IMPORTANTE: Diviene
quindi INDISPENSABILE (per TUTTE le
malattie), la loro assunzione periodica, senza
dimenticare le altre tecniche naturali collaterali (alimentazione
appropriata ed altri integratori tipo
micro
diete), riordinare
enzimi e
flora batterica
con appositi preparati (capsule) multi batterici a base
di ceppi di fermenti vivi, cioe' micro organismi
simbiotico residenti (autoctoni) non preparati su
basi derivate dal
latte.
Per iniziare in modo chiaro a parlare di fermenti lattici
è importante una premessa: il nome.
Vengono chiamati fermenti lattici, perche il prodotto di
degradazione principale è l'acido lattico. Questa sostanza
si ricava dalla fermentazione di zuccheri di varia origine
(anche le fibre e il cotone come il lino sono composti da
zuccheri). Il latte non c'entra nulla !
Il fatto che alcuni batteri vengano usati per trasformare
gli zuccheri del latte in acido lattico producendo quello
che noi chiamiamo yogurt ha creato questo fraintendimento.
PROMEMORIA:
quando le
feci NON galleggiano
nel
W.C.
significa che vi sono oltre al
pH
errato e non adatto nel colon, anche la
mancanza
di
Fermenti
(i vari tipi Bifidus e Ramnosus), quindi
integrare subito con le apposite capsule.
vedi:
Fermenti e batteri autoctoni
Dott.
Luciano Lozio, video su Intestino e salute
A conferma ulteriore:
Caro
Massimo Montinari, (medico=curriculum)
i tuoi colleghi polacchi, inglesi e texani hanno
pubblicato un interessante review su Mayo Clin Proc,
2014: 1699-1709. Marlicz W et al analizzano i dati in
letteratura sui farmaci antinfiammatori non steroidei (NSAIDs)
spesso associati agli inibitori di pompa protonica (IPPs).
In questo studio considerano una meta analisi condotta
da Trelle S et al nel 2011, pubblicata su BMJ, 2011;
342:c7086, su oltre 116000 pazienti che riporta un
aumento di infarti del miocardio e decessi
cardiovascolari, dato che piacerà sicuramente al dott.
Guido Balestra, stroke in questi pazienti in terapia
NSAID selettivi e non selettivi.
Continua QUI
Per l'elenco dei principali batteri utili per l'intestino, vedi:
Batteri autoctoni
+
Studio di un Biologo sulla falsa teoria dei Germi quali
cause della malattia
+ La
teoria dei germi (batteri,
virus)
quali cause
della malattia e' FALSA
+
Nozione
di terreno
+ Pleoformismo
Perfetto polimorfismo
svelato.
Ecco la prova che i micobatteri possono apparire in
diverse sembianze, come bacilli, cocchi, vibrioni,
spirilli, spirochete, spore...
Queste info continuano a sbalordire medici,
infettivologi, virologi ...
Per scaricare gli allegati dei miei dossier (By
Giancarlo Luzzi) in un colpo solo ... non
perdeteveli !
https://www.wetransfer.com/downloads/367b55851a848337bf3e5402243f272820140521200230/85170ada06fcf6d966458b1e5dd677f920140521200230/88efa1
Secondo pacchetto da scaricare. Stupendo !
https://www.wetransfer.com/downloads/5cb6d2e4ce4446ee0b6e17357f69df4220140522094204/6c9470058ec4a8edced48026b3136cab20140522094204/2712da
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TROVATA LA "PIETRA
FILOSOFALE" .....SONO DEI BATTERI ! -
02 Ottobre 2012
Esiste la pietra filosofale, tra le cui capacità
ci sarebbe stata quella di tramutare i metalli
vili in oro ? Secoli di alchimia e di chimica
hanno dimostrato di no, ma una nuova
installazione a metà tra arte e scienza sembra
aver trovato nella biologia una nuova risposta
alla domanda.
I ricercatori della
Michigan State University hanno utilizzato
il batterio
Cupriavidus metallidurans per creare
minuscole pepite d'oro a partire dal cloruro
aurico (AuCl3), un sale d'oro dell'acido
cloridrico estremamente tossico per la maggior
parte delle forme di vita conosciute.
Il Cupriavidus metallidurans è un batterio che
può essere considerato a tutti gli effetti un
estremofilo per via della sua capacità di
resistere ad alte concentrazioni di metalli
pesanti. E' un microrganismo che ha già trovato
applicazioni pratiche in campo scientifico e
industriale, ad esempio nel rilevamento di
metalli pesanti in ambienti contaminati, ma
l'utilizzo pensato dal gruppo di Kazem Kashefi,
professore di microbiologia dell'università, è
del tutto nuovo e inaspettato.
"Stiamo facendo alchimia microbica, trasformiamo
qualcosa che non ha valore in un metallo
prezioso solido dotato di valore" ha spiegato
Kashefi. "E' neo-alchimia. Ogni parte e ogni
dettaglio del progetto sono a metà strada tra la
moderna microbiologia e l'alchimia. La scienza
tenta di spiegare il mondo fenomenologico. Come
artista, tento di creare un fenomeno. L'arte è
la capacità di spingere la ricerca scientifica"
sostiene Adam Brown, professore di arte
elettronica dell'università e membro del team di
ricerca.
Anche un altro microrganismo, il Delftia
acidovorans, è noto per la sua abilità di
scomporre il cloruro aurico in oro, ma ha la
spiacevole abilità di trasformare il metallo
prezioso in nanoparticelle che tengono ad
accumularsi nel terreno sotto forma di pepite
dopo un tempo francamente troppo lungo per
un'esposizione artistica.
Il C. metallidurans si è dimostrato resistente
ai metalli pesanti ben 25 volte di più di quanto
si sospettasse in precedenza, ed è anche per
questo motivo che è stato scelto per
l'installazione artistica dal titolo "The Great
Work of the Metal Lover", un esperimento ai
confini tra arte e scienza in cui il batterio
crea oro a 24 carati all'interno di un
bioreattore.
Kashafi e Brown hanno alimentato i C.
metallidurans con dosi massicce di cloruro
aurico, dosi che tuttavia non sembrano aver
avuto conseguenze sul metabolismo di questi
batteri. Come sottoprodotto della digestione del
cloruro aurico, i C. metallidurans producono
piccole pepite d'oro, visibili attraverso il
vetro del bioreattore.
Se già state volando con la fantasia immaginando
enormi bioreattori popolati da C. metallidurans
che sfornano pepite d'oro a non finire, i
ricercatori tengono a precisare che riprodurre
il loro esperimento su larga scala sarebbe del
tutto proibitivo in termini di costi.
Ma la ricerca sul C. metallidurans, oltre a
fornire preziose informazioni sulle conseguenze
cellulari della contaminazione da metalli
pesanti, potrebbe aiutare a trovare nuove strade
per l'approvvigionamento di alcuni elementi così
importanti per l'economia moderna, strade
possibilmente più ecosostenibili di quelle
percorse oggigiorno - Tratto da.
antikitera.it – Fonte: ditadifulmine.com
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I BATTERI USANO i FUNGHI per
CREARE dei PONTI – 30 Nov. 2011
Batteri e funghi continuano a riservare
sorprese: queste straordinarie creature non sono
soltanto estremamente resistenti e ben più
complesse di quanto sia stato ipotizzato solo
pochi anni fa, ma possono lavorare in tandem per
superare piccole e grandi problemi quotidiani
legati alla sopravvivenza.
Eshel Ben-Jacob, ricercatore del TAU's Raymond
and Beverly Sackler School of Physics and
Astronomy, ha scoperto che le spore di alcune
specie di funghi possono aggrapparsi ai batteri
Paenibacillus vortex per essere trasportate in
punti della rizosfera (la zona di terreno che
circonda le radici) irraggiungibili secondo
modalità di spostamento tradizionali
Il rapporto è di mutuo vantaggio: le spore
possono effettivamente aiutare i batteri a
risolvere alcuni problemi che limiterebbero la
loro speranza di sopravvivenza. Nella rizosfera,
infatti, si possono formare delle sacche d'aria
che, dal punto di vista di un batterio, sono
ostacoli insormontabili.
Non è l'unico caso di rapporto di mutuo
vantaggio tra funghi e batteri, ma è la prima
volta che si documenta questo scambio di servizi
e una relazione così complessa tra questi
organismi. "Ora sappiamo che quando si
combattono i funghi, si combattono anche i
batteri, e viceversa" afferma Ben-Jacob.
Ben-Jacob ha studiato i batteri Paenibacillus
vortex, noti per avere ottime capacità di
movimento ed essere capaci di trasportare un
carico. Il P. vortex è un batterio scoperto
quasi 30 anni fa che viene considerato un
potenziale "coltellino svizzero" dell'industria:
può catalizzare una quantità considerevole di
reazioni chimiche legate alla produzione di
carburanti, medicinali e prodotti per
l'agricoltura.
Il P. vortex possiede un elevato grado di
mobilità: le colonie di questo batterio sono
organizzatissime, e possono formare sciami
creati appositamente per raggiungere fonti di
cibo, come farebbero gli arti o i tentacoli di
un essere multicellulare.
Questi sciami sono in grado di agire secondo una
sorta di intelligenza collettiva, unendosi o
separandosi in caso di necessità, cambiando
direzione quando uno degli sciami (non importa
quanto distante) riesce a trovare una sorgente
di cibo, ed evitando si seguire percorsi già
intrapresi da altri gruppi di batteri.
Il P. vortex ha il più alto punteggio di
Quoziente Intellettivo Sociale (Social I.Q.) tra
tutti i 500 batteri il cui genoma è stato finora
sequenziato. Sembra avere ben pochi rivali per
capacità di adattamento, comunicazione, difesa
ed elaborazione degli stimoli ambientali, e le
uniche due specie di microrganismi che hanno
dimostrato un simile livello di intelligenza
sociale appartengono comunque al genere
Paenibacillus.
I ricercatori volevano testare un'altra
straordinaria capacità dei P. vortex: la
presunta capacità di sfruttare le spore di
alcuni funghi per rispondere alle necessità
della colonia. Questi batteri riescono a
trasportare le spore su lunghe distanze,
intrappolandole nei loro flagelli e spostandole
in zone più favorevoli per la crescita della
colonia.
Durante gli esperimenti sul P. vortex, Ben-Jacob
ed il suo team hanno creato delle bolle d'aria
troppo grandi per essere superate da una colonia
di batteri, per verificare la possibilità che
questi microrganismi potessero usare a loro
vantaggio alcune delle capacità delle spore che
trasportavano.
Di fronte a veri e propri canyon d'aria, i
batteri hanno utilizzato i miceli dei funghi
nati dalle spore per realizzare strutture simili
a ponti in grado di portarli dall'altra parte
della bolla. "Quando incontrano zone impossibili
da superare, i batteri possono chiamare in aiuto
le spore. I batteri consentono ai funghi di
germinare e di formare una colonia, e ne
utilizzano i miceli per superare gli ostacoli".
Questa collaborazione tra funghi e batteri
dimostra quanto possa essere sofisticata la
strategia di sopravvivenza di creature così
piccole. "I batteri non ci consentono di
abbassare la guardia" dice Ben-Jacob. "Offri a
loro una nuova sfida e otterrai sicuramente
delle sorprese".
Tratto da: antikera.net
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MAPPATA l'EVOLUZIONE dei
BATTERI - USA, Washington, 30 Ge. 2011
Per sfuggire all'attacco di antibiotici e
vaccini lo 'Streptococcus pneumoniae', ha
cambiato molte volte il suo genoma.
A studiarne le evoluzioni e' stato un gruppo di
ricercatori del Wellcome Trust Sanger Institute
del Regno Unito in uno studio pubblicato sulla
rivista 'Science'. Lo scopo e' quello di
riuscire a prevedere i rapidi mutamenti del
batterio e trovare in questo modo una strategia
per bloccarlo. Gli scienziati hanno focalizzato
l'attenzione sullo 'streptoccocco PMEN1', molto
diffuso e particolarmente resistente ai farmaci.
Sono stati cosi' raccolti 240 diversi campioni
provenienti da tutto il mondo a partire dal
1984. In seguito sono stati analizzati e
confrontati i genomi di tutti i batteri isolati.
Per ricostruire la storia evolutiva del
patogeno, i ricercatori hanno distinto tra due
diversi eventi di mutazione genetica: un tipo 'verticale',
cioe' che si trasmette da una cellula madre a
una figlia, in cui sono singole basi a essere
sostituite o eliminate dal Dna;
e un tipo 'orizzontale', che si trasmette
tra batteri vicini, in cui pezzettini di
materiale genetico passano fisicamente da un
batterio a uno vicino.
Questo trasferimento puo' provocare cambiamenti
importanti in estese regioni del genoma. Tramite
le analisi, i ricercatori hanno scoperto che la
maggior parte delle mutazioni che si sono
verificate nel corso del tempo e' proprio di
tipo orizzontale.
Dal 1984 i trasferimenti di materiale genetico
hanno riguardato circa tre quarti del genoma.
Questo tipo di alterazioni colpiscono alcune
zone particolari del Dna, note come 'hotspot'.
"Nello specifico abbiamo visto che le zone piu'
interessate dalle mutazioni sono quelle degli
antigeni, le molecole che danno il via alla
nostra risposta
immunitaria'", ha spiegato William Hanage,
uno degli autori.
Per quanto riguarda invece lo sviluppo della
resistenza ai farmaci, i ricercatori hanno
osservato che le mutazioni verticali sono quelle
piu' importanti e che le forme resistenti di
PMEN1 hanno cominciato a svilupparsi gia'
intorno al 1970, quando cioe' si e' iniziato a diffondersi
l'uso degli
antibiotici.
Tratto da IGI salute
Commento NdR: questo
dimostra in modo inequivocabile, che
vaccini
ed antibiotici
possono creare
mutazioni genetiche, batteriche, e quindi
anche genetiche nel
soggetto che utilizza vaccini ed
antibiotici, sia in senso orizzontale che in
verticale; quindi niente piu' stupore, quando
parliamo (e lo scriviamo da 40 anni) di
mutazioni genetiche che intervengono con i
vaccini nei
soggetti che si sottopongono volontariamente od
involontariamente a queste insane pratiche
criminali !
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Dai BATTERI su NOSTRO CORPO si
CAPIRANNO le MALATTIE
AGI - Londra, 6 Nov. 2009. - Un gruppo di
scienziati americani e' riuscito a tracciare
l'intera mappa dei batteri che vivono su diverse
aree del corpo umano, dalla testa alla pianta
del piede, passando per la bocca, l'ascella,
l'intestino e altre zone ancora.
I batteri che convivono con l'uomo sono
fondamentali per mantenere il nostro buono stato
di salute.
L'equipe della
University of Colorado at Boulder ha
scoperto, inaspettatamente, che le
comunita' di batteri che vivono su un individuo
sono molto diverse, non solo da persona a
persona, ma anche sulla
stessa persona.
Gli scienziati sperano che il loro lavoro,
pubblicato da
Science Express, potra' essere utile alla
ricerca clinica. Un giorno, per esempio,
potrebbe essere possibile individuare zone del
corpo umano
dove effettuare trapianti di specifici batteri
per curare alcune patologie.
Lo studio dell'Universita' del Colorado e' stato
condotto su nove volontari sani a cui sono stati
analizzati 27 siti diversi del corpo.
E' cosi' emerso che le comunita' di batteri
variano da persona a persona, ma anche da un
sito all'altro sulla stessa persona, e anche
sullo stesso sito e sulla stessa persona i
risultati dei test possono essere diversi da un
giorno all'altro.
"Abbiamo tracciato la mappa piu' completa delle
popolazioni di batteri che convivono con
l'uomo", afferma il coordinatore della ricerca,
dottor Rob Knight. "L'obiettivo e' capire qual
e' il livello normale di batteri per un soggetto
sano e che cosa accade quando sopravvengono
invece delle malattie". Si stima che siano
100.000 miliardi i batteri che vivono sul corpo
umano, o dentro. Svolgono in molti casi
funzioni fondamentali per la nostra salute,
per esempio partecipano allo sviluppo del
sistema immunitario e alla digestione di alcuni
cibi.
Commento NdR: Questo dimostra che i
batteri sono
la conseguenza, cioe' il prodotto
e non le cause delle malattie; inoltre
questo meccanismo e' ben noto ai cultori della
Medicina
Naturale da migliaia di anni: Quindi
NIENTE
antibiotici
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Batteri con le gambe - 13 Ottobre
2010
Proprio come avessero le gambe, i batteri
possono "alzarsi in piedi" e "camminare" sulle
superfici. In questo modo riescono a esplorare
l’ambiente e a diffondersi in modo più
efficiente. La scoperta,
su Science, è frutto del lavoro di
Joshua Shrout, ricercatore all’Università di
Notre Dame (Usa), e di un gruppo di ricerca
coordinato da
Gerard Wong, bioingegnere all’Università
della California di Los Angeles.
Quando sono da soli, i batteri nuotano nel
citoplasma delle cellule.
Ma se aderiscono a una superficie, si
organizzano in strutture dense e ordinate
chiamate biofilm.
Un biofilm è una microcolonia batterica
circondata da uno strato di zuccheri, protettiva
anche nei confronti dei farmaci.
Sebbene siano geneticamente identici, i batteri
organizzati in biofilm esprimono geni che
normalmente rimangono silenti e mostrano
proprietà differenti da quelle possedute da una
singola cellula batterica. Una differenza, per
l’appunto, riguarda la locomozione.
Grazie a sofisticati software ideati dall’equipe
di Wong, è stato possibile ricostruire in
dettaglio i movimenti di microcolonie di
Pseudomonas aeruginosa, un batterio patogeno
responsabile di infezioni a polmoni, pelle,
occhi e apparato gastrointestinale, che in
alcuni casi, come nei malati di fibrosi cistica,
possono portare alla morte. I programmi
analizzano le immagini raccolte da microscopi
puntati sui biofilm batterici.
Si è così scoperto che, grazie ad appendici
simili a gambe (chiamate pili del IV tipo), i
batteri possono ergersi in posizione verticale e
muoversi sulle superfici camminando. In questo
modo riescono a disperdersi meglio per cercare
il cibo.
Le ricadute della scoperta saranno soprattutto
in campo medico. “Conoscendo meglio il modo in
cui P. aeruginosa colonizza le superfici”,
afferma Shrout, “possiamo capire come combattere
le sue infezioni in modo più efficace”.
Possibili implicazioni si immaginano anche in
campo industriale, dove si potrebbero migliorare
le tecniche per il trattamento delle acque o lo
smaltimento dei prodotti petroliferi.
By Martina Saporiti - Tratto su galileonet.it
Ricordarsi
che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e
della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto a
livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.