
da dove avviene, esternamente o internamente. Io ho
guardato dentro migliaia e migliaia di arterie. La
parete di un’arteria malata fa pensare proprio a
qualcuno che la abbia ripetutamente strofinata con una
spazzola. Più volte al giorno, ogni giorno, i cibi che
mangiamo creano piccole ferite che si aggiungono a
ferite, stimolando l'organismo a rispondere in modo
continuo all'infiammazione.
Mentre noi assaporiamo il gusto di un dolce appena
cotto, il nostro corpo risponde in modo allarmante, come
se un invasore straniero fosse arrivato a dichiarare
guerra. Gli alimenti carichi di zuccheri e carboidrati
semplici o elaborati con oli omega-6 per la lunga
conservazione, sono stati il pilastro della dieta
americana per sei decenni. Questi alimenti hanno
lentamente avvelenato tutti.
Come mai mangiando un
semplice dolce l’infiammazione aumenta fino a farti male
?
Immaginate di versare dello sciroppo sulla vostra
tastiera e di avere una visuale di ciò che avviene
all'interno. Quando consumiamo carboidrati semplici come
lo
zucchero, lo zucchero nel sangue aumenta
rapidamente.
In risposta, il pancreas secerne insulina il cui scopo
primario è quello di guidare lo zucchero in ogni cellula
in cui c’è fabbisogno di glucosio. Se la cellula è piena
e non necessita di glucosio, lo zucchero in eccesso
viene respinto per evitare di inceppare il meccanismo.
Quando le
cellule già sature rifiutano il glucosio extra, lo
zucchero nel sangue aumenta, viene prodotta più insulina
e il glucosio viene convertito in grasso immagazzinato.
Cosa ha a che fare tutto
questo con l’infiammazione ?
Il livello di glucosio viene controllato in un
intervallo molto breve. Le molecole di zucchero in
eccesso si uniscono ad una varietà di proteine che a
loro volta vanno a colpire la parete del vaso sanguigno.
Questo danno ripetuto alla parete del vaso sanguigno
scatena l’infiammazione. Quando si supera il livello di
zuccheri nel sangue più volte al giorno, ogni giorno, è
esattamente come prendere della carta vetrata e
strofinarla nei tuoi delicati vasi sanguigni.
Anche se non sei in grado di vederlo, ti assicuro che è
così. L'ho visto in più di 5.000 pazienti sottoposti ad
intervento chirurgico in 25 anni, che hanno tutti un
denominatore comune - l'infiammazione delle loro
arterie.
Torniamo al nostro dolce.
Questo apparentemente innocente cibo, non contiene
soltanto zuccheri, viene cotto in uno dei tanti oli
omega-6 come la soia.
Le patatine fritte sono immerse in olio di soia,
prodotti alimentari trasformati sono realizzati con oli
omega-6 per aumentare la durata di conservazione. Gli
omega-6 sono essenziali: sono parte di ogni membrana
cellulare e controllano ciò che accade dentro e fuori la
cellula – però devono essere nel giusto equilibrio con
gli omega-3.
Se l'equilibrio si sposta in un eccessivo consumo di
omega-6, la membrana della cellula produce sostanze
chimiche chiamate citochine che causano direttamente
l'infiammazione.
La dieta americana tradizionale di oggi ha prodotto uno
squilibrio estremo di questi due grassi. Il rapporto di
squilibrio è nell’intervallo da 15:1 ad un massimo di
30:1 a favore degli omega-6. Questo indica l’enorme
quantità di citochine che causano l'infiammazione.
Un giusto, ottimale e sano equilibrio
nell’alimentazione, sarebbe un rapporto 3:1.
A peggiorare le cose,
l'eccesso di peso provocato da questi alimenti crea
cellule di grasso sovraccaricate che a loro volta
riversano grandi quantità di sostanze pro-infiammatorie
che vanno ad aggiungersi ai danni causati dalla presenza
di zucchero nel sangue. Il processo che è iniziato con
un piccolo dolce si trasforma in un circolo vizioso nel
corso del tempo, portando a problemi cardiaci, pressione
alta, diabete e infine, il morbo di Alzheimer, mentre
l’infiammazione continua senza sosta.
Non può sfuggire il fatto che più si consumano cibi
preparati e trasformati, più agiamo sull'interruttore
dell'infiammazione giorno dopo giorno. Il corpo umano
non è in grado di elaborare, né è stato progettato per
consumare, cibi ricchi di zuccheri e imbevuti di oli
omega-6.
C’è solo un modo per
spengere l'infiammazione; tornare ai cibi più vicini al
loro stato naturale.
Per nutrire i muscoli, mangiare più proteine. Scegliere
i carboidrati che sono molto complessi, come
frutta e verdura. Ridurre o eliminare i grassi
omega-6 come l'olio di mais e di soia e gli alimenti
trasformati che causano l'infiammazione.
Un cucchiaio di olio di mais contiene 7280 mg di
omega-6; uno di soia contiene 6.940 mg. E’ più salutare
usare l'olio di oliva o burro da bovini allevati a
fieno.
I grassi animali contengono meno del 20% di omega-6 e
hanno molte meno probabilità di provocare una reazione
infiammatoria rispetto agli oli polinsaturi
apparentemente etichettati come sani.
Dimenticate la "scienza" che vi è stata inculcata nella
testa per decenni. La scienza che afferma che i grassi
saturi provocano malattie cardiovascolari, non dice il
vero.
Il pensiero scientifico che dice che i grassi saturi
aumentano il colesterolo nel sangue non è attendibile.
Dal momento che ora sappiamo che il colesterolo non è la
causa di malattie cardiache, la paura dei grassi saturi
è ancora più assurda oggi.
La teoria sul colesterolo ha portato alle diete senza
grassi, o a basso contenuto di grassi, creando cibi che
stanno provocando un'epidemia di infiammazione. La
Medicina tradizionale ha commesso un terribile errore
quando ha consigliato di evitare i grassi saturi a
favore di cibi ricchi di grassi omega-6. Ora abbiamo
un’epidemia di infiammazione arteriosa che porta a
malattie cardiache e ad altri “assassini silenziosi”.
Ciò che si può fare è scegliere
alimenti integrali “della nonna” e non quelli
trasformati e lavorati, che oggi “la mamma” acquista
nelle grandi catene alimentari. Eliminando gli alimenti
che provocano infiammazione e con l'aggiunta di sostanze
nutritive essenziali da prodotti alimentari freschi e
non lavorati, si invertirà il processo di anni di
nutrizione sbagliata e conseguentemente, i danni alle
arterie.
Il Dr. Dwight Lundell è
stato a capo del personale e Primario di Chirurgia all’Heart
Hospital Banner, Mesa, AZ. Il suo studio privato,
Cardiac Care Center si trova a Mesa, AZ. Recentemente il
dottor Lundell ha abbandonato la pratica chirurgica per
concentrarsi sul trattamento nutrizionale delle malattie
cardiache. Egli è il fondatore della Healthy Humans
Foundation che promuove la salute umana con particolare
attenzione su come aiutare le grandi aziende a
promuovere il benessere. Egli è anche l'autore di The
Cure for Heart Disease e The Great Cholesterol Lie.
Fonte:
PreventDisease.com - Tradotto da: La Leva di
Archimede
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Infarto del miocardio ed erbe cinesi - Gen. 2013
In Cina, nel trattamento di infarto del miocardio, i
rimedi della fitoterapia tradizionale sono diffusamente
somministrati come terapia aggiuntiva all'utilizzo dei
farmaci di sintesi. Questa meta-analisi di Rct ha
valutato l'efficacia del trattamento combinato (rimedi
tradizionali e farmaci di sintesi) nel trattamento
dell'infarto del miocardio, rispetto all'uso esclusivo
di quest'ultimi.
Sono stati selezionati 65 Rct (12.022 pazienti) di
qualità moderata e sono stati identificati 6.036
pazienti trattati con entrambi i tipi di farmaci e 5986
pazienti che hanno utilizzato solo farmaci di sintesi.
L'uso di entrambi i trattamenti si è dimostrato utile
nel ridurre la mortalità per qualsiasi causa (riduzione
del rischio relativo (RRR) = 37%, 95% IC = 28%-45%, I
(2) = 0.0%) e di mortalità di origine cardiaca (RRR =
39%, 95% IC = 22% -52%, I (2) = 22,8).
La somministrazione di rimedi tradizionali si è
dimostrata efficace nel ridurre il rischio di shock
cardiogeno fatale e non fatale, di aritmia cardiaca, di
infarto del miocardio, di insufficienza cardiaca, di
angina, e di eventi cardiaci totali.
In conclusione, pur in attesa di una ulteriore conferma
di questi dati, il trattamento combinato sembra aver
dimostrato una certa efficacia nel migliorare la
sopravvivenza dei pazienti affetti da infarto del
miocardio rispetto a quelli trattai solo con farmaci di
sintesi.
Bibliografia:
- Chung VC et al. Add-on effect of chinese herbal
medicine on mortality in myocardial infarction:
systematic review and meta-analysis of randomized
controlled trials. Evid Based Complement Alternat Med. 2013.
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Morte improvvisa per 1.000
giovani all'anno in Italia - 11 Mar. 2011
E' il dato terrificante che ha visto negli ultimi anni
perire solo in Italia, circa, 1.000 giovani al di sotto
dei 35 anni di età, per arresto cardiocircolatorio.
Sembra incredibile, ma è la pura verità dei dati. E cosa
si fa per combatterla ?
Naturalmente accertamenti diagnostici approfonditi,
elettrocardiogramma, analisi del DNA
(allo scopo di verificare se esistono delle "cause
endogene" che predispongono alla malattia), si
costituiscono associazioni ONLUS finanziate dallo stato
(cioè da noi stessi) per la prevenzione e scendono in
campo anche star dello sport. E il risultato qual è ?
Che avremo qualche migliaio di giovani cardiopatici
"certificati" e bisognosi di cure continue in più ogni
anno !
Bella soddisfazione, soprattutto quando basterebbe un pò
di Vitamina C
per migliorare tantissimo questo drammatico problema.
Guarda il video qui sopra:
Personalmente sono oltre 4 anni che seguo le indicazioni
del dott. Rath,
nell'integrazione di
vitamine
nella dieta e non sono mai stato meglio. Mi sento
addirittura ringiovanito e ho dimenticato il significato
di stanchezza, febbre,
influenze,
raffreddori, mal di
schiena, ecc. ! E tu cosa aspetti a star meglio ?
By Giovanni Lollo
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Il cuore, malattie e disturbi
Una patologia cardiaca può interessare una o più parti del
sistema cardiovascolare.
Il funzionamento del cuore
può essere danneggiato da più malattie e dare sintomi
diversi:
malattie delle arterie coronarie - NdR:
vedi: Ruolo del CAD nelle malattie
coronariche (english)
insorgere di angina
infarto miocardico
malattie delle valvole
cardiache
scompenso cardiaco
dolori toracici
Ma non è semplice identificare le dimensioni e le cause di un
disturbo cardiaco.
Chiami il Suo cardiologo in presenza di qualsiasi
combinazione di questi sintomi:
- Dolore intenso e prolungato al petto, pressione e disagio per
più di alcuni minuti
- Dolore che si irradia dalla spalla sinistra, braccio
sinistro, collo, schiena e mandibola
- Palpitazioni o battiti cardiaci eccessivi
- Affanno
- Svenimenti o perdita di conoscenza (sincope)
- Nausea o vomito
- Sudore, colorito anormale della pelle
- Frequenti attacchi di
angina che non sono provocati da sforzi fisici o
emozioni
- Attacchi di
angina che non trovano giovamento dopo 15 minuti e
dopo aver assunto 3 pasticche di nitroglicerina
Come identificare una patologia cardiaca o
infarto cardiaco ?
Non tutti i segni o sintomi sono elementi presenti durante un
attacco cardiaco, poiché in molti casi questi sintomi
sono minimi o di difficile riconoscimento.
Può qualsiasi dolore toracico essere un attacco cardiaco ?
Il dolore al petto può essere prodotto da diverse cause,
cardiache e non:
ischemia miocardica,
infarto cardiaco,
altri problemi cardiaci, e diverse
cause non cardiache.
In ogni caso, NON CORRA NESSUN RISCHIO !!!
Se è in corso un infarto cardiaco, un'azione immediata è
fondamentale. Si rechi al più vicino pronto soccorso
chiamando il 118 od il proprio cardiologo.
Tratto da:
http://www.cardiochirurgiasancamillo.it/sul_cuore/malattie.htm
Se il cuore fa le “bizze”, se non segue
il “ritmo” come dovrebbe, potrebbe trattarsi di
fibrillazione atriale, la più diffusa tra le
aritmie cardiache, caratterizzata da un’attivazione
elettrica degli
atri, due delle quattro parti che compongono il
cuore, decisamente anomala, irregolare. Se, in
condizioni normali, la contrazione atriale avviene in
modo regolare, in presenza di questo disturbo, si
verificano movimenti caotici.
Movimenti caotici, ma non solo: in caso di fibrillazione
atriale, il battito cardiaco è accelerato e irregolare,
la frequenza dei battiti, che solitamente si aggira
intorno alle 60-80 pulsazioni al minuto, aumenta fino a
raggiungere 100-200 pulsazioni al minuto.
Non esiste un solo tipo di fibrillazione atriale. E’
parossistica, nel caso in cui si verifichi il ripristino
spontaneo del ritmo cardiaco normale e gli episodi siano
di durata inferiore ai sette giorni (24/48 ore). Quando
la fibrillazione atriale diventa una costante più
duratura (durata superiore a 7 giorni), senza
interrompersi in modo spontaneo, si parla di
fibrillazione atriale persistente. Nell’eventualità più
seria, nonostante i trattamenti, il disturbo persiste:
si tratta di fibrillazione atriale cronica o permanente.
Sintomi chiari e precisi, la fibrillazione atriale si fa
“riconoscere” con l’improvvisa comparsa di battiti
irregolari e accelerati, di palpitazioni, cardiopalmo,
dispnea, respiro difficoltoso e astenia, diminuzione
della forza muscolare.
Se
i sintomi sono facilmente riconoscibili, le cause non
sono altrettanto chiare.
TACHICARDIE:
La tachicardia
(dal
greco tachys veloce, rapido e cardia cuore) è
una forma di accelerazione del battito
cardiaco, con aumento della frequenza dei battiti
cardiaci con pulsazioni oltre i 90 battiti al minuto.
La tachicardia parossistica è un' aritmia cardiaca
determinata dalla stimolazione anomala di un centro
generante impulsi, che si sostituisce al nodo
senoatriale (nodo del seno, il
pacemaker del cuore) ed assume il comando del ritmo
cardiaco per un tempo più o meno lungo. La frequenza
cardiaca può variare tra 120 e 200 battiti al minuto,
secondo la localizzazione di questo centro anomalo.
Le
cause sono diverse: lesioni organiche del cuore
(ischemia, miocarditi reumatica o ipertensiva),
intossicazioni farmacologiche o riflessi gastrocardiaci.
Gli attacchi tachicardici presentano diversa durata e
possono accompagnarsi ad ansia, sudorazione,
ipotensione, sensazione di cardiopalmo. La terapia è
fondata sull'uso di farmaci antiaritmici (es.
betabloccanti) e sulla ricerca e cura della condizione
patologica di base, da effettuarsi in ambiente
specialistico.
Si classificano
principalmente tre forme di tachicardia: sinusale,
eterotopa (sopraventricolare e
ventricolare) e atriale.
Le tachicardie si
dividono in due gruppi principali che a loro volta si
dividono in più sottogruppi.
-
Tachicardia ventricolare
con i suoi sottogruppi:
- Tachicardia ventricolare sostenuta
- Tachicardia ventricolare non sostenuta
- Tachicardia ventricolare idiopatica
- Tachicardia atriale con i suoi
sottogruppi:
- Tachicardia atriale automatica
-
Tachicardia atriale da rientro
Cause (le principali)
Può essere dovuta ad eventi fisiologici o funzionali
come la
gravidanza, gli imbarazzi
gastrici, gli sforzi fisici, il consumo eccessivo di
caffè o te', oppure a cause direttamente connesse
con il cuore come l’arteriosclerosi
o l’insufficienza
coronarica. Una forma piuttosto frequente è la
tachicardia parossistica, dovuta a stimoli ripetuti
che partono da varie parti del cuore determinando
accessi con frequenze anche di 180-250 al minuto: può
durare da pochi minuti a qualche ora, e cessa
improvvisamente lasciando il soggetto prostrato; talora
determina riduzione dei valori pressori. In un’altra
forma, l’episodio di tachicardia insorge quando il
soggetto assume la posizione eretta: ciò può verificarsi
nell’ipotensione
ortostatica, negli stati
febbrili, nell’ipertiroidismo,
in periodi di eccitazione ed emotività.
Tratto da: Wikipedia.org
La regolazione della pressione si
ottiene come effetto secondario.
Primariamente bisogna agire su certi trigger points
localizzati per esempio sul
muscolo soleo.
La spina calcaniale: E’ una di quelle “spine” che è
difficile dimenticare di avere o togliere senza
problemi; è un disturbo del piede che si presenta in
modo particolarmente fastidioso e doloroso, ma non solo,
quando c’è questo problema, ogni piccolo passo può
trasformarsi in un’esperienza dolorosa quanto
complicata. Il tallone è il bersaglio vero e proprio del
problema, ma è tutta la pianta e, di conseguenza,
l’appoggio del piede, a risentirne maggiormente.
Essa é sempre associata a patologie del miocardio.
Se si elimina il trigger nel muscolo soleo (basta un
ago, ma anche una digitopressione può andar bene), non
solo sparisce la spina calcaniale, ma anche il miocardio
riprende a funzionare bene (tachicardia, aritmie ecc).
vedi anche:
Microcircolazione +
Danni mitocondriali
ARITMIE
(breve descrizione):
L'aritmia in genere è un difetto di
conduzione elettrica
del
cuore, ma ha cause
molto piu' complesse e provenienti da diverse
malfunzioni organiche e sistemiche.
Esse sono le alterazioni della normale sequenza dei
battiti cardiaci.
Quando si osserva un aumento anomalo dei battiti si
parla di tachiaritmie o tachicardie.
Se al contrario si ha una diminuzione anomala del numero
dei battiti si parla di bradiaritmie o bradicardie.
- tachiaritmia o
tachicardia se il
battito aumenta in modo anomalo al di sopra di 100 al
min.
- bradiaritmia o
bradicardia se il
battito rallenta al di sotto di 40-50 per min.
La forma più semplice di tachiaritmia, l’extrasistole,
può non essere minimamente apprezzata oppure
manifestarsi come sensazione di irregolarità del battito
cardiaco, talora associata alla percezione di un senso
di "vuoto", come se per un momento il cuore si fermasse.
Le tachicardie si manifestano con una chiara sensazione
di marcato aumento del numero dei battiti cardiaci, che
si possono succedere in modo regolare o irregolare.
Quando la frequenza cardiaca è molto alta ci possono
essere senso di schiacciamento al petto, mancanza di
respiro, sudorazione, spossatezza, vertigini. Nelle
forme più gravi si può arrivare alla perdita di
coscienza.
Nelle bradicardie si possono avere senso di
affaticamento, ridotta tolleranza agli sforzi,
vertigini, ed anche in questo caso, nelle forme più
gravi, si può giungere alla perdita di coscienza.
In entrambi i casi ci si trova di fronte ad una
alterazione del normale funzionamento dei circuiti
elettrici del cuore, che servono a veicolare lo stimolo
elettrico che determina la contrazione del muscolo
cardiaco.
In condizioni normali tale stimolo ha origine in una
"centralina" chiamata nodo del seno (Il
pacemaker del
cuore) e collocata negli
atrii, che sono la
parte superiore del cuore.
Dal nodo del seno lo stimolo elettrico viene veicolato
verso il basso sino alla parte inferiore del cuore, i
ventricoli.
Per arrivare ai ventricoli lo stimolo elettrico deve
transitare attraverso una sorta di "cancello", posto tra
gli atrii ed i ventricoli, chiamato nodo
atrio-ventricolare.
Una volta giunto ai ventricoli ed attivata la
contrazione del muscolo cardiaco lo stimolo elettrico si
estingue.
La formazione dell'impulso avviene a causa di variazioni
localizzate di correnti ioniche. Vi sono due cause
principali di formazione dell'impulso che possono
condurre ad aritmie: l'automatismo e l'attività
triggered. L'automatismo può essere normale o anomalo.
Quello normale si può riscontrare non solo al NSA ma
anche in certi pacemaker latenti o sussidiari.
L'automatismo anomalo è definito dall'iniziazione
ripetitiva spontanea di un impulso. A differenza delle
aritmie da automatismo, l'attività triggered deve essere
preceduta necessariamente da un potenziale d'azione che
si sposta dal NSA al focus triggered: ciò può accadere
quando il focus ha frequenza maggiore del NSA, per
aumentata attività del primo o ridotto attività del
secondo.
Fattori di rischio:
Ne esistono numerosi, che facilitano la comparsa della
fibrillazione atriale: l’invecchiamento del cuore, con
il progressivo ingrandimento dell’atrio sinistro; alcune
patologie cardiache o cardiovascolari, come
cardiomiopatie, miocardite, cardiopatie congenite,
infarto miocardio,
ipertensione arteriosa; lo
stress, l’assunzione
eccessiva di alcuni
farmaci, alcol e
caffeina.
Protagonista della diagnosi, in qualità di valido
alleato dello specialista, è un esame specifico, l’elettrocardiogramma
(ECG), assolutamente indolore e privo di
controindicazioni, che prevede l’utilizzo di alcuni
elettrodi a tampone, da applicare alla pelle del
soggetto, in grado di evidenziare l’andamento dei
segnali elettrici all’interno del cuore.
Un altro valido alleato diagnostico è l’Holter,
che prevede l’applicazione, per alcuni giorni, di uno
strumento, che ha lo scopo di registrare eventuali
episodi di fibrillazione atriale.
(A) Sono diverse le
opzioni terapeutiche possibili, da modulare e da
scegliere in base al caso concreto, al paziente da
curare, dal trattamento farmacologico, che prevede la
somministrazione, per via endovenosa o orale, di farmaci
antiaritmici, fino all’intervento chirurgico, l’ablazione
transcatetere, che, comporta l’eliminazione,
attraverso l’inserimento di appositi cateteri e
l’erogazione di energia elettrica, in grado di eliminare
le cellule responsabili dell’aritmia.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Cura naturale per
le Tachicardie e le Aritmie:
Aglio,
Biancospino e
Rafano nero, sono particolarmente indicati, in macerati e/o capsule o pastiglie,
assunti ogni giorno per almeno 30 giorni, oltre all'equilibratore
ionico (serve anche per l'alta
pressione) da effettuarsi per almeno 3 ore. - tenere
presente l' opzione (A),
se le cose non migliorano con la Cura naturale qui
indicata.
vedi anche:
l'inganno del Colesterolo +
Glicemia
+
Consigli alimentari +
Cardiologia +
Aritmologia (Ospedale s. Raffaele - MI)
+
Aritmologia (Associazione) +
DNA, Cromosomi, Amminoacidi +
Cervello, Campo
ElettroMagnetico (CEM) del CUORE
+ Cervello
separato, quello del Cuore +
Circolazione sanguigna +
Circolazione e depurazione del sangue +
Urino terapia
+
Vitamina C
+
Musicoterapia
+ Diagnosi sul cuore
in un secondo
+
Reale
Rischio Congenito di CAD
Commento NdR: Noi, come specialisti in
Medicina Naturale, consigliamo a tutti i
Vegetariani di nutrirsi almeno una volta alla
settimana e con parsimonia, di qualche alimento con
proteine animali, preferendo: uova, pesce, e/o carne di
animali piccoli (come stazza, meglio i volatili). Ma
ricordiamo sopra tutto di ridurre e/o eliminare il latte ed i formaggi
dalla propria alimentazione.
L'alimentazione
e' alla base di tutti i tipi di
malattie, a
meno che non derivi
da traumi, avvelenamenti o da
farmaci e
Vaccini, mangiate
quindi POCHI carboidrati, aumentate la
frutta e le verdure fresche (crude) ed eliminate i
dolci - mangiate di tanto in tanto proteine animali (meglio pesce e carne
di uccello e pochi formaggi) siate quindi tendenzialmente
vegetariani ed aumentate l'assunzione delle
Vitamine !
vedi:
Consigli Alimentari +
Vitamina C
FRUTTA
SECCA
Dose consigliata di
frutta fresca, per l'implementazione di
minerai e grassi "buoni", specie
noci,
mandorle dolci,
nocciole, (meglio evitare le
arachidi, che sono un
legume ed anche perche' sono molto
inquinate dai
prodotti chimici utilizzati in
agricoltura),
utilizzate al massimo 60 gr al giorno ripartito nella
giornata; molto utili nel
dimagrimento e per tutte le eta', per la
circolazione
sanguigna e per il cuore; per il
colesterolo
e' d'obbligo l'utilizzo di 2
noci brasiliane al giorno.
Alcuni prodotti Naturali e Tecniche che possono essere
di aiuto per chi soffre di ipertensione sono; l'Aglio
assunto 2-3 volte al di (in capsule) + Biancospino in
altrettante dosi giornaliere:
Aglio
+
Omega 3 (con
parsimonia) +
Omega 6 +
Melatonina (coniugata) +
Depurazione del
sangue +
Idro Colon terapia
(Clistere) + Alimentazione
+
Idro Colon Terapia
+
Crudismo
Bere ogni giorno 1 litro di infuso di
Biancospino.
La tecnica naturale idro terapica piu' adatta per i malati
di ipertensione e
cancro
oltre alla Idro Colon Terapia
e' quella di:
Bagno alla sera prima di coricarsi a letto in acqua tiepida
(temperatura a seconda di come si vuole, ma non oltre
i 41° additivata con 1/2 kg.
di sale inglese - si trasforma in magnesio). Stare 20 minuti
-1/2 ora a bagno, una o due volte alla settimana.
Farsi Massaggiare: Collo
+ Spalle + Osso Sacro + Dorso
(specie sui gangli nervosi a lato della colonna) 2 volte alla
settimana da un
massaggiatore specializzato/a e controllare la
Postura da un buon
Chiropratico
ma e soprattutto:
Circolazione sanguigna: prevenzione
degli
infarti. I citrati
eliminano le calcificazioni arteriose. Gli ascorbati
fanno il resto
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Gli esami diagnostici -
vedi anche e soprattutto:
Semeiotica
Biofisica
Molto si può fare per prevenire le malattie
cardiovascolari attraverso abitudini di vita più
corrette, ma è fondamentale anche la diagnosi precoce.
Gli esami diagnostici non mancano, anche così
sofisticati da permettere di "fotografare" lo stato e il
funzionamento del muscolo cardiaco in tempo reale. Ecco
un breve "dizionario" dei test più comuni, quelli che
normalmente si prescrivono anche nelle valutazioni
periodiche di routine (il famoso check-up).
Esami del sangue
Colesterolemia: si
dosa il colesterolo totale, e la frazione HDL (quella
protettiva). Valori accettabili di colesterolo totale
non devono superare 200mg/dl e, dopo i 50 anni,
260mg/dl. Il colesterolo HDL, invece, deve essere
compreso tra 50 e 60mg/dl, per le donne, e tra 40 e
50mg/dl per gli uomini.
Trigliceridi: il
valore normale non deve superare 1,60g/l
Transaminasi:
enzimi prodotti dal fegato, che ne indicano il
funzionamento; se il fegato non funziona bene può
risultare alterato anche il metabolismo dei lipidi.
Generalmente si dosano la SGPT e la SGOT. I valori
normali per la ALT (SGPT) vanno da 5 a 40 UI/l e per la
SGOT (AST) da 5 a 35 UI/l.
Glicemia basale: è
la quantità di glucosio nel sangue del paziente a
digiuno, serve a scoprire il diabete. I valori di
riferimento vanno da 0,8 a 1,2g/l, valori superiori
individuano uno stato pre-diabetico, cioè a rischio.
Oltre i 2g/l, invece, la diagnosi di diabete è
praticamente certa, anche se va confermata con ulteriori
esami.
Nota: Glicemia.
L’esame di più immediata comprensione resta la misura
della glicemia. Si chiama glicemia basale il valore del
glucosio nel sangue a digiuno. L’esame viene fatto su un
prelievo eseguito secondo la solita tecnica, estraendo
alcuni cm3 di sangue con una siringa dalla vena di un
braccio. Vi è una certa differenza tra i valori del
sangue tratto dalle vene e quello tratto dalle arterie,
e a seconda dei metodi di determinazione. Tuttavia
qualche punto per cento in più o in meno non costituisce
di solito un problema. La glicemia a digiuno dev’essere
al di sotto del grammo per litro. Alcuni autori fanno
differenza tra un diabete ai limiti dei valori normali e
un diabete conclamato, es. quando si superano i 14
grammi per litro di glucosio (corrispondenti a
7,8mmol/l).
Uricemia: quantità
di acido urico presente nel sangue, i valori normali per
le donne sono compresi tra 40 e 50mg/l, per gli uomini
tra 50 e 60mg/l. Valori anomali sono spesso associati ad
altri indici di rischio, quali l'obesità e il diabete.
Elettroforesi delle
sieroproteine:
consiste nel separare le proteine, presenti nel siero,
in base al loro peso molecolare, sfruttando la "spinta"
di un campo elettrico. Una volta separate, di solito in
5 gruppi principali, le proteine vengono quantificate.
Questo test serve ad escludere molte patologie che
influenzano qualità e quantità delle proteine seriche.
Valori medi di riferimento:
Albumina 43g/l o
60%
Alfa 1 globulina 3g/l o 4%
Alfa 2 globulina 6g/l o 8%
Beta globulina 9g/l o 12%
Gamma globulina
12g/l o 16%
Continua su:
http://www.dica33.it/argomenti/cardiologia/infarto/cuore_foto.asp
Oltre all'elettrocardiogramma
+ Diagnostica
Naturale +
Glicemia
+ Musicoterapia
+
Infarto, il rischio è scritto
nei
Geni =
Reale Rischio Congenito di CAD
=
Terreno
fisiologico anche per l'Infarto e malattie cardiache e
non solo.
Danni dei Vaccini al
Cuore e circolazione
Bibliografia
-
"Complicazioni
miocardiche delle vaccinazioni", Annals of Clinical
Research 1978 Vol 10
- Perez Diaz R, "Pericardite post-vaccinazione: 2 casi
clinici", Rev Cuba Med, 1:49-54, luglio- agosto 1962
- Larbre F, "Miocardite acuta fatale a seguito di
vaccinazione da varicella", Pediatrie, apr.-maggio 1966,
21:345-350
- "Morte improvvisa tra reclute finlandesi [a seguito di
danni cardiaci da vaccini]", British Med Journal, 1976
vedi:
Bibliografia Danni dei vaccini
+
Bibliografia danni 2
+
1.000 studi sui Danni dei
Vaccini
Ricordiamo anche che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e
della
mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in
qualsiasi parte dell'organismo.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
I
mirtilli fanno bene
al cuore
Mangiare i
mirtilli potrebbe
aiutare a scongiurare diversi fattori di rischio di
diabete e malattie cardiovascolari. Questo è quanto
sostenuto da uno studio presentato alla conferenza
Experimental Biology tenutasi a New Orleans.
I benefici dei mirtilli sono dovuti al contenuto di
fitochimici, sostanze chimiche di origine esclusivamente
vegetale. Queste molecole specifiche sono benefiche per
la salute e quelle dei mirtilli sono degli antiossidanti
naturali chiamati antocianine.
E. Mitchell Seymour, ricercatore della
University of Michigan,
ha dichiarato: «Nello studio a lungo termine Women's
Health Study, è risultato che le donne che seguivano
un'alimentazione ricca di antocianine avevano un rischio
notevolmente ridotto di malattia cardiaca». Il team ha
condotto i propri studi su topi sovrappeso, alla cui
alimentazione è stata aggiunta polvere di mirtilli. Dopo
novanta giorni i topi che avevano mangiato mirtilli
avevano meno grasso sull'addome, un miglior controllo
degli zuccheri nel sangue e livelli di
trigliceridi e
colesterolo
inferiori a quelli dei topi che non avevano mangiato
mirtilli.
Fonte: AGI - Apr. 2009
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
SEMEIOTICA
BIOFISICA
Diagnosi clinica di cuore sano in UN
SECONDO
!
-
Reale Rischio Congenito di CAD
+
Diagnostica Naturale
L’esperimento di Lory ha dimostrato che in biologia
esiste la realtà non locale accanto a quella locale (1,
2).
Nella realtà non locale l’informazione non viene
trasmessa con dispendio di tempo e di energia, ma è
“simultanea”, cioè avviene per un fenomeno analogo alla
risonanza in Chimica, come insegna Paolo Manzelli (1).
Inoltre, la realtà non locale è presente in un sistema
biologico, a patto che fisiologico sia il locale livello
di Energia-Vibratoria (↑ ATP), che così si trasforma in
Energia-Informazione, con riduzione Energia-Materia (↓
Acido Piruvico → Acetil-Co-A).
Fig. 1 - Punto di
controllo del
riflesso gastrico
Questo e' un
Fonendoscopio
La
Semeiotica
Biofisica
Quantistica
(SBQ),
insegna che, con un
semplice strumento
chiamato
fonendoscopio e
l'auscultazione
delle reazioni
corporee a
stimoli sui "Trigger
Point" adatti, e'
possibile effettuare
qualsiasi tipo di
diagnosi organiche,
tissutali, cellulari
ecc., in 1 minuto e
per qualsiasi
sintomo=malattia
Da quanto brevemente
scritto sopra, ne
consegue che, nel
sano, se il medico
esegue una
stimolazione
intensa
(forte)
dei trigger-points
relativi ad un dato
tessuto (nel nostro
caso il cuore),
“simultaneamente”
tutte le correlate
cellule parenchimali
sono stimolate: il
livello di energia
libero endocellulare
viene mantenuto
dall’attivazione
microcircolatoria di
tipo I, associata,
indotta dalla
intensa stimolazione
(1, 2) vedi
Semeiotica Biofisica
+
www.semeioticabiofisica.it
- La pagina
Tecnica1.
Nel sano, la
“intensa”
stimolazione di un
sistema biologico
non mostra
“simultaneamente” il
riflesso gastrico
aspecifico, che
compare ovviamente
dopo il fisiologico
tempo di latenza,
direttamente
correlato con
l’intensità dello
stimolo stesso, a
seguito della locale
acidosi indotta
transitoriamente
dall’ipertono
simpatico a livello
miocardio.
Se la pressione
sopra qualsiasi
trigger-point
cardiaco è
lieve-moderata:
tempo di latenza del
riflesso
cardio-gastrico
aspecifico 8 sec.
esatti,
indipendentemente
dall’età
dell’esaminando (Fig.
1).
Quando, invece, la
stimolazione di un
singolo
trigger-points
cardiaci (V
dermatomero toracico
di sinistra =
proiezione cutanea
cardiaca) è
“intensa”, il tempo
di latenza
fisiologicamente
sale, raddoppiando
il valore precedente
(tl = 16 sec.) in
conseguenza
dell’attivazione
microcircolatoria
coronaria, tipo I,
associato, provocata
dalla stimolazione.
Nel sano, supino e
psicofisicamente
rilassato con gli
occhi aperti per
ridurre la
secrezione di
melatonina, la
pressione digitale
“intensa” applicata
sopra un punto
qualsiasi della
proiezione cutanea
del cuore, non
provoca
“simultaneamente”
alcun riflesso
gastrico aspecifico.
Al contrario, in
presenza di una
qualsiasi patologia
cardiaca, ancorché
circoscritta, come
il Reale Rischio
Congenito di CAD
(3-10),
“simultaneamente”
con l’inizio della
stimolazione
“intensa”, il medico
osserva un riflesso
gastrico aspecifico,
la cui entità,
variabile da 0,5 cm.
a 2 cm., è correlata
con la gravità della
sottostante
malattia. In caso di
infarto, anche
pregresso, il
riflesso gastrico
aspecifico è
simultaneo
all’inizio della
stimolazione del
trigger-point
cardiaco.
In conclusione, la
Semeiotica Biofisica
Quantistica
consente al medico
di riconoscere in un
secondo se il cuore
dell’esaminando è
sano o malato, a
partire dalla
nascita ovviamente.
Nel secondo caso, il
medico procede
immediatamente ad un
approfondimento
diagnostico,
utilizzando la
semeiotica fisica
quantistica, come ho
illustrato in
precedenti lavori,
pubblicati
all’estero (3-10).
-
Stagnaro Sergio.
Bedside
Evaluation of
CAD
biophysical-semeiotic
inherited real
risk under NIR-LED
treatment. EMLA
Congress, Laser
Helsinki August
23-24, 2008. "Photodiagnosis
and photodynamic
therapy",
Elsevier, Vol. 5
suppl 1 august
2008 issn
1572-1000.
Bibliografia.
1) Stagnaro Sergio e
Paolo Manzelli.
Semeiotica
Biofisica: Realtà
non-locale in
Biologia. Dicembre
2007,
http://www.ilpungolo.com/leggi-tutto.asp?IDS=13&NWS=NWS5217
2) Stagnaro Sergio e Paolo Manzelli. L’Esperimento di Lory.
Scienza e
Conoscenza, N° 23,
13 Marzo 2008.
http://www.scienzaeconoscenza.it//articolo.php?id=17775
3) Stagnaro S. A
clinical efficacious
maneouvre, reliable
in bed-side
diagnosing coronary
artery disease, even
initial or silent,
as well as "heart
coronary risk". 3rd
Virtual
International
Congress of
Cardiology,
FAC,2003,
http://www.fac.org.ar/tcvc/marcoesp/marcos.htm
4) Stagnaro
Sergio.Biophysical
Semeiotic
Constitutions,
Genomics, and
Cardio-Vascular
Diseases. BMC
Cardiovascular
Disorders, 2004,
http://www.biomedcentral.com/1471-2261/4/20/comments#95454
5) Stagnaro Sergio
Endothelial cell
function can
ameliorate under
safer drugs, such as
Melatonin-Adenosine.
BMC Cardiovascular
disorders. 2004
http://www.biomedcentral.com/1471-2261/4/4/comments
6) Stagnaro-Neri
M., Stagnaro S.
Deterministic Chaos,
Preconditioning and
Myocardial
Oxygenation
evaluated clinically
with the aid of
Biophysical
Semeiotics in the
Diagnosis of
Ischaeemic Heart
Disease even silent.
Acta Medica
Mediterranea 13,
109-116, 1997.
7) Stagnaro
Sergio. Role of
Coronary
Endoarterial
Blocking Devices in
Myocardial
Preconditioning - c007i.
Lecture, V Virtual
International
Congress of
Cardiology, 2007.
http://www.fac.org.ar/qcvc/llave/c007i/stagnaros.php
8) Stagnaro Sergio.
New bedside way in
Reducing mortality
in diabetic men and
women.
Ann. Int. Med. 2007
http://www.annals.org/cgi/eletters/0000605-200708070-00167v1
9) Stagnaro Sergio.
Newborn-pathological
Endoarteriolar
Blocking Devices in
Diabetic and
Dislipidaemic
Constitution and
Diabetes Primary
Prevention. The
Lancet. March 06
2007.
http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140673607603316/comments?totalcomments=1
10) Stagnaro Sergio.
Bedside recognizing
diabetics with or
without CHD real
risk or silent CHD.
BMC Cardiovascular
Disorders 2006,
6:41 http://www.biomedcentral.com/1471-2261/6/41/comments#243544
Tratto da:
http://www.fcenews.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1218&Itemid=47
By
Sergio Stagnaro
(medico)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
TEST per l'INFARTO
Nell'incertezza due
test rapidi
rispondono prima che
sia troppo tardi.
Veloci,
mini-invasivi,
economici ed
europei. Provengono
infatti dal vecchio
continente due studi
pubblicati sul
New England Journal
of Medicine che
potrebbero
rivoluzionare le
corsie del pronto
soccorso. Le
emergenze per
attacchi cardiaci
sono oltre 15
milioni, solo tra
Europa e Stati
Uniti. Non sempre
pero' il paziente
che arriva mano al
petto lamentando
dolori lancinanti,
ha un principio di
infarto.
L'esame tradizionale
e'
l'elettrocardiogramma,
non sempre
risolutivo. Oppure
si rileva la
presenza di una
proteina, la
troponina, presente
nel muscolo
cardiaco. Peccato
che quando questa
supera la soglia di
guardia, 4-8 ore
dopo l'infarto, gli
effetti devastanti
sul cuore potrebbero
gia' esserci stato.
Il primo studio e'
stato condotto dal
Policlinico
Universitario di
Basilea
(Svizzera).
Prelevati campioni
di sangue da 718
pazienti con sintomi
da infarto presunto,
i medici hanno
stabilito
l'accuratezza dei
nuovi test messi a
punto da Abbott e
Siemens.
Stesso copione in
Germania,alla
Johannes Gutenberg
University di
Mainz: testati 1.818
pazienti.
I
risultati sono stati
piu' che positivi
per entrambe le
tecniche
diagnostiche: i
nuovi test hanno
scovato l'infarto
nel 94-96% dei casi,
rispetto all'85-90%
delle tecniche gia'
in uso.
Commento NdR:
tutto cio' e' buona
cosa, l'aver
migliorato le
indagini per
l'infarto, ma si
deve ricordare che
la
Medicina Naturale
ha un semplice test,
senza macchinari,
ne' analisi di
laboratorio, che
permette di
conoscere in
ANTICIPO se il
soggetto e'
predisposto dal suo
"terreno"
all'infarto, come
ben indicato qui in
questa pagina dal
dott. S. Stagnaro.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Segno di Caotino: Un
Dito
Premuto sul
Precordio.....
Pre-cor-Dio =
parola che è un
sostantivo maschile
che significa:
1) [anatomia] la
regione anteriore
del torace in
corrispondenza del
cuore;
2) [plurale
letterario] membrana
che avvolge il cuore
e gli altri organi
interni del torace,
anticamente ritenuta
sede dei sentimenti
e degli affetti;
3) [figurato] la
parte più intima
dell'animo:
commuoversi fino ai
precordi.
......Previene
l'Infarto Miocardico
!
Pubblicato da Sergio
Stagnaro Ven,
09/04/2010 - Fonte:
BLOG di Caotino
LINKS
Nella
Fonte si legge un
vibrante J'ACCUSE
rivolto a TUTTI,
pazienti,
Medici, incluse
le
competenti Autorità
sanitarie,
giornalisti,
ecc., da un Uomo di
Dio, che per la sua
intelligenza ed il
suo Amore, merita
che gli dedichi un
Segno che, UN
GIORNO, cambierà la
Cardiologia Medica:
Il Segno di
Caotino.
La
previsione è di
natura scientifica:
può, infatti, essere
falsificata
facilmente anche
dallo Scolaretto di
Gregory (Bateson,
naturalmente).
In
modo UNIVOCO,
Caotino nella Fonte
citata scrive: se
improvvisamente
muore un vostro
familiare, parente
o amico,
"apparentemente"
sano, senza alcun
preavviso secondo la
semeiotica fisica
accademica,
ortodossa, ANCHE voi
siete COLPEVOLI
come Medici e i
sopra nominati
autorevoli
rappresentanti della
Medicina, A MIO
GIUDIZIO, tutti Fans
di Bellarmino, ma
mascherati da
Galileo !
Nessuno potrà dire
domani: IO NON
SAPEVO !
Galileo faceva
esperimenti,
rotolando le PALLE
lungo piani
inclinati. Perchè
oggi NESSUNO, in
possesso di un
fonendoscopio, vuole
ripetere il
seguente,
semplicissimo
esperimento ?
SEGNO
di CAOTINO: nel
SANO, quindi in
assenza ANCHE di
Reale Rischio
Congenito di
cardiopatia
(aritmia,
coronaropatia,
valulopatia,
eccetera), la
pressione DIGITALE
"intensa" (=
entanglement
quantistico delle
componenti del
sistema biologico
esaminato ! vedi:
LINKS) NON
PROVOCA
"SIMULTANEAMENTE"
NESSUNA
MODIFICAZIONE DEL
VOLUME GASTRICO !
Il refilesso
gastrico aspecifico
è assente se
valutato
"simultaneamente":
chi non conosce la
Semeiotica Biofisica
Quantistica richieda
alla sua ASL una
SPECT gastrica:
Single Photon
Emission
Computerized
Tomography!
Al
contrario, nel
paziente con Reale
Rischio Congenito di
cardiopatia oppure
con CARDIOPATIA in
atto, magari
SILENTE, NON
diagnosticata,
iniziale, nella
condizione
sperimentale
descritta,
"simultaneamente"
appare il RIFLESSO
gastrico
aspecifico,valutato
con un fonendoscopio
o con la SPECT, i
cui valori
parametrici sono in
relazione alla
gravità della
sottostante
cardiopatia!
Ovviamente,
riconosciuto un
danno cardiaco
asintomatico, il
medico esperto in
Semeiotica Biofisica
Quantistica, procede
nell'iter
diagnostico e pone
la corretta
diagnosi. Chi
non conosce la
Semeiotica,
invierà, more
solito,
IMMEDIATAMENTE il
paziente, solo
apparentemente SANO,
al Pronto Soccorso !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Un
infarto e'
provocato
(NdR: in modo
secondario
e NON
primario) dalla
presenza di virus o
batteri estranei
(eterologi) nelle
coronarie della
persona colpita.
ANSA - Milano, 7
Ott. 2009 - E'
determinante la
risposta del
sistema immunitario
a questa
'invasione'.
Lo hanno scoperto i
ricercatori
dell'Ospedale S.
Raffaele di
Milano.''Non
conosciamo l'agente
esterno che stimola
il sistema immune-
spiegano i
coordinatori dello
studio - ma ora
siamo in grado di
cercarlo, visto che
abbiamo a
disposizione la
traccia specifica
che ha lasciato''.
Commento NdR:
...come volevasi
dimostrare che alla
base di
OGNI malattia
vi e' un
flora batterica
disequilibrata,
alterata ed una
introduzione di
virus, cioe' di
proteine tossiche a
DNA estranei,
introdotti per
esempio con i
Vaccini,
generando
immunodepressione
e quindi facilita'
alla
somatizzazione
di qualsiasi
malattia
!
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Infarto, il rischio è scritto
nei
geni
In
uno studio indipendente, si è evidenziato come le regioni
geniche individuate favoriscano la formazione di placche
aterosclerotiche nelle arterie coronariche
Il più grande studio mai
realizzato sui
fattori genetici associati agli attacchi
cardiaci
ha identificato nove regioni genetiche che sembrano
aumentare il rischio di infarto del miocardio precoce.
Il
rapporto del
Myocardial Infarction Genetics Consortium, basato
sui dati relativi a una coorte di 26.000 individui in 10
Paesi, sarà pubblicato sulla rivista “Nature Genetics”.
"Per molti decenni, si è osservato come il rischio di un
attacco di cuore - una delle principali cause di morte e
disabilità nel mondo occidentale – abbia una notevole
familiarità, legata alle differenze genetiche”, ha
commentato Sekar Kathiresan, direttore della divisione di
Cardiologia preventiva del
Massachusetts General Hospital
(MGH) e coautore dell’articolo. "Ora abbiamo individuato
specifiche
mutazioni di singolo nucleotide, le cosiddette SNP, che sono con probabilità connesse con un aumento del
rischio famigliare di attacco di cuore.”
Le associazioni
significative con il rischio di infarto giovanile sono state
trovate per comuni SNP in nove regioni genetiche. Tre di
esse sono state identificate per la prima volta; e si è
riscontrato, in uno studio indipendente, come esse
favoriscano la formazione di placche aterosclerotiche nelle
arterie coronariche.
Per analizzare l’effetto ereditario associato alle SNP, a
ciascun partecipante allo studio è stato assegnato un
“punteggio genotipico”, ovvero un parametro di rischio: si è
così riscontrato come coloro che possedevano il più alto
numero di varianti associate al rischio avevano anche un
rischio doppio di insorgenza precoce di attacco di cuore
rispetto a coloro che ne avevano un numero minimo. Sebbene
l’incremento del rischio associato a un singolo SNP sia
limitato, le informazioni ottenute sono ritenute preziose.
"Una delle varianti è stata identificata a carico di un gene
chiamato PCSK9, che è stato identificato originariamente nel
2003", ha concluso Kathiresan. "Uno studio esteso di quella
regione genica ha portato a un miglioramento significativo
della comprensione della biologia dell’aterosclerosi e degli
attacchi cardiaci e ha portato a notevoli sforzi per
sviluppare farmaci mirati.
Per questo siamo fiduciosi che lo studio delle varianti
appena mappate possa portare a risultati simili. E poiché
abbiamo già metodi efficaci per ridurre il rischio di eventi
cardiovascolari, i soggetti a più alto rischio genetico
potrebbero beneficiare di un intervento precoce”. (fc)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Commento
NdR: questo studio
DIMOSTRA
come anche l'infarto sia una
questione
di
TERRENO, il
quale modifica i geni e quindi e' e' il
Terreno che genera le
malattie !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Verso la mappa
genetica del rischio
di infarto -
Cinque nuovi studi
su
Nature Genetics
analizzano le
associazioni tra
varianti e
probabilità di
essere colpiti da
malattie
cardiovascolari
Nuove varianti del
DNA associate al
rischio di infarto
sono riportate in
cinque articoli
pubblicati online
questa settimana su
Nature Genetics.
Uno di questi
riporta i risultati
del più grande
studio eseguito
finora sui fattori
genetici che
predispongono alle
malattie
cardiovascolari: è
durato oltre dieci
anni, ha coinvolto
circa 26 mila
persone e vi hanno
partecipato sei
gruppi di ricerca di
vari paesi (Myocardial
Infarction Genetics
Consortium), tra cui
l'Italia con le
università di Parma
e Milano.
Grazie al loro
lavoro sono stati
identificati tre
nuovi polimorfismi
(mutazioni che
coinvolgono una sola
“lettera” del codice
di un gene e
alterano il normale
processo di sintesi
delle proteine)
strettamente
associati con il
rischio di infarto
precoce. Inoltre
sono state
confermate le
associazioni tra
altre sei mutazioni
e la predisposizione
alle malattie
cardiache, già
identificate in
studi precedenti.
Una di queste sembra
favorire la
formazione di
placche
arterosclerotiche
nelle coronarie.
Lo studio si è
avvalso di una serie
di strumenti
sviluppati negli
ultimi anni, come la
mappa internazionale
dei polimorfismi
umani (International
Haplotype Map) o
tecniche che
permettono lo
screening simultaneo
di centinaia di
migliaia di geni per
contarne le copie.
Un'altra
associazione tra un
Snp e rischio di
infarto è stata
identificata sul
cromosoma 12q24 in
una ricerca
internazionale
guidata dalla
compagnia
bio-farmaceutica
deCODE. Gli
studiosi di quattro
continenti hanno
analizzato il genoma
di oltre diecimila
islandesi, trovando
che la stessa
mutazione influisce
anche sul processo
che controlla il
numero di
particolari globuli
bianchi (eosinofili)
che mediano i
processi
infiammatori.
La probabilità di
essere colpiti da
infarto del
miocardio
dipenderebbe, poi,
dal gene Brap - le
cui varianti sono
state individuate in
un nuovo studio
condotto da
Toshihiro Tanaka,
del
Center for Genomic
Medicine -,
mentre Jeanette
Erdmann dell’Università
di Lübeck e
colleghi hanno
identificato
mutazioni di una
gene sul cromosoma 3
legate ad altre
patologie
dell’apparato
cardio-circolatorio.
L’ultimo studio,
condotto da
David-Alexandre
Tregouet dell’Università
Pierre & Marie Curie,
analizza le varianti
di tre geni
localizzati sul
cromosoma 6. Uno di
questi produce la
componente più
importante delle
lipoproteine, noti
fattori di rischio
per le malattie
coronariche. “Per
quanto l'aumento di
rischio associato
con gli Snp sia
piccolo”, commentano
i ricercatori del
Myocardial
Infarction Genetics
Consortium, “una
mappa delle varianti
che predispongono
all'infarto potrebbe
diventare uno
strumento molto
utile per diagnosi
precoci”. (m.s.) -
Tratto da:
galileonet.it
Commento
NdR: ma questo e'
esattamente
cio' che da
ANNI
afferma il dott.
S. Stagnaro !!
inoltre Egli ha
ideato un esame
NON costoso
per
diagnosticare
in
1 secondo
il
Terreno
propizio
all'infarto !
Infatti egli ha
quindi inviato un
commento tempo fa
agli autori ed
editori... ed anche
a Galileone.it, dal
titolo:
"Ma è ovvio che se esiste il Reale Rischio
Congenito di CAD"
1) Stagnaro-Neri M.,
Stagnaro S.
Introduzione alla
Semeiotica
Biofisica. Il
Terreno Oncologico. Travel Factory,
Roma, 2004.
http://www.travelfactory.it/semeiotica_biofisica.htm
2) Stagnaro S.,
Diagnosi
percusso-ascoltatoria
delle alterazioni
emoreologiche
precoci nelle
arteriopatie
periferiche
clinicamente
silenti. I Congr.
Naz. Soc. It. di
Emoreologia. Atti,
pag. 51. 30 Giugno-2
Luglio, 1982, Siena.
3) Stagnaro-Neri M.,
Stagnaro S.,
Auscultatory
Percussion
Evaluation of
Arterio-venous
Anastomoses
Dysfunction in early
Arteriosclerosis.
Acta Med. Medit. 5,
14, 1989.
4) Stagnaro-Neri M.,
Stagnaro S.,
Deterministic Chaos,
Preconditioning and
Myocardial
Oxygenation
evaluated clinically
with the aid of
Biophysical
Semeiotics in the
Diagnosis of
ischaemic Heart
Disease even silent.
Acta Med. Medit. 13,
109, 1997.
5) Stagnaro Sergio.
Biophysical-Semeiotic
Bed-Side Detecting
CAD,
even silent, and
Coronary
Calcification.
4to Congreso
International de
Cardiologia por
Internet, 2005,
http://www.fac.org.ar/ccvc/marcoesp/marcos.php
6) Stagnaro S.-Neri
M., Stagnaro S.,
Sindrome di Reaven,
classica e variante,
in evoluzione
diabetica. Il ruolo
della Carnitina
nella prevenzione
del diabete mellito.
Il Cuore.
6, 617 (Medline)
7) Stagnaro S.
Newborn-pathological
Endoarteriolar
Blocking Devices in
Diabetic and
Dislipidaemic
Constitution and
Diabetes Primary
Prevention. The
Lancet. March 06
2007.
http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140673607603316/comments?totalcomments=1
8) Stagnaro
Sergio. Role of
Coronary
Endoarterial
Blocking Devices in
Myocardial
Preconditioning - c007i.
Lecture, V Virtual
International
Congress of
Cardiology.
http://www.fac.org.ar/qcvc/llave/c007i/stagnaros.php
9) Stagnaro S. New
bedside way in
reducing mortality
in diabetic men and
women. Ann. Int.
Med.
http://www.annals.org/cgi/eletters/0000605-200708070-00167v1)
Infatti ogni
alterazione genetica
è correlata a
modificazioni
dell'attività
biologica del
sistema il cui
parenchima mostra le
mutazioni genetiche
(Stagnaro Sergio.
Biological System
Functional
Modification
parallels Gene
Mutation.
www.Nature.com,
March 13, 2008,
http://blogs.nature.com/nm/spoonful/2008/03/gout_gene.html).
E' assai più
agevole, completa e
meno
COSTOSA
la valutazione
Semeiotico-Biofisica-Quantistica
del modo di essere e
funzionare di un
Sistema Biologico,
che andare alla
ricerca delle
mutazioni genetiche
costose
e OGGI solo in
piccola parte
conosciute.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il dott.
S.
Stagnaro
in caso di infarto,
consiglia:
Due compresse la
sera (prima di
coricarsi) di
Melatonina-Coniugata,
secondo la
preparazione
galenica Di
Bella-Ferrari, che
TRA gli ALTRI
meccanismi d'azione,
attiva il
microcircolo anche
coronarico; quando
vi e' un qualsiasi
tipo di aritmia, il
riflesso
atri-gastrico
aspecifico mostra un
tempo di latenza
ridotto e una durata
di 4 sec. o più,
espressione di
ipossia istangica !
SEMPRE, in tutti i
casi.
Innalzando il
livello di energia,
libera atriale,
LENTAMENTE (anche un
anno !) l'aritmia
scompare.
Le aritmie
extra-sistoliche con
la melatonina si
riducono di molto e
con l'aggiunta di
applicazioni di
NIR-LED (Near Infra
Red- Light Emitting
Diode
= Low Level
Laser Therapy = LLLT
= diodi a luce a
certe lunghezze
d'onda = rosso e blu),
facilmente
scompaiono. I
meccanismi d'azione
sono gli stessi:
incremento della
respirazione
mitocondriale !
Vedi anche:
Diabete Mellito - 2
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La musica ha un'incidenza
positiva sul battito cardiaco e sulla nostra capacita'
di autoregolazione.
"Lo abbiamo verificato in uno studio basato
sull'evidenza", gioisce Vera Brandes, direttrice del
programma di ricerca di medicina musicale dell'Universita'
privata Paracelsus di Salisburgo. Ed e' possibile
che una musica adatta sia in grado di ridurre in modo
durevole la
pressione sanguigna.
La ricerca ha gia' mostrato che la musica adottata per
l'esperimento (composta per l'occasione, allo scopo di
evitare condizionamenti psicologici e fisiologici )
aumenta, dopo quattro settimane, la variabilita' della
frequenza cardiaca (HRV). E' cosa buona giacche' piu'
alta e' la variabilita', maggiore e' la capacita'
dell'organismo di autoregolarsi. Un battito cardiaco
troppo regolare e' infatti un fattore di rischio, e una
HRV ridotta e' anche sintomo di pressione del sangue
troppo alta e di depressione.
L'esperimento e' pubblicato sulla rivista Psychosomatic
Medicine.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Cinque secondi per
prevenire l’infarto - Un esame non invasivo permetterà
di osservare il 97% delle lesioni
Cinque secondi per fotografare il cuore in tre
dimensioni. La
Tac a 64 strati, l’ultima frontiera della tecnologia
medica, sta rivoluzionando la diagnosi delle malattie
cardiache. E’ più sicura di una
coronarografia perché non è invasiva e non richiede
cateteri (e c’è chi dice che presto la sostituirà). E’
più accurata di un elettrocardiogramma, che dà soltanto
un’idea generale della salute del
cuore. E’ più precisa degli ultrasuoni che
forniscono immagini di bassa risoluzione. «E’ un
progresso eccezionale — commenta Roberto Ferrari,
direttore del Dipartimento di cardiologia
dell’Università di Ferrara.
Bastano pochi minuti per "ricostruire", grazie alle
immagini della Tac elaborate da un software, una
coronarografia in modo incruento». Ferrari è il vice-
presidente entrante della Società europea di cardiologia
che inaugura il suo congresso annuale sabato prossimo a
Stoccolma e che dedica ampio spazio alla nuova
diagnostica per immagini.
«Non solo la Tac multistrato è meno invasiva della
coronarografia — commenta Giuseppe Specchia, direttore
del dipartimento di cardiologia del Policlinico di Monza
— ma è anche molto precisa: trova le lesioni, quando ci
sono, nel 97% dei casi.
Ed è talmente veloce che può essere utilizzata anche
nei pazienti con un battito cardiaco accelerato».
Al Policlinico di Monza l’équipe di Specchia e del
radiologo Toufic Khouri utilizzano dal dicembre scorso
una Tac multistrato che ha il software più avanzato
d’Italia; un’altra è installata all’Università di Roma e
un terza (ma in questo caso sarà una Tac-Pet e riuscirà
anche ad analizzare il metabolismo del cuore) è in
arrivo all’Università di Ferrara, nel Dipartimento di
cardiologia.
Al momento attuale, però, la Tac multistrato non è
indicata per tutti. Primo perché costa. Secondo perché
esiste un problema di radiazioni: è bene non eseguirla
più di due volte perché le radiazioni per singolo esame
sono dalle 50 alle 80 volte più elevate rispetto alla
quantità assorbita per una radiografia dei denti. Terzo
perché rischierebbe di creare falsi malati.
«I candidati ideali—continua Ferrari — sono per ora i
pazienti che hanno subìto un bypass, poi i portatori di
stent, cioè di dispositivi che tengono aperte le
coronarie. Infine tutti i pazienti ad alto rischio di
malattia coronarica».
E’ un esame che potrebbe salvare la vita a molte donne.
Spesso infatti nel sesso femminile le malattie di cuore
si presentano in maniera subdola: con dolore, ma senza
segni all’elettrocardiogramma. Proporre una
coronarografia sarebbe eccessivo, ma un Tac non darebbe
fastidio alla paziente e potrebbe risolvere la
questione. L’importante è non abusare di questa
sofisticata tecnologia: se usata per generici check up
del cuore potrebbe rivelare lesioni silenziose e del
tutto innocue e portare a interventi inutili. «Non
bisogna mai dimenticare — mette in guardia Specchia— che
tutto va sempre valutato con la clinica, altrimenti si
creano le malattie soltanto in base all’iconografia. Non
è detto poi che tutte le ostruzioni delle coronarie
debbano essere operate: in certi pazienti può bastare un
trattamento farmacologico più aggressivo».
L’unico esame che può competere con la Tac multistrato è
la risonanza magnetica che non presenta il problema
delle radiazioni, ma alcuni limiti sì: il panico che
provoca in certe persone e il fatto che non può essere
utilizzata su chi ha protesi metalliche. Tutte queste
nuove tecniche rappresentano comunque un passo in avanti
sulla strada di quello che i medici chiamano «one stop
shopping » cioè la possibilità, per il futuro, di
eseguire un’unica indagine non invasiva che permetta di
vedere quello che gli attuali esami vedono
singolarmente, cioè l’anatomia da un lato o la
funzionalità dall’altro.
Tratto da: molecularlab.it - Fonte: Corriere.it -
02/09/2005
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Perchè gli animali
non sono soggetti ad attacchi cardiaci mentre una
persona su due ne rimane vittima
?
Gli
animali non sono soggetti ad attacchi cardiaci
perche' il loro organismo produce grandi quantità di
vitamina C. La
vitamina C ottimizza la produzione di
collagene e di altre molecole di rinforzo.
Di conseguenza le pareti delle arterie si stabilizzano,
prevenendo così depositi aterosclerotici, attacchi
cardiaci ed ictus.
Gli esseri umani non sono in
grado di produrre
una singola molecola di vitamina C con il proprio
organismo e inoltre assumono solitamente poche vitamine
nell'alimentazione. Conseguenze inevitabili sono
pertanto l’indebolimento delle pareti arteriose e
I'aterosclerosi.
La causa principale della diffusione epidemica della
malattia cardiovascolare e pertanto la carenza cronica
di vitamine e non gli elevati livelli di colesterolo.
La prima
terapia
(brevetto mondiale) per la regressione naturale della
malattia cardiovascolare: Quando la
parete arteriosa è indebolita
dalla carenza di vitamine, l’organismo mobilita i suoi
meccanismi di difesa: milioni di particelle di grasso
(lipoproteine) si depositano sulla parete arteriosa
attraverso una specie di «nastro adesivo» biologico che
a lungo andare porta ad aterosclerosi, occlusione delle
arterie,
attacchi cardiaci e
ictus.
Oggi questi depositi aterosclerotici si possono
ampiamente prevenire e ridurre con agenti naturali
"Teflon" che neutralizzano queste proprietà adesive.
La prima generazione di agenti antiaderenti "Teflon"
della parete arteriosa, sono gli
amminoacidi naturali
lisina e
prolina, che diventano ancora più efficaci se
combinati con altre
vitamine.
Un vecchio sogno dell'umanità diventa realtà: la
regressione naturale della malattia cardiovascolare
senza ricorrere all'angioplastica o all'intervento di
bypass.
Sintesi del testo tratto dal libro "Perché
gli animali non sono soggetti ad attacchi cardiaci e gli
uomini sì"
-
autore e' il Dott.
Mathias Rath, M.D.
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Scoperte
cellule complici infarto
Scoperto il coinvolgimento di un tipo di cellule
immunitarie conosciute nelle
allergie, i globuli bianchi
eosinofili, nell'infarto.
Il risultato ottenuto da un gruppo di ricercatori dell'Universita'
di Verona e' stato possibile grazie a uno studio
pubblicato di recente sulla rivista
Nature Genetics insieme a un secondo lavoro
internazionale cui l'ateneo scaligero ha a sua volta
preso parte e che ha permesso di isolare un gran numero
di geni legati all'infarto.
By ANSA – Roma, italy, 4 Mar. 2009
Micobatteri e problemi cardiovascolari
Entro la fine del secolo scorso, a dispetto di più di un
centinaio di anni di ricerca e osservazione clinica al
contrario, la medicina abbandonato il legame tra
l'infezione e l'aterogenesi, non perché si fosse mai
dimostrato sbagliato, ma perché non in sintonia con le
tendenze di un istituto di cura convinto che le
malattie croniche come le malattie di cuore dovevano
essere multifattoriali, degenerative e non infettive.
Eppure era l'incapacità stessa di "stabiliti" fattori di
rischio come l'ipercolesterolemia, l'ipertensione e il
fumo, di spiegare completamente l'incidenza e
l'evoluzione delle malattie cardiovascolari che hanno
portato storicamente a cercare una causa infettiva, una
ricerca che ha avuto inizio più di un secolo fa.
Oggi, la metà delle vittime di attacco di cuore degli
Stati Uniti hanno livelli di colesterolo accettabili e
il 25% o più non hanno alcuna di "rischio di fattori
"associata a malattie cardiache, tra cui il fumo,
l'ipertensione o l'obesità, la maggior parte dei quali
non sono in contrasto con l'essere causata da infezione.
Anche l’assalto del caso della più recente rivista
tradizionalista del 2003, JAMA, a 'sfatare' quello che
chiamano il "50%, mito fattore di rischio" rientra
tristemente ed in breve sotto esame, iIn un gruppo di
30% che è morto di malattia di cuore con un colesterolo
di almeno 240 mg / dl, una condizione che esisteva anche
nel 21% di coloro che non sono morti durante lo stesso
periodo.
E la sovrapposizione era evidente in tutta le cosiddette
categorie di rischio. In tale controllo, l'autore
principale della Groenlandia ha ammesso che se
l'obesità, l'inattività e cholesterolemia elevata negli
anziani sono inclusi, quasi tutti hanno un fattore di
rischio e ha paragonato il dilemma a persone che fanno o
non finiscono con la malattia di cuore fino alla
sensibilità di persone che sono esposti alla tubercolosi
ma non alla malattia.
In Infezioni e Aterosclerosi: nuovi indizi da una
vecchia ipotesi ? Nieto ha sottolineato la necessità di
estendere il possibile ruolo degli agenti infettivi al
di là delle tre infezioni che hanno negli ultimi anni,
sono al centro della ricerca: Citomegalovirus (CMV),
Chlamydia pneumoniae e pylori Helicobactor [39].
Parti di malattie da micobatteri forniscono interessanti
connessioni alle malattie cardiache. Non solo è l'unico
microrganismo tubercolosico a dipendere dal colesterolo
per la sua patogenesi, ma le mappe del CDC per le
malattie cardiovascolari hanno una notevole similarita’
a quelli dei tassi di casi di TBC statali e regionali.
Ellis, Hektoen, Osler, McCallum, Swartz, Livingston e
Alexander-Jackson hanno visto tutti le evidenze cliniche
e di laboratorio di una relazione causale tra i
micobatteri e malattie cardiache. E Xu ha dimostrato che
le proteine
dei
micobatteri origine, hanno effettivamente portato ad
aterosclerosi sperimentale in animali da laboratorio.
Inoltre dei marcatori presenti, hanno suggerito come
indicatori per la suscettibilità, malattie cardiache
come il C-Reactive Protein (CRP), interleuchina-6 e
omocisteina sono similmente elevati in tubercolosici.
È necessario, dunque, pertanto di esplorare il legame
tra malattie cardiache e la tubercolosi tipica ed
atipica.
Commento NdR: anche in questo caso i
medici e ricercatori
NON comprendono come
nasce la malattia.....
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Le
pagine di questo sito contengono i risultati del
Progetto Cuore: è possibile consultare le
carte di rischio cardiovascolare e il
punteggio individuale, due strumenti utili per
valutare la probabilità di essere colpiti da un evento
cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio, ictus)
nei successivi 10 anni conoscendo il valore dei propri
fattori di rischio. Sono disponibili i dati relativi
alla distribuzione dei fattori di rischio e alla
frequenza delle malattie cardiovascolari negli uomini e
nelle donne di età media. Tratto da:
http://www.cuore.iss.it/
L'alimentazione
e' alla base di ogni tipo di malattia, che non derivi
da traumi, avvelenamenti o da
farmaci e
Vaccini, mangiate
quindi POCHI carboidrati, aumentate la
frutta e le verdure fresche (crude) ed eliminate i
dolci - mangiate di tanto in tanto proteine animali (meglio pesce e carne
di uccello e pochi formaggi) siate quindi tendenzialmente
vegetariani !
vedi:
Consigli Alimentari
NORME per il CONTROLLO dell'IPERTENSIONE
ARTERIOSA e la RIDUZIONE del RISCHIO CARDIOVASCOLARE
1) Mantenere il giusto peso corporeo. Ridurre il
soprappeso e soprattutto obesità, (indice di massa
corporea al di sotto di 27.3 per le donne e di 27.8 per
gli uomini).
2) Attenzione ai cibi: dare la preferenza agli alimenti
vegetali ricchi in potassio
3) Ridurre l’apporto di sale a non più di 2-3 grammi al
giorno, meglio niente.
4) Svolgere una regolare attività fisica, non
intensiva.
5) Bandire il fumo e le droghe.
6) Consumare non più di 10 grammi al giorno di alcool,
pari a a circa 250 cc di vino
7) Ridurre lo stress psico-fisico eccessivo.
8) Misurare periodicamente la pressione arteriosa ed
annotarne i valori.
9) Se la pressione è alta seguire attentamente la
terapia prescritta, assumere immediatamente delle
pastiglie di aglio e biancospino in forti dosi.
10) L’ obiettivo è mantenere valori pressori inferiori a
140/90 mmHg, od ancora più bassi (< 130/80 mmHg), se si
è diabetici o nefropatici.
11) La glicemia a digiuno dovrà essere inferiore a 110
mg/dl.
12) Il livello ottimale di colesterolemia totale è
inferiore a 200 mg/dl, mentre quello del colesterolo LDL
(che si può calcolare sottraendo al valore della
colesterolemia totale quello del HDL colesterolo ed un
quinto del valore dei trigliceridi) dovrà essere
inferiore a 130 mg/dl in presenza di 2 o più fattori di
rischio ed inferiore a 100 mg/dl in soggetti che sono
già affetti da malattia coronarica, da diabete mellito o
con rischio cardiovascolare globalmente elevato.
13) Il livello dei trigliceridi dovrà essere inferiore a
150 mg/dl e quello dell’HDL colesterolo maggiore di 40
mg/dl.
Continua su:
http://www.farmasalute.it/Percorsi/circolazione/ipertensione_norme.asp
http://www.farmasalute.it/Percorsi/Cardiologia/index.asp
Commento NdR: non siamo d'accordo per il consumo di
Vino che in questi casi DEVE essere abolito,
perche' l'alcool in esso contenuto disturba anche la
flora batterica intestinale
creando
disbiosi,
infiammazioni
ed infine
malassorbimento e
quindi malnutrizione; la cosa molto piu'
importante e' l'alimentazione adatta =
Crudismo
!
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il
particolato fine "scarica" il cuore
Quando a Dublino venne proibita la vendita del carbone,
le concentrazioni di particolato crollarono del 70 per
cento in 72 mesi, e le morti per malattie
cardiovascolari del 10 per cento - vedi
Nanoparticelle
Il particolato fine che inquina l'aria delle città
può esercitare effetti negativi sulle capacità di
conduzione elettrica del cuore di persone che
soffrono di cardiopatie severe. Lo riferisce un articolo
pubblicato sulla rivista
Circulation: Journal of the American Heart Association,
in cui viene illustrata una ricerca condotta presso la
Harvard University a Boston.
Il controllo della conduzione elettrica cardiaca su
pazienti precedentemente ospedalizzati è stata
monitorata attraverso un Holter per rilevare essenziali
depressioni del segmento ST sull'elettrocardiogramma, e
confrontarlo poi con i livelli di particolato.
Un segmento ST depresso può essere spia di
un'insufficiente afflusso di sangue al cuore o di
un'infiammazione a carico dl muscolo cardiaco.
"Abbiamo trovato che un innalzamento del particolato
fine, proveniente dal traffico o meno, è predittivo di
una depressione del segmento ST", ha spiegato Diane
R. Gold. che ha diretto lo studio, osservando che le
modificazioni nel segmento ST riscontrate non erano
associate ai sintomi dei pazienti, i quali erano stati
ricoverati per controllare lo stato delle loro
coronarie. "Gli effetti erano maggiori nel mese
successivo alla dimissione dall'ospedale e per quelli
che avevano già subito un infarto o erano
diabetici."
"Quando a Dublino venne proibita la vendita del
carbone, le concentrazioni di particolato crollarono del
70 per cento in 72 mesi, e le morti per malattie
cardiovascolari del 10 per cento", ha ricorda la
Gold, citando uno studio del 2002, per poi proseguire: "Il
nostro studio fornisce un ulteriore razionale per
evitare o ridurre l'esposizione a un traffico pesante
dopo una eventuale dimissione dall'ospedale, anche per
quanti non abbiano subito un infarto, e questo sia per
lo stress che provoca, sia per l'esposizione al
particolato".
"Ora servono nuove ricerche per valutare se la
depressione del segmento ST correlata all'inquinamento
atmosferico sia legata a un accresciuta infiammazione
cardiaca, a un ridotto afflusso di ossigeno, allo stress
ossidativo o a un aumento del rischio di aritmie",
ha concluso la Gold. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
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PERICOLO FARMACI
APPROVATI dalla
FDA
Negli Usa avrebbero provocato
in 5 anni oltre 27 mila infarti.
Sono gli antinfiammatori come il Vioxx, appena ritirato.
Lo scandalo si allarga. Nel mirino
industrie e
controlli.
By Renata Tinnii - L'Espresso" nr. 43 210/2004
C'era una volta un farmaco superstar, uno dei 52
medicinali nel mondo che vendono per più di un miliardo
di dollari all'anno.
Ora la stella è tramontata. Il 30 settembre 2004 la
Merck ha ritirato il Vioxx da tutte le farmacie per il
sospetto, ormai tramutato in certezza, che questo
antinfiammatorio, consigliato contro l'artrite e altri
dolori cronici, possa aumentare il rischio di infarto e
ictus. La botta è colossale. In termini sia di soldi che
di salute. Solo in Italia viene cancellato d'un colpo un
fatturato che lo scorso anno è stato di 124 milioni di
euro, che poneva il farmaco al 19° posto nei consumi
degli italiani.
E pensare che nel 2000, anno in cui è stato introdotto
in Italia, era al 78° posto. Una bella scalata, aiutata
da un potente apparato promozionale e dalla promessa che
questo e altri medicinali della stessa classe seppur non
uguali (come Arcoxia di Merck e Celebrex di Pfizer)
potessero fare egregiamente il loro lavoro di "pain-killeC
senza tutte quelle ulcere e sanguinamenti gastrici che
accompagnano i vecchi antinfiammatori non-steroidei (Fans),
tipo aspirina e ibuprofene.
Peccato che uno studio finanziato dalla stessa Merck,
chiamato "Approve", abbia mostrato un aumento di guai al
cuore in chi assumeva il farmaco per più di 18 mesi,
rispetto al gruppo di controllo a cui veniva
somministrato un placebo ( ... ).
Intanto la palla di neve rotola e diventa ben presto
valanga: lo stesso giorno in cui la
Merck dichiara il ritiro dei
Vioxx (dalla Food and
Drug Administration filtra la voce che solo negli
Stati Uniti i casi di infarto e morte da arresto
cardiaco per l'uso dei farmaco dal 1999 al 2003 possono
essere stimati intorno a 27 mila.
Lo studio, per la verità non ancora sottoscritto
dall'agenzia americana, ma frutto delle proiezioni di un
suo ricercatore su un campione di 1.400.000 pazienti, ha
confrontato i diversi esiti al cuore in chi prendeva
Vioxx rispetto al farmaco rivale Celebrex, della Pfizer.
Quei 27 mila sarebbero gli infarti in più dei primo
gruppo rispetto al secondo (...).
Un esperto della Fda americana aveva fiutato il
pericolo: dall'alto
però gli fu consigliato di tacere....
L’assunzione quotidiana
di Aspirina NON riesce a prevenire infarto, ictus, negli
anziani senza malattia cardiaca – Dic. 2014
Uno studio clinico di ampie dimensioni, effettuato in
Giappone, non ha evidenziato nell’arco di 5 anni alcuna
associazione tra l’assunzione una volta al giorno, di
Acido Acetilsalicilico ( Aspirina ) a basso dosaggio e
il rischio di infarto, ictus o morte negli anziani.
Lo studio era stato disegnato per valutare l'impatto di
100 mg di Acido Acetilsalicilico al giorno sul rischio
cardiovascolare nella popolazione anziana giapponese.
Quasi 14.500 pazienti di età compresa tra 60 e 85 anni
hanno preso parte allo studio.
Ogni partecipante presentava fattori di rischio
cardiovascolare, come ipertensione, ipercolesterolemia o
diabete mellito, ma non aveva diagnosi di malattia
cardiaca.
La metà dei pazienti è stata assegnata in modo casuale
ad assumere Acido Acetilsalicilico al giorno, mentre
l'altra metà ha assunto placebo.
Dopo un follow-up di poco superiore a 5 anni, lo studio
è stato interrotto quando non è stato riscontrato alcun
significativo effetto benefico dell’Acido
Acetilsalicilico rispetto al placebo.
Il rischio di infarto, ictus e mortalità è risultato
simile nel gruppo Acido Acetilsalicilico e placebo.
Secondo gli Autori l’Aspirina a basso dosaggio, assunta
una volta al giorno, NON riduce in modo
significativo il rischio cardiovascolare nei pazienti
giapponesi di età superiore ai 60 anni senza diagnosi di
malattia cardiaca.
E’ invece dimostrato che basse dosi di Aspirina siano
efficaci nella prevenzione secondaria per ridurre il
rischio di eventi cardiaci.
E’anche possibile che l’Aspirina assunta quotidianamente
possa essere efficace per prevenire le malattie
cardiache, ma il beneficio non sarebbe sufficientemente
grande. Ulteriori ricerche sono necessarie per
comprendere meglio quali individui possono trarre
beneficio dall’uso di Aspirina a basso dosaggio, una
volta al giorno. (Xagena2014)
Fonte: Journal of American Medical Association, 2014
By Cardio2014, Farma2014
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DOLORE AL TORACE ? - DUE
FAST-TEST RILEVANO L'INFARTO - E' infarto o no ? - (Asca) Roma, 27 ago
2009
Nell'incertezza due test rapidi rispondono prima che
sia troppo tardi. Veloci, mini-invasivi, economici ed
europei. Provengono infatti dal vecchio continente due
studi pubblicati sul New England Journal of Medicine che
potrebbero rivoluzionare le corsie del pronto soccorso.
Le
emergenze per attacchi cardiaci sono oltre 15 milioni,
solo tra Europa e Stati Uniti. Non sempre pero' il
paziente che arriva mano al petto lamentando dolori
lancinanti ha un principio di infarto.
L'esame tradizionale e' l'elettrocardiogramma, non
sempre risolutivo. Oppure si rileva la presenza di una
proteina, la troponina, presente nel muscolo cardiaco.
Peccato che quando questa supera la soglia di guardia,
4-8 ore dopo l'infarto, gli effetti devastanti sul cuore
potrebbero gia' esserci stato.
Il primo studio e' stato condotto dal Policlinico
Universitario di Basilea (Svizzera). Prelevati campioni
di sangue da 718 pazienti con sintomi da infarto
presunto, i medici hanno stabilito l'accuratezza dei
nuovi test messi a punto da Abbott e Siemens.
Stesso copione in Germania,alla Johannes Gutenberg
University di Mainz: testati 1.818 pazienti.
I risultati sono stati piu' che positivi per entrambe le
tecniche diagnostiche: i nuovi test hanno scovato
l'infarto nel 94-96% dei casi, rispetto all'85-90% delle
tecniche gia' in uso.
Commento NdR: tutto cio' e' buona cosa, l'aver
migliorato le indagini per l'infarto, ma si deve
ricordare che la
Medicina Naturale ha un semplice test, senza
macchinari, ne' analisi di laboratorio, che permette di
conoscere in ANTICIPO se il soggetto e' predisposto dal
suo "terreno" all'infarto, vedi: sopra.
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Il Kudzu per la salute del cuore
Lo studio di un gruppo di scienziati dell'Alabama,
pubblicato dal
Journal of Agricultural and Food Chemistry" -
28/08/2009
L'estratto della sua radice regola glucosio, glicemia ed
insulina ed abbassa la pressione arteriosa
Ricerche precedenti, avevano mostrato come il Il kudzu (Pueraria
lobata), pianta già fondamentale nell'antica
medicina cinese,
fosse in grado di combattere gli eccessi dell'alcolismo.
Ora, alcuni medici affermano come tale vegetale possa
essere usato per migliorare la salute del cuore.
In particolare, questo è il messaggio di una ricerca,
condotta un gruppo di scienziati dell'Alabama,
coordinati dal dottor J. Michael Wyss, e pubblicata dal
"Journal of Agricultural and Food Chemistry".
Gli studiosi hanno lavorato con alcuni topi ipertesi,
cui è stato somministrato un estratto di radice di Kudzu.
Essi hanno così potuto osservare come il preparato
riducesse i livelli di glucosio nel sangue, di glicemia
ed insulina ed abbassasse la pressione arteriosa. Spiega
il dottor Wyss: "Nonostante il meccanismo preciso per
cui tutto questo avviene deve essere ancora definito,
gli attuali risultati suggeriscono che integrare una
dieta con supplementi a basi di radice di kudzu modula
il glucosio, i lipidi e la pressione arteriosa".
I medici americani sono infatti convinti che il kudzu
possa essere usato con profitto contro numerose
malattie cardiovascolari,
tra cui la
sindrome metabolica
- By Matteo Clerici - Tratto da newsfoods.com
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IPERTENSIONE
Si stima che almeno il 30% della
popolazione mondiale soffra d'ipertensione arteriosa.
Ufficialmente nel nostro Paese gli ipertesi sarebbero
tra i 15 e i 20 milioni, ma solo il 50-60 % sa di
esserlo.
Però ci sono anche parecchie persone che per errori
diagnostici o per eccesso di medicalizzazione assumono
farmaci inutilmente.
In oltre il 90% dei pazienti ipertesi la vera causa
rimane sconosciuta. Probabilmente non esiste una causa
univoca. I fattori che possono influire possono essere
diversi e spesso agiscono in sinergia:
età, razza, familiarità, massa corporea, alcool,
sedentarietà, fumo, caffè, diabete, dieta, stress, ecc.
Sicuramente lo stress, lo stile di vita influiscono non
poco, altrimenti non si spiega come mai Milano è
considerata la capitale italiana dell'ipertensione e
nell'industriosa e frenetica Lombardia il 33% dei
cittadini è ipertesa, quando la media nazionale è del
25%.
Anche il consumo abituale di alcuni farmaci può essere
dannoso per la salute, come è stato dimostrato per gli
antinfiammatori non steroidei (FANS) .
Le terapie
ufficiali:
L'approccio terapeutico della medicina allopatica è
tutt'altro che olistico. Una volta escluse cause
organiche e fatta diagnosi di ipertensione primitiva
l'unica preoccupazione è quella di tenere i valori
pressori costantemente bassi. Un intervento largamente
sintomatico. I farmaci impiegati sono diversi
(ace-inibitori. beta-bloccanti, calcio-antagonisti,
diuretici e inibitori dei recettori dell'angiotensina) e
la terapia deve essere assunta per tutta la vita. Spesso
può capitare che ad un primo farmaco, con il tempo, se
ne aggiunga un altro e poi ancora un altro.
Spesso nelle persone giovani o di mezza età che hanno
un'ipertensione agli esordi si ottengono straordinari
risultati e il ricorso ai farmaci di sintesi è superfluo
o può essere rimandato di diversi anni e addirittura
evitato. Anche nei soggetti ipertesi che assumono
farmaci da pochi anni è possibile ottenere ottimi
risultati. Nei casi più refrattari, le cure naturali
possono essere integrate con quelle chimiche, con il
beneficio di ridurre nel tempo il carico di queste
ultime.
E' importante sottolineare il diverso approccio tra
allopatia e la medicina naturale. L'allopatia, il più
delle volte, oltre alla pratica pastiglia da assumere
una volta al giorno non richiede troppi sacrifici e
impegni da parte del paziente. Intendo dire che assumere
l'antipertensivo è tutto quello che si deve fare. Sì,
qualche vago consiglio sull'alimentazione, la
raccomandazione di perdere peso ed evitare la vita
sedentaria, ma nulla di più.
L'approccio olistico invece pone il paziente di fronte a
tutti quegli aspetti della propria vita che possono in
qualche modo aggravare la sua condizione morbosa e lo
sprona ad operare effettivi mutamenti, siano essi sul
piano pratico e materiale (alimentazione, lavoro,
attività fisica, ritmi sonno/veglia, ecc.) sia su quello
più interiore e umano (meditazione,
yoga, arte, lettura,
spiritualità, rapporti sociali, ecc.).
Quindi, l'approccio naturale all'ipertensione è
necessariamente "integrato" e non si affida al farmaco.
Circolazione sanguigna: prevenzione
degli infarti. I citrati eliminano le
calcificazioni arteriose. Gli ascorbati fanno il resto !
Fitoterapia
Offre una serie di piante estremamente efficaci e tra le
terapie naturali è forse quella che dà maggiori
risultati nella cura dell'ipertensione. Purtroppo, in
tempi recenti molte di queste piante sono state
letteralmente fatte scomparire dal mercato, seguendo una
logica secondo la quale le piante che funzionano vanno
eliminate per non turbare il mercato del farmaco
allopatico multimiliardario. Per quanto riguarda la loro
presunta tossicità, oltremodo esagerata, è decisamente,
e di molte misure, inferiore ai comuni farmaci con cui
abitualmente molti volentieri si imbottiscono.
Per altro, non si capisce come mai queste stesse piante
sono state usate vantaggiosamente dall'uomo per migliaia
di anni.
Non c'è dubbio che in questi ultimi anni l'industria
del farmaco chimico stia sferrando un poderoso
attacco alle medicine naturali cercando di influenzare
sia in America sia in Europa gli organismi preposti a
regolamentare il mercato degli integratori e delle
piante medicinali (Back-door laws against natural health.
WDDTY, July 2007).
Vediamo adesso un elenco delle principali piante che
abbassano la pressione. Attenzione, spesso vengono
associate in formulazioni complesse, tra loro e con
altre piante, per potenziare il loro effetto o per
mitigare eventuali effetti indesiderati.
Rauwfolfia, Rauwolfia serpentina - la medicina
Ayurvedica la utilizza da oltre 1500 anni, ma da tempo
fa anche della fitoterapia occidentale. E' una delle
piante più attive per l'ipertensione. Si utilizza la
radice. Ha un'azione ipotensiva e sedativa.
Purtroppo non è più disponibile, neanche su ricetta
medica (cosa a dir poco
vergognosa), nel nostro Paese. Tuttavia,
nella vicina Svizzera, dove non mi pare siano meno
sensibili di noi per quanto riguarda la salute dei
cittadini, è tranquillamente reperibile in farmacia.
Coleus, Coleus forskohlii - altra pianta della
tradizione ayurvedica.
Ha proprietà antipertensive, antiaggreganti piastriniche
e vasodilatatrici. E' divenuta famosa in Occidente dopo
che un suo principio attivo, il forskohlin, è stato
isolato per la prima volta nel 1970. A questo sono stati
dedicati decine di lavori. Ha dimostrato di essere
efficace in numerose condizioni patologiche, come
l'infarto, il glaucoma e l'asma bronchiale. Il valore
del Coleus per l'ipertensione sta anche nel fatto che
possiede una certa azione antipiastrinica e quindi
fluidifica il sangue e previene la trombosi. Anche
questa meravigliosa pianta è
stata tolta dal mercato.
Arjuna, Terminalia arjuna, - fa parte anch'essa della
tradizione erboristica ayurvedica. Ha proprietà
antianginose, cardiotoniche, antiaritmiche e sedative.
Mantiene il sangue fluido. Dilata le coronarie, potenzia
la circolazione, mantiene il tono e il benessere del
muscolo cardiaco. Indicata per la prevenzione
dell'infarto, ma è utilissima anche nel post-infarto.
Si usa la corteccia che, per altro, è ricca di
coenzima Q-10 (vedi oltre).
Cimicifuga, Actea racemosa - ha un'azione sedativa,
antispasmodica e diuretica. Migliora la circolazione e
riduce la pressione arteriosa. E' spesso impiegata con
altre erbe.
Kudzu, Pueraria lobata - la radice di Kudzu è utilizzata
in formulazioni erboristiche cinesi per l'ipertensione.
Aumenta il flusso sanguigno coronarico e cerebrale,
dilata i vasi periferici e inibisce l'aggregazione delle
piastrine.
Pervinca, Vinca minor - Ha un'azione ipotensiva,
spasmolitica, sedativa e attivatrice del microcircolo
cerebrale. L'effetto ipotensivo dipende dalla
diminuzione della resistenza vascolare periferica. Più
spesso usata in formule complesse.
Cardiaca, Leonurus cardiaca - Ha un'azione ipotensiva
non marcata e per questo spesso è associata ad altre
piante. Possiede anche un'azione sedativa cardiaca e
antiaritmica. Si utilizza soprattutto nei disturbi
cardiaci associati ad ipertiroidismo.
Biancospino, Crataegus oxyacantha e monogyna - Ha
un'azione antiaritmica, cardiotonica,
coronarodilatatrice, sedativa e ipotensiva. Le
procianidine oligomeriche (OPC) hanno un'azione
antiossidante a livello delle pareti vasali. C'è chi
preferisce i fiori, ritenendoli più efficaci, altri
invece usano le bacche.
L'impiego costante di una tintura a base di bacche è
considerato ottimo nei soggetti che hanno familiarità
all'ipertensione. Previene anche l'aterosclerosi.
Vischio, Viscum album - Si associa vantaggiosamente con
il precedente. Ha un'azione vasodilatatrice,
antispastica, ipotensiva e diuretica. Si usano le
foglie.
Celidonia, Chelidonium majus - Questa papaveracea ha
un'azione spasmolitica, sedativa e rilassante la
muscolatura liscia. Nella cura dell'ipertensione è usata
in combinazione con altre piante.
Aglio, Allium sativum - Numerosi studi clinici hanno
dimostrato la sua positiva azione nella prevenzione del
rischio cardiovascolare.
Regolarizza la pressione arteriosa, previene la trombosi
e la formazione delle placche aterosclerotiche. Il modo
migliore è fare uso di aglio fresco, assumendo 2-4
spicchi al giorno, ma non tutti se la
sentono. Comunque, in commercio esistono estratti secchi
titolati che non danno problemi di alito.
L'Aglio assieme al Biancospino per problemi di
circolazione e di cuore sono indispensabili, oltre a
questo:
Olivo, Olea europea - Di questa nota pianta si usano le
foglie. Ha un'azione ipotensiva, per dilatazione
periferica, antiaritmica e diuretica. L'effetto
antipertensivo si ottiene in genere a dosaggi alti e
comunque è meno marcato rispetto alle altre piante. Il
più delle volte è impiegata in associazione con altre
erbe.
Perla polvere ((Mukta Pishti) - non è un fitoterapico,
ma viene inserito nelle preparazioni erboristiche
ayurvediche. La polvere di perla è uno speciale
preparato per la cura dell'ipertensione.
Stabilizza le emozioni, calma la paura, riduce il senso
di frustrazione, la collera ed è considerata un
rigenerante tissutale.
Alle piante più spiccatamente antipertensive, se ne
possono associare altre con azione complementare:
1. anticoagulanti o fluidificanti del sangue - Zenzero,
ginkgo biloba, angelica cinese, meliloto, ecc.
2. adattogene (contro lo stress, ansia, eccitazione,
ecc.) - Ashwagandha, luppolo, jatamansi, asparago
racemoso, passiflora, valeriana, avena, bacopa, centella,
melissa, ecc.
3. diuretiche - Pilosella, tè di Giava, betulla,
levistico, parietaria, prezzemolo, tarassaco, tribulus,
ecc.
Integratori
Magnesio –
E’ un “calcio-antagonista” naturale ed è di fondamentale
importanza per mantenere i giusti equilibri minerali a
livello delle cellule delle pareti vasali. Ottimo come
cura e come prevenzione nei soggetti a rischio. Da
assumere quasi sistematicamente. Il suo effetto sulla
pressione si manifesta pienamente dopo qualche
settimana.
Cuore:
problemi causati dal poco magnesio - 3 Dicembre
2010
Il cuore, se non controllato, è soggetto a molti
problemi; tra le motivazioni ci sarebbe, anche, la
mancanza di magnesio.
Secondo uno studio, condotto da un gruppo di ricercatori
del
Brigham and Women’s Hospital e dell’Harvard
Medical School, la morte cardiaca improvvisa sarebbe
dovuta, anche, da insufficienti quantità di magnesio
assunte con la dieta.
Studi simili erano stati eseguiti nel 2009, senza grandi
risultati; uno di questi studi era stato pubblicato sul
Journal of American Academy of Nurse Practitioners,
il quale non aveva portato giovamento alle donne.
L’attuale studio, invece, analizzando i dati positivi di
circa 90.000 donne che avevano partecipato Nurses’
Health Study, ha indicato un ruolo protettivo anche per
il sesso femminile. Da questa ricerca si è visto che
maggiori quantità di magnesio (tra i minerali più
importanti per la salute del nostro organismo) si
assumevano minori erano i rischi di morte cardiaca
improvvisa: addirittura la percentuale di rischio
diminuiva del 37-41%.
Lo studio, pubblicato sul
American
Journal of Clinical Nutrition, ha elencato quali
sono le migliori fonti alimentari di magnesio:
carni,
cereali,
latte,
dolci,
verdura a foglie verdi, (NdR:
dimenticandosi molti
altri cibi vegetali molto utili).
Bisognerebbe introdurre quantità maggiori di questi
alimenti, cosa che, secondo le statistiche non succede,
infatti, il fabbisogno giornaliero non viene raggiunto
né dagli uomini né dalle donne. Per prevenire questi
problemi a livello cardiaco occorrerebbe controllare per
via ematica i livelli di magnesio presenti nel nostro
organismo, e nel caso in cui ce ne fosse bisogno,
introdurre, le giuste quantità di magnesio nella propria
dieta.
Fonte: tantasalute.it
Coenzima Q-10
- Gioca un ruolo fondamentale nella trasformazione dei
nutrienti in energia. Ogni singola cellula nel corpo
necessita di questo fattore, ma le cellule dei tessuti a
maggiore consumo enrgetico ne hanno più bisogno,
come quelle del fegato, dei reni, del pancreas e
del cuore. E’ un potente antiossidante e ha dimostrato
di essere efficace nel normalizzare la pressione
sanguigna. Gli organi d’animali, come il fegato, il rene
e il cuore, sono una fonte naturale eccellente di Q-10,
ma si trova anche nei pesci e in alcuni vegetali.
Ricordo che questo fattore è liposolubile e quindi
necessita di un’alimentazione in cui siano presenti
buone quantità di grassi, per essere assorbito a livello
intestinale.
E’ anche sintetizzato dal nostro organismo, ma viene
facilmente distrutto da un consumo eccessivo di zuccheri
e sostanze stimolanti. I pazienti cardiovascolari
necessitano di maggiori quantità di Q-10 (Proc Natl Acad
Sci, 1985; 82: 901-4; Drugs Exp Clin Res, 1984; 10:
487-502). I suoi benefici nel caso di angina,
ipertensione, insufficienza cardiaca, aritimie e
disturbi valvolari sono stati dimostrati a partire dagli
anni ’70 (J Molec Med, 1977; 2: 431-60) e poi
continuamente confermati da successivi studi. Le
statine (farmaci che abbassano il colesterolo)
riducono del 40% la sintesi di Q-10 nel corpo.
Vitamina C -
Aumenta la produzione di prostacicline, una piccola
molecola che non solo rilassa i vasi sanguigni, ma
favorisce una corretta fluidità del sangue. La vitamina
C è fondamentale per la salute cardiovascolare. In
alcuni studi, la somministrazione regolare di vitamina C
ha dimostrato di abbassare significativamente la
pressione arteriosa (Lancet, 354: 1999: 2048-9).
Lisina e prolina –
Sono due amminoacidi che proteggono le pareti arteriose
e prevengono al formazione delle placche
aterosclerotiche. La sclerosi delle pareti è spesso
intimamente correlata con l’ipertensione. Sono
importanti componenti del collagene e di altre molecole
che danno stabilità alle pareti dei vasi. L’assunzione
insieme alla vitamina C è quanto mai vantaggiosa. Con
altri elementi, fanno parte della terapia cellulare del
Dr Rath (M. Rath MD.Why animals don’t get heart attacks…but
people do.)
Arginina – E’ un
amminoacido che facilita l’azione di una piccola
molecola chiamata ossido d’azoto, capace di aumentare
l’elasticità delle pareti arteriose e aiutare a
normalizzare la pressione.
Licopene – Un
antiossidante che si trova soprattutto nei pomodori e
nell’anguria. Somministrato come integratore, si è
dimostrato efficiace in un campione di pazienti ipertesi
di età compresa tra i 30 e i 70 anni (American Heart
Journal, January 2006). Anche questo è un fattore
liposolubile e quindi senza grassi nell’alimentazione
viene poco o nulla assorbito.
Fermenti lattici -
Diverse preparazioni hanno mostrato effetti positivi
sulla pressione e sulla prevenzione cardiovascolare. Più
in generale, il consumo regolare d’alimenti fermentati è
di grande aiuto nella cura e nella prevenzione
dell’ipertensione.
Omega-3 –
Indubbiamente gli “oli di pesce” hanno dimostrato di
essere efficaci nella prevenzione delle malattie
cardiovascolari e, in particolare, di essere in grado di
contribuire all’abbassamento dei valori pressori – circa
3.0/1.5 mm Hg - (Circulation, 1993 August, 88: 523-33).
Tuttavia, l’assunzione eccessiva e prolungata di questi
oli potrebbe avere degli effetti collaterali.
Il mio consiglio è di non farsi prendere dalle mode del
momento e di assumere dosaggi terapeutici di omega-3
(nel caso dell’ipertensione si aggirano sui 5 g al
giorno) solo sotto controllo medico.
Meditazione
Trascendentale Maharishi
Diversi studi hanno messo in evidenza l’utilità della
Meditazione Trascendentale (MT) di Maharishi nel
trattamento dell’ipertensione arteriosa border line e di
grado lieve (Hypertension 1995; 26:820-827; Archives of
Internal Medicine, Jun 2006; 166: 1218 - 1224). La MT è
in grado di abbassare di almeno 10 mm Hg la pressione
massima e di 5 mm Hg la minima e si è rivelata
notevolmente superiore ad altre medotiche di meditazione
e di rilassamento, al biofeedback e a diverse altre
tecniche simili (American Journal of Health promotion
1998; 12(5):297-298).
Panchakarma
Importante e fondamentale programma di purificazione
della Medicina Ayurvedica. In collaborazione con una
società di assicurazione olandese è stata condotta una
ricerca su 126 persone sofferenti di malattie croniche.
La durata media della loro malattia era di 20 anni e
dopo solo 3 mesi di trattamento con le tecniche di
Panchakarma dell’Ayurveda Maharishi si sono notati
notevoli miglioramente. Nel caso dell’ipertensione si
sono avuti successi nel 56% dei casi.
Yoga
In generale gli studi dimostrano che le persone che
praticano lo yoga sono meno ansiose, più resistenti allo
stress, hanno la pressione più bassa e le funzioni
cardiache e respiratorie più efficienti. Quindi, senza
dubbio lo yoga può giocare un ruolo importante nel
trattamento e nella prevenzione dell’ipertensione (Cardiovasc
Nurs, 1997; 11: 53-65). Addirittura è stato dimostrato
che lo yoga può ridurre la pressione in modo
significativo in pochissimo tempo (Ind J Physiol
Pharmacol, 1998; 42: 205-13; Aviat Space Environ Sci,
1989; 60: 684-7).
L'alimentazione
I vegetariani
affermano che la loro dieta aiuta a curare e prevenire
l’ipertensione, così come effettivamente proverebbero
alcuni studi. Tuttavia, c’è il sospetto che non sia
tanto l’esclusione della carne e dare risultati
positivi, ma piuttosto lo stile di vita
complessivamente più salutistico (health conscious)
che molti vegetariani seguono: consumo di alimenti bio,
molta frutta e verdura, cure naturali, ricerca di
armonia e ambienti meno inquinati, tecniche di
rilassamento, meditazione, ricerca e pratiche
spirituale, ecc. - vedi:
Crudismo
Circolazione
sanguigna: prevenzione degli
infarti. I citrati eliminano le
calcificazioni arteriose. Gli ascorbati fanno il resto !
Non si tratta quindi di confrontare un qualsiasi
campione di popolazione che mangia carne con uno che non
la mangia, ma di prendere in considerazione un gruppo
molto selezionato dai consumi e stile di vita
consapevoli che di fatto enficia totalmente i risultati
di questi studi. Quello che conta, quindi, non è
escludere o meno la carne, ma piuttosto curare lo stile
di vita nella sua globalità.
Per altro, diversi studi dimostrano che il fattore
decisivo per la prevenezione del rischio
cardiovascolare è l’aumento del consumo di verdura e
frutta fresca, ricche di antiossidanti e potassio,
piuttosto che l’esclusione della carne e dei famigerati
grassi animali (BMJ, 1996; 312: 1479; BMJ, 1996; 312:
478-81; JAMA, 1995; 274: 1197; Lancet, 2002; 359:
1969-74). Per quanto riguarda il consumo di proteine
poi, il mito per cui un loro eccesso sia la causa
dell’ipertensione è del tutto privo di fondamento, così
come dimostrato da alcuni studi (Circulation,
1996;94(7):1629-34; Circulation, 1996, 94(10):2417-23).
Una cosa è certa,
l’ipertensione si associa molto spesso al sovrappeso e
quindi una dieta s’impone quasi sempre. Si calcola che
ogni kg perso abbassi la pressione di 1 mm Hg.
Personalmente, nella mia pratica clinica, ho notevoli
risultati con una dieta piuttosto “primitiva”, che è
allo stesso tempo disintossicante e dimagrante:
proteine, grassi, cibi fermentati, verdure, frutta.
Pochi cereali, legumi e zuccheri. Avendo cura di
scegliere il più possibile alimenti freschi, interi e di
origine biologica.
Oggi giorno, il vero pericolo si nasconde in una
alimentazione troppo ricca di carboidrati e non di
grassi e proteine. Il consumo eccessivo di carboidrati
mantiene alti i livelli di insulina nel sangue e
danneggia i vasi.
Il problema del
sale alimentare
Certamente l’uomo moderno consuma molto più sale del
passato. Ad essere in eccesso non è tanto quello che si
aggiunge all' insalata e alle normali pietanze, ma
quello “occulto” che si nasconde nei cibi conservati o
confezionati. Addirittura anche le merendine, i cereali
del mattino e altri cibi dolci di tipo commerciale
contengono spesso notevoli quantità di sale.
Ufficialmente si consiglia un consumo giornaliero di non
oltre 5-6 g di sale, corrispondente ad un cucchiaino,
mentre molti di noi viaggiano tranquillamente sugli 8
-10 grammi. Non tutti sono d’accordo che il sale sia la
causa dell’ipertensione.
Piuttosto credono che il problema riguardi alcuni
soggetti sensibili e non tutta la popolazione (per
esempio, più gli uomini che le donne). Inoltre, c’è chi
mette in guardia dai pericoli di una dieta troppo povera
di sale. Anche i sostituti del sale, ricchi di potassio,
possono rappresentare un pericolo, se consumati in
eccesso, così come hanno dimostrato dei ricercatori
olandesi (BMJ, 2003; 326: 35-6).
L' attività fisica
E’ importante, anche se negli ultimi anni sempre più
viene dimostrato che non è necessario diventare dei
fanatici del movimento per rimanere in forma e prevenire
le malattie. L’esercizio isometrico, come il
sollevamento dei pesi, andrebbe evitato, perché aumenta
la pressione sanguigna, soprattutto se si trattiene il
respiro quando si fa lo sforzo. Camminare, fare
escursioni, nuotare, andare in bicicletta e altri sport
all’aperto sono ottimi, ma se fatti con regolarità...una
volta ogni tanto serve a poco. Fare attività fisica
regolare tra i 18 e i 30 anni riduce la possibilità di
sviluppare l’ipertensione nei successivi 15 anni.
(CARDIA study. Am J Public Health 97(4), 2007).
Tratto da: dottorperuginibilli.it
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Eseguito in Italia il primo
stent riassorbibile in
angioplastica coronarica. - 13
Ge. 2012
E' durata circa 45 minuti la prima operazione in Italia,
che ha completato la fase sperimentale, l’angioplastica
con stent bioassorbibili.
L'intervento e' stato fatto all’Ospedale San Giacomo di
Castelfranco Veneto il quale ha annunciato, da parte
della stessa USSL 8 di Asolo (Treviso), la quale ha
spiegato come l'operazione, che aveva un uomo di 41 anni
come paziente, il quale aveva avuto una buona attivita’
sportiva, ma aveva ormai somatizzato una aterosclerosi
coronarica diffusa; l’intervento e’ durato 45 minuti ed
ha avuto un "buon esito".
E’ stata la squadra gestita dal primario Cardiologia
Ospedale San Giacomo, Carlo Cernetti ad eseguire
l’Emodinamica chirurgica.
La procedura eseguita senza complicazioni, con accesso
attraverso l’arteria radiale, ha permesso al paziente di
tornare alla sua stanza d'ospedale da solo: questo è il
primo caso del genere a livello nazionale. "Questa
tecnologia permette di ricostruire l'anatomia delle
arterie coronarie che introducono impianti
bioriassorbibili i quali che entro 18-24 mesi tendono a
riparare completamente l'arteria e poi si dissolvono, a
differenza degli stent di metallo attuali (medicati e
non) che persistono nel tempo nell'albero coronarico del
paziente a tempo indeterminato ».
La terapia riparativa, in combinazione con la moderna
farmacologia,« permette al paziente di condurre una vita
pressoche' normale, con forte riduzione del rischio di
futuri eventi cardiovascolari "e, per ora è applicabile
solo a un gruppo limitato di pazienti, si apre" la
strada a uno scenario in cardiologia interventistica, di
enorme impatto per i pazienti da malattia vascolare
ostruttiva ", continua Dr.Cernetti:" Questo è un
significativo intervento perche 'questo nuovo tipo di stent rilascia lentamente un farmaco che permette la
guarigione delle arterie ostruite e dopo 18-24 mesi è
completamente bioassorbito.
Questa tecnologia riduce il rischio di trombosi da stent
per l'arteria e dà la capacita 'di rispondere agli
stimoli naturali neuro-endocrini (vasodilatazione e
vasocostrizione). "
Questo e’ un grosso passo avanti per la cardiologia
interventistica.
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RIANIMAZIONE - RCP: forte pressione del salvatore
- 15/10/2010
Non si tratta solo di ritmo, nella rianimazione
cardiopolmonare. È necessaria una profonda compressione
del torace affinché il massaggio raggiunga il cuore. Ci
sono gadgets che facilitano la vita quotidiana dei
salvatori della vita. E c’è anche una versione, un po’
dubbiosa forse, dell’iPhone.
La
rianimazione cardiopolmonare (RCP) è una scelta
medica che non si può purtroppo allenare ai casi seri.
In teoria alla maggior parte dei medici e anche ai molti
“dilettanti”, i pochi passaggi consigliati in caso di
arresto cardiaco sono ben chiari.
Ma quando la cosa diviene seria, il risultato spesso non
è ottimale. I nervi tremano e spesso, a causa della
mancanza di pratica, manca il senso della giusta misura
da prendere, soprattutto nella compressione toracica.
Little brother is
coaching you !
Per questo motivo ci sono corsi con bambolotti di gomma
che, a seconda del prezzo della bambola ed anche del
prezzo del corso, si avvicinano il più possibile alla
situazione reale. C’é un numero sempre maggiore di
soluzioni mobili che pretendono di aiutare il
soccorritore alle prime armi, sia egli un medico o meno,
nella eventualità di una rianimazione. Nei casi meno
spettacolari, appartenenti a questa categoria, si tratta
di software per telefoni mobili, che, più o meno bene,
rappresentano i consigli della
American Heart Association (AHA) per la rianimazione
cardiopolmonare da parte di persone non esperte. Ci si
immagini una sorta di Mini-Slideshow da mettere al
proprio fianco nelle situazioni di emergenza, per
seguire le istruzioni del software passo per passo. Le
soluzioni migliori sono provviste di una guida acustica
che dice al soccorritore cosa deve fare.
Un ulteriore elemento multimediale è una sorta di
metronomo che indica, durante il massaggio cardiaco, la
temporizzazione dei “100 al minuto”. Un esempio di un
tale elaborato sistema è il piccolo apparecchio
PocketCPR. Viene prodotto dall’impresa americana
Zoll Medical, un’impresa che produce, tra le altre
cose, anche defibrillatori. È stato autorizzato al
commercio persino dall’autorità americana FDA come
apparecchio liberamente disponibile in caso di
emergenza.
Premere fino a che
il sensore cigola
Una frequenza di compressione errata è uno degli errori
più frequenti che i soccorritori alle prime armi fanno.
Soprattutto poi, quando le forze vengono a mancare,
spesso anche il ritmo di compressione scende. La giusta
frequenza non é tutto, però.
Di fondamentale importanza è anche la profondità di
compressione: il soccorritore deve esercitare un po' di
pressione per pompare quel 30% di volume sanguigno nel
corpo, che, sulla base della ricerca scientifica, È
raggiungibile con una RCP correttamente eseguita.
Tuttavia ci si
chiede come sia possibile avere la sicurezza che il
primo soccorritore eserciti davvero una pressione
energicamente sufficiente? Zoll Medical ha trovato una
soluzione: L’impresa ha fornito il suo PocketCPR-System
di un
sensore di accelerazione sviluppato dalla società
Analog Devices. Quando l’apparecchio viene posto sul
petto, durante la rianimazione, il sensore calcola,
grazie ad un algoritmo, sulla base dell’accelerazione e
della frequenza di compressione, la profondità di
compressione.
Alcuni defibrillatori dello stesso produttore utilizzano
una tecnica simile. Oggi, inoltre, è disponibile anche
una versione miniaturizzata e priva di elettrodi.
Secondo le indicazioni dell’impresa il sistema è tarato
su persone a partire da otto anni di età. Può registrare
con precisione la profondità di compressione consigliata
dall’AHA di 1,5 fino a 2 pollici (3,8 fino a 5,1cm).
Mark Totman, Presidente della società figlia della zoll
medical, la Bio-Detek, nonché responsabile del
PocketCPR-System, è convinto che la qualità della
rianimazione venga migliorata dal supporto digitale:
“Molte persone non vogliono fare la rianimazione perché
hanno la sensazione di non essere sufficientemente
allenati a farla. Il nostro apparecchio può dar loro la
necessaria fiducia in sé stessi per poter agire in caso
di emergenza”.
La versione dell’iPhone
riceve una critica negativa
Il PocketCPR-System con il sofisticato sensore di
accelerazione - qui è possibile vedere un
video non proprio privo di drammaticità - si può
acquistare per 129 dollari. I proprietari di un iPhone
possono risparmiarsi questa spesa, in quanto la Zoll
Medical offre
un’applicazione per iPhone che in caso di emergenza
può dare un’aiuto per la RCP.
L’applicazione,
disponibile già dal 2009, sfrutta il sensore di
accelerazione integrato nell’iPhone per stimare la
profondità di compressione. Ma l’iPhone non si può
appoggiare tanto facilmente sul petto della persona in
pericolo di vita e contemporaneamente comprimere con
tutta la propria forza, perché è troppo grosso, troppo
piatto, fatto in buona parte di vetro.
Perciò viene fissato al polso. Ma per questo non c’è
un’autorizzazione della FDA. È forse un gadget, più che
un vero aiuto? Gli utilizzatori sono piuttosto critici.
In 28 valutazioni nello store della Apple,
l’applicazione ha ricevuto il mediocre voto di due
stelle e mezza su cinque. A onor del vero si deve però
dire, che la versione del PocketCPR per iPhone non viene
pubblicizzata come aiuto reale in caso di emergenza, ma
come strumento per il training alla rianimazione.
By Philipp Graetzel - Tratto da: news.doccheck.com
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STOP alle
Statite
Due tipi di
colesterolo: uno si chiama
LDL e aumenta il rischio cardiovascolare. L'altro si
chiama
HDL e lo diminuisce. L'obiettivo di ogni cura atta a
ridurre il rischio cardiovascolare vuole tra le altre
cose e in caso di necessità, aumentare la quota di HDL
e, solo possibilmente, ridurre quella di LDL.
Tuttavia oggi sono pochi coloro che controllano il
valore delle HDL prima di prescrivere le celebri
statine, farmaci in grado di abbassare il colesterolo
(sia quello "buono" che quello "cattivo") bloccando
l'enzima chiave della sua sintesi. Che tale
atteggiamento riduca il rischio cardiovascolare a
livello di popolazione è certo. Il fatto che tale scelta
terapeutica vada bene sotto ogni aspetto è invece da
escludere.
L'ultimo dato che fa riflettere in proposito è quello
pubblicato sul British Medical Journal e che vede un
aumento del rischio di sviluppare diabete in chi assume
statine di nuova generazione, ulteriore rispetto ai
trattati con la pravastatina, considerata come "limite
zero" (sempre che si tratti già in questo caso di vero
"zero").
http://www.bmj.com/content/346/bmj.f2610
Si ricorda lo scopo fondamentale dell'uso delle statine
?
Era quello di ridurre gli eventi cardiovascolari
avversi. I pazienti che sviluppano
diabete hanno un rischio di malattia cardiaca tale
da far sì che essi siano, da linea guida, trattati come
chi abbia già sofferto di danni cardiovascolari in
passato.
Ricapitolando, le statine aumenterebbero il rischio di
patologia cardiovascolare in alcuni pazienti, senza
peraltro che questo sia l'unico effetto avverso
ipotizzato e convalidato.
Quando si studiano i livelli di colesterolo e i suoi
effetti, la prima domanda che ci si pone è: non avrebbe
più senso aumentare l'HDL invece che lavorare per
diminuire il colesterolo totale ? La risposta è sempre
la stessa: certo, ma l'HDL, a quanto finora noto, si
alza solo con l'attività fisica e lo stile di vita; il
che forse rappresenterebbe un motivo in più per
occuparsene.
La modificazione dello stile di vita e l'incremento
dell'attività fisica agiscono infatti a livello
sistemico riducendo non solo il rischio cardiovascolare
di cui si "occupano" le statine, ma anche ,ad esempio,
quello di sviluppare cancro o neoplasie, e problematiche
di tipo depressivo o psichiatrico, andando a toccare le
tre grandi problematiche del nostro tempo.
Altri meccanismi possono fare da supporto, l'utilizzo e
la prescrizione di olii Omega-3, ad esempio, agisce
sulla riduzione dello stesso rischio cardiovascolare,
agendo in una logica antiinfiammatoria e di regolazione
della funzione cellulare che agisce in maniera
esattamente complementare all'attività fisica stessa.
E frattanto che le statine si riscontrano problematiche
per lo sviluppo di diabete e per la patologia
cardiovascolare stessa (benché si tratti comunque di una
quota minima di pazienti rispetto alla totalità
trattata), sull'American Journal of Medicine esce uno
studio monitorato dalle università di Harvard e del
Nebraska.
http://www.amjmed.com/article/S0002-9343(13)00200-3/abstract
Questo studio identifica negli studenti che fanno
abituale uso di marijuana diminuiti livelli di
insulino-resistenza e una minore circonferenza della
vita rispetto a chi ne avesse fatto uso in passato, con
risultati aggiustati anche per attività fisica e stile
di vita.
Parametri di questo tipo risultano protettivi per la
patologia cardiovascolare oltre che per le neoplasie di
cui si è sopra trattato e per lo sviluppo di diabete
stesso, lasciando porte aperte ad ulteriori analisi e
valutazioni per trovare elementi che siano di supporto
nello sviluppo di una salute (e di una prevenzione) il
più possibile duratura e sicura.
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Il Sangue non circola
- Una interessante e logica argomentazione
Moto Browniano ed
Impulsi Ritmici
Il cuore non è una pompa semplicemente perché il sangue
come liquido non circola.
Se il sangue circolasse veramente in tutte quelle decine
di chilometri di vene, capillari nella
microcircolazione, sarebbe necessaria una pompa
muscolare di grandissime dimensioni che consumerebbe
un’enorme quantità di energia per mantenere una
pressione adeguata capace di vincere tutte le resistenze
e gli attriti di percorsi tanto sottili, tortuosi e
lunghi.
Se parlate con un cardiologo che ama la Verità, vi
confesserà che per la scienza medica è un vero mistero
capire come possa un muscolo della grossezza di un
pugno, pompare il sangue nella rete vascolare
instancabilmente settanta novanta volte al minuto per
l’intero arco della vita umana e cioè anche per cento
anni e più. Se il cuore fosse una pompa bisognerebbe
gridare di continuo al miracolo, perché non c’è modo di
trovare nessuna spiegazione veramente scientifica al suo
funzionamento.
A questo punto voi direte: “Se il sangue non circola,
come fa ad ossigenarsi nei polmoni, a filtrarsi nei
reni, a rigenerarsi nel fegato, ecc ?” Cercherò di
spiegarlo, ma per prima cosa è necessario stabilire come
base un concetto fondamentale e cioè che un organismo
vivente è Unitario. Cosa vuol dire Unitario ?
Che tutte le parti che lo compongono agiscono per un
obiettivo comune che è il mantenimento e l’accrescimento
della vita. Anche l’apparato vascolare è a sua volta
unitario nel suo complesso volto al servizio
dell’organismo e il sangue al suo interno è Omogeneo.
Cosa vuoi dire Omogeneo ?
Che la sua composizione di base è sostanzialmente
identica sia nel cuore, nelle arterie, nelle vene che
nel più piccolo dei capillari. Essendo il sangue per sua
natura omogeneo, tende con costanza, direi quasi con
volontà costante, a mantenere le caratteristiche
fondamentali della sua omogeneità, cioè ad avere nel suo
interno una equa distribuzione di tutti quegli elementi
che sono indispensabili alla vita delle cellule che
compongono l’organismo, cioè ossigeno, sostanze
nutrienti, agenti di protezione, ecc..
Quando il sangue presente nei polmoni viene. ossigenato
dal ritmo respiratorio, subito l’ossigeno prelevato
viene distribuito a tutto il sangue non tramite il
movimento circolatorio, ma per mezzo della trasmissione
diffusiva che non essendo meccanica, né tanto meno
idraulica, ma essenzialmente ritmico magnetica, è assai
più rapida e precisa. Mi chiederete: “Ma cos’è questa
trasmissione ritmica che ha così tante qualità
intelligenti ?”.
Non solo intelligenti ma anche di ordine morale. Infatti
è sempre presente, attenta ai bisogni di tutte le
cellule, giusta nel distribuire a ciascuna quanto
necessario alla vita, pronta ad accogliere i rifiuti e a
trasmetterli per osmosi là dove possono essere
eliminati, sempre vigile, per difendere, curare ed
equilibrare le sue protette.
Avete ragione: il meccanismo della trasmissione ritmica
che agisce non solo per Osmosi ma soprattutto per
Induzione e Risonanza in tutto l’organismo
vivente, dovrebbe essere preso come modello da tutte le
amministrazioni comunali, regionali e statali che sono
così inadeguate al confronto. Dunque cos’è questa
benedetta trasmissione ?
Potrei cavarmela con una risposta semplice e comoda
dicendovi che è qualcosa di simile ad una trasmissione
televisiva in diretta.
Noi siamo comodamente seduti in poltrona ed accendendo
il televisore vediamo e sentiamo cosa avviene su un
campo di calcio giapponese in contemporanea. Possiamo
ammirare il bel gioco, udire gli incitamenti degli
spettatori e provare più o meno le stesse emozioni del
pubblico presente nello stadio.
Ma la trasmissione ritmica organico cellulare è qualcosa
di meglio e di più di una irradiazione di onde
elettromagnetiche. Infatti non perturba l’etere,
né abbisogna di satelliti artificiali perché avviene
essenzialmente per Corrispondenza pur esprimendosi come
Diffusione.
Per esempio nel caso della ossigenazione, ogni globulo
rosso trasmette a tutti gli altri l’ossigeno che riceve
PERCHÉ SI IDENTIFICA IN TUTTI GLI ALTRI.
Voi obietterete che cerco di spiegare il mistero della
Trasmissione nell’ambito di un mezzo sostanzialmente
statico come il sangue, con altri termini misteriosi
quali la Corrispondenza e l’identificazione.
Beh, allora per rincarare la dose vi parlerò di un altro
concetto misterioso quale è appunto la Risonanza.
Voi sapete che se fate vibrare la corda di una chitarra
o di un pianoforte, se nell’ambiente vi è un altro
strumento simile accordato con l’altro, ebbene, anche se
distante diversi metri, la corda corrispondente di
quest’ultimo vibra e risuona come se fosse stata
veramente pizzicata o percossa.
Si potrebbe quasi parlare di simpatia, di
amore, di condivisione o meglio ancora di unità fra
i due strumenti.
Ma poi basta pensare alla Radio: com’è possibile che una
scintilla elettrica generata in Europa riesca a
comandare l’accensione delle luci in una città
dell’Australia ? È quello che riuscì a fare Marconi
nonostante che i notabili della Scienza del tempo
affermassero che ciò non era assolutamente possibile.
A posteriori di fronte all’evidenza, ripiegarono
sull’esistenza di campi elettrici nelle zone superiori
dell’atmosfera che avrebbero agito da specchi
riflettendo le onde radio. In realtà la spiegazione
risiede nell’effetto della risonanza che ha un carattere
universale.
Avrete senz’altro sentito parlare di cosa succede fra
gemelli e cioè come sovente sia lo stato d’animo che di
salute di uno, si ripercuote anche a grande distanza
sull’altro. Bene, le cellule presenti nel nostro sangue
sono tutte gemelle monozigotiche, per cui la totalità
condivide ciò che avviene nel singolo individuo e
viceversa.
A dir la verità esiste una spiegazione più esauriente di
come avvengono, Corrispondenza e Risonanza; ne ho
scritto in modo dettagliato in un altro libro che verrà
forse pubblicato tra qualche tempo.
Credo di interpretare il vostro pensiero dicendo:
“Ammesso e non concesso che il sangue non circoli,
allora a cosa serve il cuore ?”
A cosa serve il cuore ?
Ma lui (il cuore) è il Regista, il Capo, il Sole, la
Cellula Madre, il Direttore d’orchestra che dirige e
guida tutta la Sinfonia della Vita coordinando i suoni
prodotti o meglio riprodotti per risonanza dagli
orchestrali, cioè le innumerevoli cellule che compongono
la struttura di un organismo vivente.
In ogni cellula
dell’organismo risuona ridotto in maniera proporzionale
alle dimensioni e alla distanza, ciò che avviene nella
grande Cellula Cuore di cui tutti gli altri organi sono
duplicati specifici, che filtrano magneticamente
suddividendola fra loro in modo diverso, l’energia che
il Cuore distribuisce, perché a loro volta la
distribuiscano alle varie
cellule.
E’ chiaro che nel corso di una conferenza divulgativa
non si può scendere troppo nei particolari e quindi mi
fermo per darvi modo di “masticare” il cibo un po’
indigesto che vi ho propinato. So che avrete mille
domande e obiezioni da farmi, ma al momento anticiperò
la risposta solo a quelle più prevedibili.
Nella chirurgia cardiaca si sono fatti dei progressi
eccezionali in questi ultimi tempi.
By Pass, sostituzione di cuori ammalati con quelli
prelevati a cadaveri sono interventi ormai all’ordine
del giorno e sono tutti resi possibili grazie all’uso
del cuore artificiale che è appunto una pompa e alla
circolazione extracorporea. Non è forse questa la prova
più evidente che anche il cuore di carne funziona in
modo analogo ? Non è così e cercherò di spiegarvene i
motivi.
Tutto ciò che è interno ad un campo magnetico, inverte
la sua polarità quando ne esce. Abituati come siamo ad
associare il concetto di polarità con quello di
elettricità, facciamo una grande fatica ad estenderne il
significato alle funzioni, agli stati fisici, alle
caratteristiche spaziali e temporali.
Noi tutti vediamo il Sole muoversi nel cielo attorno
alla Terra, ma gli scienziati ci dicono che è la Terra a
ruotare su se stessa.
Un tempo si credeva alla prima ipotesi, oggi si crede
alla seconda; poi è arrivato
Ighina a dirci che sia la Terra che il Sole sono
fermi e che si muove solo la luce all’interno del campo
magnetico. Quale di queste tre ipotesi è quella vera ?
Tolomeo aveva supportato la sua cosmologia con un
apparato geometrico e matematico di prim’ordine.
Copernico era stato assai più scadente al confronto per
giustificare la sua.
Ighina poi non ha nemmeno tentato di fornire delle vere
spiegazioni. razionali; lui SAPEVA che sia il Sole che
la Terra sono fermi e chi non ci credeva peggio per lui.
lo credo a ciò che Gigi mi ha insegnato e mi sforzo di
trovare anche delle spiegazioni razionali per non
costringere le persone a fare esclusivamente degli atti
di fede in argomenti così controversi.
La Fede è indispensabile, ma se gli si può dare una mano
anche con un po’ di logica, forse si facilitano le cose.
A parte questo mio lavoro che non so quanto potrà essere
utile, vorrei dirvi che ciò che conquista di più nelle
rivelazioni di Ighina, è l’universalità dei suoi
insegnamenti che si possono estendere a tutti i campi,
sia dell’esistenza che dello scibile umano.
Per cui ciò che vale per il Cosmo, ha valore pure per un
Pianeta e nell’ambito di un pianeta per un essere
vivente, per una singola cellula, per un atomo.
La scoperta fondamentale dell’identità delle Funzioni
indipendentemente dalle dimensioni e dell’aspetto
esteriore degli organismi in cui si esplicano, è forse
una delle scoperte più rivoluzionarie di Ighina, che
abbinata con la rivelazione che tutte le forze e le
materie provengono da una sola Energia Fondamentale che
riflettendosi in se stessa e moltiplicandosi ha creato
l’Universo, lo qualificano di diritto come il più grande
scienziato che sia mai apparso sulla superficie della
terra.
Tornando al cuore artificiale il suo funzionamento
esteriore sostituisce, anche se per breve tempo, quello
del cuore interiore con una funzione inversa. Il
movimento supplisce anche se in maniera non altrettanto
perfetta, quelle trasmissioni ritmiche che si
verificavano nella staticità complessiva dei sangue.
I due fenomeni e cioè movimento esteriore e trasmissione
interiore, si integrano fra loro dal momento che
ciascuno di essi agisce nell’ambito suo proprio nel
rispetto dalla diversa funzionalità. Un’altra
prevedibile obiezione è questa: quando si recide
un’arteria, il sangue scorre fuori a fiotti seguendo gli
impulsi del battito cardiaco; non dimostra questo che il
sangue circola spinto dal cuore ?
A questo riguardo non bisogna far confusione.
Se si rompe un tubo, sia che in esso il liquido stagni o
circoli, ne consegue la fuoriuscita. Il fatto, poi che
il sangue sgorghi in sintonia col battito cardiaco si
può spiegare anche col fatto che sangue e cuore sono un
tutt’uno, cioè il cuore esercita dall’esterno sul sangue
una funzione che il sangue esercita sul cuore
dall’interno.
Si tratta di un rapporto simile a quello che intercorre
fra la corrente elettrica e il suo campo magnetico e
cioè sono fra loro interdipendenti. Infatti il cuore
vive e funziona perché il sangue lo alimenta, così come
il sangue mantiene in sé l’omogeneità perché il cuore
gliene trasmette gli impulsi energetici.
Ma da chi riceve il cuore gli impulsi magnetici che poi
a sua volta dirama al sangue agli organi e a tutte le
cellule ?
Dalla spina dorsale, cioè dal Ritmo Tensivo che
intercorre fra il sesso ed il cervello tramite il
midollo spinale. Il Ritmo Spinale poi corrisponde con le
debite proporzioni al Ritmo Tensivo perpendicolare Sole
e Terra, mentre il Ritmo Cardiaco ne rivela, per così
dire, i moti spiraliformi apparenti, ripeto “apparenti”,
perché ciò che sembra muoversi nello Spazio SI TRASMETTE
come cercherò di spiegare più avanti.
Questo Ritmo nascosto nel midollo si trasmette per
Induzione al cuore, che lo rivela in modo Trasversale
nei suoi battiti contrattivi ed espansivi che si
ripercuotono su tutte le cellule che compongono
l’organismo. A sua volta il Ritmo Cardiaco sostiene
energeticamente le cellule coinvolte nel Ritmo Spinale
permettendone così la continuità e il mantenimento.
Il battito cardiaco è diffuso in tutto l’organismo
perché le cellule battono per Corrispondenza, per
Riflessione indotta, lo stesso ritmo del muscolo
cardiaco. E allo stesso modo nella Rete Nervosa e cioè
nei singoli nervi che pervadono l’organismo, si
distribuisce la Sensibilità corporea di cui il Ritmo
Spinale è il Promotore e il Regista.
Ciò che è il Cuore per il sangue e le vene, lo è la
Spina Dorsale per i nervi e la sensibilità; le singole
cellule poi partecipano per Empatia alle influenze
energetiche di entrambi. Ecco perché è possibile sentire
la pulsazione del cuore in qualsiasi parte dei corpo;
basta comprimere una qualsiasi parte di esso per sentire
non solo con lo stetoscopio ma anche con le dita, quella
che è la Pulsazione Vitale diffusa in tutto l’organismo
vivente. Io non sono un medico, perciò affronto i
problemi della Fisiologia con poca competenza specifica
ma appunto per ciò con grande libertà di spirito. Ora
rileggendo quanto ho scritto, mi rendo conto che le mie
affermazioni non sono sufficientemente spiegate. Per ciò
riassumo aggiungendo ulteriori dettagli.
Dunque, in un organismo vivente vi sono Tre Ritmi
Fondamentali, quello Cardiaco, quello Spinale e quello
Respiratorio che sono interdipendenti fra loro. II Ritmo
Respiratorio porta all’interno dell’Organismo l’Ossigeno
che altro non è che l’aspetto Atomico e quindi
materiale, dell’Energia Solare presente nell’aria.
Il Ritmo cardiaco assorbe dall’intestino l’Energia
Terrestre prelevata dalla digestione alimentare e infine
il Ritmo spinale che mettendo in comunicazione diretta
tra loro sia l’Energia Solare presente nel Cervello, sia
quella Terrestre accumulata nel Sesso, ne determina lo
Scontro Tensivo che si esprime nel cuore per Induzione
tramite successive contrazioni e dilatazioni dello
stesso, che si irradiano per Diffusione Ematica, a tutte
le cellule dell’organismo.
Ora è importante chiarire sia cos’è l’Ossigenazione del
sangue venoso nei polmoni, sia in cosa consiste
l’Apporto Nutrizionale che trasforma il sangue arterioso
in venoso soprattutto nell’intestino oltre che in altri
organi che si trovano all’interno del tronco.
Si dirà che anche nel cervello il sangue arterioso si
trasforma in venoso e questo, anche se può sembrare
inverosimile, dipende dalla “Alimentazione Sensoriale”.
Infatti all’interno dell’organismo non entrano solo il
cibo e l’aria, ma anche le Percezioni che sono
l’alimento dell’apparato digestivo cerebrale.
Attraverso la lingua, il naso, gli occhi, gli orecchi,
l’epidermide, la mente “mangia” sapori, odori, visioni,
suoni, percezioni tattili che “digerisce” come
esperienze nel cervello, per alimentare il Corpo Denso
della Memoria di cui le emozioni e i sentimenti sono
l’Anima e le intuizioni lo Spirito.
Si potrebbe anche dire, sotto un altro punto di vista,
che la Memoria Atavica sia lo Scheletro, quella
individuale la Carne e il Grasso, le Emozioni e i
Sentimenti il Sangue, le Intuizioni i Nervi, di quel
Ritmico Organo Vivente che risiede nella testa sotto
forma di Cervello pervaso dalla Mente.
Dunque, come si ossigena il sangue nei polmoni ?
Non è che i Globuli rossi catturino l’ossigeno come tale
comportandosi come quei carrelli che nelle miniere
trasportano il carbone. Infatti i Globuli rossi
trasformano, tramite la loro membrana cellulare,
l’Ossigeno in Energia Solare che come tale viene
ricevuta dall’emoglobina presente in essi.
Ecco perché l’Energia Solare si trasmette a tutto il
circuito arterioso per Corrispondenza e non per
circolazione.
La stessa cosa avviene nell’intestino dove le sostanze
nutritive, grazie anche alla collaborazione dello
stomaco, del fegato e del pancreas che contribuiscono
alla dissoluzione molecolare del cibo, vengono
trasformate dalle membrane cellulari dei villi
intestinali in Energia Terrestre, ed è in tale forma che
essa giunge nel sangue arterioso intestinale
trasformandolo in venoso, da dove viene trasmessa per
Corrispondenza diffusiva, a tutto il circuito venoso.
Ora io vi scandalizzerò ulteriormente dicendovi che la
Contrapposizione fra il Sistema venoso e quello
arterioso, uno carico soprattutto di Energia Terrestre,
l’altro di Energia Solare, avviene nel Cuore e di
riflesso in tutti gli organi e in tutte le cellule,
producendo “Scintille” invisibili di Vitalità energetica
che poi si trasformano, là dove è necessario e cioè
all’interno delle cellule, in Particelle visibili
materiali che sono i “mattoni” che servono
all’alimentazione, alla riparazione e alla riproduzione
cellulare. Non è pensabile che quello che di materiale
viene prelevato dall’ambiente esterno, possa essere
utilizzato come tale all’interno di un organismo vivente
e questo per due buoni motivi.
Primo: perché i glucidi, i lipidi, i protidi, le
vitamine, ecc. hanno una struttura biologica e quindi un
D.N.A.
completamente diverso da quello tipico dell’organismo
che se ne nutre.
Secondo: perché è una elementare Legge di Natura che
tutto ciò che entra di materiale all’interno di un Campo
Magnetico vivente venga smaterializzato e quando ciò non
sia possibile, venga vomitato o comunque espulso.
Dovrei parlare e scrivere per ore per spiegare più
dettagliatamente queste affermazioni, ma sinceramente
non mi sembra il caso.
Il mio compito specifico è quello di trasformare in
concetti comprensibili le Rivelazioni d’origine
Spirituale portate nel mondo da
Ighina, che aprono una strada nuova per chi vuole
comprendere la Verità nascosta dietro il velo delle
apparenze.
L’approfondimento di queste conoscenze è un compito che
viene affidato alle nuove generazioni di ricercatori che
hanno abbastanza coraggio per scegliere liberamente fra
una visione materialista del mondo che sta precipitando
sempre più l’umanità nel baratro della disgregazione e
quella spirituale che è la sola capace non solo di
preservare e migliorare la vita, ma anche di conoscerla
pienamente.
Ma torniamo al sangue la cui staticità complessiva sarà
la pietra di scandalo su cui inciamperanno molti fra
quelli qui presenti e colgo l’occasione per rispondere
in anticipo ad un’altra possibile obiezione, facendo
notare che l’apparente moto ascendente e discendente dei
sangue, corrisponde al Ritmo di scambio di Calore e Luce
fra la Terra e il Sole. Così come il Calore Tenebroso
della Terra si ritrasforma in Luce nel Sole, così il
Sangue venoso scontrandosi energeticamente col Sangue
arterioso nel Cuore, genera delle Scintille di Luce che
si irradiano a tutto l’organismo.
Questo avviene grazie al Setto che divide il Cuore a
metà, che impedisce il contatto materiale fra i due tipi
di sangue, ma appunto perciò ne favorisce le
interferenze energetiche e spirituali. Il cuore si
comporta come uno Scambiatore di Calore: trasmette le
qualità non solo termiche di un liquido ad un altro
invertendone la polarità, trasformando in Luce il Calore
delle Calorie senza che essi entrino a diretto contatto
fra loro. Ma, negli scambiatori Termici utilizzati in
campo idraulico, i due liquidi, quello caldo e quello
freddo, si muovono; allora come faccio io a sostenere
che il sangue è sostanzialmente fermo ?
Vi risponderò con un esempio tratto dalla Natura e vi
chiedo a mia volta: “Voi pensate che l’acqua dei mare si
muova ?” “Certo – voi mi risponderete – basta osservare
le onde”
Le onde: questa è appunto la parola che mi permette di
rispondere alle vostre obiezioni. Le onde sia nel Mare
di acqua che nell’Oceano Eterico dello Spazio, si
trasmettono l’un l’altra il movimento ma per se stesse,
come Molecole d’acqua o Cellule eteriche, rimangono
quasi praticamente immobili.
Ogni molecola d’acqua di mare al pari di ogni cellula
eterica che compone lo spazio, trasmette a quelle
adiacenti un impulso che a sua volta ha ricevuto da
altre. La somma dei singoli impulsi trasmessi si
accumula dando origine ad onde anche gigantesche,
all’interno e al di sotto delle quali le molecole
d’acqua rimangono immobili subito dopo aver trasmesso a
zone successive di mare l’energia ricevuta.
Quando la trasmissione energetica arriva alla sponda, si
infrange con violenza dando inizio nel contempo a degli
impulsi riflessi, di senso contrario, che tornano
indietro come risacca.
Tutto ciò è analogo a quanto avviene nel cuore che si
espande e si contrae come un’onda nel mare di sangue,
diffondendo all’intorno gli impulsi energetici che sono
il Calore venoso e la Luce arteriosa che si combinano
fra loro materializzandosi nella forma più adatta alle
necessità delle cellule, in tutte le parti
dell’organismo dove risuona, dove si ripercuote il
medesimo ritmo che si realizza nel cuore.
Ma voglio affrontare questo argomento anche da un altro
punto di vista.
Vedete, nel linguaggio comune è nascosta una Sapienza
Divina che si rivela non solo nell’etimologia dei
termini e nella struttura delle frasi, ma anche nel
suono stesso delle parole.
Ascoltate la parola “Circolazione” e confrontatela con
quest’altra “Diffusione”, non sentite anche voi come il
suono della prima è più duro, denso, materiale, mentre
quello della seconda è più dolce, leggero, eterico ?
Infatti la Circolazione è un moto determinato e
differenziato che si svolge SOPRA ad una omogeneità
spaziale quale ad esempio una strada, una ferrovia o
anche l’acqua, l’aria, mentre la Diffusione è una
Trasmissione che si effettua soprattutto DENTRO un mezzo
omogeneo.
II più grave errore di noi uomini suggestionati dalle
illusorie percezioni esteriori, è quello di voler
applicare all’interiorità ciò che ha una validità
relativa solo nell’Esteriorità e questo perché non
riusciamo, non vogliamo capire che fra DENTRO e FUORI vi
è una corrispondenza inversa non solo di Polarità ma
anche di Funzionalità.
Ma non voglio insistere oltre anche perché non credo
proprio di avervi convinto. Tuttavia prima di
arrendermi, passo al contrattacco chiedendovi: “Esistono
alberi giganteschi che arrivano e superano i cento metri
di altezza. Come fa la linfa a salire e scendere dalle
radici al più alto dei rami e viceversa ?
Gli alberi non hanno un cuore-pompa, né si rivela in
essi alcun segnale esteriore di circolazione; allora,
come si spiega la loro continua crescita ?
Ancora: si dice che negli organismi animali la linfa
circoli, eppure è evidente che non esiste un “cuore
linfatico” che la faccia muovere. Come si spiega ?”
Paradossalmente potrei dare io stesso una risposta a
queste domande tirando in ballo il cosiddetto “Moto
Browniano”.
Circa 37 anni fa quando non ero ancora convinto che Gigi
avesse ragione circa l’immobilità della Terra, avevo
scritto una breve relazione in cui cercavo di trovare
una mediazione fra la sua cosmologia e quella della
Scienza ufficiale.
In essa sostituivo alla rotazione della Terra sul suo
asse, un moto spiraliforme nello spazio conseguente al
Ritmo magnetico di scambio energetico fra Sole e Terra,
per cui la Terra trasformava in un moto Ciclico
Parabolico il ritmico impulso attrattivo e repulsivo
operato dal Sole.
Tale moto eliminava di fatto l’esistenza necessaria di
una Forza Centrifuga conseguente alla rotazione sul
proprio asse, che all’equatore non poteva essere
neutralizzata da una Forza di Gravità equamente
distribuita in relazione alla massa.
Per ciò che riguardava la circolazione del sangue che
non poteva essere spiegata razionalmente dal
funzionamento di un cuore-pompa, avevo ipotizzato che
essa fosse una conseguenza dei Moto Browniano, cioè di
quel moto vorticoso ed incessante che anima le
particelle colloidali sospese in un liquido.
Di questo Moto Browniano non c’era e non c’è tuttora
alcuna spiegazione scientifica veramente valida.
Lo stesso Einstein con poca convinzione, aveva cercato
di attribuirlo agli urti accidentali di tali particelle
con le molecole del mezzo liquido in cui erano in
sospensione, ma si trattava di una ipotesi veramente
troppo aleatoria e indimostrabile.
Ora dal momento che sia il sangue che la linfa animale e
vegetale sono colloidi, io avevo supposto che fosse il
Ritmo Magnetico presente negli organismi ad indurre il
Moto Browniano nelle cellule che compongono il sangue e
che tale Moto Ciclico, simile a quello della Terra nello
Spazio, si tramutasse in un moto unidirezionale
circolatorio prima ascendente poi discendente grazie
alla elasticità dei vasi sanguigni, alla presenza delle
valvole semilunari e del cuore che io non consideravo
una pompa, ma una semplice e importante valvola di
scambio.
Quindi allora sostenevo che NON ERA IL CUORE A FAR
CIRCOLARE IL SANGUE, MA BENSÌ LA CIRCOLAZIONE DEL SANGUE
A FAR PULSARE IL CUORE.
Forse se sostenessi ancor oggi questa teoria, ci
sarebbero senz’altro più probabilità che venisse
accettata in confronto con quella ché vi io proposto in
precedenza.
Ma io DEVO SOSTENERE FERMAMENTE CIO’ CHE HO AFFERMATO
PERCHÉ VI SIA PERFETTA ARMONIA FRA LE SINGOLE PARTI ED
IL TUTTO.
Non posso fare eccezioni che sarebbero come Travi
difettose nell’esposizione costruttiva dell’edificio
della Creazione. Le Verità portate sulla Terra da Ighina,
si contrappongono nettamente alle illusioni sostenute
dalla Scienza ufficiale, perché lo Spirito che ha pur
creato la Materia scontrandosi ed equilibrandosi con la
propria Riflessione, si trova in una Dimensione inversa
rispetto ad essa.
Ora la Verità è Spirituale e può spiegare anche le
illusioni provocate dall’Effetto Stroboscopico sulla
Materia, mentre non è possibile fare il contrario se non
eliminando lo Spirito che è il Fondamento della Vita.
Una concezione materialistica della Creazione che nega
lo Spirito e la sua Verità, uccide la Vita e porta il
mondo alla distruzione.
Riassumendo, posso affermare che l’unico vero moto
esistente nell’Universo è il Moto Ciclico o Convettivo
che anima ogni Atomo, che ritmicamente assorbe ed emana
l’Energia Ritmica che lo alimenta.
Tale Moto Apparente (con entrambi i significati, di
questo aggettivo), è la manifestazione esteriore alla
periferia di un Atomo, di una Pulsazione, cioè di una
espansione e di una contrazione alterne che avvengono
nel suo Centro o Cuore come conseguenza esteriore di una
immobile e invisibile Tensione interiore.
Nell’Universo la Staticità è la Regola che racchiude in
sé il Paradosso di una Vibrazione o Pulsazione ritmica
interiore, in un certo senso Neutralizzata
dall’Apparente Manifestazione di un Moto Ciclico
esteriore.
II Moto Spiraliforme apparente e quindi luminoso che
caratterizza le manifestazioni cosmiche anche di enormi
dimensioni, è in un certo senso la conseguenza del
sommarsi di innumerevoli Moti ciclici eterici ed atomici
che lo compongono e che si trasmettono l’un l’altro gli
impulsi ritmici che li animano. Per cui dire che
nell’Universo tutto si muove, è apparente, cioè
visibile, ma Falso e Illusorio.
Dire che nell’Universo tutto è statico, è Impercettibile
ma Vero. Faccio ancora un tentativo per rendere più
comprensibile questo difficile concetto.
Osserviamo un corpo planetario che si muove
apparentemente nello Spazio. Tale Moto è espressione
della somma degli innumerevoli Moti Convettivi degli
Atomi che compongono quel Corpo, che “materializzano”,
in tal modo la Pulsazione delle Cellule eteriche che di
tali Atomi sono la Matrice.
Questo che ora descrivo è un primo Ciclo di
Manifestazione completo:
UNA TENSIONE ENERGETICA ALL’INTERNO DI UNA CELLULA
ETERICA CHE E’ LA PIÙ’ PICCOLA DELLE FORME CREATE, E’ DI
PER SE’ STATICA, MA RIFLETTENDOSI IN SE STESSA,
DETERMINA CIRCA AL CENTRO DELLA PROPRIA INTERIORE
TENSIONE, UNA RITMICA PULSAZIONE CHE POI SI TRASFORMA
ALTERNATIVAMENTE IN UNA CONTRAZIONE CHE ASSORBE CALORE
ED IN UNA ESPANSIONE CHE IRRADIA LUCE. A QUESTO PUNTO SI
PUÒ DIRE CHE LA CELLULA ETERICA SI E’ TRASFORMATA IN UN
ATOMO CHE SOSTANZIALMENTE E’ COMPOSTO DA UN MOTO
CONVETTIVO CHE ESCE DAL CENTRO DELLA CELLULA IN FORMA
LUMINOSA, PER POI RITORNARVI IN FORMA DI CALORE
TENEBROSO DALLA PARTE OPPOSTA E IN SENSO INVERSO. QUESTO
CICLO ORA DESCRITTO SI RIPETE IN MODO IDENTICO IN TUTTI
I LIVELLI DI MANIFESTAZIONE DEL CREATO. IN UNA TENSIONE
CHE FINCHE’ RIMANE TALE, NON ESISTE NE’ MOVIMENTO NE’
TEMPO, MA NELL’ISTANTE IN CUI DA ESSA SI MANIFESTA LA
PULSAZIONE, IL TEMPO AL PARI DEL MOTO DI CUI È MISURA,
NASCE DAL CENTRO CHE ERA “ETERNO ” FINCHE’ ERA BLOCCATO
COME TENSIONE, E DIVENTA “TEMPO CHE PASSA” E QUINDI
“PASSATO”. FIN CHE DURA IL MOTO ESPANSIVO DELLA
PULSAZIONE, CHE POI Sl TRASFORMA IN “TEMPO CHE SI
RIASSORBE” E QUINDI “FUTURO” FIN TANTO CHE DURA IL MOTO
CONTRATTIVO.
L’INSIEME DEI DUE MOTI CHE COSTITUISCE L’INTERA
PULSAZIONE, FORMA “L’ATTIMO PRESENTE” CHE MANIFESTA UN ‘
ATOMO DI ETERNITÀ, CIOÈ LA RICOSTITUZIONE MOMENTANEA
DELL’EQUILIBRIO NELLA TENSIONE CHE, FINCHE’ E’ TALE, E’
SPIRITUALE.
ECCOCI ORA AL PUNTO CULMINANTE DI TUTTA QUESTA
SPIEGAZIONE: TUTTO CIO’ CHE E’ TENSIVO, E’ IMMOBILE,
SPIRITUALE, REALE ED ETERNO. TUTTO CIO’ CHE È’ MOTORIO,
E’ MATERIALE, TEMPORALE, TRANSITORIO ED ILLUSORIO.
L’INTERA CREAZIONE PARTECIPA AD ENTRAMBI QUESTI STATI
CHE SONO FRA LORO CONTRADDITTORI, SVILUPPANDO PIAN
PIANO. UNA CONOSCENZA DI ESPERIENZA CHE SI TRADUCE IN
COSCIENZA, LA QUALE E’ UNO STATO DI EQUILIBRIO E QUINDI
DI LIBERTÀ, CHIAMATO A SCEGLIERE FRA CIO’ CHE E’ VERO,
REALE, MA INVISIBILE E CIO’ CHE E’ FALSO, ILLUSORIO MA
PERCEPIBILE. LA VERITÀ’ STATICA MA INVISIBILE E LA
MOBILITÀ’ ILLUSORIA MA APPARENTE, SONO I TERMINI
CONTRAPPOSTI CON CUI OGNI UOMO DEVE CONFRONTARSI NEL
CORSO DELLA SUA VITA PER OPERARE UNA SCELTA CHE
DECIDERÀ’ DEL SUO DESTINO.
II Moto Ciclico o convettivo che si genera da un punto
immobile per ritornarvi ed esservi assorbito, esprime
assai bene la posizione dell’uomo nella natura, in
quanto il suo
lO,
sede della sua
coscienza di esistere, oscilla fra il
sesso e
la
mente e l’Oscillazione è un Moto Ciclico.
L’Energia Vitale dell’uomo nasce dal cuore e con un
duplice moto, convettivo in se stesso ma trasmissivo
nell’insieme e che si identifica in quelle che la
Scienza medica chiama Grande e Piccola Circolazione del
sangue, si filtra nel sesso e nel cervello dove si
accumula con una preponderanza di Energia Calorica da
una parte, compensata da una preponderanza di Energia
Luminosa dall’altra.
Questa “Oscillazione Pendolare” dell’IO,
è il corrispettivo a livello animico dell’apparente moto
convettivo del sangue. E qui qualcuno giustamente
chiederà: “Ma insomma, spiegati !
Questo Moto Convettivo è reale o apparente ? Prima hai
detto che il Moto Ciclico è l’unico vero moto esistente
nell’Universo,
poi dici che è apparente. Non riusciamo assolutamente a
capire quello che vuoi dire”.
Avete ragione di non capire perché la Verità è
paradossale e si può cercare di comunicarla solo con dei
paradossi incomprensibili per la ragione rinchiusa nella
logica. Faccio un ultimo tentativo per spiegarmi.
Se voi vi identificate nella carne e nella materia,
allora la Verità per voi è che tutto si muove.
Se vi identificate nello Spirito, allora la Realtà è che
tutto è fermo. Ma poiché voi siete uomini nati dalla
collaborazione dello Spirito con la Materia, la Verità è
che esiste un Moto Ciclico universale nelle Cellule
Eteriche che formano lo Spazio da cui nascono e muoiono
di continuo gli
Atomi, che parte dall’immobilità Spirituale Tensiva
per poi ritornarvi dopo aver compiuto una breve Parabola
“materiale”.
Pertanto non si può definire con una parola univoca ciò
che
appare e scompare, ciò che si muove ma che è in sé
fermo. Questo però non esime dall’operare una scelta di
fondo che conduce o alla più profonda Immedesimazione
nell’illusorietà della
Materia destinata prima o poi alla Disintegrazione
Radioattiva, o all’identificazione con lo
Spirito destinata alla Fusione con "Dio"
nell’Unità più perfetta.
Fonte: dalla Seconda Conferenza di Alberto Tavanti:
Link : http://it.scribd.com/doc/147562110/Conferenze-Di-Alberto-Tavanti-Su-Ighina-Completo
Tratto da:
ilquieora.blogspot.it
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