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CELLULA:
vedi:
Schema della cellula
La cellula è l'unità fondamentale di tutti gli
organismi viventi, la più piccola struttura ad essere
classificabile come vivente.
Ogni cellula può esser definita come un'entità chiusa ed
autosufficiente: essa è infatti in grado di assumere
nutrienti, di convertirli in energia, di svolgere funzioni
specializzate e di riprodursi se necessario.
Tutte le cellule mostrano alcune caratteristiche comuni: la
riproduzione attraverso divisione cellulare,
DNA (nucleico
+ mitocondriale), il metabolismo,
che permette alle cellule di incorporare materiali grezzi
e di costruirvi componenti
cellulari, di ricavarvi energia
e di rilasciare i prodotti di
scarto.
La
cellula è un’unità strutturale e funzionale anche
dell’animale pluricellulare che può riprodursi autonomamente
di cui gli uomini, in qualità di animali superiori, ne sono
dotati nella misura di diversi miliardi; le cellule sono di
struttura diversa tra loro, ma con caratteristiche comuni
come la presenza del
nucleo,
nucleolo,
citoplasma,
organuli citoplasmatici che a loro volta sono isolati
grazie ad una serie di membrane dall'ambiente esterno (il
citoplasma).
La
Cellula, e' quindi la componente elementare di ogni
essere vivente; essa é costituita da un insieme di strutture
per lo più formate da molecole proteiche. Ma esistono
moltissimi tipi di proteine che differiscono tra loro per
numero e disposizione degli aminoacidi che le compongono;
esse sono composte principalmente di
acqua e sono
immerse in un "mare liquido".
Per poter funzionare in modo efficiente, ciascuna
delle nostre cellule deve ricevere un adeguato
apporto di
ossigeno e di altre sostanze nutritive,
eliminare le sostanze di
rifiuto prodotte dal metabolismo e mantenersi in un ambito
ristretto di valori di temperatura, pressione e
pH. -
vedi anche:
Bioelettronica
Ciascuna cellula del nostro organismo realizza questi
processi attraverso scambi attivi con l’ambiente che la
circonda, cioè con quel sottile velo di liquido che
la separa dalle altre cellule (LEC
= liquido ExtraCellulare): questo viene denominato
ambiente interno, o mezzo interno, concetto, introdotto dal
fisiologo
C. Bérnard, che si riferisce al mezzo nel quale vivono
le cellule di un organismo superiore (per es. un mammifero)
e corrisponde al liquido interposto tra una
cellula e l’altra, detto liquido interstiziale. Le sue
caratteristiche chimiche e fisiche sono mantenute costanti
con il rifornimento di sostanze nutritive e l’eliminazione
di scorie operata dal
sangue, intermediario tra l’ambiente esterno (tramite
gli apparati digerente, respiratorio, urinario ecc.) e
l’ambiente interno (per diffusione attraverso le pareti dei
capillari sanguigni). Per definizione un organismo
unicellulare è di ambiente interno.
E' importante sottolineare che la cellula
e' una macchina
isotermica. In essa l'energia dell' ambiente (cibo)
viene trasformata in energia chimica, che a sua volta cede
lavoro chimico, che sarà utilizzato in vario modo:
biosintesi, lavoro osmotica, lavoro meccanico. Gli
enzimi
controllano questo lavoro e fanno si che non
avvengano reazioni esplosive.
La reazione principale per la produzione di
energia e' la seguente: C6H12O6+6O2---6CO2+6H2O
Il valore energetico per mole e' di 686
Kcal=2870 KJ. C'e' un' ossidazione del
Glucosio
(perdita di e-) e una riduzione di
anidride carbonica e acqua. L' accettore finale di e- e'
O2 che forma acqua.
Il processo di trasferimento avviene attraverso accettori
intermedi, che liberano l' energia a poco a poco, senza
fiamma.
Gli accettori sono: NAD (Nicotinamide-Adenin-Dinucleotide) e
FAD (Flavin-Adenin-Dinucleotide).
Le cellule contengono lipidi, proteine,
polisaccaridi. Una cellula deve essere in grado di
distruggere questi substrati e anche di ricostruirli
attraverso la sintesi.
IMPORTANTE NdR: Ogni cellula, di ogni
organismo vivente (vegetale, animale, umano)
comunica con tutte le
altre cellule dell'organismo al quale appartiene, in due
modalita': attraverso il DNA
antenna, per raggiungere istantaneamente la totalita' delle cellule,
medicante il
Campo Elettromagnetico corporeo ed attraverso la
comunicazione cellulare (per raggiungere solo quelle
necessarie).
Questo colloquio e' costante quando l'organismo e' un
buona salute, ma quando e' malato, per lo
stress ossidativo cellulare
indotto da
alimentazione
errata, e/o
dall'utilizzo di farmaci
e/o
vaccini, questo
colloquio si rende difficile se addirittura non si
interrompe, ed allora
nasce la malattia,
dal raffreddore al
cancro.
Il metabolismo e'
costituito dall' anabolismo (sintesi) e dal catabolismo
(distruzione).
Il
metabolismo ossidativo si puo' dividere in
tre fasi fondamentali:
- lo stadio 1 permette di passare dai substrati
(lipidi ecc.) a componenti piu' piccole (acidi grassi,
esosi, aminoacidi..) e viceversa;
- lo stadio 2 conduce alla formazione di un
composto comune ai substrati: l' acetilcoenzima A
(acetil-CoA). Entrambi i primi due stadi avvengono nel
citoplasma;
- lo stadio 3 avviene invece nei mitocondri ed
e' conosciuto come
ciclo di Krebs o ciclo degli acidi tricarbossilici o
ciclo dell'acido citrico.
Lo stadio 2, o Glicolisi, e' un processo
citoplasmatico dove una molecola a 6 atomi di carbonio viene
spezzata in una a 3 C, con una variazione di G°=-47 Kcal: la
reazione e' quindi spontanea o esoenergetica. La molecola di
partenza e' C6H12O6, il prodotto e' 2CH3-CHOH-COOH (Acido
lattico). Nella realta' dei fatti si ha anche la sintesi di
2ATP, (7.2 Kcal ciascuno), quindi il bilancio energetico
totale e': 14.4-47=32.6 Kcal. Quindi circa il 30% (14.4/47)
dell' energia libera che si attua durante la Glicolisi e'
conservata sotto forma di ATP.
E' importantissimo notare che se nel distretto
muscolare interessato c'e' una quantita' sufficiente di O2
la Glicolisi non porta piu' alla formazione di acido
lattico, la reazione si blocca prima e si ha la formazione
di acido piruvico, che viene trasportato nei
mitocondri, forma Acetil-CoA e da inizio al
ciclo di Krebs.
CICLO di KREBS
Gruppo di reazioni chimiche che avvengono all'interno della
cellula durante il processo di
respirazione cellulare. Tali reazioni sono responsabili
della trasformazione delle
molecole provenienti dalla
glicolisi in
anidride carbonica,
acqua ed
energia.
Questo processo, favorito da sette enzimi, è detto anche
ciclo degli acidi tricarbossilici o dell'acido
citrico (Ciclo di krebs).
Il ciclo di Krebs è attivo in tutti gli animali, nelle
piante superiori e nella maggior parte dei
batteri.
Nelle cellule
eucarioti il ciclo avviene in un organulo cellulare
chiamato mitocondrio. La scoperta di questo ciclo è
attribuita al biochimico britannico
Hans Adolf Krebs, che nel 1937 ne descrisse i passaggi
principali.
Il
ciclo di Krebs e' cineticamente lento e necessita di O2,
quindi se si necessita di molta energia in breve tempo si
ricorre alla piu' veloce reazione che porta alla formazione
di acido lattico. Il problema e' dovuto all' acidosi
muscolare, che inattiva l'azione di molti
enzimi, quindi l' acido lattico
deve essere smaltito al piu'
presto, per ripristinare le normali funzioni
enzimatiche.
La risposta fisiologica a tutto cio' e' l' iperventilazione,
che innalza il
pH e mette a
disposizione O2 per ossidare l'acido lattico.
Funzioni cellulari -
Premessa: in questo scritto non vogliamo elencare
tutte le funzioni cellulari, ma solo le principali:
Secrezione ed endocitosi
Una delle funzioni più importanti delle vescicole è quella
di consentire ai vari materiali di viaggiare tra gli
organuli interni, la membrana plasmatica e l'ambiente
esterno.
Fra il reticolo endoplasmatico, l'apparato di Golgi, i
lisosomi, la membrana plasmatica e l'ambiente extracellulare
esiste, infatti, uno scambio continuo di sostanze, mediato
da vescicole che si staccano dalla membrana di un organulo
per fondersi con quella di un altro.
A livello della superficie cellulare si osserva la
formazione continua di introflessioni della membrana, le
quali si distaccano da essa per formare vescicole che
trasportano all'interno della cellula materiali inglobati
all'esterno (un processo denominato endocitosi).
In questo modo vengono inglobate particelle di grosse
dimensioni e perfino cellule intere, provenienti da altri
organismi.
Il processo inverso, chiamato secrezione e comune a molte
cellule, avviene quando la membrana di una vescicola
proveniente dall'ambiente intracellulare si fonde con quella
della cellula per liberare il proprio contenuto
nell'ambiente esterno.
Divisione cellulare
Le piante e gli animali sono costituiti da molti miliardi di
cellule, unite fra loro a formare tessuti e organi deputati
a svolgere funzioni specifiche.
Tutte le cellule di un particolare organismo vegetale o
animale derivano da un'unica cellula, l'uovo fecondato, che
è andata incontro a un gran numero di divisioni.
Se si escludono le prime divisioni dell'uovo, una cellula
generalmente cresce, prima di dividersi, fino a quasi
raddoppiare le proprie dimensioni.
Durante la crescita essa duplica il proprio DNA in modo che
ogni cromosoma sia presente in duplice copia; i due corredi
cromosomici vengono, poi, suddivisi equamente fra le due
cellule figlie, nel corso di un processo chiamato mitosi.
Al principio della mitosi si forma una particolare
struttura, che per la sua forma viene detta fuso mitotico ed
è costituita da microtubuli; Il fuso dirige la migrazione
dei due corredi cromosomici completi ai poli opposti della
cellula madre, in modo che ciascuna delle due future cellule
figlie ne riceva uno identico.
Differenziamento
Le cellule presenti nei diversi tessuti di un organismo
pluricellulare spesso differiscono in modo impressionante
sia per struttura sia per funzione.
Ad esempio, le differenze esistenti fra una cellula nervosa,
una cellula epatica e un globulo bianco di un mammifero sono
così estreme che è difficile concepire come esse possano
contenere la stessa informazione genetica.
Poiché tutte le cellule di un organismo animale o vegetale
sono prodotte per divisioni successive a partire dallo
stesso uovo fecondato, tutte, a parte alcune eccezioni,
devono necessariamente contenere la stessa informazione
genetica.
Le cellule si differenziano le une dalle altre perché
sintetizzano e accumulano molecole di RNA e proteine
diverse, senza per questo alterare la sequenza del proprio
DNA.
Questo processo, denominato appunto "differenziamento ",
comporta l'attivazione e la disattivazione selettiva, in una
sequenza programmata, di geni diversi.
Tali modificazioni delle caratteristiche delle cellule, così
finemente orchestrate, sono spesso irreversibili e,
pertanto, una cellula nervosa umana non può trasformarsi in
un globulo bianco o regredire allo stadio di cellula
embrionale immatura in rapida divisione che, a suo tempo, le
diede origine.
Giunzioni intercellulari
In un organismo pluricellulare le cellule non sono solo
differenziate in tipi cellulari specializzati, ma
generalmente sono anche organizzate in strutture di ordine
superiore, quali tessuti e organi.
In queste strutture le cellule possono essere collegate
l'una all'altra grazie alla presenza di giunzioni
intercellulari.
Nelle piante superiori le cellule sono connesse mediante
ponti citoplasmatici (denominati plasmodesmi) e sono
racchiuse all'interno di una rigida struttura ad alveare
(parete cellulare), le cui pareti di cellulosa vengono
secrete dalle cellule stesse.
Nella maggior parte degli animali le cellule sono legate fra
loro mediante una rete a maglie relativamente larghe,
costituita da grosse molecole organiche (la cosiddetta
matrice extracellulare) e mediante punti di adesione fra le
membrane plasmatiche (giunzioni cellulari).
Spesso le giunzioni mantengono le cellule unite tra loro, in
modo da formare vere e proprie lamine pluricellulari,
chiamate epiteli. Le lamine epiteliali costituiscono di
frequente il rivestimento esterno di un tessuto o di un
organo, fornendo una barriera di superficie che regola
l'ingresso e la fuoriuscita delle sostanze.
Trasmissione dei segnali
Il compimento efficiente e armonico delle diverse funzioni
dell'organismo è dovuto ai sistemi di comunicazione
esistenti tra le cellule e tra queste e l'ambiente esterno.
L'importanza di questi meccanismi di controllo diventa
particolarmente evidente proprio quando essi vengono meno,
come nel caso dei tumori che spesso portano alla morte
dell'organismo. Il sistema di trasmissione dei segnali di
molti organismi viventi è simile, per certi aspetti, al
sistema elettrico di un'automobile.
La molecola che funge da messaggero, prodotta e secreta da
una cellula, in genere agisce sui recettori, localizzati
sulla superficie o all'interno di altre cellule;
l'interazione tra messaggero e recettore può dare inizio a
una cascata di reazioni biochimiche, all'interno del
citoplasma della cellula ricevente.
Le modificazioni causate da queste reazioni, ad esempio la
variazione della concentrazione di ioni e molecole
specifiche, possono contribuire a regolare l'attività delle
proteine, in particolare degli enzimi, e l'espressione dei
geni.
Tratto da: xoomer.virgilio.it
vedi anche:
Membrana cellulare +
Oscillazione cellulare
Potenziale d'azione della
membrana cellulare
I potenziali d'azione sono le rapide variazioni nel
potenziale di membrana che passa dal normale valore negativo
verso un valore positivo, e termina con una variazione che
ripristina il potenziale negativo. In condizioni ottimali
questo processo permette una normale osmosi cellulare (trasporto
passivo) e quindi corporea.
Osmosi: è il
fenomeno per cui alcune sostanze riescono ad attraversando
una membrana semipermeabile: per es., la pergamena e la
membrana che ricopre le cellule. Il nutrimento delle cellule
avviene per mezzo di questo fenomeno, in quanto passano dal
sangue alle cellule le sostanze necessarie per il suo
nutrimento e per fornire le molecole base per la loro
elaborazione cellulare, con le quali la cellula, produce
certe sostanze, es. proteine, e/o le specializza, per il
fabbisogno di altre cellule, tessuti, e quindi organi del
corpo. Questo Potenziale di azione e' il responsabile del
mantenimento dell'equilibrio acido/base cellulare.
L’equilibrio acido-base può essere definito l’equilibrio
degli equilibri, perché alla fine di tutte le attività
metaboliche è quello che mantiene nella norma le funzioni
vitali ed indispensabili alla sopravvivenza.
Le cellule del nostro corpo, infatti, presentano al loro
interno un perfetto e giusto rapporto tra il nucleo (acido)
e il citoplasma (basico). Questo delicato rapporto,
essenziale per la vita e l’interscambio energetico, può
essere paragonato all’inversione di polarità presente in una
batteria con segno + e –.
Per le nostre cellule è la stessa cosa: senza questo
delicato giusto rapporto la vita non sarebbe possibile !
L’equilibrio tra sostanze acide e alcaline (basiche) viene
misurato attraverso il pH.
Quindi il processo
acido/base rappresenta il principale processo funzionale
della cellula e quando esso e' compromesso per vari fattori,
piu' sotto indicati, la malfunzione cellulare viene ad
essere instaurata.
Il nostro
metabolismo genera
quotidianamente scorie metaboliche che devono
necessariamente essere eliminate attraverso i reni, la pelle
ed i polmoni. Molte di queste scorie sono acide e devono
essere neutralizzate per poter essere eliminate.
È ormai riconosciuto da diversi anni e da ogni parte del
mondo, il fatto che quasi tutti
sintomi (dette impropriamente "malattie",
specie quelle degenerative es.
cancro, si
sviluppano per un abbassamento della resistenza
dell'organismo a causa di una riduzione delle funzioni
organiche per una condizione di
acidosi cronica. L'acidosi, infatti, precede e causa le
"malattie".
I potenziali d'azione fanno quindi parte del processo
acido/base, oltre al processo di trasmissione delle
informazioni fra cellule e fra la cellula ed il tessuto al
quale appartiene e quindi l'ambiente corporeo, anche e
soprattutto del processo
nutrizione
cellulare, mantenendo un normale
processo - pressione osmotico cellulare, ivi compreso
quello di eliminazione delle sostanze
tossiche, che la cellula deve poter sempre ed
immediatamente eliminare, altrimenti essa inizia ad entrare
in un processo di stress
ossidativo ovvero di malnutrizione e quindi di
malfunzione.
Quando il potenziale d'azione della membrana cellulare,
viene alterato od
inibito, per le variazioni biochimiche ed anche
ioniche, indotte da
Vaccini,
alimentazione
continua errata,
farmaci, ecc. l'osmosi cellulare (trasporto
delle membrane biologiche), non e' piu' adatta al buon
funzionamento cellulare e quindi anche del tessuto al quale
essa appartiene.
Quando le funzioni cellulari sono coordinate per determinare
una relativa stabilità dell’ambiente interno, viene
raggiunto lo stato di
omeostasi, (osmosi) che indica una
situazione funzionale ottimale e
rappresenta lo stato di salute.
Mentre quando queste funzioni vengono inibite od alterate
(es. dai
vaccini) si instaura
uno stato di stress
ossidativo nella cellula (intossicazione
+ eccitazione =
infiammazione)
e quindi il
tessuto alla quale appartiene, si intossica ed
infiamma,
inibendo le sue specifiche funzioni nell'organo
e quindi del
sistema nel quale e' inserito.
In
Biologia,
anatomia, si indicano questi principali
sistemi od
apparati:
Anche e sono solo,
secondo gli studi di
Gianfrancesco Valsè
Pantellini Chimico), della
Fondazione
Pantellini, del dott.
Guido Paoli, e delle varie università che studiano
questi argomenti, e' il
danno tissutale della parete cellulare a creare uno
scompenso del
Protoplasma cellulare con presenza elevata di Sodio (le
cellule sane e con ottime funzioni, come abbiamo gia' visto
sopra, sono ricche di K (Potassio)
e povere di Na (Sodio)
che è maggiormente presente fra le cellule. I giusti
rapporti sono mantenuti normalmente dalla
pompa sodio/potassio.
Gli
ioni di Sodio giocano un ruolo diverso in molti processi
fisiologici. Cellule eccitabili, ad esempio, si affidano
interamente al Na+ per causare una
depolarizzazione della
membrana cellulare: questo fenomeno, detto
potenziale d'azione consiste in rapide variazioni nel
potenziale di membrana che passa dal normale valore negativo
verso un valore positivo, e termina con una variazione che
ripristina il potenziale negativo. Esempio: il potenziale d'azione
nelle cellule del
sistema nervoso permette la trasmissione di informazioni
fra cellule.
Le cellule malate sono ricche di Na (Sodio), la cellula
cerca di compensare apportando K (Potassio, di cui dovrebbe
essere ricca) e, in assenza, richiama acqua (ritenzione).
Con il tempo il sodio diventa sale è fa l'effetto "chiave
biologica: lettura biologica dei giusti valori"
(in una
porta fisica la chiave sbagliata non entra, in una biologica
entra ma si deforma la porta, l'infisso, il muro)
alterando la funzione della cellula ed in certi casi anche il DNA.
"In un Terreno
scompensato" (quale quello di buona parte della popolazione
mondiale, per le
campagne
di
Vaccinazione dell'OMS
subite, e per l'alimentazione
industrializzata...acque ed aria, inquinate ecc.) i
batteri ed i virus
eterologhi = estranei
proliferano, e la
flora batterica
autoctona e gli enzimi si alterano
ed i batteri autoctoni
mutano forma e quindi funzione.
In quelle
condizioni, il terreno della salute e' quindi
compromesso e compaiono i primi
sintomi che, se non curati
con la
Medicina Naturale si aggravano
portando il soggetto verso la cronicita' del
sintomo ed alla morte
prematura.
Nota bene:
Eterologo" si dice "di organo, tessuto o sostanza organica,
batterio, virus, che proviene da una specie diversa da
quella considerata" o peggio "da una specie animale
diversa".
Sinapsi elettriche:
-
sono solo
eccitatorie; hanno semplicità strutturale; trasmettono
velocemente; hanno un basso consumo energetico.
Nello schema secondo la "teoria del cavo"
(A), la
resistenza delle due
membrane può essere elevatissima se lo
spazio sinaptico è piccolo. Lo spazio sinaptico funziona
da
corto circuito, “shunt” e consente la fuga delle
correnti che non raggiungono l’elemento postsinaptico.
Importantissima è quindi la geometria della sinapsi.
vedi:
Trasportatore di membrana
La sinapsi spesso è tale che la Rg è piccola e l’area della
membrana presinaptica è maggiore di quella post per far si
che le correnti elettroniche siano sufficienti a
depolarizzare la membrana.
Sinapsi chimiche:
Vantaggi: - amplificazione del segnale; - elaborazione dei
segnali per sommazione temporale e/o spaziale; - consente un
carattere inibitorio per soppressione dell’eccitabilità.
Svantaggi: - maggior lentezza; - affaticabilità; -
vulnerabilita' (anossia,
veleni metabolici, sensibilità farmacologica).
(A)
- Teoria del Cavo: Quale e' la causa della primaria
depolarizzazione della membrana dell'assone perchè il
potenziale divenga soglia ?
In genere si dice che la primaria
depolarizzazione che permette la potenziale di subire
una depolarizzazione è l'apertura dei
canali del Sodio che iniziano a cambiare il segno dai
due lati della membrana cioè in e out.
In realtà non è così poiche' il potenziale a riposo è tra
-90, -70 mV e non è un Em sufficiente ad aprire i primi
canali
Sodio Voltaggio dipendenti che iniziano ad aprirsi a
-30mV.
Perchè il potenziale divenga sempre più positivo devono
esistere altre cause che permettono questa prima
depolarizzazione.
La risposta è che noi possiamo paragonare l'assone
ad un cavo
telegrafico in cui il potenziale si propaga
elettronicamente.
Si può fare creare un analogia tra il cavo RC la
membrana citoplasmatica: il cavo RC resistenza
condensatore, è dotato da un
condensatore (il doppio strato fosfolipidico di
membrana) che contiene delle resistenze (i
canali ionici); il circuito è legato ad una batteria a
cui sono collegati i cavi che direttamente formano una rete
di condensatori legati alle resistenze.
Il cavo telegrafico sottomarino è così formato: una serie di
resistenze che si estendono in senso longitudinale interno
del cavo; perpendicolari a queste resistenze, ci sono
collegate in parallelo delle coppie resistenze condensatore
a loro volta collegate a altre resistenze che si estendono a
livello longitudinale.
Per quanto riguarda la resistenza in parallelo la resistenza
equivalente locale si calcola sommando le singole resistenze
e quindi i singoli potenziali registrati con tecnica inside
out patch clamp, oppure se si deve calcolare la somma dei
potenziali registrati a livello dei singoli canali la
resistenza equivalente essa è uguale al prodotto delle
singole resistenze/potenziali registrati fratto la somma
degli stessi secondo le due
leggi di Kirchoff.
Teoria del cavo: Tratto da molecularlab.it
(B) -
Come ripristinare lo
smaltimento dei rifiuti cellulari
Un ruolo chiave è svolto dai
canali del calcio
presenti nella membrana dei
lisosomi, canali che peraltro sono radialmente
differenti da quelli, ben noti, della
membrana cellulare
Proprio come per le città i servizi di smaltimento e
riciclaggio dei rifiuti sono un servizio essenziale, il
cui mancato o insufficiente
funzionamento determina gravi stati patologici.
Nella cellula al centro di questo sistema di smaltimento ci
sono i lisosomi, il cui funzionamento non era però finora
stato chiarito nei suoi dettagli biomolecolari.
A colmare la lacuna viene ora uno studio condotto da
ricercatori dell'Università del Michigan
pubblicato sulla rivista Nature Communications. La
ricerca ha mostrato che un ruolo chiave è svolto dai canali
del calcio presenti nella
membrana degli organelli, che sono peraltro differenti
da quelli, ben studiati e noti, presenti nella membrana
cellulare.
Sfruttando la tecnica del patch clamp, i ricercatori hanno
potuto determinare che a fungere da canale del calcio nei
lisosomi è una proteina chiamata
TRPML1 e che il segnale che la attiva è trasportato da
un lipide noto come PI(3,5)P2.
La proteina
TRPML1 è nota perché una mutazione nel suo gene è
all'origine della
mucolipidosi di tipo IV (ML4), una malattia genetica che
provoca ritardo mentale, problemi alla visione e ridotte
capacità motorie.
Anche le alterazioni che coinvolgono gli
enzimi che producono il lipide
PI(3,5) P2 sono noti per essere presenti in diverse malattie
neuro-degenerative, come la sclerosi laterale amiotrofica e
la malattia di Charcot-Marie-Tooth.
"Se immaginiamo il traffico attraverso la membrana come
un'automobile, mentre le altre proteine di canale si trovano
sul sedile del passeggero, TRPML1 è sul sedile del
guidatore", ha illustrato Haoxing Xu, ch eha diretto la
ricerca, sottolineando che questa circostanza ha conseguenze
importanti, dato che suggerisce la possibilità di manipolare
l'attività dei canali usando attivatori o inibitori
dell'attività di membrana in modo da ripristinare il
funzionamento del sistema.
"Se si riesce ad attivare il canale, è possibile superare i
difetti nel traffico attraverso la membrana provocati dalla
mutazione che è all'origine della malattia". Fortunatamente,
sono già disponibili piccole molecole che sono in grado di
stimolare l'attività dei canali TRPML1", ha detto Xu. (gg) -
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Per sua natura, le funzioni cellulari principali sono
quelle, della produzione di energia, della ri-produzione e
specializzazione di proteine utili alle varie cellule
contenute nei vari tipi di
tessuti
dell'organismo, oltre a quelle per il mantenimento delle
funzioni di nutrizione ed eliminazione rifiuti cellulari
(B).
Ma lo sono anche quelle della
Sintesi degli acidi grassi - che è una
via metabolica della
cellula che, a partire da molecole di
acetil-CoA, genera
acido palmitico (un
acido grasso saturo a 16
atomi di
carbonio).
Sintesi organica - costruzione di molecole organiche
attraverso processi chimici.
Sintesi proteica - seconda fase del processo di
espressione genica (il processo in cui l'informazione
contenuta nel
DNA dei
geni viene convertita in
proteine).
Di conseguenza le cellule devono possedere una serie di
istruzioni in Codice
che, una volta tradotte, permettano una veloce produzione di
proteine, attraverso
l'impianto di produzione il quale prepara, e modifica le
sostanze inviategli per la produzione e specializzazione, da
ridistribuire all'organismo.
Questo codice e' scritto e conservato nel
DNA del nucleo ed e' detto
codice genetico. Il programma analizza la struttura e la
composizione del
DNA, il valore del codice
genetico, la capacita' del DNA
di duplicarsi per trasmettere le medesime informazioni ad
una nuova cellula e l'importante funzione del DNA nella
crescita di ogni organismo.
-
vedi anche Metabolismo.
Definizione del Primo
Codice genetico:
Il codice genetico è il sistema per cui le informazioni
genetiche codificate nel DNA arrivano a operare la sintesi
di tutte le proteine necessarie alla vita degli organismi
Viventi. Il suo linguaggio si basa su un "alfabeto"
molecolare rappresentato dalla sequenza dei nucleotidi del
DNA, che viene tradotto nella sequenza degli amminoacidi di
una proteina.
l codice genetico dispone di 4 "lettere" (le 4 diverse basi
azotate) per specificare i 20 amminoacidi. Utilizzando
gruppi di 3 nucleotidi (triplette, o codoni) si ottengono 43
= 64 combinazioni diverse. Tre di queste triplette
(triplette non senso) non corrispondono a nessun
amminoacido: esse servono per segnalare la fine della catena
proteica.
La tripletta AUG indica l'inizio della catena proteica; a
essa corrisponde anche l'amminoacido metionina. Si definisce
gene la sequenza di triplette che codifica una proteina.
Il codice genetico è ridondante, poiché uno stesso
amminoacido è codificato da più di una tripletta. Le
triplette che codificano lo stesso amminoacido sono molto
simili e generalmente differiscono solo per l'ultima delle
tre basi. Ciò ha suggerito l'ipotesi che l'informazione
fondamentale sia contenuta nelle prime due basi e che la
terza serva a garantire una maggiore precisione. Il codice
genetico è universale, dal momento che è identico in tutti
gli esseri viventi (ogni tripletta ha lo stesso significato
per tutti gli organismi).
Definizione del Codice genetico,
detto secondo:
Il Secondo Codice Genetico
è lo schema attraverso cui un enzima chiamato
Amminoacil-tRNA sintetasi catalizza l'esterificazione di
uno specifico
amminoacido (o di un suo precursore) ad uno dei
possibili
tRNA corrispondenti sintetizzando così un
amminoacil-tRNA.
Questo codice è decisamente più
complesso del
Primo Codice Genetico e perciò non può essere
altrettanto facilmente rappresentato mediante l'uso di
tabelle.
La cellula
contiene un liquido chiamato
Citoplasma nel quale "galleggiano" tutti i componenti
della cellula; essa
contiene anche i
mitocondri i quali sono le centrali elettriche ed
energetiche della cellula stessa; i mitocondri contengono a
loro volta una parte del DNA detto
genoma mitocondriale.
Citoscheletro:
è una
fondamentale struttura
cellulare; esso è l'insieme delle strutture cellulari
che danno sostegno e forma alla cellula, e svolge un ruolo
importante in molti processi della vita cellulare, fra cui:
la
trasduzione del segnale, la
replicazione cellulare, la
meiosi, la motilità cellulare, il trasporto di vescicole
e di organelli intracellulari.
Il citoscheletro è rappresentato da tre diverse strutture
con caratteristiche e compiti ben precisi e definiti, che
differiscono per le unità di base che le compongono:
Microfilamenti
Microtubuli
Filamenti intermedi
Eme (o gruppo eme, o
ematina)
La funzione di questa
molecola, chiamata Eme, è basata sull'atomo di
ferro, in grado di legare in maniera reversibile l'ossigeno,
utilizzandolo per trasportare
elettroni nella
catena respiratoria, nel
ridurre specie reattive dell'ossigeno (catalasi
e
perossidasi) o semplicemente trasportandolo nel
sangue (emoglobina)
o immagazzinandolo nei
muscoli (mioglobina).
Poiché nelle cellule il principale sito di
ossidazione
sono i
mitocondri, molti enzimi
contenente eme si trovano lì.
Il ferro può esistere negli
stati di
ossidazione +2 e +3, ma solo lo stato di ossidazione
minore è in grado di legare l'ossigeno.
Quando il ferro si trova nello stato di
ossidazione +3 non è più in grado di legare l'ossigeno e
l'emoglobina prende il nome di metaemoglobina.
La capacità di legare l'ossigeno da parte dell'eme così come
quella di trattenere gli
elettroni vengono modificate dalla proteina nella quale
si trova.
Sintesi dell’EME:
La sintesi dell'eme ha luogo nel
citoplasma e nel
mitocondrio della
cellula. Il processo enzimatico
(*) che produce l'eme va
sotto il nome di
sintesi porfirinica, poiché l'eme fa parte della
famiglia delle porfirine. Questo processo di sintesi, e gli
enzimi che ne fanno parte, sono molto conservati tra le
varie specie. Nell'uomo, questa via di sintesi serve quasi
esclusivamente a produrre eme. (*)
Nel processo
enzimatico come catalizzatori di idrolisi si usano enzimi
che hanno la proprietà di agire in modo specifico sulle
molecole.
Il
processo
enzimatico è suddiviso in tre fasi: -fase di fermentazione
-fase di recovery e purificazione -fase
enzimatica
di trasformazione.
Tratto in parte da: wikipedia.org
Commento NdR: questa e' un'altra delle varie funzioni
cellulari
inibite
e/o alterate, es.
dai
Vaccini
NON vi
sono preclusioni alle possibilita'
di alterazioni delle
varie funzioni cellulari che i
vaccini possono indurre,
anche e
specie nel
ciclo
di Krebs
!
vedi anche:
Meccanismo delle
Mutazioni
cromosomiche cercare in
questa pagina : Aberrazioni
Cromosomiche +
Meccanismi delle Mutazioni al DNA cellulare
(del
mitocondrio) +
Ruolo del
DNA Mitocondriale nell'Oncogenesi
Il
Corpo Umano (cosi come tutti gli esseri Viventi) e'
ben noto, e' un'insieme
di
cellule e quindi esso segue
e sopravvive con i Principi
e gli
Schemi del
funzionamento della Cellula, la quale come e' ben
evidenziato in questa pagina funziona per mezzo dei
Giusti Rapporti fra l'ambiente esterno il liquido
extracellulare (Il
liquido extracellulare =
matrice extracellulare, è l'ambiente che fornisce alla
cellula sostanze nutritive, ossigenazione, rimozione delle
tossine)
e quello interno
(liquido intracellulare), i quali sono determinati in primis
dai rispettivi
pH, - regolati nei loro giusti rapporti dai
processi
acidi-base + potenziale
RedOx +
dalla resistenza elettrica
ro' extra ed intra cellulare, cioe' dalla loro carica
ionica =
bio elettronica.
Quando questi valori sono ottimali la
respirazione cellulare
avviene normalmente con buona
omeostasi; la cellula si nutre e produce energia e
sostanze vitali per altre cellule e quindi per l'organismo
intero, e puo' anche regolarmente eliminare ogni tossina.
Se al contrario la pressione osmotica si altera, la
cellula varia la respirazione cellulare e si instaura lo
Stress Ossidativo
che porta, inevitabilmente, se non
eliminato, al suo ammalamento (malfunzione)
fino alla degenerazione
ed alla sua morte (apoptosi).
vedi:
Mappa DNA + Amminoacidi,
DNA
+
DNA + DNA
antenna
+ Somatidi
+
BioElettronica + Pompa
Sodio-Potassio + Omeostasi + Cosa
e' un Virus ?
+ STRESS,
FUNZIONI VITALI e SISTEMA IMMUNITARIO
+ Cellule
Staminali
+
Sistema immunitario +
Immunodepressione da Vaccino
Promemoria IMPORTANTE per capire bene
cosa avviene, quando un virus
raggiunge e viene introdotto da una o piu'
cellule, specie se
esso e' Eterologo = ESTRANEO (ad es. quelli dei
vaccini):
Gli
enzimi protease possono
rompere
questa pellicola
di
proteine del capside virale, permettendo il rilascio
delle informazioni biochimiche della catena complessa del
DNA/RNA virale, che viene decodificata dal
Mitocondrio.
Pressione osmotica:
Pressione
minima da applicare a una soluzione per impedire al solvente
posto oltre una membrana semipermeabile di diffondersi
attraverso la membrana. - vedi:
Stress Ossidativo - 1
+
Respirazione cellulare
Essa e' attivata e determinata dalla differenza di
potenziale fra liquidi interni ed esterni della cellula.
solo una buona differenza di potenziale fra i liquidi intra
ed extra cellulari permette il passaggio attraverso la
membrana cellulare.
Quindi il corpo
umano si ammala
solamente quando questi Giusti Rapporti si
alterano
(vedi
Come e
Perche' nasce la
malattia) e la
guarigione DEVE seguire assolutamente ed in primis il
riordino di questi; cioe' si ammala quando la cellula e
l'organismo sono sotto
stress ossidativo
La
malattia e'
UNA sola (non esistono
malattie, ma solo malati con
infiniti possibili
sintomi) essa e' l'alterazione della funzionalita'
cellulare e corporea per l'alterazione dei Giusti Rapporti
del
pH + rH + ro'
extra ed intracellulare.
I
Vaccini
inoculati negli organismi umani ed
animali, creano
Mutazioni Genetiche
nei
Mitocondri delle
cellule, mutazioni che
sono
trasmissibili alla prole,
dalla via materna. Nelle cellule infettate da
virus si
risvegliano
i retrovirus piu’ vecchi.
Inoltre rimane un fatto che una volta decodificato dal
mitocondrio il DNA virale eterologo,
ed integrarsi nel genoma cellulare e non essere piu'
rilasciato, trasmettendosi alle future generazioni; es.
le colture
di cellule chiamate
HeLa, non sono tossico-infettive perchè il genoma virale
si è integrato nel genoma cellulare, e non è più rilasciato.
La/e
cellula
/e degli esseri
viventi e' (sono) anche
circuiti oscillatori
(rivelatori); questi
circuiti oscillanti, permettono
alle singole cellule di autosintonizzarsi sulle frequenze
terrestri (del campo elettromagnetico terrestre) le quali a
loro volta sono interdipendenti con la posizione spaziale
sulla superficie terrestre + le frequenze del Campo
Universale, oltre anche alle frequenze di ogni sostanza
esistente nell'organismo e/o di quelle che vengono ad
introdursi in esso.
I
cromosomi giocano un ruolo essenziale in queste
funzioni, in quanto essi sono anche delle
antenne spiraloidi risonanti alle varie frequenze
esistenti.
Quindi significa anche che ogni cellula od insieme di
cellule (tessuto/organo)
ogni volta che si sposta con l'organismo che la ospita,
sulla superficie terrestre, invia e/o riceve un segnale (frequenza)
che le indica su quale frequenza si deve sintonizzare per
realizzare e cercare il suo specifico "punto nave" cioe'
essa e' in grado di determinare la sua specifica posizione
spazio-temporale in ogni situazione,
Ma cio' succede anche a livello corporeo dei singoli
viventi, cio' significa che ogni cellula e' in grado di
sintonizzarsi sulle varie frequenze dello spettro
elettromagnetico dell'essere ospitante a seconda del "luogo"
ove essa risiede in esso rispetto ai vari organi e/o
posizioni (alto-basso-davanti-dietro) e quindi far scattare
tutti i meccanismi compensatori e riordinanti e quindi il
metabolismo cellulare,
organico e corporeo.
La dimostrazione ? = le
cellule staminali a seconda di dove esse vengono
impiantate (alla nascita e/o per intervento) esse "prendendo
la frequenza del luogo", si rendono capaci si
assumere le "sembianze-funzioni"
delle cellule nelle quali si vengono a trovare, non per
specifica ed intrinseca capacita' delle cellule staminali,
bensi', per le capacita intrinseche del sistema rivelatore
endo cellulare che il loro sempre presente
circuito oscillatorio (la
proprietà del circuito
oscillatorio e' di poter separare, per
sintonia o per
risonanza, quindi distinguere, le correnti oscillanti a
frequenza diversa in entrata od in uscita, a seconda delle
proprieta' e funzioni del
circuito oscillante stesso) quindi
permette loro,
sintonizzandosi, di acquisire "sembianze-funzioni" dalle
frequenze vibratorie dell'insieme cellulare con il quale
sono venute in contatto.
vedi:
Oscillazione cellulare
Ogni cellula
del corpo umano, (circa 100 miliardi) dalla pelle ai muscoli
al fegato, eccetto i globuli rossi, racchiude 46 piccoli
corpi, i
cromosomi,
costituiti da un doppio filamento lunghissimo e ripiegato
molte volte, il
DNA che e' lo
stesso in tutte le cellule del nostro corpo e costituisce il
nostro patrimonio genetico o “Genoma”.
esso ha al suo interno
3,1 miliardi di “lettere”
e contiene allineate lungo i due filamenti, 4 tipi di specie
chimiche, dette “basi”, che per brevita' vengono indicate
con A, C, G e T.
Il genoma umano e' costituito da circa tre miliardi di basi.
In ogni cellula e' presente un nucleo, che a sua volta
contiene 46 “cromosomi”
(ad eccezione della cellula uovo e della cellula
spermatozoo, che ne contengono 23), corpuscoli dalla
struttura filamentosa, disposti in 23 paia e composti da una
catena molto lunga di
DNA (acido
desossiribonucleico), oltre che da un rivestimento proteico.
Il
DNA
e' una molecola a doppio filamento (chiamata anche “doppia
elica”) nella quale e' codificata l'informazione per la
composizione di
aminoacidi
e
proteine, elementi essenziali del nostro organismo.
L'insieme di cellule forma un
tessuto ed a seconda del tipo di specializzazione della
cellula si determinano e si formano i vari tipi di Tessuti:
- Tessuti epiteliali
- Tessuti connettivi
-
Tessuti
Muscolari
- Tessuti nervosi
per altri e specifici particolari:
vedi PDF
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
FISIOLOGIA GENERALE della
CELLULA - vedi:
Cellule Staminali
Le
molecole biologiche fondamentali. L’acqua
e sue proprieta'.
Proprieta' delle
soluzioni. Importanza
biologica del pH.
Sistemi tampone e
pH cellulare: mantenere nell’organismo i giusti
rapporti
dei Sali tampone che esplicano la loro azione
antiacida inibendo le
pompe (proteine della
membrana della cellula) che regolano il pH cellulare.
Anche il pH del liquido extracellulare e' importante per una
buona "respirazione"
della cellula. L’aumento della
ventilazione polmonare aiuta il ripristino del pH
cellulare ai normali valori.
La rivista Biomedit.it, novita' dal mondo della ricerca,
riferisce che: “il cambiamento forzato del pH
cellulare suggerisce una nuova strategia nella terapia anche
dei tumori”. (29-01-2007)
Le
sperimentazioni dell'ISS (Istituto Sup. di Sanita' - Italy)
partono dall'evidenza che l'ambiente (Terreno)
in cui si sviluppa un
tumore maligno
e' anch'esso
acido !
-
vedi
Cancro) - e le
vaccinazioni e certi
farmaci, producono facilmente l'alterazione del
terreno verso
l'acidosi....
Energetica della cellula. Gli
enzimi. Omeostasi: Cio' che
il sistema corporeo deve fare, e'
liberarsi degli acidi,
conservare la sua riserva di basi e preservare il
pH
cellulare ed ematico entro i livelli fisiologici regolari.
Si suppone che l'acido
lattico, quale
catabolita della
glicolisi sia in grado di abbassare il pH cellulare.
Feed-back. Stato stazionario ed
equilibrio.
Liquidi (intra
cellulari) ed
extracellulari. Forze che regolano i passaggi di
sostanze attraverso la membrana plasmatica. Diffusione.
Effetto Gibbs-Donnan:
Se analizziamo le varie parti di una cellula dell'organismo
umano dall'esterno verso l'interno, la prima struttura in
cui ci imbattiamo e' la membrana plasmatica, la cui
principale funzione e' quella di isolare in modo selettivo
l'ambiente cellulare da quello circostante. "Selettivo" sta
ad indicare che le molecole utili alla vita della cellula,
riescono ad attraversare questa barriera naturale grazie ai
cosiddetti trasporti di membrana. Questi vengono
classificati nelle due seguenti grandi categorie:
- trasporti passivi (che avvengono secondo gradiente di
concentrazione).
- trasporti attivi (che avvengono contro gradiente di
concentrazione).
L'equilibrio di Gibbs-Donnan e' un equilibrio ionico passivo
(avviene cioe' secondo gradiente) la cui funzione e' quella
di mantenere costante la differenza di concentrazione ionica
e di
potenziale elettrico tra due ambienti separati
da una membrana selettiva.
Per meglio comprendere il meccanismo sopra definito, ci
avvaliamo del seguente esempio.
L'organismo umano e' composto da un'alta percentuale di
acqua, che si aggira tra il 50 e il 70 % a seconda di
numerosi fattori, come l'eta' e il sesso.
La quantita' di
acqua corporea totale si suddivide in liquido
intracellulare e liquido extracellulare: di quest'ultimo,
fanno parte il liquido interstiziale e il
plasma
sanguigno. Nonostante facciano entrambi parte del
"super-gruppo" dei liquidi extracellulari, e le loro
composizioni siano quindi simili, tra il plasma ed il
liquido interstiziale vi sono delle differenze relative alle
sostanze in essi contenute: la più evidente tra queste e'
data dalla diversa concentrazione di proteine, che sono più
abbondanti nel plasma e meno presenti nel liquido
interstiziale, separati dalla parete dei vasi sanguigni.
La selettivita' imposta dalla membrana dell'endotelio
capillare (che non permette il passaggio delle proteine), fa
sì che le differenti concentrazioni proteiche vengano
mantenute costanti: poiché pero' le proteine posseggono
carica negativa, esse attraggono cationi diffusibili (Na+ e
K+ ) e respingono anioni diffusibili (Cl¯ ).
La disuguale distribuzione degli ioni, causata dai motivi
suddetti, e' disciplinata proprio dall'equilibrio di
Gibbs-Donnan (affiancato anche dall'azione della pompa
sodio-potassio). Tale meccanismo regola le concentrazioni
ioniche tra l'interno e l'esterno della membrana plasmatica.
Da:
http://www.pacifici-net.it/biologia/Fisiologia Generale
I/flussi_ionici_transmembranari.htm
"La comprensione di quanto avviene nella membrana cellulare
parte dalla descrizione del più comune degli equilibri
ionici passivi: l'equilibrio di Gibbs-Donnan. Questo
equilibrio passivo si verifica poiché all'interno delle
cellule ci sono gli anioni proteici che non possono
attraversare la membrana. Quando abbiamo un lato con ioni
non diffusibili l'equilibrio e' caratterizzato da una minore
concentrazione degli ioni diffusibili aventi lo stesso segno
di quello non diffusibile, e da una maggiore concentrazione
degli ioni diffusibili di segno opposto. In un equilibrio
elettrochimico, quale e' quello di Gibbs-Donnan, poiché
restano costanti le concentrazioni ioniche tra i due lati
della membrana, il passaggio di ogni singolo ione (K+ o Cl-)
dall'uno all'altro compartimento dovra' essere compensato
dal passaggio di un uguale ione in senso opposto. dall'altro
canto, affinché anche la differenza di potenziale tra i due
lati della membrana resti costante e' necessario che al
passaggio di ogni K+ nell'uno o nell'altro senso corrisponda
il passaggio consensuale di un Cl-.
Dal momento che la probabilita' congiunta che un K+ ed un
Cl- passino simultaneamente da (1) a (2) sara' proporzionale
al prodotto [Cl-]1·[K+]1 delle loro concentrazioni in (1).
Poiché all'equilibrio i flussi ionici netti sono nulli e la
differenza di potenziali costante, i due prodotti devono
essere uguali, cioé:
[Cl-]1·[K+]1=[Cl-]2·[K+]2
Significa che in condizioni di equilibrio, i prodotti delle
concentrazioni degli ioni diffusibili aventi opposto segno
sono uguali ai due lati.
Puo' anche essere così espressa: [K+]1/[K+]2=[Cl-]2/[Cl-]1=K
dove la costante K dipende dalla concentrazione K dello ione
non diffusibile. Tanto maggiore e' la costante tanto
maggiore e' l'ineguaglianza di distribuzione degli ioni
diffusibili tra i due lati. Un'altra conseguenza che viene
da questo equilibrio e' che la concentrazione totale degli
ioni diffusibili e' maggiore nel compartimento (1) che nel
compartimento (2).
Indirizzi web consultati:
www.ceaedizioni.it/pdf/12814capitolo.pdf
Qui, in inglese c'e' una bella animazione dell'equilibrio.
http://entochem.tamu.edu/Gibbs-Donnan/index.html
Tratto da:
http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=7243
Filtrazione. Osmosi.
Pressione osmotica. Pressione colloido-osmotica = La
pressione colloido-osmotica, dovuta alla concentrazione di
soluti poco o non permeabili attraverso le pareti capillari
(per lo più proteine), favorisce i movimenti dell'acqua dal
liquido interstiziale, che possiede una relativamente bassa
concentrazione di proteine, entro lo spazio intravascolare
ed intracellulare (ricchi di proteine).
Trasporto
passivo - facilitato - attivo. Selettivita' della membrana.
Giunzioni fra le cellule. Trasporto epiteliale.
FUNZIONI
CELLULARI, le principali sono: La mitosi e la sintesi e
specializzazione delle Proteine
http://www.dia.unisa.it/~ads/BIOINFORMATICA/Proteomica/index.html
http://www.progettogea.com/gea/evoluzione-umana/cont03_04.htm
Come si divide una cellula:
http://www.galileonet.it/news/10459/cosi-si-divide-una-cellula
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Effetti su
membrana Cellulare
By Alfonsina Ramundo Orlando
- Ricercatore all’Istituto di Medicina
Sperimentale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di
Roma, Via del Fosso del Cavaliere, 100 - 00133 Roma -
Tor Vergata.
email:alfonsina.ramundo@ims.rm.cnr.it
Le membrane
cellulari sono considerate il sito delle interazioni dei
campi elettromagnetici con i sistemi biologici
(Adey, 1981).
Le
cellule
mantengono la loro individualita' ed il controllo del flusso
di informazioni tra l’ambiente interno ed esterno (il
Terreno) ad esse
tramite la membrana cellulare (chiamata anche membrana
plasmatica). Le membrane interne che racchiudono il nucleo e
altri
organelli intracellulari (tipo
mitocondri) hanno un
ruolo altrettanto importante.
Le membrane
cellulari sono costituite principalmente da
fosfolipidi
combinati con
proteine.
I Fosfolipidi sono composti che mostrano una preponderanza
di
gruppi non polari. Questi fosfolipidi sono
molecole a
catena aperta con un gruppo di testa polare (colorato in blu
in Figura 1) e due lunghe code non polari. In ambiente
acquoso possono rapidamente formare un doppio strato chiuso.
Figura 1 -
Modello “ a mosaico fluido” della struttura della membrana
I doppi strati
lipidici sono disposti in modo che i gruppi di testa polari
dei lipidi siano in contatto con l’ambiente acquoso, mentre
non lo siano le code non polari. I doppi strati lipidici
possono essere paragonati ad un “panino” dove i gruppi di
testa polari rappresentano il pane e le code non polari la
farcitura. Questa “farcitura” e' costituita da
acidi grassi
(colorati in rosa nella Fig. 1) formati da lunghe
catene di
atomi di carbonio e dal
colesterolo.
La fluidita'
del doppio strato dipende dalla sua composizione. Se i
lipidi hanno una prevalenza di acidi grassi insaturi, la
fluidita' del doppio strato e' maggiore, se invece mostrano
prevalenza di acidi grassi saturi il doppio strato e'
rigido. Per esempio, gli olii vegetali sono liquidi a
temperatura ambiente perché hanno una prevalenza di acidi
grassi insaturi rispetto ai grassi animali, i quali tendono
ad essere solidi. Con il calore, i doppi strati ordinati
diventano meno ordinati, mentre i doppi strati che in
confronto appaiono disordinati, diventano anche più
disordinati. Questa e' una transizione di fase che avviene a
temperature ben definite e differenti per ogni tipo di
lipide.
La temperatura
di transizione (NdR: è la
temperatura alla quale
un materiale cambia da uno stato
di cristallo, allotropo,
ad un altro) e' più elevata per le membrane rigide ed
ordinate rispetto a quella per le membrane fluide e
disordinate.
Poiché nelle cellule umane la maggioranza dei
lipidi di membrana e' di tipo insaturo la temperatura di
transizione della membrana e' al di sotto della normale
temperatura corporea di 37°C, di conseguenza il doppio
strato lipidico si trova allo stato fluido.
La
membrana plasmatica e' costituita per circa la meta' da
molecole proteiche associate al doppio strato lipidico,
comunque tra lipidi e proteine non si formano complessi con
interazioni forti.
Alcune piccole
molecole possono attraversare la membrana per semplice
diffusione, passando da una loro elevata concentrazione da
un lato ad una più bassa dall’altro. Per esempio, piccole
molecole come l’acqua, l’ossigeno ed il biossido di carbonio
possono passare direttamente attraverso un poro presente nel
doppio strato lipidico.
Gli ioni non
possono attraversare il doppio strato a causa della loro
carica. Per farlo hanno bisogno di proteine di canale.
Queste proteine, incastonate nella membrana, sono in grado
di formare un’apertura che attraversa il doppio strato
lipidico in modo simile ad un poro. In questo modo le
sostanze possono transitare sulla base della loro forma,
carica e dimensione. Il processo di trasporto di sostanze
attraverso membrane biologiche puo' anche richiedere una
spesa energetica, come avviene nel caso del trasporto
attivo, il quale richiede lo spostamento di sostanze sia
contro un gradiente di concentrazione che contro il
potenziale di membrana, creato dalla differenza di carica
presente ai due lati della membrana, con l’interno negativo
rispetto all’esterno.
Questa situazione e' talmente simile a quella in cui si pompa
dell’acqua in salita, che uno dei sistemi proteici di
trasporto più comuni, che opera trasferendo gli ioni
Potassio (K+) all’interno di una cellula con il
simultaneo trasporto all’esterno di ioni Sodio (Na+),
viene denominato “pompa ionica Sodio-Potassio” (Figura 2).
Il mantenimento di una diversa e definita concentrazione di
ioni all’interno e all’esterno della cellula e' di grande
importanza fisiologica.
Figura 2 -
Pompa ionica Sodio-Potassio. Alla variazione della
conformazione della proteina e' associata l’uscita degli
ioni Sodio e l’entrata degli ioni Potassio all’interno della
cellula
Il trasporto
di ioni attraverso la membrana cellulare puo' essere
influenzato dai
campi
elettromagnetici ?
In circostanze normali, la concentrazione di ioni K+
e' maggiore (120-160
mM) all’interno della cellula rispetto al fluido
extracellulare (4 mM), mentre la concentrazione di ioni Na+
e' minore all’interno della cellula (10 mM) e maggiore fuori
(150 mM). Dai primissimi studi di esposizione ai campi
elettromagnetici di eritrociti (globuli rossi) risulto' che
il trasporto Sodio-Potassio attraverso la membrana veniva
alterato. L’irraggiamento di eritrociti a microonde a 1-3
GHz con densita' di potenza compresa tra 1 e 10 mW/cm2
provocava aumenti dell’efflusso di K+ o
dell’influsso di Na+ (Ismailov, 1971. Shtemler,
1973 e Baranski et al 1974). I risultati di questi studi
condotti a temperatura ambiente senza nessun monitoraggio
dell’eventuale innalzamento della temperatura nel campione
biologico non sono stati pero' confermati da altri
ricercatori che avevano usato le stesse precedenti
condizioni sperimentali (Peterson et al., 1979. Liu and
Cleary, 1979).
Uno studio
successivo condotto su eritrociti di coniglio esposti a
microonde a 2.45 GHz con SARs di 100, 190 e 390 mW/g,
mantenendo pero' i campioni durante l’irraggiamento a
temperature corrispondenti a quelle di transizione di fase
della membrana di eritrocita (22.5 e 36°C) indico' un
significativo aumento dell’efflusso di K+
(Olcerst et al, 1980).
Questi effetti
dei campi elettromagnetici sul trasporto di cationi e' stato
evidenziato anche in altri studi, nei quali i campioni erano
mantenuti a temperature predefinite, usando un ampio
intervallo di valori di SAR (0.2-200 mW/g) e frequenze a
microonde, nella maggior parte dei casi tra 1 e 10 GHz
(Cleary et al, 1982. Liburdy e Penn, 1984, Liburdy e Vanek,
1985. Lotz e Saxton, 1989). Un risvolto interessante di
questi studi e' che l’effetto del campo sul trasporto di
ioni attraverso la membrana avveniva in maniera strettamente
dipendente dalla temperatura, e nell’ambito di una ben
definita fascia di temperature (17.7-25°C) (Figura 3), tanto
da far supporre un possibile coinvolgimento di un effetto
”finestra” per la temperatura.
Figura 3 -
Dipendenza dell'effetto delle microonde dalla temperatura
Cambiamenti
della fluidita', o permeabilita', della membrana indotti
dalla temperatura possono giustificare gli effetti
attribuiti al campo elettromagnetico ?
Diverse ricerche sono state condotte con
l’impiego di un sistema artificiale (cioe' un
doppio strato lipidico o
vescicole lipidiche) che simuli la membrana cellulare,
al fine di verificare l’esistenza di una relazione diretta
tra effetti dei campi elettromagnetici e la presenza di una
transizione di fase della membrana verso uno stato di
maggiore fluidita'. Sono stati riportati risultati sia
negativi che positivi per campi elettromagnetici a 2.45 GHz
e 0.1 GHz, con un valore di
SAR
di 60 mW/g (Liburdy e Magin, 1985. Liu e Cleary, 1988). e'
interessante notare che studi sulla permeabilita' ionica del
doppio strato lipidico contenente Gramicidina A, un
antibiotico che simula un canale di membrana, indicavano un
aumento del movimento di ioni attraverso il doppio strato
per esposizioni a microonde a 0.9 GHz e 9.2 GHz con SAR di
200 mW/g e 20 mW/g, rispettivamente (Alekseyev et al. 1980.
Yova et al., 1984). Tali alterazioni potevano essere dovute
interamente ad effetti termici per i quali questo tipo di
comportamento e' prevedibile. Sandblom e Theander (1991)
hanno riportato l’effetto opposto, ovvero una diminuzione
della conduttanza in campioni biologici simili, durante
l’esposizione a campi elettromagnetici a microonde, ad una
frequenza di 10 GHz, modulati ad impulsi di durata 1 ms e
con frequenza di ripetizione di 1 kHz (1000 impulsi al
secondo). e' possibile che nelle condizioni descritte,
l’effetto non termico dei campi elettromagnetici a microonde
possa essere ascritto alla interazione diretta dei campi con
le stesse molecole che formano i canali.
Un simile effetto di diminuzione della frequenza di apertura
di un singolo canale e' stato anche riportato per i canali
indotti dall’acetilcolina
in colture di
miotubi di pulcino, durante l’esposizione a campi
elettromagnetici a microonde a 10.75 GHz con
densita' di potenza 50 mW/cm2 (D’Inzeo et al,
1988). e' stato suggerito inoltre che i
radicali liberi possono avere un ruolo nell’induzione
della fase di transizione delle vescicole lipidiche indotta
dai campi elettromagnetici, rilevata per esposizione a campi
continui ad una frequenza di 2.45 GHz con un SAR di 0.2 mW/g
(Phelan et al., 1992). Gli studi citati indicano che gli
effetti delle microonde a bassi valori di SAR, nei casi in
cui sia possibile escludere un aumento di temperatura,
possano essere criticamente dipendenti da condizioni
definite nella membrana del sistema biologico e quindi non
basati su un semplice riscaldamento.
I
cambiamenti funzionali indotti sulle proteine di trasporto
possono di per se' giustificare gli effetti dei campi
elettromagnetici ?
Malgrado alcuni studi condotti sulla proteina pompa
Sodio-Potassio in
eritrociti umani abbiano indicato che l’interazione dei
campi elettromagnetici a 2.45 GHz con valori di SAR pari a 6
mW/g potesse avvenire con la proteina stessa, non hanno
pero' escluso un ruolo del cambiamento di fluidita' nella
membrana stessa (Allis and Shina-Robinson, 1987. Liu et al.,
1990).
Gli effetti
di campo sono dose-dipendenti
e' stato riportato che l’esposizione a campi
elettromagnetici a radiofrequenza,
modulati
in ampiezza con campi a frequenza estremamente bassa (ad es.
minore di 300 Hz), in particolar modo per una modulazione di
16 Hz di un’onda a 147-450 MHz, causava un efflusso di ioni
calcio (Ca2+) da cellule nervose o tessuti
cerebrali in vitro (Bawin et al., 1975. Blackman et al.,
1979. Adey, 1981). Questo effetto e' stato osservato solo
per certe frequenze del segnale modulante (6,9,11 e 16 Hz),
e per un valore di potenza (0.8 mW/cm2). Non sono
stati osservati effetti di efflusso di Ca2+ per
esposizioni a campi a radiofrequenza non modulati. Simili
effetti sono stati osservati nei
sinaptosomi
(Lin-Liu e Adey, 1982) e in cellule di
neuroblastoma
(Dutta et al., 1984). Ciononostante, altri laboratori non sono
stati in grado di riprodurre i medesimi risultati
sull’efflusso di Ca2+, a volte, con segnali di
modulazione diversi da quelli utilizzati negli studi che
riportavano risultati positivi (Shelton e Merritt, 1981.
Merritt et al., 1982. Albert et al., 1987. Wood et al.,
1993). Questi dati potrebbero far valere per i campi
l’assunto convenzionale che la probabilita' o la severita'
di un effetto aumenta in funzione della “dose”. Comunque i
risultati ottenuti non sono sufficientemente comprovati e
soprattutto non sono state ben chiarite le possibili
implicazioni che questi effetti possono avere per la salute
umana tanto da indicare un possibile rischio da esposizione
ai campi.
Conclusioni
Studi condotti su diversi tipi di cellule indicano che
l’esposizione a
campi elettromagnetici a radiofrequenza e a microonde
potrebbe alterare la struttura e di conseguenza alcune
funzioni della membrana deputate ad avviare le reazioni
cellulari. Ad oggi, gli effetti che tali alterazioni della
membrana possono avere sulla salute umana sono ancora da
chiarire. Così, per livelli di campo elettromagnetico
inferiori ai valori che corrispondono agli effetti termici,
gli effetti osservati in cellule isolate non forniscono
ragionevoli indizi di rischio per la salute umana in
associazione all’esposizione ai campi a radiofrequenza.
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Tratto da:
http://www.elettra2000.it/scienza/lavori/effettimembranaL2.htm
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Sequenza delle
reazioni
cellulari conseguenti ad un insulto:
esempio un
Danno da Vaccino
Un danno alla
membrana plasmatica provoca l’aumento della sua
permeabilita'. In
condizioni fisiologiche la concentrazione di ioni sodio
(Na+) all’interno della cellula e' molto inferiore (meno di
1/10) rispetto alla concentrazione dei medesimi ioni al suo
esterno. Situazione diametralmente opposta per gli ioni
potassio (K+) con concentrazioni nettamente inferiori
all’esterno della cellula rispetto all’ambiente
intracellulare.
Come conseguenza dell’aumentata
permeabilita' della membrana, gli equilibri
sodio e potassio si
alterano poiché tenderanno ad equilibrarsi nei due
compartimenti (intracellulare ed extracellulare) secondo il
loro gradiente di concentrazione.
Questa situazione provoca un accumulo di acqua nella
cellula ed un relativo
rigonfiamento acuto. Si verifica un contemporaneo
ingresso di
calcio ed una liberazione dello stesso da parte del RE e
dai
Mitocondri.
Nel tentativo di ripristinare l’omeostasi
le pompe ioniche ATP (adenosintrifosfato,
la molecola chiave nel
metabolismo energetico della
cellula ) dipendenti incrementano il loro lavoro facendo
aumentare la richiesta di O2 e substrati energetici
(glucosio).
L’esaurimento di ATP causa l’incremento della produzione di
F1,6 bisfosfato e l’accumulo di piruvato, in seguito
convertito in lattato a fini energetici. Il passaggio al
sistema anaerobico di produzione energetica abbassa il pH
cellulare modificando l’attivita' enzimatica preposta
all’omeostasi intracellulare.
La disgregazione delle
membrane
fosfolipidiche degli organuli cellulari e la conseguente
fagocitosi, rilascia
acido arachidonico.
In molti tipi di cellule la
formazione di protusioni (bolle) sulla superficie della
membrana e' il chiaro sintomo che anticipa un danno. In
questo stadio il fenomeno e' ancora reversibile e non si
conosce nel dettaglio per quale dinamica, ad un dato
momento, divenga irreversibile.
I danni cellulari possono originare in vario modo,
eliminando substrati endogeni, recettori, cofattori ecc. o
competendo con essi.
Numerosi composti che potenzialmente possono causare un
danno sono inizialmente metabolizzati in radicali liberi. I
danni causabili sono limitati dagli antiossidanti e
sistemi enzimatici.
L’inibizione dei meccanismi di difesa provoca alla cellula
uno stress
ossidativo ed un danno
cellulare. Il meccanismo d’azione dei metaboliti
intermedi dell’ossigeno e' basato sull’interazione con i
lipidi di membrana che vengono perossidati. I lipidi
idroperossidi generati aumentano la permeabilita' della
membrana attivando le reazioni precedentemente descritte.
Le membrane mitocondriali sono particolarmente sensibili a
questi fenomeni, e come conseguenza possono liberare calcio
nel citosol.
L’aumento di calcio citosolico attiva delle
proteasi (note come calpaine) in grado di danneggiare
citoscheletro e
proteine di membrana.
Inoltre i
metaboliti intermedi reattivi dell’ossigeno
sono in grado di interagire con il DNA
causando rotture dell’elica.
Riassumendo, tali metaboliti, sono in grado di: aumentare
la
permeabilita' della membrana, inibire la pompa cationica
(Il mancato funzionamento delle pompe cationiche o i danni
diretti sulla membrana provocano un aumento soprattutto del
calcio intracellulare che entra nella cellula mosso da un
alto gradiente di concentrazione.
-L'aumento del Ca++ citosolico attiva le
fosfolipasi di membrana che degradano i fosfolipidi
della membrana aumentando il danno cellulare. Il calcio
attiva anche molte chinasi proteiche intracellulari),
esaurire l’ATP (Adenosina
trifosfato, la molecola chiave nel
metabolismo energetico della
cellula) e
aumentare il
calcio citosolico. E’ quindi evidente il loro ruolo
decisivo nella
necrosi.
Ri-Promemoria IMPORTANTE per capire bene
cosa avviene, quando un virus
raggiunge e viene introdotto da una o piu'
cellule, specie se
esso e' Eterologo = ESTRANEO (ad es. quelli dei
vaccini):
Gli
enzimi protease possono
rompere
questa pellicola
di
proteine del capside virale, permettendo il rilascio
delle informazioni biochimiche della catena complessa del
DNA/RNA virale, che viene decodificata dal
Mitocondrio.
Le
Vaccinazioni e certi
farmaci, producono molto facilmente anche l'alterazione
del
Terreno verso
l'acidosi....e
producono lo stress
ossidativo
cellulare e quindi tissutale, oltre alle
mutazioni
genetiche.
Esempio, l'AUTISMO
e/o
l'ATASSIA
genetica - vedi anche:
Danni dei Vaccini
Il gene in questione
si chiama AFG3L2 e contiene le informazioni per una proteina
coinvolta nel metabolismo dei mitocondri, le centrali
energetiche delle nostre cellule.
Il suo ruolo è quello di "tagliuzzare" altre proteine,
talvolta per renderle attive e funzionanti, in altri casi
per avviarne lo smaltimento, se esse non sono più utili per
la cellula.
Una particolarità di AFG3L2 sta nel fatto di agire in
stretta associazione con un’altra proteina, la paraplegina,
a sua volta associata a un’altra malattia neurodegenerativa
di origine genetica, la paraplegia spastica ereditaria.
Nonostante le due proteine siano di fatto gli ingranaggi di
uno stesso macchinario, sono associate a malattie
decisamente diverse.
http://www.nonsolofitness.it
http://www.pforster.ch/ydisp/AF 5_29.htm
http://cercauniversita.cineca.it/php5/prin/scheda.php?codice=2002071812
http://it.wikipedia.org/wiki/Catabolismo
http://www.nonsolofitness.it/argomenti/biochimica.asp?bio=29
http://www.centro-cisi.it/proteomica.htm
IMPORTANTE: Nelle cellule infettate da
virus
vaccinali, si
risvegliano i retrovirus endogeni !!
I ricercatori hanno osservato che quando il metabolismo
della cellula e' alterato da un virus vaccinale, essa lavora
al fine di autoriprodurre il virus, pero’ in essa
decade la funzionalità di
alcune reazioni biochimiche
di contenimento e di funzione cellulare:
sintesi e specializzazione
delle proteine,
specializzazione degli enzimi
e duplicazione del DNA.
L'intossicazione da
virus
vaccinale e’ in grado di
riattivare genomi di precedenti virus, es.
quelli iniettati con i
vaccini, ai genitori, nonni, avi del vaccinato,
e trasmessi alla prole ed alle successive generazioni,
attraverso le
mutazioni genetiche indotte, che erano divenuti parte
del genoma (DNA) delle cellule
dei genitori, nonni, avi.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Oltre a
dirigere le cellule verso la sede di una lesione
per ripararla, questo sistema servirebbe a
prevenire spostamenti cellulari pericolosi quali
quelli che si hanno nelle forme invasive di
cancro e nelle fibrosi
Il cilio primario, una protrusione a forma di
antenna presente in quasi tutte le cellule
umane, permette a esse di orientarsi nella
direzione corretta quando devono concorrere a
chiudere una ferita. Lo ha scoperto un gruppo di
ricercatori dell'Università
di Copenhagen, in Danimarca, e dell'Albert
Einstein School of Medicine, a New York.
"Abbiamo a che fare con un analogo fisiologico
del sistema GPS, dotato di un 'autopilota' che
coordina il traffico aereo o navale", ha detto
Soren T.
Christensen
(vedi Bibliografia), che ha diretto lo studio,
descrivendo la scoperta al convegno annuale
della
American Society for Cell Biology (ASCB) in
corso a San Francisco.
"Il cilio primario rileva i segnali che dicono
alla cellula di spostarsi direttamente verso la
ferita. Nelle cellule mutanti che mancano del
cilio primario la migrazione cellulare non è
regolata e durante la guarigione - che resta
incompleta - della ferita, esse si spostano in
modo incontrollato, essendo 'cieche' rispetto ai
segnali che le permettono di navigare in modo
corretto", ha spiegato Christensen.
La proteina segnale che attiva il cilio primario
è il fattore di crescita derivato dalle
piastrine (PDGF-AA =
Derivato dalle piastrine growth
factor-AA), il quale, una volta legato
all'apposito recettore, innesca la trasmissione
di un segnale che determina una riorganizzazione
del citoscheletro cellulare, che a sua volta
determina la direzione e la velocità con cui la
cellula si sposta verso la lesione. - vedi:
Dynamic Cilium
Secondo i ricercatori questo sistema avrebbe
anche la funzione di prevenire gli spostamenti
dannosi delle cellule legati a forme invasive di
cancro e alle fibrosi. Il sistema del cilio
primario sembrerebbe inoltre coinvolto anche
nella gestione delle istruzioni direzionali nel
corso della differenziazione cellulare.
Fino a pochi anni fa il cilio primario era
considerato un residuo vestigiale di un
organello di movimento, ma poi si è scoperto che
esso possiede diverse funzioni, a partire dal
suo coinvolgimento nella sindrome di Joubert,
scoperto dal gruppo di ricerca di Enza Maria
Valente e Bruno Dallapiccola, dell'ICSS-Mendel
di Roma. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Commento finale NdR: quello che
non viene MAI detto
nella
medicina ufficiale. e' che le cellule
comunicano fra di loro, cosi' come TUTTI
gli atomi, molecole, organi, per mezzo del
campo elettromagnetico proprio (CEM) il
quale interagisce (trasmette e riceve)
con quello Corporeo globale - gestito dall'Inconscio
e dal
conscio + quello
Universale,
Cosmo e quindi con l'INFINITO.
vedi:
Uomo
Psico Elettronico
Ricordiamo
anche che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della
mucosa
intestinale influenzano la salute,
non soltanto a livello intestinale, ma anche a
distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
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Così si divide
una cellula ?
La
mitosi non si basa su un unico processo. Una nuova
tecnica permette per la prima volta di osservare cosa accade
durante la duplicazione
La mitosi, cioè la formazione di due cellule a partire da
una cellula originaria, è descritta in ogni libro scolastico
di scienze. Eppure i biologi molecolari hanno dibattuto per
oltre 50 anni sui dettagli del processo di divisione
cellulare. Uno studio della
Oregon State University, pubblicato su
PLoS Biology, risolve il dubbio: la cellula attua tutti
i processi ipotizzati dai biologi, senza preferenze.
I ricercatori si erano proposti di scoprire quale dei
meccanismi fosse utilizzato effettivamente dalla cellula. E
ci sono riusciti grazie a una nuova tecnologia basata
sull’utilizzo di microaghi e di sofisticati software di
elaborazione di immagini su microscala. In questo modo hanno
potuto manipolare gli elementi dello "scheletro" cellulare,
e a osservare per la prima volta quello che realmente
accade.
Durante la divisione cellulare, i microtubuli e i filamenti
si assemblano, generando un anello (fuso mitotico) che
“strozza” la cellula in due parti, ciascuna con la sua
porzione di Dna. Se si pensa alla
cellula come a una sfera, possiamo riconoscere in essa due
poli e una fascia equatoriale. I meccanismi ipotizzati negli
anni dai biologi sono due: la “stimolazione equatoriale”,
secondo cui l’anello si forma grazie all’aggregazione di
proteine nella fascia centrale e il “rilassamento polare”
che prevede la disgregazione, alle due estremità, dei
filamenti, i cui elementi vengono riciclati.
Lo studio dà ragione a entrambe le ipotesi, e mostra
dell'altro: se uno dei due processi viene inibito, l’altro è
in grado di completare la divisione da solo. Questa
ridondanza, secondo gli autori, servirebbe ad assicurare una
corretta divisione cellulare, cruciale per la sopravvivenza
di ogni organismo vivente.
La scoperta e soprattutto la tecnica messa a punto
potrebbero essere di grande aiuto nella ricerca sullo
sviluppo di malformazioni, malattie genetiche, aborti
spontanei e tumori legati alla divisione incontrollata delle
cellule. (i.n)
Tratto da: galileonet.it - Sett. 2008
Commento NdR:
E' la
Cellula
stessa che
duplica i
virus:
Si ipotizza, nella
medicina ufficiale
che i virus siano agenti infettivi, come si dimostra la
realta’ di questa ipotesi ? NON e' certo cercando i
virus in un malato che si possa dimostrare che essi ne siano
la causa, infatti nel sano
quel tipo di "virus" (proteine tossiche)
NON si trova
!,
cio' significa che e' nel
malato e non nel sano che essi si ritrovano,
quindi la Causa e' da
ricercarsi in un livello superiore, cioe' nel
Terreno
(i liquidi del corpo) e' in quel "luogo" che si deve
risalire per avere al certezza della
Vera Causa
fisiologica di quel male !
Si ipotizza anche, sempre nella
medicina ufficiale,
anche che essi, i
virus, siano
dei
microrganismi; ma la dimostrazione
che lo siano, NON
esiste ! infatti i
Virus
non sono
autosufficienti
ed
autoriproducenti,
quindi
NON sono micro
organismi, ma
proteine
complesse di lipidi (grassi) a
DNA
= coie' una capsula di grassi che ha
all'interno un frammento di
DNA.
vedi:
Somatidi
Come vengono Trascritti e
Replicati ?: che li moltiplica-replica-fotocopia,
lo ripetiamo, e' la
cellula stessa
= vedi (C)
(il
Terreno
interno =
citoplasma della
cellula) che mediante il meccanismo di
trascrizione +
sintesi e specializzazione delle proteine, funzioni del
metabolismo cellulare + punto 2 e 1 e la
"riproduzione cellulare del DNA" (mitosi)
si attivano una volta selezionate e modificate le sostanze
riconosciute o non, per duplicare e/o replicare anche queste
proteine complesse a
DNA (i
virus), per
mancanza di comandi inibitori e/o bloccanti, quando il
citoplasma ha certi valori
Bioelettronici di ionizzazione
ed i DNA ha individuato, riconosciuto e decodificato il
virus
eterologo (estraneo) introdotto.
La riprova c’e’, ma al
contrario di cio' che insegna la
medicina ufficiale,
infatti e’ il
Terreno
ospitante (le cellule viventi) che li
riproduce ed in special modo cio' avviene nel
citoplasma cellulare e non e' il virus che si
autoriproduce ! !
Introduzione alla replicazione del Dna +
Trascrizione del DNA nello RNA
Mitosi e duplicazione cellulare -
La rigenerazione
La mitosi nelle cellule vegetali
Animazioni:
- ciclo cellulare:
http://www.cellsalive.com/cell_cycle.htm
- divisione cellulare:
http://www.longwood.k12.ny.us/lhs/science/bio/cell_cycle_animation.gif
- animazione Java della mitosi:http://micro.magnet.fsu.edu/electromag/java/mitosis/
- animazioni con mitosi e citodieresi:
http://highered.mcgraw-hill.com/sites/0072437316/student_view0/chapter11/animations.html#
- animazione con mitosi:
http://www.stolaf.edu/people/giannini/flashanimat/celldivision/crome3.swf
video
della duplicazione cellulare:
http://www.galileonet.it/news/10459/cosi-si-divide-una-cellula
Mitosi e duplicazione cellulare
La duplicazione cellulare
Il modello base di duplicazione è detto mitosi. Processo
attraverso il quale, da una data cellula, ne origina
un’altra. Questo processo si realizza attraverso varie fasi.
Nella fase iniziale vi è la duplicazione dei cetrioli e del
DNA. Segue lo sfaldamento della
membrana nucleare. I
cromosomi fuoriescono e i centrioli sottengono delle
fibre verso la membrana. I cromosomi si posizionano sulle
fibre del fuso tramite il centromero. In metafase si ha
l’allineamento dei cromosomi nella parte centrale della
cellula.
A questo punto prende il via la divisione dei cromosomi,
ogni centromero migra verso i centrioli.
Le
membrane nucleari cominciano a riformarsi e, anche la
membrana
citoplasmatica inizia a chiudersi sino a dividersi. Al
termine della divisione, partendo da una cellula, ne avremo
2 uguali. A tal proposito, questa divisione, è detta
equazionale. Una cellula può dividersi, nell’arco della sua
vita, 50-60 volte, prima che invecchi e si avvii verso la
morte programmata.
La regolazione del ciclo riproduttivo cellulare è data dal
telomero (parte terminale del cromosoma). Ad ogni divisione,
infatti, una piccola porzione di telomero viene eliminata
ma, grazie alla telomerasi, viene rigenerata. La stessa
telomerasi ha vita piuttosto breve pertanto, al cessare
della sua azione, il telomero danneggiato resta tale e non
può avvenire una successiva duplicazione.
Questo processo di duplicazione è valido per tutte le
cellule dell’organismo ad eccezione di quelle seminali
(spermatozoo e ovulo) che si dividono per meiosi.
Ciclo cellulare, la mitosi
Si intende come descrizione delle fasi della vita di una
cellula eucariotica.
Il ciclo ha inizio con la fase G1, ritenuta la fase di
crescita, nella quale, la cellula, rigenera il corredo
enzimatico e ripara i danni.
Segue la fase S (sintesi) in cui vi è la duplicazione del
DNA, ad opera dell’enzima DNApolimerasi. Dopo che il DNA si
“apre”, l’enzima si lega al filamento preesistente e su
questo viene costruito il nuovo filamento. Tutto ciò avviene
sfruttando il principio della complementarietà delle basi,
per il quale, ad una guanina corrisponde una citosina, ad
una timina una adenina. Si porta così a compimento la fase
di sintesi.
Si da il via alla fase G2 nella quale la cellula produce gli
organuli indispensabili per la divisione (centrioli ecc.).
Si ha infine la fase M di mitosi vera e propria. Il processo
mitotico viene stimolato e avviato dai cosiddetti fattori di
crescita.
Tratto da: nonsolofitness.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Così le cellule fanno pulizia
- Le Scienze, luglio 2008, n. 479
Proteine deteriorate, organelli difettosi, microrganismi
invasori: a spazzarli via ci pensano minuscoli
"aspirapolvere" interni che mantengono sane le cellule
viventi. Se si riuscisse a mantenere efficiente questo
processo si potrebbe addirittura rallentare
l'invecchiamento. By Vojo Deretic e Daniel J. Klionsky
All'interno del citoplasma di
una cellula vivente, organelli chiamati autofagosomi
inglobano continuamente pezzetti di citoplasma insieme a
parti di cellula danneggiata, batteri e
virus
invasori (eterologhi). Il "bottino" così raccolto è
consegnato a organelli digestivi che lo scompongono e lo
riciclano. Questo processo è detto autofagia.
I biologi cellulari stanno studiando l'autofagia in grande
dettaglio, identificando i segnali proteici che guidano e
controllano questo processo. Una più completa comprensione
dell'autofagia sta dischiudendo nuove possibilità per la
cura del cancro, delle infezioni, dei disordini immunitari e
della demenza, e un giorno potrebbe addirittura contribuire
a rallentare il processo di invecchiamento.
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Commento NdR: questi
organelli digestivi, deputati come "spazzini" vengono
anch'essi
inibiti e disorganizzati dai
vaccini inoculati fin da
piccoli
agli
umani ed animali
!! - vedi:
Contenuto dei Vaccini
+
Stress
Ossidativo
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La
CELLULA
Cellula procariote: non ha un vero e proprio nucleo
ma un nucloide o zona nucleare che e' come un gomitolo
immerso nel citoplasma. Non ci sono veri e propri organelli,
infatti sono cellule prive di compartimentazione. pero' ci
sono delle vescicole che sono delle protuberanze della
membrana. Possiede una membrana plasmatica detta
plasmalemma. Sono presenti anche dei ribosomi.
Cellula eucariote:
possiede degli organelli: mitocondri, vescicole, reticolo
endoplasmatico, apparato del Golgi, caratteristica del regno
vegetale: i plastidi sono i cloroplasti. Vacuolo. Grossa
balla d'acqua che puo' contenere delle sostanze delimitato
da una membrana.
Composizione della
funzione delle membrane cellulari
Le membrane cellulari possono essere:
1) di natura lipoproteica.
2) fluide.
3) asimmetriche.
1) Lipoproteica: fatte
prevalentemente da lipidi e proteine. I lipidi sono
complessi: fosfolipidi, glicolipidi in quantita' minore e
steroli ancora minori. Sono molecole anfibie che
spontaneamente tra 2 ambienti acquosi si dispongono in un
doppio strato. Le proteine sono disposte a mosaico. La
presenza di steroli e' legata alla capacita' o meno di
fagocitosi.
2) Fluide: a mosaico , per la maggior parte assumono
stratigrafia globulare. si dispongono in modo preciso. Altre
hanno forma ad elica. L'abbassamento di temperatura abbassa
la fluidita' della membrana cosicché blocca lo scambio con
l'esterno della cellula. La membrana e' caratterizzata da
una permeabilita' selettiva: trasporto di membrana.
3) Asimmetrica: le catene oligosaccaridiche sono da una sola
parte, solitamente rivolte verso
l'esterno. Tali catene compiono il riconoscimento cellulare
(es. trapianti).
Trasporto di membrana
Attraverso la porzione lipidica si possono diffondere
piccole molecole d'acqua (fatto strano perché l'acqua e' un
composto polare). Non passano gli ioni, le sostanze polari
(zuccheri), e le grosse molecole. Queste sostanze passano
attraverso la componente proteica. ci sono proteine che
passano dei canali che attraversano lo strato lipidico.
Proteine vettrici: legano le sostanze e le trasportano verso
l'esterno o l'interno.
Trasporto per diffusione: trasporto passivo da una zona dove
le sostanze sono maggiori. trasporto attivo (legato alle
proteine carrier contro gradiente) da ambiente dove c'e'
poca sostanza verso dove ce n'e' di più. Richiede energia,
non avviene spontaneamente.
ATP adenosin trifosfato : adenina, ribosio, 3 gruppi
fosfato.
I legami tra i gruppi fosfati sono altamente energetici
cioe' sono molto instabili perché ci sono cariche portate
dall'ossigeno che si respingono. infatti l'ultimo gruppo si
stacca e diventa più stabile con perdita di energia.
Pressione osmotica: grandezza fisica indicata con p. e' la
forza di una soluzione di attirare acqua.
Il glucosio non riesce a passare
la membrana ma l'acqua sì. la forza da A a B si chiama
pressione osmotica. Si misura in Bar, e lo strumento si
chiama osmometro.
IN SOLUZIONE IPERTONICA (+
CONCENTRATA):
IN SOLUZIONE IPOTONICA (-
CONCENTRATA):
Cellule eucariote:
Citoplasma: 40% d'acqua, ioni organici, monosaccaridi,
disaccaridi, polisaccaridi, aminoacidi, nucleotidi,
proteine: l'abbondanza di queste da' consistenza gelatinosa.
E' attraversato da una rete di microtubuli e microfilamenti
che costituiscono il citoscheletro, i microtubuli sono
costituiti da tubulina, i microfilamenti da actina (prot.
Contrattile).
I microtubuli possono essere stabili o labili:
stabili (si trovano nei flagelli): danno forma alle cellule
prive di parete, orientano la cellulosa, determinano la
posizione degli organuli.
labili: sono quelli del fuso mitotico, compaiono con la
mitosi, poi finita questa scompaiono.
Microfilamenti: servono al movimento (es. Ciccosi).
Sistemi di membrane:
1)
Plasmalemma (membrana esterna).
2)
Reticolo endoplasmatico.
3)
Apparato di Golgi.
1)
Plasmalemma
Delimita la cellula dall'ambiente esterno che nelle cellule
vegetali e' la parete. assorbe le sostanze dell'ambiente
esterno. e' la membrana più spessa caratterizzata da
fenomeni di riconoscimento legati ai glicolipidi o alle
glicoproteine.
E' sede di recettori della luce e degli ormoni. a volte si
trovano delle zone su di esso dove viene sintetizzata la
cellulosa (il betaglucosio si trova all'interno della
cellula), tutto migra verso il plasmalemma e all'esterno il
betaglucosio forma delle fibrille di cellulosa. esso esiste
in tutte le cellule vive e in continuita'.
Porocanali: attraverso questi si infila il citoplasma in una
cellula e confluisce in quella vicina. il citoplasma e'
avvolto dal plasmalemma.
In questo modo nelle piante si creano 2 spazi: uno e'
interno al plasmalemma, per accedervi e' necessario
attraversare una barriera semipermeabile.
Lo spazio e' il simplasto che e' in continuita' con cellule
vive attraverso un cordone: plasmoderma.
Mentre il foro della parete e' il porocanale in cui passa il
plasmalemma.
Nella pianta c'e' un altro spazio al di fuori del
plasmalemma.
Al di fuori c'e': la parete, gli spazi intracellulari e le
cellule morte: spazio apoplasto, non e' presente la membrana
così e' uno spazio in equilibrio con l'esterno.
2)
Reticolo endoplasmatico
E' un insieme di cisterne (contenitore largo e piatto) e
tubuli che formano una rete tridimensionale all'interno
cellulare.
Si divide in due porzioni: rugoso e liscio.
Ret. End. Rugoso: frequente nelle cisterne.
Ret. End. Liscio: tubuli.
funzione principale: formare molecole per la sintesi di
nuove membrane. la componente proteica avviene nei ribosomi
che si trovano sul ret. End. Rugoso.
Esiste una continuita' tra reticolo endoplasmatico ed
apparato di Golgi. il reticolo liscio porta all'apparato di
Golgi porzioni di membrana.
Una parte del reticolo costituisce l'involucro nucleare.
In alcuni casi il reticolo contribuisce alla formazione dei
vacuoli, e' scala dei recettori delle auxine(ormoni).
3)
Apparato di Golgi
Insieme di cisterne e vescicole + cisterne sovrapposte
(dittiosoma).
Tutti i dittiosomi delle cellule costituiscono l'apparato di
Golgi.
Funzione: 1) perfezionare alcune molecole di membrana, a
livello dell'apparato del Golgi abbiamo la glicosilazione.
2) formare le pectine e le emicellulose. formazione parete
cellulare.
Le vescicole staccate dalla cisterna: o vanno verso il
vacuolo dove si riversano o vanno verso il plasmalemma.
Processo:
ER rugoso, ER liscio, apparato del Golgi, plasmalemma.
Il nucleo
Contiene
DNA. Lo hanno tutte le cellule tranne le cellule dei
tubi cribrosi che fanno parte del libro. infatti sono sempre
vicine a delle cellule compagne.
E' delimitato da un involucro costituito a 2 membrane ed e'
una porzione del reticolo endoplasmatico rugoso.
L'involucro e' una struttura labile, perché scompare con
deviazione nucleo. Presenta aperture: pori nucleari.
L'interno del nucleo e' detto nucleoplasma (corrispondente
al citoplasma), immerso c'e' il DNA.
Nucleolo: struttura labile sede di sintesi dei ribosomi.
Il DNA ha dei gruppi liberi acidi, istoni (proteine con
cariche + che si attaccano a gruppi
acidi -).
DNA +
ISTONI =
CROMATINA.
ETEROCROMATINA: cromatina dove e' più densa.
EUCROMATINA: dove e' più sparsa.
La cromatina e' un insieme di
molecole ben distinte tra di loro: i
cromosomi.
Il nucleo ha il compito di tramandare il genoma e in +
funzione della cellula che impone gli ordini per la
formazione di proteine.
Tratto da:
http://digilander.libero.it/botanica/cellula.html
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CELLULA: Centro vivace e periferia silenziosa nel
nucleo cellulare
Alcune proteine presenti nella membrana del nucleo sono
in grado di interferire con i meccanismi di trascrizione
genica.
Se un gene viene spostato dalla
sua posizione in prossimita' del centro del nucleo in una
più periferica, diventa inattivo: e' quanto risulta da una
ricerca condotta da biologi dell'University
of Chicago Medical Center, che ne riferiscono
sull'ultimo numero di "Nature". "Diversi anni fa noi e
altri avevamo descritto l'esistenza di una correlazione fra
la posizione e l'attivazione dei geni", osserva Harinder
Singh, che ha diretto lo studio. "Tuttavia le modalita'
con cui questo posizionamento periferico interferisse con
l'espressione dei geni non era chiaro. Per questo,
prosegue Singh, "abbiamo cercato di fare un altro passo
progettando un esperimento che potesse verificare
l'esistenza di un nesso causale fra i due fatti. Possiamo
spostare un gene dal centro del nucleo alla periferia, ci
siamo chiesti, e misurare le conseguenze di questo
riposizionamento ?"
Nel nucleo delle cellule dei mammiferi, la cromatina - il
complesso del DNA e delle proteine a esso associate - e'
organizzata in domini strutturali attraverso una serie di
interazioni con diversi compartimenti del nucleo.
Nel loro studio Singh e collaboratori hanno sviluppato una
serie di strumenti molecolari proprio per prelevarli dai
loro compartimenti interni e spostarli nella periferia, a
contatto con la membrana nucleare.
In tal modo hanno scoperto che all'origine del fenomeno sono
coinvolte alcune proteine presenti all'interno della
membrana, che possono interferire con i meccanismi di
trascrizione genica, accumulandosi in prossimita' del punto
in cui il gene viene in contatto con la membrana e
silenziandolo.
Questo meccanismo di repressione della trascrizione e'
particolarmente attivo quando sia ha la rottura e la
ricostituzione della membrana nucleare nel corso della
divisione cellulare, quando cioe' si verifica anche la
riorganizzazione dei cromosomi.
"Cio' suggerisce che la divisione cellulare non venga
utilizzata unicamente per trasmettere l'informazione
genetica alle cellule figlie e creare due cellule
equivalenti - ha sottolineato Singh - ma che
rappresenti anche l'opportunita' per le cellule per
riorganizzare i loro genomi in uno spazio a 3D, sequestrando
parte del genoma nella periferia del nucleo e rendendolo
inaccessibile alla trascrizione." - vedi:
http://www.uchospitals.edu/news/2008/20080213-genes-html
Tratto da:
http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1323427
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Il danno
cellulare può essere:
- reversibile
- irreversibile e condurre a morte cellulare principalmente
per necrosi o
apoptosi
Le principali cause di
danno cellulare sono:
- mancanza di ossigeno
-
Ipossia: blocca la respirazione aerobica; la glicosi può
funzionare e conservare la produzione di energia
-
Ustione
Ischemia: perdita dell'apporto di sangue arterioso o
ostacolo al deflusso venoso in un
tessuto (NdR: anche quelle dovute ad
ischemia da
Vaccino). Viene meno l'apporto di substrati metabolici
trasportati col sangue (specie il
glucosio !!) = danno
tissutale più rapido !
- agenti fisici. traumi meccanici, variazioni di
temperatura, ecc.
- agenti chimici-farmaci (vaccini
compresi)
- agenti infettivi
- reazioni immunologiche
- alterazioni genetiche (soprattutto
del sistema enzimatico - NdR:
proprio quelle dei
danni dei vaccini)
- squilibri nutrizionali
Danni cellulari reversibili - Danno
cellulare
E' importante ricordare che se la cellula fosse un sistema
statico e rigido i cambiamenti ambientali (stress) avrebbero
un profondo effetto sulla funzione dei tessuti, ma esistono
meccanismi omeostatici che consentono alle cellule
(organismo vivente capace di adattarsi ai cambiamenti) di
superare questi stress.
La risposta cellulare a stimoli dannosi dipende dal tipo di
danno, dalla durata e dalla gravità. Ricordiamo che i
sistemi più vulnerabili intracellulari sono:
- integrità della membrana;
- respirazione aerobia;
- sintesi proteica;
- mantenimento integrità genetica.
La cellula ha una capacità di adattamento a cambiamenti
ambientali accettabili.
Deposito cellulare
Quando si verifica un accumulo di materiale all'interno
della cellula si parla di deposito cellulare. Normalmente i
materiali che si depositano all'interno della cellula
possono essere distinti in 3 categorie:
- componenti normali della cellula si accumulano in eccesso
come lipidi, proteine, carboidrati (p.es. glicogeno in caso
di diabete)
- sostanze anomale che possono
- pigmenti cioè sostanze colorate o particelle come carbone,
metalli (p.es. inalati in certe professioni, il silicio).
Silicosi polmonare
Gli accumuli possono localizzarsi all'interno del nucleo o
nel citoplasma (nei lisosomi). L'accumulo può essere
"reversibile" (vedi glicogeno nel diabete) o "irreversibile
2 (vedi carbone nelle cellule polmonari).
Le cause possono essere:
- eccessivo ingresso
- alterata capacità di
mebabolizzazione (deg. grassa)
- insufficiente capacità di eliminazione degli organi
emuntori
Danni cellulari irreversibili - Necrosi
La risposta cellulare agli stimoli dannosi dipende dal tipo
di danno, dalla durata dell'aggressione, dalla gravità.
Le conseguenze del danno dipendono dal tipo di cellula, dal
suo stato e dalla capacità di adattamento.
Le cellule necrotiche sono cellule morte, ma le cellule
morte (NdR: nella loro
disgregazione si formano dei
virus dai loro
mitocondri) non sono necessariamente tutte necrotiche.
Decubito stadio II
La necrosi è la somma delle alterazioni morfologiche che si
hanno in seguito alla morte cellulare nei tessuti viventi.
Dobbiamo qui ricordare che le cellule muoiono qualche tempo
prima che il danno letale possa essere identificato.
(Parecchi componenti cellulari interdipendenti sono bersagli
primari di stimoli lesivi).
I sistemi cellulari più
vulnerabili sono:
-
membrane cellulari (mantenimento integrità)
-
mitocondri (respirazione aerobica)
-
citoscheletro
DNA cellulare
Data l'interdipendenza, il danno di un
sistema provoca danno
secondario degli altri, e infine si può
avere morte cellulare quando è
superata una certa
soglia di accumulo di danno.
Importanza di
radicali liberi
I radicali liberi (RL) sono atomi o gruppi di atomi che
possono facilmente entrare a formare legame chimico con
altri atomi o gruppi di atomi.
Cellula animale
Nascono in maggior parte con il lavoro energetico delle
cellule (ciclo
di Krebs) nei
mitocondri. La concentrazione maggiore si trova in
organi ad alto consumo energetico, trasformando
glucosio C6H12O6 e acidi grassi con ossigeno O2 in
anidride carbonica CO2 e acqua H2O.
Più carichi di questo processo di "respirazione
cellulare" sono le cellule del
fegato, dei
muscoli e i
neuroni, perché consumano tanta energia. Le cellule
dispongono di raffinatissimi
meccanismi per neutralizzare questi radicali. La loro
durata di vita è al solito pochi millesimi di secondo.
I radicali liberi provocano:
-
perossidazione dei lipidi di membrana
- frammentazione delle proteine in pezzi
- lesioni al DNS (sindrome
del nevo displastico)
Respirazione cellulare (mitocondri)
I radicali liberi sono estremamente reattivi e sono di
solito presenti in basse concentrazioni e per brevissimi
tempi.
Esistono comunque un certo numero di sistemi cellulari di
difesa (antiossidanti) ad opera della vitamina E e
dell'acido ascorbico (vit C) che interrompono la
propagazione della catena dei radicali liberi.
Il catrame di tabacco è uno dei più potenti antiossidanti
che si conoscono.
Esempi:
I radicali liberi hanno la capacità di iniziare il processo
di ossidazione del lipidi di membrana. Questa reazione può
provocare un processo a cascata che porta al consumo dei
lipidi della membrana cellulare ed alla sua morte.
Invecchiamento e radicali liberi:
Questa teoria presuppone che l'invecchiamento sia dovuto a:
- un continuo aumento di radicali liberi causato da agenti
ambientali quali ?
- una diminuita disponibilità per ragioni sconosciute di
antiossidanti
- una perdita o diminuzione di attività di alcuni
enzimi quali ? e perché ?
Tratto da: pforster.ch
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DEFINIZIONE di
GENE
Si
parla moltissimo di genetica……ma ...CHE COS'E' UN
GENE da un punto di vista rigorosamente scientifico e
sperimentale, cioe' trascurando le pittoresche descrizioni
dei mass media ???
Come fanno i biologi molecolari ad individuare sul
segmento di DNA un certo tratto di catena come gene ?
Quale metodo usano ? Come fanno i biologi a dire gia'
da ora che il nostra genoma si compone complessivamente di
“n” geni ?
Un’esperto risponde: “Un gene e' un tratto di acido
ribonucleico (o desossiribonucleico) che codifica per una
proteina, cioe' per una catena polipeptidica. ora, fate
conto di scoprire la sequenza di un certo tratto di DNA.
bene, conoscendo il codice genetico, cioe', conoscendo la
"chiave di lettura" e l'interpretazione che il macchinario
di traduzione DNA->proteina (in realta', spesso, si tratta d
più passaggi: DNA->RNA->PROTEINA) dara' a quella sequenza,
saremo in grado di dire se quel certo tratto e' o meno un
gene od un "pezzo" di gene se, in base al codice genetico,
quel segmento codifica o meno per una proteina (o per un RNA
ribosomiale o transfer)”.
By Stefano - News group. di Biologia
DNA
e CROMOSOMI
Il
DNA (in Italiano
ADN) e' un acido nucleico ed e'
l’elemento indispensabile per tutte le forme viventi. i
Cromosomi sono costituiti da
DNA
e sono strutture a bastoncello (forma: X ed Y) ancora poco
note nella loro costituzione e racchiuse nel nucleo, nella
parte più interna di ogni cellula ed e' composto
morfologicamente da una “doppia” elica a spirale avvolta su
se stessa. ma probabilmente all’origine della specie umana,
questa “scala genetica” era più complessa, cioe' era,
secondo la ns. ipostesi, l’insieme di 12 scale avvolte su se
stesse. si e' in seguito “ridotta” solo a 2, da qui il
termine di “doppia”, pare per mezzo di manipolazioni
genetiche volute da una stirpe di esseri conoscitori della
scienza genetica, che ci hanno messo centinaia di migliaia
di anni or sono su questo pianeta, come prigione della
Galassia.
La prova sta nel fatto che coloro che studiano il
DNA hanno trovato degli “strani” frammenti di DNA
all’interno della scala elicoidale, di cui non sanno
spiegare l’origine.
I
Cromosomi hanno anche la caratteristica di risuonare
come una bobina di filo avvolto, alle varie frequenze dei
Campi ElettroMagnetici presenti (endo corporali ed extra
corporal) che sono parte integrante di ogni, molecola,
cellula, tessuto, nei quali essi sono presenti. ricordiamo
che il tutto avviene in immersione nei liquidi intra
cellulari, che sono di fatto il terreno che veicola, ricorda
(memorizza) trasmette e riceve attraverso i liquidi, le
informazioni da e per le varie molecole, cellule, tessuti
ecc.
Il tipo di scala (bipolare) del filamento di DNA avvolto in modo
tale da formare i Cromosomi, risuona ai vari CEM, anche a
livello dei geni che compongono il cromosoma stesso.
L’avere più “scale” avvolte permetterebbe, per esempio di far
risuonare le cellule dei corpi umani su molte più frequenze
del Campo Psico Elettro Magnetico Universale (CEIU) dell’UniVerso
ed ottenere molti più gradi di liberta' e quindi di
conoscenza. che sia quasi sicuramente così, lo possiamo
intuire per il fatto che abbiamo un cervello così ben
strutturato da poter gestire un’immensita' ben maggiore di
informazioni, di quante non ci necessitino per ora, quindi
e' evidente che vi era alla base/origine, un diverso
utilizzo del cervello, che si e' alterato od e' stato
modificato ad un certo periodo della storia umana.
E’ notorio che utilizziamo al massimo il 10 % del cervello
per la nostra vita, e l’altro 90 % a cosa serve ???
Con più eliche nel DNA, potremmo per esempio “rifarci” un arto amputato,
potremmo avere vista telescopica od a raggi X, udire più
frequenze, allungarsi o rimpicciolirsi a volonta', saremmo
di fatto degli esseri umani con enormi possibilita', anche
quella di volare con le nostre ali auto generate sul retro
delle spalle, ecc.
Tutte le “istruzioni necessarie” per la “costruzione guidata ed
organizzata di ogni organismo vivente”, sono “scritte” sulla
molecola del DNA, come su di un nastro magnetico sotto forma
di codice bio molecolare binario ultra microscopico.
Perché le cellule muoiono, non solo perché si intossicano oltre
modo, ma per il fatto che esse sono regolate anche
dall’informazione contenuta negli atomi che compongono i
geni del DNA dei Mitocondri. i geni sono attivati ad agire
per la morte cellulare definitiva, per il fatto che
l’inquinamento endo cellulare supera i limiti programmati
dal DNA e non puo' neanche superare il “tempo” programmato.
La
morte di una cellula non e' un evento misterioso, il segreto della
sua fine e' nascosto anche nei Mitocondri. questi sono le
centrali energetiche delle cellule e che, quando si
disgregano nella
apoptosi cellulare, producono
virus autologhi, cioe'
scorie proteiche complesse
a DNA, che dovrebbero essere eliminate dall'organismo, dagli
organi emuntori - ma cio' avviene
solo negli organismi sani, negli altri, si
accumulano nel corpo e possono in certi casi, essere
concausa di malattie !.
Negli USA all’Universita' di Pittsbourgh dei ricercatori
hanno potuto vedere in laboratorio la morte cellulare e
capire da dove proviene.
La ricerca ha dimostrato per la prima volta che i mitocondri
sono i veri esecutori delle morti cellulari e che
contrariamente a quanto si riteneva fino ad ora una cellula
riesce a sopravvivere anche quando i mitocondri smettono di
funzionare per brevi periodi. i ricercatori hanno messo a
confronto due gruppi di cellule di roditori, quelle con i
mitocondri disattivati sono sopravissute, le altre sono
morte.
La morte od apoptosi cellulare produce, per la
distruzione-smembramento dei mitocondri e del nucleo, dei
virus autoctoni.
Anche gli antichi conoscevano il codice genetico che
chiamavano con un'altro nome:
Il nome
sacro di Dio Y-A-OU-E’ degli antichi
sacerdoti/medici)
-Con sole 4 “lettere”
la Natura, per mezzo degli
Aelohim/Elettroni contenuti negli Atomi dei Geni, scrive
nel DNA le informazioni genetiche fisiche e spirituali della
specie, della razza e dei singoli individui.
vedi: Cellule
Staminali
+
Stress Ossidativo
+
Danni da Vaccino
Una
bio-membrana misura il danno al DNA
(anche il Danno
Vaccinale)
Ricercatori dell'University
of Connecticut hanno scoperto un metodo rapido per
individuare il DNA difettoso in vitro.
La tecnica e' basata sulla caratteristica del DNA
danneggiato chimicamente, a subire una ossidazione (Stress
Ossidativo)
elettrochimica piu' velocemente di quella della doppia elica
di DNA.
Elettrodi coperti con uno strato ultrasottile (20-40nm) di
DNA possono segnalare danni alla doppia elica del DNA
causati dalla sua esposizione all'ossido di styrene (un
metabolita genotossico dello styrene derivato dal suo
contatto con il citocroma P450 o con la mioglobina).
Il sistema mimica le reazioni tossiche provocate nel fegato
e offre un veloce metodo diagnostico per controllare la
geno-tossicita' di nuovi composti.
Le pellicole sono create alternando strati di
DNA ed enzimi
e misurando la corrente generata quando il DNA
danneggiato
reagisce con gli ioni. La diagnosi e' fatta nel giro di
pochi minuti.
Nature Biotechnology, 21 Marzo 2003 -
vedi:
http://cat.inist.fr/?aModele=afficheN&cpsidt=14523525
+
PDF J. Am Chem - Liping Zou
Un esempio di FALSA interpretazione
di dati di laboratorio:
Robert
Gallo e Luc Montagnier videro, nelle loro colture
cellulari (in esperimenti relativi a malati di
AIDS) dei
fenomeni dovuti all'eccessiva ossidazione e li
scambiarono per un retrovirus, l'HIV.
Le cellule
ossidate possiedono un livello di
glutatione ridotto (in
termini di
reazioni redox) molto basso, e come conseguenza
viene inibita la produzione del
monossido di azoto
citotossico e molte cellule T muoiono.
Nella teoria
ufficiale HIV/AIDS la morte delle cellule T veniva
imputata erroneamente al retrovirus HIV.
E' noto, dall'inizio degli anni novanta, che allo
stress
ossidativo non contribuiscono solo i radicali liberi
dell'ossigeno (che devono essere ridotti tramite il
Glutatione),
ma anche i radicali di
azoto (che si formano dal gas di
azoto). La presenza di radicali di ossigeno, di azoto e
di altri ossidanti in genere, evidentemente, influisce
sulla
catena di respirazione della cellula.
Quando si verifica uno spostamento eccessivo verso le
cellule di tipo 2, non sono coinvolti solamente gli
anticorpi ma anche delle sostanze messaggero, molto
importanti per la comunicazione, che sono le
citochine.
Oggi si
sa che questa dicotomia (cioè questi due tipi di
cellule
immunitarie T) non vale solamente per le
cellule
immunitarie; infatti sono solamente un caso specifico.
Ai due tipi di cellule CD4 corrispondono anche due
configurazioni diverse di queste proteine messaggero
addette alla comunicazione: le citochine.
Infine,
si può considerare un
mito la capacità del
sistema
immunitario di distinguere ciò che è proprio
(autologo), da ciò che
è estraneo (esterno=eterologo).
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DNA SPAZZATURA:
e' quel DNA che c'e', ma non si sa che cosa fa, a che cosa
serve. La definizione e' eloquente di come la scienza si
rapporti a quello che non capisce.
Dopo il decantato Progetto Genoma, sembra che se ne sappia
meno di prima. la doppia elica, con la sua "informazione
non-senso" ha moltiplicato i quesiti ma non ha fermato i
manipolatori che invece di tener conto della complessita'
che la natura gli va parando davanti, semplificano a più non
posso e producono spazzatura biologica (ogm)
e
spazzatura ideologica.
Abbiamo appena scritto un nostro commento al libro di E.Fox
Keller: "Il
secolo del gene", nel quale si sostiene appunto che il
progetto genoma ha aperto le porte ad un modo di guardare al
gene, molto più articolato rispetto al determinismo di
un tempo. Bene, allora che si fa ?
Dal determinismo genetico al determinismo proteico
?
Così sembra, dalla genomica alla proteonomica, ma senza mai
abbandonare il determinismo economico al lucro con il quale
la ricerca ormai e' irreversibilmente legata e dal quale e'
determinata. altre considerazioni, di ordine etico,
filosofico o critico essendo opportunisticamente considerate
spazzatura.
Tratto da: ecologiasociale.org
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Dentro la
cellula - Struttura e
organizzazione della cellula
Mitocondri
-
in inglese:
mitochondrion - vedi: PDF descrittivo del
Mitocondrio e sue funzioni
Il mitocondrio e' l’organulo della
cellula eucariote nel quale avviene la respirazione
cellulare.
e' scarsamente visibile al microscopio ottico: per
esaminarne la struttura occorre ricorrere al
microscopio elettronico.
Ha la forma di una sferetta e in sezione si presenta avvolto
da due membrane, l’interna delle quali e' ripiegata a
formare le creste, che sono immerse nella cosiddetta
matrice mitocondriale.
Nei mitocondri si trovano, tra gli altri, gli
enzimi
del
ciclo di Krebs, della
catena di trasporto degli elettroni e della
sintesi dell’ATP.
I mitocondri possiedono filamenti di DNA e di RNA. secondo
la teoria dell’endosimbiosi,
cio' testimonia come in origine essi fossero cellule
autonome.
Una lesione mitocondriale (intossicazione
endo cellulare = malnutrizione della
cellula) provoca un
deficit energetico, il mitocondrio non emette elettroni come
dovrebbe, se si supera un certo limite di stress, lo
stato-cellula produce una reazione per affrontarlo. questa
reazione e' da noi definita come
MALATTIA.
I mitocondri sono organelli cellulari molto piccoli e
numerosissimi, dotati di DNA proprio ed esterni al nucleo,
che si occupano della respirazione della cellula.
trasformano quindi l'ossigeno in energia.
Essi
sono degli organelli del citoplasma presenti in quasi tutti
i tipi di
cellule, sia animali sia vegetali. Formati da una doppia
membrana, sono fondamentali nel metabolismo energetico delle
cellule: entro i mitocondri durante il processo di
respirazione cellulare avviene la formazione di
ATP (adenosintrifosfato) dal piruvato.
Le molecole di piruvato, provenienti dalla prima fase di
demolizione del
glucosio
(glicolisi), entrano nei mitocondri dove vengono degradate
(attraverso il
ciclo di Krebs e la catena
di trasporto degli
elettroni) a biossido di carbonio e acqua,
con la produzione di numerose molecole di ATP.
Più una cellula e' metabolicamente attiva, più risultera'
ricca di mitocondri. Il loro DNA, ci dicono i piu' recenti
studi, e' composto da 37 geni racchiusi in un anello. E'
stato totalmente sequenziato nel 1981.
La membrana esterna dei mitocondri e' liscia, quella interna
e' organizzata in pieghe (creste) che dividono lo
spazio interno in compartimenti dove si trova una complessa
soluzione di
enzimi,
coenzimi, acqua, fosfati e molte altre molecole importanti
per il processo di respirazione cellulare. Di particolare
importanza risultano anche i sistemi di trasporto di
molecole posizionati differenzialmente sulla membrana
esterna e sulle creste,
tra i quali i sistemi enzimatici
della catena di trasporto degli
elettroni.
Marzo 2010 - USA - Una
recente ricerca effettuata dal dott. Nikolas
Papadopoulos, genetista del
Johns Hopkins
University sui
mitocondri, ha scoperto che essi variano il loro
DNA
a seconda del
tessuto nel quale si trovano le
cellule che li contengono.
Questo
significa che i mitocondri
hanno la caratteristica di farsi "imprimere" nel loro
"file"=DNA, le informazioni che
arrivano dall'ambiente, il
citoplasma, e/o da altre "info" derivanti, per esempio
da proteine complesse virali (virus,
anche
vaccinali), e/o dal
tipo di specializzazione e di funzione delle altre cellule
del
tessuto, cioe' dall'insieme
al quale appartengono le
cellule, quindi i mitocondri in esse contenuti si
uniformano,
modificando
e
registrando
nel proprio DNA
anche le funzioni dell'insieme, il
tessuto
biologico.
Tratto da
wikipedia.org:
Il genoma mitocondriale contiene 16569 coppie di basi
e possiede 37
geni codificanti per due
RNA ribosomiali (rRNA), 22
RNA di trasporto (tRNA) e 13 proteine che fanno parte
dei complessi enzimatici deputati alla fosforilazione
ossidativa. È da notare, comunque, che il numero di geni
presenti sul DNA mitocondriale è variabile a seconda delle
specie. In ogni mitocondrio si trovano da due a dieci copie
del genoma. Il resto delle proteine presenti nel mitocondrio
deriva da geni
nucleari i cui prodotti vengono appositamente
trasportati. Le proteine destinate al mitocondrio
generalmente vengono riconosciute grazie ad una sequenza
leader presente sulla loro parte N-terminale.
Tale sequenza contiene da 20 a 90
amminoacidi, di cui nessuno carico negativamente, con
all'interno alcuni motivi ricorrenti, e sembra che abbia
un'elevata possibilità di dare origine ad una α-elica
anfipatica. Circa 28 dei geni mitocondriali (2 rRNA, 14 tRNA
e 12 proteine) sono codificati su uno dei due filamenti di
DNA (detto H, da heavy strand) mentre i rimanenti
geni (8 tRNA e 1 proteina) sono codificati sul filamento
complementare (detto L, da light strand). La presenza
della catena di trasporto degli elettroni con la sua
capacità di produrre
radicali liberi, la mancanza di
istoni ed i limitati sistemi di riparo, rendono il DNA
mitocondriale facilmente danneggiabile ed in effetti il suo
tasso di mutazione è circa dieci volte maggiore di quello
nucleare.
Ciò fa sì che si possano avere sequenza mitocondriali
differenti anche all'interno di uno stesso individuo. La
presenza di ribosomi permette al mitocondrio di svolgere una
propria
sintesi proteica.
Una
particolarità del
codice genetico mitocondriale sta nel fatto che esso è
leggermente diverso da quello comunemente noto.
Il codone UGA, normalemente codone di stop, codifica per il
triptofano. I vertebrati, inoltre, usano la sequenza AUA
(e l'uomo anche AUU) per codificare la
metionina (e non l'isoleucina)
mentre AGA ed AGG funzionano come codoni di stop.
Si è visto, inoltre, che tra specie diverse vi possono
essere differenze nel codice mitocondriale che, di
conseguenza, non è uguale per tutti. (da Wikipedia)
Il DNA
dei mitocondri (genoma mitocondriale) e' molto
vulnerabile alle molecole tossiche,
specialmente alle molecole, proteine tossiche
complesse a DNA dei
Vaccini e quelle dei
Farmaci, ma anche alle tossine endo prodotte nel
metabolismo e/o da quelle prodotte da
funghi, batteri e/o a quelle introdotte per via orale,
ma e' anche modulabile-vulnerabile dallo
stress !
Quando gli
enzimi
della "catena respiratoria", situati nella membrana interna
dei mitocondri, vengono ad essere alterati qualitativamente
e quantitativamente, il cervello ed i muscoli sono per primi
investiti dalla ridotta attivita' energetica (carenza di
elettroni) e quindi questi presentano
malfunzioni anche gravi - vedi i
Danni dei Vaccini
- che proprio in quella sede agiscono in modo diretto !
Un classico esempio e' la
sindrome di Leigh, l'Epilessia,
la
SIDS,
Autismo ecc.,
malattie che
colpiscono
soprattutto i
vaccinati nei
primi
due anni
di vita, proprio in
concomitanza con le prime
vaccinazioni.
La prima cosa che si modifica-altera nella cellula, e' il
ciclo di Krebs,
con tutte le conseguenze del caso.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Un batterio Stellare
Quando la scienza incontra
la fantascienza: la scoperta di un batterio
simbionte che vive nei mitocondri delle
zecche offre una nuova prospettiva da cui
guardare alla coevoluzione di procarioti e
organismi superiori.
I
procarioti hanno avuto un ruolo cruciale
nell'evoluzione. Gli animali, incluso l'uomo,
ospitano complesse comunita' microbiche, la
cui composizione concorre a determinare lo stato
di salute dell'ospite.
I batteri associati ad animali e piante possono
avere localizzazioni extra ed intracellulari. In
diversi casi, i batteri intracellulari associati
a invertebrati risultano necessari perché
l'ospite possa completare il proprio ciclo
biologico.
Lo studio di batteri intracellulari associati
alle filarie ha permesso di sviluppare strategie
per il controllo delle malattie causate da
questi parassiti.
Negli ultimi anni, indagini sulle
zecche hanno portato alla prima descrizione
di un batterio intramitocondriale.
By
Luciano Sacchi e Claudio Bandi - Tratto da:
Le Scienze,
maggio 2008, n.477
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Mitocondri al lavoro - 29-01-2003 - da Tempo
Medico 756
Una pressione evolutiva analoga a quella che ha
determinato l'affermarsi - alle varie latitudini - di
caratteristiche diverse potrebbe aver agito anche sul
DNA dei mitocondri. Nello specifico, l'evoluzione
avrebbe fatto sì che chi vive nei climi freddi abbia un
metabolismo più propenso a disperdere in calore gli
zuccheri e i grassi introdotti con la dieta. Chi abita
nelle aree più calde del pianeta, invece, ha un sistema
più efficace nella trasformazione delle calorie in
energia chimica, sotto forma di ATP.
La scoperta arriva da uno
studio di
Douglas Wallace, ricercatore presso il centro di
medicina genetica dell'Universita'
della California a Irvine, che ha confrontato le
sequenze complete del genoma mitocondriale di 104
individui tra africani, europei, asiatici, siberiani e
nativi delle Americhe - vedi:
http://ukpmc.ac.uk/articlerender.cgi?artid=9894
Il DNA di questi organelli contiene i geni degli
enzimi
che fanno parte della
catena ossidativa che produce ATP.
Dalle analisi emerge che le popolazioni che vivono nelle
regioni più fredde del pianeta, hanno mitocondri che
disperdono più elettroni durante
la produzione di molecole di
ATP, garantendo
così un metabolismo basale
più alto e quindi un calore corporeo maggiore.
Al contrario, chi ha abitato per migliaia di anni sotto
il sole dei tropici si trova nella situazione opposta:
nella catena ossidativa dei suoi mitocondri gli
enzimi
sono più efficaci nel catturare l'energia generata dal
gradiente elettrochimico attraverso la membrana interna
degli organelli e trasformarla in ATP.
Se per gli antenati dell'uomo moderno i diversi
patrimoni genetici mitocondriali potevano fare la
differenza per sopravvivere in ambienti ostili, secondo
Wallace oggi essi contribuirebbero invece a molti
disordini che interessano la sfera energetica, come
l'obesita', il diabete e le malattie cardiovascolari.
Le conseguenze più gravi si registrano a carico delle
popolazioni che vivono nei climi caldi e che, una volta
acquisiti stili di vita di tipo occidentale,
caratterizzati da una dieta ricca di calorie e dalla
vita sedentaria, hanno un rischio elevato di obesita'.
Per chi si occupa di
genetica delle popolazioni, la ricerca pubblicata a
inizio gennaio su
Proceedings of the National Academy of
Science, ha pero' qualche implicazione in più, che va
molto oltre la minaccia dei chili di troppo, e mette in
discussione le teorie (e soprattutto le datazioni) che
finora hanno usato il DNA dei mitocondri per ricostruire
l'evoluzione dell'uomo e le migrazioni che hanno
permesso ai suoi antenati di uscire dalla culla africana
e colonizzare il mondo.
"Poiché ogni individuo eredita i mitocondri
esclusivamente dalla madre, essi sono uno strumento
formidabile che permette di ripercorrere per linea
materna l'evoluzione umana e disegnare una mappa dei
flussi migratori dell'uomo nel mondo" spiega Antonio
Torroni, dell'Universita' di Pavia. I genetisti di
popolazione hanno così potuto stabilire che 65.000 anni
fa almeno due tipi di popolazioni, portatrici di linee
di mitocondri definiti per convenzione M ed N, migrarono
dall'Africa per andare a popolare l'Asia, e l'Europa.
Successivamente sarebbero arrivate anche nelle Americhe
attraversando lo stretto di Bering per raggiungere
l'Alaska e popolare il nuovo continente.
Oggi la variabilita' genetica delle linee mitocondriali
e' vastissima: oltre alle due originali, prevalenti in
Africa, se ne contano almeno un'altra decina nelle
diverse regioni del mondo. "Il genoma dei mitocondri
funziona come un orologio molecolare: con il passare del
tempo e delle generazioni accumula mutazioni genetiche
che permettono di stimare l'antenato donna comune più
vicino di due popolazioni e risalire a quando si sono
separate" osserva Paolo Menozzi dell'Universita' di
Parma e autore insieme a Luca Cavalli Sforza e Alberto
Piazza di Storia e geografia dei geni umani.
Lo studio di Wallace prende
pero' contraddice almeno in parte questo modello di
differenziazione del DNA mitocondriale, perché
suggerisce che le differenze tra le diverse linee non
sia dovute solo all'isolamento geografico e alla
casualita' delle mutazioni, ma a una vera e propria
selezione avvenuta in base all'adattabilita' delle linee
mitocondriali a determinati climi.
"Il ragionamento di Wallace
e' molto intrigante e non si puo' escludere un ruolo
della selezione per spiegare le differenze del DNA
mitocondriale" osserva Menozzi, "ma e' ancora un
processo indiziario in cui mancano le prove". Se pero',
come vuole Wallace, la selezione avesse giocato un ruolo
così importante, la datazione delle migrazioni e
dell'evoluzione umana andrebbe profondamente rivista.
"L'affidabilita' del DNA mitocondriale come orologio
molecolare della storia dell'uomo e' una questione
aperta, perché il ritmo con cui avvengono le mutazioni
in questo genoma non e' uniforme e varia a seconda delle
linee mitocondriali" osserva Torroni "Credo pero' che
dovremo guardare a campioni di popolazione molto più
vasti, prima di poter scartare quello che e' uno
strumento forse non perfetto, ma ancora utilissimo".
By Guido Romeo - Tratto da:
http://www.zadig.it
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I
Mitocondri sono le "centrali
energetiche" della cellula; producono l'energia
necessaria per molte funzioni cellulari, quali il movimento,
il trasporto di sostanze ecc. Essi contengono gli
enzimi
necessari per far avvenire le reazioni chimiche che
recuperano l'energia contenuta negli alimenti e l'accumulano
in speciali molecole di adenosintrifosfato (ATP), nelle
quali si conserva concentrata e pronta all'uso.
I mitocondri sono organuli generalmente a bastoncello, ma
possono avere anche forma granulare o filamentosa. Questi
organuli sono numerosi all'interno di una cellula, ma la
loro quantita' puo' variare molto a seconda dei tessuti
presi in esame: per esempio, sono estremamente numerosi
nelle cellule, come quelle renali o muscolari, in cui vi e'
un continuo e grande consumo di energia.
I
mitocondri sono le centrali energetiche della cellula in
quanto producono l'energia necessaria per molte funzioni
cellulari quali il movimento, il trasporto di sostanze ecc.
Il mitocondrio, come il nucleo, e'
delimitato da due membrane a doppio strato lipidico,
selettivamente permeabili.
La membrana esterna e' liscia. quella interna forma numerose
pieghe, dette creste, perpendicolari alla parete e più o
meno lunghe. Le due membrane racchiudono e definiscono due
spazi: lo spazio intermembrana, che si trova tra le due
membrane, e lo spazio della matrice, dove e' presente del
materiale omogeneo contenente enzimi, coenzimi, acqua,
fosfati e altre molecole. La membrana esterna e' molto più
permeabile di quella interna: contiene infatti molte copie
di una proteina, che nel suo spessore da' origine a grandi
canali, permettendo il passaggio non selettivo di tutte le
piccole molecole presenti nel citosol, le quali vanno a
riempire lo spazio tra le due membrane. La membrana interna,
viceversa, ha una permeabilita' molto selettiva: tramite
proteine di trasporto, vi passano solo le piccole molecole
che devono essere metabolizzate nello spazio della matrice.
La membrana interna, lungo le sue creste, contiene una serie
di proteine enzimatiche che funzionano in modo sequenziale,
vale a dire che il prodotto di una reazione catalizzata da
una proteina servira' da substrato per l'enzima successivo.
Queste sono le proteine della catena di trasporto degli
elettroni, essenziali per la produzione di molecole "ad alta
energia".
Il compito dei mitocondri e' quello di
completare la demolizione delle molecole ingerite come fonte
di energia.
Infatti, nel citosol gli zuccheri
vengono demoliti con reazioni che non utilizzano ossigeno,
per cui la digestione e' parziale e la resa in energia
bassa. Nei mitocondri il metabolismo degli zuccheri (ma
anche quello dei lipidi) si completa con la loro ossidazione
(ciclo di Krebs).
I prodotti di questa reazione vengono
utilizzati dalla catena di
trasporto degli elettroni
per produrre molecole ad alta energia (ATP). In
questo modo, l'energia immagazzinata nelle molecole di ATP
e' molto più alta: infatti da ogni molecola di glucosio
vengono prodotte 36 molecole di ATP, mentre la glicolisi a
livello del citosol ne produce soltanto 2.
I mitocondri hanno un'altra importante
caratteristica: sono la sola struttura della cellula, oltre
al nucleo, che contiene materiale genetico (DNA). Il DNA dei
mitocondri e' relativamente scarso, paragonabile alla
quantita' che troviamo nei
virus, ed e' costituito da molecole
circolari, organizzate in aggruppamenti distinti nella
matrice del mitocondrio, ancorate alla membrana interna.
Il DNA mitocondriale reca il codice
genetico necessario per la sintesi di alcune proteine che si
trovano esclusivamente all'interno del mitocondrio stesso e,
poiché la membrana interna e' impermeabile alla maggior
parte delle molecole, queste proteine non vengono mai
rilasciate nel citosol. Queste pero' non sono che una
piccola parte delle proteine presenti nel mitocondrio: le
restanti vengono sintetizzate nel citosol e in seguito
trasferite all'organulo. Si crea un flusso unidirezionale di
molecole dal citosol al mitocondrio.
Non essendovi scambio di sostanze dal
mitocondrio al citoplasma, l'organulo deve possedere, ed
essere in grado di far funzionare, tutti i sistemi necessari
per la sintesi delle proteine codificate dal proprio DNA.
Al momento della duplicazione della cellula, anche i
mitocondri, a differenza di altri organuli che vengono
prodotti ex novo, si duplicano.
La duplicazione avviene per scissione
(si forma una strozzatura nell'organulo, che poi si divide
in due), ed e' preceduta da un accrescimento dell'organulo:
proteine e lipidi, sintetizzati a livello del citoplasma,
vengono aggiunti all'organulo in grande quantita'.
Nel frattempo vi e' la duplicazione del
DNA mitocondriale, che risultera' così suddiviso nei due
mitocondri generati. Gli organuli completi verranno poi
ereditati dalle cellule figlie, casualmente, meta' in una
cellula e meta' nell'altra, secondo quella che viene
definita eredita' non mendeliana o citoplasmatica.
Tratto da:
http://www.sapere.it
I mitocondri
sono il principale bersaglio dei
processi di
invecchiamento, tendono ad accumulare delezioni e
mutazioni puntiformi, aumenta la produzione di ROS, cambia
la morfologia mitocondriale e diminuisce il potenziale della
membrana mitocondriale.
L’invecchiamento e la perdita di efficienza del mitocondrio
(per delezione del mtDNA) compromette la produzione
energetica e, spesso, conduce alla morte del tessuto.
Si ritiene che, l’esercizio fisico esasperato, (ad esempio
negli atleti professionisti) porti ad un invecchiamento
precoce dei mitocondri, con tutte le conseguenze che ne
derivano. Danni a breve termine possono derivare anche
dall’esercizio non abituale che danneggia transitoriamente
le fibre muscolari.
vedi:
La teoria dei germi e' FALSA
+
Virus cosa sono ?
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
I
mitocondri
sono
organismi viventi, uno dei molti diversi organelli
(piccoli organi) presenti all'interno delle cellule del
nostro corpo. I
mitocondri
hanno grosso
modo la dimensione dei batteri e sia gli uni che gli altri
possiedono un proprio
DNA e un
proprio metabolismo.
I
mitocondri
metabolizzano
glucosio ricavandone molecole di ATP, che sono energia
pronta per l'uso a cui il corpo può attingere quando ce n'è
bisogno. Cosa ha a che fare questo con i "virus"
in quanto tali ?
Tutto, come
capirete fra un momento.
Chiunque
abbia studiato citologia (struttura delle cellule) sa bene
che la stragrande maggioranza delle forme di vita presenti
all'interno della cellula è rappresentata dai mitocondri, i
creatori della nostra energia.
I semplici
protozoi monocellulari possiedono al proprio interno fino a
mezzo milione di mitocondri. Le cellule umane ne hanno meno:
dalle poche centinaia presenti nelle cellule sanguigne ai
30.000 e più delle cellule dei tessuti muscolari maggiori.
Poiché l'intero corpo umano possiede dai 75 ai 100 trilioni
di cellule, ciascuna delle quali contiene, mediamente,
migliaia di mitocondri, devono esserci quadrilioni o
quintilioni di mitocondri all'interno del nostro sistema.
Quando una
cellula muore, essa viene rimpiazzata da una cellula figlia
nata dal processo della mitosi, mentre la cellula esausta
viene disintegrata dai lisosomi, i potenti enzimi
intracellulari autodistruggenti e autodigerenti, che
frammentano i componenti cellulari in particelle
ultra-minute affinché il corpo possa prontamente riciclarle
o espellerle come scarti.
Ogni giorno,
da 300 milioni fino a oltre mezzo trilione di cellule del
nostro corpo muoiono (a seconda del nostro livello di
tossicità) e ognuna di esse contiene in media dai 5.000 ai
20.000 mitocondri.
Quando le
cellule muoiono esse vengono autodistrutte dai loro stessi
lisosomi, ma i nuclei e i genomi dei mitocondri sono
protetti assai meglio rispetto ad altri organelli e
protoplasmi cellulari e spesso non si decompongono
completamente.
Genomi e
nuclei sono microscopici contenitori di informazioni
genetiche, consistenti in DNA o RNA che agisce come centro
di controllo e immagazzinamento del "progetto" stesso della
cellula. In quanto tali essi sono per i mitocondri e le
cellule ciò che il cervello è per il nostro corpo. Ogni
cellula e ogni mitocondrio contengono questo materiale
genetico che è la zona più protetta della cellula (grazie
alla sua guaina proteica a doppi lipidi), proprio come il
nostro sistema nervoso è la parte più vitale e protetta
della nostra fisiologia (grazie alla colonna vertebrale e al
cranio).
Alla morte
della cellula i mitocondri vengono frammentati dai lisosomi,
ma non sempre in modo completo, a causa della loro doppia
membrana protettiva. Ed è qui che la spiegazione diventa
interessante.
Secondo il
Guyton's Textbook of Medical Physiology
un
virus può
definirsi come una parte minuta di materiale genetico (detto
genoma) le cui dimensioni equivalgono a circa un
miliardesimo di quelle della cellula. Il genoma è circondato
da una protettura detta capside che è di solito una guaina
proteica a doppi lipidi ed è composta di due membrane (quasi
identiche alla membrana cellulare) che, per inciso,
rappresentano l'ossatura stessa del nucleo
mitocondriale.
Le foto dei
"virus"
(foto del capside, parte esterna e non del virus interno)
scattate col microscopio elettronico mostrano che le loro
membrane sono irregolari e frastagliate, a volte semplici
porzioni di uno strato, a volte di uno strato e di parte del
secondo, il che concorda con l'azione autodigerente dei
lisosomi, nel momento in cui il loro lavoro di
frammentazione delle scorie cellulari è ancora parziale e
incompleto.
Pertanto, questa descrizione di un "virus"
è virtualmente identica a quella di ciò che resta dei genomi
dei mitocondri cellulari.
In breve, i
virus
sono resti di materiale vivente e alcuni testi di
fisiologia ipotizzano che essi siano il residuo di cellule
esauste. I lisosomi che disintegrano la cellula morta a
volte non riescono a frammentare questi "virus", circondati
dalla membrana protettiva a doppi lipidi.
E'
sorprendente che i ricercatori non riescano a riconoscere
questi corpi per ciò che sono in realtà: generico materiale
mitocondriale
esausto, soprattutto frammenti di DNA e RNA,
cioe'
VIRUS.
vedi:
Cellule Staminali
+
Stress Ossidativo
+
La teoria dei germi e' FALSA
+
Virus cosa sono ?
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Capelli grigi ? Colpa dello stress cellulare
In risposta alle aggressioni che subiscono, le staminali
progenitrici dei melanociti si possono differenziare in
cellule mature, impoverendo la riserva di cellule
"immortali"
E' lo “stress genotossico” che danneggia il
DNA e decima le staminali dei
melanociti (MSC) presenti nei follicoli piliferi a far
diventare i capelli sempre più grigi. Lo ha stabilito una
ricerca condotta da Emi Nishimura e collaboratori della
Tokyo Medical and Dental University che firmano un
articolo su “Cell”.
"Il DNA cellulare è sotto costante attacco da parte di
agenti aggressivi, sia esogeni sia endogeni, come per
esempio sostanze chimiche mutagene, raggi ultravioletti e
radiazioni ionizzanti. Si stima che nei mammiferi ogni
singola cellula fronteggi ogni giorno circa 100.000 eventi
che possono danneggiare il DNA”,
spiega la ricercatrice, che ricorda come le cellule
dispongano di diverse elaborate via per riparare i danni al
DNA e prevenire che essi finiscano per interessare anche le
cellule vicine.
"Una volta che le cellule staminali sono danneggiate
irreversibilmente, è necessario eliminarle per conservare la
qualità del pool di cellule staminali. Noi abbiamo scoperto
che l'eccesso di stress genotossico innesca la
differenziazione delle cellule staminali melanocitiche”,
continua la Nishimura, osservando che la differenziazione
può essere un modo più sofisticato di liberarsi di quelle
staminali rispetto alla semplice induzione della loro morte
cellulare.
"In questo studio abbiamo scoperto che l'ingrigire dei
capelli, il più evidente tratto fenotipico
dell'invecchiamento, può essere causato dalla risposta ai
danni al genoma che si concretizza nella differenziazione
cellulare e che l'ingrigire fisiologico dei capelli è
verosimilmente causato dall'accumulo degli inevitabili danni
al DNA."
I ricercatori hanno anche
scoperto che il gene ATM (ataxia telangiectasia mutated) ha
una funzione di controllo sulla “staminalità” di quelle
cellule MSC, proteggendole dalla differenziazione. E' per
questo che le persone che soffrono di
atassia-telangiectasia, una sindrome di invecchiamento
provocata da una mutazione nel gene ATM, imbiancano
prematuramente.
Questi risultati suffragano l'idea che l'instabilità
genomica sia un fattore importante nell'invecchiamento in
generale e porta un argomento a favore dell'ipotesi
“dell'invecchiamento staminale”, secondo la quale i danni al
DNA delle longeve cellule staminali sarebbe una delle
principali cause dei disturbi correlati all'età. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Commento NdR: quello che non capiscono ancora e' che
lo stress cellulare puo' generare QUALSIASI malattia
e lo stress cellulare e'
principalmente
attivato dai
vaccini !
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Ecco proteina
che regola la crescita degli organi ? -
Apr. 2010
Una
proteina scoperta nel moscerino della frutta potrebbe
essere la chiave della capacità degli
organi di modellare le proprie dimensioni nel corpo.
A scoprirla è stato un team di ricercatori dell'Università
Johns Hopkins, e lo studio è pubblicato sulla rivista
Developmental Cell.
La proteina si chiama "Kibra", ed è legata a una serie di
segnali cellulari che controllano la proliferazione e la
morte delle
cellule. In una serie di esperimenti i ricercatori hanno
manipolato la proteina, dimostrando che regola un sistema
chiamato "Hippo", che funziona da "freno a mano" per la
crescita cellulare.
Secondo gli esperti in diversi animali ci sono sistemi
simili a questo, e quindi la scoperta può essere
generalizzata. "Le persone sono sempre state curiose di
sapere cosa rende un ippopotamo così più grande di un topo",
ha spiegato Duojia Pan, che ha coordinato la ricerca, "così
come le nostre due mani, che si sviluppano indipendentemente
ma con dimensioni simili. I nostri studi hanno dimostrato
che Kibra regola Hippo, che a sua volta fa in modo che gli
organi diventino della dimensione giusta".
Continua Duojia Pan, professore
di biologia molecolare e genetica alla Johns Hopkins, "Il
nostro studio mostra che
Kibra
regola
Hippo, che porta
gli
organi a
diventare
delle
loro
dimensioni caratteristiche, evitando che il mio cuore
o il vostro fegato diventino come quello di un grande
mammifero africano".
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Visto che anche i
Campi ElettroMagnetici influiscono sulla
funzione cellulare, e' validamente ipotizzabile che anche
geni e cromosomi e quindi
DNA/RNA siano a loro volta influenzabili
quando le intensita' e le durate sono forti e lunghe.
Vedi anche
Elettrosmog +
Cellule Staminali
+
Stress Ossidativo
Per ulteriori informazioni e
referenze bibliografiche sulle caratteristiche della Cellula
vedi:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/bv.fcgi?call=bv.View..ShowTOC&rid=mboc4.TOC&depth=10
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Rilassamento cellule ferma proliferazione tumore
Le cellule nel
cancro sono molto brave a proliferare, ma non sono molto
abili nel dividersi nettamente in due nuove cellule.
Un gruppo di ricercatori del Centro tedesco per la ricerca
sul cancro di Heidelberg ha studiato a fondo questa
debolezza.
I ricercatori hanno scoperto che la tensione delle fibre
delle
proteine coinvolte nella divisione cellulare è una
caratteristica chiave che permette alle cellule del cancro
di prosperare.
I risultati sono stati pubblicati sulla rivista "Science
Translational Medicine" e riportati dal notiziario
europeo
Cordis.
Durante la divisione cellulare, una cellula normale si
divide nettamente lungo un asse, su una struttura portante
bipolare. Perchè la divisione sia effettuata correttamente,
la cellula ha due copie di una struttura organizzativa
chiamata centrosoma.
Le fibre delle proteine si formano a partire dai due
centrosomi e tirano ciascuno dei due gruppi di
cromosomi verso un polo. Viste al microscopio, queste
fibre hanno la forma di fuso.
Le cellule del cancro, però, spesso hanno più di due
centrosomi, le fibre a fuso perciò
non riescono a organizzarsi
correttamente e assumono una forma multipolare.
Questi fusi "malformati"
distribuiscono i cromosomi in modo irregolare tra
le cellule figlie, che non sopravvivono.
Alcune cellule in quel caso hanno trovato una via d'uscita:
raggruppano diversi fusi insieme in due gruppi in modo che
le cellule possano continuare a dividersi correttamente e
diventare tumori.
Alwin Kromer, a capo dell'Unità di collaborazione clinica al
Centro tedesco di ricerca sul cancro e degli ospedali
universitari di Heidelberg, crede che questo trucco sia un
tallone di Achille delle cellule del cancro che è stato
finora sottovalutato.
Il suo gruppo di ricerca ha studiato questa debolezza
dettagliatamente per identificare le proteine necessarie
alle cellule del cancro per formare questi gruppi.
Queste proteine potrebbero costituire l'obiettivo di nuovi
farmaci: se le cellule non possono più formare gruppi con i
loro centrosomi, si divideranno in modo anarchico e
moriranno.
Gli scienziati hanno controllato tutti i
Geni della linea cellulare del carcinoma; hanno
disattivato uno a uno i 21mila geni e li hanno osservati al
microscopio per determinare quale cellule avevano più dei 2
poli a fuso durante la divisione. Hanno quindi identificato
una serie di 82 geni coinvolti nella formazione di altri
centrosomi. Molti di loro si occupano di attaccare i
cromosomi alla struttura portante della cellula.
In particolare, il gruppo di ricerca crede che la tensione
del fuso sia una caratteristica necessaria per legare i
centrosomi. Solo fibre a fuso ben allungate possono mettere
i centrosomi abbastanza vicini l'uno all'altro da formare
dei gruppi.
Una serie completa di proteine è responsabile di questa
tensione; se si disattivano i loro geni, la tensione delle
fibre sparisce e le cellule del cancro non riescono a
dividersi correttamente.
Gli scienziati sono a conoscenza dei centrosomi aggiuntivi
delle cellule del cancro da circa un secolo ormai, ma
rimangono molte domande sulle conseguenze che questo ha
sulla divisione cellulare e sulla sopravvivenza delle
cellule tumorali.
Queste scoperte suggeriscono che alcuni degli attuali
farmaci contro il cancro sono efficaci perchè interferiscono
con la tensione del fuso nelle cellule tumorali con più
centrosomi.
In futuro questa ricerca potrebbe contribuire allo sviluppo
di farmaci più mirati contro i tumori.
"Una terapia di questo tipo colpirebbe il cancro in modo
molto specifico perchè solo le cellule tumorali hanno più
centrosomi e dipendono dal raggruppamento per sopravvivere",
ha spiegato il co-autore Alwin Kromer del Centro tedesco.
Tratto da: AGI salute
Commento NdR: …questi ricercatori non si sono resi
conto ad esempio che, lo
stress ossidativo cellulare inattiva e/o
altera le funzioni
cellulari e quindi le
proteine possono essere prodotte
dalle cellule in quantita’ insufficiente oppure troppe e/o malformate,
oppure non specializzate; cio’
significa che e’ la funzione
cellulare che deve essere ripristinata, eliminando
lo
stress ossidativo !
Lo stress
ossidativo di cellule e
tessuti e’ generato, nelle cellule e successivamente nei
tessuti ai quali appartengono, da: alterazione nella
matrice extracellulare; questa alterazione passa nella cellula
attraverso l'alterazione del
potenziale di trans membrana,
pH, rH, ro’
e continua e si forma nel
citoplasma, per mezzo delle
intossicazioni ed
infiammazioni cellulari
indotte e quindi quelle dei
tessuti ai quali queste cellule appartengono, ed infine
anche dalle mutazioni
genetiche mitocondriali subite a livello interno delle cellule.
Tutto e’ generato particolarmente da:
Vaccini,
farmaci di sintesi,
alimentazione
iperproteica od ipoproteica e/o
industrializzata, cibi troppo cotti, acque
malsane, ecc.
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