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ANTIBIOTICI sotto accusa: "Non funzionano più"  
e/o fanno male in tutti i casi 
 

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS): se ne usano troppi (antibiotici) e nascono nuove malattie. I mangimi animali sono pericolosi - By Mark Kaufman

WASHINGTON - USA 
I microrganismi responsabili di malattie che vanno dal mal di gola alla polmonite, alla malaria e all'Aids stanno subendo in tutto il mondo, a un ritmo preoccupante, mutazioni che hanno come conseguenza l'insorgere di infezioni molto più pericolose, resistenti alle terapie farmacologiche: è l'allarme lanciato lunedì dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Proseguendo su questa strada, secondo quanto concluso dal primo rapporto speciale dell'OMS sull'argomento, il mondo potrebbe riprecipitare nell'"era pre-antibiotici", quando era normale morire per malattie che, nei tempi moderni, si sono poi facilmente curate con antibiotici e altri farmaci.
"Può darsi che ci restino solo dieci o vent'anni per utilizzare al meglio molti dei farmaci attualmente a disposizione per bloccare le infezioni", ha detto David Heymann, direttore esecutivo del programma OMS sulle malattie contagiose, "siamo letteralmente in corsa contro il tempo per ridurre i livelli delle infezioni in tutto il mondo".
Il rapporto OMS ha concluso che la resistenza ai farmaci è in aumento soprattutto a causa dell'uso eccessivo di antibiotici nei paesi ricchi mentre nei paesi poveri i medicinali vengono utilizzati in maniera insufficiente e incompleta (con largo impiego di farmaci "contraffatti"). Inoltre è pratica diffusa somministrare mangimi contenenti bassi livelli di antibiotici per favorire la crescita del bestiame.
L'OMS ha fatto appello ai medici dei paesi sviluppati affinché riducano le prescrizioni di antibiotici, effettivamente necessari, secondo l'organizzazione, solo nella metà dei casi in cui vengono utilizzati.
Da anni gli esperti si preoccupano dell'aumento dei micro organismi farmacoresistenti. Il rapporto dell'OMS, organizzazione affiliata all'ONU con sede a Ginevra, costituisce oggi la più completa, e forse più allarmante, documentazione a riguardo. 
La capacità che batteri, virus e parassiti hanno di diventare resistenti ai farmaci è un fenomeno naturale legato alla mutazione e alla sopravvivenza dei microrganismi più forti. Il problema sorge solo quando i microrganismi patogeni diventano capaci di contrastare farmaci altrimenti curativi.
Dopo la seconda guerra mondiale l'industria farmaceutica sviluppò moltissimi antibiotici efficaci, molti pensarono così che non fosse più necessario  produrne altri e gran parte delle industrie farmaceutiche perse interesse nella ricerca.
Questo, secondo Heymann fa sì che "attualmente non esistono nuovi farmaci o vaccini a nostra disposizione".
Il rapporto OMS descrive numerosi esempi di come la resistenza ai farmaci possa incidere gravemente sulla salute pubblica: negli Usa, secondo le stime, sono circa 14.000 le persone che muoiono ogni anno a causa di infezioni da microrganismi farmacoresistenti contratte in ospedale. Dieci anni fa in India il tifo si curava con tre farmaci poco costosi. Oggi quei farmaci sono in gran parte inefficaci contro questa malattia letale. 
Nell'Europa dell'Est e in alcune zone della Russia più del 10% dei pazienti affetti da tubercolosi è contagiata da ceppi batterici resistenti ai due più potenti antibiotici. In gran parte del sud est asiatico il 98% dei ceppi della gonorrea è resistente alla penicillina, che per decenni è stato il farmaco leader nella cura di questa malattia.
L'OMS ha raccomandato di evitare l'uso di antibiotici come stimolatori della crescita nei mangimi per animali. 
E l'Unione Europea ha già proibito l'uso di molti antibiotici ai fini dell'allevamento degli animali.
Copyright°: "Los Angeles Times-Washington Post News Service. All Right Reserved"  
vedi: Antibiotico resistenze 1 +  Pericolo farmaci + Origano al posto degli antibiotici  +  Antibiotici 2 

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Efficacia antibiotici sempre più a rischio
Aumentano i casi in cui i batteri diventano insensibili a questi farmaci.
NIZZA (Francia) - Efficacia degli antibiotici sempre più a rischio a causa delle resistenze a questi farmaci sviluppate dai batteri. A sottolineare il problema è stato Gianmaria Rossolini, docente di Microbiologia clinica all'Universitá di Siena e direttore del dipartimento di Biologia molecolare dello stesso ateneo toscano, intervenuto al 16esimo Congresso europeo di Microbiologia clinica e malattie infettive (Eccmid) in corso a Nizza.
L'esperto ha parlato del fenomeno durante una sessione dedicata proprio all'evoluzione del fenomeno della resistenza alla classe di antibiotici betalattamici (di cui la penicillina è capostipite), i più conosciuti e utilizzati nel mondo. «Studiando come i batteri evolvono e diventano resistenti a questi farmaci ci siamo resi conto che stiamo perdendo progressivamente l'efficacia di tantissime molecole, ed è un grande problema dal punto di vista medico ed epidemiologico».

«Esistono situazioni - ha proseguito l'esperto- in cui i batteri isolati risultano resistenti a tutti i farmaci esistenti: in questi casi, se si vuole combattere l'infezione e non perdere il paziente, si agisce cercando di associare più antibiotici sperando in sinergie fra loro o ricorrendo a prodotti vecchi e tossici che possono funzionare, ma hanno pesanti effetti collaterali». «A volte - ha sottolineato Rossolini - assistiamo a fenomeni che si verificavano soltanto prima della scoperta della penicillina, quando non si avevano armi efficaci contro le infezioni.
Tratto da: corriere.it

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Are Antibiotics Useless for Sinus Infections ? - Gli antibiotici sono utili per le sinusiti, bronchiti ecc. ? NO !
Antibiotics are commonly used to treat sinus infections, but a new study found that they work no better than a placebo. Further, prescribing antibiotics to sinus patients may cause harm by increasing their resistance to the medications.

In the study, researchers followed about 200 patients with sinusitis. Of the 100 who received an antibiotic, 29 percent had symptoms that lasted 10 days or more. Another 107 received a placebo, and 34 percent had similarly lasting symptoms. The difference was statistically insignificant.
The effectiveness of a nasal steroid spray for sinus infections was also tested in the study, and found to work the same as the placebo (except among a group of patients with milder symptoms, when it was slightly beneficial).
The researchers suggested that the antibiotic did not help the sinus infections because it couldn’t penetrate the pus-filled sinus cavities.

Unnecessary prescribing of antibiotics has led to enormous problems with drug resistance. Antibiotics were recently found to be ineffective against ear infections and bronchitis as well.
The researchers say the results should encourage more patients to forgo antibiotics for sinus infections.
"With a little bit of patience, the body will usually heal itself," said Dr. Ian Williamson, the study’s lead author.
Sources:Journal of the American Medical Association December 5, 2007;298(21):2487-2496

Houston Chronicle December 5, 2007
Tratto da: http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2007/12/29/are-antibiotics-useless-for-sinus-infections.aspx

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Sempre piu' inefficaci gli antibiotici
Si parla molto dei rischi dei prodotti transgenici, ancora non provati, e assai poco di quelli derivanti dal massiccio uso di antibiotici, i cui  guai planetari sono ben noti e verificati, ovvero la crescente resistenza o immunità acquisita dai ceppi batterici nei confronti delle medicine antibiotiche, per cui è sempre più difficile curare le comuni malattie infettive.

Secondo uno studio del Comitato economico e sociale dell'Unione Europea, polmoniti e otiti da pneumococchi sono ormai infezioni diffusissime perché il pneumococco ha acquisito resistenza alla penicillina.
I batteri della tubercolosi, altra malattia in forte espansione anche perché favorita dall'epidemia di AIDS, sono diventati multiresistenti agli antibiotici e costituiscono un enorme problema non solo nei paesi in via di sviluppo.
Sono cresciute le infezioni da salmonella e, per lo stesso motivo, quelle da stafilococco aureo e da enterococchi. Nei paesi in via di sviluppo  ceppi di batteri multiresistenti che causano dissenteria sono all'origine di un'elevata mortalità.

I batteri diventano resistenti grazie a trasformazioni genetiche casuali, come quella della parete cellulare, che può cambiare al punto di impedire alle molecole di antibiotico di penetrare nella cellula; oppure possono acquisire enzimi in grado di distruggere l'antibiotico, giovandosi di un trasferimento di geni da altri batteri, anche di specie diverse, che conferiscono resistenza a numerosi antibiotici nello stesso tempo. Poiché la maggior parte dei batteri si moltiplica in tempi molto brevi, tale resistenza può diffondersi velocemente, funzionando secondo il principio della pressione selettiva.

Le cause, secondo il Comitato economico e sociale della CE, stanno principalmente nell'uso indiscriminato di antibiotici, gran parte dei  quali sono impiegati per il trattamento delle infezioni dell'apparato respiratorio dovute a virus, che non sono attaccati dagli antibiotici. Ma il medico dispone di strumenti limitati per stabilire se un'infezione è di origine virale o batterica e, nel dubbio, prescrive gli antibiotici, che lasciano in vita i batteri resistenti dandogli l'opportunità di moltiplicarsi ulteriormente e di sopravvivere a dosi medicinali sempre più massicce e mirate.
Anche i pazienti stessi abusano di antibiotici per curare inutilmente semplici malattie dovute a virus, come i raffreddori.
In particolare, però, il Comitato economico e sociale europeo punta il  dito contro la somministrazione di antibiotici in agro-zootecnia, che si trasferisce nella catena alimentare. In alcuni paesi oltre il 50 per cento della produzione totale di composti antimicrobici viene utilizzato per bestiame, pesci e vegetali, in gran parte sotto forma di additivi nei mangimi al semplice scopo di promuovere la crescita degli animali o, in agricoltura, per prevenire malattie batteriche delle piante.
L'unico Stato europeo che ha vietato l'impiego degli antibiotici come promotori di crescita degli animali è la Svezia, che ha ottenuto una deroga dall'Unione europea scaduta il 31 dicembre 1998.
Eppure è stato dimostrato che la somministrazione di antibiotici determina negli animali la selezione di batteri resistenti che in seguito si trasmettono all'uomo attraverso la catena alimentare; ma nella CE il problema è ancora oggetto di discussioni e per ora si è deciso soltanto di ridurre il numero degli antibiotici consentiti nell'alimentazione animale, non le quantità.
Fonte: www.consumatori.it

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