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Indubbiamente il
Cervello dei mammiferi è
l'organo più complesso e stupefacente di tutto
l'UniVerso.
Ha funzionalità che difficilmente si ritrovano
in natura: è un vero e proprio miracolo. Su di
esso, però, ancora poco sappiamo e,
probabilmente poco sapremo ancora per molti
anni. La ricerca
Neurobiologica ha permesso di
conoscere molto sulla sua funzionalità ed ha
aperto nuove vie alla comprensione della
strutturazione citoarchitettonica del complesso.
Infatti, I neuroni nascono grazie agli stimoli e
alle esperienze (positive e/o negative, ad
esempio i
danni dei Vaccini).
Lo dimostrano le ricerche effettuate anche su
due topi geneticamente identici che, vivendo in
ambienti diversi, hanno sviluppato due "personalita"
differenti, perche' nel loro cervello sono
nati nuovi neuroni e quindi nuove connessioni,
sinaptiche.
Lo studio, pubblicato su "Science" e coordinato
dalla tedesca Julia Freund del Politecnico di
Dresda, dimostra che il cervello puo' essere
scolpito dall'interazione con l'ambiente e che
la crescita di nuovi neuroni anche in eta'
adulta promuove individualita' diverse anche in
gemelli identici.
Per comprendere bene le Funzioni del Cervello
leggere anche:
Fisica Quantistica
Sesso,
per i maschi è una priorità: lo rivelano i
"misteriosi neuroni"
Studio su
Nature: cellule trovate nel cervello di un verme
funzionano come un campanello che ricorda
l'urgenza dell'accoppiamento
Scoperte da un gruppo internazionale coordinato
da Arantza Barrios, dell'University College di
Londra, queste cellule "misteriose" sono uniche
e sono sfuggite finora all'analisi di
laboratorio: di derivazione gliale (cellule che
costituiscono il sistema nervoso insieme ai
neuroni), si sviluppano con la maturità sessuale
e funzionano come un campanello d'allarme che
costantemente ricorda al maschio che le esigenze
legate al sesso sono prioritarie, tanto che
durante l'accoppiamento fanno passare in secondo
piano perfino l'esigenza di mangiare.
Come il cromosoma Y è unico nel genoma maschile,
i neuroni appena individuati sono esclusivi del
cervello dei maschi e sono la chiave che spiega
le differenze nell'apprendimento e nelle abilità
cognitive rispetto alle femmine.
"Abbiamo dimostrato come le differenze genetiche
e quelle nello sviluppo tra i due sessi siano
legate a cambiamenti strutturali nel cervello
che avvengono durante la maturità sessuale",
osserva Barrios. "Questi cambiamenti - ha
aggiunto - fanno sì che il cervello maschile
funzioni in modo diverso, rendendo i maschi più
inclini a ricordare gli incontri sessuali avuti
in passato ed a considerare il sesso una
priorità".
Non è la prima volta che gli studi nel campo
della neurologia di genere evidenziano
caratteristiche diverse del cervello maschile e
femminile: genetiche, ormonali, fisiche.
I maschi hanno sei volte e mezzo la materia
grigia delle donne, che è collegata
all’intelligenza generale, ad esempio, mentre le
femmine hanno dieci volte la materia bianca del
maschio, che ha la funzione di relazionare le
aree cerebrali tra loro.
Ma è la prima volta che vengono scoperte delle
cellule presenti specificatamente nel cervello
maschile.
Non resta che aspettare che gli studi sul
cervello del verme C. elegans possano fornire
altre risposte su quello degli esseri umani.
Negli esseri umani esistono due sistemi che
contribuiscono all’immunità (vedi sotto):
il
sistema immunitario innato o aspecifico e il sistema
adattativo o specifico, suddiviso in umorale e in
cellulo-mediato. Entrambi questi sistemi sono essenziali per
la sopravvivenza della specie.
Alcuni
Virus vengono
replicati non solo dalle
cellule, ma anche nei e dai
macrofagi primari umani, SENZA stimolare l'immunità
innata, nonostante la trascrizione inversa di RNA
genomico in DNA a doppio filamento, attività che ci si
potrebbe aspettare per attivare i recettori dei “pattern
recognition” (immunitari) innati.
Cio’ significa che alcuni virus NON vengono riconosciuti
dal sistema immunitario e quindi possono andare ove li
porta il flusso di liquidi ove vengono o sono inseriti, ad
esempio con i
vaccini esempio nella
micro circolazione producendo
gravi danni nei tessuti, specie
quelli dei
cervelli !
Tutta la teoria dell’immunologia,
nella
medicina ufficiale, si basa su questi concetti di antigene e
anticorpo (NdR: che e' ancora imprecisa ed
indimostrata, oltre che fasulla in tante sue parti, vedi qui
sotto).
Il problema dell’immunologia è quindi proprio quello di
basarsi su due termini che si definiscono reciprocamente e
che non sono quasi mai reciprocamente esatti, precisi, anche
perche' la teoria degli anticorpi e' una semplice teoria
indimostrata con i fatti, infatti ad esempio il 30% dei
vaccinati
non produce anticorpi all'antigene del
vaccino che gli e' stato
propinato,
proprio perche' la teoria della risposta anticorpale
obbligatoria del sistema immunitario e' fasulla.
vedi la prova QUI:
Copia dei titoli anticorpali di un
soggetto plurivaccinato
TROVATO l’ANELLO MANCANTE fra
CERVELLO e SISTEMA IMMUNITARIO:
In una rivoluzionaria scoperta che stravolge
decenni di precetti dei manuali di medicina, i
ricercatori della School of Medicine
dell’Università della Virginia (UVA) hanno
determinato che il cervello è direttamente
collegato al sistema immunitario per mezzo di
vasi linfatici di cui in precedenza non si
contemplava l’esistenza.
E già abbastanza sorprendente che questi vasi
fossero sfuggiti alla meticolosa mappatura del
sistema linfatico dell’intero corpo, ma il vero
significato di questa scoperta sta nell’impatto
che potrebbe avere sullo studio e su trattamento
di malattie neurologici che vanno dall’autismo
al morbo di Alzheimer e alla sclerosi multipla.
“Il modo di percepire l’interazione
neuro-immunitaria ora è completamente cambiato”,
ha detto il Dott. Ric. Jonathan Kipnis, docen
del Dipartimento di Neuroscienze e Direttore del
Center for Brain Immunology and Glia (BIG)
presso la UVA.
L’inattesa presenza dei vasi linfatici solleva
un gran numero di domande che ora esigono
risposta sia riguardo al funzionamento del
cervello che riguardo alle malattie che lo
colpiscono.
Per esempio, consideriamo il morbo di Alzheimer:
“Nell’Alzheimer, si vedono accumuli di grosse
placche proteiche nel cervello”, spiega il Prof.
Kipnis. “noi riteniamo che, probabilmente, se si
accumulano nel cervello è perché non c’è stata
una rimozione efficace di parte di questi vasi
linfatici.”
Kipnis nota che i vasi assumono un aspetto
diverso con l’età, dunque il ruolo che svolgono
con l’invecchiamento è un’altra strada
esplorare. E c’è una lunga serie di malattie
neurologiche, dall’autismo
alla
sclerosi multipla, che andrebbero
riconsiderate alla luce della presenza di
qualcosa che la scienza finora dava per
inesistente.
Fonte: ScienceDaily.com, 1 giugno 2015,
http://www.sciencedaily.com/releases/2015/06/150601122445.htm
Uno studio
condotto da ricercatori della
University of Virginia School of Medicine,
negli USA, ha determinato, dopo meticolose
ricerche durate anni, che il cervello è
direttamente collegato al
sistema immunitario
tramite vasi linfatici che si pensava non
esistessero.
Si tratta di una scoperta sensazionale che
ribalta decenni di insegnamenti e di teorie
apprese da ogni libro di medicina.
È sorprendente che
proprio tali vasi linfatici siano sfuggiti ad
occhi attenti e brillanti di migliaia di
ricercatori e medici dato che il sistema
linfatico è stato mappato in tutto il corpo in
ogni singolo dettaglio, ma il vero significato
della scoperta risiede negli effetti che questa
potrebbe avere sullo studio e sulle vere cause
dell'autismo e/o di tutte le patologie
neurologiche oltre al possibile trattamento di
quei problemi, spaziando dall’autismo al morbo
di Alzheimer fino alla sclerosi multipla.
Una scoperta
sensazionale
Anziché porsi interrogativi quali: ‘Come si
studia la risposta immunitaria del
cervello?‘, ‘Perché pazienti con sclerosi
multipla presentano diversi attacchi al sistema
immunitario?‘, ora possiamo avvicinarci
meccanicamente e realmente al problema perché il
cervello è, come ogni altro tessuto, collegato
al sistema immunitario periferico attraverso i
vasi linfatici meningei – ha affermato
Jonathan Kipnis, professore del Dipartimento
UVA di Neuroscienze e direttore presso il
Center for Brain Immunology and Glia (BIG)
dell’Università della Virginia.
Cambia completamente il modo in cui percepiamo
l’interazione neuro-immunitaria. Abbiamo sempre
percepito questo collegamento tra sistema
nervoso e sistema immunitario come qualcosa di
esoterico, che non potesse essere studiato. Ma
ora siamo in grado di porre domande più
meccanicistiche.
Noi crediamo che questi vasi linfatici possano
svolgere un ruolo importante per ogni malattia
neurologica con una componente immune; sarebbe
difficile immaginare che questi vasi
linfatici non abbiano connessioni con malattie
neurologiche di natura immunologica !
Il risultato e le
nuove prospettive ‘molto ben nascoste’
Kevin Lee, presidente del Dipartimento di
Neuroscienze UVA, ha descritto la sua reazione
alla scoperta del team di Kipnis:
"La prima volta che questi ragazzi mi hanno
mostrato il risultato di base, ho subito detto
una frase:’ Dovranno cambiare i libri di testo.
Non è mai esistito un sistema linfatico per il
sistema nervoso centrale. È risultato molto
chiaro fin dalla prima particolare osservazione
– e a partire da quella, i ricercatori hanno
svolto molti studi per sostenere i risultati –
che cambierà radicalmente il modo di guardare il
rapporto tra sistema nervoso centrale con il
sistema immunitario.
La scoperta è stata resa possibile grazie al
lavoro svolto da
Antoine Louveau, un borsista post-dottorato
nel laboratorio di Kipnis. I vasi linfatici sono
stati rilevati dopo che Louveau ha sviluppato un
metodo per ricostruire le meningi di un topo in
un singolo vetrino in modo da poter essere
esaminato globalmente.
E’ stato abbastanza facile, in realtà. C’è un
trucco: abbiamo fissato le meningi nella calotta
cranica, in modo che il tessuto rimanesse nella
sua condizione fisiologica, e quindi abbiamo
sezionato l’area che ci interessava. Se avessimo
fatto il contrario, non avrebbe funzionato.
Dopo aver notato che i modelli dei vasi
linfatici sul suo vetrino avevano la stessa
distribuzione di cellule come nel sistema
immunitario, li ha confrontati e avvisato Kipnis. L’impossibile
esisteva".
Louveau ricorda il momento dicendo:
Ho chiamato Jony (Kipnis) invitandolo a guardare
al microscopio e ho detto: “Penso che abbiamo
qualcosa”
Kipnis ha descritto questi vasi linfatici come
“molto ben nascosti” in quanto sono riusciti a
non essere notati per così tanto tempo. Ha
inoltre osservato che questi vasi, dopo essere
stati “fotografati” tramite tecniche di imaging,
seguono un importante vaso sanguigno verso le
cavità sinusali, un’area molto difficile da
visualizzare in quanto si trova nelle ossa del
viso ed è connessa con le cavità nasali.
Quest’area è così vicina ai vasi sanguigni che
si perde facilmente di vista. – ha aggiunto
l’esperto – Se non sai cosa stai cercando, la
perdi.
Il lavoro di imaging,
molto importante per l’intero studio, è stato
reso possibile grazie alla collaborazione con
Tajie Harris, ricercatore, assistente del
professore di neuroscienze e membro attivo del
centro di BIG. Kipnis ha anche elogiato le
“fenomenali” capacità chirurgiche di Igor
Smirnov, un socio di ricerca nel laboratorio
Kipnis il cui lavoro è stato fondamentale per il
successo di imaging dello studio.
Alzheimer,
autismo,
sclerosi multipla e molto altro...(danni
neurologici)
Ed ora l’ inaspettata identificazione dei vasi
linfatici solleva un enorme numero di domande
sia sul funzionamento del cervello che alle
malattie ad esso collegato che lo affliggono,
come ad esempio il morbo di Alzheimer.
Nell’Alzheimer, si
verificano accumuli di grandi blocchi di
proteine – ha detto Kipnis. Riteniamo che tali
blocchi si accumulino nel cervello a causa del
fatto che non vengono rimossi in maniera
efficace da questi vasi sanguigni. Egli ha
osservato, inoltre, che questi vasi cambiano
aspetto all’aumentare dell’età dell’individuo,
dunque il ruolo che essi giocano nella fase
dell’invecchiamento rappresenta un’altra strada
da esplorare.
Altre malattie verso le quali bisogna rivolgere
l’attenzione, in luce dei risultati ottenuti,
sono l’autismo e la sclerosi multipla. I
risultati sono stati pubblicati on line dalla
prestigiosa rivista
Nature e appariranno in una prossima
edizione di stampa.
Approfondimenti:
-
University of Virginia,
Health System
.- Kipnis J et al.
Structural and functional
features of central nervous system lymphatic
vessels. Nature,
Published Online June 1 2015. doi:
10.1038/nature14432
Fonte: neuroscientistnews.com
Tratto in parte da.
http://ingegneriabiomedica.org/news/neuroscience/limpossibile-esiste-scoperto-un-fondamentale-collegamento-tra-cervello-e-sistema-immunitario/
Commento NdR: La
medicina naturale ha da sempre
parlato che quando il sistema linfatico non
drena le sostanze eccedenti o tossiche
dall’organismo, l’ammalamento
e’ assicurato, specie se cio’ riguarda i
tessuti nervosi, glia e ghiandole cerebrali;
finalmente anche la
medicina allopatica, ci e’ arrivata.
Descrizione de meccanismo di
riproduzione-moltiplicazione dei virus da parte della
cellula stessa.
Altro meccanismo di azione delle
tossine vaccinali di
qualsiasi vaccino, anche nel cervello:
I
Macrofagi molte volte trasportano le sostanze
vaccinali nel cervello ed in tutti i tessuti del corpo, ecco
una descrizione del meccanismo:
L'alluminio
(od altri metalloidi tossici, ad esempio
il
Thiomersal) contenuto
in vari Vaccini esempio:
influenza,
esavalente comprese, viene trasportato nel
cervello dai
macrofagi .... e
cio' spiega
il meccanismo
della cosiddetta
SIDS
o
morte nella culla, che nei fatti e' una
danno vaccinale e non una nuova malattia !
Ecco spiegato il meccanismo biologico ed
il diagramma del tragico evento....
Il meccanismo viene ben spiegato qui:
ciò che in realtà accade è che un tipo di
globuli bianchi chiamati a macrofagi (MF)
ingerisce (processo è chiamato "fagocitosi")
gli AANs prima che si sciolgano. (Aluminum
Adjuvant Nanoparticles = AANs)
L'ingestione di corpi estranei è un
comportamento normale per MF.
La loro
funzione principale è la fagocitosi cioè la capacità di
inglobare nel loro
citoplasma particelle estranee, anche
nanoparticelle, compresi i microrganismi (batteri e
funghi estranei), e di distruggerle. Inoltre, fatto
importante da tenere in considerazione in questi casi,
secernono
citochine ad attività
proinfiammatoria e presentano l'antigene
ai
linfociti
T-CD4.
Quando MFs
rilevano batteri o altri agenti patogeni, i
loro campi magnetici li invitano ad ingerire
gli agenti patogeni, e distruggerli con gli
enzimi. I MFs sanno assieme ad altre cellule
del sistema immunitario circa il patogeno
introdotto e come rilevarlo. MFs ingeriscono
anche molti tipi di nanoparticelle.
Il problema è che AANs non sono digeriti
dagli enzimi MF. E gli AANs, una volta
all'interno degli MF, si sciolgono
lentamente.
Le AANs persistono per lungo tempo (anni) e
causano nei MF a far fuoriuscire lentamente
alluminio.
Gli MF che consumano gli AANs divengono
altamente contaminati con l'alluminio o
con altri metalli tossici e
nanoparticelle ingerite, e
li diffondono ovunque vanno. E
vanno in tutto il corpo. MFs e
non viaggiano solo nel sangue, il che spiega il
motivo per cui non si trova facilmente nel sangue
l'alluminio dopo
la vaccinazione,
perche' e' gia stato fagocitato (ingerito)
dagli MF e perche' gli MF viaggiano
anche attraverso il sistema linfatico.
I campi magnetici sono in grado di "viaggiare"
(informare)
attraverso la barriera emato-encefalica (BBB).
Gli MFS, una volta caricati con AANs, agiscono
come un cavallo di Troia e trasportano le
AANs nel cervello. Questo è dannoso, perché
il cervello è molto sensibile all'
alluminio.
Senza contare le possibili
microischemie (vedi le scoperte del
Dott. Andrew
Moulden)
che possono intervenire nella
microcircolazione, soprattutto cerebrale od in altri
luoghi...per il fatto che i globuli bianchi e di conseguenza
i macrofagi nel loro processo di fagocitosi, (ingestione
delle sostanze tossiche vaccinali) possono generare,....
inoltre i macrofagi secernono, nella loro azione quando
hanno ingerito le sostanze vaccinali, altre sostante PRO-infiammazioni....
con tutte le conseguenze del caso,
polio =
paralisi,
distrofie,
meningiti,
sclerosi,
infiammazioni croniche, gastroenteriti croniche, ecc....fino
alla morte nella culla =
SIDS !!
A conferma di cio' che abbiamo scritto qui sopra -
Maggio 2016
Uno studio
condotto da ricercatori della
University of Virginia School of Medicine, negli USA, ha
determinato, dopo meticolose ricerche durate anni, che il
cervello è direttamente collegato al sistema immunitario
tramite vasi linfatici che si pensava non esistessero.
Si tratta di una scoperta sensazionale che ribalta
decenni di insegnamenti e di teorie apprese da ogni libro di
medicina.
È sorprendente che proprio tali vasi linfatici siano
sfuggiti ad occhi attenti e brillanti di migliaia di
ricercatori e medici dato che il sistema linfatico è
stato mappato in tutto il corpo in ogni singolo dettaglio,
ma il vero significato della scoperta risiede negli effetti
che questa potrebbe avere sullo studio e sulle vere cause
dell'autismo e/o di tutte le patologie neurologiche.
Come si studia la risposta immunitaria del cervello ?
Perché pazienti con malattie neurologiche, autismo, sclerosi
multipla, ecc., presentano diversi attacchi al sistema
immunitario, cioe'
immunodepressioni ?,
...ma ....ora finalmente possiamo comprendere, oltre alle
cause di tali malattie, anche avvicinarci meccanicamente e
realmente al problema perché il cervello è, come ogni altro
tessuto, collegato al sistema immunitario periferico
attraverso i vasi linfatici meningei – cosi' ha
affermato
Jonathan Kipnis, professore del Dipartimento UVA di
Neuroscienze e direttore presso il
Center for Brain Immunology and Glia (BIG)
dell’Università della Virginia.
Qui nel
diagramma, viene spiegato nei particolari il
tragico evento:
http://vaccinepapers.org/al-adjuvant-nanoparticles-can-travel-brain/
vedi:
Cervello, mente e fiori +
Pineale
+ Definizione
di cosa e', dove e', chi e' il cristo ?
vedi anche: Il
Cervello nella Scuola +
Sonno e cervello
ABBIAMO
TRE CERVELLI: UNO in
TESTA e UNO in
PANCIA
(addominale)
ed UNO nel Cuore
Questi 3 cervelli sono rispettivamente collegati
con le loro terminazioni finali nei
3 strati (parti) del cervello di sopra.
vedi: La teoria dei tre cervelli
nel cranio, di
Paul MacLean:
cervello rettile, quello
emotivo e la
neocorteccia o cervello pensante
+
CERVELLO,
come
funziona:
Il
Cervello
(vedi
Encefalo) è una specie di interfaccia fisica
(organo) che permette la manifestazione della
CoScienza nell’organo mente, cosi come, una
radio od un televisore, permettono di
manifestare le onde elettromagnetiche sottoforma
di suoni ed immagini.
Principalmente
e sommariamente esso è suddiviso in 2 parti
detti emisferi dx e sx ed ognuno di essi è
suddiviso in quattro lobi principali: La
Corteccia; il Lobo frontale
(*), occupa
1/3 del volume della corteccia cerebrale; quello Parietale
(A);
il Temporale(B); l’Occipitale
(C) ed infine il
Cervelletto.
- vedi:
Telencefalo
(*) I Lobi
frontali sono le strutture cerebrali che
mediano le abilita' del pensiero astratto,
organizzano il comportamento in sequenze logiche
ed in serie temporale, inibiscono risposte
automatiche inappropriate agli stimoli
ambientali; essi sono l'area della neocorteccia
il cui sviluppo risulta piu' recente. Sono
noti alcuni test per misurare la funzionalita'
del lobo frontale, fra questi citiamo:
Wisconsin Card Sorting Test
(Milner, 1964), il test della
Torre di londra (Shallice, 1982) ed il Six
Elements Test, di Shallice e Burgess (1991).
(A) ll lobo parietale
è compreso tra il lobo frontale, anteriormente,
il lobo occipitale (con il quale si trova
parzialmente in continuità), posteriormente, ed
il lobo temporale, inferiormente. Esso si
estende sulle facce laterale e mediale degli
emisferi telencefalici, ma non su quella
inferiore.
(B)
Il lobo temporale è situato al di sotto
dei lobi frontale e parietale, dai quali è
separato per mezzo della scissura laterale (di
Silvio). Si estende sulla faccia laterale e su
quella inferiore degli emisferi, ma non su
quella mediale.
(C) Il lobo
occipitale costituisce l'estremità
posteriore degli emisferi telencefalici,
allungandosi all'indietro a costituire il
polo occipitale. Si estende su tutte e tre
le facce dell'emisfero (mediale, laterale ed
inferiore).
Il Cervello (i due
Cervelli) appartiene alla dimensione
dell’Energia/frequenza cristallizzata, di
diversa “vibrazione”: la Materia organica che
è più solida; esso è “diviso” per
convenzione, in 3 parti principali ed
interdipendenti: i 2 emisferi con il Cervelletto
ed il Cervello di sotto, quello nell’intestino
(sistema nervoso enterico ovvero EnteroEncefalo).
Ricordiamo che negli Usa, Il prof. Michael Gershon della Columbia
University di NY, ha scoperto nel 1998 che il
sistema nervoso enterico legato all’apparato
digerente ed in particolar modo all’intestino
(parola che significa dentro nella testa)
costituisce un cervello a sé stante con centinaia
di milioni di cellule nervose (più di quante ne
abbia il midollo spinale)
è autonomo ed indipendente dal cervello
che abbiamo nella testa; quello enterico comunica
ed interagisce con il cervello di sopra, ma agisce
anche autonomamente; quindi ogni stato di stress,
infiammazione alterazione della flora batterica,
interferiscono ed interagiscono con il cervello di
sotto, sottoponendolo a stress cronico; agire sull’intestino
in modo da riportarlo nei normali valori e
funzioni significa aiutare il cervello di sotto a
funzionare bene e quindi a fornire vitalità al
corpo intero.
In questo cervello vi “dimorano” l’inconscio e le
emozioni
di ognuno di noi - l'inconscio e' registrato nei geni del DNA dei
neuroni delle cellule nervose del cervello di
sotto (enterico- intestino).
Il Cervello nei suoi “insiemi” (i vari
cervelli che soprassiedono ai sistemi: nervoso
centrale, periferico, sensoriale) è il computer
che l’Ente/Mente forma ed utilizza per poter
esistere e quindi manifestarsi; esso è l’organo
coordinatore del corpo fisico e quindi fa parte
dei “sensori” che l’Ente materializza per
potersi spostare nello spazio/tempo e per trarne
informazioni;
Quello nella testa è suddivisibile anche in
altre 3 parti:
A) quello ancestrale, detto Diencefalo,
posizionato pressappoco al centro del cranio nella
sua parte più interna.
B) quello detto Telencefalo.
C) quello detto Proencefalo od anteriore o
corteccia cerebrale (sostanza grigia).
Il suo peso nella femmina è di circa 1.200
gr.; nel maschio raggiunge i 1.400 gr.
Il nostro istinto è legato all’EnteroEncefalo
(Sistema Nervoso Enterico, nell’intestino); noi
“sentiamo” per mezzo di sensori con questo
Cervello di Sotto (EnteroEncefalo); tutti maschi e
femmine, avvertono il pericolo con il “ventre”;
le femmine si dice, ragionano con l’utero......;
i maschi con il pene...., ecc.
L’EnteroEncefalo è in perenne scambio di
informazioni con il Cervelletto ed il Diencefalo
(Ipotalamo, Ipofisi, ecc.); tutte le informazioni
passano anche e contemporaneamente ai 2 lobi
cerebrali per essere analizzate, confrontate e
sintetizzate, tutto ciò in perenne colloquio, con
queste 2 parti del Cervello di sopra, per essere
infine trasmutate e trasferite alla Corteccia
cerebrale (Proencefalo) la quale provvede a
fornire le immagini mentali, gli archetipi della
sensazione o l’immagine vera e propria; quindi,
una volta prodotta l’immagine, essa viene ad
essere rielaborata, resa sempre più sintetica ma
con definizioni sempre maggiori; a questo punto il
tutto può essere memorizzato o rielaborato dalle
varie parti della mente/organo utilizzando i vari
Cervelli necessari alla soluzione dell’enigma o
del problema.
Nel cervello superiore, i percorsi (sinapsi)
neuronali crescono per la morte di cellule
competitive, selettive; questi “sentieri” una
volta definiti, rimangono.
Sono comunque i Campi (CEI)
centro mossi dall’Ego
/
IO SONO, l’Ente con la Sua
Mente, e quindi anche dai Geni del DNA, quando
essi “appaiono” nel fisico ad attivare i
programmi di definizione dei percorsi dei neuroni,
anche per la formazione e la definizione di quelli
del linguaggio; uno dei meccanismi che si attivano
nel cervello per mezzo dell’interazione degli
eventi è l’efflusso di Calcio nei neuroni; gli
effetti di intermodulazione del
Campo (CEI) PsicoEnergoBioFisico sono sinergici con la totalità dell’organismo.
Infine
vi e' il cervello enterico, nel quale
"vive" l'inconscio del soggetto, che
colloquia con quello di sopra.
Per riassumere, quindi l’Ente
IO SONO /Ego/IO è la
sintesi delle Considerazioni, Percezioni,
Informazioni ed è lo
Spirito, l’Essenza stessa
dell’Essere. Egli è “AMOR”;
questa parola che deriva dall’antico Fenicio ed
è composta dalla parola radice: AOR (dalla quale
è derivata la nostra parola ORO) e che significa
“Luce” intesa come Informazione Energetica,
nella quale si è introdotto il concetto della MEM
(lettera M in antico Fenicio) che ha come
significato: la funzione Matriciale ed il
Moltiplicare.
In antico Sanscrito la parola “Amar”
significa “immortalità”;
quindi il vero significato della parola “Amor”
è l’insieme di questi 2 significati:
La Luce/Informazione si diffonde amando ed amando si tende a vivere per
sempre; è come dire che l’Amore è l’Informazione data o ricevuta, che ha
potere generante, moltiplicante e porta all’immortalità !
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Nel cervello meccanismo
autopulente smaltisce i "rifiuti" - 17 Ago.
2012
Il cervello è dotato di un meccanismo
autopulente in grado di eliminare i rifiuti (NdR:
NON quelli dei Vaccini).
Lo hanno scoperto, nei topi, i ricercatori
americani dell'Università
di Rochester che hanno pubblicato lo studio
su
Science Translational Medicine.
Se il processo sarà confermato negli esseri
umani la ricerca aprirebbe la strada a nuove
terapie nel trattamento di malattie legate
all'accumulo di sostanze tossiche, come nel caso
dei depositi di peptide beta-amiloide nella
malattia di Alzheimer. E in effetti i
ricercatori hanno dimostrato che il liquido
cefalorachidiano (liquor, o liquido cerebro
spinale) fa da spazzino: circola all'esterno
delle vene e delle arterie portando via al suo
passaggio i rifiuti prodotti dal cervello.
Per analizzare il meccanismo di "pulizia
cerebrale" è stata utilizzata una tecnica
avanzata di diagnostica per immagini, il
microscopio a due fotoni. Questo metodo ha
permesso di visualizzare il reale scorrimento
del liquor nel topo vivente.
Il cervello invece di avere un sistema linfatico
per eliminare le scorie, come gli altri organi,
approfitta dunque dei vasi sanguigni come strade
per arrivare in tutte le aree cerebrali, lavare
il tessuto e portare via i depositi. Gli spazi
attorno ai vasi funzionano da veri e propri
canali per eliminale gli accumuli di
beta-amiloide: il malfunzionamento del sistema
di pulizia potrebbe essere un fattore favorevole
allo sviluppo dell'Alzheimer. "Controllare
questo meccanismo di scorrimento del fluido
potrebbe aiutare a mettere a punto terapie
innovative contro l'Alzheimer", ha detto Jeffrey
Iliff che ha coordinato l'equipe di ricerca
dell'università di Rochester.
By Adnkronos Salute
Ecco come il
cervello si mantiene pulito - 19, Ago. 2012
Ogni organo produce
rifiuti, e il cervello non fa eccezione, ma a
differenza del resto del nostro corpo non
dispone di un sistema linfatico, una rete di
vasi che filtrano la spazzatura. Ora, un nuovo
studio sul cervello dei topi suggerisce come
vengono trattati i rifiuti. La scoperta,
riportata sulla rivista Science Translatiponal
Medicine potrebbe suggerire possibili
trattamenti per malattie come l’Alzheimer.
Grazie alle nuove tecniche
di imaging si è potuto scrutare all’interno del
cervello di un topo vivo, e vedere i processi in
atto. Il fluido cerebrospinale che scorre
all’esterno dei vasi sanguigni, attraverso una
rete di tubi raccoglie i rifiuti che si sono
accumulati tra le cellule, e li scarica
attraverso le vene principali.
Si è dimostrato che il
cervello dei topi con carenza di questi canali
accumula i rifiuti, tra cui la proteina
amiloide, l’accumulo è legato alla malattia di
Alzheimer. Gli animali ammalati eliminano il 70
per cento dei rifiuti più lentamente rispetto ai
topi in possesso dei normali canali.
“Il cervello sano produce amiloide normalmente,
ma in un sistema normalmente funzionante viene
eliminata, affermano i ricercatori. Nel cervello
di paziente con Alzheimer, si accumula e si
accumula, fino a quando alla fine si formano le
placche che possono ostruire il cervello”, ha
detto Jeffrey J. Iliff – uno degli autori.
In teoria, si potrebbe prevenire o rallentare
l’accumulo migliorando il sistema di lavaggio
del cervello. “La chiave è, quella di trovare un
modo per ‘alzare’ il sistema”, ha detto Iliff.
“Dopo decenni di incertezza sul funzionamento
del fluido cerebrospinale nel cervello, stiamo
finalmente facendo un pò di luce”.
Questo può valere anche per altre condizioni
cerebrali, come il morbo di Parkinson o ictus.
Leggi abstract:
A Paravascular Pathway Facilitates CSF Flow
Through the Brain Parenchyma and the Clearance
of Interstitial Solutes, Including Amyloid β
Jeffrey J. Iliff,Erlend A. Nagelhus,and Maiken
Nedergaard + al.
Sci Transl Med 15 August 2012 4:147ra111.
Fonte ed approfondimenti: University
of Rochester Medical Center –
Wired.com
Come tenere pulito anche il cervello:
Crudismo
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Aspirina per combattere i
disturbi mentali, ovvero
Psichici
Per combattere le piu' comuni malattie mentali
una risorsa arriva dagli antinfiammatori come
l'aspirina.
Riguardo alle patologie mentali (Psichici) la
cui origine si riconduce sempre a processi
infiammatori nel sangue e nel cervello,
sperimentazioni cliniche all'Universita'
di Melbourne dimostrano che farmaci e
sostanze anti-infiammatorie aggiunte ai
trattamenti in corso alleviano sintomi di
depressione,
disturbo bipolare e
schizofrenia, ecc.., fra di essi aspirina, e
gli acidi grassi omega 3 contenuti nell'olio di
pesce.
Commento NdR: ...come volevasi
dimostrare, che anche le cosiddette (falsamente)
chiamate "malattie"
mentali, dai
medici della
medicina allopatica, in realta' solo
sintomi, nascono dalle
intossicazioni che generano
infiammazioni,
e quindi sintomi anche e non solo mentali,
cioe' psichici, ecc.....
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Le dimensioni del
cervello e l’intelligenza dipendono da 4
geni
- 18 Apr. 2012.
Londra, (UK) – La nostra intelligenza e le
dimensioni del cervello dipendono da 4
geni. Questa è la scoperta compiuta da 200
scienziati in 100 istituti diversi.
Lo studio, il più grande mai effettuato sul
cervello umano, ha messo in evidenza
inaspettatamente che esistono dei geni che
possono spiegare le differenze individuali in
termini di dimensioni celebrali e di
intelligenza.
Questa ricerca internazionale aveva motivo di
essere in quanto il suo scopo era quello di
trovare l’origine genetica di alcune patologie
che colpiscono il cervello. Così, esaminando i
dati, gli scienziati hanno scoperto che i
soggetti che presentano un cervello più grande e
al tempo stesso un quoziente intellettivo
maggiore, avevano anche una variante del gene
che regola l’intelligenza, chiamato
HMGA2.
Paul Thompson, professore di neurologia presso
la David Geffen School of Medicine presso l’UCLA
e membro del
Laboratorio di Neuroimaging dell’Università,
afferma che in questa ricerca gli scienziati
hanno cercato di individuare i geni che
aumentano il rischio dell’ereditarietà per una
singola malattia.
Hanno anche cercato i fattori che causano
l’atrofia dei tessuti e la riduzione della
dimensione del cervello, che è un marcatore
biologico per le malattie come la schizofrenia,
il disturbo bipolare, la depressione,
l’Alzheimer e la demenza. Ma il risultato della
ricerca è stato altro.
La ricerca è partita tre anni fa. Il laboratorio
di Thompson ha collaborato con i genetisti Nick
Martin e Margaret Wright del
Queensland Institute for Medical Research di
Brisbane, Australia, e con Barbara Franke,
genetista del
Radboud University Nijmegen Medical Centre
nei Paesi Bassi.
I quattro ricercatori hanno raccolto le immagini
celebrali dai laboratori di tutto il mondo,
unendo le scansioni cerebrali ai dati genomici
all’interno del Project Enigma (Enhancing
Neuro Imaging Genetics through Meta-Analysis).
Nel corso dello studio, i ricercatori hanno
misurato le dimensioni del cervello e dei suoi
centri di memoria attraverso migliaia di
immagini appartenenti a 21.151 persone sane e
contemporaneamente hanno fatto lo screening del
loro DNA.
Hanno così scoperto i geni che spiegano le
differenze individuali di intelligenza,
racchiusa nella variante del gene chiamata
HMGA2. Come sappiamo, il
DNA
è formato da quattro basi azotate, l’adenina
(A), la citosina (C), la timina (T) e la guanina
(G). Le persone il cui gene HMGA2 aveva una
doppia C e nessuna T, mostrava dimensione del
cervello più elevate, e di conseguenza una
maggiore intelligenza. By Sabrina Bachini -
Tratto da: romatg24.it
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Una nuova forma di
comunicazione neuronale - Due studi
indipendenti – 03 Feb. 2011
In un esperimento, soggetti sottoposti a
stimolazione elettrica transcranica ai lobi
temporali anteriori raggiungevano la giusta
prospettiva per la soluzione di un problema
complesso tre volte più spesso dei soggetti di
controllo.
Gli innumerevoli campi elettrici che si
sovrappongono nel cervello a seguito
dell'attività neuronale delle diverse aree non
sarebbero un semplice epifenomeno, ma
rappresenterebbero un'ulteriore forma di
comunicazione neuronale.
A mostrarlo è uno studio condotto da un gruppo
di ricercatori del California Institute of
Technology (Caltech), del Politecnico di Losanna
e della Korea University diretti da Christof
Koch e Henry Markram e
pubblicata su Nature Neuroscience.
"Finora la comunicazione fra i neuroni è stata
pensata come se avvenisse in una macchina
localizzata, quella della sinapsi.
Il nostro lavoro suggerisce l'esistenza di un
altro mezzo di comunicazione neuronale
attraverso lo spazio
extracellulare, indipendente dalle
sinapsi", spiega Costas Anastassiou, primo
firmatario dell'articolo. "Le perpetue
fluttuazioni di questi campi extracellulari sono
il tratto distintivo del cervello vivo e in
azione di ogni organismo, e la loro assenza è
indice di un profondo stato di coma, se non di
morte, del cervello."
In precedenza si riteneva che questi campi
fossero in grado di influenzare o controllare
l'attività dei neuroni solo in particolari
condizioni patologiche, come le crisi
epilettiche, che generano campi molto intensi.
Pochi studi avevano studiato l'impatto dei campi
non epilettici, molto più deboli ma molto più
comuni.
Nel nuovo studio i ricercatori si sono
concentrati sui campi, relativamente forti e
dotati di una lenta oscillazione, detti
potenziali di campo locali (LFP), di circuiti
neurali di poche cellule. Per misurarli hanno
posizionato in cervelli di topo una serie di
microelettrodi a una distanza l'uno dall'altro
di appena 50 micron.
"I campi di un millivolt per millimetro alterano
notevolmente l'attivazione di singoli neuroni e
aumentano la cosiddetta spike-field coherence,
ossia il sincronismo con cui i neuroni si
attivano in relazione al campo. E nel cervello
di mammifero sappiamo che ci sono campi che
eccedono facilmente i due o tre millivolt per
millimetro", aggiunge Anastassiou. "L'aumento di
questa coerenza può incrementare notevolmente la
quantità di informazione trasmessa fra neuroni.
Inoltre, si sa da tempo che gli schemi di
attività cerebrale correlati alla memoria e alla
navigazione spaziale generano forti campi e
aumentano la SFC."
Ciò ha conseguenze interessanti anche per la
possibilità di influire sull'attività cerebrale,
dato che fisica ci dice che un campo esterno
imposto influirà sulla membrana neuronale,
osservano i ricercatori. L'effetto dipenderà
però anche dallo stato del cervello, e dal fatto
che non tute le aree mostrano sempre lo stesso
livello di attivazione: "Se il campo imposto
avrà un'influenza dipende da quale area è
interessata".
Proprio in questa direzione va
un'altra ricerca pubblicata su PLoS ONE,
dalla quale è risultato che l'applicazione di un
campo attraverso una stimolazione transcrarnica
ai lobi temporali anteriori è in grado di
aiutare la persona a vedere i problemi sotto una
luce nuova: nell'esperimento eseguito dai
ricercatori dell'Università di Sydney che hanno
condotto lo studio, i soggetti sottoposti a
simili campi riuscivano a raggiungere la giusta
prospettiva per la soluzione di un problema
complesso tre volte più spesso dei soggetti di
controllo. (gg)
Tratto da. lescienze.espresso.repubblica.it
VIDEOGAMES - I videogiochi
violenti
modificano il cervello - 10 gennaio
2012
I videogames violenti producono delle modifiche
nel cervello. La scoperta si deve ai ricercatori
dell’Indiana
University School of Medicine.
Lo studio, presentato al meeting della
Radiological Society of North America,
dimostra che è sufficiente settimana di gioco
per variare l’attivazione delle aree cognitive
ed emozionali. Gli esperti, per arrivare a
queste conclusioni, hanno monitorato 28 giovani
maschi tra i 18 e i 29 anni.
La
proteina
immunitaria che regola anche le sinapsi
cerebrali – 03 Mar.2011
Spesso, processi biologici diversi sono
innescati da molecole identiche. Per esempio, a
modellare le connessioni nervose ci pensa la
stessa proteina che permette al sistema
immunitario di riconoscere le molecole estranee.
La scoperta, riportata su Nature Neuroscience, è
frutto del lavoro di un gruppo di ricerca
coordinato da Kimberley McAllister della
University of California - Davis, negli Usa.
Studiando il cervello di roditori nelle fasi
immediatamente successive alla nascita, i
ricercatori hanno localizzato delle proteine -
chiamate MHC type I - sulla superficie delle
cellule nervose. Si tratta di una vecchia
conoscenza per i biologi, perché sono le stesse
che permettono al sistema immunitario di
distinguere le molecole appartenenti
all'organismo da quelle "esterne", alcune volte
in modo utile (come nella lotta contro i tumori
o le infezioni), altre volte creando problemi
(come nei casi di rigetto successivi ai
trapianti di organi). Per scoprire il ruolo di
queste molecole nello sviluppo cerebrale, i
ricercatori hanno studiato sia il cervello di
topi privi di questo tipo di proteine, sia
neuroni isolati e con un numero alterato di MHC
I.
Hanno così scoperto che l’assenza delle proteine
portava a un aumento nel numero di sinapsi, i
collegamenti che permettono la propagazione
dell’impulso nervoso tra i neuroni.
Al contrario, una maggiore densità di MHC I
“tagliava” le connessioni neuronali. “Queste
molecole non controllano solo la densità
sinaptica”, aggiunge McAllister, “ma anche le
dinamiche di eccitazione e inibizione dei
giovani neuroni, processi indispensabili per
l’elaborazione delle informazioni e per
garantire plasticità cerebrale”. In più, i
ricercatori hanno evidenziato una sorta di
controllo incrociato: se le MHC I modellano le
connessioni cerebrali, l’attività neuronale
regola la loro espressione.
Sebbene lo studio non evidenzi alcuna relazione
diretta tra proteine e disturbi nervosi, i
ricercatori suggeriscono un possibile
collegamento. Disordini come la schizofrenia e
l’autismo, infatti, sono causati da alterazioni
nelle connessioni tra neuroni. È quindi
possibile che le MHC I giochino un ruolo anche
nello sviluppo di queste patologie.
Riferimenti:
Nature Neuroscience doi:10.1038/nn.2764
Tratto da galileonet.it
Neuroni
sintonizzati -
Cervello si comporta come una
Radio - USA 27 Set. 2010
Il cervello visto come una radio, dove gruppi di
neuroni fisicamente distanti si coordinano
sintonizzandosi su determinate frequenze.
È
questa l'immagine che emerge da uno studio della
University of California (Berkeley) e
pubblicato su
Proceedings of the National Academy of Science
(Pnas). La ricerca aggiunge nuove
informazioni su come funziona il cervello di
fronte a compiti complessi, come afferrare una
palla in movimento. Fondamentali per la
sintonizzazione coordinata sarebbero le
oscillazioni dei neuroni corticali.
“Uno
dei principali problemi delle neuroscienze è
capire il meccanismo che fa agire miliardi di
neuroni diversi e indipendenti come un sistema
unificato, in grado di agire e sopravvivere in
un mondo complesso”, spiega Jose Carmena,
docente presso il Dipartimento di Energia
Elettrica e Informatica di Berkeley. “La nostra
ricerca supporta l'idea che le oscillazioni
neuronali abbiano un ruolo fondamentale
nell'organizzare l'attività di singoli neuroni
in gruppi funzionali più ampi”.
Per il loro studio, i ricercatori hanno
analizzato l'attività neuronale di quattro
macachi, due impegnati in compiti di interfaccia
cervello-macchina, due alle prese con compiti di
memorizzazione. I ricercatori hanno osservato la
relazione tra la l'attivazione delle cellule
nervose e i ritmi corticali in varie zone del
cervello. L'analisi dei dati ha dimostrato che
la tempistica dei picchi neuronali è
sincronizzata in diverse aree del cervello sulla
base di ritmi corticali identificati da
frequenze ben precise. Per esempio, la frequenza
compresa tra 25 e 40 hertz sembra essere
particolarmente importante per l'attivazione di
neuroni anche lontani coinvolti nel controllo
del movimento e nella pianificazione.
Due neuroni sensibili a frequenze diverse
avranno un'attività elettrica distinta, non
importa quanto vicini essi siano.
Viceversa, due
neuroni in aree diverse del cervello ma
sensibili allo stesso “richiamo” avranno pattern
di attivazione simili. “E' come una
comunicazione radiofonica tra diverse unità
impegnate in un'emergenza”, hanno spiegato gli
autori: “Ogni gruppo si sintonizza su una
frequenza e ha il suo canale: così non c'è il
rischio di sovrapporsi e si può comunicare anche
a distanza”.
Secondo i ricercatori, la scoperta potrebbe
essere utile sia per migliorare le performance
di interfacce uomo-computer, sia per trovare
nuove strategie di intervento sulle disfunzioni
di reti neuronali tramite la stimolazione
elettrica.
Un esempio è il trattamento dei disordini del
movimento tramite la stimolazione del cervello:
di solito l'azione si concentra su una singola
area; i risultati fanno ipotizzare l'efficacia
di stimolazioni ritmiche più leggere su aree
diverse.
Riferimento: doi: 10.1073/pnas.1008306107
By Giulia Belardelli - Tratto da galileonet.it
Si può paragonare il cervello ad una stazione
radio, trasmittente e ricevente, il quale
per mezzo del
DNA delle sue cellule nervose, le cui
antenne sono principalmente i cromosomi che sono
un avvolgimento a spirale di un "cavo"
biologico" (DNA),
galleggiante in liquidi, per cui
omnidirezionale, che permette la trasmissione o
ricezione di qualsiasi tipo di "onda-frequenza"
esistente nell'universo, dalle sotto infrarosse
alle ed oltre le ultraviolette... a bassissima
potenza, intensita' e voltaggio, che sono di
difficile intercettazione/rilevamento, salvo con
attrezzature elettroniche particolari,
utilizzate ad esempio nella tecnica di medicina
naturale denominata appunto
BioElettronica, e l'Etere
dello spazio e' l'onda
portante come il mare porta le barche...e la
modulazione della portante e' dovuta alle
variazioni all'interno di essa e/o per le
"interferenze" create dall'informazione che essa
puo' contenere e/o trasportare di essa
(portante).
vedi
Onde elettromagnetiche
Quindi e pero' il cervello non è solo
trasmittente, nel caso dell'immaginazione
creativa, il cervello funge anche da ricevente,
così come può ricevere gli stimoli di pensiero.
http://www.radiomarconi.com/marconi/prunai/
Gli odierni piloti dei caccia da militari
supersonici, hanno dei caschi che ricevono e
trasmettono le onde cerebrali emesse od inviate
al cervello del pilota il quale sono pensando e'
in grado di pilotare l'aereo...
http://www.moebiusonline.eu/fuorionda/caschi_f35.shtml
Ecco i campi emessi dal cervello del Cuore:
http://www.mednat.org/cervello/cervello_cuore.htm
https://antoniovaccarello.wordpress.com/luomo-e-unantenna/
http://www.mednat.org/cure_natur/DNA_antenna.htm
http://www.lastoriavariscritta.it/dna-un-sistema-biologico-ricetrasmittente/
http://www.mednat.org/new_scienza/nuova_scienza_base.htm
(vedi Entaglement)
http://www.segnidalcielo.it/scienziati-scoprono-il-luogo-dellanima-allinterno-del-cervello-umano/
Quando il cervello viene stimolato, o sottoposto
ad una alta dose di vibrazioni, esso diviene più
pronto a ricevere il pensiero-frequenze che gli
proviene da sorgenti esterne, questo processo
avviene attraverso le emozioni, positive o
negative.
Attraverso le emozioni quindi si possono
incrementare le vibrazioni del pensiero.
E' possibile modificare la sintonizzazione del
cervello.
L'azione di piante psicogene e' quella di
ridurre od alterare la "taratura" del cervello
sulle frequenze dell'ossigeno e del carbonio,
che si ottiene con sostanze congeniali ad essa (endoprodotte)
e con il pH adatto del liquido cerebrale, in
quanto il cervello e' un organo ricetrasmittente
con e di qualsiasi "frequenza-vibrazione-onda"
esistente nell'universo, per cui alla nascita
esso si "tara" si sintonizza per ricevere solo
le onde-frequenze che sono atte a mantenere in
vita in questa dimensione l'essere che e' nato,
come una radio od una TV che una volta
sintonizzata sulla frequenza di una certa
stazione radio o TV, riceve solo quella.
Con queste erbe e/o
con sostanze es. minerali tossici (es. quelli
dei vaccini -alluminio, mercurio ecc.,
anche sottoforma di nanoparticelle, che creano
anche e non solo l'autismo....),
chimiche e/o psicofarmaci, oltre che con certe
erbe, che gli sciamani sanno utilizzare, e'
possibile "Disintonizzare" il cervello dalla
apposita e normale taratura autoregolata alla
nascita per cui esso diviene immediatamente
disponibile a riceve le altre frequenze
esistenti nell'universo di qualsiasi dimensione
esistente e presente.
Infatti nei casi di
pre-morte (NDE)
ad esempio, la riduzione della quantita' di
ossigeno presente nella circolazione sanguigna
cerebrale, "dissintonizza e stara" il cervello
il quale si "risintonizza" su altre frequenze di
altre dimensioni parallele per cui le rivela e
quindi il soggetto vede, sente, percepisce cose,
persone, voci, che provengono dal cosiddetto al
di la' che e' in un'altra dimensione....
E noto che la stessa cosa avviene agli alpinisti
quando sono in carenza di ossigeno in alta
quota, essi possono vedere, sentire, percepire,
ecc., altri esseri in altre dimensioni.
La stessa cosa la si ottiene con sostanze
chimiche tipo gli stupefacenti i quali a
seconda del tipo di sostanza chimica permettono
la sintonizzazione di nuove stazioni
trasmittenti di qualsiasi tipo !
Per cui
la cosiddetta "pazzia" null'altro e' che una
di-sintonizzazione dal qui ora per la "staratura"
del cervello dalle sole frequenze di questa
dimensione, che raggiungono, per vari motivi, ma
sempre per intossicazioni da metalli tossici,
sostanze chimiche o droghe.
http://docplayer.it/5329614-Onde-cerebrali-variazione-delle-risonanze-terra-ionosfera-frequenze-di-schumann-degenerazione-neuronale-harbar-e-attivazione-del-corpo-di-luce.html
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La
Medicina Naturale insegna che il cervello
umano e' anche la
radio ricetrasmittente biologica, piu'
avanzata dell'UniVerso,
con il quale e' in perenne contatto, essendo
sempre immersa nel suo
Campo CEU,
in qualsiasi "luogo" esso si trovi di qualsiasi
punto dell'UniVerso
stesso.
Come tutte le radio ricetrasmittenti, esso deve
essere "tarato" sulle frequenze da ricevere e
trasmettere; esso si tara automaticamente e
definitivamente quando viene concepito e
nasce-esce dall'elemento
Acqua,
nel quale e' stato concepito ed ha vissuto per 9
mesi, cioe' nell'elemento acqua della placenta.
In quel momento, essendo stato tarato
precedentemente sulla frequenza base dell'acqua
(H2O), come il cervello degli animali acquatici,
si ri-tara quando viene in contatto con
l'elemento
Aria, ecco perche' il
cordone ombelicale deve rimanere attaccato
fino al completo deflusso del sangue dal
cordone, per non generare un trauma al
nascituro, in quanto la taratura, se lo si
taglia prematuramente, come oggi stupidamente i
medici
ufficiali fanno, non avviene completamente
come dovrebbe essere.
L'elemento aria e' un composto di vapor acqueo e
gas:
l'aria secca al suolo è
composta all'incirca per il 78% V/V di
azoto, per il 21% V/V di
ossigeno, per l'0,9% V/V di
argon e per lo 0.04% V/V di
anidride carbonica, più altri componenti in
quantità minori.
Questa taratura avviene proprio su questi gas,
mantenendo anche parte di quella dell'acqua per
il vapor acqueo presente nell'aria.
Infatti se noi andiamo a variare anche in modo
minimo (senza arrivare alla morte), la
composizione in percentuale di questi gas,
succedono varie cose:
- Degli astronauti a certe altitudini, ove
l'aria non e' quella dell'atmosfera al suolo,
riferiscono con discrezione per non essere
derisi, che hanno dei veri e propri contatti con
parenti morti, parlano con esseri (angeli od
extraterrestri), sentono musiche particolari,
alcuni dicono celestiali ecc.
- Degli scalatori, che sulle montagne alte piu'
di 6.000 metri, riferiscono di aver visto degli
angeli, parlato con i propri cari defunti, avuto
delle visioni, ecc.
Anche nelle profondita' del mare alcuni che le
hanno visitate con
sottomarini abissali (batiscafi), hanno
riferito di aver avuto strane sensazioni,
visioni.
Altro FATTO: vi e' una ubriacatura da ossigeno
e/o da azoto, che al soggetto fa vedere cose
diverse da quelle che ha davanti; anche alcuni
dei quali hanno utilizzato la camera
iperbarica, riferiscono cose simili.
- Nei casi di
pre.morte avvengono le stesse cose; anzi le
descrizioni sono ancora piu' precise, e sono
uguali in tutte le parti del mondo ed a
qualsiasi religione
appartenga il soggetto.
Anche coloro che usano droghe, sintetiche o
naturali, riferiscono di visioni, musiche,
personaggi, animali, visti...
- Anche i cosiddetti "pazzi", parlano e
comunicano con esseri che vedono veramente,
proprio perche' il loro cervello si e'
disintonizzato dalle frequenze sulle e per le
quali era stato tarato e si e' ri-sintonizzato
su altre frequenze di altri Universi paralleli.
- i militari, e gli enti governativi americani,
russi, cinesi, ecc. con i loro esperimenti di
emanazioni di frequenze radio a bassa frequenza,
su cervelli di cavie umane, hanno, con i loro
esperimenti criminali, condizionato, alterato,
gli stati normali di coscienza di migliaia di
soggetti utilizzati, a loro insaputa o meno. con
quelle sperimentazioni....
- anche l'esposizione a certi
campi magnetici, possono fare raggiungere
nei soggetti sottoposti alle stesse percezioni,
visioni, luci, suoni, colloqui con parenti
defunti, percezione di presenze sconosciute,
ecc.
Questi sono fatti, per cui possiamo confermare
che variando la composizione dell'aria (in
questo caso di
ossigeno) che arriva al cervello, e/o
variando le sostanze che arrivano al cervello e
che lo nutrono, oppure se si altera anche di
pochissimo il
pH del
liquido intracranico (il
liquor), la "radio cervello" si disintonizza
dalle
frequenze fondamentali e si ri-sintonizza su
altre frequenze degli
UniVersi
paralleli che lo compenetrano.
Naturalmente la
medicina imperante ufficiale, queste cose le
classifica come ideologie di pazzi....in quanto
non ne capisce proprio
NULLA !
Il
cervello superiore (quello nel cranio) è anche diviso in centinaia
di aree, ciascuna delle quali governa e
controlla delle specifiche funzioni organiche e
di sistema del corpo
(organi e sistemi bersaglio) -
vedi anche:
DUE Cervelli +
...anzi 3
Prendendolo
in considerazione da vicino, osserveremo che le
sue cellule hanno una autonomia di ossigeno
inferiore a tutte le altre; infatti, se
occludiamo anche per brevissimo tempo il flusso
di sangue al cervello, tramite una momentanea
compressione della vena giugolare
(D), avremo come
risultato prima lo svenimento, poi la paralisi
ed infine la morte.
Quindi
più ossigeno e gli altri elementi vitali,
arrivano al cervello attraverso una buona
respirazione, maggiori potranno essere le
capacità intellettuali.
(D) La
vena Giugulare interna è un grosso vaso
venoso che attraversa in modo obbliquo dall'alto
in basso e da dietro in avanti la regione
laterale del collo + vedi:
Gola
Per comprendere meglio,
dobbiamo ricorrere all’analogia (comunque
impropria) con il computer anche se dobbiamo
ricordare che il computer non funziona come il
cervello: il cervello è l’equivalente della
parte fisica elettronica del computer, la
macchina.
Come puo' il cervello fisico elaborare le
informazioni che riceve attraverso gli organi di
senso e quelle che riceve dalla mente stessa che
vive anche al suo interno ?
Il
nostro organismo riceve stimoli, per mezzo degli
organi di senso,
pelle,
udito,
vista,
olfatto,
tatto, attraverso le
onde elettromagnetiche e
segnali chimici (E), piu' o meno "sottili"
che stimolano i sensori di quegli organi di senso;
il gusto riceve stimoli biochimici, che
nell'organismo vengono poi trasdotti, trasformati
in energia elettromagnetica che viene inviata al
cervello.
(E) Segnali
chimici:
Le
cellule
comunicano tra loro mediante il rilascio di
molecole: semplici segnali chimici (es.
rilascio di
neurotrasmettitori come la
Dopamina da parte dei
neuroni) o molecole derivate dal
colesterolo (es. gli ormoni steroidei:
ormoni prodotti a partire dal
colesterolo. Si suddividono in ormoni
corticosteroidi (prodotti dalle
ghiandole surrenali, si tratta soprattutto
del
cortisolo ed in
ormoni sessuali) o molecole proteiche
(es.
fattori di crescita,
insulina...).
Queste molecole più o meno complesse vengono
riconosciute dalle
cellule bersaglio mediante
"recettori" che possono essere sia di superficie
(sulla
membrana cellulare) sia nel
citosol della cellula (come i recettori per
gli ormoni steroidei) che nel nel
nucleo della cellula (es. recettori per l'acido
retinoico).
Le "molecole segnale intracellulari" permettono
la trasmissione del segnale dal recettore
superficiale all'interno della cellula
stimolando una risposta adattatoria (metabolica,
sintesi proteica ecc...)
Quindi
il cervello funziona con una base principalmente
elettromagnetica (oltre che per caduta, biochimica), che a sua volta trasforma queste
energie (EM) per mezzo della
Nevro-Glia in
radiofrequenza che contiene le informazioni
trasformate in forma
olografica, che
si traducono in sensazioni, percezioni,
emozioni, per l'IO
SONO - Ego/IO, cioe' per l'essere stesso,
il quale le memorizza (consciamente od
inconsciamente) nell'Atomo dell'Ego
- IO
SONO stesso, cioe' per l'Essere ed anche negli atomi che
compongono il DNA dei
cromosomi del cervello
stesso ed in quelli delle
cellule
del corpo se
necessario, e le "dona"- trasmette sempre anche al
suo centro, che e' il vortice centro mosso di un
micro
buco nero che si "affaccia", nel
Vuotoquantomeccanico...e quindi da e per l'INFINITO.
Per comprendere bene le Funzioni del
Cervello leggere anche:
Fisica Quantistica
Il
Cervello è quindi la macchina (hardware), il computer
(la radio ricetrasmittente) ed il corpo è l’automa-scafandro
che permette all’IO
SONO - Ego/IO di manifestarsi nel “cronotopo”,
lo spazio-tempo nel quale si trova
o si deve recare; è quindi la
Mente
(software) che “porge” (dopo le opportune
elaborazioni) all’Ego/IO-Coscienza-Essere, le
sensazioni e le percezioni.
Le informazioni o le sensazioni interiori, sono
“dati” che inseriamo nel nostro computer (il
cervello che li elabora attraverso la
mente/organo, per mezzo del programma di
sopravvivenza), attraverso tutti gli
organi di senso, udito, vista, tatto, gusto, olfatto,
intuizione, che si traducono in apprendimento,
godimento, sofferenza, ecc.
Questi dati vanno ad arricchire i “file”,
le memorie, la banca dati dell’IO SONO/Ego,
e quindi rappresentano le
informazioni e le esperienze dell’Essere (Co-scienza)
passando per quelle degli
Atomi,
e degli
Elettroni contenuti negli atomi dei Geni del
DNA
di tutte le
cellule
del corpo, fin nel nostro InConscio che "vive" nel
cervello di
sotto (enterico) e contemporaneamente
arriva fino nel
Vuotoquantomeccanico dell'Infinito.
Per cui è chiaro che l’Ego/IO
NON E’ il
CERVELLO e nemmeno la
Mente lo è; essa è il
mediatore=sistema operativo del cervello, il medium dell’Ego/IO, è la parte di
energia che lo circoncide e lo rinchiude in un
Atomo (la bolla di Energia
Informata = come una bolla di sapone) che si
personalizza con la propria esperienza ad ogni
vita vissuta.
Gia
nella
Bibbia e precisamente in
Esodo e
Levitico si
parla della famosa e leggendaria
Arca di Mosé.
Sul suo coperchio vi erano posizionati 2
Cherubini con le ali spiegate e fra queste ali
si sprigionava la
Shekinà (arco sacro) ed il
testo biblico dice che questa energia era la
rappresentazione della divinità.
La Shekinà era ed è la rappresentazione
simbolica della CoScienza che compare sull’ARCa,
cioè nel
CRAnio ed i 2
Cherubini sono i nomi dei
2 emisferi del Cerebrum (Cervello)
che essa utilizza per potersi manifestare.
IO SONO / Ego
+ Mente
+
Cervello
sono 3 parti interdipendenti, correlate
strettamente tanto da sembrare "Trino"
(3 unità) od una sola cosa, ma comunque distinte,
cosi come il “cervello fisico” quello nella
testa, e’ composto da due parti (emisfero sx e dx)
+ il cervello di sotto (quello enterico, nell’intestino)
ci permetto di essere
Uno e Trino (3 unita’) nello stesso
tempo/circuito.
Inoltre: Tutti
abbiamo
3 cervelli =
2 cervelli
+ 1 nel Cuore
1° che e' quello nella testa (cranio) il Cervello di sopra,
con 2 emisferi ed il cervelletto (in sintesi sono
3 cervelli);
2° il cervello
inferiore (Sistema Nervoso Enterico od Encefalo
Enterico) o di sotto, chiamato giustamente
In-test-ino, cioè dentro nella testa; quest’ultimo
cervello e' in parte autonomo, esso è la sede della Mente
reattiva, che è strettamente correlata al
Sistema
Immunitario; infatti proprio nell’intestino vi
sono dei “sensori” IMPORTANTI del
Sistema
Immunitario ed il 65% di esso ha la sua funzione
proprio nell’intestino
ed infine:
il 3°quello nel
Cuore
Il
Cervello (superiore, quello nel cranio) è una
specie di interfaccia che permette la
manifestazione della CoScienza nell’organo
mente, cosi come, una radio od un televisore,
permettono di manifestare le onde
elettromagnetiche sottoforma di suoni ed immagini;
gli stati di pre-morte quindi dimostrano che la
mente/Coscienza sopravvive alla morte del
cervello.
Anche coloro che sono contrari a questa
definizione, ammettono che le immagini ed i suoni
avvengono realmente, ma che sarebbero frutto di
allucinazioni dovute alla scarsità di apporto di
ossigeno al cervello……..ma come mai questi
racconti
e le loro descrizioni (schema base
identico) sono SEMPRE simili e ciò in
tutte le culture e religioni
in tutte le parti del pianeta, mentre è notorio che
le allucinazioni NON sono MAI e poi mai simili,
né hanno uno schema identico ???
Proprio
il minore apporto di ossigeno al cervello sembra
essere il responsabile della perdita di
“sintonizzazione” del cervello in questa realtà dimensionale, che man mano che
l’ossigeno diminuisce, permette al cervello di
sintonizzarsi su altre dimensioni esistenti nell’UniVerso,
questo per poter proiettare attraverso il
buco
nero interiore, nel tunnel dimensionale che
termina con un
buco bianco nella nuova dimensione
ove ci si deve recare alla morte con il
Trapasso.
Prendendolo in considerazione da vicino, osserveremo che le sue
cellule
hanno una autonomia di ossigeno inferiore a tutte
le altre; infatti, se occludiamo anche per
brevissimo tempo il flusso di sangue al cervello,
tramite una momentanea compressione della vena giugolare, avremo come risultato prima lo
svenimento, poi la paralisi ed infine la morte.
Quindi più
ossigeno e gli altri elementi vitali, arrivano al
cervello attraverso una buona respirazione,
maggiori potranno essere le capacità
intellettuali.
Per comprendere meglio, dobbiamo ricorrere
all’analogia (comunque impropria) con il
computer anche se dobbiamo ricordare che il
computer non funziona come il cervello: il
cervello è l’equivalente della parte fisica
elettronica del computer, la macchina.
Da
che cosa e’ composto il Cervello, da cellule
nervose e da un tessuto a rete le cui maglie si
trovano nelle cellule stesse; questo tessuto e’
detto Neuro-glia o Nevro-Glia (Nevroglia=Stroma, cioe’ impalcatura
connettivale del tessuto nervoso, detto anche
Glia).
Già
nel 1906 il premio Nobel per la Neurologia, Ramon
y Cajal, sostenne nei suoi studi, l’importanza
della “NevroGlia”
come primo anello fisio-psichico di interazione
fra cervello e mente. La nevroglia
è la base, del
tessuto nervoso a struttura reticolare delle
cellule nervose e costituisce l’impalcatura di
sostegno della sostanza grigia e bianca dell’encefalo,
midollo spinale e nervi periferici, anche con
funzione fagocita e rigenerativa; essa rappresenta
quindi il 90% del Sistema nervoso, l'altro 10%
e' rappresentato dai
neuroni.
Queste cellule che compongono la
nevro-glia nel
nostro corpo, sono quindi 10 volte più numerose dei neuroni e
costituiscono la metà del volume del sistema
nervoso centrale e periferico.
Questa
parte (il tessuto, la nevro-glia) della struttura
matriciale dei neuroni, la “placenta” nella
quali essi si formano e si “relazionano” con
le altre cellule nervose, è anche foto
sensibile, quindi reagisce alla
Luce/Informazione come le foglie degli alberi; l’albero
del Sistema Nervoso ha le sue foglie nella “nevroglia”
che essendo foto sensibile, permettono alla
Luce/inFormAzione di modulare la struttura base
(sotto forma di impulsi bio luminosi elettronici)
dei neuroni, i quali a loro volta trasformano la
“Luce”, l’inFormAzione da impulsi
luminosi/elettronici in segnali bio chimici,
affinché i neuroni stessi possano creare sinapsi,
collegamento circuitali con altri neuroni; ecco
come l’iDEA crea il movimento nella materia
fisiologica.
Il
Sistema nervoso nel suo
insieme e' la parte dell'organismo
che "dirige" la
funzione e
quindi anche la
funzionalita' del "Sistema
Immunitario" il quale a sua volta e'
l'insieme di funzioni di vari sistemi ed organi,
in primis il cervello
di sotto, il sistema nervoso enterico=tubo
digerente o
sistema gastrointestinale.
Le cellule della
microglia, "giardiniere" del cervello -
09/03/2016
La plasticità cerebrale, il processo che
permette la riconfigurazione dei circuiti
nervosi, dipende in modo essenziale dall'azione
di alcune cellule immunitarie che eliminano,
"potandoli", i collegamenti fra neuroni divenuti
inutili. Le risorse cellulari liberate
porteranno alla creazione di nuove connessioni (red)
La plasticità del cervello, ossia la sua
capacità di ristrutturare le connessioni fra i
neuroni, dipende in modo essenziale dall'azione
delle cellule della microglia, le cellule
immunitarie che proteggono il cervello dalle
infezioni e distruggono le cellule morte in
seguito a una lesione.
Fino a poco tempo fa si riteneva che il
ricablaggio dei circuiti cerebrali fosse gestito
esclusivamente dai neuroni, ma più di recente
sono emersi dati che indicano un coinvolgimento
anche della microglia.
Il nuovo studio - condotto da ricercatori
dell'Università di Rochester e
pubblicato su "Nature Communications"
- conferma il ruolo di queste cellule nella
plasticità cerebrale, sottolineandone
l'importanza e chiarendo alcuni dei meccanismi
della loro azione.
Nei loro esperimenti sui topi, i ricercatori
hanno osservato le cellule della microglia in
azione mentre stavano riorganizzando le
connessioni fra i neuroni quando il cervello
invece di ricevere le informazioni visive da due
occhi le riceveva da uno solo.
Hanno così visto che le cellule della microglia
prendevano di mira le sinapsi - i punti di
collegamento che permettono la comunicazione fra
i neuroni - scollegando fisicamente un neurone
da un altro, ma lasciando intatti gli altri
collegamenti importanti.
Tranciando le connessioni divenute inutili,
vengono così indirettamente rinforzate le altre
sinapsi e c'è la possibilità di crearne delle
nuove, più appropriate, grazie alle risorse
cellulari liberate da quella "potatura".
"La rete dei collegamenti cerebrali è come un
giardino", ha detto Rebecca Lowery, coautrice
dello studio. "Non solo richiede nutrimento e un
ambiente sano, ma ogni tanto è necessario potare
i rami secchi e strappare le erbacce per
consentire la crescita di nuovi fiori."
I ricercatori hanno poi individuato uno dei
meccanismi molecolari chiave di questo processo,
che fa perno su un recettore, chiamato P2Y12.
Il recettore è espresso esclusivamente sulla
superficie delle cellule della microglia in
stato quiescente e funziona da pulsante di
attivazione di quelle cellule quando si lega a
sostanze emesse da neuroni in sofferenza.
Lowery e colleghi hanno scoperto che P2Y12 è
sensibile anche alle variazioni nei livelli di
attività dei neuroni, e che il blocco o
l'eliminazione del recettore impedisce che si
inneschi il processo di plasticità.
Tratto da: lescienze.it
vedi:
PsicoNeuroEndocrinoImmunologia
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La relazione fra
cuore e cervello - Ottobre 2014
Alcune ricerche interdisciplinari emergenti -
inizialmente avviate da ricercatori “popolari”
più che da scienziati istituzionali - indicano
che il cuore non è una semplice pompa muscolare,
ma una parte del cervello con stesso numero di
neuroni sensoriali posseduto da certe regioni
subcorticali del cervello.
Fra il cervello e il cuore esistono fenomeni di
retroazione biologica strettamente
interconnessi, nei quali vengono scambiate
informazioni sulla percezione del mondo da parte
del cuore. Il cuore usa un linguaggio emotivo
altamente dettagliato per percepire e descrivere
il mondo, e queste descrizioni vengono inviate
al cervello, che le analizza ed elabora una
risposta.
I due organi essenzialmente effettuano
un’analisi attraverso due meccanismi diversi per
ottenere la migliore comprensione del mondo in
cui vive un individuo umano. Mentre la mente
apprende attraverso modelli analitici, il cuore
utilizza la sua capacità di generare dei
complessi unici di sentimenti-Gestalt per
comprendere la realtà interiore del mondo che lo
circonda.
Il cuore apprende un mondo vivo; il cuore ha una
capacità naturale di trovare l’unicità delle
cose, di sperimentare un’intimità con ciascun
evento particolare. Gli antichi Greci chiamavano
questa capacità aisthesis, in cui ogni
cosa possiede una profondità interiore, un punto
di vista e una vitalità. Come commentava lo
psicanalista junghiano James Hillman, il cuore è
l’organo che “percepisce le corrispondenze fra
le sfumature della coscienza e i livelli
dell’essere” ed è coinvolto nella
“interpenetrazione fra la coscienza e il mondo”
(dalla lezione “Thoughts of thè Heart”, 1981).
Il cuore ha una capacità naturale di trovare
l’unicità delle cose, di sperimentare
un’intimità con ciascun evento particolare.
Gli antichi Greci chiamavano questa capacità
aisthesis. Sviluppare la capacità dell’
Xaisthesis permette all’essenza vivente
unica che è presente in ogni cosa di fluire
nell’uomo attraverso l’organo di percezione che
è fatto per riceverla: il
cuore.
Tratto da Nexus n° 111
vedi:
Cervello-Cuore e CEM + Campo
energetico del Corpo
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Cervello e neuroni: spiati da un robot del
MIT - 07 Maggio 2012
Arriva dal
MIT un nuovo metodo in grado di ottenere
l'accesso ai meccanismi interni dei neuroni nel
cervello. Insieme ai colleghi del
Georgia Tech, i ricercatori del
Massachusetts Institute of Technology (MIT)
hanno sviluppato un modo per automatizzare il
processo di ricerca e registrare le informazioni
dei neuroni in un cervello vivente.
I ricercatori hanno infatti dimostrato che un
braccio robotico guidato da una cella di
rilevamento può identificare e registrare i
neuroni del cervello di un topo vivente con una
migliore precisione e velocità rispetto ad uno
sperimentatore umano. Il braccio robotico cala
una sorta di pipetta di vetro all'interno del
cervello del topo anestetizzato con precisione
micrometrica.
Il nuovo processo automatizzato fornisce dunque
le tanto ricercate informazioni sulle attività
delle cellule dei viventi. Utilizzando questa
tecnica, gli scienziati potrebbero classificare
le migliaia di diversi tipi di cellule nel
cervello, ma potrebbero anche realizzare la
mappa sul modo in cui si connettono le une alle
altre. Infine, aiuterebbe a capire come le
cellule malate si differenziano da quelle sane.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra i
laboratori di Ed Boyden, professore associato di
ingegneria biologica e del cervello e scienze
cognitive del MIT, e Craig Forest, professore di
ingegneria meccanica presso la Georgia Tech. “Il
nostro è stato un team interdisciplinare fin
dall'inizio” ha detto Forest.
Il metodo potrebbe essere particolarmente utile
nello studio di disturbi cerebrali come la
schizofrenia, il morbo di Parkinson, l'autismo
e l'epilessia.
Dice Boyden a poposito: "In tutti questi casi,
una descrizione molecolare di una cellula
integrata con le sue proprietà elettriche è
rimasta evasiva. Se potessimo davvero descrivere
come le malattie cambiano le molecole nelle
cellule specifiche all'interno del
cervello vivente, ciò potrebbe consentire di
individuare bersagli diretti per i farmaci”.
By Francesca Mancuso - La ricerca è stata
pubblicata su
Nature Methods.
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La
materia bianca del cervello
La materia
bianca del cervello non è
un'infrastruttura passiva, ma svolge
un ruolo attivo nell'apprendimento e
nello sviluppo delle malattie
mentali.
La materia bianca, a lungo
considerata un tessuto passivo,
influisce attivamente sia sul modo
in cui il cervello impara, sia sulle
sue disfunzioni. Mentre la materia
grigia (composta da neuroni) esegue
le attività di pensiero e di
calcolo, la materia bianca (composta
da
assoni rivestiti da
mielina
- sostanza
facilmente
inibita
dai
Vaccini)
controlla i segnali condivisi fra i
neuroni, coordinando il lavoro delle
diverse regioni cerebrali.
Un nuovo
tipo di tecnologia basata sulla
risonanza magnetica, l'imaging del
tensore di diffusione (DTI), ha
mostrato per la prima volta la
materia bianca in azione,
rivelandone il ruolo prima ignoto.
La mielina si forma in parte alla
nascita, e si sviluppa gradualmente
in varie regioni fino ai 25 annidi
età. I tempi di crescita e il grado
di completamento esercitano
un'influenza su apprendimento e
autocontrollo, nonché su malattie
mentali come la schizofrenia, l'autismo
e persino la pseudologia fantastica,
o menzogna patologica.
By R.
Douglas Fields -
Tratto da:
Le Scienze, maggio 2008,
n.477
Le
cellule del Sistema nervoso (Nevro-Glia +
Neuroni) secernono anche "Citochine", sopra
tutto quando i sensori del SN ricevono il
segnale di un agente MNO = Molecole Non
Originarie tipo: radicali liberi, tossine di
qualsiasi tipo, molecole e/o sostanze
endoprodotte e/o introdotte con
Vaccini,
farmaci,
droghe,
alimenti e
bevande
NON idonee
alla
Perfetta Salute, introdotti
nell'organismo, che SEMPRE ammalano il soggetto.
Le Citochine sono una classe eterogenea di
proteine secretorie prodotte da vari tipi di
cellule, ed hanno la funzione di condizionare il
comportamento di altre
cellule-specifiche verso
cui sono indirizzate; si comportano quindi da
"mediatori" tra le diverse cellule, ed agiscono
da segnali inter-cellulari.
Sono
molecole prodotte essenzialmente
durante la fase di
attivazione e durante la fase effettrice sia
dell'immunità naturale
che di quella
specifica.
Azione delle Citochine:
Le azioni delle Citochine possono essere
riepilogate in cinque aree:
- Attivazione delle
risposta
immunitaria
cellulare ed umorale.
- Induzione dell’infiammazione e veicolazione
della stessa a tutte le
cellule del corpo.
- Regolazione dell’emopoiesi = processo di
formazione degli elementi cellulari del sangue.
- Controllo sulla differenziazione e
proliferazione cellulare.
- Modulazione della guarigione
Le citochine influenzano spesso la sintesi di
altre citochine e/o la loro attività. Le
Citochine possono operare in modo SINERGICO
e COOPERATIVO potenziansi a vicenda e
trasportando quindi l'informazione a qualsiasi
livello attraverso il sangue.
Quando esse vengono
a veicolarsi nel plasma sanguigno informatizzano
(informano) tutte le cellule del corpo, di cio'
che sta avvenendo in esso; sono anche quindi le
veicolatrici dello stato di irritazione,
infiammazione, conseguente, stato che
interviene SEMPRE quando una MNO si introduce
nel sistema corpo.
Le
cellule della
Nevro-Glia “percepiscono” interagiscono,
assorbono, riflettono anche la radiazione
cromatica (intesa come Luce) che è sempre la
solita radiazione elettromagnetica nel campo
spettrale da 400 a 700
nanometri.
L'assorbimento
della luce è un caso particolare e
concettualmente abbastanza secondario della più
ampia interazione delle radiazioni EM con la
materia vivente. Le cellule intese come corpuscoli
in sospensione per lo più riflettono e disperdono
la luce, “scatter”.
I
composti intra cellulari l'assorbono un poco, se
sono cromogeni naturali (clorofilla,
emoglobina,
porfirine, ecc.) o artificiali (esempio: psoraleni:
composti chimici ad azione fotosensibilizzante
che tramite l'assorbimento dei
raggi UV stimolano modifiche biologiche
cellulari).
.
Le
normali strutture cellulari (esempio:
proteine,
DNA, ecc.) non assorbono molto la luce cromatica,
ma sono molto sensibili alla radiazione della luce
più energetica (ultravioletti).
L'acqua
delle cellule assorbe per esempio l'infrarosso
scaldandosi, in quel caso la radiazione non è
più "cromatica". L’italiano,
prof. Leonida Santamaria, Patologo generale in
Pavia, era famoso per la sua ricerca sulla
fototossicità.
Comunque
occorre ricordare che tutta la materia, corpo
umano compreso, è composta di atomi o campi
atomici, che vibrano secondo determinate lunghezze
d’onda. La malattia è una alterazione di queste
vibrazioni (frequenze); ne abbiamo dimostrazione
anche con le apparecchiature Bio
elettroniche di tutti i tipi.
Qualche
inciso: recenti studi nel laboratorio Europeo
di ricerca sulle particelle sub nucleari hanno
confermato che ogni particella sub nucleare è
influenzata dalle variazioni (cioè dalle
informazioni) lunari, terrestri e solari (le loro
varie fasi, alterazioni dei loro campi magnetici,
macchie solari, terremoti, quindi dai campi
elettromagnetici e di quelli più sottili, ecc.),
per cui abbiamo la dimostrazione che tutta la
materia vivente (anche i corpi umani) è interagente con qualsiasi altra materia a livello
sub atomico fino a quello Spirituale, il Pensiero.
Anche
le più avanzate ricerche scientifiche in merito
(vedi gli studi del Dr. Prof. C.F. Bucca di
Firenze, Italia) confermano le nostre
affermazioni. In quegli studi, si evidenzia come:
“L’IO,
la Mente ed il cervello possono presentare dei
disturbi di comunicazione a vari livelli; questi
disturbi potranno essere espressi da una
somatizzazione, come una espressione di un
processo finale di uno stress mentale sul piano
fisico, da una malattia organico/mentale”.
La
malattia è
quindi SEMPRE di ordine Spiritual/Mental/Organica
(Conflitto
Spirituale
+ Stress)
e quindi la guarigione deve seguire uno schema
identico partendo dalla risoluzione dello
stress/Conflitto e contemporaneamente agire con le
Cure
naturali sul fisico.
Il
reticolo vescicolare presinaptico è stimolato
dalle onde di Luce/informazione, emesse o ricevute
trasformando i segnali in ordini e comandi
precisi, quindi in azioni coerenti e coordinate a
finalità definite.
Ogni
desiderio od intenzione mentale, quindi anche ogni
emozione, (consciamente od inconsciamente), attiva
la corteccia cerebrale in certe precise regioni
del cervello, ancor prima che vi appaia il
movimento; ciò è stato rilevato sperimentalmente
con certezza.
Quindi
possiamo affermare con sicurezza che ogni
pensiero, conscio od inconscio, proveniente dal
“cielo del pensiero”,
ancor prima di scendere in “terra”
e divenire azione, movimento, attiva e viene
rivelato dalla mente/organo energetico e
diviene azione generando onde
elettromagnetiche (radiofrequenza) e quindi
movimento nei cervelli (superiore ed inferiore),
agendo con ordini finalizzati, nell’organismo
che è il recettore ed esecutore dei comandi
Spirituali, dell’Ego/IO della persona stessa,
ecco la discesa delle iDEE, (gli
Dei=informazioni) nella “Terra”
fisiologica.
Essendo
la vita l’accumulo di esperienze quindi un
continuo flusso di informazioni, possiamo definire
il corpo degli esseri viventi come una “macchina
biologica CibernEtica” atta a
raccogliere, elaborare, memorizzare distribuire
informazioni, con un “sistema” che parte dallo
Spirito (la CoScienza) e finisce nella sua parte
densa, il corpo fisiologico.
Queste
ricerche permettono pure di appurare e comprendere
lo stato ed il livello di consapevolezza della
persona e come ella risponde agli stimoli
informazionali con i quali entra in contatto.
Si
determina anche lo stato del territorio, sociale,
fisico, mentale/emozionale/affettivo, nel quali l’individuo
vive e ciò permette di comprendere la Sua
personale “visione del
mondo”, che è partecipatoria alla
realtà, ma non è sempre conforme alla stessa;
come afferma anche lo scienziato e fisico inglese
Hoyle: “l’
Universo
esiste per essere osservato ed
osservandolo lo si fa esistere”; ciò significa quindi che
la nostra personale visione del mondo, può
modificarne la struttura del suo divenire; anche
la realtà è interdipendente dalla nostra
particolare visione del mondo, così come la
vediamo e la immaginiamo, ciò significa che noi
siamo in grado di “captare”
solo ciò per cui siamo stati
condizionati/informati, dal nostro
inconscio/conscio, cioe' da cio' che ci
e' necessario per arrivare ad una
evoluzione
sempre piu' perfetta e consapevole !
vedi
Sintesi
Tanto
più acquisiamo consapevolezza e quindi
informazione sulla realtà del reale, tanto
maggiore sarà la nostra possibilità di acquisire
risonanza con livelli migliori e quindi superiori;
ciò significa che il nostro “destino”
non è solo una questione di possibilità, ma
bensì anche di scelte, consapevoli o meno.
Nei
suoi studi il ricercatore italiano ing.Tedeschi ha
potuto vedere, dopo attente osservazioni, che la
mappa cerebrale riferita agli organi del corpo
ricostruisce la “mappa fisiologica” non di un
uomo adulto, ma bensì quella di un embrione di 12
settimane (3 mesi) !!! a quell’età infatti si
costituiscono i vari livelli di distribuzione dell’inFormAzione
nei vari sistemi organici di reflessologia, nei
piedi, nell’iride degli occhi, nelle orecchie,
nelle mani, nella pelle, ecc.
Il
Tedeschi, con le sue attente ricerche sulle
frequenze cerebrali emesse dai 2 emisferi del
cervello umano, ha anche permesso di comprendere
molto meglio i meccanismi che intercorrono fra
l'IO
SONO=Coscienza,
Ego/IO parte della
mente/organo, come
struttura indipendente di Luce/energia plasmica/mente
come organo e corpo fisico con cervello, organi e
sistemi; per mezzo di tecniche riflessogene e di
imposizioni delle mani, egli ha dimostrato come
tutti gli esseri viventi complessi sono anche dei
BioRisuonatori Universali, che
utilizzano dei “diapason”
che se opportunamente eccitati, consentono di far
risuonare i diapason/organi del corpo non
solo proprio, ma anche quelli di altre
persone.
Questo particolare fenomeno è chiamato BioRisonanza
del corpo.
La
scansione di frequenze cerebrali che avviene, è
correlata alla corretta attivazione delle
frequenze/organo, per cui nell’istante i cui un
tecnico di medicine naturali od un guaritore
tratta un organo od una determinata parte del
corpo, si vede nel suo quadro cerebrale l’attivazione
in ampiezza dell’onda cerebrale della frequenza
a cui corrisponde e dopo una frazione di
secondo l’attivazione della stessa frequenza nel
quadro del ricevente, un altro soggetto, che sta
in posizione di rilassamento con occhi chiusi e
senza l’appoggio diretto di mani del tecnico o
terapeuta sul suo corpo e con entrambi in perfetto
silenzio.
La
Mente/organo è l’equivalente del “programma
o sistema operativo” ovvero del
programma per poter ricevere ed elaborare i dati
(i Files) che si inseriscono nella memoria del “computer
biologico”; essa serve per far sopravvivere al
meglio l’Essere, nello Spazio/Tempo nel quale è
manifestato; essa si avvale del “dischetto-CD-Nastro”
che è un supporto fatto di materia allo stato di
Energia, il Campo Psico Elettro Magnetico
Informato (CEI) ed emana e riceve certi tipi
speciali di “radiofrequenze”
anche elettro magnetiche.
La
mente (vegetale, animale, umana), lo ricordiamo,
ha la stessa "qualità
" intrinseca degli oggetti che osserva e/o
entra in contatto e che ha desiderato e quindi
"creato",
si è evoluta con essi ed interagendo
dinamicamente con essi, è stata capace (per
intrinseche proprietà) di crearne
rappresentazioni olografiche/virtuali in se stessa;
piu' la mente ha piu' proprietà, maggiori sono le
sue possibilità; e' di tutta evidenza che la
mente di un vegetale ha la stessa
"qualità" di un animale od umano, ma
non, la stessa quantità e quindi le stesse
possibilità.
Di fatto nulla esiste in sé, tutto è
vibrazione ed informazione olografica,
quindi immaginaria (virtuale) della matrice
spazio/temporale, tutto è
mente/immagine, in una
Unica grande
mente
Universale
fin nel
VuotoQuantoMeccanico
dell'Infinito.
TUTTI
i nostri guai, le nostre malattie, ricordiamolo ancora una volta, sono generate dai Conflitti
Spirituali irrisolti (il che comprende anche una
immaginazione non sana, non tendente alla
perfezione), che determinano la rottura dei giusti
rapporti Psico/Termico/Nutrizionali, intossicando
quindi l’organismo o parte di esso.
Ciò significa che ogni
Conflitto
irrisolto
quindi, tende a scendere nel corpo
fisico ed a fissarsi nell’organo bersaglio
collegato all’archetipo conflittuale.
Se
avremo una mente/organo che tenderà a
sovreccitare ed irritare, creando Conflitti
Spirituali (vedi
Uomo
Psico elettronico) ed
infiammando,
eccitando oltre misura i neuroni del cervello; la
sovreccitazione nasce quando essi sono sottoposti
ad una attività non CONFORME ai desideri veri
dell’Ego/IO che sempre è alla ricerca di
Verità sempre più Perfette ed in linea con le
Leggi, gli scopi e le Finalità della
Manifestazione, se così è, avremo molti problemi
(Conflitti
Spirituali) e quindi di Salute; in questo
caso la mente attiva azioni inconsce per creare un
sangue tossico che infiamma le cellule…..con
meccanismi che partono dall’intestino….(disbiosi
+ malnutrizione, farmaci,
Vaccini,
ecc.).
Creare
immagini mentali in sintonia con le Leggi
Creative, renderle Azioni, fare all’Amore con la
persona amata, riflettere, imparare, conoscere,
meditare o pregare, ascoltare musica, auto
esaltarsi, raggiungere stati psichici emotivi di
grande gioia, partecipare con concentrazione a
riunioni nelle quali vi è grande comunione fra i
presenti, ecc., fa per esempio aumentare il tasso
di endorfine prodotte dalle cellule neuroniche e
rende il vostro sangue migliore.
Le
sovra eccitazioni, le
intossicazioni, le
infiammazioni neuronali,
generate dai Conflitti Spirituali, se rese
croniche, prima o poi creeranno dei micro corto
circuiti neuronali che altereranno le giuste
informazioni che essi prima inviavano ai vari
organi o sistemi corrispondenti alla loro
attività psichica, di conseguenza anche l’aids
o il cancro potranno comparire, se il supporto
fisico risponderà a quelle nuove sollecitazioni
anomale, perché i
liquidi del corpo (il
terreno)
varieranno i loro giusti rapporti
di pH
e quindi quelli
Termico/
Nutrizionali
intossicando tutto l’organismo
o parte di esso.
Alcune
funzioni del cervello superiore sono speculari, ad
esempio l’emisfero destro controlla i muscoli ed
i movimenti della parte sinistra del corpo; mentre
l’emisfero sinistro controlla quelli della parte
destra; anche gli stimoli quelli Tattili,
Acustici, Olfattivi, Gustativi, che provengono
dalla metà destra del corpo, vengono registrati
dall’emisfero di sinistra e viceversa, per poi
essere trasformati in Sensazioni Spirituali
(InFormAzioni); altre funzioni sono asimmetriche,
in quanto sono raggruppate soltanto in uno dei due
emisferi.
Nella maggior parte delle persone l’emisfero di
sinistra controlla le funzioni linguistiche in
quanto vi sono localizzati alcuni centri del
linguaggio i quali permettono di leggere, parlare,
scrivere e di comprendere il linguaggio degli
altri; questa asimmetria è così evidente che l’emisfero
sinistro è più “grosso” come volume a
livello della corteccia cerebrale dell’altro.
A
destra sono invece localizzate le funzioni che
permettono di riconoscere le immagini visive e di
essere coinvolti emotivamente quando si osserva
una immagine, un bel tramonto, un paesaggio o nell’ascoltare
una musica particolare.
Questo
emisfero, contribuisce a conferire il “tono”
all’emozione, le pause e le inflessioni nel
linguaggio; ciò è molto importante per dare una
impronta caratteriale specifica in quanto la
comunicazione non è affidata solo alle parole, ma
anche alle sensazioni emotive e di tono, le quali
sono cariche di informazioni istintive; ovviamente
a seconda del sesso a cui apparteniamo le zone di
utilizzazione degli emisferi cerebrali, variano.
Una piccolissima parte dell’architettura del
cervello, fatta di miliardi e miliardi di
connessioni che uniscono tra di loro le cellule
nervose, i neuroni, è di origine genetica (DNA);
la maggior parte di questa architettura invece,
viene a crearsi man mano che il tempo passa e le
informazioni arrivano dall’ambiente nel quale l’Essere
è manifestato.
Il
cervello e la sua intricata rete di connessioni
nervose, possono essere paragonati alla chioma di
un albero (l’albero delle vite); di questa
chioma sovrabbondante, l’ambiente “pota”
alcuni rami mentre ne consolida altri, cioè le
connessioni sinaptiche tra neuroni, sono più
abbondanti di quelle richieste, nel corso del
tempo e dello sviluppo, vengono stabilizzate
solamente quelle connessioni che vengono “usate”.
Il
nostro cervello è un organo “plastico”, le
sinapsi nervose, aumentano o diminuiscono a
seconda degli stimoli bio elettrochimici che
pervengono ai neuroni; si è potuto vedere al
microscopio elettronico l’incremento di sinapsi,
ottenute con l’arrivo di nuovi stimoli
psico bio
elettrochimici; queste nuove sinapsi permettono
all’Ego/IO una migliore e più grande
possibilità di elaborare i dati ricevuti dall’ambiente.
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Un dogma da modificare -
Comunicazione tra cellule nervose anche senza
sinapsi
Gli interneuroni possono diffondere GABA nello
spazio extracellulare per comunicare con le
altre cellule cerebrali, anche in presenza di
livelli molto bassi del neurotrasmettitore.
I neuroni comunicano attraverso le sinapsi: è
quanto si legge qualunque manuale di biologia o
di neuroscienze. Ora questa nozione dovrà essere
modificata perché un gruppo di ricerca dell’Università
di Szeged, in Ungheria, ha scoperto che
alcuni neuroni per comunicare bypassano del
tutto la sinapsi, utilizzando l'emissione di
neurotrasmettitori nello spazio tra le cellule,
che investe i neuroni circostanti.
Il risultato, riferito
in un articolo apparso sulla rivista "Nature", è
venuto studiando gli interneuroni, comuni nella
corteccia cerebrale, una regione che riveste un
ruolo cruciale in molte funzioni cerebrali, tra
cui memoria, attenzione e linguaggio.
Precedenti studi hanno mostrato come gli
interneuroni possano inibire l’attivazione di
altre cellule nervose rilasciando il
neurotrasmettitore GABA (acido
gamma-aminobutirico), che tipicamente trasmette
i messaggi lungo le sinapsi.
Tuttavia, alcuni studi hanno mostrato che il
GABA può diffondere anche nello spazio
extracellulare, dove veicola il messaggio tra
neuroni non connessi tra loro da sinapsi. Gli
studiosi tuttavia ritenevano che per avere una
quantità sufficiente di GABA occorresse
l’attivazione di molti neuroni
contemporaneamente.
Per verificare questa ipotesi, i ricercatori
ungheresi hanno analizzato campioni di
interneuroni umani e murini, che possiedono
assoni molto ramificati e riccamente dotati di
siti da cui il GABA può essere rilasciato nello
spazio extracellulare.
I ricercatori hanno potuto riscontrare come solo
11 dei 50 siti di rilascio esaminati
corrispondessero a sinapsi. Ulteriori
sperimentazioni hanno poi confermato che un solo
interneurone, se stimolato, rilascia abbastanza
GABA da inibire l’attività dei neuroni
circostanti non connessi da sinapsi.
Si è scoperto inoltre che gli interneuroni
contengono recettori sensibili a livelli di GABA
molto bassi, il che fa ipotizzare che essi siano
“progettati” per comunicare tra loro così come
con altri tipi di cellule. Gli stessi recettori
sono sensibili anche ai neurosteroidi. (fc)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
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Lo sviluppo del Sistema Nervoso è un
complicatissimo processo di interazioni tra l’Essere
e l’ambiente; nell’ambito di queste
interazioni, il cervello gioca un ruolo
essenziale.
Esso
non è un organo pronto per l’uso; tra il
cervello e gli organi che ricevono i suoi comandi
o che gli inviano degli stimoli bio
elettrochimici, si devono formare delle
connessioni specifiche, che vengono consolidate
dagli impulsi che percorrono i circuiti nervosi.
In
esso i percorsi (sinapsi) neuronali crescono per
la morte di cellule competitive, selettive; questi
“sentieri” una volta definiti, rimangono. Sono
comunque i Campi (CEI) centro mossi dall’IO
SONO-Ego/IO,
l’Ente con la Sua mEnte, e quindi anche dai
Geni, quando essi “appaiono” nel fisico ad
attivare i programmi di definizione dei percorsi
dei neuroni, anche per la formazione e la
definizione di quelli del linguaggio; uno dei
meccanismi che si attivano nel cervello per mezzo
dell’interazione degli eventi è per esempio l’efflusso
di Calcio nei neuroni; gli effetti di inter
modulazione del Campo (CEI) Psico Elettro
Magnetico Informati
sono sinergici con la totalità dell’organismo
che e’ un corpo olografico cibernetico.
Non
possiamo distinguere il Cervello di sopra, dal
Sistema Nervoso Centrale, essi formano un unico ed
inscindibile corpo e sistema chiamato l’Albero
delle Vite; il Cervello
di sotto (Sistema Nervoso Enterico, quello
nell’intestino) comunica e dialoga con quello di
sopra nel cranio, ma è come “separato” da esso,
ma comunica ad ogni istante con quello di sopra;
i cervelli arrivano attraverso la loro immensa
rete nervosa fino alla pelle, cioè “collegano”
l'IO
SONO, il Sé,
l'Ego/IO e l’Ambiente, cioè di tutto ciò
che sta fra l’Essere ed i confini dell’Universo.
Altro
importante fatto che pochi hanno preso in
considerazione è che il cervello di sopra è
anche l’insieme dei cervelli di tutti gli organi
(eccetto l’intestino
ed il cuore che ne hanno anche uno proprio
in loco) e di tutti i sistemi esistenti nel corpo;
in parole povere significa che il cranio è la
sede ove esistono tutte le parti Mentali,
cerebrali dei vari organi o sistemi; ecco perché
vi sono i rigetti da parte del corpo all’introduzione
di organi estranei (vedi trapianti, sangue,
protesi, ecc.); la
Mente utilizza la parte del
cervello di quell’organo, che ha sede nel cranio
ed essa rifiuta sempre qualsiasi cosa che non
riconosce come Suo.
Sappiamo
anche che il cervello di sopra del
maschio
è diverso
da quello della
femmina; ad un
esame autopico, si è rilevata la fondamentale
differenza fra il maschio e la femmina; il nucleo
dimorfico sessuale e l’area preottica, due zone
del nostro cervello, presentano nel maschio un
numero di cellule più che doppio rispetto alle
femmine; questo non significa che il maschio “abbia
più cervello”, la quantità di cellule
in più gli è necessaria per svolgere certi
compiti totalmente diversi dalla femmina; quantità
non significa qualità.
Spesso si sente di dire che il cervello umano è
come un computer molto complesso; niente di più
stupido, perché esso non funziona affatto come un
grande computer; vediamone il perché: guardando
la sezione ingrandita di un cervello, sembra di
poterci scovare dei cablaggi, cioè i collegamenti
di fili fra le varie parti del computer, perché i
neuroni si collegano ad altri con una immensa rete
di connessioni; esso ha un’attività elettrica,
cioè emette elettricità che i nervi trasportano
dove serve; sembra dunque un insieme di
semiconduttori umido; in realtà se noi
ingrandiamo il cervello al microscopio
osservandone l’anatomia, riscontriamo anche ai
più forti ingrandimenti che esso assomiglia ad un
folto sottobosco, ad una giungla di liane più che
ad un computer.
Se
dovessimo per ipotesi costruire un computer in
quel modo, l’unica cosa che otterremmo sarebbe
un “rumore di fondo”; inoltre seguendo
l’anatomia umana non potremmo mai costruire 2
computer uguali, né metterci un programma; questa
variabilità unica del cervello ha una precisa
funzione dal punto di vista dell’Evoluzione
Spirituale
(accumulo dell'in-form-azione
per se e per l'Universo
nel
quale siamo); essa segue una finalità
(funzione) apparentemente
entropica, ma in realtà
Sintropica; cioè
da un apparente disordine, l’ordine
appare; in questo schema la variabilità,
il “rumore di fondo” non è un
incidente biologico ma una precisa base
necessaria, come insegna la “teoria
dei frattali e quella del caos”, per i
successivi cambiamenti richiesti dall’essere al
mutare dell’ambiente o delle sensazioni che egli
ricerca.
Altra
differenza fra il cervello ed il computer è che
quest’ultimo è una macchina che funziona con
procedure logiche, ma benché la logica sia di uso
generale, dalla matematica alle decisioni più
importanti, essa non è la funzione suprema
attorno alla quale tutto gira; vi sono funzioni
più fondamentali della nostra logica, oppure
bisogna dire che occorre una nuova logica da
imparare e di livello superiore, una volta che le
nostre attuali informazioni si sono arricchite da
qualche cosa che non si è saputo precedentemente.
Un esempio ci conferma che i giudizi basati sulle
categorizzazioni, non sono logici; né la scienza
appare vincolata alla logica (oggi conosciuta),
né l’arte, la creatività, né l’evoluzione
stessa; invece il computer per funzionare bene ha
bisogno di procedure efficienti e logiche; quando
si dice per esempio che il computer ha risposto ad
una domanda postagli, in realtà è l’uomo che
risponde a Se stesso, in quanto le informazioni
inserite nel computer le abbiamo inserite noi
umani, esso le ha solo elaborate con una fervida
memoria per poterci dare la risposta che potremmo
darci se potessimo elaborare le stesse idee con il
suo procedimento e le sue capacità elaborative;
la macchina NON ha imparato nulla, né ha
inventate le regole, né le conosce, ciò
significa che non è il computer che gioca a
scacchi, come comunemente si dice.
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Quale
è la primaria funzione del cervello, della
mente/organo e dell’EGO/IO
? ...è quella di saper e dover imparare; attraverso
gli organi di senso otteniamo delle percezioni,
delle sensazioni e con essi e la nostra capacità
mentale di elaborare i dati ricevuti, suddividiamo
il mondo in oggetti, movimento e classi, prima
ancora di possedere le parole per definirli; ecco
come sembra funzionare la materia pensante od
informata.
Ogni immagine, suono, sensazione tattile, odore,
gusto, ecc., modifica le connessioni bio
elettroniche e sinaptiche della mente/organo,
formando delle immagini con onde a bassa, media ed
alta frequenza, che vengono inconsapevolmente
confrontate con quelle fondamentali (archetipi)
già iscritte nel programma “genetico” degli
Elettroni/Positroni che vivono nei Geni dei
cromosomi del
DNA/RNA, esperienze che sono state
acquisite nel corso dell’infinità del passato.
Vi
sono come abbiamo già detto (vedi Chi
siamo noi
?) anche gli Elettroni
“giovani” appena
nati=apparsi in questa dimensione, che sono
contenuti nel
DNA delle cellule neuroniche, che
devono completare anch’essi la loro evoluzione
spirituale; essi, i nostri
fratelli, utilizzano anche i corpi umani
per conoscere sempre più; alcuni di Noi (esseri
Umani) hanno un IO giovane e poco sapiente,
perciò si reincarnano
per accrescere il loro potenziale informazionale.
Per riassumere in sintesi tutti i meccanismi: l’IO
SONO-Ego/IO utilizza la
mente/organo ed essa utilizza i cervelli i quali
sono il cuore del sistema nervoso che fornisce le
energie, correnti elettriche e le informazioni
necessarie (dai sensori degli organi di senso) per
mettere in movimento le altre parti del corpo e
per attivare gli organi sensoriali e motori;
questi servono e sono attivati per ottenere le
informazioni che l’IO
SONO-Ego/IO necessita in quel
momento spazio/temporale e/o per lo spostamento
spaziale; quindi i dati raccolti vengono ordinati,
dal programma (software) mentale, organizzati,
sintetizzati e memorizzati nella
mEnte
dell'IO
SONO (nell’atomo
in formazione, specializzazione,
che ognuno di noi e’, e che diventa un "cluster"
-insieme coerente- di atomi alla
morte dell'involucro, il corpo fisico
terrestre ove esso si forma = il bruco che si
trasforma in farfalla...) ed in tutte le
cellule
(precisamente negli elettroni degli atomi
contenuti nei geni del
DNA) del corpo per trarne
Sensazioni, ConoScenza e quindi Godimento e Gioia
per l’IO
SONO-Ego/IO, cioè per l’Essere stesso e per
gli Elettroni che vivono nel
DNA, ma con Lui
(Essere) la stessa esperienza di Vita.
Per fare ciò occorre che il corpo di
ManiFestAzione dell’Essere sia vivo e SANO, in
moto, quindi in movimento; cioè che esso sia
energizzato, come ?
l’Energia vitale
Fondamentale (E), chiamata in Oriente “Prana”
ed in Occidente “Etere”, altrimenti chiamate Ynn
e Yang, Duale e contra - opposta in 2
Energie (E), una di natura Femminile e Fredda (E-)
ed in (E+) di natura Maschile e Calda, (Ynn e
Yang), che permea tutto la ManiFestAzione - vedi Cosmologia
-
quindi tutta l’Energia/Mater-ia è da Essa
inFormata ed essa si rivela, si ManiFesta, si
concretizza, si rende evidente e sensibile sotto
forma di materia/energia
più o meno densa nel
CAMPO
Energetico Universale.
Un
recente esperimento condotto da un neuro psicologo
Canadese M. Persinger, sembra dare una risposta
affermativa e quindi gettare nuova luce su questi
temi.
Egli
ha preso un certo numero di volontari “normali”
cioè non dediti a sensitività, medianità,
contattismo, ecc., che ha sottoposto ad un
esperimento di condizionamento del lobo temporale
(parte del cervello del cranio), utilizzando una
specie di elmetto in grado di rilevare con
appositi sensori l’attività Bio
elettronica della corteccia cerebrale
e di modificarla attraverso la produzione di un
campo elettromagnetico.
I volontari hanno riferito di avere visto luci,
sentito suoni e provato sensazioni che hanno
interpretato in termini di alterazione della loro
coscienza e che nascevano nel loro cervello; hanno
avuto la sensazione che qualcuno volesse entrare
in contatto con loro ed influenzarli, come se
fossero alla merce di entità sovrannaturali, di
forze o creature extraterrestri.
Secondo
il ricercatore Canadese ciò accade in quanto vi
sarebbe una caduta dei livelli di ossigeno della
corteccia cerebrale (fase tipica), così come avviene quando si
sta per perdere coscienza o negli stati
mentali della fase di pre-morte (stati di
chi si sente in punto di morte e poi si
riprende); per poter disintonizzare il cervello
dal Qui Ora, occorre che la quantita' di
ossigeno che vi arriva diminuisca.
UN'altro esperimento e' consistito ad immettere
un soggetto in una stanza (gabbia
di faraday), per isolarlo dal
campo elettromagnetico terrestre e
totalmente buia, e con uno speciale casco sulla
testa che poteva emettere, a comando, un campo
magnetico; il tutto con la registrazione visiva
e sonora dell'avvenimento ; il soggetto poteva
riferire le sue sensazioni ad ogni istante.
Ad un certo punto, dopo qualche tempo (decine di
minuti) di silenzio, l'operatore che stava in
un'altra stanza fuori dalla gabbia di faraday,
dava un'impulso al casco e questo emetteva un
certo campo elettromagnetico, solo a quel punto
il soggetto riferiva di sentire e percepire
delle presenze di esseri, attorno a lui,
che scomparivano quando il campo non era piu'
emesso dall'operatore, la cosa si e' ripetuta
piu' volte, confermando che il cervello e'
un'apparecchiatura biologica ricevente anche per
altre forme di vita che sono presenti in certi
campi elettromagnetici (dimensioni diverse dalle
nostre).
Questa
è la prova inconfutabile che il cervello è l’unica
e la più perfetta apparecchiatura bio elettronica
radio ricevente e trasmittente creata nella
Manifestazione dell’UniVerso Mentale per poter
comunicare con tutte le tendenti infinite
dimensioni di Ella.
Quando
si alterano le normali condizioni bio elettroniche
neuronali, e l'apporto di ossigeno varia, il cervello e quindi la Coscienza, può
“sintonizzarsi” e
rivelare TUTTA la Manifestazione, nelle sue varie
forme-frequenze.
Smettiamola
quindi di dare del “pazzo” a coloro che sono
in sintonia con altre parti dell’Universo, ma
aiutiamoli a ritornare o stare nel qui ora, nel
presente della nostra realtà, in modo che essi
possano vivere senza psico dipendenze da altre
zone o parti dell’Universo.
Se,
in questo
UniVerso così immenso che tende
...........all’InFinito spazio e tempo, con
miliardi di miliardi di miliardi di
galassie con
anche esse miliardi di miliardi di miliardi di
stelle che a loro volta contengono, miliardi e
miliardi di
pianeti, ci fossimo solo noi
terrestri, che spreco di spazio e di tempo vi
sarebbe..........
.....ciò NON ha nessun senso,
evidentemente così NON È !!,
quindi la Vita è
OVUNQUE !!!
vedi:
Progetto Vita
Video
IMPORTANTE, sullo
"SFIDANTE", il parassita, satana l'avversario, il
diavolo, il guardiano della soglia...ecc. cosa
e', dov'e' e chi e' ?
Cervello: risonanza 3D scova traumi nascosti in
fasci nervi
Ansa - ROMA, 08 Mar. 2012 - Con una nuova
tecnica e' possibile vedere i danni provocati al
cervello dai traumi (NdR: es. quelli dei
Vaccini)
con la stessa definizione con cui i
raggi X mostrano le ossa fratturate. A
mettere a punto la risonanza tridimensionale e'
stata l'universita' di Pittsburgh, che l'ha
descritta sul
Journal of Neurosurgery.
Le cellule cerebrali, spiegano gli autori
dell'articolo, comunicano attraverso un sistema
di fibre nervose che costituiscono la 'materia
bianca'.
I ricercatori hanno studiato una
risonanza magnetica tridimensionale ad alta
definizione che agisce insieme a un programma
informatico riuscendo a mappare i fasci
principali delle fibre, e ad evidenziare danni e
interruzioni: "Per la prima volta e' possibile
rendere visibili danni una volta nascosti -
spiega Walter Schneider, uno degli autori - se
non si puo' vedere o quantificare il danno e'
difficile trattarlo. Con questa tecnica possiamo
virtualmente sezionare i 40 tratti maggiori
delle fibre e quantificare quali e quante sono
danneggiate".
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Un ricercatore della Sissa (Scuola
Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di
Trieste, insieme a colleghi americani, ha
illustrato sulla rivista 'Neuron' i meccanismi
della visione umana, uno dei processi cognitivi
piu' straordinari e affascinanti, ma tuttora
poco compreso. Italy, Trieste, 08 Mar. 2012- (Adnkronos)
Perche' riusciamo con apparente semplicita' a
identificare e riconoscere le lettere sullo
schermo del computer, una tazzina di caffe' sul
tavolo e una persona che esce dall'ascensore?
Alla base del riconoscimento visivo degli
oggetti c'e' un processo molto complesso.
Lo studio dei meccanismi neuronali che ci
consentono di interpretare le scene visive ed
estrarne informazioni, essenziali per interagire
con il mondo circostante e guidare le nostre
azioni motorie, e' una sfida aperta per le
neuroscienze cognitive, la psicofisica, la
neurofisiologia e la computer science.
Sulla rivista "Neuron"
Davide Zoccolan, che alla Sissa di Trieste
dirige il laboratorio di neuroscienze visive, ha
pubblicato insieme ai collaboratori americani
James Di Carlo (Mit,
Boston) e Nicole Rust (University
of Pennsylvania), un articolo che svela
molti meccanismi. ''Noi siamo in grado di
classificare e identificare gli oggetti,
indipendentemente dagli infiniti modi in cui
possono presentarsi davanti ai nostri occhi: per
la posizione, l'orientamento, la dimensione, il
contesto e le condizioni di illuminazione.
E riusciamo a farlo in poche centinaia di
millisecondi'', spiega Zoccolan, torinese, dal
2009 alla Sissa.
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Il cervello
usa due metodi distinti per distinguere il vero
dal falso - 08 luglio
2009 - Milano, Italy
By ANSA - La capacita' di distinguere il vero
dal falso coinvolge due distinti processi
mentali e sistemi cerebrali: lo dimostra uno
studio italiano.
Stabilire se una frase e' vera
si fonda soprattutto su un processo di recupero
di informazioni dalla memoria, mentre
determinare se essa e' falsa attiva processi
analoghi a quelli di ragionamento e soluzione di
problemi.
Vero e
falso, il cervello li distingue
- 25 Ago. 2009
Ci vogliono due aree diverse del cervello per
distinguere tra loro le cose vere da quelle
false. La scoperta è il frutto delle ricerche di
Nicola Canessa e Stefano Cappa, neurologi
dell’Università Vita-Salute San Raffaele di
Milano, pubblicate sulla rivista Cortex.
Gli scienziati hanno sottoposto un gruppo di
volontari alla risonanza magnetica funzionale,
per capire quale parte del cervello è coinvolta
nella comprensione delle affermazioni e degli
eventi veri, e quale invece ha il compito di
distinguere le cose false.
Per fare questo, alle persone coinvolte è stato
chiesto di leggere delle affermazioni
considerate universalmente vere (ad esempio «gli
aerei atterrano») e viceversa delle affermazioni
false, controllando in contemporanea l’attività
del loro cervello.
Si è allora visto che, quando la frase letta è
vera, nel cervello si attivano aree del lobo
parietale (vicine alla parte più in alto e
laterale del cranio) legate alla memoria; se
invece la frase letta è falsa, ad accendersi è
il lobo frontale destro (porzione che si trova
sopra l’occhio dello stesso lato), deputato al
ragionamento.
Quest’ultimo fatto, in
particolare, secondo gli esperti è dovuto alla
necessità di valutare e scoprire la
contraddizione contenuta nella frase falsa.
Tratto da: corriereuniv.it
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Nel cervello, come in un
videogame - 22 Dic. 2010
Non c’è niente di meglio di una passeggiata per
l’ippocampo per creare un po’ di intimità tra
due neuroscienziati.
La scenografia è creata da un ambiente virtuale
3D che si serve di un sistema pensato per i
Web-game (Java
Monkey), molto divertente da navigare.
Ma lo
scopo per cui è stato sviluppato questo ambiente
è decisamente serio: fare in modo che chi studia
il cervello condivida le fantastiche immagini
(di solito gelosamente custodite), ottenute con
le avanzate tecniche di neuroimaging.
In altre parole, l'obiettivo finale è che ogni
laboratorio metta i propri dati a disposizione
degli altri, in un unico grande catalogo:
Whole Brain Catalog.
Si tratta di un
database open source e open access, in cui poter
esplorare nel dettaglio, attraverso animazioni e
disegni al computer, il cervello di un topo.
Il progetto è di
Mark Ellisman, docente di neuroscienze e
bioingegneria all’Università della California di
San Diego, e ad oggi offre 3.595 contenuti, tra
immagini e video. Si scarica il programma ed è
come avere degli atlanti in tre dimensioni, in
cui poter zoomare dall’intero cervello del
roditore a un singolo neurone (ovvero, come
andare da un continente alla foglia di un albero
con Google Earth).
Il catalogo offre numerosi link alle banche dati
con cui è stato costruito: l’enciclopedico
Allen Brain Atlas, e il
Neuroscience Information Framework dei
National Institutes of Health. A parte questi
due pilastri, sono ancora pochi i laboratori che
hanno aperto i propri archivi. Tra questi c’è il
laboratorio di
Fred Gage del Salk Institute di La Jolla
(California), che ha fornito la simulazione in
2D della crescita di una cellula nervosa di un
topo adulto (trasformata in una dimostrazione 4D
dal team di Ellisman). L’ultimo acquisto
riguarda le immagini della retina e del nervo
ottico. Buona visione.
By Tiziana Moriconi -
Fonte:
Wired.it +
http://wholebraincatalog.org/index.shtm
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Dolore tuo, dolore mio
Nei soggetti con deficit congenito di percezione
del dolore, l'empatia per lo stato emotivo
altrui prende una strada neuronale differente,
che coinvolge la capacità cognitivo-emotiva
Secondo quanto
riportato sulla rivista “Neuron”,
gli schemi di attivazione delle aree cerebrali
coinvolte nel caso di dolore empatico,
evidenziati grazie alle tecniche di risonanza
magnetica funzionale (fMRI),
sono simili a quelli provati in prima persona,
ma con alcune sostanziali differenze.
È stato ipotizzato in passato che una persona
che non abbia mai provato una specifica emozione
dovrebbe avere difficoltà a empatizzare
direttamente con una che la stia provando
tramite un meccanismo di “rispecchiamento
emotivo” e dovrebbe per contro fare affidamento
su processi inferenziali di “cambiamento di
prospettiva”.
I ricercatori si
sono così basati su un campione di soggetti con
un deficit di questo tipo, caratterizzati da
insensibilità congenita al dolore (CIP), che
secondo precedenti studi tendono in effetti a
sottostimare il dolore degli altri.
"I soggetti CIP
rappresentano un’opportunità unica per
verificare questo modello di empatia per
stabilire in che modo la mancanza di una
rappresentazione mentale del proprio dolore
possa influenzare la percezione del dolore
altrui”, ha spiegato Nicolas Danziger del
Dipartimento di neurofisiologia clinica e Centro
del dolore dell'Ospedale
Pitié-Salpêtrière di Parigi, in Francia.
Sottoposti ad alcuni test in cui veniva loro
mostrata una serie di fotografie di visi con
espressioni di dolore, i volontari hanno
mostrato una diminuzione dell’attivazione fMRI
nelle regioni che sovrintendono alla visione, un
risultato indicativo di un ridotto disagio
emotivo alla vista del dolore altrui.
D’altra parte, nei
pazienti CIP, diversamente dal gruppo di
controllo, la capacità empatica è fortemente
predittiva dell’attivazione delle strutture
cerebrali coinvolte nei processi di inferenza
degli stati emotivi altrui.
I risultati, secondo i ricercatori, suggeriscono
che in assenza di una “risonanza emotiva”
plasmata da personali esperienze di dolore, i
pazienti CIP possono solo affidarsi alle loro
capacità empatiche di immaginazione del dolore,
e in particolare attraverso l'attivazione dei
processi cognitivo-emozionali. (fc)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it - sintesi
dell'articolo sulla rivista “Neuron”
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Il Cervello emana onde
elettromagnetiche:
Le onde emanate dal cervello sono onde a
frequenza elettromagnetica molto bassa (VLF)
ed estremamente bassa (ELF), vedi rapporto
AirResearce sulle Bio-comunicazioni e Laboratorio
di Bio-Informazioni di Mosca.
I neurologi e psicologi russi che per anni
hanno studiato questo tipo di “trasmissione”
biologica del cervello, essi
che per anni hanno considerato il cervello
e la mente umana poco più che un semplice
apparato elettrochimico, hanno dedotto che al
contrario esso è con la mente (percezione di sé)
ivi residente, un sistema molto più complesso ed
efficiente; in pratica hanno descritto ciò
affermando che:
“gli organismi ed i circuiti nervosi, cosi come tutte le altre componenti
degli organismi viventi presiedono a
funzioni protettive e di adattamento…….la
natura ha dotato tutta la materia vivente di
strutture nervose assai raffinate……..la
trasmissione elettromagnetica di informazioni
mentali a distanza, rappresenta una funzione
vitale del sistema nervoso; ciò porta ad un
concetto dedotto logicamente: il sistema nervoso
centrale degli esseri umani (cervello compreso) è
sede di strumenti assai sofisticati di
radiocomunicazioni biologiche, di una complessità
ed efficacia di gran lunga superiori a quelle dei
più recenti apparecchi per le radiocomunicazioni
oggi esistenti.
Queste “nascoste” capacità sono in noi
presenti e latenti, basta saperle sviluppare per
utilizzarle per noi stessi e per il bene comune.
Il futuro dell’uomo è dia arrivare a
riutilizzare queste possibilità per comunicare
con la natura stessa………di qualsiasi
dimensione !
vedi:
Campo CEM corporeo (Aura)
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Cervello: arriva
microchip
che dialoga con neuroni cerebrali - 03 Set
2012
Padova, (Italy) - Un consorzio europeo di
scienziati italiani, israeliani e tedeschi
coordinato da Stefano Vassanelli, neurofisiologo
al Dipartimento di Scienze Biomediche dell'Universita'
degli Studi di Padova, ha sviluppato un
microchip di silicio impiantabile nel cervello e
capace di stabilire una comunicazione
bi-direzionale e ad alta risoluzione con in
neuroni cerebrali. La ricerca, condotta
nell'ambito del progetto CyberRat finanziato
dalla Comunita' Europea, si e' avvalsa di
avanzate tecnologie del silicio per creare dei
microchip a forma di ago direttamente
impiantabili nel cervello. Un rivestimento di
diossido di titanio di spessore nanometrico
ottenuto mediante speciali procedure di
deposizione ha conferito al chip alta
biocompatibilita'. Grazie a sensori e attuatori
di dimensioni micrometriche integrati nel chip,
e' stato possibile registrare l'attivita' di
grandi popolazioni di neuroni in varie regioni
cerebrali con una risoluzione di soli dieci
micrometri.
"Oltre a raggiungere per la prima
volta una risoluzione cosi' elevata - spiega il
professor Vassanelli - la tecnica ha consentito
di stabilire con i neuroni una comunicazione
bi-direzionale: da cervello a chip, registrando
l'attivita' neuronale, e da chip a cervello
stimolandola.
La nuova tecnologia sviluppata in CyberRat
rappresenta la base di partenza per lo sviluppo
di nuovi sofisticati strumenti sperimentali
utili a capire come le reti complesse che i
neuroni creano nel cervello interconnettendosi
sono in grado di elaborare le informazioni".
E' possibile cosi' intravedere in futuro
l'applicazione di questa tecnologia per la
creazione di neuroprotesi "intelligenti", capaci
di registrare l'attivita' cerebrale ad alta
risoluzione, elaborare delle risposte mediante
microelaboratori su chip e stimolare il cervello
in un circuito ibrido neuro-elettronico. Questo
approccio sara' di grande aiuto per la terapia
di malattie neurologiche, tra cui il Parkinson e
l'epilessia.
Tratto da: salute.agi.it
Commento NdR: quello che non dicono e’
che questa possibilita’ verra’ anche sfruttata
per
impiantare nel cervello di certi soggetti ed
a loro insaputa, il
chip in
modo da poterli controllare a distanza.….
QUI,
definiamo parola Anima
di ogni Essere Vivente
L’alimentazione ed i processi
Nutrizionali sono da tenere sotto
controllo se desideriamo essere efficienti ed
abili nella Vita;
Ecco le generali modalità per star bene:
La
Medicina Biologica o Naturale è la Scienza che
procede indagando sulle Vere cause che provocano
le malattie, cercando di risolverle nel miglior ed
unico modo possibile e cioè, ri-muovendo tutte le
cause ri-trovate, senza ricorrere ad interventi
cruenti o nocivi per gli stati fisiologici e
psichici generali, (che invece sono sempre
presenti negli “effetti collaterali”
utilizzando i farmaci allopatici moderni),
seguendo procedure che siano in sintonia con le
“Leggi Cosmiche” dalle quali tutti i complessi
biologici dipendono.
Si tratta dell’applicazione, attraverso
l’Educazione alla Salute, di procedimenti
fisici, psicologici, l’impiego di sostanze
naturali ed atossiche, atte a ripristinare le
“alterazioni” Psicofisiche e le intossicazioni
intervenute nello stato di malattia, in modo da
recuperare la Perfetta Salute, in quanto questa è
un patrimonio ed un diritto acquisito dalla
nascita, da parte di tutti gli esseri viventi ma e
sopra tutto dalla “forma Umana” e per
mantenerla tale occorre rispettare delle regole
fondamentali che si possono sintetizzare nel saper
controllare il corpo in modo che sia
mantenuto il più possibile con un
pH
fisiologico adatto (minimo
a pH 7,35).
La
forma Umana è stata progettata per funzionare con
un pH corporeo quasi neutro (leggermente alcalino)
e con potere ossido/riducente tendente al neutro e come tale deve essere
mantenuto per star bene e vivere il più possibile
nel benEssere.
Per
rimanere in quei limiti occorre che ci si alimenti
con diete idriche di acque le più pure possibili
(a basso tenore di minerali residui) e con cibi
integrali, biologici, con prevalenza di
verdura e
frutta crude, alle volte cotte, pochissime
proteine di tipo vegetale e rarissimamente di
quelle animali, preferendo carne di pesce piccolo
(niente molluschi, crostacei) ed alle volte di
piccoli animali terrestri; mai cibarsi di quelli
grandi nemmeno se sono ancora lattanti; praticando
ginnastiche o movimento all’aria aperta e con la
pelle in contatto con il sole e l’aria,
riposando adeguatamente, respirando bene e
profondamente, cercando di non crearsi degli
inutili conflitti spirituali oltre a quelli che la
vita stessa propone, arrivando a pensare in
positivo il più possibile in modo da digerire
bene anche tutte le asperità della vita.
vedi Cure
naturali
+ Protocollo
della Salute
Fare
all’Amore spesso e bene
con il proprio partner, Meditare, Riflettere,
pregare, ascoltare o fare musica melodiosa,
ballare con musiche rilassanti o gioiose, giocare
e passeggiare in mezzo alla Natura, sono medicine
gratuite che vanno utilizzate il più possibile
per mantenersi in Perfetta Salute.
Ecco descritte le semplici regole per star
bene e per poter far funzionare al meglio la
propria mente/organo, cervello ed avere anche una
buona memoria.
La memoria utilizza anche una “velocità
di elaborazione e di fissazione” dei dati
ricevuti, possiamo dire analogicamente in
linguaggio moderno, che una memoria può
funzionare come quella di un computer con un
“clock a 32 MHertz” altre ancora più veloci
nei “64, 120, 266, 300, bit” ecc.; più la
velocità sarà alta, più saranno veloci le
reazioni e le risposte all’ambiente interno ed
esterno al corpo.
Nel cervello i percorsi neuronali (sinapsi)
crescono per la morte di cellule competitive,
selettive; questi “sentieri” una volta
definiti, rimangono. Sono comunque i Campi
Informatici (CEI) centro mossi dall’IO
SONO-Ego/IO,
l’Ente con la Sua
Mente e quindi anche dai Geni
del
DNA, che “appaiono” nel fisico per
attivare i programmi di definizione dei percorsi
dei neuroni, anche per la formazione,
l’attivazione e perfezionamento del linguaggio;
uno dei meccanismi che si attivano nel cervello
per mezzo dell’interazione degli eventi è per
esempio l’efflusso di Calcio nei neuroni; gli
effetti di intermodulazione del Campo (CEI) Psico
Energo BioFisico
sono sinergici con la totalità
dell’organismo.
Per ottenere ciò, come abbiamo già detto,
occorre una alimentazione biologico integrale,
tendenzialmente a base di prodotti crudi
dell’orto frutta, in grande quantità e per la
nutrizione, l’utilizzo di
micro diete +
integratori multi microbici, alghe - vedi Protocollo
della Salute - a seconda dei casi, sono la
base su cui lavorare, ma occorre anche attenzione,
concentrazione, da prestare alle sollecitazioni di
ogni tipo e che il cervello sia il più
possibilmente allenato in modo che esso possa
creare (nei periodi di veglia) continue
connessioni sinaptiche atte a formare e
perfezionare il “programma Operativo”
dell’evoluzione Spirituale, che negli esseri
Viventi si chiama: schema della
Mente.
Ricordiamo
che la
Mente/organo
è di fatto essa stessa un “organo
indipendente” una struttura ben definita nello
spazio/tempo, fatta di energia plasmica che
staziona e sopravvive “galleggiando”
all’interno dei cervelli, superiore
all’interno del Cranio ed in quello inferiore,
detto encefalo enterico che è nell’intestino e nel
"Cervello del Cuore"
(la Trinita' nell'Uomo).
Quest’organo
plasmico, (radiofrequenza) la mente, deve essere
inteso come una bolla di sapone di energia,
formata da tendenti infinite bollicine interne,
ognuna delle quali contiene al suo interno insiemi
di fotoni i quali a loro volta sono formati da
unioni di Info - Tachioni (monopoli Ante+ e
monopoli Ante-); in parole povere la mente/organo
è la parte esterna di una bolla di vortice
centromosso di un
Atomo, cioe’ un’insieme di gas
fotonico con elettroni e positroni = in fase di
formazione, che si alimenta per mezzo della
Luce/Informazione e che produce a sua volta
energia, Luce – Informazione, che viene
“rivelata” (tradotta) dalla “nevroglia” e
quindi dai neuroni i quali la trasformano in
energia elettromagnetica e quindi in energia
biochimica, fornendo quindi gli ordini bio elettro
chimici ai vari sistemi ed organi del corpo per il
loro movimento. Quindi il meccanismo e
l’interazione fra
Ego/IO,
Luce (InFormAzione),
Mente/organo (energia) e cervello-corpo è assolutamente dimostrabile in
ogni situazione.
In
sintesi vogliamo anche ricordare che la mente
(vegetale, animale, umana), ha la stessa
"qualità" intrinseca degli oggetti che
osserva e che ha desiderato e quindi creato, si
è evoluta con essi ed interagendo dinamicamente
con essi, è stata capace (per intrinseche
proprietà) di crearne rappresentazioni
olografiche - virtuali in se stessa.
Di
fatto nulla esiste in sé, tutto è
vibrazione (movimento) ed informazione olografica
immaginaria (virtuale) della matrice
spazio/temporale, tutto è
mente-immagine, in un insieme di menti che
formano la grande mente
Universale.
Seguendo
la natura complessa della matrice
mentale/energetico/materiale, che tende a
suddividersi all’inFinito in ogni suo singolo
frattale, in essa si sviluppano in questo modo
aggregati informativi vibrazionali, olografici,
detti oggetti, quali anche corpo fino al nostro
organo/cervello, che, interagendo con gli altri
aggregati, ne creano, come in un gioco di specchi,
implicite rappresentazioni illusorie che nascono e
muoiono secondo i tempo/spazi della mente.
In
Essa il tutto è rappresentato all’inFinito in
modo parziale ed oggettivo seguendo le linee guida
del soggettivo mentale UniVersale.
Le
ricerche del Tedeschi hanno dimostrato che i vari
livelli di InFormAzione sono in relazione costante
fra le varie e specifiche frequenze cerebrali con
i vari organi fisici corrispondenti, ormai ben
definiti e delineati del corpo umano. Per cui è
possibile, determinare con molto anticipo sulla
somatizzazione delle malattie fisiche,
l’anomalia delle frequenze e quindi di ordine
InFormAzionale o
Spirituale che dir si voglia.
Quindi
come perfetti BioRisuonatori, noi offriamo anche
al mondo circostante il nostro stato di salute
Spirituale/fisico ed i nostri ideali-traguardi,
interagendo con quelli altrui.
Con
queste premesse è facile comprendere come si
possa facilmente “programmare” un essere
vivente, anche standogli vicino ed informandolo
solamente di dati che interessano il suo
programmatore.
Una
antica tecnica di de-programmazione e/o
ri-programmazione della
mente/organo di un soggetto, era quella
dell’imposizione delle mani sulla testa del
soggetto da deprogrammare, mettendolo
preventivamente in stato di massimo rilassamento
ed in ginocchio davanti al deprogrammatore; in
genere funzionava abbastanza bene, ma si
instaurava una psico dipendenza dal soggetto
deprogrammatore.
Ancor
oggi vi sono dei movimenti religiosi che
utilizzano questa tecnica per rendere psico
dipendenti i loro adepti.
Quindi
si sconsiglia di imporre o di farsi imporre
facilmente le mani sulla testa, in quanto possono
essere influenzate le onde della mente/organo del
soggetto al quale si impongono le mani, rendendolo
molto facilmente deprogrammato, ma riprogrammato
ad ubbidire al deprogrammatore e/o riprogrammatore.
Diffidate
da coloro che vogliono imporvi le mani sulla
testa, fate molta attenzione, probabilmente
desiderano produrre in voi, psico dipendenza da
loro.
Solamente
se siete “forti” con un
Ego/IO adulto,
divenuto un Noi al servizio della ManiFestAzione
dell’InFinito nel Finito, potete “giocare”
con loro, in quanto essi NON potranno fare nulla
su di voi.
Amrita =
Cristo = Olio sacro, secreto (segreto)
dalla
Pineale:
Occorre aggiungere alla giusta per una corretta
ulteriore definizione,.... anche il fatto che
bisogna sapere cosa significava e cosa signifca la parola "cristos
= unto", ma da che cosa ? ....dall'olio
sparso sul capo degli "unti" che era atto un
simbolico che illustrava agli iniziati che
l'illuminazione arriva solo quando la
ghiandola pineale secreta (da cui segreto)
una sostanza particolare oleosa che irrora e
nutre i neuroni cerebrali e quelli del corpo (la
famosa
Kundalini dell'oriente) e li fa
funzionare a frequenze vibratorie diverse da
quelle alle quali normalmente vibrano,
disintonizzando il
cervello dalla realta' del
QUI ed ora, per sintonizzarlo a seconda dei casi
anche su altre frequenze
dell'Universo
che permettono di "vedere" le altre
dimensioni parallele....questa e' l'illuminazione,
cioe' la conoscenza delle infinite possibilita'
che l'INFINITO
ha e che sono a disposizione di tutti purche' si
inizino all'illuminazione
!
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NEUROFISIOLOGIA - La memoria “cache” del
cervello
La memoria procedurale rimane impressa nella
chimica delle sinapsi. E il merito non è di
un’attività cellulare costante.
Uno studio su Science:
Quando guidiamo un’automobile o ci allacciamo le
scarpe memorizziamo una serie di gesti che
vengono richiamati in modo più veloce e
automatico ogni volta che compiamo nuovamente
quell’azione. È la cosiddetta
working memory o
memoria procedurale, il cui funzionamento
assomiglia a quello della memoria cache di un
computer che, per esempio, ci permette di aprire
più velocemente una pagina internet già
visitata.
Uno studio condotto
da Gianluigi Mongillo dell’istituto di ricerca
francese
Cnrs, e Omri Barak e Misha Tsodyks del
Weizmann Institute (Israele) sembrerebbe
smentire la convinzione diffusa che questo tipo
di memoria venga fissata grazie all’attività
continua di un certo numero di neuroni
specifici: al contrario, la memoria procedurale
sarebbe registrata a livello dei cambiamenti
chimici che restano nelle
cellule dopo il
passaggio dell’impulso nervoso nelle sinapsi (i
punti di contatto e comunicazione fra i
neuroni).
Il messaggio nervoso si trasmette da un neurone
all’altro attraverso la sinapsi: proprio in
questo punto, la cellula “a monte” (presinaptica)
rilascia nello spazio fra le due cellule una
quantità di molecole di
neurotrasmettitore (il
messaggero del segnale nervoso) che, venendo a
contatto con la membrana della cellula “a
valle”, induce in essa i cambiamenti
chimici necessari alla trasmissione del
messaggio. Ogni impulso comporta nella cellula
presinaptica una diminuzione della quantità di
neurotrasmettitore e un aumento della
concentrazione di ioni calcio.
Secondo
Mongillo e collaboratori, proprio queste
conseguenze chimiche dell’impulso renderebbero
le sinapsi più “forti” e già pronte per il
prossimo stimolo.
Le diverse configurazioni fra
i neuroni coinvolti nella cascata di impulsi
collegati a un’azione costituiscono la specifica
base della memoria pronta per essere
rapidamente riutilizzata per compiere un’azione
analoga.
Secondo gli autori, il vantaggio di
questo meccanismo è notevole soprattutto a
livello metabolico: si tratta infatti di un
sistema di memorizzazione di tipo “latente”, che
non richiede un’attività costante e dispendiosa
delle cellule, ma che viene attivato solo nel
momento in cui serve. (s.s.)
Tratto da:
galileonet.it
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La
RAM del cervello in ogni singolo neurone
- Fonte: “Nature
Neuroscience” - Gen. 2009
Uno studio ha identificato specifici segnali
che indicano la presenza di una
memoria
cellulare
e rivelano come il cervello conservi
temporaneamente le informazioni.
Singole
cellule nervose nelle regioni frontali
del cervello possono conservare una traccia
di memoria per circa un minuto o anche di
più, secondo una recente ricerca svolta
presso lo
UT Southwestern Medical Center.
Lo studio, disponibile online e pubblicato
sull’ultimo numero della rivista “Nature
Neuroscience”, è il primo a identificare
specifici segnali che indicano la presenza
di una memoria cellulare e che rivelano in
che modo il cervello è il grado di
conservare temporaneamente le informazioni.
“Le conclusioni dello studio potrebbero
avere importanti implicazioni per
comprendere i fenomeni di dipendenza, dei
disturbi del’attenzione e della perdita di
memoria correlata a un evento stressante”,
ha spiegato Don Cooper, docente di
psichiatria della UT Southwestern e autore
senior dello studio, che è stato condotto su
topi di laboratorio.
I ricordi permanenti sono immagazzinati in
modo permanente quando il glutammato attiva
i canali ionici sulle cellule nervose nel
cervello per riorganizzare e rafforzare nel
connessioni tra neuroni. Ma il processo
impiega minuti od ore per avviarsi e
concludersi, ed è quindi troppo lento per
conservare temporaneamente l’informazione
che si trasmette in modo rapido.
"Questo tipo di memoria – ha commentato
Cooper – è simile alla RAM di un computer,
la memoria che conserva temporaneamente i
dati e che consente di svolgere diverse
operazioni”.
I ricercatori hanno trovato che i rapidi
input che durano meno di un secondo
innescano un processo di memoria cellulare
in singole cellule che dura circa un minuto,
denominato trasmissione metabotropica del
glutammato. In particolare è stato
individuato uno specifico recettore
metabotropico per il glutammato chiamato
mGluR5 che, quando viene attivato, inizia
una cascata di segnalazione utilizzando il
calcio per conservare le tracce mnemoniche.
Questa trasmissione nella parte più evoluta
del cervello conserva l’informazione istante
per istante. (fc)Tratto da:
lescienze.espresso.repubblica.it
Commento NdR:
NON hanno ancora capito la memoria dei dati
raccolti e/o autogenerati, viene impressa,
quindi memorizzata, anche e soprattutto negli
atomi
contenuti nelle
molecole che compongono le
cellule neuroniche !
Il cervello che si autoripara
Sebbene l’abilità degli
astrociti di produrre MT sia nota da
decenni, si riteneva finora che il loro
compito fosse quello di proteggere gli
astrociti mentre questi ultimi cercano
di riparare i danni agli altri neuroni
Un gruppo di
ricercatori ha scoperto un modo nuovo e
completamente inaspettato con cui il
cervello argina i danni ai nervi: sono le
cellule note come astrociti a rilasciare
proteine di protezione dei neuroni vicini.
Gli astrociti
rappresentano cellule di supporto con varie
funzioni: uno dei loro ruoli è quello di
"soccorrere" i nervi danneggiati durante un
trauma cerebrale e di formare tessuto
cicatriziale nell’area danneggiata.
Roger Chung e
colleghi del
Menzies Research Institute dell'Università
della Tasmania, in Australia, hanno
trovato un altro trucco per svolgere il loro
compito.
Dopo che è stato prodotto un danno
al tessuto, gli astrociti producono in
sovrappiù una proteina chiamata
metallotioneina (MT) e la secernono verso i
nervi circostanti; al MT è una proteina che
neutralizza radicali liberi e ioni metallici
e di conseguenza previene il danno cellulare
che tali molecole possono provocare.
Sebbene
l’abilità degli astrociti di produrre MT sia
nota da decenni, si riteneva finora che il
loro compito fosse quello di proteggere gli
astrociti: questi ultimi cercano invece di
riparare i danni agli altri neuroni.
Chung e colleghi
hanno dimostrato che l’MT era presente nel
fluido esterno in seguito a un danno
provocato a un cervello di ratto. Inoltre,
con l’aiuto di una proteina MT fluorescente,
hanno osservato che le MT prodotte dagli
astrociti possono essere trasportate
all’esterno della cellula e successivamente
assorbite dai nervi circostanti, e che il
livello di MT è correlato con la riuscita
della riparazione dei neuroni.
Sebbene l’esatto
ruolo fisiologico svolto dalle MT nel
promuovere la riparazione debba ancora
essere identificato, questo inatteso ruolo
per la proteina potrebbe aprire la strada a
nuove strategie terapeutiche per il
trattamento dei traumi cranici. (fc)
Tratto da:
.kiwari.com
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Alimentazione e
Cervello:
riduzione 30%
calorie migliora
memoria del 20%
Diete a
basso
apporto di calorie e ricche di
acidi grassi insaturi (UFA) sarebbero
benefiche per le funzioni cognitive,
soprattutto durante l'invecchiamento.
Lo
dimostra una ricerca della University of
Munster, pubblicata in questi giorni su
Proceedings of the National Academy of
Sciences (A.V.
Witte et al., Caloric restriction improves
memory in elderly humans, PNAS, Jan. 2009).
I ricercatori
tedeschi hanno testato in un disegno
prospettico se gli effetti benefici di una
dieta povera di calorie, riscontrati
precedentemente in studi animali, potessero
essere indotti negli umani. Il campione,
composto da 50 soggetti anziani sani con
peso fra la norma e il sovrappeso (fra cui
29 femmine con età media 60,5 anni e BMI
medio di 28 kg/m2), è stato stratificato in
3 gruppi: uno a restrizione calorica
(riduzione del 30%), uno a incremento
calorico (aumento del 20%), uno di
controllo.
La memoria dei partecipanti allo studio è
stata esaminata in condizioni standard prima
e tre mesi dopo l'intervento.
Risultato: nel gruppo a restrizione calorica
le capacità di memoria verbale risultavano
aumentate del 20%. I livelli del fattore
neurotrofico cervello derivato non
risultavano cambiati. Negli altri due gruppi
non sono stati rilevati cambiamenti di
rilievo.
Gli Autori ritengono che "i meccanismi alla
base di questi miglioramenti possono
includere una più elevata plasticità
sinaptica e una maggiore stimolazione dei
circuiti neurofacilitatori del cervello in
ragione di una migliore sensibilità
insulinica e di una ridotta attività
infiammatoria".
Lo studio - concludono gli Autori - "può
essere di aiuto nella definizione di
strategie innovative di prevenzione
finalizzate a mantenere in efficienza le
funzioni cognitive durante
l'invecchiamento".
By
Marco Mozzoni -
Thursday, 29 January 2009
Tratto da: brainfactor.it
vedi:
I batteri
controllano la nostra mente
+
Il
Magnesio protegge dall'Ictus
Commento
NdR:
Sapevamo già che alcuni alimenti
contenenti fosforo sono un toccasana per il
cervello, in quanto mantengono attiva e
vigile la memoria e la concentrazione, ad
esempio il cacao, agisce sul cervello come
un eccitante.
Queste sostanze hanno il potere di nutrire
il cervello e di agire sull’umore, spesso
risollevandoci da periodi di depressione o
rendendoci più attenti in periodi di grande
stress
mentale.
Gli
Omega3, le
Vitamine B12 , l’Acido Folico delle
verdure verdi e dei cereali, la Vitamina E
che si trova nell’olio di oliva, le Vitamine
C e D (kiwi, agrumi, broccoli, cereali
integrali).
A questi aggiungete gli aminoacidi come
Tirosina e Colina, nelle mandorle; il
Magnesio e il Selenio nelle verdure, il
Triptofano e i Flavonoidi (banana, spinaci,
mirtilli, more). Insomma, per mantenere sano
il cervello occorre avere una alimentazione
ricca di un po’ tutti i cibi soprattutto
crudi.
Se siete convinti vegani, trovate il modo di
sostituire le proteine e le vitamine
mancanti con integratori -
microdiete -, perchè aver cura del corpo
va bene, ma se non avete cura del vostro
cervello è comunque inutile tutto il resto.
Le RICERCHE MOSTRANO un NESSO fra
MICROBIOMA
Intestinale (intestino)
e
CERVELLO - 09/01/2015
Chiamate collettivamente microbioma, le
migliaia di miliardi di microbi che abitano
il corpo umano vivono principalmente
nell’intestino, dove ci aiutano a digerire
il cibo, a sintetizzare le vitamine e a
difenderci dalle infezioni. Ora, recenti
ricerche sul microbioma hanno dimostrato che
la sua influenza si estende ben oltre l’intestino,
fino ad arrivare al cervello. Negli ultimi
10 anni, vari studi hanno collegato il
microbioma intestinale a una serie di
comportamenti complessi, come umori ed
emozioni, appetito e ansia.
Il microbioma intestinale sembra contribuire
al mantenimento della funzionalità
cerebrale, ma non solo: potrebbe anche
incidere sul rischio di disturbi
psichiatrici e neurologici, fra cui
ansia,
depressione e
autismo. Una delle modalità più
sorprendenti con cui il microbioma influisce
sul cervello è durante lo sviluppo.
“Esistono delle finestre evolutive critiche
in cui il cervello è più vulnerabile poiché
si sta preparando a rispondere al mondo
circostante”, spiega Tracy Baie, docente di
neuroscienze presso la facoltà di
veterinaria dell’Università della
Pennsylvania. “Così, se l’ecosistema
microbico della madre si modifica - per
esempio a causa di infezioni, stress o
diete - ciò cambierà il micro bioma
intestinale del neonato, e gli effetti
possono durare tutta la vita.”
Altri ricercatori stanno esplorando la
possibilità che il microbioma abbia un ruolo
nelle malattie neurodegenerative come
l’Alzheimer e il Parkinson.
Fonte: MedicalXpress.com :
http://tinyurl.com/kaa2j36
Commento NdR: ma cio’ puo’ accadere
anche e non solo per i
vaccini che il neonato subisce dai
due, tre mesi in avanti…infatti se una
madre ha delle
amalgami dentali in bocca (contengono
mercurio) il neonato potra’ subire delle
conseguenze anche gravi.
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Scoperto
un fondamentale collegamento tra cervello e
sistema immunitario - 08/06/2015
Uno studio condotto da ricercatori della
University of Virginia School of Medicine,
negli USA, ha determinato, dopo meticolose
ricerche durate anni, che il cervello è
direttamente collegato al sistema
immunitario tramite vasi linfatici che si
pensava non esistessero. Si tratta di una
scoperta sensazionale che ribalta decenni di
insegnamenti e di teorie apprese da ogni
libro di medicina.
È sorprendente che proprio tali vasi
linfatici siano sfuggiti ad occhi attenti e
brillanti di migliaia di ricercatori e
medici dato che il sistema linfatico è stato
mappato in tutto il corpo in ogni singolo
dettaglio, ma il vero significato della
scoperta risiede negli effetti che questa
potrebbe avere sullo studio e sul
trattamento delle malattie neurologiche,
spaziando dall’autismo al morbo di Alzheimer
fino alla sclerosi multipla.
Una scoperta
sensazionale
Anziché porsi interrogativi quali: ‘Come si
studia la risposta immunitaria del cervello
?‘, ‘Perché pazienti con sclerosi multipla
presentano diversi attacchi al sistema
immunitario ?‘, ora possiamo avvicinarci
meccanicamente e realmente al problema
perché il cervello è, come ogni altro
tessuto, collegato al sistema immunitario
periferico attraverso i vasi linfatici
meningei – ha affermato
Jonathan Kipnis, professore del
Dipartimento UVA di Neuroscienze e direttore
presso il
Center for Brain Immunology and Glia
(BIG) dell’Università della Virginia.
Cambia completamente il modo in cui
percepiamo l’interazione neuro-immunitaria.
Abbiamo sempre percepito questo collegamento
tra sistema nervoso e sistema immunitario
come qualcosa di esoterico, che non potesse
essere studiato. Ma ora siamo in grado di
porre domande più meccanicistiche.
Noi crediamo che questi vasi
linfatici possano svolgere un ruolo
importante per ogni malattia neurologica con
una componente immune; sarebbe difficile
immaginare che questi vasi linfatici non
abbiano connessioni con malattie
neurologiche di natura immunologica!
Il risultato e
le nuove prospettive ‘molto ben nascoste’
Kevin Lee, presidente del Dipartimento
di Neuroscienze UVA, ha descritto la sua
reazione alla scoperta del team di Kipnis:
La prima volta che questi ragazzi mi hanno
mostrato il risultato di base, ho subito
detto una frase:’ Dovranno cambiare i libri
di testo. Non è mai esistito un sistema
linfatico per il sistema nervoso centrale. È
risultato molto chiaro fin dalla prima
particolare osservazione – e a partire da
quella, i ricercatori hanno svolto molti
studi per sostenere i risultati – che
cambierà radicalmente il modo di guardare il
rapporto tra sistema nervoso centrale con il
sistema immunitario.
La scoperta è
stata resa possibile grazie al lavoro svolto
da
Antoine Louveau, un borsista
post-dottorato nel laboratorio di Kipnis. I
vasi linfatici sono stati rilevati dopo che
Louveau ha sviluppato un metodo per
ricostruire le meningi di un topo in un
singolo vetrino in modo da poter essere
esaminato globalmente.
E’ stato abbastanza facile, in realtà. C’è
un trucco: abbiamo fissato le meningi nella
calotta cranica, in modo che il tessuto
rimanesse nella sua condizione fisiologica,
e quindi abbiamo sezionato l’area che ci
interessava. Se avessimo fatto il contrario,
non avrebbe funzionato.
Dopo aver notato che i modelli dei vasi
linfatici sul suo vetrino avevano la stessa
distribuzione di cellule come nel sistema
immunitario, li ha confrontati e avvisato
Kipnis. L’impossibile esisteva. Louveau
ricorda il momento dicendo:
Ho chiamato Jony (Kipnis) invitandolo a
guardare al microscopio e ho detto: “Penso
che abbiamo qualcosa”
Kipnis ha descritto questi vasi linfatici
come “molto ben nascosti” in quanto sono
riusciti a non essere notati per così tanto
tempo. Ha inoltre osservato che questi vasi,
dopo essere stati “fotografati” tramite
tecniche di imaging, seguono un importante
vaso sanguigno verso le cavità sinusali,
un’area molto difficile da visualizzare in
quanto si trova nelle ossa del viso ed è
connessa con le cavità nasali.
Quest’area è così vicina ai vasi sanguigni
che si perde facilmente di vista. – ha
aggiunto l’esperto – Se non sai cosa stai
cercando, la perdi.
Il lavoro di imaging, molto importante per
l’intero studio, è stato reso possibile
grazie alla collaborazione con
Tajie Harris, ricercatore, assistente
del professore di neuroscienze e membro
attivo del centro di BIG. Kipnis ha anche
elogiato le “fenomenali” capacità
chirurgiche di Igor Smirnov, un socio di
ricerca nel laboratorio Kipnis il cui lavoro
è stato fondamentale per il successo di
imaging dello studio.
Alzheimer,
autismo, sclerosi multipla e oltre
Ed ora l’ inaspettata identificazione dei
vasi linfatici solleva un enorme numero di
domande sia sul funzionamento del cervello
che alle malattie ad esso collegato che lo
affliggono, come ad esempio il morbo di
Alzheimer.
Nell’Alzheimer, si verificano accumuli di
grandi blocchi di proteine – ha detto Kipnis.
Riteniamo che tali blocchi si accumulino nel
cervello a causa del fatto che non vengono
rimossi in maniera efficace da questi vasi
sanguigni.
Egli ha osservato, inoltre, che questi vasi
cambiano aspetto all’aumentare dell’età
dell’individuo, dunque il ruolo che essi
giocano nella fase dell’invecchiamento
rappresenta un’altra strada da esplorare.
Altre malattie verso le quali bisogna
rivolgere l’attenzione, in luce dei
risultati ottenuti, sono l’autismo e la
sclerosi multipla. I risultati sono stati
pubblicati on line dalla prestigiosa rivista
Nature e appariranno in una prossima
edizione di stampa.
University of Virginia, Health System
Kipnis J et al.
Structural and functional features of
central nervous system lymphatic vessels.
Nature, Published Online June 1 2015.
doi: 10.1038/nature14432
Fonte: neuroscientistnews.com
Tratto da:
http://ingegneriabiomedica.org/news/neuroscience/limpossibile-esiste-scoperto-un-fondamentale-collegamento-tra-cervello-e-sistema-immunitario/
Commento:
Questa scoperta
evidenzia che l’ingegneria
biomedica ha trovato la correlazione
esistente tra il cervello ed il sistema
immunitario.
Si auspica che si possano comprovare anche
le correlazioni tra psiche-cervello-organi
scoperte (NdR: anche, perche la
medicina naturale lo insegna da migliaia
di anni) dal
dr. R.G. Hamer che chiariscono che
questo rapporto esiste per quasi tutte le
cosiddette malattie oncologiche e
oncoequivalenti.
Scrisse Bernardino del Boca: “2
aprile '69 - Uno sciamano italiano, che non
sapeva di esserlo, pubblicava su "Il Tesoro
delle Famiglie". giornale istruttivo
pittoresco del giugno 1875, questa notizia:
"Sabuco Donna Olivia di Nantes visse in
Alcaras, città della Spagna, sotto il regno
di Filippo II, cioè dopo la metà del secolo
decimosesto. Ella aveva sortito dalla natura
un ingegno superiore al suo sesso, e lo
mostrò in alcune opere da lei pubblicate. Il
P. Féijoo parla di lei in questo modo:
" Ciò che la rese più commendevole fu il suo nuovo sistema filosofico
e medico, in cui stabilisce per principio
contro tutti gli antichi, che non è il
sangue che nutre il nostro corpo, ma il
succo nervoso che dal cerebro si comunica a
tutti i nervi; ond'ella attribuisce ai vizi
di questo umore vitale quasi tutte le
infermità, L'Inghilterra subito ha
abbracciato con ardore questo sistema, che
la Spagna poco curante ha negligentato; ed
ora gli Spagnoli la ricevono dalle mani
degli stranieri. Sembra in tal guisa che
questa dotta femmina abbia preceduto Renato
Cartesio nell'opinione che stabilì nel
cerebro l'unica sede dell'animo ragionevole,
quantunque ella la estendesse a tutta la
sostanza, e non la chiude precisamente nella
ghiandola pineale. Questa donna si credeva
talmente sicura della verità delle sue
osservazioni che si esibiva a dimostrare in
presenza dei fisici e dei medici più dotti
della Spagna, che la fisica e la
medicina che si insegnano nelle
scuole erano
assolutamente errate."
Lo sciamano ha
intuito una verità che tuttora è ignorata.
L'uomo di oggi, più che mai, ignora di
ignorare. (BdB - Singapore-Milano-Kano - II
ed. 94 pag. 30):
“Quando i pionieri dello
spirito e della verità lasciano
la loro impronta nella cultura del loro
tempo, essa non può più essere cancellata ed
è essa che segna il sentiero che diverrà
presto la strada maestra per tutti. Il
compito di questi pionieri è soprattutto
quello di rompere le barriere della mente e
di far espandere la coscienza generale per
colmare il vuoto che esiste fra uomo e uomo”.
By
Paola Botta Beltramo
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Il
cervello femminile è architettonicamente
diverso da quello maschile
- 17 Luglio 2008
LONDRA - L'ultimo numero della rivista
britannica "New Scientist"
affronta uno studio sulle differenze tra il
cervello maschile e quello femminile.
Secondo la ricerca esistono "architetture
agli antipodi" e "differenti lunghezze
d'onda".
Alcuni studi effettuati dalla
Medical
School di Harvard, dall'universita'
della California e dall'Universita' canadese
McGill di Montreal dimostrano che uomini e
donne ragionano in maniera totalmente
opposta e sono piu' portati ciascuno per
differenti mansioni: le donne hanno
un'organizzazione cerebrale che le rende
piu' brave a prendere decisioni e a
concentrarsi maggiormente sulle emozioni,
mentre gli uomini sono spinti di piu' verso
il sesso e l'azione.
Quindi risulterebbe non piu' sostenibile la
tesi delle differenze riconducibili a
educazione, mentalita' e ormoni. (Agr)
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Descritti
struttura e funzionamento della neuroglobina
La
prossima generazione di trattamenti contro
l'ictus
potrebbe essere basata su una proteina già
presente nel nostro cervello, la
neuroglobina. In un articolo pubblicato sul
numero di novembre di
The FASEB Journal un gruppo di
ricercatori dell’Università di Roma descrive
a fondo questa proteina che potrebbe avere
un ruolo chiave nello sviluppo di nuove
terapie che minimizzino i danni cerebrali e
migliorino il recupero dei pazienti. Secondo
i ricercatori, la proteina sarebbe coinvolta
nella risposta cerebrale a situazioni di
carenza di ossigeno e avrebbe un ruolo
protettivo sui neuroni.
Strutturalmente simile all’emoglobina
presente nel sangue e alla mioglobina dei
muscoli, la neuroglobina è presente nei
neuroni, con maggiore prevalenza proprio
nelle aree cerebrali che sono maggiormente a
rischio di stress fisiologici come gli
ictus. A differenza di emoglobina e
mioglobina, però, la funzione primaria della
neuroglobina non sarebbe il trasporto
dell’ossigeno: secondo gli autori la
neuroglobina sembra essere coinvolta in
primo luogo nel metabolismo dell’ossido di
azoto, e attraverso di esso esplicherebbe i
suoi effetti protettivi.
"La comprensione di come il nostro cervello
utilizzi una molecola simile all’emoglobina
che ha funzioni protettive e di recupero
della funzionalità – ha osservato il
direttore di Faseb Journal Gerald Weissmann
– costituisce un importante passo verso un
più concreto aiuto a chi è colpito da ictus
o problemi analoghi.”
Tratto da:
blog.libero.it
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Bloccare un
enzima per arginare i danni da
ictus -
22 settembre 2010
L'identificazione di NOX4 come enzima dotato
di un ruolo chiave nella morte dei neuroni
in seguito a un ictus apre le porte a una
promettente terapia contro questa malattia
L'inibizione dell'enzima NOX4, che ha un
ruolo centrale nella produzione cellulare di
perossido di idrogeno, può essere la chiave
per ridurre notevolmente i danni causati da
un ictus. E' questo il risultato di un
ricerca condotta presso le Università di
Maastricht e di Würzburg - di cui viene
riferito in
un articolo pubblicato su PLoS Biology
- nella quale è stata somministrata una
sostanza che inibisce quell'enzima
riscontrando che i danni cerebrali
conseguenti a un ictus risultavano
notevolmente ridotti anche quando la
somministrazione avveniva a distanza di ore
dall'evento.
Il perossido di idrogeno - la comune acqua
ossigenata - è una delle sostanze più attive
prodotte nel corso delle reazioni
infiammatorie soprattutto dai macrofagi per
"sterilizzare" il sito in cui avviene un
danno e per eliminare agenti patogeni e
cellule danneggiate.
Buona parte dei danni conseguenti a un ictus
non sono, com'è noto, dovuti all'evento in
sé ma all'eccesso di reazione
dell'organismo.
"L'ictus ischemico è la
seconda causa di morte al mondo. Attualmente
esiste una sola terapia approvata e la sua
efficacia è alquanto ridotta, senza contare
che può essere utilizzata solamente nel 10
per cento circa dei pazienti, mentre nel
restante 90 per cento è esclusa a causa
delle sue controindicazioni", spiega Christoph Kleinschnitz, uno dei coordinatori
della ricerca. "E' quindi urgente trovare
nuove terapie. Uno dei candidati a questo
ruolo è il meccanismo ossidativo, ma finora
i tentativi di utilizzare antiossidanti non
sono stati coronati da successo nei trial
clinici."
Questo studio prospetta una nuova strategia
per inibire la fonte del perossido di
idrogeno e bloccarne la produzione. "E'
importante il fatto che l'eliminazione del
gene NOX4 nel topo non appare dare luogo ad
anormalità e quindi non ci si dovrebbe
aspettare evidenti effetti collaterali
dall'uso di futuri farmaci che inibiscano
NOX4", ha aggiunto Harald Schmidt, il
secondo coordinatore della ricerca.
L'identificazione di NOX4 come enzima dotato
di un ruolo chiave nella morte dei neuroni
in seguito a un ictus lo candida allo
sviluppo di una promettente terapia contro
questa malattia. "La scoperta può avere
implicazioni anche per altre condizioni
patologiche in cui il perossido di idrogeno
o altre specie reattive dell'ossigeno
possono avere un ruolo di primo piano, ma in
cui gli antiossidanti o le vitamine non
hanno avuto successo. Inibire la fonte del
perossido di idrogeno e di altri radicali
liberi può rappresentare la soluzione a
lungo cercata per affrontare anche infarto,
tumori e malattie neurodegenerative come il
Parkinson o l'Alzheimer", ha concluso
Schmidt. (gg)
Tratto da:
lescienze.espresso.repubblica.it
Commento NdR: le normali reazioni
dell'organismo quando vi sono dei problemi,
NON e' la giusta via da percorrere;
meglio rimuovere
le cause che, anche in questo caso,
sono derivanti da sangue ricco di tossine
che con il tempo si depositano nella
microcircolazione
impedendo
il normale nutrimento e depurazione
delle
cellule e quindi dei
tessuti che
compongono, in questo caso, quello nervoso.
Ricordiamo che il sangue si forma e si
informa dalle ossa e dall'intestino.
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Ictus:
ipotermia protegge il cervello da danni -
7 Mar. 2012
AGI - Londra - I danni provocati al
cervello da un ictus sono spesso gravissimi.
Questo a causa della carenza di ossigeno
(ipossia) che manda in sofferenza le diverse
aree cerebrali. L'unico modo per evitare
questi danni e' intervenire immediatamente
sul coagulo di sangue che impedisce
l'apporto di sangue e di ossigeno al
cervello.
Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista
BioMed Central Experimental & Translational
Medicine dimostra che l'ipotermia
lieve (34 gradi centigradi) puo'
ridurre gli effetti collaterali durante le
prime 24 ore dopo il verificarsi di un
ictus, nonche' aumentare le possibilita' di
intervenire per mezzo dell'attivatore
tissutale del plasminogeno (tPA).
Quando un coagulo di sangue blocca il flusso
di plasma nel cervello (ictus ischemico) la
parte bisognosa di ossigeno inizia
rapidamente a morire.
Al fine di evitare danni significativi la
tPA deve essere prestata al paziente il piu'
presto possibile dopo l'insorgenza dei
sintomi, al massimo entro le prime quattro
ore e mezza.
Un team di ricercatori dell'Universita'
di Erlangen, guidati da Rainer Kollmar,
ha verificato se una condizione di lieve
ipotermia puo' rivelarsi utile nell'evitare
danni al cervello attraverso una serie di
esperimenti effettuati sui topi. I
ricercatori hanno scoperto che mentre
l'ipotermia ha ridotto la quantita' di
gonfiore dei
tessuti cerebrali danneggiati da un
ictus, la tPA (somministrata 90 minuti dopo
l'evento patologico) ne ha determinato un
aumento.
"In tutti i casi verificati - ha spiegato
Kollmar - l'ipotermia si e' mostrata in
grado di compensare gli effetti collaterali
di tPA". Preliminari studi clinici stanno
cominciando a mostrare che e' possibile
trattare i pazienti che hanno avuto un ictus
anche combinando ipotermia e tPA. "I nostri
risultati - ha concluso lo scienziato
tedesco - suggeriscono che l'ipotermia puo'
compensare gli effetti collaterali del tPA,
mentre solo ulteriori studi mostreranno se
e' anche in grado di aumentare la finestra
temporale per le opportunita' o meno di
intervento con tPA".
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Promemoria:
Quando affermiamo: il cervello sente, vede,
ecc., diciamo una cosa realmente IMPRECISA:
NON
e' il cervello che vede
!
il cervello e' SOLO l'interfaccia
fisiologica fra l'IO
SONO-'Ego/IO
(micro buco nero sul
Vuotoquantomeccanico ed e' totalmente
statico...ed
Infinito, quindi immortale), cioe'
l'Essere (e' Lui che VEDE) e la
mente
(mare sul quale galleggia l'Ente spirituale
= mente che pero' alle volte mentisce) gli
mette a disposizione le immagini da
visionare (immaginazione = dentro
l'immagine), che e' il programma operativo
(software) che fa funzionare il cervello che
e' l'organo fisico preposto ad attivarsi
quando gli si immette il "Programma-
Progetto Vita", insito nel
Vuotoquantomeccanico, cioe' nell'Infinito
Essere che tutti
Viventi
SONO.
TUTTO il corpo null'altro e' che
l'interfaccia fra l'Essere Spirituale e lo
spazio-tempo nel quale esso si
manifesta, per attivare, conoscere,
partecipare, vivere....ed e' lo spazio-tempo
che si muove, perche' l'osservatore e'
Statico, Immobile perche' infinitamente
Eterno !
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IDENTIFICATA la
CAUSA di 130 MALATTIE del CERVELLO ? -
04.01.2011
Un
gruppo di ricercatori del
Wellcome Trust Sanger Institute di Cambridge
e dell’Edinburgh
University sono stati in grado di
mappare le 1461 proteine che costituiscono
la densità postsinaptica
Un team di ricercatori inglesi ha annunciato
una scoperta che segna una svolta epocale
nella comprensione dei meccanismi
all'origine di numerose malattie del
cervello.
Gli scienziati sono infatti riusciti a
mappare le 1461 proteine che interagiscono
nella densità postsinaptica, una specifica
area delle sinapsi cerebrali da tempo
riconosciuta per il ruolo che ricopre in
diverse patologie.
Nel corso della sperimentazione sono stati
analizzati dei campioni cerebrali prelevati
nel corso di alcune operazioni chirurgiche:
“Abbiamo identificato 130 "malattie" del
cervello in cui sono coinvolte le densità postsinaptiche – spiega uno degli autori
dello studio, Seth Grant – Tra esse, ci sono
comuni patologie debilitanti come
l’Alzheimer, il Parkinson o altre malattie
neurodegenerative così come l’epilessia e
malattie dello sviluppo dei
bambini come
l’autismo
o le
difficoltà di apprendimento.
La nostra scoperta - ha precisato - mostra
che le densità postsinaptiche sono lo snodo
di un’ampia gamma di malattie che colpiscono
milioni di persone”.
Lo studio, apparso sulla rivista
Nature Neuroscience, lascia intravedere
importanti applicazioni terapeutiche.
“Piuttosto che puntare sui “soliti
sospetti”, disponiamo adesso di una lista
completa di più di 1000 sospetti”, afferma
Jeffrey L. Noebels, professore di
Neurologia, Neuroscienze e Genetica umana al
Baylor College of Medicine. “Dal momento che
in molte malattie è
coinvolto lo stesso gruppo di proteine,
ora possiamo essere in grado di sviluppare
nuovi trattamenti che possono essere
impiegati in più patologie – prosegue Grant.
Inoltre, "Possiamo ipotizzare altri modi per
sviluppare test diagnostici e per aiutare i
medici a classificare le patologie".
By Alessandro Veronesi -
Tratto da: Infosalute.info
Commento
NdR: ....ma quello che non dicono a chiare
lettere e' che, le proteine mancanti e/o
eccedenti e/o anomale, lo sono in quanto le
funzioni principali cellulari (una
delle quali e' proprio la produzione e la
specializzazione delle proteine) sono
alterate da vari cofattori, in primis i
VACCINI
(proteine
tossiche complesse a DNA),
metalli tossici,
micotossine,
virus,
batteri eterologhi e/o mutati ed infine
proteine eterologhe anche quelle introdotte
con
alimenti contaminati e/o
industrializzati e non biologici, generando
quelle malfunzioni
cellulari e
tissutali e quindi
organiche, che poi analizzando e
controllando le proteine, con appositi esami
di laboratorio, si ritrovano in forma
anomala, alterata o deficitaria.
Comunque ben vengano queste ricerche, perche'
corroborano tutto cio' che noi affermiamo da
decenni, cioe' che
sono soprattutto
i
vaccini
i
quali
sono la base per qualsiasi
malattia
anche
cerebrale,
anche perche' vengono propinati
fin da
bambini...
!
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Ictus,
scoperto il gene che segnala il rischio
Scoperta la variante genetica che rileva la
predisposizione all'ictus.
La notizia è stata pubblicata su "Nature
Genetics" ed è frutto del lavoro di
un gruppo internazionale di ricercatori
coordinati dalla
St. George University.
Il lavoro ha coinvolto scienziati europei,
australiani ed americani che hanno messo a
confronto il patrimonio genetico di circa 10
mila persone colpite dalla patologia con
quello di 40 mila soggetti sani. Importante
il contributo italiano con la partecipazione
allo studio della
Fondazione Istituto Neurologico Carlo Besta, guidato da Eugenio Parati.
L'incrocio dei dati ha consentito di
individuare un gene, denominato HDAC9, la
cui alterazione fa aumentare il rischio
d'ictus ischemico.
vedi:
Circolazione sanguigna
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Aneurismi e ictus: perché non
sono più tragedie senza ritorno
-
20/0372014
Si curano danni che si consideravano
intrattabili.
Diana è a un
concerto e viene colta da una crisi
epilettica. Quando si riprende, la sua vista
è doppia e il mal di testa diventa
rapidamente insopportabile.
Quando arriva al
pronto soccorso, la diagnosi lascia poche
speranze: aneurisma cerebrale di grandi
dimensioni, oltre i 25 millimetri.
Nonostante la giovane età - Diana ha solo 15
anni - le possibilità di recupero si
riducono al lumicino: la probabilità che la
sacca di sangue che si è formata nel
cervello scoppi con conseguenze drammatiche
è elevata.
Eppure oggi, a
otto mesi da quel giorno drammatico, Diana
(il nome è di fantasia) sta benissimo e ha
ripreso la vita di tutti i giorni. Uno
straordinario capovolgimento di prospettiva
che ha un nome preciso:
“flow-diverter”,
il nuovo dispositivo che sta rivoluzionando
il trattamento degli aneurismi cerebrali.
A
spiegarlo è Italo Linfante, direttore del
dipartimento di Neurochirurgia Vascolare
presso il “Baptist Cardiac and Vascular
Institute” di Miami, in Florida, uno dei
centri all'avanguardia del
settore e dove
la ragazza è stata operata. “Quando si parla
di aneurisma - spiega Linfante - ci si
riferisce alla dilatazione di alcune arterie
all'interno del cervello che, con il passare
del tempo, possono espandersi fino alla
rottura. In questi casi intervenire in modo
tempestivo è fondamentale. Fino ad alcuni
anni fa la tecnica base per trattare questi
"eventi" prevedeva la craniotomia e il
successivo posizionamento di una clip che,
come una vera e propria pinza, isolava
l'aneurisma”. Una tecnica chirurgica che ha
lasciato lentamente spazio alla
neurochirurgia endovascolare, un approccio
che prevede l'utilizzo di microcateteri che
dall'arteria femorale raggiungono
direttamente la zona del cervello
interessata dallo “shock”.
“Questa
metodica, che presenta eccellenti risultati,
consiste nel riempimento della sacca
aneurismatica attraverso la creazione di una
sfera, che è formata da spirali di platino.
Si tratta di un'impalcatura capace di
evitare la rottura e di promuovere il
riassorbimento del sangue”, sottolinea lo
specialista.
Ad oggi, però, alcuni casi come
quello di Diana risultano ancora difficili
da trattare. Difficoltà che potrebbero
essere superate proprio con il “flow-diverter”.
“E' un
dispositivo - spiega Linfante - pensato già
alla metà degli Anni 90, ma solo da poco
arrivato nelle sale operatorie dopo un
rigorosissimo iter di sperimentazione,
iniziato dai modelli in vitro e conclusosi
con i test sugli animali e nell'uomo”.
Tecnicamente, è uno “stent”, che permette di
canalizzare il sangue, escludendo così
l'aneurisma. Una sorta di rete metallica
inserita nell'arteria dove è presente il
“problema”.
“La bellezza di
questo campo del sapere - continua - è la
rapidità con cui si cambia il modo di
lavorare. Se prima ci concentravamo nel
trattare la sacca aneurismatica, oggi, con
il "flow-diverter"
l'attenzione si
concentra sull'arteria. L'obiettivo
ripristinare il corretto flusso sanguigno.
Così facendo, il sangue presente
nell'aneurisma si coagula e il problema
viene eliminato”. Un dispositivo che
permette di trattare aneurismi considerati
fino a pochissimo tempo fa intrattabili come
quello di Diana. Nel centro di Miami dove
lavora Linfante quasi il 40% degli aneurismi
viene ormai affrontato in questo modo.
Ma le novità non
finiscono qui. Grazie alle nuove tecnologie
endovascolari anche il trattamento degli
ictus - l'occlusione delle arterie cerebrali
- è cambiato radicalmente. L'approccio è del
tutto simile agli aneurismi. “Oggi -
prosegue - la tecnica più all'avanguardia è
quella dello "stent-retriver".
Il metodo
consiste nell'inserzione di una rete a
livello dell'arteria ostruita con
l'obiettivo di ricanalizzare e aprire il
vaso. In questi casi però, a differenza
dell'aneurisma, lo "stent" viene tolto e
sorprendentemente, nel momento della
rimozione, il dispositivo porta via con sé
anche il coagulo che ha causato l'ictus”.
Ma se da un lato
le tecniche hanno fatto passi da gigante, lo
stesso non si può dire per quanto riguarda
l'organizzazione delle unità ospedaliere che
devono trattare aneurismi e ictus. In Italia
(e non
solo) la
situazione è a macchia di leopardo e le
“stroke unit” scarseggiano. “Per trattare
bene questi "eventi" occorrono centri
organizzati che operino 24 ore su 24. Non
solo. Le risorse andrebbero concentrate in
pochi centri e ben dislocati. Un esempio di
efficienza - sottolinea Linfante - è Londra,
divisa in 8 settori per garantire un punto
di riferimento all'avanguardia ogni milione
di persone. Più interventi fai e migliore è
la qualità. Solo così si potrà veramente
avere successo”.
La sfida -
conclude - “non sarà mai solo di natura
tecnica, ma anche di organizzazione
sanitaria”.
By Daniele Banfi – Tratto da:
lastampa.it
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Cancro
e
Pineale
- vedi:
BioElettronica
Dopo 25 anni di ricerche il dott.
Paolo Lissoni, oncologo della
divisione di Radioterapia
del San Gerardo è riuscito nel suo
intento. Infatti, il National cancer
institute di Washington, l'istituto
oncologico che divulga notizie
scientificamente attendibili, ha corroborato
la fondatezza dei suoi studi sulla ghiandola
pineale.
Lissoni parte dalla teoria di
Cartesio che a metà del '600 teorizzava il
ruolo della ghiandola pineale (alla base del
cranio) come collegamento tra il corpo e l'anima.
Infatti, Lissoni si
rifà agli antichi filosofi che parlavano di
unità della persona tra corpo e anima, dai
Magi a Platone, secondo cui la malattia era
il distacco dall'universale. Dall'ipotesi
filosofica, poi è passato a quella
scientifica: la ghiandola produce quattro
ormoni (fra cui la melatonina), in alcuni
casi utili come antitumorali.
Secondo Lissoni non
basta curare solo la parte fisica del
tumore, ma bisogna occuparsi anche della
psiche del paziente, perché la cura della
malattia non è semplicemente organica, ma
deriva anche da un malessere esistenziale. I
quattro ormoni vengono prodotti nelle
quattro diverse fasi della giornata,
seguendo il ritmo del sole. Le teorie del
medico monzese sono state a lungo derise, ma
il National
Cancer Institute di Washington le ha
riconosciute come valide. Lissoni è stato
chiamato dal National
cancer institute di Washington, il
tempio della scienza medica mondiale a cui
venerdì riferirà dell'uso dei 4 ormoni
prodotti dalla ghiandola pineale.
Nel frattempo, il tempio della ricerca
internazionale sta compiendo gli stessi
studi sugli animali, mentre a Monza Paolo
Lissoni ha già una casistica di 2500
pazienti in 25 anni (circa il 15% dei
pazienti del reparto).
Di conseguenza, il San Gerardo si ritrova ad
essere l'unico centro al mondo con una
tradizione di studio sulla ghiandola
pineale.
«Non ho mai voluto spaccare il mondo degli
oncologi come fece il professor Di Bella -
dichiara il dottor Lissoni - ma auspico
l'unione fra gli specialisti del settore,
l'unità delle terapie per rendere, per
esempio le chemioterapie sempre meglio
accettate ed efficaci».
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Intelligenza
Finalmente gli scienziati hanno capito cosa
rende un'animale più intelligente di
un'altro. Si è sempre affermato che era una
questione di quantità di cervello, ma poi si
è specificato che era il rapporto del peso
del cervello rispetto al corpo a "pesare".
E invece no !
Studiando varie specie di uccelli gli
scienziati hanno osservato che le specie col
cervello più lateralizzato, cioè coi 2
emisferi che lavorano indipendentemente,
sono anche le più intelligenti. Cioè
l'intelligenza dipende dalla
specializzazione delle funzioni
intellettive, un fatto che è rozzamente
osservabile dal grado di lateralizzazione
degli emisferi cerebrali. Questo
spiegherebbe fra l'altro la superiorità
tecnica del cervello maschile rispetto al
femminile.
Afferma il neuroscienziato cognitivo Giorgio
Vallortigara dell'università di Trento,
specialista per l'intelligenza dei polli:
"L'idea di un collegamento tra una forte
lateralizzazione e abilità cognitiva girava
nell'aria da molti anni, ma è stato fatto
poco lavoro sperimentale di comparazione con
gli animali. Questo studio fornisce un
affascinante conferma del legame tra
cognizione superiore e asimmetria del
cervello."
Tratto da:
http://sciencenow.sciencemag.org/cgi/content/full/2009/902/4
vedi anche:
DNA, Cromosomi, Amminoacidi +
Cervello separato, quello del Cuore +
per l'ischemia e' utile il:
Gingo Biloba
E per finire:
cosa e' l'olio sacro dei religiosi, il
cristos (parola greca) che indica un certo
tipo di olio secreto dal cervello fra i due
emisferi, nel crani
|