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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


CIRCOLAZIONE e PRESSIONE SANGUIGNA  -  Microcircolazione
 

Apparato Cardiovascolare:
Un gruppo di studio del Rowett Research Institute in Scozia ha trovato che  la sostanza gialla intorno ai semini dei pomodori ha il potere di ridurre del 72% l'aggregazione piastrinica. 
Che significa ? Riduzione del rischio di coaguli e prevenzione delle malattie cardiovascolari !
Il consiglio è di mangiare quindi 3 o 4 pomodori al giorno cotti o crudi senza scartare il loro prezioso contenuto.

Errore: non si devono mangiare i pomodori (specie cotti e con la pelle) tutti i giorni perche' essi acidificano le digestioni e quindi procurano alterazione del pH intestinale e nel tempo proliferazione dei funghi per l'alterazione della flora che interviene ogni qual volta si altera il pH e non succede solo questo....

Utilizzare invece solo i semi (se possibile quelli selvatici ed in poca quantita' giornaliera) provenienti da coltivazioni biologiche !

Circolazione sanguigna: e' la funzione dell'apparato cardiovascolare - Arteriosclerosi
Universalmente conosciuta l’importanza della Circolazione e i gravi problemi che possono derivare dal difettoso funzionamento di questo sistema. Circa 96.000 Km di vasi irrigano le cellule del corpo umano trasportando ossigeno e elementi nutritivi principalmente, ma anche tossine da eliminare, ormoni, cellule di difesa ,………..
Tra le principali patologie circolatorie prenderemo in esame Arteriosclerosi e Aterosclerosi che sono fra le più frequenti cause di morte nei paesi industrializzati.
vedi: Depurazione del sangue
Il precursore di tutte le
malattie e' la emo-viscosità o viscosità del sangue.
La viscosità e' la resistenza di un fluido al flusso e per quanto concerne il sangue, dipende dal contenuto e dalla qualita' dei globuli rossi, dall’aggregazione e dalla deformabilita’ eritrocitaria, dalla viscosita’ del plasma e, in maniera inversamente proporzionale, dalla velocita’ del flusso, ma essa dipende soprattutto dall'alimentazione; la viscosita e qualita' del sangue si mantiene i modo salubre SOLO con l'alimentazione CRUDISTA.
Non lo sono di certo i batteri affamati di sporco, nostri angeli custodi, e non certo la morta e defunta proteina virale, non certo gli eicosanoidi e i viscidi Omega3, non certo la vitamina B12, non certo il ributtante Ferro-Eme; non certo il coenzima Q10, non certo le integrazioni mineral-vitaminiche di sintesi, non certo l’acido alfa-lipoico o tiotico, servono al ripristino ed al mantenimento della salute e della vitalità.
Esiste solo un fattore-chiave che nessuno ama citare per questa ansia generalizzata verso l’efficienza psico-fisica, e questo fattore-fondamentale si chiama fluidità del sangue. E' come dire che il precursore di tutte le malattie umane e' uno solo, ed e' l'appropriata viscosita' del sangue che deve essere mantenuta tale da una dieta Crudista..


vedi:
Cuore
+ Ipertensione e flora batterica + Scoperti due nuovi Gruppi sanguigni + Aterosclerosi + Ipertensione + Musicoterapia + Colesterolo arteriosclerosi + Circolazione, depurazione  + Cure per Fegato + Osservazione al microscopio del sangue + Sangue succo peculiare + Sangue e' luce + Porfiria +  Memoria del Sangue

Perché il sangue non si attacca nelle pereti interne delle arterie ?
Il sangue ha questa brutta abitudine di attaccare in giro. Ti ricordi quando si sanguinare, il sangue viene versato su qualsiasi superficie dove capita: tuttavia, non si attacca alla parete delle arterie.
Questo miracolo permanente è dovuto ad un sottile strato di cellule chiamate "epitelio", che copre dentro le arterie. Esse producono un anticoagulante che consente al sangue di scorrere come acqua su una papera, impedendogli di aderire alla parete.
Purtroppo, il fumo, i radicali liberi (molecole cannibali), omocisteina (una sostanza infiammatoria), cattiva alimentazione, stile di vita sedentario, attaccano costantemente l'epitelio delle arterie. Quando l'epitelio è danneggiato, le piastrine si possono aggrappare alle pareti e formare un piccolo coagulo.


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A
ugust Krogh, dopo molti anni di studio, ha trovato che i capillari sono dilatati o contratti a seconda della quantità di sangue necessaria del tessuto. Ha inoltre condotto ricerche sulla respirazione cellulare e sul sistema circolatorio ed inventato un microtonómetro per misurare la tensione di ossigeno e anidride carbonica nel sangue arterioso.
Da queste indagini, Krogh ha sviluppato uno schema generale del sistema capillare (microcircolazione), ed il suo meccanismo normativo in cui i nervi sono coinvolti, anche come ormoni. I suoi studi sul metabolismo, sulla fisiologia della respirazione e della circolazione e, soprattutto, quelli sul meccanismo di regolazione vasomotoria dei capillari sanguigni, nel 1920 gli valsero il premio Nobel per la medicina o la fisiologia.

Nei fatti egli descrive la "nascita della malattia" come un'alterazione della circolazione sanguigna nei microvasi, la quale alterando la funzionalita' cellulare, ne altera il suo metabolismo.

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TESSUTO VASCOLARE -
Livello superiore - Cellula
Organizzazione in tessuti, organi e sistemi
E' rappresentato dai liquidi circolanti, più specificatamente da sangue e linfa: la sua funzione è quella di irrorare i tessuti e gli organi del corpo di un essere vivente, trasportandovi ossigeno e sostanze nutritive e prelevandovi sostanze di rifiuto del metabolismo e della respirazione, oltre che a partecipare alla difesa dell'organismo costituendo con la sua parte corpuscolata il sistema immunitario.  Sangue e linfa sono costituiti da un plasma liquido contenente cellule libere:  queste ultime rappresentano appunto la cosiddetta parte corpuscolata, comprendente le cellule della serie bianca, cioè i leucociti o globuli bianchi, e le cellule della serie rossa, cioè gli eritrociti o globuli rossi.
Sono conosciuti diversi tipi di leucociti: linfociti, granulociti , monociti, e tutti svolgono la loro attività principale nei tessuti. 
Quelli che vengono osservati nel torrente circolatorio solitamente si stanno trasferendo dai siti di origine verso il midollo, la milza o le strutture linfoidi nei tessuti.
I linfociti, provenienti da milza, timo e linfonodi, sono più comuni nei vasi linfatici e nei linfonodi interposti lungo il loro percorso. 
Essi sono privi di attività ameboide, e  svolgono un'azione difensiva partecipando alle reazioni immunitarie, trasformandosi in cellule produttrici di anticorpi, le quali sintetizzano le gammaglobuline.

 

I granulociti, provenienti dalle cellule reticoloendoteliali all'esterno dei capillari del midollo osseo, si trovano nella corrente sanguigna ed intorno ai tessuti.  Si dividono in granulociti neutrofili, eosinofili e basofili.  Dotati di capacità ameboide, sono in grado di uscire dai vasi sanguigni e di penetrare nei tessuti, dove intervengono contro le infezioni, eliminando le sostanze estranee. In particolare i granulociti neutrofili sono fagociti attivi (dal greco phagein = mangiare e kytos = cellula) che proteggono dalle infezioni causate da batteri, eliminandoli tramite fagocitosi.
I granulociti eosinofili e basofili intervengono nelle reazioni immunitarie.
-I monociti provengono dalla milza e dal midollo osseo.  Anch'essi dotati di capacità ameboide e fagocitica, possono come i granulociti abbandonare il torrente circolatorio per passare nei tessuti.
Un'altra componente corpuscolata del sangue è costituita dalle piastrine, che derivano dalla frammentazione dei megalocariociti presenti nel midollo osseo.  Esse hanno una forma più o meno discoidale e forniscono la sostanza necessaria alla coagulazione del sangue:  infatti, quando un vaso sanguigno viene leso, le piastrine si aggregano e si disintegrano, liberando tromboplastina, la sostanza cioè che inizia il processo di coagulazione.  La tromboplastina, combinandosi con gli ioni calcio sempre presenti nel plasma, agisce sulla protrombina, un'altra
proteina plasmatica (sintetizzata dal fegato grazie alla vitamina K), per produrre trombina.
La trombina agisce su di un'altra proteina plasmatica, il fibrinogeno, convertendola in fibrina, la quale si trasforma in una massa di fibre sottili che bloccano i corpuscoli del sangue, formando così il coagulo.
-Gli eritrociti o globuli rossi sono prodotti principalmente dal midollo rosso.  Sono deputati al trasporto dell'ossigeno ai vari distretti del corpo ed al prelievo dell'anidride carbonica, prodotto di rifiuto della respirazione, per la sua eliminazione.
La funzione del trasporto dell'ossigeno viene svolta grazie alla presenza negli eritrociti dell'emoglobina, una proteina coniugata contenente ferro.  La sua molecola è globulare ed è formata da quattro subunità, ciascuna delle quali è costituita da un gruppo prostetico, detto eme, coniugato ad una
catena polipeptidica.
L'eme è un derivato porfirinico (anello tetrapirrolico) contenente al centro un atomo di ferro.  I quattro polipeptidi, chiamati nella loro totalità globina, sono uguali a due a due, e nell'uomo sono detti rispettivamente catena alfa e catena beta.  L'emoglobina lega l'ossigeno a livello degli alveoli polmonari in corrispondenza del ferro dell'eme, diventando così ossiemoglobina.
Il sangue così ossigenato passa nel circolo generale, distribuendosi a tutti i tessuti, dove l'ossigeno viene liberato.  Contemporaneamente, l'anidride carbonica proveniente dal metabolismo ossidativo delle cellule viene trasportata in direzione opposta fino ai polmoni.  L'anidride carbonica è trasportata nel sangue sotto tre forme: una piccola quantità (circa il 10%) viene trasportata sotto forma di anidride carbonica  fisicamente disciolta nel plasma;  la  maggior  parte  (circa  il 70%)  sotto forma di bicarbonati trasportati sia negli eritrociti che nel plasma;  una terza quantità (circa il 20%)  come un composto di combinazione con un gruppo aminico della globina (detto perciò carbamino-emoglobina) e con gruppi aminici delle proteine plasmatiche. 
I globuli rossi circolanti hanno una vita media di 120 giorni.  Al termine della loro vita subiscono un processo di invecchiamento che provoca modificazioni nella loro struttura relative soprattutto alla membrana cellulare, a causa dei quali vengono riconosciuti e captati dalla milza (e in minor misura da fegato e midollo osseo) dove sono fagocitati dai macrofagi del sistema reticolo-istocitario. 
La globina viene degradata in aminoacidi e l'eme si trasforma nel pigmento biliare bilirubina, che viene secreto dal fegato nel duodeno.  Il ferro dell'eme  viene depositato invece nel citoplasma dei macrofagi sotto forma di complessi che vengono formati con le proteine ferritina ed emosiderina, e può essere ceduto agli eritroblasti che lo riutilizzano per la sintesi di nuova emoglobina. 
Gli eritrociti nella maggior parte dei mammiferi sono tondeggianti, biconcavi e privi di nucleo; negli altri vertebrati sono ovoidali, biconvessi e privi di nucleo.  La forma biconcava e priva di nucleo presente nella maggior parte dei mammiferi, compreso l'uomo, sembra rappresentare uno stratagemma evolutivo, in quanto assicura la massima efficienza consentendo una rapida diffusione di ossigeno e/o anidride carbonica all'interno della cellula.  Infatti un elemento biconcavo possiede, a parità di volume, una superficie maggiore per unità di contenuto di quella di un elemento sferico, oltre al fatto che la sua parte centrale risulta più vicina alla superficie.
In generale  le funzioni svolte dal sangue sono numerose, e possono essere qui di seguito riassunte:
1) Trasporta ossigeno dagli organi dei sistemi respiratori ai tessuti, e preleva anidride carbonica dai tessuti stessi trasportandola in senso inverso fino agli organi respiratori, dove viene eliminata.
2) Trasporta acqua e sostanze nutritive provenienti dagli alimenti elaborati dall'apparato digerente ai tessuti dei vari organi.
3) Trasporta sostanze nutritive accumulate da un organo, o da un tessuto, ad un altro quando è necessario.
4) Trasporta rifiuti organici, sali minerali in eccesso in soluzione, e acqua, agli organi del sistema escretore.
5) Trasporta gli ormoni dalle ghiandole dove sono prodotti ai siti bersaglio.
6) Trasporta gli anticorpi per la difesa dell'organismo durante la risposta immunitaria.
7) Regola il pH dei tessuti  entro stretti limiti per mezzo dei tamponi quali i fosfati e i bicarbonati, mantenendo un pH relativamente costante di 7,35- 7,4.
8) Mantiene il bilancio idrico fra i tessuti e le strutture deputate all'escrezione, svolgendo questo compito con una tale rapidità che il suo contenuto idrico non varia in maniera apprezzabile in un individuo in salute.
9) Negli uccelli e nei mammiferi, animali a sangue caldo, cioè omeotermi, serve a mantenere la temperatura del corpo entro stretti limiti, distribuendosi in maniera differenziale fra gli organi interni e la superficie del corpo.
E' il sangue contenuto nei capillari  a svolgere la funzione di scambio di sostanze nutritive e prodotti finali del metabolismo, e ciò avviene nella linfa, il liquido tessutale, che si raccoglie nei canali interstiziali che si trovano fra capillari e cellule. 
La linfa è un filtrato di plasma, cioè un liquido formatosi dall'efflusso dell'acqua e dei soluti attraverso la parete dei capillari, promosso all'estremità arteriosa dei capillari dalla pressione idrostatica dovuta all'azione del cuore, mentre le proteine plasmatiche restano nei capillari perchè le loro notevoli dimensioni molecolari ne impediscono la diffusione.  Comunque non c'è una perdita continua di plasma nel sangue perchè la pressione idrostatica è contrastata dalla pressione osmotica che fa entrare l'acqua nei capillari: infatti la concentrazione dell'acqua è maggiore nella linfa rispetto al  sangue a causa delle proteine trattenute nei capillari, per cui l'acqua fluisce all'interno trasportando con sè soluti a cui le pareti dei capillari sono permeabili.  All'estremità venosa dei capillari la situazione si inverte, in quanto la pressione idrostatica è inferiore a quella osmotica, e quindi si ha un movimento netto di acqua e soluti verso l'interno.
Oltre ad essere trasportati dal movimento osmotico dell'acqua i soluti si muovono per diffusione passiva in direzioni determinate dai loro gradienti di concentrazione.  Per esempio, quando il glucosio è utilizzato dalle cellule dei muscoli durante l'attività muscolare, la sua concentrazione nella linfa scende rispetto a quella del sangue, e quindi il glucosio presente nel sangue diffonde nella linfa. 
La diffusione si ha anche tra cellule e linfa, con la differenza però che le cellule sono capaci anche di trasporto attivo
. Oltre che con questo tipo di processo la linfa viene restituita al sangue anche grazie al sistema linfatico, costituito appunto da vasi linfatici (con pareti sottili e provvisti di valvole) che si trovano fra cellule e capillari. 
Il sistema linfatico trasporta il liquido in un solo verso, dai tessuti al sangue e al cuore, grazie all'azione esercitata dai muscoli sui vasi linfatici e alle variazioni della pressione toracica determinata dalla respirazione, mentre le valvole linfatiche ne impediscono il reflusso.  E' essenziale  nel mantenere il volume sanguigno.  Lungo i vasi linfatici si trovano numerosi linfonodi che, oltre a produrre linfociti, difendono l'organismo dalle infezioni intercettando gli organismi patogeni.
Tratto da: ispesl.it

Commento NdR: Inoltre ripetiamo alcuni concetti visti da altre angolazioni e livelli, siccome le pareti dei vasi sanguigni (arterie e vene) sono composte da particolari tessuti, questi quando sono,  dagli insulti vaccinali ed altro, (come scritto nella premessa introduttiva), investiti anch'essi dalle intossicazioni cellulari e/o tissutali ed  infiammazioni (vasculite), la conseguenza e' anche il rallentamento in esse del flusso sanguigno, quando addirittura non compaiono, nella microcircolazione sanguigna di certi tessuti, in certi organi,  delle micro ischemie od in certi casi anche di fenomeni trombosici (piu' o meno intensi), le cui cause sono riconducibili essenzialmente alla cosiddetta triade di Virchow: stasi del circolo - vedi sotto: (SC) -, lesione endoteliale del tessuto epiteliale e alterazioni della coagulazione del sangue, per le tossine introdotte, soprattutto con i vaccini !
Poichè le pareti dei tessuti di cui parliamo, compongono i tubicini delle arterie e delle vene dei vasi sanguigni, queste pareti non sono rafforzate da muscoli, ne' da altro, quindi queste possono facilmente perdere il loro normale "tono", quando il sangue che scorre al loro interno ed il
flusso ematico vengono rallentati.
Un esempio: le vene varicose sono l'indicazione piu' nota e facilmente visibile, sulla pelle, di questo evento, ma cio' avviene e/o puo' avvenire, anche all'interno di qualsiasi altro tipo di tessuto od organo dell'organismo, dato che la circolazione sanguigna e di conseguenza anche la microcircolazione e' sempre presente in ogni tipo di tessuto.
 - vedi: Semeiotica Biofisica + Danni dei Vaccini Psico-fisici

(SC) Stasi del Circolo a vari stadi, prevalentemente nella circolazione sanguigna, fino al
microcircolo:
Nello stadio I, o dell’irritazione, prevalgono i fenomeni compressivi con stasi venosa ed edema.
L'edema (dal greco οίδημα, gonfiore) è un accumulo di liquidi corporei (di qualsiasi tipo) in certi "spazi" interstiziali dell'organismo.
Nello stadio II, o dei deficit,  si determina un aumento della pressione interstiziale con stasi del microcircolo.
Nello stadio III, o delle paralisi, si realizza una piu' o meno grave ischemia.
Se tutte o parte delle cellule nervose si trovano in uno stato di media eccitazione per i punti indicati qui sopra, ed eccitano i propri prolungamenti nervosi (cilindrassi), l'intera immensa rete costituisce uno stato di eccitazione, a seconda della zona del tessuto neuronale investita dalle tossine vaccinali, droghe, farmaci, cibi tossici, acque malsane, alcol, ecc.
In particolare le  tossine aggrediscono alcune terminazioni nervose proprie del cervello, dando prima dei sintomi di eccitazione = agitazione psichica, intenso stress, con alterazione delle sinapsi neuronali e quindi dei circuiti che formano e formeranno nel lattante la personalita’.

Un esempio importante:
J Cereb Blood Flow Metab. 2013 Sep 18. doi: 10.1038/jcbfm.2013.161. [Epub ahead of print] Cerebral arterial bolus arrival time is prolonged in multiple sclerosis and associated with disability.
Paling DThade Petersen ETozer DJAltmann DRWheeler-Kingshott CAKapoor RMiller DHGolay X.
Sourc: Department of Neuroinflammation, UCL Institute of Neurology, Queen Square MS Centre, London, UK.

Abstract

Alterations in the overall cerebral hemodynamics have been reported in multiple sclerosis (MS); however, their cause and significance is unknown. While potential venous causes have been examined, arterial causes have not. In this study, a multiple delay time arterial spin labeling magnetic resonance imaging sequence at 3T was used to quantify the arterial hemodynamic parameter bolus arrival time (BAT) and cerebral blood flow (CBF) in normal-appearing white matter (NAWM) and deep gray matter in 33 controls and 35 patients with relapsing- remitting MS. Bolus arrival time was prolonged in MS in NAWM (1.0±0.2 versus 0.9±0.2seconds, P=0.031)and deep gray matter (0.90±0.18 versus 0.80±0.14seconds, P=0.001) and CBF was increased in NAWM (14±4 versus 10±2mL/100g/min, P=0.001).
Prolonged BAT in NAWM (P=0.042) and deep gray matter (P=0.01) Alpha were associated with higher expanded disability status score. This study demonstrates alteration in cerebral arterial hemodynamics in MS. One possible cause may be widespread inflammation. Bolus arrival time was longer in patients with greater disability independent of atrophy and T2 lesion load, suggesting alterations in cerebral arterial hemodynamics may be a marker of clinically relevant pathology.Journal of Cerebral Blood Flow & Metabolism advance online publication, 18 September 2013; doi:10.1038/jcbfm.2013.161.
PMID: 24045400 - [PubMed - as supplied by publisher]


Abstract (sintesi)
Alterazioni complessive nell’emodinamica cerebrale sono stati riportati nella Sclerosi Multipla (SM), tuttavia, la loro causa e il loro significato sono sconosciuti. Mentre non sono state esaminate le possibili cause venose, ed arteriose. Questo studio dimostra solo un'alterazione emodinamica delle arterie cerebrali nella sclerosi multipla. Una possibile causa potrebbe essere l'infiammazione diffusa.
Tratto da: Journal di Cerebral Blood Flow & Metabolism pubblicazione online, 18 settembre 2013, doi: 10.1038/jcbfm.2013.161
PMID: 24045400 - [PubMed - come fornito dalla casa editrice]

Commento NdR:
Non poteva che essere cosi, in quanto le arterie, le vene ed il
microcircolo, essendo dei tubi con le pareti di essi fatte da tessuti e quindi dalle cellule che li compongono che li alimentano per mantenerli funzionali al loro scopo, di trasportane il sangue alle giuste velocita’ e quantita' per mantenere sano l’organismo.

Quando per, alimentazione inadatta o contaminata, utilizzo di Vaccini e/o farmaci o di amalgami dentali e/o protesi non adatte, la funzione cellulare essa viene ad essere compromessa, in quel tipo od altri tipi di tessuti, ecco che le cellule ivi residenti si troveranno in situazioni di malfunzione, cioe’ in uno stato di metabolismo alterato e di stress ossidativo che si ripercuote sul tessuto interessato, infiammandolo e non mantenendo il tessuto nelle sue opportune e giuste funzionalita' operative.
In questo caso specifico, si tratta di una infiammazione che restringe il diametro interno del tubo, dell’arteria, vena e/o vaso sanguigno e quindi la velocita’ del transito e la quantita’ del flussi di sangue in quello specifico tratto, viene ad essere alterata compromettendo la funzionalita’ cerebrale piu’ o meno intensamente, con le conseguenze del caso ritrovato anche e non solo nella Sclerosi Multipla.

 

Per inciso questa e' la semplice e chiara eziopatogenesi: l'eziopatogenesi o etiopatogenesi, in medicina, è l'analisi del processo di insorgenza di una patologia e del suo sviluppo (patogenesi), con particolare attenzione alle sue cause (eziologia); il termine deriva dalla fusione di eziologia e patogenesi.di QUALSIASI sintomo chiamato impropriamente malattia dai medici della medicina allopatica.

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Stress: scoperto il meccanismo che porta a ictus e infarto – 27/06/2014Scienziati americani hanno svelato la stretta correlazione tra stress e infarto o ictus. A dimostrarlo uno studio della Harvard medical school, di Boston.

Secondo i ricercatori la connessione sarebbe identificabile con una sovrapproduzione di globuli bianchi. "Se ve ne sono troppi, o sono nel posto sbagliato, possono essere dannosi”, hanno spiegato gli autori dello studio.
Gli scienziati sono riusciti a dimostrare le modalità con cui lo stress cronico porta ad infarto e ictus.
La tensione emotiva infatti innesca una sovrapproduzione di anticorpi quali i globuli bianchi che possono essere dannosi se in eccesso. Le cellule in eccedenza si ammassano sulle pareti interne delle arterie, limitando il flusso sanguigno e favorendo la formazione di coaguli che bloccano la circolazione o rompono i vasi e sfociano in un’altra parte del corpo.
I globuli bianchi “sono fondamentali per combattere le infezioni e favorire la guarigione, ma se se ne hanno troppi, o sono nel posto sbagliato, possono essere dannosi,” ha spiegato Matthias Nahrendorf della Harvard Medical School di Boston.
Da tempo, i medici sono ben consapevoli che lo stress cronico porta a malattie cardiovascolari. Ma finora non era mai stato del tutto chiaro il meccanismo.
Per scoprire le cause, Nahrendorf e un team di ricercatori hanno studiato le condizioni di 29 medici che lavorano in un’unità di terapia intensiva. Il loro ambiente di lavoro è considerato un modello per l’esposizione cronica da stress, dato il ritmo veloce e le gravose responsabilità che portano le decisioni tra la vita e la morte.
Confrontando i campioni di sangue prelevati durante le ore di lavoro e le incombenze, così come i risultati dei questionari di percezione dello stress, i ricercatori hanno scoperto un legame tra stress e sistema immunitario. In particolare, hanno notato che lo stress attiva le cellule staminali del midollo osseo, che a sua volta innescano una sovrapproduzione di globuli bianchi, chiamati anche leucociti.
I globuli bianchi, cruciali nella guarigione delle ferite e contro le infezioni, possono se in eccesso causare conseguenze devastanti per le persone con malattie come l’arteriosclerosi, un ispessimento delle pareti delle arterie causata da un accumulo di placca.
Lo stesso studio è stato poi replicato su topi da laboratorio, scoprendo che i globuli bianchi in eccesso sono prodotti come conseguenza dello stress accumulato all’interno delle arterie e la crescita potenziata della placca.
“Qui, le cellule rilasciano enzimi che ammorbidiscono il tessuto connettivo e portano alla rottura della placca”, ha detto Nahrendorf. “Questa è la tipica causa di infarto miocardico (attacco cardiaco) e ictus”.
Tratto da: bergamosera.com

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AUTOREVOLE STUDIO, SCOPRE la PRESENZA di MALATTIE CEREBROVASCOLARI in TUTTE le MALATTIE NEUROVEGETATIVE - 23 Ott. 2013
PERELMAN SCHOOL OF MEDICINE / UNIVERSITY OF PENNSYLVANIA HEALTH SYSTEM - COMUNICATO STAMPA - 9 LUGLIO 2013

La Presenza di malattie vascolari segnalate in tutte le diverse malattie neurodegenerative.
Philadelphia, USA - I ricercatori della Scuola di Medicina di Perelman all'Università della Pennsylvania hanno scoperto che, attraverso una varietà di malattie neurodegenerative, malattie cerebrovascolari, aumenta la circolazione del sangue nel cervello è stata significativamente associata con demenza.
I ricercatori sostengono che le persone che presentano già le caratteristiche cliniche della malattia di Alzheimer e altri deficit di memoria possono beneficiare di terapie efficaci attualmente disponibili per ridurre i problemi vascolari. 
Pertanto, la gestione precoce dei fattori di rischio vascolari, come la pressione alta e colesterolo, e l'adozione di una dieta 'sana del cuore', così come l'esercizio fisico e altri stili di vita nella mezza età può ritardare o prevenire l'insorgenza della demenza dovuta al morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson. 

Il Centro per la ricerca sulle malattie neurodegenerative - Perelman School of Medicine presso l'Università della Pennsylvania - University of Pennsylvania Health System
Il legame tra la malattia cerebrovascolare era più forte con la malattia di Alzheimer - rispetto ad altre malattie neurodegenerative tra cui la degenerazione frontotemporale lombare, il morbo di Lou Gehrig o SLA e morbo di Parkinson - e ha avuto l'effetto più pronunciato nei pazienti di più giovane Alzheimer, secondo lo studio, pubblicato sulla 10 luglio questione di cervello .
"Mentre non vi era prova già a suggerire che la malattia vascolare potrebbe svolgere un ruolo nella malattia neurodegenerativa, questo è il primo studio per confrontare il peso delle malattie vascolari attraverso le malattie neurodegenerative con multiple, distinte o diverse origini", ha detto l'autore senior John Q. Trojanowski , MD, PhD , direttore del National Institute on Aging-finanziato malattia Nucleo Centro di Alzheimer presso l'Università della Pennsylvania e professore di Patologia e Medicina di Laboratorio. "Siamo stati sorpresi di trovare un forte legame con le malattie vascolari nella malattia di Alzheimer, soprattutto nei pazienti più giovani, in confronto a soggetti con altre malattie neurodegenerative."
Penn ed i ricercatori hanno analizzato 5715 casi dal Centro di Coordinamento del National Alzheimer (CCNA) banca dati, che sono stati raccolti da 35 centri di Alzheimer NIA-finanziati passato e presente attraverso gli Stati Uniti da CCNA è stato avviato nel 1999. Questo è il primo studio per confrontare la presenza di malattia cerebrovascolare attraverso l'intero spettro di malattie neurodegenerative.
Quasi il 80 per cento dei più di 4600 pazienti con malattia di Alzheimer hanno mostrato un certo grado di patologia vascolare - definito come vasi induriti o bloccati sangue, morte dei tessuti a causa della mancanza di afflusso di sangue, o emorragia - nel cervello, rispetto al 67 per cento nel controllo gruppo di persone senza cervello notevole patologia di malattia, e il 66 per cento nel gruppo di patologia del Parkinson. 
"In assenza di terapie modificanti la malattia di cambiare il corso del morbo di Alzheimer e di Parkinson, ci auguriamo che l'uso diligente dei trattamenti esistenti per le condizioni vascolari e l'attuazione di campagne di promozione di stili di vita sani nei giovani e persone di mezza età può avere un impatto positivo sulla prevenire o ridurre i sintomi della demenza nella malattia di Alzheimer e il morbo di Parkinson ", ha detto l'autore dello studio, Jon B. Toledo, MD, ricercatore post-dottorato presso l'Università della Pennsylvania Perelman School of Medicine.

Lo studio ha implicazioni dal punto di vista della salute pubblica e per la progettazione di coorti di studi clinici che meglio rappresentano la popolazione di persone con deficit cognitivo. Inoltre, i farmaci testati per la malattia di Alzheimer e altre demenze correlate dovrebbero prendere in considerazione l'impatto della frequente presenza coincidente di malattie cerebrovascolari sulla risposta al trattamento di nuove terapie per il morbo di Alzheimer, come le prove più attuali escludono pazienti con fattori di rischio vascolari o malattie cardiovascolari. Data la prevalenza di problemi vascolari, i ricercatori fanno notare che questo grande sottogruppo di pazienti affetti da demenza dovrebbe essere incluso in studi clinici per rappresentare con precisione la vera popolazione si occupano di queste malattie neurodegenerative, o, per lo meno in considerazione quando predire l'impatto clinico sui pazienti in un vero e proprio della popolazione mondiale.

Gli altri membri del gruppo di studio Penn includono Steven Arnold, MD, co-direttore del Penn Alzheimer Disease Nucleo Center e Murray Grossman, MD, EDD, direttore del Centro Malattie frontotemporale Penn, Kevin Raible e JohannesS Brettschneider dal Centro per la ricerca sulle malattie neurodegenerative e Sharon Xie, del Dipartimento di Biostatics ed Epidemiologia. Colleghi al Centro di coordinamento del National Alzheimer presso l'Università di Washington hanno contribuito a questo rapporto.

Il Finanziamento è stato fornito dal National Institute on Aging (U01 AG016976 e P30 AG010124), con il sostegno aggiuntivo della Fundacion Alfonso Martin Escudero.

Medicina di Penn è uno dei principali centri medici accademici di tutto il mondo, dedicata alle relative missioni mediche di istruzione, la ricerca biomedica, e di eccellenza nella cura del paziente. Penn Medicine consiste nella  Raymond e Ruth Perelman School of Medicine presso l'Università della Pennsylvania  (fondata nel 1765 come prima scuola medica della nazione) e la  University of Pennsylvania Health System , che insieme formano un 4,3 miliardi dollari impresa.
La Scuola di Medicina di Perelman è stato classificato tra i primi cinque scuole di medicina negli Stati Uniti negli ultimi 16 anni, secondo il  US News & World Report indagine s 'di scuole mediche orientate alla ricerca. La Scuola è costantemente tra i primi destinatari della nazione di finanziamento dal National Institutes of Health, con 398 milioni dollari assegnato per l'anno fiscale 2012.
L'Università di strutture di assistenza dei pazienti della Pennsylvania Health System comprende: l'Ospedale della University of Pennsylvania - riconosciuto come uno dei migliori "Honor Roll" ospedali della nazione da  US News & World Report ; Penn Presbyterian Medical Center, Chester County Hospital; Penn Wissahickon Hospice e Ospedale della Pennsylvania - il primo ospedale della nazione, fondata nel 1751. Ulteriori strutture affiliate assistenza ospedaliera e dei servizi in tutta la regione di Filadelfia includono Chestnut Hill Hospital e Buon Pastore Penn Partners, una partnership tra il Buon Pastore Rehabilitation Network e Penn Medicine.
Tratto da: marilena-miaelafantafisica.blogspot.it

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Alcune Sostanze della Circolazione sanguigna
PIASTRINE
: A cosa servono
La finalità della coagulazione è la difesa contro le emorragie. Le piastrine sono dette anche trombociti perché il "tappo" che ferma la fuoriuscita di sangue, a causa di una ferita, è chiamato trombo. Affinché possa avere luogo il processo di coagulazione, è necessario che nel sangue compaiano alcune sostanze: la fibrina, la trombina e la trombochinasi
(enzima che partecipa al processo di coagulazione). Quest'ultima è un fermento contenuto nelle piastrine e nelle cellule dei tessuti. Questa sostanza è rilasciata solamente quando le cellule che la contengono vengono distrutte. Ciò impedisce che il sangue nei vasi coaguli.
In realtà, anche le piastrine invecchiano e, quando muoiono, rilasciano naturalmente trombochinasi che potrebbe creare problemi alla circolazione. Ma nel sangue esiste anche una sostanza chiamata antitrombina, che contrasta la possibile coagulazione.

Come funzionano
Il processo di formazione di un coagulo e in particolare della fibrina (sostanza che non si trova normalmente nel sangue) avviene in due fasi. In un primo momento la trombina, che è presente nel sangue in forma di prototrombina (non coagulante), viene trasformata dalla trombochinasi contenuta nelle piastrine. Successivamente la trombina trasforma il fibrinogeno, già presenta nel sangue, in fibrina, che è la sostanza albuminoide responsabile del reticolo fibrillare che costituisce le comuni "croste".
Tutto il processo è avviato dalle piastrine, che contengono trombochinasi. Essendo queste libere nel sangue, è importante che venga mantenuto un equilibrio costante con le sostanze anticoagulanti. Quando ciò non accade, le piastrine morte possono avviare il processo di coagulazione in assenza di qualsiasi ferita, favorendo l'apparizione di trombosi.

Se le piastrine – le cellule che intervengono nei meccanismi della coagulazione del sangue – sono carenti, è facile che compaia un ematoma. Un ridotto numero di piastrine può essere dovuto all’azione di alcuni farmaci, come gli antinfiammatori, oppure a rare e serie malattie del sangue. Invece, quando il disturbo è dovuto a una carenza dei fattori della coagulazione, si è in presenza di emofilia.

Conta piastrinica e Salute
Le piastrine sono cellule molto piccole che circolano nel sangue la cui funzione è quella di aiutare con il processo di coagulazione . Senza piastrine, le emorragie interne che si sarebbero verificate, porterebbero alla morte.
Con una durata di 10 giorni, queste cellule hanno la capacità di legare gli uni agli altri per consentire al sangue di coagulare .
Un basso numero di piastrine può causare molti problemi di salute  come ad esempio un eccessivo sanguinamento dal naso e le gengive. Questa condizione viene definita thromobocytopenia . Senza trattamento, thromobocytopenia può diventare pericolosa per la vita in quanto non ci sono piastrine sufficiente per arrestare l'emorragia in tagli anche minori o ferite .

Tre cose sono evidenti nella trombocitemia e nella piastrinosi:
1 -  La presenza costante di leucocitosi (sovrabbondanza di leucociti e di globuli bianchi, e quindi tendenze leucemiche).
2 -  La sideropenia, ovvero carenza di ferro e conseguenti tendenze all’anemia.
3 - La splenomegalia, ovvero l’ipertrofia o il volume abnorme della milza, costretta evidentemente a superlavoro per colpa di un sangue denso e lipotossico.

Niente di idiopatico e di misterioso, niente di ereditario e criptogenico.
Tutte condizioni chiare e conosciute sulle quali poter lavorare in modo naturale e igienistico. Ecco la strada igienistica per il ripristino della normalità
La leucocitosi si riduce consumando pasti crudi ed eliminando ogni proteina animale.
La sideropenia si riduce migliorando l’assimilazione del ferro, consumando quindi verdure crude (tarassaco, crescione, ortiche, selene, cavoli, cicorie), cereali integrali, germe di grano, lupini, tegoline.  
Si eviteranno nel contempo inibitori e distruttori di ferro, tipo caffè, the, fumo, aspirina, zucchero, sale, farmaci, vaccini, tranquillanti e analgesici.
La milza ipertrofica si riporta alle giuste dimensioni fluidificando il sangue, ovvero collezionando una serie continua di digestioni virtuose, ovvero un percorso netto in termini ippici, privo di acidificazioni, di putrefazioni, di leucocitosi, di farmaci e vaccinazioni.
Sangue puro uguale milza sana, sangue tossico uguale milza gonfia
La milza è una delle ghiandole del sistema immunitario, preposta a distruggere le sostanze estranee e tossiche del sangue, ed in particolare i farmaci, ovvero i peggiori veleni di matrice umana.
Più il sangue è impuro e più la milza si irrita e si infiamma, gonfiandosi oltremisura.
Una semplice visita iridologica rivela immediatamente lo stato patologico della milza, poiché, nella zona iridale corrispondente a quest’organo, appaiono macchie o infiammazioni prodotte da tali veleni. Chiaro che la milza non si ammala da sola, per sfortuna o per capriccio.

Scelta vegano-crudista e ripristino delle funzioni eliminative cutanee
A una milza ingrossata corrisponde normalmente un sistema epatico ingrossato, una cistifellea ribollente e un sistema renale intasato. Essendo le malattie della milza derivate dall’impurità del sangue, è importantissima una scelta dietologica vegano-crudista, accompagnata da un forte ripristino delle funzioni eliminative cutanee e della traspirazione.
Può essere d’aiuto mangiare molta frutta, che contiene vitamina A, E, C e K, nonchè mirtilli a volontà (gli estratti di questo frutto vengono impiegati anche per preparare farmaci che proteggono i capillari).

Oltre all’alimentazione Crudista ecco le Erbe per aumentare o regolare le piastrine
Per molti, il farmaco è una parte inevitabile della vita. Ma i farmaci, hanno TUTTI effetti collaterali.
L'uso di integratori a base di erbe naturali sono un valida aiuto in alternativa per il trattamento di alcuni tipi di disturbi in modo efficace. Una di queste condizioni è una bassa conta di cellule delle piastrine, che può essere migliorata con alcune erbe naturali, assunte quotidianamente.

Goldenseal
Forse l' erba più popolari e ampiamente utilizzati per aiutare conta piastrinica aumento è goldenseal. Anche se la FDA non impone severe linee guida per i preparati a base di erbe, goldenseal ha un numero di usi per i quali molti testimoni sono efficaci.
Vi sono poche ricerche o dati per sostenere queste affermazioni e, per alcuni casi, goldenseal deve essere utilizzato sotto controllo medico. Anche se non si sa esattamente come goldenseal piastrine aumenta in il corpo, è opinione diffusa che una componente naturale della goldenseal, il berberin, ne è responsabile .

Resveratrolo e Vitamina C
Una combinazione popolare di integratori naturali per aiutare le cellule aumento delle piastrine è il resveratrolo e vitamina C.
Il resveratrolo è una sostanza chimica naturale presente nella buccia delle uve e di altre piante come il poligono del Giappone. Prodotta da impianti come un antibiotico naturale per combattere i funghi, il resveratrolo è pensato per essere un ottimo antiossidante che può contribuire ad aumentare le cellule di piastrine .
La vitamina C antiossidante agisce stimolando il sistema immunitario , permettendo così al produzione di cellule piastrine di più.
Se combinato con resveratrolo e prese su base giornaliera, i due lavorano insieme e hanno dimostrato la capacità di aumentare i livelli delle piastrine. Come molte altre erbe aromatiche, tuttavia, la loro efficacia non è supportata da dati sufficienti per l'approvazione USDA. Monitoraggio della combinazione con regolari esami del sangue è fondamentale per determinare se questi lavori erbe per voi.

Suggerimenti
Come per tutti gli integratori a base di erbe e rimedi, trattamenti possono rispondere in modo diverso in tutti quanti.
Regolari esami del sangue sono essenziali durante il trattamento.

Ricordiamo che i rimedi naturali richiedono tempi lunghi, percio` armatevi di tanta pazienza; essi sono sempre piu’ efficaci se la dieta e’ di tipo Crudista, aggiungendovi ogni giorno la giusta dose di Mirtillo.

Aglio e Cipolla
Importanti perche` evitano che le piastrine si attacchino tra di loro per formare accumuli e tengono la pressione sotto controllo. Cercare di mangiare sempre almeno uno spicchio d'aglio o una piccola cipolla al giorno, o in alternativa prendere delle compresse erboristiche a base di aglio.
L'aglio si dimostra efficace anche nel tenere sotto controllo la pressione arteriosa. Secondo una ricerca australiana, una dose giornaliera di due pillole contenenti estratto stagionato di aglio ad alta potenza aiuta a ridurre la pressione alta.  Lo studio condotto presso l'Università di Adelaide e l'Istituto nazionale di medicina integrativa è stato condotto su 79 pazienti che soffrono di ipertensione e ha rivelato una riduzione significativa della pressione sistolica nell'arco di 12 settimane.

Ginkgo (Ginkgo biloba)
Conosciuto nella cura delle
malattie cardiache perche' e' un forte antiossidante e tonificante delle  arterie. I dosaggi vanno decisi con un esperto. Tenere sotto controllo gli effetti indesiderati come vertigini e dolori intestinali.
Biancospino
Fiori e bacche aumentano il flusso di sangue perche' dilatano le arterie. E' un antiossidante, anti-infiammatorio, e riduce il colesterolo. Tipica dose: 1 tazza di tè tre volte al giorno (bollire 1 cucchiaino di bacche essiccate o ripida 1 cucchiaino di foglie e fiori in 1 tazza di acqua calda per 10 a 15 minuti), oppure 1 / 2 a 1 cucchiaino di tintura tre volte al giorno o 100 a 250 milligrammi in capsule standardizzato al 20 per cento proantocianidine tre volte al giorno.
Frutta secca
Dose consigliata di frutta  fresca, per l'implementazione di minerai e grassi "buoni", specie noci, mandorle dolci, nocciole, (meglio evitare le arachidi, che sono un legume ed anche perche' sono molto inquinate dai prodotti chimici utilizzati in agricoltura), utilizzate al massimo 60 gr al giorno ripartito nella giornata; molto utili nel dimagrimento e per tutte le eta', per la circolazione sanguigna e per il cuore; per il colesterolo e' d'obbligo l'utilizzo di 2 noci brasiliane al giorno.
Zenzero
Questa erba aromatica abbassa il colesterolo e previene l'accumulo di piastrine, riducendo l'assorbimento del colesterolo alimentare, e stimolando la sua escrezione nella bile, uno dei modi principali del corpo elimina l'eccesso di colesterolo. Lo zenzero funziona meglio se consumato fresco e assunto a stomaco vuoto. Attenzione: Ginger può causare disturbi allo stomaco in alcune persone, specialmente alle alte dosi.
Erba medica
La foglia di questo grano diminuisce i livelli di colesterolo e riduce placche che sono già presenti. Spesso disponibili in polvere, seguire le indicazioni presenti sulle confezioni.
Achillea

Achillea dilata le arterie e aiuta a ridurre il colesterolo. E 'considerato un tonico dei vasi sanguigni, migliorando la salute delle arterie in genere. Tipico dosaggio: da 1 a 3 tazze di tè due o tre volte al giorno.
Millefoglio
Un altro tonico cardiaco tradizionale, il millefoglio è noto per abbassare il colesterolo, ridurre l'accumulo di piastrine e, in generale rafforzare il cuore. Rallenta anche una troppo rapida frequenza cardiaca, soprattutto quando l'ansia è un fattore che contribuisce, in quanto rilassa il sistema nervoso in generale. Tipica dose: 1 tazza di tè due o tre volte al giorno.
Ginseng siberiano
Questa erba agisce sulle ghiandole surrenali. Esso tende a correggere la malattia producendo processi nel corpo.
Nelle persone con malattie cardiache, sembra abbassare il colesterolo e ridurre la pressione sanguigna. E' particolarmente appropriato quando lo stress cronico è una parte del quadro medico. A dosi elevate il, ginseng siberiano può causare insonnia, irritabilità o ansia. Se questi si verificano, ridurre il dosaggio.

Anche se i rimedi naturali e le erbe vi aiutano a prevenire le malattie, la migliore cura è la prevenzione, per mezzo dell’alimentazione Crudista.
Suggerimenti
Come per tutti gli integratori a base di erbe e farmaci , trattamenti di lavoro e rispondere in modo diverso per tutti . Regolari esami del sangue sono essenziali durante il trattamento. Se il numero di piastrine rimane bassa, chiedere il parere di professionisti.

Le malattie cardiache possono essere causa di morte, quindi da non sottovalutare, se state prendendo farmaci per curare malattie cardiache, lavorate con il vostro professionista e informatelo sempre dei progressi o regressi che notate, contattate inoltre un bon erborista per il dosaggio giusto delle erbe che volete usare.

La Serotonina
La serotonina (5-idrossitriptamina, 5-HT) è un neurotrasmettitore monoaminico sintetizzato nei neuroni serotoninergici nel sistema nervoso centrale, nonché nelle cellule enterocromaffini nell'apparato gastrointestinale. Nel sistema nervoso centrale, la serotonina svolge un ruolo importante nella regolazione dell'umore, del sonno, della sessualità e dell'appetito.
La serotonina è coinvolta in numerosi disturbi neuropsichiatrici, come l'emicrania, il disturbo bipolare, la depressione e l'ansia. Esercita anche funzioni a livello periferico, ad esempio sulle piastrine, nel processo di coagulazione del sangue e nella peristalsi gastrointestinale. È prodotta dall'organismo per decarbossilazione di un amminoacido essenziale, il triptofano.
Molti psicofarmaci noti, come ad esempio gli antidepressivi SSRI (come il Prozac e Zoloft), antidepressivi triciclici e inibitori delle monoammino-ossidasi interferiscono con la sua azione naturale.

Altre importanti sostanze sono i Globuli Bianchi, Globuli rossi, ma e' soprattutto la giusta ed efficace alimentazione Crudista che permette al sangue di mantenersi salubre e con i giusti rapporti fra le sostanze che contiene e che servono principalmente a nutrire le cellule affinche' abbiano un corretto metabolismo.


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Arteriosclerosi: indurimento (sclerosi) della parete arteriosa che normalmente si manifesta con l’invecchiamento.
E’ conseguenza dell’accumulo di fibre connettivali fibroso che antagonizzano le fibre elastiche.
Aterosclerosi: malattia infiammatoria cronica delle arterie di grande e  medio calibro che si manifesta con l’ateroma o placca aterosclerotica.

Ateroma: ispessimento localizzato dell’intima (strato più interno dei vasi a diretto contatto con il sangue circolante) dovuto a depositi di varie sostanze e a proliferazione del tessuto connettivo come reazione di difesa o più spesso mutazione cellulare.
Queste patologie portano a cattiva circolazione o all’estremo a blocco di irrorazione di un distretto tissutale (es. infarto miocardio)

Molto tempo prima di una manifestazione patologica seria vi sono segni che possono evidenziare questo rischio :

-     - piedi spesso freddi

-     - torpore sovente agli arti (braccia e gambe)

-     - senso di peso agli arti

-     - facile crampo alla mano se si scrive

-     - piega diagonale sul lobo dell’orecchio

-     - frequente pizzicore o formicolio alle dita e alle labbra

-     - dolore o indolenzimento alle ossa dopo una corsa

-     - memoria indebolita

-     - saltuaria impotenza o frigidità sessuale

-     - gonfiore serale alle caviglie

-     - tosse persistente

-     - manca il fiato dopo un leggero sforzo o quando ci si distende

-     - ci si alza più di 2 volte la notte per orinare

-     - anello biancastro sotto la parte esterna della cornea

-     - ipertensione
Alcuni sintomi sono comuni ad altre malattie, ma comunque più segni sono presenti, più il sistema circolatorio si sta deteriorando.
 

Fattori di rischio
Tutti sanno che una vita sedentaria favorisce le patologie circolatorie, ma vi sono molti altri cofattori frequenti, nei paesi industrializzati, che contribuiscono oltre e soprattutto alla cattiva alimentazione + certi farmaci + tutti i Vaccini, e farmaci, all’insorgenza di malattie vascolari:
- fumo

-     - consumo di olii insaturi specialmente rancidi (vecchi o ossidati)

-     - conservanti ed additivi alimentari (es. nitrati e nitriti)

-     - inalazione di monossido di carbonio (gas di scarico di veicoli e industriale)

-     - costipazione cronica

-     - bere o bagnarsi in acqua clorata

-     - radiazioni di ogni tipo (raggi X, gamma,ultravioletti…….)

-     - stress accumulato

-     - bevande caffeiniche (caffé, the, cola…..)

-     - consumo eccessivo di zuccheri raffinati e dolci con molti zuccheri
- vaccini: uno dei meccanismi in causa, secondo il dott. Moulden, è un'instabilità elettrostatica del flusso sanguigno che impedisce la dinamica circolatoria e perciò la distribuzione di ossigeno e sostanze nutrienti attraverso le circa 60.000 miglia di vasi capillari, una distribuzione necessaria per la vita, la guarigione, la funzione delle cellule e la salute.
L’eccesso di uno o più fattori di rischio in un persona sana non provoca grandi conseguenze, salvo con i vaccini in certo soggetti, ma comunque nel tempo può creare accumulo o interagire con altri fattori. vedi anche alterazione del pH digestivo

Aterosclerosi
Ha assunto proporzioni epidemiche: la maggior parte degli individui sopra i 30 anni all’esame autoptico evidenzia problemi aterosclerotici che iniziano in  giovane età e progrediscono nell’arco della vita. Quando si formano le placche in punti importanti della circolazione, i coaguli di sangue possono ostruire il lume interrompendo il flusso con conseguente attacco cardiaco, colpo apopletti-co o gangrena a seconda della localizzazione dell’evento. Spesso sono le placche che crescono fino ad ostruire l’arteria.
Le sostanze che costituiscono la placca ateromatosa sono: fibre, collagene, fosfolipidi, trigliceridi, colesterolo, mucopolisaccaridi, proteine estranee, metalli pesanti,tessuti muscolari e detriti cementati dal calcio.
All’origine delle principali
malattie cardiovascolari abbiamo una distrofia (crescita cellulare anomala) della parete muscolare media  delle arterie, che fisiologicamente permette alle arterie di dilatarsi e contrarsi a seguito dell’azione di pompa del cuore, può contrarsi a seguito di stress aumentando la pressione sanguigna per portare più nutrienti e ossigeno in specifici distretti del corpo per avere più energia utile (es. reazione di “attacco e fuga”).
Le cellule della parete muscolare sotto svariati stimoli tossici possono subire una mutazione che le fa proliferare in maniera atipica (diversa dal fisiologico ciclo di crescita cellulare) formando una pic-cola neoformazione benigna frutto di mutazione cellulare. Questa crescita può produrre un’escrescenza sulla parte arteriosa fino a rompere la tonaca interna.
Come reazione di riparazione il sangue deposita fibrina che attira minerali (soprattutto calcio) per gradiente elettrico, che a loro volta atti-rano lipidi sulla lesione, gradualmente si depositano detriti circolanti e tra gli ultimi il colesterolo.
Se il sistema immunitario e' valido, può identificare la cellula mutante come “non self” (cellula non propria) e innescare una risposta anticorpale risolvendo completamente il problema. Se il sistema immunitario e' depresso (es. amalgami dentali, vaccini, cattiva alimentazione, stress….), non riesce a contrastare il processo e si verificano le patologie cardiocircolatorie.

Questa sommaria spiegazione serve a capire l’importanza dei fattori di rischio così frequenti ai giorni nostri…

Le  placche aterosclerotiche si sviluppano in poco tempo - Apr. 2011
Il risultato è stato ottenuto con un'ingegnosa tecnica di datazione al carbonio 14, che ha consentito di datare le lesioni aterosclerotiche

Le placche aterosclerotiche si formano in un tempo abbastanza breve, di 3-5 anni, e in una fase tardiva dell'esistenza: è quanto affermano in un articolo pubblicato sulla rivista PLoS ONE i ricercatori del Karolinska Institutet, in Svezia.
Il risultato è stato ottenuto con un'ingegnosa tecnica di datazione al carbonio 14, utilizzato da molto tempo in archeologia e in geologia, andando a cercare i residui di questo isotopo presenti in atmosfera, la cui abbondanza è cresciuta rapidamente in seguito ai test atomici a terra eseguiti negli anni Cinquanta e Sessanta per poi diminuire in modo graduale.
Ora proprio questo fenomeno può essere sfruttato per determinare quando è stato sintetizzato un tessuto biologico, anche in epoca relativamente recente.
Gli studiosi hanno raccolto campioni di placche aterosclerotiche durante gli interventi chirurgici per stenosi dell'aorta effettuati presso lo Stockholm South General Hospital (Södersjukhuset). I pazienti erano stati ricoverati a causa delle lesioni carotidee che ostruivano il flusso sanguigno verso il cervello, causando i sintomi del cosiddetto attacco ischemico transitorio (TIA) che in alcuni casi ha portato all'ictus.
“Quello che ci aspettavamo era che le placche fossero notevolmente più vecchie. I pazienti avevano un'età media di 68 anni all'epoca degli interventi, mentre le placche non erano più vecchie di 10 anni”, ha spiegato Johan Björkegren, che ha guidato lo studio per il Dipartimento di biochimica e biofisica.
Un altro dato estremamente interessante è la limitata variabilità dell'età delle placche, il che fa ipotizzare che la loro formazione sia avvenuta durante un periodo di tempo relativamente breve e entro pochi anni prima dell'operazione. Se queste conclusioni verranno confermate, potrebbe aprirsi una nuova prospettiva terapeutica per l'interruzione della formazione delle lesioni aterosclerotiche prima che vi siano manifestazioni cliniche. (fc) - Tratto da lescienze.espresso.repubblica.it

Consideriamo alcuni fattori di rischio:
Radicali liberi: Sono frammenti molecolari che reagiscono rapidamente e aggressivamente sulle molecole dell’organismo formando nuovi atomi squilibrati che penetrano nel DNA cellulare producendo cellule mutate con crescita incontrollata……Distruggono le membrane cellulari, gli enzimi,il DNA……
I radicali liberi si producono nell’organismo dalla scomposizione di molti composti chimici :
- catrame del fumo
- grassi insaturi soprattutto ossidati
- inalazione di prodotti chimici tossici come il tetracloruro di carbonio (nei prodotti della pulizia della casa) e monossido di carbonio (dalla combustione di idrocarburi)
- stitichezza (libera nel sangue per assorbimento intestinale 3-metil colantrene)
- additivi alimentari e conservanti chimici come nitrati e nitriti (formano le nitrosammine)
- acqua contenente metalli tossici e cloro (può produrre cloroformio)
- derivati del petrolio (nei farmaci,coloranti artificiali,smog……….)
- alcool
- Cadmio e metalli pesanti che possono essere assunti involontariamente in varie forme..
-
Inoltre anche l’esposizion a radiazioni (raggi X, Gamma, UVA in eccesso…)
vedi anche Radicali liberi, luce...

I radicali liberi danneggiano il collagene (sostanza di connessione delle cellule) causando la perdita di elasticità dei tessuti. La pelle raggrinzita, rigidità delle articolazioni e pressione sanguigna alta sono spesso il risultato di questa degenerazione. In base a questo fenomeno si può fare un semplice test per valutare questo danno : stendete una mano in posizione rilassata a palmo in giù, stringete la pelle del dorso formando una piega verso l’alto e rilasciate questa piega.
Se il danno e' minimo o la situazione e' normale si osserva che la pelle  si spiana immediatamente, mentre se c’e' un danno del collagene la pelle impiegherà qualche secondo per tornare alla posizione originale.

Particolare attenzione va posta nella valutazione dei grassi e oli come coefficiente di rischio.
Grassi e Olii: Il condimento principe per ogni tipo di dieta e' l’olio extravergine di oliva che e' un olio insaturo, ma gli oli insaturi sono chimicamente instabili e più un olio e' insaturo e maggiore e' la sua instabilità che favorisce la formazione chimica di radicali liberi. Il calore favorisce l’instabilità dell’olio, ma tutti gli oli insaturi sono ottenuti con lavorazione a caldo; anche l’olio” pressato a freddo”  viene prodotto a temperatura leggermente superiore a 100°C per consentire l’estrazione dal seme.
Inoltre lo stesso invecchiamento dell’olio porta a fenomeni ossidativi che aumentano l’instabilità.
Prima del 1920 l’incidenza di fenomeni cardiocircolatori era bassa (nei paesi industrializzati) pur con un grande consumo di grassi saturi(burro, uova,carne di manzo,maiale e derivati…).
Con l’aumento del consumo di grassi poliinsaturi (oli vegetali, margarina, grassi trattati in maniera industriale…..) l’incidenza  di queste
malattie e' aumentata in maniera progressiva poiché sono chi-micamente instabili e con il calore e l’aria si ossidano rapidamente formando radicali liberi.
In sintesi e' consigliabile assumere oli e grassi di qualità e non conservati a lungo…..

Colesterolo: Rappresenta una frazione dei lipidi (grassi) circolanti nel sangue.
Si distingue in colesterolo “buono” o HDL (lipoproteine ad alta densità) che e' compatto e denso per cui può scivolare senza difficoltà nei vasi e colestolo cattivo o LDL (lipoproteine a bassa densità) che essendo leggero e “gonfio” può più facilmente ostruire i vasi soprattutto dove esistono strozzature o irregolarità della parete (es. ateroma).
Svolge molte funzioni vitali nella biochimica dell’organismo e non e' il fattore di rischio più importante, poiché,  come già detto e' tra gli ultimi elementi che partecipano alla formazione della placca ateromasica. Paradossalmente aiuta ad ingrassare i produttori di farmaci ipocolesterolemizzanti….A proposito và detto che l’80% delle persone colpite da attacco cardiaco non presentavano prima elevati livelli serici di colesterolo inoltre e' l’unico agente antiossidante che l’organismo produce.

Concludendo ritorniamo alla soluzione che l’unica vera prevenzione delle malattie cardiovascolari e' una corretta alimentazione e un sano esercizio fisico cercando di evitare i fattori di rischio.
Bibliografia:   
La depurazione vascolare nutrizionale di D. Rowland, Phd, “The nutritional Bypass Health”,Naturally Publications Inc. 1995

Carboidrati e malattie cardiovascolari
e' ampiamente riconosciuto che i fattori dietetici svolgano ruoli importanti nello sviluppo delle malattie cardiovascolari: in base ad uno studio svolto in Corea, e' stato dimostrato che un'assunzione di carboidrati superiore a quella prevista dalle Dietary Reference Intakes (DRI) risulta significativamente associata a diabete mellito e bassi livelli di HDL-C nel sesso femminile, il che suggerisce che il miglioramento delle abitudini alimentari potrebbe costituire un importante approccio alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, diminuendone i fattori di rischio.
Gli altri fattori associati a un eccesso di carboidrati nelle donne comprendono BMI, ipertensione, glicemia a digiuno e trigliceridemia. Nel sesso maschile, comunque, solo i livelli di colesterolo totali sono risultati associati a un'elevata assunzione di carboidrati.
Tratto da: Int J Cardiol online 2008, pubblicato il 13/11

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IMPORTANTE:
Se non esistono colesterolo buono e cattivo, qual’è allora il vero problema ? Il problema sta nello stress ossidativo e nei radicali liberi (tossine).

Non sono le lipoproteine LDL in sé il mostro cattivo, ma piuttosto le LDL ossidate, che diventano pericolose in quanto alterate.
Cos’è che altera le LDL ?
Una sistematica assunzione di cibi inadatti al sistema gastrointestinale umano: cibi carnei, cibi grassi, ma anche cibi industriali e raffinati, cibi acidificanti, cibi indigesti, cibi concentrati, cibi spazzatura, cibi devitalizzati, cibi zuccherati, cibi salati, cibi arricchiti, cibi integrati, cibi irradiati, cibi conservati, cibi cotti.
Questi sono i veri responsabili dei guai.
Quindi cio' significa che sono le intossicazioni con i grassi delle proteine specie animali, farmaci, vaccini + le
Infiammazioni ed occlusioni delle arterie dovute al alimentazione inadatta  e protratta per diverso tempo, a generare questi problemi di circolazione e cardiaci....non il colestrolo, buono o cattivo....tanto caro a Big Pharma...per vendere i suoi prodotti...
I problemi stanno tutti nelle infiammazioni ed occlusioni delle arterie e pertanto occorre focalizzare la nostra attenzione sui fattori di infiammazione e non sul colesterolo.
Ora non è il caso di passare dalla demonizzazione del colesterolo alla esaltazione del medesimo. Certo è che le notevoli differenze esistenti tra individuo e individuo dipendono dagli stili di vita, specie alimentari.
Lo stato di salute e di benessere si verifica ancora una volta sulla situazione reale, sul sentirsi bene, sulla resa fisica e intellettuale di breve e lungo periodo, più che sulle tabelle numeriche.

I tre test per capire la vera situazione cardiovascolare
Quali sono allora i veri indicatori dei problemi cardiovascolari, se mettiamo in disparle il colesterolo ?
Le ultimissime posizioni parlano di tre test specifici che sono:
1 - Test sull’omocisteina nel sangue, che deve stare ai minimi livelli possibili (valori medi 5-15 micromol/L (ma già a livello 12 c’è di che preoccuparsi).
2 - Test sul grado di calcificazione presente nelle coronarie (valutazione della placca arteriosa).
3 - Test della PCR, ovvero la proteina C reattiva (che sta ad indicare il grado di ossidazione dell’organismo, e che non dovrebbe superare i 10 mg/L (test correlato con la VES (test sulla velocità di eritro-sedimentazione).

La cronica carenza di vitamina C ed E, ovvero la cronica carenza di frutta e verdure  CRUDE
Certo che una cosa rimane chiara ed essenziale, ed è che gli eccessi di colesterolo LDL ossidato, gli eccessi di omocisteina, l’eccesso di lipoproteine Lp(a) che ispessiscono le arterie, sono tutte dovute a stress ossidativo e a carenza di semplici antiossidanti naturali, ovvero di vitamina C ed E naturale, ovvero di frutta e verdura crude.
Cronica carenza di antiossidanti, di bioflavonoidi, di polifenoli, di glutatione e ubiquinone
Certo è che altri antiossidanti essenziali come i bioflavonoidi (che stanno in tutti i frutti colorati di rosso, di bianco, di verde, di giallo e di violetto) e i polifenoli (delle bucce e dei semi d’uva, ad esempio), il glutatione, e l’ubiquinone o coenzina Q10 (delle nocciole, delle arachidi e dell’avocado), sono importantissimi per mettere l’organismo al riparo dalle malattie cardiache.
By Valdo Vaccaro (Igienista)


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VASCULITE
La Vasculite (conosciuta anche come Angite): E’ una lesione delle pareti dei vasi sanguigni con tutte le conseguenze (Vas: il vaso, corrisponde alla parola tedesca"Vase", Blumenvase: corrisponde a vaso di fiori ect.)
Spasmi Vascolari (o Angiospasmi): Crampi che riguardano le pareti dei vasi sanguigni.
Quelli che una volta spesso finivano in una istituzione psichiatrica - Vedere la nota numero 1
Ipossia: un insufficienza di ossigeno pericolosa

"Le persone arrivano malati dalle esposizioni alle sostanze chimiche tossiche nella casa, nel posto di lavoro, al chiuso e all’aperto. Talvolta essi soffrono in silenzio, mentre l'allegria della vita è diminuita, mentre la loro carriera è finita, e i meccanismi del corpo diventano disfunzionali. E essi non si rendono conto che c'è un collegamento tra l’esposizione e le malattie chimiche.
Molte di queste malattie sono prevenibili. Istruzione è la chiave della prevenzione. Un problema esiste come vasto solo se non è noto in questo momento. Ma ognuno è in pericolo. Nessuno è al sicuro. Non l'autore. Non il lettore. Non chiunque...." (Jacob B). Berkson, Attorney at Law, Maryland, USA, in "Canary's Tale", 1996)

Il rischio e l’esito infausto dei nostri disturbi moderni del flusso sanguigno.
Una lesione dei vasi sanguigni non infettiva (la Vasculite) è un danneggiamento delle pareti dei vasi sanguigni reattiva.
Può essere scatenata dalle più diverse cause e meccanismi. La sintomatologia dei conseguenti disturbi del flusso sanguigno è diversa a seconda dei diversi organi colpiti. La vasculite può colpire la pelle, le mucose, la muscolatura, i reni, lo stomaco, l’intestino, il fegato, il cuore, il cervello, il midollo spinale, i sistemi autonomi e endocrini (ormonali), le articolazioni e altri organi e procurarvi delle lesioni importanti e dei disturbi funzionali altrettanto gravi.
All’inizio compaiono dei sintomi comuni infiammatori come: la Congiuntivite (rappresenta uno stato infiammatorio a carico della
congiuntiva) e la Sclerite, (che e’ l’infiammazione della sclera oculare, è il cosiddetto "bianco dell'occhio": si tratta di una membrana fibrosa opaca che costituisce i 5/6 della tunica esterna del bulbo oculare, il cosiddetto "l’occhio rosso"), la Rinite e la Sinusite (il naso e le cavità paranasali), la stomatite (infiammazione alle mucose della bocca) incluso ogni tipo di esantema della pelle, Orticaria, (cioè detta la malattia dell’ortica) e gli Edemi (i rigonfiamenti dati dall’intolleranza istaminica), dolori alla testa, alla schiena e una rilevante stanchezza.

In seguito si aggiungono tra l’altro anche: disturbi all’udito e tinnito, disturbi alla vista e all’udito poco chiari, aumento o diminuzione di peso, sudori notturni, una generale debolezza, oppure una generale eccitazione, una "Mononeurite Multipla" (specialmente una Polineuropatia del sistema sensibile autonomo), parestesie (formicolii) così come anche la "sindrome Restless- Legs" (cosiddetta Sindrome Gambe Inquiete) o la "sindrome Burning-Feet" (Sindrome dei Piedi Brucianti).

Infine compaiono: i "reumatismi" (Collagenosi: dolori alle parti molli, ai muscoli, alle articolazioni), la cosidetta "Sindrome Regionale Complessa- Komplex Regionales Schmerzsyndrom", (CRPS, "Sudeck" (Atrofia o Distrofia di Sudeck) - un dolore continuo di cui non si conosce la causa), compaiono problemi allo stomaco e all’intestino, diarree, edemi, micro-ematuria (tracce di sangue nelle urine, le prime lesioni ai reni), inoltre una aumentata sedimentazione del sangue, ipoclicemia (cioè insufficienza di zuccheri, data dalla intolleranza allo zucchero con trigliceridemia reattiva), una inquietudine interna, tremore o vibrazioni interne, disturbi nel ritmo cardiaco, angina pectoris, una propensione pericolosa alle trombosi di tutti i tipi ( –a tutti i vasi sanguigni- a tutti gli organi!), una insufficienza respiratoria in un sistema bronchiale iperreattivo (condizioni simili all'Asma), una stanchezza abnorme, ma anche insonnia, disturbi aumentati nella concentrazione e nella coordinazione u.v.a.m.

I sintomi clinici di una vasculite (del disturbo del flusso del sangue) variano a seconda dello sviluppo della malattia e degli organi interessati.
L’assunzione di farmaci (NdR: e VACCINI) o di droghe o l’inalazione di sostanze chimiche sono le cause principali di una vasculite grave (cioè del disturbo della circolazione sanguigna).
Questi disturbi della circolazione sanguigna causati da sostanze chimiche (cioè non infettivi) con lesioni alle pareti dei vasi - conducono attraverso la stimolazione chimica - a spasmi pericolosi dei vasi e quindi a una completa interruzione del flusso sanguigno e alla Ischemia (cioè alla deficienza di ossigeno acuta e grave) negli organi colpiti come la muscolatura, le articolazioni, il cuore, il cervello, i reni, lo stomaco, l’intestino - con conseguenze fatali. Queste malattie complesse e il loro sviluppo sono ancora oggi legate a diagnosi sbagliate.
Nel caso della "Vasculite Sistemica" generalizzata sono colpiti i vasi sanguigni di tutti i tipi e di tutte le dimensioni – in organi interi, prima di tutto nella muscolatura degli organi, con l’interessamento di organi vitali come il cervello, i polmoni, il cuore i reni, il fegato, il sangue, gli organi dei sensi, eccetera… questi disturbi della circolazione sanguigna sono sempre potenzialmente rischiosi.
Mentre prima (come cose rare) non venivano ne conosciute, ne prese in considerazione nella prassi e nella clinica (lo erano solo allo stadio terminale: infarti cardiaci, emorragie celebrali, etc..) oggi possiamo riconoscere - controllare attraverso la diagnostica adeguata - sempre più spesso e sempre di più in uno stadio latente (come delle Pre-Vasculiti).

A una nuova conoscenza ha contribuito la comprensione della clinica del sistema immunitario, delle malattie autoimmunitarie, la scoperta delle intolleranze multiple ("Pseudoallergie"), delle Amiloidosi ( malattie degenerative dell’albume), delle cosiddette Sindromi dei Capillari che Sanguinano u.v.a.m.
Da ciò è possibile diagnosticare meglio delle vasculiti gravi (nello stadio avanzato) attraverso dei procedimenti per immagini (v.a. la scintigrafia, procedimento neuro-otologico e anche la microscopia elettronica).
Una Vasculite indotta chimicamente (una lesione dei vasi sanguigni) si può contrarre in presenza di (Esposizioni) corrispondenti, relative in ogni età. Con il crescere dell’età cresce anche l’irreversibilità e il grado di gravità della malattia cronica e della menomazione .

Le terapie farmacologiche di una vasculite (sistemica) generalizzata in presenza di una intolleranza acquisita non sono possibili, in particolare perché nello stesso tempo è presenza una intolleranza ai farmaci di un grado altrettanto elevato. Anche i farmaci della medicina naturale e omeopatia, come anche gli "integratori alimentari " ("Nutrienti" e "Supplementi") peggiorano la sensibilità e l’intolleranza in maniera notevole.
Dall’altra parte a differenza di quelle neurologiche, i dolori e le malattie vascolari sono curabili da lungo tempo. Tuttavia in nessun campo - questo è comprensibile - i piccoli errori nutrizionali e di cura si pagano così tanto, come in quello delle intolleranze e delle vasculiti.
Le reazioni di intolleranza sono caratterizzate dal fatto che esse imitano le allergie (tuttavia) i meccanismi immunologici sono interessati solo parzialmente . Non si limitano queste reazioni di intolleranza in nessun modo solo ai farmaci, ma possono essere senz’altro scatenate anche da tutte le possibili sostanze nocive.

Le manifestazioni più importanti sono:
- la circolazione (deficienza acuta fino alla reazione anafilattoide)
- il tratto respiratorio (Riniti e sintomi asmoidi simili all’influenza)
- la pelle (Orticaria e altri Esantemi)
- il sistema nervoso (Encefalopatia Vascolare e Mononeurite Multipla).
Eccezionalmente gravidica di conseguenze è una " Intolleranza Istaminica", che allo stesso modo non è causata solo da alimenti, ma anche da medicinali, da un gran numero di sostanze chimiche e produce una funzione eccezionalmente rinforzante di effetti nocivi.

Trattamenti farmacologici di tutti i tipi (tradizionali, naturali, omeopatia) peggiorano regolarmente una Pre-Vasculite nella direzione di una vasculite sistemica permanente:
- effetti farmacologici indesiderati (UAWs) - qui si comprendo anche quelle sostanze chimiche volatili biocide (disinfettanti, insetticidi) - che hanno come conseguenza spesso una quadro clinico aggravato di una vasculite sistemica.
La malattia della "Vasculite" si esprime perciò in maniera così variegata, poiché nel corpo ci sono vasi dappertutto. Fondamentalmente una vasculite si può manifestare in tutti gli organi. Ma si rileva prima di tutto dove l’irrorazione del sangue viene interrotta o gravemente compromessa. Questo è il caso soprattutto dei piccoli vasi o di quelli che sono stati precedentemente danneggiati.
Disturbi funzionali in tutti gli organi spesso vengono rilevati contemporaneamente. Questo si può esprimere in una combinazione che viene detta "quadro variegato di disturbi e di sintomi" . Preferibilmente vengono colpite aree irrorate come i reni, la pelle, gli occhi, gli organi dell’udito, i muscoli, il cuore, il sistema nervoso e prima di tutto il sistema autonomo ormonale (endocrino).
Di solito ogni vasculite è preceduta da fasi protrobiche (cioè dalla Pre-Vasculite). Nella vasculite TILT, la Pre-Vasculite è uno stadio preliminare permanente, una predisposizione acquisita a reazioni di intolleranza fatali.
L’Intolleranza alle Sostanze Chimiche perniciosa acquisita (GCI), con la predisposizione alle vasculite specifica generalizzata, è in base alla esperienza medica innanzitutto una reazione acquisita a esposizioni croniche, a prodotti della combustione, in particolare a gas della combustione altamente tossici, polvere fine di pirolisi, a monossido di carbonio. Gli spasmi dei vasi pericolosi (le dilatazioni dei vasi e le paralisi dei vasi) sono effetti tipici pericolosi dell’Ipossia, che ancora una volta è causata da prodotti della combustione di ogni tipo.
Che inseguito anche i biocidi (i pesticidi) o gli idrocarburi volatili, i solventi, i prodotti aromatici o le polveri di metalli pesanti o il mercurio volatile, scatenino simili vasculiti (come la Vasculite da Ipersensitività) e anche spasmi dei vasi in seguito a lesioni e a cicatrici non è affatto sorprendente, ma anzi da aspettarselo.
Sappiamo che i "disturbi" del flusso del sangue (le vasculiti cioè le Vasculopatie), non solo precedono per anni una malattia reumatica grave, una lesione al muscolo cardiaco, un infarto, un diabete, ma nella stessa misura precedono i disturbi neurologici ad eziologia organica, come in particolare una depressione, una sclerosi multipla, un tumore, una epilessia o una malattia di Alzaimer.

Vi sono migliaia di referti che scrivono dei sintomi neurovegetativi, o psichiatrici, sia frequenti che rari, che sono stati scatenati da sostanze chimiche. Noi non sappiamo ne quanto spesso si presentino dei disturbi psichici ad eziologia organica indotti da sostanze, ne sappiamo quanto frequentemente questa diagnosi venga ignorata.
Tuttavia sappiamo da alcuni studi, che i disturbi psichici ad eziologia organica e dei disturbi gravi indotti da tossine, spesso a causa della loro complessità non vengono riconosciuti o male interpretati.
Negli ultimi anni sono state corrette conoscenze essenziali sulla eziologia e la patogenesi della malattia nel suo complesso, anche solo considerato il fatto che, nessuno è immune dai danni alla salute provocati dal fumo, dai gas di combustione e dal monossido di carbonio.
Nessuno è sicuro, tutti sono esposti a questo pericolo; non esiste qui ne resistenza, ne tolleranza, ne immunità o simili.
Per ora, non si tratta solo di misure terapeutiche, ma innanzitutto di misure preventive, quando vengono richiesti degli spazi liberi dal fumo nell’ambiente di lavoro, nella vita privata e in quella pubblica.
Il fumo passivo è secondo delle indagini, in base ai risultati di uno studio condotto negli Stati Uniti, ancora più pericoloso di quello che fino ad ora si credeva.
Solo considerato il rischio per le malattie cardiache, questo pericolo si raddoppia per gli esseri umani che sono solitamente esposti al fumo di sigaretta, così appunto si dice in questo studio dell’Università di Harvard.
Gli studiosi hanno indagato in un lasso di tempo di 10 anni gli effetti del fumo passivo su più 32.000 donne.
Si è visto dopo questo studio, che il rischio di infarti del miocardio non letali è salito nei fumatori attivi occasionali di un 64%, mentre per quanto riguarda il fumo passivo regolare è salito addirittura del 88%.

Tutto quello che riguarda i nostri malesseri e le nostre malattie è una cosa complessa. Non si può comprendere un dato di fatto complesso semplificandolo. La semplificazione ignora la complessità che determina tutta la nostra vita. Il semplificare e i semplificatori tesiziali ci hanno portato nella più grave crisi del nostro sistema sanitario.
Così non si può continuare.
By C IGCI, 2001.8 Schwinger-Taschanz - Medico Indipendente Svizzero/Tedesco  - Informazioni Tossicologiche ( Pubblicate con il permesso dell’autore) - Traduzione dal tedesco Prof. Franco Botarelli - Tratto da: safer-world.org


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PRESSIONE SANGUIGNA -  Pressione del sangue  + 
Cuore +  Musicoterapia
Quale pressione e quanta ?
Una volta tanto, non si guarda alle cause, anche perché nel 90-95% dei casi stabilire la causa dell'ipertensione arteriosa non si può e si parla quindi di ipertensione essenziale (come dire che c'e' e tanto basta). Anche senza parlare di eziopatogenesi (cioe', appunto, di cause) c'e' comunque molto da dire su un tema apparentemente limitato come la misurazione della pressione arteriosa.
Una valutazione fondamentale sia al momento della diagnosi sia in seguito, quando si e' avviata la terapia, per controllare se ha successo oppure se e' necessario cambiare strada.
A rendere fondamentale la misurazione periodica c'e' soprattutto un fatto: l'ipertensione, in sé, non dà sintomi o disturbi di cui il paziente possa accorgersi e che, quindi, possano metterlo in allarme. A causa di questa circostanza, per inciso, e' frequentissimo che il paziente iperteso si dimentichi di assumere regolarmente i farmaci prescritti, finendo quindi con non curarsi. Di fatto, la percentuale dei pazienti la cui pressione e' effettivamente tenuta sotto controllo e' bassa, dal 15% (come in Italia) al 30%.

Quale pressione ?
Per cominciare, chiariamo i termini: la pressione che qui interessa e' quella del sangue che scorre all'interno delle arterie, a sua volta determinata da molti fattori (volume del sangue, gittata del cuore, resistenza del vaso eccetera). L'unità di misura adottata sono i millimetri di mercurio (sigla mmHg). Le pressioni che si misurano sono due: sistolica o massima, che corrisponde al momento in cui il cuore si contrae e pompa il sangue nei vasi, e diastolica o minima, che corrisponde al momento in cui il cuore si dilata per riempirsi. Di conseguenza, la pressione arteriosa si definisce con due valori: diastolica e sistolica scritti nella forma 140/90 mmHg, che si legge "140 su 90".

La prima misurazione (che non può essere una sola)
Per concludere che una persona e' ipertesa ci si deve basare su più misurazioni effettuate in diverse occasioni, perché la pressione arteriosa e' uno di quei parametri fisiologici soggetti a variazioni anche rilevanti nel corso della giornata, così come per effetto di diversi fattori esterni e interni. Detto questo come va condotta la misurazione?
Queste sono le buone regole secondo la letteratura internazionale:
Il paziente, prima di procedere, deve poter restare seduto qualche minuto in una stanza tranquilla
Il medico deve usare un bracciale adatto alle dimensioni del braccio
Se c'e' il sospetto di qualche disturbo della circolazione periferica, la misurazione, la prima volta, va condotta su entrambe le braccia - Durante la misurazione, il bracciale deve trovarsi all'altezza del cuore, indipendentemente dalla posizione del paziente
Negli anziani, nelle persone che soffrono di diabete e in altre situazioni in cui e' probabile una diminuzione della pressione in posizione eretta la pressione va misurata in piedi.
Tratto da: dica33.it

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Ipertensione, in studio ruolo nitrati assunti con le verdure (crude)
L’efficacia dei nitrati inorganici nell’ipertensione dipende dall’enzima nitrito reduttasi nei globuli rossi, e questo supporta il concetto che l’aggiunta di nitrati alla dieta è una strategia antipertensiva semplice, efficace ed economica
Lo sostiene Andrew Webb, professore di farmacologia cardiovascolare al King’s college di Londra, Regno Unito, e coautore di un articolo pubblicato su Hypertension. «Il nitrato inorganico è presente in molte verdure, specie quelle a foglia verde e le barbabietole» spiega il farmacologo.
Studi precedenti dimostrano che microrganismi residenti sulla superficie dorsale della lingua bioattivano il nitrato ingerito a nitrito, che a sua volta è convertito nel circolo sistemico in ossido nitrico (NO), molecola con attività vasodilatatrice.
Il primo passaggio è legato ai batteri, mentre il secondo dipende dall’ossido-riduzione dei nitriti, facilitata da diversi enzimi dell’organismo. Proprio qui sta il punto: quale delle molte nitrito-reduttasi è responsabile dell’effetto antipertensivo ? «L’incertezza sta nel fatto che l’ossido-riduzione del nitrito aumenta con la diminuzione del pH e della quantità di ossigeno nel sangue» riprende Webb, che continua: «Queste condizioni favoriscono l'attività di alcune nitrito-riduttasi, tra cui quella dei globuli rossi, la desossiemoglobina, l’aldeide-ossidasi e la NO-sintasi endoteliale (eNOS)».
Per individuare quella giusta i farmacologi britannici hanno analizzato 15 ipertesi lievi, senza terapia farmacologia, suddividendoli in due gruppi cui per un mese è stato somministrato un quarto di litro al giorno di succo di barbabietola o di placebo col medesimo sapore e colore.
L’aggiunta di nitrato alla dieta ha ridotto di circa 12 mm/Hg la pressione sistolica del gruppo di studio rispetto ai controlli, aumentando visibilmente l’attività della nitrito-riduttasi eritrocitaria. «Questi sono solo risultati preliminari, ma la nostra speranza è che l’assunzione di alimenti ad alto contenuto di nitrati possa far parte di uno stile di vita benefico per la salute cardiovascolare» conclude il farmacologo britannico.
Fonte: Hypertension 2013. Published online before print April 15, 2013

Ipertensione, studio: fra le cause bassi livelli di vitamina D
Basi livelli di vitamina D possono essere una causa dell’ipertensione. Sono questi i risultati dello studio dello University College London presentato durante la conferenza annuale della European Society of Human Genetics. Si tratta del più grande studio del mondo che analizza il rapporto fra le due condizioni.
I risultati dell’osservazione di oltre 155mila persone hanno mostrato che alte concentrazioni di 25 idrossivitamina D D (25(OH)D) riducono la pressione del sangue e abbassano il rischio di ipertensione. “In precedenza si sapeva che bassi livelli di 25(OH)D erano associati a una minore probabilità di ipertensione ma il nesso causale non era chiaro. “Ora abbiamo stabilito questo nesso”, ha spiegato Vimal Karani S, fra gli autori dello studio. In particolare, gli scienziati hanno scoperto che ogni aumento del 10 per cento della concentrazione di 25(OH)D si traduce in una diminuzione dell’8 per cento del rischio di sviluppare ipertensione.

Pressione alta incurabile. Sì al «black out» renale....per chi non vuole fare la dieta Crudista !
La “denervazione renale” promette di stabilizzare la pressione attraverso radiofrequenze mirate che interrompono gli impulsi nervosi che arrivano ai reni. Entrata tra le linee guida per il trattamento dell’ipertensione resistente ai farmaci, la tecnica darà speranza ai 300mila italiani e oltre 10 milioni in Europa a rischio di ictus, infarto e danni renali, su cui non sono efficaci i farmaci.
Tratto da. Corriere della Sera

La regolazione della pressione si ottiene come effetto secondario.
Primariamente bisogna agire su certi trigger points localizzati per  esempio sul
muscolo soleo.
La spina calcaniale: E’ una di quelle “spine” che è difficile dimenticare di avere o togliere senza problemi; è un disturbo del piede che si presenta in modo particolarmente fastidioso e doloroso, ma non solo, quando c’è questo problema, ogni piccolo passo può trasformarsi in un’esperienza dolorosa quanto complicata. Il tallone è il bersaglio vero e proprio del problema, ma è tutta la pianta e, di conseguenza, l’appoggio del piede, a risentirne maggiormente.
Essa é sempre associata a patologie del miocardio.
Se si elimina il trigger nel muscolo soleo (basta un ago, ma anche una digitopressione può andar bene), non solo sparisce la spina calcaniale, ma anche il miocardio riprende a funzionare bene (tachicardia, aritmie ecc).


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Un terzo giovani ha pressione alta, studio Gran Bretagna (UK)
L'ipertensione non è un problema solo dell'età avanzata: lo ha scoperto uno studio della compagnia Lloydspharmacy su 8.000 giovani inglesi tra i 16 e i 34 anni, scoprendo che più di un terzo ha problemi di pressione alta. Secondo lo studio, riportato dal Daily Mail, il problema riguarda il 35% degli intervistati.
I 'colpevoli' del fenomeno sono il bere eccessivo, la mancanza di esercizio e la pessima dieta, che possono dare problemi cardivoascolari e ai
reni con il passare dell'età.
"Anche se lo studio non è conclusivo - ha spiegato Shafeeque Mohammed, che ha coordinato la ricerca - le misure che abbiamo fatto sono molto più alte del previsto. La pressione alta è qualcosa di cui la maggior parte delle persone pensa di doversi occupare più avanti negli anni, ma in realtà può presentarsi a ogni età. Ci sono diversi fattori che possono scatenarla, compreso il fumo, la mancanza di attività fisica, l'obesità e il consumo eccessivo di alcol.
E' importante che i giovani e gli adulti siano consapevoli del rischio e modifichino il loro stile di vita".

Commento
NdR: Cio' sta ad indicare l'estrema importanza di uno stile di vita salubre, ma e soprattutto di un'alimentazione sana e CRUDISTA  - anche l'assunzione di Vitamina C e' molto utile per evitare il formarsi di depositi di grassi nelle arterie e nelle vene + 
IPERTENSIONE e FLORA BATTERICA INTESTINALE

Per l’ipertensione il sale è l’imputato numero uno
.
Tutto ciò si verifica perché, se ne assumiamo in eccesso, è in grado di determinare un abbassamento della temperatura corporea, mettendo in difficoltà il nostro sistema cardiovascolare. Quest’ultimo infatti ha la funzione di regolare la pressione sanguigna e di mantenere costante la temperatura del corpo. Il sale sembra interferire con questo meccanismo, facendo in modo che il nostro sistema cardiovascolare non riesca ad assolvere contemporaneamente a tutti e due i suoi compiti.


Abbassate la vostra pressione sanguigna con la Vitamina C
Questo e' un semplice metodo per abbassare la pressione sanguigna, molto piu' che con i farmaci e state fuori dai loro effetti collaterali - Uno studio su 250 donne, fra gli 8 e gli 11 anni, per un periodo di 10 anni, ha collegato il livello di vitamina C nel loro sangue con la bassa pressione di giovani donne, mentre veniva loro monitorata per tutto il periodo, la pressione sanguigna.
Altre ricerche hanno indicato che alti livelli di Vitamina C sono collegati alla bassa pressione sanguigna anche per gli adulti e gli anziani.
Lower Your Blood Pressure With Vitamin C
There are many simple methods to lower your blood pressure more effectively than with drugs, and without the potentially dangerous side effects.

A study has linked high blood levels of vitamin C with lower blood pressure in young women.
The study involved almost 250 women. They entered the trial when they were 8 to 11 years old, and over a 10-year period, their plasma levels of ascorbic acid (vitamin C) and blood pressure were monitored. Both their systolic and diastolic blood pressure readings, were found to be inversely associated with ascorbic acid levels.
Previous research had already linked high plasma levels of vitamin C with lower blood pressure among middle-age and older adults.
Fonti:
Reuters December 30, 2008  +  Nutrition Journal December 17, 2008

IMPORTANTE: Le terapie naturali sono di gran lunga piu' efficaci dei farmaci di sintesi, che NON riescono a far regredire l'arteriosclerosi.
La Vitamina C (meglio se proveniente da prodotti naturali) assunta assieme alla Lisina (amminoacido) fa regredire l'arteriosclerosi in sei-otto settimane. Assunta da sola la vitamina C, non serve per questo scopo, vedi:

ATTENZIONE:
Non si può fare unicamente prevenzione cardiovascolare solo con integratori a base di vitamina C o di vitamina E, sono queste le amare conclusioni cui e' giunto il Physicians' Health Study II, uno studio in doppio cieco, randomizzato, a lungo termine, effettuato su 14.641 medici statunitensi. Gli attuali risultati riguardano due delle quattro iniziali linee di ricerca dello studio, nello specifico il trattamento giornaliero con 500mg di vitamina C e 400 UI di vitamina E, da soli o in combinazione, controllati verso placebo.
Gli altri due rami di ricerca riguardano la supplementazione con beta-carotene (braccio terminato nel 2003) e quella con un multivitaminico, ancora in corso. La sperimentazione con vitamina C ed E e' iniziata nel 1997 per terminare 10 anni più tardi e si e' svolta su uomini sani, ultracinquantenni, con profilo di rischio cardiovascolare medio-basso.
I partecipanti sono stati seguiti per una media di 8 anni, durante i quali sono stati registrati tutti gli eventi cardiovascolari maggiori (infarto del miocardio non fatale, ictus non fatale, morte per patologia cardiovascolare) che costituivano l'endpoint composito della ricerca. Data l'ampiezza del campione i risultati, analizzati anche per singolo evento, sono significativi e non evidenziano alcuna differenza nell'incidenza di eventi cardiovascolari tra i gruppi placebo e i gruppi trattamento.
L'unico dato rilevante e' riferito all'ictus emorragico: 39 casi nel gruppo vitamina E contro 23 nel gruppo placebo, un incremento del rischio relativo del 74%, dato peraltro in accordo con i risultati di un precedente studio (ATBC trial, su maschi fumatori del 2000). L'assenza di efficacia preventiva di certi supplementi era già emersa da altri studi; questo in particolare si concentra su una popolazione a basso rischio, prima poco studiata, impiega dosi consistenti di vitamine e si avvantaggia di un campione di partecipanti, medici di professione, estremamente aderenti alle prescrizioni per tutta la durata dello studio.
In conclusione quindi non vi sono elementi a supporto di una integrazione con vitamina E o C per la prevenzione di eventi cardiovascolari, anche se gli autori non escludono che con tempi molto più lunghi si possano in futuro ottenere risultati diversi.
By JAMA 2008; 300(18): 2123-2133

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Pressione bassa
La bassa
pressione non è pericolosa come la pressione alta ma è comunque molto fastidiosa.
La pressione arteriosa, che mai rimane inalterata nel corso della giornata, mostra un fisiologico incremento dei valori (presente sia nei soggetti normotesi che in quelli ipertesi) nelle prime ore del mattino; tale incremento è legato a diversi fattori dei quali il principale è l'attivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone (SRRA).
Sbalzi più o meno importanti di pressione possono verificarsi a causa di diversi motivi, non ultime le situazioni che comportano uno stato di eccitazione o di nervosismo. I valori della pressione tendono inoltre ad aumentare nel momento in cui si sta effettuando uno sforzo fisico.
L'organismo umano mostra una certa sensibilità alle variazioni pressorie e, nei momenti in cui la pressione aumenta o si riduce, tenta di riportarla entro il range di normalità.
La pressione bassa, o
ipotensione che dir si voglia, è una condizione caratterizzata da valori pressori inferiori alla norma. In termini numerici, un individuo soffre di ipotensione quando la sua pressione arteriosa a riposo scende al di sotto dei 90/60 mm Hg.
In virtù della variabilità individuale, un'ipotensione lieve è generalmente priva di significato clinico. Quando è fisiologica, una pressione arteriosa attorno ai limiti minimi normali, viene addirittura considerata positiva, poiché mette al riparo da diverse
malattie cardiovascolari. Questa condizione si registra più frequentemente nelle donne che, rispetto agli uomini di pari età, presentano valori pressori lievemente inferiori. Il primo valore, detto pressione arteriosa sistolica (o massima), dipende dalla forza di contrazione cardiaca e dall'elasticità delle pareti arteriose; il secondo, detto pressione arteriosa diastolica (o minima), dipende invece dalle resistenze periferiche.

La pressione bassa è senza ombra di dubbio un disturbo molto meno preoccupante dell'ipertensione (la cosiddetta pressione alta) dal momento che quest'ultima rappresenta una condizione salutisticamente molto preoccupante; la pressione bassa è anche meno frequente di quella alta, ma è una condizione comunque abbastanza diffusa, specialmente nel periodo estivo durante il quale è associata a stanchezza e a capogiri.
La pressione bassa è un disturbo che può colpire qualsiasi persona indipendentemente dalla sua età, anche se certe fasce e determinate categorie risultano maggiormente interessate.
L'ipotensione è, per esempio, più frequente nei soggetti di sesso femminile e in coloro che praticano sport a intensità medio-alta (a tale proposito si consulti il nostro articolo Ipotensione e corsa). Un'altra condizione che determina una diminuzione generalizzata dei valori pressori è la gravidanza; infatti, soprattutto nei primi mesi, si verifica una certa instabilità a livello vasomotorio determinata dal rilassamento, indotto dal progesterone, della muscolatura dei vasi sanguigni.

Una delle dirette conseguenza della pressione del sangue bassa,seppur meno frequente della più grave e preoccupante ipertensione, la pressione bassa è un disturbo piuttosto diffuso che, specie nella stagione calda, deriva da un minore afflusso di ossigeno ai vari organi, una condizione che può avere diverse conseguenze e manifestarsi con diversi sintomi, è comunque frequentemente associato a stanchezza generalizzata e capogiri.

I sintomi più comuni sono:
- senso di mancamento, mal di testa, giramenti di testa, vertigini e sudorazione fredda, pallore improvviso, senso di vomito e diarrea, mancanza di aria. Nel caso in cui si stia guidando una macchina, è opportuno fermarsi immediatamente.
cosa fare in caso di un attacco di bassa pressione
In caso di un picco di
pressione bassa è opportuno sdraiarsi, possibilmente tenendo le gambe alzate, annusare dell’aceto o una buccia di limone e bere un bicchiere di acqua e zucchero o un caffè (zuccherato), oppure delle caramelle allo zucchero/miele. Inoltre è utile aprire un po’ le finestre in modo tale da respirare aria fresca e pulita.
Evitare l’utilizzo di diuretici o farmaci che abbassano la pressione; evitare la sauna, bagni di vapore e la doccia troppo calda.

Nausea
La nausea risulta essere uno dei sintomi più comuni della pressione bassa, infatti il minore flusso di sangue all’interno dei vasi sanguigni determina un minore afflusso sia di sangue che di ossigeno al cervello; questa condizione può manifestarsi con la sensazione di nausea.

Vertigini
La pressione bassa del sangue può provocare le vertigini e la sensazione di stordimento, sintomi che, in genere, si manifestano in seguito a cambiamenti di postura, ad esempio quando si passa da una posizione sdraiata ad una posizione eretta; questa condizione tende ad interessare soprattutto le persone di età superiore ai 60 anni e le persone che sono disidratate.

Svenimenti
La pressione del sangue bassa viene considerata come la causa più comune degli svenimenti, infatti un afflusso insufficiente di sangue e di ossigeno al cervello può provocare uno svenimento; in genere, lo svenimento è strettamente connesso ad un improvviso abbassamento della pressione che, non necessariamente, dipende da un problema di pressione bassa.

Esiste un banale trucco (ora studiato anche scientificamente - Vanderbilt University, Tennessee) noto a tutti, ma spesso utilizzato solo per persone che avvertono veri e propri malori (il trucco funziona se il malore è causato da un abbassamento pressorio in seguito a un'emozione o altro): dar da bere al soggetto un bel bicchier d'acqua. I risultati della ricerca della Vanderbilt University hanno evidenziato che bere 250 cc d'acqua fa aumentare la pressione di circa 20 mm di mercurio. Il meccanismo non è noto, ma il risultato è certo.
NON dare da bere ad un soggetto appena risvegliato da uno svenimento, attendere almeno qualche minuto.

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L'esame della pressione sanguigna e' una grande protezione e prevenzione che noi possiamo effettuare al nostro organismo; infatti permette l'immediato controllo del sistema circolatorio. Rivela malattie renali ed altre infermità.
E' tra tutti gli esami medici uno dei più semplici e utili. Molti temono che la pressione alta preluda all'invalidità e alla morte prematura.

 

Nel sistema circolatorio, il cuore e le arterie devono mantenere una data pressione per spingere il sangue attraverso i vasi che vanno a mano a mano restringendosi: dalle arterie alle arteriole e da queste ai capillari. Senza tale pressione il sangue non potrebbe alimentare i miliardi di cellule affamate del corpo.

Decine di volte al giorno la pressione e' soggetta ad ampie oscillazioni per far fronte ai bisogni dell'organismo. Sale nei momenti di paura o ira, durante i pasti, con lo sforzo fisico, quando siamo preoccupati; scende nel sonno, al mattino prima che l'attività cominci, quando facciamo un bagno caldo o leggiamo un libro divertente.

L'esame cerca di determinare lo stato del sistema circolatorio in condizione di riposo.

Generalmente si usa lo sfigmomanometro: gonfiando il manicotto, il medico preme contro l'osso l'arteria principale del braccio, fino ad arrestare la circolazione del sangue; quando, ascoltando con lo stetoscopio, sente cessare il battito del polso, comincia a sgonfiare lentamente il manicotto. Egli rileva la pressione sanguigna nell'istante in cui il polso riprende a pulsare. Questa e' la pressione sistolica, cioe' la massima pressione nelle arterie allorché il cuore si contrae. Continuando a sgonfiare il manicotto, il medico fa una seconda lettura nel momento in cui il polso scompare nuovamente, quando il cuore, per una piccola frazione di tempo, riposa. Questa e' la pressione diastolica, cioe' la pressione minima nelle arterie fra un battito e l'altro del cuore.

Pochi medici si fidano di un solo esame. Molti fattori possono determinare un indice errato d'alta pressione, persino l'ansietà causata dall'esame stesso. Solitamente si tende a fare diversi esami, tenendo conto delle cifre più basse.

E' la pressione più bassa, quella diastolica che probabilmente può interessare più della sistolica. Infatti rivela lo sforzo a cui e' soggetto il cuore fra un battito e l'altro, quando invece dovrebbe prendersi quel riposo di vitale importanza. In un certo senso si può pensare la pressione diastolica come la misura della qualità del riposo che e' concesso al cuore.

Nei momenti d'ira, l'adrenalina contrae le arterie, provocando un aumento della pressione, come avviene in un tubo di gomma quando si stringe : in questo modo l'organismo riceve un fresco apporto di energia per far fronte ad una circostanza critica. Altro regolatore e' il seno carotideo del collo, un lieve ingrossamento dell'arteria principale che porta il sangue alla testa. Quando questa piccola borsa si gonfia troppo di sangue, i suoi nervi trasmettono un messaggio al cervello, il quale risponde ordinando ai muscoli delle pareti delle arterie di rilassarsi e al cuore di rallentare, abbassando quindi la pressione.
 

Pressione del sangue (mm Hg)

Valori normali

Valori limite

Pressione alta

sistolica = valore superiore

fino a 140

141-160

oltre 160

diastolica = valore inferiore

fino a 90

91-95

oltre 95

Nell'ipertensione essenziale la pressione sanguigna risulta essere troppo elevata. Tensione e sforzi vari, ansietà e costante affaticamento possono contrarre le pareti arteriose e far salire la pressione; se lo sforzo o la tensione persistono, la pressione si mantiene ad un alto livello, imponendo un aggravio a cuore ed arterie. Spesso il cuore si dilata per far fronte al maggior lavoro.
Le arterie perdono la loro normale elasticità e si induriscono. Se non si interviene, il cuore può cedere per l'eccessivo lavoro, può formarsi un coagulo che ostruisce il sangue oppure un'arteria corrosa può rompersi nel cervello.
 

Talvolta l'esame della pressione sanguigna dà cifre più basse del solito. Spesso le persone che ne sono colpite lamentano spossatezza ma la bassa pressione sanguigna predispone ad una vita sana e lunga.

Nessuno deve temere il manicotto per misurare la pressione, anzi possiamo dire che e' uno dei nostri migliori amici.

C'e' una ricerca tedesca curiosa pubblicata dal Journal of the American Medical Association che afferma che i polifenoli del cioccolato (fondente) aiutano a dilatare i vasi sanguigni. Poco più di 6g al giorno in 4 mesi hanno ridotto la pressione tanto che il 18% dei pazienti non soffriva più di ipertensione (jama.com).

Decalogo del paziente iperteso
Riduzione del peso se presente sovrappeso o obesità
Restrizione del consumo di alcolici
Limitare il fumo o meglio smettere di fumare
Limitare il consumo del caffe'
E' opportuna una restrizione del sodio (sale) a 4/6 grammi al giorno, ottenibile non aggiungendo sale nella preparazione dei cibi e insaporendoli con aglio, cipolla, salvia, prezzemolo, basilico, rosmarino, limone; evitare i cibi conservati e l'uso di estratti o dadi
E' opportuno un buon apporto di calcio (1 grammo al giorno), consumando latte e/o yogurt e/o latticini magri
E' opportuno un buon apporto di potassio (100 mEq al giorno), aumentando il consumo di frutta fresca e verdure (anche surgelate)
Praticare un'attività fisica moderata (passeggiate, bicicletta, nuoto)
Praticare eventuali tecniche di rilassamento
Assicurare un numero sufficiente di ore di sonno
Seguire con costanza la terapia farmacologica prescritta dal medico
Controllare periodicamente la pressione arteriosa e mantenere uno stretto contatto con il proprio medico curante
Tratto da: http://www.anagen.net/pressione.htm


Alcuni prodotti Naturali e Tecniche che possono essere di aiuto per chi soffre di ipertensione sono: Aglio (e' il migliore ed il piu' efficace, se assunto in pastiglie e/o in capsule od in macerato) Omega 3  -  Omega 6 Melatonina (coniugata)  +  Depurazione del sangue  +  Idro Colon terapia (Clistere)  +  Alimentazione  + Crudismo +  Cuore  +  Musicoterapia - per l'ischemia e' utile il: Gingo Biloba   +  Cura dell'Aglio
Bere ogni giorno 1 litro di infuso di Biancospino od assumere prima di ogni pasto delle capsule di Biancospino +  Aglio liofilizzato + 1/2 litro di succo di Barbabietola rossa (*) e la pressione scende.
La tecnica naturale idro terapica piu' adatta per i malati di ipertensione e cancro e' quella di:
Bagno alla sera prima di coricarsi a letto in acqua tiepida (temperatura a seconda di come si vuole) aditivata con 1/2 kg. di sale inglese (si trasforma in magnesio). Stare 20 minuti -1/2 ora a bagno, una o due volte alla settimana.
Buona norma e', quando vi e' un innalzamento della pressione sanguigna, rallentare prolungando la fase si "espirazione" cosi' da scendere dalla media di 14-19 respiri al minuto a 10; questa semplice tecnica ottiene un effetto dilatatorio dei piccoli vasi sanguigni periferici, abbassando la pressione.
Per la Glicemia alta, tipica dei "diabetici", sia alimentari, che da farmaci e Vaccini, con aumento dello zucchero nel sangue, si consiglia oltre alla eliminazione dello zucchero, l'assunzione dopo ogni pasto di una tisana di Charantia

(*) Uno studio pubblicato su "Hypertension" dai cardiologi della London School of Medicine ha confermato che il succo crudo di Barbabietola rossa diminuisce e regolarizza la pressione sanguigna oltre ad aumentare la quantita' dei globuli rossi, e' utile quindi anche per gli anemici.
Ricordiamo che la barbabietola rossa (succo crudo) non serve solo per la pressione arteriosa, ma anche  e sopra tutto per l'anemia di ogni tipo.

5 piccole strategie per abbassare la pressione sanguigna in modo naturale (English)

ISCHEMIA
Termine che indica i disturbi della circolazione sanguigna comportanti una riduzione dell’apporto di sangue e quindi di ossigeno ai tessuti. L’ischemia può essere determinata da una insufficienza generale della circolazione (in casi di shock, di emorragie, di arresto cardiaco): in questi casi essa fa sentire i suoi effetti su tutti i tessuti, danneggiando maggiormente quelli che sono più sensibili alla riduzione dell’apporto di sangue.
L’ischemia può anche essere un fenomeno locale, circoscritto ad una parte dell’organismo: in questi casi essa può dipendere da compressione di vasi sanguigni, o da
malattie della parete vasale (per es. l’aterosclerosi) che determinano restringimento o occlusione del lume, oppure da fenomeni di trombosi o di embolia. Le conseguenze dell’i. dipendono dalla sua entità e dalla natura del tessuto interessato. Nei casi lievi, o che si instaurano lentamente, il tessuto può manifestare ipotrofia e degenerazione delle cellule, sostituzione da parte di connettivo.
Quando l’ischemia si stabilisce improvvisamente ed è completa e permanente comporta la morte delle cellule nel tessuto colpito, e la zona di tessuto morto prende il nome di infarto. I tessuti possono essere più o meno suscettibili all’ischemia: così mentre la cute, i tessuti connettivi, le fibre nervose e muscolari sono abbastanza resistenti, il tessuto nervoso è molto sensibile, ed è sufficiente una ischemia anche molto breve, per determinare lesioni gravi  nell’uomo l’arresto della circolazione cerebrale per 7 secondi determina la perdita della coscienza, mentre un danno cerebrale permanente si ha dopo soltanto 3 minuti di ischemia
L’ischemia a livello del cuore prende il nome dalla sintomatologia presente: angina.
L’angina pectoris è una sindrome clinica espressione di un’ischemia cardiaca (ossia di un apporto di ossigeno al miocardio inferiore rispetto alle sue esigenze metaboliche).
La manifestazione principale del sintomo o "malattia", è un dolore precordiale a carattere oppressivo e costrittivo, spesso associato a sudorazione fredda profusa, nausea e vomito, irradiato all’arto superiore sinistro (braccio sx), al giugulo, a livello interscapolare o all’epigastrio. Tale sintomo è tipicamente aumentato d’intensità dallo sforzo ed alleviato dal riposo o dall’assunzione di nitroglicerina sublinguale e non cambia d’intensità con gli atti respiratori.
In altri casi, invece, il dolore non c’è e vi è solo l’evidenza elettrocardiografica dell’ischemia In tal caso si parla di ischemia silente. Spesso la cardiopatia ischemica riconosce un’ampia familiarità.

Cause
Nella stragrande maggioranza dei casi l’angina dipende da un’
ostruzione coronarica dovuta ad una placca aterosclerotica.
Quando l’esercizio fisico richiede un maggiore apporto di sangue al cuore il restringimento dovuto alla stenosi impedisce tale aumento di flusso e si scatena così la crisi dolorosa (che sembra determinata da una serie di alterazioni metaboliche intracellulari). Per lungo tempo lo sforzo necessario può essere costante. In tal caso si avrà l’angina stabile. Quando invece la progressione della malattia aumenterà il grado di ostruzione del vaso l’esercizio fisico necessario a scatenare il dolore sarà di intensità sempre minore. Si parlerà in questo caso di angina in crescendo.
 In altri casi stimoli quali l’eccessiva emozione o il freddo potranno generare un attacco anginoso. Se la placca aterosclerotica si rompe e su di essa si forma rapidamente un trombo (dovuto all’aggregazione piastrinica ed all’attivazione dei fattori della coagulazione), la coronaria colpita ridurrà bruscamente il suo lume e si andrà incontro a quelle che vengono definite sindromi coronariche acute con dolore anche a riposo (angina instabile, infarto miocardico non transmurale).
Se il trombo formatosi perdura per un tempo sufficiente la mancanza di ossigeno porterà a morte le cellule miocardiche determinando un infarto miocardico acuto. In alcuni casi l’angina può riconoscere altre cause: anemia, anomalie congenite delle coronarie, vizi valvolari, intossicazione da ossido di carbonio.
Un discorso a parte merita poi un altro meccanismo: il vasospasmo. In questo caso la brusca riduzione del lume vasale è causata da un’improvvisa contrazione delle cellule muscolari lisce delle coronarie. Il dolore insorge a riposo e ha particolari alterazioni elettrocardiografiche che definiscono il quadro della cosiddetta angina variante o di Printzmetal.

Diagnosi
Tra un episodio e l’altro il soggetto non presenta alcun segno di malattia. Durante l’angina, invece, mentre l’obiettività cardiaca può risultare del tutto normale o mostrare segni aspecifici, l’elettrocardiogramma darà alterazioni tipiche.
Nel caso permangano dubbi sarà possibile evidenziare questi segni mediante i cosiddetti test provocativi che mirano a studiare l’attività cardiaca durante lo sforzo o a simularla mediante la somministrazione di particolari farmaci.
Tra questi esami ricordiamo: l’elettrocardiogramma con stress ergometrico (che viene effettuato facendo pedalare il paziente o facendolo camminare su un tapis roulant), la scintigrafia miocardica con stress ergometrico o farmacologico (dipiridamolo) e l’ecocardiogramma con stress farmacologico (dipiridamolo o dobutamina).
Qualora questi accertamenti rendano evidente una malattia ischemica sarà necessario eseguire una ventricolocoronarografia.
Questo esame è in grado di mostrare con assoluta precisione le lesioni coronariche, fornendo indispensabili informazioni per il successivo trattamento. Negli ultimi anni, per la diagnosi delle sindromi coronariche acute, stanno acquistando sempre maggior valore delle sostanze di origine muscolare rilevabili con un semplice prelievo ematico (di sangue): le troponine.
Tratto da: corriere.it

Cartamo anti-ischemico
Segnaliamo questo studio perchè a nostro giudizio è paradigmatico. I ricercatori cinesi hanno approfondito lo studio sul meccanismo d'azione dell'estratto di Carthamus tinctorius L., noto con i nomi comuni di cartamo o zafferanone, pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae che cresce spontanea in Oriente ma anche lungo le coste mediterranee.
L'estratto viene somministrato in Cina per via iniettiva nei pazienti affetti da ischemia cerebrale alla dose standard di 50 mg e in questo studio murino sono stati in parti elucidati a livello molecolare i meccanismi biologici con cui l'estratto corregge il metabolismo cellulare danneggiato dall'insulto ischemico. 
By Liu Y. A Systematic, Integrated Study on the Neuroprotective Effects of Hydroxysafflor Yellow A Revealed by (1)H NMR-Based Metabonomics and the NF-êB Pathway. Evid Based Complement Alternat Med. 2013; 2013:147362. doi: 10.1155/2013/147362 
Tratto da una segnalazione di: Luigi Gori, Centro di Medicina Integrativa, AOUC - Università di Firenze


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ACIDO SOLFIDRICO
Quel disgustoso gas che sa di uova marce (perche’ contiene zolfo) e che viene usato per costruire bombe puzzolenti si sta rivelando importantissimo in medicina: e' capace di regolare, abbassandola, la pressione del sangue. Ce lo fanno sapere alcuni studiosi americani della Johns Hopkins University sulle pagine di una delle più note riviste scientifiche, Science.
Nel corpo umano questo gas, chimicamente chiamato acido solfidrico, viene di solito prodotto dai batteri intestinali in piccole quantità (e non aggiungiamo altro). Adesso Solomon Snyder e i suoi collaboratori hanno scoperto che l’acido solfidrico viene prodotto anche nella parete dei vasi sanguigni grazie a un enzima chiamato Cse. Non solo: hanno anche dimostrato che il gas ha un’attività rilassante sulle arterie e abbassa quindi la pressione del sangue.

NUOVI FARMACI - «Adesso che sappiamo come l’acido solfidrico regola la pressione sanguigna – ha commentato Snyder – possiamo pensare a nuovi farmaci che aumentino la sua produzione e possano essere utilizzati in alternativa alle attuali terapie per curare l’ipertensione». I ricercatori hanno condotto i loro esperimenti su topi privi dell’enzima Cse, misurando il contenuto di acido solfidrico in vari tessuti, compresi i vasi sanguigni, e confrontando poi i risultati con quelli ottenuti nei topi normali.
Hanno così scoperto che nei topi privi dell’enzima il gas era presente in piccolissime quantità. In questi stessi topi hanno poi misurato la pressione del sangue (con una piccolo manicotto messo sulla coda) riscontrando che era aumentata del 20 per cento rispetto a quella dei topi normali. Come ultimo passo hanno poi verificato che i topi privi dell’enzima rispondevano con una riduzione della pressione a un farmaco, la metacolina, capace di rilassare i vasi sanguigni, dimostrando così che e' proprio la mancanza di acido solfidrico a innescare l’aumento di pressione.

I MESSAGGERI - Questo gas entra ora a fare parte della famiglia dei gastrasmettitori, messaggeri gassosi che hanno un ruolo importante nella fisiologia umana. Uno dei più conosciuti e' il monossido di azoto (o ossido nitrico, in sigla NO) che ha anch’esso un ruolo nella regolazione della pressione arteriosa.
Fonte: corriere.it
Tratto da: attentialweb.blogspot.com
vedi:
Fior di Zolfo


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MICROCIRCOLAZIONE (La via maestra della Salute) - vedi: PDF che lo Illustra bene
Rete periferica costituita dai capillari che rappresentano le più frequenti modalità di comunicazione tra arterie e vene. Rientrano inoltre nella m., dove presenti, i capillari linfatici.
I capillari sono piccolissimi canali, di diametro variabile da 7 a 30 mm, situati tra i rami terminali delle arterie e i rami di origine delle vene. Sono numerosissimi anche negli organi meno riccamente vascolarizzati (nell’uomo la superficie complessiva dei capillari è di circa 6300 metri quadrati). La loro parete è estremamente sottile e fenestrata. Attraverso questa il sangue può effettuare gli scambi nutritizi e gassosi con i tessuti circostanti. I vasi linfatici costituiscono un sistema deputato al trasporto di acqua, proteine e altre sostanze residue dallo spazio interstiziale al sistema circolatorio. Queste sostanze costituiscono nel loro insieme la linfa. La m. non possiede regolazione propria, per cui dipende dalla pressione arteriosa, dal deflusso venoso, e dalla capacità del sangue di trattenere acqua (pressione oncotica).
Il microcircolo quindi è l'insieme dei
vasi ematici con dimensioni inferiori a 100 micron.
Attraverso questi vasi avvengono gli scambi trofico-metabolici che intercorrono tra sangue, tessuti e cellule.
È costituito da cellule endoteliali, cellule circolanti come eritrociti, leucociti e piastrine.

L’unità microcircolatoria è costituita da: una arteriola afferente, venule efferenti, anastomosi A-V, metarteriole da cui originano i capillari, gli sfinteri pre-capillari, i linfatici iniziali che insieme al tessuto connettivo formano la cosiddetta "unità microvasculotessutale o istangio".
Lo studio del microcircolo fornisce elementi di fisiopatologia che sono alla base della sofferenza tessutale, individua l’evoluzione della microangiopatia stasica fino alla irreversibilità e coglie il viraggio verso quest’ultima. Una valutazione unitaria, poliparametrica del microcircolo rende conto degli eventi fisiopatologici e ciò è ora possibile nei laboratori angiologici grazie alla capillaroscopia tradizionale e dinamica che fornisce dati morfologici e microemodinamici settoriali capillari (velocità dei globuli rossi solo nei capillari) rispettivamente, il Laser Doppler che studia la microemodinamica globale e l’ossimetria transcutanea che valuta il metabolismo tessutale.
La capillaroscopia dinamica associata alla microlinfografia permette di visualizzare e studiare per la prima volta nell’uovo e in tempo reale tale unità microcircolatoria.


Linfocita visto al
Microscopio
elettronico


Linfocita visto al
Microscopio
elettronico


Globuli rossi
nei micro vasi


Leucocita visto
al microscopio

MICROVASI - MICROCIRCOLAZIONE

Per comprenderne bene la micro circolazione bisogna partire ricordando alcune nozioni di fisiologia della circolazione sanguigna.
E' ben risaputo che se la funzione delle arterie e' quella di trasportare ad alti regimi pressori il sangue ai tessuti, quella delle arteriole e delle metarteriole e' di fungere da valvole di controllo attraverso cui il sangue viene immesso nei capillari e, quella di fornire, con la loro sfigmicita', la vis a tergo che favorisce il flusso a livello di microcircolazione. Spetta invece ai capillari di favorire lo scambio di acqua, nutrienti, elettroliti, ormoni e altre sostanze tra il sangue e il liquido interstiziale, alle venule di raccogliere il sangue dai capillari, e infine alle vene di fungere da condotti per il trasporto del sangue al cuore e di serbatoio di grosse quantita' di sangue.
Le loro pareti, infatti, sono molto sottili ma posseggono ugualmente una tunica muscolare che consente, con il suo contrarsi e rilassarsi, di accogliere e di immettere nella circolazione sanguigna, a seconda del fabbisogno, quantita' piu' o meno grandi di sangue. Una caratteristica comune a tutti i vasi e' poi la distensibilita'.
Il fatto che le arterie siano distensibili permette di accogliere la gittata pulsatoria del cuore e di smorzare le pulsazioni pressorie trasformando il flusso sanguigno da pulsatile a continuo nei vasi molto piccoli. Il sistema piu' distensibile e', comunque, quello venoso. Per la sua distensibilita' esso esplica le funzioni di riserva temporanea di grandi quantita' di sangue da poter utilizzare nel momento del bisogno da altri settori del sistema circolatorio.
La regolazione nervosa della circolazione sanguigna interessa principalmente le funzioni generali come la ridistribuzione del flusso sanguigno nelle diverse aree del corpo, il potenziamento dell'attivita' della pompa del cuore (e in particolare la regolazione rapida della pressione arteriosa).
La sezione piu' importante del sistema nervoso autonomo che controlla la circolazione sanguigna e' quella del sistema simpatico.
La sezione parasimpatica del sistema nervoso autonomo ha significati importanti soprattutto nella regolazione della funzione cardiaca. 
Le fibre nervose vasomotrici del simpatico partono dal midollo spinale con tutti i nervi del tratto toracico e con i primi uno-due nervi del tratto lombare, passano nei gangli della catena simpatica e, da qui, raggiungono i vasi sanguigni attraverso due strade: i nervi simpatici specifici che innervano il sistema vascolare degli organi interni e il cuore e i nervi spinali che innervano principalmente i territori periferici. 

L'innervazione simpatica vale per tutto il sistema arterioso e venoso con l'esclusione degli sfinteri precapillari, dei capillari, della maggior parte delle metarteriole (Fig. 2). Il centro vasomotore (un'area situata nella sostanza reticolare del bulbo e nel terzo inferiore del ponte) trasmette di continuo segnali alle fibre nervose vasocostrittrici del simpatico in tutto l'organismo mantenendo un'attivita' di scarica a bassa frequenza di circa 0.5-2 impulsi al secondo. 
 

Questa attivita' continua e' chiamata tono vasocostrittore del simpatico che mantiene in uno stato di parziale contrazione le pareti dei vasi sanguigni (tono vasomotore). Il sistema nervoso autonomo simpatico, poiche' innerva quasi la totalita' dei vasi, se stimolato, puo' fare incrementare la resistenza vascolare sistemica con riduzione del volume dell'intero sistema vascolare sistemico. Con tale meccanismo il sistema nervoso autonomo simpatico e' in grado di variare il ritorno del sangue al cuore svolgendo, cosi', un ruolo importante nella regolazione della funzione cardiovascolare. 
Tratto da: lapelle.it

Le alterazioni microcircolatorie, possono essere studiate in maniera diretta tramite la capillaroscopia dinamica. Il sistema è costituito da un microscopio montato su di un braccio oscillante. Il microscopio è fornito di un filtro necessario per la visualizzazione della fluorescenza, e da sistema di illuminazione con lampada a vapori di mercurio. L’immagine viene videoregistata ed analizzata con sistemi computerizzati.
Un apposito software (Capiflow) permette una analisi morfologica delle immagini ed il calcolo di diversi parametri quali:
- la velocità di scorrimento delle emazie;
- l’ematocrito relativo;
- i diametri capillari:
- la diffusione transcapillare di traccianti intravitali come la fluorescina al 20%.

La misurazione della velocità (cross-correlation) indica la velocità di scorrimento delle emazie nel capillare in mm/sec.
L’ematocrito relativo viene misurato con un metodo densitometrico., misurando la differenza percentuale di densità ottica tra due finestre fotometriche.
Sempre con il metodo densitometrico viene calcolata la quantità di fluorescenza che esiste all’interno ed all’esterno del capillare, in Unità Arbitrarie.
Tratto da: doctor33.it

In seguito all’infiammazione acuta, nel microcircolo, sede di scambi gassosi con i tessuti, possiamo osservare una serie di reazioni:
- vasocostrizione: è la risposta più rapida, indotta dallo stimolo ricevuto, ed è immediatamente constatabile
- vasodilatazione: è provocata dai mediatori e per effetto del rilassamento delle cellule muscolari lisce
- ipertermia attiva: è provocata dal maggior afflusso di sangue
- ipertermia passiva: per effetto della migrazione di parte del sangue nel tessuto interstiziale e per
- l’addensarsi di quello che resta nel circolo sanguigno. Il lume dei capillari, in questa fase, tende a rivestirsi di globuli bianchi
- migrazione dei leucociti: passano nel connettivo
- formazione dell’essudato: a causa del ristagno dei liquidi
- fagocitosi: per effetto dell’afflusso dei leucociti nella sede dell’infezione

(NdR: Nei fatti la malattia (qualsiasi) nasce fisiologicamente, proprio qui nel microcircolo, per l'intossicazione dell'organismo e/o la iper produzione di globuli bianchi (dovute alle iperstimolazioni del sistema immunitario dovute a vaccini, stress, ecc.), e/o per il diminuito apporto alle cellule di ossigeno, nutrienti e sostanze necessarie alla produzione di certe proteine ecc., e/o alla loro specializzazione, oltre ad impedire la distribuzione delle sostanze prodotte e/o specializzate alle altre cellule dell'organismo e/o l'eliminazione delle eccedenze e/o delle tossine dalle cellule stesse, e quindi dai tessuti alle quali esse appartengono ! )

Video sulla microcircolazione:
 

 

Altro video che illustra la microcircolazione la parte centrale del video, il resto e' pubblicita' di uno strumento.
 

 

Ictus, scoperto il gene che segnala il rischio - Scoperta la variante genetica che rileva la predisposizione all'ictus.

FAGOCITOSI
La fagocitosi avviene in seguito al processo che opsonizza il materiale che dev’essere fagocitato. Tale operazione è promossa dagli anticorpi IgG e dal sistema del complemento. Il fagosoma è aggredito dai granuli primari contenuti nei lisosomi che, per effetto delle idrolasi acide, delle proteasi neutre e dei lisozimi, distrugge il fagosoma. Viene attivata la via degli esosi fosfati che, sotto l’azione dell’enzima NADPH ossidasi, forma NADPH.

Alterazioni
Possono essere numerose le anomalie morfologiche e funzionali dei capillari.
Le "malattie", in realta' sono sintomi, che causano danni nel microcircolo (microangiopatie) sono varie, tra le quali il
diabete mellito, l'ipertensione arteriosa e i disordini endocrini, sono in genere causate soprattutto dai Vaccini e da alimentazione inadatta per decenni.
Alterazioni del microcircolo sono state documentate nella sepsi, dove la densità capillare e la reologia sono alterate. Nei casi di alterazione, spesso a causa dell'aumentata permeabilità vascolare, si formano micro-emorragie che possono condurre alla distruzione del capillare.

"La funzione principale del sistema circolatorio è quella di fornire, attraverso il sangue, ossigeno e nutrienti agli organi in misura adeguata alle loro necessità. I capillari (sede dello scambio di elettroliti e gas fra sangue e tessuti) sono costituiti da un singolo strato di cellule endoteliali e consentono un rapido scambio di acqua e soluti con il liquido interstiziale.
Le arteriole possiedono uno spesso strato di muscolatura liscia, un sottile stato avventizio ed un rivestimento della parete interna di natura endoteliale, ed un diametro variabile fra i 5 ed i 100mm. Dalle arteriole originano i capillari (5-10 µm di diametro) o, meno frequentemente, le metarteriole aventi un diametro compreso fra 10 e 20 µm) da cui originano i capillari. Le metarterile possono avere funzione di transito verso le venule, o possono alimentare il letto capillare. I capillari costituiscono una fitta rete di piccoli condotti fra loro interconnessi. Le arteriole costituiscono i vasi di resistenza del sistema circolatorio e, il loro diametro, è il risultato della forza costrittrice del muscolo contro la forza distendente prodotta dalla pressione intraluminale. Sfruttando la muscolatura di cui sono dotate possono controllare e modulare la quantità di sangue da far giungere ai diversi distretti corporei.

La distribuzione dei capillari varia da tessuto a tessuto, ed è maggiore nei tessuti muscolare, cardiaco e ghiandolare, dove ha sede un'intensa attività metabolica, ed è minore negli altri tessuti (es.: cartilagineo). Alcuni capillari hanno un diametro inferiore a quello degli eritrociti, costringendo questi ultimi a deformarsi temporaneamente durante il passaggio. La velocità del flusso sanguigno nei capillari è regolata dalle arteriole, mediamente è di 1mm x s-1. La vasomotilità dei vasi precapillari agisce compensando incrementi e decrementi pressori, è tuttavia influenzata anche da fattori umorali e nervosi.
Il flusso di sangue fra capillari e tessuti è denominato flusso nutrizionale poichè attraverso di essi si realizzano scambi di gas e soluti, il flusso attraverso metarteriole che si cortocircuitano facendo passare il flusso arterioso in quello venoso, senza scambi interstiziali, è definito flusso non nutrizionale (tipico della regione dei polpastrelli).
Il tessuto capillare non è provvisto di muscolatura, non può pertanto determinare direttamente variazioni sul flusso ematico.
E' invece recente la scoperta che, le cellule endoteliali che lo compongono sono in grado di sintetizzare sostanze in grado di modificare l'entità contrattile delle arteriole. Una di queste sostanze è il monossido di azoto noto anche come fattore rilasciante di origine endoteliali, con proprietà vasodilatatrice, viene liberato sotto la stimolazione di alcune molecole (es. ATP, istamina ecc.). Anche la prostaciclina viene liberata dalle cellule endoteliali dei capillari. Con il particolare compito di evitare la trombosi intravascolare ostacolando l'aggregazione piastrinica sull'endotelio".
By Dott. Pierluigi De Pascalis - Tratto da: Nonsolofitness.it

Le alterazioni microcircolatorie, possono essere studiate in maniera diretta tramite la capillaroscopia dinamica.
Il sistema è costituito da un microscopio montato su di un braccio oscillante. Il microscopio è fornito di un filtro necessario per la visualizzazione della fluorescenza, e da sistema di illuminazione con lampada a vapori di mercurio.
L’immagine viene videoregistata ed analizzata con sistemi computerizzati. Un apposito software (Capiflow) permette una analisi morfologica delle immagini ed il calcolo di diversi parametri quali:
- la velocità di scorrimento delle emazie;
- l’ematocrito relativo;
- i diametri capillari:
- la diffusione transcapillare di traccianti intravitali come la fluorescina al 20%.
La misurazione della velocità (cross-correlation) indica la velocità di scorrimento dei globuli rossi nel capillare in mm/sec.

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MICROANGIOLOGIA CLINICA SEMEIOTICO-BIOFISICA dei DISPOSITIVI ENDOARTERIOSI di BLOCCO. 
In questo articolo e' illustrata la microangiologia clinica semeiotico-biofisica di importantissime strutture microcircolatorie (*), i Dispositivi Endoarteriolari di Blocco (DEB), diffusi in tutti i sistemi biologici (in realtà, solo i BED tipo Iisono ubiquitari: V. avanti), dove svolgono un ruolo di primaria importanza nella regolazione della locale flow-motion, come dimostra il fatto che la loro compromissione, magari funzionale, “geneticamente” orientata, provoca la compromissione dell’attuazione della fisiologica Riserva Funzionale Microcircolatoria,  che condiziona il rischio di patologie che si instaurano magari dopo anni o decenni, come ci consente di affermare una esperinza clinica di 45 anni con l’originale semeiotica fisica.

(*) NdR: Microcircolazione: "circolazione del sangue nei piccoli vasi" - Utile il Mirtillo Rosso per migliorare la microcircolazione - ll Mirtillo Rosso (Vaccinium vitis idaea) trova un crescente impiego anche riattivare la microcircolazione; riattivarla, significa anche apportare ossigeno alle cellule ed al flusso sanguigno.Difficili sono da sintetizzare le proprietà farmacologiche delle bacche: si pensi che soltanto antocianine (flavonoidi) sono conosciute più di cinquecento varietà !

A questo punto, il lettore deve sapere che la presenza di DEB tipo I neoformati, patologici, descritti in seguito, indicano il “reale rischio” di malattie, incluso il tumore.
Questi eventi microcircolatori, sui quali ritorneremo con necessaria insistenza anche nei capitoli ulteriori, hanno permesso di stabilire, per la prima volta clinicamente “clinicamente”, il legame tra fattore genetico e fenotipo.


Infatti
, lo studio clinico dei dispositivi endoarteriosi di blocco ha reso possibile l’osservazione e la “quantificazione” degli errori genetici nei vari sistemi biologici, permettendo di individuare i soggetti a “rischio reale” delle più frequenti e pericolose patologie umane e di descrivere le differenti costituzioni semeiotico-biofisiche.

Per questi motivi, illustrati nei dettagli dal punto di vista clinico semeiotico-biofisico, noi attribuiamo alla descrizione dell’anatomia e della funzione di queste strutture microcircolatorie, al momento sconosciute da parte della maggioranza dei clinici, un valore essenziale per la comprensione dell’importanza dello studio della Microangiologia Clinica da parte dei medici di domani, in particolare dei medici di medicina generale.
I dispositivi endoarteriosi di blocco (DEB), strutture ubiquitarie di differente morfologia derivate dalla media  arteriolare, si trovano in un solo punto della parete vascolare con due o più strati di cellule muscolari lisce e sono aggettanti nel lume in forme diverse: cuscinetti a larga base d’impianto, formazioni allungate o polipoidi, generalmente peduncolate (Curri 1, 2) formazioni sfinteriche, architetture intimali contrattili (Fig. 1).

Fig.1. : Dispositivo endoarterioso di blocco, peduncolato ed aggettante nel lume arteriolare, di tipo proboscide, indicato dalla freccia, osservato nella cute della gamba. (Riprodotto per gentile concessione del Prof. S.B.Curri)

La localizzazione dei DEB e' nelle piccole arterie con media formata da due o più strati di cellule muscolari lisce, cioe' a monte delle “arteriole”, secondo Bucciante.
La contrazione e la decontrazione di questi dispositivi  di blocco, che avvengono in sintonia con quelle arteriolari ma sono più intense per la maggiore ricchezza di cellule muscolari nei confronti della media arteriolare, permettono una sicura regolazione del flusso microcircolatorio distrettuale diretto alle arteriole ed ai capillari, come consente di affermare la Semeiotica Biofisica.
Le cellule muscolari dei DEB, immerse in un “ambiente” di glucosaminoglicani e fibrille collagene disposte in senso spiraliformi all’esterno e circolare all’interno verso il lume, sono contenute dentro lo sdoppiamento della lamina elastica interna, ricoperta da endotelio.
A differenza di altre strutture anastomotiche, come le AVA tipo II, gruppo A e B, i DEB, che dal punto di vista funzionale devono essere considerati come AVA, sono ampiamente rappresentati e diffusi in quasi tutti i sistemi biologici (mi riferisco ai DEB t5ipo II, come scritto sopra) (1, 2), come da noi altrove dimostrato clinicamente (V. Bibliografia nel sito citato: 36, 39, 53, 86).
Ne consegue che in moltissimi tessuti, per esempio il miocardio e il tessuto adiposo della mammella, la regolazione del flusso sanguigno diretto alle reti capillari e' affidata esclusivamente ai DEB, definiti da Bucciante “architetture intimali contrattili”; essi corrispondono ai “cuscinetti endoarteriosi” o al tipo I dei dispositivi di blocco di Curri (1, 2) e, infine, alle “Polsterarterien” di Bucher (3).
I DEB possono essere isolati o contrapposti, in modo più o meno esatto, nella partete arteriolare. Talvolta, sono presenti in numero maggiore nella stessa arteriola, in forma di “cuscinetti”, che sporgono nel lume riducendone il calibro. Anche se la forma dei DEB e' differente, la struttura e' costante con un funzionamento di chiusura del lume arterioso quando i DEB sono rilasciati o decontratti, e di apertura fisiologica allorche' le cellule muscolari lisce si contraggono, il che avviene ciclicamente.

Per motivi di chiarezza diciamo subito che l’apertura delle AVA tipo I e II, gruppo A e B, provoca derivazione del sangue, che non fluisce attraverso i capillari nutrizionali.  Al contrario, l’apertura dei DEB favorisce la flow-motion.
Poiche' noi trattiamo insieme l’attività di queste strutture derivative, in quanto le consideriamo tutte come AVA “funzionalmente” intese, il termine apertura deve essere inteso come causa di deviazione del sangue verso i shunts locali. In realtà, in questo caso, i DEB sono chiusi. Ne consegue che il termine apertura, quando applicato alle AVA in generale, indica la chiusura  dei DEB, a cui fa seguito il fenomeno della centralizzazione del flusso microcircolatorio locale.

Dal punto di vista microangiologico-clinico la vera chiusura dei DEB e' rivelata dalla presenza del riflesso ureterale medio (NN = 20 sec. di durata a riposo) durante stimolazione di “media” intensità di determinati trigger-points: immediatamente valutata, l’ossigenazione istangica appare ai limiti superiori della norma, nel fine gioco delle oscillazioni fisiologiche del pH tessutale causato dalla disomogeneità temporale. La valutazione dell’ossigenazione tessutale e' resa possibile, per esempio, dalla quantificazione del tempo di latenza (tl) del riflesso gastrico aspecifico e/o ciecale.
Quando i miociti del cuscinetto sono rilassati, cioe' a dire completamente decontratti, il loro volume aumenta in modo consistente, occupando una porzione più o meno rilevante del lume, con conseguente ostacolo meccanico al flusso ematico microcircolatorio distale. Il meccanismo di chiusura del lume arteriolare potrebbe essere differente nel caso che la architettura intimale fosse disposta circolarmente nelle parete arteriolare, provvista di fibre disposte circolarmente all’esterno e longitudinalmente all’interno.

Importante e' il fatto che i DEB sono ubiquitari e che, come tutti i microvasi, vanno incontro a processi di involuzione senile fisiologica e subiscono delle modificazioni patologiche nelle varie istangiopatie: dissociazione dei fasci di fibre muscolari (edema interstiziale, imbibizione plasmatica), miocitolisi, iperplasia e ipertrofia del sarcolemma con dissociazione miofibrillare, connettivizazione e fibrosclerosi completa con retrazione del dispositivo.

Inoltre, fatto di fondamentale importanza per la Microangiologia Clinica, le alterazioni funzionali dei DEB sono frequentissime e precoci nel corso di malattie di varia natura e in particolare nelle più gravi patologie umane, a partire dallo stadio iniziale, come diremo  in seguito.
Si tratta di un aspetto fondamentale nella patogenesi delle malattie umane più frequenti e pericolose, mai trattato prima dal punto di vista clinico, che sarà ampiamente affrontato e discusso ai fini della prevenzione primaria. Noi attribuiamo alla iniziale disfunzione dei DEB il ruolo principale nell’insorgenza e progressione dello stato pre-morboso, come diremo nel relativo articolo.
Dal punto di vista semeiotico-biofisico queste alterazioni, assai precoci nel confronto di quelle di altre strutture microcircolatorie, possono essere funzionali, reversibili, o strutturali, quasi sempre irreversibili. Sulla base di sicuri dati istologici, la reattività e la modalità di risposta dei dispositivi endoarteriosi di blocco di fronte alle numerose cause patogene, sono caratterizzate da una certa monotonia ed uniformità delle lesioni di tutta la parete(1, 2).

La Semeiotica Biofisica consente lo studio del modo di essere funzionale e strutturale dei DEB, in qualsiasi loro localizzazione.
Le alterazioni dei DEB, molto “precoci”, come più volte ricordato, causano modificazioni emodinamiche a livello capillare e venulare post-capillare, cioe' quella condizione che Curri definisce “insufficienza dei dispositivi di blocco” (1).
In realtà, secondo noi, molto più frequente in clinica e' l’ “insufficienza funzionale” dei DEB, presente ab initio in tutte le malattie, acute e croniche, queste ultime precedute, per anni o decenni (zona grigia, a cui dedicheremo un’ampio spazio), dalle alterzioni dei DEB, che descriviamo di seguito.
La valutazione semeiotico-biofisica dei DEB, in condiazioni fisiologiche e patologiche, si realizza mediante stimolo di “media” intensità (pizzicotto cutaneo o pressione digitale, indirettamente o, rispettivamente, direttamente), applicato direttamente (polpastrello digitale, mammella, tessuto adiposo addominale, ecc.) e, molto più frequentemente, in modo indiretto mediante pizzicotto cutaneo prolungato dei trigger-points del corrispondente dermatomero (nostri lavori: Bibliografia nel sito). Dopo tl di 3 sec., nel sano, il terzo medio  ureterale si dilata con una intensità ³ 1,5 cm.£ 2 cm., per la durata di 20 sec. esatti e con un riflesso residuo di appena 0,5 cm. (= interstizio).
Dopo ulteriori 6 sec.- tempo della scomparsa del riflesso o della chiusura dei DEB – dalla cessazione del riflesso si osserva l’inizio del ciclo successivo. In realtà, subito dopo l’applicazione dello stimolo sui relativi trigger-points compare un riflesso medio ureterale < 1 cm. (= interstizio), seguito dopo 2 sec. dal riflesso appena descritto.
A questo punto anticipiamo la importanza diagnostica della veloce realizzazione del primo riflesso ureterale (= interstizio): un riflesso instauratosi rapidamente e'  espressione di locali condizioni fisiologiche dei DEB. 


INDIVIDUO SANO.
DEB:  Apertura – Durata 20 sec., Intensità ³ 1,5 cm.£ 2 cm. Þ  Chiusura  6 sec. (ripet. ciclo)

La valutazione “dinamica” dei parametri di questo riflesso (riflesso ureterale medio) e' assai ricca di informazione: durante stress tests e la manovra di Valsalva, sono quantizzati i vari parametri, che vengono confrontati con i rispetivi valori di base.
Nel sano osserviamo: tl 3 sec., I ³ 2 cm., D > 22 sec., riflesso residuo 0,5 cm.e tempo della chiusura o scomparsa del riflesso 3-4 sec. Contemporaneament, il riflesso ciecale, provocato subito dopo con “intensa” stimolazione degli stessi trigger-points, mostra un tl aumentato significativamente, espressione di un netto incremento dell’ O2 tessutale. Questi dati indicano chiaramente che la flow-motion aumenta (apertura “reale” dei DEB) in modo netto per rifornire i tessuti della quantità necessaria di materia-informazione-energia.

In riferimento a quanto scritto prima, a proposito del funzionamento attuale delle anastomosi arterio-venulari, considerando che contemporaneamente le AVA tipo I e II (dove sono presenti) partecipano alla regolazione del flusso microcircolatorio, in questa condizione parliamo di chiusura delle AVA anche se, in realtà, i DEB sono aperti ben oltre i valori fisiologici di apertura. 
Infine, una valutazione dei DEB, ricca di informazione, e' rappresentata dal precondizionamento di queste strutture microvasali.

Ricordo che esistono gli importanti DEB tipo I neoformati, sempre patologici, caratterizzati da muscolatura abbondante con più intenso ostacolo del flusso ematico nelle piccole arterie e conseguente acidosi tessutale nel relativo parenchima. Infatti, il riflesso ureterale medio, causato da “intensa” stimolazione dei trigger-points specifici, e' meno intenso  (I = 1 cm.) di quello relativo ai DEB tipo I, normale (I = 2,5 cm. circa), provocato da stimolazione medio-intensa (= differente la strutura muscolare).
Nelle patologie acute la modificazione funzionale dei DEB e' presente a partire dal primo stadio, clinicamente asintomatico. Per esempio, nella comune influenza, quando ancora e' assente la SISRI “incompleta” (V. Glossario nel sito), l’incrementata funzione dei DEB e' evidenziabile chiaramente:  tl 3 sec. (durante il quale si attua il riflesso ureterale medio interstiziale < 1 cm.), I >1,5 , D > 20 sec., riflesso residuo > 0,5 cm., tempo di scomparsa < 6 sec. e precondizionamento ancora fisiologico. Contemporaneamente e' presente il tipico diagramma “influenzale” della unità microvascolotessutale del polpastrello digitale (a questo argomento dedicheremo un ampio capitolo: Bibliografia nel sito), in assenza di altri segni.
E’ possibile, pertanto, prevedere l’episodio morboso influenzale con ore di anticipo, il che ha favorevoli conseguenze in caso di comparsa di febbre, vomito, vertigine, diarrea, non solo per il malato ma anche per il curante.


La precocità e la sensibilità della disfunzione dei DEB e la presenza di DEB tipo I neoformati sono tanto ricche di significato clinico da permettere di escludere, quando i parametri del riflesso ureterale medio sono nella norma, una qualsiasi patologia dell’organo studiato.

Và aggiunto che, se queste interessanti strutture microcircolatorie sono bene funzionanti anche durante le prove dinamiche, si può escludere il “rischio reale” di future patologie, croniche o tumorali, in quello specifico sistema biologico, naturalmente se le condizioni “dietetiche” ed ambientali restano immutate.
In base a quanto sopra riferito, merita una profonda discussione il fondamentale ruolo svolto dai DEB nella prevenzione primaria di patologie croniche, come il diabete mellito, artrosi, connettiviti varie, dislipidemie, gotta (trigger-point l’elice), glaucoma, tumori maligni (V. Terreno Oncologico nel sito), ecc, oltre a quello,  già detto, nella diagnostica  bed-side.
Infatti, le informazioni acquisite con la valutazione dei cinque parametri del riflesso ureterale medio sono in perfetto accordo con altri dati, che tuttavia sono presenti in un tempo anche di molto successivo, relativi alla vasomotility, vasomotion, RFM, pH tessutale, funzionamento delle AVA tipo I e II, gruppo A e B, O2 istangico e i parametri del
precondizionamento semeiotico-biofisico.
E’ da tenere sempre presente, però, che la disfunzione dei DEB, facilmente evidenziabile, magari con le prove dinamiche, inizia assai precocemente, precedendo di anni e decenni le patologie croniche, come glaucoma, diabete mellito (4), emopatie ecc.
Questi fatti, osservati in una ormai lunga esperienza al letto del malato, rendono ragione della importanza patogenetica, da noi attribuita alla disfunzione dei DEB, e della
nostra previsione di una futura branca della Microangiologia Clinica che studierà queste strutture microcircolatorie dal punto di vista anatomo-funzionale.

A questo punto, ci dobbiamo chiedere quale sia il ruolo patogenetico (se veramente esiste) eventualmente svolto dalla disfunzione dei DEB. Detto altrimenti, il funzionamento imperfetto, iniziale e reversibile, in un primo tempo almeno, di queste strutture, osservabile quando la vasomotility e la vasomotion relative a riposo sono normali, verosimimente recita un ruolo patogenetico  di primo piano nell’insorgenza delle comuni malattie croniche, le cui molteplici noxe agiscono anche mediante le alterazioni, prima funzionali e, poi, strutturali, dei DEB, causa a loro volta della “microcirculatory maldistribution”, secondo Curri (1, 2).
Consideriamo un esempio paradigmatico, che esprime chiaramente e concretamente la valenza astratta del concetto: il pancreas endocrino di un individuo, figlio di due diabetici, apparentemente sano e con esami di laboratorio perfettamente normali al momento, presenta segni semeiotico-biofisici di compromissione funzionale dei DEB pancreatici già a riposo e la presenza dei DEB tipo I neoformati.
Infatti, il pizzicotto cutaneo, medio-intenso e prolungato, e rispettivamente “intenso”, del VI dermatomero toracico (la cute dell’epigastrio, sotto l’emiarcata costale ds o sn, subito all’interno della linea emiclaveare) dopo tl di 3 sec. provoca il riflesso ureterale medio di 2,5 cm., e rispettivamente di circa 1 cm., che durano < 20 sec. (NN = 20 sec.), seguito da un riflesso residuo di > 0,5 cm. e da un tempo di scomparsa di > 6 sec. Nella  pratica quotidiana si può valutare la sola durata di apertura dei DEB, in genere inversamente correlata con il valore del precedente parametro, e la presenza dei DEB tipo I neoformati.

La disfunzione, così accertata, e' resa ancora più evidente dalle prove da sforzo, o dinamiche, cioe' lo stress test o la manovra di Restano (il soggetto da esaminare chiude i pugni e per soli 5 sec. non respira: test del pugile più test della apnea), cioe' ipertono simpatico.
Molto utile per la ricchezza di informazioni e' il preconsizionamento semeiotico-biofisico (V. Glossario nel sito).
Di fronte ad un simile individuo, il medico deve intervenire prontamente, spiegando all’interessato la sua particolare condizione di rischio “reale” di diabete mellito, come scritto su NEJM da uno di noi (Bibliogrfia nel sito: 87), consigliando la terapia “dietetica” preventiva e sottoponendo il soggetto a periodici controlli clinici.
E’ opportuno sottolineare, fatto di notevole interesse, che si tratta di soggetti  in uno stato pre-clinico, pre-metabolico, per cui la prevenzione primaria non e' diretta soltanto contro il diabete mellito, ma contro tutte le altre patologie che compongono la sindrone di Reaven, classica e variante (24, 69).
Quanto appena scritto vale, pertanto per tutte le malattie croniche, compresa la pericolosa cardiopatia ischemica, molto spesso silente, magari per lunghi periodi di tempo.
Negli stadi più avanzati, per ovvi motivi, i dati della valutazione  clinica di base della patologia dei DEB sono perfettamente sovrapponibili a quelli del precondizionamento semeiotico-biofisico, attuato negli stadi iniziali.

Una utilissima applicazione della valutazione clinica dei DEB recita un ruolo di primo piano nella prevenzione e, naturalmente, dalla diagnosi della cardiopatia ischemica “silente” (Cardiopatia Ischemica nel sito): nel sano, la pressione della mano, di media intensità, esercitata sopra la proiezione cutanea dei due ventricoli, causa il riflesso ureterale medio, che fisiologicamente mostra valori parametrici, ormai noti al lettore, cioe' tl 3 sec., I  ³ 1,5 cm., D 20 sec. esatti, riflesso residuo praticamente assente e tempo di scomparsa 6 sec.
Al contrario, in presenza di “rischio coronarico” – questo vale anche per tutti gli altri sistemi biologici a rischio reale – i parametri del riflesso, relativo ai DEB, sono alterati più o meno seriamente, con intensità e durata inversamente correlati alla gravità del rischio. Inoltre, e' sempre presente il riflesso residuo, anche se lieve, mentre il tempo di scomparsa e' > 6 sec. Come sempre, un ruolo importante e' svolto dalla osservatione dei DEB tipo I neoformati.

A questo punto e' opportuno segnalare che nelle fasi iniziali della alterazione “funzionale” dei DEB, la vasomotility appare incrementata, anche se lievemente (AL + PL = 7 sec. versus 6 sec.) al fine di mantenere la vasomotion in valori normali:  nella vasomotion, AL + PL durano 6 sec. all’inizio, per scendere dopo anni o decenni, a 5 sec., mentre la vasomotility si accentua ulteriormente e si realizza il quadro della attivazione microcircolatoria tipo II o dissociata, suddivisibile, in realtà, come ormai noto al lettore, in diversi sottotipi proprio in rapporto al comportamento delle AVA, funzionalmente intese.
In queste condizioni, in cui il microcircolo e' in qualche modo attivato, l’O2 tessutale, valutato di base come tl del riflesso ciecale e/o gastrico aspecifico, e' ancora nei limiti normali, cosicche' i dati del precondizionamento sono ai bassi livelli fisiologici: nella ripetuta valutazione, a distanza di cinque secondi l’una dall’altra, dei parametri del riflesso ciecale il miglioramento risulta statisticamente non significativo oppure e' nullo.
In altre parole, come altrove descritto in questo sito, si tratta di una “variante” della attivazione microcircolatoria  patologica, dissociata, di tipo II, in cui l’istangio e' in condizioni di rifornimento di energia-materia-informazione ai limiti inferiori della norma a riposo, poiche' la vasomotility e' attivata per contrastare la prolungata, patologica ancorche' parziale, occlusione arteriolare.
Tuttavia, siamo in presenza di una situazione senza dubbio alcuno non propriamente fisiologica, da eliminare tempestivamente, al più presto, innanzitutto con la dieta, etimologicamente intesa, e, poi, con farmaci istagioprotettori (3, 37, 58).
 

MICROCIRCOLO A RIPOSO INTENSITA’
I,5 CM.
DURATA 20 SEC. RIFLESSO RESIDUO MINIMO 0,5 CM DURATA RIFLESSO RESIDUO 6 SEC.
ATTIVATO TIPO I , ASSOCIATO INTENSITA’
>  I,5 CM. 
DURATA>20SEC. RIFLESSO RESIDUO 1CM DURATA RIFLESSO RESIDUO < 6 SEC.
ATTIVATO TIPO II ,  DISSOCIATO


INTENSITA’
<  I,5 CM.

DURATA<20SEC. RIFLESSO RESIDUO1 CM


DURATARIFLESSO
RESIDUO > 6 SEC

  Tabella 1: Nella tabella sono indicati i valori dei parametri dei dispositivi endoarteriosi di blocco nelle varie situazioni fisiologiche e patologiche. Valori intermedi si osservano nei passaggi da una condizione all’altra.

La durata di AL + PL nell’attivazione microcircolatoria tipo I, associata, e' di 8 sec. sia nella vasomotility che nella vasomotion, mentre i parametri dei DEB sono in relazione alla presente maggiore “apertura”. Una “variante” del tipo II e' rappresentata dall’allungamento di AP + PL della sola  vasomotility (8 sec.), mentre normale e' il valore parametrico nella vasomotion.
Nella forma di attivazione tipo II osserviamo i più alti valori di AL + PL nella vasomotility (9 sec.), mentre quelli della vasomotion scendono a 5 sec.
Nella “variante” di iniziale scompenso, presenti le alterzioni dei DEB, il parametro AL + PL della vasomotility mostra valori lentamente decrescenti: da 8-9 sec. passa a 7-8 sec. per insufficienza iniziale della sfigmicità arteriolare, espressione di iniziale scompenso del “cuore periferico”; la sua insufficienza  diventa “totale” quando, a riposo, AL + PL della  vasomotility e' di 5-6 sec. e quello della vasomotion presenta i valori più bassi osservati.
Direttamente correlato al tipo di attivazione e' il comportamento dei noti parametri dei DEB: la durata della apertura si riduce (NN = 20 sec.) e quella della chiusura aumenta (NN = 6 sec.) nel tipo II e nelle sue varianti. Con il venire meno della energia libera nelle cellule muscolari lisce dei DEB  appare sempre più compromessa la loro funzione: l’ostacolo al flusso ematico arteriolare aumenta e conseguentemente la sfigmicità, all’inizio, e' accentuata per conservare una ancora fisiologica flow-motion capillare, ma successivamente e lentamente va verso lo scompenso, che carattrizza appunto la fase terminale del tipo II o scompenso del cuore periferico ( Tab.2 )

                                                        COMPORTAMENTI MICROCIRCOLATORI

Tipo di microcirolazione Vasomotility
AP + PL  (sec.)
 DEB
apertura  scomparsa
Vasomotion
AP + PL  (sec.)
Fisiologica   di base 6 20                        6 6
Attivazione Microcircolatoria tipo I 7 - 8 > 20                   < 6 7 - 8
Attivazione Tipo II , dissociata, “variante” 8 - 9 < 20                   > 6 6
Attivazione Tipo II,  dissociata 7 - 8 < 15                   > 6 5
Scompenso microcircolatorio 6 < 15                   > 6  4

                                                                                                                                 Tabella 2
By dott. Sergio Stagnaro (medico)

BIBLIOGRAFIA.
1) Curri S.B. Le Microangiopatie. Inverni della Beffa, Milano, 1986
2) Curri S.B. Pannicolopatia Mammaria da Stasi, Parte seconda. Inverni della Beffa, Milano, 1984
3) Bucher O. Polsterbildungen in den Arterien des Myocards (Polsterkissen und Polsterarterien). Schweiz. med. Wschr.47, 65-69, 1944.
4) Stagnaro S., West PJ., Hu FB., Manson JE., Willett WC. Diet and Risk of Type 2 Diabetes,
N Engl J Med. 2002 Jan 24;346(4):297-298. [MEDLINE]

Aneurisma aortico addominale escluso clinicamente in un secondo con la semeiotica biofisica quantistica
15 luglio 2009, http://www.fcenews.it, http://www.fceonline.it/index.php?option=com_content&task=view&id=11855&Itemid=47
Diagnosi Clinica Precoce dell'aneurisma Aortico Addominale -
2005
http://www.piazzettamedici.it/professione/professione.htm

INTRODUZIONE
Questo lavoro sottolinea chiaramente, ancora una volta, l’affidabilità, il notevole valore e, quindi, l’utilità della Semeiotica Biofisica Quantistica applicata sia all’angiologia macro- che microscopica, finora oggetto esclusivo d’indagine della semeiotica strumentale (1-10).
Infatti, la Semeiotica Biofisica Quantistica dell'aorta addominale e delle aa. iliache risulta veramente efficace nel tempestivo riconoscimento, per es., dell'aneurisma aortico addominale (AAA), a partire dagli stadi iniziali privi di fenomenologia clinica, e nel suo monitoraggio (11). In verità, sono troppi i pazienti riconosciuti portatori di Ectasia Pre-Aneurismatica o AAA solamente quando insorge una complicazione come  la fissurazione, la rottura o le tromboembolie, a conclusione di un decorso asintomatico della durata di molti anni in individui considerati sani fino al momento del drammatico esordio della malattia.
Una ormai lunga e sicura esperienza al letto del malato mi consente di affermare che molto spesso durante l’esecuzione di una ecotomografia addominale lo specialista non esamina l'aorta addominale di routine, ma  esclusivamente  su precisa richiesta del medico generalista. Per questi motivi, e specialmente per le notevoli possibilità che la Semeiotica Biofisica offre per prevenire le gravi e/o mortali complicazioni dell'AAA, invito il lettore a seguirmi con particolare attenzione nella seguente illustrazione, che sarà di sicuro arricchimento nel riconoscere precocemente e rapidamente una patologia assai pericolosa se non diagnosticata (11-13).

METODICA
In un individuo, supino e psicofisicamente rilassato, localizzata con la palpazione la sede inguinale dell'arteria femorale comune di destra. (o di sinistra, ovviamente), si colloca il tamburo del fonendoscopio sopra la proiezione cutanea del tratto distale dell'arteria iliaca omolaterale, in pratica subito sopra l'area della pulsazione dell'arteria femorale comune (Fig.1).

Fig. 1 (A) e Fig. 2 (B)

La percussione, come al solito applicata delicatamente e direttamente sopra la cute, viene eseguita procedendo dal fianco ds. verso la linea alba, e viceversa, su linee parallele ed orizzontali, passando via via dallo scavo pelvico alla linea ombelicale trasversa, seguendo la metodica  ormai nota al lettore. Quando la percussione è esercitata sopra l’esatta proiezione della arteria iliaca destra., il suono è percepito nettamente modificato, ipofonetico ed intenso, “come se nascesse vicino all’orecchio di chi ascolta” (14, 15). In tal modo è facile delimitare l'arteria iliaca destra. fino alla sua origine aortica (1, 2, 15).
A questo punto, collocato il tamburo del fonendoscopio sopra la proiezione cutanea del tratto aortico terminale e/o dell'inizio delle arterie iliache, si esegue la percussione ascoltata dell'arteria  iliaca sinistra. e, infine, dell'aorta addominale, nel modo sopra illustrato (1, 2) (Fig 1).
Interessante ed utile è il fatto che il test del pugile (= il paziente stringe fortemente i pugni), provocando notoriamente ipertono simpatico e, quindi, aumento del tono dei vasi di resistenza (= arteriole e piccole arterie, sec. Hammersen), causa fisiologicamente e transitoriamente la dilatazione delle arterie iliache e dell'aorta, corroborando pertanto la correttezza dell’avvenuta delimitazione dei vasi.  In pratica, nel sano dopo un tl di 3 sec. a partire dall’inizio del test del pugile e per una durata di 6 sec. circa, le grandi arterie elastiche e muscolari si dilatano. Al contrario, le rigide pareti, per esempio., di una ectasia pre-aneurismatica o di un aneurisma, consentono soltanto minimi aumenti del diametro vasale, come  in caso di ATS, rivelabili come riflesso gastrico aspecifico (V il mio sito www.semeioticabiofisica.it, Pagine techniche, N° 1).

Al fine di evitare risultati apparentemente patologici, cioè falsi positivi, la percussione deve essere delicata, di debole intensità, per quanto “apparentemente” vago possa sembrare questo termine (2, 3) (Fig. 2).
Al valore “scientifico” degli aggettivi che descrivono le differenti intensità della stimolazione dei trigger-points nell’originale semeiotica, è dedicato un ampio e giustificato spazio nel prossimo volume nella Introduzione alla Semeiotica Biofisica (15), correlando l’intensità della percussione all’attivazione delle diverse strutture microcircolatorie attivate.
Mediamente, al di sopra dei 50 aa., il diametro dell'a. iliaca è < 1cm., valutato percusso-ascoltatoriamente come  proiezione cutanea, mentre quello dell'aorta è di 1 cm. circa, in un individuo sano, supino e psicofisicamente rilassato.
Dopo aver diagnosticato un aumento, ancorché circoscritto, del diametro vasale, è necessario procedere alla valutazione, sia in senso trasversale sia longitudinale, dei diametri massimi prima e dopo il test del pugile. Infatti, durante la valutazione dinamica (ipertono simpatico) l'aorta sana si dilata di 2 cm. circa in modo statisticamente significativo, facilitando la corretta  localizzazione dell’ectasia aortica, le cui modificazioni volumetriche sono minimamente modificate, per esempio, dal test del pugile: 0,5 cm. A questo punto, la pressione digitale, applicata sopra la proiezione cutanea dell'aneurisma stimola i relativi trigger-points parieto-vasali e, quindi, causa la sindrome p. asc. cistica: sollevamento dell’angolo di His, riflesso gastrico aspecifico, riflesso ureterale “in toto”, d’intensità direttamente correlata alla gravita della vasculopatia.
(Per ulteriori informazioni vedere altri articoli e la Bibliografia nel sito citato).

In questa sede desidero soltanto attirare l’attenzione del lettore sul fatto che, nel sano, il calibro dei vasi arteriosi, muscolari ed elastici, indipendentemente dalla pulsazione cardiaca sisto-diastolica e dagli atti respiratori, oscilla in modo autonomo ed autoctono 6 volte al minuto con una intensità convenzionale variabile da 1 a 3 e con un periodo compreso tra 9 sec. e 12 sec., come si osserva in tutti  i sistemi biologici.
Accanto a ciò, ricordiamo che anche i relativi vasa vasorum avventiziali mostrano identico comportamento per quanto concerne i loro diametri, la cui indagine fornisce al medico bed-side una notevole mole d’informazioni. Lo studio di queste dinamiche è reso possibile clinicamente dalla Semeiotica Biofisica Quantistica, mentre l’insieme delle conoscenze del caos deterministico “microvascolare”, clinicamente raccolte, costituisce la Microangiologia clinica.
Prima di concludere l’articolo è senz'altro opportuno sottolineare ancora una volta un essenziale aspetto tecnico, cioè la necessità della “delicatezza” dell’esecuzione della percussione digitale, direttamente applicata sopra la cute, che rappresenta la conditio sine qua non della propagazione delle onde sonore, dalla cute verso l'interno dell'addome, lungo linee perpendicolari e parallele con scarsissimi fenomeni di rifrazione. Ne consegue il perfetto accordo tra i reali diametri massimi,  trasversale  e longitudinale, dell'aorta e quelli rilevati con la P. Asc. (Fig. 2).
Come  riferito sopra, se la percussione è intensa il suono è percepito prima che essa sia applicata sopra l’esatta proiezione cutanea delle pareti dell'aorta, poiché le onde rifratte sono successivamente riflesse dalle pareti del vaso esaminato e, quindi, ascoltate chiaramente dal medico dopo essere state raccolte dal tf collocato ad arte (Fig. 2). In termini tecnici, se la percussione è correttamente applicata, la geometria p.asc., è “euclidea”, ma diventa “proiettiva” quando l’intensità  della percussione è erroneamente elevata.
Nel sano, la pressione digitale “intensa” applicata sopra una arteria femorale non provoca “simultaneamente” il riflesso gastrico aspecifico, permettendo di escludere in un secondo l’AAA. Al contrario, in presenza di ectasia dell’aorta o di Aneurisma Aortico Addominale, “simultaneamente” all’inizio della intensa stimolazione arteriosa si osserva la dilatazione del fondo e del corpo gastrico, la cui intensità è correlata con la dilatazione dell’aorta.

Per ricapitolare, di seguito riferisco i due metodi di pratica utilizzazione, da utilizzare nel precisare la diagnosi lesione dell’aorta addominale.

A)  Una semplice valutazione dell’AAA è la seguente: pressione digitale “intensa” sopra l’a.femorale ds. Ç ipertono simpatico Ç aumento “transitorio” del tono dei vasi di resistenza Ç aumento pressorio nei vasi elastici e muscolari Ç accentuazione degli in-puts a partire dal vaso aneurismatico Ç comparsa della sindrome cistica (come descritto in precedenza) comprendente il riflesso gastrico aspecifico. In pratica, nel sano la pressione digitale intensa applicata sopra l’arteria femorale all’inguine, per esempio, entro 16 sec.(dato importante: in rapporto alla intensità della stimolazione, media-moderata oppure intensa, dopo rispettivamente  8 sec. e 16 sec.,  nel sano, lo stomaco subisce modificazioni correlate all’acidosi istangica jatrogenetica dell’arto inferiore, ricchissime d’informazione sulla macro- e micro-circolazione della gamba omolaterale) non provoca il riflesso gastrico aspecifico. Al contrario in caso di ectasia e di aneurisma aortico addominale, dopo 3 sec. se la pressione è di media intensità oppure “simultaneamente” se lo stimolo è intenso (= dilatazione dell’a. ileo-femorale e poi dellaorta) compare il riflesso gastrico aspecifico, la cui intensità è correlata alla gravità della dilatazione dell’aorta.

B)  Un’altra indagine di rapida esecuzione ed affidabile nella valutazione clinica quantitativa dell’AAA, facilmente eseguibile da parte di chi conosce bene la percussione ascoltata degli ureteri, è la seguente: nel soggetto da esaminare, supino e psico-fisicamente rilassato, il medico applica la pressione digitale “intensa” sopra l’arteria femorale all’inguine, preferibilmente destro, e valuta il riflesso ureterale “in toto” o dilatazione dell’uretere simultaneamente apparsi (come sempre l’esaminando tiene fermo il tamburo del fonendoscopio nella corretta posizione, VII-VIII  dermatomero toracico, cioè la regione del fianco, preferibilmente sinistro, esclusivamente per motivi pratici). Nel sano, l’uretere non si modifica per i primi 16 sec., mentre in caso di ectasia o naturalmente di aneurisma dell’arteria ileo-femorale (tempo di latenza 1-2 sec.)  e dell’aorta addominale (tl 3-6 se.) l’uretere si dilata in rapporto alla gravità della patologia arteriosa.

TRADUZIONE in Inglese
ABDOMINAL AORTIC ANEURISM EARLY BEDSIDE DIAGNOSIS WITH THE AID OF QUANTUM BIOPHISICAL SEMEIOTICS
Before repair measures of Abdominal Aortic Aneurism (AAA), doctors must be able to bedside recognize as early as possible  such as disorder, preferably with clinical method, i.e., utilizing a stethoscope:
See my website, www.seemioticabiofisica.it, Practical Applications.

Since 24 years, I have been emphasizing fully the reliability, scientific value, and usefulness of  the Biophysical Semeiotics, when it is applied to macro- as well as micro-angiology, until now assessed only by means of sophysticated , instrumental semeiotics.
Now,  Quantum Biophysical Semeiotics of the thoracic, and abdominal aorta, as well as iliac arteries proved to be really useful in bed-side early recognizing, for instance, Abdominal Aortic Aneurism, starting from initial and asymptomatic stages,  and its monitoring (1).
Unfortunately, a large number of patients are recognized as involved by AAA “exclusively” when complications finally occur, as rupture, laceration, thrombo-embolisms, i.e., after  years or decades in apparently healthy individuals.
A long, well established, clinical experience allows me to state, moreover, that during the performance of the abdominal echography  the specialist, does not usually evaluate the abdominal aorta during routine abdominal examination, but only if the general practitioner requests it clearly, at the condition he is skilled in Quantum Biophysical Semeiotics,.
For these reasons, and particularly due to the efficacy of Quantum Biophysical Semeiotics in preventing the well-known serious, sometimes deadly, AAA complications, I suggested twenty years ago the reader to give great attention to the following clinical methods.

A)   “Intense” digital pressure, so that it brings about entanglement phenomenon, applied upon common femoral artery at the right (or left, of course!) side of groin region, in individual in supine position brings about sympathetic hypertonus, then “transitory” increasing of resistance vessel tonus, and increase of pressure in both elastic and muscular vessels and finally augmentation of in-puts starting from aneurism wall, which cause the biophysical-semeiotic cystic syndrome: His’s angle rising, gastric aspecific reflex, and “in toto”  ureteral reflex (1-4).

In day-to-day practice, in health, “intense” digital pressure on common femoral artery at the groin, does NOT cause “simultaneously” gastric aspecific reflex, showing normal iliac, and aortic artery wall.

After 8 sec. latency time (important value: in health, before 8 sec. stomach movements are due to tissue acidosis in the homolateral leg, giving essential information about macro- as well as micro-circulation in the leg tissues, reveiled by the aid of really interesting diagrams (1, 2) does not cause any gastric aspecific reflex.

On the contrary, in case of AAA, under above-mentioned experimental condition, “simultaneously” appears the pathologic gastric aspecific reflex, whose intensity in cm. parallels the seriousness of underlying disorder.

Interestingly, after about 3 sec. of latency time (= increasing dilation of ileo-femoral artery) doctor observes augmenting gastric aspecific reflex  (1, 2), whose intensity once again is related directly to that of  underlying arterial disorder.

B) The second clinical, reliable, quantitative, assessment of AAA, easy to perform, which needs a sufficiently steady knowledge of  urether auscultatory percussion is the following (1-4): in an individual, lying down in supine position and psycho-physically relaxed, doctor applies “intense” digital pressure on common femoral artery at the groin, preferentially at right, and then he (she) evaluates “in toto” ureteral reflex, which appears after a latency time of 3 sec., while patient helds the bell-piece of stethoscope in the right place, i.e. on the cutaneous projection area of the left kidney, due to practical reasons.

In health, urether shows small modification over 8 sec., while in presence of AAA ( latency time of 3-6 sec.) or, of course in case of aneurism of ileo-femoral artery (smaller latency time  1-2 sec., however) urether dilates in intense manner (> 1 cm.) clearly in direct relation to the intensity of underlying arterial disease.

References
Stagnaro-Neri M., Stagnaro S., Aneurisma Aortico Addominale: una Diagnosi clinica con la Semeiotica Biofisica. Acta Cardiol. Medit. 14, 17, 1986
Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Introduzione alla Semeiotica Biofisica. Il Terreno Oncologico. Ed. Travel Factory, Roma, 2004.  
http://www.travelfactory.it
Stagnaro Sergio. Aneurisma aortico addominale escluso clinicamente in un secondo con la semeiotica biofisica quantistica. 15 luglio 2009, http://www.fcenews.it, http://www.fceonline.it/index.php?option=com_content&task=view&id=11855&Itemid=47
Sergio Stagnaro.    Diagnosi Clinica Precoce dell'aneurisma Aortico Addominale.
www.piazzettamedici.it, 2005, http://www.piazzettamedici.it/professione/professione.htm

Among my hypertensive patients there are some who are treating regularly, properly, and succesfully, regarding  arterial blood pressure, from a long time  with hypertensive drugs and die of CVD
On the contrary, a lot of other hypertension diseased paients, who never are been treated, are going on in good health condition, showing any "so-called" complications. Is not the same with your patients? I suggest less Statistics and more Quantum Biophysical Semeiotics.
In Arterial Hypertension Primary Prevention (PP) as well as therapy, first of all we must agree with the fact that not all hypertensive patients are born equal! In addition, we need new paradigms, which allow doctors to recognize since birth individuals involved by both hypertensive constitution and hypertension Inherited Real Risk, conditio sine qua non of hypertension and hypertension well-known so-called complications, present exclusively in the patients involved also by such as hypertensive inherited real risk in biological systems subsequently showing micro- and macro-vascular disorders:
semeioticabiofisica, Practical Applications, and Biophysical-Semeiotic Constitutions (1-7).
For instance, in the normal skeletal muscle microcirculatory bed, there are exclusively “normal” type I (small arterioles, according to Hammersen), and type II Endoarteriolar Blocking Devices, i.e. EBD, (in arterioles), according to S.B.Curri (See http://www.semeioticabiofisica.it/microangiologia).
In fact, in health, not involved by Hypertensive Constitution, we cannot observe newborn-pathological, type I, subtype b), EBD in above-mentioned biological system.
On the contrary, in individuals involved by hypertension Inherited Real Risk as well as overt hypertension, of course, we observe with the aid of Biophysical Semeiotics also newborn-pathological, type I, subtype b) EBD, present also in those tissue, where complications may occur. As a consequence, such as discoveries can facilitate diagnosis and primary orevention.
In addition, the evaluation of Natriuretic Peptides Biological Renal Activity is significantly impaired, corroborating the clinical diagnosis (1-3) (See above-cited  website, Practical Applications, two articles on Natriuretic Peptides Bedside  Evaluation). Finally, arterial compliance is almost impaired in these subject, when evaluated clinically as I have illustrate earlier (ibidem). In conclusion, physicians nowadays, can uilize  new bedside way in reducing mortality in patient involved by hypertensiona as well as diabetes(8).

1)       Stagnaro-Neri M., Stagnaro S., Stadio pre-ipertensivo e monitoraggio terapeutico della ipertensione arteriosa. Omnia Medica Therapeutica. Archivio, 1-13, 1989-90.
2)       Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Introduzione alla Semeiotica Biofisica. Il Terreno Oncologico. Ed. Travel Factory, Roma, 2004.   http://www.travelfactory.it/semeiotica_biofisica.htm
3)       Stagnaro S., Stagnaro-Neri M., Le Costituzioni Semeiotico-Biofisiche.Strumento clinico fondamentale per la prevenzione primaria e la definizione della Single Patient Based Medicine. Ed. Travel Factory, Roma, 2004.
http://www.travelfactory.it/libro_costituzionisemeiotiche.htm
4)       Stagnaro S., Stagnaro-Neri M. Single Patient Based Medicine.La Medicina Basata sul Singolo Paziente: Nuove Indicazioni della Melatonina. Ed. Travel Factory, Roma, 2005. http://www.travelfactory.it/libro_singlepatientbased.htm
5)       Stagnaro S. Pivotal role of Biophysical Semeiotic Constitutions in Primary Prevention. Cardiovascular Diabetology, 2:1, 2003 http://www.cardiab.com/content/2/1/13/comments#5753
6)       Stagnaro Sergio.  Role of Coronary Endoarterial Blocking Devices in Myocardial Preconditioning - c007i. Lecture, V Virtual International Congress of Cardiology. http://www.fac.org.ar/qcvc/llave/c007i/stagnaros.php
7)       Stagnaro Sergio. Newborn-pathological Endoarteriolar Blocking Devices in Diabetic and Dislipidaemic Constitution and Diabetes Primary Prevention. The Lancet. March 06 2007.
http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140673607603316/comments?totalcomments=1, http://www.fceonline.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3736&Itemid=47
8)       Stagnaro Sergio. New bedside way in Reducing mortality in diabetic men and women. Ann. Int. Med. 21, June 2007 http://www.annals.org/cgi/eletters/0000605-200708070-00167v1
9)   Stagnaro Sergio. Il Reale Rischio Semeiotico Biofisico Quantistico. Ed. Travel Factory, Roma,Luglio 2010
By dott. Sergio Stagnaro (medico)


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UN SOLO ESAME per SCOPRIRE TUTTO sulle CORONARIE  - (ASCA) - Roma, 18 feb. 2009 -
Un solo esame per scoprire tutto delle nostre coronarie. Grazie ad un innovativo sistema TAC multistrato e' possibile identificare in un'unica seduta ambulatoriale i restringimenti delle arterie del cuore e nello stesso tempo capire quali siano le porzioni di muscolo cardiaco che soffrono per lo scarso afflusso di sangue.

A rendere possibile tutto questo e' la TAC Somatom Definition AS 128 slice, frutto della Ricerca e Sviluppo di Siemens Healthcare e adesso in funzione presso l'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico MultiMedica di Sesto San Giovanni.
Gli sviluppi tecnologici nel campo della diagnostica cardiaca hanno fatto passi da gigante, ma il loro cammino aveva seguito sino a oggi due percorsi paralleli: da un lato gli esami morfologici come le coronarografie o le TAC di prima generazione che rilevavano solo la presenza di placche a livello delle coronarie; dall'altro gli esami funzionali come la scintigrafia o l'eco-stress, che riferivano invece quanto questi restringimenti fossero importanti nel ridurre l'afflusso di sangue al cuore.
La nuova tecnologia Somaton Definition rappresenta il punto d'incontro di tutte le tecnologie d'imaging fino ad ora prodotte, perche' permette di produrre, grazie alla sua alta velocita' di acquisizione, anche immagini del cuore in movimento.
Il nuovo strumento diagnostico potra' inoltre ridurre la spesa sanitaria eliminando ricoveri inutili ed evitando esami invasivi quali la coronarografia o le angiografie dei vari distretti vascolari. A questo scopo nell'ambito del Dipartimento Cardiovascolare dell'IRCCS MultiMedica si stanno sviluppando progetti di ricerca e linee guida interne per identificare i pazienti che possano trarre il massimo beneficio da questa tecnologia innovativa.
By res-mpd/mar/lv – Tratto da asca.it


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Nel mondo i malati di talassemia sono circa 3.000.000. By ANSA - Roma, 8 Mag. 2009
Ogni anno 330.000 bambini nascono affetti da sindromi talassemiche (il 17% e' affetto da talassemia). L'Italia e' uno dei paesi più colpiti con 7.000 malati e 3.500.000 di portatori sani, concentrati nelle zone della Sardegna e Sicilia, le regioni meridionali e la zona del delta padano. Anche se e' migliorata la sopravvivenza e la qualità della vita, la talassemia e' ritenuta un'emergenza.
La speranza per il futuro e' nella ricerca genica. Questi i numeri della talassemia (anche detta anemia mediterranea o anemia di Cooley), di cui oggi e' la Giornata mondiale, forniti nel corso di una conferenza stampa organizzata dalla Fondazione Giambrone e dalla Site (Società italiana talassemie ed emoglobinopatie), oggi al Senato.
La trasmissione genetica della malattia e' molto alta: da due portatori sani si avrà nel 25% dei casi un figlio talassemico.
"E' necessario - afferma Angela Iacono, presidente Fondazione Giambrone - convogliare tutte le forze, specialmente della comunità scientifica affinché, attraverso la ricerca, si trovi una soluzione decisiva alla malattia per liberare il paziente dalla schiavitù delle trasfusioni".
Il presidente della Site Paolo Cianciulli parla dei progressi fatti dagli anni ottanta in poi ma richiede maggiori strumenti diagnostici. La talassemia e' una malattia genetica ed ereditaria del sangue che si caratterizza per l'incapacità dei globuli rossi di sintetizzare l'emoglobina, cioé la proteina che ha il compito di trasportare l'ossigeno in tutto l'organismo. La malattia ha un'alta prevalenza in alcune aree, in particolare nel bacino del Mediterraneo (Italia, Grecia, Turchia, Cipro) e nel Sud-Est asiatico (India, Vietnam, Cambogia).


Commento NdR: anche questa malattia puo' essere causata dalle mutazioni genetiche prodotte dai Vaccini nei genitori dei nuovi nati.


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SINDROME METABOLICA
Per sindrome metabolica (detta anche sindrome X, sindrome da insulino-resistenza, CHAOS o sindrome di Reaven) si intende, in ambito medico, una situazione clinica ad alto rischio cardiovascolare che comprende una serie di fattori di rischio e di sintomi che si manifestano contemporaneamente nell'individuo. Questi sono spesso correlati allo stile di vita della persona (peso eccessivo, vita sedentaria) o a situazioni patologiche preesistenti (obesità, ipercolesterolemia - presenza di un elevato tasso di colesterolo nel sangue - ecc.).
Colpisce un'elevata percentuale della popolazione a livello mondiale, principalmente d'età avanzata.
Gli studi svolti confermano che gli individui colpiti dalla sindrome metabolica, che non cambiano drasticamente il proprio stile di vita, hanno un elevato tasso di mortalità legato a problemi cardiovascolari. 

Ricordiamo anche che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

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EMOPOIESI e CELLULE anche STAMINALI
 Il termine emopoiesi o ematopoiesi si riferisce alla formazione e alla maturazione di tutti i tipi di cellule del sangue a partire dai loro precursori. Nell’essere umano adulto normale le cellule ematiche sono formate nel midollo osseo dello scheletro assiale.
Gli spazi occupati da midollo emopoietico si riducono progressivamente dall’infanzia all’età adulta, fino ad essere confinati alla parte centrale dello scheletro. Durante lo sviluppo fetale l’emopoiesi si svolge dapprima nel sacco vitellino, successivamente nel fegato e nella milza, e infine nelle ossa.
La maggior parte delle cellule è incapace di ulteriore divisione e, avendo vita relativamente breve, è rimpiazzata continuamente da nuovi elementi provenienti dal midollo osseo.
I globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine derivano da un’unica cellula staminale emopoietica pluripotente.
La formazione di questa cellula staminale è la prima di una serie di tappe, sequenziali e ordinate, di crescita e maturazione cellulare. La cellula staminale pluripotente può seguire linee di maturazione morfologicamente e funzionalmente diverse, a seconda del condizionamento determinato dal tipo di stimolo o di mediatore presente.
Questa procede verso due direzioni principali:
 - la linea linfoide da cui sia avvia la linfopoiesi (linfociti B, T ed NK ovvero "NATURAL KILLER")
 - la linea mieloide da cui si sviluppa la mielopoiesi, l’eritropoiesi e la produzione di piastrine (granulociti, monociti, eritrociti, piastrine). Ematopoiesi è il processo dal quale gli elementi formati del sangue sono prodotti.
Il processo è regolato attraverso una serie di passi inizianti con la cellula staminale ematopoietica pluripotente.
 

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