Continua e seguito
da: DNA - 1
DNA, la
TRASCRIZIONE è BIDIREZIONALE -
Definizione di
Gene
Al contrario di quanto ritenuto finora,
la doppia elica viene “letta” in entrambi i sensi per
essere “tradotta” in Rna.
Uno studio dell'Embl su
Nature
ABSTRACT di
ZHENYU Xu,
Nature 2009, N. 457, 1033-1037: Bidirectional promoters
generate pervasive transcription in yeast
http://www.nature.com/nature/journal/v457/n7232/full/nature07728.html
Schema della
Replicazione del DNA:
I testi di
biologia sono da riscrivere:
il Dna viene “letto” in tutte e due le direzioni della
doppia elica e non in una sola, come finora pensato. Lo
hanno rivelato i ricercatori dello
European Molecular Biology Laboratory (Embl) di
Heidelberg (Germania) e dello
European
Bioinformatics Institute
(Embl-Ebi) di Hinxton (Gb) in uno
studio apparso su Nature.
La lettura e la trascrizione
del Dna in Rna (acido ribonucleico, formato da un solo
filamento) è il primo passo per la formazione delle
proteine. Sebbene i geni che contengono le istruzioni
per costruire le proteine siano meno del 2 per cento del
genoma umano, la maggior parte del Dna viene comunque
“tradotto” in Rna. Perché questo accada non è ancora
stato compreso.
I ricercatori dell'Embl,
guidati da Lars Steinmetz, sono però più vicini a capire
come avviene esattamente la trascrizione e la funzione
di alcuni particolari pezzetti di Dna, detti
“promotori”, i siti che danno il comando di inizio alla
traduzione.
Studiando tutte le
trascrizione prodotte nella
cellula del lievito, gli
scienziati hanno trovato che molte regioni del genoma
producono diversi Rna a partire dallo stesso promotore,
e che la lettura procede - nella maggior parte dei casi
- in entrambe le direzioni (e non in una sola, come
finora pensato).
Non tutti i prodotti della
trascrizione sono però stabili: molti si degradano
rapidamente e questo rende difficile comprenderne la
funzione. Alcune molecole di Rna, riportano gli autori,
potrebbero essere “rumore di fondo” e non avere una
funzione specifica, ma la trascrizione in sé sembra
giocare un ruolo importante nella regolazione
dell'espressione di altri geni: tradurre una sequenza di
Dna potrebbe infatti aumentare la trascrizione di un
gene nelle vicinanze, o interferire in qualche modo con
la produzione della proteina corrispondente. Quanto
compreso per il lievito, sottolineano i ricercatori, può
essere trasportato negli esseri umani. (t.m.)
Riferimento: Nature, Jan 25, 2009; DOI:
10.1038/nature07728
Tratto da: galileonet.it
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Studio sulla rivista "Nature" sconvolge le teorie
classiche della genetica del DNA
La rivista Nature ha pubblicato uno studio che ha
letteralmente sbalordito il mondo della genetica. In questo
studio si afferma e si dimostra da parte di ricercatori (Robert
Pruitt e colleghi della Purdue University, scoperta mentre
studiavano la pianta Arabidopsis) che le piante
riescono a modificare il codice genetico che ereditano dai
propri genitori per tornare a quello dei nonni !
Questa scoperta amplifica e definisce
meglio le
ideologie sull'ereditarieta' finora insegnate nelle
Universita'.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgicmd=Retrieve&db=pubmed&dopt=Abstract&list_uids=15785770
&query_hl=1&itool=pubmed_docsum
"Although
the model proposed above might represent an extraordinary
view of inheritance, each of the processes required by the
model has been demonstrated previously".
vedi: Lolle_Nature
2005
La ricerca oltre a dimostrare
che le piante hanno questa possibilita' suggerisce che anche
altre specie abbiano la stessa possibilita'; noi cultori
della Medicina Naturale affermiamo proprio questo: anche
l'uomo ha queste possibilita' cosi come gli animali.
Infatti proprio nei 10
Comandamenti che ritroviamo nella Bibbia, in Genesi cap. 20,
e' espressa proprio questa caratteristica: "le
colpe dei padri cadranno sui figli fino alla 4° generazione",
sottintendendo che successivamente alla 4° generazione cio'
non possa piu' accadere, quindi suggerisce che vi sia un
meccanismo riparatore che permette la cancellazione e/o la
riparazione della mutazione genetica indotta dagli errori
dei padri.
L'ipotesi nostra e' che ogni DNA
abbia "nascosto nel proprio RNA" la
copia del file originale
del DNA e che quindi quando intervengono mutazioni
e/o duplicazioni genetiche, alla 4° generazione il file originale ripari
quello danneggiato.
Bibliografia:
S.J. Lolle, J Victor, J.M.Young, R.E.Pruitt – Nature Online,
di:10.1038/nature03380 (2005)
Fonte: Bioagricoltura Notizie, ediz. Ariab.
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Esami di riparazione (del DNA)
Per la prima volta è stata
osservata in tempo reale una molecola di materiale
genetico che riesce a correggere un danno nella sua
struttura.
La riparazione delle molecole di Dna danneggiate è un
meccanismo ben conosciuto in genetica, ma finora nessuno
ne aveva dato testimonianza in tempo reale. Ricercatori
del
Kavli Institute dell’Università di Delft, in Olanda,
sono riusciti a documentare, a livello di una singola
molecola di Dna, la ricombinazione omologa, uno dei
meccanismi di riparazione frequentemente messi in atto
dalle cellule. Il lavoro è stato pubblicato sulla
rivista Molecular Cell.
La rottura della molecola di Dna può essere provocata,
per esempio, dai raggi ultravioletti o dai raggi X, ma
può anche capitare durante la normale divisione
cellulare. Il tipo di danno può interessare una parte
della struttura o l’intera molecola, ma le cellule sono
dotate di diversi meccanismi per ripararlo. Se questi
danni non venissero immediatamente corretti, potrebbero
portare ad alterazioni a livello funzionale.
I ricercatori olandesi sono
riusciti ad osservare il
fenomeno di riparazione grazie a un campo
magnetico che consente di spingere e ruotare una singola
molecola di Dna nella posizione voluta. Nel momento in
cui il danno viene riparato, la posizione della molecola
cambia: in questo modo gli scienziati dell’Università di
Delft sono riusciti a osservare il processo di
riparazione in dettaglio.
La possibilità di approfondire le conoscenze su questi
meccanismi è molto importante sopratutto in campo
oncologico, dato che la formazione di un danno del
materiale genetico è uno dei processi che può portare
allo sviluppo di cellule cancerose. (s.m.)
Tratto da Galileonet.it
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Si può "suonare" una molecola
?
Johann Sebastian Bach non ci avrebbe neanche pensato, anche
perché nel Settecento non si sapeva che cosa fosse una
molecola. Ma a partire dagli Anni '80 del XX secolo molti
scienziati ci sono riusciti, a sorpresa. Facendosi aiutare
da musicisti curiosi, hanno «trasformato» proteine e DNA in
fantasiose melodie.
Tratto dall'inserto de " La Stampa" : (TST) Tutto Scienze e
Tecnologie, in ultima pagina compare un articolo dal titolo:
"DNA, uno spartito da suonare" -
By Vincenzo
Guarnieri.
Sottotitolo: Negli USA collaborazioni tra scienziati e
musicisti: le sequenze degli aminoacidi diventano note.
Su internet si moltiplicano gli esperimenti.
Come hanno fatto ?
È semplice: una composizione musicale è una sequenza di note
su un pentagramma, una molecola
di DNA è costituita da una sequenza di nucleotidi e una
proteina da una sequenza di aminoacidi.
Si tratta sempre di sequenze !
Basta quindi creare delle
regole che permettano di trasformare una in un'altra e il
gioco è fatto. Per il passaggio da DNA a proteina ci ha già
pensato la natura: il codice genetico assegna a ogni tre
nucleotidi uno specifico aminoacido. Per le altre regole,
invece, i ricercatori si sono dovuti sbizzarrire.
Come la biologa Mary Anne Clark della Texas Wesleylan
University,che ha avuto l'idea di assegnare ciascuno dei 20 aminoacidi
che formano le proteine alle note di una lunga scala
musicale.
Ma la ricercatrice non è andata a caso: ha assegnato la nota
più bassa all'aminoacido più idrofobico e la più alta al più
idrofilico, ordinando gli altri di conseguenza.
Poi ha applicato questi accorgimenti alla sequenza di una
proteina e, grazie al software ideato dal musicista John
Dunn, è riuscita ad ascoltarne la versione musicale.
vedi: dott.ssa Mary
Anne Clark:
http://www.educause.edu/EDUCAUSE+Review/EDUCAUSEReviewMagazineVolume43/GenomeIsland/163176
http://www.whozoo.org/mac/Music/
vedi i lavori dei Giapponesi sulla Musica del DNA - By
Munakata ed altri
http://www.whozoo.org/mac/Music/Sources.htm
http://www.toshima.ne.jp/~edogiku/
http://www.ejbiotechnology.info/content/vol7/issue2/full/8/t6.html
Che cosa ha sentito ?
Una melodia ottenuta dal “suono” della semplice successione
di aminoacidi, cioè della struttura
primaria di quella proteina. Ma non solo: durante
l'esecuzione le note basse “dicono” che stanno
suonandogli aminoacidi idrofobici, normalmente posizionati
all'interno della struttura tridimensionale.
Le note alte, invece, “dicono” che siamo sulla superficie.
Quindi la studiosa ha trovato un metodo per percepire la
struttura della proteina in modo alternativo
alla semplice osservazione dei modelli tridimensionali. È
come se si “vedesse” la molecola
con le orecchie anziché con gli occhi. Manon si è fermata.
Gli aminoacidi si dispongono nello spazio formando geometrie
regolari, le strutture secondarie, come le eliche o i
foglietti.
Una proteina è costituita dall'insieme di queste strutture e
la ricercatrice ha voluto ascoltarle.
Come ?
Scritturando
un'intera orchestra... virtuale, naturalmente. Con i violini
alle eliche e i fiati ai foglietti, la musica fornisce
un'immagine ancora più precisa della proteina.
Provare per credere: sul sito di M.A. Clark si possono
ascoltare numerosi esempi, a volte molto particolari.
Non ci
si deve stupire quindi di un curioso quartetto che suona
simultaneamente l'emoglobina appartenente a quattro specie
diverse: tigre, uomo, elefante e toporagno. Questo
“ensemble” ci permette di percepire le differenze evolutive
tra le specie, facendoci ascoltare questa proteina del
sangue.
E il DNA, la molecola definita il “libro della vita”, può
diventare lo “spartito della vita” ?
I quattro nucleotidi (Adenina, Citosina, Timina e Guanina),
che formano
le lunghe catene dei geni, possono diventare note musicali ?
Sembra proprio di sì. L'idea più fantasiosa è stata della
compositrice americana Susan Alexjander, che ha utilizzato
le frequenze ottenute dagli spettri dei nucleotidi per
generare suoni.
Ma alcuni studiosi hanno addirittura utilizzato le melodie
del DNA per fare ipotesi sull'origine della vita.
È il caso
del giapponese Nobuo Munakata, che ci lavora dall'84, quando
ha pubblicato un suo lavoro su “Nature”. Oppure Susumo Ohno,
anche lui giapponese, che ha riconosciuto grazie alla musica
una serie di “elementi ripetitivi” nella sequenza dei geni,
che risalirebbero all'origine dei geni stessi.
La musica può davvero farci capire meglio la scienza ? E la
scienza può ispirare gli artisti ?
Questi musicisti e ricercatori rispondono di sì.
Forse come chi partecipa a Roma, fino al 15 giugno 2006,
alla seconda edizione di “Arte Scienza”, il festival
biennale dedicato all'arte e alle applicazioni scientifiche.
Dal confronto tra artisti e scienziati potrebbe anche
nascere una scienza più divertente, soprattutto quando
diventa musica.
By
Sandro Cappelletto
Brevettata la musica del DNA
Roma, 18 dic.
2007 (Adnkronos) - La scoperta è di un team di
ricercatori italo-americani guidati da Carlo Ventura e
James Gimzewski e potrebbe in futuro portare gli
scienziati a indirizzare le cellule a differenziarsi
sulla base di suoni di riferimento ben precisi.
Il suono della vita, una
sorta di musica proveniente dai movimenti del Dna, è
stato registrato e brevettato per la prima volta da un
team di ricercatori italiani e statunitensi guidato da
Carlo Ventura, docente di Biologia molecolare
dell'università di Bologna, e dal fisico James Gimzewski,
dell'università di Los Angeles, California. La scoperta,
oltre a essere curiosa, potrebbe in futuro portare gli
scienziati a trasformarsi in 'direttori d'orchestra'
capaci di indirizzare le cellule a differenziarsi
seguendo un suono di riferimento ben preciso.
Ventura ha illustrato i risultati dei suoi studi in
occasione del convegno 'Aspetti biologici, clinici e
sociali dell'allungamento della vita media', organizzato
a Roma dall'Istituto nazionale biostrutture e biosistemi
(Inbb). "Il nostro genoma - spiega - è fatto da una
miriade di anse, di ripiegamenti che non hanno solo la
funzione di 'impacchettare' i circa due metri della
molecola del Dna in poche decine di millesimi di
millimetro di diametro del nucleo.
Per molto tempo - aggiunge - si è pensato che queste
anse servissero a guadagnare spazio, ma oggi sappiamo
che, pur facendo parte del cosiddetto Dna 'spazzatura',
cioè che non codifica alcuna proteina, hanno una precisa
funzione di 'architettura"'.
Video:
http://www.adnkronos.com/IGN/Video/?vid=1.0.1683534554
"I ripiegamenti del Dna -
afferma l'esperto - sono dinamici nell'assemblarsi e nel
disassemblarsi e questo loro muoversi in continuazione
viene trasmesso a strutture del citoscheletro fino a
creare una vibrazione sulla superficie della
cellula.
Questa vibrazione è compresa nell'arco di frequenze
udibili dall'orecchio umano: dunque, non abbiamo fatto
altro che sviluppare un approccio in grado di rilevare
questi suoni. E quello che emerge è che questi rumori
sono in qualche modo 'specifici' per quello che la
cellula
sta facendo in termini di espressione di geni,
in quel momento". In futuro i ricercatori mirano a
capire se il 'suono' può indirizzare le cellule e far
comprendere loro cosa fare. In pratica, con il suono
giusto si potrebbero impartire precisi ordini.
"Bisognerà capire - conclude Ventura - se a
differenziamenti specifici corrispondano frequenze
sonore specifiche.
Qualora fosse così, solo in un
secondo momento si potrà vedere se, facendo ascoltare
alla
cellula
questi suoni, la si potrà trasformare in
quello che vogliamo".
Tratto da:
http://www.adnkronos.com
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A Che Guevara piaceva ballare, ma aveva grande
difficoltà a farlo con una certa coerenza, perché
era “amusico”, sordo alla musica: non la «sentiva» e dunque
non riusciva a trasformare un ritmo in gesto.
Il disturbo
non affligge esclusivamente i rivoluzionari: il premio Nobel
per l'economia Milton Friedman lo dovette constatare su di
sé, dopo aver inutilmente provato a ricavare un qualche
piacere dall'ascolto di dischi e concerti. Piacere negato
anche a Sigmund Freud, che viveva a Vienna in anni colmi di
musica.
Come spiegare questa incapacità ?
Dove trovare la risposta ad altri diffusi disturbi: se ad
alcuni - Mozart il caso più noto – basta ascoltare una volta
soltanto una melodia, un brano intero, per saperlo
ricantare, trascrivere, al
contrario c'è chi non ci riuscirà mai, non solo perché è
stonato, ma perché non può memorizzare e restituire col
canto quella successione di note.
”Non vi so dire se è una questione biologica o culturale, se
è forte o meno la componente ereditaria, se il deficit è
innato, ma questa particolare forma di sordità riguarda tra
il 5 e il 10%”, dice Isabelle Peretz, autrice del saggio:
«La
musica e il cervello», pubblicato nell'Enciclopedia della
musica
Einaudi, attiva a Montreal, dove è docente di psicologia
all'università e si è specializzata in neuropsicologia
cognitiva. Accompagnata dalle riflessioni della
neuropsichiatra infantile Luisa Lopez (“la musica aiuta a
socializzare: cantare in coro è esperienza utilissima”) e
del compositore Nicola Piovani («la musica, come la poesia,
non si spiega»), la Peretz è stata protagonista della
conferenza dedicata al cervello musicale all'Auditorium di
Roma.
Numerosi gli esempi: ecco Isabelle, che dopo un incidente ha
perduto la possibilità di cantare, mentre intelligenza,
linguaggio e memoria sono intatti; ecco Albert, del tutto
incapace di rispondere con un giudizio a due musiche
diverse.
Numerose anche le affermazioni in negativo:
l'orecchio musicale assoluto, cioè la capacità di
riconoscere a colpo sicuro un suono, non è sinonimo di
intelligenza, ma una qualità innata. La musica di Mozart non
rende più abili e non aumenta la capacità di attenzione:
studenti statunitensi chiamati ad assemblare figure
geometriche, dopo aver ascoltato il complesso rock Blur, l'hanno fatto più velocemente che dopo essere stati
«sottoposti» a una sinfonia mozartiana.
”Non è chiaro se la sede della ricezione musicale risieda
nell' emisfero cerebrale destro o sinistro, ma nelle persone
che soffrono di amusia si riscontra una minore densità della
materia bianca e questa constatazione porta a ipotizzare che
il deficit sia innato, senza però che pregiudichi altre
funzioni e sensibilità”: gli studi che la Peretz conduce al
BRAMS (Brain, Music and Sound
Research) hanno portato a considerare l'”abilità musicale”
come una rete di connessioni: “Utilizzando le tecniche di
neuroimaging si è constatato che i rapporti tonali e quelli
temporali, percepiti all'ascolto come una dimensione
unificata, sono elaborati dal cervello in modo indipendente;
che esistono reti neurali specializzate nel riconoscimento
delle scale, mentre i gangli della base e del cervelletto
partecipano al controllo motorio e percettivo del ritmo”.
Sembra dunque che un insieme di luoghi e di funzioni diverse
rechino ognuno il proprio contributo all'organizzazione
formale delle nostre capacità musicali, mentre l'”amusia” si
è dimostrata più tenace di ogni rimedio.
Se anche la musica è un linguaggio, con il linguaggio
condivide dei “meccanismi di elaborazione sintattica”, ma le
capacità di ascolto, di apprendimento, di elaborazione
creativa sono «servite da reti neurali dedicate»,
disseminate ovunque nel cervello, connesse tra loro.
Misteriosamente assenti in alcuni di noi.
Tratto da:
lastampa.it
L'abuso infantile
"marca" i geni del DNA
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Definizione di Gene
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La geografia scritta
nei geni
Le differenze genetiche tra
due persone, misurate come numero di mutazioni non
condivise, rispecchiano le distanze geografiche dei
rispettivi luoghi di nascita
Vicini di casa, vicini di
Dna. La regola generale è stata sottoscritta da ben due
gruppi di ricerca e presentata la scorsa settimana sulle
riviste
Nature e
Current Biology. Se l'affermazione va presa con le
dovute pinze, la morale dei due studi è questa: quanto
più due persone sono nate in luoghi geograficamente
lontani, tanto più saranno geneticamente distanti. E
viceversa.
vedi:
PDF NATURE 2008
Alla guida dei due team, che
hanno lavorato indipendentemente, ci sono John Novembre
dell'Università
della California (Los Angeles) e Manfred Kayser
dell'Erasmus
University Rotterdam. I ricercatori hanno mostrato
per gli esseri umani la corrispondenza tra distanza
geografia e distanza genetica analizzando centinaia di
migliaia di polimorfismi (geni che variano per una
singola lettera del Dna) nel genoma di persone
provenienti da oltre venti paesi europei. Per ciascuna,
i genetisti hanno codificato circa mezzo milione di
mutazioni.
Il genoma di tutti i
soggetti è stato poi rappresentato come un punto su di
un piano cartesiano. In questo modo, persone con genoma
molto simile (ovvero con un alto numero delle stesse
mutazioni in comune) risultano rappresentate come due
punti molto vicini. Viceversa, punti distanti
rappresentano genomi che differiscono per la maggior
parte delle mutazioni considerate.
A stupire i ricercatori è
stato il fatto che, una volta inserite le migliaia di
analisi genomiche, il grafico che ne è emerso rispecchia
la carta geopolitica dell'Europa: la maggior parte dei
genomi appartenenti, per esempio, a portoghesi e
spagnoli si trovano raggruppati in una regione dello
spazio del piano a Sud-Ovest dei genomi francesi. Come
quelli italiani si trovano a Sud-Est di quelli svizzeri.
Tenendo presente che la
differenza genetica tra gli europei è estremamente
bassa, secondo Kayser quanto osservato è perfettamente
in accordo con gli studi sulle ondate migratorie verso
l'Europa dei rappresentanti della nostra specie (Homo
sapiens) nel corso degli ultimi 20 mila anni. (t.m.)
Tratto da: galileonet.it
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Siete
contro i brevetti sul DNA ?
Chiedete i diritti d’autore
del proprio DNA alle
multinazionali
che brevettano il DNA umano…..
Le
sequenze di geni non servono. Bisogna leggere le proteine. Come ? Uno
scienziato in prima linea spiega
la nuova sfida
By Giovanni Sabato
Cosa pensereste se l'architetto a cui avete chiesto di progettare la
vostra casa vi presentasse un progetto scritto così: «Wwyportawhjjascenskkorexrrrjj.» ?
Sarebbe
lecito che vi domandaste se e quando vedrete mai la nuova casa finita.
Questa è la sensazione che avvertono diversi scienziati a proposito della
sequenza del genoma umano, la cui decifrazione è stata annunciata
trionfalmente ormai più di un anno fa dal celeberrimo Craig Venter
(genetista patron della Celera, l'impresa privata che per prima ha
annunciato il compimento dell'impresa) e da Michael Collin (capo del
progetto federale americano, il vero e proprio Genome Project).
Il
paragone è di Stanley Fields, genetista dell'Università di Washington a
Seattle, ed esprime bene il misto di eccitazione e frastornamento che
avvolge gli addetti ai lavori.
Eccitazione
perché senza dubbio la decifrazione del genoma è una meta scientifica
eccezionale. Frastornamento perché la sfida, adesso, è quella di dare un
senso all'immensa massa di informazione accumulata, di leggere il libro
del genoma che ora appare come una serie di lettere indistinte.
Ed
è un'impresa che si presenta ben più colossale del sequenziamento
stesso.
Si
tratta di comprendere le relazioni tra i geni, di identificare le proteine
che ciascun gene codifica e, infine, vederne la funzione nel corpo umano.
Ma decifrare le proteine non è uno scherzo. E per farlo ci sono alcune
tappe intermedie.
Quali ?
Ne
abbiamo parlato con Piero Carninci, ricercatore italiano trasferitosi da
anni in Giappone presso uno dei templi della ricerca sul genoma, il Riken
Genome Science Laboratory di Tsukuba.
Con
risultati tanto interessanti che a fine mese tornerà in Italia a ritirare
il Biotec Award 2001, che premia i ricercatori italiani che più si sono
distinti nell'ambito della biologia molecolare. Carninci lavora proprio
sul crinale tra genoma e proteoma. E premette: «La sequenza del genoma,
in sé, non può dirci molto: è solo un primo passo, sebbene
importantissimo».
Nuda
e cruda, la sequenza somiglia molto al bizzarro progetto dell'architetto:
i geni (le informazioni rilevanti, i tratti di Dna in cui è scritto come
fare le proteine) costituiscono meno del 2 per cento dell'intero genoma e
sono dispersi qua e là in una marea di sequenze diverse, molte delle
quali apparentemente prive di alcuna funzione (il cosiddetto Dna
spazzatura), e per di più possono essere spezzettati in più frammenti
intercalati da sequenze senza senso.
«Anche
solo individuare i geni nella marea di sequenze incomprensibili non è
affatto facile, tant'è che il loro stesso numero è tuttora incerto»,
ammette Carninci (vedi intervista a William Haseltine a pagina 141).
«Ancor
più arduo, poi, è capire a che serve il gene individuato, ovvero qual è
la funzione della sua proteina».
Tanto arduo quanto indispensabile, perché
il gene, in sé, non è che l'istruzione per fabbricare una o più
proteine.
Sono queste ultime che nell'organismo svolgono ogni sorta di
attività, dal trasporto dell'ossigeno alla digestione; è il loro modo di
funzionare che va sviscerato se si vuole comprendere come funziona il
corpo umano, ricavare nuove medicine o chiarire cosa ci rende diversi da
una scimmia.
Lo studio sistematico dell'insieme delle proteine prodotte
dall'organismo - il cosiddetto proteoma - è la nuova frontiera della
ricerca nell'era post-genoma.
«Senza
dubbio dalle indagini sulle proteine verranno le risposte più accurate»,
conviene Carninci:
«Ma
prima di vederne i frutti occorreranno molti anni e grossi investimenti».
Le proteine assumono strutture tridimensionali contorte e mutevoli,
interagiscono l'una con l'altra in molteplici modi e sono ben più
numerose dei geni, dato che da uno stesso gene possono derivare decine o
talvolta centinaia di proteine diverse; studiarle, dunque, è molto più
difficile che decifrare la semplice, lineare sequenza del Dna.
E nel
frattempo ?
(NdR: studiamo ed impariamo a leggere il
DNA, cosa che
non si e' ancora in grado di fare; e' come avere
un'enciclopedia e non saperla leggere perche non si conoscono
i meccanismi di assemblaggio delle lettere di quell'alfabeto
ed il senso di quelle parole, quando si scopriranno).
Una
soluzione viene da studi come quello di Carninci, che prendono di mira i
prodotti intermedi tra il Dna e le proteine. Ogni volta che la
cellula
legge un gene, per prima cosa fabbrica un prodotto intermedio (detto Rna
messaggero), che poi viene letto a sua volta per produrre la proteina;
questi intermediari, a differenza del genoma, contengono la sola sequenza
del gene, senza altre sequenze estranee, e vengono prodotti solo nel
momento in cui il gene in questione viene letto per produrre la proteina.
Carninci, in anni di ricerca, ha messo a punto le tecniche per isolare con
precisione inedita gli Rna messaggeri presenti nelle cellule, e le ha
impiegate per individuare e raccogliere tutti (o quasi) quelli prodotti
dal più classico animale da esperimento: il topo. Ha ottenuto così una
raccolta pressoché completa dei geni del topo.
Dai
geni isolati in questo modo si possono trarre innumerevoli informazioni.
Per
esempio, si può studiare in quali circostanze ciascun gene viene letto,
per individuare quelli che si attivano in malattie come il cancro, e che
quindi possono avere un ruolo nella malattia.
Si
possono anche analizzare l'insieme di tutti i geni accesi nella
cellula in
un determinato momento, per ricavare indizi sulle loro funzioni. E si
possono inoltre condurre studi su come interagiscono tra loro le relative
proteine (cosa che con il genoma non è possibile), e identificare
proteine sconosciute che interagiscono con quelle già note; anche queste
sono informazioni preziose perché, se due proteine interagiscono,
evidentemente partecipano allo stesso processo. «Con le nostre tecniche
riusciamo a esaminare 100 mila interazioni al giorno», afferma Carninci.
Si
tratta di tecniche usate da diversi laboratori per ottenere analoghe
raccolte di geni in altri animali e anche nell'uomo. Sono gli studi sul
topo, però, a essere particolarmente fruttuosi.
A
livello genetico, infatti, questo animaletto è molto simile a noi (quasi
tutti i geni umani hanno il loro equivalente nel topo), e gli scienziati
compiono su di lui manipolazioni genetiche che nella nostra specie, per
ovvi motivi, sono impensabili. Per capire cosa fa un gene misterioso, gli
scienziati possono produrre topi che ne sono privi, osservare i guai
causati dalla sua mancanza e risalire così al suo ruolo.
A
margine rimane poi la questione del cosiddetto Dna spazzatura, che a ben
guardare spazzatura non è. Infatti proprio questo materiale genetico
forma gran parte del genoma, ma nessuno ne ha identificato la funzione.
Perché ?
«È una questione di priorità», spiega Carninci: «Non
sappiamo bene che cosa faccia e al momento abbiamo da lavorare tantissimo
sulle parti che codificano per le proteine». Di fatto, sul piano pratico
le proteine sono le strutture più interessanti: ad esempio, è
concepibile disegnare un farmaco che leghi una proteina, ma è difficile
pensare a un farmaco che agisca sul Dna del genoma. Quindi, anche se
appurassimo che questo Dna ha un ruolo in una malattia, sarebbe difficile
porvi rimedio.
Ma probabilmente, aggiunge Carninci, che «il Dna
spazzatura è senz'altro essenziale per regolare l'espressione dei geni,
cioè per stabilire quando un gene deve essere letto».
In
effetti ci sono diversi gruppi che lo studiano, confrontando il genoma di
uomo, topo ed altri organismi modello.
Ci sono molte sequenze che sono
molto simili in vari organismi; e se una sequenza non cambia molto nel
corso dell'evoluzione, vuol dire che svolge un ruolo importante, che non
è spazzatura. Quando avremo la sequenza del genoma del topo, che è quasi
finita, sarà più facile elencare le sequenze conservate anche nel Dna
spazzatura e scoprire così quelle importanti.
Commento NdR: lo chiamano DNA "spazzatura"
perche' non sanno che esso e' anche parte e base - rimasuglio - di
un'elica a 12 scale 6+6, che era il nostro antico e primigeno
DNA .... dal quale siamo stati sradicati, segati, tagliati, per
mezzo di antichissima ingegneria genetica applicata... qualche
centinaia di migliaia di anni fa dagli "dei" discesi
dal cielo.
TUTTI gli antichi testi parlano di questa "discesa"
degli
"dei..... sulla terra....., specie le tavolette di argilla
degli akkadici....sumeri)Di
questi 12 filamenti, di 10 ne e' rimasti solo
l"ombra", attualmente ne conosciamo solo 2, quelli che gli
studiosi attuali hanno scoperto e tentato di decodificare,
questi altri 10 filamenti "ombra" l'attuale scienza non ne
conosce la funzione, ma e' possibile attivarli...per
ottenere delle nuove proprieta' sconosciute ai piu'....
Da ultimissime scoperte pare che
solo circa 20.000 geni siano molto piu' attivi di altri, cioe'
siano piu' complessi di altri, svolgendo attivita' su vari
fronti nel dettare informazioni sul come disporre i mattoncini
da costruzione per fare prima la
cellulae poi .......l'uomo.
Ma quello che questi ricercatori non sanno ancora e' che
l'informazione che i Geni contengono NON proviene dalle
sostanze chimiche che li compongono, bensì dagli Elettroni che
sono in orbita (apparentemente) attorno agli atomi che compongono le
molecole delle sostanze
chimiche che essi (i Geni) contengono ! Quindi cercare le informazioni
solo nelle sostanze chimiche (per mezzo della scoperta dei
loro effetti) e' un errore, ma comunque un passo in avanti per
scoprire la Verita'.
Una recente scoperta di un
matematico francese Jean Claude Perez, che ha scritto un libro divulgativo
dal titolo: "Planète Trasgenique" ha confermato il carattere di
perfezione matematica e di immutabilità (salvo che non venga manomesso)
del DNA; in esso un'architettura matematica di migliaia di
"sequenze" di DNA all'interno del genoma, ubbidisce esattamente
all'ordine di Fibonacci, (matematico dell'Occidente, che ha introdotto lo
"zero", fino allora sconosciuto); quest'ordine: 1 2 3 5 8 13 21
34........, dimostra che il rapporto fra i numeri "interi" è
tale che ogni nuovo numero è la somma dei due precedenti; questo rapporto
si chiama "rapporto aureo"; questo rapporto è stato per lungo
tempo misconosciuto dalla "scienza ufficiale", ma un altro
botanico inglese tale Anglais d'Arcy Thomson, ha scoperto con meraviglia
che in natura vi sono dei numeri, esempio nel carciofo e nella pigna o
pino (nel loro cono) vi sono 5 spirali in una direzione e 5 nell'altra;
nei fiori di girasole se ne contano 34 e 55 oppure 89 e 144; questi numeri
NON sono casuali ma seguono l'ordine di Fibonacci.
La scoperta del matematico francese, ovviamente rivoluziona anche le più
recenti scoperte sul codice genetico; gli scopritori del DNA, Crik e
Watson (1953) sostenevano che la sequenza dei nucleotidi era solo frutto
del "caso"; mentre Perez al contrario dimostra che queste
sequenze NON seguono il "caso", ma bensì leggi ben precise:
l'ordine di Fibonacci; questo "codice nascosto" è stato anche
rintracciato in fossili di 135 milioni di anni fa ed è la prova della
lenta e progressiva ma immutabile evoluzione dello Spirito/mater-ia, ed
esso si ritrova in OGNI essere vivente.
Quindi Perez afferma:
"Studiando l'impatto di minime mutazioni dei nucleotidi su di una sequenza di 90.000 basi del genoma umano, dimostro
l'effetto nefasto a lunga scadenza su migliaia di basi; l'architettura del
DNA è un'orologeria perfetta alla quale contribuiscono anche le regioni
non codificate dei geni, al contrario di quanto si ritiene normalmente:
….Inserendo un gene estraneo nel
DNA, si rompe questa "orologeria"; il gene si posizionerà in
qualche altra parte del genoma, ma non sappiamo ancora bene, dove, come,
quando e perché".
Cosa può succedere praticamente ?
Perez risponde: "è possibile che si entri in un ciclo di mutazioni
genetiche scollegate fra loro e che la velocità delle mutazioni aumentino
facendo perdere al genoma la sua stabilità e quindi la produzione di
"nuovi VIRUS distruttivi". Egli continua dicendo:
"modificare il DNA non è come giocare al meccano; modificare ciò
che l' evoluzione ha creato in milioni di anni può essere
pericoloso".
Il genetista italiano prof. M. Buiatti dell'Università di Firenze,
interrogato a proposito della scoperta di Perez, afferma:
"La matematica è importantissima e ci mostra i vincoli nell'operare
le manipolazioni, che dobbiamo rispettare".
Egli continua dicendo che: "l'Organismo Mutato geneticamente (OGM) è
diverso da ogni altro organismo;
NON si può predire, conoscendo i singoli geni, come l'organismo intero
reagirà; infatti le interazioni, che sono molto importanti, NON le
conosciamo".
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Nel DNA non c’è “spazzatura” -
“In
realtà, della biologia non sappiamo un cazzo….”:
celebre ammissione pronunciata da Craig Ventre, ossia dal
biologo che ha lanciato (a scopo di lucro) l’Human Genome
Project; lo stesso uomo che ha proclamato di aver “mappato
l’intero DNA” dell’uomo nella sua azienda privata, la
Celera.
Come forse solo gli esperti sanno, tale “mappatura completa”
riguarda solo il 5% del DNA.
Cioè solo di quella parte (25 mila geni) che “si esprime”,
ossia che codifica e forma le proteine degli organismi
viventi.
Ed il restante 95% ?
Quello “non si esprime”.
E’ “silente”.
Non "sembra intervenire" nella sintetizzazione delle proteine,
né avere una funzione attiva.
Rapida conclusione degli scienziati: dunque, non serve a
nulla.
E’ una specie di imbottitura superflua.
Anzi “spazzatura” (junk).
E naturalmente, hanno elaborato tutta una pseudo-teoria,
basata sull’evoluzionismo darwiniano, per spiegare come mai
nel DNA ci sia tanta “spazzatura”.
(NdR: una precisazione per i
non biologi: i biologi sanno che il DNA codificante
(i geni) nel “genoma umano” è solo una
minima parte della totalita’ !
Ma non e’ cosi per tutti genomi: ad es. lievito, zebrafish e
arabidopsis hanno genomi molto più compatti; idem per i
batteri o del DNA mitocondriale;
Nel genoma umano, il resto
è in
parte roba strutturale (es. centromeri), in parte
serve a regolare i geni (es. enhancer e silencer, quello
che differenzia un uomo da un topo o da un elefante non
sono i prodotti genici, se non in minima parte, ma la loro
regolazione) ed in parte è davvero “spazzatura” (esempio:
Sine e ripetizioni varie) o così pare, infatti non si e’
ancora compreso bene il VERO significato di tutto il menoma
umano.)
E’ il risultato,
dicono, di una quantità di “infezioni” batteriche e
“contaminazioni” genetiche accidentali avvenute in centinaia
di milioni di secoli dal “progenitore originario” e comune
da cui si sono evoluti tutti i viventi attuali, più una
enormità di “residui” di funzioni un tempo utili al
“progenitore”, ma ormai abbandonati e inservibili, perché
“superati dall’evoluzione”.
Ora, va capito che il DNA è in qualche modo il “manuale
d’istruzione” con cui la natura fabbrica un topo o un
bambino.
E si dovrebbe spiegare come un manuale, un testo, che
ricopiato per milioni di anni ha accumulato al suo interno
un 95% di “errori di stampa” e refusi casuali - anzi di
fatto è costituito quasi solo da errori - resti capace di
funzionare egregiamente, e impartire gli ordini giusti per
fabbricare topi e bambini generalmente sani e vitali.
Ma la cosa non interessa gli “scienziati” come Ventre: loro,
si sono affrettati a brevettare i geni che fabbricano le
proteine, per sfruttarli commercialmente, fabbricare sementi
e animali trasngenici, topi con il fegato umano, soia con il
gene pesticida e così via.
Ora però, un’analisi matematica condotta dall’IBM sul genoma
“silente” ha scoperto che vi si ripetono in modo ricorrente
dei “motivi”, dei “disegni” (patterns) che misteriosamente
corrispondono a “motivi” e “patterns” che appaiono nel DNA
che si esprime.
E sono convinti che la “spazzatura”, dopotutto, serva a
qualcosa.
Anzi che forse serve più del DNA “utile”
(1).
Andiamo per ordine.
Perché la scoperta viene dall’IBM e non dagli “scienziati”
biologi?
Perché al Watson Research Center dell’Ibm, il capo Isidore
Rigoutsos e i suoi colleghi hanno messo a punto un software,
chiamato “pattern discovery”, con lo scopo di scandagliare
archivi di dati molto grandi, per esempio i dati storici di
Borsa o della stampa scientifica, alla ricerca di
informazioni utili in un mare di “spazzatura” ormai inutile.
E, giusto per provare, l’hanno applicato al DNA.
Il DNA umano ha 20-25 mila geni “utili” che codificano
proteine, e 6 miliardi di patrimonio genetico di
“spazzatura”.
All’IBM hanno scandagliato quei sei miliardi di “cose”, alla
ricerca di frequenze che si ripetessero in qualche modo
significativamente.
Ne hanno scoperto milioni.
Milioni di “motivi” e “patterns”.
Ma in particolare, ne hanno scoperto circa 128 mila, nella
spazzatura, che ricorrono anche nel genoma che si esprime.
Anzi, quegli stessi “motivi” sono super-presenti nei geni
più coinvolti in specifici processi biologici. Più
precisamente, nella “regolazione della trascrizione”.
O ancora più precisamente, i “motivi” ricorrenti sono
associati a piccole molecole di RNA che svolgono un processo
chiamato “silenziatore dei geni dopo la trascrizione”.
Di che si tratta
?
In breve, cercando di capire al volo: una
cellula umana
fertilizzata, l’embrione, comincia a moltiplicarsi
rapidamente.
All’inizio, le nuove cellule sono tutte uguali.
E’ questo che fa il DNA utile: riprodurre cellule tutte
uguali a se stesse.
Se il processo continuasse così, non nascerebbe un bambino,
ma un grumo indifferenziato di carne.
Un cancro: perché il
cancro non è altro che un tessuto di cellule tutte uguali,
che proliferando invadono il corpo.
Invece, nell’embrione, avviene qualcosa di prodigioso.
Ben presto, le cellule si diversificano.
Diventano fegato, unghie, tessuto cerebrale, vene, arterie,
pancreas….ogni “cosa” con una funzione differente, ogni cosa
essenziale, ogni cosa al posto giusto nell’organismo.
E' come se un “progettista”, che segue delle istruzioni e
una mappa precisa, mettesse ogni cosa a posto.
Insomma: ogni singola
cellula, pur contenendo gli stessi
identici geni, lo stesso DNA, diventa diversa.
Come ?
Perché qualcosa “spegne” ed “accende” certi precisi geni, o
certe loro funzioni, attivando o chiudendo certi
interruttori, secondo il “progetto” uomo (o topo).
Questa modulazione,
questo “spegnimento” dei geni superflui avviene non durante,
ma “dopo” la trascrizione operata dal DNA “funzionante”.
Quei 25 mila geni fanno le cellule tutte uguali.
Ma una volta prodotte, esse vengono poi “modulate” grazie a
un processo di “interferenza del RNA”, in cui molecole
“messaggere” riducono l’espressione, originariamente
“totipotente” e indiscriminato, per tenerne attuale solo una
parte.
Ora, l’IBM comincia a capire che in questo processo - il più
importante: quello che da un cancro produce un uomo con arti
ed organi sani - entra in qualche modo il DNA “spazzatura”.
“C’è un sicuro
collegamento tra la vasta area del DNA che credevamo non
funzionante con la parte del genoma che sappiamo funzionante”,
ha detto Rigoutsos: “il punto è che per verificare la scoperta, occorrono risorse e una
quantità di studiosi”.
E’ vero: solo per mappare 25 mila geni, sono occorsi
miliardi di dollari e migliaia di scienziati nei laboratori
di tutto il mondo.
Qui, si tratta di mettere pazientemente alla prova 6
miliardi di geni, o almeno 128 mila “motivi ricorrenti”, per
vedere come funzionano le cavie da laboratorio private
selettivamente dell’uno o l’altro di questi.
Decenni di ricerche.
Con la prospettiva di trovare davvero la “cura-miracolo” per
il cancro,
scoprendo il meccanismo erroneo per cui certe cellule non
obbediscono più al “progettista” e si mettono a replicarsi
tutte uguali, anziché diversificarsi e “spegnersi”.
Già da tempo altri scienziati senza scopo di lucro, del
resto, avevano puntato il dito su certi “patterns”
ricorrenti nel genoma “silente” e “spazzatura”.
Il gruppo di David Haussler all’Università di California di
Santa Cruz ha cominciato a confrontare il “genoma
spazzatura” di uomo, topo e ratto (tre mammiferi).
E per escludere il caso, hanno cercato solo le sequenze di
almeno 200 basi che si ripetessero nel DNA delle tre specie.
Sequenze così lunghe non possono essere casuali.
Ne hanno trovate 480.
Presenti non solo nei tre animali esaminati, ma anche nel
pollo e nel cane.
Ma assenti negli insetti e nei molluschi marini
(2).
La cosa che ha stupito Haussler è: come mai, nella
“evoluzione” darwiniana, queste sequenze appartenenti alla
“spazzatura” sono state conservate per milioni di anni ?
Perché da buon darwinista,
egli crede che topi, ratti, uomini, polli e cani (ma non gli
insetti) discendono da un “antenato comune” vissuto (si
crede) 400 milioni di anni fa.
Questo antenato avrà avuto quelle sequenze.
Ma come mai i progenitori le hanno conservate identiche ?
Vuol dire che quelle sequenze sono “utili”, anzi necessarie.
Per esempio a fare un animale a sangue caldo (pollo o uomo),
e non un insetto.
Evidentemente, ragiona Haussler, perché la loro scomparsa
avrebbe danneggiato la capacità di sopravvivere nella “lotta
per l’esistenza” di questi animali.
Eppure, queste sequenze super-conservatrici sono nella
“spazzatura” ritenuta silente.
“Le nostre scoperte
iniziali dimostrano invece che la maggior parte del genoma,
quella che non codifica le proteine, fa qualcosa di molto
più importante”, dice Haussler: “hanno
una parte che non conosciamo ancora, nello sviluppo e
differenziazione delle specie”: anche in questo
caso, pare, modulando il modo in cui il RNA messaggero
“spegne” e accende
gli interruttori genetici che fanno di un grumo di proteine
un uomo, oppure una gallina.
“E’ solo la punta
dell’iceberg”, dice ora il professor Chris
Ponting, della unità genetica del Medical Research Council
britannico. E se la prende con “certi
settori che hanno premuto per mappare soltanto le poche
parti del DNA che codificano le proteine, asserendo che
mappare il resto era una perdita di tempo”.
Ecco il punto.
Perché una vera e completa analisi scientifica, tesa ad
appurare una vera e completa verità, sarebbe “una perdita di
tempo ?”
Per chi ?
Risposta: per chi ha fretta di brevettare la parte del
codice “utile” a fare organismi geneticamente modificati, e
a brevettare anche quelli - nonché le tecniche genetiche per
produrli.
Il profitto e l’industria genetica hanno bloccato la
scienza.
Anzi peggio.
Profitto e industria sono corsi a produrre e vendere soia
geneticamente modificata, virus modificati per
vaccini, medicinali trasngenici, ignorando come funziona il 95% della
“cosa” che hanno modificato.
E proclamando che i loro prodotti sono “innocui”.
Ma il DNA non funziona nel modo “lineare” e semplificato che
gli scienziati a scopo di lucro affermano.
Il DNA è un dinamismo fluido, capace di agire in direzioni
imprevedibili.
Ad esempio si sa,
o si sospetta, che le modificazioni del gene possono saltare
da una specie all’altra ?
Che la soya transgenica contamina quella naturale,
trasferendole le sue proprietà ?
Che effetto possono provocare delle garze fatte di cotone
OGM posate
su una ferita ?
E i fiocchi di granturco
geneticamente modificato che vostro figlio mangia
a colazione ?
E le panelle di soia
transgenica di cui sono nutrite le vacche da latte ?
E i vaccini da
virus geneticamente modificati ?
E i farmaci “genetici”
che devono sostituire gli antibiotici, ormai sempre meno
efficaci perché i batteri sono diventati geneticamente
“resistenti” ad essi ?
L'industria risponde: nessun effetto, state tranquilli.
La garza di cotone trasngenico non infetterà il vostro DNA.
Credete a noi.
Sappiamo tutto di come funziona il DNA.
Anche quel 95 % che non abbiamo voluto studiare.
Non serve a nulla.
E’ spazzatura.
Imbottitura, come quella dei divani e delle poltrone.
Non agisce.
E’ silente.
Ossia inattivo, inerte.
Ve lo diciamo noi, che sappiamo tutto di biologia.
“Di come funziona la
biologia, in realtà, non sappiamo un cazzo…..”,
si è lasciato scappare Craig Ventre.
By Maurizio Blondet
–
30/04/06
L'abuso infantile
"marca" i geni del DNA
+
Definizione di Gene
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DNA -
C’era una volta un cristallo liquido
Singoli nano-frammenti di acido nucleico si auto-assemblano
spontaneamente in ordinate strutture, simili a quelle dei
display.
La scoperta italo-americana fornisce nuovi indizi
sull’origine della vita.
Tratto da:
http://www.galileonet.it/news/9154/cera-una-volta-un-cristallo-liquido
vedi:
NAKATA_Science 2007
DNA senza
segreti - Svelata da un team di
ricerca italiano la struttura elettronica della
macromolecola
http://www.galileonet.it/news/9163/dna-senza-segreti
By De Felice:
http://www.nature.com/nmat/journal/v7/n1/full/nmat2060.html
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Metodi computazionali in
biologia - Una nuova tecnica per sequenziare il
DNA virale
La nuova metodologia produce
risultati molto simili alle tecniche convenzionali, ma
con un costo inferiore e con una risoluzione
potenzialmente più alta.
Nell’ambito di una collaborazione internazionale,
ricercatori statunitensi e svizzeri hanno sviluppato
strumenti matematici e statistici per ricostruire
popolazioni virali, utilizzando il pirosequenziamento,
una nuova tecnica per il sequenziamento del DNA.
Lo riferisce l’ultimo numero della rivista on line ad
accesso libero “PLoS
Computational Biology”.
Finora era noto come le letture frutto del
pirosequenziamento fossero brevi e afflitte da
frequenti errori, che gli scienziati hanno cercato
di migliorarlo per molto tempo. Ora il nuovo processo
sviluppato presso l’ETH
di Zurigo ha dimostrato di poter diminuire il tasso
di errore e di fornire informazioni in modo più veloce
ed efficiente.
Il metodo è stato applicato
a quattro popolazioni di
HIV-1 ottenute da
pazienti resistenti ai farmaci, che sono poi state
confrontate con 165 sequenze ottenute direttamente
mediante
sequenziamento, per esempio per clonazione dagli
stessi campioni. “Queste nuove tecniche producono
risultati molto simili alle tecniche convenzionali, ma
con un costo inferiore e con una risoluzione
potenzialmente più alta”, ha spiegato Niko
Beerenwinkel dell’ETH, che ha partecipato allo studio.
La conoscenza della struttura genetica delle popolazioni
virali è critica per proseguire la ricerca biomedica
sulla progressione della malattia, sulla progettazione
di vaccini e sulla resistenza ai farmaci.
L’abilità di stimare la struttura delle popolazioni
virali mantiene la grande promessa di una nuova e più
profonda comprensione dell’evoluzione virale e del
controllo delle malattie. (fc)
Tratto da:
lescienze.espresso.repubblica.it
Per chi fosse interessato:
Nel DNA sono inseriti anche i 12 nomi del Divino -
(vedi: chi e', cosa e'
dov'e' Dio)
+
Definizione di
Gene
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Osservata in tempo reale la riparazione del DNA
Grazie all'applicazione di un campo magnetico
esterno è stato possibile muovere e spostare una singola
molecola di DNA nel modo voluto
Per la
prima volta ricercatori della
Kavli Institute of Nanoscience a Delft, nei Paesi
Bassi, sono riusciti a osservare la riparazione
spontanea di un danno in una singola molecola di DNA.
Le cellule possiedono meccanismi di riparazione dei
continui da anni a carico del DNA che si verificano
continuamente in modo accidentale. Essi possono variare
dalla variazione di un singolo nucleotide a una rottura
totale della struttura del DNA. Queste rotture, per
esempio, possono essere causate dalla radiazione
ultravioletta o da i raggi X, ma possono verificarsi
anche durante la divisione cellulare, quando i singoli
filamenti della doppia elica di DNA si separano per la
duplicazione.
Se questo tipo di rotture non viene riparato in modo
corretto c’è un alto rischio di malfunzionamenti dei
meccanismi cellulari che possono portare alla creazione
di cellule cancerose.
Stando
a quanto riferito in un articolo pubblicato sulla
rivista “Molecular Cell”, uno dei principali meccanismi
di riparazione in questo caso è noto come ricombinazione
omologa: proprio questo processo è stato osservato per
la prima volta dai ricercatori della Delft in tempo
reale grazie a una innovativa metodica che utilizza un
campo magnetico applicato dall’esterno che permette agli
sperimentatori di muovere e ruotare la molecola di DNA
in modo controllato. (fc)
Fonte:
Molecular Cell - Tratto da:
lescienze.espresso.repubblica.it
Commento
NdR: cio' significa che i campi elettromagnetici possono
modificare il Dna ! e quindi l'elettrosmog
creato dall'uomo ed
esistente sulla Terra e' dannatamente
pericoloso !
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Genetica:
Il DNA è un acido
organico ad alto Peso Molecolare ed ad alta ripetitività che permette,
tramite una sequenza variamente combinata di basi: adenina,
guanina e timina, citosina, di immagazzinare la sequenza di aminoacidi di una
proteina, ma e' anche una
antenna ricetrasmittente
Il codice di lettura del DNA è composto da triplette di basi
che corrispondono ad Aminoacidi, questo è il
Codice Genetico.
La sequenza di
basi che corrisponde alla proteina è una
ORF.
Nel
Genoma sono presenti diversi geni che
codificano per diverse proteine.
Nel Genoma umano sono presenti circa
30.000 geni che codificano le proteine dell'organismo uomo. Nelle varie
specie di animali variano la quantità e la tipologia.
Il Genoma dell'uomo è organizzato in 46
cromosomi = 23 coppie di
cromosomi presenti nel nucleo di ciascuna
cellula.
I
cromosomi sono spesso presenti in coppie, 23 nella
specie umana, di cui 22 coppie sono cromosomi omologhi
(cioè simili) detti autosomi ed 1 coppia di cromosomi
diversi che sono i cromosomi sessuali.
Se si sostituisce un cromosoma di
scimmia ad una cellula umana non si ottiene NULLA.
Il
DNA (in Italiano ADN) è un
acido nucleico ed è l’elemento indispensabile per tutte
le forme viventi; i Cromosomi sono costituiti da DNA e
sono strutture a bastoncello ancora poco note nella loro costituzione e racchiuse
anche nel
nucleo, nella parte più interna di ogni cellula e nei mitocondri ed è
composto morfologicamente da una “doppia” elica a spirale avvolta su
se stessa; ma probabilmente all’origine della specie umana,
secondo alcuni ricercatori, questa
“scala genetica” era più complessa, cioè era l’insieme di 12
scale avvolte su se stesse; si è in seguito “ridotta” solo a 2, da
qui il termine di “doppia”, per mezzo di manipolazioni genetiche
volute da una stirpe di esseri conoscitori della scienza genetica, che
ci hanno "messo" centinaia di migliaia di anni or sono su questo pianeta,
come prigione della Galassia.
La prova starebbe nel fatto che coloro che
studiano il DNA hanno trovato degli “strani” frammenti di DNA
all’interno della scala elicoidale, di cui non sanno spiegare
l’origine.
L’avere
più “scale” avvolte permetterebbe, per esempio di far risuonare le
cellule dei corpi umani su molte più frequenze del Campo Psico ElettroMagnetico Universale (CEIU) dell’UniVerso ed ottenere molti più gradi
di libertà e quindi di conoscenza; che sia quasi sicuramente così, lo
possiamo intuire per il fatto che abbiamo un cervello così ben
strutturato da poter gestire un’immensità ben maggiore di
informazioni, di quante non ci necessitino per ora, quindi è evidente
che vi era alla base/origine, un diverso utilizzo del cervello, che si
è alterato od è stato modificato ad un certo periodo della storia
umana.
E’
notorio che utilizziamo al massimo il 10 % del cervello per la nostra
vita, e l’altro 90 % a cosa serve ???
Con
più eliche nel DNA, potremmo per esempio “rifarci” un arto
amputato, potremmo avere vista telescopica od a raggi X, udire più
frequenze, allungarsi o rimpicciolirsi a volontà, saremmo di fatto
degli esseri umani con enormi possibilità, anche quella di volare con
le nostre ali auto generate sul retro delle spalle, ecc.
Tutte
le “istruzioni necessarie” per la “costruzione guidata ed
organizzata di ogni organismo vivente”, sono “scritte” sulla
molecola del DNA, come su di un nastro magnetico sotto forma di codice bio molecolare
ultra microscopico, "binario" nella composizione della
scala cromosomica.
Perché le cellule muoiono ?, non solo perché si intossicano
oltre modo, ma per il fatto che esse sono regolate anche
dall’informazione contenuta negli atomi che compongono i geni del
DNA
dei Mitocondri; i geni sono attivati ad agire per la morte cellulare
definitiva, per il fatto che l’inquinamento endo cellulare supera i
limiti programmati dal DNA e non può neanche superare il “tempo”
programmato.
La morte di una cellula non è piu' un evento misterioso, il
segreto della sua fine è nascosto anche nei Mitocondri; questi sono le
centrali energetiche delle cellule. Pare che negli USA all’Università di Pittsbourgh, dei ricercatori
abbiano potuto vedere in laboratorio la morte
cellulare e capire da dove proviene.
La ricerca ha dimostrato per la prima volta che i
mitocondri sono i veri esecutori delle morti cellulari e che
contrariamente a quanto si riteneva fino ad ora una cellula riesce a
sopravvivere anche quando i mitocondri smettono di funzionare per brevi
periodi; i ricercatori hanno messo a confronto due gruppi di cellule di
roditori, quelle con i mitocondri disattivati sono sopravissute, le
altre sono morte.
Una
recente scoperta di un matematico francese Jean Claude Perez, che ha
scritto un libro divulgativo dal titolo: “Planète
Trasgenique” ha confermato il carattere di perfezione matematica e
di immutabilità (salvo che non venga manomesso) del
DNA; in esso
un’architettura matematica di migliaia di “sequenze” di
DNA
all’interno del genoma, ubbidisce esattamente all’ordine di
Fibonacci, (matematico dell’Occidente, che ha introdotto lo
“zero”, fino allora sconosciuto); quest’ordine: 1 1 2 3 5 8 13 21
34........, dimostra che il rapporto fra i numeri “interi” è tale
che ogni nuovo numero è la somma dei due precedenti; questo rapporto si
chiama “rapporto aureo”; questo rapporto è stato per lungo tempo
misconosciuto dalla ”scienza ufficiale”, ma un altro botanico
inglese tale Anglais d’Arcy Thomson, ha scoperto con meraviglia che in
natura vi sono dei numeri, esempio nel carciofo e nella pigna o pino
(nel loro cono) vi sono 5 spirali in una direzione e 5 nell’altra; nei
fiori di girasole se ne contano 34 e 55 oppure 89 e 144; questi numeri
NON sono casuali ma seguono l’ordine di Fibonacci.
La
scoperta del matematico francese, ovviamente rivoluziona anche le più
recenti scoperte sul codice genetico; gli scopritori del
DNA, Crik e
Watson (1953) sostenevano che la sequenza dei nucleotidi era solo frutto
del “caso”; mentre Perez al contrario dimostra che queste sequenze
NON seguono il “caso”, ma bensì leggi ben precise: l’ordine di
Fibonacci; questo “codice nascosto” è stato anche rintracciato in
fossili di 135 milioni di anni fa ed è la prova della lenta e
progressiva ma immutabile evoluzione dello Spirito/mater-ia, ed esso si
ritrova in OGNI essere vivente.
Quindi
Perez afferma: “Studiando
l’impatto di minime mutazioni dei nucleotidi su di una sequenza di
90.000 basi del genoma umano, dimostro l’effetto nefasto a lunga
scadenza su migliaia di basi; l’architettura del DNA è
un’orologeria perfetta alla quale contribuiscono anche le regioni non
codificate dei geni, al contrario di quanto si ritiene normalmente:
Inserendo un gene estraneo nel DNA, si rompe questa “orologeria”; il
gene si posizionerà in qualche altra parte del genoma, ma non sappiamo
ancora bene, dove, come, quando e perché”.
Cosa può succedere praticamente ?
Perez risponde:
“è possibile che si entri in un ciclo di mutazioni genetiche
scollegate fra loro e che la velocità delle mutazioni aumentino facendo
perdere al genoma la sua stabilità e quindi la produzione di “nuovi
VIRUS distruttivi”. Egli continua dicendo: “modificare il DNA non è come giocare al meccano; modificare ciò che
l’evoluzione ha creato in milioni di anni può essere pericoloso”.
Il genetista italiano prof. M. Buiatti dell’Università
di Firenze, interrogato a proposito della scoperta di Perez, afferma:
“La matematica è importantissima e ci mostra i vincoli nell’operare le
manipolazioni, che dobbiamo rispettare”.
Egli continua dicendo
che: “l’Organismo Mutato
geneticamente (OGM) è diverso da ogni altro organismo; NON si può
predire, conoscendo i singoli geni, come l’organismo intero reagirà;
infatti le interazioni, che sono molto importanti, NON le conosciamo”
Un esempio: la società SHOWA DENKO (USA) aveva immesso sul
mercato un amminoacido non colloidale, molto comune, il “triptofano”
prodotto dalla manipolazione genetica di un determinato batterio; il
costo di produzione doveva essere competitivo rispetto ai metodi
tradizionali (non conosciamo l’entità dell‘eventuale risparmio); il triptofano così prodotto è entrato nella composizione di uno dei tanti
integratori dietetici, in gran voga in America e per colpa di quel
prodotto ottenuto con una mutazione genetica, si sono avuti 37 morti,
1.500 persone semi
paralizzate,
5.000 con danni temporanei: ...poiché
l’origine “transgenica” del prodotto NON era indicata
nell’etichetta, le autorità sanitarie USA hanno impiegato diversi
mesi per capire e trovare il “responsabile”; si da il
caso che il prodotto aveva superato tutti i “test”
previsti dalla pur severa legge americana;
Lo FDA, (Acronimo
di Food and Drug Administration - "ente per il
cibo e le medicine" - è l'ente governativo
statunitense che si occupa della gestione,
catalogazione, messa al bando dei prodotti alimentari e
farmaceutici). Questo ente statale e' stato molte volte
accusato di aver
permesso la commercializzazione di
molti prodotti,
farmaci,
Vaccini, senza aver controllato e studiato
l'impatto sulla salute dei consumatori.....chissa'
perche'...? perche' e' sovvenzionato dalle
case farmaceutiche....) aveva concesso
l’autorizzazione al consumo umano; ora la società dovrà risarcire
con milioni di dollari i danneggiati; ma chi risarcirà i futuri figli
di quei cittadini che hanno utilizzato quel prodotto, dato che le
mutazioni genetiche passano attraverso il
DNA alle generazioni future ?
Questa è la DIMOSTRAZIONE delle PERICOLOSITA’ di
qualunque manipolazione od alterazione genetica, di cibi
(OGM),
sostanze,
farmaci o quella prodotta dai
Vaccini.
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Seguita in diretta
la replicazione del DNA -
01/11/2009
Identificati otto passi critici nel delicato processo di
copiatura da parte dele polimerasi dei singoli filamenti
di DNA durante la
replicazione cellulare.
Un gruppo di ricercatori dell'Ohio
State University è riuscito per la prima volta a
osservare in tempo reale il comportamento di quattro
parti, o domini, di un enzima denominato Dpo4,
fondamentale per la replicazione del DNA
Le polimerasi sono enzimi presenti nella cellula che
svolgono il compito di copiare il DNA. Quando i due
filamenti di una molecola di DNA si separano prima della
duplicazione di una
cellula
ciascuno di essi funge da
“stampo” per il filamento di nuova formazione.
Le polimerasi sono
responsabili della “lettura” degli stampi per
determinare dove porre i nucleotidi nella posizione
corretta secondo i ben noti accoppiamenti tra basi
complementari adenina-timina, citosia-guanina.
Finora sono state descritte
sei famiglie di polimerasi in base alla loro sequenza di
amminoacidi: A, B, C, D e Y, scoperta recentemente.
La famiglia A è stata ben
studiata e svolge gran parte del compito di copiatura.
Ma gli enzimi che vi appartengono arrestano il processo
quando si trovano in corrispondenza di un danno del DNA,
mettendo in forse l'intero processo di replicazione e
portando potenzialmente alla morte dell'intera cellula.
La famiglia Y d'altra parte,
può intervenire e bypassare il danno permettendo alla
copiatura di continuare e alla cellula di sopravvivere.
Proprio questo ruolo è quello che ha indotto i
ricercatori a chiedersi se non siano proprio questi
enzimi la principale fonte di errori nella copiatura.
Si è così cominciato a
utilizzare negli esperimenti l'enzima Dpo4 (DNA
polymerase IV), determinando in prima battuta le
strutture cristalline delle relazioni tra questo enzima
e il DNA che rappresentano la loro relazione “congelata”
in un dato istante.
Per poter poi seguire il processo in
tempo reale, Suo e colleghi hanno inserito marcatori
fluorescenti in ciascuno dei quattro componenti
dell'enzima e in un filamento di DNA.
La polimerasi interagisce
con il DNA per cominciare il processo di copiatura in
presenza di un nucleotide specifico, in questo caso la
molecola chiamata dNTP. Si è così potuto descrivere tale
processo come una serie di otto passi critici con tre
distinti movimenti in presenza di dNTP: l'enzima rimane
isolato finché non si lega col DNA; l'enzima e il DNA si
riposizionano quando il nucleotide si lega alla
polimerasi; i domini dell'enzima cominciano a muoversi,
legandosi al filamento di DNA che funge da stampo.
“Approfondire la conoscenza
dei complessi processi di replicazione del DNA è
fondamentale per comprendere le basi molecolari delle
patologie di origine genetica”, ha concluso, Zucai Suo,
professore associato di biochimica del Comprehensive
Cancer Center dell'OSU e coautore dell'articolo
apparso sulla rivista ad accesso libero "PLoS Biology".
(fc)
Tratto da
lescienze.espresso.repubblica.it
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La terza dimensione del codice
genetico - Verso un'analisi "topografica" del DNA
L'analisi della sua struttura
tridimensionale indica come le regioni del genoma non
codificanti ma funzionalmente attive siano il doppio di
quelle finora considerate.
Un nuovo modo di rilevare le regioni funzionali del
DNA,
che coinvolge l'osservazione della struttura in 3D del
DNA, e non soltanto la sequenza di basi. è stato messo a
punto da un gruppo di ricercatori dei
National Institutes of Health (NIH), del
National Human Genome Research Institute (NHGRI), e
dalla
Boston University, che lo illustrano in un articolo
pubblicato in anteprima online sul sito di "Science".
Questo nuovo metodo "topografico" prevede
l'identificazione di tutte i ripiegamenti, le anse, le
concavità del genoma umano per confrontarle con le
caratteristiche strutturali degli elementi
corrispondenti rilevabili in altre specie. E'
verosimile, osservano i ricercatori, che le
caratteristiche strutturali conservate in molte specie
abbiano un ruolo importante nelle funzioni
dell'organismo, mentre quelle che sono cambiate
potrebbero avere un significato minore.
"Il nuovo approccio rappresenta un esaltante progresso
che accelererà i nostri sforzi di identificazione degli
elementi funzionali del genoma. che rappresenta una
delle maggiori sfide della genomica di oggi", ha
commentato Eric Green. Insieme alle continue innovazioni
nel sequenziamento del DNA, questo approccio topografico
allargherà i nostri orizzonti nel tentativo di usare le
informazioni del genoma per la salute dell'uomo."
Nello studio, i ricercatori hanno confrontato la
topografia del genoma umano con quella di altre 36
specie di mammiferi, fra le quali il topo, il coniglio,
l'elefante e lo scimpanzé. In questo modo hanno trovato
che circa il 12 per cento del genoma umano non
codificante sarebbe funzionalmente significativo, vale a
dire una percentuale doppia rispetto a quella stimata
ricorrendo a metodi che si limitano confrontare le
sequenze di DNA.
I ricercatori osservano infatti che non sempre la
sequenza di basi del DNA rappresenta un buon indicatore
di funzionalità. Hanno infatti scoperto che sequenze di
DNA molto simili possono assumere forma topografiche
estremamente differenti, un fatto che può avere un
impatto significativo sulla loro possibilità di essere o
meno funzionalmente attive.
D'altra parte, sequenze differenti possono assumere
conformazioni topografiche molto simili e svolgere
funzioni analoghe. La conclusione dei ricercatori è che
in molti casi la struttura tridimensionale del DNA può
essere un fattore predittivo molto più preciso della
funzionalità di una sequenza di DNA. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
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Ritorniamo
alla descrizione del DNA: esso è arrotolato in una “molla” a
spirale elicoidale logaritmica a sequenza di lettura analogico/digitale
su base bio elettrochimica.
Le
4 sostanze che determinano e compongono la scala elicoidale del
DNA,
sono in costante armonica multi frequenziale interazione, con
l’emissione del CEIU (Campo Psico Energetico Informato
Universale)
dell’Universo contenente le frequenze delle 4 Forze/Energie
Fondamentali del Creato.
Il
Cr-omo-soma (ovvero radice di aRCa=CRanio = Cr) il contenitore, uguale
(omo=simile) al corpo (soma=corpo fisico) che aiuta a vivere, è l’antenna rivelatore e
ricevitore-trasmettitore-ripetitore, dei ritmi dell’Universo nelle
cellule dei corpi viventi, cioè rivela e ritrasmette fornendo le
“pulsazioni” del Campo Psico Elettro Magnetico dell’Universo nel
circuito ove è immesso; ad ogni pulsazione del
Campo Universale, la
molla cromosomica si carica,
cioè si comprime, accumulando le Energie/Frequenze anche
dinamiche ricevute dal Campo, determinando di fatto una
differenza di potenziale energetico/dinamico; quando
essa si dilata e rilascia energia dinamica, riversa la
pulsazione rivelata nell’ambiente liquido dove si trova,
che viene immediatamente amplificata determinando la
pulsazione della cellula stessa, che a sua volta la
trasmette all’ambiente esterno dell’organo o sistema
corrispondente alla quale appartiene e che rivelerà solo
i ritmi ad essi confacenti determinati dalla loro
specializzazione.
Esempio: il Cuore umano in un individuo sano, pulsa a circa 65/70 periodi al secondo, esso riceve la sua
pulsazione (frequenza ed autoregolazione del battito, pressione e quella
sonora) dalle cellule nervose del suo "piccolo
cervello" interno composto solo da circa 40.000
cellule, proprio e queste la ricevono dal campo
Toroidale emanato dal Cuore stesso, (il campo
Toroidale arriva fino a circa 3 metri di diametro) il
quale e' in risonanza con le frequenze elettromagnetiche
dell'Uni-Verso
e la
ritrasmette-informa attraverso i cromosomi
ed il suo CEM, anche alle altre e varie cellule del corpo,
affinche' tutto sia in completa armonia-sincronia.
Il
campo Toroidale emanato dal Cuore,
e' il piu' potente
ed ampio campo emesso rispetto a quelli emessi da
qualsiasi altro organo del corpo. Esso modula il
"colore" dell'Aura degli esseri viventi.
Quando viene concepito un bambino/a il
cuore pulsa ancora prima che il cervello del CRanio si sia
formato.
Recenti
ricerche effettuate dalla medicina Bioelettromagnetica,
hanno rivelato, evidenziando e dimostrando l'esistenza di
questo campo Toroidale emanato dal Cuore, che esso e' il
piu' ampio CEM dell'essere vivente e puo' essere misurata
a distanza dal soggetto con uno strumento a
Superconduzione di Interferenze Quantiche (SQUID) basato
su magnetometri. vedi
www.heartmath.org
Per avere una idea
di questo campo, immaginate una "bolla" avente
un diametro grande come le due braccia
allargate, nel quale siete immersi.
vedi
OloMero
+ Atomo
+ Buchi
neri
Due
cromosomi che ri stanno ricombinando fra
loro dopo la fase di suddivisione
(dal laboratorio di biologia molecolare
di Heidelberg , DE)
Il
Cromosoma si comporta di fatto come un “motore dinamico della vita”
che interferendo con il CEIU (Campo ElettroMagnetico Universale) rivela il moto ad esso confacente e
riproducendo nella scala corrispondente il RITMO/MOTORE, cioe' le
frequenze del meraviglioso
“amplesso”, dentro/fuori, avanti/indietro, dell’UniVerso
Maschio/Femmina - Caldo/Freddo - Yin e
Yang.
Ecco
la meravigliosa Armonia (la cui radice è
Amor), della Natura che tutto
permea indirizzando alla Vita, ma insegnando la completa interdipendenza
di tutto verso il tutto, nella legge dell’AMOR.
Gli
efficaci ma semplici fenomeni del
DNA sono determinati in primis dal
“circuito oscillante” formato dalla cellula e dai cromosomi in essa
contenuti; esso permette di riprodurre tutti i
ritmi/pulsazioni/frequenze con questo semplice meccanismo: il Cromosoma
contiene atomi nei Geni della scala elicoidale cromosomica che
“pulsano”; la cellula contiene altri atomi che “pulsano” essi stessi; questo circuito
biovivente oscillante rappresentato dal Cromosoma nel suo insieme e dal
suo ambiente liquido esterno l’insieme
cellulare, (che varia in
continuazione il suo potere dielettrico come un condensatore variabile),
assicurano ad ogni istante la rivelazione delle frequenze pulsanti
(ritmi) del Campo (CEIU); le frequenze proprie del circuito demodulando
e rimodulando le frequenze portanti basi del CEIU, rivelando le
armoniche, quelle interessate alla cellula stessa, determinando infine a
caduta armonica la “sistola e la diastola” la respirazione di ogni
cellula, organo, sistema dei corpi viventi stessi;
questo significa che ogni Campo Elettromagnetico esistente in
natura e non, interferisce più o meno nella struttura del DNA.
Le
lettere base del linguaggio del DNA sono 4 e precisamente sono le 4 basi
biochimiche essenziali alla trasmissione dell’informazione
(inFormAzione), esse sono anche rappresentate dalle lettere componenti dell’antico “Nome di Dio”, il Tetragramma di Mosè e cioè:
- suono YAOUE’, (OU
sono una sola lettera), che sul piano biochimico sono: Adenina, Timina, Guanina, Citosina; queste basi biochimiche si
uniscono in combinazioni duali, due a due, a coppie fisse: la Timina con
l’Adenina; la Citosina con
la Guanina, per formare le
basi della trasmissione dell’informazione.
Il Codice Genetico e
DNA era quindi gia'
conosciuto dagli antichi ed era ed e' contenuto
all'interno del nome di Dio:
Con
sole 4 “lettere” (come il nome sacro di Dio Y-A-OU-E’ degli antichi
sacerdoti/medici) la Natura, per mezzo degli
Aelohim -
Elettroni contenuti
negli Atomi dei
Geni, scrive nel
DNA le informazioni genetiche fisiche e
spirituali della specie, della razza e dei singoli individui.
La
struttura, la forma del DNA, assomiglia ad una “scala a pioli”, a
chiocciola, (questa “scala” e' quella descritta nella Bibbia (Genesi)
dalla quale scendono e salgono gli “angeli
del cielo”, i messaggeri di luce ovvero di informazione) avvolta a
spirale tronco conica, logaritmica (da
logos e
ritmo), le cui
"traverse"
sono formate dalle 4 basi ed i cui "montanti" sono costituiti da uno
zucchero il deossiribosio e dall’acido fosforico.
A
seconda del tipo di combinazione delle coppie di basi, avremo la
trasmissione di un ordine particolare.
Nella
lunga molecola del DNA, l’ordine con cui si possono susseguire le
varie coppie di basi è praticamente Infinito; in esso possono essere
contenuti tutti i “programmi pensabili” ed i messaggi per la
costruzione di un organismo più o meno complesso BioVivente.
Un
esempio di quanto possa essere complesso il linguaggio genetico anche
con solo 4 lettere: per costruire un “virus” ovvero
un’informazione virale, occorrono 5.000 lettere, per costruire un uomo
ne occorrono 5 miliardi.
L’informazione
che è contenuta nel DNA è unicamente pilotata e raccolta dagli
Elettroni contenuti negli
Atomi che compongono i Geni e le molecole
dello stesso.
Il
DNA è praticamente immortale e si trasmette, si trasferisce
all’interno della specie, razza, individuo,
attraverso il seme delle specie stessa. Ad ogni divisione,
duplicazione cellulare esso si divide specularmente, in modo da
mantenere inalterato il suo potere informazionale anche nella successiva
mutazione cellulare; senza questa mutazione o duplicazione cellulare non
sarebbe possibile la costruzione degli organismi viventi.
Proprio
per questo motivo il patrimonio informazionale deve essere trasmissibile
senza alterazione e deve essere consegnato inalterato alle cellule
“figlie”.
Ma
il Cromosoma con il suo DNA non è solamente il veicolo
dell’InFormAzione dal passato al futuro (è l’astronave degli Aelohim, gli
Dei: gli Elettroni/Positroni, che essi utilizzano
per
andare a “spasso” nella Materia), della duplicazione cellulare per
la costruzione e trasformazione degli esseri viventi, ma esso è
all’interno degli stessi, la più perfetta e complessa antenna
ricetrasmittente per la comunicazione delle informazioni all’interno
ed all’esterno dei corpi viventi anche mentre essi sono in vita; esso
serve per comunicare in tempo reale, le InFormAzioni sia all’interno
del corpo stesso, sia per comunicare con l’ambiente esterno ovvero
l’UniVerso.
Vediamo
di comprendere il come ?
L’elicoide tronco conico del
DNA fissato sui
cromosomi, è un’antenna galleggiante in
liquidi e come una bussola, si
orienta in tutti i sensi per trasmettere e captare i messaggi che ad
ogni istante gli arrivano da ogni parte (Corpo ed
UniVerso ovvero
del CEC
corporale = campo elettromagnetico corporeo + CEU universale, quello
dell'Universo).
E’
la migliore antenna ricetrasmittente che si possa immaginare, in quanto
essa riceve a polarizzazione verticale ed orizzontale, è omnidirezionale a 360°, è sensibile ad ogni frequenza in quanto
“tarata” nel suo complesso, (per mezzo di armoniche) sulle frequenze
fondamentali Universali e Corporee.
Attraverso
il cromosoma che può vibrare nel liquido nel quale è immerso,
l’antenna DNA
= Cromosoma, permette la ricetrasmissione senza disturbi
ed amplifica attraverso il liquido stesso le proprie vibrazioni che poi
la cellula, (la malattia è una alterazione di queste “vibrazioni
meccaniche” dovute all’alterazione termica molecolare e delle
variazioni di quella atomica) trasmette al cervello dell’individuo
quindi sia agli organi, sistemi ed alla mente, la quale li porge all’Ego/IO sotto forma di
sensazioni, flash di immagini, sogni, visioni (a 3 dimensioni) parziali
o complete, sia in stato di veglia (è più difficile, occorre essere
allenati ad ascoltare od a trasmettere), sia in stato di
presonno od
ipnosi o di rilassamento indotto, oppure in stato medianico, cioè
quando si è in onde theta.
Per
informare infine tutto l’organismo, vengono utilizzati anche altri
mediatori bio elettrochimici, gli “ormoni”; queste sostanze vengono
prodotte oltre che dalle ghiandole endocrine anche da
cellule
specializzate contenute in tutti gli organi ed apparati del corpo.
Un
piccolo esercizio di controllo: provate ad inviare un messaggio di forte
piacere o di grande consapevolezza, per mezzo della vostra mente, ebbene
in un attimo (se ne siete capaci) avrete una vibrazione in tutto il
corpo, che partirà dall’alto ed arriverà fino alla punta dei piedi;
questa vibrazione si chiama “pelle d’oca” e tutti
inconsapevolmente la sentono molte volte nella loro vita.
Provate
a comandarla coscientemente ed avrete la dimostrazione di quanto
affermato sopra.
Quando
fate all’amore cioè quando “Godete”, tutto il corpo “vibra”,
però probabilmente non ve ne siete mai accorti. Sono sempre le
antenne
DNA=Cromosomi di tutto il corpo, che ricevono il messaggio di piacere
e vibrano fortemente.
Quest’antenna
speciale entra in Armonia (risuona) sopra tutto sulle frequenze
fondamentali dei suoi 4 componenti o lettere fondamentali, come le 4
lettere del nome di Dio (nella Bibbia) =
Y-A-OU-E’ e cioè: la
Timina con l’Adenina; la Guanina con
la Citosina; ma attraverso la
“composizione” della musica letterale, essa “parla” in Armonia
con tutto il Creato, Passato, Presente e
possibile/probabile Futuro.
Queste
sono le
meraviglie della
Natura Universale,
che gli
uomini stupidi
che governano questo pianeta non hanno ancora compreso.
Ecco
perché diciamo che abbiamo (il ns corpo) la macchina “più perfetta” che mente
possa immaginare: il nostro corpo e con essa possiamo entrare in
contatto con il passato, presente ed il probabile futuro di tutto il
Creato, basta conoscere le tecniche per poterlo fare.
Il
prof. Calligaris (medico Italiano) ha scoperto alcune di queste tecniche
e le ha descritte nel suo trattato:
“Le catene Lineari del Corpo e dello Spirito”,
ma la scienza medica moderna, gli ha dato del “pazzo” e
lo ha
immerso volontariamente nel buco nero del silenzio e dell’oblìo.
Egli
ha scoperto come attivare (sfregando) sulla pelle, in certi speciali
punti o placche, ottenendo la risonanza dei Cromosomi ed attivando il
DNA locale, per entrare in “contatto visivo o dialettico” con
qualsiasi parte dell’Universo interno ed esterno.
Ricordiamo
che nei Cromosomi vi sono i
Geni, ed ecco spiegata la
metafora (il significato nascosto) della fiaba della
“lampada di Aladino”, la quale narra che “sfregando la
lampada”, esce il Genio che servendo Aladino, trasforma
e materializza i suoi desideri.
Ecco un esempio
analogico per descrivere l’illuminazione, (la Consapevolezza del
vissuto informazionale), infatti sfregando la lampada cioè il corpo, il
Genio è contattato ed “esce” per servirci, cioè per
illuminare noi stessi; la fiaba ci narra anche che vi
sono “altri” che cercano di rubare ad Aladino la lampada
per utilizzare il suo Genio.
Questi ladri
di “lampade”, sono:
i politici, i religiosi, i capi, i
guru, quelli che
schiavizzano gabbandovi,
magari per mezzo della
credulità nella “fede
religiosa”,
esseri, altrimenti chiamati “vampiri”, che
succhiano il vostro
sangue (denaro), la vostra
vita, (la vostra
personalità succube,
quando non conoscete il senso vero della Vita) e che tentano in ogni
modo di nascondervi o rubarvi questo immenso e Vero potere (su Voi
stessi e sulla Natura di
Sovrani individuali), dicendo che non ne siete degni (perche' magari
"peccatori"....), che non ne
potete essere capaci, che occorre il mediatore (loro stessi oppure
mediatori inventati da loro (tipo
gesù
cristo) a proposito ed a seconda
delle credenze religiose del luogo dove “esercitano” la loro
“professione” di papi, preti, pastori, iman,
rabbini, vescovi, gurù,
psicanalisti, psicologi,
medici allopati,
psichiatri, psicologi, ecc., salvaguardando pero' i
pochissimi casi in cui trovate dei veri "informatori
Spirituali", i quali pero' non vi schiavizzeranno, ne'
vi renderanno psicodipendenti....ma vi aiuteranno nelle
vostre consapevolezze.
Man
mano che il DNA “scrive” le parole, cioè si compone
l’informazione in esso attraverso il vissuto, la Natura si InForma e
si TrasForma, gli Elettroni in esso contenuti, gioiscono della nuova
esperienza acquisendo più complete e complesse InFormAzioni,
rifornendole quindi anche ai nuovi corpi nei quali in futuro si
troveranno aggregati.
Per altri particolari sugli Elettroni, vedi Medicina
Spirituale / Chi siamo
Il
DNA raggruppa e contiene
ciò che noi
impropriamente chiamiamo
inconscio
(questo e'
presente nei neuroni del
cervello enterico
- il cervello intestinale)
Il
lato “conscio”, null’altro è che il passaggio dell’InFormAzione
dal DNA (inconscio) alla Mente razionale ed Universale che noi siamo,
con il nostro Ego/IO e che è a sua volta un Elettrone/Atomo in fase di InFormAzione, cioè un
Dio in fase di formazione, ecco il Dio che si fa
carne ed impara, Agisce e si Consapevolizza.
Ecco
la semplice Verità su noi Stessi
! se siamo degli Dei Giusti, agiremo
nel Bene della Natura, se siamo degli dei malvagi, distruggeremo la
Conoscenza di noi stessi e quella delle finalità della
Vita nell’UniVerso.
Il
DNA dunque è per eccellenza il “nodo” di congiungimento con la
Divinità o meglio ancora la “scala
a chiocciola” per il “Paradiso”.
Solo utilizzando tale strada, il parlar dell’inconscio al conscio,
riTroveremo la casa perduta del Padre, troveremo il
vello d’Oro; riTorneremo nel giardino dell’Eden; entreremo nella Gerusalemme
Celeste (città della Pace); incontreremo il
CristOs ovvero
l’Illuminazione, il Budda, il
Nirvana,
cio' significa che usciremo dal labirinto della
Vita "senza senso".
Il
DNA è anche il modulatore e demodulatore del
Campo Psico Energetico Informato, che
circonda ogni essere Vivente.
Nessuno è escluso da questa possibilità perché
TUTTI abbiamo
il
DNA
=
cromosomi, alla faccia di tutti i capi
religiosi, politici, governanti, guru, medici, ecc., che vogliono
mediare il Divino per i loro scopi vampireschi, che è quella di vivere
della nostra adesione nei loro confronti (alle nostre spalle)
strumentalizzandoci per carpirci il nostro denaro, la nostra fatica e la
nostra psiche.
Persino
i regni chiamati impropriamente dall’uomo inferiori, (animali,
vegetali) hanno questa possibilità, alla faccia di tutti coloro che
dicono il contrario; ecco perché dobbiamo ri-spettarli (aspettarli di
nuovo), perché essi sono nostri compagni di “viaggio” nella
Conoscenza di noi stessi e della Divinità che è in ognuna delle
Creature della Natura Universale, ma che per ignoranza non sanno ancora
far riVivere in se stessi.
Queste sono le
MERAVIGLIE
del
Creato, ecco perché dobbiamo inchinarci davanti
ad
Esso
(rispettandolo) e
ringraziandolo
di
essere Essenti
(Essi-Enti, essi Entità pensanti) e Viventi.
Il DNA ha delle caratteristiche nascoste alla
medicina ufficiale:
vedi:
http://www.stazioneceleste.it/kryon/85K_2010.htm
Continuando
la lettura di questo trattato (sito), scoprirete tutti i
segreti del cosiddetto
"Regno dei
Cieli" del
Progetto Vita, vedrete le realtà nascoste ai più dai “potentati” di questo
pianeta Terra, che per ora T ...erra !!!
Ricordarsi
che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e
della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto a
livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.
A coloro
che utilizzano queste tecniche ricordiamo di leggere Protocollo della
Salute
Continua da:
DNA - 1