Colesterolo
Il
colesterolo è uno
steroide, cioè una
molecola
lipidica
costituita da quattro anelli di
atomi di
carbonio e una
coda alifatica. Tale struttura prende il nome di
ciclopentano peridrofenantrene.
La parola
colesterolo proviene dal greco "chole" (bile) e
"stereos" (solido), ma è stato utilizzato per la
prima volta nel 1894.
La sua
presenza era già stata riscontrata nei
calcoli della cistifellea
già nel
1784, ma solo nel
1975
il
premio Nobel
John W. Cornforth
ha precisato l'orientamento spaziale degli atomi
di idrogeno sulla molecola.
Il colesterolo e’ un composto chimico che
rappresenta il capostipite degli steroli,
molecola tipica degli organismi animali,
soprattutto dei Vertebrati. Tutte le nostre
cellule sono fatte anche di colesterolo e il
nostro cervello ne contiene quantità
elevatissime senza le quali non potrebbe
funzionare.
È presente sia
in forma libera (35-40% del totale) sia
esterificato con acidi grassi a catena lunga,
nei tessuti animali, in particolare nel tuorlo
dell’uovo, nei depositi di grasso, nella
sostanza nervosa, nei
globuli rossi.
La maggior parte dei nostri ormoni è prodotta
nell'organismo a partire dal colesterolo
Il colesterolo ha la fama di essere uno dei
grandi nemici della nostra salute. In realtà è
una fama immeritata, perché il colesterolo
svolge anche delle funzioni utili. Pare inoltre
che il colesterolo abbia la possibilità di
contrastare la produzione di radicali liberi
nonché di controllare lo sviluppo di malattie
degenerative
Esso e’ presente in tutti i tessuti e in maggior
quantità nel cervello, nella bile e nel sangue.
A causa della sua struttura ha caratteristiche
idrofobiche ed è quindi scarsamente
idrosolubile. L'intestino lo assorbe grazie ai
sali biliari.
La sintesi del
colesterolo si svolge soprattutto a livello
epatico, anche se vi partecipano numerosi altri
organi (surrene, testicolo, aorta ecc.). Il
colesterolo viene invece eliminato per mezzo
della bile, trasformato in acidi biliari e poi
in sali biliari (dai calcoli biliari il
colesterolo può essere ottenuto allo stato puro
cristallino).
Il colesterolo HDL (quello chiamato “buono”) si
occupa di mantenere libere le arterie e impedire
i processi di arteriosclerosi.
Per limitare
l’aumento del Colesterolo e’ bene:
1 - ridurre i cibi ricchi di grassi animali e
le carni grasse, salumi.
2 - ridurre i condimenti vegetali ed i
carboidrati (pane, pasta, pizza ecc.)
3 - aumentare gli alimenti ricchi di fibra:
(frutta, verdure, legumi ricchi di fibra,
cibi
biologici, biodinamici e quindi integrali)
4 - Oltre a una sana
alimentazione vi sono molte piante medicinali
che abbassano il colesterolo: il tarassaco, il
cardo mariano, la betulla. Far bollire i gambi e
le foglie del carciofo, che sono amarissimi,
bere il liquido e mangiarli, se fatto in maniera
costante nell’arco di due mesi abbassa la
colesterolemia del 20 per cento, semplicemente
perché il fegato lavora meglio.
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Pressione e
colesterolo: un aiuto dalla dieta
Nei
popoli asiatici, pressione arteriosa,
trigliceridi, colesterolo, non hanno
statisticamente valori elevati come in
Occidente. Non è solo lo stille di vita e la
dieta a determinare questa differenza, è anche
un ingrediente alimentare ricavato del riso, il
micete
Monascus Purpureus che è utilizzato
quotidianamente in molti liquori, aceti, vini,
condimenti, salse, insaccati ed altri alimenti
che aiutano l'organismo umano, soprattutto
arterie e cuore, a rimanere in condizioni
ottimali. La moderna ricerca scientifica, ha
confermato che gli alimenti contenenti Monascus
Purpureus hanno veramente l'effetto che la
tradizione loro attribuiva. In Giappone,
l'estratto del micete Monascus Purpureus viene
somministrato a quelle persone poco sensibili
alla regola alimentare, per regolare la
pressione arteriosa, i trigliceridi, i
colesteroli cattivi LDL/VLDL e alzare il
colesterolo buono HDL. In particolare è indicato
per chi produce troppo colesterolo endogeno.
Dopo anni di test su migliaia di pazienti
trattati con un estratto di Monascus Purpureus,
ne hanno confermato la validità e autorizzato il
commercio dietetico di isolati specifici del
Monascus Purpureus (variamente denominati), per
controllare la pressione arteriosa, i
trigliceridi e il colesterolo, in particolare
per le persone che non rispondono ad alcun
trattamento dietologico tradizionale.
By dr. Michele Stellini - Tratto da:
http://www.encanta.it/terapie_dieta.html
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Funzioni
fisiologiche del Colesterolo
Il colesterolo è un costituente fondamentale
delle membrane cellulari, in cui insieme ai
fosfolipidi forma il foglietto lipidico che
regola l’imbibizione della cellula e il
trasporto delle molecole liposolubili. È anche
presente nella membrana dei mitocondri e nelle
strutture del reticolo endoplasmatico. La
sintesi del colesterolo avviene nel fegato,
attraverso una serie di passaggi metabolici che
iniziano con la condensazione di due molecole di
acetilCoA.
Il colesterolo viene utilizzato dalle gonadi e
dalla corteccia surrenale per la sintesi degli
ormoni sessuali e dei corticosteroidi. In gran
parte viene tuttavia metabolizzato ad acido
colico e in tale forma escreto nella bile.
La biosintesi del colesterolo si svolge sotto il
controllo del sistema endocrino (da parte della
tiroide e delle gonadi, in particolare) e in
funzione dell’apporto alimentare; infatti una
dieta a base di alimenti ricchi di colesterolo
rallenta la sua sintesi endogena, così come una
dieta carente ne stimola la produzione.
Colesterolo e
aterosclerosi
Il colesterolo e, in particolare, i suoi esteri
sono da tempo riconosciuti come un importante
componente della placca ateromatosa. Infatti
anomalie del metabolismo del colesterolo ed
eccessi di colesterolo dietetico contribuiscono
allo sviluppo dell’aterosclerosi. È stata
dimostrata una correlazione positiva tra il
tasso di colesterolo totale e l’incidenza di
malattie vascolari e di cardiopatie coronariche
in particolare, per cui la miglior forma di
prevenzione della malattia aterosclerotica
consiste essenzialmente nel mantenere sotto
controllo i valori di colesterolemia (cioè la
quantità di colesterolo nel sangue) nel soggetto
adulto, sia attraverso un appropriato regime
dietetico (relativamente povero di cibi ad alto
valore di colesterolo e di grassi saturi, e
contenente invece un’ampia frazione di scorie),
sia con l’osservanza di regole igieniche
generali (controllo del peso corporeo;
abolizione o riduzione dei tossici voluttuari,
come il
fumo e gli alcolici;
pratica di esercizio fisico ecc.).
La determinazione della colesterolemia ha
assunto sempre maggiore importanza nella
valutazione globale dell’assetto lipidico,
soprattutto da quando si è stati in grado di
differenziare la quota veicolata delle
lipoproteine ad alta densità (colesterolo HDL)
da quelle a bassa densità (colesterolo LDL). Il
colesterolo HDL si oppone alla tendenza delle
LDL di depositarsi nella parete arteriosa, ed è
chiamato infatti "spazzino delle arterie".
Un tasso di HDL al disotto del normale di 35mg
per 100 ml viene considerato fattore di rischio
per la formazione di
placche
ateromatose nelle
arterie, in quanto la deposizione di grassi è
favorita se le lipoproteine più leggere sono
prevalenti. L'esercizio fisico comporta un
aumento di HDL.
Tratto da:
http://sanihelp.msn.it/enciclopedia/scheda.php?ID=1704
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L'Aterosclerosi
è una patologia degenerativa a lento decorso e
quando compaiono i primi sintomi in genere è
troppo tardi, dunque per controllarne lo
sviluppo gli esperti hanno introdotto il
concetto di rischio cardiovascolare, al fine di
agire per tempo con la prevenzione.
Questo indice rappresenta la probabilità di
andare incontro in futuro a una complicanza
dell'aterosclerosi (infarto, ictus).
I fattori di rischio
(fumo, ipertensione, colesterolo e trigliceridi
alti, diabete, aumentano il rischio
cardiovascolare e si potenziano a vicenda. Se
sono presenti più fattori di rischio, è poco
efficace agire su uno solo di essi.
Se per smettere di fumare e controllare la
propria pressione basta la volontà del paziente,
non lo è altrettanto controllare i valori di
colesterolo e trigliceridi apportando modifiche
alla propria alimentazione.
Facciamo un po' di chiarezza in merito.
Colesterolo
Innanzitutto bisogna precisare che avere il
colesterolo alto non significa necessariamente
andare incontro alla formazione delle placche.
Esistono persone con colesterolo alto senza
placche e persone con colesterolo a posto con le
placche. Il colesterolo alto non è il
fattore di rischio più importante
Il colesterolo
di per sè non è una molecola nociva, anzi svolge
importantissime funzioni, per esempio partecipa
alla sintesi degli ormoni sessuali maschili.
Il colesterolo viene trasportato nel sangue
dalle lipoproteine LDL e HDL.
Come mostrato in
questo articolo,
le prime sono "cattive" perché depositano il
colesterolo sulle pareti delle arterie, le
seconde sono "buone" perché lo rimuovono.
Il livello di colesterolo totale nel sangue è la
somma di quello presente nelle lipoproteine LDL
e nelle HDL, e quindi non è un dato che
determina in modo assoluto il rischio
cardiovascolare, quello che conta infatti è il
rapporto tra colesterolo cattivo e buono.
Il
rapporto tra colesterolo totale e HDL deve
essere inferiore a 5 per l'uomo e a 4.5 per la
donna.
Un soggetto con colesterolo totale a 250 e
colesterolo HDL (buono) a 80 ha un indice di
rischio pari a 3.1 (assolutamente normale),
mentre un soggetto con colesterolo totale a 250
e HDL a 40 ha un indice pari a 5 (a rischio).
Alimenti contenenti
colesterolo
Il
colesterolo che abbiamo nel sangue proviene per
il 20% da quello assunto con l'alimentazione
mentre per l'80% è autoprodotto dall'organismo.
Esiste un meccanismo di regolazione che aumenta
il colesterolo autoprodotto in presenza di uno
scarso apporto con la dieta. Ha scarsa
importanza eliminare gli alimenti contenenti
colesterolo. Basta
evitare gli eccessi.
Di fatto, dato
che gli alimenti contenenti colesterolo
(frattaglie, burro, turli d'uovo, carni e
formaggi grassi) sono quasi tutti ipercalorici,
un soggetto in peso forma non può assumere
troppo colesterolo senza assumere troppe
calorie. Quindi il fatto di rimanere in peso
forma limita automaticamente l'assunzione di
colesterolo.
Gli unici alimenti da controllare (si legga: da
non mangiare tutti i giorni) sono i tuorli
d'uovo (non gli albumi, infatti le
frittate ASI
prevedono l'eliminazione di 1/3 dei tuorli !) ed
alcuni crostacei.
Colesterolo, grassi
saturi e grassi trans
Sentiamo continuamente dire che per tenere sotto
controllo il colesterolo bisogna limitare i
grassi saturi.
Questo consiglio è stato "tradotto" nel
consiglio di limitare gli alimenti di origine
animale. Ancora oggi molti nutrizionisti
continuano a fornire questo inutile consiglio.
Negli anni 50 in USA si consigliava addirittura
di sostituire il burro (animale) con la
margarina (vegetale).
I grassi saturi aumentano il colesterolo totale
nel sangue, ma in modo proporzionale tra
colesterolo LDL e HDL: il loro rapporto (e
quindi il fattore di rischio cardiovascolare)
rimane pressoché invariato.
Invece i
grassi trans
(contenuti nella margarina !)
aumentano solo quello cattivo, peggiorando il
rapporto e aumentando il rischio
cardiovascolare.
I nutrizionisti che consigliano di evitare i
grassi trans, però, sono ancora molto pochi.
Una corretta alimentazione prevede una
ripartizione equa tra grassi saturi (10% delle
calorie totali), monoinsaturi (10%) e
polinsaturi (10%), per un totale di 30%.
Attualmente il problema della maggior parte
della popolazione è quello di soddisfare il 10%
di grassi polinsaturi, non quello di limitare i
saturi !
In un paese come il nostro dove l'uso di olio di
semi spremuto a freddo è bassissimo, poiché si
preferisce l'olio extravergine di oliva, e anche
il consumo di pesce grasso è insufficiente,
l'apporto di grassi polinsaturi è ridotto.
I grassi polinsaturi abbassano il colesterolo
cattivo in modo maggiore rispetto alla semplice
riduzione dei grassi saturi.
Per tenere sotto
controllo il colesterolo bisogna eliminare i
grassi trans e assumere la giusta ripartizione
dei grassi: 10% saturi, 10% monoinsaturi, 10%
polinsaturi
Colesterolo e
carboidrati ad alto indice glicemico
Il
colesterolo endogeno, quello autoprodotto
dall'organismo, aumenta se la dieta è ricca di
carboidrati, soprattutto se sono ad alto indice
glicemico.
Per questo motivo il consiglio di limitare i
grassi è inutile, se poi ci si butta sui
carboidrati.
Bisogna ridurre le calorie, per evitare il
sovrappeso, e assumere la giusta ripartizione di
macronutrienti e questo è sufficiente, non
occorrono altri consigli.
La % di carboidrati nella dieta non dovrebbe
superare il 50%.
Colesterolo e
attività fisica
L'attività fisica aerobica (corsa, bici, sci di
fondo, nuoto), praticata ad una intensità
medio-alta, è in grado di aumentare la frazione
HDL e quindi il colesterolo buono.
In questo modo il colesterolo totale aumenta, ma
il rapporto LDL/HDL e quindi il rischio
cardiovascolare diminuiscono.
Per svolgere questo compito l'attività fisica
deve essere praticata a un livello
sufficientemente elevato, non basta passeggiare
o andare in bicicletta a un ritmo molto blando:
l'attività fisica deve essere reale altrimenti i
benefici sono minimi.
I
farmaci
I
farmaci andrebbero utilizzati solamente dopo
aver rimosso tutte le cause di aumento del
rapporto tra colesterolo LDL e HDL: essere
ritornati in
peso forma,
aver eliminato i grassi trans, aver adottato una
alimentazione equilibrata nei macronutrienti,
garantire l'apporto minimo di grassi
polinsaturi, praticare una regolare attività
fisica aerobica.
Purtroppo questo non accade quasi mai, e i
farmaci vengono regolarmente utilizzati come
compensazione a una alimentazione e uno stile di
vita sbagliato.
I farmaci più utilizzati sono le statine, capaci
di inibire la sintesi endogena del colesterolo.
Altri farmaci utilizzati sono le resine, i
fibrati e gli acidi nicotinici.
Trigliceridi
I trigliceridi rappresentano la forma più comune
di grassi alimentari. Nel sangue il loro valore
varia da 50 a 200 mg per dl, ma può arrivare
anche a 300 e oltre in alcuni casi. Se il test
dei trigliceridi supera i 150 mg/dl, aumenta il
rischio cardiovascolare ed è quindi opportuno
agire per abbassare i valori.
Per abbassare il
valore dei trigliceridi nel sangue è sufficiente
perdere peso. Valori superiori a 110 mg/dl
determinano una probabilità molto alta che il
soggetto sia sovrappeso, a meno che non siano
presenti dislipidemie (valori alterati dei
lipidi nel sangue) congenite.
Per ritornare a valori di sicurezza, sotto i 150
mg/dl, nella maggior parte dei casi è
sufficiente una alimentazione ipocalorica per
rientrare nel peso forma.
Tratto da:
http://www.cibo360.it/cibo_salute/aterosclerosi/colesterolo_trigliceridi.htm
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Colesterolo e
trigliceridi
Il
colesterolo, i trigliceridi insieme ai
fosfolipidi sono i
grassi
contenuti nel nostro organismo. I fosfolipidi
sono i principali componenti delle membrane
cellulari e delle guaine dei nervi.
I trigliceridi rappresentano la più grande
riserva dei nostri lipidi e rappresentano quasi
il 90% dei grassi ingeriti.
Il colesterolo è componente essenziale delle
membrane cellulari e della bile.
Origine dei
grassi circolanti
La parte più importante dei grassi circolanti è
prodotta dall’organismo stesso, mentre un’altra
parte viene introdotta con la dieta.
L’assorbimento dei lipidi alimentari avviene a
livello dell’intestino
tenue, per opera di alcuni sistemi enzimatici
dopo un’emulsione con i sali biliari.
La sintesi interna
dei lipidi avviene principalmente nel fegato. I
trigliceridi vengono prodotti a partire dai
glucidi (zuccheri), mentre il colesterolo viene
sintetizzato dall’acetil-Co.A.
Trasporto dei lipidi nel sangue (VLDL,LDL
e HDL)
Il colesterolo e i trigliceridi sono trasportati
dal sangue sotto forma di lipoproteine. Le VLDL
trasportano i trigliceridi mentre le LDL il
colesterolo. Il colesterolo VLDL e LDL viene
definito il colesterolo "cattivo", mentre il
colesterolo HDL viene chiamato colesterolo
"buono", perché svolge un’importante funzione
protettiva delle arterie.
Arteriosclerosi e
Colesterolo
La quantità di colesterolo "cattivo" presente
nel sangue non dovrebbe superare i 200 mg per
100 ml.
L’elevato livello di colesterolo è motivo di
grande preoccupazione clinica, perché l’accumulo
di questo lipide nelle arterie ne provoca il
progressivo ispessimento, facendone perdere
elasticità e tono.
A livello cardiaco aumentano notevolmente i
rischi di infarto e angina. Nel sistema nervoso
centrale si possono avere ictus. Circa la metà
dei decessi nei paesi occidentali sono
riconducibili a tali cause.
Stile di vita:
Tenere
nei limiti fattori aggravanti quali:
diabete,
ipertiroidismo, consumo alcolici. Per ridurre i
fattori di rischio si deve tenere sotto
controllo: l’ipertensione,
la
glicemia, si deve
smettere di fumare e fare una regolare
attività fisica.
La dieta
La
prima cosa da fare, nel trattamento dei livelli
elevati di colesterolo, è di seguire una dieta
che ne diminuisca il più possibile il livello
nel sangue. La dieta dovrà essere povera di
grassi
animali e
relativamente ricca di acidi grassi polinsaturi,
perché essi tendono a diminuire i livelli di
colesterolo.
Schema dietetico: Alimenti
permessi:
Oli vegetali (mais, arachidi e oliva).
Pane, pasta e riso, possibilmente integrali.
Frutta.
Pesce di mare (non di allevamento), carni
bianche (pollo, tacchino, coniglio).
Ricotta, yogurt, latte scremato.
Alimenti vietati:
Grassi animali (burro, strutto, pancetta).
Panna.
Uova, soprattutto il tuorlo.
Dolci, biscotti.
Carne di maiale, salumi e insaccati, cervello,
frattaglie.
Formaggi, latte intero e derivati.
By dott. Cesare Augusto De Silvestri
Tratto da:
http://www.vitadidonna.it/farmacia_000006.html
Come ridurre il
colesterolo senza farmaci, ma con prodotti
naturali:
International Biolife srl
Per ridurre e/o eliminare il colesterolo
in eccedenza, e' bene seguire un'alimentazione
quanto piu'
vegetariana possibile, con pochissimi
formaggi.
vedi anche:
Cura dell'Aglio
+
Vegetarianesimo
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Il
colesterolo non provoca l'infarto ma è un affare
per chi vende farmaci - 11/03/2008
Bisogna sottolineare che la stessa cosa accade
negli States (USA) dove la Food and Drugs
Administration (FDA),
l'ente americano per il controllo delle medicine
che alla fin fine detta la linea a tutto il
pianeta, continua a registrare
farmaci
per la "prevenzione" delle malattie cardiache
solo in base al fatto che riducono le
lipoproteine che trasportano i grassi nel sangue
mentre le autorità sanitarie continuano a
condurre campagne di prevenzione mirate alla
riduzione del colesterolo.
Gli interessi dell'industria
farmaceutica nel settore delle
malattie cardiovascolari sono evidenti -
basti pensare quanti milioni di pazienti hanno
continuato la terapia nei due anni durante i
quali lo studio Enhance è stato tenuto in
stand-by.
In effetti, grazie alle dissennate abitudini
alimentari dell'Occidente e all'allarme
diligentemente pompato dai media, il mercato dei
farmaci anti-colesterolo fa impallidire quello
delle finte epidemie: il settore registrava un
fatturato di 36 miliardi di dollari già nel 2003
e attualmente più di 40 milioni di statunitensi
sono in cura.
Sul Corriere del 7 febbraio scorso Adriana Bazzi
scriveva: «Le industrie hanno tutto
l'interesse a promuovere l'ipotesi colesterolo,
ad allargare la quota di consumatori di farmaci
anticolesterolo (lo hanno fatto riducendo
sempre di più i livelli normali nel sangue in
modo da creare più "malati" come ha già
denunciato il British Medical Journal) e a
giocare sull'ipotesi colesterolo buono (da
aumentare) e cattivo (da ridurre) per
proporre nuove molecole dal momento che stanno
scadendo i brevetti di quelle vecchie».
Bazzi si riferisce al 2004, quando oltreoceano
vennero definite le "nuove
linee guida" che crearono, dal
nulla, ben 7 milioni di malati in più.
Quando scoppiò la polemica venne fuori che ben 6
dei 9 membri che formavano la commissione erano
noti per le loro frequentazioni con le case
farmaceutiche e si scoprì che l'autore di
uno studio relativo ai problemi cardiovascolari
era collegato con ben 20 compagnie che
producono medicinali e "attrezzature" per il
cuore.
Conflitto d'interesse ? Non scherziamo.
Nel mondo anglosassone il fatto che gli studi
sull'efficacia di un farmaco vengano finanziati
dal suo stesso produttore non desta scandalo,
basta che venga dichiarato pubblicamente.
Per sapere come va dalle nostre parti, dove in
genere il conflitto d'interesse non viene
nemmeno esplicitato, consigliamo la lettura del
bellissimo libro scritto da Marco Bobbio nel
2004: "Giuro di esercitare la medicina in
libertà e indipendenza - Medici e
industria".
By Sabina Morandi
Fonte: Liberazione
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=17690
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Ma le
INDUSTRIE FARMACEUTICHE hanno INTERESSE
a MANTENERE ALTO
l'ALLARME
!
A chiedersi ora se questo grasso del sangue
sia davvero il gran colpevole di infarti e
ictus non sono i soliti «grilli parlanti»
dei siti web alternativi, ma molti
rappresentanti del mondo scientifico. E da
loro potrebbe arrivare, prima o poi,
un'assoluzione per il celebre big killer
della salute. L'ultima spallata al dogma che
colesterolo alto è uguale a rischio
cardiovascolare l'ha data lo studio Enhance
che dimostra come due farmaci
anticolesterolo insieme (l'ezetimibe che ne
inibisce l'assorbimento intestinale e la
simvastatina che ne riduce la produzione nel
fegato) non siano meglio della simvastatina
da sola. In altre parole: è vero che i due
abbassano di più il colesterolo nel sangue,
ma questo non si traduce in un reale
beneficio per le arterie.
Perché ? E soprattutto perché le aziende
hanno dato con ritardo i risultati di questo
studio ?
Secondo un commento pubblicato sull'Herald
Tribune e firmato da Gary Taubes,
corrispondente della rivista Science,
l'equivoco è di fondo. E cioè: si è sempre
confuso il colesterolo con le proteine che
lo trasportano nel sangue, le lipoproteine.
Il carico con il mezzo di trasporto. E il
colesterolo è diventato buono o cattivo a
seconda che sia veicolato da lipoproteine a
alta densità (Hdl) o a bassa densità (Ldl).
Potrebbe, dunque, non essere il colesterolo
in sé il vero nemico (l'infarto colpisce
anche persone con colesterolo normale), ma
un'anomalia delle lipoproteine.
E infatti due farmaci insieme, pur
abbassando di più il colesterolo, non
prevengono le placche.
Nonostante questi dubbi, però, l'FDA,
l'ente americano per il "controllo delle
medicine", continua a registrare farmaci per
la prevenzione delle malattie cardiache solo
in base al fatto che riducono le Ldl e le
autorità sanitarie conducono campagne di
prevenzione puntando sul colesterolo.
Dimenticando, a volte, che
i farmaci hanno effetti collaterali
che vale la pena affrontare se i benefici
sono reali. E molti si chiedono quale sia il
ruolo dell'industria farmaceutica.
Industria che, nel caso dello studio
Enhance, ha rivelato con due anni di
ritardo i risultati negativi, lasciando
che milioni di pazienti continuassero la
terapia. Il fatto è che il mercato degli
anticolesterolo è semplicemente gigantesco.
Un esempio: nel 2005 il fatturato dell'atorvastatina
è stato di oltre 12 miliardi di dollari.
Gli
effetti collaterali delle statine...
L'F.D.A.
(USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della
PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI
Ma naturalmente vi e' chi non e' d'accordo e
parla di truffa gestita dalle
case farmaceutiche:
"Mangia grasso e vivi
bene"
:
l'inganno del colesterolo
Le note che seguono provengono dal
recente libro del
dott. Perugini Billi,
“Mangia grasso e vivi bene”, che induce a
riflettere sui risvolti meno etici e
salutistici delle mode alimentari "light"
degli ultimi decenni...
"(...) I grassi sono stati sempre presenti
nella dieta dell’uomo fin dai primordi.
Pensiamo solo al maiale, animale “grasso”
per antonomasia, che ha giocato un ruolo
fondamentale nella dieta dell’Europa
medievale ed è ancora tanto presente nelle
tradizioni culinarie delle nostre regioni.
Per quanto riguarda la paura del
colesterolo, questa è nata negli Stati Uniti
agli inizi degli anni ’50. Si tratta di una
storia fatta d’interessi economici,
industriali e politici, nulla a che fare con
la salute della gente.
La demonizzazione di pancetta, uova e burro
è stata una manna per l’industria degli oli
di semi e delle margarine, e successivamente
dei cibi dietetici, mentre lo spauracchio
del colesterolo lo è stato per le industrie
del farmaco. Peccato che 50 anni di ricerche
e tanti soldi spesi non sono stati in grado
di dimostrare che una dieta povera di grassi
allunga la vita, né che il colesterolo
provoca l’infarto”.
"(...) Non solo non sono state debellate le
malattie coronariche, ma sono aumentati il
diabete e l’obesità, che sono l’anticamera
di quelle stesse malattie cardiovascolari di
cui ci si voleva liberare. Rifuggiamo i
grassi come la peste e poi ci ingozziamo di
zuccheri e farine raffinate. Il corpo ha
bisogno di una certa quantità di calorie. Se
gli neghiamo i grassi, allora li cercherà
sotto forma di carboidrati. Il problema è
che questi, a differenza dei grassi, creano
dipendenza, possono provocare
insulinoresistenza e più facilmente portare
al sovrappeso. Quindi, spendere i propri
soldi in alimenti “scremati”, “magri” e
“light” non è la risposta giusta. Non solo
non fanno dimagrire, ma non sono neanche
salutari”.
By Cristina Bassi - Tratto da:
http://saluteolistica.blogspot.com
Ultima intervista del Aprile 2008 pubblicata
su "il Giornale", al dott. Perugini
Billi:
Mangia grasso e vivi bene
! - Il medico che prescrive i grassi
"Provocano gli infarti? Balle!"
Il dott. Francesco Perugini Billi, il suo
libro "Mangia grasso e vivi bene" va a ruba.
Il suo sito totalizza 50.000 pagine lette al
mese. Pazienti in fila in tre regioni. Per
forza: consiglia pancetta a colazione e
raccomanda la pelle del pollo allo spiedo
Ma va' là dieta mediterranea. Aprite bene le
orecchie, e soprattutto lo stomaco. La
mattina, per colazione, solo burro,
pancetta, uova e pane. Latte e yogurt che
siano interi, rifiutate categoricamente
quelli scremati. Del pollo arrosto abbiate
cura di mangiare la pelle. Spiluccate le
cartilagini.
Succhiate ben bene il midollo delle ossa.
Mai lavorare di coltello per separare la
carne rossa di una costata dal grasso che la
circonda. Del pesce divorate anche la testa
e le squame. E non dimenticate il fegato
alla
veneziana, il rognone trifolato, le
frattaglie.
Come dite ? Vi sentite già male ? Su con la
vita. Semmai a curarvi ci pensa il dottor
Francesco Perugini Billi, medico chirurgo,
diplomato in biotecnologie e
medicina
naturale (alla Statale di Milano),
fitoterapia (all'Università di Siena),
omeopatia,
omotossicologia e
ayurveda.
È lui l'assertore di questi consigli
alimentari, compendiati in uno slogan che è
diventato anche il titolo di un volume con
l'imprimatur di Gianni e Paola Mura, coppia
gourmand del giornalismo italiano: Mangia
grasso e vivi bene. Le Edizioni Junior di
Bergamo in questi giorni lo stanno
ristampando a grande richiesta. Con
un'avvertenza a pagina 2: «L'autore e
l'editore non si assumono la responsabilità
di un eventuale uso improprio delle
informazioni mediche contenute nel libro».
Anche quelle contenute nella copertina non
scherzano: «Non è vero che il colesterolo e
i grassi saturi causano l'infarto. I grassi
sono fondamentali per il vostro benessere.
Una dieta povera di grassi è inutile e non
fa vivere più a lungo».
«Ho avuto il coraggio di espormi», si
riconosce il merito l'eretico
dell'alimentazione, 48 anni, originario di
Fano, dal 1979 residente in Lombardia,
sposato con un'insegnante e padre di due
figli, già medico interno agli Ospedali
riuniti di Bergamo, al Bolognini di Seriate
e al Policlinico di Ponte San Pietro. Ora si
dedica solo alla libera professione. Il suo
verbo, diffuso anche su Internet attraverso
un sito che totalizza ogni mese 12.000
visite e 50.000 pagine lette, lo ha
costretto ad aprire ambulatori anche ad
Assisi e a Roma per
venire incontro alle richieste dei pazienti
del Centro e del Sud Italia e gli ha
procurato una docenza universitaria
all'ateneo di Cosenza nonché inviti per
consulenze scientifiche e conferenze in
tutta Europa. Grasso che cola.
Il dottor Perugini Billi, studioso
equilibrato e dal girovita invidiabile che
nel portapenne sulla scrivania tiene in
bella vista una matita gialla promozionale
dell'Emmentaler, è arrivato alle sue
conclusioni grazie «a un amore viscerale per
Madre Terra» e per tutto quello che ci
cresce sopra.
«Sono nato con le piante in mano, a 4 anni
tenevo i lombrichi e le formiche nelle
tasche del grembiule». Si dice arcisicuro
che l'umanità sia vittima di un complotto
planetario scaturito da un dogma
indimostrato: la teoria lipidica. Quella
secondo cui l'aumento del colesterolo e dei
grassi saturi è legato a una maggiore
incidenza delle patologie cardiovascolari, a
cominciare dall'infarto.
Non è vero ?
«L'ha detto. Controprova: nei Paesi
occidentali abbiamo fatto di tutto per
"sgrassare" la nostra dieta. Via il burro,
via il lardo, via lo strutto, via la panna,
via l'olio d'oliva. Eppure la popolazione
ingrassa sempre di più e il diabete dilaga.
Nella sola Europa l'obesità è aumentata del
50% negli ultimi 5-7 anni.
Come si spiega ?». Non facciamo più
movimento, lavoriamo solo col cervello
anziché con le mani, siamo sempre seduti.
«Non basta a spiegare. Siamo in presenza di
una bugia sesquipedale dettata da precisi
interessi economici. Gli ultimi popoli
cacciatori e raccoglitori consumavano fino
al 60% di grassi ed erano snelli, asciutti.
Ma a noi hanno tolto i grassi.
Per cui siamo costretti a compensare con i
carboidrati: pane, pasta, merendine. Cioè
farine e zuccheri. Ora, già il famoso
gastronomo Anthelme Brillat-Savarin, nel suo
La fisiologia del gusto edito nel 1825,
notava come l'obesità fosse la conseguenza
di una predisposizione naturale unita
all'eccessivo consumo di fecole e farine. I
grassi non ingrassano: sono gli zuccheri che
ingrassano. I grassi saziano prima e per
maggior tempo. Se ne mangiamo troppi,
provocano nausea. Di fronte a un panetto di
burro, provi lei ad andare oltre uno o due
cucchiaini. Di fronte a dieci pasticcini,
invece, la sfido a fermarsi».
Chi ha interesse a farci ingrassare ?
«L'industria
farmaceutica, che contro il
colesterolo ci vende le statine. Gliele
raccomando, quelle...
E l'industria alimentare, che s'è
inventata le margarine, l'olio di semi,
l'allevamento intensivo. È chiaro che il
grasso, per non farci ingrassare, dev'essere
grasso buono. C'è una bella differenza fra
un maiale stabulato, rimpinzato di silati e
soia, e una cinta senese che cresce in
libertà. Sono riusciti persino a trasformare
la mucca, che è un erbivoro, in un
granivoro. Lei sa che cosa sono gli omega
3?».
Roba buona per il cuore.
«Acidi grassi cardioprotettori, sì, presenti
soprattutto in salmoni, sgombri e sardine,
ma anche in certi organi degli animali
terrestri, come cervello, occhi, ghiandole
surrenali, gonadi, su cui non a caso i
popoli primitivi si gettavano con avidità
appena uccisa una preda. Gli omega 6 invece
sono da mettere in relazione a patologie
infiammatorie, degenerative,
cardiovascolari, tumorali. Ebbene, nell'uovo
deposto dalla gallina che vive allo stato
brado il rapporto fra omega 3 e omega 6 è di
1 a 4. Nell'uovo della gallina d'allevamento
è di 1 a 19. Siamo quello che mangiano i
nostri animali».
I
vegetariani non mangiano grassi.
Dovrebbero essere tutti defunti.
«Uova, latte, formaggi fanno parte della
dieta vegetariana. Diverso è il discorso per
i vegetaliani, o vegani, che rifiutano
qualsiasi cibo di origine animale. E'
sbagliano di grosso. Fra i popoli della
Terra, nessuno è mai stato vegano. I
bambini, per crescere, hanno bisogno di
grassi.
È criminale dare il latte scremato
a un ragazzo, perché il cervello e il
sistema nervoso è fatto al 70% di grassi. I
problemi cognitivi e la demenza senile sono
il risultato di questa maniacalità
grassofobica. Bisogna mangiare meno e
mangiare meglio, senza aver paura di
mangiare grasso. I grassi sono fondamentali
perché molti fattori protettivi - vitamine,
minerali, antiossidanti - sono liposolubili».
Si sciolgono solo nei grassi.
«Esatto, sono assimilabili solo in presenza
di grassi animali nell'intestino.
Quindi con un'alimentazione ossessivamente
magra andiamo incontro senza accorgercene a
malattie che spaziano dalla depressione
all'osteoporosi, e questo a causa del
mancato assorbimento delle vitamine
liposolubili A, E, K e D, che sono
fondamentali per la nostra salute, di cui il
burro è ricco». «Colesterolo, alcol
steroideo presente sotto forma di placche
nelle pareti dei vasi sanguigni in caso di
arteriosclerosi». Sta scritto nel
dizionario. «Anni di martellante propaganda
hanno persuaso la gente che il grasso si
appiccica alle arterie fino a occluderle.
Balle.
Il grasso che circola nel sangue non è la
causa dell'aterosclerosi. Le placche sono
conseguenza di processi lesivi
infiammatori
dovuti a tossine, microbi, fumo, sostanze
chimiche, ipertensione, radicali liberi e
alle conseguenti reazioni riparative. Come
documentato su Lancet fin dal 1994, l'ateroma
è formato per il 74% da acidi grassi di tipo
insaturo, dei quali il 41% polinsaturi. Sì,
proprio quelli contenuti negli olii di semi.
Li reclamizzano per scrostare le arterie e
invece favoriscono l'ossidazione del
colesterolo. L'80% delle persone colpite da
infarto non presenta livelli di colesterolo
elevati».
Come, dove e quando sarebbe iniziata questa
congiura ?
«Il colesterolo nel sangue è stato scoperto
nel 1812. Nello stesso secolo furono trovate
anche le placche nelle arterie coronarie. La
conclusione fu che il colesterolo alimentare
era la causa delle malattie coronariche.
Nel 1950 l'Associazione cardiologica
americana puntò il dito contro l'eccesso di
grassi animali nella dieta. Inutilmente il
dottor Dudley White, padre fondatore della
cardiologia, fece presente ai suoi
infervorati colleghi che l'infarto era
praticamente inesistente fino al 1900,
quando il consumo di uova era tre volte
superiore e non avevano ancora inventato gli
olii "leggeri", tipo quello di mais.
"Guardate", disse, "io ho cominciato la
professione di cardiologo nel 1912 e fino al
1928 ho visto un unico caso di infarto del
miocardio, nonostante i miei pazienti
mangiassero solo burro e lardo". Nessuno gli
diede retta. La teoria lipidica parve a
tutti plausibile, in special modo
all'industria farmaceutica. Di fatto a
smontarla sono le stesse statistiche
americane».
Sentiamo.
«Prenda il tasso di mortalità. Dal 1910 al
1970 è aumentato del 3.010%, dopodiche' dal
1970 al 1990 è diminuito. Eppure in questi
80 anni il consumo di colesterolo e di
grassi saturi è rimasto pressoché costante.
Altra statistica. Il consumo di grassi
animali è sceso dal 1910 al 1970 del 50%,
mentre quello totale di grassi e olii non ha
subìto variazioni di rilievo.
In compenso, per effetto della cospirazione
dietetica sostenuta dall'industria
agroalimentare, il consumo di olii vegetali
è cresciuto quasi del 400%.
Quindi tuttal più si può dire che questi
olii "buoni" hanno contribuito a
incrementare le morti da infarto. Ma c'è di
peggio».
Ormai sono pronto a tutto.
«Proteine e grassi non stimolano la
produzione di insulina. Invece zuccheri e
carboidrati sì, perciò l'organismo sviluppa
una dipendenza da essi in tutto e per tutto
simile a quella provocata dalla droga.
Zucchero chiama zucchero, pane chiama pane,
pasta chiama pasta. Le merendine hanno sui
nostri figli un effetto oppioide simile,
procurano cioè una dipendenza sia insulinica
che cerebrale: quando gliele togli, vanno in
crisi d'astinenza come i tossicomani. Con
tutti i sintomi correlati: mal di testa,
palpitazioni, ipotensione».
Non teme d'essere accusato di istigazione al
suicidio ?
(Ride). «La risposta non può essere
altrettanto scherzosa, considerata l'alta
incidenza di suicidi legata al calo della
colesterolemia. Gli studi evidenziano un
aumento sia dei suicidi che dei tumori nei
pazienti che assumono statine. Il
colesterolo è fondamentale nella regolazione
del tono dell'umore e nella protezione
contro il cancro».
Che rapporto ha con i farmaci ?
«Non li uso mai. Ma all'occorrenza prescrivo
anche gli antibiotici e il cortisone. Non
sono uno sciamano.
Mi considero un medico con la emme maiuscola
che s'ispira all'aureo principio del primum
non nocere, parto dai rimedi che fanno meno
male, a cominciare da quelli naturali».
Pensa davvero che in natura esistano tutti i
principi attivi indispensabili per
mantenerci in buona salute ?
«Di sicuro ce ne sarebbero ancora molti da
scoprire, ma le multinazionali del farmaco
non hanno interesse a farlo. Rendono di più
le molecole, che una volta messe a punto si
possono brevettare.
Il 90% delle malattie che non richiedono l'intervento del chirurgo si
curano con la
medicina
naturale, questo è sicuro».
Dieci anni fa il 55% della popolazione
americana diventò grassa da un giorno
all'altro, contro l'11-13% precedente. Il
National heart, lung and blood Institute
aveva deciso di ridurre la soglia
dell'obesità. Obbedì alle industrie che
vendono medicinali contro la dislipidemia ?
«Fino a 25 anni fa l'ipercolesterolemia
riguardava gli uomini di mezza età con un
valore oltre 240. Dopo la Cholesterol
consensus conference del 1984 i parametri
cambiarono: sia maschi che femmine con
colesterolo sopra i 200milligrammi per
decilitro di sangue andavano curati. Di
recente il limite è stato ulteriormente
abbassato a 180. In America 36 milioni di
persone assumevano farmaci per il controllo
del colesterolo; adesso si aggiungeranno 7
milioni di nuovi pazienti. Il fatturato di
questo tipo di medicinali già nel 2003
ammontava a 26 miliardi di dollari. Esporti
il dato a livello planetario, lo aggiorni e
mi dica lei quale altro business più
redditizio si poteva inventare. Piccolo
particolare: 6 dei 9 esperti di colesterolo
dell'Associazione cardiologica americana che
hanno stilato le nuove linee guida sono
stati accusati d'aver intascato soldi dalle
multinazionali del farmaco».
Sempre negli Usa cinque anni fa gli enti
governativi hanno cominciato a definire
preipertesi i pazienti che presentano valori
pressori compresi tra 89 e 80 di minima.
Quindi la pressione normale sarebbe quella
al di sotto della soglia degli 80.
«Questo significa che 45 milioni di europei
andrebbero trattati con farmaci contro
l'ipertensione. Eppure una pressione intorno
ai 90 di minima e ai 140-145 di massima
contribuisce a irrorare meglio il cervello
degli anziani».
Grassi assolti anche per l'ipertensione.
«Milano è la capitale italiana
dell'ipertensione. Nell'industriosa e
frenetica Lombardia il 33% dei cittadini è
iperteso, contro una media nazionale del
25%. C'entra il colesterolo oppure lo stile
di vita ?».
C'è qualcosa che è bandito dalla sua tavola
?
«La margarina. Un non cibo. Un cibo
inventato, altamente processato, fatto con
oliacci schifosi. Molto ma molto meglio il
burro o lo strutto. Ma va' a spiegarlo al
consumatore, che quando vede scritto fra gli
ingredienti "grassi vegetali" crede di
trovarsi di fronte a un cibo sano,
naturale».
Della
dieta mediterranea che cosa pensa ?
«Non è mai esistita. Un artefatto di menti
fantasiose per vendere prodotti "made in
Italy". Basta andare in Calabria a vedere
che cosa fanno del maiale: si mangiano pure
le orecchie. Oggi il pesce è forse una delle
principali fonti alimentari di metalli
pesanti e sostanze chimiche tossichee
cancerogene».
Credevo fosse ricco di omega 3.
«Solo il pesce azzurro, non certo il
branzino o l'orata. Purtroppo però i pesci
più grassi sono anche quelli che accumulano
più mercurio, policloruro bifenile e
diossina».
Tutto ciò che piace agli uomini fa male alla
salute.
Come si spiega ?
«L'uomo non si nutre solo per la
sopravvivenza ma anche per il piacere. Il
che ci porta spesso a fare scelte dannose
per la salute. L'animale per istinto mangia
solo ciò che gli fa bene. L'uomo può
scegliere fra bene e male anche a tavola».
By Stefano Lorenzetto
(409. Continua ) By
stefano.lorenzetto@ilgiornale.it
Commento NdR: Noi, come specialisti in
Medicina
Naturale, consigliamo a tutti i
Vegetariani di nutrirsi
almeno una volta alla settimana e con parsimonia, di
qualche alimento con proteine animali, preferendo: uova,
pesce, e/o carne di animali piccoli (come stazza, meglio i
volatili). Ma
ricordiamo sopra tutto di ridurre il latte ed i formaggi dalla
propria alimentazione.
L'alimentazione
e' alla base di ogni tipo di malattia, che
non derivi da traumi, avvelenamenti o da
farmaci e
vaccini,
mangiate quindi POCHI carboidrati,
aumentate la
frutta e le verdure fresche (crude) ed
eliminate i dolci - mangiate proteine
animali (meglio pesce e carne di uccello e
pochi formaggi) di tanto in tanto e siate
tendenzialmente
vegetariani !
vedi:
Consigli Alimentari
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Sospetto
rischio tumori per farmaco anticolesterolo
- Si tratta di una combinazione di due
molecole.
WASHINGTON - Lug. 2008 - Un popolare farmaco anti-colesterolo usato da
circa tre milioni di persone nel mondo potrebbe
aumentare i rischi di tumore. Venduto negli Usa
con il nome commerciale di «Vytorin», il
prodotto unisce i principi attivi di due diversi
farmaci: la simvastatina e l'ezetimibe.
Le statine vengono usate da lungo tempo e
considerate sicure per la salute, i sospetti dei
ricercatori si appuntano per ora quindi sul
secondo principio attivo.
La ricerca condotta
all'università norvegese Ulleval, ha
studiato 1.873 pazienti sofferenti alle valvole
cardiache per verificare se il trattamento fosse
in grado di diminuire la necessità di interventi
chirurgici. Ma i risultati ottenuti dagli
scienziati non hanno evidenziato alcun beneficio
in termine di minor ricorso ad operazioni tra i
pazienti che prendevano il farmaco. Inoltre, tra
questi malati, 102 hanno sviluppato tumori,
contro 67 nuovi casi di cancro registrati tra i
volontari che prendevano invece il placebo
(farmaco finto utilizzato come termine di
paragone).
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PEDIATRI italiani: NO ai FARMACI
ANTICOLESTEROLO ai BAMBINI
(AGI)
- Roma Lug. 2008 - No ai farmaci anticolesterolo
per i bambini.
La Societa' Italiana di Pediatria non ritiene
che in Italia, allo stato attuale, ci sia
ragione di allinearsi alla scelta dell'American
Academy of Pediatrics che ha di recente inserito
nelle sue linee guida la raccomandazione per
l'utilizzo di farmaci ad hoc per controllare il
colesterolo (le statine), anche per i bambini di
8 anni. "Innanzitutto - spiega il
Presidente della SIP Pasquale Di Pietro -
nonostante il fenomeno dell'obesita' infantile
con le sue conseguenze (tra le quali l'aumento
di colesterolo) sia in forte crescita anche in
Italia, non siamo, per fortuna, ai livelli
'epidemici' degli Stati Uniti.
A questo si aggiungono una serie di altre
obiezioni di tipo medico e scientifico. Il
controllo del colesterolo (e non solo) per
ridurre il rischio di obesita' e'
importantissimo, ma da qui all'impiego
sistematico nei bambini di farmaci, come le
statine, non privi di rischi gravi, passa molta
strada. Prima di aprire anche in Europa all'uso
delle statine - prosegue Di Pietro -
occorrono seri studi di efficacia, tossicita' e
sicurezza in pediatria.
L'importante e' l'identificazione dei dosaggi
adeguati, la selezione dei soggetti in cui
davvero il rapporto beneficio/rischio faccia
preferire l'uso del farmaco. Questo anche in
considerazione - conclude il Presidente
della SIP - che le scelte terapeutiche di
prima linea contro l'obesita' sono altre, come
le corrette abitudini alimentari e lo sport".
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