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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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CELLULE – GENI - DNA - CROMOSOMI  
 

CELLULA: vedi: Schema della cellula

La cellula è l'unità fondamentale di tutti gli organismi viventi, la più piccola struttura ad essere classificabile come vivente.
Ogni cellula può esser definita come un'entità chiusa ed autosufficiente: essa è infatti in grado di assumere nutrienti, di convertirli in energia, di svolgere funzioni specializzate e di riprodursi se necessario.
Tutte le cellule mostrano alcune caratteristiche comuni: la riproduzione attraverso divisione cellulare, DNA (nucleico + mitocondriale), il metabolismo, che permette alle cellule di incorporare materiali grezzi e di costruirvi componenti cellulari, di ricavarvi energia e di rilasciare i prodotti di scarto.

La cellula è un’unità strutturale e funzionale anche dell’animale pluricellulare che può riprodursi autonomamente di cui gli uomini, in qualità di animali superiori, ne sono dotati nella misura di diversi miliardi; le cellule sono di struttura diversa tra loro, ma con caratteristiche comuni come la presenza del nucleo, nucleolo, citoplasma, organuli citoplasmatici che a loro volta sono isolati grazie ad una serie di membrane dall'ambiente esterno (il citoplasma).


La Cellula, e' quindi la componente elementare di ogni essere vivente; essa é costituita da un insieme di strutture per lo più formate da molecole proteiche. Ma esistono moltissimi tipi di proteine che differiscono tra loro per numero e disposizione degli aminoacidi che le compongono; esse sono composte principalmente di acqua e sono immerse in un "mare liquido".
Per poter funzionare in modo efficiente, ciascuna delle nostre cellule deve ricevere un adeguato apporto di ossigeno e di altre sostanze nutritive, eliminare le sostanze di rifiuto prodotte dal metabolismo e mantenersi in un ambito ristretto di valori di temperatura, pressione e pH.
- vedi anche: Bioelettronica
Ciascuna cellula del nostro organismo realizza questi processi attraverso scambi attivi con l’ambiente che la circonda, cioè con quel sottile velo di liquido che la separa dalle altre cellule (LEC = liquido ExtraCellulare): questo viene denominato ambiente interno, o mezzo interno, concetto, introdotto dal fisiologo C. Bérnard, che si riferisce al mezzo nel quale vivono le cellule di un organismo superiore (per es. un mammifero) e corrisponde al liquido interposto tra una cellula e l’altra, detto liquido interstiziale. Le sue caratteristiche chimiche e fisiche sono mantenute costanti con il rifornimento di sostanze nutritive e l’eliminazione di scorie operata dal sangue, intermediario tra l’ambiente esterno (tramite gli apparati digerente, respiratorio, urinario ecc.) e l’ambiente interno (per diffusione attraverso le pareti dei capillari sanguigni). Per definizione un organismo unicellulare è di ambiente interno.

E' importante sottolineare che la cellula e' una macchina isotermica. In essa l'energia dell' ambiente (cibo) viene trasformata in energia chimica, che a sua volta cede lavoro chimico, che sarà utilizzato in vario modo: biosintesi, lavoro osmotica, lavoro meccanico. Gli enzimi controllano questo lavoro e fanno si che non avvengano reazioni esplosive.
La reazione principale per la produzione di energia e' la seguente: C6H12O6+6O2---6CO2+6H2O
Il valore energetico per mole e' di 686 Kcal=2870 KJ. C'e' un' ossidazione del Glucosio (perdita di e-) e una riduzione di anidride carbonica e acqua. L' accettore finale di e- e' O2 che forma acqua.
Il processo di trasferimento avviene attraverso accettori intermedi, che liberano l' energia a poco a poco, senza fiamma.
Gli accettori sono: NAD (Nicotinamide-Adenin-Dinucleotide) e FAD (Flavin-Adenin-Dinucleotide).
Le cellule contengono lipidi, proteine, polisaccaridi. Una cellula deve essere in grado di distruggere questi substrati e anche di ricostruirli attraverso la sintesi.

IMPORTANTE NdR: Ogni cellula, di ogni organismo vivente (vegetale, animale, umano) comunica con tutte le altre cellule dell'organismo al quale appartiene, in due modalita': attraverso il DNA antenna, per raggiungere istantaneamente la totalita' delle cellule, medicante il Campo Elettromagnetico corporeo ed attraverso la comunicazione cellulare (per raggiungere solo quelle necessarie).
Questo colloquio e' costante quando l'organismo e' un buona salute, ma quando e' malato, per lo stress ossidativo cellulare indotto da alimentazione errata, e/o dall'utilizzo di farmaci e/o vaccini, questo colloquio si rende difficile se addirittura non si interrompe, ed allora nasce la malattia, dal raffreddore al cancro.
 


Il metabolismo e' costituito dall' anabolismo (sintesi) e dal catabolismo (distruzione).
Il metabolismo ossidativo si puo' dividere in tre fasi fondamentali: 
- lo stadio 1 permette di passare dai substrati (lipidi ecc.) a componenti piu' piccole (acidi grassi, esosi, aminoacidi..) e viceversa; 
- lo stadio 2 conduce alla formazione di un composto comune ai substrati: l' acetilcoenzima A (acetil-CoA). Entrambi i primi due stadi avvengono nel citoplasma; 
- lo stadio 3 avviene invece nei mitocondri ed e' conosciuto come ciclo di Krebs o ciclo degli acidi tricarbossilici o ciclo dell'acido citrico. 

Lo stadio 2, o Glicolisi, e' un processo citoplasmatico dove una molecola a 6 atomi di carbonio viene spezzata in una a 3 C, con una variazione di G°=-47 Kcal: la reazione e' quindi spontanea o esoenergetica. La molecola di partenza e' C6H12O6, il prodotto e' 2CH3-CHOH-COOH (Acido lattico). Nella realta' dei fatti si ha anche la sintesi di 2ATP, (7.2 Kcal ciascuno), quindi il bilancio energetico totale e': 14.4-47=32.6 Kcal. Quindi circa il 30% (14.4/47) dell' energia libera che si attua durante la Glicolisi e' conservata sotto forma di ATP.

E' importantissimo notare che se nel distretto muscolare interessato c'e' una quantita' sufficiente di O2 la Glicolisi non porta piu' alla formazione di acido lattico, la reazione si blocca prima e si ha la formazione di acido piruvico, che viene trasportato nei mitocondri, forma Acetil-CoA e da inizio al ciclo di Krebs.

CICLO di KREBS
Gruppo di reazioni chimiche che avvengono all'interno della cellula durante il processo di respirazione cellulare. Tali reazioni sono responsabili della trasformazione delle molecole provenienti dalla glicolisi in anidride carbonica, acqua ed energia.
Questo processo, favorito da sette enzimi, è detto anche ciclo degli acidi tricarbossilici o dell'acido citrico (Ciclo di krebs).
Il ciclo di Krebs è attivo in tutti gli animali, nelle piante superiori e nella maggior parte dei batteri.
Nelle cellule eucarioti il ciclo avviene in un organulo cellulare chiamato mitocondrio. La scoperta di questo ciclo è attribuita al biochimico britannico Hans Adolf Krebs, che nel 1937 ne descrisse i passaggi principali.   

Il ciclo di Krebs e' cineticamente lento e necessita di O2, quindi se si necessita di molta energia in breve tempo si ricorre alla piu' veloce reazione che porta alla formazione di acido lattico. Il problema e' dovuto all' acidosi muscolare, che inattiva l'azione di molti enzimi, quindi l' acido lattico deve essere smaltito al piu' presto, per ripristinare le normali funzioni enzimatiche.
La risposta fisiologica a tutto cio' e' l' iperventilazione, che innalza il pH e mette a disposizione O2 per ossidare l'acido lattico.

Funzioni cellulari - Premessa:  in questo scritto non vogliamo elencare tutte le funzioni cellulari, ma solo le principali:
Secrezione ed endocitosi
Una delle funzioni più importanti delle vescicole è quella di consentire ai vari materiali di viaggiare tra gli organuli interni, la membrana plasmatica e l'ambiente esterno. 
Fra il reticolo endoplasmatico, l'apparato di Golgi, i lisosomi, la membrana plasmatica e l'ambiente extracellulare esiste, infatti, uno scambio continuo di sostanze, mediato da vescicole che si staccano dalla membrana di un organulo per fondersi con quella di un altro.
 A livello della superficie cellulare si osserva la formazione continua di introflessioni della membrana, le quali si distaccano da essa per formare vescicole che trasportano all'interno della cellula materiali inglobati all'esterno (un processo denominato endocitosi). 
In questo modo vengono inglobate particelle di grosse dimensioni e perfino cellule intere, provenienti da altri organismi. 
Il processo inverso, chiamato secrezione e comune a molte cellule, avviene quando la membrana di una vescicola proveniente dall'ambiente intracellulare si fonde con quella della cellula per liberare il proprio contenuto nell'ambiente esterno.

Divisione cellulare
Le piante e gli animali sono costituiti da molti miliardi di cellule, unite fra loro a formare tessuti e organi deputati a svolgere funzioni specifiche. 
Tutte le cellule di un particolare organismo vegetale o animale derivano da un'unica cellula, l'uovo fecondato, che è andata incontro a un gran numero di divisioni. 
Se si escludono le prime divisioni dell'uovo, una cellula generalmente cresce, prima di dividersi, fino a quasi raddoppiare le proprie dimensioni. 
Durante la crescita essa duplica il proprio DNA in modo che ogni cromosoma sia presente in duplice copia; i due corredi cromosomici vengono, poi, suddivisi equamente fra le due cellule figlie, nel corso di un processo chiamato mitosi. 
Al principio della mitosi si forma una particolare struttura, che per la sua forma viene detta fuso mitotico ed è costituita da microtubuli; Il fuso dirige la migrazione dei due corredi cromosomici completi ai poli opposti della cellula madre, in modo che ciascuna delle due future cellule figlie ne riceva uno identico.

Differenziamento
Le cellule presenti nei diversi tessuti di un organismo pluricellulare spesso differiscono in modo impressionante sia per struttura sia per funzione. 
Ad esempio, le differenze esistenti fra una cellula nervosa, una cellula epatica e un globulo bianco di un mammifero sono così estreme che è difficile concepire come esse possano contenere la stessa informazione genetica. 
Poiché tutte le cellule di un organismo animale o vegetale sono prodotte per divisioni successive a partire dallo stesso uovo fecondato, tutte, a parte alcune eccezioni, devono necessariamente contenere la stessa informazione genetica. 
Le cellule si differenziano le une dalle altre perché sintetizzano e accumulano molecole di RNA e proteine diverse, senza per questo alterare la sequenza del proprio DNA. 
Questo processo, denominato appunto "differenziamento ", comporta l'attivazione e la disattivazione selettiva, in una sequenza programmata, di geni diversi. 
Tali modificazioni delle caratteristiche delle cellule, così finemente orchestrate, sono spesso irreversibili e, pertanto, una cellula nervosa umana non può trasformarsi in un globulo bianco o regredire allo stadio di cellula embrionale immatura in rapida divisione che, a suo tempo, le diede origine.

Giunzioni intercellulari
In un organismo pluricellulare le cellule non sono solo differenziate in tipi cellulari specializzati, ma generalmente sono anche organizzate in strutture di ordine superiore, quali tessuti e organi. 
In queste strutture le cellule possono essere collegate l'una all'altra grazie alla presenza di giunzioni intercellulari. 
Nelle piante superiori le cellule sono connesse mediante ponti citoplasmatici (denominati plasmodesmi) e sono racchiuse all'interno di una rigida struttura ad alveare (parete cellulare), le cui pareti di cellulosa vengono secrete dalle cellule stesse. 
Nella maggior parte degli animali le cellule sono legate fra loro mediante una rete a maglie relativamente larghe, costituita da grosse molecole organiche (la cosiddetta matrice extracellulare) e mediante punti di adesione fra le membrane plasmatiche (giunzioni cellulari). 
Spesso le giunzioni mantengono le cellule unite tra loro, in modo da formare vere e proprie lamine pluricellulari, chiamate epiteli. Le lamine epiteliali costituiscono di frequente il rivestimento esterno di un tessuto o di un organo, fornendo una barriera di superficie che regola l'ingresso e la fuoriuscita delle sostanze.

Trasmissione dei segnali
Il compimento efficiente e armonico delle diverse funzioni dell'organismo è dovuto ai sistemi di comunicazione esistenti tra le cellule e tra queste e l'ambiente esterno. L'importanza di questi meccanismi di controllo diventa particolarmente evidente proprio quando essi vengono meno, come nel caso dei tumori che spesso portano alla morte dell'organismo. Il sistema di trasmissione dei segnali di molti organismi viventi è simile, per certi aspetti, al sistema elettrico di un'automobile. 
La molecola che funge da messaggero, prodotta e secreta da una cellula, in genere agisce sui recettori, localizzati sulla superficie o all'interno di altre cellule; l'interazione tra messaggero e recettore può dare inizio a una cascata di reazioni biochimiche, all'interno del citoplasma della cellula ricevente. 
Le modificazioni causate da queste reazioni, ad esempio la variazione della concentrazione di ioni e molecole specifiche, possono contribuire a regolare l'attività delle proteine, in particolare degli enzimi, e l'espressione dei geni.
Tratto da: xoomer.virgilio.it
vedi anche: Membrana cellulare + Oscillazione cellulare


Potenziale d'azione della membrana cellulare
I potenziali d'azione sono le rapide variazioni nel potenziale di membrana che passa dal normale valore negativo verso un valore positivo, e termina con una variazione che ripristina il potenziale negativo. In condizioni ottimali questo processo permette una normale osmosi cellulare (trasporto passivo) e quindi corporea.
Osmosi: è il fenomeno per cui alcune sostanze riescono ad attraversando una membrana semipermeabile: per es., la pergamena e la membrana che ricopre le cellule. Il nutrimento delle cellule avviene per mezzo di questo fenomeno, in quanto passano dal sangue alle cellule le sostanze necessarie per il suo nutrimento e per fornire le molecole base per la loro elaborazione cellulare, con le quali la cellula, produce certe sostanze, es. proteine, e/o le specializza, per il fabbisogno di altre cellule, tessuti, e quindi organi del corpo. Questo Potenziale di azione e' il responsabile del mantenimento dell'equilibrio acido/base cellulare.
L’equilibrio acido-base può essere definito l’equilibrio degli equilibri, perché alla fine di tutte le attività metaboliche è quello che mantiene nella norma le funzioni vitali ed indispensabili alla sopravvivenza.
Le cellule del nostro corpo, infatti, presentano al loro interno un perfetto e giusto rapporto tra il nucleo (acido) e il citoplasma (basico). Questo delicato rapporto, essenziale per la vita e l’interscambio energetico, può essere paragonato all’inversione di polarità presente in una batteria con segno + e –.
Per le nostre cellule è la stessa cosa: senza questo delicato giusto rapporto la vita non sarebbe possibile !
L’equilibrio tra sostanze acide e alcaline (basiche) viene misurato attraverso il pH.
Quindi il processo acido/base rappresenta il principale processo funzionale della cellula e quando esso e' compromesso per vari fattori, piu' sotto indicati, la malfunzione cellulare viene ad essere instaurata.

Il nostro metabolismo genera quotidianamente scorie metaboliche che devono necessariamente essere eliminate attraverso i reni, la pelle ed i polmoni. Molte di queste scorie sono acide e devono essere neutralizzate per poter essere eliminate.
È ormai riconosciuto da diversi anni e da ogni parte del mondo, il fatto che quasi tutti sintomi (dette impropriamente "malattie", specie quelle degenerative es. cancro,  si sviluppano per un abbassamento della resistenza dell'organismo a causa di una riduzione delle funzioni organiche per una condizione di acidosi cronica. L'acidosi, infatti, precede e causa le "malattie".
I potenziali d'azione fanno quindi parte del processo acido/base, oltre al processo di trasmissione delle informazioni fra cellule e fra la cellula ed il tessuto al quale appartiene e quindi l'ambiente corporeo, anche e soprattutto del processo nutrizione cellulare, mantenendo un normale processo - pressione osmotico cellulare, ivi compreso quello di eliminazione delle sostanze tossiche, che la cellula deve poter sempre ed immediatamente eliminare, altrimenti essa inizia ad entrare in un processo di stress ossidativo ovvero di malnutrizione e quindi di malfunzione.
Quando il potenziale d'azione della membrana cellulare, viene alterato od inibito, per le variazioni biochimiche ed anche ioniche, indotte da Vaccini, alimentazione continua errata, farmaci, ecc. l'osmosi cellulare (trasporto delle membrane biologiche), non e' piu' adatta al buon funzionamento cellulare e quindi anche del tessuto al quale essa appartiene.


Quando le funzioni cellulari sono coordinate per determinare una relativa stabilità dell’ambiente interno, viene raggiunto lo stato di omeostasi, (osmosi) che indica una situazione funzionale ottimale e rappresenta lo stato di salute.
Mentre quando queste funzioni vengono inibite od alterate (es. dai vaccini) si instaura uno stato di stress ossidativo nella cellula (intossicazione + eccitazione = infiammazione) e quindi il tessuto alla quale appartiene, si intossica ed infiamma, inibendo le sue specifiche funzioni nell'organo e quindi del sistema nel quale e' inserito.

Anche e sono solo, secondo gli studi di Gianfrancesco Valsè Pantellini Chimico), della Fondazione Pantellini, del dott. Guido Paoli, e delle varie università che studiano questi argomenti, e' il danno tissutale della parete cellulare a creare uno scompenso del Protoplasma cellulare con presenza elevata di Sodio (le cellule sane e con ottime funzioni, come abbiamo gia' visto sopra, sono ricche di K (Potassio) e povere di Na (Sodio) che è maggiormente presente fra le cellule. I giusti rapporti sono mantenuti normalmente dalla pompa sodio/potassio.
Gli ioni di Sodio giocano un ruolo diverso in molti processi fisiologici. Cellule eccitabili, ad esempio, si affidano interamente al Na+ per causare una depolarizzazione della membrana cellulare: questo fenomeno, detto potenziale d'azione consiste in rapide variazioni nel potenziale di membrana che passa dal normale valore negativo verso un valore positivo, e termina con una variazione che ripristina il potenziale negativo. Esempio: il potenziale d'azione nelle cellule del sistema nervoso permette la trasmissione di informazioni fra cellule.
Le cellule malate sono ricche di Na (Sodio), la cellula cerca di compensare apportando K (Potassio, di cui dovrebbe essere ricca) e, in assenza, richiama acqua (ritenzione). Con il tempo il sodio diventa sale è fa l'effetto "chiave biologica: lettura biologica dei giusti valori" (in una porta fisica la chiave sbagliata non entra, in una biologica entra ma si deforma la porta, l'infisso, il muro) alterando la funzione della cellula ed in certi casi anche il DNA.
"In un Terreno scompensato" (quale quello di buona parte della popolazione mondiale, per le campagne di Vaccinazione dell'OMS subite, e per l'alimentazione industrializzata...acque ed aria, inquinate ecc.) i batteri ed i virus eterologhi = estranei proliferano, e la flora batterica autoctona e gli enzimi si alterano ed i batteri autoctoni  mutano forma e quindi funzione.
In quelle condizioni, il terreno della salute e' quindi compromesso e compaiono i primi sintomi che, se non curati con la Medicina Naturale si aggravano portando il soggetto verso la cronicita' del sintomo ed alla morte prematura.
Nota bene: Eterologo" si dice "di organo, tessuto o sostanza organica, batterio, virus,  che proviene da una specie diversa da quella considerata" o peggio "da una specie animale diversa".

Sinapsi elettriche:
- sono solo eccitatorie; hanno semplicità strutturale; trasmettono velocemente; hanno un basso consumo energetico.
Nello schema secondo la "teoria del cavo" (A), la resistenza delle due membrane può essere elevatissima se lo spazio sinaptico è piccolo. Lo spazio sinaptico funziona da corto circuito, “shunt” e consente la fuga delle correnti che non raggiungono l’elemento postsinaptico. Importantissima è quindi la geometria della sinapsi. vedi: Trasportatore di membrana
La sinapsi spesso è tale che la Rg è piccola e l’area della membrana presinaptica è maggiore di quella post per far si che le correnti elettroniche siano sufficienti a depolarizzare la membrana.
Sinapsi chimiche:
Vantaggi: - amplificazione del segnale; - elaborazione dei segnali per sommazione temporale e/o spaziale; - consente un carattere inibitorio per soppressione dell’eccitabilità.
Svantaggi: - maggior lentezza; - affaticabilità; - vulnerabilita' (anossia, veleni metabolici, sensibilità farmacologica).

(A) - Teoria del Cavo: Quale e' la causa della primaria depolarizzazione della membrana dell'assone perchè il potenziale divenga soglia ?
In genere si dice che la primaria depolarizzazione che permette la potenziale di subire una depolarizzazione è l'apertura dei canali del Sodio che iniziano a cambiare il segno dai due lati della membrana cioè in e out.
In realtà non è così poiche' il potenziale a riposo è tra -90, -70 mV e non è un Em sufficiente ad aprire i primi canali Sodio Voltaggio dipendenti che iniziano ad aprirsi a -30mV.
Perchè il potenziale divenga sempre più positivo devono esistere altre cause che permettono questa prima depolarizzazione.
La risposta è che noi possiamo paragonare l'assone ad un cavo telegrafico in cui il potenziale si propaga elettronicamente.
Si può fare creare un analogia tra il cavo RC la membrana citoplasmatica: il cavo RC resistenza condensatore, è dotato da un condensatore (il doppio strato fosfolipidico di membrana) che contiene delle resistenze (i canali ionici); il circuito è legato ad una batteria a cui sono collegati i cavi che direttamente formano una rete di condensatori legati alle resistenze.
Il cavo telegrafico sottomarino è così formato: una serie di resistenze che si estendono in senso longitudinale interno del cavo; perpendicolari a queste resistenze, ci sono collegate in parallelo delle coppie resistenze condensatore a loro volta collegate a altre resistenze che si estendono a livello longitudinale.
Per quanto riguarda la resistenza in parallelo la resistenza equivalente locale si calcola sommando le singole resistenze e quindi i singoli potenziali registrati con tecnica inside out patch clamp, oppure se si deve calcolare la somma dei potenziali registrati a livello dei singoli canali la resistenza equivalente essa è uguale al prodotto delle singole resistenze/potenziali registrati fratto la somma degli stessi secondo le due leggi di Kirchoff.
Teoria del cavo: Tratto da molecularlab.it

(B) -
Come ripristinare lo smaltimento dei rifiuti cellulari

Un ruolo chiave è svolto dai canali del calcio presenti nella membrana dei lisosomi, canali che peraltro sono radialmente differenti da quelli, ben noti, della membrana cellulare
Proprio come per le città i servizi di smaltimento e riciclaggio dei rifiuti sono un servizio essenziale, il cui mancato o insufficiente funzionamento determina gravi stati patologici.
Nella cellula al centro di questo sistema di smaltimento ci sono i lisosomi, il cui funzionamento non era però finora stato chiarito nei suoi dettagli biomolecolari.
A colmare la lacuna viene ora uno studio condotto da ricercatori dell'Università del Michigan pubblicato sulla rivista Nature Communications. La ricerca ha mostrato che un ruolo chiave è svolto dai canali del calcio presenti nella membrana degli organelli, che sono peraltro differenti da quelli, ben studiati e noti, presenti nella membrana cellulare.
Sfruttando la tecnica del patch clamp, i ricercatori hanno potuto determinare che a fungere da canale del calcio nei lisosomi è una proteina chiamata TRPML1 e che il segnale che la attiva è trasportato da un lipide noto come PI(3,5)P2.
La proteina TRPML1 è nota perché una mutazione nel suo gene è all'origine della mucolipidosi di tipo IV (ML4), una malattia genetica che provoca ritardo mentale, problemi alla visione e ridotte capacità motorie.
Anche le alterazioni che coinvolgono gli enzimi che producono il lipide PI(3,5) P2 sono noti per essere presenti in diverse malattie neuro-degenerative, come la sclerosi laterale amiotrofica e la malattia di Charcot-Marie-Tooth.
"Se immaginiamo il traffico attraverso la membrana come un'automobile, mentre le altre proteine di canale si trovano sul sedile del passeggero, TRPML1 è sul sedile del guidatore", ha illustrato Haoxing Xu, ch eha diretto la ricerca, sottolineando che questa circostanza ha conseguenze importanti, dato che suggerisce la possibilità di manipolare l'attività dei canali usando attivatori o inibitori dell'attività di membrana in modo da ripristinare il funzionamento del sistema.
"Se si riesce ad attivare il canale, è possibile superare i difetti nel traffico attraverso la membrana provocati dalla mutazione che è all'origine della malattia". Fortunatamente, sono già disponibili piccole molecole che sono in grado di stimolare l'attività dei canali TRPML1", ha detto Xu. (gg) - Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Per sua natura, le funzioni cellulari principali sono quelle, della produzione di energia, della ri-produzione e specializzazione di proteine utili alle varie cellule contenute nei vari tipi di tessuti dell'organismo, oltre a quelle per il mantenimento delle funzioni di nutrizione ed eliminazione rifiuti cellulari (B).
Ma lo sono anche quelle della
Sintesi degli acidi grassi - che è una via metabolica della cellula che, a partire da molecole di acetil-CoA, genera acido palmitico (un acido grasso saturo a 16 atomi di carbonio).
Sintesi organica - costruzione di molecole organiche attraverso processi chimici.
Sintesi proteica - seconda fase del processo di espressione genica (il processo in cui l'informazione contenuta nel DNA dei geni viene convertita in proteine).

Di conseguenza le cellule devono possedere una serie di istruzioni in Codice che, una volta tradotte, permettano una veloce produzione di proteine, attraverso l'impianto di produzione il quale prepara, e modifica le sostanze inviategli per la produzione e specializzazione, da ridistribuire all'organismo.
Questo codice e' scritto e conservato nel DNA del nucleo ed e' detto codice genetico. Il programma analizza la struttura e la composizione del DNA, il valore del codice genetico, la capacita' del DNA di duplicarsi per trasmettere le medesime informazioni ad una nuova cellula e l'importante funzione del DNA nella crescita di ogni organismo.
- vedi anche Metabolismo.

Definizione del Primo Codice genetico:
Il codice genetico è il sistema per cui le informazioni genetiche codificate nel DNA arrivano a operare la sintesi di tutte le proteine necessarie alla vita degli organismi Viventi. Il suo linguaggio si basa su un "alfabeto" molecolare rappresentato dalla sequenza dei nucleotidi del DNA, che viene tradotto nella sequenza degli amminoacidi di una proteina.
l codice genetico dispone di 4 "lettere" (le 4 diverse basi azotate) per specificare i 20 amminoacidi. Utilizzando gruppi di 3 nucleotidi (triplette, o codoni) si ottengono 43 = 64 combinazioni diverse. Tre di queste triplette (triplette non senso) non corrispondono a nessun amminoacido: esse servono per segnalare la fine della catena proteica.
La tripletta AUG indica l'inizio della catena proteica; a essa corrisponde anche l'amminoacido metionina. Si definisce gene la sequenza di triplette che codifica una proteina.
Il codice genetico è ridondante, poiché uno stesso amminoacido è codificato da più di una tripletta. Le triplette che codificano lo stesso amminoacido sono molto simili e generalmente differiscono solo per l'ultima delle tre basi. Ciò ha suggerito l'ipotesi che l'informazione fondamentale sia contenuta nelle prime due basi e che la terza serva a garantire una maggiore precisione. Il codice genetico è universale, dal momento che è identico in tutti gli esseri viventi (ogni tripletta ha lo stesso significato per tutti gli organismi).

Definizione del Codice genetico, detto secondo:
Il Secondo Codice Genetico è lo schema attraverso cui un enzima chiamato Amminoacil-tRNA sintetasi catalizza l'esterificazione di uno specifico amminoacido (o di un suo precursore) ad uno dei possibili tRNA corrispondenti sintetizzando così un amminoacil-tRNA.

Questo codice è decisamente più complesso del Primo Codice Genetico e perciò non può essere altrettanto facilmente rappresentato mediante l'uso di tabelle.


La cellula contiene un liquido chiamato Citoplasma nel quale "galleggiano" tutti i componenti della cellula; essa contiene anche i mitocondri i quali sono le centrali elettriche ed energetiche della cellula stessa; i mitocondri contengono a loro volta una parte del DNA detto genoma mitocondriale.

Citoscheletro:
è una fondamentale struttura cellulare; esso è l'insieme delle strutture cellulari che danno sostegno e forma alla cellula, e svolge un ruolo importante in molti processi della vita cellulare, fra cui: la trasduzione del segnale, la replicazione cellulare, la meiosi, la motilità cellulare, il trasporto di vescicole e di organelli intracellulari.
Il citoscheletro è rappresentato da tre diverse strutture con caratteristiche e compiti ben precisi e definiti, che differiscono per le unità di base che le compongono:
Microfilamenti
Microtubuli
Filamenti intermedi

Eme (o gruppo eme, o ematina)
La funzione di questa molecola, chiamata Eme, è basata sull'atomo di ferro, in grado di legare in maniera reversibile l'ossigeno, utilizzandolo per trasportare elettroni nella catena respiratoria, nel ridurre specie reattive dell'ossigeno (catalasi e perossidasi) o semplicemente trasportandolo nel sangue (emoglobina) o immagazzinandolo nei muscoli (mioglobina).
Poiché nelle cellule il principale sito di ossidazione sono i mitocondri, molti enzimi contenente eme si trovano lì.

Il ferro può esistere negli stati di ossidazione +2 e +3, ma solo lo stato di ossidazione minore è in grado di legare l'ossigeno.
Quando il ferro si trova nello stato di ossidazione +3 non è più in grado di legare l'ossigeno e l'emoglobina prende il nome di metaemoglobina.
La capacità di legare l'ossigeno da parte dell'eme così come quella di trattenere gli elettroni vengono modificate dalla proteina nella quale si trova.
Sintesi dell’EME:
La sintesi dell'eme ha luogo nel citoplasma e nel mitocondrio della cellula. Il processo enzimatico (*) che produce l'eme va sotto il nome di sintesi porfirinica, poiché l'eme fa parte della famiglia delle porfirine. Questo processo di sintesi, e gli enzimi che ne fanno parte, sono molto conservati tra le varie specie. Nell'uomo, questa via di sintesi serve quasi esclusivamente a produrre eme. (*) Nel processo enzimatico come catalizzatori di idrolisi si usano enzimi che hanno la proprietà di agire in modo specifico sulle molecole.  Il processo enzimatico è suddiviso in tre fasi: -fase di fermentazione -fase di recovery e purificazione -fase enzimatica di trasformazione.
Tratto in parte da: wikipedia.org

Commento NdR: questa e' un'altra delle varie funzioni cellulari inibite e/o alterate, es. dai Vaccini

NON vi sono preclusioni alle possibilita' di alterazioni delle varie funzioni cellulari che i vaccini possono indurre, anche e specie nel ciclo di Krebs !

vedi anche: Meccanismo delle Mutazioni  cromosomiche cercare in questa pagina : Aberrazioni Cromosomiche + Meccanismi delle Mutazioni al DNA cellulare  (del mitocondrio) + Ruolo del DNA Mitocondriale nell'Oncogenesi

Il Corpo Umano (cosi come tutti gli esseri Viventi) e' ben noto, e' un'insieme di cellule e quindi esso segue e sopravvive con i Principi e gli Schemi del funzionamento della Cellula, la quale come e' ben evidenziato in questa pagina funziona per mezzo dei Giusti Rapporti fra l'ambiente esterno il liquido extracellulare (Il liquido extracellulare = matrice extracellulare, è l'ambiente che fornisce alla cellula sostanze nutritive, ossigenazione, rimozione delle tossine) e quello interno (liquido intracellulare), i quali sono determinati in primis dai rispettivi pH, - regolati nei loro giusti rapporti dai processi acidi-base + potenziale RedOx + dalla resistenza elettrica ro' extra ed intra cellulare, cioe' dalla loro carica ionica = bio elettronica.
Quando questi valori sono ottimali la respirazione cellulare avviene normalmente con buona omeostasi; la cellula si nutre e produce energia e sostanze vitali per altre cellule e quindi per l'organismo intero, e puo' anche regolarmente eliminare ogni tossina.
Se al contrario la pressione osmotica si altera, la cellula varia la respirazione cellulare e si instaura lo
Stress Ossidativo che porta, inevitabilmente, se non eliminato, al suo ammalamento (malfunzione) fino alla degenerazione ed alla sua morte (apoptosi).

vedi:
Mappa DNA + Amminoacidi, DNA +  DNA + DNA antenna + Somatidi + BioElettronica + Pompa Sodio-Potassio + Omeostasi + Cosa e' un Virus ? + STRESS, FUNZIONI VITALI e SISTEMA IMMUNITARIO + Cellule Staminali  + Sistema immunitario + Immunodepressione da Vaccino

Promemoria IMPORTANTE per capire bene cosa avviene, quando un virus raggiunge e viene introdotto da una o piu' cellule, specie se esso e' Eterologo = ESTRANEO (ad es. quelli dei vaccini):
Gli
enzimi protease possono rompere questa pellicola di proteine del capside virale, permettendo il rilascio delle informazioni biochimiche della catena complessa del DNA/RNA virale, che viene decodificata dal Mitocondrio.

Pressione osmotica
:
Pressione minima da applicare a una soluzione per impedire al solvente posto oltre una membrana semipermeabile di diffondersi attraverso la membrana. - vedi: Stress Ossidativo - 1 +  Respirazione cellulare
Essa e' attivata e determinata dalla differenza di potenziale fra liquidi interni ed esterni della cellula. solo una buona differenza di potenziale fra i liquidi intra ed extra cellulari permette il passaggio attraverso la membrana cellulare.

Quindi il corpo umano si ammala solamente quando questi Giusti Rapporti si alterano (vedi Come e Perche' nasce la malattia) e la guarigione DEVE seguire assolutamente ed in primis il riordino di questi; cioe' si ammala quando la cellula e l'organismo sono sotto stress ossidativo
La malattia e' UNA sola (non esistono malattie, ma solo malati con infiniti possibili sintomi) essa e' l'alterazione della funzionalita' cellulare e corporea per l'alterazione dei Giusti Rapporti del pH + rH + ro' extra ed intracellulare.
I Vaccini inoculati negli organismi umani ed animali, creano Mutazioni Genetiche nei Mitocondri delle cellule, mutazioni che sono trasmissibili alla prole, dalla via materna. Nelle cellule infettate da virus si risvegliano i retrovirus piu’ vecchi.
Inoltre rimane un fatto che una volta decodificato dal mitocondrio il DNA virale eterologo,
ed integrarsi nel genoma cellulare e non essere piu' rilasciato, trasmettendosi alle future generazioni; es.
le colture di cellule chiamate HeLa, non sono tossico-infettive perchè il genoma virale si è integrato nel genoma cellulare, e non è più rilasciato.

La/e cellula /e degli esseri viventi e' (sono) anche circuiti oscillatori (rivelatori); questi circuiti oscillanti,  permettono alle singole cellule di autosintonizzarsi sulle frequenze terrestri (del campo elettromagnetico terrestre) le quali a loro volta sono interdipendenti con la posizione spaziale sulla superficie terrestre + le frequenze del Campo Universale, oltre anche alle frequenze di ogni sostanza esistente nell'organismo e/o di quelle che vengono ad introdursi in esso.
I cromosomi giocano un ruolo essenziale in queste funzioni, in quanto essi sono anche delle antenne spiraloidi risonanti alle varie frequenze esistenti.
Quindi significa anche che ogni cellula od insieme di cellule (tessuto/organo) ogni volta che si sposta con l'organismo che la ospita, sulla superficie terrestre, invia e/o riceve un segnale (frequenza) che le indica su quale frequenza si deve sintonizzare per realizzare e cercare il suo specifico "punto nave" cioe' essa e' in grado di determinare la sua specifica posizione spazio-temporale in ogni situazione,
Ma cio' succede anche a livello corporeo dei singoli viventi, cio' significa che ogni cellula e' in grado di sintonizzarsi sulle varie frequenze dello spettro elettromagnetico dell'essere ospitante a seconda del "luogo" ove essa risiede in esso rispetto ai vari organi e/o posizioni (alto-basso-davanti-dietro) e quindi far scattare tutti i meccanismi compensatori e riordinanti e quindi il metabolismo cellulare, organico e corporeo.

La dimostrazione ? = le cellule staminali a seconda di dove esse vengono impiantate (alla nascita e/o per intervento) esse "prendendo la frequenza del luogo", si rendono capaci si assumere le "sembianze-funzioni" delle cellule nelle quali si vengono a trovare, non per specifica ed intrinseca capacita' delle cellule staminali, bensi', per le capacita intrinseche del sistema rivelatore endo cellulare che il loro sempre presente circuito oscillatorio (
la proprietà del circuito oscillatorio e' di poter separare, per sintonia o per risonanza, quindi distinguere, le correnti oscillanti a frequenza diversa in entrata od in uscita, a seconda delle proprieta' e funzioni del circuito oscillante stesso) quindi permette loro, sintonizzandosi, di acquisire "sembianze-funzioni" dalle frequenze vibratorie dell'insieme cellulare con il quale sono venute in contatto.
vedi: Oscillazione cellulare

Ogni cellula del corpo umano, (circa 100 miliardi) dalla pelle ai muscoli al fegato, eccetto i globuli rossi, racchiude 46 piccoli corpi, i cromosomi, costituiti da un doppio filamento lunghissimo e ripiegato molte volte, il DNA che e' lo stesso in tutte le cellule del nostro corpo e costituisce il nostro patrimonio genetico o “Genoma”. esso ha al suo interno 3,1 miliardi di “lettere” e contiene allineate lungo i due filamenti, 4 tipi di specie chimiche, dette “basi”, che per brevita' vengono indicate con A, C, G e T.   
Il genoma umano e' costituito da circa tre miliardi di basi
. In ogni cellula e' presente un nucleo, che a sua volta contiene 46 “cromosomi” (ad eccezione della cellula uovo e della cellula spermatozoo, che ne contengono 23), corpuscoli dalla struttura filamentosa, disposti in 23 paia e composti da una catena molto lunga di DNA (acido desossiribonucleico), oltre che da un rivestimento proteico.
Il DNA e' una molecola a doppio filamento (chiamata anche “doppia elica”) nella quale e' codificata l'informazione per la composizione di aminoacidi e proteine, elementi essenziali del nostro organismo.

L'insieme di cellule forma un tessuto ed a seconda del tipo di specializzazione della cellula si determinano e si formano i vari tipi di Tessuti:
- Tessuti epiteliali
- Tessuti connettivi
-
Tessuti Muscolari
- Tessuti nervosi
per altri e specifici particolari: vedi PDF


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FISIOLOGIA GENERALE della CELLULA  -  vedi: Cellule Staminali
Le molecole biologiche fondamentali. L’acqua e sue proprieta'. Proprieta' delle soluzioni. Importanza biologica del pH. Sistemi tampone e pH cellulare: mantenere nell’organismo i giusti rapporti dei Sali tampone che esplicano la loro azione antiacida inibendo le pompe (proteine della membrana della cellula) che regolano il pH cellulare. Anche il pH del liquido extracellulare e' importante per una buona "respirazione" della cellula. L’aumento della ventilazione polmonare aiuta il ripristino del pH cellulare ai normali valori.
La rivista Biomedit.it, novita' dal mondo della ricerca, riferisce che: “il cambiamento forzato del pH cellulare suggerisce una nuova strategia nella terapia anche dei tumori”. (29-01-2007)
Le sperimentazioni dell'ISS (Istituto Sup. di Sanita' - Italy) partono dall'evidenza che l'ambiente (Terreno) in cui si sviluppa un tumore maligno e' anch'esso acido ! - vedi Cancro) - e le vaccinazioni e certi farmaci, producono facilmente l'alterazione del terreno verso l'acidosi....

Energetica della cellula. Gli enzimi. Omeostasi: Cio' che il sistema corporeo deve fare, e' liberarsi degli acidi, conservare la sua riserva di basi e preservare il pH cellulare ed ematico entro i livelli fisiologici regolari.
Si suppone che l'acido lattico, quale catabolita della glicolisi sia in grado di abbassare il pH cellulare.

Feed-back. Stato stazionario ed equilibrio. Liquidi (intra cellulari) ed extracellulari. Forze che regolano i passaggi di sostanze attraverso la membrana plasmatica. Diffusione.
Effetto Gibbs-Donnan:
Se analizziamo le varie parti di una cellula dell'organismo umano dall'esterno verso l'interno, la prima struttura in cui ci imbattiamo e' la membrana plasmatica, la cui principale funzione e' quella di isolare in modo selettivo l'ambiente cellulare da quello circostante. "Selettivo" sta ad indicare che le molecole utili alla vita della cellula, riescono ad attraversare questa barriera naturale grazie ai cosiddetti trasporti di membrana. Questi vengono classificati nelle due seguenti grandi categorie:
- trasporti passivi (che avvengono secondo gradiente di concentrazione).
- trasporti attivi (che avvengono contro gradiente di concentrazione).

L'equilibrio di Gibbs-Donnan e' un equilibrio ionico passivo (avviene cioe' secondo gradiente) la cui funzione e' quella di mantenere costante la differenza di concentrazione ionica e di potenziale elettrico tra due ambienti separati da una membrana selettiva.

Per meglio comprendere il meccanismo sopra definito, ci avvaliamo del seguente esempio.
L'organismo umano e' composto da un'alta percentuale di acqua, che si aggira tra il 50 e il 70 % a seconda di numerosi fattori, come l'eta' e il sesso.
La quantita' di acqua corporea totale si suddivide in liquido intracellulare e liquido extracellulare: di quest'ultimo, fanno parte il liquido interstiziale e il plasma sanguigno. Nonostante facciano entrambi parte del "super-gruppo" dei liquidi extracellulari, e le loro composizioni siano quindi simili, tra il plasma ed il liquido interstiziale vi sono delle differenze relative alle sostanze in essi contenute: la più evidente tra queste e' data dalla diversa concentrazione di proteine, che sono più abbondanti nel plasma e meno presenti nel liquido interstiziale, separati dalla parete dei vasi sanguigni.
La selettivita' imposta dalla membrana dell'endotelio capillare (che non permette il passaggio delle proteine), fa sì che le differenti concentrazioni proteiche vengano mantenute costanti: poiché pero' le proteine posseggono carica negativa, esse attraggono cationi diffusibili (Na+ e K+ ) e respingono anioni diffusibili (Cl¯ ).
La disuguale distribuzione degli ioni, causata dai motivi suddetti, e' disciplinata proprio dall'equilibrio di Gibbs-Donnan (affiancato anche dall'azione della pompa sodio-potassio). Tale meccanismo regola le concentrazioni ioniche tra l'interno e l'esterno della membrana plasmatica.

Da: http://www.pacifici-net.it/biologia/Fisiologia Generale I/flussi_ionici_transmembranari.htm   
"La comprensione di quanto avviene nella membrana cellulare parte dalla descrizione del più comune degli equilibri ionici passivi: l'equilibrio di Gibbs-Donnan. Questo equilibrio passivo si verifica poiché all'interno delle cellule ci sono gli anioni proteici che non possono attraversare la membrana. Quando abbiamo un lato con ioni non diffusibili l'equilibrio e' caratterizzato da una minore concentrazione degli ioni diffusibili aventi lo stesso segno di quello non diffusibile, e da una maggiore concentrazione degli ioni diffusibili di segno opposto. In un equilibrio elettrochimico, quale e' quello di Gibbs-Donnan, poiché restano costanti le concentrazioni ioniche tra i due lati della membrana, il passaggio di ogni singolo ione (K+ o Cl-) dall'uno all'altro compartimento dovra' essere compensato dal passaggio di un uguale ione in senso opposto. dall'altro canto, affinché anche la differenza di potenziale tra i due lati della membrana resti costante e' necessario che al passaggio di ogni K+ nell'uno o nell'altro senso corrisponda il passaggio consensuale di un Cl-.
Dal momento che la probabilita' congiunta che un K+ ed un Cl- passino simultaneamente da (1) a (2) sara' proporzionale al prodotto [Cl-]1·[K+]1 delle loro concentrazioni in (1). Poiché all'equilibrio i flussi ionici netti sono nulli e la differenza di potenziali costante, i due prodotti devono essere uguali, cioé:
[Cl-]1·[K+]1=[Cl-]2·[K+]2

Significa che in condizioni di equilibrio, i prodotti delle concentrazioni degli ioni diffusibili aventi opposto segno sono uguali ai due lati.
Puo' anche essere così espressa: [K+]1/[K+]2=[Cl-]2/[Cl-]1=K dove la costante K dipende dalla concentrazione K dello ione non diffusibile. Tanto maggiore e' la costante tanto maggiore e' l'ineguaglianza di distribuzione degli ioni diffusibili tra i due lati. Un'altra conseguenza che viene da questo equilibrio e' che la concentrazione totale degli ioni diffusibili e' maggiore nel compartimento (1) che nel compartimento (2).

Indirizzi web consultati: www.ceaedizioni.it/pdf/12814capitolo.pdf
Qui, in inglese c'e' una bella animazione dell'equilibrio.
http://entochem.tamu.edu/Gibbs-Donnan/index.html

Tratto  da: http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=7243

Filtrazione. Osmosi. Pressione osmotica. Pressione colloido-osmotica = La pressione colloido-osmotica, dovuta alla concentrazione di soluti poco o non permeabili attraverso le pareti capillari (per lo più proteine), favorisce i movimenti dell'acqua dal liquido interstiziale, che possiede una relativamente bassa concentrazione di proteine, entro lo spazio intravascolare ed intracellulare (ricchi di proteine).

Trasporto passivo - facilitato - attivo. Selettivita' della membrana. Giunzioni fra le cellule. Trasporto epiteliale.

FUNZIONI CELLULARI, le principali sono: La mitosi e la sintesi e specializzazione delle Proteine
http://www.dia.unisa.it/~ads/BIOINFORMATICA/Proteomica/index.html
http://www.progettogea.com/gea/evoluzione-umana/cont03_04.htm
Come si divide una cellula:
http://www.galileonet.it/news/10459/cosi-si-divide-una-cellula

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Effetti su membrana Cellulare  
By Alfonsina Ramundo Orlando - Ricercatore all’Istituto di Medicina Sperimentale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Roma, Via del Fosso del Cavaliere, 100 - 00133 Roma -
Tor Vergata.
email:alfonsina.ramundo@ims.rm.cnr.it

Le membrane cellulari sono considerate il sito delle interazioni dei campi elettromagnetici con i sistemi biologici (Adey, 1981).
Le cellule mantengono la loro individualita' ed il controllo del flusso di informazioni tra l’ambiente interno ed esterno (il Terreno) ad esse tramite la membrana cellulare (chiamata anche membrana plasmatica). Le membrane interne che racchiudono il nucleo e altri organelli intracellulari (tipo mitocondri) hanno un ruolo altrettanto importante.

Le membrane cellulari sono costituite principalmente da fosfolipidi combinati con proteine.
I Fosfolipidi sono composti che mostrano una preponderanza di gruppi non polari. Questi fosfolipidi sono molecole a catena aperta con un gruppo di testa polare (colorato in blu in Figura 1) e due lunghe code non polari. In ambiente acquoso possono rapidamente formare un doppio strato chiuso.

Figura 1 - Modello “ a mosaico fluido” della struttura della membrana

I doppi strati lipidici sono disposti in modo che i gruppi di testa polari dei lipidi siano in contatto con l’ambiente acquoso, mentre non lo siano le code non polari. I doppi strati lipidici possono essere paragonati ad un “panino” dove i gruppi di testa polari rappresentano il pane e le code non polari la farcitura. Questa “farcitura” e' costituita da acidi grassi (colorati in rosa nella Fig. 1) formati da lunghe catene di atomi di carbonio e dal colesterolo.

La fluidita' del doppio strato dipende dalla sua composizione. Se i lipidi hanno una prevalenza di acidi grassi insaturi, la fluidita' del doppio strato e' maggiore, se invece mostrano prevalenza di acidi grassi saturi il doppio strato e' rigido. Per esempio, gli olii vegetali sono liquidi a temperatura ambiente perché hanno una prevalenza di acidi grassi insaturi rispetto ai grassi animali, i quali tendono ad essere solidi. Con il calore, i doppi strati ordinati diventano meno ordinati, mentre i doppi strati che in confronto appaiono disordinati, diventano anche più disordinati. Questa e' una transizione di fase che avviene a temperature ben definite e differenti per ogni tipo di lipide.
La temperatura di transizione (NdR: è la temperatura alla quale un materiale cambia da uno stato di cristallo, allotropo, ad un altro) e' più elevata per le membrane rigide ed ordinate rispetto a quella per le membrane fluide e disordinate.
Poiché nelle cellule umane la maggioranza dei lipidi di membrana e' di tipo insaturo la temperatura di transizione della membrana e' al di sotto della normale temperatura corporea di 37°C, di conseguenza il doppio strato lipidico si trova allo stato fluido.
La membrana plasmatica e' costituita per circa la meta' da molecole proteiche associate al doppio strato lipidico, comunque tra lipidi e proteine non si formano complessi con interazioni forti.
Alcune piccole molecole possono attraversare la membrana per semplice diffusione, passando da una loro elevata concentrazione da un lato ad una più bassa dall’altro. Per esempio, piccole molecole come l’acqua, l’ossigeno ed il biossido di carbonio possono passare direttamente attraverso un poro presente nel doppio strato lipidico.

Gli ioni non possono attraversare il doppio strato a causa della loro carica. Per farlo hanno bisogno di proteine di canale. Queste proteine, incastonate nella membrana, sono in grado di formare un’apertura che attraversa il doppio strato lipidico in modo simile ad un poro. In questo modo le sostanze possono transitare sulla base della loro forma, carica e dimensione. Il processo di trasporto di sostanze attraverso membrane biologiche puo' anche richiedere una spesa energetica, come avviene nel caso del trasporto attivo, il quale richiede lo spostamento di sostanze sia contro un gradiente di concentrazione che contro il potenziale di membrana, creato dalla differenza di carica presente ai due lati della membrana, con l’interno negativo rispetto all’esterno. 
Questa situazione e' talmente simile a quella in cui si pompa dell’acqua in salita, che uno dei sistemi proteici di trasporto più comuni, che opera trasferendo gli ioni Potassio (K+) all’interno di una cellula con il simultaneo trasporto all’esterno di ioni Sodio (Na+), viene denominato “pompa ionica Sodio-Potassio” (Figura 2).
Il mantenimento di una diversa e definita concentrazione di ioni all’interno e all’esterno della cellula e' di grande importanza fisiologica.

Figura 2 - Pompa ionica Sodio-Potassio. Alla variazione della conformazione della proteina e' associata l’uscita degli ioni Sodio e l’entrata degli ioni Potassio all’interno della cellula

Il trasporto di ioni attraverso la membrana cellulare puo' essere influenzato dai campi elettromagnetici ?
In circostanze normali, la concentrazione di ioni K+ e' maggiore (120-160 mM) all’interno della cellula rispetto al fluido extracellulare (4 mM), mentre la concentrazione di ioni Na+ e' minore all’interno della cellula (10 mM) e maggiore fuori (150 mM). Dai primissimi studi di esposizione ai campi elettromagnetici di eritrociti (globuli rossi) risulto' che il trasporto Sodio-Potassio attraverso la membrana veniva alterato. L’irraggiamento di eritrociti a microonde a 1-3 GHz con densita' di potenza compresa tra 1 e 10 mW/cm2 provocava aumenti dell’efflusso di K+ o dell’influsso di Na+ (Ismailov, 1971. Shtemler, 1973 e Baranski et al 1974). I risultati di questi studi condotti a temperatura ambiente senza nessun monitoraggio dell’eventuale innalzamento della temperatura nel campione biologico non sono stati pero' confermati da altri ricercatori che avevano usato le stesse precedenti condizioni sperimentali (Peterson et al., 1979. Liu and Cleary, 1979).

Uno studio successivo condotto su eritrociti di coniglio esposti a microonde a 2.45 GHz con SARs di 100, 190 e 390 mW/g, mantenendo pero' i campioni durante l’irraggiamento a temperature corrispondenti a quelle di transizione di fase della membrana di eritrocita (22.5 e 36°C) indico' un significativo aumento dell’efflusso di K+ (Olcerst et al, 1980).

Questi effetti dei campi elettromagnetici sul trasporto di cationi e' stato evidenziato anche in altri studi, nei quali i campioni erano mantenuti a temperature predefinite, usando un ampio intervallo di valori di SAR (0.2-200 mW/g) e frequenze a microonde, nella maggior parte dei casi tra 1 e 10 GHz (Cleary et al, 1982. Liburdy e Penn, 1984, Liburdy e Vanek, 1985. Lotz e Saxton, 1989). Un risvolto interessante di questi studi e' che l’effetto del campo sul trasporto di ioni attraverso la membrana avveniva in maniera strettamente dipendente dalla temperatura, e nell’ambito di una ben definita fascia di temperature (17.7-25°C) (Figura 3), tanto da far supporre un possibile coinvolgimento di un effetto ”finestra” per la temperatura.

Figura 3 - Dipendenza dell'effetto delle microonde dalla temperatura

Cambiamenti della fluidita', o permeabilita', della membrana indotti dalla temperatura possono giustificare gli effetti attribuiti al campo elettromagnetico ?
Diverse ricerche sono state condotte con l’impiego di un sistema artificiale (cioe' un doppio strato lipidico o vescicole lipidiche) che simuli la membrana cellulare, al fine di verificare l’esistenza di una relazione diretta tra effetti dei campi elettromagnetici e la presenza di una transizione di fase della membrana verso uno stato di maggiore fluidita'. Sono stati riportati risultati sia negativi che positivi per campi elettromagnetici a 2.45 GHz e 0.1 GHz, con un valore di SAR di 60 mW/g (Liburdy e Magin, 1985. Liu e Cleary, 1988). e' interessante notare che studi sulla permeabilita' ionica del doppio strato lipidico contenente Gramicidina A, un antibiotico che simula un canale di membrana, indicavano un aumento del movimento di ioni attraverso il doppio strato per esposizioni a microonde a 0.9 GHz e 9.2 GHz con SAR di 200 mW/g e 20 mW/g, rispettivamente (Alekseyev et al. 1980. 
Yova et al., 1984). Tali alterazioni potevano essere dovute interamente ad effetti termici per i quali questo tipo di comportamento e' prevedibile. Sandblom e Theander (1991) hanno riportato l’effetto opposto, ovvero una diminuzione della conduttanza in campioni biologici simili, durante l’esposizione a campi elettromagnetici a microonde, ad una frequenza di 10 GHz, modulati ad impulsi di durata 1 ms e con frequenza di ripetizione di 1 kHz (1000 impulsi al secondo). e' possibile che nelle condizioni descritte, l’effetto non termico dei campi elettromagnetici a microonde possa essere ascritto alla interazione diretta dei campi con le stesse molecole che formano i canali. 
Un simile effetto di diminuzione della frequenza di apertura di un singolo canale e' stato anche riportato per i canali indotti dall’acetilcolina in colture di miotubi di pulcino, durante l’esposizione a campi elettromagnetici a microonde a 10.75 GHz con densita' di potenza 50 mW/cm2 (D’Inzeo et al, 1988). e' stato suggerito inoltre che i radicali liberi possono avere un ruolo nell’induzione della fase di transizione delle vescicole lipidiche indotta dai campi elettromagnetici, rilevata per esposizione a campi continui ad una frequenza di 2.45 GHz con un SAR di 0.2 mW/g (Phelan et al., 1992). Gli studi citati indicano che gli effetti delle microonde a bassi valori di SAR, nei casi in cui sia possibile escludere un aumento di temperatura, possano essere criticamente dipendenti da condizioni definite nella membrana del sistema biologico e quindi non basati su un semplice riscaldamento.

I cambiamenti funzionali indotti sulle proteine di trasporto possono di per se' giustificare gli effetti dei campi elettromagnetici ?
Malgrado alcuni studi condotti sulla proteina pompa Sodio-Potassio in eritrociti umani abbiano indicato che l’interazione dei campi elettromagnetici a 2.45 GHz con valori di SAR pari a 6 mW/g potesse avvenire con la proteina stessa, non hanno pero' escluso un ruolo del cambiamento di fluidita' nella membrana stessa (Allis and Shina-Robinson, 1987. Liu et al., 1990).

Gli effetti di campo sono dose-dipendenti
e' stato riportato che l’esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza, modulati in ampiezza con campi a frequenza estremamente bassa (ad es. minore di 300 Hz), in particolar modo per una modulazione di 16 Hz di un’onda a 147-450 MHz, causava un efflusso di ioni calcio (Ca2+) da cellule nervose o tessuti cerebrali in vitro (Bawin et al., 1975. Blackman et al., 1979. Adey, 1981). Questo effetto e' stato osservato solo per certe frequenze del segnale modulante (6,9,11 e 16 Hz), e per un valore di potenza (0.8 mW/cm2). Non sono stati osservati effetti di efflusso di Ca2+ per esposizioni a campi a radiofrequenza non modulati. Simili effetti sono stati osservati nei sinaptosomi (Lin-Liu e Adey, 1982) e in cellule di neuroblastoma (Dutta et al., 1984). Ciononostante, altri laboratori non sono stati in grado di riprodurre i medesimi risultati sull’efflusso di Ca2+, a volte, con segnali di modulazione diversi da quelli utilizzati negli studi che riportavano risultati positivi (Shelton e Merritt, 1981. Merritt et al., 1982. Albert et al., 1987. Wood et al., 1993). Questi dati potrebbero far valere per i campi l’assunto convenzionale che la probabilita' o la severita' di un effetto aumenta in funzione della “dose”. Comunque i risultati ottenuti non sono sufficientemente comprovati e soprattutto non sono state ben chiarite le possibili implicazioni che questi effetti possono avere per la salute umana tanto da indicare un possibile rischio da esposizione ai campi.

Conclusioni
Studi condotti su diversi tipi di cellule indicano che l’esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza e a microonde potrebbe alterare la struttura e di conseguenza alcune funzioni della membrana deputate ad avviare le reazioni cellulari. Ad oggi, gli effetti che tali alterazioni della membrana possono avere sulla salute umana sono ancora da chiarire. Così, per livelli di campo elettromagnetico inferiori ai valori che corrispondono agli effetti termici, gli effetti osservati in cellule isolate non forniscono ragionevoli indizi di rischio per la salute umana in associazione all’esposizione ai campi a radiofrequenza.

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26- Albert EN et al (1987) “ Effect of amplitude modulated 147 MHz radiofrequency radiation on calcium ion efflux from avian brain tissue” radiat. Res. 109: 19-27.
27- Wood AW et al (1993) “ Calcium efflux from toad heart: a replication study” In Blank M (ed): Electricity and magnetism in biology and medicine. San Francisco Press, pp 482-484.

Tratto da: http://www.elettra2000.it/scienza/lavori/effettimembranaL2.htm  


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Sequenza delle reazioni cellulari conseguenti ad un insulto: esempio un Danno da Vaccino
Un danno alla membrana plasmatica provoca l’aumento della sua permeabilita'. In condizioni fisiologiche la concentrazione di ioni sodio (Na+) all’interno della cellula e' molto inferiore (meno di 1/10) rispetto alla concentrazione dei medesimi ioni al suo esterno. Situazione diametralmente opposta per gli ioni potassio (K+) con concentrazioni nettamente inferiori all’esterno della cellula rispetto all’ambiente intracellulare.
Come conseguenza dell’aumentata permeabilita' della membrana, gli equilibri sodio e potassio si alterano poiché tenderanno ad equilibrarsi nei due compartimenti (intracellulare ed extracellulare) secondo il loro gradiente di concentrazione.
Questa situazione provoca un accumulo di acqua nella cellula ed un relativo rigonfiamento acuto. Si verifica un contemporaneo ingresso di calcio ed una liberazione dello stesso da parte del RE e dai
Mitocondri.
Nel tentativo di ripristinare l’omeostasi le pompe ioniche ATP (adenosintrifosfato, la molecola chiave nel metabolismo energetico della cellula ) dipendenti incrementano il loro lavoro facendo aumentare la richiesta di O2 e substrati energetici (glucosio).
L’esaurimento di ATP causa l’incremento della produzione di F1,6 bisfosfato e l’accumulo di piruvato, in seguito convertito in lattato a fini energetici. Il passaggio al sistema anaerobico di produzione energetica abbassa il pH cellulare modificando l’attivita' enzimatica preposta all’omeostasi intracellulare.
La disgregazione delle membrane  fosfolipidiche degli organuli cellulari e la conseguente fagocitosi, rilascia acido arachidonico.

In molti tipi di cellule la formazione di protusioni (bolle) sulla superficie della membrana e' il chiaro sintomo che anticipa un danno. In questo stadio il fenomeno e' ancora reversibile e non si conosce nel dettaglio per quale dinamica, ad un dato momento, divenga irreversibile.
I danni cellulari possono originare in vario modo, eliminando substrati endogeni, recettori, cofattori ecc. o competendo con essi.
Numerosi composti che potenzialmente possono causare un danno sono inizialmente metabolizzati in radicali liberi. I danni causabili sono limitati dagli antiossidanti e sistemi enzimatici.
L’inibizione dei meccanismi di difesa provoca alla cellula uno stress ossidativo ed un danno cellulare. Il meccanismo d’azione dei metaboliti intermedi dell’ossigeno e' basato sull’interazione con i lipidi di membrana che vengono perossidati. I lipidi idroperossidi generati aumentano la permeabilita' della membrana attivando le reazioni precedentemente descritte.
Le membrane mitocondriali sono particolarmente sensibili a questi fenomeni, e come conseguenza possono liberare calcio nel citosol.
L’aumento di calcio citosolico attiva delle proteasi (note come calpaine) in grado di danneggiare citoscheletro e proteine di membrana.
Inoltre i metaboliti intermedi reattivi dell’ossigeno sono in grado di interagire con il DNA causando rotture dell’elica.
Riassumendo, tali metaboliti, sono in grado di: aumentare la permeabilita' della membrana, inibire la pompa cationica (Il mancato funzionamento delle pompe cationiche o i danni diretti sulla membrana provocano un aumento soprattutto del calcio intracellulare che entra nella cellula mosso da un alto gradiente di concentrazione.
-L'aumento del Ca++ citosolico attiva le fosfolipasi di membrana che degradano i fosfolipidi della membrana aumentando il danno cellulare. Il calcio attiva anche molte chinasi proteiche intracellulari), esaurire l’ATP (
Adenosina trifosfato, la molecola chiave nel metabolismo energetico della cellula) e aumentare il calcio citosolico. E’ quindi evidente il loro ruolo decisivo nella necrosi.

Ri-Promemoria IMPORTANTE per capire bene cosa avviene, quando un virus raggiunge e viene introdotto da una o piu' cellule, specie se esso e' Eterologo = ESTRANEO (ad es. quelli dei vaccini):
Gli
enzimi protease possono rompere questa pellicola di proteine del capside virale, permettendo il rilascio delle informazioni biochimiche della catena complessa del DNA/RNA virale, che viene decodificata dal Mitocondrio.

Le Vaccinazioni e certi farmaci, producono molto facilmente anche l'alterazione del Terreno verso l'acidosi....e producono lo stress ossidativo cellulare e quindi tissutale, oltre alle mutazioni genetiche.

Esempio
, l'AUTISMO e/o  l'ATASSIA genetica - vedi anche: Danni dei Vaccini
Il gene in questione si chiama AFG3L2 e contiene le informazioni per una proteina coinvolta nel metabolismo dei mitocondri, le centrali energetiche delle nostre cellule.  Il suo ruolo è quello di "tagliuzzare" altre proteine, talvolta per renderle attive e funzionanti, in altri casi per avviarne lo smaltimento, se esse non sono più utili per la cellula.
Una particolarità di AFG3L2 sta nel fatto di agire in stretta associazione con un’altra proteina, la paraplegina, a sua volta associata a un’altra malattia neurodegenerativa di origine genetica, la paraplegia spastica ereditaria. Nonostante le due proteine siano di fatto gli ingranaggi di uno stesso macchinario, sono associate a malattie decisamente diverse.

http://www.nonsolofitness.it
http://www.pforster.ch/ydisp/AF 5_29.htm
http://cercauniversita.cineca.it/php5/prin/scheda.php?codice=2002071812
http://it.wikipedia.org/wiki/Catabolismo
http://www.nonsolofitness.it/argomenti/biochimica.asp?bio=29
http://www.centro-cisi.it/proteomica.htm


IMPORTANTE: Nelle cellule infettate da virus vaccinali, si risvegliano i retrovirus endogeni !!
I ricercatori hanno osservato che quando il metabolismo della cellula e' alterato da un virus vaccinale, essa lavora al fine di autoriprodurre il virus, pero’ in essa decade la funzionalità di alcune reazioni biochimiche di contenimento e di funzione cellulare: sintesi e specializzazione delle proteine, specializzazione degli enzimi e duplicazione del DNA.
L'intossicazione da virus vaccinale e’ in grado di riattivare genomi di precedenti virus, es. quelli iniettati con i vaccini, ai genitori, nonni, avi del vaccinato,  e trasmessi alla prole ed alle successive generazioni, attraverso le mutazioni genetiche indotte, che erano divenuti parte del genoma (DNA) delle cellule dei genitori, nonni, avi.


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Cellule in movimento - Un GPS per la cellula  -  vedi:  Somatidi  +  Cellule Staminali   Stress Ossidativo

Oltre a dirigere le cellule verso la sede di una lesione per ripararla, questo sistema servirebbe a prevenire spostamenti cellulari pericolosi quali quelli che si hanno nelle forme invasive di cancro e nelle fibrosi
Il cilio primario, una protrusione a forma di antenna presente in quasi tutte le cellule umane, permette a esse di orientarsi nella direzione corretta quando devono concorrere a chiudere una ferita. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell'Università di Copenhagen, in Danimarca, e dell'Albert Einstein School of Medicine, a New York.
"Abbiamo a che fare con un analogo fisiologico del sistema GPS, dotato di un 'autopilota' che coordina il traffico aereo o navale", ha detto Soren T. Christensen (vedi Bibliografia), che ha diretto lo studio, descrivendo la scoperta al convegno annuale della American Society for Cell Biology (ASCB) in corso a San Francisco.
"Il cilio primario rileva i segnali che dicono alla cellula di spostarsi direttamente verso la ferita. Nelle cellule mutanti che mancano del cilio primario la migrazione cellulare non è regolata e durante la guarigione - che resta incompleta - della ferita, esse si spostano in modo incontrollato, essendo 'cieche' rispetto ai segnali che le permettono di navigare in modo corretto", ha spiegato Christensen.
La proteina segnale che attiva il cilio primario è il fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGF-AA =
Derivato dalle piastrine growth factor-AA), il quale, una volta legato all'apposito recettore, innesca la trasmissione di un segnale che determina una riorganizzazione del citoscheletro cellulare, che a sua volta determina la direzione e la velocità con cui la cellula si sposta verso la lesione. - vedi: Dynamic Cilium
Secondo i ricercatori questo sistema avrebbe anche la funzione di prevenire gli spostamenti dannosi delle cellule legati a forme invasive di cancro e alle fibrosi. Il sistema del cilio primario sembrerebbe inoltre coinvolto anche nella gestione delle istruzioni direzionali nel corso della differenziazione cellulare.
Fino a pochi anni fa il cilio primario era considerato un residuo vestigiale di un organello di movimento, ma poi si è scoperto che esso possiede diverse funzioni, a partire dal suo coinvolgimento nella sindrome di Joubert, scoperto dal gruppo di ricerca di Enza Maria Valente e Bruno Dallapiccola, dell'ICSS-Mendel di Roma. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Commento finale NdR: quello che non viene MAI detto nella medicina ufficiale. e' che le cellule comunicano fra di loro, cosi' come TUTTI gli atomi, molecole, organi, per mezzo del campo elettromagnetico proprio (CEM) il quale interagisce (trasmette e riceve) con quello Corporeo globale - gestito dall'Inconscio e dal conscio + quello Universale, Cosmo e quindi con l'INFINITO.
vedi: Uomo Psico Elettronico 


Ricordiamo anche che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

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Così si divide una cellula ?
La mitosi non si basa su un unico processo. Una nuova tecnica permette per la prima volta di osservare cosa accade durante la duplicazione
La mitosi, cioè la formazione di due cellule a partire da una cellula originaria, è descritta in ogni libro scolastico di scienze. Eppure i biologi molecolari hanno dibattuto per oltre 50 anni sui dettagli del processo di divisione cellulare. Uno studio della Oregon State University, pubblicato su PLoS Biology, risolve il dubbio: la cellula attua tutti i processi ipotizzati dai biologi, senza preferenze.
I ricercatori si erano proposti di scoprire quale dei meccanismi fosse utilizzato effettivamente dalla cellula. E ci sono riusciti grazie a una nuova tecnologia basata sull’utilizzo di microaghi e di sofisticati software di elaborazione di immagini su microscala. In questo modo hanno potuto manipolare gli elementi dello "scheletro" cellulare, e a osservare per la prima volta quello che realmente accade.
Durante la divisione cellulare, i microtubuli e i filamenti si assemblano, generando un anello (fuso mitotico) che “strozza” la cellula in due parti, ciascuna con la sua porzione di Dna. Se si pensa alla cellula come a una sfera, possiamo riconoscere in essa due poli e una fascia equatoriale. I meccanismi ipotizzati negli anni dai biologi sono due: la “stimolazione equatoriale”, secondo cui l’anello si forma grazie all’aggregazione di proteine nella fascia centrale e il “rilassamento polare” che prevede la disgregazione, alle due estremità, dei filamenti, i cui elementi vengono riciclati.
Lo studio dà ragione a entrambe le ipotesi, e mostra dell'altro: se uno dei due processi viene inibito, l’altro è in grado di completare la divisione da solo. Questa ridondanza, secondo gli autori, servirebbe ad assicurare una corretta divisione cellulare, cruciale per la sopravvivenza di ogni organismo vivente.
La scoperta e soprattutto la tecnica messa a punto potrebbero essere di grande aiuto nella ricerca sullo sviluppo di malformazioni, malattie genetiche, aborti spontanei e tumori legati alla divisione incontrollata delle cellule. (i.n)
Tratto da: galileonet.it - Sett. 2008

Commento NdR: E' la Cellula stessa che duplica i virus:
Si ipotizza, nella medicina ufficiale che i virus siano agenti infettivi, come si dimostra la realta’ di questa ipotesi ? NON e' certo cercando i virus in un malato che si possa dimostrare che essi ne siano la causa, infatti nel sano quel tipo di "virus" (proteine tossiche) NON si trova !,
cio' significa che e' nel malato e non nel sano che essi si ritrovano, quindi la Causa e' da ricercarsi in un livello superiore, cioe' nel Terreno (i liquidi del corpo) e' in quel "luogo" che si deve risalire per avere al certezza della Vera Causa fisiologica di quel male !

Si ipotizza anche, sempre nella
medicina ufficiale, anche che essi, i virus, siano dei microrganismi; ma la dimostrazione che lo siano, NON esiste ! infatti i Virus non sono autosufficienti ed autoriproducenti, quindi NON sono micro organismi, ma proteine complesse di lipidi (grassi) a DNA = coie' una capsula di grassi che ha all'interno un frammento di DNA.
vedi: Somatidi
Come vengono Trascritti e Replicati ?: che li moltiplica-replica-fotocopia,  lo ripetiamo, e' la cellula stessa = vedi (C) (il Terreno interno = citoplasma della cellula) che mediante il meccanismo di trascrizione + sintesi e specializzazione delle proteine, funzioni del metabolismo cellulare + punto 2 e 1 e la "riproduzione cellulare del DNA" (mitosi) si attivano una volta selezionate e modificate le sostanze riconosciute o non, per duplicare e/o replicare anche queste proteine complesse a DNA (i virus), per mancanza di comandi inibitori e/o bloccanti, quando il citoplasma ha certi valori Bioelettronici di ionizzazione
ed i DNA ha individuato, riconosciuto e decodificato il virus eterologo (estraneo) introdotto.
La riprova c’e’, ma al contrario di cio' che insegna la medicina ufficiale, infatti e’ il Terreno ospitante (le cellule viventi) che li riproduce ed in special modo cio' avviene nel citoplasma cellulare e non e' il virus che si autoriproduce ! !
Introduzione alla replicazione del Dna  +  Trascrizione del DNA nello RNA


Mitosi e duplicazione cellulare - La rigenerazione    
La mitosi nelle cellule vegetali 
Animazioni: 
- ciclo cellulare: http://www.cellsalive.com/cell_cycle.htm  
- divisione cellulare: http://www.longwood.k12.ny.us/lhs/science/bio/cell_cycle_animation.gif 
- animazione Java della mitosi:http://micro.magnet.fsu.edu/electromag/java/mitosis/ 
- animazioni con mitosi e citodieresi:
http://highered.mcgraw-hill.com/sites/0072437316/student_view0/chapter11/animations.html# 
- animazione con mitosi: http://www.stolaf.edu/people/giannini/flashanimat/celldivision/crome3.swf 
video della duplicazione cellulare:
http://www.galileonet.it/news/10459/cosi-si-divide-una-cellula

Mitosi e duplicazione cellulare 
La duplicazione cellulare
Il modello base di duplicazione è detto mitosi. Processo attraverso il quale, da una data cellula, ne origina un’altra. Questo processo si realizza attraverso varie fasi. Nella fase iniziale vi è la duplicazione dei cetrioli e del DNA. Segue lo sfaldamento della membrana nucleare. I cromosomi fuoriescono e i centrioli sottengono delle fibre verso la membrana. I cromosomi si posizionano sulle fibre del fuso tramite il centromero. In metafase si ha l’allineamento dei cromosomi nella parte centrale della cellula.
A questo punto prende il via la divisione dei cromosomi, ogni centromero migra verso i centrioli.
Le membrane nucleari cominciano a riformarsi e, anche la membrana citoplasmatica inizia a chiudersi sino a dividersi. Al termine della divisione, partendo da una cellula, ne avremo 2 uguali. A tal proposito, questa divisione, è detta equazionale. Una cellula può dividersi, nell’arco della sua vita, 50-60 volte, prima che invecchi e si avvii verso la morte programmata.
La regolazione del ciclo riproduttivo cellulare è data dal telomero (parte terminale del cromosoma). Ad ogni divisione, infatti, una piccola porzione di telomero viene eliminata ma, grazie alla telomerasi, viene rigenerata. La stessa telomerasi ha vita piuttosto breve pertanto, al cessare della sua azione, il telomero danneggiato resta tale e non può avvenire una successiva duplicazione.
Questo processo di duplicazione è valido per tutte le cellule dell’organismo ad eccezione di quelle seminali (spermatozoo e ovulo) che si dividono per meiosi.

Ciclo cellulare, la mitosi
Si intende come descrizione delle fasi della vita di una cellula eucariotica.
Il ciclo ha inizio con la fase G1, ritenuta la fase di crescita, nella quale, la cellula, rigenera il corredo enzimatico e ripara i danni.
Segue la fase S (sintesi) in cui vi è la duplicazione del DNA, ad opera dell’enzima DNApolimerasi. Dopo che il DNA si “apre”, l’enzima si lega al filamento preesistente e su questo viene costruito il nuovo filamento. Tutto ciò avviene sfruttando il principio della complementarietà delle basi, per il quale, ad una guanina corrisponde una citosina, ad una timina una adenina. Si porta così a compimento la fase di sintesi.
Si da il via alla fase G2 nella quale la cellula produce gli organuli indispensabili per la divisione (centrioli ecc.).
Si ha infine la fase M di mitosi vera e propria. Il processo mitotico viene stimolato e avviato dai cosiddetti fattori di crescita.
Tratto da: nonsolofitness.it

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Così le cellule fanno pulizia - Le Scienze, luglio 2008, n. 479
Proteine deteriorate, organelli difettosi, microrganismi invasori: a spazzarli via ci pensano minuscoli "aspirapolvere" interni che mantengono sane le cellule viventi. Se si riuscisse a mantenere efficiente questo processo si potrebbe addirittura rallentare l'invecchiamento. By Vojo Deretic e Daniel J. Klionsky

All'interno del citoplasma di una cellula vivente, organelli chiamati autofagosomi inglobano continuamente pezzetti di citoplasma insieme a parti di cellula danneggiata, batteri e virus invasori (eterologhi). Il "bottino" così raccolto è consegnato a organelli digestivi che lo scompongono e lo riciclano. Questo processo è detto autofagia.
I biologi cellulari stanno studiando l'autofagia in grande dettaglio, identificando i segnali proteici che guidano e controllano questo processo. Una più completa comprensione dell'autofagia sta dischiudendo nuove possibilità per la cura del cancro, delle infezioni, dei disordini immunitari e della demenza, e un giorno potrebbe addirittura contribuire a rallentare il processo di invecchiamento.
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: questi organelli digestivi, deputati come "spazzini" vengono anch'essi inibiti e disorganizzati dai vaccini inoculati fin da piccoli agli umani ed animali !! - vedi: Contenuto dei Vaccini   Stress Ossidativo

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La CELLULA
Cellula procariote: non ha un vero e proprio nucleo ma un nucloide o zona nucleare che e' come un gomitolo immerso nel citoplasma. Non ci sono veri e propri organelli, infatti sono cellule prive di compartimentazione. pero' ci sono delle vescicole che sono delle protuberanze della membrana. Possiede una membrana plasmatica detta plasmalemma. Sono presenti anche dei ribosomi.

Cellula eucariote: possiede degli organelli: mitocondri, vescicole, reticolo endoplasmatico, apparato del Golgi, caratteristica del regno vegetale: i plastidi sono i cloroplasti. Vacuolo. Grossa balla d'acqua che puo' contenere delle sostanze delimitato da una membrana.

Composizione della funzione delle membrane cellulari
Le membrane cellulari possono essere:
1) di natura lipoproteica.
2) fluide.
3) asimmetriche.

1) Lipoproteica: fatte prevalentemente da lipidi e proteine. I lipidi sono complessi: fosfolipidi, glicolipidi in quantita' minore e steroli ancora minori. Sono molecole anfibie che spontaneamente tra 2 ambienti acquosi si dispongono in un doppio strato. Le proteine sono disposte a mosaico. La presenza di steroli e' legata alla capacita' o meno di fagocitosi.
2) Fluide: a mosaico , per la maggior parte assumono stratigrafia globulare. si dispongono in modo preciso. Altre hanno forma ad elica. L'abbassamento di temperatura abbassa la fluidita' della membrana cosicché blocca lo scambio con l'esterno della cellula. La membrana e' caratterizzata da una permeabilita' selettiva: trasporto di membrana.
3) Asimmetrica: le catene oligosaccaridiche sono da una sola parte, solitamente rivolte verso
l'esterno. Tali catene compiono il riconoscimento cellulare (es. trapianti).

Trasporto di membrana
Attraverso la porzione lipidica si possono diffondere piccole molecole d'acqua (fatto strano perché l'acqua e' un composto polare). Non passano gli ioni, le sostanze polari (zuccheri), e le grosse molecole. Queste sostanze passano attraverso la componente proteica. ci sono proteine che passano dei canali che attraversano lo strato lipidico.
Proteine vettrici: legano le sostanze e le trasportano verso l'esterno o l'interno.
Trasporto per diffusione: trasporto passivo da una zona dove le sostanze sono maggiori. trasporto attivo (legato alle proteine carrier contro gradiente) da ambiente dove c'e' poca sostanza verso dove ce n'e' di più. Richiede energia, non avviene spontaneamente.

ATP adenosin trifosfato : adenina, ribosio, 3 gruppi fosfato.
I legami tra i gruppi fosfati sono altamente energetici cioe' sono molto instabili perché ci sono cariche portate dall'ossigeno che si respingono. infatti l'ultimo gruppo si stacca e diventa più stabile con perdita di energia.
Pressione osmotica: grandezza fisica indicata con p. e' la forza di una soluzione di attirare acqua.

Il glucosio non riesce a passare la membrana ma l'acqua sì. la forza da A a B si chiama pressione osmotica. Si misura in Bar, e lo strumento si chiama osmometro.

IN SOLUZIONE IPERTONICA (+ CONCENTRATA):

IN SOLUZIONE IPOTONICA (- CONCENTRATA):

Cellule eucariote:
Citoplasma: 40% d'acqua, ioni organici, monosaccaridi, disaccaridi, polisaccaridi, aminoacidi, nucleotidi, proteine: l'abbondanza di queste da' consistenza gelatinosa.
E' attraversato da una rete di microtubuli e microfilamenti che costituiscono il citoscheletro, i microtubuli sono costituiti da tubulina, i microfilamenti da actina (prot. Contrattile).
I microtubuli possono essere stabili o labili:
stabili (si trovano nei flagelli): danno forma alle cellule prive di parete, orientano la cellulosa, determinano la posizione degli organuli.
labili: sono quelli del fuso mitotico, compaiono con la mitosi, poi finita questa scompaiono.
Microfilamenti: servono al movimento (es. Ciccosi).

Sistemi di membrane:
1) Plasmalemma (membrana esterna).
2) Reticolo endoplasmatico.
3) Apparato di Golgi.

1) Plasmalemma
Delimita la cellula dall'ambiente esterno che nelle cellule vegetali e' la parete. assorbe le sostanze dell'ambiente esterno. e' la membrana più spessa caratterizzata da fenomeni di riconoscimento legati ai glicolipidi o alle glicoproteine.
E' sede di recettori della luce e degli ormoni. a volte si trovano delle zone su di esso dove viene sintetizzata la cellulosa (il betaglucosio si trova all'interno della cellula), tutto migra verso il plasmalemma e all'esterno il betaglucosio forma delle fibrille di cellulosa. esso esiste in tutte le cellule vive e in continuita'.
Porocanali: attraverso questi si infila il citoplasma in una cellula e confluisce in quella vicina. il citoplasma e' avvolto dal plasmalemma.
In questo modo nelle piante si creano 2 spazi: uno e' interno al plasmalemma, per accedervi e' necessario attraversare una barriera semipermeabile.
Lo spazio e' il simplasto che e' in continuita' con cellule vive attraverso un cordone: plasmoderma.
Mentre il foro della parete e' il porocanale in cui passa il plasmalemma.
Nella pianta c'e' un altro spazio al di fuori del plasmalemma.
Al di fuori c'e': la parete, gli spazi intracellulari e le cellule morte: spazio apoplasto, non e' presente la membrana così e' uno spazio in equilibrio con l'esterno.

2) Reticolo endoplasmatico
E' un insieme di cisterne (contenitore largo e piatto) e tubuli che formano una rete tridimensionale all'interno cellulare.
Si divide in due porzioni: rugoso e liscio.
Ret. End. Rugoso: frequente nelle cisterne.
Ret. End. Liscio: tubuli.
funzione principale: formare molecole per la sintesi di nuove membrane. la componente proteica avviene nei ribosomi che si trovano sul ret. End. Rugoso.
Esiste una continuita' tra reticolo endoplasmatico ed apparato di Golgi. il reticolo liscio porta all'apparato di Golgi porzioni di membrana.
Una parte del reticolo costituisce l'involucro nucleare.
In alcuni casi il reticolo contribuisce alla formazione dei vacuoli, e' scala dei recettori delle auxine(ormoni).

3) Apparato di Golgi
Insieme di cisterne e vescicole + cisterne sovrapposte (dittiosoma).
Tutti i dittiosomi delle cellule costituiscono l'apparato di Golgi.
Funzione: 1) perfezionare alcune molecole di membrana, a livello dell'apparato del Golgi abbiamo la glicosilazione. 2) formare le pectine e le emicellulose. formazione parete cellulare.
Le vescicole staccate dalla cisterna: o vanno verso il vacuolo dove si riversano o vanno verso il plasmalemma.

Processo:
ER rugoso, ER liscio, apparato del Golgi, plasmalemma.

Il nucleo
Contiene DNA. Lo hanno tutte le cellule tranne le cellule dei tubi cribrosi che fanno parte del libro. infatti sono sempre vicine a delle cellule compagne.
E' delimitato da un involucro costituito a 2 membrane ed e' una porzione del reticolo endoplasmatico rugoso.
L'involucro e' una struttura labile, perché scompare con deviazione nucleo. Presenta aperture: pori nucleari. L'interno del nucleo e' detto nucleoplasma (corrispondente al citoplasma), immerso c'e' il DNA.
Nucleolo: struttura labile sede di sintesi dei ribosomi.
Il DNA ha dei gruppi liberi acidi, istoni (proteine con cariche + che si attaccano a gruppi
acidi -).
DNA + ISTONI = CROMATINA.
ETEROCROMATINA: cromatina dove e' più densa.
EUCROMATINA: dove e' più sparsa.

La cromatina e' un insieme di molecole ben distinte tra di loro: i cromosomi.
Il nucleo ha il compito di tramandare il genoma e in + funzione della cellula che impone gli ordini per la formazione di proteine.
Tratto da: http://digilander.libero.it/botanica/cellula.html

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CELLULA: Centro vivace e periferia silenziosa nel nucleo cellulare
Alcune proteine presenti nella membrana del nucleo sono in grado di interferire con i meccanismi di trascrizione genica.
Se un gene viene spostato dalla sua posizione in prossimita' del centro del nucleo in una più periferica, diventa inattivo: e' quanto risulta da una ricerca condotta da biologi dell'University of Chicago Medical Center, che ne riferiscono sull'ultimo numero di "Nature". "Diversi anni fa noi e altri avevamo descritto l'esistenza di una correlazione fra la posizione e l'attivazione dei geni", osserva Harinder Singh, che ha diretto lo studio. "Tuttavia le modalita' con cui questo posizionamento periferico interferisse con l'espressione dei geni non era chiaro. Per questo, prosegue Singh, "abbiamo cercato di fare un altro passo progettando un esperimento che potesse verificare l'esistenza di un nesso causale fra i due fatti. Possiamo spostare un gene dal centro del nucleo alla periferia, ci siamo chiesti, e misurare le conseguenze di questo riposizionamento ?"
Nel nucleo delle cellule dei mammiferi, la cromatina - il complesso del DNA e delle proteine a esso associate - e' organizzata in domini strutturali attraverso una serie di interazioni con diversi compartimenti del nucleo.
Nel loro studio Singh e collaboratori hanno sviluppato una serie di strumenti molecolari proprio per prelevarli dai loro compartimenti interni e spostarli nella periferia, a contatto con la membrana nucleare.
In tal modo hanno scoperto che all'origine del fenomeno sono coinvolte alcune proteine presenti all'interno della membrana, che possono interferire con i meccanismi di trascrizione genica, accumulandosi in prossimita' del punto in cui il gene viene in contatto con la membrana e silenziandolo.
Questo meccanismo di repressione della trascrizione e' particolarmente attivo quando sia ha la rottura e la ricostituzione della membrana nucleare nel corso della divisione cellulare, quando cioe' si verifica anche la riorganizzazione dei cromosomi.
"Cio' suggerisce che la divisione cellulare non venga utilizzata unicamente per trasmettere l'informazione genetica alle cellule figlie e creare due cellule equivalenti - ha sottolineato Singh - ma che rappresenti anche l'opportunita' per le cellule per riorganizzare i loro genomi in uno spazio a 3D, sequestrando parte del genoma nella periferia del nucleo e rendendolo inaccessibile alla trascrizione." - vedi:
http://www.uchospitals.edu/news/2008/20080213-genes-html
Tratto da: http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1323427  

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Il danno cellulare può essere:
- reversibile
- irreversibile e condurre a morte cellulare principalmente per necrosi o
apoptosi
Le principali cause di danno cellulare sono:
- mancanza di ossigeno
- Ipossia: blocca la respirazione aerobica; la glicosi può funzionare e conservare la produzione di energia
- Ustione

Ischemia: perdita dell'apporto di sangue arterioso o ostacolo al deflusso venoso in un tessuto (NdR: anche quelle dovute ad ischemia da Vaccino). Viene meno l'apporto di substrati metabolici trasportati col sangue (specie il glucosio !!) = danno tissutale più rapido !
- agenti fisici. traumi meccanici, variazioni di temperatura, ecc.
- agenti chimici-farmaci (
vaccini compresi)
- agenti infettivi
- reazioni immunologiche
- alterazioni genetiche (soprattutto del sistema enzimatico - NdR: proprio quelle dei
danni dei vaccini)
- squilibri nutrizionali

Danni cellulari reversibili - Danno cellulare
E' importante ricordare che se la cellula fosse un sistema statico e rigido i cambiamenti ambientali (stress) avrebbero un profondo effetto sulla funzione dei tessuti, ma esistono meccanismi omeostatici che consentono alle cellule (organismo vivente capace di adattarsi ai cambiamenti) di superare questi stress. La risposta cellulare a stimoli dannosi dipende dal tipo di danno, dalla durata e dalla gravità. Ricordiamo che i sistemi più vulnerabili intracellulari sono:
- integrità della membrana;
- respirazione aerobia;
- sintesi proteica;
- mantenimento integrità genetica.
La cellula ha una capacità di adattamento a cambiamenti ambientali accettabili.

Deposito cellulare
Quando si verifica un accumulo di materiale all'interno della cellula si parla di deposito cellulare. Normalmente i materiali che si depositano all'interno della cellula possono essere distinti in 3 categorie:
- componenti normali della cellula si accumulano in eccesso come lipidi, proteine, carboidrati (p.es. glicogeno in caso di diabete)
- sostanze anomale che possono
- pigmenti cioè sostanze colorate o particelle come carbone, metalli (p.es. inalati in certe professioni, il silicio).

Silicosi polmonare
Gli accumuli possono localizzarsi all'interno del nucleo o nel citoplasma (nei lisosomi). L'accumulo può essere "reversibile" (vedi glicogeno nel diabete) o "irreversibile 2 (vedi carbone nelle cellule polmonari).

Le cause possono essere:
- eccessivo ingresso
- alterata capacità di
mebabolizzazione (deg. grassa)
- insufficiente capacità di eliminazione degli organi emuntori

Danni cellulari irreversibili - Necrosi
La risposta cellulare agli stimoli dannosi dipende dal tipo di danno, dalla durata dell'aggressione, dalla gravità.
Le conseguenze del danno dipendono dal tipo di cellula, dal suo stato e dalla capacità di adattamento.
Le cellule necrotiche sono cellule morte, ma le cellule morte (NdR: nella loro disgregazione si formano dei
virus dai loro mitocondri) non sono necessariamente tutte necrotiche.

Decubito stadio II
La necrosi è la somma delle alterazioni morfologiche che si hanno in seguito alla morte cellulare nei tessuti viventi.
Dobbiamo qui ricordare che le cellule muoiono qualche tempo prima che il danno letale possa essere identificato.
(Parecchi componenti cellulari interdipendenti sono bersagli primari di stimoli lesivi).

I sistemi cellulari più vulnerabili sono:
- membrane cellulari (mantenimento integrità)
-
mitocondri (respirazione aerobica)
-
citoscheletro

DNA cellulare
Data l'interdipendenza, il danno di un sistema provoca danno secondario degli altri, e infine si può avere morte cellulare quando è superata una certa soglia di accumulo di danno.

Importanza di radicali liberi
I radicali liberi (RL) sono atomi o gruppi di atomi che possono facilmente entrare a formare legame chimico con altri atomi o gruppi di atomi.

Cellula animale
Nascono in maggior parte con il lavoro energetico delle cellule (
ciclo di Krebs) nei mitocondri. La concentrazione maggiore si trova in organi ad alto consumo energetico, trasformando glucosio C6H12O6 e acidi grassi con ossigeno O2 in anidride carbonica CO2 e acqua H2O.
Più carichi di questo processo di "
respirazione cellulare" sono le cellule del fegato, dei muscoli e i neuroni, perché consumano tanta energia. Le cellule dispongono di raffinatissimi meccanismi per neutralizzare questi radicali. La loro durata di vita è al solito pochi millesimi di secondo.

I radicali liberi provocano:
-
perossidazione dei lipidi di membrana
- frammentazione delle proteine in pezzi
- lesioni al DNS (
sindrome del nevo displastico)

Respirazione cellulare (mitocondri)
I radicali liberi sono estremamente reattivi e sono di solito presenti in basse concentrazioni e per brevissimi tempi.
Esistono comunque un certo numero di sistemi cellulari di difesa (antiossidanti) ad opera della vitamina E e dell'acido ascorbico (vit C) che interrompono la propagazione della catena dei radicali liberi.
Il catrame di tabacco è uno dei più potenti antiossidanti che si conoscono.
Esempi:
I radicali liberi hanno la capacità di iniziare il processo di ossidazione del lipidi di membrana. Questa reazione può provocare un processo a cascata che porta al consumo dei lipidi della membrana cellulare ed alla sua morte.
Invecchiamento e radicali liberi:
Questa teoria presuppone che l'invecchiamento sia dovuto a:
- un continuo aumento di radicali liberi causato da agenti ambientali quali ?
- una diminuita disponibilità per ragioni sconosciute di antiossidanti
- una perdita o diminuzione di attività di alcuni enzimi quali ? e perché ?
Tratto da: pforster.ch


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DEFINIZIONE di GENE
Si parla moltissimo di genetica……ma ...CHE COS'E' UN GENE da un punto di vista rigorosamente scientifico e sperimentale, cioe' trascurando le pittoresche descrizioni dei mass media ??? Come fanno i biologi molecolari ad individuare sul segmento di DNA un certo tratto di catena come gene ? Quale metodo usano ? Come fanno i biologi a dire gia' da ora che il nostra genoma si compone complessivamente di “n” geni ? 
Un’esperto risponde: “Un gene e' un tratto di acido ribonucleico (o desossiribonucleico) che codifica per una proteina, cioe' per una catena polipeptidica. ora, fate conto di scoprire la sequenza di un certo tratto di DNA. bene, conoscendo il codice genetico, cioe', conoscendo la "chiave di lettura" e l'interpretazione che il macchinario di traduzione DNA->proteina (in realta', spesso, si tratta d più passaggi: DNA->RNA->PROTEINA) dara' a quella sequenza, saremo in grado di dire se quel certo tratto e' o meno un gene od un "pezzo" di gene se, in base al codice genetico, quel segmento codifica o meno per una proteina (o per un RNA ribosomiale o transfer)”.  By Stefano - News group.  di Biologia

DNA e CROMOSOMI  
Il DNA (in Italiano ADN) e' un acido nucleico ed e' l’elemento indispensabile per tutte le forme viventi. i Cromosomi sono costituiti da DNA e sono strutture a bastoncello (forma: X ed Y) ancora poco note nella loro costituzione e racchiuse nel nucleo, nella parte più interna di ogni cellula ed e' composto morfologicamente da una “doppia” elica a spirale avvolta su se stessa. ma probabilmente all’origine della specie umana, questa “scala genetica” era più complessa, cioe' era, secondo la ns. ipostesi, l’insieme di 12 scale avvolte su se stesse. si e' in seguito “ridotta” solo a 2, da qui il termine di “doppia”, pare per mezzo di manipolazioni genetiche volute da una stirpe di esseri conoscitori della scienza genetica, che ci hanno messo centinaia di migliaia di anni or sono su questo pianeta, come prigione della Galassia.
La prova sta nel fatto che coloro che studiano il DNA hanno trovato degli “strani” frammenti di DNA all’interno della scala elicoidale, di cui non sanno spiegare l’origine.

I Cromosomi hanno anche la caratteristica di risuonare come una bobina di filo avvolto, alle varie frequenze dei Campi ElettroMagnetici presenti (endo corporali ed extra corporal) che sono parte integrante di ogni, molecola, cellula, tessuto, nei quali essi sono presenti. ricordiamo che il tutto avviene in immersione nei liquidi intra cellulari, che sono di fatto il terreno che veicola, ricorda (memorizza) trasmette e riceve attraverso i liquidi, le informazioni da e per le varie molecole, cellule, tessuti ecc.
Il tipo di scala (bipolare) del filamento di DNA avvolto in modo tale da formare i Cromosomi, risuona ai vari CEM, anche a livello dei geni che compongono il cromosoma stesso.
L’avere più “scale” avvolte permetterebbe, per esempio di far risuonare le cellule dei corpi umani su molte più frequenze del Campo Psico Elettro Magnetico Universale (CEIU) dell’UniVerso ed ottenere molti più gradi di liberta' e quindi di conoscenza. che sia quasi sicuramente così, lo possiamo intuire per il fatto che abbiamo un cervello così ben strutturato da poter gestire un’immensita' ben maggiore di informazioni, di quante non ci necessitino per ora, quindi e' evidente che vi era alla base/origine, un diverso utilizzo del cervello, che si e' alterato od e' stato modificato ad un certo periodo della storia umana.
E’ notorio che utilizziamo al massimo il 10 % del cervello per la nostra vita, e l’altro 90 % a cosa serve ???
Con più eliche nel DNA, potremmo per esempio “rifarci” un arto amputato, potremmo avere vista telescopica od a raggi X, udire più frequenze, allungarsi o rimpicciolirsi a volonta', saremmo di fatto degli esseri umani con enormi possibilita', anche quella di volare con le nostre ali auto generate sul retro delle spalle, ecc.
Tutte le “istruzioni necessarie” per la “costruzione guidata ed organizzata di ogni organismo vivente”, sono “scritte” sulla molecola del DNA, come su di un nastro magnetico sotto forma di codice bio molecolare binario ultra microscopico.

Perché le cellule muoiono, non solo perché si intossicano oltre modo, ma per il fatto che esse sono regolate anche dall’informazione contenuta negli atomi che compongono i geni del DNA dei Mitocondri. i geni sono attivati ad agire per la morte cellulare definitiva, per il fatto che l’inquinamento endo cellulare supera i limiti programmati dal DNA e non puo' neanche superare il “tempo” programmato.
La morte di una cellula non e' un evento misterioso, il segreto della sua fine e' nascosto anche nei Mitocondri. questi sono le centrali energetiche delle cellule e che, quando si disgregano nella apoptosi cellulare, producono virus autologhi, cioe' scorie proteiche complesse a DNA, che dovrebbero essere eliminate dall'organismo, dagli organi emuntori - ma cio' avviene solo negli organismi sani, negli altri, si accumulano nel corpo e possono in certi casi, essere concausa di malattie !.
Negli USA all’Universita' di Pittsbourgh dei ricercatori hanno potuto vedere in laboratorio la morte cellulare e capire da dove proviene.
La ricerca ha dimostrato per la prima volta che i mitocondri sono i veri esecutori delle morti cellulari e che contrariamente a quanto si riteneva fino ad ora una cellula riesce a sopravvivere anche quando i mitocondri smettono di funzionare per brevi periodi. i ricercatori hanno messo a confronto due gruppi di cellule di roditori, quelle con i mitocondri disattivati sono sopravissute, le altre sono morte. La morte od apoptosi cellulare produce, per la distruzione-smembramento dei mitocondri e del nucleo, dei virus autoctoni.
Anche gli antichi conoscevano il codice genetico che chiamavano con un'altro nome:
Il nome sacro di Dio Y-A-OU-E’ degli antichi sacerdoti/medici)
-Con sole 4 “lettere” la Natura, per mezzo degli Aelohim/Elettroni contenuti negli Atomi dei Geni, scrive nel DNA le informazioni genetiche fisiche e spirituali della specie, della razza e dei singoli individui.
vedi:  
Cellule Staminali   Stress Ossidativo  + Danni da Vaccino

Una bio-membrana misura il danno al DNA (anche il Danno Vaccinale)
Ricercatori dell'University of Connecticut hanno scoperto un metodo rapido per individuare il DNA difettoso in vitro.
La tecnica e' basata sulla caratteristica del DNA danneggiato chimicamente, a subire una ossidazione  (
Stress Ossidativo) elettrochimica piu' velocemente di quella della doppia elica di DNA.
Elettrodi coperti con uno strato ultrasottile (20-40nm) di DNA possono segnalare danni alla doppia elica del DNA causati dalla sua esposizione all'ossido di styrene (un metabolita genotossico dello styrene derivato dal suo contatto con il citocroma P450 o con la mioglobina).
Il sistema mimica le reazioni tossiche provocate nel fegato e offre un veloce metodo diagnostico per controllare la geno-tossicita' di nuovi composti.
Le pellicole sono create alternando strati di DNA ed enzimi e misurando la corrente generata quando il DNA danneggiato reagisce con gli ioni. La diagnosi e' fatta nel giro di pochi minuti.
Nature Biotechnology, 21 Marzo 2003 -
vedi:
http://cat.inist.fr/?aModele=afficheN&cpsidt=14523525 + PDF J. Am Chem - Liping Zou

Un esempio di FALSA interpretazione di dati di laboratorio:
Robert Gallo e Luc Montagnier videro, nelle loro colture cellulari (in esperimenti relativi a malati di AIDS) dei fenomeni dovuti all'eccessiva ossidazione e li scambiarono per un retrovirus, l'HIV.
Le cellule ossidate possiedono un livello di glutatione ridotto (in termini di reazioni redox) molto basso, e come conseguenza viene inibita la produzione del monossido di azoto citotossico e molte cellule T muoiono.
Nella teoria ufficiale HIV/AIDS la morte delle cellule T veniva imputata erroneamente al retrovirus HIV.
E' noto, dall'inizio degli anni novanta, che allo stress ossidativo non contribuiscono solo i radicali liberi dell'ossigeno (che devono essere ridotti tramite il Glutatione), ma anche i radicali di azoto (che si formano dal gas di azoto). La presenza di radicali di ossigeno, di azoto e di altri ossidanti in genere, evidentemente, influisce sulla catena di respirazione della cellula.
Quando si verifica uno spostamento eccessivo verso le cellule di tipo 2, non sono coinvolti solamente gli anticorpi ma anche delle sostanze messaggero, molto importanti per la comunicazione, che sono le citochine.
Oggi si sa che questa dicotomia (cioè questi due tipi di cellule immunitarie T) non vale solamente per le cellule immunitarie; infatti sono solamente un caso specifico. Ai due tipi di cellule CD4 corrispondono anche due configurazioni diverse di queste proteine messaggero addette alla comunicazione: le citochine.
Infine, si può considerare
un mito la capacità del sistema immunitario di distinguere ciò che è proprio (autologo), da ciò che è estraneo (esterno=eterologo)

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DNA SPAZZATURA: e' quel DNA che c'e', ma non si sa che cosa fa, a che cosa serve. La definizione e' eloquente di come la scienza si rapporti a quello che non capisce. 
Dopo il decantato Progetto Genoma, sembra che se ne sappia meno di prima. la doppia elica, con la sua "informazione non-senso" ha moltiplicato i quesiti ma non ha fermato i manipolatori che invece di tener conto della complessita' che la natura gli va parando davanti, semplificano a più non posso e producono spazzatura biologica (ogm) e spazzatura ideologica.
Abbiamo appena scritto un nostro commento al libro di E.Fox Keller: "Il secolo del gene", nel quale si sostiene appunto che il progetto genoma ha aperto le porte ad un modo di guardare al gene, molto più articolato rispetto al determinismo di un tempo. Bene, allora che si fa ? 
Dal determinismo genetico al determinismo proteico  ?
Così sembra, dalla genomica alla proteonomica, ma senza mai abbandonare il determinismo economico al lucro con il quale la ricerca ormai e' irreversibilmente legata e dal quale e' determinata. altre considerazioni, di ordine etico, filosofico o critico essendo opportunisticamente considerate spazzatura.
Tratto da: ecologiasociale.org

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Dentro la cellula - Struttura e organizzazione della cellula 
Mitocondri
 - in inglese: mitochondrion  - vedi: PDF descrittivo del Mitocondrio e sue funzioni
Il mitocondrio e' l’organulo della cellula eucariote nel quale avviene la respirazione cellulare.
e' scarsamente visibile al microscopio ottico: per esaminarne la struttura occorre ricorrere al microscopio elettronico.
Ha la forma di una sferetta e in sezione si presenta avvolto da due membrane, l’interna delle quali e' ripiegata a formare le creste, che sono immerse nella cosiddetta matrice mitocondriale.
Nei mitocondri si trovano, tra gli altri, gli
enzimi del ciclo di Krebs, della catena di trasporto degli elettroni e della sintesi dell’ATP.
I mitocondri possiedono filamenti di DNA e di RNA. secondo la teoria dell’endosimbiosi, cio' testimonia come in origine essi fossero cellule autonome.
Una lesione mitocondriale (intossicazione endo cellulare = malnutrizione della cellula) provoca un deficit energetico, il mitocondrio non emette elettroni come dovrebbe, se si supera un certo limite di stress, lo stato-cellula produce una reazione per affrontarlo. questa reazione e' da noi definita come MALATTIA.
I mitocondri sono organelli cellulari molto piccoli e numerosissimi, dotati di DNA proprio ed esterni al nucleo, che si occupano della respirazione della cellula. trasformano quindi l'ossigeno in energia.
Essi sono degli organelli del citoplasma presenti in quasi tutti i tipi di cellule, sia animali sia vegetali. Formati da una doppia membrana, sono fondamentali nel metabolismo energetico delle cellule: entro i mitocondri durante il processo di respirazione cellulare avviene la formazione di ATP (adenosintrifosfato) dal piruvato.
Le molecole di piruvato, provenienti dalla prima fase di demolizione del glucosio (glicolisi), entrano nei mitocondri dove vengono degradate (attraverso il ciclo di Krebs e la catena di trasporto degli elettroni) a biossido di carbonio e acqua, con la produzione di numerose molecole di ATP.
Più una cellula e' metabolicamente attiva, più risultera' ricca di mitocondri. Il loro DNA, ci dicono i piu' recenti studi, e' composto da 37 geni racchiusi in un anello. E' stato totalmente sequenziato nel 1981.
La membrana esterna dei mitocondri e' liscia, quella interna e' organizzata in pieghe (creste) che dividono lo spazio interno in compartimenti dove si trova una complessa soluzione di
enzimi, coenzimi, acqua, fosfati e molte altre molecole importanti per il processo di respirazione cellulare. Di particolare importanza risultano anche i sistemi di trasporto di molecole posizionati differenzialmente sulla membrana esterna e sulle creste, tra i quali i sistemi enzimatici della catena di trasporto degli elettroni.

Marzo 2010 - USA - Una recente ricerca effettuata dal dott. Nikolas Papadopoulos, genetista del Johns Hopkins University sui mitocondri, ha scoperto che essi variano il loro DNA a seconda del tessuto nel quale si trovano le cellule che li contengono.
Questo significa che i mitocondri hanno la caratteristica di farsi "imprimere" nel loro "file"=DNA, le informazioni che arrivano dall'ambiente, il citoplasma, e/o da altre "info" derivanti, per esempio da proteine complesse virali (virus, anche vaccinali), e/o dal tipo di specializzazione e di funzione delle altre cellule del tessuto, cioe' dall'insieme al quale appartengono le cellule, quindi i mitocondri in esse contenuti si uniformano, modificando e registrando nel proprio DNA anche le funzioni dell'insieme, il tessuto biologico.

Tratto da wikipedia.org:
Il genoma mitocondriale contiene 16569 coppie di basi e possiede 37 geni codificanti per due RNA ribosomiali (rRNA), 22 RNA di trasporto (tRNA) e 13 proteine che fanno parte dei complessi enzimatici deputati alla fosforilazione ossidativa. È da notare, comunque, che il numero di geni presenti sul DNA mitocondriale è variabile a seconda delle specie. In ogni mitocondrio si trovano da due a dieci copie del genoma. Il resto delle proteine presenti nel mitocondrio deriva da geni nucleari i cui prodotti vengono appositamente trasportati. Le proteine destinate al mitocondrio generalmente vengono riconosciute grazie ad una sequenza leader presente sulla loro parte N-terminale.
Tale sequenza contiene da 20 a 90 amminoacidi, di cui nessuno carico negativamente, con all'interno alcuni motivi ricorrenti, e sembra che abbia un'elevata possibilità di dare origine ad una α-elica anfipatica. Circa 28 dei geni mitocondriali (2 rRNA, 14 tRNA e 12 proteine) sono codificati su uno dei due filamenti di DNA (detto H, da heavy strand) mentre i rimanenti geni (8 tRNA e 1 proteina) sono codificati sul filamento complementare (detto L, da light strand). La presenza della catena di trasporto degli elettroni con la sua capacità di produrre radicali liberi, la mancanza di istoni ed i limitati sistemi di riparo, rendono il DNA mitocondriale facilmente danneggiabile ed in effetti il suo tasso di mutazione è circa dieci volte maggiore di quello nucleare.
Ciò fa sì che si possano avere sequenza mitocondriali differenti anche all'interno di uno stesso individuo. La presenza di ribosomi permette al mitocondrio di svolgere una propria sintesi proteica.

Una particolarità del codice genetico mitocondriale sta nel fatto che esso è leggermente diverso da quello comunemente noto.
Il codone UGA, normalemente codone di stop, codifica per il triptofano. I vertebrati, inoltre, usano la sequenza AUA (e l'uomo anche AUU) per codificare la metionina (e non l'isoleucina) mentre AGA ed AGG funzionano come codoni di stop.
Si è visto, inoltre, che tra specie diverse vi possono essere differenze nel codice mitocondriale che, di conseguenza, non è uguale per tutti. (da Wikipedia)

Il DNA dei mitocondri (genoma mitocondriale) e' molto vulnerabile alle molecole tossiche, specialmente alle molecole, proteine tossiche complesse a DNA dei Vaccini e quelle dei Farmaci, ma anche alle tossine endo prodotte nel metabolismo e/o da quelle prodotte da funghi, batteri e/o a quelle introdotte per via orale, ma e' anche modulabile-vulnerabile dallo stress !
Quando gli
enzimi della "catena respiratoria", situati nella membrana interna dei mitocondri, vengono ad essere alterati qualitativamente e quantitativamente, il cervello ed i muscoli sono per primi investiti dalla ridotta attivita' energetica (carenza di elettroni) e quindi questi presentano malfunzioni anche gravi - vedi i Danni dei Vaccini - che proprio in quella sede agiscono in modo diretto !
Un classico esempio e' la sindrome di Leigh, l'Epilessia, la SIDS, Autismo ecc., malattie che colpiscono soprattutto i vaccinati nei primi due anni di vita, proprio in concomitanza con le prime vaccinazioni.
La prima cosa che si modifica-altera nella cellula, e' il ciclo di Krebs
, con tutte le conseguenze del caso.

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Un batterio Stellare
Quando la scienza incontra la fantascienza: la scoperta di un batterio simbionte che vive nei mitocondri delle zecche offre una nuova prospettiva da cui guardare alla coevoluzione di procarioti e organismi superiori.

I procarioti hanno avuto un ruolo cruciale nell'evoluzione. Gli animali, incluso l'uomo, ospitano complesse comunita' microbiche, la
cui composizione concorre a determinare lo stato di salute dell'ospite.
I batteri associati ad animali e piante possono avere localizzazioni extra ed intracellulari. In diversi casi, i batteri intracellulari associati a invertebrati risultano necessari perché l'ospite possa completare il proprio ciclo biologico.
Lo studio di batteri intracellulari associati alle filarie ha permesso di sviluppare strategie per il controllo delle malattie causate da questi parassiti. Negli ultimi anni, indagini sulle zecche hanno portato alla prima descrizione di un batterio intramitocondriale.

By
Luciano Sacchi e Claudio Bandi - Tratto da: Le Scienze, maggio 2008, n.477

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Mitocondri al lavoro - 29-01-2003 -  da Tempo Medico 756
Una pressione evolutiva analoga a quella che ha determinato l'affermarsi - alle varie latitudini - di caratteristiche diverse potrebbe aver agito anche sul DNA dei mitocondri. Nello specifico, l'evoluzione avrebbe fatto sì che chi vive nei climi freddi abbia un metabolismo più propenso a disperdere in calore gli zuccheri e i grassi introdotti con la dieta. Chi abita nelle aree più calde del pianeta, invece, ha un sistema più efficace nella trasformazione delle calorie in energia chimica, sotto forma di ATP.

La scoperta arriva da uno studio di Douglas Wallace, ricercatore presso il centro di medicina genetica dell'Universita' della California a Irvine, che ha confrontato le sequenze complete del genoma mitocondriale di 104 individui tra africani, europei, asiatici, siberiani e nativi delle Americhe - vedi:  http://ukpmc.ac.uk/articlerender.cgi?artid=9894

Il DNA di questi organelli contiene i geni degli
enzimi che fanno parte della catena ossidativa che produce ATP.
Dalle analisi emerge che le popolazioni che vivono nelle regioni più fredde del pianeta, hanno mitocondri che disperdono più elettroni durante la produzione di molecole di ATP, garantendo così un metabolismo basale più alto e quindi un calore corporeo maggiore.
Al contrario, chi ha abitato per migliaia di anni sotto il sole dei tropici si trova nella situazione opposta: nella catena ossidativa dei suoi mitocondri gli
enzimi sono più efficaci nel catturare l'energia generata dal gradiente elettrochimico attraverso la membrana interna degli organelli e trasformarla in ATP.
Se per gli antenati dell'uomo moderno i diversi patrimoni genetici mitocondriali potevano fare la differenza per sopravvivere in ambienti ostili, secondo Wallace oggi essi contribuirebbero invece a molti disordini che interessano la sfera energetica, come l'obesita', il diabete e le malattie cardiovascolari.
Le conseguenze più gravi si registrano a carico delle popolazioni che vivono nei climi caldi e che, una volta acquisiti stili di vita di tipo occidentale, caratterizzati da una dieta ricca di calorie e dalla vita sedentaria, hanno un rischio elevato di obesita'.

Per chi si occupa di genetica delle popolazioni, la ricerca pubblicata a inizio gennaio su Proceedings of the National Academy of Science, ha pero' qualche implicazione in più, che va molto oltre la minaccia dei chili di troppo, e mette in discussione le teorie (e soprattutto le datazioni) che finora hanno usato il DNA dei mitocondri per ricostruire l'evoluzione dell'uomo e le migrazioni che hanno permesso ai suoi antenati di uscire dalla culla africana e colonizzare il mondo.

"Poiché ogni individuo eredita i mitocondri esclusivamente dalla madre, essi sono uno strumento formidabile che permette di ripercorrere per linea materna l'evoluzione umana e disegnare una mappa dei flussi migratori dell'uomo nel mondo" spiega Antonio Torroni, dell'Universita' di Pavia. I genetisti di popolazione hanno così potuto stabilire che 65.000 anni fa almeno due tipi di popolazioni, portatrici di linee di mitocondri definiti per convenzione M ed N, migrarono dall'Africa per andare a popolare l'Asia, e l'Europa. Successivamente sarebbero arrivate anche nelle Americhe attraversando lo stretto di Bering per raggiungere l'Alaska e popolare il nuovo continente.
Oggi la variabilita' genetica delle linee mitocondriali e' vastissima: oltre alle due originali, prevalenti in Africa, se ne contano almeno un'altra decina nelle diverse regioni del mondo. "Il genoma dei mitocondri funziona come un orologio molecolare: con il passare del tempo e delle generazioni accumula mutazioni genetiche che permettono di stimare l'antenato donna comune più vicino di due popolazioni e risalire a quando si sono separate" osserva Paolo Menozzi dell'Universita' di Parma e autore insieme a Luca Cavalli Sforza e Alberto Piazza di Storia e geografia dei geni umani.

Lo studio di Wallace prende pero' contraddice almeno in parte questo modello di differenziazione del DNA mitocondriale, perché suggerisce che le differenze tra le diverse linee non sia dovute solo all'isolamento geografico e alla casualita' delle mutazioni, ma a una vera e propria selezione avvenuta in base all'adattabilita' delle linee mitocondriali a determinati climi.

"Il ragionamento di Wallace e' molto intrigante e non si puo' escludere un ruolo della selezione per spiegare le differenze del DNA mitocondriale" osserva Menozzi, "ma e' ancora un processo indiziario in cui mancano le prove". Se pero', come vuole Wallace, la selezione avesse giocato un ruolo così importante, la datazione delle migrazioni e dell'evoluzione umana andrebbe profondamente rivista. "L'affidabilita' del DNA mitocondriale come orologio molecolare della storia dell'uomo e' una questione aperta, perché il ritmo con cui avvengono le mutazioni in questo genoma non e' uniforme e varia a seconda delle linee mitocondriali" osserva Torroni "Credo pero' che dovremo guardare a campioni di popolazione molto più vasti, prima di poter scartare quello che e' uno strumento forse non perfetto, ma ancora utilissimo".
By Guido Romeo - Tratto da: http://www.zadig.it

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I Mitocondri sono le "centrali energetiche" della cellula; producono l'energia necessaria per molte funzioni cellulari, quali il movimento, il trasporto di sostanze ecc. Essi contengono gli enzimi necessari per far avvenire le reazioni chimiche che recuperano l'energia contenuta negli alimenti e l'accumulano in speciali molecole di adenosintrifosfato (ATP), nelle quali si conserva concentrata e pronta all'uso.
I mitocondri sono organuli generalmente a bastoncello, ma possono avere anche forma granulare o filamentosa. Questi organuli sono numerosi all'interno di una cellula, ma la loro quantita' puo' variare molto a seconda dei tessuti presi in esame: per esempio, sono estremamente numerosi nelle cellule, come quelle renali o muscolari, in cui vi e' un continuo e grande consumo di energia.

I mitocondri sono le centrali energetiche della cellula in quanto producono l'energia necessaria per molte funzioni cellulari quali il movimento, il trasporto di sostanze ecc.

Il mitocondrio, come il nucleo, e' delimitato da due membrane a doppio strato lipidico, selettivamente permeabili.
La membrana esterna e' liscia. quella interna forma numerose pieghe, dette creste, perpendicolari alla parete e più o meno lunghe. Le due membrane racchiudono e definiscono due spazi: lo spazio intermembrana, che si trova tra le due membrane, e lo spazio della matrice, dove e' presente del materiale omogeneo contenente enzimi, coenzimi, acqua, fosfati e altre molecole. La membrana esterna e' molto più permeabile di quella interna: contiene infatti molte copie di una proteina, che nel suo spessore da' origine a grandi canali, permettendo il passaggio non selettivo di tutte le piccole molecole presenti nel citosol, le quali vanno a riempire lo spazio tra le due membrane. La membrana interna, viceversa, ha una permeabilita' molto selettiva: tramite proteine di trasporto, vi passano solo le piccole molecole che devono essere metabolizzate nello spazio della matrice.
La membrana interna, lungo le sue creste, contiene una serie di proteine enzimatiche che funzionano in modo sequenziale, vale a dire che il prodotto di una reazione catalizzata da una proteina servira' da substrato per l'enzima successivo. Queste sono le proteine della catena di trasporto degli elettroni, essenziali per la produzione di molecole "ad alta energia".


Il compito dei mitocondri e' quello di completare la demolizione delle molecole ingerite come fonte di energia.
Infatti, nel citosol gli zuccheri vengono demoliti con reazioni che non utilizzano ossigeno, per cui la digestione e' parziale e la resa in energia bassa. Nei mitocondri il metabolismo degli zuccheri (ma anche quello dei lipidi) si completa con la loro ossidazione (ciclo di Krebs).
I prodotti di questa reazione vengono utilizzati dalla catena di trasporto degli elettroni per produrre molecole ad alta energia (ATP). In questo modo, l'energia immagazzinata nelle molecole di ATP e' molto più alta: infatti da ogni molecola di glucosio vengono prodotte 36 molecole di ATP, mentre la glicolisi a livello del citosol ne produce soltanto 2.

I mitocondri hanno un'altra importante caratteristica: sono la sola struttura della cellula, oltre al nucleo, che contiene materiale genetico (DNA). Il DNA dei mitocondri e' relativamente scarso, paragonabile alla quantita' che troviamo nei
virus, ed e' costituito da molecole circolari, organizzate in aggruppamenti distinti nella matrice del mitocondrio, ancorate alla membrana interna.
Il DNA mitocondriale reca il codice genetico necessario per la sintesi di alcune proteine che si trovano esclusivamente all'interno del mitocondrio stesso e, poiché la membrana interna e' impermeabile alla maggior parte delle molecole, queste proteine non vengono mai rilasciate nel citosol. Queste pero' non sono che una piccola parte delle proteine presenti nel mitocondrio: le restanti vengono sintetizzate nel citosol e in seguito trasferite all'organulo. Si crea un flusso unidirezionale di molecole dal citosol al mitocondrio.

Non essendovi scambio di sostanze dal mitocondrio al citoplasma, l'organulo deve possedere, ed essere in grado di far funzionare, tutti i sistemi necessari per la sintesi delle proteine codificate dal proprio DNA.
Al momento della duplicazione della cellula, anche i mitocondri, a differenza di altri organuli che vengono prodotti ex novo, si duplicano.

La duplicazione avviene per scissione (si forma una strozzatura nell'organulo, che poi si divide in due), ed e' preceduta da un accrescimento dell'organulo: proteine e lipidi, sintetizzati a livello del citoplasma, vengono aggiunti all'organulo in grande quantita'.
Nel frattempo vi e' la duplicazione del DNA mitocondriale, che risultera' così suddiviso nei due mitocondri generati. Gli organuli completi verranno poi ereditati dalle cellule figlie, casualmente, meta' in una cellula e meta' nell'altra, secondo quella che viene definita eredita' non mendeliana o citoplasmatica.
Tratto da: http://www.sapere.it

I mitocondri sono il principale bersaglio dei processi di invecchiamento, tendono ad accumulare delezioni e mutazioni puntiformi, aumenta la produzione di ROS, cambia la morfologia mitocondriale e diminuisce il potenziale della membrana mitocondriale.
L’invecchiamento e la perdita di efficienza del mitocondrio (per delezione del mtDNA) compromette la produzione energetica e, spesso, conduce alla morte del tessuto.
Si ritiene che, l’esercizio fisico esasperato, (ad esempio negli atleti professionisti) porti ad un invecchiamento precoce dei mitocondri, con tutte le conseguenze che ne derivano. Danni a breve termine possono derivare anche dall’esercizio non abituale che danneggia transitoriamente le fibre muscolari.
vedi:
  La teoria dei germi e' FALSA  +  Virus cosa sono ?

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I mitocondri sono organismi viventi, uno dei molti diversi organelli (piccoli organi) presenti all'interno delle cellule del nostro corpo. I mitocondri hanno grosso modo la dimensione dei batteri e sia gli uni che gli altri possiedono un proprio DNA e un proprio metabolismo.
I mitocondri metabolizzano glucosio ricavandone molecole di ATP, che sono energia pronta per l'uso a cui il corpo può attingere quando ce n'è bisogno. Cosa ha a che fare questo con i "virus" in quanto tali ?
Tutto, come capirete fra un momento.  
Chiunque abbia studiato citologia (struttura delle cellule) sa bene che la stragrande maggioranza delle forme di vita presenti all'interno della cellula è rappresentata dai mitocondri, i creatori della nostra energia.
I semplici protozoi monocellulari possiedono al proprio interno fino a mezzo milione di mitocondri. Le cellule umane ne hanno meno: dalle poche centinaia presenti nelle cellule sanguigne ai 30.000 e più delle cellule dei tessuti muscolari maggiori. Poiché l'intero corpo umano possiede dai 75 ai 100 trilioni di cellule, ciascuna delle quali contiene, mediamente, migliaia di mitocondri, devono esserci quadrilioni o quintilioni di mitocondri all'interno del nostro sistema.

Quando una cellula muore, essa viene rimpiazzata da una cellula figlia nata dal processo della mitosi, mentre la cellula esausta viene disintegrata dai lisosomi, i potenti enzimi intracellulari autodistruggenti e autodigerenti, che frammentano i componenti cellulari in particelle ultra-minute affinché il corpo possa prontamente riciclarle o espellerle come scarti.
Ogni giorno, da 300 milioni fino a oltre mezzo trilione di cellule del nostro corpo muoiono (a seconda del nostro livello di tossicità) e ognuna di esse contiene in media dai 5.000 ai 20.000 mitocondri.
Quando le cellule muoiono esse vengono autodistrutte dai loro stessi lisosomi, ma i nuclei e i genomi dei mitocondri sono protetti assai meglio rispetto ad altri organelli e protoplasmi cellulari e spesso non si decompongono completamente.
Genomi e nuclei sono microscopici contenitori di informazioni genetiche, consistenti in DNA o RNA che agisce come centro di controllo e immagazzinamento del "progetto" stesso della cellula. In quanto tali essi sono per i mitocondri e le cellule ciò che il cervello è per il nostro corpo. Ogni cellula e ogni mitocondrio contengono questo materiale genetico che è la zona più protetta della cellula (grazie alla sua guaina proteica a doppi lipidi), proprio come il nostro sistema nervoso è la parte più vitale e protetta della nostra fisiologia (grazie alla colonna vertebrale e al cranio).

Alla morte della cellula i mitocondri vengono frammentati dai lisosomi, ma non sempre in modo completo, a causa della loro doppia membrana protettiva. Ed è qui che la spiegazione diventa interessante.
Secondo il Guyton's Textbook of Medical Physiology un virus può definirsi come una parte minuta di materiale genetico (detto genoma) le cui dimensioni equivalgono a circa un miliardesimo di quelle della cellula. Il genoma è circondato da una protettura detta capside che è di solito una guaina proteica a doppi lipidi ed è composta di due membrane (quasi identiche alla membrana cellulare) che, per inciso, rappresentano l'ossatura stessa del nucleo mitocondriale.

Le foto dei "
virus" (foto del capside, parte esterna e non del virus interno) scattate col microscopio elettronico mostrano che le loro membrane sono irregolari e frastagliate, a volte semplici porzioni di uno strato, a volte di uno strato e di parte del secondo, il che concorda con l'azione autodigerente dei lisosomi, nel momento in cui il loro lavoro di frammentazione delle scorie cellulari è ancora parziale e incompleto.
Pertanto, questa descrizione di un "
virus" è virtualmente identica a quella di ciò che resta dei genomi dei mitocondri cellulari.
In breve, i
virus sono resti di materiale vivente e alcuni testi di fisiologia ipotizzano che essi siano il residuo di cellule esauste. I lisosomi che disintegrano la cellula morta a volte non riescono a frammentare questi "virus", circondati dalla membrana protettiva a doppi lipidi.
E' sorprendente che i ricercatori non riescano a riconoscere questi corpi per ciò che sono in realtà: generico materiale
mitocondriale esausto, soprattutto frammenti di DNA e RNA, cioe' VIRUS.
vedi: Cellule Staminali  Stress Ossidativo  +  La teoria dei germi e' FALSA  +  Virus cosa sono ?

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Capelli grigi ? Colpa dello stress cellulare
In risposta alle aggressioni che subiscono, le staminali progenitrici dei melanociti si possono differenziare in cellule mature, impoverendo la riserva di cellule "immortali"
E' lo “stress genotossico” che danneggia il DNA e decima le staminali dei melanociti (MSC) presenti nei follicoli piliferi a far diventare i capelli sempre più grigi. Lo ha stabilito una ricerca condotta da Emi Nishimura e collaboratori della Tokyo Medical and Dental University che firmano un articolo su “Cell”.
"Il DNA cellulare è sotto costante attacco da parte di agenti aggressivi, sia esogeni sia endogeni, come per esempio sostanze chimiche mutagene, raggi ultravioletti e radiazioni ionizzanti. Si stima che nei mammiferi ogni singola cellula fronteggi ogni giorno circa 100.000 eventi che possono danneggiare il DNA”, spiega la ricercatrice, che ricorda come le cellule dispongano di diverse elaborate via per riparare i danni al DNA e prevenire che essi finiscano per interessare anche le cellule vicine.
"Una volta che le cellule staminali sono danneggiate irreversibilmente, è necessario eliminarle per conservare la qualità del pool di cellule staminali. Noi abbiamo scoperto che l'eccesso di stress genotossico innesca la differenziazione delle cellule staminali melanocitiche”, continua la Nishimura, osservando che la differenziazione può essere un modo più sofisticato di liberarsi di quelle staminali rispetto alla semplice induzione della loro morte cellulare.
"In questo studio abbiamo scoperto che l'ingrigire dei capelli, il più evidente tratto fenotipico dell'invecchiamento, può essere causato dalla risposta ai danni al genoma che si concretizza nella differenziazione cellulare e che l'ingrigire fisiologico dei capelli è verosimilmente causato dall'accumulo degli inevitabili danni al DNA."

I ricercatori hanno anche scoperto che il gene ATM (ataxia telangiectasia mutated) ha una funzione di controllo sulla “staminalità” di quelle cellule MSC, proteggendole dalla differenziazione. E' per questo che le persone che soffrono di atassia-telangiectasia, una sindrome di invecchiamento provocata da una mutazione nel gene ATM, imbiancano prematuramente.
Questi risultati suffragano l'idea che l'instabilità genomica sia un fattore importante nell'invecchiamento in generale e porta un argomento a favore dell'ipotesi “dell'invecchiamento staminale”, secondo la quale i danni al DNA delle longeve cellule staminali sarebbe una delle principali cause dei disturbi correlati all'età. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: quello che non capiscono ancora e' che lo stress cellulare puo' generare QUALSIASI malattia e lo stress cellulare e' principalmente attivato  dai vaccini !

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Ecco proteina che regola la crescita degli organi ? - Apr. 2010
Una proteina scoperta nel moscerino della frutta potrebbe essere la chiave della capacità degli organi di modellare le proprie dimensioni nel corpo.
A scoprirla è stato un team di ricercatori dell'Università Johns Hopkins, e lo studio è pubblicato sulla rivista Developmental Cell.
La proteina si chiama "Kibra", ed è legata a una serie di segnali cellulari che controllano la proliferazione e la morte delle cellule. In una serie di esperimenti i ricercatori hanno manipolato la proteina, dimostrando che regola un sistema chiamato "Hippo", che funziona da "freno a mano" per la crescita cellulare.
Secondo gli esperti in diversi animali ci sono sistemi simili a questo, e quindi la scoperta può essere generalizzata. "Le persone sono sempre state curiose di sapere cosa rende un ippopotamo così più grande di un topo", ha spiegato Duojia Pan, che ha coordinato la ricerca, "così come le nostre due mani, che si sviluppano indipendentemente ma con dimensioni simili. I nostri studi hanno dimostrato che Kibra regola Hippo, che a sua volta fa in modo che gli organi diventino della dimensione giusta".
Continua Duojia Pan, professore di biologia molecolare e genetica alla Johns Hopkins, "Il nostro studio mostra che Kibra regola Hippo, che porta gli organi a diventare delle loro dimensioni caratteristiche, evitando che il mio cuore o il vostro fegato diventino come quello di un grande mammifero africano".

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Visto che anche i Campi ElettroMagnetici influiscono sulla funzione cellulare, e' validamente ipotizzabile che anche geni e cromosomi e quindi DNA/RNA siano a loro volta influenzabili quando le intensita' e le durate sono forti e lunghe.
Vedi anche Elettrosmog +
Cellule Staminali  Stress Ossidativo
Per ulteriori informazioni e referenze bibliografiche sulle caratteristiche della Cellula vedi:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/bv.fcgi?call=bv.View..ShowTOC&rid=mboc4.TOC&depth=10

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Rilassamento cellule ferma proliferazione tumore
Le cellule nel cancro sono molto brave a proliferare, ma non sono molto abili nel dividersi nettamente in due nuove cellule.
Un gruppo di ricercatori del Centro tedesco per la ricerca sul cancro di Heidelberg ha studiato a fondo questa debolezza.
I ricercatori hanno scoperto che la tensione delle fibre delle proteine coinvolte nella divisione cellulare è una caratteristica chiave che permette alle cellule del cancro di prosperare.
I risultati sono stati pubblicati sulla rivista "Science Translational Medicine" e riportati dal notiziario europeo Cordis.
Durante la divisione cellulare, una cellula normale si divide nettamente lungo un asse, su una struttura portante bipolare. Perchè la divisione sia effettuata correttamente, la cellula ha due copie di una struttura organizzativa chiamata centrosoma.
Le fibre delle proteine si formano a partire dai due centrosomi e tirano ciascuno dei due gruppi di cromosomi verso un polo. Viste al microscopio, queste fibre hanno la forma di fuso.
Le cellule del cancro, però, spesso hanno più di due centrosomi, le fibre a fuso perciò non riescono a organizzarsi correttamente e assumono una forma multipolare.
Questi fusi "malformati" distribuiscono i cromosomi in modo irregolare tra le cellule figlie, che non sopravvivono.
Alcune cellule in quel caso hanno trovato una via d'uscita: raggruppano diversi fusi insieme in due gruppi in modo che le cellule possano continuare a dividersi correttamente e diventare tumori.
Alwin Kromer, a capo dell'Unità di collaborazione clinica al Centro tedesco di ricerca sul cancro e degli ospedali universitari di Heidelberg, crede che questo trucco sia un tallone di Achille delle cellule del cancro che è stato finora sottovalutato.
Il suo gruppo di ricerca ha studiato questa debolezza dettagliatamente per identificare le proteine necessarie alle cellule del cancro per formare questi gruppi.
Queste proteine potrebbero costituire l'obiettivo di nuovi farmaci: se le cellule non possono più formare gruppi con i loro centrosomi, si divideranno in modo anarchico e moriranno.
Gli scienziati hanno controllato tutti i Geni della linea cellulare del carcinoma; hanno disattivato uno a uno i 21mila geni e li hanno osservati al microscopio per determinare quale cellule avevano più dei 2 poli a fuso durante la divisione. Hanno quindi identificato una serie di 82 geni coinvolti nella formazione di altri centrosomi. Molti di loro si occupano di attaccare i cromosomi alla struttura portante della cellula.
In particolare, il gruppo di ricerca crede che la tensione del fuso sia una caratteristica necessaria per legare i centrosomi. Solo fibre a fuso ben allungate possono mettere i centrosomi abbastanza vicini l'uno all'altro da formare dei gruppi.
Una serie completa di proteine è responsabile di questa tensione; se si disattivano i loro geni, la tensione delle fibre sparisce e le cellule del cancro non riescono a dividersi correttamente.
Gli scienziati sono a conoscenza dei centrosomi aggiuntivi delle cellule del cancro da circa un secolo ormai, ma rimangono molte domande sulle conseguenze che questo ha sulla divisione cellulare e sulla sopravvivenza delle cellule tumorali.
Queste scoperte suggeriscono che alcuni degli attuali farmaci contro il cancro sono efficaci perchè interferiscono con la tensione del fuso nelle cellule tumorali con più centrosomi.
In futuro questa ricerca potrebbe contribuire allo sviluppo di farmaci più mirati contro i tumori.
"Una terapia di questo tipo colpirebbe il cancro in modo molto specifico perchè solo le cellule tumorali hanno più centrosomi e dipendono dal raggruppamento per sopravvivere", ha spiegato il co-autore Alwin Kromer del Centro tedesco.
Tratto da: AGI salute

Commento NdR: …questi ricercatori non si sono resi conto ad esempio che, lo stress ossidativo cellulare inattiva e/o altera le funzioni cellulari e quindi le proteine possono essere prodotte dalle cellule in quantita’ insufficiente oppure troppe e/o malformate, oppure non specializzate; cio’ significa che e’ la funzione cellulare che deve essere ripristinata, eliminando lo stress ossidativo !
Lo stress ossidativo di cellule e tessuti e’ generato, nelle cellule e successivamente nei tessuti ai quali appartengono, da: alterazione nella matrice extracellulare; questa alterazione passa nella cellula attraverso l'alterazione del potenziale di trans membrana, pH, rH, ro’ e continua e si forma nel citoplasma, per mezzo delle intossicazioni ed infiammazioni cellulari indotte e quindi quelle dei tessuti ai quali queste cellule appartengono, ed infine anche dalle  mutazioni genetiche mitocondriali subite a livello interno delle cellule.
Tutto e’ generato particolarmente da: Vaccini, farmaci di sintesi, alimentazione iperproteica od ipoproteica e/o industrializzata, cibi troppo cotti, acque malsane, ecc.

    

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