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CORRUZIONE
FARMACEUTICA
Dalle
industrie farmaceutiche
mazzette a
politici, funzionari e
medici di tutto il mondo ?
- 06 ottobre 2010 - Inchiesta del dipartimento
di giustizia Americano.
USA, New York -
Pagavano governanti,
medici, agenti di commercio.
Pagavano e forse continuano a pagare ancora per
vedersi autorizzare un farmaco, riuscire a fare
approvare una medicina, costringere a scegliere
un prodotto invece di un altro.
Le pratiche
della malasanità, si sa, non sono confinate
negli angusti confini d'Italia.
Ma in Italia
possono avere trovato terreno sicuramente
fertile i boss di
Big
Pharma a cui adesso l'amministrazione degli
Stati Uniti sta finalmente cominciando a
presentare il conto.
La maggior parte
delle
case farmaceutiche è stata fondata a
meta-fine ottocento o primi del novecento.
Inizialmente le nazioni trainanti in questo
settore furono Svizzera, Germania ed Italia.
Nel novecento il concetto di scoperta
scientifica si è fuso con quello di bene di
consumo di massa, per cui la aziende
farmaceutiche hanno imposto un nuovo modo di
fare medicina pratica.
Parlamentari pagati dalle Lobbies
? - Roma Ott. 2013
L'intervista a un assistente di un Senatore che
svelerebbe i traffici illeciti tra parlamentari
e
Lobbies.
Video dell'intervista:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html
I personaggi che
fanno le regole e le leggi sulle vaccinazioni
sono spesso implicati nella
vendita dei vaccini.
Ad esempio, la dr Julie Gerberding, che è stata
alla direzione del
CDC per 8 anni, è oggi presidente
della
Merck Vaccini.
Il dr. Paul Offit, membro dell'Advisory
Committee on Immunization Practice (ACIP),
ha addirittura sviluppato e registrato
all'ufficio brevetti il suo stesso vaccino.
Tratto da "PANORAMA" - 14
Nov. 1993
Un sistema marcio e corrotto di cui Poggiolini era solo il guardaportone spiega Ivan Cavicchi coordinatore del settore
Sanità della Cgil, Qui cè la
complicità dei ministri, De Lorenzo in testa,
ma anche del Consiglio Superiore della Sanità, del luminari del comitato bioetlco, dei
professori foraggiati dallindustria farmaceutica, unintera organizzazione finalizzata a fare soldi sulla pelle dei cittadini .
Le
BUGIE
di
DE LORENZO,
BIANCO,
CIRINO POMICINO, oltre
a vari Politici,
per far
varare l'obbligo alla
Vaccinazione,
per il vaccino per l'epatite B, (chiamato falsamente:
Antiepatite B)
Delle quattro vaccinazioni obbligatorie questa, voluta
da
De Lorenzo che ha ammesso
in Tribunale (dietro denuncia di una associazione
contraria ai vaccini) di aver ricevuto una tangente di
lire 600 milioni = € 300.000 dalla
casa farmaceutica
GSK
(confermata dall'amministratore delegato italiano), De
Lorenzo e' stato condannato ed imprigionato anche per
altri reati, ma la legge sull'obbligo dell'epatiteB e'
rimasta....
(qui i particolari)
Inoltre essa gode
di
molti studi
pubblicati sulla sua pericolosità e nessun
pediatra
serio ha il coraggio di difenderne l'obbligo.
"Nell'anno 2013,
l'ex ministro della sanità Francesco De Lorenzo
(soprannominato all'apice della sua carriera
"Sua Santità ") e' stato nominato presidente
dell'
ECPC che riunisce circa 300 associazioni di
malati di cancro in tutta Europa..
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/13/de-lorenzo-ai-vertici-di-fondazione-insieme-contro-cancro-ed-e-subito-polemica/683741/
Leggete perchè è stato condannato...
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/lorenzo-poggiolini-condannati-cassazione-dovranno-pagare-milioni-testa-allo-stato/204037/
"La sentenza aveva preso le mosse dalle sentenze
penali definitive per i reati di corruzione o
concussione “ascritti ai convenuti – si legge
nella sentenza – che, negli anni 1982-1992,
nelle posizioni rispettivamente rivestite
nell’ambito della pubblica amministrazione,
avevano percepito somme da
numerose case
farmaceutiche, producendo un danno
erariale derivato dalla ingiustificata
lievitazione della complessiva spesa
farmaceutica", non è forse legittimo sospettare
che la
European Cancer Patient Coalition (ECPC)
non sia altro che un fantoccio delle
case farmaceutiche
che cosi ripagano un loro umile servitore, e non
come vogliono farci credere un associazione di
malati di cancro... non tutto è ciò che sembra
signori... e pensare che questi dovrebbero
pensare alla nostra salute, indicarci la retta
via... mi sa che pensano più alla loro di
salute che alla nostra ! "
Tratto da: ilfattoquotidiano.it
Dalla Merck alla
Bristol-Myers Squibb, dalla GlaxoSmithKline all'AstraZeneca
i grandi nomi dell'industria
farmaceutica per una volta ci sono tutti
nell'inchiesta del Dipartimento di giustizia e
della Sec, la Consob americana. Obiettivo:
scoprire se e come le Quattro Sorelle dei
farmaci ungevano i governi di mezzo mondo per
inondare il mercato con i loro prodotti.
L'inchiesta è davvero globale. Tra i paesi sotto
esame ci sarebbero Brasile, Cina, Germania,
Polonia, Russia, perfino Arabia Saudita. E
l'Italia, appunto. I contenuti del blitz
rivelato dal
Wall Street Journal, non sono noti e al
momento non è ancora chiaro a che livello nei
vari paesi si sia spinta la
corruzione.
Ma l'indagine individua almeno quattro tipi di
possibili violazioni. Mazzette ai
medici
dipendenti dal governo per spingerli a comprare
farmaci (NdR:
e
Vaccini).
Pagamento agli agenti di commercio di
"commissioni" da passare a medici dipendenti dai
governi. Mazzette a cliniche e ospedali
per spingere l'acquisto di farmaci particolari.
Mazzette ai politici e alle commissioni
sanitarie per far approvare l'uso dei farmaci.
L'indagine per ora non ha nessun aspetto penale
ma gli investigatori non escludono di aprire
nuovi fascicoli.
Il governo si è mosso sulla base di una legge
del 1977 che vieta alle compagnie quotate in
Borsa negli Usa (ecco quindi l'intervento
congiunto della Sec) di pagare funzionari degli
altri paesi per fare business: è il cosiddetto
Foreign Corrupt Pratices Act. Ma
un'inchiesta potrebbe conseguentemente essere
stata aperta anche nei paesi coinvolti in queste
contrattazioni: e quindi anche in Italia.
Le compagnie sotto accusa hanno ricevuto una
lettera del Dipartimento di Giustizia che chiede
di giustificare i movimenti di denaro. Gli
uomini di
Big Pharma
replicano che stanno già collaborando. Ma è
fuori di dubbio che la mossa rientra nella
battaglia con cui il governo di Barack Obama,
già odiato dalle grandi compagnie per la riforma
sanitaria che cancella decenni di privilegi e
sprechi, ha promesso di fare pulizia di certe
pratiche. Qualche tempo fa un'indagine simile ha
portato alla luce i metodi di corruzione per la
vendita in mezzo mondo di apparecchi medici.
E nello sforzo di moralizzazione i funzionari
Usa minacciano di passare alla denuncia degli
stessi manager invece che delle sole aziende.
L'industria farmaceutica è particolarmente
esposta alla tentazione delle mazzette
internazionali, spiegano gli esperti, perché a
differenza che negli Usa all'estero - come in
Italia - i governi hanno molta più voce in
capitolo nella regolazione dei farmaci.
Il giro d'affari della corruzione, invece, non è
ancora stato quantificato. Ma basta considerare
che il business di
Big Pharma
all'estero è un terzo del suo totale:
più di 103 miliardi di
dollari.
By Angelo Aquaro - Fonte: La Repubblica
vedi:
Corruzione Farmaceutici - 1 PDF +
Corruzione Farmaceutici - 2 PDF
...ed in Italia....?
sembra che non capiti nulla...speriamo in futuro
di vedere qualcosa di concreto per fermare
questi CRIMINALI !
Parlamentari
pagati dalle
Multinazionali: scandalo a Roma
- Maggio 2013 - Roma (I) - vedi anche:
Big Pharma
Deputati e
Senatori della Repubblica sul libro
paga delle grandi multinazionali per avere leggi
favorevoli. E' l'ultimo scandalo che
riguarderebbe la politica italiana, dai contorni
e dai contenuti tutti da definire. Ad
scoperchiare il vaso è stata una trasmissione
delle
Iene.
"Dalle anticipazioni giornalistiche in merito al
servizio delle Iene emerge che, nelle scorse
legislature, deputati e senatori sarebbero stati
pagati da
multinazionali per operare modifiche
favorevoli ai disegni di legge in discussione"
si legge in una nota del presidente del Senato
Pietro Grasso.
"Emerge la denuncia di un comportamento che, se
provato, sarebbe gravissimo. Purtroppo -
aggiunge Grasso - la natura di denuncia, anonima
nella fonte e nei destinatari, rende difficile
procedere all'accertamento della verità".
"Spero quindi che gli autori del servizio e il
cittadino informato di fatti così gravi
provvedano senza indugio a fare una regolare
denuncia alla Procura, in modo da poter
accertare natura e gravità dei fatti contestati.
"Da parte mia - continua Grasso - assicuro che
mi adopererò per fornire agli inquirenti nel più
breve tempo tutte le informazioni che riterranno
utili alle indagini".
"Nell'anno 2013,
l'ex ministro della sanità Francesco De Lorenzo
(soprannominato all'apice della sua carriera
"Sua Santità ") e' stato nominato presidente
dell'
ECPC che riunisce circa 300 associazioni di
malati di cancro in tutta Europa..
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/13/de-lorenzo-ai-vertici-di-fondazione-insieme-contro-cancro-ed-e-subito-polemica/683741/
Leggete perchè è stato condannato...
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/lorenzo-poggiolini-condannati-cassazione-dovranno-pagare-milioni-testa-allo-stato/204037/
"La sentenza aveva preso le mosse dalle sentenze
penali definitive per i reati di corruzione o
concussione “ascritti ai convenuti – si legge
nella sentenza – che, negli anni 1982-1992,
nelle posizioni rispettivamente rivestite
nell’ambito della pubblica amministrazione,
avevano percepito somme da
numerose case
farmaceutiche, producendo un danno
erariale derivato dalla ingiustificata
lievitazione della complessiva spesa
farmaceutica", non è forse legittimo sospettare
che la
European Cancer Patient Coalition (ECPC)
non sia altro che un fantoccio delle
case farmaceutiche
che cosi ripagano un loro umile servitore, e non
come vogliono farci credere un associazione di
malati di cancro... non tutto è ciò che sembra
signori... e pensare che questi dovrebbero
pensare alla nostra salute, indicarci la retta
via... mi sa che pensano più alla loro di
salute che alla nostra ! "
Tratto da: ilfattoquotidiano.it
Parlamentari
pagati dalle Lobbies ? - Roma Ott. 2013
L'intervista a un assistente di un Senatore che
svelerebbe i traffici illeciti tra parlamentari
e
Lobbies.
Video dell'intervista:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html
RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI
che MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA:
RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina,
Richard J.Roberts, denuncia il modo in cui
operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema capitalistico, anteponendo i
benefici economici alla salute e rallentando lo
sviluppo scientifico nella cura delle malattie
perché guarire non è fruttuoso come la
cronicità.
vedi anche:
Conflitto
di Interesse
+
Conflitti di interesse
PDF - 1
+
Conflitti di
interesse PDF
- 2 +
Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii - PDF
+
CDC - 1
+
CDC - 2
+
FDA
+
Conflitti di Interesse,
business farmaci e vaccini
+
Conflitti di
interesse dell'AIFA
vedi anche:
ISS
+
Ministero della salute
+
EMA
+ Consenso Informato
L'F.D.A.
(USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei
CIBI TRANSGENICI
e di molti Farmaci e Vaccini
(vedi la trasmissione Report -Rai3 del
20704/08)
CDC e Conflitti di
interesse
+
Corruzione nella Sanita' italiana = Aifa
Ministero ed Enti informati sui danni
dei Vaccini...stanno zitti...
Conflitto
di Interesse
+
Corruzione dei
Politici Italiani
Leggete QUI come gli "Enti"
internazionali a "tutela della Salute"
(OMS
+
CDC + FDA,
ecc.)
sono chiaramente collusi con l'Industria
Farmaceutica
Parlamentari pagati dalle Lobbies ? -
Roma Ott. 2013
L'intervista a un assistente di un Senatore
che svelerebbe i traffici illeciti tra
parlamentari e
Lobbies.
Video dell'intervista:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html
Informatore dei CDC
CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli
studi della correlazione VACCINO=AUTISMO
CORRUZIONE FARMACEUTICA
-
Conflitti di Interesse
Tre anni di carcere a De Lorenzo Tangenti da
case farmaceutiche
- 30 Ott. 1999
Corruzione: contestata al processo per le
tangenti ricevute da imprenditori farmaceutici
attraverso il centro studi Rimez.
AIFA e
Farmindustria: tutto cambia e
nulla
cambia
«L’Aifa risponde alle esigenze dei politici e
delle
case farmaceutiche,
ed entrambi non hanno alcun interesse affinché
vengano effettuati controlli sui suoi membri, (NdR:
ne’ sui prodotti, come confermato dalla
corrispondenza avuta fra il sottoscritto e
questi “enti a tutela” si… ma dei fatturati di
Big Pharma.), altrimenti le possibilità di
influenza, cioè di far affari, diminuirebbero
drasticamente».
Nonostante la baraonda causata a suo tempo dagli
scandali che travolsero il ministro della Sanità
Francesco De Lorenzo e Duilio
Poggiolini,
direttore generale del Sevizio farmaceutico
nazionale, il sistema non è mai cambiato.
Nell’inchiesta di Torino è coinvolta fra gli
altri la
Segena, una società di consulenza
legale che nel ’92 finì nei guai per aver oliato
con una tangente da 300 milioni le pratiche di
una molecola, il
Muscoril, e che oggi è
accusata
di tre diversi episodi di corruzione di tre
dirigenti dell’Aifa.
Il titolare della Segena che è finito agli
arresti, Matteo Mantovani, è figlio d’arte: fu
suo padre Azio, condannato a due anni, a
rivelare nel corso del processo a De Lorenzo e
Poggiolini i meccanismi delle tangenti, e
ora tocca a lui raccontare a quali nuovi eccessi
si è giunti pur di far approvare un farmaco.
Di padre in figlio e da governo a governo,
nessuno ha davvero intenzione di cambiare le
cose: «Le nomine all’Aifa vengono stabilite dai
potenti di turno, che scelgono fra i propri
candidati: pur essendo tecnici e non politici, i
membri vengono scelti in quota a questo o a quel
partito, e a questo o a quel partito rispondono
col loro operato».
Poggiolini prima, Nello
Martini poi: sono passati più di quindici anni e
i reati sono identici, segno che le cattive
abitudini sono dure a morire: «Ma se continui ad
affidare le chiavi della cassaforte ai ladri i
casi sono due: o non sai scegliere i tuoi
collaboratori oppure c’è il caso che i furti non
ti infastidiscano».
Aulin:
Di verifiche e studi per appurarne la reale
pericolosità non se ne parla, solo un attento
monitoraggio. Come mai ?
La risposta è in un filmato di due minuti girato
da un regista con le stellette e finito sui
tavoli della procura di Torino, in cui un
mediatore passa una mazzetta a Pasqualino Rossi,
vicedirettore dell’Aifa e – guarda caso –
rappresentante italiano all’Emea CHMP, per
lasciare tranquillo l’Aulin. «Ai tempi d’oro, il
fatturato dell’Aulin arrivava a 40 milioni di
euro, il che significa circa 35 milioni di
margine in tasca alla Roche, perché i costi di
produzione sono bassi e la ricerca è stata fatta
da altri».
Cosa tutela dunque l’Aifa: la salute
pubblica od il giro d’affari privato ?
Nel sistema italiano del farmaco
la corruzione infatti è strutturale: solo da noi
è considerata necessaria una figura, quella del
procuratore, inesistente negli altri Paesi. «I
procuratori sono individui dal dubbio contenuto
professionale che bazzicano i palazzi romani,
sfruttando e tessendo relazioni con chi si
occupa della valutazione dei dossier, ed
elargendo tutti i favori necessari affinché le
case farmaceutiche ottengano la registrazione
dei loro principi attivi, i prezzi migliori per
i loro medicinali, e così via».
Nell’inchiesta di Guariniello di queste figure
ne sono finite diverse, come il già citato
Mantovani; Giliola Sironi – presidente della
costituente lombarda del Pd – che annovera fra i
propri clienti Named e Molteni; Sante Di Renzo –
chimico, editore e procuratore – che descrive
candidamente la sua attività dalle pagine del
sito internet: “Siamo la longa manus delle
imprese farmaceutiche a Roma”.
Aggiunge la nostra fonte:
"L’azienda farmaceutica italiana vive da 40 anni
su questo sistema e non sono bastati gli
scandali a cambiare le cose. Da noi le società
del settore, di dimensioni a volte
rilevantissime, sono ancora oggi padronali e con
una vocazione alla ricerca pressoché nulla.
La
Carlo Erba era l’unica azienda farmaceutica in
grado di competere con i colossi americani
quotati in borsa, ed è stata venduta.
È stato
deciso, a livello strategico, di lasciare il
campo aperto ai predoni, a scapito di
innovazione e competitività, con il risultato
che le molecole italiane registrate nel mondo
sono solo 4: per dare un’idea delle proporzioni,
quelle francesi sono circa 500 e quelle
americane intorno a 3.000".
I fatturati delle aziende nostrane, oltre che
sul co-marketing, sono costruiti
sull’ampliamento della gamma commerciale,
giocando, per esempio, sul ciclo di vita dei
prodotti e sulle line extention (alle gocce si
aggiungono le capsule, e alle capsule le
compresse), oppure differenziando i dosaggi per
spuntare prezzi migliori. Ma questa situazione è
insostenibile nel lungo periodo, e infatti
l’industria farmaceutica italiana sta morendo.
Tratto da: rivistapaginauno.it
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Tangenti, a giudizio 8 funzionari Aifa e 8
impresari del
settore farmaceutico
- 06/11/2010
Accusati di corruzione e rivelazione di segreti
d'ufficio: in un video il passaggio delle
mazzette nascoste in un giornale.
By Alberto Gaino
ROMA (I) - Corruzione e
rivelazione di segreti d’ufficio: un gup romano,
Massimo Battistini, ha rinviato a giudizio 8
funzionari dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa)
e 8 imprenditori del settore. L’inchiesta venne
avviata a Torino dall’allora procuratore
aggiunto Raffaele Guariniello e dai pm Sara
Panelli e Gianfranco Colace: furono i legali di
alcuni indagati a richiedere che fosse la
Procura di Roma a doversene occupare per
competenza, e così è stato.
Con gli atti dell’inchiesta è stato inviato
nella Capitale anche un video girato dai
carabinieri nel 2008: la telecamera mette a
fuoco il cancello in ferro di un condominio alla
periferia di Roma. Vi si scorge un signore in
completo grigio che stringe la mano ad un altro
uomo, in maglione, che evidentemente è appena
sceso di casa. I due conversano brevemente, poi
il primo passa all’altro la copia ripiegata di
un giornale. Stretta di mano, il signore in
grigio esce di scena e l’altro, un gran sorriso
sulle labbra, scende in strada, la attraversa e
si allontana verso un giardino, tenendosi
stretto sotto il braccio il giornale piegato.
Il signore in completo grigio era l’imprenditore
Riccardo Braglia, titolare dell’azienda
farmaceutica svizzera Hellsinn, quello in
maglione era il dottor Pasqualino Rossi,
rappresentante italiano all’Emea (l’agenzia
europea del farmaco) sino allo scandalo
provocato dal suo arresto: nel giornale piegato
l’industriale aveva riposto una busta con la
mazzetta; intascatala, Rossi si è diretto in
banca a versare il denaro. I carabinieri l’hanno
filmato sino allo sportello e appurato che il
suo conto era in rosso prima del versamento
videoripreso.
Il filmato rappresenta la chicca nella
voluminosa documentazione raccolta dai pm prima
a Torino e in seguito a Roma: è depositato in
cancelleria con tutti gli altri atti
dell’inchiesta a disposizione dei legali degli
imputati in vista dell’udienza preliminare
(ormai conclusa) e del futuro processo.
Tratto da: la stampa.it
E’ ancora bufera sull’agenzia
dei farmaci (AIFA).
Si apre una nuova strada di indagine
nell’inchiesta che ha coinvolto corruzioni e
procedimenti illegali all’interno dell’Aifa.
Ora si tratta di disastro colposo per la messa
in commercio di farmaci non perfetti. Ventidue
medicine in commercio, infatti, sono sospettate
di essere dannose per la salute dell'uomo. Sotto
inchiesta un antinfiammatorio che, che,
nonostante potesse provocare danni al fegato non
è stato sospeso dal commercio; un anestetico
locale che, secondo gli accertamenti, presenta
un difetto a causa del quale due fiale diverse
non sono distinguibili tra loro, con evidenti
conseguenze per la salute pubblica; e poi
psicofarmaci, antibiotici, diuretici,
antipertensivi, antiasmatici a base di principi
attivi che, scaduti i canonici dieci anni del
brevetto, dovevano essere nuovamente
sperimentati secondo le normali procedure che,
invece, sono state ignorate.
Tutto ha avuto inizio nell’estate
del 2005 e le vicende penali sono ancora in
ballo. I primi provvedimenti hanno riguardato
l’esecuzione di otto delle venti ordinanze di
custodia chieste dal procuratore aggiunto
Raffaele Guariniello, i primi arresti da lui
firmati in quarant'anni di carriera: due i
corrotti, alti dirigenti dell'Agenzia per i
farmaci; sei i corruttori, dipendenti di case
farmaceutiche o di agenzie di intermediazione.
Tutto perché a seguito di indagini dei Nas di
Torino, sono emerse ombre sulle procedure di
lavoro dell’Aifa, l'Agenzia italiana per il
farmaco, sulle modalità di come classifica e
cataloga i medicinali da immettere sul mercato.
La sperimentazione di due prodotti
bio-equivalenti, i corrispondenti generici di un
composto griffato, non convincevano.
Omologazioni di farmaci, fasce di prezzi,
sperimentazioni: stando alle indagini dei Nas,
tutto sarebbe avvenuto al di fuori delle regole.
E i rapporti, i contatti, le mazzette allungate
avrebbero garantito un risultato sicuro.
L'Aifa, per la procura, andava chiusa. Il gip
Recchione, invece, ha centellinato gli arresti
perché seppur è certa l'agevolazione garantita
dai funzionari alle case farmaceutiche, manca la
prova del pagamento del denaro.
Una speciale commissione d'inchiesta composta da
tre saggi istituita dal sottosegretario alla
salute Ferruccio Fazio affincherà i magistrati
piemontesi nell'inchiesta.
Tratto da: notizievideoblog.it
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BAYER: corruzione di medici assieme ad altre
farmaceutiche - 14 Mag. 2009
I principali membri del consiglio
di amministrazione della Bayer (vedi sopra)
hanno guadagnato nel 2008 quasi dieci milioni di
euro ognuno. Il presidente è anche
amministratore in Deutsche Bank, E.ON, della
confederazione dell’industria chimica tedesca,
tra le altre cariche: eh già, il conflitto
d’interessi non è un male tipicamente italico.
Guardate queste brutte facce, e fate il nesso
tra esse e le azioni nefaste che un ente come
la Bayer – e non solo – provoca quotidianamente
nel mondo; le altre facce, quelle dei loro
padroni – i proprietari della Bayer per
intenderci – possiamo solamente immaginarcele,
visto che si nascondono, occultano le tracce
del loro bottino ottenuto con il nostro sangue –
in totale
conflitto d’interessi, insider
trading, evasioni fiscali, strumenti finanziari,
atti di corruzione di legislatori tramite gruppi
di pressione mascherati, cartelli, acquisizioni
con l’aiuto di banche compiacenti, e violazione
totale della concorrenza – in un settore in cui
giocare con la nostra salute diventa un vero e
proprio gioco d’azzardo… truccato. E cucito
sulla nostra pelle.
By Nicoletta Forcheri - Fonte: cbgnetwork.org
12 maggio 2009
Oggi: Assemblea degli azionisti Bayer a
Duesseldorf
Corruzione sui farmaci: ex dipendente parlerà al
Consiglio di Amministrazione della Bayer
Alfredo Pequito un Portoghese, ex
dipendente del gigante farmaceutico tedesco
Bayer, parlerà oggi durante l’assemblea annuale
degli azionisti della Bayer, che si terrà a
Duesseldorf in Germania.
Nel 1997, Pequito informò
l’opinione pubblica del fatto che in Portogallo
le compagnie farmaceutiche stavano corrompendo
migliaia di medici perché prescrivessero i loro
prodotti. Pequito raccolse i nomi di quasi 2500
medici portoghesi indotti, con doni tra cui
figuravano soldi e buoni di viaggio, a
prescrivere medicinali della Bayer. La Bayer, in
Portogallo, ha anche condotto esperimenti medici
al di fuori delle regole etiche. Alcune delle
persone utilizzate per i test sono morte.
“Non appena iniziai a lavorare
per la Bayer, venni informato che avevo a
disposizione una grande quantità di soldi che
doveva servire a sostenere e aiutare i medici
nella loro attività. Questi soldi erano
disponibili in ogni momento su richiesta.
L’Ispezione Generale di Sanità, ha in seguito
verificato che, per esempio, nel 1997 la Bayer
Portugal ha speso tra il 5 e il 10% dei suoi
profitti in questo tipo di attività. E oggi
girano ancora più soldi, che includono pagamenti
in denaro o regali di alto valore a seconda del
servizio reso.” dice Alfredo Pequito, che
chiederà anche al Consiglio di rendere noti i
risultati di tutti gli studi clinici condotti in
Portogallo. “Cosa spinge questa Compagnia a
“comprare” le prescrizioni dei medici? Forse la
Bayer non ha fiducia nella bontà dei suoi
prodotti? Spero che il Consiglio di
Amministrazione della Bayer abbia il coraggio e
la signorilità di rispondere a tutte queste
domande.”
Pequito è presente all’assemblea
della Bayer su invito della Coalizione contro i
pericoli derivanti dalla Bayer (CBG), un network
internazionale con sede in Germania, che da
trenta anni sta monitorando le attività della
Bayer.
By Alfredo Pequito è disponibile per interviste:
Tel: 00351 918544611
begin_of_the_skype_highlighting-
pequito.alfredo@gmail.com
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Menarini farmaceutici, inchiesta chiusa con
15 indagati - 12 Nov. 2011
Quasi un miliardo la truffa ai danni dello Stato
che ipotizza il PM di Firenze a carico della
Menarini farmaceutici, oltre agli altri capi
d'accusa.
a cupidigia di pochi a scapito dell'onestà di
molti non fa quasi più notizia.
La corruzione non è più un 'fenomeno' di cui
meravigliarsi.
E così in questi giorni di assoluto pericolo per
il Paese intero passa pressoché inosservata la
chiusura delle indagini sulla farmaceutica
italiana Menarini.
E dire che qualche sorpresina la tiene in serbo.
Oddio a pensarci bene è ormai una 'consuetudine'
trovare implicati politici di alto rango.
Stavolta insieme al patron dell'azienda Aleotti
e ai figli, risulta indagato anche il senatore
Cursi, del Popolo delle Libertà, Presidente
della X Commissione Permanente del Senato,
Industria, Commercio, Turismo.
Già ! Sarebbe anomalo sedersi di questi tempi in
Parlamento sprovvisti di almeno una sottile
sottile fedina penale senza, per carità, fare di
tutta un erba un fascio naturalmente, ma
l'onestà resta sempre nelle retrovie e non gode
di luce propria.
Dunque il nostro senatore, accusato di
corruzione dai pm fiorentini, secondo la
ricostruzione dei magistrati e dei carabinieri
del Nas di Firenze, si sarebbe adoperato dietro
pressione dei vertici della Menarini per far
approvare in Parlamento norme a tutela dei
farmaci brevettati a scapito dei generici.
Cursi avrebbe anche tenuto informati gli Aleotti
sugli sviluppi dell'iter legislativo,
interloquendo anche con uffici ministeriali ed
intervenendo nell'interesse degli Aleotti presso
il sottosegretario alla presidenza del Consiglio
Gianni Letta, quest'ultimo direttamente
contattato dagli stessi Aleotti tramite la
defunta Maria Girani Angiolillo.
Per i pm di Firenze ammonta a 860 milioni il
danno al Sistema Sanitario Nazionale provocato
dal 1984 a oggi da Alberto Aleotti.
Fra le accuse, tanto per non farsi mancare
nulla:
truffa ai danni dello Stato, riciclaggio,
evasione fiscale, corruzione, ricilaggio di
denaro.
Secondo gli investigatori dei carabinieri del
Nas di Firenze e della Guardia di Finanza, una
parte sarebbero i 575 milioni "provenienti dal
delitto di truffa continuata" di cui è accusato
Aleotti padre, e un'altra parte sarebbero "circa
600 milioni provenienti da reiterati delitti di
frode fiscale".
Le somme sarebbero poi state trasferite
"utilizzando 900 conti correnti (ovvero
sottoconti) bancari aperti in paesi esteri e
riferibili a circa 130 società (la gran parte
delle quali di diritto panamense)".
Qualcosa di nuovo all'orizzonte rispetto ad
accuse già sentite e reiterate dai vari
'furbetti' del quartierino e company ? Direi
proprio di no.
Riguardo al prezzo dei farmaci, secondo
l'accusa, la Menarini acquistava i principi
attivi dalle grandi multinazionali attraverso
delle società estere fittizie che, grazie a una
serie di sovrafatturazioni, facevano aumentare i
prezzi.
Questo faceva sì che il Comitato
interministeriale incaricato di stabilire il
costo dei farmaci, stabilisse "un prezzo di
vendita più alto rispetto a quello che sarebbe
stato determinato se fosse stato dichiarato il
costo effettivo di tali principi attivi, prezzo
che poi il Sistema Sanitario Nazionale,
nell'ambito del rapporto di convenzione con i
farmacisti, provvedeva a rimborsare".
L'ultima parola ai tribunali.
Tratto da: ilserpentedigaleno.blogosfere.it
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Il caso
Poggiolini e gli effetti sull'industria
farmaceutica italiana – 14/08/2013
Trovato baule con
28 milioni di euro di proprieta’ di D.
Poggiolini
È di questi giorni
la notizia del ritrovamento presso la Banca
d'Italia di un baule contenente un Tesoro del
valore di 26 milioni di euro di proprietà di
Duilio Poggiolini, che in tanti ricorderanno
come il deus ex machina dello scandalo sui
farmaci, in quanto direttore del servizio
farmaceutico del Ministero della Salute e
responsabile, in accordo col ministro, della
fissazione del prezzo dei farmaci.
Per dare un'idea delle dimensioni
del fatturato prodotto da questa attività di
corruzione, basti ricordare che, a seguito dello
scandalo, in un solo anno il giro d'affari della
farmaceutica pubblica (quella acquistata dallo
Stato) diminuì del 35%, ovvero oltre 4.500
miliardi di lire dell'epoca !
Ovviamente,
Poggiolini e
De
Lorenzo (ministro della Salute dell'epoca) erano
solo la punta di un iceberg di una vasta rete di
corruzione e malasanità che riguardava un
nutrito gruppo di persone, composto da medici,
proprietari, manager e dipendenti di aziende
farmaceutiche, direttori di Asl, professori
universitari e consulenti di vario tipo.
Insomma, un
ampio spaccato di società civile italiana che
per oltre un decennio ha munto una mucca che
sembrava fornire latte all'infinito, senza fare
troppi sforzi. Lo scandalo Poggiolini si inserì
poi nel più ampio fenomeno di tangentopoli, e fu
archiviato come un caso di corruzione e
malasanità, uno dei tanti della storia di questi
Paese. Ancora oggi, quando se ne parla, il focus
è sullo sperpero dei soldi e sulle morti causate
dagli emoderivati infetti.
Eppure, a mio
avviso, il vero danno creato da quella
inopportuna e scellerata gestione va ritrovato
nell'aver minato dalle fondamenta le capacità di
innovazione dell'industria farmaceutica italiana
in un momento in cui nel resto del mondo il
settore cambiava pelle e nuove sfide si ponevano.
Se per oltre 10 anni il profitto lo si era fatto
semplicemente portando "mazzette" a chi deve
autorizzare il rimborso di un farmaco o decidere
del suo prezzo, a che serve investire in ricerca
e sviluppo ?
Qualcuno forse ricorderà il caso
Fidia, il cui fatturato era quasi interamente
basato su un principio attivo (i gangliosidi),
che successivamente allo scandalo la
Commissione Unica del Farmaco definì al meglio
"acqua fresca".
Ma la Fidia non era l'unico caso.
Tra i primi venti farmaci venduti, sei non
avevano un'adeguata documentazione che provasse
il loro ruolo terapeutico: gangliosidi,
carnitina e acetilcarnitina, timopentina,
citicolina, timostimolina, ubidecarenone.
Da
soli questi sei principi attivi superavano i 2
mila miliardi di lire: circa un
sesto del totale della spesa farmaceutica in
Italia.
I vari sistemi di determinazione
dei prezzi che si sono succeduti fino alla metà
degli anni 90 in Italia non hanno certo aiutato
il sistema farmaceutico in un contesto di lungo
periodo. Il sistema di corruzione che si era
determinato intorno a questo meccanismo ha
generato danni incalcolabili per il sistema
farmaceutico italiano. A parte il costo
puramente finanziario che la collettività ha
dovuto subire dovendo acquistare per anni
medicinali a prezzi gonfiati, il vero costo è
stato quello di aver abituato un sistema
farmaceutico italiano a fare profitti in modo
sbagliato, distruggendo così molte delle "competences"
relative all'attività di ricerca e sviluppo che
erano state accumulate negli anni.
Quest'ultimo aspetto è tanto più
grave se si considera che chi ha veramente perso
sono solo le imprese italiane, mentre le imprese
estere hanno regolarmente continuato a fare
ricerca in quanto impegnate su mercati globali
molto più competitivi. Per le imprese estere, il
mercato italiano degli anni '80 ha quindi
rappresentato un mercato "facile", dove si
potevano aumentare i profitti semplicemente
aumentando il prezzo dei farmaci che erano poi
spesso reinvestiti nelle attività di ricerca e
sviluppo a livello globale.
Al contrario, per le imprese
italiane i profitti facili hanno funzionato da
anestetico per la ricerca farmaceutica,
spingendo il settore verso una forma di suicidio
assistito e, in ogni caso, di subalternità.
Senza dubbio è questo il costo maggiore che
stiamo pagando a seguito della gestione
Poggiolini: una colpa che va imputata, in modo
pressoché uguale, agli imprenditori farmaceutici
italiani e allo Stato.
Sebbene a partire dal 1996 si
fossero in parte ristabilite le condizioni per
un corretto dialogo tra Stato ed industria, la
contemporanea mancanza di una seria politica
industriale per lo sviluppo di lungo periodo del
settore farmaceutico e la decisione di aderire
alla Moneta Unica hanno fatto si che lo sviluppo
del settore farmaceutico venisse fatto dipendere
dalle sorti della politica fiscale. Aver
rinunciato dopo il 1996 a distinguere quanto nel
settore farmaceutico fosse di competenza della
politica sanitaria e quanto della politica
industriale è stato un secondo errore che non ha
fatto altro che aumentare i problemi e rendere
quel che rimaneva del sistema della ricerca
ancora più vulnerabile.
Infatti, nel momento in cui in
Italia si scommetteva sulla possibilità di
entrare a far parte della moneta unica e
l'industria farmaceutica raccoglieva i pezzi del
dopo
Poggiolini, a livello mondiale le imprese
farmaceutiche affrontavano le due grandi sfide
della globalizzazione e delle biotecnologie.
Nessuno (politici e imprenditori) in Italia ha
cercato in quegli anni di valorizzare quando di
buono c'era ancora in giro (chi ricorda ancora
il caso del centro di ricerche di Nerviano ?).
Questo emblematico esempio mostra
come i danni della mala gestione e della
corruzione possono generare effetti di lungo
periodo notevolmente più importanti di quelli di
breve periodo. Nel caso del settore
farmaceutico, abbiamo speso più di quanto era
necessario ma il vero danno, di lungo periodo, è
stato la distruzione di competenze per le quali
eravamo riconosciuti leader a livello mondiale.
Oggi, a distanza di circa venti anni da quei
fatti, ci chiediamo perché non si fa più ricerca
in Italia e perché i nostri giovani migliori
vanno all'estero. Spesso, la risposta la si
trova negli errori compiuti in passato.
Tratto da: huffingtonpost.it
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Italia Sanità: un sistema in conflitto
d'interessi - Tangenti e lobbismo gonfiano la
spesa
Dalle mazzette dei tempi di Mani Pulite ai
metodi molto più sofisticati dei giorni nostri.
Diverse inchieste hanno portato alla luce un
intreccio malato tra ricerca, produzione di
farmaci e attrezzature ed esercizio della
professione medica. Un costo di 10 miliardi per
la collettività. Mancano le norme, la volontà di
applicarle ed i controlli.
Continua QUI:
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2013/01/28/news/conflitto_interessi_sanit_apertura_foto-51465867/
Anche lo ISS ha scritto qualcosa in merito:
http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
e qui un documentario che illustra la corruzione
farmaceutica
http://www.adnkronos.com/IGN/Mediacenter/Video_News/Antonio-Morabito-nel-mio-film---denuncia-la-corruzione-nel-mondo-farmaceutico_32848722276.html
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E’ corrotto il medico che prescrive solo
farmaci sui quali incassa una percentuale -
17 Gen. 2012
Lo stabilisce la Corte di Cassazione: scatta il
reato di corruzione per il medico convenzionato
Asl che prescrive solo farmaci sui quali i
rappresentanti farmaceutici gli garantiscono una
percentuale
Era nell’aria da qualche tempo,
il sospetto che alcuni medici convenzionati con
la Asl fossero propensi a prescrivere
determinati farmaci piuttosto che altri perché
“incentivati economicamente” dai
rappresentanti farmaceutici.
Adesso il sospetto diventa certezza, e la Corte
di Cassazione gli dà pure un nome: corruzione !
Ergo, il medico convenzionato con la Asl che
prescrive i farmaci segnalati dai rappresentanti
farmaceutici dietro compenso di denaro, risponde
del delitto di corruzione.
E’ quanto si legge nella
sentenza numero 1207, pubblicata dalla sesta
sezione penale il 16 gennaio 2012.
Il reato è stato inquadrato nella fattispecie di
corruzione in atti d’ufficio.
Il collegio difensivo dei sanitari sosteneva
invece che si fosse in presenza della più lieve
fattispecie contravvenzionale di cui articolo
123 del d.lgs 219/2006, ovvero “Concessione
o promessa di premi o vantaggi pecuniari o in
natura”.
“La condotta presa in esame dalla citata
disposizione – si legge in sentenza – deve
ritenersi “prodromica” rispetto a quella,
denominata di “comparaggio” di cui agli articoli
170-172 Rd 27 luglio 1934, n. 1265 (e successive
modificazioni), dato che in questa è contenuto
l’ulteriore elemento dello scopo dell’agente di
agevolare la diffusione di specialità
medicinali; sicché, come bene è stato messo in
rilievo in dottrina, il rapporto tra le due
fattispecie si configura secondo lo schema del
cosiddetto reato necessariamente progressivo,
che rende applicabile solo la fattispecie più
ampia”.
La Corte di appello di
Firenze aveva ravvisato il delitto di corruzione
impropria, ma aveva aderito alla tesi secondo
cui la fattispecie di “comparaggio” di cui all’articolo
170 del testo unico delle leggi sanitarie
prevede che «se il fatto violi pure altre
disposizioni di legge, si applicano le relative
sanzioni secondo le norme sul concorso dei
reati» sicché risultavano applicabili entrambi
le fattispecie penali poiché la stessa condotta
era inquadrabile anche in quella di altra
fattispecie incriminatrice (nel caso, in quella
della corruzione), in deroga ai principi che
regolano il concorso di norme, e in particolare
il principio di specialità. Risultava comunque
configurabile, nella specie, il reato di
corruzione, data la qualità soggettiva di
pubblico ufficiale rivestita dai medici, in
quanto inseriti nel sistema sanitario nazionale,
che costituisce elemento specializzante, sotto
il profilo della qualità dell’agente, rispetto
al reato di “comparaggio”, che ha come
destinatari indifferenziatamente quanti
esercitino una professione sanitaria. Tuttavia
il reato contestato ai medici che intascavano
due-tre mila delle vecchie lire per ogni
prescrizione del farmaco “segnalato” risultava
ormai prescritto.
La sesta sezione penale
della Suprema corte ha dunque annullato la
sentenza impugnata e rinviato al giudice civile
competente per valore in grado di appello, a
norma dell’articolo 622 Cpp, in quanto la
decisione del giudice del merito mostrava
carenze sia sul piano della conferma della
responsabilità civile che su quello della
individuazione del danno conseguente alle
condotte contestate.
Il giudice civile competente
dovrà adesso esaminate le censure degli imputati
in punto di responsabilità per le condotte loro
addebitate e dovrà anche, con l’accertamento
della responsabilità civile, affrontare il punto
relativo alla quantificazione dell’eventuale
danno ex art. 185 Cp, tenuto conto della
derubricazione operata dalla Corte di appello
della originaria imputazione, che esclude la
contrarietà ai doveri di ufficio delle
rispettive condotte.
Qui il testo integrale della sentenza 1207/2012
della Corte di Cassazione
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CORRUZIONE FARMACEUTICA,
INFORMATORI PENTITI, ANIME BELLE e "MANIFESTO
ETICO"
Spettabile Redazione,
mi riferisco all' articolo " Ricchi premi e
cotillon alla lotteria della salute" su "
Panorama " dell' 1 maggio scorso 2013,
certamente non per confutarlo, semmai per
confermare ed aggravare quanto vi è scritto, ma
per completare il quadro della situazione che
anche dalle confessioni dell' "Informatore
pentito" non appare del tutto completo.
Esistenza di norme di legge
inequivocabili.
Intanto, per prima cosa, occorre dichiarare che
il termine " Informatore pentito" non è
realistico perché gli informatori hanno ben poco
di cui pentirsi. Essi sono i passivi ed
intimoriti esecutori di decisioni prese dalle
Direzioni Marketing o Direzioni Vendite
illegalmente poste ai vertici delle
Organizzazioni esterne delle aziende
farmaceutiche.
Si tratta di decisioni illegali perché la Legge
di riferimento ( Decreto Legislativo 30/12/1992
n. 541 ) stabilisce che gli Informatori
Scientifici, (da ora ISf), dipendano dal
"Responsabile del Servizio Scientifico". Questa
norma non è campata per aria, ma discende
direttamente dalle normative che regolamentano,
da sempre, l' attività sanitaria in tutto il
mondo.
Tali normative stabiliscono che il medico
prescriva la terapia nell' esclusivo interesse
del paziente e secondo " scienza e coscienza".
Di conseguenza, qualsiasi pressione di carattere
commerciale è illegittime e costituisce reato.
Come costituisce reato l' evidente elusione
degli articoli 9, comma 6, e 14 del D.Lgs 541 /
92 citato. L' ISf è tenuto ad informare il
medico e non a fare propaganda ai prodotti dell'
azienda da cui dipende, mentre le Imprese
farmaceutiche chiedono all' ISf soltanto il
fatturato e valutano ogni ISf sulla base del
fatturato ottenuto nella sua zona. Ciò contrasta
anche con il Decreto del Ministero della sanità
del 23 giugno 1981, secondo cui l' informazione
scientifica sui farmaci è finalizzata al
contenimento del loro consumo. Norma del tutto
logica, etica, mai attuata per colpa del
Ministero stesso.
L' organo responsabile dei controlli infatti, il
Ministero della sanità, non ha mai indagato
sulla sua effettiva applicazione, malgrado le
innumerevoli denuncie ad esso pervenute ed
inviate dalle Associazioni sindacali degli ISf
che si attenevano, denunciando il malcostume, a
disposizioni di legge finora mai revocate. [ Gli
Informatori Scientifici sono tenuti a
collaborare con il Ministero della sanità, anche
con suggerimenti e indicazioni, al fine di
assicurare il corretto ed ottimale svolgimento
dell' attività di informazione sui farmaci. (
D.M. 23 / 06 / 1981 art. 10 ) ]
Lungo sarebbe l' elenco delle inadempienze più o
meno consapevoli degli Organi di controllo, che
pure dovrebbero vigilare nell' interesse dei
cittadini. Perché pochi reati sono più gravi e
forieri di conseguenze deleterie quanto una
informazione scientifica sui medicinali falsa e
finalizzata alla propaganda più grossolana, come
quella che si basa sulle regalie o sulla
corruzione più brutale. In particolare nel
nostro paese nel quale fino a pochi anni orsono
non era obbligatorio l' aggiornamento medico, (
ed ancora a tutt' oggi le cose non sono di fatto
migliorate ), gli abbonamenti a riviste
scientifiche indipendenti sono state sempre
molto rare e di conseguenza è stata molto facile
la mistificazione scientifica prodotta dalle
Aziende farmaceutiche.
Oggi possiamo contare su un indubbio
miglioramento del Bollettino di Informazione sui
farmaci distribuito dal Ministero della salute,
ma nessuno può garantire che questo strumento di
informazione sia letto. Anzi, ci risulta il
contrario.
In conclusione: non c' è soltanto una logica ed
un' etica che devono governare l' utilizzazione
dei medicinali, specie in un sistema di
somministrazione gratuita a carico della
Collettività, ma ci sono anche Norme di legge
quanto mai dettagliate che non lascerebbero
scampo ai delinquenti se gli organi di controllo
svolgessero la loro funzione.
Gli Informatori Scientifici hanno
sollecitato per primi le Leggi in favore della
Collettività ed a tutt' oggi ne sono gli unici
difensori oltre ad essere promotori di altre
Leggi.
Il Ministro della salute ha escluso gli
Informatori scientifici dalla firma del
"Manifesto Etico" e dal tavolo permanente di
confronto con le altre categorie professionali
interessare: distributori intermedi, farmacisti,
medici.
Ciò costituisce una grave negazione della
professionalità degli ISf, che a parole si
intende sostenere col Manifesto Etico stesso e
con la dichiarata intenzione di voler approvare
in Parlamento la Legge istitutiva dell' albo
della categoria. In ogni caso, la
professionalità dell' ISf è un fatto compiuto
per la presenza di Leggi italiane ed europee che
ne delimitano l' impiego, e ciò equivale di
fatto ad un Codice Deontologico pubblico,
strettamente collegato con la socializazione
dell' informazione. Anche l' esclusione di altre
professionalità riconosciute che rientrano
comunque nella problematica in quanto Ordini cui
sono iscritti molti ISf, come i Biologi,
Chimici, Veterinari, dimostra che non si vuole
fare sul serio.
Ben diversa fu l' intenzione della nostra
Associazione Sindacale di Categoria quando, nel
1997, propose un protocollo di intesa per la
costituzione della "Consulta Paritetica sul
farmaco e l' assistenza farmaceutica".
Attorno a questo tavolo permanente avrebbero
dovuto sedere tutte le Organizzazioni
effettivamente interessate alla libera e
corretta circolazione dei medicinali, dal
Ministero alla Società Civile rappresentata
dalle associazioni di Consumatori ed Utenti e da
quelle di malati di particolari patologie; dagli
Ordini professionali ai Collegi di infermieri e
Ostetriche, Associazioni di altre categorie di
operatori della salute ancora senza ordinamento
professionale, agli Informatori Scientifici;
dalla Farmindustria ai Sindacati ed al
Volontariato.
Questa iniziativa fu esplicitamente lasciata
cadere così come a suo tempo il noto Duilio
Poggiolini, allora Direttore generale del
Dipartimento farmaceutico del Ministero della
sanità fece decadere la Commissione ministeriale
che, sulla base della Legge 833 / 78 istitutiva
del S.S.N. avrebbe dovuto essere rappresentativa
delle categorie professionali interessate, ISf
compresi, nel controllare l' attività di
informazione scientifica sui farmaci e dare
impulso alla circolazione di informazioni non
solo di interesse farmaceutico anche attraverso
corsi di aggiornamento.
"Il Ministero della
sanità avrà cura di promuovere, organizzare,
sopraintendere e sorvegliare iniziative
finalizzate all' aggiornamento ed arricchimento
professionale degli ISf, che possono essere
svolte anche dalle regioni" (D.M. 23 / 06 /
1981, art. 6 comma 7).
Il D.M. 23/06/81, che aveva visto per la stesura
anche la partecipazione degli ISf, si proponeva
infatti tra gli altri lo scopo di istruire
periodicamente gli Informatori in parallelo ed
al di fuori e dagli stereotipi di tipo
commerciale propri delle Case farmaceutiche, col
proposito di rendere la professione
effettivamente utile per l' aggiornamento degli
operatori sanitari favorendo la diffusione di
informazioni corrette.
Queste ed altre iniziative legislative, come l'
elaborazione della Direttiva 92 / 28 C.E.E.,
divenuta il D.Lgs 30 / 12 / 1992 n. 541, hanno
visto sempre la partecipazione attiva delle
Associazioni rappresentative degli ISf che si
sono battute nell' esclusivo interesse della
Collettività. Questo è anche il fine ultimo
della lotta parlamentare per l' ottenimento
dell' Riconoscimento Giuridico e dell'
Ordinamento Professionale (Albo), iniziatasi
nel lontano 1953 e sempre combattuta contro
forze economiche ben poco propense a favorire l'
interesse collettivo.
Uno dei primissimi
promotori dell' Albo professionale, il dottor
Manlio Spadoni, ha continuato la sua lotta fino
a tarda età, con la pubblicazione di un testo
ormai classico: "
Pericoli da farmaci" e con l'
invio mensile, protratto per anni, di lettere
circolari ai quotidiani ed ai settimanali di
commento e critica alle iniziative
propagandistiche delle Industrie del farmaco.
Queste denuncie sono state frequentemente
pubblicate dai Media e sono state anche raccolte
in volumi che si pregiavano della prefazione
entusiastica di illustri maestri della
farmacologia universitaria.
A fronte di queste denuncie dettagliate il
Ministero della sanità non è mai intervenuto.
Anche lo scrivente ha svolto attività di
denuncia per circa un decennio sul periodico decadale "La Coscienza del Medico", giunto
alla diffusione di 55.000 copie, con la medesima
audience presso il Ministero.
La stessa
denominazione di "Informatore Scientifico" è
nata nei nostri ambienti con lo scopo di
imprimere un' immagine consona al ruolo previsto
dalla Legge. Precedentemente, il termine più in
uso era quello di "propagandista".
Per le
stesse validissime ragioni oggi noi promuoviamo
il termine " farmacologista".
Inutile
sottolineare che anche questa semplice proposta
vede più elementi contrari che favorevoli.
Tutto resterà immutato se non si
agisce sull' informazione.
L' attuale situazione italiana risale ad una
iniziativa di politica industriale degli anni
settanta, quando in Italia prevalse l' idea di
alienare buona parte delle strutture industriali
predisposte per la ricerca e far diventare il
nostro paese un mercato per le multinazionali
del farmaco.
Come ben noto, ciò costò agli
italiani un prezzo incalcolabile per due ragioni
fondamentali: l' aumento medio del prezzo dei
medicinali dovuto alla " ripartizione degli
utili" su brevetti stranieri ai gestori delle
aziende italiane trasformatesi in pure
organizzazioni commerciali, ed il conseguente
divampare delle guerre commerciali su prodotti
identici ma di denominazione diversa, nelle
quali il reale valore del prodotto farmaceutico
veniva soverchiato dalla forza della pressione
pubblicitaria.
Pur se ripugna il termine di mercato per
designare la vendita di medicinali, dobbiamo
renderci conto che la situazione non può che
peggiorare perché l' industria italiana non può
fare da propulsore della ricerca di base,
dovendo investire tutto o quasi in propaganda,
in un settore come quello biomedico che in altri
paesi assorbe buona parte dell' attività dei
ricercatori di tutte le specialità scientifiche.
In questa situazione, una visione strategica
seria (ed onesta) dovrebbe puntare almeno
sull' informazione e l' aggiornamento, tenendo
conto che la scienza ha fatto per proprio conto
progressi soprattutto nel settore della
valutazione dell' efficacia degli interventi
sanitari e della farmacoeconomia.
In molti
paesi, ed in Europa, gli ISf sono regolarmente
utilizzati nella Farmacovigilanza ( D.Lgs 44 /
97 ). In Italia questa attività è stata sempre
scoraggiata.
Conclusione: l' Italia è uno dei
paesi a più bassa comunicazione di effetti
secondari dei medicinali a fronte di un mercato
sempre in espansione. Recentemente il Ministero
della salute si è fatto promotore della
traduzione stampa e diffusione (non si sa bene
a chi), del volume di oltre 1000 pagine: " Clinical Evidence" consultando il quale è
possibile conoscere il reale e sperimentato
valore di moltissime pratiche mediche.
Poiché questi dati di carattere sperimentale
permettono di ridimensionare molte pratiche
ancora in corso ma del tutto obsolete perché
dimostratesi inutili o anche soltanto superate,
la consultazione abituale di questo testo
sarebbe di grande utilità.
Tuttavia, nulla è
stato fatto dal Ministero stesso per
sensibilizzare gli operatori sanitari sull'
importanza di una spesa non da poco che grava su
tutta la collettività nazionale, né ci risulta
che la spedizione di questo libro abbia sortito
un qualche effetto. Ecco perché sottrarre una
parte dell' attività degli ISf alla propaganda
farmaceutica per dedicarla alla diffusione di
informazioni di carattere sanitario pubblico,
come avviene in altri paesi d' Europa, potrebbe
costituire l' inizio di un' auspicabile
inversione di tendenza tanto più che l'
informazione scientifica svolta dall' industria
è sovvenzionata dal S.S.N.
Il Ministro invece, proprio in questi giorni,
come pubblicato sui Media specializzati, chiede
alle industrie un contributo per l'
educazione
permanente dei medici e degli altri operatori
sanitari. Gira e rigira il finanziamento dell'
aggiornamento del medico ricade sempre sull'
industria la quale naturalmente chiede delle
contropartite.
La formazione del prescrittore pertanto rimane
sempre nell' ambito delle logiche di produzione
industriale.
Non che in passato il Ministero non ricevesse
adeguati contributi. Tutt' altro !
La differenza consiste soltanto nel fatto che
all' epoca tali contributi si disperdevano
dentro i meandri del Ministero come nelle
infinite derivazioni del delta del Gange che
formano le paludi di salgariana memoria.
Conclusione.
E' un fatto certo che l' unico sistema utile per
far circolare informazioni complete e
comprensibili sull' innovazione in campo
scientifico e medico-biologico è quello della
comunicazione interpersonale, anche perché la
pagina scritta è spesso di difficile
decifrazione e non invoglia alla lettura. E' per
questa ragione che oggi circolano in Italia
circa 25.000 Informatori Scientifici del
farmaco.
Le leggi in vigore, già citate,
sanciscono questa realtà, assegnando agli ISf
compiti che travalicano gli interessi
industriali perché di fatto si tratta pur sempre
di diffusione di cultura scientifica.
I costi dell' informazione sono sempre molto
alti e non sono i ritorni economici delle
industrie del farmaco, oltretutto multinazionali
non italiane, che giustificano tale spesa.
L' utilizzazione degli ISf per fini
istituzionali sarebbe l' unico sistema valido
per sviluppare coscienza scientifica in un paese
che ne ha molto poca e contemporaneamente
contenere ed indirizzare un mercato che oggi si
presenta totalmente avulso dagli interessi reali
dei cittadini.
Noi siamo sempre stati pronti a fare la nostra
parte.
dr. chim. Giorgio Vitali - Presidente
Federazione Nazionale Quadri Informazione
Scientifica e Ricerca
Via Marano Equo, 32 - 00189 Roma
Articolo di Panorama pubblicato nell'Aprile del
2003:
Ricchi premi e cotillons alla lotteria della
salute - di Antonio Galdo
Il mutualista che chiede una lavatrice, il
farmacista che pretende lo sconto, lo
specialista che si fa pagare cene e maestri di
tennis. Un informatore medico vuota il sacco e
racconta bassezze e avidità di una parte della
classe medica
Tratto da: laleva.cc
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NOVARTIS e
CORRUZIONE - 9
gennaio 2014
Novartis accusata di corruzione in Usa. Il
gigante farmaceutico nega.
Il gigante farmaceutico svizzero Novartis è
accusato dalle autorità statunitensi di aver
versato tangenti per aumentare gli ordini del
suo farmaco Exjade, destinato a far abbassare il
ferro nel sangue, usato soprattutto nelle
trasfusioni. In due distinti comunicati, il
procuratore federale di Manhattan, Preet Bharara
e il ministro della Giustizia dello Stato di New
York, Eric Schneiderman, hanno annunciato di
aver denunciato Novartis per aver messo in piedi
«un sistema di scambio di favori» con la società
farmaceutica BioScrip.
Il sistema avrebbe preso piede
nel 2007, «in un momento - ha spiegato
Schneiderman - in cui alcuni dirigenti di
Novartis avevano espresso preoccupazione per il
fatto che alcuni pazienti avevano smesso di
prendere l' Exhjade a causa dei suoi effetti
secondari pericolosi». Per questo, secondo
l'accusa, il gruppo avrebbe stretto un accordo
con la Bioscrip, per stimolare le vendite del
farmaco. Alcuni dipendenti avrebbero effettuato
migliaia di telefonate a pazienti
incoraggiandoli a riprendere l' Exjade,
minimizzandone gli effetti secondari. In cambio,
Novartis raccomandava i suoi pazienti a Bioscrip,
e vendeva alla società il farmaco a prezzo
ridotto.
Novartis (NdR: come al solito) "contesta le accuse e intende
difendersi vigorosamente" ha indicato un
portavoce del gruppo all'Afp.
Tratto da: ilsole24ore.com
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GSK - Scandalo tangenti,
bufera sui farmaci - Pechino, 24
Lug.2013
Dopo settimane di accuse da parte delle autorità
cinesi, GlaxoSmithKline cerca di difendere il
proprio operato e rinnova il proprio interesse
al mercato cinese nonostante gli scandali che
hanno visto la casa farmaceutica britannica al
centro delle indagini.
Nelle scorse ore, ha parlato in conference call
il CEO di GSK, Andrew Witty, che ha spiegato la
posizione dell'azienda, in linea con quanto
espresso dal gruppo nei giorni scorsi. GSK aveva
già ammesso lunedì di avere violato la legge,
secondo quanto era emerso fino ad allora dalle
indagini, e aveva definito "vergognose" le
accuse rivolte al gruppo.
La casa farmaceutica britannica
aveva poi promesso di abbassare i prezzi dei
propri farmaci sul mercato cinese. Nella
conference call di oggi Witty ha ammesso che lo
scandalo che vede coinvolta la sua azienda in
Cina avrà ripercussioni sul bilancio del gruppo
e ha rinnovato l'impegno a collaborare con le
autorità cinesi nelle indagini. Il gruppo non
intende comunque abbandonare la Cina, al di là
della vicenda di corruzione che vede GSK Nel
mirino degli inquirenti.
Nella conference call indetta per presentare il
risultato del secondo trimestre del gruppo,
Witty ha poi affermato che le pratiche di
corruzione di cui viene ritenuta responsabile la
casa farmaceutica sono "totalmente contrarie ai
nostri valori", e ha sottolineato che la sede
centrale dell'industria farmaceutica fosse
completamente all'oscuro delle pratiche illegali
portate avanti dalla divisione cinese. Il CEO di
GSK ha poi chiuso la conference call rinnovando
il suo impegno contro la corruzione.
Non è solo la GSK a dovere temere
l'arrivo degli ispettori cinesi. Nei giorni
scorsi anche AstraZeneca e la belga UCB sono
state interessate dalle indagini. In un
editoriale, la Xinhua ha detto che l'impegno
cinese contro le tangenti legati ai prezzi e
alle prescrizioni dei farmaci non si fermerà con
la casa farmaceutica britannica. La principale
agenzia di stampa cinese spiega che la
corruzione nel commercio dei medicinali non
riguarda solo la GlaxoSmithKline, ma anche le
altre multinazionali del farmaco, e che il
fenomeno è estremamente diffuso. Xinhua cita due
esempi di corruzione legati al mondo della
sanità cinese nel lungo articolo: il primo
riguarda mille tra medici, infermieri e
personale dell'amministrazione di 73 strutture
ospedaliere di Zhangzhou, nella Cina
sud-orientale, trovati colpevoli di avere
intascato mazzette e di abuso d'ufficio; il
secondo invece, vede al centro 39 funzionari
locali del ministero della Sanità del Guangdong,
che nel corso degli anni avrebbero racimolato
2,8 milioni di yuan in tangenti. "Una cosa è
chiara - sostiene l'agenzia di stampa cinese -
il caos del mercato dei medicinali non dovrebbe
essere, in nessun modo, una scusa per le
multinazionali per ricorrere alla corruzione,
alla possibilità di fare cartello o ad altre
cattive pratiche".
Ben lontano dal dirsi concluso,
il caso GSK si è arricchito nelle ultime ore di
un nuovo capitolo. Un cittadino americano è
stato arrestato in connessione all'indagine
sulla corruzione nei confronti della casa
farmaceutica britannica. L'ambasciata
statunitense a Pechino ha confermato l'accaduto
e ha spiegato di stare seguendo il caso. Altri
due dipendenti di nazionalità cinese di
AstraZeneca, diretta concorrente di GSK, sono
stati interrogati dalla polizia a Shanghai. GSK
ha poi negato che l'uomo fosse un suo
dipendente. La casa farmaceutica britannica è
indagata per tre miliardi di yuan che avrebbe
fatto transitare attraverso agenzie di viaggio
compiacenti (una delle quali già chiusa) per
corrompere medici e strutture ospedaliere a
prescrivere i propri farmaci ai pazienti.
I problemi di GSK non vengono
però soltanto dalle pratiche di corruzione per
ottenere la prescrizione dei propri farmaci a un
prezzo maggiorato. Anche i laboratori del gruppo
costruiti in Cina avrebbero avuto problemi con i
controlli negli scorsi anni per procedure o
metodologie di ricerca non eticamente o
legalmente corrette. In particolare viene preso
in esame il 2011. Secondo alcuni di documenti di
cui è entrato in possesso il New York Times, la
casa farmaceutica britannica sarebbe in buona
compagnia: sarebbero ben tredici su venti i
giganti del farmaco che hanno aperto un
laboratorio in Cina ad avere usato metodi
professionalmente discutibili. GSK ha spiegato
di essere stata consapevole dei problemi nel
ramo della ricerca in passato e di avere
licenziato il mese scorso il capo del settore
Ricerca e Sviluppo, Jiangwu Zang, dopo avere
scoperto una falsificazione dei dati in uno
studio scientifico sulla sclerosi multipla.
By Eugenio Buzzetti -
Twitter@Eastofnowest - Tratto da:
agichina24.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Video da visionare per
comprendere il meccanismo del FURTO dei nostri beni da
parte di questi
CRIMINALI
a livello mondiale !
EMEA ha LEGAMI
con l'Industria
Farmaceutica
Roma, 09
giu 2006 - "Nessuno ha ricordato una
cosa: l'Emea, l'agenzia europea del
farmaco, non dipende
dall'amministrazione comunitaria della
sanità ma da quella dell'industria. Un
distinzione che dovrebbe far riflettere.
A Bruxelles la forza delle lobby è
grandissima". L'osservazione è di Luca
Poma, portavoce di "Giu'
le mani dai bambini", Comitato sui
disagi dell'infanzia che raggruppa quasi
cento associazioni di volontariato e
promozione sociale. "Continuano a
trattare i bambini come fossero, dal
punto di vista metabolico, degli
adulti", protesta Poma: è "assurdo
somministrare ai
bambini
farmaci
pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco
molto forte, che richiede prudenza nella
somministrazione anche negli adulti".
Prudenza che "sarebbe stato naturale
attendersi, soprattutto dopo drammatici
fatti di cronaca avvenuti negli Stati
uniti - come le stragi nelle
scuole causate da ragazzi in cura
antidepressiva - ma che non è
stata usata".
Fonte: DIRE
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Sanità
corrotta. La prima indagine
italiana. Solo 4 regioni
immuni. (NdR:
siamo davvero sicuri ? ).
Al Sud la "maglia nera". – Set. 2013
L'ha condotta
Transparency International
Italia, in
collaborazione con
Rissc e
Ispe-Sanità.
Molti dati raccolti ma il
fenomeno è difficile da
monitorare. Si pensa che i
casi siano molti di più in
tutti i campi: farmaci,
nomine, appalti di beni e
servizi, sanità privata e
negligenza medica.
- vedi:
Ministero ed Enti a "tutela",
informati sui Danni dei
Vaccini,
NON
fanno nulla...
La Mappa:
Quanta corruzione c'è nella
sanità italiana ? Non è
possibile quantificarlo con
precisione, anche se si
annida ovunque, a qualsiasi
livello, dal direttore
all'azienda di pulizia. Di
certo c'è che negli ultimi
anni è diventata molto più
sofisticata: non si vede più
l'imprenditore che consegna
la valigia piena di soldi al
direttore generale della
Asl, ma l'informatore
scientifico dell'azienda
farmaceutica che fa avere
regali e favori al primario
o al medico, finte
consulenze, benefici
fiscali.
Insomma, modalità che
rendono più difficile
intercettare il reato di
corruzione, che magari
emerge dopo parecchio tempo,
per un caso fortuito. In
ogni caso nessuna regione
italiana ne è esente.
Nel 2012 solo quattro
regioni sembrano esserne
state immuni, o aver
registrato al massimo due
casi di corruzione.
Per tutte le altre si va da
un minimo di 2 ad un massimo
di 10, con in cima a questa
poco onorevole classifica la
Campania, con oltre 10 casi.
La seguono a ruota Calabria,
Puglia e Sicilia con 8-10
casi e Lombardia e Umbria
con 6-8.
A fare un'analisi
approfondita del fenomeno è
la ricerca condotta da
Transparency International
Italia, in collaborazione
con Rissc e Ispe-Sanità, e
presentata a Milano al
convegno "Sprechi e
corruzione in sanità: quali
rimedi ?".
La sanità è tra i settori a
maggior rischio di
corruzione. Tra gli 87 casi
rilevati, dallo studio, nel
2012, sulla base dei casi
denunciati,
le indagini aperte, i
processi iniziati o chiusi,
oasi 'pulite' appaiono
essere solo 4 regioni, cioè
Val d'Aosta, Trentino
Alto-Adige, Friuli Venezia
Giulia e Basilicata. In
mezzo ci sono Piemonte,
Liguria, Marche e Abruzzo
con 2-4 casi, e infine
Veneto, Emilia-Romagna,
Toscana, Lazio, Molise e
Sardegna con 4-6 casi. Ma,
spiega Lorenzo Segato,
direttore del Centro
ricerche studi su sicurezza
e criminalità (Rissc), "non
è possibile sapere quanta
corruzione c'è. Non sappiamo
ad esempio se nelle regioni
dove abbiamo rilevato più
casi nel 2012 è perché
effettivamente vi sia più
corruzione o perché ne
vengano scoperti di più".
A rendere più difficile la
lotta alla corruzione vi
sono anche delle
caratteristiche proprie del
reato in sé, e in
particolare nella sanità.
"Il reato corruttivo -
continua - è un accordo tra
persone, in cui nessuno ha
interesse a denunciare, e
dove non ci sono vittime
dirette, né una conseguenza
immediata. Ad esempio
probabilmente non si sarebbe
scoperto il caso della
fornitura di valvole
cardiache difettose se non
fosse morto qualche
paziente. E' quasi
impossibile calcolare il
danno indiretto, senza
contare che c'è la
commistione con altri
fenomeni. Le inefficienze in
sanità rappresentano il
3-5%, ma
all'interno di queste cifre
non si può stabilire quanto
sia rappresentato dalla
corruzione. Non si può
scindere insomma lo spreco
dalla corruzione". Poi ci
sono caratteristiche del
mondo sanitario che rendono
ancora più difficile
l'emersione dei fenomeni
corruttivi, come il fatto
che avvengono in strutture
molto grandi, con migliaia
di dipendenti e prestazioni
erogate, dentro cui è facile
nascondere operazioni poco
pulite.
I casi di corruzione
analizzati da Transparency
Italia rientrano in cinque
categorie: nomine,
farmaceutica, appalti di
beni e servizi, sanità
privata e negligenza medica.
Nel primo caso lo studio
rileva come la politica usi
la sanità come serbatoio e
spartizione di voti.
Qui le merci di scambio sono
la nomina a direttore
generale, sanitario o
primario in cambio di voti e
finanziamenti.
"E' la corruzione più
dannosa - prosegue Segato -
perché mina
l'implementazione delle
politiche sanitarie".
La corruzione più diffusa è
invece quella che riguarda i
farmaci: in questo caso in
cambio della scelta di un
farmaco da parte di uno
studio medico, un ospedale o
una asl, la ricompensa è
costituita da regali,
macchinari, finanziamenti.
La corruzione più costosa è
quella degli appalti di beni
e servizi, visto che
rappresentano il 20-30% dei
bilanci sanitari. In questo
caso il beneficio viene
elargito per avere l'appalto
con gare tagliate su misura,
trattative negoziali, abuso
della contrattazione
diretta, o anche in fase di
fornitura, dando servizi di
qualità e prezzo minore
rispetto a quanto promesso
nel capitolato d'appalto.
"Oppure le aziende pagano
per essere pagate prima
delle altre dalla pubblica
amministrazione - aggiunge
Segato -
senza contare il rischio di
infiltrazione mafiosa,
specialmente nei servizi di
bassa specializzazione, come
le pulizie o la vigilanza".
La corruzione nella sanità
privata è invece giudicata
quella più pericolosa per la
salute del cittadino. In
questo caso si cerca di
intervenire sugli
accreditamenti, i drg o
modificare il valore delle
prestazioni, senza
dimenticare che anche qui si
annida il rischio di
infiltrazioni mafiose, con
il riciclaggio di denaro
sporco con cui magari
vengono acquisite intere
cliniche. Infine la
negligenza medica: qui la
corruzione è meno rilevante
economicamente, ma più
iniqua, perchè limita
l'accesso alle cure in base
alle possibilità economiche
del paziente.
Per cercare di arginare il
fenomeno in qualche modo,
Transparency Italia ha
elaborato 15 proposte, che
vanno dal risanare il
rapporto tra politica e
sanità all'accreditamento
delle strutture private
sulla base delle reali
capacità fino all'uso di
'vedette civiche'. "Il passo
successivo - conclude Segato
- sarà quello di elaborare
15 proposte pratiche da fare
a piccoli passi, facili da
realizzare per cui non
potranno più essere addotte
scuse se non verranno messe
in pratica":
Tratto da:
quotidianosanita.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Provare
a
essere
informati
invece
di
supporre
- 17
Agosto
2013
Gli
scienziati
pubblicano
di
aver
scoperto
un
30ennio
di
Cover-up (copertura)
da
parte
del
Governo
sui
Vaccini….
La
ricerca
da
parte
della
University
of
British
Columbia
di (UBC),
Dipartimento
di
Oftalmologia,
Visual
Sciences,
Medicina
Sperimentale
e
Neuroscienze
che
hanno
esposto
(riscontrato)
30
anni
di
corruzione
e di
BUGIE
sulla
politica
vaccinale
da
parte
del
governo.
Una
vasta
indagine
sui
meccanismi
interni
del
sistema
sanitario
nazionalizzato
nel
Regno
Unito
ha
rivelato
uno
scioccante
scandalo
di
incontri
ufficiali
da
parte
dei
comitati
di
vaccini
del
governo
britannico
ed
esperti
medici
indipendenti
con
connessioni
del
settore
dei
farmaci-vaccini.
Dr.
Chris
Shaw
e il
Dott.
Lucija
Tomljenovic,
presso
la
University
of
British
Columbia
in
Canada,
hanno
pubblicato
un
articolo
“investigativo”
con
recensione
sul
Journal
of
Biochemistry,
sui
particolari
legami
governativi
con
le
aziende
farmaceutiche
e la
cooperazione
del
governo
con
i
produttori
di
vaccini
in
materia
di
strategie
volte
a
incrementare
l'aumento
dei
vaccini
nella
popolazione.
Secondo
il
Dott.
Chris
Shaw
e il
Dott.essa
Lucija
Tomljenovic,
gli
organi
consultivi
e
quelli
che
governano
il
settore
della
politica
di
vaccinazione
nel
Regno
Unito
hanno
ormai,
per
molti
decenni,
nascosto
la
verità
sui
pericoli
dei
vaccini,
e
volutamente
spinto
i
vaccini
non
sicuri
sul
pubblico
al
fine
di
sostenere
il
programma
di
vaccinazione
ufficiale.
Una
citazione
dal
pubblicato,
“peer
reviewed
paper”
afferma:
"Le
autorità
sanitarie
britanniche
si
sono
impegnati
in
questa
pratica
per
gli
ultimi
30
anni,
a
quanto
pare
per
il
solo
scopo
di
proteggere
il
programma
nazionale
di
vaccinazione".
Come
risultato
della
politica
di
vaccinazione
promossa
dal
governo
britannico,
molti
bambini
sono
stati
vaccinati
senza
che
ai
genitori
siano
stati
rese
note
le
informazioni
critiche
sui
rischi
dimostrati
di
gravi
reazioni
nocive.
Vi è
ora
una
pletora
di
prove
scientifiche
che
i
vaccini
siano
effettivamente
implicati
nella
maggior
parte
delle
malattie
comuni
oggi
e
che
i
vaccini
per
l'infanzia,
influenza
ed
altri
tipi
di
vaccinazioni
sistematicamente
distruggono
il
sistema
immunitario
del
corpo.
Inoltre,
la
ricerca
mostra
legami
causali
tra
aumentate
esposizioni
verso
i
sali
di
alluminio
utilizzati
ed
il
Thiomersal
(mercurio),
come
adiuvanti
nei
vaccini
ed
un
aumento
dei
livelli
di
difficoltà
neurologiche
in
popolazioni
esposte
a
quei
vaccini.
By:
Why
Don't
You
Try
This?
-
Perché
non
provare
questo
?
Sources:
The
Vaccine
Hoax
is
Over.
Documents
from
UK
reveal
30
Years
of
Coverup (nsnbc.me)
The
vaccination
policy
and
the
Code
of
Practice
of
the
Joint
Committee
on
Vaccination
and
Immunisation
(JCVI):
are
they
at
odds? (ecomed.org.uk)
The
Health
Hazards
of
Disease
Prevention
–
Proceedings (ecomed.org.uk)
Responses
to
UBC
vaccine
paper
a
problem
for
free
scientific
inquiry
and
expression (vancourier.com)
E'
inquietante
sapere
che
la
maggior
parte
della
letteratura
medica
(90
%)
che
e’
stata
fatta
dai
ricercatori,
arriva
direttamente
dalla
ricerca
medica
delle
case
farmaceutiche
e
che
questi
studi/ricerche
sono
SPONSORIZZATI
dalla
società
che
produce
il
vaccino.
E
che
ogni
ricerca
che
esprime
opposizione
alla
vaccinazione
è
screditata
e
messa
a
tacere.
Ulteriori
ricerche
scientifiche
hanno
concluso
risultati
simili,
come
quella
del
Dott.
Wakefield
che
ha
pubblicizzato
e
confermato
il
legame
tra
disturbi
gastrointestinali,
l'autismo
ed
il
vaccino
MMR.
-
vedi link
between
stomach
disorders,
autism
and
the
MMR
vaccine.
Ma
cio'
accade
in
tutti
i
paesi
del
mondo,
perche'
la "sanita'
" e'
in
mano
a
Big
Pharma
e/o
ai
suoi
uomini
messi
nei
posti
chiave
dei
governi....
Inoltre,
un
recente
studio
condotto
dalla
omeopata
dott.essa
Andreas
Bachmair
ha
concluso
che
i
bambini
vaccinati
hanno
fino
al
500%
in
più
di
malattie
rispetto
ai
bambini
non
vaccinati.
vedi
link:
vaccinated
children
have
up
to
500%
more
disease
Read More:
The Lead Vaccine Developer
Comes Clean So She Can
“Sleep At Night”
Courts quietly confirm MMR
Vaccine causes Autism
Vaccine Court Awards
Millions to Two Children
With Autism
Bayer and US Government
Knowingly Gave HIV to
Thousands of Children
Vaccine-nation: Poisoning
the Population, One Shot at
a Time
Supreme Court Rules Drug
Companies Exempt From
Lawsuits
Per i genitori interessati
alla ricerca della verità,
vale la pena ricordare che
le stesse persone che
possiedono le aziende
farmaceutiche di tutto il
mondo, forniscono,
controllano o possiedono
anche propri principali
punti vendita di notizie per
i media.
vedi anche:
also own mainstream media
news outlets.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Dalle
mazzette dei tempi di Mani Pulite ai metodi
molto più sofisticati dei giorni nostri
- Febbraio 2013
Diverse inchieste hanno portato alla luce un
intreccio
malato tra ricerca, produzione di farmaci e
attrezzature ed esercizio della professione
medica.
Un costo di 10 miliardi per la collettività.
Mancano le norme, la volontà di applicarle e
i controlli.
C'è un uomo nel parcheggio, aspetta che il
primario esca dall'ospedale, in tasca per
lui ha una busta piena di contanti. E' il
"ringraziamento" per aver scelto, fra tante,
la migliore offerta di fornitura di
strumenti medici. Correva l'anno 1989.
Arriva Mani Pulite con le manette e tutto il
resto, la scena cambia.
Anno 2013, il dirigente medico esce da un
convegno, stringe mani a tutti. Ha ricevuto
ventimila euro per parlare per meno di
un'ora, ha avuto una donazione alla Onlus
che dirige ed è riuscito a ottenere che il
suo progetto di ricerca fosse rifinanziato
dalla casa farmaceutica che ben conosce e di
cui prescrive caldamente i farmaci, nel
reparto dell'ospedale che dirige. Farmaci
molto costosi e con forti controindicazioni,
inutili in alcuni casi. Tutto regolare,
nessun rischio. Almeno finché qualcuno non
protesta o finché una reazione avversa, poco
sottolineata da quella ricerca, non viene a
galla. Il gioco si svolge su un terreno poco
illuminato.
C'è una zona d'ombra frequentata da medici,
scienziati, manager e rappresentanti dell'industria
farmaceutica, anche
giornalisti. Una zona in cui non si è ancora
nell'illegalità conclamata ma si scambiano
vantaggi personali su questioni pubbliche.
Nel sistema sanitario italiano, e in
particolare nelle Asl, "vige il più
clamoroso conflitto di interessi del nostro
Paese" ad affermarlo già nel 2010 era
addirittura il presidente dell'Associazione
italiana ospedali privati (Aiop) Enzo
Paolini.
Il
Conflitto di interessi sussiste quando
il ruolo pubblico e quello privato sono in
contrasto fra loro. In altri paesi si presta
grande attenzione a dichiararlo.
Avere un conflitto non significa
necessariamente metterlo in atto, ma
avvertire la propria platea significa
legittimarla a controllare, fare uno sforzo
di trasparenza. Da lì fra l'altro è
facilissimo scivolare.
Esiste un codice deontologico della
professione medica che evidentemente però
non basta.
L'Aifa
recentemente ha fatto passi da gigante, ad
aprile 2012 è stato creato un organo che
controlla i conflitti di interessi di chi ci
lavora dentro e di conseguenza stabilisce
chi può lavorare a un determinato prodotto e
chi no.
Infatti, sebbene la trasparenza sia
importante, in alcuni settori strategici,
non basta. Sarebbe necessario, come fanno in
molti paesi, regolarsi di conseguenza per
assegnare ruoli e mansioni.
Secondo Francesco Macchia, Presidente della
neonata Istituzione per la promozione
dell'etica in sanità "la corruzione fa
perdere alla sanità italiana 10 miliardi
l'anno". Un dato che comprende tutto: dalle
mazzette per gli appalti al
comparaggio
sui farmaci. E a questo punto, visto il
periodo di spending review, sarebbe forse il
caso di prevenire.
"In Italia la strada da percorrere è ancora
lunga e ostacolata da più parti" ammette il
Ministro della Salute Renato Balduzzi. Se ne
era accorta la prestigiosa rivista
scientifica Nature, già nel 2008, quando
raccontò agli scienziati di tutto il mondo
che ad esempio, nel paese delle tagliatelle,
era possibile che il Ministro della salute
Maurizio Sacconi fosse sposato con il
Direttore generale di Farmindustria Enrica
Giorgetti. Dalla grezza e "volgare" mazzetta
dell'epoca di Poggiolini e De Lorenzo si è
passati a un sistema più raffinato e
capillare.
Lo testimonia il Generale dei Nas, Cosimo
Piccinno, parlando da dietro la catasta di
documenti, intercettazioni e schede di
personaggi di inchieste vaste come la più
recente Do ut Des.
Lo ribadisce il teorico, massimo di questa
materia, professor Alberto Vannucci, che
spiega che da Mani Pulite a oggi è cambiata
la figura del garante, ovvero di colui che
premia o punisce a seconda delle
circostanze: una volta era il politico
mentre oggi le
case farmaceutiche
si rappresentano da sole. Il mercato si è
emancipato
dalla politica, anzi, ha imparato a renderla
un proprio strumento.
Sono tempi di lobbismo spinto. Secondo una
fonte molto quotata del
Ministero
della Salute: "A cadenza periodica e
puntuale, Farmindustria, come altri, fa
visita in Parlamento.
Il presidente Scaccabarozzi arriva, ma non
da solo, accompagnato da venti, trenta dei
suoi e parlano con tutti, destra, centro,
sinistra, un pressante lavoro di lobby.
Vanno e vengono come fossero a casa propria.
Basti vedere quanti sono i "farmacisti"
candidati alle prossime elezioni".
Ha ragione, i candidati alle politiche che
vantano legami stretti con il
settore farmaceutico
sono molti.
Soltanto qualche settimana fa è stata
sventata per un soffio la norma, introdotta
alle 2 di notte, e senza alcuna attinenza,
nella legge di Stabilità, che stabiliva un
canale di ingresso privilegiato e senza
controlli per i prodotti emoderivati della
Kedrion.
Un bel regalo dal proponente Cesare Cursi (Pdl)
al collega senatore Andrea Marcucci (Pd)
visto che quella è l'azienda di famiglia.
"Siamo riusciti a fermare l'emendamento
giusto in tempo, all'alba - racconta
Balduzzi -
apponendo il pericolo per la salute
pubblica" ma nessuna norma sul conflitto di
interessi si è potuta muovere in aiuto
dell'interesse dei cittadini né prima né
dopo. Per la prossima volta quindi si rimane
appesi all'insonnia.
Gabriele Albertini, candidato governatore
per la lista Monti alla regione Lombardia,
ha proposto di istituire un registro dei
lobbysti in sanità. "La salute incide per
oltre l'80 per cento del bilancio di ogni
Regione. Per quanto riguarda la Lombardia i
meriti della sua eccellenza sono risaputi,
ma dobbiamo puntare ad eliminare quelle zone
d'ombra oggetto delle indagini della
magistratura" come nelle più avanzate
democrazie comunitarie. E aggiunge:
"L'attività di lobby, se regolata, è
legittima portatrice d'interessi di singole
realtà o
gruppi. Lasciata invece operare senza
regole, come avviene oggi, porta ad alee di
dubbio e presenta sul campo attori le cui
uniche capacità sono solo vicinanze o
amicizie a questo o a quel politico o
dirigente".
La partita quindi inizia già fuori dei
palazzi istituzionali. Come in tutto il
mondo, le
aziende farmaceutiche
pagano gli opinion leaders, con soluzioni
sempre differenti, affinché influenzino
l'opinione pubblica e i ricercatori. Fra
questi, ad esempio, possono esserci anche
dei giornalisti. Convegni in alberghi
extralusso, vere e proprie vacanze, regali
di valore a chi con i propri articoli
dimostra di essere amico, ricchi pagamenti
per presenziare convegni in cambio di
ospitate in tv. Tutto per addomesticare le
notizie a piacimento. Per chi invece non è
"amico" l'esclusione o addirittura il
discredito, come racconta nel video una
giornalista che si occupa da anni di scienza
e medicina.
Il
conflitto di interessi ha permeato anche
la sanità in modo capillare. Si parte dalla
ricerca finanziata quasi al 90 per cento
dalle
case farmaceutiche,
e guai se non ci fossero, ma che ormai non
ha più neanche l'aspirazione
all'indipendenza.
Il professor Antonio Giordano (presidente
dello Sbarro Institute di Philadelphia) in
un'intervista ci racconta quanto sia
facile manipolare i dati. Si passa per
le pubblicazioni sulle
riviste
scientifiche, anche qui l'85
per cento sono in
conflitto di interessi.
La
divulgazione al grande pubblico, con
pressioni di vario genere sui giornalisti.
L'attività di lobbysmo verso la classe
politica e la permeazione di questa, tanto a
fondo da promuovere determinati candidati.
Le consulenze strategiche verso il
Ministero
della Salute e le tante
Asl locali,
fatte mediante
specialisti al libro paga dell'industria
farmaceutica.
Negli Stati Uniti è scoppiato lo scandalo
quando si è scoperto che la maggior parte
dei componenti del gruppo di lavoro per la
gestione del diabete mellito era in
conflitto di interessi. Siamo andati a dare
un'occhiata all'equivalente italiano, metà
sono in conflitto di interessi, mai nessuno
ha alzato la bandierina, non c'è neanche
qualcuno che controlli la veridicità delle
dichiarazioni di chi non ha dichiarato
nulla.
Altro esempio sconcertante, il
Siaip, organo di consulenza del
Ministero
della Salute per i vaccini,
i cui membri sono
tutti in
Conflitto di interessi.
Nessuna norma, nessuna irregolarità. La
diffusione è profonda, si muove in una vasta
zona d'ombra, godendo
dell'incertezza normativa e della difficoltà
a controllare e sanzionare tutti. Secondo
gli stessi Nas, nonostante le continue
attività di indagine, il sommerso sarebbe
ancora il 90 per cento di quelle 4136
persone segnalate all'autorità giudiziaria
nel 2012.
Un mondo di sotterfugi a ogni livello e di
grande creatività emerge dai documenti di
inchieste importanti come "Do ut Des", in cui
sono stati prescritti in larga scala farmaci
ormonali anche ai bambini, Camici Sporchi o
Derma Affare-fatto, in cui sono stati
privilegiati farmaci che costavano, a parità
di efficacia, 100 volte di più.
Tutto quello che stiamo fin qui raccontando,
in realtà però sarebbe già vietato anche dal
codice deontologico di Farmindustria e il
presidente Scaccabarozzi sostiene: "Non ne
ho assolutamente notizia, non mi risultano,
anzi, invito tutti a denunciare,
segnalandoci chi trasgredisce".
La
spesa farmaceutica in Italia ammonta a 26
miliardi di euro l'anno. Un cavallo forte
che ha bisogno però di briglie salde.
Per il settore pubblico l'interazione con
l'industria farmaceutica è inevitabile e
spesso anche positiva se ricondotta
all'interno di una serie di norme e di
atteggiamenti etici, come ci spiega il
Professor Carlo Patrono dell'Università
Cattolica di Roma.
In Italia però il male è
diventato virale e dati in merito sono
pochi, a testimonianza del poco interesse a
trovare una vera cura. Alessia Scali,
mediante l'associazione Avviso Pubblico, ha
portato avanti una ricerca che, per la prima
volta, traccia una mappa della corruzione in
sanità in
Italia.
Repubblica ne mostra in esclusiva
un'anteprima. Il 42 per cento dei reati in
sanità sono stati commessi in 5 regioni, il
57% al Sud dove però si concentrano anche di
più le indagini, segue il Nord con una più
elevata attività di corruzione connessa ai
farmaci.
Medici,
dirigenti e personale del servizio sanitario
nazionale rappresentano la maggior parte
degli indagati con diverse oscillazioni tra
Nord, Centro e Sud. Più o meno costante e
uniforme rimane invece la presenza di
politici corrotti per tematiche legate alla
salute, l'11per cento dei soggetti
coinvolti.
È dalla politica, infatti, che dovrebbe
partire la spinta di rinnovamento
nell'interesse pubblico. Da lì, ad esempio,
potrebbero partire norme più stringenti sui
controlli. "Basti pensare che nel mondo
quasi l'ottanta
per cento degli studi pubblicati
non
inserisce tutti i risultati e le relative
reazioni avverse.
Nessuno li sanziona", spiega il professor
Ignazio Marino (oggi senatore e presidente
della Commissione d'inchiesta sul sistema
sanitario italiano), che suggerisce regole
che l'Italia dovrebbe far proprie per
evitare il conflitto di interessi in sanità.
"C'è bisogno di investire in studi
indipendenti paralleli a quelli fatti
dall'industria.
Grazie alla trasparenza l'Italia potrebbe
cominciare a introdurre solo farmaci
realmente innovativi, mentre ora il 70 per
cento è solo rielaborazione per aumentarne i
prezzi, a quel punto ci sarebbe un guadagno
per tutti".
Fonte:
inchieste.repubblica.it/
vedi cosa NON rispondono o come rispondono
quando si chiede loro "enti a tutela della
salute" qualcosa sui
Vaccini...ISS
+ AIFA +
MNISTERO della "salute"
EMA
(Ente sui farmaci europeo) +
Ecco i "padroni della
sanita'" nel mondo +
Sindacato
Rockefeller
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Questo è quanto spende l'industria
dei farmaci in Australia per
"educare" i medici, secondo quanto scrive un
articolo di The Global Mail:
http://www.theglobalmail.org/feature/a-million-dollars-a-week/600/
I giornalisti di The Global Mail hanno messo
assieme un database di tutti gli eventi
"educativi" di cui sono venuti a conoscenza e ne
hanno stimato il costo.
Si va da un corso per 14 medici offerto dalla
Boehringer Ingelheim in un Resort nei pressi di
Sydney con spiaggia e molo privati dai quali,
secondo la pubblicità, "si può osservare una
famiglia di fotogenici pellicani" ($110 per
persona al giorno) ai 38 milioni di dollari
spesi dalla
Pfizer in 5
anni per "educare" 450.000 medici.
L'articolo riporta molti altri esempi, nella
maggioranza dei casi per eventi destinati ad
abbinare la promozione di un farmaco, nuovo o
rinnovato con i vari metodi dell'evergreening,
con una vacanza per i medici e spesso anche per
le loro famiglie. Tutte cose che in Italia ormai
non accadono più !
Ma come hanno fatto i giornalisti a raccogliere
i dati ?
Semplice.
Dal 2007 in Australia l'industria farmaceutica
deve riportare ogni 6 mesi agli organi
competenti i dettagli di tutti gli eventi
formativi che organizza, finanzia o sponsorizza.
Ai giornalisti è bastato fare due conti. Peccato
che manchino dei dettagli: la legge australiana,
infatti, non obbliga l'industria a svelare
quanto paga a consulenti, ricercatori ed
accademici per tenere i corsi.
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L'originale
promessa della scienza era di utilizzare il potere
della ragione e della conoscenza per il
miglioramento della condizione umana e per il
progresso. Quella nobile visione è stata ridotta
per adattarsi a
fini ignobili e, peggio, è stata corrotta a scopi
che compromettono la dignità e il futuro umani.
Questa manipolazione della scienza, dicono gli
autori, è "senza precedenti". In breve,
"la conoscenza oggettiva viene distorta per
fini politici da parte dell'Amministrazione Bush,
e viene travisata o addirittura nascosta al
Congresso e al largo pubblico".
A chi fa attenzione, conclusioni come queste non
giungeranno inaspettate. Si inseriscono in un
modello più ampio che spazia dall'uso errato di
informazioni riservate per giustificare la guerra
in Iraq, la frode sul bilancio, sull'andamento
economico, e sugli effetti del taglio delle tasse,
e la lista continua, e per la sua lunghezza e la
sua portata è, ancora, senza precedenti.
Qualcuno
potrebbe obiettare che tale informazione è
faziosa e non dovrebbe stare su questo giornale e
non ha nessuna attinenza con la sua missione di
portare la scienza autentica sui problemi di
conservazione. D'altra parte, indipendentemente
dallo schieramento politico, la corruzione della
scienza e dell'informazione pubblica per fini
politici dovrebbe essere profondamente offensiva,
allo stesso modo, per scienziati e cittadini.
Se continuerà, come il metodo di Lysenko (2)
nell'Unione Sovietica, questa
"corruzione"demoralizzerà gli
scienziati, degraderà la reputazione della
scienza, e discrediterà l'informazione necessaria
per una società libera. E, in modo specifico per
quelli che lavorano nella biologia della
conservazione, la ricerca, qualunque sia il suo
merito o apporto, non sarà tenuta in conto o sarà
trascurata dagli uffici federali, dal Congresso, e
dalla Casa Bianca.
Per quanto negativa sia la recente corruzione
della scienza statunitense operata dagli ideologi
di destra per fini politici, c'è un più profondo
modello di corruzione descritto recentemente dal
collaboratore del
Manchester Guardian George Monbiot (2004) (3). I
problemi citati da Monbiot includono: il 34% dei
principali autori di articoli in giornali
scientifici sono compromessi con i loro fornitori
di finanziamenti; solo il 16% dei giornali
scientifici hanno una linea di condotta sui
conflitti di interessi, e solo lo 0.5% degli
articoli pubblicati hanno autori che abbiano
svelato tali conflitti; gli scienziati inglesi e
statunitensi stanno inserendo i loro nomi su
articoli che non hanno scritto, che sono invece
scritti da autori che lavorano per diverse
aziende; l'87% degli scienziati che scrivono linee
guida cliniche hanno legami finanziari con aziende
farmaceutiche.
Monbiot, in breve, accusa come alcune branche di
scienza universitaria siano sistematicamente
corrotte da denaro aziendale. Nei recenti decenni
c'è stata un'autentica inondazione di
finanziamenti aziendali alle grandi università, e
possiamo ragionevolmente assumere che la
corruzione sia approssimativamente proporzionale
al volume del finanziamento, che non significa, ad
ogni modo, dire che tutta la ricerca così
finanziata sia a causa di ciò corrotta.
La corruzione giunge in gradi variabili. La Union
of Concerned Scientists e George Monbiot sono
preoccupati degli effetti del fanatismo politico,
dell'avidità, e del desiderio di fama
sull'informazione scientifica. Ma c'è una più
sottile forma di corruzione attraverso cui il
finanziamento commerciale e il possesso del sapere
recidono il libero flusso di idee nella scienza e
deviano interi campi del sapere. Alcune branche di
scienza semplicemente non avrebbero prosperato
senza la promessa di una grande ricompensa
pecuniaria sia per i ricercatori che per le
istituzioni in grado di brevettare i risultati. E
alcuni campi, di considerevole importanza per la
prospettiva umana più ampia, si sono indeboliti
perché non offrono tali potenziali. Come
risultato, i libri di testo, i curriculum, le
agende di ricerca, le decisioni di titolarità, le
opportunità di impiego vengono a riflettere il
modello dell'assegnazione e del dono di denaro,
non la ricerca della verità liberamente scelta.
Non c'è alcuna cospirazione qui del tipo
descritto dalla Union of Concerned Scientists o
George Monbiot.
Invece, c'è il potere del denaro
di fare quello che il denaro ha sempre fatto, cioè
imporsi in questo caso sottomettendo molta della
scienza a finalità commerciali e di potere
determinando perciò le direzioni di interi campi
del sapere.
I sostenitori del sistema argomentano che i fondi
così ottenuti dalle università sono necessari
per fare la differenza tra aumentare i bilanci e
diminuire il contributo pubblico. Ma che la povertà
sia una cosa relativa non è un buon argomento per
compromettere l'integrità istituzionale, la
fiducia pubblica, o la ricerca della verità. Gli
altri argomentano che la conoscenza acquisita in
questi campi, in qualunque modo finanziata,
rappresenta un processo analogo all'evoluzione in
cui solo il più forte sopravvive.
Questo non
spiega perché ne sappiamo tanto su certe cose,
spesso banali o anche dannose al benessere umano,
e così poco su altre cose, come le reali
dimensioni della vita sulla Terra, la biologia
della conservazione, la salute delle donne,
l'agricoltura senza sostanze chimiche, o la
creazione di città vivibili.
C'è una terza e più profonda causa di corruzione
oltre il potere dell'ideologia e il denaro: il
fallimento dello scetticismo scientifico fra gli
stessi scienziati. Robert Sinsheimer, in un
notevole articolo
pubblicato su Daedalus nel 1978, chiese: "Ci
potrebbe essere una conoscenza, il possesso della
quale, in un dato momento e stadio di sviluppo
sociale, sarebbe nemica del benessere umano o
anche fatale ad
una ulteriore espansione della conoscenza ?"
La sua risposta fu affermativa. Il suo punto di
vista era semplicemente che il diritto di libera
indagine non dovrebbe essere usato per scavalcare
valori più grandi, inclusa la libertà, la
pubblica sicurezza, la qualità dell'ambiente, e
anche la sopravvivenza del genere umano.
C'è, lui sostenne, una conoscenza scientifica che
non possiamo controllare e che potrebbe, in un
modo o nell'altro, mettere a repentaglio l'umana
sopravvivenza. Ventitré anni dopo, Bill Joy disse
quasi la stessa cosa, facendo un appello per una
moratoria sulla ricerca su dispositivi capaci di
autoreplicarsi e intrinsecamente aldilà del
controllo umano. Entrambi furono ampiamente
ignorati o respinti come allarmisti. Ma se
l'essenza della scienza è lo scetticismo, allora
una mancanza di scetticismo sulla scienza stessa e
il contesto più ampio in cui è condotta è
ascientifico. Nonostante né Sinsheimer né Joy
offrirono facili risposte, una risposta
scientifica sarebbe risultata in un ampio
dibattito sulle più ampie implicazioni della
ricerca scientifica e la sua relazione con il
benessere umano.
La corruzione della scienza non iniziò con gli
ideologi di destra nell'Amministrazione Bush, o
con i finanziamenti privati, o addirittura con il
fallimento degli scienziati a pensare alla scienza
in modo scettico.
Le radici del problema tornano indietro fino alla
proposta di Francis Bacon (1627) di unire la
scienza e il governo e al suo intento di
assoggettare la scienza all'obiettivo del
"realizzare tutte le cose possibili".
Quell'unione e le sue annesse possibilità
restarono dormienti fino alla Seconda Guerra
Mondiale e l'uso ed abuso sistematico della
scienza e degli scienziati da parte dei governi
Alleati e dell'Asse allo stesso modo. La scienza
tedesca era corrotta ai fini dell'assassinio e
della militarizzazione.
Ma la scienza nei paesi Alleati non può
proclamarsi innocente. Testimone l'eredità del
Progetto Manhattan: Hiroshima, Nagasaki, mezzo
secolo di corsa agli armamenti, paesaggi
radioattivi, e sistematica segretezza del governo.
Bacon potrebbe non aver previsto le dimensioni e
la portata della rivoluzione scientifica e le
possibilità per i governi di corrompere la
conoscenza applicandola allo sviluppo di orrendi
ordigni e alla sorveglianza e manipolazione dei
suoi stessi cittadini.
Un'immagine persino più desolante emerge nella
scienza che ha usato i cittadini come cavie per
ricerche evocatrici della scienza nazista:
l'Esperimento Tuskegee Syphilis (4) tra il 1932 e
il 1972; esperimenti condotti tra il 1950 e il
1969 in cui il governo sperimentò medicine,
prodotti chimici, biologici e radioattivi su
ignari cittadini statunitensi; e la deliberata
contaminazione di 20000 km quadrati intorno a
Hanford, Washington, per valutare gli effetti del
plutonio disperso (Cornwell 2003 (5)).
E c'è
stato un secolo o più di segreto aziendale sugli
effetti ecologici e sulla salute dell'inquinamento
e di un buon numero di prodotti e processi
industriali. Se mai riusciamo a scoprire qualcosa,
ciò avviene molto tempo dopo e principalmente
grazie a qualche accidentale breccia nel muro
della segretezza.
Guardando avanti, il progresso della scienza
accrescerà le tentazioni alla segretezza e
l'ulteriore uso improprio del sapere.
Il progresso
in molti campi sta creando dilemmi etici per i
quali siamo intellettualmente, moralmente e
istituzionalmente impreparati, come Robert Sinsheimer temeva. E il progresso del sapere in
certi campi moltiplicherà le possibilità per i
terroristi di tutti i tipi, inclusi quelli che
agiscono in nome del nostro governo mentre
crescono le possibilità di errori umani con gravi
conseguenze. La "guerra al terrore"
dell'Amministrazione Bush sta creando nuove
pressioni per militarizzare la scienza e
l'industria sotto un denso manto di segretezza. Il
Pentagono già controlla circa metà dei 75
milioni di dollari annuali della ricerca federale
e del bilancio per lo sviluppo, una frazione che
certamente aumenterà con la scusa della sicurezza
nazionale e la spinta a militarizzare lo spazio e
quindi ad estendere ulteriormente l'egemonia
statunitense.
La scienza il più potente e problematico degli
sforzi umani. Nel passato, ci siamo concentrati
prevalentemente sulla sua potenza e promessa, non
sui suoi pericoli. E nell'età d'oro della
scienza, da Galileo al principio della scienza
Nazista, questo era comprensibile, forse
giustificabile. Ma viviamo adesso in circostanze
diverse previste dal Frankenstein di Mary Shelley
o da Ahab nel Moby Dick di Herman Melville. La
scienza è cresciuta in potenza e portata senza un
adeguato miglioramento nel nostro giudizio
collettivo sui suoi usi propri o limiti, quindi
con un piccolo miglioramento nella nostra capacità
di prevedere e prevenire il sapere dannoso al
genere umano per le ragioni che Shelley ha
rappresentato e a causa della nostra
predisposizione per ossessioni collettive del tipo
descritto da Melville. Fare così ci richiederebbe
di pensare più profondamente alla scienza e di
mettere in discussione le relazioni fra la scienza
e la democrazia, la legge, e la responsabilità. A
tal fine offro le seguenti osservazioni.
Primo, la relazione tra la conoscenza e
l'ignoranza non è a somma zero.
La fede nel potere della ragione che abbiamo
ereditato dall'Illuminismo porta con se un
crescente fardello di ironia. Il fatto è che il
progresso della scienza, condotto con la fede che
la ragione renda la causa e l'effetto trasparenti
e il mondo più controllabile, ha di fatto creato
un immensamente complicato mondo di cose,
materiali, sistemi, effetti ecologici, e circoli
retroattivi a diverse scale e orizzonti temporali
in cui la causa e l'effetto stanno diventando più
difficili da discernere e le possibilità di
controllo (almeno su larga scala) addirittura più
remote. Ogni scoperta scientifica espande il
dominio del sapere ma espande anche l'interfaccia
tra ciò che conosciamo e l'ignoto, che equivale a
dire che genere ancora più domande, alcune delle
quali non riusciremo a porre o a porre in tempo
per evitare problemi seri (e.g., gli effetti dei
clorofluorocarburi sullo strato di ozono).
Secondo, la scienza è neutrale solo al livello
dei metodi e non al livello più alto al quale i
problemi sono scelti e i campi definiti.
Quel livello più alto è determinato dai valori,
dalla politica, dal finanziamento, e da cosa
Thomas Kuhn un tempo descrisse come paradigmi
metodi accettati di ricerca, problemi, e strutture
che di volta in volta sono prodotti della cultura,
della psicologia e del potere politico.
Terzo, dal punto di vista pubblico, l'attuale
pratica della scienza è sempre più lontana ed
esoterica, benché i suoi effetti siano sempre più
pervasivi e intrusivi. La sua relazione con il
pubblico ricorda in qualche modo la relazione
della teologia distribuita dal Papato in Latino
alle masse illetterate del Medioevo.
Quarto, in materia di conoscenza, il motivo conta.
La differenza tra ricerca eseguita nello spirito,
per esempio, della "compassione per l'essere
vivente" di Barbara McClintock e quella
motivata dalla curiosità spinta dal commercio non
è banale. Una può condurre al profondo rispetto,
l'altra più probabilmente all'ingegnosa
manipolazione della natura o addirittura al
sacrilegio.
Infine, le non volute conseguenze ecologiche,
sociali ed economiche del progresso scientifico
pongono sempre più i diritti di libera ricerca
contro quelli della gente e delle future
generazioni alla sicurezza, alla salute, alla
sicurezza, al benessere, alla dignità e ad una
piena e integra umanità. Per quanto Sinsheimer
temeva, i risultati della ricerca libera può
portare a risultati sempre più presuntuosi e
irreversibili.
Sarebbe stupido, penso, dare per scontato il
contrario.
Da questa prospettiva, cosa può essere fatto per
redimere il potenziale della scienza per il
miglioramento umano come concepito un tempo
durante l'Illuminismo ? Una risposta è insistere
sulla "vigilanza basata su
principi" da parte degli scienziati. Lo
storico britannico John Cornwell (2003:462 (5)),
per esempio, descrive un "buono
scienziato" in questi termini: Lui (o lei)
"non pone conoscenza o tecniche pericolose
nelle mani di persone indegne di fiducia, tenta di
pubblicizzare con ogni mezzo possibile le
conseguenze sociali e ambientali di sapere
potenzialmente pericoloso [e] respinge l'uso delle
persone come strumento". Allo stesso tempo
nota le forze che lavorano per dubbi interessi,
come "i patti Faustiani [che] stanno in
agguato in ordinarie richieste di borse di studio,
nella pressione a pubblicare al fine
dell'occupazione di un posto e del bilancio del
dipartimento, nel considerare il sapere e della
scoperta alla stregua di una comodità che possa
essere posseduta, comprata e venduta".
Non c'è nessun buon argomento contro l'importanza
di una giusta valutazione e di una robusta
sensibilità etica esercitata da singoli
scienziati. Sebbene necessari, tuttavia, tali
qualità sono insufficienti dati i limiti della
natura umana e la percezione individuale e
l'ampiezza del problema.
Una seconda risposta è di migliorare l'educazione
nelle scuole e nelle università al fine di creare
persone scientificamente preparate. Raramente tali
moniti vanno oltre il proporre una scienza più
essenziale
nel curriculum piuttosto che il più vasto
obiettivo di preparare le persone per pensare con
razionalità e scetticismo alle tendenze della
scienza stessa o agli usi a cui viene asservita.
Il risultato è spesso una specie di superficiale
livello di conoscenza finalizzato a creare un
ampio ma acritico appoggio alle grandi scienze e
un più profondo stato di torpore pubblico senza
mettere la gente in grado di porre domande serie.
In materia di educazione, la letteratura
scientifica dovrebbe essere considerata come un
mezzo per fornire alla gente la capacità di
pensare criticamente sulla scienza stessa.
Una terza, e connessa, risposta richiede la
creazione di meccanismi che permettano a persone
preparate scientificamente di partecipare alla
decisione delle priorità nella ricerca e sviluppo
finanziati pubblicamente. Persone perspicaci
sarebbero d'accordo, ad esempio, di pagare per la
scienza necessaria a militarizzare lo spazio o per
quella necessaria a cercare avventure sul pianeta
Marte, o anche al Progetto Genoma Umano? Porre
queste domande evidenzia il fatto che attualmente
abbiamo pochi meccanismi efficaci per collegare la
vita civile e il dibattito pubblico con le scelte
sugli obiettivi della ricerca.
Questa disgiunzione
può solo insidiare la democrazia e alla fine il
pubblico appoggio alla scienza stessa. Il
contro-argomento che la gente non può mai saperne
abbastanza per fare oculate scelte su complessi
problemi scientifici è sia faziosa che dubbia
alla luce dei molti esempi dall'esperienza nostra
ed Europea in cui la gente ha partecipato
costruttivamente alla decisione sulle direzione
della scienza e le sue applicazioni (Sclove
1995:197-328 (6)). Il problema non è la stupidità
della gente, la mancanza di interesse, o ancora la
difficoltà del problema, bensì il fallimento
dell'immaginazione politica richiesta per creare
istituzioni democratiche innovative adatte a
circostanze mutate.
Tutto ciò conduce ad una quarta risposta. C'è
una frattura sempre più ampia tra ciò che è
ritenuta la parte più avanzata della scienza ed i
reali bisogni umani. Ne sappiamo abbastanza per
dire con sicurezza che l'intersezione tra
cambiamento climatico, impoverimento delle forme
di vita, declino dell'ecosistema, e povertà ci
stanno trascinando verso quello che è nella
migliore delle ipotesi un futuro sgradito.
Sappiamo, anche, che la crescente dinamica fra
egemonia economica statunitense guidata dal
combustibile fossile, terrorismo, e
militarizzazione sta sviando l'attenzione e le
risorse critiche dallo sforzo per occuparsi
dei nostri problemi. Inoltre noi ne sappiamo
abbastanza per dire che i poteri della scienza
dovrebbero quindi essere reindirizzati con velocità
calcolata dalla conoscenza banale e anzi
pericolosa verso la conoscenza
necessaria a:
. mettere in atto una rapida transizione dai
combustibili fossili all'energia solare; fornire
assistenza sanitaria per tutti sulla Terra
. istituire sistemi agricoli sostenibili;
. fornire un riparo a basso costo e alta
efficienza;
. ripristinare gli ecosistemi danneggiati;
. preservare le specie e le ecologie;
. sviluppare economie che lavorino con, non
contro, i sistemi naturali.
L'originale promessa della scienza era di
utilizzare il potere della ragione e della
conoscenza per il miglioramento della condizione
umana e al progresso in generale. Quella nobile
visione è stata ridotta per adattarsi a fini
ignobili e, peggio, è stata corrotta a scopi che
compromettono la dignità e il futuro umani. La
redenzione della scienza è niente meno che lo
sforzo di reclamare un futuro umano diretto da una
razionalità più ragionevole, da una scienza più
scientifica, e dalla visione che siamo davvero
capaci di elevarci al di sopra delle illusioni,
della cattiva volontà e dell'avidità.
NOTE
(1) Sinsheimer, R.: "The presumptions of
science", Daedalus 107 (2): 23-36, Union of
Concerned Scientists (UCS), 1978 Sinsheimer, R.:
"Scientific integrity in policymaking",
UCS, Cambridge, Massachusetts, 2004 (<<)
(2) Trofim Lysenko [NdT] fu un personaggio di
rilievo in Unione Sovietica per il suo controverso
approccio alle scienze biologiche, che iniziò con
l'agricoltura e portò ad una teoria
dell'ereditarietà che negava l'esistenza dei
geni. In particolare insistette sulla capacità di
diverse specie di trasformarsi in altre specie.
Sembra che abbia messo a tacere i suoi critici
sfruttando contatti con la Polizia Segreta.
(<<)
(3) Monbiot, G.: "The corporate stooges who
nobble serious science", Manchester Guardian
24 February (disponibile in:
http://www.guardian.co.uk/comment/story/0,3604,1154585,00.html )
(<<)
(4) Nell'Esperimento Tuskegee Syphilis [NdT], si
lasciò che in un gruppo di 400 neri americani
nell'area di Tuskegee, Alabama, la malattia
progredisse fino al terzo stadio per consentire ai
medici di studiarlo, nonostante esistessero
efficaci trattamenti per curare la sifilide,
scoperti molti anni prima.
L'Esperimento Tuskegee Syphilis durò dal 1932 al
1972, anno in cui terminò solo perché fu
scoperto dalla stampa. Dal 1947, si sapeva che la
penicillina era un trattamento efficace per la
sifilide, tuttavia i rimanenti pazienti del gruppo
Tuskegee furono lasciati ammalarsi e morire per
altri venticinque anni. (<<)
(5) Cornwell, J.: "Hitler's scientists",
Viking, New York, 2003 (<<)
(6) Sclove, R.:"Democracy and technology",
Guilford Press, New York, 1995 (<<)
By David W. Orr
Fonte:
http://www.zmag.org/italy/orr-corruzionescienza.htm
Documento originale The Corruption (and Redemption)
of Science - Traduzione di Paolo Casagranda
David W. Orr lavora per il dipartimento di Studi
Ambientali all'Oberlin College, Oberlin, Ohio.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
POLITICA DELLA SCIENZA:
Comitati TRUCCATI
-
29/01/2003
Fonte: anticipazione da Epidemiologia &
Prevenzione 1/2003
Negli
Stati Uniti lo spoil system si sta abbattendo
sui comitati scientifici delle grandi
istituzioni sanitarie pubbliche del paese con
una furia e premeditazione inusitate. E
generando qualche sospetto sulle buone
intenzioni del repulisti. Il caso è nato da
un'inchiesta apparsa su "Washington Post",
ripresa e approfondita da lettere, editoriali e
articoli apparsi su "Science", "Lancet" e altri
giornali della comunità scientifica. L'elenco
dei comitati soppressi o rivoluzionati nella
loro composizione è sufficientemente lungo da
far pensare a un disegno di vera e propria
normalizzazione dell'auditing scientifico
indipendente su cui si regge l'attività di
ricerca e di regolamentazione.
Qualche esempio.
In campo di genetica e affini si contano due
vittime: l'Advisory Committee on Genetic Testing
della
Food and Drug Administration (FDA), che
stava discutendo se non fosse il caso di
estendere la competenza regolatoria dell'agenzia
federale anche a quella pletora di test genetici
che sono ormai in vendita negli Stati Uniti: il
comitato è stato semplicemente eliminato, con
buona pace di quelle aziende che stanno
invadendo il mercato di prodotti diagnostici -
acquistabili anche via internet - per disegnare
un fantasioso quanto pericoloso profilo di
rischio genetico.
L'altra vittima
è il National Human Research Protections
Advisory Committee, voluto a suo tempo da
Clinton per creare regole più stringenti sulla
sperimentazione umana in campo terapeutico.
Tommy Thompson, segretario del Department of
Health and Human Services, ha pensato di
chiuderlo.
La scusa
ufficiale è che sia l'uno che l'altro comitato
sono stati aboliti nel quadro della
ristrutturazione del settore, che dovrebbe
vedere la nascita di un nuovo supercomitato che
si occuperà di tutte le faccende di genetica e
sperimentazione, ma per ora non se ne vede
traccia, né vengono fatte date né nomi.
Secondo la
ricostruzione del "Washington Post", il vero
motivo dell'abolizione del comitato sulla
sperimentazione sta nel fatto che l'ala pro-life
dell'amministrazione Bush non ha gradito il
rifiuto opposto dal comitato di prendere in
considerazione il feto come soggetto da
proteggere nel corso delle sperimentazioni.
Alla
plausibile motivazione ideologica si aggiunge
una più sostanziosa ragione economica, pensando
al fastidio che regole più stringenti nel campo
della sperimentazione umana e del conflitto di
interessi possono aver procurato alle
multinazionali del farmaco.
Altrove si
ristruttura pesantemente, spesso perdendo di
vista la regola aurea dell'equilibro delle
posizioni che dovrebbero essere rappresentate
all'interno dei 258 comitati federali.
Come prescrive il Federal Advisory Committee
Act, questi organismi dovrebbero infatti essere
"fairly balanced in terms of the points of view
represented and ... not be inappropriately
influenced by the appointing authority or by any
special interest".
Parole sante, che non sembrano proprio
attagliarsi al nuovo assetto del Reproductive
Health Drugs Advisory Committee dell'FDA, che
due anni fa approvò l'uso negli Stati uniti del
Mifepristone, aprendo la strada all'aborto
medico, e che ora è presieduto da David Hager,
più noto come autore del libro "As Jesus cared
for women" e militante antiabortista della
Christian Medical Association che come autore di
ricerche scientifiche asseverate da PubMed.
Anche in campo
tossicologico, epidemiologico e ambientale non
mancano le epurazioni e le sostituzioni
imbarazzanti. Del comitato aggregato alla
direzione del National Center for Environmental
Health (NCEH) sono stati cambiati 15 membri su
18: un record. Come notano preoccupati i dieci
firmatari di una lettera appello sull'argomento
pubblicata da Science) "molti dei nuovi membri
sono scienziati a lungo associati a industrie
chimiche o petrolifere, spesso alla testa di
organizzazioni che si oppongono alle
regolamentazioni in campo di salute pubblica e
ambiente".
In modo simile,
un gruppo di parlamentari democratici ha
accusato l'amministrazione Bush - compreso Tommy
Thompson - di aver inquinato la composizione
dell'Advisory Committee on Childood Lead
Poisoning dei
CDC.
Il comitato stava esaminando
studi recenti che suggerivano la nocività del
piombo per i bambini (difetti di attenzione,
ecc.) anche al di sotto della soglia di legge di
10 microgrammi per decilitro di sangue.
E l'orientamento sembrava ormai essere quello di
dimezzare la soglia....
Quand'ecco che in
ottobre il comitato viene rivisto, escludendo
membri quali Bruce Lanphear, del Cincinnati
Children's Hospital Medical Center e autore
degli studi in questione, e Michael Weitzman
dell'Università di Rochester (New York), mentre
entrano a frotte esponenti del fronte
industriale.
Il Wall Street
Journal riporta invece il caso del National
Institute of Occupational Safety and Health, dei
CDC. Mentre in precedenza i membri dell'ufficio
di selezione delle ricerche meritevoli di grant
veniva effettuata in base alle credenziali
scientifiche dei proponenti, ora la scelta
avviene dopo che i candidati sono stati
sottoposti a domande del tipo "Per che candidato
hai votato alle ultime elezioni?", e altri
immaginabili quesiti su aborto e sperimentazioni
con cellule staminali. L'addebito non è stato
smentito dal portavoce del Department of Health
and Human Services da cui dipende il comitato.
Questi e altri
episodi conducono i firmatari dell'appello
pubblicato da "Science" a una conclusione amara:
"Invece di sbrogliare le ambiguità scientifiche
e orientare le politiche pubbliche sulla scorta
delle migliori prove disponibili, ora da questi
comitati ci dobbiamo aspettare che enfatizzino
ogni incertezza dei rischi ambientali alla
salute, dando man forte alle tendenze
antiregolatorie di questa amministrazione. E in
quei settori affetti da profondi conflitti di
valori, ci possiamo aspettare solo il silenzio.
Più che l'esercizio di una scienza onesta ed
equilibrata, l'obiettivo qui sembra essere la
paralisi dell'attività regolatoria".
E "Lancet", a rincarare la dose, conclude:
"Qualsivoglia nuova incursione della destra nei
panel di esperti provocherà un declino fatale
della fiducia del pubblico negli scienziati".
Ed in Italia...
Anche l'Italia
ha inaugurato la tradizione dello spoil system.
Qualche esempio ?
il ministro del Welfare Maroni
cancella la convenzione con il gruppo Abele di
don Ciotti per la banca dati nazionale sulle
dipendenze (gennaio 2002); l'Agenzia nazionale
protezione ambientale (ANPA) vede cambiare tutti
i membri del suo comitato scientifico tranne uno
(maggio 2002); il ministro della salute Girolamo
Sirchia espelle Vittorio Agnoletto dalla
Commissione nazionale per la lotta contro l'AIDS
(28 agosto 2002).
Giornali amici del giaguaro....
All'apparenza il
giornale è indipendente. In realtà, dietro la
facciata della peer review si nasconde un organo
di stampa pagato dalle industrie e che tace dei
numerosi conflitti d'interesse che lo
riguardano. Stiamo parlando di Regulatory,
Toxicology and Pharmacology, testata pubblicata
dalla americana Academic Press (legata alla casa
editrice Elsevier).
Nel mese di novembre al
giornale è stata inviata una lettera in cui 45
studiosi di rilevanza internazionale (tra cui il
direttore di Epidemiologia&Prevenzione Benedetto Terracini), coordinati da Virginia Sharpe, del
Center for Science in the Public Interest di
Washington, sollevano il problema dei
conflitti
di interesse, mancanza di trasparenza e assenza
di indipendenza editoriale.
Si contesta in
particolare il fatto che la rivista, senza farne
menzione esplicita, viene supportata, tramite la
società scientifica di cui è organo (International
Society for Regulatory Toxicology and
Pharmacology), da industrie quali l'American
Chemistry Council, la Reynolds Tabacco Company,
la Merck e molte altre società farmaceutiche,
del tabacco e agrochimiche che hanno tutto
l'interesse a minimizzare le politiche di
controllo e regolamentazione. La
rivista inoltre
pubblica in maggioranza articoli di ricercatori
di queste aziende, nonché editoriali pro
industria senza dichiarare orientamenti e
interessi sottostanti.
Nella lettera i firmatari
hanno chiesto all'editore di tagliare i ponti
con la società scientifica screditata,
ricostituire un board più equilibrato e serio, e
adottare una chiara politica editoriale di
trasparenza nei confronti del conflitto di
interessi.
L'editore ha risposto in modo evasivo
sui primi due punti, promettendo provvedimenti
sull'ultimo punto.
Anche lo IARC perde di rigore ?
Segnali
preoccupanti giungono anche da grandi
istituzioni europee come l'agenzia di ricerca
sul cancro dell'Organizzazione Mondiale della
Sanità, lo IARC.
Dopo l'accusa di Lorenzo Tomatis, già direttore dello IARC dal 1982 al
1993, secondo cui negli ultimi anni le
monografie dell'agenzia di Lione hanno perso in
qualità e obiettività scientifica, un
interessante studio di James Huff, direttore
delle monografie dal 1977 al 1979, mostra come
negli ultimi sette anni il programma delle
monografie sia stato sottoposto a indebite
pressioni da parte di esperti di parte
industriale riducendo progressivamente
sensibilità e attenzione nei confronti delle
ragioni della salute pubblica e della
prevenzione primaria (Lorenzo Tomatis, "The
International Agency for Research on Cancer (IARC)
Monographs Program: Changing Attitudes towards
Public Health", Int J Occup Environ Health,
2002; 8: 144-152; James Huff, "IARC Monographs,
Industry Influence, and Upgrading, Downgrading,
and Under-grading Chemicals", Int J Occup
Environ Health, 2002; 8: 249-270).
Huff ha
individuato una per una tutte le sostanze che
recentemente lo IARC ha fatto salire o scendere
nella sua scala di valutazione di
cancerogenicità. E' significativo che tutte le
12 sostanze riclassificate in senso meno
cancerogeno (dall'atrazina alla fibra di vetro,
dagli ftalati al tricloroetilene) lo sono state
degli ultimi anni.
Ma non è tutto:
nel febbraio 2002, una lettera indirizzata al
direttore generale dell'OMS Gro Harlem
Brundtland dal consulente ambientale Barry
Castelman e firmata da altri 30 scienziati aveva
segnalato l'incongrua presenza nei comitati
dello IARC di esperti di parte industriale e la
mancanza di una seria procedura che renda
espliciti i conflitti d'interesse dei membri di
questi comitati.
A queste accuse
il direttore dello IARC Paul Kleihues ha
risposto ribadendo l'adesione dell'agenzia ai
requisiti OMS sul conflitto d'interessi, e
contestando che negli ultimi anni vi sia stata
una tendenza a sottovalutare la concerogenicità
delle sostanze valutate dall'agenzia.
Adrian Burton, "Is Industry influencing IARC to
daowngrade carcinogens ?", The Lancet oncology,
2002;4:4
By Luca Carra
Web Guide
HHS Seeks Science Advice to Match Bush Views
(Washington Post, 17-09-2002)
Federal Advisory Committee Act, 6 ottobre 1972
Advice Without Dissent (Science 2002 October 25;
298: 703)
Keeping scientific advice non-partisan (The
Lancet, 2002:360;1525)
All the President's yes-men? (Nature Vol 421 No
6922 pp459-558 )
An Epidemic of Politics (Science Vol 299 No
5607, 31 Jan 2003, p. 625)
Tratto da:
http://www.zadig.it/news2003/sci/new.php?id=0004
Commento
NdR: e questa sarebbe la "scienza" ??? ma non
fatemi ridere...!
Link su una
discussione molto importante su giochi
militari e inquinamento ambientale da
metalli, la catastrofe della vita naturale
sulla terra
http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=2755&forum=6
vedi anche:
Falsificazioni degli Studi
Scientifici +
Ricerca
Scientifica
+ Medicina e Potere
+ Dittatura Sanitaria + Messaggi Subliminali
+
Lobbies
+
Gruppo
Bilderberg +
Come
gestire il mercato dei Malati
+
Falsita'
della
medicina ufficiale
+
Pubblico
Credulone
+
Limiti della ricerca
+
Intervista
al dr. Rath
+
Industria
della Malattia +
Inquisizione
medica +
Statistiche
Ministero manipolate
+
Potere e Giustizia +
La Teoria sui germi
che generano malattie e' Falsa
+
Norimberga 2 +
BARONIE, Universita' e MEDICI
+
Controllo totale
sulla sperimentazione
+
Comparaggio farmaceutico
Corruzione
e sistemi sanitari nel mondo: vedi
http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
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Rapporto sulla
corruzione globale 2006 in salute e medicina
Ogni anno si
spendono, al mondo, più di 3 mila miliardi
di dollari in servizi di salute, in gran
parte finanziati dalle tasse dei cittadini.
Una cifra molto ingente che può accendere
l'interesse anche di individui e
organizzazioni illecite. Secondo il
rapporto 2006 sulla corruzione globale,
pubblicato da Trasparency International, una
organizzazione non governativa che riunisce
rappresentanti di oltre 90 Paesi in una vera
e propria coalizione mondiale contro la
corruzione, questo è esattamente ciò che
accade.
Quest'anno, infatti, il rapporto è
dedicato proprio alla corruzione nel campo
della salute e della medicina.
Negli Stati
Uniti, il 5-10% del budget dedicato al
settore sanitario è sprecato in pagamenti
illeciti. In Cambogia, almeno il 5% dei
fondi destinati alla salute viene perduto
per corruzione a livello governativo, prima
ancora di essere destinato alle istituzioni
nazionali.
La corruzione in questo settore
comporta una perdita sostanziale di risorse
che dovrebbero invece essere impegnate per
promuovere la salute delle popolazioni e il
mantenimento e il miglioramento delle
strutture sanitarie. Una efficiente politica antifrode può
significativamente incidere, secondo gli
autori del rapporto, sul miglioramento della
situazione: in Gran Bretagna, dove l'unità
antifrode del sistema sanitario nazionale è
operativa dal 1999, sono stati recuperati
oltre 300 milioni di dollari, con un
beneficio quindi enorme per il sistema.
La corruzione,
secondo la definizione di Transparency
International, è “l'uso illecito di un
potere delegato per scopi privati”.
Nel
settore medico, questo significa il
pagamento di tangenti sia ai regolatori che
ai medici stessi, la manipolazione di
informazioni sulle sperimentazioni cliniche,
il dirottamento di scorte di medicinali, la
sovrastima dei rimborsi assicurativi. Una
serie di azioni, non sempre facilmente
identificabili, ma il cui risultato rischia
di essere non solo fortemente nocivo per la
salute della popolazione ma in qualche caso
anche fatale.
Le
caratteristiche che rendono il sistema
sanitario vulnerabile alla corruzione sono
numerose. Innanzi tutto, l'asimmetria
dell'informazione, che non è sempre
accessibile allo stesso modo a medici,
pazienti, operatori della sanità pubblica e
soggetti privati che operano nel mercato
farmaceutico. Contribuiscono però anche
l'incertezza del mercato della salute che,
data la difficoltà di prevedere gli
andamenti delle malattie, contribuisce a
rendere complessa la programmazione e l'allocamento
delle risorse, e la complessità stessa del
sistema sanitario, che vede coinvolti un
numero altissimo di protagonisti con
competenze molto differenziate.
Il rapporto
contempla alcune raccomandazioni: politiche
di trasparenza nell'informazione, nella
sorveglianza degli effetti avversi,
nell'applicazione di protocolli condivisi e
certificati, nelle pratiche di raccolta
fondi. Ma anche l'introduzione di codici di
condotta, la partecipazione e la vigilanza
da parte della società civile, il
monitoraggio dei sistemi di pagamento e di
remunerazione, la corretta remunerazione
degli operatori per ridurre gli incentivi ad
accettare la corruzione, regole chiare per
la gestione del conflitto di interessi e la
promozione di patti di integrità. Infine è
necessario mettere in atto sistemi di
controllo, agenzie antifrodi e sentenze di
condanna nei confronti di chi opera
corruzione.
Il
rapporto 2006 è consultabile in pdf sul
sito di Transparency International,
suddiviso per capitoli, dall'executive
summary alle singole parti di cui è
composto: le cause della corruzione, la
dimensione del problema, la corruzione negli
ospedali, i pagamenti “informali”, la
corruzione nel settore farmaceutico, la
corruzione nel settore dell'Aids. La seconda sezione è dedicata invece a casi
studio nazionali, la terza alla ricerca
sulla corruzione. Tratto :
http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
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COLLUSIONI FRA
BIG PHARMA E
SANITA'
Wolfang Wodarg, il presidente
tedesco della Commissione Sanità del
Consiglio d'Europa,
ha anche accusato esplicitamente le
industrie farmaceutiche di
aver influenzato la decisione dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità di
dichiarare la pandemia.
Secondo Wodarg, il caso dell'influenza
suina è stato "uno dei più
grandi scandali
sanitari" del secolo.
Le maggiori
aziende farmaceutiche,
secondo Wodarg, sono riuscite a
piazzare
"i propri
uomini" negli "ingranaggi"
dell'Oms
e di altre
influenti organizzazioni (NdR;
es.
Unicef);
e in tal modo potrebbero aver persino
convinto l'organizzazione Onu ad
ammorbidire la
definizione di
pandemia, il che poi portò, nel
giugno scorso, alla dichiarazione di
pandemia in tutto il mondo.
"Per promuovere i loro
farmaci
brevettati e i
vaccini, le
case
farmaceutiche hanno
influenzato scienziati e
organismi
ufficiali, competenti in materia
sanitaria, e così allarmato i governi di tutto il mondo:
li hanno spinti a
sperperare
le ristrette risorse finanziari per
strategie di
vaccinazione
inefficaci
ed hanno esposto inutilmente milioni
di persone al
rischio di
effetti collaterali sconosciuti
per vaccini
non
sufficientemente testati".
E' tutto il sistema che è
marcio, tutto deve essere rivisto,
Big Pharma
controlla tutti, dalle riviste scientifiche,
ai finanziamenti alle ricerche, ha rapporti
con gran parte di chi ricopre funzioni di
controllo ed indirizzo, le stessa
sperimentazioni dei farmaci è alquanto
preoccupante, sono svolte dalle stesse
case
farmaceutiche e l'efficacia
non può essere
MAI certa.
In Italia, ovviamente, non
c'è alcuna polemica...
vedi
CONFLITTI di INTERESSE
Corruzione e sistemi sanitari
nel mondo:
vedi
http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
Visionare questi link:
http://www.informatori.it/informatori/filepdf/sperimentazioni.pdf
video:
http://www.youtube.com/watch?v=DoS02m0OevM
LEGGERE queste pagine:
OMS
+
CDC e Conflitti interesse.pdf +
CDC e Conflitti interesse2.pdf
+
FDA +
ISS +
Ministero informato sui danni dei Vaccini
(EMEA
+ AIFA
+ MINISTERO della salute e loro "risposte")
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La sanità preda del mercato
- Big Farma,
storie di ordinaria
CORRUZIONE
vedi:
BIG PHARMA - 2
(elenco delle aziende)
Grazie a un'ondata di fusioni
senza precedenti, dieci gruppi farmaceutici
si dividono oggi il 50% del mercato mondiale
dei medicinali - a maggior beneficio dei
loro azionisti, cercando in tutti i paesi
del mondo, collusioni per ottenere la
possibilita' di vendere e quindi far
consumare
farmaci
e
vaccini.
I principali responsabili
della deriva verso la mercificazione del
mercato dei
malati, sono le Universita' (che
licenziano
medici
impreparati
che
NON conoscono
TUTTE le tecniche sanitarie possibili,
ma solo quelle farmacologiche...
medici
che sono quindi indottrinati dalle
idee di Big
Pharma) ed i poteri pubblici che
formano i medici per poi abbandonarli a un
lavoro spesso solitario, senza mezzi
indipendenti per aggiornare le loro
conoscenze. Va detto però che si scontrano
con una lobby
molto organizzata, che non esita a
utilizzare l'intimidazione e il ricatto
(nell'uso o nell'immissione sul mercato
delle novità terapeutiche). Il paziente, da
parte sua, non dispone di alcun mezzo per
farsi un'opinione informata (al di fuori
della pubblicità). L'eventuale
legalizzazione, da parte dell'Unione
europea, della pubblicità diretta nei
confronti del pubblico, rischia di fare
aumentare ancora di più la confusione.
L'emarginazione della
componente politica - che è poi l'altro nome
del “buco” della sicurezza sociale - non è
irrimediabile: diverse proposte
permetterebbero di coinvolgere pazienti e
medici nelle scelte sulla salute - come
hanno fatto, senza aspettare inviti, i
malati di aids.
Come prima cosa si dovranno
scardinare i paletti intellettuali
solidamente costruiti dalle case
farmaceutiche con la pratica di garantire la
carriera ai ricercatori scientifici che
aprono loro i mercati emarginando gli altri,
di comprare i favori o la complicità di
alcuni media, di viziare i “buoni
prescrittori” e diffidare dei
medici “passatisti” che tendono a
prescrivere buoni, vecchi medicinali
sperimentati.
L'industria -
sistematicamente depredata dalla
finanza,
e con favolose riserve di contanti - fa
regnare, su tutti i protagonisti, un
preoccupante controllo delle opinioni. I
fatti di piccola corruzione ordinaria
indotta da queste pratiche hanno finito con
il corrompere, a tutti i livelli, il
contratto sociale relativo alla sanità
pubblica.
"...Gli
interessi delle multinazionali del farmaco
sono molto ben rappresentati,
anche in Italia all’interno delle nostre
istituzioni, la ‘capacità di fuoco’ di
queste aziende – attente innanzitutto ai
profitti – è davvero elevata. Come ebbe
a dire Loris Jacopo Bononi, già elemento di
punta della Pfitzer, "solo chi ha vissuto le
multinazionali del farmaco dall’interno ne
ha chiara l’inaudita potenza". Secondo:
siamo da sempre convinti che la partita vada
giocata non tanto sul "vietare" qualcosa,
quanto sull’informazione per una scelta
consapevole. Il grande lavoro che stiamo
facendo da quattro anni a questa parte è
quello di sensibilizzare le famiglie,
informarle dei rischi di queste terapie a
base di psicofarmaci, dell’inutilità di
strategie terapeutiche 'tampone' che non
risolvono nulla."
By Luca Poma, portavoce
nazionale di
Giù le Mani dai
Bambini
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OMS
Il
People's Health Movement (PHM)
sostiene che l'OMS abbia
rinunciato all'obiettivo originario di
migliorare la salute globale della
popolazione del pianeta secondo un principio
di equità e abbia
preferito accordarsi con l'industria
farmaceutica tramite la
mediazione delle riforme strutturali
promosse dal
Fondo monetario
internazionale e dalla
Banca mondiale,
che hanno introdotto, soprattutto nei paesi
in via di sviluppo, nuove forme di pagamento
(user fees) delle prestazioni sanitarie.
Quindi l'OMS
si e'
"venduta",
smettendo definitivamente di essere un
ente equanime.
Infatti sei membri
del gruppo di consulenti sui
Vaccini dell'OMS sono
stati indagati per
legami finanziari con le
imprese farmaceutiche...
Come ha ben riferito una recente inchiesta
di Report.rai.it, (passata in Rai3 ai
primi di mag. 2010, il denaro che riceve
per il suo sostentamento e' pagato
all'80%
dalle
multinazionali
di farmaci e vaccini =
BIG PHARMA
Il noto ricercatore del settore dott. Gary
Null e' rimasto sconvolto dalla scoperta
che NON si e'
condotto
NESSUNO
studio
sui pericoli
derivanti dalla inoculazione di
vaccini combinati tipo: bivalente,
trivalente,
quadrivalente,
pentavalente,
esavalente
ecc. !
Gli “esperti” dell’OMS:
La composizione del comitato di emergenza
(che ha consigliato Margaret Chan, per l’influenza
suina) è segreta. E’ stato
reso pubblico solo il nome del suo
presidente, l’australiano John
Mackenzie.Anche il gruppo strategico
consultivo di esperti (SAGE), che nell’OMS si occupa di
vaccini e
immunizzazione,
è al centro
delle polemiche.
I suoi 15 membri, la cui identità è nota,
avevano raccomandato due dosi di vaccino
contro il virus H1N1, prima di cambiare idea
e di prescriverne una sola nell’ottobre del
2009. Per dimostrare la loro indipendenza,
tutti i membri hanno dovuto sottoscrivere
delle “dichiarazioni d’interesse”, che si
basano sulla fiducia, spiega Philippe Duclos,
segretario esecutivo del SAGE.
Ma uno dei membri, il finlandese Juhani
Eskola, aveva
omesso di
dichiarare che il suo istituto di ricerca
aveva ricevuto nove milioni di euro
del
gigante
farmaceutico GlaxoSmithKline. Il
mandato di Eskola è stato rimesso in
discussione.
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Gli
ENTI della Salute
(Sanita’)
che dovrebbero tutelare la
Salute umana,
animale ed ambientale hanno
TUTTI QUANTI, piu' o
meno ed a qualsiasi livello direzionale e
non,
RELAZIONI CORROTTE con le
CASE
FARMACEUTICHE, e
multinazionali alimentari ed
agricole.
Le contraddizioni più palesi
degli accordi fra gli Enti governativi e l’OMS,
e di conseguenza dei loro rapporti
scientifici, e di relazione, consistono nel
sovvertimento del fine stesso dell’OMS che è
quello di fornire tutte le informazioni, i
consigli e l’assistenza nel campo della
salute, e nel conflitto di interessi legato
intimamente alla funzione stessa dell’OMS,
dato che e’ un’Ente deputato allo sviluppo e
alla sponsorizzazione della Sanita’ nel
mondo, non dice certamente la verità, e cioè
che il “prodotto” sponsorizzato, danneggia
gravemente e irrimediabilmente la salute e
l’ambiente.
In
letteratura
esistono migliaia e migliaia di studi
scientifici (sui Danni dei
farmaci
e
Vaccini),
realizzati da medici scienziati ed
istituzioni indipendenti, che dimostrano il
contrario di quello che afferma l’OMS, in
materia di sicurezza o meno di farmaci e
vaccini.
"Un altro problema più serio
è rappresentato dai
legami economici
tra i ricercatori del
National
Institute of Health [Istituto
Nazionale della Sanità] e le grandi
compagnie
farmaceutiche, che molti
critici definiscono come "buste" belle e
buone.
Per esempio, un rapporto del
Times (2009) ha dimostrato come uno dei
principali
ricercatori dell'agenzia abbia
accettato
pagamenti
da almeno quattro compagnie farmaceutiche
che hanno da guadagnare dal lavoro di
ricerca che egli dirige alla NIH.
Ciò è una chiara violazione
etica.
"Esistono anche conflitti
meno visibili. La ristretta cerchia dei
recensori della NIH spesso sono ricercatori
di università élitarie che possono favorire
studi i quali, confermando l'efficacia di
certe marche di farmaci, ottengono
finanziamenti per i loro reparti accademici
dalla compagnia farmaceutica che produce
questi farmaci."
("Flap Over 'Public
Science'," Los Angeles Times, 30 Gennaio
1999)
Il problema esiste ed è noto
da tempo
Nelle considerazioni finali
(giugno 2006) del Comitato nazionale per la
bioetica del Governo italiano sui “Conflitti
di interessi nella ricerca biomedica e nella
pratica clinica” vengono
descritte “alcune delle situazioni che si
vengono frequentemente a creare, (l’enfasi è
mia) nelle quali l’obiettività della ricerca
e quella dell’informazione scientifica che
viene data ai medici, può venir messa in
pericolo:
- l’industria spesso
non fornisce
ai
medici
un’informazione neutrale e completa, ma
un’informazione già indirizzata, creata nei
propri uffici;
- i farmaci prodotti sono
spesso duplicati di altri farmaci già
esistenti (i cosiddetti farmaci me-too) che
non presentano vantaggi rispetto a questi
ultimi e che vengono venduti a un prezzo
superiore. L’industria promuove solitamente
i medicamenti più recenti e costosi e a tal
fine a volte elargisce ai medici vari tipi
di “doni” che inducono nei sanitari un
atteggiamento incline all’iperprescrizione o
alla prescrizione dei farmaci più costosi;
- l’industria controlla e
indirizza la ricerca attraverso i
finanziamenti che elargisce all’Università;
- l’industria a volte
interrompe ricerche non favorevoli o ne
impedisce la pubblicazione. In altri casi
distorce una ricerca in corso, sostituendo
gli obiettivi (end points) primari con
obiettivi surrogati;
- i dati bruti delle
sperimentazioni clinico-farmacologiche
rimangono spesso nelle mani dell’industria e
non vengono mai messi a disposizione dei
ricercatori che li hanno prodotti. A questi
ultimi i dati vengono forniti soltanto
quando sono stati rielaborati dagli uffici
statistici delle aziende;
- l’industria, in quanto
“proprietaria dei risultati”, non pubblica i
risultati negativi;
- le riviste scientifiche non
pubblicano articoli con dati negativi perché
di scarso interesse scientifico o
commerciale;
- l’industria condiziona,
attraverso la pubblicità, le maggiori
riviste mediche, i cui referees spesso hanno
rapporti di dipendenza economica dalle
aziende;
- i medici che redigono le
rassegne o le linee-guida sovente non sono
davvero indipendenti dalle industrie.
- anche le pubbliche
amministrazioni spesso non sono indipendenti
dalle industrie.
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Italia Corruzione nella
sanita'
MEDICI e MEDICINE: PIU' DANNI
che BENEFICI
?
Solo in Italia sono 700.000 i
contagi che avvengono ogni anno negli
ospedali: 7.000 le vittime, come negli
incidenti stradali.
Mezzo milione di
italiani contrae infezioni in ospedale (Sity
10.3.05). Ogni 15-18 mila citazioni di
malasanità, l'80% dei dottori è indagato
almeno una volta (Corriere della Sera
1.2.04). Peggiorano in ospedale 320 mila
pazienti l'anno (Metro 12.6.02).
Un articolo apparso su molti
quotidiani qualche anno fa di Robert
Mendelsohn recitava: "Se
i medici scioperano i morti
diminuiscono". Pare che questo
sia riscontrabile in ogni ospedale del
mondo.
“Meno
del 30% delle terapie usate dalla medicina
ufficiale si basa su prove di efficacia”,
dichiara il prof. Del Barone, presidente
degli Ordini dei Medici. Fonte:
http://www.communicationagents.com/
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
SANITA’ -
Ministro TURCO: REMUNERARE
MEDICI in BASE a QUALITA’ CLINICA
- 10 Nov. 2007
AGI - Cernobbio (Como) - Legare la remunerazione dei medici alla
valutazione della loro qualita’ clinica: lo
ha proposto il ministro della Salute, Livia
Turco, nel corso del suo intervento al
secondo Forum ‘Meridiano sanita’ sulla
medicina primaria in svolgimento a Cernobbio.
Mi sembra - ha detto il ministro - di
particolare interesse la sperimentazione di
forme di ancoraggio della remunerazione
degli operatori sanitari, primi tra tutti i
medici di famiglia, alla qualita’ clinica;
penso che sarebbe interessante mettere in
cantiere anche nel nostro Paese qualcosa di
analogo. E penso - ha aggiunto - che quel
sistema di valutazione, per quanto riguarda
la medicina generale e, piu’ in generale, la
medicina del territorio, potrebbe essere
basato sulla capacita’ di valutare la
efficacia della resa in carico delle
cronicita’, per esempio attraverso
l’attenzione alla capacita’ di prevenire,
per quanto possibile, le complicanze”. ma
non solo: “accanto a questi elementi,
strettamente collegati alle cronicita’, se
ne potrebbero collocare altri, a sostegno di
un rinnovata attenzione in favore della
prevenzione, tanto per quanto riguarda gli
screening che per quanto attiene alla
informazione sugli stili di vita”.
Per il ministro “se, come professionista,
sono valutato per la mia capacita’ di
raggiungere prioritariamente una serie di
obiettivi, cio’ significa che quelli stessi
obiettivi e le politiche che ad essi
sottendono sono stati concordati con i
diversi livelli di governo e rappresentano
le priorita’ vere del sistema.
E’ evidente - ha proseguito il ministro
della Salute - che decisioni di questo
genere devono essere accompagnate dalla
capacita’ del sistema di mettere la medicina
generale, e il sistema delle cure primarie
nel suo complesso, nelle migliori condizioni
per raggiungere quegli stessi risultati; ma
sono convinta che sia giunto il momento per
mettersi su questa strada e spero, a questo
scopo, in una disponibilita’ diffusa”.
Infine, un accenno anche per quanto riguarda
la riforma del Piano sanitario: “Se avremo
l’opportunita’ di farlo, innoveremo il modo
di fare il Piano nazionale puntando sui
determinanti della salute, sulla
intersettorialita’ e sull’integrazione
professionale”.
(AGI)- Dan/Aug -
Tratto da:
http://www.stato-oggi.it/archives/00072937.html
Commento
NdR: Molto meglio sarebbe obbligare i
medici alla
Certificazione di Qualita’
per ogni loro intervento, cosi’ se
risultano incapaci a sanare i loro pazienti,
li si obblighi a cambiare mestiere…ne va
della saluti di tutti noi…e della salute
finanziaria delle casse dello stato…..
Corte dei Conti: ampia
corruzione nella sanità -
Roma - 5 Febbraio
2008
"Profili di patologie
emergono nel settore dei lavori pubblici e
delle pubbliche forniture, nonché nella
materia sanitaria, fornendo un quadro di
corruzione ampiamente diffuso". Lo ha
sottolineato Furio Pasqualucci, procuratore
generale della Corte dei Conti, nella
Relazione all'apertura dell'anno giudiziario
della magistratura contabile.
Il procuratore generale ha
aggiunto che "in particolare l'accertamento
del pagamento di tangenti è correlato ad
artifici ed irregolarità connesse a
fattispecie della più diversa natura quali
la dolosa alterazione di procedure
contrattuali, i trattamenti preferenziali
nel settore degli appalti d'opera, la
collusione
con le ditte fornitrici, la illecita
aggiudicazione, la irregolare esecuzione o
l'intenzionale alterazione della regolare
esecuzione degli appalti di opere, forniture
e servizi".
Comportamenti illeciti di cui
è conseguenza "il pagamento di prezzi di
gran lunga superiori a quelli di mercato o
addirittura il pagamento di corrispettivi
per prestazioni mai rese".
Fonte: AGI.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Testo dell'articolo da Nature
viene denunciato
un
Conflitto d'interessi tra il
ministro
Sacconi e l'Aifa
.
Italy 2009: Solo in Italia e
come sotto un regime ! - Seulement en Italie
et comme sous un régime !
La moglie di Sacconi, attuale
Ministro del Lavoro, salute e politiche
sociali, è marito del direttore generale di Farmindustria
dott.essa Enrica Giorgetti.
Quale politica del Farmaco nell'interesse
della salute pubblica ?
..... una senatrice del PD
aveva fatto anche un'interrogazione sui
possibili conflitti di interesse. Peccato
che la notizia non sia arrivata a nessuno.
Abbiamo dovuto impararlo da Nature.
Interrogazione PD:
Conflitto di interesse per il Ministro ?
Adnkronos Salute - 02/07
"Cosa farà il Governo per le
politiche farmaceutiche
dopo gli
scandali che hanno
coinvolto l'Aifa ? E in
particolare, quali iniziative intende
prendere, data la delicatezza del settore e
le responsabilità del ministro Sacconi onde
evitare il sorgere di un eventuale conflitto
di interessi visto il legame di parentela
fra il titolare del ministero del Lavoro,
salute e politiche sociali e il direttore
generale di Farmindustria ?". E' quanto
chiede la senatrice del Partito democratico
Francesca Marinaro, in un'interrogazione
rivolta al ministro del Welfare Maurizio
Sacconi.
"Il settore farmaceutico - si
legge nell'interrogazione - ha vissuto in
Italia alterne vicende, legate a
comportamenti non corretti sia da parte dei
produttori che sul versante della pubblica
amministrazione. La governance del sistema e
gli strumenti regolatori hanno visto, negli
ultimi mesi, minata la loro credibilità a
seguito delle vicende che pendono
sull'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) da
parte delle Procure di Torino e Roma.
La pur tempestiva azione del ministero, con
l'adozione di una commissione di esperti a
tutela della salute dei cittadini per le
prescrizioni farmaceutiche e sul contenuto
dei foglietti illustrativi, nonché la nomina
di un commissario straordinario all'Aifa -
prosegue Marinaro - chiama in causa
l'affermazione del principio di correttezza
e trasparenza nell'esercizio di funzioni
pubbliche soprattutto nel campo del settore
farmaceutico, non solo per la valenza
economica che esso riveste, ma soprattutto
per quella etico-sociale, rilevato che il
direttore generale di Farmindustria è la
dottoressa Enrica Giorgetti, consorte del
ministro del Lavoro, della salute e delle
politiche sociali".
"Davanti al legame di
parentela tra il ministro Sacconi e la
dottoressa Giorgetti - conclude la senatrice
del Pd - chiedo al Governo quali azioni
intende intraprendere onde evitare un
eventuale conflitto d'interessi per il
ministro Sacconi".
Cosa e' successo dopo la segnalazione
agli organi di stampa.....hanno
cambiato il ministro
della salute mettendo al
suo posto il suo vice.....l'On.
Fazio....e cosi il balletto
continua....
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
AIFA: Solo in Italia e come sotto un regime
!
La moglie di Sacconi, attuale Ministro del
Lavoro, salute e politiche sociali è marito
del direttore generale di Farmindustria
dottoressa Enrica Giorgetti. Quale
politica del Farmaco nell'interesse della
salute pubblica ?
Per il presidente della
Commissione Antonio Tomassini l'audizione
avuta, ha fornito elementi di chiarezza
importanti, ma non mancano fattori che
necessitano di ulteriori approfondimenti,
che saranno, dunque, oggetto di ulteriori
audizioni di rappresentanti dell'AIFA.
Infine i problemi di possibili conflitti di
interesse per il Comitato tecnico
scientifico (CTS). "Esistono delle
situazioni - sostiene Tomassini - in cui i
consulenti potrebbero essere in conflitto di
interesse, e ciò non è controllabile".
AIFA,
Istituto
Superiore di Sanità
e
multinazionali
del farmaco: relazioni
pericolose? - 15/11/2007
Comunicato stampa del
Comitato
GiùleManidaiBambini ONLUS
Conferenza stampa presso l’ISS
in collaborazione con l’associazione che
promuove l’uso di psicofarmaci sui bambini:
l’ufficio stampa che cura l’evento è
l’agenzia di PR di
Novartis e Ely Lilly,
le due multinazionali che producono i
contestati e redditizi
psicofarmaci approvati recentemente da
AIFA ed ISS.
Contestati anche i dati rilasciati nella
conferenza stampa: “dati molto
contraddittori, ed inoltre nessuna
informazione proveniente da queste fonti è
indipendente, quindi non può essere
considerata credibile”. Dure prese di
posizione dal mondo della politica,
richiesta sia al Senato che alla Camera
un’inchiesta sull’Istituto Superiore di
Sanità
Roma - Ci sono tutti gli
elementi per un giallo alla John Grisham
nella conferenza stampa di questa mattina
tenuta dall’ISS e dall’ ”Associazione
Italiana Famiglie ADHD”, il gruppo di
genitori favorevoli all’uso di psicofarmaci
sui bimbi troppo agitati e distratti.
In calce all’invito per i giornalisti figura
il nome di Chiara Gallarini, come ‘addetta
stampa dell’associazione’.
Ma una verifica accurata, sullo stile del
miglior giornalismo d’inchiesta, ha fatto
emergere una sconcertante verità:
la professionista in questione è a libro
paga della Ketchum -
www.ketchum.com -
www.ketchum.it.
Cos’è la Ketchum ?
L’agenzia internazionale di PR e strategie
media che in diversi paesi promuove
l’immagine e quindi il business di due
colossi del farmaco, Novartis ed Ely Lilly,
“incidentalmente” produttori rispettivamente
di Ritalin® e Strattera®, i due contestati e
redditizi psicofarmaci per bambini e tanto
promozionati dall’Istituto Superiore di
Sanità recentemente approvati in Italia
dall’Agenzia Italiana del Farmaco che è
attualmente sotto verifica da parte della
Commissione di Inchiesta sul Servizio
Sanitario (Senato) per sospetti conflitti
d’interesse. “Si mormorava da tempo di
relazioni strette tra questa associazione di
genitori particolarmente favorevoli all’uso
di questi due psicofarmaci e le due aziende
che li producevano - ha dichiarato ai
colleghi giornalisti Luca Poma, portavoce
nazionale di “Giù le Mani dai Bambini”, il
comitato per la farmacovigilanza pediatrica
che consorzia centosettanta enti, tra i
quali prestigiose università, ordini dei
medici ed associazioni socio-sanitarie -
quello che è sconcertante e
clamoroso
è che l’ISS - che come ente pubblico
dovrebbe essere assolutamente equidistante
- sia invece della
partita, ovvero si presti a
patrocinare e sostenere questo genere di
gravi
contaminazioni con il mondo
dell’industria farmaceutica.
(NdR: infatti pochi sanno che l'ISS
e' stato sponsorizzato fin dalla sua
apertura, proprio dalla
Fondazione Rockefeller proprietaria od
azionista di numerose case
farmaceutiche...ecc.
Anzi, in fin dei conti non è per niente
sconcertante, dal momento che la modifica in
senso più restrittivo dei protocolli per la
somministrazione di psicofarmaci ai bambini
è inchiodata al palo da diversi mesi a causa
delle reticenze dell’ISS”.
Immediate e durissime le prese di posizione
del mondo della politica, con richieste di
verifica sull’operato dell’ISS: l’Onorevole
Federica Rossi Gasparrini, Presidente
dell’Udeur, ha dichiarato: “L’ISS è un ente
normalmente attento, sono davvero
meravigliata che si presti a questo genere
di operazioni, una scivolata del genere non
era proprio opportuna.
Sottoporrò il tutto al Ministro Turco nel
Question Time”, mentre l’Onorevole Tommaso
Pellegrino della Commissione Affari Sociali
della Camera dei Deputati ha aggiunto: “Sono
indignato da queste notizie, e presenterò
subito una interrogazione urgente al
Ministro Turco.
E’ incredibile come la tutela dei bambini
sia sempre più condizionata da grandi
interessi finanziari”.
Il Senatore Eufemi, UdC e Segretario del
Senato, ha presentato un’interrogazione al
Ministro Turco chiedendo una completa
verifica dei potenziali conflitti di
interesse in seno all’ISS. Poma ha anche
contestato i dati rilasciati in conferenza
stampa, precisando che: “nessun dato
proveniente da queste fonti può essere
considerato credibile, in quanto filtrato
dall’ufficio stampa delle due multinazionali
produttrici. Inoltre sono dati estremamente
contradditori: a leggere le loro
dichiarazioni passate, soffrirebbero di
iperattività il 5% dei bambini italiani ma
anche l’1,7%, ma perché no il 4%.
Recentemente hanno gettato nel panico le
famiglie italiane, sostenendo che ci
sarebbero 10.000 bambini da curare con
psicofarmaci in Lombardia e 17.000 in
Campania, adesso - astutamente, dopo le
recenti polemiche in Parlamento -
ridimensionano il fenomeno all’1%, così da
far passare inosservate le loro strategie di
medicalizzazione del disagio.
Strategie che abbiamo già visto negli USA -
ha concluso Poma - dove sono letteralmente
milioni i bambini in cura con questi due
psicofarmaci che sviluppano un giro di
affari di diversi miliardi di dollari
all’anno: non per niente le agenzie di PR
che le elaborano sono le stesse ! - ”Media
relation:
portavoce@giulemanidaibambini.org
- 337/415305
Torino 2008, Italy - La
notizia della bufera giudiziaria abbattutasi
sull'AIFA
non ci lascia certo ammutoliti dallo stupore.
Denaro, solo denaro. Non c'è
(e nessuno meglio di noi può saperlo) altro
interesse, non esiste altro bersaglio.
Avide spugne avvolte in un
camice bianco decidono se sia più
conveniente dal punto di vista economico
questo o quel medicinale; se si guadagni di
più a salvare, a tenere a malapena in vita,
o addirittura a non curare assolutamente i
cittadini.
E' il mercato del farmaco,
signori. Una storia che in vari stati del
mondo fra i quali anche l’Italia, si ripete
periodicamente.
Ogni tanto si scopre che
qualcuno ha pagato perchè non si sapesse che
questo o quel farmaco non aiuta, non serve,
non è il migliore, anzi fa male. Ogni tanto
si scopre che qualcuno calpesta il nostro
diritto alla salute, quello dei nostri
figli, anche quando sono solo bambini.
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AZIENDE FARMACEUTICHE e
FARMA-TRUFFE
(ANSA) BARI - 28 GEN.
Una richiesta di
interdizione dall'attività o, in subordine
alla chiusura, la nomina di un commissario
giudiziale per salvaguardare i livelli
occupazionali é stata chiesta dalla Procura
di Bari per otto società farmaceutiche, tra
cui alcune multinazionali:
Glaxo,
Biofutura, Bracco, Novartis, AstraZeneca,
Lusofarmaco, Recordati e Bristol.
La richiesta è stata avanzata in base alla
legge 231 del 2001 sulla responsabilità
amministrativa delle persone giuridiche.
Spetterà ora al gip del Tribunale di Bari
Chiara Civitano decidere se accogliere la
richiesta di misura cautelare all'esito
degli interrogatori dei responsabili legali
delle otto società.
Ai responsabili legali delle stesse società
e, inoltre a quello della Pfizer, è stata
notificata anche un'informazione di
garanzia. Nell'atto il pm inquirente, Ciro
Angelillis, contesta alle nove società per
azioni, in alcuni casi di aver omesso il
controllo sull'attività dei propri dirigenti
e dei loro subordinati a cui sono attribuiti
diversi reati in un altro procedimento
collegato, riguardante una gigantesca
farma-truffa al Servizio sanitario
nazionale; in altri casi una fattispecie
dolosa di concorso nel reato attribuito a
dirigenti, capi area e informatori
scientifici di case farmaceutiche accusati
(in concorso con farmacisti e medici di
famiglia compiacenti) di aver truffato per
diverse decine di milioni di euro il
Servizio sanitario nazionale.
A quanto si è saputo, per la
Pfizer
il magistrato non ha chiesto la misura
cautelare perché la multinazionale ha
prodotto documenti attraverso i quali
sostiene di aver modificato, rispetto
all'epoca della farma-truffa, i propri
moduli organizzativi e di aver allontanato
le persone coinvolte.
Per decidere sulla richiesta di
interdizione, il giudice ha già fissato le
udienze per gli interrogatori che
cominceranno a metà febbraio e si
concluderanno a metà marzo.
Nella sua richiesta il PM non indica il
periodo per il quale chiede l'interdizione
dall'attività che, in base all'articolo 13
della legge 231/2001, non può essere
inferiore a tre mesi e superiore ai due
anni.
Per i fatti che riguardano le responsabilità
personali degli imputati il PM Angelillis ha
fatto notificare una richiesta di rinvio a
giudizio nei confronti di 125 persone (molte
delle quali arrestate negli anni scorsi)
accusate, a vario titolo, di aver preso
parte ad un'associazione per delinquere
finalizzata alla truffa aggravata al
Servizio sanitario nazionale e al falso.
L'udienza preliminare si terrà nel maggio
prossimo.
http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/200601281728229129/200601281728229129.html
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Farmaci, arresti per i falsi
test
«Pillole pericolose in vendita»
Torino L'accusa: mazzette per
le autorizzazioni. Guariniello: rete vasta e
grave :
http://tinyurl.com/4poznq
Otto arresti per
medicine-truffa, bufera sull'Aifa
TORINO - L'origine ha una
data precisa: 3 agosto 2005. Quel giorno un
rapporto dei Nas di Torino lancia pesanti
ombre su come l'Aifa, l'Agenzia italiana per
il farmaco, classifica e cataloga i
medicinali da immettere
sul mercato :
http://tinyurl.com/5cfjw5
"Non cambiare quell'etichetta
farò finta di non accorgermene"
Il documento Nell'ordinanza i
dialoghi fra i manager delle case
farmaceutiche e i "controllori". Chiesti in
tutto una trentina di fermi :
http://tinyurl.com/5su4h4
Scandalo farmaci, una talpa
in Procura
UNA donna. Probabilmente un
pubblico ufficiale in servizio alla procura,
a Torino. Una signora che «chiede "qualcosa"
e in cambio fornisce informazioni un po'
alla volta» :
http://tinyurl.com/5jtt6x
"Analisi prive di
significato" L'inchiesta parte dall'ateneo
Il retroscena I test di un
laboratorio aprono la pista seguita da
Guariniello :
http://tinyurl.com/6oca9r
Frode sui farmaci, otto
arresti
Sanità e scandali. Inchiesta
della Procura di Torino: sul mercato senza
controlli prodotti a rischio :
http://tinyurl.com/5c3otf
Medicine, tangenti per
evitare i controlli
Due anni di indagini,
intercettazioni telefoniche e filmati hanno
portato ieri in carcere o agli arresti
domiciliari sette fra dirigenti dell'Agenzia
Italiana per il Farmaco (Aifa)
e rappresentanti o procuratori di aziende
farmaceutiche :
http://tinyurl.com/6o5umy
Farmaci e mazzette: arrestati
due funzionari dell'Aifa e sei
rappresentanti di aziende :
http://tinyurl.com/54rv7e
Viaggi premio e mazzette:
così le case farmaceutiche "velocizzavano"le
medicine.
Come ai tempi di
Duilio
Poggiolini, il potente direttore
generale del ministero della Sanità che, per
più di un decennio, si faceva pagare
salatamente dalle case farmaceutiche che
chiedevano l'autorizzazione per mettere sul
mercato nuove medicine :
http://tinyurl.com/6ekehh
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Attuali, attualissime,
considerati i numerosi libri usciti negli
ultimi anni su questi temi, sono anche le
denunce di Maccacaro al prevalere delle
leggi di mercato e ai conflitti di interesse.
Quell'intreccio fra interessi privati,
potere e salute implacabilmente analizzato
da Marcia Angeli, già direttore del New
England Journal of Medicine, in
Pharma & Co., da Sheldon Krimski, della
Tufts University. in Science in the
private interest, da Daniel Callahan,
bioeticista, in What price better healthy
e di recente da Marco Bobbio in Giuro di
esercitare la medicina in libertà e
indipendenza.
«Durante la mia direzione
sono stata testimone della
crescente
influenza dell'industria farmaceutica sulla
ricerca medica che sponsorizzava»
scrive Angeli.
«Ci
sono molti modi per truccare una
ricerca, non tutti
individuabili,
persino dagli esperti».
I modi del potere per confondere le acque
sono tanti.
Il suo pathos etico è stato
di ispirazione per generazioni di medici e
scienziati e continua a essere di grande
attualità. Maccacaro non è stato un
ricercatore qualunque.
Alla metà degli anni Sessanta divenne
direttore dell'Istituto di biometria o
statistica medica all'Università di Milano,
La sua attività scientifica era ricca. Si
occupò, fra l'altro, della diffusione delle
malattie infettive in rapporto alle
condizioni igieniche, della necessità di
basare la pratica medica su provo di
efficacia, di programmazione e
interpretazione della sperimentazione
clinica, di come strutturare ricerche
sull'inquinamento atmosferico. (Erano anni
nei quali la questione dei cancerogeni
ambientali era poco conosciuta o
deliberatamente sottostimata e non c'era un
atteggiamento concreto verso la prevenzione»
dice Renzo Tomatis, che dal 1967 al 1993 ho
diretto lo Iarc di Lione, stilando un elenco
aggiornato sulla cancerogeni cita di una
serie di sostanze, amianto, benzene, nichel,
cloruro di vinile, basato su studi
sperimentali ed epidemiologia.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Donato Greco fino a qualche
settimana fa era il direttore del Centro per
la prevenzione e il controllo delle malattie
del
Ministero della Salute
(I) - Italy, Roma - 2008
Sostituito dal governo (sulla sua poltrona
si è seduto Fabrizio Oleari, in
un'intervista a "Epidemiologia &
Prevenzione", che “L'espresso” anticipa,
spara a zero sulle nuove politiche
dell'esecutivo.
"Si sta delineando un cambiamento nella
visione stessa della prevenzione.
L'obiettivo per cui il Centro ha sempre
lavorato è stata l'estensione, su tutto il
territorio nazionale, di misure di
prevenzione primaria.
Oggi invece i rappresentanti del ministero
preferiscono parlare di “predizione
clinica”.
Il che, tradotto, significa privilegiare la
diagnosi precoce da attuarsi mediante
ricorso a tecnologie avanzata".
In pratica, più che prevenire l'insorgenza
stessa della malattia, la nuova filosofia
sarebbe quella di ampliare al massimo la
popolazione che ha accesso alla diagnosi
precoce, per intervenire il prima possibile,
ma solo quando il paziente è già malato.
La diagnosi precoce, fatta di mammografie,
test clinici, colonscopie e molto altro, è
un'ottima cosa e ha salvato molte vite, ma
ha anche costi elevatissimi che, per come è
congegnato oggi il Ssn, entrano ampiamente
nelle casse dei mille laboratori privati e
convenzionati che forniscono questo tipo di
prestazioni.
Greco chiama in causa le
Lobby:
"Basta vedere come sono stati organizzati
i comitati consultivi del ministero: c'è
una presenza determinante dei poteri
forti (industrie
farmaceutiche,
aziende
biotecnologiche, cliniche
private) mentre c'è pochissimo spazio per i
rappresentanti della sanità pubblica e delle
Regioni.
Credo che il diritto alla salute oggi sia a
rischio".
Tratto da: l’Espresso 11 Dic. 2008
Commento
NdR: Donato Greco e’ stato per decenni, il
piu’ acceso propagandista delle campagne
vaccinali (chiamate prevenzione primaria)
che quel Centro aveva a disposizione.
Infatti lo si trovava spesso in giro per
l’Italia a fare propaganda ad ogni tipo di
vaccino,
ma le sue recenti dichiarazioni sono
veramente agghiaccianti !
vedi:
Lista
delle principali (Az.
Farmaceutiche del mondo) + La
Storia Segreta
di Big Pharma
Italy - Farmaci:
Regione Lazio scopre "Ricettopoli" -
Medico prescrive a paziente 7.362
fiale per oltre 8,5 milioni di Euro - Lunedì
17 Giugno 2002, 17:42
ROMA - In 7 mesi un medico
romano aveva prescritto ad un unico paziente
7.362 fiale di un farmaco per una spesa di 8
milioni e mezzo di euro. E' la punta
dell'iceberg di un giro di false
prescrizioni mediche e ricettari gia'
timbrati, scoperto dalla Regione Lazio
durante controlli in farmacie di Roma e
Frosinone.
La nuova "ricettopoli" e'
stata denunciata ai Carabinieri di Roma.
Sarebbero una decina i medici e almeno 5 le
farmacie che a Frosinone prescrivevano false
ricette con cifre da capogiro. (ANSA).
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Tangenti farmaci, 10 a
giudizio per corruzione -
Italy - Il Messaggero
Mercoledì 29 Dicembre 1999 -
Accusati industriali ed ex
componenti del Cuf
ROMA - Dieci tra titolari di
imprese farmaceutiche ed ex componenti la
Commissione unica del farmaco (Cuf) saranno
processati a Roma a partire dal 30 marzo del
2000 nell'ambito del procedimento che ha
riguardato un presunto giro di tangenti
legate alla registrazione di nuovi farmaci.
Lo ha deciso il GIP Claudio
Tortora, il quale ha disposto il rinvio a
giudizio di Alberto Albertini, Francesco
Balsano, Gianfranco Conti, Enrico Genazzani,
Leonardo Vecchiet (già medico della
nazionale italiana di calcio), Marino e
Stefano Golinelli, Arrigo e Giovanni
Recordati e Carlo Zanussi. Tutti dovranno rispondere di
corruzione.
Dopo aver preso in esame le
richieste del PM Giuseppe Pititto, il GIP ha
disposto il proscioglimento per una serie di
altri imprenditori indagati; in alcuni casi
per intervenuta prescrizione, in altri
invece, perché l'ipotesi formulata
dall'accusa "non sussiste".
L'inchiesta giudiziaria,
stralcio del più complesso procedimento
della magistratura di Napoli sulla
malasanità (al centro del quale era l'ex
direttore generale del ministero della
Sanità Duilio Poggiolini), fu trasferita a
Roma per competenza territoriale.
Nella capitale, secondo il
capo di imputazione, si sarebbe verificato
il presunto pagamento di tangenti da parte
degli industriali farmaceutici ai componenti
della Commissione Unica del farmaco, allo
scopo di accelerare le pratiche burocratiche
necessarie per l'inserimento in tempi rapidi
di nuovi medicinali nell'elenco della
farmacopea ufficiale. By ANSA
Italy - Ricette false:
mega truffa ai danni dell'Asl, 12
professionisti, anche medici, denunciati
Scoperto dalla Guardia di Finanza della
Spezia un giro di ricette false messo in
piedi da una banda di 12 persone.
Questi professionisti del settore sanitario
- erano infatti medici, farmacisti e
informatori scientifici che operavano nel
territorio provinciale- hanno causato all'
ASL 5 un danno superiore al milione e mezzo
di Euro, quasi tre miliardi di vecchie lire.
Alla scoperta della mega truffa, le Fiamme
Gialle sono arrivate su segnalazione della
Procura Regionale della Corte dei Conti di
Genova che aveva ravvisato una spesa
farmaceutica troppo alta, di gran lunga
superiore alla media regionale, nella
provincia spezzina. Sulla base di questa
segnalazione, il Nucleo di Polizia
Tributaria ha iniziato una serie di indagini
volte a verificare se dietro quelle alte
cifre vi fossero degli illeciti. Moltissime
le ricette da visionare -circa un milione-
per questo motivo l'indagine è stata
abbastanza lunga e complessa, tenuto conto
del fatto che la grafia dei medici è molto
spesso di difficile lettura.
Inoltre, i finanzieri hanno eseguito
numerose perquisizioni domiciliari ed hanno
ascoltato centinaia di pazienti come
testimoni.
Ma vediamo il meccanismo della truffa:
costosi farmaci venivano prescritti a
pazienti a basso reddito esenti da ticket e
che venivano tenuti all'oscuro di tutto. In
alcuni casi il sotterfugio non era
necessario poiché i pazienti in questione
risultavano deceduti da tempo. Nel corso di
una delle perquisizioni a casa di un medico
sono state rinvenute 600 confezioni di
costosissimi medicinali dispensati dal
Servizio Sanitario Nazionale e che questi
deteneva illegalmente, probabilmente ai fini
di rivenderli.
Le ipotesi di reato che hanno portato alla
denuncia delle dodici persone vanno
dall'associazione a delinquere alla truffa
ed al falso. Oltre alle responsabilità
penali a cui tutti gli indagati dovranno far
fronte in sede giudiziaria, la Magistratura
Contabile -che contesta loro l'enorme danno
causato all'Erario- ha già disposto il
sequestro dei beni immobili e dei conti
correnti bancari per l'importo di tre
miliardi.
La Guardia di Finanza ha iniziato questa
indagine alcuni anni fa ma dal '99 si è
giunti a una svolta i finanzieri si sono
potuti avvalere dell'informatizzazione dei
controlli e questo ha permesso di ridurre i
tempi di valutazione delle ricette.
Una grande mano è stata data anche dal
personale della ASL che ha offerto una
importante collaborazione ai finanzieri.
Da sottolineare come enorme sia stato il
danno economico non solo per l'Azienda
Sanitaria ma anche per l'intera
collettività. Infatti la Regione Liguria,
proprio a causa dell'ammontare della spesa
farmaceutica, per effettuare un'opera di
contenimento, si è vista costretta a
reintrodurre i ticket sui medicinali.
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Italy - CORRIERE della Sera
Esplicativa ed “interessante” la lettura
dell’articolo di Claudio Sabelli Fioretti
apparso su "Sette" (il settimanale allegato
al "Corriere della Sera") di giovedì 27/4, a
pag. 63, successivo all'articolo di pag. 59,
che parla del licenziamento dall'Osp.
Gaslini di Paolo Cornaglia Ferraris, per le
sue gravi denunce sul modo di agire dei
medici al potere nelle strutture della
sanità pubblica italiana.
Un medico di base rivela:
“Affari in
pillole. Non solo in corsia, ma anche negli
studi dei medici di famiglia si annida la
malasanità, che passa spesso attraverso la
prescrizione dei farmaci "su commissione".
Se prescrivi questo farmaco…………. ti r e g
a l o . . .... un computer, un viaggio, un
cellulare.
Così, secondo un anonimo intervistato, le
case farmaceutiche "gratificherebbero" molti
dottori.
E il bello è che loro non sanno dire no”.
Apre uno scatolone e comincia a tirar fuori
penne biro, calcolatrici, ombrelli,
coltellini, guide stradali, portachiavi,
clessidre, caramelle. "Questo è tutto ciò
che è arrivato il mese scorso", dice il
Medico di Base. "Ha capito perché le
medicine costano così tanto ?".
Il Medico di Base ha una teoria: le medicine
costano tanto anche perché le
ditte farmaceutiche
spendono miliardi per gratificare e
ammorbidire.
Il sistema è semplice e passa
attraverso il cosiddetto "informatore
medico-scientifico".
Il Medico di Base ci spiega il marchingegno
a patto di conservare l'anonimato.
Cominciamo: chi è l'informatore
medico-scientifico ?
"Un signore che, per conto di un'industria
farmaceutica, visita periodicamente il
medico per informarlo delle novità,
ricordargli la gamma dei prodotti e chiarire
dubbi su un farmaco".
Una funzione utile e necessaria... "In
realtà succede tutt'altro. L'informatore è
un piazzista.
Per non presentarsi a mani vuote tira fuori
penne e libri d'arte, creme, borse e ogni
sorta di giochino".
Non sarà certo per una biro che un medico si
lascia convincere... "No. Ma sa quante penne
biro distribuiscono in un anno ? Io ne
ricevo 500 di scarso valore e una mezza
dozzina di valore.
E altra paccottiglia, dal coltellino
elvetico per medici alle monografie d'arte
(in libreria a 150 mila lire), all'Atlante
Sanitario d'Italia, alla Guida Michelin (32
mila lire), all'ombrello sponsorizzato.
I medici di base saranno 50 o 60 mila, 500
mila lire di gadget all'anno per ognuno sono
25 miliardi".
Poco per un settore che fattura migliaia di
miliardi all'anno. C'è altro ? "Ci sono le
cene.
Ogni informatore medico-scientifico ha un
budget per aggiornare i medici. In realtà
serve per mangiare pesce in ristoranti di
lusso".
I medici sono così poveri ? "Non
ricchi da permettersi cene da 250 mila
lire".
Quantifichiamo il business cene. "Ogni
medico va a circa 100 cene all'anno. Totale:
100 miliardi".
Chi sono questi informatori
medico-scientifici? "Gente preparata, che fa
dei corsi, che è iscritta a un albo". Che si
arrabbierà per questa intervista. Dirà:
fuori i nomi ! Facciamoli.
"E` inutile. Tutte le ditte e tutti gli
informatori si comportano così. Eppoi ho
detto solo il minimo...".
E allora diciamo il massimo... "La frase
classica è: 'Dobbiamo vendere questo farmaco
e abbiamo deciso di investire su di lei'. E
ti offrono una stampante, un modem, un
televisore.
Guardi questo: è un Pentium 4.
E` arrivato ieri. Ora devo buttare i due
arrivati l'anno scorso".
E in cambio ? "In cambio si aspettano che tu
prescriva il loro farmaco".
Come controllano ? "Con i dati di vendita
delle farmacie della tua zona".
E se i riscontri sono negativi ? "Il
prossimo anno niente computer. E poi ci sono
i viaggi".
Lei è una continua sorpresa.…"Li chiamano
viaggi scientifici. Meeting e congressi.
Tutti in luoghi di interesse scientifico:
Marrakech, Sharm el Sheik, Taormina.
Per capire l'interesse dei viaggi
scientifici basterebbe fare il rapporto fra
medici saliti sull'aereo e quelli presenti
alle relazioni del congresso".
Ma ci sono anche i congressi seri !
"Il congresso mondiale di cardiologia, il
congresso mondiale di chirurgia eccetera.
Molti medici chiedono alle ditte di
finanziare la loro partecipazione.
Le ditte li finanziano ben sapendo che quel medico andrà
a Londra per mercatini".
I medici chiedono ? "Eccome. A volte
spudoratamente, altre sono invitati a
chiedere".
Sfigmomanometri ? Stetoscopi ? "Taglia erba,
videoregistratori, antenne satellitari,
forni a microonde.
Guardi questo foglietto: computer 120,
stampante 29, cellulare gsm 26, fotocamera
digitale 40.
Sa cosa vuol dire ? Se prescrivo 120 scatole
di un certo medicinale mi danno un computer.
Con 26 un cellulare".
Ma è veramente così importante corrompere un
medico ?
"Un medico può prescrivere una cura di
antiipertensivi: costa 70 mila lire al mese,
900 mila all'anno. Per dieci clienti il
fatturato è 9 milioni".
Ho ancora il dubbio se convenga. "Quest'anno
ho ricevuto un tv color; libri per mezzo
milione, un computer, un cellulare, 2
milioni in contanti".
Contanti ? "Non ne potevo più di computer e
di cellulari: è arrivato un biglietto di
auguri con assegno allegato".
E lei ha accettato ? "Perché non dovrei ?".
Per onestà.
"E` onesto pagare così poco un medico ?".
Lei prescrive dei farmaci solo perché le
fanno dei regali. "Allora lei non ha capito
nulla della sanità. Io prescrivo la
molecola, non il farmaco. Per una certa
malattia ci sono dieci farmaci basati sulla
stessa molecola. Se ne prescrivo uno
piuttosto che un altro non cambia nulla".
Cambia chi le manda il computer. "Finalmente
ha capito. Cambia solo quello".
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Italy - Dalle statistiche
Aifa
i numeri dei
tre colossi
farmaceutici che hanno
sponsorizzato
più convegni per medici nel corso del
2007
SICURAMENTE non provoca stupore
sapere che il mondo "medico" abbia posto
nelle mani dei colossi mondiali della
farmaceutica il grande business delle
sponsorizzazioni dei "convegni di
aggiornamento".
Il business è di quelli che fanno gola, ma
per potercisi avvicinare occorre molta
materia prima, ossia molte finanze. È,
d'altronde, il mestiere di sponsor che lo
richiede, e chi se lo può permettere sa che
una buona operazione di comunicazione e
marketing può fruttare un ritorno che
dall'immagine si traduce in puro denaro. Una
torta divisa in tre.
Sono tre, per la precisione, i colossi che
hanno conquistato, e non per la prima volta,
la piazza delle sponsorizzazioni. Si tratta
di
Sanofi-Aventis,
Pfizer
e
GlaxoSmithKline,
e loro filiali italiane si sono aggiudicate
la vetta della classifica delle aziende che,
nel 2007, hanno sponsorizzato il maggior
numero di convegni medici.
Questi i dati che per primi emergono
dall'analisi del fenomeno effettuata
dall'Agenzia italiana del farmaco e
illustrati da Giovanna Romeo, dirigente
Affari amministrativi dell'Aifa, intervenuta
al Forum Sanità futura 2008 a Cernobbio.
Il podio degli investimenti.
Un volume di fuoco formidabile: insieme, le
tre case farmaceutiche hanno sponsorizzato,
nel corso del 2007, complessivamente 4.910
convegni e hanno speso 87,6 milioni di euro.
Grazie a 1.925 convegni e a
una spesa preventivata di circa 45 milioni e
mezzo di euro, Sanofi-Aventis guadagna la
posizione più alta del podio. Al secondo
posto la Pfizer Italia, che ha totalizzato
1.512 convegni e un costo stimato di 25
milioni e 733mila euro. In terza posizione
la GlaxoSmithKline, i cui numeri sono
comunque di prim'ordine: 1.473 eventi
medico- scientifici in totale e una spesa
pari a 16 milioni e 400mila euro
Un sorpasso tra colossi !
La classifica stilata dalla Aifa sui
risultati del 2007 mette in evidenza uno
scambio di posizione rispetto all'anno
precedente, quando era stata Pfizer Italia a
conquistare la prima posizione nazionale per
numero di convegni sponsorizzati, ovvero
2.102, e costati 36 milioni di euro, mentre
Sanofi-Aventis si era piazzata alle sue
spalle con 1.921 eventi, ma il primato per
la spesa più alta, pari a circa 55 milioni
di euro.
Le cifre degli eventi
L'Agenzia
italiana del farmaco ha, inoltre,
studiato le cifre degli eventi, Ecm e non,
che l'Aifa stessa ha autorizzato:
17.349 (di cui 16.868 in Italia e 481
all'estero) con una spesa totale
preventivata di 507 milioni e 801mila euro,
lo scorso anno, contro i 19.954 del 2006
(solo 654 all'estero) con costi pari a 643
milioni e 158mila euro, per una flessione
del 27 per cento, dovuto in gran parte allo
stop di Farmindustria.
Tratto da:
http://www.informatori.it/informatori/conbig.htm
Commento
NdR: ...e potremmo continuare, non passa
mese che non ci sia uno scandalo in Italia,
legato a medici, farmacisti e
case farmaceutiche
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COSTI
Un gruppo dei ricercatori ha
rivisto le statistiche ufficiali e i loro
risultati sono assolutamente scioccanti.
Questi ricercatori hanno
scritto un documento dal titolo «Death by
Medicine», che presenta la prova che il
sistema attuale è causa più frequente di
danni che di benefici.
Questo rapporto mostra che:
- Il numero di persone che
finisce in ospedale per reazioni avverse ai
medicinali prescritti: 2,2 milioni all'anno.
- Il numero di antibiotici
inutili prescritti annualmente per le
infezioni virali: 20 milioni all'anno.
- Il numero di procedure
mediche e chirurgiche inutili effettuate
annualmente: 7,5 milioni.
- Il numero di persone
esposte all'ospedalizzazione inutile: 8.9
milioni all'anno.
- Il numero totale di morti
causate dalla medicina convenzionale è di
783.936 all'anno. Ora è
evidente che il sistema medico americano è
la causa principale di ferimento e morte
negli Stati Uniti. (il numero di morti per
malattie di cuore nel 2001 è stato di
699.697, mentre quelli per cancro 553.251
Mentre 700.000 americani
muoiono ogni anno a causa della medicina
ufficiale, la FDA ed altri enti governativi
fingono di proteggere il pubblico bloccando
le medicine alternative.
Tabella 1: Mortalità annuale
e costo economico:
Causa della morte
Numero Morti Costo in dollari
Reazioni Avverse ai
farmaci 106.000 $ 12 miliardi
Errore medico
98.000 $ 2
miliardi
Piaghe da decubito
115.000 $ 55 miliardi
Infezione
88.000 $ 5miliardi
Malnutrizione
108.800
Pazienti esterni
199.000 $
77miliardi
Procedure inutili
37.136 $
122miliardi
Chirurgia
32.000 $ 9miliardi
TOTALE MORTI
783.936 $ 282miliardi
In Italia ogni anno,
mediamente, muore oltre il 6% dei ricoverati
in ospedale per un errore medico.
E' uno dei dati più
significativi emerso in apertura del Sesto
simposio internazionale di salute pubblica
effettuato a Villa Porro Pirelli di Induno
Olona (VA, Italy).
Organizzato dall'Ordine dei
medici chirurghi e odontoiatri della
provincia di Varese sul tema "La medicina
centrata sulla sicurezza del paziente" e
vede la partecipazione non solo di medici ma
anche di numerosi magistrati.
L'errore medico sta
diventando la preoccupazione maggiore dei
sistemi sanitari odierni. Il simposio vuole
lanciare proposte affinché il medico che
sbaglia non si nasconda ma, anzi, evidenzi
lo sbaglio per poterlo studiare senza il
timore di finire sulla graticola della
giustizia. In Italia, come nella maggior
parte dei paesi europei, non vi è una
rilevazione a livello nazionale sugli
errori. Durante il simposio sono stati presi
ad esempio i numeri pubblicati dalla rivista
"Rischio sanità" del giugno 2001: in Italia
si effettuano mediamente 8 milioni di
ricoveri l'anno.
Ben 340mila pazienti escono
dagli ospedali con danni o malattie dovuti
esclusivamente ad errori nelle cure o a
disservizi ospedalieri. Il numero dei morti
in conseguenza di errori è fortemente
incerto ed oscilla tra 14mila e 50mila
decessi.
Se si considera che nel 2000
si sono verificati 557.584 decessi nel loro
complesso, i 35mila morti per errore medico
costituiscono il 6,2%.
By De Gary, PhD; Decano MD,
ND Della Carolyn; Martin Feldman, MD; Debora
Rasio, MD; e Dorothy Smith,
PhD - Tratto da "Life
Extension" .
AGI - Mar.2009
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Ex dipendente parlerà al
Consiglio di Amministrazione della Bayer -
Mag. 2009
Alfredo Pequito un Portoghese, ex dipendente
del gigante farmaceutico tedesco
Bayer, parlerà oggi durante
l'assemblea annuale degli azionisti della
Bayer, che si terrà a Duesseldorf in
Germania.
Nel 1997, Pequito informò l'opinione
pubblica del fatto che in Portogallo le
compagnie
farmaceutiche stavano
corrompendo migliaia di
medici
perché prescrivessero i loro prodotti.
Pequito raccolse i nomi di quasi 2500 medici
portoghesi indotti, con doni tra cui
figuravano soldi e buoni di viaggio, a
prescrivere medicinali della Bayer.
La Bayer, in Portogallo, ha anche condotto
esperimenti medici al di fuori delle regole
etiche. Alcune delle persone utilizzate per
i test sono morte.
"Non appena iniziai a lavorare per la Bayer,
venni informato che avevo a disposizione una
grande quantità di
soldi
che doveva servire a sostenere e aiutare
i medici
nella loro attività. Questi soldi erano
disponibili in ogni momento su richiesta.
L'Ispezione Generale di Sanità, ha in
seguito verificato che, per esempio, nel
1997 la Bayer Portugal ha speso tra il 5 e
il 10% dei suoi profitti in questo tipo di
attività. E oggi girano ancora più soldi,
che includono pagamenti in denaro o regali
di alto valore a seconda del servizio reso."
dice Alfredo Pequito, che chiederà anche al
Consiglio di rendere noti i risultati di
tutti gli studi clinici condotti in
Portogallo. "Cosa spinge questa Compagnia a
"comprare" le prescrizioni dei medici
?
Forse la Bayer non ha fiducia nella bontà
dei suoi prodotti ? Spero che il
Consiglio di Amministrazione della Bayer
abbia il coraggio e la signorilità di
rispondere a tutte queste domande."
Pequito è presente all'assemblea della Bayer
su invito della Coalizione contro i pericoli
derivanti dalla Bayer (CBG), un network
internazionale con sede in Germania, che da
trenta anni sta monitorando le attività
della Bayer.
By Alfredo Pequito - disponibile per
interviste:
pequito.alfredo@gmail.com
vedi:
MEDICI
IMPREPARATI
+
Medici SUICIDI
+
BARONIE,
Universita' e MEDICI
+
Dittatura
Sanitaria +
Crediblita'
della medicina ufficiale
+
I MEDICI, una
MINACCIA per la SALUTE
?
+
Medicina e
Potere
+
Medici e
Medicine
(Terapie fasulle) +
Medicina:
Chirurgia
+
Falsita'
della medicina
ufficiale
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USA: 94% medici ha contatti con le
case
farmaceutiche e 28% riceve
pagamenti di redazionale
- 26/04/2007
INDAGINE su NEJM, CARDIOLOGI “COINVOLTI”, il
DOPPIO RISPETTO a MEDICI di FAMIGLIA. -
Medici e industria farmaceutica legati “a
doppio filo” negli Usa.
La quasi totalita'
(94%) dei “camici bianchi” statunitensi
intrattiene infatti rapporti con le aziende
del farmaco. Cene, pranzi, serate di gala e
corsi di aggiornamento “offerti” dalle
compagnie sono una realta' fra i medici Usa.
Ben uno su quattro poi riceve veri e propri
pagamenti in denaro per consulti di vario
genere.
E' quanto emerge da un'indagine pubblicata
sul New England Journal of Medicine'.
Fonte:
adnkronos :
http://www.adnkronos.com
Negli anni 1950
e
1960 le
grosse
imprese
farmaceutiche Italiane, hanno
rifornito di eroina
il boss
italoamericano
Luky Luciano,
il quale la esportava negli
USA....
2010, India - Una notizia
pubblicata sul BJM riporta che il Central
Bureau of Investigation indiano ha arrestato
Ketan Desai, il
presidente
del
Medical Council
of India, con accuse di
corruzione per un caso che rischia di
macchiare l’immagine di agenzia top del
paese nella regolamentazione dell’educazione
medica. Il Dr Desai è anche presidente
eletto della
World Medical
Association -
Leggi l’articolo sul BMJ
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Per spingere i
medici
a prescrivere un farmaco le aziende spendono
il doppio di quanto costa scoprirlo:
www.informatori.it/informatori/laditt.htm
= Un'altra prova sul conflitto di interessi
dei
Medici
-
vedi:
La Casta dei Medici
I medici, i ricercatori
scientifici, i vivisettori, il personale
ospedaliero, infermieristico, le industrie
chimiche e
farmaceutiche.
Che cosa farebbe questo sconfinato esercito
di persone se la gente non si ammalasse ?
Il modo migliore per
consentire il perdurare di questa situazione
di gente malaticcia e bisognosa di farmaci è
fare in modo che si vaccini e mangi carne,
cibi raffinati, conservati, trattati ecc..
La salute non rende mentre la
malattia da sostentamento ad un esercito
sconfinato di addetti ai lavori.
E' vero, "la categoria dei
medici e le industrie farmaceutiche esistono
perché esiste la malattia" (come è
altrettanto vero che la malattia esiste
perché l'uomo vive male e si alimenta
peggio) come è altrettanto vero che queste
categorie non traggono alcun vantaggio da
una popolazione in salute, se non quella di
reclutare nuovi pazienti.
Tuttavia non credo che questo
meccanismo sia pensato e voluto, ma dal
momento che questo dà lavoro ad un oceano di
persone non conviene sia abolito facendo,
tra l'altro, cambiare abitudini alla gente.
Se la gente smettesse di
mangiare animali e derivati si
verificherebbe:
- Chiusura di 10 milioni di
farmacie, sovraccariche di farmaci inutili e
la conseguente riduzione del 90% dei
prodotti venduti.
- Impoverimento e degrado
sociale dei cento milioni di medici: molti
di quali dovrebbero adattarsi a fare altri
mestieri.
- Un milione di fabbriche e
piccole fabbriche di farmaci dovrebbero
chiudere o cambiare attività e produrre
altre cose.
- 10 miliardi di animali
detenuti dovrebbero essere liberati dalle
catene dagli allevamenti e dalle gabbie dei
mattatoi. Un milione di allevamenti e un
milione di macelli dovrebbero chiudere i
battenti.
Abbiamo idea di quale
rivoluzione può portare il regime
vegetariano con il quale è possibile ridurre
del 90% gli infarti, del 97% gli ictus e del
34% dei cancri ? Oltre, naturalmente, le
altre molte patologie correlate al consumo
di carne e derivati animali, quali
ipertensione, obesità, diabete ecc. E'
chiaro che la filosofia dei vegetariani deve
essere ostacolata e possibilmente denigrata
avvisando la popolazione che i vegetariani
rischiano carenze alimentari (mai
riscontrate e mai denunciate dagli più
accreditati istituti di ricerca e dagli
scienziati non prezzolati).
Che i vegetariani
s'improvvisano conoscitori della
"complicata" scienza della nutrizione mentre
è necessario consultare e pagare un
nutrizionista la cui scienza dimostrerà che
per stare bene in salute occorre mangiare di
tutto, praticamente quello che fanno tutti,
senza bisogno di pagare nessuno.
Per milioni di anni la specie
umana non ha avuto bisogno di nutrizionisti
e di medicine, come tutte le altre specie
dei viventi, ora ha bisogno dell'uno e
dell'altro: sarà per questo che è così
malaticcia.
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In DRASTICO AUMENTO i DECESSI
da
FARMACI
su RICETTA
propinate dai
medici Allopati
Secondo i
Centers for
Disease Controll and Prevention (CDC),
negli USA l'avvelenamento
da farmaci su ricetta è diventato
la seconda principale causa di morte
preterintenzionale.
Secondo il Morbidity and Moriality Weekly
Report (9 febbraio 2007) dei CDC, i
ricercatori hanno rilevato che i decessi da
farmaci su ricetta sono saliti dal 4,4 per
100.000 persone del 1999 al 7,1 per 100.000
del 2004.
http://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/mm5605a1.htm
(Commento: NdR: va inoltre
ricordato che vi e' una sostanziale
differenza fra maschi e femmine, a livello
del loro rispettivo
Terreno
+
Matrice
e quindi anche per
farmaci
ed i
vaccini
le reazioni sono diverse !)
Tale incremento
rappresenta un'escalation da 11.000 a
quasi 20.000 individui nell'arco di un
quinquennio.
Dei 20.000 deceduti, più di 8.500 - il
doppio dei corrispettivi del 1999 -
sono morti a causa di "farmaci
diversi e non specificati". I
decessi dovuti a farmaci psicoterapeutici,
quali antidepressivi e sedativi, sono
pressoché raddoppiati, da 671 a 1.300.
Mike Adams, difensore del diritto alla
salute del consumatore nonché esplicito
critico delle
aziende
farmaceutiche, ha
dichiarato che l'industria
farmaceutica
sta impunemente uccidendo
cittadini statunitensi.
Secondo le sue parole:
"L'industria
farmaceutica nel suo complesso, comprendente
i colossi farmaceutici monopolistici e la
FDA [Food
and Drug Administration, ente statunitense
preposto al controllo alimentare e
farmacologico, ndt], loro collegata nella
cospirazione, è palesemente diventata la
singola principale minaccia per la salute e
la sicurezza della popolazione statunitense.
Tuttavia la FDA continua ad
imporre come non mai sempre più farmaci ad
un numero sempre più consistente di
cittadini, con la concomitante presunzione
che questi farmaci siano sicuri ed efficaci
quando, in realtà, non sono né l'una né
l'altra cosa.
L'industria farmaceutica
odierna costituisce una imponente
frode
perpetrata a danno del
popolo degli Stati Uniti, sorretta da
procedure
commerciali illegali, operato
monopolistico ed una vera e propria
condotta
criminale da
parte della FDA."
Fonte: NewsTarget, 22 febbraio 2007,
http://www.newstarget.com
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Il British Medical Journal
pubblica un interessante articolo sul numero
del 29 ottobre 2005 dal titolo:
"I
medici che redigono Linee Guida
hanno legami con l'industria del farmaco".
Potete leggerlo cliccando
qui:
http://bmj.bmjjournals.com/cgi/content/full/331/7523/982-a
In
sintesi: vi si descrive un'indagine fatta
dai giornalisti di Nature (pubblicata il 20
ottobre su BMJ) riguardo a 215 Linee Guida
sui farmaci registrate nel 2004 presso la US
National Guideline Clearinghaouse.
Un terzo degli autori che
hanno redatto le LG
dichiarano
legami
con l'industria.
Ma ciò che è più interessante
è che il Direttore del Centro per la Scienza
di pubblico interesse con sede a Washington
- che per primo aveva iniziato la ricerca -
riferisce a BMJ che molti medici non
rivelano le loro connessioni con l'industria
anche quando queste vengono richieste.
Mancano infatti regole
standard al riguardo e non esistono
punizioni per non aver fornito le
informazioni.
Commento
NdR: I medici dei servizi sanitari nazionali
nelle varie nazioni del mondo, sono ormai diventati
da decenni e nei fatti, i
rappresentanti delle
case farmaceutiche e NON
possono aiutare i malati a risanare in
quanto, essi i medici,
NON conoscono tutte le
tecniche sanitarie
possibili che la
medicina naturale
insegna,
perche questa scienza antica quanto il
mondo, NON viene appositamente
insegnata nelle
Universita', affinche' i
medici
licenziati, non possano guarire i malati
ma li mantengano sempre in un limbo di pre-malattia
e/o malattia ed in alcuni casi li
accompagnano fino alla morte prematura con i
farmaci
che propinano loro.
vedi anche:
Trapianti
Questo e' il vero problema;
la grande maggioranza dei medici in buona
fede fa il proprio lavoro con coscienza, ma
NON ha la conoscenza adatta per
quella professione.
Possiamo solo salvare, di
questa
medicina ufficiale: la traumatologia, la
terapia e/o la chirurgia d'urgenza, il resto
e' tutto da RIVEDERE e da
RISCRIVERE
!
Ne va' della salvezza e della
salute del genere umano ed animale......
vedi le
falsita'
dette anche sull'aviaria.....sars....suina...e
quelle sui
vaccini che sono sostanze
insalubri....ecc.
!
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La disciplina
della corruzione medica in campo vaccinale
- 15 gennaio 2012
A volte nel modello societario
angloamericano vi sono azioni denominate
Freedom Of Information Act (FOIA) che
forniscono alcuni gioielli informativi.
Il FOIA è un atto legislativo federale che
riconosce il diritto di libertà
d’informazione e permette la divulgazione
totale o parziale di informazioni e
documenti inediti controllati dal governo.
E’ stato così per esempio per smascherare la
frode scientifica di Pediatrics in merito
agli studi sull’autismo.
A settembre 2011 una famiglia inglese si era
vista rifiutare il
risarcimento del danno vaccinale occorso
alla propria figlia perchè la Commissione
Medica aveva accertato una disabilità
inferiore al 60% e, alcuni giornalisti
indipendenti hanno sfruttato questo caso
avvalendosi di un FOIA per effettuare alcuni
controlli incrociati in merito ad alcuni
membri della Commissione stessa.
A seguito di questo FOIA sono emersi nuovi
dati che svelano particolari inediti e
soprattutto antecedenti al caso
Wakefield
per quanto riguarda la vicenda del
vaccino
trivalente Morbillo
-
Parotite -
Rosolia
nel
Regno Unito (UK).
In particolare si è giunti a provare che uno
dei massimi esperti nella
Sindrome di Munchausen per procura, Prof
Roy Meadow, ha partecipato a riunioni di
governo per discutere di vaccinazioni e
reazioni avverse per un totale di 5
anni, dal 1987 al 1991 inclusi. Questi
incontri si sono svolti durante il periodo
più cruciale nella
storia della vaccinazione quando veniva
utilizzato il vaccino MMR
Pluserix. Gli incontri si svolsero con
l’ARVI (Adverse
Reactions to Vaccinations and Immunizations),
il
CSM (Comitato per la Sicurezza di
Medicina), tra l’ARVI e JCVI (Joint
Committee On Vaccination and Immunization)
e infine tra il CSM e l’ARVI.
Poco dopo questi incontri le accuse contro
la MSBP (Sindrome
di Munchausen) aumentarono
specialmente quando i genitori si
lamentarono che il loro bambino era stato danneggiato
dal vaccino.
Il Pluserix è stato introdotto nel 1988 e
ritirato nel 1992
Un pò di storia
Richiamando alcuni concetti espressi nel
primo articolo della trilogia dedicata al
Dr. Wakefield, per coloro che non lo
sapessero, il tanto contestato Dr. Andew
Wakefied inizia il suo lavoro al Royal Free
Hospital nel 1988 quando il Dipartimento di
Salute Pubblica del Regno Unito aveva già
avviato un’indagine da parte del Joint
Committee On Vaccination and Immunization (JCVI)
per una serie di complicanze fatali legati
al virus del morbillo contenuto nei vaccini
che, udite udite, aveva iniziato la sua
strage di vite umane negli infanti già nel
lontano 1971.
1971
Autism in children with congenital rubella
è il primo studio ufficiale che viene
pubblicato, quando il futuro Dr. Wakefield
era ancora uno studente sbarbatello. Si
prosegue poi nell’ultima decade degli anni
’70 con lo studio Viral
expoxure and autism.
Nel settembre 1992 è la
SmithKline Beecham
(l’attuale GSK) che obbliga il blocco
urgente del vaccino PLUSERIX utilizzato nel
Regno Unito. Inoltre, altissimi rischi di
reazioni anafilattiche vengono riportate
negli Stati Uniti e pubblicati nello studio Allergic
reactions to MMR vaccine.
Gli anni 1989,
1990 e 1991 furono anni cruciali nella
storia della vaccinazione del Regno Unito
perché il vaccino MMR Pluserix, veniva
utilizzato. Il vaccino Pluserix contenente
il ceppo della parotite Urabe AM9 prodotto
da
GlaxoSmithKline,
era stato vietato in Canada sotto il
nome di Trivirix nel 1988. Questo
pericoloso ceppo del vaccino
MMR,
Urabe AM9, è stato riconosciuto e
comprovato come causa di meningite.
Nel 1990 la
licenza del TRIVIRIX venne revocata in
Canada, Malysia, Philippine, Singapore e
Australia ma il Joint Committee on
Vaccination and Immunization, pur riportando
numerosi casi di meningite post vaccinica
nel Regno Unito, non assunse alcuna
iniziativa.
La psicologa ed esperta in autismo Lisa
Blakemore-Brown era ed è tuttora uno dei
professionisti più influenti che al mondo
abbia mai visto come i vaccini siano legati
alla falsa etichettatura dei genitori con la
Sindrome di Munchausen per Procura (MSBP);
il problema è che pochi hanno veramente
riconosciuto il suo vero genio e di fatto
alcuni hanno cercato di distruggere la sua
carriera e la reputazione.
Già nel 1995/1996 Blakemore-Brown sospettava
che due uomini potenti e influenti, Dr David
Southall e Prof Roy Meadow erano coinvolti
nella ricerca sulle reazioni avverse ai
vaccini. Lei credeva che usavano le loro
conoscenze e loro influenza per accusare
falsamente i genitori della Sindrome di
Munchausen per Procura (MSBP) dopo che era
avvenuto un danno vaccinale.
A seguito della ricerche burocratiche di
questi giornalisti indipendenti ora vi sono
pochi dubbi sul fatto che Blakemore-Brown ha
ragione.
Scopriamo la
verità
E’ comprovato che il Dr David Southall era
colui che scriveva i documenti relativi
ai bambini che muoiono dopo le vaccinazioni,
così come all’inizio del 1987 e nel periodo
tra il 1993 e il 1995 è stato consulente
per la salute dell’UNICEF nell’ex
Jugoslavia. Il periodo 1993-1995 è
successivo al ritiro del Pluserix nel Regno
Unito ma, guarda caso, l’UNICEF
è stato uno dei beneficiari di tale vaccino
dopo il divieto.
Il Prof Roy
Meadow nel 1977 scrisse un libro controverso
sulla Sindrome di Munchausen per Procura (MSBP) per The Lancet.
Il libro porta due casi di studio molto
sospetti come “prova” dell’esistenza della
Sindrome di Munchausen per Procura (MSBP).
Il libro è stata ritenuto problematico da
molti perché il secondo caso studio descrive
un bambino che presenta una
quantità eccessiva di sodio nel sangue.
Nel
corso della discussione Meadow svela che
questo bambino è stato alimentato a forza
con 20 g di sodio, con difficoltà, da lui
stesso e dai suoi colleghi. Purtroppo il
bambino è
morto
!
Nel 2005
Blakemore-Brown ha rivelato il contenuto di
alcuni documenti che lei aveva ricevuto
attraverso un FOIA (Freedom of Information
Act), dove è dimostrato che il
Prof Meadow era coinvolto negli incontri
con l’ARVI, un gruppo subalterno al JCVI
ideato specificamente per controllare le
reazioni avverse ai vaccini. Questo avvenne
nel 1987, 1988 e 1989.
I giornalisti indipendenti hanno ora
raccolto informazioni che dimostrano come il
Prof Meadow è stato coinvolto in molti più
incontri.
Diversi documenti correlati all’argomento
sono consultabili qui,
inclusi i documenti dal titolo “Annual
report 1989, 1990 e 1991“ dove il nome di
Meadow appare molte volte. Incuriosito ho
approfondito un pò l’argomento e sono
rimasto sorpreso di scoprire quante riunioni
ha frequentato questo uomo.
Gli anni
cruciali
Gli anni 1989, 1990 e 1991 furono anni
cruciali nella storia della vaccinazione del
Regno Unito perché il vaccino MMR Pluserix,
veniva utilizzato.
Il vaccino Pluserix
contenente il ceppo della parotite Urabe
AM9 prodotto da GlaxoSmithKline era stato
vietato in Canada sotto il nome di Trivirix
nel 1988. Improvvisamente nello stesso anno
con il nuovo nome di Pluserix è stato
introdotto nel Regno Unito dalla JCVI.
Quattro anni più tardi, tuttavia, nel 1992 è
stato vietato nel Regno Unito dopo che è
stato rivelato che i bambini erano
in pericolo per le reazioni avverse .
Nel corso delle riunioni che Meadow
ha frequentato nel Comitato ha discusso la
vasta gamma di reazioni avverse che i
bambini stavano subendo dopo aver
ricevuto questo vaccino. Tra queste reazioni
erano riportate parotite, sordità,
meningite, sequestri epilettici, encefalite
e morte. Nonostante le reazioni avverse e
il pericolo di vita, i membri del Comitato
decisero che il vaccino avrebbe mantenuto la
sua licenza nel Regno Unito anche se erano
proprio loro che avrebbero dovuto
vietarne l’uso.
A cavallo tra il
1991 e il 1992 il
Legal Aid Board riceve un numero elevato
di domande di risarcimento per i
bambini danneggiati dal vaccino MPR. Nello
stesso periodo sono pubblicati i risultati
di uno studio di sicurezza iniziato 4 anni
prima che dimostra un aumento dell’incidenza
di reazioni avverse al vaccino MPR.
A settembre del
1992 entra in gioco il famoso vaccino MMR II
della Merck Sharp & Dhome in sostituzione
del sopra citato PLUSERIX e del IMMRAVAX. La
notizia venne riportata dall’edizione
cartacea del Telegraph col titolo “Brain
Disease Ban on Vaccine“.
Il Segretario di Stato del Ministero della
Salute Britannico Virginia
Bottomley scrive a questo punto al
Governo informandolo che il vaccino
trivalente è sottoposto a indagini a causa
di numerosi report di reazioni avverse.
L’autorevole The
Indipendent riporta un articolo dal titolo “Children
received vaccine despite meningitis link”
(I bambini ricevono ugualmente il vaccino
nonostante il collegamento con la
meningite).
Una licenza del Regno Unito collegata a un
farmaco o a un vaccino è molto prestigiosa
ed è una raccomandazione che il farmaco o il
vaccino è sicuro. Pertanto questa fornisce
luce verde per altri paesi e per le
organizzazioni che desiderano acquistare il
prodotto.
I vari comitati sapevano che togliendo la
licenza al Pluserix avrebbero causato
il panico di massa nel mondo e per questo
motivo conservarono la licenza. Ahimè,
questo vaccino pericoloso è stato poi
spedito per l’uso nel terzo mondo dove
rimane attivo tutt’oggi. Tra i suoi
acquirenti c’era e c’è tuttora l’UNICEF.
Il fatto che il Prof. Meadow ha
sicuramente agito perché non si rivelasse
esattamente ciò che accadde realmente,
finchè il Pluserix è stato vietato nel Regno
Unito, è confermato dalla sua
contemporanea improvvisa sparizione da tutti
i comitati e dalla pubblicazione di una
innumerevole serie di articoli sulla
Sindrome di Munchausen per Procura (MSBP).
Per dimostrare quanto era sinistra la natura
di questi incontri, è meglio capire
esattamente ciò che è stato detto in quei
momenti.
Vi suggerisco di leggere il testo di Lucija
Tomljenovic “The
vaccination policy and the Code of Practice
of the Joint Committee on Vaccination and
Immunization (JCVI): are they at odds?”
(La politica vaccinale e il codice di
condotta del comitato congiunto sulla
vaccinazione e di immunizzazione (JCVI):
sono in disaccordo?) perché rivela la vera
portata di ciò che è stato discusso.
Il Prof Meadow ha
attuato opera di depistaggio ?
Viene da chiedersi perché un esperto in MSBP,
coinvolto in incontri sulle reazioni avverse
ai vaccini, attua opera di depistaggio ?
La disinformazione è uno strumento spesso
utilizzato per attrarre l’attenzione del
pubblico, tenendolo lontano da una zona affinchè
si concentri su un altro argomento, così da
sviare le menti dalla verità.
Per coloro che non lo sapessero questo è lo
strumento di potenti organizzazioni, governi
e industrie farmaceutiche, che utilizzano la
Programmazione Neuro-Linguistica come
forma di lavaggio del cervello, per ottenere
la maggioranza delle persone che pensano,
agiscono e si comportano in un certo modo.
L’esempio in questo caso è per ottenere che
la popolazione creda al fatto che le
vaccinazioni e i farmaci sono buoni
e comportano un vantaggio alla loro salute.
Mi sento comunque in dovere di aggiungere
che la Programmazione Neuro-Linguistica,
usata nel modo corretto, è un buono
strumento ed ha aiutato molte persone a
superare paure e fobie.
Conflitti
d’interesse del Prof Meadow con la
GSK, Boots e Ferring
Un altro fatto rivelato nei documenti che ho
trovato particolarmente interessante è che
le relazioni annuali elencano tutti i
conflitti di interesse di ogni membro del
Comitato coinvolto nella regolazione della
sicurezza dei vaccini e farmaci. Sono
elencati i membri di ogni Comitato tranne il
JCVI del Regno Unito nel 1990. I documenti
includono i membri del CSM e dell’ARVI.
È interessante vedere scritto nero su bianco
solo chi ha tutti i conflitti di interesse
con quale compagnia
farmaceutica.
Ho trovato il Presidente di molte delle
riunioni, Professor A.W. Asscher,
eccezionalmente interessante perché aveva 25
conflitti di interesse, inclusi collegamenti
con la Glaxo che produce il Pluserix.
Ricordate che non era il solo ad avere
conflitti di interesse con Glaxo.
Elencato tra i membri con i conflitti di
interesse è il Prof. Meadow. Le Relazioni
Annuali (Annual Reports) dimostrano che non
era solo Meadow ad essere coinvolto in
questo momento cruciale della storia del
vaccino ma che Meadow aveva dichiarato vari
conflitti di interesse.
Nel 1989 il Prof Meadow dichiara un
interesse personale nell’azionariato con Beecham
and Boots e una dichiarazione non personale
di concessioni dipartimentali dalla Ferring.
Nel 1990 ha dichiarato che possedeva azioni
di Boots e una società di consulenza in
Ferring. Nella dichiarazione del 1990 non
non c’è alcuna menzione di Beecham. Dal 1991
aveva perso il conflitto Ferring, ma aveva
ancora Boots.
E’ probabile che il vero motivo per il quale
Meadow ha voluto mantenere le quote in Boots era
che in quel periodo la Glaxo doveva fondersi
con Boots.
È interessante notare che nel 1989
SmithKlineBeckham si fuse con Beecham
formando SmithKlineBeecham plc. – Glaxo
Wellcome e SmithKlineBeecham successivamente
si fusero per formare GlaxoSmithKline.
Il quartier generale della società è stato
poi trasferito in Inghilterra. Per espandere
la ricerca e lo sviluppo negli Stati Uniti,
SmithKline Beecham ha comprato un nuovo
centro di ricerca nel 1995. Un altro nuovo
centro di ricerca presso il New Frontiers
Science Park di Harlow fu aperto nel 1997.
Nel 2000, Glaxo Wellcome e SmithKline
Beecham si fusero per formare
GlaxoSmithKline.
Aumenti di MSBP
si verificarono immediatamente dopo questi
incontri
Non sorprende che, dopo la metà del 1990 si
alzarono i numeri di MSBP nel Regno
Unito e in tutto il mondo. Incredibilmente
nel 1998 Meadow fu nominato cavaliere per i
suoi servizi ai bambini.
Lisa Blakemore-Brown lamentò nuovamente
ciò che lei poteva vedere dispiegarsi, ma le
sue parole caddero nel vuoto.
Nel settembre
1998 un articolo su “The Scotsman” scritto
da Stephen Breen, rivela che
Lisa Blakemore-Brown era convinta che le
madri erano state ingiustamente accusate di
avere MSBP in almeno 3 casi. Breen spiega
che lei si era lamentata con il General
Medical Council (Ordine dei Medici
Britannico) e il Dipartimento della
Salute chiedendo una inchiesta pubblica.
L’unica prova esistente di questo articolo è
in
COSA Newsletter novembre-dicembre 1998 –
MENZ issues … “Accusations of
Munchausen Syndrome By Proxy is the new
witch hunt“ .
Questo è stato scritto nel 1998, in un
momento in cui le accuse di MSBP erano al
loro apice. Dietro una grande maggioranza
dei casi e di molti ancora in corso nei
tribunali vi sono i due professionisti, Dr
David Southall e Prof Roy Meadow. In effetti
vi erano casi di MSBP che coinvolgevano
entrambi questi professionisti anche in un
periodo in cui sembra non fossero iscritti
all’Ordine. Stranamente venivano reintegrati
velocemente. La domanda sulle labbra di
molte persone è chi protegge questi due
uomini?
Nel 2009 Meadow
ha fatto l’unica cosa decente e si è
dimesso. E’ interessante comunque leggere
cosa scrisse al proposito Blakemore-Brown.
Queste ultime rivelazioni dimostrano
ulteriormente senza ombra di dubbio che
Lisa Blakemore-Brown aveva ragione
di sospettare che Meadow e Southall
erano pesantemente coinvolti nelle reazioni
avverse dei vaccini e hanno poi usato il
loro potere e la loro influenza per bloccare
i genitori innocenti, accusandoli di abusare
dei loro figli.
Mi auguro che quanto ha scritto
Lisa Blakemore-Brown possa aiutare
a ottenere giustizia a tanti genitori per le
atrocità che hanno sofferto, e che qui in
Italia non esistano figure altrettanto
inquietanti come questi due professionisti
della malattia.
Inoltre mi auguro che
Lisa Blakemore-Brown possa riacquistare
quel ruolo di rilievo per la sua carriera e
e la sua reputazione che sono state quasi
completamente rovinate da questi personaggi
autoritari fino a quando hanno mantenuto
intatta la loro compertua. Solo il tempo
potrà dirlo.
La perdita temporanea di un tale brillante
talento professionale ha colpito tante
famiglie con bambini con autismo e
ADHD.
Non solo non ci sono finanziamenti o
supporto dalle autorità locali, ma hanno
perso anche il sostegno e la comprensione di
una professionista che aveva dedicato la sua
intera vita a supporto e in aiuto di molte
famiglie che soffrono.
Prima di pensare che tutto questo è frutto
di una grande teoria del complotto, invito i
lettori a cercare la definizione originale
di “cospirazione“.
La cospirazione (anche complotto o congiura)
è l’azione condotta da più persone per
stabilire un accordo segreto per modificare,
sovvertire, cambiare radicalmente, a volte
con uso di mezzi violenti e coercitivi, un
regime, uno stato, una situazione politica o
di altro tipo. Dopo Andrew Wakefield, anche
Lisa Blakemore-Brown è una vittima della
corruzione medica in campo vaccinale.
Tratto da autismovaccini.com
Continua QUI:
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