Complimenti.....Sei  entrato nel piu' completo Portale sulle Medicine Alternative, Biologico  Naturali e Spirituali - Leggi, Studia, Pratica e starai in Perfetta  Salute, senza Farmaci ne' Vaccini


"
Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for the BODY  and for the  SPIRIT



GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

HOME

COLESTEROLO ed Aterosclerosi
Glicemia  Cuore  +  Sangue, succo peculiare
Circolazione Sanguigna  +  Circolazione, depurazione  +  Cure per Fegato  +  DIGESTIONE
Fermenti probiotici  +  Distribuzione Flora  +  Feci Fermenti  Fermenti Lattici
Flora e Fermenti  +  Funghi patogeni  +  Candida  +  Microbi Autoctoni
HIV virus inventato ? +  Somatidi  +  Virus cosa sono ?  +  Microbi cosa sono ?
La teoria dei germi di Pasteur e' FALSA  +  Malassorbimento
Intestino  +  Sindrome dell'Intestino Permeabile (LGS)
 Alterazione dei batteri autoctoni  +  Fegato e bile  +  Grasso e malattie
Sistema Ontogenetico dei Microbi  +  Pleoformismo  +  Legge di Guarigione
   Bio Elettronica  +  Vari livelli di Terreno  +  Metabolismo  +  Pompa Sodio-Potassio 

L'F.D.A. (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI
FARMACI e CONTROINDICAZIONI  +  Dottrina termica e Terapia del Freddo
 ACQUA del CORPO  +  Acidosi=riordino del pH
Per massaggio Ayurvedico e/o Lavaggio Energetico +  Lussazione dell'Atlante -  prenotare Qui
 

Colesterolo
I
l colesterolo è uno steroide, cioè una molecola lipidica costituita da quattro anelli di atomi di carbonio e una coda alifatica. Tale struttura prende il nome di ciclopentano peridrofenantrene.

La parola colesterolo proviene dal greco "chole" (bile) e "stereos" (solido), ma è stato utilizzato per la prima volta nel 1894.

La sua presenza era già stata riscontrata nei calcoli della cistifellea già nel 1784, ma solo nel 1975 il premio Nobel John W. Cornforth ha precisato l'orientamento spaziale degli atomi di idrogeno sulla molecola.
Il colesterolo e’ un composto chimico che rappresenta il capostipite degli steroli, molecola tipica degli organismi animali, soprattutto dei Vertebrati. Tutte le nostre cellule sono fatte anche di colesterolo e il nostro cervello ne contiene quantità elevatissime senza le quali non potrebbe funzionare.

È presente sia in forma libera (35-40% del totale) sia esterificato con acidi grassi a catena lunga, nei tessuti animali, in particolare nel tuorlo dell’uovo, nei depositi di grasso, nella sostanza nervosa, nei globuli rossi.
La maggior parte dei nostri ormoni è prodotta nell'organismo a partire dal colesterolo
Il colesterolo ha la fama di essere uno dei grandi nemici della nostra salute. In realtà è una fama immeritata, perché il colesterolo svolge anche delle funzioni utili. Pare inoltre che il colesterolo abbia la possibilità di contrastare la produzione di radicali liberi nonché di controllare lo sviluppo di malattie degenerative
Esso e’ presente in tutti i tessuti e in maggior quantità nel cervello, nella bile e nel sangue. A causa della sua struttura ha caratteristiche idrofobiche ed è quindi scarsamente idrosolubile. L'intestino lo assorbe grazie ai sali biliari.

La sintesi del colesterolo si svolge soprattutto a livello epatico, anche se vi partecipano numerosi altri organi (surrene, testicolo, aorta ecc.). Il colesterolo viene invece eliminato per mezzo della bile, trasformato in acidi biliari e poi in sali biliari (dai calcoli biliari il colesterolo può essere ottenuto allo stato puro cristallino). 
Il colesterolo HDL (quello chiamato “buono”) si occupa di mantenere libere le arterie e impedire i processi di arteriosclerosi. 

Per limitare l’aumento del Colesterolo e’ bene:
1 - ridurre i cibi ricchi di grassi animali e le carni grasse, salumi.
2 - ridurre i condimenti vegetali ed i carboidrati (pane, pasta, pizza ecc.)
3 - aumentare gli alimenti ricchi di fibra: (frutta, verdure, legumi ricchi di fibra, cibi biologici, biodinamici e quindi integrali)
4 - Oltre a una sana alimentazione vi sono molte piante medicinali che abbassano il colesterolo: il tarassaco, il cardo mariano, la betulla. Far bollire i gambi e le foglie del carciofo, che sono amarissimi, bere il liquido e mangiarli, se fatto in maniera costante nell’arco di due mesi abbassa la colesterolemia del 20 per cento, semplicemente perché il fegato lavora meglio.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Pressione e colesterolo: un aiuto dalla dieta
Nei popoli asiatici, pressione arteriosa, trigliceridi, colesterolo, non hanno statisticamente valori elevati come in Occidente. Non è solo lo stille di vita e la dieta a determinare questa differenza, è anche un ingrediente alimentare ricavato del riso, il micete Monascus Purpureus che è utilizzato quotidianamente in molti liquori, aceti, vini, condimenti, salse, insaccati ed altri alimenti che aiutano l'organismo umano, soprattutto arterie e cuore, a rimanere in condizioni ottimali. La moderna ricerca scientifica, ha confermato che gli alimenti contenenti Monascus Purpureus hanno veramente l'effetto che la tradizione loro attribuiva. In Giappone, l'estratto del micete Monascus Purpureus viene somministrato a quelle persone poco sensibili alla regola alimentare, per regolare la pressione arteriosa, i trigliceridi, i colesteroli cattivi LDL/VLDL e alzare il colesterolo buono HDL. In particolare è indicato per chi produce troppo colesterolo endogeno.
Dopo anni di test su migliaia di pazienti trattati con un estratto di Monascus Purpureus, ne hanno confermato la validità e autorizzato il commercio dietetico di isolati specifici del Monascus Purpureus (variamente denominati), per controllare la pressione arteriosa, i trigliceridi e il colesterolo, in particolare per le persone che non rispondono ad alcun trattamento dietologico tradizionale.
By dr. Michele Stellini  - Tratto da:
http://www.encanta.it/terapie_dieta.html

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Funzioni fisiologiche del Colesterolo
Il colesterolo è un costituente fondamentale delle membrane cellulari, in cui insieme ai fosfolipidi forma il foglietto lipidico che regola l’imbibizione della cellula e il trasporto delle molecole liposolubili. È anche presente nella membrana dei mitocondri e nelle strutture del reticolo endoplasmatico. La sintesi del colesterolo avviene nel fegato, attraverso una serie di passaggi metabolici che iniziano con la condensazione di due molecole di acetilCoA.
Il colesterolo viene utilizzato dalle gonadi e dalla corteccia surrenale per la sintesi degli ormoni sessuali e dei corticosteroidi. In gran parte viene tuttavia metabolizzato ad acido colico e in tale forma escreto nella bile.
La biosintesi del colesterolo si svolge sotto il controllo del sistema endocrino (da parte della tiroide e delle gonadi, in particolare) e in funzione dell’apporto alimentare; infatti una dieta a base di alimenti ricchi di colesterolo rallenta la sua sintesi endogena, così come una dieta carente ne stimola la produzione.

Colesterolo e aterosclerosi
Il colesterolo e, in particolare, i suoi esteri sono da tempo riconosciuti come un importante componente della placca ateromatosa. Infatti anomalie del metabolismo del colesterolo ed eccessi di colesterolo dietetico contribuiscono allo sviluppo dell’aterosclerosi. È stata dimostrata una correlazione positiva tra il tasso di colesterolo totale e l’incidenza di malattie vascolari e di cardiopatie coronariche in particolare, per cui la miglior forma di prevenzione della malattia aterosclerotica consiste essenzialmente nel mantenere sotto controllo i valori di colesterolemia (cioè la quantità di colesterolo nel sangue) nel soggetto adulto, sia attraverso un appropriato regime dietetico (relativamente povero di cibi ad alto valore di colesterolo e di grassi saturi, e contenente invece un’ampia frazione di scorie), sia con l’osservanza di regole igieniche generali (controllo del peso corporeo; abolizione o riduzione dei tossici voluttuari, come il
fumo e gli alcolici; pratica di esercizio fisico ecc.).
La determinazione della colesterolemia ha assunto sempre maggiore importanza nella valutazione globale dell’assetto lipidico, soprattutto da quando si è stati in grado di differenziare la quota veicolata delle lipoproteine ad alta densità (colesterolo HDL) da quelle a bassa densità (colesterolo LDL). Il colesterolo HDL si oppone alla tendenza delle LDL di depositarsi nella parete arteriosa, ed è chiamato infatti "spazzino delle arterie".
Un tasso di HDL al disotto del normale di 35mg per 100 ml viene considerato fattore di rischio per la formazione di
placche ateromatose nelle arterie, in quanto la deposizione di grassi è favorita se le lipoproteine più leggere sono prevalenti. L'esercizio fisico comporta un aumento di HDL.
Tratto da:
http://sanihelp.msn.it/enciclopedia/scheda.php?ID=1704

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

L'Aterosclerosi è una patologia degenerativa a lento decorso e quando compaiono i primi sintomi in genere è troppo tardi, dunque per controllarne lo sviluppo gli esperti hanno introdotto il concetto di rischio cardiovascolare, al fine di agire per tempo con la prevenzione.
Questo indice rappresenta la probabilità di andare incontro in futuro a una complicanza dell'aterosclerosi (infarto, ictus).

I fattori di rischio (fumo, ipertensione, colesterolo e trigliceridi alti, diabete, aumentano il rischio cardiovascolare e si potenziano a vicenda. Se sono presenti più fattori di rischio, è poco efficace agire su uno solo di essi.
Se per smettere di fumare e controllare la propria pressione basta la volontà del paziente, non lo è altrettanto controllare i valori di colesterolo e trigliceridi apportando modifiche alla propria alimentazione.
Facciamo un po' di chiarezza in merito.

Colesterolo
Innanzitutto bisogna precisare che avere il colesterolo alto non significa necessariamente andare incontro alla formazione delle placche. Esistono persone con colesterolo alto senza placche e persone con colesterolo a posto con le placche.  Il colesterolo alto non è il fattore di rischio più importante

Il colesterolo di per sè non è una molecola nociva, anzi svolge importantissime funzioni, per esempio partecipa alla sintesi degli ormoni sessuali maschili.
Il colesterolo viene trasportato nel sangue dalle lipoproteine LDL e HDL.
Come mostrato in
questo articolo, le prime sono "cattive" perché depositano il colesterolo sulle pareti delle arterie, le seconde sono "buone" perché lo rimuovono.
Il livello di colesterolo totale nel sangue è la somma di quello presente nelle lipoproteine LDL e nelle HDL, e quindi non è un dato che determina in modo assoluto il rischio cardiovascolare, quello che conta infatti è il rapporto tra colesterolo cattivo e buono.
Il rapporto tra colesterolo totale e HDL deve essere inferiore a 5 per l'uomo e a 4.5 per la donna.
Un soggetto con colesterolo totale a 250 e colesterolo HDL (buono) a 80 ha un indice di rischio pari a 3.1 (assolutamente normale), mentre un soggetto con colesterolo totale a 250 e HDL a 40 ha un indice pari a 5 (a rischio).

Alimenti contenenti colesterolo
Il colesterolo che abbiamo nel sangue proviene per il 20% da quello assunto con l'alimentazione mentre per l'80% è autoprodotto dall'organismo. Esiste un meccanismo di regolazione che aumenta il colesterolo autoprodotto in presenza di uno scarso apporto con la dieta. Ha scarsa importanza eliminare gli alimenti contenenti colesterolo. Basta evitare gli eccessi.

Di fatto, dato che gli alimenti contenenti colesterolo (frattaglie, burro, turli d'uovo, carni e formaggi grassi) sono quasi tutti ipercalorici, un soggetto in peso forma non può assumere troppo colesterolo senza assumere troppe calorie. Quindi il fatto di rimanere in peso forma limita automaticamente l'assunzione di colesterolo.
Gli unici alimenti da controllare (si legga: da non mangiare tutti i giorni) sono i tuorli d'uovo (non gli albumi, infatti le
frittate ASI prevedono l'eliminazione di 1/3 dei tuorli !) ed alcuni crostacei.

Colesterolo, grassi saturi e grassi trans
Sentiamo continuamente dire che per tenere sotto controllo il colesterolo bisogna limitare i grassi saturi.
Questo consiglio è stato "tradotto" nel consiglio di limitare gli alimenti di origine animale. Ancora oggi molti nutrizionisti continuano a fornire questo inutile consiglio. Negli anni 50 in USA si consigliava addirittura di sostituire il burro (animale) con la margarina (vegetale).
I grassi saturi aumentano il colesterolo totale nel sangue, ma in modo proporzionale tra colesterolo LDL e HDL: il loro rapporto (e quindi il fattore di rischio cardiovascolare) rimane pressoché invariato.
Invece i
grassi trans (contenuti nella margarina !) aumentano solo quello cattivo, peggiorando il rapporto e aumentando il rischio cardiovascolare.
I nutrizionisti che consigliano di evitare i grassi trans, però, sono ancora molto pochi.
Una corretta alimentazione prevede una ripartizione equa tra grassi saturi (10% delle calorie totali), monoinsaturi (10%) e polinsaturi (10%), per un totale di 30%.
Attualmente il problema della maggior parte della popolazione è quello di soddisfare il 10% di grassi polinsaturi, non quello di limitare i saturi !
In un paese come il nostro dove l'uso di olio di semi spremuto a freddo è bassissimo, poiché si preferisce l'olio extravergine di oliva, e anche il consumo di pesce grasso è insufficiente, l'apporto di grassi polinsaturi è ridotto.
I grassi polinsaturi abbassano il colesterolo cattivo in modo maggiore rispetto alla semplice riduzione dei grassi saturi.

Per tenere sotto controllo il colesterolo bisogna eliminare i grassi trans e assumere la giusta ripartizione dei grassi: 10% saturi, 10% monoinsaturi, 10% polinsaturi

Colesterolo e carboidrati ad alto indice glicemico
Il colesterolo endogeno, quello autoprodotto dall'organismo, aumenta se la dieta è ricca di carboidrati, soprattutto se sono ad alto indice glicemico.
Per questo motivo il consiglio di limitare i grassi è inutile, se poi ci si butta sui carboidrati.
Bisogna ridurre le calorie, per evitare il sovrappeso, e assumere la giusta ripartizione di macronutrienti e questo è sufficiente, non occorrono altri consigli.
La % di carboidrati nella dieta non dovrebbe superare il 50%.

Colesterolo e attività fisica
L'attività fisica aerobica (corsa, bici, sci di fondo, nuoto), praticata ad una intensità medio-alta, è in grado di aumentare la frazione HDL e quindi il colesterolo buono.
In questo modo il colesterolo totale aumenta, ma il rapporto LDL/HDL e quindi il rischio cardiovascolare diminuiscono.
Per svolgere questo compito l'attività fisica deve essere praticata a un livello sufficientemente elevato, non basta passeggiare o andare in bicicletta a un ritmo molto blando: l'attività fisica deve essere reale altrimenti i benefici sono minimi.

I farmaci
I farmaci andrebbero utilizzati solamente dopo aver rimosso tutte le cause di aumento del rapporto tra colesterolo LDL e HDL: essere ritornati in peso forma, aver eliminato i grassi trans, aver adottato una alimentazione equilibrata nei macronutrienti, garantire l'apporto minimo di grassi polinsaturi, praticare una regolare attività fisica aerobica.
Purtroppo questo non accade quasi mai, e i farmaci vengono regolarmente utilizzati come compensazione a una alimentazione e uno stile di vita sbagliato.
I farmaci più utilizzati sono le statine, capaci di inibire la sintesi endogena del colesterolo. Altri farmaci utilizzati sono le resine, i fibrati e gli acidi nicotinici.

Trigliceridi
I trigliceridi rappresentano la forma più comune di grassi alimentari. Nel sangue il loro valore varia da 50 a 200 mg per dl, ma può arrivare anche a 300 e oltre in alcuni casi. Se il test dei trigliceridi supera i 150 mg/dl, aumenta il rischio cardiovascolare ed è quindi opportuno agire per abbassare i valori.

Per abbassare il valore dei trigliceridi nel sangue è sufficiente perdere peso. Valori superiori a 110 mg/dl determinano una probabilità molto alta che il soggetto sia sovrappeso, a meno che non siano presenti dislipidemie (valori alterati dei lipidi nel sangue) congenite.
Per ritornare a valori di sicurezza, sotto i 150 mg/dl, nella maggior parte dei casi è sufficiente una alimentazione ipocalorica per rientrare nel peso forma.
Tratto da: http://www.cibo360.it/cibo_salute/aterosclerosi/colesterolo_trigliceridi.htm

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Colesterolo e trigliceridi 
Il colesterolo, i trigliceridi insieme ai fosfolipidi sono i grassi contenuti nel nostro organismo. I fosfolipidi sono i principali componenti delle membrane cellulari e delle guaine dei nervi.   
I trigliceridi rappresentano la più grande riserva dei nostri lipidi e rappresentano quasi il 90% dei grassi ingeriti.
Il colesterolo è componente essenziale delle membrane cellulari e della bile.  

Origine dei grassi circolanti  
La parte più importante dei grassi circolanti è prodotta dall’organismo stesso, mentre un’altra parte viene introdotta con la dieta. L’assorbimento dei lipidi alimentari avviene a livello dell’
intestino tenue, per opera di alcuni sistemi enzimatici dopo un’emulsione con i sali biliari.   

La sintesi interna dei lipidi avviene principalmente nel fegato. I trigliceridi vengono prodotti a partire dai glucidi (zuccheri), mentre il colesterolo viene sintetizzato dall’acetil-Co.A.

Trasporto dei lipidi nel sangue (VLDL,LDL e HDL)  
Il colesterolo e i trigliceridi sono trasportati dal sangue sotto forma di lipoproteine. Le VLDL trasportano i trigliceridi mentre le LDL il colesterolo. Il colesterolo VLDL e LDL viene definito il colesterolo "cattivo", mentre il colesterolo HDL viene chiamato colesterolo "buono", perché svolge un’importante funzione protettiva delle arterie.  

Arteriosclerosi e Colesterolo  
La quantità di colesterolo "cattivo" presente nel sangue non dovrebbe superare i 200 mg per 100 ml.   
L’elevato livello di colesterolo è motivo di grande preoccupazione clinica, perché l’accumulo di questo lipide nelle arterie ne provoca il progressivo ispessimento, facendone perdere elasticità e tono.   
A livello cardiaco aumentano notevolmente i rischi di infarto e angina. Nel sistema nervoso centrale si possono avere ictus. Circa la metà dei decessi nei paesi occidentali sono riconducibili a tali cause.  

Stile di vita:  
Tenere nei limiti fattori aggravanti quali: diabete, ipertiroidismo, consumo alcolici. Per ridurre i fattori di rischio si deve tenere sotto controllo: l’ipertensione, la glicemia, si deve smettere di fumare e fare una regolare attività fisica.  

La dieta  
La prima cosa da fare, nel trattamento dei livelli elevati di colesterolo, è di seguire una dieta che ne diminuisca il più possibile il livello nel sangue. La dieta dovrà essere povera di grassi animali e relativamente ricca di acidi grassi polinsaturi, perché essi tendono a diminuire i livelli di colesterolo.  

Schema dietetico:  Alimenti permessi:  
Oli vegetali (mais, arachidi e oliva).  
Pane, pasta e riso, possibilmente integrali.  
Frutta.  
Pesce di mare (non di allevamento), carni bianche (pollo, tacchino, coniglio).  
Ricotta, yogurt, latte scremato.  

Alimenti vietati:  
Grassi animali (burro, strutto, pancetta).  
Panna.  
Uova, soprattutto il tuorlo.  
Dolci, biscotti.  
Carne di maiale, salumi e insaccati, cervello, frattaglie.  
Formaggi, latte intero e derivati.
By dott. Cesare Augusto De Silvestri 
Tratto da:
http://www.vitadidonna.it/farmacia_000006.html

Come ridurre il colesterolo senza farmaci, ma con prodotti naturali: International Biolife srl
Per ridurre e/o eliminare il colesterolo in eccedenza, e' bene seguire un'alimentazione  quanto piu' vegetariana possibile, con pochissimi formaggi. vedi anche: Cura dell'Aglio  +  Vegetarianesimo 

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Il colesterolo non provoca l'infarto ma è un affare per chi vende farmaci - 11/03/2008

Bisogna sottolineare che la stessa cosa accade negli States (USA) dove la Food and Drugs Administration (FDA), l'ente americano per il controllo delle medicine che alla fin fine detta la linea a tutto il pianeta, continua a registrare farmaci per la "prevenzione" delle malattie cardiache solo in base al fatto che riducono le lipoproteine che trasportano i grassi nel sangue mentre le autorità sanitarie continuano a condurre campagne di prevenzione mirate alla riduzione del colesterolo.

Gli interessi dell'industria farmaceutica nel settore delle malattie cardiovascolari sono evidenti - basti pensare quanti milioni di pazienti hanno continuato la terapia nei due anni durante i quali lo studio Enhance è stato tenuto in stand-by.
In effetti, grazie alle dissennate abitudini alimentari dell'Occidente e all'allarme diligentemente pompato dai media, il mercato dei farmaci anti-colesterolo fa impallidire quello delle finte epidemie: il settore registrava un fatturato di 36 miliardi di dollari già nel 2003 e attualmente più di 40 milioni di statunitensi sono in cura.
Sul Corriere del 7 febbraio scorso Adriana Bazzi scriveva: «Le industrie hanno tutto l'interesse a promuovere l'ipotesi colesterolo, ad allargare la quota di consumatori di farmaci anticolesterolo (lo hanno fatto riducendo sempre di più i livelli normali nel sangue in modo da creare più "malati" come ha già denunciato il British Medical Journal) e a giocare sull'ipotesi colesterolo buono (da aumentare) e cattivo (da ridurre) per proporre nuove molecole dal momento che stanno scadendo i brevetti di quelle vecchie».
Bazzi si riferisce al 2004, quando oltreoceano vennero definite le "nuove linee guida" che crearono, dal nulla, ben 7 milioni di malati in più. Quando scoppiò la polemica venne fuori che ben 6 dei 9 membri che formavano la commissione erano noti per le loro frequentazioni con le case farmaceutiche e si scoprì che l'autore di uno studio relativo ai problemi cardiovascolari era collegato con ben 20 compagnie che producono medicinali e "attrezzature" per il cuore.
Conflitto d'interesse ? Non  scherziamo.
Nel mondo anglosassone il fatto che gli studi sull'efficacia di un farmaco vengano finanziati dal suo stesso produttore non desta scandalo, basta che venga dichiarato pubblicamente.
Per sapere come va dalle nostre parti, dove in genere il conflitto d'interesse non viene nemmeno esplicitato, consigliamo la lettura del bellissimo libro scritto da Marco Bobbio nel 2004: "Giuro di esercitare la medicina in libertà e indipendenza - Medici e industria".
By Sabina Morandi 
Fonte: Liberazione  http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=17690


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Ma le INDUSTRIE FARMACEUTICHE hanno INTERESSE a MANTENERE ALTO l'ALLARME !
 
 A chiedersi ora se questo grasso del sangue sia davvero il gran colpevole di infarti e ictus non sono i soliti «grilli parlanti» dei siti web alternativi, ma molti rappresentanti del mondo scientifico. E da loro potrebbe arrivare, prima o poi, un'assoluzione per il celebre big killer della salute. L'ultima spallata al dogma che colesterolo alto è uguale a rischio cardiovascolare l'ha data lo studio Enhance che dimostra come due farmaci anticolesterolo insieme (l'ezetimibe che ne inibisce l'assorbimento intestinale e la simvastatina che ne riduce la produzione nel fegato) non siano meglio della simvastatina da sola. In altre parole: è vero che i due abbassano di più il colesterolo nel sangue, ma questo non si traduce in un reale beneficio per le arterie.
 Perché ? E soprattutto perché le aziende hanno dato con ritardo i risultati di questo studio ?
 
 Secondo un commento pubblicato sull'Herald Tribune e firmato da Gary Taubes, corrispondente della rivista Science, l'equivoco è di fondo. E cioè: si è sempre confuso il colesterolo con le proteine che lo trasportano nel sangue, le lipoproteine. Il carico con il mezzo di trasporto. E il colesterolo è diventato buono o cattivo a seconda che sia veicolato da lipoproteine a alta densità (Hdl) o a bassa densità (Ldl). Potrebbe, dunque, non essere il colesterolo in sé il vero nemico (l'infarto colpisce anche persone con colesterolo normale), ma un'anomalia delle lipoproteine.
 E infatti due farmaci insieme, pur abbassando di più il colesterolo, non prevengono le placche.
 
 Nonostante questi dubbi, però, l'FDA, l'ente americano per il "controllo delle medicine", continua a registrare farmaci per la prevenzione delle malattie cardiache solo in base al fatto che riducono le Ldl e le autorità sanitarie conducono campagne di prevenzione puntando sul colesterolo.
 Dimenticando, a volte, che i farmaci hanno effetti collaterali che vale la pena affrontare se i benefici sono reali. E molti si chiedono quale sia il ruolo dell'industria farmaceutica.
 Industria che, nel caso dello studio Enhance, ha rivelato con due anni di ritardo i risultati negativi, lasciando che milioni di pazienti continuassero la terapia. Il fatto è che il mercato degli anticolesterolo è semplicemente gigantesco.
 Un esempio: nel 2005 il fatturato dell'atorvastatina è stato di oltre 12 miliardi di dollari.
 Gli effetti collaterali delle statine...

L'F.D.A. (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI

Ma naturalmente vi e' chi non e' d'accordo e parla di truffa gestita dalle case farmaceutiche:
"Mangia grasso e vivi bene" : l'inganno del colesterolo
Le note che seguono provengono dal recente libro del dott.  Perugini Billi, “Mangia grasso e vivi bene”, che induce a riflettere sui risvolti meno etici e salutistici delle mode alimentari "light" degli ultimi decenni...
"(...) I grassi sono stati sempre presenti nella dieta dell’uomo fin dai primordi. Pensiamo solo al maiale, animale “grasso” per antonomasia, che ha giocato un ruolo fondamentale nella dieta dell’Europa medievale ed è ancora tanto presente nelle tradizioni culinarie delle nostre regioni. Per quanto riguarda la paura del colesterolo, questa è nata negli Stati Uniti agli inizi degli anni ’50. Si tratta di una storia fatta d’interessi economici, industriali e politici, nulla a che fare con la salute della gente.
La demonizzazione di pancetta, uova e burro è stata una manna per l’industria degli oli di semi e delle margarine, e successivamente dei cibi dietetici, mentre lo spauracchio del colesterolo lo è stato per le industrie del farmaco. Peccato che 50 anni di ricerche e tanti soldi spesi non sono stati in grado di dimostrare che una dieta povera di grassi allunga la vita, né che il colesterolo provoca l’infarto”.

"(...) Non solo non sono state debellate le malattie coronariche, ma sono aumentati il diabete e l’obesità, che sono l’anticamera di quelle stesse malattie cardiovascolari di cui ci si voleva liberare. Rifuggiamo i grassi come la peste e poi ci ingozziamo di zuccheri e farine raffinate. Il corpo ha bisogno di una certa quantità di calorie. Se gli neghiamo i grassi, allora li cercherà sotto forma di carboidrati. Il problema è che questi, a differenza dei grassi, creano dipendenza, possono provocare insulinoresistenza e più facilmente portare al sovrappeso. Quindi, spendere i propri soldi in alimenti “scremati”, “magri” e “light” non è la risposta giusta. Non solo non fanno dimagrire, ma non sono neanche salutari”.
By Cristina Bassi  - Tratto da: http://saluteolistica.blogspot.com

Ultima intervista del Aprile 2008 pubblicata su "il Giornale", al dott. Perugini
Billi:
Mangia grasso e vivi bene !  - Il medico che prescrive i grassi "Provocano gli infarti? Balle!"
Il dott. Francesco Perugini Billi, il suo libro "Mangia grasso e vivi bene" va a ruba. Il suo sito totalizza 50.000 pagine lette al mese. Pazienti in fila in tre regioni. Per forza: consiglia pancetta a colazione e raccomanda la pelle del pollo allo spiedo

Ma va' là dieta mediterranea. Aprite bene le orecchie, e soprattutto lo stomaco. La mattina, per colazione, solo burro, pancetta, uova e pane. Latte e yogurt che siano interi, rifiutate categoricamente quelli scremati. Del pollo arrosto abbiate cura di mangiare la pelle. Spiluccate le cartilagini.
Succhiate ben bene il midollo delle ossa. Mai lavorare di coltello per separare la carne rossa di una costata dal grasso che la circonda. Del pesce divorate anche la testa e le squame. E non dimenticate il fegato alla
veneziana, il rognone trifolato, le frattaglie.
Come dite ? Vi sentite già male ? Su con la vita. Semmai a curarvi ci pensa il dottor Francesco Perugini Billi, medico chirurgo, diplomato in biotecnologie e medicina naturale (alla Statale di Milano), fitoterapia (all'Università di Siena), omeopatia, omotossicologia e ayurveda.
È lui l'assertore di questi consigli alimentari, compendiati in uno slogan che è diventato anche il titolo di un volume con l'imprimatur di Gianni e Paola Mura, coppia gourmand del giornalismo italiano: Mangia grasso e vivi bene. Le Edizioni Junior di Bergamo in questi giorni lo stanno ristampando a grande richiesta. Con un'avvertenza a pagina 2: «L'autore e l'editore non si assumono la responsabilità di un eventuale uso improprio delle informazioni mediche contenute nel libro».
Anche quelle contenute nella copertina non scherzano: «Non è vero che il colesterolo e i grassi saturi causano l'infarto. I grassi sono fondamentali per il vostro benessere. Una dieta povera di grassi è inutile e non fa vivere più a lungo».
«Ho avuto il coraggio di espormi», si riconosce il merito l'eretico dell'alimentazione, 48 anni, originario di Fano, dal 1979 residente in Lombardia, sposato con un'insegnante e padre di due figli, già medico interno agli Ospedali riuniti di Bergamo, al Bolognini di Seriate e al Policlinico di Ponte San Pietro. Ora si dedica solo alla libera professione. Il suo verbo, diffuso anche su Internet attraverso un sito che totalizza ogni mese 12.000 visite e 50.000 pagine lette, lo ha costretto ad aprire ambulatori anche ad Assisi e a Roma per
venire incontro alle richieste dei pazienti del Centro e del Sud Italia e gli ha procurato una docenza universitaria all'ateneo di Cosenza nonché inviti per consulenze scientifiche e conferenze in tutta Europa. Grasso che cola.
Il dottor Perugini Billi, studioso equilibrato e dal girovita invidiabile che nel portapenne sulla scrivania tiene in bella vista una matita gialla promozionale dell'Emmentaler, è arrivato alle sue conclusioni grazie «a un amore viscerale per Madre Terra» e per tutto quello che ci cresce sopra.
«Sono nato con le piante in mano, a 4 anni tenevo i lombrichi e le formiche nelle tasche del grembiule». Si dice arcisicuro che l'umanità sia vittima di un complotto planetario scaturito da un dogma indimostrato: la teoria lipidica. Quella secondo cui l'aumento del colesterolo e dei grassi saturi è legato a una maggiore incidenza delle patologie cardiovascolari, a cominciare dall'infarto.
Non è vero ?
«L'ha detto. Controprova: nei Paesi occidentali abbiamo fatto di tutto per "sgrassare" la nostra dieta. Via il burro, via il lardo, via lo strutto, via la panna, via l'olio d'oliva. Eppure la popolazione ingrassa sempre di più e il diabete dilaga. Nella sola Europa l'obesità è aumentata del 50% negli ultimi 5-7 anni.
Come si spiega ?». Non facciamo più movimento, lavoriamo solo col cervello anziché con le mani, siamo sempre seduti.
«Non basta a spiegare. Siamo in presenza di una bugia sesquipedale dettata da precisi interessi economici. Gli ultimi popoli cacciatori e raccoglitori consumavano fino al 60% di grassi ed erano snelli, asciutti. Ma a noi hanno tolto i grassi.
Per cui siamo costretti a compensare con i carboidrati: pane, pasta, merendine. Cioè farine e zuccheri. Ora, già il famoso gastronomo Anthelme Brillat-Savarin, nel suo La fisiologia del gusto edito nel 1825, notava come l'obesità fosse la conseguenza di una predisposizione naturale unita all'eccessivo consumo di fecole e farine. I grassi non ingrassano: sono gli zuccheri che ingrassano. I grassi saziano prima e per maggior tempo. Se ne mangiamo troppi, provocano nausea. Di fronte a un panetto di burro, provi lei ad andare oltre uno o due cucchiaini. Di fronte a dieci pasticcini, invece, la sfido a fermarsi».
Chi ha interesse a farci ingrassare ?
«L'industria farmaceutica, che contro il colesterolo ci vende le statine. Gliele raccomando, quelle...
E l'industria alimentare, che s'è inventata le margarine, l'olio di semi, l'allevamento intensivo. È chiaro che il grasso, per non farci ingrassare, dev'essere grasso buono. C'è una bella differenza fra un maiale stabulato, rimpinzato di silati e soia, e una cinta senese che cresce in libertà. Sono riusciti persino a trasformare la mucca, che è un erbivoro, in un granivoro. Lei sa che cosa sono gli omega 3?».
Roba buona per il cuore.
«Acidi grassi cardioprotettori, sì, presenti soprattutto in salmoni, sgombri e sardine, ma anche in certi organi degli animali terrestri, come cervello, occhi, ghiandole surrenali, gonadi, su cui non a caso i popoli primitivi si gettavano con avidità appena uccisa una preda. Gli omega 6 invece sono da mettere in relazione a patologie infiammatorie, degenerative, cardiovascolari, tumorali. Ebbene, nell'uovo deposto dalla gallina che vive allo stato brado il rapporto fra omega 3 e omega 6 è di 1 a 4. Nell'uovo della gallina d'allevamento è di 1 a 19. Siamo quello che mangiano i nostri animali».
I vegetariani non mangiano grassi. Dovrebbero essere tutti defunti.
«Uova, latte, formaggi fanno parte della dieta vegetariana. Diverso è il discorso per i vegetaliani, o vegani, che rifiutano qualsiasi cibo di origine animale. E' sbagliano di grosso. Fra i popoli della Terra, nessuno è mai stato vegano. I bambini, per crescere, hanno bisogno di grassi.
È criminale dare il latte scremato a un ragazzo, perché il cervello e il sistema nervoso è fatto al 70% di grassi. I problemi cognitivi e la demenza senile sono il risultato di questa maniacalità grassofobica. Bisogna mangiare meno e mangiare meglio, senza aver paura di mangiare grasso. I grassi sono fondamentali perché molti fattori protettivi - vitamine, minerali, antiossidanti - sono liposolubili».
Si sciolgono solo nei grassi.
«Esatto, sono assimilabili solo in presenza di grassi animali nell'intestino.
Quindi con un'alimentazione ossessivamente magra andiamo incontro senza accorgercene a malattie che spaziano dalla depressione all'osteoporosi, e questo a causa del mancato assorbimento delle vitamine liposolubili A, E, K e D, che sono fondamentali per la nostra salute, di cui il burro è ricco». «Colesterolo, alcol steroideo presente sotto forma di placche nelle pareti dei vasi sanguigni in caso di arteriosclerosi». Sta scritto nel dizionario. «Anni di martellante propaganda hanno persuaso la gente che il grasso si appiccica alle arterie fino a occluderle. Balle.
Il grasso che circola nel sangue non è la causa dell'aterosclerosi. Le placche sono conseguenza di processi lesivi infiammatori dovuti a tossine, microbi, fumo, sostanze chimiche, ipertensione, radicali liberi e alle conseguenti reazioni riparative. Come documentato su Lancet fin dal 1994, l'ateroma è formato per il 74% da acidi grassi di tipo insaturo, dei quali il 41% polinsaturi. Sì, proprio quelli contenuti negli olii di semi. Li reclamizzano per scrostare le arterie e invece favoriscono l'ossidazione del colesterolo. L'80% delle persone colpite da infarto non presenta livelli di colesterolo elevati».
Come, dove e quando sarebbe iniziata questa congiura ?
«Il colesterolo nel sangue è stato scoperto nel 1812. Nello stesso secolo furono trovate anche le placche nelle arterie coronarie. La conclusione fu che il colesterolo alimentare era la causa delle malattie coronariche.
Nel 1950 l'Associazione cardiologica americana puntò il dito contro l'eccesso di grassi animali nella dieta. Inutilmente il dottor Dudley White, padre fondatore della cardiologia, fece presente ai suoi infervorati colleghi che l'infarto era praticamente inesistente fino al 1900, quando il consumo di uova era tre volte superiore e non avevano ancora inventato gli olii "leggeri", tipo quello di mais. "Guardate", disse, "io ho cominciato la professione di cardiologo nel 1912 e fino al 1928 ho visto un unico caso di infarto del miocardio, nonostante i miei pazienti mangiassero solo burro e lardo". Nessuno gli diede retta. La teoria lipidica parve a tutti plausibile, in special modo all'industria farmaceutica. Di fatto a smontarla sono le stesse statistiche americane».
Sentiamo.
«Prenda il tasso di mortalità. Dal 1910 al 1970 è aumentato del 3.010%, dopodiche' dal 1970 al 1990 è diminuito. Eppure in questi 80 anni il consumo di colesterolo e di grassi saturi è rimasto pressoché costante. Altra statistica. Il consumo di grassi animali è sceso dal 1910 al 1970 del 50%, mentre quello totale di grassi e olii non ha subìto variazioni di rilievo.
In compenso, per effetto della cospirazione dietetica sostenuta dall'industria agroalimentare, il consumo di olii vegetali è cresciuto quasi del 400%.
Quindi tuttal più si può dire che questi olii "buoni" hanno contribuito a incrementare le morti da infarto. Ma c'è di peggio».
Ormai sono pronto a tutto.
«Proteine e grassi non stimolano la produzione di insulina. Invece zuccheri e carboidrati sì, perciò l'organismo sviluppa una dipendenza da essi in tutto e per tutto simile a quella provocata dalla droga. Zucchero chiama zucchero, pane chiama pane, pasta chiama pasta. Le merendine hanno sui nostri figli un effetto oppioide simile, procurano cioè una dipendenza sia insulinica che cerebrale: quando gliele togli, vanno in crisi d'astinenza come i tossicomani. Con tutti i sintomi correlati: mal di testa, palpitazioni, ipotensione».
Non teme d'essere accusato di istigazione al suicidio ?
(Ride). «La risposta non può essere altrettanto scherzosa, considerata l'alta incidenza di suicidi legata al calo della colesterolemia. Gli studi evidenziano un aumento sia dei suicidi che dei tumori nei pazienti che assumono statine. Il colesterolo è fondamentale nella regolazione del tono dell'umore e nella protezione contro il cancro».
Che rapporto ha con i farmaci ?
«Non li uso mai. Ma all'occorrenza prescrivo anche gli antibiotici e il cortisone. Non sono uno sciamano.
Mi considero un medico con la emme maiuscola che s'ispira all'aureo principio del primum non nocere, parto dai rimedi che fanno meno male, a cominciare da quelli naturali».
Pensa davvero che in natura esistano tutti i principi attivi indispensabili per mantenerci in buona salute ?
«Di sicuro ce ne sarebbero ancora molti da scoprire, ma le multinazionali del farmaco non hanno interesse a farlo. Rendono di più le molecole, che una volta messe a punto si possono brevettare.
 Il 90% delle malattie che non richiedono l'intervento del chirurgo si curano con la medicina naturale, questo è sicuro».
Dieci anni fa il 55% della popolazione americana diventò grassa da un giorno all'altro, contro l'11-13% precedente. Il National heart, lung and blood Institute aveva deciso di ridurre la soglia dell'obesità. Obbedì alle industrie che vendono medicinali contro la dislipidemia ?
«Fino a 25 anni fa l'ipercolesterolemia riguardava gli uomini di mezza età con un valore oltre 240. Dopo la Cholesterol consensus conference del 1984 i parametri cambiarono: sia maschi che femmine con colesterolo sopra i 200milligrammi per decilitro di sangue andavano curati. Di recente il limite è stato ulteriormente abbassato a 180. In America 36 milioni di persone assumevano farmaci per il controllo del colesterolo; adesso si aggiungeranno 7 milioni di nuovi pazienti. Il fatturato di questo tipo di medicinali già nel 2003 ammontava a 26 miliardi di dollari. Esporti il dato a livello planetario, lo aggiorni e mi dica lei quale altro business più redditizio si poteva inventare. Piccolo particolare: 6 dei 9 esperti di colesterolo dell'Associazione cardiologica americana che hanno stilato le nuove linee guida sono stati accusati d'aver intascato soldi dalle multinazionali del farmaco».
Sempre negli Usa cinque anni fa gli enti governativi hanno cominciato a definire preipertesi i pazienti che presentano valori pressori compresi tra 89 e 80 di minima. Quindi la pressione normale sarebbe quella al di sotto della soglia degli 80.
«Questo significa che 45 milioni di europei andrebbero trattati con farmaci contro l'ipertensione. Eppure una pressione intorno ai 90 di minima e ai 140-145 di massima contribuisce a irrorare meglio il cervello degli anziani».
Grassi assolti anche per l'ipertensione.
«Milano è la capitale italiana dell'ipertensione. Nell'industriosa e frenetica Lombardia il 33% dei cittadini è iperteso, contro una media nazionale del 25%. C'entra il colesterolo oppure lo stile di vita ?».
C'è qualcosa che è bandito dalla sua tavola ?
«La margarina. Un non cibo. Un cibo inventato, altamente processato, fatto con oliacci schifosi. Molto ma molto meglio il burro o lo strutto. Ma va' a spiegarlo al consumatore, che quando vede scritto fra gli ingredienti "grassi vegetali" crede di trovarsi di fronte a un cibo sano, naturale».
Della dieta mediterranea che cosa pensa ?
«Non è mai esistita. Un artefatto di menti fantasiose per vendere prodotti "made in Italy". Basta andare in Calabria a vedere che cosa fanno del maiale: si mangiano pure le orecchie. Oggi il pesce è forse una delle principali fonti alimentari di metalli pesanti e sostanze chimiche tossichee cancerogene».
Credevo fosse ricco di omega 3.
«Solo il pesce azzurro, non certo il branzino o l'orata. Purtroppo però i pesci più grassi sono anche quelli che accumulano più mercurio, policloruro bifenile e diossina».
Tutto ciò che piace agli uomini fa male alla salute.
Come si spiega ?
«L'uomo non si nutre solo per la sopravvivenza ma anche per il piacere. Il che ci porta spesso a fare scelte dannose per la salute. L'animale per istinto mangia solo ciò che gli fa bene. L'uomo può scegliere fra bene e male anche a tavola».
By Stefano Lorenzetto
(409. Continua ) By stefano.lorenzetto@ilgiornale.it


Commento NdR: Noi, come specialisti in Medicina Naturale, consigliamo a tutti i Vegetariani di nutrirsi almeno una volta alla settimana e con parsimonia, di qualche alimento con proteine animali, preferendo: uova, pesce, e/o carne di animali piccoli (come stazza, meglio i volatili). Ma ricordiamo sopra tutto di ridurre il latte ed i formaggi dalla propria alimentazione.
L'alimentazione e' alla base  di ogni tipo di malattia, che non derivi da traumi, avvelenamenti o da farmaci e vaccini, mangiate quindi POCHI carboidrati, aumentate la frutta e le verdure fresche (crude) ed eliminate i dolci - mangiate proteine animali (meglio pesce e carne di uccello e pochi formaggi) di tanto in tanto e siate tendenzialmente vegetariani !
 vedi: Consigli Alimentari

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Sospetto rischio tumori per farmaco anticolesterolo  - Si tratta di una combinazione di due molecole.

WASHINGTON - Lug. 2008 - Un popolare farmaco anti-colesterolo usato da circa tre milioni di persone nel mondo potrebbe aumentare i rischi di tumore. Venduto negli Usa con il nome commerciale di «Vytorin», il prodotto unisce i principi attivi di due diversi farmaci: la simvastatina e l'ezetimibe.
Le statine vengono usate da lungo tempo e considerate sicure per la salute, i sospetti dei ricercatori si appuntano per ora quindi sul secondo principio attivo.

La ricerca condotta all'università norvegese Ulleval, ha studiato 1.873 pazienti sofferenti alle valvole cardiache per verificare se il trattamento fosse in grado di diminuire la necessità di interventi chirurgici. Ma i risultati ottenuti dagli scienziati non hanno evidenziato alcun beneficio in termine di minor ricorso ad operazioni tra i pazienti che prendevano il farmaco. Inoltre, tra questi malati, 102 hanno sviluppato tumori, contro 67 nuovi casi di cancro registrati tra i volontari che prendevano invece il placebo (farmaco finto utilizzato come termine di paragone).

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

PEDIATRI italiani: NO ai FARMACI ANTICOLESTEROLO ai BAMBINI

 (AGI) - Roma Lug. 2008 - No ai farmaci anticolesterolo per i bambini.
La Societa' Italiana di Pediatria non ritiene che in Italia, allo stato attuale, ci sia ragione di allinearsi alla scelta dell'American Academy of Pediatrics che ha di recente inserito nelle sue linee guida la raccomandazione per l'utilizzo di farmaci ad hoc per controllare il colesterolo (le statine), anche per i bambini di 8 anni. "Innanzitutto - spiega il Presidente della SIP Pasquale Di Pietro - nonostante il fenomeno dell'obesita' infantile con le sue conseguenze (tra le quali l'aumento di colesterolo) sia in forte crescita anche in Italia, non siamo, per fortuna, ai livelli 'epidemici' degli Stati Uniti.
A questo si aggiungono una serie di altre obiezioni di tipo medico e scientifico. Il controllo del colesterolo (e non solo) per ridurre il rischio di obesita' e' importantissimo, ma da qui all'impiego sistematico nei bambini di farmaci, come le statine, non privi di rischi gravi, passa molta strada. Prima di aprire anche in Europa all'uso delle statine - prosegue Di Pietro - occorrono seri studi di efficacia, tossicita' e sicurezza in pediatria.
L'importante e' l'identificazione dei dosaggi adeguati, la selezione dei soggetti in cui davvero il rapporto beneficio/rischio faccia preferire l'uso del farmaco. Questo anche in considerazione
- conclude il Presidente della SIP - che le scelte terapeutiche di prima linea contro l'obesita' sono altre, come le corrette abitudini alimentari e lo sport".
 

HOME

BACK

    

"Questo sito WEB vi informa"
Non siamo responsabili della correttezza e/o della solvibilità degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster  - Copyright © 1998,  Publisher Bamico ltd - All rights reserved 
Tutti i diritti riservati - Vietata la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte