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CERVELLO - MENTE - COSCIENZA
(PRINCIPI e MODELLI) - parte 1
By Nitamo Federico Montecucco ed Enrico Cheli
Cartesio separa il corpo dall'anima
- vedi:
Modelli mentali
È l'inizio del XVII secolo, con la figura di
Galileo la religione cattolica prende atto della
sua debolezza teorica e metodologica.
Il metodo
sperimentale iniziato da Galileo e le scoperte da
esso derivate crearono una forte reazione da parte
della chiesa cattolica.
Il sapere scientifico
andava a demolire antichi dogmi teologici e
filosofici, mettendo in pericolo la validità
globale della struttura di fede, non più
sostenuta da un'esperienza spirituale collettiva.
Uno dei punti fondamentali della nascita della
dicotomia tra materia e spirito spetta a Cartesio.
Cartesio, essendo sia scienziato che religioso,
nel suo libro Il Mondo, pubblicato postumo,
evidenziò la sua propensione ad una visione
abbastanza aperta del mondo in grado di includere
negli aspetti materiali anche quelli spirituali.
Venuto a conoscenza delle repressioni subite da
Galileo, Cartesio decise di bloccare il suo libro
prima che venisse pubblicato e, al posto di questa
visione unitaria, da consumato diplomatico conscio
della grave situazione, propose una netta
separazione di campi e ambiti di competenza.
La Chiesa aveva come pertinenza la Res Cogitans
(sostanza cosciente) ossia l’anima e lo spirito,
che è immateriale, mentre la scienza doveva
occuparsi esclusivamente della Res Extensa
(sostanza materiale): la materia vile e grezza.
Questa proposta di separazione di domini funzionò
perfettamente.
Sulla questione dell’unità di mente e corpo
Cartesio rispose che il corpo umano è solo una
macchina, guidata dall'anima attraverso un piccolo
punto: la ghiandola pineale. La separazione era
possibile; la Chiesa non perdeva il suo potere e
la scienza iniziava la sua clamorosa e
inarrestabile espansione.
Materialismo e scienza positivista
Nella seconda metà del 1600 nascono le correnti
filosofiche del materialismo e del meccanicismo,
che riconoscono solo l'esistenza della sostanza
fisica e che negano l'esistenza dell'anima e di
ogni sostanza spirituale. Sottomettendosi ai
voleri della chiesa (cattolica) e seguendo la direzione
indicata da Cartesio, la scienza si appropria così
della realtà materiale studiandola con attitudine
razionale e riduttiva, rimuovendo la coscienza da
ogni suo studio e interpretazione.
Questo
orientamento filosofico era ovviamente causato
anche dalla generale mancanza di autentiche
esperienze spirituali tra gli scienziati e da una
concezione di un "Dio" avulso dalla realtà, che
crea dall’alto.
Il diciottesimo secolo vede lo svilupparsi
dell'Illuminismo e, nella prima metà del
diciannovesimo secolo, in Francia, dalla radice
illuminista, nasce il Positivismo, quasi un
parallelo filosofico dello sviluppo tecnologico
industriale ottocentesco, che si sviluppa
rapidamente in tutta Europa. Il Positivismo,
secondo Comte, vuole designare il raggiungimento
di un livello "scientifico" del sapere
umano, in contrapposizione agli stadi precedenti:
quello "teologico" e
"metafisico". E non a torto !
Dopo secoli
di oscurantismo medioevale, di superstizioni
irrazionali, di religioni che imponevano dogmaticamente l'andamento e la posizione delle
stelle, era infatti utile e necessaria una buona
dose di illuministica razionalità e logica
scientifica per aprire un nuovo capitolo della
conoscenza. Ma così facendo si butta il bambino
con l'acqua sporca. La negazione dell'anima
sancisce la decadenza della logica imposta dalla
religione ufficiale ma impoverisce la comprensione
della scienza stessa. Scienza senza coscienza che
studia la materia vivente senza comprendere la
vita, e che studia l’essere umano senza
percepirne la psiche e le emozioni.
Lo stato della scienza attuale
Gli scienziati nella loro ricerca di certezze e
prove tendono a rigettare il meraviglioso. -
By
Jacques Cousteau
Questo background filosofico si sviluppa in realtà
per uno stato di povertà spirituale di fondo che,
fatta eccezione per un ristretto numero di
mistici, da millenni caratterizza la nostra
cultura occidentale, tanto da far assumere che la
grande maggioranza della società, nonostante si
dichiari religiosa o credente, è di fatto priva
di un'esperienza spirituale diretta della propria
coscienza, per cui la "coscienza" non
viene insegnata, stimolata e riconosciuta. Solo
una trascurabile parte della nostra società si
pone reali domande sulla propria natura interiore;
nessuno, statisticamente parlando, cerca una reale
esperienza del Sé, nessuno percepisce la sacralità
dell’esistenza, vivente e intelligente, che lo
circonda e di cui egli stesso è parte
inscindibile. Questo si riflette anche sugli
scienziati e sulla loro interpretazione dei
fenomeni che diventa riduttiva e materialista.
L'esperienza dell'essere, della "chiara
luce" della coscienza, è ritenuta non
necessaria, anzi spesso antitetica, alla forma
mentis dello scienziato tradizionale. E, a maggior
ragione, nessun ricercatore scientifico ufficiale,
si è mai chiesto: "Chi sono io ? Qual è la
natura della mia stessa coscienza ?
Come posso conoscere e indagare questa dimensione
soggettiva con un metodo scientifico sperimentale,
in modo da ottenere informazioni e conoscenze
universali ?"
Fino a pochi anni fa nessuna di queste domande era
stata seriamente formulata e quindi nessuna
risposta ne era scaturita, nessuna ricerca,
nessuna esperienza, nessun metodo scientifico era
stato sviluppato a questo proposito, nessun
modello.
LA CIBERNETICA OLISTICA
Unificare le dimensioni
Sulla consapevolezza di questa profonda dicotomia
tra scienza e spiritualità, la tendenza
filosofica e scientifica più avanzata degli
ultimi decenni è stata quella di riformulare i
termini della ricerca e, in alcuni limitati casi,
del metodo sperimentale secondo una concezione
scientifica olistica, in modo tale che il campo di
conoscenza scientifica potesse abbracciare e
comprendere ogni fenomeno dell’esistenza in modo
unitario, ricucendo la frattura tra scienze
fisiche e scienze umane e psicologiche, e, più in
generale, tra scienza e natura, frattura che sta
alla base della gravissima crisi ecosistemica
globale.
Riunire queste due dimensioni (che di fatto non
sono mai state separate se non nella nostra mente)
dovrebbe diventare nell'immediato futuro l'impegno
primario dell’intelligenza internazionale.
Un contributo a questa sfida emergente è
rappresentato dalla cibernetica olistica e dalla
teoria dei Cyber. Ma perché proprio la
cibernetica ? Cosa c’è di tanto particolare e
profondo in questa branca della scienza che ha
dato vita all’esplosione informatica dei
computer e delle comunicazioni digitali ?
La rivoluzione cibernetica
La cibernetica nasce negli anni Quaranta grazie al
matematico Norbert Wiener del Massachussetts
Institute of Tecnology.
La cibernetica, nonostante sia stata quasi
totalmente utilizzata in modo materialista, può
essere considerata una scienza di confine in
quanto, come specifica il premio Nobel Manfred
Eigen, la natura delle informazioni è
"immateriale". Sin dagli inizi della
cibernetica, l'"informazione" è stata
dichiarata concettualmente priva di energia e di
massa.
Potremmo quindi dire che la cibernetica è la più
sacra tra le scienze: essendo basata su un
concetto immateriale, può avvicinarsi alla
comprensione e quantificazione della coscienza, la
più immateriale delle cose esistenti.
Grazie alla cibernetica, scienza delle
informazioni, la grande divisione tra corpo e
mente, tra materia e coscienza sta per cadere, così
come è caduto il muro tre le due Germanie. Una
monumentale sintesi è alle porte, scrive il
fisico Michael Talbot nel libro Beyond the Quantum
asserendo, come molti altri ricercatori e
pensatori, l'indubbia preminenza delle
informazioni sull'energia.
I fisici John Wheeler della Texas University e
Edward Fredkin del M.I.T. propongono, in due
separati lavori, che dovremmo iniziare a percepire
e interpretare l'universo come se fosse
costituito, in ultima analisi, non da materia o
energia, ma da pura informazione.
Il linguaggio
cibernetico permette, infatti, di comprendere in
modo unitario l'intera gamma dei fenomeni naturali
e mentali.
Vita e coscienza come processi informatici
Osservando e descrivendo il mondo in termini di
informazioni diventiamo consapevoli, come già
accadde a Gregory Bateson, che praticamente tutto
può essere spiegato con questo codice, e in
particolare i fenomeni più affascinanti: la
comunicazione tra delfini, le incredibili
architetture dei cristalli, dei termitai o dei
cervelli, le capacità di apprendimento, di
riconoscimento, di memoria e di comunicazione dei
globuli bianchi, le complesse strutture
unicellulari, la vita delle api, fino all'intera
organica rete di relazioni che è l'intelligenza
inesplicabile del nostro pianeta: la Terra Gaia.
Utilizzando i codici dell’informazione, Manfred
Eigen ha dato una nuova, affascinante luce al
fenomeno dell’origine della vita sulla Terra e
all’intero processo dell’evoluzione. Secondo
Eigen l’informazione rappresenta l’essenza
stessa della vita e, pur essendo sempre coerente
alle leggi di natura, costituisce un codice
d'interpretazione che apre una dimensione
evolutiva totalmente nuova.
Siamo alle soglie di una possibile rivoluzione
scientifica globale: la coscienza e i fenomeni
dell'intelligenza naturale, fino ad ora non
considerati dalla scienza, iniziano ora ad essere
misurati in termini di informazione e, quindi,
analizzati e compresi come processi reali.
Il concetto stesso di vita, che è sfuggito fino
ad ora ad ogni tentativo di definizione, è stato
ripreso dal fisico della Columbia University
Gerald Feinberg e dal biochimico della New York
University Robert Shapiro nel loro libro Life
Beyond Earth. Secondo i due ricercatori,
l’ordine diventa un altro modo di esprimere
quante informazioni sono codificate in un sistema;
per cui ciò che è vivo (sistema vivente)
dovrebbe essere misurato in termini di
informazione.
Bisogna parlare di mente-corpo come di un’unica
entità integrata, propone Candace Pert, la famosa
ricercatrice del NIMH (National Institute for
Mental Health); le sue ricerche hanno permesso la
scoperta delle endorfine e dei neuropeptidi,
molecole che trasmettono le informazioni
emozionali e mentali, ed hanno evidenziato che
queste molecole non si trovano solo nel cervello e
nel sistema nervoso, ma in tutto il corpo umano.
La Pert ha quindi proposto di considerare l'intero
corpo una rete di informazioni, un complesso
circuito pensante che abbraccia ogni cellula
dell'organismo .
Logica della cibernetica olistica
Per la cibernetica olistica l’esistenza è
un’organica e indivisibile totalità, un'unica
energia intelligente che si manifesta a noi in due
aspetti polari: la dimensione esteriore, oggettiva
o esplicata costituita da materia-energia, e la
dimensione interiore, soggettiva o implicata
costituita da informazione-coscienza.
La cultura scientifica materialista si è
manifestata in modi distruttivi verso
l’ecosistema naturale ed umano. La visione
unitaria nasce quando comprendiamo che la
coscienza è la matrice che unifica la vita in
ognuna delle sue infinite dimensioni.
E’ necessario rifondare la scienza, cercando di
percepire in ogni essere e fenomeno l'unità tra
materia e coscienza, tra energia e informazione,
ossia tra la forma oggettiva del corpo e il
contenuto soggettivo di informazioni della psiche.
Come propone Francis Crick, una scienza olistica
può esistere solo accettando che la dimensione
della coscienza, e i fenomeni ad essa connessi,
siano un legittimo e essenziale campo di ricerca e
conoscenza scientifica. La cibernetica rappresenta
lo strumento tecnico e cognitivo per comprendere i
processi di coscienza, e l'unità in essi
"implicata", quantificandoli,
analizzandoli e studiandoli come informazioni.
Tuttavia, per giungere ad una reale comprensione
cibernetica e olistica della realtà, occorrono -
oltre che l'esperienza profonda della propria
coscienza - precise ipotesi e basi concettuali. Le
intuizioni devono essere supportate da un ordine
logico formalizzato che possa guidare ogni
ricercatore con princìpi universali.
Questo insieme di considerazioni, definizioni,
princìpi e logiche prende il nome di Teoria dei
Cyber.
Umiltà epistemologica
La bellezza e la globalità di una nuova scienza
olistica devono essere presenti sin dalla sua
nascita.
Così come già nelle sue radici deve trasparire
la consapevolezza della non conoscenza.
Indagando la coscienza del vivente, ci ritroviamo
innanzi alla coscienza del Tutto... e
spontaneamente si manifesta in noi un infinito
senso di reverenza e una profonda consapevolezza
della nostra limitazione intellettiva, il saggio
confine dell’ignoranza.
Sappiamo che esistiamo, che siamo coscienti,
Cartesio ha evidenziato come questa affermazione
sia basilare e certa, ma non sappiamo, né
probabilmente mai sapremo, penetrare il mistero
della coscienza stessa... è già una rivoluzione,
però, aprire una porta su questa dimensione
insondabile e osservare, cercare di comprendere,
di conoscere, con la nostra infinitesima
coscienza, frammenti di logiche universali della
infinita coscienza cosmica, della bellezza
illimitata che alcuni ancora chiamano il Corpo di
Dio.
Questa consapevolezza della non conoscenza, e
forse dell'inconoscibilità, è l’unica via per
avere equanimità e umiltà epistemologica.
Definizioni cibernetiche di coscienza
Per maggiore chiarezza riportiamo le definizioni
operative dei principali termini che utilizzeremo
nell’esposizione della Teoria dei Cyber.
-
Coscienza: capacità *autonoma di percepire o
conoscere il senso o significato di
un'informazione.
Sinonimi: la soggettività, il testimone,
l’osservatore, il Sé.
-
Mente: capacità *autonoma di elaborare
informazioni, come: ricezione, analisi,
associazione, separazione, categorizzazione,
selezione, trasmissione ecc. Sinonimi: psiche,
pensiero, intelletto.
La mente entra in gioco molto più tardi della
coscienza, è una sua derivazione evolutiva, una
sua complessificazione che nasce dalla divisione
dell’Uno originario in infiniti frammenti
auto-coscienti.
-
Intelligenza: capacità di utilizzare informazioni
per risolvere un problema o per realizzare
progetti secondo uno scopo o finalità
(teleologia).
-
Memoria: capacità di conservare informazioni.
-
Informazione: un bit, o quanto di informazione,
una minima differenza percepibile o rilevabile.
*L’aggettivo "autonoma" viene usato
perché esistono macchine - non autonome - come i
computer, che sono create dagli uomini per
elaborare informazioni o percepirne un certo
significato. Un computer elabora informazioni più
o meno come un cervello, ma non possiede (né mai
possederà) né autonomia, né coscienza del loro
significato, caratteristica peculiare dei soli
esseri viventi.
Passiamo ora dalla definizione dei termini agli
strumenti logici. Per una conoscenza unitaria
occorrono strumenti unitari. Inizieremo con
l’esposizione dell’ipotesi coscienza e dei
princìpi cibernetici che rappresentano le
fondamenta logiche della Teoria dei Cyber.
Continua...su "Enciclopedia olistica"
www.globalvillage-it.com
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David
Bohm
CERVELLO/MENTE/COSCIENZA
(PRINCIPI E MODELLI) - 3
di Nitamo Federico Montecucco e Enrico Cheli -
tratto da "Enciclopedia olistica"
www.globalvillage-it.com
Il principio di implicazione noetica: Informazione
implica coscienza
L’informazione... implica la coscienza. Henry
Margenau
Nous in greco significa anima, mente, coscienza.
Il secondo principio cibernetico sostiene che ogni
informazione implica coscienza. Le informazioni
sono la porta della coscienza e sono esse stesse
coscienza.
Il principio di implicazione noetica può essere
utilizzato in differenti modi.
Nella sua accezione più semplice, afferma che
l’informazione presuppone necessariamente
l’esistenza della coscienza, ossia che
l'informazione in quanto messaggio presuppone
necessariamente una coscienza che la conosca. Il
valore intrinseco di un’informazione è
rappresentato dal suo "senso" o
"significato" e la coscienza è "ciò
che comprende il senso, significato delle
informazioni", e quindi, più in generale, il
senso della vita.
Nel libro Il miracolo dell’esistenza, giudicato
dal premio Nobel Sir John Eccles come uno dei
grandi libri della nostra epoca, l’autore, Henry
Margenau, fisico e filosofo della scienza alla
Yale University, scrive:
"La coscienza, benché la teoria
dell’informazione non dica niente su di essa,
non avrebbe significato senza l’informazione.
Quest’ultima implica la coscienza, apre una
porta verso di essa, misura ciò che vi entra - ma
si ferma, in qualche modo, alla sua soglia...
Possiamo dunque osservare che l’informazione,
detta anche nega-entropia, la quale cresce
ovviamente con il crescere del tempo, presenta la
stessa tendenza alla vita".
Mentre le informazioni, pur essendo immateriali,
possono essere quantificate e quindi conosciute da
un punto di vista scientifico e logico, la
coscienza, essendo pura soggettività, per sua
intrinseca natura non può essere oggettivata. In
altre parole, la coscienza non possiede
dimensione, peso o tempo, e quindi non la si può
conoscere in modo razionale (da ratio: misura); si
può arrivarvi indirettamente, attraverso la
conoscenza delle informazioni, o direttamente,
"diventando" la coscienza stessa con la
meditazione o con un processo spirituale di
"riconoscimento" o
"identificazione".
Quanti di coscienza: il campo olistico di
Bohm
L’informazione fa e anima l’essere vivente.
Pierre Grassé in "L’evoluzione del
vivente".
Nella sua accezione più forte il principio di
implicazione noetica afferma che l’informazione
è coscienza, ossia che ogni quanto di
informazione è un quanto di coscienza. Quindi
l’energia fisica di un qualunque fenomeno di
natura è intimamente permeata dalla coscienza,
che la anima attraverso codici e logiche
informatiche. La coscienza è informazione viva.
Ogni informazione è un punto di coscienza di Sé.
Riportando questo concetto all'essere umano
possiamo dire che noi siamo le nostre informazioni
ossia la coscienza di tutte le informazioni della
nostra unità vivente.
Questo concetto chiave per comprendere e spiegare
l'interazione tra energia e coscienza nel mondo
fisico era stato anticipato da Bohm secondo cui a
livello quantistico, un elettrone, come ogni
particella, oltre al normale campo
elettromagnetico possiede un "campo olistico".
Quello che è nuovo riguardo alla meccanica
quantistica - dice Bohm - è che implica un nuovo
genere di campo olistico. L'Elettrone
- vedi anche
elettrone
2 - ha questo
campo sottile, che è veramente un campo di
informazione attiva, che lo guida. Il termine
"sottile" significa "elusivo",
"intangibile" ma anche "finemente
interconnesso".
Il campo dell'elettrone è finemente interconnesso
all'ambiente circostante. Potremmo dire che questo
campo sottile dell'elettrone ha una sua qualità
mentale rudimentale... Questo suggerisce come non
ci sia una divisione così netta tra materia e
mente... Il campo dell'elettrone è influenzato da
tutto quello che lo circonda.
Se hai parecchie particelle allora hai, secondo il
mio modello, un singolo campo interconnesso, ossia
un pool di informazioni comuni per tutti. Tutto è
in contatto istantaneo attraverso il campo di
informazione. Questo è quanto succede anche agli
esseri umani... Gli esseri umani, per mezzo delle
loro menti, esistono in un campo di informazione.
Questo concetto di campo olistico rappresenta la
descrizione scientifica più precisa e vicina al
modello Cyber, sia nella forma che nello spirito.
Scopi e funzioni dell’ipotesi coscienza e dei
princìpi da essa derivati
Riassumendo, l’ipotesi coscienza e, in
particolare, i due princìpi di implicazione sono
elementari assunzioni di principio che offrono una
concreta possibilità alla scienza contemporanea
di unificare la dimensione oggettiva alla
soggettiva e trasformare così l'attuale paradigma
dicotomico in un paradigma olistico e unitario.
Questa trasformazione peraltro non comporta alcuna
perdita di dati, al contrario, apporta profondità
di comprensione e apertura di orizzonti.
L'applicazione dell'ipotesi coscienza e dei princìpi
cibernetici da essa derivati rappresenta un
efficace strumento per riconsiderare ogni fenomeno
fisico-energetico come manifestazione-espressione
di un'informazione-coscienza sottostante e
comprendere l'intera realtà come costituita da
energia vivente e intelligente organizzata in unità
di coscienza. Questa ipotesi verrà dimostrata e
avvalorata dai risultati sperimentali e dal senso
globale delle comprensioni che da essa derivano.
Questa ipotesi può essere applicata ad ogni
processo, fenomeno o legge fisica, permettendoci
di intuirne lati fino ad ora nascosti.
Consideriamo, ora, le prime due leggi di
termodinamica: il principio di conservazione
dell’energia e della massa e il principio di
entropia o tendenza al disordine, che sono fra i
pilastri della scienza moderna. L’applicazione
dell'ipotesi coscienza a questi due fondamentali
princìpi ne trasformerà il senso e la possibilità
di applicazione, creando le basi scientifiche per
comprendere il modello Cyber e l’intero processo
di evoluzione fisico-biologica come evoluzione
della coscienza.
Il principio di conservazione dell’informazione
e della coscienza: L’informazione-coscienza non
può annullarsi o annichilirsi ma solo
trasformarsi.
Nulla si crea, nulla si distrugge.
Anassagora
Il principio di conservazione dell’energia e
della massa sostanzialmente afferma
l’impossibilità che qualsiasi energia e massa
venga distrutta o si annichilisca, riproponendo
l'antica massima che "nulla si crea e nulla
si distrugge, ma tutto si trasforma".
All’inizio e alla fine di un processo, la
quantità totale di energia e massa è
assolutamente uguale. Dal punto di vista fisico,
l’energia e la massa di una persona in vita o
dopo la morte sono identiche, anche se il corpo si
è totalmente decomposto: l’energia fisica e
atomica del suo corpo si trasformerà in calore,
sostanze di decomposizione, gas, liquidi e altri
residui che, sommati, bilanceranno perfettamente
la quantità iniziale.
Se integriamo questo principio con l’ipotesi
coscienza, avremo il principio di conservazione
dell’informazione e della coscienza:
"nessuna informazione e coscienza può andare
distrutta o annientata ma può certamente cambiare
di stato o livello". Lo chiameremo principio
di conservazione cibernetica.
Memoria: la conservazione delle informazioni e
della coscienza di Sé
Conservazione delle informazioni significa
memoria, ossia coscienza delle esperienze vissute
e sperimentate nel passato e nel presente, che
costituiscono la base della propria individualità.
Siamo la coscienza delle nostre esperienze in toto,
chi dovesse perdere totalmente le sue memorie
sarebbe un individuo senza identità storica. La
conservazione delle informazioni è quindi
connessa con la conservazione della coscienza di Sé.
L’unica certezza della nostra vita è che siamo
sempre la stessa coscienza; anche se il nostro
corpo cambia, anche se le nostre idee si
modificano... la nostra identità profonda rimane
immutata, come unico punto fermo nella grande
giostra dell’esistenza.
Ritorniamo all’esempio precedente. Se
consideriamo le informazioni e la coscienza di una
persona viva e le paragoniamo a ciò che resta
dopo la sua morte, dobbiamo convenire che
apparentemente ben poco è rimasto. Ma se la
correttezza del principio viene rispettata,
dobbiamo fare un salto di consapevolezza e di
intuizione per comprendere le varie trasformazioni
dell’intera massa di informazioni e,
soprattutto, della sua unità di coscienza.
Conservazione della coscienza significa che il
nucleo, l’essenza della nostra identità deve
continuare ad esistere con il pool di informazioni
essenziale, le memorie delle esperienze scritte in
noi in maniera indelebile, che letteralmente ci
hanno formato, mentre quelle più periferiche, non
fondamentali, che già in vita a volte
dimentichiamo, si trasformano o si degradano in
gruppi di informazioni più semplici. Così accade
alle informazioni genetiche e biologiche: con la
disgregazione del DNA e degli organi fisici, si
riducono a molecole sempre meno complesse e infine
ad atomi che conserveranno un’informazione
globale estremamente più "densa"
rispetto agli atomi che non hanno avuto
l’esperienza di essere stati parte di un essere
umano.
Per rispondere a questa questione in modo
esauriente ci occorrono, tuttavia, ancora una
serie di informazioni relative al secondo
principio, alla struttura dei Cyber e alle loro
differenti evoluzioni.
Entropia: la legge del Caos
Fino ad oggi, la scienza ha assunto un
atteggiamento eccessivamente materialista cercando
di interpretare i fenomeni viventi come processi
meccanici complessi: un’interpretazione dove si
esalta il Caos come principio, dove la casualità
diventa l’unica spinta evolutiva e la
degradazione la sola legge di realtà.
Una delle ragioni che hanno indotto la scienza a
queste posizioni dipende dal grande rispetto per
una delle sue leggi basilari, una formidabile
affermazione conosciuta come seconda legge di
termodinamica o legge di entropia. Nella più
semplice terminologia questa legge dichiara che
ogni sistema chiuso tende, nel tempo, ad uno stato
di maggiore disordine; pensate alla dispersione di
una goccia di inchiostro in un secchio d’acqua,
la stanza che tende al progressivo caos (e mai
all’ordine), alle montagne che lentamente
vengono consumate dal vento e si disgregano in
sabbia, alla progressiva tendenza dell'intero
universo a perdere calore e quindi alla morte.
La prima formulazione della seconda legge di
termodinamica fu opera del fisico francese Sadi
Carnot nel 1824. Egli basò la sua conclusione
sull'osservazione dei motori termici, in cui il
processo fisico di dispersione del calore e
dell'energia è evidente, così come la
constatazione che ogni motore tende verso una
rottura. Carnot e la successiva generazione di
scienziati si convinsero che la seconda legge di
termodinamica doveva essere applicabile anche al
resto dell’universo.
C'era un solo evidente problema: gli organismi
viventi non sono macchine e non si conformano così
precisamente alla legge di Carnot.
Il problema dell'origine e evoluzione del DNA, con
le sue mirabili complessità, pose in evidenza
l'inadeguatezza della seconda legge di
termodinamica; tuttavia, con la consueta mancanza
di sensibilità e di apertura, la comunità
scientifica reagì irrigidendosi e considerando la
vita sul pianeta una sorta di aberrazione, di
caso, un temporaneo fenomeno che sarebbe stato
distrutto dal flusso delle leggi dell'universo
verso il disordine.
Prigogine: ordine e caos per l’evoluzione
Negli ultimi decenni, numerosi scienziati,
consapevoli dell'eccessiva ristrettezza
dell’attuale interpretazione scientifica della
termodinamica, hanno cercato un approccio
alternativo. La pubblicazione del libro del fisico
austriaco Erwing Schrödinger, What is life ?,
mostrò la possibilità di una successiva
riconciliazione tra la seconda legge e
l’evidente spinta dei sistemi viventi verso la
complessità.
Ma il ricercatore che più di ogni altro ha
rivoluzionato la termodinamica è Ilya Prigogine,
premio Nobel nel 1977. Prigogine era convinto
della necessità di rivedere profondamente
l’interpretazione e la logica stessa della
seconda legge di termodinamica applicata alle
strutture viventi. Secondo lui era necessario
scoprire le leggi di come la vita si evolve dal
caos. Per anni lavorò alla formulazione
matematica di leggi che chiarissero la
comprensione dei processi di auto-organizzazione,
una delle caratteristiche fondamentali degli
organismi viventi. Prigogine offrì una
comprensione totalmente nuova dei processi
termodinamici che possono essere così riassunte.
La maggior parte dei sistemi che conosciamo
(viventi e non) sono sistemi aperti ossia in
continuo scambio di materia (energia) e
informazioni con l’ambiente. Prigogine descrive
tali sistemi come strutture dissipative, e li
paragona ai vortici nella corrente di un fiume,
perché hanno la caratteristica di essere sistemi
fluttuanti, e quindi instabili, lontani
dell’equilibrio termodinamico: per vivere,
devono consumare continuamente energia.
I sistemi aperti, ricevendo forti stimoli
dall'esterno, possono arrivare ad ampie
fluttuazioni che pongono l'intero sistema in
situazione di crisi. Quando la fluttuazione è così
potente da rendere instabile l'intera struttura,
il sistema si trova ad un punto di crisi che
Prigogine chiama punto di biforcazione, in cui il
sistema si auto-organizza ad un livello di ordine
superiore, oppure si disgrega verso il caos.
Uno degli aspetti più interessanti delle
strutture dissipative - scrive Prigogine nel testo
La nuova Alleanza - è certamente la coerenza del
sistema nel suo insieme. Al di là del punto di
biforcazione, il sistema sembra comportarsi come
un tutto. Contrariamente al fatto che le forze di
interazione tra molecole non sorpassano una
portata dell'ordine di 10 alla -8 cm., il sistema
si struttura come se ogni molecola fosse
"informata" dello stato complessivo del
sistema stesso. Per dirla in termini antropomorfi:
lontano dall’equilibrio la materia comincia a
"percepire" il suo ambiente.
"Comunicazione" e "percezione"
sono le parole chiave del nuovo comportamento
della materia lontano dall’equilibrio.
Materia viva che conosce
Secondo questa concezione l’ordine di un sistema
deve passare attraverso un processo di aumento del
caos, di crescita del disordine, per evolversi ad
un ordine più elevato e complesso.
Questo nuovo concetto rispecchia la concezione
presocratica di un Caos creatore, foriero di nuove
potenzialità ed esperienze.
Le strutture che
riescono a superare il punto critico di
biforcazione si riorganizzano in una struttura
nuova; vengono chiamate strutture dissipative
proprio per la capacità di dissipare il nuovo
flusso di energia o di informazione. Per questa
teoria Prigogine vinse il Premio Nobel nel 1977.
Questa visione ha delle implicazioni molto
interessanti: la prima è che vi sono molte
reazioni, come quella di Zhabotinski, a metà
strada tra la vita e la non-vita; la seconda è
che i sistemi aperti auto-organizzanti sono la
norma nell’universo, mentre i sistemi chiusi,
come quelli descritti dalla seconda legge di
termodinamica, sono una sorta di eccezione; terzo
aspetto, il caos non è solo il fine a cui tende
l’intero universo, ma uno stato progenitore
dell’ordine. Così facendo, Prigogine ha
rovesciato le implicazioni delle equazioni
matematiche della termodinamica classica, ed ha
aperto dimensioni di ricerca e speculazione
totalmente nuove in cui la materia ha enormi
potenzialità evolutive, sconosciute prima d'ora.
Questo è il cuore del messaggio - scrive
Prigogine - la materia non è inerte, essa è viva
e attiva. Le ricerche di questo studioso sono
state utilizzate in numerosi campi come la
sociologia, la meteorologia, la biologia e la
cosmologia.
In un'intervista sulla rivista americana "Omni",
del Maggio '83, Prigogine sottolineava come questi
fenomeni che tendono ad un livello di ordine
sempre più elevato, benché sempre coerenti con
le leggi fisiche, ribaltano la concezione classica
della seconda legge di termodinamica come tendenza
al disordine. Egli esprimeva il suo stupore nel
riconoscere che non solo gli uomini ma anche i
protozoi mostrano di partecipare a questa danza
evolutiva delle informazioni: La cosa più
affascinante è che, in qualche modo, ogni
molecola conosce ciò che le altre molecole stanno
facendo nello stesso tempo, ad una distanza
relativamente macroscopica.
Questi esperimenti,
continua Prigogine, ci danno esempi di come le
molecole comunicano...
Questa è certamente una proprietà da sempre
accettata nei sistemi viventi, ma nei sistemi
non-viventi è stata del tutto inaspettata.
Il principio di
sintropia o di tendenza
all’ordine: L’informazione-coscienza ha la
tendenza a generare coerenza, ordine e unità.
Entropia e informazione sono intimamente
correlate, e in effetti l'entropia può essere
considerata una misura di ignoranza.
Quando si sa
soltanto che un sistema si trova in un dato
macrostato, l'entropia del macrostato misura il
grado di ignoranza circa il microstato in cui il
sistema si trova dal numero di bit di informazione
necessari per specificarlo. Murray Gell-Mann
Se il principio di entropia può essere
considerato come la misura dell'ignoranza, il suo
opposto, il principio di sintropia (da sun:
insieme, nello stesso tempo e tropos: direzione)
può a ragione essere considerato la misura della
conoscenza.
La sintropia, termine che si ritiene
coniato dal matematico italiano Fantappié,
afferma che l'informazione-coscienza, essendo
implicitamente intelligente, ha la tendenza a
generare ordine e unità attraverso la formazione
di strutture dotate di coerenza.
La sintropia,
come opposto dell'entropia, implica coerenza,
bellezza, armonia, cooperazione, significato.
Riassumendo quanto esposto relativamente al
secondo principio di termodinamica abbiamo in
realtà due aspetti della stessa legge, che si può
manifestare nel suo aspetto entropico, riduttivo e
tendente al disordine, in particolare quando la si
applica ai sistemi chiusi, come le macchine a
motore; se viene applicata ai sistemi aperti, come
gli esseri viventi, può manifestare il suo
aspetto nega-entropico, unitivo e tendente
all'ordine.
Ad una simile conclusione erano giunti i primi
cibernetici studiando le leggi
dell'informazione.
La formula dell'entropia può essere scritta come:
K Log. 1.D, mentre i cibernetici si trovarono a
lavorare con una formula identica, ma di segno
opposto: -K Log.1.D. Un segno evidente che
l'informazione intrinsecamente significa
comunicare, mettere in comune, unire, e questa è
la natura, la potenzialità dell'ordine e del
Logos.
I cibernetici, di fatto, avevano inconsciamente
interpretato il secondo principio di termodinamica
sulla base del primo principio dell’ipotesi
coscienza, ribaltando del tutto il senso del
principio stesso.
Possiamo quindi osservare che attraverso
differenti vie di ricerca, studiando i sistemi
viventi o le informazioni, si arriva a risultati
analoghi. Si manifesta così la nega-entropia o più
propriamente il principio di sintropia, secondo
cui l’informazione-coscienza ha la tendenza a
generare ordine e unità attraverso processi di
coerenza e coevoluzione.
Tratto da "Enciclopedia olistica":
globalvillage-it.com
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"SFIDANTE", il parassita,
satana l'avversario, il
diavolo, il guardiano della soglia...ecc.
cosa e', dov'e' e chi e' ?
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