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FLORA,
BATTERI, MICROBI
L'ecosistema piu' complesso
in natura e' anche e proprio dentro ognuno di noi; esso
si chiama "Microbiota"
(flora
batterica composta da batteri e funghi-lieviti) ed
e' presente soprattutto nell'apparato
gastrointestinale; esso e' l'insieme dei
microorganismi autoctoni residenti (NON transienti)
nel
tubo digerente dell'uomo, degli animali e dei
vegetali; il microbiota, ha quindi un ruolo
fondamentale per la vita sana umana, animale e vegetale.
La
Medicina Naturale ne parla da centinaia forse
migliaia di anni e solo recentemente i ricercatori della
medicina ufficiale se ne sono resi conto ed oggi lo
definiscono un "superorganismo", che e' composto
nell'uomo, da un numero enorme di batteri pari a 6 volte
il numero delle
cellule che compongono un uomo, con un numero
superiore ai 4 milioni di ceppi di batteri diversi ma
complementari, che vivono in stretto contatto e funzione
mutualistica con la parete delle
mucose anaerobiche, specialmente quelle del tratto
gastrointestinale del tubo digerente; il microbiota
e' presente anche in tutte le altre mucose, anche quelle
aerobiche,
pelle compresa.
Questo microbiota e' indispensabile, secondo la
Medicina Naturale, al mantenimento della Perfetta
Salute e assolutamente necessario per la riparazione
delle
cellule, dei
tessuti danneggiati da traumi fisici esterni (pressioni,
bruciature, contusioni ferite) e da quelli interni
derivanti dall'uso di
farmaci,
vaccini,
droghe,
alimenti
inadatti e/o
contaminati (solidi e liquidi), ecc.; cio' significa
che sono indispensabili per l'autoguarigione
da qualsiasi
sintomo (malattia),
per cui distruggerli con gli
antibiotici e' un crimine contro la Salute Naturale.
vedi:
Trapianti di Batteri – Feci e Fermenti
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Per iniziare in modo
chiaro a parlare di fermenti lattici è importante una
premessa: il nome.
Vengono chiamati fermenti lattici, perche il prodotto di
degradazione principale è l'acido lattico. Questa
sostanza si ricava dalla fermentazione di zuccheri di
varia origine (anche le fibre e il cotone come il lino
sono composti da zuccheri). Il latte non c'entra nulla !
Il fatto che alcuni batteri vengano usati per
trasformare gli zuccheri del latte in acido lattico
producendo quello che noi chiamiamo yogurt ha creato
questo fraintendimento.
Il
microbiota intestinale è
l'insieme della
popolazione batterica che occupa
la parte
centrale del canale
digerente umano e da qualche tempo
se ne parla come qualcosa che
potrebbe rivoluzionare i concetti di
salute e malattia.
Le nuove conoscenze sul microbiota
saranno al centro di una sessione di
NutriMI - VIII Forum di Nutrizione
Pratica, in programma il 3 e il 4
aprile a Milano e gli organizzatori
del workshop spiegano che: “Si
tratta, in realtà, di un organo
nell'organo. Al momento, infatti, si
sono conteggiate circa 800 specie
presenti, 700 ceppi e 55 famiglie:
la maggior parte delle quali in
stretto legame con l'attività
intestinale. Un insieme di
microrganismi e virus che pesa
all'incirca 1,5 chilogrammi e che
oggi la comunità scientifica ritiene
coinvolto nei meccanismi di
insorgenza di diverse malattie”.
Se si pensa che il patrimonio dei
nostri
batteri intestinali è
costituito da oltre 3 milioni di
geni esistenti da 5 miliardi di
anni, e che l'homo sapiens è
comparso sul pianeta da solo circa
200.000, l'idea che il microbiota
intestinale rappresenti un
"super-organismo" non appare così
remota. Il microbiota è infatti
composto da un numero di batteri che
sono 6 volte il totale delle cellule
che compongono l'intero corpo umano
e da almeno 4 milioni di tipi di
batteri diversi.
Un mondo dentro di noi che ha
diverse funzioni, che vanno dalla
metabolizzazione (demolecolizzazione)
di alcuni nutrienti alla difesa
dell'organismo, dalla sintesi di
vitamine alla regolazione
dell'attività del
sistema immunitario.
Giovanni Gasbarrini, presidente
della Fondazione Ricerca in Medicina
Onlus è convinto che potenzialmente
tutte le malattie possono dipendere
dall'alterazione - per eccesso o per
difetto - dei
batteri che compongono
la
flora intestinale, “ma oggi siamo
sicuri che ciò accada nei pazienti
diabetici, negli obesi, nei soggetti
che soffrono di sindrome metabolica,
intolleranze alimentari e malattie
infiammatorie croniche intestinali”.
Il 3 marzo il
Journal of Experimental Medicine
ha pubblicato lo studio "Interplay
of host microbiota, genetic
perturbations, and inflammation
promotes local development of
intestinal neoplasms in mice" nekl
quale un team di ricercatori
statunitensi evidenzia un legame tra
l'alterazione della flora
intestinale e un maggiore rischio di
sviluppare il cancro del colon
retto.
I ricercatori, eseguendo test su
topi transgenici, stanno cercando do
capire quale relazione esista tra i
batteri intestinali e queste
malattie e dicono che "Fattori non
genetici contribuiscono allo
sviluppo di SP (NdR: polipi seghettati) e suggeriscono che lo sviluppo
di questi tumori intestinali
nell'intestino cieco è guidato
dall'interazione tra cambiamenti
genetici nell'ospite, una risposta
infiammatoria, ed una specifica
microflora dell'ospite".
Sembra chiaro un nesso di
causa-effetto: l'alterazione del
microbiota sarebbe la causa di
queste malattie nei soggetti
geneticamente predisposti.
Al workshop del 3 aprile 2014 al
NutriMI - VIII Forum si parlerà
anche del ruolo del microbiota
nell'insorgenza dell'obesità ed Anna
Tagliabue, direttrice del Centro di
nutrizione umana e disturbi del
comportamento alimentare
dell'università di Pavia, anticipa
che “Nell'ultimo decennio il
microbiota ha suscitato un crescente
interesse come fattore ambientale in
grado di influenzare la
predisposizione verso l'obesità.
Questa ipotesi deriva da alcune
ricerche americane che, dieci anni
fa, hanno descritto le differenze
esistenti tra la flora intestinale
di topi geneticamente obesi e topi
magri e gli effetti ingrassanti
derivanti dal trapianto di
microbiota di topi obesi in animali
privi di batteri. Resta da capire se
le variazioni della microflora
intestinale siano una della cause
ambientali di sovrappeso e obesità
oppure se siano la conseguenza
dell'alimentazione sbilanciata che
accompagna lo sviluppo dell'eccesso
ponderale.
vedi:
Crudismo
Il workshop e' stato completato
dall'intervento di Michele Guarino,
ricercatore dell'Unità operativa di
gastroenterologia del Campus
biomedico di Roma che ha illustrato
la correlazione tra le alterazioni
del microbiota e l'insorgenza della
sindrome dell'intestino irritabile.
Tratto da: greenreport.it
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