CNR
(Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italiano)
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) è un
Ente pubblico Italiano con il compito di
svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e
valorizzare attività di ricerca nei principali
settori di sviluppo delle conoscenze e delle
loro applicazioni per lo sviluppo scientifico,
tecnologico, economico e sociale del Paese.
La rete scientifica del CNR è composta dai
dipartimenti, con compiti di programmazione
coordinamento e controllo, dagli istituti,
presso i quali si svolgono le attività di
ricerca e, limitatamente a singoli progetti a
tempo definito, da unità di ricerca presso
terzi.
Il CNR ha tra i suoi compiti istituzionali
quello di svolgere attività di ricerca con
obiettivi di eccellenza e rilevanza strategica
sia in ambito nazionale che internazionale,
operando attraverso propri istituti di ricerca.
La rete di ricerca del CNR ha subito, nel corso
degli ultimi anni, un processo di
riorganizzazione attraverso accorpamenti e
dismissioni. Nel 1999 operavano 314 organi di
ricerca tra Istituti e Centri (si trattava di
strutture di ricerca che operavano all'interno
delle Università ed in sinergia con esse).
Il processo di riorganizzazione e la successiva
entrata in vigore del decreto legislativo di
riordino del CNR nel giugno 2003, hanno dato
luogo alla creazione di 107 istituti, suddivisi
in sedi principali e articolazioni territoriali.
Tratto dal sito del CNR
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CORRUZIONE degli
Enti statali in Italia e nelle
Universita’
L'Italia scende sempre di più nella graduatoria
della corruzione nel settore pubblico: nel 2007
era al 41mo posto, nel 2008 al 55mo e nel 2009
al 63mo posto. In due anni il Belpaese è
sprofondato di 22 posti. I dati sono di
Transparency International, l'organizzazione che
elabora la graduatoria internazionale della
corruzione in 180 Paesi. Il più virtuoso è la
Nuova Zelanda, il più corrotto la Somalia.
L'Italia con il suo 63mo posto sta peggio della
Turchia, di Capo Verde e del Botswana.
vedi:
http://listserv.iit.cnr.it/cgi-bin/wa?A3=ind0402&L=POL-RIC&E=8bit&P=73489&B=--&T=text/plain;
charset=iso-8859-1
vedi anche su Google:
http://www.google.it/search?client=firefox-a&rls=org.mozilla:it:official&channel=s&hl=it&source=hp&q=Corruzione+dei+Prof.+del+CNR&meta=&btnG=Cerca+con+Google
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Un medico
ricercatore statunitense denuncia un episodio di
corruzione all'interno del sistema di
valutazione del ministero dell'Università e
della Ricerca
"Ingaggiato dal Miur per essere imparziale e poi
bersagliato da raccomandazioni..."
Contattato per la valutazione di alcuni progetti
con la promessa del massimo riserbo ha invece
ricevuto richieste di voti alti dagli
interessati. E ha declinato l'incarico, "con
disgusto"
ROMA - Claudio
Fiocchi è un medico ricercatore nato a Roma,
laureato in Brasile e residente da molti anni
negli Stati Uniti. Per conto del ministero
italiano dell'Istruzione, dell'Università e
della Ricerca avrebbe dovuto dare il suo
giudizio su un paio di progetti scientifici. E
sulla base di questo giudizio il Miur avrebbe
poi deciso se finanziarli o no. Ma il professor
Fiocchi questo giudizio non se l'è sentita di
darlo: pochi giorni dopo aver accettato
l'incarico, gli sono piovute addosso insistenti
richieste "di una decisione favorevole" e "del
più alto voto possibile". Tentativi di
raccomandazione, insomma. Malgrado la garanzia
avuta dal ministero sul mantenimento del suo
anonimato.
Una storia "forse fin troppo comune da voi",
commenta con amarezza Fiocchi. Ma per lui, che
partecipa da tempo alla valutazione dei progetti
dei National Institutes of Health Usa, sulla
base dei quali vengono assegnati i fondi
federali, queste pressioni non sono affatto
normali, tanto che alla fine ha deciso di
declinare l'incarico, "con disgusto", "ma anche
con molta tristezza". E di raccontarlo a
Repubblica: "Forse quando verrò in Italia molti
colleghi non mi saluteranno. Ma molti mi diranno
che ho fatto bene".
Fiocchi lavora come ricercatore nel campo delle
malattie digestive al Cleveland Clinic
Foundation
Lerner Research Institute. "Per via della mia
attività di base - spiega - da molto tempo sono
coinvolto nel sistema "peer-review" dei National
Institutes of Health, che assegnano i fondi del
governo federale basandosi esclusivamente sul
valore intrinseco delle proposte scientifiche,
che sono esaminate da comitati composti da vari
ricercatori, i "pari" della persona che richiede
fondi per la ricerca. Inoltre, partecipo anche a
"review systems" in vari altri Paesi, tra questi
l'Italia".
Nel luglio di quest'anno infatti il professor
Fiocchi ha ricevuto dal Miur la richiesta di
verificare la validità di alcuni progetti
scientifici. "Le faccio notare che l'ultimo
paragrafo di quest'invito - rileva il
ricercatore - dichiara che il processo deve
essere condotto in 'stretta confidenza' e che la
persona che accetta di fare la valutazione deve
aderire a 'principi di etica e
confidenzialità'".
Giusto. Peccato che appena "una settimana dopo
aver accettato di valutare uno dei progetti",
racconta il professore, "ho ricevuto un paio di
email da parte degli stessi ricercatori del
progetto che avrei dovuto valutare, nelle quali
dichiaravano che erano consapevoli del compito
assegnatomi, e mi chiedevano non solo una
decisione favorevole, ma anche il voto più alto
possibile per garantire che ricevessero i
fondi".
Ma i ricercatori italiani vanno anche oltre, e
cercano gli amici degli amici: "Passati pochi
giorni un mio ex-fellow (allievo, ndr) italiano,
che ha studiato nel mio laboratorio negli Stati
Uniti, è stato contattato al telefono e
sollecitato perché intercedesse presso di me".
A questo punto Fiocchi non ne può più: "Faccio
questo lavoro da molti anni, e non mi era mai
successo. Oltre che negli Stati Uniti ho
lavorato per il Cile, l'Argentina, l'Australia".
Così decide di scrivere al Miur per declinare
l'incarico, spiegandone dettagliatamente le
ragioni: "Avevo accettato di essere un
valutatore di questo progetto - si legge nella
lettera inviata il 5 agosto all'ufficio Prin del
Miur - ma circostanze recentemente emerse mi
forzano a lasciare l'incarico".
Il professore enumera i "contatti indesiderati",
quindi conclude: "Considerando i conflitti di
interesse ed i problemi etici creati da queste
circostanze, non mi resta che rifiutare di
valutare il progetto. Infine, devo confessare
che è con disgusto ma anche molta tristezza che
prendo questa decisione".
Una lettera amarissima. Che a tutt'oggi, oltre
un mese dopo, non ha ricevuto alcuna risposta:
"Un messaggio di questo genere avrebbe scatenato
una tempesta immediata di telefonate e inchieste
al NIH e tutti quelli coinvolti sarebbero stati
chiamati a deporre. Nulla di questo succederà in
Italia, sono sicuro, e io probabilmente sarò
silenziosamente sostituito da un valutatore più
malleabile e amichevole".
Forse è già successo. E il professor Fiocchi si
chiede con molta onestà cosa farebbe al posto
dei suoi colleghi italiani: "Sono perfettamente
cosciente che se lavorassi in Italia non so come
mi comporterei". Però, certo, "che farsa
richiedere ai valutatori di aderire strettamente
ai principi di etica che sono poi ignorati da
quelli che hanno creato e gestiscono il
sistema". E com'è triste che "la corruzione e
mentalità mafiose dominino anche le menti
'nobili' dei ricercatori, che dovrebbero invece
essere usate per fare la miglior ricerca
possibile e vincere per merito proprio, ammesso
che la meritocrazia esistesse in Italia".
Nella vicenda c'è perfino un aspetto "comico".
L'incarico di valutare i progetti, spiega
Fiocchi, viene dato dal Miur prevalentemente a
"ricercatori fuori dall'Italia per migliorare la
qualità e, purtroppo, l'onestà del 'review
system' italiano". Come dire: non ci si può
fidare dei valutatori italiani, quindi assumiamo
quelli stranieri, che sono più seri. Salvo poi
fare in modo che vengano subissati da
raccomandazioni, proprio come quelli italiani.
By Rosaria Amato
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La
sperimentazione ufficiale dei
farmaci e'
consentita solo se si seguono le
”regole” dettate da chi ha
commissionato la ricerca (case
farmaceutiche) e quindi da chi
in mano il potere, politico o economico;
il resto sono solo illusioni.
E' la societa', che, tramite i politici e
le eventuali apposite leggi, “dovrebbe
tutelare” le menti piu' fertili,
consentendo loro di sperimentare in
liberta' le loro idee senza che scappino
all’estero….
Al contrario essa oggi, con la scusa di
tutelare i cittadini ritenuti solo dei
poveri ignoranti, tutela solo gli
interessi dei potenti, a danno dei
malati e dei “cittadini”..
Del resto, la storia ci insegna come
l’atteggiamento paterno dei sovrani e
dei pre-Potenti, nei confronti del
popolo ignorante, e' stato sempre e solo
una scusa per perseguire i propri
interessi.
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