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Medicina Alternativa"  
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

  Mettere al mondo un figlio non è una decisione che si possa prendere alla leggera.
Il ritmo della nostra giornata, le nostre incertezze, le nostre paure, le nostre esigenze, tutto ci impone di riflettere. Ed è giusto. Infatti , la presenza di un bambino assorbe per parecchi anni tutta la nostra attenzione, e si deve essere disposti a rinunciare a tanti momenti della giornata che normalmente ci appagano.
Nell’affrontare l’arrivo di un bambino ci si deve preparare a cambiare totalmente il nostro stile di vita per adattarci al nuovo compito. In compenso, però, si va incontro a una gioia così grande, capace di annullare il disagio di ogni rinuncia.

Per poter fare una valutazione corretta e imparziale, i potenziali futuri genitori dovrebbero essere adeguatamente informati su tutti gli aspetti positivi e gioiosi, ma anche su quelli più impegnativi dell’avere un figlio e la relazione con lui non solo dopo la nascita ma anche prima, vale a dire durante la gestazione intesa quale periodo determinante della vita di ogni individuo nel quale si rispecchia tutta l’esistenza futura.

Al giorno d’oggi sono ormai molte le coppie che, per affrontare un compito così determinante come quello di diventare genitori, cercano di affinare la loro sensibilità e accrescere le loro competenze preparandosi per tempo all’impresa.

 Fra tante altre cose, è utile che sappiano che, come ci insegna la fisica, ogni cellula che possiede determinate caratteristiche, moltiplicandosi, trasmette alle nuove cellule le medesime qualità. Quindi, se la cellula iniziale è impregnata di forti vibrazioni d’Amore, lo saranno anche tutte le altre. Nascerà così un bambino concepito nell’Amore. Infatti, l’Amore è cibo, è vita per il bambino in formazione. Ogni bambino dovrebbe nascere all’insegna dell’Amore, solamente se veramente desiderato. Non dovrebbero più venire al mondo bambini non voluti.

Inoltre, come il contadino che, per ottenere un buon raccolto, ara la terra del suo campo, la ripulisce da sassi e da erbacce, poi la concima e, quando tutto è pronto, prima di gettare il seme, cura che questo sia fresco e sano, così dovrebbero fare anche i futuri genitori : preparare il terreno migliore sul quale far nascere una nuova vita.
Ciò vuol dire: non soltanto controllare il proprio stato di salute, ma anche risolvere tensioni e vecchi rancori nei confronti di genitori, parenti e amici, per andare incontro alla genitorialità senza vecchie zavorre che spesso appesantiscono l’esistenza.

Un figlio ? Sì, ma quando si è sicuri di potergli dare tutto ciò di cui ha bisogno. La stabilità affettiva, la sicurezza economica, il tempo e lo spazio sono certezze che oggi si cerca di raggiungere prima di mettere al mondo un figlio. Ed è proprio questo il fattore che contribuisce a dar luogo a una maternità e a una paternità più consapevoli.

Oggi è sempre più raro che un bambino sia figlio della fatalità, del caso. Sempre più spesso invece, è figlio del desiderio. La contraccezione, diffusa dagli anni settanta, ha cambiato il modo di diventare genitori. Un figlio dovrebbe comunque essere concepito quando fra i due partners si è stabilita una forte e profonda intesa. Infatti, un figlio dovrebbe nascere quando lo si vuole davvero, non quando “arriva”, come succedeva in passato.

Ma il desiderio di un figlio non può sottostare sempre alla logica della ragione. E’ qualcosa di molto forte, istintivo, “passionale”, che proviene anche dalle regioni dell’inconscio, che a volte fa irruzione nel legame di coppia magari proprio nel momento meno opportuno.

E’ importante, comunque, riuscire a dare spazio anche all’imprevisto e accettare che accada qualcosa di non completamente programmato.

Una volta avvenuto il concepimento, vivere la gravidanza solo nell’ansiosa attesa di conoscere finalmente il proprio bambino sarebbe perdere l’occasione unica e irrepetibile di assaporare il periodo di nove mesi come uno dei momenti più ricchi e belli in termini di dialogo e di affettività non solo nella relazione con il bambino ma anche fra i futuri genitori.

 

LA GENITORIALITA’

 

Sia la madre che il padre intrecciano fantasie attorno al bambino che verrà, ancora tutto da inventare, processo interiore questo molto importante per diventare genitori. Si prepara così anche uno spazio mentale, affettivo, nel quale accogliere il piccolo ospite.

L’uomo, prima ancora che egli nasca, proietta sul figlio una futura realtà, con contorni precisi, come i comportamenti e i progetti che lo legheranno al figlio. E’ quindi un modo molto attivo e concreto di immaginare il figlio e la relazione con lui basata sul ‘fare insieme’.

La donna, invece, tende a immaginare il bambino ancora come parte di sé, all’interno del suo corpo e della sua mente. E, se lo immagina già nato, è un bambino ancora molto piccolo, da stringere fra le braccia, da nutrire, coprire, riscaldare, coccolare……………

Comunque , durante l’attesa, è bene non consolidare il proprio desiderio che nasca un maschietto piuttosto che una femminuccia. Se nasce una bambina mentre i genitori desideravano tanto un maschietto, la bambina percepisce di non essere quel figlio che i genitori volevano, e questa sensazione le potrebbe turbare l’esistenza.

Finché la fantasia dei genitori si esprime in un ventaglio molto ampio di possibilità, l’avvenire del bambino rimane aperto, non pregiudicato dai loro desideri. Se gli si lascia spazio, sarà poi il bambino stesso a pretendere, a poco a poco, di essere accettato per ciò che è e non per ciò che avrebbe potuto essere: un maschietto o una femminuccia.

Non va comunque dimenticato che, mentre durante la gravidanza, mamma e bambino formano un corpo unico, al tempo stesso si tratta di due persone distinte, ognuna con un proprio destino e un proprio progetto di vita. Il bambino nasce infatti libero, e costruire limiti per chi nasce libero è un delitto.

Fino che il bambino è piccolo, ingenuo e portato a credere a tutti, è facile che venga a trovarsi nella rete delle costrizioni, ma poi, a mano a mano che ne prende coscienza, sente che gli manca l’ossigeno, la luce e lo spazio vitale di cui ha bisogno per la sua crescita. Ed è così che nasce l’infelicità e la perdita della stima di sé, che porta all’inversione di marcia. La strada in salita diviene un percorso in discesa, un tragitto di ripiego, un cammino all’inverso, una resa, un’oscura ritirata. Di fronte a una disparità di forze, il bambino si adegua per garantirsi la sopravvivenza. Ma questa accettazione obbligata è il seme della ribellione, della prepotenza e della violenza. Un’incomprensione, infatti, può rallentare una crescita più della mancanza di un pasto. Per crescere ci vuole soprattutto Amore. La mancanza di Amore, di gioia, di armonia con sé e con gli altri porta inevitabilmente alla malattia e alla rottura del proprio equilibrio.

Oggi il desiderio di paternità è più legato a sentimenti, sogni, fantasie, spesso inconsci.
Il figlio che l’uomo desidera è un bambino immaginario, come la parte migliore di sé, ciò che avrebbe voluto essere e non è stato, un bambino al quale dare tutto ciò che avrebbe voluto avere e che non ha avuto. E questo rende l’uomo più incline a raccogliere i messaggi e le fantasie inconsce, legate a un sogno di paternità più affettivo che sociale.

Ora sta emergendo una nuova figura di padre, un padre che sa scendere dal suo piedestallo per vivere in sintonia con la propria donna e il proprio bambino. Questo nuovo padre è più a contatto con le esperienze quotidiane, anche perché oggi l’uomo è più capace di un tempo di accettare e utilizzare le componenti “femminili” della propria personalità, come la tenerezza.

Si tratta di una trasformazione del tutto nuova, ancora in atto.

C’è anche una maggiore capacità da parte dell’uomo di condividere quel misterioso evento che la donna vive dentro di sé con la gravidanza. E lo dimostra in molti modi, anche attraverso la tenerezza del contatto corporeo, della vicinanza fisica e non solo sessuale, come quando accarezza il pancione o vi accosta l’orecchio per sentire il battito cardiaco del bambino.

Il padre partecipa alla felicità, alla soddisfazione, all’orgoglio della donna per il bambino che cresce dentro di lei. Ma anche alle sue ansie, alle sue preoccupazioni. La accompagna dal ginecologo, ai corsi di preparazione al parto, sceglie con lei il corredino, la culla, il nome, Si sente meno lontano dal bambino anche attraverso la visibilità dell’ecografia. .

Si tratta di un fenomeno di costume che rivela un profondo cambiamento, una partecipazione molto più intensa dell’uomo alla gravidanza su tutti i piani: fisico e affettivo.

Comunque, diventare genitori non è un episodio circoscritto nel tempo, ma dura tutta la vita e comprende i compiti collegati ai ruoli e alla posizione che ciascun soggetto occupa all’interno del sistema familiare.

 

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