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Crimini delle industrie
farmaceutiche
- 2
NORIMBERGA
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Norimberga
2:
Crimini dell'industria Farmaceutica
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La guerra del Dottor
Matthias Rath
Un medico
tedesco vuole portare i padroni di "BIG
PHARMA" in tribunale con Bush, Blair i
gruppi finanziari e le multinazionali
petrolchimiche
vedi:
Big Pharma +
Rapporto Flexner e
Dichiarazione di Alma Ata =
Sindacato
Rockefeller =
Dittatura
sanitaria
+
Corruzione nel sistema
mondiale della sanita'
+
Crimini di Big Pharma
1
+
Crimini di Big Pharma
2
+
Comparaggio farmaceutico
Sindrome infiammatoria chiamata
"Asia" scatenata dai vaccini !
ASIA_Sindrome
infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le infiammazioni sono
foriere di qualsiasi tipo di sintomi, che i medici
impreparati allopati chiamano
erroneamente "malattie"....
Visionate
questo video, parla un informatore
farmaceutico,
sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
Ha accusato "Big
Pharma" di genocidio.
Vuole mandare sotto
processo anche Bush e Blair.
Solo un mitomane ?
L'ex collaboratore del premio Nobel Linus
Pauling spiega perché della sua battaglia al
tribunale internazionale.
Un medico
tedesco che sogna una nuova Norimberga. Si
chiama
Matthias Rath, e ha deciso di portare
sul banco degli imputati tutti (o quasi) i
potenti della terra. Non solo il presidente
degli Stati Uniti George Bush con l'intero
suo entourage (Cheney, Rumsfeld, la Rice,
etc.) o il primo ministro del Regno Unito
Tony Blair, ma anche per esempio tutti i
direttori generali, gli alti dirigenti e i
consigli di amministrazione delle
multinazionali farmaceutiche (Pfizer, Merck, Glaxosmithkline, Novartis, etc.),
petrolchimiche (Exxon, BP, Chevron, etc.) e
i membri dei gruppi finanziari che le
sostengono (Rockefeller, Rothschild, Jp
Morgan, la commissione Trilaterale etc.).
E poi ancora i politici di tutto il mondo, i
generali come Tommy Franks, i militari, i
dirigenti sanitari, i mass media, insomma
chiunque abbia avuto per così dire le mani
in pasta con i comportamenti criminali di
questo o quell'altro.
Una lista
impressionante di nomi, tutti raccolti
dietro un' unica pesantissima accusa:
genocidio. O, volendo essere più esatti, "genocidio e altri crimini contro l'umanità
perpetrati in rapporto con il business
farmaceutico della malattia e con la recente
guerra all'Iraq".
Che è esattamente la formulazione con cui,
nel giugno scorso, il dottor Rath li ha
citati tutti in giudizio al Tribunale Penale
Internazionale, la Corte permanente
istituita l'11 marzo scorso a l'Aja, Olanda,
che dovrebbe (se mai un giorno diventerà
operativa: Stati Uniti, Russia, Cina ed
Israele hanno già ribadito che non ne
vogliono neanche sapere) assumere i massimi
poteri nel perseguimento delle violazioni
dei diritti umani universali.
Pretendendola alla lettera, ci sarebbe
praticamente da sbattere in galera mezzo
mondo. Dunque la prima cosa da chiedersi è:
sarà mica un po' esagerato questo
Matthias Rath che dice di parlare a nome del " popolo
della Terra ", che paragona l'11 Settembre
all'incendio del Reichstag del 1933 (" anche
quel fatto fu immediatamente sfruttato per
abolire i diritti civili e promulgare leggi,
come quella per la sicurezza nazionale, che
conferivano maggiori poteri al governo ") e
che si è messo a capo di una Fondazione il
cui obiettivo è quello di assicurare "
salute per tutti entro il 2020 "?
Probabilmente si. Così come un briciolo di
ragione ce l'hanno forse anche i suoi
detrattori, che lo accusano di avere un ego
smisurato, e di avere scatenato tutto questo
can-can con lo scopo nascosto di fare
pubblicità al suo istituto di ricerca e ai
suoi rivoluzionari metodi terapeutici.
E di non esserci, da noi in Italia, nemmeno
riuscito a dal momento che nessuna agenzia
di stampa nazionale né giornale né
televisione sì è minimamente occupata di
lui.
E però, sfogliando l'impressionante
documentazione prodotta in rete,
l'ispirazione data all'articolo del
settimanale tedesco
"Der Spiegel" (titolo:
"Cacciatori di miliardi con i brevetti"), le
pagine intere comprate sul "New York Times"
o la decennale battaglia condotta sempre in
prima persona contro l'industria del farmaco
(di cui la "causa impossibile" presentata al
Tribunale è solo l'ultimo e più potente
degli amplificatori ) nemmeno ci pare il
caso di considerare il
dottor Rath come una
specie di riedizione aggiornata del Capitan
Fracassa. Né, allo stesso tempo, si può
sorvolare con nonchalance sul suo curriculum
di medico e ricercatore (libri,
pubblicazioni scientifiche, interventi nelle
principali scuole mediche mondiali) o sulla
sua lunga frequentazione di Linus Pauling,
l'uomo che rivelò al mondo l'importanza
della vitamina C, il doppio premio Nobel per
la chimica e per la pace che come raccontano
le sue scarne biografie, avrebbe applaudito
ai " significativi " risultati ottenuti da
Rath, designandolo addirittura come suo
ideale successore.

Così come non
sembrano affatto tirate per i capelli, anzi,
le correlazioni che Matthias Rath tira tra
il mondo affaristico e il cartello chimico
farmaceutico internazionale dense di
riferimenti storici e storiografici che
farebbero invidia persino a un Davis Icke o
al più preparato teorico del cospirazionismo.
Sintetizzandolo per sommi capi, il discorso
del dottor Rath si può riassumere così: la
maggior parte delle malattie contemporanee,
da quelle cardiache fino al cancro e
all'AIDS, sono conseguenza di carenze
vitaminiche nei milioni di cellule del
nostro organismo, e sono dunque afferenti
con sostanze non brevettabili e costi
limitati come dimostrano fiori di studi che
risalgono addirittura agli anni 20 e 30.
Questi studi sono arcinoti alle case
farmaceutiche mondiali ("con le attuali
conoscenze scientifiche nel campo della
ricerca vitamimica e della medicina
cellulare - assicura Rath- è possibile
eliminare tre malattie su quattro nel mondo
industrializzato"): case farmaceutiche che
però, al fine di condurre il loro "business
della malattia"
le hanno deliberatamente
ignorate e soppresse, promuovendo una
ricerca medica non con l'obiettivo di
trovare le cure più efficaci, sicure ed
economiche, bensì con quello di individuare
i più grandi mercati della malattia e di
ottenere in quelli che i massimi guadagni.
Da qui, nelle tesi di Matthias Rath, il
disegno criminoso e l'accusa di genocidio.
"Gli accusati - si legge difatti nella
citazione in giudizio presentata dalla Dr Rath Health Foundation - sono responsabili
di avere deliberatamente provocato il
perdurare e diffondersi delle malattie,
causandone volontariamente di nuove ed
espandendo l'uso di medicinali brevettati
per una sola malattia al maggior numero di
malattie possibili. Per realizzare questi
obiettivi, gli imputati hanno
strategicamente progettato, implementato,
condotto e organizzato un piano di frode
commerciale su scala globale che per la sua
vastità economica non ha precedenti nella
storia umana ".
DISEGNO
CRIMINOSO
"Ho iniziato a
lavorare nel campo della ricerca
convenzionale sulle cause delle cardiopatie
- racconta di sé Rath in una delle numerose
auto interviste tradotte dal suo sito Web -
a quel tempo si pensava che l'alto livello
di colesterolo fosse il principale fattore
scatenante degli infarti e degli ictus.
A causa dell'influenza dei produttori di
farmaci per l'abbassamento del colesterolo
e, ai medici fu detto che gli alti livelli
di colesterolo danneggiano le pareti dei
vasi sanguigni, dapprima prendendo le più
spesse e infine bloccandole, causando
attacchi cardiaci e ictus. Oggi sappiamo che
questa era solo una operazione di marketing
e dell'industria farmaceutica. Se il
colesterolo alto danneggiasse le pareti dei
vasi sanguigni, questo avverrebbe in tutto
il sistema circolatorio, che si bloccherebbe
in tutto il corpo e non solo nel cuore o nel
cervello. In altre parole, subiremmo anche
infarti al naso, alle orecchie, alle
ginocchia, ai gomiti, alle dita e in tutti
gli organi, cosa che, chiaramente, non
avviene. Successivamente ho scoperto che le
cardiopatie sono essenzialmente sconosciute
nel mondo animale, mentre tra gli esseri
umani sono una delle principali cause di
decesso.
La scoperta successiva fu una conquista per
la medicina naturale di tutto il mondo. Gli
animali producevano nel loro organismo la
vitamina C, necessaria a produrre le
molecole di collagene che rafforzano il
nostro corpo e il sistema di vasi sanguigni.
Quanto maggiore è la quantità di vitamina C,
tanto più è presente il collagene; quanto
più sono stabili le pareti dei vasi
sanguigni, tanto meno si verificano agli
infarti.
Gli animali subiscono raramente attacchi
cardiaci e che il loro organismo produce
quantità sufficienti di vitamina C.
Noi esseri umani non riusciamo a produrre
neanche una molecola di questa vitamina e
spesso non assumiamo sufficienti quantità di
vitamine attraverso il cibo, esponendo il
sistema vascolare a debolezza e allo
sviluppo di depositi. Questi depositi si
sviluppano principalmente in aree in cui i
vasi sanguigni sono più esposti a stress
meccanico, come le arterie coronarie. Queste
fondamentali scoperte sono state confermate
dai dati delle ricerche e dagli studi
clinici, fugando ogni dubbio ".
Non solo colesterolo, ictus e infarti. Nella
lista delle malattie " deliberatamente
diffuse " figurano anche tumori e AIDS. " La
scoperta delle cardiopatie è stato solo
l'inizio - continua il Dottor Rath - una
volta compreso che le vitamine, i minerali,
alcuni amminoacidi e gli elementi in traccia
sono necessari come " carburante " biologico
per milioni di cellule del nostro corpo è
diventato evidente che, se attraverso
l'applicazione di queste scoperte potevano
essere prevenute le malattie alle arterie
coronarie e gli infarti, la stessa cosa
poteva succedere anche con molte altre
malattie di oggi. Negli ultimi anni, il mio
istituto di ricerca, in collaborazione con
scienziati e dottori di tutto il mondo, ha
verificato al di là di ogni dubbio che le
seguenti malattie sono causate
principalmente da carenze protratte di
questi micronutrienti (vitamine, minerali,
ect.). Con l'assunzione di una quantità
ottimale di questi micro nutrienti
attraverso l'alimentazione o sotto forma di
integratori si possono ampiamente prevenire
le seguenti condizioni: alta pressione
sanguigna, insufficienza cardiaca, battito
cardiaco irregolare, problemi circolatoria
di natura di atletica e altro ".
" Un'altra importante scoperta riguarda il
modo naturale di impedire alle cellule
tumorali di diffondersi nel corpo.
Tali cellule, a prescindere dal tipo di
cancro e dall'organo in cui esso ha inizio,
si diffondono nello stesso modo. Usano delle
cosiddette " forbici biologiche " (enzimi)
che sono in grado di tagliare le molecole di
tessuto (collagene) del nostro corpo. Quanto
più il tipo di cancro è aggressivo, tanto
più produce enzimi che distruggono il
collagene. Questa eccessiva produzione può
essere rallentata o internamente bloccata in
modo naturale, usando gli amminoacidi lisina
e prolina in combinazione con vitamina C e
altri micro nutrienti.
La sola domanda che rimane è: perché queste
informazioni non sono state diffuse
immediatamente in tutto il mondo ? ".
Domanda platonica. Perché, come si sarà
capito dall'assunto iniziale, la risposta è
già pronta. " Il solo motivo per cui queste
grandi scoperte mediche non sono state
approfondite e applicate è che queste
sostanze (i micronutrienti) non sono
brevettabili e perciò hanno bassi margini di
profitto. Inoltre, cosa più importante, ogni
trattamento efficace di una malattia porta
infine al suo sradicamento e
all'eliminazione di un mercato di farmaci da
molti miliardi di dollari ", spiega Rath nel
documento fornito ai giudici olandesi nel
quale espone e riassume quelle che sono a
suo dire le prove del " DISEGNO
CRIMINOSO
" perpetuato a livello mondiale da parte
delle multinazionali del farmaco.
Accuse pesantissime. Sentite qua, per
esempio, come si esprime a proposito del "
business cancro ": la vendita di prodotti
farmaceutici per pazienti affetti da tumore
è stata particolarmente fraudolenta e
dolosa.
Con il pretesto di curare il cancro
utilizzando il termine di copertura "chemioterapia",
vengono somministrati al paziente sostanze
tossiche che includono anche derivati di gas
iprite. Il fatto che queste sostanze
tossiche distruggano anche milioni di
cellule sane è volutamente calcolato.
Sapendo ciò, sono state deliberatamente
previste le seguenti conseguenze: primo, il
cancro si sarebbe diffuso come epidemia
globale, fornendo le basi economiche per un
duraturo business multimiliardario su questa
malattia; secondo, l'applicazione
sistematica di agenti tossici in forma di
chemioterapia causa la diffusione di nuove
malattie nei pazienti affetti da tumore che
ricevono quelle sostanze tossiche. I
n conseguenza di questa strategia il mercato
dei medicinali per il trattamento dei
pericolosi effetti collaterali di questi
agenti tossici, che sono causa di infezioni,
infiammazioni, emorragie, blocco degli
organi, etc., è ancora più vasto del mercato
dei medicinali chemioterapici stessi.
Pertanto, gli imputati hanno applicato il
loro piano di frode organizzata anche ai
danni di centinaia di milioni di pazienti
neoplastici, con un solo e unico obiettivo:
rimpinguare il proprio portafoglio ".
Dalla
SARS +
AVIARIA a BUSH....ed oltre con la
Suina
" L'80% dei
prodotti farmaceutici attualmente sul
mercato non è di provata efficacia ",
incalza il dottor Rath.
Convinto che se una malattia viene prevenuta
o debellata, semplicemente non rappresenta
più mercato.
Dunque meglio non debellarla affatto. O
magari inventarsene di nuove come è avvenuto
con il recente caso della polmonite atipica.
" La Sars non c'è altro che una malattia
virale che, come tutti i virus, può essere
contenuta e prevenuta con un adeguato
apporto di ascorbato (vitamina C) e altre
molecole naturali.
Ma, come ha spiegato, queste molecole non
sono brevettabili e pertanto il loro uso non
viene promosso.
Ciò che viene promosso, invece, è la paura
globale di una qualche misteriosa epidemia;
paura che va ad esclusivo vantaggio del
cartello, provocando una dipendenza
psicologica dall'industria farmaceutica e
diffondendo un clima in cui è possibile
forzare un certo numero di leggi che
conferiscano maggiori poteri al governo".
Ed eccoci al punto. Perché sul tavolo degli
accusati di questa che Matthias Rath
vorrebbe vedere come una nuova Norimberga ("
il tribunale militare delle 1947 stabilì che
la seconda guerra mondiale non sarebbe stata
possibile senza il cartello petrolchimico
farmaceutico della IG Farben: per questo,
assieme ai gerarchici nazisti, vennero
processati e condannati per crimini contro
l'umanità anche alcuni dei suoi dirigenti ")
non siedono solo i padroni
di "Big Pharma".
" L'industria farmaceutica non si è
sviluppata in modo naturale. È stata creata
artificialmente da investitori (qui il
riferimento storico di Rath è il gruppo
Rockfeller all'inizio del '900) che per
arricchirsi con le malattie hanno dovuto
impedire la diffusione mondiale di cure
naturali non brevettabili ".
Come? " Facendo pressione e acquistando
l'opinione medica nel mondo. Fondando scuole
mediche private come le università della
cosiddetta "Ivy League ", da Harvard a Yale.
assumendo fin dagli anni '60 il controllo di
OMS e FAO. Combattendo con l'istituzione del
"Codex Alimentarius" l'uso di
micronutrienti
con il pretesto di presunti effetti
collaterali, assolutamente inesistenti ".
Da qui le accuse ai maggiori gruppi
finanziari mondiali. E, seguendo un filo che
porta diretto fino alla Casa Bianca e
Downing Street, quelle rivolte all'asse
politico Bush-Blair. "Queste informazioni
(sui micro nutrienti e sui farmaci naturali)
ormai si sono diffuse su scala mondiale.
Questo ha rappresentato una tale minaccia
per il multimiliardario gruppo di
investimento che esso sta cercando di
centrare la sua morsa globale sulla
popolazione mondiale con l'aiuto di una task
force legale, attraverso le leggi
protezioniste l'abbandono dei diritti
civili.
L'alibi per questa strategia è la "guerra
al terrorismo".
Questa guerra non è una
guerra reale. È stata strategicamente
sviluppata e realizzata per creare uno stato
di paura e intimidazione globale tale da
permettere l'implementazione di misure
legali drastiche non solo in America, ma in
tutto il mondo. Per questo la prima a
beneficiare della crisi attuale, la guerra
in Iraq e la potenziale terza guerra
mondiale è l'industria farmaceutica ".
Un esempio per tutti ?
L'attuale ministro della guerra Donald
Rumsfeld. "E' stato alto dirigente e
consulente di varie società multinazionali.
Ha ricevuto diverse onorificenze per il
servizio prestato a quell’industria, prima
di essere nominato nell'amministrazione Bush.
Di cui, non dimentichiamolo, l'industria
chimico-farmaceutica è stata tra i maggiori
finanziatori durante le campagne elettorali.
Senza dubbio Rumsfeld sa anche che se la
verità sul business della malattia venisse a
galla, saranno tutti ritenuti responsabili
per la morte di centinaia di milioni di
persone.
È questo il retroscena dell'attuale guerra.
È per questo che cercano di conquistare
l'intero pianeta".
Fermiamoli, dice Rath. Che sul futuro suo e
del pianeta, al di là della " denuncia
impossibile " presentata alla Aja (ma
destinata comunque a far rumore) continua a
mostrarsi più che ottimista.
Un po' meno lo saranno probabilmente i 18
giudici del tribunale penale internazionale,
il giorno che si troveranno per le mani il
suo pesantissimo dossier di accuse. Anche
ammesso che diano il via all'indagine: nel
caso che George W. Bush non si presenti
spontaneamente in aula, chi andrà a
prenderlo a casa?
By Furio Sella
Testo della
citazione in giudizio presentata da
Matthias
Rath al Tribunale Penale Internazionale
dell'Aja
Per
ulteriori approfondimenti consultare il sito
web del Dr. Matthias Rath:
http://www4.dr-rath-foundation.org/
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
RICERCA DEVIATA ai
MEDICINALI che MANTENGONO la MALATTIA
CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA:
RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE e
CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la
Medicina, Richard J.Roberts, denuncia il
modo in cui operano le grandi
industrie
farmaceutiche nel sistema
capitalistico, anteponendo i benefici
economici alla salute e rallentando lo
sviluppo scientifico nella cura delle
malattie perché guarire non è fruttuoso come
la cronicità.
CDC e Conflitti di interesse - 1 +
CDC e Conflitti
di interesse - 2
+
CDC e Conflitti
di interesse - 3
+
Corruzione
CDC conflitti di
interesse
anche per i vaccini
http://healthimpactnews.com/2014/cdcs-purchase-of-4-billion-of-vaccines-a-conflict-of-interest-in-overseeing-vaccine-safety/
vedi anche:
Conflitto
di Interesse
+
Conflitti di interesse
PDF - 1
+
Conflitti di
interesse PDF
- 2 +
Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii - PDF
+
CDC - 1
+
FDA
+
Conflitti di Interesse,
business farmaci e vaccini
+
Conflitti di
interesse dell'AIFA
vedi anche:
ISS
+
Ministero della salute
+
EMA
+ Consenso Informato
Parlamentari pagati dalle Lobbies ? -
Roma Ott. 2013
L'intervista a un assistente di un Senatore
che svelerebbe i traffici illeciti tra
parlamentari e
Lobbies.
Video dell'intervista:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html
Informatore dei CDC
CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli
studi della correlazione VACCINO=AUTISMO
La grande truffa
miliardaria dei farmaci (parte prima) -
09/09/2011
Farmaci e soldi
Pubblichiamo la prima delle due parti di un
documento che esamina i metodi utilizzati dalle
aziende farmaceutiche per controllare il mercato
e la vita.
La diarrea da rotavirus, insieme alle malattie
causate dallo pneumococco come la meningite e la
polmonite, sono tra le principali cause di morte
tra i bambini nei paesi in via di sviluppo. Si
stimano circa 500.000 vittime l’anno.
L’85% di questi bambini, una percentuale
sconvolgente, sono africani e asiatici. Anche se
sarebbero necessari miracoli della medicina, le
anomalie di prezzo delle
multinazionali
farmaceutiche generano immensi
profitti, spingendo in alto quelli dei dei
medicinali salva-vita.
L’azienda farmaceutica
GlaxoSmithKline (GSK),
che ha sede in Gran Bretagna, ha recentemente
proposto un accordo per somministrare alle
nazioni povere 125 milioni di dosi del vaccino Rotavirus – il Rotarix - a 2,50 dollari la dose,
solo il cinque per cento del prezzo dei mercati
occidentali.
Grazie al gruppo GAVI, l’agenzia di vaccini
internazionali finanziata dai paesi sviluppati
come il Regno Unito, si spera che
GSK e la
multinazionale farmaceutica Merck - che dominano
il mercato del vaccino rotavirus - somministrino
una linea sicura di medicine a basso costo a
circa 40 paesi nei prossimi anni.
Ma è davvero uno “sconto” ? E se lo è, chi
pagherà il costo ?
Il meccanismo finanziario che sovvenziona i
vaccini si chiama
Advance Market Commitment
(AMC),
una struttura creata dal G8, dalla
Banca Mondiale e dalla
Fondazione Gates per incentivare le
multinazionali
farmaceutiche a prendere in considerazione,
nel lungo termine, i mercati dei paesi in via di
sviluppo per i “bene comuni” farmaceutici, come
i
vaccini.
Il Rotarix è partito bene: dal 2007 circa 50
milioni di bambini, con circa dieci milioni di
dosi, hanno usufruito di questo farmaco.
Nel 2009 la vendita globale di questo medicinale
è arrivata a 440 milioni di dollari, un aumento
del 50% rispetto al 2008, e il Rotateq della
Merck ha realizzato vendite per un totale di 564
milioni di dollari.
Il
direttore esecutivo di GSK, Andrew Witty, ha
descritto la struttura dei prezzi “né una
tattica, né un gesto filantropico isolato, ma fa
parte di una strategia concordata per cambiare
il nostro modello di vendita”, progettata per
poter unire “il successo commerciale ai
contributi per i sussidi nel lungo termine.”
Struttura dei
prezzi e profitti
Compagnie farmaceutiche come GSK sostengono che
i costi dell'innovazione, ossia della Ricerca e
Sviluppo, e quelli per l’introduzione di un
nuovo farmaco sul mercato oscillano tra i 1000
ed i 1700 milioni di dollari. L’AMC e il GAVI,
che hanno raccolto 4,3 miliardi di dollari per
finanziare l’acquisto di vaccini, sono stati
introdotti con la premessa che bisogna
compensare l’alto costo della R&S delle
multinazionali finanziarie.
Nell’ultimo decennio l’industria farmaceutica
negli Stati Uniti – della quale più della metà è
composta da aziende con sede in Europa - è stata
di gran lunga il settore più remunerativo
dell’economia della nazione, grazie anche
all’assenza di una struttura di prezzi imposti
dal governo. “La libera attribuzione dei prezzi
e la veloce approvazione assicurano un rapido
accesso alle innovazioni grazie all’afflusso di
capitali”, ha affermato Danile Vasella, ex capo
di Novartis (con base in Svizzera), parlando dei
vantaggi del fare affari negli Stati Uniti.
Le multinazionali farmaceutiche affermano che i
consumatori statunitensi sono obbligati a
finanziare la ricerca e lo sviluppo che sono
necessari per mantenere costante l'innovazione
in tutto il mondo. In Australia, Europa e Canada
– i luoghi di provenienza di gran parte delle
medicine “reimportate” negli USA, dove spesso le
medicine vengono vendute alla metà del prezzo
degli Stati Uniti - i governi si assicurano che
le strutture dei prezzi facciano in modo che i
medicinali brevettati siano accessibili.
Nonostante le multinazionali farmaceutiche
ottengano notevoli profitti in questi paesi,
circa il 50% degli introiti delle industrie
farmaceutiche globali vengono generati negli
USA. Nel 2006, ad esempio, la vendita globale di
medicinali è arrivata a più di 640 miliardi di
dollari, dei quali quasi 300 provenienti dagli
Stati Uniti.
Il vero inganno machiavellico utilizzato dalla
compagnie farmaceutiche consiste nell'affermare
che l'alto prezzo di vendita del Botox (la
pillola che vale un miliardo di dollari) sia
dovuto all'innovazione. Dal 1996 al 2005 le
grandi compagnie farmaceutiche hanno speso 739
miliardi di dollari in marketing e
amministrazione: in questo caso i costi di
“amministrazione” includono la contabilità, gli
stipendi dei dirigenti (incluse le indennità, la
vendita di azioni, etc) così come le spese per
le risorse umane. Il marketing consiste in
pubblicità diretta al consumatore, in programmi
di vendita e in campioni gratuiti per i medici,
oltre alla pubblicità sulle riviste del settore.
Un esame più minuzioso dei costi dei medicinali
Durante il periodo a cavallo tra il 1996 ed il
2005, le compagnie farmaceutiche hanno investito
288 miliardi di dollari in R&S e 43 miliardi in
beni ed attrezzature, con un profitto di 558
miliardi di dollari. È possibile notare che la
ricerca e sviluppo è al penultimo posto in
termini di spesa. Ma la flessione in sé non è
trasparente: le aziende non dettagliano le spese
effettive per lo sviluppo di un singolo
medicinale, sostenendo che le informazioni sono
esclusive e comprendono segreti professionali
e/o confidenziali.
Secondo l'Harvard Business Review, “il costo per
l’approvazione di un nuovo medicinale è
aumentato più dell’800% dal 1987, l'11% all’anno
per quasi due decenni.” Le aziende farmaceutiche
come Novartis e GSK si lamentano che le
compagnie che producono farmaci generici –
spesso in India - possono evitare di sostenere
questi costi e così riescono a vendere i loro
medicinali “copiati” a prezzi inferiori rispetto
al prodotto originale, in una fascia che oscilla
tra il 65% e il 99% in meno di quelli praticati
dalle multinazionali.
Il “costo di 1000 milioni di dollari” deriva da
uno studio del 2003 pubblicato nel Journal of
Health Economics da Joe DiMasi e altri del Tufts
Center for the Study of Drug Development. Gli
autori e la loro organizzazione garantirono
l’obbiettività della ricerca, nonostante il
Tufts Center sia finanziato per il 65% dalle
aziende farmaceutiche.
Anche se i risultati furono presentati dai media
come corretti, già da tempo sono stati
screditati dagli specialisti indipendenti.
Gli autori hanno analizzato dieci grandi aziende
farmaceutiche (responsabili del 42% della spesa
in R&S negli Stati Uniti, dove si svolge la gran
parte di questo lavoro), esaminando i costi di
R&S di 68 farmaci scelti a caso e hanno
determinato il costo di sviluppo di ciascuno in
802 milioni di dollari (portato a un miliardo
per l’inflazione).
Poiché i dati sono stati presentati in modo
confidenziale dalle aziende farmaceutiche agli
autori, non c'è stato modo di verificare la
qualità delle informazioni, né tantomeno si è
potuto valutare la manipolazione interna dei
costi da parte delle aziende. I nomi delle
imprese non sono stati menzionati, tanto meno i
nomi dei farmaci, il genere di medicinale o il
loro stato, se si trattasse di farmaci
fondamentali, tra cui quelli per le cure
sofisticate, o farmaci "generici", che sono una
variante di prodotti già presenti sul mercato.
“Demistificare” i costi
Per iniziare, la cifra di 802 milioni di dollari
non tenne conto della forma strana e poco chiara
della contabilità analizzata, iniziando a
partire dai “costi capitalizzati”. Secondo gli
autori, i guadagni della R&S “devono essere
capitalizzati a un tasso di sconto appropriato,
pari al reddito del quale si privano gli
investitori durante lo sviluppo del farmaco
quando mettono capitali in questo settore
piuttosto che altri ugualmente rischiosi del
mercato finanziario.”
Come affermato da Marcia Angell, medico
americano ed ex capo-redattore del New England
Journal of Medicine oltre che docente alla
Harvard Medical School: “I consulenti della
Tufts li aggregarono semplicemente ai costi
generali del settore. Questa manovra contabile
ha quasi duplicato i 403 milioni di dollari in
802 milioni”.
Quindi, nel prendere in considerazione i costi
aggiornati dai dati del PhTMA (2006), con un
incremento della R&S che è arrivata a 1,32
miliardi di dollari, più di 650 milioni di
dollari sono stati semplicemente considerati
come “ricerca e sviluppo” dalle aziende
farmaceutiche, con la pretesa di mitici profitti
che sarebbero potuti generare investendo a Wall
Street invece che nell'”innovazione", che viene
usata per giustificare enormi guadagni
provenienti dalla creazione di brevetti
esclusivi.
Nella rivista BioSocieties, il sociologo Donald
Light e l’economa Rebecca Warbuton
“demistificano” i costi della R&S per i
medicinali, analizzando anche la componente
delle tasse all'interno di questi costi.
L’”Office of Technology Assessment” (OTA) ha
affermato che “il costo netto di ogni dollaro
speso nella ricerca deve essere ridotto dal
totale delle imposte che vengono risparmiante
con questa spesa”. Gli autori hanno utilizzato
dati di fonti ufficiali come il Tax Policy
Center (Centro di politica tributaria) per
rilevare rivelare risparmi di imposta
supplementari pari al 39%.
Cumulativamente, i sussidi e dei contribuenti e
i crediti hanno ridotto i costi complessivi da
403 a 201 milioni di dollari.
Segreto Fiscale
Del resto, come spiega l’articolo
“Pianificazione Fiscale” di Ernst & Young, i
costi di R&S generalmente vengono trasferiti in
paesi che hanno alto peso fiscale per
compensarne la spesa. Invece, i profitti
generati dai brevetti spesso vengono
“ricollocati” in paesi con una bassa imposizione
fiscale. Le aziende farmaceutiche preferiscono
generare i “costi” della R&S in paesi con
un’alta fiscalità, come gli USA, per poter
togliere i costi più alti dal reddito
imponibile. Naturalmente, il costo della R&S non
include le imposte “evitate”.
Non sorprende che la maggior parte delle
compagnie farmaceutiche abbia sede in paesi con
basso livello impositivo e in cui vi sia il
segreto fiscale, come il Delaware negli USA,
dove i profitti si possono convertire in
passività e in aziende di proprietà
intellettuale.
In un articolo (stampato originariamente sulla
rivista New Age e pubblicato online su Al–Jazeera)
che scrissi con John Christensen, fondatore
della Tax Justice Network ed ex consigliere
economico del Jersey, uno dei massimi paradisi
fiscali del Regno Unito, rivelammo come il
segreto fiscale e la proprietà intellettuale
(IP) vengano utilizzate dalle aziende
farmaceutiche per trarne profitti, piuttosto che
servire i bisogni delle persne deboli.
“Pfizer, Novartis,
GlaxoSmithKline, cosi come più del 60% delle
multinazionali nella lista di Fortune,
mantengono le loro “sedi” nel Delaware,
approfittando degli strumenti di opacità legale
e finanziaria. A parte il segreto fiscale e la
mancata divulgazione del beneficiario dei
profitti, il Delaware permette che le società
controllanti generino in due giorni holding che
non producono nulla, che non realizzano attività
economiche nello Stato e che, in genere, hanno
un solo azionista, la compagnia madre.
Tali soggetti permettono che la società madre
paghi alla società appena creata un “onorario”
per l’uso dell'IP, fungendo come un condotto che
converte il reddito imponibile in passività non
soggette a imposta. L’unico scopo di questa
società è quello di possedere e gestire i
profitti “ripuliti” generati dall’IP”.
Le enormi spese legali sostenute dagli
specialisti per lo sviluppo dei brevetti, per il
patrocinio legale, per la ricerca dei paradisi
fiscali e per le questioni legate all’IP,
costituiscono costi aggiuntivi che vengono
inclusi nella R&S.
Questa strategia di ottimizzazione tributaria
somiglia a quella delle compagnie di “alta
tecnologia” che basano sul capitale intangibile
la maggior parte della loro ricchezza. Secondo
la rivista Forbes, nel 1999 tre delle quattro
persone più ricche al mondo hanno fatto la loro
fortuna con i diritti di proprietà
intellettuale. Devono la loro fortuna, come
afferma Michael Perelman, a “Microsoft uno dei
maggiori proprietari di diritti di proprietà
intellettuali, qualcosa di molto appropriato per
la denominata New Economy, e nella quale il
Capitale DOS” ha soppiantato “Il Capitale” di
Marx.
Profitti dalla cura dell'AIDS
La gestione dei diritti di proprietà
intellettuale può essere certamente un’attività
lucrativa. Il primo trattamento dell’HIV/AIDS,
la zidovudina (AZT)
venduta con il nome di marca Retrovir, venne
fabbricato dalla compagnia Burrough Wellcome,
inglobata successivamente a GSK.
Nel 1983, dopo due anni di ricerche sull’AIDS,
National Institutes of Health statunitense (NIH)
e l‘Istituto Pasteur di Parigi identificarono
per la prima volta la sua causa: il retrovirus
HIV. Lo stesso anno, Samuel Broder, capo del
National Cancer Institute (un ramo dell'NIH),
creò un’equipe globale al fine di selezionare
strumenti antivirali, tra cui la molecola AZT
scoperta dalla Michigan Cancer Foundation, che
venne poi acquisita da Burrough Wellcome.
L’equipe NIH-NCI di Broder, insieme agli eruditi
dell’università Duke, scoprì l’effettiva
capacità di azione dell’AZT contro il virus
dell’AIDS e realizzò i primi saggi clinici nel
1985. Come spiega Marcia Angeli nel suo libro
informativo “The truth about Drug Companies “(La
verità sulle compagnie farmaceutiche), Burrough
Wellcome brevettò immediatamente il medicinale e
“realizzò le ricerche posteriori che gli diedero
la possibilità di ricevere l’approvazione della
Food and Drugs Administration (FDA) nel 1987”,
dopo uno studio di soli pochi mesi. La società
pagò più di 10.000 dollari l’anno ai pazienti
per il trattamento medicinale e si auto-celebrò
per aver scoperto il farmaco salvavita.
Dopo una lettera auto-elogiativa di questo tipo,
il presidente esecutivo di Burrough Wellcome e i
suoi colleghi del NCI e della Duke University
risposero al New York Times dichiarando: “La
società non ha sviluppato la tecnologia adeguata
prima di somministrare la prima applicazione del
medicinale, e non si è a conoscenza della
capacità dell’AZT di eliminare il virus dell’AIDS nelle
cellule umane, né tantomeno ha
sviluppato la tecnologia per determinare quali
dosi utilizzare al fine di ottenere tale effetto
in un essere umano. Inoltre, non è stata la
prima a somministrare AZT a un essere umano con
l'AIDS, né a realizzare i primi studi clinici
farmacologici in pazienti affetti da tale
malattia. Tantomeno ha realizzato gli studi
immunologici e virologici necessari per dedurre
che il medicinale potesse funzionare e che, per
questo, valesse la pena continuare con la
ricerca. Tutto questo fu realizzato dal
personale dell'NCI, in collaborazione con il
personale della Duke University”.
Aggiunge poi: “Di certo, uno degli ostacoli
dello sviluppo dell’AZT è stato che Burroughs
Wellcome non lavorò con il virus dell’AIDS,
né tantomeno con pazienti affetti dall’AIDS”.
Tattiche
ASSASSINE
Paradossalmente, il medicinale Reterovir venne
classificato dalla compagnia come “medicinale
orfano”, ossia un farmaco per il quale esiste un
mercato di meno di 200.000 persone, e per tanto
non era probabile che fosse economicamente
redditizio. Tutto ciò aveva lo scopo di ottenere
un credito di 50% dal governo per i costi delle
sperimentazioni cliniche.
Nel 2005, GSK fu
accusata di aver spinto in alto in modo
artificiale i suoi profitti a breve termine non
incrementando la produzione per soddisfare la
crescita drastica della domanda, causando di
conseguenza "scarsità" del prodotto brevettato.
Ciò fu visto come un ultimo tentativo di
sfruttare il brevetto in scadenza nel settembre
2005. Poco dopo il governo degli Stati Uniti
approvò versioni generiche del medicinale.
In Africa si conosce GSK – letteralmente, per
le sue tattiche assassine.
Quando il distributore ghanese, la Healthcare
Ltd., importò una versione generica del
medicinale (una combinazione di AZT e 3TC
conosciuta come Combivir) da una compagnia
farmaceutica indiana, la CIPLA, che la smerciava
a un prezzo accessibile (9 centesimi di dollaro
per pillola) invece del prezzo pattuito
statunitense (10 dollari a pillola), GSK
minacciò di portare in tribunale il
distributore, costringendo quindi Healthcare Ltd
a cessare le vendite. Senza dubbio, mentre GSK
accusava CIPLA di violare il brevetto, non
possedeva i “diritti” di Combivir nell’ufficio
regionale per i brevetti dell’Africa
Occidentale.
L'AZT e altri trattamenti per l’AIDS hanno
riscontrato grande successo nelle vendite di
GlaxoSmithKline, generando 2,4 miliardi di
dollari di profitti nei primi sei mesi del 1997,
in particolare grazie alla vendita di AZT e 3TC.
Nel 1998 ci si riferiva all’AIDS come una “crisi
sanitaria su scala mondiale”, considerata da
molti come “un’epidemia”.
Conseguentemente GSK guadagnò 1000 milioni di
dollari con un brevetto, controllò un mercato e
fu responsabile della vita e della morte di un
miliardo di persone in tutto il mondo attraverso
un qualcosa che non aveva inventato. I suoi
ricercatori affermarono, comunque, che avvano
intuito che il farmaco avrebbe funzionato.
Questa affermazione fu sufficiente per negare
agli scienziati del NCI, incluso Broder, di
essere considerati gli inventori.
Ma è un esempio isolato ?
By Khadija Sharife - Traduzione a cura di: Vera
Eliana Fornoni - Fonte: AJE - Al Jazeera English
- Tratto da Come Don Chisciotte
Continua in:
Crimini di Big Pharma 1
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Crimini di Big Pharma 2
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