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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


ANTIBIOTICO RESISTENZA 
 

FOLLIE FARMOLOGICHE  
vedi:
Antibiotici 1  +  Antibiotici 2  +  Antibiotici e sostituti naturali + Malattie da antibiotici e Vaccini

Ecco le prime conferme di batteri che resistono agli attuali piu' potenti antibiotici:
http://edgytruth.com/2016/05/29/dangerous-new-antibiotic-resistant-superbug-lands-us/

L’antibiotico resistenza è causa della metà delle 37.000 morti causate da infezioni che si verificano ogni anno nei 27 paesi dell'Unione Europea. Questo il risultato preliminare di una ricerca dell'European Centre for Disease Prevention and Control.
I risultati della ricerca saranno presentati nel corso dell'estate. Secondo gli autori il problema potrebbe tuttavia essere di dimensioni ancora più rilevanti, poiché sono stati presi in considerazione solo i sette ceppi batterici resistenti agli antibiotici più comuni e i quattro tipi di infezione associati: infezioni del circolo sanguigno, polmonite, infezioni della pelle e dei tessuti molli, infezioni del tratto urinario.
Particolare rilievo è stato dato all'esempio del Belgio, illustrato da Herman Goossens, docente di Microbiologia medica all'Università di Anversa e coordinatore dell'European Surveillance on Antibiotic Consumption.
Il Belgio infatti è riuscito negli ultimi anni ad invertire la tendenza e a ridurre l'uso inappropriato degli antibiotici del 32 per cento; questo risultato ha avuto come conseguenza la netta diminuzione negli scorsi tre anni dell'antibioticoresistenza dello Streptococcus pneumoniae, responsabile della gran parte delle polmoniti acquisite in comunità.
L'opinione di Dominique Monnet, coordinatore dello studio, è che come accaduto in Belgio per ottenere risultati rimarchevoli non occorre tanto concentrarsi sui batteri, e quindi sulla produzione di “super farmaci”, quanto compiere due passi molto semplici ma fondamentali:
 1- in primo luogo, promuovere concretamente un uso più prudente degli antibiotici che andrebbero prescritti e utilizzati solo quanto strettamente necessari e nelle dosi corrette.
2 - in secondo luogo, incoraggiare una maggiore attenzione verso l'igiene personale (NdR: seguire la Medicina Naturale) e verso il controllo e l'isolamento del paziente con infezione quando necessario a impedire un contagio.
Bibliografia: Watson R. Resistance to drugs responsible for half of deaths from infections. BMJ 2008; 336:1266-1267.

In India polemica su superbatterio Resistente ad antibiotici - New Delhi: "non e' nato qui" !
ANSA - ROMA, 13 Ago. 2010 - Polemiche in India dopo la pubblicazione su Lancet di uno studio che dice che nel paese e' nato un superbatterio resistente agli antibiotici. Secondo diversi deputati ed il ministro della Salute, la ricerca sarebbe frutto di “una cospirazione” delle multinazionali farmaceutiche.
Nello studio veniva descritta una variante genetica di alcuni batteri chiamata Ndm-1 in grado di conferire la resistenza a molti dei farmaci conosciuti. Il nome, 'New Delhi Metallo-1', ha fatto infuriare gli indiani.

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Alti livelli di resistenza agli antibiotici nelle infezioni del tratto urinario causate da Escherichia coli (E. coli) (cosi dicono i medici allopati, ma la realta' non e' quella la causa), nella popolazione pediatrica sono emersi da uno studio pubblicato di recente sul British Medical Journal.
I ricercatori dell'Università di Bristol e dell'Imperial College di Londra hanno condotto una revisione sistematica degli studi che indagano la prevalenza della resistenza agli antibiotici nelle infezioni del tratto urinario causate da Escherichia coli nei bambini e proposto una meta-analisi del rapporto tra antibiotici precedentemente prescritti nelle cure primarie e resistenza.
Dai database internazionali - Medline, Embase, Cochrane e ISI Web of Knowledge - sono stati selezionati gli studi che indagavano e riportavano la resistenza nelle infezioni del tratto urinario acquisite in comunità in bambini e giovani di età compresa tra 0 e 17 anni. Cinquantotto studi osservazionali indagavano 77.783 batteri di tipo E coli isolati nelle urine.
Negli studi provenienti da paesi OCSE, la prevalenza aggregata di resistenza antimicrobica era del 53,4% (95% intervallo di confidenza 46,0% al 60,8%) per l’ampicillina, del 23,6% (13,9% al 32,3%) per il trimetoprim, dell’8,2% (7,9% al 9,6%) per il co-amoxiclav, e del 2,1% (da 0,8 a 4,4%) per la ciprofloxacina; la nitrofurantoina aveva la prevalenza più bassa dell’1,3% (0,8% a 1,7%).
La resistenza negli studi in paesi al di fuori dell'OCSE era significativamente più alta: 79,8% (73,0% al 87,7%) per l’ampicillina, il 60,3% (40,9% al 79,0%) per il co-amoxiclav, il 26,8% (11,1% al 43,0%) per la ciprofloxacina, e il 17,0% (9,8% al 24,2%) per la nitrofurantoina.
È quindi risultato che i batteri isolati nel tratto urinario di bambini che avevano ricevuto prescrizioni precedenti di antibiotici nelle cure primarie avevano più probabilità di essere resistenti agli antibiotici, e che questo aumento del rischio persisteva fino a sei mesi (odds ratio 13.23, 95% intervallo di confidenza 7,84-22,31). La prevalenza è particolarmente elevata nei paesi al di fuori dell'OCSE, probabilmente per la disponibilità di antibiotici da banco.
Ciò potrebbe rendere alcuni antibiotici inefficaci come trattamenti di prima linea per le infezioni delle vie urinarie.
Antibiotic resistance 'high among children with urinary tract infections'
Global prevalence of antibiotic resistance in paediatric urinary tract infections caused by Escherichia coli and association with routine use of antibiotics in primary care: systematic review and meta-analysis.

Commento NdR: tutti gli antibiotici sono inefficaci specie per le problematiche alle vie urinarie !
Quindi non utilizzateli mai, anche perche' vi sono diversi prodotti naturali (batterici e fitoterapici) molto utili che le risolvono !

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USA, AUMENTO INFEZIONI da BATTERI FARMACO-RESISTENTI
ANSA - Roma, 18 Feb. 2009 - Sono in aumento le infezioni causate da batteri farmaco-resistenti.
A lanciare l'allarme la Societa' americana di malattie infettive che sulla propria rivista sottolinea come purtroppo sono in crescita le vittime dell'Acinetobacter, della Pseudomonas aeruginosa e della Klebsiella pneumoniae.
Dati alla mano, in America questi batteri stanno mietendo piu' vittime del famigerato Staphylococcus aureus, batterio resistente alla meticillina che spesso guadagna le prime pagine come
causa di morte in seguito a interventi ospedalieri.
''Problemi - dichiara Franceso Mazzotta, presidente della Societa' italiana di malattie infettive e tropicali - che abbiamo anche noi, tanto che stiamo creando con i microbiologi una rete nazionale per monitorare le infezioni ospedaliere e stabilire protocolli terapeutici mirati''. ''In particolare l'attenzione per l'Acinetobacter - spiega Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma - e per tutti i ceppi resistenti agli antibiotici carbapenemici, e' particolarmente alta nei reparti di terapia intensiva dove queste infezioni trovano piu' spazio''. Appartenenti alla famiglia dei 'gram-negativi' questi tre agenti patogeni sono, infatti, particolarmente difficili da debellare in quanto avvolti in una doppia membrana e protetti da enzimi in grado di dissolvere la maggior parte degli antibiotici.
''Stiamo lavorando interrottamente per mettere a punto farmaci in grado di combattere i gram-negativi - afferma Brad Spellberg, infettivologo al Harbor Ucla Medical Center - ma non c'e' nulla di nuovo in prossima produzione''. Il contagio generalmente avviene in ospedale tramite ferite aperte, intubatori, cateteri o bruciature, ma ci si puo' infettare anche nella vita di tutti i giorni.
Per esempio alla Klebsilla, sottolineano gli esperti, sono particolarmente esposti i diabetici e chi soffre di patologie croniche ai polmoni.

Ecdc: antibiotico-resistenza in Italia è tra più alte in UE
L'Italia è tra i Paesi europei con i livelli più alti di antibiotico-resistenza. Ne è esempio la frequenza del batterio Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (Mrsa) che si attesta 38% nel 2011, contro una media europea inferiore al 20%. A rilevarlo è un documento dell'European centre for disease prevention and control (Ecdc) che riassume i dati sulla resistenza agli antibiotici di sette batteri invasivi (Streptococcus pneumoniae, Staphylococcus aureus, Escherich ia coli, Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Klebsiella pneumoniae e Pseudomonas aeruginosa) in 29 Paesi europei. E la situazione italiana, secondo l'Ecdc, è allarmante per l'aumento di resistenza nei batteri Gram-negativi: la frequenza di antibiotico-resistenza nei ceppi di Pseudomonas aeruginosa è ancora elevata (21%), e per i batteri Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae in evoluzione.
Nei ceppi di E.coli, in particolare, la resistenza agli antibiotici fluorochinoloni è salita dal 25% del 2003 al 41% del 2011, e con lo stesso andamento aumenta anche la resistenza alle cefalosporine di terza generazione, passata dal 6% al 20%.
Si tratta, invece, di un'emergenza quella dei ceppi di Klebsiella pneumoniae produttori di carbapenemasi, enzimi in grado di inattivare i carbapenemi, antibiotici di ultima risorsa per trattare infezioni da batteri multi resistenti: in Italia, in 2 anni, i ceppi di K. pneumoniae resistenti ai carbapenemi sono passati dall'1,6% del 2009 al 15% del 2010, al 27% del 2011.

Commento NdR: non e' che la colpa e' dei batteri, ma di quei medici incapaci a sanare che propinano in continuazione gli antibiotici (sostanze controvita) ai cittadini e quindi l'antibiotico resistenza aumenta sempre piu': Con l'utilizzo della Medicina Naturale e relative sue terapie non invasive come gli antibiotici, cio' NON avviene, ma Big Pharma e' ben contenta che si utilizzino quelle sostanze contro la vita, ed utilizza i suoi rappresentanti, i medici allopati, per far somministrare quelle sostanze tossiche...  !

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Ecco quello che suggerisce la medicina allopatica
La Infectious Diseases Society of America (IDSA) ha preparato una lista cinque punti sui quali medici e pazienti dovrebbero riflettere per poter scegliere in modo più saggio e utilizzare al meglio gli antibiotici e i test per valutare le malattie infettive - 2015
Al primo posto nella lista si colloca la batteriuria asintomatica che secondo gli esperti Idsa non deve essere trattata con antibiotici. «L'uso di antibiotici per questo disturbo è una delle principali cause dell'abuso di antibiotici» spiegano dall'Idsa precisando come la terapia antibiotica non porti - tranne in casi selezionati - a benefici o a riduzioni nella mortalità o nella morbilità, aumentando invece il rischio di infezione da Clostridium difficile e la generazione di batteri resistenti. L'attenzione degli esperti si sposta poi sulle infezioni del tratto respiratorio superiore che, ancora una volta, non richiedono la prescrizione di antibiotici.

Oms, la sfida all’era post-antibiotica - 08/05/2015
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) la chiama “era-post-antibiotica”, quella nella quale perfino le infezioni più banali possono diventare causa di morte. Si tratta del fenomeno già esplorato dell’antibiotico-resistenza che riguarda da vicino anche l’Italia, risultata tra le aree più vulnerabili secondo il report dell’Oms, “Worldwide country situation analysis: response to the antimicrobial resistence”, presentato a Ginevra il 29 aprile scorso e che ha analizzato l’estensione del fenomeno in 194 paesi.
L’analisi dell’Oms riporta i dati raccolti dalla sezione EARS-Net dell’European Centre for Disease and Control.
Tra i 29 paesi dell’Unione Europea, l’Italia è tra i primi cinque paesi che presentano ceppi batterici comuni ed aggressivi, come Escherichia C., Staphylococcus aureus, Pseudomonas aeruginosa, altamente resistenti a diverse cure antibiotiche.
Inoltre, preceduta da Grecia, Francia, Romania e Belgio, l’Italia occupa il 5° posto nel consumo di antibiotici, il cui abuso è tra le principali cause del fenomeno.
Di fronte ad un aumento dei fenomeni di antibiotico-resistenza, gli interventi in atto in Italia però sono ancora a macchia di leopardo.
L’Iss (Istituto Superiore di Sanita') invita le Regioni a segnalare i casi di infezioni batteriche da enterobatteri resistenti ai carbapenemi, antibiotici ad ampio spettro, ma una consapevolezza adeguata da parte di medici e cittadini a livello nazionale è ancora scarsa.
Eppure, la resistenza alle cure antibiotiche si profila come il problema di salute pubblica globale più importante del XXI secolo che richiede investimenti record – ne è indizio l’annuncio di Obama a gennaio 2015 – e soprattutto un piano di prevenzione e attacco a livello transnazionale.
L’ Oms discuterà in proposito entro il mese di maggio come affrontare le sfide del futuro perseguendo 5 obiettivi primari:

1. prevenzione delle infezioni batteriche;
2. consapevolezza e comprensione del fenomeno dell’antibiotico-resistenza; 
3. ridurre l’incidenza di infezioni; 
4. ottimizzare l’uso di antibiotici; 
5. sviluppare investimenti sostenibili per scoprire nuove terapie mediche, nuovi strumenti diagnostici, vaccini e altri interventi.

Proprio quest’ultimo punto si rivelerà decisivo, visto che dal 1987 la ricerca in materia di terapie antibiotiche è ferma, mentre la capacità di adattamento dei batteri accelera. Infatti, diversi canali di pressione selettiva, dall’uso scorretto di terapie farmacologiche al trattamento antibiotico dei cibi nella catena alimentare, restituiscono terapie inefficaci contro batteri, ma anche virus e parassiti cause di malattie gravi come malaria, tubercolosi, HIV, influenza fino alle più banali infezioni urinarie.
By Sara Campanella - Questo articolo è stato prodotto in collaborazione con il Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza dell’Università di Ferrara.

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Lo sviluppo della antibiotico resistenza
dei batteri sicuramente è collegata alla prescrizione di antibiotici da parte dei medici.
lI 6 novembre 1999 sul BMJ (British Medical Journal) è stata pubblicata una indagine svolta nel Galles in Gran Bretagna.
In questa indagine sono stati analizzati circa 30.000 campioni di urine prelevati da pazienti allo scopo di fare diagnosi sull’infezione urinaria.
Si è cercato in questi campioni, la percentuale di batteri antibiotico resistenti e se l’antibiotico resistenza era collegata alla prescrizione di antibiotici da parte dei medici degli ambulatori; lo studio ha forni­to questi risultati: nel 21% dei campioni prelevati, è stata riscontrata una antibioti­co resistenza a 2 categorie di antibiotici.
Gli antibiotici che hanno determinato antibiotico resistenza sono di 2 tipi e di larghissimo uso in tutto il mondo, anche in Italia.
1 - Antibiotici penicillinici ad ampio spettro,
senza inibitori dei Je beta-Iattamasi, tipo l’a­moxicillina (nomi commerciali in italia: mopen, velamox, zimox — sono solo alcuni tipi)
2 - Trimethoprim (nomi commerciali in italia: abacin, bactrim, chemitrim, eusaprim in Italia questi prodotti sono associati a sulfametoxazolo)
Ma il dato ancor più interessante, è che l’antibiotico resistenza è statisticamente legata, con una correlazione lineare altamente significativa (P<0,001) alla frequenza di prescrizione di questi antibiotici, ogni 1000 pazienti/anno; più i medici prescrivono questi antibiotici, più i loro pazienti sviluppano antibiotico resistenza; esempio: dall’articolo del BMJ, si evince che, quando vi è una elevata percentuale di prescrizioni di amoxicillina (352 prescrizioni ogni 1000 pazienti/anno significa che ad 1/3 pazienti è stato prescritto l’antibiotico), la percentuale di batteri antibiotico resistenti nelle urine è altissima ed equivale al 53,2
L’articolo conclude: “it seems probable that the relations reflect a causai Darwinian association between prescribing and resistance” - traduzione: “sembra probabile che questa relazione, fra prescrizione di antibiotici ed antibiotico resistenza, rifletta una relazione causale Darwiniana fra le abitudini prescrittive da
parte dei medici e l’insorgenza della antibiotico resistenza”.
Cosa ciò significa?
La teoria dell’evoluzione di Darwin sostiene che in un ambiente ostile, vengono selezionati (e quindi aumentano di numero, in quanto si riproducono di più) gli organismi che hanno caratteristiche più adatte per soprawivere in quell’ambiente ostile.
Nel caso specifico, la prescrizione di antibiotici crea un ambiente/terreno ostile ai batteri: vengono quindi selezionati (dal ambiente/terreno) i ceppi batterici più in grado di resistere agli antibiotici.
Gradatamente questi ceppi diventano sempre più numerosi fino a poter diventare dominanti.
Quindi, la prescrizione di antibiotici sposta l’evoluzione dei batteri verso ceppi antibiotico resistenti.
Conclusioni dell’articolo: questi risultati forniscono una prima prova che i medici potrebbero dover far fronte alle conseguenze più generali derivanti dalla loro pratica prescrittiva degli antibiotici nei loro stessi pazienti.”
Ciò significa semplicemente che: questo articolo fornisce la prova che lo sviluppo dell’antibiotico resistenza è collegato alla prescrizione di antibiotici da parte di medici, evidentemente non sufficientemente preparati
A - occorre quindi che si sviluppi velocemente una presa di coscienza nella popolazione e nei medici che porti ad una drastica diminuzione e successivamente all’annullamento della prescrizione di antibiotici 
B - occorre che si allarghi a 36O° l’utilizzo di terapie non farmacologiche delle Medicine Naturali, che possono essere efficaci nelle malattie, cioè in tutte quelle comunemente curate dai medici con antibiotici.
Il meccanismo dell’antibiotico resistenza non insorge mai, se il paziente si cura con le Medicine Naturali.
Nella valutazione del caso singolo, quando si deve decidere se assumere o meno l’antibiotico, occorre tenere presente comunque che l’uso dell’antibiotico in ogni caso aumenta l’antibiotico resistenza del malato, per cui aumentano fortemente le probabilità che quei malati in futuro si ammalino anche di altre malattie derivanti dall’uso e dall’abuso degli antibiotici, un
esempio: l'acidosi metabolica indotta dall’utilizzo degli antibiotici nei soggetti malati, permette la proliferazione fungina (candida) con tutti i danni che ne derivano, per la moria della flora batterica autoctona e biovitale che OGNI tipo di antibiotico effettua nell'organismo del soggetto; diminuzione della vitalita' della flora batterica, significa immunita' notevolmente ridotta !
Cio' significa che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

Riportiamo l’abstract dell’articolo:
BMJ - 31 9:1239-1240 (6 November 1999) “Antibiotic resistance correlates with use of antibiotics by local practices
Antibiotic resistance patterns in parts of Wales reflect the use of antibiotics by generai practitioners in those areas. Magee et al analysed data from public health laboratories on susceptibility to antibiotics in routine urine samples taken by GPs for diagnosing urinary tract infec­tions and compared them with prescribing data for each practice (p 1239). They exa­mined data on about 30 000 isolates from 190 practices serving 1.2 million patients. Correlation between the prescribing of an antibiotic and resistance to the same anti­biotic was often significant. The authors suggest that GPs may have to face the broader consequences of their prescribing among their own patients”.
Il testo completo dell’articolo si trova su:

http://www.bmj.com/cgi/content/short/319/ 7219/1239

Commento NdR:
I funghi ed i microbi per sopravvivere nel nuovo ambiente alterato da farmaci e vaccini, hanno dovuto mutarsi, divenendo così molto pericolosi per gli umani che li utilizzano, destabilizzando l’intero Sistema Immunitario della nostra specie; infatti tutte le malattie invalidanti e degenerative, che prima erano malattie molto rare, sono ora divenute frequenti per la specie umana come nuove “pesti”, proprio perché trattasi di alterazioni del terreno, dovute ai nuovo ambiente (terreno) acidificato da farmaci e vaccini I
Questi “sapienti dottori e ricercatori” hanno inventato i vaccini sulle bugie di Jenner e Pasteur (quel falso principio che dice che è il “batterio a generare la malattia”, perciò va distrutto per guarire) e questa bugia si ripercuote oggi contro la specie umana, animale e vegetale.
Un altro esempio:
quanti detersivi si usano nel mondo ? qualche milione di tonnellate, ebbene in un giorno se gli abitanti della terra fossero informati, saprebbero che si può pulire, meglio di tutto ciò che dicono pulisca, utilizzando semplicemente il brevetto di un tedesco, che ha inventato una fibra artificiale e con questa e solo acqua, si è in grado di pulire più a fondo di qualsiasi detersivo qualsiasi cosa; avremmo un risparmio in denaro, fatica, di inquinamento colossale, a non provocare allergie ed intossicazioni a coloro che usano i detersivi, oltre ad impiegare meno tempo per le pulizie.
Gli autori di questo trattato ha bandito da casa i normali detersivi con ottimi risultati. Comprenderete che questa è un’altra rivoluzione che non si deve fare..., le multinazionali della chimica NON vogliono che si sappia, altrimenti come potrebbero vendere i detersivi ed i loro farmaci per tentare di “curare", senza riuscirvi,
le mani di milioni di persone che soffrono (per le intossicazioni che producono) per l'utilizzo di quei velenosi prodotti, che inoltre inquinano anche le falde acquifere, oltre a spendere energia per produrre dei prodotti INUTILI e DANNOSI.
Vi diamo un’indicazione per controllare da soli il grado di inquinamento del pianeta:
Controllate le foglie di ortica che trovate nei campi e scoprirete che ove vi è più inquinamento la concentrazione e la quan­tità di lieviti e batteri sulle foglie di ortica è minore di quella dei posti ove non vi è inquinamento.
Sembra una cosa bizzarra ma è la semplice verità, la natura indica OGNI cosa al sapiente ed oculato lettore del Libro della Vita; le piante per esempio, sono ottimi indicatori della qualità dell’aria (non occorrono strumenti elettronici)

E’ dimostrato che più alto è l’inquinamento, minore è la concentrazione di batteri sulle foglie; se l’aria fosse pulita, su ogni cm2 di superficie di foglia dovrebbero esserci 10 milioni di colonie di batteri ma anche lieviti colorati e funghi, questi ultimi sono gli unici che aumentano con l’inquinamento; nell’uomo essi generano per esempio, la Candida.
Altro esempio: si è voluto salvare tutti gli esseri umani che nascono anche con malformazioni o malattie, seguendo onde emotive pseudo religiose, senza lasciare fare alla naturale selezione; si è voluto anche mantenere a tutti i costi fino all’ultima endovena, anche anziani che sarebbero forse o comunque morti più naturalmente e senza molte ed inutili sofferenze, qualche anno prima ed ecco che purtroppo siamo anche in soprannumero sulla Terra e con una specie umana geneticamente sempre più debole; in Italia nascono ogni anno circa 200.000 bambini con malformazioni, per via dei vaccini effettuati da 3 generazioni !
Per fortuna che recentemente è stato messo a punto un test in gran Bretagna da una società (RHM TECNOLOGY) per con­trollare tutti i tipi di alimenti “transgenici”, cioè quelli derivanti da mutazioni genetiche della pianta effettuate in laboratori specializzati nel “modificare” contro natura, i prodotti agricoli che sono utilizzati come cibi o parte di alimenti per l’alimentazione animale ed umana.
La Comunità Europea ha recentemente obbligato tutti i produttori di prodotti alimentari che contengono modificazioni genetiche, di apporre un’etichetta che li identifichi in modo chiaro, rispetto agli altri prodotti che non hanno subito nessuna variazione genetica; ma il problema che si pone è come controllare che non vi siano falsificazioni o mistificazioni o parziali ammissioni; con il test messo punto, ciò è reso impossibile in quanto qualsiasi anche piccola modificazione genetica può essere rivelata con quel test specifico.
Sembra che tutto ciò che l’homo sapiens sapiens modernicus mette in pratica in agricoltura e non, nelle sue “scoperte” da uomo civilizzato, stiano per ritorcersi contro l’ambiente e contro l’uomo stesso per i notevoli danni che procurano.
Comunque per fortuna il pianeta stesso, essendo anch’egli un essere vivente, sta intervenendo per porre un alt a questi “scienziati”; il loro “progresso tecnologico» sta creando la base per una nuova selezione “natural tecnologica” del genere umano con nuove epidemie, incontrollabili che nella natura stessa faranno stragi immani.
Ecco cosa ha portato quest’oligarchia, altro che “terra promessa”, promettono di metterci, pero' ....SOTTO terra.
Questi potenti “Business men” come si fanno chiamare, sono la vera delinquenza, mafia ed i veri rapinatori, in quanto essi effettuano i loro crimini sulla pelle di tutto e di tutti, ed i Banchieri in genere sono i proprietari di queste aziende CRIMINALI !
Alcuni per calmarsi la coscienza, creano “fondazioni culturali” o finanziano università, per controllarle....; essi si dimostrano privi di ideali e stupidi in quanto proiettano le loro malvagie azioni nel futuro, quello nel quale anche i loro figli, nipoti e pronipoti, dovranno con fatica sopravvivere.
Noi pensiamo sia meglio evitare di cadere ammalati cioè prevenire, piuttosto che curare e questo principio vale anche per l’organismo pianeta Terra, occorre prevenire, non inquinare piuttosto che tentare di porvi rimedio a posteriori.
Eserciti mercenari al servizio delle Multinazionali (vedi “Nexus” 25/2000 -p.14)
In molte nazioni del mondo le multinazionali hanno pagato direttamente servizi di “polizia” privata, utilizzando membri dell’esercito locale, oppure hanno affittato compagnie di sicurezza esterne per vessare la gente del posto che protesta contro l’impatto ambientale delle loro attività.
Le compagnie coinvolte rappresentano un numero sempre crescente di nuove operazioni corporative di sicurezza in tutto il mondo, che collegano ex funzionari di intelligence, eserciti permanenti e squadroni della morte locali
.”
E’ solo il sorgere di una Nuova Antica Civiltà, la quale affondando le proprie radici nel proprio passato di Conoscenza e di Spiritualità, saprà e potrà ridare un volto sorridente al Pianeta Terra così sofferente. 
Battiamoci con tutte le nostre forze in prima persona, affinché questa Nuova Antica Civiltà rinasca e ci dia pace, tranquillità, benessere e quindi felicità.

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La scoperta è avvenuta casualmente, durante una ricerca sui tumori della pelle - 08.11.2001
Un gruppo di scienziati della Eberhard-Karls University di Tubingen, in Germania, ha scoperto che il sudore delle ascelle contiene un antibiotico naturale in grado di tenere sotto controllo i batteri che vivono sulla nostra pelle. La scoperta della dermocidina è stata descritta in un articolo pubblicato sulla rivista "Nature Immunology".
In particolare, la sostanza è in grado di uccidere molti batteri potenzialmente pericolosi, come l'Escherichia coli, lo Staphilococcus aureus, il lievito Candidia albicans..
Birgit Schittek e i suoi colleghi si sono imbattuti nella dermocidina per caso, mentre cercavano proteine coinvolte nello sviluppo dei tumori della pelle. I ricercatori hanno poi verificato che le ghiandole del sudore producono costantemente l'antibiotico, e quindi un eccesso di lavaggi potrebbe rimuovere il nostro germicida naturale.
Peptidi antibatterici sono in realtà abbondanti su tutte le superfici del nostro corpo che sono a contatto con il mondo esterno, compresi gli intestini, la bocca e i polmoni.
Come però la dermocidina riesca a uccidere i batteri è ancora un mistero: mentre la maggior parte dei peptidi è carica positivamente, riuscendo per questo a produrre buchi nella parete cellulare dei batteri, la nuova proteina è carica negativamente.
La speranza è ovviamente quella di riuscire a scoprire questo mistero.
Tratto da:  lescienze  - 1999 - 2001

Commento NdR: pur segnalando i vari pericoli degli antibiotici e sono tanti ed intensi, essi possono e/o debbono essere utilizzati quando NON vi sono altre alternative, che in genere i medici allopati NON conoscono e che la Medicina Naturale invece conosce e consiglia da sempre.
Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

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Antibiotico solo sotto stretta prescrizione medica,e, solo se estremamente necessario....- 2013
Usa, allarme infezioni resistenti. Ricciardi, problema anche in Italia
Allarme dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie USA (CDC) per una impennata sino al raddoppio dei casi di infezioni con i batteri del tipo CREs resistenti a tutti i tipi di antibiotici negli Stati Uniti. Chiamati CREs, ossia in sigla "enterobatteri resistenti agli antibiotici carbapenemici", questi batteri sono stati individuati in un crescente numero di ospedali, case di cure, case di riposo e così via. Dei 37 casi riportati dai CDC ben 29 sono relativi ad infezioni con il grave batterio "New Deli metallo-beta-lactamase" per la prima volta individuato negli Usa nel 2010. Gli altri casi sono relativi a germi ancora più rari  tutti praticamente incurabili.
Ma il problema è anche italiano come conferma a DoctorNews33 Walter Ricciardi, Direttore dell''Istituto di Igiene dell''Università Cattolica di Roma: «Il fenomeno è già presente ed è in crescita significativa nelle unità di cure intensiva. Per affrontarlo» spiega l'infettivologo «è necessaria un'alleanza mondiale che coinvolga anche le aziende farmaceutiche, che al momento non investono più in ricerca e sviluppo nell'area degli antibiotici». Ricciardi è piuttosto scettico, però, sulla possibilità che il problema possa essere affrontato nella giusta maniera, quantomeno nello scenario italiano.
«A livello globale "allarmi" come quello lanciato dai Cdc possono generare un movimento positivo per affrontare la questione e per trovare il giusto equilibrio tra fondi pubblici e privati. In Italia, purtroppo, la situazione è diversa» sottoline. «Il problema delle infezioni ospedaliere non è nuovo ma non si riesce a far niente per affrontarlo nella maniera giusta. E l'attuale situazione politica paralizzata di sicuro non aiuta» conclude Ricciardi.

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Battaglia dei medici-ricercatori scientifici, ribelli all'utilizzo di Vaccini e di antibiotici, OGM, pesticidi, ormoni e cibi per animali inadatti.

Il Dr. Shiv Chopra, come controllore di vaccini e farmaci per conto della Health Canada, per quasi quarant'anni, ha valutato ogni argomento rovente in sanità pubblica.
Ha cercato, a volte con successo, per proteggere il pubblico dai vaccini inefficaci e dannosi, alimenti geneticamente modificati, pesticidi, antibiotici e ormoni utilizzati cancerogeni negli animali da produzione alimentare e le pratiche agricole che promuovono la malattia della mucca pazza.
Non sorprende, che sia stato licenziato dalla Health Canada nel 2004 per "insubordinazione" - in altre parole, rifiutandosi di cedere alle pressioni delle imprese e governo per dare un passaggio per la vendita e la commercializzazione a sostanze pericolose.
Dr. Chopra ha ora scritto un libro, nel quale afferma che sono corrotti fino al midollo, circa i suoi decenni di lotta per avere il diritto riconosciuti come politico al di sopra della politica affaristica.
Chopra osserva che, nonostante le vaccinazioni, alcune malattie infantili si stanno manifestando con sempre maggiore frequenza nelle popolazioni stesse che sono state vaccinate da diverse generazioni.
Egli trova allarmante che "l'elenco dei vaccini essere somministrato ai bambini è stato ampliato per includere molte infezioni più virali e batteriche, con poca o nessuna motivazione scientifica."
Il Centro Usa per il controllo delle malattie continua a sostenere che 36.000 persone muoiono ogni anno di influenza, anche se le statistiche disponibili mostrano che il numero reale è inferiore a 100. Nel frattempo, la ricerca attuale ha dimostrato che il solo aumento dei livelli di vitamina D riduce l'incidenza di influenza di oltre il 70 per cento.
I programmi di vaccinazione, la cui base scientifica è così viziata da confinare con l'assurdo, includono anche il Tamiflu, che è stato interrotto in Giappone a causa di tante morti da improvviso gravi disturbi psichiatrici, e Gardasil, che durante il primo anno del suo uso ha provocato più di 3.500 eventi avversi, più di qualsiasi altro vaccino nella storia.  Gardasil contiene un enorme 675 microgrammi di alluminio tossico, e uno degli scienziati che lo hanno sviluppato, Diane M. Harper, ha avvertito che il vaccino non era mai stato testato su giovani ragazze prima della sua uscita per l'uso diffuso.
Forse il peggio è MMR, che fornisce presumibilmente l'immunità contro il morbillo, parotite e rosolia. Più di 4.900 famiglie americane hanno intentato cause dopo che i loro figli sono diventati autistici entro giorni dopo questo vaccino.
Una seconda area di interesse nella carriera del dottor Chopra era la resistenza batterica agli antibiotici, che è del tutto evitabile ed e’ causata solo da un uso di antibiotici negli animali da produzione alimentare e le sconsiderate super prescrizione abitudinali dei medici.
Al momento ci sono intere classi di antibiotici che non dovrebbero nemmeno essere sul mercato; il  Dr. Chopra ha combattuto con forza ma senza successo, per mantenere Baytril e Revelor-H fuori dal mercato.
Sono stati finalmente banditi più di un decennio dopo i suoi avvertimenti a causa del danno innegabile che hanno causato.
Fonti: Vitality Magazine Aprile 2008

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Batteriofagi per stroncare le resistenze
Affiancati alla terapia antibiotica tradizionale la rendono più efficace ed evitano l'insorgenza di resistenze
Per combattere le infezioni batteriche, sempre più spesso caratterizzate da resistenza agli antibiotici, la via più efficiente è quella di sfruttare i batteriofagi, dopo averli ingegnerizzati in modo opportuno.
Lo sostengono Timothy Lu, della Harvard-MIT Division of Health Sciences, e James Collins, dello Howard Hughes Medical Institute, in un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).
Secondo i dati dei Centers for Disease Control di Atlanta lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente, il più importante dei batteri a resistenza multipla, causa nei soli Stati Uniti 94.000 infezioni all'anno, 19.000 delle quali con esito letale. Nonostante gli sforzi della ricerca, negli ultimi anno sono stati sviluppati pochissimi nuovi antibiotici in grado di contrastare questi nuovi "super-batteri".
"Ingegnerizzare i batteriofagi, virus che infettano i batteri, per aggredire specifici obiettivi è molto più facile che inventare un nuovo farmaco", ha osservato Lu.
I virus ingegnerizzati descritti nell'articolo attaccano il sistema SOS di riparazione del DNA batterico che entra in funzione quando essi si trovano esposti a un antibiotico che danneggia il DNA. Utilizzati congiuntamente con gli antibiotici tradizionali, questi virus minano le capacità di difesa dei batteri e permettono di prevenire lo sviluppo di resistenze.
I ricercatori hanno testato con successo i loro batteriofagi in relazione a tre importanti classi di antibiotici (beta-lattamici, aminoglicosidi e chinoloni). I topi infettati con batteri trattati con associazione di batteriofagi e antibiotici il tasso di sopravvivenza è stato dell'80 per cento, contro il 50 per cento di quelli trattati con batteriofagi naturali e antibiotici; il 20 per cento di quelli trattati con soli antibiotici e il 10 per cento di quelli non trattati.
"Questo lavoro getta le basi per lo sviluppo di una libreria di batteriofagi, ciascuno progettato per aggredire diversi obiettivi batterici", ha concluso Lu. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

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Gli antibiotici non servono più ? - 27 Maggio 2014
Saremo di nuovo vittime di malattie che credevamo vinte ?
L'Organizzazione mondiale della sanità suona l'allarme sul fenomeno della resistenza dei batteri ai farmaci che dal secolo scorso salvano la vita di milioni di persone.
Finora la minaccia della resistenza dei batteri agli antibiotici è stata sottovalutata. Ma l'antibiotico-resistenza è ormai un fenomeno diffuso in tutto il mondo e diventa sempre più preoccupante, con la resistenza a varie classi di antibiotici, anche a quelli considerati da ultima risorsa.
Se non si corre ai ripari, la situazione potrebbe aggravarsi fino a un punto di non ritorno: lo mette per la prima volta nero su bianco l'OMS, l'Organizzazione mondiale della sanità, in un rapporto appena rilasciato. Mentre alcuni esperti affidano a Nature un appello: la necessità di istituire un organismo internazionale sul modello di quello che si occupa dei cambiamenti climatici, per tenere sotto controllo la situazione e trovare soluzioni.

Come agiscono gli antibiotici ?
I diversi farmaci hanno differenti meccanismi d'azione. Alcuni uccidono i batteri causando la distruzione della loro parete cellulare: è il caso, per esempio, di penicilline, carbapenemi e cefalosporine.
Altri agiscono su componenti diversi della cellula batterica. Altri ancora, come i chinoloni, interferiscono con la sintesi del materiale genetico dei microrganismi, di fatto impedendo loro di riprodursi, oppure con il metabolismo energetico. Lo spettro di azione, cioè la capacità di agire su un numero più o meno ampio di specie batteriche, varia da un farmaco all'altro.
 
Quali sono gli antibiotici oggi a disposizione ?
Ne esistono oltre quindici classi. L'età d'oro dello sviluppo di questi farmaci è stata intorno alla metà del secolo scorso, quando numerose nuove molecole entrarono sul mercato. Da allora, però, il filone si è esaurito.
La stragrande maggioranza degli antibiotici oggi a disposizione è stata sviluppata prima del 1968. L'ultima classe di antibiotici scoperta risale agli anni Ottanta, e l'ultimo prodotto commercializzato in Europa, nel 2012, è un antibiotico contro le polmoniti ospedaliere e le infezioni cutanee dovute ai temuti stafilococchi resistenti alla meticillina (MRSA).
 
Perché si sviluppa la resistenza dei batteri ai farmaci ?
Lo sviluppo della resistenza è un normale processo evolutivo. Già nel 1945, nel suo discorso alla cerimonia del Nobel, Alexander Fleming, scopritore della penicillina, aveva avvertito che i microrganismi potuto sviluppare resistenza a questo farmaco meraviglioso. Normalmente, in una colonia di microbi sensibili a un certo farmaco, ne esistono alcuni che sono naturalmente resistenti: il fenomeno si chiama insensibilità primaria.
Quando l'antibiotico distrugge i batteri sensibili, quelli insensibili al farmaco e che fino a quel momento si trovavano in uno stato "dormiente" cominciano a moltiplicarsi. Oppure può succedere che una resistenza si sviluppi in seguito a mutazioni del materiale genetico del batterio, oppure allo scambio dei geni che conferiscono la resistenza tra batteri.

La resistenza si è sviluppata da quando esistono gli antibiotici ?
Pur essendo un fenomeno naturale, è accelerato e aggravato da un uso scorretto dei farmaci antibiotici. Uno dei principali fattori che contribuiscono alla resistenza è la pratica di trattare gli animali da allevamento con basse dosi di antibiotici per favorire la crescita ed evitare le malattie negli ambienti sovraffollati degli allevamenti intensivi. Questa pratica è vietata in Europa dal 2006, ma ancora oggi negli Stati Uniti l'80 per cento circa degli antibiotici viene impiegato con gli animali.
 
Quali sono i comportamenti che favoriscono la resistenza ?
Tra le pratiche considerate più dannose c'è l'abitudine di fare uso degli antibiotici anche per trattare infezioni virali, dove non hanno alcuna utilità. Anche prendere i farmaci in modo diverso dalle prescrizioni, a dosi inferiori o per un tempo differente da quello raccomandato, si ritiene che possa contribuire a far sviluppare la resistenza. Altra pratica che di recente è stata messa sotto accusa è l'abitudine in molti ospedali di prescrivere cicli di antibiotici a scopo preventivo.
 
Quali batteri sono diventati resistenti ?
I sorvegliati speciali sono nove batteri che causano infezioni comuni nelle comunità, per esempio asili nido, ospedali eccetera, oppure infezioni alimentari. Ci sono Escherichia coli (causa di infezioni del tratto urinario e setticemie), Klebsiella pneumoniae (polmoniti e setticemie), Staphylococcus aureus (infetta le ferite e può trasmettersi al sangue). E poi ancora alcune specie di batteri enterococchi all'origine di diarrea e infezioni trasmesse dal cibo.
Infezioni comuni come la polmonite, curate senza difficoltà con l'avvento della penicillina, in molte situazioni non rispondono più.
Per la cistite, infezione molto comune, spesso non bastano più i farmaci orali ed è necessario ricorrere ad antibiotici iniettabili.
L'alta percentuale di resistenza ad antibiotici che sono considerati la seconda o la terza scelta per la maggior parte di queste infezioni significa che per trattare le forme gravi è necessario fare ricorso a farmaci che costituiscono di fatto l'ultima spiaggia.
Se si diffondesse la resistenza anche a questi, non rimarrebbe alternativa.
 
Dove si trovano i batteri resistenti e come si trasmettono ?
I problemi maggiori ci sono negli ospedali, nei reparti di terapia intensiva e di neonatologia. Spesso, nel caso di batteri che vivono normalmente nel corpo della persona senza causare problemi, si tratta di autoinfezioni. I pazienti oncologici e quelli che hanno subito un trapianto sono i più vulnerabili, come anche le persone operate cui vengono somministrati antibiotici per prevenire infezioni dopo l'intervento.
Le infezioni che nascono in ambiente ospedaliero possono trasmettersi tra pazienti e causare epidemie. A volte ceppi resistenti possono essere trasmessi dagli animali, attraverso la contaminazione del cibo. Gli pneumococchi resistenti sono spesso riscontrati in persone asintomatiche che fanno da portatori sani. Di fatto, secondo uno studio recente, i microrganismi portatori di geni per la resistenza agli antibiotici non sono una rarità, anzi: sono abbondanti e diffusi ovunque, dal suolo all'acqua del mare fino all'intestino degli animali.
 
A quali soluzioni stanno pensando gli scienziati ?
La maggior parte ritiene che non ci sia una soluzione unica al problema. Tra le strategie a cui si pensa ci sono quelle di combinare diversi antibiotici tra quelli esistenti, di rinforzare le molecole esistenti con sostanze adiuvanti che rendano i microbi resistenti di nuovo suscettibili e di mettersi alla ricerca di nuovi composti antibatterici.
 
Ci sono nuovi antibiotici in corso di sviluppo ?
Ci sono alcune nuove molecole in sperimentazione, tra cui una in corso di sviluppo contro Pseudomonas aeruginosa, responsabili di gravi polmoniti acquisite in ospedale. Non c'è però niente in vista per il fenomeno che appare più preoccupante, la resistenza batterica agli antibiotici carbapanemi, considerati l'ultima spiaggia per diversi tipi di infezione.
 
In Italia facciamo un uso corretto degli antibiotici ?
No, l'Italia è uno dei paesi europei che usa più antibiotici. I sistemi di sorveglianza confermano che anche il fenomeno della resistenza è tra i più elevati per i Paesi europei, più al centro e al sud che nel nord Italia, in stretta relazione con il consumo. Secondo dati dell'Istituto superiore di sanità, quasi la metà degli italiani che nel 2007 hanno assunto un antibiotico lo ha fatto senza la prescrizione del medico. Alta anche la percentuale di chi usa gli antibiotici in caso di influenza e raffreddore, quando normalmente non servono.
By Chiara Palmerini  - Tratto da: focus.it

Commento NdR: quello che la medicina ufficiale non capisce o non vuole capire per i grandi interessi finanziari che vi sono dietro.... e' che i batteri sono i mattoni base del Vivente, senza di essi la vita sul nostro pianeta e' impossibile; quindi aver cercato di combatterli in ogni modo, non solo e' una battaglia persa in partenza, ma li ha addirittura rafforzati, perche si sono "nutriti" con gli antibiotici con i quali sono stati "combattuti", e con questo "cibo", fornendo loro le informazioni necessarie per modificare il loro DNA per sopravvivere ai bombardamenti contro di loro ! .....e sara' sempre cosi... dato che, come specie, i batteri sono praticamente la specie vivente che e' nata prima ed ultima morira', alla faccia della specie umana guidata da stolti medici impreparati e ricercatori (leggasi Big Pharma) che vogliono stupidamente controllare e andare contro la Natura, e questo e' il risultato che il futuro molto prossimo, aspetta alla stupida specie umana che pensa di superare in abilita' la Natura stessa....
Buon divertimento  e fortuna agli utilizzatori di antibiotici e Vaccini che producono gravi danni occulti e/o paesi, trasmissibili anche alla prole oltre che a tutti, chi piu' chi meno, immunodepressione !


Per cui, pur segnalando i vari pericoli degli antibiotici e sono tanti ed intensi, essi possono e/o debbono essere utilizzati quando NON vi sono altre alternative, che in genere i medici allopati NON conoscono e che la Medicina Naturale invece conosce da sempre.
Gli antibiotici naturali sono i Prodotti dell'Alveare (miele, propolis, pappa reale) e la giusta e salubre alimentazione (seguendo anche le indicazioni dell'emodieta) per prevenire qualsiasi malessere, sintomo, ammalamento.
Ricordiamo anche che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.