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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


COSTI SANITARI in ITALIA e nel MONDO
Riforma Sanitaria per ridurre i Costi !
La sanita' mondiale e' in mano ai prePotenti, Padroni del Mondo
Big Pharma
+ Sindacato Rockfeller + OMS + Rapporto Flexner
I colossi farmaceutici fanno ammalare ogni anno milioni di persone
La descrizione del meccanismo che nel secolo scorso permise ai grossi capitali finanziari di impadronirsi
 dell’intero sistema medico americano
  e non solo, attraverso il controllo dell’insegnamento universitario,
 i Rockefeller amavano chiamarla filantropia efficiente”, e' qui in questa pagina,  ben descritto.
 

Il giro d’affari della sanità italiana nel 2007 è stato di oltre 130 miliardi di euro, investimenti esclusi, secondo l’Oasi, l’Osservatorio aziende sanitarie italiane del Cergas, il Centro di ricerca sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale dell’Università Bocconi di Milano. È la somma di 102 miliardi di euro di spesa sanitaria pubblica e di 28 miliardi di spesa sanitaria privata.
La prima è sborsata dallo Stato per mantenere le strutture pubbliche e rimborsare le prestazioni erogate dai privati accreditati.
La seconda è la somma di tutto quello che i cittadini pagano di tasca propria al momento di fare una visita o un intervento in strutture pubbliche e private, per esempio i ticket. Il grosso dell’affare, come si vede, sta nella prima voce, quella dei 102 miliardi.
Di questi, sempre nel 2007, agli operatori privati ne sono arrivati più di venti: 8,8 agli ospedali accreditati, 8,6 all’assistenza socio-sanitaria convenzionata (per esempio le case di riposo), 3,6 alla specialistica. Mentre la spesa ospedaliera è stabile, dal 2000 in poi le altre due voci hanno mostrato incrementi medi del 6% all’anno, una crescita determinata soprattutto dall’aumento dei bisogni di anziani e disabili.


Un esempio:
Distribuzione della spesa del SSN per funzioni di spesa - Anno 2008
Funzioni di spesa  -  Spesa del SSN (in Miliardi di Euro)

Personale                                                                               35,177
Beni e altri Servizi                                                                    30,865
Medicina Generale convenzionata                                               6,084
Farmaceutica convenzionata                                                    11,208
Specialistica convenzionata e accreditata                                   3,923
Riabilitativa accreditata                                                              1,958
Integrativa e Protesica convenzionata e accreditata                     1,764
Altra Assistenza convenzionata e accreditata                              5,642
Ospedaliera accreditata                                                             8,949
Altre funzioni di spesa                                                               0,534

TOTALE REGIONI e PROVINCE AUTONOME                          106,104
Altri enti finanziati con Fondo Sanitario Nazionale                         0,546

TOTALE                                                                                106,650 (Miliardi di Euros)
Altre funzioni di spesa:
Saldo gestione straordinaria, Saldo intramoenia, Mobilità verso B. Gesù, Mobilità verso Smom.
Altri enti finanziati con FSN: Croce Rossa Italiana, Cassa DD PP, Università (borse di studio per specializzandi), Istituti Zooprofilattici Sperimentali.
Fonte: Ministero della Salute - Sistema Informativo Sanitario
ved anchei: Costi della Chemio terapia + Spesa sanitaria in Italia + Crimini di Norimberga + Malattie inventate + Malattie croniche


31/10/2013 -
Il budget annuo della sanità italiana (spesa pubblica, senza la spesa dei privati) ha raggiunto la cifra di 108 miliardi.

I costi della scuola-universita' per la sanita' ed i medici, aumentano ogni anno, specie negli US.
ecco dei dati, li trovate qui:
http://www.abcbizloans.com/medical-financing/cost-of-medical-school/


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ANNO 2010 - Un’Italia sempre più anziana e propensa al consumo sanitario, con oltre 1 miliardo e 300 milioni di prestazioni sanitarie annuali, circa 22 a testa, oltre 12 milioni di ricoveri, per un totale di 76 milioni di giornate di degenza in un anno.
A fronte di ciò la spesa sanitaria corrente è costantemente cresciuta negli ultimi dieci anni, passando da 52,2 miliardi di euro nel 1996 a 98,7 miliardi nel 2006. In un servizio sanitario che riduce i posti letto, la spesa er il personale dal 1998 al 2008 è costantemente cresciuta, con un aumento in 10 anni di 11,8 miliardi di euro, pari a oltre il 50%. Sono alcuni elementi della fotografia scattata dal Compendio SIC – Sanità in cifre 2009 elaborato dal centro studi SIC di FederAnziani in collaborazione con il Ceis di Tor Vergata e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Ed ecco alcuni dati emersi dal compendio:
Nell’Italia del 2008 la popolazione nella fascia 65 anni e oltre rappresenta il 20,1% del totale, il 5,6% ha più di 80 anni, il 65,8% ha un’età compresa tra i 15 e i 64 anni, e il 14,1% ha meno di 14 anni. Il numero medio di figli per donna è 1,41, l’indice nazionale di vecchiaia è di 143,1
Dal 2007 al 2008 il numero di morti per Aids si è ridotto, passando da 284 a 202 unità. Il tasso di letalità ha registrato una netta diminuzione negli ultimi anni, attestandosi al 9% nel 2008. Oltre il 40% dei casi si manifesta in Lombardia e nel Lazio.
Le diagnosi nel 2008 sono state 977, con una sensibile diminuzione di rispetto agli anni precedenti.

Quanto all’attività clinica, di laboratorio, di diagnostica per immagini e strumentale delle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, siamo arrivati alla stratosferica cifra di oltre 1 miliardo e 308 milioni di prestazioni, ovvero circa 22 prestazioni pro capite. Tra le prestazioni effettuate nel 2007 troviamo al primo posto le analisi chimico cliniche e microbiologiche, seguite dalle prestazioni di medicina fisica e riabilitativa, di recupero e riabilitazione, dalle prestazioni di diagnostica per immagini – radiologia diagnostica e dalla cardiologia.
Il personale dipendente del SSN nel 2007 conta 649.248 unità. Nel 2008 i ricoveri sono stati 12.128.678, per un totale di 76.055.086 giornate e una degenza media di 6,8 giorni.
La spesa sanitaria corrente è costantemente cresciuta negli ultimi dieci anni, passando da 52,2 miliardi di euro nel 1996 a 98,7 miliardi nel 2006. Anche la spesa per il personale del SSN dal 1998 al 2008 è cresciuta, con un aumento in 10 anni di 11,8 miliardi di euro, pari a oltre il 50%. Il numero di ricette farmaceutiche prescritte dai medici di base e pediatri di libera scelta del SSN nel 2009 è stato 571.927.295, pari a 9,59 ricette pro capite.

La spesa farmaceutica pubblica (la somma della spesa convenzionata del SSN e di quella erogata attraverso le strutture sanitarie) rappresenta il 17,6% della spesa sanitaria complessiva.
La spesa farmaceutica del SSN nel periodo gennaio-dicembre 2009 risulta invariata per quanto concerne la spesa lorda media pro capite, pari a 216,58 euro, e diminuita del 2,6% in termini di spesa netta.
Il tutto si riduce a pagare per ogni suddito € 1.650 a testa per 3/4 buttati via, senza vera utilita’…ma solo per mantenere tutta questa immensa struttura mangia soldi, ed utile alle case farmaceutiche…con i vaccini ed i farmaci che essa produce e che ricattando gli stati del mondo con la paura di false epidemie…”consiglia” anche corrompendo i politici locali, all’acquisto di vaccini e farmaci che ammalano la popolazione cosi’ il giro vizioso continua all’infinito…
La sanità dovrebbe a garantire una buona qualità della vita piuttosto che allungarne la durata.
Non sono rari i casi di pazienti in lunga degenza tenuti in vita da farmaci che in lenta progressione inesorabilmente ne riducono le attività fino a consumarli con una inutile lenta sofferente agonia.
La vita media in salute negli ultimi 50 anni è rimasta costante, la vita media dei malati si è invece allungata di 6-7 anni, questo emerge dai dati dell'ISS...

L'inquinamento dei cibi la scorretta alimentazione, le acque inquinate, i farmaci e specie i vaccini che aumentano le probabilità di ammalarsi in giovane età da quel momento il paziente diventa farmacodipendente e piu' è lunga la vita piu' la spesa sanitaria aumenta….con grande beneficio per Big Pharma

I malati non hanno la forza di protestare sono impauriti si sentono insicuri .. ergo piu' malati meno dissenso ... meno dissenso piu' libertà di spadroneggiare da parte di coloro che ambiscono al controllo politico economico.
A quelli che “pappano” a discapito della nostra salute. Dobbiamo smetterla di fare le cavie da laboratorio e bisogna che la gente si svegli a questo proposito.

1. Un costo alquanto elevato che non produce un proporzionale beneficio (Spesa per il Servizio Sanitario Nazionale nell’anno 2008 di poco più di 100 miliardi di Euro pari a 1744 euro pro capite)

B) L’ingerenza eccessiva del sistema partitocratico con la disfunzionalità e la corruzione che ne consegue. Pressione delle case farmaceutiche sulla classe dirigente. Influenza penetrante e pervasiva nelle Università e tra i medici delle industrie farmaceutiche allopatiche.
2. L’ingerenza eccessiva del sistema partitocratico con la disfunzionalità e la corruzione che ne consegue. Pressione delle case farmaceutiche sulla classe dirigente. Influenza penetrante e pervasiva nelle Università e tra i medici delle industrie farmaceutiche allopatiche.
3. L’infiltrazione e la presenza della criminalità organizzata permessa dalla corruzione della classe politica
4. Una visione spesso “accademica ed ufficiale” della salute dell’uomo non improntata all’ascolto del paziente. Carenze di dilaogo e informazione di base.
5. La scarsa utilizzazione delle attrezzature tecnologiche causata dall’insufficienza di personale. A tale scopo i medici del SSN dovrebbero essere incentivati ad avere esclusivamente un rapporto a tempo pieno. Deve essere aumentato il numero di infermieri e ausiliari. Disomogeneità della qualità dei servizi sul territorio nazionale.
Sulla base di queste premesse è necessario apportare una profonda mutazione alla politica sociale e sanitaria Italiana.
Il Servizio Sanitario Nazionale dovrebbe innanzitutto ispirarsi ad un concetto della salute che consideri l’uomo e l’ambiente con una visione olistica, mettendo al centro delle proprie dinamiche la salute della persona.
Lo stato di salute, è infatti estremamente correlato alla qualità della vita ed alla capacità dell’individuo di prendere le redini e la responsabilità della propria salute, evitando di delegare a medici e farmaci questo diritto-dovere.

I punti di riferimento dai quali partire si possono semplificare in tre fasi coinvolgendo governo, individuo e famiglia:
- Creazione coscienza della salute
- Cambiamenti strutturali della società
- Cambiamenti strutturali del sistema sanitario
segue su: http://www.facebook.com/#!/pages/Lottiamo-contro-le-lobby-farmaceutiche/165554600140843


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Malasanità, le cifre della Commissione parlamentare - Gennaio 2012
La relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari, presentata ieri a Roma è ricca di cifre su due dei fenomeni più critici che caratterizzano la sanità italiana: la medicina difensiva e la cosiddetta malasanità. E si tratta di cifre inquietanti, di impatto emotivo ma anche economico.
L'eccesso di prescrizioni per difendersi da possibili contenziosi comporterebbe un aggravio della spesa pubblica superiore ai 10 miliardi di euro, pari allo 0,75% del Pil.
Riferita al totale della spesa sanitaria la percentuale calcolata è invece del 10.5%, costituita principalmente da ricoveri (4,6%), farmaci (1,9%), visite (1,7%), esami di laboratorio (0,7%) e strumentali (0,4%), che potrebbero essere evitati.
Nella sanità privata il fenomeno è ancora più marcato e si arriva a un totale del 14%.
Il fenomeno riguarda la maggior parte dei medici italiani: in un'indagine del 2010, il 53% ha ammesso di prescrivere farmaci a scopo difensivo che sale al 73% se si restringe l'ambito alle visite specialistiche; percentuali analoghe di medici prescrivono a titolo cautelativo esami di laboratorio (71%) e strumentali (75,6%).
Sul fronte della presunta malasanità, la Commissione segnala 570 casi registrati da aprile 2009 a dicembre 2012, culminati 400 volte con la morte del paziente. Numerose criticità riguardano il settore ginecologico: un errore segnalato su cinque è infatti relativo al parto.
Non sempre si è trattato di errori medici; si legge nella relazione che «spesso quest i episodi derivano da disservizi, carenze, strutture inadeguate: inefficiente servizio di eliambulanza, lunghe attese al pronto soccorso, difficoltà di trasferimenti del paziente da un ospedale a un altro, casi di infezioni ospedaliere».
Sono forti le differenze tra le regioni e quelle con i bilanci in rosso, sottoposte a piani di rientro, evidenziano le situazioni più critiche, a partire dalla Sicilia e dalla Calabria, dove si registra il maggior numero di casi, rispettivamente 117 e 107.

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L’altalena impazzita dei costi in sanità - (Italy)
Una sola giornata di degenza costa 1.453 euro in Basilicata, 1.018 euro nelle Marche, 375 in Sicilia. 
Per non parlare del costo medio dei posti letto, del personale, dei ricoveri. 
Il mistero delle Aziende Sanitarie si infittisce.

Con tutto il rispetto per il Ministro della salute, avanti di questo passo il nuovo Ministro sarà presto un'altro. 
E’ ormai risaputo, dal momento che parlare di Sanità significa sempre di più chiedersi: “quanto costa” quel servizio, quel medico, quell’operazione, quell’analisi o quel posto letto (spesso da tagliare). Ma il motivo di questo monitoraggio tormentato dei costi c’è, e non va ricercato solo nei conti inesorabilmente in rosso con cui gli amministratori continuano a litigare. La spiegazione è più semplice, e nasce da una riflessione sul dossier pubblicato recentemente dall’Assr (Agenzia per i Servizi Sanitari regionali) relativo ai bilanci delle 98 Aziende Sanitarie ospedaliere del nostro Paese. 
La sensazione è di perplessità e smarrimento di fronte a questi valori altalenanti e ballerini. 

Com’è possibile – ci siamo chiesti - che una giornata di ricovero sia costata nel 2001 1.453 euro in Basilicata (Ospedale Oncologico Regionale), 1.018 euro nelle Marche (Ospedale Lancisi), 876 euro in Campania (Ospedale Cotugno), 382 euro in Lombardia (S. Antonio Abate) e 375 euro in Sicilia (Ospedale Vittorio Emanuele) ? 
Eppure i numeri parlano chiaro, e non è facile trovare spiegazioni razionali ad anomalie di tale portata, che talvolta riguardano strutture con specialità sovrapponibili, una qualità dei servizi equiparabile e un ugual numero di posti letto. 
Si potrebbe forse giustificare il caso particolare, l’eccezione (dovuta a particolari tecnologie, a specialità d’eccellenza) ad un sistema mediamente omogeneo, ma una sproporzione così diffusa (e confusa) sembra davvero eccessiva. 
Pare che la febbre di questa sanità a dir poco convalescente si misuri ormai su un termometro impazzito. 
E a meno che non si metta al più presto ordine tra questi numeri così discordanti, sarà difficile ritrovare il polso della situazione, prendendo le decisioni giuste.

Il balletto delle cifre continua: il costo di un ricovero pare essere aumentato in media in Italia (dal 2000 al 2001) di 153 euro. Ma come mai – puntando la lente di ingrandimento sulle singole regioni - il valore medio di un singolo ricovero si aggira sui 4.994 euro nel Lazio (la regione in assoluto con le mani all’apparenza più bucate), scende a 4.482 euro in Piemonte (secondo posto in classifica) fino ad arrivare ai 3.227 euro della Lombardia e infine ai 2.554 euro della Sicilia? Eppure il numero massimo di giornate (relative al ricovero medio) è stato registrato al Cto di Torino (questa volta con una certa ragione), dove si arriva a 12,33 giorni, seguito dalle Molinette di Torino (11,57 giorni) e via via da tutte le altre aziende ospedaliere, fino ad arrivare all’ospedale siculo Gravina (4,46 giorni) e toccare il minimo con il campano Santobono (3,38 giorni).

Inutile parlare poi del costo medio per posto letto, che oscilla tra i 208.045 euro delle Marche ai 196.772 euro del Piemonte, per arrivare ai 142.258 euro della Lombardia e infine ai 137.336 euro della Liguria.

Come non citare infine la spesa media per unità di personale (medici, infermieri, ostetriche, tecnici, amministrativi…)?
Si passa dagli alti costi medi procapite del S. Antonio Abate (52.038 euro) al SS. Annunziata pugliese (51.899 euro), fino ad arrivare ai 50.897 euro del Di Summa di Brindisi e scendere a picco al toscano Careggi (34.822 euro), toccando il minimo al lombardo Morelli Sondalo (31.755 euro).

E’ necessario quindi far luce sull’attendibilità di questi dati, che se corrispondessero al vero sarebbero una preoccupante cartina al tornasole di una gestione ancora molto da migliorare. E rendere il più possibile trasparente.

Il Lancet Student e il British Medical Journal, informano che la Commissione europea per la Concorrenza ha rivelato in un rapporto (preliminare) di ben 426 pagine, le tattiche delle Aziende farmaceutiche proprietarie dei brevetti, per dilazionare l'uscita dei generici. Un affare che ammonterebbe a circa 3 miliardi, di fatto sottratti ai cittadini e ai sistemi sanitari europei dal 2000 al 2007.

Le cause intentate, nonostante siano state vinte in gran parte (nel 60% dei casi) dalle Aziende che producono generici, avrebbero ritardato l'uscita dei prodotti concorrenti mediamente di sette mesi.
Dalle ispezioni non annunciate presso le Aziende principali, sarebbero emersi dettagli senza precedenti.
La versione finale del rapporto è attesa per la prossima primavera e potrebbe contenere ulteriori chiarimenti. Ciononostante le Compagnie si giustificano lamentandosi del fatto che la Commissione europea non riconosce la complessità del mercato dei farmaci, già molto regolato in Europa, e che ci si dovrebbe occupare più dell'innovazione, dello sviluppo e dell'accesso a nuove medicine. Ma i dati della commissione rivelano che le Compagnie spendono più in attività promozionali (23%) che in ricerca (17%). E 20 anni di esclusiva (brevetto) non sono pochi.
Fonti: www.thelancetstudent.com/2008/11/28/ec-competition-enquiry-into-pharma-companies/
www.bmj.com/cgi/content/extract/337/dec01_2/a2817
http://ec.europa.eu/competition/sectors/pharmaceuticals/inquiry/preliminary_report.pdf

 

Commento (NdR): con le Medicine Naturali potremmo riequilibrare il deficit della sanita’ italiana entro 10 anni..ma alcune tasche rimarrebbero vuote…, alcuni baroni ci rimetterebbero la poltronae l’ideologia della medicina allopatica verrebbe dichiarata fasulla ed i medici dovrebbero re-imparare a fare i medici....quindi…NON si DEVE FARE NULLA di tutto cio’.

vedi: Medici pagati da case farmaceutiche  +  DITTATURA SANITARIA + Big Pharma

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US (United States)
La American Medical Association (AMA) vota per vietare i farmaci da prescrizione, con pubblicita’ commerciale direttamente al Pubblico - 18/11/2015
Alla direzione dell’ AMA il
 presidente eletto Patrice Harris, ha detto che il voto "riflette preoccupazioni tra i medici circa l'impatto negativo delle promozioni commercialmente guidate…", in particolare sulle case farmaceutiche che tengono persone agganciate su farmaci costosi.
A questo punto, gli Stati Uniti e la Nuova Zelanda sono gli unici due paesi al mondo che permettono la pubblicità diretta ai consumatori di farmaci da prescrizione, con la spinta per il divieto, che viene da una delle più prestigiose strutture mediche nel paese, che dovremmo ascoltare, si chiede anche una maggiore trasparenza dei prezzi dei medicinali da prescrizione, e costi.
Altri medici si stanno unendo la causa. Michael Carome, MD, direttore della divisione Health Research di Public Citizen, ha dichiarato: "Siamo d'accordo che tale pubblicità è soprattutto promozionale", spiegando che "non è educativo" e che essa "fa salire il costo dei farmaci."
Spetta ora al Congresso degli Stati Uniti far passare il divieto.


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Il Fatto Quotidiano riferisce di uno studio pubblicato sulla rivista Blood nel quale 100 oncologi spiegano come, dei 12 farmaci anticancro approvati dalla FDA nel 2012, 11 siano stati immessi sul mercato a un prezzo superiore a 100.000 dollari per paziente per anno. Inoltre, il prezzo dei farmaci di provata efficacia pre-esistenti è stato aumentato fino a tre volte. Gli autori dello studio citano il caso dell'imatinib, commercializzato dalla svizzera Novartis come Glivec, il cui costo è passato da 18.000 sterline per paziente per anno a circa 21.000 nel Regno Unito, mentre negli USA è passato da 30.000 a 92.000 dollari in una decina d'anni. E ciò nonostante tutti i costi di ricerca siano stati coperti dal prezzo originale e il numero di pazienti trattati e la durata del trattamento abbiano registrato significativi incrementi a causa del successo del farmaco.

Negli USA, anche i pazienti dotati di un'assicurazione sanitaria devono corrispondere un contributo medio del 20% del prezzo del farmaco. E proprio il costo di cure salate rappresenta la causa più frequente di fallimenti. Tre nuovi farmaci sono stati approvati per la leucemia mieloide cronica nell'ultimo anno da parte della FDA, ma i prezzi sono "astronomici", dicono gli autori dell'articolo, fino a 138.000 dollari l'anno per paziente. Nel Regno Unito i pazienti sono protetti dalle "ansie economiche dirette di malattia". Ma i prezzi elevati dei farmaci salvavita rappresentano ancora una causa di danno alla salute dei cittadini britannici, dato che spesso i prescrittori usano farmaci meno efficaci, ma anche meno costosi per il National
Health System. - Tratto da: ilfattoquotidiano.it

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SANITA' e MALAFFARE "DOTTOR SANTE: vi SVELO i RETROSCENA delle SPECULAZIONI sui FARMACI" - 28 gen 2012 
La penicillina in farmacia a 24 euro, agli ospedali a 76 cent  
«Io sono, non faccio il medico» È l'affermazione del dottor Roberto Santi durante un convegno promosso dalle associazioni, Epha, Area Pulita e L'antico Borgo Porta Salsa; Patrocinato dall'ordine dei medici di Potenza e Matera.
L'argomento principale trattato è stato il collegamento fra l'inquinamento della Basilicata e la salute dei suoi cittadini. Un artista, oltre che medico della Asl di Chiavari in provincia di Genova il dottor Santi.
Fra le sue passioni anche l'arte concettuale. Ed è medico anche quando dipinge, tiene a dire. Lui è di quei medici che non perdono occasione per criticare «Big Farma» (definizione dello strapotere dei grandi gruppi farmaceutici) Ha offerto molti dati sconosciuti e per alcuni versi inquietanti alla platea della sala dell'ordine dei medici di Potenza. Questi fanno pensare, immaginare e anche intuire quanto la medicina sia troppo intrisa di interessi economici fino ad arrivare in più di qualche caso a «prendere in giro i cittadini e in particolare quelli malati»
Il dottor Santi ha detto in una breve intervista «che lui, come medico, ha giurato fedeltà ai pazienti e non ai potenti e per questo se trova farmaci o prassi della medicina inutili, dannose o scorrette sente il dovere di comunicarlo ai pazienti e per questo lo fa» Per il suo atteggiamento di denuncia il dottor Santi è stato soggetto delle attenzioni degli avvocati di alcuni operatori che lo hanno portato davanti al giudice per aver denunciato gli atteggiamenti «mafiosi» di cui è intrisa l'organizzazione sanitaria.
I giudici - PM prima e GIP poi - lo hanno assolto perché lui si riferiva a quel tipo atteggiamento, appunto mafioso, che ormai è nel costume della società e non solo della criminalità. Per dare corpo e forza alla sua tesi il dottor Santi nell'intervista ha spiegato alcuni fatti precisi che danno il senso di come la medicina, dalle case farmaceutiche ad alcuni dei suoi colleghi medici, è in molti casi a dir poco scarsamente chiara.
E fa riferimento a studi e a gruppi che verificano gli studi «C'è - ha detto Santi - uno studio riportato su un sito di una Asl della regione Emilia Romagna curato dal dottor Danilo Di Diodoro che racconta di quante sono le ricerche efficaci. Bene - ha continuato Santi - solo il 3,5 per cento dei farmaci messi in commercio negli ultimi 15 anni sono veramente efficaci» E poi si «scaglia» contro l'informazione delle riviste scientifiche.
Per Santi sono troppo attente a filtrare accuratamente quali informazioni e quali risultati delle ricerche far arrivare alla portata dei medici. Sono circa 1500 gli articoli che ogni giorno nel mondo vengono pubblicati sule riviste specializzate. In genere favorevoli agl'imprenditori del farmaco. E anche qui porta una cifra ad avvalorare la sua affermazione: «Big farma» - ha detto - spende 320 miliardi di dollari l'anno per promuovere i farmaci.
Fra pubblictà, gadget, viaggi per i medici, congressi eccetera. Cose delle quali spesso la cronaca ha reso conto ai cittadini» Poi racconta di alcuni farmaci che vengono somministrati per una grave malattia
«È stato dimostrato – ha detto il medico ligure – con uno studio di 15 anni su 35.000 pazienti, che il farmaco, dal costo di 1.700 euro a fiala per il totale annuo di 85.000 euro per ogni paziente, malato cronico, non porta migliorie. E si continua a somministrarlo nonostante lo sappiano tutti nel mondo scientifico - poi ha detto – Erano in via di definizione, per la stessa malattia, studi con la vitamina D3, dal bassissimo costo, meno di 2 euro a fiala, che stava dando buone speranze. È stato sospeso non si capisce bene perchè»
Anche qui fa un esempio pratico che può aiutare a capire il meccanismo: «Per un noto farmaco per il cuore, dimostratosi più dannoso che utile, il presidente dell'associazione americana dei cardiologi del tempo, che era stato fra i promotori e fra quelli che ne hanno avvalorato e validato la bontà, si è scoperto che era uno dei maggiori azionisti della casa farmaceutica che lo produceva. Era quindi evidente il conflitto d'interessi»
Poi lamenta di un farmaco molto importante, la famosa Penicillina, fatta sparire dal mercato per un po di tempo per essere venduta a 24 euro perchè preconfezionata nelle siringhe. Nel flacone classico invece costa circa 0,76 centesimi ma è disponibile soltanto per gli ospedali.
Tutto questo è noto a l'Aifa (agenzia del farmaco) che con disarmante semplicità ha risposto, in sostanza, all'interrogazione di Santi che «non può farci nulla» E Santi suggerisse che siano gli assessorati regionali alla salute a comprarla in confezione ospedaliera che costa lo 3 % di quella venduta in farmacia, per distribuirla a chi ne ha bisogno. Un altro esempio che porta il dottore riguarda i farmaci contro il colesterolo e i livelli indicati nei quali si dovrebbe stare. Quelli che oggi sono considerati soglia massima sarebbero la normalità;
Secondo Santi è un modo per aumentare la vendita di quei prodotti e farmaci per farlo abbassare. Poi svela un dato eclatante: «L'80% della mortalità per infarto è nei soggetti con colesterolo normale» A dimostrare che su questo tema ci sarebbe una sorta di «terrorismo» che porta poi a far consumare gli specifici farmaci anche se presi in condizioni che non li richiedono e in qualche modo dannosi per gli immancabili effetti collaterali.
Una battaglia a tutto campo quella del dottor Santi contro l'abuso delle case farmaceutiche scorrette che approfittano della salute della gente per trarre profitti ingiustificati. E chi è preposto a tutelare i cittadini cosa risponde ?

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L´assessore Russo (Reg. Lomb.) è alle prese con una drastica riduzione delle spese.
Lo stesso assessore il mese scorso ha reso pubblico lo spreco riguardante la spesa per i vaccini per il Papilloma virus che nel 2008 “ha superato la media nazionale”, perché la Regione in passato avrebbe deciso di acquistare un farmaco più costoso, pagando in più 2,5 milioni di euro.....per far felici le multinazionali che li producono....e che regalano premi, regali, mazzette a tutto andare....
Sicilia, Palermo  Dic. 2008 – Tratto da: repubblica.it 

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Federanziani denuncia oltre 22 mila morti in tre anni con una spesa per lo Stato di 11 miliardi - 25/08/2012
Il rapporto
«Le infezioni ospedaliere fanno più vittime degli incidenti stradali»
Federanziani denuncia oltre 22 mila morti in tre anni con una spesa per lo Stato di 11 miliardi
In Italia nel triennio 2008-2010 sono state contratte complessivamente 2.269.045 infezioni ospedaliere, per un totale di 22.691 decessi, e per un costo a carico del Servizio sanitario nazionale che oscilla tra i 4,8 e gli 11,1 miliardi di euro. E questo nonostante, mediamente, un’infezione su tre sia evitabile. Soprattutto in ospedale.
È quanto rivela una ricerca del centro studi Sic (Sanità in cifre) di FederAnziani, che ha setacciato i dati relativi alle infezioni correlate all’assistenza (Ica) nell’ultimo triennio, rivelandone un vero e proprio boom con costi esorbitanti per la sanità.
I DATI -
«Il triennio 2008-2010 rivela dati allarmanti per quanto riguarda le infezioni ospedaliere, i relativi costi e decessi – spiega Roberto Messina, presidente di FederAnziani e responsabile del Sic -.
Le vittime delle infezioni ospedaliere in Italia sono molte di più di quelle degli incidenti stradali, che nel triennio considerato, secondo l’Istat, sono state 13.052, a fronte dei 22.691 decessi legati alle infezioni ospedaliere. Parallelamente, in tempo di spending review, di tagli alla sanità, di proclamata attenzione agli sprechi, i costi economici delle infezioni correlate all’assistenza rappresentano un vero e proprio scandalo.
Parliamo di una cifra che nel triennio 2008-2010 oscilla tra i 4,8 e gli 11,1 miliardi di euro.
Si tratta di costi in larga parte evitabili, se si pensa che circa il 30% delle infezioni è potenzialmente prevenibile con l’adozione di misure preventive». Vero. A volte è questione di semplice prevenzione: per esempio, l’igiene delle mani. Eppure tra i professionisti sanitari il tasso di adesione a tale semplice pratica raramente supera il 50%. E a volte, per risparmiare, non si cambiano da paziente a paziente nemmeno gli strumenti usa e getta: guanti, bisturi, pinzette. «Il numero di infezioni ospedaliere stimato in Italia – prosegue Messina - è compreso tra il 5 e l’8% dei ricoveri; ogni anno si verificano circa 450-700 mila infezioni (soprattutto infezioni urinarie, seguite da infezioni della ferita chirurgica, polmoniti e sepsi) e nell’1% dei casi si stima che esse siano la causa diretta del decesso del paziente. Il rischio economico legato alle Ica ricade pesantemente sui vari sistemi sanitari regionali e nazionali, in quanto le infezioni aumentano le giornate di degenza e di convalescenza del malato e c’è la necessità, nel caso di infezioni da ferite chirurgiche, di successivi controlli ambulatoriali».
A parte l’uso di farmaci più efficaci e più costosi per debellare i batteri che in ospedale sono a volte super resistenti.
I COSTI -
ll carico economico che le infezioni si portano dietro, inoltre, deve comprendere anche i costi indiretti dovuti alle assenze lavorative o ai vari spostamenti sostenuti da questi pazienti per farsi curare. «Proprio in ragione di tali esorbitanti costi sia in termini di salute che economici – conclude Messina – sarebbe opportuno che anche il nostro Paese si dotasse di un sistema di sorveglianza delle infezioni correlate all’assistenza».
Può sembrare strano dover ribadire oggi quanto enunciato circa un secolo e mezzo fa da Florence Nightingale, ma il primo requisito di un ospedale dovrebbe essere quello di non arrecare danno al malato.
Primum non nocere. Ma oggi purtroppo l’evidenza sembra dimostrare che le nostre strutture di ricovero e cura non sempre rispondano a tali requisiti.
By Mario Pappagallo - Tratto da: corriere.it

Commento NdR: tutto cio' dimostra che le "cure" (farmacologiche) attuate anche negli ospedali sono altamente pericolose, in diversi casi, non fanno guarire, anzi ammalano.... !
Cari lettori, utilizzate la Medicina Naturale per guarire dai vs problemi di salute.

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Costi sanitari "amplificati" per favorire le CASE PRODUTTRICI di VACCINI !
vendono solo l'esavalente per spacciare 2 vaccini facoltativi come obbligatori e cosi' lo stato (cioe' noi) spendiamo di piu' solo per arricchire le case farmaceutiche....ed ampliare il mercato dei malati...''
vedi Danni dei Vaccini + Bimbi piu' malati con i Vaccini

Legislatura 16 - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 773 del 19/07/2012
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=00668529&part=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_icrdrs&parse=no

LANNUTTI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della salute - Premesso che:

- in Italia i vaccini obbligatori, contrariamente a quanto ritenuto dalla stragrande maggioranza dei genitori di bambini in età pediatrica, ai sensi dell'art. 1, comma 1, del decreto ministeriale 7 aprile ... recante "Nuovo calendario delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate per l'età evolutiva", sono solamente quattro, 1- antidifterite, 2- antitetanica, 3 - antipoliomelite, 4 - antiepatite virale B;

- il calendario delle vaccinazioni per l'età evolutiva in sostanza rappresenta la successione cronologica con cui vanno effettuate le vaccinazioni dei bambini, sia obbligatorie che raccomandate, fino all'adolescenza;

- come da tabella allegata al presente atto che resta acquisita agli atti del Senato, i vaccini in commercio in Italia sono relativi a: difterite tetano pertosse acellulare, difterite tetano (DT), difterite tetano poliomielite, difterite tetano pertosse poliomielite, difterite tetano pertosse haemophilus influenzae poliomielite, difterite tetano pertosse poliomielite epatite B, difterite tetano pertosse poliomielite epatite B haemophilus influenzae, epatite A;

- come facilmente accertabile, a fronte delle 4 previste vaccinazioni, in tutte le Regioni di Italia si assiste ad una incredibile distorsione, per cui i 4 vaccini, singolarmente, sono disponibili su richiesta alle Aziende sanitarie locali di competenza (quindi un parte del bilancio regionale prevede voci di accantonamento e spesa per poter provvedere a quanti ne facciano richiesta) e, in più, le Regioni ricorrono altresì all'acquisto dei menzionati vaccini, da inoculare in combinazione per assicurare la copertura obbligatoria normativamente prevista;

- in alcune Regioni, addirittura, pur essendo divenuta facoltativa la predetta vaccinazione, ingenti somme vengono comunque destinate per assicurare la citata procedura di copertura;

- gli ultimi dati disponibili parlano di un fabbisogno nazionale in punto di spesa sanitaria per il 2012 di 106.213.749.544 euro così ripartito fra le regioni: Piemonte: 7.978.163.454; Valle d'Aosta: 225.352.335; Lombardia: 17.341.184.546; Provincia autonoma di Bolzano: 865.069.407; Provincia autonoma di Trento: 918.244.725; Veneto: 8.607.884.968; Friuli-Venezia Giulia: 2.217.730.512; Liguria: 3.053.707.274; Emilia-Romagna: 7.901.475.870; Toscana: 6.730.346.850; Umbria: 1.622.166.222; Marche: 2.787.332.179; Lazio: 9.982.148 ... Abruzzo: 2.383.222.579; Molise: 574.623.692; Campania: 9.895.417.201; Puglia: 7.028.005.338; Basilicata: 1.031.973.422; Calabria: 3.483.758.281; Sicilia: 8.673.970.213; Sardegna: 2.911.971.578;

- come noto, ai sensi dell'art. 15 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante "Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini", in corso di conversione in Parlamento, è stata prevista una forte riduzione della spesa anche per la somministrazione della vaccinazione cosiddetta obbligatoria;

- tuttavia, a fronte di ciò non sono stati previsti meccanismi di controllo e disposte direttive che, di fatto, impongano, a livello nazionale, riduzioni della spesa nella materia, continuandosi a non comprendere come sia possibile che: a) in commercio esistano già vaccini cui semplicemente aggiungere l'ulteriore obbligatorio; b) ne esistano in combinazioni che non ricomprendono tutti e 4 gli obbligatori;

- invero l'acquisto da parte del Servizio sanitario nazionale (SSN) di ben due vaccini in più rispetto a quelli obbligatori previsti per legge comporta ovviamente un aggravio per l'erario non marginale; da alcune ricerche risalenti all'anno 2004, infatti, si evince con chiarezza che il costo nazionale dell'intero ciclo di vaccinazioni dovrebbe attestarsi intorno ai 189,65 milioni di euro: pertanto il costo di ogni singolo vaccino si aggirerebbe intorno ai 31,6 milioni di euro circa. Si arriva dunque alla conclusione che per i due vaccini non obbligatori il SSN dovrebbe spendere circa 63 milioni di euro, una cifra ragguardevole in assoluto, ma ancora di più se riguardata nell'ottica del periodo storico che il Paese sta attraversando, contraddistinto dalla forte crisi economica e dai numerosi tagli alla spesa pubblica, provvedimenti che di certo non risparmiano il comparto salute;

- dati alla mano si verifica, inoltre, l'anomala e razionalmente incomprensibile circostanza per cui il vaccino esavalente viene venduto ad un prezzo pari al 20 per cento in più rispetto ai singoli vaccini (da 159,57 a 189,65 milioni di euro all'anno), che si traduce in un guadagno lordo per le due ditte produttrici (Aventis Pasteur MSD e GlaxoSmithKline) di ben 30,32 milioni di euro all'anno;

- se poi si confronta la spesa dei solo 4 vaccini obbligatori (gli unici che per legge dovrebbero essere eseguiti) con quella del vaccino esavalente che, in pratica, viene ora immotivatamente imposto dai Servizi di igiene e sanità pubblica delle ASL, la differenza è pari ad un aumento del 152 per cento (da 75,34 a 189,65 milioni di euro all'anno) che si traduce con un guadagno lordo per le due ditte produttrici di ben 114,31 milioni di euro all'anno,

si chiede di sapere:

- quali misure i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle proprie competenze, intendano concretamente adottare per ridurre le spese a carico del SSN così come previsto dal decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, in tema di vaccinazioni obbligatorie;

- quali siano i provvedimenti che in concreto verranno attuati per uniformare ed estendere a tutto il territorio nazionale l'inoculazione in una unica soluzione delle 4 vaccinazioni obbligatorie (difterite, tetano, poliomielite, epatite B).

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Dalle mazzette dei tempi di Mani Pulite ai metodi molto piùsofisticati dei giorni nostri.
Diverse inchieste hanno portato alla luce un intreccio malato tra ricerca, produzione di farmaci e attrezzature ed esercizio della professione medica. Un costo di 10 miliardi per la collettività. Mancano le norme, la volontà di applicarle e i controlli.
C'è un uomo nel parcheggio, aspetta che il primario esca dall'ospedale, in tasca per lui ha una busta piena di
contanti. E' il "ringraziamento" per aver scelto, fra tante, la migliore offerta di fornitura di strumenti medici. Correva l'anno 1989. Arriva Mani Pulite con le manette e tutto il resto, la scena cambia. Anno 2013, il dirigente medico esce da un convegno, stringe mani a tutti. Ha ricevuto ventimila euro per parlare per meno di un'ora, ha avuto una donazione alla Onlus che dirige ed è riuscito a ottenere che il suo progetto di ricerca fosse rifinanziato dalla casa farmaceutica che ben conosce e di cui prescrive caldamente i farmaci, nel reparto dell'ospedale che dirige. Farmaci molto costosi e con forti controindicazioni, inutili in alcuni casi. Tutto regolare, nessun rischio. Almeno finché qualcuno non protesta o finché una reazione avversa, poco sottolineata da quella ricerca, non viene a galla. Il gioco si svolge su un terreno poco illuminato. C'è una zona d'ombra frequentata da medici, scienziati, manager e rappresentanti dell'industria farmaceutica, anche giornalisti. Una zona in cui non si è ancora nell'illegalità conclamata ma si scambiano vantaggi personali su questioni pubbliche.

Nel sistema sanitario italiano, e in particolare nelle Asl, "vige il più clamoroso conflitto di interessi del nostro Paese" ad affermarlo già nel 2010 era addirittura il presidente dell'Associazione italiana ospedali privati (Aiop) Enzo Paolini. Il Conflitto di interessi sussiste quando il ruolo pubblico e quello privato sono in contrasto fra loro. In altri paesi si presta grande attenzione a dichiararlo.
Avere un conflitto non significa necessariamente metterlo in atto, ma avvertire la propria platea significa legittimarla a controllare, fare uno sforzo di trasparenza. Da lì fra l'altro è facilissimo scivolare.
Esiste un codice deontologico della professione medica che evidentemente però non basta. L'Aifa recentemente ha fatto passi da gigante, ad aprile 2012 è stato creato un organo che controlla i conflitti di interessi di chi ci lavora dentro e di conseguenza stabilisce chi può lavorare a un determinato prodotto e chi no.
Infatti, sebbene la trasparenza sia importante, in alcuni settori strategici, non basta. Sarebbe necessario, come fanno in molti paesi, regolarsi di conseguenza per assegnare ruoli e mansioni.

Secondo Francesco Macchia, Presidente della neonata Istituzione per la promozione dell'etica in sanità "la corruzione fa perdere alla sanità italiana 10 miliardi l'anno". Un dato che comprende tutto: dalle mazzette per gli appalti al comparaggio sui farmaci. E a questo punto,visto il periodo di spending review, sarebbe forse il caso di prevenire.

"In Italia la strada da percorrere è ancora lunga e ostacolata da più parti" ammette il Ministro della Salute Renato Balduzzi. Se ne era accorta la prestigiosa rivista scientifica Nature, già nel 2008, quando raccontò agli scienziati di tutto il mondo che ad esempio, nel paese delle tagliatelle, era possibile che il Ministro della salute Maurizio Sacconi fosse sposato con il Direttore generale di Farmindustria Enrica Giorgetti.
Dalla grezza e "volgare" mazzetta dell'epoca di Poggiolini e De Lorenzo si è passati a un sistema più raffinato e capillare. Lo testimonia il Generale dei Nas, Cosimo Piccinno, parlando da dietro la catasta di documenti, intercettazioni e schede di personaggi di inchieste vaste come la più recente Do ut Des. 
Lo ribadisce il teorico, massimo di questa materia, professor Alberto Vannucci, che spiega che da Mani Pulite a oggi è cambiata la figura del garante, ovvero di colui che premia o punisce a secondadelle circostanze: una volta era il politico mentre oggi le case farmaceutiche si rappresentano da sole. Il mercato si è emancipato dalla politica, anzi, ha imparato a renderla un proprio strumento.

Sono tempi di lobbismo spinto. Secondo una fonte molto quotata del Ministero della Salute:  "A cadenza periodica e puntuale, Farmindustria, come altri, fa visita in Parlamento. Il presidente Scaccabarozzi arriva, ma non da solo, accompagnato da venti, trenta dei suoi e parlano con tutti, destra, centro, sinistra, un pressante lavoro di lobby. Vanno e vengono come fossero a casa propria. Basti vedere quanti sono i "farmacisti" candidati alle prossime elezioni".Ha ragione, i candidati alle politiche che vantano legami stretti con il settore farmaceutico sono molti.

Soltanto qualche settimana fa è stata sventata per un soffio la norma, introdotta alle 2 di notte, e senza alcuna attinenza, nella legge di  Stabilità, che stabiliva un canale di ingresso privilegiato e senza controlli per i prodotti emoderivati della Kedrion.
Un bel regalo dal proponente Cesare Cursi (Pdl) al collega senatore Andrea Marcucci (Pd) visto che quella è l'azienda di famiglia. "Siamo riusciti a fermare l'emendamento giusto in tempo, all'alba  -  racconta Balduzzi  - apponendo il pericolo per la salute pubblica" ma nessuna norma sul conflitto di interessi si è potuta muovere in aiuto dell'interesse dei cittadini né prima né dopo. Per la prossima volta quindi si rimane appesi all'insonnia.

Gabriele Albertini, candidato governatore per la lista Monti alla regione Lombardia, ha proposto di istituire un registro dei lobbysti in sanità. "La salute incide per oltre l'80 per cento del bilancio di ogni Regione. Per quanto riguarda la Lombardia i meriti della sua eccellenza sono risaputi, ma dobbiamo puntare ad eliminare quelle zone d'ombra oggetto delle indagini della magistratura" come nelle più avanzate democrazie comunitarie.
E aggiunge: "L'attività di lobby, se regolata, è legittima portatrice d'interessi di singole realtà o gruppi. Lasciata invece operare senza regole, come avviene oggi, porta ad alee di dubbio e presenta sul campo attori le cui uniche capacità sono solo vicinanze o amicizie a questo o a quel politico o dirigente".

La partita quindi inizia già fuori dei palazzi istituzionali. Come intutto il mondo, le aziende farmaceutiche pagano gli opinion leaders, con soluzioni sempre differenti, affinché influenzino l'opinione pubblica e i ricercatori. Fra questi, ad esempio, possono esserci anche dei giornalisti.
Convegni in alberghi extralusso, vere e proprie vacanze, regali di valore a chi con i propri articoli dimostra di essere amico, ricchi pagamenti per presenziare convegni in cambio di ospitate in tv. Tutto per addomesticare le notizie a piacimento. Per chi invece non è "amico" l'esclusione o addirittura il discredito, come racconta nel video una giornalista che si occupa da anni di
scienza e medicina.

Il conflitto di interessi ha permeato anche la sanità in modo capillare. Si parte dalla ricerca finanziata quasi al 90 per cento dalle case farmaceutiche, e guai se non ci fossero, ma che ormai non ha più neanche l'aspirazione all'indipendenza. Il professor Antonio Giordano (presidente dello Sbarro Institute di Philadelphia) in un'intervista ci racconta quanto sia facile manipolare i dati.
Si passa per le pubblicazioni sulle riviste scientifiche, anche qui l'85 per cento sono in conflitto di interessi. La divulgazione al grande pubblico, con pressioni di vario genere sui giornalisti. L'attività di lobbysmo verso la classe politica e la permeazione di questa, tanto a fondo da promuovere determinati candidati.
Le consulenze strategiche verso il Ministero della Salute e le tante Asl locali, fatte mediante  specialisti al libro paga dell'industria farmaceutica.
Negli Stati Uniti è scoppiato lo scandalo quando si è scoperto che la maggior parte dei componenti del gruppo di lavoro per la gestione del diabete mellito era in conflitto di interessi.
Siamo andati a dare un'occhiata all'equivalente italiano, metà sono in conflitto di interessi, mai nessuno ha alzato la bandierina, non c'è neanche qualcuno che controlli la veridicità delle dichiarazioni di chi non ha dichiarato nulla. Altro esempio sconcertante, il Siaip, organo di consulenza del Ministero della Salute per i vaccini, i cui membri sono tutti in conflitto di interessi.
Nessuna norma, nessuna irregolarità. La diffusione è profonda, si muove in una vasta zona d'ombra, godendo dell'incertezza normativa e della difficoltà a controllare e sanzionare tutti. Secondo gli stessi Nas, nonostante le continue attività di indagine, il sommerso sarebbe ancora il 90 per cento di quelle 4136 persone segnalate all'autorità giudiziaria nel 2012.
Un mondo di sotterfugi a ogni livello e di grande creatività emerge dai documenti di inchieste importanti come Do ut Des, in cui sono stati prescritti in larga scala farmaci ormonali anche ai bambini, Camici Sporchi o Derma Affare-fatto,  in cui sono stati privilegiati farmaci che costavano, a parità di efficacia, 100 volte di più.

Tutto quello che stiamo fin qui raccontando, in realtà però sarebbe già vietato anche dal codice deontologico di Farmindustria e il presidente Scaccabarozzi sostiene: "Non ne ho assolutamente notizia, non mi risultano, anzi, invito tutti a denunciare, segnalandoci chi trasgredisce". La spesa farmaceutica in Italia ammonta a 26 miliardi di euro l'anno. Un cavallo forte che ha bisogno però di briglie salde.
Per il settore pubblico l'interazione con l'industria farmaceutica è inevitabile e spesso anche positiva se ricondotta all'interno di una serie di norme e di atteggiamenti etici, come ci spiega il Professor Carlo Patrono dell'Università Cattolica di Roma. In Italia però il male è diventato virale e dati in merito sono pochi, a testimonianza del poco interesse a trovare una vera cura.
Alessia Scali, mediante l'associazione Avviso Pubblico, ha portato avanti una ricerca che, per la prima volta, traccia una mappa della corruzione in sanità in Italia. Repubblica ne mostra in esclusiva un'anteprima. Il 42 per cento dei reati in sanità sono stati commessi in 5 regioni, il 57% al Sud dove però si concentrano anche di più le indagini, segue il Nord con una più elevata attività di corruzione connessa ai farmaci.
Medici, dirigenti e personale del servizio sanitario nazionale rappresentano la maggior parte degli indagati con diverse oscillazioni tra Nord, Centro e Sud. Più o meno costante e uniforme rimane invece la presenza di politici CORROTTI per tematiche legate alla salute, l'11per cento dei soggetti coinvolti.

È dalla politica, infatti, che dovrebbe partire la spinta di rinnovamento nell'interesse pubblico. Da lì, ad esempio, potrebbero partire norme più stringenti sui controlli. "Basti pensare che nel mondo quasi l'ottanta per cento degli studi pubblicati non inserisce tutti i risultati e le relative reazioni avverse. Nessuno li sanziona", spiega il professor Ignazio Marino (oggi senatore e presidente della Commissione d'inchiesta sul sistema sanitario italiano), che suggerisce regole che l'Italia dovrebbe far proprie per evitare il conflitto di interessi in sanità.
"C'è bisogno di investire in studi indipendenti paralleli a quelli fatti dall'industria. Grazie alla trasparenza l'Italia potrebbe cominciare a introdurre solo farmaci realmente innovativi, mentre ora il 70 per cento è solo rielaborazione per aumentarne i prezzi, a quel punto ci sarebbe un guadagno per tutti".
Tratto da: inchieste.repubblica.it/


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Egregio sig. Presidente del Consiglio - 07/04/2005 (lettera inviata)
S
ono un cittadino, ho ricevuto con stupore il libretto che il Ministero della sanita’ ha inviato a tutte le famiglie italiane, con un costo enorme di denaro pubblico, che poteva essere speso in altro modo e piu’ efficacemente, informando i cittadini a mezzo, per esempio, di Radio, TV, Giornali, sulle VERE Cause delle malattie e come uscire da esse SENZA Farmaci Vaccini  !

Il sottoscritto con la sua famiglia (e con i propri amici e conoscenti) NON ha MAI utilizzato farmaci da 40 anni a questa parte, per il fatto che avendo imparato a 24 anni come gestire la propria salute e quella dei propri famigliari, ha saputo educare e praticare le varie terapie NON invasive né farmacologiche anche sui propri famigliari, NON spendendo, né facendo spendere denaro allo stato per i farmaci né per i vaccini; infatti i miei figli NON sono stati vaccinati (ho subito anche persecuzioni giudiziarie) il tutto con grande soddisfazione per il fatto che essi sono molto piu’ sani dei loro coetanei vaccinati che ne hanno sempre una….

Oggi insegno queste semplici terapie preventive e curative per ogni malattia, cancro compreso, anche ai medici che solo ora iniziano ad interessarsi alle medicine alternative, non complementari perche’ sostituiscono quasi n toto le pratiche terapeutiche dette allopatiche, pratiche che non riescono a guarire neppure un semplice raffreddore !

Queste mie pulsioni verso il Giusto, il Vero, partono da una profonda “passione sociale” per aiutare il mio prossimo, inconsapevole dei danni di Farmaci e Vaccini, e quindi mi muovo a mie spese, per far conoscere tutte queste meravigliose e semplici terapie risolutive, malgrado l’accanimento CONTRO, di tutto l’establishment dell’apparato del Ministero della “sanita” (non della Salute), per impedire che se ne parli, non dando spazio sui principali mass media a queste semplici e sacre informazioni che permettono a chiunque di stare sempre bene e quando malato, recuperare la salute SENZA Farmaci né Vaccini.
Le rimando quindi il suo libretto ne faccia l’uso che crede, in quanto NON mi serve (comunque grazie del pensiero).
By Dr. GPaolo Vanoli

Le allego anche qualche “cifra” sul come far risparmiare cifre ENORMI allo “stato” (scritto in minuscolo volutamente) basta cambiare informazione  e fornire le VERE informazioni su: cosa e’, perche’ nasce , e come nasce la malattia, informazione che oggi NON viene assolutamente fornita dai preposti alla “tutela” delle salute…...
Qui le lettere aperte di un medico,
il dott.Giuseppe Parisi

Quanti medici italiani conoscono tutte le tecniche sanitarie possibili insegnate dalla Medicina Naturale ?, su 350.000 medici presenti in Italia, ve ne sono per ora solo un centinaio, non di piu’ ! 

Ogni medico di base, istruito nelle Medicine Naturali, farebbe risparmiare alla Sanita’ pubblica, per mancati test, esami, radiografie, operazioni, farmaci, visite da specialisti, inutili…..perche' con le tecniche di medicina naturale tutte quelle “indagini” non servirebbero che in limitati casi, circa 80-90.000 Euri all'anno (Euri 80.000 x 85.000 medici di base =  6.800.000.000,oo Euri !)  ecco l’enorme risparmio che la "sanita" pubblica potrebbe avere OGNI ANNO !!

E NON abbiamo conteggiato i danni derivanti da: errori diagnostici e terapeutici dei medici e specialisti mal istruiti, di analisi sbagliate, quelli delle operazioni inutili e handicappanti, e l’utilizzo di farmaci inutili, ma sempre dannosi per le loro controindicazioni che il paziente deve subire nel suo organismo, generando altre malattie e/o la morte……..oppure gli handicap che producono i Vaccini = mutazioni genetiche handicappanti che fanno nascere bambini con malformazioni, piccole, medie, gravi, e/o con nuove malattie genetiche, malattie gastroenteriche, nervose ed immunitarie, sclerosi, leucemie, distrofie, epilessie, cancri, asma, allergie, aids, sids, down, ecc., ecc. e che tanta sofferenza generano nei malati e nelle loro famiglie…con un enorme dispendio di denaro per tentare una guarigione (senza riuscirvi) del loro famigliare.......!

Dove finisce tutta questa enorme somma di denaro che paghiamo inutilmente ? in passato e nel presente, nelle varie tasche di medici, laboratori, ospedali, cliniche, imprese farmaceutiche, aziende che forniscono macchinari, oltre alle famose...tangenti...ecc. .... oggi, non sappiamo...!
By GPaolo Vanoli - vedi la mia Proposta di
Riforma Sanitaria per ridurre i Costi !

MEDICARE   
Attualmente, anche a fronte dei numeri ancora megagalattici della spesa sanitaria, detta Sanita' in Italia continua a non brillare affatto, anzi…
Si sta tentando di addossare gli sprechi sanitari alle prescrizioni dei farmaci e quindi ai medici. Certamente possiamo riscontrare un rilevante spreco in dette prescrizioni, perfino gli ”Archives of Internal Medicine” ha citato formalmente che erano state eccessive ed ingiustificate le prescrizioni farmacologiche, ma si riferivano soltanto a quel famoso antinfiammatorio ritirato dal commercio perche' aveva cagionato numerosissimi danni. 
Si devono attendere terremoti e morti, per una timida osservazione ?
Tutto cio' rimane soltanto un aspetto del problema.

La parte piu’ importante e vitale rimane quello della Formazione Medica.
Inefficace e non completa, i futuri medici vengono istruiti e indottrinati come i Talebani, e senza alcuna visione alternativa sulle molteplici possibilita' terapeutiche oggi esistenti. 
La gestione accademica universitaria, a dir poco Talebana, rimane oggi chiusa e limitata a quelle dottrine mediche che di rigorosamente scientifico hanno solo la definizione. Appare ovvio come il medico, che si e' formato in un ambiente cosi' ortodosso, purtroppo con una buona dose di imbrogli, stupidita' e nefandezze cliniche, trovandosi di fronte ad un paziente, non possa far altro che affrontare i problemi dei pazienti, soltanto con una visione di aggressione terapeutica obbligata, mai senza il farmaco.
Questo il modello medico sanitario attuale, non vi sono alternative.
La polemica, si rifaceva alla metodologia usata per i Trias, gli studi sull’efficacia dei principi naturali: fasulli.
D’altronde, se si considera la Psicoterapia -pratica clinica convenzionata- che non potendo far uso dei trial randomizzati, si avvale da tempo e con buoni risultati di metodi diversi.

Negli USA, l’utilizzazione delle pratiche sanitarie naturali tocca il tetto del 40% della cittadinanza, con una maggiore presenza ad Ovest del territorio.

La parte in causa delle multinazionali del farmaco
Non si possono usare i metodi del bastone e della carota: bastonate ai medici, carotate alle multinazionali. Sono queste ultime le uniche responsabili di questo sfacelo economico. 
La loro brama di guadagno, e la loro incontrastabile forza economica, ha portato, nel tempo, la corruzione che ha inghiottito tutto: saggezza, dottrine, verita' biologica dell’Uomo e del suo essere.
A fronte del loro operato non ci si dovrebbe neppure stupire se, nel Sud Italia, interi padiglioni ospedalieri sono stati finanziati dalle medesime multinazionali, che hanno “ceduto” milioni di euro di macchinari e altro materiale sanitario.
Sempre delle stesse e' la responsabilita' per le falsita' sui Trias, i famosi studi scientifici che sono certamente fattori che uccidono e mortificano l’integrita' biologica umana. Ed ora, preoccupate dal calo di vendite, vogliono correre ai ripari mettendo in Internet i risultati dei loro studi e i Trias sulle loro specialita' chimiche…Sperimentazioni a portata di mouse, quindi, una mossa coraggiosa, o una timidissima confessione ?
Fate Voi.
By Giuseppe Parisi (medico)

Come possiamo quindi ridurre la Spesa Sanitaria ?
Se vogliamo davvero ridurre la Spesa Sanitaria dovremo favorire le scelte e le metodologie cliniche naturali.
Ma per poter ottenere questo, abbiamo necessita' di tanta formazione dei soggetti principali della medicina: il medico deve essere formato dall'Universita' che lo dovrebbe "istruire" in modo adeguato (ma che ora non lo fa), e vi sono tanti elementi per poterlo fare, basterebbe un po’ di apertura mentale e di buona volonta' politica.
Occorre infatti rieducare TUTTI i medici alla conoscenza di Tutte le tecniche sanitarie possibili, anche quelle della Medicina Naturale !
L’uso a regime della metodologia naturale, meglio chiamarla Medicina Biointegrata, farebbe scendere la spesa sanitaria di almeno 1/3, nei soli primi 3 anni. In 10 anni, si abbatterebbe del 50%.
Se non ci rivolgeremo a questa alternativa, unica possibile, il futuro non sara' roseo. 
Basti pensare al 10% di popolazione affetta da malattie osteo-articolari ed al continuo, esponenziale, inarrestabile aumento di malattie cronico-degenerative, risultato delle strategie mediche ufficiali e della farmacopea chimica di sintesi, non dell’allungamento della vita, come cercano affannosamente di farci credere.
Il costo sociale di queste patologie e' enorme, non solo per la terapia dovuta, ma per i necessari riscontri di laboratorio e diagnostici strumentali.
La prevenzione e' l’unica arma contro tutto cio', e la Medicina Naturale ha tutta la saggezza, le metodologie necessarie per poterla attuare. E per prevenzione non intendiamo la diagnosi precoce con cui si fa finta di combattere il cancro quando e' gia' presente. 
Prevenzione biologica naturale significa l’insieme di azioni cliniche mediche, con cui il terreno biologico dell’individuo-paziente viene mantenuto “nei giusti rapporti della perfetta Salute” evitando i presupposti per disfunzioni e malattia.
Noi esperti in Medicina Naturale auspichiamo, per la buona salute degli italiani di oggi e del prossimo futuro, che la metodologia medica naturale diventi presto arma a disposizione dei futuri medici presso le facolta' di Medicina.
Dr. G. Paolo Vanoli – Giornalista, Pubblicista, Consulente in Scienza della Nutrizione e Medicine Biologico Naturali
vedi anche: Diagnostica +
Semeiotica biofisica

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De Agostini Giuridica - LEGGI D'ITALIA - PARTE A (testo vigente)
Aggiornamento alla GU 17/10/2000
310. SANITA' PUBBLICA- R) Servizio sanitario nazionale
D.L. 21 ottobre 1996, n. 536 (1).
Misure per il contenimento della spesa farmaceutica e la rideterminazione del tetto di spesa per l'anno 1996.
(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 22 ottobre 1996, n. 248 e convertito in legge dall'art. 1, L. 23 dicembre 1996, n. 648 (Gazz. Uff. 23 dicembre 1996, n. 300).

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di adottare misure per il contenimento della spesa farmaceutica e la rideterminazione del tetto di spesa farmaceutica dell'anno 1996;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 18 ottobre 1996;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro della sanità, di concerto con i Ministri del tesoro e del bilancio e della programmazione economica e delle finanze;

Emana il seguente decreto-legge:
Art.. 1. La seconda fase dell'adeguamento al prezzo medio europeo dei farmaci rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale, di cui alla delibera CIPE 8 agosto 1996, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 192 del 17 agosto 1996, avrà effetto dal 1° gennaio 1997. Restano valide le disposizioni sulle modalità di applicazione dell'adeguamento al prezzo medio europeo previste al punto 3 della predetta delibera CIPE.

(2).Il comma 11- bis dell’art.2 della legge 28 dicembre 1965,n.549,introdotto dal decreto legge 20 giugno 1996 n.323, convertito, con modificazioni dalla legge 8 agosto 1996 n.425, è sostituito dal seguente:
11- bis. In deroga alle disposizioni del comma 11, per il 1996 e per il 1997 l’onere a carico del servizio sanitario nazionale per l’assistenza farmaceutica può registrare un incremento non superiore al 14 per cento rispetto a quanto previsto dal comma 5 dell’art. 7 della legge 23 dicembre 1994 n.724, fermo restando il mantenimento delle occorrenze finanziarie delle regioni nei limiti degli stanziamenti sudetti.
3. Per le cessioni e le importazioni dei farmaci appartenenti alla classe c) di cui all'articolo 8, comma 10, della L. 24 dicembre 1993, n. 537 (3), l'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto è stabilita, fino al 31 dicembre 1996, nella misura del 10 per cento. Restano immutati i prezzi al pubblico dei medicinali predetti vigenti alla data del 1° ottobre 1996.
4. Qualora non esista valida alternativa terapeutica, sono erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, a partire dal 1° gennaio 1997, i medicinali innovativi la cui commercializzazione è autorizzata in altri Stati ma non sul territorio nazionale, i medicinali non ancora autorizzati ma sottoposti a sperimentazione clinica e i medicinali da impiegare per un'indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata, inseriti in apposito elenco predisposto e periodicamente aggiornato dalla Commissione unica del farmaco conformemente alle procedure ed ai criteri adottati dalla stessa. L'onere derivante dal presente comma, quantificato in lire 30 miliardi per anno, resta a carico del Servizio sanitario nazionale nell'ambito del tetto di spesa programmato per l'assistenza farmaceutica.
5. L'onere a carico del Servizio sanitario nazionale per l'assistenza farmaceutica, previsto per l'anno 1996 dall'articolo 7, comma 5, della L. 23 dicembre 1994, n. 724 (3), è rideterminato in lire 9.103 miliardi.
6. Alla maggiore spesa per l'assistenza farmaceutica per l'anno 1996, pari a lire103 miliardi, si provvede con le maggiori entrate derivanti dalle disposizioni di cui al comma 3.
7. La somma prevista dal comma 6 è ripartita fra le regioni in proporzione alla popolazione residente. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

(2) Sostituisce il comma 11-bis dell'art. 2, L. 28 dicembre 1995, n. 549, riportata alla voce Amministrazione del patrimonio e contabilità generale dello Stato.
(3) Riportata alla voce Amministrazione del patrimonio e contabilità generale dello Stato.
2. 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

Commento NdR: malgrado tutte queste leggi....la spesa pubblica sfora ogni anno sempre di piu' e da sempre.....verso livelli finanziari....enormi...ma tanto cari a Big Pharma...