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Cosa è la
Celiachia
La
Celiachia,
(ci dicono i medici allopati), è un’intolleranza permanente al
Glutine, sostanza
proteica presente in Grano, frumento, farro, kamut, orzo,
avena, segale, spelta e triticale.
L’incidenza di questa
intolleranza in Italia è stimata in un soggetto ogni 100/150
persone ed e' in forte crecita.
I celiaci potenzialmente sarebbero quindi 500 mila,
ma ne sono stati diagnosticati solo 35 mila.
Ogni anno
vengono effettuate cinque mila nuove diagnosi ed ogni anno
nascono 2.800 bambini che poi manifestano facilmente celiachia,
dopo le
vaccinazioni di
routine, con un incremento annuo del 9%, per l'alterazione
della flora batterica
intestinale, degli
enzimi
e del pH
digestivo.
Ovviamente anche gli
additivi utilizzati nell'alimentazione, oltre ai farmaci
utilizzati, aumentano gli effetti nefausti dei celiachi.
Alcuni dei sintomi sono: mal di pancia, diarrea, stanchezza,
perdita di peso, anemia, dolori alle ossa, dermatiti ecc.
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Celiachia, record italiano - Più malati, ora sono
mezzo milione - Allo studio vaccino e pillola-tampone
MILANO Gen. 2008 - Chi non ha
presente l'immagine di un bambino malnutrito, la pancia
globosa, le costole sporgenti, gambe e braccia sottilissime.
Stessa immagine di chi convive con l'anoressia. E pensare
che c'è una patologia in aumento in Italia e che offre le
stesse immagini, con la differenza che chi ne soffre mangia.
È l'intolleranza al glutine (complesso proteico presente nei
derivati di grano, segale e orzo), meglio nota come
celiachia. La predisposizione è genetica, ma non è una
malattia genetica. Dieci, trenta per cento di possibilità di
avere un figlio celiaco quando uno dei genitori è ammalato.
La cura esiste: è la dieta. Ma soltanto un intollerante su
sette sa di esserlo: anche perché l'espressione della
malattia può avere più sfumature, da totale intolleranza a
parziale. "Se oggi in Italia vivono 500 mila celiaci" -
spiega Maria Teresa Bardella, gastroenterologa, responsabile
del Centro per la prevenzione e la diagnosi della malattia
celiaca della Fondazione Policlinico di Milano - "soltanto
70 mila sanno di esserlo".
NOMI NOTI - Tra questi molti
nomi noti, che vivono controllando i cibi che comprano e
frequentano ristoranti e pizzerie accessibili per loro.
Qualche esempio: l'avvocato Giulia Bongiorno, il conduttore
Daniele Bossari, l'attrice Claudia Koll, la conduttrice e
attrice Gaia De Laurentis madre di un bimbo celiaco.
Importante sapere che volti noti siano intolleranti al
glutine, perché il vero risvolto negativo per un giovane
celiaco è avere limitazioni che gli altri non hanno. La
merendina a scuola, la pizza con la classe, perfino il
panino con il salame (il glutine è spesso usato nei salumi
come addensante) vietato può far sentire diverso.
La gioia di una mamma dopo l'aver scoperto che Bossari è
«uguale» a suo figlio: «Mentre era in onda Furore l'ho
indicato a Giovanni, che ha due anni e mezzo: "Guarda anche
lui non può mangiare il pane come te, e lui lo ha subito
detto al padre qualche giorno dopo. Ho avvertito che, così,
non si sentiva più "strano".
PRIMATO ITALIANO - È nel 1964
che si scopre nel glutine la causa di tante malnutrizioni o
morti nei primi anni di vita (difficile sopravvivere senza
assimilare e colpiti continuamente da gastroenteriti,
considerando poi che soprattutto per i poveri italiani pane,
pasta e pizza sono sempre stati l'unica dieta). Un paradosso
nel «Paese delle tre P» cardine dell'alimentazione scoprire
che siamo anche i più intolleranti al mondo, e in continua
crescita, al glutine. I numeri aiutano a capire: un malato
ogni 2-3 mila negli Anni 80, uno ogni mille negli Anni 90,
uno ogni 150 oggi. Escalation continua.
Mentre la ricerca medico-scientifica è stata per anni
asfittica fino a quando non sono entrati in campo gli Stati
Uniti. Dagli Anni 90, anche loro hanno scoperto la celiachia
e subito è partita la macchina scientifica. Risultato: è in
sperimentazione un vaccino (prevenzione) e una pillola
tampone che annulla gli effetti deleteri della reazione
delle cellule intestinali al transito del glutine.
RICERCHE IN CORSO - Una
spiegazione è d'obbligo: quando nell'intestino di un
intollerante arrivano le molecole del glutine la reazione di
difesa che ne consegue, oltre a un'infiammazione che porta a
coliti o a enteriti, è quella di un appiattimento totale o
semitotale delle cellule (villi) deputate ad assorbire i
principi nutritivi del cibo. In conclusione, il celiaco
mangia e non assorbe. Spiega Silvio Danese, ricercatore
della gastroenterologia dell'Humanitas di Rozzano:
«L'ingestione di tutti gli alimenti che contengono glutine,
come pane, pasta ecc., porta alla produzione di una serie di
auto-anticorpi, come gli anti-tranglutaminasi e gli
anti-endomisio, che "aggrediscono" la mucosa del piccolo
intestino (cioè il tenue), determinando una reazione
infiammatoria a livello dei villi, le strutture implicate
nell'assorbimento dei cibi digeriti.
L'atrofia villare porta clinicamente a una sindrome che si
chiama malassorbimento». Predisposizione genetica come
concausa, un'enterite virale nei primi mesi di vita forse la
causa (quella più accreditata) o comunque le nostre stesse
molecole che per difesa danno vita a un'infiammazione. Il
Gaslini di Genova, l'università di Verona (che peraltro sta
studiando anche il ruolo protettore dei probiotici della
Yakult) lavorano sul vaccino dopo aver individuato la causa
virale (Rotavirus).
Sul meccanismo di difesa dell'intestino che contrasta
l'azione infiammatoria autoimmune determinata dal glutine
stanno invece lavorando Telethon del San Raffaele di Milano,
l'ospedale Moscati di Avellino e la Pediatria del Federico
II di Napoli. Ricerche che fanno capo all'Istituto di
Scienze dell' alimentazione del Cnr. L'interleuchina- 10
potrebbe essere la soluzione.
Tra qualche anno si saprà. Sempre interleuchina, ma 12,
protegge dalle allergie secondo i ricercatori dell'Istituto
di Norwich (Gran Bretagna), e quindi, perché no, anche dalle
intolleranze. All'università di Padova, invece, sono in
corso osservazioni sul ruolo di una chitinasi scoperta nel
2001. Insomma, si lavora.
DIETA - Nel frattempo, unica cura la dieta. E la diagnosi: al momento
delle continue corse in bagno, della magrezza
ingiustificata, di una stanchezza anormale in un giovane, è
il pediatra che deve dirigere verso la giusta diagnosi. Come
si fa? Una biopsia in gastroscopia. E' la vera certezza.
Insieme a un test del sangue in ospedale. C'è anche un test
da fare a casa: su una goccia di sangue, risultato in 5
minuti. Se è positivo, però, meglio effettuare indagini più
approfondite.
A proposito di test: quali i sintomi ? "Diarrea, mal di
pancia, stanchezza, perdita di peso, anemia, dolori alle
ossa e dermatiti», sintetizza Maria Teresa Bardella. Tutto
scompare rinunciando a pane, pasta, merendine e croissant.
Anzi, oggi, senza rinunciare a nulla perché ormai esiste una
vera e propria industria alimentare che lavora senza
glutine. Ma non ci sono carenze vitaminiche? "Assolutamente
no — risponde la Bardella — praticamente le proteine del
glutine non servono a nulla".
By Mario Pappagallo - 09 gennaio 2008 - tratto da: corriere.it
Commento NdR: quello che NON si vuole dire in
quest'articolo e' che i bambini e gli ormai adulti celiachi
lo sono per via dei vaccini che hanno purtroppo subito in
tenera eta' e che hanno alterato per tutta la vita del
soggetto vaccinato:
dopo le
vaccinazioni di
routine, con un incremento annuo del 9%, per l'alterazione
della flora batterica
intestinale, degli
enzimi
e del pH
digestivo, inoltre questi soggetti vaccinati sono
immunodepressi ed
hanno subito
mutazioni genetiche OCCULTE
trasmissibili alla prole !!
Inoltre piu' farmaci questi malati assumono e minore e' la
speranza di guarigione !
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Per curare la Celiachia con la
Medicina Naturale,
oltre a non vaccinare mai piu' quei soggetti a grave
rischio, attualmente, oltre ad assumere capsule di
fermenti lattici,
e pastiglie per il riordino del
pH digestivo
occorre, specie
all'inizio della cura, escludere dalla dieta alcuni degli
alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, ma
anche eliminare le più piccole tracce di farina da ogni
piatto. Questo implica un forte impegno di educazione
alimentare. Infatti l’assunzione di
Glutine, anche in
piccole dosi, specie nel periodo della terapia, può causare danni
e/o la non riuscita della cura -
vedi:
Mutazioni genetiche del Grano
In genere dopo questa terapia
naturale, la dieta senza glutine, condotta
con rigore, non è piu' l’unica terapia che garantisce al celiaco un
perfetto stato di salute.
La Celiachia
è una condizione digestiva attivata dall'ingestione della
proteina glutine, nei soggetti
vaccinati, la quale si può trovare in alimenti
quali il pane, la pasta, i biscotti, la pizza e ogni altra
pietanza cereali. Anche l'avena può contenere glutine.
Quando una persona affetta da Celiachia ingerisce alimenti
contenenti glutine, si provoca una reazione immunitaria
nell'intestino tenue (perche' rovinato dai
vaccini)
risultante in un suo danneggiamento e
la conseguente inabilità ad assorbire certi nutrienti dal
cibo.
L'intestino
tenue è un tubo di circa 35 mm di diametro e di 5 m di
lunghezza che va dal duodeno al colon.
E' la sede principale
dell'assorbimento delle sostanze nutritive nel circolo
sanguigno. La parete dell'intestino tenue è ricoperta da
minuscole sporgenze digitiformi, chiamate villi.
Assomigliano
in scala microscopica alle fitte trame di peli di un folto
tappeto; la funzione dei villi è quella di assorbire
vitamine, minerali e altri nutrimenti dal cibo che viene
ingerito.
Un'inefficace assorbimento di nutrimenti (malNutrizione) può
privare cervello, sistema nervoso, ossa, fegato e altri
organi di nutrimenti e causare deficienze mineral-vitaminiche
che possono portare ad altre malattie.
Questo può essere grave specialmente nei bambini, i quali
hanno bisogno di una nutrizione appropriata per svilupparsi
e crescere.
Si stima che una persona su duecento soffra di celiachia,
una delle forme più diffuse di intolleranze alimentari. Si
manifesta in chi ha una predisposizione genetica dopo
l'ingestione di alimenti che contengono il glutine del grano
e proteine analoghe presenti nei cereali. Attualmente
l'unica terapia valida è la dieta completamente priva di
glutine. La ricerca è stata pubblicata sulla versione on
line della rivista internazionale Gastroenterology -
http://www.gastrojournal.org
Se si osserva al
microscopio la struttura
della parete della mucosa dell'intestino nei malati cronici
in specie dei celiaci, si scopre che la mucosa è atrofica,
ossia priva dei villi, le estroflessioni mucosali
fondamentali per la digestione e l'assorbimento dei
nutrienti.
Numerose evidenze sperimentali indicano che il
danno intestinale è
prodotto da un'alterato
pH digestivo +
cronica
disbiosi + alterazione
enzimatica =
infiammazione della
parete della mucosa intestinale la quale ingrossandosi ed
ispessendosi, appiattisce i villi dell’intestino e quindi
produce maNutrizione.
Questi sono i classici
Danni dei Vaccini,
ma possono esservi anche altre concause.
Commento NdR: questa malattia nei bambini e nei
giovani e' stata introdotta con le
vaccinazioni
di routine che essi hanno dovuto subire nella loro infanzia;
i vaccini destabilizzano
la
flora batterica
intestinale e gli
enzimi presenti, oltre a
far variare il
pH digestivo, irritando
ed alterando la parete della mucosa
dell'intestino,
i villi non rimangono turgidi e
divengono piu' piccoli, alcuni si atrofizzano, generando
malnutrizione cellulare ; questo e'
processo instaurato dalle vaccinazioni che
generano
la celiachia !
La prova l'abbiamo quando li trattiamo con metodi naturali
(facendoli guarire), detossicando l'organismo dalle sostanze
vaccinali e riordinando: flora pH ed enzimi digestivi +
sistema immunitario ecc., solo cosi'
la mucosa ed i villi ritornano alla loro naturale funzione.
vedi Protocollo della Salute
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Celiachia: Andrea
Ghirelli dell’INRAN,
Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la
Nutrizione, ha informato che tutto ciò che crea disturbi
intestinali, provocando la rottura delle pareti, come
l’abuso di alcol, le cure
antibiotiche (NdR: specialmente i
Vaccini) e lo
stress possono
condurre all’intolleranza al glutine.
La pasta e il pane non rientrerebbero negli alimenti che
contribuiscono ad incrementare i casi perché, secondo il
ricercatore, il glutine, presente in questi alimenti,
intrappolerebbe l’amido proteggendo addirittura l’organismo
da un aumento della
glicemia nel sangue. (NdR: sta di fatto che un
Celiaco che mangia pane e pasta riacutizza il suo male).
Il Chitosano, invece, un polisaccaride usato nelle diete per
ridurre l’assorbimento dei grassi, distruggerebbe le
giunzioni tra una cellula e l’altra, lasciando dei vuoti che
verrebbero colmati da altre sostanze che possono essere
causa di intolleranze alimentari.
By D.T. - Tratto da: blogscienze.com
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