FOLLIE
FARMOLOGICHE
vedi:
Antibiotici
1 +
Antibiotici 2
+
Antibiotici
e sostituti naturali
+ Malattie da
antibiotici e Vaccini
Ecco le prime
conferme di batteri che
resistono agli attuali piu' potenti
antibiotici:
http://edgytruth.com/2016/05/29/dangerous-new-antibiotic-resistant-superbug-lands-us/
L’antibiotico resistenza è causa della metà delle
37.000 morti causate da infezioni che si
verificano ogni anno nei 27 paesi dell'Unione
Europea. Questo il risultato preliminare di una
ricerca dell'European Centre for Disease
Prevention and Control.
I risultati della ricerca saranno presentati nel
corso dell'estate. Secondo gli autori il
problema potrebbe tuttavia essere di dimensioni
ancora più rilevanti, poiché sono stati presi in
considerazione solo i sette ceppi batterici
resistenti agli antibiotici più comuni e i
quattro tipi di infezione associati: infezioni
del circolo sanguigno, polmonite, infezioni
della pelle e dei tessuti molli, infezioni del
tratto urinario.
Particolare rilievo è stato dato all'esempio del
Belgio, illustrato da Herman Goossens, docente
di Microbiologia medica all'Università di
Anversa e coordinatore dell'European
Surveillance on Antibiotic Consumption.
Il Belgio infatti è riuscito negli ultimi anni
ad invertire la tendenza e a ridurre l'uso
inappropriato degli antibiotici del 32 per
cento; questo risultato ha avuto come
conseguenza la netta diminuzione negli scorsi
tre anni dell'antibioticoresistenza dello
Streptococcus pneumoniae, responsabile della
gran parte delle polmoniti acquisite in
comunità.
L'opinione di Dominique Monnet, coordinatore
dello studio, è che come accaduto in Belgio per
ottenere risultati rimarchevoli non occorre tanto
concentrarsi sui batteri, e quindi sulla
produzione di “super farmaci”, quanto
compiere due passi molto semplici ma
fondamentali:
1- in primo luogo, promuovere concretamente un
uso più prudente degli antibiotici che
andrebbero prescritti e utilizzati solo
quanto strettamente necessari e nelle dosi
corrette.
2 - in secondo luogo, incoraggiare una maggiore
attenzione verso l'igiene personale (NdR:
seguire la
Medicina
Naturale) e verso il controllo e
l'isolamento del paziente con infezione quando
necessario a impedire un contagio.
Bibliografia: Watson R. Resistance to
drugs responsible for half of deaths from
infections. BMJ 2008; 336:1266-1267.
In India polemica su superbatterio Resistente
ad antibiotici - New Delhi: "non
e' nato qui" !
ANSA - ROMA, 13 Ago. 2010 - Polemiche in India
dopo la pubblicazione su Lancet di uno studio
che dice che nel paese e' nato un superbatterio
resistente agli antibiotici. Secondo diversi
deputati ed il ministro della Salute, la ricerca
sarebbe frutto
di “una cospirazione” delle
multinazionali
farmaceutiche.
Nello studio veniva descritta una variante
genetica di alcuni batteri chiamata Ndm-1 in
grado di conferire la resistenza a molti dei
farmaci conosciuti. Il nome, 'New Delhi
Metallo-1', ha fatto infuriare gli indiani.
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La resistenza dei
microbi agli antibiotici.
Un dispositivo
mostra, in tempo reale, i batteri mentre
sviluppano la resistenza agli antibiotici: in
sostanza una dimostrazione visiva dei meccanismi
dell'evoluzione all'opera.
Non ci sono dubbi
che l'evoluzione sia all'opera tra gli organismi
viventi, ma "osservarla" mentre avviene è molto
difficile, data la scala temporale su cui
solitamente agisce.
Uno degli esempi
classici di evoluzione è quello dei microbi che
mutano per resistere ai farmaci antibiotici: i
batteri si adattano a sopravvivere alle
medicine, accumulano mutazioni e diventano
“resistente” a un farmaco. In questo modo le
stesse dosi del farmaco diventano inefficaci e
non riescono più a sconfiggerli. È un ipotesi
testata e verificata sperimentalmente negli
ultimi decenni, ed è anche il motivo pefr cui
viene raccomandato di fare un uso corretto degli
antibiotici, di utilizzarli solo quando è il
caso (non per esempio contro le infezioni
virali), nelle dosi e per i tempi raccomandati.
Manovre nell'arena.
Ora un gruppo di
ricercatori è andato oltre, fotografando
letteralmente il processo evolutivo mentre si
compie, le “manovre” con cui i batteri
reagiscono all’antibiotico e si adattano per
sopravvivergli. Confermando fovviamente la
teoria generale, ma fornendo anche dettagli
“inediti” sul modo in cui la resistenza ai
farmaci si sviluppa in concreto.
Per l’esperimento,
descritto su Science, i ricercatori della
Harvard Medical School e dell’Israel Institute
of Technology, hanno costruito una sorta di
arena (la chiamano proprio così): una piastra
rettangolare di 60 per 120 centimetri, molto più
ampia quindi delle capsule circolari con cui
solitamente vengono coltivati i batteri in
laboratorio, ricoperta di sostanze nutritive.
L’hanno poi suddivisa in sezioni in cui hanno
inserito, a partire dai bordi lasciati liberi
dai farmaci, dosi crescenti di due antibiotici
di comune utilizzo.
Mentre i lati
contenevano il medicinale alla dose ritenuta
appena necessaria per uccidere il batterio
Escherichia coli, che vive comunemente nel
nostro intestino, nel centro era presente mille
volte la stessa quantità.
Poi hanno filmato
per una decina di giorni i movimenti dei microbi
depositati sulla piastra, scattando immagini a
brevi intervalli, poi montate in un unico video.
Adattamenti. Quello
che i ricercatori hanno osservato è che, a ogni
concentrazione di antibiotico, un piccolo gruppo
di batteri si adattava e sopravviveva,
accumulando via via una serie di successive
mutazioni, esattamente come previsto. I
discendenti di questi microbi resistenti al
farmaco migravano poi verso le aree dove erano
presenti concentrazione più alte di antibiotico,
arrivando fino al centro dove era presente
quella massima.
Nel giro di dieci
giorni, la popolazione di batteri ha prodotto
ceppi mutanti capaci di sopravvivere a dosi
dell’antibiotico trimetoprim, uno dei due
utilizzati negli esperimenti, mille volte più
alte di quelle in grado di uccidere i loro
progenitori.
Gli scienziati hanno
anche visto che l’acquisizione di queste
mutazioni per la resistenza inizialmente
rallentava la crescita dei microbi, che invece
riprendeva normalmente una volta che erano state
pienamente acquisite.
I movimenti al
fronte. Un’osservazione inaspettata è stata che
nel fronte dei batteri resistenti, quelli in
grado di sopravvivere meglio erano quelli
posizionati, per così dire, in seconda linea. Se
i ricercatori li facevano scavalcare il fronte,
i microbi bloccati dietro riuscivano a
sopravvivere meglio alle dosi più alte di
antibiotico rispetto a quelli della prima fila,
con cui competevano per le risorse nutritive.
Indizi che potrebbero essere utili ai
ricercatori per capire come i movimenti dei
batteri nello spazio e la loro localizzazione
contino nello sviluppo della resistenza ai
farmaci.
Come in un film. Gli
autori dello studio hanno anche raccontato che
la loro invenzione è nata per un’esigenza
pedagogica – insegnare la teoria dell’evoluzione
agli studenti in un modo accattivante e che
potesse essere visualizzato – e che l’idea è
venuta loro da una trovata di marketing
realizzata per l’uscita del film Contagion, nel
2011: un tabellone con due piastre disseminate
di batteri e funghi che crescendo componevano le
lettere del titolo del film.
«La nostra piastra
prende concetti complessi, spesso oscuri,
dell’evoluzione dei batteri e fornisce una
dimostrazione visiva di queste idee altrimenti
vaghe» ha detto Roy Kishony, uno degli autori
dello studio. È anche una dimostrazione potente
di quanto sia facile per i batteri diventare
resistenti agli antibiotici».
Tratto da Focus Settembre 2016
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Alti livelli di resistenza agli antibiotici
nelle infezioni del tratto urinario causate
da Escherichia coli (E. coli) (cosi dicono i
medici allopati, ma la realta' non e' quella
la causa), nella popolazione pediatrica sono
emersi da uno studio pubblicato di recente sul
British Medical Journal.
I ricercatori dell'Università di Bristol e dell'Imperial
College di Londra hanno condotto una revisione
sistematica degli studi che indagano la
prevalenza della resistenza agli antibiotici
nelle infezioni del tratto urinario causate da
Escherichia coli nei bambini e proposto una
meta-analisi del rapporto tra antibiotici
precedentemente prescritti nelle cure primarie e
resistenza.
Dai database internazionali - Medline, Embase,
Cochrane e ISI Web of Knowledge - sono stati
selezionati gli studi che indagavano e
riportavano la resistenza nelle infezioni del
tratto urinario acquisite in comunità in bambini
e giovani di età compresa tra 0 e 17 anni.
Cinquantotto studi osservazionali indagavano
77.783 batteri di tipo E coli isolati nelle
urine.
Negli studi provenienti da paesi OCSE, la
prevalenza aggregata di resistenza antimicrobica
era del 53,4% (95% intervallo di confidenza
46,0% al 60,8%) per l’ampicillina, del 23,6%
(13,9% al 32,3%) per il trimetoprim, dell’8,2%
(7,9% al 9,6%) per il co-amoxiclav, e del 2,1%
(da 0,8 a 4,4%) per la ciprofloxacina; la
nitrofurantoina aveva la prevalenza più bassa
dell’1,3% (0,8% a 1,7%).
La resistenza negli studi in paesi al di fuori
dell'OCSE era significativamente più alta: 79,8%
(73,0% al 87,7%) per l’ampicillina, il 60,3%
(40,9% al 79,0%) per il co-amoxiclav, il 26,8%
(11,1% al 43,0%) per la ciprofloxacina, e il
17,0% (9,8% al 24,2%) per la nitrofurantoina.
È quindi risultato che i batteri isolati nel
tratto urinario di bambini che avevano ricevuto
prescrizioni precedenti di antibiotici nelle
cure primarie avevano più probabilità di essere
resistenti agli antibiotici, e che questo
aumento del rischio persisteva fino a sei mesi (odds
ratio 13.23, 95% intervallo di confidenza
7,84-22,31). La prevalenza è particolarmente
elevata nei paesi al di fuori dell'OCSE,
probabilmente per la disponibilità di
antibiotici da banco.
Ciò potrebbe rendere alcuni antibiotici
inefficaci come trattamenti di prima linea per
le infezioni delle vie urinarie.
Antibiotic resistance 'high among children with
urinary tract infections'
Global prevalence of antibiotic resistance in
paediatric urinary tract infections caused by
Escherichia coli and association with routine
use of antibiotics in primary care: systematic
review and meta-analysis.
Commento NdR: tutti gli antibiotici sono
inefficaci specie per le problematiche alle vie
urinarie !
Quindi non utilizzateli mai, anche perche' vi
sono diversi prodotti naturali (batterici e
fitoterapici) molto utili che le risolvono !
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USA,
AUMENTO INFEZIONI da BATTERI FARMACO-RESISTENTI
ANSA - Roma, 18 Feb.
2009 - Sono in aumento le infezioni causate da
batteri farmaco-resistenti.
A lanciare l'allarme la Societa' americana di
malattie infettive che sulla propria rivista
sottolinea come purtroppo sono in crescita le
vittime dell'Acinetobacter,
della
Pseudomonas aeruginosa e della
Klebsiella pneumoniae.
Dati alla mano, in America questi batteri stanno
mietendo piu' vittime del famigerato
Staphylococcus aureus, batterio resistente
alla meticillina che spesso guadagna le prime
pagine come
causa di
morte
in seguito a
interventi
ospedalieri.
''Problemi - dichiara Franceso Mazzotta,
presidente della
Societa' italiana di malattie infettive e
tropicali - che abbiamo anche noi, tanto che
stiamo creando con i microbiologi una rete
nazionale per monitorare le infezioni
ospedaliere e stabilire protocolli terapeutici
mirati''. ''In particolare l'attenzione per l'Acinetobacter
- spiega Giuseppe Ippolito, direttore
scientifico dell'Istituto nazionale per le
malattie infettive Spallanzani di Roma - e per
tutti i ceppi resistenti agli
antibiotici carbapenemici, e'
particolarmente alta nei reparti di terapia
intensiva dove queste infezioni trovano piu'
spazio''. Appartenenti alla famiglia dei
'gram-negativi' questi tre agenti patogeni sono,
infatti, particolarmente difficili da debellare
in quanto avvolti in una doppia membrana e
protetti da enzimi in grado di dissolvere la
maggior parte degli
antibiotici.
''Stiamo lavorando interrottamente per mettere a
punto farmaci in grado di combattere i
gram-negativi - afferma Brad Spellberg,
infettivologo al
Harbor Ucla Medical Center - ma non c'e'
nulla di nuovo in prossima produzione''. Il
contagio generalmente avviene in ospedale
tramite ferite aperte, intubatori, cateteri o
bruciature, ma ci si puo' infettare anche nella
vita di tutti i giorni.
Per esempio alla Klebsilla, sottolineano gli
esperti, sono particolarmente esposti i
diabetici e chi
soffre di patologie croniche ai polmoni.
Ecdc: antibiotico-resistenza in Italia è tra
più alte in UE
L'Italia è tra i Paesi europei con i livelli più
alti di antibiotico-resistenza. Ne è esempio la
frequenza del batterio Staphylococcus aureus
resistente alla meticillina (Mrsa) che si
attesta 38% nel 2011, contro una media europea
inferiore al 20%. A rilevarlo è un documento
dell'European
centre for disease prevention and control (Ecdc)
che riassume i dati sulla resistenza agli
antibiotici di sette batteri invasivi (Streptococcus
pneumoniae, Staphylococcus aureus, Escherich ia
coli, Enterococcus faecalis, Enterococcus
faecium, Klebsiella pneumoniae e Pseudomonas
aeruginosa) in 29 Paesi europei. E la situazione
italiana, secondo l'Ecdc, è allarmante per
l'aumento di resistenza nei batteri
Gram-negativi: la frequenza di
antibiotico-resistenza nei ceppi di Pseudomonas
aeruginosa è ancora elevata (21%), e per i
batteri Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae
in evoluzione.
Nei ceppi di E.coli, in particolare, la
resistenza agli antibiotici fluorochinoloni è
salita dal 25% del 2003 al 41% del 2011, e con
lo stesso andamento aumenta anche la resistenza
alle cefalosporine di terza generazione, passata
dal 6% al 20%.
Si tratta, invece, di un'emergenza
quella dei ceppi di Klebsiella pneumoniae
produttori di carbapenemasi, enzimi in grado di
inattivare i carbapenemi, antibiotici di ultima
risorsa per trattare infezioni da batteri multi
resistenti: in Italia, in 2 anni, i ceppi di K.
pneumoniae resistenti ai carbapenemi sono
passati dall'1,6% del 2009 al 15% del 2010, al
27% del 2011.
Commento NdR: non e' che la colpa e' dei
batteri, ma di
quei medici
incapaci a sanare che propinano in
continuazione gli
antibiotici (sostanze controvita) ai
cittadini e quindi l'antibiotico resistenza
aumenta sempre piu': Con l'utilizzo della
Medicina
Naturale e relative sue
terapie non invasive
come gli antibiotici, cio' NON avviene,
ma
Big Pharma
e' ben contenta che si utilizzino quelle
sostanze contro la vita, ed utilizza i suoi
rappresentanti, i
medici
allopati, per far
somministrare
quelle sostanze tossiche... !
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Ecco quello che suggerisce la
medicina allopatica
La Infectious Diseases Society of
America (IDSA) ha preparato una lista cinque
punti sui quali medici e pazienti dovrebbero
riflettere per poter scegliere in modo più
saggio e utilizzare al meglio gli antibiotici e
i test per valutare le malattie infettive - 2015
Al primo posto nella lista si colloca la
batteriuria asintomatica che secondo gli esperti
Idsa non deve essere trattata con antibiotici.
«L'uso di antibiotici per questo disturbo è una
delle principali cause dell'abuso di
antibiotici» spiegano dall'Idsa precisando come
la terapia antibiotica non porti - tranne in
casi selezionati - a benefici o a riduzioni
nella mortalità o nella morbilità, aumentando
invece il rischio di infezione da Clostridium
difficile e la generazione di batteri
resistenti. L'attenzione degli esperti si sposta
poi sulle infezioni del tratto respiratorio
superiore che, ancora una volta, non richiedono
la prescrizione di antibiotici.
Oms, la sfida
all’era post-antibiotica - 08/05/2015
L’Organizzazione
mondiale della sanità (Oms)
la chiama “era-post-antibiotica”, quella nella
quale perfino le infezioni più banali possono
diventare causa di morte. Si tratta del fenomeno
già esplorato dell’antibiotico-resistenza che
riguarda da vicino anche l’Italia, risultata tra
le aree più vulnerabili secondo il report dell’Oms,
“Worldwide country situation analysis: response
to the antimicrobial resistence”, presentato a
Ginevra il 29 aprile scorso e che ha analizzato
l’estensione del fenomeno in 194 paesi.
L’analisi dell’Oms riporta i dati raccolti dalla
sezione EARS-Net dell’European
Centre for Disease and Control.
Tra i 29 paesi dell’Unione Europea, l’Italia è
tra i primi cinque paesi che presentano ceppi
batterici comuni ed aggressivi, come Escherichia
C., Staphylococcus aureus, Pseudomonas
aeruginosa, altamente resistenti a diverse cure
antibiotiche.
Inoltre, preceduta da Grecia, Francia, Romania e
Belgio, l’Italia occupa il 5° posto nel consumo
di antibiotici, il cui abuso è tra le principali
cause del fenomeno.
Di fronte ad un aumento dei fenomeni di
antibiotico-resistenza, gli interventi in atto
in Italia però sono ancora a macchia di
leopardo.
L’Iss
(Istituto Superiore di Sanita') invita le
Regioni a segnalare i casi di infezioni
batteriche da enterobatteri resistenti ai
carbapenemi, antibiotici ad ampio spettro,
ma una consapevolezza adeguata da parte di
medici e cittadini a livello nazionale è ancora
scarsa.
Eppure, la resistenza alle cure antibiotiche si
profila come il problema di salute pubblica
globale più importante del XXI secolo che
richiede investimenti record – ne è indizio
l’annuncio di Obama a gennaio 2015 – e
soprattutto un piano di prevenzione e attacco a
livello transnazionale.
L’ Oms discuterà in proposito entro il mese di
maggio come affrontare le sfide del futuro
perseguendo 5 obiettivi primari:
1. prevenzione delle
infezioni batteriche;
2. consapevolezza e comprensione del fenomeno
dell’antibiotico-resistenza;
3. ridurre l’incidenza di infezioni;
4. ottimizzare l’uso di antibiotici;
5. sviluppare investimenti sostenibili per
scoprire nuove terapie mediche, nuovi strumenti
diagnostici, vaccini e altri interventi.
Proprio quest’ultimo
punto si rivelerà decisivo, visto che dal 1987
la ricerca in materia di terapie antibiotiche è
ferma, mentre la capacità di adattamento dei
batteri accelera. Infatti, diversi canali di
pressione selettiva, dall’uso scorretto di
terapie farmacologiche al trattamento
antibiotico dei cibi nella catena alimentare,
restituiscono terapie inefficaci contro batteri,
ma anche virus e parassiti cause di malattie
gravi come malaria, tubercolosi, HIV, influenza
fino alle più banali infezioni urinarie.
By Sara Campanella - Questo articolo è stato
prodotto in collaborazione con il Master in
Giornalismo e comunicazione istituzionale della
scienza dell’Università di Ferrara.
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Lo sviluppo della antibiotico
resistenza dei batteri sicuramente è collegata alla prescrizione di
antibiotici da parte dei medici.
lI 6 novembre 1999 sul BMJ (British
Medical Journal) è stata pubblicata una indagine svolta nel Galles in
Gran Bretagna.
In questa indagine sono stati analizzati circa 30.000 campioni di urine
prelevati da pazienti allo scopo di fare diagnosi sull’infezione
urinaria.
Si è cercato in questi campioni, la percentuale di batteri antibiotico
resistenti e se l’antibiotico resistenza era collegata alla prescrizione
di antibiotici da parte dei medici degli ambulatori; lo studio ha fornito
questi risultati: nel 21% dei campioni prelevati, è stata riscontrata una
antibiotico resistenza a 2 categorie di antibiotici.
Gli antibiotici che hanno determinato antibiotico resistenza sono di 2
tipi e di larghissimo uso in tutto il mondo, anche in Italia.
1
- Antibiotici penicillinici ad ampio spettro,
senza
inibitori dei Je beta-Iattamasi, tipo l’amoxicillina
(nomi commerciali in italia:
mopen, velamox, zimox — sono solo alcuni tipi)
2
- Trimethoprim (nomi commerciali in italia: abacin, bactrim, chemitrim,
eusaprim in Italia questi prodotti sono associati a sulfametoxazolo)
Ma il dato ancor più interessante, è che l’antibiotico resistenza è
statisticamente legata, con una correlazione lineare altamente
significativa (P<0,001) alla frequenza di prescrizione di questi
antibiotici, ogni 1000 pazienti/anno; più i medici prescrivono questi
antibiotici, più i loro pazienti sviluppano antibiotico resistenza;
esempio:
dall’articolo del BMJ, si evince che, quando vi è una elevata
percentuale di prescrizioni di amoxicillina (352 prescrizioni ogni 1000
pazienti/anno significa che ad 1/3 pazienti è stato prescritto
l’antibiotico), la percentuale di batteri antibiotico resistenti nelle
urine è altissima ed equivale al 53,2
L’articolo conclude:
“it seems probable that the relations reflect a causai Darwinian
association between prescribing and resistance” - traduzione: “sembra
probabile che questa relazione, fra prescrizione di antibiotici ed
antibiotico resistenza, rifletta una relazione causale Darwiniana fra le
abitudini prescrittive da
parte
dei medici e l’insorgenza della antibiotico resistenza”.
Cosa ciò significa?
La teoria dell’evoluzione di Darwin sostiene che in un ambiente
ostile, vengono selezionati (e quindi aumentano di numero, in quanto si
riproducono di più) gli organismi che hanno caratteristiche più adatte
per soprawivere in quell’ambiente ostile.
Nel caso specifico, la
prescrizione di antibiotici crea un ambiente/terreno ostile ai batteri:
vengono quindi selezionati (dal ambiente/terreno) i ceppi batterici più
in grado di resistere agli antibiotici.
Gradatamente questi ceppi diventano sempre più numerosi fino a poter
diventare dominanti.
Quindi, la prescrizione di antibiotici sposta l’evoluzione dei batteri
verso ceppi antibiotico resistenti.
Conclusioni dell’articolo: questi risultati
forniscono una prima prova che i medici potrebbero dover far fronte
alle conseguenze più generali derivanti dalla loro pratica prescrittiva
degli antibiotici nei loro stessi pazienti.”
Ciò significa semplicemente che: questo articolo fornisce la prova che lo
sviluppo dell’antibiotico resistenza è collegato alla prescrizione di
antibiotici da parte di medici, evidentemente non sufficientemente
preparati
A -
occorre quindi che si sviluppi velocemente una presa di coscienza nella
popolazione e nei medici che porti ad una drastica diminuzione e
successivamente all’annullamento della prescrizione di antibiotici
B - occorre
che si allarghi a 36O° l’utilizzo di terapie non farmacologiche delle
Medicine Naturali, che possono essere efficaci nelle malattie, cioè in
tutte quelle comunemente curate dai medici con antibiotici.
Il
meccanismo dell’antibiotico resistenza non insorge mai, se il paziente
si cura con le Medicine Naturali.
Nella valutazione del caso singolo, quando si deve decidere se assumere o
meno l’antibiotico, occorre tenere presente comunque che l’uso
dell’antibiotico in ogni caso aumenta l’antibiotico resistenza del
malato, per cui aumentano fortemente le probabilità che quei malati in
futuro si ammalino anche di altre malattie derivanti dall’uso e
dall’abuso degli antibiotici, un
esempio: l'acidosi metabolica indotta dall’utilizzo degli antibiotici nei
soggetti malati, permette la proliferazione fungina (candida) con tutti i
danni che ne derivano,
per la moria della
flora batterica autoctona e biovitale che
OGNI
tipo di antibiotico effettua nell'organismo del soggetto; diminuzione
della vitalita' della flora batterica, significa
immunita' notevolmente
ridotta !
Cio' significa che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH
digestivo e e della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto
a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.
Riportiamo l’abstract dell’articolo:
BMJ - 31 9:1239-1240 (6 November 1999) “Antibiotic resistance correlates
with use of antibiotics by local practices
Antibiotic resistance patterns in parts of Wales reflect the use of
antibiotics by generai practitioners in those areas. Magee et al analysed
data from public health laboratories on susceptibility to antibiotics in
routine urine samples taken by GPs for diagnosing urinary tract
infections and compared them with prescribing data for each practice (p
1239). They examined data on about 30 000 isolates from 190 practices
serving 1.2 million patients. Correlation between the prescribing of an
antibiotic and resistance to the same antibiotic was often significant.
The authors suggest that GPs may have to face the broader consequences of
their prescribing among their own patients”.
Il testo completo dell’articolo si trova su:
http://www.bmj.com/cgi/content/short/319/
7219/1239
Commento NdR:
I funghi ed i microbi per sopravvivere nel nuovo ambiente alterato da
farmaci e
vaccini, hanno dovuto mutarsi, divenendo così molto
pericolosi per gli umani che li utilizzano, destabilizzando l’intero Sistema Immunitario
della nostra specie; infatti tutte le malattie invalidanti e degenerative,
che prima erano malattie molto rare, sono ora divenute frequenti per la
specie umana come nuove “pesti”, proprio perché trattasi di
alterazioni del terreno, dovute ai nuovo ambiente (terreno)
acidificato da
farmaci e vaccini I
Questi “sapienti dottori e ricercatori”
hanno inventato i vaccini sulle bugie di
Jenner e Pasteur (quel falso principio che
dice che è il “batterio a generare la malattia”, perciò va distrutto
per guarire) e questa bugia si ripercuote oggi contro la specie umana,
animale e vegetale.
Un altro esempio:
quanti detersivi si usano nel mondo ? qualche milione di
tonnellate, ebbene in un giorno se gli abitanti della terra fossero
informati, saprebbero che si può pulire, meglio di tutto ciò che dicono
pulisca, utilizzando semplicemente il brevetto di un tedesco, che ha
inventato una fibra artificiale e con questa e solo acqua, si è in grado
di pulire più a fondo di qualsiasi detersivo qualsiasi cosa; avremmo un
risparmio in denaro, fatica, di inquinamento colossale, a non provocare
allergie ed intossicazioni a coloro che usano i detersivi, oltre ad
impiegare meno tempo per le pulizie.
Gli autori di questo trattato ha bandito da casa i normali detersivi con
ottimi risultati. Comprenderete che questa è un’altra rivoluzione che
non si deve fare..., le multinazionali della chimica NON vogliono che si
sappia, altrimenti come potrebbero vendere i detersivi ed i loro farmaci
per tentare di “curare", senza riuscirvi, le
mani di milioni di persone che soffrono (per le intossicazioni che
producono) per l'utilizzo di quei velenosi prodotti, che inoltre inquinano anche le falde
acquifere, oltre a spendere energia per produrre dei prodotti INUTILI e
DANNOSI.
Vi
diamo un’indicazione per controllare da soli il grado di inquinamento
del pianeta:
Controllate le foglie di ortica che trovate nei campi e scoprirete che ove
vi è più inquinamento la concentrazione e la quantità di lieviti e
batteri sulle foglie di ortica è minore di quella dei posti ove non vi è
inquinamento.
Sembra una cosa bizzarra ma è la semplice verità, la natura indica OGNI
cosa al sapiente ed oculato lettore del Libro della Vita; le piante per
esempio, sono ottimi indicatori della qualità dell’aria (non occorrono
strumenti elettronici).
E’
dimostrato che più alto è l’inquinamento, minore è la concentrazione
di batteri sulle foglie; se l’aria fosse pulita, su ogni cm2 di
superficie di foglia dovrebbero esserci 10 milioni di colonie di batteri
ma anche lieviti colorati e funghi, questi ultimi sono gli unici che
aumentano con l’inquinamento; nell’uomo essi generano per esempio, la
Candida.
Altro
esempio: si è voluto salvare tutti gli esseri umani che nascono anche con
malformazioni o malattie, seguendo onde emotive pseudo religiose, senza
lasciare fare alla naturale selezione; si è voluto anche mantenere a
tutti i costi fino all’ultima endovena, anche anziani che sarebbero
forse o comunque morti più naturalmente e senza molte ed inutili
sofferenze, qualche anno prima ed ecco che purtroppo siamo anche in
soprannumero sulla Terra e con una specie umana geneticamente sempre più
debole; in Italia nascono ogni anno circa 200.000 bambini con
malformazioni, per via dei vaccini effettuati da 3 generazioni !
Per fortuna che recentemente è stato messo a punto un test in gran
Bretagna da una società (RHM TECNOLOGY) per controllare tutti i tipi di
alimenti “transgenici”, cioè quelli derivanti da mutazioni genetiche
della pianta effettuate in laboratori specializzati nel “modificare”
contro natura, i prodotti agricoli che sono utilizzati come cibi o parte
di alimenti per l’alimentazione animale ed umana.
La Comunità Europea ha recentemente obbligato tutti i produttori di
prodotti alimentari che contengono modificazioni genetiche, di apporre
un’etichetta che li identifichi in modo chiaro, rispetto agli altri
prodotti che non hanno subito nessuna variazione genetica; ma il problema
che si pone è come controllare che non vi siano falsificazioni o
mistificazioni o parziali ammissioni; con il test messo punto, ciò è
reso
impossibile in quanto qualsiasi anche piccola modificazione genetica può
essere rivelata con quel test specifico.
Sembra che tutto ciò che l’homo sapiens sapiens modernicus mette in
pratica in
agricoltura
e non, nelle sue “scoperte” da uomo civilizzato, stiano per ritorcersi
contro l’ambiente e contro l’uomo stesso per i notevoli danni che
procurano.
Comunque per fortuna il pianeta stesso, essendo anch’egli un essere
vivente, sta intervenendo per porre un alt a questi “scienziati”; il
loro “progresso tecnologico» sta creando la base per una nuova
selezione “natural tecnologica” del genere umano con nuove epidemie,
incontrollabili che nella natura stessa faranno stragi immani.
Ecco cosa ha portato quest’oligarchia, altro che “terra promessa”,
promettono di metterci, pero' ....SOTTO
terra.
Questi potenti “Business men” come si fanno chiamare, sono la vera
delinquenza, mafia ed i veri rapinatori, in quanto essi effettuano i
loro crimini sulla pelle di tutto e di tutti, ed
i Banchieri
in genere sono i proprietari di queste
aziende CRIMINALI !
Alcuni per calmarsi la coscienza, creano “fondazioni culturali” o
finanziano
università, per controllarle....; essi si dimostrano privi di ideali e stupidi in quanto
proiettano le loro malvagie azioni nel futuro, quello nel quale anche i
loro figli, nipoti e pronipoti, dovranno con fatica sopravvivere.
Noi pensiamo sia meglio evitare di cadere ammalati cioè prevenire,
piuttosto che curare e questo principio vale anche per l’organismo pianeta
Terra, occorre prevenire, non inquinare piuttosto che tentare di porvi
rimedio a posteriori.
Eserciti mercenari al servizio delle Multinazionali (vedi “Nexus”
25/2000 -p.14)
“In molte nazioni del mondo le multinazionali hanno pagato
direttamente servizi di “polizia” privata, utilizzando membri
dell’esercito locale, oppure hanno affittato compagnie di sicurezza
esterne per vessare la gente del posto che protesta contro l’impatto
ambientale delle loro attività.
Le compagnie coinvolte rappresentano un numero sempre crescente di nuove
operazioni corporative di sicurezza in tutto il mondo, che collegano ex
funzionari di intelligence, eserciti permanenti e squadroni della morte
locali.”
E’ solo il sorgere di una Nuova Antica Civiltà, la quale affondando le
proprie radici nel proprio passato di Conoscenza e di Spiritualità,
saprà e potrà ridare un volto sorridente al Pianeta Terra così
sofferente.
Battiamoci con tutte le nostre forze in prima persona, affinché questa Nuova Antica Civiltà rinasca e ci dia pace,
tranquillità, benessere e quindi felicità.
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La scoperta è avvenuta casualmente, durante una ricerca sui tumori della
pelle
-
08.11.2001
Un gruppo di
scienziati della
Eberhard-Karls
University di Tubingen, in Germania, ha scoperto che il sudore
delle ascelle contiene un antibiotico naturale in grado di tenere sotto
controllo i batteri che vivono sulla nostra
pelle. La scoperta della dermocidina è stata descritta in un articolo pubblicato sulla rivista
"Nature Immunology".
In particolare, la sostanza è in grado di uccidere molti
batteri potenzialmente pericolosi, come l'Escherichia coli, lo
Staphilococcus
aureus, il lievito Candidia albicans..
Birgit Schittek e i suoi colleghi si sono imbattuti nella dermocidina per
caso, mentre cercavano proteine coinvolte nello sviluppo dei tumori della
pelle. I ricercatori hanno poi verificato che le ghiandole del sudore
producono costantemente l'antibiotico, e quindi un eccesso di lavaggi
potrebbe rimuovere il nostro germicida naturale.
Peptidi antibatterici sono in realtà abbondanti su tutte le superfici del
nostro corpo che sono a contatto con il mondo esterno, compresi gli
intestini, la bocca e i polmoni.
Come però la dermocidina riesca a uccidere i batteri è ancora un
mistero: mentre la maggior parte dei peptidi è carica positivamente,
riuscendo per questo a produrre buchi nella parete cellulare dei batteri,
la nuova proteina è carica negativamente.
La speranza è ovviamente quella di riuscire a
scoprire questo mistero.
Tratto da: lescienze
- 1999 - 2001
Commento NdR: pur segnalando i
vari pericoli degli
antibiotici e sono tanti ed intensi, essi
possono e/o debbono essere utilizzati quando
NON vi sono altre alternative, che in genere
i medici
allopati NON conoscono e che la
Medicina
Naturale invece conosce e consiglia da sempre.
Ricordarsi che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH
digestivo e e della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto
a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.
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Antibiotico solo
sotto stretta prescrizione medica,e, solo se
estremamente necessario....- 2013
Usa, allarme infezioni resistenti. Ricciardi,
problema anche in Italia
Allarme dei Centri per il controllo e la
prevenzione delle malattie USA (CDC)
per una impennata sino al raddoppio dei casi di
infezioni con i batteri del tipo CREs resistenti
a tutti i tipi di antibiotici negli Stati Uniti.
Chiamati CREs, ossia in sigla "enterobatteri
resistenti agli antibiotici carbapenemici",
questi batteri sono stati individuati in un
crescente numero di ospedali, case di cure, case
di riposo e così via. Dei 37 casi riportati dai
CDC ben 29 sono relativi ad infezioni con il
grave batterio "New Deli metallo-beta-lactamase"
per la prima volta individuato negli Usa nel
2010. Gli altri casi sono relativi a germi
ancora più rari tutti praticamente incurabili.
Ma il problema è anche italiano come conferma a
DoctorNews33 Walter Ricciardi, Direttore
dell''Istituto di Igiene dell''Università
Cattolica di Roma: «Il fenomeno è già presente
ed è in crescita significativa nelle unità di
cure intensiva. Per affrontarlo» spiega l'infettivologo
«è necessaria un'alleanza mondiale che coinvolga
anche le aziende farmaceutiche, che al momento
non investono più in ricerca e sviluppo
nell'area degli antibiotici». Ricciardi è
piuttosto scettico, però, sulla possibilità che
il problema possa essere affrontato nella giusta
maniera, quantomeno nello scenario italiano.
«A livello globale "allarmi" come quello
lanciato dai Cdc possono generare un movimento
positivo per affrontare la questione e per
trovare il giusto equilibrio tra fondi pubblici
e privati. In Italia, purtroppo, la situazione è
diversa» sottoline. «Il problema delle infezioni
ospedaliere non è nuovo ma non si riesce a far
niente per affrontarlo nella maniera giusta. E
l'attuale situazione politica paralizzata di
sicuro non aiuta» conclude Ricciardi.
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Battaglia dei medici-ricercatori scientifici, ribelli all'utilizzo di
Vaccini
e di antibiotici,
OGM,
pesticidi, ormoni e cibi per animali inadatti.
Il Dr. Shiv Chopra, come controllore di vaccini
e farmaci per conto della Health Canada, per
quasi quarant'anni, ha valutato ogni argomento
rovente in sanità pubblica.
Ha cercato, a volte con successo, per proteggere
il pubblico dai vaccini inefficaci e dannosi,
alimenti geneticamente modificati, pesticidi,
antibiotici e ormoni utilizzati cancerogeni
negli animali da produzione alimentare e le
pratiche agricole che promuovono la malattia
della mucca pazza.
Non sorprende, che sia stato licenziato dalla
Health Canada nel 2004 per "insubordinazione" -
in altre parole, rifiutandosi di cedere alle
pressioni delle imprese e governo per dare un
passaggio per la vendita e la
commercializzazione a sostanze pericolose.
Dr. Chopra ha ora scritto un libro, nel quale
afferma che sono corrotti fino al midollo, circa
i suoi decenni di lotta per avere il diritto
riconosciuti come politico al di sopra della
politica affaristica.
Chopra osserva che, nonostante le vaccinazioni,
alcune malattie infantili si stanno manifestando
con sempre maggiore frequenza nelle popolazioni
stesse che sono state vaccinate da diverse
generazioni.
Egli trova allarmante che "l'elenco dei vaccini
essere somministrato ai bambini è stato ampliato
per includere molte infezioni più virali e
batteriche, con poca o nessuna motivazione
scientifica."
Il Centro Usa per il controllo delle malattie
continua a sostenere che 36.000 persone muoiono
ogni anno di influenza, anche se le statistiche
disponibili mostrano che il numero reale è
inferiore a 100. Nel frattempo, la ricerca
attuale ha dimostrato che il solo aumento dei
livelli di vitamina D riduce l'incidenza di
influenza di oltre il 70 per cento.
I programmi di vaccinazione, la cui base
scientifica è così viziata da confinare con
l'assurdo, includono anche il Tamiflu, che è
stato interrotto in Giappone a causa di tante
morti da improvviso gravi disturbi psichiatrici,
e Gardasil, che durante il primo anno del suo
uso ha provocato più di 3.500 eventi avversi,
più di qualsiasi altro vaccino nella storia. Gardasil
contiene un enorme 675 microgrammi di alluminio
tossico, e uno degli scienziati che lo hanno
sviluppato, Diane M. Harper, ha avvertito che il
vaccino non era mai stato testato su giovani
ragazze prima della sua uscita per l'uso
diffuso.
Forse il peggio è MMR, che fornisce
presumibilmente l'immunità contro il morbillo,
parotite e rosolia. Più di 4.900 famiglie
americane hanno intentato cause dopo che i loro
figli sono diventati autistici entro giorni dopo
questo vaccino.
Una seconda area di interesse nella carriera del
dottor Chopra era la resistenza batterica agli
antibiotici, che è del tutto evitabile ed e’
causata solo da un uso di antibiotici negli
animali da produzione alimentare e le
sconsiderate super prescrizione abitudinali dei
medici.
Al momento ci sono intere classi di antibiotici
che non dovrebbero nemmeno essere sul mercato;
il Dr. Chopra ha combattuto con forza ma senza
successo, per mantenere Baytril e Revelor-H
fuori dal mercato.
Sono stati finalmente banditi più di un decennio
dopo i suoi avvertimenti a causa del danno
innegabile che hanno causato.
Fonti: Vitality Magazine Aprile 2008
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Batteriofagi per stroncare le resistenze
Affiancati alla terapia antibiotica tradizionale
la rendono più efficace ed evitano l'insorgenza
di resistenze
Per combattere le
infezioni batteriche, sempre più spesso
caratterizzate da resistenza agli antibiotici,
la via più efficiente è quella di sfruttare i
batteriofagi, dopo averli ingegnerizzati in modo
opportuno.
Lo sostengono Timothy Lu, della
Harvard-MIT Division of Health Sciences, e
James Collins, dello
Howard Hughes Medical Institute, in un
articolo pubblicato sui
Proceedings of the National Academy of Sciences
(PNAS).
Secondo i dati dei Centers for Disease Control
di Atlanta lo Staphylococcus aureus
meticillino-resistente, il più importante dei
batteri a resistenza multipla, causa nei soli
Stati Uniti 94.000 infezioni all'anno, 19.000
delle quali con esito letale. Nonostante gli
sforzi della ricerca, negli ultimi anno sono
stati sviluppati pochissimi nuovi antibiotici in
grado di contrastare questi nuovi
"super-batteri".
"Ingegnerizzare i batteriofagi, virus che
infettano i batteri, per aggredire specifici
obiettivi è molto più facile che inventare un
nuovo farmaco", ha osservato Lu.
I virus ingegnerizzati descritti nell'articolo
attaccano il sistema SOS di riparazione del DNA
batterico che entra in funzione quando essi si
trovano esposti a un antibiotico che danneggia
il DNA. Utilizzati congiuntamente con gli
antibiotici tradizionali, questi virus minano le
capacità di difesa dei batteri e permettono di
prevenire lo sviluppo di resistenze.
I ricercatori hanno testato con successo i loro
batteriofagi in relazione a tre importanti
classi di antibiotici (beta-lattamici,
aminoglicosidi e chinoloni). I topi infettati
con batteri trattati con associazione di
batteriofagi e antibiotici il tasso di
sopravvivenza è stato dell'80 per cento, contro
il 50 per cento di quelli trattati con
batteriofagi naturali e antibiotici; il 20 per
cento di quelli trattati con soli antibiotici e
il 10 per cento di quelli non trattati.
"Questo lavoro getta le basi per lo sviluppo di
una libreria di batteriofagi, ciascuno
progettato per aggredire diversi obiettivi
batterici", ha concluso Lu. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
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Gli antibiotici
non servono più ? - 27 Maggio 2014
Saremo di nuovo vittime di malattie che
credevamo vinte ?
L'Organizzazione mondiale della sanità suona
l'allarme sul fenomeno della resistenza dei
batteri ai farmaci che dal secolo scorso salvano
la vita di milioni di persone.
Finora la minaccia della resistenza dei batteri
agli antibiotici è stata sottovalutata. Ma
l'antibiotico-resistenza è ormai un fenomeno
diffuso in tutto il mondo e diventa sempre più
preoccupante, con la resistenza a varie classi
di antibiotici, anche a quelli considerati da
ultima risorsa.
Se non si corre ai ripari, la situazione
potrebbe aggravarsi fino a un punto di non
ritorno: lo mette per la prima volta nero su
bianco l'OMS, l'Organizzazione
mondiale della sanità, in un rapporto appena
rilasciato. Mentre alcuni esperti affidano a
Nature un appello: la necessità di istituire un
organismo internazionale sul modello di quello
che si occupa dei cambiamenti climatici, per
tenere sotto controllo la situazione e trovare
soluzioni.
Come agiscono gli
antibiotici ?
I diversi farmaci hanno differenti meccanismi
d'azione. Alcuni uccidono i batteri causando la
distruzione della loro parete cellulare: è il
caso, per esempio, di penicilline, carbapenemi e
cefalosporine.
Altri agiscono su componenti diversi della
cellula batterica. Altri ancora, come i
chinoloni, interferiscono con la sintesi del
materiale genetico dei microrganismi, di fatto
impedendo loro di riprodursi, oppure con il
metabolismo energetico. Lo spettro di azione,
cioè la capacità di agire su un numero più o
meno ampio di specie batteriche, varia da un
farmaco all'altro.
Quali sono gli antibiotici oggi a disposizione ?
Ne esistono oltre quindici classi. L'età d'oro
dello sviluppo di questi farmaci è stata intorno
alla metà del secolo scorso, quando numerose
nuove molecole entrarono sul mercato. Da allora,
però, il filone si è esaurito.
La stragrande maggioranza degli antibiotici oggi
a disposizione è stata sviluppata prima del
1968. L'ultima classe di antibiotici scoperta
risale agli anni Ottanta, e l'ultimo prodotto
commercializzato in Europa, nel 2012, è un
antibiotico contro le polmoniti ospedaliere e le
infezioni cutanee dovute ai temuti stafilococchi
resistenti alla meticillina (MRSA).
Perché si sviluppa la resistenza dei batteri ai
farmaci ?
Lo sviluppo della resistenza è un normale
processo evolutivo. Già nel 1945, nel suo
discorso alla cerimonia del Nobel, Alexander
Fleming, scopritore della penicillina, aveva
avvertito che i microrganismi potuto sviluppare
resistenza a questo farmaco meraviglioso.
Normalmente, in una colonia di microbi sensibili
a un certo farmaco, ne esistono alcuni che sono
naturalmente resistenti: il fenomeno si chiama
insensibilità primaria.
Quando l'antibiotico distrugge i batteri
sensibili, quelli insensibili al farmaco e che
fino a quel momento si trovavano in uno stato
"dormiente" cominciano a moltiplicarsi. Oppure
può succedere che una resistenza si sviluppi in
seguito a mutazioni del materiale genetico del
batterio, oppure allo scambio dei geni che
conferiscono la resistenza tra batteri.
La resistenza si è
sviluppata da quando esistono gli antibiotici ?
Pur essendo un fenomeno naturale, è accelerato e
aggravato da un uso scorretto dei farmaci
antibiotici. Uno dei principali fattori che
contribuiscono alla resistenza è la pratica di
trattare gli animali da allevamento con basse
dosi di antibiotici per favorire la crescita ed
evitare le malattie negli ambienti sovraffollati
degli allevamenti intensivi. Questa pratica è
vietata in Europa dal 2006, ma ancora oggi negli
Stati Uniti l'80 per cento circa degli
antibiotici viene impiegato con gli animali.
Quali sono i comportamenti che favoriscono la
resistenza ?
Tra le pratiche considerate più dannose c'è
l'abitudine di fare uso degli antibiotici anche
per trattare infezioni virali, dove non hanno
alcuna utilità. Anche prendere i farmaci in modo
diverso dalle prescrizioni, a dosi inferiori o
per un tempo differente da quello raccomandato,
si ritiene che possa contribuire a far
sviluppare la resistenza. Altra pratica che di
recente è stata messa sotto accusa è l'abitudine
in molti ospedali di prescrivere cicli di
antibiotici a scopo preventivo.
Quali batteri sono diventati resistenti ?
I sorvegliati speciali sono nove batteri che
causano infezioni comuni nelle comunità, per
esempio asili nido, ospedali eccetera, oppure
infezioni alimentari. Ci sono Escherichia coli
(causa di infezioni del tratto urinario e
setticemie), Klebsiella pneumoniae (polmoniti e
setticemie), Staphylococcus aureus (infetta le
ferite e può trasmettersi al sangue). E poi
ancora alcune specie di batteri enterococchi
all'origine di diarrea e infezioni trasmesse dal
cibo.
Infezioni comuni come la polmonite, curate senza
difficoltà con l'avvento della penicillina, in
molte situazioni non rispondono più.
Per la cistite, infezione molto comune, spesso
non bastano più i farmaci orali ed è necessario
ricorrere ad antibiotici iniettabili.
L'alta percentuale di resistenza ad antibiotici
che sono considerati la seconda o la terza
scelta per la maggior parte di queste infezioni
significa che per trattare le forme gravi è
necessario fare ricorso a farmaci che
costituiscono di fatto l'ultima spiaggia.
Se si diffondesse la resistenza anche a questi,
non rimarrebbe alternativa.
Dove si trovano i batteri resistenti e come si
trasmettono ?
I problemi maggiori ci sono negli ospedali, nei
reparti di terapia intensiva e di neonatologia.
Spesso, nel caso di batteri che vivono
normalmente nel corpo della persona senza
causare problemi, si tratta di autoinfezioni. I
pazienti oncologici e quelli che hanno subito un
trapianto sono i più vulnerabili, come anche le
persone operate cui vengono somministrati
antibiotici per prevenire infezioni dopo
l'intervento.
Le infezioni che nascono in ambiente ospedaliero
possono trasmettersi tra pazienti e causare
epidemie. A volte ceppi resistenti possono
essere trasmessi dagli animali, attraverso la
contaminazione del cibo. Gli pneumococchi
resistenti sono spesso riscontrati in persone
asintomatiche che fanno da portatori sani. Di
fatto, secondo uno studio recente, i
microrganismi portatori di geni per la
resistenza agli antibiotici non sono una rarità,
anzi: sono abbondanti e diffusi ovunque, dal
suolo all'acqua del mare fino all'intestino
degli animali.
A quali soluzioni stanno pensando gli scienziati
?
La maggior parte ritiene che non ci sia una
soluzione unica al problema. Tra le strategie a
cui si pensa ci sono quelle di combinare diversi
antibiotici tra quelli esistenti, di rinforzare
le molecole esistenti con sostanze adiuvanti che
rendano i microbi resistenti di nuovo
suscettibili e di mettersi alla ricerca di nuovi
composti antibatterici.
Ci sono nuovi antibiotici in corso di sviluppo ?
Ci sono alcune nuove molecole in
sperimentazione, tra cui una in corso di
sviluppo contro Pseudomonas aeruginosa,
responsabili di gravi polmoniti acquisite in
ospedale. Non c'è però niente in vista per il
fenomeno che appare più preoccupante, la
resistenza batterica agli antibiotici
carbapanemi, considerati l'ultima spiaggia per
diversi tipi di infezione.
In Italia facciamo un uso corretto degli
antibiotici ?
No, l'Italia è uno dei paesi europei che usa più
antibiotici. I sistemi di sorveglianza
confermano che anche il fenomeno della
resistenza è tra i più elevati per i Paesi
europei, più al centro e al sud che nel nord
Italia, in stretta relazione con il consumo.
Secondo dati dell'Istituto superiore di sanità,
quasi la metà degli italiani che nel 2007 hanno
assunto un antibiotico lo ha fatto senza la
prescrizione del medico. Alta anche la
percentuale di chi usa gli antibiotici in caso
di influenza e raffreddore, quando normalmente
non servono.
By Chiara Palmerini - Tratto da: focus.it
Commento NdR: quello che la
medicina ufficiale non capisce o non vuole
capire per i
grandi interessi finanziari che vi sono
dietro.... e' che i batteri sono i mattoni base
del Vivente, senza di essi la vita sul nostro
pianeta e' impossibile; quindi aver cercato di
combatterli in ogni modo, non solo e' una
battaglia persa in partenza, ma li ha
addirittura rafforzati, perche si sono "nutriti"
con gli antibiotici con i quali sono stati
"combattuti", e con questo "cibo", fornendo loro
le informazioni necessarie per modificare il
loro DNA per sopravvivere ai bombardamenti
contro di loro ! .....e sara' sempre cosi...
dato che, come specie, i batteri sono
praticamente la specie vivente che e' nata prima
ed ultima morira', alla faccia della specie
umana guidata da
stolti medici impreparati e ricercatori
(leggasi
Big Pharma) che vogliono stupidamente
controllare e andare contro la Natura, e questo
e' il risultato che il futuro molto prossimo,
aspetta alla stupida specie umana che pensa di
superare in abilita' la Natura stessa....
Buon divertimento e fortuna agli
utilizzatori di
antibiotici e
Vaccini che producono gravi danni occulti
e/o paesi,
trasmissibili anche alla prole oltre che a
tutti, chi piu' chi meno,
immunodepressione !
Per
cui, pur
segnalando i vari pericoli degli
antibiotici e sono tanti ed
intensi, essi possono e/o
debbono essere utilizzati quando
NON vi sono altre alternative,
che in genere i
medici allopati NON
conoscono e che la
Medicina Naturale invece
conosce da sempre.
Gli antibiotici naturali sono i
Prodotti
dell'Alveare (miele, propolis, pappa reale)
e
la giusta e salubre
alimentazione (seguendo anche le indicazioni
dell'emodieta)
per prevenire
qualsiasi malessere, sintomo, ammalamento.
Ricordiamo
anche che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della
mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a
distanza in qualsiasi parte dell'organismo.