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Reporters
Senza Frontiere (www.rsf.org
) difende la libertà di espressione.
Ciò è strettamente collegato alla libertà di
stampa ma anche al libero flusso dell'informazione
su Internet e alla preservazione della privacy.
Questo rapporto fa luce sul pesante
cannoneggiamento che Internet ha subito
dall'attacco dell'9/11 negli Stati Uniti.
Dalla metà degli anni '90 alcuni governi e
istituzioni internazionali hanno cercato di
controllare Internet attraverso leggi e
regolamenti. Essi hanno avuto completamente
successo. La campagna contro il terrorismo e gli
eccessi securitari che essa ha prodotto hanno
accelerato questa direzione.
vedi:
Controllo di Internet in Occidente +
Controllo con
software costo di Internet +
Padroni del
Mondo
Controllo delle masse e tecniche di depistaggio
-
15/09/2014
In questa conferenza, Solange Manfredi esordisce
dicendoci che viviamo tutti in un "Truman Show".
Esagerata ?
La Manfredi è persona serissima, un avvocato in
gamba e preparato ed una brava oratrice. Dopo
aver scartabellato per anni tra le carte
desecretate dagli archivi di stato americani e
nostrani, ha ricostruito un quadro coerente e
sorprendente della storia d'Italia degli ultimi
70 anni. Una storia diversa da quella dei libri
di scuola, diversa dai titoli di giornali. Che
però non si basa su dicerie, sulla parola di
giornalisti o di politicanti. Si basa su
documenti. Migliaia e migliaia di documenti.
In questi video ci parla della marea di menzogne
che ci hanno propinato negli ultimi vent'anni.
La guerra psicologica di cui siamo vittime
quotidianamente. E non si limita a dirci quando
ci hanno preso in giro. Ci racconta anche come,
e perchè.
Video QUI:
https://www.youtube.com/watch?v=ziLYCjbJs0s
Tratto da:
http://coscienzeinrete.net/politica/item/2096-controllo-delle-masse-e-tecniche-di-depistaggio
A un anno dai tragici eventi a
New York e
Washington (2001), anche Internet può essere aggiunto agli
"danni collaterali" causati dal generale oltrepassamento delle misure securitarie.
Come
risultato, le libertà digitali sono state
interrotte.
I paesi abitualmente criticati per il non rispetto
dei diritti umani e la libertà di espressione
- come la Cina, il Vietnam, l'Arabia Saudita, e la
Tunisia - sono diventati schizofrenici rispetto ad
Internet. Hanno incoraggiato la sua crescita come
uno strumento di propaganda di stato o di
interessi economici, ma nello stesso tempo si sono
attivati per controllare Internet e comprimere la
critica, argomento e speranze per una democrazia
on-line.
Dall'attacco dell'11 settembre, questi
"nemici" di Internet si sono
avvantaggiati della campagna internazionale contro
il terrorismo per rafforzare la polizia e la
macchina legale che hanno installato per mettere
Internet sotto sorveglianza. Essi la stanno anche
usando per aumentare la pressione sui
cyber-dissidenti.
Questo è ciò che è avvenuto in Cina, dove il
governo sta provando a contenere la crescita dei
cyber-caffè e dove, il 30 agosto scorso, ci sono
stati 30 navigatori internet imprigionati.
Qualcuno dei 14000 cyber-caffè è stato chiuso
nello spazio di una settimana, in questa estate.
Un cyber-dissidente è stato condannato, ad agosto
di quest'anno, al record di 11 anni di prigione.
Le autorità hanno anche obbligato i Providers
e i Portali Web a firmare un patto di auto-censura.
Un grande errore: il gigante Usa Yahoo era tra
quelli che avevano firmato !
In Tunisia, il regime del Presidente Zine
el-Abidine Ben Ali sta, abilmente, cavalcando
l'onda delle
misure antiterrorismo per operare una stretta di
vite sui cyber-dissidenti.
A giugno scorso, uno dei suoi più strenui
critici, Zouhair Yahyaoui, fondatore del sito web
www.tunezine.com è stato imprigionato e condannato a due anni e
quattro mesi.
Ma Internet non è soltanto sotto assedio in quei
paesi tradizionalmente ostili alla libertà di
espressione. Esso è anche minacciato nelle
democrazie occidentali, dove molti paesi hanno
approvato leggi, preso misure e adottato pratiche
che stanno mettendo Internet sotto la ghiera dei
servizi di sicurezza. Questi governi stanno
introducendo ritenzione generalizzata dei dettagli
di email spedite e ricevute e di quei siti web che
la gente visita.
Ciò trasforma i Providers e le compagnie
telefoniche in potenziali armi della polizia.
L'accesso a questa massa di informazioni è stato
dato, con facilità allarmante, alla polizia e a
ai servizi di intelligence. Questo abuso senza
precedenti significa che tutti i cittadini sono
teoricamente sotto sospetto.
Tali misure includono la Risoluzione 1373 sulla
lotta contro il terrorismo, approvata da Consiglio
di Sicurezza delle Nazioni Unite il 28 settembre
dell'altro anno; il Patriot Act americano adottato
dal Congresso Usa il 24 ottobre 2001 e vari ordini
del Presidente George Bush prima e dopo questo
atto; l'emendamento alla Direttiva Europea sulla
Protezione dei Dati delle Telecomunicazioni
approvato dal Parlamento europeo il 30 maggio
scorso; l'approvazione di leggi da parte dei
Parlamenti di molti paesi nel mondo e le
raccomandazioni del G8 e del corpo della polizia
europea, l'Europol.
Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Francia,la
Germania, l'Italia, la Danimarca, il Parlamento
Europeo, il Consiglio d'Europa e il G8 hanno
sfidato le libertà digitali nell'ultimo anno.
Seppure questi siano paesi con tradizioni
democratiche e secolari i cui cittadini hanno
combattuto a lungo e duramente per ottenere i loro
diritti di libera espressione, la segretezza della
posta e il diritto dei giornalisti a non rivelare
le loro fonti.
Cosa farebbero i cittadini d'Europa e del mondo se
gli si raccontasse di una legge che è stata
approvata permettendo che essi, attraverso la
posta, siano ripetutamente controllati dalla
polizia in ogni momento ?
Essi sarebbero oltraggiati da tali restrizioni
della loro libertà.
Tuttavia queste sono esattamente il tipo di misure
che hanno preso o stanno prendendo riguardo a
Internet.
Noi,
perciò, abbiamo bisogno di essere vigili.
GERMANIA
Il "Catalogo-Otto" (con riferimento al
catalogo di ordini per posta generale): questo è
il soprannome che i media e le ONG hanno dato al
pacchetto di misure antiterrorismo escogitato dal
Ministro dell'Interno Otto Schily) e adottato dal
Parlamento tedesco alla fine dell'altro anno.
Il
contenuto della legge è stato immediatamente
attaccato dalle organizzazioni che difendono le
libertà civili, la libertà di espressione e la
segretezza dei dati personali. Le più controverse
misure si riferiscono alla abolizione della
distinzione tra polizia e servizi segreti, che ora
hanno accesso illimitato al database dell'Interpol.
Essi quindi hanno accesso ai records contenuti nei
computer delle società di telecomunicazioni,
inclusi il contenuto dei messaggi, i dati circa
gli scambi email e quelli che riguardano gli
autori di tali messaggi, allo scopo di essere
trovati e accedere ai records delle compagnie
telefoniche.
Circa venti organizzazioni hanno formato una
coalizione per denunciare i tentativi di Schily di
monitorare tale traffico come "una legge di
cui le fonti giuridiche sono dubbie, non chiara e
difficile da formalizzare, una legge che, quindi,
non fermerà l'attività dei terroristi".
L'organizzazione Privacy International ha
assegnato il suo premio annuale "Big Brother"
a Schily per ciò che essa ha chiamato la sua
politica di spionaggio e costrizione delle libertà
collettive e individuali. Essa dice che Schily ha
contribuito, sotto la copertura della lotta al
terrorismo, a ridurre i diritti dei cittadini
tedeschi, specialmente il diritto di prendere i
dettagli della loro vita confidenziale.
CANADA
Stretta sorveglianza di Internet e email. E'
questo il cuore della legge antiterrorismo
canadese C-36, approvata a metà dicembre del
2001, che rende più facile per la polizia
prendersi la libertà di installare
apparecchiature di ascolto su telefoni e computer.
La Communications Security Establishment, un
dipartimento del Ministero della difesa, può
quindi per la prima volta nella sua storia, ascoltare sia cittadini canadesi
che stranieri.
La privacy delle email è stata
chiaramente distrutta.
Il commissario per l'informazione John Reid, un
funzionario indipendente che controlla il rispetto
delle libertà civili in Canada, ha protestato,
indignato, in una lettera al capo della
Commissione Giustizia del Senato Federale, Joyce
Fairburn , la nuova legge ha dato un "colpo
paralizzante" alla sua indipendenza e la sua capacità di
proteggere il diritto alla riservatezza dei
cittadini.
DANIMARCA
Nell'ottobre dell'altro anno, il governo danese ha
proposto ulteriori emendamenti al testo delle
leggi nazionali, così da combattere il terrorismo
con più efficacia. Sotto un titolo nascosto,
questi emendamenti colpiscono leggi concernenti
giustizia, affari interni, economia e tassazione.
Internet e le nuove tecnologie sono state
fortemente contrastate. Il governo ha chiesto al
Ministero della Giustizia di rendere gradualmente
legale il trattenimento dei dettagli delle
chiamate telefoniche, di Internet e delle
email e di permettere alla polizia un più facile
e veloce accesso a tale materiale.
Il 31 maggio scorso, la legge ha
autorizzato ufficialmente la presa di dati di
questo tipo per un anno. La legge antiterrorismo
avanza ulteriormente, attraverso il permesso al
servizio segreto (PET) e alla polizia di
consultare liberamente questi dati senza una
precedente autorizzazione del giudice. La polizia
può anche installare, sull'equipaggiamento dei
Providers delle email, intercettori tecnologici
simili al programma "Carnivore" usato
negli Stati Uniti.
SPAGNA
La Camera Bassa del Parlamento spagnolo ha
approvato una legge su Internet, la LSSICE, il 27
giugno di quest'anno, con l'obiettivo di lottare
contro il cybercrimine e il terrorismo. La misura,
messa insieme dal ministero della scienza e da
quello della tecnologia, include clausole
liberticide secondo l'ottica di quelli che credono
che Internet debba esistere con minimi controlli.
La legge obbliga i Providers a prendere i dettagli
dei loro clienti internet e email, per almeno un
anno.
Ma
i deputati dell'opposizione sono riusciti a far
approvare un emendamento per limitare la polizia e
i servizi segreti ufficiali dall'uso di tali dati
senza l'autorizzazione della Corte.
Gli oppositori alla nuova legge sono sbigottiti
perché si aspettavano che i deputati diluissero
la proposta di legge originaria. Infatti, la
versione finale è stata più repressiva di quella
iniziale, specialmente laddove è prevista la conservazione dei records di connessione da parte
dei Providers.
I metodi di archiviazione di tali dati non sono
stati indicati, e ciò aumenta la paura di abusi.
Resta
da vedere quali autorità sarà in grado di
sospendere i siti giudicati tali da avere
"valori dannosi" senza minare la libertà
di espressione. Questa libertà è riconosciuta e
difesa nella Costituzione nazionale, di cui l'art. 20 protegge,
considerevolmente, il diritto di "inviare
liberamente o di ricevere informazioni veridiche
in ogni senso di comunicazione".
STATI UNITI
L'attacco dell'11 settembre a New York e
Washington e l'uso presunto di Internet, da parte
dei membri del commando terroristico per
contattare qualcun altro e preparare l'operazione,
ha determinato una vittoria ai sostenitori
delle misure di sicurezza più dure e della
regolazione piùstretta di Internet.
La campagna per prendere il controllo di Internet
è cominciata poche ore dopo gli attacchi, quando
gli agenti della FBI sono andati dal capo ufficio
dei più importanti Providers del paese, incluso
Hotmail, AOL e Earthlink, per confiscare i
dettagli dei possibili messaggi email tra i
terroristi.
La
rivista ondine Wired ha riportato che agenti FBI
hanno provato anche ad installare
"Carnivore", un sistema di sorveglianza
(da allora denominato DCS 1000) sul principale
Provider degli Stati Uniti. Si dice che gli agenti
FBI siano arrivati all'improvviso negli uffici del
Provider con il software "Carnivore" e
hanno offerto di pagare il costo
dell'installazione e i circuiti. Hanno domandato e
ottenuto materiale da certi accounts, molti dei
quali nomi cominciano con la parola
"Allah".
CARNIVORE: un programma a vasto raggio
Carnivore, progettato dagli esperti FBI, è il più
grande software di sorveglianza elettronica usato
da una forza di polizia nazionale. Se installato
sul Provider, esso può registrare e immagazzinare
tutti i messaggi ricevuti e il traffico ricevuto dai
clienti del Provider.
I difensori delle libertà
civili negli Stati Uniti hanno lottato contro
Carnivore ed esso non era stato usato, finora,
senza l'autorizzazione di un giudice. Una legge
conosciuta come "Combating Terrorism Act",
approvata urgentemente dal Senato il 13 settembre
2001, due giorni dopo gli attacchi, permette ai
servizi di intelligence di usare Carnivore senza
avere l'approvazione del giudice.
Molti ufficiali usa cominciano a criticare la
crittografia che consente di mantenere i messaggi
e le attività su Internet riservati mediante la
codifica via software. Di nuovo il 13 settembre,
il Sen. repubblicano Judd Greg, in un discorso
precedente il Congresso, ha parlato del divieto di
tutti i software criptati di cui gli autori non
forniscano la chiave dei codici all'autorità. Ciò
è necessario, secondo Gregg, perché l'FBI ha
perso 10 mesi per decodificare i file criptati nel
computer di persone principalmente responsabili
per i primi attacchi al Word Trade Center nel 1993.
David Zimmerman, inventore del programma leader di
criptazione, PGP, ha fatto notare che la società
ha più guadagno che perdita dal potere di
criptare, che può salvare molte vite nel mondo.
Egli ha detto che il suo PGP è stato usato dalle
organizzazioni per i diritti umani dovunque, specialmente in quei paesi governati da dittatori.
Semplificazione delle regolamentazioni sulla
sorveglianza elettronica
Il monitoraggio dei dati su Internet è stato
legalizzato il 24 ottobre 2001 quando la Camera
dei Rappresentanti ha approvato il "USA
Patriot Act", poi ridenominato "USA Act".
Questa misura antiterrorismo ha confermato il
potere, già dato all'FBI, di instalare Carnivore
sugli equipaggiamenti dei Providers per monitorare
il flusso di messaggi email e immagazzinare i records dell'attività web delle persone
sospettate di avere contatto con poteri stranieri.
Ciò richiede solamente l'autorizzazione di una
corte speciale.
Gli abusi temuti dalle associazioni per la libertà
di espressione si sono materializzati. In questa
primavera, un gruppo americano, il Centro di
Informazione per la Privacy Elettronica (EPIC),
dopo una battaglia legale contro l'FBI, ha
ottenuto il diritto di vedere qualche materiale
relativo al programma Carnivore. Gli esperti di EPIC hanno
trovato che, come parte della guida
antiterrorismo, il traffico email di privati
innocenti cittadini era stato intercettato e
spiato. Riguardo a ciò l'FBI ha detto che era
stato un "errore" causato da un
inconveniente tecnico.
Il programma di criptazione è stato attaccato dal
programma "Magic Lanterns"dell'FBI, un
virus inviato da un email che può, segretamente,
registrare la chiave di un utente Internet. Ciò
rende capace l'FBI di vedere il codice
impiegato per criptare gli utenti e così
recuperare i messaggi scritti per mezzo del
computer proprietario. Così come può provare a
monitorare il flusso delle informazioni su
Internet per prendere ciò che è stato dato e
scambiato. Le autorità stanno anche tentando di
usare Internet per lanciare la propaganda usa
nella loro guerra contro il terrorismo.
Il New York Times ha riportato il 19 febbraio 2002
che l'Ufficio di Influenza Strategica (OSI) del
Dipartimento della Difesa ha proposto di piantare
la disinformazione nei media stranieri,
principalmente attraverso siti web progettati e
segretamente gestiti dall'OSI e attraverso email inviate a giornalisti o ai loro uffici.
La
rivelazione ha causato un tale clamore che il
portavoce della Casa Bianca, Ari Fleischer, ha
immediatamente detto che il Presidente Bush non
sapeva nulla circa questo progetto e ha ordinato
di chiudere l'OSI.
Internet poliziotto del mondo
Il Dipartimento di Giustizia americano si è
riservato anche il diritto di perseguitare gli
"hackers" di Internet, sia che essi
siano americani o no sia che vivano sul
territorio americano. Le autorità spiegano che,
dato che la maggior parte del traffico Internet
passa attraverso gli Stati Uniti, perseguiranno chiunque, ovunque nel mondo,
infranga le leggi americane relative al
cyberspazio così come il target di tali
"crimini" elettronici che passa
attraverso i canali usa.
Questo livello, mondiale in primo luogo, da
agli Stati Uniti un ruolo non ufficiale di
"Internet poliziotto", così hanno
protestato le associazioni per le libertà civili.
Ma l'hacking può nascondere molte realtà.
D'accordo sulla sicurezza Internet, l'esperto Mark
Rash, responsabile per ogni offesa su Internet - rubare i dati dei computer, meno
hacking nei siti web o inviare immagini
pornografiche - tutto potrebbe essere bersagliato
dalle autorità USA.
Un raro evento nella storia di Internet, a
novembre 2001, ha mostrato il grado della
determinazione usa.
La Somalia è stata
completamente tagliata fuori dalla rete dopo che
l'unico Provider del paese, il "Somalia
Internet Company", e la più importante
società di telecomunicazioni, la "Barakat",
sono state obbligate a chiudere dopo essere state
accusate dagli USA di essere finanziate dalla rete
Al-Qaeda di Osama bin Laden ed essere inserite
nella lista americana di quelli che supportano il
terrorismo. Per due mesi, la Somalia non ha avuto
accesso a Internet.
E' stato rimesso a gennaio del 2002, dopo che un nuovo Provider, il "NetXchange",
ha cominciato ad operare.
Il Procuratore Generale USA , John Ashcroft e il
Direttore dell'FBI, Robert Mueller, il 30 maggio
scorso, hanno presentato un piano di riforma
dell'FBI che dovrebbe rifocalizzare le sue attività
verso l'antiterrorismo a spese della lotta
anticrimine. Lo scambio maggiore è stato che gli
agenti dell'FBI avrebbero una mano più libera,
senza necessità di approvazione della corte, di
installare i dispositivi di ascolto sui telefoni e
computer di chiunque sia sospettato avere
informazioni circa l'attività terroristica. L'FBI
vorrebbe anche essere in grado di scavare dentro i
database per prendere informazione commerciale, economica e scientifica.
Tali ricerche potrebbero essere eseguite per
ragioni precauzionali perfino se non ci sia stata
prova contro le persone o le organizzazioni
monitorate.
FRANCIA
L'avvio per la sicurezza partita dall'attacco
dell'11 settembre ha visto il passaggio di due
leggi per la restrizione delle libertà digitali.
Il governo del Primo Ministro Jospin ha presentato
un pacchetto di misure antiterrorismo a novembre
2001 chiamato "Legge sulla sicurezza di tutti
i giorni" (LSQ). Questa non è espressamente
designata per la lotta al terrorismo: clausole
sono state aggiunte frettolosamente ad una legge
già esistente, la "Legge sulle società
dell'informazione" (LSI).
La LSQ, che è stata approvata urgentemente e
all'unanimità il 15 novembre senza alcuna
discussione, ha esteso ad un anno il periodo in
cui possono essere presi i records dell'attività
Internet e del traffico email dai Providers. Si è
anche approvato ai giudici di usare il
"segreto di stato per le misure che
giustificano la difesa nazionale". Per
decodificare i messaggi email e richiedere le alle
società di criptazione di consegnare i loro
codici cosicché le autorità possano leggere i
messaggi. Queste misure mettono Internet, in
Francia, sotto stretta sorveglianza e lo
ostacolano nella criptazione.
Le associazioni per
la libertà di espressione su Internet - come
LSIjolie,
IRIS,
Bug Brother,
RSF),
hanno
protestato contro una tale impetuosa approvazione
di misure che non sono state discusse o negoziate
e che minacciano i principi della segretezza nelle
comunicazioni professionali e private,
specialmente il diritto dei giornalisti a non
rivelare le loro fonti.
Ricerca e confisca dei data online
Il nuovo governo del Primo Ministro J. P. Raffarin
ha presentato un'altra misura al Parlamento in
questo luglio, la "Legge di Progetto e Guida
della Sicurezza Interna" (LOPSI), che
contiene clausole che ricordano quelle riguardanti
la libertà di espressione e i diritti di
riservatezza individuali.
La LOPSI, che è stata approvata il 31 luglio
2002, ha sollevato molti temi delicati,
principalmente il suo preparativo per un ulteriore
misura da dare alla polizia: il potere di fare
ricerche remote sui Providers e sui records
delle attività Internet e traffico email privato
e professionale dei loro clienti. Ciò
concederebbe alla polizia, con un permesso del
giudice, di avere "diretto accesso ai data
giudicati necessari per stabilire la verità".
I critici della LOPSI, così come i giudizi dei
sindacati, di IRIS e della Computer Freedom
Federation (FIL), si interrogano se tali ulteriori
misure, analizzando come la legge sarà applicata,
saranno dibattute in Parlamento.
Saranno autorizzati i poliziotti ad accedere e
analizzare i file dei computer, specialmente
addestrati ed equipaggiati per questo lavoro ?
Saranno obbligati, come in una normale operazione,
ad informare gli utenti dei computer bersagliati
di ciò che si sta facendo ? Sarà il giudizio
dato a tali operazioni specialmente mirate fatto
consapevole della natura intrusiva di tali
operazioni ?
Si dice anche che la misura permetterà l'uso,
sotto supervisione legale, della "tecnica più
avanzata" per intercettare i messaggi e lo
stabilimento di sorveglianza sofisticata a causa
dell'"incrementata abitudine in uso da parte
dei criminali di metodi per nascondere le loro
comunicazioni e incontri".
La misura colpisce direttamente chi usa
criptazione per preservare al loro anonimità
online.
REGNO UNITO - Gran Bretagna
Il "Anti-Terrorism, Crime and Security Act",
approvato in Gran Bretagna, a metà dicembre
scorso, ha esteso almeno di un anno il periodo in
cui i Providers sono obbligati a trattenere i
dettagli dell'attività Internet delle persone. Il
Ministro degli Interni ha, quindi, affermato che
vorrebbe avere il potere di monitorare le transazioni
finanziarie online e il traffico privato dell'email.
La nuova legge solleva la polizia dall'avere il
permesso del giudice. La polizia vorrebbe avere
solamente un lasciapassare dal Ministro degli
Interni su uno di questi aiuti superiori. Le
misure hanno causato tumulti e qualche Providers
ha detto che sta pensando di trasportare le loro
operazioni in un altro paese.
Le Organizzazioni non governative (ONG) hanno
paura dell'eccessiva sicurezza, e la paura sembra
ben fondata. Alla metà di giugno 2002, il
Segretario di Stato David Blunkett, ha proposto
emendamenti alla legge controversa approvata nel
2000, la legge sulla regolamentazione dei poteri investigativi (RIPA), per dare alle autorità
locali (uffici delle tasse, della sicurezza
sociale e dei servizi municipali) accesso ai dati
sull'attività Internet e email dei cittadini. La
proposta ha risvegliato una tale opposizione da
parte dei media e dei gruppi che operano per le
libertà civili che il governo ha deciso di
ritardare la misura fino all'autunno.
Leggi "incostituzionali" ?
Elisabeth France, commissaria dell'informazione in
Gran Bretagna, una figura indipendente che
monitora sul rispetto dei diritti dei cittadini
riguardo al prendere i loro dati confidenziali, ha
gettato un aiuto, all'interno dei lavori nello
scorso agosto, sostenendo che le due misure
configgono e sono improprie. Il suo ufficio ha sostenuto che
l'attività sui data Internet potrebbe essere
trattenuta più a lungo di quanto è necessario ai
Providers per le loro esigenze, se fosse
necessario per la sicurezza nazionale. Finora il
RIPA ha autorizzato l'accesso senza nessun reale
permesso legale, in casi in cui non era chiaro l'aggancio con la sicurezza
nazionale. Ciò significa, dice il suo ufficio,
con ogni probabilità, che è stato garantito un
accesso ai data che avrebbe potuto essere
dichiarato illegale per la legislazione riguardo
alla privacy e ai diritti umani.
INDIA
Il POTO (Ordinanza di Prevenzione del Terrorismo),
legge antiterrorismo approvata sull'onda dell'11
settembre, autorizza il governo a monitorare tutti
i tipi di comunicazioni, specialmente gli scambi
elettronici come email.
Il tutto senza un precedente legale o un permesso
ufficiale. Le informazioni raccolte da tali
intercettazioni ordinate dai servizi di sicurezza
possono essere usate come prove davanti alla corte
contro una persona.
I giornalisti, come molti utenti Internet e email
in India, sono minacciati dalla legge.
I reporters,
che si rifiutano di consegnare personalmente alle
autorità le prove che essi non hanno nulla a che
fare coi terroristi o con le organizzazioni
classificate come tali, possono essere sbattuti in
prigione per 5 anni.
La legge è stata emendata dopo forti critiche
dell'opposizione e delle associazioni per i
diritti umani e la libertà di espressione ed è
stata tolta la clausola che obbligava i
giornalisti a rivelare informazione collegata ai
casi di terrorismo.
EGITTO e
CINA, BLOGGER nel MIRINO
Clamorosa conferma in appello della condanna
contro Kareem Amer in Egitto, che sbriciola
ulteriormente l'immagine del paese. Pechino,
intanto, avverte i blogger: vi seguiremo piu' da
vicino
URL:
http://punto-informatico.it/pi.asp?id=1923389
ITALIA
Il governo ha spinto per una misura
antiterrorismo, nella metà di dicembre del 2001,
che ha, considerevolmente, facilitato la messa
sotto sorveglianza di individui sospetti e dato
semaforo verde all'intercettazione email e al
trattenimento dei records Internet e altre attività
di telecomunicazioni.
La nuova legge aumenta considerevolmente il numero
di ufficiali di sicurezza e di polizia autorizzati
a prendere tali iniziative e gli ufficiali di
grado inferiore a cui sono affidati tali poteri.
In primo luogo, quelli che rivelano i nomi
di tali ufficiali e i dettagli di come tale
sorveglianza è iniziata adempiono ad una condanna
di prigione. Alcune Organizzazioni non governative
si sono perciò preoccupate circa i molti
funzionari civili che ora avranno accesso ai
dettagli dell'attività Internet delle persone.
Alla fine dell'altro anno, un'altra legge è stata
approvata che mira a riformare i servizi segreti,
dando agli agenti del ramo civile (SISDE) e a
quello militare (SISMI) completa libertà di
commettere crimini nell'esercizio del loro lavoro,
ad esclusione dell'assassinio o ferimento di
persone. Crimini che includono furti,
ricerche segrete e sorveglianza illegale
telefonica e Internet. Anche se la segretezza dei
servizi segreti nasconde la natura della
sorveglianza attuale, le associazioni per la privacy personale e la confidenzialità hanno
definito la misura come "un'apertura della
porta a tutti gli eccessi e a seri e disattenti
abusi in uno dei più grandi paesi
democratici".
L'Italia, che ha tenuto la Presidenza del G8 nel
periodo dell'attacco dell'11 settembre, ha posato
la prima pietra in una dichiarazione del governo,
otto giorni dopo l'attacco, di una politica di
"lotta ai crimini Internet e high tech".
Questa linea di condotta ha determinato un aumento
dei poteri, risorse e attività del network
informale G8.
L'Italia guida il gruppo G8
Ufficialmente all'incontro in Canada, a giugno di
quest'anno, degli otto leaders dei governi del G8,
si è notato che la rete di 16, originariamente,
ora di 26, paesi mette in condizione
di cooperazione
veloce le organizzazioni internazionali di
polizia, quando è urgente una risposta ai crimini
high tech, includendo i messaggi Internet tra i
terroristi egli altri criminali.
Senza ulteriori spiegazioni, il Summit G8 dei
cosiddetti "esperti legali" e autorità
di polizia ha sviluppato vie di determinazione
dell'origine, destinazione e itinerario del
traffico terroristico o criminale su
Internet; di più facile prova il raccoglimento
elettronico per questo; e il trattenimento
assicurato di prova elettronica così che non si
possano cancellare o cambiare.
Le Organizzazioni per la libertà digitale,
specialmente alcuni membri della campagna per la
libertà globale su Internet (GILC), osservano che
l'Italia è uno dei paesi che con più insistenza
ha premuto il Parlamento Europeo per emendare le
sue direttive sulla protezione dei dati delle
telecomunicazioni e delle informazioni (vedi il
paragrafo seguente sulla Unione Europea). Gli
emendamenti, approvati il 30 maggio di quest'anno,
hanno richiesto l'immagazzinamento dei records di
connessione telefonica e Internet (traffic logs).
Le Organizzazioni non governative evidenziano che
la lista dei logs da immagazzinare, così
come risulta dall'emendamento, è quasi
identica alle raccomandazioni degli esperti
G8. Molti vedono la mano dell'Italia dietro tale
importanti misure internazionali.
UNIONE EUROPEA
L'Unione Europea un tempo si era opposta
fortemente a qualsiasi tipo di sorveglianza
elettronica estensiva e generale o investigativa.
Improvvisamente ha cambiato il suo tono dopo
l'attacco dell'11 settembre. Il Consiglio
dell'Unione Europea ha lottato energicamente per
imporre il suo punto di vista al Parlamento
Europeo e per far passare, faticosamente, le leggi
che impongono, sotto pressione degli USA, un
generale trattamento di dati telefonici e
Internet.
Bush esercita la sua influenza
A metà ottobre dell'altro anno, il Presidente
Bush ha incalzato il Primo Ministro belga, Guy
Verhofstadt, allora Presidente di turno della
Unione Europea, per cambiare un emendamento
proposto alla direttiva, riguardante la
protezione dei dati delle telecomunicazioni e
informazioni , da prendere in relazione alla lotta
contro il terrorismo. La bozza di emendamento
favorisce il "trattenimento preventivo"
dei dati sull'attività Internet. Bush ha
espressamente sostenuto la posizione del Governo
britannico (che, come in Francia, ha introdotto
tale trattenimento dei dati) e delle varie polizie
europee reclamando nuovi poteri per monitorare più
efficacemente telefono e attività Internet.
Bush ha raccontato a Verhofstadt che gli USA si
sono opposti alla distruzione automatica dei
records di connessione Internet: un principio
mantenuto nell'emendamento che è stato mantenuto
dal Parlamento Europeo. Le organizzazioni non
governative, in qualità di "Statewatch",
hanno denunciato ciò come un'interferenza
americana negli affari europei, aspirando
unicamente il ritorno indietro alle proposte
fatte, ma poco sostenute dal "Consiglio
Europeo delle 15 polizie" (Enfopol), che
stanno lavorando, in questi ultimi due anni, a
rimuovere il principio della distruzione automatica contenuta nella direttiva.
La posizione di Enfopol, così come quella del
Presidente americano, va contro la Commissione
delle Libertà e i Diritti dei Cittadini del
Parlamento Europeo, che a luglio scorso ha
approvato un primo rapporto del Segretario del
Partito Radicale, Marco Cappato, sulla stretta
supervisione dell'accesso, da parte delle polizie, al traffico
trattenuto dalle compagnie telefoniche e dai
Providers.
Contro l'opinione degli esperti legali e la
Commissione Libertà e Diritti
Il rapporto Cappato, ha detto anche che se tali
pratiche saranno concesse, gli stati membri
dell'UE si costringeranno ad agire sotto una
"legge specifica comprensibile alla opinione
pubblica". Le misure dovrebbero essere
"assolutamente eccezionali, autorizzate da un
giudice o da un'autorità competente per casi
individuali e per una durata limitata,
appropriata, proporzionata e necessariamente
all'interno di una società democratica".
Esse saranno in linea quindi con i diritti umani
vigenti nell'UE, i quali vietano tutte le forme di
"sorveglianza elettronica
generalizzata".
La posizione del Parlamento Europeo è cambiata
marcatamente in meno di un anno, sotto l'intensa
pressione del Consiglio dell'Unione Europea (che
raggruppa tutti gli Stati membri).
L'Europarlamento ha approvato l'emendamento alla
direttiva il 30 maggio 2002, contro l'avviso di
Cappato che aveva presentato l'emendamento
proposto.
L'articolo 15.1 della nuova direttiva obbliga i
governi che non hanno ancora tale legislazione, ad
approvare leggi, dentro un tempo di 15 mesi, per
obbligare i Providers e le compagnie telefoniche a
trattenere tutti i records delle e-mail, della
attività Internet, dei fax e delle chiamate
telefoniche che sono passati attraverso le loro
vie e garantire, alla polizia, alle corti e ad
alcuni governi, il libero accesso a questi records.
Un rapporto del dipartimento legale del Consiglio
dei 15, rilasciato il 15 ottobre del 2001, ha
comunque riportato che i governi europei hanno già
i necessari poteri di intercettare le
telecomunicazioni per la lotta al terrorismo,
implicando con ciò il fatto che il nuovo
emendamento europeo era superfluo.
I governi approvano la Convenzione sul
Cybercrimine
La prima Convenzione Internazionale sul
Cybercrimine è stata firmata da 30 paesi, a
Budapest nel novembre del 2001. Il patto, che era
stato preparato da oltre quattro anni,
inizialmente concerneva i paesi europei. Sulla
scia dell'attacco dell'11 settembre, esso è stato
firmato da (tra gli altri) Stati Uniti, Canada, Giappone e Sud Africa. 26
membri, tra i 43, del Consiglio d'Europa hanno
firmato. "Questo accordo viene proprio
al momento giusto per lottare contro il
cyberterrorismo dopo il terribile attacco negli
Stati Uniti", ha detto il Segretario Generale
del Consiglio d'Europa, Hans Christian Krueger. L'accordo renderà possibile la
centralizzazione della prova elettronica dei reati
agganciati al terrorismo e determinanti il crimine
su Internet.
L'accordo è stato attaccato dalle associazioni
per le libertà civili, i Providers e gli esperti
del cyberspazio e lo hanno definito
"liberticida", intromettente e
incoraggiante una nuova era di sorveglianza
generalizzata.
Specialmente sono stati criticati gli articoli 19,
20 e 21, che offrono dettagli significativi
sull'insieme dei dati assemblati di Internet e sui
records dell'attività di interesse per i
servizi di sicurezza nell'esercizio delle loro
investigazioni; sui records assemblati presi
dai Providers; sulle ricerche di siti web e sui
loro Providers e sull'estensione di tali ricerche
agli altri network se necessario;
sull'archiviazione dei dati misurati; e sul tempo
reale dei records assemblati e sul traffico dei
logs se necessario (nel caso in cui gli ufficiali
legali chiedano ai Providers di fare questo lavoro
essi stessi).
"Sorveglianza totale" degli europei
La situazione può voltare al peggio. L'europarlamentare
Cappato ha rivelato che il Presidente danese
dell'UE ha proposto una misura, il 24 giugno
scorso, sulla quale ci può essere il consenso del
Consiglio d'Europa. Essa si chiama
"tecnologia informatica riferita alle misure
concernenti l'investigazione e il perseguimento del crimine
organizzato" e ha detto che "nel
prossimo futuro, tutti gli stati membri avranno la
necessità di adottare misure convenienti per
obbligare i Providers e le compagnie telefoniche a
trattenere tutti i records del loro traffico, così
che i servizi di sicurezza li possano
prontamente consultare nel corso delle loro
investigazioni.
Cappato ha affermato che il
Presidente danese dell'UE sta cercando di muoversi
ulteriormente verso una "sorveglianza
totale" dei cittadini europei.
Traduzione a cura di Claudio Tullii -
www.zabrinskypoint.org
"Le persone disposte a barattare la propria
libertà per una sicurezza temporanea non
meritano nessuna delle due e perderanno entrambe".
(frase attribuita a Benjamin Franklin)
SORVEGLIANZA totale di tutti gli abitanti
della Terra con Google Chrome:
Un esperto informatico
israeliano, Tal Ater, ha scoperto che il browser
di Google, Chrome, può facilmente trasformarsi
in un sistema per ascoltare tutte le
conversazioni che avvengono nelle vicinanze del
nostro computer.
Basta visitare un sito che
utilizzi l'opzione del riconoscimento vocale,
spiega Ater, per vedere Chrome trasformato in
una specie di "microfono aperto", che resterà in
funzione finché il browser non verrà chiuso.
Per quanto Chrome allerti
l'utente, con una lucina rossa che lampeggia,
che sta utilizzando il riconoscimento vocale,
una volta terminata la visita iniziale il
browser di Google non chiude affatto il sistema
di riconoscimento vocale - come dovrebbe fare -
ma permette l'apertura di una seconda finestra
invisibile ("pop-under") che continua a recepire
e trasmettere tutto quello che accade nella
nostra stanza.
Nel video si può vedere
chiaramente (al minuto 2.05) come la
sub-finestra di Chrome abbia continuato a
rilevare la conversazione in corso, nonostante
la finestra principale - da cui era stato
attivato il riconoscimento vocale - fosse stata
chiusa.
Sul proprio
blog
Ater racconta di aver scoperto questo problema
nello scorso settembre, e di avere
immediatamente informato i responsabili di
Google Chrome in forma riservata. [...]
Dopo pochi giorni gli hanno
risposto - dice Ater - confermando di aver
"identificato il bug", e di aver "approntato
l'apposito fix".
Dopo un paio di mesi però Ater si
è accorto che il fix non veniva affatto
distribuito a tutti gli utenti di Chrome, ma che
la cosa era invece caduta nel silenzio più
totale.
A questo punto Ater si è deciso a
rivelare pubblicamente quello che aveva
scoperto.
Naturalmente, se ci trovassimo in
un mondo normale, questo potrebbe anche apparire
come un problema minore.
Ma di normale ormai in questo mondo rimane ben
poco, visto che viviamo in un'epoca dove la NSA
si è assicurata da anni la possibilità di
accedere a qualunque scambio privato fra i
cittadini di ogni parte del mondo - e nessuno
sembra protestare.
Visto in questa luce, il curioso "bug" di Google
Chrome sembra solo la conferma che ormai siamo
entrati nell'era del Grande Fratello in maniera
irreversibile.
Non resta che attrezzarci.
By Massimo Mazzucco -
luogocomune.net
-
Fonte: BBC
POLIZIA EUROPEA
sostituirà le forze di polizia dei vari
stati...ma non sara' sottoposta alle leggi
nazionali e nessuno potrai mai incriminare un
loro agente per azioni contro i Diritti Umani !
Video da visionare per
comprendere il meccanismo del FURTO dei nostri beni da
parte di questi
CRIMINALI
a livello mondiale !
Parlamentari pagati dalle Lobbies ? -
Roma Ott. 2013
L'intervista a un assistente di un Senatore che
svelerebbe i traffici illeciti tra parlamentari
e
Lobbies.
Video dell'intervista:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html
Parlamentari pagati dalle Lobbies ? -
Roma Ott. 2013
L'intervista a un assistente di un Senatore
che svelerebbe i traffici illeciti tra
parlamentari e
Lobbies.
Video dell'intervista:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html
Informatore dei
CDC
CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli
studi della correlazione VACCINO=AUTISMO
I miliziani di Iside: l’esercito degli
Illuminati, ecco chi lo ha creato e perche’
1°parte -
http://antimassoneria.altervista.org/i-miliziani-di-iside-lesercito-degli-illuminati-2parte/
2° parte -
http://antimassoneria.altervista.org/i-miliziani-di-iside-lesercito-degli-illuminati/
vedi anche:
CENSURA di INTERNET
+
Controllo della censura del
WEB da parte dell'Occidente
+ MODEM SPIONI
+
Controllo della Microsoft
+
Chips sotto pelle
+
Matrix e' vicino
+
DITTATURA SANITARIA
+
Controllo
di TUTTO
+
Grande Fratello
+
Potere e Giustizia
+ Vogliono
imporre la vendita dei propri prodotti, con il sistema
PALLADIUM +
I
cellulari vi Spiano
+
Nuovo linguaggio per internet (UML)
(Scomparso..)
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