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FLORA,
BATTERI, MICROBI
La
microflora è un ecosistema formato da oltre 400
specie (Batteri e
Funghi) e da un’innumerevole quantità
di ceppi, alcuni di questi sono: vedi
Fermenti e feci
La microflora svolge numerose funzioni necessarie al mantenimento
della salute dell’ospite, svolgendo la sua funzione a
seconda del tipo di
Terreno nel quale e' insediata. Essa si
autocontrolla fra le varie specie fra funghi e
batteri e fra funghi e batteri stessi, per
mantenere i giusti rapporti
fra le varie specie e sottospecie.
Essa è scientificamente definita come "un insieme di
microrganismi presenti nel lume intestinale i quali, se
convivono in un determinato equilibrio, cioe' nei giusti
rapporti fra di essi, contribuiscono allo stato di
salute dell'ospite".
Poco noto è il ruolo positivo dei batteri intestinali
benefici (probiotici) per la salute ed il benessere,
mentre la maggior parte delle persone è consapevole del
nesso tra disturbo intestinale e batteri patogeni
("cattivi") per il fatto che le
multinazionali dei
farmaci e
Vaccini, svolgono
costantemente campagne di
Terrorismo
mediatico per inculcare la paura dei microbi,
cosa falsa in grande parte,
oltre a creare mutazioni genetiche dei batteri
autoctoni con i virus e batteri
(modificati=OGM) contenuti nei vaccini; queste mutazioni
genetiche microbiche, alterano immediatamente il tipo di
funzione batterica degli autoctoni, quali
creatori di enzimi fondamentali
per il metabolismo delle
sostanze ingerite.
Comunque ogni alterazione della
micro flora, e
quella degli enzimi del sistema
enzimatico, determinano
le varie condizioni per
tutte le patologie, in qualsiasi parte del corpo, può essere prevenuta
e/o modificata (in genere)
attraverso l'assunzione regolare di formulazioni probiotiche.
vedi:
Microbi +
Feci e Fermenti +
Fermenti Probiotici +
Alimentazione
crugivora +
Distribuzione Flora + Fermenti
Lattici
+ Flora-Fermenti + Disbiosi + Funghi patogeni +
Candida + Intestino
+
Teoria dei
Germi e' Falsa
+
I Germi non sono
le cause delle malattie +
Sindrome dell'Intestino Permeabile + Acidosi=riordino del pH
+ Sistema Ontogenetico dei
microbi + Somatidi + Cosa e' un Virus ?
+ Virus e Batteri NON volano
nelle Flugge
IMPORTANTE ricordare
che, dal degrado-morte dei Batteri (microbi),
cosi come dall'apoptosi
cellulare, si
formano dei virus
(dal DNA dei
mitocondri delle cellule
che li compongono), questo
processo di "trasformazione" e' stato
fotografato e filmato da G.
Naessens con apposito
microscopio !
Questi virus (proteine complesse a
DNA)
devono poi essere eliminati dagli
organi emuntori e se cio' non avviene, questi prodotti
di scarto (virus endoprodotti) vengono
immagazzinati nei grassi dei tessuti.
Altro problema quello dei virus
e
batteri
(esempio: dei
Vaccini), che
provengono da altre
specie e che si chiamano
ETEROLOGHIi
(estranei); in questo caso la cosa e'
molto piu'
complessa ed altamente
pericolosa per gli organismi umani ed animali
!
vedi: Danni dei
Vaccini
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Qui
Radio E. coli - 29 aprile 2011
L'idea che i batteri possano comunicare via
radio fu avanzata per la prima volta dal premio
Nobel
Luc Montagnier nel 2009, sollevando molte critiche
Alcuni batteri sono in grado di produrre
onde radio e, forse, di comunicare fra loro con
questo mezzo. A mostrarlo è uno studio condotto da
fisici teorici della
Northeastern University, che hanno
postato un articolo in proposito sul sito di ricerca
arXiv.
L'idea che i batteri possano comunicare via radio fu
avanzata per la prima volta da Luc Montagnier nel 2009,
sollevando un virulento dibattito, soprattutto perché
Montagnier aveva solamente rilevato che confrontando le
emissioni nella banda radio provenienti da un campione
di acqua pura e uno in cui erano presenti in soluzione
numerosi batteri, aveva rilevato una differenza.
Da tempo si sa che alcuni batteri sono in grado di
comunicare tra loro attraverso una sorta di nanocavi
quando sono in contatto fra loro, e questo ha indotto
Widom e collaboratori a pensare che non fosse poi così
assurdo ritenere che batteri particolarmente sviluppati
come E. coli o Mycoplasma pirum, possano in qualche modo
comunicare anche "senza fili".
Rilevando che il DNA dei batteri
si dispone a formare un anello invece della solita
doppia elica aperta, i ricercatori hanno così elaborato
un modello in cui descrivono un processo nel quale gli
elettroni che possono fluire liberi in questa struttura
possono produrre fotoni quando in essa cambiano i
livelli di energia.
Widom e colleghi hanno calcolato che le frequenze di
emissione (0.5, 1 e 1.5 kHz) generate quando gli
elettroni liberi corrono sugli anelli di
DNA incontrando differenti
livelli di energia corrispondono esattamente ai tipi e
alle intensità del segnale di emissione
riscontrati da Montagnier nei suoi studi su E. coli.
Il problema principale rispetto alla teoria della
comunicazione è però che mentre il modello dà conto
della capacità dei batteri di emettere onde radio, nulla
dice delle possibilità che queste emissioni vengano
utilizzate in funzione di una comunicazione, vuoi dal
batterio emittente vuoi da quello eventualmente
ricevente.
Finora non è stata condotta alcuna ricerca che mostri un
qualsiasi tipo di risposta o reazione a qualsivoglia
tipo di "messaggio" che possa essere veicolato da queste
onde radio. Il dibattito sembra quindi destinato a
proseguire, almeno fino a che non saranno condotte
adeguate ricerche sperimentali, anche se la principale
obiezione avanzata al tempo a Montagnier - che i batteri
non avrebbero modo di produrre onde radio - appare
superata. (gg)
Tratto
da: lescienze.espresso.repubblica.it
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FERMENTI LATTICI
Il termine “fermenti
lattici” deriva dalla loro capacità di produrre
acido lattico dai carboidrati, attraverso un processo
enzimatico con fermentazione.
La microflora
intestinale è stata definita
come “l’insieme dei germi che vivono nel lume
intestinale e
che collaborano allo stato di salute dell’ospite”. La
flora batterica è essenziale per lo sviluppo e la
completa maturazione del
sistema
immunitario. Stress,
alimentazione eccessiva,
industrializzata,
contaminata, insufficiente o poco equilibrata, uso
indiscriminato di
farmaci, e soprattutto l'utilizzo di
Vaccini
(qualsiasi tipo), possono causare gravi
alterazioni di
pH intestinale
specie nell'intestino
tenue, disbiosi
intestinali, stipsi
o diarree sempre e comunque,
anche immunodepressione.
Mantenere in ogni occasione e giornalmente i giusti
rapporti dell’ecosistema batterico (eubiosi) nel tratto
gastrointestinale, significa contribuire efficacemente
alla conservazione di un buono stato di Salute: ciò può
essere fatto attraverso buone norme igieniche,
alimentari, evitando qualsiasi tipo
farmaco e/o di
Vaccino, ma anche
mediante l'assunzione giornaliera o plurigiornaliera per
almeno 30 gg., di fermenti lattici vivi (probiotici
in capsule).
Gli studiosi attualmente sono concordi nel ritenere che
l’assunzione di probiotici costituisca un’ideale
integrazione alla giusta
alimentazione
poiché può aiutare il microsistema a mantenersi
funzionale e salubre.
L’assunzione di fermenti lattici risulta utile non solo
in presenza o in previsione di alterazioni dei giusti
rapporti della microflora intestinale (assunzione di
antibiotici, specie i
vaccini, viaggi in
zone tropicali) ma fornisce ottimi risultati anche nei
pazienti che accusino qualsiasi tipo di
sintomo (malattia)
e quindi anche per i tipici sintomi da produzione
eccessiva di gas (gonfiore
addominale, distensione e flatulenza).
La produzione di gas, infatti, dipende non solo dal tipo
di alimentazione, ma anche dalla flora batterica e dal
tipo di pH
digestivo.
Effetti fisiologici dei probiotici:
- aumento delle difese immunitarie
- diminuzione del colesterolo serico
- effetti antidiarrea
- mantengono integre le pareti intestinali evitando che
vengano aggredite dagli agenti patogeni
- migliorano il transito intestinale
- regolazione dell'assimilazione dei nutrienti
- riduzione dell’intolleranza al lattosio
- sintetizzano le vitamine del gruppo B e la B12
- utili per la sintesi degli acidi grassi essenziali.
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Dai BATTERI su NOSTRO CORPO si
CAPIRANNO le MALATTIE
AGI - Londra, 6 Nov. 2009. -
Un gruppo di scienziati americani e' riuscito a
tracciare l'intera mappa dei batteri che vivono su
diverse aree del corpo umano, dalla testa alla pianta
del piede, passando per la bocca, l'ascella, l'intestino
e altre zone ancora.
I batteri che convivono con l'uomo sono fondamentali per
mantenere il nostro buono stato di salute.
L'equipe della
University of Colorado at Boulder ha scoperto,
inaspettatamente, che le comunita' di batteri che
vivono su un individuo sono molto diverse, non solo da
persona a persona, ma anche
sulla stessa persona.
Gli scienziati sperano che il loro lavoro, pubblicato da
Science Express, potra' essere utile alla ricerca
clinica. Un giorno, per esempio, potrebbe essere
possibile individuare zone del corpo umano dove
effettuare trapianti di specifici batteri per curare
alcune patologie.
Lo studio dell'Universita' del Colorado e' stato
condotto su nove volontari sani a cui sono stati
analizzati 27 siti diversi del corpo.
E' cosi' emerso che le comunita' di batteri variano da
persona a persona, ma anche da un sito all'altro sulla
stessa persona, e anche sullo stesso sito e sulla stessa
persona i risultati dei test possono essere diversi da
un giorno all'altro.
"Abbiamo tracciato la mappa piu' completa delle
popolazioni di batteri che convivono con l'uomo",
afferma il coordinatore della ricerca, dottor Rob Knight.
"L'obiettivo e' capire qual e' il livello normale di
batteri per un soggetto sano e che cosa accade quando
sopravvengono invece delle malattie". Si stima che siano
100.000 miliardi i batteri che vivono sul corpo umano, o
dentro. Svolgono in molti casi funzioni fondamentali
per la nostra salute, per esempio partecipano allo
sviluppo del
sistema immunitario e alla
digestione di
alcuni cibi.
Commento NdR: questo meccanismo e' ben noto ai
cultori della
Medicina Naturale da migliaia di anni: Quindi
NIENTE
antibiotici.
Le più importanti
funzioni della micro flora sono:
PROTETTIVA:
- la Flora intestinale rappresenta una barriera
per i numerosi agenti patogeni introdotti
dall’esterno (in minimissima parte) che cercano
di colonizzare l’intestino e dalle mutazioni
endogene che possono derivare dalle mutate
condizioni del
pH
digestivo, prodotte da vari cofattori.
IMMUNITARIA: l’intestino contiene il 60% delle
cellule immunitarie
del corpo umano e la sua flora incrementa la
produzione di IgA. La microflora ha un ruolo
immunitario
importante poiché ha la funzione di evitare che
batteri intestinali possano attraversare la
mucosa ed arrivare ai tessuti. La risposta
immunitaria ai micro organismi è a livello delle
Placche di Peyer dove i linfociti migrano e
maturano e si diffondono in tutto l'organismo.
La flora batterica contribuisce anche ad
attivare l'azione difensiva di fagociti e di
linfociti mediante sostanze prodotte da
lattobacilli durante il processo di
fermentazione.
TROFICA:
la Flora intestinale ha una propria attività
enzimatica (glicosidasi e deidrogenasi agiscono
su cellulosa e polisaccaridi non cellulosici con
formazione di acidi grassi a catena corta che
fungono da supporto energetico per gli
enterociti del tratto più distale
dell’intestino, ileo e colon);
- sintetizza la vitamina K, numerose vitamine
del gruppo B (B 1, B2, B5, B6, B 12), vitamina
PP, vitamina H, acido folico, ecc.
La microflora comincia a svilupparsi nel
neonato non appena viene a contatto con i
microbi provenienti dal tratto genitourinario
della madre. I micro organismi, inizialmente
lattobacilli e streptococchi, compaiono nelle
feci già dai primi giorni di vita.
Progressivamente si sviluppa poi un complesso
ecosistema costituito da diverse specie di
microrganismi aerobi ed anaerobi la cui
concentrazione massima viene raggiunta entro i
primi quattro anni di vita e permane fino
all'età adulta.
Nell’intestino degli adulti è presente oltre un
chilo di batteri ed ogni anno viene espulsa una
quantità di batteri fecali pari al proprio peso
corporeo.
Anche
la Candida fa
parte della micro Flora batterica Autoctona
Intestinale.
Riferimento:
Gibson GR and Roberfroid MB. (1995) Dietary
Modulation of the Human Colonic Microbiota:
Introducing the Concept of Prebiotics. J.Nutr.,125:1401-12.
IMPORTANTE:
Diviene quindi INDISPENSABILE (per TUTTE le
malattie), la loro assunzione periodica, senza
dimenticare le altre tecniche naturali collaterali (alimentazione
appropriata ed altri integratori tipo
micro
diete), riordinare
enzimi e
flora batterica
con appositi preparati (capsule) multi batterici a base
di ceppi di fermenti vivi, cioe' micro organismi
simbiotico residenti (autoctoni) non preparati su
basi derivate dal latte,
ecco l'Elenco dei batteri UTILI:
Acidophilus, Bifidus, Breve, Bulgaricus,
Bacteroides,
Casei,
Caucasicus, Delbrueckii, Enterococchi,
Escherichia coli, Fecium, Fermentum,
Helveticus, Infantis, Longum, Plantarum, Rhamnosus,
Reuteri, Salivarius, Streptococcus Termophilus,
Lactospore di Bacillus Sporogenes, Lievito del pane,
ecc., alcuni altri sono: Yun Zhi = Coriolus V. – Reishi
= Ganoderma L. – Dong Chong xia cao = Coryceps S. –
Shiitake Hua, Gu = Lentinus E.
Per ultimo e' importante il
fungo del pane.
Posologia:
Vanno assunti ½ ora prima dei pasti con ½ bicchiere di
acqua, per periodi di 1, 2 o 3 mesi a seconda dei casi; e' possibile ripetere
durante l'anno l'assunzione dei preparati multibatterici.
In alcuni casi si possono anche assumere dopo i
pasti.
Per capire quali fermenti sono fra i primi da assumere,
si devono controllare le proprie
feci e vedere se
sono, dure, morbide, o troppo molli, oppure se
sono compatte o sfatte; a seconda del tipo si devono
assumere alcuni tipi di batteri rispetto ad altri,
successivamente integrare con gli altri controllando
sempre che le feci
siano "belle" e non puzzolenti e che galleggino
nell'acqua del water in quanto esse, se galleggiano,
significa che la digestione e' regolare ed avviene a
pH
basico, come deve essere.
Fare attenzione: occorrono almeno da 5 ai 10 miliardi di
batteri al giorno, quindi assumere le capsule necessarie per
ottenere tali quantita’; per i bambini le dosi debbono
essere dimezzate.
Uno studio effettuato nel 1992 al
Long Island Jewish Medical Center, ha dimostrato l’efficacia
dei lattobatteri per la diminuzione delle infezioni vaginali
a ripetizione della Candida Albicans.
Ricordiamo
anche che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della
mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a
distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
ATTENZIONE:
Quando volete o dovete assumere dei probiotici (fermenti
lattici) e’ assolutamente importante
che sappiate quali sono quelli
che vi servono,
in quanto ogni tipo di batterio assunto con il
probiotico,
interferisce sull'intestino
e quindi sul sistema
immunitario ivi residente (70-80% del
S.I. risiede nell'intestino)
ma anche sul
cervello
enterico (secondo
cervello intestinale) - vedi anche:
Due
cervelli, anzi 3
Quindi le reazioni nel soggetto che li
assume, sono variabili, sia per il tipo
di batterio, sia per le reazioni individuali di
ognuno a seconda dello stato dell’intestino
(tenue
e
colon e specie della
mucosa). - vedi:
Apparato gastrointestinale
In genere, siccome rimane difficilissimo, per un
non esperto, distinguere quali sono i batteri da
assumere, si consiglia di assumere dei
probiotici e controllare le feci e lo stato di
benessere o malessere, che interviene sempre
dopo l'assunzione e se del caso, cambiare
probiotico fino a trovare quello adatto al caso.
Si consiglia di iniziare, in genere, dagli
acidophilus, bifidus, per poi passare agli altri,
sempre controllando le reazioni del soggetto che
li assume.
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Il termine
Microbo o microrganismo si riferisce alla
loro dimensione, dell'ordine dei millesimi di
millimetro (micron) o inferiore. Sono anche
chiamati batteri, fermenti o microflora.
vedi: Microbi + Somatidi
Il corpo umano è costituito da circa 10.000
miliardi di cellule e ospita una popolazione
batterica di circa 100.000 miliardi di cellule,
in rapporto di 1:10.
Tutti i batteri ed i funghi sono polimorfici,
cio' significa che hanno la proprieta' di poter
cambiare forma e quindi funzione a seconda del
tipo di Terreno ove
sono insediati -
vedi:
Matrice 2 +
Vari tipi
di Terreno +
Dottrina termica
e Terapia del Freddo
+
Crudismo
+
Legge di Guarigione
(Crisi di eliminazione)
+
Metabolismo
+
Disbiosi
+
Batteri Autoctoni
Alcuni batteri sono
benefici, altri ancora si
comportano in modo benefico ma dopo una
mutazione
e/o proliferazione
anomala
per
mancanza di antagonisti, possono divenire dannosi liberando
tossine e ciò a seconda delle
circostanze, anche se alcuni di essi hanno
capacita' adattive ai vari terreni
La
maggior parte dei microrganismi che coabitano
con l'uomo si trova nel tratto gastrointestinale
(apparato digerente).
La loro distribuzione varia grandemente lungo la
superficie di oltre e circa 350 m2 in cui si
svolge la digestione dei cibi in modo corretto,
grazie a, pliche, villi, microvilli e cripte che
sono posizionati sulla parete del tubo
digerente.
La Vera e Perfetta Salute ed il
BenEssere dell'uomo dipendono in
modo totale dal
corretto rapporto fra e della
microflora intestinale e ciò
dipende da una
corretta
alimentazione
e dal NON uso di
Vaccini
e
farmaci.
Ovviamente non e' solo
nell'apparato digerente la zona ove convivono i nostri
microbi, essi sono presenti sulla pelle, negli orifizi
naturali (naso,
bocca,
orecchie,
vagina ecc...) ed il loro
codice genetico e' di 100 volte maggiore di quello
umano.
L'uomo
ha convissuto da milioni di anni con questi
batteri "buoni" = Angeli custodi, ma da quando
sono iniziate le campagne di
Vaccinazioni
volute
dalle multinazionali
dei
farmaci e
VACCINI,
essi hanno DOVUTO subire degli attacchi
da guerra
batteriologica contro di loro, che li hanno
depauperati e ridotti sia di numero che di quantita' e quindi qualita', rendendo
sempre
piu' debole di
generazione in
generazione,
il
sistema immunitario
della specie umana ed animale, quelli domestici
ed ora anche quelli selvatici... !
Anche
le "norme
igieniche,
troppo spinte" + l'industrializzazione
dei cibi,
hanno contribuito a depauperare la
flora
batterica autoctona, biovitale ed originale,
nell'uomo e negli animali umanizzati..., infatti
da quando sono iniziate le
vaccinazioni e sono
state divulgate le "norme igieniche" le
malattie
immunitarie,
parassitarie,
infiammatorie ecc.,
ecc., sono aumentate in modo spropositato !
Comunque
oltre alla flora batterica in superficie
(pelle), quella che e' residente nell'intestino
dell'uomo, la massa microbica o microflora
autoctona è costituita da un numero ancora
indeterminato di specie, molte delle quali però
sono ancora sconosciute. Attualmente sono stati
identificati circa
400
sotto ceppi e/o specie di batteri della
microflora
intestinale
e, di questi, circa 30-40
principali
specie sono pressoché
sempre presenti in ciascun singolo individuo.
In particolare, i bifido batteri rappresentano il
90% della flora intestinale dei neonati;
percentuale che si riduce attorno al 50% negli
individui adulti. Specie e ceppi autoctoni di
batteri vengono selezionate da ciascun
individuo, secondo le proprie abitudini
alimentari e la propria fisiologia.
La
flora intestinale
è un complesso ecosistema
nel quale molte specie
batteriche vivono in una
relazione simbiotica fra di esse.
Il
mantenimento di questo
ordine micro batterico è fondamentale
per il mantenimento della salute complessiva
dell'organismo umano ed animale.
Cio puo' avvenire assumendo quotidianamente per
certi periodi minimo 30 gg, dei
probiotici e
dei fermenti lattici,
oltre ad alimenti come le
alghe,
verdure anche fermentate e i prodotti
fermentati della
soia.
Quindi
tutte le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH
digestivo e quelle della mucosa
intestinale influenzano la salute,
non soltanto a livello intestinale, ma anche a
distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
Probiotici e prebiotici
alleati dell’intestino:
La letteratura internazionale produce a ritmo
continuo lavori che attestano l’efficacia di
probiotici e prebiotici nel trattamento della
diarrea e delle malattie intestinali e si aprono
prospettive interessanti sull’utilizzo di queste
sostanze anche in campo preventivo.
I
probiotici, batteri amici che lavorano nel
nostro tratto gastro-intestinale,
possono ridurre le infezioni degli atleti, in
particolare dei corridori: lo dimostra uno
studio australiano pubblicato dal “British
Journal of Sports Medicine".
LONDRA, Gran Bretagna, Feb. 2008
Ma se fanno bene agli sportivi, fanno bene
anche a TUTTI !
Tratto in parte da.
http://www.scienze.tv/node/2856
Commento NdR: Quello che pochi sanno e'
che TUTTI i batteri, a seconda del luogo
(ambiente) ove essi vengono a trovarsi si
modificano per sopravvivere in quel tipo di
ambiente (sono poliformici); essi cambiando
forma, cambiano anche le loro funzioni ed il
tipo di enzimi che
preparano e cio' avviene anche nell'intestino
degli esseri viventi, uomini compresi.
Se ci si reca in montagna od al mare, i batteri
autoctoni
residenti e transienti del tratto intestinale,
varieranno la loro forma per adattare
l'organismo ospitante a sopravvivere al meglio
nel nuovo luogo ove si e' spostato; ecco perche'
se ci rechiamo in montagna od al mare alcuni di
noi stanno meglio al mare ed altri invece in
montagna; sono i batteri nostri angeli custodi
che ci aiutano a stare meglio, variando forma e
quindi funzione, migliorando in certi casi ed in
certi luoghi, la nostra salute.
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I "PROBIOTICI" per la
"STAGIONE dell'ANTIBIOTICO"
Cala la
temperatura, salgono i rischi di bronchiti, otiti e di
tutte le altre infezioni batteriche tipiche della
stagione invernale, (NdR: tipiche dei bambini
vaccinati).
E inizia l'impiego massiccio di
antibiotici, spesso
assunti anche quando non servono, ovvero in caso di
infezioni di natura virale. Secondo l'OsMed
(Osservatorio Nazionale sull'impiego dei medicinali),
con il suo ultimo Rapporto Nazionale sull'uso dei
farmaci, proprio gli antibiotici sono al quinto posto
tra le classi di farmaci piu' frequentemente assunte
dagli italiani. L'antibiotico, rivelano i dati del
Rapporto OsMed, e' un farmaco stagionale, il picco dei
consumi si raggiunge all'arrivo delle stagioni piu'
fredde.
E' infatti con l'arrivo dei malanni invernali che
aumenta il numero di prescrizioni. E, purtroppo, salgono
anche i casi di diarrea legata ad antibiotico e,
piu' in generale, di
alterazioni della
flora batterica intestinale
dovute all'attivita' di questi
farmaci sui
batteri presenti nel tubo digerente. Secondo gli
esperti, la prima regola e' assumere gli antibiotici
solo quando necessario.
"Deve essere il medico a decidere se iniziare una
terapia antibiotica - afferma la professoressa Anna
Tagliabue, docente di Nutrizione Umana presso l'Universita'
di Pavia - in particolare nelle forme influenzali, che
sono di origine virale, non e' quasi mai necessario
ricorrere a questi farmaci se non in caso di
complicanze".
A sottolineare la necessita' di non abusare di
antibiotici ci sono anche le recenti Linee Guida
dell'Istituto Superiore di Sanita' sulle sindromi
influenzali, secondo cui il loro impiego puo' essere
anche dannoso esponendo a inutili rischi come nausea e
diarrea e favorendo il
fenomeno della
resistenza.
Quando pero' l'antibiotico serve per distruggere i
batteri e' importante ridurre al minimo il rischio di
effetti indesiderati, come la
diarrea, maggiormente frequente nei pazienti che
hanno le difese immunitarie deboli come bambini (NdR:
vaccinati) ed
anziani. Questo problema, piu' comune in ospedale, si
manifesta in genere al termine dell'assunzione degli
antibiotici.
Attraverso un'alimentazione "probiotica", cioe' una la
dieta arricchita con probiotici, e' stato dimostrato
quanto sia efficace nel ridurre il rischio di diarrea da
antibiotico. "Un recente lavoro comparso sul
British
Medical Journal ha dimostrato, su una
popolazione di over 50, una significativa riduzione
della diarrea se il latte fermentato con probiotici (Lactobacillus
casei DN-114001, Streptococcus thermophilus e
Lactobacillus bulgaricus) viene consumato sia durante,
che dopo il periodo di assunzione di antibiotici,
sostiene la professoressa Tagliabue. L'aggiunta di un
latte
fermentato con probiotici
- di cui sia documentata l'efficacia - nella
riduzione del rischio di diarrea da antibiotici ha
un duplice ruolo: salvaguardare l'equilibrio intestinale
e le possibili complicanze gastrointestinali, ma anche
mantenere un apporto di nutrienti del latte in una forma
maggiormente assimilabile, poiche' la presenza di
fermenti lattici rende digeribile lo zucchero del latte
(lattosio).
"In caso di malattia infettiva febbrile trattata con
antibiotici sara', inoltre, opportuno scegliere alimenti
facilmente digeribili e graditi dando la preferenza a
spremute e frullati di
frutta
fresca o verdura ricchi di
vitamine
e di liquidi, carni magre e pesce cucinate con pochi
grassi, pasta o riso
condite con olio e parmigiano. Anche qualche dolce
semplice (senza creme o cioccolato) puo' essere concesso
per aiutare a mantenere un buon apporto calorico.
E' meglio ridurre temporaneamente alimenti integrali e
legumi che essendo ricchi di fibra possono favorire
disturbi intestinali" aggiunge la professoressa
Tagliabue.
Tratto da: salute.agi.it
Qual e' l'origine della diarrea
anche quella da antibiotici
?
"Gli antibiotici possono contrastare l'azione
patogena di uno spettro piu' o meno ampio di batteri, ma
sempre destabilizzano la
flora batterica
autoctona intestinale e non solo.
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I batteri contenuti nei
probiotici si sono
rivelati una speranza contro i dolori delle
coliche renali
- Boston, USA.
Le persone che possiedono naturalmente un
batterio nell'intestino hanno una riduzione del
70 per cento sulla formazione dei calcoli. Lo
rivela uno studio dell'Università di Boston,
pubblicato sul Journal of the American Society
of Nephrology.
Confrontando 247
pazienti con frequenti problemi renali, con 253
pazienti sani i ricercatori hanno scoperto che
il 17 per cento dei pazienti con calcoli aveva
nell’intestino il batterio Oxalobacter
formigenes, mentre nell’altro gruppo la
percentuale saliva al 38 per cento.
I probiotici, supplementi alimentari costituiti
da microbi vivi, sono generalmente usati per
migliorare l’equilibrio dei batteri che
colonizzano l’intestino. Il batterio, che
colonizza naturalmente il tratto intestinale di
alcune persone, è in grado di distruggere il
composto che costituisce oltre l’80 per cento
dei calcoli.
Tra i principali responsabili dei disturbi ai
reni c’è la disidratazione, tanto che la
patologia è molto diffusa in quei paesi come
l’Arabia Saudita dove il clima è caldo e secco.
Tratto da:
http://www.scienze.tv/node/3169
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I Probiotici nelle
Gastroenteriti acute
Le principali indicazioni terapeutiche emerse nella
letteratura scientifica più recente
Si definiscono probiotici quei microrganismi (batteri)
che, assunti per via alimentare, riescono a raggiungere
vitali l'intestino in quantità adeguate da creare
colonie utili a esercitare effetti benefici sulla salute
dell'uomo.
Il più comune utilizzo di prodotti o alimenti contenenti
probiotici è legato alla loro capacità di regolare la
flora batterica intestinale e, conseguentemente,
tamponare disequilibri spontanei o indotti da farmaci
(particolarmente antibiotici), nonchè di stimolare
l'efficacia della risposta immunitaria.
Nella letteratura scientifica più recente, è possibile
trovare anche indicazioni per utilizzi ulteriori e
maggiormente specifici di questa risorsa importante e
facilmente reperibile1:
• Prevenzione e/o riduzione della durata e dei disturbi
della diarrea associata a rotavirus o trattamento
antibiotico, nonché riduzione dei disturbi associati
all'intolleranza al lattosio.
• Riduzione della concentrazione nell'intestino di
enzimi cancro-inducenti e/o metaboliti putrefattivi.
• Prevenzione e sollievo da disturbi aspecifici
intestinali in persone sane.
• Effetti benefici sulle alterazioni microbiche,
infiammazione ed altri problemi connessi a malattie
infiammatorie del tratto gastrointestinale, infezione da
Helicobacter pylori o eccessiva proliferazione
batterica.
• Prevenzione o riduzione sintomatologica di allergie e
disturbi atopici infantili.
• Prevenzione delle infezioni delle vie respiratorie
(raffreddore o influenza) ed altre patologie infettive
come quelle urogenitali
• Normalizzazione delle scariche e della loro
consistenza in soggetti affetti da castipazione o colon
irritabile.
Esistono, inoltre, studi preliminari relativi al potere
di prevenzione oncologica, agli effetti
ipocolesterolemizzanti, alla prevenzione della carie ed
al miglioramento sintomatologico delle patologie
autoimmuni (artrite e. g.).
Riferendosi specificatamente alle patologie
infiammatorie intestinali, è stato messo in evidenza
come i probiotici hanno ormai dimostrato effetti
preventivi e curativi su diversi tipi di diarrea, così
da rappresentarne una specifica indicazione al
trattamento.2
In particolare, l'assunzione di Lactobacilli ha
dimostrato di poter ridurre la durata della diarrea da
rotavirus.3
La rivista Lancet, in una sua review4, riporta che,
mediamente, l'assunzione di probiotici sembra ridurre
del 52% la diarrea associata ad antibiotici, ridurre
dell'8% i casi di diarrea del viaggiatore e, infine,
ridurre del 34% la diarrea acuta da diverse cause.
Come asserito da Elmer e McFarland (2001)5, è necessario
compiere importanti sforzi per limitare l’uso di
antibiotici nei bambini. In questa prospettiva, non si
può ignorare che l’efficacia dei probiotici nel
trattamento della diarrea da retrovirus rappresenta un
dato importante, in quanto questi virus sono i
principali responsabili delle diarree infantili.
Indagando i meccanismi d’azione possibili di questa
efficacia terapeutica, alcuni ricercatori6 hanno
evidenziato come l’attacco dei batteri probiotici ai
recettori di superficie degli enterociti dà il via agli
eventi che portano alla sintesi delle citochine. I
batteri probiotici influenzano anche i microrganismi
commensali producendo acido lattico e sostanze
battericide. Tali sostanze inibiscono la crescita dei
batteri patogeni. Inoltre, la produzione di acido
butirrico da parte dei probiotici influisce sul turnover
degli enterociti e neutrlizza l’attività dei cancerogeni
di origine dietetica, come nitrosamine prodotte dai
batteri saprofiti in soggetti che consumano cibi ad alto
contenuto proteico.
Su questa linea di ricerca, altri studiosi7 affermano
che lattobacilli e altri batteri produttori di acido
lattico hanno la facoltà di assorbire agenti mutageni di
origine alimentare. Ciò, in aggiunta al fatto che
l’assunzione di L. Acidophilus ha potuto ridurre
l’escrezione di agenti cancerogeni dopo il consumo di
carne fritta, rende possibile supporre un ridotto
rischio di cancro al colon nelle persone che integrano
una adeguata quantità di lattobacilli alla dieta.
References
1. De Vrese M, Schrezenmeir J.(2008) Probiotics,
prebiotics, and synbiotics. Adv Biochem Eng Biotechnol.
111:1-66.
2. De Vrese M, Marteau PR. (2007) Probiotics and
prebiotics: effects on diarrhea. J Nutr. Mar;137(3 Suppl
2):803S-11S.
3. Roos NM, Katan MB. (2000) Effects of probiotic
bacteria on diarrhea, lipid metabolism, and
carcinogenesis: a review of papers published between
1988 and 1998. Am J Clin Nutr. Feb;71(2):405-11
4. Sazawal S, Hiremath G, Dhingra U, Malik P, Deb S,
Black RE. (2006) Efficacy of probiotics in prevention of
acute diarrhoea: a meta-analysis of masked, randomised,
placebo-controlled trials. Lancet Infect Dis. Jun;6(6):374-82.
5. Elmer GW, McFarland LV. (2001) Biotherapeutic agents
in the treatment of infectious diarrhea. Gastroenterol
Clin North Am. Sep;30(3):837-54.
6. Kailasapathy K, Chin J. (2000) Survival and
therapeutic potential of probiotic organisms with
reference to Lactobacillus acidophilus and
Bifidobacterium spp. Immunol Cell Biol. Feb;78(1):80-8.
7. Lidbeck A, Nord CE, Gustafsson JA, Rafter J. (1992)
Lactobacilli, anticarcinogenic activities and human
intestinal microflora. Eur J Cancer Prev. Aug;1(5):341-53.
Tratto da: mednews.it
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I probiotici e la stimolazione
immunitaria
Il
sistema immunitario è la struttura di difesa del
nostro corpo contro l’invasione di batteri e virus che
ci circondano e ci permeano. Una sua parte, le
cellule natural killer (NK) è preposta anche alla eliminazione,
per apoptosi o per necrosi, di cellule del nostro corpo
che possono essere degenerate per qualunque motivo.
Il
sistema immunitario si trova dislocato in tutto il
corpo, ma nell’intestino ne risiede la maggior quantità
dato che il 60% nell’adulto e circa l’80% nel neonato e
nel bambino è posizionato nelle
placche del Peyer dell’intestino
tenue e in grossi linfonodi nel Colon.
La presenza di membrane permeabili e la enorme presenza
di sostanze con caratteristiche di antigenicità ne fanno
un luogo molto particolare per il
sistema immunitario
tanto che di norma si attiva solo su chiamata dando
delega di difesa immunitaria al sistema probiotico
composto da lattobacilli.
Della grande famiglia dei lattobacilli i più attivi in
questo compito di presidio e contenimento sono
sicuramente l’acidofilo ed il ramnoso data la capacità
di produrre sostanze,come le acidofilline, che hanno
azione battericida nei confronti di moltissime specie
di batteri patogeni. Le qualità dei lattobacilli non si
fermano solo alla produzione di batteriocine, ma
combattono validamente anche molti virus, come il
Rotavirus, contro la cui presenza non c’è farmaco che
funzioni. Si sta cercando di studiare prodotti
antivirali con una bassa incidenza di effetti
collaterali e già madre natura ci ha fornito un potente
farmaco antivirale (acidolina) prodotto gratis dai
lattobacilli intestinali.
Il problema è che non sempre la presenza intestinale dei
lattobacilli è sufficiente a contrastare le infezioni,
perchè il numero di batteri probiotici è diminuito in
conseguenza a diete sbagliate, infezioni
gastrointestinali, abuso di alcool, soprattutto lontano
dai pasti, o a terapie che ne distruggono le colonie,
come l’antibioticoterapia, non seguita da una corretta e
rapida ricolonizzazione.
Il ricorrere all’antibiotico in presenza di una malattia
virale, con il razionale per cui almeno le patologie
batteriche non si instaurano in forma parassitaria,
protegge forse da malattie batteriche, ma sicuramente
riduce la capacità di risposta sinergica al virus che è
portata avanti dal
sistema immunitario in tutti i
distretti lasciando ai lattobacilli il presidio del M.A.L.T. e soprattutto del G.A.L.T. In presenza di
lattobacilli probiotici l’ingestione di virus come
H.C.V., H.I.V., Polivirus non crea patologia perché
immediatamente distrutti.
Il passaggio nell’intestino tenue del lattobacillo
ramnoso attiva il
sistema immunitario perché il L.ramnoso non è un batterio residente nell’intestino
tenue per cui il sistema immunitario lo controlla nel
suo passaggio anche se non si attiva per eliminarlo
dato che il sistema probiotico lo ha lasciato transitare
senza allertarsi.
Se un extracomunitario sbarcasse a Lampedusa con un
permesso di soggiorno per la Svizzera e viaggiasse lungo
tutta la penisola verrebbe sicuramente seguito per
controllare che veramente vada in Svizzera e che i
documenti siano veri; ciò che farebbe la Polizia è
esattamente quello che fa il sistema immunitario al
passaggio di un probiotico di un distretto diverso da
quello attraversato.
L’allerta del sistema aumenta la sensibilità verso altri
batteri e non solo migliorando così l’efficienza del
sistema nel pulire il terreno presidiato da batteri,
virus, ma anche
cellule degenerate. Queste funzioni
vitali di pulizia e difesa sono svolte dal
sistema immunitario in modo ottimale solo quando non è
sovraccaricato di funzioni come avviene quando si è in
una condizione di disbiosi per cui il mantenimento dell’eubiosi
porta anche ad un miglioramento dell’efficienza
immunitaria che è alla base di una vita sana.
By dott. Luciano Lozio
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DANNI dell'ANTIBIOTICO
Alle paure per le epidemie si è
aggiunta oggi la scoperta in sei ospedali USA di
un batterio che nel 2003 potrebbe avere ucciso
nel Quebec, in Canada, oltre 200 persone.
Il batterio in questione è il "Clostridium
difficile" (C-diff) che alligna nel
colon e che sembra
prosperare con l'uso di alcuni
antibiotici
ai
quali è diventato resistente: gli antibiotici
uccidono gli altri batteri concorrenti
consentendo così al C-diff di espandere il suo
raggio di azione.
Negli Usa sono stati scoperti finora 33 casi di
malattia provocata da questo batterio
intestinale: solo una persona è morta ma le
autorità sanitarie hanno espresso preoccupazione
per la sua diffusione,
inaspettatamente ampia, negli Stati
Uniti. (ANSA).
Commento NdR:
Questo e' cio' che
producono i
Vaccini (moria della
flora batterica
autoctona) - vedi anche
Danni dei Vaccini
Ma cosa succede
nell'intestino ai batteri
uccisi dagli
antibiotici ? cosa divengono i cadaveri dei
batteri uccisi ?
Semplice: divengono Virus
(proteine tossiche contenenti parte del
DNA del
batterio stesso)
TUTTI i
parassiti,
funghi,
batteri,
virus, sostanze, si possono detettare - sequenziare con la:
Spettrofotometria
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Scoperto il batterio amico - Così ci salverà la
vita - ROMA , Italy
Mag. 2008
Siamo uomini o batteri ? Se nel nostro organismo
vigesse la democrazia i secondi avrebbero la
meglio, visto che surclassano di dieci volte il
numero delle cellule del corpo umano. Non è un
caso che almeno dieci trilioni di questi
microrganismi abbiano deciso di colonizzare
stabilmente ciascuno di noi.
Nonostante la loro cattiva nomea, fra batteri e
uomini si è stabilito infatti un rapporto di
benefica simbiosi. E se era noto da tempo
che una funzione come quella digestiva sarebbe
impossibile senza l'opera dei microscopici
"meccanici" che smontano le sostanze nutritive,
ora un batterio "buono" dell'intestino è stato
per la prima volta colto in flagranza mentre
combatte e distrugge un altro batterio patogeno.
La lotta fra "buoni" e
"cattivi" con il tutt'altro che scontato "happy end" è
descritta da alcuni microbiologi dell'università di
Harvard nell'articolo di copertina di "Nature". "È la
prima volta che una sostanza benefica prodotta da un
batterio intestinale mostra di avere una funzione
terapeutica" spiega uno degli autori dello studio, Sarkis Mazmanian.
Il "buono" porta il nome di Bacteroides fragilis,
una famiglia di batteri che da sola compone il 30 per
cento della flora
dell'intestino tenue e che è in grado di tenere a
freno l'azione infiammatoria di Helicobacter
hepaticus, microrganismo perverso che provoca i
sintomi di morbo di Crohn, colite ulcerosa e
sindrome dell'intestino
irritabile.
"Ad un topolino di
laboratorio privato dei "fragilis" abbiamo
somministrato degli "hepaticus" e una terribile
infiammazione si è sviluppata. È guarita
solo dopo la somministrazione dei batteri del primo
tipo" racconta Dennis Kasper, ideatore dell'esperimento.
Fragilis produce sulla sua membrana uno zucchero
(polisaccaride A, chiamato per brevità "Psa") ed è
capace di attivare il
sistema immunitario per spazzare
via i sintomi dell'infiammazione. La sostanza Psa,
prelevata dal batterio fragilis e isolata in
laboratorio, è stata somministrata ai topolini come una
normale pillola medicinale. E c'è da scommettere che le
aziende farmaceutiche siano pronte a raccogliere il
suggerimento dei ricercatori di Harvard, andando avanti
con gli studi.
Laggiù in fondo, nel piccolo mondo dei microrganismi,
possono esserci prospettive di guadagno incredibilmente
grandi.
Ma non solo di un possibile
nuovo farmaco racconta questa ricerca. La scoperta che
il
sistema immunitario umano trovi degli alleati fra
quelli che sono considerati i suoi principali nemici
cambia il nostro modo di
guardare ai batteri, spezzando l'associazione
"bacilli uguale malattie". "Fin da bambini - spiega
Mazmanian – ci hanno abituato a pensare ai microbi
come a qualcosa di sporco, che provoca i disturbi
più vari. Questo non è falso, perché alcuni batteri
provocano effettivamente malattie.
Ma molte specie di microrganismi
che vivono fuori e dentro di noi sono semplicemente
neutrali, o addirittura svolgono azioni benefiche.
Un effetto secondario del nostro studio sarà quello di
capovolgere la considerazione della gente nei confronti
dei batteri".
Le mille specie di
microrganismi che vivono nel sistema digerente sono come
un'impronta digitale. Non esistono infatti due individui
che ospitino nel loro corpo lo stesso mix di specie.
Senza di loro non sarebbe possibile scomporre molte
sostanze nutritive o comporre vitamine e aminoacidi.
Nonostante il rapporto di simbiosi, però, le
informazioni che gli scienziati hanno sui batteri sono
assai limitate. E fatta eccezione per alcuni nemici
giurati (NdR: come l'Helicobacter Pylori, HP, che dicono
che causi l'ulcera
dello stomaco) non esistono tecniche accurate per
associare i disturbi digestivi a una particolare
popolazione di flora batterica.
L'anno scorso negli Stati Uniti i
National Institutes of
Health hanno lanciato un programma forse ancora più
ambizioso della lettura del genoma umano: la lettura del
genoma di tutti i suoi batteri, funghi e microrganismi
vari.
Con i primi 115 milioni di dollari si conta di
analizzare il Dna di 600 specie. "Perché tanto sono
uniti i destini dell'uomo e dei suoi batteri - dice
"Nature" nel suo editoriale di oggi - che non è
possibile rispondere alla domanda "ma
noi chi siamo ?" senza prima capire dove finisce
l'uomo e dove inizia il batterio".
By Elena Dusi
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BATTERI - L’apparenza
non inganna
L’adattamento alle
differenti temperature che caratterizzano i due versanti
di uno stesso canyon dipende dalla membrana esterna. Lo
studio su
Microbiology
Ai due versanti di un monte ci si evolve in modi
diversi. Affermazione vera almeno per i batteri, stando
a quanto Johannes Sikorski e colleghi della
German Resource Centre for Biological Material (Dsmz)
riportano sul numero di agosto di Microbiology; ed a
cambiare è - tra i caratteri visibili - la membrana
esterna.
Il “vestito” di questi organismi (formati da una sola
cellula) si è infatti modificato nel processo di
adattamento alle temperature, visto che i due versanti
sono esposti alla luce in modo completamente diverso (il
lato che guarda verso sud riceve otto volte le
radiazioni solari del versante esposto a nord).
I ricercatori hanno studiato
131 ceppi di Bacillus simplex all'interno del
progetto Evolution Canyon. I risultati mostrano che
i microrganismi rispondono alla
temperatura alterando,
in modo permanente, la composizione dell’acido grasso
della membrana: i batteri “africani” prelevati dalle
inclinazioni più esposte alla luce presentano acidi
grassi capaci di tollerare il calore, mentre i ceppi
“europei” presentano, ovviamente, acidi grassi
tolleranti al freddo.
Che la formazione di “ecotipi”
(ovvero organismi differenti in base all’aspetto
esterno ma appartenenti alla stessa specie) sia legata
anche alla temperatura, e che le loro differenti
caratteristiche siano il riflesso di
mutazioni
genetiche, sono concetti ben noti: “Ci aspettavamo che
la formazione degli ecotipi fosse vincolata alla
temperatura”, ha commentato Johannes Sikorski, “ma non
sapevamo quale carattere avesse conferito l'adattamento.
Per scoprirlo, abbiamo dovuto studiare non solo i geni,
ma l'aspetto dei
batteri”.
Secondo gli autori, basarsi
soltanto alla genomica o la proteomica, come molti degli
studi sull’evoluzione stanno facendo, non fornisce una
visione completa dei risultati del processo di
adattamento. “Prendendo come esempio proprio la membrana
dei batteri”, spiega ancora Sikorski, non è possibile
dedurre la sua composizione solo con le tecniche della
genomica o della proteomica: per capire l'evoluzione
dobbiamo spiegare le conseguenze delle diversità
genetiche per gli organismi nel loro ambiente naturale”.
(g.f.)
Tratto da: galileonet.it
Importante considerazione
E' la Cellula stessa che
duplica i Virus:
Si
ipotizza, nella
medicina ufficiale
che i Virus siano agenti infettivi,
come si dimostra la realta’ di questa
ipotesi ? NON e' certo cercando i
virus in un malato che si possa dimostrare che essi ne
siano la causa, infatti nel sano quel tipo di virus non
si trova !, quindi e' nel
Terreno che si deve risalire per avere al certezza
della Causa fisiologica di quel male !
Si ipotizza anche che siano dei
microrganismi; ma la dimostrazione NON
esiste ! infatti i
Virus
non
sono
autosufficienti
ed
autoriproducenti
e quindi NON sono micro organismi, ma
proteine a DNA.
Come vengono replicati ?: che li moltiplica e' la
cellula stessa (il
Terreno) che
mediante il meccanismo di "duplicazione cellulare" (mitosi)
si attiva per duplicare e/o replicare queste proteine a
DNA, per mancanza di comandi inibitori e/o bloccanti
quando il
citoplasma ha certi valori
Bioelettronici !
La riprova c’e’ ma al
contrario infatti e’ il
Terreno
ospitante (le cellule viventi) che li
riproduce !
Introduzione alla replicazione del Dna
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Come il
batterio colonizza nuovi ospiti
La
capacità di un batterio di passare
da una specie ospite a un'altra
differente è controllata da un
singolo gene
La vita di tutti gli organismi superiori dipende
dalla convivenza pacifica con una vasta schiera
di microrganismi, ora un gruppo di ricercatori
dell'Università
del Wisconsin a Madison ha scoperto che la
capacità passare dalla colonizzazione di un
certo ospite a quella di un ospite di una specie
differente è controllata da un singolo gene.
"Ogni animale che conosciamo possiede dei
batteri che sono associati a esso", ha osservato
Mark J. Mandel, uno degli autori dello studio
che firmano un articolo in merito pubblicato su
"Nature". "Noi riceviamo i nostri partner
batterici dall'ambiente ed essi ci forniscono
una serie di servizi che ci aiutano a digerire e
assimilare gli alimenti e a proteggerci da molte
malattie."
La scoperta è importante sia perché chiarisce
alcuni tasselli mancanti nella comprensione del
modo in cui i batteri colonizzano differenti
animali, ma anche perché svela un punto di
pressione genetica che potrebbe venire
manipolato per contrastare i germi patogeni.
La scoperta è stata resa possibile dalla attenta
analisi genetica di un batterio, Vibrio
fischeri, che ha la singolare proprietà di
essere utile ospite in specie molto lontane fra
loro, quelle della famiglia dei pesci
monocentridi, e alcuni calamari del Pacifico,
entrambi dotati di organi luminescenti, nei
quali V. fischeri ha un ruolo
essenziale. Dall'analisi dei due ceppi del
batterio i ricercatori hanno scoperto che
l'architettura genetica del batterio si era
conservata sostanzialmente intatta nel corso di
una storia evolutiva durata milioni di anni, con
una differenza chiave, che riguarda un gene
regolatore della capacità di produrre biofilm
utili alla colonizzazione di un ospite.
La natura, osservano i ricercatori, ha mostrato
di essere molto parsimoniosa: invece di
richiedere a questi microrganismi di acquisire
diversi nuovi geni per occupare un nuovo ospite,
si è limitata ad agire su un singolo gene
regolatore modificandone gli effetti su altri
geni già presenti nel batterio.
La scoperta può avere importanti implicazioni
per la messa a punto di strategie terapeutiche e
preventive nei confronti di batteri patogeni.
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Commento finale NdR: quello che
non viene MAI detto
nella
medicina ufficiale. e' che le cellule
comunicano fra di loro, cosi' come TUTTI
gli atomi, molecole, organi, per mezzo del
campo elettromagnetico proprio (CEM) il
quale interagisce (trasmette e riceve)
con quello Corporeo globale - gestito dall'Inconscio
e dal
conscio + quello
Universale,
Cosmo e quindi con l'INFINITO.
vedi:
Uomo
Psico Elettronico
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I
batteri si difendono dalle proprie
tossine – Feb. 2011 ....e
controllano la nostra mente
Identificata la struttura
dell'antitossina che permette al
batterio di non subire i danni
causati dalle tossine che produce
Molti batteri
producono tossine che attaccano e danneggiano o
distruggono le cellule che li ospitano. Per
evitare che questa arma colpisca anche chi l'ha
prodotta, essi sfruttano diverse strategie,
spesso producendo contemporaneamente antitossine
protettive.
Ora un gruppo di
ricercatori della
Washington University School of Medicine a St.
Louis è riuscito a determinare la struttura
della tossina e dell'antitossina in
Streptococcus pyogenes, un batterio molto
diffuso che è all'origine di una varietà di
patologie, dal comune mal di gola alle febbri
reumatiche.
La scoperta apre le
porte alla possibilità di progettare una nuova
classe di antibiotici che sfrutti la tossina per
distruggere il batterio stesso.
"Lo streptococco
esprime anche l'antidoto, in un certo senso. Se
non disponesse dell'antitossina, il batterio
ucciderebbe anche se stesso", ha detto Craig L.
Smith, primo autore dell'articolo
pubblicato sulla rivista Structure in cui è
descritta la scoperta.
In particolare, i
ricercatori hanno scoperto che in S. pyogenes
l'antitossina si lega alla tossina, nota come
Streptococcus pyogenes beta-NAD+ glicoidrolasi o
SPN, inattivandola e che per farlo l'antitossina
cambia forma. QUest'ultima, nota anche come
fattore di immunità per SPN, o IFS, blocca
l'accesso della tossina alle riserva di NAD+,
che la tossina altrimenti capterebbe, portando
la cellula in uno stato di deficit energetico.
"Questo è il tallone
d'Achille che ci piacerebbe sfruttare. Un
farmaco che ne stabilizzi la forma libererebbe
la tossina nel batterio", ha spiegato Thomas E.
Ellenberger, che ha diretto lo studio.
Una volta
determinata la struttura i ricercatori possono
testare nuovi possibili farmaci che impediscano
all'antitossina di legarsi alla tossina,
lasciandola libera di attaccare lo stesso
batterio che l'ha prodotta.
"L'aspetto più
importante della struttura è che ci dice molto
del modo in cui l'antitossina blocca l'attività
della tossina e salva il batterio. Dato che i
batteri tendono a sviluppare resistenza agli
antibiotici è importante sviluppare una nuova
generazione di farmaci. (gg)
Tratto da:
lescienze.espresso.repubblica.it
Ricordiamo
anche che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della
mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a
distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
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