|
Corruzione e sistemi sanitari nel mondo:
vedi:
http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
Visionare questi
link:
http://www.informatori.it/informatori/filepdf/sperimentazioni.pdf
video:
http://www.youtube.com/watch?v=DoS02m0OevM
Alimenti
per lattanti,
integratori alimentari
e il "Codex
Alimentarius"
vedi:
Chi decide la cura -
2 ? +
Conflitto
di Interesse
"Codex
Alimentarius" è il nome di un ente che
stabilisce gli standard generici e globali per gli
alimenti ed è legato alla FAO e all'OMS
e questi a
Big Pharma.
Le
delibere fatte a Berlino la settimana passata da
una commissione incaricata di sviluppare delle
linee guida per gli integratori di vitamine e
minerali hanno mostrato dei progressi verso un
approccio basato sulle analisi del rischio per la
regolamentazione di vitamine e minerali. Questo è
un evento positivo considerando l'accordo
sostanziale che ha persistito nel passato, ovvero
la scelta degli standard RDA.
I limiti basati
sugli RDA sarebbero disastrosi sia per i
consumatori che per l'industria, ma soprattutto
per la salute pubblica mondiale.
Due
giorni prima dell'inizio della settimana di
discussioni che si svolgeva a Berlino dal 4 all'8
novembre 2002, la "Dott. Rath Foundation"
ha organizzato una grande conferenza a cui hanno
partecipato più di 2500 persone, dove sono stati
resi pubblici i risultati di alcuni lavori
scientifici.
Gli studi e i successi
personali delle persone che utilizzano gli
integratori vitaminici provano, secondo il
Dott. Rath, l'opprimente importanza di cambiare
l'approccio alle
malattie da un metodo
farmaceutico basato sui sintomi, ad uno diverso,
attento a quanto succede a livello cellulare e
basato sulla nutrizione. Forse, ancora più
importante, la conferenza del
Dott. Rath ha dato
vita all'incontro di un gruppo di rappresentanti
di varie organizzazioni provenienti da diverse
nazioni, tutte realtà impegnate nella difesa
della libertà di scelta e dei metodi naturali
utilizzati per la prevenzione e la cura delle
malattie.
Due
giorni dopo, il mattino che vide l'inizio dei
lavori della conclave del Codex Alimentarius,
molti dei partecipanti al congresso del Dr. Rath
stavano manifestando il proprio dissenso fuori
della recinzione dell'edificio che ospitava il
meeting, domandando, ad alta voce, che le loro
libertà di cura vengano rispettate.
Nel
frattempo, i delegati provenienti da 50 dei paesi
membri del Codex cominciavano a deliberare gli
standard per gli alimenti per la prima infanzia.
Gli accordi su questo argomento sono stati elusivi
come negli anni passati e forse questa volta lo
sono stati ancora di più.
L'ombra della
globalizzazione può essere osservato facilmente
da tutti, nettamente compressa nel
"microcosmo" del Codex.
Multinazionali
farmaceutiche e industrie alimentari, con il
supporto di un certo numero di paesi
industrializzati, cercano di aprire le vie per la
libera vendita globale dei loro prodotti. Tutto
questo viene contrastato fortemente dalla maggior
parte dei paesi in via di sviluppo e dalle
associazioni di consumatori che credono che i
neonati traggano i migliori vantaggi dal latte
materno.
Le nazioni in via di sviluppo credono che
i loro governi non dovrebbero essere obbligati da
un ente che stabilisce degli standard
internazionali (la globalizzazione, ndr) ad
accettare dei cibi per gli infanti che sono troppo
costosi per la maggior parte delle loro
popolazioni affamate e che, da un punto di vista
nutrizionale, sono evidentemente inferiori alla
"cosa vera", cioè l'allattamento al
seno, caldeggiato anche dall'Assemblea Mondiale
per la salute.
Queste
nazioni sono fortemente preoccupate per i loro
alimenti tradizionali e naturali e specialmente
per il fatto che la pratica dell'allattamento
materno venga messo da parte, visto le capacità
promozionali di queste
multinazionali.
Possiamo
capire la loro preoccupazione ricordandoci dei
forzati "progressi" che la nostra
"colonizzazione civilizzatrice" ha
portato nel terzo mondo nei passati due secoli. Le
loro economie sono in crisi e qualcuno dice che
questa crisi sia dovuta alle prescrizioni di
"aggiustamento strutturale" imposte dal
Fondo Monetario Internazionale e dalla
Banca
Mondiale.
La loro agricoltura è incapace di
svilupparsi perché le produzioni locali non
possono competere contro i sussidi agricoli
assegnati dagli imperi economici, Europa e USA, ai
loro stessi produttori. Sembra che dopo un lungo
sonno, i paesi in via di sviluppo si stiano
svegliando e stiano opponendo resistenza.
Percepiscono l'imposizione degli standard adatti
alle esigenze dell'industria globale come un
tentativo di ri-stabilire una dominazione del tipo
coloniale da parte delle nazioni industrializzate.
Integratori
di vitamine e
minerali
Giorni
di discussioni hanno portato solo piccoli
progressi visibili. Verso la fine dei tre giorni
di riunioni il tema degli integratori alimentari
era di nuovo sull'agenda.
Anche
se l'argomento degli integratori è differente da
quello delle formule per gli infanti, le stesse
preoccupazioni prevalevano tra i paesi in via di
sviluppo. Questi paesi vedono gli integratori di
vitamine e minerali come un'altra
"benedizione" che le solite odiate
multinazionali, i giganti globali dell'industria
farmaceutica e alimentare, gli vogliono imporre.
Dobbiamo osservare le discussioni del Codex
relative agli integratori, tenendo conto di questo
punto di vista.
La proposta per le linee guida sugli integratori
di minerali e vitamine, fu avanzata per la prima
volta nel 1994 dalla delegazione tedesca del Codex
che cerca di estendere la filosofia del controllo
adottata nel loro paese, come in molti altri paesi
del continente europeo, a tutto il mondo. La bozza
proponeva di stendere limiti molto stretti sulla
composizione e la potenza di questi alimenti
"extra-nutrizionali", relegando tutto
quello che eccede il dosaggio "nutrizionalmente
necessario" al mondo della medicina, un mondo
che oggi è chiaramente dominato dagli interessi
delle multinazionali farmaceutiche.
Ad essere sinceri, alcuni progressi sono stati
fatti nel corso di questi anni, almeno per quanto
riguarda il tema dei dosaggi. Il Comitato si è
avvicinato ad un consenso che salvaguarderà il
diritto dei consumatori di prendersi cura della
propria salute in maniera adeguata e nel rispetto
delle proprie scelte. Sempre più spesso, i
consumatori vedono i loro bisogni nutrizionali in
un modo molto differente rispetto alle
"raccomandazioni ufficiali", così come
peraltro molti dottori, considerando le ricerche
del Dr. Rath, di Linus Pauling e molti altri
ancora.
Approccio
scientifico ai limiti di dosaggio
Nella
discussione di questa riunione del Codex,
l'importanza dell'approccio scientifico alla
valutazione dei limiti è stata sostenuta dalla
FAO e dall'OMS. La maggioranza dei delegati erano
d'accordo sul fatto che questo tipo di approccio
sarebbe possibile e effettivamente desiderabile.
L'analisi dei rischi insieme al "risk
management", una nuova disciplina scientifica
emergente, è parte di questo tipo di approccio
scientifico. Tuttavia, sempre sugli integratori
alimentari, il presidente tedesco Rolf Grossklaus
ha pensato di "proteggere i consumatori"
per i prossimi 4 o 5 anni, proponendo di stabilire
sia limiti minimi che massimi per i dosaggi dei
prodotti, nel frattempo che gli operatori del risk
menagement facciano il loro lavoro.
Sono state discusse due opzioni: dosaggi basati
sui valori dell'RDA e la valutazione scientifica
basata sull'analisi del rischio.
Non c'è bisogno
di dire che nessun accordo è stato raggiunto.
Mentre la maggior parte delle nazioni
industrializzate, inclusa Europa e gli USA hanno
proposto un approccio basato sull'analisi del
rischio, alcuni dei paesi in via di sviluppo
credono che questo potrebbe aprire i loro mercati
a dei prodotti che loro non riuscirebbero a
controllare, una discordanza di opinioni che ci
ricorda quella sugli alimenti per gli infanti.
Mentre si discuteva il preambolo della bozza delle
linee guida, in maniera inaspettata e degna di
nota, la delegata sud africana si è battuta per
la libera disponibilità degli integratori,
rimproverando i partecipanti per quello che lei
stessa ha chiamato un approccio ipocrita alla
salute e anche un "ritorno al medioevo".
Considerando il fatto che i dati scientifici
indicano che la supplementazione ha il potenziale
di salvare molte vite, Ms. Booyzen ha sostenuto il
fatto che il Codex non dovrebbe pensare di mettere
dei limiti su dei prodotti sicuri come gli
integratori di vitamine e minerali.
Ha inoltre suggerito, menzionando alcuni studi
scientifici, che gli integratori potrebbero essere
utilizzati per prevenire molte delle malattie
moderne, le malattie degenerative, spesso dovute a
livelli insufficienti nel nostro corpo di alcuni
vitali nutrienti.
Questo è stato un nuovo sviluppo, caldamente
accolto dalle delegazioni non governative e da
altri osservatori che si occupano della libertà
di scelta dei consumatori.
Durante la successiva discussione alquanto accesa,
diverse delegazioni hanno sostenuto l'intervento
del rappresentante della Commissione Europea, il
quale aveva espresso la ferma convinzione che
nessuna proprietà preventiva, tanto meno
curativa, deve essere attribuita a prodotti
alimentari, pena l'essere considerate medicinali.
Prevenzione e cura sarebbero argomenti al di fuori
del mandato del Codex e non farebbero parte delle
cose che si possono legittimamente discutere.
Un'ovvia
contraddizione
La
discussione ha portato alla luce una
contraddizione di fondo della nostra politica
inerente alla salute pubblica: ci è stato detto
di mangiare frutta e verdura, possibilmente 5
volte al giorno, per rimanere in salute e per
prevenire problemi al cuore e perfino il cancro,
però non possiamo prendere i nutrienti di cui
abbiamo bisogno sotto forma di integratori per la
stesso motivo.
Questo è un altro modo per dire "c'è un
monopolio farmaceutico nella medicina e nella
salute che non va toccato", ed ancora
"gli alimenti non hanno niente a che vedere
con la salute".
Secondo
quest'ottica distorta, prima di poter ottenere un
sostegno energetico/nutrizionale, ti devi
ammalare !
Rispettando l'esistenza e il carattere tassativo
del monopolio farmaceutico, la Commissione Codex
sulla Nutrizione e gli alimenti speciali, non
poteva raggiungere alcun accordo sull'utilità
dell'integrazione. I nutrienti, dopo tutto, non
hanno niente a che fare con la prevenzione, che
rimane territorio esclusivo della medicina
farmaceutica. La discussione del preambolo delle
linee guida proposte venne perciò rimandata
all'anno prossimo. Il presidente Grossklaus ha
quindi proposto di concentrare il discorso sulla
possibilità di limitare i dosaggi per ottenere
una qualche temporanea "protezione" dei
consumatori, ma ha subito riscontrato che, con
un'assemblea divisa in questo modo, non si poteva
arrivare al consenso.
Quale
risultato
Tirando
le somme delle discussioni su possibili limiti di
dosaggio, si è confermato quello che finora era
un nostro sospetto: l'esistenza di un "gioco
più grande" dietro le quinte, quasi
all'insaputa di molti dei delegati. Dimenticato il
fragile consenso sulla necessità di indurre la
tecnologia del "risk management" nei
processi decisionali, i membri del comitato si
divisero ancora una volta in due fazioni opposte.
L'Unione
Europea e i suoi stati membri hanno sostenuto la
"seconda opzione", quella di lasciar
decidere alla scienza dove si debba disegnare la
linea di divisione, tra cosa deve essere permesso
e non. A supporto della loro tesi si sono accodati
l'Australia, la Nuova Zelanda, gli Stati Uniti, il
Sud Africa, il Giappone, la Svizzera, il Canada,
l'Inghilterra e, un pò a sorpresa, la Russia, la
Corea e il Perù.
La Norvegia è stata risoluta,
d'altra parte, nel sostenere che i suoi cittadini
non debbano aver accesso a nessun integratore che
superi gli RDA, i dosaggi raccomandati,
sufficienti per proteggerci dalle malattie
classiche dovute a serie carenze nutritive, come
lo scorbuto, chiamato anche la "malattia dei
marinai". Nessuna citazione del fatto che lo
scorbuto sia stato debellato quando la British
Royal Navy ha cominciato a seguire i consigli del
medico James Lind, il quale diceva che mangiando
pochi limoni si poteva prevenire e curare questa
temuta malattia. I "vichinghi" hanno
trovato alleati al loro punto di vista
restrittivo: il Brasile, l'Indonesia, la
Tailandia, il Benin, la Malesia e la Nigeria.
In vista
di questo diffuso disaccordo, il presidente della
Commissione non poteva che concedere la sconfitta,
proponendo che la linea guida su vitamine e
minerali fosse "lasciata al punto tre"
degli otto passi della procedura di approvazione.
Ha poi di nuovo invitato i governi a fare dei
commenti scritti sul testo della bozza prima che,
fra un anno, la Commissione consideri l'argomento
nuovamente. Sfortunatamente, o dovremmo dire
fortunatamente, non era rimasto più tempo per
continuare la discussione.
In conclusione, e in più di un senso, i
consumatori e l'industria degli alimenti
salutistici così come la medicina ortomolecolare,
sono stati salvati dal "suono della
campanella". Quello che rimane da fare è
molta educazione sui benefici e sul carattere
preventivo di un'alimentazione
"integrata". Se un anno può sembrarci
lungo, non abbiamo tempo da perdere. C'è una
grande urgenza d'agire.
Il
Codex, la globalizzazione e il monopolio
farmaceutico sulla salute
Quest'argomento
andrebbe anche esaminato in un contesto più
vasto. Il Codex Alimentarius e le sue linee guida
non sono altro che la proverbiale punta
dell'iceberg. La discussione rispecchia la lotta
tra due giganti: l'industria farmaceutica e
alimentare globale alleate con la "medicina
occidentale" da una parte; le antiche
tradizioni erboristiche e la "medicina
tradizionale" con il più recente sviluppo di
un approccio nutrizionale della "medicina
cellulare" dall'altra parte. Chiaramente,
l'argomento "Codex" non può essere
risolto finché non ci sia riconoscimento del
fatto che la medicina non deve essere
monopolizzata da un sistema particolare.
Dobbiamo avvicinarci alla salute da un punto di
vista pluralistico e questo include l'abbandono
dell'attuale idea, diffusa in modo insistente da
parte dei governi occidentali, che "gli
alimenti non devono essere usati per curare o
prevenire le malattie". Il Codex non può
sottrarsi alle proprie responsabilità sulla
nostra salute dicendo "noi ci occupiamo solo
di alimenti" oppure, messo in altre parole
"la salute è solo medicina e perciò non è
affare nostro". Dobbiamo trovare un
equilibrio tra la prevenzione basata sulla
nutrizione e su mezzi tradizionali da una parte, e
un approccio farmaceutico alla salute dall'altra.
La globalizzazione del sistema sanitario
sotto il dominio farmaceutico della "medicina
scientifica occidentale" porterà
inevitabilmente ad un ampliamento del conflitto
che è facile osservare in queste discussioni. Il
pressante approccio farmaceutico alla nostra
salute si è rivelato così dispendioso che i vari
governi non sono più capaci di sopportarne i
costi. Il sistema sta collassando, le popolazioni
occidentali vengono uccise da veri e propri
"castighi" legati alla nostra
alimentazione, come i problemi cardiaci e il
cancro, mentre l'uso degli integratori utilizzati
con intento preventivo viene ufficialmente
ripudiato. Allo stesso tempo, i farmaci
regolarmente approvati e prescritti sono diventate
il terzo o il quarto motivo più diffuso di morte
in tutti quei paesi definiti
"civilizzati".
Che
fare ?
Le
forze che propongono un approccio pluralistico
alla salute devono svegliarsi e cominciare a
lavorare insieme. Il tempo a nostra disposizione
è poco. Un anno, il tempo che passerà prima che
questa particolare Commissione del Codex si
incontri di nuovo, non è niente nella scala di
tempo degli sviluppi legislativi. Dobbiamo
insistere, a gran voce se necessario, sul nostro
diritto di scelta: mangiare alimenti
"veri", preferibilmente biologici,
utilizzare gli elementi nutritivi per la
prevenzione.
Chiediamo il ritorno alla medicina scientifica
tradizionale integrata con nuove ricerche e
conoscenze di biochimica, ma dobbiamo anche essere
prudenti rispetto alla "avventure
scientifiche" come le modificazioni genetiche
dei nostri alimenti, l'invenzione di sempre nuove
medicine "xeno-biotiche", l'inquinamento
del nostro ambiente nel nome del "controllo
dei parassiti" e dell'"eliminazione
delle erbacce".
Cominciamo
a lavorare per costruire una grande alleanza.
Il Codex è la scintilla, ma il vero premio è la
nostra salute, se non la sopravvivenza dei nostri
bambini e delle generazioni future.
By
Josef Hasslberger - Rome, 9 November 2002
Sindrome infiammatoria chiamata
"Asia" scatenata dai vaccini !
ASIA_Sindrome infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le infiammazioni sono
foriere di qualsiasi tipo di sintomi, che i medici
impreparati allopati chiamano
erroneamente "malattie"....
|
|