STAMINALI una
prospettiva per il FUTURO oppure anche FUTURI
problemi ? - vedi
Cellule
.....dai
trapianti di Organi ai trapianti
delle cellule Staminali eterologhe
=
nessuna differenza
= problemi
futuri ai trapiantati !
Solo nel caso di cellule staminali autologhe
(provenienti dallo stesso paziente sul quale si
esegue il trapianto), non vi e' pericolo.
Cosa sono le
Cellule Staminali: Cellule che ancora non
sanno che cosa fare "da grandi".
Differenze fra totipotenti, pluripotenti,
multipotenti, mesenchimali
Sono
cellule primitive (indifferenziate) non
specializzate, cellule il cui destino non è
ancora "deciso”, che si rinnovano attraverso la
divisione cellulare per un periodo indefinito di
tempo e che possono trasformarsi in cellule
specializzate di vari tessuti dell'organismo,
cioe’ sono dotate della singolare capacità di
trasformarsi in qualunque altro tipo di cellula
del corpo, per mezzo di un processo di
informatizzazione con le cellule del luogo
(tessuto) ove sono inserite.
Possono quindi originare vari tipi di cellule
diverse, attraverso un processo denominato
"differenziamento".
Grazie a questa proprietà le cellule staminali
hanno od avrebbero la capacità di riparare
organi danneggiati rimpiazzando cellule morte o
non più funzionanti. Ormai da varie parti del
Pianeta arrivano informazioni sull'utilizzo di
queste cellule staminali "indifferenziate" e sui
loro benefici anche su pazienti traumatizzati da
gravi incidenti. I migliori risultati si
ottengono dalle cellule staminali provenienti
dal cordone ombelicale.
Nelle fasi iniziali
dello sviluppo umano, le cellule staminali,
situate nell'embrione,
sono diverse da tutti i tipi di cellule
esistenti nell'organismo.
Le cellule staminali si trovano quindi
nell'embrione, in alcuni tessuti dell'adulto (ad
esempio nel midollo osseo), e nel cordone
ombelicale. A seconda della loro provenienze, le
cellule staminali sono totipotenti se possono
dare origine a qualsiasi tipo di tessuto (sono
le cellule staminali prelevate dalla
blastocisti, l’embrione nei primi 3-5 giorni di
sviluppo), multipotenti se possono trasformarsi
solo in alcuni tessuti (sono le cellule
staminali adulte).
Molti ricercatori sostengono che le cellule
staminali potranno potenzialmente rivoluzionare
la
medicina, permettendo ai medici di riparare
specifici
tessuti o di riprodurre
organi.
Quindi per riassumere: la differenza fra
una cellula normale differenziata, cioe'
specializzata, ed una indifferenziata, cioe'
staminale e' l'informazione in esse
contenuta.
Ma dove e' contenuta l'informazione che
le differenzia ?
Essa ci dicono, e' contenuta nel
cromosomi del
nucleo, i quali a loro volta contengono la
scala del
DNA nucleico e nei cromosomi dei
mitocondrio che contiene il
DNA
quello
Mitocondriale. Ma dove si trova nel
DNA nucleico e
mitocondriale l'informazione ?
Essa ci dicono, e' contenuta nei
Geni insiti nei rispettivi
DNA. Ma essi sono
anch'essi, come cellula, mitocondri, nucleo,
cromosomi, DNA,
SOLO dei "contenitori"
dell'informazione, quindi dove si posiziona
l'informazione ?
Di Cosa e' composto i DNA ? cosi' ci dicono:
Quattro sono le basi azotate che possono essere
utilizzate nella formazione dei nucleotidi da
incorporare nella molecola di DNA:
adenina,
guanina,
citosina e
timina. La disposizione in sequenza di
queste quattro basi costituisce l'informazione
genetica, leggibile attraverso il
codice genetico, che ne permette la
traduzione in
amminoacidi, e qui pare siamo arrivati al
traguardo od almeno cosi' pare, ma non e' cosi:
Quindi dove si trova veramente
l'informazione ? quale e' il Luogo ove essa
risiede, essa ci dice la nuova "fisica" e' di
fatto ancora piu' "dentro" nella materia....ma
quella
atomica, infatti essa ci dicono e' dentro
negli
atomi che compongono le sostanze, ovvero gli
"aggregati atomici" che compongono le
molecole del DNA.
Ed a questo punto ci rendiamo conto che non
siamo piu' sul livello della "materia", ma siamo
passati al livello dell'Energia, quindi
l'informazione ci dicono e' il lato
"oscuro"
dell'Energia come due facce della stessa
medaglia,
ovvero le
due facce
della
materia...
ma di fatto
non siamo arrivati ancora
al
"luogo"
ove risiede l'In-Form-Azione....infatti
essa risiede nel
"cuore
di ogni
atomo",
nel suo "centro"
ove e' sempre presente un
micro "buco
nero", cioe' un buco sull'Infinito,
meglio definito come
VuotoQuantoMeccanico:
Ecco il
LUOGO
(Infinito)
ove
risiede
l'In-Form-Azione,
cio' che si sta
formando
! - vedi:
Cimatica
Cio' significa che il "Progetto
Vita" e' insito e presente Li
nell'INFINITA'
ed e' di conseguenza quindi presente in ogni
Atomo e
quindi in ogni
luogo
della
Materia, ecco il "Dio"
omnipresente
di cui parlano le varie
religioni del Pianeta Terra.
Per riassumere: la malattia (leggere
la sua definizione) e' anche e sopra
tutto In-form-azione, pensare di stravolgere
il processo naturale con le staminali o con un
farmaco od un vaccino sono altri ed ulteriori
errori che l'Umanita'
sta compiendo stupidamente, senza pensare
che essa DEVE in primis cambiare
l'informazione (Etica)
degli esseri malati per aiutarli a comportarsi
pro Vita e
NON CONTRO Vita, indicando le vie
Naturali della
Salute che da
SEMPRE sono insegnate dalla
Medicina
Naturale.
Pensare di fare cio' che si vuole, tanto ho di
"scorta" le cellule staminali, NON e' possibile
e la Natura fara' in modo da
segnalare con altre e future malattie anche
gravi agli umani che ignorando le Leggi della
Natura pensando di dominarla.....ma la Natura e'
nostra madre ed Ella ci vuole educare per il
nostro bene, quindi fara' in modo che noi
impareremo dai nostri ERRORE anche se il
dolore sara'
grande...!
Con le cellule staminali si vogliono sconfiggere
le malattie mantenendo nel contempo lo
status-quo dei comportamenti assurdi
contro Vita: Mangiare e bere di tutto e vivere
senza malattie, grazie alle miracolose cure
staminali eterologhe...
NULLA di piu' FALSO !
L'utilita' senza pericolo, delle cellule
staminali e' solo per quelle autologhe !
Le ricerche e le applicazioni delle cellule
staminali sono un Business enorme a livello
mondiale, vedi:
http://www.washingtonpost.com/ac2/wpdyn/comments/display?contentID=AR2007041101736&start=41
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La fisica per
spiegare come cambiano forma le staminali -
25 maggio 2015
Uno studio sui meccanismi di base delle cellule
staminali dimostra che le cellule primordiali
germinali cambiano la loro forma, e il loro
volume, quando esplorano l'ambiente circostante.
Spesso ce le immaginiamo sferiche, eppure le
cellule non hanno sempre la stessa forma. Che
sia per muoversi, comunicare con l'ambiente
circostante o svolgere qualsiasi altro tipo di
funzione, la forma di una cellula varia e,
stando allo
studio pubblicato sulla rivista "Physical Review
Letters",
anche il suo volume.
Tra le funzioni cellulari che comportano un
cambiamento morfologico della cellula ci sono le
protrusioni (bleb) della membrana plasmatica,
che si formano in risposta alla pressione
generata all'interno del citoplasma dal cortex
cellulare, e sono osservabili durante
l'embriogenesi, nel corso della divisione
cellulare, durante l'apoptosi e durante
l'invasione delle cellule tumorali.
Il team internazionale, coordinato da Caterina
La Porta del Dipartimento di Bioscienze della
Statale di Milano, attraverso la collaborazione
tra fisici e biologi (alla ricerca hanno
partecipato anche l'Università di Ginevra, il
CNRS francese e la Fondazione ISI di Torino) è
riuscito a osservare il cambiamento di volume
nelle cellule, dimostrando così che alla
formazione di protrusioni corrisponde un
cambiamento di volume, smontando l'idea comune
che le cellule si comportino come un palloncino
pieno d'acqua.
"Il nostro lavoro - spiega La Porta - ha
utilizzato una ricostruzione ad alta risoluzione
spazio-temporale in 3D di cellule primordiali
germinali di pesce zebra e ha dimostrato un
significativo cambiamento del volume cellulare
durante la formazione delle protrusioni della
membrana plasmatica in vivo".
Un punto fondamentale è stata l'analisi dei dati
e qui sono entrati in gioco i fisici. "I dati
sperimentali - spiega Stefano Zapperi,
coautore dell'articolo - sono stati poi
spiegati grazie a un modello computazionale
della biomeccanica cellulare dove si spiega come
gli effetti coordinati delle deformazioni
corteccia-membrana e il flusso di acqua guidino
la formazione delle protrusioni".
"Questi studi - sottolinea La Porta -
chiariscono un meccanismo di base della
biologia cellulare con ricadute anche per la
comprensione di patologie come i tumori". Tratto
da: lescienze.it
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Con la corsa
nuove cellule staminali nel
cervello - 10/03/2014
La
scoperta firmata Ibcn-Cnr e pubblicata su Stem
Cells smonta un dogma della neurobiologia,
dimostrando per prima volta che la perdita di
cellule staminali neuronali durante l'età adulta
è un processo reversibile. Lo studio apre nuove
prospettive nell'ambito della medicina
rigenerativa del sistema nervoso central
Che l'esercizio fisico giovi non solo al corpo
ma anche al cervello, grazie alla produzione di
nuovi neuroni, è cosa nota. I ricercatori
dell'Istituto di biologia cellulare e
neurobiologia del Consiglio nazionale delle
ricerche (Ibcn-Cnr) di Roma hanno però
dimostrato per la prima volta che la corsa è in
grado perfino di bloccare il processo di
invecchiamento cerebrale e di stimolare la
produzione di nuove cellule staminali, che
migliorano le capacità mnemoniche. Lo studio è
pubblicato sulla rivista Stem Cells.
"Questa ricerca ha
scardinato un dogma della neurobiologia: finora
si pensava che il declino della neurogenesi
nell'età adulta fosse irreversibile", spiega
Stefano Farioli-Vecchioli dell'Ibcn-Cnr,
coordinatore dello studio. "Con il nostro
esperimento, lavorando su un modello murino con
deficit neuronali e comportamentali, causati
dalla mancanza di un freno proliferativo delle
cellule staminali (il gene Btg1), abbiamo invece
constatato che nel cervello adulto un esercizio
fisico aerobico come la corsa blocca il processo
di invecchiamento e stimola una massiccia
produzione di nuove cellule staminali nervose
nell'ippocampo, aumentando le prestazioni
mnemoniche. In sostanza la neurogenesi
deficitaria riparte quando, in assenza di questo
gene, si compie un'attività fisica che non solo
inverte totalmente il processo di perdita di
staminali ma scatena un'iper-proliferazione
cellulare con un effetto duraturo".
Lo studio,
realizzato nel laboratorio diretto da Felice
Tirone che da anni studia alcuni meccanismi
molecolari che regolano i processi di
proliferazione e differenziamento nella
neurogenesi adulta, in collaborazione con
Vincenzo Cestari dell'Università La Sapienza,
apre nuovi scenari nella medicina rigenerativa
del sistema nervoso centrale.
"La scoperta pone le
basi per ulteriori ricerche mirate ad aumentare
la proliferazione delle staminali adulte
nell'ippocampo e nella zona sub ventricolare. I
risultati avranno delle implicazioni molto
importanti per la prevenzione
dell'invecchiamento e della perdita di memorie
ippocampo-dipendenti", conclude
Farioli-Vecchioli. Per quanto riguarda le
patologie neurodegenerative, "le potenzialità
terapeutiche di queste cellule sono davvero
ampie, anche se a breve termine non possono
scaturire terapie mirate. Il prossimo passo sarà
validare la scoperta su altri modelli murini con
malattie quali Alzheimer, Parkinson oppure in
cui un evento ischemico abbia provocato
un'elevata mortalità neuronale, isolando e
trapiantando le cellule staminali iper-attivate"
By
dott.
Giuseppe Parisi (medico)
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Staminali del sangue agiscono
diversamente rispetto al sesso ! - USA,
Feb. 2014
Le
cellule staminali ematopoietiche (Cse) sono
regolate in modo diverso, fra i topi maschi e i
topi femmina.
A dirlo un nuovo studio pubblicato sull'ultimo
numero della rivista Nature. Le Cse sono
staminali del sangue che possono dare origine a
tutti i tipi di cellule ematiche. I risultati
della nuova ricerca condotta dagli scienziati
dello
University of Texas Southwestern Medical Center
di Dallas potrebbero far luce su come modulare
le funzioni delle cellule staminali, in un modo
specifico che dipende dal sesso, nei tessuti che
invece non presentano differenze dovute al
genere sessuale.
Una delle questioni fondamentali nella biologia
delle cellule staminali riguarda il modo in cui
queste vengono influenzate dai segnali a lungo
raggio e dai segnali locali all'interno dei
tessuti. I tessuti dei mammiferi che
differiscono tra maschi e femmine contengono
staminali che sono regolate da ormoni sessuali.
Si pensa che le ematopoietiche abbiano funzioni
simili per entrambi i sessi: gli scienziati
hanno ora mostrato che queste staminali nelle
femmine si dividono piu' frequentemente, in
risposta all'ormone estrogeno. Secondo gli
scienziati, questa condizione riflette la
capacita' delle madri di soddisfare la crescente
richiesta delle staminali ematopoietiche durante
la gravidanza.
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L'utilizzo dei fattori di differenziazione delle
cellule staminali come regolatori epigenetici
nelle malattie cronico- degenerative ed in
medicina rigenerativa. PDF
Un nuovo modello (Olopattern) del sistema
cognitivo mente-corpo.
By
Pier Mario Biava
(medico) -
biava@tiscali.it
- Istituto di Ricovero e Cura a Carattere
Scientifico Multimedica, Milano
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Il Nobel per la
Medicina alle cellule riprogrammabili - 08
Ottobre 2012
"Per la scoperta che le cellule adulte possono
essere riprogrammate in cellule pluripotenti”.
Questa è la motivazione che ha portato
l'Assemblea per il conferimento dei Premi Nobel
del
Karolinska Institute di Stoccolma in Svezia
a conferire oggi il
premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia
a Sir John B. Gurdon e a Shinya Yamanaka,
pionieri nello studio delle cellule staminali
pluripotenti indotte.
Nel 1962 lo scienziato britannico John B. Gurdon
prende un dogma della scienza, quello secondo il
quale una cellula oramai differenziata è
irreversibilmente vincolata al suo destino, e lo
scardina, provocando un terremoto tra biologi e
fisiologi.
Per farlo, Gurdon ha preso una cellula uovo di
una rana, ne ha eliminato il nucleo, lo ha
sostituito con quello di una cellula già
differenziata prelevata da un girino. Poi è
riuscito a fecondarla e a farla sviluppare in un
girino completo. In questo modo Gurdon
ha dimostrato che la specializzazione
cellulare era un processo reversibile anche se
non ne aveva spiegato i meccanismi che lo
rendevano tale.
Quasi 40 anni dopo, nel 2006,
in uno studio pubblicato su Cell, il
giapponese Shinya Yamanaka ha riprogrammato una
cellula adulta di topo in una cellula staminale
immatura (da non confondere con una embrionale
totipotente), in grado di differenziarsi in un
diverso tipo cellulare (dai fibroblasti alle
cellule nervose e intestinali) introducendo
copie extra di 4 geni, e chiama queste cellule
staminali pluripotenti indotte (induced
pluripotent stem cells, iPSC). Un anno dopo, lo
stesso Yamanaka e James Thomson (biologo
statunitense escluso dal premio),
indipendentemente, hanno creato le prime
staminali indotte da cellule umane.
Secondo l'Assemblea, “queste scoperte
rivoluzionarie hanno completamente cambiato il
nostro modo di guardare allo sviluppo e alla
specializzazione cellulare. Hanno portato alla
riscrittura dei manuali di studio e aperto la
strada a nuovi campi di ricerca per lo studio
delle malattie e lo sviluppo dei nuovi sistemi
di diagnosi e terapia”.
Dal 2006 a oggi gli scienziati hanno mostrato
che le iPCS possono dare origine a tutti i
diversi tipi di cellule che compongono il corpo
umano. È ancora lontano, tuttavia, ha spiegato
l'Assemblea del Karloniska durante la conferenza
stampa che ha fatto seguito all'annuncio,
l'impiego terapeutico di queste cellule, poiché
ancora non sono considerate completamente
efficaci e sicure in quando hanno dimostrato di
avere un alto rischio oncogeno (danno facilmente
origine a tumori). Tuttavia in questi ultimi
anni si sono rivelati un'arma efficace per la
sperimentazione di nuovi farmaci e per lo studio
di molte malattie. Per esempio, cellule della
pelle di pazienti affetti da diverse patologie,
riprogrammate possono essere usate in
laboratorio per capire come queste si
differenzino da quelle di individui sani.
Oggi John Gurdon ha 79 anni e lavora al
Gurdon Institute di Cambridge (Regno Unito).
Shinya Yamanaka invece, nato lo stesso anno in
cui Gurdon pubblicava il suo lavoro, attualmente
insegna all'
Università di Kyoto e lavora anche per il
Gladstone Institute.
By Caterina Visco – Tratto da: galilonet.it
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Il punto sulle
staminali - 20/09/2011
Lo studio di queste
cellule ha portato ad alcune terapie e a una
conoscenza più profonda sulla formazione dei
tessuti del nostro organismo, ma anche a false
promesse pericolose per i pazienti e a un acceso
dibattito etico
La prima prova sperimentale dell’esistenza delle
staminali nel nostro organismo risale agli anni
cinquanta. Da allora sono stati fatti
considerevoli progressi nello studio di queste
cellule, in grado di differenziarsi nelle
cellule che compongono i vari tessuti del corpo,
sia nella ricerca di base sia in ambito clinico.
Attualmente però le staminali sono uno valido
strumento di cura solo in ambito ematologico e
nel trattamento di alcuni epiteli. In altri casi
di malattie caratterizzate da perdita di tessuto
e di cellule si è ancora in fase di
sperimentazione. Eppure sempre più pazienti
scelgono trattamenti con staminali costosi, non
sicuri, non verificabili e potenzialmente
pericolosi.
By Luciano Conti ed Elena Cattaneo - Tratto da:
lescienze.espresso.repubblica.it
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PER INFORMAZIONI
PER LE TERAPIE con CELLULE STAMINALI da
CORDONE OMBELICALE e CELLULE PLURIPOTENTI.
Le informazioni qui riportate hanno solo
un fine illustrativo: non sono riferibili né a
prescrizioni né a consigli medici
By:
www.terapiestaminali.org
Testimonianze:
Mi chiamo Ivan Santolin, ho 34 anni, vivo a
Treviso, da circa 15 anni soffro di una malattia
rara che solo nel settembre 2008 dopo il mio
girovagare per i vari istituti ospedalieri in
Italia, hanno saputo diagnosticare,
all’università di Verona ‘Borgo Roma’ il Dott.
Salviati.
A oggi il Dott. Salviati lo posso ringraziare
molto perché dopo anni di ricerche è riuscito a
scovare nei miei acidi grassi a catena molto
lunga la mia malattia rara denominata
‘adrenomieloneuropatia’ una malattia progressiva
che colpisce e distrugge la mielina nella parte
superiore della colonna vertebrale.
Scoperta e diagnosticata la malattia mi hanno
proposto di assumere delle pastiglie di
‘Lioresal’ e ‘l’Olio di Lorenzo’ che assunto per
9 mesi non mi ha dato nessun effetto ma ho avuto
un peggioramento maggiore (non per colpa
dell’olio).
Sono molti anni che studio a casa neurologia e
le staminali, per cercare di capire i miei
malori, questo mi è servito molto perché visto i
risultati diagnostici e il nulla fare dei
farmaci ho tirato un muro e mi sono buttato
sulle cellule staminali.
Ho fatto uno studio per capire bene quali
cellule a oggi siano più sicure ed efficaci per
malattie neurodegenerative.
Inoltre ho conosciuto decine di persone che si
sono recate all’estero in vari istituti del
mondo tra, Russia, Cina, Ucraina, Germania,
Santo Domingo.
Da qui ho cominciato a capire quali fossero le
staminali più adatte al mio caso, quindi sono
partito per l'oriente, ecco osa mi hanno fatto:
Le terapie vengono eseguite con 2 iniezioni
indirette endovena di cellule staminali
ombelicali, e da 4 iniezioni spinali dirette,
finito il trapianto viene fatto un flebo di
fattori di crescita che sono altre staminali
estratte dal liquido della placenta, qui le
decine di persone che ho contattato sono
entusiasti del trattamento e di aver speso i
soldi bene! Io personalmente posso solo
confermare visto che sono partito il 27 luglio e
tornato il 27 agosto e ho già avuto dei
miglioramenti.
Sono partito che non riuscivo a deambulare più
di 10 metri con l’ausilio di stampelle e molle
di codivilla, ora ho già levato l’ausilio delle
molle di Codivilla e cammino senza fermarmi,
riesco a fare le scale senza stampelle, non ho
più spasticità e l’ipertono muscolare, adesso
come consigliato e spiegato dai medici cinesi
stò facendo 2 volte al giorno fisioterapia,
vogliono cosi e non 3 volte alla settimana
perché noi malati dobbiamo non tanto rinforzare
la muscolatura ma imparare come un bimbo ad
usare la testa e ridargli il collegamento agli
arti tramite spina dorsale.
Aggiungo: Le staminali è il mezzo che porta al
recupero ma da sole possono fare ma non tutto,
bisogna essere preparati psicologicamente, e
fare molta fisioterapia riabilitativa.
P.S. Non voglio parlare che la gente sta meglio
per un’effetto placebo !!!!
Come dicono molti medici per continuare a
nascondere le verità.
Per ogni chiarimento sono disponibile al numero
320.8865463
Cordiali saluti Ivan Santolin
By Associazione Terapie Staminali
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Ma le cellule staminali le prendono (2009) dal
cordone ombelicale ad ogni nascita...infatti
prelevano il sangue dal cordone ombelicale e lo
congelano per inserirlo in una banca del sangue
per renderlo disponibile in futuro se il
proprietario dovesse averne bisogno per qualche
grave malattia.
Ma queste cellule le prelevano anche dal tessuto
della placenta per metterle in terreno di
coltura e riprodurle a volonta' nel caso di
necessita' del proprietario.
Cordone ombelicale:
Ma e' poi vero che si debba "tagliare" il
cordone ombelicale subito dopo la
nascita ? Assolutamente no ! quella
tecnica INNATURALE, genera il trauma
della nascita che rimane registrato
nell'inconscio di TUTTI.
vedi: Nascere in modo
Naturale
L'utilizzo per se stessi delle cellule
staminali AUTOLOGHE, cioe' proprie, puo' essere
utile, ma il problema
grave e' quando si trapiantano le cellule
staminali di terzi
(eterologhe=estranee), perche' l'informazione
patologica e non, del "donatore" e'
sempre presente
nel DNA nucleico
e esprattutto in quello Mitocondriale
! quindi il soggetto trapiantato e' a
grave rischio, nel tempo, perche il DNA
mitocondriale rilascera' facilmente le
informazioni "raccolte" in precedenza !
MPORTANTE:
Ma comunque prima dell'utilizzo delle
cellule staminali autologhe, si devono
ricercare ed
eliminare le cause della malattia e con le
cellule staminali autologhe, riparare i danni
cellulari che sono intervenuti con la malattia.
vedi: Cellule
+
Stress Ossidativo
Dalla pelle al sangue - 08/11/2010
La conversione è un processo diretto e non
richiede uno stadio intermedio di staminali
pluripotenti in grado di differenziarsi in molti
altri tipi di cellule umane
Trasformare fibroblasti dermici in cellule
ematopoietiche: è questo l'obiettivo raggiunto
da un gruppo di ricercatori della
McMaster University, che firmano in
proposito
un articolo sulla rivista Nature.
Il risultato, stato ottenuto diverse volte nel
corso di due anni su soggetti di tutte le età,
potrebbe aprire nuove prospettive per tutte le
persone che attualmente necessitano di
trasfusioni di sangue nel caso di interventi
chirurgici, di terapie oncologiche o altre
patologie ematiche come l'anemia: i primi trial
clinici dedicati a questa nuova metodica
potrebbero iniziare già nel 2012.
Come sottolineato dagli autori Mick Bhatia,
direttore scientifico dello
Stem Cell and Cancer Research Institute
della McMaster, la conversione è diretta:
l'ottenimento di sangue dalla pelle non richiede
uno stadio intermedio di staminali pluripotenti
in grado di differenziarsi in molti altri tipi
di cellule umane.
“Abbiamo mostrato che il metodo funziona con
cellule umane: ora non ci resta che verificare
la possibilità di utilizzare altri tipi di
cellule oltre a quelle epiteliali, per la quale
abbiamo già indicazioni incoraggianti”. (fc)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Anche la
retina è fonte di cellule staminali - 09
gennaio 2012
Ricerca scientifica sulle cellule staminali - La
retina è stata isolata come fonte facilmente
estraibile di cellule staminali neurali.
La notizia arriva dal
Sally Temple del Neural Stem Cell Institute di
Rensselaer, New York, pubblicata poi sulla
rivista “Cell
Stem Cell”. Le staminali neurali
multipotenti si trovano infatti nell’epitelio
pigmentato retinico, cioé uno strato di cellule
deputato al mantenimento e alla protezione della
retina.
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Le controverse cure con le cellule staminali
embrionali sono sicure ? - Londra Feb. 2009
La vicenda di un ragazzo israeliano curato a
Mosca per una rara malattia genetica con
un'iniezione di staminali (NdR: non
provenienti da cordone ombelicale) sembra
indicare che possono insorgere problemi. Il
giovane, oggi 17enne, in seguito alla terapia ha
sviluppato tumori benigni al cervello e alla
spina dorsale, come si legge in un articolo
apparso su 'PLoS Medicine'.
La vicenda non fa che rinfocolare il dibattito
sull'uso delle staminali embrionali e la loro
sicurezza. Gli scettici, oltre a obiettare l'eticita'
dell'uso di queste
cellule, sostengono
che non sono sicure perche' potrebbero
generare tumori e trasmettere
virus o altri agenti
patogeni.
Il ragazzo in questione e' stato curato con un
trapianto di staminali per l'Ataxia
Telangiectasia, una rara malattia genetica che
attacca la regione del
cervello
che controlla il movimento e la parola. Il
paziente ha ricevuto tre iniezioni di cellule
staminali embrionali nel cervello e nel liquido
che circonda la spina dorsale.
Quattro anni dopo la prima iniezione, i medici
dello Sheba Medical Centre di Tel Aviv hanno
scoperto due tumori, uno nella
spina dorsale e l'altro nel cervello,
proprio laddove erano state fatte le iniezioni
di staminali. L'anno seguente, i tumori benigni
sono stati rimossi; analizzandoli, i medici
hanno visto che contenevano cellule che non
potevano essersi originate dai tessuti del
paziente ma dalle cellule staminali donate.
Al momento non e' ancora chiaro se la terapia
con le staminali abbia migliorato la malattia
genetica.
Ma i medici che lo curato il giovane dicono che
questi risultati "non implicano che la ricerca
sulle terapie con le staminali debba essere
abbandonata", bensi' che occorre lavorare ancora
per valutarne efficacia e sicurezza.
Fonte: agisalute.it
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Staminali. Bimbo morto per iniezione nel
cervello. Processo - 26 ottobre 2010
Per ora sotto accusa c'è solo una dottoressa di
XCell-Center, la clinica che vende a caro
prezzo la speranza di guarire con le cellule
staminali. La Procura di Duesseldorf deve
accertare se la morte, lo scorso agosto, di un
bambino rumeno di 18 mesi, sia addebitabile alle
cellule staminali che la dottoressa gli ha
iniettato nel cervello dopo averle prelevate dal
midollo spinale.
Subito dopo l'intervento il bambino ha avuto
abbondanti emorragie che gli sono state
fatali. In aprile era accaduta la stessa cosa
con un ragazzino di dieci anni, ma per fortuna
lui si è salvato.
Questo genere d'intervento non è proibito, anche
se già da 18 giorni "la clinica vi ha rinunciato
spontaneamente", precisano le autorità sanitarie
del
Nordrhein-Westfalen. Un divieto potrebbe
essere deciso al termine di questo processo, che
si basa sulla perizia fornita il 14 ottobre
dall'Istituto
Paul-Ehrlich.
Vi si legge che iniettare cellule staminali nel
cervello ha conseguenze dannose se si supera una
certa misura, anche quando le procedure siano
state rispettate.
A Duesseldorf arrivano pazienti da tutto il
mondo, disposti a pagare 20.000 euro per potersi
curare con le staminali.
Ma in ambienti scientifici si fa notare che i
metodi utilizzati all'XCell-Center non danno
garanzie, in compenso comportano dei rischi.
Anche 13 professori della rete di ricerca sulle
cellule staminali, pur fiduciosi in una futura
applicazione clinica delle staminali, hanno
mosso critiche a queste pratiche, giudicate
ancora premature.
In medicina gli azzardi sono sempre possibili
fino a quando manca un divieto esplicito. I
medici possono sperimentare qualsiasi cosa
definibile come un "tentativo di cura
individuale", previo il consenso informato del
paziente.
E XCell-Center ha persino ottenuto
l'autorizzazione dell'amministrazione
distrettuale di Colonia per prelevare cellule
staminali dal midollo osseo dei pazienti e
coltivarle. Per l'intervento in sé, ancorché
rischioso, non serve il permesso. In quanto alla
legge sui farmaci, essa prevede norme
particolari per i preparati contenenti cellule
da utilizzare sul donatore stesso.
By Christina Berndt, pubblicato su: Sueddeutsche
Zeitung del 26/10/2010 - Traduzione di Rosa a
Marca - Tratto da: aduc.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Nuovi dubbi
tra gli scienziati sull'uso in medicina delle
staminali, le cellule 'bambine' considerate una
potenziale arma terapeutica contro varie
malattie killer -
Roma, 18 Giu. 2010 (Adnkronos/Adnkronos Salute)
A gettare nuove ombre sul loro utilizzo, il caso
di un paziente con una grave patologia renale, a
cui le staminali erano state iniettate in una
clinica privata. Dopo qualche mese
dall'intervento, l'organo ha iniziato a perdere
sangue e i medici sono stati costretti a
rimuoverlo. L'espianto
tuttavia non è bastato a salvare la vita al
malato, morto per un'infezione.
Così
due studiosi dell'ateneo
Chulalongkorn, a Bangkok, in squadra con
Paul Scott Thorner dell'Università
di Toronto, hanno analizzato il rene rimosso
per indagare le cause che avevano portato al
tragico epilogo. Passando 'sotto la lente'
l'organo, hanno visto che la terapia aveva
causato nel paziente lo sviluppo di vasi
sanguigni e masse di midollo osseo, una
complicanza finora sconosciuta.
In altre parole,
spiegano gli scienziati sul
Journal of the American Society of Nephrology,
il malato non aveva beneficiato della
terapia, ma, al
contrario, le
cellule avevano fatto sì che sviluppasse
delle lesioni angio mieloproliferative nell'area
dove erano state iniettate, ovvero un
pericoloso mix di vasi sanguigni e cellule
di midollo osseo.
"Questo tipo di
lesione non è mai stata descritta prima nei
pazienti - assicura Kavirach Tantiwongse, tra
gli scienziati che hanno analizzato i tessuti
danneggiati - Crediamo che si sia formata
direttamente dalle staminali che sono state
iniettate, oppure che le cellule abbiano
generato le masse" che hanno poi portato
all'espianto del rene.
Gli autori
sottolineano che i loro risultati dovrebbero
servire da monito ai ricercatori clinici, che da
ora in poi dovrebbero tenere a mente che lo
sviluppo di vasi sanguigni e masse di midollo
osseo può essere una possibile complicanza della
terapia basata sull'iniezione di cellule
staminali.
Sono necessarie ulteriori ricerche, precisano
inoltre gli studiosi, per stabilire le
circostanze che possono portare alla formazione
di queste masse, nonché la messa a punto di
strategie che evitino che questa possibile
complicanza si verifichi in futuro.
Nel riesaminare i risultati dell'analisi in un
editoriale di commento allo studio, Andras Nagy
e Susan Quaggin, del Mount Sinai Hospital e
dell'ateneo di Toronto, hanno osservato che il
caso segnalato induce alla cautela ed evidenzia
un crescente rischio associato al numero sempre
maggiore di cliniche private che offrono terapie
con staminali per i pazienti, con poca o nessuna
sorveglianza da parte della comunità
scientifica. "L'entusiasmo precoce e
protocolli non
completamente controllati - fanno notare gli
esperti - sono pericolosi e finiscono per
sfociare in una pubblicità negativa per il
settore della ricerca sulle cellule staminali.
Ma, soprattutto,
possono provocare esiti disastrosi senza
alcun beneficio per il paziente".
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il
dott. S. Stagnaro e le cellule staminali.
Il futuro del trapianto della
faccia e' nelle cellule staminali
(Commenti) -
http://www.molecularlab.it/news/commento.asp?n=4026&p=1
Affrontiamo problemi
attuali, lasciamo perdere la futurologia di
Stagnaro (21/04/2006)
Non si comprende il fascino delle mode se non si
fa ricorso alla povertà di idee originali degli
studiosi.
Il futuro è ANCHE nell'utilizzo intelligente
delle cellule staminali: siamo tutti d'accordo.
Ma che senso ha utilizzare cellule staminali
prima di essere in grado di procedere alla
sostituzione anche del
DNA mitocondriale ?
Domanda sempre priva di una risposta (Il titolo
di un mio articolo su ilpungolo.com recita:
Cellule staminali ibernate: Era dei Lumi
spenti": nessuno ha reagito criticamente...forse
per la pochezza dell'autore..?.
La notizia, successiva a questa di
molecularlab.it, solleva inquietudini proprio in
rapporto a quanto ho appena scritto: "Perdita
di tessuto osseo nei bambini
dopo terapia con cellule staminali". I
o prevedo (la previsione è di natura
scientifica: la si può corroborare o
falsificare) che in quei mitocondri trasfusi era
scritta l'informazione patologica della
Costituzione Osteoporotica! (Stagnaro S.,
Stagnaro-Neri M., Le Costituzioni
Semeiotico-Biofisiche. Strumento clinico
fondamentale per la prevenzione primaria e la
definizione della Single Patient Based Medicine.
T
ravel Factory, Roma, 2004.
http://www.travelfactory.it/libro_costituzionisemeiotiche.htm
Stagnaro S., Stagnaro-Neri M. Single Patient
Based Medicine.La Medicina Basata sul Singolo
Paziente: Nuove Indicazioni della Melatonina.
Travel Factory, Roma, 2005.
http://www.travelfactory.it/libro_singlepatientbased.htm
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Cellule
Staminali, le preoccupazioni del medico dott. S.
Stagnaro: Inserito il - 24/07/2006 :
18:09:43 in:
http://www.medforum.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=476
CARISSIMI AMICI,
PRIMA del PREVISTO ARRIVANO CORROBORAZIONI ai
MIEI SOSPETTI a PROPOSITO dei TUMORI GENERATI
dalle STAMINALI - By MUSSI AND C.
NOTATE che in questi CASI RIPORTATI SOTTO,
COMMENTO ad una NOTIZIA APPARSA su MOLECULAR
LAB.IT si PARLA SOLTANTO di N-DNA !.
STAMINALI NEURONALI ALIMENTANO TUMORE AL
CERVELLO
(Commenti)
http://www.molecularlab.it/news/commento.asp?n=4304&comid=6440
Prime prove che ho ragione - di Stagnaro
(24/07/2006 18.04.43)
Come avevo previsto recentemente , segnalando i
miei giustificati timori al "silenzioso"
Ministro, On F. Mussi, questo (di Arturo
Alvarez-Buylla e Erica Jackson, della University
of California a San Francisco, riportato in
molecularlab.it) in notizia è un ulteriore
studio che mette in guardia sulla possibilità di
Tumore Maligno indotto da Staminali.
Un altro studio è il seguente: Research
Highlight Nature Reviews Cancer 6, 575 (August
2006) | doi:10.1038/nrc1964 Leukaemia stem
cells: Self-renewal-associated signature
Sarah Seton-Rogers
http://www.nature.com/nrc/journal/v6/n8/full/nrc1964.html.
Caro Ministro On F. Mussi e illustri
ricercatori, della miniserie "Saranno Famosi",
pensateci bene a studiare le staminali ANCHE dal
punto di vista dei mitocondri alterati. Infatti,
questi studiosi parlano soltanto di alterazioni
del DNA nucleare. Nemmeno loro sono esperti di
mit-DNA !
By Sergio
Stagnaro
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Anche la Corea
del Sud spenderà pare 450 milioni di dollari
per l'impiego delle cellule staminali. Bene !
- 15/06/2006
Evidentemente possono farlo.
Sul sito Molecularlab.it ho messo in rete il
seguente commento:
"A rischio di ripetermi, o di essere più noioso
del solito, ritorno criticamente sull'attuale,
generale, sorprendente e desolante volontà di
studiare le cellule staminali da parte delle
competenti autorità dei vari Paesi, Corea del
Sud ed Italia incluse.
A) Sorprendente: tutti i Paesi lamentano scarse
risorse economiche, aumentano le tasse, parlano
di crisi economica mai raggiunta in precedenza
(On. Ministro P. Schioppa...)...e sono pronti a
spendere milioni di dollari o euro per lo studio
e l'utilizzo di cellule, di cui ignorano la
reale situazione Mitocondriale
(Leggere: le costituzioni
semeiotico-biofisiche dei donatori:
http://www.semeioticabiofisica.it), come da
me denunciato nella Lettera Aperta all'On. Fabio
Mussi, Ministro di sinistra, ma silenzioso come
i precedenti governi di destra !.
B) Desolante: tutti i governi del mondo - udite,
udite - sordi alle critiche mosse dalla "BASE"
sul fondamento di lunga esperienza CLINICA,
preferiscono seguire la TERAPIA delle malattie
piuttosto che spendere soldi ANCHE per la
Prevenzione Primaria, OGGI POSSIBILE (V. il sito
citato, Doctor's Corner e la vasta Bibliografia)
!
Per fare questo, dall'ALTO della loro posizione
di Potere, forti del loro sinistro silenzio,
evitano il confronto con chi parla di
costituzioni semeiotico-biofisiche (diabetica,
dislipidemica, ipertensiva, osteoporotica,
glaucomatosa, litiasica, TUMORALE o Terreno
Oncologico, etc.), diagnosticabili
"quantitativamente" fin dalla nascita del
singolo con l'utilizzo del semplice
fonendoscopio, cioè con una sana semeiotica
fisica.
Io prevedo, ma le corroborazioni sono già
disponibili oggigiorno(V. Lettera Aperta all'On.
Fabio Mussi, Ministro dell'Università e della
Ricerca), che l'attuale utilizzo delle cellule
staminali, in una alta percentuale dei casi
calcolabile intorno al 40%, significa introdurre
in un corpo innocente e mantenuto
"democraticamente" nell'ignoranza, bombe a
scoppio ritardato con esiti mortali e criminali!
Il problema etico, lo ripeto per i sordi, viene
dopo, caso mai dovesse presentarsi !"
By Sergio
Stagnaro
http://www.medforum.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=428
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
http://www.katamed.it/notizia.asp?ID=8396&Lingua=IT&idcat=999&rub=
Staminali del cordone ombelicale congelate:
Era dei Lumi “spenti” !
Seguendo la moda dei ricchi americani, le
cellule staminali del cordone ombelicale
dell’Infanta Leonor di Borbone, nipote di Juan
Carlos e probabile erede al trono di Spagna,
sono state inviate negli USA per essere
congelate ed eventualmente utilizzate in caso di
malattia della stessa , entro 18 aa.: Era dei
Lumi “spenti”.
Il Secolo XIX del 27
gebbraio 2006, Pg. 7.
Congelate le cellule staminali del cordone
ombelicale dell’Infanta Leonor.
Si dice, pare,
circola la voce che il Cavaliere, essendo
benestante, si sia fatto clonare provocando
insonnia in molti suoi oppositori. In altre
parole, esisterebbero molti cavalieri disposti a
cedere organi in caso di bisogno al Cavaliere.
In realtà, alla base sia della clonazione sia
delle cellule staminali esistono gli indentici
bias, ignorati purtroppo dai medici-congelatori
e dai ricercatori (V. miei precedenti interventi
messi in rete sul BMJ.com e New York Acàdemy of
Sciences.com, (Sergio Stagnaro. Is there a
fundamental bias at the base of cloning? (20
February 2004)
http://bmj.bmjjournals.com/cgi/eletters/328/7437/415;
By Sergio Stagnaro. A fundamental bias of
present human cloning.
http://www.memberconnections.com/olc/membersonly/NYAS/mboards.html
Il congelamento delle cellule staminali,
del cordone ombelicale o di altra provenienza,
confuta definitivamente i principi della
termodinamica, secondo me ovviamente: cellule
progenitrici di cellule malate, per esempio,
cellule-beta pancreatiche, risultate poi essere
"diabetiche", cioè con ingravescente incapacità
di produrre "e" secernere insulina, hanno
dimostrato di poter dare origine a cellule dello
stesso tipo, cioè, nel nostro esempio, cellule
beta-pancreatiche, e non solo, ma
"perfettamente" funzionanti nel senso che
producono e secernono insulina fisiologicamente!
Mi sembra tanto strabiliante, da non crederci.
Se uno non ha soldi, cultura, Amore...non ne può
assolutamente dare ad altri più sfortunati:
questo è il senso del mio discorso. I
progenitori di cellule beta-pancreatiche
"diabetiche" sono dotati di MITOCONDRI
funzionalmente alterati geneticamente (cellule
ICAEM-alfa-positive:
semeioticabiofisica.it: la loro “prole”
mostrerà inevitabilmente uno stesso corredo
difettoso di mitocondri, conditio sine qua non
del diabete. Per questo motivo propongo di
definire il tempo in cui viviamo come Era dei
Lumi “spenti”.
Per "accenderli" è inevitabile la conoscenza
delle varie costituzioni semeiotico-biofisiche,
per poter scegliere razionalmente le cellule
staminali di "sana" provenienza. Solo questo
procedimento permetterà alla nostra Epoca di
essere correttamente definita "Era dei nuovi
Lumi".
By
Sergio
Stagnaro
-
http://www.katamed.it/notizia.asp?ID=8608&Lingua=IT&idcat=999&txtRub=37
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Tumori e
staminali, secondo Veronesi: alcune mie domande
!
"Nel carcinoma
mammario siamo solo all'inizio dell'era della
biologia molecolare e delle terapie mirate . Le
loro potenzialita' sono infinite, ma le
aspettative che si sono create non saranno
soddisfatte in tempi brevi". Lo ha ricordato lo
scorso 11 aprile a Milano Umberto Veronesi, a
margine della presentazione dello studio Omero,
nel quale i ricercatori hanno paragonato tra
loro tumori del seno a differente aggressivita'.
"L'incidenza del tumore al seno continua ad
aumentare, mentre la mortalita' negli ultimi 15
anni e' cominciata a diminuire in maniera
abbastanza accentuata. Il 50% di questo successo
e' dovuto al fatto che scopriamo i tumori sempre
piu' precocemente; un altro 50% e' dovuto al
fatto che le terapie, nel frattempo, sono
migliorate". Un successo evidenziato dallo
stesso studio Omero, che evidenzia come i
risultati terapeutici siano uniformi su tutto il
territorio nazionale.
Ma i tumori osservati al sud Italia -hanno
commentato gli esperti- sono generalmente ad uno
stadio piu' avanzato rispetto a quelli delle
pazienti del nord. Un dato che evidenzia come la
diagnosi precoce nel sud Italia non sia ancora
ottimale.
"Negli ultimi anni -ha continuato Veronesi- si
e' passati dal praticare il trattamento massimo
tollerato dalla paziente, al trattamento minimo
efficace. Un approccio che punta a mirare la
paziente e non piu' soltanto le cellule, in modo
da utilizzare la chemioterapia soltanto quando
necessario. Abbiamo acquisito strumenti
biologici molto importanti, che ci dicono molto
del processo di trasformazione delle cellule
tumorali. Tanto che gli ultimi studi hanno
identificato un derivato della vitamina A che ha
dato risultati molto interessanti in questo
senso".
L'oncologo non ha dimenticato di sottolineare
l'importanza della prevenzione e dei controlli
periodici, ma ha anche ricordato quali sono le
prospettive future: "La scoperta delle cellule
staminali tumorali portera' ad una ulteriore
rivoluzione nella terapia oncologica. Le
potenzialita' della biologia molecolare sono
infinite: ormai la strada e' segnata, non si
torna piu' indietro. Ora bisogna creare le nuove
generazioni dei medici".
Fonte: Aduc (24/04/2006) - Tratto da:
http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=4034
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Tumori e staminali, secondo Veronesi: alcune
fondamentali domande
Fonte Aduc, molecularlab.it
Ecco quanto scrivo
al Prof. Umberto Veronesi nel commento in rete
sul sito citato:Innanzitutto ricordo ai gentili
lettori la mia Lettera Aperta sulla Prevenzione
Primaria del Cancro del Seno, inviata
all'ex-Ministro della Salute Prof. G. Sirchia
(fatta conoscere anche ad altri...studiosi
...dell'argomento) rimasta senza risposta alcuna
dal maggio 2004 !
La lettera è in rete ai seguenti URLs:
http://www.ilpungolo.com/site/leggi.asp?NWS=2390&IDS=10
http://www.katamed.it/Notizia.asp?id=8094&lingua=IT&idcat=999
http://digilander.iol.it/piazzetta.sfera.net
http://bmj.bmjjournals.com/cgi/eletters?lookup=by_date&days=1#72216
- 27 August 2004
http://www.numedionline.it/apps/essay.php?id=2380
http://www.mednat.org/cancro/terreno_oncologico.htm
Detto questo, leggerei volentieri e
finalmente... le risposte "chiare" del Prof.
Umberto Veronesi alle seguenti mie domande,
dalle conseguenze notevoli:
A) Lei, Prof Umberto Veronesi, cosa ne pensa del
Terreno Oncologico? Intendo chiederle se,
secondo lei, esiste o non esiste questa linea di
demarcazione, tracciabile con un semplice
fonendoscopio, che divide la popolazione
MASCHILE e femminile in due: da una parte chi
può ammalare (e morire!) - per esempio, di
cancro del seno - e, dall'altra, chi SICURAMENTE
non sarà MAI colpito dal tumore, anche se fuma,
è in sovrappeso, segue un errato stile di vita,
etc. Le ripercussioni di una tale presa di
posizione da parte sua sulla conduzione della
Prevenzione Primaria Oncologica sarebbero
notevoli.....con riduzione delle attuali INUTILI
perdite di danaro , a mio parere, naturalmente.
B) Quali cellule staminali intende lei
utilizzare nella "futuribile" terapia del cancro
del seno? Intendo dire, cellule staminali dello
"stesso" individuo o di altro...magari nel
TOTALE disinteresse ed ignoranza della
provenienza di queste cellule totipotenti.
Mi spiego ancora meglio con ulteriori dettagli,
per essere auspicabilmente compreso. Secondo
lei, si devono, oppure no, utilizzare cellule
staminali provenienti da una FONTE umana NON
colpita da Terreno Oncologico - sempre che lei
non ne neghi l'esistenza - (penso, in concreto,
alle cellule staminali del'individuo da
trattare, OVVIAMENTE!). La pensa esattamente
come me, Prof. Umberto Veronesi? Infatti, io mi
sono sempre chiesto che senso ha trattare una
malattia con una terapia...mortale e/o fare
prevenzione oncologica in soggetti che NON sono
a "reale rischio" oncologico!
C) Prof. Umberto Veronesi, ammesso che lei
riconosca l'esistenza del Terreno Oncologico,
ritiene che TUTTI i soggetti con
Terreno Oncologico possano essere colpiti
dal Tumore, per esempio, della mammella, o
SOLTANTO quei maschi e femmine con Terreno
Oncologico e "reale
rischio" oncologico al seno, diagnosticato e
quantizzato bedside in pochi secondi con la
Semeiotica Biofisica?
D) Mi può spiegare, infine, Prof. Umberto
Veronesi, come può lei falsificare o corroborare
la mia teorie del Terreno oncologico e del
"reale rischio" oncologico se non conosce la
Semeiotica Biofisica? Intendo dire: o lei è
esperto in Semeiotica Biofisica (in questo caso
non comprendo il suo abissale "silenzio" su
questa semeiotica fisica) oppure conosce altre
semeiotiche sofisticate in grado di esprimere un
parere AUTOREVOLE su quanto le ho chiesto. Quali
sono questi strumenti del dipartimento
dell'immagine ?
Prometto di mettere in rete nella mia Rubrica
"Semeiotica Biofisica" su
www.katamed.it, il contenuto della presente,
e le assicuro pubblicherò le sue graditissime
risposte "critiche" seguite magari da un mio
commento.
By dott.
Sergio Stagnaro
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
19 gennaio 2007 h
19,06
Carissimi,
http://www.aprileonline.info/index.php?id=26
Mi dicono missing e scrivo alla Redazione
!I governi cambiano ma il comportamento dei
Ministri della Salute e della Ricerca (e
Università) restano desolatamente identici.
A mio parere è latitante il dialogo diretto tra
cittadino (nel mio caso, Vedere la Presentazione
nel sito
www.semeioticabiofisica.it )e la transeunte
Autorità. Come già scrissi su questo sito, che
ringrazio per la messa in rete tempestiva, ho
espresso anche ai suddetti ministri il mio punto
di vista di scienziato sull'attuale "criminale"
utilizzo delle staminali, intorno alle quali
ruotano milioni di euro..... In breve, il
problema fondamentale non è morale-etico, ma
scientifico: se noi utilizziamo su vasta scala -
quando sarà reso possibile dalla tecnologia - le
cellule staminali di qualsiasi provenienza a
scopo terapeutico,se non conosciamo
perfettamente le COSTITUZIONI dei donatori (Nel
sito citato e Bibliografia), noi corriamo fin
d'ora il rischio di inserire nel corpo delle
vere e proprie bombe "a scoppio ritardato"
(chiedere a Google: Stagnaro S and Staminali).
Già oggi si lamentano casi di LEUCEMIA e di
OSTEOPOROSI in bambini trattati con cellule
staminali. Se non ci pensano i medici e i
POLITICI di destra o di sinistra (!), ci pensino
i giornalisti "liberi" prima che sia troppo
tardi, come è successo nel caso della
rabdomiolisi da cerivastatina (o altre
statine...) da me denunciata dodici (Ripeto
DODICI) anni prima su carta stampata ed in sede
CONGRESSUALE !
Un cordiale saluto
PS. Vi prego di conservare il presente messaggio
come faccio io, a testimonianza che io ho fatto
tutto quanto è nelle mie possibilità. Grazie.
By Sergio
Stagnaro
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Stem cells and
biophysical-semeiotic Constitutions.
www.Nature.com 24 Aprile 2008
http://blogs.nature.com/reports/theniche/2008/04/stemcell_skin_creams_a_san_die.html#comments
At my knowledge, a great lot of money on
studying staminal cells, even in … skin cream as
well as in menstrual blood, accounts for the
reason there is an overlooked bias in such as
research articles! In fact, in performing
staminal cell researches in whatever tissue ALL
scientists overlook both an inherited
mithocondrial cytopathy, I termed Congenital
Acidosic Enzyme-Metabolic Histangiopathy and
Biophysical-Semeiotic Constitutions 1-6;
See my earlier
Letter on Whashington Post: URL
http://www.washingtonpost.com/ac2/wp-dyn/comments/display?contentID=AR2007041101736&start=41
For example: accordingly, type 2 diabetes is a
major problem worldwide, a real epidaemic.
Independent of different countries, in recent
decades diabetes prevalence has increased
rapidly over time among both developed and
developing populations, nothwithstanding a lot
of campaigns of prevention. Surely, genetic
factors alone cannot explain these patterns.
However, as allows me to state my 52-yeqr-long
clinical experience - www.semeioticabiofisica.it
- an individual, without diabetic “AND”
dyslipidaemic biophysical-semeiotic
constitutions, can not be involved by type 2
diabets, at all 1-6.
Certainly, rapid changes in lifestyle and risk
factors such as obesity, unhealthy diets,
physical inactivity, tobacco smoking, a.s.o.,
acting on people with diabetic and dyslipidaemic
constitution may cause, AT FIRST, Pre-Metabolic
Syndrome, then, over years or decades, metabolic
syndrome 2, 6, IGT, and finally type 2 diabetes.
In a few words, all around the world, e.g., the
war against diabetes mellitus and its well-known
and harmful so-called complications, as well as
the war against all other serious and common
human diseases, is nowadays possible, also
utilizing possibly staminal cells of “whatever”
origin, exclusively by means of a primary
prevention, which must be perform at the
bed-side, i.e., clinically, on a very large
scale, using the simple stethoscope. In addition,
we must in the future utilize staminal cell, of
whatever origin, of individuals not involved by
above-cited biophysical semeiotic constitutions
!
In other words, in both primary prevention and
screening programme for whatever disease,
including DM and its complications, and cancer,
we need efficacious clinical tools to obtain the
best results, avoiding, e.g., to use staminal
cell with impaired mitochondria.
Really, early diagnosis must certainly be
established in asymptomatic patients, who, for
example, are evolving slowly towards diabetes
mellitus, i.e. long time before disease onset,
in order to avoid the well known, severe
complications. In fact, to prevent these
diabetic complications, including diabetic
retinopathy, on very large scale, it is
extremely necessary that doctors use a clinical
tool, reliable in diagnosing early diabetes
mellitus stages, from initial stages, i.e.,
biophysical-semeiotic constitutions, and then
the Pre-Metabolic Syndrome 1-6, usefull
particularly in selecting “appropriate” stem
cells to be utilized.
As I wrote formerly in PLOS, physicians can
fortunately utilize bedside clinical methods
reliable in ascertain the truth of articles
published in famous peer reviews.
By Sergio
Stagnaro
References
1 Stagnaro S., Stagnaro-Neri M. Valutazione
percusso-ascoltatoria del Diabete Mellito.
Aspetti teorici e pratici. Epat. 32, 131 1986
2 Stagnaro Sergio, Stagnaro-Neri Marina.
Introduzione alla Semeiotica Biofisica. Il
Terreno oncologico. Travel Factory SRL., Roma,
2004
3 Stagnaro S., Stagnaro-Neri M., Le Costituzioni
Semeiotico-Biofisiche.Strumento clinico
fondamentale per la prevenzione primaria e la
definizione della Single Patient Based Medicine.
Ediz. Travel Factory, Roma, 2004.
4 Stagnaro S., Istangiopatia Congenita Acidosica
Enzimo-Metabolica. Una Patologia Mitocondriale
Ignorata. Gazz Med. It. - Arch. Sci. Med. 144,
423,1985 Infotrieve.
5 Stagnaro S. Diet and Risk of Type 2 Diabetes.
N Engl J Med. 2002 Jan 243464:297-298. [MEDLINE].
6 Stagnaro S.-Neri M..Stagnaro S., Sindrome di
Reaven, classica e variante, in evoluzione
diabetica. Il ruolo della Carnitina nella
prevenzione del diabetemellito. Il Cuore. 6,
617, 1993, [MEDLINE].
By Sergio Stagnaro MD | April 26, 2008 07:10 AM
- Founder of
Quantum Biophysical Semeiotica
vedi:
Cellule
+
Stress Ossidativo
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Cari Redattori
ANSA ed altri destinatari, sulla vostra Home
Page leggo oggi 18 maggio 2008 la notizia di
ieri: 2008-05-17 18:31 Sclerosi:
staminali, presto test uomo. Ricercatore,
idee e tecnologie ci sono mancano solo i fondi.
Mancano i fondi ?
Meglio così, aggiungo io !
Da sempre vado affermando che l'attuale uso
delle
cellule staminali è un atto criminale: se si
ignorano le Costituzioni
Semeiotico-Biofisiche si corrono seri rischi
di provocare altre malattie, per
es., osteoporosi, leucemie, diabete ed
ALTRO, come è già avvenuto, per es. nei bambini
trattati con cellule staminali. Nessuno di voi
ne sa nulla ?
Possibile che non ne siate informati, proprio
voi che dovreste informare ?
Washington Post e Nature.com mi mettono in rete
(vedi sotto) i miei critici commenti, ma
non i mass-media italiani, ANSA inclusa e
giornalisti...vari, forse perchè vi manca la
necessaria autorizzazione a diffondere
"scientifiche" accuse contro un utilizzo, vero
businness, delle staminali.
E' prevedibile che il RAZIONALE impiego delle
staminali potrà diventare la terapia del
domani. Un evento terapeutico, sia ben
chiaro, che nel corpo umano avviene da sempre
spontaneamente, e che certe terapie (NIR-LED,
per esempio, ignorate finora nel Bel Paese) sono
in grado di incrementare.
Debbo ammettere che nessuno, non so se per
onestà intellettuale o non sicuro delle proprie
idee, si è contrariato quando, per la prima
volta, ma non l'ultima, su un celebre sito,
www.ilpungolo.com, nella Pagina
Scienza, pubblicai un articolo su questa Era dei
Lumi Spenti, su questo Medio Evo della
Medicina..
Anche se continuate a dare largo spazio alla
Malasanità, che tale sempre NON è, ricordatevi
che "Veritas Filia Temporis", come pensava nel
II secolo d.C. Aulo Gello.
Buona Domenica
By Dott.
Sergio Stagnaro - Fondatore della
Semeiotica Biofisica Quantistica - Riva
Trigoso (Genova) Europa
Le 3 ZONE della Moderna Medicina
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
SANITA'news
La redazione - Richiesta info inviata il
2/09/2008 alle 10:31:08 AM
Richiesta: Carissimi, alla URL del sito
Nature.com,
http://www.nature.com/news/2008/080831/full/news.2008.1070.html
è riferita la Notizia anche a voi riportata, MA
con una SOSTANZIALE differenza...che distingue
le informazioni di Nature.com da tutte quelle
\"italiane\", incluso Sanitas-news. Secondo voi,
in cosa consiste questa differenza ?
Cordialmente
Sergio
Stagnaro MD Founder of Quantum
Biophysical Semeiotics Who\'s Who in the
World (and in America) since 1996 to 2009.
Prima di tutto,
GRAZIE alla Redazione di SanitasNews (nessuno si
è firmato con Nome e Cognome) per offrirmi la
possibilità di vedere certamente quanto segue in
rete su SanitàNews.it !
Come potete notare dal numero di websites che
hanno ospitato il mio punto di vista
sull'attuale uso potenzialmente dannoso delle
staminali, un grandissimo business, che vado
illustrandovi utilizzando codici facilmente,
decodificabili da chiunque, la mia critica non
è certo di scarso rilievo, come ho scritto il 03
Agosto 2006, molto dettagliatamente in
Il dibattito: CELLULE STAMINALI E DIFFICOLTÀ DI
COMUNICAZIONE NELL’ERA DELL’INFORMATICA.
http://www.ilpungolo.com/site/leggi.asp?NWS=NWS4017&IDS=13
(V. I Allegato). Affermo che le cellule
staminali potranno essere la terapia
fondamentale della Medicina futura solo a patto
che vengano utilizzate cellule prive delle
dannose costituzioni
semeiotico-biofisico-quantistiche, da me
scoperte e descritte in vasta letteratura
(Chiedere a Google.com: Stagnaro S
Biophysical SemeioticConstitutions ).
Questo è il punto
della vostra sorprendente, meglio
direi desolante, domanda e della mia chiarissima
risposta:
Le COSTITUZIONI, diabetica, ipertensiva,
osteoporotica, reumatica, allergica,
glaucomatosa, dislipidemica, arteriosclerotica
(CAD, CVD)...... e TUMORALE, leggere
Terreno Oncologico con il suo Congenito
Reale Rischio in uno o più sistemi biologici.
Questi progressi inquietanti della Medicina
CLINICA, in Italia coperti da silenzio
fortunatamente superabile, solo siti
indipendenti, come
www.nature.com, possono divulgare, grazie ad
Editori liberi e lungimiranti.
Chiedo io a chi mi
ha scritto dalla Redazione di Sanitasnews -
senza firmarsi - che SENSO ha secondo lui
terrorizzare i malati SENZA
TERRENO ONCOLOGICO o positivi per il
Terreno Oncologico, MA negativi per il Reale
Rischio CONGENITO, sottoponendoli a un LUNGO
iter diagnostico per la ricerca dei marcatori
tumorali, mammografie, ecografie, TAC Spirali,
SPCT, NMR e dulcis in fundo l'inevitabile
biopsia.
Terreno Oncologico e il TO-dipendente Reale
Rischio Congenito, sono riconosciuti e
quantizzati con un fonendoscopio...:
II Allegato).
Le osservazioni riferite valgono per tutte le
altre COSTITUZIONI: a causa di un pregresso
infarto miocardico, mi hanno - moglie e colleghi
vari - sottoposto ad almeno 25 dosaggi della
glicemia, pur non essendo portatore della
COSTITUZIONE DIABETICA. Riuscite voi della
Redazione di SanitasNews a comprendere le
motivazioni della mia definizione di Era dei
Lumi Spenti e di Medio Evo della Medicina ?
Se non avete ancora capito, dopo quanto ho
scritto sopra, la differenza nel dare
informazioni ai medici, che passa tra
www.nature.com e voi, mi arrendo e rinuncio
!
Continuate pure, per
esempio, a sostenere la dispendiosa ed inutile
Prevenzione Primaria dell'Ipertensione in
TUTTI, specialmente in chi non ha la
Costituzione Ipertensiva: l'inflazione ha
raggiunto e superato i limiti di guardia !
By dott.
Sergio
Stagnaro
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EMOPOIESI e
CELLULE
anche
STAMINALI
Il termine emopoiesi o ematopoiesi si riferisce
alla formazione e alla maturazione di tutti i
tipi di cellule del
sangue a partire dai loro precursori.
Nell’essere umano adulto normale le cellule
ematiche sono formate nel
midollo osseo dello scheletro assiale.
Gli spazi occupati da midollo emopoietico si
riducono progressivamente dall’infanzia all’età
adulta, fino ad essere confinati alla parte
centrale dello scheletro. Durante lo sviluppo
fetale l’emopoiesi si svolge dapprima nel
sacco vitellino, successivamente nel
fegato e nella
milza, e infine nelle ossa.
La maggior parte delle cellule è incapace di
ulteriore divisione e, avendo vita relativamente
breve, è rimpiazzata continuamente da nuovi
elementi provenienti dal midollo osseo.
I
globuli rossi, i
globuli bianchi e le
piastrine derivano da un’unica cellula
staminale emopoietica pluripotente.
La formazione di questa cellula staminale è la
prima di una serie di tappe, sequenziali e
ordinate, di crescita e maturazione cellulare.
La cellula staminale pluripotente può seguire
linee di maturazione morfologicamente e
funzionalmente diverse, a seconda del
condizionamento determinato dal tipo di stimolo
o di mediatore presente.
Questa procede verso due direzioni principali:
- la linea linfoide da cui sia avvia la
linfopoiesi (linfociti B, T ed NK ovvero "NATURAL
KILLER")
- la linea mieloide da cui si sviluppa la
mielopoiesi, l’eritropoiesi e la produzione di
piastrine (granulociti, monociti, eritrociti,
piastrine). Ematopoiesi è il processo dal quale
gli elementi formati del sangue sono prodotti.
Il processo è regolato attraverso una serie di
passi inizianti con la cellula staminale
ematopoietica pluripotente.
Le cellule staminali sono
capaci di produrre globuli rossi, tutte le
classi di granulociti, monociti, piastrine, e le
cellule del sistema immunitario. Il preciso
meccanismo molecolare -o intrinseco nelle
cellule staminali stesse o attraverso l'azione
di fattori estrinseci- con il quale la cellula
staminale diventa adatta a dare la linea
differenziativa non è ancora pienamente
definita.
Comunque, esperimenti su topi suggeriscono che
le cellule eritroidi derivano da un progenitore
eritroide/megacariocita comune che non si
sviluppa in assenza dell'espressione dei fattori
di trascrizione GATA-1 e FOG-1. Con l'impegno
nella linea differenziativa, i progenitori
ematopoietici e le cellule precursori vanno
sempre di più sotto influenze regolatorie di
fattori di crescita e ormoni.
Per la produzione di globuli rossi,
l'eritropoietina (EPO) è l'ormone regolatore.
EPO è richiesta per il mantenimento di
determinate cellule progenitrici eritroidi che,
in assenza dell'ormone, vanno incontro alla
morte cellulare programmata (apoptosi).
Il processo regolatorio della produzione di
globuli rossi è la eritropoiesi. Nel midollo
osseo, il primo precursore eritroide
riconoscibile morfologicamente è il
pronormoblasto o proeritroblasto. Questa cellula
può andare incontro a 4-5 divisioni cellulari
che si risolvono nella produzione di 16-32
globuli rossi maturi. Con una produzione
aumentata di EPO il numero dei progenitori
eritroidi è amplificato e a sua volta darà un
aumento del numero degli eritrociti (globuli
rossi).
La regolazione della produzione di EPO è legata
alla disponibilità di Ossigeno a livello del
tessuto renale.
La produzione normale di globuli rossi deriva
dalla giornaliera sostituzione del 0.8-1 % di
tutti tutti i globuli rossi circolanti nel corpo
poiché la vita media di un globulo rosso è
100-120 giorni. L'organo responsabile della
produzione di globuli rossi è chiamato eritrone.
L'eritrone è un organo dinamico costituito da
una riserva (pool) di cellule precursori
eritroidi midollari a rapida proliferazione e
dalla grande massa di eritrociti maturi
circolanti.
Vita media cellule
mature
- Globulo rosso - 120 giorni
- Piastrina - 10 giorni
- Granulociti e monociti - 10 ore
- Linfociti - di solito muoiono dopo aver
debellato l'infezione (ad eccezione di linfociti
particolari, le cellule della memoria, che
vivono anche mesi in attesa di una seconda
infezione provocata dallo stesso agente patogeno
della prima)
Questi dati sono
molto importanti dal punto di vista medico,
poiché condizionano le trasfusioni di sangue (o
di sole cellule), le operazioni chirurgiche e la
somministrazione di farmaci che influenzano
l'emostasi.
CELLULE STAMINALI
Le cellule staminali sono
cellule primitive non specializzate dotate
della singolare capacità di trasformarsi in
diversi altri tipi di
cellule del corpo. Molti ricercatori
sostengono che le cellule staminali potranno
potenzialmente rivoluzionare la
medicina, permettendo ai medici di riparare
specifici
tessuti o di riprodurre
organi.
Caratteristiche
distintive
Per poter essere definita come staminale una
cellula deve soddisfare le due proprietà: l'autorinnovamento
e la potenza.
L' autorinnovamento è la capacità di compiere un
numero illimitato di cicli replicativi
mantenendo il medesimo stadio differenziativo.
Ciascuna cellula staminale realizza l'autorinnovamento
o tramite la divisione asimmetrica obbligata,
dove la staminale dà origine ad un'altra
staminale e ad una cellula destinata a
differenziarsi oppure mediante differenziamento
stocasico, dove una popolazione di cellule
staminali si conserva poiché esiste un numero
pressoché uguale di staminali che generano due
staminali replicandosi e staminali che generano
due cellule destinate a differenziarsi.
La potenza è la
capacità di dare origine a una o più specie
cellulari tramite il differenziamento.
All'interno di questo concetto potrebbe essere
anche compreso quello di transdifferenziamento,
cioè la capacità di una cellula staminale in
fase di differenziamento di cambiare la propria
linea cellulare modificando il suo programma di
sviluppo.
Ciclo vitale
Sebbene le cellule staminali siano dotate di un
potenziale replicativo illimitato, sono
normalmente quiescenti (fase G0 del ciclo
cellulare) e solo di rado entrano in
mitosi (fa eccezione lo
sviluppo embrionale). Infatti la parte più
consistente del "lavoro replicativo" che porta
all'incremento numerico della progenie delle
cellule staminali in funzione dell'accrescimento
o della riparazione dei tessuti, viene svolto da
cellule non staminali definite progenitori o
transit amplifying cells (TAC), derivate
direttamente dalle cellule staminali, ma
parzialmente differenziate e prive della
capacità di autorinnovamento. Questa strategia
replicativa, che limita il numero di eventi
replicativi a cui una cellula staminale va
incontro, si fonda probabilmente su due
importanti principi tra loro collegati:
Stretto controllo
del numero di cellule staminali: ogni cellula
staminale occupa una propria nicchia biologica
definita da una complessa rete di segnali
biochimici, che probabilmente forniscono anche
alla cellula staminale le informazioni
necessarie sul momento opportuno per replicarsi.
Conservazione
dell'integrità del genoma delle cellule
staminali: un basso numero di replicazioni
riduce il rischio di danni al DNA, cioè di
mutazioni. Le mutazioni a carico delle cellule
staminali sono estremamente nocive e pericolose,
poiché:
- vengono trasmesse a tutte le generazioni di
cellule figlie derivate da quella cellula
staminale. Al contrario una mutazione in una TAC
si ripercuote solo su di una singola generazione
di cellule, che eventualmente dopo un certo
tempo verrà comunque sostituita.
- possono indurre la cellula staminale a
degenerare in senso neoplastico, diventando una
cellula staminale tumorale[1], cioè una
tipologia di cellula probabilmente responsabile
del continuo rifornimento di nuove cellule che
caratterizza lo sviluppo e soprattutto le
recidive dei tumori.
Tipi -
In base alle potenzialità si possono distinguere
quattro tipi di cellule staminali:
- Una singola cellula staminale
totipotente può svilupparsi in un intero
organismo e persino in tessuti extra-embrionali.
I
blastomeri posseggono questa proprietà.
- Le cellule staminali
pluripotenti possono specializzarsi in tutti
i tipi di cellule che troviamo in un individuo
adulto ma non in cellule che compongono i
tessuti extra-embrionali.
- Le cellule staminali
multipotenti sono in grado di specializzarsi
unicamente in alcuni tipi di cellule.
- Le cellule staminali
unipotenti possono generare solamente un
tipo di cellula specializzata.
- Le cellule staminali sono anche classificate
secondo la sorgente di derivazione, come
embrionali, fetali, amniotiche e
adulte.
- Le
cellule staminali adulte sono cellule non
specializzate reperibili tra cellule
specializzate di un tessuto specifico e sono
prevalentemente multipotenti. Queste sono
tuttora già utilizzate in cure per oltre cento
malattie e patologie. Sono dette più
propriamente somatiche (dal Greco
σῶμα;
sôma = corpo), perché non provengono
necessariamente da adulti ma anche da bambini o
dai cordoni ombelicali (sia dal sangue del
cordone che dal tessuto del cordone stesso)
- Le
cellule staminali embrionali sono ottenute a
mezzo di coltura, ricavate dalle cellule interne
di una
blastocisti.
La ricerca sulle cellule staminali embrionali è
ancora ai primi stadi: fare ricerca con cellule
umane di questo tipo è una questione
controversa: l'utilizzo di cellule staminali
embrionali ha sollevato un grosso dibattito di
carattere etico. Difatti per poter ottenere una
linea cellulare (o stirpe, o discendenza) di
queste cellule si rende necessaria la
distruzione di una
blastocisti, un embrione non ancora
cresciuto sopra le 150 cellule; tale embrione è
ritenuto da alcuni un primitivo, od almeno
potenziale, essere umano, la cui distruzione
equivarrebbe all'uccisione di un essere umano
già concepito. Il dibattito vede dunque
contrapposti coloro che preferiscono adottare,
proprio per la mancanza di certezze sul momento
in cui possa individuarsi la nascita
dell'"essere umano", una posizione prudente e
contraria all'utilizzo degli embrioni umani per
fini di ricerca, e coloro che condividono e
sostengono la necessità di ricerca sulle cellule
embrionali umane pur essa implicando la
distruzione dell'embrione fermo restando che
sarebbero utilizzati solo embrioni congelati che
sarebbero poi distrutti per la perdita della
loro efficacia. Questi embrioni sono le
"rimanenze" di inseminazioni artificiali e circa
il loro utilizzo in campo di ricerca la loro
potenzialità potrebbe essere sfruttata per una
ipotetica terapia di un maggior numero di
patologie. Tutto ciò è già possibile negli
U.S.A., grazie a finanziamenti soprattutto
privati.
- Le
cellule staminali amniotiche si trovano nel
liquido amniotico che circonda il feto durante
la gestazione.
Le cellule staminali amniotiche hanno
caratteristiche biologiche molto simili alle
staminali embrionali, ma non hanno le
controindicazioni di tipo etico legate alla
distruzione dell'embrione. La ricerca su queste
cellule è molto recente, ma sono molte le
patologie per le quali è prevista l'applicazione
sull'uomo: dalle malattie della retina, al
diabete, alle malattie neurodegenerative, alla
chirurgia ricostruttiva, alle malattie
rare...[2][3][4]. Esistono, sia in Italia che
all'estero, centri pubblici e banche private che
conservano le cellule staminali amniotiche in
vista di un utilizzo autologo[5].
- Le cellule staminali fetali con
caratteristiche multipotenti, sono presenti
nell'utero, nel corso dello sviluppo fetale, e
vengono ottenute da feti abortiti spontaneamente
o da interruzioni di gravidanza.
Le
cellule staminali amniotiche possono essere
ottenute dal campione residuo prelevato per
l'effettuazione dell'esame di diagnosi prenatale
facoltativa denominato "amniocentesi".
Dal residuo del liquido non utilizzato per
l'esame diagnostico si ricavano cellule
staminali multipotenti e di grande vitalità, in
grado di moltiplicarsi centinaia di volte e
capaci di differenziarsi in vari tessuti adulti.
Rispetto alle embrionali, le staminali
amniotiche non hanno suscitato problemi etici e
- elemento fondamentale dal punto di vista
medico - possono essere utilizzate ad uso
autologo, cioè direttamente sull'individuo
stesso. Questo fatto - che non è attuabile con
quelle embrionali, poiché l'embrione
da cui originano è stato distrutto - permette
una assoluta compatibilità con il
"proprietario", senza alcun problema di rigetto.
Il rigetto si può evitare anche con le cellule
staminali adulte, ma queste ultime sono più
"anziane", con minori capacità differenziative e
meno dinamiche rispetto a quelle embrionali,
fetali o amniotiche.
Numerose istituzioni universitarie e centri di
ricerca nel mondo sono impegnati a studiare le
cellule amniotiche, la cui scoperta è molto
recente e le cui potenzialità sono tuttora
oggetto di continue scoperte. Ad oggi si
ipotizza che queste cellule possano
differenziarsi in molti tessuti come quelli
cartilaginei, ossei, adiposi, neurali. Esiste
una recente
pubblicazione di un gruppo franco-italiano
ha permesso di differenziare le staminali
amniotiche in staminali emopoietiche.[6]
Società private
propongono la conservazione a pagamento delle
cellule staminali che potrebbero essere
utilizzate per il proprietario stesso o per i
parenti più stretti (in alcuni casi). In
sintesi, è possibile affermare che le cellule
staminali presenti nel liquido amniotico siano
in grado di differenziarsi in molti tipi di
cellule adulte, conservando caratteristiche di
"gioventù" uniche nel percorso biologico
dell'individuo. Riguardo al dibattito etico,
l'uso delle cellule amniotiche non presenta
controindicazioni e i principali quotidiani
cattolici, da "L'Avvenire" all'autorevole
"Osservatore Romano", quotidiano ufficiale della
Chiesa Cattolica, si sono espressi
favorevolmente[7].
Cellule staminali
ottenute da sangue del cordone ombelicale – vedi
Cellula staminale ematopoietica
Il
sangue residuo della
placenta e del
cordone ombelicale costituisce una fonte di
cellule staminali emopoietiche adulte.
Dal 1988 queste cellule staminali da cordone
ombelicale sono impiegate per curare il
morbo di Gunther, la
sindrome di Hurler, la leucemia linfocitica
acuta e molte altre patologie che interessano in
particolare i bambini. Il sangue è raccolto dal
cordone ombelicale - sia in caso di
parto spontaneo che di
taglio cesareo - facendo un prelievo (in
circuito chiuso sterile) dalla vena ombelicale.
Una volta raccolto, ne viene calcolato il volume
e la quantità di
globuli bianchi, che non devono essere
inferiori, rispettivamente, a 60 ml e 800
milioni (la quantità dei bianchi minimi alla
raccolta è spesso diversa da banca a banca, è
però comunemente accettato il fatto che ad unità
congelata non debbano essere inferiori a 800
milioni).
Questo sangue non
viene analizzato direttamente per agenti
infettivi, in quanto gli esami sierologici
vengono effettuati sulla partoriente, al parto e
a sei mesi dalla donazione. Viene eseguita però
la caratterizzazione
HLA per determinare se il ricevente sia
compatibile o meno con il tessuto ricevuto. I
risultati della tipizzazione
HLA vengono pubblicati su dei
database mondiali - per es. BMDW -
accessibili da centri trapianto autorizzati per
poter "avviare" una ricerca di tessuto
compatibile con il proprio paziente.
Il sangue da cordone subisce trattamenti ed è
deprivato dei
globuli rossi prima di essere conservato in
azoto criogenico a una temperatura compresa
tra -130 e -196°
centigradi per un futuro utilizzo. Al
momento del trapianto, il sangue viene
scongelato, vengono filtrate le sostanze
criopreservanti e somministrato al paziente per
endovena o nella cresta iliaca.
Questo genere di
terapia, in cui le cellule staminali sono
ottenute da un donatore estraneo, è detta
allogenica. Quando le cellule sono ricavate
dallo stesso paziente sul quale saranno
utilizzate la conservazione è detta autologa e
quando provengono da individui identici, è
chiamata singenica. Il trasferimento xenogenico,
quindi tra animali appartenenti a diverse
specie, è molto poco sviluppato e si ritiene
abbia scarse possibilità.
In Italia la
conservazione per uso "personale", o più
precisamente per uso intrafamiliare, è
consentita solo nel caso in cui, al momento del
parto, siano presenti nel
neonato, nella
fratria o nei genitori del neonato stesso,
delle
patologie che abbiano l'indicazione al
trapianto con cellule staminali da sangue
placentare.
In questo caso si parla di conservazione
dedicata (o più propriamente, di uso autologo e
uso allogenico correlato) ed è sufficiente
presentare un certificato medico degli
specialisti che seguono la persona malata.
Per le conservazioni dedicate i criteri di
selezione e di esclusione dell'unità dalla
raccolta e dal congelamento sono meno rigidi
rispetto alle comuni conservazioni.
In caso diverso è
comunque consentito, previa autorizzazione delle
autorità competenti (vedi Decreto ministeriale
del 18 novembre 2009 pubblicato sulla G.U. del
31 dicembre 2009), raccogliere il sangue
placentare e spedirlo all'estero a pagamento per
la criopreservazione presso laboratori privati,
pratica vietata in Italia.
Cellule staminali
sono presenti anche nell'individuo adulto.
Le
cellule staminali adulte sono cellule non
specializzate che si riproducono giornalmente
per fornire alcune specifiche cellule: ad
esempio 200 miliardi di
globuli rossi sono generati ogni giorno nel
corpo da cellule staminali emopoietiche.
Fino a poco tempo fa si pensava che ognuna di
queste cellule potesse produrre unicamente un
tipo particolare di cellula: questo processo è
chiamato differenziazione (vedi
morfogenesi).
Tuttavia negli ultimi anni si sono avute prove
che le cellule staminali possono acquisire molte
forme differenti: è noto che cellule staminali
nello
stroma del
midollo osseo possono trasformarsi in
cellule
epatiche,
neurali,
muscolari,
renali e follicolari. Caratteristiche molto
simili o identiche si ritrovano anche nelle
cellule staminali contenute nel tessuto adiposo,
presenti in abbondanza e facilmente prelevabili
con una semplice lipoaspirazione; il
lipoaspirato può essere processato anche
immediatamente e rappresenta oggi la fonte più
promettente di cellule staminali adulte
mesenchimali
Le cellule staminali
adulte potrebbero anche essere più versatili.
Ricercatori alla New York University School of
Medicine hanno estratto cellule staminali dal
midollo osseo di
topi che loro dicono essere pluripotenti.
Trasformare un tipo di cellula staminale in un
altro si chiama
transdifferenziazione.
Utili fonti di
cellule staminali adulte sono in realtà
localizzabili in tutti gli
organi del corpo. Ricercatori alla
McGill University di
Montréal hanno ricavato cellule staminali
dalla
pelle capaci di specializzarsi in molti tipi
di tessuto, compresi
neuroni, cellule
muscolari lisce e cellule
adipose. Esse sono state trovate nel
derma, lo strato più profondo della
pelle: queste cellule staminali giocano un
ruolo centrale nella rimarginazione di piccoli
tagli. Si ritiene che anche i
vasi sanguigni, la
polpa dentaria, l'epitelio
digestivo, la
retina, il
fegato ed anche il
cervello contengano cellule staminali, utili
per la rigenerazione dello stesso sistema
nervoso centrale, cervello e
midollo spinale. In Italia, attraverso il
Registro Nazionale dei donatori di Midollo
Osseo, "IBMDR",
è possibile rintracciare un donatore volontario
di cellule staminali adulte, per la cura di
varie malattie, tra cui la
leucemia.
Cellule staminali
embrionali
Le
Cellule staminali embrionali (ES) sono
cellule pluripotenti ricavate dalla massa
cellulare interna della blastocisti.
Queste cellule, una volta estratte, possono
essere messe in coltura e fatte proliferare
quali linee indifferenziate oppure si può
procedere facendole differenziare nella linea
cellulare voluta dal ricercatore. Grazie a
questo tipo di cellule è stato scoperto molto
sulla segnalazione e il differenziamento delle
cellule degli embrioni, ma sono state anche
utilizzate in esperimenti genetici nel topo
volti alla comprensione della funzione di alcuni
geni, dove sono stati generati topi knockout
(cioè in cui è stato volutamente inattivato o
deleto un gene dal DNA) e topi knockin (dove un
gene è sostituito da una sequenza di DNA
mutata). Si stanno studiando queste cellule come
valido strumento per la rigenerazione di alcuni
tessuti che nell'organismo sono quiescienti o
non proliferanti come ad esempio i cardiomiociti
cardiaci, i neuroni o gli epatociti.
Cellule staminali
pluripotenti indotte (iPS) – vedi
Cellule staminali pluripotenti indotte
Gli scienziati giapponesi K.Takahashi e
S.Yamanaka sono stati i pioneri della
riprogrammazione di cellule differenziate in
cellule pluripotenti nel topo tramite induzione.
Hanno dimostrato che la pluripotenzialità di una
cellula staminale dipende dall'espressione di
almeno quattro geni (Oct 3/4, c-Myc, Sox-2 e
Kfl4), tutti fattori di trascrizione a cui si
deve aggiungere una proteina homeobox chiamata
Nanog che impedisce alle staminali di
differenziars, anche se quest'ultima non risultò
indispensabile.
Per fare ciò hanno utilizzato dei fibroblasti
umani che sono stati riprogrammati mediante
trasfezione dei quattro geni sopra riportati,
facendoli diventare cellule staminali
pluripotenti.[8]. Un altro laboratorio ha
condotto un esperimento simile utilizzando i
geni Sox-2, Oct 3/4, Lin28 e Nanog.[9].
Le cellule riprogrammate risultato di questi
esperimenti sono state chiamate cellule
staminali pluripotenti indotte (iPS) e dato che
sono generate a partire da cellule somatiche
adulte non presenterebbero i problemi etici
delle cellule staminali embrionali (ES) e
potrebbero essere impiegate più diffusamente
nelle terapie basate sulle cellule staminali. Un
problema è che uno dei quattro geni, c-Myc e
Kfl4, è un potente oncogeno, per cui si
dovrebbero cercare altri geni che, pur generando
iPS non siano oncogeni.
Sembra che altri laboratori siano riusciti a
produrre iPS facendo a meno di c-Myc.[10]
Eventi storici
chiave della ricerca sulle staminali
1909 -
Alexander A. Maximow
The lymphocyte as a stem cell, common to
different blood elements in embryonic
development and during the post-fetal life of
mammals. Lecture with a demonstration, held at a
special meeting of the Berlin Hematological
Society on 1 June 1909 (Tradotto dal
tedesco).
Folia Haematologica 8.1909, 125-134
(L'originale in tedesco)
1960 -
Joseph Altman e
Gopal Das presentano prove di neurogenesi
adulta e di attività da parte di cellule
staminali nel cervello: quanto affermano
contraddice il dogma di Cajal che escludeva la
possibilità di formazione di nuovi neuroni
1963 -
McCulloch e
Till illustrano la presenza di cellule
staminali autorinnovanti nel midollo osseo di
topo
1968 - trapianto di
midollo osseo tra due fratelli tratta con
successo la
SCID
1978 - vengono
scoperte cellule staminali ematopoietiche nel
cordone ombelicale umano
1981 - vengono
derivate cellule embrionali staminali di topo
dalla massa cellulare interna
1992 - cellule
staminali neurali sono coltivate in vitro sotto
forma di neurosfere
1992 -
Claudio Bordignon completa la prima
procedura medica al mondo mirante alla terapia
genica delle malattie ereditarie, usando cellule
staminali come vettori per il materiale
genetico.
1995 -
Bill Clinton firma una legge che rende
illegali fondi federali per la ricerca su
cellule staminali ottenute con la distruzione
dell'embrione
1997 - si dimostra
che la leucemia origina da cellule staminali
ematopoietiche: è la prima prova diretta
dell'esistenza di un nesso tra cellule staminali
e cancro
1998 -
James Thomson e i suoi collaboratori
derivano la prima linea di cellule staminali
embrionali presso l'Università del
Wisconsin-Madison.
2000 - vengono
pubblicati numerosi studi sulla plasticità delle
cellule staminali adulte
2003 -
Songtao Shi dell'NIH scopre una nuova fonte
di cellule staminali adulte nei denti da latte
dei bambini
2004-2005 -
Hwang Woo-Suk asserisce di avere creato
numerose linee di cellule staminali embrionali
umane da ovociti umani non fertilizzati. Si
scopre che non era vero
19 luglio 2006 -
George W. Bush firma il veto della legge che
avrebbe permesso l'uso di fondi federali per la
ricerca su cellule staminali ottenute dalla
distruzione dell'embrione
7 gennaio 2007 - Un
pool di scienziati, comprendenti l'italiano
Paolo De Coppi, annuncia di aver scoperto
cellule staminali nel
liquido amniotico
8 aprile 2008 - i
fibroblasti si trasformano in cellule staminali
pluripotenti, in grado di curare nei topi di
laboratorio il morbo di Parkinson. Il risultato,
appena pubblicato sulla rivista scientifica Pnas
(Proceedings of the national academy of sciences).
Ottobre 2008 - Nasce
in Lombardia la prima banca al mondo per la
conservazione delle cellule staminali del
liquido amniotico
9 marzo 2009 - Il
presidente americano
Barack Obama ha rimosso, con un ordine
esecutivo, i limiti al finanziamento pubblico
alla ricerca sulle cellule staminali embrionali
8 marzo 2010 - Il
gruppo di ospedali americano Caritas Christy (il
più grande del New England) sigla con Biocell
Center un'intesa per la conservazione delle
cellule staminali amniotiche prelevate nei
propri centri
12 gennaio 2011 -
Muore Estern McCulloch (scopritore delle cellule
staminali)
26 agosto 2011 - Al
Centro Europeo di Ricerca sulle cellule
staminali di Terni (diretto dal prof.
Angelo Vescovi) viene dato il via, dal
comitato etico regionale dell'Umbria,
la sperimentazione delle cellule staminali
sull'uomo.[11]
Banche di
crioconservazione =
BIOBANCHE
Le "banche di conservazione delle cellule
staminali" sono strutture con elevati standard
di sicurezza, in cui le unità di cellule
prelevate vengono stoccate in capienti
contenitori di azoto criogenico fino al momento
del loro eventuale utilizzo.
Le cellule staminali possono essere conservate
immerse in celle di
azoto liquido o di vapori di azoto a -170 /
-190 °C (risospese in appropriati mezzi per la
crioprotezione, come ad esempio il
dimetilsolfossido o il glicerolo).
La legislazione che regolamenta le Banche di
cellule staminali varia da Paese a Paese, e si
differenzia a seconda della fonte di prelievo
delle cellule (amniocentesi, cordone ombelicale,
sangue, denti....) e dell'uso previsto (autologo
o allogenico): in Italia la legislazione vieta
solo la conservazione delle cellule cordonali ad
uso autologo presso banche private, pur
consentendone la conservazione presso strutture
estere.
La conservazione autologa ha il vantaggio della
totale assenza di fenomeni di
rigetto in caso di
autotrapianti di
organi e
tessuti, mentre lo svantaggio di tale
pratica è rappresentato dal fatto che, in caso
di
leucemia, ad esempio, nel campione
conservato siano presenti cellule tumorali
leucemiche, così come nell'organismo malato del
paziente: questo è il motivo per cui,
principalmente, gli interventi effettuati nella
pratica chirurgica sono a base di cellule
staminali cordonali eterologhe, ottenute quindi
da un
donatore
presumibilmente sano. La cellule vengono
conservate perché si prevede che in futuro
saranno un elemento di cura per i
linfomi,
leucemie e tumori, utile nella
terapia genica e tissutale, nel trattamento
di patologie ereditarie, ma per il momento,
vengono utilizzate fondamentalmente in
alternativa al trapianto di
midollo osseo.[12]
Nel nostro Paese
infatti sono attive banche pubbliche di cellule
cordonali e banche di cellule staminali di varia
natura, tra cui le amniotiche.
Banche Italiane di
conservazione delle cellule staminali da cordone
ombelicale
In Italia, in alcuni ospedali, è però possibile
effettuare la donazione delle cellule staminali
cordonali, le quali vengono conservate presso
banche situate in strutture pubbliche (la più
grande è la Milano Cord Blood Bank presso l'Ospedale
Maggiore, ne esistono altre presso gli
ospedali di Pavia, Verona, Padova, Torino,
Bologna, Genova, Treviso, Firenze, Pisa,
Pescara, Roma, Napoli, San Giovanni Rotondo,
Reggio Calabria, Sciacca). Molti altri ospedali
pubblici italiani, dove non esiste una struttura
interna deputata alla conservazione dei
campioni, fungono da centri di raccolta del
sangue cordonale, che viene poi distribuito alle
banche pubbliche.[13]
In Italia esistono
solo banche cordonali pubbliche: infatti il
decreto ministeriale del 18 novembre 2009 recita
che "è vietata l'istituzione di banche per la
conservazione di sangue dal cordone ombelicale
presso strutture sanitarie private o presso
società private";[14]
Le banche pubbliche sono state istituite per
conservare il sangue cordonale dei neonati per
cui esiste un'elevata familiarità per alcune
gravi patologie genetiche - si parla in questo
caso di "conservazione autologa dedicata" - o
per conservare il sangue cordonale che alcuni
genitori decidono di donare affinché, in caso di
compatibilità, possa essere trapiantato ad un
bambino malato - si parla di "conservazione
allogenica".
Nelle banche
private, situate necessariamente in territorio
estero, l'unità di sangue prelevata dal cordone
ombelicale di un bambino viene invece conservata
a suo nome - si parla di "conservazione autologa"
- e diventa a tutti gli effetti una sua
proprietà; il sangue rimane così congelato fino
al momento in cui dovesse servire allo stesso
bambino (trapianto autologo) o eventualmente a
un suo familiare compatibile.
Banche di cellule da
liquido amniotico
Si tratta di una tematica molto attuale, che
vede soggetti privati e pubblici attivi anche
sul territorio italiano, dove attualmente non
esiste una legislazione sul tema, dal momento
che le cellule amniotiche non sollevano dilemmi
etici tra donazione e conservazione per il
bambino.
Vista l'alta capacità moltiplicativa, le
staminali da liquido amniotico si possono
conservare per se stessi autorizzando al
contempo la possibilità di utilizzo per altri
soggetti compatibili.
Le cellule amniotiche non rientrano
concettualmente nella linea legislativa del
sangue e dei suoi derivati, pertanto la loro
conservazione è consentita in tutto il mondo.
Le cellule vengono estratte da un campione
prelevato durante l'amniocentesi,
pratica a pagamento per le donne under 35, che
implica un rischio generalizzato di aborto pari
all'1% dei casi, successivamente amplificate ed
espanse in laboratorio.
La speranza è che le numerose ricerche in corso
aprano la possibilità di utilizzo delle cellule
amniotiche nel trattamento e nella cura di
numerose patologie, dalle malformazioni fetali a
malattie degenerative e a disordini di tipo
genetico, anche se lo stadio attuale della
ricerca è ancora molto precoce.
Note
^ Reya
T, Morrison SJ, Clarke MF, Weissman IL, Stem
cells, cancer, and cancer stem cells, Nature.
2001 Nov 1;414(6859):105-11
^
«Feti curabili in utero». 4 febbraio
2010. URL consultato il 5 febbraio 2010.
^
«Malattie rare». 4 febbraio 2010. URL
consultato il 5 febbraio 2010.
^
«Retinite pigmentosa». 4 febbraio 2010. URL
consultato il 5 febbraio 2010.
^
«Policlinico Tor Vergata". 4 febbraio
2010. URL consultato il 5 febbraio 2010.
^ A.
Ditadi, M. Cavazzana-Calvo
et alii (2009). Human and murine amniotic
fluid c-Kit+Lin- cells display hematopoietic
activity. Blood 113 (17): 3853-3960.DOI:10.1192/blood-2008-10-102105.
^
«Alla ricerca delle staminali buone». 4
febbraio 2010. URL consultato il 5 febbraio
2010.
^
http://www.cell.com/abstract/S0092-8674%2806%2900976-7
^
http://www.sciencemag.org/content/318/5858/1917.abstract
^
Nikhil Swaminathan. Stem Cells—This Time without
the Cancer in Scientific American News.
2007-11-30. URL consultato il 2007-12-11.
^
http://www.terninrete.it/headlines/articolo_view.asp?
ARTICOLO_ID=298617
^
«Donazione cordone ombelicale». ADISCO.
^
«Finanziamento ministeriale di 15 milioni di
euro alle banche pubbliche del cordone». ADISCO,
18 03 2009.
^
«Articolo Decreto 18 novembre 2009». AIDO, 18 11
2009.
Voci correlate
Biologia
Blastocisti
Embrione
Placenta
Zigote
Collegamenti esterni
Notizie sulle Cellule Staminali
(EN)
Nature Reports Stem Cells: Introductory
material, research advances and debates
concerning stem cell research.
(EN)
Scientific American Magazine (June 2004 Issue)
The Stem Cell Challenge
(EN)
Scientific American Magazine (July 2006 Issue)
Stem Cells: The Real Culprits in Cancer?
(EN)
Isolation of amniotic stem cell lines with
potential for therapy
Estratto da
Wikipedia
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IMPIEGO delle
CELLULE STAMINALI nelle varie malattie
importanti.
Il possibile impiego delle cellule staminali per
curare anche le malattie neurodegenerative sarà
al centro della ricerca nel campo della
medicina rigenerativa.
Il trapianto di cellule staminali potrebbe
costituire una prospettiva terapeutica per
numerose patologie neurodegenerative e
neuromuscolari al momento incurabili, che sono
dovute ad eventi spesso geneticamente
determinati.
Tale ipotesi si basa sulla loro capacità di
costituire nuovo tessuto che potrebbe sostituire
quello danneggiato dalla malattia o di fornire
un supporto trofico alle cellule affette.
Le cellule staminali potrebbero rappresentare
una sorgente cellulare per il morbo di
Parkinson, i traumi del midollo spinale, la
sclerosi laterale amiotrofica e per le distrofie
muscolari, malattie per le quali attualmente non
è disponibile nessuna cura.
La “cellula staminale” è una cellula che ha due
caratteristiche: 1 - la capacità di
auto-rinnovamento cioè di riprodursi a lungo
uguale a se stessa; e 2 – la capacità di dare
origine a cellule differenziate (cellule
ematiche, nervose, muscolari etc.).
Attualmente esistono due possibili sorgenti di
cellule staminali: le cellule staminali
embrionali e le cellule staminali dell’adulto.
Le cellule staminali embrionali sono presenti
nei primi giorni di sviluppo e sono cellule
pluripotenti: possono dare origine cioè a tutti
i tessuti.
Esistono anche cellule staminali in diversi
tessuti dell’organismo adulto che garantiscono
possibilità di rigenerazione e mantenimento dei
tessuti stessi. Ad esempio nel caso del sangue
le cellule staminali ematiche si replicano e
differenziano dando origine a globuli rossi,
globuli bianchi e piastrine durante tutto il
corso della vita, così come le cellule staminali
della pelle danno origine ai diversi strati
della cute e ne permettono la rigenerazione
periodica. In passato si riteneva che queste
cellule fossero in grado di dare origine solo
alle cellule del tessuto in cui risiedevano.
Recenti studi
condotti sia in vitro che su animali da
laboratorio hanno dimostrato invece che queste
cellule possiedono una certa “plasticità” e
possono essere riprogrammate a dare origine a
diversi tessuti.
Ad esempio cellule staminali emopoietiche di
derivazione dal midollo osseo possono dare
origine a osso, cartilagine, a cellule muscolari
sia scheletriche che cardiache, e anche a
cellule nervose.
La pluripotenzialità delle cellule staminali
somatiche è oggetto di intenso studio, spesso
con risultati controversi rispetto alla reale
capacità di acquisire completamente fenotipi
molto complessi come quelli neuronali. Tuttavia
se appare necessaria una certa cautela nel
supporre che qualsiasi cellula progenitrice
possa trasformarsi in qualsiasi tessuto diverso
da quello di origine, si vanno delineando
evidenze sperimentali dell’esistenza nei tessuti
dell’adulto di sottopopolazioni, verosimilmente
rare, che possiedono caratteristiche di
pluripotenzialità simili a quelle embrionali.
A tale proposito è evidente la necessità di
approfondire la caratterizzazione di tali pool
cellulari rispetto a cellule già più
differenziate, sviluppando tecniche adeguate per
l’isolamento, l’espansione in vitro che
garantisca il mantenimento delle caratteristiche
staminali, nonché metodiche adeguate di
trapianto in vivo.
E’ inoltre essenziale valutare lo specifico
potenziale rigenerativo delle cellule staminali
somatiche, anche al fine di validare l’ipotesi
dell’utilizzo delle cellule staminali somatiche
per la genesi di nuovi neuroni o di cellule
muscolari. In tale direzione si muovono i filoni
di ricerca relativi allo studio dei meccanismi
di rigenerazione tissutale, come si è in parte
fatto per il muscolo scheletrico a partire dalle
cellule staminali che ivi risiedono e che
fisiologicamente sono deputate a questa
funzione.
Il nostro gruppo di ricerca ha concentrato la
sua attenzione sull’isolamento ed espansione in
vitro delle cellule staminali dell’adulto, in
particolare di derivazione muscolare,
nell’ottica di utilizzare queste cellule come
terapia per la distrofia muscolare di Duchenne.
Questa malattia è dovuta ad un difetto nel gene
sul cromosoma X che codifica la distrofina, una
proteina della membrana muscolare, ed è
caratterizzata da una degenerazione del tessuto
muscolare scheletrico e dalla sua sostituzione
con tessuto fibroso e adiposo. Questo si traduce
a livello clinico in un progressivo deficit di
forza muscolare e purtroppo nella morte del
paziente in giovane età.
In passato sono
stati condotti studi tramite trapianto di
cellule satelliti in vivo su modelli animali e
in misura limitata anche sull’uomo. Le cellule
satelliti muscolari sono i progenitori muscolari
che risiedono tra la fibra muscolare e la lamina
basale. Tali studi hanno avuto esiti limitati.
Le ragioni di tale insuccesso sono molteplici ed
includono la limitata sopravvivenza delle
cellule, la mancata diffusione nel tessuto, la
risposta immunitaria, oltre alla necessità di
dover trattare tutti i muscoli dell’organismo
con iniezioni dirette.
Una possibile soluzione dei problemi osservati
in questi primi studi può essere fornita da una
migliore comprensione dei processi biologici
alla base della rigenerazione muscolare e in
particolare dall’osservazione che probabilmente
esiste un pool eterogeneo di cellule staminali e
precursori all’interno del muscolo.
Nel nostro laboratorio abbiamo eseguito studi su
modelli murini che ci hanno condotto
all’identificazione di sottofrazioni staminali
muscolari in grado di contribuire alla
rigenerazione del tessuto muscolare e al
ripristino dell’espressione della distrofina.
Attraverso una selezione basata sulle
caratteristiche di adesione, abbiamo isolato una
popolazione cellulare ad alta capacità
proliferativa, positiva per marker ematopoietici
(CD34+Sca1+).
Tali cellule sono in grado di raggiungere i
tessuti muscolari attraverso la circolazione
ematica permettendo una somministrazione
sistemica. Dato che l’iniezione intravenosa
comporta una dispersione delle cellule nel letto
vascolare di diversi organi tra cui fegato e
polmoni, abbiamo messo a punto in modelli murini
una metodica di distribuzione elettiva nei
muscoli mediante iniezione intrarteriosa.
La frazione cellulare Sca1+CD34+ iniettata per
via intrarteriosa in topi mdx, modello murino
della distrofia muscolare di Duchenne, è stata
in grado di migrare nel tessuto muscolare e di
contribuire alla formazione di nuove fibre e
alla riespressione di distrofina come dimostrato
dalle metodiche di immunoistochimica e di
biologia molecolare.
Dati questi promettenti risultati stiamo
proseguendo gli studi di isolamento, espansione
e caratterizzazione di cellule staminali di
derivazione muscolare dall’uomo. 22
Bibliografia:
- Cossu, G., and Bianco, P. (2003).
Mesoangioblasts – vascular progenitors for
extravascular mesodermal tissues. Curr Opin
Genet Dev 13, 537-542.
- Daley, G. Q.,
Goodell, M. A., and Snyder, E. Y. (2003).
Realistic prospects for stem cell therapeutics.
Hematology (Am Soc Hematol Educ Program),
398-418.
- Prockop, D. J.,
Gregory, C. A., and Spees, J. L. (2003). One
strategy for cell and gene therapy: Harnessing
the power of adult stem cells to repair tissues.
Proc Natl Acad Sci U S A 100 Suppl 1,
11917-11923.
- Sampaolesi M,
Torrente Y, Innocenzi A, Tonlorenzi R, D'Antona
G, Pellegrino MA, Barresi R, Bresolin N, De
Angelis MG, Campbell KP, Bottinelli R, Cossu G.
(2003) Cell therapy of alpha-sarcoglycan null
dystrophic mice through intra-arterial delivery
of mesoangioblasts. Science. 301(5632), 487-92.
Epub 2003 Jul 10.
- Torrente Y,
Tremblay JP, Pisati F, Belicchi M, Rossi B,
Sironi M, Fortunato F, El Fahime M, D'Angelo MG,
Caron NJ, Constantin G, Paulin D, Scarlato G,
Bresolin N. (2001). Intraarterial injection of
muscle-derived CD34(+)Sca-1(+) stem cells
restores dystrophin in mdx mice. J Cell Biol.
152(2), 335-48.
- Torrente Y,
Camirand G, Pisati F, Belicchi M, Rossi B,
Colombo F, El Fahime M, Caron NJ, Issekutz AC,
Constantin G, Tremblay JP, Bresolin N. (2003).
Identification of a putative pathway for the
muscle homing of stem cells in a muscular
dystrophy model. J Cell Biol. 162(3), 511-20.
Epub 2003 Jul 28.
By Nereo Bresolin, Stefania Corti
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Cellule staminali contro le malattie
respiratorie – 03/11/2011
Finalmente una possibile soluzione alle malattie
respiratorie che danneggiano i polmoni, le
cellule staminali. Grazie a degli studi
effettuati sui topi, si è scoperto come le
cellule abbiano rapidamente ricostruito il
tessuto degli alveoli.
Le cellule staminali, infatti, si moltiplicano
rapidamente, creando centinaia di volte il loro
numero originale entro una settimana, e riparano
i tessuti danneggiati rigenerandoli.
Il dottor McKeon ha isolato
cellule simili a
quelle che si trovano nel
tessuto polmonare umano e ha scoperto che sono
in grado di comportarsi nella stessa maniera:
“questi studi” afferma “possono rappresentare
una speranza per il trattamento di malattie
respiratorie, ora è necessario arrivare
all’identificazione delle molecole chiave del
meccanismo che permette alle cellule di
moltiplicarsi velocemente e di migrare ad altri
parti danneggiate”.
Ciò significa che, se dovesse funzionare
velocemente anche negli esseri umani, in futuro
si potrebbero guarire persone con danni
polmonari acuti e cronici; le staminali,
infatti, sarebbero in grado di porre rimedio ai
danni prodotti su tutte le componenti
dell’organo, ovvero i bronchioli, i vasi
sanguigni e gli alveoli.
Un ricercatore italiano, Piero Anversa, ha
dimostrato come, sempre grazie alle cellule
staminali, ricavate però dal midollo osseo, è
possibile riparare il cuore tramite la
generazione di tessuto miocardico e di nuovi
vasi sanguigno; i ricercatori, in pratica, hanno
ricavato le cellule da alcuni campioni di
tessuto umano sottoposto a test in vitro, per
poi trapiantarle nei topi da laboratorio. Come
risultato le cellule si sono integrate al
tessuto polmonare degli animali malati,
rigenerandolo e riparandolo.
Ciò che distingue infatti le staminali da quelle
normali è proprio la capacità di moltiplicarsi
velocemente, generando tessuto in vari elementi.
A questo punto non resta che procedere con una
sperimentazione umana che potrebbero portare
alla scoperta di nuove possibilità terapeutiche
per le varie malattie respiratorie croniche che
affliggono milioni di persone.
Tratto da: scienze-naturali.it
Commento NdR: questi ricercatori,
si dimenticano che le cause dei problemi alle
vie respiratorie, sono nell'intestino,
vedi: Catarro
tosse raffreddore +
Polmonite
Ricordiamo
anche che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della
mucosa
intestinale influenzano la salute,
non soltanto a livello
intestinale, ma anche a distanza in
qualsiasi parte dell'organismo.
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Stamina, non cerco guadagno, voglio soltanto
curare gratis – 08/03/2013
Davide Vannoni, inventore del metodo al centro
di polemiche e contese giudiziarie: il mio
obiettivo è trattare 20mila pazienti l'anno.
Le nostre cellule sono sicure, ciò che mi spinge
è vedere tutti i miglioramenti che riusciamo a
ottenere
Vannoni Davide, professore di neuroscienze
cognitive all'università
di Udine, è il presidente della onlus
Stamina Foundation messa sotto inchiesta
oltre 4 anni fa dalla procura di Torino.
Professore, in che cosa consiste la sua cura ?
"Utilizziamo le cellule staminali prelevandole
dalla parte spugnosa dell'osso, dal bacino, e le
lavoriamo in modo che abbiano una grande
quantità di cellule progenitrici. Chiunque può
donarle perché non c'è alcun rigetto. Ogni
coltura ha 5 differenti tipi di cellule, ognuna
con la sua funzione: le progenitrici sono le più
importanti perché rigenerano i tessuti
danneggiati, poi ci sono le immunoregolatrici
che regolano il sistema immunitario, quelle che
ricreano i vasi sanguigni, quelle che difendono
dal sistema immunitario, e quelle antinfettive
che combattono le infezioni".
Perché riuscite solo voi a fare queste cure ?
"Abbiamo sviluppato un know how in 20 anni,
trovando il modo di coltivare le cellule in modo
che restino sempre vive e vitali. Diversa è
anche la posologia: infondiamo ai pazienti una
quantità ottimale per avere recuperi e
stabilizzazioni".
Da chi è composta la sua squadra ?
"Da sei biologi e 5 medici, tra cui Marino
Andolina che ci ha seguito fin dal principio.
Oggi siamo in cerca di biologi da formare: il
nostro obiettivo è curare 20 mila pazienti
all'anno in modo gratuito. Vogliamo riuscire a
costruire un laboratorio per trapianti secondo
la legge Turco-Fazio (per cure compassionevoli)
con 10 camere bianche (aree sterili per produrre
cellule) e con 20 biologi".
Queste cure sono gratuite ?
"La produzione cellulare la paghiamo noi. Ci
sono donatori, ma non sono i genitori dei
pazienti. il sistema sanitario copre solo le
spese mediche. abbiamo donazioni importanti da
enti".
Perché porta avanti questa battaglia in Italia ?
"È una battaglia che voglio portare avanti qui,
siamo stati negli Usa dove ci hanno proposto una
sperimentazione. Ma io non voglio fare un
farmaco da vendere al SSn, voglio fare cure".
Perché ?
"Vedere i progressi è il motore che mi spinge ad
andare avanti, non prendo alcuno stipendio da
Stamina, ho solo quello da professore: ho dato
in concessione la metodica a un'azienda
farmaceutica, mi hanno pagato e ho messo tutti i
soldi nella fondazione. Questa metodica può
essere sviluppata in tutto il mondo, e
attualmente ci sono 6 paesi che ci hanno chiesto
di poterla fare".
Il ministro della Salute Renato Balduzzi ieri ha
detto che non c'è alcuna persecuzione nei suoi
confronti ma che dovete rendere trasparenti i
vostri protocolli.
Cosa risponde ?
"Due anni fa sono stato convocato dal
ministero
che ci aveva proposto la sperimentazione, ci
siamo resi pienamente disponibili ma poi non
ci hanno più fatto sapere nulla".
L'Aifa
vi ha bloccato sostenendo tra l'altro che il
vostro laboratorio era sporco. Perché ?
"Il nostro laboratorio non è farmaceutico, ma
per fare trapianti "sporco" non significa che
non sia sterile".
Cosa pensa della sentenza del giudice Mollo per
Salvatore ?
"Il giudice è stato intelligente, ma sarà
difficile riuscire a trovare un altro
laboratorio Gmp in cui infondere la terapia, in
cui arriviamo noi con le nostre procedure e
scombiniamo tutti i loro metodi".
Guariniello (Giudice di Torino) ?
"Ha fatto il suo lavoro, io lo stimo, forse non
ha mai chiuso le indagini perché in tanti
l'hanno supplicato di far proseguire le cure".
Le vostre cellule sono sicure ?
"Sono testate 5 volte prime di essere iniettate,
per verificare che non ci siano funghi batteri e
contaminazioni".
By Sarha Martinenghi - Tratto da:
torino.repubblica.it
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CELLLULE
STAMINALI: La CONNESSIONE con l’ARGENTO
Fino a quando nel
flusso sanguigno è presente una quantità
sufficiente di ioni di argento l’organismo è
capace di produrre le proprie cellule staminali
nella misura necessaria nonché di dirigerle
ovunque siano richieste.
Un moderno miracolo di guarigione
Ci capita in
continuazione di sfogliare i quotidiani o vedere
i telegiornali e venire a sapere delle più
recenti ricerche inerenti alla produzione di
cellule staminali.
Di conseguenza, molti potrebbero rimanere
decisamente sorpresi dallo scoprire che alcuni
fra i più eminenti ricercatori del settore
medico hanno dimostrato che è possibile produrre
agevolmente cellule staminali di eccelsa
qualità, artificialmente nonché dove e quando
necessarie. Oltre a questo si è dimostrato che
l’organismo umano è in grado di stabilire in
anticipo con esattezza le cellule staminali
richieste per guarire una lesione. In condizioni
appropriate l’organismo è in grado di produrne
il numero esatto, nonché di utilizzarle tutte
senza lasciarne alcuna in soprannumero!
Sbalorditivo! Ancor più sorprendente è il fatto
che potete fare facilmente altrettanto voi
stessi a casa vostra.
Quindi su cosa verte
il grande impulso che ruota intorno alla
questione ?
La ricerca vera e propria concerne un processo
di produzione di cellule staminali che possa
essere brevettato e, in tal modo, controllato e
commercializzato dalle aziende farmaceutiche con
enormi profitti. Se le aziende in questione
riusciranno a brevettare il processo di
produzione di tali cellule staminali, quindi a
immagazzinarle, trasportarle e iniettarle in
base a complesse procedure, ricavandone al
contempo lauti profitti, e se la conoscenza
delle modalità di produzione potrà essere negata
alla gente comune, allora tali aziende avranno
facoltà di vita o di morte sui malati e gli
invalidi e di distribuire le cellule al prezzo
da esse stabilito; sono i prestigiatori che
impugnano la bacchetta magica della guarigione.
Di norma una
cellula
è in grado di riprodurre unicamente una
cellula
del proprio tipo. Una
cellula della pelle può riprodursi solo
nella forma di un’altra cellula cutanea dello
strato cutaneo di appartenenza. Altrettanto
dicasi per una cellula cardiaca. Una cellula
staminale è una cellula priva di specifiche
caratteristiche tissutali, quindi in grado di
diventare una cellula cutanea, cardiaca,
polmonare, ossea, etc. Può diventare qualunque
cosa.
Per comprendere meglio la questione serve
conoscere la differenza fra cellule staminali,
cellule indifferenziate e cellule
de-differenziate. Le staminali sono cellule non
ancora diventate di qualche tipo specifico;
solitamente provengono da un embrione, un feto o
dal cordone ombelicale. Le
cellule indifferenziate provengono dal midollo
osseo, principalmente dal femore.
Le de-differenziate sono cellule già
differenziatesi in cellule sanguigne, cutanee,
muscolari, etc., ma trasformatesi in cellule
indifferenziate e quindi ora in grado di
diventare qualsiasi tipo di cellula richiesto.
L’unica differenza fra i tre tipi concerne la
loro storia. Sono tutte cellule staminali e
hanno il DNA
del donatore. Per semplicità, da qui in avanti
verranno definite tutte “cellule staminali”,
salvo nei casi in cui la differenza risulti
rilevante per la comprensione dell’argomento
trattato.
Alcuni genitori
hanno prodotto un embrione al solo scopo di
fornire cellule staminali per un membro della
famiglia. I laboratori producono abitualmente
embrioni per ricavare cellule staminali.
L’impiego di embrioni e feti per ricavarne
cellule staminali è diventato un tema che ha
scatenato roventi dibattiti; l’embrione può
essere ucciso allo scopo di derivare cellule
staminali, che quindi si possono utilizzare in
altri esseri umani se il
DNA
è sufficientemente simile.
Il
DNA è un grosso problema in quanto è
estraneo a chi riceve le staminali. Una cellula
staminale è come un organo donato: il sistema
immunitario tende a rigettarla, quindi di
solito, affinché accetti la cellula in
questione, esso deve essere inibito. Come nel
caso della donazione di un organo, la cellula
staminale si riproduce con il suo
DNA ancora estraneo e il sistema immunitario
del ricevente dovrà probabilmente essere inibito
a tempo indeterminato.
Un sistema
immunitario vigoroso rappresenta certamente uno
dei nostri beni più preziosi, tant’è che uno
degli obiettivi più auspicabili sotto il profilo
della salute è quello di costruire un forte
sistema immunitario. Dovremo dunque scambiare il
nostro sistema immunitario con le fantastiche
proprietà guaritrici delle cellule staminali e
quindi dipendere in modo permanente da farmaci
in sua sostituzione ?
L’organismo dispone
costantemente di alcune cellule indifferenziate
derivate dal midollo osseo e altri tessuti.
Quindi in alcuni ospedali i medici stanno
eseguendo esperimenti nell’ottica di separare
queste cellule dal sangue del paziente e
realizzare un embrione dal nucleo di ciascuna
cellula, a scopo di impianto o di congelamento e
conservazione delle cellule stesse in vista di
un pianificato utilizzo futuro. Si tratta di una
procedura assai costosa. Ad ogni modo, posto che
tali cellule non vengano danneggiate nella fase
del congelamento, hanno comunque il
DNA del paziente e tale procedimento ha
conseguito risultati davvero notevoli. Queste
cellule staminali possono essere quindi
iniettate dove necessario. Tuttavia tale
processo può risultare oneroso sotto il profilo
dei costi e del tempo impiegato – e talvolta i
pazienti non ne hanno molto a disposizione.
Di recente, nel
Wisconsin e in Giappone, alcuni scienziati sono
riusciti a prelevare alcune cellule da un
paziente e a iniettare in esse un virus
geneticamente alterato, con l’intento di
produrre cellule che si comportano quasi come
cellule staminali e hanno il
DNA
del paziente. Tuttavia sinora le cellule
prodotte in questo modo non sono identiche a
quelle del paziente e vi sono dubbi che si avrà
la sicurezza che mai lo saranno.
Riprodurranno cellule difettose ?
Pare che in assenza di cellule staminali
l’organismo sia in grado di guarire grazie al
tessuto formatosi da tessuto esistente dello
stesso tipo. Così, nel caso in cui manchi una
consistente porzione di tessuto, il tessuto di
guarigione deve svilupparsi da quello che è
rimasto; quindi, lì dove manca un’estesa
porzione di pelle, la ferita deve rimarginarsi
dai bordi verso l’interno. Nello sforzo di
guarire dove una guarigione appropriata non è
possibile, si sviluppa tessuto cicatriziale,
costituito da cellule deformate che, una volta
consunte, si riproducono nella stessa condizione
deformata. Così le cicatrici di solito durano a
tempo indefinito. Ma esiste una soluzione.
La bacchetta magica d’argent
Avete la facoltà di produrre tutte le vostre
cellule de-differenziate di cui avete bisogno !
E conterranno il vostro DNA. Si tratta di una
procedura semplice e agevole. In presenza di
ioni d’argento, prodotti dal “metodo Bredig”,
l’organismo de-differenzia tutte le cellule che
gli servono !
Nel suo best
seller The Body Electric (1985), scritto in
collaborazione con Gary Selden, il celebre
chirurgo ortopedico e scienziato ricercatore
Robert O. Becker, MD, tratta dei suoi
esperimenti condotti nel tentativo di rigenerare
arti completi in esseri umani. Anche se si
ritrovò a corto di finanziamenti per la ricerca
prima di riuscire a conseguire compiutamente
l’obiettivo, egli enunciò in misura rilevante la
comprensione dei processi di guarigione.
Nel corso di sette anni di ricerca, egli
essenzialmente scoprì che una bassissima
corrente elettrica continua, fatta scorrere fra
un elettrodo positivo e un elettrodo negativo,
produceva un effetto di guarigione nelle ossa.
Per i propri elettrodi Becker sperimentò
svariati metalli: oro, platino, titanio, acciaio
inossidabile e argento.
Gli esiti ottenuti con l’argento risultarono di
gran lunga più efficaci di quelli derivati da
tutti gli altri metalli, quindi Becker si dedicò
a condurre esperimenti per comprenderne la
ragione. In base alle sue scoperte, la corrente
elettrica continua attirava ioni d’argento
dall’elettrodo positivo, ed erano questi ultimi
a incrementare in modo così drastico la
guarigione. Il Dr. Becker dimostrò che in
presenza di sufficienti ioni d’argento,
l’organismo produceva tutte le cellule staminali
di cui necessitava. Senza l’argento, questo non
era possibile.
La tecnica nota come
“metodo Bredig”, inventata negli anni Ottanta
del diciannovesimo secolo da Georg Bredig,
costituisce il metodo fondamentale tramite cui
realizzo il prodotto che denomino “Argento
Ionico Colloidale”.
La scienza medica sostiene che un globulo rosso
non è in grado di de-differenziarsi in quanto
privo di nucleo, il che sembra una conclusione
alquanto ovvia, inizialmente condivisa anche dal
Dr. Becker; tuttavia, quando studiò i
cambiamenti di produzione di cellule staminali
secondo incrementi minimali, egli scoprì che
queste derivavano in massima parte da globuli
rossi! Uno studio approfondito rivelò che prima
di diventare tale, un globulo rosso dispone di
un nucleo; nel processo di de-differenziazione,
il globulo rosso sviluppa nuovamente il proprio
nucleo e quindi diventa de-differenziato.
Dunque, quando su una ferita si forma una
crosta, essa ha tutte le cellule potenziali per
de-differenziarsi, ma solitamente le cellule non
si comportano così; però, in presenza di
argento, lo fanno.
In The Body Electric,
il Dr. Becker dedica un intero capitolo, ovvero
“The Silver Wand”, agli effetti de “lo
strabiliante ione d’argento”. La “bacchetta
d’argento” cui fa riferimento è il suo elettrodo
in argento. A pagina 175 il Dr. Becker afferma:
“Forse abbiamo appena scalfito in superficie
l’eccellenza medica dell’argento. Già così si
tratta di uno strumento stupefacente; stimola le
cellule adibite alla formazione delle ossa, cura
le infezioni più persistenti di tutti i tipi di
batteri e stimola la guarigione nella pelle e in
altri tessuti soffici. …Forse in questo magico
caduceo si celano altre meraviglie… Quale che
sia la sua esatta modalità di azione, lo ione
d’argento generato elettricamente è capace di
produrre abbastanza cellule per i blastemi umani
[il materiale prodotto dalle cellule staminali e
che si trasforma in tessuto guarito]; ha
rinfocolato la mia convinzione che negli esseri
umani sia possibile portare a termine una
completa rigenerazione degli arti e, forse, di
altre parti del corpo…”
Notate che il Dr.
Becker afferma con chiarezza che, con l’argento,
“la tecnica rende possibile produrre grandi
quantitativi di cellule dedifferenziate” (pag.
175). Notate inoltre che queste “cellule
dedifferenziate” (cellule staminali) avrebbero
lo stesso DNA del paziente. Se questo
corrisponde al vero (ne fornirò ulteriori prove
più avanti), allora perché tutta questa fatica
per ricavare cellule staminali dagli embrioni –
con il relativo strascico di questioni morali e
dispendiose tecniche associate? Non sarà perché
è talmente semplice e sicuro che chiunque è in
grado di farlo, persino a casa? Migliaia di
persone che orbitano attorno al campo della
salute alternativa lo stanno già facendo senza
rendersene conto. Se mai la gente comune se ne
renderà a sua volta conto, l’establishment
medico ci rimetterà miliardi di dollari.
Il Dr. Becker
descrive in modo approfondito la guarigione di
vari pazienti affetti da infezioni multiple
delle ossa e della carne, non curabili tramite
pratiche mediche convenzionali ma che reagivano
drasticamente a questi “ioni d’argento”, il
prodotto derivante dal processo di Bredig.
Sull’argomento il Dr. Becker ha scritto,
singolarmente e in collaborazione, vari libri e
documenti, ad esempio R. O Becker e J. A.
Spadaro, “Treatment of Orthopedic Infections
with Electrically Generated Silver Ions: A
preliminary report”, J Bone Joint Surg
Am ottobre 1978; 60(7):871-81.
Cellule staminali e trattamento del cancro
Il ricercatore del settore oncologico Gary
Smith, MD, è arrivato in maniera indipendente a
una conclusione simile partendo dalle sue
ricerche sul cancro. In una lettera inedita egli
afferma: “Il successo [nel trattamento del
cancro] dipende dall’argento presente
nell’organismo di un soggetto. Quando l’argento
è presente le cellule del cancro
si de-differenziano e l’organismo si ripristina…
Quando i livelli di argento sono…inesistenti, il
tasso di crescita del cancro…continua…perché le
cellule non sono in grado di de-differenziarsi…
Sospetto che la carenza di argento sia forse una
delle ragioni per cui il cancro esiste e sta
aumentando a un tasso talmente rapido.” (Il
corsivo è aggiunto.)
Il Dr. Smith sostiene che è naturale avere
nell’organismo abbastanza argento per produrre
tutte le cellule staminali di cui abbiamo
bisogno, e che non ne disponiamo in quanto i
nostri alimenti vengono coltivati o allevati in
terreni impoveriti.
Attualmente nella cura del cancro si fa molta
sperimentazione con le cellule staminali, e a
quanto risulta gli esiti sono sorprendenti. Ora
ci viene detto che il problema è quello di
ottenere abbastanza cellule staminali per curare
i vari tipi di cancro. Seguendo una serie di
procedure alcuni ricercatori stanno raccogliendo
da malati di cancro cellule staminali, per poi
congelarle e utilizzarle in successivi
trattamenti contro la malattia.
Il potere dell’establishment medico
Se sappiamo già come produrre agevolmente
cellule staminali dotate dello stesso DNA del
paziente, allora per quale motivo scienziati e
medici non le producono e utilizzano in tal
modo? Il Dr. Becker fa un po’ di luce sulla
questione. Nonostante le accurate e ben
documentate ricerche condotte nell’arco di sette
anni, in linea generale l’establishment medico
non si è curato di prestare alcuna seria
attenzione ai suoi straordinari risultati.
Il Dr. Becker sostiene che una delle ragioni di
tale atteggiamento risiede nel fatto che le
ricerche iniziali, risalenti a due secoli or
sono e nel cui contesto i ricercatori
utilizzarono corrente elettrica a scopo
terapeutico, sono state oggetto di scherno ed è
stata loro negata qualsivoglia disamina. Le
ricerche in questione erano del tutto avulse
dalle nozioni chimiche dell’epoca. Dato che la
terapia elettrica nella sua forma di quel tempo
presentava problemi, in quest’epoca “illuminata”
le versioni perfezionate vengono respinte senza
la minima considerazione. Invero la storia della
scienza è ricca di vicende relative a “nuovi
sviluppi” accolti con grande entusiasmo, ma che
erano stati resi noti molto tempo prima – mentre
gli scienziati del periodo erano stati denigrati
e alla loro opera era stata negata qualsiasi
attenzione.
Un’altra ragione per cui la professione medica
non accetta nuove ricerche è che virtualmente
tutte le informazioni concernenti la salute che
pervengono a medici e legislatori sono fornite
dalle aziende farmaceutiche. L’establishment
scientifico/medico/farmaceutico è del tutto
refrattario alla nozione che persone comuni
siano in grado di produrre e utilizzare
agevolmente e in sicurezza le proprie cellule
staminali; tale eventualità costerebbe allo
stesso establishment miliardi di dollari.
Studi analitici con l’argento
Al di fuori della ricerca medica, quali
riscontri abbiamo che questo “argento ionico”
produrrà cellule staminali ? Disponiamo di
rapporti inerenti alle esperienze di numerosi
utenti.
Un valido esempio è la ferita della puledra
purosangue illustrata nelle figure 1, 2 e 3. La
puledra si procurò uno squarcio del diametro di
vari pollici, profondo sino all’osso, osso che,
a detta del veterinario, era certamente infetto.
Se non si fosse trasferito immediatamente alla
clinica veterinaria adibita agli equini, onde
raschiare l’osso e disinfettare a fondo la
ferita, l’animale non sarebbe sopravvissuto.
Anche così, sempre a detta del veterinario,
sull’osso sarebbe rimasto un sottile strato di
tessuto, nonché un’area depressa e deturpata,
priva di pelo, che avrebbe rovinato la puledra.
Per salvarla il veterinario stimò un intervento
dell’importo di 28.000 dollari, tuttavia il
proprietario dell’animale non poteva permettersi
un costo così elevato, quindi, in alternativa,
ripulì la ferita con una canna dell’acqua, vi
riversò comune acqua ossigenata, sciacquò
nuovamente la ferita con la canna e quindi la
cosparse di 20 ppm di “argento ionico”; sistemò
nella cavità un grande batuffolo d’ovatta
impregnato di tale soluzione, assicurandolo con
una benda elastica. Il proprietario replicò tale
prassi ogni giorno, sino a quando la ferita non
guarì completamente. La puledra si rimise del
tutto in salute, senza la minima traccia di
cicatrici e con il pelo perfettamente
ricresciuto in modo naturale
Osservando la figura 1 è possibile vedere la
ferita con quella che il Dr. Becker descrive
come la “crescita granulare sull’osso” nonché il
“tappeto rosa”. Il nuovo muscolo è cresciuto
sull’osso e si sta riformando anche dai bordi,
senza tessuto cicatriziale. Tenete presente che
in qualsiasi fase non si è manifestata quasi
nessuna infezione, e quel poco che si è
sviluppato è stato prontamente curato.
Un giorno la puledra si strappò le bende con i
denti e alcune mosche volarono nella ferita,
lasciandola sporca delle loro feci – tuttavia
l’infezione si ripulì senza problemi in un paio
di giorni. Nella figura 2 è possibile osservare
la ferita quasi guarita. I punti bianchi sul
pelo sono originati dall’acqua ossigenata. I
riscontri indicano con chiarezza che la ferita è
stata guarita dalle cellule staminali prodotte
dagli “ioni d’argento”, come descrive il Dr.
Becker. Nella figura 3 non vi è traccia di
alcuna ferita; anche dopo un minuzioso esame,
non vi è modo di stabilire dove si trovasse la
lesione. La puledra non manifesta alcuno
zoppicamento o disturbi di altro genere alla
zampa, come se la ferita non fosse mai esistita;
è stata addestrata come puledra di un anno e ora
viene allenata per il salto degli ostacoli.
Un altro caso
interessante è quello di Betty S. di Huntington
Beach, California (vedere figura 4). Secondo le
sue parole: “…All’età di 89 anni la mia pelle è
diventata sottilissima e il mio organismo non
guarisce più con la prontezza di un tempo. Sono
inciampata e mi sono scorticata un braccio
contro la parete, provocando un’abrasione lunga
all’incirca due pollici e mezzo e larga tre
quarti di pollice [6.4 e 1.9 cm]. Sanguinava
copiosamente. Un’infermiera ha provveduto
quotidianamente a cambiare la medicazione e ad
applicare una pomata antibiotica. Per la
completa guarigione ci sono voluti quasi quattro
mesi ed è rimasta una cicatrice grande grosso
modo quanto la ferita stessa.
Circa due mesi dopo che la prima ferita era
guarita sono inciampata di nuovo, provocando una
seconda ferita estesa più o meno quanto la
prima. Questa volta, invece che pomata
antibiotica, per curarla l’infermiera ha
utilizzato argento ionico; ha cambiato la
medicazione ogni giorno, medicazione che ho
imbevuto svariate volte al giorno con argento
ionico. Siamo rimaste entrambe piacevolmente
sorprese dalla rapidità di guarigione della
ferita; invece di mesi, solo 16 giorni, e invece
di un’estesa cicatrice, in luogo della lesione è
rimasta solo una sottile linea arrossata. Dopo
alcuni mesi la pelle dell’area circostante la
ferita è tornata normale, al punto che, a meno
di non sapere esattamente dove mi ero fatta
male, non era possibile individuare il punto…”
Mi sono state
riferite numerose vicende analoghe a queste,
senza che però mi siano state fornite le foto di
corredo. Mi è giunta la comunicazione di un
allevatore di maiali giapponese, il quale
riscontrava un numero eccessivo di decessi fra i
suoi animali e quindi ha deciso di somministrare
loro “argento ionico”. Tale iniziativa non solo
ha ridotto il numero dei decessi ma,
inaspettatamente, ha anche incrementato
drasticamente il tasso di crescita. Di
conseguenza, un altro allevatore di maiali in
Corea ha provato a miscelare l’argento
nell’acqua dei suoi animali, conseguendo
risultati identici. Questo fenomeno è imputabile
alle cellule staminali prodotte, oppure
all’eliminazione della trichinosi, così comune
nei suini? Non lo so. Comunque sia, due
individui hanno sperimentato l’argento sui
pomodori del proprio orto domestico; uno di
costoro riferisce che le piante di pomodoro
sottoposte al trattamento sono cresciute tre
volte di più rispetto ad altre piante identiche,
producendo una quantità di pomodori tre volte
superiore; i pomodori stessi pesavano
singolarmente il triplo dei corrispettivi
maturati sulle piante non trattate, e
risultavano anche di migliore qualità. Questo
fenomeno è imputabile alla produzione di cellule
staminali? Indubbiamente questi casi non
dimostrano alcunché, nondimeno suscitano
interrogativi e forniscono indizi sulla
possibilità che le cellule staminali vengano
prodotte allo stesso modo nelle piante e negli
animali.
Storia e dati
scientifici inerenti all’argento
Sotto il profilo storico l’argento risulta
impiegato come agente di prevenzione e cura di
alcune malattie. Gli antichi Egizi utilizzavano
“bisturi” d’argento in ambito chirurgico. Si
diceva che il rame determinasse
un’incontrollabile decomposizione della carne,
tant’è che una ferita inferta da una spada di
rame era assai temuta. Durante le Crociate i
cavalieri avevano al seguito una coppa
d’argento, dalla quale molti di essi bevevano, e
correva voce che pur bevendo dalla medesima
coppa d’argento una persona non poteva contrarre
la malattia di un’altra. Coloro che erano nelle
migliori condizioni di salute usavano stoviglie
in argento, anche se potevano disporre di
corrispondenti in oro e se, a differenza di
quest’ultimo elemento, l’argento si ossidava e
anneriva. Prima dell’invenzione dei moderni
apparecchi per la refrigerazione, era prassi
comune inserire una moneta d’argento in una
bottiglia di latte onde prevenirne il
deperimento. Sino a tempi recenti i medici hanno
utilizzato l’argento quando si rendeva
necessario tenere unite ossa o ricoprire buchi
nel cranio.
Quasi 200 anni fa i
medici appresero che potevano triturare
l’argento sino a ridurlo a una polvere
finissima, simile a farina, e impiegarlo per
curare patologie altrimenti incurabili come la
sifilide; tuttavia di solito evitavano di
usarlo, in quanto generalmente determinava
argyria, vale a dire un’alterazione della pelle
che le conferiva una colorazione
grigio-bluastra. Il nitrato d’argento veniva
inoltre comunemente impiegato come
disinfettante; lo ione negativo del nitrato è
velenoso.
Verso il 1880 lo
scienziato Georg Bredig elaborò un procedimento
per realizzare un prodotto di gran lunga
superiore, collocando due elettrodi d’argento
immersi in acqua e provocando un arco elettrico
fra di essi. Per produrre l’arco utilizzò un
voltaggio assai elevato (migliaia di volt), il
che erose l’argento sino a formare un colloide
d’argento in particelle finissime in forma
ionica positiva (uno ione è un atomo
elettricamente carico).
Questo prodotto non determinava argyria e
risultava assai più efficace dell’argento in
polvere o del nitrato d’argento. Ad ogni modo,
l’argento di Bredig presentava due
inconvenienti. In primo luogo, il voltaggio
assai elevato poteva rivelarsi decisamente
pericoloso; in secondo luogo, il processo era
estremamente lento.
Di conseguenza, le
aziende farmaceutiche optarono per la produzione
e la commercializzazione dei sali d’argento, più
facili da ottenere, e di preferenza il nitrato
d’argento. Si industriarono sino a convincere
vari governi a varare leggi che ne prevedessero
l’utilizzo negli occhi dei neonati, onde evitare
la cecità provocata da infezioni derivate dalla
madre durante il parto. Il nitrato d’argento,
però, presenta gravi problemi. Attacca la carne
e macchia di nero qualsiasi cosa con cui viene a
contatto, e si tratta di macchie assai difficili
da eliminare. Doveva essere maneggiato con la
massima cura, altrimenti avrebbe attaccato gli
occhi e determinato esso stesso cecità
permanente. Alcuni ritenevano che danneggiasse
sempre in qualche misura gli occhi dei neonati,
e spesso si diceva che un bambino trattato con
il nitrato aveva occhi più opachi di quelli di
un bambino non sottoposto al trattamento.
Il continuativo uso
medico di nitrato d’argento e, occasionalmente,
di argento triturato, ha fruttato a tale
elemento una pessima fama, tant’è che veniva
considerato più o meno come ‘l’ultima risorsa’.
Poi, spinti fortemente dalle aziende
farmaceutiche, sono arrivati gli antibiotici.
Mentre l’argento era in grado di trattare
efficacemente quasi qualsiasi ceppo di batteri,
virus e funghi, i nuovi antibiotici trattavano
solo determinati batteri; spesso prima di
prescrivere l’antibiotico appropriato risultava
necessaria una precisa diagnosi.
L’argento aveva
un’altra assai strana e desiderabile qualità,
che invece mancava agli antibiotici: era assai
selettivo rispetto ai batteri che eliminava;
distingueva i batteri benefici da quelli nocivi,
uccidendo soltanto i secondi! Malauguratamente
il settore medico appoggiò le scoperte di
Pasteur sui batteri e il loro rapporto con le
malattie, e costruì il proprio indiscusso sapere
scientifico sulle patologie in quanto prodotto
dei batteri. L’atteggiamento generale era che
tutti i batteri vanno evitati.
Ora si sa che molti
batteri sono essenziali per un buono stato di
salute e che pochissimi batteri determinano
patologie, a meno che l’organismo di un
individuo non sia fortemente compromesso. Curare
i sintomi di una malattia frutta molto più
denaro che curarne la causa. Nondimeno
l’atteggiamento generale dei medici è ancora
quello di “uccidere i batteri”, ovvero ciò che
tendenzialmente fanno gli antibiotici, il cui
impiego spesso determina l’eliminazione di
batteri essenziali dell’apparato digerente e,
probabilmente, di altre parti dell’organismo.
Per la propria produzione chimica il fegato
spesso ricorre a determinati batteri, proprio
come fanno le aziende farmaceutiche. Gli
antibiotici uccidono senza discriminare.
Anche se i medici
curavano efficacemente con l’argento funghi e
virus prima dell’era degli antibiotici, una
volta giunti alla ribalta questi ultimi il
settore medico assunse la posizione secondo cui
virus e funghi sono incurabili. Somministravano
ai pazienti antibiotici contro i virus, anche se
ufficialmente i primi non potevano trattare i
secondi. In tempi più recenti le aziende
farmaceutiche hanno elaborato prodotti
antifungini, quantunque si sappia che questi
hanno effetti pesanti sul fegato e non
particolarmente incisivi sotto il profilo
terapeutico. Anche sostanze quali iodio e
mercurio cromo uccidono indiscriminatamente e di
solito attaccano la carne in qualche misura.
L’appropriato prodotto all’argento, invece, è
assai salutare.
Sviluppi nella produzione
In tempi più recenti
si è elaborato un processo di produzione di
“argento ionico” tramite corrente a bassissima
tensione. Lavoro da 14 anni per ottimizzare tale
procedura; si tratta di una versione sicura del
metodo Bredig. Malauguratamente, presenta un
problema: se si utilizza acqua contenente delle
impurità, spesso l’argento si combina con esse
sino a determinare prodotti indesiderabili –
tuttavia, in assenza di impurità, l’acqua non
condurrà la corrente elettrica necessaria a
produrre l’argento in essa.
Di conseguenza, molti realizzano il prodotto con
questo sistema, utilizzando comune sale da
tavola come elettrolito, il che produce cloruro
d’argento, che a sua volta non è idrosolubile e
quindi si accumula nei tessuti. Se utilizzato in
ingenti quantitativi, il cloruro d’argento
determinerà l’alterazione del colore della pelle
nota con il nome di argyria. Forse avrete visto,
alla televisione o altrove, fotografie de
“l’uomo blu”; costui produceva il suo argento in
questo modo e lo ha bevuto come acqua per un
periodo prolungato.
Un’altra comune
forma è una “proteina d’argento”, una miscela di
argento e gelatina, o un’altra proteina, spesso
utilizzata dai ricercatori medici in quanto
conveniente, laddove la produzione di “argento
ionico” di elevata qualità non lo è affatto. Le
proteine di argento si possono produrre
agevolmente ed economicamente in elevate
concentrazioni; spesso sono propagandate in
quanto caratterizzate da molte parti per milione
e quindi ritenute assai efficaci. L’elevata
concentrazione riguarda in gran parte il
contenuto di proteina piuttosto che quello di
argento, quindi l’area superficiale coperta
dall’argento è ridotta, limitando la sua
efficacia.
Da 14 anni mia
figlia e io vendiamo un generatore automatico di
“argento ionico”, che funziona molto bene
utilizzando solo acqua distillata. Ne abbiamo
venduti 6.000 esemplari e nessun acquirente ha
mai lamentato alterazioni del colore della
pelle. Trascorriamo gran parte del tempo
discorrendo al telefono con gli acquirenti e a
quanto ne sappiamo non si è presentato alcun
problema di natura medica – anche se la
FDA
(US Food and Drug Administration – Ente
statunitense preposto al controllo alimentare e
farmacologico, ndt) ha continuato ad avvertire i
nostri clienti che sarebbero diventati blu ! La
differenza operativa fra queste varie sostanze,
tutte denominate “argento colloidale”, è
difficile da determinare – ma non così i
risultati. Tutte producono alcuni risultati
benefici, ma esiste una differenza, ancor più
riguardo alla produzione di cellule staminali.
Attualmente dispongo di un brevetto su tale
processo, e un altro in corso di concessione,
che rende pratica la produzione da acqua pura e
la computerizza sino a raggiungere una
concentrazione ottimale.
Tutti i fluidi negli
esseri umani, negli animali e nei vegetali sono
in forma ionica. Alfred B. Searle, fondatore
della Searle Pharmaceuticals, agli inizi del
ventesimo secolo ha condotto approfondite
ricerche sull’argento. Nel suo libro dal
titolo The Use of Colloids in Health and Disease (1919)
egli afferma: “Si è realizzata l’applicazione di
argento colloidale a esseri umani in un gran
numero di casi, con esiti straordinariamente
felici.” Una nozione assai interessante
formulata da Searle è che l’argento in forma
ionica risulta particolarmente efficace in
quanto i batteri hanno una carica ionica
negativa e quindi l’argento si attacca ad essi,
come acciaio a un magnete, soffocandoli. Ancor
più interessante, egli ha detto che lo “argento
ionico” si attacca alle tossine, anch’esse
dotate di carica ionica negativa, e tale
fenomeno contribuisce all’eliminazione delle
tossine stesse.
Prodotti quali argento “ionico” e “colloidale”,
DMSO e il suo derivato
MSM,
tutti realizzati tramite moderne procedure
scientifiche, nonché tutti gli efficacissimi
prodotti utilizzati dai nostri antenati, vengono
sempre più adottati da coloro che intendono
curarsi con efficacia senza dover ricorrere a
prodotti farmaceutici dai pericolosi effetti
collaterali. Inoltre, la fobia dei batteri,
rifilata al pubblico attraverso la scuola e i
media, sta cominciando a perdere la propria
influenza.
Per le foto vedere
nel sito segnalato
By Marvin-Lee Robey, 2008 – tratto da NEXUS
New Times n. 77