|
ERA POST GENOMICA
La frontiera produttiva dell' invisibile la:
NANO-BIO-ELETTRONICA
Conoscere il passato per
progettare il futuro e un detto che prevede una
continuita' del sapere ormai illusoria. Le
vecchie concezioni lasciano oggigiorno
rapidamente il passo a nuove scoperte e nuove
teorie che modificano profondamente modelli
cognitivi della scienza e della cultura moderna.
Il sequenziamento del genoma umano ottenuto
dalla Celera-Genomics nel 2003 , ha
definitivamente aperto una profonda rivoluzione
nella comprensione nelle "scienze della vita".
Il paragone tra la lunghezza del genoma umano,
con quello dei corredi genetici di esseri
viventi assai meno evoluti, ha messo in evidenza
che la sequenza dei ribonucleotidi nel
DNA e’
assai minore nell' uomo che non ad es. negli
anfibi e nei rettili.
Quindi non e piu’
possibile associare la lunghezza del genoma alla
evoluzione della complessita' che caratterizza
la evoluzione di un organismo vivente. Inoltre
la similarita' delle sequenze genomiche di
specie altamente diverse quelle tra l' uomo, il
moscerino delle frutta, non permette piu’ di
considerare il
DNA come il detentore unico dei
caratteri di informazione che sono necessari ma
non sufficienti per determinante la bio-diversita' nell' albero della evoluzione
della vita.
Recenti studi hanno messo in evidenza che la
percentuale del DNA destinata a codificare le
proteine e' estremamente ridotta, mentre la
quantita' della Molecola di RNA (trascrittoma),
a cui e’ stato attribuito il compito di
trascrivere l' informazione genetica , e'
enormemente piu' elevata, cosi che il complesso
delle molecole di RNA e stato chiamato RNA-WORD.
In particolare il RNA – Ribosomatico rappresenta
80% del RNA cellulare e la sua funzionalita'
nell' assemblare e regolare la composizione
delle proteine, non e stata ancora completamene
chiarita. Inoltre alcune sezioni di RNA ,
possono reintegrarsi nel DNA mutando
reversibilmente la propria composizione.
Quindi diventa comprensibile il perche' ci sia
cosi poca differenza del patrimonio genetico tra
esseri viventi cosi distanti nell' albero della
vita; infatti non sono soltanto le sequenze
codificanti finalizzate a produrre proteine a
fare la differenza evolutiva, ma l’intero
sistema di regolazione che governa la
differenziazione della informazione biologica.
Le proteine stesse sono responsabili di
molteplici processi di sviluppo del regolamento
metabolico delle informazione biochimica
circolante in una cellula. La funzionalita’ di
una proteina infatti non dipende esclusivamente
dalla successione degli amminoacidi codificata
dalla azione di trascrizione di sezioni del “DNA-CODIFICANTE”
(che e’ circa il 2% del Totale), ne' dalla
successiva azione di traduzione dei vari
RNA-World , la quale in ultima analisi
genera il polipeptide proteico lineare.
Infatti la funzionalita' dei patterns attivi di
ciascuna proteina dipende dal ripiegamento
tridimensionale (Folding) ,proprio in
quanto questa puntuale organizzazione
tridimensionale delle proteine, genera la
organizzazione funzionale di domini proteici
distinti, con modalita' deit tutto indipendenti
dalla codificazione indotta dal materiale
genetico.
Il controllo del “ Folding” strutturale
delle proteine e’ affidato ad altre proteine con
azione enzimatica (Operoni) del tipo Chapeiron
( accompagnatore), le quali controllano
anche la stabilita proteica, in funzione della
particolare scadenza temporale di sviluppo del
metabolismo cellulare.
Lo studio delle funzionalita’ proteiche nella
regolazione dei flussi di informazione
cellulare, capaci di assolvere alla varie
funzioni vitali di ogni cellula, e stato
chiamato "Proteomica" (prendendo a
modello la parola Gnomica).
Ma c’e’di piu’: intere Sequenze di DNA possono essere
trasposte in senso diretto (
Trasposoni )
ed inverso (Retroposoni) , ed e’ stato
calcolato che nel genoma umano circa il 45% e’
composto da tali sequenze mobili dette, LINE,
SINE a seconda che gli elementi nucleari
intessersi siano Lunghi (Long) o corti (Short).
Tali trasposizioni possono modificare riarrangiamenti del
DNA, che avvengono piu’ spesso nelle sezioni
considerate “non-codificanti” (ovvero: Junk
–DNA) . tali trasposizioni sono ottenute
sia per spostamento delle sequenze
nucleotidiche nello stesso Cromosoma, ovvero per
ricombinazione tra frequenze omologhe tra i
cromosomi paralleli degli organismi diploidi ( “
Cross –Over” tra i doppi cromosomi
contenuti nel nucleo delle cellule eucariotiche)
.
Pertanto nell’ ERA POST GENOMICA,
osservando la dinamica dei processi di
informazione biologica della intera cellula ,
dove neppure la sequenza del DNA non e’ piu’
statica, essendo variamente ricomponibile, ci
assilla piu’ di un dubbio sulle conoscenze
acquisite, cio’ perche’ non e’ evidentemente piu’
possibile considerare che gran parte del “DNA
non-codificante” sia ancora da considerarsi
“spazzatura fossile“.
Un modello teorico di “hopping” dei segnali di
comunicazione cellulare.
“Cenni su DNA e la NANO-BIOELETTRONICA”
Quindi per rimettere le
conoscenze biologiche nella giusta prospettiva
dell' Era Post-Genomica e favorire una nuova
presa di coscienza sulle “scienze della
vita”, bisogna innanzitutto riconoscere
che la trattazione fino a oggi condivisa dalla
scienza biologica, e' stata troppo simile a
quella di un sistema di produzione di proteine,
visto attraverso un modello meccanico di una
catena di montaggio di una tipografia.
L' abbandono di tale modello biologico-meccanico , ormai in gran parte
obsoleto, e' quanto e’ proposto dall' OPEN NETWORK for NEW SCIENCE, al
fine di proporre un metodo di “Hopping” (
letteralmente : saltellamento) della
comunicazione modulata di segnali “fononici”
trasmessi nelle bande di frequenza vibrazionale
trasmissibili in un ambiente cellulare, con
modalita’ capaci di evitare per risonanza la
alterazione (noise) dei messaggi
in un sistema a larga banda di bio-frequenze.
Nel vecchio paradigma delle Scienze Biologiche,
il DNA e' stato visto come un sistema
parzialmente indirizzato alla codificazione
delle Proteine, ma in tal modo non si e’ presa
in considerazione la questione decisiva di come
le attivita’ di produzione protetica dovevano
essere coordinate da un sistema di
sequenziamento temporale assai preciso e
puntuale.
Pertanto nel “Nuovo
Paradigma delle Scienze della Vita”,
diviene necessario ammettere che il sistema di
codificazione genetica del materiale proteico
debba essere inteso come complementare ad una
nuova funzione del DNA.
Quest’ ultima puo’ essere concepita come un
sistema "bioelettronico in scala
nanometrica " capace di coordinare il
metabolismo cellulare mediante la emissione a
distanza di ” bio-fononi”, cosi da poter
comunicare e regolare la informazione biologica
di ogni cellula in un sistema vivente.
In tal modo il DNA invece di essere considerato
in gran parte come JUNK-DNA - (DNA-Spazzatura
) in tutta la sua inutile lunghezza, viene
altresi’ ad avere una complementare
funzione bio-elettronica, capace di
regolare il sistema dinamico della circolazione
delle informazione biologica nelle cellula.
Il DNA quindi in base a tale modello teorico,
non e piu’ visto soltanto come la banca dati per
la CODIFICAZIONE materiale delle sequenze
Proteiche, ma anche come un sistema di
comunicazione e coordinamento della
bio-informazione, cio e conseguenza
diretta del fatto che ormai sappiamo che per
eseguire la funzionalita’ di conservazione e
riproduzione del codice genetico e' con ogni
evidenza necessaria, soltanto una piccola
porzione del DNA codificante per proteine.
Per capire la funzionalità di comunicazione a
distanza del metabolismo cellulare, la struttura
a doppia elica del
DNA
puo’ essere considerata come una “
ANTENNA
RICE-TRASMITTENTE” capace di
regolare, come sistema di controllo a piu’
livelli di frequenza, tutto il ciclo temporale
di informazione cellulare.
Probabilmente e’
proprio per avere una "duplice rete di
sicurezza" nel caso che il controllo
temporale fallisca, che gli organismi Eucarioti
sono Diploidi.
Commento NdR:
Il DNA-Cromosomi, "attira"- riceve e/o trasmette "spinge", questi "bit"
di InFormAzione da e per la nostra Coscienza, attraverso gli
atomi che compongono le sostanze stesse del DNA nei
Cromosomi i quali si comportano come
nanotubi
ricetrasmittenti !.
Infatti osserviamo, gia’ dalle REAZIONI dell’
OROLOGIO ( CLOCK reactions),
studiate per semplificare il Ciclo di Krebs,
quale sia la importanza della regolazione
temporale nella trasformazione molecolare di
sistemi chimici dissipativi di calore.
Pertanto il modello del “DNA
–ANTENNA” rende possibile comprendere
come sia possibile regolare a distanza
l'attività degli enzimi ed di altri prodotti
intermedi del metabolismo (metaboliti)
attivandoli ovvero , disattivandoli , mediante
reazioni basate sulla reattivita’ dei “bio-fononi”.
Varie sono infatti le possibili modalita’ di
ricezione dei “segnali fononici”:
infatti i siti attivi proteici, possono essere
considerati come cavita’ ovvero membrane
risonanti, capaci di attuare delle modificazioni
strutturali dei siti attivi, che tramite un
sistema di Hopping ad interferenza
mininale , riescono ad attuare un completo
sequenziamento temporale del metabolismo
cellulare a seconda delle esigenze di continuo
rinnovo proteico del sistema vivente.
Volendo approfondire questa importante questione
del “DNA-Antenna”
, e’ innanzitutto necessario comprendere che la
biologia, come disciplina a se stante, si e’
limitata a descrivere come fosse possibile,
mediante il codice genetico, riuscire a produrre
il rinnovamento proteico durante il ciclo
metabolico di una cellula.
Perseguendo tale primario obiettivo la
descrizione biologica ha pero’ perso di vista
come il DNA dovesse avere la funzione di
regolazione temporale del circuito di
informazione cellulare.
Pertanto la impostazione disciplinare della
biologia deve oggi assumere un ruolo
trandisciplinare per capire alcuni elementi di
elettrochimica molecolare relativi alla
proprietà della doppia elica del DNA, quest’
ultima vista in qualità di una complessa
nano-struttura di guida per la emissione di “Fononi”
vibrazionali. ( cioe di quegli elementi di
comunicazione acustica , corrispondenti alle
particelle di frequenza ottica detti “Fotoni”
).
Sappiamo che le proprietà di conduzione
elettronica del DNA sono isolanti ; cio’ e vero
finche il DNA e’ statico; infatti la molecola
di DNA e strutturata come un doppio polimero
le cui polarita’, in seguito alla
sovrapposizione degli orbitali elettronici,
vengono ad annullarsi reciprocamente nella
struttura a doppia elica in seguito ad un
fenomeno di resistenza diretta ed inversa.
La conducibilità elettronica del DNA viceversa
cambia rapidamente (coinvolgendo, tutta la
struttura del DNA), quando esso viene aperto e
richiuso , per duplicazione , o per
trasposizione di sequenze nucleotidiche. In tal
caso la rottura dei legami a “ponte di H”
corrisponde ad un effetto perturbativo capace di
generare la emissione di segnali fononici, come
conseguenza della polarizzazione dovuta all’
allargamento della banda di conduzione.
Tale emissione di onde vibrazionali determina
una ritmica emissione di microonde vibrazionali,
come conseguenza del fatto che la separazione
delle coppie di base (AT = Adenina-Timina)
provoca un polarizzazione di scissione della
doppia elica relativa alla rottura di “due”
ponti ad Idrogeno , mentre la separazione della
altre due basi (CG = Citosina- Guanina),
determina la frammentazione di “tre”
legami a idrogeno provocando una emissione
fotonica di diversa ampiezza. Inoltre la
densita’ variabile di successione delle coppie
(AT) e (CG ) lungo la struttura del DNA,
determina una precisa modulazione del segnale
vibrazionale il cui spettro viene recepito da
opportuni siti attivi del RNA e dei Metabolici
enzimatici ed altre proteine con funzionalita
biologica rilevante nel metabolismo proteico.
Il sistema di HOPPING in una larga banda
di frequenze e’ reso sincrono dal duplice
controllo proprio delle cellule “diploidi” o “multiploidi”.
In ogni caso anche nei sistemi “apolidi” propri
delle cellule Procariote, il sistema cellulare
realizza una propria disposizione alla ricezione
di fequenze fononichje , in modo tale tale da
reagire all’ impulso generato dalle onde
vibrazionali emesse dal del DNA al fine di
modificare la dinamica metabolica della
cellula struttura in modo coerente ed
interattivo con informazione genetica ricevuta
dal “DNA-ANTENNA”.
In tal guisa la sincronizzazione temporale degli
eventi metabolici puo’ essere compresa in
termini di una successione di eventi di
comunicazione non casuali ma coordinati e
sincronizzati nel tempo e nello spazio della
dinamica di interazione della
bio-informazione
propria delle attivita’ metaboliche di ogni
cellula vivente.
Di questa nuova opzione
scientifica sul funzionamento “nano-bioelettronico
del DNA” ne parleremo piu ‘
approfonditamente durante il SEMINARIO
13-NOV-2006 FIRENZE in PALAZZO STROZZI ;ore 9.00
- 18.00 ; cio ci permettera’ di comprendere
come lo sviluppo attuale delle cognizioni
biologiche potra’ anche superare ogni precedente
sperimentazione relativa alla produzione di
Organismi Geneticamente Modificati , (O.G.M),
proprio al fine di dare sviluppo ad una nuova
ed importante produzione di Organismi
Biologicamente Avanzati ( in sigla O.B.A).
“Prima Parte introduttiva: presentata a Napoli
il 20 /OTT/ 2006
” .
By Paolo Manzelli: pmanzelli@gmail.com
-
http://www.wbabin.net/science/manzelli.pdf
Tratto da:
http://www.edscuola.it/archivio/lre/era_post_genomica.htm
vedi anche: http://www.egocreanet.it
BIBLIO ON LINE : O.B.A http://www.edscuola.it/archivio/lre/oba.htm;
FOOD PROJECT AMETISTA http://www.edscuola.it/archivio/lre/ametista.htm
Bio-informazione http://www.edscuola.it/archivio/lre/alu.htm
Tempo di catalisi :
http://www.edscuola.it/archivio/lre/tempo_di_catalisi.htm
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
L’EPIGENETICA STA
DIMOSTRANDO che la dieta, il comportamento e
l’ambiente possono influire sul nostro DNA e
quindi anche sulla salute dei nostri discendenti.
Il biologo Bruce Lipton ed altri al
suo passo arrivano a dire che credenze ed intenzionalita’ hanno
la forza di modificare i nostri Geni.
L’Epigenetica riscrivera’ le regole della malattia, dell’eriditarieta’
e dell’identita’.
L’Esperimento di Jirtle e Waterland
Nel 2000 Randy Jirtle, un professore
di oncologia delle radiazioni presso la Duke University, e il
suo studente di postdotto-rato Robert Waterland progettarono un
esperimento genetico all'avanguardia dalla semplicità unica.
Iniziarono con coppie di grassi ratti dal colore giallo
conosciuti come i ratti agouti, così chiamati per un loro gene
particolare - il gene agouti- che oltre a rendere i roditori
voraci e gialli li predispone al cancro e al diabete.
Jirtle e Waterland decisero di verificare se sarebbero riusciti
a mutare la sfortunata eredità genetica di queste piccole
creature.
Di solito, quando i ratti agouti si riproducono, la maggior
parte della prole risulta identica ai genitori: altrettanto
gialli e grassi come puntaspilli nonché suscettibili a malattie
che ne abbreviano la vita. Tuttavia i ratti genitori
dell'esperimento di Jirtle e Waterland produssero una
maggioranza di prole che appariva complessivamente diversa.
Questi giovani ratti erano magri e color grigio topo; inoltre
non mostravano la suscettibilità dei loro genitori al cancro e
al diabete e vivevano agili fino a tarda età. Gli effetti del
gene agouti erano stati virtualmente cancellati. I ricercatori
avevano operato questa trasformazione in modo notevole senza
nemmeno alterare una singola lettera del DNA del ratto.
Al contrario, il loro approccio era stato radicalmente semplice,
avevano cambiato la dieta della madre.
A partire da poco prima del concepimento Jirtle e Waterland
avevano nutrito un gruppo campione di ratti madre con una dieta
ricca di donatori di metili, piccoli composti chimici che
possono attaccarsi ad un gene e disattivarlo.
Queste molecole sono comuni in natura e si riscontrano in molti
cibi, tra cui cipolle, aglio, barbabietola rossa e negli
integratori alimentari spesso prescritti alle donne incinte.
Dopo essere stati consumati dalle madri, i donatori di metili si
facevano strada fino ai cromosomi degli embrioni in via di
sviluppo e sino a raggiungere il critico gene agouti.
Le madri trasmettevano intatto il gene agouti ai loro figli, ma
grazie alla dieta ricca di metili, avevano aggiunto al gene un
interruttore che variava l'intensità degli effetti deleteri del
gene. "Faceva un po' paura e quasi spavento vedere come
qualcosa di tanto capillare quanto un cambiamento nutrizionale
nel ratto madre incinta poteva causare un effetto così
drammatico sull'espressione genetica del piccolo," diceva Jirtle.
"I risultati hanno dimostrato quanto importanti possano essere
le mutazioni epigenetiche".
Le ricerche di Szyf ed altri
ricercatori
A dispetto di tanta
opposizione Szyf ed altri ricercatori hanno perseverato.
Attraverso numerosi studi Szyf ha scoperto che i comuni percorsi
di informazione, noti per provocare tumori cancerosi, attivano
anche l'apparato per la metilazione del DNA; mettere ko uno
degli enzimi in quel percorso impedisce ai tumori di
svilupparsi.
Quando i geni che di solito promuovono la crescita tumorale
vengono demetilati — cioè gli interruttori che sono normalmente
presenti vengono rimossi, quei geni entrano in azione e
provocano la crescita tumorale.
Szyf è ormai lontano dall'essere l'unico in questo campo. Altri
ricercatori hanno identificato dozzine di geni, tutti correlati
alla crescita e diffusione del cancro, che vengono scarsamente o
eccessivamente mediati quando la malattia prende il
sopravvento.
Il batterio Elicobatterio, ritenuto essere la causa del cancro
allo stomaco, si è dimostrato capace di innescare potenziali
cambiamenti cancerogeni nelle cellule dell'intestino.
Tracce di metilazione anomale sono stati riscontrati in molti
cancri al colon, allo stomaco, alla cervice, alla prostata, alla
tiroide e al seno.
Szyf vede il nesso fra epigenetica e cancro con occhio
fiducioso. A differenza delle mutazioni genetiche i cambiamenti
epigenetici sono potenzialmente reversibili. Un gene mutato
difficilmente ritorna normale; l'unico rimedio è uccidere o
elidere tutte le cellule portatrici del codice difettoso.
Tuttavia un gene dalla metilazione difetto sa potrebbe ancora
essere incoraggiato a ristabilire uno schema salutare e
continuare così a funzionare.
Esiste già un farmaco epigenetico approvato dall'agenzia
statunitense per gli alimenti e i medicinali per usi contro
sindromi mielodisplastiche conosciute anche come preleucemia e
leucemia. Attualmente esistono almeno altri otto farmaci
epigenetici in diversi stadi di sviluppo o sperimentazione
umana.
Gli schemi della metilazione si
mostrano anche promettenti come strumenti diagnostici in grado
potenzialmente di fornirci informazioni critiche rispetto alle
probabilità che un cancro risponda o meno a un trattamento.
Entro il 2008 una società di Berlino chiamata Epigenomics, in
collaborazione con la Roche Pharmaceuticals, si propone di
portare sul mercato un test di esame epigenetico. Essi stanno
lavorando su strumenti diagnostici simili per il cancro al seno
e alla prostata. Szyf è il cofondatore di una società,
MethylGene, che finora ha sviluppato due farmaci epigenetici per
il cancro dai risultati promettenti per la sperimentazione
umana.
Altri hanno pubblicato dati di ricerche su soggetti animali che
suggeriscono una componente epigenetica nelle malattie
infiammatorie quali l'artrite reumatoide, le malattie
neurodegenerative e il diabete.
La scoperta di Michael Skinner
Nel 2004, genetista presso
l'università del Washington State, scoprì in modo accidentale
un effetto epigenetico nei ratti che resiste almeno fino a
quattro generazioni. Skinner stava studiando come un
fungicida agricolo comunemente
usato, quando introdotto in ratti madri incinte, influiva sullo
sviluppo dei testicoli dei ratti fetali.
Non fu sorpreso di scoprire che i ratti maschi esposti
nell'utero ad alte dosi dell'agente chimico rivelavano con gli
anni una quantità di sperma inferiore. La sorpresa arrivò quando
egli esaminò i ratti maschi nelle generazioni successive — i
nipoti delle madri esposte.
Sebbene il pesticida non aveva mutato nemmeno una lettera del
loro DNA, anche questa prole di seconda generazione mostrava una
quantità di sperma inferiore.
La stessa cosa valeva per la generazione successiva (i pronipoti
e i susseguenti).
Gli studi di Marcus Pembrey
Nel novembre del 2005 Marcus Pembrey,
un genetista clinico presso l'Istituto di Salute infantile a
Londra, seguì una conferenza alla Duke University per presentare
dati accattivanti raccolti da due secoli di libri di atti
pubblici sui ricavati del raccolto e i prezzi dei cibi in una
cittadina isolata della Svezia del nord. Pembrey e il
ricercatore svedese Lars Olov Bygren notò che le fluttuazioni
delle provviste di cibo nella cittadina potevano avere effetti
sullo stato di salute che si estendevano perlomeno fino a due
generazioni.
Era più probabile per nonni che
avevano vissuto i loro anni preadoloscienziali in tempi di
abbondanza avere nipoti con il diabete - un disturbo che
raddoppiava il rischio per i nipoti di morte prematura.
Altrettanto rilevante è il fatto che gli effetti erano specifici
al sesso dell'individuo. L'accesso di un nonno a provviste
traboccanti di cibo influenzava il tasso di mortalità dei nipoti
maschi soltanto, non delle nipoti, e l'esperienza di lauto
eccesso di una nonna paterna influiva sul tasso di mortalità
delle nipoti femmine, non dei nipoti.
Questo portò Prembey a sospettare che i geni sui cromosomi
specifici del sesso X e Y venissero influenzati da segnali
epigenetici.
Un'ulteriore analisi supportò il suo presentimento e offrì
profonde intuizioni nel processo di segnalazione.
Ne venne fuori che definire il periodo - l'età in cui le nonne e
i nonni sperimentavano una sovrabbondanza di cibo - era critico
per l'impatto intergenerazionale.
Le nipoti che maggiormente subivano
questa influenza erano quelle le cui nonne sperimentavano
periodi di abbondanza nell'utero o da neonate, e precisamente
nel ciclo in cui le ovaie delle nonne andavano formandosi. I
nipoti più influenzati erano coloro i cui nonni sperimentavano
abbondanza durante il cosiddetto periodo di crescita lenta,
appena prima dell'adolescenza, uno stadio-chiave per lo sviluppo
dello sperma.
Tratto da S& C. - Macro ediz. Lug.2007
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della solvibilità
degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata
la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte |
|
|