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CELLULA o
CELLULE
Il
Corpo Umano (cosi come tutti gli esseri Viventi) e'
ben noto, e' un'insieme
di
cellule e quindi esso segue
e sopravvive con i Principi
e gli
Schemi del
funzionamento della Cellula, la quale come e' ben
evidenziato in questa pagina funziona per mezzo dei
Giusti Rapporti fra l'ambiente esterno il liquido
extracellulare (Il
liquido extracellulare =
matrice extracellulare, è l'ambiente che fornisce alla
cellula sostanze nutritive, ossigenazione, rimozione delle
tossine)
e quello interno
(liquido intracellulare), i quali sono determinati in primis
dai rispettivi
pH, regolati nei loro giusti rapporti dai
processi
acidi-base + potenziale
RedOx +
dalla resistenza elettrica
ro'
extra ed
intra cellulare, cioe' dalla loro carica
ionica =
bio elettronica.
Quando questi valori sono ottimali la
respirazione cellulare
avviene normalmente con buona
omeostasi; la cellula si nutre e produce energia e
sostanze vitali per altre cellule e quindi per l'organismo
intero, e puo' anche regolarmente eliminare ogni tossina.
Se al contrario la
pressione osmotica
e la
membrana cellulare si alterano, la
cellula varia la
respirazione cellulare
e si instaura lo
Stress Ossidativo
che porta, inevitabilmente, se non
eliminato, all'ammalamento (malfunzione
cellulare)
fino alla degenerazione
ed alla sua morte (apoptosi).
vedi
anche:
Nutrizione cellulare
LUCE e MELANINA
(sostanza mai studiata seriamente dalla chimica
e quasi sconosciuta dalla
medicina ufficiale) mediatore e unico motore
agente, sulla e della scissione delle molecole
dell'acqua in gas ed energia elettronica.
Qui trovate le importanti scoperte di un
ricercatore messicano il dott. Arturo Solis
Herrera (medico)
In sintesi ecco la descrizione del meccanismo
bio-elettro-chimico della Fotosintesi della
Melanina (fotosintesi Melaniniana)
I
biofotoni o quanti di Luce = portatori di InFormAzione,
cioe'
Luce, debbono essere captati dalla
Melanina presente in tutti i liquidi od
acque del corpo, iniziando dai liquidi presenti nei vari
livelli dei tessuti della pelle ed in tutti gli altri
livelli dei tessuti (qualsiasi) presenti nei corpi viventi
(vegetali, animali, umani) e fin ed in specie nei liquidi
extracellulari ed intracellulari, che con la melanina
presente in essi, la luce (fotoni=quanti di luce)
viene "convertita", trasformata, per mezzo del processo
chiamato
Fotosintesi, parola che proviene dal
greco φώτο- [foto-], "luce", e σύνθεσις [synthesis],
"costruzione, assemblaggio", ed è un processo
elettro-chimico,
che non e' quello
attuata dalla clorofilla, ma e' molto piu' primordiale,
cioe' causale, perche' la melanina svolge lo stesso processo
di trasformazione della Luce, pero' in:
Idrogeno (Gas, di base e prima sostanza nel e dell'UniVerso)
ed
Ossigeno (che e' un gas
Ossidante, cioe' agente chimico che tende a sottrarre
elettroni dalle altre sostanze) che sono i mattoni
della Vita i quali attivati dalla Luce, in questo processo
di Fotosintesi, innescato dalla melanina che scinde le
molecole di acqua ove e' presente, "creando", e si
"manifestando" SEMPRE
elettroni (portatori di luce = gli
Elohim della genesi della Bibbia), che servono per
fornire energia alle successive reazioni chimiche innescate
e scatenate dalla melanina, sostanza che, essendo molto
stabile, regola indirettamente quantitativamente e
qualitativamente nei viventi ad ogni livello, le necessarie
quantita' delle sostanze vitali (e di energia che devono
esserci in ogni "luogo" del corpo, fin tanto che l'organismo
ne produce a sufficienza), producendo e facendo produrre
contemporaneamente e successivamente prodotti/sostanze
vitali e complesse, basi della vita in tutto l'UniVerso
e quindi anche negli esseri viventi: vegetali, animali,
umani.
Esempio:
nelle cellule, le
reazioni luminose prodotte ed innescate dalla fotosintesi
melaniniana (dalla melanina immersa nei liquidi), sono
processi che assorbono energia solare e qualsiasi tipo di
luce e la trasformano in energia elettro-chimica
immagazzinata in molecole di ATP ( ATP -
Adenosina trifosfato, la molecola chiave nel
metabolismo energetico della
cellula) e
NADPH.
L'energia luminosa è quindi usata, sia per formare ATP a
partire da
ADP e fosfato, sia per consentire il trasferimento di
elettroni dall'acqua al
NADP+.
Gli enzimi poi riducono il NADP+ in
NADPH (coenzima
ossidoriduttivo agiscono, regolando od aumentando o
inibendo i valori di
ossidoriduzione -
REDOX), mediante I'aggiunta di un'altra coppia di
elettroni eccitati dalla luce e trasformati dalla melanina,
e di uno ione H+.
Questa reazione immagazzina temporaneamente elettroni
carichi di energia: a mano a mano che il NADP+ si riduce a
NADPH, l'acqua si scinde per mezzo della melanina presente
(si ossida) eliminando O2.
Tutto cio' significa che la melanina fornisce anche
l'energia elettrica e magnetica alle
cellule, mediante
l'emissione nella fotosintesi che essa produce, gli
elettroni necessari al buon funzionamento della cellula
stessa.
Conclusione:
Tutte le "malattie"
(in realta' SOLO ed unicamente sintomi dell'ammalamento)
sono un'abbassamento piu' o meno intenso dei livelli di
melanina nell'organismo e non importa di quale sia il loro
"nome"....ripristinando con i precursori della melanina, i
giusti valori di essa negli organismi viventi, il
rallentamento dei processi degenerativi avviene e la salute
viene recuperata molto piu' facilmente, perche' essa
RIORDINA, con la scissione delle molecole dell'acqua in:
Idrogeno, ossigeno + elettroni, i meccanismi base di
tutte le reazioni chimiche e di tutto cio' che sta a valle a
queste reazioni bioelettro-chimiche !
Continua QUI:
Biofotoni +
Bioelettronica
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Le avversità nell'infanzia
accelerano l'invecchiamento cellulare - 05/10/2016
Le cellule delle
persone che hanno dovuto affrontare numerose avversità nel
corso della vita sono tendenzialmente più "vecchie" di
quelle dei loro coetanei dalla vita più facile. Questo
invecchiamento cellulare è ancora più significativo quando
le difficoltà (NdR:
traumi-stress psico-fisici) si sono presentate nell'infanzia
o nella
prima adolescenza.
(NDR: classico esempio di
grave
stress cellulare sono i
vaccini delle
sostanze
vaccinali introdotte da
neonati e nella
prima infanzia !)
L'accumulo di stress negativi nel corso della vita
accelera l'invecchiamento cellulare, e questa accelerazione
è ancora più marcata se le difficoltà a cui si è andati
incontro si sono verificate nell'infanzia. E' questa la
conclusione di uno studio condotto da ricercatori
dell'Università della California a San Francisco e
dell'Università della British Columbia a Vancouver, in
Canada, che firmano un articolo sui
“Proceedings of the National Academy of Sciences”.
Per valutare l'invecchiamento cellulare – fattore centrale
dei processi di invecchiamento e dello sviluppo delle
malattie legate all'età - Eli Puterman e colleghi, hanno
misurato la lunghezza dei
telomeri delle
cellule immunitarie presenti nella saliva delle 4598
persone che hanno preso parte alla ricerca. (I telomeri sono
un'appendice terminale dei cromosomi che si accorcia ogni
volta che la cellula si divide. Quando la lunghezza dei
telomeri si azzera, la cellula smette di dividersi,
accumula
progressivamente danni, e infine muore.)
I soggetti, tutti di età superiore ai 50 anni, hanno inoltre
compilato una serie di questionari per individuare i
problemi di tipo sociale, finanziario o traumatico che
avevano incontrato nel corso della vita.
Confrontando questi dati con quelli sui telomeri, i
ricercatori hanno rilevato che mentre singoli eventi
stressanti non hanno una relazione significativa (NdR:
immediata) con la lunghezza dei telomeri, e quindi non
incidono sull'invecchiamento, la situazione cambia se le
avversità si accumulano.
Il ripetersi di eventi stressanti in età adulta aumenta
infatti del 6 per cento circa la probabilità di avere
telomeri più corti della media dei coetanei.
E le cose vanno peggio se i fattori di stress (NdR:
Psico-fisici) si sono manifestati nel corso dell'infanzia o
dell'adolescenza: in questo caso ogni fattore di stress che
si aggiunge determina un incremento dell'11 per cento della
probabilità di avere telomeri più corti.
Ma non tutti i problemi che hanno segnato i primi anni di
vita hanno lo stesso peso: ad avere un impatto notevole
sono gli eventi traumatici o psicologici che coinvolgono il
soggetto o i suoi genitori, come violenze e abusi,
tossicodipendenza dei genitori, problemi con la polizia, e
perfino le bocciature a scuola; per contro, le difficoltà
economiche hanno un'influenza minima, perfino se comportano
la richiesta di assistenza pubblica o il trasloco in
un'abitazione più modesta.
Tratto da: lescienze.it
Commento NdR: ecco la prova provata, che lo
Spirito/InFormAzione/psiche/mente/cervelli/,
che e' presente anche e non solo nelle cellule (negli
atomi
delle cellule), ma a tutti i livelli degli organi del corpo
umano, che vive esperienze dolorose che lo coinvolgono o
coinvolgono anche la sua famiglia, memorizza anche nel
DNA delle cellule,
quando le informazioni delle esperienze dolorose vissute
riescono a passare dalla Psiche a tutti i livelli fino alle
cellule ed oltre - vedi per i particolari:
BIOelettronica
Ecco come lo
Spirito influenza sulla materia e viceversa !
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Il dott.
Alexis Carrel, diceva:“La cellula è immortale. E’
semplicemente il fluido nella quale galleggia che si
degrada. Sostituendo questo fluido ad intervalli regolari,
daremo alla cellula ciò che le necessita per nutrirsi e, per
quanto ne sappiamo, il pulsare della vita potrà continuare
indefinitamente”.
Immaginate una casa da cui non si eliminano i rifiuti e si
nascondono sotto il tappeto. Nel giro di pochi mesi,
accumulando dei rifiuti ogni giorno, la casa avrebbe un
odore orribile. Nel nostro corpo succede la stessa cosa.
Solo che nel nostro corpo “nascondere sotto il tappeto i
rifiuti” equivale a ritenzione idrica, gonfiori intestinali,
tossiemia ematica, infezioni e infiammazioni dei tessuti.
Il processo d’invecchiamento comincia dal primo momento
della nostra vita, consiste nell’accumulazione dei prodotti
di rifiuto non espulsi.
Le cellule si deteriorano a causa dell’accumulo di tossine.
Inconsapevolmente, ci intossichiamo da soli e nessuno ce lo
dice.
Il nostro organismo è la macchina più perfetta e
meravigliosa che possa esistere.
Per questo ha la bellissima capacità di
autoguarigione e
disintossicazione che la società “evoluta” di oggi
tampona continuamente con i farmaci.
Un raffreddore o
una tosse che indicano l’eliminazione in corso di
muco dal nostro corpo
spaventano le mamme… e si inizia fin da piccoli
(inconsapevoli e innocenti) con i
farmaci,
quando in realtà basterebbe lasciare lavorare e riposare il
nostro corpo affinché completi l’eliminazione di scorie e
smettere di imbottirlo di cibo e farmaci proprio quando è in
fase di eliminazione.
I consigli dei nostri avi vengono messi da parte… un
aereosol di acqua e sale, una siringa di fisiologica nelle
cavità nasali, fumenti, non vengono più considerati.
Molti, presi dalla paura e dalla mancanza di pazienza
preferiscono agire immediatamente con
antibiotici,
sciroppi e farmaci di ogni tipo, seguendo i consigli più
“sinceri” delle
Aziende Farmaceutiche.
Dopotutto come contraddirle ?… stanno facendo il loro
lavoro: non a caso si chiamano
Aziende
e fanno
business...con i farmaci e Vaccini !
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RESPIRAZIONE Cellulare e
Pompa Protonica -
Metabolismo Energetico
ATP
La respirazione cellulare e' un processo che avviene nelle
cellule
in presenza di
ossigeno (aerobiosi), attraverso il quale le
sostanze nutritive derivanti dalla
digestione (negli animali
e negli uomini) o dalla
fotosintesi e
chemiosintesi
batterica (negli
organismi foto e chemio-sintetici), vengono
ossidate allo
scopo di produrre l’energia necessaria al
metabolismo.
In particolare,
la principale molecola che agisce da substrato per la
respirazione cellulare è il
glucosio; l’energia che si ottiene viene immagazzinata
nei legami ad alta energia contenuti nella molecola
adenosina trifosfato,
ATP.
In sintesi: La respirazione cellulare è l’insieme di
reazioni che portano alla demolizione delle molecole di
glucosio per ricavare
energia, che serve per ricaricare l’ADP
in
ATP.
La respirazione cellulare porta complessivamente alla
formazione netta di 38 molecole di ATP per ogni molecola di
glucosio coinvolta nella reazione; pertanto, ha un
rendimento energetico più elevato di un altro
processo
ossidativo che avviene in assenza di ossigeno nelle cellule
dei viventi, la
glicolisi, reazione che porta da una
molecola di glucosio a due molecole di
acido piruvico e alla
formazione netta di 2 ATP.
La glicolisi può costituire, in presenza di ossigeno, il
primo ciclo di reazioni della respirazione cellulare e,
pertanto, le due molecole di
ATP concorrono al rendimento energetico di questo
processo.
In assenza di ossigeno, l’acido piruvico derivante dalla
glicolisi può essere utilizzato nelle reazioni di
fermentazione, operate da alcuni microrganismi o da alcuni
organi in determinate condizioni (ad esempio, dai muscoli
quando si trovano in condizioni di intenso sforzo fisico).
L'alterazione della respirazione cellulare, crea come
conseguenza acidosi
Gli inibitori
dell'acidosi
Questa nuova terapia si basa su un approccio diverso da
quello adoperato finora, perché parte dall'assunto che i
tumori, sono
acidi. "L'acidità è un
meccanismo che il
cancro usa per isolarsi (A)
da tutto il resto, farmaci compresi - spiega
anche e non solo Stefano Fais, (presidente Ispdc e membro del dipartimento del
farmaco dell'ISS). Ma le
cellule
tumorali, per difendersi a loro volta da questo ambiente
acido, fanno iperfunzionare le
pompe protoniche che pompano protoni H+.
Se si bloccano queste pompe, la cellula tumorale rimane
disarmata di fronte all'acidità, e finisce per morire autodigerendosi".
Usando quindi degli antiacidi (sono
sostanze, genericamente uno o più sali basici, che
neutralizzano l'acidità anche dello stomaco es.
bicarbonato di sodio),
anche generici,
come gli inibitori della
pompe protoniche, generalmente adoperati per le ulcere
gastriche, si potrebbe curare il cancro. A differenza dei
chemioterapici, questi farmaci antiacidi, non hanno
effetti collaterali e hanno dei costi molto più bassi. Basti
pensare che quelli usati con la
target therapy, per il
cancro, che
provocano tossicità e
resistenza nel paziente, costano
50-60mila euro l'anno a malato.....ecco
il business del cancro...
Con questa terapia invece il costo annuale sarebbe di circa
€ 600 con i generici, e di € 1200 con
quelli di marca.
(A) NdR: l'acidosi non
e' il meccanismo del'autoisolamento del tumore, ma la
conseguenza dell'isolamento effettuato da sostanze
basiche attorno al
tumore, da parte della
matrice extracellulare dei
tessuti.
Entro 72 ore dalla privazione
di ossigeno, ogni cellula diventa malata e/o
cancerosa.
Le cellule cancerose proliferano in un ambiente privato
dell’ossigeno. Questo accadrà quando l’alluminio
bio-conduttivo (costituito da virus vivi, antibiotici,
metalli pesanti, residui di detersivo coagulato) occluderà
la vasta rete di vene e capillari arteriosi, inducendo
un’ischemia.
La deprivazione di ossigeno e glucosio ha portato all'
espressione di fenotipi di morte cellulare per apoptosi e
necrosi, specialmente nei neuroni'.'Dopo 72 ore di
incubazione, in presenza dello 0,3% di O2, le cellule sono
state marcate con annessina V / PI, e il
livello di morte cellulare è stato misurato mediante
flusso citometrico. In 6 esperimenti indipendenti, l’ipossia
ha aumentato i livelli di cellule OC316 annessina V-positive
dal 5,3 ± 1.0% al 19,2± 2.8%... La morte cellulare, in
queste condizioni, ha la caratteristiche predominanti di un’apoptosi
tardiva.
I
Vaccini causano anche
il CANCRO
http://findarticles.com/p/articles/mi_m0ISW/is_247-248/ai_113807035/
(1.) Eustace Mullins, un delitto per iniezione, pg 132. Il
Consiglio Nazionale per la Ricerca Medica, PO Box 1105,
Staunton, Virginia 24.401.
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I
CLUSTERS o "SUPERMOLECOLE"
"Capire e comprendere bene l'importanza che ha l'acqua nelle
nostre vite ed in quella di tutta la Terra ed i suoi sistemi
viventi, non per nulla essa si chiama globo terracqueo.
Nella vita macroscopica, quando l'acqua
è pulita e fluisce liberamente fa crescere bene la vita;
quando tende a stagnare e si accumulano in essa residui
contaminanti arriva inevitabilmente l'ammalamento
e/o la
morte.
Lo stesso accade con la nostra "acqua interna" od
acqua del corpo.
Da qui l'importanza del fatto che le nostre
cellule siano correttamente circondate da acqua pura,
"l'acqua madre”, la matrice, cioe' i liquidi extracellulari,
dalla quale le cellule ottengono i componenti nutrizionali a
loro necessari in forma ionica.
Ogni
cellula dispone di quelle che possiamo chiamare ‘porte
fotovoltaiche’ attraverso le quali possono transitare
elementi delle dimissioni di tre molecole di acqua
accoppiate, e ciò al fine di permettere l'arrivo delle
sostanze nutrienti".
È evidente che le molecole di acqua, per la loro peculiare
costituzione atomica, possono convertirsi in magneti capaci
di far aderire alla loro superficie le molecole dei prodotti
contaminanti che continuamente ingeriamo. La parte positiva
delle molecole attrae la negativa delle altre molecole
viceversa e con questo meccanismo si formano grappoli di
molecole di acqua denominati "cluster".
È a causa della presenza costante nei nostri organismi di
gas, metalli e altri componenti tossici,
sempre più presenti nella nostra vita quotidiana, sostanze
che possono essere introdotte facilmente anche con le acque
ed i
cibi contaminati, che le molecole di tali composti
tossici finiscono per aggregarsi a questi grappoli rendendo
sempre più difficile le nostre funzioni metaboliche.
Da un lato, i componenti trasportati dall'acqua tendono a
bloccarsi nel cluster, rendendo difficoltosa l'alimentazione
e l'eliminazione delle scorie cellulari. Dall'altro, i
cluster sono macromolecole che non riescono a causa delle
loro dimensioni a passare attraverso la
membrana cellulare in modo fluido, ostacolando in tal
modo l'interscambio degli ioni o di cariche elettriche e
alterando funzioni bioelettrica cellulare e quindi la
funzionalita' cellulare.
La formazione di un cluster da luogo ad un aumento del
volume e ad una diminuzione della densità dell'acqua
intracellulare, il che provoca una minore adesione del
liquido interstiziale (l'acqua madre) alla membrana
plasmatica e conseguentemente, una diminuzione nel travaso
del Ca++ (calcio) all'interno della
cellula.
Uno dei metodi più semplici per rompere i clusters e farli
roteare, al fine di conseguire la loro frammentazione. Per
ottenere questo effetto bisogna applicare, a livello
atomico, un preciso impulso energetico, con una energia
biofotonica-infrarossa.
Della molecola di acqua sappiamo ancora molto poco riguardo
alle innumerevoli potenzialita' e funzioni, ma grazie alla
fisica quantistica, sappiamo che si producono continuamente
al suo interno dei complessi movimenti di rotazione e
vibrazione in diversi piani, responsabili delle sue
caratteristiche fisico-chimiche, ed affinché si producano
questi movimenti, è necessario disporre di un'energia
estremamente precisa. Possiamo misurare tale energia
utilizzando la cosiddetta equazione di Planck, che ci indica
che l'energia necessaria per ottenere questo effetto è
quella irradiata ad una lunghezza d'onda che sta tra 4 e 14
microns".
Applicando questa energia, l'acqua del nostro organismo,
grazie allo shock prodotto da quest'energia, si disgrega in
grappoli molecolari più piccoli aumentando in tal modo la
sua fluidità e migliorando sostanzialmente gli intercambi
extracellulari
Inoltre, questa energia biofotonica-infrarossa, se applicata
all'organismo, in varie forme:
- Migliora il flusso sanguigno delle estremità, favorendo i
processi termoregolatori del corpo, aumentando o riducendo
il calore degli organi con l'obiettivo di mantenere i
livelli di
pH ottimale (7,20-40) per il corretto funzionamento
cellulare.
- Aumenta l'intensità dei ritmi cerebrali facilitando
l'ingresso di glucosio nelle
cellule e aumentando in tal modo l'energia disponibile
per le cellule del cervello, requisito fondamentale per
migliorare la sintesi delle molecole
ATP (adenosina trifosfato), la molecola che trasporta
l'energia all'interno del nostro organismo.
- Favorisce l'espulsione di gas e materiale
tossico dall'interno dell'organismo grazie alla
frammentazione dei clusters di acqua. Questo produce una
diminuzione dell'acidificazione
dei
liquidi del corpo e regola il
potenziale redox (ossido-riduzione)
anche per la
circolazione sanguigna.
- Migliora l'ingresso dei nutrienti all'interno della
cellula favorendo l’adesione di gruppi di molecole
maggiormente frammentati ed il loro passaggio attraverso la
membrana cellulare. Rompendo i clusters favorisce un
migliore contatto con la membrana cellulare delle molecole
di acqua e delle sostanze presenti in quelli
extracellulari".
- Produce una eliminazione rapida dell'acido lattico dai
muscoli, la cui accumulazione è quella che ci provoca la
sensazione di stanchezza.
Studi realizzati presso il centro studio di alto rendimento
sportivo di Murcia dal dottor Villegas, e nella Facoltà di
scienza dell'attività fisica e dello sport della Università
di Granada dal dottor J.C. de La cruz, constatarono tali
effetti mediante sperimentazione condotta in doppio cieco.
Tratto da: altrogiornale.org
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La PRIVAZIONE o MANCANZA di OSSIGENO PRODUCONO la
PROLIFERAZIONE di CELLULE e TESSUTI MALATI
Entro 72 ore dalla privazione di
ossigeno, ogni cellula può diventare malate e quindi
anche cancerosa. Le cellule cancerose e/o malate,
proliferano in un ambiente privato dell’ossigeno.
Questo accade anche quando i
costituenti dei
vaccini,
metalli pesanti, antibiotici, formaldeide
e qualsiasi altra sostanza tossica,
occluderanno/sigilleranno la vasta
rete di vene e capillari
arteriosi che portano ossigeno e sostanze vitali alle
cellule dei vari tessuti biologici del corpo, cervello
compreso, inducendo
ischemia.
La cellula è quindi l'unità fondamentale di tutti gli
organismi viventi, la più piccola struttura ad essere
classificabile come vivente.
Ogni cellula può esser definita come un'entità chiusa ed
autosufficiente: essa è infatti in grado di assumere
nutrienti, di convertirli in energia, di svolgere funzioni
specializzate e di riprodursi se necessario.
Tutte le cellule mostrano alcune caratteristiche comuni: la
riproduzione attraverso divisione cellulare,
DNA (nucleico
+ mitocondriale), il metabolismo,
che permette alle cellule di incorporare materiali grezzi
e di costruirvi componenti
cellulari, di ricavarvi energia
e di rilasciare i prodotti di
scarto.
La mancanza di ossigeno (ipossia).
in genere dovuta a delle alterazione della
microcircolazione (ischemie)
e' responsabile dell'intossicazione
cellulare, dell'asfisia e della morte cellulare, chiamata
apoptosi.
Ossigeno ed
acqua sono basilari per il
metabolismo
cellulare
e per la disintossicazione.
La carenza di ossigeno comporta minore disponibilita' di
energia e il conseguente aumento delle
scorie metaboliche.
La
cellula è un’unità strutturale e funzionale anche
dell’animale pluricellulare che può riprodursi autonomamente
di cui gli uomini, in qualità di animali superiori, ne sono
dotati nella misura di diversi miliardi; le cellule sono di
struttura diversa tra loro, ma con caratteristiche comuni
come la presenza del
nucleo,
nucleolo,
citoplasma,
organuli citoplasmatici che a loro volta sono isolati
grazie ad una serie di membrane dall'ambiente esterno (il
citoplasma).
Tutte le
cellule viventi sono composte per
il 70% circa di acqua (particolarmente ricco di H2O è il
cervello) ed
emettono bio-fotoni non visibili ad occhio nudo, ma
misurabili con apparecchiature speciali, o passibili di
valutazione nelle modifiche apportate sulle funzioni dei
sistemi biologici. Le cellule
comunicano
attraverso esplosioni di energia nella banda
elettromagnetica ultravioletta sopra lo spettro della luce
visibile, così come via neuro-peptidi, presenti in ogni
parte del corpo.
Queste emissioni di energia
controllano i processi vitali del corpo. Per esempio, le
cellule sane e cancerose emettono
fotoni di energia abbastanza diversi tra loro, in
parallelo con il loro differente comportamento
micro circolatorio.
Per far chiarezza su un tema così controverso, il
dottor
Stagnaro mette assieme la
conoscenza offerta dalla
Semeiotica Biofisica Quantistica, che consente una
raffinata ed affidabile investigazione clinica, facilmente
riproducibile, ed i più innovativi contributi della
nanotecnologia, dei dispositivi quantistici in grado di
raccogliere le frequenze cellulari e ritrasmetterle.
Secondo precedenti ricerche cliniche, effettuate anche dal
medico S. Stagnaro,
scienziato ligure,
DNA mitocondriale e DNA nucleare
si comportano come antenne: nei sistemi biologici,
molecole, come i neuro-peptidi, compresi quelli funzionanti
come neurotrasmettitori, e gli ormoni, agiscono mediante
Energia-Informazione,
ossia veicolano radiazioni energetiche intrise di
informazione qualitativamente importante [3] (Stagnaro
et al., 2007a).
Questi lavori sono perfettamente coerenti ed in sintonia con
gli studi dello scienziato russo Petar Gariaev [4] sulla
genomica ondulatoria o "waves
genomics".
Continua in: Cellule 2
+
Presentazione di CELLULA
+
Schema della Cellula
+
Membrana cellulare
+
Oscillatori cellulari +
Comunicazione cellulare
e/o Body Wide Web +
Uomo
PsicoElettronico + Interferenze cellulari con CEM
+
Elettrosmog
vedi anche questo link: PDF
video
http://www.slideshare.net/cdonelli/struttura-delle-cellule
La
Cellula, e' quindi la componente elementare di ogni
essere vivente; essa é costituita da un insieme di strutture
per lo più formate da molecole proteiche.
Ma esistono
moltissimi tipi di proteine che differiscono tra loro per
numero e disposizione degli aminoacidi che le compongono;
esse sono composte principalmente di
acqua e sono
immerse in un "mare liquido".
Per poter funzionare in modo efficiente, ciascuna
delle nostre cellule deve ricevere un adeguato
apporto di
ossigeno e di altre sostanze nutritive,
eliminare le sostanze di
rifiuto prodotte dal metabolismo e mantenersi in un ambito
ristretto di valori di temperatura, pressione e
pH. -
vedi anche:
Bioelettronica
Ciascuna cellula del nostro organismo realizza questi
processi attraverso scambi attivi con l’ambiente che la
circonda, cioè con quel sottile velo di liquido che
la separa dalle altre cellule (LEC
= liquido ExtraCellulare): questo viene denominato
ambiente interno, o mezzo interno, concetto, introdotto dal
fisiologo
C. Bérnard, che si riferisce al mezzo nel quale vivono
le cellule di un organismo superiore (per es. un mammifero)
e corrisponde al liquido interposto tra una
cellula e l’altra, detto liquido interstiziale.
Le sue
caratteristiche chimiche e fisiche sono mantenute costanti
con il rifornimento di sostanze nutritive e l’eliminazione
di scorie operata dal
sangue, intermediario tra l’ambiente esterno (tramite
gli apparati digerente, respiratorio, urinario ecc.) e
l’ambiente interno (per diffusione attraverso le pareti dei
capillari sanguigni). Per definizione un organismo
unicellulare è di ambiente interno.
vedi anche:
EMOPOIESI e
CELLULE anche
STAMINALI
E' importante sottolineare che la cellula
e' una macchina
isotermica. In essa l'energia dell' ambiente (cibo)
viene trasformata in energia chimica, che a sua volta cede
lavoro chimico, che sarà utilizzato in vario modo:
biosintesi, lavoro osmotica, lavoro meccanico. Gli
enzimi
controllano questo lavoro e fanno si che non
avvengano reazioni esplosive.
La reazione principale per la produzione di
energia e' la seguente: C6H12O6+6O2---6CO2+6H2O
Il valore energetico per mole e' di 686
Kcal=2870 KJ. C'e' un' ossidazione del
Glucosio
(perdita di e-) e una riduzione di
anidride carbonica e acqua. L'accettore finale di e- e'
O2 che forma acqua.
Il processo di trasferimento avviene attraverso accettori
intermedi, che liberano l' energia a poco a poco, senza
fiamma.
Gli accettori sono: NAD (Nicotinamide-Adenin-Dinucleotide) e
FAD (Flavin-Adenin-Dinucleotide).
Le cellule contengono lipidi, proteine,
polisaccaridi. Una cellula deve essere in grado di
distruggere questi substrati e anche di ricostruirli
attraverso la sintesi.
La cellula e' anche e principalmente una fabbrica di
sostanze vitali (salvo quando non duplica sostanze
tossico-nocive come i virus esogeni)
e specialmente di proteine, va da se' che un eccesso o
mancanza di determinate proteine, siano alla base di molte
cosiddette "malattie";
se ne producono in eccesso, queste formano placche che si
depositano ove possono, generando anche problemi
neurodegenerativi, cosi come la mancanza di certe proteine
oppure la creazioni di proteine anomale, sono anch'esse
creatrici di problemi di salute.
Vogliamo ricordare che il
Glutatione, che le cellule sane del
fegato preparano per l'organismo intero, è
necessariamente indispensabile, per mantenere la normale
attività del
sistema immunitario.
Inoltre il Glutatione è in grado di mantenere attive alcune
vitamine anch’esse dotate di attività antiossidante come la
vitamina C e la
vitamina E (NdR: contenuta principalmente
nell'olio di germe di grano).
Gioca un ruolo cruciale nel normale bilancio tra lo
stato ossidato e quello ridotto della cellula, cosa che
permette l’adeguata regolazione di molte funzioni vitali
della cellula come la sintesi e la riparazione del
DNA, la sintesi delle proteine e l’attivazione e la
regolazione degli
enzimi.
I livelli di Glutatione diminuiscono fisiologicamente con
l’età. Il mantenimento di alti livelli di Glutatione
nell’anziano è correlato con uno stato di migliore salute
sottolineando l’importanza di questa sostanza nel
mantenimento di un organismo sano.
Altro fatto IMPORTANTE NdR: Ogni cellula, di ogni
organismo vivente (vegetale, animale, umano)
comunica con tutte le
altre cellule dell'organismo al quale appartiene, in due
modalita': attraverso il DNA
antenna, per raggiungere istantaneamente la totalita' delle cellule,
mediante il
Campo Elettromagnetico corporeo ed attraverso la
comunicazione cellulare elettro-biochimica (per raggiungere solo quelle
necessarie).
Questo colloquio e' costante quando l'organismo e' un
buona salute, ma quando e' malato, per lo
stress ossidativo cellulare
indotto da
alimentazione
errata, e/o
dall'utilizzo di farmaci
e/o
vaccini, questo
colloquio si rende difficile, se addirittura non si
interrompe, ed allora
nasce la malattia,
dal raffreddore al
cancro.
Occorre anche ricordare che
il
nucleo cellulare, non e’ il sistema nervoso della
cellula. E' infatti la
membrana cellulare a ricoprire il ruolo chiave che il
CNS (Sistema
nervoso centrale) ha nel corpo umano. Senza di essa la
cellula non potrebbe esistere (e lo vediamo quando iniziamo
a ragionare dal
volvox).
Ecco quindi che sono i
recettori di membrana (così definiti per distinguerli
dai recettori intracellulari, i recettori di membrana, o di
superficie, coinvolti nella segnalazione, ovvero di
trasmissione dell’informazione, tra le cellule eucariotiche
sono le glicoproteine di membrana progettate in modo da
riconoscere e interagire con molecole-segnale circolanti nel
mezzo extracellulare) a determinare la finezza della
percezione dell'ambiente esterno. Senza recettori non ci
sarebbe percezione e quindi vita.
La superficie della cellula può contenere migliaia di
singole molecole di recettore. I diversi tipi di cellule
contengono combinazioni differenti di recettori. Tre
elementi caratterizzano i recettori superficiali:
- La molecola-segnale, agendo come segnale extracellulare,
non ha bisogno di entrare nella cellula per indurre una
risposta; è sufficiente il legame al recettore situato sulla
superficie della cellula.
- Non si ha alcuna risposta cellulare se il
ligando viene iniettato direttamente nel
citoplasma della cellula.
- Il recettore rimane in posizione nella membrana plasmatica
durante l’induzione della risposta; per indurre la risposta,
quindi, non occorre che il recettore venga internalizzato
dalla cellula insieme al ligando.
Cellule Senescenti - Piccole
traditrici - 28 Set. 2012
In passato si riteneva che le cellule senescenti, cioè non
più in grado di dividersi, contribuissero all'invecchiamento
indebolendo la riparazione dei tessuti. Si pensava che le
cellule entrassero nello stato di senescenza per evitare di
diventare tumorali se un danno le metteva a rischio di
proliferazione incontrollata.
In seguito, la teoria secondo cui le cellule senescenti
avrebbero un ruolo nell'invecchiamento dei tessuti e del
corpo ha perso consensi per poi riguadagnarli di recente.
Nuovi studi mostrano che le cellule contribuiscono
all'invecchiamento nel modo proposto in passato e anche
alimentando processi
infiammatori. Inoltre,
possono danneggiare le cellule vicine favorendo il cancro,
se vi e' l'acidosi.
Esperimenti su topi suggeriscono che ritardando la
senescenza si potrebbe rallentare l'invecchiamento e alcune
malattie a esso associate
By David Stipp – Tratto da: lescienze.it
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Molecole di segnalazione
Redox
Noi produciamo, quando in buona salute, migliaia di
miliardi di molecole di segnalazione
Redox perfettamente equilibrate e sospese nelle
acque del corpo, che sono una soluzione salina; esse
sono create e specializzate dalle cellule del corpo umano.
La segnalazione
Redox è una funzione chiave di tutti gli esseri viventi
del pianeta.
Questo secondo le recenti scoperte del dott.
Gary L. Samuelson
Le molecole di segnalazione Redox vengono create all'interno
di ciascuna cellula del corpo e sono indispensabili per il
sistema immunitario e per i meccanismi di guarigione
cellulare. Sono talmente essenziali che, in loro assenza,
una forma di vita morirebbe nel giro di pochi secondi.
Un apporto creativo e corretto di molecole di segnalazione
Redox nell’organismo, consente la guarigione cellulare, vale
a dire l'eliminazione di cellule danneggiate e non più
funzionali e la relativa sostituzione con cellule sane e
vitali.
Le molecole di segnalazione Redox sono indispensabili per la
salute delle cellule. Ecco perché il corpo produce quelle
che gli occorrono. Tuttavia, a partire dai 12 anni, ne
produce quantità sempre minori.
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Il Nobel per la Medicina alle cellule riprogrammabili
- 08 Ottobre 2012
"Per la scoperta che le cellule adulte possono essere
riprogrammate in cellule pluripotenti”. Questa è la
motivazione che ha portato l'Assemblea per il conferimento
dei Premi Nobel del
Karolinska Institute di Stoccolma in Svezia a conferire
oggi il
premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia a Sir John
B. Gurdon e a Shinya Yamanaka, pionieri nello studio delle
cellule staminali pluripotenti indotte.
Continua QUI
Il premio Nobel per la
Medicina è stato assegnato agli americani James Rothman,
Randy Schekman e al tedesco Thomas Südhof, trapiantato da
tempo negli Stati Uniti: i tre studiosi sono stati
scelti per aver scoperto il meccanismo che regola il
trasporto di molecole dentro le cellule, una "modalità di
controllo estremamente precisa con cui le cellule
organizzano il sistema di trasporto e distribuzione del
proprio carico"
I MECCANISMO -
Quello del trasporto cellulare è un meccanismo delicatissimo
da cui dipendono funzioni fondamentali, come l’attivazione
delle fibre nervose o il ruolo degli ormoni nel metabolismo.
Come in un grande porto o in una stazione, dove confluiscono
continuamente mezzi carichi di merci, nelle cellule c’è un
continuo viavai di molecole (ormoni, neurotrasmettitori,
citochine, enzimi): tutte queste sostanze devono essere
smistate verso la destinazione corretta all’interno della
cellula o trasportate al di fuori delle cellule.
E ogni passaggio deve avvenire al momento giusto. I cargo
addetti al trasporto sono minuscole “bolle”, vescicole
circondate da membrane che trasportano le molecole da un
organello all’altro delle cellule o che fondono la loro
membrana con quella della membrana esterna della cellula per
trasportare le molecole all’esterno delle cellule stesse.
Commento NdR: si sono dimenticati di dire e di
studiare che il
DNA mitocondriale in primis e’ deputato a “detettare” le
sostanze prima che entrino dalla
membrana cellulare, per mezzo dei propri cromosomi che
sono le
antenne del DNA cellulare.
E’ il DNA della cellula che, se sano e genuino, non gia’
alterato da messaggi tossici,(es.
vaccini precedenti od
amalgami dentali della madre) che permette o meno
l’introduzione delle sostanze nel
citoplasma
cellulare.
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L'auto-assemblaggio molecolare
(AU) è cruciale per le funzioni cellulari
- vedi piu' sotto la loro definizione.
Si riscontra auto-assemblaggio nelle
membrane cellulari formate da
lipidi, nella formazione a doppia elica del
DNA attraverso di legami ad idrogeno dei due filamenti
di basi, nell'ripiegamento
proteico per formare la propria
struttura terziaria e nell'interazioni per dar forma
alla
struttura quaternaria.
L'importanza di questo fenomeno è sottolineato come nel caso
in cui un incorretto
ripiegamento di proteine in fibre
amiloidi insolubili è nei fatti, il risultato della
malfunzione cellulare (sotto iniziale
stress ossidativo) e la
creazione e la moltiplicazione di proteine tossiche a DNA (virus,
prioni).
(AU):
L'auto-assemblaggio
molecolare è il processo tramite il quale
molecole adottano un arrangiamento definito senza aiuto
ne assistenza esterna. Sono noti due tipi di
auto-assemblaggio, intramolecolare e intermolecolare.
Spesso quest'ultimo si riferisce ad auto assemblaggio
intermolecolare, mentre l'analogo intramolecolare è più
comunemente noto come
ripiegamento.
Sistemi supramolecolari
L'auto-assemblaggio molecolare è il concetto base nella
chimica supramolecolare dato che l'assemblaggio è
diretto da interazioni non covalenti come
legami ad idrogeno, coordinazione di metalli,
forze idrofobiche,
forze di Van der Waals,
interazioni π-π o
elettrostatiche, così come
interazioni elettromagnetiche. Esempi comuni riguardano
la formazione di
micelle,
vescicole, fasi di
cristalli liquidi, e
monostrati di Langmuir di
tensioattivi. i molti esempi di
assemblamento supramolecolare dimostrano la possibile
varietà di forme e dimensioni che si possono ottenere con
l'auto-assemblaggio molecolare.
Tratto da it.wikipedia.org
MUSICA e RISONANZA delle cellule, video:
Il DNA codifica la vita, ma in che
modo ?
Il DNA dice molte "cose", cioe' comandi alle cellule,
tessuti, organi e quindi corpo, alle cellule quali
proteine produrre, ma come fa a codificarle, e di cosa
sono fatte le proteine ? Le proteine sono composte di
aminoacidi, legati insieme in catene durante un processo
noto come
trascrizione.
Per stabilire quali aminoacidi devono essere legati, alcuni
enzimi devono essere capaci di
"leggere" i segmenti di DNA, costruire i segmenti di
RNA (acido ribonucleico) complementari a quelli del DNA,
e infine mettere insieme la catena di aminoacidi.
La replicazione del DNA
La maggior parte delle cellule non vive per sempre e proprio
per questo deve trasmettere le proprie informazioni alle
nuove cellule; per farlo, deve essere in grado di replicare
(copiare) il DNA che contiene per trasmetterlo alla propria
discendenza.
Inoltre i frammenti di DNA (geni)
devono venire replicati perché codifichino per particolari
funzioni corporee necessarie per la sopravvivenza. E'
indispensabile che la replicazione sia esatta, e perché ciò
avvenga devono essere disponibili:
- il DNA esistente, che agisce come la matrice originale
- un insieme di nucleotidi appropriati e liberamente
fluttuanti
- una scorta di
enzimi idonei a stimolare la reazione
- l'ATP, o adenosina trifosfato, che fornisce l'energia per
la reazione
Inoltre la cellula riceve e trasmette informazioni, non solo
per mezzo del suo DNA antenna,
ma anche
attraverso e con i
micro villi e le ciglia
sensoriali - vedi
PDF
Il metabolismo e'
costituito dall' anabolismo (sintesi) e dal catabolismo
(distruzione).
Il
metabolismo ossidativo si puo' dividere in
tre fasi fondamentali:
- lo stadio 1 permette di passare dai substrati
(lipidi ecc.) a componenti piu' piccole (acidi grassi,
esosi, aminoacidi..) e viceversa;
- lo stadio 2 conduce alla formazione di un
composto comune ai substrati: l' acetilcoenzima A
(acetil-CoA). Entrambi i primi due stadi avvengono nel
citoplasma;
- lo stadio 3 avviene invece nei mitocondri ed
e' conosciuto come
ciclo di Krebs o ciclo degli acidi tricarbossilici o
ciclo dell'acido citrico.
Lo stadio 2, o Glicolisi, e' un processo
citoplasmatico dove una molecola a 6 atomi di carbonio viene
spezzata in una a 3 C, con una variazione di G°=-47 Kcal: la
reazione e' quindi spontanea o esoenergetica. La molecola di
partenza e' C6H12O6, il prodotto e' 2CH3-CHOH-COOH (Acido
lattico). Nella realta' dei fatti si ha anche la sintesi di
2ATP, (7.2 Kcal ciascuno), quindi il bilancio energetico
totale e': 14.4-47=32.6 Kcal. Quindi circa il 30% (14.4/47)
dell' energia libera che si attua durante la Glicolisi e'
conservata sotto forma di ATP.
E' importantissimo notare che se nel distretto
muscolare interessato c'e' una quantita' sufficiente di O2
la Glicolisi non porta piu' alla formazione di acido
lattico, la reazione si blocca prima e si ha la formazione
di acido piruvico, che viene trasportato nei
mitocondri, forma Acetil-CoA e da inizio al
ciclo di Krebs.
CICLO di KREBS
Gruppo di reazioni chimiche che avvengono all'interno della
cellula durante il processo di
respirazione cellulare. Tali reazioni sono responsabili
della trasformazione delle
molecole provenienti dalla
glicolisi in
anidride carbonica,
acqua ed
energia.
Questo processo, favorito da sette
enzimi, è detto anche
ciclo degli acidi tricarbossilici o dell'acido
citrico (Ciclo di krebs).
Il ciclo di Krebs è attivo in tutti gli animali, nelle
piante superiori e nella maggior parte dei
batteri.
Nelle cellule
eucarioti il ciclo avviene in un organulo cellulare
chiamato
mitocondrio. La scoperta di questo ciclo è
attribuita al biochimico britannico
Hans Adolf Krebs, che nel 1937 ne descrisse i passaggi
principali.
CELLULA e
MITOCONDRI:
I mitocondri sono gli organelli addetti alla
respirazione cellulare, costituiti da sacchette
contenenti enzimi respiratori. Sono costituiti da due
membrane: la membrana interna e la membrane esterna; lo
spazio fra queste due membrane è detto spazio intermembrana.
Lo spazio delimitato dalla membrana interna è detto matrice
mitocondriale; la membrana interna si estende nella matrice
formando delle pieghe dette creste mitocondriali che
contengono molecole cruciali per la produzione di
ATP a partire da altre molecole, che immagazzina energia
che viene rilasciata per mezzo di processi biochimici.
Tutte le forma di vita consumano necessariamente energia per
mantenersi vive.
È notevole osservare i sistemi e processi biologici
cellulari sfruttano la sorgente di energia che viene
utilizzata, cioè quella immagazzinata dalla molecola
chiamata ATP.
In presenza di ATP, piccole molecole si organizzano
spontaneamente in liposomi, che sono strutture più grandi e
simili alle cellule e questi liposomi funzionano come
nanoreattori, perché catalizzano una reazione chimica. Ma
quando l’ATP disponibile si esaurisce, i liposomi si rompono
e la reazione si ferma.
Quando le sostanze vaccinali arrivano ed entrano dalla
membrana cellulare, i mitocondri sono i primi ad essere
investiti dalle informazioni anomale-tossiche che esse
veicolano, specialmente per i virus eterologhi (dei vari
vaccini) che contengono, i quali destabilizzano
immediatamente i mitocondri e di conseguenza la produzione
di ATP, con la conseguenza che le piccole molecole non si
organizzano piu', per formare i liposomi, i quali possiedono
all'interno una soluzione acquosa, in cui sono disciolti
soluti idrofilici, che non potrebbero passare direttamente
attraverso le membrane cellulari (che sono infatti
idrofobiche), per cui sono il veicolo di trasporto di quelle
sostanze nel liquidi extracellulari, i liposomi infatti
servono per trasportare le sostanze prodotte dalle cellule
al di la' della membrana cellulare affinche' vengano
veicolate nel sangue che le trasportera' alle cellule che ne
hanno richiesto la produzione; cio’ avviene dopo
l’inoculazione di un qualsiasi vaccino, perche' vi e’
l’inibizione e/o la riduzione qualitativa e quantitativa di
questi meccanismi e non vi e' piu' la normale produzione di
ATP, riducendo od impedendo la formazione delle sostanze che
necessitano all'organismo e per le quali la o le cellula/e
si erano specializzate a sintetizzare-preparare e la cellula
entra in uno stato di stress ossidativo, generando
malfunzione nei tessuti ai quali appartiene.
Ecco un'altra delle varie e molteplici funzioni della Cellula nei
confronti dei Mitocondri:
il sistema della
carnitina acil-transferasi, che e' attivato da un tipo
di enzima.
Tale sistema è necessario per il trasporto degli acidi
grassi all’interno del mitocondrio - la centrale energetica
della cellula - dove avviene il loro
metabolismo. Se questo sistema
viene alterato, ad esempio con le
sostanze
vaccinali che arrivano fin dentro nella cellula, e/o
alterano il sistema enzimatico, vengono compromessi la
produzione e il mantenimento delle riserve cellulari di una
molecola, l’acetato,
indispensabile per generare nuovi lipidi, costituenti
essenziali delle membrane cellulari”.
Il
ciclo di Krebs e' cineticamente lento e necessita di O2,
quindi se si necessita di molta energia in breve tempo si
ricorre alla piu' veloce reazione che porta alla formazione
di acido lattico. Il problema e' dovuto all' acidosi
muscolare, che inattiva l'azione di molti
enzimi, quindi l' acido lattico
deve essere smaltito al piu'
presto, per ripristinare le normali funzioni
enzimatiche.
La risposta fisiologica a tutto cio' e' l'iperventilazione,
che innalza il
pH e mette a
disposizione O2 per ossidare l'acido lattico.
Nutrimento delle cellule
A seconda del tipo tipo cellule, cioe' del tipo di
tessuto nel quale sono presenti, il nutrimento
principale varia, es.: gli zuccheri, e’ noto, sono il
nutrimento principale delle cellule muscolari, oltre a
minerali, vitamine, ossigeno e sostanze vitali ecc..
Funzioni cellulari -
Premessa: in questo scritto non vogliamo elencare
tutte le funzioni cellulari, ma solo le principali:
Secrezione ed endocitosi
Una delle funzioni più importanti delle vescicole è quella
di consentire ai vari materiali di viaggiare tra gli
organuli interni, la membrana plasmatica e l'ambiente
esterno.
Fra il reticolo endoplasmatico, l'apparato del
Golgi, i
lisosomi, la membrana plasmatica e l'ambiente extracellulare
esiste, infatti, uno scambio continuo di sostanze, mediato
da vescicole che si staccano dalla membrana di un organulo
per fondersi con quella di un altro.
A livello della superficie cellulare si osserva la
formazione continua di introflessioni della membrana, le
quali si distaccano da essa per formare vescicole che
trasportano all'interno della cellula materiali inglobati
all'esterno (un processo denominato endocitosi).
In questo modo vengono inglobate particelle di grosse
dimensioni e perfino cellule intere, provenienti da altri
organismi.
Il processo inverso, chiamato secrezione e comune a molte
cellule, avviene quando la membrana di una vescicola
proveniente dall'ambiente intracellulare si fonde con quella
della cellula per liberare il proprio contenuto
nell'ambiente esterno.
Divisione cellulare
Le piante e gli animali sono costituiti da molti miliardi di
cellule, unite fra loro a formare tessuti e organi deputati
a svolgere funzioni specifiche.
Tutte le cellule di un particolare organismo vegetale o
animale derivano da un'unica cellula, l'uovo fecondato, che
è andata incontro a un gran numero di divisioni.
Se si escludono le prime divisioni dell'uovo, una cellula
generalmente cresce, prima di dividersi, fino a quasi
raddoppiare le proprie dimensioni.
Durante la crescita essa duplica il proprio
DNA in modo che
ogni cromosoma sia presente in duplice copia; i due corredi
cromosomici vengono, poi, suddivisi equamente fra le due
cellule figlie, nel corso di un processo chiamato mitosi.
Al principio della mitosi si forma una particolare
struttura, che per la sua forma viene detta fuso mitotico ed
è costituita da microtubuli; Il fuso dirige la migrazione
dei due corredi cromosomici completi ai poli opposti della
cellula madre, in modo che ciascuna delle due future cellule
figlie ne riceva uno identico.
Il programma di duplicazione cellulare e di preparazione,
formazione e specializzazione delle proteine, vengono
utilizzati anche per la replicazione dei
virus e di altre sostanze introdotte all'interno della
cellula.
es.: La struttura di una proteina fondamentale per la
replicazione dei flavivirus, e per la loro capacità di
manipolazione del sistema immunitario dell'ospite è stata
identificata da un ricercatori dell'Università del Michigan
ad Ann Arbor, che firmano
un articolo pubblicato su “Science”.
Al centro dello studio di David Akey e colleghi
c'è la cosiddetta proteina non strutturale 1, o
NS1, dei flavivirus.
Prodotta all'interno delle cellule una volta che sono
"infettate", dove svolge un ruolo chiave nella replicazione
del virus, per essere poi rilasciata nel flusso sanguigno,
dove contribuisce a nascondere l'infezione al
sistema immunitario del paziente e ad aggravare certe
emorragie che caratterizzano i casi più gravi.
Differenziamento
Le cellule presenti nei diversi tessuti di un organismo
pluricellulare spesso differiscono in modo impressionante
sia per struttura sia per funzione.
Ad esempio, le differenze esistenti fra una cellula nervosa,
una cellula epatica e un globulo bianco di un mammifero sono
così estreme che è difficile concepire come esse possano
contenere la stessa informazione genetica.
Poiché tutte le cellule di un organismo animale o vegetale
sono prodotte per divisioni successive a partire dallo
stesso uovo fecondato, tutte, a parte alcune eccezioni,
devono necessariamente contenere la stessa informazione
genetica.
Le cellule si differenziano le une dalle altre perché
sintetizzano e accumulano molecole di RNA e proteine
diverse, senza per questo alterare la sequenza del proprio
DNA.
Questo processo, denominato appunto "differenziamento ",
comporta l'attivazione e la disattivazione selettiva, in una
sequenza programmata, di geni diversi.
Tali modificazioni delle caratteristiche delle cellule, così
finemente orchestrate, sono spesso irreversibili e,
pertanto, una cellula nervosa umana non può trasformarsi in
un globulo bianco o regredire allo stadio di cellula
embrionale immatura in rapida divisione che, a suo tempo, le
diede origine.
Giunzioni intercellulari
In un organismo pluricellulare le cellule non sono solo
differenziate in tipi cellulari specializzati, ma
generalmente sono anche organizzate in strutture di ordine
superiore, quali tessuti e organi.
In queste strutture le cellule possono essere collegate
l'una all'altra grazie alla presenza di giunzioni
intercellulari.
Nelle piante superiori le cellule sono connesse mediante
ponti citoplasmatici (denominati plasmodesmi) e sono
racchiuse all'interno di una rigida struttura ad alveare
(parete cellulare), le cui pareti di cellulosa vengono
secrete dalle cellule stesse.
Nella maggior parte degli animali le cellule sono legate fra
loro mediante una rete a maglie relativamente larghe,
costituita da grosse molecole organiche (la cosiddetta
matrice extracellulare) e mediante punti di adesione fra le
membrane plasmatiche (giunzioni cellulari).
Spesso le giunzioni mantengono le cellule unite tra loro, in
modo da formare vere e proprie lamine pluricellulari,
chiamate epiteli.
Le lamine epiteliali costituiscono di
frequente il rivestimento esterno di un tessuto o di un
organo, fornendo una barriera di superficie che regola
l'ingresso e la fuoriuscita delle sostanze.
Trasmissione dei segnali
Il compimento efficiente e armonico delle diverse funzioni
dell'organismo è dovuto ai sistemi di comunicazione
esistenti tra le cellule e tra queste e l'ambiente esterno.
L'importanza di questi meccanismi di controllo diventa
particolarmente evidente proprio quando essi vengono meno,
come nel caso dei tumori che spesso portano alla
morte
dell'organismo. Il sistema di trasmissione dei segnali di
molti organismi viventi è simile, per certi aspetti, al
sistema elettrico di un'automobile.
La molecola che funge da messaggero, prodotta e secreta da
una cellula, in genere agisce sui recettori, localizzati
sulla superficie o all'interno di altre cellule;
l'interazione tra messaggero e recettore può dare inizio a
una cascata di reazioni biochimiche, all'interno del
citoplasma della cellula ricevente.
Le modificazioni causate da queste reazioni, ad esempio la
variazione della concentrazione di ioni e molecole
specifiche, possono contribuire a regolare l'attività delle
proteine, in particolare degli
enzimi, e l'espressione dei
geni.
Tratto in parte da: xoomer.virgilio.it
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TRANSAMINASI
Le transaminasi sono
enzimi che intervengono nella transamminazione, cioè
nella trasformazione di un
aminoacido in un altro; perciò partecipano alla
trasformazione degli aminoacidi in energia, soprattutto se
ci si trova di fronte ad uno sforzo fisico lungo ed
impegnativo. Esse si trovano in ogni distretto del nostro
organismo, per questo sono definite enzimi ubiquitari, ma
sono particolarmente abbondanti nel
fegato e nel
muscolo scheletrico striato (quello che si contrae
secondo la nostra volontà).
Le transaminasi, più precisamente, catalizzano reazioni di
trasferimento di un gruppo amminico (-NH2) da un amminoacido
donatore (di solito il glutammato) su un α-chetoacido
accettore.
Contengono inoltre un coenzima vitaminico, il piridossal
fosfato (PLP), che durante la reazione riceve il gruppo
amminico dal glutammato e diventa piridossamina fosfato (PMP).
Quando le cellule epatiche (epatociti)
o quelle dei muscoli (miociti) sono danneggiate e si
rompono, le transaminasi fuoriescono e si riversano nel
sangue aumentando la loro concentrazione.
vedi per altri particolari:
Enzimi
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Potenziale d'azione della
membrana cellulare
I potenziali d'azione sono le rapide variazioni nel
potenziale di membrana che passa dal normale valore negativo
verso un valore positivo, e termina con una variazione che
ripristina il potenziale negativo. In condizioni ottimali
questo processo permette una normale osmosi cellulare (trasporto
passivo) e quindi corporea.
Osmosi: è il
fenomeno per cui alcune sostanze riescono ad attraversando
una membrana semipermeabile: per es., la pergamena e la
membrana che ricopre le cellule. Il nutrimento delle cellule
avviene per mezzo di questo fenomeno, in quanto passano dal
sangue alle cellule le sostanze necessarie per il suo
nutrimento e per fornire le molecole base per la loro
elaborazione cellulare, con le quali la cellula, produce
certe sostanze, es. proteine, e/o le specializza, per il
fabbisogno di altre cellule, tessuti, e quindi organi del
corpo. Questo Potenziale di azione e' il responsabile del
mantenimento dell'equilibrio acido/base cellulare.
L’equilibrio acido-base può essere definito l’equilibrio
degli equilibri, perché alla fine di tutte le attività
metaboliche è quello che mantiene nella norma le funzioni
vitali ed indispensabili alla sopravvivenza.
Le cellule del nostro corpo, infatti, presentano al loro
interno un perfetto e giusto rapporto tra il nucleo (acido)
e il citoplasma (basico). Questo delicato rapporto,
essenziale per la vita e l’interscambio energetico, può
essere paragonato all’inversione di polarità presente in una
batteria con segno + e –.
Per le nostre cellule è la stessa cosa: senza questo
delicato giusto rapporto la vita non sarebbe possibile !
L’equilibrio tra sostanze acide e alcaline (basiche) viene
misurato attraverso il pH.
Quindi il processo
acido/base rappresenta il principale processo funzionale
della cellula e quando esso e' compromesso per vari fattori,
piu' sotto indicati, la malfunzione cellulare viene ad
essere instaurata.
Il nostro
metabolismo genera
quotidianamente scorie metaboliche che devono
necessariamente essere eliminate attraverso i reni, la pelle
ed i polmoni (organi emuntori). Molte di queste scorie sono acide e devono
essere neutralizzate per poter essere eliminate.
È ormai riconosciuto da diversi anni e da ogni parte del
mondo, il fatto che quasi tutti
sintomi (dette impropriamente "malattie",
specie quelle degenerative es.
cancro, si
sviluppano per un abbassamento della resistenza
dell'organismo a causa di una riduzione delle funzioni
organiche per una condizione di
acidosi cronica. L'acidosi, infatti, precede e causa i
vari sintomi che i
medici allopati, perche'
impreparati,
chiamano impropriamente "malattie" - vedi:
Definizione della
parola malattia
I potenziali d'azione fanno quindi parte del processo
acido/base, oltre al processo di trasmissione delle
informazioni fra cellule e fra la cellula ed il
tessuto al
quale appartiene e quindi l'ambiente corporeo, anche e
soprattutto del processo
nutrizione
cellulare, mantenendo un normale
processo - pressione osmotico cellulare, ivi compreso
quello di eliminazione delle sostanze
tossiche, che la cellula deve poter sempre ed
immediatamente eliminare, altrimenti essa inizia ad entrare
in un processo di stress
ossidativo ovvero di malnutrizione e quindi di
malfunzione.
Quando il potenziale d'azione della membrana cellulare,
viene alterato od
inibito, per le variazioni biochimiche ed anche
ioniche, indotte da
Vaccini,
alimentazione
continua errata,
farmaci, ecc. l'osmosi cellulare (trasporto
delle membrane biologiche), non e' piu' adatta al buon
funzionamento cellulare e quindi anche del
tessuto al quale
essa appartiene.
Un video rivoluziona le
teorie sulla crescita delle membrane cellulari –
13/05/2014
Ogni cellula vivente è separata dall'ambiente esterno dalla
membrana cellulare, una struttura porosa e dinamica che
regola anche gli scambi di acqua e di altre molecole tra
l'interno e l'esterno. Secondo la teoria finora accettata,
sarebbe la massa interna della cellula, via via che aumenta,
a causare, in risposta, lo sviluppo della membrana
cellulare.
Il punto cruciale per comprendere come evolve la membrana
cellulare è che si tratta in sostanza di una membrana
semipermeabile che separa due soluzioni, quella interna da
quella esterna, che hanno lo stesso solvente, l'acqua, in
cui sono presenti molecole diverse e in differenti
concentrazioni. Le molecole di acqua tendono a spostarsi
dalla soluzione con meno concentrazione di soluto verso
quelle con maggiore concentrazione, fino a equilibrare le
due concentrazioni, secondo il fenomeno di osmosi.
Le cellule hanno una membrana porosa:
esse si gonfiano, o si
sgonfiano assorbendo o cedendo acqua per osmosi.
La nuova
tecnica di ripresa video microscopica utilizzata dai
ricercatori ha rivelato qualcosa di nuovo, perché finora si
riteneva che con una pressione osmotica esterna elevata
crescita della membrana fosse meno rapida.
La sperimentazione mostra invece che passando
improvvisamente da una soluzione ad alta pressione osmotica
a una isotonica, la cellula si espande improvvisamente,
rivelando che la sua membrana era fino a quel momento
accartocciata, come la pelle dell'uva passa.
(Cortesia: Enrique Rojas)
In una soluzione zuccherina la membrana cellulare del
batterio Escherichia coli cresce con la stessa rapidità con
cui cresce in una soluzione ipotonica: lo rivelano nuove
riprese microscopiche video, dimostrando che il processo è
indipendente dalla pressione osmotica.
All'osmosi è associata la pressione osmotica, definita come
la pressione che occorre esercitare perché, in presenza di
due fluidi con due concentrazioni diverse di soluto non
avvenga il passaggio di solvente.
Quando una cellula è immersa in una soluzione con una
pressione osmotica più elevata, la sua membrana porosa
protegge la cellula lasciando uscire l'acqua, diminuendo di
volume, e controbilanciando così la pressione osmotica. Se
la stessa cellula viene poi posta in una soluzione con una
pressione osmotica inferiore, la membrana lascia entrare
l'acqua, ritornando alle dimensioni normali.
I biologi finora ritenevano che questa stessa dinamica
legata all'osmosi ritardasse la crescita della membrana
cellulare. I ricercatori di Stanford hanno verificato la
teoria misurando in modo preciso il livello di pressione
osmotica sufficiente a rallentare la crescita della membrana
di Escherichia coli, un comune batterio, posto prima in una
soluzione con un'alta concentrazione di zuccheri (in cui
c'era un'elevata pressione osmotica) e poi in una soluzione
ipotonica, cioè con una pressione osmotica paria quella
della soluzione interna alla cellula, riprendendo il tutto
con una videocamera ad alta risoluzione.
Inizialmente, i risultati sembravano confermare la teoria
convenzionale: le cellule immerse in una soluzione
zuccherina sembravano crescere più lentamente. Eppure non
appena i ricercatori hanno tolto le cellule dalla soluzione
zuccherina per porle in una normale hanno constatato con
sorpresa che le cellule si espandevano rapidamente, cioè nel
giro di pochi secondi, fino ad avere le dimensioni circa
uguali a quelle delle cellule rimaste sempre nella soluzione
normale.
Gli autori ne hanno quindi concluso che la membrana
cellulare di E. coli ha continuato a crescere nella
soluzione zuccherina con una velocità pari a quella della
soluzione normale, ma la massa prodotta in eccesso era
ripiegata su se stessa, un po' come la pelle dell'uva passa.
Una volta ritornate nella soluzione normale, le cellule
hanno riassorbito l'acqua, riprendendo immediatamente la
loro forma più turgida.
Lo studio getta nuova luce sui meccanismi che consentono ai
batteri patogeni di sopravvivere nel passaggio dall'ambiente
all'ospite e viceversa.
Tratto da: lescienze.it
Nei fatti, quando le funzioni cellulari sono coordinate per determinare
una relativa stabilità dell’ambiente interno, viene
raggiunto lo stato di
omeostasi, (osmosi) che indica una
situazione funzionale ottimale e
rappresenta lo stato di salute.
Mentre quando queste funzioni vengono inibite od alterate
(es. dai
vaccini) si instaura
uno stato di stress
ossidativo nella cellula (intossicazione
+ eccitazione =
infiammazione)
e quindi il
tessuto alla quale appartiene, si intossica ed
infiamma,
inibendo le sue specifiche funzioni nei
tessuti degli
organi
e quindi del
sistema nel quale essi sono inseriti.
vedi ad esempio Vaccino per la Polio
In
Biologia,
anatomia, si indicano questi principali
sistemi od
apparati:
Anche e sono solo,
secondo gli studi di
Gianfrancesco Valsè
Pantellini Chimico), della
Fondazione
Pantellini, del dott.
Guido Paoli, e delle varie università che studiano
questi argomenti, e' il
danno tissutale della parete cellulare a creare uno
scompenso del
Protoplasma cellulare con presenza elevata di Sodio (le
cellule sane e con ottime funzioni, come abbiamo gia' visto
sopra, sono ricche di K (Potassio)
e povere di Na (Sodio)
che è maggiormente presente fra le cellule. I giusti
rapporti sono mantenuti normalmente dalla
pompa sodio/potassio.
Gli
ioni di Sodio giocano un ruolo diverso in molti processi
fisiologici. Cellule eccitabili, ad esempio, si affidano
interamente al Na+ per causare una
depolarizzazione della
membrana cellulare: questo fenomeno, detto
potenziale d'azione consiste in rapide variazioni nel
potenziale di membrana che passa dal normale valore negativo
verso un valore positivo, e termina con una variazione che
ripristina il potenziale negativo. Esempio: il potenziale d'azione
nelle cellule del
sistema nervoso permette la trasmissione di informazioni
fra cellule.
Le cellule malate sono ricche di Na (Sodio), la cellula
cerca di compensare apportando K (Potassio, di cui dovrebbe
essere ricca) e, in assenza, richiama acqua (ritenzione).
Con il tempo il sodio diventa sale è fa l'effetto "chiave
biologica: lettura biologica dei giusti valori"
(in una
porta fisica la chiave sbagliata non entra, in una biologica
entra ma si deforma la porta, l'infisso, il muro)
alterando la funzione della cellula ed in certi casi anche il DNA.
"In un Terreno
scompensato" (quale quello di buona parte della popolazione
mondiale, per le
campagne
di
Vaccinazione dell'OMS
subite, e per l'alimentazione
industrializzata...acque ed aria, inquinate ecc.) i
batteri ed i virus
eterologhi = estranei
proliferano, e la
flora batterica
autoctona e gli enzimi si alterano
ed i batteri autoctoni
mutano anch'essi forma e quindi funzione.
In quelle
condizioni, il terreno della salute e' quindi
compromesso e compaiono i primi
sintomi che, se non curati con la
Medicina Naturale si aggravano
portando il soggetto verso la cronicita' del
sintomo ed alla morte
prematura.
Nota bene
(E):
Eterologo" si dice "di organo,
tessuto o sostanza organica,
batterio, virus, che proviene da una specie diversa da
quella considerata" o peggio "da una specie animale
diversa".
Sinapsi elettriche:
-
sono solo
eccitatorie; hanno semplicità strutturale; trasmettono
velocemente; hanno un basso consumo energetico.
Nello schema secondo la "teoria del cavo"
(A), la
resistenza delle due
membrane può essere elevatissima se lo
spazio sinaptico è piccolo. Lo spazio sinaptico funziona
da
corto circuito, “shunt” e consente la fuga delle
correnti che non raggiungono l’elemento postsinaptico.
Importantissima è quindi la geometria della sinapsi.
vedi:
Trasportatore di membrana
La sinapsi spesso è tale che la Rg è piccola e l’area della
membrana presinaptica è maggiore di quella post per far si
che le correnti elettroniche siano sufficienti a
depolarizzare la membrana.
Sinapsi chimiche:
Vantaggi: - amplificazione del segnale; - elaborazione dei
segnali per sommazione temporale e/o spaziale; - consente un
carattere inibitorio per soppressione dell’eccitabilità.
Svantaggi: - maggior lentezza; - affaticabilità; -
vulnerabilita' (anossia,
veleni metabolici, sensibilità farmacologica).
(A)
- Teoria del Cavo:
Quale e' la causa della primaria
depolarizzazione della membrana dell'assone perchè il
potenziale divenga soglia ?
In genere si dice che la primaria
depolarizzazione che permette la potenziale di subire
una depolarizzazione è l'apertura dei
canali del Sodio che iniziano a cambiare il segno dai
due lati della membrana cioè in e out.
In realtà non è così poiche' il potenziale a riposo è tra
-90, -70 mV e non è un Em sufficiente ad aprire i primi
canali
Sodio Voltaggio dipendenti che iniziano ad aprirsi a
-30mV.
Perchè il potenziale divenga sempre più positivo devono
esistere altre cause che permettono questa prima
depolarizzazione.
La risposta è che noi possiamo paragonare l'assone
ad un cavo
telegrafico in cui il potenziale si propaga
elettronicamente.
Si può fare creare un analogia tra il cavo RC la
membrana citoplasmatica: il cavo RC resistenza
condensatore, è dotato da un
condensatore (il doppio strato fosfolipidico di
membrana) che contiene delle resistenze (i
canali ionici); il circuito è legato ad una batteria a
cui sono collegati i cavi che direttamente formano una rete
di condensatori legati alle resistenze.
Il cavo telegrafico sottomarino è così formato: una serie di
resistenze che si estendono in senso longitudinale interno
del cavo; perpendicolari a queste resistenze, ci sono
collegate in parallelo delle coppie resistenze condensatore
a loro volta collegate a altre resistenze che si estendono a
livello longitudinale.
Per quanto riguarda la resistenza in parallelo la resistenza
equivalente locale si calcola sommando le singole resistenze
e quindi i singoli potenziali registrati con tecnica inside
out patch clamp, oppure se si deve calcolare la somma dei
potenziali registrati a livello dei singoli canali la
resistenza equivalente essa è uguale al prodotto delle
singole resistenze/potenziali registrati fratto la somma
degli stessi secondo le due
leggi di Kirchoff.
Teoria del cavo: Tratto da molecularlab.it
(B) -
Come ripristinare lo
smaltimento dei rifiuti cellulari
Un ruolo chiave è svolto dai
canali del calcio
presenti nella membrana dei
lisosomi, canali che peraltro sono radialmente
differenti da quelli, ben noti, della
membrana cellulare
Proprio come per le città i servizi di smaltimento e
riciclaggio dei rifiuti sono un servizio essenziale, il
cui mancato o insufficiente
funzionamento determina gravi stati patologici.
Nella cellula al centro di questo sistema di smaltimento ci
sono i lisosomi, il cui funzionamento non era però finora
stato chiarito nei suoi dettagli biomolecolari.
A colmare la lacuna viene ora uno studio condotto da
ricercatori dell'Università del Michigan
pubblicato sulla rivista Nature Communications. La
ricerca ha mostrato che un ruolo chiave è svolto dai canali
del calcio presenti nella
membrana degli organelli, che sono peraltro differenti
da quelli, ben studiati e noti, presenti nella membrana
cellulare.
Sfruttando la tecnica del patch clamp, i ricercatori hanno
potuto determinare che a fungere da canale del calcio nei
lisosomi è una proteina chiamata
TRPML1 e che il segnale che la attiva è trasportato da
un lipide noto come PI(3,5)P2.
La proteina
TRPML1 è nota perché una mutazione nel suo gene è
all'origine della
mucolipidosi di tipo IV (ML4), una malattia genetica che
provoca ritardo mentale, problemi alla visione e ridotte
capacità motorie.
Anche le alterazioni che coinvolgono gli
enzimi che producono il lipide
PI(3,5) P2 sono noti per essere presenti in diverse malattie
neuro-degenerative, come la sclerosi laterale amiotrofica e
la malattia di Charcot-Marie-Tooth.
"Se immaginiamo il traffico attraverso la membrana come
un'automobile, mentre le altre proteine di canale si trovano
sul sedile del passeggero, TRPML1 è sul sedile del
guidatore", ha illustrato Haoxing Xu, ch eha diretto la
ricerca, sottolineando che questa circostanza ha conseguenze
importanti, dato che suggerisce la possibilità di manipolare
l'attività dei canali usando attivatori o inibitori
dell'attività di membrana in modo da ripristinare il
funzionamento del sistema.
"Se si riesce ad attivare il canale, è possibile superare i
difetti nel traffico attraverso la membrana provocati dalla
mutazione che è all'origine della malattia". Fortunatamente,
sono già disponibili piccole molecole che sono in grado di
stimolare l'attività dei canali TRPML1", ha detto Xu. (gg) -
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Per sua natura, le funzioni cellulari principali sono
quelle, della produzione di energia, della ri-produzione e
specializzazione di proteine utili alle varie cellule
contenute nei vari tipi di
tessuti
dell'organismo, oltre a quelle per il mantenimento delle
funzioni di nutrizione ed eliminazione rifiuti cellulari
(B).
Ma lo sono anche quelle della
Sintesi degli acidi grassi - che è una
via metabolica della
cellula che, a partire da molecole di
acetil-CoA, genera
acido palmitico (un
acido grasso saturo a 16
atomi di
carbonio).
Sintesi organica - costruzione di molecole organiche
attraverso processi chimici.
Sintesi proteica - seconda fase del processo di
espressione genica (il processo in cui l'informazione
contenuta nel
DNA dei
geni viene convertita in
proteine).
Di conseguenza le cellule devono possedere una serie di
istruzioni in Codice
che, una volta tradotte, permettano una veloce produzione di
proteine, attraverso
l'impianto di produzione il quale prepara, e modifica le
sostanze inviategli per la produzione e specializzazione, da
ridistribuire all'organismo.
Questo codice e' scritto e conservato nel
DNA del nucleo ed e' detto
codice genetico. Il programma analizza la struttura e la
composizione del
DNA, il valore del codice
genetico, la capacita' del DNA
di duplicarsi per trasmettere le medesime informazioni ad
una nuova cellula e l'importante funzione del DNA nella
crescita di ogni organismo.
-
vedi anche Metabolismo.
Definizione del Primo
Codice genetico:
Il codice genetico è il sistema per cui le informazioni
genetiche codificate nel DNA arrivano a operare la sintesi
di tutte le proteine necessarie alla vita degli organismi
Viventi. Il suo linguaggio si basa su un "alfabeto"
molecolare rappresentato dalla sequenza dei nucleotidi del
DNA, che viene tradotto nella sequenza degli amminoacidi di
una proteina.
l codice genetico dispone di 4 "lettere" (le 4 diverse basi
azotate) per specificare i 20 amminoacidi. Utilizzando
gruppi di 3 nucleotidi (triplette, o codoni) si ottengono 43
= 64 combinazioni diverse. Tre di queste triplette
(triplette non senso) non corrispondono a nessun
amminoacido: esse servono per segnalare la fine della catena
proteica.
La tripletta AUG indica l'inizio della catena proteica; a
essa corrisponde anche l'amminoacido metionina. Si definisce
gene la sequenza di triplette che codifica una proteina.
Il codice genetico è ridondante, poiché uno stesso
amminoacido è codificato da più di una tripletta. Le
triplette che codificano lo stesso amminoacido sono molto
simili e generalmente differiscono solo per l'ultima delle
tre basi. Ciò ha suggerito l'ipotesi che l'informazione
fondamentale sia contenuta nelle prime due basi e che la
terza serva a garantire una maggiore precisione. Il codice
genetico è universale, dal momento che è identico in tutti
gli esseri viventi (ogni tripletta ha lo stesso significato
per tutti gli organismi).
Definizione del Codice genetico,
detto secondo:
Il Secondo Codice Genetico
è lo schema attraverso cui un enzima chiamato
Amminoacil-tRNA sintetasi catalizza l'esterificazione di
uno specifico
amminoacido (o di un suo precursore) ad uno dei
possibili
tRNA corrispondenti sintetizzando così un
amminoacil-tRNA.
Questo codice è decisamente più
complesso del
Primo Codice Genetico e perciò non può essere
altrettanto facilmente rappresentato mediante l'uso di
tabelle.
La cellula
contiene un liquido chiamato
Citoplasma nel quale "galleggiano" tutti i componenti
della cellula; essa
contiene anche i
mitocondri i quali sono le centrali elettriche ed
energetiche della cellula stessa; i mitocondri contengono a
loro volta una parte del DNA detto
genoma mitocondriale.:
Citoscheletro:
Le cellule hanno uno scheletro
così come gli esseri umani hanno uno scheletro. La
differenza principale è che gli scheletri umani non cambiano
forma molto bruscamente, mentre lo scheletro di una cellula
è in costante crescita, accorciamento, e allungamento.
Questa sua continua capacità di adattamento le consente di
eseguire molte delle sue funzioni essenziali.
Il citoscheletro è particolarmente importante per i neuroni
a causa della loro grande lunghezza ed è un sistema di
strutture collocate all'interno e all'esterno del citoplasma
di una cellula, che nell'insieme ne costituiscono
l'impalcatura.
Tuttavia il citoscheletro non si limita ad essere
un'intelaiatura statica ma è molto dinamico e permette alle
cellule di cambiare la loro forma, di muoversi attraverso
strutture specializzate quali pseudopodi, ciglia o flagelli,
rinforza la membrana plasmatica e quella nucleare, trasporta
le vescicole nel citoplasma, permette il movimento di alcuni
organelli, costituisce i sarcomeri che permettono la
contrazione muscolare, costituisce il fuso mitotico
essenziale per la divisione cellulare, sostiene i dendriti e
gli assoni dei neuroni ed interagisce con l'ambiente
extracellulare.
Esso è una
fondamentale struttura
cellulare; esso è l'insieme delle strutture cellulari
che danno sostegno e forma alla cellula, e svolge un ruolo
importante in molti processi della vita cellulare, fra cui:
la
trasduzione del segnale, la
replicazione cellulare, la
meiosi, la motilità cellulare, il trasporto di vescicole
e di organelli intracellulari.
Il citoscheletro è costituito da tre tipi di filamenti
proteici che si distinguono per funzione e composizione:
- filamenti actinici o
microfilamenti
-
filamenti intermedi
-
microtubuli
Ai tre tipi fondamentali
con caratteristiche e compiti ben precisi e definiti, che differiscono per le unità di
base che le compongono, di filamenti proteici vanno aggiunte
centinaia di proteine accessorie che servono da mediatori
per il loro attacco ad altre strutture cellulari come la
membrana plasmatica o le vescicole, ma anche come componenti
fondamentali nell'assemblaggio dei filamenti e come motori
proteici.
Eme (o gruppo eme, o
ematina)
La funzione di questa
molecola, chiamata Eme, è basata sull'atomo di
ferro, in grado di legare in maniera reversibile l'ossigeno,
utilizzandolo per trasportare
elettroni nella
catena respiratoria, nel
ridurre specie reattive dell'ossigeno (catalasi
e
perossidasi) o semplicemente trasportandolo nel
sangue (emoglobina)
o immagazzinandolo nei
muscoli (mioglobina).
Poiché nelle cellule il principale sito di
ossidazione
sono i
mitocondri, molti enzimi
contenente eme si trovano lì.
Il ferro può esistere negli
stati di
ossidazione +2 e +3, ma solo lo stato di ossidazione
minore è in grado di legare l'ossigeno.
Quando il ferro si trova nello stato di
ossidazione +3 non è più in grado di legare l'ossigeno e
l'emoglobina prende il nome di metaemoglobina.
La capacità di legare l'ossigeno da parte dell'eme così come
quella di trattenere gli
elettroni vengono modificate dalla proteina nella quale
si trova.
Sintesi dell’EME:
La sintesi dell'eme ha luogo nel
citoplasma e nel
mitocondrio della
cellula. Il processo enzimatico
(*) che produce l'eme va
sotto il nome di
sintesi porfirinica, poiché l'eme fa parte della
famiglia delle porfirine. Questo processo di sintesi, e gli
enzimi che ne fanno parte, sono molto conservati tra le
varie specie. Nell'uomo, questa via di sintesi serve quasi
esclusivamente a produrre eme. (*)
Nel processo
enzimatico come catalizzatori di idrolisi si usano
enzimi
che hanno la proprietà di agire in modo specifico sulle
molecole.
Il
processo
enzimatico è suddiviso in tre fasi:
-fase di fermentazione
-fase di recovery e purificazione
-fase
enzimatica
di trasformazione.
Tratto in parte da: wikipedia.org
Commento NdR: questa e' un'altra delle varie funzioni
cellulari
inibite
e/o alterate, es.
dai
Vaccini
NON vi
sono preclusioni alle possibilita'
di alterazioni delle
varie funzioni cellulari che i
Vaccini possono indurre,
anche e
specie nel
ciclo
di Krebs
!
vedi: Meccanismo delle
Mutazioni cromosomiche cercare in
questa pagina: Aberrazioni
Cromosomiche +
Meccanismi delle Mutazioni al DNA cellulare
(del
mitocondrio) +
Ruolo del
DNA Mitocondriale nell'Oncogenesi +
Teoria dei germi e' falsa
+ Definizione della
parola malattia
Voglio ricordare ai lettori che:
1 -
Tutte le
cellule sono immerse in una
matrice (la
parte dei tessuti esterni alle cellule ed i
liquidi del corpo e ) e interagiscono tramite di essa -
vedi:
Matrice Extracellulare
del
Tessuto connettivo
2 - Il liquido extra-cellulare ha la funzione di
approvvigionamento, smaltimento e scambio di informazioni e
sostanze da e per le cellule.
3 - Il flusso del sangue verso la cellula, attraversata la
matrice extracellulare per mezzo della
microcircolazione si collega alle cellule.
4 - La cellula rilascia degli
acidi nella matrice, coe' i residui del
metabolismo (trasformazione, smembramento,
specializzazione) delle sostanze nutrienti anche per le
altre cellule dell'organismo.
5 - In caso di
acidosi, le scorie si depositano e accumulano nella
matrice e specialmente nei
grassi di essa.
6 - Il
tessuto si carica e si
intossica di queste scorie, che non partecipano più al
metabolismo ed al
nutrimento cellulare e che andrebbero eliminate, sempre
che gli organi emuntori di eliminazione funzionino a dovere:
pelle,
polmoni,
fegato,
reni,
intestino......
7 - In genere dopo i 45 anni di età si accumula ogni giorno
c.a.1 gr di scorie, e se non si fa
movimento giornaliero, anche prima.
- Tramite l'alimentazione
CRUDISTA, il
movimento regolare, se possibile giornaliero, e
periodiche cure de-acidificanti e
disintossicanti possiamo eliminare e prevenire un
eccesso di acidi e di scorie nei grassi dei tessuti,
migliorando e preservando la salute fino a tarda eta'.
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La Cellula tende all’
Immortalita’ - Dic. 2013
In passato è stato dimostrato che una cellula potrebbe
vivere per un tempo indeterminato in perfetta salute.
E’ stato dimostrato realmente in laboratorio da un famoso
premio Nobel.
Un famoso fisiologo francese, Alexis Carrel, al Rockefeller
Institute for Medical Research, mantenne in vita il cuore di
un pollo per circa 29 anni in una soluzione salina (che
conteneva minerali nelle stesse proporzioni di quelle del
sangue del pollo) che egli rinnovava tutti i giorni...
Carrel giunse alla conclusione che il tempo di vita di una
cellula è indefinito fintanto che viene fornito il
nutrimento e viene ripulita dalle sue escrezioni. Difatti le
cellule crescevano e prosperavano fintanto che le loro
evacuazioni venivano rimosse.
Condizioni non igieniche procuravano una minore vitalità,
deterioramento e morte. Carrel mantenne in vita cellule di
un cuore di pollo fino a quando qualcuno si dimenticò
(dimenticò?) di eliminare le loro escrezioni. Riuscì quasi a
decuplicare la media durata di vita di quelle cellule. La
chiave per mantenere in perfetta salute una cellula è quella
di liberarla dai residui dentro e intorno ad essa.
Anche Arnold Ehret arrivò ad una conclusione pressochè
identica: nel suo libro “Il Sistema di Guarigione della
Dieta Senza Muco” afferma che con un’alimentazione
sana, dopo anni di cibi errati, inizialmente l’organismo
libera gli
intestini dei residui accumulati e poi va sempre più a
fondo ripulendo tutti i
tessuti del corpo e dopo che questo è avvenuto si
acquisisce la salute perfetta.
Ma torniamo all’esperimento di Alexis Carrel e alle sue
conclusioni che possiamo trovare in ogni testo universitario
di Biologia.
Il dott. Alexis Carrel, a questo proposito, diceva: “La
cellula è immortale ? e’ semplicemente il fluido nella quale
galleggia che si degrada. Sostituendo questo fluido ad
intervalli regolari, daremo alla cellula ciò che le
necessita per nutrirsi e, per quanto ne sappiamo, il pulsare
della vita potrà continuare indefinitamente.” Immaginate una
casa da cui non si eliminano i rifiuti e si nascondono sotto
il tappeto. Nel giro di pochi mesi, accumulando dei rifiuti
ogni giorno, la casa avrebbe un odore orribile.
Nel nostro corpo succede la stessa cosa. Solo che nel nostro
corpo “nascondere sotto il tappeto i rifiuti” equivale a
ritenzione idrica, gonfiori intestinali, tossiemia ematica,
infezioni e
infiammazioni dei tessuti.
Il processo d’invecchiamento comincia dal primo momento
della nostra vita, consiste nell’accumulazione dei prodotti
di rifiuto non espulsi. Le cellule si deteriorano a causa
dell’accumulo di tossine !
Inconsapevolmente, ci intossichiamo da soli e nessuno ce lo
dice.
Il nostro organismo è la macchina più perfetta e
meravigliosa che possa esistere. Per questo ha la bellissima
capacità di auto-guarigione e disintossicazione che la
società “evoluta” di oggi tampona continuamente con i
farmaci. Un raffreddore o una tosse che indicano
l’eliminazione in corso di muco dal nostro corpo spaventano
le mamme… e si inizia fin da piccoli (inconsapevoli e
innocenti) con i
farmaci, quando in realtà basterebbe lasciare lavorare e
riposare il nostro corpo affinché completi l’eliminazione di
scorie e smettere di imbottirlo di cibo e farmaci proprio
quando è in fase di eliminazione.
I consigli dei nostri avi vengono messi da parte… un aerosol
di acqua e sale, una siringa di fisiologica nelle cavità
nasali, fumenti, non vengono più considerati. Molti, presi
dalla paura e dalla mancanza di pazienza preferiscono agire
immediatamente con antibiotici, sciroppi e farmaci di ogni
tipo, seguendo i consigli più “sinceri” delle
Aziende Farmaceutiche.
Dopotutto come contraddirle ?… Stanno facendo il loro
lavoro: non a caso si chiamano Aziende !
E’ solo l’inconsapevolezza di certe famiglie che permette a
“certi” Fast Food di continuare a far soldi...
In un mondo sano certe propagande sarebbero valse il
fallimento di quell’industria, ma probabilmente qui le cose
vanno diversamente. Forse l’uomo sano, libero (da farmaci e
debiti) e consapevole mette paura ai poteri forti, che
ultimamente iniziano a perder colpi grazie alla presa di
coscienza in atto e al rapido passaparola della
rete. Fortunatamente qualcuno sta aprendo gli occhi.
Sarà per i tempi che stiamo vivendo, ma la massa critica si
sta svegliando e in molti iniziano a comprendere che (quando
è possibile) la natura può essere assecondata e aiutata nel
suo lavoro con metodi naturali. Ecco perché ottimi risultati
nascono da un’alimentazione equilibrata, una sana attività
fisica e da un atteggiamento mentale positivo.
Fonte: contiandrea.wordpress.com
Commento NdR: Pur essendo in accordo con le
considerazioni basilari, alimentazione adatta e salubre,
disintossicazione e disinfiammazione per mantenere la
Perfetta Salute, ritengo di affermare con certezza che
la cellula NON e' immortale,
cosi come la
materia densa nasce e muore, al limite si puo' aumentare
la parentesi del tempo fra nascita e morte, ma non
eliminarla del tutto perche' alla sua morte essa si
trasforma si muta in altro genere, specie, razza, ecc....
Nulla si crea nulla si distrugge, ma tutto si trasforma !
Grave errore affermare l’ideologia della cellula immortale,
perche’ essa tende all’immortalita’, ma prima deve
trasformarsi infinite volte per poterla raggiungere, nelle e
con le sue varie infinite fasi !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Anche prima che il
concetto di immunità (da
Immūnis'''', parola latina che significa "esenti")
fosse sviluppato, numerosi medici precocemente,
caratterizzavano ed indicavano solo degli organi che
sarebbero poi stati dimostrati facenti parte del
sistema
immunitario, non essendo la chiave primaria di esso.
In seguito la ricerca dimostro’ che la chiave primaria del
sistema immunitario e’ principalmente localizzabile in
una buona funzionalita’ della
cellula che quando compromessa (es. dai
Vaccini), lo
scompenso immunitario e’ assicurato,
in specie e principalmente dalle cellule del
tessuto che compone la
mucosa intestinale, oltre a quelli delle
ghiandole endocrine (timo,
milza,
tonsille (adenoidi),
linfonodi,
pelle,
mucose,
sangue, ecc.), ed il
midollo osseo.
I principali componenti del sistema immunitario sono
in realtà le
funzioni cellulari
e non sono associati ad alcun organo specifico, ma piuttosto
sono incorporati o circolano nelle
cellule che compongono i vari
tessuti situati in tutto il corpo. Le cellule
fanno parte, come e’ noto, dei tessuti di tutti i tipi, i
quali a loro volta fanno parte di tutti gli organi e/o
ghiandole endocrine.
Per riassumere: la chiave primaria del sistema immunitario
sono le cellule e principalmente quelle della mucosa dell’apparato
digerente (intestino)
quella secondaria, le cellule dei tessuti del
midollo osseo, del timo, ecc.
vedi:
Mappa DNA + Amminoacidi,
DNA
+
DNA + DNA
antenna
+ Somatidi
+
BioElettronica + Pompa
Sodio-Potassio + Omeostasi + Cosa
e' un Virus ?
+ STRESS,
FUNZIONI VITALI e SISTEMA IMMUNITARIO
+ Cellule
Staminali
+
Sistema immunitario +
Immunodepressione da Vaccino +
Sangue succo peculiare
+
Sangue e' Luce
Promemoria IMPORTANTE per capire bene
cosa avviene, quando un virus
raggiunge e viene introdotto da una o piu'
cellule, specie se
esso e' Eterologo
(E)
= ESTRANEO (ad es. quelli dei
vaccini):
Gli
enzimi protease possono
rompere
questa pellicola
di
proteine del capside virale, permettendo il rilascio
delle informazioni bio-elettro-chimiche della catena complessa del
DNA/RNA virale, che viene decodificata dal
Mitocondrio.
Pressione osmotica:
Pressione
minima da applicare a una soluzione per impedire al solvente
posto oltre una membrana semipermeabile di diffondersi
attraverso la membrana. - vedi:
Stress Ossidativo - 1
+
Respirazione cellulare
Essa e' attivata e determinata dalla differenza di
potenziale fra liquidi interni ed esterni della cellula.
solo una buona differenza di potenziale fra i liquidi intra
ed extra cellulari permette il passaggio attraverso la
membrana cellulare.
Quindi il corpo
umano si ammala
solamente quando questi Giusti Rapporti si
alterano
(vedi
Come e
Perche' nasce la
malattia) e la
guarigione DEVE seguire assolutamente ed in primis il
riordino di questi; cioe' si ammala quando la cellula e
l'organismo sono sotto
stress ossidativo
La
"malattia" e'
UNA sola (non esistono
malattie, ma solo malati con
infiniti possibili
sintomi) essa e' l'alterazione della funzionalita'
cellulare e corporea per l'alterazione dei Giusti Rapporti
del
pH + rH + ro'
extra ed intracellulare.
I
Vaccini
inoculati negli organismi umani ed
animali, creano
Mutazioni Genetiche
nei
Mitocondri delle
cellule, mutazioni che
sono trasmissibili alla prole,
dalla via materna. Nelle cellule infettate da
virus
eterologhi, si
risvegliano
i
retrovirus piu’ vecchi.
Inoltre rimane un fatto che una volta decodificato dal
mitocondrio il
DNA virale eterologo
(E),
esso viene facilmente ad integrarsi nel genoma del
mitocondrio per non essere piu'
rilasciato, e la mutazione viene trasmessa alle future generazioni,
un esempio:
le
colture
di cellule chiamate
HeLa, (cellule cancerose) non sono piu' tossico-infettive, perchè il genoma virale
eterologo si è integrato nel genoma cellulare, e non è più rilasciato,
ma esse (Hela) contaminano qualsiasi altra coltura o
tessuto
con i quali viene a contatto...con tutte le conseguenze del
caso, infatti hanno contaminato tutti i laboratori
del mondo che le hanno utilizzate, colture vaccinali
comprese.... !
La/e
cellula
/e degli esseri
viventi e' (sono) anche
circuiti oscillatori
(rivelatori); questi
circuiti oscillanti, permettono
alle singole cellule di autosintonizzarsi sulle frequenze
terrestri (del campo elettromagnetico terrestre) le quali a
loro volta sono interdipendenti con la posizione spaziale
sulla superficie terrestre + le frequenze del Campo
Universale, oltre anche alle frequenze di ogni sostanza
esistente nell'organismo e/o di quelle che vengono ad
introdursi in esso.
I
cromosomi giocano un ruolo essenziale in queste
funzioni, in quanto essi sono anche delle
antenne spiraloidi risonanti alle varie frequenze
esistenti.
Quindi significa anche che ogni cellula od insieme di
cellule (tessuto/organo)
ogni volta che si sposta con l'organismo che la ospita,
sulla superficie terrestre, invia e/o riceve un segnale (frequenza)
che le indica su quale frequenza si deve sintonizzare per
realizzare e cercare il suo specifico "punto nave" cioe'
essa e' in grado di determinare la sua specifica posizione
spazio-temporale in ogni situazione,
Ma cio' succede anche a livello corporeo dei singoli
viventi, cio' significa che ogni cellula e' in grado di
sintonizzarsi sulle varie frequenze dello spettro
elettromagnetico dell'essere ospitante a seconda del "luogo"
ove essa risiede in esso rispetto ai vari organi e/o
posizioni (alto-basso-davanti-dietro) e quindi far scattare
tutti i meccanismi compensatori e riordinanti e quindi il
metabolismo cellulare,
organico e corporeo.
La dimostrazione ? = le
cellule staminali a seconda di dove esse vengono
impiantate (alla nascita e/o per intervento) esse "prendendo
la frequenza del luogo", si rendono capaci si
assumere le "sembianze-funzioni"
delle cellule nelle quali si vengono a trovare, non per
specifica ed intrinseca capacita' delle cellule staminali,
bensi', per le capacita intrinseche del sistema rivelatore
endo cellulare che il loro sempre presente
circuito oscillatorio (la
proprietà del circuito
oscillatorio e' di poter separare, per
sintonia o per
risonanza, quindi distinguere, le correnti oscillanti a
frequenza diversa in entrata od in uscita, a seconda delle
proprieta' e funzioni del
circuito oscillante stesso) quindi
permette loro,
sintonizzandosi, di acquisire "sembianze-funzioni" dalle
frequenze vibratorie dell'insieme cellulare con il quale
sono venute in contatto.
vedi:
Oscillazione cellulare
Ogni cellula
del corpo umano, (circa 100 miliardi) dalla pelle ai muscoli
al fegato, eccetto i globuli rossi, racchiude 46 piccoli
corpi, i
cromosomi,
costituiti da un doppio filamento lunghissimo e ripiegato
molte volte, il
DNA che e' lo
stesso in tutte le cellule del nostro corpo e costituisce il
nostro patrimonio genetico o “Genoma”.
esso ha al suo interno
3,1 miliardi di “lettere”
e contiene allineate lungo i due filamenti, 4 tipi di specie
chimiche, dette “basi”, che per brevita' vengono indicate
con A, C, G e T.
Il genoma umano e' costituito da circa tre miliardi di basi.
In ogni cellula e' presente un nucleo, che a sua volta
contiene 46 “cromosomi”
(ad eccezione della cellula uovo e della cellula
spermatozoo, che ne contengono 23), corpuscoli dalla
struttura filamentosa, disposti in 23 paia e composti da una
catena molto lunga di
DNA (acido
desossiribonucleico), oltre che da un rivestimento proteico.
Il
DNA
e' una molecola a doppio filamento (chiamata anche “doppia
elica”) nella quale e' codificata l'informazione per la
composizione di
aminoacidi
e
proteine, elementi essenziali del nostro organismo.
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Fotografata per la prima volta, la struttura di una
proteina
malformata
- Nov. 2010
Lo studio è pubblicato su
Nature SMB a firma di Stefano Gianni e Maurizio Brunori
(Sapienza
Università di Roma e
CNR) e Michele Vendruscolo (Università
di Cambridge) ed è opera di un team internazionale.
La ricerca, che presenta per la prima volta la struttura
tridimensionale a livello atomico di una proteina
'malformata' confrontandola con una sana, apre nuove
prospettive nella terapie
di alcune
malattie degenerative ed è nata dalla
collaborazione di ricercatori della Sapienza, del CNR e
dell'Università di Cambridge.
Tutte le trasformazioni che avvengono nelle
cellule dell'organismo
sono dovute a
proteine che, per esercitare la loro
funzione, cambiano forma, cioè acquisiscono una
specifica struttura geometrica tridimensionale
caratteristica (morfogenesi molecolare).
Questo processo è codificato dalla sequenza degli
aminoacidi
che guida il ripiegamento della catena lineare (in inglese
folding) ed è condizionato dall'ambiente cellulare.
Piccoli errori di ripiegamento possono produrre
proteine "malformate"
con struttura anomala, con
conseguenze a volte devastanti per la cellula.
Si è dimostrato negli ultimi 10 anni che molte patologie gravi
dell'uomo (quali l'Alzheimer,
il
Parkinson, altre malattie
neurodegenerative e alcuni tipi di
cancro)
sono innescate da errori nel
processo di morfogenesi di una o più proteine specifiche.
Poichè le proteine 'malformate' tendono a precipitare e
aggregare velocemente, le osservazioni sono difficili e le
conoscenze sui fattori che determinano gli errori di
morfogenesi/ripiegamento sono attualmente limitatissime ma
molto importanti: infatti volendo comprendere la base
molecolare di alcune malattie, è necessario conoscere le
alterazioni strutturali della proteina “malata”.
Tratto da AGI salute
Commento NdR:
La malattia si manifesta
SEMPRE
innanzitutto, a livello fisiologico nella
cellula, base dei
tessuti che compongono gli
organi e tutta la vita biologica negli
organismi viventi
I
vaccini
propinati
alla ignara popolazione mondiale,
producono le
alterazioni delle
principali
funzioni cellulari (produzione di proteine e
specializzazioni delle stesse -
ATP, ecc.), quindi e' facile che un
vaccinato abbia proteine malformate o
ridotte quantitativamente o qualitativamente e quindi
sintomi molteplici che
invalidano
il
soggetto vaccinato
!
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MESENCHIMA
Col termine mesenchima si definisce il
tessuto connettivo
embrionale.
Ha origine dallo staccamento delle cellule dai
foglietti embrionali, soprattutto da quello mediano il
mesoderma.
Dà origine prevalentemente a
tessuti di sostegno; esso è la porzione di mesoderma
embrionale da cui deriverà la famiglia dei tessuti
connettivi.
Dal mesenchima hanno origine una grande quantità di tessuti,
i più importanti sono:
Il
sangue (mesenchima detto angioblasto), tutti i
connettivi propriamente detti (lasso, mucoso maturo, denso o
compatto, ecc..), Lo
sclerotomo dal quale originano le vertebre (mesenchima
scheletogeno),
tessuto osseo, tessuto cartilagineo, ecc....
Il
Tessuto connettivo embrionale e’ costituito di cellule
fusiformi o stellate che formano un reticolato a maglie
ampie tra le quali è un liquido intercellulare ricco di
mucopolisaccaridi.
Queste cellule originano dal mesoderma dei
somiti o mesomeri e da quello della somatopleura (s.f.,
comp. di somato - e pleura. – Nell’embrione
dei vertebrati, lamina mesodermica parietale che delimita
all’esterno il celoma unendosi e
saldandosi all’ectoderma per
costituire la primitiva parete del corpo)
e della splancnopleura (sf. in embriologia, strato del
mesoderma che costituisce il foglietto viscerale del celoma)
nella regione cefalica dell’embrione
una parte del mesenchima deriva anche da cellule delle
creste neurali.
Nel corso dello sviluppo embrionale si differenziano dal
mesenchima diversi tipi di tessuti:
tessuto osseo, cartilagineo, muscolare liscio, tessuti
connettivi, vasi sanguigni e linfatici, cellule del
sangue.
Un mesenchima può tuttavia derivare anche da determinate
parti dell'ectoderma
e dell'endoderma.
Il mesenchima è quindi formato da cellule mesenchimali
ramificate a forma di stella. Esse sono in diretto contatto
tra loro tramite processi
citoplasmatici. Possiedono un'elevata capacità
riproduttiva (tasso
mitotico) e possono differenziarsi in diversi
tessuti, sono quindi pluripotenti.
COSA e' un
TESSUTO
Il tessuto biologico è un materiale
complesso e dinamico costituito da cellule che, unitamente
alle loro sostanze di base (matrice
extracellulare), agiscono insieme in modo coordinato a
svolgere una particolare funzione in risposta a specifici
stimoli.
Questa coordinazione è consentita grazie a particolari
strutture proteiche altamente specializzate, i
recettori, che mettono in relazione l’ambiente interno
ed esterno della cellula stessa. I recettori infatti sono in
grado di leggere ogni variazione chimica, fisica e meccanica
dell’ambiente esterno, comunicarlo alla cellula e
trasmetterne la sua “risposta”.
Questo tipo di dialogo reciproco e dinamico cellula-cellula,
cellula, ambiente extracellulare, coordina importanti
funzioni quali ad esempio la divisione cellulare, il
movimento, la differenziazione, la morte programmata, e
processi fondamentali quali la risposta da un corpo estraneo
o la risposta immunitaria. Ed è proprio questa capacità
delle cellule di leggere, vedere e rispondere a stimoli
dell’ambiente esterno ed a riconoscere elementi estranei, a
rendere l’ambiente biologico particolarmente “difficile” per
qualsiasi sostanza non autologa, ma estranea=eterologa
(E), che se introdotta
nell'organismo vivente (mediante es. i
vaccini), attivano immediatamente le cellule
“sentinella” del sistema immunitario.
Tratto in parte da: www3.unitn.it
Quindi e' l'insieme delle cellule che forma un
Tessuto ed a seconda del tipo di specializzazione della
cellula si determinano e si formano i vari tipi di Tessuti:
-
Tessuti epiteliali
-
Tessuti connettivi
-
Tessuti
Muscolari
-
Tessuti nervosi
per altri e specifici particolari:
vedi PDF
A loro volta i
Tessuti appartengono a
determinati organi i quali a loro volta appartengono a
determinati sistemi od apparati.
Quando per diversi motivi, traumi da ferite incidentali,
intossicazioni
con conseguenti
infiammazioni, il
tessuto biologico si
altera
nelle proprie funzioni, a quel punto insorge un
sintomo piu' o meno intenso ed appare il
dolore, in genere
localizzato nella zona del tessuto colpito dal "trauma". A
seconda del tipo di
tessuto investito da questo "trauma" ed
al tipo di organo al quale appartiene, le conseguenze
possono essere piu' o meno gravi.
Sintesi di descrizione del
meccanismo, ad esempio
dei danni vaccinali:
I
danni
provocati dai
vaccini, cioe'
dalle sostanze
tossiche
in quanto eterologhe
(E) =estranee
(anche in forma
ionica),
in essi contenute, (ma potrebbero anche provenire da
materiali
dentari,
protesi, intossicazioni
da cibi acqua, aria, farmaci, animali velenosi, ecc.) oltre
ad esprimersi immediatamente a livello cellulare, queste
sostanze estranee, portano
velocemente la
cellula in uno stato di
stress ossidativo e
quindi di malfunzione cellulare (gia illustrata in
questo articolo), per cui la cellula
NON
e' piu' in grado di
sintetizzare le
proteine
enzimi, necessari
(qualita' e quantita') alla vita sana, essa tende
successivamente ad isolarsi ed a non comunicare piu' nel
modo salubre, con il contesto
tissutale
(insieme di cellule) alla
quale appartiene.
Il
danno vaccinale si esprime, cioe' si
imprime, anche nei
Tessuti
per mezzo di questi meccanismi:
In tutti i tipi di
tessuti e' sempre presente l'apparato
circolatorio, con relativa
microcircolazione sanguigna
fin nei
capillari piu' piccoli dei vari tessuti (vedi la
tecnica diagnostica non invasiva chiamata NIRS, la quale
permette di ottenere dati che riproducono il
reale stato dell’ossigenazione
dei tessuti biologici indagati, mediante il dosaggio
“assoluto” dell’HbO2
e
Hb e quindi della
StO2).
Quando le
sostanze vaccinali
o proveniente da altro come gia' detto
(sostanze eterologhe
(E)=estranee),
vengono introdotte in un organismo con il
vaccino, i tessuti
nei quali queste sostanze
tossiche, perche' estranee,
arrivano, producono in realta', immediatamente o dopo
qualche tempo, e facilmente, anche se non sempre, un'alterazione della microcircolazione
sanguigna dei
capillari nei tessuti colpiti dal trauma
vaccinale.
In quei luoghi (possono essere piu' di uno, a
seconda di dove si recano le sostanze tossiche
vaccinali e
non),
si realizza una
perturbazione della microcircolazione del sangue, perche'
quelle sostanze tossiche eterologhe si depositano nei
microsistema sanguigno dei capillari, intasandolo e creando
di conseguenza
attacchi microvascolari (ictus,
ischemia
(I),
infarto o necrosi di tratti di
Tessuto,
provocata da un disturbo vasomotorio
(riduzione di
apporto di sangue vitale)
o dall'occlusione della
circolazione arterovenosa),
per mancanza di apporto di
ossigeno nei tessuti colpiti.
(I) -
L'ischemia
(dal
Greco ισχαιμία, isch- riduzione,
haima
sangue) è una riduzione dell'apporto di sangue con
un risultante danno o disfunzione del
tessuto.
Come cio' avviene e perche' ?:
E' il
sangue
tossico del soggetto, che
ormai contiene le
sostanze estranee dei
vaccini
e non, che,
iperstimolano il
sistema immunitario, il quale attiva ed invia
immediatamente e di
conseguenza i
leucociti (globuli
bianchi), i quali a loro volta si precipitano nel flusso sanguigno, soprattutto nelle "zone" ove queste sostanze tossiche proveniente dall'insulto
vaccinale, si sono convogliate, depositate, per
cercare di eliminarle.
Quando i leucociti arrivano in loco, siccome essi
sono
troppo grandi (hanno
la dimensione di 7-15
micrometri i piccoli
linfociti solo fino a 8 micrometri) per
penetrare i finissimi
capillari nei quali
si infiltrano
per accorpare ed eliminare
queste sostanze, composti tossici, i leucociti
e le sostanze accorpate, abbastanza frequentemente finiscono per intasare,
congestionare, bloccare ed infine
rovinare questi capillari, creando le
ischemie
tissutali,
o diminuzioni del flusso del sangue;
questo
questo riduce la quantita' od impedisce
addirittura ai piu'
piccoli
globuli rossi di portare il necessario
ossigeno
e le altre
sostanze nobili per il nutrimento delle cellule e quindi dei
tessuti e degli organi nei quali sono inseriti.
Quando queste particelle tossiche (vaccinali e/o non) raggiungono, per esempio un tessuto
cerebrale
(Tessuti nervosi)
nel cranio,
enterico, cuore,
cioe' i 3 cervelli o nell'apparto nervoso esterno a quei
3 importanti centri),
possono scatenare qualsiasi
sintomo (malattie)
nervoso, es.
autismo,
adhd,
adem,
disfunzione
dello sviluppo,
leucemie linfomi,
paralisi (quando e' lenta per le malfunzioni cellulari
annesse alle ischemie, viene chiamata ad esempio:
polio,
distrofia
muscolare,
sclerosi), morte,
sids, ecc.
Ovviamente e' possibile che questi due meccanismi,
malfunzione cellulare e
alterazione della microcircolazione sanguigna possono arrecare
anche danni al
fegato,
pancreas,
reni,
intestino, cuore, ecc., questo
ogni volta che i tessuti sono
privati dell'ossigeno necessario al loro buon
funzionamento.
Quindi qualsiasi
sintomo
(malattia) puo' essere indotto da questi
meccanismi:
1 - malfunzioni
cellulari per alterazioni delle funzioni delle
cellule
2 - circolazione sanguigna alterata, per
l'intasamento nella microcircolazione nei capillari, dei
globuli bianchi (leucociti), ecc.
3 - malfunzioni tissutali per mancanza di
ossigeno e sostanze nobili e cio' puo'
accadere in TUTTI i tessuti di
TUTTI gli organi del corpo.
Per quanto riguarda gli
elementi tossici
introdotti con i
vaccini o con qualsiasi altra sostanza
tossica proveniente da
materiali dentari, protesi, ecc., il
sistema immunitario continuera' a
combatterli, anche
nel tempo, e quindi finira' per sviluppare
malattie tipo:
immunodepressioni o malattie anche
autoimmuni e/o
altro, che
destabilizzeranno l'intero sistema corporeo.
Nei vari casi,
sintomi, o come le chiama impropriamente la
medicina allopatica
"malattie", le cause
sono SEMPRE le stesse !
Queste UNICHE cause
cono state da sempre ignorate
e/o sottaciute dalla
medicina ufficiale.
Oggi pero' siamo in grado con speciali test di
Semeiotica, strumenti,
apparecchiature, di analizzare, ed anche vedere, questo fenomeno, ed
il dott. A.
Moulden (canadese) lo ha fatto - vedi le foto da
lui scattate delle
ischemie prodotte dai
vaccini in:
Danni dei Vaccini
Tutto cio' senza contare anche le possibili
mutazioni
genetiche, che intervengono dopo una
vaccinazione e che si
trasmettono alle future
generazioni.....incrementando
cosi il mercato dei malati,
tanto caro a
Big Pharma...
Le dimostrazioni e le
foto fatte dal dott. Moulden non fanno altro che
certificare e dimostrare cio' che da decenni il
dott. M: Montinari,
coadiuvato dal webmaster di questo sito,
dr. G. Paolo Vanoli, hanno
studiato, scritto e
pubblicato gia'
negli anni 1995-6
vedi anche: oltre
1.000 studi sui danni dei Vaccini
+ Polio da
Vaccini
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Crisi cellulare ? Ci pensa l'RNA
- 10/11/2011
Di fronte a mutamenti improvvisi dettati da stimoli
ambientali e stati di stress anche le cellule sono chiamate
a prendere decisioni rapide.
Così, in caso di crisi - dal greco krisis,
"cambiamento" - devono poter adattare il proprio normale
programma genetico "frenando" la potenza delle loro
macchine, come navi che devono improvvisamente virare.
A scoprire per la prima volta come questo avviene su scala
globale nel genoma è Valerio Orlando, ricercatore
dell'Istituto Telethon Dulbecco che lavora all'IRCCS
Fondazione Santa Lucia di Roma:
le cellule rispondono alle crisi modulando direttamente
l'attività dei geni grazie all'interferenza a Rna,
meccanismo molto conservato a livello evolutivo, che nel
2006 ha fruttato anche il premio Nobel ai suoi scopritori
Craig Mello e Andrew Fire.
Lo studio, finanziato da Telethon
e
Associazione italiana ricerca sul cancro, con il
contributo del ministero Affari esteri (Progetti di grande
rilevanza Italia-Giappone), ha meritato la pubblicazione su
Nature*.
Lo Rna - sigla che sta per acido ribonucleico - è una
molecola simile al Dna che svolge numerosi compiti nella
cellula, tra cui quello di messaggero: la cellula produce, a
partire dal Dna, filamenti di Rna che fanno da "stampo" per
la traduzione in proteine. L'interferenza a Rna è un
meccanismo comune a quasi tutti gli organismi viventi, anche
quelli più semplici come il lievito, che si è evoluto
innanzitutto per proteggere le cellule dai virus, fonte
principale di Rna estranei.
La cellula riconosce queste molecole come estranee (NdR:
es. come quelle dei
vaccini che sono
eteologhe), si allerta e le riduce in pezzi più piccoli per
eliminarle, evitando così che vengano prodotte
proteine virali.
Nel corso dell'evoluzione questo meccanismo è stato adottato
anche per reprimere la produzione di proteine cellulari non
necessarie in un determinato momento, controllando così in
maniera fine la sintesi proteica: piccoli Rna prodotti dalla
cellula riconoscono specifiche porzioni negli "Rna
messaggero" e ne decretano così la distruzione.
Recentemente si è scoperto che, al contrario di quanto si
pensava, solo il 5 per cento del genoma produce
informazioni successivamente tradotte in proteine. Infatti,
la maggior parte degli Rna prodotti sembra agire a un
livello superiore rispetto al Dna, con meccanismi che i
ricercatori definiscono "epigenetici" e che consentono alle
cellule di conservare la loro identità nel tempo.
Lo studio di questi meccanismi è importante per capire non
solo come una cellula acquisisce le sue caratteristiche
peculiari, ma anche come la perdita di questa identità possa
tradursi in stati patologici, come per esempio
tumori e malattie
degenerative.
"Fino a oggi si pensava che la regolazione dei livelli di
Rna e quindi di proteine avvenisse nel
citoplasma, il compartimento cellulare in cui l'Rna
messaggero è convertito in proteine", spiega Orlando. "In
questo lavoro abbiamo dimostrato per la prima volta che
questo avviene anche nel nucleo, dove risiede il Dna: si
tratta di un "piano globale" di regolazione genica
completamente nuovo, inseguito da tempo da ricercatori di
tutto il mondo. Secondo questo piano, in caso di "crisi" -
cambiamenti improvvisi di temperatura e di
nutrienti disponibili, oppure modifiche nel corso dello
sviluppo - la cellula sfrutta i macchinari che producono i
piccoli Rna all'interno del nucleo per inibire direttamente
la produzione di Rna alla fonte e adattarsi così alle
condizioni ambientali".
"I nostri risultati, ottenuti studiando cellule del
moscerino della frutta, sono di grande interesse" spiega
Davide Corona, ricercatore Telethon dell'Università di
Palermo che ha preso parte allo studio: "nel caso di
malattie dovute all'eccessiva o alla ridotta produzione di
determinate proteine, infatti, questi piccoli Rna nucleari
potrebbero essere usati per modulare l'espressione dei geni
in maniera stabile, regolando la quantità di proteina
prodotta, senza necessariamente intervenire sul difetto
genetico responsabile della patologia".
Per andare a fondo su questo ruolo inedito dei piccoli Rna,
i ricercatori sono ora al lavoro per comprendere nel
dettaglio il loro meccanismo di azione anche in cellule
umane. Conclude Orlando: "la scoperta di questo meccanismo
rappresenta un passo fondamentale per capire come piccoli
Rna possano essere utilizzati a scopo terapeutico operando
sul livello "epigenetico" anziché genetico".
*Cernilogar F., Onorati, M. C., Khothe G., Burroughs M.,
Parsi K. M., Breiling A., lo Sardo F., Saxena A., Miyoshi
K., Siomi H., Siomi M., Carninci P., Gilmour D., Corona D. e
Orlando V. "Chromatin-associated Rna components contribuite
to transcriptional regulation in Drosophila" Nature novembre
2011-10-28
Tratto da: lescienze.it
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Matrice Extracellulare del
Tessuto connettivo
Composizione della matrice extracellulare.
Da un punto di vista strettamente organizzativo la matrice
extracellulare del
tessuto epiteliale può essere
classificata in due fasi: una fase disperdente acquosa e una
fase dispersiva.
Nella fase dispersiva sono presenti i costituenti più
importanti della matrice, come ad esempio gli
enzimi e le
varie classi proteiche.
Le
proteine della matrice extracellulare:
Nella matrice extracellulare sono presenti: proteine
fibrose, proteine reticolari,
proteoglicani e
glicoproteine. Queste ultime due classi di proteine
prendono parte della cosiddetta sostanza fondamentale.
I
proteoglicani sono una classe di proteine formate da un
asse proteico centrale, più o meno lungo, sul quale si
ramificano un quantitativo elevato di GAG (Glicosaminoglicani).
I glicosaminoglicani possono essere sia solforati che non
solforati.
Le
glicoproteine sono paragonabili ai proteoglicani con la
differenza che la componente ramificata non è estenuamente
presente. Le glicoproteine, nella matrice extracellulare del
connettivo, si suddividono in glicoproteine associate,
glicoproteine di struttura e glicoproteine connesse ai
processi di calcificazione.
Le glicoproteine strutturali sono state, di recente, isolate
e sembrano avere un enorme interesse biologico. Le proteine
strutturali, infatti, hanno il compito di creare un "ponte"
tra le molecole presenti nella matrice extracellulare e la
componente cellulare presente nella matrice stessa. Alcune
proteine strutturali sono la fibronectina, la condronectina
e l'osteonectina.
Fibre.
La matrice extracellulare del
tessuto connettivo presenta
una quantità considerevole di strutture molecolari
conosciute come fibre. Le fibre sono in larga parte
responsabili delle proprietà fisiche del connettivo e si
dividono in fibre collagene, fibre reticolari e fibre
elastiche.
Fibre collagene.
Il
collagene è una proteina strutturalmente complessa. E'
il risultato dell'assemblaggio di tre catene chiamate
microfibrille che, intrecciandosi, formano una lunga fibra.
Le microfibrille, a loro volta, sono formate da molecole di
tropocollagene.
Dal punto di vista biochimico il collagene è una proteina
formata da tre aminoacidi: la prolina, l'idrossiprolina e la
glicina.
Fibre elastiche.
Le fibre elastiche sono strutture capaci di sopportare
notevoli forze di trazioni arrivando ad allungarsi fino al
150% della loro dimensione originale. Sono formate da
diverse microfibre intrecciate tra loro formando, spesso,
reti anastomizzate. Qualora le fibre elastiche non si
presentano sotto forma anastomizzata esse sono presenti
sotto forme isolate.
Membrana basale.
La membrana basale è uno strato intermedio tra il connettivo
ed altri tessuti. Per quanto riguarda il
tessuto epiteliale, ad esempio, la membrana basale è tra
epidermide e derma e, solitamente, ha il compito di fornire
nutrimento attraverso le proprie cellule. La membrana basale
ha anche funzione filtrativa.
Tratto da: lacellula.net
TESSUTO VASCOLARE -
Livello superiore
-
Cellula
Organizzazione in tessuti, organi e sistemi
E' rappresentato dai
liquidi circolanti, più specificatamente da
sangue e
linfa: la sua funzione è quella di irrorare i
tessuti e gli organi del corpo di un essere vivente,
trasportandovi ossigeno e sostanze nutritive e prelevandovi
sostanze di rifiuto del
metabolismo e della respirazione, oltre che a
partecipare alla difesa dell'organismo costituendo con la
sua parte corpuscolata il sistema
immunitario.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
FISIOLOGIA GENERALE della
CELLULA - vedi:
Cellule Staminali
Le
molecole biologiche fondamentali. L’acqua
e sue proprieta'.
Proprieta' delle
soluzioni. Importanza
biologica del pH.
Sistemi tampone e
pH cellulare: mantenere nell’organismo i giusti
rapporti
dei Sali tampone che esplicano la loro azione
antiacida inibendo le
pompe (proteine della
membrana della cellula) che regolano il pH cellulare.
Anche il pH del liquido extracellulare e' importante per una
buona "respirazione"
della cellula. L’aumento della
ventilazione polmonare aiuta il ripristino del pH
cellulare ai normali valori.
La rivista Biomedit.it, novita' dal mondo della ricerca,
riferisce che: “il cambiamento forzato del pH
cellulare suggerisce una nuova strategia nella terapia anche
dei tumori”. (29-01-2007)
Le
sperimentazioni dell'ISS (Istituto Sup. di Sanita' - Italy)
partono dall'evidenza che l'ambiente (Terreno)
in cui si sviluppa un
tumore maligno
e' anch'esso
acido !
-
vedi
Cancro) - e le
vaccinazioni e certi
farmaci, producono facilmente l'alterazione del
terreno verso
l'acidosi....
Energetica della cellula. Gli
enzimi. Omeostasi: Cio' che
il sistema corporeo deve fare, e'
liberarsi degli acidi,
conservare la sua riserva di basi e preservare il
pH
cellulare ed ematico entro i livelli fisiologici regolari.
Si suppone che l'acido
lattico, quale
catabolita della
glicolisi sia in grado di abbassare il pH cellulare.
Feed-back. Stato stazionario ed
equilibrio.
Liquidi (intra
cellulari) ed
extracellulari. Forze che regolano i passaggi di
sostanze attraverso la membrana plasmatica. Diffusione.
Effetto Gibbs-Donnan:
Se analizziamo le varie parti di una cellula dell'organismo
umano dall'esterno verso l'interno, la prima struttura in
cui ci imbattiamo e' la membrana plasmatica, la cui
principale funzione e' quella di isolare in modo selettivo
l'ambiente cellulare da quello circostante. "Selettivo" sta
ad indicare che le molecole utili alla vita della cellula,
riescono ad attraversare questa barriera naturale grazie ai
cosiddetti trasporti di membrana. Questi vengono
classificati nelle due seguenti grandi categorie:
- trasporti passivi (che avvengono secondo gradiente di
concentrazione).
- trasporti attivi (che avvengono contro gradiente di
concentrazione).
L'equilibrio di Gibbs-Donnan e' un equilibrio ionico passivo
(avviene cioe' secondo gradiente) la cui funzione e' quella
di mantenere costante la differenza di concentrazione ionica
e di
potenziale elettrico tra due ambienti separati
da una membrana selettiva.
Per meglio comprendere il meccanismo sopra definito, ci
avvaliamo del seguente esempio.
L'organismo umano e' composto da un'alta percentuale di
acqua, che si aggira tra il 60 e il 80 % a seconda di
numerosi fattori, come l'eta' e il sesso.
La quantita' di
acqua corporea totale si suddivide in liquido
intracellulare (Citosol
=
Citoplasma) e liquido extracellulare (LEC, che
svolge la sua funzione principalmente attraverso i
giusti rapporti acido/base) -
il
Liquido extracellulare (ECF) indica solitamente tutto il
fluido fisiologico fuori delle cellule. Il resto è
denominato liquido intracellulare: di quest'ultimo,
fanno parte il liquido interstiziale e il
plasma
sanguigno. Nonostante facciano entrambi parte del
"super-gruppo" dei liquidi extracellulari, e le loro
composizioni siano quindi simili, tra il plasma ed il
liquido interstiziale vi sono delle differenze relative alle
sostanze in essi contenute: la più evidente tra queste e'
data dalla diversa concentrazione di
proteine, che sono più
abbondanti nel plasma e meno presenti nel liquido
interstiziale, separati dalla parete dei vasi sanguigni.
La selettivita' imposta dalla
membrana dell'endotelio
capillare (che non permette il passaggio delle proteine), fa
sì che le differenti concentrazioni proteiche vengano
mantenute costanti: poiché pero' le proteine posseggono
carica negativa, esse attraggono cationi diffusibili (Na+ e
K+ ) e respingono anioni diffusibili (Cl¯ ).
La disuguale distribuzione degli ioni, causata dai motivi
suddetti, e' disciplinata proprio dall'equilibrio di
Gibbs-Donnan (affiancato anche dall'azione della
pompa
sodio-potassio). Tale meccanismo regola le concentrazioni
ioniche tra l'interno e l'esterno della membrana plasmatica.
Da:
http://www.pacifici-net.it/biologia/Fisiologia Generale
I/flussi_ionici_transmembranari.htm
"La comprensione di quanto avviene nella membrana cellulare
parte dalla descrizione del più comune degli equilibri
ionici passivi: l'equilibrio di Gibbs-Donnan. Questo
equilibrio passivo si verifica poiché all'interno delle
cellule ci sono gli anioni proteici che non possono
attraversare la membrana. Quando abbiamo un lato con ioni
non diffusibili l'equilibrio e' caratterizzato da una minore
concentrazione degli ioni diffusibili aventi lo stesso segno
di quello non diffusibile, e da una maggiore concentrazione
degli ioni diffusibili di segno opposto. In un equilibrio
elettrochimico, quale e' quello di Gibbs-Donnan, poiché
restano costanti le concentrazioni ioniche tra i due lati
della membrana, il passaggio di ogni singolo ione (K+ o Cl-)
dall'uno all'altro compartimento dovra' essere compensato
dal passaggio di un uguale ione in senso opposto. dall'altro
canto, affinché anche la differenza di potenziale tra i due
lati della membrana resti costante e' necessario che al
passaggio di ogni K+ nell'uno o nell'altro senso corrisponda
il passaggio consensuale di un Cl-.
Dal momento che la probabilita' congiunta che un K+ ed un
Cl- passino simultaneamente da (1) a (2) sara' proporzionale
al prodotto [Cl-]1·[K+]1 delle loro concentrazioni in (1).
Poiché all'equilibrio i flussi ionici netti sono nulli e la
differenza di potenziali costante, i due prodotti devono
essere uguali, cioé:
[Cl-]1·[K+]1=[Cl-]2·[K+]2
Significa che in condizioni di equilibrio, i prodotti delle
concentrazioni degli ioni diffusibili aventi opposto segno
sono uguali ai due lati.
Puo' anche essere così espressa: [K+]1/[K+]2=[Cl-]2/[Cl-]1=K
dove la costante K dipende dalla concentrazione K dello ione
non diffusibile. Tanto maggiore e' la costante tanto
maggiore e' l'ineguaglianza di distribuzione degli ioni
diffusibili tra i due lati. Un'altra conseguenza che viene
da questo equilibrio e' che la concentrazione totale degli
ioni diffusibili e' maggiore nel compartimento (1) che nel
compartimento (2).
Indirizzi web consultati:
www.ceaedizioni.it/pdf/12814capitolo.pdf
Qui, in inglese c'e' una bella animazione dell'equilibrio.
http://entochem.tamu.edu/Gibbs-Donnan/index.html
Tratto da:
http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=7243
Filtrazione. Osmosi.
Pressione osmotica. Pressione colloido-osmotica = La
pressione colloido-osmotica, dovuta alla concentrazione di
soluti poco o non permeabili attraverso le pareti capillari
(per lo più proteine), favorisce i movimenti dell'acqua dal
liquido interstiziale, che possiede una relativamente bassa
concentrazione di proteine, entro lo spazio intravascolare
ed intracellulare (ricchi di proteine).
Trasporto
passivo - facilitato - attivo. Selettivita' della membrana.
Giunzioni fra le cellule. Trasporto epiteliale.
FUNZIONI
CELLULARI, le principali sono: La mitosi e la sintesi e
specializzazione delle Proteine
http://www.dia.unisa.it/~ads/BIOINFORMATICA/Proteomica/index.html
http://www.progettogea.com/gea/evoluzione-umana/cont03_04.htm
Come si divide una cellula:
http://www.galileonet.it/news/10459/cosi-si-divide-una-cellula
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Effetti su
membrana Cellulare
By Alfonsina Ramundo Orlando
- Ricercatore all’Istituto di Medicina
Sperimentale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di
Roma, Via del Fosso del Cavaliere, 100 - 00133 Roma -
Tor Vergata.
email:alfonsina.ramundo@ims.rm.cnr.it
Le membrane
cellulari sono considerate il sito delle interazioni dei
campi elettromagnetici con i sistemi biologici
(Adey, 1981).
Le
cellule
mantengono la loro individualita' ed il controllo del flusso
di informazioni tra l’ambiente interno ed esterno (il
Terreno) ad esse
tramite la membrana cellulare (chiamata anche membrana
plasmatica). Le membrane interne che racchiudono il nucleo e
altri
organelli intracellulari (tipo
mitocondri) hanno un
ruolo altrettanto importante.
Le membrane
cellulari sono costituite principalmente da
fosfolipidi
combinati con
proteine.
I Fosfolipidi sono composti che mostrano una preponderanza
di
gruppi non polari. Questi fosfolipidi sono
molecole a
catena aperta con un gruppo di testa polare (colorato in blu
in Figura 1) e due lunghe code non polari. In ambiente
acquoso possono rapidamente formare un doppio strato chiuso.
Figura 1 -
Modello “ a mosaico fluido” della struttura della membrana
I doppi strati
lipidici sono disposti in modo che i gruppi di testa polari
dei lipidi siano in contatto con l’ambiente acquoso, mentre
non lo siano le code non polari. I doppi strati lipidici
possono essere paragonati ad un “panino” dove i gruppi di
testa polari rappresentano il pane e le code non polari la
farcitura. Questa “farcitura” e' costituita da
acidi grassi
(colorati in rosa nella Fig. 1) formati da lunghe
catene di
atomi di carbonio e dal
colesterolo.
La fluidita'
del doppio strato dipende dalla sua composizione. Se i
lipidi hanno una prevalenza di acidi grassi insaturi, la
fluidita' del doppio strato e' maggiore, se invece mostrano
prevalenza di acidi grassi saturi il doppio strato e'
rigido. Per esempio, gli olii vegetali sono liquidi a
temperatura ambiente perché hanno una prevalenza di acidi
grassi insaturi rispetto ai grassi animali, i quali tendono
ad essere solidi. Con il calore, i doppi strati ordinati
diventano meno ordinati, mentre i doppi strati che in
confronto appaiono disordinati, diventano anche più
disordinati. Questa e' una transizione di fase che avviene a
temperature ben definite e differenti per ogni tipo di
lipide.
La temperatura
di transizione (NdR: è la
temperatura alla quale
un materiale cambia da uno stato
di cristallo, allotropo,
ad un altro) e' più elevata per le membrane rigide ed
ordinate rispetto a quella per le membrane fluide e
disordinate.
Poiché nelle cellule umane la maggioranza dei
lipidi di membrana e' di tipo insaturo la temperatura di
transizione della membrana e' al di sotto della normale
temperatura corporea di 37°C, di conseguenza il doppio
strato lipidico si trova allo stato fluido.
La
membrana plasmatica e' costituita per circa la meta' da
molecole proteiche associate al doppio strato lipidico,
comunque tra lipidi e proteine non si formano complessi con
interazioni forti.
Alcune piccole
molecole possono attraversare la membrana per semplice
diffusione, passando da una loro elevata concentrazione da
un lato ad una più bassa dall’altro. Per esempio, piccole
molecole come l’acqua, l’ossigeno ed il biossido di carbonio
possono passare direttamente attraverso un poro presente nel
doppio strato lipidico.
Gli ioni non
possono attraversare il doppio strato a causa della loro
carica. Per farlo hanno bisogno di proteine di canale.
Queste proteine, incastonate nella membrana, sono in grado
di formare un’apertura che attraversa il doppio strato
lipidico in modo simile ad un poro. In questo modo le
sostanze possono transitare sulla base della loro forma,
carica e dimensione. Il processo di trasporto di sostanze
attraverso membrane biologiche puo' anche richiedere una
spesa energetica, come avviene nel caso del trasporto
attivo, il quale richiede lo spostamento di sostanze sia
contro un gradiente di concentrazione che contro il
potenziale di membrana, creato dalla differenza di carica
presente ai due lati della membrana, con l’interno negativo
rispetto all’esterno.
Questa situazione e' talmente simile a quella in cui si pompa
dell’acqua in salita, che uno dei sistemi proteici di
trasporto più comuni, che opera trasferendo gli ioni
Potassio (K+) all’interno di una cellula con il
simultaneo trasporto all’esterno di ioni Sodio (Na+),
viene denominato “pompa ionica Sodio-Potassio” (Figura 2).
Il mantenimento di una diversa e definita concentrazione di
ioni all’interno e all’esterno della cellula e' di grande
importanza fisiologica.
Figura 2 -
Pompa ionica Sodio-Potassio. Alla variazione della
conformazione della proteina e' associata l’uscita degli
ioni Sodio e l’entrata degli ioni Potassio all’interno della
cellula
Il trasporto
di ioni attraverso la membrana cellulare puo' essere
influenzato dai
campi
elettromagnetici ?
In circostanze normali, la concentrazione di ioni K+
e' maggiore (120-160
mM) all’interno della cellula rispetto al fluido
extracellulare (4 mM), mentre la concentrazione di ioni Na+
e' minore all’interno della cellula (10 mM) e maggiore fuori
(150 mM). Dai primissimi studi di esposizione ai campi
elettromagnetici di eritrociti (globuli rossi) risulto' che
il trasporto Sodio-Potassio attraverso la membrana veniva
alterato. L’irraggiamento di eritrociti a microonde a 1-3
GHz con densita' di potenza compresa tra 1 e 10 mW/cm2
provocava aumenti dell’efflusso di K+ o
dell’influsso di Na+ (Ismailov, 1971. Shtemler,
1973 e Baranski et al 1974). I risultati di questi studi
condotti a temperatura ambiente senza nessun monitoraggio
dell’eventuale innalzamento della temperatura nel campione
biologico non sono stati pero' confermati da altri
ricercatori che avevano usato le stesse precedenti
condizioni sperimentali (Peterson et al., 1979. Liu and
Cleary, 1979).
Uno studio
successivo condotto su eritrociti di coniglio esposti a
microonde a 2.45 GHz con SARs di 100, 190 e 390 mW/g,
mantenendo pero' i campioni durante l’irraggiamento a
temperature corrispondenti a quelle di transizione di fase
della membrana di eritrocita (22.5 e 36°C) indico' un
significativo aumento dell’efflusso di K+
(Olcerst et al, 1980).
Questi effetti
dei campi elettromagnetici sul trasporto di cationi e' stato
evidenziato anche in altri studi, nei quali i campioni erano
mantenuti a temperature predefinite, usando un ampio
intervallo di valori di SAR (0.2-200 mW/g) e frequenze a
microonde, nella maggior parte dei casi tra 1 e 10 GHz
(Cleary et al, 1982. Liburdy e Penn, 1984, Liburdy e Vanek,
1985. Lotz e Saxton, 1989). Un risvolto interessante di
questi studi e' che l’effetto del campo sul trasporto di
ioni attraverso la membrana avveniva in maniera strettamente
dipendente dalla temperatura, e nell’ambito di una ben
definita fascia di temperature (17.7-25°C) (Figura 3), tanto
da far supporre un possibile coinvolgimento di un effetto
”finestra” per la temperatura.
Figura 3 -
Dipendenza dell'effetto delle microonde dalla temperatura
Cambiamenti
della fluidita', o permeabilita', della membrana indotti
dalla temperatura possono giustificare gli effetti
attribuiti al campo elettromagnetico ?
Diverse ricerche sono state condotte con
l’impiego di un sistema artificiale (cioe' un
doppio strato lipidico o
vescicole lipidiche) che simuli la membrana cellulare,
al fine di verificare l’esistenza di una relazione diretta
tra effetti dei campi elettromagnetici e la presenza di una
transizione di fase della membrana verso uno stato di
maggiore fluidita'. Sono stati riportati risultati sia
negativi che positivi per campi elettromagnetici a 2.45 GHz
e 0.1 GHz, con un valore di
SAR
di 60 mW/g (Liburdy e Magin, 1985. Liu e Cleary, 1988). e'
interessante notare che studi sulla permeabilita' ionica del
doppio strato lipidico contenente Gramicidina A, un
antibiotico che simula un canale di membrana, indicavano un
aumento del movimento di ioni attraverso il doppio strato
per esposizioni a microonde a 0.9 GHz e 9.2 GHz con SAR di
200 mW/g e 20 mW/g, rispettivamente (Alekseyev et al. 1980.
Yova et al., 1984). Tali alterazioni potevano essere dovute
interamente ad effetti termici per i quali questo tipo di
comportamento e' prevedibile. Sandblom e Theander (1991)
hanno riportato l’effetto opposto, ovvero una diminuzione
della conduttanza in campioni biologici simili, durante
l’esposizione a campi elettromagnetici a microonde, ad una
frequenza di 10 GHz, modulati ad impulsi di durata 1 ms e
con frequenza di ripetizione di 1 kHz (1000 impulsi al
secondo). e' possibile che nelle condizioni descritte,
l’effetto non termico dei campi elettromagnetici a microonde
possa essere ascritto alla interazione diretta dei campi con
le stesse molecole che formano i canali.
Un simile effetto di diminuzione della frequenza di apertura
di un singolo canale e' stato anche riportato per i canali
indotti dall’acetilcolina
in colture di
miotubi di pulcino, durante l’esposizione a campi
elettromagnetici a microonde a 10.75 GHz con
densita' di potenza 50 mW/cm2 (D’Inzeo et al,
1988). e' stato suggerito inoltre che i
radicali liberi possono avere un ruolo nell’induzione
della fase di transizione delle vescicole lipidiche indotta
dai campi elettromagnetici, rilevata per esposizione a campi
continui ad una frequenza di 2.45 GHz con un SAR di 0.2 mW/g
(Phelan et al., 1992). Gli studi citati indicano che gli
effetti delle microonde a bassi valori di SAR, nei casi in
cui sia possibile escludere un aumento di temperatura,
possano essere criticamente dipendenti da condizioni
definite nella membrana del sistema biologico e quindi non
basati su un semplice riscaldamento.
I
cambiamenti funzionali indotti sulle proteine di trasporto
possono di per se' giustificare gli effetti dei campi
elettromagnetici ?
Malgrado alcuni studi condotti sulla proteina pompa
Sodio-Potassio in
eritrociti umani abbiano indicato che l’interazione dei
campi elettromagnetici a 2.45 GHz con valori di SAR pari a 6
mW/g potesse avvenire con la proteina stessa, non hanno
pero' escluso un ruolo del cambiamento di fluidita' nella
membrana stessa (Allis and Shina-Robinson, 1987. Liu et al.,
1990).
Gli effetti
di campo sono dose-dipendenti
e' stato riportato che l’esposizione a campi
elettromagnetici a radiofrequenza,
modulati
in ampiezza con campi a frequenza estremamente bassa (ad es.
minore di 300 Hz), in particolar modo per una modulazione di
16 Hz di un’onda a 147-450 MHz, causava un efflusso di ioni
calcio (Ca2+) da cellule nervose o tessuti
cerebrali in vitro (Bawin et al., 1975. Blackman et al.,
1979. Adey, 1981). Questo effetto e' stato osservato solo
per certe frequenze del segnale modulante (6,9,11 e 16 Hz),
e per un valore di potenza (0.8 mW/cm2). Non sono
stati osservati effetti di efflusso di Ca2+ per
esposizioni a campi a radiofrequenza non modulati. Simili
effetti sono stati osservati nei
sinaptosomi
(Lin-Liu e Adey, 1982) e in cellule di
neuroblastoma
(Dutta et al., 1984). Ciononostante, altri laboratori non sono
stati in grado di riprodurre i medesimi risultati
sull’efflusso di Ca2+, a volte, con segnali di
modulazione diversi da quelli utilizzati negli studi che
riportavano risultati positivi (Shelton e Merritt, 1981.
Merritt et al., 1982. Albert et al., 1987. Wood et al.,
1993). Questi dati potrebbero far valere per i campi
l’assunto convenzionale che la probabilita' o la severita'
di un effetto aumenta in funzione della “dose”. Comunque i
risultati ottenuti non sono sufficientemente comprovati e
soprattutto non sono state ben chiarite le possibili
implicazioni che questi effetti possono avere per la salute
umana tanto da indicare un possibile rischio da esposizione
ai campi.
Conclusioni
Studi condotti su diversi tipi di cellule indicano che
l’esposizione a
campi elettromagnetici a radiofrequenza e a microonde
potrebbe alterare la struttura e di conseguenza alcune
funzioni della membrana deputate ad avviare le reazioni
cellulari. Ad oggi, gli effetti che tali alterazioni della
membrana possono avere sulla salute umana sono ancora da
chiarire. Così, per livelli di campo elettromagnetico
inferiori ai valori che corrispondono agli effetti termici,
gli effetti osservati in cellule isolate non forniscono
ragionevoli indizi di rischio per la salute umana in
associazione all’esposizione ai campi a radiofrequenza.
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Tratto da:
http://www.elettra2000.it/scienza/lavori/effettimembranaL2.htm
Commento NdR: si sono dimenticati di parlare delle
proteine sentinella;
I ricercatori, che hanno
indagato sulla proteine sentinella Tlr9, hanno visto che
essa può individuare il Dna
di batteri e virus invasori ed a
seconda del bioritmo dell'organismo ed interdipendente con
quello terrestre (giorno, notte, sera, mattina), le loro
funzioni si attivano piu' o meno intensamente.
Tali
proteine
possono essere localizzate sulla
membrana cellulare o all'interno della
cellula. I recettori
sentinella
(TLR)
rappresentano le
proteine di riconoscimento legate alla membrana
cellulare.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Sequenza delle
reazioni
cellulari conseguenti ad un insulto:
esempio un
Danno da Vaccino
Un danno alla
membrana plasmatica provoca l’aumento della sua
permeabilita'. In
condizioni fisiologiche la concentrazione di ioni sodio
(Na+) all’interno della cellula e' molto inferiore (meno di
1/10) rispetto alla concentrazione dei medesimi ioni al suo
esterno. Situazione diametralmente opposta per gli ioni
potassio (K+) con concentrazioni nettamente inferiori
all’esterno della cellula rispetto all’ambiente
intracellulare.
Come conseguenza dell’aumentata
permeabilita' della membrana, gli equilibri
sodio e potassio si
alterano poiché tenderanno ad equilibrarsi nei due
compartimenti (intracellulare ed extracellulare) secondo il
loro gradiente di concentrazione.
Questa situazione provoca un accumulo di acqua nella
cellula ed un relativo rigonfiamento acuto. Si verifica un contemporaneo
ingresso di
calcio ed una liberazione dello stesso da parte del RE e
dai
Mitocondri.
Nel tentativo di ripristinare l’omeostasi
le pompe ioniche ATP (adenosintrifosfato,
la molecola chiave nel
metabolismo energetico della
cellula ) dipendenti incrementano il loro lavoro facendo
aumentare la richiesta di O2 e substrati energetici
(glucosio).
L’esaurimento di ATP causa l’incremento della produzione di
F1,6 bisfosfato e l’accumulo di piruvato, in seguito
convertito in lattato a fini energetici. Il passaggio al
sistema anaerobico di produzione energetica abbassa il pH
cellulare modificando l’attivita' enzimatica preposta
all’omeostasi intracellulare.
La disgregazione delle
membrane
fosfolipidiche degli organuli cellulari e la conseguente
fagocitosi, rilascia
acido arachidonico.
In molti tipi di cellule la
formazione di protusioni (bolle) sulla superficie della
membrana e' il chiaro sintomo che anticipa un danno. In
questo stadio il fenomeno e' ancora reversibile e non si
conosce nel dettaglio per quale dinamica, ad un dato
momento, divenga irreversibile.
I danni cellulari possono originare in vario modo,
eliminando substrati endogeni, recettori, cofattori ecc. o
competendo con essi.
Numerosi composti che potenzialmente possono causare un
danno sono inizialmente metabolizzati in radicali liberi. I
danni causabili sono limitati dagli antiossidanti e
sistemi enzimatici.
L’inibizione dei meccanismi di difesa provoca alla cellula
uno stress
ossidativo ed un danno
cellulare. Il meccanismo d’azione dei metaboliti
intermedi dell’ossigeno e' basato sull’interazione con i
lipidi di membrana che vengono perossidati. I lipidi
idroperossidi generati aumentano la permeabilita' della
membrana attivando le reazioni precedentemente descritte.
Le membrane mitocondriali sono particolarmente sensibili a
questi fenomeni, e come conseguenza possono liberare calcio
nel citosol.
L’aumento di calcio citosolico attiva delle
proteasi (note come calpaine) in grado di danneggiare
citoscheletro e
proteine di membrana.
Inoltre i
metaboliti intermedi reattivi dell’ossigeno
sono in grado di interagire con il DNA
causando rotture dell’elica.
Riassumendo, tali metaboliti, sono in grado di: aumentare
la
permeabilita' della membrana, inibire la pompa cationica
(Il mancato funzionamento delle pompe cationiche o i danni
diretti sulla membrana provocano un aumento soprattutto del
calcio intracellulare che entra nella cellula mosso da un
alto gradiente di concentrazione.
-L'aumento del Ca++ citosolico attiva le
fosfolipasi di membrana che degradano i fosfolipidi
della membrana aumentando il danno cellulare. Il calcio
attiva anche molte chinasi proteiche intracellulari),
esaurire l’ATP (Adenosina
trifosfato, la molecola chiave nel
metabolismo energetico della
cellula) e
aumentare il
calcio citosolico. E’ quindi evidente il loro ruolo
decisivo nella
necrosi.
Ri-Promemoria IMPORTANTE per capire bene
cosa avviene, quando un virus
raggiunge e viene in certi casi introdotto da una o piu'
cellule, specie se
esso e' Eterologo
(E)
= ESTRANEO (ad es. quelli dei
vaccini):
Gli
enzimi protease possono
rompere
questa pellicola
di
proteine lipidiche del capside virale, permettendo il rilascio
delle informazioni bio-elettro-chimiche della catena complessa del
DNA/RNA virale, che viene decodificata dal
Mitocondrio.
Molti i virus e non
tutti inseriscono il loro DNA nelle nostre
cellule, come ?
Siccome le cellule sono programmate per
lavorarlo, non appena entra in loro, esse
prendono il loro
DNA (indigeno), lo tagliano, e vi
inseriscono quello del virus e riattaccano la
catena.
Dopo il lavoro, il
DNA della nostra
cellula e'
fatto in parte col DNA del virus. Poi piano
piano, con la trasmissione dell’informazione
intracellulare e la duplicazione delle
cellule, questo DNA si diffonde per tutte le
cellule del nostro organismo.
E noi che pensavamo di aver inventato il DNA
ricombinante.... vedi:
Danni dei Vaccini
Descrizione de meccanismo di
riproduzione-moltiplicazione dei virus da parte della
cellula stessa:
Queste le 3 fasi della riproduzione dei virus nella cellula
1 - l'inizio dell'intossicazione;
2 -
espressione con decodifica del genoma e la
replicazione-moltiplicazione da parte della cellula stessa;
3 - il rilascio da parte della cellula, dei virioni maturi
nei liquidi, fluidi del corpo.
I virus vengono replicati solo quando penetrano all'interno
di una
cellula; la moltiplicazione avviene però solamente
nelle "cellule deboli e penetrabili" ai virus.
Il processo moltiplicativo si divide in varie fasi:
1° fase:
detettaggio frequenziale da parte del
DNA dei
mitocondri
della cellula ed adsorbimento del virus nella
membrana
cellulare;
2° fase: inserimento-penetrazione del virus con il suo acido nucleico nel
citoplasma della cellula;
3° fase: svestimento o eclissi (perdita degli involucri
lipidici virali ed esposizione dell'acido nucleico), questo
meccanismo si chiama:
Uncoating (spoliazione) del
genoma -DNA
- virale ed esposizione al macchinario genetico/biosintetico
della cellula ospite (quindi verrà liberato il genoma da
replicare da parte della cellula)
Essa rappresenta la fase in cui le particelle virali
sono disassemblate nei loro componenti all'interno della
cellula, con liberazione del genoma, e rappresenta un
prerequisito per la replicazione.
Il periodo di latenza è l'intervallo che intercorre fra
l'infezione e la comparsa di nuove particelle virali
extracellulari, ed è dell'ordine di 20-25 minuti per la
maggior parte dei batteriofagi.
Circa 40 minuti dopo che le cellule sono state intossicate,
la curva che rappresenta la conta totale dei virioni e
quella dei virioni extracellulari si intersecano; ciò accade
perché le cellule sono andate incontro a lisi e le
particelle virali intracellulari sono state rilasciate nel
mezzo.
4° fase: replicazione mediante il processo di duplicazione
cellulare (sintesi delle macromolecole, cioè DNA, RNA e
proteine virali); le cellule possiedono diverse strategie
replicative ed ognuna di esse moltiplica in maniera
differente, sfruttando i propri enzimi ed organelli;
Fasi replicative precoci del genoma virale, in cui il
macchinario biosintetico (funzioni cellulari) della cellula
ospite si e' modificato, come preludio alla sintesi di nuovi
acidi nucleici virali.
5° fase: assemblaggio (formazione all'interno della cellula
- nel nucleo o nel citosol - del capside; all'interno di
questo involucro si inserisce il DNA virale formando il
nucleocapside);
In questa fase vengono prodotti enzimi virus-specifici,
prima ondata dell' espressione del genoma virale da inviare
nell'organismo;
In questa fase avviene la sintesi delle componenti
virioniche che includono le subunità proteiche del capside e
le proteine associate all'involucro pericapsidico;
Assemblaggio delle subunità proteiche (e dei componenti di
membrana per i virus rivestiti) e impacchettamento del
genoma nelle nuove particelle virali duplicate e preparate
dalla cellula;
6° fase: liberazione e/o fuoriuscita dei virus replicati
dalla cellula, cioe' dei virioni maturi, ed immissione nell’organismo dei virus
duplicati i quali, veicolati dal sangue, linfa e/o la via
purinica, vanno ad "intossicare" altre cellule
dell'organismo, se questi ha un
sistema immunitario debole
e/o gia' leso da
vaccinazioni precedenti e/o
da altri fattori
immunodepressivi, es. le
amalgami e/o protesi dentali,
farmaci,
alimenti intossicati,
acque inquinate,
droghe...
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Le
Vaccinazioni e certi
farmaci, producono molto facilmente anche l'alterazione
del
Terreno verso
l'acidosi....e
producono lo stress
ossidativo
cellulare e quindi tissutale, oltre alle
mutazioni
genetiche.
Esempio, l'AUTISMO
e/o
l'ATASSIA
genetica - vedi anche:
Danni dei Vaccini
Il gene in questione
si chiama AFG3L2 e contiene le informazioni per una proteina
coinvolta nel metabolismo dei mitocondri, le centrali
energetiche delle nostre cellule.
Il suo ruolo è quello di "tagliuzzare" altre proteine,
talvolta per renderle attive e funzionanti, in altri casi
per avviarne lo smaltimento, se esse non sono più utili per
la cellula.
Una particolarità di AFG3L2 sta nel fatto di agire in
stretta associazione con un’altra proteina, la paraplegina,
a sua volta associata a un’altra malattia neurodegenerativa
di origine genetica, la paraplegia spastica ereditaria.
Nonostante le due proteine siano di fatto gli ingranaggi di
uno stesso macchinario, sono associate a malattie
decisamente diverse.
http://www.nonsolofitness.it
http://www.pforster.ch/ydisp/AF 5_29.htm
http://cercauniversita.cineca.it/php5/prin/scheda.php?codice=2002071812
http://it.wikipedia.org/wiki/Catabolismo
http://www.nonsolofitness.it/argomenti/biochimica.asp?bio=29
http://www.centro-cisi.it/proteomica.htm
IMPORTANTE: Nelle cellule infettate da
virus
vaccinali, si
risvegliano i retrovirus endogeni !!
I ricercatori hanno osservato che quando il metabolismo
della cellula e' alterato da un virus
eterologo vaccinale, essa lavora
al fine di autoriprodurre il virus, pero’ in essa decade la funzionalità di
alcune reazioni biochimiche
di contenimento e di funzione cellulare:
sintesi e specializzazione
delle proteine,
specializzazione degli enzimi
e duplicazione del DNA.
L'intossicazione da
virus
vaccinale e’ in grado di
riattivare genomi di precedenti
virus, es.
quelli iniettati con i
vaccini, ai genitori, nonni, avi del vaccinato,
e trasmessi alla prole ed alle successive generazioni,
attraverso le
mutazioni genetiche indotte, che erano divenuti parte
del genoma (DNA) delle cellule
dei genitori, nonni, avi.
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Autofagia o
autofagocitosi nelle cellule:
L'autofagia cellulare o autofagocitosi è
un meccanismo
cellulare di rimozione
selettiva di componenti citoplasmatici danneggiati.
L'autofagia permette la
degradazione e il riciclo
dei componenti
cellulari.
Durante questo processo, i
costituenti citoplasmatici
danneggiati, sono isolati
dal resto della cellula
all'interno di una vescicola a
doppia membrana nota come
autofagosoma.
La membrana dell'autofagosoma
fonde poi con quella di un lisosoma ed
il contenuto viene degradato
e riciclato.
Lisosoma
Il lisosoma (dal greco lysis,
dissoluzione, e soma, corpo) è una vescicola (organello)
presente in numerose copie in cellule
eucariotiche e rappresenta il sistema digerente della
cellula in quanto è responsabile della degradazione e della
digestione (distruzione) di molecole estranee e
macromolecole ingerite dalla cellula via
endocitosi, così come di macromolecole endogene.
I lisosomi si occupano del
turnover degli altri organelli della cellula stessa.
Attraverso questo stesso processo i
globuli bianchi sono in grado di "disfarsi" di microrganismi riconosciuti
come "anomali" o cellule morte precedentemente fagocitate.
Poiché gli enzimi
contenuti nel lisosoma sono potenzialmente pericolosi, essi
non possono essere rilasciati nel citoplasma, ma debbono
sempre essere confinati all'interno di strutture membranose
in grado di contenerli. Il meccanismo con cui tali enzimi
entrano in contatto con le sostanze da degradare viene
definito autofagìa o eterofagia a
seconda dell'origine di tali sostanze.
Autofagia è il processo biologico di degradazione delle
proteine cellulari mediante vescicole lisosomiali derivanti
dalla membrana del reticolo
endoplasmatico.
La chiusura di queste membrane determina la formazione dell'autofagosoma.
Nei passaggi successivi, attraverso la fusione della
membrana dell'autofagosoma con quella dell'endosoma tardivo
o del lisosoma, nasce l'autolisosoma.
Nell'eterofagia, grosse
particelle (come un batterio o
un virus)
vengono inglobate (endocitate) dalla cellula. Anche in
questo caso la vescicola formatasi, questa volta derivante
dalla membrana
cellulare (endosoma),
si fonde col lisosoma formando un unico complesso
vescicolare dove il suo contenuto viene digerito.
Possiamo definire il lisosoma,
l'organulo che mediante l'uso dei suoi enzimi distrugge gli
organuli in disfunzione, brucia le sostanze nutrienti,
elimina lo scarto e il tossico e attua una sorta di "labor
limae" nella cellula eucariote, distruggendo i tessuti di
scarto creati nel processo di formazione. Grazie ai lisosomi
è inoltre possibile attuare la pratica dell'apoptosi (morte
programmata della cellula).
Il lisosoma si forma per gemmazione dall'apparato
del Golgi che provvede anche al processamento degli
enzimi litici prodotti dal reticolo endoplasmatico. Questi
enzimi vengono diretti nei lisosomi tramite fosforilazione a
livello del versante cis del Golgi ad
opera di una
fosfotransferasi che forma un residuo di mannosio-6-fosfato.
Gli enzimi marcati con questo motivo, vengono diretti
specificamente verso i pre-lisosomi (così definiti in quanto
il pH non è sufficientemente acido) tramite vescicole
endosomali dotate di pH più basso. Quindi, man mano che
nuove vescicole apportanti nuovi enzimi si fondono al
pre-lisosoma, il suo pH si abbassa attivando infine gli
enzimi litici e trasformandosi in vero e proprio lisosoma.
I lisosomi osservati al
microscopio
elettronico si presentano sotto 3 aspetti strutturali,
Lisosomi primari, secondari e terziari.
Lisosomi primari: si presentano sotto forma di piccole
vescicole sferiche che hanno al loro interno un alto
contenuto di acido idrolitico. Gli enzimi lisosomali sono
sintetizzati nei ribosomi attaccati al Reticolo
Endoplasmatico, si accumulano nel lume dello stesso (RE) da
dove poi passano nel complesso di Golgi da dove si libera
sotto forma di piccole vescicole avvolte da Clatrina, dalla
faccia trans.
Lisosomi secondari (endolisosomi): si formano tramite la
fusione dei lisosomi primari con endosomi, ovvero con
vacuoli che contengono materiale extracellulare penetrato
nella cellula tramite endocitosi. Per questo codesti
lisosomi vengono chiamati endolisosomi. Gli endolisosomi
possono funzionare con altri lisosomi, formando, un
fagolisosoma.
Gli organismi cellulari alterati vengono avvolti ed isolati
con una membrana. Dopo ciò, la rispettiva forma si fonde con
un lisosoma secondario ottenendo un autofagolisosoma, ovvero
una formazione nella quale si autolesiona il materiale
intracellulare proprio della cellula. I prodotti ottenuti
dalla digestione che ha luogo a livello degli endosomi
raggiungono il citoplasma e sono riutilizzati dalla cellula.
Vengono praticamente riciclati.
Lisosomi Terziari (corpi residui): i corpi residui che
resistono al processo di digestione intracellulare sotto
forma di resti non digeribili costituiscono i lisosomi
terziari. Alcuni vengono eliminati dalla cellula mentre
altri vengono depositati all'interno della stessa.
Tratto da: it.wikipedia.org
Come la cellula
smaltisce i rifiuti tossici
– 05/10/2010
In prospettiva, i sintomi di diverse malattie genetiche e
neurodegenerative potrebbero essere alleviati sfruttando i
meccanismi con cui le cellule si ripuliscono dalle molecole
tossiche
Nuovi e importanti aspetti sui meccanismi con cui le
cellule si ripuliscono da
molecole tossiche (NdR:
es. quelle dei
vaccini e/o delle
amalgami dentali,
materiali
dentari,
alimenti
contaminati, ecc.), sono stati scoperti nel corso di uno
studio condotto da ricercatori dell'IRCCS Fondazione Santa
Lucia, dell'Università Tor Vergata di Roma e dell'Istituto
Lazzaro Spallanzani di Roma, con il sostegno di
Telethon.
La scoperta e' stata illustrata in
un articolo pubblicato sul Journal of Cell Biology -
fornisce importanti informazioni su un meccanismo molto
conservato in natura, quello dell'autofagia.
L’autofagia è un processo cellulare che consente alle
cellule di riciclare il proprio contenuto e di
rimuovere in modo selettivo mitocondri e altri organelli
danneggiati.
La "pulizia cellulare" ha infatti un ruolo molto importante
sia in patologie neurodegenerative, come i
sintomi (malattia)
malattie di Parkinson, Alzheimer, sia in quei sintomi di
origine genetica
(NdR ed in quelle da
vaccino), come quelle da accumulo lisosomiale,
la corea di
Huntington e le
distrofie
muscolari, sia infine in numerose forme di
tumore.
Patologie molto diverse, ma accomunate dal fatto che
materiali cellulari danneggiati
si accumulano progressivamente
danneggiando i
tessuti biologici. Poter regolare o stimolare i processi
di autofagia potrebbe quindi rivelarsi un importante
strumento per proteggere le cellule ed alleviare i sintomi
nei malati.
Il meccanismo dell'autofagia, o "autodigestione", è noto già
dagli anni sessanta, ma c'è ancora molto da scoprire sulle
varie molecole coinvolte e sul loro ruolo. In questo
processo di smaltimento dei rifiuti, le sostanze da
eliminare (proteine mutate, mitocondri danneggiati e altri
materiali di scarto) vengono inglobati in vescicole chiamate
autofagosomi. Il contenuto viene poi trasportato e
rilasciato nei lisosomi, organelli cellulari addetti alla
degradazione vera e propria.
I ricercatori diretti da Francesco Cecconi hanno preso in
considerazione una proteina chiamata dineina, che guida gli
spostamenti di materiali lungo i microtubuli, sorta di
"binari" presenti all'interno della cellula. I ricercatori
hanno scoperto che la regolazione di questo motore è dovuto
alla proteina AMBRA1, scoperta proprio da loro nel 2007,
nota per essere un fattore cruciale nell'autofagia.
Mutazioni nel gene AMBRA1 portano infatti a un mancato
sviluppo del sistema nervoso e a morte embrionale.
In particolare, lo studio appena pubblicato dimostra come la
dineina sia legata direttamente ad AMBRA1 e che, quando il
legame si scioglie, quest'ultima avvia il trasporto delle
vescicole autofagosomiche verso il luogo di degradazione. La
rottura del legame è mediata dall'azione di un'altra
proteina, la chinasi ULK1.
Sintesi in parte tratta da:
lescienze.espresso.repubblica.it
L'autofagia cellulare contro
la neurodegenerazione
- 21/10/2010 -
Con il
Digiuno si ottiene proprio anche questo meccanismo
e
SENZA farmaci
Ricercatori mostrano come contrastare diverse malattie
genetiche e neurodegenerative - compresi Alzheimer e
Parkinson – grazie ai meccanismi con cui le cellule
eliminano molecole tossiche
Pulizia uguale salute: una regola che vale anche per le
cellule. In uno studio pubblicato sul Journal of Cell
Biology*, Francesco Cecconi, ricercatore Telethon presso l'IRCCS
Fondazione Santa Lucia e l'Università Tor Vergata di Roma,
ha chiarito nuovi e importanti aspetti sui meccanismi con
cui le cellule si ripuliscono da molecole tossiche. La
scoperta fornisce non solo importanti informazioni su un
meccanismo molto conservato in natura, quello dell'autofagia,
ma suggerisce anche nuovi possibili bersagli farmacologici.
La "pulizia cellulare" ha infatti un ruolo molto importante
in patologie neurodegenerative, come le malattie di
Parkinson e Alzheimer, ma anche in malattie di origine
genetica come quelle da accumulo lisosomiale, la corea di
Huntington e le distrofie muscolari, nonché in numerose
forme di tumore. Patologie molto diverse, ma accomunate dal
fatto che materiali cellulari danneggiati si accumulano
progressivamente danneggiando i tessuti. Poter regolare
farmacologicamente i processi di autofagia potrebbe quindi
rivelarsi la mossa vincente per proteggere le cellule e
migliorare così i sintomi nei malati.
Il meccanismo dell'autofagia - o autodigestione – è noto già
dagli anni Sessanta, ma c'è ancora molto da scoprire sulle
varie molecole coinvolte e sul loro ruolo.
In questo processo di smaltimento dei
rifiuti, le sostanze da eliminare (proteine mutate,
mitocondri danneggiati e altri materiali di scarto) vengono
inglobati in vescicole chiamate autofagosomi. Il contenuto
viene poi trasportato e rilasciato nei lisosomi, organelli
cellulari addetti alla degradazione vera e propria.
Il team di Francesco Cecconi, in collaborazione con altri
ricercatori dell'Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, ha
preso in considerazione una proteina chiamata dineina, che
guida gli spostamenti di materiali lungo i microtubuli,
sorta di "binari" presenti all'interno della cellula. I
ricercatori hanno scoperto che la regolazione di questo
motore è dovuto a una loro vecchia conoscenza: la proteina
AMBRA1, scoperta proprio da loro nel 2007, nota per essere
un fattore cruciale nell'autofagia.
Mutazioni nel gene AMBRA1 portano infatti a un mancato
sviluppo del sistema nervoso e a morte embrionale. In
particolare, lo studio appena pubblicato dimostra come la
dineina AMBRA1 sia legata direttamente ad AMBRA1 e che,
quando il legame si scioglie, quest'ultima avvia il
trasporto delle vescicole autofagosomiche verso il luogo di
degradazione. La rottura del legame è mediata dall'azione di
un'altra proteina, la chinasi ULK1.
"In futuro contiamo di sviluppare delle piccole molecole",
spiega Cecconi, "capaci di interagire con AMBRA1 e ULK1,
così da modulare i meccanismi dell'autofagia in maniera
"dolce". Esistono già dei farmaci capaci di indurla, ma lo
fanno in maniera troppo prorompente e quindi dannosa per le
cellule". Così facendo, la regolazione fine dell'autofagia
potrebbe rivelarsi una strategia terapeutica contro la
neurodegenerazione priva di effetti collaterali. "La nostra
è una ricerca di base", conclude il ricercatore, "ma,
speriamo, stavolta di grande prospettiva applicativa".
*S. Di Bartolomeo , M. Corazzari , F. Nazio , S. Oliverio,
G. Lisi , M. Antonioli , V. Pagliarini , S. Matteoni , C.
Fuoco, L. Giunta, M. D'Amelio, R. Nardacci, A. Romagnoli, M.
Piacentini, F. Cecconi, G. Fimia, "The dynamic interaction
of AMBRA1 with the dynein motor complex regulates mammalian
autophagy". The Journal of Cell Biology, 2010; DOI: 10.1083/jcb.201002100
Tratto da: MolecularLab.it
Autofagia
Il Nobel per la medicina
2016 alle scoperte sulla
"pulizia cellulare" -
03/10/2016
Il Nobel per la medicina o
la fisiologia del 2016 è
stato assegnato a Yoshinori
Ohsumi per le sue scoperte
sui meccanismi dell'autofagia,
un processo fondamentale di
"pulizia cellulare", che ha
un ruolo importante in molte
patologie, da quelle
neurodegenerative a malattie
da accumulo lisosomiale a
varie forme di tumore.
Il premio Nobel per la
medicina o la fisiologia è
stato assegnato al
giapponese Yoshinori Ohsumi
per la scoperta dei
meccanismi dell'autofagia.
Nato a Fukuoka, in Giappone,
nel 1945, Yoshinori Ohsumi
si è laureato all'Università
di Tokyo per poi
specializzarsi alla
Rockefeller University.
Attualmente dirige l'Unità
di biologia cellulare all'Institute
of Innovative Research del
Tokyo Institute of
Technology.
L'autofagia è il processo
con cui una cellula degrada
una parte di se stessa per
riciclarne i componenti. Il
fenomeno fu scoperto degli
anni sessanta, quando gli
scienziati osservarono che
in particolari circostanze
le cellule avvolgono alcuni
dei propri elementi – per
esempio proteine od
organelli - dentro delle
vescicole che sono poi
trasportate all'interno
degli organelli noti come
lisosomi, dove vengono
degradati. La scoperta dei
lisosomi, avvenuta nel 1949,
valse al suo autore, lo
scienziato belga Christian
de Duve, il premio Nobel per
la medicina del 1974.
Considerata la difficoltà di
studiare questo processo, i
meccanismi coinvolti
rimasero ignoti fino ai
primi anni novanta, quando
Yoshinori Ohsumi riuscì a
identificare i geni che
presiedono all'autofagia
dapprima nel lievito di
birra e quindi nelle cellule
degli animali, uomo
compreso. Sapendo quali geni
erano coinvolti, Yoshinori
Ohsumi e altri ricercatori
riuscirono quindi a definire
i vari passaggi dell'autofagia.
“Si tratta di un Nobel
meritatissimo che premia la
scoperta (una delle ultime)
di un nuovo concetto di
biologia generale, la cui
importanza è divenuta chiara
solo negli ultimi anni”,
osserva Francesco Cecconi,
docente di biologia dello
sviluppo all'Università di
Roma Tor Vergata. “Il
processo è stato a lungo
considerato legato solo alla
morte cellulare programmata,
o apoptosi, durante il quale
si manifesta in maniera
particolarmente evidente.
Solo negli ultimi anni, dal
2005, si sono moltiplicati
esponenzialmente gli studi
su di esso, mettendo in
evidenza che è coinvolto in
un grandissimo numero di
funzioni e di patologie.”
Può fornire rapidamente
combustibile alla cellula in
caso di improvviso estremo
bisogno, oppure il materiale
necessario a rinnovare
componenti cellulari
invecchiati o danneggiati,
ed è quindi essenziale per
la risposta cellulare alla
fame e a vari tipi di
stress. Inoltre, permette di
eliminare le proteine e gli
organelli danneggiati,
svolgendo così un ruolo
fondamentale nell'arginare
le conseguenze negative
dell'invecchiamento.
Ma i meccanismi dell'autofagia
sono sfruttati anche per
eliminare dopo un'infezione
i batteri e i virus che sono
riusciti a penetrare nella
cellula. Non meno
importante, infine, la sua
funzione di primo piano
nello sviluppo embrionale,
nella differenziazione
cellulare e nella selezione
clonale che presiede allo
sviluppo del sistema
immunitario.
Le anomalie nel
funzionamento dell'autofagia
sono inoltre correlate allo
sviluppo delle malattie da
accumulo lisosomiale (come
la malattia di Fabry e le
mucopolisaccaridosi), della
malattia di Parkinson, del
diabete di tipo 2 e di altri
disturbi legati all'età, e
a varie forme di tumore.
By Gianbruno Guerrerio -
Tratto da: lescienze.it
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Oltre a
dirigere le cellule verso la sede di una lesione
per ripararla, questo sistema servirebbe a
prevenire spostamenti cellulari pericolosi quali
quelli che si hanno nelle forme invasive di
cancro e nelle fibrosi
Il cilio primario (C), una protrusione a forma di
antenna presente in quasi tutte le cellule
umane, permette a esse di orientarsi nella
direzione corretta quando devono concorrere a
chiudere una ferita. Lo ha scoperto un gruppo di
ricercatori dell'Università
di Copenhagen, in Danimarca, e dell'Albert
Einstein School of Medicine, a New York.
"Abbiamo a che fare con un analogo fisiologico
del sistema GPS, dotato di un 'autopilota' che
coordina il traffico aereo o navale", ha detto
Soren T.
Christensen
(vedi Bibliografia), che ha diretto lo studio,
descrivendo la scoperta al convegno annuale
della
American Society for Cell Biology (ASCB) in
corso a San Francisco.
"Il cilio primario rileva i segnali che dicono
alla cellula di spostarsi direttamente verso la
ferita. Nelle cellule mutanti che mancano del
cilio primario la migrazione cellulare non è
regolata e durante la guarigione - che resta
incompleta - della ferita, esse si spostano in
modo incontrollato, essendo 'cieche' rispetto ai
segnali che le permettono di navigare in modo
corretto", ha spiegato Christensen.
La proteina segnale che attiva il cilio primario
è il fattore di crescita derivato dalle
piastrine (PDGF-AA =
Derivato dalle piastrine growth
factor-AA), il quale, una volta legato
all'apposito recettore, innesca la trasmissione
di un segnale che determina una riorganizzazione
del citoscheletro cellulare, che a sua volta
determina la direzione e la velocità con cui la
cellula si sposta verso la lesione.
- vedi:
Dynamic Cilium
Secondo i ricercatori questo sistema avrebbe
anche la funzione di prevenire gli spostamenti
dannosi delle cellule legati a forme invasive di
cancro e alle fibrosi. Il sistema del cilio
primario sembrerebbe inoltre coinvolto anche
nella gestione delle istruzioni direzionali nel
corso della differenziazione cellulare.
Fino a pochi anni fa il cilio primario era
considerato un residuo vestigiale di un
organello di movimento, ma poi si è scoperto che
esso possiede diverse funzioni, a partire dal
suo coinvolgimento nella sindrome di Joubert,
scoperto dal gruppo di ricerca di Enza Maria
Valente e Bruno Dallapiccola, dell'ICSS-Mendel
di Roma. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
(C)
Il cilio primario, e’ un
organello scoperto nella cellula epiteliale
tubulare almeno un secolo fa (4), da sempre
considerato una mera curiosità biologica e di
significato vestigiale. Il cilio cellulare è
invece recentemente divenuto il soggetto di una
intensissima attenzione scientifica perché
sospettato di rappresentare la migliore chiave
di lettura della degenerazione cellulare e
tissutale di determinati organi es. il rene.
Alcuni
ricercatori hanno anche dimostrato che una
funzione anomala di certi
enzimi provocano una alterazione del cilio
primario, una struttura cellulare che media
numerosi processi biologici.
Poiché tutte le mutazioni genetiche
mitocondriali determinano anche la perdita
dell’attività enzimatica in circolo vizioso
patogeno.
Infine, queste scoperte contribuiscono alla
comprensione dei meccanismi cellulari alla base
di numerose altre patologie da difetto del cilio
primario (ciliopatie) nelle quali sono presenti
diverse manifestazioni cliniche tra le quali, ad
es., il diabete e l’obesità
Altri studi funzionali hanno dimostrato che le
mutazioni di certi geni mitocondriali, causano
un difetto nella ciliogenesi, a conferma del
ruolo del cilio primario, che e' un organello
cellulare critico nell’organogenesi e in molti
quadri clinici.
Commento finale NdR: quello che non viene MAI detto
nella
medicina ufficiale. e' che anche le cellule
comunicano fra di loro, cosi' come TUTTI
gli atomi, molecole, organi, per mezzo del
campo elettromagnetico proprio (CEM) il
quale interagisce (trasmette e riceve)
con quello Corporeo globale - gestito dall'Inconscio
e dal
conscio + quello
Universale,
Cosmo e quindi con l'INFINITO.
vedi:
Uomo
Psico Elettronico
Inoltre anche qui si parla di
mutazioni genetiche tipiche conseguenze
dei
Vaccini
Migrazione
cellulare - Lug. 2003
Scoperto un regolatore del meccanismo mediante
il quale le cellule si muovono all'interno di un
organismo
Un team di ricercatori dell'Università
del North Carolina di Chapel Hill ha
scoperto un regolatore primario del meccanismo
con il quale le cellule umane si spostano, un
processo fondamentale per sostenere la vita. Lo
studio contribuisce a spiegare come le cellule,
che normalmente aderiscono a una superficie,
possano lasciare la presa per spingersi in
avanti anziché restare ancorate in un punto.
Cai Huang, studente di biologia cellulare e
dello sviluppo, ha mostrato per la prima volta
che un importante enzima noto come JNK,
coinvolto in molti processi di regolazione
cellulare, controlla anche un passo centrale e
complesso di questo processo biochimico.
Il lavoro, pubblicato sul numero del 10 luglio
della rivista "Nature",
presenta come co-autori Ken Jacobson, Michael
Shaller, Zenon Rajfur e Christoph Borchers. "La
migrazione cellulare - spiega Jacobson - è
implicata in una grande varietà di eventi
normali o patologici, come lo sviluppo
dell'embrione, la guarigione dalle ferite e le
metastasi dei tumori. Il lavoro di Cai dimostra
come la fosforilazione di un residuo di serina
di un'importante proteina collegata all'adesione
cellulare, la paxillina, può regolare la
migrazione delle cellule".
La fosforilazione, l'aggiunta di un gruppo
fosforico a specifici amminoacidi, è uno dei
modi con cui gli esseri viventi regolano le
funzioni delle proteine. Un residuo di serina è
uno dei circa 20 amminoacidi che, collegati
insieme in diverse combinazioni, formano le
proteine che si trovano nelle cellule. "Perché
le cellule siano in grado di muoversi, -
continua Jacobsen - devono poter interrompere di
tanto in tanto la loro adesione. Se questa fosse
permanente, le cellule sarebbero bloccate. È
proprio questo evento di fosforilazione a
segnalare alle cellule di staccare alcune delle
sue adesioni in modo da potersi muovere".
Più bolgia che
minuetto la migrazione cellulare -
25/06/2011
La scoperta è avvenuta grazie a una nuova
tecnica microscopica che permette di
visualizzare le minute forze meccaniche
esercitate nel punto di contatto fra due cellule
Quando le cellule di un organismo si spostano -
come durante lo sviluppo embrionale, o per
riparare una ferita - più che collaborare si
fanno concorrenza per arrivare e si spingono
malamente l'un l'altra. A questa sorprendente
conclusione è giunto un gruppo di ricerca della
Harvard School of Public Health e dell'Istituto
di bioingegneria della Catalogna che illustra la
scoperta in
un articolo pubblicato su Nature Materials.
I processi di migrazione cellulare sono ancora
in buona parte sconosciuti. Finora si sapeva che
le cellule seguono i gradienti di concentrazione
di alcune sostanze solubili, i morfogeni, che
contribuiscono a dirigere lo sviluppo, oppure
che sono sottoposte a stimoli fisici, come i
meccanismi di adesione alle cellule limitrofe.
Questi studi hanno analizzato i meccanismi
comportamentali scomponendoli in passi sempre
più piccoli, cercando le radici molecolari della
migrazione. Nella nuova ricerca i biologi hanno
invece considerato il fenomeno a un livello "più
alto, quello di gruppo, focalizzandosi sulle
forze che le cellule esercitano su quelle a loro
più vicine".
Per farlo i ricercatori hanno messo a punto una
nuova tecnica microscopica, la
Monolayer Stress Microscopy, che permette di
visualizzare le minute forze meccaniche
esercitate nel punto di giunzione fra due
cellule a contatto. Hanno così scoperto un nuovo
fenomeno, che hanno chiamato "plitotassi", dal
greco "plithos", folla, calca.
"Se si studia una cellula isolata, non si è in
grado di capirne il comportamento in una 'folla'
di cellule", osserva Dhananjay Tambe, primo
autore dello studio. Per questo i ricercatori
hanno studiato cellule viventi disposte su un
singolo strato misurando le forze che ciascuna
di esse sperimentava nel muoversi nel gruppo.
"Pensavamo che quando le cellule si muovono, per
dirigersi per esempi verso una lesone, le forze
fossero sincronizzate, variando leggermente in
modo coerente nel gruppo di cellule, come in un
minuetto", dice Corey Hardin, coautore dello
studio. "Invece abbiamo trovato che le forze
variano in un modo davvero tremendo, con picchi
e valli accentuati. Queste forze non sono
affatto 'ordinate' e ricordano una bolgia
infernale, con un caotico spingere e tirare in
tutte le direzioni allo stesso momento, ma tali
da dar luogo alla fine a un movimento verso una
certa direzione." (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
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Così si divide
una cellula ?
La
mitosi non si basa su un unico processo. Una nuova
tecnica permette per la prima volta di osservare cosa accade
durante la duplicazione
La mitosi, cioè la formazione di due cellule a partire da
una cellula originaria, è descritta in ogni libro scolastico
di scienze. Eppure i biologi molecolari hanno dibattuto per
oltre 50 anni sui dettagli del processo di divisione
cellulare. Uno studio della
Oregon State University, pubblicato su
PLoS Biology, risolve il dubbio: la cellula attua tutti
i processi ipotizzati dai biologi, senza preferenze.
I ricercatori si erano proposti di scoprire quale dei
meccanismi fosse utilizzato effettivamente dalla cellula. E
ci sono riusciti grazie a una nuova tecnologia basata
sull’utilizzo di microaghi e di sofisticati software di
elaborazione di immagini su microscala. In questo modo hanno
potuto manipolare gli elementi dello "scheletro" cellulare,
e a osservare per la prima volta quello che realmente
accade.
Durante la divisione cellulare, i microtubuli e i filamenti
si assemblano, generando un anello (fuso mitotico) che
“strozza” la cellula in due parti, ciascuna con la sua
porzione di Dna. Se si pensa alla
cellula come a una sfera, possiamo riconoscere in essa due
poli e una fascia equatoriale. I meccanismi ipotizzati negli
anni dai biologi sono due: la “stimolazione equatoriale”,
secondo cui l’anello si forma grazie all’aggregazione di
proteine nella fascia centrale e il “rilassamento polare”
che prevede la disgregazione, alle due estremità, dei
filamenti, i cui elementi vengono riciclati.
Lo studio dà ragione a entrambe le ipotesi, e mostra
dell'altro: se uno dei due processi viene inibito, l’altro è
in grado di completare la divisione da solo. Questa
ridondanza, secondo gli autori, servirebbe ad assicurare una
corretta divisione cellulare, cruciale per la sopravvivenza
di ogni organismo vivente.
La scoperta e soprattutto la tecnica messa a punto
potrebbero essere di grande aiuto nella ricerca sullo
sviluppo di malformazioni, malattie genetiche, aborti
spontanei e tumori legati alla divisione incontrollata delle
cellule. (i.n)
Tratto da: galileonet.it - Sett. 2008
Commento NdR:
E' la
Cellula
stessa che
duplica i
virus:
Si ipotizza, nella
medicina ufficiale
che i virus siano agenti infettivi, come si dimostra la
realta’ di questa ipotesi ? NON e' certo cercando i
virus in un malato che si possa dimostrare che essi ne siano
la causa, infatti nel sano
quel tipo di "virus" (proteine tossiche)
NON si trova
!,
cio' significa che e' nel
malato e non nel sano che essi si
ritrovano o si creano,
quindi la Causa e' da
ricercarsi in un livello superiore, cioe' nel
Terreno
(i liquidi del corpo =
matrice extracellulare) e' in quei livello o "luoghi" che si deve
risalire per avere al certezza della
Vera Causa
fisiologica di quel male !
vedi:
Teoria dei Germi e' falsa
+ Definizione della
parola malattia
Si ipotizza anche, sempre nella
medicina ufficiale,
anche che essi, i
virus, siano
dei
microrganismi; ma la dimostrazione
che lo siano, NON
esiste ! infatti i
Virus
non sono
autosufficienti
ed
autoriproducenti,
quindi
NON sono micro
organismi, ma
proteine
complesse di lipidi (grassi) a
DNA
= coie' una capsula di grassi che ha
all'interno un frammento di
DNA.
vedi:
Somatidi
Come vengono Trascritti e
Replicati ?: che li moltiplica-replica-fotocopia,
lo ripetiamo, e' la
cellula stessa
= vedi (C)
(il
Terreno
interno =
citoplasma della
cellula) che mediante il meccanismo di
trascrizione +
sintesi e specializzazione delle proteine, funzioni del
metabolismo cellulare + punto 2 e 1 e la
"riproduzione cellulare del DNA" (mitosi)
si attivano una volta selezionate e modificate le sostanze
riconosciute o non, per duplicare e/o replicare anche queste
proteine complesse a
DNA (i
virus), per
mancanza di comandi inibitori e/o bloccanti, quando il
citoplasma ha certi valori
Bioelettronici di ionizzazione
ed i DNA ha individuato, riconosciuto e decodificato il
virus
eterologo
(E)
(estraneo) introdotto.
La riprova c’e’, ma al
contrario di cio' che insegna la
medicina ufficiale,
infatti e’ il
Terreno
ospitante (le cellule viventi) che li
riproduce ed in special modo cio' avviene nel
citoplasma cellulare e non e' il virus che si autoriproduce ! !
Introduzione alla replicazione del Dna +
Trascrizione del DNA nello RNA
Mitosi e duplicazione cellulare -
La rigenerazione
La mitosi nelle cellule vegetali
Animazioni:
- ciclo cellulare:
http://www.cellsalive.com/cell_cycle.htm
- divisione cellulare:
http://www.longwood.k12.ny.us/lhs/science/bio/cell_cycle_animation.gif
- animazione Java della mitosi:http://micro.magnet.fsu.edu/electromag/java/mitosis/
- animazioni con mitosi e citodieresi:
http://highered.mcgraw-hill.com/sites/0072437316/student_view0/chapter11/animations.html#
- animazione con mitosi:
http://www.stolaf.edu/people/giannini/flashanimat/celldivision/crome3.swf
video
della duplicazione cellulare:
http://www.galileonet.it/news/10459/cosi-si-divide-una-cellula
Mitosi e duplicazione cellulare
La duplicazione cellulare
Il modello base di duplicazione è detto mitosi. Processo
attraverso il quale, da una data cellula, ne origina
un’altra. Questo processo si realizza attraverso varie fasi.
Nella fase iniziale vi è la duplicazione dei cetrioli e del
DNA. Segue lo sfaldamento della
membrana nucleare. I
cromosomi fuoriescono e i centrioli sottengono delle
fibre verso la membrana. I cromosomi si posizionano sulle
fibre del fuso tramite il centromero. In metafase si ha
l’allineamento dei cromosomi nella parte centrale della
cellula.
A questo punto prende il via la divisione dei cromosomi,
ogni centromero migra verso i centrioli.
Le
membrane nucleari cominciano a riformarsi e, anche la
membrana
citoplasmatica inizia a chiudersi sino a dividersi. Al
termine della divisione, partendo da una cellula, ne avremo
2 uguali. A tal proposito, questa divisione, è detta
equazionale. Una cellula può dividersi, nell’arco della sua
vita, 50-60 volte, prima che invecchi e si avvii verso la
morte programmata.
La regolazione del ciclo riproduttivo cellulare è data dal
telomero (parte terminale del cromosoma). Ad ogni divisione,
infatti, una piccola porzione di telomero viene eliminata
ma, grazie alla telomerasi, viene rigenerata. La stessa
telomerasi ha vita piuttosto breve pertanto, al cessare
della sua azione, il telomero danneggiato resta tale e non
può avvenire una successiva duplicazione.
Questo processo di duplicazione è valido per tutte le
cellule dell’organismo ad eccezione di quelle seminali
(spermatozoo e ovulo) che si dividono per meiosi.
Ciclo cellulare, la mitosi
Si intende come descrizione delle fasi della vita di una
cellula eucariotica.
Il ciclo ha inizio con la fase G1, ritenuta la fase di
crescita, nella quale, la cellula, rigenera il corredo
enzimatico e ripara i danni.
Segue la fase S (sintesi) in cui vi è la duplicazione del
DNA, ad opera dell’enzima DNApolimerasi. Dopo che il
DNA si
“apre”, l’enzima si lega al filamento preesistente e su
questo viene costruito il nuovo filamento.
Tutto ciò avviene
sfruttando il principio della complementarietà delle basi,
per il quale, ad una guanina corrisponde una citosina, ad
una timina una adenina. Si porta così a compimento la fase
di sintesi.
Si da il via alla fase G2 nella quale la cellula produce gli
organuli indispensabili per la divisione (centrioli ecc.).
Si ha infine la fase M di mitosi vera e propria. Il processo
mitotico viene stimolato e avviato dai cosiddetti fattori di
crescita.
Tratto da: nonsolofitness.it
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Così le cellule fanno pulizia
- Le Scienze, luglio 2008, n. 479
Proteine deteriorate, organelli difettosi, microrganismi
invasori: a spazzarli via ci pensano minuscoli
"aspirapolvere" interni che mantengono sane le cellule
viventi. Se si riuscisse a mantenere efficiente questo
processo si potrebbe addirittura rallentare
l'invecchiamento. By Vojo Deretic e Daniel J. Klionsky
All'interno del citoplasma di
una cellula vivente, organelli chiamati autofagosomi
inglobano continuamente pezzetti di citoplasma insieme a
parti di cellula danneggiata, batteri e
virus
invasori (eterologhi). Il "bottino" così raccolto è
consegnato a organelli digestivi che lo scompongono e lo
riciclano. Questo processo è detto autofagia.
I biologi cellulari stanno studiando l'autofagia in grande
dettaglio, identificando i segnali proteici che guidano e
controllano questo processo. Una più completa comprensione
dell'autofagia sta dischiudendo nuove possibilità per la
cura del cancro, delle infezioni, dei disordini immunitari e
della demenza, e un giorno potrebbe addirittura contribuire
a rallentare il processo di invecchiamento.
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Commento NdR: questi
organelli digestivi, deputati come "spazzini" vengono
anch'essi
inibiti e disorganizzati dai
vaccini inoculati fin da
piccoli
agli
umani ed animali
!! - vedi:
Contenuto dei Vaccini
+
Stress
Ossidativo
Ricordiamo
anche che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della
mucosa
intestinale influenzano la salute,
non soltanto a livello intestinale, ma anche a
distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
Continua in:
Cellule 2
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