Colonna vertebrale
umana, vista
sagittale. Tavola
dall'anatomia di
Gray
La colonna sostiene
le ossa della
testa
superiormente,
mentre lateralmente
sostiene le
costole e le ossa
del bacino. Serve
anche come appoggio
alla maggior parte
dei visceri. La
colonna vertebrale
umana è composta da
24 vertebre libere
ed altre 9-10
saldate fra loro in
due gruppi distinti,
l'osso sacro (5) e
il coccige (4-5).
In un individuo
adulto di media
statura misura 73-75
cm.
Può essere suddivisa
in gruppi, dall'alto
in basso:
-
vertebre cervicali, in numero di 7
-
vertebre toraciche o dorsali, in numero di 12, a cui sono unite le dodici paia di Costola (anatomia)
-
vertebre lombari, in numero di 5
La colonna vertebrale mostra una serie di curve:
-
le curve antero-posteriori, sul piano sagittale
-
le curve laterali, sul piano frontale.
Queste curve servono
ad aumentare la
resistenza della
colonna vertebrale.
Le curve laterali
sono molto meno
pronunciate e più
incostanti.
Generalmente esiste
una curva nella
regione cervicale
con convessità a
sinistra, una nella
regione dorsale con
convessità a destra
e una nella regione
lombare con
convessità a
sinistra.
Le
vertebre sono
connesse tra loro
per mezzo di
fibrocartilagini
dette dischi
intervertebrali.
Tratto da:
http://it.wikipedia.org
Commento NdR: Tutti gli organi
del corpo umano sono collegati dalla
testa in giù a dei nervi, i quali
passano sopratutto dalla
colonna vertebrale, fra le varie
vertebre per mezzo delle radici e "gangli"
nervosi e che fanno parte del
sistema nervoso autonomo.
Il "ganglio" è un
punto di connessione
tra diversi tipi di
cellule nervose.
La sua funzione è di
snodo delle
informazioni
neuronali dal
sistema sensitivo a
quello motorio e
viceversa.
L’insegnamento della Medicina
Naturale è che, qualunque lesione
e/o pressione, lussazione delle
vertebre della colonna
vertebrale (rotture, compressioni da trauma anche delle radici e gangli
nervosi, ecc.) determina la malattia
dellorgano corrispondente, per il fatto che l'energia, linfatica-nervosa non arriva e non
torna bene agli organi ai quali quei
nervi sono collegati; di conseguenza
la tecnica del riordino dell'assetto vertebrale
e l'eliminazione dell'infiammazione,
può guarire ogni malattia a livello organico.
vedi
Riordino dell'Atlante
+
Infiammazione +
Disintossicazione
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
NO alla SCHIENA
DRITTA DAVANTI al PC
Un gruppo di
ricercatori sostiene
che la migliore
postura in una
postazione
informatica richiede
di reclinare la
schiena, a formare
un angolo ottuso con
il femore. I
principi di
ergonomia sono da
riesaminare?
Roma - Impiegati
curvi sulle
scrivanie sfidando
le normative sulla
salute nel luogo di
lavoro, lavoratori
chinati in avanti a
formare una figura
geometrica tutta
angoli retti, o
adagiati sullo
schienale in
posizione rilassata.
Quale la posizione
corretta per il
moderno Homo
Sedens ?
Qualsiasi madre non
avrebbe dubbi, i
ricercatori del
Woodend Hospital di
Aberdeen
(Scozia) nemmeno.
Peccato che le due
posizioni collidano.
La
saggezza popolare
occidentale impone
una posizione
eretta, senza osare
sfiorare lo
schienale della
sedia. Una postura
che, hanno osservato
i ricercatori,
affatica la schiena,
causando la
cronicizzazione del
dolore a coloro che
passano molte ore in
questa posizione.
"Abbiamo dimostrato
che una posizione in
cui il tronco e il
femore sono
angolati di 135
gradi è la
posizione
biomeccanica più
adatta per sedersi,
in opposizione alla
posizione che forma
un angolo di novanta
gradi tra coscia e
busto",
rivela al
meeting annuale
della
Radiological Society
of North America (RSNA)
Waseem Amir Bashir,
medico chirurgo e
radiologo che ha
partecipato al
progetto.
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Sono stati esaminati ventidue baldi volontari, senza problemi di mal di schiena, né precedenti chirurgici. Sottoposti all'occhio critico della risonanza magnetica (vedi foto), attraverso un macchinario che ha consentito loro libertà di movimento, si sono individuate le principali tendenze posturali.
C'è
lo stravaccato,
che è abituato a
scivolare verso la
scrivania, il
computer o lo
schermo di turno
protendendosi con il
collo e ingobbendo
la schiena. C'è
il disciplinato,
in "posizione della
mamma", irrigidito a
formare un perfetto
angolo retto, tale
da relegare ad un
inutile orpello
estetico lo
schienale della
sedia.
C'è il rilassato,
che, piedi a terra,
reclina la schiena
formando un angolo
di 135 gradi con il
femore. Distinte le
tre posizioni, si
sono eseguite
misurazioni per
osservare quale
fosse la posizione
meno affaticante e
più consona a
prevenire dolore e
deformazioni.
I dischi
intervertebrali,
che hanno
fondamentale
importanza nella
biomeccanica della
colonna vertebrale,
fungendo da
ammortizzatori e
distribuendo peso e
sollecitazioni, sono
messi a dura prova
dalla posizione
eretta a novanta
gradi, chiosano i
ricercatori.
Nella posizione
curva, protesa in
avanti, invece, si
scarica la tensione
dalla parte alta
della colonna,
sovraccaricandone la
parte bassa.
La posizione
angolata a 135 gradi
è invece quella che
sottopone a
minor sforzo
i cuscinetti
vertebrali, e
consente anche a
tendini e muscoli
della schiena di
mantenersi più
rilassati.
"Una postura
anatomica è
essenziale, dato che
la tensione
scaricata sulla
spina dorsale e sui
legamenti associati
ad essa, a lungo
andare, può condurre
a dolore,
deformazioni e
malattie croniche",
ha sentenziato il
gruppo di
ricercatori.
Il
mal di schiena fa
spendere agli
americani
cinquanta miliardi di dollari all'anno in cure, è il
principale motivo
che li costringe a
casa dal lavoro ed è
la ragione più
diffusa di
invalidità per causa
di servizio, ha
rilevato
il National
Institute of
Neurological
Disorders and
Stroke.
Tendano le orecchie
anche i più tiranni
datori di lavoro:
una postura corretta
risparmierebbe agli
impiegati dolori e
giorni di malattia.
Installino
postazioni di lavoro
ergonomiche,
informino i
dipendenti e li
monitorino con
applicazioni spione,
quali
PostureMinder:
i dipendenti non
avranno più scuse.
Che i
principi ergonomici
siano da rivedere ?
Che sia da
ripensare
l'attrezzatura da
ufficio ? "Non
siamo creati per
stare seduti a lungo",
ammette un
ricercatore del team
di studio.
By
Gaia
Bottà
Ricordiamo
anche che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della
mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a
distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

