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Medicina Alternativa"  
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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CELLULE – GENI - DNA - CROMOSOMI  
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Falsificazioni degli Studi Scientifici  Falsita' della medicina ufficiale  +   Industria della Malattia
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$$$ influenzano studi sulle Ricerche Mediche
 
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Dottrina termica  +  Somatidi  +  Legge di Guarigione
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Oscillazione cellulare
Per massaggio Ayurvedico e/o Lavaggio Energetico +  Lussazione dell'Atlante -  prenotare Qui
 

La Cellula, componente elementare di ogni essere vivente, é costituita da un insieme di strutture per lo più formate da molecole proteiche. Ma esistono moltissimi tipi di proteine che differiscono tra loro per numero e disposizione degli aminoacidi componenti.
Di conseguenza le cellule devono possedere una serie di istruzioni in codice che, una volta tradotte, permettano una veloce produzione di proteine  - vedi anche Metabolismo
Questo codice e' scritto e conservato nel DNA ed e' detto codice genetico.
Il programma analizza la struttura e la composizione del DNA, il valore del codice genetico, la capacita' del DNA di duplicarsi per trasmettere le medesime informazioni ad una nuova cellula e l'importante funzione del DNA nella crescita di ogni organismo.


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Così le cellule fanno pulizia - Le Scienze, luglio 2008, n. 479
Proteine deteriorate, organelli difettosi, microrganismi invasori: a spazzarli via ci pensano minuscoli «aspirapolvere» interni che mantengono sane le cellule viventi. Se si riuscisse a mantenere efficiente questo processo si potrebbe addirittura rallentare l'invecchiamento. Di Vojo Deretic e Daniel J. Klionsky

All'interno del citoplasma di una cellula vivente, organelli chiamati autofagosomi inglobano continuamente pezzetti di citoplasma insieme a parti di cellula danneggiata, batteri e virus invasori. Il «bottino» così raccolto è consegnato a organelli digestivi che lo scompongono e lo riciclano. Questo processo è detto autofagia.
I biologi cellulari stanno studiando l'autofagia in grande dettaglio, identificando i segnali proteici che guidano e controllano questo processo. Una più completa comprensione dell'autofagia sta dischiudendo nuove possibilità per la cura del cancro, delle infezioni, dei disordini immunitari e della demenza, e un giorno potrebbe addirittura contribuire a rallentare il processo di invecchiamento.
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: questi organelli digestivi, deputati come "spazzini" vengono anch'essi inibiti e disorganizzati dai vaccini inoculati fin da piccoli agli umani ed animali !! - vedi: Contenuto dei Vaccini

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Il Corpo Umano (cosi come tutti gli esseri Viventi) e' ben noto, e' un'insieme di cellule e quindi esso segue e sopravvive con i Principi e gli Schemi del funzionamento della Cellula, la quale come e' ben evidenziato in questa pagina funziona per mezzo dei Giusti Rapporti fra l'ambiente esterno il liquido extracellulare e quello interno (liquido intracellulare), i quali sono determinati in primis dai rispettivi pH, - regolati nei loro giusti rapporti dai processi acidi-base + potenziale RedOx + dalla resistenza elettrica ro' extra ed intra cellulare, cioe' dalla loro carica ionica = bio elettronica.
vedi Bio Elettronica  +  Pompa Sodio-Potassio  +  +  Omeostasi

Pressione osmotica
:
Pressione minima da applicare a una soluzione per impedire al solvente posto oltre una membrana semipermeabile di diffondersi attraverso la membrana.
Essa e' attivata e determinata dalla differenza di potenziale fra liquidi interni ed esterni della cellula. solo una buona differenza di potenziale fra i liquidi intra ed extra cellulari permette il passaggio attraverso la membrana cellulare
.

Quindi il corpo umano si ammala solamente quando questi Giusti Rapporti si alterano (vedi Come e Perche' nasce la malattia) e la guarigione DEVE seguire assolutamente ed in primis il riordino di questi.
La malattia e' una sola (non esistono malattie, ma solo malati con infiniti possibili sintomi) essa e' l'alterazione della funzionalita' cellulare e corporea per l'alterazione dei Giusti Rapporti del pH + rH + ro' extra ed intracellulare.

La/e cellula/e degli esseri viventi e' (sono) anche circuiti oscillatori, questi circuiti oscillanti,  permettono alle singole cellule di autosintonizzarsi sulle frequenze terrestri (del campo elettromagnetico terrestre) le quali a loro volta sono interdipendenti con la posizione spaziale sulla superficie terrestre + le frequenze del Campo Universale.
Quindi significa che ogni cellula od insieme di cellule ogni volta che si sposta con l'organismo che la ospita, sulla superficie terrestre, invia e/o riceve un segnale (frequenza) che le indica su quale frequenza si deve sintonizzare per realizzare e cercare il suo specifico "punto nave" cioe' essa e' in grado di determinare la sua specifica posizione spazio-temporale in ogni situazione.
Ma cio' succede anche a livello corporeo dei singoli viventi, cio' significa che ogni cellula e' in grado di sintonizzarsi sulle varie frequenze dello spettro elettromagnetico dell'essere ospitante a seconda del "luogo" ove essa risiede in esso rispetto ai vari organi e/o posizioni (alto-basso-davanti-dietro).
La dimostrazione ? = le cellule staminali a seconda di dove esse vengono impiantate (alla nascita e/o per intervento) esse "prendendo la frequenza del luogo", si rendono capaci si assumere le "sembianze-funzioni" delle cellule nelle quali si vengono a trovare, non per specifica ed intrinseca capacita delle cellule staminali, bensi', per le capacita intrinseche del sistema rivelatore endo cellulare che il loro presente circuito oscillatorio permette loro, sintonizzandosi, di acquisire "sembianze-funzioni" dalle frequenze vibratorie dell'insieme cellulare con il quale sono venute in contatto.

Ogni cellula del corpo umano, (circa 100 miliardi) dalla pelle ai muscoli al fegato, eccetto i globuli rossi, racchiude 46 piccoli corpi, i cromosomi, costituiti da un doppio filamento lunghissimo e ripiegato molte volte, il DNA che e' lo stesso in tutte le cellule del nostro corpo e costituisce il nostro patrimonio genetico o “Genoma”. esso ha al suo interno 3,1 miliardi di “lettere” e contiene allineate lungo i due filamenti, 4 tipi di specie chimiche, dette “basi”, che per brevita' vengono indicate con A, C, G e T.   
Il genoma umano e' costituito da circa tre miliardi di basi
. In ogni cellula e' presente un nucleo, che a sua volta contiene 46 “cromosomi” (ad eccezione della cellula uovo e della cellula spermatozoo, che ne contengono 23), corpuscoli dalla struttura filamentosa, disposti in 23 paia e composti da una catena molto lunga di DNA (acido desossiribonucleico), oltre che da un rivestimento proteico.
Il DNA e' una molecola a doppio filamento (chiamata anche “doppia elica”) nella quale e' codificata l'informazione per la composizione di aminoacidi e proteine, elementi essenziali del nostro organismo.


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La CELLULA

Cellula procariote: non ha un vero e proprio nucleo ma un nucloide o zona nucleare che e' come un gomitolo immerso nel citoplasma. Non ci sono veri e propri organelli, infatti sono cellule prive di compartimentazione. pero' ci sono delle vescicole che sono delle protuberanze della membrana. Possiede una membrana plasmatica detta plasmalemma. Sono presenti anche dei ribosomi.

Cellula eucariote: possiede degli organelli: mitocondri, vescicole, reticolo endoplasmatico, apparato del Golgi, caratteristica del regno vegetale: i plastidi sono i cloroplasti. Vacuolo. Grossa balla d'acqua che puo' contenere delle sostanze delimitato da una membrana.

Composizione della funzione delle membrane cellulari
Le membrane cellulari possono essere:
1) di natura lipoproteica.
2) fluide.
3) asimmetriche.

1) Lipoproteica: fatte prevalentemente da lipidi e proteine. I lipidi sono complessi: fosfolipidi, glicolipidi in quantita' minore e steroli ancora minori. Sono molecole anfibie che spontaneamente tra 2 ambienti acquosi si dispongono in un doppio strato. Le proteine sono disposte a mosaico. La presenza di steroli e' legata alla capacita' o meno di fagocitosi.
2) Fluide: a mosaico , per la maggior parte assumono stratigrafia globulare. si dispongono in modo preciso. Altre hanno forma ad elica. L'abbassamento di temperatura abbassa la fluidita' della membrana cosicché blocca lo scambio con l'esterno della cellula. La membrana e' caratterizzata da una permeabilita' selettiva: trasporto di membrana.
3) Asimmetrica: le catene oligosaccaridiche sono da una sola parte, solitamente rivolte verso
l'esterno. Tali catene compiono il riconoscimento cellulare (es. trapianti).

Trasporto di membrana
Attraverso la porzione lipidica si possono diffondere piccole molecole d'acqua (fatto strano perché l'acqua e' un composto polare). Non passano gli ioni, le sostanze polari (zuccheri), e le grosse molecole. Queste sostanze passano attraverso la componente proteica. ci sono proteine che passano dei canali che attraversano lo strato lipidico.
Proteine vettrici: legano le sostanze e le trasportano verso l'esterno o l'interno.
Trasporto per diffusione: trasporto passivo da una zona dove le sostanze sono maggiori. trasporto attivo (legato alle proteine carrier contro gradiente) da ambiente dove c'e' poca sostanza verso dove ce n'e' di più. Richiede energia, non avviene spontaneamente.

ATP adenosin trifosfato : adenina, ribosio, 3 gruppi fosfato.
I legami tra i gruppi fosfati sono altamente energetici cioe' sono molto instabili perché ci sono cariche portate dall'ossigeno che si respingono. infatti l'ultimo gruppo si stacca e diventa più stabile con perdita di energia.
Pressione osmotica: grandezza fisica indicata con p. e' la forza di una soluzione di attirare acqua.

Il glucosio non riesce a passare la membrana ma l'acqua sì. la forza da A a B si chiama pressione osmotica. Si misura in Bar, e lo strumento si chiama osmometro.

IN SOLUZIONE IPERTONICA (+ CONCENTRATA):

IN SOLUZIONE IPOTONICA (- CONCENTRATA):

Cellule eucariote:
Citoplasma: 40% d'acqua, ioni organici, monosaccaridi, disaccaridi, polisaccaridi, aminoacidi, nucleotidi, proteine: l'abbondanza di queste da' consistenza gelatinosa.
E' attraversato da una rete di microtubuli e microfilamenti che costituiscono il citoscheletro, i microtubuli sono costituiti da tubulina, i microfilamenti da actina (prot. Contrattile).
I microtubuli possono essere stabili o labili:
stabili (si trovano nei flagelli): danno forma alle cellule prive di parete, orientano la cellulosa, determinano la posizione degli organuli.
labili: sono quelli del fuso mitotico, compaiono con la mitosi, poi finita questa scompaiono.
Microfilamenti: servono al movimento (es. Ciccosi).

Sistemi di membrane:
1) Plasmalemma (membrana esterna).
2) Reticolo endoplasmatico.
3) Apparato di Golgi.

1) Plasmalemma
Delimita la cellula dall'ambiente esterno che nelle cellule vegetali e' la parete. assorbe le sostanze dell'ambiente esterno. e' la membrana più spessa caratterizzata da fenomeni di riconoscimento legati ai glicolipidi o alle glicoproteine.
E' sede di recettori della luce e degli ormoni. a volte si trovano delle zone su di esso dove viene sintetizzata la cellulosa (il betaglucosio si trova all'interno della cellula), tutto migra verso il plasmalemma e all'esterno il betaglucosio forma delle fibrille di cellulosa. esso esiste in tutte le cellule vive e in continuita'.
Porocanali: attraverso questi si infila il citoplasma in una cellula e confluisce in quella vicina. il citoplasma e' avvolto dal plasmalemma.
In questo modo nelle piante si creano 2 spazi: uno e' interno al plasmalemma, per accedervi e' necessario attraversare una barriera semipermeabile.
Lo spazio e' il simplasto che e' in continuita' con cellule vive attraverso un cordone: plasmoderma.
Mentre il foro della parete e' il porocanale in cui passa il plasmalemma.
Nella pianta c'e' un altro spazio al di fuori del plasmalemma.
Al di fuori c'e': la parete, gli spazi intracellulari e le cellule morte: spazio apoplasto, non e' presente la membrana così e' uno spazio in equilibrio con l'esterno.

2) Reticolo endoplasmatico
E' un insieme di cisterne (contenitore largo e piatto) e tubuli che formano una rete tridimensionale all'interno cellulare.
Si divide in due porzioni: rugoso e liscio.
Ret. End. Rugoso: frequente nelle cisterne.
Ret. End. Liscio: tubuli.
funzione principale: formare molecole per la sintesi di nuove membrane. la componente proteica avviene nei ribosomi che si trovano sul ret. End. Rugoso.
Esiste una continuita' tra reticolo endoplasmatico ed apparato di Golgi. il reticolo liscio porta all'apparato di Golgi porzioni di membrana.
Una parte del reticolo costituisce l'involucro nucleare.
In alcuni casi il reticolo contribuisce alla formazione dei vacuoli, e' scala dei recettori delle auxine(ormoni).

3) Apparato di Golgi
Insieme di cisterne e vescicole + cisterne sovrapposte (dittiosoma).
Tutti i dittiosomi delle cellule costituiscono l'apparato di Golgi.
Funzione: 1) perfezionare alcune molecole di membrana, a livello dell'apparato del Golgi abbiamo la glicosilazione. 2) formare le pectine e le emicellulose. formazione parete cellulare.
Le vescicole staccate dalla cisterna: o vanno verso il vacuolo dove si riversano o vanno verso il plasmalemma.

Processo:
ER rugoso, ER liscio, apparato del Golgi, plasmalemma.

Il nucleo
Contiene DNA. Lo hanno tutte le cellule tranne le cellule dei tubi cribrosi che fanno parte del libro. infatti sono sempre vicine a delle cellule compagne.
E' delimitato da un involucro costituito a 2 membrane ed e' una porzione del reticolo endoplasmatico rugoso.
L'involucro e' una struttura labile, perché scompare con deviazione nucleo. Presenta aperture: pori nucleari. L'interno del nucleo e' detto nucleoplasma (corrispondente al citoplasma), immerso c'e' il DNA.
Nucleolo: struttura labile sede di sintesi dei ribosomi.
Il DNA ha dei gruppi liberi acidi, istoni (proteine con cariche + che si attaccano a gruppi
acidi -).
DNA + ISTONI = CROMATINA.
ETEROCROMATINA: cromatina dove e' più densa.
EUCROMATINA: dove e' più sparsa.

La cromatina e' un insieme di molecole ben distinte tra di loro: i cromosomi.
Il nucleo ha il compito di tramandare il genoma e in + funzione della cellula che impone gli ordini per la formazione di proteine.
Tratto da: http://digilander.libero.it/botanica/cellula.html

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CELLULA: Centro vivace e periferia silenziosa nel nucleo cellulare
Alcune proteine presenti nella membrana del nucleo sono in grado di interferire con i meccanismi di trascrizione genica.

Se un gene viene spostato dalla sua posizione in prossimita' del centro del nucleo in una più periferica, diventa inattivo: e' quanto risulta da una ricerca condotta da biologi dell'University of Chicago Medical Center, che ne riferiscono sull'ultimo numero di "Nature". "Diversi anni fa noi e altri avevamo descritto l'esistenza di una correlazione fra la posizione e l'attivazione dei geni", osserva Harinder Singh, che ha diretto lo studio. "Tuttavia le modalita' con cui questo posizionamento periferico interferisse con l'espressione dei geni non era chiaro. Per questo, prosegue Singh, "abbiamo cercato di fare un altro passo progettando un esperimento che potesse verificare l'esistenza di un nesso causale fra i due fatti. Possiamo spostare un gene dal centro del nucleo alla periferia, ci siamo chiesti, e misurare le conseguenze di questo riposizionamento ?"
Nel nucleo delle cellule dei mammiferi, la cromatina - il complesso del DNA e delle proteine a esso associate - e' organizzata in domini strutturali attraverso una serie di interazioni con diversi compartimenti del nucleo.
Nel loro studio Singh e collaboratori hanno sviluppato una serie di strumenti molecolari proprio per prelevarli dai loro compartimenti interni e spostarli nella periferia, a contatto con la membrana nucleare.
In tal modo hanno scoperto che all'origine del fenomeno sono coinvolte alcune proteine presenti all'interno della membrana, che possono interferire con i meccanismi di trascrizione genica, accumulandosi in prossimita' del punto in cui il gene viene in contatto con la membrana e silenziandolo.
Questo meccanismo di repressione della trascrizione e' particolarmente attivo quando sia ha la rottura e la ricostituzione della membrana nucleare nel corso della divisione cellulare, quando cioe' si verifica anche la riorganizzazione dei cromosomi.
"Cio' suggerisce che la divisione cellulare non venga utilizzata unicamente per trasmettere l'informazione genetica alle cellule figlie e creare due cellule equivalenti - ha sottolineato Singh - ma che rappresenti anche l'opportunita' per le cellule per riorganizzare i loro genomi in uno spazio a 3D, sequestrando parte del genoma nella periferia del nucleo e rendendolo inaccessibile alla trascrizione."
Tratto da: http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1323427
 

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DEFINIZIONE di GENE
Si parla moltissimo di genetica……ma ...CHE COS'E' UN GENE da un punto di vista rigorosamente scientifico e sperimentale, cioe' trascurando le pittoresche descrizioni dei mass media ??? Come fanno i biologi molecolari ad individuare sul segmento di DNA un certo tratto di catena come gene ? Quale metodo usano ? Come fanno i biologi a dire gia' da ora che il nostra genoma si compone complessivamente di “n” geni ? 
Un’esperto risponde: “Un gene e' un tratto di acido ribonucleico (o desossiribonucleico) che codifica per una proteina, cioe' per una catena polipeptidica. ora, fate conto di scoprire la sequenza di un certo tratto di DNA. bene, conoscendo il codice genetico, cioe', conoscendo la "chiave di lettura" e l'interpretazione che il macchinario di traduzione DNA->proteina (in realta', spesso, si tratta d più passaggi: DNA->RNA->PROTEINA) dara' a quella sequenza, saremo in grado di dire se quel certo tratto e' o meno un gene od un "pezzo" di gene se, in base al codice genetico, quel segmento codifica o meno per una proteina (o per un RNA ribosomiale o transfer)”.  By Stefano - News group.

DNA e CROMOSOMI  
Il DNA (in Italiano ADN) e' un acido nucleico ed e' l’elemento indispensabile per tutte le forme viventi. i Cromosomi sono costituiti da DNA e sono strutture a bastoncello (forma: X ed Y) ancora poco note nella loro costituzione e racchiuse nel nucleo, nella parte più interna di ogni cellula ed e' composto morfologicamente da una “doppia” elica a spirale avvolta su se stessa. ma probabilmente all’origine della specie umana, questa “scala genetica” era più complessa, cioe' era, secondo la ns. ipostesi, l’insieme di 12 scale avvolte su se stesse. si e' in seguito “ridotta” solo a 2, da qui il termine di “doppia”, pare per mezzo di manipolazioni genetiche volute da una stirpe di esseri conoscitori della scienza genetica, che ci hanno messo centinaia di migliaia di anni or sono su questo pianeta, come prigione della Galassia.
La prova sta nel fatto che coloro che studiano il DNA hanno trovato degli “strani” frammenti di DNA all’interno della scala elicoidale, di cui non sanno spiegare l’origine.

I Cromosomi hanno anche la caratteristica di risuonare come una bobina di filo avvolto, alle varie frequenze dei Campi ElettroMagnetici presenti (endo corporali ed extra corporal) che sono parte integrante di ogni, molecola, cellula, tessuto, nei quali essi sono presenti. ricordiamo che il tutto avviene in immersione nei liquidi intra cellulari, che sono di fatto il terreno che veicola, ricorda (memorizza) trasmette e riceve attraverso i liquidi, le informazioni da e per le varie molecole, cellule, tessuti ecc.
Il tipo di scala (bipolare) del filamento di DNA avvolto in modo tale da formare i Cromosomi, risuona ai vari CEM, anche a livello dei geni che compongono il cromosoma stesso.
L’avere più “scale” avvolte permetterebbe, per esempio di far risuonare le cellule dei corpi umani su molte più frequenze del Campo Psico Elettro Magnetico Universale (CEIU) dell’UniVerso ed ottenere molti più gradi di liberta' e quindi di conoscenza. che sia quasi sicuramente così, lo possiamo intuire per il fatto che abbiamo un cervello così ben strutturato da poter gestire un’immensita' ben maggiore di informazioni, di quante non ci necessitino per ora, quindi e' evidente che vi era alla base/origine, un diverso utilizzo del cervello, che si e' alterato od e' stato modificato ad un certo periodo della storia umana.
E’ notorio che utilizziamo al massimo il 10 % del cervello per la nostra vita, e l’altro 90 % a cosa serve ???
Con più eliche nel DNA, potremmo per esempio “rifarci” un arto amputato, potremmo avere vista telescopica od a raggi X, udire più frequenze, allungarsi o rimpicciolirsi a volonta', saremmo di fatto degli esseri umani con enormi possibilita', anche quella di volare con le nostre ali auto generate sul retro delle spalle, ecc.
Tutte le “istruzioni necessarie” per la “costruzione guidata ed organizzata di ogni organismo vivente”, sono “scritte” sulla molecola del DNA, come su di un nastro magnetico sotto forma di codice bio molecolare binario ultra microscopico.

Perché le cellule muoiono, non solo perché si intossicano oltre modo, ma per il fatto che esse sono regolate anche dall’informazione contenuta negli atomi che compongono i geni del DNA dei Mitocondri. i geni sono attivati ad agire per la morte cellulare definitiva, per il fatto che l’inquinamento endo cellulare supera i limiti programmati dal DNA e non puo' neanche superare il “tempo” programmato.
La morte di una cellula non e' un evento misterioso, il segreto della sua fine e' nascosto anche nei Mitocondri. questi sono le centrali energetiche delle cellule. Negli USA all’Universita' di Pittsbourgh dei ricercatori hanno potuto vedere in laboratorio la morte cellulare e capire da dove proviene.
La ricerca ha dimostrato per la prima volta che i mitocondri sono i veri esecutori delle morti cellulari e che contrariamente a quanto si riteneva fino ad ora una cellula riesce a sopravvivere anche quando i mitocondri smettono di funzionare per brevi periodi. i ricercatori hanno messo a confronto due gruppi di cellule di roditori, quelle con i mitocondri disattivati sono sopravissute, le altre sono morte.
Anche gli antichi conoscevano il codice genetico che chiamavano con un'altro nome:
Il nome sacro di Dio Y-A-OU-E’ degli antichi sacerdoti/medici)
- Con sole 4 “lettere” la Natura, per mezzo degli Aelohim/Elettroni contenuti negli Atomi dei Geni, scrive nel DNA le informazioni genetiche fisiche e spirituali della specie, della razza e dei singoli individui.  

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DNA SPAZZATURA: e' quel DNA che c'e', ma non si sa che cosa fa, a che cosa serve. 
La definizione e' eloquente di come la scienza si rapporti a quello che non capisce. 
Dopo il decantato Progetto Genoma, sembra che se ne sappia meno di prima. la doppia elica, con la sua "informazione non-senso" ha moltiplicato i quesiti ma non ha fermato i manipolatori che invece di tener conto della complessita' che la natura gli va parando davanti, semplificano a più non posso e producono spazzatura biologica (ogm) e spazzatura ideologica.
Abbiamo appena scritto un nostro commento al libro di E.Fox Keller: "Il secolo del gene", nel quale si sostiene appunto che il progetto genoma ha aperto le porte ad un modo di guardare al gene, molto più articolato rispetto al determinismo di un tempo. Bene, allora che si fa ? 
Dal determinismo genetico al determinismo proteico  ?
Così sembra, dalla genomica alla proteonomica, ma senza mai abbandonare il determinismo economico al lucro con il quale la ricerca ormai e' irreversibilmente legata e dal quale e' determinata. altre considerazioni, di ordine etico, filosofico o critico essendo opportunisticamente considerate spazzatura.
Tratto da www.ecologiasociale.org

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Dentro la cellula - Struttura e organizzazione della cellula 
Mitocondri
 - in inglese: mitochondrion
Il mitocondrio e' l’organulo della cellula eucariote nel quale avviene la respirazione cellulare.
e' scarsamente visibile al microscopio ottico: per esaminarne la struttura occorre ricorrere al microscopio elettronico.
Ha la forma di una sferetta e in sezione si presenta avvolto da due membrane, l’interna delle quali e' ripiegata a formare le creste, che sono immerse nella cosiddetta matrice mitocondriale.
Nei mitocondri si trovano, tra gli altri, gli enzimi del ciclo di Krebs, della catena di trasporto degli elettroni e della sintesi dell’ATP.
I mitocondri possiedono filamenti di DNA e di RNA. secondo la teoria dell’endosimbiosi, cio' testimonia come in origine essi fossero cellule autonome.
Una lesione mitocondriale (intossicazione endo cellulare = malnutrizione della cellula) provoca un deficit energetico, il mitocondrio non emette elettroni come dovrebbe, se si supera un certo limite di stress, lo stato-cellula produce una reazione per affrontarlo. questa reazione e' da noi definita come MALATTIA.
I mitocondri sono organelli cellulari molto piccoli e numerosissimi, dotati di DNA proprio ed esterni al nucleo, che si occupano della respirazione della cellula. trasformano quindi l'ossigeno in energia.
Essi sono degli organelli del citoplasma presenti in quasi tutti i tipi di cellule, sia animali sia vegetali. Formati da una doppia membrana, sono fondamentali nel metabolismo energetico delle cellule: entro i mitocondri durante il processo di respirazione cellulare avviene la formazione di ATP (adenosintrifosfato) dal piruvato.
Le molecole di piruvato, provenienti dalla prima fase di demolizione del glucosio (glicolisi), entrano nei mitocondri dove vengono degradate (attraverso il ciclo di Krebs e la catena di trasporto degli elettroni) a biossido di carbonio e acqua, con la produzione di numerose molecole di ATP.
Più una cellula e' metabolicamente attiva, più risultera' ricca di mitocondri. Il loro DNA, ci dicono i piu' recenti studi, e' composto da 37 geni racchiusi in un anello. E' stato totalmente sequenziato nel 1981.
La membrana esterna dei mitocondri e' liscia, quella interna e' organizzata in pieghe (creste) che dividono lo spazio interno in compartimenti dove si trova una complessa soluzione di enzimi, coenzimi, acqua, fosfati e molte altre molecole importanti per il processo di respirazione cellulare. Di particolare importanza risultano anche i sistemi di trasporto di molecole posizionati differenzialmente sulla membrana esterna e sulle creste, tra i quali i sistemi enzimatici della catena di trasporto degli elettroni.

Il DNA dei mitocondri e' molto vulnerabile alle molecole tossiche, specialmente alle molecole tossiche dei Vaccini, e dei Farmaci, ma anche alle tossine endo prodotte nel metabolismo e/o da quelle prodotte da funghi, batteri e/o a quelle introdotte per via orale, ma e' anche modulabile-vulnerabile dallo stress !
Quando gli enzimi della "catena respiratoria", situati nella membrana interna dei mitocondri, vengono ad essere alterati qualitativamente e quantitativamente, il cervello ed i muscoli sono per primi investiti dalla ridotta attivita' energetica (carenza di elettroni) e quindi questi presentano malfunzioni anche gravi, vedi i Danni dei Vaccini che proprio in quella sede agiscono in modo diretto !
Un classico esempio e' la sindrome di Leigh, l'Epilessia, la SIDS, ecc., che colpiscono i vaccinati nei primi due anni di vita, proprio con le prime vaccinazioni.
La prima cosa che si modifica-altera nella cellula, e' il ciclo di Krebs
, con tutte le conseguenze del caso.

Un batterio Stellare
Quando la scienza incontra la fantascienza: la scoperta di un batterio simbionte che vive nei mitocondri delle zecche offre una nuova prospettiva da cui guardare alla coevoluzione di procarioti e organismi superiori.

I procarioti hanno avuto un ruolo cruciale nell'evoluzione. Gli animali, incluso l'uomo, ospitano complesse comunita' microbiche, la
cui composizione concorre a determinare lo stato di salute dell'ospite.
I batteri associati ad animali e piante possono avere localizzazioni extra ed intracellulari. In diversi casi, i batteri intracellulari associati a invertebrati risultano necessari perché l'ospite possa completare il proprio ciclo biologico.
Lo studio di batteri intracellulari associati alle filarie ha permesso di sviluppare strategie per il controllo delle malattie causate da questi parassiti. Negli ultimi anni, indagini sulle zecche hanno portato alla prima descrizione di un batterio intramitocondriale.

By
Luciano Sacchi e Claudio Bandi - Tratto da: Le Scienze, maggio 2008, n.477

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Mitocondri al lavoro - 29-01-2003 -  da Tempo Medico 756
Una pressione evolutiva analoga a quella che ha determinato l'affermarsi - alle varie latitudini - di caratteristiche diverse potrebbe aver agito anche sul DNA dei mitocondri. Nello specifico, l'evoluzione avrebbe fatto sì che chi vive nei climi freddi abbia un metabolismo più propenso a disperdere in calore gli zuccheri e i grassi introdotti con la dieta. Chi abita nelle aree più calde del pianeta, invece, ha un sistema più efficace nella trasformazione delle calorie in energia chimica, sotto forma di ATP.

La scoperta arriva da uno studio di Douglas Wallace, ricercatore presso il centro di medicina genetica dell'Universita' della California a Irvine, che ha confrontato le sequenze complete del genoma mitocondriale di 104 individui tra africani, europei, asiatici, siberiani e nativi delle Americhe.
Il DNA di questi organelli contiene i geni degli enzimi che fanno parte della catena ossidativa che produce ATP.
Dalle analisi emerge che le popolazioni che vivono nelle regioni più fredde del pianeta hanno mitocondri che disperdono più elettroni durante la produzione di molecole di ATP, garantendo così un metabolismo basale più alto e quindi un calore corporeo maggiore.
Al contrario, chi ha abitato per migliaia di anni sotto il sole dei tropici si trova nella situazione opposta: nella catena ossidativa dei suoi mitocondri gli enzimi sono più efficaci nel catturare l'energia generata dal gradiente elettrochimico attraverso la membrana interna degli organelli e trasformarla in ATP.
Se per gli antenati dell'uomo moderno i diversi patrimoni genetici mitocondriali potevano fare la differenza per sopravvivere in ambienti ostili, secondo Wallace oggi essi contribuirebbero invece a molti disordini che interessano la sfera energetica, come l'obesita', il diabete e le malattie cardiovascolari.
Le conseguenze più gravi si registrano a carico delle popolazioni che vivono nei climi caldi e che, una volta acquisiti stili di vita di tipo occidentale, caratterizzati da una dieta ricca di calorie e dalla vita sedentaria, hanno un rischio elevato di obesita'.

Per chi si occupa di genetica delle popolazioni, la ricerca pubblicata a inizio gennaio su Proceedings of the National Academy of Science, ha pero' qualche implicazione in più, che va molto oltre la minaccia dei chili di troppo, e mette in discussione le teorie (e soprattutto le datazioni) che finora hanno usato il DNA dei mitocondri per ricostruire l'evoluzione dell'uomo e le migrazioni che hanno permesso ai suoi antenati di uscire dalla culla africana e colonizzare il mondo.

"Poiché ogni individuo eredita i mitocondri esclusivamente dalla madre, essi sono uno strumento formidabile che permette di ripercorrere per linea materna l'evoluzione umana e disegnare una mappa dei flussi migratori dell'uomo nel mondo" spiega Antonio Torroni, dell'Universita' di Pavia. I genetisti di popolazione hanno così potuto stabilire che 65.000 anni fa almeno due tipi di popolazioni, portatrici di linee di mitocondri definiti per convenzione M ed N, migrarono dall'Africa per andare a popolare l'Asia, e l'Europa. Successivamente sarebbero arrivate anche nelle Americhe attraversando lo stretto di Bering per raggiungere l'Alaska e popolare il nuovo continente.
Oggi la variabilita' genetica delle linee mitocondriali e' vastissima: oltre alle due originali, prevalenti in Africa, se ne contano almeno un'altra decina nelle diverse regioni del mondo. "Il genoma dei mitocondri funziona come un orologio molecolare: con il passare del tempo e delle generazioni accumula mutazioni genetiche che permettono di stimare l'antenato donna comune più vicino di due popolazioni e risalire a quando si sono separate" osserva Paolo Menozzi dell'Universita' di Parma e autore insieme a Luca Cavalli Sforza e Alberto Piazza di Storia e geografia dei geni umani.

Lo studio di Wallace prende pero' contraddice almeno in parte questo modello di differenziazione del DNA mitocondriale, perché suggerisce che le differenze tra le diverse linee non sia dovute solo all'isolamento geografico e alla casualita' delle mutazioni, ma a una vera e propria selezione avvenuta in base all'adattabilita' delle linee mitocondriali a determinati climi.

"Il ragionamento di Wallace e' molto intrigante e non si puo' escludere un ruolo della selezione per spiegare le differenze del DNA mitocondriale" osserva Menozzi, "ma e' ancora un processo indiziario in cui mancano le prove". Se pero', come vuole Wallace, la selezione avesse giocato un ruolo così importante, la datazione delle migrazioni e dell'evoluzione umana andrebbe profondamente rivista. "L'affidabilita' del DNA mitocondriale come orologio molecolare della storia dell'uomo e' una questione aperta, perché il ritmo con cui avvengono le mutazioni in questo genoma non e' uniforme e varia a seconda delle linee mitocondriali" osserva Torroni "Credo pero' che dovremo guardare a campioni di popolazione molto più vasti, prima di poter scartare quello che e' uno strumento forse non perfetto, ma ancora utilissimo".
By Guido Romeo - Tratto da: http://www.zadig.it

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I mitocondri sono le centrali energetiche della cellula in quanto producono l'energia necessaria per molte funzioni cellulari quali il movimento, il trasporto di sostanze ecc.

I mitocondri sono le "centrali energetiche" della cellula. producono l'energia necessaria per molte funzioni cellulari, quali il movimento, il trasporto di sostanze ecc. Essi contengono gli enzimi necessari per far avvenire le reazioni chimiche che recuperano l'energia contenuta negli alimenti e l'accumulano in speciali molecole di adenosintrifosfato (ATP), nelle quali si conserva concentrata e pronta all'uso.
I mitocondri sono organuli generalmente a bastoncello, ma possono avere anche forma granulare o filamentosa. Questi organuli sono numerosi all'interno di una cellula, ma la loro quantita' puo' variare molto a seconda dei tessuti presi in esame: per esempio, sono estremamente numerosi nelle cellule, come quelle renali o muscolari, in cui vi e' un continuo e grande consumo di energia.


Il mitocondrio, come il nucleo, e' delimitato da due membrane a doppio strato lipidico, selettivamente permeabili.
La membrana esterna e' liscia. quella interna forma numerose pieghe, dette creste, perpendicolari alla parete e più o meno lunghe. Le due membrane racchiudono e definiscono due spazi: lo spazio intermembrana, che si trova tra le due membrane, e lo spazio della matrice, dove e' presente del materiale omogeneo contenente enzimi, coenzimi, acqua, fosfati e altre molecole. La membrana esterna e' molto più permeabile di quella interna: contiene infatti molte copie di una proteina, che nel suo spessore da' origine a grandi canali, permettendo il passaggio non selettivo di tutte le piccole molecole presenti nel citosol, le quali vanno a riempire lo spazio tra le due membrane. La membrana interna, viceversa, ha una permeabilita' molto selettiva: tramite proteine di trasporto, vi passano solo le piccole molecole che devono essere metabolizzate nello spazio della matrice.
La membrana interna, lungo le sue creste, contiene una serie di proteine enzimatiche che funzionano in modo sequenziale, vale a dire che il prodotto di una reazione catalizzata da una proteina servira' da substrato per l'enzima successivo. Queste sono le proteine della catena di trasporto degli elettroni, essenziali per la produzione di molecole "ad alta energia".


Il compito dei mitocondri e' quello di completare la demolizione delle molecole ingerite come fonte di energia.
Infatti, nel citosol gli zuccheri vengono demoliti con reazioni che non utilizzano ossigeno, per cui la digestione e' parziale e la resa in energia bassa. Nei mitocondri il metabolismo degli zuccheri (ma anche quello dei lipidi) si completa con la loro ossidazione (ciclo di Krebs).
I prodotti di questa reazione vengono utilizzati dalla catena di trasporto degli elettroni per produrre molecole ad alta energia (ATP). In questo modo, l'energia immagazzinata nelle molecole di ATP e' molto più alta: infatti da ogni molecola di glucosio vengono prodotte 36 molecole di ATP, mentre la glicolisi a livello del citosol ne produce soltanto 2.

I mitocondri hanno un'altra importante caratteristica: sono la sola struttura della cellula, oltre al nucleo, che contiene materiale genetico (DNA). Il DNA dei mitocondri e' relativamente scarso, paragonabile alla quantita' che troviamo nei virus, ed e' costituito da molecole circolari, organizzate in aggruppamenti distinti nella matrice del mitocondrio, ancorate alla membrana interna.
Il DNA mitocondriale reca il codice genetico necessario per la sintesi di alcune proteine che si trovano esclusivamente all'interno del mitocondrio stesso e, poiché la membrana interna e' impermeabile alla maggior parte delle molecole, queste proteine non vengono mai rilasciate nel citosol. Queste pero' non sono che una piccola parte delle proteine presenti nel mitocondrio: le restanti vengono sintetizzate nel citosol e in seguito trasferite all'organulo. Si crea un flusso unidirezionale di molecole dal citosol al mitocondrio.

Non essendovi scambio di sostanze dal mitocondrio al citoplasma, l'organulo deve possedere, ed essere in grado di far funzionare, tutti i sistemi necessari per la sintesi delle proteine codificate dal proprio DNA.
Al momento della duplicazione della cellula, anche i mitocondri, a differenza di altri organuli che vengono prodotti ex novo, si duplicano.

La duplicazione avviene per scissione (si forma una strozzatura nell'organulo, che poi si divide in due), ed e' preceduta da un accrescimento dell'organulo: proteine e lipidi, sintetizzati a livello del citoplasma, vengono aggiunti all'organulo in grande quantita'.
Nel frattempo vi e' la duplicazione del DNA mitocondriale, che risultera' così suddiviso nei due mitocondri generati. Gli organuli completi verranno poi ereditati dalle cellule figlie, casualmente, meta' in una cellula e meta' nell'altra, secondo quella che viene definita eredita' non mendeliana o citoplasmatica.
Tratto da: http://www.sapere.it

I mitocondri sono il principale bersaglio dei processi di invecchiamento, tendono ad accumulare delezioni e mutazioni puntiformi, aumenta la produzione di ROS, cambia la morfologia mitocondriale e diminuisce il potenziale della membrana mitocondriale.
L’invecchiamento e la perdita di efficienza del mitocondrio (per delezione del mtDNA) compromette la produzione energetica e, spesso, conduce alla morte del tessuto.
Si ritiene che, l’esercizio fisico esasperato, (ad esempio negli atleti professionisti) porti ad un invecchiamento precoce dei mitocondri, con tutte le conseguenze che ne derivano. Danni a breve termine possono derivare anche dall’esercizio non abituale che danneggia transitoriamente le fibre muscolari.

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Effetti su membrana Cellulare  
By Alfonsina Ramundo Orlando - Ricercatore all’Istituto di Medicina Sperimentale del Consiglio Nazionale delle Ricerce (CNR) di Roma, Via del Fosso del Cavaliere, 100 - 00133 Roma -
Tor Vergata.
email:alfonsina.ramundo@ims.rm.cnr.it

Le membrane cellulari sono considerate il sito delle interazioni dei campi elettromagnetici con i sistemi biologici (Adey, 1981).

Le cellule mantengono la loro individualita' ed il controllo del flusso di informazioni tra l’ambiente interno ed esterno ad esse tramite la membrana cellulare (chiamata anche membrana plasmatica). Le membrane interne che racchiudono il nucleo e altri organelli intracellulari (tipo mitocondri) hanno un ruolo altrettanto importante.

Le membrane cellulari sono costituite principalmente da fosfolipidi combinati con proteine.
I Fosfolipidi sono composti che mostrano una preponderanza di gruppi non polari. Questi fosofolipidi sono molecole a catena aperta con un gruppo di testa polare (colorato in blu in Figura 1) e due lunghe code non polari. In ambiente acquoso possono rapidamente formare un doppio strato chiuso.

Figura 1 - Modello “ a mosaico fluido” della struttura della membrana

I doppi strati lipidici sono disposti in modo che i gruppi di testa polari dei lipidi siano in contatto con l’ambiente acquoso, mentre non lo siano le code non polari. I doppi strati lipidici possono essere paragonati ad un “panino” dove i gruppi di testa polari rappresentano il pane e le code non polari la farcitura. Questa “farcitura” e' costitutita da acidi grassi (colorati in rosa nella Fig. 1) formati da lunghe catene di atomi di carbonio e dal colesterolo.

La fluidita' del doppio strato dipende dalla sua composizione. Se i lipidi hanno una prevalenza di acidi grassi insaturi, la fluidita' del doppio strato e' maggiore, se invece mostrano prevalenza di acidi grassi saturi il doppio strato e' rigido. Per esempio, gli olii vegetali sono liquidi a temperatura ambiente perché hanno una prevalenza di acidi grassi insaturi rispetto ai grassi animali, i quali tendono ad essere solidi. Con il calore, i doppi strati ordinati diventano meno ordinati, mentre i doppi strati che in confronto appaiono disordinati, diventano anche più disordinati. Questa e' una transizione di fase che avviene a temperature ben definite e differenti per ogni tipo di lipide.

La temperatura di transizione e' più elevata per le membrane rigide ed ordinate rispetto a quella per le membrane fluide e disordinate. Poiché nelle cellule umane la maggioranza dei lipidi di membrana e' di tipo insaturo la temperatura di transizione della membrana e' al di sotto della normale temperatura corporea di 37°C, di conseguenza il doppio strato lipidico si trova allo stato fluido.
La membrana plasmatica e' costituita per circa la meta' da molecole proteiche associate al doppio strato lipidico, comunque tra lipidi e proteine non si formano complessi con interazioni forti.

Alcune piccole molecole possono attraversare la membrana per semplice diffusione, passando da una loro elevata concentrazione da un lato ad una più bassa dall’altro. Per esempio, piccole molecole come l’acqua, l’ossigeno ed il biossido di carbonio possono passare direttamente attraverso un poro presente nel doppio strato lipidico.

Gli ioni non possono attraversare il doppio strato a causa della loro carica. Per farlo hanno bisogno di proteine di canale. Queste proteine, incastonate nella membrana, sono in grado di formare un’apertura che attraversa il doppio strato lipidico in modo simile ad un poro. In questo modo le sostanze possono transitare sulla base della loro forma, carica e dimensione. Il processo di trasporto di sostanze attraverso membrane biologiche puo' anche richiedere una spesa energetica, come avviene nel caso del trasporto attivo, il quale richiede lo spostamento di sostanze sia contro un gradiente di concentrazione che contro il potenziale di membrana, creato dalla differenza di carica presente ai due lati della membrana, con l’interno negativo rispetto all’esterno. 
Questa situazione e' talmente simile a quella in cui si pompa dell’acqua in salita, che uno dei sistemi proteici di trasporto più comuni, che opera trasferendo gli ioni Potassio (K+) all’interno di una cellula con il simultaneo trasporto all’esterno di ioni Sodio (Na+), viene denominato “pompa ionica Sodio-Potassio” (Figura 2).
Il mantenimento di una diversa e definita concentrazione di ioni all’interno e all’esterno della cellula e' di grande importanza fisiologica.

Figura 2 - Pompa ionica Sodio-Potassio. Alla variazione della conformazione della proteina e' associata l’uscita degli ioni Sodio e l’entrata degli ioni Potassio all’interno della cellula

Il trasporto di ioni attraverso la membrana cellulare puo' essere influenzato dai campi elettromagnetici ? In circostanze normali, la concentrazione di ioni K+ e' maggiore (120-160 mM) all’interno della cellula rispetto al fluido extracellulare (4 mM), mentre la concentrazione di ioni Na+ e' minore all’interno della cellula (10 mM) e maggiore fuori (150 mM). Dai primissimi studi di esposizione ai campi elettromagnetici di eritrociti (globuli rossi) risulto' che il trasporto Sodio-Potassio attraverso la membrana veniva alterato. L’irraggiamento di eritrociti a microonde a 1-3 GHz con densita' di potenza compresa tra 1 e 10 mW/cm2 provocava aumenti dell’efflusso di K+ o dell’influsso di Na+ (Ismailov, 1971. Shtemler, 1973 e Baranski et al 1974). I risultati di questi studi condotti a temperatura ambiente senza nessun monitoraggio dell’eventuale innalzamento della temperatura nel campione biologico non sono stati pero' confermati da altri ricercatori che avevano usato le stesse precedenti condizioni sperimentali (Peterson et al., 1979. Liu and Cleary, 1979).

Uno studio successivo condotto su eritrociti di coniglio esposti a microonde a 2.45 GHz con SARs di 100, 190 e 390 mW/g, mantenendo pero' i campioni durante l’irraggiamento a temperature corrispondenti a quelle di transizione di fase della membrana di eritrocita (22.5 e 36°C) indico' un significativo aumento dell’efflusso di K+ (Olcerst et al, 1980).

Questi effetti dei campi elettromagnetici sul trasporto di cationi e' stato evidenziato anche in altri studi, nei quali i campioni erano mantenuti a temperature predefinite, usando un ampio intervallo di valori di SAR (0.2-200 mW/g) e frequenze a microonde, nella maggior parte dei casi tra 1 e 10 GHz (Cleary et al, 1982. Liburdy e Penn, 1984, Liburdy e Vanek, 1985. Lotz e Saxton, 1989). Un risvolto interessante di questi studi e' che l’effetto del campo sul trasporto di ioni attraverso la membrana avveniva in maniera strettamente dipendente dalla temperatura, e nell’ambito di una ben definita fascia di temperature (17.7-25°C) (Figura 3), tanto da far supporre un possibile coinvolgimento di un effetto ”finestra” per la temperatura.

Figura 3 - Dipendenza dell'effetto delle microonde dalla temperatura

Cambiamenti della fluidita', o permeabilita', della membrana indotti dalla temperatura possono giustificare gli effetti attribuiti al campo elettromagnetico ?
Diverse ricerche sono state condotte con l’impiego di un sistema artificiale (cioe' un doppio strato lipidico o vescicole lipidiche) che simuli la membrana cellulare, al fine di verificare l’esistenza di una relazione diretta tra effetti dei campi elettromagnetici e la presenza di una transizione di fase della membrana verso uno stato di maggiore fluidita'. Sono stati riportati risultati sia negativi che positivi per campi elettromagnetici a 2.45 GHz e 0.1 GHz, con un valore di SAR di 60 mW/g (Liburdy e Magin, 1985. Liu e Cleary, 1988). e' interessante notare che studi sulla permeabilita' ionica del doppio strato lipidico contenente Gramicidina A, un antibiotico che simula un canale di membrana, indicavano un aumento del movimento di ioni attraverso il doppio strato per esposizioni a microonde a 0.9 GHz e 9.2 GHz con SAR di 200 mW/g e 20 mW/g, rispettivamente (Alekseyev et al. 1980. 
Yova et al., 1984). Tali alterazioni potevano essere dovute interamente ad effetti termici per i quali questo tipo di comportamento e' prevedibile. Sandblom e Theander (1991) hanno riportato l’effetto opposto, ovvero una diminuzione della conduttanza in campioni biologici simili, durante l’esposizione a campi elettromagnetici a microonde, ad una frequenza di 10 GHz, modulati ad impulsi di durata 1 ms e con frequenza di ripetizione di 1 kHz (1000 impulsi al secondo). e' possibile che nelle condizioni descritte, l’effetto non termico dei campi elettromagnetici a microonde possa essere ascritto alla interazione diretta dei campi con le stesse molecole che formano i canali. 
Un simile effetto di diminuzione della frequenza di apertura di un singolo canale e' stato anche riportato per i canali indotti dall’acetilcolina in colture di miotubi di pulcino, durante l’esposizione a campi elettromagnetici a microonde a 10.75 GHz con densita' di potenza 50 mW/cm2 (D’Inzeo et al, 1988). e' stato suggerito inoltre che i radicali liberi possono avere un ruolo nell’induzione della fase di transizione delle vescicole lipidiche indotta dai campi elettromagnetici, rilevata per esposizione a campi continui ad una frequenza di 2.45 GHz con un SAR di 0.2 mW/g (Phelan et al., 1992). Gli studi citati indicano che gli effetti delle microonde a bassi valori di SAR, nei casi in cui sia possibile escludere un aumento di temperatura, possano essere criticamente dipendenti da condizioni definite nella membrana del sistema biologico e quindi non basati su un semplice riscaldamento.

I cambiamenti funzionali indotti sulle proteine di trasporto possono di per se' giustificare gli effetti dei campi elettromagnetici ?
Malgrado alcuni studi condotti sulla proteina pompa Sodio-Potassio in eritrociti umani abbiano indicato che l’interazione dei campi elettromagnetici a 2.45 GHz con valori di SAR pari a 6 mW/g potesse avvenire con la proteina stessa, non hanno pero' escluso un ruolo del cambiamento di fluidita' nella membrana stessa (Allis and Shina-Robinson, 1987. Liu et al., 1990).

Gli effetti di campo sono dose-dipendenti
e' stato riportato che l’esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza, modulati in ampiezza con campi a frequenza estremamente bassa (ad es. minore di 300 Hz), in particolar modo per una modulazione di 16 Hz di un’onda a 147-450 MHz, causava un efflusso di ioni calcio (Ca2+) da cellule nervose o tessuti cerebrali in vitro (Bawin et al., 1975. Blackman et al., 1979. Adey, 1981). Questo effetto e' stato osservato solo per certe frequenze del segnale modulante (6,9,11 e 16 Hz), e per un valore di potenza (0.8 mW/cm2). Non sono stati osservati effetti di efflusso di Ca2+ per esposizioni a campi a radiofrequenza non modulati. Simili effetti sono stati osservati nei sinaptosomi (Lin-Liu e Adey, 1982) e in cellule di neuroblastoma (Dutta et al., 1984). Ciononostante, altri laboratori non sono stati in grado di riprodurre i medesimi risultati sull’efflusso di Ca2+, a volte, con segnali di modulazione diversi da quelli utilizzati negli studi che riportavano risultati positivi (Shelton e Merritt, 1981. Merritt et al., 1982. Albert et al., 1987. Wood et al., 1993). Questi dati potrebbero far valere per i campi l’assunto convenzionale che la probabilita' o la severita' di un effetto aumenta in funzione della “dose”. Comunque i risultati ottenuti non sono sufficientemente comprovati e soprattutto non sono state ben chiarite le possibili implicazioni che questi effetti possono avere per la salute umana tanto da indicare un possibile rischio da esposizione ai campi.

Conclusioni
Studi condotti su diversi tipi di cellule indicano che l’esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza e a microonde potrebbe alterare la struttura e di conseguenza alcune funzioni della membrana deputate ad avviare le reazioni cellulari. Ad oggi, gli effetti che tali alterazioni della membrana possono avere sulla salute umana sono ancora da chiarire. Così, per livelli di campo elettromagnetico inferiori ai valori che corrispondono agli effetti termici, gli effetti osservati in cellule isolate non forniscono ragionevoli indizi di rischio per la salute umana in associazione all’esposizione ai campi a radiofrequenza.

Bibliografia

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Tratto da: http://www.elettra2000.it/scienza/lavori/effettimembranaL2.htm  

Visto che i Campi ElettroMagnetici influiscono sulla funzione cellulare, e' validamente ipotizzabile che anche geni e cromosomi e quindi DNA/RNA siano a loro volta influenzabili quando le intensita' e le durate sono forti e lunghe.
Vedi anche Elettrosmog


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FISIOLOGIA GENERALE della CELLULA

Le molecole biologiche fondamentali. L’acqua e sue proprieta'. Proprieta' delle soluzioni. Importanza biologica del pH. Sistemi tampone e pH cellulare: mantenere nell’organismo i giusti rapporti dei Sali tampone che esplicano la loro azione antiacida inibendo le pompe (proteine della membrana della cellula) che regolano il pH cellulare. Anche il pH del liquido extracellulare e' importante per una buona "respirazione" della cellula. L’aumento della ventilazione polmonare aiuta il ripristino del pH cellulare ai normali valori.
La rivista Biomedit.it, novita' dal mondo della ricerca, riferisce che: “il cambiamento forzato del pH cellulare suggerisce una nuova strategia nella terapia anche dei tumori”. (29-01-2007)
Le sperimentazioni dell'ISS (Istituto Sup. di Sanita' - Italy) partono dall'evidenza che l'ambiente (Terreno) in cui si sviluppa un tumore maligno (vedi Cancro) e' anch'esso acido !  e le vaccinazioni e certi farmaci, producono facilmente l'alterazione del terreno verso l'acidosi....

Energetica della cellula. Gli enzimi. Omeostasi: Cio' che il sistema corporeo deve fare, e' liberarsi degli acidi, conservare la sua riserva di basi e preservare il pH cellulare ed ematico entro i livelli fisiologici regolari.
Si suppone che l'acido lattico, quale catabolita della glicolisi sia in grado di abbassare il pH cellulare.

Feed-back. Stato stazionario ed equilibrio. Liquidi (intra cellulari) ed extracellulari. Forze che regolano i passaggi di sostanze attraverso la membrana plasmatica. Diffusione.
Effetto Gibbs-Donnan:
Se analizziamo le varie parti di una cellula dell'organismo umano dall'esterno verso l'interno, la prima struttura in cui ci imbattiamo e' la membrana plasmatica, la cui principale funzione e' quella di isolare in modo selettivo l'ambiente cellulare da quello circostante. "Selettivo" sta ad indicare che le molecole utili alla vita della cellula, riescono ad attraversare questa barriera naturale grazie ai cosiddetti trasporti di membrana. Questi vengono classificati nelle due seguenti grandi categorie:
- trasporti passivi (che avvengono secondo gradiente di concentrazione).
- trasporti attivi (che avvengono contro gradiente di concentrazione).

L'equilibrio di Gibbs-Donnan e' un equilibrio ionico passivo (avviene cioe' secondo gradiente) la cui funzione e' quella di mantenere costante la differenza di concentrazione ionica e di potenziale elettrico tra due ambienti separati da una membrana selettiva.

Per meglio comprendere il meccanismo sopra definito, ci avvaliamo del seguente esempio.
L'organismo umano e' composto da un'alta percentuale di acqua, che si aggira tra il 50 e il 70 % a seconda di numerosi fattori, come l'eta' e il sesso.
La quantita' di acqua corporea totale si suddivide in liquido intracellulare e liquido extracellulare: di quest'ultimo, fanno parte il liquido interstiziale e il plasma sanguigno. Nonostante facciano entrambi parte del "super-gruppo" dei liquidi extracellulari, e le loro composizioni siano quindi simili, tra il plasma ed il liquido interstiziale vi sono delle differenze relative alle sostanze in essi contenute: la più evidente tra queste e' data dalla diversa concentrazione di proteine, che sono più abbondanti nel plasma e meno presenti nel liquido interstiziale, separati dalla parete dei vasi sanguigni.
La selettivita' imposta dalla membrana dell'endotelio capillare (che non permette il passaggio delle proteine), fa sì che le differenti concentrazioni proteiche vengano mantenute costanti: poiché pero' le proteine posseggono carica negativa, esse attraggono cationi diffusibili (Na+ e K+ ) e respingono anioni diffusibili (Cl¯ ).
La disuguale distribuzione degli ioni, causata dai motivi suddetti, e' disciplinata proprio dall'equilibrio di Gibbs-Donnan (affiancato anche dall'azione della pompa sodio-potassio). Tale meccanismo regola le concentrazioni ioniche tra l'interno e l'esterno della membrana plasmatica.

Da: http://www.pacifici-net.it/biologia/Fisiologia Generale I/flussi_ionici_transmembranari.htm   
"La comprensione di quanto avviene nella membrana cellulare parte dalla descrizione del più comune degli equilibri ionici passivi: l'equilibrio di Gibbs-Donnan. Questo equilibrio passivo si verifica poiché all'interno delle cellule ci sono gli anioni proteici che non possono attraversare la membrana. Quando abbiamo un lato con ioni non diffusibili l'equilibrio e' caratterizzato da una minore concentrazione degli ioni diffusibili aventi lo stesso segno di quello non diffusibile, e da una maggiore concentrazione degli ioni diffusibili di segno opposto. In un equilibrio elettrochimico, quale e' quello di Gibbs-Donnan, poiché restano costanti le concentrazioni ioniche tra i due lati della membrana, il passaggio di ogni singolo ione (K+ o Cl-) dall'uno all'altro compartimento dovra' essere compensato dal passaggio di un uguale ione in senso opposto. dall'altro canto, affinché anche la differenza di potenziale tra i due lati della membrana resti costante e' necessario che al passaggio di ogni K+ nell'uno o nell'altro senso corrisponda il passaggio consensuale di un Cl-.
Dal momento che la probabilita' congiunta che un K+ ed un Cl- passino simultaneamente da (1) a (2) sara' proporzionale al prodotto [Cl-]1·[K+]1 delle loro concentrazioni in (1). Poiché all'equilibrio i flussi ionici netti sono nulli e la differenza di potenziali costante, i due prodotti devono essere uguali, cioé:

[Cl-]1·[K+]1=[Cl-]2·[K+]2

Significa che in condizioni di equilibrio, i prodotti delle concentrazioni degli ioni diffusibili aventi opposto segno sono uguali ai due lati.
Puo' anche essere così espressa: [K+]1/[K+]2=[Cl-]2/[Cl-]1=K dove la costante K dipende dalla concentrazione K dello ione non diffusibile. Tanto maggiore e' la costante tanto maggiore e' l'ineguaglianza di distribuzione degli ioni diffusibili tra i due lati. Un'altra conseguenza che viene da questo equilibrio e' che la concentrazione totale degli ioni diffusibili e' maggiore nel compartimento (1) che nel compartimento (2).

Indirizzi web consultati: www.ceaedizioni.it/pdf/12814capitolo.pdf
Qui, in inglese c'e' una bella animazione dell'equilibrio.
http://entochem.tamu.edu/Gibbs-Donnan/index.html

Tratto  da: http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=7243

Filtrazione. Osmosi. Pressione osmotica. Pressione colloido-osmotica = La pressione colloido-osmotica, dovuta alla concentrazione di soluti poco o non permeabili attraverso le pareti capillari (per lo più proteine), favorisce i movimenti dell'acqua dal liquido interstiziale, che possiede una relativamente bassa concentrazione di proteine, entro lo spazio intravascolare ed intracellulare (ricchi di proteine).