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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
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ANTIBIOTICI e loro danni

 

Il crollo di un mito: Antibiotico  

Farmacologi ed esperti di malattie infettive concordano ormai che stiamo entrando nell'era post-antibiotica.
L'era della "pallottola magica" (per usare l'espressione che Paul Ehrlich coniò più di ottant'anni fa a proposito del primo farmaco efficace contro la sifilide) è tramontata. Nel 1945 lo scopritore della penicillina, l'inglese Alexander Fleming, ricevette, a motivo dell'eccezionale risultato, il premio Nobel per la medicina, ma era già un anno che circolavano ceppi di Stafilococcus Aureus che era­no in grado di disattivare la più potente pallottola magica mai prodotta dall'umanità contro i batteri. Come era potuto accadere ?
Verosimilmente, l'uso massiccio di penicillina, da quando negli Stati Uniti iniziò la produzione industriale (era il 1941), aveva selezionato dei ceppi batterici capaci di produrre un enzima che rompe la molecola di penicilli­na rendendola inattiva e quindi inefficace. Da quel momento è stata una rincorsa continua tra antibiotici di nuova generazione e batteri resistenti: qui sotto ne riassumiamo le principali tappe:

A 50 ANNI dalla PENICILLINA i BATTERI RISCHIANO di STRAVINCERE
La rincorsa Batteri-antibiotici

1941
Inizia negli Stati Uniti la storia industriale di produzione della penicillina. All'epoca la penicillina si mostra in grado di distruggere virtualmente la totalità dei batteri Gram-positivi*.

1944
Vengono segnalati i primi ceppi resistenti alla penicillina: appartengono allo Stafilococ­cus aureus.
Questo batterio si mostra capace di secernere una sostanza (che prima venne chiamata "penicillinasi'"e poi "beta-lattamasi") che blocca la penicillina. Da allora una percentuale crescente di Stafilococcus aureus diviene resistente non solo alla penicillina, ma anche alla ampicillina e ad altre penicilline.
Oggi più del 95% dei ceppi di Stafilococcus aureus è resistente alla penicillina.

Anni Settanta
L'industria farmaceutica mette in campo le penicilline semisintetiche, come la meticillina.

Anni Ottanta
Si segnalano in Inghilterra, Polonia e Danimarca e, successivamente, negli Stati Uniti (NdR: ed ormai negli anni 2000, anche negli altri ospedali in tutte le nazioni del mondo) ceppi di Stafilococcus aureus resistenti anche alla meticillina. La sigla scientifica di questi nuovi ceppi resistenti è MRSA (Meticillino Resistenti Stafilococcus Aureus)

Anni Novanta
La nuova risposta farmaceutica è la vancomicina, efficace verso i MRSA, ma gli scienziati hanno già trovato che l'uso intensivo di questo nuovo antibiotico, soprattutto in ospedale, ha prodotto ceppi resistenti in altre specie batteriche (enterococchi). La rincorsa continua, ma ormai il cerchio si sta chiudendo: la ricerca batte il passo, al punto che nel 1993 la FDA ha registrato un solo nuovo antibiotico.

I batteri vengono distinti in due grandi gruppi, Gram-positivi e Gram-negativi, a seconda della colorazione che assumono in laboratorio secondo un metodo inventato dal medico olandese Grani.
Fonte: M.L. Cohen Epìdemiology ofDrug Resistance: Implicationsfor a Post-Antìmicrobial era, in 'Science', 1992, 257: 1050-1055; H.C. Neu The Crisis in Andbìotic Resistance, in 'Science', 1992, 257: 1064-1072.
Tratto da: "Psiconeuroimmunologia" di F. Bottaccioli - Ediz Red

Anni 2000 le antibiotico resistenze sono ormai divenute un fenomeno molto frequente e la rincorsa alla produzioni di nuovi tipi di antibiotici si fa sempre piu’ difficile se non impossibile. Quindi i Batteri hanno Vinto la loro battaglia dimostrando…che la strada intrapresa NON era quella Giusta !
Quando cambieranno le strategie della Sanita' mondiale, seguendo le indicazioni della Medicina Naturale ? se cio' avverra' la medicina fara' passi da gigante a favore del benessere degli esseri Viventi ed a sfavore delle case farmaceutiche....ma prima o poi' speriamo che cio' avvenga ed anche al piu' presto per il bene dei malati   !!
vedi: Antibiotico resistenze 2  +  Antibiotico  +  Antibiotici e sostituti naturali  +  Pericolo farmaci

vedi anche: Antibiotici: L'altra scelta !

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L'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) lancia l'allarme per il sovraconsumo di antibiotici, con la conseguenza di un possibile pericoloso aumento di reazioni avverse da farmaco (ADR - 2010).
I dati diffusi dall'Aifa e dall'Istituto superiore di sanità (Iss), che con il ministero della Salute hanno avviato una campagna per l'uso 'responsabile' degli antibiotici, sono indubbiamente allarmanti: nel 2009 il numero totale di reazioni avverse agli antibiotici è stato pari a ben 1643, contro le 1303 del 2008.

Nel 2009 il numero maggiore di segnalazioni si è avuto per le penicilline (637) e gli antibatterici chinolonici (317).
Nel 2008 invece il numero totale di adr da antibiotici è stato di 1303 e ha costituito l'11,2% delle reazioni avverse presenti nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza dell'Aifa.
Le maggiori segnalazioni le hanno raccolte, anche in questo caso, le penicilline (506), seguite da macrolidi e lincosamidi (142), cefalosporine (225) e chinoloni (291).
Tra il 2002 e il 2009 sono state segnalate complessivamente 8.833 sospette reazioni avverse.

Secondo la LAV il problema non deve essere visto unicamente sotto l'aspetto dell'eccesso di prescrizioni e di consumo di antibiotici, con il conseguente verificarsi del fenomeno della farmaco-resistenza, ma è indispensabile affrontare la questione 'a monte' ovvero sul piano metodologico: un così elevato numero di reazioni avverse conferma che la sperimentazione animale (la fase preclinica della ricerca) non è un metodo scientificamente valido e dunque rischioso per malati, nonché crudele per i 12 milioni di animali uccisi ogni anno a scopo sperimentale nell'Unione Europea.

Infatti, animali di specie diverse, uomo incluso, possono manifestare reazioni molto diverse a una stessa sostanza/test.
Il mondo della ricerca deve impegnarsi in favore dell'uso e della validazione dei metodi alternativi (senza uso di animali), efficaci e affidabili. La validazione è il processo, spesso lungo e oneroso, che stabilisce l'affidabilità scientifica e la rilevanza del metodo: ebbene, tutti i test su animali già in uso non sono mai stati validati. Eppure sono in uso da anni.

Ma anche nella fase di validazione è indispensabile abbandonare lo sterile  confronto con i risultati ottenuti, in passato, per le stesse sostanze su animali 'da laboratorio': può essere molto fuorviante confrontare dati riferiti a specie diverse. Il rigore scientifico, dunque, anche in fase di validazione deve imporre il confronto con i dati noti sull'uomo.

"I dati sulle reazioni avverse ai farmaci devono preoccupare: infatti, nonostante siano in grande espansione campi come l'epigenetica e la farmacogenetica che sottolineano l'individualità della nostra specie e del singolo organismo, la ricerca continua ad essere ancorata all'obsoleta sperimentazione preclinica su animali, coinvolti in 3 milioni di procedure all'anno, fenomeno che alimenta un colossale business dove si pretende che cavie fungano da uomini e uomini facciano da cavie", afferma Michela Kuan, biologa, responsabile LAV Vivisezione e autrice del Dossier "Sperimentazione animale e farmaci che ammalano".

Di antibiotici ne assumiamo troppi: ogni anno in Europa muoiono 25 mila persone per malattie causate da batteri divenuti resistenti a questi farmaci. Spesso le soluzioni naturali possono essere un'alternativa concreta... - Dic. 2011
In lotta perenne contro i batteri e le infezioni: lo eravamo agli inizi del secolo scorso, quando la comunità scientifica esultò per la scoperta della penicillina, lo siamo oggi a fronte di 25 mila morti ogni anno in Europa (5 persone ogni 100 mila) per malattie causate da batteri divenuti resistenti agli antibiotici. (NdR: anzi se ne nutrono...)
Un paradosso ? No, la realtà.
Questo dato scioccante (ma negli Stati Uniti non va tanto meglio, con 4 persone morte ogni 100 mila) è scritto, nero su bianco, nel primo rapporto della Transatlantic taskforce on antimicrobial resistance (Tatfar) pubblicato nell’ottobre scorso.
Ma già nel 1998 un parere ufficiale del Comitato economico e sociale dell’Unione europea definiva la resistenza agli antibiotici «una minaccia per la salute pubblica». Ed erano addirittura gli anni ’40 quando i medici si sono accorti della nascita di batteri resistenti alla penicillina.
Oggi il fenomeno ha assunto proporzioni che qualcuno definisce addirittura ingovernabili.
La ragione sta nell’abuso che si è fatto di questi farmaci, utilizzati sia sull’uomo sia sugli animali in maniera estensiva e spesso nient’affatto selettiva. «Sviluppare nuovi farmaci non sarà sufficiente per contenere il fenomeno dell’antibioticoresistenza» afferma la Tatfar. «I microbi troveranno sempre il modo per sfuggire alla loro azione».
Si è dunque compreso di avere percorso la strada sbagliata ? Quel che è certo è che la prospettiva non è rassicurante e la priorità individuata dalla comunità medica, benché solo di recente, è quella di ridurre drasticamente la somministrazione dei farmaci in questione. Ma, è proprio il caso di dirlo, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, e ad attestarlo sono i dati sul consumo effettivo di antibiotici.
Il consumo in cifre
Secondo l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), in Italia le dosi assunte giornalmente da un adulto ogni 1000 abitanti sono passate dalle 24,5 del 1999 alle 27,6 del 2007 e la spesa nel 2009 per il Servizio sanitario nazionale è stata pari a 1 miliardo e 38 milioni di euro. Il consumo in Italia è più basso soltanto di quello di Francia e Cipro (in questi due paesi però viene incluso anche il consumo ospedaliero), ed è più elevato di quello di tutti gli altri paesi europei, in alcuni casi di oltre il 100%. Inoltre, mentre in Italia nel periodo 1999-2007 i consumi sono aumentati del 13%, nello stesso periodo in Francia si sono ridotti del 16%.
Ma non è finita qui:
l’Italia risulta essere il paese dell’Unione europea con il più elevato consumo di antibiotici in formulazione iniettabile, corrispondenti a quasi il 3% del consumo totale. Francia e Belgio, che hanno consumi totali paragonabili a quelli dell’Italia, hanno un consumo di formulazioni iniettabili da 3 a 6 volte inferiore a quello italiano.
Il nostro è anche uno dei tre paesi con il maggiore consumo di 8 dei 20 antibiotici più comunemente prescritti in formulazioni parenterali (ceftriaxone, lincomicina, cefonicid, cefotaxime, tiamfenicolo, netilmicina, ampicillina+inibitore, cefodizima) e il terzo paese con maggior consumo per due dei primi quattro antibiotici maggiormente prescritti in formulazione parenterale (gentamicina, ceftriaxone, cefazolina e lincomicina),che da soli coprono oltre il 50% dell’uso delle formulazioni iniettabili in Europa....
Tratto da: aamterranuova.it

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DANNI dell'ANTIBIOTICO
Alle paure per le epidemie si è aggiunta oggi la scoperta in sei ospedali USA (e non solo negli USA) di un batterio che nel 2003 potrebbe avere ucciso nel Quebec, in Canada, oltre 200 persone.
Il batterio in questione è il 'Clostridium difficile' (C-diff) che alligna nel colon e che sembra prosperare con l'uso di alcuni antibiotici ai quali è diventato resistente: gli antibiotici uccidono gli altri batteri concorrenti consentendo così al C-diff di espandere il suo raggio di azione.
Negli Usa sono stati scoperti finora 33 casi di malattia provocata da questo batterio intestinale: solo una persona è morta ma le autorità sanitarie hanno espresso preoccupazione per la sua diffusione, inaspettatamente ampia, negli Stati Uniti. (ANSA).

AMOXICILINA
Domandiamoci quante volte e' stato somministrato ai bambini, che presentano deficit di biotinidasi, e quindi con sicure problematiche biochimiche, un Antibiotico chiamato Amoxicillina. 
Nel Marzo del 2004 l’ American Academy of Pediatrics and American Academy of Family Physicians, nel suo Sito consiglia l’Amoxillicina affermando ……….. se proprio si deve ricorrere agli antibiotici – dicono i pediatri USA - l’ideale è l’amoxicillina, efficace, sicura di basso costo e di sapore gradevole per i bambini. 

Ma si e' scoperto anche che non la pensano così gli allevatori di Conigli, che sconsigliano assolutamente l’uso di Amoxillicina in quanto distrugge la flora favorevole dell'intestino degli animali:
L'Amoxicillina è un antibiotico (che risulta essere spesso usato per i bambini) che può portare più danni che benefici ai nostri figli.
Purtroppo le conseguenze funeste della somministrazione di questo farmaco non sono molto note per alcuni motivi: alcuni veterinari con poca esperienza in conigli, ovvero medici ai quali capita raramente di visitarne, hanno talvolta prescritto l'amoxicillina senza notare effetti secondari e quindi danno per scontato che sia un farmaco sicuro anche per i coniglietti.
Un altro motivo è la reazione "a scoppio ritardato" che questo antibiotico provoca nell'organismo dei conigli. Possono passare infatti anche dieci giorni da quando si conclude il trattamento col farmaco prima che si passi al secondo stadio del processo negativo che avviene nell'intestino : la flora autoctona dell'intestino viene distrutta, permettendo la crescita dei batteri patogeni (per i conigli, come per gli umani).
Se questi batteri proliferreranno sufficientemente, produrranno le tossine che possono uccidere il coniglio.
Quindi che un coniglietto sopravviva o no al trattamento con l'Amoxicillina dipende dalla quantità e dalla forza dei batteri patogeni e dalla capacità di ogni singolo coniglio di far fronte alle tossine prodotte e cio' avviene anche per i nostri bambini. 
Quindi il consiglio è di evitare sempre per sicurezza una cura che includa l'Amoxicillina e cercare col proprio medico un'alternativa valida.  
E viene da chiedersi, se i conigli vengono usati come cavie nella sperimentazione umana, come è possibile che questo fenomeno di distruzione della flora favorevole dell'intestino anche degli animali, non sia stata considerata negli studi e non venga segnalata nelle controindicazioni del farmaco

    C'e' da presumere che si tratti dell’attuazione di quel concetto di marketing che dice: certi farmaci vengono ugualmente messi in commercio "nonostante tutto", perché l'effetto collaterale è magari trascurabile rispetto al beneficio del farmaco….. in questi casi si guarda al rapporto rischio per la pelle degli animali ed umani ed il beneficio per le case farmaceutiche.....

In effetti, non c'è solo la possibilità “serve oppure non serve a niente”, ma ci sono anche varie altre possibilità: 
1 -serve, con effetti collaterali sopportabili....ma ognuno puo' avere effetti diversi da soggetto a soggetto.... 
2 -serve, con molti effetti collaterali gravi, ma per fortuna non molto frequenti...

Ricordiamoci pero' che TUTTI gli antibiotici distruggono la flora batterica autoctona e quindi indeboliscono molto l'organismo !
Cio' significa che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

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Sul numero del 6 novembre del BMJ è uscita un interessante indagine svolta nel Galles (Gran Bretagna) . 
Sono stati analizzati ben 30.000 campioni di urine prelevati da pazienti a scopo di fare diagnosi di infezione urinaria. 
Si è ricercata la percentuale di batteri antibiotico-resistenti in questi campioni, e si è ricercato se l’antibiotico-resistenza era collegata al livello di prescrizione di antibiotici effettuata negli ambulatori medici (anche per altre malattie, probabilmente malattie respiratorie , che sono le malattie per cui si prescrivono più spesso antibiotici )
Risultati :

  • nel 21 % dei campioni prelevati, è stata riscontrata una antibiotico resistenza a 2 categorie di antibiotici. 
    Gli antibiotici che hanno determinato antibiotico-resistenza sono 2 antibiotici di larghissimo uso, anche in Italia:

  • Antibiotici penicillinici ad ampio spettro senza inibitori delle beta-lattamasi , tipo l’amoxicillina 
    (alcuni nomi commerciali italiani : mopen, velamox, zimox)

  • trimethoprim (alcuni nomi commerciali italiani : abacin, bactrim, chemitrim,eusaprim. In Italia qs. prodotti sono associati a sulfametoxazolo)

  • Dato ancora più interessante, l’antibiotico-resistenza è statisticamente correlata, con una correlazione lineare altamente significativa (P<0,001) alla frequenza di prescrizione di questi antibiotici ogni 1000 pazienti \anno : più i medici prescrivono questi antibiotici, più i loro pazienti sviluppano antibiotico-resistenza.
    Per esempio, dalla tabella 1 dell’articolo si vede che , quando vi è una elevata percentuale di prescrizioni di amoxicillina (352 prescrizioni ogni 1000 pazienti\anno : ad un paziente su 3 sono stati prescritti antibiotici) , la percentuale di batteri antibiotico-resistenti nelle urine è altissima : 53,2 % !! .
    Infatti l’articolo conclude : " it seems probable that the relations reflect a causal Darwinian association between prescribing and resistance " (sembra probabile che questa relazione - fra prescrizione di antibiotici ed antibiotico-resistenza - rifletta una relazione causale Darwiniana fra le abitudini prescrittive da parte dei medici e l’insorgenza della antibiotico —resistenza ). 
    Cosa significa questo concetto ?
    La teoria dell’evoluzione di Darwin sostiene che in un ambiente ostile, vengono selezionati ( e quindi aumentano di numero, in quanto si riproducono di più) gli organismi che hanno caratteristiche più adatte per sopravvivere in quell’ambiente ostile.

  • Nel nostro caso, la prescrizione di antibiotici crea un ambiente ostile ai batteri : vengono quindi selezionati i ceppi batterici più in grado di resistere agli antibiotici. Gradatamente questi ceppi diventano sempre più numerosi fino a poter diventare dominanti.
    Quindi, la prescrizione di antiobiotici sposta l’evoluzione dei batteri verso ceppi antibiotico-resistenti.

  • queste le conclusioni dell’articolo : "questi risultati …forniscono una prima prova che i medici potrebbero dover far fronte alle conseguenze più generali derivanti dalla loro pratica prescrittiva degli antibiotici nei loro stessi pazienti."

Commento :

  1. questo articolo fornisce una prima prova che lo sviluppo dell’antibiotico-resistenza è collegato alla prescrizione di antibiotici da parte dei medici

  2. occorre quindi che si sviluppi una presa di coscienza sia nei medici che nella popolazione che porti ad una diminuzione nella prescrizione di antibiotici

  3. occorre infine che si allarghi l’uso di terapie non farmacologiche (es. fitoterapia, omeopatia) che possono essere efficaci nelle comuni infezioni ambulatoriali (quelle comunemente curate dai medici con antibiotici) : infatti il meccanismo dell’antibiotico resistenza non è noto che insorga se il paziente si cura con la fitoterapia o l’omeopatia.
    Nella valutazione del caso singolo, quando si deve decidere se assumere o meno l’antibiotico , occorre tenere presente che :

  1. l’uso dell’antibiotico può aiutare a risolvere la malattia infettiva acuta (ma le comuni malattie virali - per es. l’influenza - guariscono anche SENZA antibiotici)

  2. l’uso dell’antibiotico aumenta l’antibiotico-resistenza per cui aumentano le probabilità che quella classe di antibiotici in futuro non sia più efficace

  1. l’uso degli antibiotici dovrebbe quindi progressivamente essere mirato spt. verso le gravi infezioni batteriche : le infezioni per cui sono stati originariamente creati

Abstract dell’articolo :

BMJ 1999;319:1239-1240 ( 6 November )

Antibiotic resistance correlates with use of antibiotics by local practices

Antibiotic resistance patterns in parts of Wales reflect the use of antibiotics by general practitioners in those areas. Magee et al analysed data from public health laboratories on susceptibility to antibiotics in routine urine samples taken by GPs for diagnosing urinary tract infections and compared them with prescribing data for each practice (p 1239). They examined data on about 30 000 isolates from 190 practices serving 1.2 million patients. Correlation between the prescribing of an antibiotic and resistance to the same antibiotic was often significant. The authors suggest that GPs may have to face the broader consequences of their prescribing among their own patients.

Il testo completo si trova : http://www.bmj.com/cgi/content/short/319/7219/1239

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Ed i DANNI degli antibiotici: CHI LI CONSIDERA ?
Quante volte si pensa ai danni futuri che un trattamento irrispettoso della fisiologia dell'organismo può provocare ?
E quanto conta la spinta indotta dalle case farmaceutiche ?

La somma di dati scientifici che precisa la pericolosità del trattamento antibiotico inutile è veramente notevole, ma la gente comune non ne è informata. Mentre continuano ad essere proposte notizie di nuovi antibiotici e nuovi trattamenti, sostenuti dalle notizie di nuove malattie, possibili pandemie e altre paure diverse, le comunicazioni sui rischi documentati di questo tipo di molecole sono veramente tante (vedi notizie correlate nel menù di destra), ma vengono spesso relegate al ruolo di curiosità in qualche angolo di giornale.
Eurosalus ha sempre difeso l'uso integrato del trattamento antibiotico.
Meno male che esiste questa forma di terapia, ma il suo uso deve essere limitato a casi ben definiti e specifici.
E la notizia recentissima, pubblicata in questi giorni su Chest (Marra F et al, 2006 Mar;129(3):610-8) evidenzia che a fronte anche di un solo trattamento antibiotico nel corso del primo anno di vita di un bambino il rischio di diventare allergico diventa triplo del normale.

Anche l'edizione online della BBC ha ripreso l'argomento in modo evidente, e a ben guardare lo ha fatto in modo serenamente critico nei confronti dell'eccesso di prescrizioni antibiotiche inutili.

Nulla di nuovo sotto il sole, infatti qualche giorno prima sul Journal of Allergy and Clinical Immunology (la bibbia degli allergologi) è stata pubblicata una ricerca che ha evidenziato quanto sia diversa la reattività allergologica in un gruppo di bambini curati e cresciuti secondo i principi Steineriani antroposofici. (L'antroposofia è una filosofia medico-nutrizionale molto vicina ai principi della medicina naturale e della omeopatia).
Lo studio è stato svolto su oltre 6600 bambini, seguiti in diverse parti del mondo da un team internazionale. Purtroppo sono stati raccolti dati impressionanti sui controeffetti dei farmaci:

1. L'uso di antibiotici nel primo anno di vita è associato a aumento di asma e eczema e rinocongiuntivite allergica
2. L'uso prematuro di antinfiammatori e di farmaci per la febbre è associato ad un aumento di asma
3. La vaccinazione anti rosolia, parotite, morbillo è associata ad aumento della rinocongiuntivite allergica
4. La infezione naturale morbillosariduce notevolmente l'incidenza delle forme di eczema.

Indubbiamente dobbiamo porci qualche domanda.
Riflettere sulla funzione dei farmaci e sulla necessità di rispettare l'organismo in modo più rilevante. Probabilmente credere meno ai medici quando ci dicono che il bambino (o l'adulto) è allergico perchè il nonno aveva l'asma !!
Tratto da: eurosalus
Antibiotico Naturale: Prodotti dell'Alveare

 

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Attention aux antibiotiques  (Francais)

L'analyse du parcours de quelques dissidents me conduisent à écrire cet article sur des médicaments dont ne se méfient à mon avis pas assez les dissidents : les antibiotiques.

Je pense que les antibiotiques ont comme effet secondaire, comme l'aspirine et les corticoides, de désagréger les protéines (ou d'empêcher leur agrégation) et de fluidifier le sang. Par ailleurs, Le chimiste qui intervient sur le forum onnouscachetout sous le pseudo de Cheminot souligne qu'un certain nombre d'antiotiques ont une activité oxydante.

Certains dissidents se trouvent dans une situation particulièrement vicieuse vis à vis des antibiotiques, parce qu'ils adoptent des méthodes de soins naturelles, et, en même temps, ils ne se méfient qu'assez peu des antibiotiques. Donc, si jamais ils sont malades, ils vont avoir tendance à prendre des antibiotiques sans crainte.
Pas pour un oui ou pour un non, comme le font beaucoup de gens ; mais, si ça leur parait justifié, ils en prendront.

Or, le fait que certains antibiotiques fluidifient le sang et soient oxydants est dangereux. C'est dangereux pour les parois des vaisseaux sanguins. Ca va avoir, à mon avis, tendance à les désagréger à certains endroits.
Ca ne va pas désagréger les gros vaisseaux, bien sur, dont les parois sont trop épaisses, mais les petits vaisseaux. Et ça va être particulièrement le cas sur des personnes maigres. Et encore plus sur des personnes maigres qui pratiquent le jeûne. Ces personnes, de par un régime pauvre en graisses et protéines, vont avoir un sang déjà fluide et des parois de vaisseaux assez fines. Du coup, absorber un produit qui fluidifie encore plus le sang et attaque les parois des vaisseaux sanguins, chez ces personnes là, va conduire à des hémorragies.
Alors que chez des personnes qui ont un régime classique, les parois des vaisseaux sanguins sont suffisamment épaissies par l'absorption de graisses et de protéines et le sang est suffisamment encombré de protéines pour que l'antibiotique désagrège ces protéines avant d'attaquer les vaisseaux et pour que rien ne se passe.

Le danger mortel va se situer essentiellement à un endroit : le cerveau. Partout ailleurs, le fait que certains petits vaisseaux sanguins soient percés n'entraine probablement pas de danger mortel. Parce qu'une petite hémorragie ne va pas entrainer de gros dommages pour l'organe touché et celui-ci va par ailleurs être réparé en quelques mois. Mais, en ce qui concerne le cerveau, les choses sont différentes. Une hémorragie cérébrale va complètement esquinter la zone du cerveau touchée. Et la destruction, même partielle du cerveau, signifie souvent carrément la mort. Les hémorragies cérébrales provoquent 42.000 morts pour 150.000 cas par an. Donc environ 30 % des cas.

Pour ceux qui pratiquent le jeûne comme solution aux divers problèmes de maladie, l'expérience de Mark Griffiths montre que l'antibiotique va agir de façon là aussi, assez vicieuse. L'antibiotique va agresser l'organisme de façon particulièrement intense là où il est le plus concentré. Et logiquement, il est le plus concentré à l'endroit où il est absorbé. Donc, dans le système digestif. Il est connu que les antibiotiques donnent des maux de ventre.
Du coup, quelqu'un de maigre, qui a l'habitude de jeûner pour résoudre les petits problème de maux de ventre, risque de jeûner. Son sang déjà assez fluide va l'être encore plus. Et l'action néfaste de l'antibiotique va être maximale sur les parois des vaisseaux, entrainant un risque relativement important d'hémorragie.
Bref, l'antibiotique, par son agression du système digestif, provoque le comportement de jeûne qui va rendre son action encore plus dangereuse.

Mais même sans jeûne, sur quelqu'un d'assez maigre, l'action de l'antibiotique reste dangereuse à mon avis.

Ca a été le cas pour Mark Griffiths je pense. D'après ce qu'on m'en a dit, il a pris pendant un certain temps des antibiotiques en juillet suite à une opération des dents. Il s'est rapidement plaint de maux de ventre.
Il a alors utililisé la méthode qu'il utilisait habituellement : le jeûne. Il a fait plusieurs périodes de jeûne entre aout et septembre. Puis, une semaine avant le 23 octobre, il a commencé à avoir des comportements incohérents devant ses amis, comme essayer de changer les chaines de sa télé avec une lampe torche ou de se rouler une cigarette sans tabac à l'intérieur. Le 22 octobre, un journaliste l'appel et Mark lui semble totalement incohérent.
Et le 23 octobre, il meurt. Il semble donc clair, à la vue de son comportement de plus en plus incohérent, qu'une hémorragie cérébrale lui a détruit le cerveau.

Il semble que ça a été le cas aussi pour sa femme : Sylvie Cousseau. J'avais lu qu'elle avait eu un cancer du sein. Du coup, je croyais qu'elle avait quand même utilisé la médecine allopathique et qu'elle était morte à cause des médicaments anticancéreux. Mais, en fait, une personne l'ayant cotoyée peu avant sa mort m'a dit qu'elle n'avait pas suivi de thérapie allopathique anticancéreuse. Elle n'avait suivie que la méthode Hamer; qui est une méthode basée sur la psychologie ; donc, sans médicament. Et en fait, il semble clairement qu'elle n'est pas morte à cause du cancer du sein, mais à cause d'une hémorragie suite à la prise d'antibiotiques ou/et d'anti-viraux. Mark aurait dit à celui qui a le pseudo Terry sur le forum onnouscachetout : "elle est decedée d'une hemoragie, a cause du medicament anti viral qu'elle prenait pour des problemes digestifs".
La personne l'ayant connue m'a dit "mais elle a pris des antibiotiques peu avant la fin". Il est possible qu'elle ait pris d'abord des antibiotiques, que ça lui ait causé des maux de ventre, et qu'elle ait pris des antiviraux ensuite. Elle aussi était assez maigre (enfin, elle était à son poids de forme, comme Mark). Donc, là aussi, on a une prise très probable d'antibiotiques et on a, comme par hasard, une mort par hémorragie.

Celui qui a comme pseudo Jimmy le rebel, sur le forum onnouscachetout, a aussi eu des problèmes de maux de ventre, causés très probablement par des antibiotiques. Ici, il ne s'agit donc pas d'un cas de décès ; mais c'est un exemple intéressant également. Les maux de ventre liés aux antibiotiques sont connus.
Mais, autant si ça agit immédiatement ou rapidement, on établit facilement la relation entre les maux de ventre et la prise d'antibiotique, autant ça sera beaucoup moins le cas si l'effet secondaire se déclare 1 mois ou 2 mois après. Là, ça s'est passé un peu plus d'un mois et demi après que Jimmy ait fini un traitement contre une supposée toxoplasmose. Ce qui entraine un autre effet, très vicieux lui aussi, qui est qu'en se faisant soigner pour une maladie non dangereuse (et que je pense carrément bidon) comme la toxoplasmose, les effets réels, eux, de l'antibiotique font croire que, ça y est, le stade SIDA est atteint. Ce qui permet aux médecins de faire angoisser la personne et de la pousser à se remettre à la trithérapie.
On a donc un processus en deux temps :
1) soit on a une maladie qui n'a donnée lieu à aucun symptome, mais qu'on détecte par des tests, soit on a une maladie réelle banale, dont on grossit l'importance.
2) Dans un cas comme dans l'autre, on donne des antibiotiques qui provoquent des maux de ventre et des diarrhées.
Du coup, le médecin a les coudée franches pour dire que ça y est, le stade SIDA est atteint et qu'il faut se remettre à la trithérapie.
On fait passer l'effet iatrogène de l'antibiotique pour une maladie dite "bactérienne" et on se sert de ce double mensonge pour donner de la consistance à une première étape qui, sans ça, n'en aurait aucune ou assez peu et pour faire croire que le stade SIDA est atteint.

Pour les personnes qui ont un peu de surpoids, et qui mangent une nourriture assez riche en protéines et graisses, à mon avis, les antibiotiques ne représentent pas un danger mortel. Par contre, le fait de donner des maux de ventre, lui, reste présent, et peut entrainer le processus décrit dans le cas de Jimmy.

D'une façon pour générale, pour les personnes maigres qui prennent des antibiotiques lors d'une angine ou d'une grippe, ou d'un rhume, ou alors à la suite de maux de ventre, la prise de l'antibiotique pourrait bien arriver au plus mauvais moment. En effet, c'est en général lorsque la crise d'élimination est passée ou en train de passer (grosse suée et nez qui coule en abondance pour les rhumes, grippes et autres ; et diarrhée pour les maux de ventre) qu'on commence à prendre l'antibiotique. Du coup, l'effet sur les vaisseaux sanguin, et sur le système digestif, est maximum. 

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Epidemia Ucraina: non è polmonite, ma una nuova forma di distruzione polmonare da farmaci e Vaccini, cioe’ da sostanze farmacologiche che creano immunodepressione. - Ottobre 2009

Intervista con il Prof Victor Bachinsky, M.D. medico legale nella regione di Chernivtsi in Ucraina. Insegna anche al Dipartimento di Anatomia e Medicina Legale all'Accademia Medica di Stato di Bukovynian.
"Sulla base delle autopsie siamo arrivati alla conclusione che non si tratta di polmonite, ma insufficienza cardiopolmonare e shock cardiogenico...nei polmoni, c'è emorragia. Non si dovrebbero usare antibiotici perche’ non servono.
Chi ha un forte sistema immunitario sopravviverà. Chi lo ha debole soccomberà alla malattia.
Il capo dell'ufficio legale regionale di Chernivtsi, il Professor Victor Bachinsky M.D. fa una affermazione forte: tutte le vittime in Bukovina (22 persone tra i 20 e 40 anni) non sono morte per polmonite bilaterale (doppia), come inizialmente si pensava, ma per totale distruzione dei polmoni.

Nella regione di Chernivtsi sono morte 18 persone. Abbiamo studiato tutta a storia ed evidenza di questa malattia, preclinica, clinica, rianimazione. Quando facciamo una autopsia, su organi e tessuti si fanno studi istologici (analisi cellulare); abbiamo concluso che non si è trattato di polmonite e che non ha nessuna relazione con essa.

Si può curare ?
Dipende dal sistema immunitario. Se il sistema immunitario di una persona è forte, la supereranno.

Gli antibiotici non devono essere assolutamente presi
:
Si, non è polmonite ! Questa distruzione dei polmoni, e se il sistema immunitario è debole, insorge emorragia nei polmoni. Nei polmoni c'è una piccola struttura- acini-che sembra un grappolo di uva. Quando si respira, l'ossigeno entra in questo "grappolo d'uva" (alveoli polmonari). Alla superficie degli acini ci sono i capillari, dove le cellule dei globuli rossi si saturano di ossigeno e danno sangue , che rifornisce tutti i tessuti e gli organi del corpo.

Il Tamiflu può servire ? Questo non è un antibiotico, ma una medicina antivirale, somministrabile il secondo o terzo giorno della malattia, ma non può essere usata come un preventivo perché è tossico.

E Per evitare si ammalarsi e’ necessario migliorare il sistema immunitario. Non solo ora ma in generale. Aglio, cipolle, rosa canina... ed altri.
Fonte: Sintesi tratta dal Global Research, November 15, 2009 / Unian News Agency (Ukraine)

Commento NdR: pur segnalando i vari pericoli degli antibiotici e sono tanti ed intensi, essi possono e/o debbono essere utilizzati quando NON vi sono altre alternative (pericolo di Vita), che in genere i medici allopati NON conoscono e che la Medicina Naturale invece conosce da sempre.
Gli antibiotici naturali sono i Prodotti dell'Alveare (miele, propolis, pappa reale), oltre all'alimentazione crudista !.

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